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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance



C’erano tre puntini verdi luminosi, allineati come una semplice costellazione.

Kirigaya Suguha allungò le dita della sua mano destra per esaminare le luci.

Gli indicatori LED mostravano l’attuale stato operativo della macchina FullDive model VR, «Nerve
Gear». Situato nella parte frontale dell’HeadGear, gli indicatori monitoravano – dalla destra –
l’energia primaria, la connessione di rete, e la connessione cerebrale. In quel momento le luci
all’estrema sinistra erano accese di rosso, questo poteva significare la distruzione del cervello del
possessore del Gear.

Il possessore del Gear era sistemato in un ampio letto di gel nel mezzo di una stanza d’ospedale
completamente bianco sporco, in stato di coma. No, questa non era un’accurata espressione.
Attualmente, la sua anima stava continuamente combattendo giorno e notte in qualche lontano
universo parallelo — rischiando la sua liberazione insieme ad altre migliaia di altre persone, che
erano imprigionati nel gioco.

“Onii-chan...”

Suguha chiamava ad alta voce il suo silenzioso e addormentato fratello, Kazuto.

“Sono già passati due anni, eh... io — fra poco sarò una studentessa di scuola superiore, sai... Se
non ritornerai presto, io alla fine ti supererò …”

Abbassò le sue dita dal LED, tracciando una linea sulla guancia di suo fratello. Durante il lungo
coma, i muscoli di Kazuto incominciarono a indebolirsi, e quella linea sottile come un rasoio donò
al suo profilo un’aria molto femminile, rispetto all’originale impressione androgina. Persino sua
madre scherzava chiamandolo la «Bella Addormentata» della famiglia.

La sua faccia non era l’unica parte che era diventata magra. Il suo intero corpo era diventato magro
e sciupato — era in uno stato pietoso comparato a Suguha, che si era allenata nel Kendo fin
dall’infanzia — il peso del suo corpo adesso era ovviamente insufficiente. Lei era preoccupata, se
tutto questo fosse continuato, sarebbe scomparso …? Ultimamente era bloccata da questa paura.

Comunque, Suguha si era trattenuta dal piangere mentre era nella stanza di ospedale da un anno. A
quel tempo, un membro del Ministero degli Affari Interni e della Comunicazione del «SAO
Incident Countermeasure Team» li ha informati. Un ufficiale governativo — con dei lunghi ciuffi di
capelli che circondavano i suoi occhiali neri bordati, e che indossava dei vestiti un po’ rispettabili
— li informò con una voce indistinta: che il «livello» di suo fratello era tale che rientrava fra i pochi
migliori giocatori all’interno del gioco — egli era costantemente nella pericolosa prima linea in
battaglia ed era uno di quei pochi giocatori vincenti.

Era stato confermato che anche oggi suo fratello stava combattendo in una battaglia mortale.
Questo era il motivo per cui Suguha non poteva piangere qui. A parte questo, pensava di tenere la
sua mano e tifare per lui.

“Fai del tuo meglio … Fai del tuo meglio, Onii-chan.”

Come sempre la mano destra scheletrica di Kazuto era stretta nelle sue mani— come se pregasse
seriamente in silenzio, quando una voce improvvisamente parlò dietro di lei.

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“Ah, sei venuta, Suguha.”

Lei si voltò presa alla sprovvista.

“Oh, mamma ...”

La persona appena entrata era sua madre, Midori. Le porte scorrevoli della stanza di quest’ospedale
erano meccaniche, così i rumori della loro apertura e chiusura erano terribilmente impercettibili; per
questo motivo Suguha non aveva sentito sua madre entrare.

Midori, dopo aver agilmente sistemato il mazzo di cosmee nella sua mano destra nel vaso vicino al
letto, si accomodò in una sedia vicino a Suguha. Probabilmente ritornando dal suo lavoro, aveva
indossato dei jeans e una maglietta di cotone con sopra la giacca di pelle, donandole un’aria
trasandata. Con il suo trucco leggero e i capelli legati semplicemente dietro, qualcuno potrebbe non
notare l’aspetto di una donna che fra un anno compierà quarant’anni. Sebbene il suo lavoro come
capo-editore di una rivista di computer potrebbe essere in parte biasimato, lei non aveva nessuna
intenzione di recitare una parte più appropriata per la sua età —così si potrebbe dire che Suguha
avesse una madre che sembrava più una sorella maggiore.

“Mamma, sei arrivata alla fine. Non avevi detto che non saresti venuta prima di aver completato la
correzione delle bozze?”

Disse Suguha, e Midori scoppiò a ridere.

“Sono scappata via con la forza e sono venuta. Non vengo molto spesso, ma almeno oggi dovevo.”

“È vero … Oggi è il compleanno … di Onii-chan, giusto?”

Entrambe rimasero in silenzio per un breve momento, mentre guardavano Kazuto come se dormisse
sul letto. La tenda muovendosi faceva filtrare la luce colorata del tramonto nella stanza, diffondendo
l’aroma delle cosmee attraverso l’aria.

“Kazuto ha... già 16 anni, eh...”

Farfugliò Midori sospirando.

“… Persino adesso, mi ricordo di quell’incidente come se fosse accaduto ieri. Quella volta, quando
io e Minetaka-san stavamo guardando un film nel soggiorno, Kazuto improvvisamente da dietro ci
disse ‘Per favore ditemi dei miei veri genitori’.”

Suguha senza muoversi fissò le affascinanti labbra leggermente scarlatte di Midori: un leggero
nostalgico e amaro sorriso vi apparve.

“A quel tempo ero veramente sorpresa. Kazuto aveva soltanto dieci anni. Fino a quando Suguha
non fosse entrata alle scuole superiori … era un segreto che avevamo pianificato di mantenere per
almeno altri sette anni, ma lui lo scoprì attraverso gli archivi cancellati del suo Juki Net1.”

Quando Suguha lo udii per la prima volta, in principio era sorpresa, fece la stessa risata amara di
sua madre.


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“Questo è davvero da Onii-chan, eh?”

“Noi eravamo così sorpresi che non abbiamo nemmeno fatto finta di esserne all’oscuro e feriti.
Quella sembrava essere la strategia di Kazuto, e dopo Minetaka-san disse ‘ce la siamo voluta’ ed
era mortificato.”

“Ah, ahaha” entrambe risero, e per un breve momento, mentre fissavano Kazuto che dormiva, non
dissero una parola.

Da quel momento ebbe la consapevolezza che suo fratello, Kirigaya Kazuto, che aveva sempre
vissuto insieme a Suguha, era più esattamente suo «cugino».

Il figlio dei coniugi Kirigaya Minetaka e Midori era Suguha, mentre Kazuto era il figlio della
sorella di Midori, questo significava che era il figlio dello zio di Suguha. Suo zio e sua moglie,
senza alcuna scelta morirono in un incidente, lasciando il loro unico figlio, che non aveva ancora un
anno. La gravità delle ferite che ricevettero mise fine alle loro vite, e a Midori fu lasciata la
responsabilità di Kazuto.

Questo fatto fu raccontato a Suguha da entrambi I genitori durante l’inverno di due anni fa, in quel
periodo Kazuto era intrappolato nel gioco virtuale, chiamato «Sword Art Online». Suguha, che
aveva già subito un grande shock dall’incidente, si trovava in stato confusionale; andò da Midori e
sfogò tutta la sua confusione, chiedendo perché era l’unica a cui non era stato detto.

Due anni erano passati, e tuttora nel profondo del suo cuore, il sentimento di alienazione persisteva,
essendo stata l’unica che non sapeva niente. Comunque, durante questo periodo finalmente riuscì a
capire i sentimenti dei suoi genitori allora.

Il loro piano originale, di informare Suguha della verità dopo che fosse entrata alla scuola superiore,
era stato anticipato: le fu detta tutta la verità della sua famiglia mentre Kazuto era ancora in vita,
questa fu l’amara decisione che presero entrambi i genitori. Nel giro di un mese dall’uscita
dell’incidente di SAO, ci furono un numero assurdo di 2000 morti. Sotto queste circostanze,
entrambi non sarebbero stati d’aiuto2, ma ebbero la consapevolezza della morte certa di Kazuto.
Alla fine dopotutto, non avrebbero rimpianto che Suguha «non lo sapesse», questo era quello che
entrambi i genitori dovettero aver certamente pensato.

Suguha, che si stava portando dietro un gran numero di emozioni conflittuali, visitava
frequentemente questa stanza di ospedale, in cui Kazuto era stato ricoverato, e continuava a pensare
seriamente. Il motivo per cui suo fratello non era il suo vero fratello, e quello che aveva perduto.

In poco tempo si convinse che non era niente.

Niente era cambiato. Non ci sarebbe stato niente di doloroso. Come prima di aver conosciuto la
verità e dopo averla saputa, lei, come sempre, avrebbe solo pregato per la salvezza e il ritorno di
Kazuto.

In questi due anni, solo metà delle preghiere di Suguha è stata trasmessa.

“… Ehi, Mamma.”

Mentre fissava il suo profilo, Suguha bisbigliò.


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“Si?”

“… Onii-chan, da quando era alle medie, ha sempre solo giocato ai giochi online, giusto … Pensi
che ci sia una relazione?”

Quella domanda, che lascia intendere la questione che lui non fosse parte della famiglia Kirigaya,
fece immediatamente scuotere la testa a Midori.

“No, non è collegato. Questo perché quando aveva sei anni costruì da solo una macchina usando le
parti scartate nella mia stanza. Piuttosto il mio sangue da maniaca del PC ha interferito.
Mentalmente è quello.”

Sorridendo gentilmente, Suguha colpì leggermente con il gomito il braccio di sua madre.

“Parlando di questo, Mamma ti sono piaciuti veramente i giochi fin da piccola, l’ho sentito dalla
nonna.”

“È vero; ho cominciato a giocare ai net game già dalle elementari. Per questo non valeva la pena di
preoccuparsi per Kazuto.”

Ancora una volta, entrambe risero senza riserve, Midori fissò con i suoi occhi amorevoli il letto.

“ … Comunque, non importa in quale gioco, io non sono mai stata il migliore giocatore. Non avevo
sufficiente pazienza e risoluzione. Quella parte di sangue non è in comune con me ma con te.
Persino continuando il Kendo per 8 anni, tu hai quello stesso sangue che permette a Kazuto ancora
adesso di sopravvivere. Alla fine lui potrebbe inaspettatamente ritornare.”

“Plop”, Midori appoggiò la sua mano sopra la testa di Suguha e si alzò in piedi.

“Così, io me ne vado prima. Anche te non ritornare a casa troppo tardi.”

“Ok, ho capito.”

Suguha annuì, e Midori guardò Kazuto ancora un’altra volta, e sommessamente disse “Buon
Compleanno”. Dopo, lanciò qualche occhiata veloce, si girò e lasciò la stanza d’ospedale.

Suguha afferrò l’orlo della gonna della sua uniforme con entrambe le mai, fece un respiro profondo,
e di nuovo guardò gli indicatori LED dell’HeadGear, che copriva la testa di suo fratello.

Le luci verdi, che mostravano la connessione di rete e gli stati della connessione cerebrale,
tremolavano ripetutamente e rapidamente.

In questo momento, all’altro capo della rete, c’erano il server di SAO e la coscienza di Kazuto, e
attraverso il Nerve Gear con un infinito numero di segnali stavano comunicando.

Pensando a dove fosse suo fratello in questo momento. Lui poteva essere in giro con una mappa in
una mano in un oscuro dungeon. Poteva essere nel mezzo di una contrattazione in un negozio di
seconda mano. O magari trovandosi di fronte ad un terribile mostro, poteva incrociare
coraggiosamente le spade contro di lui.

Lei gentilmente allungò le sue mani, e le avvolse intorno alla sua magra e bianca mano destra
ancora una volta.

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Il vero senso del tatto di Kazuto era totalmente cancellato dal Nerve Gear, prima che esso arrivasse
al cervello. Ciò nonostante, guardando la pelle che Suguha stava toccando, lei credeva che il suo
incoraggiamento sarebbe sicuramente arrivato fino a lui.

Questo era perché Suguha potesse sentirlo ancora una volta. L’anima di questo giovane uomo, suo
fratello, che, per essere accurati, era suo cugino, emetteva una temperatura intensa. Lui aveva la
ferma intenzione che sarebbe definitivamente sopravvissuto e sarebbe ritornato nel mondo reale.

Dall’altra parte della bianca tenda, la luce dorata del sole presto cambiò in vermiglio e poi ancora in
viola; sebbene le stanze d’ospedale si stessero facendo sempre più buie, Suguha continuava a stare
là. Senza muoversi, ascoltava attentamente il modesto respiro di suo fratello.

Il messaggio urgente del risveglio di Kazuto fu riportato dall’ospedale. Questo accadde un mese
dopo, il 7 Novembre 2024.

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Katon, koton.

La sedia a dondolo produceva un suono delicato, oscillando avanti e indietro sotto il portico.

La morbida luce del tramonto del tardo autunno risplendeva attraverso la cima dei cipressi. Una
leggera brezza soffiava delicatamente sulla superficie di un lago lontano.

La sua guancia era appoggiata sul mio petto, mentre respirava delicatamente fino ad addormentarsi.

Il tempo, pervaso di una tranquillità idilliaca, continuava a scorrere costantemente.

Katon, koton.

Facevo dondolare la sedia e gentilmente accarezzavo i capelli color nocciola della ragazza.
Nonostante lei si fosse già addormentata, un vago sorriso apparve sulle sue labbra.

Un gruppo di creature magiche3 giocava sul prato. In cucina lo spezzatino di manzo bolliva a fuoco
lento. Speravo che questo mondo tranquillo, in una piccola casa situata nel cuore della foresta,
sarebbe continuato per sempre. Ma sapevo che questo era un desiderio impossibile.

Katon, koton.

Come le gambe della sedia continuavano a far rumore, la sabbia del tempo scendeva un granello
alla volta.

Tentavo di trattenere la ragazza più vicino al mio petto, come se stessi resistendo al fato.

Ma per quanto provassi, le mie braccia afferravano solo l’aria.

Spalancai improvvisamente gli occhi scosso. Il suo corpo, che tenevo contro di me solo qualche
secondo fa, era completamente scomparso. Mi alzai dalla sedia e mi guardai intorno.

Come il sipario di un palcoscenico, il colore del tramonto divenne sempre più scuro. L’oscurità
avanzante incominciò a far calare l’intera foresta nel buio pesto.

Mi alzai in piedi e nel freddo vento invernale chiamai ad alta voce il suo nome.

Ma non ci fu nessuna risposta. Né nel prato di fronte dove le creature magiche giocavano, né nella
cucina ˗ la sua figura non si trovava più da nessuna parte.

Prima che realizzassi ciò, l’intera casa fu circondata dalle tenebre. I mobili e i muri incominciarono
a sgretolarsi e a scomparire come se fossero stati fatti di carta. Solo io e la sedia a dondolo
rimanemmo nell’oscurità. Sebbene nessuno ci fosse seduto, questa continuava a oscillare avanti e
indietro senza fermarsi.


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Katon, koton.

Katon, koton.

Chiusi gli occhi, mi tappai le orecchie, e chiamai a raccolta tutta la mia forza per gridare il suo
nome.

Aprii immediatamente gli occhi al suono chiaro e forte della mia voce. Non sapevo più se avevo
urlato dentro il sogno o nella realtà.

Sdraiato nel letto, chiusi gli occhi e cercai di ritornare all’inizio del mio sogno. Ma mi alzai presto a
sedere, e dopo poco lentamente aprii i miei occhi ancora una volta.

Vidi le sottili assi di legno al posto dei bianchi muri dell’ospedale. Ero seduto su un morbido
materasso, coperto da un lenzuolo di cotone invece che ricoperto di qualche gel4.

Questa era la mia ˗ Kirigaya Kazuto ˗ stanza nel mondo reale.

Mi sollevai dal letto a sedere e mi guardai intorno. La stanza di sei tatami aveva un pavimento raro fatto
di legno naturale. C’erano solo tre oggetti nella stanza: un computer hard-drive, un router, e il letto,
dove ero seduto.

Il consumato HeadGear era appoggiato al centro dei router verticali.

Il suo nome era «Nerve Gear», un’interfaccia Full Dive model VR che mi aveva bloccato dentro a
un mondo virtuale per due anni. Dopo una lunga e difficile battaglia, ero stato liberato dalla
macchina, e finalmente potevo vedere, sentire e toccare il mondo vero.

Si, ero ritornato.

Ma la ragazza che aveva combattuto e aveva condiviso il suo cuore con me era …

Improvvisamente un dolore mi colpì al petto, distolsi lo sguardo dal Nerve Gear e mi alzai. Lanciai
un’occhiata allo specchio appeso alla parete. Il pannello EL inserito nel muro mostrava chiaramente
la data e l’ora corrente.

Domenica, 19 gennaio 2025. 7:15.

Erano già passati due mesi da quando ero ritornato nel mondo reale, ma ancora non riuscivo ad
abituarmi al mio aspetto. Nonostante lo spadaccino Kirito e l’attuale Kirigaya Kazuto avrebbero
dovuto avere lo stesso aspetto, a causa della perdita di peso il mio corpo doveva ancora riprendersi
completamente, cosicché il fisico ossuto sotto la mia maglietta era estremamente fragile.

Notai immediatamente le due scintillanti righe di lacrime sulla mia faccia attraverso lo specchio e le
asciugai con la mia mano destra.

“Sono diventato un completo piagnucolone … Asuna.”

Mormorai e camminai verso la grande finestra sul lato sud della stanza. Aprii le tende con entrambe
le mani, e la luce abbagliante del sole invernale del mattino colorò l’interno della mia camera di un
giallo pallido.

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Kirigaya Suguha era veramente felice mentre camminava attraverso il ghiaccio nel cortile e poi
prendeva velocità.

La neve che era caduta due giorni fa si era già sciolta completamente, e l’aria mattutina di Gennaio
era molto fredda.

Si fermò sul bordo di uno stagno, che era ricoperto da un sottile strato di ghiaccio, e appoggiò lo
shinai5 nella sua mano destra verso il basso contro il tronco di un pino vicino. Per svegliarsi
completamente dalla sonnolenza, fece alcuni respiri profondi, appoggiò entrambe le mani sulle
ginocchia e cominciò a fare i suoi esercizi di stretching.

I suoi muscoli, che non si erano ancora completamente risvegliati, lentamente si sciolsero. Prima le
ginocchia, poi sentii un formicolio quando il sangue cominciava a circolare nei suoi polpacci e nelle
sue caviglie.

Suguha si allungò verso il basso con entrambe le mani, piegando gradualmente la sua schiena ---
fino a che si fermò improvvisamente. Il liscio ghiaccio che si era formato sopra il lago stava
riflettendo la sua figura dietro di lei.

I suoi capelli corti, tagliati sotto le sopracciglia e in linea con le sue spalle, erano neri con i riflessi
blu. Le sue sopracciglia erano dello stesso colore nero inchiostro e molto sottili, mentre gli occhi
erano pieni di uno spirito inflessibile. Nell’insieme il suo riflesso aveva l’aspetto di un ragazzo. Il
tradizionale dōgi6 bianco e il lungo hakama7 nero che indossava non facevano altro che accentuarlo.

―― Come pensavo … io non assomiglio per niente … a Onii-chan …

Questo era un pensiero che spesso gli entrava in testa in questi giorni. Ci pensava ogni volta che
vedeva la sua faccia riflessa all’ingresso del bagno.8 Non gli dispiaceva il suo aspetto, non gli
interessavano queste cose all’inizio. Ma da quando Kazuto era ritornato a casa, la sua mente aveva
cominciato inconsciamente a fare paragoni.

――È inutile, non importa quanto io ci pensi.

Suguha scosse ostinatamente la testa e rincominciò a fare stretching.

Dopo aver finito di fare gli esercizi, riprese lo shinai che era stato lasciato contro il pino. Lo strinse,
sentendo la solita sensazione familiare nel suo palmo dovuta al lungo uso; poi piegò la sua schiena e
assunse una posizione centrale.

Fece un respiro profondo mantenendo la sua posizione --- poi immediatamente, con intenso vigore,
colpì direttamente davanti a se con lo shinai. Il suo movimento affilato sembrò tagliare l’aria del
mattino, e spaventò alcuni passeri che volarono via da un ramo sopra la sua testa.


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La casa della famiglia Kirigaya era un’antica casa giapponese, situata lungo le vecchie strade nel
sud di Saitama. Tutta la famiglia aveva vissuto qui, come il nonno di Suguha, una persona
veramente severa e all’antica, che era morto quattro anni fa.

Prestò servizio nella polizia per molti anni ed era un famoso professionista di kendo durante la sua
giovinezza. Sperava che il suo unico figlio, il padre di Suguha, avrebbe seguito i suoi passi nel
cammino del kendo. Suo padre vi si era dedicato fino alle scuole superiori, ma poi aveva
prontamente abbandonato per andare a studiare in America e alla fine trovò lavoro in una
compagnia straniera di sicurezza finanziaria. Dopo essere stato assegnato alla filiale giapponese,
incontrò e sposò Midori, la madre di Suguha, ma continuò una vita di routine viaggiando attraverso
l’oceano Pacifico. Da quel momento, il nonno di Suguha reindirizzò la sua passione su di lei e su
Kazuto, di un anno più grande.

Suguha e suo fratello erano stati iniziati al kendo durante le scuole elementari. Ma a causa
dell’influenza di sua madre come editore di una rivista di computer, suo fratello amò più la tastiera
che lo shinai e lasciò il dojo dopo due anni. Comunque Suguha non era come lui. Trovò un’affinità
con il kendo e continuò a praticarlo anche dopo la morte di suo nonno.

Suguha aveva adesso quindici anni. L’anno scorso era riuscita ad avanzare di grado nelle gare di
scuola media abbastanza da essere una dei migliori nella nazione. In primavera era stata accettata da
una delle più famose scuole superiori della prefettura.

Ma――

In passato non aveva mai perso la sua strada. Gli piaceva veramente il kendo: non solo per
soddisfare le aspettative di chi la circondava, la rendeva anche molto felice.

Ma due anni fa, quando suo fratello era stato coinvolto nell’incidente che ha sconvolto tutto il
Giappone, un tumulto nacque nel suo cuore. Una sola cosa avrebbe rimpianto profondamente. Da
quando suo fratello aveva lasciato il kendo a sette anni, una profonda crepa si era aperta fra loro due,
e Suguha si rimpiangeva molto di non essere riuscita a colmare questo divario.

Il fratello, che aveva messo da parte lo shinai, spendeva tutto il giorno immerso nei computer, come
se cercasse di placare la sua sete. Costruì una macchina partendo da alcune parti e poi aiutò sua
madre con i programmi quando era ancora uno studente delle elementari. Per Suguha le cose di cui
parlava erano in un linguaggio incomprensibile.

Certamente la scuola aveva insegnato a Suguha qualche nozione sull’uso del computer, e aveva un
piccolo PC nella sua stanza. Nonostante ciò la sua conoscenza in questo campo si limitava
solamente allo scambio di email e alla navigazione internet; era impossibile per lei capire il mondo
in cui viveva suo fratello. Questo valeva soprattutto per i giochi RPG, di cui suo fratello era
dipendente, e che lei non aveva mai sopportato. Aveva provato a crearsi un personaggio, ma trovava
impossibile entrare in confidenza con altre persone che interagivano anche loro con una maschera
fittizia.

Fin dalla sua infanzia, Suguha e Kazuto avevano legato come migliori amici. Ma quando suo
fratello l’aveva lasciata per un mondo differente, Suguha aveva nascosto la sua solitudine
dedicandosi con tutta se stessa al kendo. La distanza fra i due continuava ad aumentare, e le loro
conversazioni quotidiane a calare; prima che Suguha realizzasse ciò, la loro relazione era diventata
soltanto normale.

Ma a dire la verità, Suguha si sentiva continuamente sola. Voleva parlare ancora una volta con suo
fratello. Voleva capire le sue parole, voleva che venisse a guardare le sue competizioni.

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Alla fine proprio quando stava per esprimere questi suoi sentimenti, avvenne l’incidente.

Il terribile incidente chiamato “SWORD ART ONLINE”. Dieci mila giovani da tutto il Giappone si
trovavano intrappolati dentro una gabbia elettronica ed erano caduti in un lungo sonno.

Suo fratello era stato ricoverato nell’ospedale maggiore di Saitama. Poi, quando per la prima volta
Suguha era andata a trovarlo …

Come lo vide in coma, bloccato a letto con numerose corde e nascosto da quel terribile copricapo 9,
Suguha scoppiò a piangere. Era la prima volta da quando era nata che piangeva. Si aggrappò a suo
fratello e pianse forte.

Non c’era più nessuna possibilità di scambiare qualche parola con lui. Perché non aveva tentato di
ridurre la distanza fra loro prima? Non ci sarebbe stata nessuna difficoltà; sarebbe stato possibile
per lei.

Era stato in quel momento che aveva cominciato seriamente a riconsiderare la possibilità di
continuare a praticare il kendo e a chiedersi quali fossero i suoi veri sentimenti. Ma aveva perso la
sua occasione e non avrebbe più trovato una risposta. Durante i suoi quattordici e quindici anni in
cui non aveva potuto vedere suo fratello, Suguha era entrata alle scuole superiori attraverso delle
raccomandazioni, ma il dubbio, se avrebbe continuato a camminare su questa strada, non sarebbe
scomparso dal suo cuore.

Se suo fratello fosse tornato, allora avrebbe senza dubbio parlato con lui. Si sarebbe liberata di tutta
la sua confusione e ansia, e gli avrebbe parlato dei suoi pensieri francamente. Poi due mesi fa, dopo
che Suguha ebbe preso la sua decisione, avvenne un miracolo. Suo fratello aveva spezzato la
maledizione con le sue forze ed era ritornato.

Ma da quel momento la loro relazione era cambiata drasticamente. Suguha scoprì personalmente da
sua madre Midori che Kazuto non era il suo vero fratello, ma suo cugino.

Suo padre Minetaka era figlio unico, ma sua madre Midori aveva avuto una sorella maggiore morta
giovane; e Suguha ne era rimasta all’oscuro. Pertanto, quando scoprì che Kazuto era il figlio della
sorella di sua madre, divenne sempre più confusa e così non era più sicura di che tipo di relazione
avrebbero potuto mantenere. Sarebbero stati ancora più distanti? Sarebbe rimasto tutto uguale? Non
sapeva più che pensare.

... C’è una sola cosa, che non sarebbe cambiata …

Mentre Suguha rifletteva su tutto questo, agitò il suo shinai verso il basso come se volesse tagliare il
filo dei suoi pensieri. Era troppo spaventoso inoltrarsi verso questo tipo di riflessioni, così riprese il
suo allenamento per deviare la sua attenzione altrove.


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Quando ebbe finito il numero richiesto di set, l'altezza del sole era cambiata notevolmente. Asciugò
il sudore sulla sua fronte, lasciò lo shinai e tornò indietro verso casa sua...

“Ah...”

Nel momento in cui guardò verso la casa, Suguha si fermò improvvisamente.

Non sapeva che Kazuto, che indossava una felpa ed era seduto sul portico, stava guardando verso di
lei. Quando i loro sguardi s’incontrarono, sorrise e disse:

“Buongiorno.”

Detto questo, le lanciò la bottiglia di acqua minerale che aveva nella sua mano sinistra. Suguha la
prese con la mano destra prima di rispondere:

“B-buongiorno ... Sul serio, se mi stavi guardando, avresti dovuto dirmi qualcosa.”

“Ma, sembrava che ti stessi concentrando molto.”

“Non proprio, è sempre così.”

Suguha in realtà era davvero felice che fosse riuscita a parlare con lui con tanta naturalezza durante
questi due mesi. Scelse un punto alla destra di Kazuto, leggermente distante da lui, e si sedette.
Appoggiò lo shinai accanto a sé, poi aprì la bottiglia e la avvicinò alla bocca; l'acqua fresca si
diffuse nel suo corpo caldo e fu piacevolmente rinfrescante.

“Vedo che l'hai tenuto per tutto questo tempo...”

Kazuto prese lo shinai di Suguha e lo fece oscillare leggermente con la mano destra, rimanendo
seduto. Girò immediatamente la testa e disse:

“É così leggera...”

“Eh?”

Suguha allontanò la bottiglia dalla sua bocca e guardò Kazuto.

“É fatto di puro bambù, quindi, in effetti, è parecchio pesante. Più o meno cinquanta grammi in più
di quelli fatti di carbonio.”

“Ah, eh eh. Me n'ero... accorto più o meno... ma quando si tratta di confrontare...”

Kazuto afferrò improvvisamente la bottiglia dalle mani di Suguha e bevve velocemente l'acqua
rimasta.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Ah ...”

Il viso di Suguha arrossì senza neanche pensarci. S'imbronciò e disse, con aria infelice:

“C-con cosa stai cercando di confrontarlo?”

Kazuto mise la bottiglia vuota sul portico e poi si alzò senza rispondere.

“Ehi, vuoi provare ad allenarti con me?”

Stupita, Suguha guardò il viso di Kazuto.

“Intendi... un incontro?”

“Sì.”

Kazuto annuì come se fosse normale, anche se non era interessato al kendo.

“E le protezioni ...?”

“Hmm, potremmo anche non indossarle... ma sarebbe meglio se non ti facessi male. Penso che le
protezioni del nonno siano ancora in giro, andiamo al dojo.”

“Ooh.”

Suguha dimenticò completamente la sua esitazione e si chiese perché avesse chiesto una cosa del
genere così all'improvviso; sorrise e disse:

“Non sei troppo sicuro di te? Provare a sfidare una finalista nazionale? E poi ...”

Allora la sua espressione cambiò.

“Il tuo corpo sta bene...? Non dovresti essere troppo incosciente...”

“Eh eh, ti mostrerò i risultati della mia riabilitazione giornaliera in palestra.”

Kazuto rise e iniziò a camminare vivacemente verso il retro della casa. Suguha lo seguì in fretta.

La casa dei Kirigaya era in un lotto abbastanza spazioso, e il dojo era a est rispetto alla camera di
sua madre. Avevano seguito il testamento del nonno e non l'avevano demolito, quindi Suguha lo
usava per il suo allenamento giornaliero, lo sistemava accuratamente, e teneva lì tutto il suo
equipaggiamento.

Entrarono nel dojo senza scarpe, s’inchinarono, e poi iniziarono a prepararsi. Per fortuna, il fisico
del nonno era quasi uguale a quello di Kazuto; le protezioni che trovarono erano vecchie, ma della
misura giusta. Quando finirono di sistemare i caschi, andarono al centro del dojo e s’inchinarono
un'altra volta.

Suguha lentamente si alzò dalla posizione rannicchiata, afferrò il suo shinai preferito e si spostò al
centro. Intanto Kazuto--

“C-che stai facendo, Onii-chan?”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Vedendo la posizione di Kazuto, Suguha sbottò senza riflettere. Strano era l'unica parola che
potesse descriverlo. Il suo piede sinistro era molto in avanti, la vita era in basso, e teneva lo shinai
nella mano destra verso il basso, con la punta che quasi toccava il pavimento. La sua mano sinistra
sembrava toccare l'impugnatura solo per formalità.

“Se ci fosse un arbitro, gli darebbe un fastidio assurdo.”

“Non importa, questo è il mio modo di combattere.”

Suguha prese un respiro e sistemò la sua postura. Kazuto aumentò ancora la distanza tra i suoi piedi
e abbassò il suo baricentro.

Suguha pensò di iniziare con abbastanza forza da poter sferrare direttamente un potente colpo
contro il suo avversario. Ma non era sicura su cosa fare, data la strana posizione di Kazuto. Anche
se c'era un punto scoperto, non sembrava facile sfruttarlo. Quella posizione sembrava il risultato di
anni di esperienza---

Comunque, non sarebbe stato possibile. Kazuto si era esercitato con lo shinai solo per due anni
quando ne aveva sette o otto. Avrebbe potuto imparare solo le basi durante quel periodo.

Come se avesse notato la confusione di Suguha, Kazuto iniziò a muoversi all'improvviso. Si lanciò
verso un angolo basso come se stesse scivolando e il suo shinai comparve dal basso a destra. Non
era a una velocità tale da sorprendersi, ma dato che fu un attacco improvviso, Suguha fu costretta a
muoversi per riflesso. E con un movimento del piede destro si creò un’apertura:

“Kote!” 10

Suguha puntò verso il basso, all'avambraccio sinistro di Kazuto. Sarebbe dovuto andare a segno, ma
il suo colpo trapassò l'aria.

Aveva parato in modo incredibile. Kazuto aveva spostato la mano sinistra dall'impugnatura, e
l'aveva avvicinata al corpo. Com'era possibile? Mirando a Suguha e prendendola di sprovvista, lo
shinai che Kirito teneva solo con la mano destra scivolò verso di lei. Sconcertata, evitò il colpo
freneticamente.

Quando si scambiarono di posizione, si guardarono mentre riacquistavano distanza; Suguha prese


consapevolezza. Una piacevole tensione pervase il suo corpo, e il suo sangue iniziò a bollire.
Stavolta, era il turno di Suguha di colpire. Il suo cavallo di battaglia, un colpo all'avambraccio–

Ma anche stavolta, Kazuto lo evitò facilmente. Tirò indietro le braccia, si girò e fece scivolare lo
shinai di Suguha, che lo mancò per un pelo. Suguha era stupita. I suoi colpi tanto veloci erano ben
acclamanti in tutto il club, e ricordava che mai nessuno fosse riuscito ad evitare facilmente tutti i
suoi attacchi consecutivi.

Suguha, stavolta facendo sul serio, iniziò un feroce assalto. Iniziò a colpire con la punta dello shinai
ininterrottamente, attaccando più velocemente di quanto si potesse respirare. Ma Kazuto continuava
a schivare e schivare. Lo sguardo fermo nei suoi occhi faceva sembrare che già conoscesse
completamente i movimenti dello shinai di Suguha.


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Irritata, Suguha ridusse con forza la distanza e bloccò il suo shinai contro quello di Kazuto. Contro
il corpo e le gambe ben allenate di Suguha, Kazuto iniziò a cedere sotto un’incalzante pressione.
Senza lasciarlo sfuggire, Suguha colse l'attimo per sferrare un colpo direttamente alla sua testa.

“Men!”11

“Ah”, Suguha se ne accorse troppo tardi. Non si era trattenuta nell'attacco, e aveva colpito
ferocemente la griglia di metallo sul casco protettivo di Kazuto. Bashiin! Un fragore acuto risuonò
nel dojo.

Kazuto continuò a indietreggiare per pochi passi, prima di fermarsi.

“S-stai bene, Onii-chan?!”

Chiese Suguha freneticamente. Kazuto fece un leggero cenno con la mano per mostrare che stava
bene.

“...Ah, ho perso. Sugu, sei proprio forte; tra te e Heathcliff non c'è confronto.”

“... Stai davvero bene...?”

“Sì. Fine dell'incontro.”

Detto questo, Kazuto indietreggiò di molti passi e fece dei movimenti ancora più strani. Fece
ondeggiare lo shinai nella sua mano destra e lo poggiò sulla schiena, producendo un suono simile a
uno “hyuhyun”. Dopodiché, raddrizzò la schiena e grattò la parte della testa oltre la maschera con la
mano sinistra, producendo uno scricchiolio. Tutto questo preoccupò Suguha.

“Ah, ti sei fatto male alla testa, quindi...”

“N-no! È solo una vecchia abitudine...”

Dopo essersi inchinati, Kazuto si sedette e iniziò a sciogliere i lacci sulle sue protezioni. I due
lasciarono il dojo insieme, andarono in bagno, e si asciugarono il sudore dalla faccia. All'inizio,
Suguha voleva solo giocare un po'; non si sarebbe mai aspettata che sarebbe stata una cosa tanto
seria e avrebbe lasciato il suo corpo tanto accaldato.

“Comunque, mi hai davvero sorpresa. Onii-chan, quando ti sei esercitato?”

“Eh, questo schema di attacco ... sembra proprio che le sword skills non possono essere gestite
senza l’aiuto del sistema.”

Ancora una volta Kazuto borbottò qualcosa d’incomprensibile.

“Ma è stato davvero divertente. Forse proverò ancora il kendo.”

“Veramente!? Veramente!?”


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Suguha divenne improvvisamente energica e con un enorme sorriso stampato in faccia attese
impaziente una risposta.

“Sugu, vuoi insegnarmi?”

“C-certo! Torneremo sicuramente ad allenarci insieme!”

“Però prima dovremo attendere fino a quando i miei muscoli non si saranno ripresi.”

Kazuto annuì e Suguha sorrise di cuore. Il pensiero di praticare assieme il kendo ancora una volta la
rese così felice che delle lacrime gli bagnarono gli occhi.

“Ehi... Onii-chan... Io...”

Sebbene Suguha non capisse il nuovo coinvolgimento di Kazuto verso il kendo, era ancora molto
felice e voleva anche parlargli del suo nuovo interesse. Tuttavia cambiò subito idea e inghiottì le
parole che stava per dirgli.

“Mm?”

“Ehm, credo che dovrebbe rimanere un segreto per ora.”

“C'è qualcosa che non va?”

I due si asciugarono la testa per poi tornare in casa attraverso la porta sul retro. Sua madre Midori
aveva sempre lavorato la mattina, così Suguha e Kazuto si alternavano per preparare la colazione.

“Vado a farmi una doccia, Onii-chan hai qualche programma per oggi?”

“Ah ... oggi, io... io vado all'ospedale...”

“...”

Il buonumore di Suguha mentre ascoltava la sua pacata risposta sprofondò immediatamente.

“Capisco, hai intenzione di andare a visitare quella persona ...”

“Eh ... questa è l'unica cosa che posso fare a questo punto.”

Quella persona era per Kazuto la più importante in assoluto nell'altro mondo, Suguha l'aveva sentito
direttamente da lui il mese prima. Quel giorno era nella sua stanza; i due erano seduti uno accanto
all'altro e lui gli stava spiegando tutti i dettagli mentre sorseggiava una tazza di caffè. Inizialmente
Suguha non credeva possibile che qualcuno potesse innamorarsi in un mondo virtuale, ma ora in
qualche modo poteva capirlo. Inoltre ogni volta che Kazuto parlava di quella persona i suoi occhi si
ricoprivano sempre di lacrime.

Kazuto le raccontò che erano stati insieme fino all'ultimo momento. I due stavano sicuramente
facendo ritorno nel mondo reale assieme, ma mentre Kazuto aveva ripreso conoscenza lei
continuava a dormire. Non accadde niente--- o forse qualcosa successe ma nessuno se ne accorse.
Da allora, fino a quando aveva tempo, Kazuto sarebbe andato all'ospedale ogni tre giorni per
vederla.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Suguha poteva vederlo chiaramente. Mentre Kazuto sedeva al fianco di quella persona
addormentata, tenendogli la mano come lei stessa aveva fatto un tempo con le sue, stringendole
senza sosta verso di sé. Appena visualizzò quell'immagine una sensazione che non può essere
descritta galleggiò in fondo al suo cuore. Il petto si strinse dolorosamente e ogni respiro si fece
difficoltoso. Si abbracciò saldamente con entrambe le mani e si sedette immediatamente nel posto
più vicino in cui si trovava.

Voleva continuare a vedere Kazuto sorridere. Da quando era tornato da quel mondo, era diventato
molto più aperto rispetto a prima. Aveva iniziato a parlare di più con Suguha, era diventato anche
più gentile e non aveva più fatto alcuna richiesta irragionevole... sembrava come se fossero tornati
ai tempi della loro infanzia. Per questo si rese conto di quanto fosse importante quella persona
quando osservò le lacrime del fratello. E a quel punto iniziò a convincersi.

― ―Ma... io ho... io ho già compreso...

Come Kazuto chiuse gli occhi per ricordare quella persona Suguha sentì che il suo cuore non
riusciva a smettere di far male, come se stesse cercando disperatamente di nascondere un altro
sentimento.

Mentre guardava Kazuto versare del latte in un bicchiere per poi inghiottirlo giù in un sorso,
Suguha sussurrò tra sé e sé dentro il suo cuore.

― ―Ehi, Onii-chan. Io, io adesso lo so.

Prima fratelli, adesso cugini; eppure neanche Suguha capì come si arrivò a questo punto.

Ma qualcosa era cambiato. Anche se non ci aveva mai pensato fino a quel momento, un piccolo
segreto continuava a sfarfallare nel suo cuore.

Forse era possibile che gli piacesse suo fratello, ma se così fosse, allora probabilmente sarebbe un
bene.

Dopo il bagno mi cambiai e andai via sulla bicicletta che avevo comprato circa un mese fa. In bici i
15 Kilometri per la mia destinazione erano una distanza notevole, ma quell'onere era proprio ciò
che ci voleva per il mio recupero.

Il viaggio mi portò in un ospedale di recente costruzione alla periferia di Tokorozawa City, nella
prefettura di Saitama.

Il reparto superiore dell'ospedale … era lì che lei riposava silenziosamente.

Due mesi fa, in cima al 75° piano di «Aincrad» avevo sconfitto il boss finale Heathcliff «Holy
Sword», così facendo avevo completato quel gioco mortale. In seguito, mi svegliai in una stanza
d'ospedale e mi ritrovai nuovamente nel mondo reale.

Ma lei, la mia compagna, la persona più importante per me, Asuna «the Flash», non aveva fatto
ritorno.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Non fu molto difficile indagare su di lei. Subito dopo aver ripreso conoscenza in un ospedale di
Tokyo, avevo lasciato la mia stanza vagando con passi instabili, ma fui scoperto subito dagli
infermieri che mi riportarono indietro. Una decina di minuti dopo, un uomo ben vestito si precipitò
a farmi visita mentre boccheggiava per riprendere fiato. Si era presentato come un rappresentante
del «Ministero degli Affari Interni- Divisione contromisure SAO »

L’organizzazione con questo nome altisonante pare si formò subito dopo lo scoppio dell’incidente
di SAO, ma in questi due anni non c’era stato niente che potessero fare. Tuttavia era inevitabile che
andasse così. Se avessero messo incautamente le mani sul server senza annullare il programma di
protezione creato del programmatore Kayaba Akihiko, la mente di questo incidente, diecimila
persone sarebbero morte. Nessuno voleva una tale responsabilità.

Riorganizzandosi, fecero dei preparativi per osservare meglio lo stato delle vittime che giacevano in
ospedale. La loro unica speranza - una piccola luce, ma con un grande compito - era quella di
rilevare le informazioni del giocatore attraverso i dati del server.

Riuscirono così a seguire i miei progressi sul fronte, tenendo conto del livello dell’account, della
posizione e del ruolo vitale come giocatore nel «Gruppo di Cattura» che tentava di completare
Sword Art Online. Di conseguenza, quando i giocatori di SAO di tutto il paese si svegliarono, gli
agenti del ministero si precipitarono nella mia stanza, sperando di capire meglio quanto fosse
appena avvenuto.

Rivelai le mie condizioni al funzionario del governo con gli occhiali bordati di nero che scrutava nel
mio sguardo. Avrei raccontato loro tutto ciò che sapevo. In cambio, loro erano tenuti a dirmi quello
che volevo conoscere.

Quello che volevo sapere era chiaramente dove fosse Asuna. Dopo pochi minuti al telefono, l’uomo
con gli occhiali si voltò e parlò, con espressione chiaramente confusa.

“Yuuki Asuna è stata ricoverata in un altro istituto medico a Tokorozawa. Tuttavia, lei non si è
svegliata... e non solo lei, anche altri 300 in tutto il paese non si sono ancora svegliati.”

Inizialmente pensarono che fosse semplicemente il risultato di un piccolo lag nel server. Tuttavia, le
ore si tramutarono in giorni mentre Asuna e gli altri dovevano ancora svegliarsi.

Che sia scomparsa o meno, la cospirazione di Kayaba Akihiko continuava a causare grande
turbamento in tutto il mondo, ma le mie opinioni correvano al contrario. Ricordo ancora la
distruzione di Aincrad, avvolta nel rosso del tramonto.

L’aveva certamente detto. Avrebbe liberato tutti i giocatori sopravvissuti. Inoltre, in quel momento
non aveva più ragioni per mentire. Si era lasciato scomparire definitivamente insieme a quel mondo,
questo lo credo con tutto il cuore.

Comunque, che si tratti di un incidente imprevisto o secondo la volontà di qualcuno, il server di


SAO, che doveva essere completamente formattato/resettato, continuava a operare. Il Nerve Gear di
Asuna non faceva eccezione, legando la sua anima nelle sue profondità. Cosa c’era nel suo
profondo non ne avevo la più pallida idea, ma se… se… se potessi tornare in quel mondo anche
solo per una volta...

Se Suguha avesse saputo quello che avevo fatto allora si sarebbe infuriata. Lasciando una nota, sono
entrato nella mia stanza, misi il mio Nerve Gear e avviai il client di SAO. Sarebbe stato sicuramente
sufficiente, invece un messaggio d’errore apparve con freddezza davanti ai miei occhi, «Errore:
Impossibile connettersi al server».

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Una volta che la mia riabilitazione fu completa, la mia libertà di movimento era stata ripristinata, e
da allora fino ad oggi, prestavo periodicamente visita ad Asuna.

E’ stato un periodo estremamente difficile. Il sentimento di qualcosa di più importante di ogni altra
che ti viene strappato via senza una ragione era molto più doloroso di un qualsiasi danno fisico o
mentale. Ancora peggio nelle mie condizioni, impotente come un bambino.

Continuando il viaggio di 40 minuti, pedalando a un ritmo lento, presi la strada principale e girai su
una tortuosa strada collinare. Ben presto, un enorme edificio apparve di fronte a me. Era una
gestione privata all’avanguardia, un’istituzione medica.

La guardia di sicurezza all’ingresso, ormai un volto familiare, non si preoccupò di chiedere il


motivo della visita. Parcheggiai la mia bicicletta in un angolo dell’enorme parcheggio. Alla
scrivania della reception del primo piano, che portava l’aspetto di una hall di un hotel d’alta classe,
mi era stato rilasciato un pass per i visitatori. Lo attaccai al petto e presi l’ascensore.

In qualche secondo, raggiunsi il piano superiore, il 18esimo, e la porta si aprì lentamente. Camminai
a sud per il corridoio vuoto. Questo piano aveva molti pazienti lungodegenti, ma vedere altre
persone qui era un evento raro. Finalmente, alla fine del corridoio, una porta color verde pallido
entrò nel mio campo visivo. C’era una scialba targhetta sul muro accanto alla porta.

«Yuuki Asuna», sotto al display c’era una sottile fessura verso la quale io stavo correndo. Sganciai
il pass dal mio petto e feci scivolare il suo bordo inferiore nell’apertura. La porta si aprì con un
debole suono elettrico.

Avanzando nella stanza, fui avvolto dalla fragranza rinfrescante dei fiori. Fiori freschi che
decoravano la stanza in contrasto con la stagione invernale. L’interno della spaziosa camera
d’ospedale era stato suddiviso con delle tende, in cui entrai lentamente.

“Per favore fai che sia sveglia...”. Toccai la tela, pregando per un miracolo e delicatamente tirai le
tende da parte.

L’unità intensiva di alto livello era simile a quella dove ero stato io - anche il materasso era lo
stesso. La luce del sole brillò sulle coperte bianche, cadendo dolcemente sul volto di Asuna. Se non
la conoscessi così bene, avrei pensato che stesse semplicemente dormendo.

Quando per la prima volta ero andato a visitarla, avevo questo pensiero: mi avrebbe rimproverato
per averla vista in questo modo? Simili preoccupazioni erano subito svanite. Era veramente troppo
bella.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

I suoi bellissimi capelli castani, si intrecciavano come l' acqua sopra al bianco materasso; la sua
carnagione era chiara, con una tinta di rosa nelle sue guance.

Dalla testa ai piedi, era esattamente come nell'altro mondo. Labbra rosse color ciliegia, lunghe
ciglia che tremavano come se si dovessero aprire da un momento all'altro… se non fosse stato per
colpa di quell'elmetto.

Nerve Gear. C’erano tre LED che, brillando come stelle, e segnalavano la continua operatività
celebrale. Adesso come adesso, la sua anima era intrappolata da qualche parte. Presi la sua piccola
mano destra nelle mie e sentii il suo calore. La sensazione che provavo era sempre la stessa.
Trattenni il fiato e mi preparai a gettare via le lacrime qualora avessi pianto...

“Asuna...”

La sveglia dell'orologio mi riportò alla realtà, senza che me ne accorgessi si era già fatta sera.

“Asuna ora io devo andare, ma tornerò presto.”

Ma poi sentii il suono della porta che si apriva e la mia attenzione si pose sui due uomini che
stavano entrando.

“Oh, Kirigaya-kun, scusa per il disturbo.”

Disse il vecchio uomo mentre metteva la tessera dentro la tasca con un’espressione calma in volto.
Apparentemente sembrava un uomo energico e sicuro di sé, ma i suoi capelli grigi al vento erano il
risultato di due anni di preoccupazioni per sua figlia. Era il padre di Asuna, Yuuki Shouzou. Asuna
aveva detto che suo padre era un imprenditore, nonostante ciò la mia sorpresa fu enorme quando
scoprii che era l'amministratore delegato della compagnia elettronica denominata ͨRECTOͩ

Girai la mia testa lentamente e replicai.

“Buongiorno. Scusi se la interrompo, Yuuki-san.”

“Di niente, vieni qui talmente spesso che dovrei essere io a scusarmi. Sono sicuro che anche lei
sarebbe molto contenta.”

Camminò verso il cuscino di Asuna, e, accarezzando distrattamente i suoi capelli, le rivolse uno
sguardo triste. Poco dopo m’introdusse all'uomo che stava dietro di lui.

“Ti presento Sugou-kun, il direttore del nostro reparto di ricerca.”

La mia prima impressione fu nettamente positiva. Era un uomo altro, vestito con un completo grigio
scuro, e con un paio di occhiali con le lenti gialle. I suoi occhi erano nascosti dietro quelle sottili
lenti, e il suo costante sorriso completava il suo aspetto. Immaginai che doveva avere circa
trent'anni.

Mi strinse la mano e disse:

“Piacere di conoscerti. Io sono Sugou Nobuyuki. Tu devi essere l'eroe Kirigaya-kun.”

“Kirigaya Kazuto, il piacere è tutto mio.”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Dopo avergli stretto la mano, mi girai verso Yuuki Shoujou, che si reggeva con le mani la testa,
leggermente piegata verso il basso.

“Riguardo a quella cosa, scusa. I server di SAO sono stati tutti già spenti, quest'incidente è come
quelli visti in tv. Lui è il mio più fidato figlio. È già da un po' di tempo che non ha contatti con la
famiglia.”

“Presidente, questo significa che...”

Sugou si voltò verso Shozou e disse:

“Il prossimo mese, voglio dirlo a tutti quanti chiaramente.”

