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lezione multimediale

쮿 Quanto sei alta o alto? Qual è il tuo 쮿 Sai qual è la velocità massima che si
peso? può raggiungere nelle strade urba-
ne?
...................................................................................
...................................................................................
쮿 Quanto dista all’incirca la scuola che
frequenti da casa tua? 쮿 Quanto vale la tensione delle pile
Quanto tempo impiega in linea di che adoperi per il lettore mp3 o per
massima l’autobus per portarti da la sveglia?
casa a scuola? ...................................................................................
................................................................................... 쮿 Sapresti dire quanta potenza assorbe
................................................................................... un asciugacapelli per funzionare?
...................................................................................
쮿 Qual è stata la temperatura più alta
registrata nella tua città negli ultimi 쮿 Su quale frequenza trasmette l’emit-
giorni? tente radiofonica che ascolti di solito?
................................................................................... ...................................................................................

1.1 Le misure
Se ci guardiamo intorno, potremmo avere l’impressione che la nostra vita
sia piena di... numeri.
In un certo senso è così, ma si tratta sempre semplicemente di numeri?
S. Fabbri – M. Masini, Phoenomena, © SEI 2011

Tramite il metro puoi mi- Con il termometro rilevi la Osservando il tachimetro co-
surare la larghezza di un temperatura dell’ambiente. nosci la velocità alla quale pro-
tavolo. cede la moto.
UNITÀ 1 • Misure ed errori 2

Probabilmente, se scrivi quanto sei alto, riporti un numero seguito da una


parola o da un simbolo, qualcosa del tipo: 1,75 metri. Perché questa pre-
cisazione? Non bastava scrivere 1,75? Forse, nel parlare, dai per scontata
la parola “metri”; comunque sia, non crediamo che tu abbia dubbi sul
fatto che dire di essere alti 1,75 può non essere esauriente, se non è chia-
ro che si tratta di metri e non di kilometri o di pollici.
Avrai allora intuito che nell’esempio visto non abbiamo a che fare con un
banale numero, bensì con una misura. E questo proprio perché numeri di
quel tipo sono sempre seguiti da una certa parola o simbolo (immaginia-
mo che tu sappia già che nome ha, in ogni caso ne parleremo espressa-
mente più avanti). Ecco: capire che cos’è esattamente una misura è il
primo e fondamentale passo che dobbiamo compiere per poter iniziare a
parlare di Fisica.

La Fisica si occupa soltanto di quei fenomeni che possono essere studiati


tramite delle grandezze fisiche, cioè tramite grandezze che caratterizzano GRANDEZZE FISICHE
quel fenomeno e che siamo in grado di misurare.

Fin qui tutto chiaro... Ma che cosa significa esattamente misurare?

Con la parola misurare intendiamo l’insieme delle operazioni al termine


MISURARE
delle quali associamo un numero a una grandezza.

A questo punto potresti avere l’impressione che stiamo girando intorno al


problema senza in realtà risolverlo, perché ancora non è chiaro che cosa
si debba fare concretamente. Tuttavia, operare in maniera scientifica ha
un grosso vantaggio rispetto ad altri settori, in quanto a un certo punto si
passa... all’azione!
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A L B

In linea di massima potremmo sintetizzare così ciò


che si fa per misurare la lunghezza L dell’asticella:
a) si prende il metro da sarto e, dopo averlo aperto, lo
Osserva la figura e prova a pensa- si appoggia sull’asticella;
re quali azioni compiresti per b) si controlla che lo zero del metro da sarto coincida
misurare la lunghezza L dell’asti- con un estremo dell’asticella (A);
cella utilizzando il metro da sarto c) si va a leggere sul metro da sarto il valore numerico
riprodotto. in corrispondenza del secondo estremo (B).
S. Fabbri – M. Masini, Phoenomena, © SEI 2011

Riflettendo sulla sequenza di operazioni svolte, possiamo in sintesi dire che


la misurazione è consistita nel confrontare la lunghezza dell’asticella L con
un’altra lunghezza (quella del metro da sarto) preparata per questo scopo.

L’essenza delle azioni che chiamiamo complessivamente misurazione


non è altro che un confronto fra la grandezza in esame e un’altra gran- MISURAZIONE
dezza di riferimento, o campione, che costituisce l’unità di misura.

Cerchiamo di comprendere meglio che cosa intendiamo con unità di


misura.
3 MODULO 1 • Le misure

Per rendere possibile scambiarsi informazioni sulle grandezze fisiche è


fondamentale accordarsi su uno stesso campione di riferimento che, pur
continuando a essere frutto di scelte arbitrarie, ha il vantaggio di essere
condiviso da molte persone.

L’unità di misura è un campione di riferimento, dello stesso tipo della


UNITÀ DI MISURA grandezza da misurare, fissato secondo una precisa convenzione e rispet-
to a cui viene determinato il valore della grandezza stessa.

Adesso facciamo una vera e propria misurazione e analizziamo gli effetti


di tale azione. L’unità di misura utilizzata è il metro, ma per comodità
ricorreremo al centimetro che è un suo sottomultiplo.
Ricorda!...
L’unità di misura è un elemen-
to indispensabile, senza il quale
i valori numerici delle grandez-

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ze non hanno alcun significato.

