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Edizione BLU

Stefano Bianchi – Claudia Biancotti – Augusto Biancotti

Contesti
geograici
Popoli, territori
e risorse
Contesti geograici
Edizione BLU
Ambiente educativo

Zona Geograia
Il portale di Geografia per insegnanti e appassionati della disciplina:
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disciplinare a cura dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia.
• Speciale LIM. Materiali progettati per la lavagna interattiva:
presentazioni e cartografia da usare in classe.
• Dati geografici. Informazioni aggiornate sugli stati del mondo e sui
principali indicatori socio-economici e ambientali da DeaWing e De
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Redattore responsabile: Silvia Pozzuoli


Tecnico responsabile: Chiara Giuliani
Redazione: BEM sas, Milano – Redint studio Srl, Milano – Studio Cicero, Milano
Progetto grafico: Capoverso s.r.l.; Studio Mizar, BEM sas
Copertina: Tiziana Pesce , Simona Speranza
Impaginazione: BEM sas, Milano – Redint studio Srl, Milano – Studio Cicero, Milano
Cartografia: Studio Aguilar
Ricerca iconografica: BEM sas, Milano – Redint studio Srl, Milano
Prestampa: Studio Cicero, Milano

Art Director: Nadia Maestri

Si ringrazia Roberto Roveda per la stesura delle attività didattiche

Proprietà letteraria riservata


© 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
1ª edizione: gennaio 2013
Printed in Italy

Le fotografie di questo volume sono state fornite da:


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Foto di copertina: Manhattan, New York City © Cameron Davidson/Corbis; Pedestrian Bridge in
Beijing Xidan/Shutterstock; quarta di copertina e dorso: Il parlamento di Berlino, particolare, ©
McPHOTO/Marka

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Le riproduzioni ad uso differente da quello personale potranno avvenire, per un numero di pagine non superiore
al 15% del presente volume, solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO – Corso di Porta
Romana 108 – 20122 Milano – e-mail. segreteria@aidro.org; www.aidro.org

Segnalazioni di errori o refusi e richieste di chiarimenti sulle scelte operate dagli autori e dalla Casa Editrice pos-

Stampa: L. E. G. O. S.p.A. - Stabilimento di Lavis (TN)

Ristampa: 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11

Anno: 2013 2014 2015 2016 2017 2018


Premessa
I
l corso Contesti geografici edizione blu per il biennio della scuola secondaria offre i materiali es-
senziali affinché chi studia raggiunga gli obiettivi previsti per la disciplina: impadronirsi dei suoi
strumenti fondamentali (carte geografiche, sistemi informativi geografici, immagini, dati stati-
stici, fonti soggettive) e dei suoi metodi per sapersi orientare sia di fronte alle principali forme
di rappresentazione simbolica della Terra, sia nei suoi diversi aspetti geofisici e geopolitici. In
particolare, comprendere che il mondo non può essere studiato come un “quadro” statico, perché
ogni territorio è il frutto di relazioni complesse e in evoluzione tra i fattori fisici, ambientali, socio-eco-
nomici, culturali, demografici, economici...

La comprensione di queste relazioni ha bisogno di un attento esame delle loro “radici”: ecco perché
oggi si mette sempre più l’accento sulla Geostoria, un punto di vista che ci permette di « inquadrare
correttamente i problemi politici, ambientali, sociali e culturali del mondo di oggi in una prospettiva
molteplice, capace di integrare le ragioni di “lunga durata” dei processi di trasformazione e di “crisi”
con quelle tipicamente geografiche, legate alle condizioni climatiche, alla distribuzione delle risorse,
alle forme dello sviluppo economico, all’interazione fra attività umane e territorio, alle tipologie di in-
sediamento e sfruttamento dell’ambiente, alle dinamiche migratorie.»

Il corso è organizzato in un volume su carta che si espande attraverso i materiali integrativi e interat-
tivi disponibili sul libro digitale. Le prime unità trattano dei principali argomenti demografici, inse-
diativi e geopolitici relativi alla globalizzazione economica, alle risorse della Terra e al cosiddetto “svi-
luppo sostenibile”. Si tratta di alcune tra le più importanti tematiche del mondo attuale, delle quali è
necessario considerare le diverse sfaccettature. Le unità successive, invece, sono dedicate alla geogra-
fia regionale ed esplorano le caratteristiche dell’Italia, dell’Europa e del mondo. Le principali infor-
mazioni su alcuni dei Paesi più importanti dal punto di vista demografico, economico e geopolitico
sono a disposizione tra i materiali integrativi del libro digitale.
Ogni unità ha una precisa struttura:
• la presentazione degli obiettivi conoscitivi, metodologici ed espressivi da raggiungere attraverso lo
studio dell’unità;
• la presentazione dei confini temporali e geografici degli argomenti trattati;
• l’esame delle tematiche, affrontato con l’ausilio degli strumenti propri della materia: cartografia fi-
sico-politica e tematica, grafici, dati statistici il più aggiornati possibile, fotografie, glossari, anche su
supporto digitale;
• il ricorso a puntuali approfondimenti, documenti e letture che accompagnano i testi e forniscono
diversi “punti di vista” in relazione all’argomento trattato;
• pagine conclusive di sintesi e consolidamento dei contenuti dell’unità che permettono di verifica-
re conoscenze e abilità e Laboratori per le competenze (sul libro digitale).

Si incontrano inoltre numerosi approfondimenti, sia su carta sia sul libro digitale:
• le pagine di GEOSTORIA che offrono un esame approfondito dell’evoluzione nel tempo di un de-
terminato fenomeno, sia esso una tendenza demografica o l’evolvere di un insediamento.
• le pagine dedicate a UN FENOMENO NELLO SPAZIO che forniscono il quadro geografico di
un fenomeno, cercandone di coglierne le principali interrelazioni sul e con il territorio;
• i FOCUS, che mettono a fuoco questioni di attualità o importanti per comprendere la realtà geo-
politica del mondo in cui viviamo;
• i LABORATORI (scaricabili), che ci permettono di acquisire «familiarità con alcune elementari
tecniche della disciplina, privilegiando non tanto la teoria, quanto la pratica, particolarmente ricca
di possibilità in ambito geografico.»
Un’aggiornata sezione di cartografia fisico-politica dei continenti conclude il volume.

Attraverso il corso Contesti geografici edizione blu abbiamo cercato di costruire un percorso semplice
e integrato (carta + supporto elettronico) attraverso i materiali multimediali, audio e video.
Lo studio della materia richiede necessariamente di esaminare e integrare una quantità enorme di in-
formazioni. La funzione del libro di testo, accompagnato dai materiali multimediali, diventa allora
proprio quella di fornire una serie di tappe grazie alle quali l’Insegnante e lo Studente possono co-
struire il loro personale viaggio alla scoperta del nostro pianeta.
Gli Autori

Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Indice

1 La popolazione e gli insediamenti 12


■ Gli obiettivi    ■ La popolazione nel tempo    ■ La popolazione e gli insediamenti nel mondo     LAB Cosa ci ricordiamo della geografia

1. La popolazione aumenta 14 La popolazione aumenta, 14 Incrocio diagonale di Shibuya,


I termini della demografia 15 a Tokio, 14
2. Le grandi migrazioni 16 L'emigrazione italiana verso le Americhe, Il popolamento della Terra, 18 ■
La “tratta degli schiavi” 16 16 ■ I migranti per cause naturali, 17 Le "transizioni demografiche", 18
G E O S T O R I A Il popolamento della terra 18 La tratta degli schiavi, 17
Le “transizioni demografiche” 18
3. La distribuzione 20 La decrescita felice, 20
La densità della popolazione mondiale 21
un fenomeno nello spazio
I luoghi spopolati

4. L’urbanizzazione, una tendenza Nascita ed evoluzione delle città, 22 ■ Esodo continuo verso le megalopoli, 22
inarrestabile 22 La popolazione urbana, 22
L E T T U R A La crescita urbana è positiva? 23
L’urbanizzazione e lo sviluppo 24
5. I paesaggi urbani cambiano Washington, Bruxelles, Shanghai, 26
nel tempo e nello spazio 26
I centri storici e l’UNESCO 26
L E T T U R A Il fiume nascosto di Los Angeles 27
focus
Come si vive negli slum?

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 1 28
AT T I V I T À 1 29 Altri esercizi, 29 ■ Laboratorio, 29

2 Popoli, Stati e organismi internazionali 30


■ Gli obiettivi    ■ I tempi    ■ I luoghi

1. Razze, etnie e popoli: qual è la La classificazione dei gruppi umani, 32 ■ Le minoranze etniche in Europa, 33
differenza? 32 Gli Stati Uniti: un popolo multietnico, 33 Esercizi interattivi, 33
Popoli, etnie e minoranze 33
2. Gli Stati nazionali 34 Gruppi etnici nella Federazione Russa, 34 Forme di Stato e di governo
Le forme di Stato e di governo 34 nel mondo, 34
I separatisti baschi, 35
L E T T U R A Lo Stato e la cittadinanza in Italia 35
un fenomeno nello spazio
Stati e popoli: i casi di Taiwan
e dei curdi

3. Le lingue 36 Le principali lingue del mondo, 36


DOCUMENTO Le lingue nascono e muoiono 37
4. Le religioni più diffuse nel mondo 38
Le religioni più diffuse nel mondo, 38 ■ L'Animismo, 38
Le religioni e la natura 38 Gerusalemme, città sacra a tre religioni,
G E O S T O R I A Gerusalemme, città sacra 40 Abluzione nel fiume Gange, 38
40
I pellegrinaggi religiosi 40
5. I conflitti e le guerre 42 La guerra in Bosnia-Erzegovina, 42 ■ Il terrorismo di Al Qaida, 42
Che cos’è il terrorismo 42 La spesa militare, 42

3
Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Indice

6. L’Organizzazione delle Nazioni


I cinque organi centrali dell'ONU, 44 L'Unicef a Sarajevo, 45
Unite 44
D O C U M E N T O L’ONU e i diritti umani 44
Forze armate per la pace 45
7. Altre organizzazioni Le organizzazioni internazionali, 46 Le squadre anti-IED, 46
internazionali 46
Il WWF, 47
Le organizzazioni non governative 47
focus
Profughi e rifugiati: chi se ne occupa?

