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Titolare del corso: Marija Runić

marijarunic@unibl.rs
Orario: Mercoledì, 9.30-11
 Il corso mira a fornire delle conoscenze base di
morfologia flessiva dell’italiano
 Durata: 30 ore (15 settimane) +15 ore
(esercitazioni)
 Modalità di svolgimento dell’esame: 1 prova in
itinere (40 punti) con esercizi e domande teoriche,
prova scritta finale (50 punti)
 Contenuti del corso: nozioni preliminari di
morfologia (oggetto di studio, unità base della
morfologia, ecc), parti del discorso tradizionali
(nomi, pronomi, verbi, aggettivi, avverbi, articoli,
preposizioni, congiunzioni, interiezioni) suddivise in
categorie lessicali e categorie funzionali
 La morfologia è l’area della linguistica che
studia la struttura delle parole -
tipicamente analizzate come sequenze di
uno o più morfemi

Imorfemi sono sequenze di uno o più


fonemi che costituiscono la più piccola
unità linguistica dotata di significato
 La
parola > il morfema > il fonema
Esempi:

leggermente > morfema lessicale legger +


morfema suffissale mente
parlavano > morfema lessicale parl + vocale
tematica a + morfema di tempo e modo v +
morfema di persona e numero ano
 Un morfema può essere costituito da un solo fonema
(ad esempio il morfema -i del plurale maschile
italiano).
 Il morfema può coincidere con la parola, una parola
può essere cioè formata da un solo morfema; in
questo caso la parola si dice monomorfemica:
bar ieri che sempre tribù
 La parola può essere però il risultato di una
combinazione tra due morfemi (bimorfemiche) o più
morfemi (plurimorfemiche):
gatt+o veloce+mente ragazz+e
croc+e+ross+in+a
 Morfemi lessicali – portatori di significato
 Morfemi grammaticali (esprimono
categorie grammaticali quale tempo,
aspetto, modo, numero, genere, ecc)
 case – cas- + - e (cas- ‘abitazione’ -e
femminile, plurale)
 Morfemi derivazionali: prefissi, infissi, sufissi che si usano per
formare parole nuove (nomi, verbi, aggettivi, avverbi...) da cui poi
morfemi sostantivali, aggettivali, avverbiali ecc.
am- (portatore del significato ’amore’)
am-or- (e) (morfema sostantivale) a sua volta la parola così ottenuta
dà luogo (rappresenta la base lessicale) alla formazione di altre parole
amor –os – (o) (morfema aggettivale)
amor-evol- (e)
amor-eggi-(are)
Sono al centro della produttività del lessico.
NB: Morfemi derivazionali precedono sempre morfemi grammaticali
(flessivi)
Derivazione > flessione
 Morfemi liberi/legati
liberi, quando possono occorrere da soli all’interno della
frase:
ieri per già
Sono morfemi liberi alcune parole del lessico italiano.
legati, quando sono obbligati a cooccorrere con altri
morfemi all’interno della stessa parola:
-tore brucia+tore -ura frittura calzatura
-o ramo
Sono morfemi legati tutti gli affissi di una lingua e quindi
tutti i suffissi, prefissi, infissi, sia derivazionali che flessivi.
 Classificazione posizionale
In base alla posizione che occupano nella
parola
Prefissi (in-, dis-, s-)
Suffissi (-mente, -tore, -bile)

scomposto, disfatta, inesperienza


stupidamente, lavoratore, amabile
 Morfologia come processo
dubita verbo di base
dubita + bile aggiunta di –bile
in + dubita + bile aggiunta di - in
in + dubitabile + mente aggiunta di – mente
Indubitabilmente
cancellazione di e prima di –mente
 Scomponi le seguenti parole in morfemi e
definisci il tipo di morfema individuato
(lessicale/grammaticale/derivazionale;
libero/legato; prefisso/suffisso/infisso)

vedevamo; purificazione, aranciata, disfare,


finiscono, gondoliere, banalizzare,
industriale, inarrestabile
 ved (e) + va + mo
 pur + ifica + zion + e
 aranci + at + a
 dis + fa (re)
 fin(i)+ sc + (o)no
 gondol+ier+e
 banal+izza(re)
 industri+al+e
 in + arrest(a) + bil + e
I morfemi grammaticali/flessivi sono noti
anche come desinenze – parte variabile
della parola che distingue il numero
(singolare/plurale); genere
(maschile/femminile); modo (finito:
indicativo, congiuntivo, imperativo,
condizionale; non finito: infinito, participio,
gerundio) e persona (1/2/3)
 Flessione/derivazione:
La derivazione può cambiare la categoria
lessicale della base (atomo – atomizzare)
mentre la flessione non lo può fare (atomo –
atomi)
La flessione è obbligatoria mentre la
derivazione è facoltativa
L’italiano è una lingua flessiva (tutte le parole
sono obbligatoriamente flesse, parole invariabili
a parte)
 La morfologia ha un compito classificatorio
che consiste nella individuazione delle
parti del discorso o delle categorie lessicali
di cui dispone una lingua, ma la morfologia
deve occuparsi anche dei processi
produttivi che sottostanno alla formazione
delle parole e della loro flessione.
 La morfologia lessicale/flessiva