Che cosa ritieni si debba riportare come valore della grandezza L?

a) 12,5 cm b) 12,6 cm c) 12,7 cm d) 13,0 cm

Forse ti appaiono più convincenti la risposta b oppure la c... Eppure, esse


sono sbagliate, perché lo strumento adoperato non consente di effettuare,
per come è stato costruito, letture di valori intermedi fra 12,5 cm e 13,0 cm.
Nessuno può dire se la grandezza valga effettivamente 12,67 cm e non piut-
tosto 12,705 cm... Non possiamo dire dei numeri a caso!
La risposta corretta è la a.

Il risultato della misura, se vogliamo procedere in modo oggettivo e scien-


tifico, non deve essere condizionato dall’operatore che l’ha eseguita. Biso-
gna, quindi, tenere conto dei limiti dello strumento usato, cioè dell’errore
di sensibilità dello strumento.

ERRORE DI SENSIBILITÀ L’errore di sensibilità di uno strumento è la più piccola variazione della
grandezza che lo strumento è in grado di rilevare.

errore di
sensibilità = 0,5 cm
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L’errore di sensibilità corrisponde al valore della distanza tra due divi-


sioni (dette anche tacche) successive nella scala dello strumento.
Da 0 a 1 cm ci sono due divisioni, per cui ogni divisione vale:
1 : 2 = 0,5 cm
E questo è appunto l’errore di sensibilità del metro da sarto che abbiamo
utilizzato.
UNITÀ 1 • Misure ed errori 4

Ritornando alla nostra misurazione, abbiamo che la lunghezza L corri-


sponde a poco più di 25 divisioni, per cui:

25 ⋅ 0,5 = 12,5 cm

Tale quantità prende il nome di valore della grandezza.

Il valore della grandezza è la quantità numerica che leggiamo sulla scala VALORE DELLA GRANDEZZA
di uno strumento adatto a tale scopo.

Tuttavia, il valore della grandezza,


come abbiamo visto, non è esatta-
mente 12,5 cm, ma «qualcosa di
più», che però il nostro strumento
non è in grado di apprezzare. A
meno di cambiare strumento,
prendendone uno più sensibile (un
righello anziché il metro da sarto,
per esempio), dobbiamo rasse-
gnarci ad avere un valore della
grandezza con un certo grado di
imprecisione.

Come esprimere l’imprecisione di una misura, che costituisce pur sempre


un’informazione da fornire con la misura stessa?

Osservando l’ingrandimento non possiamo avere


dubbi sul fatto che il valore della grandezza si
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trova vicino a 12,5 cm ed è chiaramente compre-


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so fra 12,0 cm e 13,0 cm, vale a dire fra:

12,5 − 0,5 = 12,0 cm e 12,5 + 0,5 = 13,0 cm

L’intervallo di possibili valori all’interno del quale rientra il valore della


grandezza misurata (che nel nostro caso va da 12,0 cm a 13,0 cm), si chia-
ma intervallo di indeterminazione.

Il risultato di un’operazione di misurazione non può mai produrre un


valore numerico infinitamente preciso (cioè con infinite cifre, come lo
sono i numeri trattati in matematica), bensì solo un intervallo di valori
più o meno ampio.
S. Fabbri – M. Masini, Phoenomena, © SEI 2011

Tale considerazione non è legata ad azioni errate, ma è dovuta al fatto che


la misurazione non può per sua natura portare a un risultato per così dire
perfetto.

Ricorda!...
Il valore della grandezza in generale lo indicheremo con xM, in cui il pedice M sta per
«misurato», mentre la lettera x sarà di volta in volta sostituita da altre lettere (per esem-
pio, L per la lunghezza, t per il tempo e così via).
5 MODULO 1 • Le misure

laboratorio
laboratorio
virtuale
1.2 L’incertezza della misura
Quando una misurazione viene effettuata così come esposto nel paragrafo
precedente, viene detta misura diretta.

Si parla di misura diretta quando la grandezza da misurare viene con-


MISURA DIRETTA frontata (tramite lo strumento) direttamente con il campione preso come
unità di misura, senza passaggi intermedi.

Oltre alle lunghezze, sono misure dirette ad esempio quelle che riguar-
dano gli angoli (con il goniometro) e gli intervalli di tempo (con il cro-
nometro).

Ci sono però altri casi in cui, anche se la let-


tura viene fatta in modo diretto leggendo
subito il valore della grandezza sullo stru-
mento (per esempio, la misurazione della
temperatura di un ambiente con il termome-
tro), non si può parlare di misure dirette,
bensì di misure con strumenti tarati: quello
che vedi in tali strumenti è una grandezza
fisica che ne rappresenta un’altra di tipo
diverso.
Nel termometro, infatti, osservi una posizio-
ne del liquido (per esempio l’alcol) presente
nel capillare, dunque una lunghezza, a cui
però viene in qualche modo associata appun-
to una temperatura.
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Può capitare spesso che le misure siano, invece, il frutto di un calcolo


matematico (prova a pensare all’area di una figura geometrica). Si parla
allora di misure indirette.

MISURA La misura indiretta di una grandezza è quella misura eseguita effettuan-


INDIRETTA do dei calcoli a partire dalla conoscenza delle misure di altre grandezze.

