Sei sulla pagina 1di 12

IL POTERE DI UN PENSIERO POSITIVO:

curare facendo la scelta di praticare il bene

Master “Erasmus “
Aritia POENARU Universitatea “Al. I. Cuza IAŞI, România,
Universita degli Studi di Bari, Politecnico di Bari, Italia

Che cos’è il bene? Che cos’è il male? Come si fa a distinguere fra di


loro? In che modo il bene influenza la nostra crescita individuale? O crescita
collettiva? Il bene è manifestato e capito correttamente? Quali sono gli effetti
visibili di una situazione come questa?
Sono domande alle quali ciascuno di noi cerca di configurare le proprie
risposte, perchè l’uomo moderno, l’uomo contemporaneo, più che in
qualunque altra epoca storica, ha bisogno di riconsiderare tutti questi valori,
inclusi quelli morali, nell’orizzonte di una comprensione ontologica, o, nei
termini del pensiero kantiano, diciamo, di riconsiderare e spiegare la
metafisica in termini fisici. Questo fatto e questa spiegazione non era possibile
nel periodo in cui Immanuel Kant scrisse la sua opera, quella parte che si
occupa della morale in maniera inclusiva, che risulta con chiarezza nei
“Prolegomeni…”. Nella conclusione di questo lavoro, tuttavia, si troverà
formulata la speranza del filosofo tedesco che verrà un tempo in cui i limiti
delle sue conoscenze (della sua epoca, di fatti), saranno superati, di modo
che qualche filosofo o moralista potrà spiegare e capire i meccanismi di
pensiero (metafisico) in termini di una costruzione quanto più possibile fisica.
Questo lavoro è necessario che si svolga adesso, nel momento in cui si
vede che questo accumulo informazionale ci permette di farlo, estendendo il
campo investigativo dal visibile all’invisibile e comprendendolo in questa
equazione generale dell’esistenza, perchè l’invisibile è cio che produce in
ultima istanza effetti visibili.
In pratica, lo scopo di questo lavoro è formulato molto chiaramente:
- Giustificare il fatto che il pensiero della gente (benefico, in primo
luogo), rappresenta non solo una realtà ideale, assiologica (metafisica), ma
c’è anche una realtà effettiva ontologica (fisica), che si manifesta nei diversi
livelli di esistenza;
- Formulare in termini ontologici (in filosofia e nelle scienze attuali),
rispetto a una paradossale fisica metafisica (Charon), alcune ipotesi
esplicative con riferimento a meccanismi ignorati (attraverso un determinismo
stocastico), nel quale si manifesta in questo mondo il potere effettivo del
pensiero degli uomini (pensiero positivo, benefico);
- Attestare la verità che dal modo in cui ogni uomo conosce e sceglie di
compiere l’idea di bene, di mobilizzare la forza, attraverso ciascuna di queste
azioni agisce sul mondo (sulla gente, sul simile, sul cosmo), e da esse
dipende la salute, l’armonia e il futuro stesso di questa umanità.

1
Conseguenza di queste riflessioni, solo suggerite in questo contesto di
fatto, sarebbe una visione di verità emergente riguardo alla vita, a tutta la sua
complessità, con il cambiamento spettacolare dei paradigmi attuali.

