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Indice

INDICE
A IL SISTEMA GLOBALE SUL WEB
U 1 La globalizzazione
1. I caratteri della globalizzazione 3
Box Integrazione e interdipendenza 3 Approfondimenti
2. I fattori della globalizzazione 4 Aggiornamenti
Box Internet, una ragnatela che avvolge il mondo 5 Verifiche interattive
3. Le imprese globali 6
4. L’omologazione dei comportamenti 7
Box Il pensiero unico 7
5. La globalizzazione non riduce le distanze 8
Box I dati della diseguaglianza 8
6. Governare la globalizzazione 9
Box La responsabilità penale individuale 9
7. Le azioni per uno sviluppo equilibrato 10
Box La Tobin tax 11
Esercizi 12

U 2 Il rapporto Nord-Sud
1. Gli squilibri del mondo attuale 14
2. Alle origini del sottosviluppo 16
3. Le caratteristiche del sottosviluppo 17
4. La difficile via dello sviluppo 21
Esercizi 24

U 3 Il sistema mondo
1. Le classificazioni socio-economiche del mondo 26
2. Il sistema mondo 28
Box L’ultimo miliardo 29
3. Misurare lo sviluppo 30
Esercizi 33

U 4 Diritti umani e cittadinanza globale


1. Il cammino dei diritti umani 35
Box Diritti affermati, diritti negati 36
2. Il diritto alla salute 37
Box Ridurre la mortalità infantile 37
3. Il diritto all’istruzione 38
Box I peggiori lavori minorili 38
4. L’infanzia negata 39
5. Il diritto all’acqua 40
Box Di chi è l’acqua? 40
6. Un mondo affamato 41
Box La fame non è un male inevitabile 41
7. I diritti mancati delle donne 42
Box Gli aborti selettivi in India 42

III

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8. Un mondo in guerra 43
9. Profughi e rifugiati 45
Box I conflitti etnici 45
Box I profughi per il clima 46
10. Vivere la pace 47
Box Il premio Nobel per la pace al Dalai Lama 47
Esercizi 48
Esercizi di fine modulo 49

B RISORSE, POPOLAZIONE E AMBIENTE SUL WEB


U 1 Il consumo delle risorse
1. Le risorse del pianeta 53 Approfondimenti
2. Suolo e sottosuolo 55 Aggiornamenti
3. Aria e acqua 56 Verifiche interattive
4. La produzione di energia 58
5. Le fonti energetiche rinnovabili 59
Box Dighe e sistemi fluviali 61
6. Le fonti energetiche non rinnovabili 63
7. Lo sfruttamento globale 67
8. Risorse e conflitti 69
Esercizi 71

U 2 La popolazione mondiale
1. Il presente della popolazione mondiale 73
2. Una distribuzione assai diseguale 75
3. Le tendenze demografiche nel mondo 77
4. Le politiche demografiche 80
5. Le migrazioni 83
6. Le prospettive future 87
Esercizi 89

U 3 L’ambiente trasformato
1. L’uomo e l’ambiente 91
Box Per Gaia è forse troppo tardi? 92
2. L’impatto ambientale delle attività economiche 94
3. I problemi ambientali globali 96
4. Teoria e pratica dello sviluppo sostenibile 100
Box Il genere umano di fronte a una scelta 100
5. Il mondo prova a darsi delle regole 103
Esercizi 105
Esercizi di fine modulo 106
SUL WEB
C
GLI SPAZI DELLA PRODUZIONE DEI BENI
U 1 Il settore primario
Approfondimenti
1. Il suolo agrario e la sua conquista 110
2. Lo sviluppo dell’agricoltura 112 Aggiornamenti
Box Chicchi più grossi con il riso IR8 113 Verifiche interattive
Box Come migliorare i nutrienti

IV

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Indice

del terreno con metodi biologici 114


3. Le forme dell’agricoltura 115
4. L’allevamento 118
Box Allevamenti industriali in Cina 120
5. La pesca 121
6. Nuove frontiere per il settore primario 123
Esercizi 126

U 2 Il settore secondario
1. Prima della fabbrica 128
2. Le tre rivoluzioni industriali 129
3. I nuovi modelli di produzione 133
4. La ricerca: motore dello sviluppo industriale 136
Box Bangalooru, la Silicon Valley indiana 136
5. I fattori di localizzazione 138
6. La nuova dimensione globale dell’industria 140
Esercizi 143
Esercizi di fine modulo 144

D GLI SPAZI DELLA PRODUZIONE DI SERVIZI SUL WEB


U 1 Il settore terziario
1. Definizione e sviluppo del terziario 148 Approfondimenti
2. Classificazione e distribuzione territoriale 151 Aggiornamenti
3. I servizi offerti 152
Verifiche interattive
Box Il welfare state 152
4. Le trasformazioni socio-economiche 153
Box Lavorare domani 153
Box Le trasformazioni del mondo del lavoro 154
Esercizi 155

U 2 Le reti
1. Il valore strategico delle comunicazioni 157
2. Trasporti e comunicazioni nell’era globale 158
3. Le telecomunicazioni 160
Box I satelliti geostazionari 161
4. Reti e direttrici di traffico 162
5. I criteri per la scelta del mezzo 164
Esercizi 166

U 3 I flussi di merci e capitali


1. Lo sviluppo del commercio internazionale 168
2. I fattori di crescita 169
Box dal GATT al WTO 169
3. La composizione merceologica degli scambi 170
4. La geografia degli scambi 171
5. La finanziarizzazione dell’economia 172
6. Il potere finanziario 173
Box La crisi dei mutui subprime 173

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Esercizi 175
U 4 Il turismo
1. Lo sviluppo del turismo 178
Box Il grand tour 178
2. I flussi turistici 179
3. Le regioni turistiche 180
4. L’impatto del turismo 181
Box Crescono i rifiuti sulle montagne e nel mare 182
5. Il turismo responsabile 183
Box Un caso concreto: il Senegal 183
Box L’ecoturismo 184
Esercizi 185

U 5 Le città
1. Lo sviluppo del fenomeno urbano 187
Box Il boom urbano dell’Africa: Lagos 189
2. Le forme urbane 190
3. I paesaggi urbani 191
Box Terziarizzazione dei centri e violenza 191
Box Il riassetto urbanistico di Parigi 192
Box L’urbanizzazione della povertà 193
4. La città, motore dello sviluppo 194
5. Reti e gerarchia urbana 195
Box Le città globali 195
Esercizi 196
Esercizi di fine modulo 197

APPENDICE
La geografia e i suoi strumenti
1. Gli strumenti per l’orientamento terrestre 200
2. Rappresentare la Terra 201
3. Le carte geografiche 202
4. Dati statistici, tabelle e grafici 204
5. Le immagini 206
6. Gli indicatori 207

VI

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M o d ul o

A Il sistema globale

1 La globalizzazione

2 Il rapporto Nord-Sud
Obiettivi
Definire la globalizzazione
3 Il sistema mondo

Conoscere i fattori della globalizzazione


4 Diritti umani e cittadinanza globale
Individuare i caratteri dell’economia
globalizzata
Conoscere il rapporto Nord-Sud
Analizzare i caratteri dei Paesi in via
di sviluppo
Classificare i Paesi nel sistema mondo
Definire i diritti umani
Conoscere lo stato dei diritti umani nel mondo

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1 La globalizzazione

Idee guida
L’espressione globalizzazione definisce l’integrazione
di tutti i Paesi in un unico sistema planetario,
caratterizzato dall’interdipendenza degli stessi
sul piano economico, tecnologico, culturale e politico.
La globalizzazione ha origini lontane, ma sono stati
gli europei dalla conquista del Nuovo Mondo in poi
a determinare la sua affermazione, propagandando Nodi concettuali
ovunque il modello politico dell’Occidente.
1 I caratteri della globalizzazione
Oggi la globalizzazione esprime una grande dinamicità, 2 I fattori della globalizzazione
frutto della liberalizzazione dei mercati e della
rivoluzione tecnologica delle comunicazioni. 3 Le imprese globali
4 L’omologazione dei
La globalizzazione produce effetti economici a doppio
taglio: consente la crescita della ricchezza, ma amplia comportamenti
il divario tra ricchi e poveri. 5 La globalizzazione non riduce
Un mercato divenuto globale necessita di una global le distanze
governance, un sistema di regole, soprattutto 6 Governare la globalizzazione
nel campo del controllo dei flussi di capitale che si
muovono a fini speculativi e possono mettere in crisi 7 Le azioni per uno sviluppo
anche le economie più forti. equilibrato
Gli organismi internazionali oggi esistenti, l’ONU,
il G8, il FMI, la BM non si sono dimostrati in grado
di esercitare un’adeguata governance.
Un ruolo importante per dare un volto umano alla
globalizzazione è svolto dalle ONG. Il loro operato per
promuovere lo sviluppo delle aree più povere contrasta
la crescita dei divari alimentati dalla globalizzazione.

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La globalizzazione 1

1 I CARATTERI DELLA GLOBALIZZAZIONE


La definizione Il sistema del commercio triangolare

Glasgow
Il termine “globalizzazione” traduce l’esten- Liverpool
AMERICA Bristol
dersi delle relazioni economiche, politiche e DEL NORD
Nantes
EUROPA

culturali a tutti gli Stati del mondo e identifi- TABACCO


COTONE
Bordeaux

ca lo strutturarsi dell’economia mondiale in un VIRGINIA


PRODOTTI
INDUSTRIALI
unico sistema globale che coinvolge i Paesi svi- Charleston

luppati e quelli meno avanzati. ZUCCHERO


INDACO
Nel mercato planetario le economie si integra- RUM
OCEANO ATLANTICO AFRICA
no e divengono sempre più interdipendenti. CUBA
Santo Domingo

I tempi Barbados
COSTA DEGLI
SCHIAVI
SCHIAVI

Questo processo ha radici antiche, basti pen- AMERICA DEL SUD


sare al colonialismo e alla sua capacità di in- SCHIAVI
tensificare gli scambi tra tutti i continenti, BRASILE
Bahia (Salvador)
Benguela

uniformare modelli culturali e di produzione.


Tuttavia è dalla seconda metà del secolo XX
che si è prodotta l’accelerazione necessaria af-
finché essa divenisse l’elemento fondante del-
l’economia attuale. • l’intensità delle interdipendenze tra i di-
Il commercio triangolare si può considera- versi Stati frutto della maggiore integrazio-
re una prima forma evoluta di globalizzazio- ne delle economie nazionali.
ne. Questi metteva in gioco tre continenti:
dall’Europa settentrionale partivano via nave
prodotti manufatti diretti ai Paesi del Golfo
La crisi dello Stato-nazione
di Guinea, in Africa; qui erano scambiati con
schiavi che, a loro volta, erano trasportati e L’economia globale mette in crisi lo Stato-na-
venduti in America, da dove le navi riparti- zione come modello di organizzazione politica
vano per l’Europa cariche di zucchero, caffè, delle società umane. Questi, nato in Europa tra
cotone, tabacco e rum. il XIV e il XV secolo e diffusosi quindi in tutto
il mondo, si dimostra sempre più inadeguato a
governare processi che si sviluppano ormai ben
Gli elementi caratterizzanti oltre i confini nazionali. Se le comunicazioni, la
finanza, i consumi si organizzano su base globa-
Due sono gli elementi chiave della globalizzazione: le, lo Stato, la cui autorità è limitata al proprio
• la dimensione, ovvero la scala spaziale pla- territorio, vede inevitabilmente diminuire la
netaria a cui si verifica il fenomeno. propria capacità di controllo politico.

