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Il 13 giugno 2016 a Bologna mi viene diagnosticata la SLA.

Poche parole del medico


e una scarna lettera con un codice. Perch� proprio a me? Per giorni mi tornano alla
mente le parole di Paolo di Tarso: Siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo
sconvolti, ma non disperati... Io sono libero, mi ripeto: libero di amare!
Rileggendo per l'ennesima volta quella sigla SLA, ho pensato: SLA=Sono Libero
d'Amare Un desiderio mi spinge allora a condividere qualche pagina della mia vita.

marted� 30 ottobre 2018


Sono cresciuto negli uffici dei commissariati, dove lavorava pap�, respirando aria
di giustizia, legalit� e libert�. Il camminare a testa alta era una prerogativa
fondamentale della persona onesta.

Men in black

Uno dei pochi canali televisivi, che guardavo prima, era Focus. Non ho mai perso
l'amore per la scienza e la tecnologia. Per un periodo ho seguito i documentari di
ufologia.
Chi sono questi men in black, uomini vestiti di nero?
Sono agenti governativi incaricati di intimidire, o ridurre al silenzio, i
testimoni di avvistamenti di oggetti volanti non identificati, parte della teoria
del complotto UFO.

Sicuramente, qualcuno si chieder� per quale motivo sia interessato a scrivere una
pagina su un argomento che non ci riguarda.
Ragionare per paradossi, o argomentare un problema per assurdo, � stata sempre la
mia passione, e devo ammettere che � un esercizio mentale utile, e con buoni
risultati.
Studiando l'etologia degli squali, ho iniziato ad elaborare un pensiero, con dei
riscontri molto interessanti.
Il termine squalo deriva dal latino squalus, col significato di ruvido, aspro,
indicandone la pelle scabra, infatti spesso utilizzata come abrasivo, col nome di
zigrino. Per analogia, a sua volta il termine deriva dal sanscrito kal-a, col
significato di nero, tenebroso, brutto.
Tutti gli squali sono carnivori e la maggior parte di loro si nutre di pesci ed
altri animali marini.

A questo punto dobbiamo capire il nesso tra gli uomini in nero, e gli squali. Devo
ammettere che la soluzione � lapalissiana.
Non c'� latitudine del globo esente da squali vestiti in giacca e cravatta. Non
importa il colore del vestito, esistono anche gli squali bianchi, come non importa
il sesso.
Ma chi sono in realt�?
Sono rispettabili professionisti, disposti a tutto, pur di ottenere un loro
tornaconto. Sono l'eccellenza della sanit�, pubblica o privata che sia, pronti a
lucrare sulla salute di ignari pazienti, in bilico tra la vita e la morte. A che
pro, poi, se si aggiunge il ricatto psicologico, in mille modi eleganti e sottili,
per far cadere nella trappola il povero sventurato, che nel bisogno scambia un
barracuda per una ciambella di salvataggio.
Sono colleghi di lavoro disposti a tutto, pur di ottenere un premio di produzione a
fine anno, uno scatto di carriera, una missione ritenuta pi� prestigiosa di altre.
Pur di fare le scarpe al collega sono disposti a tutto, anche ad attaccare in
branco per spartirsi la preda. Sembra la sequenza di un film di pessimo valore
artistico, ma � una realt� che fa parte del nostro vivere quotidiano. � una logica,
meramente egoista, che ha inficiato tutti i tessuti sociali, non importa se siano
societ� multinazionali, o semplici associazioni di quartiere. L'ingordigia non
conosce confini territoriali, e gli squali sono sempre pronti ad attaccare la
preda, non sono mai sazi.
Ho seguito un ragionamento per assurdo, che ahim� � la realt�. Quando una societ�,
un gruppo di persone, non ha motivazioni per stare insieme, se non per la lotta del
primus inter pares, scatta l'etologia dello squalo.
Ma attenzione non � un fenomeno sociologico della nostra era, � un modus operandi
atavico. Quanto spargimento di sangue, nei secoli addietro, per un tozzo di terra,
causa di lotte fratricide.
O esecranda sete dell'oro, a che non spingi tu l'animo umano?
Virgilio constata l'egoismo dell�uomo, legato alla natura umana.
Non � una visione pessimista di un mondo, che � cambiato nei secoli. � la realt�, e
va affrontata, per non cadere nella trappola. Se prima erano orde barbariche, oggi
sono eleganti e rispettabili uomini d'affari. � cambiato l'habitus, ma non l'animo.
E allora come comportarsi, quali contromisure prendere?
La mia risposta � sempre nel Vangelo.
Siate astuti come serpenti e puri come colombe, recita il Vangelo di Matteo.
Ges� d� una visione del tutto realista della vita del cristiano nel mondo: ci
vogliono purezza, fede, certo, ma anche intelligenza, perch� il cristiano non deve
essere, n� imbecille, n� gonzo.
Ero giovane e, dopo un paio di colloqui, ero stato assunto con il ruolo di
impiegato, con la promessa che, dopo qualche mese, sarei stato promosso nella
categoria dei quadri, come direttore amministrativo. A dire il vero, le qualifiche
mi interessavano ben poco. In poche settimane avevo conquistato la fiducia di
tutti, con la mia semplicit�, e competenza operativa. Ci� a riprova del fatto che
l'autorevolezza, la guadagni sul campo, l'autorit� � un mero titolo, che lascia il
tempo che trova.
Come mia abitudine, non lesinavo l'impegno nel lavoro, e tante volte, pur di
elaborare le buste paga per il 27 del mese, la sera precedente non lasciavo
l'ufficio fino a quando non stampavo la distinta per il pagamento degli stipendi,
che la mattina successiva consegnavo in banca all'apertura degli sportelli.
Sentivo la responsabilit� di quelle famiglie, e non importava null'altro.