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 2 48
Altri esercizi, 49 ■ Laboratorio, 49
AT T I V I T À 2 49

3 Il mondo della globalizzazione 50


■ Gli obiettivi    ■ L’economia nel tempo    ■ Il capitale umano

1. Che cos’è la globalizzazione 52 La globalizzazione, 52 ■ Il "villaggio Esercizi interattivi, 53


Le imprese multinazionali globale", 52
e la delocalizzazione 53
2. L’economia oggi 54 Il mondo dei servizi, 54 Utenti internet, 55
Il debito pubblico americano
e il risparmio cinese 54
3. Gli squilibri: di sviluppo, sociali La sperequazione di genere, 57 Donne afghane, 57
e di genere 56
un fenomeno nello spazio
L’Indice di Sviluppo Umano
Le discriminazioni di genere nei Paesi
in via di sviluppo 57
4. Gli squilibri mondiali 58 Squilibri mondiali, 58 L’emancipazione nei Paesi coloniali, 59
focus Il confine chiude, 59
Il microcredito

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 3 60
AT T I V I T À 3 61 Altri esercizi, 61 ■ Laboratorio, 61

4 Le risorse della Terra 62


■ Gli obiettivi    ■ La fame di energia    ■ La nuova politica delle risorse

1. Il bisogno di energia 64 La domanda di energia nel mondo, 64 Energia: risparmiamola!, 65


Il pensiero neomalthusiano e la decrescita 65
2. Che cosa sono le risorse naturali 66 Le risorse rinnovabili, 66 ■ Le risorse Le risorse del sottosuolo, 67
La rotazione delle colture 66 naturali, 66
Le guerre del coltan 67
3. L’acqua, una risorsa sempre più Bambini sudanesi, 68
contesa 68

4
Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Indice

4. Gli idrocarburi muovono


Petrolio e gas naturale, 70 Benzina: da dove viene il suo prezzo, 71
il mondo 70
Le grandi crisi petrolifere 70 I tempi del petrolio, 70
Il metano, la Russia, l’Ucraina 71
un fenomeno nello spazio
Senza petrolio si può: la Svezia

5. Il nucleare 72 La geografia del nucleare, 72 Energia dallo spazio, 75


I gradini della scala INES 72 Esercizi interattivi, 73
L E T T U R A Il nucleare non ha futuro 73
G E O S T O R I A L’uomo e le fonti di energia 74
6. Le altre risorse energetiche 76 Le fonti di energia rinnovabili, 76 Larderello, centro mondiale della
un fenomeno nello spazio Greenpeace contro Facebook, 76 Geotermia, 77
La raccolta differenziata

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 4 78
Altri esercizi, 79 ■ Laboratorio, 79
AT T I V I T À 4 79

5 Le alterazioni ambientali e lo sviluppo sostenibile 80


■ Gli obiettivi    ■ Lo sfruttamento    ■ Il problema ambientale

1. L’impatto dell’uomo La necessità di salvaguardare l'ambiente, Le foreste e l'uomo, 83


sull’ambiente 82 83 La lotta contro la deforestazione, 83
Che cos’è l’impronta ecologica 83
2. L’inquinamento 84 L'inquinamento atmosferico, 84
L E T T U R A La Campania e i rifiuti tossici 85
un fenomeno nello spazio
Lo smog

3. La perdita della biodiversità 86 La perdita della biodiversità, 86 ■ Nel cuore del Borneo la biodiversità è in
I granchi di Stalin 87 L'equilibrio tra uomo e ambiente, 89 pericolo, 86 ■ Bolivia: i diritti della
G E O S T O R I A L’uomo e l’ambiente: la nascita Madre Terra, 88
Biodiversità: ci siamo dentro tutti, 86 ■
dell’ecologia 88 Gli OGM, 87 Esercizi interattivi, 89

4. Lo sviluppo sostenibile 90 Lo sviluppo sostenibile, 90 Electric car, 91


Il dilemma dei beni comuni 90
focus
La politica dell’ambiente dell’UE

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 5 92
AT T I V I T À 5 93 Altri esercizi, 93 ■ Laboratorio, 93

6 Il territorio e la popolazione dell’Europa 94


■ Gli obiettivi    ■ Gli europei nel tempo    ■ I luoghi     LAB Cosa sappiamo dell’Europa

1. Le caratteristiche del territorio 96 Le caratteristiche del territorio, 96 ■ I fiordi norvegesi, 96 ■


Un “Santuario” per delfini e balene 97 Il Santuario per i mammiferi marini, 97 ■ Fiumi e laghi d'Europa, 99
Le aree marine protette in Italia, 97 ■ Esercizio interattivo, 97
La Grande Pianura Ungherese, 99
Pianure, monti, fiumi e laghi d'Europa, 99

5
Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Indice

2. I climi e gli ambienti naturali 100


I climi e gli ambienti naturali, 100 ■ Climi e ambienti d’Europa, 100
Un ambiente favorevole 101
Popolazione delle aree costiere
un fenomeno nello spazio dell’Unione Europea, 101 ■ Il petrolio
Il Mediterraneo della Haven nei nostri piatti, 101

3. Le tendenze demografiche: Denatalità, il più grande guaio


meno bambini, più vecchi 102 contemporaneo, 102 ■ La popolazione
DOCUMENTO invecchia, 103
2015: “spartiacque” demografico dell’UE 102
4. L’Europa è diventata meta Carta flussi migratori, 104 Il mondo romanesh, 105
di intensi flussi migratori 104
focus
Migranti europei nel tempo
LETTURA Rom: migranti per vocazione? 105
5. Gli insediamenti: un continente La sovraccrescita urbana in Europa, 106 Linee ad alta velocità. In viaggio per
ricco di città 106 ■ La storia delle città europee, 106 ■ l'Europa, 107
La Rete transeuropea e i “corridoi” 107 La rete delle vie di comunicazione, 107
6. I caratteri culturali: le lingue Plurilinguismo e multilinguismo, 108 Carta diffusione religioni, 109
e le religioni 108
I luoghi di culto, 109
Chiese in espansione: i pentecostali 109

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 6 110
Altri esercizi, 111 ■ Laboratorio, 111
AT T I V I T À 6 111

7 La formazione degli Stati europei 112


■ Gli obiettivi    ■ L’Europa nel tempo    ■ La suddivisione geopolitica

1. Una lunga storia di espansione Il colonialismo, 114 Il Colonialismo europeo verso la


fino al XIX secolo 114 Siracusa c'è, 114 metà del XVIII secolo, 115
Una città greca: Siracusa 114
2. La grande frammentazione La lunga storia dell'Europa, 117 ■ La Guerra fredda, 116
nel XX secolo 116 La dissoluzione della Iugoslavia, 118 ■ Robert Capa, “Soldato con una ragazza”,
G E O S T O R I A Le guerre balcaniche 118 I numeri delle guerre balcaniche, 119 116
Una città punita per la sua tolleranza 119
3. Un nuovo tentativo di unificare I trattati europei, 120 Esercizi interattivi, 121
l’Europa 120
Un futuro per l'Europa, 121 ■
DOCUMENTO
L'identità unica, 121
La “Carta dei diritti fondamentali” 121
4. Come funziona l’Unione Il governo dell'Unione Europea, 122 ■ Un giorno al Berlaymont, 122
Europea 122 I deputati al Parlamento Europeo, 123
L E T T U R A “L’Europa ha bisogno di un’anima” 122

focus
I simboli dell’Unione Europea

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 7 124
AT T I V I T À 7 125 Altri esercizi, 125 ■ Laboratorio, 125

6
Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Indice

8 Il territorio e la società in Italia 126


■ Gli obiettivi    ■ L’Italia nel tempo    ■ I luoghi

1. Le caratteristiche del territorio Il territorio in Italia, 128 Esercizi interattivi, 130


italiano 128
I mille paesaggi delle coste italian 131
un fenomeno nello spazio
Vulcani e aree sismiche in Italia

2. Le caratteristiche del clima 131 Le regioni climatiche, 131


3. Lo Stato italiano e le sue Regioni 132 Lo Stato: gli organismi centrali, 132 ■ La Le regioni a statuto speciale, 132
suddivisione amministrativa dell'Italia, 132
4. Le dinamiche demografiche 134 Previsioni demografiche nazionali: dati ISTAT, 134 ■ La tassa sulla speranza di vita, 134
D O C U M E N T O L’indice di dipendenza 135
5. I flussi migratori 136 Italiani, un popolo di migranti, 136 ■ Immigrati, uno su quattro vive in Lombardia, 137
L E T T U R A Gli immigrati, il lavoro e la casa 137
6. La distribuzione della popolazione Le città e le aree metropolitane in Italia, Roma, 140
e gli insediamenti 138 139 ■ I trasporti in Italia, 139 Guardie Svizzere, 141
Territorio e popolazione 138
G E O S T O R I A Una città nel tempo: Roma 140
Lo Stato della Città del Vaticano 141
7. Lo sviluppo economico Il Made in Italy, 142 ■ La famiglia nella
e la qualità della vita 142 spesa pubblica italiana, 143
Nel mondo siamo solo al 23° posto 143
8. Le risorse e le attività produttive 144 I distretti industriali, 145 Elettricità: da dove viene il prezzo del
focus Che cos’è l’agricoltura biologica, 144 ■
Kwh, 145
Chi protegge l’Italia? Le aziende agrituristiche in Italia, 145

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 8 146
AT T I V I T À 8 147 Altri esercizi, 147 ■ Laboratorio, 147

9 Gli Stati dell’Europa balcanica 148


■ Gli obiettivi    ■ La regione nel tempo    ■ I luoghi

1. Una terra di confine 150 Una terra contesa, l'Istria, 151 Il Kosovo che si eclissa, 150 ■
Un nuovo Stato, il Kosovo 150 Le migrazioni nei Paesi balcanici, 151
Una terra contesa, l’Istria 151
focus
Chi c’è sulle altre sponde?

2. Territorio e società in GRECIA 152 La Chiesa greco-ortodossa, 154 Esercizi interattivi, 155
geostoria Il patriarca Bartolomeo I, 154
La Grecia nel tempo

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 8 156
europa balcanica
Gli altri Paesi
Altri esercizi, 157 ■ Laboratorio, 157
AT T I V I T À 8 157

7
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Indice

10 Gli Stati dell’Europa occidentale 158


■ Gli obiettivi    ■ La regione nel tempo    ■ I luoghi

1. Da qui è partita la conquista La scoperta dell'America, 160 ■ Il Belgio, 161 ■ La triste parabola dell'Irlanda, 161
del mondo 160
Sviluppo ed etnie: il Belgio 161
europa occidentale
La Spagna

geostoria
La Spagna nel tempo

europa occidentale
La Francia

geostoria
La Francia nel tempo

focus
Religione e società: il caso dell’Irlanda

2. Territorio e società
L'immigrazione e la cittadinanza Le regioni del Regno Unito, 165
nel REGNO UNITO 162
britannica, 165
Il ricco patrimonio culturale 164
geostoria
Il regno Unito nel tempo
La “Grande Londra”, città della regina
e della finanza 167
S I N T E S I D E L L’ U N I T À 8 168
europa occidentale
Gli altri Paesi
Altri esercizi, 169 ■ Laboratorio, 169
AT T I V I T À 8 169

11 Gli Stati dell’Europa centro-settentrionale 170


■ Gli obiettivi    ■ La regione nel tempo    ■ I luoghi

1. Una grande varietà culturale Storia della Polonia, 172 Esercizi interattivi, 173
e di modelli economici 172
Petrolio e gas, ricchezze della Norvegia,
focus 173 ■ La delocalizzazione, 173
Il caso della Romania
LETTURA L’Islanda ha rischiato la bancarotta 173
2. Territorio e società in GERMANIA 174 Le relazioni tra la Germania e l'Unione Il Sony Center, 179
L E T T U R A Ossis e Wessis vent’anni dopo 176 Europea, 177 ■ Germania: popolazione
Berlino, una città che ha fatto la storia 179 e speranza di vita, 177 ■ Energia in
Germania, 179 ■ Berlino, 179
geostoria
La Germania nel tempo

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 8 180
europa centro-settentrionale
Gli altri Paesi
Altri esercizi, 181 ■ Laboratorio, 181
AT T I V I T À 8 181

8
Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Indice

12 Gli Stati dell’Europa orientale e caucasica 182


■ Gli obiettivi    ■ La regione nel tempo    ■ I luoghi

1. Un passato comune e un futuro L'alfabeto cirillico, 184 Esercizi interattivi, 187


incerto 184
Il Nagorno-Karabah, 185 ■ Riflessioni Il Caucaso, 185
Indigenizzazione o russificazione? 184 sulla Turchia e l’Europa, 186 ■ Condurre
L E T T U R A Nel Caucaso, mille popoli diversi 185 l’Europa nel XXI secolo, 186 ■
Le radici cristiane dell’Europa 186 L'Armenia, 187
L E T T U R A Il genocidio degli Armeni 187
2. Territorio e società in RUSSIA 188
geostoria Le relazioni tra la Russia e l'Unione Il gas russo, 193
La Russia nel tempo Europea, 190 ■ Russia: risorse minerarie Mosca, San Pietroburgo, 192
focus ed energia elettrica, 193
La Siberia e la sua ferrovia

