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WALKER
CORSO DI
FISICA
LABORATORIO
a cura di
CLAUDIO MASSA e TIZIANA VANDELLI
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9788863641806
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Indice dei laboratori

1. Determinazione dello spessore di un foglio 29. Verifica della legge di Torricelli ............................... 38
di carta utilizzando il calibro ...................................... 2 30. Dilatazione termica ........................................................ 39
2. Confronto fra la misura diretta e la misura 31. Calore specifico ................................................................ 40
indiretta di un’area ........................................................ 3 32. Trasformazioni a temperatura costante ............... 42
3. Confronto fra la misura diretta e la misura 33. Trasformazioni a pressione costante ..................... 43
indiretta di un volume ................................................. 4 34. Trasformazioni a volume costante ......................... 45
4. Misura della velocità media e della velocità 35. Calore latente di fusione ............................................. 47
istantanea di un oggetto ............................................. 6 36. Taratura di un termometro ........................................ 48
5. Moto accelerato ............................................................... 8 37. Interferenza delle onde sonore ................................ 49
6. Verifica della regola del parallelogramma ......... 10 38. Onde stazionarie ............................................................. 50
7. Moto parabolico .............................................................. 11 39. Riflessione della luce .................................................... 51
8. Taratura di un dinamometro .................................... 12 40. Specchio sferico ............................................................... 52
9. Verifica della seconda legge di Newton .............. 13 41. Rifrazione ........................................................................... 53
10. Scomposizione della forza peso in un piano 42. Lente convergente .......................................................... 55
inclinato ............................................................................... 15 43. Microscopio composto ................................................. 56
11. Stima dell’attrito dinamico ........................................ 16 44. Telescopio di Galileo ..................................................... 57
12. Determinazione del coefficiente di attrito 45. Interferenza della luce .................................................. 58
statico tra due superfici ............................................... 18 46. Diffrazione ......................................................................... 59
13. Legge di Hooke ............................................................... 19 47. Legge di Coulomb .......................................................... 60
14. Verifica del teorema delle “forze vive” ................. 20 48. Verifica della legge di Ohm ....................................... 61
15. Trasformazione dell’energia potenziale 49. Curva tensione-corrente
di una molla in energia cinetica .............................. 22 di una lampadina ............................................................ 62
16. Urto anelastico in una dimensione ........................ 23 50. Resistività dei materiali ............................................... 63
17. Pendolo balistico ............................................................. 24 51. Resistenze in serie e in parallelo ............................. 65
18. Urto elastico in una dimensione ............................. 25 52. Misura della costante di tempo
19. Moto circolare uniforme e accelerazione nei circuiti RC ................................................................... 66
centripeta ............................................................................ 27 53. Resistenza interna di una pila .................................. 67
20. Confronto fra oggetti che rotolano 54. Misura della carica specifica dell’elettrone .......... 68
(senza strisciare) su un piano inclinato ............... 28 55. Forza magnetica esercitata su un filo
21. Determinazione del centro di massa percorso da corrente ...................................................... 70
di un oggetto ..................................................................... 29 56. Campo magnetico prodotto da una corrente
22. Accelerazione angolare ................................................ 30 rettilinea ............................................................................... 72
23. Determinazione del momento d’inerzia ............. 31 57. Equazione del trasformatore .................................... 73
24. Sistema massa-molla ..................................................... 32 58. Impedenza di un circuito in corrente
25. Relazione fra lunghezza e periodo alternata ............................................................................... 74
di un pendolo semplice ............................................... 33 59. Angolo di Brewster ........................................................ 75
26. Misura di g con il pendolo ......................................... 35 60. Determinazione della costante di Planck
27. Misure di densità ............................................................ 36 mediante l’effetto fotoelettrico ................................. 76
28. Spinta di Archimede ..................................................... 37 61. Spettro dell’atomo di idrogeno ................................ 77
LABORATORIO

1 Determinazione dello spessore di un


foglio di carta utilizzando il calibro
Obiettivo Svolgimento
Misurare lo spessore di un foglio di La misura dello spessore di un foglio di carta non può essere affrontata diretta-
carta in formato A4 utilizzando un mente, essendo il foglio di carta estremamente sottile. Possiamo superare questa
calibro centesimale. difficoltà ricorrendo a una pratica sperimentale nota come metodo della chiusura.
Supponendo che i fogli abbiano tutti il medesimo spessore, misuriamo lo spessore
Materiale occorrente di n fogli e dividiamo poi il risultato della misura per il numero n. In questo modo
anche l’incertezza sulla misura sarà ottenuta dividendo per n il valore relativo alla
o Una risma di fogli di carta in misura complessiva.
formato A4 Procediamo, quindi, misurando lo spessore di 20 fogli sovrapposti uno sull’altro.
o Un calibro centesimale Prepariamo 5 pacchetti da 20 fogli ciascuno ed eseguiamo la misura.
Riportiamo i dati nella seguente tabella:

TABELLA 1

Pacchetto 1 2 3 4 5
Spessore (mm)

Spessore medio di un pacchetto: xmedio( 20 )  ...................... mm


Spessore massimo di un pacchetto: xmax( 20 )  ...................... mm
Spessore minimo di un pacchetto: xmin( 20 )  ...................... mm

Semidispersione massima a ¢x  b: ¢x( 20 )  ...................... mm


xmax  xmin
2

Calcoliamo lo spessore di un foglio dividendo per 20 lo spessore medio e la semi-


dispersione di un pacchetto:
xmedio  .................... mm

¢x  .................... mm

Confrontiamo ora la semidispersione massima con la sensibilità dello strumento: il


maggiore di questi due valori corrisponde all’incertezza associata alla misura.
Ricordiamo che l’incertezza non può essere mai inferiore alla sensibilità dello stru-
mento utilizzato.

Risultato
Arrotondiamo il valore dell’incertezza alla prima cifra significativa e confrontia-
mola con il valore medio della misura effettuata, verificando su quale cifra incide
l’incertezza. Arrotondiamo il risultato alla prima cifra certa.
Scriviamo il risultato:
x  (...................... ; ......................) mm

Osservazioni
Sottolineiamo che il ricorso al metodo della chiusura presuppone che tutti i fogli abbiano lo stesso spessore.

Quesiti
• Esponi sotto forma di relazione i procedimenti seguiti, mettendo in evidenza l’obiettivo, il materiale e gli strumen-
ti utilizzati e le scelte operative, motivandole adeguatamente.

2
LABORATORIO

2 Confronto fra la misura diretta


e la misura indiretta di un’area
Obiettivo Svolgimento
Misurare l’area di una superficie piana Misura diretta
con il metodo diretto (per confronto Per effettuare la misura diretta dell’area di una figura piana, appoggia la figura sul
con un campione di superficie) e con il foglio di carta millimetrata e ricalcane il contorno sul foglio.
metodo indiretto (mediante relazioni Ora, prendendo come unità di misura un quadratino da 1 mm2, conta quanti qua-
matematiche a partire dalla misura del- dratini sono contenuti esattamente all’interno del contorno (non conteggiare quel-
le singole dimensioni). li attraversati dal contorno) e riporta nella tabella 1 il valore trovato. Questa misu-
ra rappresenta un’approssimazione per difetto dell’area.
Materiale occorrente Conta ora i quadretti che sono attraversati dal contorno e sommali a quelli interni
contati prima. Otterrai così un’approssimazione della misura dell’area per eccesso.
o Un righello millimetrato
Riporta anche questa misura nella colonna corrispondente della tabella 1.
o Carta millimetrata La misura dell’area è, chiaramente, intermedia ai valori trovati, la migliore stima
o Figure piane di forma irregolare, del risultato di questa misura è la media aritmetica tra le due misure trovate. Cal-
ma scomponibili in triangoli cola quindi il valore medio e inseriscilo nella colonna corrispondente della tabella.
e rettangoli. Ripeti l’intero procedimento per altre 4 volte, ridisegnando il contorno della figu-
ra in una posizione diversa del foglio (o di un altro foglio, se necessario).
Calcola ora la media A fra i valori medi che hai trovato e la loro semidispersione, ¢A:
A  ...................... mm 2 ¢ A  ...................... mm 2
Arrotonda l’incertezza alla prima cifra significativa e confronta il valore ottenuto
con la misura dell’area, determinando la cifra sulla quale incide l’incertezza. Arro-
tonda la misura dell’area alla cifra sulla quale incide l’incertezza e scrivi il risulta-
to ottenuto:
A  (...................... ; ......................) mm 2

Misura indiretta
Scomponi la figura in triangoli e in rettangoli aiutandoti con una matita. Per ogni
figura della scomposizione misura la base e l’altezza, riportando in tabella le misu-
re rilevate. Calcola l’area e associa a ogni misura l’incertezza, ricordando la tecni-
ca per il calcolo dell’incertezza nei prodotti.
Calcola, infine, l’area totale e l’incertezza a essa associata.
TABELLA 2

Figura Base Altezza Area Incertezza


TABELLA 1
1
Misura per Misura per Valore 2
n
difetto eccesso medio ...
1 ...
2 Area totale
3
4 Arrotonda l’incertezza alla prima cifra significativa e osserva su quale cifra del ri-
sultato incide l’incertezza. Arrotonda il risultato alla cifra sulla quale incide l’incer-
5
tezza e presenta il risultato:
A  (...................... ; ......................) mm 2

Quesiti
• Confronta i risultati ottenuti utilizzando i due diversi procedimenti. Quale delle due misure è più precisa? In qua-
le modo puoi stabilirlo?
• La misura indiretta è sempre possibile?

