Sei sulla pagina 1di 463

Informazioni su questo libro

Si tratta della copia digitale di un libro che per generazioni è stato conservata negli scaffali di una biblioteca prima di essere digitalizzato da Google
nell’ambito del progetto volto a rendere disponibili online i libri di tutto il mondo.
Ha sopravvissuto abbastanza per non essere più protetto dai diritti di copyright e diventare di pubblico dominio. Un libro di pubblico dominio è
un libro che non è mai stato protetto dal copyright o i cui termini legali di copyright sono scaduti. La classificazione di un libro come di pubblico
dominio può variare da paese a paese. I libri di pubblico dominio sono l’anello di congiunzione con il passato, rappresentano un patrimonio storico,
culturale e di conoscenza spesso difficile da scoprire.
Commenti, note e altre annotazioni a margine presenti nel volume originale compariranno in questo file, come testimonianza del lungo viaggio
percorso dal libro, dall’editore originale alla biblioteca, per giungere fino a te.

Linee guide per l’utilizzo

Google è orgoglioso di essere il partner delle biblioteche per digitalizzare i materiali di pubblico dominio e renderli universalmente disponibili.
I libri di pubblico dominio appartengono al pubblico e noi ne siamo solamente i custodi. Tuttavia questo lavoro è oneroso, pertanto, per poter
continuare ad offrire questo servizio abbiamo preso alcune iniziative per impedire l’utilizzo illecito da parte di soggetti commerciali, compresa
l’imposizione di restrizioni sull’invio di query automatizzate.
Inoltre ti chiediamo di:

+ Non fare un uso commerciale di questi file Abbiamo concepito Google Ricerca Libri per l’uso da parte dei singoli utenti privati e ti chiediamo
di utilizzare questi file per uso personale e non a fini commerciali.
+ Non inviare query automatizzate Non inviare a Google query automatizzate di alcun tipo. Se stai effettuando delle ricerche nel campo della
traduzione automatica, del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) o in altri campi dove necessiti di utilizzare grandi quantità di testo, ti
invitiamo a contattarci. Incoraggiamo l’uso dei materiali di pubblico dominio per questi scopi e potremmo esserti di aiuto.
+ Conserva la filigrana La "filigrana" (watermark) di Google che compare in ciascun file è essenziale per informare gli utenti su questo progetto
e aiutarli a trovare materiali aggiuntivi tramite Google Ricerca Libri. Non rimuoverla.
+ Fanne un uso legale Indipendentemente dall’utilizzo che ne farai, ricordati che è tua responsabilità accertati di farne un uso legale. Non
dare per scontato che, poiché un libro è di pubblico dominio per gli utenti degli Stati Uniti, sia di pubblico dominio anche per gli utenti di
altri paesi. I criteri che stabiliscono se un libro è protetto da copyright variano da Paese a Paese e non possiamo offrire indicazioni se un
determinato uso del libro è consentito. Non dare per scontato che poiché un libro compare in Google Ricerca Libri ciò significhi che può
essere utilizzato in qualsiasi modo e in qualsiasi Paese del mondo. Le sanzioni per le violazioni del copyright possono essere molto severe.

Informazioni su Google Ricerca Libri

La missione di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili. Google Ricerca Libri aiuta
i lettori a scoprire i libri di tutto il mondo e consente ad autori ed editori di raggiungere un pubblico più ampio. Puoi effettuare una ricerca sul Web
nell’intero testo di questo libro da http://books.google.com
ill
B E a E7 ll l
-_- ---- – — ± ---→ -
VOCABOLARIO

MILANESE – ITALIANO.
VOCABOLARIO

MILANESE - ITALIANO
DI

FRANCESCO CEIE RUBINI.

VOLUME TERZO.

M–Q

MILANO
DALL'IMP. REGIA STAMPERIA

184 1.
VO C A B O LA RIO

MILANESE-ITALIANo
/ /5 CS
/º 37
v, 5
MA A MA A

Ma. cong. in via distintiva. Ma. El A fà del maa ai olter se sta maa
par minga, ma l'è vera. Non pare anca lor. Chi altri tribola sè non riposa.
credibile, ma è vero. Andà del maa. Andar male. Perire,
Ma ma(così iterato in segno di noja mancare, perdersi – Guastarsi. Am
e di cruccio). Ma.... ma.... le corna mezzire, Infracidare. Infracidire – An
del Pazienza che passavan le nuvole dar per la mala. Andare per la mala via.
(Nelli Mogl. in calz. II, 17). Andà de mal in pesg. Andar di male
Ma ma, pure iterato in segno di in peggio. Dare o Darla addiotro.
cruccio e responsivo ai dubitoni che Aveghen a maa. Avere per male.
sempre dicono ma, ma. Ma. . . mam Avere a male. Arrecarsela da uno.
ma(Nelli Serv. padr. III, 8). Provare dispiacere di checchessia.
No gh'è ma che tegna. Non ci ha Avessen a maa assee. Averne per
alcuno ma (Sacch. Nov. 165, ove la male, per malissimo, malississimo
nota dell'editore del classici italiani (Fag. Ciap. tut. III, 15). -

a quel ma parmi assolutamente erra Avessen per maa o Avenn per maa.
ta, giacchè il ma, ivi sta nel senso º Aver per male. Avere o Recarsi o Pi
suo naturale, senza che occorra cer gliare a male. Aver a grave checches
car oltre ). -
sia. Gravarsi di checchessia. ,
Ma ! in via ammonitiva. . . Ma. . . tel Chi ha faa el maa faga la peni
fett o no? E così ? il fai ta pur una tenza. Rasciugatevi l'umidità fatta a
volta ? - - - -

letto(Nelli Mogl in calz. I, 5).


Ma ! in via compiantiva. . . . Ma ! l'è Chi se l'ha a maa, sò dagn. Chi
staa on gran casi Dio buono! fu pure l'ha per mal si scinga. V. in Dàgn.
la gran sciagura! - Del maa no ven che maa. Il lupo
Ma, prolungato come se si dicesse Ma-a-a non caca agnelli, -. ',
in via dubitativa.... Ma !... chi lo sa! El farav maa manca a on moschin.
Eh ! chi sa come ella andrà! Non torcerebbe un pelo a chicchessia.
Ma l in via esclamativa. Ahime! Lasso! El maa de vun l'è el ben d'on olter.
Ahi lasso! Ma l'è insci. Che farci Non va mai male per uno che non vada
lasso' ella è così. Ma che l ella è così. bene per l'altro. Danno tuo, util mio.
Ma per Domà. V – Anche Dante(Inferno La morte del lupo la salute delle pe
1V, 26) usa Ma in questo significato. core. Lo speziale ed il medico fan fe
Mà. v. cont. Mà(Buonar. Tancia IV, 2). sta mentre il malato si riduce al verº
Madre, genitrice. de. Non è mal che il prete non ne goda.
Màa. s. m. Male. Tristizia. Il contr. di l . anche in Càn e in Löff.
Bene – In alcune frasi, come si ve Emm ditt cento maa de vù. Di
drà più innanzi, noi usiamo anche cemmo mille mali di voi(Nic. Mart.
Mal invece di Maa. Let. 85 ret.). Modo galante che s'usa
l'ol. III.

Ni? A Gt3:24
MA A (2) MA A
per non dire sul viso ad uno Noi vi Per el maa che ghe vuj mi. Pel mat
lodammo grandemente. ch'io gli voglio(Nelli Vecch. Riv. II, 25).
Fà del maa. Fare o Commettere del Quand se voeur ben se n'ha a maa
male. Malfare. Misfare. Mal fare. de magott..... Quando ella s'ami si
Fà del maa a vun. Nuocere uno. bacia quella man ehe ci percuote; e
Nuocere ad uno.Pregiudicare Itno, proverbialmente Calcio di stallone non
Fà del maa a vun sott'acqua. Fare fa male a cavalla.
la pera. Fare la barba di stoppa. Nuo Reud ben per maa. Render ben per
cere occultamente. male.
Fà ona robba per fà del maa. Far Savenn a mal d'ona cossa. Saper
checchessia per male. -
male o Parer male ad alcuno di chec
Fà pocch maa. Gastigar col baston chessia; averne rincrescimento.
della bambagia, cioè più in apparenza Se te l'ee per maa tò dagn. Se tu
che in eſſetto. Talora fam. Dare tra l'hai per male, si te ne scigni.
due calci un pugno. S'ha mai de fà maa per speccià ben.
Fà pocch maa a ona pitanza, al Non si deve commettere un male per
pan, o sim. Non far troppo guasto chè da quello ne nasca un bene(Fag.
d'una vivanda, del pane, e sin. Man Ciapo tutore II , 15 ). -

giarne poca parte. Tra i duu maa l'è men maa quest.
- Gh'è poeu minga sto maa. . . . È Del male il meno(Monig. Serv. nob.
-, manco brutta o manco trista o manco II, 6 – id. La Ved, III, 54 ).
... sciagurata che non si dicesse o cre Vess domà sul ſà del maa. Essere
Adesse – V. anche in Diàvol. malfaciente. Mal fare. Misfare. Malfare.
In tutt coss gh'è el sò ben e, el Viv domà sul maa di olter... Si
sò maa. Ogni cosa ha ritto e rove dice scherz. di chi vive ma che di so
scio? Ogni cattivo ha alcun che di spiri, cioè di chi esercita professioni
buono, ogni buono alcun che di cat nelle quali si ritragga lucro da malat
tivo: il lat. Sunt mala mixta bonis, tie, catture, mortori e simili sciagu
sunt bona mixta malis – Nel secondo i rate circostanze della misera umanità.
dei casi in cui si divide il dettato Vun faa a posta per mett maa. Un
direbbesi anche proverbialmente Ogni commettimale. Un che commette male,
-, ritto ha il suo rovescio. Non c'è boccon discordie, ecc. Una mala bietta.
del netto. Ogni farina ha crusca. Ogni Màa. s. m. Male. Malattia. Morbo.
liquore ha feccia. Ogni uovo guazza. Ajutt, ajutt ch'el maa l'è brutt.
- I olter han faa el maa, e mi me Alla larga sgabelli. Chi ha spago ag
tocca de fa la penitenza. V. Peniténza. gomitoli. Ella è pur la mala parata t
Lassà andà del maa. Mandar male. Andà a cercass lor el sò maa o el
ºv l'è fussee a fà maa che a fà ben. sò malann. Cercare il mal come i medici.
. scherz. . . . . È affa-mato o ſame Avè el maa de la preſa. fig. Avere
lico, o alla latina famulento. il mal del calcinaccio. Dicesi di chi
Mal non far e paura non aver. La è amantissimo del fabbricare.
coscienza pura e monda vale per mille. Avegh maa de parturi. Essere so
testimoni(Firenz.). Chi non ha da da prapparlo. - - - - - -

zio non cura punto se i dazzini il cer Brutt-maa che altri dicono anche
cano (Cecchi Diam. lII, 4 in Prov. Malcadùcch e abus. Bruttura. Male del
p. 87). Non è timor dove non è de benedetto (Targ. Ist. ll , 42o). Gotta
litto. Pisciu chiaro e fatti beffe del caduca. Brutto male. Benedetto. Malca
medico. Coscienza pura non ha che duco. Mitrito. Mal caduco. Mal mae
temere. L'oraziano Hic murus aheneus stro. Battigia, e con voci dottr. Epi
sesto Nil conscire sibi – Conscia mens lessia. Morbo comiziale o sacro – El
recti fannae mendacia ridet – Con patiss el brutt maa. Se gli da quel
scientia mille testes. male(Dav. Tac. p. 241), e per antifrasi
Mett maa. Metter male. Commetter E se gli dà quel benedetto (“fior.-Mon.
male; e comic. Metter buctte. 95). E soggetto a cadere. E epilettico.
MA A (3) M AA
Che te posset morì de quell maa epatica dicesi Mal di fianco? o Epa
o del maa di gajinn. V. in Gaijnna. talgia, se scolagione Epatirrea, se
Conoss el maa o el vizzi de la be infiammagione naturale Epatitide, se
stia. Conoscere da che piè zoppichi il tumore Epatocele, se infiammagione
suo cavallo(Nelli Vecchi Riv. I, 14). per cause esterne Epatoſlògosi, se er
Dà-foeura on maa. . . . Manifestar mia Epatònfalo, se ampliamento pre
si , irrompere, venire un male. ternaturale Epatoparettaria.
Dietta e servizial guariss ogni gran Maa de gola. . . . . Infiammazione
mal. Dieta e serviziale guarisce ogni nella gola; dottr. Esofagitide ed Eso
gran male(Salvini in Pr. fior. IV, II, 157). fagoflògosi.
El maa besogna remediagh intant Maa de la cros. Spallacce. Male del
che l'è fresch. Ogni mal fresco age garrese. Lesione con enfiore che talora
volmente si sana. Il latino Principiis sopravviene ai cavalli nella sommità
obsta; sero medicina paratur cum mala delle spalle.
per longas convaluere moras. Maa de la formiga o Cajrosù....,
El maa el s'è inveggii. Il male ha Quel vano che si rileva talora esi
fatto sopr osso(Assetta 12). stente per carie fra la carne scanalata
El maa el ven a carr e el va-via e la parete dell'ugna d'un cavallo
a onza a onza, o vero el ven a brent dalla corona in giù. Alcuni lo dicono
e el va-via a zaino a quart. Il male Male dell'asino.
viene a libbre, e vassene a once(Mon.42). Maa de la loa. Fame canina(con vo
El maa no le sa che chi le proeu mito, lienteria od altro flusso celia
va. . . . . Solo chi pate sa quanto gli co) – Bulimo(con mancamenti di
dolga. Talora Corpo satollo non crede cuore ).
al digiuno. Maa de la mandragora. sch. Mal di
Fass maa. Farsi male. Restare offeso. madre o di matrice.
Gh'è el maa in di omen. V'è In Maa de la preja. Mal della pietra.
fluenza o Epidemia o Epidimla o ant. Calcoli –- Fig. Mal del calcinaccio,
Infermeria. cioè mania di murare, di fabbricare,
Guarda a no fatt maa o Vardet de Maa de la rava. Frase contad. . . .
maa. Guarda di non ti sconciare.
Ingrossamento preternaturale che na
Guarda a no fatt maa vè. Guardate sce talora nelle radici di alcuni ve
a non vi far male(Lasca Pinz. III, 4). getabili, prodottovi dall'annidarvisi
Guarda che tu non sudi(Cecchi Dote alcuni bruchi, e così detto perchè in
II, 2). Guarda pur di non ti scaglia qualche modo ne viene alla radice la
re. Dicesi per ironia a chi fa stenta figura d'una rapa.
tamente e da pigro ciò che ei potria Maa de la reblera, V. Rebléra.
fare speditamente, ed anche a chi Maa del figh. Fico. Escrescenza mor
mena vanto d'eseguire cose nel fare bosa di carne che nasce talora dal
le quali non sia difficoltà alcuna. tuello ne cavalli e sovrasta alla pianta
I maa besogna di-giò ciar e nett. de piedi, (gio,
Il male si dee portare in palma di mano. Maa del galbee. Itterizia. Morbo re
L'erba ruga tutt i maa je destru Maa del gialdon. . . . Malattia as
ga. V. in Rùga. -
sai frequente nei bachi da seta per
Maa che se ciappa o che se toelì la quale diventano vacche o invacchi
sù. Male attaccaticcio o appiccaticcio scono come dicono i Toscani, e le
o contagioso. più volte si muoiono miseramente.
Maa che s'ingurarav manca a on Maa del grass. Lo stesso che Maa
can. Male che il ciel ne scampi i cani. del gialdon. Vedi sopra.
Maa coléra. Colera. Maa del lanz. Coriagine? Malattia che
Maa de fà cantà i pret. Male che infesta le vacche: la pelle si appicca
il prete ne goda, cioè pericoloso. alle costole in mo' che non si può
Maa de fidegh. Mal di fegato, e dottr. staccarnela anche a tutta forza, la
Malattia epatica, la quale se è colica bestia zoppica, , ,
MIAA (4) MA A
Maa del patron. Mal di madrone checchessia, quanto occorra spendere
(Alleg. 94 e altrove). Matrone. Ma o fare per alcuno scopo,
drone; e dottr. Ipocondriasi. Vegnigh Spartì o Tajà el maa in mezz. Dare
a vun el maa del patron. Destarsi a nel mezzo della differenza tra l'uno
uno il matrone (“pist. – Cin. Des, e e l'altro(Caro Let. ined. lII, 98). Ta
Sp. I, 6). gliar la detta. Fare un taccio o uno
Maa o Mal del pel. V. in Pél. stralcio. Non conteggiar minutamente,
Maa del ramett. V. in Ramètt. ma concordare i conti così alla grossa
Maa del segm. V. in Sègn. per finirli, ed anche più propriamente
Maa del tir. Tiro. Mal del tiro. Ma fra noi il recedere da una metà delle
lattia nota nei cavalli – scherz. Pria pretese reciproche sì il venditore co
pismo(parlando d'uomini). me il compratore. Darla in quel mezzo.
Maa del vermen. Verme muro. Ma Stà maa de morì. Aver male di ri
lattia ne eavalli che è detta Farcin schio.
dai Francesi. Te see minga de che maa t'ee de
Maa de morì. Mal di morte(Fag. morì. E non è ancora andato a letto
Rim. V, 276 , e. l.). chi ha ad avere la mala notte.
Maa de nagott o de rid. Male da Tutt i maa hin maa, ma quell d'a
biacca. vegh magotta de scenna l'è on gran
Maa de renn. Indisposizion de'reni maa. Ogni dolore è dolore, ma quello
(Caro Let ined. II, 175). V. Derenéra. della tavola è il maggiore. La peg
Maa de rima che alcuni dicono Maa gior cosa che sia è l'aver fame e non
del lanz. Coriagine? Malattia interna aver che(Monos. p. 322).
delle vacche. V. dietro Maa del lanz. Tutti maa vocuren la soa scusa. Ogni
Maa de sant'Antoni. Fuoco sacro. male ha cagione(Cecchi Dote III, 3).
Mal di santo Antonio. Vegnì quell maa o Sentiss a vegni
Maa de toeü e de mett. Mal da biacca. quell maa. Montare o Sentirsi mon
Male di poco o nessun momento. tare la stizza, la collera, la bizzarria.
Maa di can novej. Malattia de'cani Impazientarsi, arrovellarsi.
novelli(Gher. Enc.). Vegni maa a vun. Svenirsi. Venirsi
Maa di lumaghitt. V. in Lumaghitt. meno alcuno. Gh hoo famm. . . . . -

Maa che somea a on panaris. Il mal Cospetto! Guarda che no te vegna


del cosso(Guadag. Rime I, 81). maa ! Ho fame. . . . . . Guarda che
Maa d'oeucc. Mal d'occhi; e dottr. tu non ti venga meno! – Fà vegnì
Oftalmia. maa. Essere uno stento. A vedell a
Maa fioraa o fioran o fiorett. ſr. ballà el fa vegnì maa. A vederlo bal
dell'Alto Milanese. Afte? lare è grande stento, è gran passione,
Maa in famiglia. Male ereditario (in è un fastidio.
senso fisico e morale). Vessegh el maa in di boeu, in di
Maa isacch. V. Maisàsc. vacch e sim. Esser andazzo di mali,
Maa matrical. Isterismo. V. innanzi. o influenza, o ant. infermeria. Es
Maa scorbutt. Scòrbuto. Morbo scor servi epizootia o epidemia o epidimia
butico. (dietro. o malattie vaganti.
Mal caducch. V. Brutt-maa più ad Màa. avv. Male. In alcune frasi diciamo
Mal de gola. V. addietro. noi pure Mal in luogo di Màa avv.
Mal de mader. Mal di matrice o Andà de maa. Andar male. Vale pe.
di madre o della donna. Isterismo. rire, perdersi, mancare.
Male uterino. – La patiss el mal de Andà maa ona robba. Ire a traverso.
mader. È matriciosa o isterica. Ir male.
Mal de pett. Mal di petto. Andà maa tuttcoss. Pigliar vento fra
Mal de renn. V. più sopra. mano ogni cosa(Buonar. Tancia IV, 1).
Mal settil. Tisi. Malsottile. A parlà maa se fa maa, ma s'indu
Savè de che maa s'ha de morì. fig. vinna. Di male e apporratti (Allegr.
. . . . . Sapere quanto ci debba stare ºp. 75). Di male e l'apporrai.
MAC (5) MAC
A pensà maa se fa maa, ma s'in On macacco d'on omm o d'ona don
duvinna. . . . . . Giudicar male del na. Un bertuccione,
prossimo è male, ma pur troppo col Macaccdm. Bertuccione.
pensare a tristizia si coglie nel segno. Macào (Giugà a). Lo stesso che Giugà al
A stà maa s'è sempr a temp. Non maccà. V. in Maccà.
vien sì tardi il mal che non sia presto Macarà che alcuni dicono anche Macca
(Berni Orl. inn. XLIII, 5). ronà. Belare intorno uno(Nelli Vecch.
Fà maa i robb. Fare a occhio e Riv. II, 1o). Belare. Piagnucolare. Il
croce. Strapazzare i lavori. piagnere dei ragazzi, e per derisione
Falla maa o Fàssela maa. Farla male anche quello dell'uomo.
– Far male i fatti suoi – Passarsela male. Macarada. Belo. Piagnisteo.
Fassmaa lorde per lor. V. in Zàppa. Macarént. Piangoloso.
Minga mal. Più che mezzanamente. L'è Macàri. scherz.... Piangoloso – Parasito,
bolgiraa mingamal. È rovinato di molto. che vuol immacariarsi, cioè mangiare
On poo per un fa maa a nissun. Un a macca – Brutto macari. Ceffautte.
po per uno non fa male a nessuno(“fior.). Macarón e Maccarén. Cannoncino. Sorta
Per maa che la vaga. Al peggio che di pasta a foggia di cannoncino, la
possa incontrare ad alcuno. Al peggio quale si suol cuocere in più maniere –
andare. Al peggio fare. V. anche in Càn. Maccherone più propriamente fra i
Quand se stà maa se stà maa de Toscani e i Romani e così anche in
per tutt. Lo star male è mal per tutto tutti i diz. italiani, vale Pasta di farina
(Caro Let. ined. I, 82). di grano distesa sottilmente in falde,
Reussì maa. Far mala riuscita – cioè a dire le nostre Lasagn largh.
Misvenire. Aver mal esito. In gran parte d'Italia però i Cannon
Se va ben el zucchee va maa el cini dei Toscani sono detti Maccheroni.
granee. V. in Zucchée. , Macaron al sughillo. . . . . Cannon
Stà maa a fà ona cossa. Esser male cini alla napoletana, cioè regalati col
il fare checchessia. sugo di carni stufate.
Stà maa de oli, de vin, ecc. Penu Macaron bianch. . . . . Cannoncini
riare di olio, di vino, ecc. di mera farina di grano. -

Stà maa de gamb, de nas, de Macaron bus. Fischietti(*tosc.). Can


oeucc, ecc. V. in Gàmba, Nàs, (Eùcc, ecc. nelloni(*tosc. – Tom. Sin.). Cannoncini
Stà maa de quei coss, de coo, de da forati che i Veneziani chiamano Subiòti.
nee, ecc. Esser magro di checchessia Macaron fin. . . . . Cannoncini di
(Mach. Op. IX, 598), cioè esserne scar pasta fine.
so. Magro di danari, di consiglio e sim. Macaron giald. . . . . . Cannoncini
Mabir. v. a. del Var. mil. Nasorre. Ma di pasta d'uovo o di pasta zafferanata.
saccio. Nasone. Macaron gross. Cannoncioni(“fior –
Macà, Macadùra, ecc. V. Maccà, Mac Tom. Sin.).
cadùra, ecc. Macaron ordenari o gross de scor
Macabée o vero Brutto Macabee. Masche za. . . . . Cannoncini di pasta grossa.
rone. Figura da cimbali. Dicesi impro Macaron mezzan. Cannonciotti(*tosc.
perando a persona molto deforme. – Tom. Sin.). Cannoncini di pasta
Macacca. . . . . . Donna assai deforme. mezzana, -

Macacchin. Bertuccino? Si dice a ragazzi Macaron piscinitt soli. Cannoncetti


o a personcine deformi nel viso, e spe lisci(*tosc. – Tom. Sin.). Cannoncini
cialmente se tali per averne le fattezze piccini lisci.
schiacciate a mo' d'uno scimmiotto. Macaron rigaa.... Cannoncini rigati.
Macacchinna. Bertuccina? Macaron stopp. . . . . Cannoncini
Macàcco o vero Brutto macacco. Bertuc sodi; quelli donde i Napoletani tras
cione. Babbuino. Si dice per improperio sero il loro Mac rone senza pertuso
a chi sia deformissimo e renda aria per in sig. di Babbione.
così dire al Macaco(Simia cºrnamolgus), Mezz-macaron. Cannonciotti? Spe
scimio veramente dei più brutti. cie di piccioli cannoncini. V. sopra.
MAC (6) MAC
Faccia de macaron. Viso rinfrigno. Maccadùra (nei corpi artefatti). Fitta.
Viso di babbuino. - . Cozzo. Cosso. . . . . .
Speccià che vegna-giò el formai sui Maccadùra. T. di Mascal. Repressione.
macaron, Aspettar a bocca aperta le Ripressione. Contusione nel suolo del
lasagne. Aspettar che le lasagne pio piè del cavallo che si specifica in
vano in bocca o in gola. secca e in sanguigna,
Vegni el formaj sui macaron. Pio Maccadurinna. Ammaccaturina.
vere appunto sul seminato(Nelli Mogl. Maccagninna che altri dicono Maccanicca
in calz. II, 2). Cascare il cacio sui o Imbragadora. Martinicca(“tosc. –
maccheroni. Aver tre pan per coppia. Gior. agr. II, 544). Stanga di legno
Far diciotto con tre dadi. Nascer ve lunga quanto la sala e i mozzi delle
stito; e col Fag.(Mar, alla mod. I, 1). ruote insieme, la quale con funi e pu
Pioverci il succhero sulle fragole. Ave legge stringesi contro i cerchioni delle
re o Venire la pasqua in domenica. ruote de carri in modo da impedirne
Cascar le ulive nel paniere. Avere le il roteggio nelle discese. Nei barocci
cose ad opportunità. fa quell'uffizio che la scarpa nelle
Macarón. fig. Moccolone(Targ Viag. V, carrozze. Le va annesso lo Sbagg. V.
18). Ogni colatura che scoli in forma Maccanicca. V. Maccagninna.
tonda e penzola. Molte stalattiti sareb Maccarà, ecc. V. Macarà, ecc.
bero dette dai nostri popolari Macaron. Maccaron, ecc. V. Macarón, ecc.
Macarón. fig. Moccio. V. in Naricc. Màcch. v. cont. dell'Alto Mil. Pistàra
Avegh semper el macaron al nas. (*tosc. – Lastri). Specie di pulenda
Sempre smoccicare. fatta colle briciole delle castagne o
Macarón. fig. Piagnolone. Belone. Pecoro coi frantumi delle castagne secche e
ne. Colui che bela e piange alla distesa. sgusciate. – Si dà anche ai majali
Macarón. fig. Marrone. Strafalcione. Sba per ingrassarli – Nei diz. ital. Macco
glio. Errore. Farfallone. sta per Pulenda in genere o per
Macarón. fig. Sgorbio. Scorbio. Faverella.
Macaronà dicono alcuni per Macarà. V. Dolz come el macch. Dolce qual
Macaronà. gerg. Riconoscere. Contrad miele.
distinguere. Macchètt. V. Machètt.
Macaronàda. . . . . . Una scorpacciata Màccia. Piallaccio. Sottilissima assicella
di cannoncini (macaron). di noce, d'ebano o di granatiglia che
Macarònegh. Ad. di Vèrs o Poesia. V. si adopera per impiallacciare.
Macarònna. Piagnona. Maccià. T. de Leg. di lib. Macchiare
Macaronzitt. Cannoncetti. V. in Macarón. (Zanob. Diz.). Marezzare. Colorar le
Màcca. Macca, pelli onde si legano i libri con tigra
A macca. A macco. A macca. ture, radica, ecc.
A macca. Lo stesso che A 6ff. V. in Macciàa. Marezzato – Per Smaggiàa. V.
Off. Macciavèllega. . . . . . Maniera destra
Piang e Rid a macca. V. in Piàng od astuta di volgere a suo talento
e in Rid. uomini, cose ed eventi. Per es. L' è
Vegni a paccià a macea. Immaca on omm curios; ghe vorarà ona mac
riarsi(Allegr. p. 21o). ciavellega de no dì a fall fà a vost
Maccà. Maccà(*fior.). Sorta di giuoco. moeud. È un capo ameno; vi converrà
El maccà, la primera, el biribiss(Gar. Tob.). usare maniere accortissime per indurlo
Giugà al maccà. Fare al maccà alle vostre voglie. A voltà ona fritada
(“fior.). Lo stesso che Giugà al noeuv. ghe vocur la soa macciavellega. A ri
V. in Noeuv. voltare una frittata vuol essere disin
Maccà. Ammaccare – Acciaccare. voltura. Eren temp de can, ma cont
Maccàa. Ammaccato – Acciaccato. on poo de macciavellega inscambi de
Maccadùra (nei corpi naturali). Ammac perd hoo guadagnaa. I tempi corre
catura – Acciaccatura – Contusione vano tristi; ma usando politica non
- Ammaccamento – Pesca. che perdere lucrai. In tutt coss ghe
MAC (7) MAD
voeur macciavellega. In ogni cosa vuol Vess in machina. Essere colla dama.
essere accortezza e destrezza. - In Machina. ſig. Colosso. Macchina. Persona
campagna, allorchè si tratta di de gigantesca.
strezza in cose materiali, usano come Machinà assol. e Machinà sora quei coss.
sinonimi di questo vocabolo anche Abbacare. Fantasticare – Nei diz. ital.
El Mister, La Maccanega e simili - Macchinare ha senso restrittivo di Pen
Per sè stessa questa nostra voce ha sare a novità nello Stato o nelle ſa
significato scevro di tristizia, nel si miglie, d'ordir insidie e simili.
gnificato morale mi pare traducibile Machinént. Macchinoso.
per Sagacia o Accortezza, e nel mate Machinètta, Macchinetta; e specialmente
riale per Destrezza, ed anche per Astu quella da fare alla spedita il caffè.
zia in buon senso. Pure siccome l'astu Machinista. Macchinista in genere. Noi
zia ancorchè onesta nel significato lo intendiamo anche specialmente del
morale, per questo ch'ella si diparte semplice fabbricatore di macchine.
sempre alcun po' dal vero, rasenta i Machinista. T. teatr. Macchinista(Zanob.
confini della tristizia, così Macciavel Diz.). In ispecie intendiamo chi in
lega, secondo il luogo in cui è usata venta e dirige la fabbricazione e la
e secondo gli aggiunti che le ſanno locomozione delle macchine teatrali.
corteggio, grapassa facilmente nell'idea Machinòs. Macchinoso. -

dell'astuzia maligna o sia della Machia Màcis o Màzis. Macis. Mace. Droga con
(Zanob. Diz.) dei Fiorentini i quali sistente in quella rete carnosa, ros
dicono Machione o Uomo che ha ma siccia, untuosa che impropriamente si
chia ogni furbaccio che fa il corrivo dice Fiore della noce moscada (my
per giugnere astutamente ai suoi fini, ristica moschata). Targ. Ist. III, 56o.
e spesso trascende anche in quella del Macrò. Franzesismo in uso fra molti del
Macchiavellismo(*fior. – volg. italiano volgo per Lenone. a - a - - --

e quasi dirò europeo – Zanob. Diz.), Madalenn per Marènn gridano talvolta
della qual voce ognuno conosce l'ori per le vie della città i fruttajuoli.
gine e trova mille applicazioni ad Registro questo capriccio perchè se
ogni volger di pagina storica, i o alcuno leggesse nelle nostre Bosinad
Macèll e Macellàr dicono volentieri le la voce Madalànn in compagnia di
persone civili per Beccaria e Becchée. V. frutte, non abbia a impazzire per
– Il vero Macell che è l'Ammazza rinvenirne il significato (Bosin. su la
tojo dei diz. ital, e l'Abatis dei Fr. è bondanza del 1818), e, quel ch'è peg
tuttora un desiderio nella nostra città. gio, a venderle per dio sa che ai
Machètt. Stiaccino. Saltinvangile. Pia nostri pronipoti.
gnaccia. Scrocchino(Savj Ornit. I, 229 Madalènna. Maddalena. Nome proprio.
che scrive Salt'in vanghile non mi Fa de Marta e Madalenna, V. in Màrta.
par troppo bene, e aggiugne altre Voregh tutt i preghier de la Ma
voci poco felici). Saltanseccia. Uccel dalenna (modo di dire cont, brianz.).
letto detto Motacilla rubetra da Linneo. . . . . . Non fare checchessia se non
Machina. Macchina. - a grande stento. .: Iº

Machina de imboteglia e ass. La Ma Madama. Voce che noi usiamo solo per
china.Calcaturaccioli(RicciNot. Poz.92). ischerzo allorchè vogliamo dimostrare
Machina de resegà. V. Cavaletton. onorificenza a donna che ci sia fami
Machina elettrica. Macchina elettrica. gliare, e nella frase a - a

Le sue parti principali sono: a


Madama Còccola che applichiamo
Stanghetta. Spranga = Cadenna. Catena – a Donna tutta muine, tutta cascante
Veder. Globo- (matica. di vezzi: dal venez. Cocolezzo, Coco
Machina pneumatega. Macchinapneu lar, Cara la mia còcola.
Dà foeugh a la machina. fig. Dar Madama. Ad. di Figh. V. ,
fuoco alla girandola. Madamin o Madaminna. Fattorina della
Carta de machina. P. in Càrta. crestaja o cuffiaja. Nel Corriernila
lucioster de machina, V. in lncioster. nese delle Dame del giorno 1 o luglio
MAD (8) MAD
1819 a p. 227 è un'assai vivace di Sò dagn de mia mader se mè mari
pintura di queste nostre Madaminn – me batt. V. in Mari.
Talvolta prendesi anche per Mercan Vorè insegnà a soa madr'a fà fioeü.
tessa d'oggetti di moda. Voler insegnare al gallo a farsi amico
Madàmm. Crestaja. Cuffiaja. della gallina(Nelli Vecchi Riv. 1, 15).
Coo de madamm. V. in Cóo. Voler insegnar leggere a dottori o in
Madamm Pataſſia. Basoffiona. Un dia segnar inerpicare ai gatti. Volere i
vol di mona Cionna. Mastaccona. V. in paperi menar a bere l' oche. Voler
Gonſalon. insegnare ai maestri. (nache.
Màder. Matrice. Madre. Donna del corpo. Màder. Madre. Titolo che si dà alle mo
Mal de mader. V. in Màa. Mader badessa. Abbadessa.Abadessa.
Màder (che il volgo dice anche Màdra, Badessa. – Scherz. . . . . Donna che
i contadini Má, i ragazzetti di città incede con portamento grave, donna
Màmma e Mamin, i bimbi Mimìn). Ma corpacciuta e paffuta la quale stia in
dre. Genitrice; e con voce antica usa gota contegna.
ta ancora talvolta dai pocti Matre. Mader cantinera. . . . . Canovaja;
La discrezion l'è la mader di virtù. quella monaca che in alcuni mona
F. in Discrezion e agg. – Talvolta steri bada alla cantina.
o per ischerzo o per rabbia si dice Mader cusinera. . . . . Quella mo
anche La discrezione è la madre degli naca che in alcuni monasteri bada
asini(Fag. Gen. corr. I, 2). -
alla cucina. (linga.
La matinna l'è la mader di facc. Mader dispensera. Celleraja. Camar
V. in Matìnna. -
Mader o Madr infermera. . . . . .
Mader de legn. Madre di stucco ? Monaca preposta alla infermeria del
Madre balorda, gnocca, che non sa e monastero.

menomamente educar la prole. Mader priora. Priora. Prioressa.


Mader di poveritt. Madre de poveri, Mader superiora. V. Superiora.
Donna che fa di molte limosine. Mader tornera Ruotaja (Alb. bass.
Mader drizza. V. in Pàder. in Tourière). Portinaja (così nei Giuoc.
Mader facendonna fiorula poltronna. dell'Intr.). Dicesi nei monasteri di
. . . . . S'avvezzano pigre le figlie quella monaca che attende alla ruota
di quelle madri che tutta fanno da (torno) e -

sè la masserizia della casa. Màder. T. delle Arti. Madre. Quella delle


Mader ladinna o pietosa. Madre due parti costituenti un ordigno od
pietosa(Cr. in Tignoso). Madre troppo uno strumento la quale serve a reg
ligia alle voglie dei figliuoli – La Com gere, guidare o ricevere in sè l'altra
media del Nelli intitolata gli Allievi parte che le corrisponde, come per
di Vedove è un bellissimo ritratto di modo d'esempio la chiocciola delle
questa specie di madri, e per questo viti e simili. - -

riguardo insegna pedagogia pratica Mader. T. delle Arti. Madre. Quell'or


in modo esimio. -
digno entro a cui si formi o getti
Mader pietosa fa fioeula tegnosa. La checchessia, come a cagion d'esempio
madre pietosa fa la figliuola tignosa Madre da gettar caratteri e simili.
(Cr. in Tignoso – Monos.) Medico Mader di vid. Vitiera(“fior.). Ma
pietoso fa la piaga puzzolente. Signor trice da formar le viti.
indolente, servo negligente. Màder. T. de Calzol. V. in Ruzellin.
Mader pietosa. fig. Maria pietosa Màder. T. di Gett. di carat. Madre? Pa
(Cecchi Dissimili IV, 5). Dicesi così rallelepipedo di rame in cui col pun
a uomo come a donna che pecchino zone d'acciajo fu improntato il tipo
di troppa indulgenza. delle lettere da stampa. Si alloga nella
Mader spiritual. Madre spirituale forma e vi si fonde il piombo per
(Cr. Veron.). gettarvi i caratteri. È quella che i
Se fa la cort a la mader per la Francesi, i Tedeschi e gl'Inglesi chia
tosa. V. in Tosa. mano Matrix,
MAD (9) MAD
Batt i mader, Giustificà i mader, A la Madonna de la Zerioeura de l'in
Parangonnà i mader. Coniare, Aggiu verma semm foeura, ecc. V. Zerioeüra.
stare, Pareggiare le madri. Andà a dormì o Andà in lecc con
Màder. T. del Giuoco così detto de ma la Madonna. Far la cena di Salvino.
gher e grass. V. in Màgher. Andare a letto senza cena.
Mader. Ritocco? Lievito estratto da pasta Cara Madonna!.. Sp.di esclamazione.
stata iteratamente panificata. Faccia de Madonna. V. in Faccioèù.
Mader. Mamma. Madre. Capomorto. Il Fàpiang la Madonna. Far san Marco.
letto del vino, dell'aceto, ecc. Colle mani contraffarsi il viso in ma
Màder. v. cont. Sprone della ségala. niera che assomigli il ceffo d'un lione.
Maderpèrla. Madreperla; e dott. Cheripo. Gaijnett de la Madonna dicono al
Madervid. T. delle arti. Chiòcciola. Ca cuni per Carùgol. V. (Quàder.
vità cilindrica a spire cave nelle quali I Madonn stan ben sui quader. V. in
entrano le spire convesse di quel La Madonna de la Zentura. La Ma
cilindro spirale che dicesi Vite – Gli donna dalla Cintola. Nostra Donna dal
scrittori la chiamano anche Femmina la Cintola. La Cintola(Vas. pas. e 195).
o Vite femmina o Madrevite; i diz. No gh'è nè Sant nè Madonna che
coi testi la dicono pur tale, colle de altrimenti dicesi anche No gh'è nè
finizioni vogliono la Madrevite riser lù nè lee o No gh'è nè Signor nè Ma
vata a rappresentare esclusivamente donna..... Ti raccomandi in vano;
la Vitiera. E sarebbe da desiderare per te è finita, non c'è replica.
che si stabilisse pur una volta doversi Panmoijn de la Madonna. V. in
dire chiocciola la femmina della vite, Erba-brùsca.
vite il maschio, madrevite la vitiera for Per i Madonn. . . . . Così diciamo
matrice delle viti e lo strumento con parlando di cose che debbano aver
che si buca o si forma la chiocciola, luogo nella ricorrenza di quelle festi
il che ambiguamente viene detto in vità di Nostra Signora che nominiamo
vitare una madrevite. I Francesi chia la Madonna de la Zerioeula, la Madonna
mano Ecrou la chiocciola, Filière la de marz, la Madonna d'agost, la Ma
madrevite; anch'essi però non senza donna de settember, cioè La Candel
ambiguità per la duplice significazione lora, La Nunziata, L'Assunta, e La Con
che importa l'ultima di esse voci. cezione, o vero Nostra Donna di Mar
Madervid. Madrevite. Quella chiocciola zo, ecc. Le altre festività di Nostra
in genere colla quale si forma il ma Donna le nominiamo diversamente.
schio delle viti. Pregà el Signor per la Madonna.
Madervid di oreves. Vitiera. Madre Madònna. Suòcera. (V. in Signòr.
vite(“fior.). Laminetta d'acciaio, con Donna e madonna. Donna e madon
manichetto o anche senza, nella quale na. Padrona assoluta.
sono più fori acchiocciolati di varia Pari el gall de madonna Checca.
grandezza, pei quali l'artefice fa pas Esser il gallo di Mona Fiora che di
sare il fil di ferro o altro metallo per tutte le donne s'innamora.
fabbricarne le picciole viti maschie. Reson de madonna Marcolfa. V. Re
Le varie grandezze dei fori identici Madònna. Ad. di Pòmm. V. (son.
sono indicate da alcune righette se Madonnin. Angela. Angiola.
gnate sulla lamina tra fori e fori. Che bell madonnin! Oh viso an
Madervid inglesa. Madrevite inglese? gelesco! Oh leggiadra angioletta!
Madervid s'ceppa. Madrevite a cu Faccia de madonnin. V. in Fàccia.
scinetti(“tosc.). Laminetta con due pres Madonninna. Madonnetta. Dim. di Ma
sori mobili i quali danno il passo al donna nel sig. d'Imagine della B. V.
filo di metallo e poi stringendolo il Madonninna. fig. Lagrimetta. Lagrimuz
riducono in figura di vite. za. Lagrimuccia.
Madervidinna. Madrevitina. Vegni i madonninn. Lucciare. Im
Madiroeü. V. Madér – Per Coo de vit. V. bambolare. Spuntar le lagrime agli
Madonna. Madonna. Mostra Donna. occhi. L'oraz.” Rorem ex oculis stillare.
Vol. III. º
MAD ( Io ) MAE
Madr innanzi a vocale per Màder. V. Maestàa. V. Majstàa.
Màdra dice il volgo infimissimo per Mà Maèster o Majèster. Maestro. Precettore.
der. V. Insegnatore. Dottore.
Madràss. Madràs(“fior.). Stoffa il cui or L'è mudaa el maester o el maje
dito è di seta e il tessuto di cotone. ster de capella, ma la musega l'è
Madrègna. Matrigna. Madrigna. semper quella. V. in Capèlla.
Vess el fioeu de la mal madregna Maester de ball. Maestro di ballo,
dicono in alcune parti del contado in ed anche con voce ambigua Ballerino.
luogo del nostro cittadinesco Vessel Maester de capella. Maestro di cap
retrodatt. V. in Retrodàtt. - pella. (tore.
Madregnàscia. .. . Matrigna crudele – Maester de disegn. Maestro disegna
e fig. dicesi anche di Quella donna Maester de dotrinna. Maestro della
che tratti i figliuoli non come madre dottrina cristiana.
ma come matrigna, quella donna che Maester de lengua. Maestro di lin
matrigneggi, che matrigni. gua – e scherz. . . . . Tartaglione,
Madrepèrla. V. Maderpèrla. cincistione.
Madrinà. v. ant. ora disusata. . . . . . Maester del Lella. Maestraccio (Pan.
Fare da matrina a neonati, monacan Avv. l. 2o). Maestro Scipa.
de, e simili. E così fu detto Padri Maester de musega. Maestro di mu
nà. . . . per fare da padrino a neo sica.
nati, preti o frati novizzi, ecc. ecc. Maester de mur. V. Maìster.
Queste voci leggonsi in alcune gride Maester de scherma o de spada.
milanesi, e specialmente in quella del V. in Spàda.
21 agosto 1671 che proibì questi offizi Maester de scocula. Pedagogo. Mae
di padrinare e madrinare a cagione stro di scuola. Precettore.
degli scandali e dei disordini gravis Maester di zerimoni. Lo stesso che
simi ai quali davano origine. Zerimoniér. V.
Madrinna. Madrina. Matrina. Comare. Maestrº al cembol.... Ne'teatri è Que
Santola. Madre spirituale. gli che stando al pianforte fa le parti
Madrinna. . . . . . Nel nostro Orfano del maestro compositore della musica.
trofio femminile è titolo volgare di Nissun nass majester. Nessun nasce
quelle orfane le quali cresciute in età maestro(Buoni Prov. II, 7o – Nelli
si fermano nello stabilimento come All. di ved. I, 11 ).
Maestre delle altre orfanelle. Vessegh dent el maester o el ma
Madrón.T. d'Agric. Fittone. Perno. Barba jester..... Dicesi degli scurisci allor
o radice maestra della pianta. chè fischiano; tolta l'idea dalla sferza
Madrònna. V. Matrònna. altre volte dominatrice delle scuole.
Madùr che i cont. dicono Marù. Maturo. Maèster. ad. Maestro. Colp maester. Colpo
Quand el pomm l'è madur el cro di maestro o da maestro.
da. V. in Pòmm. Maèster. Ad. di Mùr. V.
Madùr. Ad. di Làtt, d'òmm, ecc. V. Maestos. Maestoso.

Madùra. Ad. di Pàsta, di Fórma(formag Maèstra e spesso anche Majèstra. Maestra.


gia), di Giovena o Tósa. V. (turare. A be ze de, la maestra la vocur da
Madurà che i contad. dicono Maruvà. Ma nee, el pà nol ghe n'ha, toeu-sù el
Cont el temp e con la paja madura cardeghin e scappa a cà. . . . Can
i nespol. V in Nèspola. tilena ch'era di moda in que tempi
Madurà. fig. Scadere. nei quali per difetto di scuole ele
Maduràa. Maturato – Scaduto. Per es. mentari gratuite i poveri difficilmente
Fitt maduraa. Fitti scaduti. trovavano modo ad essere educati e
Madurànza che i cont. dicono Maruvàn istruiti a ben loro e del prossimo.
za. Maturanza. Maturità. Maturamento. Maèstra(in genere). Maestra(*ſior.). Ogni
Maduròtt(Vess). Essere in età matura. artigiana che insegni arte solita eser
Esser maturo; e fam. Non esser come citarsi da donne a fanciulle avvian
l'uovo fresco nè d'oggi nè di jeri. tisi per quella.
MAG ( 11 ) MAG
Maestra. . . . . . . Fra i maestri da far del nostro Magara – o dal proven
guanti è nome speciale di quella donna zale Macari – o dal venez. Magari.
che attende soltanto a cucirli. Esuss, esuss, magara gh'en fuss. . .
Maèstra. Trattora di seta. Espressione con cui si vuol mostrare
Maèstra. T. de Fab. d'org. . . . È una desiderio di aver checchessia, od an
sp. di somiere di riporto consistente che compiacenza di cosa che ci sia
in una tavola accanalata la quale ha stata data, benchè di poco valore in
in sè molte asserelle pure accanalate, apparenza.
riceve aria dai fori del somiere, e la Magara Dio. Dio voglia. Piaccia a Dio.
trasmette alle canne di faccia dell'or Magara a dì. Pognam caso.
gano che non sovrastano immediata Magàra. A un bisogno. Occorrendo. Anche.
mente al somiere stesso. Per esempio: Magara cent ven darev.
Maèstra. T. di Stamp. Maestra(*fior). Ve ne darei anche cento. L'è magara
Cartaccia liscia che mettesi sul timpano bon de vegnì drizz. Chi sa ch'ei non
del torchio, sulla quale s'incollano s'addirizzi ! – Magara te utaroo mi.
de tacchi per rimediare all'inegua A un bisogno io pure ti darò una mano.
glianza dell'impronto quasi generale Magattèll e al pl. Magatti; o Magattej.
nei torchi. Il francese Carton, e me Burattino. Fantoccio. Fraccurado. Neu
glio ancora l'inglese Tympansheet(fo rospaste (Quasi Imagitelli dall'Imagun
glio del timpano). cula de Latini dice un certo autore).
Maestra che altri dicono Agra o Majèstra. Propriamente quel Fantoccio che non
Scotta. Il siero rappreso che avanza ha piedi, e consiste soltanto in un fusto
alla ricotta. rivestito sotto la cui veste caccia la
Maèstra. Ad. d Èrba, di Fòssa, di Par mano e l'impugna chi lo fa muovere.
tida, di Pènna, di Stràda, ecc. V. in Èr Il fantoccio che ha corpo intiero di
ba, Fòssa, Partida, Pènna, Stràda, ecc. cesi più specificamente Marionètt. V.
Maestria. Maestria. Baracca di magattej. V. Baràcca.
Maestrin. Maestrino? Maestro giovane. Fà ballà i magattej. . . . Rappre
Maestrin. spreg. Precettorello. Pedantù sentar commedia coi burattini.
colo. Pedantuzzo. Maestro Scipa. Mae Quell che fa ballà i magattej. V.
stro da succiole. Maestro che imbocca Romanin.
col cucchiaio voto – Ludimagistro – Magattèll. Naccherino. Dicesi a un bimbo
Dottor sottile. Dottorello. vispo e piccino.
Maestrón. . . . Maestrone in carta per Magattèlla. Naccherina. Cecina. Mimma.
gamena(Redi Op. III, 192 ). Ragazzina o bimba vispa e piccina.
Maestrònna. . . . . Gran maestra. Magattellin. Un bamberottolo. Un citto
Maffée (Brutt). È lo stesso che Brutt lello. - i ,
babbi. V, Magattón. Bacchettone. V. Beat.
Màg(I Rè). V. in Rè. Magatton. Lumacone. Soppiattone. Sor
Màg per Màgg(mese). V. bone. Susornione. Sornione, Fagnone.
Màga. Maga. Uomo cupo e che fa le cose di sop
Maga. v. cont. Magagna. In quella dova piatto, alla celata. (nismo.
gh'à ona maga. Quella doga è maga Magattonaria. Bacchettoneria. Bacchetto
gnata Magattònna. Bacchettona. V. Beata.
Magalòtta. Voce usata nel dettato Magattònna. Soppiattona?
Fà la magalotta. . . . Far una tra Magattondin. Soppiattonaccio. 3
ma, una combriccola, un viluppo. Magazzin. Magazzino. (massare.
Magàra! Magari Dio!(Ces. Sopraggiunta “Fà magazzin. Fare magazzino. Am
cit. il Varchi) Diel volesse ! Pur bea Scatola a magazzin. V. in Scàtola.
to! Domine fallo ! Domine che sia ve Magazzin fig. che anche diciamo on Arse
ro! Diel voglia ! L'Utinam dei Lat. nàl o ona Bottéga. Arsenale(Parini Mat
Forse dal greco antico puzzàpio; Pur tino 79). Ammasso di cose, qualunque.
beato ! Me beato se ! – o dal greco Magazzin. Bottino, e nell'Alb. enc. in
moderno paxxpe che ha egual valore questa voce anche Magazzino. Quel
MAG ( 12 ) MAG
ripostiglio da ferri, funi, ecc. che S'el castan el sfioriss de magg vagh
vedesi nel fondo delle carrozze da sott col sacch, s'el sfioriss de giugn
uno sportello all'altro. Ha streng el pugn. V. in Pùgn.
Antinna o Coverc. Boccaporto - Speccia masg che vegna. A rive
Spall. Spalle? = Fondo. Fond – Spallett. derci alle calende greche.
Spallette? Tempesta de magg la fa affacc....
Magazzin. T. degli Stradajuoli. . . . . . In maggio le grandini sono esiziali.
Nome di que cumuli parallelepipedi Màgg. Parate. Reti da uccellari.
di ghiaja o di sabbia che a picciole Maggénga. s. f . . . . Taglio maggese.
distanze stanno approntati in sui lati Dà la maggenga ai moron. Coronare
delle strade per servire alle occorrenti o Potare a corona i gelsi.
inghiajature. Maggénga. Ad. d'Èrba, Fórma, Sòrt, ecc.
Magazzinàgg. Magazzinaggio. Spes de V. in Erba, Fórma, Sòrt, ecc.
magazzinagg. Spese di magazzinaggio. Maggéngh. ad. Maggese. Addiet. di ogni
Magazzinànt. . . . Che tiene magazzino cosa che venga di maggio.
di merci o derrate qualunque. Ma Maggéngh. s. m. Fieno maggese. In questo
gazzinànt è il padrone delle merci o ſieno trovasi specialmente la pajana;
delle derrate che ne tiene magazzino nell'agostino la centaurea a fior rosso;
- per venderle all'ingrosso, Magazziner nel terzo fieno in settembre il pathi, nel
il custode de magazzini. quarto fieno alla fin d'ottº l'erba stella.
Magazzinér. Magazziniere. Codega de praa de vun, duu, trii
Magazzinètt. . . . . Picciol magazzino. maggengh. Feltro d'un anno, bienne,
Magazzinòn. . . . . Gran magazzino. trienne.
Magéngh. V. Maggéngh. Maggéngh. Ad. di Stracchin. V. -

Màgg che realmente pronunziano Màg Maggètt T. pittor. Macchiati o Macchie


con gdolce, e fra i contad. Màsg. Mag (Vas. 818 e 819). Macchiati de paesi.
gio. Il quinto mese dell'anno civile. Macchie d'alberi o sassi(ivi). Quelle
April nanca on fil, magg adag adag, che i Francesi dicono Figurines.
giugn slarga el pugn o vero giugn Maggètta.T. de'Ricam. Lustrino. Lavoretto
poeu fa quell che te voeu. V. in April. di rame inargentato o dorato che si usa
Cantà come on canalin de magg. ne'ricami. I lustrini propriamente detti
- V. in Cantà vol. 1. p. 2o8. sono tondi e traforati, e di diverse gran
Caren d'magg. fr. cont. Calendi dezze dal numero 1 fino al 6, che
maggio. V. anche in Màsg. diconsi secondi, terzi, quarti, ecc.
Magg de stagion segra e formenton. Maggètta. Macchietta. Macchiuzza. Mac
. . Se maggio va bello la raccolta chiarella. Macchierella. Maculuzza; e
è ferace. V. anche in Màrz. lat. Labecola.
Magg l'è el pù bell mes de l'ann. Maggètta. T. de Coronai. Maglietta? No
Maggio non ha paraggio(Monos. p.378). me di quegli anelluzzi lavorati nel
Masg pioverasg tutt i nivoj van in filo del rosari i quali sono interposti
gronda. Maggio ortolano, cioè per fra i tortiglioni (recalchin) e le avem
solito ha qualche piova, e se troppa, marie, i paternostri, i gloria.
allora dicesi Maggio ortolano (cioè er Maggètta. Maglietta. re

bifero) assai paglia e poco grano, Barbozzal a maggia o a maggetta.


maggio asciutto gran per tutto. Fango V. in Barbozzàl (appendice).
di maggio, spiga d'agosto (Monos. Maggètta. Nasello.
pag. 577). E vale che se maggio va Cadenazz de maggetta. Catenaccio
piovose, la raccolta del grano va al a nasello Quella specie di catenaccio
tardi, ma riesce assai matura e dà che nella parte interna della maniglia
buon pane, per lo che i Piemontesi (maneggia) ha in sè ferma e salda una
dicono Mag brun miche spesse. per così dire campanella schiacciata
Magg ventos, ann bondanzios. Mag che noi diciamo Maggetta, i Tosc. IVa
- gio ventoso april piovoso anno frut sello e i Francesi Mentonnet, la quale
tuoso(Tan. Econ. 547). entra in una feritoia della toppa che le
MAG ( 13 ) MAG
corrisponde per appunto, e per essere variato che ha il tiglio nel legname
così e inchiodata sull'imposta per di a guisa delle onde di mare. La rubinna
fuori noi chiamiamo pure Saradura a la fa on legn che gh'ha ona bella mag
maggetta, ed ivi riceve la stanghetta gia. Il legno di robinia fa bella mostra
chiuditrice del serrame. Il catenaccio con la sua macchiatura(ivi).
a nasello si diversifica dal catenaccio Quadrej de maggia. V. in Quadrèll.
a boncinello (cadenazz a bolzon) in Tavellon de maggia. V. in Tavellón.
questo che la maniglia, in vece d'avere Màggia. Maglia. Nome dei tanti vani che
in sè il nasello stabile, ha nello stesso veggonsi nelle reti e nelle calze, ed
luogo una feritoia nella quale s'intro anche il Filo intrecciato che forma i
duce un ferro che dicesi da noi Bol detti vani.
zon, dai Toscani Boncinello e dai Fr. Fà gropp e maggia. V. in Grópp.
Auberon; il quale ferro trapassa tutta Maggiàscia. Macchiaccia; e sch. Frittella.
l'imposta fermandosi contro la feri Maggin. s. m. Lo stesso che Maggètta. V.
toja della maniglia colla capocchia, Maggior e Gross Maggiòr. s. m. T. mi
entra colla coda nella toppa la quale a lit. Tenente Colonnello. Ne' cessati reg
ricevere siffatto ferro è inchiodata nella gimenti italiani era il vicecolonnello,
faccia interna dell'imposta e per conse Ogni reggimento aveva ad officiali supe
guenza diciamo pure Saradura a bol riori un colonnello, un maggiore e quat
zon, ed ivi, ricevendo la stanghetta tro o cinque capobattaglioni nei fanti,
spinta dalla chiave, chiude il serrame. due o tre caposquadroni ne'cavalieri.
Saradura a maggetta. Toppa a nasel Maggiòr. s. m. T. milit.. . . Oggidì i co
lo? Quella toppa che nella piastra (car scritti italiani militanti sotto le bandiere
tella) ha un pertugio lavorato per modo austriache hanno diffusa fra noi questa
che possa adattatamente ricevere il na voce anche nel significato tedesco che
sello (la maggetta) del catenaccio così equivale al già Capobattaglione italico.
detto a nasello (cadenazz de maggetta). Maggior de piazza. T. milit. Sergente mag
Spagnoletta a maggetta . . . . . . giore della piazza Maggiore di piazza,
Quel catenaccio alla spagnuola che Maggior general. . . . . . . Nel cessato
abbia nella propria maniglia un na esercito italiano era il Capo dello
sello (maggetta) per chiuderlo a chiave, Stato maggiore generale.
simile in tutto al Catenaccio a nasello. Maggior T. milit. È anche aggiunto di
Màggia. Macchia. molti altri gradi nella milizia, come
Dà-ſoeura i macc..... Manifestarsi, Stat maggior, Sargent maggior, Ajutant
apparire, dare in fuora le macchie. maggior, General maggior, ecc. Stato
Fà andà-via i macc. Smacchiare(Nesi maggiore, Sergente maggiore, Ajutante
Ortolog.). Cavar le macchie. maggiore, General maggiore, ecc.
Macc de pures. V. in Pùres. Maggiór.s.f. T. music.... Tuono maggiore.
Maggia che va via-pù. Macchia in Maggiór. s. m. pl. I Maggiori. Tutti
delebile, e al fig. anche incancellabile. quelli a cui dobbiamo ubbidienza.
Maggia cornaggia. . . . . . Talvolta Besogna rispettà i maggior. . . . . Il
per dare la baja al compagno gli di picciolo deve rispettare il maggiore;
ciamo: Varda-chi ona maggia come ai maggiori si deve reverenza e ob
per accennargli alcuna macchia che bedienza.
egli s'abbia in sulle vesti, e non ap Maggiór. ad. Maggiore.
pena egli china il capo per vedere Pesà de maggior. V. in Stadéra.
ove sia, gli scocchiamo sotto o sopra Maggiòr. Maggiore. Maggiorenne.
il naso un colpo di dito scornandolo Maggiòr. Maggiornato. Maggiore per
per giunta con un Maggia cornaggia. conto di nascimento.
Maggia veggia. Macchia rafferma. Maggior. Ad. d'Altàr, Stàt, Tón, ecc. V.
Tutt pien de macc. Tutto macchia Maggiora. Sul Verbano vale per Tra
to. Tutto tempestato di macchie. montano. V. in Vént.
Màggia. Macchiatura (Gior. Georg. XI, Maggiorànna. Maggiorana(Min.). Amara
124). Marezzo. Ondeggiamento di color co. Sansuco. Persa. Majorana. Specie
MAG ( 14 ) IMAG
di erba nota – Persia bianca. L'Ori Mangià de magher. Far magro.
ganum majorana L. – Persia verde. Magher come on struzz o come on
L'O. Syriacum L. – Persia nera. L'O. picch o come on ciod o come onlusc
creticum L. (Gior. Georg. XIV, 19). o come on uss o come on gatt ch'ab
Maggioranna salvadega. Regamo. Ri bia mangiaa lusert. Magro allampa
gamo. Origano. L'Origanum vulgareL. nato o lanternuto. Magro strinato; e
comunissimo in Brianza e detto anche sch. Asciutto e ben condizionato. Vale
Acciùghero o Erba acciuga dai To magro eccessivamente. – Maigre com
scani perchè sogliono colle foglie e me un hareng soret dicono i Francesi.
co fiori di esso seccati aspergerne le Mantegnì magher con pocch. . . .
acciughe inoliate e impepate. Si dice per ischerzo parlandosi di per
Vas de maggioranna. met. V. in Vàs. sona che o per sè o per altri si man
Maggiordòmm. Maestro di casa. – Il tenga assai magramente, scarsamente,
Maggiordomo o Majordomo secondo i meschinamente.
diz. ital. non dicesi che del maestro Vegnì magher. Immagrire.
di casa de soli principi. Màgher. . . . . Aggiunto di oggetti ma
Maggioréngh. Maggioringo. Maggiorente. teriali risecchi e stecchiti, o minori di
Uomo de principali del paese. quel che sogliamo essere di regola.
Maghèlla. V. Maghiggia. Carater magher. Carattere magro o
Màgher. Magro, e ped. Macro. Maghero. fitto o serrato. V. in Caràter.
Al magher. In terra magra. Vegni al Màgher. Ad. di Stracchin. V.
magher... Vegetare ne'luoghi sassosi, Maghiggia che anche dicesi Maghèlla.
aridi, quasi che sterili, in terre magre. Gonga. Cicatrice, catenaccio, striscia,
Deventà magher come on picch o rappiccatura che lasciano intorno al
come ona stria. Diventare come un gra collo le scrofole o gavine dopo sanate.
ticcio da seccar lasagne(Cr. in Gra Maghìggia o Maghèlla. Il gonga. Gon
ticcio). Diventar una strega, magra e goso (Tom. Sin. p. 219). Chi ha in
strutta come una gatta che abbia man torno al collo i segni detti gonghe,
giato lucertole(Nell. Vilup. II, 7). de quali vedi sopra.
Dì de magher. Dì magri (Bracciol. Magia. Magia. Fà i magii. Fare le malie
Scher. Dei VI, 57); e scherz. Di neri. o gl'incantesimi.
Falla magra. Viver di bujo come le Magiór, Magiòra, Magiorànna, ecc. V.
piattole(Cecchi Stiava III, 2 ). Maggiòr, Maggiora, Maggiorànna, ecc.
Fà magher i verz. V, in Vérz. Magióster. T. de Confett. . . . . Sp. di
Giugà a magher e grass. . . . . . confetti al dragante così chiamati per
Specie di giuoco che vien fatto come chè hanno forma di fragole.
segue: Più fanciulli con un fazzo Magióstra. Fragaria. Pianta che produce
letto alle mani si schierano in un le fragole, la Fragaria vescaL.
dato luogo; due di loro mettonsi in Magiostra. Fragola. Fraga. Fravola. Fra
mezzo, uno, chiamato el Pazient, va. Il frutto della fragaria. I diz. ital.
colle spalle volte alla schiera de'com registrano anche Magiostra, ma come
pagni, e l'altro, detto la Mader, die aggiunto di una specie di fragola gros
tro ad esso: questi nomina una vi sissima, chiamata Fragola magiostra.
vanda qualunque a capriccio; se la Il Targ. Toz. novera ben quaranta
vivanda nominata è di grasso, tutti varietà di fragole nel suo Diz. bot. e
gli schierati debbono battere col faz in un suo scritto inserito nel tomo 14
zoletto sulle spalle del pazient, e delle Memorie della Società italiana.
s'è di magro no; quindi se v'ha fra Magioster amanàss. Fragole ananàsse
quei che battono chi trasgredisca la o ananassine. Sp. di fragole grosse,
regola prefissa, quegli entra in luogo rossigne, poco fruttifere, difficili a
del pazient, e questi in luogo della staccarsi dal picciuolo, le quali, se
mader la quale riprende posto fra gli colte acerbette, odorano d'ananas.
schierati, e si continua così il giuoco Sono il frutto della Fragaria grandi
a piacimento. II flora o ananassa dei botanici.
MAG ( 15) MAG
Magioster bianch. Fragole bianche Magistraa cameral. . . . Magistrato
traenti al giallognolo. Il frutto della camerale, consesso di consiglieri che
Fragaria vesca alba de botanici. accudiscono in ogni territorio di go
Magioster cucch. Fragole vote. Sp verno austriaco al ramo finanziario.
di fragole dette Coucous o Caprons Màgna. Scialo. Parata. Voce tolta di peso
dagli agronomi francesi. allo spag., come avvisa il Vocab. na
Magioster de giardin. Fragole col pol, che riporta anch'esso questa voce
tivate o domestiche o di giardino o in uso fra i Napoletani ed i Siciliani.
d'orto. Frutti della Fragaria vesca Magnà per Mangià. V.
hortensis de botanici. Magnàn. Calderajo. Propriamente quella
Magioster del Chili. Fragole del Chili. specie di calderajo ambulante che
Frutti, grossi da quanto un'albicocca, rappezza alla meglio i vasi di rame,
della Fragaria vesca chiloensis de'bot. e rispranga con fil di ferro o di rame
Magioster de mes. Fragole d'ogni le stoviglie fesse o spezzate, cioè Il
mese. Frutti della Fragaria vesca bi Chaudronnier au sifflet de Franc.; quel
sfera o semperflorens dei botanici. calderottajo che va girovago per le
Magioster moscatell. Fragole mosca terre campagnuole a raggiustare pa
delle. juoli, ecc. ecc. – Il Magnano dei diz.
Magioster salvadegh. Fragole bricio ital. vale quanto chiavajuolo, fabbro
line o di montagna o salvatiche. Frutti di lavori minuti di ferro.
della Fragaria vesca sylvestris de bot. Gh'è de fà tant per la bolgia che
Scondes appos a ona pianta dema per el magnan. Ella è tra barcaruolo
gioster. Ascondersi dopo il dito. e marinaro. Dett. simile all'altro: Tra
Magister d'Egitt. Fragole di monte? el loff e la sciguetta gh'è pocch de
ll Blitum capitatum L. o sia il Moro dà la metta. V. in Lóſf.
carpus capitata dello Scopoli. Guarda el magnan! ... Spaventac
Magióster del gandollin. scherz. . . . . chio che si fa a ſanciulli, ereditato
Si chiamano così per burla le cornie, forse dal Cave Manducum dei Latini.
cioè i frutti del corniolo(i cornaa). Ogni magnan loda la soa bolgia....
Magióster d'inverna. Albatre. Albatrel Ognuno loda l'arte sua. I diz. ital.
le. Corbezzole. Urle(Targ. Toz. Ist.). invece hanno questo contrario che
Il frutto dell' albatro o corbezzolo o Ognuno ha buona moglie e cattiv'arte.
rossello che si dica, cioè dell'Arbu Va a Padova a fà el magnan.... Va
tus UnedoL. – All'accrescitivo Cor alle forche, va al diavolo, va in chiasso.
bezzolone(Monig. Pod. di Colog. I, 1o). Magnàn. met. Calabrino. Scaltrito. Dirit
Magióster salvadegh. Così chiamano al tone. Furbaccio.
cuni l'èrba de cinqu foeuj. V. Magnànna. Scaltrita. Furba.
Magiostréra. Fragolajo (Roberti Prefazio Magnanòn. Re degli scaltri(Monig. La
ne al poemetto intitolato Le fragole). Ved. II, 51 ). Scaltritaccio.
Magiostréra. . . . . Vaso o Piattello da Magnanònna. Scaltritaccia.
fragole. Magnaris. . . . . Le comparse teatrali
Magiostrinna. Fragoletta (Roberti Poe rappresentanti soldati, azzuffini, ma
metto int. Le Fragole). Dim. di Fra snadieri vengono da noi regalate di
gola. Forse anche si potrebbe dir Fra questo nome burlevole di cui vedi
ganella, cioè picciola fraga(fragola) co anche in Risòtt fig.
me leggesi nella ballata 148.” di Lor. Magnàto per Barbellatt. Maggioringo, e
Medici(o piuttosto del Poliziano), o scherz. Uno dei primi pataffion del con
Fragolella come vorrebbe il Monti a Magnésia. Magnesia. (cistoro.
pag. 5 del vol. 5, parte I. della sua Magnesia inglesa.... Speciale prepa
Proposta. - raz.º di magnesia così detta a quel modo
Magiostrón.Fragola marchiana(Targ.Diz). che anche i Toscani dicono Siroppo
Magiostrón. Fragola ananassa – Fra inglese, Cerotto inglese, certe prepa
gola del Chilì. razioni che un dì sono alla moda e
Magistraa. Magistrato. l'altro no nella comune farmacopea.
MAG ( 16 ) MAG
Magnetismo. Magnetismo. Magolcià. v. a. del Var. Mil. Mantru
Magnificat che i contadini dicono El Ma giare. Presentemente noi usiamo Ma
gnificàtt. . . . Il noto salmo che inco stind. V.
mincia per Magnificat anima mea, ecc. Magolciént. Ad. di Did. Sudicio. Sordido.
Magnificón(Porta Rim. ined.) Arcima E quii did rampinent de galinascia
gnifico. Ch'hin tenc e magolcient de coldiree.
Magnocù e Magnocu barbaa chiamasi in (Cev. Mss. ).
alcune parti del contado la Vitina tolta Magón. Stomachino. I macellai chiamano
dal vivajo, cioè la Barbatella, a fine così ne' buoi e nelle vacche quell'a
di trapiantarla. nimella che sta attaccata alla milza
Magnocùla che anche dicesi comunemente ed al fegato, la quale animella poi
Magnocùra.... Caviglia quadrata ina chiamano semplicemente Laccètt nei
stata sul manico della vanga che il vitelli.
contadino impugna nell'atto del van Magón. Accoramento.
gare. La natura stessa della voce In cà del pover omn gh'è sto magon,
Presacchio, che l'Alb. nel suo Diz. Tucc se lamenten e tucc han resole

enc. dà per sinonimo toscano del no (Mag. Fal. Fil. I, 9 ).


stro Gamber(vangile), m'indurrebbe Magonàss. Accorarsi – L'es. Bellotti nelle
a dubitare che forse Presacchio cor sue noterelle mi avvisa che i Porto
risponda alla nostra Magnaura, ma ghesi dicono Magoar, Magoa, Magoado
leggendo negli Annali d'agricoltura del in pari significato.
Re (tom. IX, p. 128) che anche nelle
Marche il nostro Gamber chiamasi
Magonàa. º
Accorato.
Magonént.
Pressaccio, non mi so risolver bene Magòzz. Gonghe. Scròſole, ed anche al
del dubbio. sing. Gavina. Gangola. Gonga. Gon
Magnocàra. V. Magnocùla. gola. Nocciolo. Malore che viene al
Magnocura per Saldalàma. V. trui sotto il mento e intorno alla gola
Magnòlia (Cossa Comp. 22). Magnòlia per iscesa – Magozz deriva proba
(Targ. Ist in Magnolia grandiflora). bilmente da Maa del goss.
Mago Sabino. Voce che usiamo per Magozzón. Gavinoso(Cavalca ). Gangolo
ischerzo. Per es. Te see on gran mago so. Pieno di gangole.
sabino. Tu se pure un viso da Fariseo. Magozzònna. Gangolosa. Piena di gangole.
Magòga (Andà in goga e). Nuotare in un Màgra. Noi usiamo questo nome come
mar di latte (Caro Let. ined. I, 26) – sustantivo in sig di Magrezza per Ca
l anche in Gòga sig. 2.” restia nel seguente dettato:
Magòlc. v. a. Stagno. Pantano. Nei no La grassa l'ha mai ben fin che la
stri Statuti milanesi è un capitolo 256.” magra no la ven. V. in Gràssa sust.
che tratta de cloacis et magolciis remo fem.
vendis. In questa voce sentesi affinità Magra. Magra delle acque.
col greco Màreſpo;(cuoco), e col la Magra. Ad. d'Uga. V.
dino romanzo Magoilg(midollo). Dal Magràss. Voce scherzevole colla quale si
complesso di tutte queste idee nac dice ad alcuno ch'egli è Magro, con
quero forse le voci seguenti: una desinenza bisticcevole di contraria
Magòlc. ad Mucido. apparenza. L'è on magrass. È de'Car
Savè de magolc. Esser moscio. Sa nesecchi(Monos. p. 429).
per di tanfo o di fortune. Magrettin. Magricciuolo.
Magolcià. Ammosciare? Ammoscire? Am Magrettinna. Magricciuola.
malvare(*romanesco). Dicesi dell'insa Magrin. Magrino. Magretto.
lata quando, lasciata lì senza mangiarla Magrinètt. Magricciuolo. Sottilino. Min
dopo ch'è inoliata, diventa vizza o gherlino.
moscia, ed anche della zuppa o d'al Magrón. L'è on magron de vun. È un
tre simili vivande allorchè, lasciate cert'uomo magrissimo.
molto tempo senza toccarle dopo che Magròzzer. s. m. Uno stecco d'uomo. Un
sono cotte, invizziscono, dei Carnesecchi.
MAJ ( 17) MIAJ
Magùtt. Muratore. Manovale. i prodotti del suolo toscano. Quel nome
Maguttàsc. . . . Manovalaccio. di famiglia passò quindi nelle bocche
Maguttèll . . . . Manovalino. toscane come sinonimo di Ferriera in
Magutton. . . . . Manovalone. - genere o vuoi come lavoreria o vuoi
Maj. Maglio. Il Tomas.(ne Sin. in Maglio) quale magazzino del ferro. Che ciò sia
vuole che Maglio sia sempre martello in fatto ne ho testimonianza nelle se
di legno e non di ferro; ma nelle guenti parole del Targioni Tozzetti:
Tarif. fior., negli scrittori toscani e Dicesi che la Compagnia delle miniere
ne Viaggi del Targioni specialmente di ferro di Verzaglia si esibì di dare
esistono moltissimi esempi di magli alla Magona il ferraccio per quello
così di ferro come di legno. stesso prezzo che le costava quello
Màj. . . . . Questa voce è usata da noi dell'Elba; ma, ecc. (Viaggi, IV, 184)
in quel senso generalissimo in cui = I possessori del castagneti di Ro
tanto la Crusca quanto l'Alberti en sina, ecc. svecchiano i loro castagne
ciclopedico usano in pieno la voce ti, fanno a loro conto il carbone, e
Magóna. Per essa noi intendiamo quel lo consegnano al magazzino della Ma
luogo in genere dove si cava, s'aſſi gona, ecc. (ivi pag. 159). Ora quel
na, si modella alla grossa il ferro, ferraccio e quel carbone provano as
si ribollisce il ferro rotto, e si ha sai convincentemente, se io non erro,
amplissimo magazzino di ferro crudo, che la Magona non era semplice ser
sodo, in getti, ecc. A nostri giorni batojo ma anche lavoratoio del ferro.
però il Tomaseo nei Sinonimi ristrinse E tale è forse ancora oggidì se non
il significato della voce Magona a è errata la Nota (9) onde il Tomaseo
Luogo in Toscana dove si conserva e (Sinon. 218) confortò la sua definizione
si vende il ferro, e gli autori del Di della Magona, senz' avvedersi della
zionario piemontese d'artiglieria, let evidente dissonanza fra testo e nota.
ta questa dichiarazione, si chiamarono E di qui ecco assoluti la Crusca e
in colpa del loro avere usata la voce l'Alberti dalla taccia d' ingannatori
Magona nel senso più lato di cui so poc'anzi mentovata, ed ecco giustifi
pra, perchè ingannati, come dissero, cate le definizioni in lato senso da essi
dalla Crusca e dall'Alberti. Mi con date ai vocaboli Magona e Magoniere.
viene quindi schiarire la cosa a og In ogni modo però siccome questi mede
getto che i lettori possano aver fede simi vocaboli per le cose narrate risul
alle versioni ch'io sono per dare di tano troppo locali o provinciali che io
questa voce. In Toscana, come già dissi mi dica, così parmi che la versione
in Ferrarèzza (V.), la vendita del ferro del nostro Maj sarà per correre meglio
è di proprietà governativa, e diconsi nel modo che sono per soggiungere:
Magone quei magazzini in ogni città | Màj (in genere). Edifizio del ferro(Targ.
nei quali se ne fa serbo e vendita, e Viag. IV, 158). Ferriera. Voci colle
Magoncine le picciole botteghe che quali si denota il complesso delle
per concessione governativa qualche Cotticciare (fusinn) dove si cotticchia
privato è pure autorizzato a tenerne. o s'incuoce e si riduce in polvere la
E fin qui s' hanno la ragione così il vena del ferro, dei Forni(fusinn gross)
Tomaseo come(dalla ingannatura in dove si massella e si cola, dei For
fuori) gli autori del Dizionario d'arti netti dove si ricola, dei Maglio delle
glieria – Lo scavo delle miniere e la Batterie(Maj) dove si batte e si spiana
lavorazione del ferro, oggidi incame il ferro in ferrareccia o ferro sodo,
rati, appartenevano però in addietro dei Distendini(Maj desuttiladora)dove
per privilegio esclusivo ad una Compa si lavora e si foggia in lastre, ton
gnia la quale in origine ebbe a soprac dini, capivolti, ecc., e dei Distendini
capi que Magona da Pisa i quali ai minori(Ciodiroeul) dove si lavora in
vanti illustri della nobiltà univano an chiodagione e bullettame. :

che quello non meno illustre del far | Maj (in sub genere). Lavoriera del ſerro
v eiere con onorato e ricchissimo traffico (Targ. Viag. III, 159); con voce poco
I ol. III. 5
M AJ ( 18 ) MAf
specifica Ferriera; e con voce troppo non pertanto il primo alle bestie,
locale o provinciale toscana Magona. il secondo ai cristiani.
Quell'edifizio nel quale si raffina il Majdè. Ohibò. Guai. Guardi il cielo.
ferraccio dato dai forni o dalle for Majée. Magoniere. Il lavorante di ferriera,
naci del ferro. Majestàa. V Majstàa.
Màj (in ispecie). Batteria. Norme che Majèster oggidì ha fra noi ceduto il luogo
comprende così il maglio che batte a Maèster, e s'è confinato in qualche
e spiana il ferro sodo, come tutti que parte del contado e in qualche vicolo
gli oggetti che gli danno moto o gli della città donde noi appena lo ritraia
fanno sostegno. La Batteria, che altri mo ancora allorchè si vuol parlare di
chiamò anche il Battiferro, consta di Maestro in senso avvilitivo o burlevole.
Roll? Alberghetti – Elbor. Albero a Majèstra. sust. e add. V. Maèstra.
bocciuoli - Boga? Boga = Maj. Ma Majètt. V, in Màj sig. 2 °
glio o Battiferro - Manegh. Manico = Giugà a majett. Lo stesso che Giugà
. . . . . . Piumacciuoli = Rodon. Ro al maj o al tanghen, V.
tone = Tass o Incusgen. Tasso o In Majoccà. Pacchiare. Taffiare. Scuffiare.
cudine – Bocch. Cionconi e Sciocch ? Majoccà. fig. Fare agresto. Pigliar l'in
Ciocche e Cortell. . . . . . = Aguej? goffo. Far bottega su checchessia. Fare
Aguiglio = Coverta. Coperta – Piuma arte di checchessia.
scioeu ? Sottana. Piumacciuolo = . . . . Majoccada. Mangiata fig.
Forcellone. (cone. | Majòcch. . . . . . Chi piglia volentieri
Màj(in ispecie) altro. Distendino – Cion- l'ingoffo, chi mangia. V. in Mangià fig.
Màj del ramm. Ramiera(Gior. agr. VIII, Majoccòn. Mangione – ſig. Un che piglie
226 – Moroz. Case cont. p. 12). rebbe per san Giovanni. (let.
Màj. v. dell'Alto Milanese, Sussi, Majoeü. T. de'Macell. Mazzuolo. Il fr. Mail
Giugà al maj. Fare al sussi. Posata Majòlega. Majolica,
una pietra per ritto in piana terra, Invernisaa a uso de majolega. Ma
le si sovrappone un altra pietra mi jolicato. Marmato o sia vetriato a
nore, che molti chiamano El majett; mo' di majolica(Magal, Op. 29o).
e chi da una data distanza balza via L'ora de la majolega. V. in Ora.
con un colpo di ciottolo quest'ultima Majolega de Savonna. Terre di Sa
pietra, vince la posta. È affine al no vona(Magal. Op. 257).
stro Tànghen. V. On salamm in d'on piatt de majolega.
Màj. v. dell'Alto Mil. Majo. Avorniello. V. in Salàmm. (bàcch ſig. I .
Maggio. Maggiociondolo. Citiso. Ma Majòlega copertamente Lo stesso che Ta
fella. Cióndolo di maggio. Il Crtisus Majòlega. .. . Sp. di marmo che si rin
laburnum de botanici detto Eglielo viene nel Comasco lungo tutta quella
dal Mattioli, Brendoli a Cutigliano, linea montana che corre da Laveno
Ciondolino e Maggiociondolino in qual a Villalbese, riceve polimento, e si usa
che altra parte di Toscana. Albero il per tavolini, modanature e altri la
cui legno è assai duro e lavorasi al vori gentili. Chi ne bramasse ampia
tornio, fa anche buon fuoco e di du notizia consulti il Breislak(Mem. Ist.
rata; è alpino, e fra noi trovasi al Ital. V, 11 da pag. 151 a 162) che lo
principiar de'colli briantei. Fa i fiori vorrebbe denominato Marmo calcario
simili a quelli della ginestra, con bianco dell'Apennino, e lo fa una cosa
questo però che a differenza loro sono sola colla Scaglia de Padovani e dei
essi disposti in lungo grappolo. Vicentini e col Biancone dei Fulignati.
Mài chiamasi in alcune parti del Mila Majoleghée che nell'alto contado dicono
nese, come per es. a Bestazzo il Mag Ciappée, Stovigliajo. Catinajo. Pento
giociondolo, il piantar maggio. lajo, Vasajo. Colui che vende stovi
Majà. v. brianz. cont, per Mangià. V, con glie, detto Fayencier dai Francesi.
questa squisitezza di linguaggio però Majolètta. . . . . . Specie di stoffa.
che i ben parlanti contadini usano Majstàa e Majestàa. Santino. Immaginetta
così Majà come Mangia, riservando di santo stampata in legno o in rame.
MAL ( 19 ) MAL
Con di majstaa. fig. Istoriato(Borgh. Màl. add. Malo.
Lett. 82.º in Pr. fir. IV, Iv, 78). Guardà A la vista l'è minga mal. L'aspetto
i majstaa. Andar dietro ai santi (ivi). non fa dispetto(Nelli Ser. alfor. II, 14),
Majstàa. fig. ... Macchia. Pien de maj L'è minga mala. Non è brutta, E bel
staa. .. . Tutto macchioso. On lenzoeu lina.
pien de majstaa. Un lenzuol tutto mac L'è minga mal omm. È uomo di
chie. (tino, buona pasta – È bell'uomo.
Majstadin e Majstadinna. ... Picciol san Malabiàa, Malabbiato(Zan. Diz.). Voce
Maiùscol. Majuscolo. Lettera maiuscola, comune ai Siciliani e ad altre genti
Lettera majuscola – Lettera maiuscola d'Italia.
rabescata. Lettera maiuscola ornata. Malacòssa, Mala cosa. Per es. Malacossa
Lettera maiuscola fregiata. a intendesen minga. Il male sta che
Majuscolètt. T. di Stamp. e Gett. di car. ei non se ne intende.
Carattere majuscoletto (Zan. Diz.) – Malacreànza. Malacreanza, Increanza,
Maggioretta(Alunno Rich. Ling. volg.), Screanzaggine,
Lettera simile nella forma alla maju Maladèsna. Lo stesso che Malanàggia. V,
scola, ma d'un terzo minore in di Maladètt che anche diciamo Malarbètt
mensioni. Ogni carattere ha lettere o Marcadètt. Maledetto. Maladetto.
MAJUSCOLE, MAGGIoRETTE e minu A la pù maladetta. Lo stesso che
scole. A la cà di can. V. in Cà e in Càn,
Mai. Mai. Ma'. Già mai. Giammai ! e Andà de maladett, Andare alla peggio,
con voci antiche, taluna delle quali è Andar malissimo, -

usata ancora oggidì in poesia, Unqua. Chi mangia de benedett caga de


Unque. Unquanche. Unque mai. Un malarbett, V. in Cagà. !

quemai. Unquanco. L'ha de vess ben maladetta. Vuol


El dì de san Mai. V. in Viorin, ben dir cattivo (Magal. Op. Il , 197),
Mai pù. Mai più. Non mai. Giam Per, es. Anca ben che poda minga
mai. Già mai. fenilla tutta, hoo de vess ben ma
Oh mai, ed anche Oh mai pù! Ohi ladett se no en foo almen duu terz.
lò! Guai. Guardi il cielo. Non mai. Ancorchè io non possa darle il suo
Pover mai nun . V. in Pöver. pieno, vuol ben dir cattivo che io non
Quant e mai t'hoo conossuu! Ma riesca a farne almeno due terzi.
ladetto sia il giorno ch'io la prima Maladett come la pissa di gatt. V,
volta ti vidi, Maladetto sia il ben ch'io in Pissa, - - -

t'ho voluto, Maladetto ti e chi fa per ti. Ma


Maisàsc, Risipola, La voce Maisasc s'usa lanno a te e a chi è con teco. Bassis
però soltanto in alcune parti dell'Alto sima imprecazione colla quale male
Milanese, Gl'Isacchi di Barzanò aves diciamo a chi ci è in odio e ad ogni
sero mai dato origine alla voce? suo fautore. -

Maister(che anche dicesi Master, Magùtt Ona maladetta. Una maledetta. Nien
e Maister o Master de mur). Maestro te. Nulla affatto. Niuna cosa. No sa
di muro(Barberin. Docum. d'am, 3oa, venn ona maladetta. Non ne sapere
25), Muratore. Manovale, straccio. Aon ne sapere un'acca.
Maistra. T. de Salnitrai. Maestra. Quella Tutteoss va a la maladetta. Tutto va
colatura raccolta dal letame , dalle alla peggio. Le cose vannosi tutte bieche,
muriccie e dalle altre materie, donde Maladett. ſig. Accorto. Astuto, Trincato,
si cava il salnitro. Furbo,
Maistrà. Ammaestrare. Vess maladett finna in di ong di pee,
Maistràa. Ammaestrato, Esser di peso(Nelli Vecchi Riv, 1, 14),
Ona sciguetta già maistrada. Civetta Maladettamént. Eccessivamente, Strabag
presiccia(Pan. Civ, 26). chevolmente,
Majstrón, . . Gran maestro. V. Maeströn. Maladettòn. Fusciarra, Gran mascagno,
Mal diciamo anche noi in vari modi così Furbo in cremisi. Astutissimo.
gustantivi come avverbiali per Màa, V. Maladettonazz, lie dei furbi,
MAL ( 2o) MAL
Maladisc.Malaticcio.Malazzato. Malcubato. Malarlbètta(A la). Maledettamente.
Malafin. Mal fine. Cattivo fine. Malarbetton. V. Maladettòn.
Fà malafin. Finirla male. Far tri Malaspinna. Ad. di Pér. V.
sto fine. Far cattivo fine, Malastalla, . . . . Nella nostra Via degli
Malafizzi. Maleficio. Orefici, a mano sinistra per chi v'en
Malagràzia. Graziaccia. Svenevolaggine. tri venendo dal Duomo, esiste anche
Svenevolezza. Sgarbatezza. Sconcezza. oggidì un gruppo interno di case che
Sgraziataggine. -
porta questo nome. Ivi dal 1272, per
Malaléngua. Malalingua. Mala lingua. V. quanto se ne ha notizia, sin verso la
anche in Léngua. fine del secolo scorso esistevano le Car
Malamansión. V. Malastàlla. ceri dette alla Malastalla nelle quali
Malamént. Malamente. tenevansi prigioni i debitori sino a
Malamàggia. Maledetto. Specie di escla tanto che non avessero pagato i loro
mazione. Che maladetto sia il diavolo! debiti. E siccome in antico ivi pure
(Lasca Strega II, 1) – Il Gelli(nella esisteva la chiesa di San Galdino,
Sporta I, 2 ) scrisse anche Oh mal' così e per le largizioni del santo arci
ann'aggia il diavolo! con un modo vescovo e per tale vicinanza ne nac
napoletano affatto simile al nostro, e que fra non il dettato di cui veggasi
per commedia non mal difeso in ge in Galdin. Questa Malastalla, forse
nere da lui stesso nella dedica della vera stalla in antico così denominata
Sporta a D. Francesco di Toledo. dall'antico italiano Malistalla, fu an
Malandà. Malandare. Vessegh del ma che detta Malamansion come se ne
landà. . . . . . . . Dare mal suono, trova memoria ne seguenti versi che
balenare. -

riduco a meno antica ortografia:


Malandàa. Malandato. Ma chi ha d'avè no dorma ;

Malandàa. Malparato. Mal in ordine. I curen tant l'usell,


Malassetto. Malconcio. - -
Ch el da in del trabuchell ;
E el gran Pensades peu prest se trove
Malandra. T. di Mascalcia. Malandra
A sparmi el ficc in d'ona cà del Re
(Alb. bass. in Malandre). Crepacci. ....indi ottenne de tramudali de la preson
Crepacce. Rappe. -

A la Malamansion nella quale


Malànem. Maltalento. Malevoglienza. Ma In pensà dov'è andaa tanti parroenr
livoglienza. De malanem. A malincuo El se sentiva a batt -

re. A malincorpo. I martei di oreves in sul coeur.