“Ne è veramente sicuro? È giovane e la sua vita è appena cominciata...”

“Si, vorrei farlo finché Asuna è ancora giovane e bella… vorrei vederla vestita da sposa.”

“Sembra che lei abbia proprio le idee chiare.”

“Detto questo, lascio la stanza. Arrivederci Kirigaya-kun.”

Annuì con la testa, si voltò e uscì, chiudendo la porta dietro di lui. Gli unici rimasti dentro la stanza
eravamo io e Sugou.

Sugou Noboyuki si mosse lentamente verso il letto fermandosi dalla parte opposta alla mia. Prese
una ciocca dei capelli di Asuna e, facendo strani rumori, se la strofinò sulla mano. Questo provocò
un forte senso di disgusto in me.

“Quando eri nel gioco, hai vissuto con Asuna, giusto?” Disse Noboyuki-san.

“...ehm...”

“In questo caso, il nostro rapporto potrebbe essere un po’ complicato.”

Sugou si alzò in piedi, stabilendo un contatto visivo con me. A quel punto capii che la mia prima
impressione su quest’uomo non poteva essere più lontana dalla verità.

Attraverso quelle lenti fini, si vedevano gli occhi con un’espressione maligna12, le sue labbra
formarono un sorriso. Ciò mi diede un senso di freddezza, tanto che mi vennero i brividi lungo la
schiena.

“Riguardo a ciò che ho appena detto...”

Sugou fece un sorriso.

“Asuna si sposerà con me.”


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Non riuscii a dire una parola. Cos' aveva appena detto? Le sue parole sovrastarono il mio corpo
come un'ondata di gelo. Dopo pochi minuti di silenzio, riuscii a dire: “Pensi che io te lo lasci fare?”

“Oh, certamente. Riuscire a sposarsi in queste condizioni sarebbe praticamente impossibile. Sulla
carta io sono un figlio adottivo della famiglia Yuuki. Ma nella realtà lei mi odia.”

Sugou mise il suo dito nelle labbra di Asuna.

“Fermati!”

Senza nemmeno accorgermene, presi la mano di Sugou, allontanandolo dalla faccia di Asuna.

Poi urlai: “Tu, dannato bastardo... Vuoi approfittarti della condizione di Asuna?!”

“Approfittarmi? No, non direi proprio. Dimmi Kirigaya-kun, sai cos' è successo alla compagnia che
ha prodotto SAO, ͨArgusͩ?”

“Ho sentito che sono andati in bancarotta.”

“Esattamente. Lo sviluppo costava molto, poi sono arrivati i debiti del danneggiamento e la
compagnia ha fallito. Da quel momento, il mantenimento dei server di SAO, è gestito dal
dipartimento della tecnologia FullDive della RECTO. Per essere precisi il mio reparto.”

Dall'altra parte del letto, Sugou, guardandomi, si mosse lentamente verso la guancia di Asuna.

“Detto questo, Asuna è ancora in vita perché sono io a permetterglielo. Quindi non pensi anche tu
che dovrei avere qualcosa in cambio? Non è forse così?”

Ogni mio dubbio svanì al solo sentire di quelle parole.

Quest’uomo voleva approfittarsi della situazione di Asuna, per riuscire a esaudire i suoi desideri
d'ambizione.

Girandosi verso di me, face scomparire quel sorrisino dalla sua faccia e mi disse in tono freddo:

“Io non so cosa sia successo tra te e Asuna nel gioco, ma voglio che tu sparisca dalla sua vita da
questo momento. Spero che tu non stabilisca mai più qualsiasi tipo di contatto con Yuuki e la sua
famiglia.”

Strinsi il mio pugno, arrabbiato perché non potevo fare niente. Mi sentii così impotente.

Passarono diversi minuti di silenzio. Poi Sugou disse in tono beffardo:

“La cerimonia si terrà in questa stanza la prossima settimana. Spero che tu verrai, consideralo come
un addio, Hero-kun.”

Volevo una spada, avrei trafitto il suo cuore, tagliato la sua testa. Non so se avesse percepito la mia
agitazione, ma mi diede una botta sulla spalla e lasciò bruscamente la stanza.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Quando tornai a casa, i ricordi del nostro incontro bruciavano ancora nella mia mente. Stavo steso
nel letto fissando il soffitto come stordito.

“Asuna si sposerà con me.”

“Asuna è ancora in vita perché sono io a permetterglielo.”

Il mio dialogo con Sugou risuonò nella mia testa continuamente, come un film che non si ferma mai.
Avevo il cuore a pezzi.

Ma ―― Tutto questo potrebbe essere stato causato sa un forte senso di autocoscienza.

Sugou è sempre stato uno molto vicino alla famiglia Yuuki. Forse è questa la ragione per cui è
riuscito a diventare il fidanzato di Asuna. Avendo la fiducia di Yuuki Shouzou, è riuscito ad
ottenere grandi responsabilità alla RECTO. Forse Asuna era già la sua promessa come sposa prima
che c'incontrassimo su Aincrad. Comparato al suo, il nostro tempo insieme è stato praticamente pari
a zero, se non un pia illusione. Il fatto di non voler lasciare Asuna nelle mani di quell'uomo era
come il capriccio di un bambino.

Per noi la realtà era il castello fluttuante di Aincrad. Le promesse che ci siamo fatti, le parole
scambiate, tutto splendeva come la brillantezza di una gemma.

“Voglio rimanere con Kirito per sempre....”

Le parole e il sorriso di Asuna scivolarono via.

“Perdonami... perdonami, Asuna... io … non posso fare niente...”

Lacrime di tristezza scesero lungo le mie guance, potsu, potsu13, e caddero sui miei pugni stretti.


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Onii-chan, il bagno è libero!”

Urlò Suguha alla stanza di Kazuto, al secondo piano, senza alcuna risposta.

Quel pomeriggio, dopo essere tornato dall'ospedale, Kazuto si era chiuso in camera sua, senza
scendere nemmeno per la cena.

Suguha mise la mano sul pomello della porta, esitando. Se suo fratello si fosse messo a dormire,
senza riscaldamento, avrebbe potuto prendere un raffreddore, pensò, e girò la maniglia con forza.

Kacha14~ la porta si aprì rivelando la stanza sommersa nel buio.

Deve essere addormentato, pensò. Si volse per lasciare la stanza, ma un’ondata d’aria gelida la
colpì, facendole venire i brividi. La finestra doveva essere aperta. Sembra che non ci sia altro da
fare, pensò scuotendo la testa.

Camminò in punta di piedi per la stanza, facendosi strada verso la finestra, e trovò suo fratello
rannicchiato nel letto, ancora sveglio.

“Ah, scusa Onii-chan, pensavo che ti fossi già addormentato” fu la risposta di Suguha.

Dopo pochi minuti di silenzio Kazuto replicò con una voce priva di emozioni: “Scusa se te lo
chiedo, ma puoi lasciarmi solo?”

“Ma la stanza è gelata …”

Suguha prese le mani di Kazuto nelle sue e sentì che erano fredde come il ghiaccio.

“Così non va bene, le tue mani sono gelate, ti prenderai un raffreddore. Dai fatti una doccia.”

Dentro la stanza filtrava qualche raggio di luce proveniente da un lampione nella strada di fronte,
illuminando la faccia di Kazuto. In quel momento Suguha capì che era successo qualcosa a suo
fratello.

“Cos'è successo?”

“Niente.”

La sua risposta era soffocata.

“Ma...”

Senza farla finire si portò le mani davanti alla faccia. Nascondendosi da Suguha, con
autocommiserazione disse: “Sono veramente inutile. Non è passato molto tempo da quando mi sono
promesso di non dire più queste parole...”

Senza che potesse dire altro, Suguha aveva già capito cos'era successo. Parlando con una flebile
voce disse: “Quella persona... Asuna-san... Cosa le è successo?”

Il corpo di Kazuto s’irrigidì. Con una voce bassa, piena di dolore, rispose: “Asuna è andata da
qualche parte, lontano. In un posto... dove le mie mani non possono raggiungerla...”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Questa volta le disse tutto in modo chiaro. Le toccò il cuore guardare Kazuto che piangeva come un
bambino di fronte a lei.

Chiuse la finestra, tirò le tende, accese il riscaldamento e si sedette vicino a lui. Prima di prendere di
nuovo quelle mani gelate esitò un momento. Il corpo di Kazuto si rilassò in un istante.

Suguha gli sussurrò:

“Se lei è realmente la persona che tu ami, non devi arrenderti così facilmente.”

Dire quelle parole fu molto difficile, mentre parlava sentì il suo petto essere trafitto da una spada.
Nel profondo del suo cuore il dolore aumentava. Com’era successo al fratello, anche a lei stava
accadendo la stessa cosa.

――Vale anche per me, non posso mentire a me stessa ancora per molto.

Suguha sostenne suo fratello, adagiandolo dolcemente nel suo letto. Prese le coperte e coprì
affettuosamente Kazuto.

Non sapeva per quanto tempo aveva tenuto suo fratello, ma il suo pianto divenne presto un dormire
pacifico. Suguha chiuse gli occhi, il suo cuore le sussurrava quietamente.

――/on mi rimane altro che arrendermi. Tutto ciò che posso fare è seppellire questi sentimenti.

Perché il cuore di Kazuto è già suo.

Le lacrime scendevano lentamente lungo le guance di Suguha, poi lungo le coperte, prima di
scomparire completamente.

Il mio dolce sonno fu interrotto da un'improvvisa ondata di calore.

Non ero ancora completamente sveglio, ma sentivo uno strano tepore sopra di me, erano i raggi del
sole che accarezzavano la mia guancia.

I miei occhi erano chiusi, abbracciai la forma accanto a me. Eravamo talmente vicini che potevo
sentire il suo respiro, quindi aprii un po’ i miei occhi...

“Uwwah!?”

Emisi un grido, poi balzai indietro di cinquanta centimetri più o meno. Il mio corpo si mise in una
posizione seduta, quindi guardai intorno a me.

Questo era ciò che avevo sempre sognato. Aincrad, ventiduesimo piano, la casa nella foresta –
impossibile. Parte della realtà era lì, la mia stanza, il mio letto. Ma oltre a me c'era un’altra persona.

Ero senza parole, pienamente sveglio mi alzai velocemente; con i suoi capelli neri e corti, Suguha si
riposava, dormendo sul mio cuscino.

“Come... come può...”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Dopo averci pensato un po’ su, finalmente ricordai cos'era successo. Giusto, la scorsa notte, dopo
essere tornato dall'ospedale, avevo parlato con Suguha. Tra dolore e disperazione era riuscita a
confortarmi e infine mi ero addormentato.

“Sembra proprio una bambina.”

Dopo un attimo di vergogna, guardai Suguha, ancora addormentata.

A un tratto mi ricordai che qualcosa di simile era accaduto in 'quel' mondo. Suguha assomigliava
molto a quella Beast Tamer15 che avevo incontrato verso il quarantesimo piano 16. Anche lei, nel
mio letto, mi aveva dato simili problemi.17

Sorrisi al ricordo. Il mio incontro con Asuna e con Sugou Noboyuki continuava a risuonarmi nella
testa, ma il senso di dolore era scomparso lentamente la scorsa notte.

I miei ricordi di quel mondo - il castello fluttuante di Aincrad - erano dei tesori molto importanti per
me. Ricordi felici, ricordi tristi - troppi per contarli- ma tutti reali e non avevo intenzione di
scordarmeli, specialmente il patto che avevo fatto con Asuna: ci saremmo incontrati ancora una
volta nel mondo reale. Doveva esserci qualcosa che potevo fare.

Mentre pensavo a questo, le parole di Suguha risuonarono nella mia testa.

“Arrendersi... Non è permesso...”

“Ciò che hai detto è assolutamente vero” risposi. Quindi alzandomi, toccai la faccia di Suguha con
il mio dito.

“Ehi svegliati, è già mattino.”

“Hmmph”

Suguha emise un grido di stanchezza. Le tolsi le coperte e le tirai le guance.

“Alzati, è già tardi.”

Suguha finalmente aprì gli occhi.

“Ah, buongiorno, Onii-chan…” borbottò.

Poi, mi guardò con sorpresa e velocemente volse lo sguardo attorno alla camera. I suoi occhi ancora
addormentati si allargarono in un attimo e le sue guance divennero rosse.

“Ah! Uhm, io...”

Anche le sue orecchie divennero rosse, saltò via dal letto e lasciò la camera il più veloce possibile.

“Onestamente”


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Scossi la testa e mi alzai per andare ad aprire la finestra, per far sì che un po' d'aria fresca mandasse
via tutta la stanchezza.

Mentre mi cambiavo per andare a fare il bagno arrivò una «/otifica».

Era un suono elettronico e vidi che l'allarme delle e-mail stava lampeggiando, quindi mi sedetti e
aprii il mio terminale EL.

Durante i miei due anni di sonno la struttura dei computer aveva subito notevoli cambiamenti. Il
vecchio HDD (Hard Disk Drive) era scomparso senza lasciare traccia, sostituito dal nuovo SDD
(Sold Storage Drive) che era diventato il nuovo standard e che non produceva la cosiddetta
memoria ultra-volatile chiamata MRAM. Non bisognava più aspettare un’eternità per trasferire
documenti, avveniva tutto in un istante. L’e-mail era stata spedita da una persona di nome ͨAgilͩ.

Nel 50esimo piano di Aincrad aveva vissuto Agil, il proprietario della drogheria di 'Algade'.
Avevamo scambiato gli indirizzi e-mail quando c’eravamo incontrati per la prima volta a Tokyo,
ma questa era la prima volta che ci mettevamo in contatto. Il titolo dell'e-mail diceva: “GUARDA
QUESTO”. Quando la aprii, vidi che non c'era alcun testo, ma solo un'immagine in allegato.

Scorsi giù nella pagina e aprii l'immagine, quindi aspettai che fosse caricata.

La composizione era incredibile. Potevi vedere bellissime luci e colori che, ovviamente, non
potevano essere del nostro mondo ma piuttosto generate dalla computer grafica, un mondo
immaginario. In primo piano si vedeva una gabbia dorata e al suo interno un tavolo e una seggiola
entrambi bianchi. Una ragazza, vestita di bianco, sedeva lì. Guardando attentamente la sua faccia—

“Asuna!?”

L'immagine era veramente pessima, ma quella ragazza, quei lunghi capelli color nocciola, la faccia
disperata e le mani piegate sopra il tavolo. Guardando un po' più da vicino, si vedevano ali
trasparenti dietro di lei.

Presi il telefono che stava sopra il tavolo, velocemente composi il numero che avevo nella rubrica.
Il suono d’attesa deve essere durato pochi secondi, ma a me erano sembrate ore. Finalmente rispose
l’altra persona con una voce profonda.

“Buongiorno-”

“Ehi!! Dove hai trovato quella foto?”

“Aspetta Kirito, prima dovresti dire chi sei.”

“Non ho tempo! Sbrigati e dimmelo!”

“È una lunga storia, puoi venire da me?”

“Ok, verrò immediatamente.”

Senza aspettare risposta, chiusi il telefono e presi un cambio di vestiti. Nella mia vita credo di non
essermi mai fatto la doccia, asciugato i capelli e vestito così velocemente come adesso; e in poco
tempo ero pronto a uscire con la mia bicicletta. La strada non mi sembrò mai così lunga, sebbene
l’avessi fatta molte volte.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Il bar di Agil si trovava nella città di Taito Okacimachi. Vidi presto l’insegna nera decorata con due
dadi e il nome del locale: ͨDicey Caféͩ͘

Spalancai la porta, provocando il suono della campanella che vi era attaccata. Un uomo pelato al
balcone mi guardava. Non si vedeva nessun cliente.

“Oh, sei stato veloce.”

“A quanto pare non hai molta gente come sempre. Come ha fatto a sopravvivere per questi due
anni?”

“A quest'ora non c’è nessuno, il locale si anima durante la notte.”

La breve conversazione mi calmò un po’, come se fossi tornato indietro in quel mondo.

Il nostro incontro fu molto simile a quello che abbiamo avuto alla fine del mese scorso. A quel
tempo ricevetti i nomi reali e gli indirizzi di alcuni giocatori dal Ministro degli Affari Interni: Klein,
Nishida18, Silica, Lisbeth e altri ancora. Nonostante c’erano molti giocatori che volevo rivedere, una
volta tornati nel mondo reale fu molto difficile incontrarsi. Il primo posto che visitai fu proprio
questo negozio.

“Quindi, di cosa vorresti parlare?”

Il proprietario del negozio sembrava un po' triste.

Il suo vero nome era Andrew Gilbert Mills. Trovai incredibile che gestisse un negozio anche nel
mondo reale.

Sebbene fosse Afro-Americano, i suoi genitori presero in simpatia il Giappone; così lui aprì il suo
coffee shop-bar qui, in Okachimachi all'età di 25 anni. Inoltre tra i suoi clienti trovò una splendida
moglie. In seguito anche lui fu intrappolato nella realtà virtuale di SAO per due anni. Quando
ritornò, pensò che il suo negozio fosse rimasto chiuso tutto questo tempo, invece era rimasto aperto
grazie ai sacrifici della moglie. Veramente una storia toccante.

Sinceramente, era un po' strano che questo bar avesse così pochi clienti. Il locale aveva un design
moderno, con quattro sedie e un bancone: un posto vivace e colorato che era attraente e rilassante
allo stesso tempo.

“Quindi, dimmi cosa sai riguardo a questa foto?”

Il proprietario non rispose, ma lo guardai mentre prendeva un pacchetto rettangolare e me lo portava.

La confezione era chiaramente quella di un gioco. Prestai particolare attenzione alla parola
«AmuSphere»nell’angolo destro.

“Non ho mai sentito parlare di questo hardware prima d'ora.”

“ͨAmuSphereͩ è uscito mentre noi eravamo prigionieri di quel mondo. È la nuova generazione
della tecnologia FullDive, il successore del Nerve Gear.”


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Mentre guardavo il logo incerto, Agil mi spiegò brevemente.

Dopo l'incidente, il Nerve Gear fu marchiato come 'la macchina del diavolo', dopodiché nessun
produttore osò investire sulla tecnologia di gioco FullDive. Ma, sei mesi dopo l'incidente di SAO,
fu fondata una nuova compagnia con lo slogan “sicurezza assoluta”. Rilasciò il successore del
Nerve Gear ma, siccome noi eravamo intrappolati dentro Aincrad, non ne abbiamo saputo nulla.

Questa spiegazione mi aiutò a capire un po' meglio, ma siccome non avevo prestato molta
attenzione ai nuovi giochi usciti, non avevo una chiara visione di tutto questo.

“Quindi questo è un altro VRMMO?”

Presi in mano la scatola e la osservai attentamente. La figura mostrava una foresta profonda
illuminata da una luna piena, in primo piano c'era una ragazza vestita in modo fantasy. Con una
spada nella mano, fluttuava a mezz'aria grazie ad ali trasparenti. Sotto l’illustrazione si leggeva il
titolo – ͨALfheim Onlineͩ.

“ALfheim... Online? Cosa significa?”

“Significa letteralmente ͨcasa degli elfiͩϭϵ͘”

“Elfi?” Rimasi un po' a bocca aperta. “Questo gioco non è molto serio, vero?”

“Potrebbe anche essere, ma ho sentito che è un po' difficile.”

Agil mi portò una tazza di caffè, ridendo. Felice di ciò, la alzai e continuai a fargli domande.

“Qual è il livello di difficoltà?”

“Il sistema mette le skill a livello Estremo e il gioco si focalizza solo su quelle del giocatore. Questo
incoraggia il PKing.20”

“Estremo...?”

“I ͨlivelliͩ non esistono in questo gioco. Solo le skill possono aumentare di livello se si continua a
usarle a ripetizione. Il sistema di battaglia rileva l’abilità atletica del giocatore, invece delle Sword
Skills di SAO. A parte piccole differenze, la tecnologia è molto simile a quella di SAO.

“Ah! Sembra molto impressionante.”

Feci un fischio di approvazione. La città fluttuante di Aincrad era stata creata degli enormi sforzi
del genio del male Kayaba Akihiko. L'esistenza di un'altra realtà virtuale paragonabile a quella era
un po' difficile da credere.

“Il sistema incoraggia il PKing?”

“All'inizio, i giocatori possono scegliere tra le varie tipologie di fate, e solo attraverso le faide tra le
razze che questo è possibile.”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Questo è difficile in modo ridicolo. Visto l’alto livello della tecnologia sembra creato apposta per i
fanatici dei videogiochi, non venderà molto.” Dissi aggrottando le sopracciglia.

Appena Agil mi sentì, il suo sguardo serio diventò un sorriso.

“Ho pensato anch'io la stessa cosa, ma adesso credo che sia diventato molto popolare tra il pubblico,
probabilmente perché in quel gioco puoi «volare».”

“Volare..?

“Con delle ali fatate. Diversamente dai giochi precedenti, il controller è equipaggiato con un motore
di volo, che ti permette di volare liberamente.”

Prima d'ora non avevo mai pensato alla possibilità di volare. Dopo l'uscita del Nerve Gear, diversi
giochi con la simulazione di volo furono sviluppati, ma erano tutti controllati attraverso il controllo
veicolare. Il volo non era stato introdotto facilmente, perché l’uomo non aveva nessuna esperienza e
non riusciva a controllarlo.

In quel mondo immaginario, il giocatore può fare le stesse cose che fa nella realtà. Ma per contro
ciò che si può fare in quel mondo non si può fare nella realtà. Spiegare le ali non dovrebbe essere
tanto difficile, ma il movimento muscolare associato al muoverle non è tanto facile da controllare.

In SAO, io e Asuna avevamo un'incredibile abilità di salto, paragonabile a un volo, ma volare


liberamente non era permesso da nessuna parte.

“Il concetto di poter volare è fantastico, ma come funziona esattamente?”

“Chi lo sa, ma deve essere fastidioso. All'inizio, devi volare attraverso un joystick a una mano.”

“...”

All' improvviso mi venne il desiderio di giocare, ma mi lasciò immediatamente e tornai a bere la


mia tazza di caffè.

“Ok, adesso ho un’idea generale sul funzionamento del gioco. Ma tornando al discorso principale,
cosa significa questa foto?”

Agil prese un foglio di carta da sotto il balcone, e lo posò davanti a me. Erano delle foto.

“Cosa vedi?”

Dopo aver sentito la domanda, guardai un attimo la foto, prima di rispondere.

“Assomiglia molto... ad Asuna...”

“Sapevo che l’avresti detto. È uno screenshot del gioco, anche se la qualità è veramente bassa.”

“Sbrigati e spiega.”

“È una screenshot di quel gioco, ALfheim Online.”

Agil mi diede il gioco e la foto. C'era anche un altro screenshot con una mappa del mondo divisa in
territori, e al centro c'era un grande albero.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫFairy Dance

“Quello è l'Albero del Mondo, o Yggdrasil.”

Agil puntò il dito verso l'albero.

“Lo scopo dei giocatori è di arrivare per primi alla cima dell'albero.”

“Ma non si potrebbe semplicemente volare si lassù?”

“Indipendentemente da quanta resistenza possiedano per volare, ci sono dei limiti. Perfino
raggiungere il ramo più basso è impossibile. Ad ogni modo, non sono altro che persone alle quali
saltano in mente solo idee folli, come cinque persone che usano i loro limiti di volo come razzi a più
fasi al fine di portarsi più in alto.”

“Ahahah, è così allora. Anche se la chiami folle idea, credo che sia abbastanza creativa.”

“Ah, apparentemente fu un successo. Comunque, i rami sono molto fragili, e così realizzarono di
aver già raggiunto un gran traguardo. Per provare di essere riusciti a farlo, scattarono un sacco di
foto. Una di quelle raffigurò una gabbia appesa a un grosso ramo.”

“Una voliera...”

Le mie parole si portarono dietro emozioni indescrivibili, le quali causarono sulla mia fronte un
solco. Intrappolata … questo pensiero s’insinuò immediatamente nella mia mente.

“Questa foto fu scattata nel momento in cui lo raggiunsero.”

“Ma perché Asuna si trova lì?”

Presi di nuovo il gioco, e lo fissai.

Mi concentrai sull’immagine in fondo alla scatola. «RECTO Progress».

“Che succede, Kirito? Stai diventando un po’ pallido.”

“Niente… non ci sono altre immagini? Per esempio, «altri da SAO», a parte Asuna, chi deve ancora
fare ritorno?”

Alla mia domanda il barista si accigliò scuotendo la testa.

“No, credo di aver sentito qualcosa su quell’effetto. Ma queste immagini di «ALFheim online» non
spiegano nulla. Non gridare al lupo per questo.”

“Sì, lo so.”

Guardai in basso, ripensando a ciò che quell’uomo – Sugou Nobuyuki – mi disse.

Il manager dei server di SAO ora era lui, disse alla fine. A proposito di questo, parlò del fatto che i
server sono come una scatola nera, non possono essere manipolati dall’esterno. In quel momento,
tutto iniziò ad avere senso.

Comunque, se Asuna continuerà a dormire, potrebbe essere un vantaggio per lui. Inoltre, una
ragazza molto somigliante ad Asuna è stata intrappolata in un VRMMO creato da niente di meno
che da una filiale della RECTO. Impossibile che si tratti di una coincidenza.



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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫFairy Dance

Pensai di mettermi in contatto con il Ministro degli Affari Interni, ma cambiai immediatamente idea.
Le mie considerazioni erano troppo vaghe, e non avevo nessuna prova concreta.

Alzai lo sguardo, fissandolo negli occhi.

“Agil, posso prenderlo?”

“Certo… Vuoi andare a dare un’occhiata?”

“Sì, voglio avere una conferma.”

Per la prima volta, Agil, si lasciò sfuggire un’espressione titubante. Entrambi avevamo capito la
pericolosità del VR21.

Scrollai le spalle e mi misi a ridere.

“ Credo che se volessi provarlo dovrei comprarmi una nuova console.”

“Il Never Gear gira bene. L’AmuSphere è solo una versione con performance superiori.”

“Fantastico.”

Alzai le spalle. Agil sorrise debolmente.

“Beh, questa non è la prima volta che salvi qualcuno intrappolato nel proprio inconscio.”

“Non ha importanza quante volte verrà intrappolata o imprigionata, o per quante volte dovrò farlo.”

Ed era così. Asuna ed io non avevamo altro contatto se non tramite internet e il NeverGear. Non a
voce né tramite lettere.

Ma i giorni di attesa erano finiti. Finii il mio caffè in un sorso, mi alzai. Il bancone di Agil era
all’antica, tipo quello del negozio che aveva in SAO, completamente sprovvisto di registratore di
cassa elettronico. Tirai fuori un po’ di monete e le appoggiai sul bancone.

“Ora devo andare. Grazie per le informazioni.”

“Puoi ringraziarmi dopo per le informazioni. Ora devi salvare Asuna, così potremmo finalmente
scrivere la parola ‘fine’ a tutto questo.”

“Giusto. Un giorno, tutto ciò finirà.”

Mi colpii il palmo della mano con il pugno. Poi aprii la porta e uscii.

Suguha era sdraiata sul letto, prima di girarsi e schiacciare la faccia contro il cuscino e prendere a
calci il letto per qualche minuto.


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫFairy Dance

Era già mezzogiorno, ma stava ancora indossando il pigiama. Era lunedì 20 gennaio e le vacanze
invernali erano già finite, ma Suguha, essendo al terzo semestre del terzo anno delle scuole medie
poteva frequentare come voleva. Proprio per questa ragione frequentava solo quando doveva andare
al club di kendo.

Proprio adesso la sua mente le stava mostrando ancora e ancora il passato, e aveva perso il conto di
quante volte era accaduto. La scorsa notte – per scaldare Kazuto, si era messa sotto le coperte con
lui, i loro corpi si trovavano indissolubilmente vicini prima che si addormentassero assieme. Ci
vollero una decina di secondi prima che il sonno arrivasse, e la sua debole costituzione fu, ora, una
causa di rammarico.

“… sono un’idiota! Idiota! Idiota!” urlò dentro di se mentre prendeva a pugni il cuscino.

Avrei dovuto alzarmi prima di lui e sgattaiolare via, invece si è svegliato prima di me, ora come
potrò guardarlo in faccia?

L’imbarazzo e la vergogna si mischiarono all’amore che stava nascondendo, il dolore lancinante al


petto le impediva di respirare. Si coprì il viso con le mani, e improvvisamente comprese che il suo
pigiama aveva ancora il profumo di suo fratello, causando altri palpiti al suo cuore.

Comunque, allenarmi con lo shinai mi calmerà, decise, alzandosi in piedi. Nervosa, non sapeva
decidere se dovesse indossare il suo kendogi 22, oppure dei vestiti a caso, ma si cambiò in fretta e
scese in cortile ad allenarsi.

Oggi, Kazuto era uscito per chissà dove - lei non sapeva esattamente dove fosse e sua madre,
Midori, usciva sempre prima di mezzogiorno per andare a lavoro. Suo padre, Minetaka, era tornato
in America appena dopo capodanno, lasciando Suguha sola a casa. Prese dal tavolo della colazione
un muffin al formaggio in maniera sicuramente poco femminile, con l’altra mano afferrò un
bicchiere di succo d’arancia prima di sedersi un attimo in corridoio.

Proprio nel momento in cui azzannò il muffin, Kazuto spuntò dal cancello spingendo la bici,
catturando il suo sguardo.

“Guu!!”

Un pezzetto del muffin le andò di traverso, iniziò a muovere freneticamente la mano per
raggiungere il bicchiere con il succo - realizzando però che la cannuccia non c’era.

“Uahh, guu~~!”

“Oi oi”

Kazuto corse da Suguha, prese il bicchiere e ci mise velocemente la cannuccia per poi passarglielo.
Suguha bevve avidamente, fino a riuscire a mandar giù quel maledetto pezzetto di muffin.

“Uah! Cavolo… Questa volta ho pensato davvero di morire.”

“Che ragazza impaziente! Non lo sai che si dovrebbe mangiare più lentamente?”

“Mmm~”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫFairy Dance

Imbarazzata, abbassò lo sguardo per guardarsi i piedi. Kazuto si sedette affianco a lei, chinandosi
per allacciarsi le scarpe. Tramite la visione laterale, Suguha, poteva vedere il profilo di Kazuto, nel
frattempo diede un altro morso al muffin. In quel momento il ragazzo iniziò a parlare.

“Già, Sugu, riguardo la scorsa notte…”

Suguha soffocò e bevve di nuovo con ingordigia.

“S-Sì?”

“Umm, ecco… Grazie!”

“Eh…?”

Sentendo parole tanto inaspettate, Suguha, non poté fare altro che fissare Kazuto.

“Grazie a te, il mio spirito si è rigenerato. Io, non mi arrenderò. La salverò e te la farò incontrare.”

Ignorando il dolore del suo cuore, sorrise e rispose, “Mm. Buona fortuna! Mi piacerebbe incontrare
Asuna-san.”

“Voi due andreste d'accordo!”

Kazuto le diede una pacca sulla testa e si alzò.

“Allora, a dopo.”

Con ciò, Kirito iniziò a correre su per le scale verso il secondo piano, e vedendolo passare, Suguha,
si lanciò l’ultimo pezzetto di muffin in bocca.

͸͸ Fai del tuo meglio… anche per me…?

Raggiungendo lo stagno in giardino, Suguha iniziò il suburi23. Tenendo stretto il suo shinai iniziò a
muoversi in quella che poteva quasi essere chiamata una danza, e lentamente, iniziò a riscaldare la
muscolatura.

In passato, oscillare lo shinai era tutto ciò di cui aveva bisogno per svuotare la mente, ma oggi tutto
era cambiato. Tutto ciò che occupava la sua mente sembrava impossibile da cancellare, saldamente
ancorato al suo posto.

――Mi piace Onii-chan... è veramente un bene?

La scorsa notte, a causa di quei pensieri, aveva già deciso di rinunciare. Nel profondo del cuore di
Kazuto c’era solo quella persona; questo l’aveva ben chiaro, ma ciò non attenuò il dolore.

――Ma... forse è meglio così.

Era divisa, persino in conflitto, non era chiaro il motivo per il quale fosse diventata così
consapevole di Kazuto. Lei, comunque, era conscia di quando tutto ebbe inizio.


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Due mesi prima sua madre fu contattata dall’ospedale, dove lei volò senza un attimo di esitazione
per appoggiarsi accanto a Kazuto, con gli occhi pieni di lacrime e un sorriso illuminato dalla gioia.
Kazuto tese la mano, rispondendo con un tono nostalgico. Da quel momento, un sentimento iniziò a
germogliare nel cuore di Suguha. Volevo essere più vicina a lui, volevo parlare più con lui, volevo
gettarmi su di lui, ma questo, ovviamente, non era possibile.

Anche solo stare al suo fianco e guardarlo era sufficiente, Suguha se ne assicurò mentre iniziava
nuovamente a far oscillare il suo shinai. S’immerse talmente nella pratica che non si rese conto di
quanto tempo fosse passato, fino a quando non si fermò a guardare l’orologio per scoprire che
mezzogiorno era già volato via.

“Ah, non posso andare avanti così. Devo incontrare qualcuno.”

Cessando le sue oscillazioni nel vuoto, appoggiò lo shinai lungo il fianco di un pino vicino e prese
l’asciugamano per togliersi il sudore. Come alzò la testa verso l’alto l’azzurro del cielo fece
capolino tra le nuvole.

Tornai nella mia stanza, e misi la vibrazione al mio telefono. Mi sedetti sul letto e aprii il mio zaino,
poi tirai fuori il gioco che Agil mi aveva dato.

«ALfheim Online».

Non ne avevo sentito parlare molto, così lessi l’opuscolo informativo. Solitamente, prima di giocare
a un MMORPG, volevo raccogliere prima informazioni attraverso una serie di riviste e forum, ma
stavolta non avevo nemmeno esitato. Aprii la confezione del gioco e presi la ROM all’interno.
Collegai il router nel Nerve Gear e inserii la ROM nell’apposito slot. Dopo alcuni secondi, la spia
principale smise di lampeggiare diventando invece fissa.

Seduto sul mio letto, posi il Nerve Gear sopra i miei occhi con entrambe le mani.

Il Nerve Gear che prima era lucente ora era leggermente danneggiato, e la vernice si staccava in più
punti. Per due anni, era stato allo stesso tempo il mio rapitore così come il più affidabile compagno
d’armi.

――Per favore rendimi forte, ancora una volta.

Con questi pensieri in mente, misi il Nerve Gear sulla mia testa e allacciai il cinturino. Con il telaio
in posizione e gli occhiali infilati, chiusi i miei occhi.

L’ansia e l’eccitazione portarono il mio cuore a battere rapidamente. Mentre tentavo di rallentare la
mia tachicardia, dissi, “LINK START!”

La luce che passava attraverso le mie palpebre chiuse scomparve improvvisamente. La trasmissione
dei miei nervi ottici era stata bruscamente interrotta e i miei occhi erano avvolti nelle tenebre.

Immediatamente, una luce color arcobaleno apparve e un informe «Nerve Gear» si trasformò
gradualmente in un logo. Le immagini, che inizialmente erano confuse, avevano lo scopo di
verificare il collegamento alla mia corteccia visiva. Alla fine, una riga di testo apparve sotto il logo
per confermare che la connessione visiva fosse apposto.



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Venne poi la volta del test sonoro, dove risuonavano strani suoni. Inizialmente erano distorti ma
lentamente divennero belli e cambiarono in tonalità e armonia, per poi scendere progressivamente
di volume fino a scomparire. Quando fu completato, una riga di testo sembrava confermare che la
connessione al nervo uditivo fosse funzionante.

Il processo iniziale di connessione continuò. Ora si era passati alla sensazione del tatto e della
gravità, la sensazione del mio letto e del peso scomparve. Mentre i test di connessione proseguivano
in vari sensi, il numero degli Ok indicò il collegamento riuscito. Se la tecnologia FULLDRIVE
fosse migliorata questo processo dovrebbe essere ridotto drasticamente, tutto quello che potevo fare
era aspettare che finisse.

Finalmente, l’ultimo OK apparve e un istante dopo mi portò a cadere attraverso l’oscurità nei colori
di un arcobaleno, un’illusione del mondo. Dopo aver attraversato questa serie di anelli, arrivai in un
mondo diverso.

――A dire il vero, era ancora un po’ presto per dirlo. Fuori dall’oscurità emerse un’interfaccia di
registrazione account. Il logo principale di ALfheim Online comparve poco a poco, accompagnato
da una dolce voce femminile.

Seguendo le istruzioni, iniziai a creare il mio account e il personaggio. All’altezza del petto c’era
una chiara e luccicante tastiera virtuale, dove inserii un ID utente e la password come richiesto.
Avevo avuto molti anni di esperienza prima che iniziassi SAO, quindi questo processo era
abbastanza familiare per me. Dal momento che questo era un gioco MMO scaricabile, normalmente
avrei il bisogno di selezionare il metodo di pagamento, ma avevo comprato questo gioco ed era
fornito di un mese di prova gratuita.

Poi scelsi il nickname per il mio personaggio. Non ci pensai molto e registrai il nome «Kirito»

Questo nick è la forma abbreviata del mio vero nome, Kirigaya Kazuto, non erano molti a saperlo.
Quelli che ne erano a conoscenza erano solamente la squadra di soccorso del Ministero degli Affari
Interni, e quelli con un legame stretto, vale a dire il presidente della Recto Yuuki Shoujou e quel
tale Sugou. Naturalmente, erano inclusi anche Agil e Asuna, che doveva ancora svegliarsi. Persino
Suguha e i nostri genitori non dovevano saperne niente.

Nell’incidente di SAO, nessuna di queste informazioni erano state rese pubbliche, in particolare i
nomi dei personaggi. Questo perché c’erano frequenti scontri tra giocatori e il risultato spesso era
stato una morte orribile nel mondo reale. Se fosse permessa la pubblicazione illimitata di queste
informazioni non sarebbe difficile immaginare il gran numero di denunce che verrebbero schedate.

Al momento, la colpa degli omicidi era stata interamente collocata sulla testa di Kayaba Akihiko, la
cui posizione precisa era attualmente sconosciuta. I parenti dei giocatori stavano ancora citando in
giudizio per danni la Argus, queste conseguenze portarono alla bancarotta la suddetta società. In
altre parole, mentre la società interamente supportata da Kyaba levò volontariamente le tende, il
torrente tuttora inevitabile di cause legali era del tutto in linea con le intenzioni del paese.

Con un po’ di ansia mi resi conto che il nome inserito era conosciuto da Sugou Nobuyuki, e dato
che era un nome piuttosto noto cambiai dalla sua forma traslitterata alla sua forma kana24. Il sesso
scelto, ovviamente, era maschile.


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Poi, la voce mi consigliò di creare il personaggio. Questo permetteva al giocatore di scegliere la


fisionomia del proprio personaggio. Numerosi parametri furono selezionati casualmente e il sistema
non spiegava come potessero essere cambiati. La cosa che però m’infastidì fu una tassa
supplementare che sarebbe stata necessaria per cambiare il mio aspetto. Comunque uno valeva
l’altro.

C’erano nove razze di fata diverse tra cui scegliere al momento di decidere il ruolo del mio
personaggio. Ogni razza aveva i suoi punti di forza e debolezze che potevano essere spiegati prima
della scelta. Salamander, Silph e Gnome erano abbastanza comuni nei RPGs, ma i Cait Silth e i
Leprechaun non così tanto.

Non avevo intenzione di giocare seriamente a questo gioco, quindi andava bene tutto per me. Allora,
dato che mi piaceva l’iniziale equipaggiamento a tema nero, selezionai lo «Spriggan» e premetti
OK.

Dopo aver completato la configurazione iniziale, la voce artificiale risuonò dicendo “Buona
fortuna” e fui nuovamente inviato nel vortice di luce. Secondo la voce, ero stato inviato nella città
iniziale della mia razza, come punto di partenza del gioco. La sensazione del terreno scomparve, per
essere sostituito da una sensazione fluttuante, seguita dalla sensazione di precipitare in un nuovo
mondo. La luce intensa segnava il passaggio e il nuovo mondo lentamente emerse e acquistò
profondità. Stavo cadendo dall’alto in un villaggio immerso nel buio.

Dopo due mesi di tempo lontano dal FullDive, lo stimolo eccitò di nuovo i miei nervi. In questo
modo, mi avvicinai lentamente all’esile castello al centro della città. ――

In quel momento la scena di fronte ai miei occhi gelò improvvisamente. Dei difetti comparvero qui
e là come poligoni scomparsi e si udì un forte rumore simile a un fulmine, che si propagava in tutto
il mondo. La risoluzione di tutti gli oggetti declinò bruscamente, il mondo si dissolse e tutto crollò
come un mosaico.

"C-che diavolo?"

Nemmeno il suono del mio grido poteva essere sentito―― Cominciai a precipitare violentemente
ancora una volta. Senza fine nella vasta oscurità, discesi verso terra in costante caduta libera.

"Che devo fare adesso? AHHHHHHHH!"

Le mie urla furono assorbite nell’oscurità prima di sparire gradualmente.



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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

 2
Una luna enorme dominava in un cielo sereno, la foresta formava ombre verdi e blu con la luce.

La notte di ALfheim era veramente corta, ma c’era ancora un po' di tempo prima dell’alba.
Normalmente una foresta scura come questa è causa di grandi ansie, ma la stessa oscurità rendeva la
fuga possibile.

Leafa, nascosta dietro l'ombra di un grande albero, alzò la sua testa per guardare il cielo stellato. Per
il momento, sembrava che non ci fossero ostili presenze in cielo. Abbassando la sua voce più che
poteva, parlò al suo compagno di squadra vicino a lei: “Quando le tue ali avranno recuperato
l'abilità di volare, andremo via subito. Preparati.”

“Ah-- Ma mi gira la testa...”

Il suo partner rispose in un tono veramente riluttante.

“Ti stai sentendo male? Non ti senti imbarazzato? Dovresti essere abituato a tutto questo.”

“Anche se dici così, le cose paurose sono sempre paurose...”

Leafa sospirò con frustrazione.

Accovacciato vicino all'albero c'era un giovane giocatore di nome Recon, amico di Leafa nella vita
reale. I due avevano iniziato insieme a giocare ad ALO, ALfheim Online, per almeno un anno. Ma,
indipendentemente dal tempo passato, Recon non riusciva a superare il senso di vertigini che lo
assaliva mentre volava. In ALO l'unico metro di misura era la forza in aria e questo significava che,
dopo uno o due combattimenti, Recon era già esausto. Questo lo rendeva piuttosto inaffidabile.

Anche se Recon era così, Leafa non odiava questa sua parte. O meglio, lei lo considerava come un
"fratellino piccolo". Il suo aspetto aveva un corpo delicato con dei capelli a caschetto giallo-verde,
orecchie lunghe che pendevano verso terra e un’espressione che faceva pensare che sarebbe
scoppiato a piangere da un momento all'altro. Nonostante fosse generato casualmente, l'avatar
assomigliava un po' al corpo nella vita reale. Quando Leafa lo vide per la prima volta nel gioco, non
riuscì a trattenere le risate.

Come per Recon, Leafa assomigliava troppo al suo aspetto reale. Come una Sylph, aveva delle
sopracciglia molto fini, occhi bellissimi, e un corpo un po’ troppo grande per un membro della sua
razza.

Originariamente lei voleva un avatar che fosse considerato più «aggraziato». Il suo aspetto non era
come in realtà desiderava, ma anche così era considerata molto graziosa. Tuttavia si sentiva
fortunata. Diverse persone non lo erano state, e per essere soddisfatti della loro immagine, avevano
scelto di pagare una tassa addizionale per rimodellare il loro avatar. Leafa non aveva nulla a che
fare con questo tipo di persone.

La tassa addizionale non modificava le statistiche del personaggio, ma Recon aveva cambiato i suoi
occhi fino a trovarne un paio che combaciassero con il suo senso estetico; ma alla fine aveva
pensato che gli avessero alterato l’equilibrio.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Leafa prese l'Armatura Benedetta di Recon da dietro e lo spinse. Guardando le sue quattro ali
trasparenti, notò che erano ricoperte da una lieve fosforescenza verde, che indicava che Recon
poteva volare di nuovo.

“Bene, puoi volare di nuovo. È il momento di lasciare questa foresta.”

“Eh~ siamo stati inseguiti fino adesso. Riposiamoci per un secondo. Pausa~”

“Ingenuo!! C'è solo un Salamander bravo. Se facciamo attenzione, non saremo visti. Nessuno dei
due ha ancora abbastanza forze per duellare in aria, quindi cogliamo l'occasione e voliamo!”

“Oh...”

Riluttante Recon rispose, alzando la sua mano in aria. Un joystick traslucido - il controllo remoto
usato per volare - apparve nella sua mano. In cima aveva una piccola sfera, era il controllo assistito
al volo di ALO. Quando Recon lo allontanò da se, le quattro ali si estesero ai lati, diventando
sempre più luminose.

Dopo aver visto questo, Leafa iniziò a estendere le sue ali, sbattendole due o tre volte. Lei non
usava il joystick. Era una skill di alto livello chiamata «Volo Volontario», che provava che era un
guerriero di prima classe in ALO.

“Andiamo via di qui!” Leafa sussurrò.

Dopo aver esteso completamente le sue ali, Leafa fece un salto da terra, andando verso la luna. La
sua visione del campo si estese gradualmente finché vide tutto ALfheim sotto di lei, donandogli un
senso di libertà senza fine.

“Ah”

Volando sempre più in alto, Leafa urlò di gioia. Ciò che stava provando era qualcosa
d’insostituibile. Emise un grido. Sin da tempi antichi, l'uomo aveva desiderato di volare come un
uccello. Questo desiderio era divenuto realtà grazie a questo mondo fantastico.

Il tempo limite di volo imposto dal sistema era l'unica cosa che guastava questa esperienza. Valeva
la pena pagare ogni prezzo per volare liberamente, quanto il cuore lo desiderava.

In origine, questo era il sogno di ogni giocatore di ALfheim: raggiungere la cima di «Yggdrasil»
prima di ogni altra razza ed entrare nella leggendaria Città nel Cielo. Lì, si dovrebbe essere
trasformati in una vera fata, «ALF», che poteva rompere il limite di tempo e diventare il dominatore
del vero cielo infinito.

Leafa non voleva ottenere oggetti rari o aumentare le proprie statistiche. Lei combatteva in quel
mondo soltanto per una cosa.

Usando le sue ali trasparenti, Leafa puntò verso la dorata luna piena. Piccole scintille di luce si
sparsero dietro di lei come la coda verde di una cometa attraverso il cielo stellato.

“L-Leafa-chan ~ Aspeeeeetami ~”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Dei flebili suoni fecero tornare Leafa alla realtà. Si fermò e guardò verso il basso; afferrando il suo
controller, Recon cercava disperatamente di seguirla. La velocità massima di volo era relativamente
bassa usando il volo assistito e, se Leafa faceva sul serio, Recon non sarebbe mai stato in grado di
raggiungerla.

“Sbrigati! Fai del tuo meglio!”

Leafa spiegò le sue ali mentre lo aspettava. Alzando la sua testa per guardare il panorama, in
lontananza, alla fine del mare di alberi, vide Yggdrasil, imponente nell'oscurità. Fissando quel punto
come riferimento, si poteva determinare più o meno la distanza dal territorio dei Sylph.

Quando Recon raggiunse la stessa altezza, Leafa avanzò alla sua stessa velocità, e volarono insieme.

Recon le stava vicino, mostrando un'espressione riluttante disse: “Alto, troppo alto, giusto?”

“Non pensi anche tu che l'altezza sia piacevole? Se le tue ali sono stanche poi sempre scendere.”

“Cosa vorresti dire?”

“No- no. Niente!”

Recon chiuse la bocca appena arrivarono all'area a sud est di ALfheim, il territorio dei Sylph.

Ieri Leafa aveva formato un party con quattro persone affidabili e intelligenti; avevano volato fino a
un dungeon a nord est, nella zona neutrale. Fortunatamente, erano riusciti a cacciare senza
incontrare altre squadre, così il risultato fu molto proficuo e ottennero molti soldi e oggetti. Mentre
si stavano preparando per tornare nel territorio dei Sylph, avevano subito un agguato da una squadra
di otto Salamander.

In ALO questo era un combattimento tra razze diverse, ma era comunque difficile trovare un grande
gruppo di banditi che agivano e rubavano insieme. Per questo l'imboscata di oggi era stata molto
strana, considerato che nel modo reale era anche un pomeriggio del fine settimana. Non ci
aspettavamo di essere attaccati, specialmente su così larga scala... eravamo stati imprudenti.

Mentre stavamo volando, avevano ingaggiato due squadre specializzate in battaglie «AIR RAID»,
durante le quali entrambe le parti persero tre uomini. Avevano iniziato ad attaccare con piccoli
gruppi e adesso erano rimasti solo Leafa e Recon. Tenendo conto del fatto che i Sylph volavano più
velocemente dei Salamander, pensarono di evitare la cattura, e volarono verso il loro territorio. Ma,
a causa del senso di vertigini derivato dalle due battaglie, Recon si era disorientato e non erano stati
più in grado di ritrovare la strada. Così si erano nascosti nella foresta per dare a Recon il tempo di
recuperare. Appena tutta la tensione di Leafa si sciolse, si girò dietro-

Da sotto gli alberi cresceva, diventando sempre più grande, un punto arancio lucente.

“Recon! Schivalo!” Gridò Leafa, gettandosi rapidamente a sinistra. Subito dopo, furono sparate da
terra tre linee di fuoco, che si facevano strada tra la foresta.

Fortunatamente, stavano volando abbastanza in alto, e le lunghe scie di fuoco si fermarono poco
prima di loro, scomparendo nel cielo notturno.

Non c'era tempo per capire quanto vicine erano quelle cose. L'attacco magico rilasciato dalla foresta
catturò l'attenzione degli altri inseguitori. Cinque ombre rosse si stavano rapidamente avvicinando.

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“Dannazione, che testardaggine!”

Leafa guardò a nord ovest. Diede una rapida occhiata alla luce della Torre del Vento, situata al
centro della terra dei Sylph.

“Non c'è altro modo! Prepariamoci a combattere!” Disse Leafa sfoderando una lunga spada curva.

“Uwah! No!”

Urlò Recon tirando fuori i suoi pugnali e posizionandosi.

“Ci sono cinque nemici. Non abbiamo alcuna speranza, ma non ci arrenderemo facilmente! Se
riesco a usare tutte le mie risorse, alla fine ne potrò prendere uno con me.”

“Questo è il giusto modo di vedere le cose.”

“Di solito voglio che tu veda il mio lato positivo.”

Recon mosse debolmente le sue spalle. Il volto di Leafa si contrasse, e la sua postura divenne decisa.
Assottigliando il suo corpo, fece un giro prima di scendere in picchiata, le sue ali formarono un
angolo affilato. Contro i Salamander, in formazione a V, questa semplice mossa sembrava
imprevista.

