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la Locomotiva Anno XVI n.

La riforma Gelmini
nega ai ciadini
il dirio ad
un’Università pubblica

L G E L M I N I !
NO A L D D
Sinistra Universitaria
Unione degli Universitari
La Sinistra Universitaria - UDU è un’associazione Attualmente però sembra che la direzione presa sia
studentesca politico-sindacale apartitica; il suo scopo è da quella contraria: scarsa considerazione delle necessità degli
sempre quello di difendere e di promuovere i diritti degli studenti, strapotere della classe baronale e, visto che al peggio
studenti, obiettivo portato avanti sia tramite la non c’è mai fine, una sconfortante serie di riforme che sono
rappresentanza all’interno dei diversi organi d’Ateneo, sia state in grado di affossare completamente il già agonizzante
tramite un approccio vertenziale ai vari problemi che sistema universitario italiano. Molti studenti non lo sanno,
possono sorgere per uno studente nel corso della sua vita ma al momento della loro iscrizione all’Università diventano
universitaria, e sia tramite l’offerta di servizi e automaticamente portatori di determinati diritti, riconosciuti
l’organizzazione di attività culturali da conferenze a ma troppo spesso calpestati o ignorati; proponendoci come
cineforum, da gite a feste. sindacato studentesco, nostra priorità è la tutela di quei diritti
La nostra è la storia di alcuni ragazzi che nel 1994 si già riconosciuti e tutto l’impegno necessario per farne
costituirono autonomamente come gruppo per far sentire la accettare di nuovi. I terreni di scontro sono molteplici e le
propria voce all’interno dell’Ateneo perugino, spinti dalla questioni spinose, ma gettare la spugna o sfoderare
necessità di costruire un soggetto sindacale in grado di dare disinteresse non fa che peggiorare lo stato di cose attuale.
una rappresentanza stabile e forte alla componente La noncuranza e l’indifferenza sono gli strumenti di cui i
studentesca di Perugia. Nel corso degli anni l’associazione ha baroni dell’Università si servono per farci stare buoni e
portato avanti i suoi progetti con due spiriti diversi ma renderci innocui: non glielo permettiamo! Informiamoci e
concilianti: ha saputo attenersi alle sue linee guida originarie prendiamo parte attivamente alla vita del nostro Ateneo,
riuscendo però contemporaneamente ad evolversi con i esercitando tutti i diritti di cui siamo portatori. L’Università è,
tempi; da qui, in un’ottica di maggior incisività a livello o quantomeno dovrebbe essere, il trampolino di lancio per il
nazionale, la decisione di entrare a far parte dell’UDU, nostro futuro: aiutiamola a migliorarsi, per migliorarci.
Unione degli Universitari, confederazione nazionale di
associazioni studentesche dei principali Atenei italiani. Allora Per discutere di questo e delle molteplici attività che la
come oggi, siamo mossi dalla convinzione che lo studente Sinistra Universitaria - UDU propone ed organizza ci
all’interno dell’Università debba potersi formare come troverai ogni Mercoledì alle 19:00 in Aula E di
persona completa e come cittadino pensante ed attivo, Farmacia, sotto il Rettorato. Le riunioni sono aperte a
acquisendo da un lato le conoscenze del corso di laurea cui è tutti ed ogni nuova voce, se pur critica, è ben accetta, poiché
iscritto e dall’altro uno spirito critico e un’autocoscienza tali soltanto con un confronto aperto, sano e leale è possibile
da poter valutare autonomamente quanto gli accade intorno. crescere e migliorare.

Esecutivo
Presidente Jacopo Giovagnoni 3409716583 turco@hotmail.it

Coordinatore Leonardo Esposito 3409081703 leonardoesposito@hotmail.it

Resp. Diritto allo Studio e Didattica Sebastiano Pirisi 3280891859 sebastiano.pirisi@tiscali.it

Resp. Organizzazione Aurora Caporali 3272326366 eos.cap@alice.it

Resp. Fondi Gianluca Cotone 3453527834 ganimede88@libero.it

Resp. Comunicazione e Gruppi di Facoltà Federico Fratini 3287729184 federico.fratini@gmail.com

Resp. Iniziative Bando Federico Pompei 3339313625 sbrocco1@libero.it

Direttore:
Francesco Bonaduce

Grafica: Redazione: Jacopo Giovagnoni


Riccardo Billi Rita Manni
Giorgio Maraziti
Filippo Boccolacci Giorgio Maraziti
Federico Fratini Stefano Mariani
Francesco Bonaduce
Aurora Caporali Roberto Mincigrucci
Disegni: Gianluca Cotone Valentina Patata
Elisa Valloni Beatrice Depretis Federico Pompei
Francesco Di Marco Sebastiano Pirisi
Matteo Falcone Rosibetti Rubino
Contatti: Giovanni Sellari
Makhluf Abdelkarim Farage
www.uduperugia.it Pierpaolo Filomeno Dorela Serjani
fra.bonaduce@gmail.com Federico Fratini Elisa Valloni
Pag. 2 Copertina di Giorgio Maraziti
la Locomotiva
PERIODICO D’INFORMAZIONE DELLA SINISTRA UNIVERSITARIA - UDU PERUGIA

[Sommario]
copertina

--> Sì a un’Università diversa


di Francesco Bonaduce pag. 4 e dintorni

--> TOURASMUS
di Beatrice Depretis pag. 8
mobilitazioni
--> Younivercity - notizie da Padova
di Sebastiano Pirisi pag. 9
--> I numeri parlano. Qualcuno risponda.
di Rosibetti Rubino pag. 4
--> Mantenere vivo lo spirito albanese
Giovani universitari albanesi che oltre allo studio
--> What students know partecipano a feste tradizionali al fine di intrattenere
di Stefano Mariano pag. 5
la minoranza del loro popolo
di Dorela Serjani pag. 10
--> Roma, ricercatori e studenti per una
nuova università --> Il Teatro del Sogno
Di nuovo... da Chagall a Fellini
di Aurora Caporali pag. 5 di Federico Fratini pag. 11

* il punto dalle Facoltà


--> Ingegneria fuori dal coro
di Amabile Fazio pag. 6

--> La questione Veterinaria


di Valentina Patata pag. 7 // ISEE/ISEEU IN 3 PASSI
pag. 12
--> Scienze politiche: una Facoltà in
agitazione
di Matteo Falcone pag. 7
// LE COMUNICAZIONI DEI
RICERCATORI
--> Tusansambletusansambe grèv-grèv! pag. 13
dal blog di Pierpaolo Filomeno pag. 8

