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Manlio Dinucci Carla Pellegrini

Geografia
del ventunesimo
secolo
essenziale

LME LIBRO MISTO


essenziale

SU WWW.ONLINE.ZANICHELLI.IT
SCHEDE STATISTICHE DEGLI STATI
(20 PAGINE)
SCHEDE DI AGGIORNAMENTO
Principali stati europei
e del mondo (50 pagine)
Manlio Dinucci Carla Pellegrini
Geografia
del ventunesimo
secolo
essenziale
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Prima edizione: marzo 2010

Ristampa:
5 4 3 2 1 2010 2011 2012 2013 2014

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INDICE
La nostra comune origine 3

PARTE PRIMA Il quadro globale

A Il mosaico del mondo 8

1 La crescita demografica 10 5 Le culture 32


PRIMO PIANO Una famiglia contadina dell’Etiopia 13 PRIMO PIANO I tesori sommersi dell’antico Egitto 37
2 L’urbanesimo 16 6 Le religioni 40
PRIMO PIANO Le bidonville di Nairobi 20 PRIMO PIANO Il conflitto fra protestanti
3 I flussi migratori 22 e cattolici in Irlanda del Nord 42
PRIMO PIANO La storia di un emigrante 25
4 Le lingue 28
PRIMO PIANO Nella lingua la nostra storia 31 ATTIVITÀ 44

B La globalizzazione economica 46

1 La carta geoeconomica 48 PRIMO PIANO 3 L’indebitamento dei paesi ricchi 69


PRIMO PIANO Il concetto di sviluppo 51 4 Il mondo dei trasporti 70
2 Il mercato globale 56 PRIMO PIANO 1 Il regno dell’automobile 73
PRIMO PIANO 1 Made in China: dalle scarpe ai computer 59 PRIMO PIANO 2 L’Oasi dei Mari 75
PRIMO PIANO 2 Viaggio all’origine delle cose che compriamo 63 5 Il mondo delle telecomunicazioni 76
3 La globalizzazione finanziaria 64 PRIMO PIANO I giovani e il telefonino 77
PRIMO PIANO 1 Il mercato azionario 64
PRIMO PIANO 2 Le operazioni di Borsa 65 ATTIVITÀ 82

C Le questioni sociali 84

1 La geografia della povertà 86 6 La diffusione della droga 116


PRIMO PIANO La zappa 89 PRIMO PIANO 1 Le false idee sulle droghe 118
2 La fame nel mondo 92 PRIMO PIANO 2 Perché si assumono le sostanze psicoattive 119
PRIMO PIANO Che cos’è la fame 93 7 La spesa militare 120
3 Le malattie della povertà 100 PRIMO PIANO Gli effetti di una bomba nucleare 123
PRIMO PIANO A Korogocho si muore di povertà 103 8 La lotta per i diritti umani 124
4 L’analfabetismo 104 PRIMO PIANO 1 Diritti umani: enunciazione e realtà 124
PRIMO PIANO Le barriere all’istruzione delle bambine 107 PRIMO PIANO 2 Io pretendo dignità 131
5 La condizione delle donne e dei bambini 108
PRIMO PIANO Il primo passo sulla via dell’emancipazione 115 ATTIVITÀ 132

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IV

D Il problema energetico 134

1 Lo squilibrio energetico 136 PRIMO PIANO 2 Il ciclo di sfruttamento dell’uranio 154


PRIMO PIANO Il risparmio energetico in casa 141 4 Energia dal vento e dal Sole 156
2 La corsa finale all’oro nero 142 PRIMO PIANO Energia per un futuro sostenibile 163
PRIMO PIANO La sfida del secolo 147
3 I problemi del nucleare 148
PRIMO PIANO 1 La centrale elettronucleare 149 ATTIVITÀ 164

E Le sfide ambientali 166

1 Il degrado ambientale 168 4 La crisi idrica 188


PRIMO PIANO Keita: la lotta contro il deserto 175 PRIMO PIANO Il mercato globale dell’acqua imbottigliata 195
2 L’inquinamento 176
PRIMO PIANO Il vortice di immondizia nel Pacifico 181
3 Il riscaldamento globale 182
PRIMO PIANO La posizione di Greenpeace sulla Conferenza
di Copenaghen 187 ATTIVITÀ 196

Inserto Geostoria della globalizzazione 198

PARTE SECONDA REGIONI E STATI DEL MONDO

F Europa 236

Nel sito www.online.zanichelli.it/dinuccigeografia

Caratteristiche fisiche e climatiche 236 Regno Unito


Gli stati d’Europa 238 Francia
L’Unione europea 239 Germania
Spagna
Italia
Russia
ATTIVITÀ

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G Africa 242

Nel sito www.online.zanichelli.it/dinuccigeografia

1 Africa settentrionale 244 Egitto


2 Africa del Sahel 245 Sudan
3 Africa occidentale 246 Nigeria
4 Africa orientale 247 Etiopia
5 Africa equatoriale 248 Repubblica Democratica del Congo
6 Africa meridionale 249 Sudafrica
ATTIVITÀ

H Asia 250

Nel sito www.online.zanichelli.it/dinuccigeografia

1 Asia Occidentale (Medio Oriente) 254 Arabia Saudita


2 Asia centrale 257 Afghanistan
3 Asia Meridionale 260 Indonesia
PRIMO PIANO India 263 ATTIVITÀ
APPUNTI DI STORIA 266
4 Asia sud-orientale 267
5 Asia orientale 270
PRIMO PIANO Cina 272
APPUNTI DI STORIA 276
PRIMO PIANO Giappone 277
APPUNTI DI STORIA 281

I Le Americhe 282

Nel sito www.online.zanichelli.it/dinuccigeografia

1 Nord America 284 Brasile


PRIMO PIANO Stati Uniti d’America 287 Messico
APPUNTI DI STORIA 292 Argentina
2 Centro America e Caraibi 293 ATTIVITÀ

3 Sud America: regione andino-amazzonica 295


4 Sud America: Cono Sud 298

L Oceania 300
Nel sito www.online.zanichelli.it/dinuccigeografia

Australia
ATTIVITÀ

Atlante 303

Indice analitico 325

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C O M E È FAT T O Q U E S T O L I B R O

Il libro è composto di due parti:

PARTE PRIMA PARTE SECONDA

Il quadro globale Regioni e stati del mondo

La prima parte
è articolata in 5 unità Anche la seconda
che affrontano parte è composta
i grandi temi da 5 unità, relative
della geografia alle grandi regioni
del mondo attuale. del mondo.

UNITÀ B 47
씰 Ciascuna delle unità della prima parte si apre
La globalizzazione economica vie. Lo sviluppo dei trasporti, rendendo possibile
una crescente mobilità di persone, ha dato forte im-
pulso al turismo internazionale: il numero annuo di
comunicazione e informazione (digital divide), esi-
stente tra regioni più sviluppate e regioni meno svi-
luppate, anche se si sta riducendo, è ancora molto
con due pagine che introducono il tema e danno
arrivi di turisti dall’estero ha superato il miliardo. forte.

L a globalizzazione – il processo che rende le economie nazionali


sempre più interdipendenti all’interno di un unico sistema
mondiale – non è un fenomeno nuovo nella storia. Il mercato mon-
dola. Aumentano i flussi commerciali internaziona-
li, poiché le multinazionali trasferiscono molte atti-
vità produttive soprattutto in Cina e in altri paesi
씰Paragrafo B4 Il mondo dei trasporti

Anche nel campo delle telecomunicazioni si è verifi-


씰Paragrafo B5 Il mondo delle telecomunicazioni

La globalizzazione non è, dunque, solo un processo economico. At-


una breve sintesi dei paragrafi.
diale nacque cinque secoli fa, quando la colonizzazione europea del-
le Americhe creò nell’area atlantica, a partire dal XVI secolo, un
grande circuito commerciale, imperniato sulla tratta degli schiavi
asiatici, dove i salari sono molto inferiori. Allo stes-
so tempo, dominando i vari mercati, acquistano a
basso prezzo gran parte delle materie dei paesi in via
cato un fortissimo sviluppo. La telefonia mobile è il
settore cresciuto più rapidamente: il numero di ab-
bonamenti ha superato nel mondo i 4 miliardi. L’al-
traverso i cambiamenti che apporta all’economia, influisce sull’inte-
ra sfera delle relazioni sociali e culturali su scala planetaria. Nessuna
delle questioni nodali del mondo odierno, compreso il rapporto uo-
Ciò permette di orientarsi nell’argomento prima
africani, che collegava Africa, Europa e Americhe. Sempre tramite le di sviluppo. La globalizzazione economica ha messo tra tecnologia, che ha impresso un’accelerazione mo-ambiente, può essere considerata al di fuori di tale contesto
conquiste europee, tale circuito fu connesso all’area commerciale
asiatica: si formò così una rete mercantile estesa su tutti i continenti,
che fu sviluppata nel successivo periodo coloniale (씰 Geostoria del-
a disposizione dei consumatori una gamma senza
precedenti di prodotti ma, oltre ai vantaggi, ha por-
tato svantaggi sia nei paesi sviluppati sia in quelli in
senza precedenti alle telecomunicazioni, è Internet.
La maggior parte del traffico telefonico e Internet si
svolge però tra Stati Uniti, Unione europea, Giappo-
geoeconomico. Quale atteggiamento assumere di fronte alla globa-
lizzazione? Che il mondo sia sempre più interdipendente non è ne-
gativo, ma positivo. Negativo è il fatto che, mentre si abbattono le
di inziarne lo studio, e di conoscere nell’essenziale
il contenuto di tutti i paragrafi, anche quando si
la globalizzazione). Quella attuale è un’ulteriore fase del processo di via di sviluppo. ne e alcuni paesi asiatici, soprattutto Cina e India, frontiere perché capitali e produzioni circolino liberamente su scala
globalizzazione, caratterizzata essenzialmente da due fattori: il pro- 씰Paragrafo B2 Il mercato globale ossia lungo l’asse su cui si concentrano i flussi di globale, si erigono altre frontiere, invisibili ma non per questo meno
gresso tecnologico, che ha reso possibile uno sviluppo senza prece- merci e capitali. Lo sviluppo dei sistemi satellitari ha concrete, che escludono la maggioranza della popolazione mondiale
denti dei trasporti e delle telecomunicazioni; il diminuito ruolo de- Nel mercato globale circolano enormi capitali, che favorito la formazione di gruppi multimediali, che dai benefici di quella crescita economica che essa contribuisce in
gli stati nazionali nella gestione diretta dell’economia e l’accresciuta
influenza delle imprese multinazionali che, operando oggi su scala
planetaria, hanno raggiunto dimensioni economiche maggiori di
vengono investiti soprattutto nel mercato mobiliare.
Il valore delle azioni quotate nelle Borse valori di
Stati Uniti, Unione europea, Cina, Giappone, Cana-
controllano la maggior parte della produzione e dif-
fusione di generi audiovisivi e posseggono anche ca-
se editrici e giornali. Il divario nelle tecnologie della
modo determinante a creare col proprio lavoro e le proprie risorse.
Sono queste frontiere che occorre abbattere, perché la globalizzazio-
ne sia effettivamente tale.
scelgiesse di approfondirne soltanto alcuni.
quelle di interi stati. da e altri dieci paesi è superiore a quello del prodot-
to lordo mondiale. Grossi capitali circolano anche
L’economia mondiale, infatti, non è formata sempli- nel mercato valutario o vengono usati in altre ope-
cemente da economie nazionali collegate da rappor- razioni speculative. L’economia mondiale è così do-
ti commerciali e finanziari, ma da una rete di impre- minata dai movimenti di capitali. Poiché essi vengo-
se multinazionali che, attraverso filiali estere e inve- no massicciamente investiti in speculazioni per ac-
stimenti di capitale, svolgono un ruolo di crescente crescere i guadagni, si crea spesso un artificioso au-
importanza nella trasformazione del paesaggio eco- mento dei prezzi delle azioni e di altri titoli, che non
nomico mondiale. Tale ruolo è stato potenziato dal- corrisponde a una effettiva crescita dell’economia
la decisione degli stati nazionali di trasferire a so- reale: una «bolla speculativa» che prima o poi esplo-
cietà private la proprietà delle imprese pubbliche e de, provocando una crisi finanziaria. È emblematica
di abolire in gran parte il controllo sulla circolazio- la bolla speculativa dei mutui che, formatasi negli
ne dei capitali. Il fatto che quasi i tre quarti delle Stati Uniti, ha provocato una crisi finanziaria di di-
multinazionali abbiano il centro direttivo nei paesi mensioni globali.
sviluppati è indice del predominio di tali economie, 씰Paragrafo B3 La globalizzazione finanziaria
in particolare di quelle delle triade Unione europea
– Stati Uniti – Giappone, che costituiscono il centro La globalizzazione economica ha fatto aumentare
dell’economia globale. Permangono, quindi, grandi fortemente il trasporto di merci via mare tra una re-
divari socioeconomici tra le regioni più sviluppate e gione del mondo e l’altra. Le principali rotte sono
quelle meno sviluppate. quelle che collegano Europa, Asia e Nord America,
씰Paragrafo B1 La carta geoeconomica tra cui si svolge la maggior parte del commercio in-
ternazionale. Allo stesso tempo la crescente mobilità
Il mercato globale è costituito da una rete di relazio- di persone ha fatto aumentare fortemente il traspor-
ni economiche estesa su scala mondiale, i cui nodi to aereo. In quello terrestre svolgono un ruolo domi-
sono rappresentati da quaranta città, che svolgono nante gli autoveicoli, per la mobilità sia di persone
un ruolo chiave e sono perciò definite «città globa- sia di merci. Il numero di automobili ha superato nel
li». La globalizzazione economica – con i suoi flussi mondo gli 800 milioni e continua ad aumentare. Ciò
transnazionali di capitali, prodotti, informazioni – provoca danni all’ambiente e alla salute, che richie-
traccia così una nuova geografia che si sovrappone a dono misure correttive, anzitutto un maggiore uso Una immagine emblematica della globalizzazione: l'architettura di Internet, disegnata dallo studio internazionale
quella degli stati, modificandola ma non cancellan- dei mezzi pubblici e un potenziamento delle ferro- Information Architets (informationorchitects.jp)