Persino fra i giocatori veterani di ALO, online dall'inizio, l'esperienza e il buon equipaggiamento di
Leafa non potevano bastare per due ragioni: la superiorità numerica e le formazioni divise dei
Salamander. A spese della mobilità, i loro equipaggiamenti pesanti e le loro lance avevano il
vantaggio di fare dei veri e propri attacchi potenti. I loro attacchi furiosi erano come un'onda feroce.
Il vantaggio dei Sylph, comunque, consisteva nel poco peso e nei movimenti agili, ma per loro
combattere per un tempo prolungato era difficile.

Ma Leafa aveva già combattuto contro di loro per ben due volte oggi, e più o meno aveva capito il
punto debole nel loro stile. Con il coraggio che nasceva dalla disperazione, Leafa si gettò senza
paura contro l'avanguardia dei nemici. Eliminò le distanze in un batter d'occhio, ma tutta la sua
attenzione era diretta sulla punta affilata della lancia argentea del nemico che si preparava ad
attaccarla.

L'affondo del Sylph emise un suono acuto, causato dall’attrito con il metallo della lancia del
Salamander. Nel momento in cui s’incontrarono, nell'aria esplose un urlo discordante.

Leafa strinse i denti, e con un lieve movimento della sua testa, evitò la lancia. Ignorando il calore
che questa aveva emesso quando gli aveva sfiorato la guancia, attaccò l'elmetto rosso con la spada.

“YAAAAAA!”

Una dura verità.

“Aaaaaah!!”

Con sorpresa, gli occhi del nemico si allargarono di costernazione prima di scomparire dietro
un’esplosione di luce giallo-verde creata come effetto speciale. La ferocità dell'attacco causò in
risposta una vibrazione nella pressante armatura del nemico.

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Incapace di resistere al colpo, il nemico si adagiò velocemente per terra e, oltre all'impatto, ricevette
un danno addizionale a causa del peso della sua armatura, in questo modo i suoi HP25 scesero del
30% circa. Non era un colpo fatale, ma era forte abbastanza da confonderlo, rendendogli
impossibile riunirsi alla formazione. Leafa cambiò immediatamente obiettivo, col cuore colmo di
speranza.

--È qui!!

La tecnica di assalto che usavano i nemici aveva una debolezza: una volta rotta richiedeva un po' di
tempo per riorganizzarsi. Mentre i rimanenti Salamander non sapevano cosa fare, Leafa spiegò le ali
per quanto poteva e si mosse a sinistra con tutta la sua forza.

In questo modo il suo corpo ne risentì sia per lo sforzo del movimento sia per l'eccesso dell’attrito.
Leafa trattenne il dolore. Provando a ruotare il più velocemente possibile, sbatteva l'ala destra con
fermezza mentre rompeva con la sinistra. Facendo una simile azione assurda portò nel suo campo
visivo il prossimo nemico.

Il malcapitato Salamander, nonostante avesse capito il suo intento, non aveva nessuna speranza di
contrastare il movimento. Leafa si girò completamente, e la sua spada trafisse il nemico.

Il nemico a sinistra prese il colpo in pieno, rompendo di nuovo la formazione.

—Se continua così, possiamo farcela!

Tra i cinque nemici solo il loro leader, sconfitto un attimo fa, era capace di usare il «Volo
Volontario», il resto doveva usare per forza il controller. Da quando Leafa aveva usato quest’abilità,
la sua agilità superò di gran lunga quella dei Salamander durante il combattimento.

A questo punto cercò Recon, che stava combattendo a destra. A differenza del suo aspetto
inaffidabile, lui era un giocatore veterano. Nei combattimenti ravvicinati la sua abilità con i pugnali,
era molto forte.

Leafa, armata come sempre, si concentrò sul nemico e continuò a mettere a segno continui attacchi.
Così dovrebbe funzionare, pensò. Il solo elemento che la turbava era l'attacco magico di prima.
Quella magia di fuoco significava che tra i cinque, almeno uno doveva essere un Mago. Poteva
anche essere che tra quelle pesanti armature tutti e cinque sapevano usare la magia, quindi erano
potenzialmente tutti spadaccini magici. Anche se il livello della magia era relativamente basso, i
danni che poteva fare erano consistenti. Se la loro formazione era come quelle comuni, il mago
dove essere all’estremità destra o sinistra, pensò Leafa. In altre parole, la persona che stava
attaccando poteva essere colui che aveva lanciato l'attacco a Recon. A questa distanza, non aveva
tempo sufficiente per pronunciare qualsiasi incantesimo. Quindi, se si uccidevano questi due, i
sopravvissuti si eliminavano nel giro di cinque minuti.

“Yaaaa!!”

Leafa mise a segno un altro colpo a due mani di cui poteva andare fiera. Colpendo splendidamente
la spalla del nemico, i suoi, già rossi, HP si ridussero ulteriormente.

“Dannazione!”


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Imprecò il nemico fino a quando il suo corpo divenne una fiamma rossa. Accompagnato dal suono
della combustione, il suo corpo divenne cenere prima di spargersi per i quattro venti, lasciando solo
una piccola fiammella rossa. Questa era chiamata «Fiamma del Ritorno», una volta comparsa, si
potevano usare oggetti e incantesimi per la risurrezione. Ma passato un minuto in questo stato, il
giocatore ritornava automaticamente in vita nella città natale della sua razza.

Leafa scacciò via i pensieri e si concentrò sul prossimo nemico. I tre rimanenti avevano dei
movimenti indecisi, sembrava che fossero inesperti nell'uso della lancia ed erano veramente lenti
nei combattimenti ravvicinati. Vedendoli continuare a eseguire attacchi a sorpresa lenti e goffi,
Leafa pensò che i loro sforzi erano sprecati. Riponendo di nuovo l’attenzione all’altro lato, Recon
aveva gli HP piuttosto ridotti, ma non avevano ancora bisogno della magia di recupero. Di questo
passo, senza tener conto dello svantaggio di cinque contro due, c'era qualche possibilità di vittoria.
Con questo pensiero nella testa, Leafa continuò ad agitare la sua spada.

Ma, nello stesso istante, un vortice di fuoco sommerse Recon.

“Oaaaaaaa!”

Urlò pietosamente Recon fermandosi a mezz'aria.

“Stupido! Non fermarti! Continua a muoverti!”

La frase non fece in tempo a raggiungere Recon che una lancia lo trapassò.

“Scuuuuuuuuuusa.”

Il corpo di Recon fu trascinato in una spirale verde. Questo effetto era chiamato «End Frame» e si
manifestava una vota morti. Dissolvendosi, il corpo di Recon scomparve, e come con i Salamander
prima, rimase solo la «Fiamma del Ritorno».

Per Leafa era spiacevole vedere la morte di proprio compagno, anche se sapeva che sarebbe
scomparso immediatamente per poi tornare di nuovo in vita. Si morse le labbra, sapendo che questi
sentimenti erano un lusso che non si poteva permettere. Per evitare l’esplosione di fuoco che stava
arrivando, rotolò disperatamente di fianco.

--Dannazione, il mago alla fine era quel ragazzo sin dall'inizio! Se l'avessi saputo prima avrei
potuto inseguirlo e combatterlo. Ma è troppo tardi per i ripensamenti. La situazione è adesso
assolutamente sfavorevole.

Nonostante tutto, non si voleva arrendere. Fino alla fine, anche con un enorme svantaggio,
continuava a cercare un modo per vincere. Queste convinzioni erano frutto di anni e anni di
allenamento che gli avevano permesso di diventare forte come spadaccina.

Con il fuoco di copertura dei Salamander proveniente dal terreno, i due in aria si misero in
posizione e iniziarono ad attaccare velocemente.

“Avanti, fatti sotto!” Gridò Leafa, alzando la sua spada in segno di sfida.

“Uaagh!!”

Dopo una caduta che sembrava senza fine, accompagnato soltanto dalle mie urla, mi ritrovai in un
posto senza nome. Mi sfuggì un grugnito di sorpresa come atterrai di faccia invece che in piedi.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Rimanendo in quella posizione per pochi secondi con la testa nascosta in un cespuglio, lentamente
mi raddrizzai.

Terminata la caduta, il mio cuore incominciò a rallentare. Mi misi a sedere a terra e mi guardai
intorno.

Era notte. Mi trovavo in un’oscura foresta da qualche parte.

Il bosco era composto da alberi giganti, che probabilmente avevano cento anni, talmente alti che per,
quanto potevo vedere, raggiungevano il cielo. Comunque, le chiome erano così fitte che non potevo
guardare molto lontano. La luna piena emetteva una luce dorata nel nero cielo stellato.

Tutto intorno a me, gli insetti ronzavano e gli uccelli notturni cantavano. In lontananza si udiva il
ruggito di una bestia feroce. Il profumo delle piante mi pizzicava il naso. Una brezza gentile mi
sfiorava la pelle. Il terrore s’impadronì di me appena i miei sensi risposero al mondo intorno a me.
Era più vero della realtà – questi erano i miei sentimenti riguardo quest’illusione.

Ero stato un po’ scettico quando Agil mi aveva detto che «ALO» era uguale a SAO nell’alta qualità
di modellazione e struttura, ma mi sbagliavo in questo caso. Dopotutto c’era almeno un anno di
sviluppo aggiuntivo, una quantità maggiore d’informazioni correva fra il mio sistema nervoso e il
gioco di SAO.

“Io... Alla fine, sono ritornato...”

Chiusi gli occhi. In questi due mesi da quando ero stato liberato da quel mondo, avevo rinunciato
per sempre alla possibilità di ritornare in un «VR WORLD», ma adesso c’ero ancora una volta.
Ah… non imparo mai, vero? Questo pensiero mi balenò nella mente, e poteva non aiutare ma risi.

Comunque, questo mondo era un po’ differente. Vale a dire, anche se i miei HP arrivassero a zero,
non morirei anche nel mondo reale, ed ero libero di andarmene in ogni momento e in ogni posto.
Pensando a ciò, qualcos’altro catturò la mia attenzione.

Cos’era quell’anomalia nelle immagini e quel misterioso trasferimento? Cosa diavolo era successo
un attimo fa? Perché ero stato portato in questo posto? Dovevo essere nella città di partenza dei
Spriggan secondo il tutorial.

“Ehi, neanche per sogno... non può essere...”

La mia faccia si contrasse, sollevai rapidamente la mia mano destra, con l’indice e il medio insieme.
Non apparve niente. Cominciai a sudare freddo e riprovai velocemente qualche altra volta prima di
ricordare che ciò che il tutorial aveva detto: il menù e il controllo di volo si attivavano con la mano
sinistra.

Tesi la mia mano sinistra e ripetei l’azione. Questa volta, quando mossi le dita, con un effetto
sonoro e uno scoppio di luce, si aprì la finestra traslucida del menù. Aveva lo stesso design come in
SAO e diverse voci allineate verticalmente lungo il bordo destro.

“Ecco, è qui.”

Alla fine del menù c’era il bottone di «LOG OUT». Provai a premerlo. Un messaggio di
avvertimento apparve per confermare l’uscita, con i bottoni di «SI» e «NO».

Tirai un sospiro di sollievo. Sostenendomi con un braccio, mi accomodai meglio.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Guardandomi di nuovo intorno, mi sembrò di essere nel mezzo di una fitta foresta. Ero circondato
da una distesa di alberi senza fine in ogni direzione, così lontano che nemmeno la luce delle stelle si
poteva vedere. Non avevo nessuna idea del perché ero caduto qui. Bene, diamo prima un’occhiata
alla mappa, pensai. Guardai la finestra del menù e quello che vidi impresso mi congelò.

“Whaaaaa…!?”

Non potei non gridare.

In cima alla finestra era visualizzato il mio nickname, Kirito, e la mia razza, Spriggan. Sotto di essi
c’erano i miei HP e MP26 con 400 e 80 punti, i valori iniziali. Nessun problema.

Quello che mi aveva sorpreso erano le skills imparate nella colonna seguente. Non mi ricordavo di
aver scelto niente, così dovevo avere una colonna vuota. Invece, ce n’erano non meno di otto in lista.
Forse queste erano quelle di partenza dello Spriggan, ma era comunque troppo. Non credevo ai miei
occhi, toccai la barra con il mio dito per avere maggiori dettagli.

Nella finestra apparvero molte skills affiancate. Fra queste erano incluse: «Spada a una mano»,
«Difesa», le skills di Combattimento e quelle Disarmate, come anche quella della «Pesca», una skill
di supporto, ma i numeri erano strani. La maggior parte aveva valori di circa 900, e alcuni
addirittura arrivavano a 1000 e avevano l’etichetta di «Maestro». Di solito nei MMORPG queste
skills richiedevano molto tempo per essere completate, il che significava che averle al massimo
livello al primo accesso era impossibile.

Per quanto le riguardassi, doveva essere un bug. Questo poteva anche spiegare perché ero volato in
questo posto, forse il sistema era un po’ instabile.

“Sarà colpa del gioco, no? È disponibile il supporto GM? ”

Guardando di nuovo verso le skills, ebbi la sensazione di un leggero déjà vu. Controllai ancora una
volta i valori, mi sembrava di averli già visti. Spada a una mano: 1000, Combattimento disarmato:
991, Pesca: 643.

Mi colpì come un fulmine; finalmente avevo realizzato la connessione. Incominciai a respirare


affannosamente.

Le avevo già viste. Erano le skills che avevo sviluppato durante i due anni in SAO. Sfortunatamente
la «Due Spade» non c’era – probabilmente perché non esisteva in ALO. Le skills dello «Spadaccino
Nero Kirito», che avevano causato la distruzione della città volante Aincrad, apparvero di nuovo ai
miei occhi.

Ero veramente confuso, stavano accadendo cose impossibili; non me lo sarei mai immaginato. SAO
e ALO erano dei giochi completamente differenti amministrati da diverse compagnie. Se i dati
salvati non potevano essere trasferiti in questo modo... questo poteva significare che – adesso ero...

“SAO?” Proferii, cadendo sulle mie ginocchia.

Scuotendo la testa energicamente per schiarire questi assurdi pensieri, riguardai la finestra delle
skills.


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Non ero ancora sicuro di cosa stava accadendo, ma sperando di raccogliere altre informazioni,
tornai indietro nel menù principale. Questa volta aprii la finestra degli item.

“Whaaaaa... Che cos’è questo?”

Non riuscivo a capire niente. Nell’elenco erano visualizzate un sacco di linee formate da numeri e
caratteri. Segni strani, numeri, lettere, e immagini erano combinati insieme.

Sembrava proprio che possedevo gli item che avevo ottenuto su Aincrad. Ero abbastanza sicuro
adesso che, per qualche ragione, i dati salvati di Kirito erano arrivati in questo mondo.

“Ma... aspetta un secondo.”

Pensai immediatamente a una possibilità.

Se questi erano gli item di Aincrad, allora anche «quello» doveva esserci. Toccai la finestra e scorsi
il menù in avanti con la punta del dito.

“Ti prego, ti prego, ti prego devi essere qui.”

Scorsi velocemente la lista, ignorando tutte le scritte incomprensibili. Il cuore cominciò a battermi
sempre più veloce.

“!”

Le mie dita si fermarono inconsciamente sotto una riga di lettere, che a differenza delle altre
emetteva una luce verde: «MHCP001».

Dimenticandomi addirittura di respirare, toccai il nome con dita tremanti. Dopo aver selezionato
l’item, il colore s’invertì e premetti il bottone «Usa l’Item».

Un bagliore bianco apparve dal centro della finestra e si diffuse verso di me. Diventò una nube
incolore e assunse la forma di una lacrima di cristallo.

Stringendo la preziosa pietra tra le mie mani, la sollevai, sentendo il suo calore. Realizzando tutto
questo, mi sentii un po’ agitato.

Dio, per favore, ti scongiuro... Pregai con tutto il mio cuore, colpendo gentilmente il cristallo due
volte con le dita. Una pura luce bianca esplose dal cristallo nelle mie mani.

“Ah!?”

Dissi inconsciamente con voce sbalordita, mentre mi piegavo per posare il cristallo al suolo e mi
ritraevo di pochi passi. L’item fluttuò sopra la terra di due metri prima di fermarsi. La luce
gradualmente crebbe fino a che persino la luna sembrò opaca al confronto e colorò gli alberi
circostanti di bianco-verde.

Sbattei le palpebre di fronte a questo spettacolo. Dal centro della vorticosa luce, apparve un’ombra,
assumendo una forma e un colore bianco. Ciocche di lunghi capelli neri si dispersero in ogni
direzione, lungo un vestito bianco e gli arti sottili. Apparve una giovane ragazza bellissima con gli
occhi chiusi e le mani incrociate al petto. Lei, come l’incarnazione della luce, lentamente discese
verso il suolo.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Il bagliore scomparve così velocemente com’era cominciato. La ragazza, che fluttuava in aria, piano
piano sbattendo le ciglia, aprì gli occhi, profondi come il cielo notturno, e mi fissò.

Non potevo muovermi. O parlare. O sbattere le palpebre.

La giovane ragazza mi guardava e le sue labbra color ciliegia lentamente si aprirono. Le parole non
possono descrivere la bellezza di quel sorriso angelico. Presi coraggio e le dissi: “Sono io... Yui. Mi
riconosci?”

Terminando la frase, mi guardai un attimo. Il mio aspetto era completamente differente da


quell’altro mondo.

Comunque, queste preoccupazioni non erano necessarie. La ragazza – Yui – mosse le labbra e con
una voce nostalgica, simile a delle campanelle argentate, disse: “Ci incontriamo di nuovo, Papa.27”

Con le lacrime agli occhi, Yui allungò le braccia e volò verso il mio petto.

“Papa... Papa!” Yui mi chiamò ancora e ancora, le sue esili braccia si strinsero attorno al mio collo,
il suo viso immerso nel mio. Abbracciando il suo piccolo corpo, non potevo trattenere i singhiozzi.

Yui, Asuna ed io avevamo vissuto insieme nel mondo di SAO per soli tre giorni, prima che
scomparisse. Sebbene fosse stato solo per poco tempo, erano stati dei momenti insostituibili, così
profondamente incisi nella mia mente, che non potevano più essere cancellati. Durante la lunga e
difficile battaglia di Aincrad, c’era stata una piccola felicità ma per quei pochi giorni, eravamo
davvero molto felici.

Una dolce nostalgia mi avvolse mentre abbracciavo Yui. Era avvenuto un miracolo di fronte a me.
Così, Asuna, ci rincontreremo sicuramente ancora. Ritorneremo di nuovo ai quei giorni pieni di
gioia. Questa era la prima volta, da quando ero ritornato nel mondo reale, che sentivo questa
convinzione.

Mi guardai intorno nella foresta, trovai un comodo tronco che era recentemente caduto e mi
accomodai.

“Così, che cosa sta succedendo?”

Chiesi a Yui, che si era seduta sulle mie gambe, resistendo al desiderio di parlare di Asuna.

Con la sua faccia ancora appoggiata al petto, sollevò lo sguardo su di me con un’espressione di
assoluta felicità.

“...?”

“Quello che voglio dire è: questo non è il mondo di SAO, giusto?”

Yui brevemente mi raccontò quello che era successo dall’ultima volta che l’avevo vista. Stava per
essere cancellata, quando invece era stata compressa e memorizzata come parte dei dati
dell’ambiente. Dopo aver finito il gioco, la città volante Aincrad era scomparsa. Poi ero giunto in
questo nuovo mondo, ALfheim, non sapendo come mai i miei dati erano finiti qui. Comunque, il
fatto che Asuna non si era ancora risvegliata, non era semplice da spiegare a parole.


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Per favore, aspetta un momento.”

Yui chiuse gli occhi, come se si sforzasse di sentire una voce lontana.

“Questo è...”

Aprì gli occhi improvvisamente e mi guardò.

“Sembra che questo mondo sia stato costruito sulla copia del server di «Sword Art Online».”

“Copia?”

“Si. La struttura e la grafica sono prodotti dallo stesso programma di base. Sono stata capace di
riprodurre questa forma. Questo è sufficiente per confermarlo. Comunque il Cardinal System28 è
una vecchia versione e le componenti del gioco sono completamente differenti.”

“Questo è...”

M’immersi nei miei pensieri.

ALfheim Online era stato rilasciato dodici mesi dopo l’incidente di SAO. L’Argus andò in
bancarotta e, di conseguenza, la RECTO acquistò la sua tecnologia per sviluppare un nuovo gioco
VRMMO. Se riesci a impossessarti del migliore sistema di gioco e dei suoi feedback, i costi di
sviluppo vengono notevolmente ridotti. In questo caso, l’accuratezza di questo mondo non mi
sorprese più di tanto, dal momento che stava girando sullo stesso sistema di SAO.

In altre parole, ALO era effettivamente una copia del sistema di SAO, da quello che potevo capire.
Ma-

“Ma... perché sono apparsi i miei dati personali?”

“Papa, fammi dare un’occhiata ai tuoi dati.”

Yui chiuse di nuovo gli occhi.

“Non c’è dubbio. Ci sono i dati del personaggio che Papa ha usato in SAO. I due giochi utilizzano
lo stesso identico formato, non solo per l’archiviazione dei dati, ma anche per le skills più comuni,
quindi possono essere ereditate. Ma sia i punti vita che il mana sono in un altro formato, per questo
non sono stati trasferiti. In più i dati degli oggetti sono tutti corrotti. Più tempo li tieni più sarà facile
che il sistema di protocollo errori li individui. Sarebbe meglio che li buttassi.”

“Se è così... ok.”

Toccai la colonna degli oggetti e selezionai tutti quelli inclassificabili. C’erano un sacco di oggetti
che si portavano dietro molti ricordi, ma non era il momento per i sentimentalismi. In ogni caso,
non sarei stato in grado di capire cosa fossero, né tantomeno usarli.

Così, con una forte determinazione, li cancellai tutti. Questo mi lascio soltanto con gli oggetti
iniziali.

“Non dovrebbero esserci problemi con i livelli della mia skill, vero?”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Dal punto di vista del sistema, no. Ma comparato al tuo tempo di gioco potrebbe risultare
innaturale, ad ogni modo se non ci sarà un controllo diretto del GM29, non dovresti avere problemi.”

“Davvero? Eh. Sono passato da Beater a Cheater 30.”

Beh, quando si tratta della forza del personaggio, solo il cielo è il limite. Devo raggiungere la cima
di Yggdrasil e salvare Asuna. D’altra parte, non sono entrato nel gioco per divertirmi, non sono
nella posizione di giocare seriamente.

Guardando attentamente la mia barra dello stato, in questo mondo la forza e i numeri non si
eguagliavano. I parametri di forza e agilità esistenti in SAO, qui non esistevano, per non parlare del
fatto che il recupero degli HP e degli MP era molto inferiore. Inoltre, per quanto riguarda
all’aumento delle skills delle armi, l’unica cosa che cambiava era il numero di equipaggiamento
delle stesse, non c’era differenza nella forza d’attacco. E, ovviamente, il segno distintivo delle skills
delle spade di SAO, non esisteva.

In altre parole, ALO si concentrava sul giudizio e sulle abilità atletiche del giocatore. In SAO, un
attacco da un avversario inferiore non scalfirebbe di molto i propri HP. Ma questo non sembrava
essere lo stesso caso.

L’unica cosa sconosciuta sembrava essere la «Magia», inesistente in SAO. Ora, tra quelle che
possedevo compariva soltanto la voce «Magia Illusoria», che sembrava essere la skill iniziale della
razza Spriggan. Non ho mai usato magie, tantomeno ne sono mai stato colpito, quindi, in realtà, non
la comprendevo.

Chiusi la finestra, guardando Yui, ancora appesa al mio petto con gli occhi socchiusi come un gatto,
e le domandai “A proposito, cosa si suppone che tu sia in questo mondo, Yui?”

Nonostante riesca a toccarla Yui non è umana. La sua nascita è stata causata dalle anomalie nella
manutenzione di SAO. Lei non è altro che intelligenza artificiale, una «AI».

Ad oggi, 2025, molti istituti di ricerca hanno fatto numerose pubblicazioni, tra cui una intitolata
«Intelligenza Artificiale – si avvicina la Conoscenza Infinita». Questo articolo affermava che più a
lungo il processo «comportamentale di razionalità» si prolungava, più il legame tra simulazione di
realtà e realtà si faceva sfocato, arrivando alla creazione di un «AI» avanzato.

Yui potrebbe essere questa creazione, il primo vero AI. Ma questo non ha importanza per me, io
amo Yui come una figlia e lei mi considera suo padre. Per me è sufficiente.

“Ah, sembra ci siano degli pseudo personaggi programmati per supportare i giocatori in ALfheim
Online, sono chiamati «Navigation Pixie», sembra sia stata classificata come tale.”

Dicendo questo, fece una strana espressione. Dopo di che s’illuminò e scomparve.

“YUI?!”


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Andai nel panico. Mi alzai in piedi, poi notai qualcosa appeso al mio ginocchio...

Era alta circa dieci centimetri, aveva braccia e gambe snelle. Indossava un vestitino corto colorato
di rosa pallido, fatto in modo che sembrasse intessuto da petali, infine, da dietro, le spuntavano un
paio d’ali traslucide. Era, per farla breve, una pixie. Il viso dolce e i capelli lunghi, anche se
leggermente diversa, era, senza ombra di dubbio, Yui.

“Queste sono le sembianze di una «Pixie».”

Yui stava in piedi sul mio ginocchio, e con le mani sui fianchi iniziò a sbattere le ali.

“Oh...”

Esclamai punzecchiando la guancia di Yui con il dito.

“Mi fai il solletico!”

Yui rise, prendendo il volo per sfuggire al mio dito, accompagnata dal ronzio provocato dallo
sbattere delle ali, poi si sedette sulla mia spalla.

“… allora, possiedi i privilegi di amministratore, come prima?”

“No...” Disse, lasciando trasparire un po’ di frustrazione.

“Al momento, ho solo l’accesso ai dati di riferimento e alle mappe. Posso anche verificare lo status
dei giocatori con i quali sono entrata in contatto, ma non posso avere accesso ai database primari.”

“Ah, capisco… Vedi…”

La mia espressione cambiò, come anche l’argomento, arrivando finalmente a quello principale.

“Asuna... sembra che la mamma sia qui.”

“Oh… Mama!?”

Yui saltò giù dalla mia spalla, per volare davanti alla mia faccia.

“Cosa vuoi dire?”

“…”

Stavo per spiegarle di Sugou Nubuyuki, ma ero ancora leggermente titubante. Yui venne
contaminata dalle emozioni negative degli umani presenti in SAO, tanto da farsi quasi trascinare
sull’orlo del collasso. Non volevo che venisse contaminata ulteriormente dalla malvagità umana.

“… dopo la chiusura dei server di SAO, Asuna non ha fatto ritorno nel mondo reale. Sono venuto a
sapere che in questo mondo c’era una persona che era esattamente come lei. È possibile che si tratti
semplicemente di una coincidenza, e che un giocatore a caso possa aver creato un personaggio
molto simile a lei. Probabilmente mi sto solo illudendo.”

“Ah... se le cose stanno così... scusami Papa, normalmente sarei riuscita ad analizzare i dati dei
giocatori, ma senza l’accesso al sistema non posso farlo.”

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“Non è colpa tua. Comunque, ho un’idea su dove possa essere. Yggdrasil ... sembra si trovi li. Quel
posto, sai dov’è?”

“Ah, questo lo so. Eh, eh, si trova a nordest, ma è abbastanza distante. Volendo usare una misura
reale, sono più o meno cinquanta chilometri.”

“Wow, è davvero distante. Cinque volte il diametro di Aincrad. A proposito, perché sono stato
trasportato in questa foresta?”

Yui abbassò per un attimo la testa.

“Credo che i dati di posizione siano stati danneggiati o confusi con quelli di un giocatore nelle
vicinanze, facendoti finire qui. Ma questa è solo una supposizione.”

“Potendo cadere ovunque, avrei preferito che fosse più vicino a Yggdrasil. Ad ogni modo, ho
sentito che qui si può volare!”

Mi alzai e mi guardai alle spalle.

“Oh, guarda, sono sul serio delle ali.”

Dalla mia schiena saltarono fuori due paia di ali grigie e traslucide, che somigliavano più a quelle di
un insetto che ad altro. Ma non avevo la minima idea di come fare per usarle.

“Come faccio a volare?”

“Dovrebbe esserci un controller secondario per volare. Alza la mano sinistra e immagina di
stringere qualcosa.”

Seguii le istruzioni della minuscola ragazza sulla mia spalla. Poco dopo, mi apparve in mano un
oggetto somigliante a un joystick.

“Tiralo verso di te per salire e spingilo in avanti per scendere, destra e sinistra per girare, premi il
pulsante per accelerare e rilascialo per decelerare.”

“Nn.”

Tirai il joystick verso di me. Le ali iniziarono a espandersi e a brillare. Tirai il controller ancora più
vicino.

“Oh.”

Improvvisamente il mio corpo iniziò a galleggiare. Mi sollevai da terra di circa un metro, poi lasciai
che la mia mano tornasse nella sua posizione naturale. Provai il bottone per accelerare e il mio
corpo iniziò a muoversi in avanti.

Provai anche a girare e a scendere; capii le basi abbastanza in fretta. Poteva considerarsi molto più
semplice dei VR di volo che avevo provato in precedenza.

“Credo di aver capito, più o meno. Ora, c’è una cosa che vorrei sapere. Qual è la città più vicina?”

“A ovest c’è una città chiamata «Sylvain». È la più vicina. Ah.”

Yui guardò improvvisamente in alto.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Che c’è?”

“Dei giocatori si stanno avvicinando. Sembra che uno di loro sia inseguito da altri tre.”

“Ooh, una battaglia. Andiamo a dare un’occhiata.”

“Papa è più tranquillo che mai.”

Mentre parlavo con Yui, aprii il menu per equipaggiare la spada che avevo ricevuto come arma
iniziale. Estraendola la feci oscillare un paio di volte.

“Wow, che spada schifosa. È troppo leggera; beh, credo me ne farò fare un’altra.”

Rimisi la spada nel fodero ed evocai di nuovo le ali.

“Yui, ti seguo.”

“Sì.”

Rispondendo con la sua voce squillante, Yui scese dalla mia spalla. Seguendola anch’io presi il volo.

Alla fine, la fiamma magica scagliata dal Salamander colpì Leafa prendendola alla schiena.

“Whaaaa!!!!!”

Ovviamente non poteva provare dolore o calore, ma l’attacco ebbe un impatto tale che gli fece
perdere l’equilibrio. Fortunatamente, mentre fuggiva, non dimenticò di impostare una serie
d’incantesimi difensivi di «Attributo Vento», per questo la barra degli HP rimase a un buon livello,
anche se il territorio dei Sylph era ancora lontano.

A quel punto, Leafa si accorse che il suo volo stava perdendo efficacia, diventando sempre più lento.
Accidenti, sto raggiungendo il limite di volo! Le mie ali tra breve perderanno ogni forza e non sarò
in grado di volare finché non si ricaricheranno.

“Ugh...”

Stringendo i denti, Leafa fuggì eseguendo un ripido tuffo verso la foresta. Siccome il nemico aveva
un mago, anche nascondersi usando la magia sarebbe stato difficoltoso, ma non aveva alcuna
intenzione di rinunciare ed essere uccisa.
Leafa scivolò in un’apertura tra le fronde e passò attraverso una fitta rete di rami d’alberi che
portavano verso la superficie. Era giunto il momento. La velocità di volo rallentò fino quasi a
fermarsi, ben presto si sarebbe avvicinata al suolo. Come iniziò ad atterrare, rigirò il suo corpo per
attutire la caduta, e dopo aver lasciato che i suoi piedi toccassero terra saltò in un buco situato dietro
un albero gigantesco. Poi, tenendo le mani in aria, si preparò a lanciare una magia d’invisibilità.
La magia in ALO assomigliava molto a un film fantasy e poteva essere meglio descritta come un
«Incantesimo» vocale. Affinché il sistema riconoscesse la magia, l’incantesimo doveva essere
espresso con il giusto ritmo e la corretta pronuncia. Se la formula veniva interrotta parzialmente non
si riusciva a lanciare l’incantesimo e si doveva ricominciare tutto da capo.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Leafa finì di pronunciare rapidamente l’incantesimo. Aveva speso molto tempo per fare pratica e
memorizzare il tutto, in questo modo la durata necessaria per recitarlo era drasticamente ridotta.
Appena terminò la magia, una luce verde emerse dai suoi piedi e cominciò a ricoprire lentamente
l’intero nascondiglio, fino ad avvolgere completamente il suo corpo. Era un incantesimo difensivo
che impediva al nemico di vederla. Tuttavia poteva essere violato da un nemico in possesso di un
alto livello all’abilità «Scan» o da una magia di penetrazione. Leafa trattenne il respiro e si
rannicchiò per rendersi più piccola possibile.
Ben presto, Leafa udì l’inconfondibile suono di un Salamander in volo. Atterrando nello spazio
libero oltre l’albero, il tintinnio dell’armatura risuonò per tutta la radura, cui seguirono delle grida.
“Quella Sylph dovrebbe essere qui da qualche parte, cercate!!”

“No, i Sylph sono specializzati nell’invisibilità. Usiamo la magia.”

Detto questo, continuò con la formula magica del suo incantesimo. Leafa stava per imprecare ma
istintivamente tenne la bocca chiusa. Dopo pochi secondi, qualcosa si avvicinò rumorosamente alle
spalle.
Diverse piccole lucertole scarlatte dagli occhi rossi scavalcarono le radici dei giganteschi alberi.
Questa era la magia di penetrazione dell’«Attributo Fuoco»: decine di lucertole emergevano intorno
all’evocatore e cercavano lungo una vasta area circolare. Quando trovavano qualcosa emettevano
delle fiamme, mostrando subito la località di altri giocatori o mostri.
--Andate via! 0on dovete venire qua!

Naturalmente, la lucertola non ha alcuno schema prestabilito, si muove in modo casuale una volta
evocato. Leafa pregò disperatamente che le lucertole andassero altrove, ma invano. Una di loro
toccò il velo che circondava Leafa e diede uno strillo acuto, divampando in fiamme.
“L’abbiamo presa, da questa parte.”

Sentendo il rumore dell’armatura di metallo che si avvicinava sempre di più, Leafa saltò fuori
dall’ombra per atterrare sui suoi piedi. Tirò fuori la sua spada e con grazia assunse una posizione di
guardia, tre Salamander puntarono le loro lance su di lei.
“Adesso cerchiamo di non essere irragionevoli.”

L’uomo sulla destra tirò su la visiera del suo elmo. Nonostante il suo eccitamento fosse celato
dall’elmo, non poteva nasconderlo dalla sua voce.
L’uomo al centro, il capo, continuò con voce calma.

“Mi dispiace, ma questa è la nostra missione. Se ci consegna tutto il denaro e gli oggetti, poi la
lasceremo andare.”
“Ah, perché, uccidila!! Il nemico è una donna quindi sono molto eccitato eh.”

L’oratore era l’uomo sulla sinistra, che come disse questo alzò anche la visiera. Sembrava come se
fosse inebriato dalla violenza, il suo sguardo era fisso su di lei.
Parlando con un anno di esperienza di gioco, questo tipo di giocatore, il «Cacciatore di donne», era
il peggior tipo di feccia esistente. Purtroppo, ce n’erano diversi così. Il disgusto fece venire la pelle
d’oca sulle braccia di Leafa. Se questo tipo di giocatore toccasse il corpo di un altro player al di
fuori di una battaglia, il sistema dovrebbe spedire immediatamente un rapporto di molestie. Questo
invece era accettato perché gli incidenti sono, in qualche modo, uno degli scopi del gioco. Se si
vede in un'altra maniera, lo spargimento di sangue era la libertà dei giocatori. Alcuni però

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

arrivavano agli estremi e trovavano piacevole «cacciare» i giocatori di sesso femminile in un


VRMMO.
Nelle normali funzioni di ALO una cosa del genere era permessa. Le dicerie si stavano avverando,
ed effettivamente stava accadendo nel gioco, questo pensiero fece rabbrividire Leafa.
Leafa puntò fermamente i suoi piedi, ponendosi nella sua posizione favorita, con la spada sorretta a
due mani. Con uno sguardo minaccioso, fissò i tre Salamander.
“Porterò certamente almeno uno di voi con me nella tomba. Se non avete paura della «Pena di
Morte», fatevi avanti.”
Disse Leafa con un filo di voce. I Salamander che erano su entrambi i lati s’infuriarono per la sfida
lanciata e sollevarono le loro lance. Il capo con un cenno delle sue mani li invitò a fermarsi, poi si
rivolse alla ragazza.
“Lascia stare, le tue ali sono arrivate al limite. Noi possiamo ancora volare.”

In effetti, era come aveva detto. In ALO, se un giocatore a terra era attaccato da un nemico in aria,
si trovava in una posizione di totale svantaggio. Inoltre, non c’era solo un nemico in volo, ma ben
tre. Leafa comunque non avrebbe rinunciato. Non avrebbe consegnato i soldi e implorato pietà.
“Che ragazza testarda. Ah bene, suppongo sia inevitabile.”

Anche il capo scrollò le spalle, poi preparò la sua spada e prese il volo. Gli altri due Salamander
afferrarono il loro controller con la mano sinistra e seguirono l’esempio.
Affrontando addirittura tre lance allo stesso tempo, Leafa si preparò per attaccare ferocemente il
nemico più vicino. Concentrò tutta la forza che aveva in corpo nella sua lama. I tre Salamander la
circondarono e lei si preparò per caricare il nemico... quando accadde qualcosa d’inaspettato.
Gli arbusti dietro di loro cominciarono improvvisamente a scuotersi e un’ombra saltò fuori, passò
velocemente oltre il lato dei Salamander roteando in aria e dopo pochi giri intorno alla radura cadde
a terra con un fragoroso suono.
In questo evento inatteso, i tre Salamander e Leafa si bloccarono un momento, poi guardarono
l’intruso.
“Argh, ahi. Presumo sia un atterraggio di fortuna.”
Questa voce priva di tensione venne da un giocatore maschile leggermente scuro di pelle mentre si
stava alzando. I suoi capelli neri avevano degli spunzoni naturali, e i suoi grandi occhi davano
un’impressione di malizia. Dietro di lui si estendevano delle ali grigio-blu scure che lo
contrassegnavano come un membro della razza Spriggan.
Che ci fa uno Spriggan del lontano confine orientale in quest’area? Mentre pensava a questo, iniziò
a controllare il suo equipaggiamento. Una comune tunica nera e dei pantaloni che non sono
un’armatura, e una spada inferiore - non importa come lo vedo, sta usando l’equipaggiamento
iniziale. Un principiante che esce nelle profondità della zona neutra, a cosa stava pensando?
Da qualsiasi parte lo si guardava, era un novizio. Leafa non voleva che guardasse quella crudele
scena di caccia, così lo chiamò senza pensarci.
“Che stai facendo? Veloce, fuggi via!!”

Ma il ragazzo in nero non si mosse. 0on sapeva che i giocatori di razze diverse erano autorizzati,
incoraggiati anche dalle regole, a ucciderlo? Dopo aver messo qualcosa nella tasca sul petto con la
mano destra, guardò Leafa e i Salamander che fluttuavano nell’aria e disse:

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Tre soldati che attaccano una ragazza, questo è un po’ troppo non è vero?”
“Che cosa stai dicendo?”
Questo discorso fece infuriare i due Salamander sul retro. Chiusero il ragazzo a sandwich con uno
nella parte inferiore e l’altro in quella superiore, circondandolo mentre erano ancora in aria.
Abbassarono le loro lance e si prepararono ad attaccare.
“Dannazione”
Leafa voleva andare ad aiutarlo, ma non poteva muoversi con noncuranza perché il capo stava
ancora volando di fronte a lei.
“Idiota, come osi venire qua con tanta disinvoltura? Beh, fai come vuoi, avremo un po’ di
divertimento oltre alla caccia!”
Il ragazzo stava in piedi di fronte ai Salamander, le cui armature tintinnarono come abbassarono le
visiere. Quando i due piegarono le loro lance per caricare, le ali produssero una luce brillante color
rubino. Il Salamander vicino iniziò il suo attacco mentre quello nelle retrovie aspettò qualche
secondo in più, pensando di sfruttare la differenza nei tempi per uccidere il ragazzo dopo che
avrebbe schivato il primo attacco.
Non era un qualcosa che un principiante poteva affrontare. 0on voglio vedere il momento in cui le
lance trafiggeranno il suo corpo, pensò Leafa. Si morse le labbra e stava per distogliere lo sguardo,
ma prima che lo facesse...
Non riuscivo ancora a credere a quello che era successo.
Con la mano destra che copriva ancora la tasca, tese la mano sinistra con disinvoltura e afferrò la
punta della lancia che mirava a ucciderlo. Una luce e un suono ondulato nell’aria segnalarono
l’attivazione della skill: «Guardia». Leafa non poteva credere a quello che guardava, la sorpresa
costrinse i suoi occhi a guardare altrove e la sua mascella a spalancarsi. Il ragazzo utilizzò lo slancio
del primo Salamander per lanciarlo addosso al compagno che si avvicinava da dietro.
“Woo ah ah ah ah ah!”
Urlarono i due Salamander non appena si scontrarono, sprofondando a terra con un rumore
metallico.
Il ragazzo si voltò, e mentre afferrava l’impugnatura della spada, lanciò uno sguardo perplesso a
Leafa.
“Queste persone, ha importanza se le taglio?”
“Certo che no, è quello che stavano progettando di farti proprio un momento fa.”
Leafa rispose con grande stupore.
“Capisco, bene, scusami per un momento.”
Il ragazzo estrasse la sua malandata spada con la mano destra, e la lasciò penzolare verso il suolo.
Dopo aver detto qualcosa di così audace, Leafa si aspettò che iniziasse subito ad attaccare, ma lui
non si mosse. Poi, mise il piede sinistro in avanti, aggiustò il baricentro e improvvisamente...
Boom!! Il ragazzo scomparve nello stesso istante in cui si udì quel suono. Una bomba sonica?!
Leafa aveva combattuto contro molti nemici, ma non aveva mai visto un attacco simile, i suoi occhi
non riuscivano nemmeno a seguire i movimenti del ragazzo. Come Leafa girò frettolosamente la
testa verso destra, il ragazzo smise di muoversi, atterrando lontano da dove era partito. Completò la
sua tecnica facendo oscillare la spada verso il suo fodero.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Dei due Salamander, uno fu avvolto nel rosso del «End Frame» mentre tentava di mettersi in piedi.
Il suo corpo si trasformò ben presto in cenere che si disperse ai quattro venti, lasciando solamente
una Fiamma del Ritorno.
Troppo veloce!
Leafa rabbrividì. Quell’azione e quell’attacco erano al di sopra di qualsiasi cosa avesse mai visto,
erano di una dimensione completamente diversa. Il suo corpo tremava di esaltazione per quello che
era appena accaduto.
In questo mondo, solo una cosa determinava quanto velocemente ci si poteva spostare: la velocità
con cui il cervello riceveva i segnali dal sistema «Full Dive» e reagiva a esso. L’Amusphere inviava
i segnali alle facoltà cognitive del cervello, che li elaborava e li produceva per controllare le
funzioni motorie del corpo. Questi erano quindi intercettati dal sistema Amusphere. Il cervello di un
giocatore più veloce era in grado di fare questo, più era rapido il giocatore, più poteva muoversi nel
gioco. I riflessi innati erano una delle cose che determinavano quanto questo avveniva velocemente,
ma la velocità poteva essere migliorata anche con l’esperienza, in modo che più a lungo si giocava
più ci si muoveva rapidamente.
Non per vantarsi, ma la velocità di Leafa era nella top 5 di tutti i Sylph. La sua velocità era stata
forgiata attraverso l’allenamento dei suoi riflessi per molti anni ed era affinata da un anno di gioco
su ALO. Era sempre stata sicura che non importasse chi incontrava, in uno scontro uno vs uno la
sua velocità non avrebbe mai perso con nessuno.
Leafa e il capo dei Salamander erano ancora sbalorditi quando il ragazzo si alzò e si voltò verso di
loro, portando ancora una volta con grazia la spada in posizione.
L’altro Salamander, la cui carica era stata schivata, sembrava ancora non capire cosa fosse successo.
Si stava ancora muovendo nella direzione opposta cercando di trovare il ragazzo che era scomparso
di fronte ai suoi occhi.
Il ragazzo ancora una volta attaccò senza pietà, correndo verso il Salamander confuso. Stavolta non
mi sfuggirà pensò Leafa mentre si concentrava con gli occhi spalancati sul movimento del ragazzo.
Il movimento iniziale non era poi così veloce, sembrava oscillare. Tuttavia, questo avvenne solo
fino a quando non fece il primo vero passo del suo attacco e...
L’atmosfera era confusa e sembrava tremare dal rumore. In qualche modo avevo visto questa volta.
Come guardando un film con l’avanzamento rapido, Leafa era riuscita a catturare la maggior parte
dei fotogrammi, ma non tutti. La spada del ragazzo balzò dalla sua posizione abbassata e tagliò il
Salamander in due. Anche l’effetto del flash non riusciva a tenere il passo con lui. Il ragazzo si
spostò di diversi metri in avanti, fermandosi, tenendo la spada in alto. Ancora una volta un getto di
fuoco scoppiò, annunciando la morte del secondo Salamander.

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Leafa era rimasta davvero incantata dalla sua velocità, tanto che poteva soltanto notare quanti danni
aveva fatto il suo attacco. La barra degli HP dei due Salamander, che era piena quasi più della metà,
scomparve velocemente. Alla fine, i colpi del ragazzo erano stupefacenti quanto la sua velocità.

La formula degli attacchi di ALO non era complicata. Dipendeva da quattro cose: potenza dell’arma,
zona del corpo colpita, velocità d’attacco e armatura indossata dall’avversario. In questo caso la
potenza dell’arma era molto bassa, mentre l’armatura del Salamander era veramente di alto livello.
La forza dei suoi attacchi proveniva quindi dalla sua precisione e velocità schiacciante.

Il ragazzo si sistemò in una posizione rilassata e sollevò lo sguardo verso il leader dei Salamander,
che si librava ancora in aria. Con la spada appoggiata contro la spalla, il ragazzo disse:

“Quindi, hai intenzione di combattere?”

Le sue parole non erano per niente toccate dalla tensione. Persino il Salamander sorrise.

“No, non ho nessuna possibilità di vincere, dimenticalo. Ti darò i miei items se li chiedi per loro. La
mia Skill Magica è quasi a 900, e la «Pena di Morte» renderebbe i miei sforzi vani.”

“Sei un uomo onesto.”

Il ragazzo rise brevemente, e posò il suo sguardo su Leafa.

“Tu lì, signorina, cosa vuoi fare? Se vuoi combattere contro di lui, non ti disturberò.”

Dopo aver lasciato tutto nel caos e causato così tanta confusione, adesso diceva queste cose. Leafa
non poteva non sorridere. Lui era il tipo che poteva andare nel campo di battaglia e sgonfiare lo
spirito combattivo di tutti.

“Sono brava anche io. La prossima volta vincerò, Signor Salamander.”

“Ad essere onesti, combattendo uno contro uno, non penso che potrei vincere.”

Detto questo, il Salamander distese le sue ali e volò via, lasciandosi dietro di sé una scia di luce
rossa. Poi, muovendo gli alberi al suo passaggio, scomparve in lontananza nel cielo buio. Così
rimase soltanto Leafa e il ragazzo vestito di nero, illuminati dalle due Fiamme del Ritorno. Un
minuto dopo, anche queste scomparvero.

Come guardò il ragazzo, Leafa s’irrigidì di nuovo.

“Adesso, che cosa dovrei fare? Ringraziarti? Scappare via? Oppure combattere?”

Lui fece oscillare la sua spada da destra a sinistra e la ripose nel fodero.

“Ah, per me è come se l’eroe abbia appena salvato la principessa dai cattivi, una cosa così.”

Scoppiò a ridere.

“Mossa dalla gratitudine, la principessa piangendo dovrebbe correre verso di me per abbracciarmi.”

“Ma sei stupido?”

Esclamò Leafa, non volendo, con la faccia rossa.

“Piuttosto mi batterò con te!”

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“Ah ah, scherzo scherzo.”

Mentre guardava il ragazzo ridere felicemente, Leafa digrignò i denti per la rabbia. Stava
considerando come fargliela pagare, quando improvvisamente si udì una voce proveniente da
qualche parte.

“Esatto, non posso permetterlo.”

Era la voce di una bambina. Guardandosi intorno inquieta, Leafa non vedeva niente che si muoveva
fra le ombre. A questo punto, il ragazzo sembrava un po’ frustato e triste:

“Ah, ehi, ti avevo detto di non uscire fuori!”

Leafa guardò il taschino sul petto del ragazzo e qualcosa di scintillante saltò fuori. Era un essere
piccolino, che stava fluttuando vicino alla sua faccia producendo un leggero ronzio.

“Solo io e Mama possiamo abbracciare Papa!”

“Pa-Papa!?”

Leafa si avvicinò di pochi passi per cercare di vedere la piccola creatura fatata. Era un Navigation
Pixie, che poteva essere evocato dalla finestra di aiuto. Ma, se questo era il caso, poteva rispondere
soltanto alle domande basilari inerenti al gioco.

Leafa si dimenticò di diffidare del ragazzo, il suo sguardo era fissato intensamente sulla pixie
volante.

“Oh, no, questo è...”

Il ragazzo velocemente avvolse entrambe le mani intorno alla pixie e se la portò vicino a sé, con un
leggero sorriso forzato stampato in faccia. Leafa guardò la pixie nelle mani del ragazzo e chiese:

“Ehi, quello è un «Pixie Personale»?”

“Huh?”

“Era un regalo speciale quando il gioco uscì per la prima volta, c’era stata una lotteria e il vincitore
aveva ricevuto un Pixie Personale. Questa è la prima volta che ne vedo uno.”

“Ah, esatto!”

La Pixie cominciò a dire qualcosa, ma il ragazzo la fermò coprendo la sua bocca con il dito.

“Si, si, deve essere così. Ho molta fortuna con le lotterie.”

“Bene...”

Leafa esaminò lo Spriggan di nuovo, studiandolo dalla testa ai piedi.

“Ch-Che cosa c’è?”

“Sei strano. Sembra che hai iniziato il gioco appena è uscito, ma stai usando ancora
l’equipaggiamento iniziale, però sei forte.”

“Ah, veramente questo account era stato creato tempo fa, ma ho iniziato solo recentemente. Stavo
giocando a un altro gioco VRMMO da tanto tempo.”

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“Veramente?”

Tutto questo aveva senso, pensò Leafa. Se fosse stato abituato all’Amusphere perché aveva giocato
ad altri giochi, allora poteva essere possibile realizzare quella velocità folle.