Malann. Malanno. -
( Maggi Interm. II, 327).
Chi tard ariva el malann l'allog Malastalla o Malamansion si tradur
gia. Chi tardi arriva trova il diavol rebbe quindi col fiorentino Le Stinche
- nel catino; e per contrario Chi pri o col londinense Longwood.
ma arriva prima macina, o Chi prima Malastànt (A). V. Amalastant.
giugne prima pugne (Mon. pag. 514). Malatia. Malattia. Infermità. Noi però
El malann che t'impicca o che te usiamo la voce nel significato pro
strascinna. Malanno ti colga. Dio ti prio di Durata di male, e per lo più
dia il malanno. Canchero ti mangi. di male che inchiodi in letto. Hoo
Cacastecchi ti venga. Ti mangi il ver passaa ona gran malatia. Ho superato
v mocane. Gavòcciolo a te ! una grave infermità.
Malannéri. Un gran malanno. Malatia lenta. Malattia lunga, tarda,
Malapènna. avv. A mala pena. Appena cronica. Contrario della Malattia acuta.
appena. Malatiètta. Malattiuccia. -

Malarbètt o Marcadètt. ad. Maledetto, Malationna. Grave o Gran malattia.


tanto al proprio come al fig. Malavoeùja. Malavoglia.
Malarbètt. sost. m. fig. Epa. Otro, Ste Malazion. Mal tratto. Cattiva azione.
fano. Buzzo. Ventre. Avè pien el ma Màlba. Malva. Erba nota.
larbett. Aver pieno lo stefano. Guarì el bugnon a reson de malba
Malarbètta ! Corbelli ! Corbezzoli ! Per o de buter. ſig. Andar colle dolci o
dinci! V. anche in Malannaggia. colle belle.
MAL ( 2I ) MAL
Quand se cred d'andà a dormi presenta alla nostra idea questa voce
gh'è la malba de fà buì. Quando e si Raviuoli per Malfatt, vedasi in Ravioeü.
pensa riposarsi, e si trae per dado Malfidàa. Sfiducciato. Diffidente.
(Gelli Sporta I, 2 ). Si suol dire da Malfoeùj. . . . . I contadini brianzuoli
chiunque si lagna d'aver sempre chiamano così il millefoglio ch'essi di
nuove brighe alle mani ; allorchè cono medicinale.
credi essere in porto, le onde ti ri Malfondàa. Malfondato. Vacillante.
buttano in mare, Vivere militare est, Malfottùu. Malfatto. Malassetto.
diceva Seneca. Malgaritta. V. Margaritta e Saltamartin.
Vess come la malba de segraa che Malgarittin. V. Margaritin.
no la fa nè ben nè maa. Non esser Malgaritén. V. Margaritta e Saltamartin.
(un tale) nè uti nè puti. Essere (che Malghée. Cascinajo. La nostra voce è
o chi che sia) come la merda dell'al usata in quelle parti del Milanese che
locco. Prov. volg. che racchiude in guardano il Piemonte, e ciò perchè
sè più filosofia che altri non pensi. ivi dicono Marghe e Marghera il ca
Malbavèsch per Malván. V. (zoeü. V. scinajo e la cascinaja.
Malbècch e Malbicch e Malbiàs per Piz Malghéra. v. a. Cascinaja. Caciaja.
Malbin. Malvato. Composto o fatto con Come on governator de la scivera
malva, come p. e. Inguent malbin. Che ghe fan fa l'amor con la malghera.
Unguento malvato. Oli malbin. Olio (Mag. Rim.)
malvato, e simili. Malghés. Voce bresciana usata dal Maggi
Malbrùcch.... Specie di stoffa ordinaria anche come sinonima di Bergamin. V.
di seta che trae il nome, se non erro, Malghés. Nome che danno alcuni alla
dal nome inglese di Marlborough, e voratore del cacio lodigiano detto più
che i Francesi dissero forse Durois. comunemente Casée. V.
Malcapitàa. Malraccattato. Malarrivato. Malguarnàa. Mal riposto (Fag. Gl'Inganni
La mal capitada e la pesg imbat lod. II, 15). Manesco. Dicesi di roba
tuda. V. in Malmaridàda. atta e comoda a esser portata via.
Malcolegàa. Malcollocato. Malifiziàa. Malificiato. Ammaliato.
Malcompagnàa. . . Male accompagnato. Malign. Maligno.
Malcónsc. Malconcio. Malign finna in di ong di pee o
Malconsciàa. Malordinato. in di oss. Maligno in chermisì o cre
Malcontént. Malcontento. Scontento. Dis misi o chermisino o grana. Più cattivo
contento, -

che i tre assi o che un famiglio d'Otto.


Malcòtt. Guascotto – Poco o male cotto. Malignà. Malignare. - - -

Maldevòtt. Indevoto. Indivoto. Che non Malignà. . . . Pensare o dir male d'al
ha divozione. - a
trui a torto – Malignare nei diz. ital.
Grass, biott e maldevott. V. in Biòtt. vale divenir maligno o trattar altri
Malé. Inganno. Parte delle reti. malignamente. -

Maledizion. Malatizione. Maledizione. Malin. Maluzzo. Dim. di Male. ---

Avegh tutti maledizion adoss. Ave Malinclinàa. . . . . Inclinato al male.


re la maladizione addosso. Aver la Malincònegh. Melancolico. Melanconico.
fortuna contro. Avere una disdettaccia. Malinconico. Maninconico. Maninco
Avere il malanno e la mala pasqua. nioso. Maninconoso,
Trà adree di maledizion. Gittare in Malinconia, Melancolia, Melanconia. Ma
alcuno maledizioni. Imprecar male ad linconia. Maninconia. (lanconico.
- alcuno. Maledire uno. Maledire ad uno. Avegh adoss la malinconia. Esserme
Malée. T. cont. Pantano. Melma. Cascià-via la malinconia. Passarnoja
Màlega. V. in Vin. o malinconia. Non si dare malinconia.
Malèrba. Lo stesso che Mazzalegùmm. V. Rintuzzarla o addormentarla.
Malfaa. Malfatto. Mett malinconia. Dare o Indurre o
Malfatt. Raviuoli. Specie di polpettine Generare o Produrre malinconia.
fatte d'erbe battute con cacio, uova, Patì la malinconia. Aver abito melan
burro ed altro. Per l'equivocità che colico. Andar soggetto alla melanconia.
M AL (22 ) MAL
Malinconiascia. Malinconiaccia. On bagaj malmiss, contr. di benmiss.
Malindègn. Maldegno. Indegno. Un bambino gracile. Un afatuccio, uno
Malinformàa. Malinteso di checchessia. sparutello, un tristanzuolo d'un bimbo.
Male informato. -

Malmostós. Malgrazioso. Ritroso. Stitico.


Malingher. Malaticcio. Cagionevole. V. Refrattario – V. anche Gnècch, In
Mastrànsc. Gli è affine anche Acciac vèrs, ecc.
cós – Anche i Provenz. ed i Fran Malnatin. Dim. di Malnàtt, V,
cesi hanno Malingre in questo senso. Malnàtt e Malnatin. . . . Nel Basso Mila
Malingùri. Malaugurio? e con voce ant. nese danno questo nome ai feti vaccini,
Malagurio. pecorini, porcini se nati anzi tempo.
Malinspiràa. . . . . Inspirato male. Maloeücc o meglio Mal oeucc. V. in Eùcc.
Malintelligénza. . . . . Mala intelligen Malora. Malora,
za, inganno, equivoco, scambio. Andà in malora. Andare in malora,
Malinviàa. Malavviato. e per eufemismo in malorcia.
Malizia. Malizia. Andà in malora de ramm e de ra
Con malizia. A malizia. A ingegno. dis. Rovinare di pianta.
Maliziosamente. Maliziatamente. L' è Lavora lavora, la vitta la va in ma
ona domanda ſada con malizia. È una lora. V. in Vitta.
domanda maliziata o maliziosa o in Malpàga. Mala detta(Caro Let. ined. ll I,
gannevole o fraudolenta. 75). Mala paga(Mattio Franzesi Capi
Malizia de ciall. V, in Maliziós. tolo sopra le carote). Cattivo pagatore.
Mett in malizia. V. Smalizià. Malparàda. Mala parata.
Vessegh dent la soa malizia. Essere Vedè la malparada. Vedersi malpa
fatto a malizia. L'è on mazz de sparg rato,

faa-sù con malizia. In quel mazzo d'aspa Malpensàda. Nome di un luogo nel nostro
ragi è frode o giunteria. Quegli aspa contado che trae origine dall'ital. Mal
ragi sono ammazzolati a malizia o ad pensato.
arte, cioè di fuora è il bello e dentro Malpettenàa. . . . . Pettinato malamente,
è la magagna. di cattivo gusto. (rito.
Maliziètta. Malizietta, Malpràtegh. Malpratico. Inesperto Impe
Maliziòs. Malizioso. Versuto – Volendo Cusin del malprategh. V. in Cusin.
scherzevolmente dir d'alcuno che ab Malresguardàa . . . . Trascurato, che
bia malizia sì ma pochina e meschi non si ha la debita cura. -

nella(malizzi de ciall) si direbbe che Malsabbadàa, Malassettato(Alb. enc. in


egli è Maliziuto, -
Scriatello). Chiocciccio(Capotondo, 2).
Maliziosamént. Maliziosamente – Ma Malassetto. Disadatto – La nostra vo
liziatamente. A malizia. -
ce mi pare romanzo-ladina Malsclu
Maliziosèll. Maliziosetto. bradad (sconcio, sucido).
Malizios6n. Maliziosissimo. Maliziosaccio? Malsaldàa. Malsaldato. -
Maliziosònna. Maliziosaccia(Gigli D. Pil. Malsàn. Malsano.
l, 1 ). - -
Malservii. Malservito.
Malleposte. Staffetta postale. Màli, s. m. . . . . I birrai danno questo
Malmaridàda. Malmaritata. nome all'orzo germanico diseccato, ab
Vess stada la malmaridada e la pesg brustolato e macinato di cui fanno uso
imbattuda. Aver avuto il diavolo e il nella fabbricazione della birra. Cor
malanno e l'uscio addosso. ruzione del tedesco Malz.
Malmasia per Malvasia o Valmasia. V. Màlta. Malta. -

Malméra. . . . Sp. di malattia nel riso. Cavalier de Malta. Cavalier di Malta,


Malmettàu. Lo stesso che Malmiss. V. Cros de Malta. Croce di Malta.
Malmeust. v. a. Malconcio. Malsano. Maltegnùu. Tenuto male. Stato trascurato.
Quii gran bind intortiaa ch'el par che serven Maltengiùu. Maltinto,
de fassa a quaj malmeust de coo o de Maltessùu, Maltessuto.
cervell. (Bal Rim. ).
Maltràtt. s. m. Sgarbo, Maltrattamento,
Malmiss. Malassetto, Maltrattà. Maltrattare,
MAM ( 23) MAN
Maltrattàa. Maltrattato. Màmma. gergo. La gran madre antica.
Malva dicono com in Brianza per Mlba. V. La terra.

Malvasia e Malvàtegh. V. Valmasia e Vin. Mammagrànda. Nonna. Avola. La Gran


Malvavèsch per Malván. V. d'mère de Francesi.
Malvedè. Malvedere. Vedere di mal oc Mammàscia. Mammana. Femmina già at
chio. Odiare, tempata posta al governo delle zitelle.
Malvedùu. Malveduto. Malvisto. Veduto Fra noi si estende anche a denotare
di malocchio. Inviso. una donna tozza, disadatta e brutta.
Vess el malveduu de la cà. Essere Mammàscia. . . . La serva delle donne
il malvisto e il mal arrivato Fag.Sordo da conio.
fat. sent. per for. II, 7). Mammìn e Mammìna. Mammina. Mam
Malversà. Neologismo degli Uffizi. . . . . muccia.
Amministrar male o infedelmente, Mamminoeiù. Madricciuola.
sparnazzare, malmettere, dissipare, Mamùss. V. in Màn.
frodare il patrimonio o il danaro da Màn che all'avvilitivo diciamo Sciàmpa.
toci ad amministrare. Mano, e al pl. Le Mani. Gli antichi
Malversazion. Malefatta. dicevano La Mana, e al pl. Le Mane,
Malvestii. Malvestito. Mal in arnese. come dicono ancora oggidì i conta
Malvin. V. Malbin. dini toscani. La Mano si distingue dal
Malvist. V. Malveduu. basso in alto in
Malvivént. Malvivente,
Noeud. Noce. Nocella - Coll. Collo.
Malvolentéra. Malvolentieri. Controvoglia. Polso e dottr. Carpo – Man. Mano
Di mala volontà. Di mala voglia. e dottr. Metacarpo - El Dessoravia.
Malvolentera comè. Malvolentieris.” Dorso = Palmo. La Palma e Did. Le
Malvon. Bismalva. Malvavischio. Malva
Dita. I Diti le cui parti vedansi in Did.
selvatica. Buon vischio. Altea. Alcea;
e botanicamente Ibisco – Il Burchiel Adree a la man. Alla mano alla
lo in un suo sonetto usò anche Malva mano(Salvini Iliade I, 25). A mano
voni, voce assai prossima alla nostra a mano. Successivamente. Tajà adree a
ma che non ſu registrata dai dizionari, la man.... Tagliare cacio, lardo, ecc.
Malvorè. Avere in uggia. continuando sempre via via ne tagli
Fass malvorè. Tirarsi odio addosso già dati. Toeiù-sù adree n la man. . . .
(Mach. Op. VI, 129). Raccogliere le cose secondo che vie
Maina. V. Màmma. via si vengono presentando.
Mamalùcch per Testàrd. V. (Badée. A fà ben a vilan se troeuva cagaa
Mamalùcch. met. Buacciòlo. Baggeo. V. in man. V. in Vilàn.
Mamaluccon. Buaccio. Buaccione. A fà i fatt soºu se sporca minga i man.
Maman. Voce francese comune fra le Niuno si deve vergognare della sua arte.
persone civili in luogo delle più po A la man. Alla mano, cioè Affabi
polari Mammagrànda e Mamin. V. le. Cortese. L'è a la man comè. È
Mamao. V. Maramao. affabilissimo.
Mamascia. V. Mammàscia. A la man. Alla mano. Di presente.
Mambrùcca. T. de Carroz. . . . . Specie Dagli i danee a la man. Dare i danari
particolare di scarpa da rattener le alla mano,
ruote delle carrozze. Alzà i man. ſig. Alzar le mani. So
Mamin, ecc. V. Mammin , ecc. nare in significato di Percuotere.
Mànma. Mamma. Madre. A man alzada, T. dei Calligr. A mano
La mia mamma me ne fa pù desti alzata “tosc.). Senza che la mano toc
coo o sim. La mia madre di me non ne chi la carta. V. in Svolàzz.
fa piu (Pan. Poet. 1, v1, 9). A man a man come fa i can. V. in Càn.
Sciscion o Ciccion de la mamma. A man armada. Armata mano. Colle
V. in Scisciön, armi in mano. Con armata mano. Ar

Mamma. Mamma. Il fondigliuolo o ca matamente. (mano.


pomorto del vino, dell'aceto, ecc. A man salva. A mansalva. A salva
MAN ( 24) MAN
Andà de man. Andare a mano. sia (Targ. Viag. II, 24o). Aver tanto
Andà in bonn man. Pervenire o Dare in mano da poter dire, ecc.(“tosc. –
o Venire in buone mani – Famigliar. poem. aut. pis.). Avere o no modi
Cadere in grembo al zio. Venire la cosa certi di prova per alcuna cosa.
in mano di chi appunto vogliamo. Avè i man bus. Avere la mano lar
A san Sebastian dò or in man. V. ga. Vale esser molto liberale. Anche
in ora e in Luzia. i Francesi dicono in questo senso
Avè a la man. Aver a mano o alle Avoir les mains percees.
mani o fra mano o manesco chec Avè i man de merda. Lo stesso che
chessia. Tener fra mano. Avere in Avegh i man de scira. V. addietro.
pronto. Avè i man de pasta frolla. V. dietro.
Avegh a la man vun. Essere fami Avè i man longh. ſig. Aver le mani
gliare d'alcuno. lunghe o fatte a uncino. Esser lungo
Avegh balin in man. V. in Balin. di mano, cioè Essere dato al rubare.
Avegh cativ gioeugh in man. Aver Basà la man, che i cont. dicono
tristo giuoco in mano. V. in Gioeügh. Basà el did. . . . Dare segno di ringra
Avegh dent la man. Aver buona ziamento col baciare un dito o quella
mano a o in checchessia. Essere pratico, mano di noi medesimi nella quale rice
esperto, usato di fare checchessia. viamo alcun dono da altri. Già tempo
Avegh el ranfin di man. pos. e fig. ognuno voleva tra noi che i fanciulli
V. in Rànf. o sponte o spinte ringraziassero per
Aveghen come ghe n'è su sta man. questo modo la magnificaggine dei do
Esser alla macine. Non ne aver un natori, oggidì questo complimento,
per medicina. Esser povero in canna. fratello spurio del baciabasso, va ce
Esser brullo. dendo il regno alla gentilezza d'un
Avegh i man che tacchen come la Tante grazie, d'un Gran mercè o
pesa. ſig. Aver le mani fatte a uncini. d'altre simili espressioni tutte più
Avegh i man de scira o de strasc secondo natura e verità.
o de pasta frolla o de merda. fig. Es Basà la man a vun. Baciar la mano
sere il Tribbia (Zan. Rag. civ.III, 6). o le mani ad alcuno. Far baciamano
Aver le mani di lolla. Dicesi di chi o baciamento di mano ad uno.
facilmente si lascia cader di mano Batt i man. Plaudire. Applaudire.
checchessia. Avoir les mains de beurre Bella mande scriv. Buona mano da
dicono i Francesi. scrivere.
Avegh i man nett. fig. Esser ver Bonna man o La soa bonna grazia.
gine di checchessia. Aver le mani ver Mancia. La buona mancia.
gini di checchessia. Bordegass i man per nagott. . . . .
Avegh ligaa i man. fig. Aver le ma Ingerirsi in checchessia non ne cavan
ni legate. do frutto o cavandone pochissimo.
Avegh man. Aver mano, voce, po Borlà-foeura di man. Cader di ma
tere in checchessia. no. Uscir di mano.
Avegh man in pasta. fig. Aver le Borlà in di man o Dà in di man.
mani in pasta. Avere ingerenza in Andare o Cadere in mano di alcuno
checchessia. Avoir la main à la pate o ad alcuno, cioè cadergli in potere.
dicono anche i Francesi. Calà in di man. Mancar sotto(Mach.
Avegh pien i man. T. di Giuoco. Op. IX, 81). Far fico. Dare in ceci
Aver incinghiata la mula, che i Fran o in budella – A sto mond i robb
cesi dicono Avoir un fort beau jeu. calen semper in di man. Ogni buon
Avegh-sù la man. Avere buona mano conto a mezzo torna.
a o in checchessia. Cald de man fregg de coeur. V. in
Avegh tant in man o Avegh minga Coeùr. (mani.
tant in man de podè di ona cossa. Capità in bonn man. Dare in buone
Avere o Non aver tanto in contanti Chi gh'è ona quei man che porta
per poter dire o assicurare checches via. . . . . Si dice da chi si trova meno
MAN (25) MAN
alcuna cosa e dubita di alcuna mano De mam. Manuale. Manesco. Per es.
furace, perchè Se occulta man non Molin de man. Molino a mano.
prende canton di casa rende. De man con vun. A mano. A mano

Chi gh'ha on mestee in man no ghe con alcuno. Anda de man. Andare a
manca on tocch de pan. V. in Mestée. mano(Cr. in Andare). Menà de man o
Ciappà el coo in man. fig. Darda bec per man. Menare a mano.
care al cervello. Abbacare. Fantasticare. De man in man o Demanimàn o
Ciappà in man ona robba. Recarsi Demenemàn. A mano a mano che. Se
in mano una cosa. condo che. Di mano in mano che. A
Cont i man al ciel. Con le mani misura che.
alzate al cielo. Ad alte mani. De mezza man. Di mezza mano(Pal
Cont i man in cros. A man giunte. lad. Febr. 9). Pal de mezzaman. V. Pàl.
Cont i man in cros sul stomegh De prima man. In prima mano(Ma
o Cont i man in orazion. Con le mani gal. Op. 585).
cortesi. V. sotto Stà. De segonda man. Di seconda mano
Cont i man sott sella. . . . . Colle (Magal. Op. 452).
braccia intrecciate al petto sì che le Di socu man l'è pussee che cent
mani vengano ascose fra le ascelle; sovran. ... Ogni minimo che ha gran
positura famigliare all'uomo attivo al pregio se ci viene dato da mano cor
lorchè si sta meditabondo. diale o stimata o amata.
Con tutta la man. A piena mano Di socu man savè fà del tutt. Aver
(Min. in Manone). le man sante, cioè buone a far mille
Con tutt e dò i man. Ad ambe le cose e tutte bene(Cant. Carn. I, 251).
mani. A due mani. Aver le mani benedette. Essere o Avere
Cress in man. Crescer fra mano. la mano di Dio.
Dà de man. Pigliare o Prender per El gh'ha ona faccia o ona grinta
mano.
de dagli la man drizza a trovall in
Dà de man a queicoss. Dar di mano su ona strada. . . . . Ha un viso truce
o della mano a checchessia. Impugnare, o nero o cupo che incute gran timo
pigliare, prendere. re, che fa sospettar male.
Dà la man. Porgere la mano. El Signor el gh'ha longh i man.
Dà la man. Dar mano. Dare la mano V. in Signor.
perchè altri vi s'appoggi a salir in Fà man. T. de Sonat. di strum. ad
carrozza o simili. arco o a pizzico e specialmente di gra
Dà la man. Dare la mano. Cedere il vicembalo. .. Sonare e risonare fre
luogo. quentemente per isneghittire, svolge
Dà la man. fig. Dar mano. Ajutare. re, sciogliere, educare la mano a bene
Il latino Praesto esse. e sveltamente maneggiare lo strumento.
Dà la man. Dare la palmata. Dicesi Fà man bassa. Non dare quartiere.
fra cozzoni, mercanti, ecc. per Pro Fare man bassa. Disfare intieramente.
mettere il prezzo e la compera Fà man bassa. Fare d'ogni erba
Dà la man drizza a vum. Dare altrui fascio. -

la man diritta(Nelli Vec. riv. I, 4). Dar Fà toccà con man. fig. Far toccare
mano e passo. Cedere la preminenza. con mano. Far che altri venga in as
Dà l'ultema man. Dar l'ultima ma soluta certezza di checchessia.
no. Perfezionare, così come dicesi Fenì in man de Ciocchin. V. in
Dare la prima mano il principiare. Ciocchin.
Dà man larga. Allentare o Allargare Gel ai man. Manignone (“tosc. -
il freno – Dar balia. Dare pien potere. Zanob. Diz.).
Dà ona man o ona maninna. Dar
Gh'hoo già in man dò, tre, quatter
mano. Porgere aiuto. lira de quell capp. . . . . Posso ave
Dass la man. Darsi sù la mano re, mi furono esibite due, tre, quat
(Buon. Tanc. V, 7). Impalmare. Toc tro lire di quella tal roba.
car la mano. Giò de man. Fuor di mano. Remolo.
l'ol. III. 4
MAN (26 ) MAN
Giò de man. Fuor di via. Man manzinna. Mano mancina o
Gioeugh de man gioeugh de vilan. sinistra o manca o stanca.
V. in Vilàn. Man moresinn. Mani morbide di
Giugà a quanti ghe n'hoo o a quanti carne,

se ghe n'ha in man, o come dicono Man morta. T. leg. Mano morta.
nell'Alto Mil. Giugà a goragongron Man morta. . . . . Mano che si la
cosse ghe n'è dent in sto pugnon. scia pesola e come senza vita.
Fare a sbricchi quanti. Man morta picca a la porta, picca
Guardà ai man. fig. Aver cura alle a l'uss, mamùss mamùss, o vero truss
mani altrui. Osservare che altri non truss. V. in Pòrta.
rubi o non fraudi. Man regia, Man del fisch. Mano
Ladin de man (Vess). Essere delle regia(Crusca in Mano S IV.”).
mani, cioè facile o pronto a percuotere. Man ruvid. Mani incallite. Mani col
Largh de man. fig. Largo di mano cuojo duro.
(Gh. Voc.). Largo. Liberale. Generoso. Man sinestra. Mano sinistra. Mano
Il contrario di Strenc de man. manca. Mano stanca. Mano mancina.
Lavass i man. Lavarsi le mani. Menà i man. ſig. Menar le mani.
Lavassen i man. Lavarsi le mani di Percuotere.
checchessia. Non ne voler sapere altro. Menà i man. Innaspar colle mani
Ligagh i man a vun. Legar le mani (*tosc. – Rime aut. pis.). Brancicare.
ad uno. Dar sulle mani ad uno. Im Menà la man. Tenere o Guidare la
pedire ad alcuno d'operare a suo mano nello insegnare a scrivere.
senno. – Besogna guardà chi l'è che Menà per man. Condurre o Menare
se scerna per dagh di incumbenz, a braccia.
ma dopo busogna minga ligagh i man. Mett a man. Manomettere. Metter
Commetti al savio, e lascia fare a lui mano a checchessia, cominciare a
(Pulci Morg. XXV, 5). usarne – Mett a man on vassell, o
L'istessa man lavora. . . . . . La simile. Venire alla manomessa (Varch.
cosa esce d'un medesimo canto, chi Suoc. III, 4). Mettere a mano una botte
guida la ballata è sempre quel mede o sim.(Cr. in Mano S CXXXIII). Mano
simo, il sasso viene dalla mano con mettere una botte – Mettre du vin era
sueta, siamo sempre alle medesime. perce dicono i Francesi.
Longh de man (Vess). ſig. Essere Mettarev ona man in del foeugh. Met
delle mani. Aver le mani fatte a un terei nel foco la mano(Berni Orl. inn.
cino. Lavorar di mano. Menar le mani. XXXII, 21).
Esser ladro. Mettegh-sù i man. fig. . . . Indovi
Longh de man per Ladin de man. narla, imbrecciare, dar nel brocco.
V. addietro. Mettes dent conti man e conti pee.
Man drizza. Mano ritta. Man ritta. fig. Arare col bue e coll'asino(Pauli
Destra. Marritta. Mano diritta o dritta. 146). Fare checchessia colle mani e
Man fiorii. Mani che pajon di bu co” piedi.
cato, cioè nette, ben ripulite. Mettes i man in di cavij. V. in Cavèll.
Man fregg, cald el coeur. V. in Mettes in di man de vun o in man
Coeür. Anche i Franc. dicono Froides de vun o Lassà fà de vun. Rimettersi
mains chaudes amours (Roux Dict.). nelle braccia d'uno(Vas. 271). Gittarsi
Man grassotta. Mano pienotta. in grembo ad alcuno. Rimettersi alla
Man greva a scriv, a disegnà, e mercè d'alcuno. Mettersi alle mani o
simili... Mano che s'aggrava di trop in mano d'alcuno.
po nello scrivere, nel disegnare, ecc. Mettes ona man al stomegh. V. in
Man lingera a scriv, a disegnà, e si Stòmegh.
mili... Mano sciolta nello scrivere, ecc. Mettes on a man dessoravia di ceucc
Mau ignorant... Mani che non sanno per vedè mej. Far delle mani ombrello
sneglittirsi nè volgersi secondo il bi agli occhi(Buonar. Fiera).
sogno, mani anneghittite o negghienti. Mett i man adoss. fig. Percuotere.
MAN ( 27) MAN
Mett i man adoss. ſig. ... Indovi Portà in palmo de man. Portare o
nare, dar nel segno, ideare la cosa Tenere in palma di mano. Protegge
o persona incolpabile di checchessia. re, esaltare.
Metti man inanz. fig. Pigliar campo Purisnà el palmo de la man. fig. . . .
innanzi (Lasca Gelos. prol.). Fare o Aver un certo quale presentimento
Sonar le mone. Pigliare i passi innanzi d'aver a ricevere donativi.
per non cadere. Pigliare il tratto. An Quell che cress di man l'è de da
ticipare. Metter le mani innanzi per ghel al can. . . . . Segna la condi
non cadere. zion perfetta delle poppe.
Mett i man in orazion. V. Orazion. Restà cont i man pienn de mosch.
Mett i man in sui fianch. Andar fig. Avere o Trovarsi le mani piene di
contro uno con le braccia al fianco vento, cioè restar deluso, ingannato
(Nelli Mogl. in calz. I, 15). di quanto uno sperava.
Mett per i man. Mettere per le mani. Savè o Cognoss la soa man drizza.
Proporre. fig. Saper il suo conto. Distinguere il
Ona man lava l'oltra e tutt'e dò pan da sassi. Esser uomo accorto,
laven el mostacc (e in contado el esperto, pratico delle cose.
volt). Chi piacer fa piacer riceve(Fir. Scara de man. Scala a piuoli.
Trin. Prol.). Una mano lava l'altra, Scià o Chì la man. Dammi qua la
e le due il viso. Proverbio di piano mano; e vale Prometti.
significato e di utilissima applicazione Sentiss a dà ona man in del sangu.
in ogni condizion sociale, con questo Rimescolarsi. Agghiacciarsi il sangue
solo riserbo in chi ha pubblici inca nelle vene. Restar senza sangue.
richi di andare guardinghi nel non Slargà la man. fig. Aprire le mani
iscambiare per servigio sociale i ser (Cr. in Aprire ). Allargar la mano.
vigi individuali. Dare a larga mano. Aver la man lar
Parlà in la man. Frastornare. Rom ga. Largheggiare. Usar liberalità,
pere l'uovo in bocca. Slargassona man. Aprirsi una ma
Perd la man. . . . .Perdere la pra no?(Lasca Cena III.”, nov. Io, p. 255).
tica; per disusare non aver più la Per alcuna fatica o mala positura
solita prontezza in fare checchessia. spostarsi i tendini della mano sì che
A stà in ozzi se perd la man. Chi non un non possa servirsene a sua voglia
usa disusa. nell'impugnare le cose.
Per i man. Fra mano. Per le mani. Stà in di man de vun ona cossa.
Tra le mani. Avegh per i man ona Dimorare o Essere checchessia nelle
cossa. Avere checchessia per le mani. mani(cioè in potere) d'alcuno.
Vegni per i man quei coss. Dare o Stà-lì cont i man in cros o Sta-li
Venire checchessia alle mani. Cadere cont i man sul consolaa. Stare o Starsi
tra le mani. Capitare alle o nelle mani. cortese o colle mani spenzolate o spen
Dar fra mano. Avegh per i man de fà zoloni o ciondoloni o a cintola o in
ona robba. Essere per le mani di far nano,
checchessia, cioè esserne in trattato. Stà li conti man in orazion o cont
Per man de sensal. Per menata di i man in cros sul stomegh. fig. Starsi
sensali. con le mani cortesi a orare (Salv.
Podè basà la man. Fare a bocca Granch. l, 2 ).
baciata. Poter leccarsene le dita. Strenc de man. fig. Stretto di mano.
Podè dagh la man drizza. Poter Parco.
cedere la mano. Strengiudinna de man. Una stretta
Podè dass la man. . . . . Poter ac di mano.
coppiarsi, avere simiglianza d'animo Taccass la robba ai man. fig. Appic
e di costume, essere d'una buccia. carsi alle mani la roba altrui.
Podè minga vivegh in di man. . . . Tant l' è a robà come a tegni a
Non poter istare a discrezione altrui; man. Tanto ne va a chi ruba quanto
non poter reggere all'altrui malmenio. a chi tiene il sacco o a chi tiene mano.
MAN ( 28) MI A N
Tegnì adoss la man. Tenerci sù le (Fag. For. Rag. I, 4). Cavar le cef
mani(Mach. Opere IX, 22o). Reggere, fate di mano a san Francesco.
governare, aver occhio, guidare, Toccà-sù la man. Toccar la mano.
non lasciar fare senza, ecc. ecc. Specie di tacito e benevolo saluto.
Tegni a man. Sparagnare. Far mas Toeù de prima man. Comperare di
serizia. Nei diz. ital. Tener a mano prima mano.
vale in vece aver manesco e pronto Toeò la man. Pigliare la mano(Nelli
per l'uso. Tegni a man el fiaa. Spa Com. I, 56). Guadagnar la mano. Di
ragnare il fiato. Non gettar parole. cesi del cavallo che più non cura il
Tegni a man. Tener mano. Tener freno – e fig.
di mano. Tener il sacco. Reggere tra Toeiù la man. Levar la mano – An
mano. Tener piede mentre altri scor tivenire. Prevenire. Furar le mosse.
tica – Tener la mula. Reggere la Lassass toeù la man de la miee. La
gatta. Fare spalla. Concorrere a fare sciarsi cavalcar dalla moglie.
checchessia. Toeiù-sù la man. Far pratica. Im
Tegni a man ai lader. Tener mano pratichirsi.
ai ladri. Trà de man e de pee. V. in Pè.
Tegnì a man a vun a robà. Tener Vedessegh la man de Dio. Veder
di mano(Nelli All. di Ved. I, 2 ). visi la mano (cioè la virtù) di Dio.
Tegnì de man. Tenere o Condurre Vegni-via col coeur in man. Andare
di mano, col cuore in mano(Cr. in Andare ).
Tegnì dent la man. . . . . Tenersi Aprire il cuore. Parlare schiettamen
in esercizio; non lasciare che la mano te, ingenuamente.
perda l'uso di checchessia. Vess de man. V. in Ladin.
Tegnì i man a cà soa e la lengua Vess de man. Essere comodo, vicino.
dent di dent. V. in Léngua. Ten i man Vessegh pu nissun che ghe poda
a cà toa e la lengua dent di dent. viv in di man. V. in Viv (verbo).
Tieni le mani a te e la bocca al cesso Vess giò de man.... Averci poco uso,
(Nelli Faccend. I, 5). e in T. di Giuoco. Non essere in palla.
Tegnì man a robà. Tener parte ai Vess giò de man, o a rovescio Vess
furti d'alcuno. in man. T. de Sonat. di strumenti
Tegnì la soa santa man in coo(a vun ad arco o a pizzico e spec. di gravi
el Signor). Tener le mani in capo ad cimbalo. . . . . Avere mano pronta
uno – Togliere da alcuno la mano il esecutrice per forza di non interrot
Signore è il suo contrario – Prega el to esercizio.
Signor ch'el te tegna la soa santa Vess in man de vun ona cossa. Es
man adoss. Prega Dio che non tolga sere in mano, in arbitrio, in facoltà.
da te la mano. Vess largh de bocca e strenc de
Tegnì lì a la man. Tenere a mano. man. V. in Bócca.
Aver manesco o pronto checchessia. Vess strenc de man. Avere la gotta
Tegni man forta. Dar mano. Ajutare o i pedignoni alle mani. Avere le
efficacemente, con autorità e con forza. mani aggranchiate(Minucci, Note al
Ti cont ona man, e mi con dò. Se Malmant.). Esser avaro, tenace, tale
tu con una mano, e io con due. Se che farebbe a pagar co monchi(ivi),
tu colle mani, io colle mani e coi piedi. cioè con chi non ha mani.
Tirà a man o Mett a man. Mettere Màn. Mano, e dottr. Metacarpo. Quella
a mano. Manomettere. parte della mano che va dal collo
Tirà a man d'ona cossa. Entrare alle dita, distinta in Palma e Dorso
in discorso di checchessia. Tireghel (Palmo e Dessoravia).
minga a man. Non gli entrare in que Màn. . . . . . Si chiamano dai padroni
sto proposito. di bottega ed altri i lavoranti. Avegh
Tirà-foeura di man. Cavar di mano. di bon man. . . . . . Avere buoni e
Tirai ſocura di man a on sant. Ca valenti operai. Segond i man.... Se
varle (le busse) di mano a un monco condo che è l'operajo
MAN (29 ) MAN
Màn. Mano per manipolo, mamma, co Manadèlla. T. di Stamp. Manatella? Il
vone; e dicesi nell'atto del mietere. fr. Poignée.
Màn. Serie. Ona man de dì. Una serie Manamàn. V. Menemàn.
di giorni. Manàn. Micio.
Adree a la man. In serie. Successi Manàna. Micia.
vamente, Manàscia. Manaccia. Manone.
Màn. T. de Cioccol. . . . Il Pestello del Manascià. Esser dalle mani. Esser facile
mortajo di bronzo: taluno è di bron a percuotere.
zo, taluno di ferro; taluno a un pe Manasción. Manesco. Pronto al dare o
statojo solo, tal altro a due pestatoi. al menar le mani. Che è dalle mani.
Màn. T. de'Cioccol...... Ogni passata Mànca. Locuzione ellittica che equivale
alla pietra della pasta da cioccolata. a dire la cosa di cui si parla, non
Per solito si danno quattro ripassate; che esser mancante, soprabbondare. È
nella prima si stritola alla grossa il usata anche in italiano come nei modi
cacao già dirotto nell'abbrostirlo ; seguenti – Manca miee che l'avarav
nelle altre si ripassa la pasta aggiun trovaa! Manca le mogli che gli avrebbe
gendole lo zucchero e le droghe. trovo(Fag. L'Ast. bal. III, 4). – Te
Dagh ona man. Passare alla pietra. l'ee faa ti? Il festi? Manca vocult!
Màn. T. di Giuoco. Mano ed anche Gira Manca quante volte(Nelli Torm. di sè
ta. Il dare un determinato numero di stesso I, 1 r) – Questa locuzione Man
carte in giro a ciascuno dei giocatori. ca! leggesi pure nel Cecchi Assiuolo
Perd la man. Perder la gita nei III, 5, e nel Fag. Rim. V. Prol. –
giuochi. Manca gent che gh'è che stà-sù tutta
Vess de man. Aver la mano. nocc. Sono pur tanti quelli che veg
Màn. T. di Giuoco. Bazza. Quel numero ghiano tutta notte – Gh' ét danec
di carte che si vince volta per volta ti? . . . . Manca danee? ghe n'hoo
agli avversari, e che colui che le antropp. Hai tu quattrini? . . . Man
vince si pone davanti a sè in un ca o vero Mancar quattrini a me?
mucchio. ne ho di vantaggio.
Màn. T. di Giuoco. Gita. Colpo ai giuo Mancà o Calà pocch. V. in Calà.
chi di palla o simili. Tutta che manca. A tutto il meno.
Màn. T. d'Imbiancatori, Pittori, ec. Mano. Almeno almeno. Almanco.
Dà ona man de bianch. Dare una Mancà. Mancare. Non bastare.
mano di bianco. Velare. Velatura. Mancà. Essere assente.
Dò, tre man. Due, tre mani. Mancà a l'apell, a la scocula e sim.
Man. T. d'Orolog. Manina da rimontare. Non trovarsi alla chiamata, alla scuo
Strumento ad uso di tener salde le la, ecc.
cartelle(piattinn o plattinn) nel rimet Mancà. Mancare. Non attenere altrui il
ter sù l'oriuolo. promessogli.
Màn. T. di Stamp. Mano. Tipo in figura Mancà de parolla. Mentire d'una
di manina che nelle stampe si ante promessa. Mancar di parola. Mancar
pone ad alcuni passi per indizio che di o della fede. Mancar fede. Venir
si vogliono specialmente osservati. manco del suo detto; e anche assolut.
Màn. Mano? Sp. d'indicator viale con Mancare ad uno.
sistente in una mano inastata sur un Mancà prima vun d'on olter. Pre
alto palo la quale coll'indice addita mancare. Premorire. -

la via pei luoghi scritti sotto in una Mancàa. Mancato.


cartelletta. L' è staa mancaa. . . . . Idiotismo
Manàa. . . . . Che ha in sè la manna, di uso frequentissimo nelle nostre
con infusione di manna. Per esempio scuole in luogo di L'è mancaa. Fu
Tamarind manaa. . . . Tamarindi con assente. -

manna commista. Mancadór. Mancatore. Noi usiamo la voce


Manàda. Botta data colla mano. solo di conserva con parolla, e dicia
Manada. T. di Stamp. Manata ? mo Mancador de parolla, V. in Paròlla.
MAN (3o) MAN
Mancadóra. Mancatora. Mancatrice(Vedi Mandà anmò. Ilimandare. Gh'hoo
per uguale osservazione in Mancador). mandaa-anmò a dì. Gli rimandai a dire.
Mancamént. Mancamento. Mancanza. De Mandà a significà, a dì, e simili.
ficienza. Usiamo la voce in questo sig. Mandar significando, dicendo, e sim.
solo nella frase Avvisare. Mandar a dire, ecc.
Mancament de respir. V. in Respir. Mandà a toeü vun. Mandar per uno.
Mancamént. Difetto. Vizio. Mancamento. Mandà a toeü vum in caroccia. Man
Mancànt. Mancante. Deficiente. Manco. dar la carrozza a levare uno.
Manchevole. Mandà dent. Riporre. Entromettere.
Mancànt. Assente. Introdurre. – Manda-dent quij ma
Mancànza. Mancanza. Mancamento. De nezzin. Riponi que manichetti. – Màn
.ficienza. del-dent quell scior. Introduci quel
In mancanza de cavaj se fa trottà signore.
di asen. In mancanza di buoi si ara Mandà de vall in corbella. V. in
con gli asini(Buoni Prov.). V. anche Vàll sustantivo femminile.
in Asen. Mandà-foeura. Mandar fuora – Emet
Mancànza. Assenza. tere. El manda-foeura on odor de can.
Mancànza. Errore. Mancanza. – Colpa. Odora malissimo. Puzza che ammor
Mànch. Manco. Meno. ba – El Vapor el manda foeura di
In manch de quella. In meno di che gran sbirr. Il Cocchio a vapore schizza
(Pr. fior. IV, 111, 52). In breve. In scintille di molte – Mandà-foeura ona
poco tempo. legg. Mandar bando o legge. Bandire.
L'è staa ammò el manch maa. Sorte Mandà-giò. Inghiottire. Ingoiare.
ch'elle non furono pesche. E ne po Trangugiare.Avvallare. Ingollare. Man
teva incoglier peggio. dar giù o giuso. – El manda giò-pù
Manch che manch. Men che meno magott. Non inghiotte più.
A nessun patto. Per nessun modo. Mandà-giò. fig. Ingozzare. Sgozzare.
Manch did e manch puid. V. in Puida. Mandar giù. Inghiottir amaro. El sten
Manch paroll e pussee fatt. I fatti ta a mandalla-giò. La mastica male.
son maschi e le parole femmine. Mandà inanz. Mandare innanzi. Man
Nè pù nè manch. Nè più nè meno. dar oltre. Sospignere. Spingere innan
Per el manch. Almanco. Per lo me zi – Premettere – Spedir,foriere –
no. Almeno. Mandare innanzi, Spicciare affari, ecc.
Vegni al manch. Venire al basso. Mandà-indree. Rimandare. Rinviare.
Impoverire, declinare.IV. anche in Mén. Mandà-indree. Far arretrare o re
Mancia per Bonnamán. V. trocedere.
Mancipà. Mancipare. Emancipare. Man Mandà intorna. Mandare attorno.
ceppare. L'ha mandaa intorna ona vos. Divulgò
Mancomàa. Granmercè. Manco maa che o Sparse o Propalò una voce.
Mancomàl. ) l'è andada inscì. Sorte che Mandalla giò. fig. Bere o Inghiottire
l' andò a questo modo. il calice. Ingozzarla. Tirarla giù. Man
Mandà. Mandare. Inviare. darla giù.
Chi vour vaga e chi no vocur man Mandann-giò de cott e de cruff o
da. V. in Vorè. Mandann-giò de gross. V. in Còtt e in
Dàttela mandàttela. Chicchi bicchiac Crùſi. – En avaler dicono i Franc.
chi. Ch'è che non è. Cesti canestri. Mandà-li.. . . . . Mandare ivi, in
Modi avverbiali che valgono non ve quel luogo, in quel punto.
nire a conchiusione, mandar d'oggi Mandà sott vun a queighedun. . . . .
in domani e simili. Mandar alcuno ambasciatore o scal
Mandà adree. Mandar dietro. Far zatore presso qualcheduno.
accompagnare. Seguire. Seguitare. Mandà-sù ona petizion, on raport
Mandà a la darera. V. in Daré. e simile. . . . . Fare, inviare o pre
Mandà al diavol o in galera o a sentare una istanza, un rapporto e
fass bolgirà. V. in Diavol, Bolgirà, ecc. simile.
MAN (31 ) MAN
Mandà tra Lesa e Stresa o a quella Mandrill. Mammone. Gatto mammone. Sp.
bella terra. V. in Lésa. di scimmia il cui nome noi abbiamo
Mandà-via. Mandar via. Mandare. furato ai Transalpini e che i natu
Espellere. Cacciare. Discacciare. – ralisti chiamano Simia o Papio mai
non,
Mandà-via on servitor. Disfarsi d'un -

servo. Licenziare o Mandar via o Con Mandrin. T. dell'Arti. Allargatoio. Spina.


gedare un servo. Mandà-via i tenta Strumento d'acciaio benissimo tem
zion. Discacciare le tentazioni. perato, il quale serve ad allargare e
Mandà-via in sui duu pee, ſocura ridurre un foro alla debita grandez
de temp, ecc. V. in Pè, Témp, ecc. za e liscezza col farvelo girar dentro.
Mandà-via i cavaler. Mandare i ba Anche i Provenzali e i Francesi lo
chi alla frasca. dicono Mandrin.
Mandà-via i macc. Cavar le macchie. Mandrin. T. de Torniai . . . . . Parte
Cancellar le macchie. del tornio, detta Mandrin anche dai
Podè mai mandalla giò. Mai non la Francesi, la quale fa ufficio di soste
potere sgozzare(Sacch. Nov.” I 14.º in nere e talora anche di sportare più
fine). che sia fattibile quegli oggetti che
Pregà el Signor che ne le manda si vogliono tornire. Ciò che mal si
bonna. Pregar Iddio che ce la mandi può tornire in sulle punte si tornisce
buona(Crusc. in Mandare S XXV). sul mandrin.
Mandàa. partic. Mandato. Inviato. Mes Mandrin a ponta (cioè con punta
so. Spedito. conica vitata). Lumaca. Coda di porco
Mandaa-giò, Mandaa-sù, Mandaa (Diz. artig.).
via, ecc. V. in Mandà. Mandrin a cossinitt . . . . . Specie
Mandàa. s. m. Mandato. Commessione. di mandrin che si usa coi due ceppi
Chi lo emette è Mandante; chi lo ha (popoeia). V. anche la voce Tórna.
in carico Mandatario. Manducà. v. lat. scherz. Manducare. Ma
Mandàa de cassa. Mandato?(Redi Op. VI, nucare. Manicare. Mangiare.
145). -
Manechèn. T. pittorico. Fantoccio. Dal
Mandàa. Ad. di Mèss. V. francese Mannequin.
Mandada. Mandata. Quello spazio che Mànega. Manica. Le sue parti sono
la chiave fa trascorrere alla stanghetta Desott. Parte sottana = Desora. Di
(al cadenazzaeu) d'una toppa (saradura) sopra ? = Gombed. Gomito? = Moster.
per aprire o serrare. Manopole.
Saradura a ona mandada o a dò Avè in manega. fig. Aver nella ma
mandad. Toppa a una mandata o a due. nica. Aver in balia.
Mandant. Mandante. Avè quejcossin di manegh. Bollire
Mandarin. Mandatore(Alb. enc. in Pallot in pentola checchessia.
tolajo). Colui che manda il pallone a Avegh in manega o lì pront. Aver
chi primo dee batterlo. piene le maniche di checchessia(Guic
Mandatàri. Mandatario. Ambasciatore. ciard. nelle Op. di Mach. IX, 169).
Sinonimo di Mess mandaa. V. in Mèss. Con dent i manegh. Immanicato.
Mandatari. T. leg. Mandatario. Fagh dent i manegh. Far le maniche
Mandatèll. . . . . Mandato di cassa per a un abito.
picciola somma. De manega larga. ſig. Facile. An
Mandopera. Operajo. Lavoratore. Gior dante. Corrente(così nelle Com. del
naliero. Nelli e così anche in volg. fior.). Che
Mandòpera per Fattùra V. non la guarda pel sottile. Parlandosi
Mandràgora. Mandràgora. Mandragola. di un confessore che non sia troppo
Pianta che è l'Atropos Mandragoral. rigoroso Vedi più innanzi verso il
Maa de la mandragora. V. in Màa. fine Vess de manega larga.
oli de mandragora. V. in Oli. Discors strasciaa con foeura i ma
Mandràgora per ingiuria a donna. Pet negh. Discorsi insulsi, sciocchi, in
tegola. Panichina. Manimorcia. concludenti.
MAN (32 ) MAN
In manega de camisa. V. in Camisa. Manegh a la pagoda. . . . . Foggia
L'è on olter para de manegh. Gli è particolare di maniche descritta nel
un altro par di maniche (Fag. Genit. Corrier delle Dame mil.º di aprile 1855.
cor. dai figl. II, 5 e altrove passim – Manegh a pendolera. Manicòttoli.
Nelli Serv. al forno III, 12). Quest'è Quelle maniche le quali ciondolano
un'altra minestra o un'altra mercan appiccate al vestire(in ispecie de'reli
zia. Dettato che vale quanto a dire La giosi) per ornamento.
cosa è assai diversa – Anche i Francesi Manegh paré. . . . . Foggia parti
dicono Voici bien o C'est une autre colare di maniche per abiti da gala.
paire de manches. Manegh tiraa. Lo stesso che Manegh
Manegh a barett. . . . . Foggia di a gombed. V. più addietro.
maniche delle quali si può veder un Manegh tiraa al coll de la man. Ma
esemplare nel Corrier delle Dame mi niche alla pretina. Quella sp. di mani
lanese del 5o dicembre 185o e altrove. ca ch'è abbottonata stretta alla mano.
Manegh a beré. . . . . Foggia par Tegni in manega... Riservarsi chec
ticolare di maniche. chessia, come prove, argomenti e sim
Manegh a borlon. . . . Foggia di Tirà-sù i manegh. Mandar sù le ma
maniche con molti cilindruoli rimessi niche(Fac. Piov. Arl. p. 64). Sbrac
o innestati a mo delle colonne a bozze. ciarsi. Rimboccar le maniche.
Manegh a campanna. . . . Maniche Trà-foeura i manegh de la gippa
accampanate. che anche dicesi Desbottonass la gip
Manegh a goff. Maniche strozzate a pa. fig. Alzarsi i manichetti (Pauli).
nodi(Cr. in Abitino). Allargar l'ale fuor del nido. Diruggi
Manegh a gombed o tiraa. Mani narsi. Escir del manico. Snighittirsi.
che strette? Foggia di maniche le Rassettarsi nell'elmo per far checches
quali sieguono appuntino le carni. sia. Fare le sue lotte. Far più che un
Manegh a griffé. . . . . Foggia par non suole.
ticolare di maniche. -
Vess de manega larga. fig. Lasciar
Manegh a la ciaccionna. . . . . Se gli scrupoli allo speziale(Poemet d'un
ne vede esemplare nel Corrier delle poet. corton. V, 1 r), e parlandosi di
Dame milanese del 181o, pag. 3o7. confessori non molto rigorosi Aver
Manegh o Manegonn a la gigò. Ma maniche larghe nel tribunal di peni
niche a gozzi. Maniche larghe e tozze tenza(*tosc. – Rime aut. pis.). Far
per modo che in luogo di tutta mo buono mercato(Passav.Specch.Pen. 118).
strar la bella forma d'un braccio don Vess de manega streccia. fig. Avere
nesco, gli danno apparenza d'un co coscienza stretta(Nelli Vecch. Riv.II, 24).
sciotto di bue. Furono di gran moda Vin de manega sch. per de Malega.
in questo decennio del trenta. L'av V. Vin.
vocato Zanolini nel suo Dissoluto ge Mànega. Mano. Una mannata. Quantità
loso(II, 15) le disse Maniconi alla gigot. indeterminata di cose o persone. L'Alb.
Manegh a la mamalucch. . . . . Se enc. registra anche Una manica di
ne vede esemplare e descrizione nel soldati.
Corrier delle Dame milanese del giorno Ona manega d'asen, de baron, ecc.
15 settembre dell'anno 1828. Una mano d'asini, di furfanti, ecc.
Manegh a la Maria. . . . . Foggia Ona manega de matt. V. in Matt.
particolare di maniche, così dette da Manegadùra. Tastiera.
Donna Maria di Gloria principessa del Manegàscia. Manicaccia.
Brasile, le quali leggonsi descritte nel Manégg. Maneggio. Reggimento. Governo.
Corrier delle Dame milanese del giorno Levà el manegg. Levare il maneg
4 agosto dell'anno 1827. gio; e fam. Levare la palla fuori di
Manegh a la mezz'amadi. . . . . . Volarlo,

Foggia particolare di maniche di cui Manégg. fig. Raggiro. Briga. Intrigo.


si vede esemplare nel Corrier delle Maneggéver. Maneggevole. Maneggiabile;
Dame milanese d'aprile 1825. e ant. Manovile,
MAN (33 ) MAN
Manèggia (che in molti casi i contadini niglia, quello del pennello Asta e Astic
dicono Manèscia, e noi anche Manizza ciuola, quello dell'aratro Stiva, quello
o Manètta). Maniglia. Campanella per della falce Stile, quello di certi stru
lo più stiacciata che serve per alzare menti idraulici Manubrio, quello delia
forzieri, casse, bauli, ecc.; come an tromba Menatoio; e così dice Giglio o
che per aprire e serrare con facilità Girone quello del remo, Manica quello
chiavistelli, cassette, armarj, ecc. e del coltello e della spada, Coda, Stile,
per diversi altri usi. Collo quello della chitarra o del vio
Maneggia le brenta. V. Palènna. lino nel quale sono i bischeri, ecc.
Maneggia de vassell. V. in Vassèll. Avè el cazzuu per el manegh. V. in
Maneggde la suppera. V. in Suppéra. Cazzùu e in Cortèll.
Manèggia e cont. Manèscia. Broncone ? Avè quejcoss in del manegh. Bol
Ramo secco di castagno, di rovere o lire checchessia in pentola.
di altro albero, a cui si lasciano da Ciappà el cortell per el manegh.
capo alcuni ramitelli che si dicono Cor fig. V. in Cortèll.
netti, il quale si usa a palare le viti. Cont el manegh. Immanicato.
Colla parte piana ne sostenta il tron Cortell sara manegh o ferm in ma
co, e coi ramitelli i tralci che vi si negh. V. Saramànegh.
vanno di mano in mano avviticchiando. Dondà in del manegh. fig. Balenarc.
Manèggia o Manizza. T. di St. Manivella? Dicesi di chi comincia a decadere, a
Manico di legno posto in cima all'ago diminuire di credito, di polso.
del cilindro che serve a far girare Fass benedi cont el manegh de la
sulle spade(sui carensg) il carro del cros. V. in Crós e in Scovin.
torchio. Grass e in ton come el manegh d'on
Maneggià. Maneggiare. lampion. V. in Magher e in Lampiòn.
L'è cativ maneggiall.... È mal ma Manegh con dent l'anell. Manico
nesco – Fig. . .. .. È malagevole, è anellato(V. Anellato nel Diz. Bol. Ap
intrattabile, è ritroso. pendice osservando il testo e non la
Maneggiàa. Maneggiato. falsa definizione ivi data).
Maneggiàss. Adoperarsi. Fare le sue lotte. Manegh de la scova. Bastone(Sal
Maneggiocura. Bronconcello? Nelle viti vini Note Buonar. Fiera). Manico di
a fossatelle o a ghirlanda sono i pic scopa(Boccaccio, per induzione ).
cioli rami che ne sostengono le messe. Manegh de l'oſerta. V. in Oſèrta.
Maneggiòn. Faccendone. Factodo. Colui Manegh de scopell o simili. Asta, e
che mostra avere i maggiori maneggi al dim. Asticciuola.
in checchessia; o colui che, sappia o Master manegh. Lo stesso che Ma
non sappia, voglia fare ogni cosa. ster impiaster. Manico di scopa(Bocc.
Maneggiòn. Ministro maggiore d'osti, di Mov. ). V. in Màster.
caffettieri, o simili. No vessegh el manegh. fig. È lo
Maneggion. . . . Sp. di mortaretto coi stesso che Vessegh minga el piatt. I .
manichi, più grosso assai dei morta in Piàtt.
retti comuni. Tutteoss va al cut salvo el manegh
Maneggiònna. Fem. di Maneggiòn. V. del cazzuu. V. in Cùu.
Maneggiònna. . . . Nelle botteghe è la Mànegh o Tòcch.... È quella parte del
fattorina maggiore. collo d'oca delle carrozze che da un
Manegh che in molti casi i contadini di lato ſinisce nella nocca(bccca), e dal
cono Manèscia. Manico, e ant. Mani l'altro nella scarpa anteriore (oreggion
tengolo – Manegh diciamo noi indi de denanz).
stintamente all'impugnatura degli Maneghée. Manicaccio ?
strumenti qualunque, ma la lingua Maneghètt. Manichetto. Picciol manico.
illustrepropri
nomi della e nazione
specifici qualifica con
le impugna- i
Maneghètta. . . . Picciola manica. Fra
noi più particolarmente è nome di
ture de singoli stromenti, e così il quelle maniche di tela greggia che
manico della sega dice Capitello o Ma sogliono imbracciare gli speciali, i
I ſol. III.
MIAN (34) MAN
copisti e simili quando stanno lavo- | Manerètta. Mannajetta.
rando per non sciupare le maniche | Manerònna. Mannajone.
dell'abito. Manèscia. Voce contad. per Mànegh e
Maneghin. Manichino(Magal. Op. 595 e Manèggia. V.
596). Picciol manico, Manescià. V. Menascià.
Maneghin. T. dei Ricamatori. . . . Ago | Manescin. T. de Panierai. . . . . Quel
uncinuto, fermo in un manichetto di medesimo arnese che anche dicesi
avorio, d'osso o di bosso, del quale Ficaracià (Vedi la voce) il quale dai
si fa uso per ricamare a catenella(a ca Francesi è chiamato Becasse dalla sua
denin). I Francesi lo chiamano Crochet. forma. Tra noi ha la ſigura di corta
Manegònna. Manicone(Sacch. Nov. 179 – spatola a lancia da un lato, con un
Magal. Op. 1 o 1). Manicona. I mane tenere o sia una impugnatura tonda
gonn. Le magne maniche (“tosc.). e ripiegata dall'altro.
Manegòtt. Manicotto. Manichino. V. Ma- | Manescin. v. cont. Maniglietta?
nìzza. Manescin del cassett del telar. T.
Manèlla. . . . . Il pennecchio della si dei Tessit. . . . Così dicono i tessitori
nighella(strusa de seda). il manico del coperchio del telajo da
Manemàn. V. Menemàn. tessere,

Manéra. Mannaja. Manescitt de cunna, de zest de


Manéra. Maniera; e scherz, Moderna, biancaria e simili. Capitelli da culla
In che manera, In che moderna, cioè o da zana – Manigliette da paniere
in qual modo(Monig, la Ved. II, 289 per biancheria.
testo e nota), Manesción. Manesco. Ch'è delle mani.
Avegh ona bonna o ona bella ma V. Menasción.
nera. Essere manieroso. Essere di bella Manètt. s. f. pl. Bove. Buove. Strumenti
maniera, di ferro, cuoio o legno che uniti a
Con bella o Con bonna manera. A catene mettonsi alle mani o alle gambe
bel modo. Gentilmente. Con gentilezza. de prigionieri.
In o Con dolci e grate maniere, Manètt. s. f. pl. . . . Quelle due cam
Con la bonna manera se otten tutt panelle per le quali s'attacca il bri
coss. Lo stesso che Conti bonn se otten glione ai finimenti.
tutteoss, V. in Bón vol. I, pag. 15o, | Manètt. s. f. pl. T. de Carrozz. V. in
col. 1.º , riga 45,” – Trattandosi di Manettén.
cose disputate o riprovevoli si dice Manett de parafangh.V. in Paraſàngh.
talora Le buone parole acconciano i Manètta. Maniglia. V. Manèggia. L'os
ma fatti. servazione fatta sotto alla voce Manegli
Con manera. Con buona maniera. regge anche per Manetta. Così in
Con riguardo. Con rispetto. italiano chiamasi Nasello quella impu
Cont ona manera tutta soa. Con un gnatura che noi diciamo Manetta d'on
fare tutto suo; e talora Con una nuova alzapè, Anello quella che noi chiamia
maniera. mo Manetta d'ona foresetta, ecc. ecc.

Foeura de manera. Fuor di modo. | Manètta. Maniglia? Quella che s'impu


Smodatamente, gna per aprire o chiudere gli spor
Manera de parlà. Dicitura. Stile – telli delle carrozze. S'intende per tal
Bel porgere e Mal porgere. nome così la vera maniglia come tutto
Maner de besti. Modi sversati(Gior. il serrame a cui serve d'impugnatu
Georg XII, 149). ra; e in questo ultimo significato
Se quij hin maner de fà ! Le son consta di
maniere incivili, plebee' Manetta. Maniglia = Cartella. Pia
Manéra, T. pittor. Maniera. E dicesi Ma stra? = Pienton o Spinna. Spina -
niera bella, grande, morbida, pasto Tavellin. Nottolino? = Vermen. Spi
sa, buona, forte, risentita, langui re = Ranella. Raperella - Baletta. Da
da , ed anche Manierona – Maniera do = Scudellin. . . . – Talora ha anche
lombarda, fiorentina, ccc. Gioeugh. Giuoco.
MAN (3 ) MIAN
l
Manetta raportada. . . . . Maniglia Manettºn d'apogg. . . . . . Maniglia di
da sportelli di carrozze o simili che metallo fitta per di fuori in uno dei
per abbellimento abbia appiccato su ritti di mezzo del cassino delle car
di sè alcun ornato di metallo sculto rozze per appoggio di chi è per mon
o inciso. tarvi.
Manètta, che altri dicono Sèssora o Pa Manettòn di fianchitt de lassà-giò. Pas
lottin. . . . . . Votazzòla della quale samano delle custodie mobili ? V. in
fanno uso i tintori per versare e ri Fianchètt nell'Appendice,
votare le tinte di caldaja in caldaja. Manezzin. Manichetto(Alb. enc. in Cami
Manètta. . . . . . Pala a mano; quella cia). Manichino, e alla sanese Rimber
che i Brianzuoli chiamano Palòtt. cio. Quella guarnizione di tela lina in
Manètta. T. de Funajoli. Manopola. Guar crespata o liscia in cui sogliono ter
damano. - -
minare le maniche delle camicie e
Manètta . . . . Parlandosi di filati. Vedi in che pende sui polsi delle mani per
Èlza. La Manetta si diversifica dai ornamento.

due capi in grossezza; e il capo grosso Manezzin in gergo per Manètt (da car

diciamo Covòtt, il picciolo e rado ceri). V.


Civa o Covin. Mangàgna. Magagna. Difetto.
Manètta. T. de Calz. che altri dicono Dass de la mangagna. Scoprire la
Guantèlla. Il Manale(“fior). Manòpo magagna.
la. Guardamano. Cuoio con due te Mangagnàa. Magagnato.
state forate col quale il calzolajo si Mangagninna. Magagnuzza?
ricopre la mano per resistere alla Manganà. Manganare.
continuazione del lavoro nel tirare Manganàa. Manganato. (natore.
lo spago, per difendersi dalle pun Manganadór. Manganaro(Min.). Manga
ture della lesina, ecc. Manganèll. Ramengolo (“aret.-Voc. aret.).
Randello. Bastone – I Diz. ital. hanno
Manètta dicono alcuni per Manine. Di
tola. V. Didèlla. -
Manganella in senso di certo stru
Manètta del gropp. V. in Grópp. niento da guerra o di panca da coro.
Manettinna. Dim. di Manètta ne' suoi Manganèll di ciav. Mazzuolo(Doni Zucca
vari significati. p. 87). Materòzzolo. Randellotto che
Manettin. T. de Carrozz. Passamani da si appicca per l'anello a quelle chiavi
servitori? Cordoni? Quelle coppie di le quali si vogliono meno confuse da
chi ne ha molte alle mani.
ritegni che veggonsi appiccate per di
fuori al fondo di sopra(schenal) delle Manghen. Mangano. La Calandre de Fr.
carrozze per ritegno dei servitori al Le sue parti sono :
lorchè stanno ritti in piè sul sotto Borlon o Sibbi. Cilindri e Asson,
piede delle carrozze. Noi li diciamo Tavole - Prej. Pietre – Rodon. Rotone,
Manetton Passamani quando e sono Màngia. s. f. Mangime(Gior. Georg. II,
di gallon liscio – Fioccon. . . . . . 225 – Novelle mss. in dialetto are
quando sono di gallone sfioccato da tino contadinesco – il testo che leg
piede – Cordon Cordoni quando sono gesi nell'Alb. enc. è estratto da que
a mo' di funicoli di filaticcio o di corda stc novelle e citato dal Redi nel suo
o di seta o di lana Manett. . . . . Voc. aret.). Manzina(*maremm.). Pa
se sono di cuoio o di cintino(zcntin). stùra. Voci colle quali i contadini de
Manetton. T. de'Carroz. Passamani d'ap notano tutto ciò che serve di pastura
poggio? Nome di quei galloni o cor al bestiame – Il mangime pei volatili
doni le più volte addoppiati che si dicesi più particolarmente Becchime,
vedono nell'interno delle carrozze cosi Mangià. Mangiare; bass. Magnare; ant,
dai lati come da tergo per appoggiare Manicare. Manucare. Manducare; e
visi colle mani o colle braccia. Hanno scherz. Dare il portante ai denti. Un
una specie d'affibbiaglio che diciamo gere il dente. Far ballare o sbattere
Olivètta. V. i denti – Quando si mangia senza
Manetton per Tiraspècc. V. bere dicesi scherz. Murare a secco. Se
MAN (36 ) MAN
mangiasi di nascosto, e quasi volendo El fregg e el cold le mangia minga
che chi è teco non se ne avveda, el loff. V. in Lóff.
dicesi Mangiar sotto la baviera o Boc El mangia el mangia, e el se mett
cheggiare. Il mangiare e il bere la attorna mai nagott. Il mangiar man
mattina per tempo suol dirsi comi gia lui.
camente un Incantar la nebbia – El mangiarav anca chi l'ha faa,
Vedi pure Paccià, Pacciottà, Bocco che pure dicesi El mangiarav anca i
na, ecc. ecc. pee de Pilatt o i pee de san Cristof
Appenna l'ha mangiaa, el dorma. fen o la vitta eterna o on bò a tra
Corpo satollo, anima consolata. vers. Consumerebbe la Tarpea di Ro
Avè fornii de mangià pan. V. in Pàn. ma(Lasca Nov. I, 4). Darebbe ricetto
Avegh sossenn robba de mangià. a un'infornata di pane. Mangerebbe
Aver munizione da caricar la canna. la fin del Credo. Si papperebbe il ben
Avè mangiaa el cuu de la gaijnna. di sette chiese(“fior). Darebbe fondo
V. in Gaijnna. a una nave di sughero. Farebbe a
Avè mangiaa la focuja. fig. . . . . mangiar coll'interesse. Non fa rosure.
Aver inteso dove altri vuol cogliere Dicesi d'ogni esimio mangione – ed
col suo discorso, aver compreso il anche fig. d'ogni gran scialacquatore
gergo del compagno, o essersi accorto – Talvolta si applica altresì ſig. a
di qualche trama o d'alcun raggiro chi è eccessivamente venale, e in
segreto. V. in Foeüja vol. II, p. 141, allora si tradurria per Piglierebbe per
col. o.”, riga 16.º e seguenti. san Giovanni o Piglierebbe il di di
Avè mangiaa l'ingegn o sim. cont san Giovanni.
el cazzuu. V. in Cazzùu. El mangiarav anca i ciod o anca
Avè mangiaa tutt el sò o anca i i sass. Mangerebbe gli aghetti(Pan.
ciod de la cà. Aver dato fondo a tutto Piag. Barb. I, 56 ). E divorerebbe le
il suo. Aver mangiato il suo panetto pietre(Monos. p. 154 ). Mangerebbe un
o il suo pane fino agli orlicci. Acer diavolo cotto. Dicesi di chi per fame
fatto ambassi in fondo. Aver fatto falò. grande si farebbe a mangiare ogni
Esser per le fratte. Restar sull'ammat roba per quanto trista ella fosse.
tonato o in sul lastrico. Aver consu El mangiarev de la rabbia che gh'hoo.
mato l'asta e il torchio. Aver fatto del Lo mangerei col cucchiaio o senza sale.
resto. Aver fatto a mangiare coll'in El se mangia anca i ciod de la cà.
teresse. Aver malamente prodigato fig. V. in Cà e in Ciòd.
tutto il suo. Fass mangià viv. Farsi mangiare.
Can no mangia de can. V. in Càn. Dicesi di alcuno che si lasci rubare
Chi ha mangiaa i candir caga i e consumare tutto il suo con facilità.
stoppin. V. in Stoppin. Lassass andà del mangià. V. in Andà.
Chi le fa le mangia. Chi imbratta L'è robba de mangiall. Si farebbe
spazzi. Chi ha fatto il male deve farne amar dalle pietre(Nelli Vecchi Riv. II,
la penitenza. 12). Dicesi per denotare che una tal
Chi mangia de bon caga o spuzza persona è carissima e amabile al mag
de cativ dicono i cont, per quello che gior segno, traslato preso dalle vi
noi in città diciamo vande, che quanto più sono squisite
Chi mangia de benedett caga de tanto più si mangiano volentieri.
maladett. V. in Cagà. Mangià a creppapanscia o a crep
El dis domà de mangiall. Dice man papell. Fare a scoppiacorpo (Pulci
giami mangiami(Pros. fior. Il I, II, 254 Morg. I , 67). Mangiare a crepapelle
– Monos. p. 157). Disen domà de o a crepapancia. Sventrare. Strippare.
mangiaj. Dicono mangia mangia(Nelli Non far rosure. Caricar la balestra.
Suoc. e Nuor. I, 15). Si usa per indicare Mangiare a trabocco. Mangiare a cre
la squisitezza di qualche vivanda – pacorpo o a scoppiacorpo. Mangià a
Talvolta è sinonimo di L'è robba de creppapanscia d'ona robba. Fare or
mangiall. I edi più innanzi. ribil guasto di pane, di carne, o sim.
MAN (37) MAN
Mangià adasi adasi. Mangiare con Mangià domà per stà in pee. Far
solatamente, cioè a tutt'agio(Sacchetti magra cera. Mangiare sottilmente.
Nov. 124). Mangià dopo scenna. Pusignare.
Mangià adoss a vun. . . . . Lucrare Mangià el fen in erba. Bere l'uovo
a danno altrui. avanti che nasca o il vino in agresto.
Mangià ai o cadenn. V. in Aj. V. anche in Erba.
Mangià a la cacciadora. Mangiare in Mangià el pan a tradiment, Man
pugno. già el pan pentii, ecc. V. in Pàn.
Mangià a l'ombra del campanin. Mangià e mormorà basta domà co
Stare alle spese o alle spalle del cro menzà. V. Mormorà.
cifisso, cioè del pievano. Mangiagh tutteoss a vun. Pettinare
Mangià a l'ostaria o focura de cà. alcuno all'insù. Consumare altrui tutte
Slare a scotto. le sostanze.
Mangià a off o a macca V. in 6ſf. Mangià in coo i ſasoeu. V. in Fasoeù.
Mangià a past, a prozion, ecc. V. in Mangià in pressa. Maciullare. Pet
Pàst, Prozión, ecc. tinare. Aver il pettine e il cardo.
Mangià a quatter ganass o a garon Mangià i paroll. V. in Paròlla.
de pollin. V. in Ganàssa. Mangià la legna on camin, o el
Mangia bev e caga, e lassa che la carbon on fornell. Consumare.
vaga. Io sto coi frati e zappo l'orto Mangià linger. Sbocconcellare. Man
(Pan. Viag. Barb. 1, 67). V. anche giare sottilmente.
in Lassà. Mangià magott. Non mangiare, e lo
Mangià come onloff. Mangiare a gran usiamo anche per Mangiare sottilmen
quantità. Divorare. Essere voracissimo. te o poco. Essere di poco pasto. Essere
Mangià come on porch. Affoltarsi. di cattiva bocca.
Ingubbiare. Mangià on boccon in pee. Mangiare
Mangià come se sia. Mangiare a in pugno ritto come un magio(Fag. Ri
scarpella naso, robe triste qualunque me II, 2 e. l. ). Starsi o Trovarsi a
siano, o vivande non condite o male. desco molle.
Mangià cont el coo in del saech. Mangià pan e cortell o pan e spua.
fig. Mangiare col capo nella madia. V. in Pàn.
V. anche in Cdo, Mangià per travers vun. Mangiar
Mangià de bonis. V. Bònis. uno. Consumare ad uno tutto il suo.
Mangià de buter, de grass, d'oli Mangià prima de scenna. Merendare.
o simili. . . . . Mangiar cibi conditi Mangià sossenn e in pressa. Avere
col burro, coll'olio, ecc. Il Faire gras aguzzato il mulino.
o Faire maigre dei Francesi. Mangiass el fidegh o el polmon. V.
Mangià de can. Mangiar male. in Polmön.
Mangià de gust. Mangiare saporita Mangiass tutteoss in d'on moment.
mente o gustosamente o gustevolmente; Recare a un dì.
e fam. Pigliare il pollo senza pestare. Mangiass tusscoss in paccià. Farla
Mangià del sò. Mangiare a suo co da Apicio; e chi v'inclinasse ricordisi
slo, non a ufo, non a spalle altrui. che A grassa cucina povertà è vicina.
Mangià de matinna. Asciolgere. Sciol Mangia ti che mangi anmi, e che
vere. la vaga. Mangia tu, mangio io, man
Mangià de pappa. Stare alla paperi giam tutti bene mio (Fag. Mar. Mod.
na. Fare un fianco da papi. Starin apol I, 8). Mangia tu ch'iº mangio anch'io,
line. Mangiare alla reale o lautamente. mangiam tutti con desio (Zan. Rag.
Mangià de pitocch e cagà de strup civ. lI, 4). Servitù e venalità sogliono
piaa. V. in Pitòcch. andare di conserva, e il dettato si
Mangià de porch. Grufolare. suol buttare in faccia agli ammini
Mangià de strangoraa o a strango stratori servili, e perciò venali e
ron. Mangiar coll'imbuto o a strap concordi nelle ruberie a danno degli
pabecco. Mangiare in gran fretta. amministrati.
MAN (38) MAN
Mangià-via certi tocch de pan. . . Mangià sora. fig. Leccheggiare. V. in
Divorarsi gran pezzi di pane. Biassònn.
Mangià vum conti oeucc. V. in (Eùcc. Mangià. T. di Giuoco. Prendere. Vincere.
Mangià vun in di basitt. V. in Basin. Lassass mangià tutt i tarocch. La
Mangià vun in insalatta. Mangiar la sciarsi morire tutti i trionfi (Pan. Poet.
torta in capo ad alcuno. Suol dirsi I, xv1, 3).
enfaticamente per denotare il poco Mangià el re, la dama, el fant, l'ass.
conto che si fa d'alcuno con cui si . . . . Vincere il re, la dama, ecc.
gareggi o di forza o di sapere o sim. Mangià la dama. Soffiar la dama.
No mangià per no cagà. Fare ca Mangià la torr o el cavall. Pren
restia o a carestia. Fare mala vita o dere il rocco o il cavallo.
vita stretta. Stare a stecchetti. Cantare Mangià a modo di sust. m. Il Mangiare.
il miserere. Esser misero, avaro e Il Cibo. Le Cibarie.
poco usante del suo. Mangià casarengh. Vivande grosse.
O mangia sta menestra o solta sta Mangià leggier. Sottigliumi. Cibi di
fenestra. V. in Fenèstra. poca sustanza.
Pù che bev e mangià no se pò fà. Stà a padron domà per el mangià.
. . . Al bere e al mangiare è pur un Accomodarsi alle spese. Acconciarsi
limite alla fin fine, l'epa quand'è per gli alimenti(Monig. La Ved. I, 7).
piena pinza non ammette altro. Mangiàa. Mangiato.
Robba de mangià. Cibarie. Cose da Mangiaa di camol o vero Camolàa.
mangiare. Commestibili. Tignato(Nelli Vecchi Rivali II, 6).
Sussì el mangià. Assevare. Mangiacapàrra. Gabbacompagno. Truf
T” ee mangiaa el bon, mangia anche fattore, baro.
el gramm. . . . . Mangiasti la carne, Mangiàda. Mangiata. Mangiamento.
goditi gli ossi. Mangiadinna. V. Pacciadinna.
Tornà a mangià. Rimangiare. Mangiadòra che secondo i vari paesi del
Trovass mangiaa i ong. V. in Ongia. contado si dice anche Grùppia, Trevis
Ve mangem minga vedii. Non vi vo e Mangiavóra. Presepe. Presepio. Grep
gliam manicare ve”(Cini Des. e Sp. I, 9). pia. Mangiatoia. Ricetto nella stalla
Vessegh de mangià per des. Esserci dove si mette il mangiare innanzi
da mangiare per dieci(Pan. Poet. I, 58). alle bestie bovine o da soma. Le sue
Vessegh nagott affacc de mangià. parti sono
. . . . Non ci esser mangiare di sor Benna o Brenna o Starera. Rastrel
ta – Il n'y a ni pain ni pdte au logis liera? = Mangiavora o Marnett. . . .
dicono i Francesi. Mangiadóra e contadinescamente Mangia
Voeuren tutt mangià marenn. V. in vóra o Marnètt. . . . . Propriamente
Marènna. quella parte della greppia che è vase
Vorè mangià i oeucc. V. in GEùcc. al mangime delle bestie.
Vorè mangià vun. Voler mangiarsi Mangiadòrma scherz. perMagiordòmm. V.
uno. Volere inghiottirlo, cioè sopraſ Mangiafasoeü. Mangiafagiuoli.
farlo con parole e minacce. – In al Mangiaformenton chiamasi in alcuni paesi
tro sig. Me voreven mangià. Furono verso il Comasco quell'insetto che al
trove dicesi Börda o Bordon o Bor
per mangiarmi dalla festa.
Mangià parl. d'infermi. Pigliar cibo. dioeò. V. (tone.
Mangià. Guadagnare quel che fa la pen Mangiafrànza. Drudo di meretrice. Ber
na. Abusare della podestà d'ufficio. Mangiagropp chiamiamo per ischerzo i
Pigliare l'imbeccata o l'ingoffo o il Tessitori.
boccone. Mangialusèrt. . . . . Si dice dei gatti
Mangià de dò part. Succiare da due perchè in mancanza di meglio se la
poppe. Pelar due persone a un tratto. passano talora con una magra lucer
– E talora semplicemente. Macinare tola per tutto mangiare.
a due palmenti, cioè guadagnar per Mangiamòlta per ischerno diciamo i Mu
due versi in una stessa cosa, ratori.
MAN (39 ) MAN
Mangiapalpée. Mozzorecchi. Manipolà. T. d'Uff. . . . . Dalle spezie
Mangiapàn. Mangiapane. Disutilaccio, rie questa voce è passata alle segrete
Mangiapan a tradiment. V.Tradimént. rie, e vale ogni Lavorar che si fac
Mangiapolénta. Mangiapattona. Chi man cia intorno agli atti d'ufficio.
gia pulenda, e per ischerzo dicesi dei Manipolàa. Manipolato – Sofisticato.
contadini. Manipolazion. Manipolazione – Nelle se
Mangiaria. Malatolta. Ladronaja. Man greterie o sia negli uffizi dal 1814
geria. Guadagno, utile, profitto ille in qua significa, per una voce d'ori
cito o estorto da chi è in uffizio o gine nostra, ma dataci dai Tedeschi
da chi amministra le altrui sostanze. singolarmente stravolta nel significato,
Mangiascià. Strippare. V. in Mangià. Il modo con cui vi si soglion trattare
Mangiastóppa. Ciarlatano. Saltimbanco. gli aſſari, il modo di mettere in tavo
Cerretano. liere e di trattare e deſinire un atto
Mangiatìva (Robba). Mangiativa. Mange d'uffizio.
reccia. Commestibile. Manipòli. l Monopòlio; e in genere Ca
Mangiatòria. V. Pacciatòria. º
Manipòll. bala, Raggiro. Versuzia. L'è
Manginna. Ad. di Févera. V. domà manipòi. È tutto raggiri – ed
Mangión che anche dicesi Alt de ciel anche Adulterazione. Sofisticamento?
de bocca e spazios de ganass. Man Manizza. Manicotto. Manichino. Arnese
gione. Pacchione. Pappone. Gran man a doccione, lungo quanto una mezza
giatore, e ant. Manicatore. manica, dentro al quale si tengono
Mangiòn. fig. . . . . Uomo venale, che le mani per ripararle dal freddo.
abusa del proprio impiego per rastrel Manizza per Manèggia. V.
lare, per lucrare inonestamente. Mànna. Manna. Sugo zuccherino che pro
Mangiònna. Gran mangiatrice. viene specialmente dall'orno (frarinus
Mania. Manìa. ornus) e di uso medicinale.
Manifattor. Manifattore. Manna in lacrim. Manna di corpo
Manifattura. Manifattura. Manifattoria. (Ricet. fior. 44 – Targ Viag. V, 14).
Manifèst. s. m. T. delle Dogane. Mani Manna in lagrima(ivi 1o). Quella che
festo. Bolletta interinale di passo per si ritrae dall'orno coltivato ed an
oggetti da gabellarsi presso le dogane che dal frassino raccogliendone le la
principali. -

grime che scaturiscono spontanee dai


Manifest. s. m. Avviso. Cedolone al pub crepacci o dalle punture degl'insetti
blico.
lungo i polloni o i rami di scorza tenera.
Maniglia. T. del Giuoco d'ombre. Ma . . . Manna di fronda(Ricet. fior.
niglia. Il secondo mattador d'ombre. 47). Manna di foglia. Manna forzatella
Manigòld. Manigoldo. (Targ. Viag. V, 14). Quella che tra
Maniguètta. T. degli Speziali. Meleghet suda dalle foglie dell'orno salvatico
ta. Specie di pianta il cui frutto viene ed ivi si accaglia in granelli grossi
detto Grana paradisi. come ceci.
Manili. Smaniglio. Maniglia. Maniglio. . . . . Manna artificiale(cosi con
Armilla. Smaniglia. Fermezza. Nome voce impropria il Ricet fior. 45). Manna
di quei fermagli o girelli di gioie, forzata (Targ. Viag. V, 14). Quella
di perle o simili che le nostre donne che si ritrae dagli orni e dai frassini
sogliono porsi per ornamento alle per incisione.
braccia, specialmente verso i polsi. Manna canellada. Manna in cannelli
Manin, e al pl. Manitt. V. Maninna. (Tar. fior. – Targ. Viag. V, 1o). Manna
Manin. V. Cadenella de Venezia. forzata, cioè che si ottiene per inci
Maninna. Manino. Manina. Manuccia. sione, la quale cola su certi fuscel
Manuzza. letti di gramigna posti ad arte sotto
Dagh ona maninna. . . . . Dare una i colaticci e vi si accaglia intorno in
ripassata di lima. torno. Vendesi così, ed è molto sti
Manipol. T. eccles. Manipolo. mata, ancorchè per usarne in medicina
Manipolà. Manipolare – Sofisticare. occorra poi farla netta da que fusti.
MAN ( 4o) MAN
Manna capaci. Manna di Capaccio Mansuèll. v. contad. . . . . Assicella
in Calabria. Mansuellin. º posta allo stremo della
Manna del Mont. Manna di Monte cassa del tritatojo (triapaja) perchè
Santangelo. alzata dia l'uscita alle paglie di mano
Manna geraci. Manna di Gerace in in mano che riescono tritate.
Calabria. Mansuètt. Mansueto.
Manna in sort. Manna in sorte(T.fior.) Mansuetàden. Mansuetidine.
– Dolz come la manna. Sdolcinato. Mànt. Voce usata fra noi solo nella corte
L'è tanta manna. È pan unto. È e nei teatri. Manto. Ammanto. Pallio.
cosa opportunissima. Mantàgola. l . . . . Nelle nostre barche
Ona manna. fig. Una manna. Cosa Mantàvola. è una travetta trasversale
prelibata, squisita, saporitissima. sorretta a poppa da un travicello
Mànna. Melata. Meluggine. Melume. La verticale detto Omett, e più in den
Manna aerea o Melligo de Latini. Sp. tro dai cerchi di poppa (arscionaa
di Rugiada dolce e consistente qual o scersc) che serve alla volta sua per
mele che talora nel mese d'agosto reggere un copertino.
a tempo sereno e tranquillo si vede Mantècca. Manteca. Pomata. Specie d'un
caduta sulle foglie de vegetabili. guento profumato con diversi aromi
Mànna. Ruggine. Macchie che appari di cui si fa uso per rendere distesi
scono sui vegetabili quando intristi e odoriferi i capelli.
SCOnO. Mantecca de bregamott, de giussu
Mànna. Spugna di rose. Quella specie min, de naranz, de millfleur, ecc.
di melata di color rancio che si vede Mantcca con odore di bergamotto, di
talora sul gambo della rosa canina la gelsomino, d'arancio, di millefiori, ec.
quale pare una galla prodottavi da Mantecca de ros. Manteca gialla di
quell'insetto che gli entomologi chia rose(Redi Op. V, 291).
mano Cynips rosa'. Mantecca de semifreddi. Manteca di
Mannàa. V. Manàa. semi refrigerativi.
Manòpola. . . . . Il Manchon dei Franc. . . . . . Manteca di punte d'albero
Manòquar. Verso Busto Arsizio e nei (Targ. Toz. Istit. III, 545). L'unguento
contorni, come a Borsano ecc., chia populeo delle spezierie.
mano così i Mollitt de formenton. V. Mantècca. gergo. Sonajòli. Pecmnia. I
Manòvra. T. milit. Esercizio militare. – quattrini. Anche i Napolitani hanno
Nei diz. ital. Manovra significa lo stesso a comune con noi questo gergo che
ma nel solo significato d'esercizi della nelle nostre veglie venali era già tempo
marina militare. voce solenne colla quale vi si chiedeva
Manovrà. T. milit. Esercitarsi nelle armi. la mercede a ogni finir di ballata.
Manscètt. s. f. pl. Pendagli delle inse Mantècca. Ricino. Sorta d'erba detta
gne(Aret. Tal. III, 15). Nappe(Rime fra noi anche Zècca. V.
poet. pis.). Quella specie d'infule che Manteccà. T. de'Caffet., Credenz., ecc.
pendono dalla lancia della bandiera. Strigncre(Cuoco maceratese pag. 266
Mansciàda voce contad. Manciata. e seguenti).
Manscinà e Mansciugnà, voci brianz. Manteccà i cavij. Unguentare. Inu -
Mantrugiare. V. Mastinà. gnere i capegli colle manteche. Il
Manscitt. s. m. pl. . . . . . Specie di Pommader dei Francesi.
guanti che giungono a mala pena alle Manteccàa. Ad. di Sorbètt. V. s

prime falangi delle dita. Mantecchée. Unguentario. Unguentiere.