GRANDEZZE Le grandezze misurate indirettamente prendono il nome di grandezze


DERIVATE derivate.
UNITÀ 1 • Misure ed errori 6

Comunque sia, in qualunque tipo di misura il valore della grandezza può


essere semplicemente stimato, cioè determinato con una certa impreci-
sione. A tale imprecisione diamo il nome di incertezza.

L’incertezza quantifica il grado di imprecisione che si ha nell’individua-


INCERTEZZA
zione del valore di una grandezza.
Ricorda!...
L’incertezza viene indicata con il simbolo Δx, dove Δ è una lettera greca L’incertezza non sempre è data
che si legge «delta», mentre x sta per la grandezza generica. Essa ha la dall’errore di sensibilità dello stru-
medesima unità di misura della grandezza alla quale si riferisce. mento: non trattare perciò i due
In definitiva, il risultato della misurazione della lunghezza L dell’asticella, termini come se avessero lo stes-
per tenere conto di tutto quanto abbiamo detto, viene solitamente scritto so significato.
nel seguente modo (il simbolo ± si legge «più o meno»):

L = (12,5 ± 0,5) cm MISURA

È questo che solitamente si intende quando si parla di misura.


Se manca qualcuno degli elementi indicati qui sopra, allora la misura non
è completa.
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L = (12,5 ± 0,5) cm L = ( 12,5 ± 0,5) cm L = (12,5 ± 0,5 ) cm L = (12,5 ± 0,5) cm


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La lettera che precede il Il primo numero entro Il secondo numero entro Il simbolo che comple-
segno di uguaglianza parentesi è il numero parentesi è l’incertezza ta la scrittura è l’unità
costituisce una sorta di ottenuto confrontando della misura. di misura, cioè il cam-
iniziale del nome della la grandezza con l’unità pione di riferimento
grandezza stessa: è il di misura ed è chiama- rispetto al quale valu-
simbolo della gran- to valore della gran- tiamo la grandezza fi-
dezza. dezza. sica.

1.3 L’errore relativo


Se si deve dire quale fra due misure sia la migliore, vale a dire la più preci-
sa, su che cosa possiamo basarci? Sull’incertezza? Proviamo a considera-
re per un attimo la seguente situazione, riguardante i risultati ottenuti da
due ipotetici tiratori al piattello:

tiratore 1: 100 tiri 10 errori


tiratore 2: 200 tiri 16 errori
S. Fabbri – M. Masini, Phoenomena, © SEI 2011

쑺 Chi pensi sia stato più bravo? Pensando al ragionamento che hai seguito
mentalmente, motiva la tua risposta.
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Apparentemente il tiratore 1 ha fatto globalmente meno errori; tuttavia, il


tiratore 2, pur avendo eseguito il doppio dei tiri, ha commesso meno del
doppio di errori:

10 errori su 100 tiri cioè 5 errori su 50 tiri


16 errori su 200 tiri cioè 4 errori su 50 tiri
7 MODULO 1 • Le misure

Essendoci così ricondotti allo stesso numero di tiri (50), adesso appare evidente che il tirato-
re più bravo è in realtà il secondo (4 errori contro 5).
In quale operazione matematica possiamo tradurre questa valutazione del risultato?
Nella divisione fra il numero di errori e il numero di tiri:
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tiratore 1: 10 = 0,1 tiratore 2: = 0, 08
100 200
Nota che nel caso del tiratore 2, quello più preciso, la divisione ha condotto a un risultato
minore. Anche nelle nostre misurazioni accade qualcosa di analogo. Supponiamo di dover
misurare la lunghezza di due diverse asticelle, usando ancora il metro da sarto.

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L1 L2

L1 = (2,0 ± 0,5) cm L2 = (14,0 ± 0,5) cm


un’incertezza di 0,5 cm su un valore di un’incertezza di 0,5 cm su un valore di
2,0 cm equivale a: 14,0 cm equivale a:
0, 5 cm 0, 5 cm
= 0, 25 = 0, 03571
2, 0 cm 14, 0 cm

L’incertezza è identica (0,5 cm). Eppure, dire che la lunghezza della prima
asticella si trova fra 1,5 cm e 2,5 cm non possiede lo stesso grado di precisio-
ne dell’affermazione che la seconda è compresa fra 13,5 cm e 14,5 cm. I due
numeri trovati, 0,25 e 0,03571, che sono detti errori relativi, evidenziano il
fatto che la misura di L2 è più precisa di quella di L1, in quanto l’incertezza
(0,5 cm) ha meno rilievo, essendo maggiore il valore della grandezza.

informazione L’errore relativo ci dà informazioni sulla precisione di una misura.

