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STORIOGRAFIA Sabato 22 Settembre, 2018 Dimensioni testo:


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STORIA Torna al documento integrale Stampa
Epoca Antica Vittorio MESSORI
- Cristianesimo e storicità(sec.I) Augusto Del Noce: la "catastrofe" della modernità
Aspetti generali tratto da: Vittorio MESSORI, Pensare la storia. Una lettura cattolica dell'avventura umana, Paoline,
Nascita di Gesù Milano 1992, p. 661-671.
Passione di Gesù
Resurrezione di Gesù Confidava agli intimi Napoleone, a Sant'Elena. «Ho sempre saputo impiegare ogni tipo di uomo,
Simon Pietro quali che fossero le sue capacità, il suo mestiere. Ma che farsene dei filosofi? Per quanto abbia
Pietro a Roma cercato, non ho mai trovato qualcosa o qualcuno cui potessero servire».
Tomba di Pietro
- Impero di Roma Il pessimismo dell'ex-imperatore non era del tutto ingiustificato. Purché, naturalmente, a ogni
Pompei Ercolano Stabia generazione si ammetta qualche eccezione. Per i nostri tempi, e per quanto a noi sembra, tra quelle
- Origini cristiane (sec. II-IV) eccezioni andrebbe posto il nome di Augusto Del Noce, morto fra il Natale e il Capodanno del 1989,
Aspetti generali mentre l'ultima dittatura marxista d'Europa, quella del rumeno Nicolae Ceausescu, finiva nel terrore
Primato di Pietro e nell'esultanza. Si avverava "Il suicidio della rivoluzione", come profetizzava il titolo di uno dei
"dalla Terra alle Genti" suoi libri più importanti e vilipesi, scritto nel 1978, quando tutto faceva pensare il contrario.
- IV secolo
Diocleziano E' "servito" il filosofo Del Noce (per usare l'espressione di Napoleone)? Stando all'esperienza nostra
Costantino e di tanti altri, la risposta non può essere che decisa: sì, con il suo pensiero, questo vecchio studioso
Teodosio ha aiutato molti (e tanti altri, presumibilmente, aiuterà nel futuro con i suoi scritti) a vederci un po'
- V secolo più chiaro nel mondo, nella storia, nella vita. E nella fede. Del Noce, in effetti, non era un cristiano
tanto per dire; e neppure un cattolico per semplice tradizione familiare e culturale: era un credente
Epoca "Medioevale" consapevole ed esplicito, a viso aperto. E della sua fede ha fatto il criterio decisivo per comprendere
- Aspetti generali il senso della vicenda umana.
- VI secolo
- Monachesimo Anche per questo cattolicesimo non certo posticcio, casuale, ma essenziale per il suo pensiero come
- Gregorio Magno per la sua vita (di «limpida testimonianza», di «servizio costante» ha parlato Giovanni Paolo II nel
- VII VIII secolo suo messaggio di cordoglio), Del Noce ha pagato un tributo pesante in emarginazione, talvolta in
- Carlo Magno derisioni e calunnie. Aveva provato sulla sua pelle che, oggi, la vera Inquisizione, e di un rigore
- Islam e Cristianità
inimmaginabile per quella antica, è di segno "laico", si presenta per giunta sotto le vesti della
Islam tolleranza, del pluralismo, del dialogo.
Saraceni
Repubbliche Marinare Ma questo era messo, da lui, nel conto; anzi qui trovava una conferma di una delle sue tesi principali,
Crociate quella della "eterogenesi dei fini", il rovesciamento cioè delle intenzioni umane nel loro contrario. La
Templari cultura moderna, nata per realizzare il regno della libertà per tutti, ha in realtà creato quello che egli
"Reconquista" Spagna chiamava «il regime della massima oppressione», soprattutto nei confronti di coloro - ed egli era tra
- X - XI secolo questi - che non vogliono sacrificare agli "idola fori", ai miti e ai tabù su cui queste culture si
Decadenza restaurazione reggono.
Gregorio VII
- XII - XIII secolo Di questa persecuzione di stampo laicista o ateista, dunque non si lagnava più di tanto. Ciò che
San Bernardo di Chiaravalle invece lo amareggiava (e, sempre dolorosamente lo stupiva) era un'avversione forse ancor più acre
Svevi e Innocenzo III che gli giungeva all'interno di quella Chiesa stessa che amava, che cercava di servire e nella quale
Ordini mendicanti vedeva la sola possibilità (e per tutti: credenti, ma anche non credenti di buona volontà) di ritrovare
San Tommaso d'Aquino la strada per la dignità, la libertà, la giustizia vere tra gli uomini.
- Inquisizione
- Trecento e Quattrocento Pur avendolo frequentato, e con assiduità, sulle pagine dei suoi libri e dei suoi molti articoli, non lo
