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Il

Manuale Di Sopravvivenza del Chitarrista


Moderno


PRIMO VOLUME


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Breve Biografia dell’Autore



Nato a Napoli nel ’77 ed ha iniziato a suonare la chitarra all’età di 12 anni grazie alla passione
per la musica che gli ha trasmesso il padre Ciro Acampora, sassofonista professionista.
Nel 1998 ha iniziato ad insegnare dopo essersi diplomato all'Accademia di Fiesole (FI) con
30/30 e lode con insegnanti del calibro di Giacomo Castellano, Michael Mellner ed Alex
Stornello.
Grazie alla passione per la musica e per vari generi musicali , ha approfondito diversi stili,
aiutato da insegnanti di diversa estrazione musicale che hanno reso varia la sua preparazione.
Ha insegnato in Campania e in Veneto dove ha l’attività di insegnante e musicista ,
collaborando con scuole importanti della zona come l’MMI Padova e la scuola musicale "Ali di
Cera" di Tezze sul Brenta (VI), specializzata all'insegnamento dei bambini della fascia di età
compresa tra i 5 e i 14 anni, ottenendo ottimi risultati.
Ha suonato in vari gruppi ed orchestre di vario genere (Ides Of March, Landguard, Axiom,
NiNN, Radiofreccia, Sogni di R&R, Tube Screamer, 54 dance ed altri..) svolgendo un intensa
attività live in giro per varie regioni d’Italia con oltre 150 date l’anno.
Oltre alla sua attività live ha all'attivo tre mini cd autoprototti ("Last Night" '97, "Dark
Chapter" '01 e "Strange Illusion" del '02), con i Landguard/Axiom tre album ed alcune
collaborazioni tra cui gli Hate Giving Day.
Nel 2015 dopo aver conseguito l’abilitazione all’insegnamento dal presidente Alex Stornello,
viene nominato Coordinatore dell’MGI Campania e nel 2016 ha avuto l’incarico di
Direttore dell’ MMI Campania e Coordinatore dei corsi MGI.
Ha inoltre frequentato il corso di Modern Jazz Istitute (MJI) tenuto da Alex Stornello, dove
ha migliorato la sua formazione musicale anche in ambito Jazz, in modo da poter applicare in
maniera approfondita tutta la metodologia del nuovo corso didattico.
Nel 2016 diventa collaboratore per i plettri Essetipicks, in particolare dei prodotti “Easy” e
“Ziriyab”, partecipando attivamente alla promozione di questi prodotti originali.
Nel 2017 ha aperto le Clinic di prestigiosi musicisti come Guthrie Govan e Daniele Gottardo
eseguendo brani inediti di prossima uscita.
Ha prodotto dei manuali didattici di vario livello, partendo dal solfeggio fino ad arrivare
all'applicazione delle tecniche ritmiche e soliste dei più grandi musicisti degli ultimi 30 anni.
Queste pubblicazioni sono state integrate con dei video didattici pubblicati con cadenza
mensile sul suo canale YouTube.

Alla fine del 2018 verrà pubblicato un EP con brani inediti e partecipazioni speciali.
Nel 2018 diventa collaboratore per il territorio nazionale dei prestigiosi marchi IBANEZ,
ZOOM ed IK Multimedia.










INTRODUZIONE

Questo manuale fa parte di una collana di quattro manuali ed ha l’obbiettivo di dare le basi al
musicista moderno. In rete si trovano milioni di informazioni che spesso non fanno altro che
creare grande confusione nel musicista autodidatta che si approccia allo strumento.
Lo scopo primario di questo e-book è quello di fare ordine tra queste informazioni,
utilizzando la mia metodologia che ha giovato a molti miei ex allievi che, al giorno d’oggi
lavorano nel campo musicale con successo.
Ho scritto quattro manuali, racchiudendo tutto il necessario per un chitarrista moderno, per
poter “sopravvivere” nella giungla del mondo musicale moderno.