Studia la formazione delle parole mediante


la derivazione e la composizione (di cui il
prossimo anno)
Studia come si esprimono le catogorie
grammaticali (numero, genre, persona, ecc)
 Il
sistema morfologico italiano è
abbastanza complesso, almeno per
quanto riguarda i pronomi e le forme
verbali

 Parole
variabili/invariabili (categorie
grammaticali rilevanti per queste parole)
 Categorie grammaticali rilevanti per il
nome:
numero, genere, caso (solo per i pronomi),
grado (solo per gli aggettivi gradabili e
avverbi di qualità)

 Categorie grammaticali rilevanti per il


verbo: tempo, aspetto, modo, persona,
diatesi (attiva/passiva)
 Individua le parti del discorso nel seguente
testo:
 Roma è la capitale d'Italia ed è famosa in tutto il mondo perché è una città
antica, piena di storia, di monumenti, di chiese e di opere d'arte.
Oggi Roma è una grande metropoli: ha circa 3 milioni di abitanti. Questa
gente non è tutta romana: in città ci sono molte persone del nord e del sud
Italia e ci sono anche molti stranieri, studenti e lavoratori.
 A Roma c'è sempre traffico perché le strade sono strette. Per questo gli
autobus sono lenti. Per fortuna ci sono due linee della metropolitana.
Nella città di Roma c'è un'altra piccola città, la Città del Vaticano. Il Vaticano
è uno stato autonomo.
 A pochi chilometri da Roma c'è il mare, ma non c'è il porto. Il porto è a
Civitavecchia, una città a circa 70 chilometri di distanza.
Vicino a Roma, a Fiumicino, c'è un importante aeroporto internazionale,
l'aeroporto Leonardo da Vinci.
In città c'è anche una stazione ferroviaria molto grande, la Stazione Termini
e poi ci sono molti cinema, teatri, bar, ristoranti, negozi e discoteche.
 Marcati morfologicamente per le categorie
grammaticali del genere (m./f.) e numero
(sg./pl.)

casa (-a femminile, singolare)


ragazzi (-i plurale, maschile)
 Classificazione dei nomi:
I nomi propri: designano un particolare
‘individuo’ di una specie o una categoria
Esseri umani: Carla, Pietro
Nazioni: Francia
Città: Milano
I nomi comuni: designano genericamente
ogni possibile ‘individuo’ di una specie o
categoria
animati: bambino, elefante
non animati: sedia, tavolo
I nomi collettivi: designano un gruppo di
‘individui’ (popolo, mandria, mobilia)
-----------------------------------------------------------
 I nomi concreti: designano realtà materiali
percepibili dai sensi
donna, cane, palazzo, albero
 I nomi astratti: designano concetti che si
possono solo immaginare con la mente
coraggio, amore, pace
I nomi numerabili: designano entità
delimitabili
sedia, tavolo, libro
 I nomi non numerabili/nomi massa:
designano sostanze amorfe o materiali
considerati genericamente

acqua, sale, vino, legno, gomma, ferro


 Queste distinzioni sono importanti perché
ci permettono di capire l’uso dell’articolo e
la possibilità di avere il plurale