Approfondire
e riflettere Integrazione e interdipendenza
I mercati si dimostrano maggiormente sensibili alle vicende to ripercussioni mondiali tanto che l’intera economia e l’as-
che coinvolgono i Paesi sviluppati, la cui economia condi- setto geopolitico del nostro pianeta ne sono stati sconvolti.
ziona l’andamento di quella dei Paesi più piccoli. In questo In questi casi, i Paesi più deboli sono quelli che pagano il
senso l’economia degli Stati Uniti, il Paese con il maggior prezzo maggiore, ma tale è l’interdipendenza dei mercati
PIL mondiale, assume un’importanza fondamentale. La pro- che anche le economie più forti non restano indifferenti
va di questo stato di cose ci è stata fornita ben due volte alle crisi che si generano nelle economie periferiche. Ne
nell’ultimo decennio: la prima nel 2001, a seguito dell’at- è stata un esempio la crisi che nel 1997 si è abbattuta sul
tacco terroristico al World Trade Center di New York, e la Sud-est asiatico. Partita dalla Thailandia e dall’Indonesia
seconda nel 2008, con la crisi del sistema bancario. In en- in breve si è propagata negli Stati vicini per estendersi al
trambi i casi, una crisi apparentemente “americana” ha avu- resto del mondo con un inarrestabile “effetto domino”.

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Il sistema globale A

2 I FATTORI DELLA GLOBALIZZAZIONE


Il livello di globalizzazione dell’economia at- Glossario
tuale non sarebbe stato possibile senza il contri- UE Unione Europea entrata in vigore il 1° gennaio 1958
buto fornito dallo sviluppo dei trasporti e delle con la denominazione CEE (Comunità Economica Europea),
telecomunicazioni da una parte e, dall’altra, poi trasformata in Unione Europea con il trattato di Maastri-
dalla liberalizzazione dei commerci e degli inve- cht. Essa perseguiva gli obiettivi prioritari della libera circola-
stimenti finanziari. zione di merci, persone e capitali.

I trasporti Dal secondo dopoguerra si è avuta NAFTA (North American Free Trade Agreement): è
una rapida evoluzione dei sistemi di traspor- l’accordo nordamericano di libero scambio, stipulato nel 1992
to, divenuti più rapidi, diffusi e meno costosi. tra Canada, Stati Uniti e Messico ed entrato in vigore nel
In particolare l’accelerazione delle tecnologie 1994.
dell’informazione e della comunicazione hanno
annullato distanze e tempi nel trasferimento di GATT (General Agreement on Tariff and Trade): Accordo
beni immateriali lungo le strade elettroniche. Generale sulle Tariffe e sul Commercio che risale al 1947 e da
La riduzione dei tempi e dei costi delle comu- allora ha condotto una politica di liberalizzazione degli scambi
nicazioni a distanza, congiunta all’aumento dei a livello mondiale attraverso la riduzione delle barriere tariffa-
volumi di informazioni trasmesse consente agli rie doganali. È stato sostituito nel 1995 dal
operatori finanziari di agire sui mercati in tem- WTO (World Trade Organization),un organismo che per-
po reale e alle imprese di migliorare l’organizza- segue le stesse finalità ma a cui è stato attribuito un potere
zione produttiva e la commercializzazione dei maggiore in fatto di amministrazione degli accordi commer-
loro prodotti. ciali e di sanzione delle irregolarità e inadempienze. Nel 2000
il suo budget ha superato i 76 milioni di dollari.
L’allargamento dei mercati La tendenza dei
mercati a operare in una dimensione globale è
stata favorita dall’abbattimento delle barriere
tariffarie e legislative (con norme, regolamenti,
leggi di liberalizzazione degli scambi). Potenti
agenti promotori dell’allargamento dei mercati
sono state le associazioni economiche regionali, Migliaia di pacchi acquistati tramite il commercio
come la UE o il NAFTA, e le politiche di libero elettronico in attesa di essere recapitati in tutto il mondo.
scambio condotte a livello mondiale dal GATT Siamo nel magazzino di un’impresa nata dalla globalizzazione
prima e dal WTO dopo. e dallo sfruttamento delle nuove tecnologie: Amazon.

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La globalizzazione 1

La finanziarizzazione dell’economia Ve n u t e del pianeta, da quelle di più storica tradizione


meno, negli anni Ottanta del secolo scorso, mol- a quelle emergenti. I mercati valutari sono col-
te restrizioni alla libera circolazione monetaria, legati 24 ore su 24 e, per mezzo delle transazio-
le transazioni internazionali di puro capitale ni elettroniche, spostano simultaneamente e in
finanziario hanno superato quelle riguardanti ogni direzione masse di capitali altrimenti im-
lo scambio di merci. All’affermarsi di questo fe- pensabili.
nomeno, definito appunto, finanziarizzazione
dell’economia, hanno dato impulso gli orga-
nismi internazionali come il GATT o la UE, le
politiche degli Stati mirate a favorire gli inve-
stimenti esteri sul proprio territorio, lo sviluppo Un’immagine fantasiosa? Non troppo. L’evoluzione
delle imprese multinazionali. tecnologica delle telecomunicazioni è stata
La rete finanziaria globale sorta grazie alle mo- impressionante al punto che oggi ogni angolo del nostro
derne tecnologie di telecomunicazione lega pianeta può considerarsi connesso a una infrastruttura
ininterrottamente tutte le piazze finanziarie di comunicazione globale.

Approfondire
e riflettere Internet, una ragnatela che avvolge il mondo
Il primo collegamento tra computer fu realizzato nel 1969 documenti facilmente accessibili attraverso la rete internet,
nell’ambito di un progetto a tecnologia avanzata, voluto dalle ne sancì la diffusione a livello civile e di massa. Da allora lo
forze militari statunitensi, chiamato ARPANET. L’obiettivo del sviluppo di internet è avvenuto in modo esponenziale: oggi
progetto era la creazione di una rete di comunicazione che una struttura di comunicazione capillare avvolge il mondo in-
potesse funzionare anche in situazioni di massima criticità, tero ed è a disposizione di chiunque abbia un accesso.
come in caso di guerra nucleare. Se si pensa alla rete come una ragnatela formata da tante
Il termine “internet” (dalla fusione di “international network”) reti nazionali composte da altre più piccole reti regionali, la
fu usato per la prima volta solo nel 1982; nel 1992 un in- si può paragonare a un reticolato di strade: le autostrade
gegnere del CERN di Ginevra, Tim Berners-Lee, inventò il collegano le grandi città, dalle quali partono le superstrade
world wide web (WWW, ovvero “ragnatela mondiale”), uno in direzione di città più piccole, collegate ai centri minori at-
strumento a ipertesti che, consentendo la pubblicazione di traverso assi provinciali e comunali.

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Il sistema globale A

3 LE IMPRESE GLOBALI nuamente gli impianti, allo scopo di trovare il


rapporto ottimale tra i fattori della produzione
(capitale, lavoro, materie prime) e massimizzare
i vantaggi.
Da multinazionale a transnazionale La lun-
ga fase di internazionalizzazione dell’economia L’organizzazione Un’analisi svolta qualche
ha visto protagoniste le società multinaziona- anno a proposito della General Motors (società
li: si tratta di imprese di dimensioni colossali statunitense che opera nel settore automobilisti-
domiciliate in un Paese del Nord del mondo, co) fornisce un esempio interessante sull’organiz-
che operano sul mercato mondiale attraverso zazione delle imprese globali.
unità produttive dislocate in altri Paesi, dove Esaminando il prezzo pagato da un cliente ame-
produrre costa meno o dove si trovano i mer- ricano per acquistare un modello di auto Pontiac,
cati di approvigionamento delle materie prime emergeva che 1/3 di esso finiva in Corea del Sud
e di sbocco sul mercato. A questo modello si è per l’assemblaggio della vettura, 1/6 in Giappone
sostituito quello dell’impresa transnazionale per la fabbricazione dei pezzi ad alta tecnologia,
o globale, che distribuisce le singole parti del 1/12 in Germania per la progettazione e il dise-
processo necessario alla produzione dei beni e gno della carrozzeria, 1/24 a Taiwan e Singapore
servizi tra aziende operanti in tutto il mondo per la produzione di componenti minuti, 1/40
nei più disparati settori economici. Se la multi- nel Regno Unito per la preparazione dei messaggi
nazionale si insediava in un Paese per produr- pubblicitari e per la definizione delle strategie di
re beni adatti a quel mercato, l’impresa globale marketing, infine 1/200 in Irlanda e nelle Barba-
mira a fare di ogni filiale un’unità specializzata dos per il calcolo dei dati.
nella produzione di un particolare componente Ciò che rimaneva andava alla casa madre a De-
del prodotto finito. Per ottenere questo obiet- troit, che lo utilizzava per pagare i servizi centra-
tivo, l’impresa si muove delocalizzando conti- lizzati.

La struttura di alcune imprese globali (2007)


Fatturato
Azienda Settore Origine (miliardi di €) Ripartizione del fatturato

66% Italia , 18% resto d’Europa , 11% Nord America


Barilla alimentare Italia 2,4
5% Hong Kong, Turchia e Brasile

58% Europa, 12% Asia, 30% America del Nord, Africa


Danone alimentare Francia 12,8
del Nord e Medio Oriente

prodotti sanitari, 58% Italia, 36% resto d’Europa, 4% Americhe


Artsana Italia 1,3
cosmetici, per l’infanzia 2% Asia e Africa

39% Europa, 30% America del Nord, 13% America


Nestlé alimentare Svizzera 156
latina, 12% Asia, 3% Africa e Oceania

cartoleria e prodotti 46% Nord America e Australia, 30% Europa


Bic Francia 1,4
per la rasatura 18% America latina, 6% Asia e Africa

46% Francia, 37% resto d’Europa


Carrefour grande distribuzione Francia 82
10% America latina, 7% Asia

38% Asia, 15% America del Nord,


Coca-Cola bevande non alcoliche USA 43,5
15% America latina, 19% Europa, 13% Africa
Colgate- igiene orale, detergenti per 25% America latina, 25% Europa,
USA 20,7
Palmolive il corpo, cibo per animali 20% America del Nord, 17% Asia e Africa
farmaci, apparecchi
Johnson 42% Stati Uniti, 25% Europa,
medicali, prodotti USA 90
& Johnson 22% Asia e Africa, 11% resto delle Americhe
per la cura del corpo