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 8 194
europa orientale e caucasica
Gli altri Paesi
Altri esercizi, 195 ■ Laboratorio, 195
AT T I V I T À 8 195

13 Il territorio e la popolazione dell’Asia 196


■ Gli obiettivi    ■ Gli asiatici nel tempo    ■ I luoghi

1. Le caratteristiche del territorio 198 Le caratteristiche del territorio, 198 Tibet, il tetto del mondo, 198
L’arcipelago delle Filippine 199
2. I climi e gli ambienti naturali 200 I climi e gli ambienti naturali, 200
La distruzione delle foreste 201
3. Grandi civiltà, importanti religioni In Asia sono nate grandiose civiltà, 202 "Voglio parlare della pace", 204
e sanguinosi conflitti 202
L’evoluzione della Cina 203
G E O S T O R I A Israele e i Palestinesi 204
L E T T U R A Il sogno di Israele 204
4. Le dinamiche demografiche Le dinamiche demografiche e i caratteri Cina, tassa dell'armonia per megalopoli
e i caratteri culturali 206 culturali, 206 nel caos, 209
focus Asia: densità abitativa, 208 Esercizi interattivi, 209
Da Confucio a Budda
U N F E N O M E N O N E L L O S PA Z I O Gli insediamenti 208
5. Lo sviluppo economico e umano 210 Bank of China Tower, 210 Le risorse minerarie in Asia, 211
L’agricoltura e le risorse naturali 210
6. Le grandi regioni dell’Asia 212 Le grandi regioni dell’Asia: l’Asia
focus occidentale, 212 ■ Le grandi regioni
Moschee e mercati nelle città islamiche dell’Asia: l’Asia centrale, 213 ■ Le grandi
regioni dell’Asia: l’Asia meridionale, 214
La situazione dell’Afghanistan 213 ■ Le grandi regioni dell’Asia: l’Asia sud-
asia meridionale orientale, 214 ■ Le grandi regioni
India dell’Asia: l’Asia orientale, 215

9
Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Indice

La Cina più piccola 215


asia orientale
Cina
asia orientale
Giappone

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 1 3 216
Altri esercizi, 217 ■ Laboratorio, 217
AT T I V I T À 1 3 217

14 Il territorio e la popolazione dell’Africa 218


■ Gli obiettivi    ■ Gli africani nel tempo    ■ I luoghi

1. Le caratteristiche del territorio 220 Le caratteristiche del territorio, 220 La Rift Valley, 220
I paesaggi del Sahara 221
2. I climi e gli ambienti naturali 222 I climi e gli ambienti naturali, 222
L’avanzata del deserto 223
3. Un continente segnato Africa “culla” dell’umanità, 224 Esercizi interattivi, 225
dal colonialismo 224
Le colonie nel continente africano, 225
4. Le dinamiche demografiche La sveglia del gallo, 226 ■ I boscimani, My name is..., 226 ■ Fiabe della
e i caratteri culturali 226 226 ■ Ecovillaggi in Africa, 228 ■ Perché buonanotte, 226
U N F E N O M E N O N E L L O S PA Z I O Gli insediamenti 228 gli slum, 229 ■ Zaballen village, 229 Migrazioni inter-africane, 228
5. Lo sviluppo economico e umano 230 Graduatoria ISU degli Stati dell’Africa, Rifugiati libici, 230
Le risorse e le attività 231 230
6. Le grandi regioni dell’Africa 232 Le grandi regioni dell’Africa: l’Africa
africa settentrionale settentrionale, 232 ■ Le grandi regioni
Egitto dell’Africa: l’Africa del Sahel, 233 ■ Le
grandi regioni dell’Africa: l’Africa centro-
focus orientale, 234 ■ Le grandi regioni
Il Canale di Suez
dell’Africa: l’Africa centro-occidentale,
Le guerre tribali di hutu e tutsi 234 235 ■ Le grandi regioni dell’Africa:
l’Africa meridionale, 235
africa centro-occidentale
Nigeria

africa meridionale
Sudafrica

focus
Il caso del Botswana

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 1 4 236
Altri esercizi, 237 ■ Laboratorio, 237
AT T I V I T À 1 4 237

15 Il territorio e la popolazione dell’America 238


■ Gli obiettivi    ■ Gli americani nel tempo    ■ I luoghi

1. Le caratteristiche del territorio 240 Le caratteristiche del territorio, 240


L’isola più grande del mondo 243
2. I climi e gli ambienti naturali 244 I climi e gli ambienti naturali, 244

10
Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Indice

3. Dalle civiltà precolombiane a oggi 000 nascono gli Stati Uniti d’America, 247 ■
I problemi del Sudamerica 000 Dalle civiltà precolombiane a oggi, 246
La vera storia degli indiani d’America,
G E O S T O R I A Gli Americani prima di Colombo 248 La Dichiarazione di indipendenza: 248 ■ I Maya oggi, 248 ■ Gli Incas, 249
4. Le dinamiche demografiche Le dinamiche demografiche e i caratteri La densità abitativa, 253
e i caratteri culturali 250 culturali, 250 Esercizi interattivi, 251
U N F E N O M E N O N E L L O S PA Z I O Gli insediamenti 252
Brasilia, patrimonio dell’Umanità, 253
5. Lo sviluppo economico e umano 254 Il Canale di Panamá, 254 Risorse e attività in America, 255
Le risorse naturali e le attività 254
Il mondo alla fine del mondo, 254 ■
focus Nessuno suonò per Mozart, 254
Le grandi risorse dell’Artide

focus
I biocarburanti e l’ambiente

6. Le grandi regioni dell’America 256 Le grandi regioni dell’America: l’America Caboto e Verrazzano, 257
america settentrionale settentrionale, 257 ■ Le grandi regioni
Gli Stati Uniti dell’America: l’America centrale, 258 ■
Le grandi regioni dell’America: l’America
america settentrionale meridionale andina, 259 ■ Le grandi
Il Messico
regioni dell’America: l’America
Da dove vengono i canadesi 257 meridionale atlantica, 259
america meridionale atlantica
Il Brasile

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 1 5 260
Altri esercizi, 261 ■ Laboratorio, 261
AT T I V I T À 1 5 261

16 Il territorio e la popolazione dell’Oceania 262


■ Gli obiettivi    ■ Gli abitanti dell’Oceania nel tempo    ■ I luoghi

1. Le caratteristiche del territorio 264 Le caratteristiche del territorio, 264 Le madrepore e la Grande Barriera
2. I climi e gli ambienti naturali 266 Australia. L’outback tra terra e cielo, 264 Corallina, 265
Una fauna eccezionale 267
3. Le ultime colonie europee 268 Dalle civiltà indigene all’Oceania La terra dei maori, 269
La Nuova Zelanda e i maori 269 moderna, 268
4. Le dinamiche demografiche Gli aborigeni australiani, 270 Sydney, 273
e i caratteri culturali 270
Demografia e composizione etnica, 271
Il popolamento dell’Australia 270
■ Le città della Nuova Zelanda, 273 ■
I nativi di Papua 271 Sydney: i simboli della città, 273
focus
Il destino degli aborigeni
Gli insediamenti 272
U N F E N O M E N O N E L L O S PA Z I O

5. Lo sviluppo economico e umano 274 Gli indicatori economici, 274 Risorse e attività in Oceania, 274
6. Le grandi regioni dell’Oceania 274 Le grandi regioni dell’Oceania, 274 ■ Il l’atollo di Bikini riprende a vivere, 275
ciclone Yasi, 274 ■ Dopo i test atomici, Le grandi regioni dell’Oceania, 275

S I N T E S I D E L L’ U N I T À 1 6 276
AT T I V I T À 1 6 277 Altri esercizi, 277 ■ Laboratorio, 277

Cartografia 278

11
Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
1
OBIETTIVI COGNITIVI
Studieremo:
La popolazione
e gli insediamenti

■ le diverse dinamiche demografiche


nel tempo e nello spazio.
■ come è avvenuto il popolamento
della Terra.
Veduta di Shanghai,
una delle principali
metropoli cinesi.

■ i grandi flussi migratori.


■ l’inarrestabile corsa all’urbanizzazione
e i problemi che ciò comporta.

OBIETTIVI METODOLOGICI
Apprenderemo a:
■ consultare e interpretare linee del tempo e
carte tematiche per collocare correttamente
eventi e fenomeni nel tempo e nello spazio.
■ utilizzare diversi tipi di fonti (testi, grafici,
illustrazioni).
■ individuare nel passato le ragioni di alcuni
fenomeni demografici e insediativi attuali.

OBIETTIVI ESPRESSIVI
Impareremo il significato di:
● demografia • indicatori demografici •
tasso di natalità • indice di fecondità •
tasso di mortalità • movimento naturale •
movimento migratorio • tasso di incremento
demografico

La popolazione nel tempo


Intorno all’anno Mille, la Terra era popolata da PREISTORIA ANTICHITÀ MEDIOEVO

circa 200 milioni di persone, all’inizio del XX se-


LA POPOLAZIONE E LE CITTÀ NEL TEMPO

VI-XI secolo
colo da circa un miliardo. Oggi siamo quasi sette 200 000 anni fa
Comparsa
12 000 anni fa
Scoperta dell’agricoltura
3500 a.C.
Nascita delle città
VIII secolo a.C.-
V secolo d.C.
Grande crisi
demografica
miliardi e, secondo le previsioni, la crescita conti- dell’Homo sapiens e primo forte aumento Civiltà urbane
in Europa
sapiens in Africa di popolazione 2500 1500 di Greci e Romani
nuerà a lungo. a.C. a.C. 600 700
Le prime città sono nate in Mesopotamia intorno
CULTURA E SOCIETÀ

al 3500 a.C. Da allora la tendenza all’urbanesimo


è continuata, fino che, con la Rivoluzione indu-
striale, nel XVIII secolo, è nata la città moderna. La vita nomade
Nel XX secolo il suo continuo espandersi ha da- non permette
un consistente aumento
to origine alle prime megalopoli. della popolazione

12 UNITÀ 1 La popolazione e gli insediamenti


Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
La popolazione e gli insediamenti nel mondo
Ogni giorno nel mondo nasce quasi mezzo milione di bambini, per il 90% concentrati nei Paesi poveri o in
via di sviluppo. Ciò continuerà ad alimentare imponenti flussi migratori sia verso le città in generale, sia ver-
so le zone più ricche del mondo dove la natalità è invece in continua diminuzione e si verifica un deciso “in-
vecchiamento” della popolazione.
La tendenza all’urbanizzazione è sempre più accentuata. In Europa e in America si è giunti a un livello altis-
simo: oltre il 70% della popolazione vive in aree urbane; altrove l’urbanizzazione è inferiore, ma è in cresci-
ta impetuosa, soprattutto in Cina e negli altri Paesi emergenti, dove ciò crea molti problemi sociali.