Inomi (i sintagmi nominali) sono


contraddistinti da un altro tratto
(semantico-pragmatico):
definitezza/determinatezza (espressa
dall’articolo determinativo/indeterminativo)
 Come si comportano le categorie dei nomi individuate prima rispetto al
tratto [+ definitezza; + plurale]?
 Nomi propri: intrinsecamente definiti, non hanno il plurale (se non già al
plurale, come ad esempio gli Appennini o i Rossi); se contengono
l’articolo è sempre l’articolo definito, se invece sono accompagnati
dall’articolo indefinito passano nella categoria dei nomi comuni
In alcuni dialetti i nomi femminili di persona hanno l’articolo definito (la
Giovanna)
I nomi propri hanno sempre l’articolo se sono preceduti o seguiti da un
attributo
Giovanna (senza articolo) la bella Giovanna (articolo obbligatorio)
Parigi (senza articolo) la Parigi di una volta
una Roma indimenticabile
Un po’ di convenzioni: l’asterisco significa che una certa struttura non è
possibile nella lingua, ad esempio bella Giovanna
Se invece mettiamo l’asterisco davanti alla parentesi in cui si trova un
elemento linguistico, allora vuol dire che quell’elemento non si può omettere
(la) bella Giovanna Questo secondo esempio è più informativo perché ci
dice anche il motivo per cui una certa struttura non è grammaticale
 Nomi propri di persona
Normalmente non richiedono l’uso dell’articolo; nell’italiano regionale
settentrionale si usa davanti ai nomi al femminile Dov’è la Maria? ma
anche maschile l’Alberto – non fa parte dell’italiano standard
Con i cognomi di donne e se sono al plurale si usa l’articolo (la Giusti,
la Poletto; gli Sforza, i Medici)
Si sta sviluppando la tendenza di omettere l’articolo anche davanti ai
cognomi femminili – uso rispettoso dell’identità di genere (per evitare
disimmetrie tra uomini e donne) – sessismo linguistico
Ho letto le opere di Deledda
NB: la scrittrice sarda Grazia Deledda, vincitrice del Premio Nobel per
la letteratura nel 1926
Quanto ai cognomi maschili, l’articolo è usato (sempre meno) nel caso
di personaggi famosi del passato (il Carducci) – non i tutti i casi
(Pirandello, Colombo ma il Tasso, l’Alighieri)
I soprannomi si usano sempre con l’articolo se sono aggettivi
sostantivati
Lo Smilzo, il Rosso
Altri nomi propri (per una lista esaustiva si veda la
grammatica)
 Città, piccole isole: di norma senza articolo (a meno
che non accompagnati dall’attributo)
Eccezioni: L’Aquila, La Spezia, L’Avana, Il Cairo, La
Mecca; l’Elba
 Monti, fiumi, laghi: sempre con l’articolo
Le Alpi, gli Appennini, l’Etna; il Po, il Danubio, la Senna,
la Sava; il Garda
 Isole grandi, regioni, Stati, continenti: di norma con
l’articolo
La Sicilia, la Sardegna; il Veneto, la Lombardia; l’Italia, la
Croazia, il Portogallo, gli Stati Uniti (gli USA); l’Europa,
L’Africa, l’Australia
NB: uso dell’articolo con la preposizione IN
l’uso dell’articolo sarà trattato più in dettaglio nella
lezione dedicata all’Articolo
 Nomi non numerabili
Non hanno il plurale le farine
Quando sono al plurale, cambiano il significato
gli zuccheri, i vini, i sali (ling. scientifico)

A differenza dei nomi numerabili possono


essere preceduti da avverbi di quantità al
singolare
molta acqua, tanta farina
Prendono articolo partitivo al singolare quando
indeterminati (Ho preso della farina.), di cui
nella sezione l’Articolo
Classe Genere sg./pl.

1. m. -o/-i

2. f. -a/-e

3. m./f. -e/-i

4. m. -a/-i

5. m./f. Varie: sg.=pl.


 Insieme ad un compagno,a cerca di
trovare un esempio per ogni clase di
flessione nominale individuata
 Classe 1: libro /libri, gatto/gatti
L’unico nome femminile che appartiene a
questa classe è mano, mani (eco f. al sg. ma
m. al pl.)

Una parte di questa classe che termina in co


e go ha il plurale con la palatale –ci -gi
amico/amici, greco/greci, asparago/asparagi
altri conservano la velare –chi -ghi: cuoco
/cuochi; luogo /luoghi, ago /aghi
 Classe 2 : casa/case, sedia/sedie
ala e arma hanno il plurale in –i

 Classe3: cane/cani (m.), fiore/fiori (m.),


voce/voci (f.), chiave/chiavi (f)
carcere (m.) carceri (f.)
 Classe 4: poeta/poeti, problema/problemi,
collega/colleghi (ma belga/belgi)

 Classe 5:
a) tutti i nomi m. e f. Con l’accento sull’ultima
sillaba, compresi i monosillabi
caffè, tabù, re (m.) gru, tribù, virtù, città (f)
b) nomi m. in –a vaglia (’poštanska
uputnica’), boia (’dželat’), gorilla, sosia
(dvojnik)
 Salvi,
Giampaolo, Vanelli, Laura (2004).
Nuova grammatica italiana. Bologna: il
Mulino
 Dardano, Maurizio, Trifone, Pietro (1997).
La nuova grammatica della lingua italiana.
Bologna: Zanichelli.