1. Dalla assiologia alla ontologia, un passaggio necessario

Il fatto che le conoscenze scientifiche permettono oggi spiegazioni alle


quali la gente fino a non molto tempo fa non aveva accesso rappresenta una
verità certa. In questo senso, il passaggio dal pensiero invisibile, appena
formulato (con valore morale, per esempio) all’azione propriamente detta che
accompagna e media l’apparizione del suo effetto visibile non è più
un’operazione interdetta allo spirito analitico.
Ho studiato per esempio un album che comprende un grande numero di
registrazioni elettrografiche (EG), effettuate principalmente da Cornelia Guja
al “Centro di Ricerca Antropologico Francisc I. Rainer” presso l’Accademia
Rumena, ricerche che sono state condotte per oltre venti anni.
Ho potuto in questo modo ricercare una serie di registrazioni EG poste
a disposizione degli studiosi, che forniscono informazioni sulle aure corporee,
con evidente importanza di queste ricerche per diversi settori quali la biologia,
la fisica, la chimica, l’antropologia, la medicina, ecc., e anche altre possibili
implicazioni per il settore della fisica quantistica, elettronica, la teoria delle
informazioni, le scienze neuronali, la scienza della complessità, del caos
determinista, dei frattali, della genetica ecc., tutti presentati con lo scopo di
capire le funzioni di interfaccia adattativo e integratore di quest’aura del corpo
umano.

La motivazione stessa di questo album è di capire la complessità


umana e il suo modo di interazione attraverso l’informazione (sostenuto
soprattutto attraverso le onde, in qualità di supporto significante) nel contesto
di una grande diversità per mezzo di un’inclusione sociale, naturale e
cosmica.
Nelle immagini di sopra sono presentate immagini elettrografiche di una
goccia d’acqua, di una foglia di geranio, di un’impronta digitale umana. Le
emissioni di bioluminescenza si osservano in tutti questi tre casi con chiara
differenza di intensità e ampiezza per l'ultima fra di esse. L’idea dell’arcaica

2
concezione animista “tutto è correlato con tutto”, in virtù di un esistente spirito
universale, può trovare giustificazione in questo contesto esplicativo.
L’ipotesi dalla quale si parte è stata che la pellicola radiologica possa
sorprendere attraverso la tecnica elettrografica istantanea i campi radianti che
si trovano in prossimità del corpo.
L’investigazione EG permette di testare le aure di oggetti che si trovano
in un campo generato da un segnale unico monopolare positivo o negativo di
alta tensione (4 - 35 KV) e piccola intensità (1 - 15mA) di forma triangolare,
con inclinazione subito ascendente (5 - 30 microsecondi) o una inclinazione
molto lenta a discendere (100 - 500 microsecondi). Le immagini sono state
impressionate su pellicole radiologiche che sono state in seguito poste su uno
schermo di vetro dell’elettrografo e nei campi radianti dei corpi studiati.
I metodi di analisi sono stati la comparazione, l’analogia e la
complementarietà, e la similitudine del segnale EG, le immagini risultate
essendo state elaborate con l’aiuto di un calcolatore.
I materiali studiati sono state elettrografie plantari e palmari, frontali per
diversi soggetti umani, in comparazione con altre elettrografie di corpi
inanimati o morti. Infine il metodo ha permesso di distinguere le immagini, che
si sono potute classificare nell’EG come appartenenti a persone sane o
malate, in contesti in cui la malattia, per esempio, non si manifestava ancora
nel corpo fisico, ma appariva solo nel corpo aurale, in altre parole la malattia
esisteva in potenza.

Nell’immagine di sopra si presenta un’elettrografia palmare, con la


precisazione che l’immagine di sinistra appartiene a un uomo considerato
sano, mentre quella a destra appartiene a un uomo malato.
Ecco un nuovo linguaggio e una nuova modalità di espressione
interdisciplinare, perché nel quadro di ricostruzione epistemologica che
caratterizza la scienza attuale i problemi del linguaggio occupano un posto
centrale, poiché ogni lingua modella in un modo peculiare la realtà.
Il linguaggio è stato per molto tempo gli occhi attraverso i quali il filosofo
ha guardato a quest’ultima, si tratta di fatto di cercare di comprendere
ugualmente questo infinito in quadri limitati per la ragione umana.

