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Teoria contemporanea del restauro

Muñoz Viñas

L. Binda, L. Zanzi, P. Condoleo, G. Cardani and A. Anzani


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COS’È IL RESTAURO?

Il Restauro ebbe origine quando


divenne evidente come il punto di
vista, gli approcci e le competenze
necessarie per trattare un dipinto sono
diversi da quelli richiesti per trattare un
comune muro rustico.

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COS’È IL RESTAURO?

Il Restauro si sviluppa nel XIX secolo in Europa; da


allora, il suo scopo si è ampliato, si è rafforzata la sua
importanza, alcune posizioni si sono modificate e altre
sono state superate.

Nel passato era diverso da come lo conosciamo oggi:


oggi esso è un’attività complessa che richiede specifiche
competenze, le quali coinvolgono fra l’altro quelle di
artisti, carpentieri e scultori.

Per essere storicamente accurati, dovremmo definire le


attività svolte dai restauratori come revisione, pulitura,
manutenzione, riparazione.

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TEORIA CONTEMPORANEA DEL RESTAURO

Dal XIX secolo, mentre le opere d’arte e gli


artisti assumevano una particolare
considerazione, la scienza si imponeva come
l’unico metodo corretto per studiare la realtà.

Nell’ultima parte del XX secolo le scienze dure,


(come la chimica e la fisica) hanno svolto un
ruolo importante nei confronti delle tecniche del
restauro.

Più che come una vera e propria teoria, ciò si


configurò come un’attitudine e venne
denominata nuovo restauro scientifico, che
coesistette con una visione estetica.

La Teoria contemporanea del Restauro,


intesa come un pensiero alternativo o critico, si
sviluppò a partire dagli anni 80.

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VERITA’, OBIETTIVITA’ E RESTAURO SCIENTIFICO
Le teorie classiche considerano il restauro come un’operazione di
rispetto della verità. Nonostante non concordino esattamente
sull’esatta natura della verità, concordano nel ritenere che il principale
scopo del restauro sia conservare o rivelare la vera natura di un
oggetto o la sua integrità.

Secondo le teorie classiche, l’integrità di un oggetto si basa su quattro


principali fattori:

- le sue componenti materiali;


- le sue caratteristiche percettibili;
- l’intento del produttore;
- la sua funzione originale.

Nell’ambito del restauro, tuttavia, queste visioni spesso confliggono.


Occorre compiere delle scelte, perchè spesso non è possibile
applicarle tutte contemporaneamente.

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IL DECLINO DELLA VERITA’ E DELL’OGGETTIVITA’

La critica al restauro scientifico, inteso come principale epifenomeno


delle teorie classiche, si basa sull’analisi delle nozioni di oggettività e
verità.

Assumere che il restauro possa conservare o rivelare la vera natura di


un oggetto significa considerare che la verità sia un principio guida.

In realtà, non c’è nulla di innocente o neutrale in questa definizione.

o Teorie estetiche  la verità è strettamente legata a qualità


estetiche, spirituali, artistiche

o Restauro scientifico  la verità è solo materiale, oggettiva,


naturale

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AUTENTICITA’ E VERITA’ NEGLI OGGETTI DEL RESTAURO
L’assunzione che un oggetto possa avere una vera natura, o esistere in uno
stato o in una condizione vera, implica che esso possa anche esistere in una
condizione non-vera.
Secondo le teorie classiche, in nome della verità, il restauro dovrebbe
modificare o eliminare quelle caratteristiche che oscurano o occultano la vera
natura dell’oggetto.

Roma, Chiesa di Santa


Maria in Cosmedin,
prima e dopo la
rimozione della facciata
barocca (1899)

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AUTENTICITA’ E VERITA’ NEGLI OGGETTI DEL RESTAURO

Eccessiva intensità dell’intervento:


in effetti la verità è uno «stato che si presume vero»

El caballero de la mano en el pecho (El Greco) prima e dopo il restauro

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AUTENTICITA’ E VERITA’ NEGLI OGGETTI DEL RESTAURO

Eccessiva intensità dell’intervento:


in effetti la verità è uno «stato che si presume vero»

Bacco e Arianna (Tiziano), 1520/1523. prima e dopo il restauro

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AUTENTICITA’ E VERITA’ NEGLI OGGETTI DEL RESTAURO

L’autenticità, nelle teorie oggettiviste, è fittizia: il restauro


ha sempre modificato gli oggetti.
Nel caso di opere d’arte vandalizzate, l’intervento di
restauro le modifica, ma il loro stato finale non è meno
autentico di quello danneggiato.

Pietà, Michelangelo, 1497/1499. Prima e dopo il restauro successivo all’atto vandalico del 1972.

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AUTENTICITA’ E VERITA’ NEGLI OGGETTI DEL RESTAURO

La convinzione che la condizione preferibile di un oggetto


sia quella autentica, che alcuni cambiamenti operati su un
oggetto possano renderlo più reale, è un importante
difetto delle teorie classiche del restauro.

La scienza aiuta a conoscere meglio i fatti tecnicamente


e storicamente, ma non a decidere se riportare un
oggetto a una sua condizione passata. Non esiste
ragione oggettiva per scegliere quella data condizione.

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Molto spesso, autentico viene
confuso con preferito o atteso.