3
LABORATORIO

3 Confronto fra la misura diretta


e la misura indiretta di un volume
Obiettivo Svolgimento
Misurare il volume di un solido di forma Misura diretta
regolare, un parallelepipedo rettangolo Riempi d’acqua il cilindro graduato fino a un livello che ti consenta poi di immer-
o una sfera, con il metodo diretto (per gervi completamente il parallelepipedo e annota nella tabella 1 il volume iniziale
immersione) e con il metodo indiretto Vi del liquido.
(mediante relazioni matematiche a par-
tire dalla misura delle singole dimen-
sioni).

Materiale occorrente
o Un calibro centesimale
o Un cilindro graduato
o Solidi di forma regolare che non si
sciolgono in acqua
(un parallelepipedo rettangolo
e una sfera) Immergi quindi il solido e annota in tabella 1 il volume finale Vf raggiunto dall’ac-
qua dopo l’immersione del solido.
Il volume del solido si ottiene dalla differenza fra Vf e Vi. L’incertezza su questa
misura è la somma delle incertezze sulle singole misure.

TABELLA 1

Vi (cm3) ¢Vi (cm3) Vf (cm3) ¢Vf (cm3)

Risultato
V  (...................... ; ......................) cm 3

Misura indiretta
Riporta in tabella 2 la misura delle dimensioni del parallelepipedo, effettuata con il
calibro centesimale: base b, altezza h e profondità p. Come incertezza puoi associa-
re a ogni misura la sensibilità dello strumento.

TABELLA 2

b (cm) ¢b (cm) h (cm) ¢h (cm) p (cm) ¢p (cm)

Il volume del solido è:


V  b  p  h  ......................
Per calcolare l’incertezza sul volume si calcola dapprima l’incertezza relativa, co-
me somma delle singole incertezze relative:
¢V ¢b ¢ p ¢h
    ......................
V b p h
Quindi:
¢V  ......................  V  .......................

Risultato
V  (...................... ; ......................) cm 3
4
Svolgimento
Misura diretta
Prendiamo in considerazione la sfera.
Procedi esattamente come per il parallelepipedo, compilando la tabella 3.

TABELLA 3

Vi (cm3) ¢Vi (cm3) Vf (cm3) ¢Vf (cm3)

Risultato
V  (...................... ; ......................) cm 3

Misura indiretta
Misura, con il calibro centesimale, il diametro d della sfera associando un’incertez-
za pari alla sensibilità dello strumento:
d  (...................... ; ......................) cm
Il volume è:
V  ......................
L’incertezza sul volume, considerato che questo si ottiene da un prodotto, è data
da:
¢V
 ......................
V
da cui:
V  ......................

Risultato
V  (...................... ; ......................) cm 3

Osservazioni
Nella misura diretta, è critica la misura del livello dell’acqua nel cilindro graduato. Fai molta attenzione al possibile
errore di parallasse e all’effetto determinato dall’aderenza dell’acqua alla superficie di vetro del cilindro.

Quesiti
• Quale delle due misure è risultata più precisa? Sai spiegarne il motivo?

5
LABORATORIO

4 Misura della velocità media e


della velocità istantanea di un oggetto
Obiettivo Svolgimento
Effettuare la misura della velocità (me- Dopo aver montato l’apparato illustrato in figura ed esserti assicurato, median-
dia e istantanea) di un carrello che si te la livella a bolla, che la rotaia sia perfettamente orizzontale, costruisci una ta-
muove su una rotaia a cuscino d’aria. bella analoga alla tabella 1, riportando nella seconda colonna la posizione delle
fotocellule, misurata ponendo l’origine sulla prima fotocellula (F1).
Materiale occorrente Nella terza colonna riporta gli spostamenti ¢ s1  x2  x1 , ¢ s2  x3  x2 ,...
o Una rotaia a cuscino d’aria
o Un carrello
o Almeno 4 fotocellule
o Un cronometro digitale collegato
alle fotocellule (sensibile
al centesimo di secondo)
o Un metro (sensibile al mm)
o Una livella a bolla
o Un compressore
o Fogli di carta millimetrata
Ricorda che, se la sensibilità del metro è di 1 mm, l’incertezza sulla posizione è
2 mm (1 mm di incertezza sul primo estremo del metro e 1 mm sul secondo estre-
mo) e quella sullo spostamento è 4 mm (si sommano gli errori assoluti).
TABELLA 1

Posizione Spostamento Tempo Intervalli di tempo ¢s


Fotocellula vm = (m/s)
(x  ¢ x) cm ¢ s (cm) (t  ¢ t) (s) ¢ t (s) ¢t
F1 0 0 0 0 0
F2 ¢s1  x 2 − x1  ¢t1  t2 − t1 
F3 ¢s2  x 3 − x 2  ¢t2  t3 − t2 
F4 ¢s3  x 4 − x 3  ¢t3  t 4 − t3 
...

Ora puoi procedere con l’esperienza: azzera il cronometro, accendi il compres-


sore e fai partire il carrello utilizzando il martelletto a molla che si trova all’ini-
zio della rotaia.
Il carrello, passando davanti alla prima fotocellula, attiva il cronometro e vengo-
no registrati i tempi di passaggio davanti alle fotocellule successive.
Riporta nella quarta colonna della tabella i tempi relativi a questi passaggi.
Riporta nella quinta colonna gli intervalli di tempo ¢t1  t2 − t1 , ¢t2  t3 − t2 ,...
relativi ai vari spostamenti.
¢s
Calcola infine il rapporto , relativo a ciascun intervallo, annotando i valori trova-
¢t
ti nella sesta colonna della tabella 1.
Tale rapporto rappresenta la velocità media del carrello in ogni intervallo. L’in-
certezza sul valore della velocità media, considerato che si tratta di un rapporto, si
¢v ¢s ¢t
ottiene calcolando prima l’errore relativo   e poi moltiplicandolo
¢v v s t
per v: ¢ v  v
v
Costruisci un grafico della posizione in funzione del tempo, riportando sull’asse
delle ascisse il tempo e sull’asse delle ordinate la posizione. Ricordati di riportare
sul grafico anche le incertezze associate ai dati.
Ripeti più volte questo procedimento.

6
Risultato
Confronta i valori ottenuti per v e v e osserva su quale cifra incide l’errore. Arro-
tonda quindi il valore di v a quella cifra. Scrivi il risultato:

vm  (...................... ; ......................) m/s


Osservando i grafici ottenuti, dovresti notare che i punti sono pressoché allineati.
Sebbene nei diversi grafici la pendenza della retta possa essere diversa, puoi osser-
vare che si tratta ugualmente di un moto uniforme. In questo caso, la velocità me-
dia corrisponde alla velocità istantanea (pendenza della tangente alla curva).

Osservazioni
Probabilmente il grafico che hai ottenuto non è proprio lineare. Ciò è dovuto al fatto che, anche se la rotaia elimina
gran parte degli attriti, ancora si ha qualche resistenza al moto e quindi non si può dire che la risultante delle forze
che agiscono sul carrello sia effettivamente nulla.

Quesiti
• Se si allontanano fra loro le fotocellule, si ottengono misure più precise, meno precise o con la stessa precisione?
Giustifica la tua risposta.

7
LABORATORIO

5 Moto accelerato

Obiettivo Svolgimento
Effettuare la misura della velocità e Dopo aver montato l’apparato illustrato nel precedente laboratorio, inclina la ro-
dell’accelerazione media e istantanea taia di 5° rispetto all’orizzontale. Costruisci una tabella come quella mostrata di
di un carrello che si muove su una seguito, riportando nella seconda colonna la posizione delle fotocellule, misurata
rotaia a cuscino d’aria inclinata. ponendo l’origine sulla prima fotocellula (F1).

Materiale occorrente
o Una rotaia a cuscino d’aria
o Un carrello
o Un’elettrocalamita
o Almeno 4 fotocellule
o Un cronometro digitale collegato
alle fotocellule (sensibile
al centesimo di secondo)
o Un compressore
o Un metro
o Un goniometro
o Fogli di carta millimetrata Nella terza colonna riporta gli spostamenti ¢ s1 ⫽ x2 ⫺ x1, ¢ s2 ⫽ x3 ⫺ x2 , ...