Mansión. Incarico. Mantecchìnna. Unguentino. Leggier man
Mansión. Soprascritta. Dicesi nelle let Manteghètt per Baghètt. V. (teca.
tere o simili di quello scritto che si Mantegni. Mantenere.
pone sopra alle medesime, contenente Dill e mantegnill. Asseverare. Per
il nome di quello a cui s'indirizzano. es. Tel disi e tel mantegni. Te lo
Mansión (Mala). V. Malastalla. affermo asseveratamente. Te lo asse
Mansionari. T. eccl. Mansionario. vero. Te lo dico e te lo ripeto.
a
MAN ( 41 ) IMIAN
Mantegni el fioeu a cà de la comaa. Balzan o Con la balzanna Balzano.
V. in Fioeü.
Co piè segnati di bianco avendo man
Mantegni la parolla o quell che s'è tello d'altro colore.
ditt, e talora anche assolut. Mante Balzan de vun o Cont ona balzanna. Bal
gni. Attenere o Attendere o Mantenere zano da un piede.
o Servare od Osservare il patto o la Balzan de duu. Di duo pie balzano.
Balzan de trii. Balzano da tre – Bal
promessa. - (gher.
zano da tre balzan da re.
Mantegni magher con pocch. V. Mà
Balzan de quatter. Balzano da quattro.
Mantegnì vun. Mantenere. Nodrire. l'alzan de duu de l'istessa part. Balzano
Alimentare.
tra Paro.
Mantegniss ben o polit. . . . . Con Balzan de duu in cros. Balzano trastravato.
servarsi in buono stato di salute; aversi Balzan del pè drizz denanz. Balzano della
cura – Talora Mantenere il suo stato lancia. (della staffa.
– Talora Reggersi. Sostenersi. Balzan del pè sinester demanz. Balzano
Quand se impromett s'ha de mante Balzan de quatter fina al genocucc. Bal
zano calzato.
gni. Ogni promessa o vero Ogni pro
messo è debito. Chi promette in debito Balzan cavrettaa. Balzano..... Con pun
si mette. Il promettere vuol dir dare. tine nere circoscritte fra il pelo bianco
Biànch. Leardo. Bianco.
Mantegni. T. de Carbonai. Rabboccare la
carbonaja. V. in Carbonéra. Bianch de majolega. Porcellana(Diz. art.).
Bianch pomaa o doblaa. Leardo pomato
Mantegni. Reggere. Mantenere il fiore e
la vivezza del colore. Non ismontare
o pomellato – Pezzaa, Pezzato – Mo
scaa. Moscato.
di colore, non iscolorire. Bianch lucid. Leardo rotato o arrotato; bian
Mantegnimént. Mantenimento. co con macchie a ruota secondo la Crusca,
Mantegnùda. Mantenuta. Manza. Druda. bianco lucido secondo quei dell'arte.
– Se convivente col drudo Concubina Castàn. Castagnino. Castagno.
o Concubinella – Chi convive con essa Che bev in bianch. . . . . Che ha
dicesi Concubino. Concubinario – Con-. un labbro bianco od ambe le labbra
cubinato è il convivere siffatto. affatto bianche.
Mantegnùu. Mantenuto. Che bev in bianch o cont el fron
Mantell per Cappa e per Tabàrr. V. tal bianch (altro). Cavallo segnato di
Mantèll. Mantello. Pelame. Colore del pelo cometa, cioè con una macchia bianca
delle bestie, e spec. del cavallo – De lunga i due terzi della testa e appun
mantell baj, ciar, pezzaa, ecc. Mantel tata verso le labbra.
lato bajo, Mantellato di colori chiari, Con la riga de mull o schenna de
Mantellato di colori diversi, ecc. De mull.... Con una striscia di pelame di
mantell brutt. Di tristo mantello.
color nero lungo via tutta la schiena.
-
Con la roeusa. Col remolino.
Pongo qui sotto a registro non che Con la roeusa in sul coll. Colla
i veri mantelli anche i vari segnali spada romana.
pe quali si specificano i cavalli in Del basin. . . . . Che ha una mac
quanto al colore e alla disposizione chia bianca sul labbro – Cavall del
del pelame, e sono: basin o lader o assassin. . . . . Ca
Bàj. Bajo. vallo così segnato suol essere vizioso.
Baj vinaa. Dajo bruciato? Doblàa. Vedi più sotto Pomàa.
Ba jmaron. Bajo castagno. Falp. Falbo. Giallo di fuoco. Il Garz.
Baj ciar. Bajo chiaro.
Baj doré. Bajo dorato.
(Piaz. Univ. p. 657) dal francese Poit de
Bai ross o fogaa. Bajo focato. cerflo disse anche Cervato; poco bella
Bai lavaa. Bajo lavato. voce ricevuta da Min., dal Diz. art., ecc.
Bai pezzaa. Bajo pezzato(Diz. art. ). forse perchè foggiata a similitudine di
Bai pomaa. Bajo rotato(id.). Tigrato.
Bai sciresa. Bajo sanguigno(De la fosse). Gris. Bigio.
Baj savor. Bajo sauro(Diz. art.). Gris argentin. Bigio argentino(Dia. art.).
Baj scur. Bajo scuro. . . . . . . Bigio bianco(De la fosse).
Vol. III. 6
MAN (42 ) MAN
Gris moraa. Bigio bruciato(Diz. art.). Stornèll. Stornello.Misto di blº e nero.
Gris ciar. Bigio chiaro(De la fosse). Tigràa. Leardo moscato. Bianco pic
Gris ferr. Bigio di ferro(id.). chiettato di macchiette nere.
...... Bigio focato(Diz. art.). Zàina. Zaino. Bajo, sauro o morello
. . . . . . Bigio mo cato(Id.).
Gris pomaa o doblaa. Bigio pomato(Id.).
senza alcun pelo o segno bianco.
Gris scur. Bigio scuro(Id.). Zuccher e canella o Cafè e pane
Gris rovan. Bigio stornello(De la fosse). ra. Ubero(Diz. art.). Il fr. aubère; di
Gris fals. Bigio sudicio(Diz. art.). color persichino, fra bianco e bajo.
Isabèlla, Isabella(Diz.art, in Mantello).
Isabella ciar. Isabella chiaro(ivi). Mantellà. T. de' Fornac. . . . Intorno ai
Isabella doré. Isabella dorato(ivi). monti dei matton crudi appostar delle
Isabella scur. Isabella scuro(ivi). fascine in piè colla chioma in alto,
. . . . . Macchie di morfee (De la e ciò per difenderle da quella piog
fosse). Di qualunque mantello ma con gia che il vento spingesse loro contro
occhi e stremo di bocca di color car per lato. V. anche Imbattajà.
nicino, e senza peli nè intorno agli Mantellinna. v. cont. Scollino(Nelli Vec.
occhi nè sul muso. Riv. I, 15). ll fazzoletto da collo don
Mascarin. Sfacciato. Che ha per lo nesco, e specialmente quello dimezzato,
lungo della fronte una pezza bianca, Mantellón per Mentòn. V.
e per solito occhi gazzuoli. Màntes. Màntice. Màntaco. Soffione. Ha
Morèll, Morello. Stremezz. Palchi - Lenguett. Ani
Morocòff. Cavezza di moro. Grigio melle = Contrafort. Contrafforti - Tra
con testa morella o nera, e talora vers. Traversa - Telar. Telajo = Fond.
Rosso chiaro con testa rosso-scura e Testa = Canon. Canna - Canetta.
peli neri, La nostra voce è un ibri Cannella - Soracanna. Sopraccanna =
dismo germanico (moro-Kopf); l'ita Cassa. Arcella - Bus de la canna. Buc
liana un barbarismo spagn. (cabeca de colare. Boccolare - Contrapes. Con
moro); ambi significanti testa di moro, trappeso - Cadenna o Corda, Mena
Negher mal tengiuu o mal ting o tojo. = Manuella. Manovella.
brusaa, . . , Nero mal tinto. Martell del mantes. V. in Martèll.
Neghermorèll.Nero pezzato(Diz. art.), Tirà o Fà andà el mantes. Mantacare,
Pezzàa che altri dicono Piv. Pezzato, Menare il mantice. Muovere il mantice.
Macchiato a macchie grandi di vari Tirà i mantes de l'orghen. Alzare
colori, e le più volte bianche e nere, i mantici all'organo, ed anche Alzare
Piv baj, ross, sàvor, tigraa. Lo assolutamente. Gh'hoo nissun de tirà
stesso che Pezzàa, V. sopra. i mantes. Non ho chi alzi(Doni Zucca
Pomàa o Doblàa. Pomato o Pomellato, pag. 61 retro), (ticello.
Babicàn. Rabicano, e con voce franc. Mantesin. Mantachetto. Mantacuzzo. Man
usata dall'Ariosto Rovàno (rouan) Bajo, Mantesin che altri dicono Celin o Pa
sauro, o morello sparso di peli bianchi, rasó. Soffietto? Specie di tettuccio di
. . . . . Rabicanato. Colla gamba pelle fatto ad archicelli, ed incastrato
seminata di peli grigi e bianchi dal nell'arconcello maggiore anteriore dei
ginocchio insino alla corona. (sounis, mantici da calesso, che si fa rientrare
Rattin, Soricigno. Topino. Il fr. Gris o sporgere a piacere per difendersi
Sàvor. Sauro. Sòro. Tra bigio e tané da raggi del sole – Talvolta è invece
o sia cannellino, una semplice cortina di seta parimen
Savor vinaa. Sauro abbruciato. te allogata a pari fine.
Savor ciar. Sauro chiaro.
Mantesin, Manticione(Min.).
Savor ross. Sauro focato(ivi), Mantiglia. Mantiglia. Specie d'umerale
Savor lavaa. Sauro lavato(ivi).
Savor pezzaa. Sauro pezzato(ivi).
donnesco per lo più di seta nera e
diverso di forma così dalla sciarpa
Stellàa. Stellato, Stellato in fronte. come dallo sciall.
Con una macchia bianca più o men Mezza mantiglia. V. Mezza-mantiglia.
grande in sulla fronte. Mantiglietta. Mantiglietta(Rim. poet.pis.).
MAN (43 ) MAN
Mantigliòn. Mantiglione(Zanob.Diz.) Gran sotto il nome generico di Draperie,
mantiglia. -
Gasparo Gozzi nella sua Versione del
Mantin. Tovagliolino. Tovagliola. Sal l'Esope en ville(IV, 5) chiama Buo
vietta. Mantile. Telo. Piccola tovagliuo nagrazia il palchetto donde suole pen
la che ci teniamo dinanzi a mensa per dere, ma con manifesto abbaglio.
nettarci le mani e la bocca – Il Man Mantovànna. T. de Fabbrifer... Ornamen
tino dei Diz. ital. è dimin. di Manto. to che si fa rigirare tutto intorno, sì
Mantin de Fiandra damascaa. Man da capo come da piedi, ad una fer
tile dommascato. riata da balcone, terrazzo o simili,
Mantin d'ost. . . . . Mantile di tela e in cui si vanno a fermare i ton
casalinga liscia, accerrato, e con una dini della ferriata stessa.
righetta di colore in quadro quasi Mantovànna. T. de'Panierai. . . . . L'or
rasente al cerro. (opera. latura frangiata o a ricamo o a stra
Mantin operaa. Mantile tessuto a ſoro che usano fare in vari del loro
Fà la franza ai mantin. Accerrare i lavori, come nelle ceste da biancherie
tovagliolini(Fag. Sordo fatto sentir per e simili. Differisce dalla orlatura scen
forza I, 1 ). pia in ciò che dove questa non è
Mantin. fig. e scherz. Foglio di Fabbriano che un solo filare di più o meno gre
(Alleg. 45). Carta da ripulirselo. V. tole fra di loro intrecciate, la Manto
anche Strasc del cuu in Stràsc. vanna invece consiste in vari lavoretti
Mantinàda. Pieno un tovagliuolo di roba. prigionieri fra due orlature scempie,
Mantinètt. Tovagliolino. Mantovànna de la lista di sbaron de
Mantinon . . . . Mantile assai grande. scerpin. T. de Carrozzai. . . . Fal
Mantiràscia che altri dicono Pattònna o balà del listello di serpe.
Mantiràzza. T. de Fornai. Telo da Mànu(Brevi). A mano. Frase comunis
pane. Tovaglia grossolana o Striscia sima negli uffizi. Fall'avè minga sott
di tela dozzinale con cui si ricopre a ſassa nè sott a coverta, ma brevi
il pane in sull'asse – E in generale manu. Ricapitarlo non già sotto fascia
ogni Tovaglia grossolana che i macel o sotto coperta, ma sibbene a mano,
lai, i pizzicagnoli e simili adoperano Manuàl. Manovale. Garzone che serve
per ripulire i banchi o il desco, ecc. al muratore.
Mantirètta. . . . . Quel lembo estremo Manuèlla. . . . . Sp. d'erba tintoria.
delle camicie che serve a coprire le Manuèlla e Manvèlla. Manovella, per
pudende, il quale è detto dai Bolo corruzione Manuèlla, ant. Manovello.
gnesi Patajola e dai Napoletani Petto Manuella de la ranza. . . . . L'im
le/la. – Il lat. Mantissa non è senza pugnatojo della falce frullana.
qualche relazione colla nostra voce Manùsc per Manichi da gerla. V. in Palènn.
vernacola. Manuscristi. Manuscristo, e ant. Mani
Avegh nanmò succia la mantiretta. cristo. Sp. di pastiglia dolce notissima,
fig. Avere ancora il guscio in capo. Manuscritt. Manoscritto. Manuscritto.
Mantirètta. Becca. Manutenziòn. Conservazione. Manuten
Mantò. Mantò (Nelli Vecchi Riv. I, 1). Spe Manvèlla. V. Manuèlla. (zione,
cie di pallio donnesco. Mànz. Manzo. Bue. Considerato vivo
Mantovaninna. Balzetta? dall'epoca della domatura fino a che
Mantovànna. Balza. Imperiale (“fior.). tiene i dentini lo diciamo Manzètt.
Bandinella (pare che accenni anche Giovenco(Lastri Op. IV, 58); giunto
l'Alb. enc. negli esempi riportati sotto che sia al quarto anno e lasciati che
a questa voce). Quella specie di fal abbia i dentini, lo nominiamo pro
balà che rigira tutto intorno al pal priamente Mànz. Manzo da lavoro
chetto d' una finestra a cui stanno (Lastri Op. IV, 6o ); nodrito pel ma
attaccate le tende. Altri la chiamano cello Manz de grassa. Bue o Manzo
Pendone o Pendaglio o Falbalà così da grasso o da ingrasso(Giorn. Georg.),
come i Francesi la dicono Pente, ab alla soglia del macello stesso Manz o
benchè si esso la confondano anche Bò de mazza. Bovc da maccllo.
MAN (44 ) MAN
A la beccaria ghe va pussee vedej Il Quarto di dietro in Cossin . . . . . .
che manz. V. in Beccaria. che si suddivide in Oss bus. . . . . . . - Consin
Manz che pissa dedree o coi tett propr. detto. . . . . . . (il quale si ridivide in
dicesi scherzevolmente per Vàcca. V. Rocusa....... = Gnervett ... ... dal quale
Mànz. . . . Il cuoco, lo scalco, il man ultimo si ritrae altresì il S'ciancon. . . . . . –
e il Garetton......... che fa parte anche
giatore intendono sempre per questa della. . . . . . . . roeusa) = Ciav. . . . . . .
voce così sola il Manzo lesso.
che si suddivide in Ciav... (propriamente detta
Carna de manz, e anche assol. La
Carna. Carne di manzo.
la quale si ridivide in Trevers... = Biftecch
o Filett. Filetto = Cost fals. ... = Scalf...) =
Manz a la moda. Bue alla moda Cadrega o Cardega. Scannello(il quale si ridivide
(Cuoco maceratese pag. 59 e 6o). in Culatta. Culaccio – che di nuovo si suddivide
Manz ristrett. . . . Carne di manzo in Primm pezz.... = Fetta de mezz.... =
stufata in brodo corto. Fetta gemella.... = Ponta de culatta.... =
On manz ch'el par on ſasan... Carne Covin. Coda) = Anca. Anca (ridivisa in Ponta
d'anca. . . . . – e Anca. Anca) = Lonza.
di manzo squisita più che di fagiano.
Lombata. Lonza - Panscia. Pancia
Ona sleppa de manz. V, in Slèppa.
- che si suddivide in Orlett. . . . – Fianch. Fian

Mànz. . . . Il macellaio divide il manzo co = Biancostaa. Costato = Panscia prop.


detta. Pancia = Gamba, e nel vitello Pe
o bove (bò de mazza) nelle parti se
guenti, le più delle quali sono così scioeu. Peduccio. Zampa.
denominate anche da chi le compera Le Frattaglie in Coradella o Boffa. Pasto.
per farne uso nella cucina o nelle arti: Polmone (diviso in Al. Ale = Alett. Alette =
Mezzenn. Mezzine (suddivise ciascuna Canaruzz. Canna. Canaletto) = Coeur. Cuore

in Quart. Quarti, cioe in Quart denanz. Quar (diviso in Coeur prop. detto. Palla del cuore
to davanti e Quart dedree. Quarto di dietro) = Vessiga. Vescichetta? = Coronna. Corona?
Fressacoeur. Paracuore. Corlaja?) = Fidegh.
- Coo. Testa - Fressamm. Frattaglie
t= Pell. Pelle e Carna. Carne della quale Fegato (diviso in Al. Ale. Lobi = Popocu.
Lobulo. Lobetto? = Ponta. Apice? = Fel.
chiamasi in gergo Bombasinna la Polpa =
Grassa. Grascia = Oss. Ossi. Ossa. Fiele) = Rognon. Arnioni. Rognoni -
Costell. . . . . . - Paner. . . . . . -
Filon o Filett. Schienale = Brisa. Sto
Le parti suddette ridivide poi in
varj Taj Tagli o Pezze al modo seg.: machino? – Magon. Ventre - Fojoeu.
Centopelle = con Muletta. Molletta – Bot
La Testa in Oreggitt. Orecchie. Ceppi tasc. Sacco. Ventre - Buej. Budelli
- Oggitt. Occhiali e Ganassitt. Guan (distinti in Buell dritt. Budel gentile = Buei
ciòle = Crapin. Ceppo delle corna – stort........ = Bondiana. Il Cieco = Cu
Zinivella. Cervella e Palatto. Palato e latta.... = Scorzon......) = Nilza. Mil
Lengua. Lingua - Polsitt. V più innanzi za = Anche la Scannatura, il Palato
in Grascia - Dent. Denti. e le Cervella sono considerate frattaglie.

Il Quarro davanti in Scanadura. Scan La Pelle dicesi Croppa o Pell. Schiena


natura = Pecciafett o Picciafett . . . . se intiera – Ciappa. . . . se dimezzata.
che si suddivide in Canetta. Mestola (la quale
si ridivide in Gerett. Carretto = Brion
La Grascia in Sev. Grascia da sego ?
(suddivisa in Regg. Grascia del 2irbo o della
. . . . . – Pess . . . . . – Canetta prop. rete? = Gradisella. Zirbo. Rete – Remon
detta . . . . . . ) e Pett. Petto (che pure si
ridivide Bomborin. Bellico = Ponta de
dur... = Coja. Grascia testicolare) = Grassa
in
bonna. Grascia(suddivisa in Massa. Grascia
pett. Spicchio di petto - Fiocch. Callo =
Biancostaa. Costato) = Spalla. Dorso che interstizia fra molletta e rete – Grassa de ro
si suddivide in Aletta. . . . . . Cost de la cros. gnon. Grascia d'arnione = Polsitt. Grascia
Costole del garrese? (che si ridividono in Cost. delle fossette).
Costole = Biancostàa. Costato) = Riaa o Reaa. Gli Ossi in Oss. Osso = Nidolla. Mi
Spigolo (il quale si ridivide in Coppa. Coppa dollo = Filon de las cenna. Schienale -
= scudellin....... = Pernis o Coll. Collo) Gli ossi della testa scussi di carne e le gambe
- Gamba che nel vitello dicono Pesciocu. dicono Broeud. - - -

Peduccio. Zampa. --- --- --- --------


MAR MAR
Mànza. Manza per Manzètta. V.
(45)
– Nelli Serv. padr. I, I 1 – id. Vecchi
Manzerlön. Cristianone. Gallione. Omac Rivali III, 15). Cercare con ogni mag
cio grande e goffamente grosso. gior cura e per ogni luogo un tale –
Manzerlònna. Fem. di Manzerlön. V. Chercher quelqu'un par mer et par
Manzètt. Giovenco. Biracchio. Bue gio terre, o di pied et a cheval dicono i Fr.
vane; vitello annino. Frut de mar. Frutti di mare.
Manzètta.Manzotta.Giovenca. Vaccherella. Lumaghitt de mar. Marinelle (Zan.
Manzettin. . . . . Picciol giovenco. Pess de mar. V. in Pèss. Diz.).
Manzettinna. . . . Picciola giovenca. Port de mar. V. in Pòrt.
Manzin(con z, dura) che altri dicono Man Vent de mar. V. in Vént.
scìn. Mancino. Sinistro. Vess comè a vojà el mar cont el
A man manzinna. A mano manca o cugiaa. Essere un pigliare o un met
sinistra o stanca o manca. tersi a votar Arno con un cucchiaio
Manzin(con z dura) che altri dicono an (Monos. p. 1 o5, però con un dettato
che Manscin. Mancino. Sinistro. Chi troppo particolare a Firenze).
- o per natura o per abito fa soltanto Màr. fig. Mare. On mar de fastidi, On
colla mano sinistra, o almeno meglio mar de miseri o sim. Un mar di ginaj,
con essa, quello che i più sogliono Un mar di miserie o sim.
fare colla destra. Di questi cosiffatti Besogna semper andà al mar. . . .
il volgo suole dire che Tutti i man Avendo a fare provviste o compere,
cini sono del diavolo(Bisc. note Malin.), è buon partito quello di ricorrer per
e trae conseguenza che Uom mancino esse ai ſondachi più grossi.
significhi lo stesso che Malvagio come Maràa. v. cont. per Amalàa. V.
ha il Lalli(En. trav. IV, 67) – ll suo Marabiànd (Andà a). Tapinare. Bisten
contr. sarebbe Drizz. Diritto o Man tare. Trascinarla vita. Andar tapino.
diritto (Zan. Diz.) = Drizz e manzin. La nostra frase proviene dal far viag
Ambidestro; e fig. Uom di due visi. gio per mare che certo non è il me
Manzòn e Manzòtt. . . . . Gran manzo. glio viver del mondo.
Mao mào. Miau miau. Il verso del gatto. Marabò. . . . . Sp. di piumino (dal fr.
Mapp. s. f. pl. . . . Le alie di quella Marabout) simile ai così detti Folett,
specie di rete che è detta Linàa. V. che le donne usano ad ornare cap
Mappa. T. geog. e cens. Mappa. Pianta. pellini e cuffie in figura di quel che
Tipo. Piano. Fài mapp. Levar di pianta. i Francesi dicono Oreille de lièvre.
Mappa. T. de'Pianet. Borchia. Gioja. Maragno-ù. s. m. Maragnuola. Mucchio
Giojello. Bottone. Scudetto colmo di conico di fieno non ancora ben secco,
metallo che è affibbiaglio al piviale. alto poco più d'ottanta centimetri, che
Mappa per Loeiva. V. si lascia così ammontato la notte nei
Màppa. Broccolo (cyma). On broccol prati onde fu segato, per risciorinarlo
con sossenn mappa. Un cavolo broccolo il dì dopo e finire di asciuttarlo. Il
assai ben broccoluto(cymosus). La vo quale fieno così ammassato diciamo
ce non è ignota ai Toscani se osser anche Fen in castellinna o in capellina.
viamo il Cotone mappato del Balducci Maramào od anche Mamào! Gatli gatti!
nelle Dec. fiorentine del Pagnini. (Leopardi Rime 62 ). Esclamazione
Mappamónd. Mappamondo. equivalente a Guardimi il cielo, non
Mappamónd. scherz. Bel di Roma. V. Cùu. mai, no per mia ſe', gnaſſe no.
Mappètta. Mappetta(Gior. Georg III,567). Marànsc. V. Marisch. -

Mar. Mare. E in proposito di mare noi Maràsc. T. di Mascalcia. Mazzuole. Gambe


genti mediterranee sogliamo dire Loda mazzuole. Gambe enfiate ne cavalli.
il mare e tienti alla terra; Uom di mare Maraschìn. Amaraschino(Zanob. Diz.). Ma
un dì ricco e l'altro povero; Mare, raschino(“fior.). Sorta di rosolio così
fuoco e mala femmina, tre male cose. detto perchè fatto colle marasche (o
Andà in sul mar. Viaggiar per mare. sia marenn). Qualche altro rosolio,
Cercà vun per mar e per terra. ancorchè non di visciole, porta pure
Cercar uno per mare e per terra(“fior. tra quei dell'arte il medesimo nome,
MAR ( 46 ) MAR
come il Maraschino di ribes, quello Màrca (Dritto de la). Asino della Marca.
di pesche, ecc. Un solenne cocomero(Redi Op. V, 155).
Maràscia. v. a. Spada. Cinquadea. V.Mèlla. v, anche Asen, Asnán, Badée.
Questa nostra antica Marascia prove Marcà. Notare. Osservare. Fisare. Affi
niva a quanto pare dall'ital. Marra, sare. Affissare.
Spada di marra, Marraccia. Marcà a did. Segnare a dito.
L'ho dii par qui che porten la marascia Marcà. Marcare. Marchiare.
Con la guardia a baslott duu brazz in focura. Marcà el pass o i pass. V. in Pàss.
(Mag. Bar. Birb.). Marcà i pagn. Fare il puntiscritto.
Marascitt. . . . Voce delle Valli svizzere V. Màrca sig. 2.°
italiane prossime al Lago Maggiore che Marcà i pont. V. in Pönt.
equivale a Bimbi. In Milano si usava Penell de marcà. V. in Penèll.
anni sono per denotare que” bimbi Vun che marca i ſacc. Fisonomista.
che andavano a maschera nella così Marcà. T. dei Sarti. . . . . . Marchiare
detta Fachinàda. V. col ferro detto March i sopraggitti
Ecco i fachin coi zocur e i marascitt ne collari degli abiti.
Vegnen sgiò allegrament dal Lagh maggior. Marcàa. s. m. V. Mercàa.
Maravèja. Maraviglia. Marcàa. partic. pass. Marcato. Marchiato.
Quij di maravej. V. in Quèll. Segnato. Notato. Marcaa a did. Se
Maravejàss. Maravigliarsi. Meravigliarsi. gnato a dito.
Maràvi. v. cont, per Amalàa. V. Marcàa. Segnalato. Notevole.
Maraviglia. Meraviglia. Maraviglia. Marcadamént. Segnatamente.
Andà a maraviglia. Procedere a ma Marcadètt. ad. Maledetto. V. Malarbètt.
raviglia. Marcadètt. s. m. L'otro. Il sacco. L'epa.
Vess vunna di sett maravigli. Es La peccia. V. anche Bottàsc.
sere l'ottava maraviglia? Avè pien el marcadett. Aver em
Maraviglia. Maraviglie. Erba e fior moto. pita la morfia.
Maravojàa. v. a. Fortunato. Buono. Fe Marcadór. Marcatore(*tosc.). ll Mar
lice. Per es. On ann maravojaa. Una queur dei Fr., cioè chi nelle sale da
annata buona. bigliardo nota i punti, presenta le
Pagaroo, vegnarà on ann asticciuole, e decide occorrendo le
Anch par nun maravojaa. (Mag. Rim.). picciole quistioni di giuoco.
Màrc, Marcètt, Marciùra , ecc. dicono Marcadór. Segnatore. Chi nel giuoco del
in varie parti dell'Alto Milanese per pallone segna le cacce.
Màrsc, Marscètt, Marsciùra, ecc. V. Marcadóra.... Tavola nella quale sono
Màrc. Ad. di Formént. V. confitti due fili di ferro parallelli in
Màrca. Marca. Marchio. Marco. Contras sui quali si fanno scorrere alcune
segno. Impressione che si fa sui la pallottole discolori nei due fili a fine
vori, sugli utensili, sugli strumenti e di segnare i punti che vincono i gio
anche sugli animali per contrasse catori al bigliardo.
gnarne il fabbricatore, il proprieta Marcadùra. Notazione.
rio o simili – Marca dell'argento, dei Marcanàggia! Maledetto! Specie di escla
pesi, delle misure, della carta, del mazione.
cuojo, del panno, ecc. Marcànt. V. Mercànt.
Marca de cortell. Marchio di coltello. Marcantòni, e per lo più Bell Marcan
Màrca. Puntiscritto; e con iscrittura da toni o Bell tocch de Marcantoni. fig.
idioti Pontiscritto. Segno che si fa con Una bella tacca d'uomo o di donna.
lettere d'alfabeto o simili sui panni Un bel coramvò bis; e in senso più
lini per denotarne il padrone. gentile Un taglio di pannina(“fior. –
Màrca. T. di Giuoco. Fiscia. Gettone. poem. aut. pis.).
Quattriuolo. Quarteruolo. Nome di Marcanzia. V. Mercanzia.
que tondini di metallo, o di que se Marcapónt. V. Righiroeü a pont in Ri
gnali d'osso di più forme che servono ghiroeü e Sbusapont.
in alcuni giuochi per segnare i punti. Marcellana. Ad. d Uga. V.
MI AR (47) MAR
Màrch. Nome prop. d'uomo usato nelle Marcià. Camminare – Quando noi usiamo
frasi Marcià in questo significato generico
A san March e san Grigoeu se dà intendiamo però sempre un cammi
l'oeuv ai bovaroeu. V. in Grigoeü. nare altiero e ſranco come suol essere
San March l'è ona bella gesa. V. il marciar del soldato. El marcia via
in Sanmàrch. drizz. Cammina diritto – Talora anche
Se pioeuv a san March o a san Gri intendiamo un andare a suo viaggio
goeu l'uga la va tutta in cavriou. V. con più o meno pompa. El marcia de
in Modèst. scior. Veste riccamente. El marcia a
Màrch. T. dei Sarti. . . . Ferro in forma quatter cavaj. Va in tiro a quattro.
di fungo col quale si marchiano i so Marcià-via. Andarsene. Partirsene.
praggitti (gippadur) nei collari degli Battere il taccone. Marcia-via che spesso
abiti. dicesi pure Mórcia-via Vattene. Va via.
Màrch. Marco. Peso nostrale per l'oro Sgombra.
e l'argento equivalente a 254997 gram Marciàda. Marciata. Il suono delle bande
mi. Dividesi in otto once (onz); ogni militari che accompagna la marcia.
oncia in ventiquattro danari(danee); Marciàgh. fig. Fare agresto. V. in Biassònn.
ogni danaro in ventiquattro grana Marciapè. Marciapiede.
(gran). Marciarùstegh. . . . . Ferro speciale da
Marchés. Marchese. impiallacciatori.
Marchés. Mestruo. V. Régol. Marcólfa (Reson de Madonna). V. Resón.
Marchésa. Marchesa; e ant. Marchesana. Marcònna(Poggià la). – Bal. Ger. – Dar del
Marchesàa. s. m. Marchesato. le busse. Sconfiggere. Battere. Rompere.
Marchesàda. add. Mestruata. Mardì. v. contad. Marti. Martedì. La
Marchesàzz. Marchesaccio (Nelli Vilup. nostra è voce pretta francese.
I, 1). Marèll. s. f. pl. T. de Parruc. . . . . .
Marchesètta. Marcassita? Marchesita ? Quelle carte da giuoco o quei qua
Sorta di composizione di più metalli. drucci di cartoncino sui quali i par
Marchesètta che altri dicono Marchesin rucchieri avvolgono que fili di seta
na. Marcasita(Targ. Viag. III, 289); ne'quali intessono i capegli al telajo.
e dottr. Pirite. Nome di quelle sferòidi Marèll. s. m. v. del contado per Tarèll. V.
o di que” globetti onde talora è vi Marèlla dicono in alcune parti del con
ziata l'arenaria(molera) e specialmente tado, come verso Busto Arsizio, per
quella bigia detta Argentin, i quali Scossùra. V.
scomponendosi lasciano un terriccio Marellàda. v. cont. per Tarellàda. V.
nerastro infetto di ferro solfato. Maremàgna (Fà). Far mari e monti. Far
Marchesin. Marchesino. l'impossibile. V. anche in Trüscia.
Marchesinna. Marchesina. Marenàda. . . . . Specie di fruttata che
Marchesinna per Marchesètta(pirite). V. si fa colle amarasche condite collo
Marchesdn. Marchesaccio. zucchero e cotte nel vino.
Marchesondin. Gran marchesaccio. Marenàda. Acqua di marasche che uno
Sissignor sur marches, lu l'è marches, speziale direbbe Diamarinata Acqua
Marchesazz, marcheson, marchesonon. concia colla conserva di marasche.
(Porta Son.) Marenàda. Visciolato?(Soder.Colt.vit.213).
Marchiàn e Marchianin. Ad. di Figh. V. Marénda. Merenda. Gli Aretini dicono
Marchiònn. Melchiorre. Nome proprio anche Marenda, Marendare, ecc.
d'uomo usato nella frase Fà marenda. Merendare.
Pari Marchionn di gamb avert. An Fà marenda, ſig. . . . . Sconvenire,
dar largo. V. in Gàmba. azzuffarsi, non istar bene insieme una
Marcia. T. milit. Marcia. cosa coll'altra.
A marcia sforzada. A gran passo. Fà marenda. fig.... L'imbrogliarsi
Marcia. T. music. Marcia marziale, re o, se mi è lecito dirlo, l'avvilucchiarsi
ligiosa, funebre, ecc. intorno alla verga dell'arcolajo che
Marcia T. milit. Marciare. ſanno talora alcuni fili d'una matassa
º
MAR (48) MAR
allorchè la si viene dipanando. Il Voc. Quando uno istesso mestiere è eser
ven. traduce la frase per Retarsi o citato da molti, i guadagni riescono
Reticolarsi, ma con manifesto errore. meschini per ciascheduno. Les étour
San Giusepp el porta la marenda in neaux sont maigres parce qu'ils vont
del fazzolett, San Michel le porta in en troupe o vero Il ne faut pas tant
ciel. . . . . L'usanza del nostro paese de chiens près un os dicono i Franc.
concede la merenda soltanto da mezzo Semm in tropp a mangià marenn.
marzo al finir di settembre. fig. Noi siam tant'orsi a queste pere
Marénda. fig. . . . . Guazzabuglio, mi (V. il Vocab. in Orso).
scuglio di cose male assortite. Voeuren tucc mangià marenn. fig.
Marendà o Fà marenda. Merendare. Ogni cencio vuol entrare in bucato.
Marendin. ) Merenduola(Min.). Ri- | Marènna. fig. Porpora. Dicesi del vino
Marendinna. s. f. tocchino(*tosc.-Meini rubicondo e limpido.
in Tomas. Sin. a Ricrìo). Merendina | Mareno èra. Visciolina.
(“tosc. – poem. aut. pis). Merenduz- | Marenoeüra. Visciola salvatica.
za. Merenduccia. Quel po' di sciacqua- Marenòn o Marenon del piccollin o Ma
denti che a dì lunghi si suol fare dai renna franzesa. Visciolona. Ciliegia vi
fanciulli e dai contadini specialmente sciolona o bisciolona.Agerotta.Agriotta.
fra il desinare e la cena. Griotta. Frutto del Prunus cerasus a
Marengà o Tirà aria de Marengh.... di griotta.Ha picciuolo brev. e sapor dolce
cono i Varesini il soffiar marengh. V. | Maresciàll o Meresciàll. Maresciallo.
Maréngh. . . . . I Varesini e confinanti Maresciall d'allogg. . . . . . Nel
chiamano così il vento orientale per l'esercito del cessato Regno d'Italia
solito apportator di pioggia. E lo di era quel sottufficiale che nella caval
cono anche Mendrison perchè spira leria corrispondeva in grado al ser
loro dalle gole di Mendrisio. V. in Vént. gente maggiore dei ſanti.
Maréngh. Vento marino. Afa. - Maresciall. fig. . . . . Coltellaccio serra
Marenghin. . . . . . Voce che i bacai manico.
emigranti ogni anno ai confini del Maresgiàn. V. Meresgiàn.
Piemonte e del Piacentino pel lavoro Marfisa gergo. Conno.
delle bigattiere hanno imparata da Marfisa e Brutta Marfisa. Monna baderla.
quelle genti e introdotta di fresco nel – Monna Schifa 'l poco – Sninfia.
nostro contado come sinonima di Na Donna affettatamente attillata, ed an
poleonin o Vint-franch. V. che brutta.
Marènna. Amarasco. Albero noto che è Marfòri. Marforio. Tronco di statua no
il Prunus cerasus actiana dei botanici. tissimo correlativo a Pasquino. E dai
Marènna. Marasca. Amarasca. Marina. cedoloni satirici onde que due tron
Amarina. Visciola. Ciliegia amarasca chi son l'appiccico in Roma è deri
o amarassina. Frutto dell'amarasco. vato fra noi il proverbio Guardev
Marenn franzes dicono in varie parti de Pasquin e de Marfori, ecc.
della Brianza quelle amarine che noi Marfòria (Brutta). Brutta sninfia.
in città nominiamo per Marenòn. V. Margàj. Sornacchio; anticamente Sarnac
Marenn in del spirit o in l'acqua chio; e sch. Farfallone. Ostrica. Farda.
vitta. Marasche infuse in
acquavite,ecc. Ciabattino. Catarro grosso che tossendo
Marenn negher. Amarine nere. Hanno si trae dal petto, lo spagnuolo Gar
il picciuolo assai lungo. gajo. Anche questa voce tutta esclu
Marenn ross. Amarine rosse. sivamente propria di noi Milanesi ci
Quand s'è in tropp a mangià ma dimostra orobici indubitati; Margaj
renn, la va maa per tucc. ſig. A pelago dal greco Mapyxpo» (perla), chè ognun
lodato mal pescare ho trovato (leggesi vede come, ad onta dell'apparente
nel Glossario dei Documenti d'Amore sconvenienza, esista assoluta affinità
di Franc. da Barberino). Gli storni son tra l'essere che sta rinchiuso nella
magri perchè vanno a stormo. Gli stor perla e il nostro margaj o l'ostrica pur
nelli si dimagrano andando a stormo. figurata che gli corrisponde.
MAR (49 ) MAR
Margàj. met. Afatuzzo. Decimo. Scriato. e pagine servono a determinare la
scriatello. È lo stesso che Scindiroeü. V. larghezza delle loro margini.
Margajà, Margajàda. V. Smargajà, Smar Margin de pee. . . . . Le margini
Margajént. Sornacchioso. (gajàda. di piè di pagina che i Francesi di
Margaijn e Margajoeü. Sputetto. cono Bois de fonds.
Che bell fioeu pien de merda e mar Margin d'in testa. . . . . . Le mar
gajoeu. Merdellon sornacchioso di ra gini di capopagina che i Francesi
gazzo – L'è lì on margaijn d'un fioeu. dicono Bois de téte. .. . . .
È uno scricciol di fanciullo. Margini di part - . . . Le margini
Margajón. Sornacchione. per eccellenza, cioè, quelle dai lati
Margaritin, che in qualche parte dell'Alto | della pagina che i Francesi dicono
Mil. dicono anche Coraijn e Corajtt. Bois de marge. o , ,, o
Bèllide. Primavera. Primo fiore. Fior Margin piatt. . . . . Listelli di mar
di prato o di primavera. Pratolina. | ginatura, così detti perchè senza Sca
Fiore notissimo della Bellis perennis malatura, i quali s'allogano contro il
dci botanici. - - - - - - - - - , telaio in cui sono strette le forme di
Margaritin doppi. Margheritine dop stampa. I Bois plats dei Francesi.
pie, pratoline, a cannelline del Targ. Mettegh i margin. T. di Stamp. . . .
Toz. Fiore della Bellis hortensis flore Circondare le pagine d'una forma di
pleno dei botanici. stampa delle margini occorrenti. Il
Margarititt. s. m.pl. Margheritine. Minu francese Marger. º

tissime pallottoluzze traforate di vetro Marginàa. Marginato(Zan. Diz.).


colorato le quali, mandate sui ferri Marginadùra. T. di Stamp. Marginatura
da calze o infilate con l'ago sulla seta (“tosc.). Il complesso delle margini onde
e sul cotone, si usano dalle donne a si circonda la forma di stampa, quello
tessere smanigli, vezzi, borsellini, cin che i Francesi dicono Garniture.
tigli, e per eseguire sul canovaccio Marginàl. Marginale.
disegni d'ogni specie. Marginètt e Margenin. Marginetto.
Margariton e Margaritta. . . . In Brianza Marginàsc. ; . . . . . Margine latissimo,
confondono spesse volte sotto questo Marginon. gran margine; lenocinio
nome tutti i grilli verdoni(V. Salta di stampa a cui vanno presi facil
martin). In particolare però chiamano mente i poco esperti del vero bello
così quella specie di Locustella o Ca tipografico nel quale la largura delle
valletta verde(“fior.) o di Ragnolocu margini ha la minor parte. . .
sta o di Grillo centauro che il Fabri Margnàcch. Buzzurro(“fior. – Pan. Poet.
cio nomina Acheta domestica. XXXV, 9). Diconsi così per ispregio
Margellàna. Ad. di Uga. V. i vinattieri, gli osti, i castagnai. V. an
Màrgen. V. Margin. che Brugnòn. - i - - -

Margenin. V. Marginètt. Margnacchin. Dim.scherz.di Margnàcch.P.


Màrgin e Margen. Margine. Nome di Margnaccòn. Accr. disp. di Margnàcch. V.
quegli orli bianchi onde è circondata Margoeüzz e Margoeuzzoeü. . . . . . Sul
ogni pagina di stampa e di scrittura. Lago Maggiore è detto così il Vento
Notta in margen. Nota marginale. di ponente, perchè soffia dal paese di
Màrgin. fig.T. commerc Margine('tosc.). Margozzo verso le Isole Borromee.
Larghezza di partito, abbondanza, Mari. Marito. Consorte; e famig. Uomo.
modi, avanzo oltre la precision del Chi toeò marì o miee con nient
calcolo. Vessegh del margin, Trovagh finna a la mort s'en sent. V. in Miée.
del margin. Trovare il margine occor De mari. Nubile. Maritanda. Già da
marito.
rente al bisogno(Marchese Ridolfi nel - -

Giorn. Agr. tosc, del 184o, p. 115). Dolor de gombed dolor de mari.
Màrgin. T. di Stamp. Margine, e al pl. V. in Gómbed. (Conjugi.
Le margini. Listelli di legno o di me Mari e miee. Marito e moglie. Jugali.
tallo scanalati nella faccia i quali nelle Monega, capuscinna, toeü mari, stà
forme di stampa interposti fra pagine cossi. V. Stà-cossì in Stà.
Vol. III. 7
MAR (5o) M AR
- Portà a marì. . . . . Recare in dote un terzo utile complesso. Se marida
o in sopraddote. -
el ris cont i fasoeu, el pantrid coi
Toeiù marì. Maritarsi. ceuv, i avi conti avi, ecc. ecc.
Marì. Voce d'origine marchigiana. La Maridàa. ad. Maritato – Ammogliato –
Ciecia(“fior. – Meini in Tomas. Sin. a Conjugato. Che s'è maridaa domà ona
Caldano). Vaso di terra spesso ver voeulta. . . . . dottr. Monògamo – la
niciata e con manico semisferico che donna Univira. -

pieno di fuoco si tengono fra le mani Mal maridaa. Ammogliazzato.


i o fra i piedi le donnicciuole per iscal Maridàa. fig. Maritato.
i darsi. Talora è anche di metallo, e in Menestra maridada. Minestra mari
allora si dice italianamente Caldanino tata(Zan. Diz.). Riso e legumi – Pan
o Laveggio o Veggio, e se grande Veg trid maridaa. Pantrito con l'uovo.

- gione, se picciolo Veggiuccio o Veg Maridàss. Maritarsi – Ammogliarsi; con


gino(Meini, ivi). Nell'Alto Milanese tad. Allogarsi al mondo(Gior. agr. IX,
i le montanare usano anche un'altra 287) – Chi si vuol acconciamente ma
si specie di caldamino tutto di ferro e ritare maritisi ai suoi pari. »

col manico a mo' di scaldaletto, e A maridass la donna l'ha semper


questo chiamano Pispòtt. de vess pussee giovena de l'omm. Nei
Marìa. Nome propri fen. usato in parentadi l'uomo dee aver sempre più
ii Fà la Maria. Rigovernar le stoviglie. anni della donna(Fag. Ciapo tut. II, 15).
E fra noi lo dicono specialmente quel Maridass maa. Menardonna di bassa
le donne alle quali tocchi farlo fuor mano. Far casaccia con gente plebea.
- della propria condizione. Tornà a maridass. Rimaritarsi. Riam
Loeugh pij di quatter Marij. V. in mogliarsi. Ritòr donna. -

e Loeugh pij. -
Marin. Ad. di Cavàll, di Vént, ecc. V.
Manegh a la Maria. P. in Mànega. Marinà. Marinare. Conciar marinato.
Maria la loa. Lupaccia. Divoratrice. Marinà. v. dell'A. Mil. . . . Bramare vi
Parì Maria descusida. Essere una vissimamente.
manimorcia. Essere tutta sfatta – Es Marinàa. ad. Marinato.
o sere una margoffa(Zan. Diz.) – Si dice Inguilla marinada. V. in Inguilla.
dai ragazzi per corbellar le Marie: Marinar. Marinajo. Marinaro; e ant. Ma
; Maria – L'acqua la cria – L'acqua la rino. Mariniere. Mariniero – I molti
, scotta - Maria pirotta, o Maria pigotta. marinari formano la Marineria o la
Maria. Ad. d'Erba. V. Marinaresca.
Marià, ecc. Voci contadinesche per Mari A la marinara. Alla marinaresca
dà, ecc. usate anche dal Maggi in più (Caro Straccioni II, 4). Alla marine
luoghi e nominatamente negl'Intermez sca. Marinarescamente. Questo stesso
zi(II, p. 221 e segg.). la marinara che noi usiamo parlando
. Marià la rocca. V. in Rócca. d'uomini, noi diciamo A la mattalò
Mariàscia e Mariàzza. Sin. di Svànzegh. V. se parliamo di fanciulli; e ciò perchè
Mariàsg (Moll a la). V. in Mòlla. siccome le mode del vestir loro ci
Maridà. Maritare in tutti i suoi sensi. venivano altre volte di Francia, così
Besogna maridà ben la prima. La con esse ci venne anche il nome.
prima figliuola ha a mostrar la via L'è tra barchiroeu e marinar. V. in
alle altre(Mach. Op. IX, 161). Barchiroeü.
1, Maridà maa ona tosa. Malmaritare? Parponiment de marinar. V. Par
e comic. Affogare una fanciulla. ponimént.
Tornà a maridà. Rimaritare. Rial Mariné. T. di Cuochi. . . . Fritto lesto
logare. lesto con un'impanatura mista d'erbe.
Vess de maridà. Essere scapolo, nu Fritura mariné. . . . Dal fr. Marine.
bile, libero, smogliato, sciolto. Marinna. Marina. Adree a la marinna.
Maridà. . . . . Al traslato Congiungere Marina marina. Lunghesso la mari
- due oggetti di varia qualità, quanti na. Lungo la riva del mare. Piaggia
tà, forza, o bontà a fine di averne piaggia.
MAR (51 ) MAR
Marinna. Marina. (Strat. Diz. Mar. – Zan. Colombinna. Questo nome franzese di
Diz.). Voci denotanti alla breve tutto Marionett si conserva identico in tutta
Ciò che appartiene al servizio di mare Lombardia; Magattell si volta secondo
ed anche l'Amministrazione e la Mi paesi in altri nomi, per es. a Como
lizia marittima. A noi erano voci ignote in Ciribitt, a . . . in Pupazzi, ecc. ece.
prima del secolo attuale, il cessato Mariòzz. Maritaggio. Matrimonio. Mo
Regno d'Italia facendoci d'una patria gliazzo – met, Miscuglio. Mistura.
coi Veneziani le accomunò anche al Marisch o Marànsc. Mascalcia. Guidale
nostro popolo, sco fig. È per gli uomini quello che
Andà in la marinna. Arrolarsi nella il Guarisch per le bestie.
marina, cioè Entrare al servigio di Marmàja. Bruzzaglia. Marmaglia. Mar
mare, farsi marinaro. Marmaria. maccia. Minutaglia. Schiaz
Coleg de la marinna. Collegio di zamaglia. Gente vile e abbietta.
marina. Scuola nautica istituita in Ve Marmaria menudra. Fanciullaja.
nezia nell'anno 181 o dal cessato Go Marmelàda. Marmellata(Magal.Op. p.259).
verno Italiano. Specie di conserva così detta dal franc.
Marinna. Ad. di Zücca. V. Marmellade o dallo spagn. Mermelada.
Mariòla. Volpacchiona. Abbiamo Marmellate di albicocche,
Mariòlo. Uomo bagnato e cimato. Fur di cedro, di fragole, di gelsomini,
bo. Dirittone – Nei diz. ital. Mariuolo di fior d'arancio, di prugne, di ribes,
ha sig. più tristo che non il nostrale. di viole mammole, ecc. La Marmellata
Mariolón. Dirittaccio. Volpacchione. di cotogne dicesi più propriamente
Marionètt. Marionette(Zan.Diz.). Fantocci Cotognata o Melata.
i quali rendono imagine d'attori sce Marmèll. Ad. di Did. Mignolo.
nici su quei teatrini che da essi trag Marminna. Lojetta(Targ. Viag. I, 258).
gono il nome. Insieme coi Magattej Pellicella verde o lionata o gialliccia
(burattini) sembrano i moderni suc che si genera in sull'acque stagnan
cessori dei Nevpoonaca aya Apuarx dei ti. Talora è ammasso di conferve o
Greci che il Salvini chiamò Neuro di setini, cioè
sparti, de Mobilia ligna nervis alienis Marmìnna che altri dicono Ragninna. v.
d'Orazio, dei Cateniatones mobiles di dell'A. Mil. Erba anitrina. Seta d'acqua.
Petronio e delle Ligneolae hominum Setino(“tosc. – Targ. Diz. Ist. in Con
figurae d'Apulejo. Fra Marionett e ferva rivularis, Conferva bullosa, ecc.).
Magattèll noi facciamo però notabile Marmitta. Pentola. Pignatta. Arnese noto,
distinzione: il primo è uno scheletro così detto fra noi dal franc. Marmitte.
di legno mascherato ogni cui membro Marmitta per Suppéra. V. (na. V.
ha vita per fili quasi che invisibili Marmittìnna. Pentolino – Per Supperinº
da chi per di sopravvia all'arie del Marmitton. Pentolone. Pignattone.
palco scenico gli presta la voce e ne Marmittón. fig. Goffaccio. Buaccio, ed
regola le movenze; il secondo è un anche Pentolone.
tronconcello rivestito nel quale il bu Marmitton. Lavaceci. Lavabroda. Lava
rattinajo ficca tre dita (l'indice nel scodelle. Servo di cucina che attende
capo, il medio e il pollice nelle brac a portar legne, girare arrosti, rigo
cia) per dargli alcun moto alla grossa vernare stoviglie. Dal fr. Marmiton.
e fargli rappresentare qualche scena Màrmo. Marmo; ant. Marmorito e
piazzaiuola, il primo è attor da tea Màrmor. º Marmore, la quale ultima
tri, il secondo da castel di burattini, voce può tornar utile qualche volta
fin anche in senso traslato il primo nella poesia. (in Gatt.
rappresenta la persona di ricapito Alest come on gatt de marmor. V.
data nel fantoccio, il secondo il fan Car Signor de marmor come sii mai
ciullo d' ogni guisa allorchè agisce magher e frecce cativ de tirà in lecc.
come tale. Marionett trae il nome da V. in Signor,
Marion che in Francia è la Servetta De marmor. Marmòreo. Marmorec
di simili teatrini fra noi voltata in cio, Marmorino – Marmoroso.
MA R (52 ) MAR
Marmor de Carara. Marmo di Car Madena, Panera, Mesa, Conca, Libreri
rara o carrarese o carrarino. o Libreddi, Scivedda, Vanuja, Vintule,
Marmor. T. dei Conciat. . . . . . Pietra Panarie, Arbi, Mastra, Erca, Mar
sulla quale si lavorano le pelli. non, Tuller, Albòl, Martora, Pana
Marmorà. Marezzare. Amarezzare. Ama dora, Maidda, ecc. Questa meschina
rizzare, e ant. Marizare. L'Alb. enc. abbondanza di sinonimie potrà mai
registra anche Marmorare come voce essere tolta di mezzo per la lingua
dell'uso per disporre i colori a guisa generale della nazione se i vari paesi
Marmorà. Mormorare. (di marmo. d'Italia non si rassegnano a fare capo
Marmoràa. Amarezzato. ad un solo per istabilire una volta
Carta marmorada. Carta marezzata, colle voci le idee?
amarezzata, amarizzata, marizata. Andà a la marna. . . . . Dicesi cosi
Marmorazion. Mormorazione. di ogni coltello mal fermo nel manico
Marmorin. Pietrajo(“tosc. – Alb. enc. in il quale a ogni menomo tocco s'apra
Lumachella). Marmista. Chi lavora di e serri per così dire da sè.
marmi alla sottile – Ne”diz. ital. dicesi Vess come el pan de la fornera
Marmorino chi lavora il marmo nelle locca, el cerchen in la marma e l'è
cave, in del forna. V. in Fornéra.
Azzal de marmorin. V. in Azzàl. Màrna. Truògolo. Trògolo. Vaso, per
Marmòtta. s. f. Marmotta. Marmotto. lo più quadrangolare, ove si tiene
Topo alpino. Il Mus Marmotta L., il mangiare dei porci.
l'Arctomys Marmotta di altri – Fig. Màrna. T. de'Fabbr. di tabacco. Mastrina.
Boto. Scorzone. Stupidaccio. Musorno. Marnètt. . . . . . Trogoletto nel quale
Marmottimna. Marmottina(Zan. Diz.). La si dà la biada alle bestie da soma ,
marmotta allorchè viene dagli aggi la Biavadora dei Ferraresi.
ratori fatta spettacolo di paese in paese. Marnètt. . . . . Quella parte della man
Fà vedè la marmottinna viva. Mo giatoia che dicesi pure specificamento
strar la marmottina. Mangiadóra e che è vase al mangiare
Quell de la marmottinna. V. in Quèll. delle bestie.
Marmottìnna. . . . . . Specie di veletto Marnètta. Trogoletto. Dimin. di Truògolo.
donnesco. Prendi un fazzoletto o se Mangià o Stà cont el coo in la
vuoi meglio un velo ricamato qua marnetta. fig. Mangiar col capo nel
drato, taglialo in due per la sua Sacco,

schianciana o sia per la diagonale, Marnètta. T. de Fornai. Madiella?


ritaglia l'angolo retto di ciascuno dei Marnètta. T. d'Oref. Madiella. Màdia.
due mezziveli per modo che volga a Marnin. Arcile da riso, biada, miglio, ecc.
tondezza, ed eccoti di che conten Marnin. Trogoletto? I fornaciai chia
tare la tua donna con due marmottine mano così quel po' di vano che è
come usano oggidì(1854). nel loro cavalletto (cavall), in cui sta
Marmottinna. T. de'Parrucch.... Quella l'acqua colla quale imbagnano la terra
scatola in cui ripongono le parrucche già foggiata a mattone nella forma.
per recarle agli avventori; la Boite Marnò. T. de Fornai. Impastatore. Colui
des peruques en ville dei Francesi. che intride, che impasta la farina
Marmottón. fig. Stupidaccio. Magio. Boto. per far il pane.
Marmottònna. Stupidaccia. Marnón. Arcone. Specie di cassone mo
Màrna. Madia. Cassamadia. Mobile no bile, alto, stretto, senza coperchio,
tissimo nel quale s'intride la farina col solo dossale assai alto, e colle
per fare il pane. Come già dissi nel fiancate smussate da cima, nel quale si
mio Saggio di Vocabolario mantovano, ripongono i cereali, le biade, ecc. di
questo mobile in Toscana si chiama an vendita ricorrente ad ogni momento.
che volgarmente Arca e Arcile e Ma Pientamn. Piante – Travers. Regoli =
stra per quanto si rileva dal Diz, del Denanz. Davanti – Dedree. Dietro.
Zanobetti – Nei vari paesi d'Italia è Marnón. Farinajo. Quell'arcone in cui i
detta altresì Matra, Matera, Spartura, mugnai ripongono le farine.
MAR (53 ) MAR
Marnón. T. de'Fab. d'amido..... Tro Perà i maron di olter. fig. Ripescar
golone da amido. - le secchie. Rimediare ai mali fatti dagli
Marnón. v. br.... Nome generico delle altri. I olter fan i maron e mi me
blatte dei naturalisti, e spec di quella tocca a pelaj. Gli altri gettano la sec
che noi in città nominiamo Bordòcch.V. chia nel pozzo, e a me tocca ripescarla.
Màro. Maro. Erba gatta. Quell'erba che Trovà el maron. fig. Veder dove la
Linneo chiama Teucrium Maro. lepre giace. Veder dove giace Nocco.
Maròcca. Marame. Sceltume. La parte Marón. T. de'Confet. . . . . Dolce così
più cattiva di checchessia. detto dalla sua figura; e talora anche
Maròcca. Ad. d'Èrba. V. il vero Marrone candito, o candito
Marocchin. Marrocchino. Sp. di cuoio fine. secco o inzuccherato o a caramella o
Marocchinàa. . . . . . Ridotto a figura in camicia.
di marrocchino. Marón. fig. Marrone. Scerpellone. Cerpel
Marocchinàda. Ad. di Càrta. V. lone. Strafalcione. Farfallone. Scom
Marògna. V. Morògna. piscione. Fà on gran maron o on ma
Marogna de scepp. V. in Scèpp. ron gross. Fare un sacco. Far un mar
Marón. Marrone. Albero notissimo che è rone arcimajuscolo.
la Castanea vesca di Tournefort, e il Marón. Ad. di Colór. Tane. Monachino –
Fagus castaneaL. – V. anche Castègna. On vestii de color maron. Un abito
Maron crodell. Marrone cascaticcio di color monachino.
o caschereccio(Targ. Toz. Diz. in Ca Maronà. V. Giugà al mont in Mónt.
stanea vesca sativa praecor). Marroni Maronà. fig. Fare un marrone.
di casco(Gior. agr. VI, 288). Specie di Maronàda.... Una scorpacciata di caldar
marrone precoce, caduco, non ser roste,

batojo – V. anche in Castègna. Maronàda. T. di Giuoco. V. in Mónt.


Maron d'ensed. Marrone domestico Maronée. Bruciatajo. Caldarrostajo. Que
(Targ. Diz. in Castanea vesca sativa gli che fa cuocere e vende le casta
echino mediae magnitudinis). gne – Il Castagnajo è il coltivatore
Maron de Venegonn. . . . . I Mar delle castagne, che le raccoglie e le
ron grossi di seme trovansi special cura. – In qualche parte di Toscana
mente nel territorio di Venegonno, conviene dire che si dica anche Mar
paese lontano un quindici miglia circa ronajo leggendosi nel Diz. di Zanob.
al nord-ouest da Milano, e sono la Ca Maronéra. ... La moglie del bruciatajo,
stanea vesca sativa major maturior, o la donna che fa professione di ven
cioè il Marron di ricciaja(Targ.) e la dere caldarroste.
Castanea vesca sativa echino majori Maronerin. Dim. e vezzeg di Maro
del Micheli. Maronerinna. º née e Maronéra. V.
Maron salvadegh. Marrone salvatico Maronìn e per lo più al pl. Maronitt o
o brandigliano nero o lavorino(Targ. Maronscìtt. Bruciatelle(“tosc. – Rime
Diz. in Castanea vesca sylvestris). poet. pis). I semi piccini del marro
Maron tardiv. Marrone serotino. La ne, i marron piccini arrostiti.
Castanea vesca sativa echino serotino Maronscèll. v. cont. br. . . . . . Pianti
del Micheli. cella di castagno da marroni. – Nei
Marón. Marrone. Il seme del marrone diz. ital. Marroncello è registrato sol
che si mangia o lesso, o arrostito, o tanto in significato di picciola mazza.
affumato, o candito, e della cui fa Maronscitt. V. in Maronin.
rina si fanno dolci, biscottini e per Maròss Senseria.
fin cioccolatte secondo gli usi e i ca Avè la soa stecca de maross. V. in
pricci de vari paesi. Stècca.
Desquattassel maron. fig. Struggersi De maross o De sora maross. Sopra
la neve e apparire lo stronzolo. il mercato(Varchi Senec. Benef. p. 82).
Maron a less. Ballotta. Succiola. Per giunta. Per soprappiù. Giunta.
Ballotto(“pratese). Baloccio(“aretino). De sora maross. ironic. Per ristoro.
Maron a rost. Bruciata. Caldarrosta. Marossà. . . . . Fare il sensale.
MAR (54 ) MAR
Marossée. Sensale. Cozzone. Noi abbia Marscètt. Sapore di marciolino, Lastri Op.
mo comune questa voce co Piemon II, 29).
tesi i quali pure dicono Marosseur, Savè de marscett. . . . . Dicesi del
unendovi però l'idea di sensale che vino allorchè manda odore di putre
fa fare cattivi contratti. Dallo spag. dine perchè stato in botti marcide.
Marrozero – V. anche in Sensàl. Vessegh anmò on quaj marscett.
Marossee de cavaj. Cozzone. Restarvi qualche legno torto fig., cioè
Marossee de matrimoni. Paraninfo. i qualche mal umore(Machiav. Op. VII,
Sensale di matrimonj. 155). -

Marossee de tosann. Mezzano. Ruf Marscètt per Bruseghin sig. 2.” V.


fiano. Lenone. Marscètt e per lo più al plur. Marscitt.
Marosséra. Sensala(Nelli Serve al forno . . . . . . Quelle parti nell'arenaria
I, 1 r). -
(molera) che lasciano travedere i seni
Marossera de matrimoni. Matrimo di tante pietruzze tufacee, ecc.; ed
niaja. Paraninfa. è una specie di marcio(marsciura) li
Marossera di bajla. . . . . . Le più mitato a punti isolati in forma per
volte levatrice che fa professione di lo più ovoidea.
trovar balie ai neonati. Marscètt. ad. Fracidiccio.
Marossera di serv. Acconciatrice di Marscì. Marcire. Fracidare. Putridire.
fanti? Vedi in Sèrva. Putrefare. Putrefarsi. Ammarcire. Im
Màrsc. s. m. Golpe. V. Marscètt, marcire. Infracidire. Infracidare. Im
Màrsc. ad. Marcio – Marcioso – Mar putridire.
cito – Màrcido. Fà marsci de la rabbia o Fà marscì
De dent gh'è el marsc o la man el fidegh o el polmon. V. in Ràbbia.
gagna. Dentro è chi la pesta. Suol Marscì in preson. V. in Preson.
dirsi di chi ha bella o lieta cera, a On sit de marscigh denter. Un mar
cui però noi sappiamo non corrispon citojo(Zan. Diz.).
dere l'interno. - -
Màrscia. Marcia. Pus.
Frut marsc. Frutto ammezzito, Fà marscia. Mandar marcia.
Gh'è del marsc in quell'afare. Quel Marsciàgol s. m. sch. Merciajuolo.
l'affare non è liscio. Marsciàgol. ad. Marcio. V. Mastrànsc.
Vessegh dent el marsc. Esserci il suo Marscida. s. f che anche dicesi Praa
º
tarlo(*tosc. – Meini in Tomas. Sin. de marscida o Praa marscitori. . . . .
a Tarlo). Esserci colpa. Esserci del Prato a lati (al) inclinati sul quale,
marcio. Non esser liscia. volendolo, si fa scorrere ad arte ogni
Vessegh marsc dent o Vessegh dent di un velo d'acqua continua anche nel
marsc. Averla minuta di checchessia(Al l'invernata, per lo che risulta ader
legri 123). Averne sperienza squisita. bato sempre, e somministra precoce,
Màrsc. Impolminato. Più bolso d'una pera e in maggiori e più ripetute quan
mezza. Più malsano d'una pera fracida. tità di quello che non s'abbia dai
L'è marsc del tutt affacc. Egli è fra prati ordinari, il pascolo per gli ar
diciotto a diciannove cioè fradicio, menti. Alcuni vogliono che Marsciala
marcio, di mala salute(Monos. p. 424). sia corruzione di Marzita, cioè prato
Sù marsc ché april el ven... . Di il cui frutto matura precoce col sol
cesi sch. a chi sornacchia e scatarra. di marzo, ma il ch. avvocato mila
Màrsc. Sviscerato. Sfegatato. Per es. Al lanese Domenico Berra, in una bella
gerin marsc. Sviscerato o Svisceratis dissertazione sulle marcite che inserì
simo degli Algerini. negli Annali d'agricoltura del cav.
Màrsc. Ad. di Làtt. V. Re (agosto 1811), distrugge questa falsa
Màrsc(con a contrattissima). Vattene. Suv etimologia con ottime ragioni, ed io
via. Dal francese Marche. aggiungerò che le malsane esalazioni
Marscètt o Marcètt o Màrsc o Màrc. di tali prati parlano abbastanza ehiaro
Volpe. Golpe. Malattia contagiosa del a favor del nome Marcita e contro
grano, diversa dal Negrán. V. quello di Marzila. aº se
MAR ( 55 ) MAR
Marscida de ris. V. Riséra. Fà de Marta e Madalenna. Far come
Marscii. Marcito. Putrefatto. il Podestà di Sinigaglia. Comandare
Marsciön che in campagna dicono Inde e fare da sè.
gnàa. Inpolminato. Fràdicio. V. anche Giugà a Marta. . . . . . Specie di
in Màrsc. -

giuoco che si fa da due fanciulli, un


Marsción. Fitta. Terreno marcio che de quali si finge Marta, e l'altro il
sfonda e non regge al piede. Diavolo, e dicendo certe lor filastroc
Marsciòn. V. in Cavalér. che, si vanno battendo spietatamente
Marsciònna. Impolminata. Fradicia. e cambiando uffizio secondo le com
Marscitt. V. in Marscètt sig. 4.” binazioni. - - - - - -

Marsciùra. Marcia. Marciume. Se po'minga fà de Marta e Mada


Marsciùra. Pietra morta(“tosc. – Targ. lenna tutt'a on bott, che anche diciamo
Viag. III, 459, V, 28o, e passim.). Are Se po'minga cantà e portà la cros. Non
maria di grana finissima carica di mica si può far due cose a un tratto(*tosc. –
argentina, di color bruno, di strut Meini in Tomas. Sin. a Tutt'a un tratto).
tura laminare, disposta in foglie sot Non si può cantare e portar la croce.
tili e divisibili con somma facilità, Non si può dormire e far la guardia.
pochissimo coerente, e polverizzabile Non si può soffiare col boccone in bocca.
fra le dita – I cavatori chiamano Non si può bere e zufolare. Non si
Marsciura anche una specie di fanghi può strigliare e tener la mula. Non si
glia amorfa traente all'argilla e di può portar la croce e sonar la cam
vari colori, poco dissimile dalla sa pana. Non si può somare e ballare.
vonetta (V.), di cui però non ha la Intanto che s'è al bosco e non si può
tenacità, e che trovasi interposta fra esser sull'aja. Due mestieri a un tratto
strato e strato nelle cave dell'arenaria. mal si possono fare, nel medesimo
Marsinàscia. Abitaccio. Guarnaccaccia, negozio non si possono fare due parti;
Marsinètta. . . . . . Abitino, guarnac risposte che suol dare chi si vede
chetta, picciola marsina. affidate più incumbenze a un tratto.
Marsinin. Abitino. Vestituccio. Vestitino. Toccà a fà de Marta e Madalenna.
Dim. di Abito. -,
Dover sonare e ballare. Vi sopra,
Marsinin per Sgiacché. V. Martedi che in contado dicono anche
Marsinna. Marsina(Magal. let: ottava sui Mardi. Martedì, e antic. Martidì.
buccheri). Abito. Veste. Lunedì è nassuu Gianin, Martedì
Coll. Scollatura = Patelett. Pettine – gh'han daa el tettin, ecc. V. in Lunedì.
Quart. Quarti – Fold. Falde. Martedì grass. Martedì grasso per
Dona marsinna fa-foeura on gippon. berlingaccio(Doni Zucca p. 24).
fig. Fare d'una lancia un zipolo o Martedì sant. Martedì santo.
un punteruolo. V. anche in Antonin. Martelètt. Martelletto. Martellino.
Fass minga tirà per la marsinna. Martelètt. T. de' Caciai. . . . . . Specie
fig. Non si fare stracciar i panni. di martellina di ferro di forma par
Vale non si far pregar troppo. ticolare la quale ha per manico una
Marsinón. Abitone(Fag. Rime II, 254 e l.). doccia o sgorbia. Colle bocche di essa
Vestone. Veste grande. i pratici martellano le forme del ca
Marsinón. ſig. Zazzerone. Uomo che va cio lodigiano per conoscerne dal suono
all'antica. i pregi ei difetti, col manico le tentano
Marsinón. V. in Saltamartin, per assaggiarle. Quando la sgorbia del
Marsinòtt. . . . . . Guarnaccotto. manico è da sè dicesi più propria
Marsùppi.. . . Gran quantità, gran mente Tassèll. V. – Se ne può vedere
mucchio di roba. la figura nel Caseificio del Cattaneo.
Marsùppi. Postema. Peculio. Lo stesso Martelètt. T. di Strum. Salterello. Nome
che Mórt fig. V. – Quasi dal Marsu di quei legnetti che mossi dai tasti
pium de Latini o dal greco Mapovrov. vanno a battere sulle corde di un
Marsuppi. fig. Pillola. pianforte. Qualcuno fra noi li chiama
Marta. Marta. Nome proprio. anche Biscol o Saltarej,
MAR (56 ) MAR
Martelètt. Martellino? Martello di ferro | dai mazzi lo dicevano Martell di mazz;
che s'usa per assicurare nel pianforti i marinai secondo lo Stratico (Diz.
i bischerini a cui sono ferme le corde. mar.) lo dicono Martello da tromba.
Martelètta. Mirto. Mortella. Mortine. Martell de foeugh. Martello da fu
Mortina. Mortino. Erba odorosa e sem cina. I fabbriferrai chiamano così il
pre verde; il Mrrtus communisL. – martello simile a quello da banco ma
Mortella doppia (Myrtus latifolia) – più grosso col quale battono il ferro
Mortellina o Mortella di foglia pic sull'incudine. I Francesi lo dicono
cola(Myrtus minor vulgaris). Marteau à main.
Martelètta abus. per Martèll(bosso). P. Martell de la penera. Martello di
Martèll. Martello. Strumento notissimo. penna. Quello a punta stiacciata d'ambe
Veggansi anche le voci Màj, Martellin le parti, è usato molto da calderottai.
ma, Màzza, Mazzètta, ecc. – Consta di Martell de legn. Mazzapicchio. –
Pian. Bocca (la quale se è tondeggiante - Pillone. – Mazzeranga.
dicesi propriamente Balla. Bocca, se piatta Martell de legnamee. Martello da
Pian. Testa ) = Penera. Penna (la quale legnajuolo(Baldin. Voc. Dis.). Martello
se è grossetta dicesi Penera Penna, se tagliente a dente(Strat Diz, Mar.). Quello di
Taj. Taglio, se con un po' di filo ribadito On corpo quadrangolare e colla penna
gia. Ugnella? se biforcata Gamber. Granchio)= a granchio ripiegato.
(Eucc. Occhio nel quale si ficca il Manegh. Martell del mantes. T. degli Scul
Manico. - -
tori. . . . Nelle officine scultorie di
Martell a balla. Martello a pancia. - cono così il Martello da fucina.
Quello che ha testate assai tonde. È Martell de menescalch. Martello da
molto usato dagli ottonai. maniscalco. Simiglia al Martell de
Martella dò ball. Martello a bocche foeugh di cui addietro, ed è il Ferre
tonde (Diz. art.). Quello con bocche tier dei Francesi.
tonde e curve infuori nel verso del Martell de minador. Martello di
rame. È usato per evitare le accensioni.
manico per uso di centinare e curvare
i metalli a caldo. Anche il Martell de Martell de molin. . . . . Specie di
sciavattin è simile a questo. ferrareccia.
Martell a ranz. Lo stesso che Mar Martell de pianà(in genere). Mar
tell de praa. V. più innanzi. tello piano o da appianare(“fior. –
Martell de banch. Martello da banco. Cell.). Martello di corpo tondo dati
Martello di mezzana grossezza che ha rar le piastre o lamine di metallo, ha
sempre penna intiera, non mai a gran le testate piatte che perciò diconsi
chio. È il Marteau d'établi dei Franc. non penne o bocche, ma teste.
Martell de bicornia. Martello da bi Martell de pianà(in ispecie). Corto
cornia. È il minore di quelli da fucina la Martello da spianare. Martello li
scio con due coste e colla bocca tonda
detto Marteau à bigorner dai Franc.
Martell de borà. T. d'Otton. . . . . da spianare il rame,
Maglio di legno con una delle sue boc Martell de piccozz. V, Mazzoeü.
che piana e l'altra affusolata con ci Martell de ponta. Martello a punta
mossa sopravi per imprimere gli stam (“tosc. – Diz. artig.). Quello da rom
pi nei lavori d'ottone. per sassi e muri e da ficcar forte le
Martell de dò pont. Picchierello. teste de chiodi nel legno.
Martello d'acciaio che in luogo di Martell de praa. Martello di penna?
bocca e penna ha due punte a mo di Quello che ha ambe le testate a ta
subbi per picchiettare le pietre dure. glio e col quale i falciatori fanno la
Martell de ferr... Martello non molto strada al filo delle falci da segare.
grande, così detto per avere anche il V. anche Incusgenin.
manico di ferro. Ha due granchi, l'uno Martell de rebatt. Ribaditoio. Mar
opposto alla bocca, l'altro allo stre tello da ribadire. Martello grosso da
mo del manico. I nostri stampatori banco a penna acciajata per uso di
quando lo usavano a cavar le bullette ribadire. È il Rivoir dei Francesi.
MAR (57) MAR
Martell de cavà. Martello da met Stà a botta de martell o Stà a mar
tere in fondo(Bald. Voc. Dis.). È as tell. pos. e ſig. Tenersi al martello.
sai grosso nel mezzo e sottile verso Reggere a martello. Stare a martello.
le due penne; serve a picchiar nelle Reggere, esser giusto.
parti concave dei lavori. Tiraa a martell. V. in Tiràa.
Martell de penera. Martello a penna Tirador de martell. V. in Tirador.
(poco curvante). Martèll per Martellinna. V.
Martell de penera grossa. Martello Martèll. s. m. Bòssolo. Bosso. Pianta no
a penna grossa(volge crudo e largo). tissima che è il Burus semper virensL.
Martell de penera mezz tond. Mar Martellà. Martellare.
tello a penna mezza tonda(Bald. Voc. Martellà. v. cont. . . . Rimettere in ta
Dis.). glio segoli, falci e simili.
Martell de penera scantonada. Mar Martellà. T. de Mugnai. . . . Rimettere
tello a penna scantonata. in taglio la macine colla martellina da
Martell de penera tonda. Martello mulino.
a penna tonda. Martellàa. Martellato.
Martell de dò pener. Martello a due Martellada. Martellata.
penne. Martelladinna. Leggier martellata.
Martell de dò test. Martello a due Martellàsc. Martellaccio(Nei diz. è regist.
bocche. soltanto nel senso fig.; ma questo
Martell de sciavattin. V. più addie ultimo esige a forza anche il positivo).
tro in Martell a dò ball. Martellètt. V. Martelètt.
Martell de spianà. Martello da bat Martellinna. Martellina. Piccozza. Mar
tere a mazzetta(Bald. Voc. Dis.). Quello tello da muratori che da una parte
da stendere la piastra nel lavorar ha la bocca, dall'altra il taglio.
figure o vasi di metallo. Martellinna. Beccastrino. Piccone a lin
Martell de tass. Martello da tasso gua di botta. Sp. di martello che ha
(Bald. Voc. Dis. ). una testata a bocca quadra e piana,
Martell de testa piatta. T. d'Oref. e l'altra a cucchiaia tagliente. Se ne
Martello a bocca dolce(“fior.). È poco servono i ciottolatori di strade(risciaei),
curvante. i pavimentai(solin), ecc.
Martell de tirà. Martello da tirare Martellinna. v. cont. br. per Martelètta. V.
(Bald. Voc. Dis.). Ha penna schiacciata Martellinna de dò pont. T. degli Scul
e nella estremità mezza tonda. tori. Picchierello. Martello d'acciaio
Martell di mazz. T. di Stamp. Cava con due punte a mo' di subbie.
bullette. Strumento di ferro rifesso in Martellinna de molin. Martellina da mu
una testata, ad uso di cavar bullette. lini. Sp. di ferrareccia.
Martell d'incusgen. Martello terzo Martellin. Martellone.
o terzetto. Martello grosso da ma Marter. V. Martir.
gnani. Màrter. Martora. Marforo. La Mustela
Martell grand. Mazzetta. MartesL.
Martell in di orecc. . . . Picchio, Màrter. T. de Pellicc. Martora. Marto
martello nelle orecchie. ro. La pelle del martoro.
Martell per impellizzà. Martello da Màrter gibilin. Zibellino. La Mustela
impiallacciature. Ha l'ugna piatta. zibellinaL. Noi però non conosciamo
Giugà a campanna e martell. . . . questo animale, ma usiamo la voce
Spezie di giuoco fanciullesco il quale per indicarne la pelle che anche in
si eseguisce con atti imitanti il fare di ital. dicesi Zibellino.
chi suona a martello in sulle campane. Martin. Martino. Nome proprio d'uomo
Lavorà a martell. T. d'Argent. Ore usato nei dettati seguenti:
fici, ecc. Lavorar di piastra. Condurre Fà san Martin. Lasciare il podere
i lavori non a getto, ma per forza (Cr. in Podere) – Sgomberare. È lo
di martello. stesso presso i foresi che il Fà san
Sonà campanna e martell. V. in Sonà. Michee (V.) di città.
P ol. III. 8
MAR (58 ) MAR
Giugà a martin bè. . . . . . Specie Mazzapicchio Maglio – . . . . Guide
di giuoco. Scelto uno della brigata (legni che servono di guida al maglio perchè
e messo in mezzo cogli occhi bendati, cada a piombo sulla testata del palo) = . . . .
uno de giocatori gli va alle orec Verginelle (gli speroni laterali alle guide).
chie e gli dice Martin bé, dandogli Martin a cord. Berta a nodo(“tosc.).
una leggier manatella sulle spalle; il La Sonnette di tiraude dei Francesi.
bendato deve riconoscere al suono Martin a argen. Berta a scatto. La
della voce chi lo colpì, e nominarlo; Sonnette di declic dei Francesi.
se ben si appone, si sbenda, e il Martin grand. Castello. Gatto.
nominato va in mezzo in luogo suo; | Martin. Ad. di Capèll. V.
se no, il bendato si rimane paziente | Martinèll. v. cont. br. V. sotto.
fino a che non riconosca chi lo col- Martinètt o Martinèll o Martinin, e al
pisce, e così continua il giuoco a pia pl. Martinitt. Vespa terragnola(Targ.
cimento – I Francesi chiamano Mar Viag. I, 88). Vespa comune o minore.
tin bee i montoni belanti; e di qui La Vespa vulgaris L. che fa il nido
forse il nome a questo nostro giuoco. in terra. È il francese Frelon.
L'estaa de san Martin. V. in Estàa. Martinètt, e al pl. Martinitt o Martin.
Martin bon stomegh. . . . . . Così Gli Orfanelli. Gli Orfanetti. Gli orº
chiamasi un tale che le mandi giù age fani. Gli Orfanini. Fra noi sono così
volmente, che non si curi punto dei detti quei fanciulli rimasti orfani di
rimproveri nè dei dispiaceri, ed an padre e di madre o anche soltanto
che talvolta uno che non sia gran orfani di padre che vengono allog
che dilicato nella scelta dei cibi, ed giati, nodriti, vestiti, istruiti fino alla
al quale ogni cosa si confaccia. maggior età nel Luogo pio detto Or.
Martin fescee. Lo stesso che Fesción.fr, fanotrofio maschil civile. Trassero il
Martin pescò o piapess, V. nella nome dal convento e dalla chiesa di
sede alfabetica, San Martino de Somaschi in Porta
Martin secch. V. in Pér. Nuova(ora palazzo Traversi) ove fu
Martin taccogn. Lamentone. Lamenta rono in origine allogati, e lo riten
tore. Brontolone. Bufonchino. Uno che gono tuttavia ancorchè oggidì trovinsi
apporrebbe alla babà. Uno che si la a San Pietro in Gessate a Porta Tosa.
gni sempre e di tutto – Il Balestrieri, Ai nostri Martinitt corrispondono al
parlando delle rime de Petrarchisti, tresì precisamente gli Abbandonati di
disse con brio e verità Firenze, ma questa voce locale sa
Hin pienn sti rimm d'amor de guaj, de rogn, rebbe troppo ambigua versione della
E hin sti poetta tanc martin taccogm. voce nostrale, e a volerne veder il
Per on pont Martin l'ha persla cap vero osservisi il secondo testo che
pa, Per un punto Martin perse la cappa adduce la Crusca in Orfano.
Rivà el sò san Martin, fig.... Arriva- | Martingàlla. . . . . . . Metodo di giuoco
re il momento d'aver a pentirsi del consistente nel raddoppiare di conti
mal operato, o del cessare i vantaggi nuo e progressivamente la propria
che si godono di presente; tolta la me posta, in fino a che s'arrivi una qual
taf dallo sgomberare(fà san Martin). che volta a vincerla.
Martin per Martinètt. V. Martingàlla. Camarra. Striscia di cuoio
Martin, s. m. gergo . . . Coltello. che da un capo si ferma nella cigna
Martin. s. m. gergo. . . . . Fiasco. di sotto(sottpanza) del cavallo, e dal
Martin, s. m. Berta. Battipalo. Macchina l'altro nella museruola, per tenerlo in
per affondare i pali nel palafittare. Ha collo e non lasciargli dimenare ma
Castell, Castello(intelaiatura della berta) lamente la testa – Dal fr. o dall'ingl.
E , , , , , . Cosciali(ritti e traverse co Martingale – Nei diz. ital. Martingala
stituenti il castello) = . . . . . Candela è registrata soltanto nel significato
(guida di ferro il cui fine poggia al palo d'una certa foggia di calze all'antica.
ne) = . . . . . Calcese(specie di mazza Martingalla do colanna, Camarra da
prei) = Martin Pestone, Ceppo. Gatto, collana ?
MAR (59 ) MAR
Martingalla doppia a forcella. Ca Martiri. Martirio. Martire, Martiro. Mar
marra addoppiata e biforcata. toro. Martorio; ant. Martidio. -

Martingàlla.T. de'Carroz.... Ne cignoni Martirizzà, Martirizzare. Martoriare; ant,


è quella parte che li tiene in collo. Martidiare. Martorizzare. Martirare,
Fibbion a martingalla.... Fibbione Marturiare.
a eSSe, Martirizzàa, Martirizzato,
Martinin. V. Martinètt(vespa). Martirizzamént. Martoriamento. Marti
Martinin. V. in Saltamartin. rizzamento,
Martinitt (Loeugh pii di), V. in Martinètt Martólfa. gergo. Lo stesso che Mèlla, V.
sig. 2.” - Màrtor per Màrter o Màrtir. V.
Martinna. gergo. Lo stesso che Mèlla. V. Màrtor nel contado e fra i pellicciai in
Martinén. V. in Saltamartin. città per Foin. V.
Martin6n. gergo. Boccalaccio di vino Màrtor. Martora. La Mustela MartesL, e
(Fir. Cap. in lode della Sete). la pelliccia che se ne trae,
Martin-pescò e in varie parti del conta Martor de Francia. . . . . È così
do Martin piscòv o Martin piapèss o chiamata la pelliccia di faina tinta.
Merla acquiroeü. Santamaria. Uccello Martor de Svezzia. . . . Pelliccia di
santamaria; dott. Ispida; secondo il martora di monte.
Gerini e l'Olina Uccello pescatore. L'Al Martor de Vienna. . . . . Pelliccia
cedo hispidaL uccello notissimo, detto di gatto nero d'Olanda.
anche dai Provenz. Martin-pescaret, Martor del Canadà. . . . . Pelliccia
dai Francesi Martinet-pécheur e dai di martora d'America,
Bosinchi in Sardegna Puzone de santu Martor gibilin. Pelle zibellina. Zi
Martinu. In Firenze è detto Piombino, bellino, Pelliccia tratta dal zibellino,
a Roma Uccello della Madonna, e in Martorèsc. Un povero zavali. – Un buon
Garfagnana Uccel bel verde. In Toscana, pastricciano. -

per quanto dice l'Alb. enc., ne vanno Martorèll e Màrtor. . . . . Nell'A. Mil.
a caccia il giorno di santa Maria(donde molti chiamano così impropriamente
il nome), e presolo lo appiccano ai la faina(V. Foìn); nel Basso Mil. molti
palchi delle stanze per anemometro, pure impropriamente danno questo
dicendo che contrassegna spirare il nome allo scoiattolo(V. Sghiràtt, Lar
vento da quella banda dove volge il diroeü, Fusètta, Fusèlla).
petto. Fra noi si mette nelle guarda Martorell de Polonia. . . . Pelliccia
robe a difesa dalle tarme. Il Pulci e di pel nero tratta della puzzola(mu
con esso i diz. ital. fanno due uccelli stela putoriusL) che alcuni del nostro
di questo Uccelsantamaria e del Piom contado dicono Lardiroeu.
bino, ma il Savi nella sua Ornitolo Martorell de Russia biond.,.. Pellic
gia ne li restituisce ente unico sotto cia così detta Calanca gialla di Russia,
i due nomi, de quali fa il primo to Martorell d'India. .. . Pelliccia cosi
scano in genere, ed il secondo fio detta gola d'oca d'India che è tratta
rentino esclusivamente. dal penguino.
Martin-piapèss. Lo stesso che Martin Martorell d'India natural. . . . Pel
pescó. V. liccia tratta dai visoni e peſtan.
Martin-sècch. V. in Pér. Martorèll. Martorello. Meschinello.
Màrtir e Màrter. Martire, antic. Martore. Martorèlla, Martorella. Meschinella,
Martir o Marter o Martor del dia Martoròtt che anche dicesi Pover marto
vol o del Ciappin. V. in Diàvol. rott o Pover marter. Un povero zavali,
On pover martir. Un povero zavali, Vale persona da non farne conto.
Pazienza de martir. V. in Pazienza. Martùff e Martùffol. Martore, Babbuac
Pover marter! Poveraccio! cio. Zavali. V. Badée.
Reginna martirom ma minga con Marù e Marùd. V, cont. per Madùr. V.
fessorom. V. in Reginna. Marùbi. Marrobbio. Erba nota,
Màrtira. Martira. Ona povera martira. Marudà. )
Meschinaccia. Poveraccia, Maruvà. voci contad. per Madurà, V.
-
MAR (6o) MAS
Maruvisia. v. contad. Maturezza. Marzé. Verso il Lodigiano chiamano così
Màrz.Marzo. Il terzo mese dell'anno civile. il nostro Màrc o Màrsc o Marscètt nei
La Madonna de marz. La Nunziata. grani. V.
Marz acquos bon domà per i spos. Marzellìnna. . . . . Sp. di stoffa di seta
Marzo molle lin per le donne(Monos. da noi così detta con voce dataci dai
p. 579 – Tan. Econ. pag. 558). Lionesi(Marceline).
Marz fioeu d'ona baltrocca. Marzo Marzèngh. Ad. di Formént. V.
non ha un dì come l'altro (“tosc. – Lastri Marziroeu. Marzolino. Marzuolo. Marza
Prov. V, 254). Nel marzo un sole e juolo. Aggiunto di ciò che si semina,
un guazzo(id. ivi). Se marzo non mar di ciò che si fabbrica, e di ciò che
zeggia (o coi Lucchesi non verdeggia), nasce nel mese di marzo. Il Gagliardo
april mal pensa. Marzo mala fede cita i lombardesimi di Marzasco e
quando piange e quando ride (Monos.). Marzengo, e i Diz. venuti dopo di lui
Prov. denotante l'instabilità della tem fecero accoglienza a quelle voci con
peratura che d'ordinario s'osserva troppa indulgenza mi pare. Cita anche
nel marzo. Marzatico, e questa sarebbe voce di
Marz marzott l'è inguaa el dì e la miglior conio ancorchè non necessaria.
nott. Marzo, disse Dante, è Chi mazza i marziroeu (pures) mazza
- - quella parte del giovinetto anno
- -- la mader e poeu i fioeu. . . . . Chi
Che il sole i crin sotto l'aquario tempra, non si vuol trovare pulcioso all'estate
E gia le notti al mezzo di sen vanno. sia sollecito a disfarsi di quelle pulci
In marzo è pari la durata della notte che appariscono novelline in prima
e del giorno. Marziroeù. Ad. di Lin. V. (vera.
Marz polverent, April col piovent, Marzòcca. Baggea. Babbea.
Mag in stagion segra e formenton, o Marzoccàda. Scempiata. V. in Cilappàda.
vero Marz succ vilan ricch, o vero Marzoccaria. Babbuaggine. Dabbenaggine.
Marz polverent segra e forment. Quan Marzòcch. Marzocco. Allocco. V. Badée.
do marzo va secco il gran fa cesto Marzocchètt. Marzocchino.
e il lin capecchio(*tosc. – Last. Prov. Marzoccòn. Alloccone. Babbaccione. Bab
V, 254 – Monos. p. 579 – Tan. Marzòtt. V. in Màrz. (bione.
Econ. pag. 558). Marzo arido, aprile Masarà che anche dicesi Mett in maser.
umido (Monos. p. 579 – Tan. Econ. Macerare.

pag. 558). Così vorrebbero essere Masaràa. Immollato. In macero.


questi due mesi a bene dell'agricol Masaraa come on fonsg. Tutto fra
tore. Marzo asciutto gran per tutto – dicio(Caro Let. ined. I, 15.) Tutto mol
1n qualche parte del contado invece, le. Molle per in fino alla camicia.
come nell'A. M., dicono Genar pol Masaramént. Immollamento. Macero.
verent segra e forment i cui equiva Masaràss. Immollarsi.
lenti toscani veggansi in Genàr. Masaron. l Impalpo(“fior.) Quell'empia
Tredesin de marz. V. Tredesin. Masaròtt. ) stro che si fa stendendo so
Venerdì de marz. V. in Venerdì. pra un pannolino del pane e del latte
Vent de marz. V. in Vént. o simili, per applicarlo a qualche
Marzamin e Marzaminna. V. in Ùga. parte del corpo dove si voglia ecci
Marzapàn. Marzapane – I Toscani nomi tare suppurazione o scioglimento di
nano i Marzapani di Siena, di Subia umori dannosi – I medici direbbero
co, reali, ecc.; e i Marzapanetti alla Cataplasma o Empiastro o Emolliente.
vicentina. Altri conoscono i Marzapani Masaròtt. Umidaccio,
alla portoghese: i Marzapani di cedro, Mas'c. s. m. Maschio.
i Marzapani di cioccolata, i Marza Menà i besti al mas'c. Menar le be
pani di lamponi Gher. Enc.), ecc. stie a guadagno o alla monta. Dare il
Bon come el marzapan. Lo stesso maschio alle bestie. Ammettere il ca
che Bon come el bon pan. V, in Pàn. vallo, l'asino, il toro, ecc.
Impanaa de marzapan. Immarzapa Mas c. s. m. Maschio, e secondo la pro
nato Zanob. Diz.). nunzia fiorentina Mastio. Nelle arti
MAS (61 ) MAS
Ogni parte di lavoro che regga infilata Mascarizz. T. de'Pellat. Maschereccio.
in altra parte detta femmina. Cojame concio in allume.
Mas c. s. m. T. de'Fab. e Carroz. Maschio, Mascarón per Testòn (maschera). V.
e alla fior. Mastio. Grossa chiavarda Mascarón Mascherone. Testa maccianghe
di ferro che unisce la partita davanti ra e le più volte deforme che si mette
del carro delle carrozze col carrino per ornamento capriccioso nei serra
trapassando il traversone d'essa par gli degli archi, nelle fontane, ecc. ecc.
tita ed entrando nel guscio della sala Gusto curioso che invase dal 15oo al
del carrino, e per la sala stessa, ed ivi 17oo ogni genere di lavori in cui en
sotto assicurandosi con caviglie o da trasse disegno.
di, ecc. Le sue parti sono Mascaròn. Mascherone? None di quelle
Testa o Balla. Capocchia? = Mas'c. due carte del giuoco di cucù figurato
Mastio = Spinna. Spina? o Vermen. nelle quali è dipinto il mascherone.
Vite = e talora Capellett (ferro a mo' di Mascarón. Mascherizzo. Macchia. Lividura.
fungo che copre la capocchia) - . . = e Canon. Mascarón. Viso abbruciato o incotto o
-... (per le carreggiate a tre quarti di volta). fegatoso. -

Mas'c. s. m. Linguetta. Mascarón. . . . . Dicesi per estensione


Mas c. ad. Maschio. Maschile. Mascolo. ogni mascheroncino che rilevi su bor
Mascolino. Masculino. chie, affibbiagli, fermagli, ecc.; e,
Ciav mas'cia. Chiave maschia. presa la parte per il tutto, anche le
Mascabà. V. in Zùccher. borchie e i fermagli medesimi.
Mascabà (Brutto). Mascheron da fogna. Mascaronin. Mascheroncino.
Viso da cimbali o da ceffautte. Mascaròtt. s. m. Mascheraccia.
Mascajà. v. a. Ammaccare, ed anche Tri Mascaròtt. Mascheron da fogna. V. Ma
tare. Scheggiare. Tritolare. Stritolare. scarpén sig. 5.”
Mascaràda. s. f. Mascherata. Mascaròtta. . . . . Donna grassotta ma
Mascaràda (Carta). . . . Carta da giuoco scherata – Ed anche Mascheraccia.
rivolta nel mazzo. Mascàrpa che ant, si scriveva Maschaerpa.
Mascaràscia. Mascheraccia. Ricotta. Latticinio consistente in quei
Mascarée. Mascherajo. residui lattei che si traggono dal
Mascarin per Can bolognin. V. in Càn. siero depositato dal cacio e rassodatisi
Mascarin. Sfacciato. Ag. di Cavallo, di cocendo, i quali diconsi in questo
cui vedi in Mantèll. semplice stato
Mascarinna. Mascheretta.Mascherina.Don Mascarpa dolza. Ricotta semplice. V.
na mascherata – Picciola maschera. anche in Mascarpinna.
Mascarinna.T.de'Calzol. Spunterba(“tosc.? Mascarpa fresca. Ricotta sciocca.
– Voc. parmig in Bòrd). Lista di cuoio Mascarpa grassa. Ricotta grassa?
per lo più a festoni che si rimette Mascarpa magra. Ricotta magra?
in giro su quella parte del tomajo Mascarpa missoltada. Ricotta mi
di un calzare che attacca immedia saltata.
tamente col suolo, quando il tomajo Mascarpa salada. Ricotta insalata.
stesso incomincia a logorarsi o per Fà restà-lì come quell de la ma
la sua qualità esige questa difesa dalla scarpa. Far cascare il pan di mano
polvere e dal fango. I Francesi la chia (Tom. Sin. in Cascare, ecc.)
mano Moustache o Chasseur – In luogo O ben o ben, la mascarpa la paga el
di questa si usa talvolta un'altra specie fen. . . . . Si suol dire prov. quando
di rattoppatura che corre sotto il nome fra una cosa e l'altra, tutto compu
di Lunètt. Queste ultime sarebbero ſorse tato, si viene per lo meno a pattare
chiamate a dovere Vantaggini se non se non anche a guadagnare in chec
leggo male ciò che dice in proposito chessia; ed altresì nel significato in
il Tommaseo(Sin. in Tacco). dicato sotto Fén.
Mascarinna. T. de'Confett. . . . Dolce re Restà-lì come quell de la mascarpa.
galato con rosolio, così detto dalla sua Lo stesso che Restà-lì come l'omm de
figura che è quella di una mascheretta. preja. V. in bmm.
MAS (62 ) MAS -

Mascàrpa, fig. Cispa. Calla. Tonnina. Umor Mascarpon che per lo più dicesi Brutt
crasso che cola talora dagli occhi e mascarpon, o anche Mascarotto Brut
si condensa intorno alle palpebre. to mascabà o Faccia dei mascarponi
Mascarpént. Cisposo. Lippo. Cispo. Ci Ceffautto. Ceffautte. Figura da cimba
spardo. Cispicoso. Lippardo; e anti li. Mascheron da fogna. Arfasatto.
camente Brulazzo. Uom brutto, deforme. -

Mascarpinna. Ricottone(voce sanese per Mascarpònna . . . . Donna deforme.


quanto si rileva dalle Tariffe tosca Mas'c-e-fèmena. s. m. . . . Sp. di ferro
ne e dall'Annotator piemontese di feb da scorniciare che è un incorsatojo
brajo 1858, pag. 74). Ricottina. Ma doppio il quale fa al tempo stesso e
scarpina(Zan. Diz.). La ricotta (V. in incanalatura e linguetta.
Mascàrpa) acidetta perchè cotta insie Mas céri che altri dicono anche comu
me con una buona dose di agra, cioè nemente Masciòri. . . . È come dire
di scotta da più giorni fermentata. maschiaccio; e scappa detto a chi si
Taluni usano anche affumarla. trova con maschi o in più numero o
Mascarpinna nel senso di Mascàrpa fig. V. più avventati ch'ei non vorrebbe.
Mascarpon. Mascherpone( pis). Mascar Mas'cètt. Ragazzetto.
pone(Zan. Diz.). Specie di latticinio Mas'cètt. Mastietto. Mastietta. Nelle arti
squisito che si ottiene dal fior di latte è dim. di Mas c. V. ,
fatto bollire e medicato appena ch'ei Mas cettin. Ragazzettino. . .
bolle con una dose moderata di aceto Màscher. s. m. Un mascherato. Una ma
o di agra. Riesce consistente quasi schera.
come il butirro e di colore assai bianco. Màschera. Maschera. Finto volto di tela
Se gli dà un po' di forma in un bossolo e cera, o di cera e tela, o di cartone,
circolare che diciamo carotola, e tratto o di cartapesta - La maschera picci
di lì s'involge in un brandello di pan na di getto dicesi Mascherino.
nolino. Comunemente si suol man Andà in maschera. Andare in ma
giare meramente inzuccherato, i ghiot schera. Far le maschere.
toni però se lo pappano anche stem Cavà o Levà la maschera. pos. e fig.
perato col rosolio o col rum, o ma Smascherarsi. Cavarsi la maschera. Ca
scherato in molte altre maniere – varsi la maschera dal viso. Mandar
Mascarpon sembra voce d'origine spa giù la buffa. Gettar la maschera. Uscir
gnuola, Mas cher bueno. di finto.
Faccia de mascarpon. . . . . Viso Maschera a la venezianna. V. Mezza
di ricotta, un viso bianco, tondiccio màschera.
e sfocacciato. Maschera te conossi. Ti conosco al
Fritura de mascarpon... Mascherpo fiato o a naso o all'odore. Conosco il
ne impanato o immarzapanato e fritto. melo dal pesco e i tordi dagli stornelli.
Mascarpon de Vaver. V. in Vàver. Mettes la maschera. Far le masche
Mascarpòn. Tignosa bianca(maggiore dei re. Fingere.
campi di radice grossa). Sp. di fungo Mettona maschera a vun. fig. Cavare
commestibile che mangiato crudo ha un cappellaccio a uno.
sapore di nocciuola e odore di farina Mezza maschera. V. Mezza-màschera.
recente di gran turco. È l'Agaricus stro S'ciavo sciur mascher. Buona notte
biliformis del ch. Vittadini e l'Amanita pagliericcio. Abbiam fritto. Addio fa
ampla di Persoon. Il nome di Mascar ve. Suol dirsi quando si dispera di
pdn in questo sig. è lodigiano, come un negozio, quando lo si crede ito.
è caravaggino quello di Fonsg cocch Vestiss in maschera. Mascherarsi.
bianch suo sinonimo; li registro però Ammascherarsi. Immascherarsi.
quì, stantechè il fungo vedesi ne'nostri Màschera. Maschera(Zan. Diz.).
boschi che fiancheggiano il Lambro, Cavà la maschera a on mort. . . .
e alcuni potrebbero usare di que nomi Applicare in sul volto ad un cadavere
esteri identicamente, ma nostrali nella una certa terra preparata per averne
forma, per indicarlo. il modello naturale.
MAS (63 )
Maschera. Maschera. La Persona ma altre maschere municipali meno co
scherata, ed anche la Vestitura da ma nosciute, come per es. col Sior An
schera – In tali significati noi pure tonio dal butiro, col Sior Tonin Bona
abbiamo Maschere generiche da veglio grazia, col Sior Nicoletto mezza-ca
ni, Maschere particolari del paese, e misa, colla Gnaga e col Lustrissimo dei
Maschere drammatiche. Fra le prime Veneziani, col Camallo dei Genovesi,
usiamo comunemente quelle di Ama col Narcisino delle Valli bolognesi, ecc.
làa, Cacciador, Diàvol, Dottor, Giar Maschera de carater. . . Maschera
dinier, Lapóff, Marindr, Maronee, la quale addomanda regolatezza somma
Matt, Montagnee, Pajsàn, Peruccòn, d'abito, d'azioni, e di favella a vo
Pescador, Popordn, S'ciàv, Sossorì, lere che ci metta sott'occhio con ve
Spazzacamin, Siria, Stròlegh, Tavo rità e appropriatezza quelle persone
lètta, Teston, Torototela, Vècc, Zin che intende rappresentare. Nei primi
gher, Zoeira, per le quali, se biso lustri di questo secolo allorchè nei
gnose di spiegazione, veggansi le re veglioni del Gran Teatro alla Scala,
spettive sedi alfabetiche. Con esse, fatti libero e animatissimo convegno
quando il veglione succede alle ma delle nostre genti, non era maggior
scherate del corso, non rare volte si gara che quella di contribuire cia
sogliono intruppare anche il Corer, scuno alla comune onesta allegria,
il Guerier, il Lavandee, il Magnàn, spesso ti avveniva di rimaner due
il Mornee, e fin la Veggia bacucca minuti prigioniero in un cerchio di
reduci dalle loro corse baccanale gentili mascherette, l'una delle quali
sche – Maschere locali e quasi che ti accoglieva con festevoli rime che,
affatto nostre furono sino ai primi trascritte da un'altra, e da un'altra
anni di questo secolo i Fachin e gli legate nel compositoio, venivano tan
S'ceppin (dei quali in Fachinàda e tosto da una quarta mascheretta im
S'ceppinada), e sono anche oggidì il presse con adattato torchietto, e di
Baltràmm e il Meneghin(V). Questa quel cerchio tu non uscivi se non
ultima maschera, uscita non è molto avevi quel grazioso improvviso bello
di strettezza municipale, spesso fa e stampato nelle mani. Il piacer del
anche mostra di sè nelle varie città quale improvviso avevi ben tosto a
della Penisola, in ischiera con quelle comune con moltissimi tuoi concitta
altre – Maschere italiane che io chiamo dini che di sempre nuovi e svariati
drammatiche o teatrali, le quali par improvvisi venivano per egual modo
lano il dialetto e vestono esagerato rallegrati. In quella gentilezza di poe
l'abito o antico o volgare o rustico ti, di scrittori, d'impressori masche
del respettivo paese. Tali sono l'Ar rati, che tutti serbavano appuntino il
lecchin o Trufaldin o Mezzettin o Trac costume, eccoti la nostra maschera
cagnin o Zane dei Bergamaschi, il di carattere.
Brighèlla de Ferraresi che noi dicia Maschera de costumm. . . . . Ma
mo anche per ischerzo Brigarèlla, il schera imitante la vestitura di un dato
Coviello, il Polecenella, il Pascariello paese. È di uso specialmente nei balli
e lo Scaramuccia dei Napoletani, il con maschere o sia, per evitare ogni
Dsevad dei Parmigiani, il Dottorazz ambiguità d'idee, ne' bals masques
o Grazian de Bolognesi, il Gironi d'la propriamente detti. Il vestire svizze
crina dei Piemontesi, il Pantalon dei ro, il savojardo, il polacco, il turco
Veneziani, lo Stentarello dei Fioren e simili sono di questa specie.
tini, e le due maschere generali a Maschera de desimpegn. . . . . Ma
tutta la Penisola, cioè il Don Pilone o schera generica la quale non obbliga
Ciccialardone e il Tartaglia. Tutte le ad azioni, abiti o favellari speciali.
quali maschere altresì veggonsi com Tali sono, e le più comuni, la Baut
parire fra noi, come sul teatro, così ta, il Domino, quella che diciamo
anche ne veglioni insieme con quelle Maschera a la venezianna; e tale era,
di costume che dirò più sotto e colle anni sono, anche il Sossori.
MAS (64) MAS
Maschera desperada o de stra Mucchio di cose messe insieme alla
scion. . . . Mascheraccia, quella che rinfusa.
i Veneziani chiamano Mascara baro Masigòtt(persona) V. Masigottón.
na, cioè mal in assetto, vile, plebea. Masigòtt che in alcuni paesi verso il
Maschera d'impegn. . . . . Quella Comasco dicono Bazegòtt Macco? Sp.
maschera che obbliga a vestire, agire, di pulenda consistente in grano turco
favellare strettamente appropriati. (zea mayz) non ancora ben rasciutto
Màschera. fig. Velo. Maschera. pesto grossamente con una pietra, e
Masciàder. Merciadro. cotto nell'acqua talora con alcuna
Mas'ciòri. Lo stesso che Mas céri. V. mistura di fagiuoli soppesti. È una
Mas'ciòtt. Bamboccione. Bambocciotto. specie di Crimno.
Mas'ciòtta. Badalona. Bel donnone. Donna Masigottà. Rabbatuffolare. Abbatuffolare.
grassotta, tarchiata, polputa. Avvolgere confusamente e a guisa di
Mas'ciòzz. Maschio in senso avvilitivo. Masigottàa. Rabbatuffolato. (batuffo.
On fà de mas'ciozz. Un far maschile Masigottéri. Gran batuffo.
sempre un pari senso. Masigottón... Suol dirsi a persona di fat
Mascògn. Truffa. Cabala. Raggiro. Fro tezze informi o vestita malamente per
de. Baratteria. Viluppo. Mulinello. Mac riguardo non al valore, ma alla fattura
chinazione. Màsna. Macinatojo. (degli abiti.
Màser. Maceratoſo. Fossa piena d'acqua Màsna.Macinatura. Macinio.Macinamento.
nella quale si mettono a macerare il Dazzi de la masna. . . . . . Gabella
lino, la canapa o simili. d'un tanto per ogni stajo di maci
Mett in maser. Porre in macero. natura, la quale esisteva già nel 15oo.
Mett in maser per Masarà. V. Masnà. Macinare. Se masna domà a but
Stà in maser. Stare o Restare in o tad. Si fanno molende solo a acque
al macero,
riprese Gior. Geor. IV, 167).
Tegnì in maser. Tenere in macero. Masnà ben. fig. Macinare a due
Màsg dicono molti del contado per Màgg.V. palmenti.
Masgée. . . . . . Ne'torcolari grandi da Masnà color. Macinare i colori.
vino dicesi così Ciascuna di quelle Masnà. fig. Scompensare. Ruminare. Ru
grosse tavole che allogate fra le vi gumare. Digrumare. Arpicar col cer
nacce e il corpo premente giovano a vello. Ghiribizzare. Farneticare. Arzi
regolare la pression necessaria per ot gogolare. Girandolare. – Quejcossa
tenere il vino di stretta (el torciadegh). el masna. Ha paglia in becco – E fa
Masgioeù che altri dicono anche Gandolla fuoco nell'orcio. Ei fa chetichelli.
o Pigna o Pignètt. . . . . . Quel pia Masnà. fig. . . . . Minacciar rovina.
strone di legno che ponsi tra le for Masnàa. Macinato.
me e la vite d'uno strettojo da olio Masnàda. Macinata – Macinamento.
per ricevere dall'ultima e mandare Masnadinna. . . . . Un po' di macinatura.
alle prime il colpo di pressione. Masnaſfacc. Semolino.
Masgiolin. . .. . Il piastroncino che serve Masnin. Macinello. Macinella. Macina
a un ugual uso come il Masgioeü. V. tore. Dim. di Macina, e dicesi di ogni
Masgiroeü. . . . . Ne' torcolari da vino strumento che serve a macinare, e
sono le tavolozze minori dei masgee quindi Macinello da tabacco, Macinello
inservienti a pari scopo. da caffè, ecc.
Masiàcch. Marchiano. Ad. di cosa che Mas c. Mastio = Bussora. Dado =
eccede nel genere di che si favella, Travers de sora. . . . . . – Travers
e per lo più in cattivo significato. de sott. . . . . . e Vit. Vite – Taz
Masigòtt che anche dicesi Gòff. . . . . . zin. Coppa - Manegh. Manico = Cassa.
Gonfiamento che fa un abito in qual . . . . – Cassett con moriggioeu e len
che sua parte per mancanza di giuste guetta o bottonin. Cassetta con notto
proporzioni. lino e linguella o pallino = Canton.
Masigòtt che il Var. mil. dice anche Ma Cantonate.

stròffol Batuffolo, e anticamente Luffo. Masmin de la colla.Macinello da colla.