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La globalizzazione 1

4 L’OMOLOGAZIONE DEI COMPORTAMENTI


Le nuove tecnologie hanno fatto divenire ancora della macchina del consumismo: Re Leone, Juras-
più pervasivi e persuasivi i mezzi di comunica- sic Park e Titanic non sono semplici film, ma veri
zione di massa. L’immaginario collettivo è così e propri sistemi per commercializzare prodotti
sempre più influenzato da bisogni indotti da po- alimentari, musica, vestiti, giocattoli.
tenti campagne pubblicitarie cui è difficile sot-
trarsi. In questo modo i cittadini del mondo glo-
balizzato finiscono spesso per mangiare, vestirsi,
I marchi globali
divertirsi allo stesso modo: jeans, pettinature, t-
shirt, abitudini alimentari, gusti musicali, atteg- Coca-Cola, Malboro, Nike, Levi’s, Timberland,
giamenti sono simili in tutto il mondo. Le redini McDonald’s sono divenuti marchi globali che non
di questa società globale omologata, che si fonda vendono soltanto prodotti americani, ma l’imma-
sul modello economico capitalista, sono tenute gine stessa dell’America e del suo stile di vita.
saldamente in mano dagli Stati Uniti, il Paese Gli Stati Uniti possono diffondere la loro mu-
dal capitalismo più avanzato, che sono riusciti a sica attraverso i programmi televisivi, i film, i
esportare con maggior successo di altri i propri telefilm. L’industria cinematografica e televisi-
modelli comportamentali in tutto il mondo. va produce opere che vengono viste ovunque;
i messaggi culturali di soap opera come Beautiful
creano modelli sociali a cui il mondo intero ten-
La cultura McWorld de a ispirarsi. Le reti di comunicazione terrestri
e satellitari coprono tutti gli angoli del pianeta e
I marchi globali, La cultura globale americana (cosiddetta portano Hollywood fino ai villaggi più sperduti,
e le società che ne “McWorld”) è finalizzata a creare una società la diffusione dei marchi globali sta creando nuo-
detengono i diritti, universale dei consumi, dove ognuno ha citta- vi standard sociali, da Bombay a Mosca, da Città
sono tali perché dinanza in quanto consumatore. Essa ha una del Capo a Buenos Aires.
hanno una capacità
capacità di penetrazione straordinaria, se si pen-
fuori dal comune
sa che gli hamburger hanno sostituito il sushi .
di penetrare
presso gli adolescenti giapponesi e un McDo-
La lingua inglese
in mercati
all’apparenza nald’s è potuto sorgere alla Mecca.
irraggiungibili. I bisogni su cui prosperano i mercati non posso- Utilizzando gli stessi meccanismi la lingua ingle-
È così che una no reggersi solo su quelli reali dei consumatori, se è diventata la lingua del mondo globalizzato.
bevanda americana per cui attraverso la promozione, il condiziona- Come numero di parlanti essa è superata dal cine-
può arrivare fino mento, la pubblicità, la persuasione culturale se se, ma ciò è dovuto solo al numero degli abitanti
a un monastero ne creano altri ben più potenti. Intorno a ogni della Cina, che hanno ormai superato il miliardo
tibetano. prodotto culturale si muovono gli ingranaggi e 300 milioni. Divenuto il tramite linguistico per
eccellenza, l’inglese è la lingua usata nelle transa-
zioni commerciali, è la lingua ufficiale della mag-
gior parte delle organizzazioni internazionali,
compreso l’OPEC, nonostante i suoi componenti
siano quasi tutti Paesi di lingua araba.

Approfondire
e riflettere Il pensiero unico
Il livello di globalizzazione raggiunto in questi
anni è frutto di una visione liberista dell’econo-
mia. La diffusione del neoliberismo tra i governi
dei Paesi più ricchi e sviluppati ha raggiunto gli
organismi internazionali, caratterizzando le loro
politiche e i loro interventi, tanto che l’interdi-
pendenza da solo economica è divenuta finan-
ziaria, commerciale, tecnologica, scientifica,
politica, sociale, culturale, ideologica, arrivando
a interessare ogni campo dell’azione umana.
Il “pensiero unico”, appunto.

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Il sistema globale A

5 LA GLOBALIZZAZIONE NON RIDUCE LE DISTANZE


Cresce la ricchezza
Glossario
belt Il termine (in italiano “cintura”) indica quell’ampia
area degli Stati del Midwest degli Stati Uniti a prevalente
Negli ultimi decenni si è assistito al migliora- tradizione agricola (Illinois, Iowa, Ohio, Indiana), specializzati
mento degli indicatori dello sviluppo presso- in particolare nella coltivazione estensiva di cereali.
ché in tutti i Paesi del mondo: sono cresciuti
il PIL, il reddito pro-capite, la disponibilità di
calorie per l’alimentazione, il livello di alfabe-
tizzazione, la speranza di vita. Parte di questi rità tra regioni della costa (dove sono localizzate
successi è sicuramente da attribuire alle oppor- le zone economiche speciali) e quelle dell’interno
tunità di crescita offerte dalla globalizzazione e stanno aumentando: l’indice di povertà è sotto il
all’aumento della ricchezza prodotta dall’inten- 20% nelle prime e superiore al 50% nelle seconde.
sificarsi delle produzioni e degli scambi. In Messico, dopo l’entrata in vigore del NAFTA,
si sta allargando la forbice economica tra le aree
industriali e quelle agricole del Paese e, all’in-
Crescono i divari terno di queste ultime, tra la grande proprietà
terriera a coltivazioni specializzate e gli appezza-
Tra Nord e Sud La globalizzazione non ga- menti dei piccoli agricoltori coltivati con meto-
rantisce solo successi. A fronte di Paesi che di tradizionali, che non sono in grado di reggere
traggono consistenti vantaggi dall’espansione la concorrenza dei prodotti agricoli provenienti
dei mercati e dal progresso tecnologico (i Paesi dai belt americani. L’accentuarsi delle disugua-
di vecchia e nuova industrializzazione e quel- glianze non lascia immune neppure il Nord del
li emergenti), ne esiste un folto numero, come mondo, in cui la crisi dei settori non competiti-
il Madagascar, il Niger (insieme a tutta l’Africa vi e la delocalizzazione industriale hanno espul-
subsahariana), il Tagikistan o la Bolivia, che ne so manodopera, fatto crescere la disoccupazione
godono in misura marginale. Nel tempo il diva- e il numero di famiglie che vive sotto la soglia
rio in termini di reddito tra il 20% della popola- di povertà. Su scala mondiale non è mai stata
zione mondiale che vive nei Paesi più ricchi e il prodotta tanta ricchezza come oggi, eppure 1/5
20% che vive in quelli più poveri si è approfon- della popolazione continua a soffrire la fame e
dito: il rapporto era 1 a 30 nel 1960, 1 a 60 nel 1/3 a vivere in condizioni di povertà estrema.
1990, 1 a 80 nel 2007.

All’interno degli Stati La liberalizzazione dei


mercati ha causato l’aumento delle disuguaglian-
ze anche all’interno degli Stati. In Cina la dispa- Un accampamento urbano nelle strade di Abidjan,
in Costa d’Avorio (Africa), sullo sfondo di moderni edifici.
Nei Paesi sottosviluppati la globalizzazione si traduce spesso
in un crescente divario tra chi può godere dei benefici
Approfondire che apporta e chi ne rimane escluso.
e riflettere I dati della diseguaglianza
• Il 20% della popolazione mondiale che vive nei Paesi a reddito più
elevato ha raggiunto l’86% del PIL mondiale, l’82% delle espor-
tazioni, il 74% delle linee telefoniche, il 68% degli investimenti
diretti esteri, contro l’1% in tutti questi campi conseguito dall’1%
più povero.
• I Paesi dell’OCSE, con il 19% della popolazione mondiale, con-
trollano il 71% del commercio dei beni e dei servizi e il 91%
degli utenti internet.
• L’84% della spesa globale per la ricerca e sviluppo è concentrata
in 10 Paesi sviluppati, che controllano anche il 95% dei brevetti.
• I 3 uomini più ricchi del mondo hanno un patrimonio maggiore di
tutti i Paesi a sviluppo minimo e dei loro 650.000 abitanti.
• Le 15 persone più ricche del mondo possiedono un patrimonio
che supera il PIL totale dell’Africa sub sahariana.
• 980 milioni di persone vive con meno di un dollaro al mondo; più
della metà di esse sono donne.

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La globalizzazione 1

6 GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE
Un mercato divenuto globale necessita di una IL G8 (Group of Eight)
global governance, ovvero di un sistema di regole
attraverso le quali costruire un’architettura po- L’organismo è nato nel 1973 quando i presidenti di
litico-finanziaria per il “governo” del mondo e Francia, Regno Unito, Repubblica Federale Tede-
contenere gli effetti perversi della globalizzazio- sca e Stati Uniti, costituirono il G4 nell’intento di
ne. Purtroppo la società umana è ancora troppo discutere la possibilità di dare ordine al sistema
lontana da traguardi di questo genere e si de- economico mondiale. Il gruppo si allargò subito
streggia tra gli organismi internazionali esisten- al Giappone, divenendo G5. Nel 1976, al suo se-
ti senza riuscire a dare risposte soddisfacenti. condo summit, divenne G7 con l’ingresso del Ca-
nada e dell’Italia e così rimase fino al 1997, quan-
L’ONU L’Organizzazione delle Nazione Unite è do si trasformò in G8 per l’ingresso della Russia.
l’organismo mondiale più rappresentativo di tut- Attualmente l’organismo sta subendo forti pres-
ti gli Stati. Negli oltre cinquant’anni di attività sioni affinché sia allargato a potenze emergenti
l’organizzazione si è guadagnata stima e presti- come Cina, India e Brasile.
gio internazionali. L’Assemblea generale è stata
la cassa di risonanza delle principali controversie
interetniche e tra Stati o dei grandi problemi del-
l’umanità: degrado ambientale, fame, AIDS, di-
ritti umani. Purtroppo alla sua capacità di elabo-
razione politica non ha corrisposto un’iniziativa
adeguata sul piano dell’azione concreta.

Il G8 Quest’organismo raccoglie i capi di


Stato e di governo di quelle che finora sono sta-
te le prime otto potenze mondiali. La sua fun- Una sessione di discussione tra i partecipanti
zione è quella di orientare i governi nazionali,
all’edizione 2009 del G8, tenutasi in Italia a L’Aquila.
dare linee d’azione e fissare princìpi di condot-
ta economica, ma non ha funzioni di governo
dell’economia né quelle di regolamentazione problemi nella bilancia dei pagamenti, la secon-
finanziaria. da concedere aiuti ai Paesi in via di sviluppo per
finanziare progetti di sviluppo.
Il Fondo Monetario e la Banca Mondiale Dalla loro istituzione sono intervenuti più vol-
Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca te durante le crisi per aiutare i Paesi più deboli,
Mondiale degli investimenti sono organismi di ma spesso le condizioni poste per concedere gli
solidarietà finanziaria internazionale nati du- aiuti, condizionati a una severa politica econo-
rante la seconda guerra mondiale. Il primo si mica, hanno provocato disordini sociali e un
propone di aiutare finanziariamente i Paesi con eccessivo sfruttamento delle risorse naturali.

Approfondire
e riflettere La responsabilità penale individuale
L’idea che gli individui possano essere internazionalmente per- Nel 1998 a Roma è stata istituita la Corte penale inter-
seguiti e condannati per gravi violazioni del diritto internaziona- nazionale permanente. Insediata a L’Aia (Paesi Bassi) nel
le è emersa più volte nel XX secolo e si è fatta più pressante 2002 è il primo organo giudiziario internazionale permanen-
con l’avanzare del processo di globalizzazione. te incaricato di giudicare i seguenti crimini:
In base a tale principio è attribuita agli individui la responsabi- • genocidio, cioè atti commessi con l’intento di distrugge-
lità per i crimini internazionali da loro stessi commessi anche re, in tutto o in parte un gruppo razziale, etnico, religioso,
se in qualità di organi di Stato. Questo principio si è affermato nazionale;
con il processo di Norimberga (1945-46), istituito per i crimini • crimini contro l’umanità, che comprendono assassinio,
di guerra commessi durante il secondo conflitto mondiale. sterminio, riduzione in schiavitù, deportazione, persecuzioni
Da allora altri tribunali sono nati e con gli stessi obiettivi: i per motivi religiosi o politici e altri atti inumani commessi
più importanti sono stati quello per la ex Iugoslavia e per il contro la popolazione civile;
Ruanda. Il primo è stato istituito per giudicare i reati inter- • crimini di guerra, che comprendono le violazioni del dirit-
nazionali perpetrati sul territorio dell’ex Iugoslavia durante la to internazionale di guerra sancita dalla Convenzione di Gi-
guerra scoppiata nel 1991; il secondo per i crimini commessi nevra del 1949, fra cui rientrano la privazione di un proces-
in Ruanda dalla popolazione hutu contro quella tutsi (1994). so equo, la tortura, i trattamenti inumani, la deportazione.