64 B La globalizzazione economica B3 • La globalizzazione finanziaria 65 씰 L’unità è composta di un numero variabile


B3
La globalizzazione finanziaria Qui avviene la compravendita di azioni (씰 Primo
piano 2) di migliaia di società di decine di paesi, tra
cui 70 delle 100 maggiori quotate sul mercato azio-
ti da una moneta all’altra: ad esempio, un operatore
compra con 1,3 milioni di dollari un milione di eu-
ro e, quando il prezzo dell’euro sale rispetto a quello
di paragrafi. Il tema del paragrafo è articolato in
Il mercato mobiliare e quello valutario
Per effetto della deregolamentazione (씰 B1) sono
cadute molte delle barriere erette dagli stati naziona-
Il mercato mobiliare è incentrato sulla Borsa va-
lori, il luogo dove si comprano e si vendono i valori
mobiliari:
nario mondiale.
Oltre alla NYSE Euronext, vi sono nel mondo circa
cento Borse valori, di cui le più importanti sono
del dollaro, compra con questa somma 1,5 milioni
di dollari, guadagnando così 200 000 dollari. Effet-
tua quindi la stessa operazione nei confronti dello
diversi punti; alcuni aspetti specifici vengono trat-
tati nello spazio del Primo piano.
li per regolamentare la circolazione dei capitali e la a) le azioni, quote del capitale delle società per quelle di Tokyo, NASDAQ (telematica), Shanghai, yen giapponese, e così via.
conversione delle monete. Si è così creato un merca- azioni (씰 Primo piano 1); Londra (la London Stock Exchange, di cui fa parte Il mercato valutario ha un’estensione geografica
to finanziario globale, nel quale circolano enormi ca- b) i derivati, strumenti finanziari il cui valore è anche la Borsa Italiana con sede a Milano). Le Borse, mondiale. Le contrattazioni si svolgono ventiquat-
pitali che vengono investiti soprattutto in due suoi basato su quello di altri beni (azioni, obbligazioni, collegate attraverso reti telematiche che permettono tr’ore su ventiquattro, tenendo ovviamente conto
settori: il mercato mobiliare e il mercato valutario. valute, materie prime, etc.), come ad esempio i futu- agli operatori di acquistare e vendere valori mobi- dei fusi orari: quando chiude il mercato asiatico
res (씰 B2) basati sui prezzi delle materie prime; liari, funzionano come un’unica Borsa mondiale. apre quello europeo, successivamente il mercato sta-
c) le obbligazioni (bond), titoli di credito emessi L’altro principale comparto del mercato finanzia- tunitense e quindi di nuovo quello asiatico. La mag-
da società private o da enti pubblici per ottenere pre- rio è il mercato valutario, in cui si comprano e si gior parte delle negoziazioni si svolge non in strut-
stiti a medio e lungo termine, che vengono rimbor- vendono monete in base al cambio: prezzo al quale ture fisiche, quali le Borse valori, ma attraverso con-
sati a determinate scadenze insieme agli interessi; viene scambiata la moneta di un paese con quella di tatti diretti tra gli operatori (banche e altri interme-
d) i titoli di stato, obbligazioni emesse dal Tesoro un altro paese. Per questo è detto anche «mercato diari finanziari) sparsi nelle varie parti del mondo, i
per provvedere alla copertura del fabbisogno statale, dei cambi». Poiché i cambi variano in continuazio- quali sono collegati in tempo reale attraverso le reti
rimborsabili con gli interessi a breve, medio o lungo ne, grossi capitali vengono incessantemente trasferi- telematiche.
termine a seconda se sono Bot (Buoni ordinari del
Tesoro), BTp (Buoni del Tesoro poliennali) o CcT
(Certificati di credito del Tesoro). PRIMO PIANO 2 Le operazioni di Borsa
La principale Borsa valori del mondo è la NYSE Un tempo quella effettuata nelle Borse va- viceversa. L’indice più noto è il Dow Jones, Borsa di New York: esso riesce a influenza-
Euronext, nata nel 2007 dalla fusione tra la New lori era una contrattazione «alle grida»: gli basato sul valore medio delle azioni delle re le scelte di investimento sul mercato
York Stock Exchange (nota come «Wall Street» dal operatori autorizzati, ammessi nel recinto trenta società industriali più trattate alla azionario mondiale.
della Borsa valori (chiamato «piazza»),
nome della strada di New York in cui ha sede) (fi-
presentavano gli ordini di domanda e of-
gura 1 ) e l’Euronext, un gruppo che gestisce le ferta a voce e attraverso un complesso lin-
1 L’interno della Borsa di Wall Street Borse di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona. guaggio di segni. Oggi, nella sala dove si
svolgono le contrattazioni (trading floor),
il «recinto delle grida» è stato sostituito da
PRIMO PIANO 1 Il mercato azionario postazione computerizzate (trading posts).
In quelle della Borsa di New York, ad
Per comprendere che cosa sono le azioni e esempio, le quotazioni delle azioni, conti-
come funziona il mercato azionario, si può nuamente aggiornate, compaiono su una
fare un esempio. Un gruppo di cinque im- serie di monitor (1, 2, 3); quando la società 2
prenditori crea un’azienda industriale e la di intermediazione (brokerage firm) riceve
registra alla Borsa di Milano, uno dei mer- Borsa di Milano da un cliente l’ordine di acquisto o di ven- 1
cati ufficiali in cui si comprano e si vendo- dita di azioni o altri titoli, lo trasmette ai
no azioni. Il capitale della società, versato 200 suoi agenti di cambio (brokers) (4, 5) e
300 milioni di euro 300
dai soci in parti uguali, ammonta a 1 mi- milioni (2 milioni di azioni)
200 milioni questi, a loro volta, lo presentano agli spe-
di euro di euro
liardo di euro. Esso viene diviso in 10 mi- milioni di euro cialisti incaricati di eseguire l’ordine (6, 7).
società per azioni (2 milioni di azioni)
lioni di azioni del valore di 100 euro. Cia- Un altro tipo di mercato azionario è
con capitale
scuno dei soci fondatori viene a possedere di quello in cui le contrattazioni avvengono
2 milioni di azioni (del valore complessivo 1 miliardo di euro non in un luogo fisico centrale (come la
(diviso in 10 milioni
di 200 milioni): è quindi proprietario di 200 di azioni) 200 Borsa di Wall Street), ma esclusivamente 7
milioni di euro milioni di euro
un quinto della società. Poiché l’azienda (2 milioni di azioni) (2 milioni di azioni) per via telematica. Il più noto è il mercato
industriale realizza notevoli guadagni, altri 200 azionario telematico statunitense NASDAQ 5
300 milioni di euro 300
3
investitori vogliono acquistare le sue azio- milioni (2 milioni di azioni) milioni (National Association of Securities Dealers 4 6
di euro
ni: essendo molto richieste, il valore di cia- di euro Automated Quotation).
scuna aumenta da 100 a 150 euro. A que- 300 L’andamento generale delle quotazioni
sto punto tre soci vendono i loro pacchetti milioni di una Borsa valori è espresso da un nume-
di euro
azionari (il cui valore è aumentato da 200 ro indice, che misura la variazione in per-
a 300 milioni) a un altro gruppo industria- centuale della media dei prezzi delle azioni
le quotato alla Borsa di New York. Esso di- Borsa di New York (società acquirente) rispetto a una data assunta quale base di
viene così proprietario dei tre quinti della riferimento. Un indice di Borsa più alto in-
società. dica un maggior rendimento delle azioni, e Una trading post della Borsa di New York.

Dinucci, Pellegrini GEOGRAFIA DEL VENTUNESIMO SECOLO - ESSENZIALE © copyright Zanichelli 2010
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C O M E È FAT T O Q U E S T O L I B R O VII

246 G Africa 씰 Africa, Asia e Americhe sono articolate in G3 • Africa occidentale 1

G3
Africa occidentale paragrafi dedicati ciascuno a una subregione. PRIMO PIANO Nigeria
fabbisogno del paese, che è un grosso delta del Niger disastrose conseguenze

Nel libro sono anche trattati gli stati maggiori:


Guinea. Ma dallo sfruttamento di Capitale Abuja
importatore di generi alimentari. ambientali. L’acqua, il terreno e l’aria ven-
CAPO VERDE M A U R I TA N I A
S e ne 0 600 queste grandi risorse poco o nulla Ordinamento dello stato Repubblica Continua però a esportare cacao. An- gono inquinati dagli sversamenti di petro-
km
Boa Vista
presidenziale federale
ga

PRAIA
DAKAR arriva alla popolazione, dato che i che l’industria resta a un basso livello lio e dal gas che, per essere separato dal pe-
l

SENEGAL N I G E R Superficie 923 768 km2


CIAD

Sâo
Tiago Gam M A L I proventi vengono spartiti fra mul- produttivo. I settori relativamente più trolio a minor costo, viene bruciato sul po-
BANJUL bia

India, Cina, Giappone e Stati Uniti.


Lago Ciad
GAMBIA Popolazione 160 milioni sviluppati, soprattutto per effetto di sto invece di essere utilizzato. Ciò danneg-
BISSAU
Tamgué
1538 Nige
r BURKINA Kano adug
u tinazionali e governanti corrotti. investimenti stranieri, sono quelli del gia gravemente l’agricoltura e la pesca,
GUINEA FA S O Ko
m
Popolazione urbana 50%
BISSAU CONAKRY
GUINEA BENIN Lago N I G E R I A Lo stesso avviene con il legname tessile, delle bevande e delle sigarette. principali fonti di sostentamento di queste
M.ti Lama Kainji
COSTA Lingua Inglese (uff.), lingue locali
TOGO

DI JOS nu e
1948
D’AVORIO Ogbomosho ABUJA Be pregiato che si ricava dalle foreste, Ciò è dovuto al fatto che l’economia popolazioni, e provoca la diffusione di ma-
UN

FREETOWN
Religione Musulmani 43%, cristiani 30% nigeriana è incentrata sul petrolio, di lattie come la leucemia e l’asma.
ER

L.Volta
soggette a forte diboscamento con
Comoé

AM

SIERRA LEONE Ibadan


Niger

C
YAMOUS- ACCRA DEL cui il paese è il maggiore produttore in Di fronte alla rovina delle risorse naturali
OCEANO MONROVIA SOUKRO LOMÉ
Lagos
M . TI
gravi conseguenze ambientali. Moneta Naira
LIBERIA Abidjan PORTO- Africa. La concentrazione degli investi- e al deterioramento continuo delle condi-
ATLANTICO GHANA NOVO CAMERUN Reddito nazionale pro capite 1160 $
Le terre più fertili sono riser- menti nel settore petrolifero, da cui zioni di vita, le popolazioni del delta si sono
vate alle monocolture di cacao, (medio-basso) proviene l’85% delle entrate governati- ribellate. Negli anni Novanta, il movimento
L’Africa occidentale comprende i paesi che formano ananas, arachidi, cotone, destinate all’esportazio- Speranza di vita 49 anni ve, ostacola però lo sviluppo degli altri degli ogoni, promosso dallo scrittore Ken
un grande arco a sud del Sahel e si affacciano sull’A- ne. La Costa d’Avorio è il maggiore produttore Mortalità sotto i 5 anni 175 (per 1000 nati vivi) settori economici. Quasi tutto il greg- Saro-Wiwa, organizzò una protesta pacifica
Analfabetismo (m/f) 20% / 36% gio, esportato principalmente negli che fu però duramente repressa (Ken Saro-
tlantico e sul Golfo di Guinea (ampia insenatura mondiale di cacao. La produzione complessiva di Stati Uniti e nell’Unione europea, è Wiwa e altri esponenti furono impiccati nel
dello stesso oceano). Essi sono, da ovest a est: Sene- Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun am- estratto in Nigeria da joint venture, for- 1995). Successivamente è nato il MEND
gal, Gambia, Guinea Bissau, Guinea, Sierra Leone, monta a oltre i due terzi di quella mondiale. In La Nigeria confina a ovest con il Benin, a mate dalle maggiori compagnie petrolifere (Movimento per l’emancipazione del Delta
Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Benin e Nige- questi paesi, la maggior parte del cacao viene pro- nord con il Niger, a nord-est con il Ciad, a multinazionali con società locali. Lajoint del Niger), che ha attaccato con le armi gli
est con il Camerun. Per un lungo tratto si venture diretta dalla Shell ne produce circa impianti delle grandi compagnie petrolifere.
ria. Fa parte di questa regione anche Capo Verde, dotta da milioni di piccoli coltivatori, che sono
affaccia sul Golfo di Guinea nell’Oceano la metà. Opera in Nigeria anche l’italiana
nell’omonimo arcipelago dell’Atlantico di fronte al- però costretti a vendere i semi di cacao a poche Atlantico. Agip. I giacimenti più sfruttati sono quelli
le coste del Senegal. multinazionali, a prezzi che hanno subìto continui nel delta del Niger (figura 1 ), ma è in au-
ribassi. Il territorio più popolato mento anche lo sfruttamento dei giacimen-
Dalla steppa alla foresta pluviale Viene ampiamente sfruttato in questo settore dell’Africa ti offshore. La Nigeria ha anche grosse riser-
Con circa 160 milioni di abitanti, in ulte- ve di gas naturale, tra le maggiori del mon-
Il territorio è costituito all’interno da una serie di anche il lavoro infantile, che in diversi casi assume riore aumento, la Nigeria è il paese più po- do. È quindi in aumento l’esportazione di
altopiani da cui si elevano massicci isolati. Verso le caratteristiche di vera e propria schiavitù. Le at- poloso dell’Africa. La sua popolazione gas liquefatto, gestita da una joint venture
sud si estende una fascia pianeggiante attraversata tività industriali sono fondamentalmente quelle comprende più di 250 etnie e altrettante di cui fanno parte la Shell e l’Agip.
da numerosi corsi d’acqua. La parte settentrionale estrattive, portuali e di raffinazione. Le altre si li- lingue locali. Fra gli abitanti del nord pre- L’esportazione di petrolio e gas naturale
è piuttosto arida e soggetta a ricorrenti siccità; a mitano a stabilimenti per la lavorazione di prodot- vale la religione musulmana, mentre nel procura enormi profitti alle multinaziona-
sud è diffuso il cristianesimo. li e all’élite al potere. Quasi niente, invece,
sud invece il clima è caldo umido, le piogge estive ti agricoli e della pesca, segherie, fabbriche tessili, Circa la metà della popolazione vive nelle ne ricava la maggioranza della popolazio-
sono abbondanti, anche di tipo monsonico. Le cementifici. città. Oltre 10 milioni si accalcano nell’enor- ne che, per circa i due terzi, vive in condi-
piogge sono particolarmente abbondanti in Liberia me agglomerato urbano di Lagos. Questa zioni di povertà (figura 2 ). Ad aggravare
e Nigeria. L’impronta del colonialismo città, fondata dai portoghesi su una laguna la situazione è il fatto che lo sfruttamento
alla foce del fiume Ogun, è un centro por- petrolifero, praticato in modo da ricavarne
Da nord a sud la vegetazione passa dalla steppa al- Da questa regione, durante la tratta transatlantica tuale, industriale e commerciale di primaria
QUESITI il massimo profitto possibile, provoca nel 2 Le capanne dei villaggi
la savana, con i tipici alberi di baobab, fino alla densa degli schiavi, venne deportato il maggior numero di

씰 Altri paesi significativi di questi tre continen-


• Quali ambienti natu- importanza. Ciò ha attirato una fortissima
rali si incontrano nei foresta pluviale che costeggia i fiumi. I fiumi sono giovani uomini e donne, costretti a lavorare in condi- immigrazione alla ricerca di una possibilità QUESITI
paesi dell’Africa Occi- lunghi e ricchi di acque. Il Senegal segna il confine fra zioni durissime nelle colonie americane delle poten- di lavoro. Al nucleo di edifici moderni e • Quali sono le religioni
dentale, procedendo da grattacieli si aggiungono ampie distese di più diffuse
sud verso nord? gli stati del Senegal e della Mauritania; il Gambia ta- ze europee. Nel XIX secolo essa fu spartita tra Fran- in Nigeria?
abitazioni popolari fino ad arrivare alle ster-
• Quali sono i fiumi più glia in due l’omonimo stato e sfocia nell’oceano con cia, Gran Bretagna e Portogallo, senza tener conto minate bidonville. La congestione del traffi-
• In quale modo l’estra-
importanti della regio-
ne?
• Come è organizzata
la produzione del ca-
cao, uno dei principali
un profondo estuario; il Niger, terzo fiume dell’Afri- delle identità etniche delle popolazioni, e sottoposta
ca come lunghezza (4160 km), nasce tra Sierra Leone alla rapina sistematica delle risorse.
e Guinea, sale con un’ampia curva fino in Mali dove Gli stati della regione conquistarono l’indipen-
ti, insieme all’Australia e ai maggiori stati europei co, l’inquinamento atmosferico e un elevato
tasso di criminalità rendono la zona partico-
larmente invivibile. Dal 1991 Lagos non è
più capitale, in quanto tale ruolo è stato as-
zione del petrolio influi-
sce sullo sviluppo eco-
nomico della Nigeria?
• Che cosa è il MEND?

s’impaluda e poi riscende attraverso la Nigeria, sfo- denza tra il 1958 e il 1975. Non è terminata però la
prodotti esportati dai
paesi dell’Africa occi-
dentale
• Quale fenomeno, nei
secoli passati, ha pro-
ciando nel Golfo di Guinea con un grande delta.