“Anche volendo, tu fai sicuramente parte della razza Spriggan, quindi perché sei qui? Il tuo
territorio è lontano a est, no?”

“Io... mi sono perso.”

“Perso??”

Esclamò Leafa malgrado se stessa, di fronte a questa risposta disarmante.

“Persino una persona che non ha il senso dell’orientamento ha dei limiti... Tu sei troppo strano!”

Scoppiò a ridere vedendo l’espressione tesa del ragazzo. Poi ripose la sua spada, che aveva ancora
in mano, e disse:

“Bene, comunque, suppongo che devo esserti grata. Grazie per avermi aiutato, sono Leafa.”

“Io sono Kirito, e questa è Yui.”

Quando il ragazzo aprì le sue mani, la piccola pixie volò via mettendo il broncio con le guance
gonfie. S’inchinò verso Leafa poi si posò sulla spalla di Kirito, mettendosi a sedere.

Leafa era un po’ sorpresa di realizzare che voleva parlare con questo ragazzo di nome Kirito. Era
molto inusuale per lei fare amicizia in questo mondo, anche se non era da lei evitare gli altri
giocatori. Non sembrava una cattiva persona, pensò tra sé, così disse:

“Così, cosa pensi di fare adesso?”

“Beh, veramente non ho nessun piano.”

“Questo... ah. Bene, allora lascia che ti offra qualcosa da bere per ringraziarti, che ne dici?”

Dopo aver sentito ciò, il ragazzo di nome Kirito rise. Leafa guardando il suo sorriso pensò che gli
venisse dal cuore. Le persone che riuscivano a ridere così apertamente e a mostrare questo tipo di
emozioni in un mondo virtuale erano rare.

“Questo mi farebbe molto felice, stavo giusto cercando qualcuno a cui chiedere un po’ di cose.”

“Tipo?”

“Cose che riguardano questo mondo... specialmente...”

Smise di sorridere come i suoi occhi guardarono verso nord-est.

“Ciò che riguarda quell’albero.”

“L’Albero del Mondo? Sicuro. Anche se appaio così, gioco da molto tempo. Andiamo a vedere,
anche se penso sia un po’ lontano c’è un villaggio neutrale a nord, voliamo là.”

“Non è più vicina la città di Sylvain?”

Leafa rimase un po’ scioccata e lo guardò in faccia prima di rispondere...

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“È così ma... Veramente non sai niente? È nel territorio dei Sylph.”

“È un problema?”

Sentendo la risposta di Kirito, Leafa era senza parole.

“...Il problema... suppongo che puoi chiamarlo così. Comunque siccome è territorio dei Sylph, non
potrai attaccare dentro la città ma ogni Sylph potrà attaccare te.”

“Ah, capisco. Ma le persone non mi attaccheranno se sono con Leafa-san, giusto? Voglio vedere
veramente la città dei Sylph, ho sentito che è bellissima.”

“Chiamami solo Leafa. Sei veramente una persona strana. Bene... possiamo provare, ma non
garantisco la sua sicurezza.”

Replicò Leafa scuotendo le spalle. Bene, visitare la capitale dei Sylph non è una cattiva idea.
Siccome gli Spriggan sono visti raramente qui intorno, portarlo con me probabilmente farà
scalpore, pensò Leafa con la mente piena di malizia.

“Bene allora, voleremo fino a Sylvain. Tra poco sarà affollato.”

Disse, controllando la finestra per vedere l’ora del tempo reale. Erano adesso le quattro in punto del
pomeriggio. Non poteva stare ancora per molto in questo “mondo”.

Leafa, la cui abilità di volo aveva già finito di ricaricare, stese le ali che cominciavano a brillare e
vibrare. Kirito inclinò la testa di lato, guardandola perplesso, e disse:

“Leafa, riesci a volare senza l’ausilio di un controller secondario?”

“Ah, si. Tu?”

“Ho appena imparato come usarlo da poco.”

Kirito mosse la sua mano destra come per afferrare qualcosa.

“Vedo, c’è un trucco per volare spontaneamente. Le persone che possono farlo, ne sono subito
capaci, proviamo. Non tirare fuori il controller e girati di spalle, dandomi la schiena.”

“Così?”

Kirito si girò, la sua schiena non era molto ampia. Leafa allungò l’indice per toccare il punto poco
più in basso delle scapole. La pixie nella sua spalla guardava affascinata.

“Il punto che sto toccando, ricordalo.”

“OK.”

“È chiamato Volo Volontario, ma non è solo frutto dell’immaginazione. Quello che devi fare è
imparare a sviluppare le ossa e i muscoli virtuali che formano le tue ali, poi imparare a muoverli 31.”

“Ossa virtuali... e muscoli...”


KƌĂǀŝĐŚŝĞĚĞƌĞƚĞ͗ŵĂŝůsŽůŽsŽůŽŶƚĂƌŝŽŶŽŶĞƌĂƵŶĂƐŬŝůůĚŝĂůƚŽůŝǀĞůůŽ͍ƐĂƚƚŽĂůů͛ŝŶŝnjŝŽĚĞůĐĂƉŝƚŽůŽϮƐŝĞƌĂĚĞƚƚŽ
ϯϭ

ĐŚĞ>ĞĂĨĂĂǀĞǀĂƋƵĞƐƚĂƐŬŝůůĐŚĞůĞƉĞƌŵĞƚƚĞǀĂĚŝǀŽůĂƌĞƐĞŶnjĂĐŽŶƚƌŽůůĞƌ͘ĚĞƐƐŽŝŶǀĞĐĞƐĞŵďƌĂƵŶƚƌƵĐĐŽĐŚĞƚƵƚƚŝ
ƉŽƐƐŽŶŽŝŵƉĂƌĂƌĞ͕ĐŚĞǀŝƉŽƐƐŽĚŝƌĞ͍ƌƌŽƌĞĚĞůůĂƚƌĂĚƵnjŝŽŶĞŝŶŐůĞƐĞŽĐŽŶƚƌĂĚĚŝnjŝŽŶĞĚĞůůĂEŽǀĞů͍sĂůůŽĂƐĂƉĞƌĞх͘ф

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Kirito ripeté con una voce ambigua. Come disse ciò, le sue scapole cominciarono a contrarsi. Dal
punto che Leafa aveva toccato, spuntarono fuori dai suoi vestiti delle ali grigie. In un primo
momento si mossero in modo goffo, ma lentamente incominciarono a sincronizzarsi fino a che non
si mossero contemporaneamente.

“Oh, si, proprio così. Prima muovi le spalle e i muscoli per afferrare il movimento delle ali.”

Non appena disse questo, i muscoli nella sua schiena iniziarono a contrarsi velocemente. Le sue ali
cominciarono a vibrare e Leafa potè udire un suono frusciante.

“Così! Adesso, molto più forte!”

“Uhm uhm uhm”

Leafa allungò le sue braccia più che potè e lasciò le sue mani sul dorso di Kirito fino a che le sue ali
non ebbero prodotto abbastanza spinta. In quel momento, Leafa improvvisamente colpì la sua
schiena con tutte le sue forze.

“Whoa!?”

Una volta in volo, lo Spriggan salì come un razzo.


“Oh...Oh...Oh...Wow!”
Il corpo di Kirito divenne sempre più piccolo, le sue urla rapidamente divennero troppo lontane
perché fossero udite. Col fruscio delle foglie, scomparve rapidamente oltre le cime degli alberi
lontani.
“......”
Leafa scambiò un’occhiata con la pixie che era caduta giù dalla spalla di Kirito.
“Oh no.”

“Papa...!!”
Decollarono nello stesso istante, affrettandosi a seguire Kirito. Dopo aver superato il mare d’alberi,
lo cercarono con attenzione nel cielo notturno, e infine lo trovarono mentre si muoveva barcollante
verso destra, nell’ombra del chiaro di luna.
“Ohohohoh waawaawaa ......... Per favore, fermatemiiiii!”
Un grido infelice ruppe il silenzio della notte ed echeggiò attraverso il cielo infinito.
“...Pff”
Leafa e Yui si guardarono, e non poterono trattenersi dal ridere.
“Pfft...Huh...Hahahah...!”
“Mi dispiace Papa, è così divertente ~ ~ ~”
Mentre si libravano in aria fianco a fianco, si tenevano la pancia ridendo. Quando furono sul punto
di fermarsi, sentirono le urla di Kirito, e scoppiando di nuovo in burrascose risate.
Leafa non riusciva a ricordare l’ultima volta che aveva riso così tanto. Questa doveva essere la
prima volta da quando era arrivata in quel mondo.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Dopo aver riso sufficientemente a lungo, Leafa si precipitò ad afferrare Kirito per il colletto, in
modo che smettesse di volare e finisse di insegnargli i trucchi del Volo Volontario. Per essere un
principiante, Kirito imparava molto in fretta. Dopo dieci minuti o giù di lì di lezione, Kirito sapeva
volare liberamente.
“Oh ... questo è ... incredibile!”
Gridò Kirito mentre volava in cerchio.
“Sì, hai ragione!”
Rispose Leafa con un sorriso.
“Come dire, questo è emozionante! Vorrei volare per sempre…”
“Proprio così!”
Anche Leafa era felice, volava con le ali che vibravano nella stessa orbita di Kirito, tenendole
parallele alle sue.
“Non è giusto ... anch'io!”
Yui li raggiunse volando, prendendo posizione tra i due.
“Dovresti far pratica minimizzando il più possibile il movimento della parte inferiore della schiena
e della scapola. Non sarai in grado di muovere bene la tua spada nel combattimento aereo se fai
troppi movimenti inutili. Allora bene, voliamo fino a Sylvain in questo modo. Vieni con me.”
Leafa fece una stretta virata per trovare la giusta direzione, poi iniziò a girare sopra la foresta.
Cominciò a preoccuparsi, stava andando troppo veloce per il nuovo volatore Kirito, così ridusse la
sua velocità solo per far sì che iniziasse a sorpassarla. Guardò il ragazzo e gli sentì dire:
“Possiamo volare un po’ più velocemente se vuoi.”
“Ho ho.”
Il sorriso di Leafa divenne quello di un predatore come piegò le ali ad angolo acuto e cominciò ad
andare a tutta velocità. Kirito sentì il suono prodotto dall’aumento del battito delle sue ali e accelerò
per mantenere il passo. La pressione del vento contro il suo corpo aumentò, rendendo difficile
ascoltare qualunque cosa.
Sorprendentemente, Leafa raggiunse presto il 70% della sua velocità massima e Kirito era ancora al
suo fianco. La maggior parte dei giocatori, quando cominciavano a raggiungere la velocità massima
impostata dal sistema, sentivano che la loro accelerazione diventava fiacca, probabilmente a causa
di qualche pressione psicologica. Se Kirito è in grado di superare questa pressione al suo primo
volo… deve avere una forza mentale straordinaria.
Leafa chiuse la bocca, e cominciò ad accelerare alla velocità massima. Prima non aveva mai volato
in una formazione a questa velocità, soprattutto perché nessuno dei suoi normali compagni di
squadra era in grado di eguagliarla.
Adesso gli alberi sotto i suoi occhi sembravano una rapida corrente e scomparvero velocemente
dietro di loro. La vibrazione sulle sue ali emise un rumore simile al suono acuto di uno strumento a
corde, che, mescolato con le ali da Spriggan di Kirito che suonavano come uno strumento a fiato,
formavano un bellissimo duetto.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Ah ... troppo ... veloce! È inutile!”

Gridò Yui, mentre balzava dentro al taschino della giacca di Kirito. Kirito e Leafa si guardarono e
risero.
Quando se ne accorse, la foresta stava per finire poco più avanti e dei puntini illuminati apparvero
all’orizzonte. Quello più luminoso proveniva dalla torre centrale, il simbolo di Sylvain, la capitale
dei Sylph, la "Torre del Vento". Ben presto la città divenne più vicina, e nella via centrale c’era un
gran numero di giocatori che andavano e venivano.
“Oh, la vedo!”
Disse Kirito parlando sopra al suono del vento.
“Stiamo atterrando ai piedi della torre nel centro, oh!”
Leafa si rese conto improvvisamente di qualcosa e un sorriso si fissò sul suo volto.
“Kirito-kun, sai come atterrare?”
“...”
Rispose Kirito con il volto teso in una smorfia.
“Non ne ho la più pallida idea!”
“Bene ....”
In quel momento, la metà del suo campo visivo era occupata dalla grande torre.

“Mi dispiace, è troppo tardi, buona fortuna.”

Con un sorriso di scuse, soltanto lei avviò l’improvvisa decelerazione necessaria per l’atterraggio.
Leafa distese le ali per smorzare la discesa e mise il piede di fronte a sé iniziando la procedura
d’atterraggio.

“Così stupida ......”


Sbraitò lo Spriggan mentre Leafa lo guardava sfrecciare verso la parete esterna della torre, sperava
sinceramente che sopravvivesse al suo atterraggio.
Dopo pochi secondi, BANG! Un suono terribile scosse l’aria.
“Uhm, Leafa come dire, credo di aver iniziato ad aver paura di volare.”
Nella parte inferiore della torre, Kirito era caduto in mezzo a un letto di fiori.
“I miei occhi stanno roteando...”
La pixie seduta sulla sua spalla stava barcollando per il capogiro. Leafa mise le mani sui fianchi, e
sopprimendo le risate replicò:
“Sei troppo pieno di entusiasmo. Sono sorpresa che tu sia ancora vivo, pensavo saresti morto di
sicuro.”
“Ah, questo è troppo!”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Kirito aveva colpito il muro della torre mentre volava alla velocità massima che il gioco permetteva,
ma gli rimanevano ancora quasi la metà dei suoi HP. Non sapeva se avesse un corpo naturalmente
forte o se si trattasse solo di fortuna, ma lui era l’incarnazione di molti misteri per un principiante.
“Ok ok, ti guarirò io.”
Leafa lanciò un incantesimo di guarigione mentre teneva la sua mano destra. Una luce blu scura si
diffuse sul palmo della mano e lentamente cadde sul corpo di Kirito.
“Oh, fantastico. Quindi è questa la magia.”
Kirito guardò intorno al suo corpo con curiosità mentre la luce bluastra cadeva come neve.
“Solo le Undine possono usare facilmente le magie di recupero d’alto livello. Ma è un incantesimo
indispensabile quindi dovresti impararlo.”
“Così ogni razza ha i suoi punti di forza e debolezza quando si parla di magia? Qual è la specialità
della razza Spriggan?”
“Ce ne sono due: la magia che aiuta a trovare i tesori e la magia Illusoria. Poiché nessuna delle due
è utilizzabile in battaglia, è la razza più impopolare.”
“Ahhh ... avrei dovuto fare meglio i miei compiti a casa.”
Kirito si strinse nelle spalle, si alzò in piedi e si girò a guardare la città.
“Oh, questa è la città dei Sylph. Che posto stupendo.”
“Vero?”
Ancora una volta Leafa si guardò attorno nella sua città natale, dove aveva vissuto per tanto tempo.
«Sylvain», conosciuta anche come la «Capitale Smeraldo», era una città all’altezza del suo nome.
Torri di varie sfumature verdi crescevano lungo complessi corridoi arieggiati che collegavano le
strade. Ogni torre esplodeva in un brillante colore verde scuro che dava alla città l’aspetto di un
regno di fantasia. Dietro la «Torre del Vento» vi era la «Magione del Lord», un magnifico edificio,
che secondo Leafa era superiore alla maggior parte dei palazzi di ALfheim.
In silenzio, guardarono la città della luce, osservando il flusso di persone che andavano e venivano,
e all’improvviso il suono di un saluto giunse da destra.
“Leafa-chan, sei salva!”
Leafa voltandosi, vide un ragazzo Sylph dai capelli biondi che si agitava come un matto correndo
verso di loro.
“Ah, Recon. Sì, in qualche modo sono sopravvissuta.”
Recon guardò Leafa con gli occhi che gli brillavano.
“In effetti, sei veramente incredibile, essere circondata da tanti nemici, ma uscirne ancora tutta in un
pezzo... oh......”
Recon finalmente notò la figura nera in piedi accanto a Leafa, e rimase con la bocca aperta per
qualche secondo.
“Non è uno Spriggan? Perché è qui!?”
Recon parlò mentre balzava indietro in preda al panico, la sua mano scivolò fino a raggiungere
l’elsa del pugnale appeso alla cintura, ma venne fermato da Leafa.

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“Calmati Recon. Lui è la ragione per cui sono viva.”


“Huh?”

Leafa indicò Recon e disse a Kirito:


“Questo è Recon. Lui è un mio compagno, ma è stato ucciso dai Salamander poco prima che
t’incontrassi.”
“Mi spiace sentire questo. Piacere di conoscerti, io sono Kirito.”
“Oh ... ah, piacere di conoscerti.”
Recon strinse la mano destra di Kirito e s’inchinò.
“Ora non è il momento per cose simili!”
Recon balzò indietro.
“Va bene Leafa-chan? Non è che è una spia!?”
“In un primo momento l’ho pensato, ma è troppo svampito per esserlo.”
“Ah, questo è meschino!”
Leafa e Kirito risero, Recon li guardò con sospetto, e alla fine, si schiarì la gola prima di dire:

“Leafa-chan, Sigurd e gli altri sono in attesa nella «Narcisus Hall», sono pronti a distribuire il
bottino della nostra battuta di caccia."

“Oh ... capisco ... bene ...”

Quando un giocatore era ucciso da un nemico, il 30% dei suoi items non equipaggiati venivano
“rubati” dall’avversario in modo casuale. Comunque, quando in una squadra c’era qualcosa
chiamato «Stato di Assicurazione», gli oggetti del giocatore ucciso venivano trasferiti
automaticamente a tutti i membri.
Oggi, quando Leafa era rimasta l’unico componente vivo del la loro squadra, lo «Stato di
Assicurazione» aveva trasferito tutti i loro items acquisiti in suo possesso. Per questo motivo il
Salamander aveva cercato di persuaderla così assiduamente. Così, era merito solo di Kirito se tutto
il loro duro lavoro era arrivato a Sylvain.
Era diventata un’abitudine per Leafa e i suoi compagni incontrarsi al solito negozio, «Narcisus
Hall», per distribuire tutti gli oggetti ottenuti dalla caccia. Comunque Leafa era impegnata e disse a
Recon:
“Non parteciperò oggi. Non ci sono items che vanno bene per le mie skills in ogni modo. Ti darò
tutto per dividerlo con gli altri quattro.”
“Eh? Leafa-chan non viene?”
“Ah, ho promesso a Kirito che gli avrei offerto qualcosa da bere in segno di gratitudine per avermi
salvato.”
“...”
Recon tornò a fissare Kirito e il sospetto di prima ritornò in una forma leggermente diversa.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Ehi, non pensare di fare qualcosa di strano.”


Leafa gli tirò un calcio per aver detto quello. Poi aprì la sua finestra per scambiare gli oggetti e
trasferì tutto il bottino di oggi a Recon.

“Mandami una email quando sei pronto per la prossima caccia. Se potrò, verrò. In ogni caso, buon
lavoro.”
“Ah, Leafa-chan...”
Imbarazzata, Leafa interruppe la conversazione con forza, prendendo la manica di Kirito e
camminando via.
“Quella persona un attimo fa, è il tuo ragazzo?”
“O è il tuo amante?”
“Aaaah!?”
Era stata Yui, che aveva messo fuori la testa dalla tasca di Kirito e aveva alzato la voce per porre
quella domanda dopo di lui. Leafa era inciampata nei suoi piedi, e così per non perdere il suo
equilibrio aveva steso le ali velocemente.
“No... avete sbagliato, siamo solo compagni di squadra.”
“Ma la vostra relazione sembra molto buona.”
“Lo conosco nel mondo reale, è un mio compagno di classe a scuola, niente di più di questo.”
“Eh, deve essere bello... giocare a un VRMMO con i propri compagni di classe.”
Sentendo Kirito pronunciare quelle parole in tono invidioso, lo guardò con leggero cipiglio.
“Beh, ci sono anche degli inconvenienti... ti fa ricordare cose come i compiti.”
“Ah ah ah, capisco.”
Mentre parlavano, scesero lungo la strada. Di tanto in tanto incontravano qualche altro giocatore
Sylph, e vedendo i capelli neri di Kirito li guardavano sorpresi, ma riconoscendo Leafa al suo fianco
non dicevano nientee passavano oltre. Leafa non era molto attiva, ma aveva vinto il torneo di volo
di Sylvain molte volte, così era molto conosciuta e popolare.
Alla fine, giunsero a una piccola e confortevole taverna, chiamata «Lily of the Valley Pavillion».
Era uno dei posti preferiti di Leafa per mangiare, poiché avevano degli ottimi dolci.
Quando Leafa aprì la porta e guardò dentro, scoprì che il locale era vuoto tranne che per un paio di
giocatori. Siccome era quasi sera nel mondo reale, il ristorante sarebbe presto diventato affollato di
giocatori che volevano bere al ritorno di un’avventura.
Presero posto uno di fronte all’altro in un tavolo appartato davanti ad una finestra.
“Siccome ti ho invitato io, prendi pure tutto quello che vuoi.”
“Se sei sicura, va bene.”
“Non mangiare troppo però o lo rimpiangerai quando dovrai scollegarti e cenare.”
Disse Leafa, mentre guardava la deliziosa lista dei dolci nel menù.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Questo era un fenomeno strano. Per qualche ragione mangiare in ALO produceva una falsa
impressione di sazietà, e quella sensazione non spariva subito quando si ritornava nel mondo reale.
Per Leafa, uno degli aspetti più affascinanti di un VRMMO era di poter soddisfare la propria
golosità di dolci senza preoccuparsi delle calorie. Doveva soltanto non mangiare troppo sennò sua
madre si sarebbe arrabbiata se non avesse mangiato niente.

Soffrire di malnutrizione o usare questo effetto per la dieta, non era inaudito. Ancora adesso, ogni
tanto si sentivano notizie di giocatori che si dedicavano talmente tanto al gioco da dimenticarsi di
mangiare e s’indebolivano fino alla morte.
Alla fine, Leafa si decise e ordinò una torta bavarese alla frutta, mentre Kirito prese una fetta di
torta e una bottiglia di vino speziato, e con sua sorpresa Yui ordinò un biscotto al formaggio.
Immediatamente la cameriera, che era un NPC 32, portò tutto ciò che avevano ordinato al tavolo.

“Beh, grazie ancora per avermi aiutata.”

Dopo aver fatto un brindisi con quello strano vino, Leafa si scolò tutto il bicchiere, e sentì il fresco
liquido scendere giù verso la sua gola riarsa. Anche Kirito bevve tutto il suo vino in un solo sorso,
fece una risata timida e disse:

“Oh no, mi riesce naturale aiutare gli altri... anche se quei tizi erano molto aggressivi, giusto? Era
un comune gruppo di PK33?”

“Ah, all’inizio la relazione tra Salamander e Sylph era cattiva. Siccome i nostri territori sono
adiacenti, abbiamo sempre lottato per le risorse nella zona neutrale. Com’era prevedibile, questo
antagonismo s’inasprì e degenerò in una guerra fra le due razze. Tuttavia questa moda del PK di
gruppo è comparsa solo recentemente. Sono sicura che stanno pianificando di attaccare presto
l’Albero del Mondo.”

“Ecco, voglio che tu mi spieghi meglio di questo albero.”

“Ah si, l'hai menzionato anche prima. Ma perché lo vuoi sapere?”

“Voglio andare sulla cima dell'Albero del Mondo.”

Con sorpresa, Leafa scrutò la faccia di Kirito. Lo sguardo serio del ragazzo le dimostrava che non
stava scherzando.

“Penso che sia ciò che vogliano fare tutti i giocatori alla fine. Dopotutto è la quest34 principale di
ALO.”

“Quindi?”

“Sai che c'è un limite di volo, giusto? Non importa quale razza tu scelga, il limite massimo è di 10
minuti circa. Ma alla razza, che raggiungerà la Città nel Cielo sulla cima dell'albero e riuscirà a
incontrare il Re delle Fate «Oberon», verrà donata una nuova vita, e rinascerà come la specie
suprema «ALF». Questo tipo di fate non ha alcun limite di volo, e sarà libera di librarsi nel cielo,
per sempre se lo vorrà.”

“...Capisco...”


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Kirito prese un pezzo di torta e annuì.

“È una storia affascinate. Ma conosci un metodo per arrivare sulla cima dell’Albero del Mondo?”

“Dentro l’albero, le radici formano una cupola enorme. Lì c'è l’entrata per la Città nel Cielo, ma per
poterla attraversare bisogna battere un'armata di guardiani NPC. Fino ad adesso, diversi gruppi
hanno tentato di conquistare la cupola, ma sono stati tutti spazzati via velocemente. Attualmente, i
Salamander sono la razza più potente, hanno molto denaro e possiedono l'equipaggiamento migliore.
Probabilmente saranno i prossimi a tentare la conquista di Yggdrasil.”

“Questi guardiani sono veramente così potenti?”

“Sono terribilmente potenti. Pensala così: ALO è uscito da circa un anno. Che razza di quest è una
che non riesci a terminare in tutto questo lasso di tempo?”

“Questo è certo...”

“Infatti, giusto lo scorso autunno, un sito d’informazioni su ALO molto conosciuto ha lanciato una
petizione chiedendo alla Recto Progress di rendere il gioco più equilibrato.”

“Wow, e quindi?”

“Ovviamente c'è stata la solita risposta. 'Il gioco sta operando con il suo giusto equilibrio' bla bla bla.
Alla fine, alcuni pensano che l'albero non possa essere conquistato con i metodi correnti.”

“Probabilmente non avete notato un punto chiave in questa quest, o forse non è possibile vincere
con solo una razza?”

Leafa, al suono di quelle parole, smise di mangiare la sua torta e lanciò un altro sguardo penetrante
a Kirito.

“Oh, hai avuto un'ottima idea. Se ci manca una quest, possiamo scoprirlo. Ma la seconda parte è
impossibile.”

“Impossibile?”

“C'è qualcosa che ti contraddice. 'Solo la prima razza che lo raggiunge'. Pensi che le specie vogliano
collaborare per la conquista dell'albero in questo caso?”

“Ciò che dici è... è virtualmente impossibile arrampicarsi sull'Albero?”

“Penso di si. Per di più, ci sono tante altre quest come completare le skill per migliorare la
produzione degli oggetti o tante altre. Ma io non voglio arrendermi o non conoscerò la gioia di poter
volare liberamente. Quindi, anche se ci impiegherò anni, sicuramente...”

“Beh, sarà già troppo tardi!”

Disse Kirito in tono smorzato. Leafa fu sorpresa dalla disperazione nella voce del ragazzo e lo
guardò. Vide le sue sopracciglia inarcate e i suoi denti talmente stretti che sembrava che stessero
tremando.

“Papa...”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

La pixie, che teneva il biscotto con entrambe le mani e lo mangiava a piccoli morsi, si fermò e lo
posò giù. Quindi volò verso la spalla di Kirito, tenendogli stretta la guancia per confortarlo. Infine
la tensione nel corpo di Kirito si sciolse.

“Scusa se ti ho sorpresa...”

Disse Kirito con voce bassa.

“Ma io... io devo veramente raggiungere la cima di quell’albero.”

I suoi occhi scuri iniziarono a brillare come una spada lucida e si fissarono su di lei. Il cuore di
Leafa iniziò a risuonare nel suo petto, così prese un po' di vino nel tentativo di calmarsi.

“Perché desideri andare lassù?”

“Devo incontrare qualcuno.”

“È una cosa che non posso spiegarti facilmente.”

Kirito sorrise, ma nel profondo dei suoi occhi si notava ancora la sua disperazione. Dove ho già
visto occhi che emanano quelle stesse emozioni?

“Leafa... grazie. Mi hai aiutato molto con le tue informazioni. E grazie per il pasto delizioso. Sono
felice del fatto che tu sia la prima persona che ho incontrato qui.”

Non appena Kirito si alzò, Leafa prese la sua manica inconsciamente.

“Ehi aspetta un minuto... stai veramente pensando di andare verso l’Albero del Mondo?”

“Si, c'è qualcosa che devo vedere con i miei occhi.”

“Sei matto?! È veramente molto lontano. Ci sono un sacco di mostri potenti tra qui e Yggdrasil. So
bene che sei forte, ma...”

Oh, pensò e prima di rendersene conto le parole le uscirono fuori dalla bocca:

“Bene, verrò con te.”

“Oh?”

Kirito spalancò gli occhi.

“Non ce ne bisogno, non posso imporlo a una persona che ho appena incontrato...”

“Invece si. Ho già preso la mia decisione!”

Leafa si voltò per non far vedere le guance che diventavano sempre più rosse. Siccome in ALO si
poteva volare, non esistevano altri metodi di trasporto istantaneo35. Quindi un viaggio al centro di
ALfheim, nella capitale «Arun», equivaleva a un vero e proprio viaggio nella vita reale. Per Leafa
sembrava incredibile il fatto di fare questo viaggio con un giovane conosciuto solo poche ore prima.

Ma — perché... non posso lasciarlo solo.

“Sarai qui anche domani?”


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“Oh...Si!”

“Sono le tre di pomeriggio nel mondo reale. Ora devo andare. Su vuoi uscire fallo in una stanza del
«Lily of the Valley Pavillion». Bene, a domani!”

Appena finì di parlare, Leafa aprì il menù scuotendo la mano. Siccome era una Sylph, poteva
scollegarsi ovunque nel suo territorio. Quindi premette il tasto del log-out.

“Ah, aspetta!”

Kirito alzò la sua testa fino a vedere Leafa negli occhi e, sorridendo, disse:

“Grazie.”

Leafa sorrise e annuì, quindi premette il tasto OK. Il mondo fu avvolto in una luce arcobaleno, poi
divenne tutto scuro. Il corpo di Leafa scomparve lentamente, il calore della sua faccia e il battito del
suo cuore la informarono di essere tornata nella realtà.

Aprì lentamente gli occhi.

Il poster familiare apparve nel suo campo visivo. Era uno screenshot di grandi dimensioni che aveva
stampato. Raffigurava una ragazza fatata con lunghi capelli raccolti in una coda, che volava nel
cielo infinito insieme a uno stormo di uccelli.

Kirigaya Suguha alzò le mani verso la testa e si tolse il casco Amusphere. Con soltanto i suoi due
anelli di sicurezza uno accanto all’altro, la delicata macchina, comparata con la prima generazione,
il Nerve Gear, sembrava costosa per molti, ma dava meno l'impressione di essere vincolante.

Sebbene fosse tornata nel mondo reale da uno falso, le sue guance non davano segno di raffreddarsi.
Suguha si alzò velocemente dal letto, stringendosi la faccia con le mani, nel profondo del suo cuore
echeggiava un urlo.

...Wuah!

Troppo tardi, sentiva un enorme senso d’imbarazzo, ben più grande di tutte le altre volte. Prima che
iniziasse a giocare, il suo compagno di scuola, Nagata Shinichi alias Recon, gli disse che se si fosse
trasformata in Leafa, il suo coraggio sarebbe aumentato del cinquanta percento. Non avrebbe mai
pensato che l’avrebbe portata a quel tipo di comportamenti estremi, che aveva mostrato oggi.
Suguha rimase in agonia per un istante, le sue gambe tremavano.

Era un ragazzo misterioso. No, era un giocatore di cui era impossibile conoscere l'età, ma l'intuito di
Suguha le diceva che la loro età non era tanto diversa. Ma aveva una sorprendente calma interiore, e
nessun comportamento malizioso o sfrontato, quindi non poteva essere sicura.

Non solo perché il suo personaggio era enigmatico, ma era anche dannatamente forte. Se si fossero
scontrati, lei avrebbe perso di sicuro. In un anno di gioco, era la prima volta che incontrava una
persona così. Suguha borbottò il suo nome:

“Kirito-kun, hmmm”

Voglio vederlo con i miei occhi, quel mondo illusorio, pensò Suguha un anno dopo l'incidente di
SAO.

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Prima di allora, per Suguha i giochi VRMMO erano un mistero, dato che gli avevano portato via il
fratello, non aveva parole per esprimere il suo senso di repulsione. Ma tenendo la sua mano in
ospedale e cercando di capire i suoi discorsi e i suoi ricordi, era germogliata in lei la curiosità di
sapere che tipo di cose erano state così forti da averlo fatto finire in questo modo. Voleva sapere
molto di più su di lui – per questo motivo aveva deciso di vedere con i suoi occhi, pensava che era
l’unico modo per accorciare la distanza fra loro.

“Voglio un Amusphere” disse Suguha alla madre. Midori guardò Suguha e annui lentamente.
“Basta che stai attenta e tieni d'occhio il tuo benessere fisico” disse sua madre, ridendo.

Il giorno dopo, durante la pausa pranzo, si trovò di fronte a Nagata Shinichi. Lui era conosciuto
come il giocatore più accanito della classe. Suguha andò verso il suo banco e gli disse che lo
aspettava nel tetto. In quel momento la classe piombò in assoluto silenzio, solo per essere rotto da
parole scioccate.

Sul tetto, Suguha guardò Nagata, i cui occhi brillavano di aspettativa, quindi disse con tono freddo.
“Voglio che mi insegni a giocare a un VRMMO”. Appena pronunciate quelle parole Nagata reagì
con ogni tipo di espressione comica per diversi secondi, dopo le chiese cosa voleva sapere.

A Suguha non rimaneva molto tempo libero dato che studiava e faceva kendo. Per questo, Nagata le
disse “Quindi, vorresti qualcosa che non richieda molto tempo e che sia basato sulle abilità del
giocatore, giusto?”, poi le fece altre domande. Ciò che le raccomandò fu ALfheim Online.

La ragazza non sapeva il motivo per cui Nagata aveva iniziato a giocare ad ALO con lei.
Comunque grazie alle sue pesanti e stremanti lezioni, Suguha si era abituata a giocare con una
velocità sorprendente, e lo trovò molto piacevole per due ragioni.

La prima era perché, facendo kendo da molti anni, aveva imparato abilità molto utili per i
combattimenti in ALO.

In generale, il combattimento tra due giocatori, non permetteva l'invasione dell'account. Per lo più i
giocatori si limitavano ad attaccare e incassare colpi, questo continuava finché uno dei due moriva o
non era più in grado di combattere. Ma Suguha, siccome si era allenata molto, riusciva ad evitare o
deviare gli attacchi rivolti a lei. Naturalmente, anche i suoi colpi erano potenti.

ALO non era un gioco basato sui livelli, quindi giocatori appena registrati potevano raggiungere
velocemente i livelli dei più esperti, per questo era stata capace di tenere testa ad alcuni fra i
migliori combattenti di ALO. Infatti, i parametri di Leafa erano nella media o inferiori a quelli dei
giocatori più vecchi, ma, siccome il gioco era basato sulle skills era considerata una tra i migliori
Sylph.

La seconda ragione per cui Suguha giocava ad ALO era perché era l'unico gioco in cui si poteva
volare.

Suguha ricordava perfettamente il momento in cui aveva completato la skill del Volo Volontario, la
sensazione era bellissima.

Suguha si tormentava spesso per le limitazioni fisiche negli incontri di kendo, voleva muoversi più
velocemente, colpire con più potenza e andare più lontano. Questo perché, quando finalmente
completò il Volo Volontario e fu capace di volare, usando entrambe le mani per combattere, quando
fu in grado di eseguire distanze molto lunghe, provò un piacere indescrivibile. A parte questo,
scendere in picchiata o volare con uno stormo di uccelli, era anche molto allettante per lei.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Recon, che aveva i suoi problemi con il volo, la chiamava “Velocità Santa” o con altri epiteti simili.
Probabilmente si vedeva la sua gioia mentre volava in ALO.

Dopo un anno, Suguha era già considerata una giocatrice VRMMO a tutti gli effetti. Anche se
inizialmente aveva incominciato a giocare ad ALO per avvicinarsi a suo fratello, alla fine si era
innamorata del mondo virtuale.

Quando Kazuto ritornò a casa, Suguha voleva parlare con lui di ALO e di altri simili interessi, ma
quando vide le ombre nei suoi occhi, non ne ebbe più il coraggio.

Suguha pensò che quella tragica esperienza, l’incidente di SAO, aveva colpito profondamente
l’amore di Kazuto per il mondo virtuale. Recuperò il suo Nerve Gear, ma lo posizionò nella sua
stanza con la rom36 di SAO come un semplice ornamento.

Per Kazuto l’incidente di SAO probabilmente non era ancora finito. «Quella persona» non si era
ancora risvegliata e continuava a dormire.

Pensare a questo creava confusione nel cuore di Suguha. Come ieri, non voleva vedere Kazuto
disperato in quel modo, non aveva mai pianto. Voleva vederlo ridere ancora una volta, per quella
ragione, sperava che quella persona si risvegliasse il più presto possibile.

A quel punto, Kazuto avrebbe raggiunto un punto in cui le sue mani non potevano più raggiungere
il suo cuore.

Adesso, erano più che mai come dei veri fratelli. In quel caso, desiderava di non aver mai realizzato
i suoi sentimenti. Il desiderio di voler tenere Kazuto per se stessa non poteva mai più diventare
realtà.

Sdraiata sul suo letto e guardando il poster di ALfheim, Suguha si domandava come mai le persone
non avevano le ali anche nel mondo reale, se potessero volare liberamente nel cielo, allora sarebbe
possibile sciogliere i nodi del proprio cuore.

Ero ancora seduto nella sedia e stavo guardando dove si trovava la ragazza Sylph, Leafa, fino a
pochi minuti fa con una leggera espressione di confusione.

“Che cosa le è successo?”

Dopo aver sentito ciò, Yui, che era seduta sulla mia spalla, inclinò la testa perplessa e disse:

“Chi lo sa, io come adesso non posseggo nessuna capacità di monitoraggio mentale.”

“Hmm. Beh, ho apprezzato la sua offerta di mostrarmi la strada.”

“Io conosco la mappa. È evidente che il tuo potenziale in battaglia aumenterà con più persone al tuo
fianco, ma...”

Yui si alzò, avvicinandosi al mio orecchio, e disse:

“Papa, non dovresti imbrogliare.”


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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Non lo farò!!”

Vedendomi scuotere la testa dopo quell’avvertimento, Yui volò sopra il tavolo ridendo, e prese il
biscotto mezzo mangiato con tutte e due le mani.

“Dannazione, mi stai prendendo in giro, eh?”

Presi il vino speziato e lo bevvi direttamente dalla bottiglia.

Dovrei veramente stare attento, non per i trucchi, ma da lei, Leafa è solo il personaggio di un gioco,
potrebbe avere una personalità diversa nella realtà.

Per molto tempo, il mondo virtuale era stato la mia realtà. Sebbene, l’idea di personaggio era priva
di significato, la cattiveria e la bontà erano reali. Non sarei sopravvissuto se non avessi pensato in
questo modo.

Ma le cose erano diverse qui. I giocatori erano in qualche modo differenti: venivano qui e
assumevano diversi ruoli e valori. C’erano aggressioni, rapine, uccisioni ma per contro non
venivano puniti per questo, anzi erano rispettati.

“È veramente difficile il VRMMO.”

Inconsciamente sospirai dicendo quelle parole con un mezzo sorriso. Dopo aver messo giù la
bottiglia vuota, presi Yui, che stava mangiando un biscotto della sua stessa dimensione, e la misi
sulla mia spalla. Lasciai il tavolo e decisi di ritornare nel mondo reale.

Nei MMORPG, c’era un conflitto tra convenienza e correttezza quando veniva il momento di
scollegarsi.

In altre parole, era fatto in modo che le persone con degli affari urgenti, come un appuntamento o
bisogni fisiologici, potessero uscire rapidamente dal gioco. Ma, negli altri territori era configurato in
modo che non potesse essere usato per scappare da combattimenti o evitarli. Per questa ragione
molti MMO37 ponevano alcune restrizioni o condizioni per il log-out. ALO non faceva eccezione: i
giocatori potevano scollegarsi ovunque solo nel territorio della loro razza. Fuori di esso, i
personaggi rimanevano in uno stato di “senza anima” per alcuni minuti ed erano vulnerabili agli
attacchi e alle rapine.

Fuori dal tuo territorio, se volevi scollegarti immediatamente, dovevi usare degli items come
l’equipaggiamento da campeggio o affittare una stanza. Io avevo deciso di seguire il consiglio di
Leafa di usare il secondo piano della «Lily of the Valley Pavillion» per il log-out.

Dopo aver controllato al banco, salii le scale per il secondo piano. Aprii la porta della stanza, che si
rivelò essere molto semplice con soltanto un letto e un tavolo. Era una vista che mi diede un intenso
senso di dejà vu. Prima di comprare la casa su Aincrad, usavo spesso questo tipo di stanze.

Aprii la finestra per lasciar entrare un po’ d’aria fresca. Adesso ero in grado per potermi scollegare
senza preoccupazioni, ma alla fine scelsi di usare il metodo “sleep off” per uscire. Così mi levai
l’arma di dosso e mi buttai sul letto.

C’era un piccolo problema quando si giocava ai giochi virtuali usando il sistema FullDive: i tuoi
sensi venivano portati nel mondo virtuale, così quando ti scollegavi ritornavano quelli del tuo vero
corpo. In questo modo, se improvvisamente cambiavi posizione per sdraiarti, allora avresti sentito

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

una forte sensazione di vertigine. C’era stato un tempo, prima di giocare a SAO, in cui avevo usato
un simulatore di volo con il FullDive, dopo aver rapidamente girato in picchiata, avevo premuto il
tasto di log-out. Ero ritornato alla realtà con un estremo senso di vertigine e con gli occhi che
giravano in modo atroce.

Per prevenire questo tipo di sintomi era meglio uscire con il metodo “sleep off”, in altre parole,
addormentandosi nel mondo virtuale, eri automaticamente disconnesso e rimandato alla realtà.

Come Yui finì il suo biscotto, si posò sul pavimento producendo il suono di un dolce ticchettio.
Appena atterrata, Yui ritornò alla sua dimensione originale con il vestito bianco neve e i lunghi
capelli corvini che profumavano in modo magnifico.

Yui, con le mani dietro la schiena, si girò verso di me e disse:

“...Ti rivedrò anche domani, giusto Papa? ”

“... Scusami...finalmente ci siamo incontrati. Tornerò presto...per rivederti Yui.”

“Quel...”

Yui sbatté le palpebre e la sua faccia diventò rossa.

“Papa, prima che ti disconnetti possiamo dormire insieme?”

“Eh.”

Sorrisi imbarazzato. Ero il ‘padre’ di Yui alla fine. Come AI, cercava costantemente di espandere le
sue esperienze con nuovi dati. Così una simile richiesta non mi sconvolgeva, comunque, il suo
comportamento e le sue parole erano sufficienti per prendermi alla sprovvista. Pensai che era una
ragazza molto amabile.

“Ho capito, certo puoi.”

Accantonai il mio imbarazzo da un lato e mi mossi verso il muro per farle spazio per sdraiarsi. Yui
con un sorriso scintillante saltò sul letto.

Come la sua testa si appoggiò al mio petto, le accarezzai lentamente i capelli e sussurrai:

“Salverò Asuna il più velocemente possibile e poi ci compreremo una casa in questo mondo. Ci
sono le case dei giocatori in questo gioco vero?”

Yui girò la testa di lato e annuì rapidamente dicendo:

“Sembra molto costoso, ma è fattibile. Mi sembra un sogno, poter vivere insieme con Papa e Mama
ancora una volta.”

Ricordando quei giorni, sentii il mio cuore stringersi ancora una volta. Solo pochi mesi fa eravamo
ancora insieme, invece adesso non potevo in nessun modo comunicare con lei. Proprio per questo,
quei ricordi lontani gradualmente si stavano spostando sempre più in là—

Abbracciai Yui delicatamente, mentre i miei occhi lentamente si chiudevano, sussurrai:

“Non è solo un sogno, lo farò diventare presto realtà.”

Dal momento che stavo giocando da molto tempo, anche se era soltanto un’esperienza virtuale, il
mio cervello incominciava ad essere stanco e la spossatezza mi colse di colpo.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Buona notte, Papa.”

Come la mia coscienza lentamente scivolava verso una calda oscurità, il suono della voce cristallina
di Yui continuava a confortarmi.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

 3
Un uccellino si posò sul tavolo bianco, cinguettando felice nell’aria del mattino.

La sua mano destra si protese velocemente per toccare delicatamente le ali color giada
dell’uccellino, che improvvisamente volò via senza produrre alcun suono. Disegnò un arco in aria e
si diresse verso il sole splendente nel cielo.

Alzandosi dalla sedia, fece qualche passo in avanti come se volesse seguirlo. Ma, immediatamente,
una scintillante cancellata d’oro le apparve davanti, bloccando il suo cammino. L’uccellino
continuò a volare tra le fessure verso la libertà. Sempre più in alto, sempre più lontano, se ne stava
andando da qualche parte.

Asuna, ferma in piedi, lo guardava diventare sempre più piccolo finché non si fuse con i colori del
cielo. Lentamente ritornò verso la sedia e si sedette.

Il tavolo e la sedia, costruiti in puro marmo bianco, erano freddi e pesanti. Accanto a loro c’era un
suntuoso letto dello stesso colore. Quelli erano gli unici mobili della “stanza”, se così si poteva
chiamare...

Il pavimento era ricoperto di piastrelle, anch’esse bianche splendenti. Camminando da un lato


all’altro c’erano circa venti passi, ma la stanza circolare era racchiusa da un’alta cancellata d’oro.
Per Asuna le sbarre dorate della gabbia erano abbastanza ampie da passarci attraverso, ma il sistema
rendeva la fuga impossibile; inoltre s’incrociavano in alto, formando una cupola. In cima era
attaccato un enorme anello, che sosteneva la gabbia appesa al ramo di un grosso albero, proteso nel
cielo.

In altre parole, questa strana stanza era in realtà una gabbia, una gigantesca voliera, dove, però, gli
uccellini potevano andare e venire liberi. L’unica persona prigioniera era Asuna, quindi poteva
anche essere chiamata prigione.

L’ambiente era lussuoso, elegante e bellissimo, eppure era una fredda prigione su un albero.

Erano passati circa sei giorni da quando Asuna si era risvegliata in quel posto. Certo, non era un
numero affidabile, poiché non c’era niente su cui scrivere lì. Il giorno sembrava anche essere molto
più corto di ventiquattro ore. Così la sua percezione del tempo la faceva svegliare senza tener conto
del giorno o della notte.

Ogni volta che si svegliava, si chiedeva quanti giorni erano passati, ma alla fine non poteva essere
sicura del numero. Per quello che sapeva, poteva aver ripetuto lo stesso giorno più volte, e potevano
già essere passati molti anni. Più a lungo era intrappolata lì, più i suoi ricordi del tempo trascorso
con «lui» sembravano sbiadire.

Quel tempo...

Quando Aincrad fu distrutta, il mondo si oscurò in un’esplosione di luce. Prima di scomparire,


Asuna e Kirito si erano abbracciati mentre aspettavano di perdere conoscenza.

Non aveva avuto paura. Era convinta di aver fatto ciò che doveva e di aver vissuto una vita senza
rimpianti. Scomparire insieme a lui era una fine gratificante, pensò Asuna.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Avvolta nella luce delle loro anime gemelle, non le sarebbe importato se i loro corpi sarebbero
scomparsi.

Nel momento in cui il suo calore scomparve, Asuna fu avvolta dalle tenebre. Agitò la sua mano,
chiamando disperatamente il suo nome. Ma fu catturata in un implacabile torrente che la trascinò
nell’oscurità più profonda. Poi ci furono dei lampi di luce. Non sapendo dove stava andando, Asuna
urlò. Alla fine, un brillante arcobaleno apparve di fronte a sé. Una luce iridescente la circondava, e
si ritrovò in questo posto.

Appeso al muro vicino al letto in stile gotico, c’era un gigantesco specchio. Rifletteva una forma
leggermente diversa da quella che conosceva. La sua faccia e i suoi capelli color nocciola erano
sempre gli stessi, ma indossava un sottile abito bianco con, appena sopra il suo seno, un fiocco
rosso sangue. I suoi freddi piedi nudi le facevano capire che il pavimento era di marmo. Non aveva
nessuna arma con sé, ma delle misteriose ali trasparenti si estendevano dietro la sua schiena.
Sembravano più quelle di un insetto che di un volatile.

In un primo momento, pensò davvero di essere tornata in vita dopo la morte. Ma adesso, aveva
capito che non era questo il caso. Sebbene avesse provato a muovere la sua mano, non era stata
capace di richiamare la finestra del menù. Questo non era Aincrad ma un nuovo mondo
immaginario, una prigione virtuale generata al computer. Asuna era sta rinchiusa lì dalla malvagità
di un uomo.

“Presto... presto vieni a salvarmi, Kirito-kun...”

“Che bellissima espressione, Titania.”

Una voce risuonò improvvisamente da dentro la voliera.

“È la faccia di uno che sta per piangere. Mi piacerebbe immortalare quell’espressione e farne una
decorazione.”

“Allora vai e fallo.”

Disse Asuna, voltandosi verso la direzione della voce.

Su un lato della gabbia dorata e in direzione del grande albero, conosciuto come «Albero del
Mondo», c’era una porta. Questa portava a delle scale intagliate su un altro ramo, che colmava la
distanza tra la sua gabbia e il tronco dell’albero.

La porta si aprì ed entrò un uomo alto.

I suoi ondulati capelli dorati scendevano da sotto una corona circolare d’argento. Era vestito con un
sottile mantello di seta verde, decorato con ricami argentei. Come Asuna, anche lui aveva le ali, ma
non trasparenti, ed erano più simili a quelle di una grossa farfalla. Le quattro parti di cui erano
composte sfumavano da un nero velluto a un verde smeraldo.

Il suo volto era talmente bello, che poteva essere solo artificiale. Con una fronte liscia, un alto naso
snello, e gli occhi con le iridi dello stesso colore delle ali, era veramente affascinante. Comunque, le
sue sottili labbra erano piegate in un’espressione di totale disprezzo e distorte da un sorriso che,
dispetto tutto, distruggeva completamente la sua bellezza.

Quando Asuna vide quell’uomo, si voltò come se avesse visto qualcosa di ripugnante, e disse in
tono piatto:

“Puoi fare quello che vuoi come amministratore di sistema. Fai come desideri.”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Dici di nuovo cose senza cuore. Finora, ti ho mai costretto Titania?”

“Puoi dire questo anche dopo avermi rinchiuso qui? E smettila con quello strano nome; io sono
Asuna, Oberon... no Sugou-san.”

Asuna fissò l’avatar di Sugou Nobuyuki, «Oberon, il Re delle Fate». Ma questa volta non distolse
gli occhi e ricambiò la sua occhiata con uno sguardo penetrante.