Posizione Spostamento Tempo Intervalli di tempo ¢s ¢vm


Fotocellula vm = (m/s) tm (s) ⌬tm (s) am ⫽ (m/s 2)
(x ⫾ ¢x) cm ¢s (cm) (t ⫾ ¢t) (s) ¢t (s) ¢t ¢ tm
F1 0 0 0 0 0 0 0 0
F2 ¢s1 ⫽ x 2 − x1 ⫽ ¢t1 ⫽ t2 − t1 ⫽
F3 ¢s2 ⫽ x 3 − x 2 ⫽ ¢t2 ⫽ t3 − t2 ⫽
F4 ¢s3 ⫽ x 4 − x 3 ⫽ ¢t3 ⫽ t 4 − t3 ⫽
...

TABELLA 1
Per le incertezze puoi comportarti come per il laboratorio 4.
Procedi con l’esperienza: azzera il cronometro e fai aderire l’estremità del carrello
all’elettrocalamita montata sull’estremo più alto della rotaia. Fai partire il compres-
sore e spegni l’elettrocalamita in modo che il carrello inizi a scendere.
Riporta nella quarta colonna della tabella i tempi rilevati dalle fotocellule e nella
quinta colonna gli intervalli di tempo ¢t1 ⫽ t2 − t1 , ¢t2 ⫽ t3 − t2 ,... relativi ai
vari spostamenti.
Nella sesta colonna riporta i valori delle velocità medie nei singoli intervalli.
Nella settima colonna scrivi il valore del tempo medio di ogni intervallo, definito
t ⫹ t2
come tm,1 ⫽ 1 , ...
2
Nell’ottava colonna scrivi gli intervalli di tempo calcolati tra i vari tempi medi suc-
cessivi: ¢tm ,1 ⫽ tm , 2 ⫺ tm ,1, ...
Nella nona colonna scrivi i valori delle accelerazioni medie.
Costruisci ora il grafico della posizione in funzione del tempo, ponendo sull’asse del-
le ascisse il tempo e sull’asse delle ordinate la posizione, con le rispettive incertezze.
Costruisci il grafico della velocità in funzione del tempo, ponendo sull’asse delle
ascisse il tempo e sull’asse delle ordinate la velocità, con le rispettive incertezze.
Ripeti più volte questo procedimento e confronta i grafici ottenuti.
Ripeti l’intero procedimento inclinando la rotaia di 10° prima e poi di 15°, confron-
tando i grafici ottenuti.
8
Risultato
Osservando i grafici ottenuti, dovresti notare che i punti del grafico spazio-tempo
non sono allineati come nell’esperienza del laboratorio 4, ma, entro gli errori spe-
rimentali, seguono un andamento parabolico con la concavità rivolta verso l’alto.
Nel grafico velocità-tempo, invece, i punti sono pressoché allineati, ovvero è possi-
bile tracciare una retta entro le incertezze sperimentali. Ciò è indice di un’accelera-
zione costante.
Confrontando i grafici velocità-tempo relativi a inclinazioni diverse della rotaia,
dovresti notare che maggiore è l’inclinazione della rotaia, maggiore è la pendenza
della retta sul grafico, quindi maggiore è l’accelerazione.
Operando come al solito per le incertezze, scrivi i risultati ottenuti per le accelera-
zioni relative alle varie inclinazioni della rotaia:

a 5° ⫽ (...................... ⫾ ......................) m/s 2


a10° ⫽ (...................... ⫾ ......................) m/s 2
a15° ⫽ (...................... ⫾ ......................) m/s 2

Osservazioni
In questo caso la velocità istantanea può essere calcolata con il seguente procedimento:
– stabilito l’istante per cui si vuole calcolare la velocità, si individua il punto della curva spazio-tempo corrisponden-
te e si traccia, per quel punto, la retta tangente alla curva;
– si determina la velocità istantanea interpretandola come la pendenza della tangente alla curva nel punto conside-
rato.

Quesiti
• A quale grandezza corrisponde la pendenza della retta nel grafico velocità-tempo?
• Prendendo in considerazione il primo punto e l’ultimo dei grafici spazio-tempo e velocità-tempo, verifica la relazio-
v 2f − v 2i
ne a ⫽ .
2¢ x
• Riporta in tabella 2 gli spostamenti ¢ s1 , ¢ s2 , ¢ s3 , ... e i rispettivi intervalli di tempo ¢t1 , ¢t2 , ¢t3 , ... Calcola,
¢s
per ogni coppia di valori il rapporto , riportando il risultato nella terza colonna della tabella.
¢t 2
TABELLA 2

¢s
¢ s (cm) ¢t (s) (cm/s 2)
¢t 2

Che cosa ottieni? Interpreta i valori ottenuti nella terza colonna ricordando l’equazione del moto uniformemente ac-
1
celerato: s ⫽ at 2 .
2

9
LABORATORIO

6 Verifica della regola


del parallelogramma
Obiettivo Svolgimento
Verificare che la composizione di due Lo schema di montaggio dell’apparato è mostrato in figura 1.
Appendi alcuni pesetti nel pun-
vettori, in questo caso di due forze, ▼ FIGURA 1
segue la regola del parallelogramma. to P, che è associato a un piccolo
cappio, e altri alle estremità libe-
Materiale occorrente re del filo in modo che il sistema
risulti in equilibrio. Nel punto P,
o Alcuni pesetti
in questo
 modo,agiscono tre
o Due aste e relative basi corredate forze F3 , F1 ed F2 , la cui risul-
da pulegge tante è nulla.Ciò vuol
 dire che

la somma di ed F  = 90°
o Un sostegno per fogli e relativi F
 1 2 è uguale e
fogli da disegno opposta a F3 .
Quando il sistema è in equili- P
o Un righello
brio avvicina il foglio e riporta
o Un goniometro su di esso la posizione del punto
o Filo sottile di nylon P e alcuni punti che ti permetta-
no di ricostruire la direzione dei
tre fili (che corrisponde alla di-
rezione delle tre forze applicate
in P).
Traccia, dal punto P, le semirette che individuano la direzione delle tre forze. Lun-
go le tre direzioni individuate, traccia dei segmenti proporzionali, rispettivamente,
al numero di pesetti appesi alle estremità dei fili. Dovresti ottenere un disegno si-
  mile a quello mostrato in figura 2.
F1 + F2
 

Misura con il goniometro l’ampiezza dell’angolo  fra F1 ed F2  e con 
il righello la
lunghezza della diagonale del parallelogramma che ha per lati F1 ed F2 .
  Ripeti la procedura completa cambiando, di volta in volta, i pesi e compila la tabel-
 F2 la 1.
F1
TABELLA 1
P
    
0 F1 0 (N) 0 F2 0 (N) 0 F1 + F2 0 (N) 0 F3 0 (N) 

F3

▲ FIGURA 2

Risultato
Dalla tabella
dovresti

 notare che il valore calcolato, attraverso 
la rappresentazione
grafica, di 0 F1 + F2 0 , entro gli errori sperimentali, coincide con F3 . In altre parole, le
forze si sommano seguendo la regola del parallelogramma.

Osservazioni  

Puoi notare che, se l’angolo  fra F1 ed F2 è di 90°, le tre forze verificano il teorema di Pitagora e i loro moduli sono
una terna pitagorica.

Quesiti
• Descrivi quali sono le possibili cause di errore in questa esperienza.
• Se aumentiamo i pesi, l’influenza del peso del filo di nylon diminuisce, ma quale altra causa di errore aumenta?
• Che cosa succede se metti un ugual numero di pesetti alle estremità libere del filo? Descrivi la situazione.

10
LABORATORIO

7 Moto parabolico

Obiettivo Svolgimento
Studiare il moto parabolico di un og- Monta l’apparato seguendo lo schema illustrato in figura.
getto. È molto importante che la guida di accelerazione sia perpendicolare al bordo del
tavolo.
Materiale occorrente
o Una sfera metallica
o Una guida di accelerazione per la
h1 
v0
sfera
o Un tavolo
o Fogli di carta carbone h2
o Fogli da disegno
d
o Nastro adesivo

TABELLA 1 Misura l’altezza h1 del punto da cui parte la sfera sulla guida e l’altezza h2 del tavo-
lo. Poni, alla base del tavolo, un foglio da disegno in una posizione tale che la sfe-
h1 h2 d ra possa cadervi sopra.
Fissa con il nastro adesivo il foglio a terra. Poni sul foglio la carta carbone.
Ora, lascia cadere la sfera lungo la guida e rileva la distanza d, detta gittata (indi-
viduata attraverso il segno lasciato dalla carta carbone sul foglio), del punto di at-
terraggio sul foglio rispetto alla base del tavolo.
Esegui almeno 5 volte il procedimento, riportando sulla tabella 1 i dati raccolti.
Ripeti la prova cambiando l’altezza h1. Ripeti la prova cambiando l’altezza h2.