Grandi risorse e grandi povertà


loro dipendenza dalle potenze ex coloniali e da altre
grandi potenze, che non hanno mai cessato di inter-
ferire nella loro economia e nella loro politica. La lot-
(Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia e sunto da Abuja, una città creata di sana
pianta al centro della Nigeria, con un minor
numero di abitanti (circa 2 milioni).

L’ineguale spartizione

Russia) sono disponibili invece in .pdf all’indiriz-


vocato la deportazione Il sottosuolo della regione è ricco di risorse: petrolio ta per il controllo delle ricche risorse della regione ha
di un grande numero di della ricchezza petrolifera
giovani dai paesi dell’A- in Nigeria e Benin, diamanti in Sierra Leone e Costa provocato forte instabilità: colpi di stato, guerre civi- L’agricoltura, in cui lavora la maggioranza
frica occidentale? d’Avorio, fosfati in Senegal e Togo, oro e diamanti in li, assassini di esponenti politici, secessioni, dittature della popolazione (assorbe circa il 70% de-
Liberia, oro e diamanti in Guinea e Ghana, bauxite in basate su corruzione e violenza. gli occupati) non è in grado di assicurare il 1 Pozzi petroliferi nel delta del Niger

zo www.online.zanichelli.it/dinuccigeografia

292 I Le Americhe 씰 I paragrafi relativi ai paesi di maggior rilievo


APPUNTI DI STORIA Stati Uniti (per esempio gli Stati Uniti) sono corredati da
Il Nord America fino al XV secolo
Il territorio attualmente occupato dagli Sta-
ti Uniti era originariamente abitato da tribù
di cacciatori e pescatori. Questi amerindi,
acquistati o conquistati. L’espansione del
paese verso ovest, il Far West, venne realiz-
zata a spese degli indiani, considerati come
cittadini stranieri. Contemporaneamente
ponese. Le forze armate statunitensi com-
batterono contro quelle nazifasciste in Eu-
ropa e nel Pacifico.
Per concludere rapidamente la guerra
alcuni Appunti di storia, che permettono un col-
legamento interdisciplinare.
che verranno in seguito chiamati indiani o gli Stati Uniti si allargarono a spese del Mes- contro il Giappone, gli Stati Uniti decisero
pellerossa, non edificarono mai vasti imperi sico, cui sottrassero diversi territori: gli at- di utilizzare, per la prima volta nella storia,
come quelli azteco e inca. La maggiore di- tuali Texas, New Mexico, California, Utah, armi nucleari che vennero sganciate nell’a-
sponibilità di risorse e la minore densità de- Nevada e Arizona. Negli stati del sud venne gosto 1945 su Hiroshima e Nagasaki.
mografica delle terre nordamericane favorì inoltre mantenuta la schiavitù.
invece lo sviluppo di tribù seminomadi Verso la metà dell’Ottocento il paese era Dalla guerra fredda
piuttosto egualitarie (irochesi, sioux, ecc.). caratterizzato da due distinti e contrapposti al dopo guerra fredda
modelli di sviluppo: quello industriale degli Dopo la conclusione del conflitto mondiale
La colonizzazione e la nascita de- stati del nord e quello basato sulle pianta- (1945), l’alleanza che aveva unito USA e URSS
gli USA gioni schiavistiche, negli stati del sud. Ben durante la guerra venne meno e iniziò la co-
La colonizzazione cominciò agli inizi del presto i due modelli si rivelarono incompa- siddetta guerra fredda. Anche se l’equilibrio
XVII secolo, quando gruppi sempre più nu- tibili e, dopo l’elezione di Abramo Lincoln di forze tra le due superpotenze nucleari
merosi di europei cominciarono a insediar- alla presidenza (1860) e il tentativo di seces- (definito «equilibrio del terrore») evitò lo
si stabilmente sulla costa atlantica. I primi sione degli stati del sud, scoppiò una san- scontro armato diretto, ciascuna delle due
furono gli inglesi. Nel 1607 un gruppo di ar- guinosissima guerra civile. La vittoria degli impegnò buona parte delle proprie risorse
tigiani londinesi che aveva incontrato diffi- stati del nord portò all’abolizione della economiche e militari per contrastare la po-
coltà economiche in patria fondò, in me- schiavitù e alla marginalizzazione dell’eco- tenza rivale. Tale strategia portò gli USA a in-
moria della regina Elisabetta, una colonia nomia agricola del sud. Fino a tempi recenti tervenire in una serie di conflitti, dalla Guer-
chiamata Virginia. Nel 1620 un gruppo di si mantenne però, negli stati meridionali, ra di Corea a quella del Vietnam, nonché a
protestanti inglesi, detti Padri Pellegrini, un regime di discriminazione razziale. finanziare e appoggiare movimenti che
fondò il Massachussets, con capitale Bo- combattevano l’URSS o altri stati socialisti.
ston. Nel 1667, al termine della guerra an- Gli Stati Uniti da giovane paese Dopo lo scioglimento dell’URSS (1991),
glo-olandese, la colonia olandese di New a grande potenza gli Stati Uniti, rimasti l’unica superpotenza,
Amsterdam venne occupata dagli inglesi e A partire dalla fine dell’Ottocento gli USA hanno moltiplicato gli interventi militari su
ribattezzata New York. Presto le colonie in- svilupparono una politica estera espansio- scala globale. Basti pensare alla prima guer-
glesi in Nord America, nel frattempo salite a nista e interventista. Assoggettarono tutta ra contro l’Iraq, alla guerra contro la Jugo-
13, divennero importanti dal punto di vista una serie di stati: Cuba, Puerto Rico e Pana- slavia, all’intervento in Somalia. Successiva-
economico. Vi si era infatti sviluppata una ma in America centrale e Caraibi; le Filippi- mente agli attacchi terroristici dell’11 set-
fiorente economia di piantagione (tabacco, ne nell’Asia sud-orientale; l’arcipelago delle tembre 2001 contro le Torri Gemelle a New
canapa, lino ecc.), anche grazie al trasferi- Hawaii nel Pacifico centro-settentrionale. York e il Pentagono a Washington, rivendi-
mento di schiavi dall’Africa. Nel 1765 le co- Tale assoggettamento avvenne insediando cati da Osama bin Laden, l’amministrazio-
lonie, stanche di sottostare alle imposizioni in tali paesi governi alleati degli USA e subal- ne statunitense ha formulato la dottrina
fiscali dell’Inghilterra, promossero una ri- terni ai loro interessi. dell’attacco preventivo, muovendo guerra
volta, rivendicando la propria autonomia. Dopo lo scoppio della Prima guerra prima all’Afghanistan, accusato di ospitare
Il 4 luglio 1776 il congresso dei rappre- mondiale gli Stati Uniti realizzarono note- le basi di organizzazioni terroristiche, poi
sentanti delle colonie approvò la Dichiara- voli guadagni concedendo prestiti ai paesi all’Iraq, accusato di sviluppare armi di di-
zione di Indipendenza, dando vita agli Stati dell’Intesa, soprattutto alla Gran Bretagna. struzione di massa, peraltro mai rinvenute.
Uniti d’America (USA). Sotto la guida del Nel 1917, decisero di intervenire
generale George Washington l’esercito sta- direttamente nel conflitto anche
tunitense, con l’appoggio della Francia, af- perché, se l’Intesa fosse stata scon-
frontò e sconfisse le truppe inviate dall’In- fitta, i prestiti non sarebbero stati
ghilterra che, nel 1783, fu costretta a ricono- restituiti.
scere il nuovo stato indipendente. Nel 1787 Il crollo della Borsa di New York,
una convenzione convocata a Filadelfia ap- nel 1929, segnò l’inizio di una
provò la Costituzione che dava agli USA un profonda crisi economica, che
ordinamento repubblicano, federale e pre- venne comunque superata grazie a
sidenziale. Primo presidente fu lo stesso una politica di forti investimenti
Washington. promossa dal presidente Roose-
velt. Rimasti inizialmente fuori
La Guerra di Secessione dalla Seconda guerra mondiale, gli
Durante il XIX secolo gli USA crebbero mol- Stati Uniti decisero di intervenire
to sia dal punto di vista economico, sia da dopo che la loro flotta navale, an-
quello territoriale e demografico, con la corata a Pearl Harbor (Hawaii), fu
creazione di molti nuovi stati su territori bombardata dall’aviazione giap- L’attacco terroristico dell’11 settembre 2001

276 F Europa F • Europa 277 씰 Ciascuna unità si chiude con le Attività: do-
AT T I V I T À

VERIFICA DELLE CONOSCENZE


COMPRENSIONE E COMUNICAZIONE

20 Nel testo seguente vi sono alcuni errori. Dopo averli indivi-


L’allargamento prende avvio nel 1995, quando aderiscono alla UE
Austria, Finlandia, Norvegia e Svezia. Il numero degli stati membri sa-
le così a 15. Successivamente, nel 2004, entrano nell’Unione europea:
mande di verifica delle conoscenze ed esercizi che
12 Che cosa è il gruppo NYSE-Euronext?

1 In quale stato europeo si incontrano le pianure di loess?


A In Russia. C In Germania.
A Il principale gruppo industriale francese.
B La società che riunisce le borse valori di New York, Parigi,
Amsterdam, Bruxelles e Lisbona.
duati, sottolineali in rosso e poi correggili.
La storia dell’Unione europea
L’idea dell’unità europea nacque alla fine della Seconda guerra mon-
Polonia e Ungheria; Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slo-
vacchia, Slovenia, Malta e Cipro, che geograficamente non fa parte
dell’Europa ma dell’Africa settentrionale. Nel 2007, entrano Bulgaria e
Romania. Gli stati membri della UE salgono così a 27. La Turchia, la
mettono maggiormente in gioco le abilità legate
B In Francia. D In Spagna. C La società di cui fa parte la borsa valori di Londra.

2 Quali caratteristiche hanno i principali fiumi inglesi?


A Hanno corsi molto lunghi e sono navigabili.
B Hanno corsi molto lunghi ma non sono navigabili.
D La società russa che si occupa dell’estrazione e della commercia-
lizzazione del gas naturale.
diale. Il processo di integrazione europea prese concretamente avvio
quando, nel 1951, sei stati – Belgio, Repubblica Federale Tedesca, Ita-
lia, Lussemburgo e Paesi Bassi – firmarono a Parigi il trattato che isti-
tuiva la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). La Comu-
Macedonia e la Serbia sono candidate a entrare nella UE, in cui saran-
no ammesse quando avranno soddisfatto i necessari criteri politici ed
economici.
alla disciplina (saper lavorare sulla carta, saper ge-
13 In quale tra i seguenti paesi è poco sviluppato il trasporto di .………..........................………..........................………..............
C Hanno corsi brevi ma sono in buona parte navigabili.
D Hanno corsi brevi e non sono navigabili.

3 Quali sono le catene montuose di origine più recente in


merci sulle vie d’acqua interne?
A La Germania.
B La Russia.
C La Francia.
D La Spagna.
nità economica europea (CEE) nacque quando, il 25 marzo 1957, i sei
stati fondatori firmarono a Roma un trattato che istituiva un mercato
comune. Nel 1973 aderirono alla CEE Danimarca, Irlanda e Gran Breta-
gna; nel 1981 vi aderì la Grecia, seguita da Spagna e Portogallo nel
............………..........................………..........................………...
.......................………..............................................................
..............................................................................................
stire i dati statistici ecc.). Le attività della prima
parte si trovano nel libro, mentre quelle della se-
Francia?
14 Qual è il maggiore produttore di vino al mondo? 1986. Gli stati membri della Comunità economica europea salirono co- .......................................................………..........................…
A Il Massiccio Centrale e i Vosgi.
A La Germania. C La Francia. sì a dodici. L’Unione europea (UE) nasce quando, il 7 febbraio 1992, i
B Il Massiccio Centrale e i Pirenei. ……..........................………..........................………..................
B La Spagna. D L’Italia. dodici stati membri della CEE firmano il Trattato di Maastricht. Vengo-
C I Pirenei e le Alpi. ........………..........................………..........................……….......
no così create le fondamenta dell’Unione europea, alla quale negli an-
D Le Alpi e il Massiccio Armoricano.

4 Il territorio italiano, dalla Vetta d’Italia a Lampedusa mi-


sura:
15 Dopo la Francia, qual è lo stato europeo maggiormente visi-
tato dai turisti?
A L’Italia. C Il Regno Unito.
ni successivi aderiscono altri stati.

21 Sulla cartina muta qui accanto,


e senza consultare il testo, se-
...................………..........................………............................
conda parte sono reperibili all’indirizzo
A 1300 km. C 2900 km. B La Spagna. D La Germania.
gna tutti gli stati membri del-
B 1000 km. D 2000 km.