Piegando le labbra in un’espressione disgustosa, disse senza allegria:

“Svegliati. In questo mondo, io sono Oberon, il Re delle Fate, e tu sei la mia regina, Titania. Siamo
i giocatori più invidiati, i padroni di ALfheim, e tu dovresti aprire il tuo cuore a me... come mia
compagna.”

“Per quanto tu possa aspettare, sarà tutto vano. Le uniche cose che riceverai da me saranno il mio
disprezzo e il mio odio.”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Capisco, che ostinazione.”

Oberon protese lentamente la sua mano destra verso il viso di Asuna, ridendo.

“... sento che questi giorni...”

Provò a far voltare Asuna verso di sé, ma lei si girò dall’altra parte.

“Mi andrebbe anche bene farti obbedire con la forza. Potrebbe anche essere più divertente in quel
modo.”

Il viso di Asuna divenne fermo nella sua morsa, mentre le dita della sua mano sinistra si
avvicinavano lentamente, toccando la sua guancia e spostandosi verso le labbra. Sentì un brivido
scendere giù nella sua schiena per il disgusto che provava.

Gli occhi di Asuna erano ricolmi di ribrezzo; serrò i denti e strinse le labbra in una linea sottile. Le
dita di Oberon scivolavano ripetutamente sopra le sue labbra prima di scendere lentamente verso il
collo. Quando finalmente giunsero sul suo petto, strinsero il fiocco rosso. Siccome lo divertiva la
vergogna e la paura di Asuna, afferrò la fine del fiocco con la mano, e lentamente, piano piano tirò...

“Fermati!”

Disse alla fine Asuna, incapace di sopportare di più il suo tocco.

Sentendo la sua voce, Oberon ridacchiò e tolse le dita dal fiocco, scuotendole prima di dire:

“Stavo solo scherzando. Non te l’ho già detto? Non ti forzerò. Comunque, quando sarà giunto il
momento, mi pregherai per questo in ogni caso. È solo questione di tempo.”

“Sei così sciocco, credi davvero che succederà?”

“Sei sicura che io sia solo ‘sciocco’? Presto accetterai i miei sentimenti, Titania.”

Oberon piazzò entrambe le mani sul tavolo e vi si appoggiò sopra in modo suggestivo. Rivelando
un sorriso cupo, guardò fuori dalla voliera.

“Vedi decine di migliaia di persone si sono immerse in questo gioco e si divertono in questo vasto
mondo. Ma ahimè, non si rendono conto che il sistema FullDive non è stato sviluppato per
l’industria del divertimento!”

A quelle parole inaspettate, Asuna diventò silenziosa. Oberon aprì le sue braccia con un gesto
teatrale.

“Non sto scherzando! Questo gioco è soltanto un sottoprodotto. L’interfaccia della macchina
FullDive, in altre parole il Nerve Gear e l’Amusphere, ha uno scopo limitato: i segnali elettronici si
focalizzano sulla sfera sensoriale del cervello per dare l’illusione dell’ambiente. Ma cosa succede
quando questi limiti vengono rimossi?”

Gli occhi verdi di Oberon erano pieni di malvagità e ambizione. Asuna istintivamente si ritrasse
dalla paura.

“In altre parole, le funzioni del cervello, a parte il processo sensoriale, includono il pensiero, le
emozioni e la memoria. Senza il limite, possono essere controllate!”

Questa pazzia da parte di Oberon lasciò Asuna senza parole. Dopo aver respirato un paio di volte,
riuscì in qualche modo a far uscire la sua voce.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Queste... queste cose non saranno mai permesse...”

“Chi è che non lo permette? Questo tipo di ricerche è già attivo in molte nazioni. Comunque, questi
studi richiedono soggetti umani su cui effettuare gli esperimenti. Inoltre, ciò che una persona pensa
può essere descritto solo a parole!”

Oberon fece una risata stridula, allontanandosi dal tavolo, e, dopo aver aggiustato la sua postura,
camminò intorno ad Asuna.

“Ci sono molti processi individuali nelle funzioni cerebrali di livello superiore, così è necessario
procurarsi un vasto numero di cavie. Ma, siccome questo registra il comportamento umano, bisogna
ripetere più test, e inoltre gli esperimenti umani non sono permessi. Questo è il motivo per cui
questo studio stava procedendo così lentamente. Ma un giorno, mentre stavo guardando il notiziario,
ho trovato il modo per ottenere tutte ciò di cui avevo bisogno, ben diecimila cavie!”

Ad Asuna si rizzarono i capelli in testa. Oberon non l’aveva ancora detto, ma poteva già
immaginare quello che stava per dire.

“Kayaba-senpai... era un genio, ma anche uno sciocco. Ovviamente aveva l’abilità, ma si


accontentò di creare solamente un mondo di gioco. Anche in quel caso, il server di SAO non poteva
essere toccato. Ma dal momento che i giocatori erano stati liberati, sono stato in grado di prendere
parte di quel mondo e appropriarmene hackerando il router; è stato così semplice.”

Facendo un movimento come se stesse prendendo un calice, il Re delle Fate stese la sua mano e la
roteò come se stesse bevendo un vino invisibile.

“Beh, aspettare che finissero il gioco ha richiesto molto tempo. Ma anche se non sono riuscito a
prenderli tutti, ho ottenuto trecento soggetti per il test. In verità, non c’è una struttura in grado
contenere così tante persone, ma la realtà virtuale è più che sufficiente!”

Oberon continuò a snocciolare le sue illusioni. Fin dall’inizio, Asuna aveva odiato questo suo lato
del carattere.

“Grazie ai trecento giocatori, recuperati dal vecchio server di SAO, le nostre ricerche hanno fatto
molti progressi in soli due mesi! Abbiamo impiantato nuove conoscenze nella memoria, sviluppato
tecniche per indurre emozioni... Questa tecnologia ha in gran parte preso forma. La manipolazione
dell’anima... veramente meraviglioso!”

“Questo tipo di studi... pensi che mio padre lo permetterebbe?”

“Quel vecchio non ne ha idea, certamente. Questa ricerca è condotta da un team molto piccolo e in
assoluta segretezza. In caso contrario sarebbe diventato presto una merce da vendere.”

“Venderlo!?”

“Una certa compagnia Americana sta praticamente sbavando nell’attesa che questa ricerca venga
conclusa. Ho pianificato di vendere questa tecnologia al prezzo più alto. In ogni caso, tutto sarà
proprietà della RECTO, e alla fine la stessa RECTO sarà mia.”

“...”

“Presto farò parte della famiglia Yuuki. Per prima cosa, come figlio adottivo sarò qualificato come
successore della RECTO. Poi come tuo sposo, questo sarà confermato. Ho pensato che non sarebbe
stata una cattiva idea per noi fare una prova proprio qui e adesso.”

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Un brivido di disgusto scese lungo la schiena di Asuna, che lentamente ma con fermezza scosse la
testa.

“Questa è una cosa che non posso assolutamente permettere. Il giorno che ritornerò nel mondo reale,
farò luce su queste atrocità.”

“Santo cielo, tu non capisci proprio. Ti ho parlato liberamente di queste cose solo perché presto le
dimenticherai tutte! Tutto quello che rimarrà sarà...”

Oberon s’interruppe improvvisamente; inclinò la testa e rimase in silenzio. Poi, muovendo la mano
sinistra per aprire la finestra, si voltò verso di essa e fornì delle istruzioni.

“Adesso arrivo. Aspetta i miei ordini.”

La finestra scomparve e si voltò verso Asuna con un sorriso.

“Stai attenta, il giorno in cui ti innamorerai ciecamente di me si avvicina velocemente. Sia che tu ti
sottometta a me ora, sia che faccia del tuo cervello il palcoscenico per i miei esperimenti. Quindi la
prossima volta che mi vedrai, per favore sii un po’ più sottomessa, Titania.”

Dopo aver accarezzato i capelli di Asuna come se fosse un gatto, si girò dall’altra parte.

Con la testa bassa, Asuna non guardò Oberon andare via. La sua mente continuava a ripeterle le
ultime parole di quell’uomo e il terrore che avevano provocato.

Click. La porta si richiuse a chiave, ancora una volta lasciando la stanza immersa nel silenzio.

Dopo essersi cambiata con la sua uniforme, Suguha lasciò la stanza del club di kendo. Mentre stava
camminando tra gli edifici della scuola con la spada di bambù in mano, una raffica di vento
rinfrescante accarezzò il suo viso.

Era l’una e mezzo, ma, poiché le lezioni della quinta ora erano già cominciate, la scuola era molto
silenziosa. In quel momento, gli studenti del primo e secondo anno erano in classe, ma quelli di
terza potevano scegliere liberamente quando frequentare, finché non incominciavano a concentrarsi
per le esercitazioni dei test d’ingresso delle scuole superiori. Solo le persone come Suguha, che
avevano già una raccomandazione, vagavano qui intorno.

Aveva molto tempo libero, e gli studenti del suo stesso anno spesso la prendevano in giro quando la
incontravano. Suguha di solito non andava a scuola senza una ragione. Il suo insegnante di kendo
era un istruttore severo ma generoso. Si prendeva cura del suo amato discepolo, che era stato
raccomandato per una scuola di alto livello. Per questo, Suguha continuava ad andare a scuola ogni
giorno per seguire il suo ferreo allenamento.

Secondo lui, Suguha aveva recentemente sviluppato una leggera abitudine. E lei sentendo ciò, pensò
a quale potesse essere la causa. Probabilmente era dovuto al fatto che era entrata nel mondo di
ALfheim e si allenava nel combattimento aereo, anche se per poco tempo.

Comunque, non gli aveva detto era peggiorata o che quell’abitudine le avrebbe creato difficoltà. E
oggi, era riuscita persino a fare due punti contro il suo insegnante trentenne, che era anche uno dei
più bravi professionisti di kendo della nazione.

Non sapeva perché, ma recentemente sembrava capace di leggere gli attacchi degli avversari molto
più facilmente. Ogni volta che combatteva contro un nemico forte, i suoi nervi si tendevano, e lo
scorrere del tempo sembrava rallentare e rendere tutto molto più intenso.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Ricordava l’incidente avvenuto pochi giorni fa, quando si era allenata con Kazuto. In quel momento,
lui aveva schivato il suo miglior attacco, che non poteva essere evitato facilmente. Quel tipo di
risposta superba sembrava voler dire che lui stava combattendo a un livello completamente
differente dal suo. Forse, considerò improvvisamente Suguha, le esperienze FullDive influivano sul
corpo fisico del giocatore.

Si perse nei suoi pensieri mentre si dirigeva verso il portabiciclette, finché inaspettatamente
qualcuno non la richiamò dalle sue tenebre.

“Leafa-chan.”

“Whaaa!”

Per la sorpresa Suguha balzò in avanti. Un ragazzo magrolino con gli occhiali era apparso davanti a
lei. Lui e Recon condividevano la stessa caratteristica di abbassare le sopracciglia quando erano
preoccupati, ma, in quel momento, erano più che mai inclinate.

Suguha mise la sua mano destra sul fianco e sospirando disse:

“Non chiamarmi in quel modo mentre siamo a scuola!”

“S...scusa, Suguha-chan!”
“Allora!?”

Suguha fece un passo in avanti e cercò con una mano di rimuovere la custodia della sua spada di
bambù per afferrarla. Il ragazzo mostrò un sorriso impotente e scosse velocemente la testa.
“Va bene, mi dispiace, Kirigaya-san.”
“Che cosa sta succedendo, Nagata-san?”
“Ho bisogno di parlare con te, c'è un posto dove possiamo andare a parlare liberamente?”
“Qui va bene.”
Shinichi Nagata fece una smorfia infelice e abbassò le spalle.
“In ogni caso, hai già una raccomandazione, perché vieni ancora a scuola?”
“Ah, Sugu--, Kirigaya-san, volevo parlarti. Ti ho aspettato qui da stamattina presto.”
“Argh! Di sicuro hai un sacco di tempo.”
Suguha fece qualche passo indietro e s’inginocchiò accanto a un letto di fiori relativamente alto.
“Di cosa volevi parlare?”
Il ragazzo si sedette e, mantenendo una certa distanza da Suguha, disse:
“Sigurd e gli altri vogliono andare a caccia domani pomeriggio. Ci sono alcune grotte sottomarine e
i Salamander vanno lì molto raramente.”
“Te l'ho già detto, preferisco parlare di caccia via e-mail. Comunque, mi dispiace, ma non
parteciperò per un po’.”
“Eh.. eh? Perché?”
“Sto andando ad Arun.”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Situato in una posizione dominante nel centro di ALfheim, c’era l'Albero del Mondo, e alla sua base
si trovava la grande città neutrale, Arun. Sylvain era a una distanza considerevole da quella città. Si
trattava di un viaggio che avrebbe preso diversi giorni, soprattutto perché c'erano delle aree dove il
volo non era possibile.
Il ragazzo s’irrigidì per un momento, ma poi si avvicinò e disse:
“Stai andando con lo Spriggan di ieri?”
“Ah, sì. Ho promesso che gli avrei mostrato la strada.”
“Tu... tu non stai pensando nel modo giusto! Non so perché stai spendendo le tue notti con quello
strano tipo!”
“Perché stai arrossendo? Non immaginare cose strane!”
Prese il suo shinai e lo puntò contro il ragazzo colpendolo al petto. Le sopracciglia di Nagata si
abbassarono dolorosamente fino al loro limite, e guardò Suguha con risentimento.
“Ti avevo chiesto prima se volevi andare ad Arun con me, ma ti sei opposto con fermezza.”
“Questo perché saremmo stati spazzati via, non importa quante volte io venga con te. Comunque,
questa è il mio motivo, dillo a Sigurd per me.”
Suguha si alzò in piedi, lo salutò con un “ci vediamo” e andò dritta al portabiciclette. L’espressione
pietosa di Nagata, simile a quella di un cane colpito dopo un rimprovero, l’addolorò un po’. Anche
così, le voci già circolavano a scuola. Non voleva apparire ancora più vicina a lui.
Gli sto solo mostrando la strada, tutto qui.
Si disse per calmare il suo batticuore. Ma quando pensò al ragazzo di nome Kirito, con i suoi occhi
neri e misteriosi, diventò impossibile tranquillizzarsi.
Rapidamente rimosse il lucchetto dalla sua bicicletta, che era parcheggiata in un angolo del vasto
parcheggio, e corse via. L’aria fredda invernale soffiava sul suo viso ma Suguha la ignorò. Uscendo
dal cancello posteriore della scuola, guidò lungo un ripido pendio, senza preoccuparsi di prendersi
delle pause.
Vola in fretta, era quello che stava pensando Suguha. Volare insieme a Kirito alla massima
velocità... era così eccitata al solo pensarci.
Suguha arrivò a casa poco prima delle due.
La bici di Kazuto non era in giardino, non doveva essere ancora tornato dalla palestra.
Recentemente, Kazuto sembrava aver recuperato le capacità fisiche che aveva avuto prima
dell'incidente di SAO. Ma non era ancora soddisfatto, sentiva una certa disparità tra il suo corpo
nella realtà e quello nel mondo virtuale.
Questo era sicuramente comprensibile, era impossibile replicare le capacità di un personaggio
virtuale con un corpo vivente. Anche Suguha lo capiva, visto che era caduta un paio di volte quando
si aspettava di prendere quota con l’abilità «Volo».
Procedendo in casa dal portico, Suguha entrò nella lavanderia, mise i vestiti nella lavatrice, e
premette il tasto ON. Poi entrò nella sua stanza, dove si tolse la camicia grigia alla marinara e la
gonna, per poi appenderli al gancio sulla parete.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Suguha si mise una mano sul petto, stando in piedi con la biancheria intima. Anche se era tornata a
casa dalla scuola guidando la sua bicicletta ad alta velocità, il suo battito cardiaco avrebbe dovuto
stabilizzarsi presto. Invece ancora adesso batteva veloce.
Tutto questo non era dovuto all’esercizio, ma voleva confermarlo. Suguha provò a fare dei respiri
profondi per calmarsi, ma a causa dei suoi pensieri i suoi battiti non diminuivano. Che cosa stavo
pensando? on è che io non voglia portarlo ad Arun, ma ho già mio fratello... Davvero, non so
perché sto pensando questo… sono così stupida stupida stupida!
Arrivando alla conclusione che fosse stupida a causa dei suoi sentimenti, indossò una grande
maglietta e un paio di pantaloncini, poi si sedette sul letto.
Prese il casco Amusphere dallo scaffale, lo accese, se lo mise sulla testa e chiuse gli occhi. Poi,
dopo aver fatto un respiro profondo, intonò la parola magica:
“LINK START!”
Dopo aver superato il processo di connessione, spostando la sua coscienza nel corpo della fata
spadaccina Leafa, aprì gli occhi nella taverna.
Nessuno era seduto al lato del tavolo, ovviamente. L’ora dell’incontro non si sarebbe avvicinata per
un po’. C’era un sacco di tempo per fare i preparativi per il viaggio.
Uscendo dal negozio, la città di Sylvain era illuminata da una bellissima alba.
Considerando quelli che potevano effettuare il log-in solo per un tempo limitato ogni giorno, una
giornata in ALfheim durava solo sedici ore reali. Di conseguenza, il tempo qui era spesso
incoerente con la realtà. La finestra del menù offriva sia la visualizzazione dell’ora reale sia quella
di ALfheim, così la gente non perdeva la cognizione del tempo; inizialmente era un po’ confuso, ma
Leafa imparò ad apprezzarlo.
Andò in giro per alcuni negozi, comprando un sacco di cose, e tornò con un po’ di tempo da
spendere. Tornando alla locanda, aprì la porta e notò che una figura nera aveva iniziato a
materializzarsi al tavolo.
Kirito completò l’accesso e sbatté le palpebre un paio di volte prima di sorridere, quando notò Leafa
che si avvicinava.
“Ehi, sei in anticipo.”
“Sì, sono arrivata prima. Ho fatto un po’ di shopping.”
“Ah, giusto... mi sa che devo prepararmi anch’io.”
“Ho comprato alcuni item generali, quindi non è necessario che ti preoccupi di questo, ma...”
Esaminò la squallida armatura di partenza e la spada di Kirito.
“Avrai bisogno di un equipaggiamento migliore.”
“Lo penso anch’io. Sono assolutamente convinto che questa spada sia decisamente inaffidabile.”
“Riguardo ai soldi... ne hai qualcuno? In caso contrario, potrei prestartene un po’.”
“Beh ...”
Kirito fece comparire la sua finestra di menu con la mano sinistra, ma, dopo un’occhiata, il suo
volto si contrasse.
“Sono questi «Yuld»?”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Sì. Non hai soldi?”


“No, no, ne ho un po'... un bel po'.”
“Allora andiamo al negozio per l’equipaggiamento!”
“Va bene.”
In quel momento, Kirito si alzò in preda al panico, cercando nel suo corpo fino a quando finalmente
guardò nel taschino.
“Ehi, Yui, stiamo andando.”
Mentre usciva dalla tasca, la Pixie dai capelli neri guardò un po’ assonnata e fece un enorme
sbadiglio.
Leafa portò Kirito nei negozi di articoli, e quando finì di equipaggiarlo, le strade furono avvolte
nella luce del mattino.
L’armatura di Kirito fu abbastanza facile da trovare, visto che comprendeva un paio di pantaloni,
una maglia che rafforzava le caratteristiche difensive e un cappotto lungo che lo copriva. Tuttavia,
Kirito trascorse molto tempo per scegliere una spada, e sembrava insoddisfatto indipendentemente
da quella che esaminava.
Il negoziante gli dava una spada e Kirito ci giocava un po’ prima di restituirla dicendo: “Deve
essere più pesante”. Questo processo si ripeté più volte, finché ne trovò una di suo gradimento, una
grande spada alta all’incirca come lui, e la comprò. Era una lama affusolata con una lucentezza nera
lucida che rivelava un peso insolito. Questo probabilmente era un equipaggiamento fatto per un
Imp38 o uno Gnomo, le razze alte utilizzavano queste spade.
In ALO, la quantità di danno inflitto era determinata dalla «Potenza d'Attacco dell’Arma» e dalla
«Velocità di Rotazione della Spada». I giocatori Sylph e Cait Sith sono più avvantaggiati per la
velocità superiore, con la quale potenziano il danno inflitto. Ma i giocatori che puntano sulla
potenza possono facilmente equipaggiare armi enormi sia per dimensioni che per forza. Questo
compromesso tra potenza e velocità aveva creato un equilibrio tra le diverse razze del gioco.
I Sylph con le skill sufficientemente alte possono equipaggiare martelli e asce, ma i loro parametri
di forza nascosti e permanenti gli impediscono di utilizzare tali armi in maniera efficiente.
Gli Spriggan erano una razza che poteva equipaggiare molte armi, ma Kirito, non importa come lo
si guardava, aveva un corpo più adatto alla velocità.
“Questo tipo di spada, sarai in grado di usarlo correttamente?”
Sentendo la domanda sorpresa di Leafa, Kirito si limitò ad annuire con un’espressione fredda.
“Non sarà un problema.”
Dato che per lui andava bene, non si sarebbe preccupata. Dopo aver pagato la spada, appese il
fodero sulla schiena, ma a causa della sua lunghezza, la punta quasi sfiorò il terreno.
Kirito ora aveva l’aspetto di un bambino che imitava uno spadaccino, e pensando a questo, Leafa
dovette trattenere una risata quando disse: “Bene, ora i nostri preparativi sono stati completati! Così
adesso, per un po', sarò a tua disposizione!”
Leafa porse la mano destra verso Kirito, e, sorridendo timidamente, anche il ragazzo stese la sua;
così i due si strinsero la mano.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Io pure, quindi per favore supportarmi.”


Volando fuori dalla tasca, Yui batté le mani e disse:
“Facciamo del nostro meglio! Il nostro obiettivo è l'Albero del Mondo!”
Con una spada gigante legata alla schiena e con Yui seduta sulla sua spalla, Kirito seguì Leafa
finché giunsero a una bella e lucente torre verde smeraldo.
Era il simbolo dei Sylph, la «Torre del Vento». Non importava quante volte la si vedeva, la bellezza
della torre era sempre sensazionale. Mentre pensava a questo, Leafa si voltò di lato per vedere lo
Spriggan vestito di nero, che fissava la torre con un malcelato disgusto. Leafa represse un sorriso e
gli disse:
“Prima di andarcene, vuoi fare pratica per atterrare?”
“... Va tutto bene, d’ora in poi ho deciso di volare con prudenza.”
Kirito rispose con un'espressione indifesa.
“Inoltre, perché siamo venuti alla torre? Hai qualche affare qui?”
“Non ho altre impegni, ma, prima di partire per un lungo volo, è meglio iniziare in punti più alti. È
possibile utilizzare l'altezza a proprio vantaggio.”
“Ah, capisco.”
Spinse da dietro Kirito che annuiva e cominciò a camminare in avanti.
“Andiamo! Voglio attraversare la foresta prima che diventi notte.”
“Non ho molta familiarità con il territorio. Potresti farmi strada?”
“Lascia fare a me!”
Leafa si diede una pacca sul petto e si voltò a guardare nelle profondità della torre.
Il bellissimo palazzo del Lord sorgeva nella luce del mattino. La Signora dei Sylph, Sakuya, era una
giocatrice che Leafa aveva conosciuto qualche tempo prima. Dato che lascerò la città per un po',
dovrei dirglielo, pensò improvvisamente. Ma sull’asta al centro dell’edificio non era esposta la
bandiera dei Sylph. Questo era raro, significava che Sakuya non era in casa in quel momento.
“C'è qualcosa che non va?”
Chiese Kirito inclinando il capo. Leafa scosse la testa, decidendo che avrebbe mandato un’e-mail a
Sakuya più tardi. Passarono attraverso la porta di fronte alla Torre del Vento ed entrarono.
Il primo piano aveva un vasto atrio circolare, con negozi di ogni genere lungo la parete esterna.
Nell’ingresso c'erano due ascensori alimentati a mana, da cui, di tanto in tanto, entravano e
uscivano i giocatori. In ALfheim l’alba era appena passata, mentre nella realtà la notte si avvicinava.
Ciò significava che il numero di giocatori ben presto sarebbe iniziato ad aumentare di minuto in
minuto.
Prese la mano di Kirito e si diresse verso l'ascensore a destra, che stava appena scendendo.
Improvvisamente diversi giocatori apparvero di fronte a loro, bloccando la strada. Leafa per poco
non cadde, ma le sue ali spiegate la sostennero.
“E’ stato un po' pericoloso, non trovi?”

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Leafa si lamentò di riflesso, ma l’uomo alto che bloccava la strada si rivelò essere un volto familiare.
Era più alto di un Sylph medio e aveva una faccia ruvida ma bella, che era il risultato di una
tremenda fortuna o di considerevoli investimenti. Il suo corpo era avvolto da un’armatura pesante
color argento, e aveva appesa alla cintura una spada enorme. La sua fronte spaziosa era divisa da un
cerchietto, con scuri capelli verdi che cadevano sulle spalle. Quest’uomo, che si chiamava Sigurd,
era l’unità di punta del gruppo in cui era stata Leafa nelle ultime settimane. I suoi compagni erano
con lui. Pensando che anche Recon potesse essere lì, Leafa si guardò intorno ma non riuscì a vedere
la sua accattivante acconciatura giallo-verde.
Leafa e Sigurd erano spesso in competizione per il titolo di più forte spadaccino Sylph. Sigurd era
stato anche un politico potente, aveva avuto un ruolo nella burocrazia tradizionale, dalla quale la
timida Leafa ne restava spesso fuori. Sebbene l’attuale «Signore dei Sylph» — un giocatore scelto
tramite una votazione mensile, che decideva anche come spendere i soldi raccolti dalle tasse sui
giocatori — era Sakuya; Sigurd, la cui fama era all’incirca pari alla sua, faceva parte anche di quel
gruppo di giocatori super-attivi.
L’alto tempo di gioco voleva anche dire che il suo equipaggiamento raro e la sua conoscenza delle
skill erano ben oltre le possibilità di Leafa. In uno scontro uno contro uno, Leafa avrebbe avuto
bisogno di tutta la sua forza per vincere, e anche in quel caso, sarebbe stato difficile superare le sue
forti difese. Ma durante la battuta di caccia nell’avanguardia era stato un partner affidabile.
Tuttavia, la sua parlata ipocrita e il suo atteggiamento entravano in contrasto con Leafa, a cui non
piaceva avere vincoli. Quindi, anche se il party era efficiente nella caccia, aveva pensato che fosse
giunto il momento di lasciarlo.
Mentre si alzava davanti a Leafa, la postura di Sigurd mostrò tutta la sua massima arroganza.
Sembra che le cose stanno per diventare molto fastidiose - pensando a questo, Leafa aprì la bocca e
disse:
“Buongiorno, Sigurd.”
Nonostante Leafa l’avesse salutato con un volto sorridente, Sigurd non sembrava in vena di
ricambiare. Replicò, invece, con tono teso:
“Vuoi lasciare la squadra, Leafa?”
Sigurd sembrava essere di pessimo umore; Leafa aveva preso in considerazione di dirgli che questo
era solo un viaggio d’andata e ritorno per Arun, ma dal momento che era diventato così fastidioso,
fece invece un cenno con la testa e disse:
“Sì, più o meno. Sono riuscita a risparmiare un sacco di soldi, quindi me la prenderò comoda per un
po’.”
“Che egoista, non pensi agli altri membri del gruppo?”
“Egoista!?”
Ciò riportò un ricordo nella mente di Leafa. Dopo un recente «Duel Event» in cui lo sconfisse in
una feroce battaglia, Sigurd la invitò a unirsi al suo party. Leafa aveva accettato l’offerta ma a due
condizioni: avrebbe partecipato solo quando possibile e se ne sarebbe andata quando avesse voluto.
In particolare, ci teneva a fargli sapere che non voleva essere legata da alcun tipo di responsabilità.
Sigurd alzò le sopracciglia come il tono delle sue parole e continuò:
“Tu sei un membro ben noto della mia squadra. Se improvvisamente ti unissi a un altro team,
sarebbe come se mi avessi gettato fango sulla faccia!”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

"..."
Leafa rimase senza parole dal discorso ipocrita di Sigurd. Allora è così che è veramente, pensò.
La ragazza ricordò improvvisamente il consiglio raro ma serio di Recon, dopo che si unì a Sigurd
come suo partner.
Recon gli aveva detto di evitare di farsi coinvolgere troppo. Il motivo era che Sigurd non voleva
Leafa per la sua forza, ma bensì per la fama che avrebbe portato alla sua squadra. Siccome lo aveva
battuto, per non perdere il rispetto degli altri, la voleva per comandarla..

“Come potrebbe accadere?” Leafa si mise a ridere, ma Recon cercò di persuaderla: 2ALO è un
gioco MMO difficile. In quanto tale, i giocatori di sesso femminile sono così scarsi che gli altri
hanno la tendenza a idolatrarli, anche se non hanno capacità di combattimento. Specialmente te;
visto che Leafa-chan è una ragazza dolce, sei più rara di un qualche pezzo di equipaggiamento
leggendario che tutti vorrebbero. In realtà, lui vuole usare la tua presenza nella sua squadra per
mettersi in mostra e aumentare il suo status.”

Recon gli disse altre cose senza senso, ma Leafa gli lanciò uno sguardo fulminante sopra la sua
spalla e lo placò prima che ci pensasse seriamente. Essere un idolo non era qualcosa che poteva
capire. Un MMORPG era già difficile di suo, non voleva complicarsi le cose ulteriormente, così
smise di pensarci. Finora, era rimasta un membro del party senza particolari problemi, fino a oggi...
Guardando Sigurd arrabbiato di fronte a sé, Leafa sentiva come se un filo di costrizione fosse
dolorosamente avvolto intorno al suo corpo. La ragione principale per la quale giocava ad ALO era
quella di sfuggire a tutte le restrizioni della realtà, per provare l’esperienza di volare libera nel cielo.
Ma forse era troppo ignorante, troppo ingenua. Anche se tutti nel mondo virtuale avevano le ali,
dimenticare la gravità era solo un'illusione.
Leafa / Suguha, ricordò come, nella scuola elementare, uno studente di classe superiore nel kendo
una volta l’avesse maltrattata. Anche se era diventato un campione in quel campo, non riusciva a
battere la giovane Suguha in un match. Così, in seguito si prese la rivincita, attaccando Suguha
mentre tornava a casa con l’aiuto di alcuni amici... un atto vergognoso. Quello che aveva fatto
quello studente era uguale all’attuale atteggiamento di Sigurd, pieno di rabbia e risentimento.
Il risultato sarebbe lo stesso qui ...
Leafa, sopraffatta dalla disperazione, chinò la testa verso il basso. A quel punto, passato inosservato
fino ad allora, Kirito prese la parola:
“I compagni non sono oggetti da usare!”
“Cooos...?”
Per un attimo, Leafa non capì il significato di questa frase. Poi, aprì gli occhi spalancandoli e
guardò Kirito. La voce di Sigurd aumentò di volume:
“Cosa!?”
Kirito intervenne tra Leafa e Sigurd, e guardò negli occhi il secondo, anche se era ben più alto. “Sto
dicendo che non si devono trattare gli altri giocatori come una spada importante o un’armatura che
può essere bloccata all’interno di uno slot di equipaggiamento.”
“Cosa ... hai il coraggio di...”
Sentendo le parole decise di Kirito, Sigurd divenne immediatamente rosso, e, scansando il suo
mantello, portò la sua mano verso l’impugnatura della spada.

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“Tu non capisci la situazione, sporco Spriggan! Leafa, stai lavorando con questo ragazzo adesso?!
Probabilmente è un «Rinnegato», che è venuto qua dopo essere stato bandito dal suo territorio!”
Sigurd assunse la posizione per estrarre la spada. Come sentì quelle parole, alla fine Leafa perse la
calma e gli urlò dietro:
“Non essere così cattivo con Kirito-kun! Lui è il mio nuovo partner!”
“Che... che cosa vuoi dire?”
Replicò Sigurd con costernazione.
“Leafa, vuoi dire che intendi abbandonare il tuo territorio...?”
A quelle parole, Leafa spalancò gli occhi.
I giocatori di ALO erano generalmente divisi in due categorie di gioco.
I primi usavano il loro territorio come base, prendendo compagni della loro stessa razza e dando
parte dei soldi guadagnati come tassa per lo sviluppo le forze del popolo. Leafa e Sigurd erano
giocatori di questo tipo. Gli altri lasciavano la propria terra, usando una città neutrale come base e
formando party con giocatori di diverse razze. I primi tendevano a considerare questi ultimi con
disprezzo, in quanto si discostavano dallo scopo del gioco, e per questo erano abbandonati e
denigrati, o esiliati dal loro territorio come Rinnegati.
Nel caso di Leafa, la sua ragion d’essere come Sylph era debole, come il suo senso di appartenenza
a quella comunità. Il motivo per cui era rimasta a Sylvain riguardava per metà la sua bellezza e per
metà la sua pigrizia, dato che non voleva muoversi. Ma adesso, grazie alle osservazioni di Sigurd,
emerse velocemente dentro di lei il desiderio di essere libera.
“Si, esatto. Ho intenzione di andarmene da qui.” Confessò Leafa senza pensare.
Sigurd distorse la bocca in una smorfia di rabbia e si morse il labbro con i denti. Improvvisamente
estrasse la sua spada, agitandola furiosamente verso Kirito.
“Avevo intenzione di lasciarti in pace, giacché sei un verme strisciante. Ma se sei un ladro, faresti
bene a non essere così arrogante. Poiché ti trovi in un territorio diverso dal tuo, posso tagliarti come
voglio senza contestazioni da parte tua, hai capito?”
Nonostante le parole e l’atteggiamento intimidatorio di Sigurd, Kirito alzò solamente le spalle.
Quel ragazzo era veramente senza paura, e persino Leafa rimase scioccata. Si preparò a combattere
contro Sigurd, muovendo la sua mano verso la spada che aveva in vita. L’aria intorno a loro diventò
tesa.
A quel punto, un compagno di Sigurd si avvicinò e bisbigliò alcune parole al suo capo:
“Cattive notizie, Sigurd. Se uccidi un avversario indifeso davanti a tutta questa gente...”
Erano già circondati da diversi spettatori, attratti dalla confusione. Se questo fosse stato un duello
formale, o se fosse stato veramente una spia degli Spriggan, allora non ci sarebbero stati problemi.
Ma sarebbe stato disonorevole per Sigurd istigare un combattimento con un turista come Kirito, che
non poteva combattere in quell’area.
Sigurd serrò i denti per la frustrazione e fissò Kirito prima di rinfoderare la sia spada.
“Farete meglio a correre via e a nascondervi, Leafa.”
Ignorando le parole di Kirito, Sigurd si voltò verso la ragazza.

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“Siccome mi hai tradito... presto o tardi lo rimpiangerai.”


“Mi sarei pentita di più se fossi rimasta.”
“Se mai avrai il desiderio di tornare indietro, farei bene a ripresentarti in ginocchio.”
Avendo detto tutto, Sigurd si girò e camminò verso l’uscita della torre. I due giocatori, che lo
accompagnavano, guardarono un attimo nella sua direzione come se volessero dire qualcosa, ma
lasciarono stare e se ne andarono.
Dopo che tutti e tre scomparvero, Leafa fece un respiro profondo, e guardando Kirito disse:
“Scusami per averti coinvolto in questo strano episodio...”
“No, no, anzi sembra quasi che sia stato io l’olio che ha alimentato il fuoco della situazione. Ma è
veramente tutto a posto per te? Lasciare il tuo territorio?”
“Ah.”
Non sapendo bene cosa dire, Leafa spinse Kirito da dietro verso l’ascensore. Dopo essersi fatti largo
tra la folla, lo raggiunsero e premettero il pulsante per l’ultimo piano. Dal fondo della cabina di
vetro trasparente, apparve un disco di pietra, che lentamente avvolto da una luce verde, li face
risalire velocemente.
Quando l’ascensore si fermò, la porta di vetro si aprì senza produrre alcun suono, e la luce bianca
del mattino e un vento rinfrescante si riversarono dentro la cabina.
Camminò fuori verso la piattaforma di osservazione in cima all’alta torre. Era stata lì molte volte in
passato, ma il panorama che si estendeva in ogni direzione la faceva esaltare sempre.
Il territorio dei Sylph era nella zona a sud-ovest di ALfheim. A ovest c’era una pianura che si
affacciava in un luminoso mare blu. Ad est invece una fitta foresta circondava le montagne
ricoperte di lillà, e dietro di esse molto più lontano si ergeva alto nel cielo, riunendo tutto sotto la
sua ombra, l’Albero del Mondo.
“Wow... che panorama fantastico!”
Seguendo Leafa fuori dall’ascensore, Kirito spalancò gli occhi di fronte a quel paesaggio.
“Il cielo sembra così vicino che potresti quasi toccarlo con un dito.”
Vedendo nei suoi occhi il riflesso di quello scenario, Leafa si fermò ad ammirarlo con Kirito, alzò
la testa e, guardando il cielo blu, tese la sua mano destra in alto dicendo:
“È vero. Paragonato al cielo, qualsiasi cosa sembra molto piccola.”
“...”
Improvvisamente Kirito le sorrise, Leafa sorpresa lo ricambiò e continuò a dire:
“Questa è una grande opportunità. Ho sempre voluto volare via da qui un giorno. Ma ero spaventata
di farlo da sola, e non trovavo la determinazione necessaria.”
“È così allora, eh? Peccato che sia un addio in qualche modo travagliato.”
“In questo stato, non sarei stata capace di vivere in pace comunque. Perché...”
Osservò Leafa, più a se stessa.
“Perché sarei stata legata e vincolata nonostante le ali...”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

La risposta alle sue parole non venne da Kirito, ma dalla creatura sulla sua spalla, la pixie di nome
Yui, che era appena uscita fuori dal bavero del suo cappotto.
“Essere umani è così complicato.”
Rispose Yui con la sua voce tintinnante; poi prese il volo e atterrò sulla spalla di Kirito. Prima di
sedersi prese tra le sue mani il suo orecchio e gli sussurrò:
“Non riesco a capire la psicologia dietro questo tipo di comportamento umano: il desiderare gli
altri.”
Per un momento, Leafa si dimenticò che stava parlando un programma, e fissò direttamente Yui.
“Il desiderio?”
“Capisco che l’impulso di cercare il cuore degli altri è il principio comportamentale di base degli
uomini. Questo considerando come sono stata programmata. Se fosse per me...”
Yui improvvisamente abbracciò la faccia di Kirito con entrambe le mani e gli schioccò un sonoro
bacio.
“Per esempio vorrei fare questo. Una semplice dimostrazione.”
Vedendo quello che aveva appena fatto Yui, Leafa spalancò gli occhi; con un sorriso beffardo,
Kirito diede un colpetto sulla fronte di Yui con la punta del dito. “Ma le parole umane sono molto
più complicate di questo. Se fai una cosa del genere direttamente, saresti considerato un molestatore,
e poi bannato.”
“È necessario stile e dignità, giusto?”
“...ti sto abbracciando: non andare a ricordare strane cose.”
Leafa era meravigliata nel guardare Kirito e Yui parlare, e alla fine disse:
“Questa AI è veramente incredibile. Tutte le «Pixie Personali» sono così?”
“Lei è speciale in modo strano.”
Kirito, dicendo questo, prese Yui per il colletto e la ripose nella sua tasca sul petto.
“Ma è giusto desiderare il cuore di un’altra persona?”
Leafa rifletté sulle parole di Yui, mentre si allungava.
onostante il mio sentimento di volare via da qualche parte, nel profondo, voglio forse trovare
qualcuno? Inavvertitamente, nella sua mente apparve faccia di Kazuto, causandole un tuffo al cuore.
Potrebbe essere che io voglia usare le ali per volare sopra tutti gli ostacoli del mondo reale e
andare finalmente fra le braccia di Kazuto? È veramente questo quello che voglio?
“Non potrebbe mai...”
Stava pensando troppo, aveva già deciso. In questo momento, voglio semplicemente volare. Tutto
qui.
“Hai detto qualcosa?”
“No, non è niente. Muoviamoci e partiamo.”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Leafa sorrise a Kirito e guardò in alto nel cielo. Era l’alba, e, al tocco del sole, le nuvole
gradualmente si dispersero, lasciando una distesa senza fine di blu profondo. Oggi sarebbe stato un
giorno bellissimo.
Dopo aver usato una Pietra Localizzatrice al centro della piattaforma dell’osservatorio, per settare il
punto di ritorno di Kirito, Leafa spiegò le sue ali, scrollandole gentilmente.
“Pronto?”
“Si.”
Assieme alla piccola Yui nella tasca, Kirito annuì; Leafa era pronta per partire quando...

“Leafa-chan!”

Fu chiamata da una persona che stava rotolando fuori dall'ascensore, così la Sylph, che aveva già
cominciato a fluttuare, posò i piedi al suolo.

“Oh, Recon.”

“Questo significa che... Potresti almeno avvisarmi prima di partire!”

“Scusa, l'ho dimenticato.”

Recon scrollò le spalle, ma la sua espressione divenne seria e disse:

“Leafa-chan, è vero che hai lasciato il team?”

“Si... ma l'ho deciso solo sul momento, e te?”

“Ho deciso; voglio usare la mia spada per Leafa-chan!”

“No. In realtà non ne ho bisogno.”

Le parole di Leafa lasciarono Recon stupefatto, le sue ali si afflosciarono, ma non si arrese per una
cosa del genere.

“All'inizio, avevo detto che saremmo stati insieme; ma ora ho qualcosa da fare.”

“Cosa...?”

“Non ci sono prove certe, quindi voglio investigare ancora. Per adesso resterò con Sigurd... Kirito-
san.”

Recon si girò verso Kirito con un’espressione seria.

“Ha l'abitudine di cacciarsi nei guai, quindi ti prego stai attento.”

“Oh, capito.”

Kirito sembrò divertito dall’espressione di Recon, e annuì con la testa.

“E per finire, voglio dirti che lei è la mia— Ahi!!”

La frase finì con un grido grazie a Leafa che schiacciò il piede di Recon.

“Non dire niente d’inutile! Penso che staremo nella zona neutrale per un po’, se succede qualcosa
mandami un email!”

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Disse Leafa velocemente, prima di spiegare le sue ali al vento. Guardando la faccia di Recon con un
po' di rammarico, lo salutò con la mano destra.

“...Anche senza di me, continua ad allenarti con il Volo Volontario finché non lo controllerai alla
perfezione! E non andare vicino al territorio dei Salamander! Ciao!”

“Prenditi cura di te! Ci incontreremo presto!”

L'avatar pianse, anche se il suo possessore poteva vedere Leafa a scuola ogni giorno. Tuttavia i forti
sentimenti di quella separazione, la sommersero di emozioni, rendendola confusa. Cambiò
improvvisamente direzione e focalizzò lo sguardo verso nord-est prima di impostare le ali con un
angolo più vasto e planare.

Kirito la raggiunse presto, e, trattenendo un sorriso, disse:

“È un tuo amico anche nella realtà?”

“Beh si.”

“Mmm.”

“...Cosa vorresti dire?”

“Niente; penso che sia bello.”

Dopo le parole di Kirito, la piccola pixie nella tasca disse:

“Conosco bene i sentimenti di quella persona: a lui piace Leafa. E tu, come lo vedi?”

“Non lo so!!”

Urlò forte Leafa, aumentando la velocità per nascondere la faccia imbarazzata. Sebbene fosse
abituata a quelle semplici espressioni con Recon, per qualche ragione, con Kirito diventava
veramente timida.

Poi rallentò e si accorse che avevano già lasciato la città, e stavano viaggiando sopra la foresta.
Leafa si voltò per guardare la città color smeraldo, che scompariva lentamente dietro di sé.

Dopo aver passato un anno in quella città, un sentimento di nostalgia entrò nel cuore di Leafa e con
esso il dolore, ma il brivido di volare verso un mondo sconosciuto lo cancellò. Addio, disse tra sé
prima di volgere lo sguardo davanti a lei.

“Andiamo! Voglio raggiungere quel lago in un solo volo!”

Leafa puntò il suo dito verso il lago che scintillava in lontananza, aumentando la sua velocità.

Il freddo contatto delle sue dita la faceva rabbrividire, ma Asuna resisteva.

Al centro della gabbia c'era un letto enorme. Oberon poltriva dolcemente in quel letto, con la sua
verde toga cadente. Prese la mano di Asuna e la accarezzò, ma lei seduta davanti a lui guardava da
un’altra parte. Gli piaceva il fatto che poteva attaccarla ogni qual volta gli venisse in mente. La sua
faccia creata a opera d'arte aveva un falso sorriso stampato sopra.

ϵϴ

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Giusto un momento prima, era entrato nella voliera e si era seduto sul letto; poi le aveva detto che la
voleva accanto a lui. Asuna non voleva avere niente a che fare con quell'uomo così aveva declinato;
ma vedendo la sua mano che manipolava qualcosa, il suo senso d'angoscia crebbe.

Era disgustata ma aveva ubbidito. L'uomo aveva dei gravi sbalzi d’umore, ma temeva che le
venisse tolta altra libertà. Tuttavia Oberon guardava oltre la resistenza di Asuna. Egli voleva
assaporare l'avversione che gli riservava, prima di usare i diritti d'amministratore per bloccare i
movimenti della ragazza. E Asuna voleva mantenere la sua libertà almeno dentro la gabbia, così che
la fuga rimaneva una possibilità.

Ma c'era un limite. Se avesse toccato il suo corpo, probabilmente Asuna le avrebbe stampato uno
schiaffo in faccia. Invece non reagiva; non importava quanto forte strusciava il suo braccio, il suo
corpo era come una pietra. Vendendo come stavano andando le cose, Oberon era contrariato, non
riusciva a farla vergognare abbastanza, per questo rimosse la mano.

“Oh bene, che donna veramente cocciuta.”

Disse Oberon con sdegno. Asuna si sentì offesa da quella mera voce, ancor di più dato che era una
replica perfetta di quella reale di Sugou, per questo provocava in lei ancora più disgusto.

“In ogni caso, questo corpo è un falso, non ti lascerebbe delle cicatrici. Stare senza far niente tutto il
giorno nello stesso posto, non ti annoia? Ehi, non vorresti divertirti un po'?”

“Sembra proprio che tu non abbia capito. Non importa se questo corpo è vero o virtuale; è reale,
almeno per me.”

“Stai dicendo che la tua mente si sporcherebbe?”

Oberon fece una risata folle.

“In ogni caso, finché non avrò assicurato la mia posizione alla RECTO, non ti lascerò andare.
Quindi dovresti essere più saggia e imparare a compiacermi. Attualmente il sistema è veramente
profondo, capisci?”

“Non sono interessata. Non starò qui per sempre...lui verrà sicuramente a salvarmi.”

“Eh? Chi? Lui? L'eroe, Kirito?”

Sentendo quel nome il corpo di Asuna tremò. Oberon si alzò ridendo, aveva scoperto finalmente il
modo per ferire il cuore della ragazza... così iniziò a parlare.

“Il suo vero nome è Kirigaya Kazuto, giusto? L'ho incontrato faccia a faccia qualche giorno fa.”

“!!”

Sentendo questo, Asuna fissò Oberon.

“Oh, il piccoletto è l'Eroe di SAO... ah, ad essere onesti, non l'avrei mai immaginato! Oppure è una
di quelle persone fanatiche di videogiochi?”

Oberon era felicissimo, si alzò in piedi e continuò a parlare.

“L'ho incontrato... prova a dire dove! Era nella tua stanza in ospedale, dove risiede il tuo vero corpo.
Stava seduto davanti a te e gli ho detto che ci saremmo sposati la prossima settimana. Dovevi
vedere che faccia ha fatto appena gliel'ho detto!! Era come un cane che ha perso l'osso,
un’espressione di disperazione che non potrà mai essere colmata. Mi sono sentito benissimo!”

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Il corpo di Oberon si scosse violentemente quando la sua risata risuonò nell’aria.

“Pensi davvero che quel ragazzino verrà a salvarti? Possiamo fare una scommessa, io dico che non
ha il coraggio di indossare ancora una volta il Nerve Gear! Le possibilità che lui sappia dove sei e
venga qua sono pari a zero. Ah, si, l'ho invitato al nostro matrimonio. Verrà per vederti vestita da
sposa. Penso che la tua vista lo condurrà alla distruzione. Quell'eroe!”

Asuna chinò di nuovo il capo, dando lentamente la schiena a Oberon, guardando il grande specchio
accanto al letto. Poi scrollò dolcemente le spalle e strinse il materasso con le sue mani.

Guardando la ragazza in quelle condizioni, Oberon era molto soddisfatto. Asuna, attraverso lo
specchio, lo guardò alzarsi dal letto.

“Purtroppo, le telecamere erano tutte spente, così è stato un peccato non poter immortalare la sua
espressione. Se avessi potuto ti avrei portato una foto. Se ne avrò l'occasione, lo farò la prossima
volta. È una separazione necessaria, Titania, e anche se ti sentirai un po’ sola, resisti ancora per
qualche giorno.”

Dopo un’altra risata, Oberon si girò, facendo oscillare la sua toga, e camminò verso la porta.

Nello specchio si vedeva Oberon che si allontanava, e Asuna pianse di gioia ed esultò nel suo cuore.

Kirito-kun! Kirito-kun è ancora vivo e sta bene!!

Da quando era stata imprigionata lì, quella era stata la preoccupazione più grande. Solo lei era stata
trasferita in quel mondo, mentre lui era scomparso e forse la sua coscienza era stata distrutta. Per
quanto cercava di negarlo, questi pensieri si erano impossessati di lei come un veleno che
costantemente gocciolava nella sua mente.

Almeno fino adesso, fino a quando Oberon aveva dissipato i suoi dubbi.

Veramente quell’uomo pensava che fosse così semplice, ma nei fatti, era un folle. Lo era sempre
stato. Gli era sempre piaciuto ferire gli altri con le parole. Sebbene facesse spesso la parte
dell'ipocrita davanti ai genitori di Asuna, di fronte alla ragazza e a suo fratello maggiore, mostrava
la sua lingua velenosa.

La stessa cosa accadeva adesso. Ma se voleva davvero spezzare il suo cuore, non avrebbe dovuto
dirle di Kirito nel mondo reale. Sarebbe stato più efficace dirle che Kirito era morto.

Kirito è vivo e si sta dando da fare nel mondo reale.

Asuna ripeteva questa frase nella sua mente. Ogni volta che la diceva, il suo cuore si riempiva di
speranza.

Se fosse veramente vivo, non starebbe con le mani in mano. Sicuramente scoprirebbe questo mondo
e verrebbe. Quindi non sarebbe stata sola una prigioniera. Doveva scoprire quello che poteva fare e
agire di conseguenza prontamente.

Asuna continuava a mostrare una faccia triste. Attraverso lo specchio, poteva vedere Oberon che
raggiungeva la porta e si girava, per confermare la situazione di Asuna.