Risultato
Calcola la media dei valori trovati per d e associa come incertezza la semidisper-
sione:
d  (...................... ; ......................) cm

Confronta il risultato ottenuto con il valore teorico dteorico  2 h1  h2 . Tale valore


si ottiene considerando che la velocità finale di un corpo che scivola senza attrito
lungo un piano partendo da una altezza h1 è vf  2 gh1 .
Basta, a questo punto, impostare le equazioni del moto di un proiettile per ottene-
re la gittata d:
x  vt
u 1 2
y  gt  h2
2
da cui, ponendo x = d, y = 0 e v  2 gh1 , si ottiene dteorico  2 h1  h2 .

Osservazioni
I valori trovati per d dovrebbero avvicinarsi al valore teorico sempre di più a mano a mano che aumenti le altezze.
Ciò è dovuto al fatto che le perdite di velocità a causa degli attriti incidono meno, purché la velocità raggiunta sulla
guida non sia troppo alta e faccia perdere aderenza alla sferetta.

Quesiti
• Utilizzando il valore di d che hai trovato nella prima serie di misure, calcola la velocità della sfera al momento in cui
ha lasciato la guida e confrontala con la velocità teorica vteorica  2 gh1 .

11
LABORATORIO

8 Taratura di un dinamometro

Obiettivo Svolgimento
Tarare una molla al fine di utilizzarla per La prova si svolge in tre fasi successive e ha
misurare il peso di un oggetto inco- come prerequisito il fatto che forze uguali
gnito. producono allungamenti uguali della molla.

Materiale occorrente Prima fase


La prima cosa che dovrai accertare è, quindi,
o Una molla che i pesetti siano effettivamente uguali e che
o Vari pesetti uguali fra loro producano allungamenti uguali. Lo schema di
o Un metro (sensibile al mm) montaggio dell’apparato è mostrato in figura.
Fissa il primo traguardo all’altezza dell’estre-
o Un’asta con due traguardi mo inferiore della molla (a cui verranno appe-
o Un’asta alla quale appendere si i pesetti). Appendi un pesetto e fissa il se-
una molla condo traguardo all’altezza della nuova
o Carta millimetrata posizione dell’estremo della molla. Misura la
distanza tra i traguardi. Cambia pesetto ed
o Un corpo di peso incognito esegui di nuovo la procedura controllando
che, entro gli errori sperimentali, l’allunga-
mento sia sempre lo stesso.
TABELLA 1 Ora hai a disposizione un certo numero di pe-
setti uguali fra loro e puoi procedere con la ta-
N. pesetti Allungamento ratura della molla.
1
Seconda fase
2
Appendi 2 pesetti e misura l’allungamento, poi appendine 3, poi 4 e così via, regi-
3 strando in una tabella come la tabella 1 i valori ottenuti.
... Costruisci un grafico sulla carta millimetrata, riportando sull’asse delle ascisse il
numero di pesetti e sull’asse delle ordinate il rispettivo allungamento. Valuta bene
l’incertezza e riportala sul grafico.
Potrai utilizzare il grafico che hai appena costruito per misurare il peso dell’ogget-
to incognito, utilizzando come unità di misura il “pesetto”.

Terza fase
Appendi l’oggetto incognito alla molla e misura l’allungamento che ne deriva.
Leggi sul grafico il numero di pesetti corrispondente all’allungamento del peso in-
cognito (puoi utilizzare anche frazioni di pesetto se l’incertezza te lo consente).

Risultato
Il peso dell’oggetto incognito, espresso in unità “pesetto” è:

P  (...................... ; ......................) pesetti

Osservazioni
Il grafico che hai ottenuto ha un intervallo di linearità, entro le incertezze sperimentali. Se continui ad aggiungere pe-
setti, l’allungamento non è più lineare e la molla si snerva. È evidente che la molla può essere utilizzata come misura-
tore di forze solo nella zona in cui l’allungamento è lineare.

Quesiti
• Descrivi un procedimento per convertire le misure effettuate in “pesetti” in newton ed esprimi il peso dell’ogget-
to incognito in newton.

12
LABORATORIO

9 Verifica della seconda legge


di Newton
Obiettivo Svolgimento
Verificare che, se la risultante delle forze In figura è mostrato lo schema di montaggio dell’apparato.
che agiscono su un oggetto è diversa da Usa la livella per far sì che la rotaia sia perfettamente orizzontale.
zero, l’oggetto accelera con una ac-
celerazione direttamente proporzio-
nale alla forza e inversamente propor-
zionale alla massa del sistema.

Materiale occorrente
o Una rotaia a cuscino d’aria con
puleggia ed elettrocalamita
o Un carrello con portapesi
o Filo di nylon
L’esperienza è divisa in due fasi: nella prima si mantiene costante la forza e si au-
o Un portapesi da attaccare al filo
menta la massa, verificando che l’accelerazione è inversamente proporzionale alla
di nylon
massa; nella seconda fase, si mantiene costante la massa totale e si aumenta la for-
o Alcuni pesi noti za, verificando che l’accelerazione è direttamente proporzionale alla forza.
o Una livella a bolla
Prima fase
o Almeno 4 fotocellule collegate
Metti sul portapesi del carrello un peso e annota il peso totale (carrello + peso).
a un cronometro digitale
Metti un peso nel portapesi attaccato al filo di nylon. Avvia il compressore, azzera
o Un metro (sensibile al mm) il cronometro e attacca il carrello alla elettrocalamita.
Spegni l’elettrocalamita e leggi i tempi sul cronometro. Riporta i dati in una tabel-
la come quella sottostante e calcola l’accelerazione media, seguendo la metodolo-
gia utilizzata nel laboratorio 5.
Verifica che si tratta di un moto uniformemente accelerato.
TABELLA 1

Posizione Spostamento Tempo Intervallo di tempo ¢s ¢vm


Fotocellula
(x  ¢x) cm ¢s (cm) (t  ¢t) (s) ¢t (s) vm = tm (s) tm (s) am  (m/s 2)
¢t ¢ tm
F1 0 0 0 0 0 0 0 0
F2
F3
F4
...

TABELLA 2 Aggiungi un peso al carrello e calcola la nuova accelerazione. Ripeti più volte il
procedimento aggiungendo, di volta in volta, un peso al carrello.
Massa totale
Massa Riporta nella tabella 2 le accelerazioni e la massa corrispondente, verificando che,
(carrello +
Accelerazione  entro gli errori sperimentali, il prodotto della massa per l’accelerazione è costante.
pesi + peso
Accelerazione
trainante)
Seconda fase
Avendo già verificato che si ottiene un moto uniformemente accelerato, basta di-
sporre, in questo caso, di due fotocellule che segnalino i tempi di percorrenza di un
determinato spostamento. Conoscendo lo spostamento e il tempo, si può determi-
2¢ s
nare l’accelerazione utilizzando la relazione a  2 .
t
Basta, quindi, fissare le due fotocellule e misurare la loro distanza ¢s.
Metti alcuni pesi sul portapesi del carrello e un peso su quello attaccato al filo. Av-
via il compressore, azzera il cronometro e attacca il carrello alla elettrocalamita.
Spegni l’elettrocalamita e leggi il tempo indicato dal cronometro.
13
Ripeti la misura almeno 5 volte. Calcola la media dei valori trovati di t e associa,
come incertezza, il valore maggiore fra la sensibilità del cronometro e la semidi-
spersione.
Scrivi il valore di t: t  (...................... ; ......................) s
Sposta ora un peso dal carrello al portapesi attaccato al filo (in questo modo la
massa totale del sistema rimane costante, ma la forza trainante aumenta) e ripeti il
procedimento più volte, spostando, di volta in volta, un peso dal carrello al porta-
pesi del filo.
TABELLA 3 Riporta nella tabella 3 la forza trainante e la corrispondente accelerazione.
Costruisci, sulla carta millimetrata, il grafico accelerazione-forza, mettendo sull’asse
Forza Accelerazione
delle ascisse l’accelerazione e sull’asse delle ordinate la forza.
Dovresti ottenere un grafico lineare, entro gli errori sperimentali. Di conseguenza
le grandezze in esame sono direttamente proporzionali e descritte da una legge
del tipo F = costante  a. Il valore della costante di proporzionalità tra la forza e la
corrispondente accelerazione è dato dalla pendenza della retta.
Verifica che la costante di proporzionalità è uguale, entro gli errori sperimentali, al-
la massa totale del sistema.