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Il sistema globale A

7 LE AZIONI PER UNO SVILUPPO EQUILIBRATO


Oltre agli organismi istituzionali, esistono sog- a promuovere lo sviluppo dei Paesi poveri, in
getti politici non governativi che, agendo a fa- modo da ridurne i ritardi.
vore dello sviluppo locale, offrono agli indivi-
dui l’opportunità di partecipare dal basso alla I microprogetti Sono progetti mirati con
global governante: sono le organizzazioni non cui molte ONG aiutano piccole comunità di
governative (ONG). villaggio a risolvere concreti problemi quo-
Sono organizzazioni private di vario tipo che tidiani creando condizioni di sviluppo umano
operano, con diverse modalità, nel campo del- e sociale. Possono consistere nella creazione di
la cooperazione allo sviluppo e della solidarietà strutture (scuole, pozzi, mulini), nella formazio-
internazionale. Il loro impegno a ridurre la mar- ne delle persone (alfabetizzazione, formazione
ginalizzazione delle aree più deboli è sempre più tecnica), nella promozione di soggetti economi-
prezioso, perché contrasta la crescita del divario ci (accesso delle donne al lavoro), ma tutti in
tra ricchi e poveri, che l’avanzare del processo di ogni caso agiscono per rendere le comunità au-
globalizzazione alimenta. Fra le ONG più impor- tonome e protagoniste della propria crescita.
tanti ricordiamo la Croce Rossa Internazionale,
Amnesty International, Medici senza frontiere, Il mercato equosolidale Il commercio equo-
Emergency, Caritas Internazionale. solidale ha lo scopo di attenuare gli effetti ne-
gativi delle leggi di mercato e sottrarre i pro-
duttori del Terzo Mondo allo strapotere delle
Promuovere lo sviluppo locale multinazionali.
La forza delle grandi imprese agroalimentari
Dal basso la global governance può essere soste- schiaccia verso il basso il prezzo delle materie
nuta attraverso l’adesione a iniziative orientate prime con grave danno per i produttori.

Senza l’intervento delle organizzazioni non governative


molte popolazioni dei Paesi poveri sarebbero prive
dei minimi servizi di base.

10

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La globalizzazione 1

Una banca
che concede
microprestiti
nel nord
dello Sr ı̄ Lanka.

Approfondire garanzie valide per potersi rivolgere al sistema


e riflettere La Tobin tax
bancario tradizionale.
Nel 1972 James Tobin (premio Nobel per l’economia nel 1981) L’entità degli importi concessi è molto piccola,
propose di istituire una tassa sulle speculazioni finanziarie in- la media è stata calcolata in 25 dollari, ma può
ternazionali. risolvere problemi vitali per piccoli agricoltori,
L’idea fa perno su un prelievo dello 0,1% sulle transazioni va- commercianti, artigiani, che possono salvare la
lutarie che si esauriscono nell’arco di sette giorni, mettendo in loro attività senza rivolgersi agli usurai. Contra-
evidenza il loro intento speculativo. Gli introiti sono destinati a riamente a quello che si potrebbe pensare, la re-
finalità internazionali, in primo luogo la promozione dello svilup- stituzione dei prestiti avviene quasi interamente:
po dei Paesi più poveri. una volta garantiti tassi di interesse equi e tempi
Per quanto molti esperti abbiamo apprezzato la proposta, attri- di rimborso ragionevoli, la sofferenza dei credi-
buendole anche la possibilità di prevenire le crisi svolgendo una tori non supera l’1-2%
funzione deterrente verso la speculazione finanziaria, la Tobin Il microcredito rimanda immediatamente alla
tax non è mai stata applicata. Grameen Bank (“la banca dei poveri”) nata in
Bangladesh da un’idea del premio Nobel per la
pace 2006 Mohammad Yunus. In seguito al suo
successo straordinario oggi la Grameen bank ha
Il commercio equosolidale ha due referenti. Da 12 000 dipendenti e 2,2 milioni di clienti.
un lato i piccoli produttori che vengono stimo-
lati ad associarsi per darsi aiuto reciproco e ga-
rantire produzioni certe, dall’altra gli acquiren-
La finanza etica
ti, costituiti da piccole società che si impegnano
ad acquistare a prezzi stabili e dignitosi, con la La finanza etica si riferisce all’operato di isti-
possibilità di concedere anticipi sulle vendite, in tuti finanziari che investono i loro capitali in
modo che i produttori possano sopperire a even- attività di natura sociale ed ecologicamente
tuali bisogni finanziari connessi alla gestione compatibili.
delle aziende senza ricorrere a prestiti a tassi da La banca etica garantisce la trasparenza degli
usura. Naturalmente, un ruolo importante svol- investimenti ed esclude i rapporti finanziari
ge anche il consumatore, che è disposto a paga- con quelle attività economiche che ostacolano
re il prodotto a un prezzo di mercato superiore, lo sviluppo umano e contribuiscono a violare i
in virtù della qualità e del suo valore etico. diritti fondamentali della persona, come la pro-
duzione e il commercio di armi, le produzioni
Il microcredito Il sistema del microcredito gravemente lesive della salute e dell’ambiente,
funziona con banche disposte a prestare picco- le attività che si fondano sullo sfruttamento dei
le somme di denaro a coloro che non hanno minori o sulla repressione delle libertà civili.

11

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Il sistema globale A

ESERCIZI
1. Indica quale tra le seguenti affermazioni è vera o falsa.
1. La globalizzazione produce effetti solo positivi. V F

2. L’“effetto domino” si riferisce al meccanismo di propagazione delle crisi economiche. V F

3. Le grandi potenze sono immuni dalle crisi che si verificano nelle economie periferiche. V F

4. La globalizzazione produce una compressione dello spazio e del tempo. V F

5. La globalizzazione coinvolge solo l’aspetto economico. V F

6. La globalizzazione è un fenomeno degli ultimi anni. V F

7. La Corte penale internazionale ha sede a L’Aia. V F

8. Con la globalizzazione la ricchezza cresce parallelamente alla crescita della povertà. V F

9. Dimensione e intensità sono gli elementi caratterizzanti delle globalizzazione. V F

10. Internet è un servizio in uso dal secondo dopoguerra. V F

11. Imprese globali e delocalizzazione sono imprescindibili. V F

12. Amnesty International è una ONG molto attiva. V F

13. Le banche etiche operano con modalità trasparenti. V F

14. Il commercio equosolidale favorisce i piccoli produttori. V F

15. La Grameen Bank concede prestiti dietro forti garanzie. V F

2. Indica per ogni quesito la risposta corretta.

1 “Finanziarizzazione dell’economia” significa che: b. l’assemblaggio di un prodotto finito avviene in fasi


successive distanti tra loro
a. si sono intensificate le fusioni tra i grandi istituti di credito
c. le diverse componenti di un prodotto finito sono
b. il valore delle transazioni finanziarie supera quello degli
fabbricate in Paesi diversi
scambi di beni
d. le multinazionali hanno più sedi
c. si sono allargati i mercati a tutti i livelli
d. la Borsa di New York può condizionare le piazze 5 La Corte penale internazionale permanente non è
finanziarie di tutto il mondo
competente per i reati di:
2 La maggiore interdipendenza dei mercati è a. genocidio
riconducibile: b. crimini contro l’umanità
a. alla nascita delle organizzazioni economiche c. crimini di guerra
b. alla crescita delle loro dimensioni d. terrorismo
c. all’aumento della velocità dei trasporti
6 L’attività delle ONG è orientata a:
d. all’elevato livello di integrazione delle economie nazionali
a. promuovere lo sviluppo locale
3 L’impresa globale: b. costruire grandi infrastrutture
a. ha una struttura fortemente gerarchizzata c. reperire capitali per aiutare i Paesi poveri
b. accentra la produzione d. sensibilizzare le istituzione sui problemi
del Terzo Mondo
c. ha una struttura produttiva reticolare
d. decentra le funzioni di controllo

4 La globalizzazione crea prodotti senza


nazionalità perché:
a. non è possibile identificare la provenienza di un prodotto

12

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L’asia occidentale 1

2 Il rapporto
Nord-Sud

Idee guida
Il mondo attuale presenta un drammatico divario
tra Paesi ricchi e Paesi poveri: appena 1/5 della
popolazione mondiale fa parte dei primi e consuma
i 4/5 delle risorse del pianeta, che in gran parte
provengono dai Paesi poveri.
Uno squilibrio analogo manifesta il reddito pro-capite:
nei Paesi sviluppati esso supera i 35 000 dollari a Nodi concettuali
fronte di valori medi inferiori ai 300 dollari nei Paesi
meno avanzati. 1 Gli squilibri del mondo attuale

Le cause principali degli squilibri del mondo attuale 2 Alle origini del sottosviluppo
sono da ricercare nell’assetto geopolitico che si è 3 Le caratteristiche
venuto a delineare tra il XVI e il XIX secolo con il del sottosviluppo
colonialismo e l’egemonia europea sul mondo intero.
4 La difficile via dello sviluppo
Il processo di decolonizzazione avvenuto nel XX secolo
ha ridato l’indipendenza ai Paesi, tuttavia i ritardi
accumulati nello sviluppo hanno rappresentato un serio
ostacolo al decollo delle loro economie.
La struttura socio-economica dei Paesi poveri rivela
alcuni tratti comuni: elevata crescita demografica,
analfabetismo diffuso, carenze socio-sanitarie,
squilibri sociali, agricoltura scarsamente produttiva,
industrializzazione limitata e ipertrofia del terziario.
Le politiche messe in atto dai Paesi per far decollare
le loro economie hanno avuto esiti discontinui e
frammentari; lo scambio ineguale e il peso del debito
sono tra i fattori che maggiormente pesano sulle
possibilità di sviluppo.

13

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Il sistema globale A

1 GLI SQUILIBRI DEL MONDO ATTUALE


L’economia mondiale presenta un’enorme di- 300 dollari. A completare il quadro delle disu-
suguaglianza tra Paesi ricchi e Paesi poveri. guaglianze c’è la loro tendenza ad aumentare
Sebbene questa classificazione schematizzi una nel tempo anziché a ridursi, come dimostra il
realtà più articolata, non di meno accanto a un divario tra il livello di reddito tra i 20 Paesi più
gruppo numericamente ristretto di Paesi ricchi, ricchi e i 20 Paesi più poveri, che è passato da
industrializzati e con elevato tenore di vita, esi- 30:1 negli anni Sessanta del secolo scorso fino
ste un gran numero di Paesi poveri, in cui spesso all’attuale 80:1.
non è garantita nemmeno la sopravvivenza.
Tante disuguaglianze
I dati della disuguaglianza
Se il divario tra Paesi ricchi e poveri è il dato
Nei Paesi avanzati vive circa 1/5 della popola- più macroscopico della geopolitica del mondo
zione mondiale, che consuma i 4/5 di tutte attuale, non bisogna dimenticare che enormi
le risorse del pianeta. Gli altri 4/5 vivono nei differenze economiche esistono anche all’interno
Paesi poveri dell’America, dell’Asia e dell’Africa, dei singoli Paesi.
consumando poco più di 1/5 delle ricchezze
della Terra, benché dal loro sottosuolo proven-
ga la maggior parte delle materie prime non Il rapporto PIL/popolazione (2007)
rinnovabili. Dei 54 312 miliardi di dollari di PIL
globale nel 2007, 39 131 sono stati prodotti nei Area PIL Popolazione
Paesi industrializzati e i restanti 15 281 in quel- geografica (%) (%)
li del Sud, pur rappresentando questi ultimi
circa l’80% della popolazione mondiale. Anche Paesi industrializzati 56,4 15,3
il reddito pro-capite rivela un analogo divario: Asia* 20,1 52,6
a fronte di una media di 35 780 dollari nei
America latina 8,3 8,6
Paesi ricchi nel 2007, il reddito individuale dei
Paesi poveri nello stesso anno non superava i Europa orientale** 8,6 7,1
2500 dollari, con punte minime inferiori ai Medio Oriente 3,8 3,7
Africa 3,0 12,8
* Escluse Corea del Sud, Hong Kong, Singapore, Taiwan.
** Escluse Russia, CSI, Turchia.
La disparità nei consumi