Bonifacio VIII
avevo però mai incontrato di persona. L'occasione venne grazie ad un collega che progettava con lui
Letteratura del Trecento un libro-intervista (che purtroppo non fu poi realizzato) e che, sorprendendomi un poco, mi recò un
Giovanna d'Arco invito del professore a raggiungerlo nella casa dove passava le vacanze, desiderando conoscermi.
Crisi del Medioevo Anch'egli, in effetti, seguiva quanto andavo scrivendo.
Epoca Moderna
- Umanesimo e Rinascimento La casa era quella dell'antica famiglia dei Del Noce. Un angolo di vecchio Piemonte restato intatto,
- Turchi ed Europa una villetta fascinosamente "rétro" - con tanto di gazebo, tavoli in pietra con la scacchiera per la
Costantinopoli 1453 dama, ortensie e magnolie - solitaria nella campagna di Savigliano, quasi a metà strada fra Torino e
Belgrado 1456 Cuneo. "16 settembre 1987", dice la data che segnai sulla copertina del taccuino che riempii di note:
Otranto 1480 poco più di due anni prima della sua morte quasi improvvisa.
Malta 1565
Famagosta 1571 Se ripenso a quelle ore - di sole, di amicizia, di scambio fervido di idee, passeggiando nel giardino o
Lepanto 1571 pranzando in una saletta anch'essa gozziniana - il ricordo gradevole è offuscato a tratti dalle
Vienna 1683 espressioni di amarezza di Augusto Del Noce. L'incomprensione, l'ostracismo, spesso il rifiuto anche
- Isabella di Castiglia solo di ascoltarlo o di ospitarlo in certi giornali, in certe Case editrici - e, questo, da parte "cattolica",
- Scoperta dell'America clericale - tutto ciò, ben più che per sé, lo rattristava per la causa della fede, del messaggio
- Riforma luterana evangelico, della credibilità della Chiesa. Avendoci riflettuto una vita intera, era convinto di intuire
- Giordano Bruno per quali vie il messaggio di Cristo potesse di nuovo incontrare l'uomo d'oggi; e vedeva invece molta
- Galileo Galilei teologia, molta prassi pastorale, molto clero e laicato, procedere per strade che a lui sembravano
- Assolutismo vicoli ciechi, trappole, scorciatoie verso l'insignificanza e lo scacco. E soffriva che non si volesse dar
- "Illuminismo" retta ai suoi segnali appassionati di cambiare percorso.
- Rivoluzione americana
Epoca Contemporanea E' vero che i giovani dei nuovi movimenti, in quel vecchio cattolico avevano scoperto un maestro,
- Ideologia e totalitarismi una guida intellettuale. E Del Noce era loro grato. Ma, al contempo, rifiutava di essere in sintonia
- Rivoluzione francese con una parte soltanto del cattolicesimo di oggi: era la Chiesa nella sua totalità che, per lui, aveva
Aspetti generali bisogno di una correzione di rotta, di adeguamento al nuovo indirizzo di quel papa polacco in cui
Vandea vedeva un dono della Provvidenza.
Napoleone Bonaparte
Insorgenze I credenti, per lui, avevano bisogno di andare in profondo nel passato per poter vivere il presente e
Rep. Napoletana programmare il futuro.
- Ottocento
Chiesa e rivoluzione Mi ripeteva, quel giorno: «La crisi del marxismo è irreversibile, il liberalismo che sembra trionfare
Restaurazione prendendone il posto è anch'esso in decomposizione: e, alla pari del marxismo, lo è non perché sia
Arte e Letteratura fallito ma proprio perché si è realizzato, capovolgendosi. E' in crisi anche la Chiesa cattolica, ma non
- "Movimento Cattolico" perché non sia più credibile o sia ormai impraticabile il suo messaggio, ma perché ci si è allontanati
- "Risorgimento" italiano da esso. Basterebbe rifare chiarezza, rimettersi sui giusti binari per offrire a un mondo disperato la
Aspetti generali prospettiva di salvezza cui ha bisogno. Mio dovere è indurre i credenti alla riflessione, alla
Pio IX e il Sillabo comprensione che la buona volontà non solo non basta, ma può essere dannosa se indirizzata verso
Questione romana percorsi sbagliati. Madre dell'eresia non è solo la superbia ma, secondo l'insegnamento dei padri,
Due Sicilie e Borbone anche l'ignoranza: molti uomini di Chiesa ignorano letteralmente quale sia la prospettiva cattolica,
Brigantaggio assumendo schemi e punti di riferimento non cattolici, anzi talvolta non cristiani, senza neppure
Questione meridionale averne consapevolezza».
- Stato liberale
- I Guerra Mondiale Per lui essere filosofo (e filosofo della politica, disciplina che aveva insegnato prima all'Università di