Risultato
Prima fase
Mantenendo la forza costante si trova che il prodotto della massa per l’accelerazione
è costante. Utilizzando una forza costante F  (...................... ; ......................) N abbia-
mo ottenuto le seguenti coppie di valori per m e a:
TABELLA 4

m (kg) ¢m (kg) a (m/s2) ¢a (m/s2) m  a (N) ¢m  a (N)

Il valore calcolato per ma coincide/non coincide, entro gli errori sperimentali con
la forza applicata.

Seconda fase
Mantenendo costante la massa, si trova che l’accelerazione è direttamente propor-
zionale alla risultante delle forze applicate al sistema.
Utilizzando una massa costante (massa del carrello  massa dei pesi  massa del
portapesi) m  (...................... ; ......................) kg abbiamo ottenuto, al variare della for-
za applicata, le seguenti accelerazioni:
TABELLA 5

¢ a b(kg)
F F
F (N) ¢F (N) a (m/s2) ¢a (m/s2) (kg)
a a

F
Il valore calcolato di coincide/non coincide, entro gli errori sperimentali con la
massa m del sistema. a

Osservazioni
Il grafico che hai ottenuto, probabilmente, non passa proprio per l’origine, come dovrebbe per una relazione di pro-
porzionalità diretta. Ciò è dovuto agli attriti che, soprattutto nella fase iniziale del moto, non sono del tutto trascu-
rabili.

Quesiti
• Quali grandezze hai misurato direttamente e quali indirettamente?
• Al diminuire della forza trainante, lo scostamento dal risultato teorico aumenta, diminuisce o rimane lo stesso?

14
LABORATORIO

10 Scomposizione della forza peso


in un piano inclinato
Carrucola 2
Obiettivo Svolgimento
Determinare le componenti parallela e Lo schema di montaggio del-
perpendicolare della forza peso di un l’apparato è mostrato in figura. Carrucola 1 
N
corpo che si muove lungo un piano Fissa, inizialmente, l’inclina- 
zione del piano a 15°. P2
inclinato.
Dopo aver determinato con un  b 
P//
dinamometro  l’intensità della 1
P
Materiale occorrente forza peso P del carrello, ap-  a
o Un piano inclinato pendi alcuni pesetti agli estre-
P⊥

P
con inclinazione regolabile mi liberi dei fili di nylon attac-
o Un carrellino cati al carrello in modo che il a
sistema raggiunga l’equilibrio.
o Un’asta con carrucola
È importante che il filo attaccato al centro del carrello abbia direzione perpendico-
o Una carrucola da montare lare al piano inclinato (aiutati con una squadra per controllare l’angolo fra i fili).
alla sommità del piano inclinato Sotto questecondizioni, il diagramma delle forze è quello mostrato in figura:  la

o Un metro forza peso P , la componente perpendicolare al 
 piano della forza peso P› e la
componente parallela al piano della forza peso P// , sono i lati di un triangolo ret-
o Un goniometro e una squadra
tangolo simile a quello
 formato dal piano inclinato.

o Filo di nylon L’angolo fra P e P› è uguale all’angolo alla base del piano inclinato.
o Vari pesetti Dobbiamo verificare che:
P  P  sen e P›  P  cos
o Carta millimetrata
Eseguiamo più volte l’esperienza, variando l’angolo di inclinazione del piano e ri-
portiamo i valori di P e P› nella tabella 1.
Rappresenta in un grafico su carta millimetrata il valore di P (ordinata) in funzio-
ne dell’angolo  (ascissa).

TABELLA 1
 P// P› Psen Pcos
15°

20°

25°

30°

35°

40°

45°

Risultato  
 

Dalla tabella dovresti constatare che effettivamente la relazione fra P , P// e P› è
quella che ci aspettavamo.

Osservazioni
Al posto dei pesetti attaccati al carrello mediante le carrucole, si possono utilizzare due dinamometri per avere una
lettura diretta delle forze. Puoi ripetere l’esperienza appesantendo il carrello e confrontando i risultati ottenuti con
quelli dell’esperienza precedente.

Quesiti 
 

• Puoi dedurre dal grafico il valore dell’intensità di P// e P› per un angolo di 22°30’?

15
LABORATORIO

11 Stima dell’attrito dinamico

Obiettivo Svolgimento
Determinare il coefficiente di attrito Misura la massa del blocco A e del porta-pesi B. Usa la livella per assicurarti che il
dinamico fra due superfici che scorrono piano sia orizzontale.
l’una sull’altra. MA  (...................... ; ......................) kg
M porta-pesi  (...................... ; ......................) kg
Materiale occorrente
o Un piano con una superficie
levigata
A
o Una livella a bolla
o Una carrucola con morsetto
o Filo di nylon
o Un blocco di legno levigato a
forma di parallelepipedo
o Due fotocellule
o Un porta-pesi
o Alcuni pesi noti di differente entità B
o Un metro (sensibile al mm)
o Un cronometro digitale
(sensibile al centesimo di secondo) ▲ FIGURA 1
o Una bilancia (meglio se digitale)
Dopo aver montato l’apparato rappresentato in figura 1, inizia a mettere alcuni pe-
si noti nel porta-pesi B. Noterai che il corpo A non si muove finché non si raggiun-
ge un certo valore della forza trainante. Quando il blocco A inizia a muoversi, la
tensione del filo è uguale alla forza di attrito statico che agisce su A. Se si aumenta
il numero di pesi in B il sistema si muove di moto accelerato.
Se non ci fossero attriti, dalla teoria sappiamo che il sistema dovrebbe accelerare
F
con una accelerazione a = , essendo F la risultante delle forze applicate. In que-
Mtot
sto caso F è la forza peso in B, e Mtot è la massa totale del sistema MA + MB + Mpesi.
In realtà, tra la superficie del blocco e quella del piano, esiste una forza di attrito
dinamico che si oppone al moto. Ricordiamo che il coefficiente di attrito dinami-
co è definito come il rapporto fra la forza di attrito fd e la normale N al piano (in
questo caso uguale al peso MA  g del blocco A):

fd N

d = 
MA g .  T
fd
Per determinare
d devi calcolare A

prima la forza di attrito che agisce


su A. Lo schema del corpo libero, in 
Mag
questo caso, è quello mostrato in fi-
gura 2.
Possiamo scrivere le equazioni del

T
moto di questo sistema: A

e
T  fd  MA  a
▲ FIGURA 2

MBp  g  T  MBp  a M B+p i g

da cui, sommando e risolvendo rispetto a fd, otteniamo:


f d  MBp  g  MABp  a

16
Le masse e l’accelerazione di gravità sono date, quindi ti basta determinare l’acce-
lerazione del sistema per ottenere fd e, da questa,
d.
Fissa le due fotocellule al piano, poni l’origine del tuo sistema di riferimento sulla
prima fotocellula e misura la posizione della seconda.
Poni il blocco A in corrispondenza dell’origine e lascialo partire, trainato dal peso
in B.
Rileva il tempo impiegato dal blocco A per passare dalla prima alla seconda foto-
cellula. Puoi calcolare l’accelerazione ricordando che, in un moto uniformemente
2¢ s
accelerato con partenza da fermo dall’origine, essa è a  2 .
t
Esegui la prova almeno 5 volte, riportando nella tabella sottostante il valore di ¢s,
t e a.

TABELLA 1

2¢ s
¢s t a =
t2

Calcola la media fra i valori di a ottenuti e associa come incertezza la semidisper-


sione.
Sei ora in grado di calcolare fd e, quindi,
d.

Risultato
La forza di attrito è:
f d  (...................... ; ......................) N

Il coefficiente di attrito dinamico è:


fd

d   (...................... ; ......................)
MA  g

Osservazioni
È molto difficile stabilire con precisione il confine fra l’attrito statico (blocco ancora fermo) e l’attrito dinamico (bloc-
co in movimento). Devi effettuare varie prove, utilizzando i pesi più leggeri che hai a disposizione, al fine di miglio-
rare la tua misura.
Un’altra causa di errore è originata dal fatto che la legge utilizzata vale solo per un moto accelerato con partenza da
fermo. In effetti questa condizione non è del tutto assicurata, poiché esiste un margine di incertezza sulla posizione
del blocco quando viene avviata la prima fotocellula. Puoi stimare questa incertezza controllando manualmente l’in-
tervallo delle posizioni entro le quali scatta la fotocellula.

Quesiti
• Dai dati in tuo possesso è possibile calcolare il coefficiente di attrito statico. Infatti la forza di attrito statico corri-
sponde alla tensione del filo, quando questa è appena sufficiente a far muovere il blocco. Ottieni il coefficiente di at-
fd T
trito statico da
s   .
MA  g MA  g

s  (...................... ; ......................)

Confronta il valore ottenuto con quello dell’attrito dinamico e, se sono differenti, dai una spiegazione di questa dif-
ferenza.