Un giorno viene presentato a tutto il personale un signore, vestito da classico man


in black, con sorriso smagliante, e calorose strette di mano per tutti, come
consulente del presidente, per seguire alcune pratiche amministrative.
Non conoscevo quell'uomo, e non mi quadravano alcune affermazioni contraddittorie,
sentivo puzza di squalo, ma, per abitudine, studiavo tutti i minimi particolari,
evitando pregiudizi per non sbagliare: quale diritto abbiamo di giudicare? Non
giudicate e non sarete giudicati, ammonisce il Vangelo, anche se bisogna essere
attenti, e non essere ingenui.
Dopo un paio di giorni le mie supposizioni mi misero in guardia.
Una delle pi� grandi consolazioni di questa vita � l'amicizia; e una delle
consolazioni dell'amicizia � quell'avere a cui confidare un segreto, recita il
Manzoni. Tutti sapevano il ruolo di quel signore, e ad uno ad uno, tutti i
dipendenti mi confidarono il segreto. Non potei che farmi una risata, facevo il mio
lavoro, e non temevo lo squalo.
Quando lo squalo non riesce ad azzannare la preda, cerca alleati. Uno dei
consiglieri dell'azienda era un prelato, che era anche il vicepresidente.
Un giorno lo andai a trovare nel suo ufficio, per farmi firmare alcuni documenti.
Entrai sorridente, come al solito, e stavo per stringergli la mano, che il suo
sguardo mi gel�.
Senza farmi accomodare, inizi� a preparare la trappola, che subito intuii, e non
gli diedi adito per attaccarmi frontalmente. Ma il messaggio era chiaro: non avrei
mai ricoperto il ruolo per il quale ero stato assunto. Non voglio definire la luce
che trapelava dai suoi occhi. Non lo giudicai, lo avevo sempre ammirato. Lo salutai
con un sorriso, non denigratorio, ma di commiserazione, e me ne andai.
Per strada ripensai a quel colloquio, e non potei fare a meno di affidare a Dio
quanto successo. Ero la preda, ma non avevo paura, dovevo stare attento e non
offrire il fianco, avrei continuato il mio lavoro.
Dopo qualche giorno mi avvisano che il prelato � morto, per un infarto fulminante.
Prego per lui, e lo vado a trovare. La salma era esposta nella sala dove c'eravamo
incontrati l'ultima volta. Non ho potuto fare a meno di ringraziare Dio, per non
aver avuto alcun rancore. Provavo una libert� interiore inspiegabile. Uscendo mi
tornarono alla mente le parole di Paolo di Tarso: la Verit� vi fa liberi.
Ero un uomo libero, e non sono mai sceso a compromessi.
Ho incontrato nella mia vita tanti men in black, molti dei quali insospettabili,
perch� si spacciavano per amici, e paladini della verit�, in questo caso �
d�obbligo la "v" minuscola. Li ho abbandonati al loro destino di predatori, ma un
muro di acciaio li ha bloccati.
Il mio man in black aveva perso un prezioso alleato, ma si diede da fare per
trovarne altri. Era un ruolo ambito, il mio, ma sapevo come tenerli tutti a bada.