3
Ecco perchè io propongo ora un linguaggio-immagine che ci permette di
fare parzialmente accessibile l’invisibile. Il linguaggio è soltanto uno strumento
attraverso il quale cerchiamo di offrire una comprensione molto fedele di
questa mondo, e di esprimerla chiaramente, unitariamente, al di sopra di
qualsiasi aspetto.
Imparare a operare con cognizione di causa con l’invisibile nella vita
giorno dopo giorno, significa per l’uomo avvicinare i contrari nel senso di una
visione olistica al di sopra della realtà e impossessarsi dei raffinati meccanismi
di conversione da un aspetto all’altro, dal male al bene, per esempio.
Credo che nessun segno possa
sintetizzare meglio l’unità dei contrari, il fatto
che il bene e il male coesistano, e che l’uno si
trasformi continuamente nell’altro, e che nella
pienezza del bene ci sia un seme di male, e
che nella pienezza del male ci sia un seme di
bene, come il famoso yantra YIN YANG.
Più o meno metaforicamente parlando,
l’uomo attraverso tutta la sua eredità culturale e
non soltanto, si è abituato a pensare
rigidamente, nei termini di una polarità,
frantumando la realtà nell’opposizione di
genere sia - sia, escludendo in questo modo l’alternativa di un e - e o una
combinazione fra esse.
Una visione di tipo sia - sia è generatrice di disgiunzioni artificiose e di
tensioni esistenti in ogni settore, dall’universo delle conoscenze scientifiche
attraverso le relazioni interumane, e tutte queste attraverso la
nonconcordanza che nella realtà tutta c’è un continuum energoinformazionale
senza limiti rigidi.

Esiste senza dubbio per un magnete un polo nord e un polo sud,


didatticamente parlando, ma esistono anche numerose linee di campo fra
questi poli, linee che, per il fatto che noi non le percepiamo coi nostri sensi,
non significa che non esistano. Io ho imparato dal ginnasio che una semplice
limatura di ferro può evidenziare le linee invisibili del campo di forza, ma
perché noi abbiamo dimenticato una lezione più grande di questa, quella di
tener conto che alle spalle di una cosa visibile si trova tutto il tempo una realtà
invisibile infinitamente più complessa, una forma matrice generatrice che noi
ignoriamo sempre?
O, in altri termini, dico che la realtà è uguale al visibile più l’invisibile.

4
Perchè, mutatis mutandis, non è possibile correlare alcune forme oltre
la realtà visibile con quella di
una matrice di potere, di un
pattern, che ogni idea morale, „LA REALTÀ” = VISIBILE +
ogni norma forma di valore INVISIBILE
presuppongono?
Nella filiera filosofica, noi troviamo qui il valore ontologico del mondo
delle idee platonico, rispettivamente nella visione teologica, l’idea di valori e
forme create dalla divinità una sola volta e dall’inizio in maniera perfetta, quale
evoluzione nel mondo, al livello di una sostanziale incarnazione:
Creazionismo ed Evoluzionismo, insieme, in una perfetta armonia.
Una tale correlazione ancora metafisicospeculativa, è suscettibile di
essere capita fisicamente quando si realizza che al di là della limatura di ferro
sopra menzionata si trova un campo magnetico, al di là di un’insignificante
foglia, governata da una legge morale di vivere e sopravvivere, si trova un
campo vivo (bioluminescenza, aura, emissione biofotonica, ecc.).
Se la foglia non è intera, attraverso la
fotografia Kirlian si evidenzia che questo
campo vivente aura appare anche nella zona
dove il frammento manca, generando il
cosiddetto effetto fantasma, che conserva
intatta la matrice energo-informazionale per
intero.
Riferendo questi fenomeni, Martin Rees
afferma che “esistono tre grandi frontiere
nella conoscenza: distanze troppo grandi,
distanze troppo piccole e la complessità
eccessiva…”
Lo spazio vuoto non è affatto semplice.
“Ogni tipo di particella si trova nello spazio
vuoto allo stato latente” (Guja, 2000).
La fotografia Kirlian ha messo in evidenza che tutti i corpi che si trovano
sopra lo zero assoluto possiedono manifestazioni di campo. La dualità
corpuscolo - onda, che la fisica del XX secolo ha giustificato, sia in maniera
sperimentale sia teoreticamente, rappresenta già un luogo comune per la
conoscenza attuale. In connessione con questa dualità si può dire che
esistano dunque manifestazioni di campo anche per una semplice chiave, ma
possiamo distinguere differenze fra il campo non vivente e quello vivente,
quest’ultimo avente un’intensità e un’ampiezza molto più grandi e
accompagnate da uno spettro cromatico complesso, sfumato, in permanente
fluttuazione.
Quando l’aspetto preso in esame è insufficientemente conosciuto,
ambiguo, il linguaggio - parola è il primo a riflettere questo. Similmente, si può
osservare che molte volte il linguaggio, questo strumento magistrale, a portata
della conoscenza umana, è molto spesso impreparato per descrivere, per