17
LABORATORIO

12 Determinazione del coefficiente


di attrito statico tra due superfici
Obiettivo Svolgimento
Determinare il coefficiente di attrito Predisponi l’apparato secondo lo schema mostrato in figura. Poni il blocco di legno
statico tra due superfici a contatto su sul piano e incomincia a sollevare il piano molto lentamente. Noterai che esiste
un piano a inclinazione variabile. un’inclinazione particolare raggiunta la quale il blocco inizia a scivolare. In queste
condizioni, misura l’altezza del piano e la base (distanza tra il piede della perpendi-
colare condotta dall’estremo alto del piano e il punto di appoggio).
Materiale occorrente
o Un blocco di legno levigato
a forma di parallelepipedo
o Un blocco di metallo
o Un piano la cui inclinazione possa
variare in modo continuo, dotato h
di una superficie sulla quale
appoggiare i blocchi
o Un metro (sensibile al mm) a
b

Il coefficiente di attrito statico fra le due superfici è uguale alla tangente trigonome-
trica dell’angolo di inclinazione del piano, quando il blocco inizia a scivolare. Que-
sto valore è dato dal rapporto fra l’altezza e la base del piano in quella particolare
posizione.
h  ...................... ; ...................... cm
b  ...................... ; ...................... cm
h

s  tan    ......................
b
Per determinare l’incertezza da associare al coefficiente di attrito statico, ricordia-
mo che, per un rapporto, si sommano gli errori relativi, quindi:
¢
s ¢h ¢b
 

s h b
¢
s
¢
s  
s

s

Risultato
Il coefficiente di attrito statico fra la superficie del blocco di legno e quella del pia-
no è:

s  ...................... ; ......................

Osservazioni
Il coefficiente di attrito statico fra due superfici è una grandezza adimensionale. Essa, infatti, si ottiene dal rapporto
fra due lunghezze.

Quesiti
• Ti aspetti che il coefficiente di attrito fra il blocco di metallo e il piano sia maggiore, minore o uguale a quello fra il
blocco di legno e il piano? Verifica sperimentalmente la tua risposta.
• Se appoggi il blocco su un’altra faccia, di superficie maggiore, il coefficiente di attrito aumenta, diminuisce o rima-
ne lo stesso?

18
LABORATORIO

13 Legge di Hooke

Obiettivo Svolgimento
Verificare la relazione fra la forza ap- Dopo aver montato l’apparato mo-
plicata a una molla e il suo allunga- strato in figura, utilizza una delle
mento. due molle uguali e, dopo aver fissa-
to il primo traguardo all’altezza del-
l’estremo inferiore della molla, ap-
Materiale occorrente
pendi un pesetto, poi due e così via,
o Varie molle, due delle quali uguali registrando, di volta in volta, la po-
o Un’asta con traguardi per misurare sizione dell’estremo inferiore della
gli allungamenti delle molle molla.
Riporta in una tabella come quella
o Un’asta alla quale appendere
mostrata sotto i valori trovati e cal-
le molle
cola la costante elastica k della
o Un metro (sensibile al mm) molla, secondo la relazione di
o Pesi vari di entità nota Hooke F = k ¢L.
Costruisci sulla carta millimetrata
o Carta millimetrata
il grafico forza-allungamento, ripor-
tando l’allungamento sull’asse del-
le ascisse e la forza sull’asse delle
ordinate.
Dovresti ottenere un grafico lineare
(entro gli errori sperimentali) la cui
pendenza (coefficiente angolare) è
la costante elastica k della molla.
Di conseguenza puoi affermare che
la forza è direttamente proporzio-
nale all’allungamento della molla.
TABELLA 1

F
Forza Allungamento k =
¢L

... ... ...

Risultato
La legge che esprime l’allungamento della molla in funzione della forza applica-
ta è:
F = k  ¢L
con k  ...................... ; ...................... N/m .

Osservazioni
Se ripeti l’esperienza utilizzando le altre molle, ti accorgerai che la legge è sempre la stessa, cambia il valore della co-
stante elastica k.

Quesiti
• Quanto vale la costante elastica se colleghi in serie le due molle uguali? E se le colleghi in parallelo?
Verifica sperimentalmente le tue risposte.
• La proporzionalità fra F e ¢L si mantiene aumentando il numero dei pesetti?

19
LABORATORIO

14 Verifica del teorema


delle “forze vive”
Obiettivo Svolgimento
Effettuare una verifica sperimentale Monta l’apparato mostrato in figura.
del teorema dell’energia cinetica (o
delle “forze vive”).

Materiale occorrente
o Una rotaia a cuscino d’aria dotata
di elettrocalamita e compressore
o Un carrello con porta-pesi
o Almeno due fotocellule
o Un metro (sensibile al mm)
o Una bilancia (meglio se digitale,
almeno al centesimo di grammo)
o Un cronometro digitale collegato Traguardi ottici
alle fotocellule (al centesimo di
secondo) Dispositivo
di sgancio
o Filo di nylon
o Porta-pesi M A  MB
Il carrello A è soggetto alla tensione del filo T =  g , dove MA è la massa
o Alcuni pesi noti M A  MB
del carrello e dei relativi pesi e MB è la massa del porta-pesi e dei relativi pesi. Questa
tensione, spostando il carrello di ¢s  x2  x1, compie il lavoro L  T  ¢s. L’obiet-
tivo della prova è verificare che questo lavoro è uguale alla variazione dell’energia
cinetica del carrello tra il punto 1 e il punto 2, ¢K = MA A v 22  v 21 B , come affer-
1
2
ma il teorema delle “forze vive”.
Misura le masse MA (carrello + relativi pesi) e MB (porta-pesi e relativi pesi):
MA  (...................... ; ......................) kg
MB  (...................... ; ......................) kg
da cui:
M A  MB
T  g  (...................... ; ......................) N
TABELLA 1 M A  MB
Avendo fissato l’origine del sistema di riferimento nel punto di partenza del car-
t1 t2 rello (quando è attaccato alla elettrocalamita), misura la posizione delle due foto-
cellule, x1 e x2 :

x1  (...................... ; ......................) m
x2  (...................... ; ......................) m
Il lavoro compiuto da T, quando sposta il carrello da x1 a x2, è:
L  T  ¢ s  (...................... ; .......................) J
Avvia ora il compressore e attacca il carrello alla elettrocalamita.
Spegni l’elettrocalamita e annota i tempi, t1 e t2, segnati rispettivamente al passag-
gio davanti alle fotocellule F1 e F2.
Esegui la prova almeno 5 volte e riporta i valori di t1 e t2 nella tabella a lato.
Calcola la media dei valori ottenuti, rispettivamente, per t1 e t2:
t1  (...................... ; ......................) s
t2  (...................... ; ......................) s
20
Supponendo che il moto sia uniformemente accelerato, puoi calcolare il valore del-
le velocità corrispondenti a s1 ed s2:
2 x1 2 x2
v1 = e v2 =
t1 t2
Quindi:

v1  (...................... ; ......................) m/s v2  (...................... ; ......................) m/s

Puoi ora calcolare l’energia cinetica del carrello A negli istanti t1 e t2 e la variazio-
ne ¢K dell’energia cinetica subita dal carrello:
1
K1  MA  v 21  (...................... ; ......................) J
2
1
K 2  MA  v22  (...................... ; ......................) J
2
da cui:
¢ K  K 2  K 1  (...................... ; .......................) J

Risultato
Confrontando i valori ottenuti, rispettivamente, per il lavoro L e per la variazione
dell’energia cinetica ¢K del carrello, possiamo affermare che, entro gli errori speri-
mentali, il teorema dell’energia cinetica è/non è verificato.
Nel caso in cui il teorema non sia verificato, quali possono essere le cause del risul-
tato ottenuto?

Osservazioni
La misura più critica, in questa prova, è quella relativa ai tempi t1 e t2. In particolare, per attivare la fotocellula, vie-
ne utilizzato un oscuratore che, anche se piuttosto piccolo, ha dimensioni finite. È difficile stabilire la posizione esat-
ta nella quale scatta la fotocellula e ciò si ripercuote sull’incertezza nella misura dei tempi che possono non corri-
spondere esattamente alle posizioni x1 e x2.

Quesiti
• Disponendo di una rotaia abbastanza lunga per poter aumentare le distanze x1 e x2, è probabile che la misura mi-
gliori, peggiori o rimanga la stessa?