MAS (65) MAS
Masnin del pever. Pepiera(“tosc.) Dagh de massa a la boggia. T. del
Pepajuola. Arnese simile al macinello Giuoco del Pallamaglio. . . . . Colpire
da caſſè, dai denti dell'albero in fuora di tutta forza la palla.
che sono più grossi e più rilevati, e Leva in massa. . . . . . La Landwehr
da certa vite interna pure in fuora la dei Tedeschi.
quale allentata più o meno serve a Levass in massa. Correre alle armi
rendere più o men grossamente ac o sotto le armi. Essere in o ad armi
ciaccato il pepe. tutto un popolo.
Masnin. s. m. pl. che altri dicono pure Massa d'asen. Una mano d'asini.
Spolatinn. Covili. Nome di que vani Màssa che alcuni dicono anche Màzza.
triangolari che si lasciano nei muri T. d'Agric. Vomere. Vömero, e con voci
comuni delle fabbriche a indizio della contadinesche Bömere. Bomero. Bom
comproprietà dei muri medesimi fra bere. Bombero. Gomea. Gomera. – La
più possessori. È voce consacrata nei sua lamina o ala, cioè il suo taglio o
nostri Statuti municipali. fendente dicesi propriamente il Vo
Masnin . . . . I nostri pannajuoli chia merale – E chiamasi 1 omeraja, o cont.
mano così ogni divisione di scaffale Bomberaja(Gior. agr. VI, 65), la parte
contenente due, tre, sei, otto pezze posteriore del vomere fatta a guisa
di panno sovrapposte l'una all'altra. d'astuccio in cui entra il ceppo, e in
Masnó. T. de Mugn. Macinatore. Colui alcuni aratri quella loro parte nella
che accudisce alla macine. quale s'alloga il vomere. Il franc. Soc.
Masnorèll. T. de Mugn. Fattorino del Massa cont oreggia. Vomere. Vò
macinatore. mero, e cont. Bombero(Targ. Rag. Agr.
Masnorèll. Pestacolori(Baldinucci in Pr. tosc. p. 1 o 1 – Lastri Op. I, i 19, V,
fior. V, 1, 169). 265, e altrove). Usa nei poggi e nelle
Masoccà. . . . . . Per cottura eccessiva terre di malagevole lavoratura.
impoltigliarsi, infarcirsi, dicesi di Massa pianna o senza oreggia. Van
risi, zuppe e simili ed anche delle gheggia. Vangheggiòla(Targ. Rag. Agr.
insalate, parlando delle quali questo tosc. p. 1o – Gior. Georg. 1827
nostro Masoccà si tradurrebbe Ammal p. 95 e pass. – Lastri Op. I, I 19,
vare. Mi pare evidentissimo discen V, 265, e altrove). È d'uso nei piani
dente del participio pre ueaoxx del verbo e nelle terre di facile lavoratura.
greco Pueaio, infercio, impleo, ecc. Màssa. T. d'Agric... . In molte parti del
Masoccà o Masottà in lecc. Crogiolarsi. nostro contado è un ferro col quale si
Poltrire o Marcir nel letto. vengono vie vie tagliando dal pieno
Masòcch (Savè de) che oggigiorno dicesi della catasta (del cass) le parti occor
più com. Vess masottaa. Ammosciare. renti (i fold) del ficno.
Mason (Andà a). Andare ad albergo(“pis. Màssa. T. de'Carroz. . . . . . Il massic
– Savj Ornit. II, 1 o 1). È voce solenne cio o la parte più grossa dei bandel
in tutto il nostro contado e vale l'An loni (anellon de ferr) inchiodati sotto
dare i polli e gli uccelli a ricovero la pianta delle carrozze per un capo
la sera nel pollajo o in sugli alberi. (la coa) e riceventi dall'altro nella
Se questa Mason derivi poi dal fr. maniglia (fibbia) il cignone.
Maison, o dal greco M2 è; (sia mam Màssa. T. Milit. Massa. Platta.
ma, sia jugum), o dal latino Mansio, Librett de massa. . . . . Libriccino
indovinila grillo. di massa o di platta, o sia registro
Masottà. Ammosciare. Lo stesso che Ma di quante robe si vengono sommini
soccà sig. 1. – Forse a noi venne strando al soldato in conto di quella
dal francese Mijoter o Migeoter. parte di sua paga che l'Erario gli
Masottaa. Ad. di Ris, Sùppa, ecc. Ammo viene ritenendo per provvederlo di
Massa. Massa. Monte. Ammasso. (sciato. siffatte robe.
Ciappà in massa. Prendere a marzo, Màssa. T. de'Macell. . . . . . La grascia
all'imbracciata, alla confusa, in un di bove buona da condire; diversa da
fascio. quella che serve soltanto per sego.
1 ol. III. º
MAS (66) MAS

Massàcher. Macello. Scempio. Strage. Massèll. T. di Ferr. Massello. Mole di


Fiacco – L'Alb. enc. registra anche ferro già colato che si vuol ridurre
Massacro come voce dell'uso che si va a manifattura.
Massellà. T. di Ferr. Massellare. Battere
introducendo, ma di poco buon conio.
Massacrà. Scempiare. Trucidare. V. in il ferro caldo all'uscir di colatura,
Massàcher. distenderlo, ripiegarlo sotto il mar
Massaria. Mezzeria(Gior Geor. III, 59). tello, rimpastarlo per renderlo più
Quel sistema agrario in cui si divide dolce e più purgato.
per metà il prodotto d'un podere (mas Massellàa. Massellato.
Masselladùra. Massellatura. L'atto del
saria) fra proprietario e coltivatore.
Mett a massaria. Appoderare(Gior. massellare, e lo stato del ferro mas
Georg. VIII, 215). Appoderazione(Gior. sellato.

Georg. VIII, 2 15). -


Masséra. . . . . . La moglie del mez
Massaria. Podere(Gior, Georg III, 48). zadro o mezzaiuolo, la mezzaiuola.
Possessione di più campi con casa da A la massera. . . . . . Alla foggia
lavoratore. Fra noi però si dice più de mezzaiuoli o delle mezzaiuole.
propriamente Massaria quel podere Basin de massera o s'ciasser. V. in
che viene amministrato per mezzadria, Basin,
e ciò a differenza della Fittarescia, Masséra (Vacca). V. Guida.
ch è un podere dato assolutamente Massètta. T. de Murat. . . . . . Stipita
in affitto per un tanto all'anno. V. – La tura interna delle finestre, il riquadro
Massa toscana registrata dal Zanob. del muro interno fra via e serrame.
nel suo Diz è affinissima a questa Màssim. avv. Massimamente.
nostra Massarla. – Nei diz. ital. Mas Màssima. Massima.
seria è termine del commercio. Sposà ona massima. Ribadirsi in capo
Nella Maremma di Siena la voce una opinione, un' idea, una stortura.
Masseria equivale in gran parte alla Màssima. T. music. Massima. Specie di
nostra Bergaminna (Lastri Op. 111, nota che vale otto battute,
284), e secondo il Gior. agr. (VIII, Massimàri. . . . . Registro degli ordini
228) significa precisamente un corpo di massima.
di bestiame brado vaccino, cavallino, Massimascia. Massimaccia(Gigli D.Pil.I, 1).
bufalino, porcino che vaga per quelle Massinna. Ad. di Brùgna. V.
fide affidato a un pastore. Massiroeù. Mezzadruccio. Quel poderante
Massée. Podcrajo (Allegri Fant. Visione), che coltiva un podere d'estensione
Contadino mezza ſolo(Gior. Georg. III, minore delle cento pertiche, maggiore
52). Contadino poderante(Last. Op. II, però delle trenta o quaranta che suol
16o e pass.). Salano(“lucch. – Last. coltivare il Pisonant, e dividitore sem
Op. III, 12). Fra noi propriamente è pre del raccolto col proprietario.
quel Mezzadro o Mezzajuolo dei diz. Massiroeù. v. ant. . . . . Nel cap. 456.”
ital, che lavora un podere di qual degli Statuti Milanesi è nominato il
che estensione, e per lo più dalle Massirolo del Comune di Milano, detto
1 oo alle 2oo pertiche, e ciò coll'ara anche per altro nome Canepario. Ad
tro, non paga pigion di casa, e divide esso era affidata la custodia dei mo
il raccolto col proprietario secondo bili di proprietà del Comune, e, per
certe condizioni. È veramente il Po quanto pare, anche quella delle scrit
litor o Partuarius di Catone (De re ru ture e degli atti comunali. In una
stica 156 e 57) ed il Masser da bo parola teneva da solo le veci del
dez dei Bergamaschi, l' Economo e dell'Archivista d'oggidi,
Ciola de massee. Baccel da vedove. sotto un nome usitato per incumbenze
V. Badée. aſſini anche in altri comuni d'Italia,
Fittaa a massee. Appoderato (Giorn, come in Mantova, in l'arma, ecc.
Georg. VII, 52). Massizz. s. m. Il pieno (Caro Apol. p. 163).
Giugà a patron e massee. Lo stesso Massizz. ad. Massiccio.

she Giugà a toeummel e dammel.V. in Dà. Massizz, ad Appannato,


MAS (67 ) MAS
Massón, Massonaria per Framassón, ecc.V. Màster dicono i cont. per Maister o Maé
Mastegà. Masticare. ster de mur. V.
Mastegagh la pappinna a vun. Ma Giugà al master o al mastro. V. in
sticare altrui il panbollito. Tànghen.
Mastegà i orazion. V. in Oraziòn. Mastin. Mastino. Specie di cane. V. in
Mastegà i paroll. V. in Paròlla. Càn. – Secondo il Var. mil. valeva an
Mastegà i pont. V. in Pönt. che figuratamente Un oscellerato degno
Tornà a mastegà. Rimasticare. d'essere frustato.
Mastegà. fig. Masticare. Rugumare. Di Mastinà ed ant. Mansciugnà, Mastrugnà
grumare. Ruminare. Esaminare ben e Magolcià. Brancicare. Mantrugiare.
bene una cosa. Stazzonare. Gualcire. Malmenar chec
Mastegàda. Masticazione. Masticamento. chessia in modo che prenda cattive
Mastegadór.T. de Maniscalchi. Frenella. pieghe. Anche i Provenzali dicono Ma
Mastegadura. Masticaticcio. La cosa ma strinar e Mastrignar, ed i Guasconi Ma
Mastelètt. Bigliolo. Concola. (sticata. stinar come si ha dal Montaigne(Essais
Mastèll. Mastello. Mastella. II, 5) in significato quasi eguale.
Mastèll. T. di Strum. . . . . . Nell'arpa Mastinàa. Gualcito. Stazzonato.
è detta così quella parte che i Franc. Mastinadùra. Malmenio.
chiamano Cuvette, la quale serve di base Mastinént. Gualcito. Stazzonato.
allo strumento. Màstra. Arca. Quella gran madia entro
Master. Maestro. a cui si tiene il pane cotto,
Master de cà per Maggiordòmm. V. Màstra. Ad. di Beccaria e di Càrna. Bec
Master de camp. Maestro di campo cheria o Carne di bove o di vitello.
(Soliani Diz. milit.). Nelle nostre mi Màstra. Ad. di Busècca. I Brianz. dicono
lizie dei secoli 15.” e 16.”, allorchè Busecca mastra quel budello che noi
eravamo soggetti al dominio spagnuolo, in città diciamo Buell drizz e che
denotava quell'ufficial superiore che anche lo Scappi(Op. p. 16 verso) dice
sotto i vessilli del cessato Regno d'Ita Budel mastro (il Retto).
lia dicevamo Colonnello d'un reggi Mastrànsc che anche dicesi Malingher,
mento di cavalleria. Marsciàgol e simili. Malaticcio. Cagio
Master de ciodaroeula. . . . . È il nevole. Bacaticcio. Cagionoso. Infer
capolavorante di ferriera che coi suoi miccio. Infermuccio. Malito. Malcuba
uomini attende a lavori di chiodagione. to. Morbisciato. Ammalaticcio. Malescio.
Master de ſusinna grossa. . . . . È Malazzato. Malsaniccio. Maleo. Croc
il capolavorante di ferriera che coi chio. Valetudinario.
suoi uomini attende soltanto ai lavori Mastransciàa. Morbisciato.
grossi di massello, ferraccio, ecc. Mastranscin. Malsaniccio. Tristanzuolo.
Master de suttiladora. . . . . . È il Mastransción. Che ha più guidaleschi che
capolavorante di ferriera che co suoi un caval vetturino. Che ha più piaghe o
uomini attende al distendino (al maj). più mali che un ospedale.
Master o Maister de mur. Muratore, Mastransciònna. . . . Una donna tutta
Master deposta. Postiere. Colui che mali e malanni.
tiene i cavalli da posta. Mastràscia. Accr. pegg. di Màstra. V.
Master de zecca. V. in Zècca. Mastrella. T. de Caciai. Voce lodigiana
Master Impiaster. Guastamestieri. per Marnètta.
Master Manegh. V. in Mànegh. Mastrin, Picciol libro maestro.
Master Stricch. Il Maestro delle ca Màstro(Giugà al ). Lo stesso che Giugà
vezze(Doni Com. Burch. p. 15o). Il boja. al tanghen. V. in Tànghen.
Màster. s. m. Libro maestro. V. in Lìber. Mastròfol. v. a. del Var, Mil. Batuffolo.
Chi stà o Chi tend al master o Chi Lo stesso che Masigòtt sig. 2. V.
ten el master. Chi tiene il libro maestro. Mastrofolòn. v. cont. br. . . . . Uomo
Pientà on master. Impostare. inetto o della persona o della men
Portà sul master. Ragguagliar le te; babbione. V. Badee.
scritture, Mastroſolònna. . . . . Baggea.
MIAT (68 ) MAT
Mastron. T. de'Caciai. . . . . Ripostiglio Mataràzza. T. de Carrozzai. . . . Quello
entro cui si ripone a scolare la ricotta strapunto grossolano e massiccio che
distribuita in formelle di legno forate. si appicca per di dentro al fondo
La voce Mastron è un accrescitivo di di sopra(schenal) della carrozza quanto
Mastra vocabolo lodigiano significante sia dal sedere a un terzo di fondo
Marna o sia Madia, e di fatto l'arnese sin dove comincia lo strapuntino più
s'assomiglia alquanto a una madia. gentile superiore detto Matarazzinna.
Mastrugnà. v. a. Mantrugiare. V. Mastinà. A questa materassa va congiunta quella
Matalò(Ala). Alla marinaresca(Caro Stracc. che dicesi
II, 4). Alla marinesca (Gh. Voc.). Calzadùra. Rincalzo? che è il calcio
Dal fr. A la matelot. V. in Mari o la base dello strapuntino delle car
nàra. rozze; ed è negli stremi laterali e di
Vestii a la matalò. Vestito alla ma tergo dei sederi(seder).
Mataràzza o Matarazzinna. T. de'Carrozz.
rinaresca. Con braconi, giacchetta e
cappelletto. Cuscino di dietro. Cuscino del sottopie
Mataràzz. Materassa. Materasso. Stra de. Quel cuscinetto di cuoio che fa
punto. Stramazzo. rialzo sui sottopiedi(lett dedree) delle
Foeudra. Guscio – Lanna. Lana = carrozze vistose, e su di cui posano i
Pont. Punti = Fiocchitt. Fiocchetti = piedi i servitori. -

Fassa. Fascia e Cordonin. Cordella. Mataràzza e Matarazzinna. Bardella.


Batt i matarazz. Divettare. Matarazzée. Materassajo. Divettino. Sca
Matarazz elastegh. Materasso ad aria. matino. Battilano; e sincop. Matras
Matarazz prepontaa conti socu fioc sajo. Colui che batte la lana de'ma
terassi.
chitt. Materassa fiocchettata.
Matarazz tutt a montagn o tutt a Andà in la contrada di matarazzee.
goeubb. Coltrice che pare piena di fig. V. in Contràda.
gomitoli(Sacch. Nov. 2 1 o). Matarazzéra. Materassaja.
Vess el matarazz. fig. Essere il ber Matarazzin. Materassino (Targ. At. Ac. Cim.
saglio – Spesso anche Essere il zim III, 5o6). Materassuccio. -

bello o lo scherzo di tutti. Matarazzin. . . . . . Strapuntino mobile


Vess el matarazz di bott. Essere la che ricopre quel finestrino(che dicia
materassa di Spazzavento (Cini Desid. mo Speggin) il quale è praticato nel
V, 7). Parere il capo o la testa di fondo posteriore delle carrozze per
Lolla(Pauli p. 517). Esser panca da dar vista fuor d'esse al di dietro.
tenebre. Essere schiena da busse o Matarazzin per Matarazzinna. V.
dosso di buffone. Suol dirsi di chi o Matarazzìn. T. de Sell. Ginocchiello.
per sua cattiveria o per debolezza Matarazzin del sbaron di scerpin. T. dei
sia sempre il pigiato e soggetto a Carrozz. Strapuntino di serpe?
continue battiture. L'Acherus ulmo Matarazzin di fianch. T. de Carrozzai.
rum o il Plagipatida di Plauto. Strapuntini? Quelli che si appiccano
Vess el matarazz di desgrazzi. Essere in giacitura romboidale o sia a man
il bersaglio delle sciagure. Avere la dorla sopra lo strapuntino che rigira
maladizione addosso. Aver un cattivo tutto il superiore interno della can
ascendente; fam. Sempre morirglisi il rozza negli angoli delle fiancate.
bue in quaresima. Matarazzin di fianchitt de lassà-giò. Stra
Matarazz. fig. Gran fascio. Monte. puntino delle custodie mobili? V. in
On matarazz de cart, de robba. Fianchètt nell'Appendice.
Un fascio di carte. Un monte di roba. Matarazzinna o Matarazzin. T. de Car
Matarazza. s. f. T. de' Carroz. . . . . . rozz. Strapuntino. Nome di tutto quello
Cuscinetto imbottito di capecchio o strapunto di pelle, di seta, di panno
di crine che rigira la carrozza sopra o sim. di che si addobba e per or
i sedili per appoggio e comodo di chi namento e per agiatezza tutto l'interno
vi siede. d'una carrozza dalle costole di mezzo
Mataràzza per Matarazzinma. V. (brascioeu) inſino al cielo. A fargli base
- -
MAT (69 ) MAT
giova quella parte del sedere(banchet sare(Monos. p. 147). Dettati coi quali
ta) o del dorso che diciamo Calzadura. i malfattori chiudono la lingua in bocca
Rincalzo?; e a ricoprirne le trapun a chiunque voglia raddurli al bene.
tature si veggono alcuni cosetti detti A rovescio Doristella(Berni Orl. inn.
Rosett. . . . - o Fassinett. . . . e o LV, 29 ) diceva Per un buon giorno
Flossitt. . . . . - o Zaritt. . . . – o non stimo un mal mese – Un buon
Pomponitt. . . . . . che figurano così boccone e cento guai. -

come i fiocchetti nelle materasse fioc Quand canta el cucch a la matinna


chettate. V, in Pomponin. l'è bagnaa e a la sira l'è succ. V. in
Matarazzinna. Materassuccio da culla. Succ.
Matarazzinna. Bardella. Quand el só el se volta indree, la
Matarazzinna. Ad. di Sàja. V. matinna l'acqua ai pee. V. in S6.
Matarazzòn. Gran materassa. Vestii de matinna. V. in Vestii.
Matéria. Pùs. Marcia – L'Alb. enc. trae Matìnna. v. cont. Mattino. Levante. Est.
a questa significazione il peggior. Ma Oriente. Orto. -

teriaccia usato dal Bronzino. Matràcca(Dà la). Dar la baja, la burla,


Fà materia. Mandar marcia. la berta.
Pien de materia. Purulento. Mar A chi ghe dass la matracca sul sò regola
cioso. ment antigh. . . . . ( Bal. Rim. ).
Matéria per Mattéria. V. Matràzz. Matraccio. Vaso di vetro a guisa
Materiàl. s. m. Lavoro da fabbriche. For di fiasco col collo lungo forse due
nimento da murare. braccia. Serve agli stillatori, ai chi
Material vecc. Disfacitura. mici, ai vecchieri.
Materiàl. s. m. Materiale. Materia. Matricàl. Ad, di Màa. V.
Material. ad. Materiale. Semplice. Rozzo. Matricàla. Ad. di Acqua ed Erba. V.
Grosso. Grossolano. Matricola. Matricola.
Materialòn. ad. Materialone. Materialac Matricolà. Matricolare.
cio(Zanob. Diz ). Matricolàa. Matricolato. fig. Furbo, Destro.
Matinàda. v. cont. dell'Alto Mil. Matti Matrigiàn. Bachillone. Bighellone. Fan
nata. Cantà la matinada. Fare la mat ciullone. Bacheca. Bacheco. Fantoccio.
tinata. Andare sotto le finestre della Adulto che commette fanciullaggini.
innamorata cantando e sonando, e Matrigianèll. Fantoccino.
ciò in sul nascer del giorno. Matrigiànna. Fanciullona.
Matinna o Mattinna. Mattino. Mattina. Sta Matrigianón. Arcibachillone. Baccellaccio.
matinna. Questa mattina. Sta mane. Matrigin. Mazza. Asticciuola che s'ado
Sta mani.
pera per giocar alla lippa o ad aré
La matinna l'è la mader di facc. busé.
. . . . . . La mattinata è quella parte Matrimòni. Matrimonio. Maritaggio –
del dì nella quale meglio che in altra Sposalizio. Sponsalizie. Connubio. Con
qualunque si disbrigano le faccende, jugio – Mogliazzo.
bisogna avacciarsi la mattina chi vuole Sensal de matrimoni. Matrimoniaſo.
sbrigare gli affari; chi ozia la mattina Matrimoniàl.Matrimoniale.Ad. di Lècc,ecc.
non isperi venir a capo delle faccende Matriz. Matrice. Utero.
la sera; un'ora di mattina ne vale Donna che patiss la matriz. Matri
tre di sera; più ch'Espero Lucifero ciosa. Isterica.
risplende; il buon dì si conosce da Moeuves o Vegnì a la gora la matriz.
mattina. Moversi la madre del corpo.
Matinna brusca. . . . . . Così chia Matriz. T. de Fond. di caratteri. Madre,
mano in gergo i malfattori quella Matrice.
mattina in cui preveggono d'aver a Matrón. Madornale(Alleg. 51 per induz.).
finire i loro giorni sul patibolo. Matrònna. s. f. Mammana.
Ona matinna brusca je paga tucc. Matrònn hin quij che porta el mant in testa

Per una volta io fo buono. Morto che Cont el guggion in la schenna.


s'è una volta, non vi s ha più a pen ( Mag. Falso Fil. I, 5).
MAT (7o) MAT
Matrònna. Madornale(Monig. Tac. ed am. De matt ghe n'è pocch che gua
I, 1 note). Aggiunto delle ramifica rissa propri polit. Quando un uscio
zioni più grosse delle piante. sganghera una volta non ritorna mai
Legna matronna. Legne di rami ma bene interamente (Intron. Gir. Barg
dornali. Pellegr. 1, 5).
Matrònna. Ad. di Vioeùla. V. Deventagh matt adree o sora. Im
Màtt. s. m. Matto. Carta ch'entra in vari pazzire in o di che o chi che sia. Im
giuochi come ne tarocchi, nel cucù pazzirci sù(Magal. op. 578).
figurato, ecc., e così detta perchè vi è Deventà matt. Sciòr pallino (Alleg.
dipinto un matto. p. 192). Smarrir l'uscio (Niccolò Mar
Dà-giò el matt. Matteggiare(Zan. Diz). telli Let. 67). Ammattire. Impazzare.
Màtt. Pazzo. Mentecatto. Insano. Insanito. Impazzire. Infollire. Insanire. Dar la
Folle. Demente. Deliro. Matto. Forsen volta al canto. Uscir del suolo. Dar
nato. Stolto, e per bisticcio Mattema nelle girelle o ne gerundj.
tico. Da Mattelica. Da Pazzolatico. È Di vocult a dà a trà ai matt la se
voce che in alcune frasi ha forza di induvinna. Fai a modo d'un pazzo,
sustantivo, in altre di aggettivo. – e l'indovinerai.
V. anche in Senavra e in Mattoccòn. Fà de matt o Fà el matt. Infollire.
A fà divers di olter se par matt. Folleggiare. Vaneggiare. Darnel matto.
Bisogna far quel che usa per non pa Fà deventà matt. Far impazzire o
rere un pazzo fra gli altri(Fag. Ast. impazzare. In frenesire.
bal. III, 12). Fà el matt. Far le baje. Voler la
Avegh del matt o Avegh on poo berta o la baja o la burla. Barberare.
del matt. Avere o Sentir dello scemo. Fà l'avanz del Carlin matt. Folleg
Avegh del matt ch'el consola. Aver giare. Pazziare.
più dello scemo che i granchi fuor di Fà i robb a la matta o de matt
luna(Vedi il testo dell'Aretino nell'Alb. Far le cose alla pazzesca o alla paz
enc. in Gongolacchiare). zeresca o all'impazzata o pazzesca
Chi tropp studia matt deventa, e mente o a capo pazzo.
chi no studia porta la brenta. . . . . Famm minga el matt ve”. Non mi
Ogni cosa vuol misura, ed anche in fare il matto sai. Statti in cervello ve”.
fatto di studi ogni estremo è vizioso, I matthin fortunaa. Fortuna è pazza
il nulla studiare ci lascia asini vivi, e protegge i pazzi – A fouel ſourtuno
il troppo ci fa dottori morti. dicono i Provenzali.
Per l' avvenire I matt induvinen. I pazzi, i poveri
Vo' lasciar ire e i ragazzi indovinano(Alleg. 145).
Scritture e stampa, Matt che sia massuu matt guariss de
E vo' veder quanto un poltrone campa. guarisce mai.
rari. Chi nasce matto non
( Moniglia Serva nob. I, 7). Matt come on cavall o Matt de ligà.
Cont i matt ghe vocur on bon legn. Pazzo legatoio. Matto spacciato o da
A popol pazzo prete spiritato. catena. Pazzo da catena o a bandiera
Coo de matt. Capo sventato(Pan. Poet. o spolpato. Matto da sette cotte.
I, xxII , 1 4). V. in Cóo. Matt furios. Frenetico. Maniaco.
De matt. m. avv. All'impazzata. Da Matt glorios. Matto glorioso(Tassoni
pazzo. Pazzamente. All'avventata. Secch. IV, 14). Fanfano. Vano. Ven
De matt tornà savi. Rinsavire(Nic. toso. Gonfiagote. Gonfianigoli.
Mart. Let. pag. 72), e comic. Ritro Matt mattisc. Pazzo di tre cotte. Pazzo
var l' uscio. più di Billera che sonava il cembalo
De matt ghe n'è de tre sort: matt a grilli(NelliServe al forno Il, 4). Matto
propri, matt che fa de matt, e matt tredici mesi dell'anno(Monos. 16).
che fa deventà matt. . . . . . V'ha Mezz matt. Matterullo.
tre generazioni di pazzi: chi è matto Ne sa pussee on matt a cà soa che
da vero senno, chi fa del matto, e on savi a cà di olter. Ognuno sa il
chi fa ammattire. fatto per sè medesimo meglio che gli
MAT ( 71 ) MAT
strani(Caro Let. ined. II, 89). Sa me Cassa matta de pastizz . . . . So

glio i fatti suoi un matto, che un praccassa da pasticcio.


savio quelli degli altri. Color matt. Colore che non regge.
Omn pelos o matt o virtuos. V. in Màtt. ad. fig. Salvatico; e dottr. Pseudo.
omm. Parlandosi d'erbe e simili.

Ona manega de matt. Una gabbiata Figh matt. Caprifico.


o Una nidiata o Una manica o Una Giussumin matt. Gelsomino silvestre.
Zucoria matta. Cicoria salvatica.
bella mano di pazzi o di matti.
Ona rima o vero Ona rima de matt. Màtt. ad. fig. Malefico. Fonsg matt. Fungo
Un bel ramo di pazzo. Una vena di malefico, cioè nocivo, velenoso.
pazzia. Màtt ad. fig. Ampio o Macchinoso in
eccesso,
On gust de matt. V. in Gùst.
Pari la cà di matt. . . . . . Essere Cà matta. Casa a spazzavento.
Carr matt. V. in Càrr.
una casa tutta sossopra.
Ciccolattera matta. . . . Cioccolat
Parlà de matt. Dir pazzie.
Rid come on matt. Sbracciarsi a tiere eccessivamente ampio.
ridere. Vorè on ben matt. Volere un ben

Robba de deventà matt. Cose da far matto.

girare gli arcolai, o da far impazzare Màtt ad. fig. Incostante. Vario. Variabile.
Salomone. Volubile.

Se no hin matt i vocurem minga, Ann matt, Mes matt, Temp matt.
che talvolta diciamo anche alla vene Annata pazza, Mese fortunoso, Tempo
ziana Cò no i xe mati no li volemo. vario o incostante.
Màtt. Guasto – Ad. di Vin. V.
- - - - - Si suol dire ogni volta che
si ha a fare con gente di buon tempo Deventà matt(parl. di latte). Ina
o che stia poco in cervello. grire. Inacetire –(parl. di vino). Gua
starsi.
Trà matt. Far pazzo. El tran matt.
Màtta. s. f. Pazza.
Lo fanno pazzo.
Trass matt. Darsi al pazzo. Fingersi Matta Biraga. V. Biràga. Si riferisce
anche ad uomo.
pazzo.
Màtta. s. f. Cricchio. Ticchio. Grillo.
Trattà de matt. Canonizzarper pazzo.
Tutt i can menen la coa, e tutt Capriccio. Umore. Ghiribizzo. Farfal
i matt o i mincion vocuren dì la soa. letta.
Saltà la matta. Saltar il ticchio, il
V. in Càn.
Tutt i matt han nomm Mattee; ma grillo, ecc. -

quell tal l'è matt pussee. V. in Mattée. Màtta. s. f. ant. Fusajuolo. E lo stesso
che Birlo. V.
Voregh o Andagh i savj e i matt. Andà adree come la matta al fus.
Volerci gli argani. Volerci del buono.
V. in Füs.
Abbisognar di molto per far fare al Sangua d'ona matta. Lo stesso che
trui una cosa.

Màtt. ad. fig. Sfegatato per checchessia. Sangua d'on biss. V.


Che va pazzo per checchessia. Carnalis Màtta (Ala). m. avverb. Alla pazzesca.
Alla pazzeresca. Pazzescamente. Matta
simo. Spolpo. Affezionatissimo. Amante mente. All'impazzata, cioè alla ma
all'eccesso di checchessia.
Matt per i donn, per i serv, per niera de pazzi.
i fraa, per i fior, per i odor, ecc. Màtta. Ad. di Càrna, Tèrra, ecc. V.
Mattada. Mattia. Mattezza. Mattiera. Azio
Donnajuolo, Fantajo, Fratajo, Fio
rista, Odorista, Che va matto de o ne da pazzo.
Di domà di mattad. Dar nel matto
di fiori, ecc.
o in scioccherie o in ciampanelle. Dir
Vess matt in d'ona cossa o per ona
cose che non le direbbe un granchio
robba. Andar pazzo di checchessia.
Matt. ad. fig. Falso. Per es. Danee matt, che ha due bocche.
Fà di mattad. Pazziare. Pazzeggia
Gioj matt, Perla matt. Danari falsi,
Gioje, Perle false.
re. Folleggiare. Far pazzerie o mal
MAT (72 ) MAZ
terie o pazzie o scartate. Uscir del se gine. Forsennatezza. Forsenneria. Mat
minato. tità. Pazzia. Demenza. Follia. Follezza.
Mattador. Mattadore. Nome delle carte Alcuni dicono anche Materia in vece
primarie dell'ombre, cioè spadiglia, di Matteria, ma pare voce introdotta
maniglia e basto. per isbaglio.
Mattalò. V. Matalò. Fà matteri sora matteri. Impazzare
Mattaràzz , ecc. V. Mataràzz, ecc. affatto.
Mattarèll. Matterello. V. Mattèll sig. 1.” Mattinna. V. Matinna.
Mattarèlla. Pazzerella. Matterella(Redi Op. Mattisc. V. in Màtt.
VI, 75) – Talora in senso tristo Mattoccada. Pazzia – Pazziuzzia.
Civettina. Civettuzza. Civettuola. Mattoccàsc. , Matterone. Mattacchione.
Mattarellàda. Pazziuzza(Caro Let. ined. Mattòcch. º Pazzacchione. Pazzacone.
I, 256). Mattoccòn. ) Accrescitivo di Pazzo, ma
Mattaròn. V. Mattèll(fuco). per lo più in senso non cattivo.
Mattasc. Mattaccio. Mattòlegh. Pazzaccio.
Mattàscia. v. cont. dell'Alto Mil. Puina. Mattón. Mattaccio(Buonar. Tancia IV, 9).
Mattasción. Mattacchione. V. Mattòcch. Mattòn. Giovialone. Allegroccio. Bajone.
Mattée. Matteo. Nome proprio che si usa Allegrone. Bajoso. Faceto. Compa
in ischerzo per Màtt. V. gnone.
Fà i devozion de san Mattee. m. cont. Matton per Mattèll(fuco). V.
br. . . . . . Seminare una manciata Matton. Fungo ? Carbone? Fungosità e
di frumento a onore di San Matteo e falso rigoglio onde talora è infestato
ne giorni prossimi alla ricorrenza della il grano turco.
sua festa per impetrarne buon rac Mattònna. Mattaccia – Bajona.
colto. Mattusalèmm(Scampà i agn de Noè o de )
Tutt i matt han nomm Mattee, ma Viver gli anni del Disitte. V. in Agn.
quell tal l'è matt pussee. Ogni pazzo Mattusalèmm. fig. Pazzacchione,
è pazzo, ma il tale è arcimatto o pazzo Mattutin. s. m. Mattutino.
da catena o matto spolpato o matto Mattutin. ad. fig. Pazzerello.
di sette cotte.
Mattutin per Bonoriv. V.
Mattèll. Matterullo. Matterello. Pazzerel Mausolée. Mausoleo.
lo. Mattuzzo. Mavón. v. cont, per Medon. V.
Mattèll di riv dicono alcuni per Passera Màximum. s. m. Il più. Il ma cimum
mattella. V. in Pàssera. (“tosc. – Zan. Diz.)
Mattèll. In alcune parti dell'Alto Mila Màzz. Mazzo. -

nese chiamano così con voce valtelli Cattà-foeura o Toeü-foeura del mazz.
nese e romanza il nostro Bagàj. V.
Ricapare.
Mattèll che altri dicono Matton e Matta Fà-sù in d'on mazz. Ammazzolare.
rón. Fuco. Pecchione. L'Apis fucus dei Ammazzare(che può servire anche di
naturalisti,
bisticcio in qualche occasione).
Mattèll e al pl. Mattèj. . . . Ne sassi da Mazz de san Giovann. . . . . Quel
calce sono quelle anime d'altri sassi gran mazzo di matricaria o camamilla
che non sono calcinabili e si buttan via. fiorita che la nostra gioventù d'ambi
Mattella. Matterella(Redi op. VI, 75). i sessi è usa cogliere ne prati subur
Pazzerella.
bani sull'albeggiare del ventesimo
Mattèlla. V. in Mattèll.
quarto giorno di giugno (ricorrenza
Mattèlla. T. de Setajuoli. . . . Matassina della Natività di San Giovanni Batista)
o Trafusola di seta allucignolata alla
e serbar poscia ne propri lari farmaco
caviglia. Il lucignolo della seta; l'eche domestico per tutti quei maluzzi da
vau dei Fr.; quel medesimo nella seta pannicelli caldi che siano per nascere
che l'elza nel lino. fra l'anno in famiglia. Più estese no
Mattèlla. Ad. di Pàssera. V. tizie intorno a questo uso leggansi
Matteria. Mattezza. Materia. Mattia. Mat nell'articolo Nott de san Giovann in
tiera. Insania. Stoltizia. Forsennatag Nòtt.
MAZ ( 73 ) MAZ
Mazz de strasc. T. de'Pastai. V, in Mazza de ſeree. Mazza de fabbri.
Strasc. Terzetto. Martello terzo. Quello che
Mazz de zuccoria. Mazzocchio? Tallo? usano i fabbriferrai per mazzicare,
Mazz di ciav. Fascio delle chiavi. cioè per martellare il ferro a caldo
Mazz. T. di Giuoco. Mazzo di carte, e in due o più mazzicatori.
scherz. Libro del quaranta. Libro o Mazza del torno. Gruccia.
Libriccino del Paonazzi. Mazza de tambor. Mazza. Bacchetta.
Scannà el mazz o Scannà i cart. . . Mazza drizza. Mazza diritta (Diz.
Levare in ogni seme d'un mazzo di art.). La mazzetta da ſabbri fatta come
carte più o men carte identiche ri un martello ordinario da banco. Il
ducendo il mazzo a più o men mole Marteau a panne dei Francesi.
secondo le leggi d'alcuni giuochi o Mazza storta. Mazza traversa ( Diz.
le convenzioni arbitrarie tra giocatori. art.). Quella che ha la penna nella
Màzz. T. de Setajuoli. . . . Un quadrato dirittura del manico. Il Marteau à
di undici matassine di seta(matell) per travers de Francesi.
altre undici, undici matassine quadra Tambor de mazza. V. in Tambòr.
te per undici. Si assesta in un arnese Màzza. Mazzo da botti (Fag. Av. pun.
che simiglia a un arcuccio da bam III, 16).
bini(cunett) – È la Botte dei Franc. Màzza per Màssa(vomere). V.
Mazz. T. de'Tessit. Involgitoio Màzza. . . . . . . Nome di quel batuffo
Màzz o Mazza. T. di Cart. Mazzo. Ma di canapa che i funajoli fermano a
glio. Grosso martello ferrato che mosso un palo che chiamano rocca per farue
dall'albero(èlbor) pesta i cenci nelle fili da spago o trecciuole di fune. V. in
pile( foll). Èlza. – La Quenouillee dei Francesi.
Màzz. s. m. pl. T. di Stamp. Mazzi. Pal Màzza. . . . . . Nome recente di quella
loncini coi quali si tingono d'inchio composizione che consta di tutti gli
stro le forme di stampa. Oggi di hanno avanzugli delle schiume di mare ri
quasi affatto ceduto il luogo al Rolò. V. dotti a consistenza tale da formarne
– Avevano Rocchitt. Legni? Mastii ? pipe imitanti le pipe di vera schiuma.
Manichi? = Gringa. Crine = Pell. Pelli. Mazza. T. d’Agric. per Frantéja o Fran
Mazza. Mazzo. cióra o Sfrantója. Maciulla V. Sfran
Mazza de cavej. Ciocca di capegli. tója.
Mazza de fior.T. pitt. Mazzo di fiori. Màzza. T. di Cart. V. Màzz.
Mazza de pagn, de fregon e sim. Màzza. T. de Conciatori. Bollero. Stro
Mazzo di pannilini, di canovacci, ecc. mento di legno con manico lungo
Mazza de remolazz. Mazzo di radici che serve a stemperare la calcina nei
o di ravanelli. calcinai.
Mazza. . . . . . . Lunga canna in cima Mazza. Ammazzare. Uccidere. Mettere a
morte.
alla quale sta un granatino col quale
si spolverano le pareti delle stanze. L'omm l'ha de mazzà el terren,
Màzza. Maglio. Mazzo. Mazza. Grosso minga el terren l'omm. V. in Terrén.
martellone di ferro che si adopera a Mazzass in d'ona cossa. Ammazzar
due mani per menare colpi gagliardi. cisi. Spendere tutto sè stesso in chec
Dà-giò la mazza. fig. Far la ragione chessia.
o la giustizia coll'asce o coll'accetta. Mazzà. Macellare – Scannare. Incoeu
Mazza a duu pian o Mazzetta, Mazza el becchee el mazza; doman mazza el
a due bocche o Mazza a doppia boc cervelee. Oggi il beccaio macella; do
ca, cioè senza penna, o sia con altra mani il pizzicagnolo scanna. Mazzà
bocca(pian) al luogo della penna. dò voeult la settimana. Macellare due
Mazza de fa i sass. Mazza di ferro. volte per settimana.
Mazza da pietroni. Quella che da un Mazzà. met.... Dicesi di ciò che, uscendo
lato ha la bocca piana e dall'altro una secondo sua ragione di misura o di sim
punta alla grossa per uso di scavar metria o di convenevolezza, toglie con
massi e pietroni. gruenza e bellezza alle cose con vicine.
Vol. III, lu
MAZ (74) MAZ
Per es. Quella cà la mazza el giar con altri vocaboli specifici si hanno
din.... Quella casa, per essere troppo poi Omicidio, Matricidio, Fratricidio,
ampia o troppo alta o troppo tetra, Parricidio, Canicidio, ecc.
non lascia che il giardino faccia quella Mazzapioeücc. . . . . Per ischerzo o in
mostra di sè che dovrebbe. gergo è così nominato il dito pollice.
Mazzà che anche dicesi Ciappà. T. di Mazzapioeùcc.Scalzacani.Scalzagatti.Scan
Giuoco. Ammazzare. El re el mazza o naminestre. -

el ciappa la donna. Il re ammazza Mazzapioeùcc per Tajapioeùcc. V.


la regina. El cinquantacinqu el mazza Vess come la miee del mazza
primera. Il cinquantacinque ammazza pioeucc. Sempre dir forbici. Volere
Mazzàa. Ammazzato. (primiera. che la sua stia sempre di sopra. Essere
Mazzabècca. Mazzapicchio. rispondiero e ostinato nel dire chec
Mazzacàn. . . . . . . Persona incaricata chessia a sua opinione senza cedere
di ammazzare a randellate i cani so mai alle ragioni del compagno.
spetti di rabbia. Mazzaprèj. s. m. Calcese. Carrucola che
Mazzacàn. fig. Randello. Bastone. Legno. ponsi talora a un terzo della tratta
Mazzacàn. . . . . Rivendugliolo che dà di fune colla quale si colla in alto o
in testa agli altri vendendo le der trave o pietra, e che forma un angolo
rate medesime a molto minor prezzo nella tratta stessa a sicurezza mag
ch' essi non fanno. giore della collatura.
Mazzacavàj. Lo stesso che Coppacavàj. V. Mazzasètt struppiaquattòrdes. Un Dante
Mazzacavàll. Ad. di Pér. V. o Un Dabbuddà(Sacchetti Nov. I, 151
Mazzacò. Girino. V. Bottarànna. nota). Un che vuole ammazzare bestie
Mazzàcor, V. Badée. e persone(Fag. Rime II, 2o2 e. l.). Uno
Mazzacrònegh. Mazziere(*fior), Cappel il quale par che voglia ammazzar be
lano del capitolo della cattedrale che stie e cristiani(Pan. Poet. II, xvII, 8).
porta la mazza, forse ad insegna del Ammazzasette. Mazzasette. Rodomonte.
l'autorità dei canonici e monsignori Gradasso.
a quali precede nelle pubbliche ceri Mazzètt. Mazzetto. Mazzatello. Mazzolino.
monie, come i lettori e i mazzieri o Mazzuolo.
bastonieri precedono i magistrati. Pare Mazzett de scires. Incannata.
che Mazzacrònegh riconosca la nascita Mazzètt (preso assolut.). Mazzolino s'in
dal solito sconvolgere che fa il popolo tende di fiori. (fallii.
le voci leggendo certe abbreviature a Mazzètt. T. di Giuoco. Monte. V. in Banch
modo suo. E come l'antico Basilica Giugà ai mazzitt. V. in Trisètt.
Petri, scritto Bscape, fu detto Bescapè, Mazzètta. Mazzatello. Mazzetta de pagn,
così i Magistri scholarum delle pri de sonitt, de gorin, e simili.
maziali, scritti abbreviatamente Mgri Mazzètta in varie parti del contado, e
schm, siano stati detti Mazzacronegh; verso il Lodigiano, benchè con qual
e quel loro bastone vuolsi rappresen che lieve diversità di valore, per Pede
tativo dell'antico loro dominio ferula galla. V.
rio sui ragazzi. Forse ai Mazzacrònegh Mazzètta. Mazzetta. Maglio di ferro. V.
in Màzza.
corrispondevano gli antichi Virgarii.
Mazzàdo! m. bas. Tu sia morto a ghiado' Mazzettin. . . . . . Picciol mazzolino.

Mazzagatt. Mazzagatto Fag. Rim. lI, 54 Mazzettinoci.... Picciolissimo mazzolino.


e, l.). Ammazzagatti Nelli Com. II, 3o). Mazzin. V. Spinarcelº.
Specie di picciolissima pistola, Màzzis. Macis. Fiore di noce moscada
Tir de mazzagatt. Ammazzagattata (Targ. Ist. III, 56o). V. Macis.
(Nelli Allievi di ved. III, 9). Mazzitt de sparg. T. de Confett. . . . .
Mazzalegùmm o Mazzalemm o Malèrba, Specie di confetti al dragante in figura
Succiamele. Orobanche. Erba dannosa di picciolissimi mazzetti di asparagi.
alle civaje. Mazzò (che alcuni dicono anche Revendó).
Mazzament. Uccisione. Ammazzamento T. de Pizzicag Scannaporci? Fra i
Eccidio. Da quest' ultima voce unita nostri pizzicagnoli vale specificamente
MAZ (75) MED
quel pizzicagnolo che ammazza animali Mazzón. . . . . . Gran mazzo.
e rivende le carni porcine macellate Mazzoràda o Mazzolàda. Mazzata.
a pizzicagnoli che non macellano. Mazzuccà. Battere. Percuotere in capo.
Mazzòcchera. Capocchia. Mazzero. Pan Forse dal provenz. Mazzucar che vale
Mazzòccora. º nocchia. Estremità di sbattere, percuotere insieme, da cui
mazza o bastone grossamente ritonda pare che gl' Italiani abbiano tolto il
e assai più grossa del fusto - Con la maz loro antico Bazzuccare.
zocchera. Mazzocchiuto. Pannocchiuto. Mazzuccàda. Capata.
Mazzoeü. . . . . . . Martellotto di ferro Mazzùcch. Mazzocchio(Lippi Malm. IV,7).
tozzo e di bocche pari e inacciajate. Zucca. Testa. V. Colmègna.
Mazzoeiù. Mazzuolo. Maglietto. Martello Fà trucch mazzucch. V. in Trùcch.
da scarpellini o tagliapietre. Mazzùcch. fig. Capassone. Uomo duro
Impieni on mazzoeü. . . . . . Rag d'intelletto, e di nessuna capacità.
guagliare la bocca del mazzuolo, sup Mazzucchèll. Falaride otricolata. Erba
plendovi con ferro a saldafuoco quella arvense detta Ciocchinna da Pavesi.
parte che v'incavò o scheggiò fuora Mazzucchèll (altro). . . . . Specie d'erba
lo scalpello col suo capo per forza detta Carer arenaria dai botanici.
del continuo battere. Mazzuccon. Testa di ferro(Pan. Poet I,
Mazzoeü. Mazzuolo. Mazzapicchio. Magliet xxxIII, 4o). Capassone. Capocchio. Biz
to di legno col quale si batte la canapa zocone. Scorzone. V. anche Badée.
sul ciocco da diliscare (cavall) prima Me. dat. Mi. A me. Me. Teme daree de
di passarla alla maciulla (frantoja). bev? Me det i danee? Mi darai da
Mazzoeü. T. di Giuoco di carte. Maz bere? Mi dai i quattrini?
zetto? Ogni picciol numero di carte Me. acc. Me. Mi. Per es. Te me vocu ſà
in cui si venga compartendo il mazzo morì. Mi vuoi far morire.
intiero delle carte da giuoco. Mè. Mio. Per es. Quell cavall l'è mè.
Fà mazzoeu. Accozzar le carte. Nel Quel cavallo è mio.
far le carte (fà el mazz) mettere de Hoo trovaa el mè. ironic. Io ho tro
stramente insieme quelle buone per vato il mio uomo(Lasca Sibilla, I, 5).
farsele capitare alle mani – Ed anche Mea-cùlpa.Settemio.Colpa mia Cagion mia.
Scozzare le carte, cioè nell'alzarle a Mecànega. Meccanica.
chi le fece(in del leva) e ne dà so Mecànegh. Meccanico.
spetto di averle accozzate, mandarle Mecanismo. Meccanismo. La struttura
in tanti mazzetti per vincer l'arte materiale dei corpi.
con l'arte. (legno. Mecanismo. . . . Nell'arpa è il conge
Mazzoeùla. Mazzo. Maglio. Martellone di gno di pedaliera rinchiuso nella menº
Dà la mazzoeula in sul coo. Dar sola per mezzo del quale è dato al
del maglio sulla testa, e fig. Maz l'arpista di eseguire tutti i tuoni
zuolare(voce così male ortografizzata, del sistema enarmonico.
forse perchè altramente equivoca, e Mèccia. Saetta(Alb. enc. in Accecatoio).
reg. da Min. e Zanob.). Fare il collo. I formai chiamano con questo nome
Lassass dà la mazzoeula sul coo. fig... franzese (Méche) il loro trapano onde
Lasciarsi fare il collo ne prezzi. fanno uso, tra le altre cose, per fare
Mazzoeüla. Mazzuolo. Specie di martello nelle forme da scarpe un foro pel qua
di legno ad uso di vari artigiani. le infunarle onde poterle appendere.
Mazzoeula de segrin. . . . . . Maz Méda. Meta (Alam. Coltiv. II , 61 ). Ca
zuola col sagrino sulle bocche per tasta. Massa. Monte. Cimulo – Questa
servirsene a sagrinare le pelli. nostra Meda noi la riconosciamo o dal
Mazzoeüla. Mazzuola. Picciola mazza. lat. Meta, o fors'anche dagli Spa
Mazzoeula del lin. Scòtola. gnuoli fra quali è comunissima voce
Mazzoeura. V. Mazzoeüla. in significato di molto, di quantità.
Chi dà-via el sò o Chi remonzia al Fà-sù in meda. V. Immedà,
fatt sò prima ch'el moeura el merita sul Mett in meda.
coo ona mazzoeura. V, in Fatt sig. 2.” Meda de quadrej. V. in Quadrell,
MED (76) MED
Meda de sass. V. in Quadrettà. Medegà. Medicare – Medicinare.
Meda de ruff. Barca di concio(Gior. provà del sò pel de Inedegasse sim.
agr. IV, 559) Concimaja(ivi pass.). P. in Pél.
Mucchio di letame. Medegalla. fig. Ripescar le secchie.
Méda. Catasta Massa di legne di quer Rimediare al male già fatto.
ciuoli rifessi o d'altro legname, di Tornà a medegà. Rimedicare.
altezza e larghezza determinata se Medegàa. Medicato.
condo i luoghi. La nostra catasta Medegada. Ad. d'Èrba V. e agg. che
(meda)di legne è anche una specie di altri Brianznoli chiamano Erba mede
misura convenuta, giacchè suol essere
gada il Medeghett bianch V.
larga quattro braccia nostrali ed alta Medegadùra. Medicatura. Medicazione.
quattro, ancorchè lunga a piacere. Medegamént. Medicamento. Medicina. Fir
Pognam caso, lunga sei braccia dà maco. Rimedio; alla latina Medela;
quattro carra di legne perchè il carro talora poetic. Medicàme.
ha otto braccia di corda – Tra i Mèdegh. Medico – In generale però il no
Fiorentini la Catasta suol essere lunga stro popolo dice più volentieri El dot
braccia fiorentine sei. alta due, e larga tor, e lascia questa voce Medegh ai dotti.
uno e mezzo – Il Catastone(Gior agr. El medegh Tenca de sti maa ne
pag. 541 ), misura delle legne in Val guariss minga. È male irrimediabile o
dera, è lungo braccia ventiquattro, irremediabile o irremedievole o inni
alto quattro, e largo quattro: ven mediabile, ecc. E male a cui non è
desi da 13o a 14o lire. -
rimedio. È male senza rimedio. È male
Meda de fassinn. Catasta di fascine irreparabile o inreparabile o insana
con Capellinna. Cappello. – In Tosca bile o incurabile.
na colui che vende e porta alle case Medegh defoeuravia. Medico volante.
le cataste di legne da ardere dicesi Medegh de la cura: Medico assistente.
Catastajo. Medegh vecc e cerusegh gioven...
Méda impropriamente per Maragnocò. V. Il medico sia vecchio, e il chirurgo
Medaja. Medaglia. Ogni moneta antica, giovane; dett. volg. di piana intelligen
romana, greca, etrusca, ecc. Medeghèssa. Medichessa. (za.
El rovers de la medaja. Il rovescio Medeghètt. Nome generico nostrale di
della medaglia. varie artemisie.
Medaja con la tegna. Medaglia in Medeghett assolutamente o Medeghett
tartarita – Medaglia coperta di patina. bianch. Canapaccia perchè di scorza fila
Medaja, fig. per Andeghée. V. mentosa come è la canapa). Assenzio delle
Medaja. Medaglia. Tondino d'oro o d'ar siepi perchè usato come succedaneo al vero as

gento o di bronzo che si conia in onore senzio). Erba Lucina(perchè usata negl in
o a premio di alcuna persona meri conodi puerperali). Erba bianca(per la
tevole di tale onorificenza. peluia bianca sottana delle foglie ) (Targ.
Medàja diciamo abusivamente anche ogni Ist. in Artemisia vulgaris). Assenzio
altro tondino figurato di qualunque o Erba canaparia. Erba san Giovan
metallo; come per esempio ni. Artemisia. Nel nostro contado al
Medàja. Medaglia(Alb. enc. in Coroncio cuni la chiamano altresì Erba mede
ne) quella che pende dai rosari. gada, e ne regalano le focacce, così
Fà crosett e medaj. Far segni di come fanno colla nepitella, e come il
croce(Pan. Poet. II, 5). V. anche in Mattioli dice farsi anche da Toscani.
Crosètta. Medeghett per eccellenza o Mede
Medajin. Medaglino(Caro Let.fam. III, i 14 ghett verd. Assenzio. Assinzio. Assen
– Doni Zucca p. 2o5). Medaglietta. zo. L'Artemisia absinthium L.
Medagliuccia. Con dent el medeghett. Assenzia
Medajón Medaglione. (garia. V. to. Medicato coll'assenzio.
Medanda. Lo stesso che Seganda o Se Medegòzz. v. brianz. Medicastro. Spargi
Mèdega. s. f. Medichessa. rico o Empirico(in sign. spr.). Chi s'im
Mèdega. Ad. d'Erba. V. paccia di medicare senz'esser medieo.
MED (77 ) MEJ
Medicina, e per lo Mediòss(Ala), e cont. A la mejdi oss. Mez
più in senso avvilitivo, cioè medici zanamente – Alla meglio – Talora anche
na cattiva, impiastro, ecc. è lo stesso che A la mitterlanda. V.
Medegòzz. Mestura o Cera da nesti. Medità. Meditare. -

(Tar. fior.) V. in Insed vol. II, p. 516 Meditàa. Meditato.


col. 1.º oltre il mezzo. Meditazion. Meditazione,
Medèmm (voce romanza). Medesimo.Stesso. Mediterrani. Mediterraneo.
Istesso; poet. Medesmo; corrott. Me Medoeüla e Medolin. Dim. di Meda(catasta
demo – Istess fodraa del medemm. di legne). V. Medinna.
V. in Istèss. Medón. Mattone. V. in Quadrèll. Nel
Medemmamént. Medesimamente. Stessa nostro Daz. Merc. antico sono sempre
mente. Parimente. detti Pietre. - - - -

Méder. Mòdano. Garbo (“tosc.). Nome Medon ingles. V. Filacortèj.


dei modelli superficiari di carta, di Medonin e Medonzin. Mattoncello.
legno, o di metallo che gli artigiani Medregàl. v. cont. per Matrical. V.
sovrappongono alle materie da lavo Medrin. Garbetto. - -

rarsi per segnare in esse la periferia Mée. Miei – Mie. Per es. Hin i mee. Sono
delle parti che ne hanno a ricavare. i miei parenti. Hin i mee donn. Sono
Toeü-giò el meder. Cavare da un le mie donne – I mee gent. La mia
modello le misure d'un'opera qua gente(“tosc.). Tutti i parenti costituenti
lunque – Fare un picciol modellino famiglia e quelli usciti della nostra
– Fare un po' di modelletto di chec per passare ad altra famiglia.
chessia – Ridurre dal modello – Mo Mèj. Miglio. Il Milium indicumL o Pa
Medesinna. Medicina. (dellare. nicum miliaceum d'altri, pianta nota.
Boccon de medesinna. fig. Pillola. Mej bianch. Miglio colla coperta
L' è mej spend danee in pan che del seme bianca (Targ. Istit. II, 77, che
in medesimn. V. in Lenzotti. lo dice il più comune, ciò che non
Medesinna de cavall. Medicina dra è punto fra noi).
stica, gagliarda – Medecine de cheval Mej giald. Miglio colla coperta del
dicono anche i Francesi. seme gialla(Targ. Istit. Il, 77). Questo
Mediànte-chè. Purchè. è il più comune fra noi. -

Mediantibus illis. . . . Co'quattrini, coi Mej marin. Lo stesso che Perlinna. V.


contanti, colla grascia di quel santo. Mej negher. Miglio colla coperta
Mediator. Sensale – Nei diz. ital. Media del seme nera Targ. Istit. II, 77).
tore e Mezzano, come anche Media A san Barnabà segra e mej in terra
zione e Mezzanità, non sono ricevuti va. V. in Ségra. -

nel significato dell'interposizione com Bondanza de mej. . . . . Modo col


merciale così come nel nostro dialetto quale sogliamo copertamente notare
milanese semicolto. d'inciviltà chi fra persone educate
Mediazion. Senseria. L'opera del sen si gratti le natiche o ne accusi il
sale, e la mercede di essa. prurito; ed è come dire V'avete forse
Medin chiamano alcuni del contado l'O la carne panicata? o vero Avete voi
mett de pajee. V. il miglio nelle brache che vi noi?
Medin. s. f. Voci quasi che morte El mej spess el manten la famm in
Medinna. in città, ma tuttora vive nel Proverbio agrario nostrale
contado, rimanenze dell'antica Amita che avvisa essere necessario di tener
latina e italiana, e sinonime di Zia. V. rade le piante di miglio chi le voglia
Medinna o Medoeula. Catastella(Gior. agr. veder prosperare. (V. in Pàssera.
VI, 54 i ). Picciola catasta di legne. Se tucci passer conossessen el mej.
– In Val d'Era la Catastella è lunga Vess pien a segn che ona granna
braccia sei e alta due. de mej la va minga in terra. . . . .
Mediòcher. Mediocre, Essere folla tale che non permetta
Mediocramént. Mediocremente. accesso. Mancu ci capi n'agugghia
Mediocritàa. Mediocrita. direbbero i Siciliani. - - -
MEJ (78 ) MEL
Mèj. Miglio. Il seme della pianta detta Ha gambo grosso, foglia lata, e spiea
Panicum milium o miliaceum – Ogni nodosa.
seme isolato dicesi Granna de mej. Mejaroeò. V. Miaroeü.
Granello di miglio. Mejaroeùla. Ad. di Gaijnna. V.
Color del pan de mej. V. in Pàn. Méi. V. in Mi (a me).
Mej pilaa. Miglio brillato(Targ. Ist. Mél. s. m. in città. Il Mele o Miele –
II, 77). Mél. s. f in contado. Col mele si fanno
Pan de mej. V. in Pàn. in ispecialità se misto coll'aceto gli Os
Succ come el pan de mej. V. in Sùcc. simeli(rosimèl), se coll'acqua le Mulse o
Mèj. Meglio. Più bene. Acque mulse o gl'Idromeli oi Melicrati
A la bella mej. O male o malaccio che si vogliano dire, se coll'olio gli
(Fag. Mar. alla moda II, 9). Alla meglio. Eleomeli, se colle conserve di frutti
A la mej di oss. V. in Mediòss. le Marmellate. – V. anche in Lattimél.
Andà semper mej. Andardi bene in Mel de Spagna. . . . . . Miele di
meglio. Migliorare – Prosperare. Spagna, ed è il migliore.
El farav mej a tasè. Farebbe il suo Mel de Valtellinna. . . . . . Miele
meglio a starsi zitto. di Valtellina, ed è per noi di qualità
Fà a chi fà mej Fare a chi meglio inferiore.
meglio. Mel rosaa. Miele rosato, cioè Miele
Lassà-foeura el mej. Omettere il più in cui siano state rose in infusione.
o il meglio; comic. Guastar la coda Mel sforzaa. . . . . Secondo miele
al fagiano. che si ottiene dai favi (dopo che cessò
L'è mej dì pover mì che pover di colar da essi il miele vergine) posti
mun. . . . Si suol dire da chi loda il in gabbie di legno e torchiati gagliar
celibato. V. in Pöver. damente. È poco dolce, assai lique
L' è mej inscì che nagott. Egli è scente, pieno d'imbratti e financo di
meglio tale quale che senza nulla stare. cera, e si serba sempre fluido. I
L'è mej ona magra gaijnna incoeu Siciliani lo chiamano Miele pullo
che on grass capon doman. V. Gaijnna. (Meli di puddu) perchè così polluto
L'è mej soll che mal compagnaa. V. o sia guastato dal sugo del cacchione
in Compagnàa. dell'ape ch'essi chiamano puddu e
Se no te gh' ee de mej. Se non hai che nella premitura de favi si viene
di meglio, e comic. Se non hai altri meschiando col miele.
moccoli. Mel vergin. . . . . Miele puro che
Vorè quai coss de mei che el pan cola naturalmente dalle cellette dei
de micca. V. in Micca. favi tagliati o stritolati a tale eſfetto,
Mejàcca. s. f. . . . Nome collettivo de e che di leggieri si congela in masse
gli steli o vogliam dire gambi del granulose.
miglio che segati e spogliati della Bocca de mel. Bocca melata (Pan.
spiga servono in vari paesi del con Viag. Barb. I, 7).
tado volti verso il Lodigiano e il No Dolz come el mel. Dolcissimo –
varese come mangime vernile per le In senso fig. Melatissimo. Più melato
bestie da soma. Propriamente la Stop che il confetto.
pia o Seccia del miglio. Fà el mel. Mellificare – Che fa
Mejàda..... Campo seminato a miglio. mel. Mellifero. Melifero. – Mellifluo.
Mejànna. Panicastrella. Panico salvatico – Mellifluamente.
(Tar. Diz in Panicum viride). Fieno Mangià fel e spuà mel. Avere il fiele
stellino. Fa nelle stoppie; ha spighetta in petto e il mele in bocca? Soppor
come quella del panico; del seme, che tare dispiaceri od ingiurie, e, non che
si raccoglie con quella sacca a rete mostrarne risentimento, dir bene di
che diciamo Guàda (V.), sono ghiotti chi ce le arreca.
gli uccelli, i piccioni, le galline, ecc. Mettegh el mel. Immelare.
Mejanòn. Panicastrella. Panico salvatico Tirà-foeura el mel di cassett di avi.
(Targ. Ist. in Panicum verticillatum). Smelare.
MEL MEL
(79)
Melàa. Melato, e alla latina Mellito. Melghètta che anche dicesi Melga rossa.
Cont on fà melaa melaa, o Tutt mel. Sagginella. Sainella. Saggina serotine.
Più melato che il confetto. E l'olco a frutto penzolo di alcuni bot.
Melassa. Melazzo(Targ. Istit. III, 57o). Melgòn che pure dicesi Melgòtt o For
Melassa? Il residuo dello zucchero mentón e ambiguamente anche Carlán.
Grano turco o siciliano. Formentone.
raffinato; posatura che lascia lo zuc
chero allorchè si viene affinando. Melicone(Alb. enc.). Melligone(Zan. Diz.).
Melàtt. . . . . . Nome che si dà nelle Grano notissimo ch'è il Zea Mayz L.
nostre campagne a chi fa professione
di raccoglitore e trafficante di mele, Barbis o Cavij del formenton. Bar
così come i Veneziani chiamano Ceron ba o Capelliera (Gior. agr. V, 125).
il Raccoglitore di cera. Il fiore femminino del zea mayz.
Meleghètta. Ad. d'Èrba. V. Foeüj o Fojón o Scartòzz. Cartocci.
Mélga. Saggina. Saina. Meliga. Melica. Le glume che ricoprono la spiga.
Melliga. – Seminata fitta e per pastura Fojètt. Le Foglie. – Fojett bindellaa...
dicesi Sagginella o Sainella. Foglie lacere perchè grandinate.
Andà giò per la melga. fig. Inta Germèj. Germe. Quello che i Par
baccarsi. Innamorarsi. Ingattire. Es migiani dicono Calcagnuolo, e che alla
ser nel frugnuolo. Gocciolare. macine dà la crusca di granturco.
Grànna. Granello.
Son resta a stuppe fiasch
Quand hoo veduu i prenzep anca lor Loeüva che in Brianza dicesi Spo
Andà sgiò per la melga a fà l'amor. lòtt, verso il Pavese Noeuvola, verso
(Mag. Rim.). il Lodigiano e il Cremasco Fus, e
Melga bianca. Saggina bianca. Sag verso il Bergamasco Canò o Mappa.
gina del collo torto(Targ. Ist. in Sor Pannocchia. Spiga. V. in Loeüva.
ghum cernuum). Melgàsc o Fùst. Granturcule. Lo stelo.
Mollitt o Cocchitt o Borlitt o Mor
Melga de scov o Formentonin. Sag
gina a spazzole. Saggina da granate zón o Gravisin o Gnòcch o Monij o
o da scope. Saggina scopajola(Targ. Manòquar. Torsi. Le spighe spogliate
Ist in Sorghum saccharatum). L'Olco de' granelli.
saccarato di Linneo. Scovin o Fior del formenton. Spàz
Melga gialda. Saggina gialla. Il Sor zola? Pannocchia(Gior. agr. V, 126).
ghum flavum dei botanici che fa seme Spannocchia(ivi 125). Il fior maschile.
il doppio più grosso delle altre saggine. Sperón..... Le radici dello stelo,
Melga rossa vale quanto Melghètta. V. quelle barbe per le quali il grantur
cale sta fermo in terra.
Melgasc de la melga. Sagginale.
Gamba o fusto della saggina.
Melgasc. Granturcule(così nel Gior.Georg. Melgon o Formenton d'Egitt. Grano
Il, 225 e pass. Forse questa desinenza siciliano bianco o di Filadelfia.
in luogo di Granturcale è pisana, ve Melgon o Formenton genoves. Gra
dendosi anche poco dopo Fagiolule, no siciliano grosso.
Melgon o Formenton. . . . . Grano
º ecciule, ecc., non è però nuova es
sendovi nei diz. ital. i Canapilli, ecc.). turcotrasparente(Gior. Georg. XIV, 9o).
Stocco (“maremm. – Gior. Georg. VI, Zea marz vitrea de'bot. Ha stelo non
565). Senale(Lastri Op. I, 95). Stelo maggiore di due braccia e con più
del gran turco. Quello della saggina pannocchie, dà poca farina, e in Ame
(o melga) chiamasi Sagginale e dal rica si usa mangiarne i semi in latte
Crescenzio Melegario. Se non erro, il crudi o conditi con sale e burro. A
Bracciol.(Sch. fals. Dei VI, 54 e VII, 1) fare quei che noi diciamo i benis ot
usa Sanali in luogo di Sainali, saggina tima riuscirebbe questa specie, come
li; la voce però non è la più chiara. quella che scoppietta assai forte.
Mel ge.
eigascee
Melgascér.
( v. cont. Mucchio di gran
-
Melgon rar polenta spessa. . . . .
Dettato di facilissima intelligenza, co
“ºººº è turcali o di sagginali.
Melgasciàda. ) mune in quasi tutta la Lombardia, e
MEL (8o) MEL
contenente un precetto non sempre ese per Melangolo, e il bot. Melopepo
guito in molte parti di questa regione. ivi è detto Popone, così anche ne diz.
È dettato che ebbe l'onore d'essere ital. Popone la vinse su Mellone a cui
mentovato così alla milanese da Par lasciò il solo incarico dell'altra rap
mentier nella sua bella Memoria sul presentanza e di quella datagli dal
granoturco stampata a Bordò nel 1785. Crescenzi(Agric. VI, 71) – Questa voce
Melgon ostan. Grano siciliano ago Melon ha fra noi due pronunzie: chi
stano o grosso(Targ. Diz. in Zea marz grida per le vie tali frutti dice Melòn
semine majori). Si semina da noi fra bòn e fa aperti ambi gli è, ogni altro
marzo e aprile, dice Melon bon con d chiuso. – Dei
Melgon magengh e mal invernengh. poponi si noverano in Toscana (come
.... Si semina fra noi tra maggio e giug" riferisce il Targ. Tozzetti nel suo Diz.)
Melgon quarantin. V. Quarantin. assai varietà, come Popone a serpe o
Melgott gialdon. Grano sicilº giallo. serpentino, P. arancino, P. arancino
Melgott gialdin. Grano siciliano lungo, P. arancino moscadello, P. di
bianchiccio o biancastro. Spagna bianco, P. lungo e liscio bian
Melgott ross. Grano siciliano rosso co, P. odoroso piccolo di Portogallo
porporeggiante. (rastro. o di Spagna, P. peloso lungo, P. re
Melgott negher, Grano siciliano ne tato, P. trombetto. P. vernino di Spa
Melgonin. Lo stesso che Quarantin. V. gna bianco, P. vernino di Spagna gial
Melgòtt. Grano turco. V. Melgòn. lo, P. vernino lungo, P. vernino tondo,
Melgottin. Lo stesso che Quarantin. V. P. verde di Spagna, P. damaschino.
Melissa. Melissa. Cedronella. Cedornella. Vedi anche per altre varietà il Re
Citraggine. Melacitola. La Melissa offi nell'Ortol. dir. II, 271 e seguenti.
cinalis L. L'Alamanni (Coltiv. IV, 87) Scorza, Buccia – Fesa. Spicchio -
usò anche poeticamente Mellifillo; ma Tegna. Bernoccoli = Mollasc. Trippa.
perchè colpa il verso l'usò tronco Buzzo. Midollone = Gandolitt. Semi.
(Mellifil), Minerva patavina ne lo ca = Picoll. Gambo.
stigò voltandoglielo in Mellifilo! Cocumer e melon e meresgian ghe
Acqua de melissa. Acqua di melissa. fan perd la pascenza ai ortolan. V. in
Mclitar. V. Militàr. Ortolàn.
Mèlla che anche dicesi, e sempre in Di melon ghe n'è pocch de bon.
gargo, Sparpajadora, Martólfa, Mar Bisogna comperar trenta poponi se
tinna e simili). Medola(Fag. Am, non si vuole trovarne due di buoni.
op. a caso III, 5). Cinquadea, Striscia. Faa a melon. Spicchiuto?
Draghinassa. La spada. – Quella daga Faa come on melon. Cotto come
di legno che si cigne l'Arlecchino (si una monna. V, in Fàa fig.
mile al raschiatoio dei pittori che il Lattada de gandolitt de melon. Lat
Diz. dice Mella) e che tali maschere tata di semi di popone,
chiamarono pur sempre La Mella, Melon de Caravasg. Poponi caravag
diede origine a questo nostro gergo. gini, cioè vegnentici dal territorio di
Mèlma. Melma. Memma. V, in Fànga. Caravaggio nel Bergamasco, i quali
Mèlma... Alcuni chiamano così quella ma noi abbiamo pe' migliori,
dre acetina che si forma talora intorno Melon d'Egitt. Popon muschiato o
alle cannelle delle botti piene di vino. di Gerusalemme(Targ. Diz. in Cucumis
Mèlmora. Lo stesso che Mèlma sig. 1. V. Dudaim).
Melodramma. Melodramma. Melon de pianta veggia.... Dicesi
Melògna. Zucca. Coccia. Coccola. Testa. scherz. di persona attempata e calva.
Melón. Popone. Pianta e frutto notissi Melon invernengh. Popone vernino.
mi. Nella più parte dei paesi d'Italia Melon moscatell. Popone moscadel
Mellone vale come fra noi il Cucumis lo. Specie di popone di figura bis
melo o il Melopepo dei bot. e il Melon lunga, la cui polpa è di color verde
dei Fr.; ma siccome in Toscana Mel bianco, molto sugosa, dolce e delicata.
lone è voce riservata alla sinonimia Melonrampeghin.Popon rampichino?
MEM (81 ) MEN
Melon rognos. Zatta. Meménto. Memento(Zanob. Diz.). Quella
Melonsoli. Popon lungo e liscio bianco preghiera che si dice nella Messa subito
(Targ. Diz. in Cucumis melo verus). dopo il Sanctus per raccomandare a
Melon tegnos o con la tegna o Dio ogni prossimo nostro – Fig. Un
crostos. Popon ronchioso o ronchiuto tientammente, cioè Percossa o Rimbrot
o bernoccoluto. to che debba servire altrui di ricordo
Melon temporii. Popone primaticcio. valevole a ubbidire i nostri voleri.
On melon cocì coci. Una poponella. Memoràbel. Memorabile. Memorevole. Me
Una poponessa. Una zucca. Un mello morando.
ne. Un poponevano, scipito, smaccato. Memoràndom. s. m. Memorandum(Pan.
Quell che vend i melon. Poponajo. Viag. Barb. II, 218). Cosa memoranda,
Zucch e melon, ogni frut o ogni cosa tale, o vuoi per bontà o vuoi per
cossa a la soa stagion. . . . . Oltre a tristizia, che non possa facilmente
ciò che ho già detto in Fràt (V.), s'ag andare in dimenticanza.
giunga che talora questo nostro pro Memòria. Memoria, e antic. Memòra.
verbio equivale al toscano In chiesa A memoria d'omen. A di de'nati.
coi fanti e alla taverna coi ghiotti o Andà-via la memoria. Cadere della
coi ghiottoni, cioè Le azioni vanno memoria. Uscir di mente; e famigl.
conformate ai luoghi. Andare in acqua la memoria ad uno
Melón. met. Tosone. Che ha tonduti i (Zanon. Rag. vana p. 55).
capegli – Bertone. Chi ha tagliati fino Di-sù a memoria. Dire a memoria.
Fa memoria a vun. Rammemorare
al vivo i capegli.
Melon. . . . . Così chiamasi volgarmente o Rammentare altrui checchessia.
dai nostri lattai il Cumulo di mezzo Memoria de bronz Mag. Int. II, 25o).
che fanno in un piatto di panna mon Memoria tenacissima.

tata(lattimel). Memoria de gatt. Memoria infedele.