Pag. 3
//14 OTTOBRE - la SU organizza autobus per il presidio sotto Montecitorio durante la discussione della Riforma alla Camera
3
la Locomotiva - Anno XVI Numero
Sì a un’Università diversa analizzeremo all'interno del numero) in tutto il Paese;
mobilitazioni quasi sempre di categoria: "ricercatori in
di Francesco Bonaduce protesta" è uno degli slogan più inflazionati.
Nel nostro Ateneo, le due assemblee al Rettorato di
Ricordate la 133, i tagli di Tremonti, la Gelmini e la Luglio e Settembre hanno evidenziato due fatti: in
sua storica riforma? primo luogo che questa, anche a Perugia, è la protesta
Due anni dopo, punto e a capo. dei ricercatori; in secondo luogo, che manca un'idea
Ecco la nuova manovra, le nuove rasoiate all'istruzione, organica di Università da contrapporre a quella del
la nuova frottola di un'Università migliore. governo (e della politica tutta).
La c.d. riforma Gelmini è già stata approvata in Senato Finché la mobilitazione non diverrà una protesta
e nei prossimi giorni sarà discussa alla Camera dei generale dell'istituzione universitaria, nessuna categoria
Deputati. Uno dei passaggi cruciali, al centro della (che siano ricercatori, studenti o docenti) avrà la forza di
protesta dei ricercatori, è l'articolo che li incanala nel rivendicare i propri diritti o le proprie pretese.
binario morto del precariato con la formula magica del Allo stesso modo, finché tutte le categorie universitarie
3+3-e-a-casa (migliorato in 3+2+3-e-a-casa grazie al non saranno coese, l'idea di un'Università migliore,
geniale emendamento targato PD), col quale si creano diversa, non potrà mai essere elaborata.
ricercatori a tempo determinato e senza sbocchi futuri. E fintanto che continuerà a mancare l'idea di un'altra
A fianco al d.d.l. Gelmini sta la c.d. manovra Tremonti: università, partorita dagli stessi che l'università la vivono
decreto del governo col quale, tra l'altro, gli stipendi di quotidianamente, non potrà che prevalere l'attuale
docenti e ricercatori vengono congelati per 3 anni, disegno denigratorio della pubblica istruzione portato
senza possibilità di un recupero in futuro (la perdita avanti dal governo, avallato dalle deboli opposizioni e
complessiva stimata è di svariate decine di migliaia di diffuso dai media.
euro a lavoratore). Qual è la nostra idea di Università? Ecco ciò che
Sono stati proprio la formula magica e il blocco degli dobbiamo chiederci. Altrimenti ci troveremo davanti
scatti ad innescare una serie di proteste (che soltanto ad un’altra stagione di sterili proteste.

FOCUS MOBILITAZIONI
I numeri parlano. Qualcuno
risponda.
di Rosibetti Rubino

Stop. Le università si bloccano. Stavolta davvero e


ovunque. La protesta iniziata da Rete29Aprile (una rete
nazionale dei ricercatori, nata, per l’appunto, il 29
aprile in occasione dell’assemblea dei rappresentanti dei
ricercatori) non si è rivelata l’ennesimo tentativo di
scarna opposizione alle riforme che hanno lentamente
ucciso l’istruzione italiana. Sembra che la cosa sia seria
una volta tanto. Tant’è che di blocco della didattica si è
parlato e al blocco della didattica si è giunti. Incredibile.
L’adesione all’indisponibilità alla didattica è di circa
il 53% su scala nazionale, con picchi che sfiorano il 90%
nelle Università degli Studi di Chieti e Pescara, di
Reggio Calabria, dell’Aquila. Si parla di più di 18mila
ricercatori, di cui quasi 10mila gli aderenti. Una
categoria che detiene circa il 40% delle cattedre. Basta
farsi due conti per comprendere quanto la protesta
possa debilitare l’intero sistema universitario. E così, i
senati accademici si ritrovano costretti a rinviare
l’avviamento dei corsi.
La Rete, però, oltre a doversi contrapporre al Mi rifiuto di approvare il bilancio preventivo 2011 in
Governo, deve vedersela anche con i rettori, che non rosso». Guido Fabiani, il rettore di Roma Tre, ha
sempre appoggiano la protesta. E’ il caso di Bologna, il chiesto fondi per far diventare i ricercatori docenti: sono
cui Magnifico, voleva iniziare l’anno accademico con il tanti e troppo preziosi per la didattica. Insomma,
reclutamento di professori a contratto, per farne dei cercare soluzioni, piuttosto che aggiungere problemi.
precari con cui supplire i ricercatori assenti. Stesso Intanto, gli atenei toscani di Pisa, Siena e Firenze
orientamento sarebbe quello verso cui pende il Cda del pensano a una mobilitazione unitaria ai primi di ottobre
Politecnico di Torino. Insomma, girare il coltello nella per coinvolgere il governatore della Toscana Enrico
piaga. Precariato su precariato. La situazione, grazie a Rossi nella protesta. A Pisa la facoltà di scienze fisiche e
Dio, sembra diversa negli atenei romani. Da Tor matematiche va verso lo stop dei corsi sine die fino al
Ve r g a t a , R e n a t o L a u r o d à v o c e a l l o r o ritiro del ddl Gelmini e Padova e Pavia potrebbero
sottofinanziamento di 32 milioni di euro. Dalla approdare alla stessa decisione. A Firenze alla facoltà di
Sapienza, Luigi Frati fa sapere che «alla Sapienza scienze politiche i corsi opzionali sono scomparsi
occorrono 70-80 milioni di euro: Tremonti e Gelmini si dall’offerta formativa. A Ferrara la facoltà di
facciano carico della situazione nella Finanziaria 2011. architettura è bloccata e anche le università di Parma e
Pag. 4
// 15 OTTOBRE - si terrà a Roma l’Assemblea Nazionale dei Ricercatori

la Locomotiva - Anno XVI Numero 3


Ancona sono in difficoltà: piccoli atenei dove i corsi
saltano per il blocco del turn-over, dove il mancato
rimpiazzo dei pensionati si fa sentire tanto quanto la
protesta dei ricercatori.
Per i risultati bisognerà attendere la fine di ottobre,
che, a questo punto, potrà coincidere con la fine della
protesta o la fine del ddl. Certo è che, con la mozione
del 23 settembre approvata dal Crui (Conferenza dei
Rettori delle Università Italiane), oltre a ribadire la
necessità di un regolare svolgimento dell’anno
accademico, si sottolinea come le promesse del Governo
non bastino dato che i tagli, “indiscriminati e
insostenibili”, rendono difficoltosi la funzione pubblica e
il ruolo stesso dell’Università.