L’errore relativo è definito come il rapporto tra l’incertezza e il valore


della grandezza:
definizione
ERRORE incertezza
RELATIVO errore relativo =
valore della grandezza

In termini matematici, possiamo scrivere:

Δx
formula εr =
xM
ε è una lettera greca che si legge «epsilon», il pedice r sta per relativo.
Talvolta, è comodo esprimere l’errore relativo in forma percentuale. In tal
caso si ha:
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ERRORE RELATIVO Δx
εr % = ⋅100 %
PERCENTUALE xM

Ricorda!...
a) In quanto rapporto fra quantità espresse nella stessa unità di misura, l’errore relativo
non ha unità di misura: è adimensionale, un numero puro.
b) L’errore relativo deve essere sempre più piccolo di 1 (in percentuale, più piccolo del
100%), non può mai essere più grande di 1.
c) L’incertezza può, invece, essere più grande di 1. In sostanza, può essere un numero
qualunque: l’importante, però, è che risulti piccola rispetto al valore della grandezza.
UNITÀ 1 • Misure ed errori 8

esempio
Determina quale fra le seguenti misure, ottenute con stru- Δ x(t1 ) 0, 2
menti di sensibilità diversa, è quella più precisa: a) ε r (t1 ) = = = 0, 00877
t1M 22, 8
a) t1 = (22,8 ± 0,2) s Δ x(t2 ) 0, 5
b) ε r (t2 ) = = = 0,00667
b) t2 = (75,0 ± 0,5) s t2 M 75, 0
c) t3 = (110 ± 1) s Δ x(t3 ) 1
c) ε r (t3 ) = = = 0,00909
t3 M 110
Mentre prima si poteva dare una risposta subito, questa
volta è più difficile. (per gli arrotondamenti vedi NonsoloMatematica)
Allora, ricorriamo all’errore relativo: lo calcoliamo in tutti e La misura più precisa è la seconda, perché il suo errore
tre i casi e vediamo a quale misura corrisponde quello relativo è quello minore. Ora rispondi tu.
minore. La misura meno precisa è la ................................................................
perché ...............................................................................................................

Come vedi, nell’esempio la misura più precisa non è la prima, come avresti forse affermato fret-
tolosamente, per il fatto che la sua incertezza è quella minore. Infatti, l’incertezza di per sé non
è né grande né piccola: può essere valutata solamente in rapporto al valore della grandezza a cui
si riferisce. Un’incertezza di un kilometro è grande se rapportata alla distanza fra Rimini e Ric-
cione; ma è assai modesta se relativa alla distanza tra la Terra e la Luna!
Talvolta può capitare di dover trovare l’incertezza
di una grandezza, conoscendone il valore e l’errore
relativo. Δx = ε r ⋅ xM
Come si può fare?
Δx
Si parte dalla formula dell’errore relativo ε r e si ricava εr =
l’incertezza Δx con la formula inversa ( Nonsolo- xM
Matematica).
Δx
Qui a fianco riassumiamo le formule inverse a partire xM =
dalla definizione di errore relativo. εr

1.4 Il Sistema Internazionale di Unità


Quando si deve scegliere una grandezza campione per la misura di una
certa grandezza, prima di tutto dobbiamo assicurarci che le due grandez-
ze siano omogenee: per misurare una lunghezza, faremo uso di un’altra
lunghezza usata come campione e non di un intervallo di tempo.

Si parla di grandezze omogenee quando esse possono essere confronta-


te fra loro tramite una relazione d’ordine (fissando cioè un criterio con il
quale si può stabilire se una grandezza è minore, maggiore o uguale nei GRANDEZZE OMOGENEE
confronti dell’altra grandezza), per cui è ammesso effettuare fra tali gran-
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dezze la somma e la differenza.

Per far sì che a livello mondiale siano più agevoli la comunicazione e il


commercio (basti pensare all’eventualità di acquistare un prodotto o di
consultare una relazione scientifica tramite Internet), da qualche decen-
nio si è intrapresa la strada di utilizzare le stesse unità di misura. Per
sgomberare il terreno da una miriade davvero sconfinata di campioni di
riferimento, nel 1960, dalla XI Conferenza Generale di Pesi e Misure tenu-
tasi a Parigi, è stato stabilito un sistema di unità di misura detto Sistema
Internazionale di Unità (che si abbrevia SI), riconosciuto ufficialmente
in tutto il mondo.
9 MODULO 1 • Le misure

Il SI fissa un certo numero di grandezze fondamentali con le rispettive


unità di misura, grazie alle quali è possibile determinare tutte le altre
grandezze e le relative unità di misura. In tabella ne riportiamo soltanto
alcune, seguite dalle loro definizioni semplificate. (L’elenco completo e
dettagliato lo trovi nelle tabelle in fondo al testo).

Tabella 1
grandezza unità di misura simbolo
SISTEMA INTERNAZIONALE massa kilogrammo kg
DI UNITÀ (SI)
lunghezza metro m
tempo secondo s

Il kilogrammo è la massa di un
campione cilindrico equilatero di
platino-iridio, di diametro 39 mm,
conservato nell’Ufficio Internazio-
KILOGRAMMO nale dei Pesi e delle Misure di
kg Sèvres, vicino a Parigi. Una volta
era invece la massa di 1 dm3 di
acqua distillata alla temperatura
di 4 °C.

Il secondo è l’intervallo di tempo


nel quale si verifica un certo feno-
meno che si ripete con grande pre-
cisione riguardante un atomo
SECONDO
chiamato cesio-133. Dapprima
s
era una delle 86 400 parti in cui
veniva suddiviso il giorno solare
medio.