Ci tengo a precisare che queste lezioni hanno soltanto la funzione di fare un riassunto
su alcuni argomenti ben precisi. Per uno studio approfondito, applicato alla pratica,
mettiti in contatto con me o con un insegnante più vicino a te, che ti permetta di
apprendere maggiori nozioni sugli argomenti trattati e che ti possa dare una guida per
un’applicazione corretta ed efficace di questo materiale. Buona lettura!

Claudio Acampora

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INDICE


1) I Nomi Delle Note………………………………………………pag. 5
2) Il Rigo Musicale (Prima Parte)…………………………………. 6
3) I Valori Delle Note…………………………………………………….6
4) La Misura (Unità Di Tempo)……………………………………...7
5) La Chiave……………………………………………………...………….7
6) Il Rigo Musicale (Seconda Parte)….………………….…………8
7) Le Alterazioni, Il Punto e la Legatura……………….………...9
8) Gli Intervalli……………………………………………………………10
9) Che Cos’è Una Scala (Scala Cromatica)……………………..14
10) La Scala Maggiore Naturale…………………...………………..15
11) La Scala Minore Naturale……………………...……...…………17
12) I Gradi Della Scala Musicale………………………...……pag. 18
13) Il Tempo……………………………….…………………...……pag. 19


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I Nomi Delle Note





In Italia il nome delle note è diverso rispetto la notazione Anglofona, che sta ormai diventando
uno standard a livello internazionale, ecco la tabella con le due notazioni:








DO RE MI FA SOL LA SI
C D E F G A B








Nel primo rigo della tabella trovi la notazione in Italiano, mentre nella seconda la “traduzione”
in Inglese. E’ importante conoscere entrambe le notazioni per poter leggere e magari
condividere dei vostri componimenti con musicisti d’oltre oceano.




















©2018 Claudio Acampora



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Il Rigo Musicale (Prima Parte)


Il Rigo Musicale, detto anche Pentagramma, è usato in musica per scrivere le note delle
composizioni.
Esso è composto da 5 linee e 4 spazi, dove verranno segnate le nostre note.
All’inizio di ogni rigo, troveremo due simboli principali che ci indicheranno la chiave di
riferimento e la durata di ogni misura.

Questi due simboli sono detti frazione di misura e chiave.


I Valori Delli Note

Per indicare su un rigo musicale sono utilizzate delle figure che indicheranno la durata di una
singola nota (o di accordi).
Qui sotto troverete l’elenco delle figure musicali fondamentali, con i relavivi simboli per
indicare le pause.






©2018 Claudio Acampora
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La Misura (Unità Di Tempo)


La frazione di misura (o unità di tempo) è una vera e propria frazione matematica che, al
raggiungimento del suo valore, verrà chiusa sul rigo musicale con una linea verticale,
dichiarando cosi fine alla misura e dando vita alla misura successiva. Le misure sono
fondamentali per un musicista, perché sono il nostro sistema di riferimento quando, in
orchestra bisognerà partire tutti insieme dallo stesso punto, indicando la misura esatta da cui
suonare.

Ecco un esempio di misura di 4/4


4
4

Semibreve (4/4) Minima (2/4 + 2/4) Semiminima (1/4 + 1/4 + 1/4 + 1/4)




La Chiave

La chiave del rigo musicale ci indicherà l’esatta posizione delle note sullo stesso. Ad esempio
una delle chiavi più usate per chitarra è la famosa chiave di violino o chiave di SOL.
È chiamata chiave di SOL perché è costruita sul secondo rigo del pentagramma, indicandoci
che su di esso troveremo la nota SOL. In questo modo sarà indicato un ordine ben preciso di
note.