Felix Austria Trieste, poi in quella di Roma) significava andare alle radici, non fermarsi alla superficie dei
"Grande guerra" problemi quotidiani ma sondarne le cause profonde, individuare la deriva delle idee le quali, nella
Carlo I d'Asburgo lunga durata, partendo da certi presupposti, portano inevitabilmente a certe conseguenze.
Genocidio degli Armeni
- Comunismo Proprio questo, secondo lui, mancava ai credenti d'oggi. Mi disse: «Sempre il pensiero cattolico ha
Aspetti generali elaborato una sua teologia della storia. Ma, forse, gli ultimi che vi di dedicarono furono i grandi
Rivoluzione russa pensatori controrivoluzionari dell'Ottocento, posti di fronte alla sfida della modernità. Oggi sono
Urss-stalinismo rarissimi i cattolici che si preoccupano di leggere davvero il proprio tempo partendo dalla fede e
- Messico 1926-1929 dalla Tradizione come da postulati essenziali. La crisi del mondo cattolico deriva dal distacco tra la
- Guerra di Spagna prospettiva di fede (spesso ormai sconosciuta) e l'azione politica, sociale, culturale (che è
- Fascismo necessariamente allo sbando). Messi davanti ai problemi della nostra epoca, i cattolici ne
- Aspetti generali recepiscono i quadri interpretativi da altre culture, senza scendere ai fondamenti ultimi. La fede, così,
- Fascismo e Chiesa diventa un'etichetta inutile, della quale alla fine sbarazzarsi, non la lampada per illuminare il reale e
- Nazionalsocialismo ciò che da sotto, spesso nascostamente, lo muove. E' una sorta di inefficace e comunque falso
Nazismo ecclettismo (generalmente "progressista" o comunque dall'apparenza "illuminata") che contrassegna
Nazismo e Chiesa tante prese di posizione che si credono "cattoliche". Non stupisce di certo che nessuno, al di fuori
- II Guerra Mondiale della Chiesa, voglia prendere sul serio questi "pastiches"; né che, all'interno della Chiesa, nessuno si
- "Resistenza" senta illuminato da simili "Weltanschauungen", prodotti tanto devianti e insipidi quanto inevitabili
Aspetti generali della perdita delle radici e del senso di inferiorità davanti alla falsa sapienza del "mondo"».
Foibe
Istria Per Del Noce tutto cominciò nel Seicento europeo, con Cartesio e con i primi "libertins", per
- Anni Cinquanta proseguire poi con i "philosophes", gli intellettuali illuministi del Settecento. E cominciò perché,
Aspetti generali diceva, «si diede valore assoluto alla ragione umana, a quella soltanto e, in base a quel razionalismo,
18 Aprile 1948 si estromise tutta la dimensione trascendente, la metafisica: tutto ciò che, appunto, va "al di là della
Dossettismo fisica, della natura", che supera ciò che si vede, si tocca, si può misurare e descrivere con la ragione.
- Comunismo nel mondo Si negò (e senza prove) non solo l'esistenza di Dio, ma anche la possibilità della sua esistenza».
Est Europa
"Guerra fredda" In ogni caso, sui temi irresolvibili del razionalismo (Dio e, dunque, l'aldilà, la vita eterna, il mistero
Cina della morte, il peccato, il miracoloso) calò quello che amava chiamare «il divieto di fare domande».
Comunismo in Asia Un divieto che, a suo avviso (ma anche a sua esperienza: la sua emarginazione derivò proprio dal
America latina fatto che non volle rispettarlo), contrassegna l'epoca moderna e contemoporanea. E citava spesso,
Post-comunismo come esemplari, frasi di Marx per il quale non importava discutere se Dio sia o non sia: Dio non
- Comunismo italiano esiste perché non deve esistere, altrimenti l'uomo ne è dipendente, non può più creare il mondo a sua
Partito Comunista Ita. immagine e somiglianza.
Egemonia culturale
Economia rossa Uomo di fede, proprio nell'oscuramento, programmatico, e se del caso violento, della prospettiva di
Amministrazioni rosse fede, Del Noce vedeva la caratteristica della modernità. La quale è dunque l'era della crescente
Terrorismo secolarizzazione, anzi della desacralizzazione, di una negazione di Dio che in un primo periodo si
- Sessantotto cerca di rimpiazzare con dei surrogati, con dei culti secolari, mettendo la politica al posto della
- Concilio e postconcilio religione. E' il periodo "sacrale" della secolarizzazione, quello delle ideologie che assumono i tratti
- Centrodestra-centrosinistra della vecchia religione: il liberalismo ottocentesco, il positivismo scientista, il socialismo, il
fascismo, il nazismo. Ma, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, dal 1945, la