5
presentare problemi specifici. Per esempio, quando l’invisibile è preso in
considerazione possiamo essere sicuri che il linguaggio - parola diviene uno
strumento che semina confusione e numerose dispute, spesso artificiali. Si
vedrà nelle righe successive che per molto tempo anche le discussioni
sull’etica, la bioetica, e la morale non hanno potuto sottrarsi a questa
situazione, appunto perché gli aspetti che dipendono dall’invisibile non sono
inclusi.

2. L’uomo creatura assiologica interattiva

Il fatto che l’uomo diviene in maniera sostanziale una creatura sociale,


determinata da un complesso di interazioni (morali, etiche, bioetiche) più o
meno evidenti, è una verità che anche Aristotele ha definito associando
all’uomo l’attributo di zoon politikon.
Ho fatto questa introduzione
soprattutto perchè, accostando
aspetti alla dualità bene - male dal
visibile all’invisibile, e viceversa,
bisognerà utilizzare un linguaggio
interamente nonconvenzionale,
piuttosto che la relazione bene –
male. Desidero vedere in tutt’altra
prospettiva, quella di effetti visibili,
che si producono al fine di compiere,
dopo azioni considerate buone, le
corrispettive cattive, dalle quali si può
dedurre che non possiamo mai
ignorare la condotta morale senza
pagare il tributo afferente
all’ignoranza o alla cattiva intenzione.
Dopo, come si può vedere nel
disegno di sopra, ci sono
nell’involucro aurico livelli differenti
nell’interfaccia adattativo con il
mezzo, è indifferente che parliamo di
natura e di società, di connessione
giusta tra tellurico e cosmos divino.
Questo significa che l’involucro aurico
possiedono estensioni sottili per il
corpo fisico, analizzatori per il corpo
mentale, per il corpo affettivo, ecc.
Gli stimoli sottili attraverso
l’involucro aurico sono recepiti al

6
livello subcosciente determinando una specifica impressione soggettiva di un
certo tipo.
Per esempio, il caso di un amore a prima vista, (quel paradossale
colpo di fulmine) per il quale razionalmente non è possibile per noi dare una
spiegazione, ma si sono potuti porre in evidenza complessi fenomeni di
interferenza di campi, e la manifestazione di attrattività incominciando da
questo livello.
Quando due persone si amano, i loro campi sono sempre fusi, ma
quando c’è odio, risentimento, rifiuto affettivo, i loro campi non si mescolano,
in maniera uguale alla repulsione del fenomeno dei poli magnetici dello stesso
tipo.
In maniera analoga, le ricerche
interdisciplinari hanno scoperto che
una vita piena di questi sentimenti di
amore, di armonia, di non
aggressività, conduce all’estensione
dell’involucro aurico, e alla
definizione chiara del suo contorno,
senza punte, senza buchi, senza
discontinuità o altri deformazioni.
Devo precisare che qualunque
deformazione della copertura aurica
costituisce una prima forma di perdita
della salute dell’individuo prima a
questo livello, energetico, dopo il
quale le disarmonie scendono sugli
altri corpi sottili, raggiungendo in
ultrima istanza il corpo fisico, di dove, fortemente ancorate alla materia,
difficilmente possono essere eliminate. Qui loro provocano la malattia, che la
medicina chimica prova senza successo a curare, lottando contro I sintomi e
non contro le cause reali. Questo è il motivo per cui la malattia non si cura ma
si produce la sua migrazione da un organo all’altro, con il quale è
energeticamente collegato, o dalla superficie in profondità o dalle forme
leggere a quelle gravissime.
Barbara Ann Brennan ne “I
poteri curativi” sviluppa aspetti di
queste interazioni auriche nelle
relazioni interumane, dalle quali noi
possiamo dedurre che, in buona parte,
la qualità di queste sono responsabili
per il nostro stato di salute o di
malattia.
Quando dico questo, mi riferisco
al fatto che qualsiasi pensiero,
attitudine, gesto, parola, azione
indirizzata al mio simile lo influenza, ma