L’affresco nella Cappella Sistina


venne eseguito da Michelangelo
Buonarroti, ma anche da Daniele
da Volterra e altri pittori che
aggiunsero i panneggi per coprire
la nudità delle figure.

Anche l’intervento di pulitura ha


rimosso i particolari effetti dovuti al
fumo delle candele e alla colla
animale aggiunta da artigiani
sconosciuti per rinfrescare i colori.

Mentre queste operazioni non


vanno considerate sbagliate, è
sbagliato pensare che esse siano
state compiute per amore di verità.

La Cappella Sistina prima e


dopo le operazioni di pulitura.

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La Cleaning controversy, che ebbe luogo a metà del


ventesimo secolo e si sviluppò intorno alla pulitura di antichi
dipinti presso la National Gallery of London, è un altro
esempio di questo problema. Mentre tale pulitura venne
compiuta con tecniche approvate scientificamente, tuttavia
produsse risultati che per molti osservatori vennero
considerati inaccettabili.

Il dibattito divenne ben presto una querelle fra esperti che


sostenevano rispettivamente la posizione delle scienze dure
e delle scienze molli, contrapponendo in particolare chimici e
storici dell’arte.

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AUTENTICITA’ E VERITA’ NEGLI OGGETTI DEL RESTAURO


Da un punto di vista oggettivo, la nozione
di autenticità e falsità non hanno
significato neppure in un caso di deliberata
contraffazione. (Eco,1990)

Il fatto che determinati oggetti siano stati


deliberatamente creati per essere
erroneamente identificati dai soggetti, non
li priva di una caratteristica basilare: la loro
esistenza reale.

Ancora una volta, le opinioni dei soggetti


possono accordarsi o meno al mondo
reale, ma il mondo reale è, per l’appunto,
reale. Ciò che può rivelarsi falso è la
convinzione del soggetto (le sue
aspettative) che un dipinto moderno sia
databile al XVI sec, non l’opera in sè.

Han van Meegeren, famouso falsario delle opera di Jan Non meno della bellezza, la falsità sta
Vermeer. nell’occhio di chi guarda.

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LEGGIBILITA’
La leggibilità è la possibilità di un osservatore di comprendere o leggere
correttamente un oggetto. La nozione di leggibilità si potrebbe intendere come un
piccolo passo avanti rispetto alle posizioni classiche, poichè in questo caso la
nozione di verità è legata non alle caratteristiche fisiche dell’oggetto, ma alla sua
capacità di trasmettere un significato. Tuttavia presuppone erroneamente che gli
oggetti abbiano un significato profondo, una leggibilità, che il degrado può
nascondere. In realtà, rimettendo a nuovo Stonehenge, esso non diventerebbe
comprensibile, piuttosto acquisirebbe nuovi significati.

Stonehenge

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LEGGIBILITA’

Un oggetto può essere assimilato a


un palinsesto, in cui i testi sono scritti
in successione, così che ognuno
copre o modifica il precedente. E’ il
restauratore che sceglie quale di
questi debba prevalere.

In queste scelte, ancora una volta gli


argomenti oggettivi non hanno alcuna
rilevanza: sono gli osservatori a
stabilire se i nuovi significati assunti
dagli oggetti sono appropriati o
pertinenti. Qualora non li ritengano
pertinenti, questi cambiamenti
verranno con tutta probabilità
considerati degrado.

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IL CONCETTO DI DEGRADO

Il concetto di degrado è cruciale nel restauro.

Non sempre risulta chiaro che il degrado non equivale


all’alterazione.

Come dimostra Ashley Smith (1995), l’alterazione di un oggetto


di restauro può essere di tre tipi :

patina, restauro, deterioramento.

La patina e il restauro sono alterazioni che aggiungono valore


all’oggetto.

Solo le alterazioni che effettivamente riducono il valore


dell’oggetto sono di norma considerate come deterioramento o
degrado. Il degrado non è una proprietà dell’oggetto, ma il
risultato di un giudizio personale, soggettivo.

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CLASSIFICAZIONE DELLE POSSIBILI ALTERAZIONI


Ashley Smith
Alterazioni non Alterazioni
intenzionali intenzionali

Alterazioni
che
accrescono
il valore
Patina Restauro

Deterioramento
Alterazioni
Sinistro
che
riducono il
DEGRADO
Vandalismo
valore

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IL CONCETTO DI DEGRADO

Il degrado è la conseguenza
dell’evoluzione di un oggetto.

Riparare un danno significa


che l’evidenza storica che il
degrado stesso trasmette non
sarà disponibile per i
successivi fruitori dell’oggetto.

Il restauro ha sempre questo


effetto deleterio: esso
nasconde o trasforma la vera
natura di un oggetto,
distruggendo l’evidenza
storica.

Santa Bibiana, Bernini, danneggiamento durante uno spostamento,


aprile 2018.

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IL CONCETTO DI DEGRADO 21

Il concetto di degrado è il risultato di percezioni soggettive, persino quando


tali percezioni sono molto diffuse. A volte un degrado visibile può avere un
grande valore.
A volte, un grado estremo di deterioramento della materia coincide con il
massimo dispiegamento delle potenzialità estetiche dell’opera (Colosseo).
Le rovine e molti altri oggetti danneggiati possono diventare ricchi di
significato a causa delle loro alterazioni (Hiroshima Dome).