What students know


di Stefano Mariani

Se l'informazione ha lo scopo primo di far


conoscere, questa volta proviamo a capire in anticipo
quanto gli studenti del nostro Ateneo sono informati
circa l'attuale mobilitazione dei ricercatori. Muovendoci
tra le Facoltà abbiamo posto alcune domande agli
studenti.
Sei a conoscenza dello stato di agitazione dei ricercatori? alla CRUI anche molti degli organi degli Atenei si sono
P. da Medicina: “No, non so nulla di ciò di cui mi limitati ad un riconoscimento ufficiale, tuttavia
parli. Non so nemmeno che la protesta è coordinata a solamente formale, dello stato di agitazione. Nulla di
livello nazionale”. concretamente rilevante.
Come non comprenderlo!?! I ricercatori della Credi che la riforma incida solo sui ricercatori?
facoltà di Medicina - come quelli di Ingegneria e A. di Economica “Se le proteste sono solo dei
Giurisprudenza - non hanno appoggiato la protesta e ricercatori evidentemente coinvolge solamente loro”.
perciò il disagio e la notizia non sono arrivate agli In verità, anche gli studenti rischiano di subire le
studenti - l'informazione pubblica certo non sopperisce negative conseguenze di questa riforma: soprattutto in
a tale carenza -. materia di Diritto allo Studio. Il pesante taglio dei
Sai come i ricercatori protestano? finanziamenti mette in pericolo l'assegnazione delle
M. studente di Agraria: “Da noi le lezioni di alcuni borse di studio verso “capaci e meritevoli, anche se privi
corsi non hanno avuto inizio poiché i ricercatori di mezzi” (art. 34 Cost.). Alcuni studenti fuori sede
partecipando allo sciopero non hanno dato la loro hanno già abbandonato Perugia poiché concretamente
disponibilità alla didattica”. impossibilitati senza il rinnovo della borsa di studio.
In realtà non si tratta di uno sciopero. I ricercatori Infine capita anche di ricevere una domanda da
non sono tenuti a sostenere le lezioni. La didattica non è uno studente interessato:
un loro “dovere”. I ricercatori vengono valutati sulla Perché si è arrivati a questa situazione?
loro attività di ricerca. In questo modo semplicemente Il sistema universitario con la sua evidente necessità
non rinnovano un “servizio” che hanno sempre offerto di rinnovamento - e “pulizia”- non ha trovato nei vari
reggendo le sorti degli atenei con le loro capacità (certo ministeri un valido interlocutore con cui poter
ora non si può obbligare a far volontariato: un ossimoro intraprendere un percorso costruttivo di
affatto poetico). miglioramento... sempre che, da una parte e dall'altra,
Sei a conoscenza delle ragioni che muovono i ricercatori? vi sia questa intenzione.
E. da Ingegneria “Le motivazioni sono derivanti
dalle conseguenze dell'approvazione - avvenuta solo in
Senato - del Ddl Gelmini. La riforma peggiora la
Roma, ricercatori e studenti per
situazione dei precari della ricerca prevedendo una nuova università
solamente ricercatori a tempo determinato. Ricordiamo Di nuovo...
che il contratto è triennale e può eventualmente essere
rinnovato solo per altri tre anni: insomma, un massimo di Aurora Caporali
di sei anni di attività di ricerca all'interno di
un'Università. I tagli indiscriminati alle Università poi Il 17 settembre scorso si è svolta presso l'Università
non garantiscono certo prospettive di carriera e gravano La Sapienza l'assemblea della così detta “Rete 29
soprattutto sugli stipendi dei ricercatori”. Aprile” una delle due più grandi organizzazioni
Perché i ricercatori hanno scelto una forma tanto incisiva di nazionali dei Ricercatori in protesta.
protesta? Dopo una lunga serie di interventi che hanno visto
G. da Scienze: “Certamente non hanno trovato un protagoniste esperienze da tutti gli Atenei d'Italia, c'è
appoggio concreto e rilevante nella CRUI (Conferenza stato anche il contributo del coordinatore nazionale dell'
dei Rettori delle Università Italiane) la quale non UdU Giorgio Paterna che ha evidenziato l'importanza
sembrerebbe opporsi a tale riforma”. di una protesta trasversale e condivisa che unisca tutte le
E' sempre un piacere trovare studenti universitari parti dell' Università, punto comune, senza dubbio, il
informati sulle questioni della Nostra Università. Oltre totale rifiuto per il DDL Gelmini.
Pag. 5
// 8 OTTOBRE - gli studenti delle Superiori sono scesi in Piazza. Per info sulla protesta: www.retedeglistudenti.it
la Locomotiva - Anno XVI Numero 3
Dopo la discussione l'assemblea si è sciolta Tramite la R29A, i ricercatori hanno accompagnato
producendo un documento che incìpita così: la protesta con una serie di riflessioni su punti di forza e
“La Rete 29 Aprile – Ricercatori per un’università manchevolezze del sistema universitario, avanzando
pubblica, libera e aperta, convoca per il giorno 17 proposte tese a concretizzare l’enorme potenziale di
settembre (ore 10.30, presso l’aula La Ginestra della sviluppo che esso racchiude. Proposte che sono state
facoltà di Chimica nella città universitaria della favorevolmente riprese dal Capo dello Stato in una
Sapienza di Roma) la sua seconda assemblea nazionale, lettera alla Rete, e da lui inoltrate al Ministro Gelmini,
aperta a tutti i ricercatori universitari degli atenei con l’auspicio di un “costruttivo confronto che guardi al
italiani, oltre che ai ricercatori non ancora strutturati, ai merito delle questioni e all’interesse di lungo periodo del
ricercatori degli enti pubblici di ricerca e a tutti coloro – nostro Paese”, per realizzare in modo condiviso la
quale che sia il loro ruolo o la loro funzione necessaria riforma universitaria.”
nell’Università – che hanno a cuore l’Università libera, Tra riforme universitarie vecchie e nuove purtroppo
pubblica e aperta. non c'è mai stato un valido disegno che possa riguardare
Dopo la prima assemblea del 29 aprile 2010, la l'Istruzione a tutto tondo e anche i più nobili
R29A intende fare il punto sulla estensione della presupposti di questo documento propositivo non
protesta nei diversi atenei, valutando anche ulteriori saranno sufficienti, mancando un'adeguata base di
iniziative per l’autunno che, a causa dell’iter consenso nazionale a tutti i livelli, a scardinare questa
parlamentare del controverso disegno di legge c.d. progressiva, apparentemente inarrestabile, distruzione
“Gelmini” e nella permanenza della drammatica dell'Istruzione pubblica.
situazione finanziaria degli Atenei (che non saranno “Che fare?” diceva qualcuno... La risposta sta a noi,
neppure più in grado di pagare gli stipendi), si noi studenti, noi cittadini, noi “Costruttori di futuro”...
preannuncia senz’altro caldo.