Consumo di carne Lo sviluppo umano


Primi 5 Paesi kg pro-capite Ultimi 5 Paesi kg pro-capite non cresce per tutti
USA 119 India 4 Lo sviluppo umano non cresce per tutti
Nuova Zelanda 119 Guinea 4 1

Cipro 108 Malawi 4 Ocse


alto reddito
Australia 107 Burundi 4 0,9

Austria 105 Bangladesh 3 Europa centrale,


orientale e CSI
0,8
Servizi telefonici America latina
e Caraibi
Primi 5 Paesi Linee per Ultimi 5 Paesi Linee per 0,7
1000 abitanti 1000 abitanti Asia orientale
e Pacifico
Svizzera 669 Burundi 4,0 0,6

Islanda 660 Congo 4,0 Asia


meridionale
Stati Arabi
Germania 659 Niger 2,0 0,5
Africa Subsahariana
Canada 645 Ciad 1,0
0,4
Taiwan 636 Rep. Dem. 0,2 1975 1985 1995 2004
del Congo

14

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Il rapporto Nord-Sud 2

Popolazione e reddito Libri pubblicati Diffusione dei quotidiani Iscrizioni all’università


100 100
Popolazione Reddito 100
ABC
23% Nord

Paesi 47,4 15,5


9,6 industrializzati ABC
Paesi
85% industrializzati
Paesi
industrializzati

77% Paesi 6,7 Paesi Paesi


3,7 in via di in via di 4,4 in via di
ABC

sviluppo sviluppo sviluppo


Paesi Paesi Paesi
Sud 15% a sviluppo a sviluppo a sviluppo
minimo minimo minimo

I divari all’interno dei Paesi Quando si usa la


denominazione “Paesi poveri” ci si riferisce alla
condizione in cui versa l’insieme dell’economia
nazionale e la maggioranza della popolazione
di un Paese, ma questo non impedisce a una
ristretta élite di disporre di enormi ricchezze
e condurre una vita privilegiata.
Lo stesso accade nei Paesi sviluppati, sebbene
in proporzioni inverse. Qui, infatti, la stragran-
de maggioranza degli abitanti può accedere ai
servizi essenziali e condurre un livello di vita
dignitoso, ma una parte ne rimane esclusa e
vive sotto il livello di povertà.

I divari tra Paesi I divari esistono anche tra


i Paesi appartenenti allo stesso insieme. Così,
analizzando i Paesi ricchi, risulta immediata-
mente evidente che non tutti si collocano sul-
lo stesso livello di sviluppo e che presentano
divari economici anche notevoli. Dal canto
loro i Paesi poveri fanno registrare livelli di-
somogenei di povertà e di accesso ai servizi e,
anche in questo caso, le diversità sono aumen-
tate nel tempo.

Le analogie Nel corso degli anni alcuni


Paesi sono stati in grado di attivare dinamiche
che, pur attraverso difficoltà e contraddizioni,
hanno promosso un processo di crescita eco-
nomica e migliorato le condizioni sociali; altri,
invece, continuano a trascinarsi in una situa-
zione di disperata arretratezza. Tuttavia restano
alcuni denominatori comuni che è importan-
te evidenziare, perché chiariscono le principali
caratteristiche con cui il Sud si presenta sulla
scena mondiale.

Grandi ed eleganti magazzini offrono ogni tipo di merce


alla facoltosa clientela dei Paesi ricchi.

15

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Il sistema globale A

2 ALLE ORIGINI DEL SOTTOSVILUPPO


L’influenza del colonialismo L’indipendenza
Le cause che hanno dato origine agli attuali diva- Una volta raggiunta l’indipendenza, in seguito
ri sono diverse. Sicuramente il saccheggio delle a un processo che per la maggior delle colonie
materie prime agricole o minerarie, nonché l’or- avvenne nel XX secolo, non fu più possibile
ganizzazione economica delle colonie in funzio- riprendere i percorsi originari bruscamente in-
ne degli interessi della madrepatria, risultarono terrotte. I ritardi di sviluppo umano e tecnico
determinanti nel favorire lo sviluppo delle poten- accumulato dai Paesi colonizzati erano lo spec-
ze coloniali e costituirono la causa principale del- chio della superiorità raggiunta dai coloniz-
l’arretratezza dei Paesi sottomessi. Questi ultimi zatori in questi campi, per cui alle economie
restarono così relegati a una funzione marginale marginali, ancora una volta, non restavano
e periferica rispetto a un’economia “centrale” altri spazi sul mercato se non quelli di fornitri-
che si espandeva. ci di materie prime. Si apriva così l’epoca degli
Prima dell’arrivo degli Occidentali ogni società Stati indipendenti e degli squilibri socio-eco-
aveva un proprio sistema socio-economico ed nomici del mondo contemporaneo.
era inserita nel contesto locale con rapporti di Al mantenimento di questi squilibri hanno poi
produzione e di scambio con le realtà vicine. Gli contribuito i governi post-coloniali.
Europei ruppero questi equilibri imponendo il Spesso, dopo il raggiungimento dell’indipen-
modello di produzione capitalistica, con le sue denza, si assistette all’affermarsi di forme di
regole economiche e i suoi valori sociali. Tutto governo autoritarie, con forti ingerenze degli
fu privatizzato e il sistema di produzione orga- eserciti nella vita civile. L’insofferenza delle
nizzato in funzione della subordinazione delle stesse popolazioni ai tempi lunghi della de-
colonie agli interessi della madrepatria. mocrazia, le divisioni tribali, ma soprattutto
Qualunque fosse il precedente livello delle loro la corruzione e la difesa dei propri privilegi da
economie, tutte le colonie divennero fornitrici parte delle classi dominanti, hanno permesso
di materie prime, queste venivano esportate la sopravvivenza di governi dittatoriali che
nella madrepatria, dove venivano lavorate e tra- hanno represso ogni forma di dissenso e nega-
sformate in prodotti finiti per essere venduti nel- to ai cittadini i più elementari diritti politici e
le colonie stesse in regime di monopolio. civili. Solo in pochi casi si è assistito alla cre-
La rete dei trasporti venne sviluppata in relazio- scita di una borghesia autoctona che ha preso
ne alla commercializzazione dei prodotti: strade in mano le sorti dell’economia e ha promosso
e ferrovie misero in comunicazione le regioni con successo lo sviluppo. In molti casi, il ritar-
interne, dove si producevano le materie prime, do e la subordinazione dalle nazioni sviluppate
e la costa, da dove queste partivano alla volta sono rimasti tali, manifestando addirittura la
dell’Europa. Si determinarono così reti viarie tendenza a crescere.
costituite da tanti tronchi non interconnessi, as-
solutamente inutili per lo sviluppo autonomo e
integrato del territorio.
Un curioso esempio di colonialismo culturale: il cricket.
Inventato in Inghilterra nel XVI secolo, il gioco è pressoché
sconosciuto in Europa, ma estremamente popolare nelle ex
colonie inglesi, dove venne introdotto nel XIX secolo.
Oggi, in India e Pakistan gode dello status di sport nazionale.

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Il rapporto Nord-Sud 2

3 LE CARATTERISTICHE DEL SOTTOSVILUPPO


persone non sono sufficientemente alimentate
La crescita demografica o soffrono la fame. La malnutrizione provoca
conseguenze drammatiche: frena lo svilup-
Nell’insieme dei Paesi del Sud la crescita demo- po fisico, diminuisce la capacità di lavoro e la
grafica procede a ritmi elevatissimi: nei Paesi resistenza alle malattie. Le carenze alimentari
meno sviluppati il tasso oscilla tra il 2% e il 3%, durante la gestazione e i primi mesi di vita cau-
con punte superiori al 4% e la popolazione rad- sano danni irreversibili nello sviluppo mentale
doppia nell’arco di una generazione; nei Paesi a e fisico del bambino.
sviluppo medio il tasso oscilla tra l’1,4% e il 2%,
un valore ancora molto lontano dai Paesi svilup-
pati, il cui tasso oscilla tra il –0,4% e lo 0,6%.
L’analfabetismo
La composizione della popolazione è caratteriz-
zata da un elevato numero di giovani e da una L’analfabetismo è molto diffuso nei Paesi più
minore consistenza numerica di anziani, men- poveri, dove investe percentuali elevate di
tre la speranza media di vita si mantiene bassa a popolazione. Anche nei Paesi dove capillari
causa dell’elevata mortalità infantile. Numerosi campagne di alfabetizzazione hanno avuto
governi hanno promosso campagne per il con- successo e la percentuale di chi non sa leggere
trollo delle nascite, ottenendo spesso risultati e scrivere è scesa sotto il 50%, il livello medio
inferiori alle aspettative. Il fatto non è sorpren- di istruzione resta decisamente basso sia quali-
dente, se si pensa che nelle società rurali povere tativamente, sia per numero di anni di scuola
e in agricolture di sussistenza, come quelle del frequentati e, pertanto, inadeguato a formare
Sud, l’impiego della forza fisica resta insostitui- il capitale umano necessario per innescare e
bile e i figli rappresentano una risorsa preziosa alimentare lo sviluppo economico.
per il lavoro nei campi. Proprio lo sviluppo eco-
nomico è il deterrente migliore all’incremento
demografico, come dimostrano tutte le società
Le carenze sanitarie
avanzate; quello stesso sviluppo economico che
la crescita demografica contribuisce a frenare. La condizione sanitaria, malgrado gli indubbi
progressi registrati, continua a presentare ca-
renze allarmanti.
La sottoalimentazione L’igiene poco curata, le forme di profilassi
ancora inadeguate, la carenza di fognature,
Un’altra caratteristica del Sud del mondo è la le abitazioni sprovviste di acqua corrente e
sottoalimentazione. Le carestie del passato, di servizi igienici aggravano la situazione. Si
causa di vere e proprie stragi, sono state so- calcola che circa 1,3 miliardi di persone non
stituite dalla denutrizione: oltre 2 miliardi di abbiano ancora l’accesso all’acqua potabile e

La popolazione mondiale per classi di età

Paesi più giovani vecchi


Paesi più giovani
Paesi % < 15 anni % > 60 anni Paesi % < 15 anni % > 60 anni
Burkina Faso 49,3 5,6 Giappone 13,5 28,3
Mali 48,2 4,8 Italia 14,1 25,4
Rep. Dem. del Congo 47,6 4,1 Svezia 16,8 24,3
Malawi 47,5 4,4 Grecia 14,3 23,9
Ciad 47,3 4,6 Bulgaria 13,4 23,3
Congo 46,3 4,3 Finlandia 16,9 23,1
Burundi 46,2 3,9 Belgio 16,4 22,9
Zambia 45,7 3,7 Austria 15,5 22,2
Mauritania 45,5 3,6 Portogallo 15,5 22,1
Sierra Leone 44,7 5,0 Croazia 15,7 22,0

17

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Il sistema globale A

2,5 miliardi non dispongano di infrastrutture


igieniche di base. Medici e ospedali non riesco-
no a supplire alle reali necessità, mentre alcune
malattie, già debellate o sotto controllo, ten-
dono a diffondersi di nuovo e malattie come
tubercolosi, malaria, tifo, colera, continuano a
India: in un quartiere mietere vittime.
di baracche una donna
indiana dorme su un
mucchio di coperte. L’agricoltura scarsamente
produttiva
Nel Sud del mondo l’agricoltura è l’attività pre-
valente di molta parte della popolazione, che da
questa ricava il necessario per vivere. Si tratta
di agricoltura di sussistenza, che non ha ac-
cesso ai mercati ed esaurisce la sue produzioni
nell’autoconsumo.Viene praticata con metodi
tradizionali e solo l’impiego di animali spezza
talvolta un quadro lavorativo fatto esclusiva-
mente di una manualità accompagnata dall’uso
di strumenti primitivi come il bastone, la zappa
e, raramente, l’aratro in ferro.
Anche le forme di proprietà della terra vanno
annoverate tra le variabili che concorrono a
frenare i progressi agricoli nel Sud del mondo.
Dominano i grandi latifondi, concentrati
nelle mani di pochi proprietari che, con la so-
la eccezione delle aree a piantagione, trascura-
no qualsiasi innovazione, mentre il resto del
suolo è frazionato in una miriade di minifon-
di troppo piccoli per garantire il necessario
alle famiglie contadine lavoratrici.