Colosseo, Roma. Peace Memorial Park, Hiroshima.


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ESIGENZE SOGGETTIVE E INTANGIBILI NEL RESTAURO

Inadeguatezza della conoscenza oggettiva nel restauro 

o Il restauro risponde a priorità, gusti e necessità umani


(soggettivi). Questi dipendono dalla fondamentale capacità
degli oggetti del restauro di comunicare significati.
o La comunicazione è un fenomeno tanto immateriale quanto
soggettivo.
o Gli approcci oggettivisti ignorano il valore dei manufatti che
fanno affidamento non su valori documentali (che essi
possono rivestire per gli esperti), ma sul valore estetico e
simbolico che possono rivestire per molte persone

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BISOGNI SOGGETTIVI E INTANGIBILI NEL RESTAURO

Due opposte critiche all’approccio oggettivista:

o Teorie esteticiste classiche 


Enfatizzano la rilevanza di valori estetici e il
ruolo delle scienze molli nelle fasi
decisionali

o Teorie contemporanee 
Enfatizzano le funzioni simboliche e
comunicative.

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BISOGNI SOGGETTIVI E INTANGIBILI NEL RESTAURO
I criteri della conservazione sono influenzati dal gusto relativo che svolge un
ruolo in tre modi differenti:

- nel dettare la priorità degli oggetti da conservare;


- nel fare prevalere le “vere condizioni” dell’oggetto su altre possbili;
- nel ri-creare tali condizioni in un determinate modo

Cattedrale di Valencia. Il restauro ha privilegiato l’aspetto Romanico rispetto a quello neoclassico. Nella
crociera sono ancora visibili le decorazioni neoclassiche.

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BISOGNI SOGGETTIVI E INTANGIBILI NEL RESTAURO

Nella sua opera (Fabricating heritage) David Lowenthal difende


attivamente il ruolo del soggettivismo nei confronti del
patrimonio. Il suo lavoro mostra come il passato venga
fabbricato oggi, e come sia stato fabbricato per secoli.

Secondo Lowenthal, noi dobbiamo tenere in conto l’artificio non


meno della verità del patrimonio. Niente di ciò che è stato
prodotto è rimasto immacolato, nulla di ciò che si conosce è
immutabile. E’ molto meglio rendersi conto che il passato è
sempre stato alterato piuttosto di illudersi che sia rimasto
sempre lo stesso.

Lowenthal elenca le strategie attraverso cui il patrimonio


modifica il passato e lo adegua alle necessità del presente:
adegua, aggiorna, confonde, dimentica selettivamente,
escogita genealogie, reclama la priorità.

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Le reliquie dei Magi vennero spostate da Milano alla Cattedrale di Colonia.

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DALL’OGGETTO AL SOGGETTO

La svolta comunicativa ha influenzato profondamente la logica del restauro.


La comunicazione dipende dalla capacità del soggetto di recepire un
messaggio dall’oggetto.

Pertanto, nella teoria contemporanea del restauro, la priorità non è più sugli
oggetti ma sui soggetti.

Se il restauro altera deliberatamente gli oggetti e i loro significati, se non


conserva i significati ma li adegua alle attese contemporanee, se la verità non
è più un obiettivo, allora la conservazione cosa dovrebbe fare?

Una possibilità è che rinunci semplicemente ad ogni illusione oggettivista. La


conservazione stessa dovrebbe essere vista come un intervento creativo,
soggetto alle stesse negoziazioni e battaglie individuali e sociali sui significati
e le loro rappresentazioni che riguardano ogni altra azione.

 Soggettivismo radicale

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Madonna del Prato, Giovanni Bellini, 1500 ca, National Gallery

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DALL’OGGETTO AL SOGGETTO

Secondo Cosgrove, il restauro tarpa le ali agli oggetti:

L’atto di restaurare sposta l’artefatto dall’utopia all’ideologia, dall’arte alla cultura


(…) il restauro pone a rischio le possibilità utopistiche dell’oggetto artistico.

Egli afferma che il restauro creativo, invece, promuove fluidità e flessibilità, vitali
per le forme culturali contemporanee, e scongiura la dittatura del canone unico.
Apre inoltre alla possibilità per il restauratore di una maggiore libertà creativa, di
sottrarsi al giogo opprimente di una concezione distorta dell’autentico, della cosa
reale.

La conservazione celebra uno status quo. Il restauro creativo è una celebrazione


del processo e dell’interazione. Riguarda le persone ed è intrinsecamente e
politicamente destabilizzante. Il restauro dialoga con il presente e asseconda
l’anarchico e informe intreccio della vita. Implicitamente, accetta la realtà del
degrado e della distruzione. Processo vuol dire movimento e quindi futuro.

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DALL’OGGETTO AL SOGGETTO
E’ impossibile ri-creare, è possibile creare; non vi sono ragioni perchè il restauro debba
negarsi questa possibilità.

Il soggettivismo radicale può essere difeso in ogni sua forma alla luce della pura logica.
Ma in alcuni casi esso va contro il buon senso. Comunque, mettere i baffi a Monna Lisa
non è diverso dallo spostare un altare fuori dalla sua chiesa.

L.H.O.O.Q, Marcel Duchamp, 1919 . Fondazione Adriano Barnareggi, Bergamo

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DALL’OGETTO AL SOGGETTO

Gli edifici antichi appartengono in parte a chi li ha costruiti e in parte alle


generazioni che vengono dopo di noi (Ruskin, 1989).