5 Quanti fusi orari comprende il territorio della Federazione


16 In quale stato europeo è maggiormente sviluppato il setto-
re della pesca?
l’Unione europea.
www.online.zanichelli.it/dinuccigeografia
russa? A In Russia.
A 5. C 7. B Nel Regno Unito.
B 6. D 8. C In Italia.
D In Spagna.
6 In quale anno è avvenuto l’ingresso del maggior numero di
nuovi stati nell’Unione europea?
17 Per quale particolarità si distingue il settore del commercio
A Nel 1986. C Nel 2004. in Italia rispetto a quello degli altri maggiori paesi europei?
B Nel 1995. D Nel 2007.
A Per il predominio assunto nella distribuzione dai grandi centri
7 Che cosa è il Commonwealth commerciali.
A Un’unione di tutti gli stati di lingua inglese. B Per la bassa incidenza dell’economia sommersa.
B Una libera associazione di territori ed ex colonie britannici. C Per l’alto numero di addetti.
C Una squadra di calcio inglese. D Per l’alto numero di piccoli esercizi a conduzione familiare.
D Il titolo di una canzone.
18 Qual è il settore dell’industria russa maggiormente svilup-
8 Qual è lo stato più popoloso dell’Unione europea? pato?
A La Germania. C La Russia. A Il settore dell’industria pesante.
B Il Regno Unito. D La Francia. B Il settore dell’industria leggera.
C Il settore dell’industria alimentare.
9 In quale regione tedesca si è creata una conurbazione con D Il settore dell’industria chimica.
oltre 10 milioni di abitanti?
A Nella ex Germania Orientale. C Nella valle del Reno. 19 Collega gli avvenimenti della colonna di sinistra con le date
B In Baviera. D Intorno a Berlino. della colonna di destra
1 Inizio della rivoluzione russa. a. 1789 22 Completa la tabella seguente inserendo i dati relativi a ciascuno stato.
10 Quante sono le regioni italiane a statuto normale?
2 L’Italia diventa una repubblica. b. 1990
A 5. C 20. Regno Unito Francia Germania Spagna Italia Russia
3 Il re inglese Giovanni Senza Terra è costretto c. 1946
B 15. D 21.
a riconoscere la Magna charta libertatum. d. 1917 Forma di governo
11 In base al valore del PIL, quale nazione vanta l’economia più 4 Unificazione delle due Germanie. e. 1975 Capitale
avanzata nell’Unione europea? 5 Inizio della Rivoluzione francese. f. 1215
Lingua ufficiale
A Il Regno Unito. C L’Italia. 6 Scioglimento dell’Unione Sovietica. g. 1991
B La Francia. D La Germania. 7 Ripristino della democrazia in Spagna. Moneta

Dinucci, Pellegrini GEOGRAFIA DEL VENTUNESIMO SECOLO - ESSENZIALE © copyright Zanichelli 2010
000_III_VIII_romane-Din_Ess 3-03-2010 9:25 Pagina VIII

VIII C O M E È FAT T O Q U E S T O L I B R O

Geostoria della globalizzazione

202 1 INSERTO Geostoria della globalizzazione 203


씰 L’inserto Geostoria della globalizzazione, po-
L’Asia meridionale e orientale, che i portoghesi cer-
cavano di raggiungere circumnavigando l’Africa, era
ARABIA
Str. di
Ormuz
CINA Nanchino

Yunnan
Shang ai
OC
EA
NO
PA
sto alla fine della prima parte, è una sorta di viag-
economicamente superiore all’Europa. Lo confer- C

M.
gio nella storia degli ultimi sei secoli, alla ricerca
SAUDITA Chittag ong Taiwan IF I
CO

RO
mava il fatto che, mentre in Europa vi era una cre- La Mecca

AN
SSO
scente richiesta di prodotti asiatici, soprattutto india- INDIA LUZON

OM
ni e cinesi, l’Europa non era in grado di produrre Aden Qui FILIPPINE

delle radici storiche dell’attuale fenomeno della


niente che avesse un mercato in Asia. Sempre più ri- AFRICA Calicut SRI Nhan ARCIP.
Cochin LANKA DI SULU
cercate in Europa erano le spezie asiatiche: prodotti PALAWAN
vegetali impiegati per conservare e insaporire i cibi Mog adiscio NUOVA
B. Aceh GUINEA
(pepe nero, sesamo, zenzero, cannella, chiodo di ga-

globalizzazione.
MALDIVE BORNEO
rofano, noce moscata), per preparare medicinali Malindi
Zanzibar O SUMATRA
(aloe, cardamomo) e profumi (sandalo, nardo, put- C Celebes
4 Ornamenti d’oro dell’Africa occidentale EA
chuk), per decorare oggetti e tessuti (lacca, curcuma) N GIAVA TIMOR
O
(figura 4 ) ottenuto in cambio di manufatti europei e per altri usi (ad esempio, l’incenso per le cerimonie IN
(soprattutto oggetti di rame) e di schiavi, che i porto- religiose). Era tale il valore delle spezie che alcune, MADAGASCAR
DI
AN
ghesi si procuravano sulle coste dell’attuale Benin e soprattutto il pepe, venivano usate come moneta. O
AUSTRALIA
Nigeria. Tale zona divenne nota col nome di Costa de- Oltre alle spezie, erano molto richiesti in Europa i
gli Schiavi. La monarchia portoghese realizzò in tal manufatti asiatici, in particolare le porcellane cinesi e i 6 Le spedizioni navali cinesi nella prima metà del XV secolo

modo il suo primo obiettivo: raggiungere via mare le tessuti di lino e di seta mista a lino prodotti in India. La
ricchezze aurifere dell’Africa occidentale, aggirando le loro fabbricazione ed esportazione richiedevano, in e di soldati, Zheng He non era ricorso alla forza nelle Nello stesso periodo l’India, pur avendo comin-
piste carovaniere transahariane controllate dagli arabi. Asia, sia una organizzazione del lavoro di tipo indu- decine di paesi in cui aveva fatto scalo. Aveva al con- ciato a riprendersi dalla peste che l’aveva colpita nel
striale (ma con limitato impiego di macchine, data trario distribuito preziosi doni (porcellane, sete, lin- 1335, era caratterizzata dalla presenza di molteplici
3 • Forza e debolezza dell’Asia l’ampia disponibilità di manodopera), sia l’utilizzo di gotti d’oro e d’argento) in cambio di doni simbolici centri di potere politico e quindi da un’intrinseca
Dopo aver consolidato la propria presenza sulla Co- capitali e un sofisticato sistema finanziario. Esso era come segno di sottomissione all’imperatore della Ci- debolezza anche delle maggiori monarchie. Anche il
sta d’Oro, la monarchia portoghese dette nuovo im- particolarmente sviluppato in India, dove alcuni gran- na. Era un modo per dimostrare che conveniva a Giappone attraversava a quell’epoca una fase di
pulso ai viaggi di esplorazione per realizzare il se- di mercanti fornivano prestiti e lettere di cambio (at- chiunque sottomettersi al Celeste Impero, che si con- anarchia e di crisi sociale. Alcuni grandi feudatari –
condo e ancora più ambizioso obiettivo: quello di traverso cui si poteva ottenere metallo prezioso in aree siderava il centro dell’universo. I cinesi erano quindi che avevano usurpato i poteri del governo civile e as-
raggiungere le Indie circumnavigando l’Africa. Ciò geograficamente lontane) e procuravano sia le merci giunti sulla costa orientale dell’Africa ottant’anni sunto tutti i diritti sulla terra, rendendosi di fatto in-
le avrebbe permesso di procurarsi le preziose spezie sia le navi. Gli asiatici eccellevano anche nella fabbrica- prima che vi arrivassero i portoghesi, ma non vi si dipendenti dallo shogun, il capo del governo feudale
alla fonte di produzione, evitando la costosa inter- zione di navi. Soprattutto quelle indiane si distingue- erano insediati, né vi erano ritornati per andare oltre: – si combattevano l’un l’altro per ingrandire i propri
mediazione dei mercanti arabi e veneziani. vano per robustezza e durata, tanto che gli europei, ap- circumnavigando l’Africa avrebbero potuto arrivare feudi e imporre il proprio predominio.
pena fu possibile, andarono a far- fino in Europa. Al contrario, la corte di Pechino aveva
sele costruire in India, soprattutto deciso di mettere fine alle grandi spedizioni navali, 4 • L’apertura della via ad est
a Surat. ritenendo che l’Impero Ming fosse talmente forte e per le Indie
Quale fosse il livello raggiunto influente da non doversi estendere ulteriormente, Nel febbraio 1488, una flotta portoghese sotto il co-
dalla cantieristica asiatica era sta- correndo il rischio di esporsi alla minaccia mongola. mando di Bartolomeo 212 Diaz, 2 composta
INSERTO da due cara- Geostoria della globalizzazione 213
to dimostrato, durante la dinastia Proprio nel periodo in cui, nel XV secolo, le spedi- velle e da una nave con i rifornimenti, oltrepassò l’e-
Ming (1368-1644), dalle sette zioni navali portoghesi stavano per aprire all’Europa stremità meridionale dell’Africa, aprendo al Porto-
spedizioni navali effettuate dalla la via ad est per le Indie, la fine delle spedizioni nava- gallo l’accesso all’Oceano Indiano. Dieci anni dopo, cioccolata, che divenne nel Seicento la bevanda prefe- Canada, dove crearono una colonia denominata
Cina tra il 1405 e il 1433. Una flot- li cinesi segnava l’inizio della chiusura e del ripiega- un’altra flotta, al comando di Vasco da Gama, risalì rita alla corte spagnola. Man mano che il suo uso si Nuova Francia, estendendo la loro presenza su un
ta al comando dell’eunuco Zheng mento dell’Impero Ming. Mentre la sua potenza ma- la costa orientale dell’Africa, costellata dai fiorenti diffondeva tra la nobiltà e la ricca borghesia dell’Eu- vasto territorio che, attraverso il bacino del Mississi-
He, composta di oltre 200 grandi rittima decadeva, anche per effetto della pirateria si- empori commerciali arabo-swahili che facevano ropa, aumentava nell’America centrale e meridionale pi, arrivava al Golfo del Messico, sulla cui costa fon-
giunche (figura 5 ) con a bordo no-giapponese, le sue frontiere occidentali comin- parte della grande rete commerciale dell’Oceano In- la produzione di cacao destinato all’esportazione. darono nel 1718 Nouvelle Orléans (New Orleans).
20-30 000 uomini, si era spinta a ciavano a cedere sotto la crescente pressione mongo- diano. Arrivati all’isola di Mozambico, sede di uno Anche se i metalli preziosi delle Americhe conti- Nella seconda metà del Settecento persero però tutto
sud fino all’isola di Giava e, ad la. Pur essendo l’economia cinese in fase di espansio- di questi empori, i portoghesi rimasero colpiti dalla nuarono ad essere una voce importante delle impor- questo territorio, che fu occupato, dopo una serie di
ovest attraverso l’Oceano India- ne, l’organizzazione politica e amministrativa in- ricchezza dei mercanti e dalle avanzate tecniche di tazioni europee, soprattutto quando nel Settecento i guerre, per la maggior parte dagli inglesi.
no, sino al Golfo Persico e al Mar staurata dai primi imperatori Ming aveva comincia- navigazione usate dalle popolazioni costiere che, con portoghesi iniziarono in Brasile l’estrazione di oro La prima colonia inglese permanente in Nord
Rosso, scendendo nel 1418 a sud to a disgregarsi nella seconda metà del XV secolo per le loro navi, traversavano l’Oceano per commerciare su vasta scala, furono i prodotti delle piantagioni America fu fondata nel 1607 in Virginia, sulla costa
lungo la costa orientale dell’Africa effetto di fattori sociali e politici (tra cui le grandi ri- con l’India. Dato che non avevano niente da offrire americane a caratterizzare sempre più le importa- atlantica, dalla Virginia Company di Londra, una
5 L’ammiraglia di Zheng He (lunga 150 metri, larga 58 e con 9 alberi)
fino all’attuale Kenya (figura 6 ). volte contadine e le lotte intestine provocate dallo ai mercanti locali in cambio delle loro preziose mer- zioni europee dal Nuovo Mondo. Crescenti quantità impresa a capitale misto. L’inizio fu fallimentare: i
a confronto con la Niña, con la quale Colombo raggiunse l’America Pur disponendo di navi da guerra strapotere degli eunuchi). ci, essi ricorsero alla forza, bombardando Mozambi- di zucchero, caffè, cacao, coloranti naturali, rum e coloni non solo non trovarono l’oro che cercavano,
6 Schiavi al lavoro in una piantagione di canna da zucchero
a Hispaniola altri generi, prodotti nelle Indie occidentali e in Cen- ma furono falcidiati dalla fame e dalla malaria. Le 8 Il fondatore della Pennsylvania, W. Penn, firma nel 1681
tro e Sud America, erano scaricate nei porti europei cose cambiarono quando venne trovata la vera fonte il «Trattato con gli indiani» che, come gli altri, fu metodicamente
violato dai colonizzatori
50 000 mila quintali di zucchero all’anno, più molti e da qui distribuite sui mercati nazionali. Le pianta- di ricchezza: una pianta americana chiamata tabac-
altri di dimensioni minori. Anche il Brasile divenne, gioni coloniali si basarono sempre più sul lavoro de- co, il cui uso era iniziato in Inghilterra nel 1565. Il spinsero sempre più all’interno per occupare nuovi
sotto il dominio portoghese, produttore ed esporta- gli schiavi africani, il cui numero superò presto quel- primo carico di tabacco della Virginia fu venduto a territori, entrando in conflitto con le popolazioni au-
tore di zucchero, raggiungendo alla fine del Cinque- lo degli indios. In quelle di zucchero delle Indie Oc- Londra nel 1614 e, da allora, la colonia ne esportò in toctone (gli «indiani») a cui venivano sottratte sia ter-
cento una capacità annua di circa 90 000 quintali cidentali, già alla metà del Cinquecento, lavoravano Europa crescenti quantità. Dato che la manodopera re fertili sia terreni di caccia, man mano che l’agricol-
con una cinquantina di grandi mulini. solo schiavi africani (figura 6 ), dato che gli indios proveniente dall’Inghilterra era insufficiente e le po- tura dei coloni distruggeva le foreste (figura 9 ). Gli
Il caffè, pianta originaria dell’Etiopia la cui coltiva- erano ormai quasi scomparsi. In quelle brasiliane, gli polazioni autoctone non erano disposte a lavorare stessi puritani, che all’inizio erano stati ben accolti da-
zione si era diffusa nella penisola arabica, fu portato schiavi indigeni, che all’inizio costituivano la mag- nelle piantagioni, i proprietari importarono un nu- gli «indiani» con i quali avevano firmato un trattato
nelle Americhe dai colonizzatori europei per farne gioranza, furono quasi completamente sostituiti da- mero crescente di schiavi africani. nel 1621, finirono per combattere sanguinose guerre
una coltura da esportazione. In Europa, dove era sta- gli africani agli inizi del Seicento. Un’altra colonia, chiamata Nuova Inghilterra, fu contro di loro: nel 1637 organizzarono una spedizio-
to introdotto agli inizi del Seicento da mercanti vene- creata sulla costa atlantica a nord della Virginia, a ne contro i Pequot, definiti «accoliti del demonio»,
ziani, se ne consumavano quantità crescenti. Le pri- 5 • La conquista del Nord America partire dal 1620, da puritani inglesi che avevano la- massacrando tutti gli uomini e vendendo le donne e i
me piantagioni di caffè furono create, a partire dal se- Nel Cinquecento, al momento dell’arrivo degli euro- sciato la madrepatria, dopo il fallito tentativo di bambini come schiavi nelle Indie Occidentali.
condo decennio del Settecento, dagli olandesi nel Su- pei, il Nord America era abitato da circa 600 gruppi riformare la sua Chiesa secondo gli
riname, dai francesi nella Guyana, dai portoghesi in etnici, che parlavano oltre 170 lingue. Vivendo in zo- ideali di perfezione che essi persegui- AK
I
ABN
Brasile, dagli inglesi in Giamaica. Il cacao, ricavato ne che differivano enormemente l’una dall’altra co- vano. La Nuova Inghilterra sviluppò I
dai semi della pianta originaria dell’America meri- me habitat, essi avevano diversi modi di vita. Ad una agricoltura basata sulla piccola AN
NI HIC
HURO MO
dionale, fu portato dai conquistadores in Europa in- esempio, i popoli delle foreste orientali, che viveva- proprietà e una intensa attività mari-
Lago
sieme alla ricetta azteca per la preparazione della no di agricoltura ma anche di caccia e pesca, avevano nara e mercantile. I possedimenti in-