il punto dalle Facoltà


Ingegneria fuori dal coro
Questo è un periodo di mobilitazione generale per
tutto l’Ateneo, quasi tutte le Facoltà al proprio interno
hanno avuto delle spaccature sulla questione dei
ricercatori, che sul ritiro o meno della disponibilità
all’insegnamento non sono riusciti a trovare una quadra
che portasse ad una protesta condivisa da tutti.
La Facoltà di Ingegneria e i suoi ricercatori hanno
rischiato una simile spaccatura, ma alla fine la
maggioranza ha deciso di continuare le lezioni, anche
se posticipandone l’inizio.
La Sinistra Universitaria ha presentato un
documento in Consiglio di Facoltà, in cui si invitavano i
ricercatori e i docenti a collaborare con la
rappresentanza studentesca, con il fine unico di non
scaricare il peso della protesta “legittima” sugli studenti,
tramite i disservizi che si sarebbero creati se l’astensione
dall’insegnamento si fosse protratta più di una
settimana.
Il nostro documento, inoltre, chiedeva a tutta la
Facoltà l’adesione a dei punti ben precisi, atti a
trasmettere all’esterno e all’interno della Facoltà stessa il
disagio che si vive,
Proclamare lo stato di agitazione della Facoltà
Esporre striscioni inerenti al problema
proiettare durante le lezioni delle “slides” elaborate
da ricercatori e studenti
oscurare il sito della Facoltà per 10 secondi ad ogni
accesso, per trasmettere un messaggio inerente alla
protesta.
Sarà, inoltre, inviata da parte del Preside una lettera
alle famiglie che spiegherà la situazione e che sarà
anche letta in occasione delle proclamazioni di Laurea.
Ci sono state e continueranno ad esserci delle parte attiva nell’opera di informazione che è necessario
assemblee informative per dare agli studenti di portare avanti.
Ingegneria le informazioni necessarie per poter essere di Amabile Fazio,
Rappresentante degli Studenti

Pag. 6
// ASTENSIONE DALLE LEZIONI DA PARTE DEI RICERCATORI DI VETERINARIA E SCIENZE POLITICHE

la Locomotiva - Anno XVI Numero 3


La questione Veterinaria
La protesta dei ricercatori, scaturita dal Decreto
Legge Gelmini, ha toccato tutta l’università e non di
meno la Facoltà di Medicina Veterinaria. Molti
ricercatori nella nostra facoltà insegnano materie anche
molto importanti per la nostra futura professione, sono
importanti figure di riferimento e colonne portanti sia
per la laurea magistrale che per la triennale di
Veterinaria. I ricercatori si sono astenuti, a partire dal
20 settembre (data di inizio delle lezioni) , dall’attività
didattica, non facendo partire dei corsi in una facoltà
che può essere considerata un po’ più “restrittiva” delle
altre, prevedendo firme di frequenza e blocchi (riferiti al
numero degli esami) in tutti gli anni di corso , e quindi
portando disagio agli studenti. Sempre il 20 settembre si
è tenuto il Consiglio di Facoltà dove i ricercatori
dichiarando che non avrebbero ripreso a svolgere la
normale attività didattica, hanno chiesto che tutti i
restanti corsi, seguiti dai docenti, fossero sospesi fino al
18 ottobre , affinché la protesta risultasse più incisiva. A
questa richiesta nessuno si è tirato indietro, i docenti si presentiamo idee contrastanti, cioè vorremmo
sono resi disponibili a sospendere le lezioni purché dopo appoggiare sì la protesta, ma allo stesso modo
il 18 i ricercatori avessero ripreso a svolgere vorremmo evitare di arrivare a gennaio ancora
normalmente le lezioni. Questo però non è stato svolgendo lezioni, in un momento in cui dovremmo
confermato dagli stessi, che hanno dichiarato che dare esami e di conseguenza saltare una sessione
avrebbero ripreso l’attività didattica a seconda che il d’esame. Speriamo in una risoluzione repentina del
Decreto Legge Gelmini fosse stato approvato oppure problema che possa considerare da un lato l’esigenze
no. Da quel momento non si è più convocato un della componente professionale e dall’altro il diritto allo
Consiglio di Facoltà e quindi la situazione è rimasta studio di noi studenti.
statica, con alcuni corsi (come malattie infettive) bloccati di Valentina Patata,
fino a data incerta. Noi studenti della Facoltà Rappresentante degli Studenti