Comunque, gli edifici antichi appartengono anche a noi: non a me, non ad
alcuni di noi.

Quindi non possiamo farne quello che vogliamo.

Fregio del Partenone, British Museum. Demolizione di una Villa Liberty a Busto Arsizio (Va).

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INTERSOGGETTIVISMO

Per integrare il soggettivismo entro il


quadro teorico del restauro, una
risposta che riconcilia la soggettività
con il buon senso può essere
l’intersoggettivismo.

La maggior parte dei semiotici


concorda che la comunicazione fra
Simbolo della Croce Rossa. soggetti è spesso basata su una serie
di regole convenzionali note a
ciascun soggetto coinvolto nel
processo di comunicazione.
Cosa accadrebbe se le persone
semplicemente non concordassero sul
significato di un simbolo? Verrebbe
dimenticato o forse sostituito con un
altro simbolo.

Mosaico di epoca Romana.

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DALL’OGGETTO AL SOGGETTO

Gli oggetti diventano oggetti del restauro perchè trasmettono messaggi. Per
diventare simboli sociali, devono essere accettati socialmente. Se i soggetti non
concordano più, gli oggetti perdono il loro significato.

L’intersoggettivismo nel restauro nasce da un accordo fra i soggetti che


riguarda il significato; le responsabilità relative alla sua conservazione ricade
sulle persone coinvolte o su loro rappresentanti.

La nozione di oggetti di restauro come oggetti significativi ha un importante


effetto collaterale rispetto alle teorie classiche del restauro:

 sostituisce la nozione di comunicazione a quella di verità

Questo non significa che la verità non debba più essere perseguita, ma
significa invece che la verità può essere o non essere perseguita.

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OGGETTIVISMO E AUTORITA’

Se l’osservatore non è in alcun modo


rilevante, allora le verità scientifiche,
oggettive, sono valide universalmente.
Verità universali di questo tipo vengono
considerate fatti, non convinzioni, il che le
pone al di là della discussione soggettiva, o
per lo meno oltre la discussione fra persone
non esperte.
Le verità scientifiche possono essere
dibattute solo fra scienziati. In pratica, questo
ha come conseguenza una riduzione
importante della discutibilità effettiva dei
processi di restauro.
Se le conoscenze richieste per poter discutere le decisioni sul restauro sono ristrette
agli scienziati, allora anche il ruolo del restauratore nell’ambito del restauro è
drasticamente ridotto. I restauratori si possono intendere come meri operatori che
implementano decisioni prese da altri al di sopra di loro. Secondo molte persone che
operano nel campo del restauro, ciò è un effetto indesiderato descritto come un
processo “colonizzazione” del resaturo da parte della scienza.

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OGGETTIVISMO E AUTORITA’

Spesso a chi restaura si attribuisce una


responsabilità che non riguarda le persone, ma
l’oggetto in sè.

Secondo il restauro oggettivista, l’oggetto viene


ascoltato e vengono soddisfatti i suoi bisogni. Se
l’ggetto “richiede” un trattamento, se un oggetto
“parla”, allora il restauratore non sta prendendo
decisioni soggettive, ma sta semplicemente
facendo ciò che l’oggetto richiede. Tali decisioni
non possono essere messe in discussion da altri
soggetti, poichè il restauratore in realtà non ha
avuto altra scelta se non quella di seguire le
direttive dell’oggetto.

Questo è un oggettivismo retorico, basato su


una visione benevolenta degli oggetti come se
fossero animati.

Invece gli oggetti non sono i “clienti”, nè il


restauratore deve rendere conto ad essi.

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OGGETTIVISMO E AUTORITA’

L’oggettivismo retorico e
quello scientifico
trasferiscono la
responsabilità delle scelte
nel restauro sull’oggetto
stesso, come se il compito
dell’esperto fosse più
quello di un mediatore che
non quello di un decision-
maker. Solo un gruppo
ridotto di esperti sa come
interpretare i sintomi (il
linguaggio) degli oggetti
del restauro.
Di conseguenza, le decisioni sul restauro stanno oltre le possbilità della maggior
parte delle persone, il restauro diventa una experts-only zone, il pubblico viene
considerate come una mera audience priva di qualunque autorità particolare.

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OGGETTIVISMO E AUTORITA’

Trasformando metaforicamente gli


oggetti del restauro in “soggetti malati”,
essi possono essere persino immaginati
come portatori di diritti. Ma gli oggetti
sono prodotti, conservati e curati solo
perchè ci sono utili. Non sono gli oggetti
che hanno dei diritti, ma i soggetti.
Una casa non deve essere bruciata
(questo è un giudizio morale) non
perchè una casa ha il diritto di esistere,
ma perchè il proprietario ha il diritto di
possederla e di usarla (in quanto
soggetto).

il restauro deve servire ai soggetti


Questo è uno dei principi che stanno alla base della teoria contemporanea del restauro

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L’EMERGERE DEL SOGGETTO: LE PERSONE COINVOLTE

I processi del restauro coinvolgono


molte persone in molti modi.

A parte gli effetti tangibili, il restauro


ha effetti intangibili, comunicativi.