I
Huron

ES

POCUMTUK
Lago
costruito villaggi stabili, mentre quelli delle grandi glesi sulla costa atlantica si allargaro- AC
O

H
Ontario
TOB Boston

C
O
pianure, la cui risorsa fondamentale era la caccia al no successivamente, con la conquista IR
bisonte (figura 7 ), si spostavano in continuazione nel 1664 di una colonia olandese, I
OM
AT
seguendo i branchi. Nonostante tali differenze, que- Nuova Amsterdam, che fu ribattezza- AW
POT Lago Erie
sti popoli avevano essenzialmente la stessa visione ta New York, e con l’insediamento di A
NN
del mondo: lo consideravano un equilibrato sistema, una comunità quacchera in una ferti- IE HA R E New Amsterdam
ER QUE A WA
SUS DEL
comprendente tutti gli esseri animati e inanimati, le regione chiamata Pennsylvania (fi-
Oceano Atlantico
inclusi gli umani. La proprietà privata della terra era gura 8 ). Tra il 1606 e il 1733 furono

NANT
quindi per loro inconcepibile. costituite tredici colonie inglesi, su

ICOK
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La colonizzazione dell’America settentrionale, basi diverse: alcune (come la Virgi-

Chesape
io

E
Oh
iniziata dagli spagnoli nel Cinquecento con la con- nia) vennero fondate da compagnie m
e Insediamenti europei
St. Marys

Fiu

ake Bay
quista del territorio azteco nella valle del Messico, si commerciali, altre (come la Nuova Cinque nazioni irochesi
EE
SHAWN Territorio powhatan
estese nei due secoli successivi all’intero continente. Inghilterra) da comunità religiose, al- LO
TUTE
O Territorio susquehanna

P
Gli spagnoli espansero la loro area di controllo e in- tre ancora (come la Maryland) da YUCHI EE
W
HA Jamestown
OK TA N

TU
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fluenza alla Florida e a tutta la zona sudorientale de- privati che avevano ricevuto la con- CHE CA
RO
BA RA
A TA W
gli odierni Stati Uniti, compresa la California. I fran- cessione dal re. C 0 100 km

7 Pelle di bisonte con scene di caccia cesi costituirono alcuni insediamenti nell’odierno Dalle zone costiere i colonizzatori si 9 Insediamenti europei e popolazioni autoctone in Nord America (1620-1680)

Nel sito
www.online.zanichelli.it/dinuccigeografia
si trovano:
– dati statistici aggiornati relativi ai paesi del mondo,
– schede di aggiornamento su eventi di interesse geografico,
– pagine del libro in formato .pdf con le schede sugli stati
della seconda parte, per chi utilizza la versione essenziale
del corso.

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Dinucci indice 22-06-2010 7:03 Pagina 1

PREMESSA

Utilizzare metodi, concetti e strumenti della geografia per la lettura


dei processi storici e per l’analisi della società contemporanea:
è questa una delle competenze fondamentali che gli studenti devono acquisire.
La geografia assume infatti una funzione ancor più importante in un periodo
di rapide trasformazioni come quello odierno, nel quale la globalizzazione
economica ridisegna la carta del mondo creando sempre più strette
interdipendenze e allo stesso tempo crescenti squilibri sociali e ambientali.
Per leggere una carta geografica in continua trasformazione occorrono
aggiornati strumenti conoscitivi che facciano comprendere quali sono, agli
inizi del ventunesimo secolo, le interrelazioni tra i fattori economici, sociali,
culturali, tecnologici, demografici e ambientali che formano il quadro globale.
È necessario a tal fine un metodo interdisciplinare. L’economia, per
esempio, non può essere considerata materia per «addetti ai lavori», di cui
tutti gli altri possano fare a meno: elementi essenziali di questa disciplina sono
infatti indispensabili alla comprensione sia dei fenomeni sociali che delle
trasformazioni ambientali. Né si può studiare la geografia separatamente dalla
storia, e viceversa.
Ma come realizzare in pratica tutto questo? Determinante è che le ragazze e
i ragazzi si rendano conto che la geografia non è semplicemente una materia
scolastica, ma il mondo reale in cui vivono. La geografia li aiuta a divenire
cittadini consapevoli, impegnati non solo per se stessi ma per un mondo
migliore.

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La nostra comune origine


(da Steve Olson, Mappe della storia dell’uomo, Einaudi / Le Scienze, 2008)

«L a vicenda che sto per raccontare ha avuto inizio in


Africa, da qualche parte nelle praterie, sui rilievi e
Altrove, in Africa, in Europa, in Asia, vivevano nello stes-
so periodo altri esseri umani, ma erano notevolmente di-
sui pendii boscosi di una regione oggi corrispondente all’E- versi da noi. Avevano fronte sfuggente che continuava in
tiopia, al Kenya, alla Tanzania. Più di 100 000 anni fa viveva un cranio massiccio e relativamente basso, inoltre, proprio
in quest’area un piccolo gruppo di ominidi. Essi raccoglie- al di sopra degli occhi, sporgeva uno spesso rilievo simile a
vano, nell’ambiente, noci di vario tipo, frutti, semi, caccia- una visiera. […] È possibile che, sparsi in tutto il Vecchio
vano gazzelle e roditori, ma ottenevano cibo anche dalle ca- Mondo, ci fossero allora più di un milione di uomini
rogne di animali uccisi da altri predatori. Questi ominidi anatomicamente arcaici, mentre la popolazione della for-
erano assai simili agli uomini attuali, con fronte alta, mento ma moderna può essersi, in alcune fasi, ridotta a poche de-
appuntito e corporatura snella e ben proporzionata. cine di migliaia di individui.

Graffiti rupestri risalenti al terzo millennio a.C. (Tanum, Svezia)

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Oggi tutti i rappresentanti delle forme arcaiche sono no e Medio Oriente. Più di 60 000 anni fa questi uomini si
scomparsi. L’ultimo di essi è morto molte migliaia di an- sono diffusi seguendo la costa dell’India e dell’Asia sudo-
ni fa. Per quanto avessero vissuto con successo sulla Terra rientale e hanno raggiunto con imbarcazioni l’Australia.
per centinaia di migliaia di anni, questi uomini rappre- Circa 40 000 anni fa dall’Africa nordorientale gli uomini
sentarono, dal punto di vista dell’evoluzione, una strada anatomicamente moderni si sono spostati in Europa e dal
senza uscita. sudest asiatico in tutta l’Asia orientale. Infine, in una certa
Ogni singolo individuo dei sei miliardi che oggi popo- fase, oltre 10 000 anni fa, hanno attraversato la vasta area
lano il pianeta discende dal piccolo gruppo di uomini ana- pianeggiante che congiungeva la Siberia con l’Alaska e si
tomicamente moderni che vivevano allora nell’Africa sono diffusi, muovendosi da nord a sud, longitudinal-
orientale. Il gruppo in varie occasioni fu prossimo a estin- mente, in tutto il continente americano […]
guersi, ma non scomparve mai del tutto e infine incomin- I genetisti hanno appena incominciato a leggere la sto-
ciò ad ampliarsi. A partire da circa 100 000 anni fa l’uomo ria scritta nel DNA, ma già possono ricostruire gli sposta-
anatomicamente moderno si è spostato lungo la valle del menti dell’uomo anatomicamente moderno uscito dall’A-
Nilo e attraverso la penisola del Sinai ha raggiunto il Vici- frica per diffondersi nel resto del mondo. E incominciano

Stanziamenti
circa 35 000
anni fa
Primi stanziamenti
circa 45 000 anni fa

Circa Primi
100 000-90 000 stanziamenti
anni fa circa 40 000
anni fa

Omo
Le migrazioni
dell’Homo Sapiens
iniziarono da qui
circa 100 000 anni fa

Stanziamenti circa
100 000-90 000 anni fa
Le origini e la diffusione dell’Homo Sapiens
Homo Sapiens arcaico (circa 65000-28000 anni fa)
Neandertal (circa 120000-28000 anni fa)
Homo Sapiens moderno
(circa 100000 anni fa – presente)
Aree coperte da ghiaccio nel tardo Pleistocene
(circa 18000 anni fa)
Beringia (lembo di terraferma che anticamente
collegava le attuali Siberia e Alaska)
Possibile percorso delle migrazioni
0 1000 2000 3000 kilometri

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a mettere insieme i dati su quando e come i vari gruppi di si può negare che esse continuino ad avere una grande for-
individui abbiano acquisito il loro aspetto fisico distintivo za nelle società moderne.
e su che cosa queste differenze nell’aspetto vogliano effet- Molta gente continua infatti a pensare che tra i gruppi
tivamente dire. […] Scoprono l’enorme abisso che separa umani esistano fondamentali differenze biologiche.
quanto è veramente accaduto nel passato dalle storie che Queste persone credono che evidenti diversità nel colore
noi stessi ci raccontiamo in proposito. della pelle, nei tratti del volto o nella conformazione del
[…] Non pochi di noi pensano a se stessi come spagno- corpo corrispondano a ben più importanti differenze di
li o svedesi, come bianchi o neri, come nigeriani o norve- carattere, temperamento o intelligenza. Anche quando
gesi, o come una qualche combinazione di varie categorie due gruppi sono fisicamente indistinguibili, la gente
di appartenenza. Per alcune persone queste «etichette» tende a chiamare in causa le caratteristiche genetiche co-
hanno ben poca importanza, mentre per altre esse costi- me fonte di differenze tra i gruppi stessi, che si vogliono
tuiscono l’unico aspetto veramente importante nel defini- comunque rilevare. Costoro sostengono che caratteristi-
re la propria identità. Tuttavia, qualunque sia l’importan- che come l’aggressività, o la religiosità, o l’inventività di
za che i singoli individui attribuiscono a tali etichette, non un certo gruppo non possano essere apprese e debbano
per forza dipendere da qualcosa che
sta nei geni. […] La nostra propen-
sione a suddividere la gente in cate-
gorie ha dato, nel corso della storia,
un notevole contributo alla sofferen-
za degli uomini. Interi gruppi sono
stati trucidati o fatti schiavi a causa
del colore della pelle o del taglio degli
BERINGIA occhi. […]
(da circa 80 000
a 7000 anni fa) Stanziamento Le ricerche di genetica stanno
circa 9000 anni fa dimostrando che le cose non vanno
Corridoio aperto
circa 11 300 anni fa affatto così. I gruppi umani sono
troppo strettamente correlati per es-
sere davvero diversi tra loro: le diffe-
renze sono soltanto superficiali. Le
indagini genetiche sul nostro passa-
to ci stanno rivelando che le diffe-
renze culturali tra i gruppi non pos-
sono avere origini biologiche: tali
differenze devono per contro essere
il risultato delle esperienze che sono
proprie di ogni singolo individuo.
[…] Malgrado la complessità dei
problemi, le prove genetiche dispo-
nibili oggi puntano comunque verso
una ben chiara conclusione: consi-
derando le caratteristiche del nostro
DNA, ogni essere umano attuale
Stanziamento deriva da un gruppo relativamente
circa 11 000 anni fa piccolo di africani vissuti tra 100 000
e 200 000 anni fa. […]
Le ricerche genetiche stanno per
decretare la fine della nostra lunga
disavventura con il concetto di
razza.»
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PARTE PRIMA

Il quadro globale

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UNITÀ A

Il mosaico del mondo


A che cosa serve la geografia? È la disciplina che ci fa conoscere il
mondo. Conosciamo la realtà che ci circonda, la zona in cui abitia-
mo, le persone che vi risiedono, ma questo «piccolo mondo» non è iso-
Le lingue usate sono quasi settemila. Esse sono non so-
lo strumenti per comunicare con gli altri, ma memorie
in cui si conservano la storia e la cultura dei popoli e le
lato da tutto il resto: è collegato e interagisce con altre realtà. Comincia- loro continue trasformazioni. Poiché le lingue, in mag-
mo allora a dare uno sguardo al «grande mondo» di cui fa parte la gior parte, sono parlate da gruppi ristretti, molte ri-
realtà in cui viviamo. schiano oggi di scomparire. Per evitare ciò, occorre fa-
vorire il multilinguismo. In tal modo si potrà conserva-
Il numero di abitanti del pianeta non è mai cresciuto a re il patrimonio linguistico mondiale e, con esso, la ric-
un ritmo tale come quello odierno. Dopo essere qua- chezza delle diverse culture che rappresenta. Impor-
druplicata nel corso del Novecento, la popolazione tante è la conoscenza delle lingue straniere, che aiuta ad
continua ad aumentare: da 7 miliardi nel 2012 dovreb- aprirsi a culture diverse.
be arrivare a 9 miliardi entro il 2050. L’incremento de- 씰Paragrafo A4 Le lingue
mografico avviene però in modo ineguale, determi-
nando una crescente differenziazione tra le regioni Le culture dei popoli costituiscono un enorme e varie-
economicamente più sviluppate, la cui popolazione è gato patrimonio. Ne fanno parte i beni del «Patrimo-
sempre più minoritaria e più vecchia, e le regioni eco- nio mondiale» (in inglese World Heritage, eredità ap-
nomicamente meno sviluppate, la cui popolazione è
sempre più maggioritaria e relativamente più giovane.
씰Paragrafo A1 La crescita demografica