La porta aveva un piccolo pannello di metallo diviso in 20 bottoni. Per aprirla bastava
semplicemente digitare i numeri nell'ordine corretto.

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Era interessante il fatto che Oberon, nonostante i suoi privilegi di amministratore, usasse quel
metodo per aprire la porta, invece che direttamente. Apparentemente, voleva mantenere il suo senso
estetico, senza l’intrusione di cose estranee come quelle del sistema. Voleva solamente essere il re
delle fate con la sua regina imprigionata da abusare.

Ma era una rappresentazione stupida.

Oberon alzò la sua mano, digitando nel pannello di metallo. Da così lontano, Asuna non riusciva
bene a vedere i dettagli a causa dell'effetto del sistema, quindi, quando Oberon premeva il tasto, lei
non sapeva qual era. Oberon doveva aver tenuto conto di questo fatto, ed era sicuro che una cella
con quel tipo di chiusura fosse ben protetta.

Questo era vero, per una visuale diretta di Oberon.

Oberon usava il Nerve Gear per connettersi al mondo virtuale, ma il suo tempo in quel mondo era
limitato. Dapprima, c'erano tante cose che non riusciva a capire. Per esempio, nella realtà virtuale,
gli specchi non erano conformi all’ottica.

Asuna fingeva di piangere, sforzandosi di guardare nello specchio per vedere meglio. Lì,
chiaramente riflesso, c'era Oberon. Nel mondo reale, non importa quanto vicini erano i tuoi occhi
allo specchio, non potevi vedere gli oggetti lontani. Lì lo specchio era uno schermo a risoluzione
altissima e l'effetto di distanza non si applicava. Così, le azioni di Oberon erano chiaramente visibili.

Questa era un'idea a cui Asuna stava lavorando già da un po'. Fino ad ora, quando Oberon lasciava
la prigione, non aveva mai avuto la possibilità di essere vicina allo specchio. Quindi adesso, doveva
approfittare dell'occasione.

... 8...11 ...3 ...2 ... 9......

Asuna guardava attentamente le bianche dita di Oberon che digitavano il codice, con il cuore che
batteva velocemente. La porta si aprì, facendo uscire l’uomo, e si richiuse violentemente. Con le sue
ali color giada, si mosse per la strada nell’albero, scomparendo lentamente.

Asuna rimase immobile, fissando il pavimento a scacchi della gabbia.

Aveva soltanto ottenuto le seguenti informazioni in questo arco di tempo:

Si trovava all’interno di un VRMMO, simile a SAO, chiamato «ALfheim Online» e questo gioco
attirava un largo numero di giocatori. Oberon/Sugou aveva usato il server di SAO per prendere
trecento giocatori ancora al suo interno, prigionieri attraverso la «Reclusione Mentale» per usarli
come cavie umane in una sperimentazione illegale. Questo era tutto.

Aveva provato a chiedere il motivo di questa pericolosa e illegale ricerca in un gioco pubblico, e
Sugou aveva risposto, “Ti rendi conto di quanti soldi richiede far girare il sistema? Ci vogliono solo
dieci milioni per un unico server! In questo modo la compagnia può trarne profitto, e io posso
condurre le mie ricerche, due piccioni con una fava.”

Così era tutta una questione di soldi, e questo era una buona cosa per Asuna. Se fosse stato un
edificio chiuso, non avrebbe potuto fare niente. Invece, siccome questo mondo era connesso
strettamente con la realtà, allora c’era ancora speranza.

Asuna aveva anche scoperto che il giorno nel gioco passava più velocemente che nel mondo reale.
Il calcolo esatto era difficile, ma Oberon glielo aveva risolto senza volerlo.

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La visitava spesso ogni giorno. Quando i suoi affari nella compagnia erano terminati, usava il
sistema terminale privatamente per venire lì. Asuna sapeva che aveva delle abitudini regolari, e
quindi non pensava che la sua routine fosse cambiata. Così, il miglior momento per agire sarebbe
stato quando lui sarebbe andato a casa per dormire.

Ovviamente, c’erano molte altre persone coinvolte in questo complotto, non solo lui. Comunque,
questo era essenzialmente un crimine, così era difficile immaginare che tutta la compagnia di ALO
era implicata. Dovevano essere poche persone, molto probabilmente sotto il comando diretto di
Sugou. Anche così, non sarebbe stato possibile monitorare l’interno di ALO per tutto il tempo, dal
momento che non c’era nessuno disposto a lavorare tutta la notte.

Per scappare da questa gabbia, avrebbe dovuto scivolare inosservata e cercare un terminale per
accedere al sistema. Una volta ottenuto l’accesso, sarebbe stato possibile scollegarsi, in caso
contrario avrebbe provato a mandare un messaggio. Asuna si distese nel letto, con la testa
schiacciata nel cuscino, e aspettò che il tempo passasse.

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 4
Guardando Kirito combattere, Leafa era sbalordita e, allo stesso tempo, in soggezione.

Stavano volando sopra la distesa di alberi dell’Antica Foresta, a nord-est del territorio dei Sylph;
ancora un po’ e avrebbero oltrepassato i luoghi circostanti l’altopiano. Sylvain era già così lontana
dietro di loro che, per quanto provasse a sforzare gli occhi, la torre di giada non si vedeva ormai più.

Si stavano spingendo dentro la zona neutrale, così i mostri generati erano più potenti e di alto livello.
Kirito stava in quel momento combattendo contemporaneamente tre «Evil Glancer», mostri
lucertola alati con un occhio solo. La loro forza era paragonabile a quella di un boss di basso livello
in un dungeon del territorio Sylph.

Oltre alla loro forza di base, il vero problema risiedeva in quel loro grande occhio viola, che poteva
scagliare l’attacco «Evil Eye» - un tipo di maledizione che, quando si veniva colpiti, riduceva
significativamente le proprie statistiche per un certo periodo di tempo. Leafa si manteneva a
distanza per supportarlo nel combattimento. Ogni volta che Kirito riceveva una maledizione, Leafa
la contrastava con la magia. Non era realmente necessario ma, per ogni eventualità, era sempre
pronta a curarlo.

Per Kirito, che maneggiava uno spadone grande quanto la sua altezza, le parole difesa ed elusione
non esistevano nel suo dizionario. A dimostrazione di questo, le lucertole cadevano una dopo l’altra.
Lui semplicemente non si preoccupava degli attacchi a lunga distanza delle code: come muoveva lo
spadone per attaccare, le lucertole venivano catturate dal vortice, finendo in piccoli pezzetti. Con la
forza di quei colpi, il numero degli avversari da cinque era diminuito a uno. L’ultima con il 20% di
HP stava provando a fuggire via. Emise un urlo strozzato mentre cercava rifugio nella foresta ma
Leafa, alzando la sua mano sinistra, attivò la magia per impostare un punto di riferimento a lungo
raggio. Quattro o cinque lame di luce verde, a forma di boomerang, raggiunsero la lucertola e la
tagliarono a pezzi. Poco dopo, il corpo del rettile si frantumò in poligoni di luce blu, segnando la
fine del quinto combattimento della giornata.

Leafa alzò la mano destra, vedendo Kirito che la raggiungeva in aria, dopo aver rinfoderato la spada
con un suono metallico.

“Ottimo lavoro—”

“Grazie per il supporto—”

Si dettero un cinque alto, e si scambiarono un sorriso.

“Ma come posso descriverlo... il tuo stile di combattimento è così spericolato.”

Sentendo Leafa pronunciare quelle parole, Kirito si grattò la testa.

“D-davvero?”

“Generalmente, è una buona idea usare una strategia di toccata e fuga per schivare, ma tu colpisci e
colpisci ancora.”

“In cambio possiamo finire più velocemente, così non è meglio?”

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“Questo potrebbe funzionare con mostri come quelli di oggi, ma non se t’imbatti in un gruppo che
usa anche attacchi a lungo raggio, per esempio. Se finiamo per combattere con una squadra di
giocatori, loro utilizzeranno sicuramente la magia, per questo devi stare attento.”

“La magia... non posso solo evitarla?”

“Ci sono molti tipi di magia a lungo raggio: quella basata sulla potenza procede sempre dritta,
quindi puoi capire la sua direzione e schivarla, ma per quelle a bersaglio e su area è impossibile. In
quel caso c’è un mago che usa questi tipi di magia, e devi sempre mantenere un’alta velocità e dei
riflessi pronti per cambiare direzione.”

“Mmmh... sembra che ci siano molte cose da ricordare.”

Kirito si grattò la testa con l’espressione di un bambino che cerca di risolvere un problema troppo
difficile.

“Beh, si parla di te, per cui penso che sarai in grado di imparare velocemente. Sembri avere un
ottimo intuito e un’osservazione acuta dopotutto. Pratichi qualche sport nella realtà?”

“N-no, non del tutto.”

“Mmh... bene, ok. Muoviamoci!”

“Si.”

Annuirono, poi sbatterono le ali e rincominciarono a muoversi. Sotto il sole, le pianure verdi-dorate
cominciarono ad apparire da dietro gli alberi.

Senza incontrare altri mostri, i due finalmente uscirono dall’Antica Foresta e raggiunsero l’area
montana. Siccome erano vicini al loro limite di volo, atterrarono sul prato ai piedi della montagna.

Come i suoi piedi toccarono terra atterrando, Leafa sollevò entrambe le braccia e si stiracchiò.
Anche se il suo vero corpo non aveva quegli arti, si sentiva misteriosamente affaticata alla base
delle ali dopo un lungo volo. Un secondo dopo, anche Kirito atterrò e si sgranchì nello stesso modo.

“Stanco?”

“No, non ancora!”

“Ok, facciamo del nostro meglio... questo è quello che vorrei dire, ma dobbiamo rinviare il viaggio
in aria per il momento.”

Kirito la fissò.

“Eh, perché?”

“Vedi quella montagna?”

Leafa indicò la fine del prato, verso l’enorme montagna innevata.

“Il volo non è consentito perché supera il limite di altezza. Non possiamo volare sopra la montagna,
così dobbiamo superarla attraverso le grotte scavate al suo interno. Sembra essere il posto più
pericoloso nel cammino dal territorio Sylph ad Arun. Non ne sono molto sicura perché non ci sono
mai stata.”

“Capisco... questo tunnel è molto lungo?”

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“Abbastanza, ma c’è una città mineraria neutrale a metà strada, e possiamo fermarci lì. Kirito-kun,
fino a che ora puoi rimanere?”

Kirito richiamò la finestra del menù con la mano sinistra per controllare l’orario, e fece un cenno
con il capo.

“Adesso nel mondo reale sono le sette di sera, posso rimanere ancora un po’.”

“Bene, allora proseguiamo ancora. Possiamo fare i ‘Turni’ qui.”

“Turni?”

“Ah, facciamo dei turni per scollegarci e riposare. Siccome siamo in una zona neutrale, non
possiamo scollegarci immediatamente. Per questo, di solito una persona si disconnette mentre l’altra
difende l’avatar.”

“Ah, ho capito. Leafa puoi andare per prima.”

“Bene allora, accetto volentieri la tua generosa offerta. Sarò nelle tue mani per circa 20 minuti!”

Detto questo, richiamò il menù, premette la voce di log-out e subito dopo il tasto SI del messaggio
di avvertimento: il paesaggio circostante si riversò in un unico punto centrale e scomparve.

Alzandosi a sedere nel letto, dopo essersi svegliata, Suguha rimosse l’Amusphere e scese dal letto.
Correndo rapidamente giù per le scale, si accertò che il piano terra fosse vuoto. Il giorno della
correzione delle bozze finali della rivista era vicino, per cui Midori non era ancora ritornata a casa,
e Kazuto era probabilmente nella sua stanza, per questo il piano era silenzioso.

Aprì il frigorifero e prese due bagel, del prosciutto, la crema di formaggio e delle verdure. Tagliò
velocemente il pane in due metà, ci spalmò sopra uno strato sottile di senape, aggiunse il prosciutto
e tutto il resto, e infine mise il sandwich in un piatto. Dopo aver versato un po’ di latte in un
pentolino e averlo messo sul fuoco, Suguha risalì le scale e, affacciandosi al primo piano, gridò:

“Onii-chan, vuoi qualcosa da mangiare?”

...Ma non ci fu nessuna risposta. Doveva essersi addormentato, pensò, scrollando le spalle e
ritornando in cucina. Versò il latte fumante in una tazza e la posò con il piatto nel tavolo del
soggiorno. In pochi minuti finì la sua cena. Dopo aver sistemato i piatti nella lavastoviglie, corse in
bagno. Anche se aveva combattuto in un mondo virtuale, aveva sudato per lo stress. Dopo un lungo
viaggio, cominciava a sentirsi appiccicosa se non si lavava e cambiava i vestiti.

Suguha prese i suoi vestiti di ricambio e corse velocemente in doccia. L’acqua calda gocciolava
lentamente dall’alto sul suo corpo.

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In realtà, se giocava troppo spesso, tanto da interferire con l’alimentazione e l’igiene, o se ordinava
cibi da asporto, sua madre la sgridava. Così cercava di non partecipare a missioni troppo lunghe. In
ogni caso, questa volta non sarebbe andata così. Avrebbe continuato il viaggio con Kirito
l’indomani, o il giorno ancora dopo nel caso peggiore. Probabilmente a causa del suo carattere,
Suguha non rimaneva per tanto tempo in un party, alla lunga si sentiva a disagio. Ma per qualche
strano motivo questa volta non era successo. In questo caso...
... Era molto eccitata.
Chiuse gli occhi e si rilassò al tocco dell’acqua calda sulla sua pelle.
Li riaprì e la sua immagine riflessa nello specchio la fissò. Nei suoi occhi neri si poteva leggere un
mix di eccitazione e leggero disagio.
Il fisico della vera Suguha era piuttosto sviluppato grazie al kendo, così come lo spirito libero della
Sylph, Leafa, era ovviamente di costituzione robusta. Come muoveva le spalle, la pancia o le gambe,
i muscoli risaltavano, in più ultimamente aveva la sensazione che anche il suo petto si fosse
ingrossato ancora.
Il suo corpo lo sentiva, il suo cuore era in tumulto. Suguha chiuse gli occhi ancora una volta.
...Questo non significava che aveva cominciato ad affezionarsi a lui. Non si trattava di avere
qualcuno con cui viaggiare insieme... solo che, volare in un mondo nuovo era divertente.
Pensò, ma non per convincere se stessa, c’era un fondo di verità.
Ripensandoci, si sentiva come in passato.
Com’era diventata più forte, poco a poco aveva imparato più attività; solo volare nel cielo verso una
terra sconosciuta le faceva battere il cuore. Poi, dopo che ebbe raggiunto il ruolo di giocatore
anziano di prim’ordine nel territorio dei Sylph, la sua conoscenza e i suoi obblighi erano aumentati
troppo. Prima di rendersene conto, era stata sepolta dalla vita quotidiana. Il dovere di combattere
per il bene della sua razza intrappolava le sue ali con catene invisibili.
I giocatori in ALO che abbandonavano il loro territorio erano chiamati «Rinnegati». Coloro che
abbandonavano i loro obblighi dopo averli ottenuti o che erano sotto pressione nel loro paese, fino a
ora erano considerati dei traditori, ma potevano avere qualche tipo di orgoglio nel loro cuore.
Con simili pensieri in testa, si lavò velocemente i capelli e il corpo, poi sciacquò via la schiuma.
Prendendo l’asciugamano dall’attaccapanni al muro, attivò il pannello di controllo accanto, e una
raffica di aria calda soffiò fuori dalle fessure sul soffitto. Quando i suoi capelli furono in gran parte
asciutti, si avvolse nell’asciugamano e andò nel soggiorno. Guardando l’orologio, mancavano meno
di tre minuti allo scadere del tempo accordato.
Incartò il sandwich rimasto nel piatto, prese un foglio e vi scrisse ‘Onii-chan, se hai fame mangia
questo’. Poi lo mise sotto il piatto.
Salì al primo piano e si mise in fretta e furia il pigiama. Poi si sdraiò, indossando nuovamente
l’Amusphere.
Dopo aver aspettato che terminasse il processo di connessione e aver attraversato i mille arcobaleni
durante il login, Suguha/Leafa sentì la brezza della prateria e il suo profumo rinfrescante.
Dalla sua posizione di attesa, su un ginocchio, si alzò e parlò.
“Mi dispiace di averti fatto aspettare. È apparso qualche mostro?”
Kirito, sdraiato sul prato, rimosse qualcosa che assomigliava a un filo d’erba dalla bocca e fece un
cenno.

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“Bentornata... in realtà è stato tutto molto tranquillo.”


“Cos’è quello?”
“L’NPC della drogheria di Sylvain ha detto che era una specialità del luogo...”
“Non ne ho mai sentito parlare!”
Kirito allungò la mano, porgendoglielo, e Leafa lo accettò. Scacciò via il suo imbarazzo e diede un
morso. In un secondo, una fragranza di menta le riempì la bocca.
“È il mio turno per scollegarmi... per favore, tienimi d’occhio.”
“Ok, buon viaggio!”
Quando Kirito aprì la finestra del menù e spinse il bottone, il suo corpo automaticamente si mosse
in posizione di standby. Leafa allora gli si sedette a fianco e iniziò a guardare distrattamente le
nuvole, masticando il ramoscello di menta. D’un tratto, la Pixie uscì fuori dal taschino di Kirito e la
sorprese.
“Whoa! Ti puoi muovere anche quando il tuo master non è in-game?”
Yui fece un sorriso che stava a significare ‘certamente’ e si mise le mani sui fianchi, facendo un
cenno.
“Certo che posso. Io sono io. E lui non è il mio master! È il mio papà!”
“Visto che l’hai menzionato, perché chiami Kirito papà? Ti ha impostato in questo modo?”
“Papà mi ha aiutato, ma mi ha anche detto che sono la sua bambina. Quindi lui è il mio papà.”
“Capisco...”
In realtà non era molto chiaro.
“Vuoi bene al tuo papà, vero?”
Leafa lo chiese senza un motivo apparente, e Yui la fissò con un’aria molto seria.
“Leafa, cosa vuol dire voler bene?”
“Co… cosa?”
Leafa non si aspettava quella domanda e ci pensò bene, prima di dare anche solo una vaga risposta.
“… è la sensazione di voler stare sempre insieme a qualcuno. E quando siete insieme, entrambi i
cuori battono più velocemente... o qualcosa del genere...”
Il viso sorridente di Kazuto gli comparve subito in mente, ma perché era la stessa cosa con l’avatar
a fianco a lei? Leafa ansimò. Non sapeva da quando i suoi sentimenti per Kirito erano diventati
simili a quelli che provava segretamente per Kazuto. Scosse la testa senza pensarci. Yui la vide e
inclinò la testa, chiedendo:
“Qualcosa non va Leafa?”
“No, no, no... non è nulla!”
Leafa esclamò, ma...
“Cosa non è nulla?”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Waaaah!!”
Kirito alzò improvvisamente la testa, e Leafa saltò su, sorpresa.
“Eccomi! Che è successo?”
Kirito rimase a fissare una Leafa stranamente preoccupata, quando Yui si sedette sulla sua spalla
dicendo:
“Bentornato Papa! Stavamo giusto parlando di quello che le piace e --”
“Ehi, niente, niente, niente!”
Leafa si affrettò a interrompere Yui.
“Sei tornato presto. Hai mangiato qualcosa?”
Chiese Leafa per nascondere il suo imbarazzo.
“Ah, sì, la mia famiglia mi ha preparato qualcosa.”
“Capisco. Beh, allora cerchiamo di partire velocemente. Se non raggiungiamo la città mineraria
prima che faccia tardi, sarà fastidioso effettuare il log-out. Dai, voliamo verso l'ingresso della
grotta!”
Leafa finì rapidamente di parlare e si alzò. Anche se sia Kirito che Yui non riuscivano a capire cosa
stesse succedendo, non aspettò che lo deducessero e cominciò a sbattere delicatamente le ali.
“Ah, sì. Allora andiamo.”
Senza capire ancora il motivo dell’espressione di Leafa, distese a sua volta le ali. Ma d’un tratto, si
voltò guardando in direzione della foresta dalla quale erano venuti.
“Che succede?”
“Niente...”
Rispose Kirito, anche se continuava a guardare verso la foresta.
“Sento come se fossimo osservati da qualcuno. Yui, puoi dirmi se ci sono altri giocatori nella zona
circostante?”
“No, non c'è nessuno qui intorno.”
La Pixie scosse la piccola testa. Ma Kirito non sembrava convinto.
“Sentirsi osservati... credi ci sia una specie di sesto senso in questo gioco?”
Sentendo la domanda di Leafa, Kirito si sfregò la fronte con la mano destra e disse:
“È davvero difficile dirlo. Se qualcuno ci stesse osservando, il sistema ci avviserebbe, e si dovrebbe
anche sentire il flusso di dati utilizzati per farlo, o almeno così si dice in giro.”
“E allora?”
“Ma Yui non sente altre persone nelle vicinanze, quindi non ci dovrebbero essere.”
“Ah, allora potrebbero aver usato un Ricercatore”.
Sussurrò Leafa a Kirito, che sollevò le sopracciglia.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Che roba è?”


“È una magia di monitoraggio. Di solito è una piccola creatura magica che segnala all’incantatore la
posizione del suo obiettivo.”
“È una magia abbastanza conveniente. Puoi spezzare l’incantesimo lanciato su di noi?”
“Se riesco a individuare il Ricercatore allora posso spezzarlo, ma se le abilità magiche del mago
sono elevate, la distanza dalla quale può osservare aumenta, così in un campo come questo è quasi
impossibile trovarlo.”
“Capisco. Potrebbe essere solo la mia immaginazione, comunque sbrighiamoci e andiamo.”
“Ok.”
Dopo aver annuito, volarono nuovamente verso il cielo. Le bianche scogliere della catena montuosa
non erano lontane, e nel bel mezzo vi era un’enorme grotta nera. Puntando verso l’apertura della
caverna, dalla quale fuoriusciva una sinistra aria gelida, Leafa sbatté più velocemente le ali e
accelerò.
Dopo pochi minuti di volo, i due raggiunsero l'ingresso della grotta.
Praticamente perpendicolare alle enormi rocce, la caverna aveva una forma quadrata gigantesca che
veniva tagliata all’interno della parete rocciosa. La sua larghezza e altezza erano tre o quattro volte
più grandi di quella di Leafa. Non potevano vederlo quando erano lontani, ma intorno all’entrata
della grotta vi erano scolpiti alcuni disegni di mostri. La parte superiore del foro aveva la testa
sporgente di un enorme diavolo, che guardava, con disprezzo, tutti gli intrusi negli occhi.
“Questa grotta... ce l'ha un nome?”
Alla domanda di Kirito, Leafa annuì e rispose:
“Si chiama «Ruger Corridor». Ruger sembra essere il nome della città della miniera”
“Wow, è come una storia che ho visto in un film fantasy!”
Leafa guardò Kirito sorridere con la coda dell’occhio. Probabilmente si riferiva a quei classici libri
fantasy, da cui sono stati prodotti molti film. Nella stanza di Kazuto c'era una scatola con all’interno
un’edizione da collezione di tali libri, che aveva preso tutti in prestito senza però avere il permesso
di leggerli.
“So a cosa ti riferisci. Per attraversare una montagna i personaggi passarono per le miniere
sotterranee, ma vennero attaccati da un grosso demone. Ma purtroppo dei mostri come i demoni non
appaiono qui.”
“Questo è veramente un male.”
“Ah, ma la grotta è infestata dagli orchi. Se lo trovi interessante, è possibile affrontarne un’intera
orda.”
Finito di parlare, i due cominciarono a muoversi all’interno della grotta.
Faceva molto fresco lì, la luce che proveniva dall’esterno diveniva sempre più sottile, e lentamente
furono avvolti nell’oscurità. E’ meglio utilizzare una magia d’illuminazione, pensò voltandosi verso
Kirito, che camminava accanto a lei.
“Ah, Kirito-kun hai allenato le tue skill magiche?”
“Ah, solo le magie di partenza della mia razza, ma non le uso spesso.”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Esplorare grotte con l'uso delle luci è una specialità degli Spriggan, è ancora più efficace delle
magie di un mago del vento.”
“Mmmh, Yui, la conosci?”
Kirito si grattò la testa e Yui venne fuori dalla sua tasca, dicendo con voce da maestrina:
“Papa, vorrei davvero consigliarti di leggere almeno il manuale d’istruzioni. L’incantesimo di luce
è ....”
Yui pronunciò l’incantesimo lentamente. Kirito ripeté quelle parole e dalla sua mano destra alzata si
sprigionò un’ondata di luce grigio chiaro, che continuò a diffondersi. Quando ne venne ricoperta,
Leafa fu in grado di vedere in una vasta area intorno a loro. L’incantesimo non sembrava donare
una sorgente di luce; dava bensì una visione notturna.
“Wow, questo è davvero comodo. Gli Spriggan possono essere di qualche utilità allora.”
“Ah, sentirti dire questo mi ferisce.”
“Ah ah ah. Ma seriamente, dovresti almeno memorizzare alcune utili formule magiche. Se non puoi
utilizzare neanche gli incantesimi speciali degli Spriggan in una situazione di vita o di morte,
sarebbe un peccato.”
“Aaah, queste parole fanno ancora più male.”
Mentre dialogavano con leggerezza, continuarono a spostarsi sempre più all’interno della grotta, tra
tornanti e svolte. Ben presto, non poterono più vedere la bianca luce dell’entrata.
“Credo che fosse 'ARLU-DENA-RERE'...”
Kirito guardò il manuale viola lucido di riferimento e cercò di sussurrare sconosciute formule
magiche.
“No, no, se leggi in questo modo non si attiva l'incantesimo. La formula non è solo una recitazione
meccanica, è necessario capire ogni «Parola del potere» e associarla con l'effetto della magia,
mentre la memorizzi.”
Sentendo questa osservazione, lo spadaccino nero sospirò profondamente e abbassò la testa.
“Non pensavo che avrei dovuto imparare parole che sembrano simili all’inglese in un gioco.”
“Ti avverto, gli incantesimi di alto livello hanno almeno venti parole.”
“Oh andiamo, mi limiterò a essere un lottatore puro...”
“Piangere è inutile! Ricomincia rapidamente da capo.”
Nelle circa due ore in cui viaggiarono dopo essere entrati nella caverna, combatterono contro gli
orchi una decina di volte, vincendo sempre senza problemi. Grazie alla mappa acquistata a Sylvain,
proseguirono in linea retta viaggiando velocemente. Secondo la cartina, oltrepassato l’enorme lago
sotterraneo, avrebbero trovato il ponte che portava alla città mineraria, Ruger.
Ruger non era grande come la capitale metropolitana degli Gnome, ma aveva strutture che
producevano minerali di alta qualità e molti uomini d’affari e fabbri scelsero di viverci. Non
incontrarono altri tipi di giocatori sulla strada. Questa grotta non era un luogo di caccia molto buono
e, soprattutto, era evitato dai Sylph, che tendenzialmente ignoravano i luoghi dove non si poteva
volare, essendo il loro punto di forza. La grotta era grande, ma né il sole, né la luna, le fonti che
ricaricavano il volo, raggiungevano questa zona. Di conseguenza le ali non erano in grado di
recuperare.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

I Sylph che volevano andare ad Arun per il commercio o il turismo, solitamente prendevano la
strada più lunga nella parte settentrionale di Sylvain, passando nel territorio dei Cait Sith vicino alle
montagne. Lì infatti viveva questa razza, con orecchie e coda da gatto. Potevano usare l’abilità
«Addomesticamento» nutrendo mostri e animali, e avevano sempre fornito cavalcature addestrate
alla capitale dei Sylph, come segno d’amicizia, in modo che restassero in buoni rapporti per lungo
tempo. Anche la relazione tra i Lord delle due razze era molto buono, tanto che si parlava di
un’imminente alleanza.
Poiché Leafa aveva nei Cait Sith un ristretto gruppo di amici intimi, era intenzionata a scegliere il
percorso che passava a Nord, ma aveva scelto di passare attraverso le montagne perché Kirito
sembrava andare di fretta. In realtà, percorrere le profondità sotterranee faceva sentire Leafa a
disagio, ma nella situazione attuale attraversare le montagne non era certo un problema.
In ogni caso, il motivo per il quale Kirito volesse arrivare con così tanta fretta ad Arun, e all’Albero
del Mondo, restava un mistero per lei. Il suo atteggiamento era molto sospetto... si chiedeva se fosse
davvero necessario affrettarsi così, ma la sua postura da combattimento ansiosa sembrava
confermarlo...
Ricordava che Kirito aveva accennato al fatto che stava cercando qualcuno. Le persone che hanno
perso il contatto nel mondo reale e vengono a cercarlo in gioco non erano così rare. Sulla bacheca di
fronte al negozio di alimentari, nell’angolo delle richieste della gente, la “ricerca di qualcuno” non
aveva mai fine. Di solito era per vendetta o un interesse amoroso, ma nessuno dei due sembrava
adattarsi a Kirito. Cercare ad Arun era comprensibile, ma perché all’Albero del Mondo? Proprio
ora che è come una zona irraggiungibile, anche se riuscissimo ad arrivare in fondo, andare verso
l’alto sarebbe praticamente impossibile.
Leafa camminava accanto a Kirito, che continuava la dura lotta contro la pronuncia degli
incantesimi, e si perse nei suoi pensieri. Di solito non prestare attenzione nella zona neutrale
equivaleva al suicidio, ma in questo viaggio grazie agli spaventosi sensi di Yui, che li avrebbero
tenuti in guardia sull’avvicinamento dei mostri, non c’era bisogno di preoccuparsi per qualche
imboscata.
Dopo qualche minuto, quando stavano per raggiungere il lago sotterraneo, Leafa udì un rumore.
Non era un avvertimento di Yui, ma era molto vicino al suono di un telefono.
Leafa alzò la testa, si voltò verso Kirito, e disse:
“Ah, mi è arrivato un messaggio. Scusami, aspetta un attimo per favore.”
“Ok.”
Leafa si fermò. Vicino alla parte anteriore del suo corpo, sotto il torace, premette l’icona mostrata.
Una finestra saltò fuori per segnalare la ricezione di un messaggio da parte di un amico. La lista
amici di Leafa aveva un solo nome, Recon, questo era intenzionale, in modo che sapesse già prima
di leggere chi fosse. Probabilmente il contenuto del messaggio sarà irrilevante, pensò mentre gli
dava un’occhiata, Ma -
'È come mi aspettavo! Fai attenzione, S'
Questa era l’unica cosa che c’era scritta.
“Che diamine è questo?”
Disse senza pensarci. Non aveva alcun senso. Cosa si aspettava? Fare attenzione a cosa? E quella
“S” alla fine? Se voleva firmare il messaggio l’avrebbe fatto con una “R”, non c’era un qualche tipo
di significato nascosto?
“Esu...sa...shi...su....hmm.”

ϭϭϮ

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Che cosa è stato?”


Leafa spiegò le sue perplessità a Kirito. Poi, Yui tirò fuori la sua testa dalla tasca e disse:
“Papa, sto rilevando una reazione nelle immediate vicinanze.”
“Mostri?”
La mano di Kirito afferrò l’impugnatura della spada, ma Yui scosse la testa.
“No – Giocatori... molti... dodici.”
“Dodici?!”
Leafa rimase ammutolita. Erano semplicemente troppi per essere un gruppo di giocatori che
formavano un party di combattimento. Forse era un gruppo di Sylph che andava da Sylvain a Ruger,
o anche ad Arun come una carovana commerciale.
In effetti, una volta al mese di solito c’era un raduno nella capitale dei Sylph, per una grande festa
con un viaggio andata e ritorno verso la zona centrale. Solitamente, pochi giorni prima della
partenza, avrebbero detto a tutti i giocatori di reclutare partecipanti, ma questa mattina, quando
aveva guardato la bacheca non c’era scritto nulla in riguardo.
Qui c’era un gruppo di sconosciuti, se fossero Sylph, allora non dovrebbe essere pericoloso, ma la
possibilità che siano un gruppo di PK di una differente razza non era così impensabile. Leafa ebbe
una brutta sensazione su tutta la faccenda, e si voltò verso Kirito.
“Ho un brutto presentimento. Dobbiamo nasconderci e lasciarli passare.”

“Ma dove?”
Kirito rimase sconcertato e si guardò intorno. Erano in una strada lunga e larga, senza vie laterali in
cui nascondersi.
“Beh, lascia fare a me.”
Leafa afferrò il polso di Kirito e si nascose in una cavità vicina. Sopprimendo il rossore causato dal
contatto fisico, alzò la mano destra per lanciare un incantesimo.
Ben presto, una luce verde li irradiò dal basso verso l’alto, avvolgendo i due corpi. La visione era
tinta leggermente di verde, ma da fuori risultavano quasi completamente nascosti. Leafa guardò
Kirito al suo fianco e gli sussurrò:
“Parla piano, se gridassimo troppo forte la magia verrebbe rimossa.”
“Capito. Questa magia è veramente utile.”
Kirito guardò l’area in cui erano nascosti, scansionando costantemente la zona. Yui tirò fuori la
testa e disse a bassa voce:
“In circa due minuti li vedrete.”
I due si rannicchiarono avvicinandosi alla parete della caverna. Dopo alcuni secondi di tensione,
Leafa udì il rumore dei passi che si avvicinavano, mescolato al suono delle pesanti armature
tintinnanti, che la fecero pensare e guardare.
Kirito allungò il collo, fissando in direzione dello sconosciuto gruppo.
“Cos’è questo?”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Cosa? Io non vedo nessuno.”


“Non vedo altri giocatori, forse dei mostri? Un piccolo pipistrello rosso.”
“!?”
Leafa trattenne il respiro guardando di fronte a lei. Nel buio della grotta, c'era una rossa figura che
volava verso di loro. Questo era –
“Dannazione.”
Leafa inconsciamente imprecò ad alta voce, e saltò verso il centro della strada, da una zona più in
basso sul terreno. Nello stesso momento la magia di occultamento svanì e Kirito si alzò in piedi
disorientato.
“Ehi, ehi, che è successo?”
“Questo è un Ricercatore magico d’alto livello! Dobbiamo distruggerlo in fretta!”
Mentre gridava, Leafa tese le mani e iniziò a recitare un incantesimo. Dopo un lungo incanto, le
punte delle dita rilasciarono numerosi aghi color smeraldo brillante. Risuonavano nell’aria, mentre
si dirigevano verso la forma rossa, con il chiaro intento di ucciderla.
Il pipistrello fluttuava nell’aria lentamente e cercò di schivare gli attacchi, ma visto il gran numero
di aghi, venne ben presto trafitto. Cadde a terra, avvolto da una fiamma rossa, e scomparve.
Confermato il colpo, Leafa si voltò verso Kirito e gridò:
“Corri verso la città, Kirito-kun!”
“Oh, non ci nascondiamo più?”
“Il nemico sa quando il loro Ricercatore viene distrutto. Probabilmente ne staranno per inviare altri,
in modo che sarà quasi impossibile nascondersi. Questo animale magico aveva le proprietà del
fuoco. Significa una sola cosa: il party che si sta avvicinando è formato da...”
“Salamander!”
Kirito si grattò la fronte dopo aver formulato la sua ipotesi. Mentre parlavano, il suono stridente del
metallo mescolato con i passi divenne più vicino. Leafa si voltò e vide in lontananza una luce rosso
scura.
“Andiamo.”
Annuendo, i due cominciarono a correre.
Da quanto dice la mappa, proseguendo dritti la strada sarebbe ben presto finita, e dovremmo
giungere di fronte a un enorme lago sotterraneo. Per passare il lago c’è un ponte, alla cui
estremità si trova l’ingresso alla città mineraria , Ruger. E’ una città neutrale quindi nessun
attacco è consentito al suo interno, non importa quante persone hanno, non saranno in grado di
fare nulla.
Ma perché un così grande gruppo di Salamander è qui?
Leafa si morse il labbro. Se hanno utilizzato un Ricercatore vuol dire che ci stavano cercando sin
dall’inizio. Dopo aver lasciato Sylvain, a causa del potere di Yui, non potevano avere alcuna
possibilità di lanciarlo. L’unica ipotesi plausibile è che hanno usato la magia mentre eravamo per
le strade di Sylvain.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Il numero dei Sylph che possono usare la magia del fuoco non è zero. Ogni razza ha associato un
proprio elemento, il vento per i Sylph, la terra per gli Gnome, e così via... gli altri elementi possono
essere appresi attraverso la dura pratica e grazie al potenziamento delle skill.
Tuttavia, il pipistrello rosso che avevano ucciso poteva seguire e tracciare il bersaglio, e la ricerca
dei bersagli nascosti è una magia d’altissimo livello, che richiedeva una competenza nella magia del
fuoco quasi impossibile da ottenere per altre razze all’infuori dei Salamander. In altre parole-
C'era un Salamander a Sylvain?
Pensava Leafa mentre correva. Se fosse veramente vero, non sarebbe affatto facile. Sebbene Sylvain
fosse aperta al traffico con altre razze, la cattiva relazione con i Salamander, rendeva l'ingresso di
quest'ultimi veramente difficile. Se un NPC forte avesse individuato un Salamander l'avrebbe
attaccato immediatamente. Oltrepassarlo non era così facile.

“Oh, il lago!”

Correndo alla sua destra di fronte a lei, la voce di Kirito interruppe i pensieri di Leafa. La ragazza
alzò la testa e vide la strada che diventava pietra e l'area sempre più vasta; il lago verde emetteva un
vago chiarore.

Un ponte di pietra attraversava il lago, dall’altra parte c'era un enorme cancello che raggiungeva il
soffitto; era l'ingresso alla città mineraria, la porta di Ruger.

Attraversando quella porta, la nostra vittoria sarà assicurata.

Questo pensiero calmò Leafa che si guardò dietro le spalle, la luce rossa era alquanto lontana. I due
corsero a massima velocità.

Quando arrivarono al ponte, la temperatura si abbassò di molto. Proseguirono a tutta velocità,


attraverso l’aria salmastra profumata.

“Sembra proprio che ce l'abbiamo fatta.”

“Non abbassare la guardia. Ci sono mostri potenti nell'acqua.”

Mentre parlavano, arrivarono al centro del ponte, dove c’era un’area di osservazione rotonda.
Proprio in quell'istante...

Nell’oscurità due luci passarono velocemente sopra le loro teste. Erano luci speciali e il loro suono
dimostrava che erano magiche. Dovevano essere dei Salamander che li seguivano, e questo era un
cattivo segno.

Dal momento che si sarebbero schiantate di fronte a loro, i due dovettero rallentare. Dopo poco le
luci atterrarono a dieci metri di distanza di fronte a loro.

Esplosero come previsto, Leafa alzò la mano per coprirsi la faccia, ma ciò che accadde dopo fu
qualcosa di totalmente inaspettato. Un enorme muro di roccia s’innalzò davanti a loro bloccandogli
la strada. Leafa di fronte al nuovo problema aggrottò la fronte e disse:

“Così non va bene...”

“Cosa?”

Kirito spalancò gli occhi e, continuando a correre, estrasse la sua spada per fendere il muro.

ϭϭϱ

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Ah, Kirito-kun!”

'È inutile' non ebbe il tempo di uscire dalla sua bocca. La spada colpì il muro, producendo un forte
suono. Al contatto il ragazzo fu scaraventato a terra, lasciando il muro senza un graffio.

“... È inutile.”

Disse Leafa mentre volava verso Kirito, fermandolo. Il giovane Spriggan si alzò con uno sguardo di
rimprovero.

“Dovevi dirmelo prima.”

“Sei troppo impulsivo. Questa è una barriera magica di tipo terra, gli attacchi fisici non possono
danneggiarla. Solo tanti attacchi magici possono distruggerla...”

“Non abbiamo tempo per quello...”

Si girarono insieme, il gruppo rivestito di armature, rosso sangue scintillanti, si stava avvicinando
dalla parte opposta del posta.

“Volargli intorno... non è possibile, eh. Che ne dici di tuffarci nel lago?”

Leafa scosse la testa alla proposta di Kirito.

“Non è possibile. Te l'ho già detto prima, sembra che ci siano mostri drago di alto livello che
vivono nell'acqua. Senza l'aiuto di un Undine, combattere lì equivale a un suicidio.”

“Quindi non ci rimane altro che combattere, giusto?”

Guardando Kirito che assumeva la posizione da battaglia, Leafa si morse le labbra e annuì.

“Non abbiamo altra scelta... ma potrebbe finir male... I Salamander sanno usare magie di tipo terra
di alto livello, tra di loro c'è sicuramente un mago potentissimo...”

Il ponte non era molto largo, quindi la peggior condizione di essere accerchiati poteva essere evitata.
Anche sapendo questo, in dodici contro due non avevano grandi possibilità, e il volo non era
possibile nel dungeon. L'abilità di Leafa nei combattimenti aerei qui era del tutto inutile.

Tutto dipendeva dalle capacità di combattimento dei nemici.

... Ma non possiamo sperare molto in quello.

Pensando a questo, Leafa si posizionò dietro Kirito, sfoderando la sua katana. Mentre il suono di
metallo risuonava nell'aria, i nemici erano sempre più visibili. Davanti c’erano tre Salamander
enormi, vestiti con delle armature pesanti, come quelli incontrati ieri, nella mano sinistra
brandivano una mazza o qualcosa di simile, nell'altra un enorme scudo di metallo.

Leafa, quando notò questo particolare, si mise a pensare: su ALO la mano dominante è come quella
del modo reale, quindi i giocatori mancini sono veramente pochi.

Prima che Leafa potesse dar voce ai suoi pensieri, Kirito la fermò e le disse:

“Non pensare male, ma potresti supportarmi?”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“Eh?”

“Spero che tu mi possa curare da dietro, in questo modo potrò combattere senza preoccupazioni.”

Leafa guardò l'enorme spada a doppio taglio di Kirito. In effetti, in quel ponte stretto il fuoco amico
era difficile da evitare. Curare non era la specialità di Leafa, ma annuì e arretrò appena verso il
muro di roccia. Non c'era tempo per discutere.

Kirito si chinò e sguainò la spada da dietro. Incuteva timore ai tre Salamander in cima al gruppo.
Kirito non era tanto grosso, quindi si sentì appena mentre partiva in avanti. Gli occhi brillavano
pieni di energia, la distanza tra le due parti si accorciò...

“- Ha!”

In un attimo, il suo piede sinistro si fermò in avanti, e dalla sua spada apparvero delle luci blu
quando si abbatté sui nemici. Il ponte vibrò violentemente, si sentiva chiaramente il suono dell'aria
tagliata, probabilmente quello era il colpo più potente che Leafa aveva mai visto. Ma-

“Eh?!”

Leafa spalancò gli occhi per la sorpresa, i tre Salamander riposero le armi e si ripararono dietro al
muro dei loro scudi.

BANG! Un suono rimbombò, mentre la spada di Kirito, colpendo la Torre di Scudi, lasciò una uno
sfregio orizzontale su di essi. L'aria vibrò, tanto che si propagò anche in acqua. Ma i tre
indietreggiarono senza riportare un graffio.

Leafa guardò la loro barra degli HP. Probabilmente la riduzione era maggiore del 10% ma si notò
solo per un istante, dal momento che, poco dopo, i Salamander dietro pronunciarono un incantesimo
e una luce blu coprì i tre difensori. In risposta i loro HP furono subito riempiti completamente. Poi...

Da dietro il muro difensivo di metallo, furono sparate diverse palle di fuoco, che con una traiettoria
a parabola esplodendo addosso a Kirito.

L’esplosione fu così potente che la superficie del lago rifletté l’intenso bagliore rosso, coprendo il
ragazzo vestito di nero.

“Kirito-kun!!”

Gridò Leafa. Gli HP di Kirito scesero rapidamente, andando nella zona gialla. ALO era un gioco
basato completamente sulle skill, quindi l'incremento di HP era veramente lento, quindi era un
miracolo che il ragazzo non fosse morto subito. Erano stati molti attacchi magici, intensi e
consecutivi. Leafa capì subito che gli altri erano lì per ucciderli.

Il gruppo nemico conosceva l'enorme potere di attacco fisico di Kirito, per questo avevano usato
questo tipo di contromisure.

I tre Salamander riuscivano a contenere tutti gli attacchi di Kirito, grazie ai loro pesanti scudi come
difesa. Non importava quanto fossero potenti gli attacchi del ragazzo, se non poteva attaccare
direttamente i loro corpi, non poteva causargli un danno fatale. Le rimanenti nove persone erano
probabilmente tutti maghi: qualcuno guariva i tre difensori in prima linea, gli altri attaccavano
usando la magia. Questa era la formazione che si usava di solito contro i boss che usavano potenti
attacchi fisici.

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Ma perché mobilitare così tante persone solo per cacciare a Kirito e Leafa?

Lasciando dietro ogni dubbio, Leafa iniziò a pronunciare la magia curativa. Finalmente le fiamme si
spensero, rendendo visibile il corpo di Kirito. Leafa pronunciò la più potente magia curativa che
conosceva, quindi la barra degli HP del ragazzo iniziò a riempirsi, ma sapeva che non sarebbe
durata per molto.

Kirito conosceva la tattica nemica. Dal momento che un combattimento lungo non era favorevole,
sollevò la sua spada e si precipitò contro la pesante linea nemica.

“Woo oh!”

La spada nera colpì gli scudi, emettendo scintille.

Ma — qui lo scontro si trasformò in un gioco di numeri.

Il danno che faceva Kirito veniva subito curato dai maghi. Dopodiché gli altri da dietro lo
attaccavano con la magia, colpendolo con un’esplosione dietro l’altra.

Non c'era spazio per le skill individuali; Leafa odiava questo stile di combattimento. Ora la battaglia
era determinata dai punti vita di Kirito e dal mana dei maghi nemici, quale dei due si sarebbe
azzerato per prima? Purtroppo il risultato era molto chiaro.

Numerose palle infuocate piovvero contro Kirito. Le continue esplosioni colpivano il suo corpo
martoriato, facendolo sbattere contro il terreno.

Siccome era un gioco, il corpo in ALO non sentiva il dolore, ma venire colpiti da attacchi magici
direttamente dava una cattiva sensazione: il rombo scuoteva il cervello, il calore bruciava la pelle,
l’impatto sconvolgeva l’equilibrio. Questi effetti si sarebbero trasferiti sul corpo reale, dopo essersi
scollegati, sarebbero rimasti per qualche ora come mal di testa e vertigini.

“Ooo...oooh!”

Ma non importava quante volte Kirito venisse colpito dalle fiamme, lui continuava sempre a
rialzarsi e colpire con la spada. Mentre lo curava, Leafa pensava che non volesse vederlo soffrire.
Questo era un gioco. In una simile situazione, molti si sarebbero arresi. Anche se il fallimento era
deplorevole, sotto i limiti del sistema, c’era una differenza nella forza di combattimento su cui non
ci si poteva fare niente. Anche così, perché...

Leafa non poteva più sopportare di vedere Kirito in quello stato, così fece pochi passi dietro di lui e
gridò:

“Basta, Kirito-kun! Siamo solo a poche ore di distanza da Sylvain! Gli item che ci ruberanno,
possiamo ricomprarli dopo, per favore arrenditi!”

Ma Kirito scosse la testa e disse in tono sommesso:

“No!”

I suoi occhi riflettevano le scintillanti fiamme rosse che lo circondavano.

“Finché sarò vivo, non lascerò morire nessun compagno di squadra. Non permetterò che accada!”

Leafa, a quelle parole, non riuscì a dire niente.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

In situazioni disperate, i giocatori reagiscono in molti modi diversi. C’erano le persone che si
sarebbero messe a ridere, altre che avrebbero spalancato gli occhi dalla paura, e c’erano infine
quelli che avrebbero resistito fino alla fine. Ma in questo caso, tutti sfruttavano la simulazione di
«Morte». Questa esperienza non poteva essere evitata in un gioco VRMMO, ed era accettata. In
caso contrario, non potevi goderti appieno questo tipo di gioco.

Tuttavia la luce negli occhi di Kirito era qualcosa che Leafa non aveva mai visto prima. Lottava con
la situazione impossibile del sistema, cercando disperatamente di trovare un modo per restare vivi,
Leafa ne era attratta. In quel momento, si dimenticò di essere in un gioco, in un mondo illusorio.

“Woo-oh-ah-ah-ah-ah-ah-ah!!”

Ruggì Kirito scuotendo l’aria, mentre si rialzava. Quando il fuoco nemico si fermò per un istante, si
precipitò immediatamente in avanti, ignorando il muro di scudi di fronte. Abbassò la spada nella
mano destra, mentre con la sinistra afferrò il bordo dello scudo, cercando di aprirsi un varco.
Quest’azione inaspettata distrusse la linea difensiva dei Salamander. Appena il muro cadde, Kirito
v’infilò la spada per forzarlo.

Rompere un muro difensivo con dei maghi dietro era qualcosa che la veterana Leafa non aveva
ancora mai visto. Quell’azione non era un attacco, così non erano stati inferti danni. Ma la mossa
inaspettata di Kirito, gettò l’uomo con lo scudo in confusione.

“Dannazione! Chi è questo ragazzo?!”

In quel momento, una piccola voce sussurrò all’orecchio di Leafa.

“Adesso! Questa è la nostra unica possibilità!”

Guardandosi intorno, passata inosservata finora, Yui atterrò sulla sua spalla destra.
“Un’opportunità?”
“Dobbiamo approfittare della confusione dei nemici. Usa tutto il tuo mana per bloccare il prossimo
attacco magico!”
“M-ma, anche facendo questo...”
Leafa si trattenne dal continuare la frase. Fissò quella semplice AI e vide nei suoi occhi la stessa
determinazione presente in Kirito.
Così fece un cenno e distese le braccia in avanti. L’intero gruppo avversario di maghi stava già
preparando l’incantesimo offensivo, ma per far si che tutti fossero sincronizzati, erano costretti a
rallentare la velocità di esecuzione. Leafa invece ci mise il solito tempo a pronunciare le parole di
potere. Fece più veloce che poteva, senza eccedere per non sbagliare e ricominciare da capo, appena
in tempo.
Completò il suo incantesimo, un istante prima di loro. Dalle sue mani partirono innumerevoli
farfalle, che volarono per coprire il corpo di Kirito.
Quando l’ultima farfalla arrivò sul corpo del compagno, i nemici completarono la loro magia. Con
un suono stridulo, la palla di fuoco venne lanciata, illuminando il cielo. Le fiamme ricoprirono
Kirito, mentre tentava di far breccia nei loro scudi.
“Ha!”