La denutrizione del mondo

Asia
America Europa
settentrionale

Africa

Equatore

America
meridionale

Oceania
Percentuale della popolazione denutrita
dal 5 al 10
dal 10 al 30
dal 30 a più del 50

18

0060.M01U02.indd 18 07/12/09 17:38


Il rapporto Nord-Sud 2

vengono pagati modesti salari, mentre i suoli


Dalla scuola primaria all’università: agrari, eccessivamente sfruttati, sono frequen-
il divario delle opportunità si allarga temente soggetti all’esaurimento.
La crescente richiesta sul mercato internaziona-
le di prodotti tropicali spinge verso l’estensio-
Tasso di scolarità, 2004 (%)
100 ne delle aree a piantagione, a danno dell’agri-
coltura di sussistenza e di chi la pratica.
90 Finlandia

80 Un’industrializzazione limitata
70

La schiacciante concorrenza dei prodotti prove-


60
nienti dai Paesi sviluppati e l’insufficiente do-
Giappone
50 manda interna, dovuta al basso potere d’acqui-
sto della popolazione, determinano uno scarso
40 sviluppo industriale del Sud del mondo.
30
Alcune economie hanno sperimentato negli
ultimi anni una certa crescita industriale, pro-
20 mossa dalle rispettive borghesie nazionali e
Vietnam
soprattutto dal capitale straniero, attraverso
10
Bangladesh grandi imprese multinazionali che sfruttano la
Mozambico disponibilità di manodopera a basso costo.
0
Scolarità netta a
livello primario
Scolarità netta a
livello secondario
Scolarità lorda a
livello terziario
Il Nord tende a ridefinire i propri assetti, privi-
legiando le produzioni ad alta tecnologia e la
ricerca scientifica, mentre trasferisce nel Sud
quelle dell’industria tradizionale, o che richie-
dono un know-how sufficientemente maturo,
La piantagione è l’altra forma di agricoltura da poter essere realizzate laggiù con sistemi di
dei Paesi poveri che permane accanto a quella produzione di massa.
di sussistenza. È essenzialmente un’attività
commerciale e speculativa che sfrutta i bassi
costi della terra e della manodopera locale per
L’ipertrofia del terziario
mettere a coltura immensi territori ed esportare
i prodotti ottenuti. Un ulteriore sintomo di malessere economico è
Le piantagioni appartengono quasi tutte a costituito dallo sviluppo abnorme del settore
società straniere che riportano in patria i pro- terziario, che spesso impiega un numero di ad-
fitti realizzati; ai lavoratori indigeni, invece, detti superiore a quello dell’industria.

La divergenza globale nella mortalità infantile

Divergenza globale nella mortalità infantile


Mortalità dei bambini sotto i cinque anni d’età per 1000 nati vivi (OCSE alto reddito = 1)

28
1980 2004
24
20
16
12
8
4
0
Africa Africa Stati arabi America Asia Europa Mondo
subsahariana meridionale Latina e orientale e centrale,
Caraibi Pacifico orientale e CSI
Fonte:Banca mondiale 2006

19

0060.M01U02.indd 19 09/12/09 11:07


Il sistema globale A

Nel Sud del mondo il terziario è composto solo


La crescita del reddito pro-capite marginalmente di attività qualificate (legate
dal 1960 al 2007 prevalentemente a società straniere) e si artico-
la in mille occupazioni dequalificate, soffrendo
18
K
18
K
così di ipertrofia e inefficienza: è un terziario
30
ingigantito dalla elefantiaca burocrazia statale,
28
$ 35 780 dall’esercito e dalla miriade di piccoli commer-
Paesi
sviluppati ci e servizi cui si dedica una popolazione priva
26 di alternative. Dietro il settore dei servizi si
nasconde, di fatto, una disoccupazione o una
24
sottoccupazione cronica.
22

20 Gli squilibri sociali


18
Nei Paesi sottosviluppati la ricchezza è forte-
16 18
K
mente concentrata nelle mani di pochi privile-
giati che possiedono immense fortune, mentre
14
la maggioranza della popolazione vive in condi-
12
$ 3.800 zioni precarie.La scarsa consistenza dei ceti medi
rende più netta questa divisione ed evidenzia
10 maggiormente gli squilibri.
La piccola schiera di privilegiati comprende i
8 $ 5845
Paesi in via grandi proprietari terrieri, la borghesia indu-
6 di sviluppo striale di recente formazione, i quadri dirigenti,
$ $ gli alti funzionari, i politici; ceti dotati di redditi
4
$ elevati e di standard di vita paragonabili a quelli
$ $
2
esistenti nel mondo sviluppato. I divari sono
$ $ 1328 tali perché un ristretto gruppo di ricchi detiene
$ 560 $ $
0
1960 1970 1980 1990 2000 2007
ogni forma di potere politico, culturale, sociale,
$ 199 Paesi
meno economico sulla maggioranza della popolazione
migliaia di $ avanzati e tende a conservarlo con qualsiasi mezzo a sua
disposizione.

In molti paesi gli squilibri sociali sono drammaticamente


ev
evid
evidenti
iden
entiti e vvis
visibili,
isib
ibilili,i, ccom
come
omee qu
ques
queste
este
te ppovere
overe baracche sullo sfondo
dei moderni edifici di Altamira in Brasile.

20

0060.M01U02.indd 20 07/12/09 17:38


Il rapporto Nord-Sud 2

4 LA DIFFICILE VIA DELLO SVILUPPO


Il sottosviluppo può essere rappresentato come un commerciali tra i Paesi del Nord e quelli del Sud
circolo vizioso in cui causa e effetto si alternano sono regolati, quindi, da uno scambio ineguale,
scambiandosi i ruoli. La crescita demografica, per determinato dal diverso grado di sviluppo econo-
esempio, assorbe qualsiasi incremento delle pro- mico e tecnologico fra i due gruppi di Paesi.
duzioni agricole; per questo motivo non si forma-
no eccedenze da destinare al mercato e non ven-
gono accumulati capitali da investire in migliorie
Il peso del debito
tecniche. La manodopera resta così indispensabile
per il lavoro nei campi e la popolazione continua Vendere a prezzi bassi e acquistare a prezzi alti im-
a crescere. Fra i circoli viziosi che ostacolano il de- pedisce ai Paesi poveri di accumulare capitale e li
collo economico gioco un ruolo di primo piano il obbliga a ricorrere a prestiti esterni per finanziare
commercio internazionale. le loro politiche di sviluppo.
Negli anni Settanta del secolo scorso le banche
occidentali offrivano prestiti a tassi d’interesse
Lo scambio ineguale molto bassi, perché erano dotate di capitali esube-
ranti, soprattutto per l’afflusso di petrodollari, che
Al commercio internazionale i Paesi poveri pos- non potevano essere investiti nei Paesi industria-
sono contribuire con scambi poco diversificati, la lizzati colpiti dalla crisi economica di quegli anni.
composizione merceologica delle loro esportazio- In questo modo furono messe in moto enormi ri-
ni è infatti dominata dalle materie prime. sorse per l’industrializzazione del Sud e questo si
I manufatti hanno un valore di mercato decisa- trasformò in un mercato di sbocco per la tecnolo-
mente superiore a quello delle materie prime: il gia del Nord. Molti Paesi del Sud accesero prestiti:
loro prezzo comprende lavorazioni che si avvalgo- in dieci anni dal 1971 al 1981, il debito estero del
no di tecnici, impianti e tecnologie avanzate, per Terzo Mondo passò da 87 a 465 miliardi di dollari.
cui il loro costo cresce molto rapidamente. Poiché Negli anni Ottanta, però, questa disponibilità fi-
il valore delle materie prime è dunque inferiore nanziaria cessò, contemporaneamente alla cadu-
a quello dei prodotti industriali, ne scaturiscono ta del prezzo delle materie prime. Il conseguente
ragioni di scambio negative per i Paesi del Sud del aumento dei tassi d’interesse sui debiti contratti
mondo, costretti a vendere quantità sempre mag- e la diminuzione del valore delle esportazioni di
giori di materie prime per procurarsi i manufatti materie prime, misero in crisi le economie del Ter-
d’importazione di cui hanno bisogno. I rapporti zo Mondo. L’aggravio fu così pesante da rendere

I locali di una conceria a Ranipet, in


India. Molte ex colonie mantengono rapporti
commerciali con l’ex madrepatria esportando
prodotti semilavorati e grezzi proprio nel Paese
un tempo dominatore.
21

0060.M01U02.indd 21 07/12/09 17:38


Il sistema globale A

spesso impossibile far fronte anche al pagamento Debito e aiuti


dei soli interessi che, andandosi ad accumulare al
capitale da restituire, innescò una spirale perver- La somma complessiva che il mondo sviluppato
sa che in pochi anni ha ingigantito oltremisura il destina in modo stabile al Terzo Mondo come
debito: nel 1991 questi era salito a 1500 miliardi aiuto allo sviluppo è inferiore a quella che questo
di dollari e nel 2006 ha superato i 3000 miliardi paga per onorare il servizio del debito contratto
dollari. Il servizio del debito (capitale più interessi) con gli organismi dello stesso mondo sviluppato.
costa al Terzo Mondo 16 miliardi di dollari all’an-
no e assorbe risorse che potrebbero essere investite
produttivamente. Da più parti e in tempi diversi si
sono levate voci per il suo annullamento, ma poco do impone sono ispirati a una logica restrittiva e
o niente è stato realizzato in questo campo. liberista: riduzione della spesa pubblica, svaluta-
zione della moneta, abolizione delle tariffe do-
Le politiche degli organismi ganali, privatizzazione delle imprese statali, con-
internazionali trollo dei redditi. Queste condizioni si traducono
in sacrifici per la popolazione: diminuzione dei
salari, licenziamenti nel settore pubblico, taglio
Il Fondo Monetario Internazionale Quan- delle spese sociali, forti ridimensionamenti del-
do hanno dovuto affrontare crisi profonde con il l’assistenza sociale, della sanità e dell’istruzione.
rischio di insolvenza verso i creditori internazio- Per le conseguenze negative indotte dall’applica-
nali, molti Paesi sono ricorsi all’aiuto del Fondo zione dei piani di aggiustamento, l’azione del FMI
Monetario Internazionale (FMI), chiedendo pre- è stata contesta a più riprese dai Paesi interessati
stiti e finanziamenti. Fedele al suo statuto il Fondo e da molti organismi internazionali, per cui oggi
è intervenuto, ma le condizioni che ha posto per si mostra più attenta a cercare soluzioni per cui la
concedere i prestiti hanno spesso creato problemi restituzione del debito non impedisca lo sviluppo
sociali di non poco conto. dei Paesi indebitati. Talvolta si è trovato un accor-
do per il quale una parte del debito è stata con-
I vincoli al prestito Il prestito è una con- donata sotto la condizione che il Paese investisse
cessione rateale vincolata all’accettazione di un la somma in azioni dirette al miglioramento delle
“programma di aggiustamento strutturale” che condizioni sociali.
indica dettagliatamente gli interventi di politica
economica da seguire. L’erogazione delle rate è Gli altri organismi Insieme al Fondo Moneta-
subordinata all’adempimento del programma nei rio Internazionale interviene la Banca Mondiale,
tempi e nei modi concordati. I rimedi che il Fon- un organismo nato per promuovere programmi