Il metro oggi è definito come la


distanza percorsa nel vuoto dalla
S. Fabbri – M. Masini, Phoenomena, © SEI 2011

luce in un intervallo di tempo pari


a una frazione piccolissima di
secondo (il numero che si ottiene
METRO facendo 1 diviso 299 792 458). In
m precedenza, era la quarantami-
lionesima parte del meridiano
terrestre, poi la distanza fra due
incisioni riportate su una sbarra
di platino-iridio.
UNITÀ 1 • Misure ed errori 10

Concludiamo, notando come qualcosa di apparentemente stabile, quale il


sistema delle unità di misura, evolva invece continuamente, andando di
pari passo con il progresso scientifico e tecnologico, che porta a di-
spositivi sempre più sofisticati.
Per esempio, la precisione (dell’ordine di 1 diviso 100 miliardi) con cui è
stato fissato il campione per le lunghezze, cioè il metro, è dovuta alla tec-
nologia laser.

Ogni unità di misura ha dei multipli e dei sottomultipli (tabella 2) basati


sulle potenze del 10; il loro nome si forma ponendo un prefisso davanti al
nome dell’unità di misura. Per ripassare come si eseguono le equivalenze
consulta NonsoloMatematica.
Ad esempio:
1 hm (ettometro) = 100 metri
1 cl (centilitro) = 1/100 di litro
1 mm (millimetro) = 1/1000 di metro

Tabella 2

prefisso simbolo potenza di 10


tera T 1012
giga G 109
mega M 106
kilo k 103
etto h 102
deca da 101
– – 1
deci d 10–1
centi c 10–2
milli m 10–3
micro μ 10–6
nano n 10–9
pico p 10–12

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Un granulo di polline di papavero Betelgeuse, una delle stelle più bril-


blu ha dimensioni dell’ordine dei lanti nel cielo, ha dimensioni del-
micrometri (10− 6 m). l’ordine di 109 m.
11 MODULO 1 • Le misure

STRUMENTI
DI CONSOLIDAMENTO E VERIFICA
verifiche
verifiche on line

Studiando la teoria...

Costruisci il tuo riepilogo


Completa a matita le parti con i puntini. Concluso il riepilogo, verifica la correttezza dei tuoi interventi, consultando le
pagine di questa Unità.

1 La Fisica si occupa di .....................................................................................................................................................................................................................................

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................

2 Misurare significa ..............................................................................................................................................................................................................................................

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................

3 L’unità di misura è ............................................................................................................................................................................................................................................

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................

4 L’errore di sensibilità di uno strumento è ....................................................................................................................................................................................

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................

5 L’intervallo di indeterminazione è ........................................................................................................................................................................................................


...........................................................................................................................................................................................................................................................................................

6 Si parla di misura diretta quando ........................................................................................................................................................................................................

7 La misura si dice indiretta quando .....................................................................................................................................................................................................

8 Le grandezze si dicono derivate quando ......................................................................................................................................................................................

9 L’incertezza è ........................................................................................................................................................................................................................................................

10 Riporta la nomenclatura di ciascun elemento della misura: t = (36,8 ± 0,1) °C


0,1 (°C) è ......................................................................................................................... °C è .........................................................................................................................
t è ........................................................................................................................... 36,8 (°C) è ...........................................................................................................................

11 L’errore relativo serve per ..........................................................................................................................................................................................................................


S. Fabbri – M. Masini, Phoenomena, © SEI 2011

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................

è definito come ..................................................................................................................................................................................................................................................

la formula che lo esprime è ...................................................................................................................................................................................................................

12 Due grandezze si dicono omogenee se ........................................................................................................................................................................................

13 Il Sistema Internazionale di Unità è ....................................................................................................................................................................................................

e fra le sue unità di misura di grandezze fondamentali vi sono: .............................................................................................................................

...........................................................................................................................................................................................................................................................................................
UNITÀ 1 • Misure ed errori 12

Relazioni fondamentali Test a scelta multipla


Associa a ogni elemento dell’insieme A uno o più elementi di 1 La Fisica si occupa di tutto quello che si può:
B che siano a esso logicamente collegati. A studiare
B contare
A B C misurare
D descrivere
■ SI
misura ■

secondo ■ ■ errore di 2 Ipotizzato che tu abbia scelto come unità di misura dei volumi
sensibilità il gonfio (unità stabilita da te), contrariamente al resto
intervallo di dell’umanità che continua a utilizzare il m3, allora:
■ (60 ± 1) mm
indeterminazione ■ A non potresti più misurare i volumi

errore relativo ■ Δx B potresti ancora effettuare la misurazione dei volumi,


ma nessuno ti capirebbe
strumento ■ ■ incertezza C le misure fatte da te sarebbero necessariamente
meno precise
D le misure fatte da te sarebbero necessariamente più
precise

3 Data la corrente elettrica I = (0,85 ± 0,05) A, ottenuta da una


lettura diretta sullo strumento, quale delle seguenti afferma-
zioni è errata?
Vero-falso A I è il simbolo della grandezza e A è l’unità di misura
B 0,05 A è l’incertezza e 0,85 A è il valore della gran-
1 La Fisica si occupa anche della bellezza perché dezza
è comunque in qualche modo misurabile. V F
C L’errore di sensibilità dello strumento con cui è stata
effettuata la misurazione è di 0,05 A
2 La scelta delle unità di misura è assolutamente
convenzionale, poiché dipende dalla scelta D La misura è 0,85
arbitraria del campione. V F