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Leafa allungò entrambe le braccia e serrò i denti, resistendo alla pressione dell’esplosione. Il campo
di difesa attorno a Kirito annullò le fiamme, mentre i suoi MP arrivarono allo zero. Nemmeno
prendere una pozione per recuperarli sarebbe servito. Pensò che fosse il giusto prezzo, per aver
fermato un incantesimo di quella portata.
Yui allora si alzò sulla sua spalla e urlò sorridendo:
“Papa, fallo ora!”
Kirito spalancò gli occhi sorpreso. In mezzo alle fiamme cremisi, si alzò, ritirando la spada. Leafa
riuscì chiaramente a sentire le parole di potere uscite dalla sua bocca. Tentò di capire quale tipo
d’incantesimo stava lanciando.
“Questa magia è... un’illusione?!”
Leafa trattenne il respiro, poi strinse i denti. La magia lanciata da Kirito era uno di quelle che
serviva a far sembrare il giocatore un mostro. Solitamente era inutile in combattimento. Dato che la
trasformazione dipendeva dai parametri del giocatore, spesso comparivano mostri deboli, e gli
avversari difficilmente si spaventavano per questo.
Leafa aveva deciso di puntare sull’idea di Yui, dato che prima dello scudo le erano rimasti
solamente il 10% di MP. Non avrebbe dovuto.
Tuttavia era inutile rimpiangerlo. La forza in ALO è molto legata alla conoscenza delle parole di
potere. Non avrebbe avuto senso chiedere a Kirito, che aveva iniziato da soli pochi giorni, di
imparare l’enorme mole d’incantesimi presente.
Mentre lo stava pensando, Leafa mise tutto il suo Mana rimasto nella protezione di Kirito. Riuscì
giusto a fermare l’ultima ondata di attacchi, poi il vortice di fiamme cominciò a sparire.
“Eh?”
Dentro il muro di fuoco un’ombra si mosse. Per un istante Leafa pensò di stare sognando. Quella
cosa era troppo grossa.
Di fronte ai Salamander si stagliava un gigante che era minimo il doppio di loro. Dubitò della sua
vista, sembrava anche molto più grosso, dato che era piegato.
“Kirito-kun? Sei tu?”
Chiese spaventata. Non poteva pensare fosse nessun altro. Era Kirito, la cui forma era stata
cambiata dall’incantesimo d’illusione... ma quelle dimensioni enormi...
Davanti ai suoi occhi, l’ombra alzò la testa. Non era un gigante. La testa era caprina, con lunghe
corna ricurve che si stagliavano oltre la nuca. I suoi occhi erano rubini scintillanti, dalla sua bocca
uscivano sinuose lingue di fuoco.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

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La parte superiore del suo corpo di carnagione scura era tutta ricoperta da muscoli, e le lunghe
braccia raggiungevano praticamente il suolo. Nella sua schiena aveva una coda a forma di frusta. Il
termine più adatto per descrivere quella figura sconosciuta non poteva che essere «Diavolo».
Tutti i Salamander rimasero impietriti sul posto. Vedendo come le loro anime furono spazzate via, il
diavolo nero alzò la testa verso l’alto.
“Roarrr ------!” Emise un fragoroso ruggito, che scosse veramente il mondo. Un’istintiva paura si
diffuse dal centro del corpo.
L’aria tra le fila dei nemici si riempì di mormorii.
Un Salamander che proteggeva il fronte urlò indietreggiando di qualche passo. Nello stesso istante,
il diavolo si spostò con una velocità spaventosa. Gli artigli di ferro della sua mano destra
oltrepassarono la parete aperta dello scudo e le sue dita trafissero il corpo del soldato pesantemente
corazzato. Subito dopo, con l’End Frame rosso in aria, il Salamander scomparve.
“Woo ah aah aaah!?”
Vedendo il loro partner ucciso in un sol colpo, gli altri due difensori urlarono all’unisono.
Abbandonarono i loro scudi e, brandendo le armi con la mano sinistra, si ritirano per il terrore.
Dal gruppo dei maghi, uno che sembrava essere il loro capo gridò con rabbia:
“Stupidi, non rompete la formazione! Lui può colpirvi solo se gli lascerete uno spiraglio, mantenete
la testuggine e non vi farete male!”
Furono parole al vento. L’oscuro diavolo ruggì saltandogli addosso, aprì la sua enorme bocca
mordendo la testa del soldato a destra e con gli artigli di ferro afferrò quello di sinistra. Sbatté
violentemente gli avatar per aria. Lamenti e agonie schizzarono fuori dalle bocche dei Salamander,
come fossero schizzi di sangue.
Le tre guardie del fronte vennero distrutte nel giro di dieci secondi. Il loro capo si riprese e coordinò
il gruppo di maghi, che iniziò a intonare incantesimi. Ma senza alcuna armatura e indossando solo
degli abiti rossi, il solo gruppo magico era troppo fragile rispetto alle guardie in prima linea. Con il
suo respiro infuocato, il diavolo aveva un aspetto molto più spaventoso di un’illusione magica. La
loro pronuncia dell’incantesimo divenne ancora più lenta. E prima potessero finire, il diavolo alzò il
braccio destro verso i maghi, tagliandoli orizzontalmente. I due davanti, colpiti e stupefatti, si
trasformarono in rosse fiammelle sospese nell’aria, che si dispersero per poi scomparire.
Un mago d’alto livello che indossava armature di stoffa di alta qualità si distrasse, confondendo
alcune parole nel suo incantesimo. La maldestra formula magica ricoprì le sue mani e... boom,
scomparve in una nube oscura.
Kirito, nella sua forma demoniaca, fece un passo e ruggì di nuovo. Il capo dei Salamander fece un
grido stridulo e, agitando la sua mano destra, urlò:
“Ritirata, ritirata! Ripiegare-”
Prima che riuscisse a finire la frase, il diavolo si piegò per compiere un grande balzo, atterrando di
fronte al nemico. L’onda d’urto dovuta all’impatto lo fece scaraventare lungo il ponte. Tutto questo
non poteva più essere considerato come un combattimento.
L’End Frame che annunciava la morte del giocatore seguì la rotazione degli artigli demoniaci. Quei
pochi superstiti, che cercarono di combattere muovendo coraggiosamente i propri bastoni, vennero
trafitti alla testa dai denti del demone, uccidendoli sul colpo.

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Scappando dalla “tempesta”, il capo raggiunse il lato opposto del ponte. Saltò nel lago provocando
degli spruzzi d’acqua e nuotò a tutta velocità verso la sponda opposta. In ALO si poteva cadere in
acqua senza affogare, a patto che l’equipaggiamento non superasse un certo peso. I maghi
fortunatamente possedevano un equip molto leggero, così ben presto si ritrovò lontano dal ponte-
fino a quando, improvvisamente, un’enorme ombra apparve sotto di lui.
Subito dopo, l’uomo venne trascinato, con un tonfo, in acqua e sprofondò nel lago lasciando delle
piccole bollicine in superficie. Poco prima che scomparisse si poterono notare alcuni puntini rossi
luminosi.
Il Diavolo di nome Kirito non sembrò preoccuparsi della morte del capo nemico, tanto che afferrò
l’ultimo sfortunato mago e lo sollevò. Mise della forza nelle sue mani per spremere quel corpo
urlante e...
La violenza di quella scena scosse Leafa, che in quel momento tornò finalmente in sé e gridò:
“Ah, Kirito-kun! Non ucciderlo!”
È stato davvero impressionante!
Mentre Yui, seduta sulla sua spalla, riportava queste ed altre osservazioni senza senso, Leafa si
fece avanti. Il diavolo si fermò voltandosi, e con un suono infelice rilasciò il Salamander in aria.
L’uomo cadde sul ponte con un suono secco e cercò di calmarsi, dato che respirava affannosamente.
Leafa gli andò davanti e tenendo la spada con la mano destra la collocò tra le sue gambe.
Nell’ascoltare il suono metallico della spada che colpiva il ponte, l’uomo rabbrividì.
“Ora, dicci chi ti ha mandato!!”
Leafa stava cercando di spaventarlo, ma riprendendosi dallo shock, l’uomo scosse il suo pallido
viso.
“Se hai intenzione di uccidermi, allora fallo!”
“Perché tu...”
In quel momento, il diavolo, che seguiva la conversazione dall’alto verso il basso, venne avvolto da
una nebbia nera e il suo enorme corpo cominciò a scomparire. Leafa alzò lo sguardo e dal centro
della nebbia saltò fuori una piccola figura, che atterrò sul ponte.
“Oh, che bella sfuriata!”
Kirito scosse la testa e parlò con tono rilassato, riponendo la spada dietro la schiena. Senza aprire
bocca, andò dall’uomo con l’aria assente e, accovacciandosi accanto a lui, gli diede una pacca sulla
spalla.
“Ehi, bel combattimento.”
“Cosa ...?”
Kirito fissò l’uomo sbalordito e continuò con un tono chiaro e brillante:
“Era un’ottima tattica di combattimento. Se fossi stato solo, sarei stato sconfitto velocemente!”
“A-aspetta, Kirito-kun...”
“Va tutto bene, tranquilla.”
Disse Kirito a seguito dell’osservazione scontenta di Leafa, facendole l’occhiolino.

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“Bene, allora, parliamo degli item.”


Kirito aprì la finestra di scambio e mostrò quindi un elenco di oggetti.
“Questi sono gli item e il denaro che ho ottenuto dal combattimento contro il vostro gruppo. Stavo
pensando che, se tu potessi rispondere alle nostre domande, forse potrei regalarteli...”
La bocca dell’uomo si aprì e si chiuse un paio di volte, poi guardò Kirito con un sorriso malizioso.
Si guardò intorno, probabilmente per confermare il teletrasporto avvenuto dei Salamander morti al
«Punto di Salvataggio», e guardò ancora una volta Kirito.
“Davvero?”
“Davvero, davvero.”
Guardando i due sorridere, Leafa sospirò.
“Gli uomini possono essere davvero...”
“È così, non puoi farci niente...”
Yui, seduta sulla spalla di Leafa, offrì il suo parere. Un po’ impauriti dal disprezzo delle donne, i
due uomini annuirono fra loro per segnalare il successo della negoziazione in atto.
Il Salamander, una volta che iniziò a parlare, ebbe molto da dire.
“Stasera, Jitax-san, il capo del gruppo di maghi che hai visto prima, mi ha contattato tramite e-mail.
Volevo rifiutare dato che stavo cenando ma sono stato costretto ad unirmi. Quando sono arrivato
c’era un gruppetto composto da una decina di persone, che stava dando la caccia ad altre due.
Pensai che potesse essere una sorta di bullismo, ma quando mi hanno spiegato che tra i due c’era
l’uomo che aveva combattuto ieri con Kagemune-san ho capito..."
“Chi è questo Kagemune-san?”
“E’ il capitano della squadra Lancer. Era un famoso cacciatore di Sylph ma ieri ha subito una
pesante quanto rara sconfitta e si è ritirato a casa. L’avete battuto voi giusto?”
Sentendo parlare di cacciatori di Sylph, Leafa fece un’espressione accigliata e scambiò un’occhiata
con Kirito. Doveva essere il capo del gruppo di Salamander che avevano respinto la scorsa notte.
“Allora, perché questo Jitax-san vuole darci la caccia?”
“L'ordine sembrava provenire da qualcuno con un rango superiore a quello di Jitax-san. Sembra che
steste interferendo a una sorta di «strategia» o qualcosa del genere.”
“Quale strategia?”
“I Salamander ai gradi più alti stanno pianificando qualcosa. A dei soldati minori come me non
dicono niente, ma so che c’è di mezzo qualcosa di grosso. Oggi, quando mi sono loggato, ne ho
visto volare un gran numero verso Nord.”
“Nord...”
Leafa si mise un dito sulle labbra, e pensò. La capitale dei Salamander «Gadan» si trova nella
parte più a sud di ALfheim. Volando dritto verso 3ord prenderebbero la catena montuosa che
stiamo attraversando. Leggermente più a Ovest c’è il Corridoio di Ruger e a est, ai piedi delle
montagne, c’è la «Dragon Valley». Qualunque sia il percorso scelto, avrebbero raggiunto la città
centrale di Arun, poi l’Albero del Mondo.
“Vogliono assaltare l'Albero del Mondo?”

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Ascoltando la domanda di Leafa, l’uomo scosse la testa.


“Non se ne parla. Ci stiamo ancora riprendendo dalla precedente disfatta, il minimo è equipaggiare
l'esercito con armi d’antico rango, quindi stiamo risparmiando il denaro. Per questo motivo la nostra
routine è molto dura. E anche così abbiamo accumulato solo la metà di quanto ci siamo prefissati.”
“Oh?”
“Beh, questo è tutto quello che so. Manterrai la parola vero?”
La seconda parte era diretta a Kirito.
“Non mento mai quando contratto.”
Il giovane Spriggan confermò lo scambio tramite l’apposita finestra. Il Salamander divenne molto
felice nel vedere quanto ricevuto, tanto che si sfregò le mani intorno al bottino, come se volesse
accarezzarlo. Leafa guardò l’uomo con un’espressione sbalordita e chiese:
“Ehi tu, questi erano gli equipaggiamenti di tutti i tuoi compagni, giusto? Non ti senti in colpa?”
Dopo aver sentito le sue parole, l’uomo alzò la voce:
“Sembra che tu non capisca. Questi erano quei ragazzi che ostentavano con arroganza i loro oggetti
rari, ciò non fa che aumentare il mio piacere nel prenderglieli. Certo, se li usassi a titolo personale
sarebbe un male. Voglio vendere tutto e magari comprare una casa.”
“Lascerò che l’ambiente si raffreddi per un paio di giorni prima di tornare nel territorio dei
Salamander”. Lasciandosi queste parole alle spalle, il Salamander s’incamminò da dove era venuto,
sparendo ben presto dalla loro vista.
Sentendosi come se la lotta tra la vita e la morte di dieci minuti prima fosse solamente una bugia,
Leafa guardò il volto di Kirito già tornato alla normalità.
“Eh? Cosa?”
“Ah, beh ... quel diavolo scatenato di prima, eri tu no?”
Sentendo questo, Kirito alzò gli occhi e si grattò il mento.
“Sì, più che probabile.”
“Probabile? Non era una tattica per ingannare i Salamander e confonderli con un mostro?”
“No, non pensavo di arrivare a tanto... a volte mi capita. Durante una lotta perdo il controllo e non
riesco a ricordare le cose...”
“Wow, spaventoso.”
“Beh, in qualche modo ricordo la battaglia. Ho usato la magia che Yui mi ha suggerito, e sono
diventato molto grande. Siccome la mia spada era scomparsa, ho dovuto usare le mani...”
“E mordevi anche con i denti ~”
Aggiunse con piacere Yui, seduta sulla spalla di Leafa.
“Ah, parlando di questo, devo dire che essere un mostro è stata un’esperienza divertente.”
Mentre Leafa osservava Kirito ridere, all’improvviso gli venne in mente una domanda e aprì
cautamente la bocca.

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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

“L’hai ... assaggiato? Il Salamander...”


“... Il sapore è un qualcosa di simile al cibo carbonizzato dei barbecue e la consistenza...”
“Aaah, è sufficiente, non aggiungere altro!”
Mentre agitava le mani verso Kirito, la sua mano venne improvvisamente afferrata...
“Gaoou!!”
Con quello strano grido, aprì la bocca e morse le dita di Leafa.
“Aaaaaaaah ------!”
Il grido di Leafa provocò un suono simile a uno scoppio, che fece increspare le acque del lago.
“Ahi, fa male.”
Mentre massaggiava la sua faccia schiaffeggiata da Leafa, Kirito si avvicinò lentamente.
“È stata colpa di papà!”
“È vero. Sei stato davvero maleducato.”
Sentendo Leafa e Yui parlare così alle spalle, Kirito sembrò un bambino rimproverato.
“Stavo solo cercando di alleviare la tensione della battaglia e l'energia repressa con un po’ di
umorismo e uno scherzo...”
“La prossima volta che lo fai, ti taglio.”
Leafa chiuse gli occhi e si voltò, accelerando il ritmo.
Di fronte a loro c’era un cancello enorme di pietra che raggiungeva il soffitto. Questa era l’entrata
della città mineraria di Ruger.
Per il rifornimento e lo smistamento d’informazioni, è meglio passare la notte in città. L’inaspettato
e immenso combattimento aveva portato via un sacco di tempo, così l’ora reale si aggirava intorno
alla mezzanotte.
Era questo il momento in cui ALfheim iniziava a riempirsi, ma Leafa era ancora una studentessa,
quindi poteva stare in game solo fino all’una. Ne parlò con Kirito, che sembrò comprendere la
situazione e annuì.
Passando fianco a fianco attraverso il cancello, invece della musica di sottofondo, l’orchestra NPC
suonò felicemente con dei meravigliosi tamburi, per salutare l’arrivo dei due.
La strada non era molto larga, ma all’incrocio centrale vi erano ammassati ogni tipo di negozi: da
quelli di armature a quelli di armi, dai negozi che vendevano ogni sorta di materiale a quelli che
vendevano vino, cibo e roba simile, fino ad arrivare alle botteghe. Il numero di giocatori era più alto
di quanto si potesse immaginare. In circostanze normali, raramente s’incontravano fate musicali
(Pucas), folletti fabbri (Leprechaun) e altri gruppi etnici che erano qui, a parlare felicemente uno
accanto all’altro.
“Oh ... quindi questa è Ruger.”
Leafa vide per la prima volta la vivace città sotterranea, e non poté fare a meno di emettere una
voce allegra. Si precipitò nel negozio più vicino, dove diede uno sguardo al monitor delle spade.
Comprare le cose per lei era eccitante anche in negozi semplici come questo.

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“Tra l’altro...”
Disse Kirito con tono rilassato dietro Leafa, che intanto aveva iniziato a giocare con una lunga
spada d’argento.
“Cosa?”
"Prima dell'attacco dei Salamander, non avevi ricevuto un messaggio? Di cosa si trattava?”
“...Ah.”
Leafa spalancò la bocca, e si voltò.
“Mi sono dimenticata.”
Si affrettò ad aprire la finestra, e controllò nella cartella dei messaggi ricevuti. Lesse nuovamente il
messaggio di Recon, ma ancora una volta non aveva alcun senso. Poteva esser stato tagliato a causa
di un problema di connessione, ma non sembrava che il messaggio avesse un continuo.
In questo caso, mi limiterò a mandargli un messaggio, ma il nome di Recon nella sua lista amici era
grigio. Questo significava che era offline.
“Cosa? È andato a dormire?”
“Prova a contattarlo dall'altra parte.”
Leafa pensò al suggerimento di Kirito.
A essere onesti, a Leafa non piaceva portare gli affari di ALfheim nel mondo reale. Non era mai
andata nel sito della community di ALO, e nella realtà raramente parlava con Recon- cioè, Shinichi
Nagata, di questioni relative al gioco.
Ma che, quell’enigmatico messaggio avesse un’attrazione su di lei, era vero.
“Allora, mi disconnetto e vado a controllare, aspettami Kirito-kun. Per favore prenditi cura del mio
corpo...Yui-chan.”
Leafa guardò Yui sulla sua spalla e aggiunse.
“Sì?”
“Tieni d’occhio il tuo papà... non fargli fare cose strane al mio corpo.”
“Sissignore!”
“Hey!”
Kirito scosse la testa e sorrise. Leafa si sedette su una panchina vicina e fece un gesto con la mano
destra.
Eseguì il log-out, facendo il quarto cambio di realtà della giornata. Avvertì un vago senso di
vertigini al rientro nel lontano mondo reale.

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Leafa non era mai stata loggata così a lungo, si sentiva scombussolata. Così prese un profondo
respiro per riprendersi.
Si rigirò sul letto per fissare la sveglia, indossando ancora l’Amusphere. Presto Midori sarebbe stata
a casa. Sarebbe stato meglio farsi vedere...
Mentre ci pensava, allungò la mano per prendere il cellulare sulla testiera del letto. Lo schermo
notificava diverse chiamate perse, durante la sua sessione di gioco.
“Ma che...?”
Suguha spalancò gli occhi. Dodici chiamate perse, tutte di Nagata Shinichi. L’Amusphere
conteneva una lista di numeri per il log-out automatico: se avesse chiamato la polizia, l’ambulanza,
un familiare o qualsiasi altro tipo di emergenza sarebbe stata registrata dal programma, che
l’avrebbe fatta uscire da ALO immediatamente. Ma il numero di Nagata non era su quella lista.
Perché avrebbe dovuto cercarla così tardi?
Stava per richiamarlo, quando il telefono squillò di nuovo, illuminando lo schermo d’azzurro.
Suguha rispose alla chiamata, avvicinando il telefono all’orecchio.
“Pronto, Nagata-kun? Che succede?”
“Ah, finalmente hai risposto! È troppo tardi Suguha-chan!”
“Che intendi con troppo tardi? Ero impegnata in ALO.”
“Problemi grossi! Sigurd ci ha venduti! Non solo noi, ma anche il nostro Lord, Sakuya-san. Ci ha
venduti tutti!”
“Ci ha venduti? Che intendi? Comincia dall’inizio.”
“Hmmmm, non c’è tempo... Beh, ricordi quando siamo stati attaccati ieri dai Salamander? Non hai
notato nulla di sospetto?”
Nagata tornò alla normalità, ricominciando a rivolgersi a Suguha come faceva di solito. Quando
parlavano faccia a faccia, infatti, se lui si fosse permesso di chiamarla in maniera troppo familiare,
lei lo avrebbe colpito. Ma al telefono era costretta ad accettarlo storcendo il naso.
Ascoltando le sue parole, Suguha fu sorpresa che tutto ciò fosse avvenuto solamente il giorno prima.
Sembrava fosse passato un secolo da quando aveva conosciuto Kirito.
“Eh? Sospetto? Cos’è successo?”
A dire la verità aveva impressa nella mente l’immagine di Kirito. Non ricordava assolutamente il
combattimento aereo.
“All’inizio, quando erano in otto ad attaccarci, Sigurd decise di fare da esca, per portarne via tre,
giusto?”
“Ah, mi ricordo. Non era riuscito a scappare nemmeno lui, no?”
“Esatto. Ma pensandoci bene, non è per nulla lo stile di Sigurd. Di solito ogni volta che la squadra si
deve dividere, lui resta come leader, lasciando fare l’esca agli altri.”
“Ah, in effetti...”

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Sigurd era un comandante capace, anche se troppo presuntuoso; e mai soddisfatto se non era al
comando. In effetti, fare da esca, sacrificarsi in questo modo per qualcuno, mentre gli altri
scappavano, non era assolutamente nel suo stile.
“Ma, cosa... cosa vuoi dire?”
“Quello che ho detto.”
Nagata lo disse come se mandasse giù un boccone amaro.
“Quello lavora con i Salamander. Probabilmente da molto tempo.”
“Cosa!?”
Era sconvolta. Durante l’urlo strinse convulsamente il telefono.
In ALO i giochi di potere tra gruppi etnici erano all’ordine del giorno. Si utilizzavano spesso
account usa e getta per poter spiare la fazione nemica. Ed era certa che anche a casa sua, Sylvain, le
atre razze, Salamander in primis, facessero lo stesso camuffandosi da Sylph.
In sostanza quei player con basse caratteristiche, scarsa presenza e attività quasi nulla erano spesso
spie. A loro non era permesso avvicinarsi troppo a posizioni sensibili. Leafa non era un’eccezione.
Non era da molto che le avevano permesso di entrare nel palazzo di Sakuya-san, dietro la Torre del
Vento.
Tuttavia Sigurd era un utente attivo nella vita politica fin dall’inizio di ALO. Nella recente elezione
per la carica di Lord era stato candidato, a conferma della sua anzianità. Tuttavia, a causa della
popolarità di Sakuya-san era arrivato secondo. Non era sembrato nemmeno troppo scontento di
diventare solo assistente. Per questo ottenne un grande impatto sui centri di potere.
Parlare di lui come spia dei Salamander era difficile da credere. E anche da capire.
“Ma almeno hai delle prove?”
Chiese Suguha sorpresa.
“Siccome ho pensato fosse sospetto, questa mattina ho usato la magia «Hollow» per seguire
Sigurd.”
“Hai davvero un sacco di tempo...”
«Hollow Body» era l’incantesimo d’invisibilità migliore di Recon. Richiedeva alte caratteristiche di
Magia Non-Verbale e Furtività per essere padroneggiato.
Recon deve il suo nickname all’unità di ricognizione dell’esercito U.S.A.: «Recon». Grazie al suo
ruolo di comandante degli inseguitori, era diventato il miglior segugio in assoluto. Una volta aveva
usato il suo incantesimo per entrare nella stanza in cui Leafa stava riposando: affermava di averlo
fatto per mettere lì in segreto il suo regalo di compleanno, ma alla fine lei gli fece confessare tutto e
lo punì senza pietà, quasi ammazzandolo.
Nagata ignorò l’incredulità di Suguha e continuò.
“Dopo aver sentito quello che ti aveva detto nella Torre del Vento, lo seguii per tentare di
assassinarlo con del veleno, quando...”
“Wow, che ragazzo pericoloso.”
“… di fronte a un alleato mise un mantello dell’invisibilità e sparì. Pensava di essersela cavata, ma
usando semplicemente un Item non puoi certo nasconderti ai miei occhi.”

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“Basta vantarsi, muoviti e dimmi cosa è successo dopo.”


“Dopo essersi calato nelle fogne, e aver camminato per cinque minuti, s’incontrò con due persone
che lo stavano aspettando. Anche loro indossavano un mantello dell’invisibilità e, quando se lo
tolsero, ho notato con sorpresa che erano dei Salamander!”
“Eh? Ma anche indossando quei mantelli non potevano certo nascondersi dalle guardie, sarebbero
stati attaccati in strada... non è...”
“Potevano. Indossavano dei «Pass Medallion».”
I «Pass Medallion» erano gli item per mercanti e persone delle altre razze che entravano nel nostro
territorio. Venivano dati solo dopo un attento esame: solo gli alti funzionari potevano indossarli, e
non potevano essere trasferiti ad altri. Di sicuro Sigurd aveva il diritto di portarlo.
“Pensavo fosse importante, quindi sono rimasto ad ascoltare. Ha detto ai Salamander di metterti un
Tracer, ma non è tutto. Lord Sakuya e i Cait Sith stanno per firmare un trattato di alleanza, quindi è
partita segretamente per una città neutrale.”
“Ah, capisco... non mi stupisce che non ci fossero bandiere a Palazzo.”
I lamenti di Nagata coprivano i borbottii di Suguha.
“Sigurd vuole attaccare la cerimonia di alleanza con un esercito enorme di Salamander!”
“Cos...”
Per un istante, il respiro morì in gola a Suguha. Aveva già deciso che non sarebbe tornata sui suoi
passi, ma il territorio dei Sylph era ancora casa sua, e Sakuya la sua amata Signora. L’ansia esplose
facendola urlare al microfono del cellulare.
“Questo... questo dovevi dirmelo prima! Sono guai grossi!!!”
“È quello che ho detto all’inizio...”
In risposta alla debole spiegazione di Nagata, Suguha lo interruppe.
“Allora, Sakuya lo sa? C’è ancora tempo?!”
“Mi sono spaventato, e mentre uscivo dalle fogne ho calciato una pietra per errore...”
“Idiota! Fare un errore a quel punto!”
“... sai, recentemente comincia a piacermi la tua rabbia...”
“Idiota! Quindi?! L’hai contattata?!”
“La ricerca magica dei Salamander ha superato la mia invisibilità. Pensavo che se mi avessero
ucciso, sarei resuscitato alla torre e sarei potuto andare a Palazzo. Invece mi hanno paralizzato! È
stato molto crudele!”
Suguha si rimangiò la sua frase precedente.
“Quindi, cos’è ti è successo poi?”
“I Salamander mi hanno catturato mentre ero paralizzato... non ho avuto altra scelta che scollegarmi.
Tu non hai mai risposto alle mie chiamate, e io non ho altri contatti qui nel mondo reale. Hmmm,
l’incontro con il Lord dei Cait Sith è all’una. Oh no, abbiamo solo quaranta minuti! Cosa possiamo
fare, Suguha-chan?”

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Suguha prese un respiro profondo, poi decise rapidamente.


“Sai dove avverranno i negoziati?”
“Non conosco il posto esatto... ma è nel passo montano, nella «Valle delle Farfalle».”
“Capito... vado e provo ad avvertirli. Non c’è tempo da perdere. Sto attaccando.”
“Ah, Suguha-chan!”
Mentre stava riattaccando, sentì la voce lamentosa di Nagata.
“Che c’è?”
“Ah, è per quel ragazzo, Kirito... che c’è tra voi?”
Click
Suguha pose fine immediatamente alla chiamata, lanciò il telefono sulla testiera, appoggiò la testa
sul cuscino e chiuse gli occhi. Sussurrò l’unico incantesimo che funzionava anche nel mondo reale,
quindi la sua coscienza scivolò nell’altro mondo, ricco di cospirazioni.
Leafa aprì gli occhi e si alzò.
“Woah, mi hai spaventato!”
Lo Spriggan, sorpreso, per poco non lasciò cadere il misterioso cibo che aveva comprato – qualcosa
su uno spiedo che assomigliava a dei piccoli rettili – ma riuscì ad afferrarlo.
“Sei tornata, Leafa.”
“Bentornata...”
Purtroppo non aveva tempo per dire a Kirito e Yui “Sono tornata”.
“Kirito-kun, mi spiace.”
“Eh, eh, eh?”
“Devo proprio andare in un certo posto. Non ho tempo per spiegarti, ma probabilmente non riuscirò
a tornare.”
“…”
Kirito fissò Leafa per un momento, poi fece un cenno di assenso.
“È così dunque. Ok, mi spiegherai mentre ci muoviamo.”
“Eh?”
“Non importa dove sia, dobbiamo usare i piedi per uscire da qui in ogni caso, giusto?”
“Capisco, allora parleremo mentre corriamo.”
I due iniziarono a correre in direzione del cancello che conduceva ad Arun, passando per le strade di
Ruger.
Corsero in mezzo alla folla, attraversando i cancelli di pietra e un altro lago con un ponte. Mentre
correvano alla massima velocità, Leafa spiegò a Kirito la situazione. Fortunatamente non importava
quanto correvi forte in questo mondo, non si restava mai senza fiato per parlare.

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“… Capisco.”
Dopo che Leafa finì la sua storia, Kirito si girò verso la strada, come se stesse rimuginando.
“Posso fare alcune domande?”
“Vai.”
“Perché i Salamander dovrebbero attaccare il Lord dei Sylph e dei Cait Sith? Cosa ci guadagnano?”
“Beh, prima di tutto eviterebbero un’alleanza. Se qualcuno dei Sylph passasse informazioni ai
Salamander, stai sicuro che i Cait Sith non starebbero zitti. Nel peggiore dei casi scoppierebbe una
guerra tra Sylph e Cait Sith. I Salamander sono al momento la forza maggiore in gioco, ma se due
razze si alleassero s’invertirebbero probabilmente gli equilibri di potere. Penso che i Salamander
vogliano evitarlo a ogni costo.”
Subito dopo aver attraversato il ponte ed essere entrati nella caverna, Leafa estrasse una mappa e,
continuando a correre, controllava la rotta.
“Inoltre, se riuscissero a uccidere un Lord, otterrebbero dei Bonus incredibili. Riceverebbero il 30%
del patrimonio del Lord, raccolto a palazzo, e per 10 giorni potrebbero assediare il territorio
controllato, imporre tasse e riscuotere quei soldi. Sarebbe un enorme somma di denaro. La ragione
per cui i Salamander sono diventati la forza principale nel gioco è la trappola tesa al primo Lord dei
Sylph, e il suo omicidio. Normalmente i lord non si avventurano in territori neutrali. Nella storia di
ALO solo un Lord è stato ucciso.”
“È così allora.”
“Ecco perché... Kirito-kun...”
Mentre correva, Leafa fissò il profilo di Kirito e continuò.
“Questo è un problema dei Sylph, quindi non hai motivo di essere coinvolto. Dopo che sarai uscito
da questa caverna, segui la strada e ti troverai ad Arun. Se venissi alla cerimonia, difficilmente
sopravvivresti. Rinasceresti a Sylvain, e tutta la strada fatta per arrivare fin qua sarà stata vana. Beh,
parlando francamente...”
Leafa non aveva tempo per realizzare la complessità dei suoi sentimenti, e prima di riuscire a
fermarsi, disse:
“Se il tuo obiettivo è di raggiungere la cima dell’Albero del Mondo, probabilmente faresti meglio a
cooperare con i Salamander. Se la loro strategia avrà successo, otterranno moltissimi soldi. E quasi
sicuramente li useranno per sfidare la quest dell’albero del mondo. Gli Spriggan possono essere
assunti come mercenari. Non mi lamenterei persino se tu decidessi di uccidermi qui.”
Leafa pensò che se sarebbe successo, non avrebbe opposto resistenza. Non era una cosa che avrebbe
pensato normalmente, ma questa volta era sicura di non avere possibilità di vittoria. Trovava inoltre
sgradevole la prospettiva di combattere con il ragazzo conosciuto in quei giorni.
Se questo succedesse davvero, allora probabilmente non giocherei mai più ad ALO. Mentre tutti
questi pensieri attraversavano la sua mente, Leafa guardò nuovamente in volto Kirito, ma la sua
espressione non era mai cambiata; semplicemente continuò a correre e disse:
“Questo è un gioco, dopotutto... quindi tutto può accadere. Se vuoi uccidere, puoi farlo; se c’è
qualcosa che vuoi, puoi rubarla.”
Kirito fece una pausa prima di continuare:

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“… ho conosciuto un sacco di persone che lo dicevano. In un certo senso è vero, e lo pensavo anche
io tempo fa. Ma non è vero. Specialmente in un mondo virtuale, ci sono alcune cose che devi
proteggere, non importa quanto stupido tu possa sembrare. Così mi ha insegnato una persona molto
importante per me.”
La voce di Kirito crebbe molto dolcemente, scaldandosi.
“I VRMMO sono chiamati ‘giochi’, ma è una contraddizione: dividere giocatore e personaggio non
è una buona idea. Se ti comporti in un modo in questo mondo, la tua personalità cambierà anche in
quello reale. Giocatore e personaggio sono la stessa cosa. Tu mi piaci, e voglio essere tuo amico.
Non conta quale sia il motivo, non ti ucciderò per perseguire i miei scopi. Assolutamente no!”
“Kirito-kun...” Leafa improvvisamente non riuscì più a respirare e smise di correre. Notandolo
anche Kirito si fermò.
Leafa si strinse le mani, persa nei pensieri. Tuttavia le parole non riuscivano a esprimere i
sentimenti che aveva dentro; continuò a fissare gli occhi scuri del ragazzo di fronte a lui.
Capisco, dunque è così... Leafa sussurrò in fondo al cuore. Quella era la ragione per cui non si era
avvicinata a nessuno, in questo mondo. Non poteva essere certa che quello che vedeva fosse anche
il loro reale carattere, o solo una personalità assunta con l’avatar. Non poteva sapere se le loro
parole corrispondevano alle loro intenzioni o idee. Non sapeva come comportarsi, e a ogni volta che
le tendevano una mano, voleva solo volare via.
Adesso non si sarebbe più dovuta preoccupare di questo. Avrebbe seguito i suoi sentimenti, e quello
sarebbe bastato, perché per lei era reale.
“… Grazie!”
Leafa disse quell’unica parola che le nasceva dolcemente dal suo cuore, sapendo che se avesse
continuato sarebbe scoppiata a piangere.
Kirito rise imbarazzato.
“Scusa, ho esagerato un pochino. È proprio una brutta abitudine.”
“No, tutt’altro. Mi hai resa felice... almeno potremo salutarci da amici, una volta che saremo usciti
da qui.”
Le sopracciglia di Kirito si alzarono, facendogli assumere un’espressione sorpresa.
“Guarda che verrò comunque con te.”
“Aspetta, cosa?”
“Oh no! Abbiamo sprecato un mare di tempo! Yui, guidaci mentre corriamo.”
“Sicuro!”
Dopo che la Pixie, seduta sulla sua spalla, annui con un cenno, si girò verso Leafa.
“Dammi la tua mano per un momento.”
“Oh, eh....”

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Kirito strinse la mano destra di Leafa con la sua sinistra. Anche se era già successo, questa era
effettivamente la prima volta che le stringevano le mani consapevolmente, per questo il suo cuore
cominciò a battere all’impazzata. Kirito non sembrò notarlo, piegò le ginocchia e scattò a una
velocità mostruosa, creando un tornado al suo passaggio. Già prima stavano correndo a un buon
ritmo ma, se possibile, ora erano persino più veloci... riuscivano addirittura a fondere la roccia sotto
i loro piedi. Lei si sentiva una bandiera alla mercé del vento, praticamente orizzontale al suolo.
Kirito scansionava velocemente la galleria, eseguendo curve strettissime. Non c’era assolutamente
niente di romantico in tutto questo.
“Waaah?!”
Leafa urlò sorpresa, quando notò davanti a sé dei cursori gialli lampeggianti. Un gruppo di orchi
avevano fatto un nido nella caverna.
“Quel – Quei mostri!”
Prima che riuscisse a finire la frase, Kirito aveva attraversato il gruppo di orchi senza curarsene
minimamente.
“Waaaaahhh!”
Le urla di Leafa si mischiarono con i ruggiti dei mostri ma, uno dopo l’altro, i loro colpi fenderono
solamente l’aria. Kirito vide uno spiraglio e vi si tuffò a rotta di collo. Gli orchi si girarono urlando
di rabbia e iniziarono a inseguirli, tuttavia i due erano già entrati nel passaggio successivo.
Dopo quell’incidente incontrarono orchi e altre creature in diverse occasioni ma, nello stesso modo
della prima volta, Kirito attraversò le loro file schivando con maestria gli attacchi. A un certo punto
furono inseguiti da una gigantesca orda di mostri; erano in numero talmente elevato che il loro
movimento faceva tremare la terra.
Leafa sapeva perfettamente che si stavano comportando in maniera davvero pessima: se un gruppo
di altri avventurieri fosse arrivato in quella zona, sarebbe stato sicuramente spazzato via.
Fortunatamente, una luce bianca in fondo al tunnel apparve prima che potesse succedere.
“Oh, probabilmente quella è l’uscita.”
Nel momento in cui sentì le parole di Kirito e la sua vista veniva sopraffatta da un bagliore bianco
accecante, fecero un singolo passo di troppo e il terreno sparì da sotto i loro piedi.
“Hiiieeeee!?”
Leafa istantaneamente chiuse gli occhi e urlò agitando i piedi, ma presto notò che i ruggiti alle loro
spalle erano scomparsi.
Timidamente dischiuse le palpebre, scoprendosi fluttuare nel cielo vasto e infinito. Kirito non aveva
minimamente rallentato, catapultandoli all’esterno della montagna. Guardandosi dietro riuscì a
notare le cime grigie che si stagliavano in ogni direzione. Quella sensazione di sospensione però
svanì presto con un brusco ritorno della gravità. Caddero disegnando un arco nell’azzurro cielo.
Leafa buttò fuori tutta l’aria dai polmoni, poi spalancò le ali e planò dolcemente.
“Fuu haa!!”
Facendo dei respiri veloci, si guardò dietro. Vide l’entrata della caverna e, tutt’intorno, i mostri che
li avevano inseguiti. Poi si girò verso Kirito
“Mi hai fatto invecchiare di dieci anni!”

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“Ahah, a volte è una tecnica che salva la vita!”


“… Per i dungeon... non dovrebbe essere... mentre cerchi un nemico per fare esperienza, devi stare
attento a non accerchiarti di mostri... Quello che hai fatto era per un altro gioco...”
Leafa si calmò mentre si lamentava, cominciando ad analizzare l’area circostante. Le vaste praterie
sotto di loro brillavano di un verde intenso, il blu zaffiro dell’acqua splendeva qua e là, con
fiumiciattoli che si connettevano ai laghi e, dietro di loro –”
“Ah….”
Leafa sospirò di meraviglia. La sua anima era scossa dalla visione che si stagliava di fronte ai suoi
occhi. Meno che formiche, ecco cos’erano di fronte a lui.
Il mare di nubi candide non era in grado di nascondere l’ombra che si stagliava in lontananza. Nulla
avrebbe potuto. Era inconcepibile pensare di coprire un tronco di quelle dimensioni, così possente
da trapassare inferno e paradiso. Come un pilastro, sosteneva il mondo, con foglie e rami che
parevano corpi celesti, data la loro grandezza. Persino le stelle sarebbero scomparse al suo cospetto.
“Quindi è quello... l’Albero del Mondo... Yggdrasil...”
Al suo fianco, Kirito balbettò sconvolto. Persino dalla loro posizione, a pochi metri dalle montagne,
l’Albero del Mondo suscitava su di loro una pressione soffocante, nonostante distasse almeno venti
chilometri da loro. Era sconvolgente immaginarsi alla sua base. Rimasero in silenzio, fissandolo,
finché Kirito non si risvegliò lentamente dallo stupore.
“Ah... dobbiamo muoverci... Leafa, dov’è l’incontro?”
“Ah, giusto. Yggdrasil è situato al centro esatto del mondo, in una conca creata dalle montagne
circostanti. Ci sono tre grandi passi che conducono a lui: dal territorio dei Salamander la «Valle dei
Dragoni», dal territorio degli Undine la «Valle Arcobaleno» e da quello dei Cait Sith la «Valle delle
Farfalle». È in quest’ultima che si terrà la riunione, è vicina all’entroterra.”
Leafa si guardò attorno e puntò Nordovest.
“Penso che dovremmo volare in quella direzione per un po’...”
“Ok, quanto tempo ci resta?”
“… Venti minuti.”
“Se vogliono attaccare la conferenza, i Salamander arriveranno da quella direzione.”
Kirito disegnò un arco da Sudest a Nordovest.
“Se arriveranno prima di noi saremo in guai grossi. Muoviamoci. Yui controlla se e quando un largo
numero di giocatori si avvicinerà alla nostra destinazione.”
“Si!”
Yui annuì; Leafa e Kirito cominciarono ad accelerare.
“In ogni caso, non ci sono mostri in quest’area?”
Chiese Kirito, mentre attraversava un gruppo di nuvole.
“La Piana di Arun è un campo privo di mostri. È per questo che è stato scelto quel posto per
l’incontro.”

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“In altre parole, se un mostro attaccasse nel bel mezzo della discussione, sarebbe un problema.
Anche se in quel caso sarebbe quasi l’ideale...”
“Cosa intendi?”
Kirito fece una risatina malvagia.
“Come quello che è successo prima, potremmo portare uno sciame di mostri direttamente tra le file
dei Salamander.”
“… ma ci pensi a quello che dici? Il gruppo dei Salamander è sicuramente maggiore di quello che
ha attaccato noi nella grotta. Se avviseremo tutti in tempo potremmo rifugiarci nel territorio dei Cait
Sith, ma se incontrassimo un’orda di mostri come pensi che andrà a finire?”
“…”
Kiritò accusò l’obiezione ritirando il collo e assumendo un’aria pensierosa. Quando...
“Ecco! Ci sono dei giocatori!”
Fece Yui all’improvviso.
“Il gruppo conta sessantotto giocatori. Deve essere la squadra d’assalto dei Salamander. Ci sono
inoltre quattordici persone a terra. Credo siano le delegazioni di Sylph e Cait Sith. S’incontreranno
in 50 secondi.”
Yui finì di parlare giusto mentre attraversavano una spessa coltre di nubi. Leafa guardò giù verso la
larga e verde piana dalla sua posizione estremamente elevata.
Sotto di loro vide uno spaventoso numero di ombre volare a bassa quota. Erano stretti in unità di
cinque uomini, come un serpente che si avvicinava silenziosamente alla preda, per stringerla tra le
sue spire.
Il suo sguardo corse poi lungo la direzione verso cui si muovevano: una piana verde circolare su cui
era sistemato un tavolo rettangolare con sette sedie per parte. Le persone erano sedute, immerse
nella conversazione e inconsapevoli del pericolo che incombeva.
“… è troppo tardi.”
Leafa sospirò, rassegnata.
Non c’era tempo di avvertire i Lord prima dell’arrivo dei Salamander, non abbastanza per scappare
almeno. Ma, forse, lei e gli altri dodici potevano fare da scudo alla fuga dei due Lord,
permettendogli di sopravvivere. Forse potevano arginare la vittoria dei Salamander.
La ragazza prese la mano dello Spriggan e la strinse.
“Grazie Kirito per avermi accompagnato qui. Ora scappa, vai all’Albero del Mondo. Anche se il
tempo che abbiamo passato viaggiando insieme è stato breve, sono stata davvero felice.”
Lo disse con un sorriso, mentre spiegava le ali per tuffarsi tra le correnti d’aria, così da prendere
velocità. Ma il ragazzo le strinse la mano e la fece girare verso di lui. Sul suo viso apparve il suo
classico sorrisetto da cavaliere impavido.
“Non sono il tipo di persona che scappa dalle difficoltà!”
Kirito lasciò andare la sua mano, spostò Yui dalla spalla infilandola nella tasca interna della giacca
e, battendo le ali con violenza, accelerò improvvisamente. BA3G! Il fragore dell’esplosione fu

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talmente forte che Leafa dovette chiudere gli occhi. Quando li riaprì, Kirito si era già precipitato
verso la piattaforma.
“Cosa!! Cosa stai facendo!?”
Il momento dei saluti e le sue tristi parole d’addio furono inutili. Leafa gli gridò dietro, ma Kirito
l’aveva già lasciata alle spalle. Stordita, prese a inseguirlo in tutta fretta.
Al loro arrivo, i Cait Sith e i Sylph notarono finalmente il folto gruppo in avvicinamento. Uno dopo
l’altro, saltarono giù dalle sedie ed estrassero le loro scintillanti spade d’argento, anche se rispetto
all’equipaggiamento dei Salamander davano l’impressione di essere molto più fragili.
Volando sopra la prateria, l’avanguardia dei Salamander tenne le lance verso l’alto, come fossero
delle aquile pronte a lanciarsi su dei conigli inermi.
Le truppe più arretrate si distesero a ventaglio da sinistra verso destra, circondando metà della
piattaforma. Poco prima dell’attacco, il mondo fu avvolto nel silenzio.
Un Salamander alzò la sua mano, e proprio mentre stava per lasciarla cadere...
Dal centro della piattaforma, si alzò un’enorme nube di polvere che divise i due gruppi. Un attimo
dopo... KA-BOOM!! Una forte esplosione fece quasi tremare l’atmosfera, e Kirito atterrò senza
rallentare come una meteora nera.
Tutti i giocatori a terra rimasero impietriti sul posto. Mentre poco a poco la polvere si diradava,
Kirito si alzò lentamente in piedi, tra il disprezzo generale dell’esercito dei Salamander.
Si appoggiò all’indietro, prese un respiro profondo e gridò:
“Entrambe le parti, mettete via le armi!”
“Woo ah!”
Leafa, che si stava ancora precipitando in picchiata, abbassò istintivamente la testa. Che suono
incredibilmente forte, anche se non è paragonabile all’esplosione precedente. 3onostante volasse
ancora a un’altezza di 10 metri, persino lei fu costretta a tremare. I Salamander, forse per la
pressione fisica o semplicemente per lo shock, tremarono un po’, muovendosi lentamente
all’indietro.
Non fu la voce che sorprese tutti, ma il pavido coraggio contenuto al suo interno. Cosa stava
facendo esattamente quel ragazzo? Nessuno poteva immaginarlo.
Leafa seguiva la scena, sudando freddo. Atterrò dietro Kirito vicino al gruppo vestito di verde che
doveva essere quello dei Sylph. Guardandosi intorno, riconobbe subito una figura familiare.
“Sakuya!”
Avendo sentito qualcuno chiamare il suo nome, la Sylph si guardò intorno con un’espressione
attonita, per poi spalancare gli occhi alla visione di Leafa.
“Leafa? Cosa ci fai qui? O meglio, che sta succedendo qui...?”
Leafa aprì la bocca pensando che quella era la prima volta che vedeva Sakuya così confusa, poi
disse:
“È difficile da spiegare, ma in questo momento, il nostro destino è nelle mani di quel ragazzo!”
“Che sta succedendo?”

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Sakuya guardò la piccola figura vestita di nero. Mentre cercava di capire i suoi pensieri, Leafa
studiò l’attuale Signora dei Sylph.

La donna aveva una bella postura dritta e snella, con dei lunghi capelli verdi che arrivavano fino
alla vita, così scuri che davano quasi l’impressione di essere neri. La sua pelle aveva una
carnagione bianca pallida, degli occhi leggermente a mandorla, un naso pronunciato e delle labbra
sottili. Se si dovesse descrivere la sua bellezza, sarebbe come quella di una lama finemente levigata.
Indossava dei lunghi abiti tradizionali giapponesi, che stringevano il suo corpo. Dall’obi 39 pendeva
una katana più lunga di quella di Leafa di quasi due centimetri. Da sotto l’orlo dei suoi vestiti
s’intravedevano dei grossi zoccoli color cremisi. Guardando quell’indimenticabile figura, non c’era
da sorprendersi che avesse vinto l’elezione come nuovo Lord con l’impressionante 80% dei voti.
Ovviamente non l’avevano votata solo per la sua bellezza. A causa degli oneri che portava tale
ruolo, poteva partecipare raramente alla caccia, così le sue statistiche non erano particolarmente alte.
Tuttavia, le sue abilità con la spada erano talmente buone che durante i tornei arrivava spesso nel
round finale, e la sua personalità non era da meno.
Spostando gli occhi, lo sguardo di Leafa si trasferì su una minuta giocatrice accanto a Sakuya.
Gli ondulati capelli biondi, che circondavano le grandi orecchie triangolari da entrambi i lati, la
contrassegnavano come una Cait Sith. Indossava un’armatura simile ad un costume da bagno intero,
che esponeva con coraggio la delicata pelle abbronzata. Su entrambi i lati della sua vita erano
appese delle armi con artigli e tre enormi chiodi sporgenti. Una colorata striscia vicino ai suoi
fianchi metteva in risalto la coda, che si contraeva tremando per la tensione.
Guardandola di profilo, si potevano notare le lunghe ciglia, che coprivano i grandi occhi, e il naso
un po’ rotondo. Il suo avatar in ALO era insolito, ma poteva essere descritta come una bambina
piccola e affascinante. Anche se era la prima volta che la incontrava, Leafa poteva affermare con
sicurezza che fosse la Lord dei Cait Sith, Alicia Rue. Come Sakuya, mantenne la sua posizione
grazie a un’enorme popolarità.
Dietro le due Lord, sei Cait Sith e sei Sylph stavano in piedi accanto al lungo tavolo bianco, tutti
con la stessa espressione confusa in volto. Non conosceva nessuno dell’altra razza, ma tutti i Sylph
erano membri del consiglio, un gruppo di forti giocatori. Dando uno sguardo più da vicino, Leafa
confermò l’assenza dal gruppo di Sigurd.
Come Leafa si voltò a guardare le forze dei Salamander nella parte meridionale dell’altopiano,
Kirito gridò di nuovo:
“Ho qualcosa da dire al comandante!”
Questo atteggiamento impavido sembrava sopraffare i soldati nelle fila dei Salamander. Il loro
gruppo di lancieri aprì un varco, dal quale uscì un grande soldato.
I capelli dritti come fiamme incorniciavano un volto che ricordava quello di un rapace dalla pelle
scura. Il suo corpo era ricoperto da una rarissima armatura color sangue, e portava un’enorme spada
di gran lunga migliore rispetto a quella posseduta da Kirito.
Per un momento, i suoi occhi lampeggiarono di un rosso intenso, tanto che Leafa rabbrividì. Anche
se non si trovava di fronte a lui direttamente, questa era la prima volta che percepì una tale aura
intimidatoria da un avversario.


