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Pregiudizio logocentrico

L’idea infinite volte ripetuta o presupposta nella


storia occidentale, e quasi solo nella storia
occidentale, che la parola sia condizione di ogni
pensare e quindi di ogni agire e sentire
Prologo in cielo del primato del Dire
Prologo del Vangelo di Giovanni

In principio era la Parola e la Parola che era in principio


era presso Dio e Dio era la Parola e questa, la Parola,
in principio era presso Dio. Tutto ciò che è venuto ad
essere è venuto ad essere per mezzo della Parola che
era in principio e senza la Parola che era in principio
nulla sarebbe venuto ad essere di ciò che è venuto ad
essere.
Dal Cristianesimo alla Linguistica:
l'universalità semantica

Anche un linguista di oggi, tanto in vena di


generalizzazioni da osare dirci che cos’è il
linguaggio, la parola, non usa termini tanto
diversi da quelli di Giovanni. Dice che il
linguaggio umano, anche senza confronti con
quello di altri esseri, ha di suo in modo
esclusivo l’onnipotenza o universalità
semantica.
Definizione di Universalità
semantica

L’universalità semantica, o onnipotenza semantica,


è il risultato di tre o quattro caratteristiche in
sinergia:

● Produttività
● Distanziamento
● Arbitrarietà
Produttività

La produttività è la possibilità di ogni lingua


umana di produrre infiniti messaggi su
un’infinità di argomenti.

E' strettamente connessa alla grande potenzialità


(“onnipotenza”) del Fare e del Sentire
Distanziamento

Il distanziamento è la capacità di poter parlare di


qualunque assunto anche senza uno stimolo
diretto; il distanziamento avviene, pertanto, al di
là del presente materiale, senza limiti di spazio
e di tempo.
Coincide con l'attività simbolica
Arbitrarietà

L’arbitrarietà è la capacità di poter usare qualsiasi


mezzo materiale (significante) come veicolo di
significato e di senso: non esiste alcun legame
naturale tra il significante e il significato.
Le basi linguistiche:
i fonemi
Il fonema è la più piccola unità di suono, non
dotata di significato
● È arbitrario (individuato per convenzione)
● È utilizzato come base per veicolare significati
Selezione dei fonemi

Tra tutti i suoni che siamo stati o saremmo capaci


di produrre, ogni lingua, ogni sistema
organizzato di suoni dove tutto si tiene, ne
sceglie alcuni e li distingue da altri e usa solo
quelli per codificare i messaggi (dove l’uso del
termine codice suggerisce un’attività regolata
da norme).
Foni, fonemi e morfemi

Tutte le lingue umane hanno fatto e continuano a


fare questo: ‘scelgono’ appena circa venti-
trenta suoni e con questa scelta minima di
suoni, diventati così fonemi, ogni lingua,
articolando pochi suoni scelti (fonemi) in molte
decine di migliaia di parole (morfemi), è
capace di produrre infiniti messaggi su
un’infinità di assunti, di significati e di sensi.

Morfemi: le più piccole unità linguistiche dotate di significato


“Naturalità” o artificialità delle lingue

La cultura stessa è un costrutto, come è un


costrutto il sistema di comunicazione, dove i
tratti più elementari che sembrano così
naturali sono invece convenzionali, artefatti,
esperienze che però acquistano, come nella
lingua, la necessità obbligata che attribuiamo
alla natura.
Il linguaggio come
sistema segnico

Il segno secondo Ferdinand De Saussure è un


espediente, bipartito o bifacciale come una
moneta, composto da un significante collegato
arbitrariamente, convenzionalmente a un
significato: dove l’arbitrarietà sta più nel
significante, cioè nella materia che viene usata
come mezzo per veicolare senso e significato.
Arbitrarietà del significante (1/2)

Posso significare a una donna che l’amo dicendoglielo,


cioè con una materia significante fono-acustica, ma
posso significarglielo in cento altri modi non verbali, e
se sono lontano o mi vergogno le scrivo un sms, cioè
uso una materia significante visuale tipica dei nostri
tempi. Meglio ancora forse faccio se le mando delle
rose rosse, altro significante arbitrario, proprio delle
nostre tradizioni segnico-estetiche. Il significante è
cambiato volta per volta, ma non la sostanza del
significato.
Arbitrarietà del significante (2/2)