POPOLAZIONEURBANA
LA POPOLAZIONE URBANA

Europa
America 72,2%
settentrionale Asia
81,3% 40,8%

Africa
38,7%

America
latina
78,3%
% sul totale
oltre il 75% Oceania
dal 50 al 75% 70,5%
dal 30 al 50%
meno del 30%
dati non disponibili

EPOCA MODERNA EPOCA CONTEMPORANEA

Dopo il Mille XVI-XVII secolo XVIII-XIX secolo XX secolo


Ripresa demografica Emigrazione europea e tratta degli schiavi La Rivoluzione industriale provoca un forte aumento Ha inizio la fortissima crescita
e grande sviluppo urbano (tre milioni di persone) in America della popolazione in Europa e la nascita della città moderna demografica nei Paesi poveri
00 800 900

OGGI
Grandi flussi
migratori
dal Sud
L’industrializzazione del mondo
accelera l’urbanizzazione:
nasce la città moderna

La popolazione e gli insediamenti UNITÀ 1 13


Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Aree sviluppate 1. La popolazione aumenta
Con questa espressione
si indicano le aree Le previsioni dell’ONU La popolazione del Il quadro dell’Asia e dell’Africa, dove si concentra
di maggior benessere mondo è stimata attorno ai sette miliardi di indivi- la massima crescita demografica, presenta situazio-
del pianeta: l’America dui (2013) e aumenta ancora a un ritmo elevato, ni assai diverse.
Settentrionale (con
l’esclusione del Messico), ma in modo assai differenziato da continente a In molti Stati dell’Asia l’economia sta crescendo ra-
l’Europa occidentale, continente e soprattutto fra aree a diverso grado di pidamente e le condizioni delle popolazioni miglio-
il Giappone, l’Australia, sviluppo economico e sociale: oggi, solo un quin- rano: la speranza di vita in Malaysia, per esempio, è
la Nuova Zelanda to degli esseri umani risiede in quelle che l’ONU 72 anni per gli uomini e 77 per le donne, poco me-
e le cosiddette “tigri
asiatiche” (Corea del Sud,
classifica come aree sviluppate. no rispetto all’Italia (rispettivamente, circa 79 e 84
Singapore, Taiwan). Secondo le stime dell’UNDP, nel 2050 la popola- anni). È possibile che in questi Paesi i ritmi di au-
zione mondiale probabilmente raggiungerà i 9,2 mento della popolazione rallentino: in Corea del
miliardi di persone. Nelle aree meno sviluppate la Sud e in Thailandia l’indice di fecondità è già vicino
UNDP popolazione passerà dai 5,4 miliardi del 2007 a 7,9 a quelli europei, e a Hong Kong è persino inferiore.
Programma delle Nazioni miliardi; mentre nelle aree più sviluppate resterà In Africa, invece, non si è ancora diffusa un’eco-
Unite per lo sviluppo per lo più invariata: anzi, diminuirebbe, se non nomia moderna, con poche eccezioni. L’Africa a
(United Nations fosse per i sempre intensi flussi migratori dai Pae- sud del Sahara presenta una natalità molto
Development
Programme); ogni anno si più poveri che si stima raggiungeranno i 2,3 mi- alta, ma altrettanto elevati tassi di mortali- 13
pubblica un “Rapporto lioni di persone l’anno. tà, per malattie e denutrizione: il bilan-
sullo sviluppo umano”. cio demografico per ora è positivo, ma costante
Le differenze regionali Nelle aree sviluppate la si temono paurosi crolli in futuro, so- 12

crescita resterà su livelli molto bassi: sarà addirit- prattutto a causa della diffusione in-

ra
zione futu
tura bassissima in Europa (dove in vari Paesi l’in- controllata dell’AIDS, oltre che della
r In Europa l’indice di fe- cremento naturale [ A P. 15] sarà vicino allo zero o malaria e di altre malattie tropicali.
11
condità (cioè il numero me-

proie
dio di figli per donna in età anche negativo, come accade, per esempio, in mol- Pochi dei bambini nati oggi in Ango-

ipotesi di
fertile) è in costante diminu- te regioni d’Italia); sarà invece un po’ più forte in la o in Uganda hanno una speranza di 10
zione. USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda. vita di 50 anni.

9
IPOTESI DI CRESCITA FUTURA
DELLA POPOLAZIONE MONDIALE
alta
8
media
f Nel 2050 sulla Terra vi saran-
no da 7,5 a 13 miliardi di persone, bassa
7
a seconda dell’intensità della
crescita annua (bassa, media, al-
ta, costante). 6,15 miliardi
6

Oceania

America
settentrionale e entrale
c

America
meridionale
3

2,5 miliardi
Africa
2
1,6 miliardi
miliardi di abitanti

1,2 miliardi Asia


1
0,5 0,7 miliardi
miliardi

Europa
0
1650 1750 1850 1900 1950 2000 2025 2050

14 UNITÀ 1 La popolazione e gli insediamenti


Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
I termini

L
a scienza che studia le carat- cino a 1,5; in quelli più poveri, una no i decessi. Nei Paesi ricchi i tassi della demografia
teristiche delle popolazioni si donna ha in media 3,5 figli. di natalità e di mortalità sono bas-
chiama demografia (il termine Una popolazione può essere in cre- si. Dove il movimento naturale è
deriva dal greco antico demos e scita naturale solo quando l’indice negativo (minore di zero), la popo-
grafos e significa “rappresentazio- supera il valore di 2, noto come re- lazione diminuisce, a meno che ar-
ne della popolazione”). Alcuni in-
dicatori demografici descrivono i
caratteri quantitativi di una popo-
placement rate (tasso di sostitu-
zione), in quanto è quello che con-
sente di mantenere la popolazione
rivino immigrati.
Nelle nazioni povere, anche se la
mortalità è maggiore che in Occi-
B
lazione (quanto è numerosa, quan- costante, sostituendo i due genito- dente, la popolazione è comunque
to è longeva, come si modifica nel ri con due nuovi nati. in aumento perché la natalità è
tempo), ma permettono anche di molto elevata.
comprenderne le condizioni di vita. Il tasso di mortalità è il numero di
decessi per anno che si verificano Il movimento migratorio segnala
La speranza di vita alla nascita è il ogni 1000 abitanti. Nel mondo si la differenza tra numero di immi-
numero medio di anni che si presu- oscilla tra 1,5 morti ogni 1000 al- grati e numero di emigrati.
me possa vivere una persona, con- l’anno del Kuwait e 16,7 della Gui-
siderate le condizioni socio-econo- nea Bissau. Il tasso di incremento demografi-
miche del Paese al momento in cui L’elevata mortalità delle aree me- co misura l’aumento percentuale
nasce. no avanzate, in particolare l’Africa, della popolazione di un’area in un
è causata dalle peggiori condizioni anno: esso include sia il saldo na-
Il tasso di natalità è il numero di di vita (salute, alimentazione) e dai turale sia quello migratorio.
nascite per anno che si verificano maggiori rischi (guerra, violenze, Nonostante gli intensi flussi di im-
ogni 1000 abitanti. In Italia è di 9,1, incidenti). migrazione, in questi anni la popo-
in Afghanistan di 43,6, quasi 4,8 lazione europea è praticamente
bambini per ogni nato in Italia. L’incremento naturale di una po- costante, quella dell’America Set-
polazione è dato dalla differenza tentrionale ha incrementi di poco
L’indice di fecondità è il numero tra il numero di nati e il numero di superiori all’1% annuo, mentre le
medio di figli per donna. Nei Paesi morti al suo interno: si ha crescita aree in via di sviluppo si collocano
sviluppati l’indice di fecondità è vi- naturale solo se le nascite supera- tra l’1,6 e il 2,5%.

età età
j La piramide della popo-
maschi EUROPA femmine maschi AFRICA femmine lazione indica la composi-
100 100 zione per fasce di età e ses-
so della popolazione.
80 80 La forma della piramide vi-
75 75 sualizza con immediatezza
70 70
il tipo di popolazione pre-
sente in un Paese oppure in
65 65
un’area.
60 60 Nelle aree sviluppate (co-
55 55 me l’Europa, vedi il grafico
50 50 a sinistra) la piramide ha
45 45 una base stretta e una pun-
40 ta più larga e indica un mi-
40
nor numero di giovani e una
35 35
vita media molto alta.
30 30 Se invece la piramide ha
25 25 base larga e punta sottile
20 20 (come quella dell’Africa,
15 15 nel grafico a destra) è rela-
10 tiva a Paesi con natalità
10
elevata, alta percentuale di
5 5
popolazione giovane e spe-
0 0 ranza di vita bassa.
% 4 3 2 1 0 1 2 3 4 %9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9

La popolazione e gli insediamenti UNITÀ 1 15


Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
2. Le grandi migrazioni
Un fenomeno antichissimo Le migrazioni non Le migrazioni germaniche All’inizio dell’era
sono un fenomeno recente, avvengono fin dalla cristiana, l’uomo si era diffuso su tutta la Terra. I
Preistoria e sono all’origine del popolamento del- nuclei principali erano tre: in India, in Cina e nel
la Terra [ GEOSTORIA PP. 18-19]. Nel corso dei mil- Mediterraneo (Impero romano).
lenni, gruppi umani hanno cercato di sopperire al- La formazione di questi veri e propri centri di dif-
la limitatezza delle risorse del loro territorio spo- fusione dell’umanità non pose però fine alle mi-
standosi verso regioni meno sfruttate. grazioni. Le popolazioni ancora nomadi che vive-
vano intorno a quei territori, attratte dalle loro ric-
Debbio Le migrazioni preistoriche Le prime popola- chezze, li invasero più volte determinando altri
Consiste nel bruciare zioni vivevano di frutti spontanei, di selvaggina e spostamenti di popoli.
il bosco e utilizzare di pesca. I gruppi di raccoglitori e cacciatori erano
le radure così ottenute
per coltivare, sfruttando
quindi costretti a trasferirsi seguendo il ritmo del- La scoperta dell’America In origine l’America
la naturale fertilità le stagioni e le migrazioni degli animali selvatici. era stata colonizzata da alcune popolazioni asiati-
del suolo. A cominciare da 12 000 anni fa, gradualmente gli che, che progressivamente si erano spinte verso
uomini impararono a coltivare le terre e ad alleva- sud. Dal XVI secolo in poi, con la “scoperta del-
re gli animali, ma continuarono a spostarsi sul ter- l’America”, un gran numero di emigranti europei
ritorio. Gli allevatori, esaurita l’erba di un pasco- raggiunse le nuove terre, e nel giro di circa tre se-
lo, si spostavano con le mandrie alla ricerca di coli riuscì a sottomettere e decimare le popolazio-
Autoctone nuovi territori, per ritornare ai vecchi solo dopo ni autoctone.
Nate sulla terra stessa che la vegetazione era ricresciuta. I primi a varcare l’Atlantico furono gli spagnoli e
in cui vivono (dal greco I contadini praticavano il debbio e quando il terre- i portoghesi, seguiti poi da altri europei. Nel Sei-
autós = stesso no, esaurite le sostanze nutrienti, non era più pro- cento e nel Settecento circa tre milioni di schiavi
e cthòn = terra).
duttivo, si spostavano per ricominciare questo ci- furono catturati in Africa e deportati nelle pianta-
clo da un’altra parte. Solo successivamente il mi- gioni americane [ A ].
glioramento delle tecniche agricole permise di col- Fra il 1815 e il 1914, infine, si ebbe una nuova, for-
tivare anno dopo anno lo stesso terreno senza tissima emigrazione europea verso le Americhe, il
esaurirlo e al contadino fu possibile sedentarizzar- Sudafrica, l’Australia, la Nuova Zelanda, che coin-
si, cioè fermarsi a vivere nello stesso luogo: nac- volse circa 65 milioni di persone (tra cui almeno
quero così i primi villaggi e poi le città. nove milioni di italiani).