4 L’errore relativo è definito come:


3 In qualunque misura c’è sempre un certo mar-
gine di imprecisione. V F A rapporto fra valore della grandezza e incertezza
B somma fra valore della grandezza e incertezza
4 Le misure che si effettuano con il goniometro C rapporto fra incertezza e valore della grandezza
sono misure dirette. V F
D prodotto fra incertezza e valore della grandezza
5 Tutti gli strumenti tarati consentono di effettua-
re misure dirette. V F 5 Quale fra le seguenti affermazioni sull’incertezza è corretta?
A Volendo, può essere completamente eliminata
6 L’incertezza non ha unità di misura. V F
B Può essere più grande del valore della grandezza a
cui si riferisce
7 L’errore relativo ha la stessa unità di misura del
valore della grandezza a cui si riferisce. C È il rapporto tra errore relativo e valore della grandezza
S. Fabbri – M. Masini, Phoenomena, © SEI 2011

V F
D Ha la stessa unità di misura del valore della grandez-
8 L’errore relativo serve per valutare la precisione za a cui si riferisce
di una misura. V F

9 L’unità di misura della lunghezza nel Sistema 6 Data la misura S = (1,25 ± 0,05) m2, il suo errore relativo vale:
Internazionale è il millimetro. V F A 0,05 m2
B 0,05
10 Centimetro, minuto e grammo sono unità di
C 0,04 m2
misura fondamentali del Sistema Interna-
zionale. V F D 0,04
13 MODULO 1 • Le misure

7 Quale fra le seguenti affermazioni sull’errore relativo è corretta? 9 L’unità di misura della massa nel Sistema Internazionale è:
A È un numero puro, vale a dire non possiede unità di A il kilogrammo
misura B il grammo
B Può essere minore, uguale o maggiore di 1 C il quintale
C È un altro modo per chiamare l’errore di sensibilità di D l’ettogrammo
uno strumento
D Ha la stessa unità di misura del valore della grandez-
za a cui si riferisce 10 Indica quale, fra i seguenti gruppi di unità di misura, appartie-
ne totalmente al SI:

8 Quale dei seguenti strumenti consente di effettuare delle misu- A metro, secondo, kilogrammo
re dirette? B centimetro, secondo, grammo
A Termometro C Bilancia C kilometro, minuto, kilogrammo
B Cronometro D Tachimetro D millimetro, minuto, grammo

Applichiamo le conoscenze
Esercizi 4 Esaminata la figura qui sotto, riporta l’errore di sensibilità
dello strumento.

1.1 Le misure 0 1 2 3 4 5 cm
[0,2 cm]
1 Verifica la tua percezione di alcune misure di massa, indi- Per lo svolgimento dell’esercizio, completa il percorso guidato, inse-
cando se le affermazioni sono vere o false. rendo gli elementi mancanti dove compaiono i puntini.
a) 100 litri di acqua «pesano» più di 1 quintale
1 Rileva il primo valore numerico riportato sulla scala graduata
(100 kg). V F
b) La quantità di massa contenuta in 500 g di dopo lo zero: ......................................................................................................
acciaio è uguale alla quantità di massa contenu- 2 Conta il numero di divisioni comprese fra lo zero e il valore
ta in 500 g di gommapiuma. V F
numerico prima rilevato: .............................................................................
c) La massa di un’automobile di media cilindrata si
può aggirare intorno a 15 000 kg. V F 3 Calcola l’errore di sensibilità: errore di sensibilità =
valore letto sulla scala 1
= = = ...................
numero divisioni fra 0 e valore letto .......
2 Verifica la tua percezione di alcune misure di intervallo di .....................................................................................................................................
tempo, indicando se le affermazioni sono vere o false.
a) Un atleta può attualmente correre i cento metri
in meno di 5 s. V F 5 Esaminata la figura qui sotto, riporta l’errore di sensibilità
b) L’occhio umano può percepire soltanto fenome- dei singoli strumenti (non riprodotti in scala).
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ni che durano più di 1 s. V F


A 0 10 20 30 40 50 cm
c) In una giornata di 24 ore ci sono più di 1000 min. V F
B 0 20 40 60 80 100 cm

3 Verifica la tua percezione di alcune misure di lunghezza, C 0 5 10 15 20 25 cm


indicando se le affermazioni sono vere o false.
a) La tua aula è più alta di 6 m. V F Errore di sensibilità (A): ............................................................................
b) La distanza tra Milano e Roma è superiore a Errore di densibilità (B): ...........................................................................
300 km. V F
Errore di densibilità (C): ...........................................................................
c) Lo spessore del tuo libro di testo è di circa 10 cm. V F [2 cm; 5 cm; 0,5 cm]
UNITÀ 1 • Misure ed errori 14

1.2 L’incertezza della misura 12 Con l’ausilio di un goniometro, disegna un angolo di 28°
e il suo intervallo di indeterminazione, ipotizzando che l’errore
6 Se leggendo i risultati di una gara di nuoto noti per i primi di sensibilità dello strumento adoperato sia di 2°.
tre posti i seguenti tempi: Suggerimenti Fissata una semiretta, traccia a partire dal punto d’origine altre tre
51,22 s 51,24 s 51,27 s semirette: quella che forma un angolo di 28° e quelle che formano angoli di...

quale pensi possa essere l’errore di sensibilità di quelle misure


dovuto al cronometro? 13 Con uno strumento, caratterizzato da un errore di sensi-
bilità di 20 g, è stata effettuata una lettura di 340 g. Disegna
l’intervallo di indeterminazione della misura.
7 Se nella misurazione della distanza tra due punti su un
foglio l’incertezza è pari a 2 mm, quanto vale allora l’intervallo 14 Tramite un righello, in cui una divisione sulla scala corri-
di indeterminazione? sponde a 0,5 mm, è stato misurato lo spessore di un libro, trovan-
do 2,20 cm. Disegna l’intervallo di indeterminazione della misura.