Melón per Salamm de testa. V. Salàmm. Memoria labilissima. Panier perse la
Melonà. Zucconare. Tondere. Tosare. dicono i Francesi, e di chi l'ha tale si
Radere i capegli, lasciar in zucca rasa. suol dire ch'egli è un Ser Ismemora
Melonàa. Zucconato. Scorcio. Tonduto. (Sacch. Nov. 197) o Uno Smemoratac
Melonéra. Poponaja. s. f.(Targ. Viag IV cio. – I Fr. dicono anche Il a une me
275). Poponajo (Berni Rime II, 2o2 moire de lièvre, il la perden courant.
- Alb. enc.). Luogo ove si seminano i Ona gran memoria. Memoria sfa
poponi – La voce italiana Mellonajo sciata(Salv. in Pr. fior. IV, II, 12o).
vale luogo ove si seminano i melangoli. Memoriona.
Patron de la melonera. . . . . . Il Pien de memoria. Memorioso.
padron di casa. Quand se gh'ha minga de memo
Melonin. Poponcino. Popone piccolo. ria, se notta. Chi non ha memoria ab
Melonin... .. Suol dirsi di un ragazzo bia carta(Pros. fior. lII, II, 54).
il quale abbia tonduti i capegli, ed Refrescagh la memoria. Tornare al
anche della Testa stessa di un fan trui alla memoria checchessia. Ritor
ciullo così tosata. nar checchessia nella memoria ad uno.
Melònna. Lo stesso che Sguànsgia. V. Trass in memoria. Ridursi alla me
Mémber. Membro. Il volgo usa questa moria. Recarsi a memoria.
voce solo nei modi seguenti: Memòria. Ricordo. Memoria. Memoriale.
Member de cavall. T. de Manisc. Fann memoria o Fann-giò ona me
Vergella(Cresc. III, 25). moria. Farne ricordo. (cordi.
Member e Member peccador. Mem Librett de memori. Libretto da ri
bro. Membro virile. Membro genitale. Memòria. ſig. Un tientammente.
Membro di natura. Memòria. Ricordo. Pegno.
I dotti e le persone colte l'usano Memorial. Memoriale. Supplica.
altresi nel signif accademico, nell'alge Memoriètta. Memoriuccia.
brico, nell'architettonico, nel rettorico Mén. Meno.
nei quali ha corso nella lingua illustre. De men de vun. Meno d'alcuno.
l ol. III. l I
MEN (82 ) MEN
Lira pù lira men, On poo pù on poo Menà-via. Indurre in errore.
men o sim., Nè più nè men. V. in Pù. Menà-via. Agguindolare. I . Fà-sù.
Vegni al men. Venire in basso o in Menà-via. Abbagliare. Duu ciar men
cattivo stato o in deca lenza. Declina nen via. Due lumi abbagliano.
re. Decadere. Andare al basso o al Menà-via con di bej paroll. V. in
dichino. Scadere; e comic. Di buona Paròlla. -

badia essere a debole cappella – L'è Menà-via el coo, la vista, ecc. V.


vegnuu al men. Le acque son basse – in Cóo nell'App., Vista, ecc.
Talora direbbesi anche Di messere Menà-via vun. Catturare.
tornò sere o di papa vescovo o di ba Menà vun per strasciaria. V. in Stra
dessa conversa o vero Ser Grisante, sciaria e in Sala.
di maestro lavorante(Monos. p. 276). Savè menà la barca. V. in Bàrca.
Menà. Menare. Menà. Suppurare. Far marcia. Dicesi di
Fornì pù de menalla. Mestarla e vescicanti, cauteri e simili.
rimestarla. Rimenarla a lungo. Fà menà. Far suppurare.
Ghe voeur olter carr a menamm Menàa. part. pass. di Menà. V.
via. V. in Càrr. Menaa-via. Annovellato.
Lassass menà-via. Lasciarsi aggirare Menabò. V. Mennabò. (faj. V.
o levare in barca o in groppa. Ca Menacc. T. di Cart. Lo stesso che Stran
valcar la capra. Credere facilmente Menada. T. di Giuoco. Mossa. Il muo
checchessia anche inverisimile. vere, parlandosi di giuochi di dama,
Lassass menà-via di ciaccier. La scacchi e simili, una pedina o un
sciarsi infilzardall ciarle Mag. Op.544). pezzo, e quindi Far buona o cattiva
Menà bon. Menar buono. Dare per mossa, secondo che si muovano be
ConCe.SSo, (Rùzz. ne o male.
Menà bulia o Menà del ruzz. V. in Menada. fig. Mena. Raggiro. Intrigo.
Menà dent.T. delle Cucitrici. V. Robà. I 'iluppo. Cabala – Pincianella.
Menà el cazzuu, el cuu, el dent, Menadid. V. Mennadid.
el ſetton, ecc. V. in Caczùu, Cùu, ecc. Menadinna. Menatina(Zanob. Diz.).
Menagh dent. Rimettervi di capitale. Menadór. Menatojo. V. Menadóra,
Scapitarci; e comic. Andar per la de Menadór. T. di Cart. Lo stesso che Stran
cima e lasciarvi il sacco. È in questo faj. V.
senso che i mercanti sogliono altresì Menadóra. Menatoio. Strumento col quale
dire che Il guadagno va dietro alla si mena o dimena o muove checchessia.
cassetta. (nari Menadora che anche dicesi Menadùra.
Menagh dent danee. Rimettervi de Scalmo. Nelle barche è quell'appoggio
Menagh dent la coa. Lo stesso che del remo che altri dice Remaroeula. V.
Mettegh on sciampin. V. in Sciampin. Menadora. V. Menéra.
Menà-giò. Percuotere. Battere. Dar Menadùra per Menada fig. e per Mena
delle picchiate o mazzate sorde. dora sig. 2. V.
Menà i gamb, i polpett, i sciabel, Menaj, che altri dicono Menàli o Menà
i sciamp, ecc. V. in Gàmba, Polpèt vol. Fuso. Quel cilindro posato per
ta, Sciabela, Sciàmpa, ecc. linea orizzontale o sia per piano, che
Menà la coa, la gamba, la man, mosso da una ruota a cassette o
la polenta, la polta, la tapella, ecc. dentata o comunque dà il moto a
V. in Cóa, Gamba, Màn, Pólt , Po ruote o ad alberi, o a stanghe di al
lénta, Tapèlla, ecc. cuna macchina, come filatoio, gual
Menà l'ussinanz indree. V. in Uss. chiera, torchio, ecc.
Menà per el nas. V. in Nàs. Menali per Menàj. V. -

Menà per la bella. Fare alla palla Menàlla. Rimenarla. Iiimestarla. Menéla
d'uno. Tener a loggia uno. pù nen. Via, la non si rimeni o ri
Menà-sù. Menarsi (Sacch. Nov. 145). mesti più.
Itasciugare. Catturare. Menar prigione. Menàn. È lo stesso che Lizon. V.
Menà-sù o Tajà-sù el ſen. V. in Fén. Menant. Servo. Servitore. Famiglio,
MEN (83) MEN
Menant-e-Servitor(o vero Menant-e-Ré Mendozzàa. . . . . Tutto rimendature.
gola) . . . . . Ordigno composto di Meneghin. . . . . . Fra noi equivale a
due ferri o legni congegnati ad an Milanese, e propriamente a un del
golo e fitti nell'albero d'un infran volgo. – Il Meneghino delle commedie
tojo da olio, che aggirato dall'albero milanesi o simili fa l'ufficio dello
stesso ha per ufficio di sollevare, Stenterello de Fiorentini, del Panta
raccogliere, rivolgere e mandar sotto lone de' Veneziani e d'altrettali ma
la macina tutti i semi oleiferi da in schere – Vogliono gli eruditi che que
frangersi. Ne torchi da olio genovesi sto nome di Meneghin sia sincopato
l'ordigno è diviso in due, cioè nel da Domeneghin (nella qual supposi
Menant che dicono Mescia o sia mesta zione e sarebbe fratello del volgare
tojo, e nel Servitor che dicono Pala; toscano Menghino – Fag. Com. II,
il primo solleva e manda le olive 52o), ed altri che provenga da
al centro della macina; la seconda le Domenega o sia Servitor de la dome
rimanda dal centro alla circonferenza. nega. Anche il Vocab. venez. (in
I Provenzali sostituiscono a quest'or Domeneghin) ha Servo domenicale –
digno un manuale il quale con una Una satirica descrizione del Meneghin,
paletta ottiene lo stesso intento, e considerato come servitore tolto a pre
chiamano questo manuale Diablotin; stanza per la sola domenica, ci ha la
e perciò il Grisellini con santa inno sciato Guidon Ferrari nel vol. VI,
cenza(Diz. X, 157) dice che in Pro p. 24o e 241 delle sue Opere impresse
venza Un ragazzo chiamato il Diavo in Milano nel 1791.
letto pasce la mola de torchi da olio. Meneghin. ad. Milanese volgare.
Menaroeula per Remaroeula. V. Dill in bon Meneghin. Parlare al
Menaròst. V. Me naròst. trui in volgare (cioè chiarissimamente
Menasción che anche dicesi Manèsch o Mach. Op. VI, 146).
Ladin de man o Mennasción. Mane Meneghinàda. . . . . Una locuzione mila
sco. Manuale. Ch” è delle mani. Dante. nese idiotica. L'è borlaa-foeura cont
Uomo inclinato e pronto a percuotere. ona meneghinada. Gli scappò di bocca
Vess on menascion. Esser delle un idiotismo milanese. Disse uno sfar
mani o manesco o manuale. fallone quasi fosse un del volgo mi
Menàvol. v. cont. dell' A. Mil. Menatojo lanese. Diede in un barbarismo mila
da pulenda. V. Canèlla. nese de' più triviali. A sentì quij sou
Menàvol per Menàj. V. meneghinad l'era robba de s'cioppà
Mendà. Rimendare. Ricucire in maniera del rid. Con quel suo giulivo parlar
le rotture de panni ch'e' non si scor milanese ci faceva schiattar dalle risa.
ga quel mancamento. Meneghinàsc. . . . . Chi favella idiotica
Mendada. Rimendatura. Il rimendare. mente in milanese. L'è on bon Meneghi
Mendadinna. Dim. di Mendàda. V. nasc. È un buon pastricciano di Milanese.
Mendadùra. Rimendo. Rimendatura. La Meneghinèsch. . . . . Aggiunto di par
parte rimendata. lar idiotico milanese.
Mendadurinna. Dim. di Mendadùra. V. Meneghinna. s. f. Una Milanese del volgo.
Mendée. Rimendatore (Tomas. Sin. 2.” Meneghinna. fig. Zombamento. Rivellino.
ediz., p. 8o4). V. Burattòn fig.
Mendéra. Rimendatora (Tomas. Sin. 1.º Dà la meneghinna. Picchiare. Per
ediz., p. 552). Rimendatrice. Racco cuotere. Zombare. Bacchiare.
modatrice. Colei che rimenda. Meneghinòn. .... Chi usa il parlare idio
Mendicànt. Fra noi si usava solo da qual tico milanese in tutta la sua pienezza.
cuno parlando dei Frati Mendicanti Menemàn che anche scrivesi Manamàn.
allorchè esistevano in paese. Pressochè. Quasi; con frase pistoiese
Mendicch. Mendico. contad. A mano a mano(Cini Des e
Mendinna. . . . Un picciol rimendo. Sp. I, 1), e secondo il Buonar.(Tancia
Mendò. Rimendatore. Colui che rimenda. I, 1) Amman ammano – De meneman.
Mendozzà. . . . . Rimendare alla meglio. Mano a mano. Di mano in mano.
MEN (84 ) MEN
Mèner. Randello. Bastone corto e pie in qualche modo a una zanca di gam
gato in arco che serve per istrignere bero, e serve ad afferrar que dadi o
e serrar bene le funi colle quali si quelle viti che per la loro posizione
legano le some o cose simili. male si potrebbe agguantare colla qua
Mèner. Menatojo. Strumento col quale si Menerìn. V. in Vit. (dra.
mena o dimena e muove qualcosa; e Menescàlch. Maniscalco.
singolarmente quel grosso e lungo Menèstra o Minèstra. Minestra; e in ger
pezzo di ferro con cui si dà moto al go Micca. Basina. Paste, risi o simili
tirare della tromba da attigner acqua. cotte in brodo.
Mèner. Bastone. Quello con che si fa El canal de la menestra. Il condotto
girar la morsa. de singhiozzi. L'inghiottitoio. Il canal
Mèner per Mènn (guinzaglio). V. delle pappardelle. V. Góra e Canaruzz.
Menéra che anche dicesi Menadóra. Gi La menestra l'è la biava de l'omm.
ratora o Menarina(Gior. agr. II, 289). V. in Biàva – I Toscani invece dicono
Aspiera(Cav. Carena Oss. sulla tratt. del che Grano pesto fa buon cesto.
la seta – Bib. ital. genn. 1858). Ragazza Menestra rescoldada la sa de fumm.
che nelle filande gira il naspo per av Cavolo riscaldato e garzon ritornato
volgervi-sù la seta tratta dalla trattora. non fu mai buono (Monos. p. 11). Cioè
Mènera. T. delle Arti. Chiave. Strumento un'amicizia rotta e poi riconciliata
di ferro con un occhio di varie forme non ritorna col primiero fervore.
che si adopera a invitare e svitare affer O mangia sta menestra o solta sta
rando nell'occhio la capocchia della fenestra. V. in Fenèstra.
vite e aggirandola secondo il bisogno. Pigrizia vocutt minestra, ecc. V. in
Menera di ball deboffett..... Chiave Pigrizia. (V. in Ris.
da svitare e invitare i dadi da mantici Ris e fasoeu menestra de fioeu, ecc.
di calesse. Ha figura di zeta N gentile. Spuà in la menestra. Darsi del dito
Menera doppia. Chiave doppia. Quella nell'occhio. Farsi danno da per sè
che ha due occhi, cioè un occhio per stesso, ed è quasi lo stesso che Dass
ciascuno dei suoi due capi, la zappa in sui pee. V. in Zàppa.
Menera inglesa. Chiave a martello? Menestrà. Minestrare. Fare la scodella
Chiave fatta con due martelli di ferro, (Zanob.Diz.). Scodellare. Mettere la mi
l'uno fisso, l'altro mobile, agguanta nestra nelle scodelle, fare il minestrajo.
i dadi (balett) fra le penne dei due Menestrà. gerg. Tamburare. Tambussare.
martelli. È la Clefanglaise dei Francesi. Dar delle busse.
Menera quadra. Chiave da dadi. Menestrée. Minestrajo(Zanob. Diz.). Ba
Quella che ha occhio quadrato o esa soffione. Mangiaminestre. Uomo che
gonale per invitare o svitare i dadi ami assai la minestra.
(balètt) nei vari lavori. Menestrée. fig. Dante. Percotitore.
Mènera. T. de' Bottai. Tirafondi. Ferro Menestréra. Gran mangiaminestre.
lungo, a vite, tagliente, che termina Menestrinna Scodella(“fior.). Quel piat
in un occhio, e si usa per levare o tello di majolica o simile, più spaso e
allogare i fondi delle botti. fondoluto degli ordinari, di cui si fa
Mènera. T. de Carrai. Subbiello. Pernio uso per mangiarvi minestra o zuppa.
che gira sui rotelloni d'un calesso Menestrinna o Minestrinna. Minestrina.
per allungare o accorciare i cignoni. Minestruccia. Minestrella. Minestra dili
Mènera. T. di St. Chiavarda. V. Ciodón. cata, brodosa, e in non gran quantità,
Ménera. T. de Tint. Cavigliatoio. le più volte da ammalati o malaticci.
Menerin. T. delle Arti, de Carroz. ecc. Meneströn o Mineströn. Minestrone (“tosc.
. . . . . . Chiave da dadi di minor dimen – Zanob. Diz.). Fra noi è propria
sione della così detta Menera quadra, mente quella minestra in cui entrano
ma di forma eguale. Serve per invi a compagnia riso, fagiuoli, cavoli
tare e svitare i dadi piccini (balettinn). cappucci, e spesso anche sedani, ca
Menerin s cepp. Chiave a forchetta? rote ed altro.
Chiave a occhio fesso che rassomiglia Menia. v. a. Malinconia ?
MEN (85) MEN
Meniroeü- T. de Fornaciai. . . . . Chi Mennaròst. Girarrosto. Menarrosto. Mu
carreggia a mano i matton crudi dal linello da spiedo come lo dicevano già
l'aja alla fornace ove hanno a cuocersi. lo Scappi e i Romaneschi. Quel con
Menìsc. Piastriccio. Pottiniccio. Guazza gegno di ruote, di catenelle, di ven
buglio, e specialmente di cose liqui tole, di pesi che, montato a guisa
de, o che sieno state umide ed ap d'orologio o animato dal fumo o da
piccicate insieme malamente. altri motori, fa aggirare sul proprio
Menisc. fig. Garbuglio. Intrigo. Imbroglio. asse e con regolata misura di tempo
Menisc. v. cont. . . . . Il pane di grano uno o più spiedi in cui sono confitte
turco sbriciolato e intriso nel latte. le carni che si vogliono arrostite dal
Meniscià. Pottinicciare. Far pottinicci. l'azione del fuoco in faccia del quale
Mènn che altri dicono Mèner. T. di Ca è collocato. Lo Scappi, il Rocchini ed
nattieri e Cacciat. Guinzaglio? – La no altri lo dissero anche Orologio da
stra voce procede forse dall'antico spiedo. Nella scala di perfezione che
ligustico Mellum o Mellium. questo fratello cadetto dell'orologio
Mennabò. Guida. Traccia. Ogni indice, è venuto conseguendo, si specifica in
ogni rubrichetta o simile che conduca Mennarost a tambor . . . . Girar
alla cognizione di libri o cose mag rosto così detto perchè ha da piede
giori. La nostra è voce che si usa un cilindro(tambor) sul quale, come
particolarmente nelle stamperie. Fra sul tamburo degli orologi, si viene sca
il nostro Mennabò ed il Guide-dine ricando la catenella che è misura alla
de Francesi esiste qualche affinità. durata del suo girare. Lavora o mon
Mennadid (A). A menadito. Modo avver tato a guisa d'oriuolo o aggirato dal
biale che si usa coi verbi Conoscere, volgiarrosti o sia dal guattero di cucina.
Sapere e simili, e vale Sapere per Mennarost a rodon . . . . . Girar
l'appunto, sapere benissimo. rosto messo in moto da una gran
Mennafait. Millefanti? (Scappi Op. p. 5o). ruota a cassetta la quale vien fatta
La nostra è voce antica che leggesi aggirare da un cane che va tentando
negli Statuti degli Offellari milanesi colle zampe di farsi via in sulla cir
a pag. 16. Treggea per così dire di conferenza della ruota stessa.
pasta che i Siciliani chiamano Milin Mennarost a fumm . . . Girarrosto
fanti e i Napolitani Millenfante. a cui s'imprime il moto dalle alie
Mennafrècc. Rodomonte. Gradasso. (vent) di un perno rispondente nella
Mennafrècc. Freddoloso. V. Sgenée. gola del cammino aggirate dal fumo
Mennafrècc. . . . . I più degli spazza che va salendo per quella.
cammini sono Vegezzini i quali raddot Mennarost a cassetta . . . . Girar
tisi il maggio alla loro valle ne riscen rosto che trae il suo nome dall'essere
dono a noi coll'ottobre per esercitare nascosto per così dire in una cassetta
il loro mestiere in città. Quindi per fuor della quale solo si veggono le
rabbia del rivedere questi forieri del alie(i vent) temperatrici del moto e
l'inverno il nostro volgo li nomina le funi rispondenti al contrappeso.
apportatori del freddo (mennafrecc). Mennarost a vapor . . . . . Girar
Mennalevàa o Pezzigòtt. Impastapane. rosto così detto impropriamente il
Impastatore. Colui che impasta, che quale è di struttura gentile sì che si
intride la farina per fare il pane. potrebbe quasi chiamare Girarrosto
Mennamolin. . . . . . . Colui che mette da tavolino; ed è quello che i Fran
in moto i filatoi o torcitoi della seta. cesi dicono Tournebroche di main.
Mennamolin. fig. Reclute. Soldatelli. Gre Tirà-sù el mennarost. Montare il
garj, e col Chiabrera (Guerre de' Goti girarrosto.
II, 57) Guerrier minuti. Vess-giò el mennarost. Essere sca
Mennapàs. Paciero. Uomo che faccia il rico o smontato il girarrosto.
pacificatore. Mennaròst. met. . . . . . Orologio guasto,
Mennapólt. Mestatore. Talora anche in irregolare, e dicesi per lo più di
senso di Raggiratore. Baro. V. Balottin. oriuoli grandi più del comune.
MEN (86) MEN
Mennasción per Menasción. V. Menta salvadega. Mentastro.
Mennasira. . . . . . Espero nottifero. Mental. Mentale.
Mennatoron. Truciolone (Nelli Serve al Mentalmént. Mentalmente.
forno I, 5). Chi fa le minestre. Ap Ménter. Voce che usiamo solo nella frase
paltone. Mestatore. In menter de quella. In quel mentre,
Mennavia. s. m. Aggiratore. V. Balottin. V. anche in Quèlla.
Ménsa. T. eccl. Mensa. Mentida. Mentita. Smentimento.
Mensuàl. s. m. . . . . . Nome di quella Mentin e al pl. Mentitt.... Dolci regalati
tassa di venticinque mila scudi il di rosolio di menta; diavoloni di menta.
mese che l'Imperatore Carlo V im Menùder. ad. Minuto.
pose (a vece di estimo prediale e Cagà de menuder. V in Cagà.
mercimoniale) allo Stato di Milano; Deghi bonn tappelléghi menuder.
tassa che durò con varia misura se V, in Tappelià.
condo varietà di tempi e stato sem De menuder. Per minuto. Per lo
pre malequamente ripartita così co minuto. Per la minuta.
me le altre tasse dette Diaria, Dia Guardà o Vardà de menuder. Misu
rietta, Rimplazzo, Sale, Cavalli, ecc., rare checchessia a braccia piccole(Vett.
sinchè la degna Imperatrice Maria nelle Op. di Mach. VII, 1o2). Guar
Teresa non ci ebbe definitivamente dare per sottile(Magal. Lett. Ateis. 569).
beneficati del nuovo Censimento. Menùder. Sottile. Mingherlino.
Mént. Mente. Menùder. s. m.pl. T. d'Agric. Le seconde
A ment quietta. Ad animo riposato. raccolte (*san. – Gior. agr. 184o,
A posato animo. A riposato animo. p. 2o5). Biade minute o serotine(Lastri
Andà-via de la ment. Cader di mente op. V, 69). Le semente serotine(id.).
o della mente checchessia. Biade baccelline(Gior. Georg. XII, 135).
Avegh in la ment. Avere in animo. Le biade marzuole. Nome collettivo
Avè manch per la ment vum. Non di que cereali che si coltivano e ven
badare a uno. Non curarlo. Farne quel gono a maturanza ne campi dopo
conto che del terzo piede che non si ha. mietuto il grano; in certo modo i
Cosse t'è vegnuu in ment. Che mai Petits bles o Menus grains o Tremois
ti saltò in capo o ti venne in fantasia! dei Francesi. In Brianza vanno sotto
Quale mai fantasia ti prese! questo nome il siciliano rosso (for
Dà a o de mento vero Fà a ment.Porre mentonin), il grano saraceno (frajna)
mente. Badare. Attendere. Dar retta. e il miglio che si coltivano dopo il
Tenere o Metter mente a checchessia. grano e la segala. Nel Basso Milanese
Fà a ment a vun. Por mente ad uno secondo il Daz. Merc. sono detti Menu
(Buonar. Tancia I, 5), cioè osservarlo. der (e dagli scrittori agrari nostrali I
Fagh a ment. Porvi mente (Sacch. Minuti) il miglio, la vena, la veccia,
Nov. 81). (V, i o2. la melica, l'orzo, i lupini, e fin anco
In mente Dei. In fieri (Mach. Op. il riso e le castagne.
Passà nanca per la ment. Non ca El regoeuj di menuder. La raccolta
der pure in pensiere. in sulla seceia(Gior. Georg. IX, – ).
Quand el me ven in ment. Quando Menùdra. Ad di Acquètta e Lègna. I .
mi si rivolge per l'animo. Menudràj che anche diconsi Menùs e Me
Quand se gh'ha nient olter per el nudrarij. Minutaglie. Minuzzaglie. Mi
coo o per la ment. Ad animo scarico. nutame. Quantità di cose minute.
Tegni a ment. Tenersi a mente. Te Menudràja. Fanciullaja.
nere in memoria. Menudrin. Minutello (Bracciol. Sch. XII,
Tirass in ment. Ridursi alla mente. 11). Minutino. Mingherlino. Sottilino.
Vegni in ment de dì, fà, ecc. Ca Menùs. Le cose dentro(Ces. Cr.) Frattaglie.
der in mente di dire, fare, ecc. Interiora. Frittura. I sottigliumi di car
Ménta. Menta. Erba nota. naggi, come cervella, granelli, ecc.
Menta piperita o peperiglia. Menta Menùs de polaria. V. in Polaria.
peperina o peperita o piperina. Menùs. gerg. Testicoli. Fagiuoli. Granelli.
MER (87) MER
Menùs. Minutaglie. V. Menudràj. Mercant de melz o merz. Merciajo.
Menusaria. . . . . Collettivo di Menùs. V. Chincagliere.
Meopategh. Omeopatico. Non è da cre- Mercant de mobel. . . . . Mercante
dere quanto ogni novità spiani la che vende mobili.
via alle voci, per astruse che siano, Mercant de moda. Modista(“fior.).
fra il popolo d'ogni specie. Questo Chi ha bottega di robe di moda.
grecismo s'è fatto comunissimo nelle Mercant de nev. V. in Név.
bocche milanesi, ma con una scapa Mercant de pann. Drappiere. Pan
tura curiosa la quale tramuta l'”Opuoto; niere. Pannajuolo.
(similare) nel Meto» (minore), del che Mercant de pell d'inguill superlativo
veggano que dell'arte. del Mercant de figh secch. Mercatan
Mercaa, e anche Marcàa. Mercato. tuzzo di feccia d'asino? Mercantuzzo
A strascia mercaa. A boniss. mercato. di stringhe(Doni Zucca, p. 25). Mer
Che gran mercaa! Ih o Poh che catantuolo di quattro denari. Merca
gran cosa! tantuzzo di merda. Mercante da poco.
De sora mercaa. Giunta. Di soprap Mercant de seda. Setajuolo.
più. Per giunta. Mercant de tila. Telaruolo.
Dò donn e on occa fan on mercaa. Mercant d'or. Mercante di oro fila
Tre donne fanno una fiera, e due un to, cioè di passamani fini, frange,
mercato “tosc. – Meini in Tomas. Sin. liste d'oro in seta e simili.
a Fiera). V. anche in Donna. Mercant gross.Mercante grosso, ricco.
El bon mercaa el strascia la borsa Mercànta. Mercantessa.

o el manda l'omm a l'ospedaa. V. in Mercantà. fig. Mercatare. Mercantare. Sti


Borsa e in Ospedàa. racchiare il prezzo di checchessia.
Fà on mercaa di scov. V. in Scòa. Mercantèli. Mercantuzzo. Mercatantuolo.
Fa tant mercaa su oua robba. Me Mercatantuzzo.
starla. Rimenarla. – Far d'una mosca Mercantèlla.... La moglie del mercantuz
un elefante. zo o la donna che fa da mercantuzzo.
Lassass menà-via del bon marcaa. Mercantil. Mercantile.
Calarsi al buon mercato, cioè Lasciarsi Mercantil. ſig. Ragionevole(Borgh. Lett.
persuadere dal prezzo vile a compe 81.º in Pr. fior. l V, Iv, 76). Buono senza
rare cose di poco buona condizione. esser esimio. Il grano ragionevole.
Piazza del mercaa. Mercareccia(“tosc. Mercantòn. Mercatantone(Alleg. 187). Mer
– Targ. Viag. III, 251); e se molto vasta cantone. Mercante di gran conto.
Mercatale( tosc. – Tom. Sin. in Fiera). Mercanzia. Mercatanzia. Mercanzia. Merce.
Mercant o Marcant. Mercante, Ass de mercanzia. ) che an
Fa el mercant. Fare il mercante. Ass de mezza mercanzia. che si di
Fà oreggia de mercant. Fare il bue cono assolutamente Mercanzia e Mezza
alla capannuccia(Monig. Ser. nob. III, mercanzia. V. in Assa.
55). Far orecchie di mercante. Mett in stat de mercanzia.... Ridurre
Giugà al mercant in fera. Fare al le derrate de campi in istato vendibile.
mercante in fiera(“fior.). Sp. di giuoco Mercoldì. Mercoledì. Mercordi; cont. Mèr
assai conosciuto che si fa con due core; antic. Mezzedima (cioè alla tede
mazzi di carte da tresette. sca Mittwoche, mezza settimana).
Mercant de brazz. . . . . Mercante Mercoldì di zener. . . . . . A noi Mi
che vende tele cotonine, percalli, Mercoldì grass. lanesi sono una
merini, scialli, madras, ecc. cosa medesima per cagione del privi
Mercant de fiaa. Spia. Soffia. Soffione. legiato nostro Carnovale che si protrae
Mercant de figh secch e Mercant de va già ai primi cinque e si protrae
pell d'inguill. V. più innanzi. tuttavia a tutti i quattro primi giorni
Mercant de gran. Granajolo. Gra della quaresima comune. Avendone
naiuolo? Granatino. Chi negozia di quindi a parlare in senso baccanalesco
grani all'ingrosso nutrendo il com s ha a tradurre Mercoledì grasso, in
mercio minore de biadajuoli (postee). senso ecclesiastico Dì di cenere.
MER (88) MER
Mercùri che più com. diciamo Argent-viv, Quand la merda la monta in scagn,
Argento vivo. Mercurio, dot. Idràrgiro. o che la spuzza o che la fa dagn. Ab
Fà vedè Mercuri in l'impolletta. bondanza è vicina d'arroganza; e per
Mostrar cose mirande. V in Impolletta. ciò il prov. dice Al mal villano non
Mercurial per Mètta. V. gli dar bacchetta in mano – V. anche
Mèrda che anche dicesi Càcca, Gànga, in Vilàn.
Stèrcol e simili. Merda. Escremento. Mèrda in sig. di Concime o Letame noi
Scremento – V. anche Boascia, Pollin usiamo soltanto nel dettato contad.
na, Càgher, ecc. – Registro questa voce Làssem la mia erba, che me n'in
e parte della sua figliuolanza (non già caghi de la toa merda. . . . . Prov.
tutta, chè troppa le ne concede il che dimostra l'utilità delle sodaglie
volgo) per semplice debito di voca lasciate a tempo nei terreni.
bolarista. I giovani studiosi però evi Mèrda. Cerume. Quella materia gialliccia
teranno questi putidori, ancorchè in che si genera naturalm.° nelle orecchie.
nocenti, come li sogliono fuggire le Mèrda. Ad. d'Erba. V.
persone ben educate, non che nelle Merdàda. fig. Cacata fig. Una merda.
scritture, anche nel comun conversare. Merdagàtta o Merdasgazza o sempl. Sgàz
Avè anmò brutt de merda el ca za. Maggio. Pallone di maggio. Pallone
misoeu. V. in Camisocò. di neve. Il Viburnum roseum o Sambu
Capì o Conoss la merda al tast. Es cus arbor rosea de'bot. – In alcune
ser dotto in Buezio. V. Intendésen. parti della Brianza v'ha chi confonde
Cinqu e cinqu des, ti la merda e sotto questo stesso nome di Merda
mì i scires. V. in Scirésa. gatta anche la Lentaggine, cioè il Vi
Color de merda de pover. V. in burnum Lantana, e il Sertorelli lo
Colór nell'App. registra secondo questo significato;
L'è minga merda, ma el l'ha ca ma io posso asseverare che nella Bassa
gada cl can che anche dicesi O suppa Brianza la Lentaggine è detta Dazzi,
o pan moeuj, se no hin frasch hin e solo l'umbella o il suo frutto as
ſoeuj. Essere tutt'una zuppa e un pan sume presso alcuni il nome di Mer
molle (Meini in Tomas. Sin. a Mine dagatta. Ho io stesso legato coi dazzi
stra). L' è la medesima minestra. L'è e coi daziitt, cioè coi rami e coi ra
tutta la stessa minestra(ivi). È tutta muscelli di viburno lantana, qualche
fava. Tant'è zuppa come pan molle. tralcio di vite per fermare il quale
È un piattel di quei medesimi o una al palo non aveva in pronto alcun
medesima minestra(Alleg. p. 112). V. salcio – In parte della Brianza alcuni
anche in Can. chiamano altresì Merdagatta il Viburno
Merda in bocca a chi induvinna. Chi loppifolio.
mangia merda di galletto diventa in Merdée. v. b. Tafanario. V. Cùu.
dovino. Merdée per Merdón (impiccio). V.
O merda o sangu! Costi che vuole, Merdinna. Si usa a un di presso nel modo
debb'essere a questo modo. Vadane medesimo che Cacchinna. V.
che vuole s'ha a fare – Colite qui Merdòcch. Merdocco, e dottr. Depilatorio.
couite dicono i Francesi. Psilotro. Dropace. Unguento atto a
Omm de merda. V. in )mm. far cadere il pelo.
Ona merda ! La merda che ti sie'n Merdón. Merdellone. Un Merdoso.
gola(Gelli Sporta IV, 6). Nulla Un Merdón che anche dicesi Merdée. fig. Im
bel nulla. Punto. In mo d' archetti. piccio. Impaccio. (peste.
Zucche. La nostra è voce bassissima Lassà in del merdon. Lasciar nelle
frequente in bocca della plebe e dei Merdón. Ad. di Pèss. V.
contadini allorchè intendono di negare Merdònna. Mona merda. Una merdosa.
checchessia con atto di spregio e di Merdós. Merdoso.
spetto. Te daroo ona merda. Ti darò Meregàsc. V. Melgàsc.
un par di corna. Ti darò una fune Meregnàn. Melegnano. Nome proprio di
che t'impicchi. paese che s'usa nel seguente dettato:
MER (89) MER
El perdon l'è a Meregnan. Non v'è Merinos. Merino(Gior. Georg. I, 1 1o).
quartiere(Fag. Gen. cor. I, 1). E vale Mérit. Merito, e poet. Merto.
non v'è più perdono, non v'è re Entrà in meret. Entrare nei meriti.
missione. Il nostro dettato ebbe ori Fass di merit con vun. Meritare
gine probabilmente dal nessun quar d'uno. Rendersi benemerito con alcuno.
tiere usatosi tra Francesi e Svizzeri Pretension de salvass senza merit.
nella celebre battaglia vinta il 13 di F. in Pretensión.
settembre 1515 a Marignano dal va Savè i sò merit. Temere di chec
loroso Francesco I.” di Francia. chessia meritamente.
Meregòld. Voce contadinesca sinonima Vegnì al merit de. . . . Recarsi a
di Biéd o Erb. V. punto o Venire a termine di . . . .
Merémur(on). Un mi stupisco. V. Felipp Merità. Meritare.
(rimbrotto). Chi no me voeur no me merita. Chi
Meresciàll. V. Maresciàll. non mi vuol segnº è che non mi merta.
Meresciànna. Finestrata di sole. Dio ghe le merita. Dio la rimeriti
Meresgiàn Marignano(“san –Politi Diz.). o le ne renda merito.
Mela sdegnosa(“romagn.). Petonciano. Tel méritet. Ti sta il dovere. Ben ti sta.
Petronciana. Petronciano. Melanzana i Mèrla. Merla. Usiamo questa voce al
|
(Targ. Toz. Istit. e Diz. in Solanum femminile solo in
insanum e Solanum Melongena). Pianta I trii dì de la merla. . . . . . Così
e frutto noto che anche i Fr. chia chiamansi fra noi gli ultimi tre giorni
mano Meringeane e i Provenz. Merin di gennaio nei quali per ordinario
zano. Il petonciano più comune fa il suol fare gran freddo. Dell'origine
frutto di color violetto, ed è quello del dettato si cerchi contezza al Rac
che il Boccaccio nell'Ameto chiama conto che Defendente Sacchi inserì
Petronciano violato; ve n'è però una nell'Appendice alla Gazzetta di Mi
varietà che fa il frutto simile ad un lano del giorno 29 di gennajo del
uovo, giallo da prima indi bianco e l'anno 1858.
di sapore amarognolo, detta nell'Alto Mèrla e Mèrlo. Merlo. Merla; e latina
Mil. (Euv de pòla. Uovo turco. Pianta mente Merola. Il Turdus Merula degli
e frutto dell'uovo(Targ. Diz. in Sola ornitologi. – In Toscana chiamano
num melongena fructu albo), e vi Merlai quegli uccellatori che trafficano
sono anche i gialli, e quei di Messi di merli.

na – Curiosissima è l'etimologia del Cantà come on merlo. Cantare a


nostro lombardo Meresgian che mette dirotta; e fig. Cantare. Sgocciolare il
in mezzo qualche scrittore dicendolo barletto.

Mela di Giano, cioè pomo sacro a Giano. Cippeli merli, che altri dicono an
Cocumer e melon e meresgian ghe che Cippen i merli, Pippen i merli,
ſan perd la pascenza ai ortolan. V. in Ciappa li merli, o vero Cocò, Doman
Ortolàn. in sul fresch, Maramào, Ciccemel e
Meresgiàn. fig. Baccellone. Bietolone. Na simili. Scappati la mano(Alleg. 151).
vone. Fagiuolo. V. Badée. Scàppati l'asino(Aret. Talanta III, 17).
Meresgiànna scherz. per Meridiànna. V. Vatti veggendo.Ti so dire che tu il farat
Meresgianin. Petoncianetta. o simili domane(Prose fior. IV. 111,
Méret o Mérit. Merito. V. Mérit. 78). Ve la dò – locuzione ellittica che
Mergàsc. V. Melgàsc. equivale a dire fatelo se il potete,
Mèrgola. s. f.... . Nome che i pescatori ve la do a fare – Nelli L'Astr. III, 22).
lariensi sogliono dare a que bastoni Mettigli sulla coda un po' di sale (Pa
sui quali accavallano le reti nel cavarle nanti nel Corrier delle Dame di Milano

dell'acqua, perchè ivi si rasciughino. del 1811 p. 42o). Ohibò, non sarà,
Meridiànna. Gnomone. Orologio solare. non ſia mai, non mai.
Ferr de la meridianna. Stile se tutto God o Avegh el bon temp del
pari, Gnomone se con piastrella bu merlo. Darsi tempone. V. in Bontémp
cata da cima. e in Goghètta. V.
Vol. III.
MES (9o ) MES
Mèrla acquiroeu. Così dicesi in qualche temperie che te ne devi ripromettere,
parte del Milanese il Martin pescò. V. ella ti sarà addosso nella lunazione
Merlàsc. Merlone. che ne porta il nome, ancorchè en
Merlàsc. v. dell'Alto Mil. corrispondente tri in altro mese.
al Mercsciàll fig. del nostro volgo. L'è Vess de trii, quatter mes. Esser
on merlasc d'on cortell, d'on tem di tre, quattro mesi, cioè gravida da
perin e sim. . . . È un coltello tutto tre, quattro mesi(Fag. Rime V. 79 e. l.).
tacche, è un temperinaccio. Vess in del canton di noeuv mes. . .
Merlasción. Gran merlone. Starsi rincantucciato, non entrare in
Merlecàda. v. cont. dell'Alto Mil. . . . . brigata, star a vedere, covar la ce
Giovane troppo accarezzata dai parenti. nere, fare la covacenere; tolta la
Merlòtt. Merlotto. metafora dalle donne incinte le quali
Merlottin. Picciol merlotto. nelle veglie e nei balli si stanno da
Merlùsc. ) Merluzzo. Baccalà. Pesce noto banda per ischivar ogni mala conse
Merlùzz. che è il Gadus Merlucius guenza di trambusto.
degl'ittiologi – Labardone, e più Més per Mesàda. V. – Pagà o Scoeud el
correttamente Labrador, è il Merluzzo mes. Pagare o Ritirare la mesata.
della più grossa e migliore qualità, Mesàda. Mesata. Un mese intiero.
così detto perchè si pesca presso le Mesàda. Mesata. Paga d'un mese.
coste del Labrador. Mesàsc. Accrescitivo intensivo di Més.
Merlùzz. fig. V. Merluzzìn e Magràss. Per es. Stà trii mesasc in cà. Stare i
Merluzzin. . . . . Picciol merluzzo. bei tre mesi in casa(Magal. Let. scient.
Merluzzin. fig. Magricciuolo-a. Scriatel prima in principio).
lo, afatuzzo, nece, tristanzuolo. Mès”c. Meschio. Mischio.
Mèrza. v. dell'Alto Mil. Marza. Messa. Meschin. Meschino.
ll tralcio di vite novello che deve Entrada de vin e de molin l'è en
fruttificare nell'anno susseguente a trada de meschin. V. in Vin.
quello in cui ebbe vita. Guerin meschin. Guerrin meschino.
Merzéd. Mercede. Nome del protagonista di un romanzo
Més. Mese – A mes a mes. Mese per mese. notissimo che applichiamo a chiunque
Caren ciar mes torbor, caren tor è bersaglio di molte e strane sventure.
bor mes ciar . . . . I nostri contadini Pover meschin. Tapino. Tapinello.
intendono dire con ciò che i giorni Meschinello.
d'ogni mese sogliono essere il rovescio Meschinamént. Meschinamente.
del primo di loro. In Toscana invece Meschinèll. Meschinello.
la pensano onninamente al contrario Mès'cia. Mischia.
dicendoti Secondo i calendi a quello Mes'cià. Meschiare. Mischiare.
attendi(Monos. p. 58o). Mes'cià i cart. Scozzare le carte.
Cosse ghe n'emm del mes? A quanti Mescolare le carte. V. sotto.
siam noi del mese? – Noi siamo a Tornà a mes cià. T. di Giuoco. Ri
tanti del mese tale. mescolare, come pare dal dettato Chi
D'on mes, de duu, de trii, de quat ha buono in man non rimescoli.
ter, de ses. Mensuale, Bimestre, Tri Mesc'ià dicono in alcune parti del con
mestre, Quadrimestre, Semestre. tado per Penciorà. V.
El mes di gatt. . . . . ll gennaio. Mes'ciàda. Meschiata. Mescolata. Mesco
El primm del mes. Il capomese. lamento.
Mes che tira trentun dì . . . . . . Mes'ciàda. T. di Giuoco. Data. L'atto
Mese che conta trentun giorni. di mescolare e dar le carte ai gioca
Mesròtt... Mese interciso, interrotto. tori in una o più girate. (stura.
Prenzipi de mes. Calende. Capomese. Mes'ciànza, Meschianza. Mischianza. Me
Quand la lunna la va col mes el fa Mes'ciòzz. Miscuglio. Mescuglio – Me
frut anca i sces. V. in Lùnna (lunazione). scolanza metafor. Il franc. Tripotage.
Quell che no fa el mes fa la lunna... Mèscola. Romajola. Romajolo. Romajuo
Se nel mese corrente non hai quella lo, Arnese di cucina notissimo.
A
MES (91 ) MIES
Mèscola. s. f. Mestola. Paletta o Cucchiaja Dì messa. Dire messa. Celebrare la
che siasi di rame, di ottone o di latta, messa.

orlata nei lati, la quale in testa ha Fà di ona messa. Far dire una messa.
un'accartocciatura che le tiene luogo Fagh dì dent di mess. Dare al
di manico. Ne fanno uso i zecchieri, quanti danari per far dire delle messe
i banchieri, i cambiavalute e i cas per l'anima d'alcuno.
sieri per ripigliare dal banco in una Falla anch el pret a di messa. Egli
volta sola molte monete e versarle erra il prete all'altare. Cade (o se
ne sacchetti. I Fr. la chiamano Main. condo il Monos. Inciampa) un ca
Mesètt. Mesetto. vallo che ha quattro gambe. Ognun
Mésola. T. d'Archit. Mensola. piglia de granchi. -

Mésola. T. di Strum. Arco. Quella parte Fenida la messa l'è fenii i candil...
dell'arpa in cui sono infissi i pironi Si dice famigliarmente per indicare
(biroeu) e i semituoni ai quali sono ogni cessar di lucri o vantaggi che sia
raccomandate le corde. conseguenza naturale del cessar le
Mesolètta. Mensolina(Vas.Vit. Pit.proem. fonti onde scaturivano.
Mesolin. I p. 45). Mensoletta. Gh'hoo minga levaa la messa. . . .
Mesolon. T. d'Archit. Mensolone. Becca Non gli ho detto cosa che meriti di
tello. Peduccio. tanto adontarsi; alla fin fine le fu
Mèss. Messo. rono parole e non fatti.
Mess mandaa. Mandatario. Mandato. Hin fornii i mess a san Gregori. Addio
Ambasciatore per lo più in senso spreg. ser Ugo che la paglia è data(Pataſi. 6).
Mess mandaano porta penna. L'im Modo di dire col quale accenniamo
basciadore non porta pena. in genere cessazione di lucri o van
Torna pu nè el mess nè l'imbassada. taggi qualunque, in ispecie e fra gio
Ho perso il messo e il mandato(Meini catori il non aver più in mano carte
in Tomas. Sinon. a Messo). Non torna atte a fare buon giuoco – In una let
nè il messo nè il mandato. Si dice allor tera, scritta da Firenze il 18 marzo
chè mandatosi per alcuno, nè viene il 1522 a quel Giovanni Matteo Giberto
cercato nè si rivede chi andò a cercarlo. che fu poi Vescovo di Verona, Mon
Mèssa. Messa. Il sagrificio dell'altare. signor Paolo Giovio dice che certi
A messa con ti, ma minga a bev militari . . . . . attenderanno a far
o simili. In chiesa teco non all'osteria dire le messe di san Gregorio (Atanagi
(Pan. Viag. Barb. I, 61 – id. Poet. Lettere Venezia Zoppin p. 41), An
I, xxv, 35). che il Lasca(Cena II, Nov, 1.”, p. 2o1)
Applica la messa.... Dire la messa mentova queste Messe di san Grego
per l'anima d'alcuna data persona rio, e il Pauli(p. 62) citando questa
o per alcuna data intenzione. medesima frase con questo e con al
Cantà messa bassa. ſig. Cantare i tro testo del Berni la fa sinonima di
paternostri o Dire le orazioni della Ella è ita, l'è morta. Di questo modo
bertuccia o della scimia. Dire della rende qualche ragione il decreto 18 ot
violina. Improperare borbottando o tobre 1628 della Congregazione dei
brontolando sotto voce. Riti in Roma che autorizzò le trenta
Ch'el vaga on poo a sentì di mess. messe continue da morto per liberare
. . . . . Si dice dai bottegai a quegli un'anima dal purgatorio a imitazione
avventori che d'una merce profferi di quelle trenta che san Gregorio
scano un prezzo minore del convene fe” celebrare per la liberazione del
vole relativo, e si dice anche per rim l'anima di Giusto suo monaco morto
proverare alcuno come scioperatore e fattosi seppellire in un letamajo con
in qualunque riguardo: nuovo modo tre scudi addosso del proprio. Forse
di cuculiarci senza avvedercene fra anco il nostro dettato risale tra noi
- noi e maggioringhi e popolari. sino al 15oo, anno in cui fu distrutta
Conſess de mess. . . . Confessione l'antichissima chiesa di san Gregorio
della limosina ricevuta per dire messa. che esisteva presso S. Vittore al Corpo.
MES (92 ) MES
La prima messa. Prima messa(In mico, ma quella che si dice in tutta
gann. I , 1 – Targ. At Ac. Cim. III, Cristianità per l'anime dei defunti.
585). Quella che si dice prima ogni Messa de spos. Messa del congiun
dì in ogni chiesa. to. Quella messa che si celebra nella
L'ultema messa. L'ultima messa(Tass. benedizione degli sposi.
Secch. II, 56 nota). È quella che di Messa de viv.... Ogni messa che
cesi ultima in ogni mattina e in ogni non sia de morti.
chiesa. I Francesi non senza ragione la Messa granda. . . . . . . La messa
dicono Messe musquee. In campagna è domenicale con vangelo. Anche i Fr.
frase quasi ignota perchè nel più dei hanno la Grand'messe, ma per essa
luoghi si dice una sola messa ogni di. intendono la cantata.
Ma gh'è la messa. V. in Vèss. Messa in aurora. . . . . Messa ce
Messa ambrosianna. Messa secondo lebrata all'aurora.
il rito della Chiesa ambrosiana. Messa nocuva. Messa novella(“fior.).
Messa bassa. Messa piana(Targ. At. Prima messa(Cr. in Cantare S V). La
Ac. Cim. Il I, 574). messa che si celebra per la prima
Messa bonna o minga bonna. Messa volta dal novello sacerdote.
valida o non valida. Se tu giugni a Messa parochial. Messa parrocchiale.
messa detto che sia il vangelo la dici Messa romanna. Messa secondo il
minga bonna; se prima, in qualun rito della chiesa latina o romana.
que stadio, bonna. Fra le tre messe Messa secca. Sacrifizio presantifi
che si sogliono celebrare per Natale cato (Alb. enc.). Messa presantificata.
dici bonna, quantunque erroneamen (Voc. piac.); e impropriamente Messa
te, l'ultima, e minga bonn le due del venerdì santo. In questa, secondo
prime se staccate da quella. il nostro rito ambrogiano, nè si of
Messa cantada. Messa cantata. Quella ferisce, nè si consacra, nè si con
che si celebra dal sacerdote cogli as
sistenti diaconali e cantando, la Missa
suma; ma solo si recitano e si can
tano alcune orazioni e fannosi alcune
º
cum nota come la disse Pio II; s'ella cerimonie affatto proprie della gior
è cantata con musica dicesi Messa nata. Secondo il rito romano vi sono
cantada in musega. orazioni e cerimonie in parte comuni
Messa con l'orghen. Una messa in alle altre messe e in parte no, non si
su gli organi(Aret. Tal. V, 11). consacra nè si oſferisce, solamente si
Messa conventual. Messa conventuale. consuma un'ostia consacrata il giorno
Messa de cacciador. Messa da cac avanti, donde il nome italiano. Il Ma
ciatori(Nic. Mart. Let. 82). Messa assai gri nel suo Diz. accenna una messa
breve – Hoo sentii ona messa a la senza consagrazione, la chiama Messa
cacciadora, e via. Sentita una messa secca, e la dice riservata alle navi
lesta lesta, me n'andai(Manni Veglie gazioni marittime e ad alcuni altri
III, 67) – Messe et repas de chasseur CaSl.

dicono anche i Francesi. Ona bella messa. . . . . . . Nicolò


Messa de la Madonna. Messa votiva Martelli nelle sue Lett. a p. 82 dice
della Beata Vergine(Magri Diz.). che la messa da piacere a tutti con
Messa del Spiritusant. Messa dello siderata profanamente è la Bella messa
Spirito Santo (Magri Diz. – Mach. op. de grandi, detta con bella pronunzia,
X, 317 – Fag. Rime V, 16 e. l.). Messa non tediosa, e non anco da cacciatori,
che si celebra nell'apertura degli studi ma celebrata con quella modestia che
per invocare a loro bene la Somma al culto divino s' appartiene.
Sapienza. Pareggià tusscoss per la messa. Ap
Messa de mort. Messa de'morti(Ma parecchiare a messa(Ces.).
gri Diz.), cioè non quella che in Pazienziàtt el diseva fraa Gandiott
nanzi al Concilio Toletano del 694 quand'el perdeva i danee de la mes
si usava far dire nelle Spagne perchè sa. V. in Fràa.
morisse quanto prima il proprio nei Perd messa. Perder la messa.
MES (93 ) MES
Se te gh'ee pressa va a messa, se Messlzia o Missizia. Amicizia. Amistà.
te gh'ee premura corr in sepoltura, Amistanza,
o vero se gh'avii premura andee Danee e messizia romp el colla la
inanz. . . . . Anche i Francesi dicono giustizia. Il martello d'argento rom
Si vous avez haite courez devant. pe e spezza le porte di ferro. Ser
Senti messa. Udir messa(Ces.). Donato dà in capo a San Giusto. Il
Senza danee i pret canten minga mes Fagiuoli(Rime I, 127) dice:
sa. Ogni cosa e ogni uomo obbedisce A chi ha quattrini non manca amicizia,
alla pecunia. Sine pecunia niente si fa. E con queste due cose voi sapete
Servì messa. Servir messa (Magri Quel che s'arriva a fare alla giustizia.
Diz.). Esser ministro o Ministrare alla Fà messizia. Stringere amicizia. Pren
messa (ivi). dere amistà. Divenir amici. Inamistarsi
Taccà-sù la messa o Bigià messa. con alcuno.
Marinare la messa. Non adempire l'ob Messizia de spartì gnanch coi per
bligo di udir messa. tegh. fig. Amicizia saldissima, stret
Vacchetta di mess.... Libro che si tissima. Amistà perfetta.
suol tenere nelle sagrestie per annotar Patt ciar, messizia longa o veggia.
vi le messe che si dicono giornalmente. Con ognun fa patto, ma con l'amico
Mèssa.... Sacerdote che va a dir messa. quattro. Conti chiari amicizia lunga
Per es.Passa una messa. Ecco una messa. (Monos. p. 37o). Patto chiaro, amico
Vegni-foeura la messa. Entrar la caro. Patto chiaro, amicizia lunga.
messa. Quanto temp l'è che l'è foeura Romp la messizia. Discucirl'amicizia.
sta messa? Quant'è ch'ella entrò que Messò (dal latino dei bassi tempi Misso
sta messa? rium).Catino. Più propriamente è quella
Messàa. V. Messàl. specie di catino ovale, panciuto, e per
Messaggiaria. . . . Dal fr. Messagerie. lo più di rame che usa singolarmente
Mcssàl e Messia. Messale. fra gli osti per lavarvi bicchieri e sim.
Savè legg domà sul sò messal o sul Al n'è soltaa in del coo de fammi onor
sò liber. V. in Liber. Con mandav on messò de laccemer.(Mag. Rim).
Messedà. Mestare. Tramestare. Trame Messocùla dicono i contadini della Brianza
mare, agitare o con mestola o con per Messètta, e spec. in sig. di quella
mano, e dicesi propriamente del tra che noi diciamo Messa de cacciador. V.
menare i medicamenti e altre cose Messór..... Legni quadrati o circolari
liquide o che tendano al liquido. posti in terragno nel mulino a fine di
Tocca e daj o Pia para, voltia e accelerare il moto degli scudi dei fusoli.
messeda. Dagli, picchia, risuona e Messóra. s. f. (che altri dicono Missùria,
martella. Dicesi parlando di chi ado Mussùra, e Messùra). Falciuola. Falce
pera ogni sua industria per fare una messoria o da mietere.
cosa perfettamente, reiterando più Mestée. Mestiere. Mestiero, e alla fior.
volte le diligenze. Mestieri e Mistieri. Mistiere. Mistiero.
Messedàda. Mescolata. L'atto di mestare. Chi gh' ha on mestee in man no
Messée. Messere, e per celia Meccere. ghe manca on tocch de pan. Impara
Secca on poo minga con sto mes arte e virtù e se il bisogno vien cavala
see. Non tanti messeratichi. Non tante sù(Cecchi Com. ined. 1oo). Ogni ar
messeraggini. ticella trova ricapito in qualunque parte
Messée o Missée. Nonno. Avolo. Il pa del mondo(Gher. Voc.). Impara l'arte
dre del padre o della madre. e mettila da parte. Chi ha arte ha parte.
Messée. fig. Zazzerone. Uomo che va Chi ha arte trova ricapito. Chi ha me
all' antica. stier non può perire(Monos. p. 151).
Messée o Missée. Suocero. Il padre della El mestee de fraa fagott, l'è quell
moglie o del marito. de toeuss fastidi de magott.... Dicesi di
Messia. Messia. chi sia per abito inoperoso e indolente.
Parì ch'el speccia el messia. Aspet Fà el mestee del Michelazz. V, in
tare a gloria. Michelàzz.
MES (94 ) MES
Fà i mestee de cà. Far la masserizia On mestee de morì del sogn. . . .
della casa. Rimetter in ordine la casa. Una meschinissima articella.
Fà on mestee. Fare alcun'arte. Per Robà el mestee. Tor l'arte a'taver
es. Che mestee faal? Qual arte fa egli? nai(Sacchetti Nov. 71) o simili.
Fà on poo de tutt i mestee. Fare Savè el mestee. Aver l'abito dell'arte.
il podestà di Sinigaglia. Far più cose Essere valente nel suo mestiere.
disparate – e in senso tristo Esser Strapazzà el mestee. Strapazzare il
uomo da bosco e da riviera. mestiero. Lavorare a occhio e croce.
Fà per mestee. fig. Far professione Termen del mestee. Voci dell'arte
di checchessia – Far le cose a un (Galileo Lett. 16 giugno 1612 al Gualdo).
tanto la canna – Farne mestiere. Per Vess del mestee. Esser del mestiero
es. l foo per regalà, minga per me (Cecchi Disc. Anat. p. 5o) o dell'arte.
stee. Lavoroli per regalare non per Vess quell di cent mila mestee. . . .
farne mestiere(Magal. Op. 587). Attendere a cento mestieri.
e Ferr del mestee. Armi – I libri son Mestée. Arte. Tutto il corredo degli uten
le arme dei dottori. La lingua, l'ugne, sili di un' arte.
le lagrime son le armi delle femmine. Mestée. T. dei Tessit. Cassa. Il complesso
Giugà ai mestee. . . . . Più persone dei licci, e degli altri ordigni interni
schierate s'infingono d'attendere cia del telajo. La Rudicola textoria dei Lat.
scheduna a una data arte, contraffa Mestée. Faccenda. Briga. Per es.: Gh'hoo
cendone i gesti, ciò deve farsi colla tanti mestee de fà. Ho da sbrigar tan
massima prestezza, e chi erra nel ge te faccende.
stire o, domandato qual arte esercita, Mestée. fig. Bordello. Chiasso. Mal luogo.
sbaglia il gesto col quale dovrebbe ri Fà el mestee. Dare le membra ad
spondere, quegli perde e soggiace a opra di vituperio. Guadagnardi peccato.
una data penitenza. Altri fannolo pure Meretricare. Le cortigiane francesi di
in altri modi, però sempre affini. rebbero Le metier ne vaut plus rien, etc.
Gramm mestee. Mestieraccio, Mettes sul mestee. Mettersi a gua
Hin i incert del mestee. . . . Sono dagno. Farsi a viver d' amore.
mance, riprese, vantaggiuzzi incerti, Mestée. gergo. Donna da conio. Baldracca.
casuali nel mestiere – Più spesso an Mestegànza capuscinna. Astuzie. Gemmi
cora fig. e scherz. . . . .. Sono danni ni. Fratini. Cappuccina. Nasturzio in
casuali inerenti al mestiere: Murato diano(Targ. Ist. in Tropaolum majus).
re, ti martelli un dito, eccoti on in Mesteràsc. Mestieraccio. Vil mestiere.
cert del mestee; chirurgo, vi rimetti Mesterasc danerasc. . . . . . Arteſi
l'unguento e le pezze, eccoti gli in ciaccio danajaccio; vil mestiere, gran
cert del mestee. di e subiti guadagni.
Imbrojà el mestee. Guastar la por Mestiroeü. Articella ? Mestieruzzo.
rata(Cecchi Prov. p. 52). Mestàra. V. Mistùra.
I mestee besogna lassai fà a chi je Mesturà. Mescolare. Mischiare. Mescere.
º sa fà. V. in Offellée. -

Tramestare. Meschiare. Mescugliare. Ri


L'è tutt mestee. In questo mondo mescolare. Frammischiare. Immischiare.
ogni cosa è arte(Fir. Luc. II, 5). Mesturàa. Meschiato. Mescolato. Il Tassoni
Mestee faa. Mestiere formato (appo usò anche alla lombarda Misturato.
sito). (Magal. Op. 52). Mesturàda. Mescolamento. -

Mestee orb. Mestiere lucroso, profit Mesturón (A) che da alcuni dicesi anche
tevole, guadagnoso, di gran guadagno, A remuscion. Alla mescolata. Mesco
tale che a chiusº occhi ti fiocchino latamente. Mischiatamente. Alla rinfusa.
in tasca i danari esercitandolo. Mesturòzz. Mistura. Miscuglio. Mescuglio.
No gh'è gramm mestee che a vo Mescolanza. Mescolamento. Mestura.
regh tend no ghe se viva adree. Chi Meschiamento. Mischiamento. Mischian
ha arte ha parte. Vedi più addietro za. Mischiatura. Mistione. Meschianza.
Chi gh'ha on mestee in man, ecc. Mescolato. Mescolata. Mescolatura. Mi
Offellee fà el tò mestee. V. Offellée. schio. Mischiata. Mischiato.
MET (95) MET
Mesùra, Mesurà, Mesurin, ecc. V. Mi senza titolo e in versi II.”, I.” – V.
sùra, Misurà, Misurin, ecc. anche Borlà-giò in Giò. -

Metà. Dalla metà dell'anima mia(Fir. Luc. Maa de toeü e de mett. V. in Màa.
II, 4), cioè dall'amata, siamo venuti a Mett a (T. d'Agric.). Coltivare a.
dire Metà la Moglie. La Moitie dei Fr. Porre a. Mett a ris, a forment. Por
Metafisega. Metafisica. re a riso, a grano, ecc. Mett a vin.
Metàfora. Metàfora. Avvignare. Mett a ſen. Appratire.
Metafòregh. Metaforico. Mett acqua, Mett foeugh, ecc. V. in
Metàgola. T. de Costruttori, Murat. ecc. Acqua, Foeügh, ecc.
Stocco delle abetelle (antenn). V. in Pönt. Mett a cunt, Metta la proeuva del
Metàgola per Mantàgola. V. sett, ecc. V. in Cùnt, ecc. (sare.
Metàll. Metallo – de vos. Metallo di voce. Mett adoss. Mettere addosso. Addos
Metamòrfosi. Metamòrfosi. Mett adree. Assegnare per compa
Metèll. Ad. di Gràn. V. gnia o per corteggio – Mettegh adree
Méter. Metro. vott pret . . . . Fare che al morto
Métod. Metodo. rio o alle esequie d'un tale inter
Metòdega. Metodica? La sorella minore vengano otto preti.
della pedagogia. Questa insegna i me Mett a fà l'oreves, Mett a fà el
todi didattici migliori ai maestri scien pittor, ecc. Porre all'arte dell'ore
tifici, la metodica agli elementari. – fice, Mettere al pittore(Vas. 497).
Metodica diciamo anche il libro che Mett a la bocca, a la comunion,
tratta dei metodi da tenersi nell' in a la grella, a pane pessin, ecc. V. in
segnare. Bócca, Comunion, Grèlla, Pàn, ecc.
Metòdegh o Metòdich. Metodico. Mett a la via. Mettere alla via. Met
Metodeghètta.... Compendio di metodica. tere in punto. Allestire. Ammannire.
Metòdich. Ordinato. Regolato. Temperato. Mett a legg. Porre a leggere.
Metodista. . . . . Studente di metodica. Mett anmò. Itimettere.
Metrèss. Bella. Ganza. Dal fr. Maitresse. Mett as e rampin. V. in Asa.
La Gran Metress. Maggiordòma. Mett ben con vum. Metter bene.
Dama di confidenza(“tosc. – Zanob. Mett de mezz o in mezz o tra ona
Diz.). Quella dama che soprantende cossa e l'altra. Tramettere. Frammet
alla casa di una principessa. tere. Inframmettere.
Métrich. Metrico. Mett denanz. fig. Porre avanti. Met
Métro. V. Méter. tere innanzi. Far presente.
Metropolitanna. Chiesa metropolitana. Mett de part. V. in Pàrt.
Mètt. Mettere – V. anche Mèttes. Mett dopo. Posporre. Metter dopo.
Andass a mett. T. de Cac. Impuntare. Mettegh del sò. Mettervi del suo.
El gh'ha miss el gh'ha miss, e poeu Scapitarci.
l'ha faa on s'ciopp. Egli è stato stato, Mettegh el coo, el sciampin, ecc.
e poi ha fatto i gattucci o i mucini V in Cóo, Sciampin, ecc.
orbi. A un di presso il Parturient mon Mettegh el temp che ghe va, Met
tes, nascetur ridiculus mus dei Latini. tegh di or e sim. Impiegarvi il tem
El gh'ha miss el gh'ha miss, ma el po debito; Consumarvi ore ed ore.
l'ha peu ſada. Egli ha indugiato o Metteghela tutta. Fare checchessia
vero E stato stato, ma poi l'ha fatta colle seste o a pennello o a penna e
maschia, o l'ha fatto maschio. calamajo. Farla coll'arco e col mi
Lassassel mett o mett-dent. La dollo dell'osso. Dare il suo maggiore.
sciarsi mettere il cristere. In modo Andare a vela e remo.
bassissimo vale sottoporsi a ciò che Mett el sò coeur in pas. V. in Coeür.
altri esige, acconsentire forzatamente. Mett-foeura. Emanare. (quia.
Lassass mett-giò. Calare. Cedere. Mett-foeura ona reliquia. V. in Reli
Arrendersi. Allentare – Calare anche Mett foeura ona vos o Trà-attorna
parl. di donne fu detto nel significato ona vos. Mettere in grido o in voce.
noto dal Mach nella sua Commedia Vociferare. - .
MET ( 96 ) MET
Mett-foeura sui canton. Appiccare ai Mett-insemma. Congegnare. Commet
canti(Lippi Malm. IV, 15). tere. Compaginare. Connettere.
Mett-giò. Deporre. Posare. Mett-giò Mett-insemma.T. de'Faleg. Calettare.
el tabarr. Posa il tabarro. Mett-giò Mett-insemma a angalett. Calet
quell baston. Posa quella mazza. tare a ugnatura.
Mett-giò. Deporre. Sgravarsi dell'uo Mett-insemma a angalett de sora.
va gli animali ovipari. Calettare a risalto. Calettare a
Mett-giò. Andare ad albergo. Alber ugnatura sovrapposta.
gare. El Cavalant de Lomaniga el mett Mett-insemma a cav e penera.
giò al Stalazz del Brovett. Il Procac Calettare a dente in terzo. Farc
cio di Lomaniga va ad albergo nello una calettatura interzata.
stallo del Broletto. (ficare. Mett-insemma a coa de rondena.
Mett-giò. fig. Sedare. Calmare. Paci Calettare a coda di rondine.
Mett-giò. Mettere in tavola. Mett-insemma a coa persa. Calet
Mett-giò. Seminare. tare a coda di rondine stremata.
Mett-giò.Piantare. Porre. Per es. Mett Mett-insemma a doss a doss. At
giò on per. Piantare o Porre un pero. testare. Intestare.
Mett-giò. Infinocchiare. Cont i sò Mett-insemma a mezz a mezz.
moinn el l'ha miss-giò. Il moiniere Calettare a mezzo legno.
gli fu attorno con tante moine, ch'ei Mett-insemma a penera scondu
ne rimase infinocchiato. da. Fare una calettatura na
Mett-giò. Far giù(“tosc. – poem. ant. scosta. -

pis.). Sedurre. Per esemp. Mett-giò ona Mett-insemma o Giontà a gavell....


tosa. Sedurre una fanciulla. Calettare a mo' di quarto da
Mett-giò a lavorà. Porre a lavoro. ruote. -

Mett-giò o anche Mett-giò de lavo Mett-insemma. T. de'Leg. di libri.


rà. Cessar dal lavoro. Smettere il la Metter insieme il giro.
voro. Cessare. Desistere. Mett intorna. Metter dattorno – fig.
Mett-giò el coo, i ari. V. in Cóo, ecc. Divolgare.
Mett-giò i guardi. Piantare o Di Mett maa. V. in Màa.
sporre o Collocare le guardie, le sen Mett on'aria per ghitara, violin, ecc.
tinelle e simili. V. Ridù.
Mett-giò i lazz. Tendere i lacci. Mett on soranomm o alla contad.
Mett-giò in asee o in l'asee. Acconciar Mettegh-sù a vun ona numerada. Im
con aceto(Cresc.). Conciare. Inacetare. porre altrui un nomignolo.
Mett-giò in del vin, in l'acquavitta e Mett prima. Anteporre.
sim. Infondere nel vino, nell'acquavite. Mett sora. Sovrapporre. Soprapporre.
Mett-giò in saa. Acconciar con sale. Mett-sott. Sottoporre. Sommettere.
Mett-giò in stuaa. Acconciare le carni Mett-sott. Aggiogare – fig. Disci
per farne stufati. plinare, avviare ad un'arte.
Mett-giò. Mettere in iscrittura. Di Mett-sù. Mettersi (Dav.Tac. St. III, 79
stendere. Per es. Mett-giò i patt. Di Varchi – Fag. Ast. bal. III, 4 – Sordo
stendere i patti. fat. sent. per forza II, 6 – Nelli Serv.
Mett-giò i red. V. in Réd. padr. II, 14). Irritare uno contro d'al
Mett-giò la scrittura e sim. Disten trui. Mettere uno al punto. Commetter
dere la scritta. Fare un disteso. male tra l'uomo e l'altro. Aizzare. In
Mett-giò vun. fig. Mettere altrui in tizzare. Inzigare. Mettere alcuno alle
un calcetto o in un sacco. coltella. Ammettere. Istigare.
Metti cavaler. Porre i bachi(Last.op.) Mett-sù. Introdurre. Mett-sù on'usan
Mett inanz. Anteporre. Porre avanti. za. Metter sù (“fior. – Salvad. 59).
Mett in notta, in spiarda, in sa Mett-sù. Cuocere. Cucinare. Incoeu
vor, ecc. V. in Nòtta, Spiàrda, ecc. hoo miss-sù nagotta. Stamane io non
Mett e Trà-insemma. Mettere insie ho cotto (Monos. 2o4).
me. Radunare. Raccogliere. Mett-sù. Scommettere. Mettere sta.
MET ( 97 ) MET
– Mett-sù des sold contra vun che ecc. Primm mett (De). . . Di primo in
Metterci dieci per uno, che ecc.(Sacch. dossare, di prima messa, di prima in
Nov. 152 ). cinta. Per es. Vestidin de primm mett.
Mett-sù. Caricare(Biscioni Note al Vestituccio a crescenza.
Fag. Rime tomo VI in Bancofallito). Primm mett(De). Venuto a pubertà.
V. in Banch fallii. Metter sù. Metter In età pubescente. Per es. On gioven
fuori danari per giocare. de primm mett. Un giovinetto di pri
Mett-sù. Rasciugare(Fag. Ciap. Tut. mo pelo. Ona tosa de primm mett.
II, 9). Metter prigione. V. Menà-sù. Una donzelletta di prima età. Una
Mett-sù bottega, cà, negozzi e sim. Verginella. Una Verginetta.
Aprire o Metter bottega, casa, fon Mètt. Supporre. Dare per supposto. Met
daco, ec. – caroccia e cavaj. Mettersi, timm che. Pognamo che. Pogniam ca
carrozza e cavalli(Menz.Sat.I.”, terz.52). so. Diamo o Supponiamo un caso.
Mett-sùel ligamin,Mett-sù i pont, ecc. Ammettiamo pure. Diamo per ipotesi
Mettere in ferri il legacciolo, le ma o per supposto.
glie da calze, ecc. Mètt o Fà cunt(in sig. pos.). Far ra
Mett-sù el roccol, e anche assol. gione o Far suo conto. Mett pur che
Mett-sù.... Tendere le ragne in que l'è inscì. Fa tuo conto ch'ella è così.
gli uccellari che noi diciamo roccol. Mett d'aveghel nanca. Fa ragione di
Mett-sù el pever, el saa, el zuc non l'avere.
cher, ecc. Aspergere di pepe, di sale, Mètt. Generare. Ingenerare. Indurre. Pro
di zucchero. È diverso dal Mettegh el durre. Per es. l liquor metten i dolor.
pever Impepare, el saa, cl zucchero I liquori spiritosi ingenerano doglie.
dal Sala che noi usiamo promiscua Mett ingossa, paura, petitt, schivi,
mente per Insalare e Inzuccherare; set, sogn, e sim. V. Ingóssa, ecc.
quel primo Mètt si riferisce alla su Mètt. Paragonare. Voeutt mettlu con ti?
perficie, quest'ultimo all'interno. Vuoi tu paragonartigli ?
Mett sui grij. V. in Grij. Mètt. T. mercant. Metter prezzo. Valutare.
Mett-sù i veder, i scur, ecc. Ta Mett a tant la robba. Rompere il
lora Ingangherare. prezzo alla mercanzia. Fermare, sta
Mett-sù ona bottega. Mettere in piede bilire quel ch'ella dee vendersi. E di
(“tosc. – poem. aut. pis.). qui venne probabilmente il nostro no
Mett-sù on para de colzett. Calzare me sustantivo di Metta per Tariffa –
un pajo di calze – Ed anche Mettere Diciamo anche Cosse te l'ha missa?
in ferri(sui gugg) un paio di calze. Quanto te la fece pagare? El me l'ha
Mett-sù on vestii. Indossare un abito. missa dodes sold. Me la mise prezzo
Mett-via. Riporre. dodici soldi. (sticare.
Mett-via. fig. Riporre(*tosc. – poem. Mètt. Porre – Notare. Segnare – Prono
aut. pis.). Seppellire. Inumare. Dare El Giulin el mett insci. Il Giulini pone
sepoltura. (cioè scrive, nota, afferma per iscritto)
Mett-via. Porre da parte. Ammas così – El calendari el mett ſeria. Il
sare. Avanzar danari. calendario segna feria, fa di feria.
Mett-via a servì o Mett a patron. – El tacoin el mett nev, acqua o sim.
Allogare o Acconciare al servigio. Il lunario pronostica neve, pioggia
Mett-via on capital o i danee. Im o sim. – Talora quando vediamo al
piegare il danaro. Volgere il danaro cuno imbronciato diciamo anche per
sur un qualche banco. ischerzo El tacoin el mett lunna. Fa
No vessegh nè de toeü nè de mett. la luna. La marina è gonfiata o tur
Non esserci nè leva nè poni(Pr. fior. Mètt. T. di Giuoco. Mettere. (bata.
IV, III, 1 o5). Essere o Andare a ca Mett al lott, a la lottaria, a la ro
pello, a puntino. Dicesi di una cosa letta e sim. Mettere al lotto, alla rol
che stia nel preciso aspetto che debbe lina, ecc. Ghe n'è insci che mett al
avere regolarmente. lott! Mettitori al lotto ! ce ne son di
(Euv de mett, V. in (Eùv. quei pochi !
l
Vol. III.
MET (98 ) MET
Mètta. Il prezzo(“san.-Noz. di Maca I, 2). Mettes de mezz. Interporsi. Tramet
Scaletta(“fior. – Pompeo Neri Disc. in tersi. Mettersi o Entrare di mezzo. En
Economisti italiani XL, 45 e 46). Voce trare mediatore o mezzano. Metter pace.
(“napol.). Tariffa. Quell'ordine con Mettes-giò. Far culaja. Dicesi del
cui le autorità municipali determinano tempo quando l'aria è piena di nu
di tempo in tempo la scala del prezzo voli e minaccia pioggia.
oltre cui non sia lecito vendere certe Mettes-giò o Mettes-giò amalaa. Porsi
derrate. Oggidì fra noi è limitato al giù. Ammalarsi. Cader malato. Dar giù
pane, alle carni e alle grasce. Il no del capo – Tornà a mettes-giò. Rica
stro vocabolo parmi che provenga dalla dere. Riammalarsi. Ridar giù del capo.
frase Mett a tant la roba. V. in Mètt. Per inscì pocch me metti nanch
Dà la metta , che anche dicesi Dà adree. Per così poca cosa io non mi
la metta ai sciguett. Censurare. Tac ci vo' mettere attorno.
ciare. Criticare. Sindacare. Tassare. Ca Segond la se mettarà. Secondo che
ratarc. Biasimare – Dà la metta a tucc. la cosa si buttera(Bibb. Caland. V, 4).
Sonettare tutti (Zan. Rag. Civ. I, 1). Vedè come el se mett. Badare a
Metter tutti in canzona, criticare tutti come egli inchini o penda o si volga.
senza riguardo; ciò che i Fr. dicono Mèttes. Abbigliarsi. Vestirsi. Per es.
Dauber sur le tiers et le quart – Dà La se mett pur anch ben o La sa

la metta a chi passa. Dar la quadra pur anch fà a mettes. Veste pur bene.
a chi passa. Prosare. Ha pur bella messa. Ha pure il bel
Tra el loff e la sciguetta gh'è pocch modo di vestirsi. Ella ha una gran
de dà la metta. V. in Lóff. bella messa.
Mèttegh. Impiegare. Consumare. Mettegh La sa minga fà a mettes o In del met
pocch. Metter poco(cioè tempo), tes no la gh'ha nè coo nè pee. Non
Mètten. T. di Giuoco. . . . . Accusare sa vestirsi con garbo. Non ha garbo nel
uno o più punti, cioè farsi o dirsi vestire. E quando la donna cade in
vincitore d' uno o più punti – Ti questo difetto v'è caso in cui le si può
lassi mett per grazia. I punti che ac dire coi Fr. Voilà un pot pourri e coi
cusi menoteli buoni per favore. Venez. La re una scarpa e un zocolo.
Mètter. Padrone. Signore; e pedantesca Mèttes. parl. di tempo. Volgersi a... .
mente Dòmino. La nostra è voce usata Mettes al bell o al brutt. Volgersi
specialmente fra i lavoranti per indi al bello, al cattivo? direbbesi, credo,
care il Maestro o Padron di bottega ( come dicesi dai diz. parlando del
che talora dicono anche El Scieff. vento) per inchinare, pendere il tem
Ambe voci francesi, Maitre e Chef po al buono o al cattivo.
Metter d'arma. Schermidore. Dal fr. Maitre El voeur mettes a fioccà, o a pioèuv.
Mèttes. Mettersi, (d'armes, Il tempo mette neve. Il tempo si rompe
Mettes a fa el lader, el speziee, ecc. alla pioggia.
Gettarsi al ladro, allo speziale, ecc. Mettes. T. de Cacc. Impuntare.
Mettes a fà que;coss. Accignersi a Mètles. T. de' Cacc. V. Imbroccass.
checchessia. Imprendere. Dare su chec Mèttes. T. di Giuoco di Bigl. Achittarsi.
chessia. Quand el seghe mett l'è inutel. Dar l' achitto.

Se imprende a farlo, n'esce a onore. Mettùda. T. di Giuoc. di Bigl. Achitto. ll


Mettes a la via. Mettersi in assetto, mandar la palla al bersaglio di colui
o alla via o in via. Disporsi. Allestirsi. che primo ha da giocare,
Mettes a piang. Sciogliersi a piangere. Ela de mettuda? Lo stesso che Ela
Mettes attorna el mangià. Fare o de vegnuda? V. in Vegnùda.
Imporre carne. El se mett minga attorna Fà tutt'ona mettuda. Far tutta una
el mangia. Il mangiar mangia lui. posta.
Mettes ben. . . . . Prendere buona La mettuda di poetta. La sfucinata
piega, indirizzarsi o avviarsi bene. de' poeti.
Mettes con vun. Cimentarsi con uno. Mettuda de cavaler. Posta(Lastri Op.
Porsi con uno. Mettersi appresso a uno. V, 143). torativi 15o).
MEZ ( 99 ) IMEZ
Ona segonda mettuda. Una seconda Mett in mezz. Tramezzare.
posta – Una seconda sfucinata. No avegh nè grazia nè mezz. Non
Mettuda per Casciàda. V. aver nè garbo nè grazia. Non aver nè
Vess de mettuda. Promettere – Es grazia nè mitidio.
sere di crescenza. Ona cossa o Ona robba de mezz o
Mèus. Baggeo. V. Badée. Ona cossa giusta. Una cosa di mezzo
Mèzz. s. m. Mezzo. Metà; per contrazione (“fior. – Salvad. I 1 – Pan. Civ. 52). Taia
Me'; contad. Mei – Centro. taia(Fag. I Gen. cor. da figl. II, 1o).
A mezz. A mezzo(Fag. For. rag. 1, 4). A modo. Competentemente. Con mezza
A mezzadria. A comune. A metà per uno. nità; e fam. S'intende acqua e non
A mezz a mezz. A mezzo a mezzo. tempesta. Per es. Srarij sì, ma ona
L'è a mezz a mezz. È mediocre. cossa giusta. Diradarli sì, ma a modo.
Andà de mezz. Andarne di mezzo. Piatt de mezz. Tramesso. Frammes
Patirne o Rilevarne danno o pregiudi so. Piatto che si mette in tavola fra
zio o nocumento. l'uno e l'altro messo.
L'è andaa de mezz el bon per el Fà el piatt de mezz. fig. Arraffar
cativ. V. in Bón e ag. – famigl. le matasse. Portare i polli.
Il porco pati le pene del cane. Tajà oSpartì el maa in mezz.V, inMàa.
Quand no ghe n'è va de mezz Tirà o Toeiù de mezz vun. Mettere
anca la gesa. V. in Gésa. in mezzo. Accalappiare. Gabbare. Giun
Va de mezz domà i strasc. V. in tare – Toeuj de mezz tutte duu. Gab
Stràsc. bare ambe le parti; e comic. Cucire
Va de mezz tant quell che ten a refe doppio.
come quell che scortega. Tanto Toeù de mezz. Torre di mezzo. Levar
ne va a chi ruba che a chi tiene di mezzo.
il sacco. Mèzz. s. m. La Metadella(Lor. Med. Canz.
Ciappà ona strada de mezz. V, in 65). Mezzetta. Misura di liquidi che
Stràda. tiene la metà del boccale.
Fà a mezz. Tenersi ambi il sacco. A fà di boccaa ghe voeur di mezzi.
(Dav. Tac. Vit. Agr. 12 ). scherz. La roba va alla roba. Chi ha è.
Fà a mezz con vum. Abbottinare con A quattrino a quattrino si fa la lira.
alcuno. Accomunare checchessia con Mèzz o Mèzzo. s. m. Mezzo. Modo. Me
alcuno. – Trovi per caso monete o diazione.
robe qual si siano? tosto eccoti alcuno Mezz dirett, Mezz indirett. Mezzo o
che ti dice Voj femm a mezz? . . . . Mediazione immediata, Mezzo mediato.
come per chiamarsi a parte di quel Per mezz del tal. Per mezzo del tale.
tuo ritrovo. Equivale al fr. Je retiens Mèzz. s. m. La mezza(“fior.). Una delle
part ed al greco «cavò; eppung. asticciuole colle quali si giuoca al bi
Fetta de mezz. T. de Macell. V. gliardo, e che tiene il mezzo fra l'a
Fètta nell'App. di questo Vol. III. sticciuola ordinaria e quella detta la
Giust in del mezz. Nel greto mezzo lunga.
(Alleg. p. 158 e altrove). Mèzz. ad. Mezzo – Questa voce travestita
In mezz a tutt quest. Con tutto que per Emi o Semi o Meso, e preposta
sto. Non pertanto. Non ostante a ciò. ad altre voci, serve a formare più vo
In mezz in mezz. Nel mezzo mezzo caboli dottrinali, come per es. i seg.
(Redi Op. III, 184 ). Mezz sferich. Emisferico, Mezz tond.
Mettes de mezz. Mettersi di mezz Semicircolare, Mezz bianch, Mesoleuco.
(Caro Let fam. III, 45). Interporsi. A mezza paga. V. in Paga.
– Spartir le contese. Intramettersi. In De mezza etaa. Di mezza età, ed
frammettersi. Frammettersi. Intromet anche Mezzano sust.
tersi. – Talora anche Entrar di mezzo. De mezza tacca. Mezzo. Di mezza
Impacciarsene, statura. Tra grande e picciolo.
Per vun che s'è miss de mezz. De mezz savor, Mezzo. Di mezzo
Per uno di mezzo(Sacch.Nov, 146). sapore,
MEZ ( 1oo ) MEZ
Tre lira e mezza. Tre libbre e mezzo. cio se bisognosi o ambiziosi di accat
Vess mezz in gesa. V. in Gésa. tar credito fra chi bada alle appa
Vessegh nanch mezz. Non esser renze; e perciò il nostro volgo chia
mezzo(Petrarca Son. 59). Essere semi ma Dottor mezzacaroccia i medici di
vivo; il Semianimis dei Latini. poco ricapito.
Mèzz per Smezzàa. V. Mezza-còlla. T. di Cart. . . . . Colla di
Mèzza(La). T. de'Muratori. . . . Il mezzo luta, colla debole.
Mezza-condizion. V. in Condizion.
mattone per appunto che si adopera
a turare i vani dell'ammattonatura. È Mezza-còsta. Mezzacosta(Ricci Note Poz
detto Bernardin dai Lodigiani, dai zi, 14). Piaggia di mezza mano.
Parmigiani, dai Reggiani, ecc. Una Mezza-débla. . . . . Moneta d'oro che
frazion di mattone minore della metà vale metà della doppia o dobla.
si chiama fra noi Morsell o Scaja; Mezza-fèsta(che dicesi anche Festajoeùra).
maggiore Mezza-longa. Mezzafesta(Gior. Georg. II, 485). Sin
Mèzza (La). La mezza? I Fiorentini, e verso il cadere del secolo scorso,
con essi i diz. ital., intendono per que oltre alle feste anche oggidì comanda
sta voce le tre ore e mezza di notte; te, se ne osservavano fra noi parec
noi la mezz'ora dopo mezzodì. chie altre le quali si specificavano in
Mèzza per Mezzaprozin. V. in Porziòn. Festlevaa(perchè più in antico di pien
Mezza-battùda. Mezza battuta(Diz. mus.). precetto). Feste di mezzo precetto? e
Mezza-bàvara. . . . . Fiorino di Baviera. in Festajoeür. Feste di devozione. Le
Mezza-blonda. . . . . Merletto biondo di prime, identiche e comuni a tutta
seta con ricamo di mezzo rilievo. Cristianità, erano dette di mezzo pre
Mezza-bózzera(voce che si riferisce così cetto perchè imponevano l'obbligo di
al genere maschile come al femmini udir messa ma concedevano i lavori
le) che anche dicesi On Bozzarètt. servili; le seconde, varie a tenor dei
Uno scricciolo d'uomo. Un tristan vari paesi, rimettevano nell'arbitrio
zuolo – Uno scricciolo di donna. Una altrui così il lavorare come l'udir messa
tristanzuola. o il fare altri atti di pietà. Nelle mezze
Mezza-calzètta. Calzino(*tosc. – Tom. feste le botteghe s'aprivano soltanto a
Sin.). Calza che non aggiugne alla pol mezzo per reverenza del mezzo pre
pa, che non passa la metà dello stinco, cetto; il che dai nostri bottegai si
diceva Fà us'cioeu e dai toscani Stare
e colla quale sembra affinissima la
Calza sgambata antica reg. dai diz. it. a sportello. Nelle festicciuole di devo
Mezza-calzètta. fig. Signor di maggio. V. zione ognuno spalancava o sportellava
in Pedinna e in Sciór. come meglio credeva – Le feste di
Mezza-camisa. V. Scemisètta. mezzo precetto erano,
Sur Nicoletto mezza-camisa. V. Ni in febbrajo i giorni 7 e 24 Cristoforia, San
colètto. Mattia ap. all'Ambrosiana e alla Romana.
in marzo il di 19 S. Giuseppe.
Mezza-càppa dicono i contadini brianz. in maggio i giorni 1 e 3 SS. Giacomo e Fi
per quello che noi in città diciamo lippo app. – Invenzione della S. Croce.
Mezza-calzètta fig. V. in giugno il dì 24 Natività di S. Gio. Batt.
Mezza-caregadùra. Affettatuzzo. in luglio i giorni 2, 25 e 26. Visitazione
Mezza-caròccia. V. Mezzacaròccia e Timo di M. V., S. Giacomo ap., S. Anna.
nèlla in Legn vol. II, pagg. 561 e 362. in agosto i giorni 1o e 24 S. Lorenzo,
S. Bartolomeo.
Dottor mezza caroccia. . .. Due se
coli fa in Italia i medici avevano a in settembre i giorni 21 e 29 S. Matteo,
S. Michele.
comune cogli ecclesiastici la caval in ottobre il dì 28 SS. Simone e Giuda.
catura delle mule ; oggidì in vece in novembre il dì 3o S. Andrea.
hanno comune con quelli la carrozza in dicembre i giorni 21, 27, 28 e 31 San
a due cavalli o il cavallo di san Fran Tommaso, S. Gio. ap., i SS. Innocenti,
cesco se sono di gran ricapito e ono S. Silvestro.
ratori di quanto viene con essi a con mobili Le Ceneri e il secondo giorno dopo
tatto, o la timonella a un cavalluc fatte Pasqua maggiore e Pentecoste,
-
MEZ ( Ioi ) MEZ

Le feste di devozione erano fra noi Mezza-lónga(Ia). T. de'Murat. . . . . .