Tali effetti non sono gli stessi per


tutti. Le persone con un alto grado di
coinvolgimento risentiranno
maggiormente di quelle per cui
l’oggetto ha un significato minore.

Il Testamento di Heiligenstädt, Beethoven.

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L’EMERGERE DEL SOGGETTO: LE PERSONE COINVOLTE

Il significato è un fenomeno totalmente soggettivo e, nella maggior parte dei casi, intersoggettivo.
Non è basato su criteri oggettivi nè è misurabile in modo oggettivo, anche se può essere misurato
con criteri etici e morali. Gli oggetti del patrimonio che hanno valore sociale, nonostante siano di
proprietà individuale, vengono protetti: non possono essere venduti liberamente, dismessi o in
qualunque modo alterati in base alla volontà individuale.
Le società proteggono questi oggetti per i loro valori simbolici, intangibili. La protezione legale
diffusa degli oggetti del patrimonio si basa sul significato che tali oggetti hanno per un grande
numero di persone all’interno della società.
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GLI STAKEHOLDERS

Il valore simbolico di un oggetto


non è intrinseco, ma è invece
generato dalle persone.

Il diffuso riconoscimento del


valore di un’opera d’arte dalla
maggior parte delle persone è ciò
che li rende i capolavori noti a
tutti che sono oggi.

Naturalmente, non tutti i soggetti


contribuiscono allo stesso modo
a dare loro valore: il potere
esercita un ruolo importante
quando si tratta di assegnare
valore a un oggetto.

Campo di grano con cipressi, Vincent Van Gogh,1889.

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GLI STAKEHOLDERS

L’autorità che le persone hanno sugli oggetti del patrimonio deriva ed è proporzionale
a due fattori, strettamente connessi :

o Il loro contributo al significato generale dell’oggetto


o Il fatto di essere coinvolti dalle alterazioni dell’oggetto.

stakeholders  le persone per cui un oggetto del patrimonio è significativo

Gli stakeholders possiedono una piccolo parte di qualcosa di più grande:


o sono coinvolti dalle decisioni che vengono prese in relazione ad essa,
o hanno il diritto di esprimersi in relazione ad essa.

Il diritto delle persone di imporre il proprio punto di vista è proporzionale al loro grado
di coinvolgimento.

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GLI STAKEHOLDERS

Autorizzare un maggior numero di


persone a esprimersi su un
trattamento conservativo porta a una
perdita di autorità che
tradizionalmente è appannaggio dei
restauratori e di altri esperti.
D’altra parte, l’opera dei restauratori
generalmente ha effetti su molte
persone, e queste persone hanno il
diritto morale di essere ascoltate.
Tenere conto dell’opinione dei non
esperti implica che la experts-only
zone diventa una
affected-people zone.

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LA ZONA DELLA NEGOZIAZIONE

Il restauro dovrebbe abbandonare la


experts-only zone per entrare nella
zona della negoziazione.
Il lavoro del restauratore copre aspetti
che sono di competenza di experts-
only, ma anche molti in cui non è
coinvolta una conoscenza tecnica:
riguarda le emozioni, i sentimenti, le
memorie…
Le decisioni vengono prese da esperti
o individui che ne hanno il potere, ma
sarebbe un errore pensare che essi
non debbano tenere conto del punto
di vista degli altri stakeholders.

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44

LA ZONA DELLA NEGOZIAZIONE


Il concetto di negoziazione
tende a ridimensionare il
potere del conflitto per
rafforzare quello
dell’accordo raggiunto fra
le persone coinvolte.

Gli esperti possono avere


una certa autorità sulle
persone comuni, ma
questa autorità dipende
dalla fiducia concessa dal
pubblico agli esperti.

La teoria contemporanea del restauro si basa su


 negoziazione, equilibrio, discussione, consenso

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45

LA ZONA DELLA NEGOZIAZIONE


Poichè l’attività di
decision-making nel
restauro si svolge anche
nella zona della
negoziazione, sempre
più restauratori stanno
diventando consapevoli
della grande importanza
rivestita dalle
competenze
communicative.

Un buon restauratore è
un restauratore che
comunica e che viene
ascoltato.

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QUESTIONI INTER– AND INTRA–CULTURALI NEL RESTAURO

Oggetti provenienti da
diverse culture 

Occorre tenere conto del


diverso significato che uno
stesso oggetto può avere per
persone diverse.
Se i visitatori di un museo
appartengono al gruppo di
persone che ha prodotto gli
oggetti esposti, tali oggetti sono
simboli perduti della loro
cultura che altre persone
stanno usando per i loro scopi
e anche dolori “ricordi di
perdita culturale e
Smithsonian Institution, The National Museum of the American Indian.
deprivazione”.

L. Binda, L. Zanzi, P. Condoleo, G. Cardani and A. Anzani


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QUESTIONI INTER– AND INTRA–CULTURALI NEL RESTAURO

Un punto di vista che tenga conto solo


dei caratteri tangibili o misurabili degli
oggetti forza certi significati ne restringe
quelli che i loro creatori avevano
concepito.

Ignorando quelli intangibili, dedicando il


massimo sforzo alla conservazione e alla
protezione delle sole caratteristiche
materiali degli oggetti, i restauratori
scientifici e oggettivisti possono privare
gli oggetti di ciò che li rende importanti
per alcune persone.