Il peso del debito sullo sviluppo:


il debito estero come % del PIL (2006)
Paesi % del PIL Paesi % del PIL Paesi % del PIL
Liberia 674 Costa d’Avorio 82 Israele 61
Guinea-Bissau 169 Lituania 79 Turchia 61
Lettonia 135 Panamá 77 Mauritania 60
Kazakistan 132 Bulgaria 74 Giordania 58
Rep. Dem. del Congo 130 Togo 74 Romania 58
Burundi 119 Nicaragua 72 Slovacchia 58
Libano 116 Guinea 71 Ucraina 58
Zimbabwe 110 Kirghizistan 71 Rep. Centrafricana 57
Gambia 108 Myanmar 70 Filippine 57
Congo 104 Sudan 69 Slovenia 56
Ungheria 100 Argentina 68 El Salvador 55
Giamaica 99 Tunisia 66 Ecuador 52
Croazia 93 Uruguay 66 Eritrea 52
Laos 87 Moldova 65 Serbia 52
Sierra Leone 83 Gabon 64

22

0060.M01U02.indd 22 07/12/09 17:38


Il rapporto Nord-Sud 2

Gli aiuti allo sviluppo:


i maggiori donatori (% del PIL, 2006)
Paesi % del PIL Paesi % del PIL Paesi % del PIL
Svezia 1,03 Francia 0,47 Giappone 0,26
Norvegia 0,88 Irlanda 0,46 Nuova Zelanda 0,25
Paesi Bassi 0,82 Svizzera 0,43 Italia 0,20
Danimarca 0,81 Finlandia 0,40 Portogallo 0,20
Lussemburgo 0,70 Germania 0,36 Emirati Arabi Uniti 0,19
Arabia Saudita 0,60 Spagna 0,31 Turchia 0,18
Regno Unito 0,52 Canada 0,29 Stati Uniti 0,18
Belgio 0,50 Australia 0,27 Kuwait 0,15
Austria 0,47 Islanda 0,26

di sviluppo del Terzo Mondo, ma che di fatto svol- delle organizzazioni non governative (ONG).
ge un ruolo analogo e di supporto al FMI. Queste non seguono programmi di grandi di-
mensioni ma lavorano a diretto contatto con le
comunità locali, seguendo progetti autocentranti
Gli aiuti allo sviluppo che si prefiggono obiettivi di valorizzazione delle
risorse locali.
La situazione di difficoltà in cui versa il Sud del
mondo ha promosso aiuti provenienti dal Nord
diretti al miglioramento delle condizioni econo-
Glossario
miche e sociali. Complessivamente questi aiuti ragioni di scambio Si definisce in questo modo il
non hanno mai raggiunto entità tali da incidere rapporto tra la variazione dei prezzi all’esportazione e la variazione
significativamente sulla realtà locale e solo cin- dei prezzi all’importazione in un determinato intervallo di tempo.
que Paesi hanno rispettato la quota minima dello petrodollari Proventi derivati dalla vendita di petro-
0,70% del PIL, che l’assemblea delle Nazioni Unite lio greggio che viene pagato in dollari.
ha indicato ai Paesi sviluppati per l’aiuto al Terzo
Mondo. La comunità internazionale si mostra più servizio del debito Con questo termine si intende
generosa al verificarsi di disastri come terremoti, la corresponsione al creditore dei pagamenti (comprensivi della
tsunami o emergenze da conflitti, nei quali in- quota di interessi) destinati al rimborso di un debito che si è con-
terviene in modo consistente con aiuti di natura tratto con esso.
umanitaria. Nell’ambito della cooperazione allo
sviluppo ha assunto particolare rilievo l’opera

Gli abitanti
di un villaggio
indiano si
riforniscono a un
pozzo d’acqua
costruito con
l’aiuto di
una ONG.

23

0060.M01U02.indd 23 07/12/09 17:38


Il sistema globale A

ESERCIZI
1. Indica quale tra le seguenti affermazioni è vera o falsa.
1. La povertà è un problema che riguarda solo il Sud del mondo. V F

2. Fra i Paesi del Sud del mondo sono presenti diversi livelli di sviluppo. V F

3. Lo sviluppo economico fa aumentare le nascite. V F

4. La fame nel Sud del mondo è anche frutto degli squilibri nella proprietà della terra. V F

5. L’industria del Terzo Mondo è a elevata intensità di capitale. V F

6. L’agricoltura di sussistenza prevede il lavoro di poche persone. V F

7. Il debbio è un prodotto di piantagione. V F

8. La piantagione provoca l’esaurimento dei suoli. V F

9. Nel Sud del mondo il valore degli addetti al terziario è relativamente elevato. V F

10. I latifondi sono molto produttivi. V F

11. I divari sociali sono più elevati nel Nord del mondo rispetto al Sud. V F

12. Il modello economico coloniale determina il rapporto centro-periferia. V F

13. Le ricette economiche del FMI sono sostanzialmente liberiste. V F

14. Gli effetti dei “programmi di aggiustamento strutturale” sono sempre positivi. V F

15. Il debito internazionale non pesa sulle possibilità di sviluppo dei Paesi indebitati. V F

2. Indica per ogni quesito la risposta corretta.


1 La divisione tra il Nord e il Sud del mondo è 5 Nel Terzo Mondo l’elevato numero di addetti al
stabilita sulla base: terziario è dovuto:
a. degli indicatori economici e sociali a. al peso della burocrazia statale e ai piccoli commerci
b. dell’ordinamento dello Stato b. all’espansione dei servizi sociali
c. della data di indipendenza c. allo sviluppo del turismo
d. della posizione geografica d. all’incontrollata crescita urbana

2 Nell’agricoltura di sussistenza le produzioni sono 6 Le origini del sottosviluppo sono da ricercare:


destinate: a. nella carenza di risorse naturali
a. al mercato interno b. nei rapporti coloniali
b. all’esportazione c. nella carenza di infrastrutture
c. al consumo familiare d. nella debole vocazione all’industrializzazione
d. al baratto

3 I prodotti di piantagione sono destinati:

a. al mercato interno
b. all’esportazione
c. al consumo familiare
d. al baratto

4 L’agricoltura di piantagione è dannosa perché:

a. esaurisce i suoli
b. sottrae forza lavoro all’agricoltura di sussistenza
c. sottrae investimenti ad altri settori
d. non è meccanizzata

24

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Esercizi di fine modulo

ESERCIZI FINE MODULO


1. Completa le frasi utilizzando i termini posti alla fine dell’esercizio.
1. I principali NIC si trovano nell’area del .......................................................................................... .
2. La Banca Mondiale promuove ...................................................................................................... .
3. Nei Paesi del Sud del mondo il terziario è spesso .......................................................................... .
4. La seconda fase dei diritti è stata quella dei diritti ........................................................................... .
5. La WTO è un fattore di allargamento dei ....................................................................................... .
6. A livello politico la globalizzazione mette in crisi lo .......................................................................... .
7. Negli eserciti aumenta il numero dei ............................................................................................... .
8. La pace si realizza su condizioni di ................................................................................................ .
9. I microprogetti promuovono lo ...................................................................................................... .
10. Sul piano culturale la globalizzazione produce ................................................................................ .
11. L’ONU ha indicato la quota minima dello 0,70% del PIL per ........................................................... .
12. La violenza sulle donne avviene perlopiù in ambito ......................................................................... .
13. Un nuovo tipo di profughi saranno quelli costretti a emigrare per questioni ...................................... .
14. Lo scambio ineguale è determinato dal diverso livello di ................................................................. .
15. La globalizzazione non riduce i ...................................................................................................... .
16. Gandhi è stato fautore della .......................................................................................................... .
17. L’industria nel Sud del mondo ha uno sviluppo .............................................................................. .
18. Un motivo di tensione tra Stati confinanti è lo sfruttamento dell’ ...................................................... .
19. L’industria delle armi non teme le .................................................................................................. .
20. Tutti gli uomini nascono liberi ed eguali in ....................................................................................... .
limitato – equità e giustizia – sviluppo – dignità e diritti – l’omologazione dei comportamenti
– l’aiuto allo sviluppo – sociali – mercenari – di clima – programmi di sviluppo – crisi economiche
– mercati – divari – Pacifico – ipertrofico – non violenza – Stato-nazione – sviluppo locale
– familiare – acqua

2. Scrivi una definizione per ognuno dei seguenti concetti.


1. Terzo Mondo
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................

2. globalizzazione
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................

3. scambio ineguale
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................
Segue
49

0080.M01U04.indd 49 07/12/09 09:28


Il sistema globale A

2. Continua

4. finanziarizzazione dell’economia
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................

5. ONU
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................

6. NIC
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................
.....................................................................................................................................................

3. Completa il seguente schema inserendo i diritti umani che hanno trovato riconoscimento.

Diritti affermati

4. Completa il seguente schema inserendo i diritti umani ancora negati in molte parti del mondo.

Diritti negati

5. Completa la tabella indicando e descrivendo brevemente i fattori della globalizzazione.

Fattori della globalizzazione Descrizione

50

0080.M01U04.indd 50 07/12/09 09:28


pendi ce
Ap

La geografia
e i suoi strumenti

1 Gli strumenti per l’orientamento


terrestre
ter

2 Rappresentare la Terra
Obiettivi
Conoscere il reticolato geografico 3 Le carte geografiche
Conoscere i vari tipi di carte geografiche e le
loro caratteristiche
Conoscere gli strumenti numerici impiegati
4 Dati statistici, tabelle e grafici
nell’indagine geografica
Conoscere l’uso delle immagini nella geografia 5 Le immagini
Orientarsi sulla superficie terrestre
Comprendere il linguaggio cartografico
6 Gli indicatori
Valutare gli indicatori più idonei a
rappresentare un fenomeno

199

0190.Appendice.indd 199 07/12/09 17:13


Appendice

1 GLI STRUMENTI PER L’ORIENTAMENTO TERRESTRE


più ampio, l’Equatore (parallelo 0), digradano
Il reticolato geografico in direzione nord e sud verso i poli (parallelo
90).
La Terra è una sfera che ruota su se stessa attor- L’Equatore è situato esattamente al centro del
no a una linea convenzionalmente detta asse globo, nel punto di massima circonferenza.
di rotazione, i due punti in cui questa linea Questo parallelo divide la Terra in due emisfe-
interseca la Terra sono detti poli: il Polo Nord ri: l’emisfero nord, detto anche boreale e l’emi-
rivolto verso la Stella Polare, e al suo opposto sfero sud, detto australe.
il Polo Sud. I due poli sono stati collegati tra loro da linee
Per meglio descrivere la superficie terrestre, immaginarie che suddividono il pianeta in
ma soprattutto per consentirci un orienta- 360 spicchi uguali: i meridiani. Ogni meridia-
mento preciso, dai due poli sono stati tracciati no misura un grado e la numerazione inizia
tanti circoli immaginari detti paralleli che dal dal meridiano passante per Greenwich (un sob-
borgo di Londra) o meridiano 0.
Questo complesso reticolo serve per assegna-
Il reticolato geografico re a ciascun punto nel mondo la sua coppia
di coordinate assolute in grado di localizzare il
Nord luogo cercato senza fare riferimento ad altri
60
70 80 90 luoghi: con questo sistema è come assegnare a
50 ogni punto della Terra una sua etichetta iden-
40 tificativa, capace di farci trovare quel punto e
30
non altri. Infatti, graficamente, l’insieme dei
Meridiano fondamentale

paralleli e dei meridiani forma un reticolato


20
geografico (questo è il suo nome) che ci con-
10 sente di assegnare a tutti i punti del pianeta
Ovest

le rispettive coordinate geografiche e cioè la


Est

5040 30 20 10 0 10 20 30 40 50 60 70 8090
Equatore latitudine e la longitudine.
10
La latitudine è la più breve distanza angolare del
20 punto considerato dall’Equatore, calcolata in
30 gradi sul meridiano di appartenenza del pun-
to stesso; essa si misura da 0° a 90° a nord del-
40
l’Equatore e da 0° a 90° a sud dell'Equatore.
50
60 Meridiani La longitudine è la distanza angolare di un punto
70 80 90 dal meridiano scelto come fondamentale calcolata
Sud
Paralleli in gradi sul parallelo passante per quel punto;
essa si misura da 0° a 180° a est di Greenwich
e da 0° a 180° a ovest dello stesso.