La “tratta

I
n passato sono esistite anche penetravano nelle regioni interne Africa, in particolare in Senegal,
degli schiavi” migrazioni forzate. Nel 1452 dell’Africa trascinando via schiavi. Guinea, Angola e Mozambico, cari-
papa Niccolò V concesse al re In seguito i portoghesi diedero ini- cate sulle navi negriere e deporta-
del Portogallo di ridurre in schiavi- zio alla tratta degli schiavi in Ame- te in America, dove vennero impie-

A
tù i musulmani dell’Africa; anche i rica, un commercio sempre più lu- gate come schiavi nelle piantagio-
mercanti musulmani, a loro volta, croso, tanto che furono affiancati ni di cotone.
e poi soppiantati da spagnoli, Si calcola che arrivasse viva ol-
francesi, inglesi e olandesi: città treoceano una persona su sei.
come Lisbona, Bordeaux, Nantes e Nelle colonie spagnole e francesi,
Liverpool dovettero il loro svilup- gli africani si mescolarono con la
po proprio a questa attività. popolazione indigena dando vita
Dal XVI al XVIII secolo, circa tre mi- al fenomeno del meticciato, oggi
lioni di persone furono razziate in una componente sociale impor-
tante di molti Paesi americani.
Nelle colonie inglesi, invece, pre-
valse una netta separazione fra i
coloni, gli schiavi e gli indigeni, ali-
mentando profondi pregiudizi e di-
j La carta illustra i principali flussi visioni razziali assai vivi ancora
della “tratta degli schiavi” tra il XVI e il oggi nel popolo statunitense.
XVIII secolo.

16 UNITÀ 1 La popolazione e gli insediamenti


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II FLUSSI
flussi migratori oggi ATTUALI
MIGRATORI
Saldo migratorio annuale medio (x 1000)

da +2 a +19,4: da Ð14,8 a Ð0,2:


Paesi a emigrazione forte Paesi a immigrazione
forte
da +0,2 a +1,9: da Ð1,9 a Ð0,2:
Paesi a emigrazione Paesi a immigrazione
Le migrazioni forzate del XX secolo Anche moderata moderata n I principali Paesi di emi-
grazione extraeuropei sono:
nel Novecento si sono verificate massicce emigra- da Ð0,1 a +0,1: flusso migratorio
Paesi dai movimenti • il Messico verso gli Stati
zioni forzate, provocate dagli avvenimenti politi- migratori in equilibrio Uniti; l’Ecuador e il Perú ver-
co-militari in Europa e in Asia. so l’Europa;
Subito dopo la fine della Seconda guerra mondia- • le Filippine e lo Sri Lanka
le, otto milioni di tedeschi dovettero abbandonare Le migrazioni oggi verso gli USA, il Giappone, i
i territori orientali della Germania, passati a Oggi, come in passato, ogni anno alcuni milioni di Paesi del Golfo Persico e di-
versi Stati dell’Europa, tra
URSS, Polonia e Cecoslovacchia, per spostarsi persone lasciano il proprio territorio o Paese di
cui anche l’Italia;
nella Repubblica Federale Tedesca; più di sei mi- origine per motivazioni che sono in genere di tipo • vari Paesi dell’Africa verso
lioni di giapponesi furono espulsi dalle regioni che economico (carestie, disoccupazione), oppure le- l’Europa.
in precedenza avevano sottomesso (Manciuria, gate a fenomeni “naturali” (alluvioni, terremoti,
Corea, isola di Formosa, Filippine, Birmania) e eruzioni vulcaniche, cambiamenti climatici) e so-
tornarono in patria. In Italia, circa 250 000 perso- ciali (conflitti e persecuzioni politiche, etniche e
ne furono costrette ad abbandonare l’Istria, dive- religiose).
nuta iugoslava. I principali flussi migratori partono dai Paesi po-
Nel 1947, la divisione dell’ex impero coloniale in- veri dell’Asia, dell’Africa e dell’America Meridio-
glese in due Stati (l’India, a maggioranza induista, nale e si dirigono verso quelli ricchi, soprattutto in
e il Pakistan musulmano) provocò lo scambio for- America Settentrionale e in Europa occidentale.
zato fra dieci milioni di indù e sette di musulmani. Vi sono poi anche intense migrazioni che si svol-
Nel 1949 in Cina la vittoria dei comunisti di Mao gono all’interno dei Paesi poveri o che si stanno
Zedong indusse due milioni di seguaci del Kuo- sviluppando molto velocemente, come in Cina,
mintang, gli sconfitti, a fuggire in massa nell’isola dove ogni anno milioni di persone abbandonano
di Taiwan. le zone rurali e si trasferiscono nelle grandi città.

La popolazione e gli insediamenti UNITÀ 1 17


Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
A GEOSTORIA
8000 a.C. 300

Il popolamento della Terra


5 milioni di persone 198 milioni di persone
25
anni 6000 a.C 1 d.C.
100 7,5 milioni di persone 285 milioni di persone
anni
2000
anni

LE PRIME MIGRAZIONI erano avuti in Medio Oriente, nella cosiddet-


L’Homo sapiens sapiens fece la sua prima ta “Mezzaluna Fertile”.
comparsa nel continente africano circa La popolazione umana continuò, attraverso
200 000 anni fa; si stima che 10 000 an- alterne vicende, ad aumentare.
ni prima di Cristo il totale della po- L’area più popolata era, fin dai tempi an-
polazione umana non superasse i sei tichi, l’Asia: intorno all’anno Mille, tut-
milioni di persone, poco più del- tavia, in Europa si verificò una forte
l’odierna popolazione della Cam- crescita demografica che continuò per
pania. tre secoli fino a quando venne bru-
Per migliaia di anni, dalle origini scamente interrotta dall’epidemia di
dell’umanità fino alla rivoluzione peste iniziata nel 1347.
neolitica (che ha avuto inizio nel Esplosioni cicliche della malattia
X millennio a.C. circa), l’uomo continuarono fino alla metà del XVI
cacciatore e raccoglitore, inserito secolo, limitando l’espansione demo-
in un ambiente ostile, non riuscì a grafica in Europa e Asia. In America
moltiplicarsi su ampia scala. la popolazione diminuì, perché gli in-
Il passaggio al modello agricolo dios, privi di adeguate difese immunita-
cambiò la situazione, dando vita alla rie, soccombevano alle malattie importa-
prima transizione demografica della te dall’Europa, come vaiolo e morbillo.
storia [ A ].
Le donne stanziali potevano avere più figli LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
rispetto alle nomadi, non dovendo più sotto- In Europa, alla scomparsa della peste fece se-
stare alla fatica del trasporto della prole nei guito una robusta ripresa: alla metà del XVII
periodi in cui queste erano costrette a spo- secolo la popolazione era salita a quasi 800
starsi. Ciascun figlio, inoltre, aveva più pro- milioni di persone. Durante i secoli successi-
babilità di sopravvivere fino all’età adulta, n Come mostra l’illustrazione, i principali “corri- vi, i ritmi di crescita divennero molto più ve-
grazie all’accumulo di riserve alimentari e al- doi” naturali lungo i quali l’umanità si è mossa per loci grazie agli effetti della Rivoluzione indu-
la maggiore capacità dei villaggi di difender- millenni, andando in tutte le direzioni, furono so- striale. Nella sola Inghilterra, la popolazione
si dai predatori. prattutto le steppe dell’Asia centrale, la vasta fa- passò dai sei milioni del 1750 ai 16 del 1850;
Intorno alla nascita di Cristo, gli uomini era- scia subarida che va dall’India al Nordafrica attra- anche in Olanda, Spagna, Germania, Francia
no circa 250 milioni: gli aumenti maggiori si versando l’Iran e l’Arabia, gli oceani. e Italia l’incremento fu del 60% o più. No-

Le “transizioni

L
’evoluzione quantitativa della popolazione uma-
demografiche” na è caratterizzata da lunghe epoche di stabilità,
separate da brusche transizioni. Queste si verifi-
cano quando uno dei due tassi di natalità-mortalità ri-
tassi elevati

mane fermo e l’altro cambia repentinamente: la nata-

A
natalità
lità può crescere grazie a condizioni di vita più stabili
o diminuire per la diffusione di metodi di controllo
mortalità
delle nascite; la mortalità può crescere a causa dello
scoppio di una guerra o di un’epidemia, oppure dimi-
nuire grazie all’introduzione di nuove cure mediche.
Quando si verifica una transizione, il movimento na-
tassi deboli

turale muta di intensità e, se del caso, di direzione,


modificando in pochi anni la consistenza demografi-
ca. Nel tempo, di norma viene raggiunto un nuovo
equilibrio e si ritorna alla stabilità. regime transizione regime
demografico demografica demografico
tradizionale prima seconda moderno
fase fase

18 UNITÀ 1 La popolazione e gli insediamenti


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Geostoria
2000
1500 6057 milioni di persone 2050 (stima)
1300 1800
483 milioni di persone 9200 milioni
396 milioni di persone 1600 969 milioni di persone
di persone
562 milioni di persone 1900 1950
1700 2520 milioni
600 Anno Mille 1656 milioni
640 milioni di persone di persone
203 milioni di persone 300 milioni di persone di persone

nostante eventi negativi, come le guerre, la L’OTTOCENTO E IL NOVECENTO L’ASIA E L’AFRICA


popolazione dei Paesi in via di industrializza-
zione si accrebbe, grazie a diversi fattori: In Europa, all’inizio del XX secolo vivevano La storia demografica recente dell’Asia e del-
• l’aumento della natalità, grazie al tumul- 430 milioni di persone; in America, tra cre- l’Africa è del tutto diversa. Anche in quelle
tuoso processo di inurbamento che favorì, in scita locale e immigrazione, dai 18 milioni terre si diffusero nel corso del XX secolo al-
alcuni Paesi, i matrimoni in giovane età e del 1750 si era giunti a 165 milioni. cuni dei progressi della medicina, nonché al-
quindi un elevato numero di figli per coppia; La transizione, dovuta in larga parte a una ri- cuni dei cambiamenti tecnologici e di sti-
• il miglioramento dell’alimentazione, per duzione della mortalità, si completò tra l’Ot- le di vita legati all’industrializzazione. I 900
l’introduzione delle colture di provenienza tocento e il Novecento con una corrispon- milioni di asiatici del 1900 erano già 1,3 mi-
americana e il progresso tecnico dell’agricol- dente riduzione della natalità. L’agricoltura liardi nel 1950; nel giro dei cinquant’anni
tura; impiegava sempre meno persone mentre per successivi si raggiunsero i 3,7 miliardi.
• l’aumento della speranza di vita, grazie a i lavoratori dell’industria un elevato numero Un fenomeno analogo si produsse in Africa,
migliori condizioni (anche i più poveri tra gli di figli costituiva un onere più che un aiuto. che ha più di 800 milioni di abitanti contro i
operai vivevano meglio rispetto ai contadini); La riduzione fu piuttosto graduale per molti 140 milioni dell’inizio del secolo scorso.
• la riduzione della mortalità, grazie ai rile- anni, con risalite dopo le due guerre mondia-
vanti progressi della medicina (nel 1797 li, seguite da una spinta a ripopolare il conti- ? RISPONDI
veniva scoperta la vaccinazione contro il va- nente.
iolo, una malattia infettiva causata da un vi- Il drastico e, per ora, definitivo cambiamen- • Che cos’è una “transizione demografica”?
rus e caratterizzata da un’eruzione vescicolo- to si produsse negli anni Sessanta del Nove- • Quali ritmi ebbe il popolamento della Terra
pustolosa che nel 1980 è stato dichiarato era- cento: la diffusione su larga scala di metodi fino al Neolitico?
dicato dall’Organizzazione Mondiale della affidabili di controllo delle nascite fece sì • In quale continente vi è stata la prima forte
Sanità: la vaccinazione antivaiolosa era obbli- che in molti Paesi la natalità calasse brusca- riduzione della mortalità?
gatoria nella maggior parte dei Paesi e in Ita- mente e si raggiungesse a fatica il tasso di so- • Quali differenze ci sono state nel
popolamento dei vari continenti?
lia è stata abolita nel 1977). stituzione tra generazioni.

r L’illustrazione celebra l’arrivo di Cristoforo Colombo nell’America Centrale. r Il dipinto mostra una famiglia contadina nel XIX secolo; i cambiamenti nei
Dopo le conquiste spagnole, gli indios furono ridotti in schiavitù o morirono a modi di vivere introdotti dalla Rivoluzione industriale furono alla base della pro-
causa delle malattie portate dagli europei, dalle quali il loro organismo non era fonda trasformazione delle famiglie: da quelle allargate, composte di molte per-
in grado di difendersi. In poco più di un secolo la popolazione indigena scese da sone (in genere comprendevano, oltre ai genitori, numerosi figli, nonni, zii e ni-
30 milioni di persone a circa tre milioni. poti), si è passati a quelle nucleari, costituite solo dai genitori e da pochi figli.