Frazion di mattone maggiore della
in gennaio i giorni 17 e 2o S. Antonio, metà, la quale dicono Mezza quando
S. Sebastiano.
è la metà precisa, e Scaja o Morsell
in aprile il dì 25 S. Marco.
in giugno i giorni 11, 13 e 19 S. Barnaba,
quando meno, e s'usa per turare i
vani dell'ammattonato là dove il mat
S. Ant. da Pad., SS. Gervaso e Protaso.
in agosto i giorni 4 e 16 S. Domenico, tone intiero è di troppo.
S. Rocco. Mezzalunna. Mezzaluna.

in ottobre i giorni 4 e 15 S. Francesco, Mezzalùnna per Lunètta(nei fondi delle


S. Teresa. carrozze ). V.
in novembre il dì 4 S. Carlo. Mezzalunna. T. di Cuc. Mezzaluna(“fior.
Mezza-fèsta(parl. di foro e di uffizi). Se e rom.). Coltello da minuzzare di cu
miferia(Fag. Ast. bal. II, 19). cina (Alb. enc. in Coltello). Specie di
Mezza-fèsta(parl. di giorni feriali in ge coltello fatto a mezzaluna che serve
nere). Giorno interciso. a vari usi nelle cucine. Ha due ma
Mezza-fibbia. Campanella quadra. I sel nichi, ed è l'Hdchoir dei Francesi,
lai, i valigiai e i fabbricatori di car il Ciapulòr dei Piemontesi, e la Pesta
rozze danno questo nome a quella spe ròla d'alcuni Lombardi.
cie di fibbie nelle quali la staffa del Mezza-màn. . . . Fra gli artigiani equi
l'ardiglione serve per quarto lato vale a quello che i contadini e altri la
che rimane le più volte a coperto voratori di fatica dicono Mezz-òmm. V.
nei lavori. Mezza-màn(Pal de ). V. in Pàl.
Mezza-fustèlla. . . . Stampo da calzolai Mezza-mànega. . . . . Specie di manica
che rappresenta una mezza stella o che giugne solo al gomito.
una mezzaluna tagliente. V. in Fustèila. Mezza-mantiglia. .. .. Mantiglia piccina
Mezza-galètta. V. in Galètta. e poco dissimile da un bavero.
Mezza-gàlla. Mezza gala(*tosc.). La fr. Mezza-màschera o Maschera a la vene
Demi-pompe o Semiparure. zianna. Mezza maschera(Tar. fior).
Mezza-gènova. . . . . Moneta d'oro ge Mezza-mercànzia. V. in Assa.
novese che vale metà della genovina. Mezza-mitàa. . . . . . Specie di misura
Mezza-ghètta. . . . . Stivaletto che ol che, servendo a misurare grano,
trepassa appena la noce del piede. biade o cose non liquide, tiene la
Mezza-grànna Riso franto. Riso d'in trentaduesima parte dello stajo.
feriore qualità, e di granello franto, Mezza-mónta. . . . . Nelle piastre(azzalin)
ma franto sì che non arriva alla minu delle armi da fuoco portatili è così
tezza della così detta Risinna V. – Ol detto quel fermo che serve a ratte
tracciò la Mezzagranna differisce dalla nere il cane nella sua posizione di
Risinna in questo che è monda e può mezzo, cioè nè scattato nè da scattare.
benissimo servir per zuppa all'uomo, Mezza-montùra. V. in Montùra.
laddove l'ultima è imbrattata di miglio Mezzàn. ad. Mezzano. Mediocre.
ed altri semi e si fa servire a pastura Mezzàn. s. m. o Mezzàna. T. idraul. Iso
del pollame. Verso il Novarese la la. Bonello, e alla lombarda Mezzano.
Mezza-granna chiamasi anche Pistin. Mezzàn. s. m. Mezzado. V. Mezzanin.
Mezza-lànna. Mezzalana. Mezzàn. Ad. di Scèpp. V.
Mezza-léngua. . . . . Mezza lingua. Mezzàna per Mezzàn. V.
Mezza-ligadùra. . . . . Quella specie di Mezzanamént. Mezzanamente. Ragionevol
legatura d'un libro in cui solo il dor mente. Mediocremente.
so è legato in pelle, mentre le facce Mezz-andàa, parl. di biancherie. Menato
sono ricoperte semplicemente di per (Testam. del Boccac. nelle Ann. Dec.).
gamena o di carta colorata. Anche i Assai logoro. Dò tovaj mezz-andaa, e
Francesi la dicono Demi-reliure. dò annò tutt bonn o in bon esser. Due
Mezza-lira..... Moneta d'argento del val tovaglie menate e due convenevoli.
sente di mezza lira o sia di dieci soldi. Mezz-andaa. Malandato assai di salute.
Mezza-lira. . . . La metà della libbra. l Mezzo che sfidato,
MEZ ( Io2 ) MEZ
Mezzanèll. Mezzanetto. lano. Come gravezza ordinaria l'An
Mezzanèll. Ad. di Quadrèll. V. nata e la Mezz'annata furono in più
Mezzanèlla. T. cont. Semitiero. Quella tempi lo stipendio d'un anno o di
carreggiata che si fa in mezzo dei mezzo che gl'impiegati dello Stato
campi e degli orti vasti od in confine lasciavano all'erario per godere a suo
l'un dell'altro, pel transito dei car tempo del soldo di riposo.
ri, ed anche per agevolare lo scolo Mezzanòcc. Mezza notte.
alle acque. Il cav. Re(nell'Ortol. di Levà-sù de mezzanocc. Levarsi di
rozzato) dice che in alcuni libri d'a mezza notte.

gricoltura leggesi Capezzagine e Ca Mezza-pàga. . . . . Mezzo salario.


pezzagna; ma io credo che queste siano Mezza-pantòffia. V. in Pantòffia.
piuttosto corrispondenti alla nostra Mezza-paròlla. Mezza parola. Gh'è staa
Cavedagna. V. -
nissun che m'abbia ditt manch mezza
Mezzanèlla. . . . . Specie di pistola di parolla. Nè alcun fu che parola mi
mezzana grandezza così denominata dicesse nè mezza.
nelle Gride milanesi dell'anno 166o Avegh foeura ona mezza parolla...
e degli anni susseguenti. Esserne entrato già in qualche impe
Mezzanin e Mezzàn. Mezzanino (Targ. gno; esserne già in trattativa, aver
Prodr. Cor. tosc. p. 179). Mezzado. mezzo che promesso.
Nome di quegli stanzini notabilmente I mezz paroll. . . . Il parlar chiuso,
bassi che nei palazzi veggonsi talora ambiguo, artifizioso, le reticenze, il
interposti fra piano e piano e spe dire e non dire.
cialmente fra il pian terreno e il piano Mezza-pàsta. V. in Pàsta.
nobile o fra il pian di sopra ed il tetto. Mezza-pàsta, e comunemente Formai de
Servono le più volte come tinelli o co mezza pasta come dicono i Locarnesi
me dormitori pei famigliari della casa. e i Luganesi, o Formai bastard come
Avè fittaa-via i mezzanitt. met. Avere dicono i Valmaggini . . . . . Quella
spigionato il pian di sopra. Mostrar specie di formaggio battelmatt (V.) in
l'appigionasi al piano superiore(Gua cui fu lasciato poco fior di latte.
dagn. Rim. II, 56). Aver venduto i pesci Mezza-pàsta. T. de Fabbr. di carta. . . .
(Salviati Spina V, 4). Esserito in villa Quella carta che è di mezzo fra qua
colla brigata (Fir. Luc. II, 2). Avere lità e qualità.
sciolto i bracchi. – V. anche in Bùj. Mezza-pellegrinna. . . . . . Un sarroc
Mezzannàda. . . . . . Mezzo il soldo o chino donnesco breve, gretto, piccino.
Mezza la rendita di un'annata – Mezza-pensión..... Mezza paga di riposo.
L'Annata e la Mezz'annata furono Mezza-pensión. . . . Mezza pensione, e
altresì il titolo di due gravezze che dicesi così del soldo che si paghi
ebbero corso fra noi dal 156o al soltanto per metà onde goder luogo
1796, da prima come contribuzioni in alcuno stabilimento d'educazione,
straordinarie nelle strettezze straor come del luogo stesso a mezzo soldo.
dinarie dello Stato, e poscia come Mezza-portàda. Mezzetta. Mezza pajuola.
contribuzioni ordinarie per la crea Mezza-proziòn. V. in Porziòn.
zione dei fondi di pensione agl'im Trattà a mezz-prozion. V. come sopra.
piegati dello Stato. L'Annata era la Mezza-quàrta. Un ottavo di braccio. L'ot
rendita d'un anno che pagavasi allo tavo del braccio nostrale equivalente
Stato da ogni concessionario di red a un'oncia e mezzo o a centimetri 7,5.
diti procedenti dallo Stato medesimo; Mezza-quàrta (peso). V in Quàrta.
la Mezz'annata quella di mezzo un Mezzaràtt o Usell-ratt. Voce delle vici
anno di pari provenienza. Chi amasse nanze del Pavese e del Lago Maggio
avere specificata notizia di queste gra re. Pipistrello. V. Tegnoeüra.
vezze considerate come straordinarie, Mezza-raziòn. . . . . Mezza proſenda.
legga per l'Annata l'editto 15 agosto Mezzaria. Commezzo. Commezzamento. La
1667, e per la Mezz'annata quello linea del commezzo. Il diritto mezzo –
del 28 marzo 1685 ne'Gridari di Mi Il meditullio ?
MEZ ( 1o3 ) MEZ
Mezzaroeüla. v. a. Daz. Merc. Mezzina. Mezz-canezó. . . . Mezza camiciuola di
Vaso in cui ci venivano altre volte tull o simile giugnente a mezzo petto
le anguille. (nella. che le donne indossano talora fra la
Mezza-sciavàtta. Baldraccuzza. Sgualdri camicia e l'abito: intiera e a tutto
Mezza-soeula. Mezzapiantella(“fior) Fagh busto la diciamo Canezò.
mett la mezza-socula ai strivaj. Far rin Mezz-caràter. T. teatr. . . . . Aria di
novare le mezze piantelle negli stivali. mezzo carattere dicono i Musici.
Mezz'aspàda. . . . Due matasse di seta Mezz-ciócch o Mezz-ſàa. Mezzo ebbro.
state tratte a un tempo e sul mede Albiccio. Alticcio.
simo naspo dalla trattora di seta. Mezz-colór. Secondo colore(Borgh. Rip. I,
Mezza-stagiòn. Mezza stagione(Alleg. 4o). 264). Colore mezzano. Mezzocolore.
Mezza-stèrza. V. in Stèrza. Ogni colore derivante dai colori prin
Mezza-svànzega. . . . . . Moneta erosa cipali considerati, non secondo Aristo
del valore di mezza lira. V. Svànzeg. tele che volea tali solo il bianco e il
Mezza-tàcca. V. in Tàcca. nero, ma secondo l'opinione volgare,
Mezza-tavolètta (De). . . . . Dicesi dalle cioè dal bianco, dal nero, dal giallo,
donne parlando di pettinature e ab dal rosso, dal verde, dalla porpora
bigliature casalinghe sì, ma non senza e dall'azzurro. -

grazia e lindura. Una donna così pet Mezz-copp. V. Mezza mitàa.


tinata vi dirà per cirimonia ch'ella Mezz-còrp (funerale). V. in Còrp.
è così mezza sfatta. Mezz-còtt. Guascotto. – Bazzotto. Mez
Mezza-tèrza. Un sesto di braccio. Equi zellone. - - -

vale a due once o sia a dieci centim. Mezz-crosón. . . . . Moneta d'argento


Mezza-tinta, T. delle arti del disegno. che vale la metà d'un crocione.
Mezzatinta. Mezz-crùff. Mezzo crudo.
Mezza-vitta (Guarni a). V. in Vitta. Mezzdi. Mezzogiorno. Mezzodì. Meriggio.
Mezzàvol. v. contad. Mezzadro. Ha la Mezzo di. Mezzo die. Merigge.
desinenza originaria milanese come Del bell mezz dì. In mezzo di. In
Fittavol, ma oggidì ha ceduto il luogo sul mezzo del dì.
a Massee. V. - - -
Sonna mezzali, chi ha disnaa scusa
Mezza-vós. T. mus. . . . Così chiamano insci. V. in Scusà. (giorno.
alcuni fra noi quella nota che i Fran Mezzoli. Mezzodì. Est. Plaga di mezzo
cesi dicono Note sensible, ed i Te Mezz-dottór. Semiaddottorato. Tale che
deschi Leitton, cioè quella che fa un sa qualche cosa di medicina o di leg
mezzo tuono sopra alla tonica – Il Se ge – Talora Semidotto o Semignorante.
mituono dei diz. ital. vale soltanto Mezzènna. Mezzina – D'ogni bue, d'ogni
mezzo tuono in generale, o sia il vitello, ecc. il macellaio, allorchè li
Demi-ton dei Francesi e il Mittelton squarta, ritrae due mezzine le quali
dei Tedeschi. comprendono ciascuna il quarto ante
Mezz-bastón. Bastoncino? Sp. di pialla riore e il quarto posteriore del rispet
col taglio a mezzo cerchio, ma più tivo lato – Nei diz. ital., e special.
picciola del bastone. nell'Alb. enc., Mezzina è definita sol
Mezz-biòtt. Mezzo nudo. Semignudo. tanto per La metà d'un porco salato;
Mezz-boffètt. . . . . Mantice da calesso è però evidente la genericità del si
grande la metà dei mantici ordinari. gnificato della voce.
Mezz-brasi. . . . . Sp. di tabacco. Mezzenna caregada. . . . . Quella
Mezz-bràzza. Mezzo braccio. (28). mezzina alla quale si lasciano annesse
Mezz-brusàa. Abbruciaticcio (Soder. Arbor. le vertebre del dorso e il nerbo della
Mezz-bùst. T. di Scult. Mezzobusto. Erma. coda.
Mezz-calancà ... Tela di tiglio e tessu Mezzenna descaregada. . . . . . La
to meno consistente del vero calancà. mezzina scussa di vertebre e di codino.
Mezz-càn. T. d'Arnajuoli. . . . . Il cane Mezzenna de lard. Lardone(Zanob.
dell'armi da fuoco spoglio della ma Diz. – Alb. bass. in Fleche de lard
scella superiore. e Bande de lard). Mezzina(“lucch.).
IMEZ ( Io4 ) MEZ
Ventresca (”rom.). Correa de lardo Mezz-mesurìn... Utello da olio che con
(“napol.). Spalla di porco(“poem. aut. tiene metà del così detto Mesurìn. V.
pis.). Scotennato, Mezzana('in alcune Mezz-mónd. Mezzo mondo(Min. cit. il Bel
parti di Toscana). Nome di que due lini). Gran quantità.
gran pezzi bislunghi di lardo coten Mezz-mòrt. Semivivo. Mezzo morto.
nato che si traggono dal dorso del Mezzoeü. Mezzule. Timpano ? La parte
porco bipartito, dei quali i nostri piz di mezzo del fondo della botte.
zicagnoli tappezzano per così dire le Mezz-oeùv. T. de Faleg.... Quella pialla
loro botteghe – La Carnesecca non è di cui si fa uso per formare nel le
lardone, ma sì quella carne che si gno quel membro di cornice che di
trae di mezzo alle costole del porco. cesi mezzuovolo.
Cortell de mezzenna. V. in Cortèll. Mezz-oeuv in di duu quadrett. . . .
Mezz'-etàa. Mezza età(Bocc. Nov. XXIII, Altra specie di ferro da scorniciare.
4). Donna de mezz'etaa. Donna di Mezz-6mbra. T. Pitt. Mezzombra. T. astr.
mezza età(Nelli Suoc. e Nuor. I, 12). Penombra.
Mezzètt e Mezzin. Mezzettina. Dim. vezz. Mezz-òmm. . . . Lavorante di poca va
di Mezzetta (mezz) che è mezzo un glia. I ragazzotti a opera in contado
boccale. Andemm a beven on mezzett. Sono mezz-Omert,

Andiamone a bere un mezzettino (Ambra Mezz-Omm. Piccinàco.


Cofan. IV, 1 o). Andiamne a bere una Mezzónza. Galantina. Ganascina(“fior.).
mezzetta(Buonar. Tancia V, 7). Quel pizzicotto che si dà altrui per
Mezzettin. . . . . Sp. di filo di cotone – careggiarlo, prendendogli leggermente
Nei diz. ital. Mezzettino è semplice fra l'indice e il medio una delle gote.
mente il diminutivo di Metadella. Mezzonzinna. Dim. di Mezzònza. V.
Mezzettin. Fioretto? Specie di stoffa cor Dà ona mezzonzinna. Prendere per il
rispondente al fr. Cafard ed al te ganascino( tosc.- poem.aut.pis.IV, io).
desco Halbseide. Mezz'-6ra. Mezz'ora.
Mezz-ſelìpp. Mezzo filippo. Moneta d'ar. Mezz-orètta. . . . Una breve mezz'ora.
gento che vale la metà del filippo – Mezz-ovàl. V. Mezz-oeüv.
Fig. Rimbrottuzzo. Mezz-pànn.... Panno leggiere, di poca
Mezz-fén. V. in Fén. consistenza. -

Mezz-fin. Alquanto fine, Mezz-pàol. . . . . Moneta del valsente


Mezz-foeüj. . . . Mezzo foglio. di mezzo un paolo.
Mezz-franch.... Moneta d'argento del Mezz-paròll. V. in Mezza-paròlla.
valore di mezzo franco. V. Frànch. Mezz-pelàa. Semicalvo.
Mezz-gir. Semicerchio – Mezzo giro. Mezz-pont. T. de Ricam. Mezzo punto
Mezz-grioeù. V. in Grioeü. (Meini in Tomas. Sin. a Cucito). Punto
Mezz-gris. Semicanuto. scempio, punto che, per così dire, si
Mezz-guànt o Guantitt o Guant a mezz tesse unico sull'ordito del canovaccio.
did. Guanti a mezze dita(Caro Com. 95). Mezz-quàrt. T. mus. Mezzo quarto. Ot
Il Sandelli in una sua lettera del sette tavo. La pausa della croma.
dicembre 16o7 a Paolo Gualdo li Mezz-quartee. Mezzo quarto. V. in Pinta.
chiama Guanti a mezzo dito. Mezz-rilév. T. di Belle Arti. Mezzorilievo.
Mezzin. Mezzetto. Mezzettino. Vaso di Mezz-scùd. Mezzo scudo. Moneta d'ar
majolica con beccuccio che si usa gento del valore di mezzo uno scudo.
dai contadini e nelle cantine. Mezz-scùr. T. pittor. Mezzo scuro.
Mezzin, V. Mezzètt. Mezz-sècch. Verdesecco. Soppasso.
Mezz-indormént. Addormentaticcio. Mezz-sérc. Mezzocerchio.
Mezzinètt. Dim. e Vezzeg. di Mezzin. V. Mezz-sopràn. T. Mus. Mezzosoprano.
Mezz-lùnn. Lulle? Quelle lunule del fondo Mezz-taj. T. d'Intagl. in legno. . . . -
davanti della botte che mettono in Specie di scalpelletto convesso.
mezzo il mezzule(mezzaeu). Mezz-tajètt. T. d'Intagl. in legno. . . .
Mezz-màtt Pazziccio. Che non ha tutti i Scalpelletto men convesso e più pic
suoi mesi. V. in Matt. cino di quello detto Tajett. V.
- MI ( 1o5 ) MIA
Mezz-tàller. Fiorino. Moneta d'argento Segond mì. A me. Nel mio me. A
che vale la metà di un dollaro. mio giudizio.
Mezz-témp. Mezza stagione(Alleg. pag. 4o | Mi. Me li. Mele. Mi det? Me li dai? Me
e altrove). Mezzo tempo (Machiav. Op. le dai? – I nostri contadini dicono
IX, 145). Mezzo temperamento(Pr. fior. meglio Mej det?
IV, III , 82 ). - Mia o Mia de mi. Mia. Di me.
Formai de mezz-temp. Formaggio | Mia e Mij. s. m. Miglio, e ant. Un mi
alla stagione (“liv. – Prez. mercant. gliajo. On mia, duu mia. Un miglio,
di Livorno). due miglia. Il miglio nostro milanese
-

Pagn de mezz-temp. . . . . Abiti d contava circa 25oo braccia nostrali ,


mezza stagione, da mezzo tempo, l'attuale Miglio geografico ne conta
cioè buoni a indossarsi la primavera circa 5512. In Toscana era lungo mille
e l'autunno. passini, cioè tremila braccia fioren
Mezztèrinen. Mezzotermine(TargAt.Acad. tine. -

Cim. I, 26 – Fag. Cav. parig. III, 16 – De Milan a Lod gh'è vint mia o
Metastasio Lettera al Farinelli). Scap ghe ſan vint mia. Da Milano a Lodi
patoja. Sutterfugio. Gretola – Talvolta vi corrono venti miglia o dicono
anche vale per Ripiego. ch'e' vi corrano venti miglia.
Mezz-tón. V. Semitón. Ghe sarà tre mia bon. Vi corre
Mezzù per Cónch. V. (zule. ranno tre buone miglia. Hin dò mia
Mezz'-us'cioeu de sora(nelle botti). Mez longh. Sono due miglia lunghe.
Mezz-vin. V. in Vin. On mia de quij che fa el loff de nocc
Mezz-voeùj. Mezzo vuoto. Semivòto? o On mia de pajsan o On mia bon.
Mi. caso retto. Io – Anche gli Spagn. ed Un grosso miglio.
i Provenz. dicono Mi, Ti, pcr Io, Tu. Quindes dì o Tredes di quattordes
Mi come mi. Io com io(Bocc. – Manni mia. . . . . . Dicesi parlando di chi
Veglie IV, 16). Dal canto mio. Per progredisca più che lentamente, di
la parte mia. Per quanto è da me. chi faccia poco cammino, poco pro
Mi. casi obbliqui. Mi. A me. Il Burch. gresso, di chi sia una testuggine o più
(p. 7) disse anche scherz. A micchi. tardo che testuggine o presto come
Me – Noi erriamo frequentemente una lumaca – Faire en quinze jours
traducendo per Io il nostro Mi anche quatorze lieues dicono anche i Franc.
ne casi obbligui; errore in cui però Tirà i basitt o sim. de lontan cent
cadde anche il Fagiuoli, tiratovi, cre mia. Chiamare checchessia discosto un
d' io, dalla rima, allorchè scrisse miglio(Cini Desid. II, 1o). Chiamare
(Rime piacevoli III, 2o5) di lontan le miglia i baci o simili,
Pur fate a modo vostro, in quanto a io, come in quei versi :
Al più starò a legger le gazzette - E poi qualche minchion si meraviglia
Per saper chi la vince o chi va a Scio Se un reverendo tal con reverenza

quando però non si volesse stirac Chiama il disprezzo di lontan le miglia


chiatamente dirlo modo ellittico come (Sacc. Rim.).
Che già il marito con sembiante umano
pare il Morto io di cui si vedrà in Mòrt.
De mi e mi. Meco stesso. Meco Chiamava cento miglia di lontano.
Denter de mì. ) medesimo. Nel mio (Lall. En. trav.).
Intra de mì. dentro. Tirà i legnad o i sgiaffo i bott de
L'è mej di pover mì che pover lontan cent mia. Chiamarle bastonate
nun. V. in Pöver. lontan le miglia(Nelli Vecch. Riv. II, 25).
Mort mi hin mort tucc. V. in Mòrt. Uccellare a busse. Uccellare a coccole.
No savè nè de ti nè de mi. V. in Ti. Cercarsela a denari contanti. Cercare
No vess nè ti nè mì. V. in Ti. il mal come i medici. Dicesi di chi
Per on sold(o simili) sont annò fa delle insolenze o commette azioni
mì. Per . . . io rimango il medesimo che si tirino dietro le busse.
di pria(Guadag. Rim. 1, 8o) – V. al Vess lontan milla mia o cent mia
tresì in Quèll. d'ona cossa. Non la trovare a sei filar
I ſol. III. 14
MIC ( 1o6) MIC
d'embrici(Alleg. 124). Essere lontano usano fra noi. Si leggeranno quindi
da checchessia quanto gennaio dalle descritte ma non tradotte queste no
more. stre varie specie di pani sotto la voce
Mia voce contad. per Minga. V. Pàn.
Miàra che anche dicesi da alcuni Miée Avegh dent la soa micca. fig. Van
e Miéra. Migliaio. taggiarsi. Avere tre pan per coppia.
Miaroeü o Mijaroeü o Mejaroeù. Migliarino Averci dentro utile, guadagno, lucro –
(*rom.). Nome generico nostrale di Fra noi corrono due usanze: la prima
quelle pietre granitiche le quali da vari che i padroni sogliono far dare un pane
geologi si dicono Miglioliti, perchè di e cacio a qualunque contadino il quale
compage simile a un'aggregazione gra dai loro poderi si venga ad essi in
nulare miliacea. Le vere saldezze di mi città per alcun loro servigio : la se
gliarino non vanno però confuse con conda che i fornai sogliono dare un
quelle altre pietre di natura quasi af pane d'un soldo di vantaggio a chiun
fine che trovansi in varie parti del Mi que ne comperi dieci a un tratto. Dal
lanese in massi o pezzi erratici e che l'una di queste due usanze, e fors'an
distinguiamo col nome di Giandon, Sa che da ambedue, trasse origine proba
rizz, ecc. V. bilmente il nostro dettato.
Miaroeu bianch. Granito a feldispati Besogna mangiagh insemma paricc
bianchicci. Tale è quello che si rin micch(o paricc stera de saa) prima
viene in varie parti del Comasco, de cognoss vum. V. in Sàa.
verso Montorfano, ecc. Di che i micch hin minga pan. V.
Miaroeu ross. Granito a feldispati in Pàn.
rossigni. Tale è appunto quello di El pan de micca el pias a tucc. V.
Baveno ed è il vero Granito bigio in Pan.
punteggiato di nero e rosso come lo L' è come a andà al prestin a toeiù
chiama il Targ.(Viag. IlI, 147, IV, ona micca. È come andare per il pane
279 e altrove). Granito di Baveno(Gab. al forno(Magal. Op. 582 ). È prezzo
fis. di Fir.). fisso; e si riferisce a qualsiasi roba.
Can del miaroeu. . . . . Nome che Micca boffetta, Micca de duu, Micca
i cavatori di Baveno assegnano ai cri de mezza lira, Micca d'on sold, ecc.
stalli di feldispato rosso che si tro Veggansi in Pàn.
vano nel loro granito. Pan de micca. Pan tondo. Dicesi al
Miaroeü. Un miglio scarso. pane lavorato in forma piccola e per
Miàsc. Un grosso miglio. Un buon mi lo più tonda che suol essere della qua
glio. Un bel miglio – V. in Mesasc. lità più bianca e migliore – Quando
Miasción. . . . Un miglio lunghissimo. si pone mente che gli antichi Toscani
Micca. Pane. Ogni pezzo di pasta da pane dicevano Micca per minestra, e che
spiccato dal pastone e cotto nel for anche oggidì i nostri contadini hanno
no – Anche i Provenzali hanno in per prima medicina famigliare il pan
questo senso Micho, ed i Francesi Mi di grano(la micca ) e la zuppa fatta
che – Secondo le diverse forme che si col pan di grano in brodo(la suppa),
danno fra noi a questi pani, essi assu è facile riconoscere che questo nostro
mono diversi nomi i quali non trovano Pan de micca è così detto come Pan
nella lingua illustre della nazione voci de minestra o sia da zuppa, chè forse
che valgano a tradurli esattamente. anticamente anche noi Milanesi dice
Della qual cosa è cagione la grandis vamo Micca la minestra.
sima varietà, che corre in ogni paese Vessegh dent la micca. . . . Esserci
d'Italia per rispetto alla forma del pa lucro, guadagno, vantaggio.
ne. In Toscana, per esempio, si fanno i Miccheggià. gergo. Amoreggiare.
così detti Fili di pane, le Picce, le Miccheggià. Empiere il corpo a ufo.
Coppiette, le Panelle, ecc., ma tutte Micchetrifai, gergo. Baro. Baroncio. Forse
queste forme o non corrispondono, dal sardo Maccatrèfa(arcadore, truſ
o in ben poca parte, a quelle che ſatore).
MIC ( 1o7) MIE
Micchètta. Panetto. Noi intendiamo per Michelàzz. Michelaccio. Nome pr. usato in
eccellenza un Pane d'un soldo. Fà el mestee del Michelazz, man
Loeugh pij de la Micchetta. V. in già, bev e andà a spass, od anche sem
Loeugh pij. ( V. in Pàn. plicemente Fà el Michelazz. Far la
Micchetta de semola, franzesa, ecc. vita del Michelaccio. Non si dare altro
Micchetta lavorada. . . . Panetto a pensiere che di campare allegramente
cornetti di più forme. e senza fastidj. – Quale sia per minuto
Micchetta lustra. . . . Panetto im la vita di uno di questi Michelacci
piastrato di chiara d'uova nella su vedasi nel Corrier delle Dame milanese
perficie. del giorno 25 luglio 1818 a pag. 29.
Micchetta solia. . . . Panetto liscio. Micrània. Emicrania, e ant. Magrana.
Stà o Tegnì in micchetta. Stare o Microscòppi, che gl'idioti dicono quasi
Tenere a pane ed acqua (Cr. in Tene sempre Mitroscòppi. Microscopio.
re). Castigo di uso frequente ne col Miée che i volgari dicono volentieri La
legi e in altri istituti scolastici. Dònna. Moglie. Consorte. Donna – Gli
Micchettinna. Panellino. Panatello. Pa antichi scrivevano Mogliama e Mo
Micchin. Panetto. (nicciuolo. gliema, Mogliata e Moglieta per Mia
Micchin. T. de Ciamb. . . . Sp. di dolce moglie, Tua moglie – e così pure
fatto a foggia di un picciolo panetto. Mogliera. Mogliere. Moglieri,
Micchitt de san Niccòla. Panellini di A toeù miee l'è minga come a bev
san Nicola(Targ. Viag. V, 519 – Fag. giò on broeud. . . . . . All'ammogliarti
Rime I, 44). Panellini dolci che le mo vavvi adagio.
nache solevano fare e mandarin dono A toeù miee se po pù tornà indree...
ai loro conoscenti il dì di san Nicola. Dicesi per ricordare indissolubile il
Micchitt di mort. . . . Verso il Pa legame del matrimonio, per avvertire
vese chiamano così certi panetti fatti che La moglie non si può rimutare
di pasta di grano turco regalata di quando un vuole.
zibibbo od altro. Chi toeü miee con nient finna a la
Micchin che anche dicesi Caffin. Caval mort s'en sent. Chi mal si marita
lina. Ogni palla, per così dire, di non esce mai di fatica(Fir. Luc. III, 5).
sterco di cavallo. Il bisogno è il maggior nemico dello
Micchinoeü o Micchettinna. Panicciuolo. stato conjugale; perciò sembra mal
Miccia. Miccia. Corda – Quella che i consigliato chi non benestante prende
diz. ital. dicono Corda cotta, e ſanno moglie povera, abbenchè sia vero
senza più sinonima di Corda o Mic altresì le più volte che Dov'entra la
cia, è specificatamente la corda bollita dote, quindi esce la libertà.
nel salnitro e preparata che i pratici Dà miee. Dar moglie. Ammogliare.
dicono Miccia incendiaria. De miee en cala minga. Malanno e
Miccon. Panone? moglie non manca mai.
Miccòtta. Pagnotta. V. in Pàn. Dì l'è bella mia miee l'è on cercassi
Michée Michele. Nome proprio. de badee. Non si debbe mai lodare
Fà san Michee. Tramutare. Sgom bella moglie, vin dolce, e buon cavallo.
berare. Sgombrare. Portar via le mas Dolor de gombed dolor de miee o
serizie da luogo a luogo per mutar de mari. Doglia di moglie morta dura
domicilio. Fra noi le tramute hanno in fino alla porta. V. anche in Gómbed.
luogo in città a 29 di settembre, in Già disen tucc inscì: – oli mia miee
campagna agli 11 di novembre di cia de mì – l'è bonna per quellli. Ogni
scun anno; di qui il dettato – Anche uomo ha buona moglie e cattivº arte.
i Provenz. dicono Faire sant Miquèou. La miee con pù l'è piscininna con
San Giusepp porta la marenda in pù l'è mej. Della moglie quanto meno
del fazzolett, e San Michee le porta se ne piglia meglio è (Doni Zucca,
in ciel. V. in Marénda. p. 155 verso).
Michée. met. Baggeo. V. Badée. La miee hin bon tucc de regolalla
Michelangiol Bonnascoa. V. Bounase6a. a ciaccier, Tal gastiga la moglie che
MIL ( 1 o8 ) MIL
non l'ha, che quando ei l'ha gastigar Daghel ai Statutt de Milan. . . . .
non la sa. Vendere o dare altrui checchessia a
L'è la miee del boja o del diavol prova di statuto, cioè in ottima con
che lava i pagn. V. in Bòja e in Diàvol. dizione, scevro d'ogni difetto.
Miee drizza. Moglie marritta(Fag. De Milan ghe n'è domà vum. . . .
Rime IV, 211). Si dice per contrap Lo diciamo al fig. per accennare l'ot
posto di quell'altra moglie che i di tima condizione a cui è venuto il no
plomatici dicono Moglie di mano si stro paese dopo che dall'antica in
nistra(de main gauche). finitudine delle mani morte venne a
No gh'è pesg pastee che quell d'a quella vita fiorente che la suddivision
vegh cativa miee. Grande lacciuolo del degli averi sa produrre.
diavolo è la mala moglie. Fin che Milan sarà Milan. . . . .
Toeiù miee. Ammogliarsi. Maritarsi. Fino a che durerà questa nostra pa
Tòr moglie. Prendere o Pigliar mo tria; e, per intensione di giusto de
glie. Tàr donna. In qualche caso siderio, sempre.
scherz. Matrimoniare. Hin longh i nocc de Milan eh ! V.
Toeiù miee se no l'è bonna – per la in Nòtt.
primma se perdonna – la segonda se I legg de Milan duren d'incoeu
bastonna. Chi ha o toglie una moglie ſinna a doman. V. in Légg la versione
merita una corona di pazienza; chi di questo proverbio di cui la nostra
due una di pazzia. patria non può adontarsi quando os
Toeü per miee la tal.Ammogliarsi alla servi il restante del mondo. Anche
tale o con la tale. Farsi moglie la tale. i Veneziani solevano dire La lege ve
Voeutt ch'el metta el coo a cà , neziana dura una setimana(Diz. ven.).
dagh miee. Dagli moglie, e halo giunto. In Milan con de quist se troeuva
Miée e Miéra. Migliaio. (glie. tutteoss. . . . . . In Milano, purchè
Mierinna. Moglieretta(Min.). Vez. di Mo non ti manchino i quattrini, non avrai
Miètt. Un miglio corto. difetto di checchessia.
Miettin. Un miglio corto corto. La cusinna a Milan, la cort a Rom
Migia capellée o Bigia capellée.... Nome ma. . . . . Proverbio citato anche dal
proprio di uomo semplice che pro Maggi e di piana intelligenza.
priamente è contrazione di Remigio Milan, e poeu pù . . . . . Ognuno
cappellajo, a quel modo che il Bratti ha in delizia il proprio paese, e lo
ferravecchio è contrazione di Abba suole anteporre ad ogni altro; for
ratta ferro vecchio(Malm. not. IV, 59). tunato chi ha sortita, come noi, una
Le sa anca el Migia capellee. La patria le cui lodi siano così prossime
sanno anche i pesciolini. È scritta pei al vero com'è l'esagerazione di questo
boccali. È cosa notissima. - nostro dettato.
Miglioria per Mioria o Redrizz. V. Milan l'è el giardin de l'Italia....
Migna (salcio) per Mognón. V. La floridezza della nostra città e delle
Mignào.... Voce infantile per Gatto. nostre campagne ha dato origine a
Mignonètt. V. Mionètt. questo dettato.
Mignònna.T. di Stamp. Mignone(“tosc. – Pover Milan! che no ghe sia . . . .
Zanob. Diz.). Testino minore. Sp. di ca o se no ghe fuss che . . . . Si suol
rattere detto Mignonne anche dai Fr. dire ogni volta che alcuno dubiti di
Mij. Miglio. V. Mia. non trovar qualche merce, o che altri
Mijaroeü. V. Miaroeü. voglia far valere oltre il vero l'ope
Milàn. Milano. ra propria.
Chi volta el cuu a Milan le volta Vess ai Statutt de Milan. V. in Statùtt.
al pan. . . . . . Il fumo della patria Milanés. Milanese.
riluce più che l'altrui fuoco, prover A dighela in bon milanes o vera
bio vero dovunque, verissimo poi in mente A dilla come la va ditta. In
Milano la ricca, in Milano la grassa fatto in fatto (Gelli Sporta II, 4). V. an
come la dicono comunemente. che in Bön.
MIL ( Io9 ) MI IN
Milanes, pissa vun pissa des. . . . . Milò. . . . . I caciai chiamano così quella
Dettato che ci dimostra officiosi e buon linea serpeggiante di color ferrugigno
compagni, poichè è precetto antico che appare sulla faccia superiore
quello che Si amicus mingit, et tu (bocca) di alcune forme di cacio lo
minge, aut mingere finge. digiano. Nome allusivo al consimil
Milanés. V. in Càrta. colore che vedesi nel biacco(Coluber
Milanesàsc e Milaneson. . . . . Milanese viridiflavus Lacep.) che nelle campa
schietto, Milanese spaccato. gne milanesi è detto Smirold e nelle
Milanesinna. . . . Una gentil Milanese. pavesi e lodigiane Mirold e Milo.
Milaninna. . . . Specie di carattere da Milòrd. Lord.
stampa microscopico chiamato Demi Pari on milord ingles o semplic.
Nompareille tra i Francesi. Pari on milord. . . . . . Essere sfar
Miliar (Fevera). Febbre miliare. Miglia zoso; vestir abiti sfarzosi.
rina?(*tosc.). Milordin. Milordino(Pan. Poet. I, xv111,82).
Miliàrd. Migliardo. Miliardo(Zanob. Diz. Fà el milordin. Marciare alla milor
che però lo dice un pretto franzesismo). dina(*fior.), cioè attillato, in galanteria.
Dieci volte cento milioni. Milzéra per Nilzéra. V.
Milion. Milione. Milzón. T. di Mascalcia. . . . . . Oppi
El m'ha ditt-sù on milion de coss. lazione della milza.
Mi ha detto milioni di cose o millanta Milzon negher. . . . . . Oppilazion
cose o millanta mila cose. della milza con lienteria grave.
Milionari. Ricco di milioni. Ricco sfon Mimìn voce infantile per Mamìn o sia
dato. Il Milionaire de Francesi. Màder. V.
Militàr o Melitàr. Militare. Guerriero. Mina. V. Minna.
A la militara. Alla militare(Grassi). Minà. Minare. – Minàa. Minato.
Militràccheta. sch. per Militàr. V. Minaccià. Minacciare. Far minaccia o mi
Miliziòtt. Miliziotto(Zanob. Diz.). Persona naccio o minacciamento o minacciatura.
addetta alla milizia sì ma non ancora Minaccià de pioèuv. V. in Pioeùv.
milite fatto; la cerna, la recluta sono Minadór. Minatore.
specie di miliziotti – Nei primi anni Minción. Minchione. Coglione. V. Badée.
del secolo attuale questa voce ebbe al A sto mond ghe voeur semper ona
tresì fra noi il sig. speciale di Guare fetta de mincion in sacoccia. È bene
dia sedentaria del buon governo. A la far dello stupido se bisogna. Spesso
Polizia gh'era i Crovatt o i Miliziott. torna utile al mondo il fare il nescio,
Milizzia urbanna. V. in Guàrdia. cioè fare le viste di non vedere, non
Milla. Mille, e al pl. Mila. L'è milla vocult sapere, non sentire, non capire. –
tant. È il millecuplo. Talora si usa anche nel mal senso di
Aveghen o Vèsseghen di milla. Aver chiuder gli occhi come facea Mecenate
ne o Esservene a migliaia. con Augusto.
Vess di milla segnati. Essere dei Avè a che fà con di mincion. Aver
dodici mila segnati? (Monos. 425). Lo a fare con genti sciocche; e comic.
diciamo per rabbia contro persona Aver a mangiar la zuppa coi ciechi.
che riteniamo di mala mente e che Chi è mincion sò dann. Chi non
abbia da natura alcun difetto o alcuna s'ajuta suo danno(Pros. fior. III, II,
deformità di corpo. 5o). I merlotti restan pelati(ivi). Chi
Millantàss. Millantarsi. dorme gli è cavato il sonno (Cccchi
Millarigh.... Sp. di vergolato o di stoffa Dote III, 3). Chi è minchion suo danno
tessuta a infinite minutissime righettine (Nelli All. di Ved. I, 6). Il mondo
Millarigh verso il Comasco lo stesso che è di chi se lo piglia.
Erba bindellinna. V. sotto Èrba. Chi è mincion staga a cà soa. Che
Millésem. Millesimo. i cordovani restino in Levante. Testa
Millſloeür (Acqua e Olide). Acqua ed Olio di vetro non faccia a sassi. Chi ha
di mille fiori. (ròld. V. cervelliera di vetro non vada a batta
Milò verso il Lodig e il Pavese per Smi glia di sassi. Chi ha paura di passere
MIN ( 1 Io ) MIN
non semini panico. Chi non è ben Per dà gust ai mincion. A bel di
provveduto non si metta a pericoli. letto. A diletto.
Di mincion ghe n'è semper, basta Se fuss ben mincion ! o Se saroo min
savej toeü-foeura. I minchioni ci sono: cion! o Fuss mincion! S'io fossi chiù
basta saperli trovare(Pan. Avv. I, 7). (Pan. Poet I, v1, 54).
Di mincioni! Non sono sì corbellone. Tòcch d'on mincion. Pezzo d'asino!
Fa a moeud o Se te voeu fà a moeud Vegni lenc e petard o Ingrassà ai
d'on mincion. Fai a modo o Se vuoi spall di mincion. Fare le guancie gras
far a modo d'un pazzo. Maniera pro se alle spese de balocchi(Cecchi Dote
verbiale solita dirsi per modestia quasi IlI, 2 ).
estenuando la propria autorità, e nel Vess la barca di mincion. V. in Bàrca.
tempo stesso assicurando l'amico di Vess minga la barca di mincion.
dargli così alla prima un buon con V. in Bàrca.
siglio. Vess minga mincion o Vess tutt'ol
Fà de mincion o Fà el mincion. ter che mincion. Non esser pincone
Fare la gatta di Masino. Fare il gat o corbellone (“tosc.). Non esser soro
tone. Fare il norri, lo noferi, il ba o semplice. I mucini hanno aperto
seo, l'indiano, il nescio, lo gnorri, gli occhi. Essere tutt'altro che pusil
il musone, la gattamorta, l'addor lo. L'è minga on mincion. Egli se
mentato. Fare a chetichelli. Lasciarsi la sa. Egli non ha bisogno di mon
ferrare. Far le maschere, le forche, dualdo o di procuratore. Non è uomo
il micio, il fagnone. da essere aggirato.
Fà de mincion per no pagà dazzi. Minción e Mincióni. s. m. pl. Per eufe
Fare il gonzo per non pagar gabella mismo Gli Amici (testes) in tutte le
(Fortig. Ricc. V, 78). frasi seguenti:
Fà de mincion per no pagà la saa Avè nanch per i mincion. Avere in
dicono in contado per Fà de locch per sui c. . . . . (poem. aut. pis.). Aver
no pagà la saa. V. in Sàa. uno in quel servizio, in cupola, nel
Fà fadiga a fà de mincion. Aver l'anello, in tasca, nel zero, nel fo
gli occhi nella collottola, cioè Esser rame, nelle code, nella collottola,
uomo avvedutissimo e voler fare il nella tacca del zoccolo.
nescio. Andà-giò i c. . . . Cascar le brache
Falla de mincion. . . . . Far chec o l'ovaja. Infastidirsi. Nojarsi.
chessia bonariamente. Avegh i c.... dur. . . . Esser ricco.
La razza di mincion l'è mai pù fe Cera a monton e foeura di mincion.
nida. Infinita è la schiera degli sciocchi. V. in Céra.
Le sa ogni fedel mincion. È scritta Fà vegnì i c. . . . Far venire la
pei boccali. La sanno i pesciolini. stizza o la muffa o la mostarda al naso.
Mincion come la luna. Il patriarca Seccà i mincion. Infracidare uno.
de minchioni(Nelli Mogl. in calz. II, 7). Torre il capo ad uno, assediarlo,
Un cogliluva del non plus ultra(Bellini nojarlo, importunarlo.
in Pros. fior. III, 11, 128). Dolce dol Stà lì a grattass i mincion. Star a
cissimo(Del Rosso ivi 152). grattarsi la pancia. Star ozioso.
Occh e mincioni e merli eren tre Vegnì i c. . . . Venire i batistini
sort d'usij . . . . Usasi per tacciar (Fag. Av. pun. II, 2). Venir la muffa.
copertamente di buaggine. Saltar la mostarda al naso.
Ogni fedel mincion el le vedeva. Mincionà. Sfatare(Targ. Viag. IV, 28).
L'avrebbe veduta Cimabue che aveva Corbellare. Minchionare. Dileggiare.
gli occhi di panno – Talora anche Del Beffare. Schernire. Cuculiare. Giamba
senno dappoi ne son ripiene le fosse. re. Giambeggiare. Pigliar a gabbo. Vo
Passà minga per la barca di mincion. ler pastura del fatto d'alcuno. Fare
V. in Bàrca. una giostra a uno. Dare il giambo. Met
Passà per la barca di mincion. V. in tere a giuoco uno. Pigliarsi giuoco
Bàrca. o festa d'alcuno. Noi però lo usiamo
MIN ( 111 ) MIN
anche spesso in senso tristo e come Mincionaria. Minchioneria. Corbelleria.
sinonimo di Bolgirà, cioè Tranellare. Sproposito. Scerpellone. Marrone? Fà
Giuntare. Truffare. Trappolare. Fro. di mincionarij. Fare scerpelloni. Di
dare. Fraudare; e in senso men tristo domà di mincionarij. Non dir che lap
di Eludere, Illudere o Deludere. pole, pantraccole, ecc. V. in Bàlla.
A ſass mincionà ghe vocur pocch. Mincionaria, e per intens. Mincionaria de
A farsi minchionar si spende poco. magott. Zaccheretta. Bagattella. Ciam
Un minimo che basta per farci il rim mengola. Baja Bajucola – Bazzecola.
bello altrui. Bazzicatura – Bordelleria. Carabattola.
A mincionass minga o Mincionand Mincionarij de donn. V. in Berlin
minga l'è inscì. A dire il vero. Da ghitt.
senno. Da maladetto senno. Lasciando Mincionaria! Corbezzoli!(“tosc.). Cattera.
gli scherzi – Non ci illudendo. Cospetto! Esclamazione.
Con quell là-sù se mincionna minga. Mincionatòri. Gabbevole.
Con Dio non si burla(Magal. Op. 185). Cont on ſà mincionatori. In tuon
Fass mincionà. Farsi scorgere o cor di canzonella (Pan. Poet. II, xv, 12).
bellare. El voeur fass mincionà. Vuol Mincionàzz. Pinconaccio(“tosc.). Corbel
entrare nella calca per farsi pigiare. lonaccio. V. Badée. -

E vuol farsi frustare. Mincióni! Corbelli! (“tosc.). Capperi! –


Mincionà comifò. Minchionare coi Lo stesso che Càspita. V. - -

fiocchi e co festoni. Mincionán. Cucciolaccio. Svivagnataccio.


Mincionass lorde per lor. Infilzarsi Pincellone. Sciocconaccio. V. in Badée.
da sè. Appannare nella sua ragna. Ona minciononna. Una pincellaccia
Minciònnet! Potenza in terra ! Ma (Nelli Serve al forno I, 8).
ci corbelliamo! Oh vacci scalzo ! Sen Mincionscèll. Scempiatello(Nelli Allievi
tite cosa! Questa è marchiana! Questa di vedove II, 2). Pinconcello(“tosc.).
è col manico! Questa sarebbe ben col Minchioncello.
manico! Espressione di maraviglia. Minée. Voce usata nei dett. seg.
Nanca lu el mincionna minga vè. Io Fà la minee o Fà adree la mince.
ti so dire che se l'uno conficca, l'al Fare l'urlata (“fior. – Salvad. p. 9).
tro ribadisce. Far lima lima. Modo di beffare altrui.
Semincionna minga. Non si canzona. (Pub la minee! Pulci pulci ! Cera
Ella è così da vero senno. cera! (Papini Com. Burch.) Vello vel
Mincionàa. Part. pass. di Mincionà. V. lo!. Vella vella ' Lima lima ! Ghieu
Restà mincionaa. Restare con un piè ghieu ! Motto per dileggiare usato per
di naso o con un palmo di naso. Re lo più tra fanciulli.
stare uno stivale. Rimanere colla barba Minèll, Minèlla. Micio, Micia. V. anche
di stoppa. Rimaner pincon pincone. in Minin. -

Rimanere brutto o corto o scaciato o Minem. Minimo. V. Minom.


burlato o deluso. Rimanere un ravanello. Minéra per Càva. V. – Chi lavora nelle
Semm bej e mincionaa. Siam fritti miniere dicesi Minerario, e dai Ve
come disse la tinca ai tincolini. Addio nez. Canòpo – Le vie che si fanno
fave. nelle miniere si dicono Cunicoli – La
Mincionàda. Minchionatura. Coglionatu miniera ricca di vene dicesi Miniera
ra. Corbellatura. Minéra. Vena. (fruticosa.
Mincionada per Mincionaria. V. Mincràl. Minerale.
Mincionadór. Burlone(Fag. Ingan. lod. Minere. Voce usata in
III, 14). Canzonatore(Pan. Poet. II, Andà a farsi minere che anche di
XXIX, 1). Corbellatore. Celiatore. Mot ccsi Andà a fass bolgirà. Andare in
teggiatore. Irrisore. Beffatore. Beffar Cafàrnau. Andare a farsi friggere.
do. Minchionatore. Burlatore. Dileg Mandà a farsi minere. Mandare in
giatore. Derisore. chiasso, alle forche, al diavolo.
Mincionadùra. Uccellamento (Vas. 495). Minèstra e deriv. V. Menèstra, ccc.
Burla. Gabbo. Minchionatura. Minestrador scherz. per Amministratore,
MIN ( I 12 ) MIN
Minga che i contadini dicono anche Mia. di Fagiuolo assai piccino, di siliqua
Mica. Miga. Non. Per es. En vuj minga. molto lunga, e coll'occhiuzzo nero.
Non ne voglio. L'è minga per dimaa. Minister. Ministro – Infino all'anno 18o6
Non è mica o Non è già per dir male. il nostro dialetto non conobbe, cred'io,
Minga de pocch. V. in Pòcch. questa voce che nel solo sig. di Mini
Tant come minga. V. in Tànt. ster plenipotenziari(Ministro plenipo
Mini. Minio. Sotto questo nome così da tenziario) resoci caro da un Firmian
noi come dai Toscani confondesi an di ben avventurosa memoria. Il ces
che il Cinabro(Targ. Viag IV, 128). sato Regno d'Italia ne l'accomunò
Minià. Miniare. anche nei modi seguenti:
Miniàa. Miniato. Noi diciamo Miniàa Minister de finanza. Ministro delle
que' caratteri da stampa a fregiatura finanze(Zanob. Diz.). V. in Finànza.
che anticamente si solevano miniare. Minister de la giustizia. Ministro
Miniadór. Miniatore. della giustizia(Zan. Diz.). V. in Giùdes.
Miniatùra. Miniatura. Minister de la guerra. Ministro della
In miniatura. fig. In miniatura(*tosc. guerra e marina(Zanob. Diz.). Gover
– Zanob. Diz.). In picciolo. nava ogni parte della cosa pubblica
Minima. T. mus. Minima. che si riferisse alla milizia di terra
Minimum. s. m. Il Minimum (Zanob Diz.). e di mare; gravissimo pondo, ma ben
Minin. Mucino. Gattino – Fra noi questo degno della mano giusta, ferma, in
vocabolo è usato dalle madri e dalle
corrotta, indefessa del generale conte
balie come voce di lezio co loro teneri
Achille Fontanelli che lo reggeva ne
alunni alle manine dei quali sogliono gli ultimi anni del Regno. Alla cui
fare alcun po' di solletico dicendo onorata memoria mi gode l'animo di
Mlinin minell, essere avvinto con vivida riconoscen
Barba castell,
Barba Milan,
za per la benignità colla quale favori
Tocca tocca sù la man. i primi tentativi del presente mio
Dove te see staa ? lavoro datogli a conoscere da suoi
A cà de la comaa. egregi segretari cav. bar. Alessandro
Cosse t'hala daa? Zanoli e D. Valeriano Cabrini, dei
Pan e formaggin. . . . cui benevoli offici serberò sempre ca
Grattin grattin grattin. rissima ricordanza.
Alle mani di un etimologista roman Minister del culto. Ministro dei culti
zesco questa voce renderebbe i nostri (Zanob. Diz.). Accudiva a quanto ri
Ambrogiani ultimi pronepoti de Car sguardava i rapporti esteriori della
taginesi. Minett vuole il Bocharto che religione dello Stato e dei culti di
sia voce punica denotante castello. libero esercizio.

Ecco adunque l'origine punica de Mi Minister de l'interno. Ministro del


lanesi, e se non punica di prima ma l'interno (Zanob. Diz.). Reggeva gli
no, almen di seconda per mezzo dei affari amministrativi e d'economia
Siciliani le balie de quali nella città politica del regno.
di Mineu chiamano Mininu il loro Minister del tesor. Ministro del te
tenero allievo appunto per voce di soro(Zanob. Diz.). Primario ammini
lezio – Altri poi ne giureranno forse stratore dell'erario dello Stato.
nel senso attribuitole in una Strenna Minister di afari esteri. Ministro
intitolata La Giornata misteriosa del delle relazioni estere (Zanob. Diz.).
conte Minelli, Milano per Omobono Ma Accudiva alla diplomatica dello Stato.
nini 1859, il che sia loro col buon pro. Ministéri. Ministero.
Minin minin. Muci muci. Voce con cui Ministeriàl. Ministeriale.
si allettano i gatti – Anche i Provenz. Cont on fà ministerial . . . . Con
usano Minet minetto in questo senso. aria contegnosa, in gota contegna,
Mininna. Mucina. Gattina. con portamento imperioso, e dicesi
Fasoeu de la mininna. . . . . Verso a chi affetti maggioranza e gravità
il Comasco chiamano così una specie oltre il suo stato,
MIN ( I 13 ) MIO
Minitt. s. m.pl..... Le gemme del salcio Minutà. T. delle Segret. Stendere la mi
capreo L. (gatton o mognon o migna) nuta. Far la minuta – Minutare non
che sbocciano precocissime in febbrajo. fu sin qui registrato dai diz. ital., ab
Minna che in qualche parte del contado benchè essi abbiano fatto buon viso
dicesi anche Sèggia. Secchio? La metà alla voce Minutante che il Magalotti
dello stajo nostrale da vino, equiva usò per indicare Chi distende le mi
lente a coppi cenventisei della nuova nute, la qual voce riconosce pure
soma decimale da liquidi. l'origine da Minutare.
Minna. Emina. Mezzo staio. Due quarti Minutamént. Minutamente.
(duu quartee). La metà dello stajo Minutànt. Minutante. V. in Minutà.
nostrale da grani, equivalente a no Minùti. s. m. pl. Lo stesso che Menùder
vantun coppi e mezzo della nuova (biade minute). V.
soma decimale pei solidi. Minuti piaceri. V. Piacéri.
Minna. Mina. Il nostro dialetto discono Minùtt. Minuto. Vi sono i Minuti pri
sce questa voce nel senso militare, mi, i Minuti secondi, i Minuti terzi.
nè sa che cosa siano Mine offensive, In d'on minutt. In un attimo. In
Mine difensive, Contrammine, Mina un subito.
tori o Cavatori, Camera, Borratura, Vess al minutt . . . Non fallir d'un
Rampa, Scala della mina, ecc. ecc. minuto, essere preciso, e dicesi degli
Gli è però notissima la oriuoli.
Minna. . . . . . . . nel significato di Minùtt (Ala). T. dei Cuochi.... Partico
quel cavetto o vogliam dire di quella lare acconciatura delle carni e sim. la
maschera di mina che si fa talora quale consiste nel cuocerle nel burro
nelle rocce, nei sassi, nei legnami con sale, pepe e farina, regalarle di
perchè, empiuta di polvere, datole funghi, o tartufi, prezzemolo e sca
fuoco e scoppiata, se ne consiegua logni tritati, e imbagnarle poi col
la spaccatura, nel quale significato i vino bianco e col brodo. I libri cu
Francesi usano la voce Petard e al linari italiani dicono Alla minuta.
cuni nostri pirotecnici le voci Pisto Minùtta. Minuta.
letta e Botterone. Il Zanob, nel suo Minùzzia. Minuzia. Piccolezza. Minutezza.
diz. lascerebbe supporre che in To Minuzzolo. Scamuzzolo. Briciolo. Tri
scana anche questa sia detta Mina. tolo. Miccino. Acca. Atomo. Favilla.
Dà la minna o Dagh ona minada. Festuca. Granellino. Lisca. Pelo. Mi
Minare. nuzzo. Minuzzolino. Minuzzame. Pez
Dagh el foeugh a la minna o Fà zuolo. Pezzuolino. Bazzica. Bazzicatu
saltà in aria ona minna. Far giocare ra. Bazzicheria. Bazzecola. Ciammen
una mina; e ſig. Dar fuoco al pezzo. gola. Cianciafruscola. Baja. Bagattella.
Minna. Appariscenza. -
Minuzziètta. Minuziicola.
Fà minna. Far falò. Far vista. Minzonà. Menzionare. Mentovare.
Minom. Minimo. Minzonaa. Menzionato. Mentovato.
Minón. Pelliccione. Gattone. Dal fr. Mindn. Miò e Mi6r. v. cont. per Mèj (migliore). V.
Minor. s. m. T. leg. Minore – Nel no Mióla. v. cont. br. Midollo. V. Nidolla.
stro foro dicono e scrivono anche co Mionètt. Amoretto. Amorino. Amorino
munemente Minorenne. d'Egitto. Erba notº che è la Reseda
Minor. s. m. Cadetto. Il Puine de Francesi. odorata dei bot. – Dal fr. Mignonnètte.
Minor. s. f. T. mus. Minore. Miop. Miope. La coscrizione ha reso
Minor(Pesà de). V. in Stadéra. volgarissimo questo grecismo.
Minoritàa. Minorità. Mior. V. Miò.
Vess foeura de minoritaa. Essere Miorà (attivo). Migliorare.
fuor de' pupilli. Miorà ona cà. Migliorare una casa.
Minuè. Minuetto. Minuèt. Specie di ballo Miorà (neutro). Riaversi. Iiimettersi. Mi
notissimo. gliorare; comic. Rizzarsi a panca.
Minuettin. Minuettina(Fortig. Ricc. X, 44). Mioràa. Migliorato. Megliorato.
Minùscol. Minùscolo, Mioramént. Miglioramento.
Vol. III.
MIR ( I 14) MIS
Miorament de la mort. Miglioramen Fà miracol. Far miracoli o mara
to della morte(Buonar. Tanc.) Crisi lar viglie o mirabilia.
vata che spesso lascia sperare riavi Gh'è minga sti miracol o Ghe vedi
mento di salute alla vigilia del morire. minga sti miracol mi. Non vi sono
Mioria in genere. V. Redrizz. anche sfoggi(Fag. Non bis. in am. cor.
Mioria. Miglioramento. Bonificazione nelle a fur. I, 3). Non ci trovo questi mira
campagne, nelle case, ecc. Pagà i coli(Magal. Op. 52). La non è un mi
miorii. Rifare i miglioramenti(Car. Let. racolo. Non è gran fatto. Non è cosa
Mira. Mira. (ined. I, 2o7. miracolosa o straordinaria.
In mira o Per mira. Dirimpetto. Di L'ha faa on miracol. Fece uno straor
rimpetto. Per petto. dinario.
Toeü de mira. Pigliar di mira chec.” On gran miracol. Miracolone.
Toeù de mira. fig. Prendere a ves Podè minga fà miracol o vero Vess
sare. Perseguitare. Nojare. minga sant'Antoni o Vess minga on
Mira. Mira. Scopo. Fine. Intenzione. In sant de fà miracol... Non poter fare
tendimento. Intendenza. di più, non poter fare l'impossibile.
Mira del cavall. T. di Stamp. Guida o Portalla focura per miracol. Salvarsi
Guide del cavalletto. Le due asticciuole miracolosamente.
attraversanti il cavalletto per limitare Savè o Di-sù o Cuntà-sù o Vegni a
le parti d'un disteso qualunque di ma savè vitta, mort e miracol de vun.
no in mano che si viene componendo. V. in Vitta.
Mirà. Prendere di mira. Son staa in pee per miracol. Fui
Mirà e remirà. Arcimirare (Alleg. a un pelo di non cadere. Poco mancò
p. 128). Pigliar la misura. che non cadessi.
Mirà la pilla. Corteggiare per amore Trovà per miracol. Rinvenir per caso.
o per isperanza del danaro. Miràeol. Molto ! (Zanob. Diz.). Escl. di
Miràa. Preso di mira. maraviglia. Per es. Miracol ch'el ghe
Miràbel. ad. Mirabile. sia i Molto ch'e' vi sia '
Casett mirabel. Casoso. Miracoloso. Miràcol ! Eccoci alle nostre / Esclama
Quell ch'è mirabel l'è che... Ma zione che ci esce di bocca allorchè
raviglia si è che. . . . udiamo alcuno diré o lo vediamo com
Miràbel. Ad. d'Erba. V. mettere cosa che gli sia abituale e
Mirabocchin (Giugà a). . . . . . Giuoco che noi abbiamo per difettosa.
fanciullesco che si fa con un calicetto Miracolon.(Mag. Rime VI, 12o e alt.). Mi
di legno dal cui mezzo pende una Miracolos. Miracoloso. (racolone.
cordicella alquanto lunga alla quale Miràcquel. V. Miràcol.
è annessa una palla. Il giocatore, dato Miròld verso il Pavese per Smiròld. V.
un po' di sobbalzo a questa palla, deve Misàntrop. Misantropo.
sofficcarle il calice a fine di racco Misantropia. Misantropia.
glierla in esso; se gli riesce di far Misc. Micio. Gatto.
entrare la palla nel vaso del calice, Mis c. Mischio, e alla fiorentina Mistio.
ha vinto, se no, resta perdente – Miscée. Pippionaccio tenero. Colombo da
Con qualche leggier diversità descrive pelare. Quaglia. Uomo che si lasci fa
graziosamente questo giuoco l'esimio cilmente cavar di sotto del danari, e
Gaspare Gozzi nel suo Capitolo in lode singolarmente in affari d'amore –
del Bilboquet(Op. XIX, aoo e seg.). Rétif de la Bretonne nel suo Porno
Miràcol e Miràcquel. Miracolo. graphe (p. 521) ci lascia conoscere
Che miracolº Che miracolo è questo? che la voce nostrale è d'origine fran
(Monig. Serva nob. I, 24) detto a chi ci cese nell'ultimo de valori qui sopra
vien a vedere e suol fare carestia di sè. accennati: egli chiama Miches questi
Cred minga al sant se no se vedi nostri Miscee, a quali accenna pure
miracol. fig. Non credere al santo se il Fagiuoli allorchè dice(Rim. I, 254).
non fa miracoli. (Vitta. Vien da un benefattore, da un compare
Cuntà-sù la vitta e i miracol. V. in Che spende e va e viene, ecc.
MIS ( 1 15 ) MIS
Trovà el miscee. Trovar.la quaglia Miséria. Un fiato. Un filo. Una fava. Un
(Pan. Poet. II, xv11, 4). minimo che. Un frullo. Frulla. Zero.
Miscelania Miscellanea-fig.Guazzabuglio. Un nulla. Un ghieu. Cosa di pochis
Miscia. Micia. Mucia. Muscia. Gatta. simo o nessun conto.
Miscin. Micino. Mucino. Misericòrdia. Misericordia.
Miscinna. Micina. Fà misericordia. Battersi il petto in
Misción. V. Moscion. segno di umiliazione e implorando
Miscmàsc. Buglione. Zenzoverata. Mescu misericordia all'elevazione nella mes
glio di cose imbrogliate e confuse. Dal sa, alla benedizione, ecc.
l'inglese Mishmash. Foeugh de la misericordia. V. Foeügh.
A miscmasc. Alla mescolata. I operde la misericordia hin quist:
Misc misc. Lemme lemme. Dolcemente, toeughen a chi ghe n'ha, e dà magott
pianamente, lentamente. a nissun. scherz. Anche questa è ca
. . Specie di legno del
Miscòlz. . . . . ritae: dar mangiare ai morti, seppel
quale si fanno canne da pipa. Dal lire gl'infermi, e visitare gh' ignudi
tedesco Missholz(legnaccio). (Fag. Am. senza ved. I, 6 – è un con
Miser. V. Pòver(vestii). tadino che parla).
Miseràbel. Miserabile. Miserabel come No vessegh misericordia che tegna.
Giobb. Miserabilissimo. Tapinissimo. Non esservi quartiere(Fag. Gen. cor.
Povero in canna. I, 1). Senza niuna misericordia.
Miserabelitàa. Miserabilità. Misericòrdia! che per isch. diciamo anche
Faa con la fed de miserabelitaa. Misericòtta! Misericordia! Esclamaz.
Fatto a miseria. Miserin. Sciaguratello(Pr. fior. IV, III, 79).
Miserére(Maa del). Mal del miserere. Vòl Graciletto. Scriato. Afatuccio.
volo. Vòlvulo. Passione iliaca. Miserin e cont. Miseroeü. ad. Misero. V.
Misererée. Miserere. Salmo notissimo. anche Pòver fig.
Miséria. Miseria. Povertà. Vestii miserin. Abito fatto a miseria.
Andà in miseria. Venire in poverezza. Vesta miseroeula. Vesticciuola misera.
Andà in l'ultema miseria. Venire a Mislucchin. Voce usata nella frase
estrema povertà. Andà in tantinguent de mislucchin.
Cantà miseria. Cantare delle sue V. in Inguént.
miserie. Cantare il miserere. Fare il Mismàffi. Mostaccio. Muso.
miseraccio. Fare il lamentone infin - - - - - - e col mismaffi

gendosi più povero che un non sia. Voltaa inscì el par annò ch'el drizza i baffi.
Cavà de la miseria. Cavar di stento (Bal. Ger.).
o di tisicume. Sbozzacchire. Mismón. v. a. del Var. Mil. Da poco.
Miseria e Povertaa hin dò sorell.... Mocceca. Moccicone.
Si dice per indicare assoluta man Miss. Messo. Part. pass. del verbo Mettere.
canza di beni della vita in alcuno. Ben miss. Cresciutoccio. Vegnentoc
Morì in miseria. Morire poveramente cio. Gicheroso. Tarchiatotto.
o poverissimamente o poverissimo. Mal miss. Scriato.
No guardà miséri o No vorè save Miss sù. fig. Messo sù (Bracc. Sch.
ghen de miséri o Vardà minga miséri. fal. Dei XIV, vii, 2). Istigato. Aizzato.
Spendere come un Cesare (Zan. Crez. Imburiassato.
rinc. II, 6). Non la guardare in un Missée per Messée. V.
filar d'embrici. No se guarda miséri, Mission. Missione.
e che la vaga. Vada a ruotoli quanto Missionari. Missionario.
c'è (Fag. Gl'ing. lod. I, 12). Fà el missionari. fig.... Usare elo
Ona miseria d'on omm. Un infin quenza ed unzione grande onde per
gardo. Un accidioso. suadere alcuno di checchessia.
Vess in d'on mar de miséri. Essere Missizia. V. Messìzia.
in un mar di miserie. Missòlta. Partita(Galil. Op. XIII, 524).
Vess ona miseria. Essere una com Nuvolo. Subbisso. Mercato. Quantità,
passione(Firenz. Op. II, 78). numero grande, -
MIS ( 1 16) MIS
Missòlta (Carna). Misalta. Carne misaltata. Toeù i sò misur. Misurare. Rilevarla
Missoltà. Misaltare. misura – E dicesi fig. Pigliar le sue
Missoltàda (Carna). Carne misaltata. Mi misure(Cocchi Bagni di Pisa 577).
salta. Prendere o Pigliar regola o norma.
Missoltin, e al pl. Missoltitt. Agone mi Regolarsi; e comic. Pareggiar le so
saltato ? L'agoncino conservato in me – Girar largo ai canti – Al pan
puro sale. guardare prima che s'informi. Consi
Missòra per Messòra. V. derare se torni conto, se convenga,
Mist. Misto – Ad. di Sùdit. V. ponderare, esaminare, squadrare; e
Mistéri. T. relig. Misterio. Mistero. talvolta anche Ammannire, apparec
Mistéri. Mistero. Arcano. Segreto qua chiare, predisporre ciò che è neces
lunque. sario ad un'impresa. In questo ulti
Fà misteri. Parlare misteriosamente. mo senso disse il Mag.(let. 6. Bucch.).
Accennare misteriosamente – Celare. Pigliando infino da adesso le mie mi
Occultare. sure per fare stampare, ecc. – Il prov.
Mistéri. V. Nott de san Giovannin Rosàda. Misura due e taglia una(cioè esamina
Misterios. Misterioso. posatamente ed eseguisci sveltamente)
Mistrà. Fumo o Fumetto o Acquavite d'a ha qualche relazione colla nostra frase
naci(*tosc. – Zanob. Diz.). Anisetta nel primo significato – Anche i Fran
(Zanob. Diz.). Anisetto. Acquavite stil cesi dicono Prendre bien ses mesures.
lata con infusione d'amici, detta Fe Misùra. T. de Manisc. Misura da cavalli
nouillette dai Francesi. con fettuccia e lucchetto(NelliServ.padr.
Mistrà stellaa. . . . . . Quello fatto II, 12 ).
con amici stellari, cioè coi semi del Misùra. T. de Sarti. Misura. Il Patron
l'Illicium anisatum de botanici. dei Francesi.
Mistùra. Mistura. Mestura. Mescuglio. Toeiù la misura. Pigliar la misura
Mistura de saldà. Saldatura. La ma (Nelli Serva padr. II, 12 ).
teria che s'adopera a saldare. Misurà e Mesurà. Misurare. Ammisurare.
Mistura per i mortce. Polverino. Besogna mesurass segond i sò forz.
Pan de mistura. V. in Pàn. Chi si misura la dura. Chi non si mi
Mistùra. Ferrana(Last. Op. II, 276). Se sura è misurato – V. anche in Gàmba.
gale, vena, lupini e trifogli seminati I omen se misuren minga a pertegh.
per falciarli a mangime del bestiame. P. in Omm.
Misturà. Mischiare. V. Mes'cià. Misurà agord. Fare la misura van
Misturàa. Misturato. taggiata o ingorda o ardita.
Misùra e Mesùra. Misura. Misurà a guggiroeü, a didaa o sim...
Bollà i misur. Segnar le misure. Misurar la semente de bachi coll'a
Bonna misura. Buona misura. Ar nello, coll'agajuolo o simili.
ròto. Giunta – Colmo. Colmatura – Misurà di bott a vun. Andar coi
Nelle stoffe si dice Rivolta. pugni sul viso ad uno.
Dà minga giusti misur. Fognar nelle Misurà ona scala(o simili). Misurare
musltre, -
le scale(così, se non erro il Burch. Son.
Foeura de misura. Fuor di misura. 185). Ruzzolare tutti i gradini d'una
Senza misura. Oltre misura. Smisura scala(Fag. Rime VI, 157). Tombolarli.
tamente – Smodatamente. Misurà i canon. Calibrare le arti
In corp e minga a misura. A corpo, glierie.
non a misura, cioè non a misura Misurà minga giust. Falsare la mi
effettiva(Gher. Voc.). sura. Frodare la misura.
Misura comora. Misura colma. Misurà ona cossa con l'altra. Com
Misura de biava. Prebenda. Profenda misurare. Commensurare.
Misura del mornee. Bòzzolo. Misurà tiraa.Appannare(Canti Carn.I,
Misura giusta. Misura piena. 78). Accostar bene il panno al braccio
Misura rasa. Misura rasa, spiana con cui si misura.
ta, pareggiata, cioè senza colmo. Tornà a misurà. Rimisurare.
MIT ( 1 17) MOC
Misuràa. Misurato – fig. Assegnato. Li Fà i robb a la mitterlanda. Far le
mitato. Moderato. Fatto misuratamente. cose alla babbalà, a caso, a casaccio.
Misuràda. s. f. Misuramento. Misurazione. Viv a la mitterlanda. Vivere vita
Dagh ona misurada. Misurare. sbracata.
Misurador. Misuratore. Mò. Ora. Mo. Adesso. Per es. Mo chi,
Misurin o Mesurin o Misurin d' oli che mo lì. Or qua, or là (modo hic,
in Brianza chiamano anche Coppin o modo illuc de Latini). Mo par quest,
Quartin. Misurino (“fior.). Vasettino mo par quell.
per lo più di latta ch'è una specie Da mò inanz. Da ora in poi.
di misura per l'olio: contiene la se E Togn, guardand ol ciel, tornè a pregà
dicesima parte d'una libbra grossa. Par da mò inanz che nol ghe dass a trà.
Mitàa. Metà. (Maggi Interm. II, 3o3. )
Fà a mitaa. Fare a metà(“tosc.-Tom. Fina mò. Finora.
Giunte). Mettere in comune. Accomunare. A vedè fina mò sii insci anca vu.

Mitaa parer e mitaa danee. A chi (Maggi Rime II, 224. )


consiglia non duole il corpo. Mòbel. V. Mòbil. (gliàa.
Pagarev mitaa del mè sangu. V. in Mobelià, Mobeliàa. V. Mobiglià, Mobi
Sàngu. Mobiglia. Masserizia. Le suppellettili
Mitàa. Metadella. Misura che dovendo della casa, come letti, cassoni, cec.
misurar grami, biade o cose non li Mobiglià. Ammobigliare. Mobiliare. For
quide, tiene la sedicesima parte dello nir di mobili. Arredare. Mobilare.
stajo o sia la quarta parte del quarto Mobigliàa. Mobiliato. Ammobigliato.
nostrale da grano(quartee) equivalente Stanz mobigliaa. V. in Stànza.
a poco più d'undici coppi della nuova Mòbil o Mòbel. Mobile.
soma decimale. La metà di questa mi Bell mobil. fig. Bel cero. Bel cece.
sura chiamasi Mezza-mitaa, e corri Bell'imbusto. Suol dirsi di un dappoco.
sponde ad una Mezza metadella toscana. Bell o Bon mobil. fig. Lo stesso che
Mitràa. Mitrato. On bon lavó. V. in Lavò. (naccio.
Mitràja. Scaglia. Metraglia. Brutt mobil. Bruttaccio. Maschero
Mitràja o Mitraglia, in gergo. Moneta di Guarnì de bei mobel on pollee. fig.
rame. Spiccioli. – In questo senso Confettar uno stronzolo. Ricamare un
figurato Mitraille e Mitrailho è detto baston di pollajo.
anche dai Francesi e dai Provenzali. Mercant de mobel. V. in Mercànt.
Mitria. Mitra. Mitera. Mitria. (doni. Mobil curios. fig. Strano arnese(Pe
Ciapp. Partite – Covitt. Infule. Ben trarca).
Capì mitria per pidria. Frantendere. On cativ mobil. Lo stesso che On
Mitria del pappa(impropr.). Tiara capital mort o on Bon lavó. V. in
pontificia. Triregno. (dria. Capitàl e Lavò.
Mitria e pidria hin tuttunna. V. Pi On certo mobil. Un figurino (Fag.
Mitriòtt. Groppone. Uropigio(Savj Ornit). Rim. III, 9). Arnese. Suggettino. Sug
Quel rialto che hanno verso il culo i gettaccio. Un cesso.
polli, i capponi e simili. Gasparo Gozzi Mòbil. ad. usiamo soltanto in Fest mobil.
(Opere XIX, 2o) voleva che i cap Feste mobili. Colonna mobil. Colonna
poni avessero « Sproni alle gambe e Mobilètt. Suggettino. (mobile.
culo col cimiero ». Mobilòn. Suggettaccio.
Mitterlànda (A la). All' apostolica. Alla Mócc. sust. m. Mozzo. Mozzicone. Tron
babbalà. A stampa. A babboccio. Alla co. Troncone. Quel che rimane della
sciamannata. A caso. A casaccio. Questo cosa mozzata o troncata – Noi abbia
A la mitterlanda che noi diciamo anche mo Möcc e Scimoston. Ambedue in
A la medioss, trae dal ted. Mittelland. dicano mozzatura o troncatura; ma
Andà-giò a la mitterlanda. Vestire però Mocc indica oggetto rimasto as
alla carlona.
sai corto per cagione della mozzatu
Cont i colzett giò a la mitterlanda. ra; Scimoston accenna oggetto lungo
Colle calze bracaloni, mozzato da cima e nudato lungo via
MOC ( 118 ) MO C
d'ogni suo accessorio. Chi gli usa indi Moccètt per Moccin. V.
stintamente leva al dialetto un pregio Moccettin. Un picciolo tronconcello.
onde pare che quì vinca la lingua, Mócch, e cont. Mótt. Spuntato. Ottuso,
se pure non è da dirsi che il primo Parlà mocch. Scilinguare.
sia da tradursi per mozzicone, e il Restà-lì mocch mocch. Restare o
secondo per troncone, ciò che i diz. Rimanere scaciato o brutto o in secco
ital. lasciano a mala pena intravedere. Stà mocch. Zittire. V. in Moccà-giò
Mócc. s. m. Mozzo. Servo che fa le fac Mocchètt. Mdccolo. Candela sottile di
cende più vili, come Mocc de stalla. cui sia arsa una parte.
Mozzo di stalla, e simili. Portà el mocchett. fig. Tener il
Möcc e cont. Mótt. ad. Mozzo. Mozzato. lume. V. Fà ciar in Ciàr sig. 1.”
Mócc. Mozzicoda. Agg. di Cavallo, di Smorzà on mocchett per pizzà ona
Gatto o sim, che abbia mozza la coda. torcia. V. in Tòrcia.
Mócc. Ad. di Fèrr. V. in Ferr de cavall. Mocchètt. ſig. Avanzuglio ? Rimasuglio ?
Mócca. s.f. I Boccacci. Il Bargagli nei Giuo Propriamente quello che noi diciamo
chi delle veglie sanesi descrive un giuo anche Partidèlla ma in sig. sempre
co de boccacci il quale consiste nel più diminutivo. Per es. De tanti fondi
Fà la mocca che i contadini di ch'el gh'aveva gh'è restaa domà
cono Sgognà. Gufare. Coccare. Far le quell pocch mocchett o quij quatter
cocche. Far bocchi o le bocche o mu mocchitt. Di tanti e si vasti poderi a
so o boccaccia o le boccacce o i vi mala pena si trovò ridotto a un mi
sacci. Aguzzare le labbra inverso uno sero loghicciòlo. Fà andà la filanda
in segno di dispregio a guisa che fa a forza de mocchitt. Tener viva la
la bertuccia, o cavando fuori mo filanda con bozzoli raccogliticci. Com
struosamente la lingua, il che viene prà di mocchitt de gran, de vin e
detto anche in francese Faire la moue. simili. Comperare ogni menoma par
La nostra voce Mocca, secondo il tita di grano, di vino o simili.
Var. Mil., deriva dal greco puòRog, ma Mocchètta. Smoccolatoio. Moccatojo, e
forse meglio procede dal romanzo muc più comunemente Le Smoccolatoie.
ca o dal fr. moquero dal sardo moc Strumento con cui si smoccolano le
ca(budello), poichè nel fa la mocca candele o simili, detto anche dai
e si torce raggrinzato il grifo a quel Francesi Les Mouchettes.
modo che sono grinze le budella. Mocchettin. Moccolino. Dim. di Moccolo.
Fà la mocca al sò. V. in Só. Mocchettin. . . . Donna piccina che fa
Moccà. Smoccolare. Levare via la smoc musino ma senza dar nel brutto.
colatura - Anche i Prov, hanno Mocuar. Mocchiroeüla, che anche si dice Smor
L'è ona stella che se mocca. V. Stèlla. ziroeüla. Spegnitojo. Armese di latta
Moccà-via. fig. Leccare. Prendersi. stagnata o simile, fatto a cono vuo
Chiappare per sè. to, per lo più con manico, ad uso
Moccà e fra i contad. Mottà. Spuntare. di spegner lumi – Di questi spe
Moccà che anche dicesi Moccà-giò e Moc gnitoj ne usa in cima a certe canne
càlla. Zittire – Fare il muto per non per ispegnere le candele poste in alto
si compromettere, per prudenza. come nelle chiese; e tali canne chia
Mocca vè o vero Ma voi! mocca mansi anche Accenditoi quando, le
nè! Ma vedete(tale. . . . ) zoccoli (Caro vatone lo spegnitojo, vi si adatta in
Strac. III, 2 – Ambra Cofan. I, 2). vece un cerino per accendere i lumi.
Mosca di tutto quel che io v'ho detto Moccià. Mozzare. Mozzicare. Dimozzica
(Zanon. Ritr. fig. I, 3). Quel che i re. Smozzicare. Mutilare.
Fr. dicono Motus o vero Bouche cousue. Moccià i âl. Tarpar le ali.
Mocca. Buci(Fag. For rag I, 7). Moccià. Zittire. V. Moccà sig. 3.”
Voce responsiva a chi ci consiglia a Mocciacàn(Mag. Cons. 166). Meccioacan.
zittire. Per es. Citto vè . . . . Mocca. Mocciglia. Zaino. Specie di tasca quasi
Zitto vè . . . Buci. quadrata e ricoperta di pelle col pelo
Moccalùmm. Spegnitojo. che i soldati e i pastori si portano
MOD ( ris) MOD
dietro alle spalle con entro il loro Manz a la moda. V. in Mànz.
bagaglio. L'Havresac dei Francesi, Mercant de moda. V. in Mercànt.
la Mochila degli Spagnuoli che ci Ona brutta moda o Ona moda de
diedero la voce. mincion. Una cattiva modaccia(Nelli
Moccin. Tronconcello. Mozzetto. Suocera e Nuora I, 2).
Quatter moccitt o Quatter pelucch. Stà su la moda o Corr adree a tutt
Pochi crin mozzi. Pochi e brevi capelli. i mod. Dilettarsi di vestir galante.
Moccin. s. m. Mozzetto. Andar galante. Seguire scrupolosa
Moccindì e poeü l'è festa. . . . Si suol mente le leggi della moda.
dire scherz. per accennare coperta Vess de moda. . . . Essere andazzo,
mente in alcuno il difetto del mozzo. essere in moda o in usanza, usarsi.
Moccio, Zitto – Buci. Vestiss a l'ultema moda. Vestire
Moccój. Gelsa. Mora gelsa. Mora. Mo all'ultima moda(Pan. Viag. Barb. II,
rola. Morajuola. Frutto del gelso. 151). Essere all'ultimo gusto(ivi).
Ve ne sono di bianchi, di neri, di Modàcc. Scede. Smorfie. Dàddoli. Visac
rossi e di pavonazzi. V. in Morón. ci. Boccacce – L'italiano Modaccio vale
Moccojàa. v. a. del Var. Busse. Percosse. modo sconvenevole, maniera sgarbata.
Dà di moccoiaa. Battere. Zombare. Fà milla modacc. Far mille scede.
Moccojàda. Mocajardo. Mucajardo. Ca Modèll (in genere). Modello. Copià o
mojardo. Sorta di stoffa di pelo. Toeù del modell. Ridurre dal modello.
Móccol. Moccolo. Noi però usiamo que Modèll. T. di Belle Arti. Modello. Per
sta voce solo al fig. per Nasorre. Naso sona che serve di modello all'artista
grosso in punta, e al plurale nella frase per ritrarre al naturale.
A pizz e moccoj. A spizzico. A spil Modèll. Mòdano, e per idiotismo fioren
luzzico. A poco per volta, a stento. tino Mòdine. Quel legnetto con cui si
Pagà a pizz e moccoj. Pagare a spizzico. formano le maglie delle reti.
Moccolà o Moccollà. Brontolare. V. Bar Modèll. V, in 6nza d'acqua.
bottà. – Moccolà come on strascee. Modellà. Modellare.
V. in Strascée. Modellàa. ad. Modellato.
Moccolòtt. Moccolo? Moccolone. Candela Bocca modellada. V. in 6nza d'acqua.
grossa, tozza, breve, così fatta ad Modellin. Modellino. Modelletto.
arte in servigio di chi ha bisogno di Mòdena (Parì el Potta de). V. in Pòtta.
lume vivo sempre d'accosto al proprio Modenésa o Modonésa. Curcussù. Scur
lavoro. cussù. Specie di farina.
Moccùsc che i contadini dell'Alto Mil. di Modenésa (micchetta). V. in Pàn.
cono La Móra. Moccolaja(Gior. Georg. Moderàa. Moderato.
X, 191 e segg.). Smoccolatura. Mocca Moderàss. Moderarsi. Temperarsi.
ja. Fungo. Quella parte del lucignolo Moderatamént. Moderatamente,
della lucerna e dello stoppino della Moderazion. Moderazione. Moderanza.
candela che per la fiamma del lume Moderatezza. Moderamento.
resta arsiccia, e conviene torla via Modèrna. ad. Moderno. A la moderna.
perchè non impedisca il lume stesso. Modernamente. Alla moderna.
Moccusción. Accr. di Moccusc. V. Modèst. Modesto. Nome proprio usato in
Mochètt, ecc. V. Mocchètt, ecc. A san Vit e Modest l'è pesg l'ao
Mocój, ecc. V. Moccòj, ecc. qua che i tempest. V, in Tempèsta.
Mòda. Moda. Usanza. Fraa Modest no deventa mai prior.
A la mia moda. fig. A modo mio. V. in Fràa.
A l'ultima moda. A tutta usanza Modèst. add. Modesto.
(Fag. Rime II, 215 e. l. e altrove). Modèstia. Modestia.
Andà a la moda. Vestire alla moda. Modestinna, e per lo più Sura Mode
Andà-giò de moda. Andar giù(Sal stinna. Schifa 'l poco. Monna schifa 'l
vini Prose tosc. II, 18). Uscir di mo poco. Donna la quale artatamente fac
da, invecchiare, dar nelle vecchie fig. cia la modesta e la contegnosa.
Giò de moda. Fuor di moda, Modestinna per Respettoeüs. V.
M(EU ( 12o ) MI(EU
Modigliòn. T. archit. Modiglione. Mitulo. Per moeud de dì. Per modo di par
Modista. Modista(“fior.). Bottegaja che lare (Lasca Gelosia I, 2). Per modo
lavora o vende cuffie, abiti e guer di dire. A parlar così. Per così dire.
nizioni donnesche di moda. Pare qual Per un modo di parlare.
che pochino più sù che non quella Moeùd che altri dicono Stamp. . . . . .
crestaja la quale diciamo Madamm; La forma del mattonieri, tegolai, ecc.;
ma i più usano le due voci promi quella che i Francesi dicono Moule.
SCuamente, Nel Daz. Merc. è detta Modo e Mo
Mòdo. Modo. Voce la quale usiamo, che dello. Ne sono di due specie, cioè
io sappia, soltanto nei seg. dett. Moeud di copp o Ferr di copp o
Avegh el modo de fall. Aver mezzo Stamp di copp. . . . Telajetto di fer
a farlo. -
ro, alto, largo e lungo a tenor della
De modo che. Per modo che. dimensione de tegoli da fabbricarsi,
In certo modo. Per certo modo. il quale ha un de'lati prolungato fuori
In nissun modo. A modo alcuno. dell'intelaiatura perchè serva da ma
In ogni modo. A ogni modo. Tut nico. Sottopostagli la forma arcuata
tavia – In ogni mo' o modo, di legno detta Coppera, il tegolajo
Modo indefinito, Modo imperative v'entromette tanta creta quanta ba
sim. T. gram. Modo indefinito, Modo sti, spianata che sia ad arco, a for
imperativo e simili. marne il tegolo. Questo Maeud consta
No vessegh modo a fa, dì e sim. di due parti, del Ferro e della Forma.
Non ci esser verso alcuno a fare, Moeud di quadrej. . . . Telajetto di
dire e sim. – V. anche Moeud. legno, alto, largo e lungo a tenor
Trattà de modo tenendi. Trattar del delle dimensioni de quadrucci da farsi,
modo. nel quale il mattoniere mette quel
Modonésa. V. Modenésa. pezzo d'argilla che stacca dalla massa
Mòdula. Il Disteso o Il Modello o La (paston) e lo spiana tanto quanto ag
Formola di alcuna scrittura. guagliato nel telajo formi il quadruccio.
Modulètta. Dim. di Mòdula. V. Moeuj(A). In molle.
Moèlla. Amuerro (Paol. Op. I, 1o9). Moer Andà a moeuj o scherz. Andà in Cà
ro (“tosc. – Vocab. ven.). Specie di Mojàna. Immollarsi; e fig. Rimanerci.
stoffa di seta nota. Oggi di è detta più Rimaner gabbato o frodato o rubato.
comunemente Grò e Grò de Napoli. V. Mett a moeuj. Mettere a molle(Cell.
Moellàa. Ad. di Camelòtt. V. Orefic. pag. 58). Immollare. Ammol
Moellón. Grossagrana. Stoffa di seta più lare. Mettere in molle.
forte del moerro ordinario. La Moire Staa a moeuj. Immollato, e ant. In
double de Francesi. fuserato.
Moeid. Modo. Guisa. Maniera. – V. an Tegnì a moeuj i legn de fà dov.
che Mòdo. Tenere in purgo il legno da far botti
A mè, a sò, a tò moeud. A mio , (Targ. Ist. III, 267).
a suo, a tuo modo o piacere o sim. Tirà a moeuj o Tirà-dent a moeuj.
Chi fa a sò moeud scampa des agn fig. Far intingere(Mach. Op. VI, 541).
de pu. Chi si contenta gode (Targ. Far prendere parte ad alcuno in cosa
Viag. VI; 54 – Fag. Ast. bal. III, 4). pericolosa o dannosa. El l'ha tiraa a
Chi fa a suo modo non gli duole il moeuj. Lo fece intingere.
capo. Tirass o Mettes a moeuj met. En
Fà a moeud d'on mincion o de sti trar in ballo, in danza, in inciampo.
quattrº oss. Fai a modo di questo fu Vess cont on pè o Avè on pè a
sto. Fai a modo o Se vuoi far a mo moeui e l'oltr in l'acqua. V in Acqua.
do d'un pazzo. – V. in Minción. Vess dent a moeuj ſinna al coll. V.
Menà el cazzuu a sò moeud o Vol in Còll.
talla a sò moeud. V. in Cazzùu. Vessegh dent a moeuj. fig. Esser in
Ognidun fa a sò moeud. Ognuno a triso assai in alcuna cosa(Mach. Op.
suo modo, e gli asini all'antica, IX, 581 ).
M (EU ( I2 I ) M (EU
Moeüja. Le Molli. Le Molle da fuoco. Hanno Picozzà la moeula. Addentare o Aguz
Molla o Scart. Molla? = Ast o Bac zare o Mettere in taglio o Rendere
chett. Aste? Tondini ? = Botton o Bot ingorda la macine.
tonitt. Pallini? = Arzell o Castegn o Moeüla o Covèrc o Corridor. Coperchio.
Brancal. Mascelle? La macina superiore del mulino che
A moeuja. T. dell'Arti. . . . Dicesi si va aggirando orizzontale sul fondo
d'ogni ferro bipartito per modo che e sfarina le granella dei cereali.
fitto in alcun foro allarghi molleggian Moeüla che altri dicono Molàzza. Coper
do le due braccia, sì che non ne possa chio? Negl'infrantoi (frang) da olio
retrocedere senza nuova manual re è la macina verticale che aggirandosi
pressione del suo molleggiare. Tale sull'orizzontale (fond o fondell) in
è per es. la Ciavella a mouja del frange i semi oleiferi sottopostile.
masc di carocc. Caviglia molleggiante Moeüla o Molàzza. Macine da amido.
del maschio. Moeüla. Ruota da arrotar ferri (Redi op.
Che bell bisgió de ciappà con la III, 78). Pietra da arrotare. È conge
moeuja! Davvero che la gioia è vaga! gnata in vari modi secondo gli usi
Sonà noeuja e bernazz. Fare scam varj a quali deve servire. La Pietra
panate. Scampanare(Statuti di Castel de'contadini e de falegnami è per lo
novo di Val di Cecina rubr. 98 rife più attraversata da un perno che posa
rita dal Targ. ne' Viag. II, 451 ). sur un toppo incavato, e mossa col
On matrimoni d'andagh sott a sonà perno stesso si va aggirando. Quella
con moeuja e barnasc. Nozze da ce da torniai, ebanisti, ecc. ha ruota
lebrar con le tabelle(Monig. Tac. ed (rodon), corda, e menatoio del rotone
Am. III, I 1 ). - ll Zanob. nel suo diz. registra an
Moeüja. Molletta. Ferro al quale si rac che Mòla.
comandano in capo della fune le sec Moeùsg. Moggio, e con voce ant. e lat.
chie che si mandano giù in un pozzo Mòdio. Misura di capacità pei grani
per attignerne acqua. equivalente fra noi a 1,4625 ettolitri.
Moeüja che anche dicesi Bàgna o Ba Dividesi in otto staja(stee); ogni stajo
gniſſa o Bargniifa o Bojacca. Inguan in due mine(minn); ogni mina in due
guaro(“lucch.). Intinto. La parte umi quarti (quartee); ogni quarto in quat
da delle vivande. V. anche Sguazzètt. tro metadelle (mitaa), ogni metadella
Moeul. voce comasca. Mòlo. Quel mura in due mezze metadelle (mezza-mitaa);
mento o quella scogliera artificiale ogni mezza metadella in due quartuc
che rinserra i porti lacuali. ci (quartin), ogni quartuccio in due
Muella o Preja de molin o Moeula de mezzi quartucci (mezz-quartin) – Il
molin. Mola mugna ja. Macina. Mòla. Moggio toscano è otto sacca.
Macine. Pietra di forma circolare, Sacch de moeusg. V. in Sàcch.
piana di sotto e colma di sopra, bucata Moeùsg. Moggio. Misura nostrale di ca
nel mezzo, della quale si fa uso per pacità pel carbone, senza colmo è once
macinare – In generale poi Moeula cubiche mil. 1835, i col colmo 1847 ,
Macine è nome collettivo d'ambe le pari a some metriche 2,251 o5.
Mole mugnaie (prej de molin) le quali Moeiù v. Muovere. (“fior.
si specificano in Fà moeuv i cavaj. Muovere i cavalli
Lecc o Fond o Fondell. Fondo(ma Moeuv el corp. Muovere. Muovere
cina inferiore o sottana, il Catillus dei Latini) o Smuovere o Solvere il corpo. Far
= Coverc o Corridor o Moeula. Coper andare del corpo. Far ire il corpo.
chio(macina superiore; la Meta dei Latini). Indurmenagione? Ammollarsi il corpo.
Caregà la moeula. . . . . . Mettere le Moeuv el sangu. V. in Sangu.
Tornà a moeuv. Rimuovere.
granella nella tramoggia.
Moeula picozzada. Macina addentata, Moeùv. Muovere. Dar segno di germina
cioè intaccata(Gior. Agr. IV, 246 ). zione o di nascenza. Comenzà a moeuv.
Molin a vunna, dò, tre moeul. V. in Andare in succhio. -

Molin. Moeuves. Aiuoversi. Darsi o Pigliar moto.