 Oggetti che hanno un significato religioso o rituale

L. Binda, L. Zanzi, P. Condoleo, G. Cardani and A. Anzani


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QUESTIONI INTER– AND INTRA–CULTURALI NEL RESTAURO

Il restauro ha cambiato il
significato degli oggetti: ha fatto
prevalere uno dei possibili
significati, a spese degli altri.

Il restauratore deve compiere


delle scelte: queste implicano
alcune considerazioni etiche
perchè tali scelte non coinvolgono
solo un oggetto, ma anche le
persone per cui tale oggetto ha
dei significati.

Si devono affrontare dibattiti di etica del restauro che riguardano sia problemi intra
culturali (disaccordo fra persone che appartengono alla stessa società e cultura),
sia problemi inter-culturali (fra membri di culture differenti).

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49
LE RAGIONI DEL RESTAURO

A prescindere dal fatto che il problema sia inter or intra-culturale, la priorità non
dovrebbe essere come le parti restaurate siano distinguibili da quelle originali, nè come
controllare al meglio le radiazioni ultraviolette all’interno di uno spazio espositivo. Prima
di qualunque altra considerazione, bisognerebbe chiedersi

 perchè, e per chi, viene condotto il processo del restauro?

La risposta a queste domande è strettamente connessa ai risvolti comunicativi degli


oggetti. Gli oggetti del restauro sono tali per ciò che essi significano per alcune persone.
Questi significati non sono fissi, nè universali. Il restauro viene svolto per le persone per
cui l’oggetto è significativo.

La loro autorità non deriva dal loro livello di istruzione, ma dal fatto di essere
direttamente coinvolte dalle azioni che altri possono svolgere sugli oggetti che per loro
hanno valore.

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50
LE RAGIONI DEL RESTAURO

Il restauro è un lavoro affascinante. Sono


state proposte molte ragioni diverse per
spiegarne l’esistenza:

• la pietà (Yourcenar, 1983);


• ragioni genetiche (Carlson, 1998) o
psicologiche;
• il desiderio mai sopito della
contemporaneità di vivere a lungo
restando giovani (Watkins, 1989);
• la volontà di superare l’incapacità di
inventare il presente (Ryckmans, in Nys
2000);
• l’amore (Constantine, 2000).
• l’ansia e la mancanza di fiducia nel
presente (Jones, 1992)

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51
DALLA CONSERVAZIONE DELLA VERITA’ ALLA CONSERVAZIONE DEL SIGNIFICATO

Analizzati da un punto di vista classico, la maggior parte dei trattamenti


conservativi pone questioni etiche. Secondo il modello di Caple, tre obiettivi
principali si oppongono nell’ambito del Restauro:
Rivelare, Indagare, Preservare

Qualunque processo che


venga applicato nel
restauro può essere visto
come un compromesso
fra queste tre azioni. Il
modello rappresenta un
passo intelligente verso
una visione
contemporanea, il
riconoscimento che vi sono
diverse verità all’interno
dello stesso oggetto.

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52

DALLA CONSERVAZIONE DELLA VERITA’ ALLA


CONSERVAZIONE DEL SIGNIFICATO

La teoria contemporanea del restauro non mette in relazione il


restauro con la verità ma con i significati. Da un punto di vista
teorico, il restauro contribuisce a conservare e a migliorare tre tipi
di significato, che non si escludono a vicenda:

o I significati scientifici di un oggetto;


o I significati sociali, simbolici hi-cult (per grandi gruppi);
o I significati simbolici sentimentali (per piccoli gruppi o
individui).

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RESTAURO ESPRESSIVO

Prendersi cura di qualcosa significa esprimere


apprezzamento per quell’oggetto e per ciò che
quell’oggetto simbolizza:
 Funzione espressiva (comunicativa) del restauro

Secondo Cosgrove, è l’atto di restaurare in sè che rende


un oggetto parte del patrimonio, non sono i beni culturali
che richiedono di essere restaurati.

Le teorie classiche del restauro, che si basano sul


perseguimento della verità, e le posizioni oggettiviste
non possono tenere conto di questo aspetto.

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RESTAURO FUNZIONALE E ORIENTATO AL VALORE

Il significato è un concetto fondamentale per la teoria


contemporanea del restauro 

o fornisce un buon criterio sul perchè alcuni oggetti rientrino


nell’ambito del restauro;

o da esso derivano in modo naturale e spontaneo il concetto di


inter-soggettività e quello di negoziazione.

D’altra parte, i significati sono spesso difficili da chiarire e non sono


gli unici fattori da considerare nell’ambito del decision-making. La
teoria contemporanea del restauro può essere basata su 
 funzione
 valore

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RESTAURO FUNZIONALE E ORIENTATO AL VALORE

 Il restauro funzionale, a livello di sistema, è connesso con tre


tipi interrelati di interesse:

politico, economico (privato e pubblico) e culturale

 Il restauro orientato al valore: il criterio guida non è il


significato nè la funzione, ma il complesso di valori che le
persone assegnano a un determinato oggetto
Questo è il punto di vista del Getty
Conservation Institute sul restauro
In ogni caso, sia che ci riferiamo al concetto di valore, di significato e di
funzione, la decisione finale deve essere il risultato di un compromesso, una
negoziazione, un dialogo.