Ora, uniamo il nostro pentagramma e la chiave musicale di SOL per avere l’esatta collocazione
delle note. Ecco un esempio di Pentagramma con la corretta posizione delle note:




©2018 Claudio Acampora

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FA
MI
RE
DO
SI
LA
SOL
FA
MI

In questo caso (chiave di SOL) abbiamo sui righi le seguenti note MI - SOL - SI - RE - FA
Negli spazi troveremo il seguente ordine di note FA - LA - DO - MI


In musica esiste il Setticlavio, che non è altro che un insieme di chiavi musicali, dove ognuna
di esse avrà un’origine diversa, indicandoci una nota specifica di partenza con il relativo
registro musicale.






Il Rigo Musicale (Seconda Parte)



Come ho già spiegato in precedenza, il Pentagramma è fondamentale per un musicista perché
ci permette di poter annotare la nostra musica su degli spartiti. Ora che hai le conoscenze
necessarie, uniamo il rigo musicale con la chiave di violino per individuare le note.




Nota bene: per indicare la nota C (Do) abbiamo usato un elemento chiamato Taglio
Addizionale: il taglio non è altro che un prolungamento verso il basso (o verso l’alto) del rigo
musicale, per annotare note di diversa estensione.



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Le Alterazioni

Nella musica occidentale esistono dodici suoni differenti che possono essere prodotti con uno
strumento musicale. Ovviamente le note musicali sono sette, quindi per assegnare un nome
alle altre cinque note rimanenti, utilizzeremo le alterazioni.
Esistono principalmente due tipi di alterazioni:

Diesis (#) : Alza di un semitono la nota di riferimento
Bemolle ( b ) : Abbassa di un semitono la nota di riferimento

Quando uno di questi due simboli è posto prima di una nota, altera il suono della nota, è viene
chiamata alterazione temporanea modificando il suono di un'unica nota.
Se queste alterazioni sono poste all’inizio di un rigo musicale, sono definite alterazioni in
chiave, alterando tutte le note che si troveranno sul rigo o lo spazio in cui saranno scritte.

In musica esistono altri tipi di alterazioni, chiamate:


- Doppio diesis ( x ) alza di un tono la nota di riferimento
- Doppio Bemolle ( bb ) abbassa di un tono la nota di riferimento


Per eliminare il valore di un alterazione viene usata un'altra figura:

Bequadro che ripristina la nota alterata a nota naturale.



Il Punto Di Valore e le Legature

Il Punto è un simbolo musicale che viene posto dopo una nota (alla destra), utilizzato per
prolungare il suono della nota che lo precede della sua metà.
Ad esempio se il Punto viene posto davanti una minima, il suono della semibreve sarà
prolungato della metà del suo valore (1/4). Quindi il suono della minima sarà di 3/4.
Possono essere usati anche più punti di seguito, ovviamente ogni punto aumenterà della metà
il valore di ciò che precede.

La legatura di valore serve ad aumentare il valore della nota, simboleggiata da un archetto
posto al di sopra di due note uguali (omofone), in modo da prolungarne la durata.

La legatura di frase invece è riferita a note di diversa estensione, questa tecnica ci permette di
eseguire una sequenza di note “legate” senza alcun tipo di staccato.






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Gli Intervalli



Che cos'è un intervallo?
Un intervallo è la distanza che intercorre tra due note e si misura in semitoni (due semitoni
diventano un tono).
Questa definizione per molti di voi che state leggendo già la conoscerà, ma l'obbiettivo
principale sarà quello di riconoscere gli intervalli in maniera visiva, quindi oltre ad imparare
la distanza in semitoni dovremo visualizzarli sulla tastiera.
Sarà importante in questa lezione visualizzare le note in questa sequenza: Tonica, Seconde e
Terze sulla sesta corda; Quarta, Quinte e seste sulla quinta corda e Settime e ottava sulla
quarta corda. In questo modo saranno più semplici nella memorizzazione delle scale tre note
per corda che studieremo prossimamente.