l el I 1 I. 16
MOG ( 122 ) MOJ
Chi sta ben no se moeuva. V. in Stà. còcola (ivi). Muniàca(Burch. Son. 175).
No me movarev de chì e lì. Non Meliàca. Muliàca. Frutto del meliaco,
ne volterei la mano sossopra. Non ne di color giallorancio e col nocciolo
farei un tombolo sull'erba. dolce, diverso dalla vera albicocca
Moeuves el calor. .. . Aggirarsi pel (arbicocch) che è fulviccia ed ha il
corpo alcun interno ribollimento. nocciolo amaro.
Moeùves. Lo stesso che Moeüv sig. 2.”Moeu Mognàga. Ad. d Erba. V.
vet che te movaroo... Vai in succhio Mognàga salvadega per Arbicòcch. V.
o gelso e ti riporrò, cioè trapianterò. Mognaghinna.Armeniachina(Tamara Econ.
Moffa strangòssera. Ancroja. Arcaliffa. 545) Dim. vezz. di Mognàga(armeniaca).
Befana. Vecchia brutta e deforme. Mogninn e Morgninn. Moine. Muìne.
Moſſètt. Vecchietto improsciuttito. Mognón che anche dicesi nell'Alto Mil.
Mòſſia per Scartòfia. V. Gattòn, Migna, Gàttol. . . . . Il Sal
Moſfin. Cagnuolo, e per lo più dicesi dei cio peloso(Salia capraeaL.).
moffolini o sia dei canini di Bologna. Mojà. Immollare. Ammollare.
Moſſin. . . . . Tutte voci denotanti Mojà el becch. Immollar la parola
Moffinna. l persone giovani, ſanciulli (Lor. Med. Simp. c. 5.”) – V. anche
Moſſinoeü. o bambini i quali s'ab in Bècch.
Moſfinorin. ] biano il viso piccino e Mojà. Intingere. Inzuppare. Per esempio:
tondiccio, e talora altresì con un certo Mojà la penna in del carimaa. Intin
che di appuntato che volga al gru gere la penna nel calamajo.
gnino – Alcuni abusano anche di Tornà a mojà. Rintingere(“tosc. –
queste voci traendole a denotare per Tom. Giunte).
sona giovane la quale abbia un siſ Mojà. Tuffare. Far dare un tuffo ad una
fatto viso, ma tale che la faceia cosa in alcun liquido. (l'acqua.
comparire più vecchia che ella non Mojà. Dimojare i pannilini o simili nel
sia, un viso di fagiuolo, un volticel Mojàscia. Poltiglia. Melma. Fangaccio.
Molticcio.
vecchile, un viso rinvecchignito.
Moffolént. v. cont dell'A. Mil. per Mùſf. V. Mojàscia. met. Viluppo. V. Pèttola.
Moffoli v. cont. id per Muſſi. V. Vess in l'istessa mojascia. Essere
Mòghen. Magogane. Legno magogane nelle medesime peste(Monos. p. 509). Es
(Tar. fior.). Mabgani. Sp. di legno fine sere nel pericolo medesimo in che altri.
da impiallacciature, di color rossigno. Mojètta. T. di Ferriera . . . . Regget
Mògn. Voce usata nel dettato tina della quale si fa uso per cerchi
Fà-sù el mogn. . . . . Conchiudere di secchie, di barili, ecc. È distinta
un affare e per lo più lucroso. fra noi per numeri dal 3 al 12. I
Mògn e Mognàa. V. in Ténc s. m. Francesi la dicono Rangette.
Mognà. Miagolare. Gnaulare. Miagulare. Mojètta. T. dell'Arti in genere. Pinzet
Mugolare. Il vociare dei gatti. te. Mollette.
Mognà. T. d'Agric. Ripigliare(Paol. Op. Mojètta. T. degli Stamp. Mollette. Pin
I, 555). Riprendere le viti(Gior. Georg. zette(“ſior.). Strumento d'acciaio con
VIII, 191 ). Sbastardare. Scacchiare. due gambette elastiche, augnate, in
Diradare e stralciar le viti levandone taccate nella cima, e unite dal capo
colle dita le messe giovani o inutili – che termina in una specie di spillone.
Sgarzolà e Brovà sono subspecie di I tipografi si servono delle due bran
questa operazione, diverse il più pel che per levare e rimettere i singoli
tempo nel quale si fanno. tipi d'una forma senza scompaginar
Mognada. Smiavolo (Pan.). Miagolata. la, e dello spillone per ripulire l'oc
Gnaulio. Miagolio. chio dei caratteri e farsi largo fra
Mognadùra. Pulitura delle viti. lettera e lettera.
Mognàga. Meliaco, Sp. d'albicocco detto Mojètta. Dim. di Moeuja(le molli da fuoco).
dai botanici Prunus o Malus armeniaca. Mojètta. Dim. di Moeuja(intinto).
Mognàga. Albercocca nostrale di seme Mojettinna. Mollettine. Picciole pinzette
dolce(Targ. Lez. Agr. III, 87), Diri da cesellatori, gioiellieri, e simili,
MOL ( 123 ) MOL
Moin (Pàn). V. in Pàn. Molà di basitt. Figere o Figgere o
Moijnn. Moine. Muìne; e latin. Illecebre. Aſſigere o Imprimer baci.
Moijsc. Molliccio. Molliccico. Mollagh de l'asen a vun. Ammollar
Moijsc. fig. Moscione (“tosc. – Tom. del somaro a uno(“pis. – poem.aut.pis.).
Giunte). Piovigginoso. Suole dirsi del Mollaghela. V. Pettàghela in Pettà.
tempo quando è vòlto alla pioggia. Mollaghen quatter secch come ni
Mojoeü. Fragola morajola o salvatica scioeur. V. in Quàtter.
(Targ. Diz.). Sp. di fragola più grossa Mollaghi. Ripicchiare i cerchi fig.
della silvestre, quasi semichiusa nel (Cini Des. e Sp. IV, 4).
calice. Fa sui colli brianzuoli. È la Fra Mollà on slavion o on sgiaffon, ona
ga vesca srleestris dello stesso Tar.Toz. legnada, on pugn, e sim. Girare un
Mojùsc. sust. m. Mollore. Mollume. mostaccione, una bastonata ecc. a uno.
Mojùsc. ad. Mollicchioso. Azzeccare un pugno sul viso(“tosc. –
Molà. Affilare. Arrotare. Dar il filo a col Capponi in Tomm. Sin. a Indovinare).
telli, rasoi o simili allorchè l'hanno Molàa. Arrotato. Affilato – L'Alb. enc.
inottusito – I diz. ital. hanno soltanto registrò anche il lombardo Molato per
l'addiettivo Molato per arrotato, affi reverenza al Guarini.
lato – I Provenzali hanno il verbo Cristall molaa. Cristallo arrotato?»
Amoular, e gli Spagnuoli Amolar in cioè levigato, lisciato, forbito a ruota.
pari significato. Molàda. Arrotamento.
Molà i dent, i ong, i pescitt, i gamb. Molàda. Ad. di Vernis. V.
fig. V. in Dént, Ongia, Pescin, ecc. Moladinna. . . . Un po' d'arrotamento.
Molà. T. de Mattonai, Pavimentai, ecc. Moladùra. Affilatura.
Arrotare mezzane e simili. Molagnón. Filaccione? Specie di lenza da
Molà o Mollà e più com. Smollà. Lascare. trote, la quale consiste in un lungo
Lentare. Allentare. Rallentare. Ammol filo di seta che ha da capo fili d'ot
lare. tone ed ami.
Chi tira e chi molla. fig. V. in Tirà. Moland, }
Molandin.
V. Molénd e Molendin.
Molà la bria, el fregg, ecc. V. in
Bria, Frègg, ecc. Molàtta. Macinatojo. Mulino verticale
Mollà el can al tor. Difilare il cane col quale si frangono le ulive.
al toro. Accanare. Accanire. Accaneg Molàzza per Moeula (da olio). V.
giare. Attizzare. – Lasciare. Sciorre. Molcin. V. Molgin.
Molla molla! Allenta allenta ! Am Molègna voce comasca per Moléra (are
molla ammolla! Lasca la fune ! naria). V. – La cava d'arenaria presso
Molà oMollà. Correre a briglie abbandonate. la Camerlata in vicinanza di Como è
Molla Barzagh o Molla la bigal Corri! detta dai terrieri Cava de molegna.
Pa! Fuggi! Vola ! Molègna. . . . . Specie di Canna sottile
Molà o Mollà. Scemare in genere. Mollà da pesca.
el dolor. Scemare il dolore; diverso Molénd o Molénda o Molànd o Molént.
dal Passà o Passà-via el dolor(sdolere). Mulenda. Molenda. Quella quantità di
Molà o Mollà. att. fig. Far buona der grano che di volta in volta si consegna
rata o buon patto o buon mercato. Sce al mugnaio perchè sia macinata, e così
mare o Rimettere o Diminuire il prezzo. anche la farina ch'ei ne riconsegna.
Molà o Mollà. neut. fig. Rinviliare. Dar Molendin o Molandin. . . . . . Dim. di
giù. Scemar di prezzo. Molend, cioè Picciola quantità di grano
Molà o Mollà. Cedere. Recedere. Calare. data al mugnaio a macinare, ecc. –
Desistere. Torsi giù dalle pretensioni. Scherz. . . . . I contadini chiamano
Molà o Mollà. Cessare. Mollare. El molla Molendin un bimbo portato da alcun
mai. Non rifinisce mai. di loro a spallucce, quasi fosse il sac
Molà o Mollà. Appoggiare. Appiccicare. chetto della mulenda.
Accoccare. Sonare. Per esempio: El Moléra. Arenaria. Pietra arenaria. Cote
gh ha molaa di bott. Gli ha appicci arenaria. Selce molare. La base di
cate delle busse – V. anche Pettà. questa nostra arenaria è il quarzo. Se
MOL ( 124) M OL
ne fanno le coti da taglio, e perciò di i Brianz. per Avere o Non avere latte
cesi Molera da Molà (arrotare). È la per gli usi propri dalla propria vacca
Molasse degli Svizzeri – Nella Cava Per es. Su la Montaveggia st'inverna
di Viganò l'arenaria si specifica in Ar molg nissun. In Montavecchia non è
gentin o Cornett o Cornetton bianch; vacca la quale nella presente inver
Cornetton ross; Venon ross; Venna nata dia latte, o perchè ammalata, o
granellonna; Ceppitt; Ceppitt master; perchè col vitello alle poppe.
Stampirapia; Stravaccon; Rottur; Ca Mòlg fig. V. Smòlg.
gnaeiù; Marscitt; Coeuden; Savonin o Molgin o Mongin o Molcin. Mugnitore.
Savoninna o Savonetta; le quali voci Chi mugne – Fra noi però questa voce
vedi ciascuna nella loro sede alfabe non è d'uso comune presa nel suo sig.
tica – Dell'arenarie suddette alcuna generico; sibbene lo è in quello spe
si potrebbe dire toscanamente Grani ciale e sinonimo di Lattiroeu, cioè di
tello o Macigno da macine, la grigio quel fittajuolo nella campagna milanese
gialla Pietra forte, la rossigna Pietra o nella pavese o nella lodigiana che
bigia, la bianca Pietra serena(Targ. avendo sì vacche, ma non in numero
Viag. I, 15 – Indice p. 79). tale da poter col solo latte loro fab
Moléra che alcuni dicono anche Moréra. bricare il cacio lodigiano nella forma
Cava d'arenaria. La Molera ed anche di pratica, o vende o accomuna il latte
I Moler de Viganò. La Cava o Le Cave di sua proprietà col Cappcason, perchè
d'arenaria di Viganò. incorporato col latte di quello o d'altri
Moléra nell'Alto Mil. chiamano anche basti a produrre la così detta forma.
improp. una Latomia, una Cava qua Molgiùda. . . . . . L'atto del mugnere.
- lunque di pietre, benchè non arenarie Molgiudinna (Dagh ona). Mugnere un
specificamente dette. Per es. La Molera Molgiùu. Munto. (tratto.
de Greghentin. La Cava di Greghen Molgora.. . . Si vegga il detto in Bévera
tino che è di pietra macigna. – I e agg. È come della Zambra, nome co
nomi degli operatori in queste cave mune a parecchi fiumiciattoli in To
veggansi sotto Fornasée. scana e che il Targ.(Viag. I, 248) dice
Molèrmia. Così chiamasi nelle terre mi procedere da lingua morta.
lanesi finitime al Pavese ed al Lodi Molin. Molino. Mulino; e al pl. I Mulini
giano la Melica nutans de botanici. o Le Mulina(V. anche in Mornée e in
Molèstia e Molestà. Voci che usano talora Moeüla). Le sue parti e attenenze sono
le persone colte; il dialetto però sosti EstERNE. Rosgia o Ronsgin. Gora.
tuisce più volentieri Fastidi, Perzipità.ec. Gorello. Beringolo(*fior.) = Ingorgada
Molètta. Arrotino. Aguzzacoltelli. Aguz o Gorga. Bottaccio. Colta. Gorata. Mar
zaforbici. Coltellinajo. gone. Conserva e Canal o La Canà.
Fà el moletta. fig. . . . . . Rimettere, Trombone. Tromba – Fuga. Cannuc
scemare i prezzi, far buona derrata. cio (Giorg. agr. VIII, 195) = Gnervi
Molettin. Dim. di Molètta, usato in una o Navrì o Nervì o lncastrin. Caterat
strofetta che è di continuo nelle boc ta = Sorador o Sfiorador o Diversiv
che del popolo non saprei ben dire o Scargavò. Scaricatoio. Rifiuto – Ro
se per ambito di padronanza insito don. Ruota. Rotone = Pal o Banch.
nel cuore umano, o se per intimo Caviglie. Nottole= Pienton..- Travers.
convincimento che la nostra felicità INTERNE. Elbor. Albero. Fissolo – Ban
risulti più presto dallo starsi ne suoi corin... = Menadora o Menajura o Na
panni che dal mutar condizione. La riggiaa o Piletta. Dado. Ralla = Scud.
quale strofetta suona così Ritrecine = Cariota o Carell. Rocchet
Mè padr'el fa el moletta – E mi foo el molettin, to? Tentennella – Banca..... = Moeu
Quand sarà mort mè pader – Faroo el moletta mi. ja. Macine. Palmento (che comprende
Mölg o Mòlg. Mugnere. Mungere. Il nostro Fond o Fondell o Lecc. Fondo = Coverc

Molg s'avvicina d'assai al lat. Mulgere. o Corridor o Moeula. Coperchio – Serc per
Va a molg el loff. V. in Löff. la farinna. Cassa). = Tremoeusgia. Tra
Mölg e Molg minga assolutamente dicono moggia (a cui sono inerenti Fond. Bocca
MOL ( 125 ) MOL
= Graniroeula. Cassetta con Moriggiocur o il Diz. d'Artigl. esserne di più spe
Battiraeu. Tentennelle. Ferr. Ferri = Gallett di cie, vale a dire Mulini a pestelli, Mu
ferr.... =Gamber....). Pölpor. Farina lini a botte. e Mulini a macine. I mu
jo = Ludreghee o Rodeghee. . . . . lini a pestello constano delle parti seg.
Molin a man. Mulino a mano. Elbor. Albero a bocciuoli = Rodon.
Molin a rodon. Mulin francesco, Ruota a corona che altri dicono il Ba
che ha ruota grande e da lato. stardo – Spallett. Calastrelli – . . . . .
Molin a vent. Mulino a vento. Le Catenelli - . . . . . Ciocche - Spall.
sue parti sono Elbor. Stegolo = Pal. Cosce del castello - Fass. Fasce e
Ale o Vele – Fig. . . . Cicalone. Folla. Pila che i Genovesi dicono
Molin a vunna, dò, tre moul o Gombo = . . . . Grappe = Peston. Pe
roeud. Mulino di un palmento, Mulino stello(con Scalz. Calcio - Speron. Sprone) =
di due, tre o più palmenti. Cossimitt. Piumacciuoli. Ralle = Ca
Molin sott'acqua. Mulino affogato pieu. Rocchetto. Lanterna – Rodon a
(Gior. agr. VI, 175), cioè che non può palett. Ruota a pale - Calaster. Se
lavorare per escrescenza del fiume. dili = . . . . Sojole o Soggiuole.
Molin che va a forza d'omen o de Molin del cervelaa. T. de' Pizzicag... .
besti. Mulino a secco(Zanob. Diz.). Truogolo quadrato di legno in cui la
Molin d'ingorgada. Mulino a ricolta grascia bovina e porcina che suol
(Gior. agr. VIII, 183). Quello messo entrare nelle cervellate nostrali ve
in moto dall'acqua di un picciol borro niva finissimamente tritata da quattro
o torrentello riunita in una gora o o più mannaje cadenti sur essa per an
conserva o margone o bottaccio(ingor dirivieni mosse da un rotone aggirato
gada), e guidatavi per un canaletto a mano. Oggi di è quasi uscito d'uso.
detto gorello o fosso o gora. Molin del tabacch. . . . . Sp. di macine
Molin a scudin. Mulin terragno, che colla quale si tritano o spolverizzano
ha ruota picciolina sotto. (nante. le foglie da ridursi in tabacco da naso.
Molin che no masna. Mulino immaci Molin de seda o Filatòj. Filatoio. Quella
- Avegh tavola e molin. V. in Tavola. macchina con naspi, rocchetti, ecc.
Chi va al molin s'infarinna. fig. Chi sui quali si torce a trama o ad orsojo
pratica col lupo impara a urlare. Chi e si ammatassa la seta tratta dai boz
tocca la pece o s'imbratta o si sozza. Chi zoli lavorati al fornello. Le sue parti,
pratica collo zoppo gli se n' appicca. che io verrò quì esponendo in quel
Chi dorme co cani si leva colle pulci. l'ordine col quale le ho vedute agire,
Entrada de vin e de molin l'è en ed alle più delle quali neppure i diz.
trada de meschin. V. in Entràda. tecnici così nostri come forestieri mi
Giugà a tavola e molin. V. in Tavola. diedero agio di equivalenti, sono
Preja de molin. Mola mugnaia. RomoN. Rotone composto di Croser o
Tirà l'acqua al sò molin. fig. 7'irare Scroser Crociere – Travers Traverse?
o Recar l'acqua al suo mulino. Cer = Sbarrada. . . . – Fond. . . - = ELBoa
care per ogni verso il proprio utile – Albero coi Pollez Puntoni = SCUD... =
Ogni astuto mugnaio tira l'acqua al Scuni v..... - ELBoRIN Alberino? Fu
suo mulino disse il Nelli(Mogl. in calz. solo ? che dà il moto a un altro Scud. . . . . .
I, 5) con più compiuto proverbio. orizzontale, e questo a un altro ScuniN. . .
Vess on molin a vent. fig.Es. che fa aggirare la PIANTA. . . . la quale
Vess on molin che va i Sertin posa sulla Piletta Ralla ed a cui ineri
frullone. Essere gran chiaccherone. scono i Castej. . . . e le Serp. . . . . -
Molin estendiamo anche a denotare ogni Col o NETT Colonnelli i quali reggono tre,
quattro o più
giri di naspi e fusi detti VALICH
Macchina la quale sia messa in moto
per forza di ruote; quindi chiamiamo Valichi – Ognuno di questi novera dalle quat
Molin de la polver. Mulino da polvere. tordici alle venti Asp Naspi i quali da un
Macchina per mezzo della quale si lato col Pollez Puntone della loro Coa. . .
viene lavorando la mistura della pol posano sul Gattell Beccatello inchiodato
vere da fuoco. Di questi mulini dice sulla estremita interna del Sellon. . . . . .
MOL ( 126) MOL
fermato per ciò in ogni colonnello - e dall'al A moll de micca. frase cont. del
tro colla Paletta. . . . incastrano nello Stel l'Alto Mil. A buon patto. A buon mer
lin. . . . che riceve il moto dalla Stella.... cato. Con ogni maggior agevolezza.
mossa alla volta sua dalle Bozzonell. . . . . Mangià pan, moll e crosta. V. Pan.
incastrate sulle Trombett. . . . . che met- | Möll per Mollàsc de melon, ecc. V.
tono capo come razze nella RoEUDA Ruota | Mòll. ad. Lasco. Lente.
abbracciata dalle MAsCHER . . . . ferme di Lazzà moll. Allacciar lascamente.
qua e di là d'ogni colonnello, e mossa dalla Moll moll. Mollicchioso.
SERP. . . . . – A ogni naspo sottostà una Mòll.ad. Fiacco. Floscio. Spossato. Debole.
VoLTINNA. . . . . composta di due Tra Di molle complessione.
versitt. . . . . sull'inferiore dei quali po Tòni moll. Un mocceca. Un mocci
sano le Fondinn Dadi (quelli che i Fran cone. Un colto dalla mocceca. Cencio
cesi chiamano Carcagnolles) inoliati in cui gira molle. Pulcino bagnato.
per la punta il Fus Fuso che porta i Roc- Mòll. ad. Tardo. Flemmatico.
chej Rocchetti, e nel superiore veggonsi le Mòll. Ad. di Vin. V.
Cocchett. . . . . fermate dagli Stacchet- | Mòlla. Molla.
tej. . . . . . º fine di tener in sesto e fuso Moll de caroccia. Molle da carrozza.
e rocchella, a cui per egual fine sovrasta il Le molle del carro da carrozza hanno
Campanell o Campanin Rotella che Partid. Foglie – Partida maestra. Foglia pri
consta di Cassa . . . e Fil de ferr. . . . ma o maestra = Partida seconda, terza, ecc.
serrato dall'Atass . . . . a oggetto di tener Foglia seconda, terza, ecc. – Fasocù. Spro
accosto il filo - A mezzo ogni Voltinna ve ne? = Fenestra di partid.... = Rizz. Voluta
desi pure un Traversell inchiodato vertical s= Vera o Vid o Bragon..... = Cambronia
mente sui due listelli che porta un Ruzel ( nelle molle alla Polignac ) ..... = Cabbia
dura. Fasciatura?
lin Carrucolina? il quale serve a dare scorre
volezza a quella ZENTA Cigna? che sorretta da
e si specificano in
quattro Stroſinazz Strascichi per ogni valico Moll a campanna. Molle a chiocciola.
fa aggirare i fusi - In ogni valico sono al Moll a essa. Molle a esse? Sono brevi e
tresì tre ZETT. . . . . i quali giovano col strette, e servono alle serpi ed ai sot
loro continuo andirivieni a zita a fare sì che topiede per lo più ne legni da viaggio.
il filo si spanda ben pari per tutto quanto è Moll a la nariasg. V. sotto Moll a offella.
lungo il naspo - A ogni naspo sta prossima Moll a la Polignacca..... Molle di forma
altresì per di sopra alla voltinna una STA semicircolare, con peduccio, con molte
sGETTA. . . . . sulla quale stanno le Cam foglie fermate da una fasciatura, e con
voluta da capo. Sono assaissimo mol
brett Camerine? reggitrici del filo torto e la
leggianti.
Canetta Cannuccia? di cristallo su di cui
Moll a offella o a la mariasg..... Molle
scorre liscio liscio il filo, e passa al naspo – di forma romboidale o sia in figura di
Per le operazioni successive dall'an mandorla schiacciata.

naspatura in poi vegg. Tornèll, Cassa Moll a pontellon. Molle a punto ? Sono
de cavà, Cassa de immazzettà, Séda. consimili a quelle dette alla Polignac,
Molin di terr.... Sp. di Mulino donde per però meno nolleggianti per avere un
puntello che le ferma al centro.
macinazione si ricava l'oro e l'argento
Moll a rangon. . . . . . Specie di molle a
dai ceneratici e dalle spazzature delle due linee, l'una retta, l'altra ellittica.
officine di zecca (le lavures dei Fr.). Moll ingles o drizz o de velocifer.....
Molinara o Mornéra o Farinosa. V. in Uga. Quasi simili alle Molla offella di cui sopra.
Molinàsc Mulinaccio(“tosc.) – Nel con
tado s'incontrano cento casolari da Fassà i moll. Fasciare le molle.
Remontà i moll. Ricalettare le molle.
mulino con questo nome.
Molinèll.i Mulinetto. Mulino d'un sol Smontà i moll. Smontare le molle.
Metti verai moll. Imbracar le molle?
Molinètt. palmento, o che macina poco. Mett in crosera i moll. . . . . Alli
Anche di casolaretti da mulino che por
tano questo nome è pieno il contado. neare a perfetta crociata le molle.
Moll. s. m. Mollica, e ant. Molsa. Polpa Moll de boſſett. s. f. pl. Molle dei
del pane. mantici. Lieve. V. Saetton.
MOL ( 127 ) MOL
Moll de denanz. Molle della par Mollifegà Mollificare. Ammollire. Mollire.
tita davanti del carro delle carrozze. Rammorbidare. Far molle. Rendermolle.
Moll de tendinn o Cricch o Folett. Mollin. Dim. di Möll sust. V. – On mol
Molle o Serpi da tendine di carrozze. lin de pan. Una mollicolina di pane
Moll del quader. T. di Zecca..... (“aret.). Mollichetta(Zanob. Diz.). Un
Quelle molle le quali hanno per of po' di mollica di pane.
ficio di aiutare a sollalzare il quader Mollìn. s. m. V. Mollitt.
e la vite del torchio di zecca ogni Mollin. Dim. di Mòll ad. Mollicello,
volta ch'essa ha dato il colpo del co Mollitt de formenton che diconsi anche,
nio. I Francesi le dicono Jaquemarts. secondo i vari paesi del Milanese,
Molla del giudes di somell. Traboc Lovitt, Borlitt, Cochitt, Mollascioeü,
chetto (Biring. Pirotecn. – Alb. enc. Mollazzoeü, Manòquar, Morsôn, Gra
in Bilancette). La leva del giudice nelle visin, Gnòcch, Monij. Cornocchi( pis.
bilancette da saggi. – Gior. Georg. II, 245). Stamponi. Tor
In sui mòll o Cont i fiocch. fig. si. Le spighe del grano turco spo
Sopra mano(Cr. Cesari). Con la barba gliate che siano de granelli, si ado
(Fag. Rime I, 55). Co fiocchi. Sbra prano quai combustibili. On sacch de
cato. A scaccafava. Coi fiocchi e coi formenton bell'e secch el lassa ona
festoni. Alla ricca, alla grande, alla tara de trentases lira de mollitt. Da
solenne. Ona robba in sui moll. Cosa un sacco di formentone sgranato e
del tibi soli(“fior.). ben rasciutto si hanno circa trentasei
Legn sui moll. V. in Lègn(carrozza). libbre grosse nostrali di cornocchi.
On legn sui moll. fig. Un legno Mollón. Mollicone? di pane. -

sfarzoso. Mollon. T. d'Armajuoli. Mollone. La


Mollà, ecc. V. Molà, ecc. molla maggiore dell'acciarino delle
Mollàsc. Midollone. Buzzo( pis). Il mi armi da fuoco, la quale dà il moto
dollo intimo, la parte spugnosa delle alla noce. È il fr. Grand ressort. Le
cucurbitacee nella quale sono conte sue parti, secondo il Diz. Art., sono
nuti i semi, e della quale si fa getto Aletta, Foro della vite, Lamina fissa,
come di parte poco buona. Nei co Lamina mobile, Nocca, e Piuolo (tra
comeri (inguri) questo midollaccio è i Francesi Patte, (Euilde la vis, Bande
detto da noi in città con particolar fiare, Bande mobile, Griffe, e Pivot).
nome Castell, e si ha invece per boc Molòna per Moella (da olio). V.
con ghiotto – Da questi sciocchi mi Mòlta. Getto. Malta. Smalto composto
dolloni è derivato il dire Midollonac di rena e di calcina stemperata con
cio ogni babbione. acqua che, presa la parte per il tutto,
Mollàsc. . . . .Così chiamasi negli aga dicesi anche La Calcina. – Il Calce
rici e nei boleti la parte fruttificante. struzzo o Calcistruzzo è quella specie
Mollascioeü
; per Mollitt de formenton. V. di getto o malta o smalto che viene
Mollazzoeil
fatto con calce e ghiaja, o con calce e
Molletta. T. di Mascalcia. . . . . Tumo cocci, o con calce e pozzolana e simili.
retto molle e indolente che si genera Molta grassa Calcina grassa. La malta
alle nocche de'cavalli sovra il tendine fatta con poca rena e molta calce.
o fra il tendine e l'osso della tibia. Molta magra. Calcina magra. La mal
La Molette de Francesi. Altri fra noi ta in cui sia calce poca e rena molta.
chiamano Fadigli questa specie di male. Dà-sù ona sgiaffada de molta. Rin
Molletta. Borchia da ufficiuoli? Il Fer zaffare – Fà la molta. Allestirla malta.
moir de Francesi. Mòlta. T. de Matton. e Fornac. . . . Con
Mollètta. Molletta. Picciola molla. questo nome si denota la terra cre
Molletta de la zanforgna. Grilletto. tacea, argillosa, ferrettosa od altra
Mollettinna. Mollettina. Picciola molletta. dopo che, scavata e assai bene im
Molletton. Cammellotto finetto. Perugino? bagnata e lavorata a marra(zappa),
Stoffa di lana assai manosa detta Mol è ridotta per così dire una pasta ter
leton anche dai Francesi. rea atta a farne mattoni, tegoli, ecc.
MOL ( 123) MOM
Riesce una terra crassa appiccaticcia, tée. . . . Chi attende a fare di rena e
duttile, e indissolubile negli acidi, calce malta in servigio del muratori.
che i mattonai francesi dicono Glaise. Moltiroeü... Quell'operaio che prepara
Riva de la molta per Moltee. V. la creta da quadrucci al mattoniero
Sbatt la molta. . . . . Prendere a Ne sono di due specie, dei quali veg
grosse manciate la creta da quadrucci gasi in Fornasée vol. II, p. 165 in fine.
già digrossata dal moltiraeu, e dibat Moltiroeü.... Una fatterella di malta. Per
terla e mestarla a mano per meglio es. L'è minga staa assee el moltee;
stemperarla. È ufficio di quel secondo hoo dovuu fà anca on moltirceu. La
moltiroeu che i Fr. chiamano vaugeur. malta preparata non bastò, mi con
Trà-foeura la molta. . . . . . Colla venne allestirne ancora un pochino.
marra levar della cola la creta da Moltituden. Moltitudine.
tegoli e buttarla sull'aja tutta cosparsa Molto per Sossènn noi usiamo ch'io sap
da prima di minuta renella. pia nelle sole frasi L'è molto ch'el
Moltce. T. de Murat.... Ogni mucchio ghe sia andaa, S el le fa l'è molto e sim.
di malta; ed anche il Complesso d'ogni Móma dicono i contad. brianz. per Mam
ſatta di malta preparata per murare. ma d'asee, de vin, e sim. V.
Moltée.... Tutta quella terra da quadrucci Mòma de corall o de perla. T. farmac.
che il mattonajo si prepara vicina per Corallo preparato. Perle preparate.
ispiccarne i pezzuoli da conformare a Momént. Momento. Punto. Stante. Istan
mattoni, tegoli od embrici. Il fornajo te. Instanie. (“tosc.
spicca dal pastone i pastelli da for A moment a moment. A momenti
marne i panetti, il fornaciajo spicca De lì e on moment o On moment
dal moltee i bocconi da farne i mat dopo. Poco stante. Non molto stante.
toni. È quello che i Francesi dicono Del moment che. Poichè. Dacchè.
Coque de terre appretee o Vazon. Dappoichè. Essendochè. Del moment
Moltée e Moltin per Moltiroeu sig. 1. V. ch'el te le dis l'è segn ch'el le farà.
Moltiplica. Moltiplicazione. Multiplicazione Se te lo dice o Poichè te lo dice lo farà.
Moltiplicà. Moltiplicare. Multiplicare. In d' on cativ moment. In un brutto
Moltiplicà in cros. Moltiplicar per momento o In un momentaccio (“tosc.
crocetta (Cat. Prat. Mat. p. 9 retro) o – T. G). In mal punto. In tristo punto.
per casella (Pac. Ar. 27 verso). In d'on moment. In un momento.
Moltiplicà in longh e in largh.... In istante. In un subito. In un attimo.
Risolvere nella minima loro specie i In uno stante.

termini complessi di una divisione. In su quell moment. Sul o Al o Nel


Moltiplicà in scaletta. M. per biri momento( tosc.).
cuocolo(Cat.Prat. Mat. 9 ret.) o per beri L'è l'afare d'on moment. Gli è l'af
cuocolo o per iscacchiere (Pac. Ar. 2o). fare d'un momento( tosc. – Tom. G.).
... M per castelluccio (Pac. Ar. 27). On moment! Un momento ! (“tosc.).
... M. per colonna(Pac. Ar. 27 ver). Aspetta, bada, ch'io rifiati.
... M. per gelosia o per graticola On moment o l'olier. O prima o
(Pac. Ar. 28). poi(Targ. At Acad. Cim. I, 497).
... M. per quadrilatero (id. ivi). Savè conoss o cattà-foeura el mo
... M. per ripiego(Pac. Ar. 28 verso). ment giust. Saper vedere il bello.
... M. per scapezzo(Catt. Prat, Mat. Momentàni. Momentaneo.
p. 9. retro – Pac. Ar. 19). Momentaniamént. Momentaneamente.
Moltiplicaa. Moltiplicato. Multiplicato. Momentin. Breve stante.

Moltiplicando. s. m. Moltiplicando. Mul Speccia on momentin. Un momen


tiplicando. (tore. tino....(“tosc. – T. G.). Bada un istante.
Moltiplicator. Moltiplicatore. Multiplica Momentinin. Brevissimo stante.
Moltiplichètt. s. f. pl... Moltiplicazioni di Mominna nel cont. per Musco terrestre.
facile soluzione, cioè le incomplesse Mompariglia.T. de'Confet.... Sp. di treg
c i cui fattori constino di poche cifre. gea minutissima. Dal fr. Nonpareille
Moltiroeü che anche dicesi Moltin e Mol di pari signif – Per Nompariglia. V.
MON ( 129 ) MON
Monàda. V. Cinàda. A sto mond l'è inscì: o ingannà o
Monàrca. Monarca. vess ingannaa. V. in Ingannà.
Parì el monarca profetta. scherz. Avegh el mond de la soa. fig. Ser
Fare il satrapo. Stare sul quamquem o vir per saliera. Esser gobbo. V. in
in sul mille o sulla sua. Filar del signo Goeübb. È segno di tempesta quando
re. Far dell'autorevole o del grande i delfini vanno attorno.
– Talora Creder d' essere una divi Avegh minga de mond. Esser tenero
nità(“tosc. – Tom. Giunte). di checchessia. Essere avannotto, sem
Monàtt. . . . Uomo prezzolato per fare pliciotto, pollastrone.
la guardia ai morti di fresco. Avegh nagotta al mond. Non aver
Monàtt. . . . . Infermiere d'appestati; il nulla(*tosc. – Tom. Giunte). Non pos
Parabolanus dei Lat., il Netesin de'Pa sedere cosa alcuna, essere povero.
dovani, il Corbeau(Roux Dict.) de Fr. Avegh pù ben a sto mond. Non aver
Monàtt. v. a. Scaltrito. Accorto. Monelle. più un bene al mondo (Bembo Rime).
E che in di coss del mond al sia monatt.(Mag.. Avegh pù nissun al mond. Non
Monàtt. Sudicio. aver nessun al mondo che ami o aiuti
Monàtta.... Donna prezzolata per guar (º tosc. – Tom. Giunte).
dia ai morti di fresco – Fig. Scaltra Bell mond. Il mondo galante. Il com
Monattòn. Sudicione. plesso di quel che amano andar galante.
Moncècch. . . . . . Nome che danno i Ciappà el mond come el ven. Pi
Lariensi ai montanari abitanti sopra gliare il mondo come e viene.
Dongo. V. anche Fràta. – È curioso il Come el va mai el mond! Ve come
riscontro di questo nome di Moncecch va il mondo!(Nelli Serv. al forno I, 3).
con quello dei Mongicks della Russia Conoss minga el mond. Esser soro,
Moncùcch. Nome di paese che si usa in inesperto del mondo, novizio.
L'è andaa in del balon de Mon Daghen nient del mond. Avere in
cucch. È andato in fumo, in dileguo, non cale le cose di quaggiù.
in nulla, in visibilio, al vento. Il det De che mond è mond. Da poi che
tato ebbe origine fra noi da quel primo l'acqua bagna. Da poi che il fuoco
saggio di aeronautica che ci diede scalda. Da poi che gira intorno il cielo
il nostro animoso patrizio Marsilio (Gher Voc. cit. il Furioso XIII, 72).
Landriani nella sua villa di Moncucco. A memoria d'uomo. A di de'nati.
Mónd. Mondo = Veggasi anche Möndo Donna de mond. V. in Dònna.
per vari dettati nei quali questo voca El mond besogna lassall stà come l'è
bolo si usa anche fra noi così all'ital.” obesogna lassall come el se troeuva. Il
Adio mond. Mondo addio. mondo va lasciato andare. Il faut laisser
Andà per el mond. Andare per lo le monde comme il est dicono anche i Fr.
mondo. Viaggiare. El mond con pu el va inanz con pu el
A sto mond besogna savè ſà a stà deventa cativ. Il mondo tanto peggiora
con tucc. In questo mondo bisogna più quanto più invetera(Sanaz. Arcad.).
star bene con tutti(RediOp. VI, 225). Il mondo peggiorando invecchia.
A sto mond besognarav nass dò El mond de là. Il mondo di là.
voeult. Se s'avesse a far le cose due L'altro mondo.
volte ciascuno sarebbe savio (Doni El mond el valu de per lu. Il mondo
Zucca p. 181 verso). va innanzi da sè(Fag. Rime V, 257 e.l.).
A sto mond el Signor el voeur nis El mond el vour andà come el
sun de content. Ognuno ha il suo dia voeur lu. Il mondo non è cavallo a po
volo all'uscio (Monos. p. 15o). Vivere terlo infrenare che vada a nostro modo
militare est disse Seneca; Quisque suos (Cavalca Discip. spir. p. 5o ed. Silv.).
patimur manes Virgilio. El mond l'è bell perchè l'è vari.
A sto mond gh'è nagott de stabil. E bello il mondo perchè è pien di ca
Miuna cosa non istà ferma(Monos. 54). pricci e gira tondo(così nel sonetto
A sto mond gh'è nissun de neces in proverbi d'Aless. Adimari in Burch.
sari. V. in Necessàri. Rim.). Solo per variar natura è bella.
I ol. III. 17
MON ( 13o) MON
El mond l'è de chi le sa god. Il Mandà a l'alter mond. Mandare nel
mondo è di chi se lo piglia. l'altro mondo(Cr. Ces. in Mandare).
El mond l'è ona burletta o l'è ona Mett al mond. Dare al mondo. Par
comedia o vero I robb de sto mond torire.
hin tutt cialad.... Nihil ex his quae Mett a l'onor del mond. Mettere al
tam tristes agimus serium est, nihil l'onor del mondo(“tosc. – Fag. Cava
magnum (Seneca De Ira III, 34). ier parigino I, 9 e altrove).
El mond l'è ona roeuda, chi va-sù No savè in che mond se sia. Non sa
e chi va-giò. V. in Roeüda. pere in qual mondo un si sia. Non rin
El mond l'è pien de birbi o de venirsi. Esser fuori di sè, non veder lu
birbarij. Al mondo non è nulla di me, non si raccapezzare, non intendere.
netto(Lippi Malm.). Il mondo è pien Omm de mond. V. in Òmm.
di tristi. E c'è più trappole che topi. Parì che tutt el mond el sia sò o
El mond l'è semper andaa insci o ch'el gh'abbia el mond. Parer che
l'è semper staa mond o l'è semper tutto il mondo sia suo(Nelli Vecch. Riv.
staa instess. Il mondo è stato sempre III, 1o). El par che tutt'el mond el
a un modo (Redi Op. III, 18 e 44). sia tò. Che ah ! il mondo è tuo, ſe
Sempre s'è guidato e girato il mondo lice sei (Bibb. Caland. II, 6).
per un verso(Firenz. Opere I, 124). Parì de l olter mond. Mostrarsi
El par che te vegnet al mond domà delle cento miglia. Cadere dalle nuvole.
incoeu. Tu mostri d'essere venuto pure Farsi o Mostrarsi nuovo di checchessia.
feri al mondo(Lasca Parent. I, 1). Par Mostrare d'essere nell'altro mondo?
che tu venga al mondo adesso (Nelli Parì in d' on olter mond. Sembrar
Serva padr. 1, 5). rinato.
El patron del mond. V. in Patrón. Pari tutt'el mond. Parere quel tutto
El Signor je mett al mond, e lor se del mondo o quel più che possa essere.
compagnen. Dio fa gli uomini, essi Per quell che gh'è de god a sto
s'appajano. La gente simile facilmente mond ! Non ci è sì belle grasce in que
SI Uln 1Sce, sto mondo(Cecchi Stiava lII , 4 ).
Girà el mond. Andare per lo mondo. Per tutt l'or del mond. V. in Or.
Viaggiare. Quand s'è bon domà per lor s'è
Girà mezz-mond. Camminar quanto nanch degn de stà al mond. Chi è so
il sole(“tosc. –Tom.G.). Viaggiar molto. lamente buon per sè è mezzo buono;
Giugà al mond. V. in Mónt. chi è buon per sè e per altri è buono
Gran mond. Mondo adulatore. Mondo affatto(Cini Des. e Sp. III, 7). (caso!
lusinghiero. Mondo guasto o corrotto. Quand se dis i coss del mond! Vedi
Hin robb de sto mond. Cose che Robb de l'olter mond. Cose dell'al
s'usano(Aret. Tal. III, 1o). Le robe tro mondo, cioè strane, straordinarie.
di questo mondo sono fatte a faccette Savè cosse voeur di el mond. Sa
(Pan. Viag. Barb. 1, 1o2). persela. Non aver bisogno di mon
Insegnà a stà al mondo el viv del dualdo. Aver pisciato in più d'una
mond o simili. Insegnare altrui di che neve. V. in Fiòla.
mese si capponano i gatti(Nelli Vecch. Savè o Savè minga el viv del mond.
Riv. II, 25). Insegnare altrui il vivere V. in VIV.
del mondo (Gior. agr. I, 188). Savè fà a stà al mond. Saper vive
Là in coo del mond. Colà dove è re. Aver prudenza – Anche i Fran
il finimondo. cesi dicono Savoir son mond.
L'è el mond a l'incontrari. È il mon Stà in coo del mond. fig. Stare in
do alla riversa(Monos. 289). Il mondo capo al mondo. Abitare in parti lontane.
va alla rovescia(“tosc. – T. G.). Al me Sto mond l'è on boff. . . . Prov.
dico la mula si rivolta. Il cavallo fa che dicesi per denotare la caducità
andar la sferza. Si suol dire quando ve delle cose mondane, ed al quale in
desi che una cosa cammina a rovescio istil grave corrisponderebbero quei
di quello che regolarmente dovrebbe, detti del Petrarca : Nulla quaggiù
MION ( 3 ) MON
diletta e dura. Quanto piace al mondo Mondà i fasoeu. Svisare i fagiuoli.
è breve sogno, ed il sapienziale Vanitas Levare l'occhiolino ai fagiuoli.
vanitatum et omnia vanitas. Mondà i soldi, e assol. Mondàj, ger.
Sto mond l'è pien de guaj. Questo Toccar i danari, cioè ricevere il da
mondo è un mar di guaj. naro dovutoci – Insanguinarsi in
Tant per sodisfà la gent del mond. modo basso dicesi pure del cominciar
Per soddisfare al mondo. a toccar quattrini.
Tutt el mond. Tutto il mondo(Redi Mondà la seda. Lo stesso che Fà-sù
Lct.). Tutti. Tutt el mond el disinscì. i coo, del che vedi in Cdo pag. 355
Tutti dicono a un modo o dicono così. col. 2.º rig. 18 e segg. -

Tutt el mond l'è paes. Tutto l Mondàa. Mondato. Mondo. Rimondo.


mondo è paese(Paol. Op. II, III ) – Mondàda.Mondazione. L'atto del mondare.
Al valentuomo tutto il mondo è patria Mondadinna. Un po' di mondatura.
Vegni de l'olter mond. Mostrarsi Mondadùra. Mondatura. Mondamento.
delle cento miglia o delle sei migliaia, Mondazione. Mondificazione.
Non risponder a proposito a quello che Mondája. Mondiglia – Mondaja menu
viene domandato, mostrandosene molto dra. Tristiziuole(Caro Apol. p. 166 –
lontano. Tomber des nues o de son quì in significato fig.)
haut direbbero i Francesi. Mondàja. T. agr. Cascature(Gior. agr. III,
Vegni minga al mond incoeu ve”. 371). Vagliatura. Mondiglia. Ciò che
Eh io non vengo al mondo ora(Fag. i Latini chiamavano Eaccreta o Ercre
For. Rag. I , 7). menta tritici. Le vagliature d'aja.
Vess al mond perchè gh'è locugh. Mondarinna. Sceglitora? Nelle filande è
Campar (uno) perchè mangia(“tosc. – il nome di quella donna che trasce
Tom. Giunte). glie i bozzoli e li ripulisce da ogni
Vess andaa in del mond de la lun mondiglia.
na o in del balon de Moncucch. Es Mondàsc. Mondaccio.
serito in dileguo. Mondeghili. Tramessa?(*aret.). Coppiette
Vesses goduu la soa part de mond... (“rom.). Ammorsellato? Piccatiglio?
Essersi divertito, aver avuto godi Sp. di polpette fatte con carne frusta,
menti a sufficienza, aver fatto le sue legata con pan grattato, uova e droghe.
prove di mondo, la sua carovana. Mondèll, che altri dicono anche Forment
Vess foeura del mond. Essere in isola mondell e impropr. Forment carlon.
perduta(Vett. nelle Op. di Machiav. Grano gentile. Grano gentile bianco.
VII, 55). Essere in luogo fuorviato. Calvello. Sp. di grano mutico, cioè
Vess in del mond de la lunna. Es senza reste, il quale ha paglia, spiga
sere stordito, mentecatto, pieno di e granello biancastri. Usa molto nei
mentecattaggine. Aver dato il cervello nostri colli ove i contadini l'hanno
al cimatore. Non avere il cervel seco. caro perchè ne traggono buona paglia
Vess la fin del mond. Esser fini da far cappelli. È il Triticum hyber
mondo. Andare il mondo in carbonata num de botanici.
o sottosopra. Mondèll o Mondellon. v. cont. dell'A.
Vun che s'è mai savuu ch'el sia al Mil. Seme. Granello. Il seme della
mond. Uomo che mai non fu vivo disse pesca, della ciliegia, della prugna,
Dante, cioè che non ebbe mai ſama. dell'avellana, ecc., tratto del nòcciolo
Mónd. T. del Giuoco de Tarocchi. Il e rimondo d'ogni peluja.
Mondo(Allegr. p. 2o7). -
Mondell. Ad. d'òrz. V.
Mondà. Mondare. Rimondare. Mondificare. Mondin e Mondinètt. Dim. ironici di Mond.
Mondà el ris. V. in Ris. Mondo.
Mondà i cavagn. T. de Panierai.... Oh che bell mondin! Oh mondo
Rimondare d'ogni bruscolo o sprocco curioso! Oh mondo instabile! Oh mondo
di vinco i lavori da panieraio, e ciò lusinghiero ! Oh mondo fallace ! Oh
collo spacchino(cortell de sciumm) che vedi mondo !
i Francesi dicono epluchoir. Mondin per Mondò. V.
MON ( 132 ) MON
Mondin. . . . . Verso il Novarese chia Monéda. Moneta. La moneta ha Faccia e
mano così quel Villico il quale accu Rovescio con Campi, Tipi e Iscrizioni; ha
disce a rimondar le risaje da ogni Esergo con Leggenda, ha Contorno con
mal'erba. Leggenda o Cordone – Alcune monete il
Mondin(Fà on) . . . Gergo degli spaz volgo nomina spesso in gergo, come
zacammini equivalente al Restare senza On gialdin. Un di que gialli. Un gialloso.
lavoro. Ia loro giornata è divisa in Uno zecchino; e anche in genere Un oro.
due parti, mattina e sera; e Sta mat On oeucc.. . . . . Uno scudo.
On mezz oeucc. . . . . Un mezzo scudo.
tinna hoo faa mondin vale Non ho On foro. . . . Una moneta da trenta soldi.
avuto lavoro nella mattina. Sta setti
Ona penna. . . . Una lira.
manna hoo faa trii mondin vale Fui Ona lanfanna. . . . Una parpajola.
scioperato una giornata e mezzo. On borr. . . . Un soldo.
Mondinètt. V. in Mondin. On ghicc.... Un mezzo soldo.
Mondisc. Mond mondisc. Mondissimo. On ghell..... Un quattrino.
Mondizia. Immondezza, cioè pidocchie On centpee. . . . . Un centesimo.

ria in sul capo o nel corpo – L'ital. Andà la moneda. Correre la moneta.
Mondizia è semplicemente sinonimo Avegh di moned. Avere dei quattrini
di Mondezza. di molti; e ant. Essere mobolato di
Móndo, usiamo anche noi in vece di danari. Esser danaroso, ricco.
Mónd ma nei soli dettati e modi seguenti: Fà moneda falsa. Falsare o Falsi
Casca lo mondo. Ruini il mondo, ficare la moneta.
ma ecc.(Car. Let. ined. I, 315). Fà moneda falsa per quajghedun o
Mondo porco. Mondo infido, tradi Fass in freguj per vun. Far carte
tore, ingannatore, fallace, empio, false o falsissime per alcuno. Spararsi
º bugiardo, maligno, guasto, malvagio. per alcuno. Per isvisceratezza d'affe
Mondo rotondo bazzila senza fondo, zione fare per un altro qualsivoglia co
chi non sa navigar presto va al fondo. sa, per grande e pericolosa e fin delit
Il mondo è un coso tondo che rul tuosa ch'ella sia – ll fr. Faire fausse
lando va da sè(Mon. La Ved. I, 1o). monnaie(Roux Dict.). (scarsa.
- Il mondo è tondo(Cecchi Dote IV, 7). Moneda calanta. Moneta scadente o
Omm del novo mondo. Uno del Moneda con de la liga. Moneta al
nuovo mondo. legata con rame o simile.
On mondo de gente sim. Un mon Moneda fettiva. Moneta sonante, rea
do. Un gran mondo di gente e sim. le, effettiva, in contanti.
On mondo de temp. Un mondo di Moneda piccola. Lo stesso che Spèzz
tempo(Aret. Ipocr. 545 – Doni Zucca, o Spezzitt. V.
p. I 15). Pagà de l'instessa moneda. Contrac
Mondò. Mondatore, e fra noi specifica cambiare. Ricambiare. Pagare uno di
mente il Crivellatore, il Mondatore dei quella moneta ch'ei merita. Vess pa
grani, chi fa professione di crivellare gaa de l'istessa moncda. Ricevere tal
i grani per nettarli d'ogni mondiglia misura quale si fece altrui.
Mondò. T. de Mugn... Quello fra i lavo Pagà de moneda de legn o Pagà
ranti del mulino che fa da mondatore. con la scoa. Dar bastoni in vece di
Mondonòvo. Mondo nuovo(“fior. – Rosini danari. Minacciare o Percuotere in
Sign. di Monza). Camera ottica, e le vece di pagare.
più volte quella che certi mostratori Pagà de moneda longa. Lo stesso
portano intorno per trarne guadagno che Vess moneda longa. Vedi più sotto.
coll'invitar le genti ad osservarne le Pagà d' ona bella moneda. fig. Pa
vedute. gare d'una bella moneta '(Nelli Serv.
Omm del mondonovo. Uomo ca padr. I, 15) cioè Malrimeritare.
duto dalle nuvole. Vess moneda longa. Farsi tirare
Mondonòvo. Il bel di Roma. V. Cùu. per il ferrajolo. Dicesi di chi si ri
Mostrà el mondonovo. Mostrare il duce a pagare più tardi che può e
bel di Roma. vantaggiandosi più che può.
MON ( 133 ) MON
Monéda per Spèzz. V, (Gelli Sporta Ill, 5). Esser carico di
Andagh o Vegnigh moneda. fig.... robe diverse da recare qua e là.
Suol dirsi quando l'avversario ci vuol Mònega. Monachina. Dicesi fig. di quelle
sopraffare di ragioni che abbiano ap scintille di fuoco che nell'incenerirsi
parenza di verità, o quando altri si di la carta a poco a poco si spengono.
chiara rimproverato da noi a torto. Fra noi suol dirsi di queste scintille
Avegh minga moneda. Non aver di Hin i monegh che va in lecc, ciò che
spiccio. anche il Lippi(Malm. I, 4) disse:
Avegh moneda de dà-via. fig. Aver Che vi daranno almen qualche diletto
ragion da vendere. Le monachine quando vanno a letto.
Fà moneda. . . . Barattare moneta E quella tra le dette scintille che si
bianca a moneta di rame.
spegne per l'ultima, da noi viene
Famm trà in moneda sto scud. Re detta la Badessa.
car la moneta a questo scudo (Gelli Mònega dicono (con voce comune a quasi
Sporta II, 1). tutti gli Oltrapadani) in qualche paese
Giontagh su la moneda o su la va del contado quell'arnese che noi in città
lutta. . . . . Scapitare sul valor pla diciamo Pret de scaldà el lett. V.
teale relativo di quella specie di mo Monegàscia. Acc. dispr. di Mònega. Mona
nete colle quali si eseguisca un pa caccia. Monacona(“tosc. – Tom. Giunte).
gamento – e fig. Non avere il suo Moneghèll o Moneghètt pel fiore detto
pieno. Non avere il suo conto o il anche Moneghinn. V.
dovere. Scapitare alcun che in un con Moneghèll per Bizzàrr(fioraliso). V.
tratto, non esser pari il contratto. Moneghèlla. V. Moneghinna.
L'è moneda intesa. fig. E vanno di Moneghètt per Moneghèll. V.
ragia tra loro (Caro). Fra loro se la Moneghètta. Centaurea.Ciano, Fiordaliso.
dicono(“tosc.). È cosa convenuta, in Fioraliso. Fior campestre, la pianta
tesa, accordata già in segreto fra alcuni. del quale è detta Battisegola.
Trà in moneda. met. Snocciolare. Moneghin o Stellin. v. dell'A. Mil. Fior
Far piano. Render facile, chiaro, ma rancino. V. in Riottin.
nifesto; spiegare minutamente. Moneghin. v. dell'A. Mil. Cincia bigia. Uc
Vegnigh moneda. V. più sopra. cello che è il Parus palustris degli ornit.
Monedàscia. Monetaccia(“tosc.). Moneghin. Ad. di Lin. V.
Monedazion o Monetazion. V. Spésa. Moneghinn che altrimenti si dicono Mo
Monedinna. Monetina. Monetuzza. neghèll. Mughetto. Specie di fiore di
Monedònna... Moneta grande, pataccone. grato odore ch'è il Lilium convalliumL.
Mònega. Monaca. (naca. Moneghinna e Moneghella. Monachetta.
Andà a monega. Monacarsi. Farsimo Monacella. Monachina. Monacuccia.
Andà a monega de sant'Agustin con Moneghinna. fig. Mammamia.
duu coo in sul cossin o veramente Moneghinna. Cincia. V. Fratinna.
Andà a monega de san Benedett cont Monèll e al pl. Monèj. Monello.
i colzon in sul lett. V. in Benedètt. Monestée. Monasterio. Monastero. Moni
Insalatta de fraa, bombon de mo sterio. Monistero. Munisterio. Muniste
negh fan semper dorì el stomegh. V. ro. Chiostro. Claustro.
in Stòmegh. (naca. Monetari. Falsamonete. Falsator di mo
Mandà a monega. Monacare. Farmo nete. Falso monetiere – ll Berg. re
Monega capuscinna toeu mari stà gistrò anche Monetario.
cossi. V. Stà cossì in Stà. Monetaziòn. V. in Spésa. (na. V.
Monega d'ofizzi. Monaca professa. Monfrinètta. Dim. e vezzeg. di Monfrin
Monega falsa. Monna schifa il poco. Monfrinna.... Sorta di ballo così detto dal
Da noi si trasporta anche a denotare Monferrato donde se ne diffuse l'usanza.
un uomo finto, un ipocritone, un che Mongadili per Mondeghili. V.
faccia il santoccio. Mongolfiè (ona). . . . . Acqua concia con
Pari la Tarlesca o la fattora di mo una mistura di conserva di marasche
negh. Parere il diavolo delle ampolle e di conserva di lamponi.
MON ( 134 ) MON
Monìnna. V. Monitt. A mont. Faccianne monte. Non se
Moninn. s. f. pl e Monltt. s. m. pl.... ne parli altro – A mont nen ! Fi
Bernoccoletti o fiocchetti ispidissimi riamola. Zitti. Finitela.
ch' escono quasi ascellarmente dal Andà a mont. T. di Giuoco. Andare
gambo del così detto Predese matt. o Fare a monte. Non continuare il
Monipòll o Monipòlli. V. Manipòll. giuoco, ma ricominciarlo da capo, e
Monitoeür. . . . . Nome d'un giornale disdir la posta, come se per quella
francese notissimo, e vale Avvisatore. volta non si giocasse.
Monitor. T. delle scuole di mutuo in Fà a mont. Porre o Mandare a monte.
seg... Alunno che alla sua volta pre Giugà al mont o al mond. Giocare
siede alla istruzione dei condiscepoli, a terra del mio monte o a campana?
Monitòri. T. forense. Monitorio. (Doni Zucca). Si fa come segue: Sopra
Monitt. s. m.pl. o La Moninna v. dell'A. un mattonato o altro pavimento si di
Mil. . . . . Varietà di trifoglio a fiore segna con un carbone o simile un qua
cinerino rossiccio che ne campi ma drilungo, a traverso del quale si se
gri cresce spontaneo dopo la sega gnano quattro linee o divisioni (ognu
tura del frumento. Corrisponde al na delle quali diciamo Brusa), e a un
Trifoeuj ladin de campi grassi. de'capi un semicircolo; in quest'ul
Monizión. Munizione – Munizioni da timo si fa un crocicchio, e nel trian
guerra – Munizioni da bocca. golo superiore di questo crocicchio
Pan de monizion. V. in Pàn.
si segna un cerchietto. Fatto ciò, i
S'ciopp de monizion. V. in S'ciòpp. giocatori debbono con un piede far
Monizión(per eccellenza). Munizione da balzare una piastrella da una linea
lepri(Targ. Viag. II, 297). all'altra senza toccarle, e senza met
Monizionér. Munizioniere. Provvigionie tere il secondo piè in terra, farla per
re. Provveditore. venire fino al semicircolo e al cer
Monoeü che anche dicesi Morgnin. Monello. chietto ch'è nel triangolo superiore
Picciolo fanciullo che nelle parole e nei del semicircolo stesso, e chi caccia la
fatti si mostra amabile e accorto. piastrella fuor del quadrilungo o del
Monoeü. . . . . . donna. semicircolo, chi lascia d'andar a piè
Monòton. Monòtono.
zoppo, e chi tocca colla piastrella le
Monotonia. Monotonia.
linee (ciò che fra noi dicesi Maronà o
Mónscia. Monza. Nome proprio di città. Fà ona maronada, e tra i Fr. Boire),
Cervellaa de Monscia. V in Brùgna. quello perde, a norma del convenuto.
Corda de Monscia per Lugànega. V. – 1 Francesi chiamano questo giuoco
Fà trentun de Monscia.T. del G.di Baz la Marelle, i Piem. Lasagna o Cioca.
zica. Fare spallo.Oltrepassar il trentuno. In mont. In pieno. In complesso.
Podè andà a Monscia a fass barattà... Trà a mont che nel contado dicono
Esser assai semplice o ignorante. anche Trà in tocch. Mandare a monte.
Monsciàsch. Monzese. Abitante di Monza, Far monte. Non ne far altro. Sconclu
Falla o Giustalla a la monsciasca... dere.
Comporsi aggiustando la differenza Mónt. Monte pubblico, come fra noi i seg.
per giusta metà fra le parti. Lo stesso Mont o Banch de Sant Ambroeus...
che Tajà el maa in mezz. V. in Màa. Monte commerciale stato proposto da
Monsciór. Monsignore. Noi lo usiamo nel Giovanni Antonio Zerbi nel 1597 e
solo sig. prelatizio. (gnore. istituito nel 16o1 a imitazione e fine
Monscioràa... Grado e ufficio di monsi uguale a quello dei banchi pubblici
Monsciorin. Monsignoretto. d'altre città come il Banco di San Gior
Monsù. Signore; e strop. alla fr. Monsù. gio di Genova e sim. Se ne veggano
Monsù. fig. Franzese. specificate notizie nei libri intit. Delle
Mont. Monte – In città noi diciamo sem leggi, contratti e governo del Banco
pre Montagna e non Mont; nell'alto Santo Ambrosio della città di Milano –
contado invece dicono comunemente Milano, per Giovanni Battista Mala
In di mont, Sul mont, e simili. testa, e Discorso in forma di dialogo
MON ( 135 ) MON
intorno al detto banco di Giovanni An sto scherzo risponderebbe quell'altro
tonio Zerbi Ragionato generale di es del Fag. Luoghi pii non hanno pietà.
so – Milano, per lo stesso, 1599. Mónta. T. archit. Elevazione. Avegh poca
Mont civich Sinonimo di Mont de monta on tecc.... Esser poco elevato
Santa Teresa. V. un tetto, e perciò aver poco piovente.
Mont de la pietaa. Monte di pietà. Mónta. Monta.
Il Presto. Fu specificato per decreto A mezza monta. A mezzo scatto. Sul
17 giugno 1785 di Giuseppe II in tre mezzo punto. A mezzo tempo (“tosc.).
monti detti Mont de San Giusepp, Mont A mezza monta. fig. Cotticcio dal vino.
de Sant Ambroeus e Mont de San Carlo A tutta monta. Sullo scatto. Sul tutto
alternanti fra loro nella zienda. punto. Dicesi del cane dell'acciarino
Mont de San Carlo. .. . Monte vita dell'armi da fuoco quando è montato
lizio fondatosi l'anno 1638 onde avere sì che è pronto a scattare.
immediate da 85oo inontisti ottocen Trà de monta. . . . I fabbricatori
tocinquantamila ducatoni. Accordava del cacio lodigiano dicono così allor
in origine il frutto del 5 per 1oo a chè nell'invernata non si ottenendo
ogni luogo traendo i suoi fondi da un dalle due munte di pratica la quan
grave aumento sulla tassa del sale. tità di latte necessaria per lavorare
Mont de San Franzesch ... Monte il cacio in grosse forme, ne protrag
vitalizio fondatosi nell'anno 1648 re gono d'alcun giorno la fabbricazione
gnando Filippo IV di Spagna, che onde avere dopo maggior numero di
gli assegnò in proprio le gabelle de munte la quantità del latte occorrente.
gli oli e dei saponi, onde avere im Montà. Montare. Salire.
mediate dai montisti scudi centomila Fà montà la rizza. V. in Rizza.
in servigio dello Stato – Nel 1712 La ghe nonta. Monta in bizza. Sim
Carlo VI assegnò allo stesso Monte barca. Si leva in barca. Gli monta la
nuovi e maggiori fondi camerali; e stizza, la collera, la bizzarria.
d'allora in poi l'istituzione si di La ghe monta per nagotta. Viene su
stinse in Monte nuovo e Monte vec troppo presto(Amb. Cof. s. ul.). La gli
chio. Ambi accordavano il frutto del 5 monta per un nonnulla(Berni Orl. inn.).
per 1oo a ogni loro luogo di monte. Montà-dent. Montare in carrozza.
Mont de San Luis e Filipp.... Monte Montà-sù. Montare o Salire a ca
vitalizio fondatosi nell'anno 17o6 reg. vallo; ed anche Montare in carrozza.
Filippo V di Spagna che gli assegnò Montà. T. milit. . . . . . . L'andare i
in proprio il prodotto d'un soldo per soldati a far la guardia in qualche
ogni libbra di sale venduto nello Stato. luogo. Dal fr. Monter la garde.
Mont de Santa Teresa. . . . Monte Montà. T. delle Arti. Montare. Mettere
così detto dei creditori di giustizia insieme le diverse parti d'un lavoro.
fondato nel 1755. Cessò col 1796. Gli stampatori, per es., dicono Montà
Mont Napoleon. . . . Fu istituito il el torc, Montà el timpen, Montà la
17 luglio 18o5, e durò sotto questo fraschetta, Montà i mazz, ecc.
nome fino al 1814, epoca in cui mutò Montà el s ciopp. Levare il cane
il nome in quello di Monte dello Stato. (Rosini Sig. di Monza). Armare il cane?
- Cartella del mont. Luogo di monte. Montà el telar. Armare il telajo.
Donna che va a ſa i pegn al Mont... Montà i al. V, in Ala(de praa).
La Pegnariola dei Veneziani. Montà i canon. Incavalcare le artigº
Impiegaa al mont. Montista (così nei Montà ona cà.... Arredare una casa,
diz. italiani ma forse erroneamente). fornirla di tutti i mobili necessarj.
Logatari del mont. Montista? Chi pos Montà on vestii, on capell, ona scuſ
siede luoghi di monte in nome proprio. fia, i manegh. . . . Mettere insieme
Mont senza pietaa chiamò per ischer le diverse parti d'un abito, d'un cap
zo il Mont de pietaa uno de più arguti pello, d'una cuffia, ecc.
nostri almanacchisti vernacoli nella Stecch o Stacchett de montà. V. in
Settimanna grassa per el 1797. A que Stacchètta.
MON ( 136 ) MON
Montà per Importà. V. I montagn stan a sò locugh, ma i
Montà. Ammontare. Coprire(degli stallo omen s'incontren. V. in Omm.
mi). Calcare(degli uccelli). Montagna russa o de Mosca.... Dal
Montà. Entrare in arcione. Salir in ar 1817 al 1824 nell'osteria del monte
cione. Montar a cavallo. Montare in Tabor da lato alla Porta Romana della
sella; e anche assol. Montare. nostra città quella po' di erta che vi fa
Montà.assol. Montare? Entrare in carrozza. il bastione fu tramutata in una monta
Cordon per montà. . . . Quel Pas gnuola a viottoli artefatti sulla quale
samano o Cordone che si applica quasi per forza di ruoteggi mossi da ca
dappiede nell'interno dello sportello valli uno saliva in certe maschere di
delle carrozze per dare alle persone slitta(che il popolo chiamò bentosto
deboli, vecchie, infermicce un punto Guss – Andemm a la montagna russa
di più cui appoggiarsi nel montare per anda su e giò in gussa) per poi
in legno. riscenderne a precipizio nella slitta
Montà. T. mil. passato anche ai non mi medesima. Puerile imitazione delle gi.
litari. Arredare. Vestire, armare, equi gantesche necessità del nord, trasse
Montàa. Armato. (paggiare. da quelle il nome.
Montàa. Equipaggiato. Quand i nivol van a la montagna,
Montàa. Arredato. ciappa la zappa e va in campagna.
Cà montada. Casa ben montata. V. in Nivol.
Montàa. Ad. di S'ciòpp. V. Vedegh de là di montagn che an
Montàda. Montata. Salita. Erta. che dicesi Vedè l'erba a nass de nocc.
Montada o Salida d'on pont. Pedata. Avere gli occhi nella collottola. Avere
Montadùra. Montatura. gli occhi d'Argo. Essere accortissimo.
Montadura de la spada. Elsa. Montàgna che vari contad. dicono Fiolda
Montadura di pee. Calzari. o Fioldinna. Colmo.
Montàgna. Montagna. In essa si consid.” Fà-sù la montagna. Far monte.
Pè. Falde. Radici. Pendici = Riva o On risott con sù la montagna. . . .
Montada o Rivanna o Costa. Erta. Un piatto di risi col colmo.
Montata – Scimma. Vetta. Sommità. Col Montagnàscia. Montagnaccia.
mo = . . . Acquapendio - . . . Cresta. Montagnée. Montagnolo(sost. Lastri Op.
A la montagna. A monte. V, 78). Montanaro.
Andà de là de tutt'i montagn. fig. Montagnéra. Montanara Montanina.
Tramodare. Uscir dei termini. A la montagnera. Alla montanina.
Borlà-giò de la montagna. fig. Es Alla foggia de montanari.
sere uno scagnozzo montanino(Pan. Montagneròtta. Una tarchiatotta monta
Poet. I, Ix, 5). Vlarſi.

Buttér de montagna. V. in Butter. Montagnètta. Montagnetta.


Canalin de montagna. Rosignuolo Montagnètta. Collinetta artificiale(Targ.
d'Arcadia, Canerin di maggio. V. Asen. Istit. II, 241) ne giardini,
Cantà come on canalin de monta Montagnètta. fig. Il Colmo. -

gna. V. in Cantà. Gh'è-sù la montagnetta. E colmo.


Cascià la montagna. . . . . Per la Montagnocùla o Montagno:ùra. Monta
più parte del contado milanese si gnuola.
gnifica Soffiar tramontano. Montamòll che altri dicono Tiramòll. T.
Ciappà la montagna. Pigliar la mon d'Armajuoli. Tiramolle(“tosc.).
tagna o il monte. Avviarsi al monte. Montàn. V. Montanèll.
De là di montagn. Oltremonti. Montanar(Color). Color verde montano.
De montagna. Montagnòlo. Monta A la montanara. Alla montanina.
gnino. Montano. Montanino. Monta Montanell o Montàn. Peppola. Uccello
naro. Montuoso. Montanesco. Monta che è la Fringilla montifringillaLin.
gnoso. Montanello. Giogoso. Montanistich. . . . . Delle miniere.
Grazios come on sparg de monta Montàss o Montass-sù. Rincavallarsi. Rim
gna. V. in Spàrg. pannucciarsi. Mettersi in arnese.
MOR ( 137) MOR
Montesèll e Montisèll. Monticello. dita d'una delle mani, chiamando il
Montisellin. Monticellino. numero e cercando d'apporsi che nu
Montiv. s. m. Veggasi in Vént. mero sieno per alzare fra tutti e due
Monton. Mucchio. Monte. Monzicchio – – Ona Morada fra noi vale Una quan
Dallo spagnuolo Monton. tità di partite al giuoco della mora –
A monton. All'inviluppata. Scompi Questo giuoco si specifica poi in
gliatamente. Giuga a la mora cantada.... Prolun
A monton. A cataste(Nelli Serva padr. gare con una certa cantilena il nome dei
I, 4). A fusone. A ſosa. A bizzeffe. numeri che si pronunziano ad alta voce.
A carra. A barelle. In gran quantità. Giugà a la mora scritta. . . . . . È
Cera a monton e ſocura di mincion. quando in luogo di dirsi dai giocatori
V. in Céra. ad alta voce i numeri che tirerebbero
Fallà el monton. fig. Mettere il piè colle dita, si scrivono sopra una car
manco innanzi(Firenz. op. IV, 15). ta, e scritti che sieno, se ne fa il com
Te fallet el monton. fig. Più su sta puto per vedere chi esce vincitore.
monna luna. Tu non t'apponi, tu non Giugà a la mora el fiaa. . . . Gio
dai nel segno, tu non la di giusta. care alla mora senza che vi corrano
Monton del ri. Sugaja. Concimaja quattrini o simili.
(Gior. Georg. II, 246). Giugà al fricco. . . . . Vale quando
Spend on monton de danee. Spende si giuoca in più in giro alla mora, e
re un mucchio di quattrini(“tosc.-T.G.). l'ultimo che non fa punti resta perden
Trà a monton. Disordinare. Disper te. Fricca è termine di questo giuoco.
dere. Sciogliere. Scompigliare. – Man Mòra. Mòra. Donna mora.
dare a monte. Lasciare imperfetto chec Móra o Morettinna bella gridano i gio
chessia o Abbandonare checchessia. catori di mora quando vincono il punto
Monton per Montone o Ariete noi usiamo o la partita. -

soltanto in Salt del monton. V. in Sàlt. Mòra. Dormiglione. Insetto che infesta
Montonà. Ammucchiare. Abbicare. singolarmente i meli. È la Phalena
Moutonàa. Ammucchiato. pyralis pomana L.
Montonscèll. Mucchietto. Mucchierello. Pomm roeus cont dent la mora.
Monticello – Montoncello ne'diz. it. sta met. . . . Dicesi dei tisici che talora

soltanto per picciol montone o ariete. si riconoscono per tali dall'aver un


Montrucch e Montruccon e Montruccòtt. rossoretto, un punto di rosso nel som
Scagnozzo montanino(Pan. Poet. I, 1x, mo delle guance come si vede un
5). V. Tarlùcch e Tarluccon. punto di guasto nelle mele infette da
Montùra. Divisa; ant. Assisa; con voce gl'insetti.
moderna (a cui non hanno ancora fatto Mòra. T. forense. Mòra. Andà in mora,
buon viso gli scrittori dal Guadagn. Pagà la mora, Vess in mora. Cadere in
Rim. I, 15 e dal Zanob. Diz. in fuori). mora, Pagar la mora, Essere in mora.
Montura. Móra dicono alcuni dell'Alto Mil. per
In mezza montura. . . . Dicesi di chi Fonsg de la lumm (V.), traendo la
indossa o i soli calzoni o il solo giub similitudine dal frutto del rovo.
betto coerente all'intiera divisa. Mòra, e al pl. I mòri o I mor o Le Móre.
Montùra. Montatura. Allestimento. Il mon Mora. Mora prugnola. Mora di siepe.
tare, il mettere insieme le parti d'un Il frutto del rovo (rubus fruticosusL.).
lavoro. Mòra, Ad d'Erba V.
Coo de montura. V. in Cóo. Morà, Morin, ecc. V. Molà, Molin, ecc.
Montùra. T. degli Occhial. Lo stesso che Moràda. . . . . . Una giocata di mora.
Incassadùra. V. Moraja. T. de Fabbrifer. . . . Pezzo di
Monumént. Monumento. lamiera arcuata col quale s'abbrac
Mòra. Giuoco delle corna(Pulci Morgante ciano quei lavori di ferro che si hanno
XXVII, 25). Mòra. Giuoco noto. a fermare tra le bocche della morsa,
Giugà a la mora. Giocare o Fare affinchè non siano dalle bocche stesse
alla mòra. Si fa in due alzando le danneggiati,
I ſol. III. 18
MOR ( 138 ) MOR
Moràja. T. de'Manis. Morsa. Strumento de cavalli che li rende bestie da fosso
con cui si piglia il labbro di sopra comunque si voglia interpretarla.
al cavallo, e si stringe perchè stia Morbón. Carognaccia.
fermo. Anche i Fr. hanno Morailles e i Mòrcia. Mòrchia. Mòrcia. La feccia del
Provenzali Mourrailho in pari senso. l'olio. Al peg. Morchiaccia (“tosc.) –
Moràl. s. f. Morale. Pien de morcia. Morchioso.
Già tutta la moral del temp d'adess Mórcia e Mörcia-via. Passa là. Passa
L'è trovà el drizz de dà la grazia al stort. via(”tosc. - Tom. Giunte). Via. Gridasi
(Maggi Rim. II, 27o). per lo più a cani. V. anche in Marcià.
Moràl. fig. Conchiusione. Fondo. Sustan Mòrd. Mordere. – V. anche Mordignà.
za. Senso arcano. Can che boja no mord. V. in Càn.
Vegnì a la moral. Venire all'ergo I can gross se morden minga tra
o a mezza lama. In genere sta per de lor. V. in Càn.
Conchiudere, in affari d'amore per El porscell el mord comè. Il porco
Venire all'atto grande, in cose pe assanna o azzanna fieramente.
cuniarie per Isnocciolare i quattrini, I mosch e i sanguett morden. Le mo
Venire allo snòcciolo – Il nostro modo sche e le mignatte pinzano(*tosc.-T.G.).
ha radice nella Morale delle favole. Mord come on can rabiaa. Mordere
Moràl. ad. Morale. Certezza moral... Cer fieramente arrabbiatamente. Azzannare.
tezza dedotta dalla sustanza stessa del Mordes i ong. fig. Mordersi le dita
Moralista. Moralista. (la cosa. o le mani di checchessia. Pentirsene.
Moralitàa. Moralità. Mordes la lengua. ſig. Morsecchiarsi
Moralizza. Moralizzare. la lingua.
Moralmént. Moralmente. Moralment par Tornà a mord. Rimordere.
land. V. in Parlà. Mordént. s. m. Mordente. Indoraa a mor
Moràndel per Moland o Molénd. V. dent. Dorato a mordente (Fag. Rim. IV,
Moràndel. v. dell'Alto Mil. fig. . . . . . 222).
Furterello di camangiari o grani o Mordént. s. m. Mordente (Diz. mus.).
robe (non mai però di danari) che Mordént. Ad. di Vit. V.
faccia in casa alcun figlio di famiglia. Mordignà. Morsicare. Morsecchiare –
Morbà. Ammorbare. Appuzzare. Appestare. Mordicchiare. Morducchiare(*tosc. –
Morbàa. Ammorbato. Tom. Giunte). – Alla grossa noi usia
Mòrbed. Morbido. V. Moresin. mo così Mord come Mordignà nel si
Morbcd come on butér o come ona gnificato generico di Mordere, ma chi
gioncada o come on laccemer. Morbido parla con precisione dice anche fra
ne. Morbidissimo. Morbido oltre misura. noi Mord per mordere, e Mordignà per
Morbètt. ºAmmorbatello (Ber. Catr. a). morsecchiare. I can morden, i cagno
Morbin. Morbisciato. Afatuzzo. Tri ritt mordignen. Il cane morde, i ca
stanzuolo. Malazzato. Muffaticcio – gnolini morsecchiano.
Ne diz. ital. Morbetto leggesi soltanto Mordignia. Morsecchiato. Morso.
in sig. di Picciol morbo o di Tristarello. Mordignàda. Morso. Morsicatura. Mor
Mòrbo. fig. Carogna. sura. Morsecchiatura.
Che morbo! Qual morbo gitta! cioè Mordignadinna... Una lieva morsecchia
che mal odore. Mordignon. Morditore. (tura.
Morbo de foss. Avel d'ammorbati Mordignon. T. de Fabb. . . . . Arnese
(Diz in Piastrello). Morbetto(Aridos. di ferro di cui servonsi i fabbriferrai
IV, 5) Coso da fogna o da Sardigna. per torcere i loro lavori e anche ad
Forse questa voce procede fin dal altri usi. Nella tav. 54, ſig. 57(Serra
l'antico Morbium o Commorbium dei rier) dell'Enciclopedia questo arnese
nostri Statuti milanesi, due voci sfug è detto Griffe e Tourne-a-gauche.
gite alla diligenza del Ducange e si Mordoré. add.... Color bruno misto di
gnificanti, se non erro, la Morve de'Fr. rosso. Voce pretta franc. Mordore. Al
o sia il Moccio nostrale, e quindi il Verri in vece piacque scrivere nel suo
Moccio contagioso o Cimurro maligno Taccuino delle Chicchere Amour doré,
MOR ( 139 ) MOR
Mordùda. Morso. Mordimento. Moresin comè. Morbidone.
Morée(voce di alcune parti dell'A. Mil.). Moresin come ona sprella. V. Derùsc.
Cavatore. Chi lavora nelle cave d'a Moresin o Soli come on velù. Pa
renaria (moler, morer). stoso come un velluto piano(Fag. Amor
Morèll. add. Livido. non op. a caso II, 24).
Deventà morell. Inlividire. Illividire. Puttost moresin. Mollicello.
Morèll. add. Morello – Violato – Pao Morètt. Saltinpalo. Uccello detto Sylvia
nazzo, o Motacilla rubicola dagli ornitologi.
Morèll. add. Morello parl. di cavalli. V. in Morètt dicono alcuni anche per Machètt.V.
Mantèll, e agg. = Morello senza segno Morètt. Anitra folaghetta. Moretta. Sp.
non ti fidar col pegno; e ciò perchè d'anatra che è l'Anas fuligula cristata
il cavallo di tal mantello suol essere degli ornitologi.
vizioso e calcitrante. Morètt. Moro(Alleg. 24o). Paggio moro.
Morèll. Ad di Figh. V. Morètt e Morettin. Brunetto.
Morèll. s. m. Livido. Lividura. Pesca Morettinna. Brunetta.
(Lippi Malm. VI, 84). Monachino. Morettinna. V. in Mora.
Mascherizzo. Livore. Lividore. Lividez Morettinna dicono alcuni per Pàssera
za. Livido che resta nella faccia per mattella. V.
qualche percossa. Morètto. Moricino. Picciol moro, picciol
Morèll de ferr. . . . . Così chiamasi il negro.
ferro nel suo primo ossidarsi. Moretton. Fischion col ciuffo, Germano
Morèlla per Pelosèlla. V. turco. L'Anas rufina di Latham o l'Anas
Morèlla. Ad. d' Erba, di Vessiga, ecc. V. fistularis cristata d'altri.
Morellón. Ad. di Figh e Pèrsegh. V. Moretton. . . . . Altra sp. d'anatra; il
Morellònna detta anche altrimenti Negré maschio è di color mischio di nero e
ra o Scarloeüggia. Giacea. Schiarea. Sp. bianco, la femmina di colore grigiastro.
d'erba arvense ch'è la Salvia SclareaL. Morettòtt. Bronzotto(Zanob. Diz.) Abbron
Moréna. Spalletta. Sponda. Parapetto. zatello. Brunotto. Brunozzo. Brunazzo.
Quel davanzale di pietra viva o di Morellotto.
cotto che fa riparo ai pozzi. La voce Morettòtta. Brunotta. Brunazza.
Morena è usata dai nostri ingegneri, Morfinna. s. f. Morfina(voce dell'uso).
il popolo non la conosce, e le sosti Estratto d'oppio.
tuisce La Sponda o La Preja del pozz. Morgnào. Miao. Verso che fa il gatto
Alcuni la credono corruzione di Mo quando miagola.
lera(arenaria); a me sembra o pro Morgnaria. V. Morgninna.
lungazione della voce basso-latina Mo Morgniga. º
V. Morgninna.
ra per pila o pilastro di cotto, o un Morgnighètta.
accorciamento del pur basso-latino Morgnin. Quietino. Ipocritino. Mammamia.
Morenare che valeva collegare paliz Morgnin. Monello. V. Monoeü.
zate con traverse, il che in origine Morgninn. s. f. pl. Muine. Mozzinerie.
si sarà fatto a pozzi prima che se ne Monellerie.

ringentilissero le sponde con lavori Morgninna che anche dicesi Morgniga e


di cotto o di pietra. Al che indur Morgnighètta.Quietina. Ipocritina. Moz
rebbe anche il pensare che la Mo zina. Chetona. Mammamia, ed anche
lera si conosce fra noi da men tempo semplicemente Furbetta. Furbacchiotta.
che non la Morena. Morgninna che anche dicesi Morgnaria.
Morénd. V. in Morì – T. music. Mo Monelleria. Per lo più s'intende di
rendo. Decrescendo fino a spirare. quegli attucci graziosi che fanno i ra
Moréra per Moléra. V. gazzi per cattare benevolenza ed ot
Moresin. Morbido. Molle. Morvido. Ma tenere quello che bramano.
noso. Questo ultimo dicesi singolar Morgnón. Cornacchia di campanile. Sor
mente parlando di panni. bone. Chetone. Gattone. Lumacone.
Cont i moresinn. fig. Colle buone. Nibbiaccio. Sornione. Sorgnone. Su
Colle dolci. Colle belle. sornione. Un di quei coticoni che non
MOR ( 14o ) MOR
cavano mai il mento del capperone finisce l'uva (uga, ugan, l'ugan), il ser
(Firenz.). Fagnone. Soppiattone. Sop pente(perchè tutti ne colgono, tutti ne
piattonaccio – V. anche Acqua-mòrta. usurpano e ciò pel doppio senso che
Di morgnon besogna guardassen ha la voce pia di prendere e mordere).
ben. Dall'acqua cheta mi guardi Id El voeur morì. Ei vuol morire. Dicesi
dio, chè dalla corrente mi guarderò io. parlando di chiunque abbia fatta cosa
Morgnònna. Chetona. da lui non mai fatta per avanti, di
Mòri. V. Mòra sig. 7.” chi fece uno straordinario (on miracol).
Morì che anche dicesi Feni i socu dì, e È vecc chi mour. V. in Vecc.
scherz. Sballà, Tirà el reff o l'anta o Fa morì a onza a onza. Far morir
i colzett, Andà al cagaratto al babbi, di lunga o di lenta o di penosa morte.
per intensione Creppà, S'cioppà; mi Limare(“tosc. – Tom. Giunte).
norat. Spirà, Mancà-via. Morire. Par In sentenza de mori. Lo stesso che
tire da questo mondo. Finir di vivere. A costo de morì. V. più addietro.
Trapassar di questa vita. Passar al Lassà mori-giò ona cossa. Addor
l' altra vita. Uscir di vita. Dare l'ul mentare checchessia.
timo addio. Render l'anima e parl. L' è robba de morì. Gli è cosa da
crist. Render l'anima a Dio. Finire i morire(“tosc. – Tom. Giunte).
suoi giorni(Nelli Serv. al forno I, 5). Moeur de la mort di gaijnn. Tu
Andar a fare terra cavolina(Nelli Vi possa far la morte gazzulina!
lup. I, 15); contad. Andar via, bass. Morì adree a ona cossa. Struggersi
Far bocchino (Salv. Annot. Tancia o Morire di checchessia. Morirsi di
p. 555, col. 1."). Cascare ass. e Cascar voglia di checchessia.
morto; e scherz. Andare a sentir can Morì adree a vun. Morir sopra uno
tar i grilli(“tosc. – Tom. Giunte) – (Zanon Rag. vana I, 1, pag. 45).
V. anche in Cagaràtt. - Morì a sò lecc. fig. Morire nel suo
A costo de morì vuj fall o sim. Ne letto (Pan. Viag. Barb. I, 69). Morire
dovess' io morire, il vo' fare, ecc. sul suo letto. Terminare alcuna cosa
A la veggia ghe rincress a morì coll'esito suo naturale e più conve
perchè ne impara vunna tucc i di. niente. – V. anche in Lècc.
P. in Vèggia. Morì ben. Morir di morte naturale.
A morì. . . . . . Combinazione che na Morir di suo male.
sce nel giuoco così detto della corda Morì come i mosch. V. in Mósca.
(poule) sul bigliardo, e consiste nel Morì cont el stratt bianch. Morircolla
venir vie via perdendo i propri punti corona o colla ghirlanda. Morir nubile.
e rimanere perciò escluso dal giuoco. Morì de la famm. Morir di fame.
Andà o Vegni-via morend. Morire Allampanare. Arrabbiar dalla fame.
(Dante Purg. 7). Andare annullandosi Morì de la paura, de la rabbia, ecc.
(Gher. Voc. in Annullare S V). Di V. in Paùra, Rabbia, ecc.
gradare lentissimamente. Dicesi di stra Mori de la volontaa de savè, sentì,ecc.
de e lungure qualunque. Consumarsi di sapere, sentire, ecc. De
Chi ben vivben moeur. V. in Viv. siderare ardentemente di sapere, ecc.
Chi renonzia al fatt sò prima de Morì del cald. Stillarsi dal caldo.
mori de nissun el merita de vess Morì del dolor. Morir di dolore o
compatii. V. in Fatt. a dolore.
Chi viv sperand mour cagand o Mori del fregg. Morir di freddo.
cantand. Chi vive a speranza muore Assiderare. Agghiadare. (risa.
a stento (Cr. in Stento). Mori del rid. Morire o Crepar dalle
El moeur el pencióra o el sur Lu Mori del sogn. V. in Sògn.
gan o el serpent. . . . . Così dicono Mori demort improvisa. Morir di su
i contadini dell'A. M. per accennare bito. L'è mort de mort improvisa. Morì
che sono in sullo scorcio della ven di subito(Caro Stracc. I, 1) qui scherz.
demmia; ed è come dire finisce l'inva Morì el ciar, la lumm. Morire o
fata (el penciora o sia l'uva colorata), Spegnersi o Estinguersi il lume.
MOR ( 141 ) M OR
Mori-giò. V. più sotto Mori-li. Moriggioeüla o Moriggio ura. Nottolino.
Mori in di gucc. Morirsi d'inedia. Nottolina. Specie di serratura da uscio,
Mori-lì o Mori-giò ona cossa. Am armadj, ecc. V. Tavèlla.
morzarsi. Restare sepolto o seppellito Moriggiorin. Topolino.
checchessia. Non se ne far o udire Morinèll. Mulinello. – Mulinetto.
più parola. Mettersi in tacere. Falla Morinèll. Frullino. Piccolo arnese di
morì li. Abhujare ? legno con cui si frulla la cioccolata
Mori lù de per lù. Morir da sè. o simili. Il Moulinet o Moussoir de'Fr.
Morì prima. Premorire. Morinèll. T. di Stamp. Rullo. Così chia
Morirà puttost la vacca d'on pover masi nel torchio da stampa quel ci
omm. V. in Vàcca. lindro su cui scorre il carro.
Mori-via. Andar via. cont. Fà morinell. Fare il mulinello. Con
No savè de che maa s'ha de morì. moto acceleratissimo abbassare d'un
V. in Màa. colpo fraschetta e timpano in sulla
Per lù poss morì. Per lui posso ba forma da stampa. Si usa ne' lavori alla
care(“tosc. – Tom. Giunte). grossa e di tiratura lunga e urgente,
Quand s'è cavezzaa i oeuv in del per istampare alla presta i giornali i
cavagnou, se mocur. Nido fatto, gaz torcolieri esperti fan mulinello(ils font
zera morta, le moulinet dicono i Francesi).
Quand s'ha de mori, morì d'on maa, Morinèll. Frullino. E quel cilindruolo ben
morì de l'olter l'è tuttunna. Al fig. liscio di osso o di metallo che, imper
fam. In fine per lo gregge è poi lo nato orizzontale nell' orlo superiore
stesso esser preso dal lupo o dal cu interno dello sportello delle carrozze,
stode. Da un lato è il precipizio dal agevola il moto del passamano del
l'altro i lupi. cristallo per alzare o calare il cri
Possa morì de mort improvisa se... stallo stesso. Le sue parti sono
Che io possa morire da mille morti Canetta. Frullino il corpo del frullino =
se. . . . Vo' morire o Poss io morire Spinn. Fusoli? i due pernetti ch'escon del
se. . . . Ch'io arrabbii se. . . . . Che i corpo – posa su due Pienton. Ritti?
miei di sian pochi e rei se. . . . Morinèll. Filatoio. Quello dei funai.
Savè de che maa s'ha de morì. V. Morinèll(che altri dicono Carrèll, altri
in Maa. Firèll). Filatoio. Le sue parti sono
Se sa dove se nass, e minga dove Pè... = Spallett... = Roenda. Ruota.
s ha de morì. Ognun sa dov'e' nasce, = Traversèll. . . . . – Molla. Moila
ma nessun sa dove ci debbe morire = Manescin..... = Pòllez. . . . . - So
(Pulci Morg. XXV – Anche i Provenz. vatta..... = Ferr. Fuso = Rodej. . . .
dicono L'home sau ben d'ounte, es nat Morinèll o Molin. Aspetto, picciol naspo
mai noun pas d'ounte mourira. da filanda(Gior. agr. II, 289).
Vess l'ultem de la famiglia a mo Morinèll. IValico. Arnese da filare e tor
ri. Morirsi ultimo fra'suoi; e fam. Por cer la seta. V. anche Cròs e Firèll.
tar l'arme alla sepoltura. Morinèll di argin. Verricello d'argani.
Viv e morì o vero Vivere e morire Morinèll di tendinn. T. de Carroz. Serpe
in quella. V. in Viv. o Molla delle tendine.
Mori. T. di Giuoco. V. Giugà a donna Morinèlla. . . . Sp. d'appuntatura che
salta in Dònna, A morì in morì. si ſa da capo delle guernizioni per
Mori. Morire dicesi anche delle piante. renderle più agiate e a sgonfietti.
Moria. Moria. Mortalità. Voce viva in Fà la morinella. fig. Far all'amore.
Brianza nel seguente modo: Viv come Moriòn.
Moriòtt.
! Morione. Elmo.
la moria. Vivacissimo. Uno spiritello.
Moribond. Moribondo. Moriente. Morisnà. Mollificare. Mollire. Ammollire.
Moriggioeò. Topetto. Dimin. di Topo – Rammorbidare.
Talora anche per Topo moscaruolo e Morisnass el temp. V. in Témp.
Moscardino. Morismà e Morisnà-giò vun. fig. Ammor
Moriggio il ſig. omiciattolo. V. Omett. bidire. Indocilire Indolcare. Disasprire.
MOR ( 142 ) MOR
Addolciare. Appiacevolire. Indolcirsi Mornerin. Mugnaino – Per Mornée
uno – Appaciare. Rappaciare. Im sig. 2. V.
bonire. Calmare. Mornerinna. Mugnaina(*tosc.).
Morisnàa. Mollificato. Ammollito. Morniroeü. Mugnaino.
Morisnàda(Dagh ona).Mollificare alquanto. Morniroeiù Cinciarella? Uccello che è il
Morisnént. Emolliente. Mollificativo. Mol Parus caeruleus? degli ornitologi.
litivo. Mòro. Mòro.
Mòritt dicono alcuni per Canestrèj. V. Mòro. Lionato. Ghezzo.
Mormorà. Mormorare. Tabacch del Moro. V. in Tabàcch.
Mormoraziòn. Mormorazione. Testa de moro(colore). Bronzino.
Mornée. Mugnaio. Mulinaro. Monaro – Zigàr del Moro. V. in Zigàr.
I lavoranti mugnai si specificano in Mòro e più com. al pl. I Mòri. Le More
Cargò. Caricatore? prugnole. Il frutto del rogo(Rubus fru
Fattor. Procaccino? ticosusL.).
Masnò. Macinatore? Lavoratore? Morocòff. V. in Mantèll.
Masnorell. Fante ? Morògna che anche dicesi Marògna. Ron
Mondò. Mondatore? Crivellino? chj de fabbri (Targ. Viag. V, 569).
Chi baratta el mornee baratta l'a Ilosticci. Scorie del ferro. Materia che
sen, ovvero A barattà el mornee se si separa dal ferro e dal carbone nel
baratta l'asen. Chi baratta imbratta dare un caldo ai ferri che si vogliono
(Monos.574). Tante tramute tante ca lavorare.
dute. Dicesi a chi cambia volentieri Morognón. v. a. Daz. Merc.... Quadro di
servitù, padrone, bottegaio e sim., per macigno o pietra da macine d'un braccio.
avvisarlo che sottosopra e sono tutti Moròid. Morìci. Moròidi. Emorròidi.
d'una buccia, e che Peggio non è Moron. Gelso. Moro gelso. Mòro. Si specif.
mai morto. Si usa specialmente par generalmente in
lando di coloni, e allora in nove Moron de focuja doppia o verdezza. Moro
fra dieci casi il dettato è vangelo; di foglia arancina.
Moron de feuja sempia o borlocura. Moro
chè tra il far a lasciapodere del li
di foglia morajola.
cenziato, e il rimpiagnere mille bi
particolarmente in
sogni del ripreso, sempre il padrone Moro bianco di foglia arancina.
ha la peggio. Anche il chiar. Lapo Moro bianco di foglia morajola.
de Ricci dice che Tante mute son al
Moro nero di foglia arancina.
trettante cadute, e il Tomas. nelle Moro nero di foglia morajola.
Giunte Quante mute tante cadute. Moro di Spagna o di Granato.
Pagass de mornee. Pagarsi in sul Vedi tom. XVI, p. 122 Gior. Georg.
l'aja. Pagarsi prontamente e da sè, e il Micheli ne'Piag. Targ. IV, 252.
così come fa il mugnaio che dal grano Moron bianch. Moro gelso bianco.
datogli a macinare detrae di subito una Moro di mora bianca(Targ. Viag. III,
parte a pagamento della macinatura. 4o2). Gelso di mora dolce (Lastri Op.
El mornee de la bella farinna, cont V, 148). Moro di frutto bianco. Il
i oeucc el le guarda e conti man el Morus alba sativa mas Tourn.
le rampinna. ... I contadini sogliono Moron borloeura. Moro di foglia el
incolpare i mugnai di rapacità, ecco lerina o morajola. ll Morus alba sativa
l'origine del motteggio. foemina Tourn.
Pari on mornee. Parer nevicato (cioè Moron calabres o idiot. galavres.
asperso di neve – “tosc.Tom. G.). Essere Moro di frutto pavonazzo. Il Morus
tutto imbiancato o macchiato di bianco. rubra L.
Mornée e Mornerin. fig. . . . . Nome che Moron d'asta che anche si dice sem
i Brianzuoli assegnano al baco della plicemente Asta o Aston. V. Astón.
Cina detto altrimente Cavaler bianch Moron de foeuja sempia. Moro di
perchè più bianco dei comuni. foglia ellerina. È senza more. Quelli
Mornéra. Mugnaia. Mulinara. che noi diciamo Padovan e Piasentin
Mornéra. Ad. d'Uga e d'Erba. V. sempi sono tali,
MOR ( 143 ) MOR
Moron de foeuja smaggiada. Moro Moron spagnou salvadegh. Gelso
gelso di foglia arrugginita. salvatico di foglia spagnuola(TrinciAgr.
Moron de refoss. Gelso propagginato. I, 91 ).
Moron de sces. . . . Gelso da siepe. Moron toscan. Moro romano bianco.
Moron de vivee. . . . . Gelsino di Il Morus alba fructu albo minori fo
nestajuola. liis integrisM.
Moron di Felippinn. Moro cappuc Morom verdezza. Moro di foglia
cio(Gior. Agr. VIII , 51 e pass.). Sp. arancina.

di gelso detto Morus cucullata da al El moron l'ha de senti i canevér


cuni, Morus multicaulis da altri, che di radis. . . . . Nel piantare i gelsi
ha foglie grandissime d'un verde sbia non se ne devono affondare troppo
dato, corrugate e concave. le radicule.
Moron d'India o de la China. Mo Foeuja de moron salvadegh mas'c (in
ro della China o papirifero. Il Morus frut.). Foglia moresca(Fabbr. Agr. 128).
papyrifera de'bot. Morón per Moccòj V.
Moron fiorii. Moro fiorajo. Moro fio Moronà (on fondo). . . . . Porre gelsi il .
re. È di due specie, il bianco e il nero. bisogno in un podere.
Moron giazzoeu. Lo stesso che Mo Moronàa. Gelsato(G. Georg.) Che ha gelsi.
ron piasentin. V. più sotto. Moronàda. Piantagione o Filarata di gelsi.
Moron insedii o dosmestegh o d'in Moronéra. Vivajo o Nestajuola di gelsi;
sed. Moro innestato o arancino(Targ. fors'anche non male Gelseto.
Istit. III, 291). Moronin. Gelsino. Gelsetto (Trinci
Moron negher o negree. Moro di Moronscèll. º Agr. 89 e pass.). Gelso
frutto nero. Il morus nigra foem.M. novellino.
Moron padovan. Moro ellerino. Morós che anche diciamo Bèllo, Gi
Moron padovan doppi. Moro aran màcch, Giogéo, Gibigiàn, e sim. Patito
cino. Ha foglia grande e consistente, (“fior. - Zan. Rag. civ. II, 5). Amante.
dà frutto grosso, e resiste bene alle Ganzo. Amadore. – Nel contado to
intemperie delle stagioni. scano dicono anche Moroso.
Moron piasentin. Moro ghiacciolo El sò moros. Il suo colui.
(“tosc. – a Marradi). Morós. add. T. forense. Moroso.
Moron piasentin doppi. Moro di fo Morósa che anche dicesi Bèlla, Gnòcca.
glia premice arancina(Gior. Georg. XVI, La sua Dulcinea. La sua dolce cura.
515). Viene in bella crescenza, è Amorosa. Amante. Ganza. Amanza. In
forte, perdura molto, rende molta namorata.
foglia salubre e sustanziosa, e soffre Andà a morosa. Andare a vedere
meno le intemperie. Ha la foglia picco l'innamorata.
la, verde carica, poco rugosa, serrata, La sgajosa o sghejosa la pò pù de
lucente. Dà molta materia serica, bel la morosa. .. . . Proverbio a cui cor
colore ai bozzoli e lucentezza alla seta. risponde quel detto del Lippi (Malm.)
Moron piasentin sempi. Moro di fo Che d'amore la fame è più potente,
glia ellerina(“tosc. – Giorn. Georg. versione del latino Fames amorem
XVI, 516 – Alb. encic. in Ellerino). superat.
Ha la foglia simile affatto all'ellera, Morosà. Amoreggiare. Star sugli amori.
dà poca materia serica e forse meno Morosamént. Amore. Amorazzo.
d'ogni altro moro, è però priva di Morosàtt. Smanziere.Uom dato agli amori.
more e poco acquidosa, perciò poca Morosàtta. Accattamori. Donna dedita
basta a educar molti bachi. agli amori.
Moron salvadegh. Moro salvatico Morosattà. Amoreggiare. Ganzare. Fare
(Targ. Istit. III, 291). Il Morus alba all'amore.
foliis eleganter laciniatis Tourn. Morosin. Innamoratino? Innamoratello?
Moron spagnou o de focuja spa Ganzetto.

gnoletta. Moro di Spagna o di Granata Morosinna. Amorosetta(Poes. rust. 511).