ATTUALITA' secolarizzazione fa un ulteriore, inevitabile passo avanti ed entra nel periodo "profano". Non più la
ricerca di un surrogato della religione, ma la liberazione dalla religione, con al centro il culto di un
Politica e società edonismo, di una ricerca del piacere che per la prima volta nella storia non si nasconde, che anzi si
- Destra e Sinistra gloria di se stessa.
- Tasse, tasse, tasse
- Lavoro o sindacato? Un termine era caro fra tutti a Del Noce: quello di catastrofe. Ma nel preciso senso etimologico: di
- Giustizia e legge "voltare in giù", dunque di "rovesciare". Per lui, la modernità, prima agnostica e poi atea, era "l'era
Stato e società della catastrofe", nel senso che tutte le ideologie elaborate dall'uomo che voleva farsi Dio (ideologie
- Lo Stato alle quali, peraltro, riconosceva spesso tanta buona volontà e generosi propositi) si erano rovesciate
- Sussidiarietà e welfare nel loro contrario stesso. Anzi: tanto più e tanto meglio si erano realizzate, maggiore era stato il loro
- Sanità e Stato risultato catastrofico.
- Dottrina Sociale della Chiesa
Esempio massimo, quel marxismo dal quale egli stesso, nella Torino degli anni trenta, era stato
Economia e società tentato e del quale era divenuto poi il critico più lucido e temuto e, dunque, più odiato.
- Libero mercato
- Proprietà privata Contro le illusioni dei catto-comunisti (a partire da quel Franco Rodano che fu l'eminenza grigia dei
Cristianesimo e modernità capi del Pci, di Enrico Berlinguer in particolare, che fu l'inventore e il fautore del "compromesso
- Chiesa edificata storico" e al quale aveva dedicato un libro voluminoso e implacabile), contro quelle illusioni,
- Chiesa sinistrata dunque, Del Noce più e più volte aveva cercato di dimostrare che aveva ragione Pio XI nella "Divini
Educazione e Scuola Redemptoris" del 1937: il comunismo come "intrisecamente perverso". Spiegava: «Il comunismo -
- Educazione che da più di un secolo si identifica con il marxismo, essendosi presentato sotto quella veste - ha
- Scuola di Stato l'ateismo come sua essenza, non può farne a meno senza negarsi, non gli è possibile pensare a valori
- Scuola libera religiosi se non nella forma ateistica. La quale, dunque, non è per esso (e per usare il suo linguaggio)
una sovrastruttura, ma la struttura stessa».
Persona e società
- Donna & donne La sua attenzione privilegiata al comunismo veniva dal fatto che, se tutta l'era moderna era quella
- Psiche e corpo della secolarizzazione, il marxismo rappresentava non solo il termine pieno e compiuto della
Questioni internazionali negazione di Dio, ma anche una filosofia che voleva farsi politica e che era riuscita a realizzare il
- Unione Europea progetto di incarnarsi davvero nella storia, di trasformare idee in strutture concrete. Ebbene, la prova
- Onu della storia aveva mostrato in concreto quella "catastrofe" marxista che già da un mezzo secolo Del
Noce prevedeva e le cui convulsioni finali fece in tempo a vedere negli ultimi tempi della sua vita.
Grandi sfide
- Global e no-global "Catastrofe" del marxismo nel senso innanzitutto di rovesciamento totale delle previsioni: la
- Pace o pacifismo? giustizia, la libertà, il benessere universali promessi e che, nel socialismo detto, per esorcismo,
- Energia e ambiente "reale" (ma che, per lui, coincideva esattamente con quello "ideale"), si trasformavano invece nella
Islam oggi massima ingiustizia, nella massima illiberalità, nella massima miseria.
- Islam nel mondo
- Islam in Usa Così, mentre il popolo - umiliato, offeso, affamato - si rivolgeva contro i regimi "popolari" e li
- Islam ed Europa travolge, il marxismo occidentale, quello che (anche per fortuna sua) non vinse, a partire da quello
- Islam e terrorismo italiano, conosce anch'esso la sua "catastrofe", si rovescia anch'esso nel suo contrario. Incredibile,
- Islam e immigrazione davvero, la lucidità con cui nel 1978 - quando il marxismo da noi sembrava la cultura egemone,
Occidente in crisi pareva in ottima salute e magari destinato alla vittoria - Del Noce scriveva testualmente sin dalla
- Occidente copertina del suo "Il suicidio della rivoluzione": «L'esito dell'eurocomunismo non può essere che
- Right Nation quello di trasformare il comunismo in una componente della società borghese ormai completamente
sconsacrata».