Partiamo con gli intervalli:

Intervalli di seconda
La seconda bemolle (2b) dista dalla Tonica (T) di un semitono.
La seconda giusta (2) dista dalla Tonica (T) un tono (due semitoni)

TONICA

2b

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Intervalli di Terza
Gli intervalli di Terza sono: Terza minore (3b) che dista dalla Tonica un tono e mezzo,
mentre a due toni troveremo la Terza maggiore (3).

3b

Intervallo di Quarta:
L'intervallo di quarta(4) dista due toni e mezzo dalla Tonica. Visivamente possiamo
collocarlo sulla corda successiva alla tonica, esattamente sullo stesso tasto.

T-4

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Intervalli di Quinta
L’intervallo di quinta bemolle (5b) dista Tre toni dalla Tonica. E’detto intervallo di Tritono.
L’intervallo di quinta (5) dista tre toni e mezzo dalla Tonica. Visivamente lo collochiamo
una corda dopo la tonica, due tasti sotto. Molto facile da memorizzare, basta pensare alle
classiche forme dei Power chords (Accordi di Quinta).

T
5b

Intervalli di Sesta
L'intervallo di sesta bemolle (6b) si trova a quattro toni dalla Tonica. Lo collochiamo sullo
stesso tasto della terza bemolle (minore) ma sulla corda successiva.

L'intervallo di sesta giusta, distante dalla Tonica quattro toni e mezzo, lo collochiamo sullo
stesso tasto della Terza maggiore, ma sulla corda successiva.

6b
6

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Intervalli di Settima
L'intervallo di Settima minore (7b) dista dall'ottava di un tono. L'intervallo di settima
maggiore (7) dista dall'ottava di un semitono.

T – 7b

Intervallo di Ottava
L'intervallo di ottava non fa altro che replicare un suono, su un registro superiore od
inferiore. E' molto semplice da visualizzare.

T T

Visivamente nel primo schema noteremo che l'ottava si trova sullo stesso tasto della Quinta
giusta, quindi due corde dopo, due tasti sotto la Tonica. Nel secondo schema noteremo una
differenza: l'ottava è collocata due corde dopo ma tre tasti sotto. Tutto ciò succede a causa
dell'accordatura della chitarra che "perde" un semitono sulla seconda corda e quindi va
"aggiunto" ad ogni intervallo che la attraversa.

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Lo scopo di questa lezione è di riuscire a ricavarci gli intervalli in maniera visiva, in questo
modo chi è già alle prime armi riesce a capire esattamente come ricavarsi gli intervalli di
una scala memorizzandoli in breve tempo.
Altro beneficio non da poco che danno gli intervalli visivi e che riescono a farci imparare le
note sulle corde grazie al riporto visivo, infatti, chi è alle prime armi in genere conosce bene
le note solo sulle prime due corde basse (il Mi e LA): con il riporto di ottava ad esempio,
impareremo le note anche sulla terza e quarta corda. Riportando poi le note della terza e
quarta corda, impareremo la posizione delle note anche sulla seconda e prima corda!




Che Cos’è una scala? (Scala Cromatica)

Che cos’è una scala? Questa è la classica domanda che spesso i giovani allievi mi pongono
alla prima lezione.
La cosa assurda è che anche alcuni musicisti navigati pur conoscendo in sostanza molte
scale non sanno dare una definizione ben precisa di cosa sia una scala. A mio parere è molto
importante saper dare una definizione a ciò che si è imparato, perché in questo modo si
riesce a trasmettere il proprio sapere ad altri musicisti o aspiranti tali.
La scala non è altro che una successione di note ben precisa. Una scala può essere composta
di un massimo di dodici semitoni. La scala che usa tutti e dodici i semitoni è chiamata scala
cromatica.