(Micheli ne' Viag del Targ. IV, 252). Morosòtt. Leggiadro. Amante, Amatore.
MOR ( 144 ) MOR
Mòrs. Morso. Freno. Le sue parti sono Mòrsa. Morsa. Strumento simile in parte
Ast. Aste. Ognuna di esse dividesi in De al già detto che usano i falegnami.
sora,Stanghetta(Diz. art. con voce che parmi Consta di
equivoca se non anche errata) e in Ba. Guar Cavall. Cavalletto e Ganass. Guan
dia = Nel Desora esistono gli Eucc o i Fe ce = Scoeuggia. Dado. Galletto - Vit.
nester quader o tond. Occhi, e precis. Eucc Anello.
del portamors. Occhio del portamorso = (Eucc Mòrsa, e per lo più al plurale Mòrs.
de l'essa. Occhio dell'esse del barbazzale = ...
Addentellato. Morse. Bornj. Pietre o
Corpo = .... Archetto - . . . . Bastone - mattoni i quali sporgono in fuori dai
Estremità (gar
Nel Ba Guardia esistono. . . . .
lati de muri, lasciativi a bello studio
gouille) = Zanforgnitt o Cianad. Campanelle
voltaredini = Bolzon. Voltoj) Stanghet
-
a fine di potervi collegar nuovo muro.
ta. . . . - Imboccadura. Imboccatura o Morsée. Frenajo. Morsaro.
Morsèll. Morsello. Bocconcello. Orliccio.
Cannone - Barbozzaa. Barbazzale =
Morsell de pan. Tozzo di pane.
Essa. Esse del barbazzale = Rampin. Morsèll o Boccòn o Bernardin.T. de'Mur...
Rampino = Zanforgna de sguinzaa. Pezzuol di mattone minore della metà
Campanellina dalla sguancia – Fon
che s'adopera per empiere affatto ogni
sò. Fondelli – Bolg o Arma o Armett
o Rosett. Borchie. picciol vano fra mattone e mattone.
Ne muri di ciottoli il Morsell è detto
Mors a canonzin o Morz dolz. Freno
fra noi più volentieri Scaja.
dolce. Morsellàda. T. de' Confettieri e dei Far
Mors ardent o fort. Freno aspro o macisti. Morsellata(così in quasi tutti
duro.
gli Antidotarj).
Mors a stanghetta. . . . . Morso le Morsellada (Color). . . . . . Colore imi
cui aste sono collegate da piede con tante quello della morsellata.
una stanghetta più o meno arcuata. Morsellin. Morselletto. Orlicciuzzo.
Mors senza stanghetta. . . . Morso Morsètt. T. delle Arti. Morsetta. Morset
che non ha da piede alcun collega to. Picciola morsa.
mento.
Morsett a sgianfrèn. Morsetto da
Mett el mors. Frenare. In frenare. smentare. È di ferro e da mano, ed
Mord el mors. Morseggiare? (se non ha le ganasce inclinate ambedue da
erro questa è la significazione posi un medesimo lato. Corrisponde alla
tiva della voce, ancorchè i diz. ital. Tenaille di chanfrein de Francesi.
la spieghino in altro modo). Mordere Morsett de banch. Morsetto da ban
il freno. co (la Mordache dei Fr.).
Teù-via el mors. Disfrenare. Smor Morsett de man. Morsetto da mano
sare? (l'Etau à main dei Fr.).
Mòrsa. Morsa. Strumento di ferro col Morsètta o Smorsètta. Licciajuola. Stru
quale i fabbri e simili stringono e mento che si usa per dare presa ai
tengono fermo il lavoro che hanno denti delle seghe.
fra mano. Le sue parti sono Morsètta. T. d'Oref. Morsa? Sp. di ta
Ganass o Sguansg. Guance. Bocche. maglia che ha le ganasce rattenute da
Ganasce? Labbri? = Scoeuggia o Scoc una madrevite per cui mezzo elle s al
cia o Bovetta o Bussera. Dado. Gal largano o ristringono a piacere.
letto e Cavallett. Cavalletto - Mener. Mors6n dicono i terrieri prossimi al No
Bastone - Mazza o Mas c de la vit. varese per Mollitt de formenton. V.
Anello e Molla. Molla – Ranell. Ra Mort. La Morte personificata.
perelle - Vit. Vite – Caviggia de
Contra la Mort no gh'è remedi.
Non vi è rimedio contro la morte.
ferr. Gamba - . . . . Cosce = . . . .
La Mort la sta in sul tecc, e no la
Occhi delle cosce - . . . . Staffa –
Vermen. Chiocciola della vite. varda nè ai gioven nè ai vecc. La
Morte è cieca. La morte, antica mieti
Mett in morsa. Immorsare(“fior. – trice delle umane vite, atterra indi
Cell?) stintamente e giovani e vecchi.
MOR ( 145 ) MOR
La Mort la riva quand manch se quindi esce la libertà, per far inten
ghe pensa. La morte e l'acqua ven dere come le donne che apportano
gon presto(*tosc. – Tom. Giunte). gran dote, sono il più delle volte ar
L'è la Mort che le cascia. Ei vuol roganti e insopportabili. V. in Miée.
morire? Suol dirsi di chi fa una cosa Chi va pian va san, chi va fort va
soltanto quand'è ridotto agli estremi. a la mort. Chi va pian va ratto.
Parì la Mort del Gentilin. V. Gentilin. El peccaa el genera la mort. Il pec
Parì la Mort imbriaga. Essere un cato ingenera la morte.
arfasatto. Essere uno stranissimo nece; Fà fà la mort di agon. Far patire
e dicesi anche di chi sia Ossaccia la morte gazzulina(*aret. – Redi Vo
senza polpe, ma rossaccio nel viso, cab. aret.), cioè morte penosissima.
per similitudine a certe Morti cam Fà la mort di agon. Far la morte
pagnuole dipinte a matton pesto. delle tacchine(poem. aut. pis.), cioè
Parì la Mort in pee. Parere un mor morire abbrostito, arso, abbruciato.
ticino o una morticina(*tosc. – Tom. Fà ona robba ogni mort de vescov.
Giunte). Essere o Parere una morte. Fare checchessia ogni cent'anni (Redi
Parere la morìa. Essere stenuatissimo. Op. III, 185). Fare checchessia pei
Vess bon de mandà a toeü la Mort. giubbilei. Farla di rarissimo.
Parere il presidente della flemma(Fag. La mort se po'minga schivalla. Nè
Rim. I, 136). Esser buono a mandarlo la morte nè l'amor si può fuggire,
per la Morte. Non fare a tempo alla fiera La rocchetta l'è ona mort secret
di Lanciano che dura un anno e tre di. ta. V. in Rocchètta.
Vess con la Mort a la gora. Aver L'oli e el pever hin la mort di er
la morte in bocca. bion. L'olio e il pepe è la morte dei
Mòrt. s. f. La Morte. Nel giuoco dell'oca piselli(Cr. Cesari in Morte S III). Per
è quel posto, segnato colla figura della i galinazz el sped l'è la soa mort. La
Morte e col numero 58, dove chi ar morte della beccaccia è lo spiedo (Za
riva paga e si rifà da capo al giuoco. nob. Diz.), cioè la beccaccia vuol es
Mòrt. s. f. Morte; lat. Interito. Il morire. sere arrostita allo spiedo.
A damm la mort, el soo minga. Miorament de la mort. V. in Mio
Possa io morire se ne so cosa alcuna. ramént.
A fil de mort. V. in Fil sig. 2.° Prima la mort, e poeu el giudizzi.
A la fin di fin l'è minga la mort d'on V. in Giudizzi.
omm. Po' poi non sarà morte d'uomini Resuscità de mort a vitta. Riaver
(Nelli Astr. I, 8). Non è questo gran da morte a vita(Targ. At. Ac. Cim. I,
danno; non è spesa da atterrire, non 528). In italiano si dice così delle per
è briga erculea. sone come delle cose e fin de luoghi.
Andà a la mort. Andar alla morte. Savè de che mort s'ha de morì.
El pariva che l'andass a la mort. Ridu fig. Saper di che morte s'ha a morire
cevasi al lavoro con una passione che (Ambra Bern. I, 1 ).
pareva ch'andasse alla morte(Vas. 9o 1). Sentenza de mort. V. in Senténza.
Avegh i sudor de la mort. Aver i Vess lì con la mort in bocca. Es
sudori della morte. sere con la morte in bocca(Berni Orl.
Chi se sposa in advent finna a la inn. XXV, 47). V. anche in Fòppa.
mort s'en sent. . . . . Prov. fratello Vess ona mort. Essere una morte,
dell'adagio latino Mense malas majo cioè cosa spiacevole, dolorosa, e an
nubere. L'uomo fu in ogni luogo e che semplicemente nojosa. L'è la mia
sempre quel medesimo. mort. Egli è una morte per me. È il mio
Chi toeu miee con nient finna a la maggior cruccio, o e mi trarrà a morte.
mort sen sent. . . . Proverbio che di Voregh i sudor de la mort. Volerci
cesi per denotar la necessità di pren gli argani o del bello e del buono.
dere in moglie una donna che non Mòrt. s. m. Morto. Defunto.
sia priva di dote. Ne diz. it. leggesi Andà a cuntall ai mort. Dire le sue
il suo contrario Dov'entra la dote ragioni ai birri. Dire al muro.
Pol. III. 19
MOR ( 146 ) MOR
Basitt de mort. Lividi de'baci fatti Mort in pee. sost. fig. Mogio. Stu
da morto (Borgh. Don. cost. I, 7). V. pido. Intronato. Boto.
anche in Basin. No vessegh pù mort leva-sù. Essere
Chì no gh'è mort leva-sù. Il morto cosa disperata, ita, fritta – Essere
è sulla bara. La cosa è incontrastabile. Cosa ln CoºlclusSa,

Del color di pover mort. Interria Piang el mort. Star a piangere il


to. V. in Colór. morto. Rammaricarsi inutilmente.
Di pover mort. . . . . Aggiunto di Robb de cuntà ai pover mort o ai
cose misere, meschine nel loro ge mort del Verzee. Frottole da dire a
nere, per es. vegghia. Cose ridicole, non credibili.
Ciar di pover mort o bon de fà ciar ai
Robba che farav resuscità i mort.
pover mort. Lume che non fa lume. Roba da far vedere un morto e an
Conversazion di pover mort. Conversazione dare un cieco(Berni Rim.). Odor da
ove sempre si piange il morto (Nelli far resuscitare un morto(Fag. Rim. II,
All. di Ved. I, 1 1 ). 15o, e. l.). Vivanda o simile eccellente.
Faeugh di pover mort. Fuoco meschino. Sonà de mort. Sonare a morto.
Paes di pover mort. Paese spopolato, deserto. Tra mort e ferii gh'è nissun. V. in
El caretton di mort. . . . Carro dei Ferii.
morti – La bara fu detta scherz. Il Viv su la cassa di pover mort.
cocchio a quattr'uomini (Allegr. p. 155). Campare alle spalle del crocifisso.
El ſarav rid i mort. V. in Rid. Campar a ufo, non ispender niente
Esuss per i sò pover mort. Dio ne in checchessia.
lo rimuneri. Dio ne lo compensi. Modo Mòrt. s. m. pl. I Morti. Dopo i Mort
di ringraziare della carità fattaci. vegnaroo. Verrò il dì dopo i Morti.
Fà ciar ai mort che anche dicesi Verrò dopo il dì dei Morti. -

Boſfà dedree ai mort. Dar incenso ai Mòrt. s. m. fig. Il morto. Postema. Di


morti o ai grilli. Far cosa che non cesi per ischerzo di danaro che altri
serva a niente, gettar via il tempo abbia nascosto in qualche luogo.
e l'opera, ed anche Beneficare chi non Trovà el mort. Trovare il morto.
sa o non può riconoscere il beneficio. Mòrt. s. m. fig. Soffoggiata.
Fà duu mort in d'on carlee. V. in Mòrt. ad. Morto.
Carlée. Andà adree morta onarobba. Andare
Fà parlà i mort. Allegar morti, cioè perduto di o dietro a chi o che che sia.
citarne l'autorità – e fra noi dicesi Dass per mort. Gittarsi fra i morti
anche del fare testamenti suppositizj. (Santa Caterina da Siena Let. 134,
Fior de mort. Fiorrancio. Calendula. num. 5).
Girani di mort. Magellanica( tosc.). Già mort. Premorto. Predefunto.
Specie d'erba così detta fra noi per L'è mej vess ferii che mort. V. in
chè è tuttora in pieno fiore verso il Ferii.
novembre, a primi del qual mese Mezz mort. V. Mezz-mòrt.
ricorre la solennità del Morti. Essa è Mort al mond. Solitario. Segregato
il Chrysanthemum indicum de'botanici. dal mondo – Morto civilmente.
L'è on mort che caminna. . . . . . Mort a sò lecc. . . . . . Suol dirsi
Dicesi nel vedere alcuno che fu od per ischerzo di pollami o simili che
è in grave pericolo della vita, ti vengano dati in tavola, morti di
Levarav-sù anca i mort. Risorge malattia e non ammazzati a bella posta.
rebbero(queste vivande) al sol vederle Mort de famm (Vess on). Esser un
anco un morto di tre di riposto(“tosc. tritone, un miserabile.
– poem. aut. pis.). Levarav-sù anca Mort de la famm, Mort del sogn, ecc.
on mort per mangià sta minestra. Que V. in Fàmm, Sògn, ecc.
sta minestra la mangerebbe con ap Mort de là de mort. Rimorto. Morto
petito un morto di fame di quattro finito(Redi).
giorni(Fag. Mar alla moda I, 5). Mort mi, mort tucc, o vero Mort mi,
Mett sul liber di mort. V, in Liber, l'è mort el pà di mee fioeu. Tutti ho
MOR ( 147 ) MOR
stoppato dopo ch'io son morto (Fag. o da granate e dei petrieri è da
Rime II, 2o7 e. l.). Morto io, arda il dirsi per noi Milanesi quello che dissi
mondo (Tac. Dav. Post. p. 627) detto dei cannoni(V. Canòn). Chi volesse
tiberiano. Morto io, vada il mondo conoscere come se ne parli da bocche
in carbonata. Morto io, la terra mi italiane ricorra al Dizionario d'arti
schisi col fuoco. Chi vien dietro serri glieria piemontese, giacchè noi ci sia
l'uscio. Dicesi da chi vuole scialacqua mo rimasti soltanto coi seguenti:
re il suo ne' proprii piaceri, tenendo Mortée. Mortaletto. Mortaretto. Mastio.
nessun conto di chi deve succedergli Cannoncello di ferraccio col focone
– Notisi il modo ellittico di quell'io da piede che si carica con polvere
che esiste nel penultimo dei dettati e zaffi inzeppativi a forza per ispa
italiani. rarlo in occasione di solennità, o per
Spuzzà de mort. V. in Spuzzà. giuoco come soglion fare i ragazzi.
Vorè mortvun. Voler uno in gelatina. Ona salva de mortee. Una salva di
Mòrt. ad. Morto. Spento. Ciar mort. Lume mortaletti.
languido o morticcio – Carbon mort. Mortée. fig. Pentolone. Boto. Uomo lento,
Carbon morto – Acqua morta. Acqua pesante, tardo.
tepidiccia. Mortée. . . . . . Legno o ciocco mor
Mòrt. Morto per triste, lugubre (Monti ticino o che arde difficilmente.
Prop. III, 1, 15o con citazione di Dante Mortée. Mortajo. V. in Bronzìn.
e Petrarca). Orlo. Orlo = Bocchell. Beccuccio -
Mòrt. Mortificato. Reso insensibile, che Cuu. Fondo.
ha perduto il senso. Vess l'istess come pestà l'acqua
Gamba morta. Gamba mortificata. in del mortee. V in Acqua e agg. Es
Man morta. V. in Màn. ser come dare in un sacco rotto o come
Mòrt. Morto. Infruttifero. Danee mort. dare a un morto o in modo affine
Danaro morto. Far tela di ragno. Far opera di ra
Mòrt. Ad. di Capitàl, Color, Danée, Fónd, gno(Ariosto Orl.fur. XVIII, 45). Far
Fòss, Mùr, Pés. V. cosa di poco conto, quasi vana, di
Mòrt. Ad. di Fiùmm. Fiume morto. Letto nessuna consistenza.
vecchio. Morta di fiume. Pò mort. Po Mortée(negl'infrantoi da olio). V. Pila.
morto. Mortelètta per Martelètta. V.
Mòrt. partic. Morto. Morterin. Mortajetto(Cant. Carn. II, 261).
Stèmm alegher ch'el diavol l'è Morterón. Mortajone.
mort, gh'è domà i sò fioeu. . . . Così Mòrti(Ali) . . . . Sclamo che si mette al
dicono per ischerzo i buontemponi giuoco di toccaferro(bara) allorchè si
per eccitare altrui a godersela e a vuol essere in sicuro.
far bella vita. Mortificà. Mortificare? Svergognare? Far
Mòrt. partic. Disacceso. Spento. M'è vergogna. Smaccare.
mort el ciar. Mi s'è spento il lume. Mortificàa. Mortificato? Confuso?
Mòrta. Ad. di Acqua, Aria, Càrna, Pèll, Fòs Mortificazion. Mortificazione? Svergogna
sa, Lègna, Ròbba, Sentinella, ecc. V. mento? Scorno. Confusione?
Mortadèlla dicono alcuni per Salàmm de Mortin. . . . . Funeral di poco conto,
fidegh. V. in Salàmm. o vero Fanciullin morto.
Mortàl. Mortale. Mòrto diciamo anche noi nel solo modo
Mortàl. Ad. di Peccàa, Sàlt, ecc. V. seguente che io sappia:
Mortalinna de sciroeu. Ad. di Lattuga. V. Dammelo morto. Dammelo morto.
Mortalitàa. Mortalità. Morìa. Alla fine si canta la gloria; e nobil.
Mortalmént usiamo in Mettes-giò mortal La vita il fine e il dì loda la sera.
ment che diciamo anche Mettes-giò Innanzi al dì dell'ultima partita uom
mortal. Ammalare a morte. Infermarsi beato chiamar non si conviene(Monos.
a morte. Amalaa mortalment. Ammala pag. 22o).
to mortale. Infermo a morte. Mortón. . . . . Funerale sfarzoso.
Mortée . . . Anche de' mortai da bombe Mortòri. Mortorio. Mortoro. Esequie.
MOS ( 148 ) MOS
Mortòri. Mortorio. Cimitero. La prima di in bocca ciusa no gh'entra mosch.
queste voci italiane è usata dal Villa V. in Bócca.
ni nel senso preciso del nostro Mor La prim'acqua d'agost la porta-via
tori, ancorchè i diz. ital. le abbiano on sacch de pures e on sacch de
affibbiato il sig. di avello, contro l'au mosch. V, in Agost.
torità di quell'unico medesimo testo L'è de gadan a vorè ciappà i mosch
che nomina pel tutto il mortorio, e per col fabrian. . . . . Così disse il Maggi
le parti i munimenti cioè gli avelli. per dimostrare che a voler ottenere
Mortòri. fig. . . . . . Così dicesi d'una checchessia conviene muoversi, non
abitazione auggiata, buja, d'una con già starsene consolato credendosi che
versazione poco allegra, e simili. tutto ci debba senza più riuscire pro
Mortorioeü. . . . . In campagna molti speramente. La qual cosa con proverbi
sogliono chiamare così l'ossuario che italiani direbbesi E non si può pi
trovasi quasi sempre assai prossimo gliar pesci senza immollarsi. Chi vuol
alla chiesa parrocchiale, per distin il pesce bisogna che s'immolli. E non
guerlo dal Mortòri(cimitero) solita si può avere il mele senza le mosche.
mente lontano 14o metri dagli abitati. Loeugh pien de mosch. Luogo gre
Morzón per Mollitt. V. mito di mosche.
Mosàich. Mosàico. Musaico. Morì o Morì-giò come i mosch. Es
Lavoraa a mosaich. Lavorato a mu ser grandissima morìa o mortalità.
saico. Con opera musaica. Lo diciamo Moeuren come i mosch. Or ben piove
anche del Musaico di legname, cioè nell'orto del prete scherz.
della tarsìa. CEucc de mosca. V. in (Eùcc.
Mosaicista. Musaicista. Ona mosca la ghe par on cavall.
Mósc. Micio. Gatto. Ogni bruscolo gli pare una trave. D'o
Mósca Mosca. La Musca vulgarisL. gni mosca fa un elefante.
Ai can marsc ghe va adree i mosch. Pari ona mosca in del lacc. Sem
fig. Ai cavalli magri sempre sassate brar un corvo nella neve o una mo
(“tosc. – Tom. G.). Ai cavalli magri sca nel latte(“fior.). Si dice per ischerzo
van le mosche. Le mosche si posano a chi, brunozzo di carnagione, vada
o danno addosso ai cavalli magri. I incipriato o vestito di bianco, o ac
meno potenti sono i più travagliati. compagnato con persone di carnagion
Cascià-via o Fà-via i mosch. Arro bianca.
starsi dalle mosche(Sacch. Nov. 196). Pont mosca. V. in Pont.
Ciappà la mosca o la moschetta. fig. Rar come i mosch bianch. Raro
Venir la muffa al naso. V. in Moschètta. come i corvi bianchi(Fag. Com. V, 297).
Dà a ment a tutti mosch che vola. Raro come le mosche bianche o come
fig. Pigliare i moscherini per aria. i can gialli(“tosc. – Tom. Giunte).
Essere schizzinoso, permaloso, gelo Raro come la fenice. Dicesi di cosa
so; guardarla pel pelo. che sia affatto insolita, rarissima.
El mè can l'ha ciappaa ona mosca... Restà cont i man pienn de mosch.
Dicesi a chi si vanta di alcuna presa fig. Restar colle mani piene di vento.
di poco momento, o a chi l'ebbe bian Savè quanti para fan tre mosch.
ca e rimase deluso nelle sue speranze. Sapere quante paja fanno tre buoi
Fà-giò i mosch. ger. Frustare.Scopare. (Adim. Son. burch. 275 – Fag. For rag.
Fà i pee ai mosch. Far gli occhi I, 7). Saper dire quante coppie son tre
alle pulci. Far cose difficilissime e uova(id. – Fag. Rim. II, 17o, e. l.).
quasi impossibili. Savè manch quanti para fan tre
Fà vegnì la mosca al nas. Far mon mosch. Non saper quante coppie son
tare la stizza. V. in Bölgira. tre uova o quante paja fan tre buoi
Ghe va-sù i mosch. V'impuntano (Adim. Son. burch. 275). Non saper
o Vi posano le mosche. quante dita s'ha nelle mani o quanti
I mosch van adree ai carogn. V. ad piedi s'entrino in uno stivale. Non
dietro Ai can marsc, ecc. saper accozzare tre palle in un bacino.
MOS ( 149 ) MOS
Non conoscergli uomini dagli orciuoli. Lett a moschett. Letto a camerella
Nora saper o Non poter cavare un ra o da campo o a campo.
gno d' un buco. Domandasi quante Moschètta (Saltà la). fig. Saltar la mosca
paja fanno tre mosche altri invece ve o la mostarda al naso. Pigliar del mo
lo fanno rispondere con molte paja scherino. Montare o Salire o Venire il
di tomi (Parini Op. IV, 88). moscherino – per nagotta. Pigliari
Sentiss nanca ona mosca a volà... moscherini per aria. Pigliari più leg
Esser profondissimo silenzio. gieri e minuti puntigli.
Tutti mosch gh'han el sò pij. V. Pij. Moschètta per Beschiziós. V.
Vess spess come i mosch. Esser più Moschètta. Pizzo del mento alla spagn.
che mosche(Gior. agr. VII, 168). Moschettàa. Picchiettato. Di più colori.
Mósca cavallinna. Assillo. Mosca canina Moschin. Moschino. Moschetta. Moscino.
o cavallina. Mosca ragno. L' Hippo Moscerino. Moscherino. Dim. di Mosca.
bosca equinaL. Moschin del vin. Moscione. Moscino. Il
Moscaa. Picchiettato. Macchiettato. Culex vinarius degl'insettologi.
Legn moscaa. V. in Lègn, pag. 354, Moschinna(vaso) per Muschinna. V.
Moscàda. V. in Nös. (col. 1." Moschinoeü. Moschettina.
Moscadèn. Lo stesso che Stòcch. V. – Moschiroeula. Moscajuola. Guardavivan
Dal francese Muscardin. de. Moscajola. Arnese notissimo im
Moscardin. Ad. di Cavalér. V. pannato di tela greggia, che serve
Moscardinna che i contadini dicono an per guardare dagl'insetti le carni e
che Mostarda, Mostardimèlla e Mo gli altri camangiari.
stardinna. Cerambice moscato. Sp. d'in Moschiroeüla. T. de Manis. Paramosche.
setto che manda buon odore, e che Scacciamosche. Cacciamosche. Rosta.
perciò alcuni sogliono mettere nelle ta Folto mazzo di lunghi crini di ca
bacchiere per profumarvi il tabacco. vallo, o Coda bovina, di cui si fa
Anche i Fr. lo chiamano Muscardine. uso per cacciar le mosche.
Moscatèll. Moscadello. Moscatello. Aggiun Móscia e Mosciàna. Mucia. Micia. Gatta.
to di frutta, come pere, pesche, ecc. Moscin. Mucino. Micino. Gattino – Mo
Moscatèlla. Ad. di Céra e Faccia. V. scino ne'diz. ital. sta per moscherino.
Moscatellin. Ad. di Pér. V. Moscinna. Muscina(Sacch. Nov. 13o).
Moscato e Moscàtt. V. in Ùga e in Vin. Mucina. Gattina.
Moschèr. s. f. pl. T. de Sell. e Carroz Pa Mosción. Pelliccione. Gatto grosso e di bel
ramosche? Scacciamosche? Fila di stri pelo – Il Moscione dei diz. ital. vale
sce di cuoio appiccate alla testiera ed gran bevitore, ed anche il moschino.
alla groppiera in alcune specie di fini Moscon. Moscone, Moscione. Ronzone. Mo
menti per parar le mosche ai cavalli. sca grande – Sotto questo unico nome
Moschéri. Moscajo. e sotto quello di Mosca noi confon
Moschètt. Moschetto(Caro Let. ined. III, diamo le moltissime specie di questo
94 - Lett. famig. II, 168). Camerella – genere d'insetti, da qualcheduno però
Si dice Zenzariere o Zanzariere quel ho sentito specificare per
cortinaggio che serve a difender dalle Moscon doré il Moscon d'oro(Za
zanzare, e le cui cortine scendono a non Rag. civ. II, 5) o la Mosca d'oro
perpendicolo del letto ma non toccano (Tom. Giunte), cioè la Musca cupra
terra – Camerella è quel chiuso di riaL.; per eccellenza poi diciamo
drappi o simili che si fa intorno al Moscon. Moscone. La Musca carnaria de
letto, cioè il vero moschett comune gli entomologi, pelosa, nera, con an
fra noi – Letto parato o a sopraccielo tenne piumose, cogli occhi rossi, col
è quello che ha sovrapposto un drap torace a linee pallide e coll'addome a
po a mo' di cielo o cupola, che gli tavolette, la quale suol deporre le sue
scende da lati, ma non lo cela. Ha uova nelle carni. – Anche quelle uova
molta somiglianza col Lett a balducchin noi diciamo talora impropr. Moscon;
del nostri maggiori e col Lett a mo per es. Quella carna la gh'ha-sù el
schett de parada dei Milanesi odierni. moscon. Quella carne ha i cacchioni.
MOS ( 15o ) MOS
Moscón. fig. Uccello (Machiav. Comod. in dicevasi il Mosgett, ebbe nome la festa
versi III, 5). Moscone (Gigli D. Pi nata fra noi all'epoca delle prime pe
lone I, 1). Rondone – Questi rondoni stilenze occorse in città, dopo le quali
non stanno ben dintorno alle fanciulle il cittadino ebbe ricorso al montanaro
(Fag. Controscen. Aminta). Vagheg per rimettersi a numero. La festa stessa
gino. Damerino. Vagheggiatore. Vago. cessò verso il 178o coll'abolirsi delle
Zerbino. Giovanotto che si aggiri in questue di quella specie. Fin verso il
torno a donzelle o donne per amo 157o il popolo di Porta Ticinese dava
reggiarle. Ghe girava intorna on quei altresì per compagno al Moggio un gran
moscon? Era nessun uccel intorno? cavallaccio di legno che nell'epa, in
Ghe vedi certi moscon intorna. Le luogo di armi e d'armati come già quel
veggo aliare intorno certi uccellacci di Troja, aveva salami, capponi, mor
(Firenz. Nov. 7.º), certi frusoni, certi tadelle e altre siffatte ghiottonerie. E
frusonacci(“tosc. – Tom. Giunte). questo cavallaccio, che dicevano El Ca
Moscón. . . . . Sp. di maschera la quale valàsc o El Cavalàzz, strascinato con
indossava bautta e portava il cappello una rimbaldéra delle maggiori del
a tre venti e una mezza maschera tutta mondo in sulla Piazza del Duomo, la
bianca al viso. Oggi di è uscita d'uso. sciando che il Moggio coll'offerta en
Mosconin. Mosconcello. Mosconcino, trasse in chiesa, faceva copia delle
Mosconén. Mosconaccio. sue frattaglie e tratteneva a cuccagna
Moscovitta. Voce del dominio geografico la plebe in sul limitare della chiesa me
la quale usiamo per ischerzo a questo desima. L'origine di questo cavallaccio
modo: Varda on poo quella minestra, è involta, credº io, in antichissima
l'è tutta pienna de moscovitta. Oh nebbia, il suo spegnersi accadde verso
vedi quale moscajo su quella zuppa. il 157o per annuenza del popolo alle
Mosgètt. Dim. di Moeusg. V. insinuazioni di S. Carlo cui giustamente
Mosgètt. . . . . Un moggio scarso. dispiaceva quella comunanza per così
Mosgètt o Mosgètt de sant'Ambroeus(Fe dire di baccanali con una pia cerimonia.
sta del . . . . Fra le arti minori(ba Mosgètt. fig. e scherz. Una tonfacchiotta.
dii) che esistevano per lo passato Donna grassa e picciola; quella che
nella nostra città contavasi quella dei i Latini dicevano Doliaris mulier –
così detti Facchini, originari la più Un tonfacchiotto. Uom piccolo e grosso.
parte della Valle d'Intragna. Quest'arte Mosgètt. T. de Carrozz. Basamento di
soleva fare ogni anno ad epoche deter serpe a esse? Specie di cassone che è
minate varie offerte per ragione di base alle serpi isolate delle carrozze,
pietà ad alcune chiese. Fra queste la così detto dalla sua forma alquanto
principale e più giuliva o clamorosa simile a quella d'un moggio inclinato.
che si fosse accadeva nel terzo giorno Mòssa. Mossa.
d'agosto d'ogni anno. In quel giorno Vess su la mossa. Essere sulle mosse.
i Facchini del Rione di Porta Ticinese, Mòssa. Mossa di corpo(Tom.Giunte). Smos
(cioè dei Passi della Balla, della Can sa di corpo. Soccorrenza. V. Cagarèlla.
tarana al Carrobbio, della Crocetta ai Mossà. Spumeggiare. Zampillare. Brilla
tre Scagni, del Ponte di Porta Ticinese, re. Schizzare. Dal fr. Mousser. Birra
e della Riva) recavano all'opera del che mossa, Vin che mossa. Birra che
Duomo il raccolto delle questue fatte spumeggia, Vin che brilla – Il Za
per essa nell'annata, così danari come nob.(Diz.) dice che Mussare è voce
robe. E ciò in processione solenne e generalmente in uso anche alle ta
con festose sinfonie e con varie strane vole toscane, e quasi le vorrebbe
rappresentanze tra le quali primeg fare da padrino; a me sembra voce
giava quella d'un moggio che con sgraziata in ogni aspetto.
teneva porzione delle offerte, ed era Móst. s. m. Mosto. Presmone.
tutto infrascato a mirto ed orpello e Mòst. Mosso. V. Movùu.
sormontato da una statuetta allusiva Mostà, che vari contadini dicono anche
alla circostanza. Da questo Moggio, che corrottamente Mostrà. Avvinare. Con
MOS ( 151 ) MOS
una spugna intinta nel vino sia caldo Fà vegnì la mostarda. fig. Far ve
sia freddo ripulire quella botte che nire la mostarda al naso. Far mon
abbia sito – L'Ammostare dei diz. tare la stizza. V. in Bólgira.
ital. ha tutt'altro significato. Mostàrda. fig. scherz. Cessino. V. Gànga.
Mostàcc. s. m. Mostaccio. Ceffo. Muso. Vi Mostàrda.
oStarCla

Mostardinèlla.
( chiamano nell'A. Mil.
la Moscardinna. V.
saccio. Grugno. V. anche Mùso. OStarCilllella

Brutto mostacc. Mostacciaccio. Mostardinna.


Daghel in sul mostacc. Battere chec Mostazzìn. T. degli Off. Mostacciuolo. Sp.
chessia altrui nel mostaccio. di pasta addobbata con droghe e zuc
Fà de duu mostacc. Lo stesso che chero, biscottata, e in forma di spuola.
Fà de dò facc. V. in Fàccia. Mostazzin. met. Mostacciata. V. Sgiaffön.
Mostacc de firagnocch. Mostaccio di Móster. s. m. Mostro.
lepron guazzoso(Nelli Vecch. Riv. II, 26). Moster. s. f. pl. V. in Móstra.
Mostacc de pippa. V. in Pippa. Mostós. Sugoso – Ne' diz. ital. Mostoso
Mostàcc. s. m. T. de Magnani. Piastra a significa soltanto che sa di mosto.
cassetta, detta Palastre da Francesi. Cerin o Faccin mostos. V. in Faccin.
Mostàcc. s. m. ſig. Bravo. Valente. V. Mùso. Mal mostos. V. Malmostos.
Mostàcc. s. m. pl. Mustacchi. Mostacchi. Pann mostos. V. in Pann.
Basette arricciate. Móstra. Mostra.
Mostaccià. Rimbrottare. Sgridare, ed Fà mostra. Fare il garbo di. . . .
anche Rinfacciare. (*tosc. – Tom. Giunte). Fingere. Far
Mostacciàda. Rabbuffo. Gridata – Mo mostranza. Far vista. Mostrare.
stacciata nei diz. ital. significa sem Fà mostra de nagott. Passarsela in
plicemente colpo dato sul mostaccio. leggiadria.
Mostaccin e per lo più Bell mostaccin. Fà mostra de vedè minga. Far le
Mostaccino. Mostacciuzzo. Visetto. Bel viste di non si accorgere di checches
mostaccino. Viso rubacuori. Bel visetto sia; e comic. Mettere gli occhiali della
o visettino o visuccio o volticello. vista grossa.
Mostafà o Brutto Mostafà. Mostacciaccio. Móstra. Mostra. Campione. Saggio.
Mostàrda. . . . . Confezione più o meno Aveghen assee de la mostra. fig....
mordace o dolcigna secondo che ha Non ne voler saper altro di chi o
in sè più o meno senapa e zucchero che che sia per averne a primo saggio
o miele, nella quale sono acconce o riconosciuta la sconvenienza a nostro
intiere o affettate varie frutte, le più Móstra. Insegna. (riguardo.
volte immature o di rifiuto, come Móstra. Mostra. V. anche Vedrinna. Mo
pere, mele, noci, armeniache, limon stra di oreves. Bacheca. Cassetta a
celli, zucchini, arancini, e bucce di guisa di scannello, col coperchio di
agrumi, cedri, ecc. – La Mostarda vetro, nella quale gli orefici tengono
nei diz. ital. vale soltanto per Mosto in mostra le gioie e le orerie.
con infusione di senapa. In mostra. Appariscente.
Mostarda a uso o de Cremonna. . . . Mett in mostra tutto oss. . . Vestire
La confezione di cui sopra che si fab impudicamente.
brica a Cremona o secondo il metodo Vess in mostra. Stare a mostra.
dei Cremonesi, e che noi abbiamo Stare in sulla mostra.
per la più squisita. Móstra. T. de Sarti. Mostra. Cont i mo
Mostarda de mel. . . . . La stessa ster. Mostreggiato. Tutt i moster. La
fatta con senapa e solo miele. Suol Mostreggiatura.
aversi per la peggiore. Moster di manegh.Paramani(“tosc.–
Mostarda de tutt zuccher. . . . La poem. aut. pis.). Manòpole all'antica
stessa fatta con senapa e solo zucche dal polso fino al gomito.
ro, e perciò squisita. Móstra per Rassègna. V.
Mostarda de zuccher. ... La stessa Andà a passà mostra. Andare a mo
fatta con senapa, zucchero e miele com stra. Mostrarsi ad effetto d'essere con
misti, e perciò di mezzana condizione, Mostra. Mostrare, (siderato.
MOT ( 152 ) MOV
Fagh mostrà el cuu a vun, Mostrà Motón. V. Pell de moton in Pèll.
el faccion, i dent, ecc. V. in Cùu, Mótria. Broncio. Muso. Cipiglio. V. Grin
Facción, Dént, ecc. ta. Dal sardo Mutria di pari sig.
Mostrà(assol.)... Mostrare le carni nude. Motria scura. Viso saturnino (Dav.
Mostrà tuttooss. . . . Essere semi Tac. Ann. I, 88).
gnuda, vestita impudicamente. Mótria. gergo. Arditezza. Temerità, ed
Mostrà tutteoss o el cuu. Cascare al anche Viso da pallottola. Faccia in
trui le vestimenta di dosso. V. anche Còu. vetriata.
Mostrà corrottamente per Mostà. V. Motriént o Motrión o Motriòtt. Musorno.
Mostràa. Mostrato. Mostro. Accipigliato. Imbronciato. Aggrottato.
Mostrin in genere. Mostra. Campione. Mòtt. v. br. per Mócch. V. – Vedansene
Mostrin. T. de Vinat. Saggio. Saggiuolo. anche i sig. metaf in Gùzz e Guzzà.
Piccolo fiaschetto nel quale si porta Mòtta. Zolla. Gleba. Pezzo di terra spic
il vino per farne il saggio. I Francesi cata pe' campi lavorati. V. Lòtta.
lo dicono Essai. Mòtta. Mucchio. Monzicchio.
Mostrìn. Sconciatura. Caramogio. Persona Motta de danee. Monte di danari.
picciola e deforme – Parl. di femmi Motta de forment. Bica. Massa cir
na Una mostretta. Una mostra fem colare o piramidale, non molto dissi
mina scherz. mile dal pagliaio, che si fa de'co
Mostrinètt. Mostricina(Targ.Viag. II, 382). voni del grano quando è mietuto.
Mostrinètt. Sconciaturina. Motta de ruff. Sterquilinio. Mon
Mostrón. Mostraccio(Tomas. Giunte). Un dezzajo. Letamajo.
mostro orrendo. Mostron porch. Nero Motta de sass. Sassaja.
ceffo. Brutto ceffo. Tristaccio. Motta de terra. Monte di terra.
Mostrón. T. mil. Mostra grossa(Machiav. Mòtta. . . . . In alcune parti del con
Op. X, p. 527). Mostra o Rassegna tado, e spec. nell'A. Mil., ha valore
generale o maggiore. (stroso. misurativo fisso, e suona come Due
Mostruós. Mostruoso. Mostroso, lat. Mon centinaja di pali, di stagge e simili.
Mostruosamént. Mostruosamente. Mòtta... Nel contado significa altresì il
Mostruositàa. Mostruosità. complesso di più maragnuole di fieno.
Motètt. T. mus. Mottetto. Mòtta. V. in Natin.
Motiv. Motivo. Ragione. Mottàa. Màzzero. Ammazzerato. Mazze
Dà motiv. Dar motivi(Tomas. Giunte). rato. Aggiunto del pane quando è mal
Dare cagione. lievito e troppo sodo.
Motiv. T. forens. Motivo. La ragione che Mottàa. Ammozzato. Ammozzolato.
muove il giudice a pronunziare in un Mòtta-gròssa(Giugà a la)... Sp. di giuoco
dato modo una sentenza. Fare il motivo. contadinesco quasi simile a Saltafor
Motiv. T. mus. L'Andare. L'Aria. Il Moti màggia. V.
vo. On gran bell motiv. Un Motivone. Mottass. Ammozzarsi. Ammozzolarsi.
Motivà. Accennare. Dare o Fare o Toc Motupròpri. Motuproprio. De motupro
care un motto d'alcuna cosa – Men pi. Di proprio movimento.
tovare. Menzionare. Movént. Movente. Cagion movente omo
Motivà ona sentenza. Allegare o Fare trice. Motivo. Impulso.
o Dare i motivi d'una sentenza. Movibel. Movibile. Mobile. Movevole.
Motivàa. part di Motivà. V. Movimént. Movimento. Mozione. Moto; e
Mòto. Moto. Movimento. ant. Movizione. Motura.
Dà moto. Dar moto o impulso. Moviment de corp. V. Mòssa.
Fà del moto o Fà moto. Far eser Movimént.T. milit. Movimento(Gras. Diz.).
cizio(Vieri Trat. Proem.). Fare gita. Per es. Si eseguisce la carica in do
In mòto. In moto. dici movimenti.
Mettes in moto. Mettersi in moto o Movimént. T. d'Orolog. Castello Voce
in movimento – Pigliar le mosse. francese(Mouvement) che da noi s'ap
Mòto perpetov.ll Mobile perpetuum delle plica a tutto il castello di un orologio.
scuole-Fig.Nabisso Fistolo. Irrequieto. Movimentin. T. d'Orolog. Castelletto?
MUD (153) MUL
Movùu e Mòst. Mosso. Mudà register. V. in Register.
Mozion. Promozione. A mozion del tal. Mudemm discors. Entriamo in altro.
A promozion del tale. L'è staa lu che Tant per mudà. Per mutare(“tosc. –
ha faa sta mozion. Egli fu che pro Tom. Giunte). Dicesi per isch. di cosa
mosse questo affare. iterata sempre a un modo.
Fà ona mozion. Mettere in mezzo. Mudàa. Mutato. Cambiato. Cangiato.
Mettere in campo. Mettere sul tappeto Mudàda. Tramuta.
o sul tavoliere. Promuovere. Dagh ona mudada al vin. Dare una
Mozzètta. Mozzetta. tramuta al vino(Sod. Colt. Viti 197).
Mùcc. Mucchio – Monzicchio – Monte Mudaisc. v. dell'A. M. Mutevole. Mutabile.
– Ammasso – Massa – Cumulo. Mudànd. Brache. Mutande. Sottocalzoni.
A mucc. A monti. A cataste. Mudàss. Mutar di biancheria(Nelli Vec.
Muccètt. Mucchietto – Monticello. Riv. I, 1). Mutarsi. Cambiar pannilini
Muccettin. Mucchiettino(Tommas. Giunte). o biancherie di dosso.
Mucchierello – Monticellino. Mudàss el temp. V. in Témp.
Muccià e Muccià-sù. Ammucchiare. Cumu Mudavèzz. Voce usata nei dettati seguenti:
lare. Accumulare. Ammassare. Ammon Vess vegnuu o Vegnì el sò san
tare – Muccià danee. Raggruzzolar Giovann mudavezz. Venir il conciate
quattrini – Far calia. ste. Essere nata o aver a nascere tale
Mucciàa. Mucchiato. Ammucchiato. Ram circostanza che metta altri in dovere
mucchiato. Accumulato. (chiarsi. di cambiar vita o costume.
Mucciàss. Ammonticchiarsi. Ammonzic Mudaziòn. Mutazione. Mutamento; e ant.
Mulanza.
Mucilagen. Mucilàgine.
Mùda. Muta. Muda. Il cambio, ciò che si Mùſ che nell'A. Mil. dicono più volen
tiene in serbo per mutare. Per es. Ona tieri Moffolént o Muffolént o Muffént.
muda de lenzoeu. Una muta di len Muffo. Muffito. Muffato. Ammuffito.
zuola. Muda de fodrett Muta di federe. Mùſf. ſig. Mortificato. V. Camùff.
Dass la muda. Darsi la muta. Av Mùſf secondo il Var. mil. Antico e disu
vicendarsi. Alternare. Esservi a muta sato per modo che non sia più buono.
o a muta a muta. Mùſfa. Muffa. Il Mucor mucedo dei sist. –
Muda de can. . . . . Canatteria. Ciappà la muffa. Muffire. Ammuffare –
Mùda. Muta. Dicesi Muta a quattro, L'ha ciappaa la muffa. Tiene o Ha di
Muta a sei la carrozza tirata da quat muffa. Ha pigliato di tanfo. Ha intan
tro o da sei cavalli, ed anche i caval fato – Vegni-sù la muffa. Muffare.
li medesimi uniti insieme per tirarla. Muſſent. Muffato. V. Mùſf.
Mùda. . . . . Sp. di rete. Muffètta. . . . Lieve muffa. El gh'ha-sù
Müda del vin. Tramuta. V. in Vin. la muffetta. È muffaticcio.
Mida. T. di Cac. Chiusa. Muda. Muda Muſſi e cont, nell'A. Mil. Moſſoli. Muffare.
gione. Il mudare. Muda il luogo dove Muſlii. Ammuffito. Muffato.
si muda. Per es. Mett i usei in muda. Muſſin. Muffaticcio.
Mettere gli uccelli in muda o in chiusa. Mùſfola. Muffola? Arnese che usano i
Metterli al bujo affinchè si riserbino a chimici. La Mouffle dei Francesi.
cantare solo al tempo dell'uccellatura. Muſſolént. V. Mùſl.
Andà in muda. Mudare. Muggi e cont. Muggià. Muggire. Mugi
Mudà. Mutare. Cangiare. Cambiare. re. Mugghiare. Mugliare.
Mudà el lecc. Cambiar le bianche Muggiada Muggito. Mugghiamento. Mag
rie del letto. ghio. Muglio. Mugito.
Mudà el vin. Mutare i vini. V. in Vin. Muggiò. gergo de' Macel. per Vacca.
Mudà i penn. Mudare. Mùla. V. Mulla.
Mudà la guardia. Dar la muda alla Mularia. Mulaggine. V. Ostinazion.
guardia. Rilevare o Mular la guardia. Mulàsc. Mulaccio.
Mudà lenzoeü. Rinnovare ciccia e quat Mulascia. Mulaccia. Mulona.
trini('tosc. – T. G.) talora Mudà on ba Mulattée. Mulattiere.
gaj. Mutare un bimbo, Mutargli i panni. Mulègna. Ad. di Riga V.
Vol. III. e 20
MUL ( 154 ) MIUR
Mulètt. Muletto. Vess alari o in aria come on mull.
Mulètt. met. Ostinatello. Caponcello. Scorrere la cavallina. Menar vita sbra
Mulètta. Muletta. cata. Essere sviato.
Vess a cavall de la muletta. fig. Aver Mùll. gergo. Mulo. Nocentino. Bastardo.
buono in mano. A un dipresso la me Fortunaa come on mull. V. Cavig
desima cosa che Vess a cà. V. in Cà. gión e Fortunin.
Mulètta. T. de Pizzic, e Beccai. Muletta Mùlla. Mula.
(Sacch. Nov. 98). Intestino cieco. Mùlla. Pedignone. Bottacciuolo. Specie di
Mulètta. . . . Sp. di Salame. Il Fundu gelone alle calcagna – Chi ha i pe.
lus dei Latini, il Mlon dei Parmig. dignoni sostituisce volentieri le mule
Mulètta. Mazza d'appoggio a martelletto. o sia le pantofole alle scarpe; non è
Dallo spag. o dal siciliano Muletta di improbabile che la nostra voce tragga
pari senso Con goriglia, muletta e cavij origine da questa specie di calzatura,
bianch (Maggi Falso fil. 1o3). se pur non l' ebbe dalla sicil. Mu
Mulètta. T. d'Agric. dell'Alto Mil. Croce lanca o dalla Mule fr. di pari sign.
o Crocetta del magliuolo(Trinci Agric. Mùlla de l'ospedaa. Nocentina(Fag.Rime
24). Margolato? Virgulto di vite frut IV). Mula(id. Ast. bal. I, 12).
tifero dall'anno innanzi con annesso Mulón. Caparbiaccio. Caponissimo.
un par d' once di ù alcio vecchio in Mulònna. Caparbiaccia.
figura quasi di martello (il vero ma Mùlta. Pena (Fag. Av. pun. III, 1). Multa.
gliuolo o malleolus lat.) che si trapianta Impennatura. Anda in multa. Cadere
per aver nuova vite. ll De-Capitani in pena. Mult delira. Pene del diavolo
(Agr. br. II, 15) la dice Musetta, ma (Fag. Mar. alla moda l, 7).
parmi erroneam.° – I Prov. la dicono Multà. Multare – Multàa. Multato.
Capoun, i Fr. Avantin o Crossette. Mùmia. Mummia.
Mulettin. Un picciol muletto. Faccia de mumia. Viso di mummia
Mùll. Mulo. – Il Burchiello lo disse Asino (Redi Op. V, 271 ).
annestato – Bardone. Mumia d'Egitt. Mummiaccia (Tom
A fregà i asen se deventa muj o mas. Giunte). Brutto nece detto per
vero Chi prega asen deventa boeu. disprezzo a persone.
V in Asen. Mùmia. fig. Mummia. Persona secca, ste
A schenna de mull. V. in S cènna. nuata.

Carega de mull. Peso grande e sconcio. Pari ona mumia. Essere una mummia.
Dedree di s'ciopp e denanz di muj. Municipal. Municipale.
V. in S'ciòpp. Municipalista. Municipalista(Zanob. Diz).
El mull (gergo). . . . . . Dicesi de' Rappresentante del municipio.
salsicciuoli (luganeghin) ne'quali dubi Municipalitàa. Municipalità(Zanob. Diz.).
tiamo non sia carne falsata. Recami Il corpo municipale, ed anche il luogo
salsiccia che non sia di miccia diceva dove si aduna la Magistratura muni
il Burchiello Son. a pag. 2o5. cipale.
Mett-giò el mull. Vedi più sotto. Mùr. Muro.
Ostinaa come on mull. Caparbio o A mur a mur. A muro a muro(Lasca
Incornato più che gli asini (Alb. enc. in Spiritata I, 3 – Gelli Sporta II, 6
Caparbio). Ostinato al maggior segno. – Cell. Vita I, 5).
Pientà o Mett-giò o Taccà o Trà Andà adree al mur. Rasentare il
el mull. Irpuntare. Incaponirsi. In muro – fig. Star terra terra come la
capocchirsi. Incocciarsi. Incaparsi. porcellana. Starsi umile e povero.
Pigliar i cocci. Fare capo o il capo. Avè o Mett la s'cenna o i spall al
Pigliare il morso co denti. Ostinarsi. mur. Porsi al sicuro. Assicurarsi. Star
Riga de mull. V. in Riga e in Mantèll. sulla dura.
Scalzà come on mull. V. in Scalzà. Avè miss i pee al mur. Averpontato
Stampa de mull. Poffar del mondo. i piedi al muro(Cecchi Ass. II, 2).
Corpo di bacco o di Dianora. Esclam.º Cavà sangu d'on mur. V. in Sangu.
Taccà o Trà el mull. Vedi più sopra. Dà el coo per i mur. V. in Cóo.
MUR ( 155 ) MUR

Dà el permess de taccass al mur. Mur majester. Muro maestro. Il Gros


Dare l'appoggio. mur de Francesi.
Dur come on mur. V. in Diùr. Mur mort o secch. Muro a secco.
Dur con dur no fa bon mur. fig. Maceria.
Non vuolsi cozzar co'muricciuoli. Non Mur tutt a pissa. Muro scompiscia
conviene cozzare coi superiori o in to. – Muro crociato dicesi quello in
grado o in forze. Duro con duro non cui furono dipinte più croci a fine che
fece mai buon muro(Doni Zucca chiac. per reverenza di quelle ognuno si
Il). Grattugia con grattugia non fa ritenga dallo scompisciarlo.
cacio. – Talora significa altresì che Parla anca i mur. Le muraglie stesse
non è possibile il venire a checches parlano (Nelli Vec. Riv. III, 25). Lo
sia di bene tra due parti egualmente scorpione dorme sott'ogni lastra o
ostinate nel loro avviso. pietra. Dicesi quando sono in un luo
Fà parlà anch i mur. V. in Parlà. go molti rapportatori che spiano gli
In di mur. . . . . . Nell'interno o andamenti altrui per riferirli Ogni pa
Nel cuor del paese; per es. Andemm rete ha un delator nel seno disse Alf
a la larga, minga in di mur. Usciamo Parlà cont i mur. Dire al muro. Par
di queste mura all'aria aperta. lare a chi non attende o non intende.
Lassà nanch i ciod in di mur. V. Pettà el cuu al mur. Stare alla dura.
in Ciòd. Pregà el Signor de dà el coo in
Mandà foeura l'acqua on mur. Fare d'on bon mur. . . . . . Pregar Iddio
acqua un muro. per incontrare buon compagno nel
Mett o Pondà o Pettà la s'cenna al matrimonio,

mur. Fare capo o il capo. Incapo Saraa-sù in quatter mur. . . . Rin


nirsi. Ostinarsi. V. in S'cenna. serrato in quattro mura,
Mur a terra. Muraglia terragnola Sassinà i mur. Disertar le mura.
Stà a mur a mur. Stare o Essere
(Vasari 955).
a muro di mlllrO,
Mur a bugn. Muraglia a bozzi(All.55.
Mur a secch. Muro a secco (Gior. Tiralla adree al mur. fig. Viver di
Georg. II, 195). Steccaja (ivi) Serra. limatura. Campar refe refe. Campac
Mur de cinta. Lo stesso che Cinta. V. chiare. Campucchiare. Vivere stretta
I Francesi lo dicono Mur de cloture. mente, con molta economia.
Capell de mur de cinta. Cresta del Tirà-sù on mur. Alzar un muro.
muro di ricinto. Toeiù in ponta on mur. T. de'Mur.
Mur de cinta. Muro circondario Puntellare una cantonata del muro -
(Targ. Viag. VI, 17). Nome di que muri Armare o Fare un'armadura a fab
che formano il ricinto d'una casa. briche, volte, e simili.
Mur de cott. Muro di cotto, per di Trà-giò on mur. Smurare.
stinguerlo da quello di pietra viva. Vess l'instess come parlà cont on
Mur de division. ... È diverso dal mur. Esser come parlare a quel muro
Mur divisori, ed è il fr. Murde cloison. (Pan. Viag. Barb. I, 26). L'è come a
Mur de dò test. . . . . . Muro di parlà a on mur. Gli è un dire al muro.
mattoni posti pel lungo, e d'once otto Con chi non ha voglia di fare, ogni
nostrali. ragione è vana. Il vaudrait autant
Mur de quatter test. . . . . Muro di parler di un sourd dicono i Francesi.
due mattoni pel lungo, di once dodici. Mùr. Parete. Parìete.
Mur de tavolaa. Muro soprammattone. Mùra. Le Mura. Le Muraglie della città.
Mur de tre test. . . . . Muro d'un Sét danaa? va a salta la mura. . . .
mattone pel largo ed uno pel lungo, Un modo affine è questo dell'Allegri
d'once nove. (p. 198) Per passar mattana andare a
Mur divisori. Muro comune (Dav. contare i merli.
Post. Tac. p. 652 – id. German. 36). Murachée. v. dell'A. Mil. Lunette di sasso
Muro divisorio. (Lastri op. V, 67). Moriccia (Annot.
Mur d'ona testa. Soprammattone. al Decam. pag. 7). Muriccia. Mora
MUS ( 156 ) MUS
Nome di que monti di sassi che i con Cantà o Dì in musega. fig. Dire a
tadini traggono dei campi per ripulir lettere di scatola o di speziali o d'appi
li, e ammontano intorno ad essi campi gionasi o majuscole. Parlar chiarissi
o in luoghi comodi a ciò. La nostra mamente, alla libera, fuor dei denti.
voce deriva forse dal bresc. Muraca Ela longa sta musega? Che musica
– Fà-sù di muracchee. Ammuriccia è questa? Quando ha a finir questa
re. Ammuricare. musica? Finiamo questa musica. Oh
Muracòff per Morocòff. V. l'è lunga la storia ! Dicesi quando
Muradór che più com. diciamo Maister uno non finisce mai di parlare o di
de mur e in campagna semplicemente fare qualche racconto, e si trasporta
Màster. Muratore. anche ad altre simili occasioni.
Muràja. Muraglia. Hoo de divel in musega? . . . . .
Murajètta. Muraglietta. Quante volte ho io da ripetervi questa
Murajón. Muraglione. cosa? La volete intendere una volta?
Muràsc. Muraccio. Dispr. di Muro. L'è mudaa el majester de capel
Muràsc per Muràzz. V. la, ma la musega l'è anmò quella.
Muràsc o Muràzz. . . . . Nome delle È la musica antica(Pan. Poet L, xxiv,
muraglie grossissime d'una fornace 7). È cangiato il maestro di cappella,
da tegoli, mattoni e simili. ma la musica è sempre quella (“fior.).
Muràsc... . Que mattoni che si pongono Mett in musega. Musicare(Machiav.
in giro accanto ai veri muraglioni op. IX, 171). Mettere in musica.
della fornace per tondeggiarne il vano Musega de ball, de gesa, detejater,
quando entro si cuociono tegoli. de cor, instrumental, vocal. Musica
Murèll. Murello. Murella. Muretto. Muric da ballo, Musica da chiesa, Musica
cio. Murino – Murell de fornas che teatrale, Musica corale, Musica di
altri dicono Parapètt. Muricciolone? strumenti, Musica di voci.
Murèlla. Murella. Se non erro, indica Musega de gatt o Musega rabiada.
specificamente Murello prolungato. Musica arrabbiata(Alb. enc. in Musi
Murellin. Muricino. Muricciuolo. ca). Musica da gatti. La Musique en
Murellón. Muricciolone(Targ. Viag. II, ragee dei Francesi – V. anche in Gàtt.
Mus c. Muschio. - (Io7. Ona bella musega l'ha dedurà pocch.
Muscadèn. Suggettino. V. Stòcch. Lo stesso che On gioeugh per vess bell
Mùsch. Musco. l'ha de durà pocch. V. in Gioeügh.
Sì se gh'è musch ! ... Sp. d'escl. Musegàsc. Musicaccio(Fag. Rim. V, 25
indicante che altri dovrà fare per e. l.) – Castronaccio. Castrataccio.
forza checchessia. Mùsegh. Musico.
Muschinna e comunem. anche Moschin Musegh de Lambraa o de l'Ambraa.
na. . . . . Specie di stufaruola di ra scherz. Gli asini. V. Canalin de mon
me, assai cupa, spasa molto di fondo tagna in Montàgna.
e stretta di bocca o di collo, con co Mùsegh. Castrato. Musico castrato.
verchio entrante che chiude ermeti Parì on musegh. Esser menno, cioè
camente. Chiamossi così perchè prima parer evirato per difetto di barba, e
del secolo corrente si faceva in essa dicesi degli adulti e degli uomini fatti.
la conditura colle noci muschiate per Mùsegh. fig. Eunuco, o che pare tale.
la cervellata milanese. Il progresso Museghin. Musichino(Fag. Rime V Car
sociale in fatto di pizzicheria contem nevale). Castratino. Musichetto.
poranea ha sbandita la droga e con Musegón. Musicone.
essa anche il vaso. Musegònna. Musicone(Alleg. 156 e 157).
Mùscol. Muscolo. Musèlla. V. in Musiroeùla sig. 1.”
Muscoladùra. . . . . Il complesso dei mu Musèlla. Il musello(Cresc. Op. III, 22)
scoli. Nelle arti del disegno direbbesi del cavallo. l
Muscoleggiamento. I muscoladur je fa Musèlla. . . . . . Labbro arrovesciato o
benon. Muscoleggia per eccellenza. molto sporto in fuori, che i Proven
Mùsega. Musica. zali chiamano per disprezzo Babino.
MUS MUS
( 157 )
Musellòcca. Labbruta – Musona. Mùso. Muso. Viso; e poet. ant. Labbia.
Musellòcch. Labbruto; e fig. Musorno. A muso a muso. A viso a viso.
Musone. Imbronciato. Imbuzzato. Avegh el muso de fà, dì, ec. Aver viso,
Musellón. v. a. del Var. mil. Bocca grossa. animo, cuore, coraggio da fare, dire,ec.
Dà di muselon. fr. a. del Var. mil. L'è quell muso de fall, de dill, e sim.
Dare delle boccate. Percuotere altrui Gli basta la vista o il cuore o l'animo
sulla bocca colla mano aperta. di fare o di dire ciò. È uomo da ciò.
Musellón. V. in Musiroeüla sig. 1.” Che bell muso ! Guardate bel viso,
Musellòtt. Labbruto. bel grugno, bel grugnino. Il tuo bel mo
Muséo. Museo – Galleria – Dilettant de staccio ironic.(Nelli Serva padr. II, 17).
museo. Museante. Con tanto de muso. Con tanto di muso
Museràgn che altri dicono Ratt musu (Fag. Rime II, 212 e. l.).
rign ed altri Ratt orbin. – Muserà Dighel sul muso o sul mostace. Dir
gnolo(Caro Let. ined. I, 112 – Duez glielo a viso aperto.
Diz. – Spadaf. Pros. – Domenichi). Fà vegnì tanto de muso. Gonfiare
Sorcio o Topo Ragno? Topolino agre uno. Gonfiare il viso ad uno. Perco
ste, diverso dal Ratto (mus rattus), terlo forte nel viso. -

dalla Talpa(ratt tappon), dall'Avella Muso duro. Muso duro (Tommas.


mario(nisciorin) e dal Topo campa Giunte che lo spiega per muso o se
gnuolo (ratt de campagna, musarva vero o sdegnoso o serio o sfrontato –
lis, feldmaus, fieldmouse). È picciolo, fra noi soltanto nell'ultimo significato).
le più volte bianchiccio, e talora di Per el sò bell muso. Pel loro bel
vario colore, col muso porcino o a viso(Fag. Rime V, 24 e. l.).
rostro d'uccello. È il Sorex araneus, la Romp el muso. Infragnere il mo
Musette o Musaraigne de Fr., lo Spitz staccio. Rompere il mostaccio o il viso.
Vess on muso o on muso duro. Esser
maus de Tedeschi, lo Shrew degl'ingl.
Musètto. Lo stesso che Faccioèù o Faccin. V. valente. La credeva on muso per fà cut
Mùsica, ecc. V. Mùsega, ecc. sinna. Io credea che fosse figliuola di
Musicànt per Bandista. V. Tellino per cucinare(Sacch. Nov. 185.").
Musin. Musino. V. Faccin. Musòcch. Nome proprio di paese che
Musiroeü o Canestrèll de boeu, o vero s'usa nella frase fig. Andà a Musocch.
Musiroeüla o Musiroeüra. Musoliera. Stru Fare broncio. V. in Musòn sig. 2.”
mento che si mette al muso a buoi Musón. Grifo. Grugno. Ceffo. Muso. Mo
e simili perchè non mangino o non staccio. Propr. dicesi della testa degli
mordano – Nell'Alto Mil. chiamano animali, cioè dagli occhi alle labbra -
Musèlla e Musellon la Museruola da Si trasferisce però anche a denotare
buoi, e Musiroei, quella da vitellini Viso. Volto. Sembiante. Faccia.
che il Zanob. Diz. chiama Cavagnuolo. A muson a muson. Ammusandosi.
Musiroeùla. T. de Sell. Museruola. Quella Con tanto de muson. Con un gru
parte della briglia che imprigiona il gno tanto lungo(Nelli Vec. Riv. I, 1).
muso alla bestia da soma. Dass di pugnsul muson. Musonarsi.
Mett la musiroeula. fig. Chiuder la Fà el muson de porscell. Far mu
bocca. Imporre silenzio. sone. Dar segno di cruccio.
Musiroeula conti dent de can. . . . . Fà muson de can. Far viso di ma
Specie di musoliera tonda di cuoio o di trigna(Cr. in Matrigna testi).
ferro, e con molti denti aguzzi pur di Romp el muson a vun. Infragnere
ferro, la quale si ferma al muso de'ca il viso a uno(Buonar. Tancia II, 2).
valli con alcune cigne per obbligarli a Toeiù-sù on tond in sul muson. Toc
tener la testa alta e divezzarsi dal tiro. care una piattellata.
Tegnì la musiroeula. met. Tenere Vegni el muson guzz. Fare il mu

in briglia o a freno. sino aguzzo come uno scoiattolo(Nelli


Musiroeùla. T. de Manisc. Frenella. Mu Pil. II, 7). Dimagrare.
seruola. Ferro che mettesi in bocca Musón. Broncio. Muso. Musata. Buzzo.
ai cavalli per iscaricar la testa. Cipiglio. Aggrottatura del viso.
MUS ( 158 ) MUT
Fà el muson o Fà ona spanna de Mussola damascada. Mussolino da
muson o Mett-sù o Tegni-sù el muson, mascato, cioè a fiorami.
e fig. Andà a Musocch. Far musate Mussola de lanna.... Sp. di crepone.
(Tommas. Giunte). Pigliare o Fare Mussola d'India. .. . . È finissima.
o Portare o Tener broncio. Far come Mussola ondada. Mussolino ondato.
i colombi del Rimbussato. Far buzzo. Mussola operada. . . . . Specie di
Far musone ad alcuno. Mostrare mal mussolo tessuto a opera.
contento, malumore, collera, dispetto. Mussola solia. . . . . Mussolo liscio.
Musón. . . . Ne mozzi(test) delle ruote Mussola spolinada. Mussolo brillante?
è il risalto esteriore dond' esce il fuso Specie di mussolo imitante il broccato.
dell'assile. È munito di cerchi(fris) Mussola velada. Mussolino velato
nella circonferenza e raffermato nel (Tomas. Sin. prima ediz. p. 49). Bea
centro da una fasciatura(vera de mu tiglia. Specie di mussolino finissimo.
son). V. anche Busseròtt nell'Appendi- | Mussolón. Batalone? Specie di mussolo.
ce. Spesso ha una Callotta che lo rico- | Mussòra per Messòra. V.
pre a mo' di scatola fermata con viti. | Mussoroeù per Picciol segolo (messora).
Musón che anche dicesi Pignattin. . . . . | Musurìgn. Ad. di Ràtt. V.
Pezzo nel brillatoio da riso ch'è simile | Mutatis mutandis. . . . . . Frase latina
all'altro detto Roeusa, ma senza denti. frequentissima nel discorso famigliare
Musón. Naso? Il Rostro di quella barca per indicare in alcuna cosa somiglianza
oneraria che è detta gondola sul Lario. generica con un'altra salve alcune spe
Muson. Mazzocchi di spinaci. Il piccolo cifiche varietà. È usata spesso anche
fusto degli spinaci. negli uffizi in egual senso.
Musón. T. degli Occhial. . . . . Quella | Mùtt. Muto. Mutolo.
parte della cassa di un paio di oc A la mutta. Alla muta(“tosc. - Poem.
chiali ove le branche(astinn) si con poet. pis.). Alla mutola.
giungono col davanti (denanz) e che A la mutta e a la sorda. Alla mu
contiene la cernieretta fermatrice. tola. Alla sorda. Tacitamente. Zitto
Musón. . . . . . Nome di ciascun dente zitto. A chetichelli. A chetichella.
dei mazzi delle pile delle cartiere. Fà i sò robb a la mutta. Far fuoco
Muson. V. Pòmm de sella. nell'orcio.
Musón. ... Nell'A. Mil. e sp. in Brianza Fà la part del mutt. V. in Pàrt.
è detto così il gambo della spiga di Restà-lì mutt. Rimanere a secco?
grano turco che noi in città diciamo Restar muto.
Fuston; dei quali gambi si dolgono Set mutt? Hai tu la pipita? Hai tu
talora i nostri morbidi allorchè sono lasciata la lingua al beccajo?
misti per caso fra i cartocci de paglie Sord e mutt. V. in Sórd.
ricci perchè ammaccano loro le carni. Mùtt. Ad. di Dolór, Són, Vin, ecc. V.
Musón(nelle cave). ... Angolo sagliente. | Mùtta. Muta.
Musón. Ad. di Pòmm. V. Giugà a la mutta. Giocare alla mu
Musonàda. Musata? Colpo di muso. tola ? (Don. Zuc.). Specie di giuoco
Musonént. Imbronciato. che fanno per lo più i fanciulli, e
Musonin. Musino. Musetto. (porco. consiste nello starsi addirimpetto l'un
Musonin de porscell. Grugnin di l'altro senza dir verbo quel più ch'ei
Musonin (parl. di bachi). Muso(Tom. Giu.). possono, e il primo di essi che parla
Musonin (vezz. ai figli). . . . Broncetto. o ride quegli è perdente e tocca de
Mùssola. Mussolo. Mussolino. Mos gli scappellotti a bizzeffe, con più que
Mussolinna. I solina. Mossolino. Specie sto complimento Mutta mutton, Tee
di tela lina finissima. ciappaa on bell scopazzon.
Mussola a righ. Mussolino allistato. | Mùtta e meglio Mótta.... La lira savoiarda
Mussola a sgiór... Mussolo a trafori. oggi ridotta a soldi 8 di quella moneta
Mussola batizzada. Mussolo batistato – Mezza-motta... La metà di detta lira.
(“tosc.) Specie di mussolo fitto imitan- | Mùtta. Ad. di Pàrt. V.
te la tela batista. Mutton. V. in Mùtta sig. 1.
N. N. che leggesi Ènn ènn. Il signor L'è mej ciappà pocch che nagott.
Enne enne(Pan. Poet. I, XXI, 7), cioè Ogni guadagnuzzo è me che starsi. Il
un tale di cui non si dice il nome. guadagno consiste in far faccende.
Nà o Nàh. Via. Pur una volta. Mai. Pur L'è on afare o on negozi de nagott
finalmente. Per es. Nà! l'è vegnuu. Pur a vedell. È un giuoco di poche tavole
una volta egli è qui. Nà! fenissela. Via a chiarirsene.
finiscila. Finiscila una volta(ana, na). Nagott affacc. Niente affatto. Nien
Naccòrges. Accorgersi. Avvedersi di chec tissimo. ((Eùcc.
chessia – Quì si sono uniti l'affisso Nagott l'è bon per i oeucc. V. in
verbale e il pronome generico ne – Nanca el gatt el menna la coa per
Me son ben naccorgiuu ch'el gh'era. nagott o vero Nissun dà o fà nagott
Ben m'avvidi ch'ei v'era. per nagott. Ogni santo vuol la sua
Nagòtt. Nulla. Niente; e con voci poco candela?
Nagòtta. º usate Neente. Nonnulla. Non Nissun dà-via nagott senza on quei
covelle – Dal lat. Ne gutta quidem dice fin. Oggi di non si getta il lardo ai cani?
il Var. mil. e sulle sue tracce anche On bell magotta. Un bel nulla. Una
il Balestrieri in una nota alla Brand. fava.
Cam. Men. In realtà però noi avemmo On omm de nagott. Un uom da nulla
questo Nagòtt dai Leventini i quali o da niente o da nonnulla.
dicono alla romanza Nagutta – V. an Per lù l'è on magott. È cosa di niente
che in Niént. a lui(Dav. Tac. Ann. XI in fine).
Andà in nagotta. Sconchiudere. Per magott. Per niente. Invano.
Andà innagotta. Andare annullandosi. Senza dì nagott. Senza dir nulla.
Andà in nagotta. Consumare. Dilimare. Senza fà pari de magott. V. in Parì.
Bon de nagott. Capace a nulla(“tosc.). Servì nagott. Non valere a niente.
Chi vocur tropp ciappa magott. Chi Te faree on bell magott. Farai la
tutto vuole nulla ha (Alb. enc. in Volere). metà di nonnulla.
Daghen nagott. Non calere. Non cu Vegni in nagott. Ridursi al nulla.
rarsi. Non esser vago di checchessia. Venire annullandosi. Venir al niente.
El mestee de fraa o de pret fagott Vegnì nagott in borsa. Non venir
l'è de toeuss fastidi de nagott. V. in ne nulla. Non guadagnar nulla, non
Fràa. Si suol dire parlando di una importare, non avere interesse in
persona sconsiderata, e che non si checchessia.
dia cura nè pena di checchessia, e non Vegni-sù del nagott. Venir sù di
pensi ad altro che a darsi tempone. nulla(Tommas. Giunte). Da inſimissimo
Fà nagotta. Starsi. Oziare. Non agire. stato venire in ricchezze, in fortune.
Fà magotta. T. de Bottegai, Mercan Vessegh per nagott. Non esserci per
ti, ecc. Non far fiato. Non vendere, nulla(Buonar. Tancia IV, 2 ). Rima
far poche faccende. Se fa propri na nere al di sotto a petto di altri.
gott. Non si fa fiato, e vale non si Vorell nanca a daghel per nagott
vende il minimo che. o per caritaa. Non lo volere nemmeno
Fà magotta. Non se ne curare. Non per l'amor di Dio Gior. agr. tosc. I, 494).
ne importare. Non vi dar nulla (Que Nagottin. Quasi dimin. di Nagòtt usato
st’ultima frase leggesi nella Nov. 143.º nella seguente frase:
di Franco Sacchetti in fine). On bell nagottin d'or e spesso vi
Fà pari de nagott. Non dar nell'oc si aggiunge ligaa in argent o cont el
chio. Non farsi scorgere. manegh d'argent. Un ridente nulla.
Faremm nagotta. Ne faremo niente I ridenti nulli. V. in dr.
(poem. aut. pis.). Non ne faremo nulla. Nàh. Mai. Pur una volta. Pur finalmente.
Sarà niente. Daremo in nulla o in non Naina. Setino. Una delle varie conferve.
nulla.
Altra voce orobica; dal gr. Nai'ov.
NAP ( 16o) NAR
Nàn. Nano. Napoleon d'or. Napoleone d'oro
Carel mè nan.Cuormio.Quel che i Lat. (*volg.ital.). Moneta d'oro da 4o franchi.
avrebbero detto Ocule mi, Mulsa mea. Napoleon(Colór)... Sp. di color carnicino.
Nan padella. Naneròttolo – A bef Napoleonin che altri dicono Vint franch,
fare i nani il nostro volgo suole dire Vintisett e mezza, e Marenghin. . . .
Nan padella – Che sta in Cittadella, Moneta d'oro da venti franchi.
Che vend i maron, – Nan padellon. Napoleonin. . . . . Il grand'Uomo del
Nàn. ad. fig: Nano. Tozzo. secolo s'ebbe anche questo privilegio
Nàn per Nànch ; e talora si usa ripe che fin le donne volgári allorchè vo
tuto in più frasi enumerative per de gliono tra noi accennarvi alcun loro
ridere alcun nano. L'è nan vera, ecc. figliolino per fanciullo di moltissimo
Nàna. V. Nanna. ingegno vi dicono L'è on Napoleonin.
Nanàda. v. scherz. in luogo di Anàda Nàpoli(Grò de ). V. Grò.
(annata) che usasi in L è ona nanada Napolin. Arancio o Arancino della China.
cativa... e dicesi per deridere i nani. Arancio cinese. Sp. d'arancio piccolis
Nanàscia. Nana mostruosa. simo il quale si suol mangiare da noi
Nanastrèll. V. in Rànna. nella mostarda o infuso in qualche
Nànca. Lo stesso che Gnànch. V. liquore spiritoso, come acquavite o
Gh hoo nanca pensaa. Non ci ho simile – Alcuni dicono così anche
manco pensato. il Limoncello di Napoli.
Nanchèn. Anchina. Tela la più parte di Napolin. Ad. di Pér. V.
colore giallastro che ci viene dall'In Napolićn. V. Napoleon.
die, e che probabilmente ha preso Napolitanitt. s. m.pl. T. de'Pastai. Can
il nome da Nankin, città della China. noncetti? Particolare qualità di can
Vendesi a pezzette. nelloni o sia maccaronzin.
Nanin. Nanino. Nanetto. Nanerello. Na Napolitànna per Nàpola. V.
neròttolo. Dim. di Nano. Naporiello. Naporiello(Pan. Viag. Barb.
Nanin. vezzeg. Cecino. Carino. I, 69). Dicesi per ischerno a un
Naninna. Nanina. (ancora. Napoletano che faccia del bravaccio
Nanmò. Non anche. Non per anco. Non a credenza.
Nànna. Nana. Nappèll. Coppo.
Nànna. Nanna. Voce usata nelle frasi Nappi. Nappa(*tosc. – Tom. Sin. p.4o2).
seguenti nelle quali ha forza di cul Così dicesi per ischerzo il Naso. V.
la, covacciolo, letto. anche in Nas.
Andà a fa nanna o Andà in nanna. Nappiòn. Nappone(“tosc. – Tom. Sin.
Andare a nanna. Andar a dormire.
p. 4o2). Nappaccia(Tommas. Giunte).
Fà la nanna o Fà nanna. Far la nanna. Naso come un viottolo(id. ivi). Nasac
Fà la nanna bell popò cio. Nasone. Nasorre. Così dicesi scherz.
Che vegnarà la mamma – Te portarà el cocò. un gran naso. V. anche in Nas – Il
Mett in nanna. . . . Metter a dor Varon Mil. deriva le voci Nappi e Nap
mire i bimbi nella culla o nel letto. pion dal lat. Napus(navone) o dal gr.
Nanòn. Peggior di Nan. Nano mostruoso. Nato:(luogo cavernoso od ombroso).
Nanòtt. Naneròttolo. Narànz. Arancio. Melarancio. Albero
Nàpel scherz. per Nas. V. che produce le arance – L'Ariosto
Nàpola. T. di Giuoco. Verzicola. Verzò (nel Furioso XVIII, 158) si lasciò
gola. Più carte succedentisi per serie cader della penna anche Narancio;
secondo il valore stabilito dalle regole lombardesimo perdonabile al poeta se
del giuoco che capitino riunite alle vuolsi, ma che i Diz. di Bologna, di
mani di chi giuoca; combinazione che Padova e di Livorno non dovevano,
dai Fior., e dai Ven. è volg. detta Napo per avventura, raccogliere senza ac
Nàpola per Nàpel. V. (letana. cennare l'idiotismo, o il men il meno
Napoleon e Napoli n. Napoleone. farsi coscienza d'un vedi e dici Aran
Napoleon d'argent. Napoleone d'ar. cio come fece il Diz. di Napoli.
gento. Moneta d'argento da 5 franchi. Scrra di naranz. Aranciera.
NAR ( 161 ) NAS
Narànz. Arancia. Melarancia. Frutto Narisinna. Dim. vezz. di Naris.
dell'arancio. Certi bei sentiment de narisinn. (Mag. Rim.)
Acqua de naranz. Aranciata. Bevanda Narzis. Narciso. Narcisso. V. Tazzètta.
fatta con aranci e con zucchero.
Narzis salvadegh. Viola a ciocca. Leucojo.
Color naranz. Color rancio o ran Nàs che per ischerzo diciamo anche El
ciato o aranciato e ant. arancioso.
Móccol, El Nàpel, El Nappi o La Càppa
Dagh on naranz in sul muson. Dare del camin. Naso. Le sue parti sono:
un'aranciata, cioè scagliare contro Canna. . . . (che comprende le Ale o Pin
alcuno un arancio(Lam. Dial. 557). ne, il Dorso o la Spina, e il Setto) = Ponta.
Estratt de fior de naranz. Acqua di Punta. Moccolo = Naris. Nari o Narici.
vette(Guadag. Poes. I, 1o2), cioè Acqua
di fiori e ramoscelli d'arancio. Il naso esercitò molto le penne dei
Naranz brusch. Arancia forte. Me nostri scrittori bernieschi. Chi si tro
langolo. Cetrangolo. Cedrangolo. vasse in bisogno di voci scherzevoli
Naranz de pell grossa. Arancia buc intorno a questo decoro del viso legga
ciosa. le Nasarie di quegli scrittori, la Na
Naranz de Portugall o assol. Por seide del Caro, il Capitolo del Naso
tugall. Arancia di Portogallo dolce. del Dolce, il Naso del Guadagnoli, ecc.,
Pell de naranz. Buccia o Scorza d'a e ne troverà a dovizia.
Naranzìn. Arancino. (rancio. Nas calcagnin o de can de Bolo
Narcis. Narciso. V. Tazzètta. gna. Naso di macacco(“tosc. – Rime
Naricc o Narìgg. Moccio. Moccolo; e nob. aut. pis.). Naso camuso, schiacciato.
La purgatura del naso. Nas che guarda la testa l'è cativ
Lassass andà-giò el naricc. Mocci come la pesta. Un naso arricciato è
care. Smoccicare. Lasciarsi cadere i capace di rovesciare un impero(“tosc.
mocci dal naso. – Tom. Giunte). Il naso volto in su,
Naricc o Narìgg. fig. Scriato. Decimo. o sia alla Roxelane, come lo chia
Nece. Dicesi di persona gracile e poco mano i Franc., è creduto indizio in
vegnente, o in età troppo acerba. chi l'ha di bizzarria e vivezza somma.
Nariggént. Moccicoso. Moccioso. Che moc Nas ch'el par on peveron. Naso
cica. Che smoccica. Imbrattato dai moc come un peperone. Naso rosso come il
ci, che si lascia cadere i mocci dal naso. fuoco(Dolce) – Nez de betterave(Roux
Nariggiàa o Pilètta. Dado? Iialla? Cubo Dict.) lo dicono i Francesi.
di ferro che sta nel centro del fondo Nas che pissa in bocca. Naso a poz
d'una macina, e nel quale s'aggira il zuolo(Fag. Ast. bal. III, 9). Naso che
perno inferiore del fusolo di un mulino. piscia in bocca. Naso arcato o aquilino
Nariggiada. Moccicaja? Moccicaglia. Ca o aguglino o adunco. Naso di civetta.
duta di moccio dal naso, o Quantità Nas con la gotta. Naso rampollante
di moccio esistente su checchessia. (Sacch. Nov. 165). Naso che pare pinco
Nariggiàtt. Mocceca? Moccicone? Moc di pescatore.
cicoso. Moccioso. Nas cont el scagnell de sciavattin.
Nariggiàtt in modo basso e scherz. per Naso arcionato(Caro Stracc. Prol). Naso
Ragionatt. V. scrignuto.
Nariggine Nariggio:ù. fig. Aſatuzzo. Scria Nas del cavall. Moccolo. V. in Naris.
tello. Ragazzo poco vegnente e mal Nas de maschera. Naso da maschera
Costrutto, (Tar, ſior.) – Guardanaso. Questo ul
Nariggiòn. V. Nariggiàtt sig. 1.” timo guardanaso dicevasi Il Nasale
Naris. Nare. Narice – Nari. Narici. I allorchè era di ferro e formava parte
meati e buchi del naso. Talora hanno dell'elmo degli antichi.
peli che diconsi propriamente Vibrissi. Nas de Porcinella. Naso di Pulci
Naris del cavall. Froge. nella(Fag. Rime V, 95 e. l.).
Pell di naris del cavall. Moccolo del Nas franzes. . . . Nasino appuntato.
naso del cavallo(Cresc. Agr. III, 25). Nas gropporent. Naso a bottoncini
Narisàsc. Nari larghe. Narici grandi. - o a bitorzi o a globetti.
Vol. III. 2 I
NAS ( 162 ) NAS
Nas guzz. Naso appuntato. Colà el nas. Aver il naso rampol
Nas malconsciaa. Naso uscito del lante. Patir coriza.
fil dell'archipenzolo. Naso strano. Dà-dent el nas in d'on stronz. fig.
Nas perfilaa. Naso affilato (Pecor. Fare come il moscon d'oro, dare in
II, 5o2) o proffilato o schietto o diritto. una meta (Zanon Itag. civ. II, 3). Ma
Nas puttost perſilaa. Naso affilatetto. ritarsi male dopo avere preteso ad alto
Nas rispettabel. Naso badiale(Cap