7
paradossalmente influenza fondamentalmente la persona che lo ha emesso,
manifestato! Da tutto questo, la disarmonia generata prende efficacia dalla
fonte generatrice e meno dal destinatario, o, con altre parole, la vibrazione del
male generato si registra per l’eternità solamente nel pattern della fonte
emittente (il documento akashico). Chi di spada ferisce, di spada perisce!
Il destinatario, se risuonerà di quella energia bassa orientata contro il
suo simile, soffrendo per ciò che un altro ha detto o ha fatto, costruendo
diversi scenari mentali (che molte volte non sono in collegamento con la
realtà), si autoammalerà!
Di qui bisognerebbe capire che nella realtà non fai male all’altro, ma
soltanto a te stesso, perchè ciascun uomo risponderà solamente per le onde
che lui ha generato, le quali, come tutte le onde, ritornano alla fonte emittente,
ma molto amplificate. Chi semina vento, raccoglie tempesta!
Nella relazione di tipo schizoide, che la
persona chiaroveggente evidenzia, si possono
scoprire modificazioni della copertura aurale
manifeste nella fuga dalla realtà, nel blocco
dell’interlocutore, nel fenomeno del rifiuto
espresso attraverso la similitudine di attitudine
o di attacco rispetto al comportamento
schizoide.
Nel caso del comportamento psicopatico
si possono scoprire le emissioni aggressive
che caratterizzano naturalmente lo stato del
sistema, con questa tendenza ad attrarre a sé
aggressivamente altri sistemi con i quali
desidera cooperare, o aggiungere l’aggressività
manifestata in relazione con un sistema di
qualsiasi tipo.
L’immagine integrale di quest’aura
umana riflette sempre la qualità del soggetto umano, incominciando col
sistema fisico fino ai suoi corpi sottili,
dal corpo mentale (la totalità delle
emissioni a livello mentale di un uomo),
al livello del corpo affettivo (la totalità
dei vissuti affettivi di un soggetto), fino
al livello spirituale.
Quando tutti questi corpi sono in
armonia, centrati, si muovono in
maniera correlata con il corpo fisico,
possiamo parlare di un buono stato di
salute per una persona.
Altrimenti detto, quando l’uomo pensa
bene, fa buone azioni, ama se stesso e
il suo simile, l’aura sarà sempre
intensamente luminosa, intera, sarà