Esempio di Scala Cromatica:


Do# Re# Fa# Sol# La#
DO RE MI FA SOL LA SI (DO)
Reb Mib Solb Lab Sib

Come si può notare ogni nota dista dalla successiva di un semitono (St). Il semitono la
distanza minima tra due note.
Ovviamente le note DO# e Reb non sono altro che la stessa nota ma con due nomi diversi.
Può assumere un nome diverso in base al grado di cui fanno parte e delle alterazioni della
scala principale. Stesso discorso vale per RE#/Mib ecc…

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La Scala Maggiore Naturale


La Scala Maggiore Naturale è composta da 7 note estrapolate dalla scala cromatica


con la seguente sequenza di intervalli:

T T St T T T St

St= Semitono
T= Tono (la somma di due semitoni)

Quindi la scala maggiore di DO sarà composta dalle seguenti note ed intervalli:

Intervalli: T T St T T T St
Note: DO RE MI FA SOL LA SI DO

Eseguendo sempre questa sequenza di intervalli partendo da qualsiasi nota esistente, noi
eseguiremo sempre una scala maggiore, è la tonica sarà la nota di partenza. Per esempio se
vuoi costruire una scala maggiore di RE dovrai costruirla in questo modo:

T T St T T T St
RE MI FA# SOL LA SI DO# RE

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La Scala Minore Naturale (Relativa)

Una scala è considerata minore quando al suo interno presenta il terzo grado minore ( un
tono e mezzo dalla Tonica). Questo grado (il terzo) definisce la “modalità” della scala e
degli accordi in cui vi è contenuta.
La Scala Minore Naturale è costruita con una sequenza di intervalli diversa dalla scala
maggiore. Infatti, questa scala viene costruita partendo dal SESTO grado della scala
maggiore. Ecco una serie di esempi pratici:

Scala Maggiore Naturale

Gradi: I II III IV V VI VII


Note: DO RE MI FA SOL LA SI (DO)
Intervalli: T T St T T T St

Scala Minore Naturale

Gradi: I II IIImin IV V Vib VIImin


Note: LA SI DO RE MI FA SOL (LA)
Intervalli: T St T T St T T

In poche parole, partendo dal sesto grado di una scala maggiore avrà origine una Scala
Minore Relativa. In questo caso, il sesto grado della scala maggiore diventerà il primo
grado della scala minore. Questa scala sarà chiamata Scala Minore Naturale.

Quindi se partiamo da una qualsiasi nota del manico ed eseguiamo la sequenza di intervalli
(T - st - T - T - st - T - T) eseguiremo sempre una Scala Minore Naturale.

Esempio di Scala Minore di DO:

T st T T st T T
DO RE Mib FA SOL Lab Sib (DO)

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I Gradi Della Scala Musicale



Una scala musicale è composta da note, la posizioni di queste note vengono definite
GRADI. Ognuno di questi gradi ha una propria funzione ben precisa.
I gradi musicali sono importanti per costruire gli accordi ed è importantissimo sapere i
nomi dei gradi di una scala musicale. Tutto ciò ci permetterà, come ho appena detto di
costruire accordi senza fare confusione o errori, infatti, E’ importante non fare
confusione tra Intervalli e Gradi.



Ecco i nomi dei gradi che compongono una scala musicale:

1) Tonica
2) SopraTonica
3) Modale
4) SottoDominante
5) Dominante
6) SopraDominante
7) Sensibile o SottoTonica

Nel caso del settimo grado, per Sensibile intendiamo il Settimo Grado Maggiore, per
SottoTonica il Settimo grado Minore.




Ad esempio una scala maggiore di DO è composta dalle note:

DO RE MI FA SOL LA SI



Ognuna di queste note è collocata in un grado della scala musicale.


Do - Tonica (o fondamentale, ci definisce la Tonalità dell’accordo o scala)
Re - Sopratonica
MI - Modale (ci definisce se l’accordo o la scala sono minori o maggiori)
FA - Sottodominante
SOL - Dominante
LA - Sopradominante
SI - Sensibile (nel caso di settima Maj, Sottotonica in caso di settima minore)



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Una volta acquisite le conoscenze degli intervalli in maniera teorica e visiva, bisogna fare
una vera e propria classificazione dividendoli in due grosse categorie:

1) CONSONANTI
2) DISSONANTI

Un intervallo è considerato musicalmente CONSONANTE quando le due note, suonate


insieme creano un effetto musicale “gradevole”.