(...) questo caricare di significato una qualche materia


è cosa solo e talmente umana, per quanto se ne sa,
da essere indicata spesso come l’unica dirimente ed
esclusiva caratteristica umana, che rende uomo
l’uomo.
Tante volte questa constatazione ha fatto dire che
nell’uomo e per l’uomo tutto è segno, a perfino che
tutto è parola e la parola è tutto.
Arbitrarietà e coerenza
Istintivamente un cane che segue una traccia sta
dando un certo significato a qualcosa di
naturale, come l’odore della selvaggina che
diventa per lui motivo e ‘segno’ di nutrimento.
L’uomo, per quanto ne sappiamo, fa questo in
una misura qualitativamente differente,
creando sistemi arbitrari, ma coerenti e
dunque non arbitrari al loro interno.
Langue e parole

I sistemi linguistici (arbitrari ma coerenti) sono


sempre composti da segni articolati in un
sistema di norme, che Ferdinand de Saussure
chiamava langue, il cui uso accorto permette di
formulare infiniti messaggi o atti di parole
Arbitrarietà del linguaggio e
arbitrarietà della cultura (1/2)

La lingua è dunque un uso organizzato di


aspetti della materia per scopi esclusivamente
umani perché servono a veicolare significato,
senso, a esprimere e comunicare. La nozione
di arbitrarietà è utile dunque non solo per
capire il linguaggio, ma anche per comprendere
in genere tutte le dimensioni umane.
Arbitrarietà del linguaggio e
arbitrarietà della cultura (2/2)
Non solo il dire è fatto con uno strumento
caratterizzato dall’arbitrarietà, ma anche il fare
è il risultato di una progettazione, di una
volontà, di una attenzione umana che non è
nella ‘natura delle cose’, ma nella natura
dell’uomo, cioè nella dimensione culturale.
L’uomo costruisce in modo arbitrario non solo
quando comunica, ma anche quando manipola
il mondo per i suoi bisogni, a cominciare dal
bisogno di alimentarsi. In questo senso, tutto è
costruito e arbitrario nell’uomo e per l’uomo.
Spiegazioni opposte delle
dinamiche del linguaggio

Come e chi e quando e perché prende certe


decisioni ‘arbitrarie’ ma regolatrici, quali quelle
che formano il sistema di regole convenzionali
di una lingua ?

Spiegazioni riduzioniste (e logocentriche):


● Innatismo (origini genetiche)
● Comportamentismo (origini culturali - apprendimento)
Innatismo e comportamentismo

Innatismo

● Divinità (es. Vangelo di Giovanni)


● Patrimonio genetico
– Bruner: strutture mentali innate
– Chomsky
● “struttura profonda” o grammatica innata
Innatismo: Chomsky

Fenomeni come la traducibilità reciproca di


tutte le lingue e soprattutto della capacità
umana di apprendere una o più lingue,
secondo Chomsky si devono al fatto che i
membri della nostra specie ereditano
geneticamente non solo la capacità di parlare
una o più lingue mediante l’apprendimento ma
anche una grammatica innata di base, una
struttura profonda che genera in superficie le
varie lingue e i loro infiniti messaggi.
Innatismo e comportamentismo

Comportamentismo
● Ipotesi Sapir-Whorf (relativismo linguistico):
● Ogni lingua dipende da specifici modi culturali di
organizzare l'esperienza
● Ogni lingua influenza i modi di pensare di una
cultura
Comportamentismo: Whorf
Lingua che parli, vita che vivi
<<Il pensiero stesso è insito in una lingua – in inglese,
in sanscrito, in cinese – e ognuna di esse forma un
vasto sistema di modelli, diversi da altri, in cui
vengono culturalmente ordinate le forme e le categorie
per mezzo delle quali la personalità dell’individuo non
solo comunica, ma analizza anche la natura, osserva
o ignora differenti tipi di connessioni e fenomeni,
incanala il proprio raziocinio e costruisce l’edificio
della sua consapevolezza>>, Whorf
Critiche al logocentrismo dell'innatismo
e del comportamentismo
● Il pensiero, l'intelligenza e l'astrazione non
riguardano solo i sistemi di segni, il linguaggio,
la semiosi.
● Leroi-Gourhan mostra come la conoscenza sia,
forse innanzitutto, corporea, vissuta, e che ciò
che diciamo pensiero, intelligenza, coscienza,
sapere, sentire, percepire, siano il risultato
dell’uso del corpo intero in relazione col mondo,
del nostro essere corpo con tutte le sue varie
capacità sensorie, motorie, riflessive e
simboliche (...)