La popolazione mondiale, mentre continua a crescere,


si concentra sempre più nelle città. Qui vive oggi oltre
la metà degli abitanti del pianeta. La percentuale di po-
polazione urbana è, in generale, più alta nelle regioni
più sviluppate. Ma poiché le regioni meno sviluppate
hanno molti più abitanti, la loro popolazione urbana è
numericamente oltre il doppio. Il forte aumento della
popolazione delle città ha portato alla formazione di
enormi agglomerati urbani, ciascuno con oltre dieci
milioni di abitanti. Essi sono oggi ventidue, diciassette
dei quali si trovano nelle regioni meno sviluppate.
씰Paragrafo A2 L’urbanesimo

Crescono i flussi migratori internazionali, dovuti agli


squilibri economici e sociali tra una regione e l’altra. Gli
attuali flussi si dirigono principalmente dai paesi eco-
nomicamente meno sviluppati dell’Africa, dell’Asia,
dell’America Latina e dell’Europa orientale ai paesi eco-
nomicamente più sviluppati dell’Unione europea e del
Nord America. Va ricordato che l’Europa, attualmente
la regione del mondo con il maggior numero di immi-
grati, è stata negli ultimi cinque secoli la regione che ha
più contribuito alle migrazioni mondiali. Va ricordato
anche che, con il loro lavoro, gli immigrati contribui-
scono allo sviluppo economico dei paesi in cui vivono.
씰Paragrafo A3 I flussi migratori

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partenente a tutto il mondo), che l’Unesco ha selezio- o malefici) e sullo sciamanismo (incentrato sulla figu-
nato e continua a selezionare. Questi beni sono costi- ra dello sciamano quale intermediario tra gli uomini e
tuiti da grotte con graffiti preistorici, siti archeologici, gli spiriti). Vengono praticate soprattutto in Africa
monumenti, gruppi di edifici e altre opere di eccezio- equatoriale, Amazzonia e Oceania.
nale valore storico, artistico o scientifico, presenti in 씰Paragrafo A6 Le religioni
tutte le regioni del mondo. Si aggiungono a questi i
musei, che costituiscono dei veri e propri depositi del-
la memoria storica dei popoli; le biblioteche e gli ar-
chivi, che svolgono un ruolo fondamentale nella con-
servazione del patrimonio storico e culturale.
씰Paragrafo A5 Le culture Solo mettendo insieme tutti questi «tasselli» l’uno diverso dall’al-
tro, come in un grande mosaico, possiamo vedere il quadro globale.
Chiese cristiane, moschee musulmane, templi indui- Possiamo capire che le diversità non costituiscono un fattore nega-
sti, pagode buddiste, sinagoghe ebraiche e tanti altri tivo, ma rappresentano un’immensa ricchezza di culture ed espe-
sono i simboli visibili dell’influenza delle credenze re- rienze che può essere usata per costruire un mondo migliore.
ligiose nella cultura e nella storia dei popoli. Le religio- La geografia contribuisce così a creare una «educazione civica
ni più diffuse nel mondo sono quelle cristiana, musul- planetaria» imperniata sulla consapevolezza che, in un mondo ca-
mana, induista e buddista. Vi sono molte altre religio- ratterizzato da sempre maggiori interdipendenze, ogni comporta-
ni: alcune, antichissime, basate sull’animismo (cre- mento egocentrico e aggressivo mette in pericolo le basi stesse della
denza che tutte le cose siano animate da spiriti benefici vita dell’intera specie umana.

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10 A Il mosaico del mondo

A1
La crescita demografica
La storia del popolamento del pianeta del I secolo d.C. (figura 1b). La rivoluzione neolitica,
Tra 200 000 e 100 000 anni fa, il gruppo degli esseri pur determinando una crescita della popolazione,
umani anatomicamente moderni, da cui tutti discen- non modificò il regime demografico primitivo, carat-
diamo, comprendeva probabilmente poche decine di terizzato da un’alta fecondità, bilanciata da un’alta
migliaia di individui. mortalità. Anche nei millenni successivi fu questo re-
La prima esplosione demografica si produsse in gime a regolare l’evoluzione della popolazione mon-
seguito alla rivoluzione neolitica che, iniziata attorno diale che, accresciuta da una forte prolificità, veniva
all’8000 a.C. nelle regioni affacciate sul Mediterraneo falcidiata da carestie, epidemie e guerre.
orientale (figura 1a), segnò il passaggio dall’econo- Dopo essere aumentata lentamente – con fasi di
mia di caccia e di raccolta a quella di produzione del regressione, come in seguito alla Peste nera nel XIV
cibo con l’agricoltura e l’allevamento. La formazione secolo – la popolazione rimase probabilmente sotto
dei villaggi e il miglioramento dei mezzi di sussisten- i 500 milioni fino al 1500 (figura 1c). Successiva-
za determinarono la crescita della popolazione mon- mente, con la rivoluzione industriale iniziata alla
diale probabilmente da circa 6 milioni prima dell’in- metà del Settecento, si verificò la seconda esplosione
venzione dell’agricoltura a oltre 200 milioni agli inizi demografica, in seguito al fortissimo aumento della
popolazione europea. Esso fu determinato dal pas-
saggio dal regime demografico primitivo, caratteriz-
zato da alta fecondità e alta mortalità, a un regime
di transizione caratterizzato da alta fecondità e de-
crescente mortalità. Fu l’Europa a contribuire mas-
a
sicciamente al popolamento delle Americhe, i cui
10 000 anni fa abitanti autoctoni furono falcidiati dalla conquista.
10 milioni In Africa la colonizzazione europea provocò un calo
(popolazione stimata)
demografico, cui contribuì la tratta degli schiavi. La
popolazione dell’Asia, più tardivamente e meno in-
tensivamente sottoposta alla dominazione europea,
mantenne invece un ininterrotto e alto ritmo di cre-
scita.
In seguito a tali fenomeni, la popolazione mondia-
le raggiunse il primo miliardo nel XIX secolo. Poco
b più di un secolo dopo, negli anni ’20 del Novecento,
2 000 anni fa salì a 2 miliardi. Iniziava così la terza esplosione de-
200 milioni mografica: 3 miliardi di persone nel 1960, 4 miliardi
(popolazione stimata)
nel 1974, 5 miliardi nel 1987, 6 miliardi nel 1999.

Una crescita senza precedenti


Mai la popolazione mondiale è cresciuta a un ritmo
tale come quello registratosi nel corso del Novecen-
to: nell’arco di questo secolo essa è quadruplicata,
c passando da circa 1,5 miliardi a 6 miliardi.
500 anni fa Secondo le proiezioni demografiche effettuate dal-
450 milioni le Nazioni Unite, il numero di abitanti del pianeta,
(popolazione stimata)
che ha superato i 6 miliardi e mezzo nel 2005, rag-
giungerà i 7 miliardi nel 2012 e gli 8 miliardi nel 2025.
Si prevede che, nonostante l’accrescimento demo-
grafico sia in calo, la popolazione mondiale conti-
Bassa densità Media densità Alta densità
nuerà ad aumentare: nel 2050 dovrebbe raggiungere i
1 Distribuzione della popolazione mondiale in differenti periodi 9 miliardi. Tale fenomeno è dovuto al fatto che il tas-
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A1 • La crescita demografica 11

10
9
8
7
6
in miliardi

5
4
3
2
1
0
1750 1800 1850 1900 1950 2000 2050
anni
2 Aumento della popolazione mondiale tra il 1750 e il 2050

so di mortalità (il numero dei morti rispetto a quello quadrato) è aumentata, in media su scala mondiale,
dei viventi) cala più rapidamente del tasso di fecon- da 19 abitanti per km2 nel 1950 a oltre 50 nel 2010. Se-
dità (numero medio di figli per donna). condo le proiezioni, nel 2050 salirà a 68 ab/km2.
Ciò significa che, nell’arco di tre secoli, il numero La popolazione non è però ugualmente distribui-
di abitanti del pianeta si sarà decuplicato, passando ta sulla superficie delle terre emerse. Vi sono infatti
da circa 800 milioni nel 1750 a circa 9 miliardi nel zone inospitali, come i deserti e le regioni polari,
2050 (figura 2 ). con pochissimi abitanti o disabitate. Per contro vi
sono zone, come le pianure fluviali e le coste, che fa-
L’ineguale distribuzione cilitano gli insediamenti umani e hanno quindi
della popolazione sulla Terra un’alta densità di popolazione (figura 3 ). Oltre il
In seguito all’accrescimento della popolazione, la den- 40% della popolazione mondiale vive lungo le coste,
sità demografica (il numero di abitanti per kilometro in una fascia profonda 100 kilometri.

MAR GLACIALE ARTICO


Circolo polare artico

OCEANO
PACIFICO

Tropico del Cancro

OCEANO
ATLANTICO
OCEANO
PACIFICO
Equatore

OCEANO
INDIANO

Tropico del Capricorno

Numero di abitanti
per kilometro quadrato
disabitato
meno di 2 da 51 a 150
da 2 a 25 da 151 a 300
da 26 a 50 più di 300

3 La diversa densità demografica

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Dinucci unità A 24-06-2010 7:04 Pagina 12

12 A Il mosaico del mondo

10
rapporto al totale mondiale, da 18 su
9 Popolazione 100 a 14 su 100. Oggi il paese più po-
totale mondiale
8 poloso del mondo è la Cina, seguita
dall’India. Ambedue superano il mi-
popolazione (in miliardi)

7
liardo di abitanti. Nel 2050, secondo le
6
proiezioni, l’India salirà al primo po-
5
sto con circa 1,6 miliardi di abitanti,
4 Regioni seguita dalla Cina con 1,4 miliardi (fi-
meno sviluppate
3 Regioni gura 5 ).
più sviluppate
2 Tale differenza è dovuta in primo
luogo al fatto che, nelle regioni meno
1
sviluppate, il tasso di fecondità, pur es-
0 sendo in calo, è il doppio rispetto a
1950 1960 1970 1980 1990 2000 2010 2020 2030 2040 2050
anni quello delle regioni più sviluppate: cir-
ca 3 figli per donna, rispetto a 1,5 nelle
4 La popolazione delle regioni più sviluppate e meno sviluppate dal 1950 al 2050
regioni più sviluppate. Le statistiche di-
Quasi l’intera crescita demografica avviene nelle mostrano che, in generale, esiste un rapporto inversa-
regioni economicamente meno sviluppate: Africa, mente proporzionale tra la condizione socioeconomi-
America Latina e Asia (escluso Giappone): la loro ca e il tasso di fecondità, ossia: più alto è il grado di svi-
popolazione complessiva aumenterà, secondo le luppo economico di un paese, più basso è il numero
proiezioni, da circa 6 miliardi nel periodo 2010- medio di figli per donna; viceversa, più basso è il grado
2015 a 8 miliardi nel 2050. La popolazione delle re- di sviluppo economico, più alto è il numero medio di
gioni economicamente più sviluppate – Europa, figli per donna. Gli scarti, all’interno di questa «regola»,
Nord America, Giappone, Australia e Nuova Zelan- sono dovuti al fatto che alcuni paesi, pur avendo un
da – aumenterà solo leggermente, restando a poco grado di sviluppo economico pari o inferiore rispetto
più di un miliardo (figura 4 ). ad altri, attuano delle politiche di controllo delle nasci-
Una percentuale sempre maggiore della popola- te più efficaci.
zione mondiale si concentra, quindi, nelle regioni
meno sviluppate: qui, nel periodo 2010-2015, vivono Le ragioni sociali e culturali
82 abitanti del mondo su 100, che nel 2045-2050 sali- dei differenti tassi di fecondità
ranno a 86 su 100. Per contro, gli abitanti delle regio- Le tendenze demografiche sono collegate alle condi-
ni più sviluppate scenderanno nello stesso periodo, in zioni di vita. Basti pensare all’Italia di un tempo:
quando gran parte della popolazione era
Popolazione nel 2010 (in milioni) Popolazione nel 2050 (in milioni)
composta di contadini poveri, le famiglie
Cina 1354 India 1614 avevano in media più figli di oggi. Nelle
India 1214 Cina 1417
attuali regioni economicamente meno
sviluppate, soprattutto nelle zone rurali,
Stati Uniti 310 Stati Uniti 439 le famiglie hanno in genere più figli (fi-
232
gura 6 ) fondamentalmente perché, nelle
Indonesia Pakistan 335
condizioni di povertà in cui vivono, oc-
Brasile 195 Nigeria 289 corre una maggiore forza lavoro. Inoltre,
185
nella popolazione povera, la mortalità
Pakistan Indonesia 288
infantile è alta e le famiglie con pochi fi-
Bangladesh 164 Bangladesh 222 gli rischiano di estinguersi (씰 Primo
piano). Si fanno più figli, allo stesso tem-
Nigeria 158 Brasile 218
po, perché le ragazze si sposano molto
Federazione
Russa
140 Etiopia 174 presto.
Congo Si valuta che nelle regioni meno svilup-
Giappone 127 148
(Rep. dem.) pate vi siano centinaia di milioni di don-
5 I dieci paesi più popolosi del mondo nel 2010 e nel 2050 (secondo le proiezioni
ne che vogliono limitare o distanziare le
demografiche) loro gravidanze, ma non hanno gli stru-
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Dinucci unità A 23-02-2010 16:34 Pagina 13

A1 • La crescita demografica 13

Africa 4,27 coercitivi, poiché ciò è incompatibile con


i più elementari diritti umani, e, a lungo
Oceania
termine, è anche inefficace. Ma è allo stes-
2,39
so tempo un innegabile diritto umano il
diritto della donna a una maternità libera
Asia
2,26 e cosciente.
La pianificazione familiare non può
America
Latina
però essere semplicisticamente ridotta
2,09
e Caraibi all’uso dei metodi contraccettivi, né que-
sti possono essere considerati isolata-
Nord America 1,98 mente dal contesto sociale e culturale.
Nella misura in cui migliorano le condi-
Europa 1,53
zioni di vita, il tasso di fecondità si ab-
bassa. Diminuisce la necessità di accre-
scere il numero di figli per avere in fami-
6 I differenti tassi di fecondità nel 2010-2015
glia più forza lavoro; aumenta il livello
menti per poterlo fare. Il numero di aborti è di conse- culturale e, quindi, la consapevolezza della necessità
guenza molto alto, circa 50 milioni l’anno, e, dato che della pianificazione familiare. Decisivo è l’eleva-
vengono spesso praticati con metodi rudimentali, mento del grado di istruzione della donna: la ragaz-
molto alto è anche il numero di morti. Quello della za che frequenta la scuola in genere si sposa dopo;
pianificazione familiare è uno dei campi più delicati, acquisisce gli strumenti culturali necessari alla pia-
in quanto in ogni società ha profonde implicazioni nificazione familiare e, soprattutto, diviene relativa-
socioeconomiche, culturali, religiose, politiche. La mente più indipendente nelle decisioni riguardanti
contraccezione non può essere imposta con mezzi la maternità.