Scienze politiche: una Facoltà in


agitazione
Nella Facoltà di Scienze Politiche la protesta dei
ricercatori ha avuto un alto livello di adesione. Su un
totale di 22 ricercatori ben 13 di essi si è dichiarato “in
protesta” (più del 50%) con il seguente ritiro della
disponibilità all’insegnamento. Questa situazione ha
portato il Preside a convocare ben 3 Consigli di Facoltà
in tre settimane (a differenza di una media di uno al
mese in situazioni ordinarie). Il ruolo dei rappresentanti
degli studenti è stato determinante affinché la protesta
di una parte della Facoltà, i ricercatori appunto,
diventasse “la protesta” della nostra Facoltà, con tutte le
sue componenti, contro le riforme e i tagli del ministro
Gelmini e del ministro Tremonti. La Facoltà, in effetti,
si era dichiarata solidale con i ricercatori sospendendo
la didattica per due settimane. L’11 di ottobre la
didattica è ripartita, ma i corsi tenuti dai ricercatori
sono ancora fermi e allo stato attuale non partiranno. I
nostri rappresentanti hanno ottenuto garanzie dai
ricercatori-docenti anche sulle sessioni di esami e lauree,
che comunque verranno garantiti fino a febbraio, per la
triennale, e ad aprile per la specialistica-magistrale,
considerando che fanno parte dell’anno accademico
2009/2010. Una situazione davvero critica per riguardanti una Università pubblica, democratica,
l’Università degli studi di Perugia e per la nostra Facoltà inclusiva e di qualità. Una rappresentanza che vuole
che ha visto la nostra rappresentanza sempre attiva crescere ancora ascoltando gli studenti, invitandoli alla
nella tutela degli interessi degli studenti, non solo partecipazione attiva, anche in vista delle elezioni
particolari, come possono essere quelli riguardanti la studentesche 2010.
quotidianità dei corsi e delle sessioni di esami e lauree, di Matteo Falcone,
ma anche di interessi più generali, come quelli Rappresentante degli Studenti

Pag. 7
// VISITA IL BLOG DI PIERPAOLO FILOMENO: cecinepazunblog.tumblr.com
la Locomotiva - Anno XVI Numero 3

dal blog di Pierpaolo Filomeno

Tusansambletusansambe grèv-
grèv!
francesi precedenti.  Siamo costretti per rientrare nel
Tanta tanta musica.  È la cosa che più colpisce. E deficit, dice Sarkò, puntando a tutta velocità l’iceberg,
poi carri, palloncini, fischietti e poi… oh, il ritmo! sperando così di superarlo.  È una prova di forza. Ma i
Quello a cui pensi all’inizio è a un carnevale. Ma è la sindacati non scherzano: hanno portato per la seconda
manifestazione dello sciopero che ha di nuovo bloccato volta in 2 settimane 3 milioni di manifestanti (1 per
Parigi. La grève.  il  Ministère de l’Interieur) in uno sciopero generale da
Servizi pubblici; condizioni di lavoro migliori; 24 ore. Il governo ha già detto, in occasione di quello
impiego; statuto; salari e sur tout PENSIONI. È quello del 7 settembre scorso, che non cederà in alcun modo.
che c’è scritto sui coriandoli rosa sparsi per Place Emmò si vedrà. A Ottobre passa al Senato. 
Denfert-Rochereau, uno degli snodi principali del Un italiano torna a mani in tasca a casa. Le foglie
corteo.  È una protesta per permettere ai giovani di gialle di Boulevard Arago, residui di fumogeni e qualche
lavorare,  mi fa l’amministratrice del mio foyer, cui non sirena in lontananza ogni tanto, ogni tanto sì, anche
devono mancare molti anni al pensionamento.   qualche marrone che cade in testa. Paragonare è
“Je ne veux pas mourir au travail” è invece uno semplice e antipatico, ma pensa all’ultima grossa
degli slogan. La questione è la proposta del governo di manifestazione di piazza italiana, il No B-day: l’amaro è
aumentare l’età minima di pensionamento da 60 a 62 che la Francia può permettersi di protestare per la
anni. L’iceberg acchiappato da un po’ tutti li governi pessima congiuntura economica. 

UNIpg E dintorni
probabilità che si tratti di “erasmus” aumentano
TOURASMUS vertiginosamente. Appurato quindi che il gruppo di
di Beatrice Depretis ragazzi-che-fanno-su-e-giù-per-il-corso-alle-sei-di-
pomeriggio-con-una-macchina-fotografica-appesa-al-
Al posto di uno zainetto -che sia pieno di libri o di collo in cui mi imbatto potrebbero più verosímilmente
botellones di calimocho è uguale, fa sempre “erasmus”- appartenere al secondo gruppo di persone che non al
sulle spalle, una macchina fotografica professionale primo, mi avvicino per sapere quali sono le loro prime
appesa al collo. impressioni su Perugia, e sono sufficienti le risposte che
mi danno per avere la conferma che effettivamente si
Al posto di bivaccare sulle scalette del Duomo sotto tratta di erasmus, per l’appunto spagnoli (ma devo
un tiepido sole settembrino in vista della serata o come ammettere che non è che sia proprio come trovare un
riposo da quella precedente (anche questo fa molto ago in un pagliaglio).
“erasmus”), fare su e giù per il Corso alle sei di Trasporti pubblici abbastanza buoni ma taxi troppo
pomeriggio alla ricerca di qualche angolo della città non cari, che si fanno pagare oro anche solo per una
ancora immortalato.
chiamata. Qualsiasi forestiero, erasmus o turista che sia,
Questo per dire che si potrebbe stentare, avrebbe potuto notarlo abbastanza facilmente. Lo stesso
inizialmente, a distinguere un “erasmus novello” da un dicasi per i vari apprezzamenti su Perugia, città piccola
semplice “turista di passaggio”; in realtà, però, basta ma viva,giovane, e relativamente cosmopolita.
molto poco per accantonare dubbi vari ed eventuali. Però, quanti turisti tedeschi avrebbero potuto essere
Innanzitutto età e provenienza: se si tratta di un a conoscenza del fatto che, per fare la spesa, il
gruppo di over-cinquanta biondi, facce arrossate dal supermercato più economico è il Todis di Porta Pesa? E
sole e dalla birra, pantaloncini corti beige e sandali con che altrimenti, per quelli un po’ più chic, c’è sempre
calzini è assai improbabile, con tutto il rispetto, pensare l’Ipercoop a Collestrada, conveniente sempre che tu sia
che siano studenti erasmus, e molto più facile invece che socio, dove però per arrivare bisogna investire almeno
si tratti di turisti tedeschi. mezza giornata?
Se invece hanno l’aspetto “scafazzato” di venti- O che l’università di giurisprudenza, per quanto
venticinquenni, preferibilmente spagnoli, allora le architettonicamente bella, è troppo caotica? O ancora

Pag. 8
// “ERASMUS NOVELLO” O SEMPLICE “TURISTA DI PASSAGGIO”?