In effetti, dieci anni dopo, proprio questo è avvenuto: il Partito comunista intende cambiare nome e
intanto ha già assunto l'ideologia più borghese di tutte, quella del "liberalismo di sinistra", che poi è
il radicalismo alla Marco Pannella, avviandosi a diventare un partito radicale di massa (se le masse
riuscirà a conservare). E, intanto, trova i suoi più potenti fautori in quella borghesia della grande
finanza internazionale, della quale da noi un Carlo De Benedetti è il prototipo esemplare. «Era
prevedibilissimo», rispondeva Del Noce a chi gli chiedeva conto di queste sue virtù "profetiche".
«Non occorreva davvero essere indovini: persa per strada l'utopia rivoluzionaria, l'essenza di
surrogato religioso, è restato al marxismo soltanto il suo aspetto fondamentale, di prodotto
dell'illuminismo scientista, del razionalismo che esclude Dio per una scelta previa e obbligata. Anche
il comunismo "all'europea", dunque, si è rovesciato nel suo contrario: voleva affossare la borghesia e
ne è divenuto una delle componenti più salde ed essenziali. Anzi, si pone ora come obiettivo storico
l'imborghesire nel modo peggiore quelle masse che voleva liberare dalla cultura e dall'oppressione
borghesi. Non dice nulla che, in Italia, non solo finanzieri alla De Benedetti, ma anche giornalisti
corifei del più brutale "esprit bourgeois" siano gli ispiratori della dirigenza del nuovo Pci?».