8
sentita dalla gente dotata di abilità considerate extrasensoriali da distanze
relativamente grandi o da apparecchi specialmente progettati a tal fine.
Questo campo aurale si può purificare o si può riempire di impurità, si può
allenare e estendere attraverso tecniche speciali o attraverso la semplice
condotta morale!
Il campo aurale si conserva sano, vigoroso, luminoso, uniforme alla periferia,
con emissioni di bioluminescenza ben evidenziate, attraverso il rispetto, per
esempio, di quei dieci comandamenti biblici, attraverso il non far male col
pensiero, con l’azione e con la parola, attraverso il non contaminare il corpo
fisico con alimenti tossici o difficilmente digeribili, privi di ingredienti naturali,
ecc.
Dopo, come si può già dedurre, ogni disfunzione su qualsiasi di questi
corpi si riflette subito nella copertura aurale, modificandone non soltanto la
struttura, l’integrità, la luminosità, l’intensità, ma anche il colore. L’ira, la
rabbia, l’aggressività, l’intenzione criminale diminuiranno spontaneamente la
vibrazione del campo aurale e il suo colore, e il colore virerà in rosso sporco,
mentre un’apertura veramente spirituale dentro il soggetto imprimerà alla sua
copertura aurale un colore violetto pallido con tendenza al bianco.

Esitono già programmi (come Aura Imaging System) che effettuano


analisi della copertura aurale scoprendo la dominante cromatica, le disfunzioni
manifestate sui differenti chakra e presentate dal computer nel suo rapporto
finale, aprendo nuove direzioni nella terapia sui campi multipli sottili. È
sufficiente constatare, utilizzando queste rappresentazioni, che l’aura
individuale cambia in rapporto con gli stati affettivi, distinguendo molto
chiaramente su un individuo qual è il suo stato emotivo e mentale benefico,
chi pensa positivamente da chi pensa negativamente, per asserire
chiaramente che l’anima (l’insieme del sentire emozionale e mentale) esiste
davvero, in un senso oggettivo, perché si può oggettivare attraverso lo spettro
differenziato dei colori dell’aura umana. Risulta di qui che l’opzione per uno
specifico valore morale o l’altro genera a livello del complesso corpo anima
uno stato biopsichico passibile di oggettivazione.
Se oggi la tecnologia sostiene senza dubbio una tale conclusione, da
molto tempo prima essa rappresenta solamente un’intuizione forte, sulla quale
il traco geto dace Zalmoxis fondò ogni terapia. In altre parole, curare l’anima
previene ogni intervento sopra il corpo fisico.
Questa strategia di curare attraverso la conoscenza e l’applicazione del
bene, che i medici greci chiamarono sophrosyne, per la prima volta, sulla scia
di Ippocrate, più tardi, rappresenta infine un appannaggio dei nostri antenati,
che Platone riconosce onestamente nel suo dialogo Carmide.
Per giustificare il fatto che il pensiero è la forza più importante
dell’universo, una intuizione che fino a non molto tempo fa apparteneva

9
soltanto a una visione spiritualistico teologica, con riferimento al mondo, può
essere consegnata una serie di contributi esplicativi scientifici attuali.
È sufficiente ricordare, in questo senso, le ben conosciute esperienze di
comunicazione fra uomo e pianta, realizzate negli anni Settanta
dall’americano Clive Baxter. Questi collegò le foglie di una pianta ai sensori di
un galvanometro e vide una modificazione invariante dei valori indicati da
questi quando un soggetto umano si orientava verso la pianta con il pensiero
di innaffiarla, di stimolare la sua vitalità (valori morali positivi) oppure di
schiacciare la foglia o di bruciare, per esempio (valori morali negativi).
Una tale reazione verificata anche dai ricercatori rumeni è stata
suggestivamente definita dalla dr.ssa Marioara Godeanu in questi termini: “Il
bosco sa quando il taglialegna entra con la scure in esso”.
D’altra parte, si è osservato che la pianta reagisce diversamente anche
a un valore di vero o falso, fatto determinato da Baxter, poliziotto di
professione, che ha utilizzato la pianta come un raffinatissimo smascheratore
di bugie.
Constatando questi chiarissimi effetti sperimentali, è giusto che noi ci
domandiamo è possibile che la pianta abbia la conoscenza di valori come il
bene e il male, la verità e la
menzogna? Di certo, no,
potremmo rispondere.
D’altra parte, la pianta
scoprirà senza sbagliare,
attraverso un linguaggio
vivente, nelle onde
bioelettromagnetiche che lo
sostengono, modificazioni nel
biocampo di un soggetto
umano, che ha una forma
specifica (struttura vibratile)
quando l’individuo pensa positivamente, in maniera benefica (o veramente), o
con tutt’altra configurazione,
quando il suo stesso pensiero
è negativo (o falso).
Un’esperienza più
rilevante è stata realizzata
recentemente all’Istituto
Internazionale di Neuss
(Germania) nel 2003 dal prof.
Trajan Stanciulescu
utilizzando una tecnologia
biofotonica molto raffinata, un
apparato adatto a contare e a
esprimere graficamente il
numero di biofotoni emessi da qualsiasi sistema vivente.