la Locomotiva - Anno XVI Numero 3


che occorrono fra i duecentocinquanta ed i trecento degli erasmus, gli spagnoli –e come loro, anche se forse
euro al mese per affittare un appartamento da scegliere un po’ di meno, gli altri erasmus- spesso tendono a fare
fra quelli disponibili in zona centrale, molti dei quali vita a parte, ma questo è spesso dovuto all’ermetica ed
però sono “fatales”, ossia “terribili”? Oppure, last but incomprensibile chiusura degli studenti italiani nei loro
not least, che, soprattutto nel micromondo (per modo di confronti?
dire, visto che ogni anno rappresentano qui a Perugia Arriviamo per ultimo alle presentazioni: i “tourasmus”
una percentuale di studenti sempre più elevata) intervistati sono Juanchi
da Siviglia, Natalia, altri
ragazzi di Jaen, Madrid, e
varie città della Spagna.
Li saluto e li invito
all’apertura del Rock
Castle, con la speranza
tra l’altro di contribuire a
sovvertire la fastidiosa
tendenza italiana di cui
sopra, e mi stupisco un
po’ quando mi dicono di
non avere idea di dove
questo “Rock Castle”
sia. Per quanto il locale è
frequentato tale
disinformazione sarebbe
poco ammissibile tanto
ad un erasmus quanto
ad un turista di
passaggio. Ma a degli
erasmus-di-pochi-giorni
come sono loro, ancora,
è perdonabile.

tesoro..un workshop?) era di fatto obbligatorio


Younivercity - notizie da Padova selezionare i dibattiti cui partecipare, perciò la mia
di Sebastiano Pirisi visione personale sul forum in generale è assolutamente
parziale. Tuttavia, per quanto ho avuto modo di
Padova, 2 ottobre - Quest'oggi si concludono i ascoltare, ho riscontrato, a fronte di incontri ben
convegni della seconda edizione del Forum Europeo del partecipati da studenti (e perlopiù organizzati dalle
Diritto allo Studio. associazioni degli studenti), anche per l'interesse nella
scelta dei temi e della modalità di trattazione degli
Nel corso di “Younivercity”, organizzato dall'ESU, stessi, che altri forum si perdevano spesso in lunghi
l'ente per il Diritto allo Studio dell'Ateneo patavino, e soliloqui “ex cathedra” da parte del dirigente o
patrocinato da pressochè tutte le istituzioni, locali e non, dell'amministratore di turno che non stimolavano né
oltre che dal Ministro della Gioventù (scritto con una l ' at t e n z i o n e d a p a r t e d e l l ' u d i t o r i o, n é u n a
molto accattivante G “a serpentina”), sono stati partecipazione attiva, ma piuttosto, un caffè sotto i
affrontati, in numerosi incontri, dai workshop alle tavole portici padovani.
rotonde, i temi più diversi che siano legati alla realtà Una nota di merito va quindi assegnata in
universitaria italiana. particolare all'Ass.ne StudentiPer – Udu Padova, che
Studenti, docenti, e amministratori locali, nonché non avrebbe saputo cogliere meglio l'occasione di
politici nazionali, hanno avuto modo di esaminare, nel ospitare il forum nella propria città.
corso di questa iniziativa, le politiche di welfare Un plauso ulteriore va ovviamente a tutti coloro che
studentesco nella teoria e nelle loro applicazioni hanno e portato un contributo ad una miglior
pratiche, spaziando dai problemi legati alle residenze conoscenza del sistema universitario ed in particolare
universitarie al rapporto che intercorre tra la realtà
studentesca e le città universitarie e naturalmente si è sul diritto allo studio, tema centrale dell'iniziativa. In
prestato attenzione a questioni riguardanti il mondo del diversi dibattiti sono emerse le linee guida che
dovrebbero rappresentare la stella polare per la futura
lavoro sia pre-laurea che come sbocco dopo il evoluzione di un sistema che possa essere fruibile da un
conseguimento del titolo di studio. numero sempre maggiore di studenti, che garantisca
Data la concentrazione in soli tre giorni di tutti gli servizi abitativi e di ristorazione di alta qualità, una
incontri (domani, domenica 3, si svolgerà la caccia al mobilità più attenta all'integrazione fra città e
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// PADOVA - II EDIZIONE DEL FORUM EUROPEO DEL DIRITTO ALLO STUDIO
la Locomotiva - Anno XVI Numero 3

Università. Sono state poste inoltre in evidenza le ‘Indipendenza del Kosovo il 17 febbraio,ed anche molte
criticità e le difficoltà presenti in alcune zone del Paese e altre feste tipiche della tradizione albanese. Ma non
più in generale in ritardo di tutta l'Italia rispetto ad altri solo: ci sono state durante l’anno (e di sicuro ce ne
Paesi europei nella strada per costruire un sistema di saranno) anche feste non riguardanti ricorrenze ma
diritto allo studio efficiente, completo e diffuso. organizzate per il solo fatto di stare insieme.
Quale miglior sede per trattare queste tematiche se L’iniziativa di organizzare e dirigere queste feste per
non Padova, sicuramente una città universitaria a tutti gli studenti di nazionalità albanese è stata presa dal
gli effetti, oltre che un grande luogo d'arte, che avrebbe deejay Keli Reka,un albanese residente da vari anni in
sicuramente meritato ben più di qualche pausa della Italia il quale ha studiato nella DeeJay Academy di
congressualistica per essere visitata e un programma di Foligno. Il dj, attraverso canzoni che rispecchiano e che
incontri meno nutrito ma con pietanze più gustose. si avvicinano al mondo dei giovani albanesi di oggi,fa sì
Saluti da Piazza della Frutta. che questi si riuniscano tra loro in momenti di festività e
che si sentano più vicini alla propria patria mantenendo
la propria tradizione e cultura nonostante si trovino
Mantenere vivo lo spirito lontano dal loro paese.
albanese Ma oltre ad essere per gli albanesi un occasione per
stare insieme e per non perdere le proprie tradizioni,
Giovani universitari albanesi che usanze e costumi queste iniziative hanno anche la
oltre allo studio partecipano a feste funzione di far conoscere agli italiani meglio la cultura
tradizionali al fine di intrattenere la di questo paese e apprendere meglio la diversità fra i
due paesi.
minoranza del
loro popolo
di Dorela Serjani

È ormai quasi un
anno che vengono svolte
di frequente a Perugia,in
varie discoteche e
piazze,feste studentesche
albanesi. Si tratta di
feste con musica
tradizionale albanese
dove a partecipare è la
stragrande maggioranza
di studenti albanesi
dell’Università di
Perugia.
Queste occasioni
vengono organizzate
ogni qualvolta ci sia per
questa nazione una data
da ricordare o un evento
da festeggiare,cosi com’
è stato il giorno dell’
I n d i p e n d e n z a
dell’Albania svoltasi il 28
Novembre oppure l