Un giorno mi viene chiesto, dal Movimento dei Focolari, se sono disponibile a


trasferirmi in Albania. Perch� proprio io?, domando. Mi viene risposto che ho tutte
le caratteristiche: sono portato ad imparare le lingue, e, dovunque mi trasferisco,
riesco sempre a trovare un lavoro.
Rispondo subito affermativamente.
Reminiscenze scolastiche mi richiamano alla mente Giambattista Vico: Verum et ipsum
factum!
Il principio significa che il vero conoscere (verum) si identifica col fare
(factum), o col ricostruire idealmente ci� che � gi� avvenuto, e che pu� essere
ricreato con la mente in tutti gli stadi attraverso i quali si � fatto.
Possono mai intimorirmi i men in black?
La mia mente � libera di navigare in oceani in cui gli squali non si avventurano, e
bisogna studiare bene la preda, prima di attaccare.
Il luned� mattina, prima di andare in ufficio, vado a trovare il presidente. Quando
mi fanno accomodare nella sua stanza, mi trovo davanti ad una persona impacciata,
come se fosse imbarazzata per qualcosa che mi riguardava. Per superare l'impasse,
gli consegno la busta contenente le mie dimissioni, e spiegandogli,
contemporaneamente, che mi trasferisco a Tirana. Il suo volto cambia espressione,
ci salutiamo, e vado in ufficio.
Sulla mia scrivania trovo una busta. La apro, e dopo aver letto il contenuto,
abbozzo un sorriso. � una lettera di contestazione fallace, e facilmente
oppugnabile, ma che non merita alcuna attenzione. Il sabato non lavoravo, e cos�
avevano ordito un'accusa, per una mancanza di lavoro attribuitomi, che non era di
mia pertinenza, ma della collega, alla quale da sempre ero inviso, perch� aspirava
a ricoprire il mio ruolo, e che si era alleata con il branco, pur di scavalcarmi.
Archiviai la lettera, e con essa la meschinit� umana.
Chiesi le ferie accumulate, e partii verso una nuova tappa della mia vita. Lasciavo
un buon lavoro, con contratto a tempo indeterminato. Una pazzia, secondo alcuni.
� la vera libert�, da tutto e da tutti, e il coraggio di fidarsi pienamente di Dio.

Tutta la vita � stato un banco di prova per testare la mia fiducia in Dio, e
seguire la via tracciatami da Maria, fin da quando sono nato. � la forza che mi
aiuta e mi sostiene ad affrontare la malattia.
Voi siete miei amici, se fate ci� che Io vi comando, recita il Vangelo di Giovanni,
e si sperimenta una libert�, che i men in black non possono sognare, finch� non si
spogliano di un ruolo, che Dante definisce: Fatti non foste a viver come bruti.
Tutti siamo candidati ad essere chiamati amici, nessuno escluso. � necessario avere
fiducia in Dio, perch� Lui ha pi� fiducia in noi, di quanto noi abbiamo in Lui.
E questo mi fa gridare a gran voce:
Sono Libero di Amare

Pubblicato da sla.Io sono libero a 05:18 1 commento:


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domenica 21 ottobre 2018


�Dubitate di chi ha solo certezze e riponete fede in chi ha anche dei ragionevoli
dubbi, in quanto la vera saggezza sta anche nel saper riconoscere la propria
ignoranza. Ne fu un classico esempio il grande filosofo greco Socrate, alla base
della cui sapienza stava la consapevolezza di sapere di non sapere nulla. Xavier
Wheel (filosofo inglese)

La pietra nera

Il presente articolo fa parte di una trilogia che ho scritto sull'Islam. Non �


sicuramente un trattato esaustivo, ma vuole sfatare i falsi miti che, spesso,
erigono palizzate invalicabili.

La pietra nera
La Pietra Nera � una roccia nera, grande quasi come un pallone da calcio,

incastonata a circa 1,10 m d'altezza nell'angolo est della Kaaba della Mecca; la
tradizione vuole che, con la fine del mondo, torner� a brillare di un bianco
splendente
per raggiungere la sua meta: il Paradiso.

La religione musulmana nasce nel VII secolo in Arabia, grande penisola, occupata
per il 90% da deserti sabbiosi, tra il Mar Rosso e il Golfo Persico.[1]
La parte centro-settentrionale � occupata da deserti di pietra e di sabbia o da
distese di steppa con erbe basse e rade, ed � abitata da beduini.
La parte meridionale � fertile perch� i venti monsoni vi portano le piogge, ed �
abitata da contadini.
BEDUINI:
Il nome significa �abitanti della steppa�.
Sono nomadi, si spostano continuamente, per sopravvivere, verso le oasi, alla
ricerca di acqua.
Sono pastori, allevano cammelli, dromedari e capre.
Fanno la scorta alle carovane di mercanti che attraversano il deserto.
Compiono razzie e rapine.
Vivono in trib�, guidate da un capo chiamato sceicco, sempre in lotta fra loro.

CONTADINI:
Sono sedentari.
Coltivano datteri, cereali, uva, e prodotti speciali, come spezie, profumi e
incensi.
Vivono in trib�.

Le trib� dei beduini e contadini dell'Arabia erano politeisti: adoravano pi� di


trecento divinit� diverse, per alcune fonti erano 360.
In Arabia vivevano anche comunit� di eb