PRIMO PIANO Una famiglia contadina dell’Etiopia


Da Material World, un’inchiesta moosh e Like vorrebbero andare a scuola, del loro reddito annuale). Gli averi della
dell’associazione statunitense ma non possono perché i Getu non hanno famiglia consistono in due buoi, che ser-
The Sierra Club (1995). i mezzi per acquistare libri, quaderni e vono a trainare un aratro di legno, un ca-
penne (verrebbero a costare oltre un terzo vallo e una pecora.
È sorprendente che i Getu vivano a sole
due ore di macchina da Addis Abeba, occi-
dentalizzata capitale dell’Etiopia. Non
hanno acqua corrente, né gas, né elettri-
cità. I soli segni di urbanizzazione sono le
linee ad alta tensione che, trasportando
l’elettricità da una centrale ad Addis Abe-
ba, attraversano la valle sopra le loro teste.
La famiglia Getu è composta di sette per-
sone: il padre Mulleta (30 anni), la madre
Zenebu Tulu (25 anni), tre figli – Teshome
(10 anni), Mamoosh (7 anni), Kebebe (8
mesi) – e due figlie, Like di 8 anni e Mulu
di 3. Abita in una capanna di 30 metri
quadri con il tetto di paglia e le pareti fatte
di un impasto di sterco e paglia. Lo stesso
impasto, una volta schiacciato ed essicca-
to, serve da combustibile. Mulleta fa il
contadino: lavora in media 80 ore alla set-
timana. Zenebu provvede a tutte le neces-
sità della famiglia lavorando 18 ore al
giorno: tra i suoi compiti vi è la raccolta
dello sterco, che effettua ogni mattina con
l’aiuto dei figli più grandi. Teshome, Ma-

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Dinucci unità A 26-02-2010 13:15 Pagina 14

14 A Il mosaico del mondo

Dall’altro lato, vi è una riflessione da fare sull’e- I cambiamenti nella popolazione europea
strema razionalizzazione della pianificazione fami- La popolazione complessiva dell’Europa è, nel 2010-
liare nei paesi economicamente sviluppati, nei quali 2015, di circa 700 milioni, cioè un decimo della po-
prevale sempre più la scelta di avere un solo figlio o polazione mondiale. Di questi, circa 500 milioni vi-
di non averne nei primi anni di matrimonio: sia a vono nell’Unione europea. In Europa, la densità de-
causa delle difficoltà della vita, soprattutto per la mografica è in media di circa 70 abitanti/km2, con
donna che lavora e deve allo stesso tempo addossar- forti differenze tra una zona e l’altra (figura 8 ).
si il peso maggiore nell’allevamento dei figli; sia per Nella UE è, in media, di 115 abitanti/km2.
la volontà di avere una famiglia piccola al fine di di- Dopo due secoli e mezzo di ininterrotto aumen-
sporre di un reddito pro capite più alto. to, la popolazione europea ha cominciato a dimi-
nuire. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, es-
L’invecchiamento della popolazione sa calerà nel periodo 2000-2050 da circa 700 a circa
Le condizioni di vita determinano anche un altro feno- 600 milioni di persone. Il calo demografico è dovuto
meno: l’invecchiamento della popolazione. Esso si ve- al fatto che la popolazione sta diminuendo in quasi
rifica quando, da un lato, aumenta la percentuale di an- tutti i paesi dell’Europa orientale e anche in altri.
ziani e, dall’altro, diminuisce la percentuale di giovani. In Italia, dal 1993 in poi, il saldo naturale (la dif-
Il processo di invecchiamento è percentualmente ferenza tra il numero delle nascite e quello delle
maggiore nelle regioni più sviluppate: qui le perso- morti) è stato negativo o di poco positivo. La popo-
ne di età superiore ai 65 anni sono in media, nel lazione residente è però leggermente aumentata: nel
2010-2015, 17 su 100 (mentre in quelle meno svi- 2008 ha superato i 60 milioni, il massimo livello da
luppate sono 6 su 100). Nel periodo 2045-2050, se- quando nel 1861 fu effettuato il primo censimento.
condo le proiezioni, saliranno a oltre 25 su 100. Ciò è dovuto al saldo migratorio positivo con l’e-
Ciò è dovuto al fatto che nelle regioni più svilup- stero, ossia al fatto che il numero di immigrati supe-
pate, dove le condizioni di vita sono migliori, è ra quello degli emigrati. L’immigrazione di stranieri
maggiore la speranza di vita alla nascita, cioè la du- contribuisce anche a rendere più alto il numero me-
rata media della vita (figura 7 ). dio di figli per donna: mentre tra le italiane è di 1,3
Si prevede quindi una crescente differenziazione tra le straniere è di 2,1.
tra le regioni più sviluppate, la cui popolazione sarà La popolazione europea sta diminuendo anzitut-
sempre più minoritaria e più vecchia, e le regioni to perché nascono meno bambini. Dal 1950 ad og-
meno sviluppate, la cui popolazione sarà sempre gi, in Europa, il tasso di fecondità si è quasi dimez-
più maggioritaria e relativamente più giovane. zato, scendendo a circa 1,5. Esso varia da paese a
paese: in Islanda e in Irlanda è il
Maschi Femmine
doppio rispetto alla Polonia e al-
Età la Repubblica Ceca.
Alcune inchieste compiute nei
87
84 paesi europei dimostrano che le
80 81
78 76 77 coppie generalmente vorrebbero
76
72 70 avere almeno due figli, ma che
68
65 non possono a causa di vari pro-
blemi: soprattutto la difficoltà
nel trovare un lavoro stabile e
45 45 45 l’alto costo della vita (in partico-
42
lare della casa).
Contemporaneamente al calo
delle nascite, si è verificato un
aumento della durata media del-
la vita. Essa è aumentata, in mez-
zo secolo, da 65 a 75 anni e si
Giappone ITALIA Stati Uniti Cina Brasile India Afghanistan Sierra Leone
prevede che, continuando ad au-
mentare a questo ritmo, nel 2050
7 Speranza di vita alla nascita in alcuni paesi nel 2010-2015 supererà gli 80 anni. Le donne
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A1 • La crescita demografica 15

QUESITI
• Qual è stato l’anda-
mento dell’aumento de-
mografico nel corso del
XX secolo?
• Quali sono le zone in
cui solitamente si regi-
stra una più alta densità
demografica?
• Perché la popolazione
mondiale aumenta in
percentuale minore nel-
Mare
del Nord le aree economicamen-
te più sviluppate?
• Che cosa si intende
per «invecchiamento
della popolazione»?
Mar • Qual è l’andamento
Caspio
demografico della po-
Oceano Atlantico
polazione europea?

Mar Nero

Mar Mediterraneo

abitanti
per km2 Meno di 2 da 2 a 25 da 25 a 50 da 50 a 150 da 150 a 300 Più di 300

8 La densità demografica in Europa

vivono in media più degli uomini: 79 anni


in confronto a 71.
L’aumento della durata media della vita,
unito al calo delle nascite, ha determinato il
fenomeno dell’invecchiamento della popola-
zione (figura 9 ). In Europa, nell’arco di
mezzo secolo, la percentuale di persone di
età superiore ai 65 anni è raddoppiata, salen-
do al 17%. Nello stesso periodo la percen-
tuale di persone tra 0 e 14 anni si è quasi di-
mezzata, scendendo al 15%. Per la prima
volta nella storia della popolazione europea,
vi sono in media più anziani che bambini.
In Italia, dove la durata media della vita è
salita a circa 78 anni per gli uomini e 84 per
le donne, la percentuale di anziani è più che
raddoppiata nel giro di mezzo secolo (dal
censimento del 1961 ad oggi). La percentua-
le dei bambini si è invece quasi dimezzata.
Oggi, su 100 residenti in Italia, 20 sono an-
ziani; 14 sono bambini e ragazzi. 9 Anziani in una casa di riposo

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16 A Il mosaico del mondo

A2
L’urbanesimo
La crescita e la distribuzione li differenze da regione a regione: in Australia e in
della popolazione urbana Nord America, la percentuale di popolazione che vi-
La popolazione mondiale, mentre continua a cre- ve nelle città è maggiore che in Europa.
scere, si concentra sempre più nelle aree urbane (fi- Nelle regioni economicamente meno sviluppate,
gura 1 ). Tale fenomeno, definito urbanesimo (o invece, la maggioranza della popolazione vive anco-
inurbamento), si è sviluppato in particolare nel XX ra nelle zone rurali. Gli abitanti delle città sono
secolo ed è tuttora in corso. quindi in minoranza: nel 2010-2015, in media, poco
Nel 1900, su cento abitanti del mondo, solo 13 vi- più di 45 su 100. Vi sono però anche in questo caso
vevano nelle aree urbane. Oggi sono più di 50 su forti differenze da regione a regione: in Sud Ameri-
cento: ciò significa che la popola- 9
zione urbana ha superato quella ru-
8
rale (figura 2 ). Essa ammonta, nel
7
popolazione (in miliardi)
periodo 2010-2015, a oltre 3 miliar-
di e mezzo di abitanti. Si prevede 6
che nel 2030 vivranno nelle città 60 5
abitanti del mondo su 100, in totale 4
quasi 5 miliardi. 3
In generale le regioni del mondo 2
più urbanizzate (con le maggiori 1
percentuali di popolazione urbana)
0
sono quelle economicamente più 1950 1955 1960 1965 1970 1975 1980 1985 1990 1995 2000 2005 2010 2015 2020 2025 2030
sviluppate: qui, nel 2010-2015, vi- Popolazione mondiale totale Popolazione mondiale urbana Popolazione mondiale rurale
vono nelle città, in media, oltre 75
abitanti su 100. Vi sono però notevo- 2 La popolazione urbana e rurale nel mondo (1950-2030)

11
Mosca 17,2
(Mosca) Shanghai (Cina)

35,5
Tokyo (Giappone)

12,9
Pechino
13,1 16,8
(Cina)
Los Angeles 19,9 Dacca
(USA) New York (USA) (Bangladesh) 11,3
Osaka
(Giappone)
11,2
Istanbul
(Turchia)
21,6 10,4
Città del Messico 12,8 Guangzhou
(Cina)
(Messico) Rio de Janeiro 13,1
(Brasile) Il Cairo (Egitto)

15,2
Percentuale di popolazione Karachi
urbana nelle diverse regioni 16,1 (Pakistan) 12,9
Lagos Manila
0-49% (Nigeria) (Filippine)

50-59% 17
Calcutta
60-69% (India)

70-79% 13,4
Buenos Aires
80-89% (Argentina)

90% + 20,5 21,9


São Paulo (Brasile) Mumbai 16,8
popolazione dell'agglomerato urbano (India) 18,6 Giacarta
in milioni di abitanti (proiezioni per il 2015) Delhi (India) (Indonesia)

1 La popolazione urbana nel mondo

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A2 • L’urbanesimo 17

ca, la percentuale di popolazione che vi-


ve nelle città è quasi il doppio che in
Africa e Asia e supera anche quella del-
l’Europa.
Le regioni meno sviluppate hanno
dunque, in generale, un minor grado di
urbanizzazione. Ma, poiché hanno una
popolazione totale molto maggiore, la
loro popolazione urbana è numerica-
mente oltre il doppio di quella delle re-
gioni più sviluppate: 2 miliardi e mezzo
in confronto a meno di un miliardo. Se-
condo le proiezioni, nel 2020 nelle regio-
ni meno sviluppate la popolazione urba-
na supererà quella rurale anche in per-
centuale.
Il forte aumento della popolazione
3 Tokyo
delle città ha portato alla formazione di
agglomerati urbani comprendenti, oltre alla città quello di Tokyo (capitale del Giappone), la cui po-
propriamente detta, il territorio circostante forte- polazione ha superato i 35 milioni (figura 3 ).
mente urbanizzato, in cui si trovano talvolta altre Tra le ventidue megalopoli, cinque – Tokyo, New
città minori. Alcuni di questi agglomerati hanno York, Los Angeles, Osaka, Mosca – si trovano nelle re-
raggiunto dimensioni enormi: sono così nate delle gioni più sviluppate; diciassette – Mumbai, Città del
megalopoli, con una popolazione superiore ai 10 Messico, São Paulo, Delhi, Shanghai, Calcutta, Dacca,
milioni. Nel 1950 erano solo due, oggi sono arrivate Giacarta, Lagos, Karachi, Buenos Aires, Il Cairo, Mani-
a ventidue. la, Pechino, Rio de Janeiro, Istanbul, Guangzhou – si
Il maggiore agglomerato urbano del mondo è trovano nelle regioni meno sviluppate (figura 4 ).