8 Esaminato lo strumento qui sotto, riporta il valore delle divi-


sioni in azzurro, sapendo che lo strumento può misurare da 0
a 3 ampere (A). Dopodiché, disegna una freccia che indichi il 1.3 L’errore relativo
valore 1,8 A.
15 Determina quale fra A e B è la misura più precisa, sapendo
che l’errore relativo di A è 0,0045, mentre quello di B è 0,045.

16 Determina quale fra A, B e C è la misura meno precisa,


se l’errore relativo di A è 0,0125, l’errore relativo di B è 0,025,
ampere (A)
mentre quello di C è 0,08.

9 Esaminato lo strumento qui sotto, riporta il valore delle divi- 17 Sono state misurate le due seguenti grandezze:
sioni in rosso, sapendo che lo strumento può misurare da 0 a t = (0,95 ± 0,01) s L = (23,5 ± 0,1) cm
20 volt (V). Dopodiché, disegna una freccia che indichi il valo- Calcola i rispettivi errori relativi.
re 16,5 V. [0,01053; 0,00426]

Per lo svolgimento dell’esercizio, completa il percorso guidato, inse-


rendo gli elementi mancanti dove compaiono i puntini.
1 L’errore relativo di una generica grandezza x è dato dalla for-
Δx
mula: ε r = .
xM
volt (V)
2 L’errore relativo di t è perciò:
Δ x( t ) 0, 01
εr (t ) = = = ..............................................................................
tM 0, 95
10 Esaminata la figura qui a lato, completa le righe seguenti:
3 Mentre, analogamente, l’errore relativo di L è:
Errore di sensibilità: .................................................. Δ x( L) ......
°C 50 ε r ( L) = = = .................................................................................
Valore della grandezza: .......................................... LM ......
40
Risultato della misura: 30
t = (...................... ± ......................) ................................ 20 18 Calcola gli errori relativi delle seguenti misure:
10 v = (112 ± 4) km/h
Suggerimenti Per la determinazione dell’errore di a = (9,81 ± 0,01) m/s2
0
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sensibilità devi procedere come nell’Esercizio 4. Per t = (36,8 ± 0,2) °C


altre informazioni, puoi fare riferimento ai primi due [0,03571; 0,00102; 0,00543]
paragrafi di questa Unità.
19 Determina, motivando la risposta, la più precisa fra le
seguenti misure:
11 Esaminata la figura sotto, riporta il risultato della misurazione: A = (100 ± 5) g C = (40 ± 1) g
L = (...................... ± ......................) ...................... B = (50 ± 2) g D = (8,0 ± 0,5) g

Suggerimenti Devi calcolare prima gli errori relativi delle quattro misure e quin-
di stabilire (vedi esempio svolto nell’Unità) quale fra essi...
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 cm
[C; ...]
15 MODULO 1 • Le misure

20 Determina, motivando la risposta, la meno precisa fra le 26 La figura sotto riproduce un dinamometro, uno strumen-
seguenti misure: to che studierai più avanti. Esso misura le forze (F) e l’unità di
A = (15,4 ± 0,1) mm C = (39,0 ± 0,5) mm misura si chiama newton (N); il valore va letto in corrispon-
B = (0,85 ± 0,05) mm D = (460 ± 2) mm denza della freccia. Dopo aver scritto la misura corrispondente
[B; ...] alla situazione riportata in figura, calcola il corrispondente erro-
re relativo.
[0,08333]
21 Sappiamo che l’errore relativo di una misura è pari a 0,02.
Se si tratta di una misura diretta e il valore della grandezza è
250 cm, quanto vale l’errore di sensibilità dello strumento?

N
12

0
[5 cm]

Per lo svolgimento dell’esercizio, completa il percorso guidato, inse-


rendo gli elementi mancanti dove compaiono i puntini.
1 La definizione di errore relativo è: ε r = ...............................................
27 Calcola gli errori relativi nelle tabelle seguenti, in cui nella
prima riga sono riportate le incertezze e nella seconda riga i
2 La formula inversa che dà l’incertezza è invece: corrispondenti valori delle grandezze.
Δx = ε r ⋅ ................................................................................................................... Tabella A
3 Sostituendo i valori numerici, trovi infine: Dx (s) 1 0,5 0,1
Δx = 0,02 ⋅ .................... = ................................................................................. xM (s) 14 14,0 14,0

er ... ... ...


22 L’errore relativo di una misura è pari a 0,00625. Trova
l’incertezza della grandezza e scrivi la misura, sapendo che il Tabella B
valore della grandezza è 80,0 kg. [0,5 kg; ...] Dx (s) 0,1 0,1 0,1

23 L’errore relativo di una misura è 0,0125, mentre la sua xM (s) 18,6 25,9 71,0
incertezza è pari a 2 s. Determina il valore della grandezza e er ... ... ...
scrivi la misura.