Esito finale, comunque, di tutte le ideologie moderne, comuniste o liberali, era per lui (ed è difficile
dargli torto, guardandosi oggettivamente attorno) il nichilismo, la caduta di tutti gli ideali e di tutti i
valori. Un nichilismo cui si cerca di dare un volto accettabile, magari nobile, chiamandolo "pensiero
debole".

Forma volgare del nichilismo, vera e finale ideologia per il popolo: il consumismo. E cioè, spiegava,
«l'alienazione massima, la trasformazione di tutto in merce con un prezzo, e il raggiungimento della
massima illibertà, crocifiggendo l'uomo indifeso al desiderio, all'invidia, all'affanno di procurarsi
sempre più beni».

E i cristiani, i cattolici? E' qui che Del Noce scuoteva il capo avvilito: dopo essersi tanto opposti alla
modernità, in modo magari eccessivo e ossessivo, dopo averla addirittura demonizzata, molti uomini
di Chiesa avevano finito per accettarla in modo acritico, entusiastico e, soprattutto, anacronistico.
L'avevano "sposata", cioè, negli Anni Sessanta del ventesimo secolo, quando chi voleva vedere (in
effetti, "Il problema dell'ateismo" di Del Noce è del 1964) si accorgeva che quella modernità era in
decomposizione: e proprio perché si era realizzata, giungendo quindi agli esiti catastrofici consueti.
Legandosi a quella "catastrofe", anche il presente e la prassi dei cattolici ne avrebbero seguito
inevitabilmente il destino.

Per Del Noce, il pensiero cattolico dell'Ottocento (che egli invitava a riscoprire come "profetico",
come quello che meglio aveva visto nel suo futuro, che poi è il nostro oggi) aveva sempre ben chiaro
che ogni rifiuto di Dio si trasforma prima o poi in un disastro per l'uomo. Quei cattolici del secolo
scorso si erano dunque opposti alle ideologie moderne per amore dell'umanità, prevedendo che
proprio quella essenza atea o agnostica delle nuove ideologie le rendeva pericolose. Partendo dalla
fede, nelle loro analisi si fidavano ancora della Scrittura: "Nisi Dominus aedificaverit domum,
invanum laborant qui aedificant eam. Vanum est vobis surgere ante lucem, sedere in multam
noctem".

Per quei pensatori cattolici ottocenteschi, lo schema interpretativo della storia era, come sempre sino
ad allora, quello fede-miscredenza, religione-irreligione, devozione-empietà, sacro-profano.
Coll'accettazione della modernità, si accettò anche il suo schema interpretativo, che è: progressista-
conservatore, destra-sinistra, reazione-rivoluzione. Così, a una interpretazione religiosa della storia,
se ne è sostituita una politica. E alle categorie tradizionali di vero-falso, di male-bene, si sono
sostituite quelle di progressivo-reazionario. Proprio per questo molti cattolici hanno finito per aderire
- seppure con ridicolo ritardo e zelo - a un marxismo ormai realizzato e dunque decomposto (ma per
loro, convertiti recenti, rappresentava il futuro, la novità...). E, dunque, anche per loro il "santo" è
divenuto il "progressista"; il "peccatore" è il "reazionario".