La rosa dei venti


I punti cardinali
N
Settentrione
NORD Per comprendere la direzione da seguire per
raggiungere un punto della superficie terrestre
E

N
N-N

N
O o T O Gre E
N-N

N str ES
ae V
R co si ricorre ai quattro punti cardinali: nord, in
O

D
M D-O -E
ST
O
R direzione Polo Nord; sud, in direzione Polo
N
O-N E Sud; est, in direzione dove sorge il sole duran-
O E-N
te gli equinozi (21/03 e 23/09); ovest, in dire-
zione dove tramonta il sole durante gli stessi
Levante
Ponente
OVEST

EST

E
O

giorni dell’equinozio.
Tra questi punti esistono infiniti punti inter-
O E-S
O-S E medi, i più importanti dei quali (nord-est,
SU nord-ovest, sud-est, sud-ovest) sono rappre-
D
Lib -OV ST
e E D -E co
c
sentati nella bussola dalla rosa dei venti, così
S-S
O

SO ccio ST SU ciro E chiamata perché le direzioni indicate sono


S-S

S S
E

SUD quelle da cui soffiano i più importanti venti


Mezzogiorno del Mediterraneo.
S

200

0190.Appendice.indd 200 07/12/09 17:13


La geografia e i suoi strumenti 1

2 RAPPRESENTARE LA TERRA Una carta si dice a piccola scala quando rap-


presenta territori molto vasti, a grande scala
quando descrive in maniera dettagliata una
piccola porzione di territorio.
La geografia ha per oggetto di studio il territo- Per esempio una scala a rapporto 1:10 significa
rio: “fare geografia”, significa quindi descrivere che la misura dell’area descritta è stata ridotta
attraverso un linguaggio convenzionalmente sulla carta di 10 volte; le scale delle carte sono
riconosciuto la Terra (o una sua parte), le sue sempre indicate nella carta stessa.
dimensioni e le sue trasformazioni.
Il linguaggio universalmente riconosciuto in I simboli Una carta geografica è sempre
ambito geografico come capace di rappresen- una rappresentazione astratta e simbolica del-
tare il territorio in cui ci muoviamo è la carta la realtà che, per quanto sia migliorata e resa
geografica. La carta, in quanto rappresentazio- sempre più precisa dalle recenti strumentazio-
ne grafica convenzionale, ridotta, simbolica ni, considera alcuni elementi del territorio, li
e approssimata della realtà, ci permette di co- traduce in misure, in segni e simboli conven-
noscere un territorio anche senza raggiungerlo zionali. Tutti gli oggetti che si vogliono ripor-
personalmente. Costruire una carta geografica tare su una carta vengono tradotti in simboli
vuol dire «parlare» in una precisa lingua che ha cioè in segni convenzionalmente riconosciuti.
le sue regole, i suoi valori e la sua simbologia. La simbologia utilizzata è riportata in una le-
genda.
La scala Tutte le carte geografiche sono La scelta di cosa rappresentare in una carta di-
rappresentazioni ridotte del territorio: la mag- pende ovviamente dall’uso che di quella carta
gior parte di esse segue un preciso rapporto si vuole fare; è ovvio che su carte geografiche a
numerico tra le misure in modo che tra l’area grande scala si possono introdurre molti parti-
descritta e la sua rappresentazione cartografica colari dal momento che il territorio rappresen-
vi sia sempre un uguale rapporto di riduzione: tato non è stato molto rimpicciolito.
tale rapporto è la scala. In una carta stradale sarà ovviamente data la
precedenza a informazioni quali le strade, le
ferrovie, gli svincoli e i centri abitati, mentre
Rappresentazione con linee di livello o isoipse
una carta turistica conterrà informazioni sui
luoghi d’arte e sulle bellezze ambientali.

Le proiezioni La forma sferica, o per meglio


dire ellissoide, della Terra può essere riprodotta
sulla superficie piana della carta solo a costo di
deformazioni.
Per contenere tali deformazioni si usa una par-
ticolare tecnica grafica, basata sulle leggi della
prospettiva, nota con il nome di proiezioni.
Le proiezioni geografiche meritano un discorso
a parte in quanto sono la diretta conseguenza
e la causa prima dell’approssimazione di ogni
carta geografica (un’altra causa è da ritrovarsi
nell’impossibilità di riprodurre sulla carta tutti
gli elementi presenti nella realtà).
Nessuna proiezione può, infatti, mantenere
proporzionali contemporaneamente le distan-
ze, gli angoli tra meridiani e paralleli e le aree
Simboli altimetrici delle superfici.
Ogni proiezione consente di essere fedele so-
Isoipse
650 650
lamente a un dato (in alcuni casi due) scelto
600 550 in considerazione sia dell’utilizzo sia del tipo
550
Sfumo Tinte isometriche
500 di carta che si deve fare.Se la proiezione man-
500
tiene inalterata la proporzione tra le distanze
avremo carte equidistanti, utilizzate soprat-
tutto per carte stradali; se vengono mantenute
le proporzioni degli angoli tra meridiani e pa-
600 500
550 550 ralleli avremo le carte isogone, utilizzate per le
600
500
carte nautiche; se viene mantenuta la propor-
Tratto forte Tratteggio
zione tra le aree avremo le carte equivalenti,
utilizzate per le carte politiche.

201

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Appendice

3 LE CARTE GEOGRAFICHE Le carte generali o geografiche Sono quel-


le carte che rappresentano una porzione della
superficie terrestre (un continente o uno Stato)
con una scala superiore a 1:1 milione. Sono tra
I mappamondi e i planisferi le carte più usate, perché in genere contengo-
no anche gli aspetti fisici e politici della regione
La più precisa descrizione della Terra è il map- rappresentata.
pamondo sferico che la rappresenta nella totali-
tà e nella verosimiglianza della forma. Tuttavia Le carte corografiche Sono le carte che dan-
questa riproduzione del mondo è la più sempli- no informazioni più dettagliate su un territorio
ficata tra quelle esistenti. Infatti, per rappresen- o una regione specifica; la loro scala non supera
tare con dettagli importanti il globo terrestre bi- in genere 1:500 000. Un esempio di carte coro-
sognerebbe costruire mappamondi di notevoli grafiche sono le moderne carte automobilistiche
dimensioni, il che renderebbe inutilizzabile il che riescono a contenere anche le reti stradali
mappamondo stesso. Essi, invece, rappresen- secondarie e minori della regione descritta.
tano l’intera superficie terrestre con una scala
1:100 milioni, per cui sono utili solo per illu- Le carte topografiche Queste carte consen-
strare la posizione e la forma dei continenti. tono di descrivere porzioni di territorio molto
La rappresentazione della superficie terrestre su piccole con grande dovizia di particolari fisici e
un piano, detto planisfero, consente di salvare ambientali. Sono importanti per la progettazione
alcune proporzioni ma fa perdere le forme na- di opere pubbliche e private, o per studi scienti-
turali dei territori. fici su un territorio o sulla sicurezza ambientale e
di prevenzione di disastri ambientali.
I vari tipi di carte Le mappe e le piante di città Sono le carte
più dettagliate, con scale comprese tra 1:5000
In base all’uso e alla scala le carte si divido- e 1:20 000. Servono alle amministrazioni pub-
no in generali o geografiche, corografiche, bliche per il controllo del territorio e ai singo-
topografiche e piante. li privati per controllare i confini di proprietà

Le diverse tipologie e ingrandimenti di carte

Carta geografica dell’Europa Carta corografica dell’Austria


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Reykjavik ol
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oltre 1.000.000 di abitanti


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Jekaterinburg
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da 100.000 a 1.000.000 di abitanti Ostersund Kuopio


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Onega
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Shetland Perm
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l
Da

fino a 100.000 abitanti


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Petrozavodsk
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Celjabinsk
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Tampere
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Bergen Ladoga
Orcadi Turk Helsinki
Oslo Vologda Iz̆evsk
0 250 500 750 1000 km Ebridi Uppsala S. Pietroburgo
di
Stavanger fo
Stoccolma Go l Tallinn Jaroslavl Kazan
Vo

Aberdeen Kristiansand Ufa Magnitogorsk


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Vänern Novgorod ga
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Glasgow E S TO N I A Ivanovo A
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ra Vättern Niz̆ni Novgorod


Edimburgo er Pskov Tver I
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REGNO LETTONIA Mosca S


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IRLANDA DANIMARCA
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Dublino Mare
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d’Irlanda Copenaghen i
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Manchester B d. pr Tul
Malmö LITUANIA Dn e Penza Uralsk
Liverpool ar Vilnius Vitebsk Smolensk
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Nottingham Kiel M Kaliningrad
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di Birmingham PAESI Amburgo Danzica Minsk Saratov Engels K A Z A K I S T A
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Ca n Amsterdam G E R M A N I A BIELORUSSIA
POLONIA Voronez
T

Plymouth Bristol Londra L’Aja


Hannover Berlino Vi Kursk
Rotterdam Gomel
Poznań s t o Do
Dortmund l a Varsavia Pr i p j a t
N

Anversa Magdeburgo Brest ˘ n


Bruxelles Essen Halle Cernigov
Liegi Colonia El Lódź Gurev
Lipsia Caricyn
A

ba Breslavia
Le Havre Lilla Chemnitz
Brest BELGIO Bonn Lublino
Bu

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Se

Kiev Char’kov l
n Reims Lussemburgo Francoforte
L

la ga
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n

Norimberga REPUBBLICA Katowice i s t o U C R A I N A Lugansk


Parigi Mannheim Praga V Astrahan
T

Nantes LUSSEMBURGO
Stoccarda CECA Ostrava Cracovia Leopoli Dne Dnipropetrovsk
Strasburgo Vinnica pr Do n
A

Orléans u b i Monaco Brno SLOVACCHIA Juzovka


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Re n Vienna Rostov S̆evc̆enko


Bratislava Krivoj Rog M
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F R A N C I A Basilea LIECHTENSTEIN
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LD

Berna Vaduz AUSTRIA Iaşi


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Bordeaux Innsbruck Györ Budapest Kišinev Krasnodar r


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Golfo di
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Graz UNGHERIA Grozny
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La Coruña Trent Mahac̆kala TU


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Guascogna Clermont- Novorossijsk


SLOVENIA Seghedino ROMANIA Odessa
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Gijon nn Torino Milano
Ferrand Galati Simferopol Ordz̆onikidze
Verona Triest Lubiana Zagabria
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al

Siviglia Palma Sardegna Napoli Tirana T U R C H I A


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Murcia Taranto ALBANIA Salonicco


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d

Carta topografica dell’Austria Pianta della città di Vienna

202

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