21
LABORATORIO

15 Trasformazione dell’energia potenziale


di una molla in energia cinetica
Obiettivo Svolgimento
Verificare che l’energia immagazzinata Dopo aver montato la rotaia a cuscino d’aria ed esserti assicurato che sia orizzon-
in una molla compressa viene trasfe- tale (usa la livella a bolla per questa operazione), misura la distanza fra le due fo-
rita a un carrello sotto forma di ener- tocellule:
gia cinetica. ¢ s  (...................... ; .......................) m
Misura la posizione del carrello appoggiato alla molla, quando la molla è a riposo:
Materiale occorrente
x0  (...................... ; ......................) m
o Una rotaia a cuscino d’aria
Dopo aver avviato il compressore e azzerato il cronometro, spingi sul carrello,
con compressore
comprimendo la molla, e misura la nuova posizione del carrello:
o Un carrello con porta-pesi
x1  (...................... ; ......................) m
o Qualche peso noto
Calcola l’energia elastica immagazzinata dalla molla:
o Una molla di costante elastica k
nota 1
U  k ( ¢ x )2  (...................... ; ......................) J
o Una molla incognita 2
Lascia andare il carrello e annota i tempi t1 e t2 relativi al passaggio davanti alle
o Un cronometro digitale
due fotocellule:
(sensibile al centesimo di secondo)
collegato a due fotocellule t1  (...................... ; ......................) s
o Un metro (sensibile al mm) t2  (...................... ; ......................) s
o Una bilancia (meglio se digitale da cui:
almeno sensibile al centesimo
di grammo) ¢t  (...................... ; .......................) s

o Una livella a bolla Calcola la velocità media, che corrisponde a quella istantanea, trattandosi di un
moto uniforme:
¢s
v (...................... ; .......................) m/s
¢t
Misura ora la massa del carrello (compresi gli eventuali pesi aggiunti):
m  (...................... ; ......................) kg

Calcola l’energia cinetica del carrello:


1
K mv 2  (...................... ; ......................) J
2

Risultato
Dal confronto fra l’energia potenziale elastica e l’energia cinetica acquistata dal
carrello, risulta che, entro gli errori sperimentali, esse sono/non sono uguali.
Nel caso in cui le due grandezze non siano risultate uguali, quali potrebbero esse-
re le cause della differenza tra le loro misure?

Osservazioni
Per migliorare l’affidabilità delle misure, puoi allontanare fra loro le fotocellule. In questo modo, l’errore relativo su
¢s e quello su ¢t diminuiscono. Per ottenere un buon risultato è preferibile utilizzare una molla con una costante ela-
stica abbastanza piccola.

Quesiti
• Utilizzando il metodo appena descritto, calcola la costante elastica della molla incognita, misurando l’energia cine-
tica acquistata dal carrello e la compressione della molla.

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LABORATORIO

16 Urto anelastico in una dimensione

Obiettivo Svolgimento
Verificare la conservazione della quan- Dopo aver montato l’apparato, facendo attenzione che il carrello sia orizzontale
tità di moto in un urto anelastico. (usa la livella per posizionare la rotaia), misura le distanze ¢s1 fra le fotocellule F1
ed F2, e ¢s2 fra le fotocellule F3 ed F4:
Materiale occorrente ¢ s1  (...................... ; .......................) m
o Una rotaia a cuscino d’aria ¢ s2  (...................... ; .......................) m
con compressore e martelletto
Misura le masse dei carrelli M1 ed M2:
di spinta
M1  (...................... ; ......................) kg
o Due carrelli con meccanismo
di aggancio M2  (...................... ; ......................) kg
o Un cronometro digitale Carica la molla del martelletto di spinta e disponi i due carrelli, il primo appoggia-
(sensibile al centesimo di secondo) to al martelletto, il secondo a metà strada fra le fotocellule F2 ed F3.
collegato a 4 fotocellule Avvia il compressore e azzera il cronometro. Mediante il martelletto, fai partire il
o Una piccola quantità di plastilina carrello 1.
Annota i tempi t1 e t2, relativi al passaggio del carrello 1 davanti alle fotocellule F1
o Un metro (sensibile al mm)
ed F2 e i tempi t3 e t4 relativi al passaggio del convoglio dei due carrelli davanti al-
o Una bilancia (meglio se digitale, le fotocellule F3 ed F4:
sensibile almeno al centesimo
t1  (...................... ; ......................) s
di grammo)
t2  (...................... ; ......................) s
o Una livella a bolla
o Una massa incognita t3  (...................... ; ......................) s
t 4  (...................... ; ......................) s

Calcola ¢t1  t2  t1 e ¢t2 = t4  t3:


¢t1  (...................... ; .......................) s
¢t2  (...................... ; .......................) s
¢ s1 ¢ s2
Calcola le velocità v1 = e v2 = :
¢ t1 ¢t2

v1  (...................... ; ......................) m/s


v2  (...................... ; ......................) m/s
Infine puoi calcolare le quantità di moto prima dell’urto, p 1  M1  v1 e dopo
l’urto, p 2  ( M1  M2 )  v2
p 1  (...................... ; ......................) kg  m/s
p 2  (...................... ; ......................) kg  m/s

Risultato
Dal confronto fra p1 e p2 puoi affermare che la quantità di moto prima e dopo l’ur-
to è/non è conservata.
Nel caso in cui le misure effettuate non ti consentano di verificare la conservazio-
ne della quantità di moto nell’urto anelastico, quali possono essere le cause che im-
pediscono tale verifica?

Quesiti
• Aggiungi al carrello 2 la massa incognita e ripeti la prova determinandone l’entità.

23
LABORATORIO

17 Pendolo balistico

Obiettivo Svolgimento
Determinare la velocità di un proiet- In figura è mostrato uno schema dell’appa-
tile mediante il pendolo balistico. rato costituito da una guida acceleratrice
allineata a un cassetto ricevitore. Il cassetto h
Materiale occorrente è imbottito per evitare rimbalzi della biglia,
quando vi entra alla fine della sua corsa. Il
o Una guida acceleratrice cassetto è appeso a quattro fili, che fanno in H
o Una biglia modo che possa oscillare, mantenendo una
o Un metro (sensibile al mm) posizione pressoché orizzontale.
Traguarda sulla carta millimetrata l’altezza
o Un pendolo balistico costituito del cassetto nella sua posizione di equilibrio.
da un contenitore/ricevitore Posiziona la biglia sulla guida e misura l’altezza di partenza rispetto alla base:
imbottito appeso a quattro fili
o Un foglio di carta millimetrata h  (...................... ; ......................) m

o Un sostegno verticale Lascia cadere la biglia e annota la massima altezza H, rispetto alla posizione di
per la carta millimetrata equilibrio, raggiunta dal pendolo in seguito all’urto anelastico con la biglia.
Ripeti almeno 5 volte la prova e calcola il valor medio di H.
Cambia l’altezza di partenza della biglia e riesegui la prova, riportando i valori di
h e di H nella tabella 1.
TABELLA 1
h
Calcola il rapporto e riporta i valori cal-
H h
colati nella terza colonna della tabella.
h H H
Dovresti notare che tale rapporto, entro gli
errori sperimentali, rimane costante.
Per determinare la velocità della biglia,
quando entra nel carrello, basta applicare la
conservazione dell’energia meccanica e
uguagliare l’energia cinetica della biglia alla
fine della discesa, all’energia potenziale del
pendolo (carrello ricevitore + biglia), quan-
do il pendolo ha raggiunto la sua massima altezza:
1
m b v 2  ( m b  mr ) gH
2
TABELLA 2 da cui:
2( m b + mr ) gH
h H v ¢v v
mb
Devi, perciò, misurare le masse della biglia e del cassetto ricevitore mb e mr:
m b  (...................... ; ......................) kg mr  (...................... ; ......................) kg

Risultato
Riporta nella tabella 2 le velocità corrispondenti alle varie altezze di partenza.

Osservazioni
Se si aumenta la massa della biglia si ottengono misure migliori, in quanto la biglia, a parità di velocità, raggiunge
un’altezza maggiore e quindi diminuisce l’errore relativo sull’altezza H.