Anche chi non ha fatto la "scelta socialista" ha però finito col recepire, senza neppure accorgersene,
quelle categorie del "moderno", che pur nulla più hanno di religioso. In questo modo, diceva Del
Noce, il pensiero cattolico è diventato insignificante, ripetitore ingenuo e talora patetico, perché a
rimorchio di categorie non sue e che tra l'altro hanno mostrato da tempo la loro miseria, la loro
incapacità di dare conto dell'uomo e della storia. Proprio qui, a suo avviso, stava la radice della
contestazione intraecclesiale. «Poiché», mi diceva, «si pensa che un certo concetto moderno di
"democrazia" sia di sinistra, progressista, la riforma della Chiesa deve passare attraverso la sua
democratizzazione radicale. Non avendo più una prospettiva religiosa ma, spesso inconsciamente,
soltanto politica, a certi clericali sembra intollerabile l'aspetto gerarchico, monarchico della Chiesa
cattolica: un aspetto "reazionario" contro il quale bisogna dunque combattere».

Nella nuova tavola di valori del "cattolico medio", il vero avversario da battere, così, non è più
l'irreligioso, il blasfemo, il senza-Dio. Anzi, presentandosi spesso tutto questo come "di sinistra", è
visto come un cristianesimo anonimo, delle cui accuse fare tesoro. Avversario, in questa prospettiva
neocattolica («che nulla però», diceva Del Noce, «ha più a che fare con il cattolicesimo sinora
conosciuto»), avversario vero è "l'integrista", cioè colui che vuole servirsi della sua fede fino in
fondo, trasformandola da vago sentimento in guida e prospettiva per la sua concreta attività. E per
questo, ripeteva, c'è «tanto odio per i nuovi movimenti, visto come integristi e dunque dannosi,
nemici per eccellenza del neocristianesimo».

Tragedia poi di tanti credenti sarebbe stata - sempre stando alla sua analisi - l'accettazione di un altro
dei postulati fondamentali delle ideologie moderne: la necessità di eliminare il «barbaro, oscuro tabù
cristiano del peccato, a cominciare da quello originale». In effetti, se c'è un peccato, una colpa, una
caduta all'inizio della storia, questa ha bisogno di una salvezza, di una redenzione: di un Salvatore, di
un Redentore. Ma poiché si crede che l'uomo possa salvarsi da solo, grazie alla sua ragione, e possa
realizzare con le sue forze il paradiso in terra, ecco che tra i primi passi da compiere è relegare nel
mito l'idea del peccato. Da qui, diceva, «il fatto indubitabile che ogni modernismo teologico ha alla
sua base l'eterna eresia pelagiana: l'attenuazione, la negazione più o meno dissimulata, se non
l'esplicito rifiuto, della caduta di Adamo. Senza il quale, però, anche il Cristo diventa
incomprensibile, superfluo. E allora si cerca di salvarlo trasformandolo in un proto-sindacalista, in
un profeta della liberazione socio-economica».