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// “SIAMO DELLA MATERIA DI CUI SONO FATTI I SOGNI” - W. Shakespeare

la Locomotiva - Anno XVI Numero 3


Il Teatro del Sogno
da Chagall a Fellini
di Federico Fratini
Teatro del Sogno
“Siamo della materia di cui sono
da Chagall a Fellini
fatti i sogni”, scriveva Shakespeare ne a cura di Luca Beatrice
La Tempesta, profetizzando la nuova
pubblicità dell’Alfa Romeo e la
psicanalisi. Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria
Dall’interpretazione dei Sogni di
Freud, del 1899, al manifesto del 25 settembre 2010 - 9 gennaio 2011
Surrealismo del 1924, gli inizi del ‘900
sono stati segnati da una nuova era Dal martedì alla domenica
artistica imperniata sull’inconscio e
sull’onirico destinata ad evolversi e dalle ore 9.30 alle ore 19.30.
continuare sino ad oggi.
La mostra, aperta fino al 9 gennaio La biglietteria chiude alle 18.30
2011, parte proprio da lì, da quel
momento storico in cui l’Io divenne
terreno di ricerca ed oggetto
d’ispirazione anche in campo artistico. Biglietti: Intero € 9,00; Ridotto € 7,00
Un percorso trasversale, labirintico
quello che attende il visitatore
all’ingresso della Galleria
Nazionale dell’Umbria. Il
soggetto viene invitato a
perdersi fra le opere seguendo
un percorso non sempre
lineare ma spesso parallelo,
notturno e segreto, dominato
da una forte presenza del blu e
da illuminazioni perfette.
Come un vero teatro la
mostra è animata da oltre
cento capolavori di
protagonisti indiscussi del
cinema e delle arti figurative
come Chagall e Fellini, che
danno il nome alla mostra, ma
anche artisti Italiani ed
internazionali di primo piano
come: Salvador Dalì, Giorgio
de Chirico, Renè Magritte,
Jo a n M i r ò e U m b e r t o
Boccioni.
“Il Teatro del Sogno”
assume una particolare
importanza, oltre per le opere
e la cura che contiene, anche
per essere nato nel contesto
perugino collocandosi in una
serie di eventi dedicati all’arte
moderna. Da qualche anno
infatti Perugia sta cercando di
spolverarsi, grazie anche alla
Galleria Nazionale,
rinnovando e variegando la
propria offerta artistica. Non
solo Perugino e Pinturicchio
quindi, ma anche moderno e
contemporaneo con un occhio
al cinema ed alla fotografia,
questa sembra essere la ricetta
giusta per una città che vuole
attirare turismo ma offrire
prima di tutto le proprie
bellezze a cittadini e studenti.

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la Locomotiva - Anno XVI Numero 3
L'ISEE/ISEEU DEVE ESSERE PRESENTATO ALLE
SEGRETERIE DELL’UNIPG ENTRO E NON OLTRE IL
20 OTTOBRE.
GLI STUDENTI CHE NON PRESENTINO IN TEMPO
VERRANNO AUTOMATICAMENTE INSERITI NELLA
FASCIA DI REDDITO PIÚ ELEVATA.

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la Locomotiva - Anno XVI Numero 3
Di seguito riportiamo fedelmente le comunicazioni che i "ricercatori indisponibili" hanno inviato a studenti
e famiglie. Senza filtri. Fatevi voi un'idea.
LETTERA A STUDENTI E FAMIGLIE DEI RICERCATORI

Cari studenti, care famiglie,


nei prossimi giorni in molte Facoltà dell’Università di Perugia noi ricercatori indisponibili non
inizieremo i corsi che ci sono stati affidati. Nell’attuare questa sofferta decisione ci atteniamo al nostro
stato giuridico che non include, tra gli impegni obbligatori, lo svolgimento di corsi di insegnamento.
Vorremmo ora sinteticamente spiegarvi le ragioni e le conseguenze di tale scelta. Si tratta di una
forma di protesta che, come molti di voi sapranno, . rivolta contro le recenti iniziative legislative che
penalizzeranno in maniera irreversibile l’Università pubblica, invece di rilanciarla puntando sui
giovani e sulla ricerca. Nella nostra ferma contestazione di quanto sta accadendo, abbiamo per.
bisogno del vostro sostegno e della vostra comprensione.

Perché protestiamo:

- “finanziaria 2008” (L. 133/2008) e successive modificazioni


riduce di un miliardo e trecento milioni il Fondo di Finanziamento Ordinario agli Atenei – ovvero
quanto serve a far funzionare l’Università – per i successivi quattro anni, senza suggerire un piano
coerente di riforma e investimento per un rilancio del “sistema” Università;

- “manovra Tremonti” (D. L. 78/2010)


blocca in modo iniquo la progressione stipendiale dei docenti universitari penalizzando i più
giovani in ogni classe stipendiale ed in particolare i ricercatori più giovani che hanno stipendi molto
bassi, che pagano di più il peso della manovra, e la contrattualizzazione del personale non-docente;

- “riforma Gelmini” (DdL S-1905)


non affronta in modo soddisfacente le problematiche legate alla governance degli Atenei, ovvero a
una gestione coerente con l’impegno formativo preso con gli studenti e basata su un programma
trasparente e meritocratico di utilizzo delle risorse e degli investimenti, dei progetti e della
programmazione delle carriere;
non risolve l’annoso problema del riconoscimento dello stato giuridico dei ricercatori che, oltre ai
compiti per i quali sono stati chiamati, svolgono volontariamente e gratuitamente incarichi di
docenza loro conferiti (per affidamento) dalle Facoltà in modo da coprire l’offerta formativa prevista
dai programmi di studio dei vari corsi.
N.B. attualmente, e con la sola eccezione di pochissime Facoltà, i ricercatori sostengono tra il
30% e il 50% del monte ore di didattica frontale (lezioni) e contribuiscono all’attività dei docenti di
prima e seconda fascia con attività di supporto alle esercitazioni, ai laboratori, allo svolgimento dei
lavori di tesi, alle attività di tutorato, al tirocinio, ecc.

Quali iniziative abbiamo intrapreso?