Quesiti
• Confronta i valori calcolati di v per le varie altezze con quelli teorici ottenuti considerando la conservazione dell’e-
nergia meccanica all’inizio e alla fine della guida:
v  2 gh

24
LABORATORIO

18 Urto elastico
in una dimensione
Obiettivo Svolgimento
Verificare la conservazione dell’energia Per misurare la velocità di un carrello mediante una fotocellula, devi montare il
cinetica in un urto elastico. traguardo rettangolare sul carrello in modo che, quando il carrello passa davanti
alla fotocellula, il traguardo avvii il cronometro, che rimane in funzione per tutto il
Materiale occorrente tempo in cui è interrotto il fascio di luce della fotocellula. Conoscendo la lunghez-
za del traguardo e il tempo che occorre perché passi davanti alla fotocellula, puoi
o Una rotaia a cuscino d’aria dotata
calcolare la velocità del carrello.
di compressore e martelletto
Per studiare l’urto elastico fra due carrelli devi montare come di consueto la rotaia
di spinta
assicurandoti, con la livella, che sia orizzontale.
o Due carrelli con respingente Devi misurare la massa dei due carrelli (compresi gli eventuali pesetti aggiunti) e
elastico, porta-pesi e traguardo la lunghezza dei traguardi posti sui carrelli. Per effettuare quest’ultima operazione,
rettangolare puoi porre il carrello davanti alla fotocellula e misurare le sue posizioni negli istan-
o Due cronometri digitali ti in cui, rispettivamente, si attiva e si ferma il cronometro:
(sensibile al centesimo di secondo)
MA  (...................... ; ......................) kg
collegati ciascuno a una
fotocellula x1A  (...................... ; ......................) m x2A  (...................... ; ......................) m
o Un metro (sensibile al mm) lA  ¢ x  x2 A  x1A  (...................... ; .......................) m
o Una bilancia digitale
(sensibile almeno MB  (...................... ; ......................) kg
al centesimo di grammo) x1B  (...................... ; ......................) m x2B  (...................... ; ......................) m
o Alcuni pesi noti
lB  ¢ x  x2 B  x1B  (...................... ; .......................) m
o Una livella a bolla
o Una massa incognita Poni il carrello A all’estremità della rotaia, aderente al martelletto di spinta, e il car-
rello B tra le due fotocellule.
Quando esegui la prova, il carrello A, spinto dal martelletto, inizia a muoversi, at-
tiva la prima fotocellula, urta contro il carrello B e, a seconda che la sua massa sia
maggiore, uguale o minore di questo, si possono avere tre casi:

– MA MB, i due carrelli si muovono nella stessa direzione e quindi dovrai regi-
strare i tempi segnalati dalla seconda fotocellula;
– MA  MB, il carrello A si ferma e il carrello B inizia a muoversi nella direzione
che aveva il carrello A; dovrai verificare che la velocità del carrello B sia ugua-
le a quella che aveva il carrello A prima dell’urto;
– MA MB, il carrello A, dopo l’urto, inverte la direzione del moto.

Esegui una prova per ognuna delle tre situazioni descritte e riporta i tempi rileva-
ti nella seguente tabella.
TABELLA 1

MA MB t1A t2A t 1A t 2A t1B t2B


MA MB
MA  MB
MA MB

Calcola, per ciascuna prova, le energie cinetiche di A e di B, rispettivamente prima


e dopo l’urto:
lA
vA   (...................... ; ......................) m/s
t 2 A  t1 A
lA
v'A   (...................... ; ......................) m/s
t'2 A  t'1A

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da cui:
K A  (...................... ; ......................) J K'A  (...................... ; ......................) J
vB  0 lB
v'B   (...................... ; ......................) m/s
t'2 B  t'1B
KB  0 K'B  (...................... ; ......................) J

Sommando le energie cinetiche di A e di B, rispettivamente prima e dopo l’urto, ot-


tieni:
K tot  K A  K B  (...................... ; ......................) J
K'tot = K'A + K'B  (...................... ; ......................) J

Risultati
Confrontando le energie totali prima e dopo l’urto puoi affermare che l’energia ci-
netica totale si è conservata/non si è conservata entro gli errori sperimentali.
Nel caso in cui l’energia cinetica non risulti conservata, discuti le possibili cause
d’errore.

Osservazioni
Con i dati che hai, puoi verificare anche la conservazione della quantità di moto.

Quesiti
• Aggiungi al carrello A la massa incognita e utilizza questa esperienza per determinarne l’entità.

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LABORATORIO

19 Moto circolare uniforme


e accelerazione centripeta
Obiettivo Svolgimento
Analizzare un moto circolare e deter- Lo schema di montaggio dell’apparato è mostrato nella figura.
minare l’intensità della forza centri- Dopo aver montato l’apparato e aver misurato la distanza R0, rispetto al centro di
peta che agisce su un oggetto che si rotazione, delle masse a riposo, accendi il motore e, gradualmente, fai aumentare il
muove di moto circolare uniforme. numero di giri. Potrai notare che, superata una certa velocità, non sei più in grado
di distinguere chiaramente la barra che ruota, ma ti appare come un cerchio pieno.
Posiziona ora la lampada stroboscopica al di sopra dell’apparato, in modo da illumi-
Materiale occorrente
narlo. È preferibile oscurare un po’ l’ambiente per facilitare l’osservazione.
o Un motore elettrico a velocità Accendi la lampada e regola la sua frequenza fino a che non vedi la barra quasi
variabile ferma. Raggiunta questa situazione, puoi affermare che la frequenza del moto del-
o Una barra graduata con guida, la barra è uguale alla frequenza della lampada.
da agganciare al motore Fissata la frequenza, misura la distanza dal centro delle masse attaccate alle molle.
Se le molle e le masse sono uguali, basta misurare la distanza tra le due masse e di-
o Coppie di masse uguali
videre il risultato per 2. Tale distanza corrisponde al raggio del moto circolare com-
che scorrano nella guida
piuto da ciascuna massa.
della barra graduata
Conoscendo la frequenza f e il raggio R, è possibile calcolare tutte le grandezze ci-
o Due molle uguali, di costante nematiche del moto di ciascuna massa. Si ha, infatti:
elastica k nota, per collegare le v2
masse al centro della piattaforma   2f v  R acp   2 R 
R
o Un metro (sensibile al mm) Ripeti lo stesso procedimento, facendo variare di volta in volta la frequenza di ro-
o Una bilancia (meglio se digitale) tazione del motore. Riporta i risultati ottenuti nella tabella 1.
o Una lampada stroboscopica con TABELLA 1
frequenza variabile
f  R v acp

Misura ora la massa dei corpi attaccati alle molle. Moltiplicando la massa per l’accele-
Motore
razione centripeta ottieni la forza centripeta Fcp applicata a ciascuna massa. Riporta in
tabella 2, per ciascuna frequenza, la forza centripeta così calcolata e confrontala con la
forza elastica Fe  k (R  R0), esercitata dalle molle, corrispondente a quella frequenza.
TABELLA 2

f R acp Fcp Fe

Risultato
La forza centripeta e la forza elastica calcolate in questa esperienza coincidono/non
coincidono entro gli errori sperimentali.

Osservazioni
Questa esperienza presenta molte criticità per la complessità dell’apparato e per la difficoltà della stima dell’incertez-
za da associare ad alcune misure, in particolare la frequenza f e la distanza R dal centro. Non è raro, quindi, che ci sia
un forte scarto fra la forza centripeta e la forza elastica.

Quesiti
• Se raddoppi la massa attaccata alle molle, di quanto varia il raggio della circonferenza percorsa dalle masse? Veri-
fica sperimentalmente la tua risposta.

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LABORATORIO

20 Confronto fra oggetti che rotolano


(senza strisciare) su un piano inclinato
Obiettivo Svolgimento 2
Valutare la differenza di comporta- Assicurati che le superfici a contatto
mento fra un cilindro pieno e uno cavo (piano e cilindri) non scivolino l’una 1
che rotolano su un piano inclinato. sull’altra.
Puoi ottenere un migliore funziona-
Materiale occorrente mento dell’apparato se almeno una
delle due superfici (piano o cilindro)
o Un piano inclinato
è gommata.
o Due cilindri, uno pieno (1) Misura la massa dei due cilindri:
e uno cavo (2),
M1  (...................... ; ......................) kg M2  (...................... ; ......................) kg
con lo stesso raggio
e la stessa massa Misura il raggio dei due cilindri:
(possono avere altezze diverse) R1  (...................... ; ......................) m R2  (...................... ; ......................) m
o Un calibro Calcola il momento di inerzia dei due cilindri:
1
o Un metro (sensibile al mm) I 1  M1  R12  (...................... ; ......................) kg  m 2
2
o Un cronometro (sensibile
al centesimo di secondo) I 2  M2  R22  (...................... ; ......................) kg  m 2

o Una bilancia digitale (sensibile Inclina leggermente il piano. Misura l’altezza dalla quale farai partire i cilindri e la
almeno al centesimo di grammo) lunghezza del percorso del cilindro sul piano:
h  (...................... ; ......................) m l  (...................... ; ......................) m
Lascia andare un cilindro alla volta e misura il tempo che occorre affinché rotoli fi-
no in fondo.
Ripeti la prova, variando l’altezza del piano, e riporta i valori ottenuti per il tempo
nella tabella 1.
TABELLA 1

h l ¢t1 ¢t2 v1 v2

Costruisci un grafico, riportando, per ogni altezza del piano, sull’asse delle ascisse
la velocità del cilindro 1 e sull’asse delle ordinate quella del cilindro 2.

Risultato
Il rapporto fra le velocità dei due cilindri è/non è costante entro gli errori speri-
mentali. Se il rapporto è costante, il suo valore è:
v2
 (...................... ; ......................)
v1

Osservazioni 3
La relazione fra v1 e v2 dovrebbe essere lineare e il rapporto che hai calcolato dovrebbe essere uguale a .
Ciò è coerente con il fatto che il momento di inerzia del cilindro pieno è minore di quello del cilindro cavo. 2

Quesiti
v2 3
• Dimostra che  .
v1 2

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