Da un lato, Del Noce si opponeva a quello che per lui era un inganno che discendeva dallo schema
fondante della modernità, "progresso-reazione": credere, cioè, che il fascismo, in quanto visto come
il massimo della "reazione", fosse anche il massimo del negativo, il Satana, il "Male radicale".
Denunciava che questa demonizzazione era stata voluta dai comunisti (e accettata acriticamente dai
cattolici, con quel loro "arco costituzionale", dove c'erano dentro tutti, tranne i missini) per far
dimenticare i tanti Stalin e Pol Pot, dicendo che i soli "cattivi" della storia erano Hitler, Mussolini e i
generali sudamericani.
Ma, dall'altro lato Del Noce avvertiva i cattolici che per caso ne fossero ancora tentati (così come
tanti di loro avevano effettivamente fatto durante il Ventennio), di non cadere nell'illusione di
pensare al fascismo come a un difensore della tradizione, dei valori perenni, dunque a un potenziale
alleato dell'uomo religioso: «Checché ne dicano marxisti e "liberals" di ogni risma che non vogliono
riconoscere i loro parenti imbarazzanti», non si stancava di ripetere, «fascismo e nazismo (pur assai
diversi tra loro e non assimilabili tout court) non sono negazioni della modernità: ne sono figli
legittimi. Si situano anch'essi tra le ideologie che hanno decretato l'inesistenza o almeno l'irrilevanza
di Dio, sono un momento come gli altri della secolarizzazione. Non sono, come hanno cercato di
farci credere i "progressisti", degli errori contro la cultura moderna, sono degli errori dentro quella
stessa cultura».

Questo, dunque, l'appello che Del Noce voleva lanciare ai fratelli nella fede, sorretto da uno spirito
di apostolato ormai rarissimo nei cosiddetti intellettuali, spesso anche in quelli "tonsurati".
Ammoniva di diffidare di «ogni presunta avanguardia cattolica che, in realtà, è sempre la
retroguardia del progressismo di ogni maniera». Diceva, con Urs von Balthasar, che «la religione è
finita se dell'uomo medio di oggi si fa la misura assoluta e unica di ciò che la Parola di Dio deve dire
e non dire». Si difendeva dall'accusa di respingere il neomodernismo teologico per paura del nuovo:
«No, lo avverso come un pericolo gravissimo per la fede: non perché nuovo, ma perché falso».

Ripeteva, soprattutto (e qui scatenava la reazione spesso inconsulta e violenta di molti clericali) le
parole con cui, nel 1971, aveva chiuso il suo intervento in "Tramonto o eclissi dei valori
tradizionali?": «La prima condizione perché l'eclissi abbia termine e il cattolicesimo esca dalla sua
crisi è che la Chiesa riprenda la sua funzione: che non è di adeguarsi al mondo, ma, al contrario, di
contestarlo».

Contestato a sua volta per queste affermazioni, ci tornava sopra, ostinato: «Il Cristo non ci ha detto di
sposare il mondo, bensì di battezzarlo. La Chiesa ha il dovere di rispondere ai bisogni dell'uomo
moderno ma senza diventare modernista, senza accettarne gli schemi interpretativi». Ripeteva: «Il
neo illuminismo borghese - del quale anche gli ex comunisti sono una parte - ragiona in termini di
"modernizzazione" e di "arretratezza". Per esso, ciò che più è "arretrato" è la morale cattolica
tradizionale, le sue prospettive sulla vita, la sessualità, la famiglia. Il permissivismo, la rivoluzione
sessuale, la tolleranza per la pornografia sono momenti essenziali per liberarsi della Chiesa e,
dunque, per "modernizzare" la società. Ed è drammatico che anche tanti cattolici giudichino
"arretratezza" la disperata difesa papale dei fondamenti etici del cristianesimo».

La fede crede che egli, ora, sia in quella Luce che vaglia infallibilmente gli uomini, i loro pensieri, i
loro progetti, le loro verità e i loro errori. Egli, dunque, adesso ci "vede", vede se e in che misura
fosse egli stesso o fossero altri credenti (per quanto ne sappiamo, in buona fede quanto lui) ad avere
ragione.

Noi, ancora pellegrini, abbiamo solo il dovere, per dirla con san Paolo, «di esaminare tutto e tenere
ciò che è buono». Con coraggio e coerenza, come la coscienza vorrà mostrarci. E come (che si
concordi o no con lui) ha dato indubbia testimonianza il cristiano, il cattolico Augusto Del Noce.

Data inserimento: 18/04/2006

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