Un intervallo è considerato musicalmente DISSONANTE quando le due note suonate


insieme creano un effetto musicale “sgradevole”.

In realtà per classificare un intervallo non è utilizzato l’ orecchio, ma vengono eseguiti dei
calcoli matematici sulle armoniche (le onde che generano un suono): ovviamente non
faremo calcoli e grafici in questa sezione.

Partiamo con la nostra semplice classificazione:

TONICA (UNISONO) CONSONANTE

SECONDA minore DISSONANTE


SECONDA maggiore DISSONANTE

TERZA minore IMPERFETTA

TERZA maggiore IMPERFETTA


QUARTA Giusta CONSONANTE

QUARTA Aumentata DISSONANTE


Quinta Diminuita
QUINTA Giusta CONSONANTE
SESTA minore IMPERFETTE
SESTA maggiore
SETTIMA minore DISSONANTI
SETTIMA maggiore
OTTAVA CONSONANTE

©2018 Claudio Acampora

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Come hai visto dallo schema ho inserito anche la definizione IMPERFETTA. In musica
spesso troveremo delle eccezioni alla regola, infatti, un intervallo possiamo definirlo
IMPERFETTO quando la sua consonanza non è cosi plateale come negli altri intervalli.
Alcuni degli intervalli DISSONANTI inseriti in determinati contesti armonici (giri di
accordi) possono suonare consonanti, addirittura risultando il grado caratteristico che
determinerà la sonorità della scala o dell’accordo in cui viene inserito.

In conclusione diciamo che ci sono delle regole base, dove la classificazione è ben definita.
Ovviamente in musica queste regole possono essere contraddette.


Il Tempo Musicale

Il tempo musicale è l’andamento di una canzone, è misurato in Battiti Per Minuto
(BPM). Spesso questo valore lo troviamo contrassegnato ad inizio di ogni brano
musicale, oppure quando c’è una variazione di tempo.
Lo strumento utilizzato per misurare e andare a tempo si chiama metronomo, è può
essere di vario tipo e forme, ma tutti hanno lo stesso funzionamento e lo stesso scopo.
Quindi, i BPM sono la nostra unità di misura ci indicherà quanti battiti di metronomo
avremo in un minuto. Il metronomo produrrà dei colpi, ogni colpo di metronomo avrà
un’egual durata, in modo da scandire perfettamente la nostra ritmica musicale.
Più saranno i colpi che saranno scanditi nell’arco di un minuto , maggiore sarà la
velocità del brano in esecuzione.
In molti casi il tempo può essere indicato anche con un termine, che indica
l’andamento della composizione.
Ecco alcuni esempi con l’indicazione dei BMP:


Grave…….…..….…..…….40
Largo………………...…….45
Larghetto………..…….…50
Lento….……….....……….55
Adagio…….…….....……..60
Andante….…..…..….…...70
Andantino…...…..….…..80
Moderato…..……..…..…95
Allegretto…...……..…..110
Allegro……...………......120
Vivace....…….……….….145
Presto…….……….....….180
Prestissimo…….….….220


©2018 Claudio Acampora

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FINE
PRIMO VOLUME
(Versione 1.6)
Per richiedere gli altri manuali di sopravvivenza, per info e contatti:

claudio1977@hotmail.com
http://www.claudioacampora.wix.com/claudioacampora




Ringraziamenti

Ringrazio la mia famiglia, i miei allievi ed ex allievi e Mogar Music che hanno reso possibile la
realizzazione di questo e-book gratis, senza il loro sostegno non avrei trovato il tempo e le
risorse per poterlo realizzare.



Grazie a tutti, Buona Musica!

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