Suggerimenti Per determinare xM è sufficiente, nella formula che definisce


l’errore relativo, scambiare di posto fra loro εr e xM.
28 Esamina le tabelle dell’Esercizio 27, una volta che sono
state completate; rifletti sulla differenza tra i due casi e compi-
[160 s] la gli spazi sottostanti dove trovi i puntini.
Tabella A:
24 La figura sotto riproduce un voltmetro; esso misura una • restando costante ..............................................................................................
grandezza elettrica chiamata tensione (ΔV) e la sua unità di
se diminuisce .......................................................................................................
misura è il volt (V). Esaminata la figura, calcola gli errori relativi
delle misure nelle due posizioni (A) e (B) dell’indice. allora l’errore relativo .......................................................................................
[0,11111; 0,05882] Tabella B:
2 • restando costante ..............................................................................................
1 3 se aumenta ...........................................................................................................
allora l’errore relativo .......................................................................................
(A)
(B)
0 4
29 Individua nella tua abitazione almeno tre strumenti che
volt (V) servono per misurare grandezze fisiche, possibilmente di tipo
diverso l’una dall’altra. Rilevato l’errore di sensibilità di ciascuno
strumento, effettua con ognuno di essi una misurazione, ripor-
25 La figura che segue riproduce un amperometro, che tando il risultato della misura. Infine, calcola gli errori relativi.
serve per misurare l’intensità di corrente elettrica (I), la cui Organizza una tabella come quella che segue, senza dimenti-
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unità di misura è l’ampere (A). Esaminata la figura, scrivi i risul- care, dove è necessario, l’unità di misura.
tati delle misure e calcola gli errori relativi per entrambe le posi-
zioni (A) e (B) dell’indice. [0,11111; 0,04167] strumento
grandezza
1 2
errore di sensibilità

(A) (B) valore


0 3 misura
ampere (A)
errore relativo
UNITÀ 1 • Misure ed errori 16

30 Osservando che la porzione di carta millimetrata in figu- Problemi


ra ha un proprio errore di sensibilità (che può essere diverso
per ognuno dei due assi cartesiani), riporta la misura completa La risoluzione dei problemi richiede la conoscenza degli argo-
per s e t relativamente al punto P. menti trasversali a più paragrafi. Con l’asterisco sono contras-
segnati i problemi che presentano una maggiore complessità.

s
(m) 1 Una misurazione ha fornito per il valore di una lunghezza
un intervallo di indeterminazione che va da 28,8 m a 29,0 m.
8
Scrivi il risultato della misura, dopo aver individuato l’incertezza
e il valore della grandezza.
6 P
Suggerimenti Ti conviene fare un disegno dell’intervallo in questione per capi-
re meglio la situazione. Il valore medio dell’intervallo sarà..., mentre la metà di
4 tale intervallo...

[(28,9 ± 0,1) m]
2

10 20 30 40 t (s) 2 La figura qui sotto rappresenta l’intervallo di indetermina-


zione relativo a una misura. Scrivi il risultato corrispondente,
dopo aver individuato l’incertezza e il valore della grandezza.

[(17 ± 1) s; (5,8 ± 0,2) m]

200 400 g
Per lo svolgimento dell’esercizio, completa il percorso guidato, inse- intervallo di
indeterminazione
rendo gli elementi mancanti dove compaiono i puntini.
[(280 ± 40) g]
1 Il valore di 1 quadretto da 1 mm sulla carta millimetrata, cor-
rispondente all’incertezza, vale:
*3 Completa la seguente tabella:
valore letto sul grafico
Δx(t) = =
numero quadretti tra 0 e valore letto Dx (kg) ... 0,1 1 5 0,2 ...
10
= = ................................................................................................................... xM (kg) 0,400 50,0 ... 160 ... 2500
10
er 0,005 ... 0,025 ... 0,0625 0,1

2 Il valore della grandezza è perciò:


t = (numero quadretti di P) ⋅ (valore di 1 quadretto) =
*4 Nella figura che segue sono riportate due bilance per la
= 17 ⋅ .......... = ....................................................................................................... misurazione della massa, la prima analogica e la seconda digi-
tale. Dopo aver esaminato attentamente la situazione:
3 La scrittura è, infine: t = (.......... ± ..........) ............................................... • individua quale delle due bilance è più sensibile;
• scrivi la misura rilevata da ciascuna bilancia;
4 Analogamente devi procedere per s: .................................................. • individua la misura più precisa.
......................................................................................................................................
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31 Riportato su un foglio di carta millimetrata un sistema di


0 200 400 600 800 1000 g

assi cartesiani, ponendo sull’asse delle ascisse X i tempi t in


secondi e su quello delle ordinate Y le distanze percorse s in
metri, individua il punto P dato da:

t = (22,5 ± 0,5) s s = (8,7 ± 0,1) m

±5 g
Suggerimenti Scegli come valore di 1 quadretto da 1 mm, lungo i due assi car-
tesiani, rispettivamente le incertezze di t e di s...
[(740 ± 20) g; (235 ± 5) g; ...]