10
Nell’esperienza realizzata, rappresentata attraverso grafici adeguati, si
presenta il caso di una pianta (tessuto di lichene), la cui intensità di
bioluminescenza normalmente emessa è presentata nella parte inferiore di
ciascun grafico. Stimolata con le mani, in un arco di tempo di pochi minuti, e
amplificata dal potere di un pensiero positivo dal ricercatore, l’emissione della
bioluminescenza ha amplificato di molte volte la sua intensità, come il grafico
superiore di ciascuna immagine rileva.

Ugualmente eloquenti sono anche gli esperimenti del ricercatore


giapponese Masaru Emoto, riferentisi alla struttura armonica dell’acqua sotto
l’influsso di un pensiero buono, generoso, sotto l’influsso di un messaggio
costruttivo, pieno di amore, in un ambiente musicale di qualità (musica
sinfonica) ecc., mentre l’acqua si destrutturava in maniera odiosa in presenza
di un ambiente musicale di genere Heavy Metal, di pensieri criminali, di
messaggi di repulsione e odio.
Questi sono esperimenti effettuati su molecole di acqua, ma che
succede con l’acqua dentro il nostro corpo fisico, in un contesto nel quale si
trova in proporzione più del 70% delle nostre cellule? È possibile mai rimanere
indifferenti al potere strutturante di una preghiera, dell’acqua del battesimo, di
acqua non iniziata delle nostre storie popolari? È possibile mai rimanere
indifferenti ai cibi fatti con amore di contro a quelli fatti per forza o industriali?
Possiamo mai lasciare i nostri corpi in un oceano di musica mediocre?

11
Ricordo, similmente, l’effetto conosciuto sotto il nome di comunione dei
santi, effetto che rileva il fatto che a livello di un gruppo di individui nei quali la
loro forza di pensiero positiva si concentra su uno scopo (far diminuire la
criminalità nella città di New York, per esempio), questi effetti benefici sono
sensibilmente manifesti.

D’altra parte, si è dimostrato, utilizzando una tecnica fotografica,


l’esistenza di questo campo collettivo, risultato della fusione dei campi di tutte
le persone implicate in questa stessa attività la meditazione, la preghiera
collettiva, ecc. Resta soltanto che ciascuna persona compia la scelta di
manifestare il suo regalo supremo di questa vita, il libero arbitrio.
Certamente per capire il modo giusto in cui si possono fare queste
trasmissioni di informazione benefica a livello della creatura umana, devo
realizzare una serie di altre ricerche teoretiche e applicative.
È sufficiente dire, in questo contesto, che un ruolo importantissimo nella
trasmissione e nella ricezione di queste informazioni gioca la presenza a
livello di membrane cellulari di alcune strutture di cristalli liquidi capaci di
generare effetti ottici, piezoelettrici, ecc., trasformando un certo tipo di
informazione energetica in un altro tipo di energia informazionale.
Il potere del pensiero positivo, asserito da non molto tempo in maniera
non soltanto metaforica, acquista in questo modo una comprensione razionale
e scientifica che imporrà di riconsiderare tutta la filosofia in generale, e quella
morale, in particolare.

12