--- CONTINUA

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la Locomotiva - Anno XVI Numero 3
--- CONTINUA

Nell’aderire al movimento di protesta nazionale, una percentuale significativa dei ricercatori del
nostro Ateneo non ha dato la disponibilità a sostenere incarichi didattici per l’a.a. 2010/11, pur nella
consapevolezza dei disagi che tale decisione comporterà. Sono molti mesi che dibattiamo sulla
questione e, credeteci, non abbiamo trovato forme di protesta alternative per far valere i nostri diritti,
soprattutto nella prospettiva di avere una Università pubblica e democratica, accessibile a tutti.

L’azione intrapresa costituisce una scelta impostaci anzitutto dalla dignità: l’alternativa sarebbe
infatti continuare a svolgere un ruolo non obbligatorio di docenza, identico a quello dei professori,
con sottrazione di tempo ed energie ai compiti che dobbiamo invece garantire in termini di ricerca e
per i quali siamo valutati.

Nell’Assemblea di Ateneo del 20 luglio scorso avevamo chiarito la nostra posizione di fronte a una
numerosa comunità accademica e cittadina e in quell’occasione avevamo auspicato un
ripensamento del Governo sulla prossima manovra finanziaria. Il 29 luglio il Senato ha approvato il
D.L. 78/2010 senza recepire i suggerimenti che rettori e onorevoli deputati avevano pure auspicato
per correggere l’impostazione “iniqua” della manovra stessa. Sono seguiti solo generici proclami del
ministro Gelmini e niente più: davvero troppo poco.

Cosa succederà se queste iniziative di protesta si concretizzeranno?

Se, nel corso dell’imminente a.a. 2010/2011, molti degli insegnamenti per i quali i ricercatori si
rendono indisponibili non saranno assegnati ad altri docenti, i Presidi, nello svolgere i loro obblighi
istituzionali, saranno costretti a notificare al Magnifico Rettore le conseguenti difficoltà a confermare
l’offerta didattica prevista dal Manifesto degli Studi. Se la protesta dovesse essere ampia e condivisa
da gran parte delle Facoltà dell’Ateneo, il Magnifico Rettore dovrà prenderne atto e comunicare alla
Conferenza dei Rettori, al Consiglio Universitario Nazionale e al ministero tali difficoltà.

Cosa fare per avere più informazioni sulla protesta, su come aderire ad essa e
sulle sue conseguenze?

Il coordinamento dei ricercatori di quest’Ateneo invita i rappresentanti degli studenti presso ogni
Facoltà e presso tutti gli altri organi d’Ateneo a intervenire alle riunioni che si terranno nelle prossime
settimane, e nelle quali saranno organizzate le fasi future della protesta e chiarite le conseguenze della
sua attuazione. Saranno presi contatti anche con i Presidi ed i Presidenti dei Consigli di Corso per
favorire iniziative di informazione specifiche per ogni Facoltà.

Sperando di aver chiaramente espresso le motivazioni della protesta ottenendo la vostra


comprensione, vi salutiamo cordialmente.

I firmatari

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la Locomotiva - Anno XVI Numero 3
LETTERA APERTA DEI RICERCATORI*

Gent.li Studenti e Famiglie degli Studenti

Per cosa stiamo protestando ?

Be stiamo protestando perché questo Disegno di Legge (“Gelmini”) produrrà una università meno autonoma e meno
democratica;
stiamo protestando perché se continuano a tagliare i fondi di finanziamento ordinario non ci saranno i soldi per i
servizi universitari (il che significherà maggiori tasse) e per i nostri stessi stipendi;
stiamo protestando perché questa campagna mediatica contro l’università è sbagliata lo dimostra il fatto che i
ricercatori italiani sono molto apprezzati e richiesti all’estero dove tra l’altro vincono molti premi;
stiamo protestando perché come ricercatore mi sento offeso da quanto previsto per noi in questo disegno di legge;
stiamo protestando perché la manovra finanziaria straordinaria (“Tremonti”) è iniqua nei confronti dell’università,
ed in particolare verso i ricercatori ed ancora di più per quelli più giovani (in attesa di conferma);
stiamo protestando per gli studenti, perché non è vero che l’università che si delinea in questa riforma sarà di qualità
e a favore dei giovani;
stiamo protestando perché non ci viene riconosciuto l'opera volontaria di insegnamento (fatto quasi sempre
gratuitamente, anche se non previsto come nostro obbligo, e svolto ai massimi livelli di qualità).

Ricapitolando:

“ stiamo protestando e ce la prendiamo così tanto a cuore perché questa università non è solo il nostro posto di lavoro
ma è anche casa nostra, e se qualcuno tenta di distruggerci la casa, noi faremo di tutto per non permetterglielo”

Come stiamo protestando ?

Stiamo protestando rinunciando a insegnare il prossimo anno e chiedendo ai colleghi ‘Professori’ di non andare oltre
gli obblighi di legge lasciando quindi scoperti molti insegnamenti.
Perché così se molti insegnamenti non saranno assegnati o assegnati per contratto , i Presidi (che hanno degli
obblighi istituzionali di cui siamo perfettamente consci) saranno costretti a dire al Magnifico Rettore che hanno delle
difficoltà a confermare l’offerta didattica prevista dal Manifesto degli Studi e di conseguenza, se e solo se le altre Facoltà
dell’Ateneo saranno nella stessa condizione, anche il Magnifico Rettore (che ha, come e più dei Presidi, degli obblighi
istituzionali di cui siamo perfettamente consci) sarà costretto a dire alla Conferenza dei Rettori, al Consiglio
Universitario Nazionale e al ministero che ha delle difficoltà a confermare l’offerta didattica prevista dal Manifesto degli
Studi, il che come è ovvio non piacerà agli Studenti e alle loro Famiglie che speriamo facciano sentire il loro disappunto a
chi ci governa.

SOLO TUTTI UNITI Studenti e Famiglie degli studenti, Magnifico Rettore;


Presidi; colleghi Docenti, Amministrativi e Precari potremmo evitare lo
smantellamento dell'Università Pubblica e stimolare una vera riforma che valorizzi le
componenti sane e meritevoli dell'accademia.

I ricercatori dell'Università degli Studi di Perugia in agitazione

*Liberamente tratta da analoga lettera inviata da B. Ricca, ricercatore dell'Università di Messina

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N.B. 20 ottobre...

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