La popolazione e gli insediamenti UNITÀ 1 19


Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
L
a densità della popolazione è
caratterizzata da una notevo-
le varietà in relazione alle di-
verse aree geografiche.

Le zone più popolate in America


La zona più densamente popolata
dell’America è il nord-est della se-
zione settentrionale: situata fra la
costa atlantica e la regione dei
Grandi Laghi, ha conosciuto un in-
tenso sviluppo demografico a par-
tire dall’arrivo dei coloni europei
ed è oggi una sviluppatissima real-
tà urbana.

n L’immagine da satellite 3. La distribuzione


mostra l’area urbana di Vien-
na (capitale dell’Austria). È La densità di popolazione La densità di po-
ben visibile il fitto addensa- polazione si esprime in numero di abitanti per
mento degli edifici e delle al- chilometro quadrato (ab./km2); è un indicatore
tre strutture urbane. utile per capire il modo in cui le persone si distri-
Le città sono da sempre le zo- buiscono sul territorio. Nel mondo possiamo tro-
ne in cui si registrano le den-
vare valori estremamente diversi [ A ].
sità di popolazione più eleva-
te: in certi casi si superano
anche i 5000 ab./km2, come Le differenze nella densità Circa i tre quinti
accade per esempio a Singa- dell’umanità vivono in quattro grandi zone (Eu-
pore (5305 ab./km2) o nel Prin- ropa, nord-est dell’America Settentrionale, regio-
cipato di Monaco (18 005 ne indiana ed Estremo Oriente in Asia) che rap-
ab./km2).
presentano meno del 10% delle terre emerse e
hanno una densità media superiore ai 200 abitan-
ti per chilometro quadrato (ma con punte di oltre
5000 ab./km2 nelle aree urbane più congestiona-
te). Un altro 25% delle terre emerse è costituito
da aree disabitate o scarsamente popolate, che
ospitano il 2% della popolazione mondiale, con
densità dell’ordine di 1-5 abitanti per chilometro
quadrato.

Le zone più popolate Il continente più popo-


lato è l’Asia: spicca su tutti la Cina, con un mi-
liardo e 347 milioni di persone, seguita da India
(1,2 miliardi), Indonesia (242 milioni). Il secondo
continente per numero di abitanti è l’Africa, che
con 1 miliardo 40 milioni di abitanti rappresenta
all’incirca il 15% dell’umanità. Una quota analo-
ga si ripartisce tra le due Americhe; gli Stati Uni-
ti (circa 309 milioni di cittadini) sono il Paese più
popoloso fuori dell’Asia. Infine, circa l’11% della
popolazione mondiale vive in Europa, e in parti-
colare quasi 500 milioni di persone si trovano nei
28 Stati che formano l’Unione Europea.

20 UNITÀ 1 La popolazione e gli insediamenti


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La densità
Concentrazioni di minori dimensio- l’asse renano, fino alla Pianura Pa- mo Oriente contano circa metà del- della popolazione
ni, circondate solitamente da un dana. La popolazione vive preva- la popolazione mondiale e com- mondiale
entroterra disabitato, si trovano in lentemente in città. prendono i due Stati più popolati
altre zone dell’America, fra cui la In Africa le maggiori concentrazioni del mondo (Cina e India). La densi-

B
fascia californiana statunitense, di popolazione si trovano nella val- tà di popolazione è molto elevata,
le isole caraibiche, il nord-est del le del Nilo e lungo la fascia costie- sia nell’ambiente urbano sia in
Brasile. ra del Golfo della Guinea; anche in quello rurale: Hong Kong supera i
questi casi le aree a più alta densi- 6400 abitanti per chilometro qua-
Le zone più popolate in Europa tà sono in genere circondate da un drato, mentre le campagne del del-
e in Africa entroterra disabitato (deserto, fo- ta del Gange e dell’isola di Giava
L’Europa comprende poco più di resta). superano i 1000.
un decimo della popolazione mon- Nelle isole dell’Oceania le maggio-
diale, escludendo la Russia. Le Le zone più popolate in Asia ri concentrazioni di popolazione si
densità più forti si riscontrano sul- e in Oceania trovano in Australia, lungo la fascia
le coste del Mare del Nord, lungo In Asia, la regione indiana e l’Estre- costiera orientale.

LA DENSITÀ DI POPOLAZIONE

La popolazione e gli insediamenti UNITÀ 1 21


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4. L’urbanizzazione, una tendenza inarrestabile
Per millenni una crescita lenta I primi villag- L’incremento della popolazione urbana sarà mag-
gi agricoli sorsero circa 11 000 anni fa, in Meso- giore proprio nelle regioni più povere e meno ur-
potamia e nella valle dell’Indo; 6000 anni dopo, banizzate dell’Asia e dell’Africa, dove darà luogo
alcune città avevano superato i 100 000 abitanti. ad altra povertà. Oggi l’Africa, con una popola-
Da allora le aree urbane sono continuamente cre- zione di oltre 1 miliardo di abitanti, ha circa 350
sciute in numero, dimensioni e abitanti, diffon- milioni di abitanti urbani.
dendosi in ogni area del mondo. Nei Paesi in via di sviluppo i ritmi di crescita sono
Tuttavia, per secoli si è trattato di una crescita impressionanti: Dacca (Bangladesh), Kinshasa (Re-
molto lenta. Ancora all’inizio del XIX secolo, in- pubblica Democratica del Congo) e Lagos (Nige-
fatti, l’insediamento rurale era quello nettamente ria) sono cresciute di 40 volte rispetto al 1960; nel-
prevalente e soltanto il 3% della popolazione lo stesso periodo Città del Messico è passata da 3 a
mondiale viveva in aree urbane [ A PP. 24-25]. 20 milioni di abitanti, Il Cairo (Egitto) da 2,5 a
11,9, Mumbai (India) da 3 a 12,5.
Ora sempre più accelerata Gli abitanti delle
città sono aumentati con un ritmo via via più ve-
loce: nel 1900, la popolazione urbana mondiale
era il 13%. Poi, in poco più di cent’anni ha supe- r Dal 2008 più della metà della popolazione mondiale vive
rato il 50%. Secondo le Nazioni Unite, entro il in città, anche se tutte insieme le superfici occupate dalle cit-
2030 tre persone su cinque vivranno nelle città e tà rappresentano soltanto lo 0,4% della superficie terrestre.
la popolazione urbana passerà dagli attuali 3,2
miliardi di persone a quasi cinque miliardi.
Si calcola che le città del mondo acquisiscano
ogni anno circa 60 milioni di nuovi abitanti (come
l’intera popolazione italiana). Non dappertutto,
però: anche in futuro alcune aree urbane aumen-
teranno ancora il numero dei loro abitanti mentre
altre vedranno diminuire la popolazione, come
New York e Shanghai.

Le differenze fra i continenti I residenti delle


campagne sono più numerosi nei Paesi poveri:
nell’UE costituiscono solo il 30% del totale, con-
r Il grafico mostra le diffe- tro il 64% delle nazioni a reddito medio e basso
renze fra i continenti nel rap-
porto fra popolazione urbana dell’Africa subsahariana.
e popolazione rurale. A questa regola generale fa eccezione l’America
Quest’ultima prevale netta- latina, un continente di grandi metropoli, nono-
mente in Asia e in Africa. stante il modesto tenore di vita.

POPOLAZIONE URBANA E RURALE

22 UNITÀ 1 La popolazione e gli insediamenti


Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
I
LETTURA l processo di urbaniz- Nel XX secolo i grandi
zazione è un fattore centri urbani sono diven-
La crescita urbana positivo? È un indice tati veri e propri super-
è positiva? di crescita dell’umanità? mercati dell’occupazione,
La risposta non è facile; incubatori di nuove tec-
tuttavia, se per civiltà in- nologie, fornitori di servi-
tendiamo maggiore distri- zi, rifugi, porte aperte ver-
Ecco una domanda
di stretta attualità.
buzione delle idee, delle so il resto del mondo, se-
Quali sono i pro conoscenze, maggiore ac- di dei processi produttivi
e i contro cesso ai sistemi sanitari ed industriali, luoghi dell’ap-
dell’urbanizzazione educativi, allora sì: l’urba- prendimento, della finan-
mondiale in crescita nizzazione del mondo è za, dell’economia, dei
continua? un fattore di progresso. commerci. Le città sono
Le città sono tradizional- diventate anche il luogo
mente state i luoghi della dove prosperano crimine
competizione tra gli indi- e della corruzione. Fatto-
vidui, ma anche quelli re inevitabile, essendo ur-
della cooperazione e della bani anche i centri della
specializzazione, in parti- ricchezza.
colare con l’avvento del- (M. Coppola, L’urbanizzazione
l’età industriale. della Terra, www.sapere.it) Uno scorcio del centro di Nairobi, capitale del Kenya.

LA POPOLAZIONE URBANA

La popolazione e gli insediamenti UNITÀ 1 23


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Gli agglomerati urbani L’espansione demo- Le megacittà Nel 1950 solo New York e Tokyo
grafica, la tendenza alla concentrazione della po- avevano più di 10 milioni di abitanti, oggi sono
polazione in zone urbane, la diffusione dell’auto- una decina; nel 2020 ci saranno enormi metropo-
mobile e lo sviluppo di una sempre più fitta ed ef- li con oltre 20 milioni di persone: Delhi, Mumbai,
ficiente rete di trasporti hanno favorito la forma- Dacca e Giacarta in Asia, Lagos in Africa, Città
zione attorno alle città di vaste aree densamente del Messico e São Paulo in America.
popolate, sovente disordinate dal punto di vista
dei servizi offerti ai residenti: queste grandi regio- Le conurbazioni e le aree metropolitane A
ni, definite “agglomerati urbani”, tendono a causa della loro continua espansione gli agglome-
r I grattacieli della “city”
rati urbani si collegano tra loro sul territorio for-
(centro degli affari) della cit- espandersi talora senza controllo, come accade
tà-Stato di Singapore. nei Paesi poveri. mando vaste “regioni urbane” che prendono no-
mi diversi a seconda delle caratteristiche: si tratta
delle aree metropolitane, delle conurbazioni e
delle megalopoli.
Le aree metropolitane sono costituite da una cit-
tà di grandi dimensioni, chiamata metropoli, che
ha una posizione dominante rispetto agli altri cen-
tri. Un esempio famoso è quello dell’Île-de-
France, la regione intorno a Parigi. L’area metro-
politana ha un’ampiezza di oltre 12 000 km2 e
ospita 11,8 milioni di abitanti; esercita un ruolo
dominante sull’intera regione, grazie anche alla
capillare rete di trasporti (strade, metropolitane,
collegamenti ferroviari e grandi aeroporti).
Le conurbazioni (come il Randstad Holland nei
Paesi Bassi e quelle veneta ed emiliana in Italia)
nascono quando più centri, per lo più equivalenti
per dimensioni e importanza economica, si con-
giungono senza perdere la propria identità e au-
tonomia. Le città si estendono su spazi abbastan-
za vasti che comprendono anche aree non urba-
nizzate (zone agricole, turistiche o industriali).