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RESTAURO SOSTENIBILE: LA CRITICITA’ DELLA REVERSIBILITA’

Come si deve attuare il restauro?

Secondo la teoria contemporanea del restauro,


una risposta intuitiva potrebbe essere

fare ciò che ha deciso la maggior parte dei


soggetti coinvolti

Tuttavia, vi sono anche altri utenti di cui si deve


tenere conto 
i nostri eredi

Un processo di restauro potrebbe essere


progettato o realizzato male, o essere offensivo
nei confronti delle persone a cui si ritiene sia
destinato. Considerando il concetto di
sostenibilità, l’etica contemporanea del restauro
Sagunto, teatro Romano prima e dopo il richiede che vengano evitati alcuni eccessi.
restauro del 1985.

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RESTAURO SOSTENIBILE: LA CRITICITA’ DELLA REVERSIBILITA’

La maggior parte delle azioni di restauro comporta un qualche


genere di rischio, ad esempio quando i restauratori usano
materiali la cui durabilità non è stata testata in tempo reale.

La consapevolezza della loro fallibilità è una buona ragione per


cui molti restauratori sottolineano la necessità di trattamenti
reversibili.

La reversibilità è un concetto strano, non facile da definire. In


modo molto generale, come principio etico, richiede che sia
possibile riportare indietro l’oggetto nello stato in cui si
trovava prima che il trattamento avesse luogo.

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58

RESTAURO SOSTENIBILE: LA CRITICITA’ DELLA REVERSIBILITA’

Conseguenze negative della reversibilità:

o Maggiore è la reversibilità, minore è la responsabilità


del restauratore e degli utenti autorizzati nei confronti
degli altri utenti e dei loro discendenti.

o Il restauro potrebbe diventare una sorta di


intrattenimento culturale, cambiando radicalmente il
modo in cui è applicato e inteso oggi

 D’altra parte, le leggi della fisica dimostrano che per un oggetto è


assolutamente impossibile essere riportato indietro a uno stato precedente.

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RESTAURO SOSTENIBILE: LA CRITICITA’ DELLA REVERSIBILITA’

Dal punto di vista di un restauratore 

o Tutte le forme di pulitura sono irreversibili;

o Nella maggior parte dei materiali porosi, l’azione capillare e i


fenomeni di assorbimento rendono impossibile la completa rimozione
di un prodotto;

o Le caratteristiche fisiche e il comportamento di molti materiali varia


nel tempo. Ciò è particolarmente vero nel caso della solubilità, una
caratteristica su cui fa affidamento la reversibilità di molti prodotti per
il restauro;

o Anche se un materiale rimanesse solubile per sempre, la sua mera


presenza avrebbe effetti chimici irreversibili sui materiali dell’oggetto
trattato.

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RESTAURO SOSTENIBILE: LA CRITICITA’ DELLA REVERSIBILITA’

Per ragioni pratiche, lo status della reversibilità nella teoria del


restauro è cambiato: dall’essere considerate un principio base, è
diventato una chimera.

La consapevolezza che la vera reversibilità non è raggiungibile ha


portato allo sviluppo di concetti alternative 
removibilità
ritrattabilità

Nonostante queste criticità, la reversibilità è ancora un concetto


valido, nella misura in cui non viene Intesa come un requisite o un
concetto assoluto.

Di fatto, la reversibilità è una sorta di bonus, di valore aggiunto a un


particolare trattamento, che ne aumenta la qualità generale: deve
essere perseguita, ma non ad ogni costo.

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REVERSIBILITA’ VS. MINIMO INTERVENTO

Il principio della reversibilità e del minimo intervento


sono opposti:

o Se un restauro fosse effettivamente reversibile,


non ci sarebbe bisogno di ridurlo al minimo;
o Allo stesso modo, se un intervento realmente
minimo fosse possibile, non ci dovrebbero
essere preoccupazioni nei confronti della
reversibilità.

Si tratta di approcci differenti allo stesso problema,


creati per ragioni simili che riguardano l’efficienza
del restauro.

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MINIMO INTERVENTO 62

Il principio del minimo intervento


introduce
un senso di relatività 

differenti tipi di intervento per


differenti opere e obiettivi.

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MINIMO INTERVENTO

Il minimo intervento aiuta a mantenere l’opera così com’è,


evitando modifiche non necessarie. Esso sottintende che:

o L’intervento del restauratore è un male necessario

o I trattamenti conservativi sono operazioni non


completamente positive

o Il restauro pone dei rischi e ha degli effetti negativi

o Gli effetti positivi sono generalmente considerati più


importanti di quelli negativi.

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64

DAL MINIMO INTERVENTO AL MASSIMO BENEFICIO

Il principio del minimo


intervento è un modo per
ricordare che il restauro
viene svolto per ragioni
specifiche e che non c’è
motivo di esagerare.
Conservare o restaurare
parti di verità di un oggetto
significa che altre
caratteristiche potrebbero
essere sacrificate, anche
quando le operazioni
Mummia, Museo Egizio di Torino. vengono compiute per
Scavare un’area di sepoltura ne modifica la vera storia. amore della scienza.

La teoria contemporanea del restauro supera questa impasse, il suo


scopo è conservare e migliorare diversi significati (scientifico, sociale,
affettivo), la verità può essere o non essere uno dei suoi obiettivi.