>͛KďŝğůĂĨĂƐĐŝĂƐƚƌĞƚƚĂŝŶǀŝƚĂĚĞů<ŝŵŽŶŽ͘
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Volume 3:ࣇ࢙࢔ࣜ㸬ࢲࣥࢫʹFairy Dance

Con uno scricchiolio, atterrò davanti a Kirito e lo osservò con uno sguardo inespressivo, pieno di
disprezzo. Alla fine, il Salamander aprì la bocca e, con una voce profonda e penetrante, chiese:
“Cosa ci fa uno Spriggan in un posto simile? Nulla ci impedisce di ucciderti, ma per ricompensare il
tuo coraggio ascolterò quanto hai da dire.”
Kirito, senza alcuna esitazione, disse ad alta voce:
“Il mio nome è Kirito, e sono il rappresentante dell’unione tra gli Spriggan e gli Undine. Mi pare di
capire che attaccando questo luogo, vuoi iniziare una guerra su vasta scala con tutte e quattro le
razze coinvolte?”
Whaaa...
Leafa era senza parole. La trovata era semplicemente troppo illogica. Questa volta sudò freddo per
la scandalosa storia che Kirito stava raccontando. Sakuya e Alicia Rue si voltarono verso la sorpresa
Leafa, la quale in tutta risposta fece un disperato occhiolino.
Anche il comandante dei Salamander sembrava essere veramente sorpreso.
“Un’unione fra Spriggan e Undine...?”
La sua espressione tornò presto alla normalità.
“Dici che sei il loro ambasciatore, ma dov'è la vostra scorta?”
“Ah, sì. Sono venuto qua per condurre dei negoziati commerciali con i Sylph e i Cait Sith. Tuttavia,
se attaccassi la conferenza, sarebbe una questione diversa. In sostanza, costringeresti tutte e quattro
le razze a formare un’alleanza contro i Salamander.”
Improvvisamente, regnò ancora una volta il silenzio, interrotto solamente dai commenti del capo dei
Salamander.
“Mmm, anche se fossi quello che dichiari di essere, come posso credere a qualcuno che è venuto da
solo e per di più con un equipaggiamento così scarso?”
Il Salamander mise una mano sulla schiena e con forza sfoderò un’enorme spada a doppio taglio.
C’erano due draghi intrecciati incisi sulla superficie, che rifletteva una luce rossa scura.
“Se riuscirai a resistere i miei attacchi per trenta secondi, ti riconoscerò come un ambasciatore!”
“Sei così generoso, non è vero?”
Kirito estrasse la sua spada a doppio taglio mentre parlava. A differenza di quella del Salamander,
la sua era di un opaco rosso-nero e non aveva nessuna decorazione.
La spada di Kirito iniziò a vibrare e lui fluttuò nell’aria, sospeso alla stessa altezza del Salamander.
Leafa ebbe la sensazione che il loro spirito combattivo si scontrasse nell’aria, e che ben presto
avrebbe iniziato a scoppiare in bianche scintille.
...Trenta secondi...
Leafa deglutì.
Viste le abilità e la forza di Kirito, questa era una condizione generosa. Ma l’intento omicida che
irradiava il comandante dei Salamander, fece pensare a Leafa che non era un avversario ordinario.

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In quell'atmosfera piena di tensione Sakuya, vicino a Leafa, sospirò:

“Non va bene...”

“Cosa...?”

“Quel Salamander, la spada a due mani che brandisce, l'ho già vista in un sito di recensioni di armi
leggendarie. Quella è la «Spada Demoniaca Gram», e quell'uomo è il generale Eugene. Lo
conosci?”

“... Solo di nome...”

Leafa trattenne il fiato e annuì, mentre Sakuya continuava:

“È il fratello di Mortimer, il capo dei Salamander, probabilmente lo è anche nella realtà. La sua
grande forza si può comparare all'abilità strategica del fratello. Dicono che sia il giocatore più forte
della sua razza... Quindi questo significa che...”

“...è...il giocatore più forte!?”

“Esattamente... Questo scontro si è trasformato in qualcosa di terribile.”

“... Kirito-kun...”

Leafa giunse le mani nel petto.

I due fluttuavano nell'aria guardandosi faccia a faccia ad una certa distanza l'uno dall'altro, cercando
di capire la forza dell'avversario. Nuvole basse coprivano il sole, lasciando passare solo alcuni raggi,
uno dei quali si riflesse sulla spada del generale e, in quel momento...

Eugene partì all'attacco senza alcun preavviso.

Phew! Eugene si mosse ad altissima velocità, facendo vibrare l'aria. La sua spada disegnò un arco
color cremisi nell'aria andando a colpire il piccolo Spriggan.

La reazione di Kirito fu sorprendentemente veloce, agì senza eccedere nei movimenti, aprendo le ali
e bloccando il colpo del generale. Dopo aver parato, risponderà all’attacco - abbastanza
prevedibile, pensò Leafa, ma...

“--?”

Nel momento in cui la spada nera e quella cremisi s'incontrarono, sembrava che la seconda si
trasformasse in vapore; passò attraverso la spada di Kirito e tornò normale.

Dagaaan!! Con un’esplosione d’energia che poteva scuotere il mondo, Kirito fu colpito al torace da
un colpo tremendamente forte. Sembrava una piccola foglia nera che, in balia dalla tempesta,
precipitava a terra. Ci fu un altro fragore come si schiantò a terra, alzando un polverone.

“Ma che cos...!?”

“La «Spada Demoniaca Gram» ha l'abilità «Ethereal Shift». Quando viene a contatto con spade,
scudi difensivi o altri oggetti, li trapassa. In altre parole ha l’effetto extra: 'attraversare'.”

“Come... come può...”

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Leafa guardò la barra degli HP di Kirito. Ma subito, un'ombra saltò fuori dalla nuvola di polvere,
avventandosi contro il generale sospeso a mezz'aria.

“Oh, è ancora vivo!”

Facendo finta di niente Kirito si fermò e disse:

“Cos'era quell'attacco!?”

Commentò mentre agitava la spada.

Klang Klang! Il suono metallico continuava. Kirito non si sarebbe arreso solo perché possedeva
un’arma di potenza inferiore. Sebbene Leafa non riuscisse a vedere gli attacchi di Kirito, il generale
Eugene riusciva a bloccarli tutti con la sua spada.

Per un attimo, l’assalto di Kirito sembrava fermarsi, ma era abbastanza.

La Gram ancora una volta brillò violentemente, Kirito alzò la guardia per proteggersi ma la spada si
dissolse, riapparendo oltre il blocco di Kirito e colpendolo nell'addome.

“Guhaaaaa!!”

Gridò Kirito, tossendo, mentre veniva fatto roteare in aria. Con le ali completamente estese, riprese
l'equilibrio e si fermò.

“Mi hai preso per bene... Ehi, non sono già passati trenta secondi?”

Sentendo le parole di Kirito, Eugene si mise a ridere arrogantemente.

“Scusa ma adesso voglio farti davvero a fettine. Ho cambiato il mio piano, questa volta ti taglierò la
testa!”

“Questo tipo... Ti farò rimangiare quello che hai detto!”

Kirito si preparò all'attacco, ma sfortunatamente, non c'erano dubbi su chi potesse essere il vincitore.

A causa dagli attacchi speciali della «Spada Demoniaca Gram», Kirito non poteva fare niente per
difendersi, per questo doveva evitare ogni attacco. Ma era praticamente impossibile farlo a quella
velocità in un combattimento ravvicinato come quello.

Arrivando alla stessa conclusione, Sakuya sospirò:

“La situazione è pessima. Hanno lo stesso livello di abilità, ma la potenza delle loro armi è
completamente differente; per fronteggiare la sola e unica «Spada Demoniaca Gram» servirebbe la
leggendaria «Spada Sacra Excalibur», solo lei può tenergli testa, ma nessuno sa dov'è o come
ottenerla...”

“...”

Sebbene Kirito fosse un principiante, aveva dimostrato una grande forza... Quello Spriggan era un
mistero per tutti. Mentre pensava a questo Leafa giunse le mani e le portò al petto per pregare.

Le ali rosse di Eugene furono offuscate dal bagliore della spada, come la portò dietro di sé per
sferrare l’attacco. Ma Kirito schivò il colpo con una virata pericolosa.

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Mentre stavano combattendo, i due volarono in completa sincronia, colpo dopo colpo producevano
scintille prima di separarsi. La vita di Kirito era già stata dimezzata dopo i due attacchi subiti.
Eugene non era un avversario qualunque, era capace di penetrare facilmente nella difesa di Kirito,
che era riuscito a resistere persino alle magie di prima.

Lo Spriggan si guardò improvvisamente intorno e, tendendo la mano destra, pronunciò un


incantesimo. Una densa nube si propagò dalla sua mano...

Bang, bang, bang, bang! Delle lingue nere di fumo avvolsero interamente i due avversari. La magia
a lungo raggio ben presto si espanse e ricoprì tutta l’area circostante.

L’oscurità discese fino a Leafa, coprendole la visuale di nero. Preoccupata la ragazza, cercava
disperatamente di scorgere Kirito.

“Leafa, la prendo in prestito per un attimo.”

“Eh?!”

Le sussurrò improvvisamente una voce all’orecchio, mentre sentiva che la katana le veniva sottratta
dal fodero.

“Ki-Kirito-kun?!”

Leafa si guardò intorno confusa. Non c’era nessuno lì, ma il suo fodero era inspiegabilmente vuoto.

“Stai solo cercando di temporeggiare!!”

Gridò Eugene dal centro della densa nube. Improvvisamente si sentì il suono di un incantesimo.

Whack! Una luce rossa esplose sotto forma di sfera, espandendosi e disperdendo il fumo, che
rapidamente sparì, rendendo tutto di nuovo chiaro.

Leafa guardò in fretta verso il cielo blu. C’era...

Nessun segno di Kirito.

L’unico che si stava muovendo in aria era il generale dei Salamander. Il piccolo Spriggan non si
vedeva.

“Non è possibile... è scappato...”

Urlò un Cait Sith sbalordito, dietro di loro. Ma prima che finisse la frase, Leafa urlò di rimando:

“Non lo farebbe mai!”

Non era assolutamente possibile. Anche se ogni altro giocatore sarebbe scappato, lui non lo avrebbe
fatto.

Quel ragazzo, Kirito, non «giocava» semplicemente, ma «viveva» i VRMMO. Credeva che questo
mondo fosse un’altra realtà, in cui tutte le amicizie che coltivava, le alleanze che formava, e tutto
l’amore che nasceva lì erano reali.

Pertanto, riesco a sentirlo...

Stava giungendo da dietro, il suono di un volo così potente e bello che sembrava la melodia di un
flauto. Si avvicinava sempre di più, sempre più forte.

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“...!!”

In quel momento scorse finalmente la sua figura, con gli occhi pieni di lacrime.

Dal centro del sole, l’oggetto più luminoso di ALfheim, attraverso la sua luce bianca stava
scendendo in picchiata rapidamente una piccola ombra.

Eugene se ne accorse solo pochi secondi dopo Leafa. Socchiudendo gli occhi a causa del forte
bagliore, alzò la mano sinistra per coprirsi dalla forte luce del sole. Un giocatore nella media si
sarebbe mosso di lato per schivare i raggi e avrebbe calcolato lo spazio in cui l’ombra sarebbe
caduta.

Invece, il generale Eugene, degno della sua reputazione, chiuse la bocca per poi spalancarla.

“Waaahhhh!!”

Con un urlo che sembrava far tremare la terra e il cielo, si girò verso il sole come una vera
salamandra. Emanando un bagliore rosso, si preparò a ricevere l’attacco come una roccia.

Kirito stava arrivando da sopra tenendo la sua spada nera, che normalmente usava con entrambe le
mani, soltanto con la destra. La sua mano sinistra era nascosta dietro la schiena, così che non poteva
essere vista, ma s’intravedeva un forte bagliore che si stava alzando in alto.

Che cosa è quella luce argentea?

Se Leafa non si stava sbagliando, quella era la sua katana, che Kirito aveva preso un attimo fa. Quel
ragazzo stava tenendo una spada in ogni mano.

Lo stile con due spade non era completamente sconosciuto. Nonostante molte persone abbiano
provato a usarlo, Leafa non conosceva nessuno che vi fosse riuscito veramente. Era incredibilmente
difficile gestire due spade con entrambe le mani e muoverle in sincronia.

Durante le competizioni di kendo nel mondo reale, non era contro le regole usare due spade di
bambù, una grande e una più piccola. Comunque, era proibito nelle gare delle scuole medie e
superiori, cosicché il numero di studenti universitari che usava quella tecnica era piuttosto piccolo.
In ogni caso, lei non aveva mai usato due spade, anche se questo comportava dei vantaggi, era
troppo difficile da mettere in pratica. Le era stato detto che la stessa cosa era valida nel mondo
virtuale.

Kirito, invece, stava usando due spade. Eugene sicuramente stava pensando che era un estremo atto
disperato, per questo sorrideva compiaciuto.

Leafa spalancò gli occhi pieni di lacrime, credendo ciecamente in Kirito.

Il Salamander alzò la spada demoniaca e, con un gesto solenne, la indirizzò verso Kirito. Lo
Spriggan in risposta mosse l’arma nella mano sinistra in un orbita complicata per farla scontrare con
quella dell’avversario.

Bang! La spada rossa iniziò a vibrare. Grazie al suo «Ethereal Shift», penetrò attraverso la difesa di
Kirito dritta verso il suo collo.

Klang! Con un suono metallico, la Gram fu deviata. Era stato Kirito che con tempismo perfetto
l’aveva respinta con la spada nella mano destra.

Kirito fronteggiò l’attonito Eugene con un fragoroso ruggito.

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“O...ooooaaaa----!!”

Con una spada in ciascuna delle sue mani, attaccò con una tale rapidità che le spade
parvero trasformarsi in scie di nebbia.

La katana nella sua mano sinistra si ritirò per lasciare spazio alla potente stoccata della
grande spada in un movimento di perfetta sincronia. Nuovamente, mentre la spada
grande si ritirava, la katana colpì ancora, dal basso della parte sinistra, e di nuovo
ancora, mentre quest’ultima regrediva nuovamente, la grande spada si precipitava
violentemente dall’alto.

Il nero e l’argento si mescolarono alla perfezione mentre nell’assalto furioso degli


attacchi apparivano come meteore che precipitavano dal cielo notturno. Leafa non
riusciva a immaginare quanto allenamento era stato necessario per raggiungere una tale
velocità con due spade. Eugene si ritirò e cercò di usare nuovamente l’«Ethereal Shift»
per attaccare, ma la sua spada non era in grado di trapassare per due volte consecutive;
fu bloccato dalla doppia barriera di Kirito.

“Noooo!”

Ridotto a terra con forza, il generale Eugene ruggì. Gli effetti speciali della sua
armatura lo avvolsero in un muro di fuoco sottile simile a un emisfero, respingendo di
poco Kirito. In quel momento, la spada demoniaca si raddrizzò.

KO3G! Con un frastuono, Eugene ritornò all’offensiva.

Kirito non esitò a precipitarsi allo stesso modo, e la katana nella sua mano sinistra
brillò mentre discendeva dall’alto con una velocità pari solo a quella della luce.

JA3G! Il metallo urlò con suono stridulo. Un’arcata di scintille accecanti si riversò
nell’aria.

Ancor prima che l’«Ethereal Shift» si potesse attivare, la spada di Kirito colpì la Gram,
respingendola. L’attacco di Eugene sfiorò la spalla sinistra di Kirito e si sposto verso la
sua schiena. Quando...

“Ra…aaaaaaa!”

Con facilità incredibile, Kirito spinse la spada in avanti.

Thunk! Note cupe risuonarono, mentre la spada nera trafisse il corpo del Salamander.

“Guahhh!”

La velocità disumana di Kirito sommata all’agilità delle sue spade provocò un danno terrificante. I
punti vita di Eugene si ridussero alla zona gialla in un istante.

Gli attacchi di Kirito non si fermarono lì. Mentre Eugene cercava di riprendersi, Kirito
estrasse la sua grande spada continuando ad attaccare con lo stesso modus operandi,
usando la katana della mano sinistra per iniziare una combinazione di attacchi che
Leafa non riusciva a seguire. In un respiro, quattro tagli della sua spada disegnarono
una scia meravigliosa nell’aria, formando un quadrato che avvolse il corpo immenso
del Salamander.

“...!!”

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Il generale Eugene manteneva un’espressione meravigliata e sorpresa, mentre la parte superiore del
suo corpo, dalla sua spalla destra al suo fianco sinistro, scivolarono via senza rumore. La luce che
formava il quadrato si disperse in tutte le direzioni.

Appena dopo, il corpo di generale Eugene prese fuoco, e si riversò nell’enorme «End Frame».

Nessuno si mosse.

Sia i Sylph, che i Cait Sith e i cinquanta membri della forza d’assalto dei Salamander; tutti rimasero
come pietrificati.

Fu una battaglia talmente di alto livello, che nessuno aveva mai avuto occasione di osservarne una.

Generalmente, combattere in ALO voleva dire scontrarsi in una totale mancanza di grazia, un mero
brandire di armi a breve distanza o fare leva soltanto sulla magia per combattere a distanza. La
difesa e l’elusione erano tecniche esercitate esclusivamente da giocatori con molta esperienza;
battaglie combattute a distanza ravvicinata, usando abilità di alto livello, potevano vedersi solo
nelle ultime partite dei finali dei tornei organizzati.

La battaglia tra Kirito ed Eugene era molto di più.

Una danza di spade che tagliava l’aria, un volo ad alta velocità, Eugene e la sua spada che
frantumava la terra, la disumana velocità di Kirito che con le sue due spade abili l’aveva
sopraffatto...

Sakuya fu la prima a rompere il silenzio.

“Meraviglioso, meraviglioso”

Esclamò a voce alta, battendo le mani.

“Fantastico, ottimo combattimento!”

Aggiunse Alicia Rue, seguita dalle dodici persone dietro di lei. L’applauso collettivo, mescolato a
fischi e un prorompente “BRAVO!” risuonarono in un immenso tumulto.

Leafa si voltò verso le forze dei Salamander con il fiato sospeso. Certamente, con il loro
comandante sconfitto, non avrebbero sopportato una tale disgrazia.

Sorprendentemente, anche loro si univano all’applauso collettivo. Esultarono, alzarono le lance in


aria e le scossero come bandiere.

“Oooh…!”

Leafa sorrise, involontariamente.

Sino ad ora, aveva sempre visto i Salamander come nemici – un gruppo di ladri senza leggi, ma ora
aveva davanti dei giocatori di ALO, prima di tutto. Il duello stupefacente tra Eugene e Kirito aveva
mosso i loro cuori.

Trascinata dall’esaltazione, anche Leafa iniziò a battere le mani, entusiasta.

Al centro dell’attenzione, il volto di Kirito emerse con un sorriso. Rimise la sua spada a posto e alzò la
mano destra:

“Ah, grazie, grazie!”

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Si inchinò in tutte le direzioni, poi si diresse verso Leafa ed esclamò:

“Qualcuno potrebbe gentilmente usare la magia della resurrezione?”

“Ricevuto.”

Annuendo, Sakuya levitò nell’aria affiancando il «Fuoco del Ritorno» di Eugene. Con i bordi del suo
kimono che ondeggiavano, iniziò l’incantamento per la magia di resurrezione.

Una luce blu emerse dalle mani di Sakuya e avvolse la fiamma rossa. Il cerchio magico si solidificò e la
fiamma si espanse, fino a modellare una forma umana.

Seguito da un forte lampo finale, il cerchio magico svanì. Kirito, Sakuya e il resuscitato Eugene
appoggiarono silenziosamente i piedi al bordo della piattaforma. Il silenzio li avvolse nuovamente.

“…Quella è stata un’abilità impressionante. Bastardo, sei il giocatore più forte che io abbia mai
incontrato.”

Disse Eugene con un tono sereno.

“Grazie”

Fu la breve risposta di Kirito.

“Che uno Spriggan come te esiste, è prova che il mondo è un posto veramente grande.”

“La mia storia... allora ci credi ora?”

“…”

Eugene socchiuse gli occhi, silente.

Nello stesso momento, dalle linee dei Salamander, un giocatore si avvicinò a Eugene. Sull’attenti, alzò
la visiera con la mano sinistra.

Aveva un volto rugoso; Leafa riuscì a scorgerlo mentre si piegava verso Eugene prima di parlare.

“Gene-san, ha un momento?”

“Ah, Kagemune, cosa c’è?”

Dove ho sentito questo nome? – Pensò Leafa per un attimo, prima di ricordare. Quello era il nome che il
Salamander sopravvissuto al lago aveva menzionato. Kagemune era il capitano delle truppe sconfitte
alla Foresta Antica, ieri.

“Credo che Lei lo sappia già, ma ieri il mio gruppo è stato annientato.”

Sentendo di cosa stava parlando, Leafa deglutì e si concentrò a sentire meglio.

“Sì.”

“E’ stato lo Spriggan. Ne sono sicuro, c’era anche un Undine con lui.”

“…!?”

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Sorpresa, Leafa osservò il profilo di Kagemune. Le sopracciglia di Kirito si contrassero per


un attimo prima di assumere nuovamente la sua espressione indifferente. Kagemune
continuò:

“Per di più, dalle informazioni forniteci da “S”, un gruppo era stato mandato per cacciare
quest’uomo. Sembra siano stati tutti respinti.”

“S” è probabilmente un codice per “spia”. Tuttavia, può anche stare per “Sigurd”.

Eugene guardò il volto di Kagemune. Le persone attorno iniziarono a sussurrare l’un


all’altro, e i palmi di Leafa iniziarono a sudare, in attesa della risposta di Eugene.

Finalmente, Eugene annuì e domandò:

“È così, eh?”

Sorrise.

“Allora penso che sia la verità...”

Poi si voltò verso Kirito.

Né il mio Signore né tanto meno io abbiamo intenzione di provocare gli Spriggan e gli
Undine nelle attuali condizioni. Abbandoneremo questo luogo, ma, un giorno, vorrei
battermi con te nuovamente.

“Attenderò l’arrivo di quel giorno.”

Kirito spinse in avanti il proprio pugno. Eugene batte il proprio contro quello di Kirito di
fronte a lui, per poi voltarsi. Allargando le ali, si spinse da terra e volò via.

Mentre se ne stava andando, Kagemune si voltò verso Leafa e, con gli occhi sorridenti,
fece uno strano occhiolino con l’occhio destro. Ho saldato il mio debito con te –
probabilmente era quello che pensava, concluse Leafa sorridendo.

Osservando i due Salamander volare via, Leafa tirò un sospiro di sollievo.

Mentre le persone a terra li osservavano, le truppe dei Salamander si allinearono ordinatamente


con poca confusione. Lasciando il posto, le loro ali tremavano sorde con quelle di Eugene al
comando. La loro presenza presto si dissolse, e mentre si dirigevano verso le nuvole, sparirono
all’orizzonte.

Il silenzio torno di nuovo a regnare, stavolta per essere infranto dalla risata di Kirito.

“…Quindi ci sono Salamander che sono in grado di parlare.”

Leafa si smarrì per un attimo, per poi liberare le parole che teneva in fondo all’animo.

“…Tu sei troppo fuori!”

“Me lo sono sentito dire spesso!”

“Ah, ah, ah!”

Le loro risa furono interrotte da un colpo di tosse di Sakuya, prima che parlasse.

“Mi dispiace... ma se ci spiegassi cosa sia successo, te ne saremo grati.”

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Mentre veniva ristabilita la calma sulla piattaforma, Leafa raccontò tutta la storia, pezzo più, pezzo
meno. Sakuya, Alicia Rue e gli anziani delle due comunità ascoltarono in silenzio prima di fare un
profondo respiro.

“...Allora è così che è andata.”

Sakuya, con le braccia incrociate sul petto, annuì.

“Nell’ultimo paio di mesi, l’atteggiamento di Sigurd era diventato molto irrequieto; immaginavo
stesse tremando qualcosa, ma non potevo rimuoverlo dal suo carico per non essere vista come un
dittatore.”

“Sakuya-chan, pare che la tua notorietà ti metta in una posizione difficile.”

Alicia Rue, al potere da molto più tempo della stessa Sakuya, annuì confermando.

“Perché irrequieto?”

Chiese Leafa, che non riusciva a capire la mentalità di Sigurd. Sakuya rispose:

“Probabilmente perché nel suo cuore non poteva perdonare quello che era successo. Non poteva
sopportare né tollerare di essere secondo ai Salamander.”

“…”

“Sigurd è un uomo alimentato dal potere, sia che si tratti di statistiche numeriche del suo personaggio,
sia che si tratti della sua autorità come giocatore... quindi, il solo pensiero dei Salamander che
conquistano l’Albero del Mondo e regnano nei cieli di ALfheim e l’idea di alzare lo sguardo verso
quel cielo per vedere loro... è qualcosa che non perdonerebbe mai.

“...Ma anche se così fosse, perché spiare i Salamander?”

“Hai sentito dell’aggiornamento 5.0 che sarà introdotto a breve? Si vocifera che includerà un
sistema di conversione.”

“Ah, allora...”

“Potrebbe essere arrivato a un accordo con Mortimer; finché il Signore dei Salamander è d’accordo,
potrebbe diventare lui stesso Salamander. Tuttavia, la conversione dovrebbe costare molti Yuld.
Dubito che Mortimer, lo spietato, avrebbe tenuto fede alla sua parte del accordo in ogni caso.”

“…”

Leafa era piena di sensazioni complicate, per cui cercò di svuotare la mente fissando il cielo dorato
e l’Albero del Mondo in lontananza, coperto di nuvole.

Rinascere come ALF ed essere libera di volare... questo era stato il suo desiderio fin dalla prima
volta che aveva volato. Era stata la ragione per cui era entrata a far parte del gruppo di Sigurd, per
cui era così impaziente di cacciare per devolvere quasi tutto il denaro al consiglio dei Sylph.

Se non avessi incontrato Kirito e lasciato il gruppo, Sigurd avrebbe provato a includermi nel suo
programma di rinascita come Salamander. Se questo fosse successo, cosa avrei fatto?

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“ALO è davvero un gioco losco che mette a dura prova i desideri dei giocatori.”

Disse Kirito improvvisamente, mescolando la voce con un sorriso contorto.

“Il creatore del gioco è sicuramente uno di pessimo carattere.”

“Ah, hai ragione.”

Sakuya rispose con un sorriso.

Leafa decise di seguire un po’ il suo cuore, così tenne Kirito per mano, stringendola. Avvicinandosi
a lui, che sembrava impassibile nonostante la situazione, il cuore di Leafa si calmò.

“Quindi… tu cosa farai, Sakuya?”

Udita la domanda, il sorriso splendente si trasformò nello sguardo calcolatore tipico di chi sta al
potere, mentre i suoi occhi verdi scuri si chiusero. Si riaprirono poco dopo, di colpo, emanando un
bagliore particolarmente chiaro.

“Rue, hai esercitato le tue abilità di magia oscura, vero?”

Udite le parole di Sakuya, Alicia rispose affermativamente scuotendo le sue grandi orecchie.

“Allora, per favore, usa «lo Specchio del Chiaro di Luna» su Sigurd.”

“Va bene, ma non è ancora notte, non durerà a lungo.”

“Fa niente, presto sarà finita.”

Scuotendo nuovamente le orecchie, Alicia Rue alzò le mani, fece un passo indietro e iniziò a
cantare.

La voce provocante di Alicia s’innalzava in un raro ritmo d’incanto musicale oscuro. L’ambiente fu
improvvisamente invaso dal buio, e il chiaro di luna comparve dal nulla.

Il chiarore si concentrò rapidamente di fronte ad Alicia e, come oro colato, formò uno specchio
tondo. Tutti osservavano in silenzio, mentre lo specchio di superficie, leggermente ondeggiante,
rifletteva una visione sfocata di un altro luogo.

“Ah…”

Leafa sospirò. Proiettato nello specchio, c’era un luogo che aveva visitato numerose volte: la stanza
nella riservata al signore del consiglio.

Leafa poteva vedere un’enorme scrivania verde smeraldo. Dietro di essa, nella sedia riservata al
signore del consiglio, c’era seduto un uomo. Stava rilassato, con le gambe incrociate e appoggiate
sul tavolo, gli occhi chiusi e le mani comodamente dietro la sua testa: era Sigurd.

Sakuya si mise in piedi davanti allo specchio e chiamò con una voce che suonava come un’arpa con
le corde tese:

“Sigurd!”

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Nello specchio, Sigurd aprì gli occhi improvvisamente e balzo dalla sedia come una molla. Per lo
spavento nel ritrovarsi a quattro occhi con Sakuya tramite uno specchio, mentre stava dritto a bocca
aperta, il suo corpo non cessava di tremare.

“Sa- Sakuya?”

“Sì, sfortunatamente. Sono ancora viva.”

Rispose Sakuya freddamente.

“Perché… no… la conferenza?”

“Probabilmente si concluderà con successo. Tuttavia, la stipulazione dell’accordo di pace è appena


iniziata. Oh, e sì, abbiamo avuto l’onore di una visita inaspettata.”

“V… visita?”

“Il generale Eugene ci ha chiesto di salutarti!”

“Cosa?”

Questa volta, Sigurd sembrava veramente sorpreso. Il suo volto fine impallidì e i suoi occhi
viaggiarono irrequieti mentre cercava di trovare le parole. Si fermarono su Leafa e Kirito dietro
Sakuya.

“Ly...!?”

Improvvisamente, i suoi occhi si spalancarono mentre finalmente afferrava il punto della situazione.
Sorrideva meschinamente digrignando i denti.

“Quelle lucertole incompetenti. Allora, Sakuya... cosa vuoi? Denaro? Cacciarmi dal Ministero del
Potere? Se mi perdete come comandante dell’esercito, cosa succederà al vostro potere politico...?”

“Se non riesci più a sopportare di essere un Sylph, esaudirò il tuo desiderio.”

“C- cosa…?”

Sakuya mosse elegantemente la mano sinistra, e un menù di sistema enorme, solo per il Lord,
apparve. Le numerose finestre non erano impilate, ma formavano colonne esagonali di luce. Sakuya
individuò una finestra in particolare e con un dito la estrasse dal mucchio. Nello specchio, Sigurd
fissava il messaggio blu che gli apparve di fronte. Osservandolo, il suo volto arrossì e lui si alzò in
piedi.

“Tu! Sei pazza? Tu... a me... Tu mi vuoi esiliare?!”

“Sì, diventerai un rinnegato e girovagherai nelle zone neutrali. Prego che tu possa trovare presto una
nuova forma di divertimento in questo gioco.”

“Bene...Io ti denuncerò! Andrò da un GM e mi lamenterò per un ingiusto uso di potere!”

“Come desideri. Addio, Sigurd.”

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Sigurd alzò il suo pugno destro e continuò il suo scambio. Sakuya toccò un pulsante sul suo menù e
Sigurd sparì dallo specchio. Esiliato dal territorio dei Sylph, sarebbe stato casualmente trasferito in
una città neutrale che non fosse Arun.

Lo specchio dorato ora rifletteva una stanza del consiglio vuota. Non passo molto prima che la
superficie iniziò a storcersi per poi rompersi in un fragore metallico, mentre il velo che ricopriva il
sole calante spariva.

“Sakuya...”

Il silenzio tornò ancora, mentre le sopracciglia di Sakuya si aggrottavano. Leafa, sentendo quello
che provava, la richiamò con gentilezza.

La bella signora fece oscillare la sua mano sinistra ancora una volta, abbandonando la finestra del
menu, e sospirò sorridendo.

“Se il mio giudizio fosse stato giusto o sbagliato, sarà deciso alle prossime elezioni del signore.
Grazie comunque, Leafa. Sono molto contenta che tu, da testarda, hai rifiutato di fare parte del
consiglio degli anziani e adesso sei giunta qui per aiutarci. Anche tu, Alicia: mi dispiace che sei
rimasta coinvolta nei disordini civili dei Sylph e ti sei trovata in pericolo.

“Siamo sopravvissuti, per cui non importa.”

Concordando con la voce rilassata del signore dei Cait Sith, Leafa annuì.

“Io non ho fatto niente. Se volete ringraziare qualcuno, dovreste ringraziare Kirito.”

“Ora che l’hai menzionato… Cosa…”

In piedi, l’una di fianco all’altra, Sakuya e Alicia Rue guardarono verso Kirito con espressione
interrogativa.

“Sei davvero l’ambasciatore dell’Unione Spriggan-Undine?”

Alicia lo chiese per curiosità, schioccando la sua coda. Kirito rispose, con la mano destra poggiata
sul fianco e una sicurezza nel tono della voce:

“Era tutto una grande menzogna. Un bluff a caso, necessario per le negoziazioni.

“Cosa…?!”

Le loro bocche si spalancarono, in mancanza di parole.

“…che persona irragionevole, vantarsi persino di una cosa del genere!”

“Quando ti ritrovi con delle brutte carte in mano, devi alzare la posta.”

Kirito si vantava in modo svergognato. Improvvisamente, Alicia si ritrovò a sorridere e, con un


sorriso felino malizioso, si avvicinò a Kirito e lo fissò dritto negli occhi.

“Tu, piccolo bugiardo, tuttavia sei molto forte! Lo sai? Il generale Eugene è con grandi probabilità
il giocatore più forte di ALO. Tu lo hai sconfitto in un combattimento faccia a faccia, per cui sei tu
l’arma segreta degli Spriggan, non è così?”

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“Cosa dite? Sono solo un guerriero errante!”

“Pffffttt, ahahahaah!”

Questa risposta arrogante fece ridere Alicia, che prese Kirito per la mano destra e se la poggiò sul
petto. Inclinando la testa, gli lanciò uno sguardo provocante.

“Sei libero di venire al territorio di Cait Sith anche come mercenario. Posso offrirti tre pasti al
giorno e un posto dove fare un sonnellino pomeridiano.”

“Cos…?”

Leafa strinse le labbra, ma prima che potesse aprire bocca, un’altra voce interruppe bruscamente.

“Ehi, Rue, c’è una fila da rispettare.”

Sakuya si fece avanti, con una voce molto più amorosa del solito. Ora indossava un abito senza
maniche stringendo il braccio sinistro di Kirito.

“Lui è venuto in aiuto dei Sylph prima di tutto, per fare sì che possa riservarci vantaggiosi diritti di
negoziazione. Kirito-kun, andremo a bere qualcosa a Sylvain, il che varrà il doppio come cortesia,
per poi pensare ad alcune questioni personali…”

Il volto di Leafa divenne rosso per la rabbia, iniziando a contorcersi senza controllo.

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“Molto astuto, Sakuya-chan, ma io mi oppongo alla seduzione.”

“Non hai diritto di dire una cosa del genere, gli stai troppo vicino!”

Le due bellissime Signore delle rispettive razze stavano cercando di appropriarsi dell’attenzione di
Kirito, e la sua sensazione di disagio generale presto si trasformò in imbarazzo. Mentre Kirito
cercava di pensare a cosa fare, Leafa lo prese per il colletto, da dietro, urlando:

“No! Kirito-kun è il mio...”

Tutti e tre si girarono verso Leafa. Nello stesso momento, lei stessa realizzò cosa stesse dicendo, e
tornò nella realtà.

“Cioè, voglio dire, il mio…”

Non riuscendo a trovare le parole giuste, Leafa si ritrovo a tacere prigioniera di un maldestro
silenzio, mentre Kirito la osservava sorridendo:

“Apprezzo la vostra gentilezza; mi dispiace, ma ho promesso a Leafa di andare con lei alla regione
centrale.”

“Oh, che peccato.”

Sakuya, solitamente molto riservata, espresse il suo rammarico con voce sincera, per poi girarsi
verso Leafa.

“Stai andando ad Arun, Leafa? E’ un viaggio di piacere, o...?”

“Stavo andando via per lasciare il territorio, o almeno così pensavo. Tuttavia, anche se non so dire
con esattezza quando, tornerò sicuramente a Sylvain.”

“Capisco, è un sollievo sentirlo. Devi certamente ritornare, con lui, s’intende. Accertati di fermarti a
casa mia quando torni, e vi stenderò un tappeto rosso davanti!”

Le due Signore lasciarono Kirito, e le loro espressioni tornarono solenni e distaccate. Sakuya portò
la sua mano destra al petto e assunse una posa graziosa, mentre Alicia piegò la testa e abbassò di
poco le orecchie, per ringraziare Kirito e Leafa. Sakura alzò la testa e disse:

“Vorrei ringraziarvi, Leafa e Kirito. Se fossimo stati sconfitti, la differenza tra noi e i Salamander
sarebbe aumentata a dismisura. Desidero esprimervi tutta la mia gratitudine...”

“Non è necessario, non è niente...”

Osservando Kirito grattarsi la testa con un’espressione di disagio, a Leafa gli venne un’idea. Fece
un passo avanti e disse:

“Sakuya, Alicia. La ragione di quest’alleanza è forse per la quest dell’Albero del Mondo?”

“In fin dei conti, quello è il nostro obiettivo. Sfideremo l’Albero del Mondo insieme; se entrambe

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le razze rinascono come ALF bene, altrimenti la razza che rimane si assume il carico di assistere
l’altra durante la prossima Grande Missione. Questo è il fulcro dell’alleanza.”

“Ti prego, permettici di partecipare all’attacco, il prima possibile.”

Alicia Rue e Sakura si scambiarono un’occhiata.

“Non ho niente da dire in contrario, avremo piacere se vi uniste a noi. Tuttavia, non ci siamo
ancora organizzati con i tempi. Perché ce lo chiedi?”

“…”

Osservò velocemente Kirito. Il misterioso Spriggan abbassò per un attimo lo sguardo e disse:

“La ragione per cui sono approdato in questo mondo è per arrivare alla cima dell’Albero del
Mondo. C’è una persona che devo incontrare o almeno c’è la possibilità che si trovi lì...”

“Persona? Stai parlando della Re delle Fate Oberon?”

“No, credo si tratti di qualcun altro. E’ qualcuno che non posso contattare nel mondo reale, ma che
devo incontrare a tutti i costi.”

“Oh, è qualcuno della gestione? Una storia alquanto misteriosa, non pensi?”

Il discorso pareva aver catturato l’attenzione di Alicia Rue; i suoi occhi brillarono, ma le sue
orecchie e coda si abbassarono di colpo.

“Tuttavia, per preparare ed equipaggiare a dovere tutti i membri del gruppo ci vorrà tempo... non è
possibile farlo in un paio di giorni.”

“Capisco, è vero... No, il mio obiettivo per ora è solo giungere la base dell’albero. Vedrò di pensare
a qualcosa una volta che sono lì.

Kirito ridacchiò, come se si fosse ricordato qualcosa, poi mosse la sua mano sinistra
accompagnando il tutto con un “Ah, sì”. Maneggiò velocemente la finestrella facendo apparire
un’enorme sacca di pelle.

“Questo dovrebbe essere d’aiuto per i fondi.”

Mentre lo diceva, appoggiò la borsa che, a giudicare dal suono e dal peso, era piena di Yuld. Alicia,
che accettò lo scambio, rimase un attimo sbalordita per poi affrettarsi ad avvolgere la sacca con
entrambe le mani, abbracciandola. Vi guardò dentro e i suoi occhi si riempirono di meraviglia.

“Sa...Sakuya-chan, questo...”

“Mh..?”

Sakuya piegò la testa mentre la sua mano destra afferrava il contenuto della sacca. Dal suo interno
estrasse una moneta di grandi dimensioni, con un riflesso bianco-verde.

“Uaaaaahh!”

Di fronte alla moneta, anche Leafa gridò con una voce incredula. Le due Signore continuarono a
fissare il contenuto della sacca, visibilmente immobili. Le dodici persone, che stavano osservando
da dietro di loro, esultarono.

“Centomila Yuld Mithril... tutti quanti?!”

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Domandava Sakuya con voce tremante, mentre fissava incredula le monete che aveva di fronte.
Erano molte anche per lei. Ancora meravigliata, scuotendo la testa, rimise la moneta nella sacca.

“Una tale quantità di soldi è quasi impossibile ottenerla, se non combattendo contro le Divinità
Malvagie di Jötunheimr... sei sicuro? Con così tanti soldi potresti costruire un castello in una zona
privilegiata.”

“Non importa. A me non servono più.”

Annuì Kirito, che non sembrava molto attaccato ai soldi.

Sakuya e Alicia guardarono nella borsa ancora una volta, sospirarono profondamente, e alzarono le
teste.

“Con una tale quantità di denaro, siamo abbastanza vicini all’ammontare totale.”

“Prepareremo immediatamente l’equipaggiamento e ti contatteremo quando saremo pronti.”

“Lascio tutto nelle vostre mani.”

Sakuya aprì una finestra del menu e Alicia vi mise la sacca.

“Solo il pensiero di girare con una tale quantità di soldi mi fa rabbrividire. Torniamo al territorio dei
Cait Sith il più velocemente possibile, prima che i Salamander cambiano idea.”

“Hai ragione. Continueremo la conferenza quando torniamo.”

Le Signore acconsentirono e fecero segno di andare ai rispettivi seguaci. I lunghi tavoli e le


numerose sedie sparirono.

“Ti dobbiamo molto. Promettiamo che faremo tutto quello che è in nostro potere per realizzare il
vostro desiderio, Kirito e Leafa.”

“Mi fa piacere essere stata d’aiuto.”

“Attenderemo di essere contattati.”

Sakuya e Alicia strinsero la mano a Kirito e Leafa.

“Grazie! C’incontreremo nuovamente!”

Alicia rivelò ancora un sorriso malizioso, scosse la coda vicino a Kirito e lo baciò sulla guancia. Si
allontanò dall’agitato Kirito e si rivolse a Leafa che ora teneva il broncio. Cosa voleva dire? Le fece
l’occhiolino, per poi spalancare le sue ali gialle.

Le due Signore li salutarono mentre s’innalzavano in aria. Gli altri sei giocatori le scortarono,
allineandosi tutti insieme in una bellissima V ordinata, una formazione che assomigliava a quella
delle oche selvatiche.

Leafa e Kirito le seguirono con lo sguardo finché non sparirono nella luce del calar del sole.

Il suono del vento che fischiava e le foglie trascinate via erano gli unici a ricordare che una battaglia
feroce aveva appena avuto luogo. Lo scontro, che aveva messo in questione il destino di tre razze
diverse, ora sembrava solo un’illusione. Leafa sentì freddo e si strinse più vicino a Kirito.

“Sono andati tutti via.”

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“Sì, è finalmente finita.”

La rottura con Sigurd e la serie di eventi che erano seguiti parevano essere duranti molto di più a
Leafa, invece che di quelle sette o otto ore che realmente erano passate.

“In un modo o l’altro…”

Quando stava con Kirito, si trovava nel suo mondo reale; aveva l’impressione che quella
Leafa/Suguha con le ali fosse la vera se stessa. Leafa non era in grado di esprimere questa
sensazione con le parole, per cui si limitò a stringersi ancor più stretta al petto di Kirito per sentire il
suo battito, quando…

“Ho detto niente imbrogli, Papa!”

“Aaaaah!”

Yui saltò fuori dalla tasca sul petto di Kirito e parlò con voce indignata. Leafa si affrettò a
distanziarsi da Kirito.

“Perché così improvvisamente?”

Yui volò intorno al volto agitato di Kirito alcune volte, per poi sedersi sulla sua spalla per mettere il
broncio.

“Le Signore che ti si sono avvinghiate intorno pare facciano battere il tuo cuore più velocemente del
solito per qualche motivo!”

“Ma... sono un uomo, è normale!”

Leafa tirò un sospiro di sollievo quando capì che non si trattava di lei. Ora, però, le sorgeva un
dubbio nuovo, e allora chiese a Yui:

“Ehi, Yui-chan, io vado bene?”

“Leafa-san sembra essere a posto.”

“Per-perché...?”

“Beh, forse perché tu non sembri poi tanto una donna...”

Questa risposta ottusa provenne dalla bocca di Kirito.

“Ma... cosa... Cosa vorresti dire con questo?!”

Incapace di controllarsi e non essendo in grado d’ignorare queste parole, la mano di Leafa
involontariamente si diresse verso la sua katana.

“N-no, volevo dire… non ti atteggi come una donna facile... ecco... è una cosa positiva, sì!”

Kirito sorrise cercando di soffocare la risata.

“Invece di occuparsi di queste cose, sbrighiamoci a volare ad Arun, il sole sta calando!”

“Eh, ehi, aspetta!”

Leafa distese le sue ali e si lanciò in aria.

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Kirito si diresse verso l’Albero del Mondo, aumentando il passo, e lei lo inseguì sbattendo a più non
posso le ali. Si voltò rapidamente per guardarsi indietro: oltre a quelle enormi montagne, c’era
l’Antica Foresta e il territorio Sylph così familiare. Tuttavia, non indugiò oltre a lasciarseli alle
spalle, mentre le stelle iniziavano a risplendere nel cielo blu scuro notturno.

Il sole, che sembrava del tutto fermo e immobile mentre si trovava allo zenit, s’inclinò lentamente,
colorando l’orizzonte con il rosso luminoso del tramonto.

Dall’ultima volta che Oberon le aveva fatto visita, erano passate almeno cinque ore. Si alzò a
sedere. Probabilmente era passata la mezzanotte dall’altra parte. Nella speranza che non fosse
sempre sotto sorveglianza, si alzò in piedi.

Avanzò di dieci passi, ritrovandosi davanti alla porta dorata. Non poteva fare a meno di essere
sorpresa di essere stata imprigionata in questo spazio ristretto per più di due mesi ormai.

“Ma... tutto questo giunge alla sua fine, oggi.”

Mentre lo stava pensando, Asuna protrasse la sua mano destra fino ad arrivare al panello di
controllo con la password, adiacente alla porta. Cinque ore fa, aveva usato uno specchio per
scoprire la sequenza di numeri necessari per aprire la porta quando Oberon se ne stava andando, e
l’aveva memorizzata. Ogni volta che premeva un pulsante, il tocco risuonava con un clic di
conferma e un’onda di nervosismo le percorreva tutto il corpo.

“…3…2…9…”

Pregando, inserì i numeri finali. Con un suono metallico, la serratura scattò e la porta si aprì.
Piegando il braccio destro, strinse involontariamente forte la mano in un pugno. Quando realizzò
che stava imitando uno dei gesti preferiti di Kirito, scoppiò in una risata divertita.

“Kirito-kun, farò del mio meglio!”

Sussurrò mentre spalancava la porta dorata. Sorpassata quest’ultima, un altro ramo, molto più
aggrovigliato di quello della cella, formava un piccolo sentiero che collegava il piano alla base
dell’enorme albero. Lasciò la cella; un passo, due passi, e la porta si richiuse automaticamente
dietro di lei, con un click silenzioso. Asuna fece oscillare i propri capelli, mise il petto in fuori
fieramente e s’incamminò verso il mondo diverso che era sicura di trovare oltre.

Un paio di minuti dopo, si girò indietro per vedere la cella ricoperta di foglie sparire dalla sua
vista. Si fermò nel bel mezzo del lungo sentiero di rami dell’Albero del Mondo e sospirò. Aveva la
sensazione di aver camminato per centinaia e centinaia di metri. Era veramente grande.

Visto l’impaziente e pigro Oberon, il terminale del sistema per il log-out non doveva essere molto
lontano dalla cella, ma forse non era così. Per di più, se stava usando il tipo di finestra di SAO o i
controlli a riconoscimento vocale, sarebbe stato difficile accedere al sistema.

Tuttavia, non posso tornare in quel posto. Devo continuare ad andare il più lontano possibile.
Senz’ombra di dubbio sopravvivrò e tornerò nel mondo reale, per incontrare lui nuovamente.

Asuna incise questo desiderio nel cuore e proseguì.

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Come va? E’ da un po’ che non ci si sente, qui è Kawahara. Grazie per aver letto la mia opera.
Partiamo come al solito: inizio scusandomi!

Mi dispiace che l’ultimo Accel World 3 pubblicato e in modo simile anche questo Sword Art
Online 3 siano diventati entrambi volumi continuativi!

Per di più, mi dispiace per l’apparizione di una nuova eroina, sono davvero dispiaciuto. Sono
convinto che tutti quanti avete notato questa sgradevole tendenza diffondersi anche sul modo di
sviluppare la storia. Anche Accel è così. Non ero particolarmente intenzionato a scrivere in questo
modo. Non essendo capace di scrivere secondo vari punti di vista, il numero dei personaggi
femminili è aumentato e inevitabilmente, senza eccezioni, arrivano a collegarsi con il personaggio
principale.

Mi dispiace, forse è così perché il 40% della gente ama questo genere di cose.

Questo SAO3 è diventato l’ultimo libro che ho l’onore di poter pubblicare nel 2009. Mentre stavo
scrivendo queste note finali, ho ricevuto il rapporto sull’opera vincitrice scelta per il Gran Premio
del Dengeki Light Novel; “in qualche modo, è già passato un anno”, pensai a lungo interdetto.

A pensarci, durante la 15° cerimonia di premiazione, i miei colleghi più anziani si rivestirono di
una tale aura, così travolgente da impedirmi persino di andare a salutarli.

Non era possibile che io potessi essere in grado di raggiungere una tale aura, nonostante il fatto
che in qualche modo potevo continuare a pubblicare i miei libri e nello stesso tempo indebitarmi
con chi mi regalava la propria attenzione e supporto. Forse, dall’anno prossimo, e in quelli a
seguire, al regolare suono del battere dei tasti sulla tastiera, aspirerò anch’io a risalire per
quest’alta montagna di Dengeki.

I nuovi personaggi, in gran parte femminili, che – nuovamente – sono apparsi in gran stile, sono
stati delicatamente disegnati, con grande fascino, dall’illustratore Abec-san, a cui sono grato
anche per questo volume. Per finire, a causa dei preparativi per l’evento, che mi ha impegnato
incessantemente, e dell’abitudine di dimenticarmi il finale, ho fatto preoccupare il mio superiore,
Miki-san, cosa per la quale mi scuso profondamente.

E ora, io stesso vi regalo, a voi che avete letto fin qui, la mia gratitudine di fine anno.
Auguriamoci di fare altrettanto bene nel 2010!

1 ottobre, 2009, Kawahara Reki.

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