L’urbanizzazione

L
a concentrazione delle persone nelle città è un lità di conservazione del cibo, i prodotti potevano ar-
e lo sviluppo fenomeno relativamente nuovo, anche nel mon- rivare sui mercati più lontani.
do sviluppato. Alla fine del Settecento, nei Paesi Rispetto al passato, servivano molti meno lavoratori
dell’Europa occidentale vi erano almeno 10 contadini agricoli per ottenere le stesse quantità di cibo: i con-
per ogni cittadino. tadini disoccupati si diressero verso le città in cerca di

A Le tecniche agricole garantivano appena la sussisten-


za delle famiglie, e anche nelle annate migliori era co-
munque difficile vendere il raccolto in eccesso. L’arre-
alternative. Nei centri urbani si stavano sviluppando
le prime industrie, proprio per produrre le nuove mac-
chine a vapore che avevano cambiato così tanto l’agri-
tratezza dei mezzi di trasporto, infatti, faceva sì che coltura; gli ex contadini furono impiegati nelle fabbri-
per arrivare dalla campagna ai mercati urbani si do- che.
vessero sopportare lunghi viaggi, nel corso dei quali i
prodotti alimentari finivano per deperire. I Paesi in via di sviluppo
Dall’inizio del XIX secolo nelle Isole Britanniche, e nei Questo fenomeno, che nei Paesi europei portò la po-
decenni successivi nel resto del continente, la situa- polazione cittadina da poche centinaia di migliaia a
zione cambiò radicalmente: la rivoluzione agricola in- svariati milioni in un arco di tempo relativamente bre-
glese aumentò la produttività del lavoro dei campi e, ve, si ripete oggi nel mondo in via di sviluppo. Le di-
grazie allo sviluppo delle ferrovie e alle nuove moda- namiche sono parzialmente diverse: spesso il passag-

24 UNITÀ 1 La popolazione e gli insediamenti


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Le megalopoli Quando varie conurbazioni o
aree metropolitane si saldano tra loro fino a co- LA MEGALOPOLI ATLANTICA Montréal
prire territori vastissimi nasce una megalopoli. MAINE
Le megalopoli comprendono diverse città, zone

zo
Ottawa

n
VERMONT White

re
agricole, boschi. Le città apparentemente sono se-

o
Mountains

nL

C o nn e c tic ut
C A N A D A Portland

Sa
parate fra loro, ma in effetti sono connesse da Mti. Adirondack NEW
scambi di informazioni, servizi, merci e persone. HAMPSHIRE

Oggi nel mondo si sono formate varie megalopo- Toronto NEW YORK
L. Ontario Boston
li: una si trova nell’Unione Europea, dove si MASSACHUSETTS
estende dal sud del Regno Unito alla Pianura Pa- Syracuse
Albany Capo
Cod
dana e interessa le zone economicamente più ric- Cascate Rochester

H ud s on
Castkills
del Niagara Pr ovidence
Mountains Hartfor d
che del continente [ VEDI PP. 106-107]. Buf falo Binghamton
RHODE ISLAND
Le due principali megalopoli si trovano negli Sta- L. Erie CONNECTICUT
New Y ork
ti Uniti: una si è formata sulle coste atlantiche, fra

e
Scranton

D e law ar
a
nn
Boston e Washington; l’altra sulle coste del Paci- ha

S u s q ue
PENNSYLVANIA
fico fra Los Angeles e San Francisco.
Pittsburg
Anche in Asia vi sono due megalopoli: una è Harrisburg
NEW
JERSEY
quella che si estende sulla costa dell’isola di Hon- Filadelfia Abitanti
P o to 8 milioni
shu, la principale delle isole che formano l’arcipe- m
ac 4 milioni
Baltimora
lago giapponese); l’altra, invece, si sta formando
io
Oh

DELAWARE 1 milione

i
in Cina nella regione che comprende le città di 200 000
Guanghzhou (Canton), Shenzhen e Macao. h Washington MARYLAND
c
WEST
a

VIRGINIA
VIRGINIA Crescita
demografica
l

James
a

da -1 a -8%
p

O
Richmond da 0 a 2%

ce
p

an
da 2 a 5%
f La principale megalopoli degli USA è quella atlantica, che
A

o A
comprende un territorio lungo 900 chilometri dove vivono più di da 5 a 10%

tlant
50 milioni di abitanti, un quinto dell’intera popolazione degli Sta- oltre 10%
ti Uniti, sparsi in cinque grandi aree urbane separate da campagne NORTH CAROLINA

ic o
e boschi: Boston, New York, Filadelfia, Baltimora, Washington; 0 100 200 Pianura costiera
le prime quattro sono fra i maggiori centri portuali del mondo, l’ul- Zone montuose
km
tima è la capitale degli USA.

gio da società contadine a società urbane è più rapi-


do e più traumatico, perché le nuove tecnologie indu-
striali non sono sviluppate localmente e per gradi, ma
importate dall’estero. Da una parte questo agevola
un’impetuosa crescita dell’economia, dall’altra co-
stringe le persone a un adattamento rapidissimo che,
in mancanza di un’adeguata istruzione, può generare
disorientamento e degrado.
Al contrario, molti dei nuovi centri fioriti nel corso del-
la Rivoluzione industriale in Occidente hanno perso
popolazione.

f L’avveniristico Jumeira Beach Hotel a Dubai (Emirati Arabi Uni-


ti). Oggi Dubai rappresenta uno dei più eclatanti casi di urba-
nizzazione accelerata in una zona fino a pochi decenni fa pove-
ra e poco popolata.

La popolazione e gli insediamenti UNITÀ 1 25


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5. I paesaggi urbani cambiano nel tempo e nello spazio
I paesaggi urbani Le città del mondo sono terzo dei centri urbani è nato nel periodo del Me-
molto diverse fra loro. Le città storiche europee, dioevo e si riconosce dalle vie strette, con case ad-
che derivano dagli antichi centri commerciali del dossate le une alle altre, con tante piazze e chiese.
Medioevo, hanno poco a che spartire con le mo- Questi dati bastano per comprendere come la
derne metropoli degli Stati Uniti, con i loro grat- principale caratteristica di gran parte delle città
tacieli che ospitano uffici e centri finanziari, cir- europee è quella di possedere un “centro stori-
condati da distese di villette residenziali. Ma i co”, più o meno vasto, più o meno ben conserva-
nuovi quartieri costruiti nel nostro continente as- to, che è solitamente l’area più pregevole della cit-
somigliano sempre più al modello americano, ba- tà, per il valore artistico e culturale dei suoi edifi-
sato sulla dispersione urbana [ LETTURA P. 27]. ci, per l’atmosfera che vi si respira [ A ].
A loro volta, le città americane e quelle europee
hanno poco in comune con gli enormi agglome- Le città del Nordamerica In gran parte degli
rati dei Paesi in via di sviluppo, dove in quartieri USA è normale che nel centro cittadino (inner ci-
poverissimi caratterizzati dalla presenza di costru- ty) vivano solo le persone più povere, di solito ap-
zioni precarie di latta, legno e altri materiali rici- partenenti a minoranze etniche.
clati s’ammassano milioni di disperati, privi dei Chi ha un reddito più elevato va in città solo per
servizi elementari, come l’acqua. lavorare, e ogni sera torna a casa in uno dei tanti
sobborghi residenziali: ben collegati con il cen-
Le città europee Quasi un terzo delle città eu- tro, tranquilli, dotati di ampie aree verdi e di buo-
ropee attuali sono state fondate o ingrandite dai ne scuole. Questi insediamenti sono anche chia-
Romani, che le abbellirono con stadi, basiliche, mati exurbia e vengono preferiti alle città perché
terme, acquedotti e ponti, che per secoli sono sta- offrono un ambiente più sicuro e generano lega-
ti punti di riferimento nell’architettura. Un altro mi sociali più forti.

L
I centri storici ’UNESCO (United Nations Educational,
e l’UNESCO Scientific and Cultural Organization, cioè Or-
ganizzazione delle Nazioni Unite per l’Edu-
cazione, la Scienza e la Cultura) è una divisione
specializzata dell’ONU con lo scopo di promuove-

A
re l’educazione, la scienza e la cultura.
Dal 1972, l’UNESCO promuove un accordo inter-
nazionale, chiamato “Convenzione per il Patri-
monio Mondiale”, al quale aderiscono oggi 175
Stati. Lo scopo principale è conservare il patri-
monio mondiale sia naturale sia culturale: il
“patrimonio naturale” riguarda aree di grande
valore ambientale o estetico; quello “culturale”
riguarda monumenti, edifici o siti di valore stori-
co, estetico, archeologico, scientifico ecc.
L’UNESCO provvede a stilare un elenco di siti
che rappresentano, insieme a molti altri, un pa-
trimonio comune di testimonianze uniche del
passato. La loro scomparsa costituirebbe una
perdita irreparabile per tutta l’umanità: per que-
n I centri storici delle città europee (nella fotografia, uno scorcio sto la loro conservazione per le generazioni fu-
di quello di Cracovia, in Polonia) costituiscono una delle principali
attrattive per i flussi turistici, sia quelli interni a ogni Paese sia quel-
ture è una responsabilità condivisa dall’intera
li che provengono dall’estero. Il loro valore storico e artistico è ele- comunità internazionale. Firmando la conven-
vatissimo: l’UNESCO ne ha inseriti circa 100 nel suo elenco del Pa- zione, ogni Paese si impegna a conservare i siti
trimonio Mondiale dell’Umanità. presenti sul proprio territorio.

26 UNITÀ 1 La popolazione e gli insediamenti


Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Le città dei Paesi in via di sviluppo Nei Pae- sformando in mostruose “entità urbane” con mi- n Lo sterminato paesaggio
si in via di sviluppo si stanno formando alcuni dei lioni di abitanti. urbano di Los Angeles, la se-
centri urbani più grandi del mondo. Si tratta di In genere, nelle grandi metropoli dei Paesi in via conda città degli USA per nu-
città isolate, che crescono a causa dello sposta- di sviluppo, la zona centrale è quella meglio or- mero di abitanti.
mento di masse di contadini dalle campagne po- ganizzata, ricca di monumenti e di servizi, di edi-
vere verso le città in cerca di migliori condizioni fici storici e di grattacieli. Attorno a essa si esten-
economiche: tale fenomeno riguarda molti Paesi, dono sterminati slum, sovraffollati, fitti di resi-
ma in modo clamoroso la Cina, dove è in corso denze miserevoli e malsane, privi di servizi e di
una gigantesca migrazione e le città si stanno tra- aree verdi.