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65

DAL MINIMO INTERVENTO AL MASSIMO BENEFICIO

Quando un oggetto viene


conservato e/o restaurato, alcune
evidenze della sua storia verranno
probabilmente danneggiate o
distrutte. I costi simbolici sono i più
difficili da valutare, d’altra parte
esistono e devono essere
considerati.

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66
DAL MINIMO INTERVENTO AL MASSIMO BENEFICIO

Enola Gay,
l’aereo che ha
sganciato la
bomba
atomica su
Hiroshima, ora
è presso lo
Smithsonian
Institution.

Il significato è un fenomeno soggettivo, e ogni persona o


gruppo di persone lo può interpretare in modi molto diversi. Il
restauratore o il decision maker non possono operare come
se il loro punto di vista fosse l’unico rilevante.

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67
DAL MINIMO INTERVENTO
AL MASSIMO BENEFICIO

Il restauro può essere considerato dal


punto di vista del bilancio costi-
benefici: i suoi costi sono sia tangibili
sia intangibili. Le operazioni di restauro
possono avere importanti costi di
comunicazione.
Il restauro non dovrebbe essere
sofferto, subito o puramente tollerato
dalle persone coinvolte. Al contrario,
dovrebbe essere ammirato, goduto e
rispettato da quante più persone
possibile.
Il restauro non dovrebbe essere
imposto, ma concordato. La migliore
operazione di restauro è quella che
offre il massimo della soddisfazione al
maggior numero di persone.

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La teoria contemporanea del restauro, che si
è sviluppata intorno alla corrente narrazione
democratica, si riferisce anche un altro
SOSTENIBILITA’
concetto contemporaneo 
la sostenibilità

Un approccio interessante è l’applicazione Lo sviluppo sostenibile è


del concetto di sostenibilità non solo ad quello che risponde ai
aspetti economici, ma anche al significato bisogni del presente senza
degli oggetti. compromettere la capacità
delle future generazioni di
Ciò inserisce entro la teoria contemporanea rispondere ai propri bisogni.
del restauro gli utenti futuri.
(Definizione di Brundtland, 1987).
Senza il concetto di sostenibilità, la teoria
contemporanea del restauro sarebbe una
sorta di democratico intersoggettivismo
radicale, dove qualunque cosa che sia stata
concordata democraticamente va bene.

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69

IL PRINCIPIO DELLA SOSTENIBILITA’

Fino al diciannovesino secolo, un restauro non


sostenibile era in effetti la normale pratica.

Santa Sofia, Istanbul.

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70

IL PRINCIPIO DELLA SOSTENIBILITA’

Il principio della sostenibilità richiede a restauratori, decision-


makers e utilizzatori di non abusare dell’oggetto, così che i futuri
utilizzatori non vengano privati della possibilità che esso possa
funzionare in modo simbolico e significativo.

La sostenibilità nel restauro è simile alla reversibilità o al minimo


intervento, conferisce alla teoria contemporanea una finalità di
lungo periodo, precludendo un abuso della nozione di
negoziazione.

La grande importanza della responsabilità è una delle ragioni per


cui il restauro è un’attività così interessante e attraente: un’attività
che merita un riconoscimento sociale e richiede che chi la pratica
abbia la migliore formazione possibile.

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IL PRINCIPIO DELLA SOSTENIBILITA’ 71

Qualunque oggetto simbolico danneggiato può continuare ad essere simbolico anche nel
nuovo stato.
Dunque, perchè dobbiamo prendere il restauro così seriamente?
 dobbiamo prendere il restauro così seriamente perchè ci sono persone che
ne sarebbero gravemente colpite se non lo facessimo

La Nike di Samotracia, Louvre Parigi. La torre di Pisa. La Venere di Milo, Louvre Parigi.
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72

ETICA ADATTIVA

In effetti, il restauro è un mezzo, non un fine. E’ un modo per


conservare e rafforzare i significati in un oggetto; è addirittura un
mezzo attraverso il quale viene espresso apprezzamento per ciò
che quell’oggetto simboleggia.

L’etica contemporanea offre risposte migliori delle teorie


classiche, ma ciò non significa che queste siano risposte facili –
semmai il contrario. La teoria contemporanea dice a chiunque
sia coinvolto nelle decisioni relative al restauro che le cose non
sono semplici come suggerisce la teoria classica.

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73

L’ETICA ADATTIVA

La teoria contemporanea si rifà a


un’etica adattiva, molto elastica,
che fornisce strumenti di riflessione
per comprendere i problemi etici nel
restauro e la loro soluzione.
Poichè si basa sulle esigenze e i
sentimenti delle persone, non
comporta un cambiamento radicale
nelle pratiche correnti della
conservazione.
Non c’è motivo per cui la teoria
contemporanea del restauro
modifichi in modo sostanziale la
pratica del restauro, tranne in quei
casi in cui le persone coinvolte si
sentissero offese da tale pratica.

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74

L’ETICA ADATTIVA

Un vantaggio del restauro contemporaneo è di essere


adattivo 
si adatta alle esigenze degli utenti

o I bisogni degli utenti sono eticamente molto più rilevanti di


ogni principio scientifico
o I principi scientifici o oggettivi sono importanti solo nella
misura in cui sono accettati come tali dagli utenti

Questa è una rivoluzione del buon senso 

comprendere perchè
e per chi
le cose vengono conservate

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