1950 Buenos Aires (Argentina) 11,8 Shanghai (Cina) 17,2


New York (Stati Uniti) 12,3 Los Angeles (Stati Uniti) 11,8 Calcutta (India) 17,0
Tokyo (Giappone) 11,3 Osaka (Giappone) 11,2 Dacca (Bangladesh) 16,8
Giacarta (Indonesia) 11,1 Giacarta (Indonesia) 16,8
1975 Rio de Janeiro (Brasile) 10,8 Lagos (Nigeria) 16,1
Tokyo (Giappone) 26,6 Il Cairo (Egitto) 10,4 Karachi (Pakistan) 15,2
New York (Stati Uniti) 15,9 Dacca (Bangladesh) 10,2 Buenos Aires (Argentina) 13,4
Città del Messico (Messico) 10,7 Mosca (Russia) 10,1 Il Cairo (Egitto) 13,1
Karachi (Pakistan) 10,0 Los Angeles (Stati Uniti) 13,1
2000 Manila (Filippine) 10,0 Manila (Filippine) 12,9
Tokyo (Giappone) 34,4 Pechino (Cina) 12,9
Città del Messico (Messico) 18,1 2015* Rio de Janeiro (Brasile) 12,8
New York (Stati Uniti) 17,8 Tokyo (Giappone) 35,5 Osaka (Giappone) 11,3
São Paulo (Brasile) 17,1 Mumbai (India) 21,9 Istanbul (Turchia) 11,2
Mumbai (India) 16,1 Città del Messico (Messico) 21,6 Mosca (Russia) 11,0
Shanghai (Cina) 13,2 São Paulo (Brasile) 20,5 Guangzhou (Cina) 10,4
Calcutta (India) 13,1 New York (Stati Uniti) 19,9
Delhi (India) 12,4 Delhi (India) 18,6 *Proiezioni

4 L’aumento del numero degli agglomerati urbani con oltre 10 milioni di abitanti tra il 1950 e il 2015 (in milioni di abitanti)

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18 A Il mosaico del mondo

Il passaggio alla città post-industriale Il centro cittadino ha in genere la funzione preva-


nei paesi sviluppati lente di centro di servizi (attività commerciali, uffi-
Nei paesi a maggiore sviluppo economico, si è pas- ci, banche, alberghi), ma conserva la sua funzione
sati a un nuovo tipo di città che può essere definito residenziale, soprattutto attraverso la ristrutturazio-
«post-industriale», nel senso che si basa sempre me- ne di vecchi edifici che vengono trasformati in abi-
no sulle fabbriche e sempre più sui servizi. Il cam- tazioni di pregio per i ceti medio-alti. Le zone resi-
biamento è radicale, così come fu quello che deter- denziali, in cui vive la maggioranza delle persone,
minò il passaggio dalla città pre-industriale – la tendono a decentrarsi fino all’estrema periferia e,
quale aveva economicamente la funzione primaria quando questa è eccessivamente urbanizzata, in aree
di mercato – alla città industriale con la funzione suburbane o in nuovi insediamenti nelle aree rurali.
primaria di centro produttivo. Il percorso del cam- Il centro degli affari, le zone residenziali dell’alta
biamento, oggi come in passato, non è però lineare. borghesia, quelle della media e piccola borghesia, i
La città post-industriale non viene edificata sulle quartieri popolari, quelli abitati dagli strati sociali
rovine della città industriale ma si forma attraverso più poveri ed emarginati, sono generalmente sepa-
la modifica delle sue strutture, che vengono via via rati da precise linee di confine (un’arteria di traffico,
adattate alle nuove esigenze dell’economia larga- una ferrovia, un corso d’acqua, una zona industria-
mente basata sul terziario. le, un’area verde) e sono riconoscibili dalle caratteri-
Le industrie vengono trasferite in zone decentrate, stiche architettoniche, dallo stato di conservazione
lungo le grandi arterie di traffico, oppure drastica- degli edifici e di manutenzione delle strade. Nelle
mente ridimensionate in base ai processi di deindu- metropoli statunitensi, tale divisione dello spazio
strializzazione, e le vecchie aree industriali sono adi- urbano in base al ceto è più netta che in quelle euro-
bite ad altri usi di tipo terziario. Emblematico è il ca- pee. Essa è accentuata dalla più rigida divisione in
so del complesso industriale del Lingotto a Torino: base all’appartenenza etnica e nazionale e resa più
dopo aver costituito per decenni uno dei principali evidente dal fatto che i quartieri più poveri e degra-
centri di produzione della Fiat, è stato trasformato in dati, la cui popolazione è costituita per la maggior
contenitore di servizi, comprendente centri fieristici, parte da neri e da ispanici, si trovano spesso nelle
commerciali, congressuali e di ricerca (figura 5 ). Si zone urbane centrali (figura 6 ). La maggioranza
moltiplicano allo stesso tempo le tecnopoli, insedia- della popolazione vive in zone residenziali alla peri-
menti urbani destinati ad attività scientifiche e di ri- feria o nei sobborghi, i cui abitanti sono per oltre il
cerca che svolgono allo stesso tempo funzione di zo- 90% bianchi.
na residenziale per il personale che vi lavora. Ciò che la città conserva, nel corso di tali cambia-

5 Il complesso del Lingotto oggi 6 Un edificio fatiscente in una zona centrale di Filadelfia

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Dinucci unità A 22-06-2010 7:08 Pagina 19

A2 • L’urbanesimo 19

menti, è il ruolo egemonico. Nella città restano gli cui abitano – siano essi a Rio de Janeiro o a Mumbai,
organi di governo, i centri decisionali dell’econo- a São Paulo o a Lagos – e il tenore di vita che vi si
mia, le principali istituzioni culturali e scientifiche. conduce non differiscono molto da quelli di Neuilly a
La moderna metropoli – nata alla fine dell’Ottocen- Parigi o di Beverly Hills in California.
to quando la rivoluzione industriale, in fase avanza- Allo stesso tempo però la scelta di privilegiare net-
ta, determinò forti ondate migratorie verso le gran- tamente lo sviluppo delle città ha danneggiato l’eco-
di città – conserva la supremazia territoriale ed eco- nomia rurale a scapito della grande maggioranza
nomica su una vasta area. Cambia invece profonda- della popolazione, spingendo crescenti masse conta-
mente il rapporto città-campagna man mano che la dine, private della terra e dei mezzi minimi di so-
città si espande nel territorio circostante. Viene così stentamento, a riversarsi nelle città alla ricerca di un
a crearsi l’agglomerato urbano, definito sotto il pro- modo per sopravvivere. La vertiginosa crescita della
filo amministrativo area metropolitana: un diffuso popolazione urbana, che nella maggioranza dei casi
tessuto urbano che nasce dall’espansione di una non è stata accompagnata da un adeguato sviluppo
metropoli nel territorio circostante, o dall’espansio- socioeconomico, ha fatto crescere i bisogni delle città
ne di varie città che vengono a saldarsi formando per ciò che concerne i consumi alimentari ed energe-
un’unica rete urbana. Tale area comprende non solo tici, le abitazioni, i trasporti, l’approvvigionamento
una o più città, ma insediamenti residenziali e indu- idrico, i servizi igienici, lo smaltimento dei rifiuti.
striali sparsi, inframezzati da zone verdi. Le zone ru- Ma proprio quando la crescita di tali bisogni richie-
rali all’interno di tale area sono però destinate più deva ulteriori forti investimenti, la crisi economica
ad uso abitativo che produttivo agricolo. Viene ha imposto drastici tagli alla spesa pubblica. Per di
quindi a cadere, in questo caso, la tradizionale di- più, i mezzi a disposizione sono stati spesso usati per
stinzione tra città e campagna. migliorare non le condizioni abitative dei poveri ma
quelle dei ricchi o destinati ad altri scopi a fini di ar-
La crisi delle metropoli nelle regioni ricchimento personale. Le condizioni di vita della
meno sviluppate maggioranza della popolazione urbana hanno di
In Asia, in America latina e in Africa, le città si conseguenza continuato a deteriorarsi.
espandono e ovunque sono sempre più in crisi. Non Le metropoli si sono così trasformate in immensi
è semplicemente una crisi di crescita, dovuta alla contenitori di povertà. Accanto ai quartieri ricchi e
sfasatura tra l’aumento della popolazione e l’ade- ai centri degli affari, si espandono le bidonville, in
guamento delle strutture urbane, ma la crisi di un cui si concentra la popolazione povera (figura 7 ). Si
modello di sviluppo urbano. aggiungono a queste gli slum (quartieri di case po-
La scelta di privilegiare nettamente lo sviluppo
delle città ha favorito la concentrazione delle attività
economiche e delle infrastrutture in poche grandi
aree metropolitane. A Bangkok, dove vive poco più
del 10% della popolazione thailandese, si concentra
l’80% della produzione industriale e delle esporta-
zioni del paese. Nelle metropoli convergono, allo
stesso tempo, gli investimenti esteri. Città come Rio
de Janeiro, São Paulo, Bangkok, Shanghai, Canton,
Mumbai, Calcutta, Lagos fanno parte della rete
mondiale di metropoli su cui si impernia la globaliz-
zazione economica (씰 paragrafo B2). I loro centri
degli affari vengono ad essere così collegati, più che
alla città in cui si trovano, ai grandi circuiti economi-
ci internazionali.
La metropoli è il luogo dove si concentrano gli
strati sociali ricchi e benestanti: le alte caste governa-
tive e militari, l’alta borghesia e quella media agiata, i
grossi proprietari terrieri (molti dei quali hanno la
propria residenza principale in città). I quartieri in 7 Bidonville e moderni palazzi a Giacarta (Indonesia)

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Dinucci unità A 22-06-2010 7:15 Pagina 20

20 A Il mosaico del mondo

vere e malsane). Nelle bidonville e negli slum vive La popolazione urbana dell’Europa
oltre un miliardo di persone: quasi un terzo della L’Europa è una delle regioni del mondo con la più
popolazione urbana mondiale. Nel 2030, secondo alta percentuale di popolazione urbana: in media
una stima delle Nazioni Unite, il loro numero po- quasi 75 abitanti su 100 vivono in città (figura 8 ). I
trebbe raddoppiare. Questo fenomeno può essere paesi europei con le maggiori percentuali di popola-
ridotto ed eliminato solo riducendo ed eliminando zione urbana sono: il Belgio, dove vivono nelle città
la povertà (씰 Primo piano). 97 abitanti su 100, l’Islanda, il Regno Unito e Malta.

ISLANDA
Reykjavik
Le 10 capitali europee
RUSSIA più popolose nel 2010-2015
Popolazione FINLANDIA (parte europea) milioni di abitanti
che abita dell’agglomerato urbano
nelle aree urbane
NORVEGIA
più del 90% Helsinki San Pietroburgo Mosca 10,5
SVEZIA
Oslo Tallin Parigi 9,9
tra il 70 e il 90%
Stoccolma ESTONIA
Londra 8,6
tra il 50 e il 70% Riga LETTONIA Mosca
Madrid 5,9
meno del 50% REGNO DANIMARCA LITUANIA
UNITO Vilnius BIELORUSSIA Berlino 3,4
IRLANDA PAESI
BASSI
Copenaghen
Dublino Minsk Roma 3,3
Manchester BELGIO POLONIA
GERMANIA
Amsterdam Berlino Kiev Atene 3,2
Londra Varsavia
Bruxelles UCRAINA Lisbona 2,9
REP. CECA
Praga
Parigi LUSSEMBURGO SLOVACCHIA
MOLDAVIA
Kiev 2,7
Vienna Bratislava Chisinau
AUSTRIA Budapest Vienna 2,4
Berna ROMANIA
SVIZZERA SLOVENIA UNGHERIA
FRANCIA Lubiana Zagabria
Belgrado Bucarest
BOSNIA
CROAZIA ERZEG. SERBIA BULGARIA
Sarajevo
ITALIA Podgorica Sofia
PORTOGALLO Skopje
SPAGNA MONTENEGRO
Roma Tirana MACEDONIA
Lisbona ALBANIA
Madrid GRECIA
Atene

MALTA La Valletta

8 La popolazione urbana in Europa (in percentuale sulla popolazione totale)

PRIMO PIANO Le bidonville di Nairobi


Le bidonville occupano complessivamente di conseguenza malattie infettive e parassi- degli abitanti di Nairobi vive ammassata
un ventesimo dell’area urbana di Nairobi, tarie. La maggioranza si guadagna da vive- nelle bidonville, vaste aree della città sono
ma vi si concentra più della metà degli abi- re con il commercio di strada o raccoglien- occupate da ville con grandi parchi e da
tanti, equivalente a oltre due milioni di do nelle discariche tutto ciò che può essere campi da golf frequentati dall’élite locale e
persone. Quasi tutte le abitazioni sono ba- usato o venduto. Mentre più della metà da turisti facoltosi.
racche fatte di fango, canniccio e materiali
di scarto raccolti nelle discariche, come la-
miere, teli e cartoni. Ma, nonostante ciò, la
maggioranza delle famiglie paga un affitto
ai «padroni» delle baracche, che si arroga-
no il «diritto di proprietà». Devono inoltre
comprare l’acqua da privati, pagandola
molto più della tariffa ordinaria, dato che
le fonti pubbliche sono pochissime o non
esistono affatto. Molti usano l’acqua del
fiume, che però è inquinata. Quasi tutti gli
abitanti si servono di latrine comuni (una
per 50, 100 o più persone). Escrementi e
rifiuti finiscono nei canaletti di scolo sca-
vati lungo le strade in terra battuta, che
traboccano quando piove. Si diffondono Nairobi: la bidonville di Kibera

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Dinucci unità A 22-06-2010 7:15 Pagina 21

A2 • L’urbanesimo 21

In alcuni piccoli stati – Monaco e Città del Vaticano


– l’intera popolazione è urbana. I paesi europei con
le minori percentuali di popolazione urbana sono la
Moldavia e l’Albania. Hanno percentuali relativa-
mente basse di popolazione urbana anche altri paesi
dell’Europa meridionale e orientale, tra cui Slove-
nia, Serbia, Montenegro, Macedonia, Romania e
Slovacchia.
Le capitali europee più popolose sono: Mosca
(Russia) (figura 9 ), che supera col suo agglomerato
urbano i 10 milioni di abitanti; Parigi (Francia) (fi-
gura 10 ), con una popolazione di poco superiore ai
2 milioni di abitanti, che nell’agglomerato urbano
raggiunge quasi i 10 milioni; Londra (Regno Unito)
(figura 11 ), costituita da una zona centrale con una
popolazione di circa 3 milioni di abitanti, che nel-
l’agglomerato urbano supera gli 8,5 milioni. Seguo-
9 Mosca
no, in ordine decrescente come numero di abitanti:
Madrid (Spagna), Berlino (Germania), Roma (Ita- cessivamente diminuita. Particolarmente accentuato QUESITI
• Attualmente qual è la
lia), Atene (Grecia), Lisbona (Portogallo), Kiev è stato il calo demografico del comune di Milano. La percentuale di popola-
(Ucraina), Vienna (Austria), Bucarest (Romania), sua popolazione è diminuita di oltre un quarto negli zione urbana a livello
Minsk (Bielorussia), Bruxelles (Belgio), Varsavia ultimi tre decenni del Novecento, scendendo a circa mondiale?
• Quali sono le regioni
(Polonia), Budapest (Ungheria), Sofia (Bulgaria), 1,3 milioni. Ciò è dovuto al fatto che hanno lasciato del mondo maggior-
Praga (Repubblica Ceca), Belgrado (Serbia). la città, trasferendosi nei comuni circostanti, più mente urbanizzate?
• Quante sono le mega-
Le maggiori città italiane sono: Roma (il cui co- persone di quante siano venute ad abitarvi. È dovuto lopoli con più di 10 mi-
mune comprende 2,7 milioni di abitanti, che salgo- anche al fatto che, nella maggior parte dei casi, il nu- lioni di abitanti e dove
no a 3,3 milioni nell’agglomerato urbano), Milano, mero delle morti ha superato quello delle nascite. sono concentrate?
• Quali sono i tre princi-
Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna. La loro Tale fenomeno è collegato ai profondi cambiamenti pali agglomerati urbani
popolazione, dopo essere fortemente aumentata ne- economici e sociali avvenuti nelle città italiane ed europei?
gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, è suc- europee nella seconda metà del Novecento.

10 Parigi 11 Londra

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