L
LETTURA o storico fiume che una necessità, il fiume era parte delle persone che rando interventi lungo
ha fatto nascere la visto come un fastidio: abitano qui non sa che c’è gli oltre 50 chilometri del
Il fiume nascosto città sta tornando asciutto per nove mesi un fiume”, dice Golding. tratto urbano del fiume,
di Los Angeles in vita dopo decenni in cui l’anno e facile alle alluvio- Il fondo è cementato, con col fine di ripristinare gli
si era trasformato in una ni nella stagione piovosa l’eccezione di tre tratti per elementi naturali, creare
discarica a cielo aperto. invernale. un totale di 18 chilometri. posti di lavoro e portare
Los Angeles, che sinora Dopo che una piena nel I binari della ferrovia scor- spazi aperti in una città
Martin Kasindorf racconta
come gli abitanti
guardava verso il mare, sta 1938 aveva causato 87 vit- rono su entrambe le spon- definita “povera di par-
di Los Angeles abbiano riscoprendo l’entroterra time, la città chiese al de per oltre 60 chilometri chi”.
“riscoperto” il Los Angeles del Los Angeles River col Congresso di “domare” il e attraverso il centro di Il consigliere municipale
River, il fiume che un tempo medesimo fervore dei fiume. Los Angeles, sbarrando Ed Reyes è a capo della
attraversava la città. contadini messicani che Nel 1960, il Genio Milita- l’accesso pubblico. commissione consiliare
Dalla sua “rinascita” fondarono la città sulle re aveva imprigionato il Quando il letto è asciut- per il restauro: ripristinare
si attendono la creazione sue rive nel 1781. corso d’acqua dentro pa- to, quelli di Hollywood gli elementi naturali, crea-
di un nuovo paesaggio Gli 80 chilometri del corso reti che incanalavano le amano filmarci insegui- re posti di lavoro, portare
urbano. d’acqua, di nuovo celebra- piene invernali dalle mon- menti di auto e sparato- spazi aperti. “Stiamo con-
ti in poesie, libri e mostre, tagne sino all’oceano, a rie. Il desolato paesaggio vertendo aree morte in
sono ora oggetto di un pia- Long Beach. compare in più di venti qualcosa da cui si possa
no generale di risanamen- La potenza del fiume era film fra cui Chinatown, guadagnare” dice Reyes.
to ventennale che la città “murata, tagliata fuori, Grease e Terminator 2: il “Ora dobbiamo guardare
pubblicherà fra breve. lontana da occhi umani, giorno del giudizio. Per la al fiume come a qualcosa
Il fiume è stato la princi- come una vecchia zia maggior parte della sta- dotato di un valore, in cui
pale fonte d’acqua per Los stramba nascosta in man- gione secca ci scorrono valga la pena investire.”
Angeles fino all’apertura sarda”, ha scritto Patt acque di scarico trattate (M. Kasindorf, Fervor flowing as
nel 1913 dell’acquedotto Morrison nel 2002 in Rio dal depuratore. Ora la L.A. looks to revive river, “USA
da 350 chilometri della L.A., un libro molto ven- seconda città più popo- Today”, 17 aprile 2006; trad.
Sierra Nevada. Non più duto qui. “La maggior losa del Paese sta prepa- F. Bottini, in www.eddyburg.it)

La popolazione e gli insediamenti UNITÀ 1 27


Contesti geografici - Popoli territori e risorse © 2013 De Agostini Scuola SpA – Novara
Sintesi
UNITÀ 1 ■ Le dinamiche demografiche
Le differenze regionali Secondo le stime dell’UNDP, nel 2050 la popolazione mondiale probabilmen- 13

La popolazione te sarà di 9,2 miliardi di persone. Nelle aree meno sviluppate a causa della forte natalità (uno dei costante

principali indicatori demografici) la popolazione passerà dai 5,4 miliardi del 2007 a 7,9 miliardi;
e gli
12

nelle aree più sviluppate resterà invece per lo più invariata: in realtà dovrebbe diminuire, se

ra
ione futu
non fosse per i flussi migratori dai Paesi in via di sviluppo.
insediamenti 11

proiez
Le grandi migrazioni Le migrazioni sono avvenute fin dalla Preistoria, quando i gruppi umani

ipotesi di
10
dovevano seguire gli spostamenti degli animali selvatici. In epoca moderna le grandi migrazio-
ni hanno caratterizzato la colonizzazione europea dell’America, con la tratta degli schiavi afri-
cani. Oggi le migrazioni causate dalla ricerca di migliori condizioni di vita avvengono dai Paesi 9

poveri di Africa, Asia e America Centro-meridionale verso le zone più ricche, in particolare alta

il Nordamerica e l’Europa. media


8

■ Il popolamento della Terra


bassa
7

Dalle origini alla Rivoluzione industriale e demografica Si stima che 10000 anni prima di Cristo 6,15 miliardi
la popolazione umana non superasse i sei milioni di persone. Con la rivoluzione agricola 6

si avviò la prima transizione demografica della storia. La popolazione continuò ad au- Oceania

mentare: alla metà del XVII secolo era di circa 800 milioni di persone. Nei seco- 5

li seguenti in Europa la crescita fu molto più veloce grazie agli effetti della Ri- settentrionale
America
e entrale
c

voluzione industriale (aumento della natalità e forte riduzione della mortalità). 4

Un’evoluzione differente In seguito, nei Paesi sviluppati la transizione demografi-


America
meridionale

ca si completò con la riduzione della natalità, prima graduale, poi, a partire dagli 3

anni Sessanta del Novecento, più brusca grazie alla diffusione di metodi di con- Africa
2,5 miliardi

trollo delle nascite; in molti Paesi la natalità è calata no- 1,6 miliardi
2

tevolmente, fino a un “tasso zero”. In Asia e Africa,

miliardi di abitanti
1,2 miliardi
invece, nel corso del XX secolo si è verificato un for-
Asia
1
0,5 0,7 miliardi
tissimo aumento della natalità grazie ai progressi del- miliardi

la medicina e ai cambiamenti nel modo di vivere le- Europa


0
gati all’industrializzazione. 1650 1750 1850 1900 1950 2000 2025 2050

■ La distribuzione
Le differenze di densità Circa il 60% dell’umanità vive in quattro zone (Europa, nord-est dell’America
Settentrionale, regione indiana ed Estremo Oriente asiatico) che rappresentano meno del 10% delle ter-
re emerse e hanno una densità di popolazione media superiore ai 200 ab./km2. Un altro 25% delle terre
emerse è costituito da aree scarsamente popolate, con densità bassissime.

■ L’urbanizzazione
I Paesi sviluppati Fino a qualche decennio fa nel mondo prevaleva ancora la popolazione rurale; da qual-
che anno invece la popolazione urbana ha superato il 50% del totale. In un primo tempo la spinta al-
l’urbanizzazione ha riguardato solo i Paesi sviluppati, dove si sono formate complesse reti urbane com-
poste da aree metropolitane (nelle quali una grande città prevale nettamente su tutte quelle che la cir-
A condano) e conurbazioni (dove invece sono presenti diverse città di dimensioni e importanza simili). In
Europa, Giappone, Cina e, soprattutto, Stati Uniti
INDICATORI DEMOGRAFICI, (dove questo fenomeno ha avuto inizio) il continuo PER NON DIMENTICARE
p. 15 espandersi degli agglomerati urbani ha prodotto la 1. Perché la rivoluzione agricola favorì il primo
TRANSIZIONE DEMOGRAFICA, nascita di alcune megalopoli, nelle quali vivono de-
p. 18 aumento della popolazione mondiale?
cine di milioni di persone.
DENSITÀ DI POPOLAZIONE,
2. Dove si dirigono oggi i grandi flussi migratori?
p. 20 I Paesi in via di sviluppo Negli ultimi decenni l’urba- 3. Quando avvenne il forte aumento della popola-
MEGALOPOLI, nizzazione ha riguardato soprattutto i Paesi in via di zione europea e perché?
p. 25 sviluppo, dove ha ritmi fortissimi. In molti casi, pe- 4. Quali caratteristiche ha avuto la crescita demo-
SLUM, rò, la mancanza di servizi, il sovraffollamento e la grafica in Asia e Africa?
p. 25 grande povertà portano alla formazione degli slum. 5. Quali differenze ci sono nell’urbanizzazione?

28 UNITÀ 1 La popolazione e gli insediamenti


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Attività1 La popolazione
e gli insediamenti

■ LAVORARE SULLE CONOSCENZE

◗1 Colora sulla carta le zone del mondo più densamente popolate e quindi rispondi alle domande.

In base a quanto hai studiato nell’unità circa i tre quinti dell’umanità vivono in quattro grandi zone:
a. Quali sono queste zone? d. Quale percentuale delle terre emerse è disabitata o scarsamen-
b. Che percentuale delle terre emerse coprono? te popolata?
c. Qual è la densità media abitativa in queste zone? e. Quale percentuale della popolazione mondiale vi abita?
f. Qual è la densità abitativa in queste zone?

■ RICAVARE INFORMAZIONI DALLE FONTI Regione Popolazione (in migliaia)

◗2 La tabella riporta i dati della popolazione mondiale nel 2010


(fonte: censimenti 2011 e stime 2011/2012). Calcola per ogni con-
MONDO
AFRICA
6 775 456
1 040 090
tinente o regione del mondo la percentuale di popolazione sul to-
tale mondiale. ASIA 4 050 339
AFRICA .................................................................................. Asia orientale 1 574 231
ASIA ..................................................................................... Asia centrale e meridionale 1 666 572
Asia orientale ........................................................................
Asia sud-orientale 593 492
Asia centrale e meridionale .....................................................
Asia occidentale 216 044
Asia sud-orientale ..................................................................

Asia occidentale .....................................................................


EUROPA 713 842
EUROPA ................................................................................ AMERICA SETT. E CENTRALE 542 591
AMERICA SETTENTRIONALE E CENTRALE ................................. AMERICA MERIDIONALE 391 100
AMERICA MERIDIONALE .........................................................
OCEANIA 37 494
OCEANIA ...............................................................................

La popolazione e gli insediamenti ATTIVITÀ 1 29


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2
OBIETTIVI COGNITIVI
Studieremo:
Popoli, Stati e organismi
internazionali

■ le differenze tra etnie, razze, popoli


e Stati.
■ i principali caratteri cuturali dei popoli:
le lingue e le religioni.
La carta mostra gli Stati che
aderiscono alle principali
organizzazioni internazionali.

■ i conflitti nel mondo.


■ le principali organizzazioni internazionali,
in particolare l’ONU.

OBIETTIVI METODOLOGICI
Apprenderemo a:
■ consultare e interpretare linee del tempo e
carte tematiche per collocare correttamente
eventi e fenomeni nel tempo e nello spazio.
■ utilizzare diversi tipi di fonti (testi, grafici,
illustrazioni).
■ individuare nel passato e nelle caratteristiche
culturali dei popoli le ragioni di alcuni
fenomeni geopolitici attuali.

OBIETTIVI ESPRESSIVI
Impareremo il significato di:
● etnia • razza • Popolo (o nazione) • Stato
unitario • Stato regionale • Stato federale •
Commonwealth

I tempi
Dall’inizio dell’epoca moderna a
oggi i rapporti fra i popoli, distinti
per caratteri culturali e luoghi di
insediamento, sono stati determi-
nati dalla formazione degli Stati
nazionali e dai loro scontri per il
predominio regionale, continenta-
le o mondiale. È solo nel XX seco-
lo che si afferma, con la nascita
dell’ONU e di altri organismi, un
tentativo di dare ai rapporti inter-
nazionali “regole” basate sul dirit-
to e non solo sulla forza militare.

30 UNITÀ 2 Popoli, Stati e organismi internazionali


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