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L’apprendimento

Definizione:
processo attraverso il quale l’esperienza produce
un cambiamento duraturo e adattivo Adattivo è un punto
nella capacità di comportamento di un organismo. cardine di questo concetto,
infatti un sinonimo di
apprendimento potrebbe
essere adattamento
Esistono diversi processi base di apprendimento.
I processi base analizzati saranno:
1) Abituazione
2) Sensibilizzazione
3) Condizionamento classico
4) Condizionamento operante
5) Apprendimento osservazionale

1) L’abituazione e 2) la sensibilizzazione

Abituazione: Sensibilizzazione:
Calo Incremento
progressivo di intensità
della risposta
Abituarsi alla mano che a uno stimolo ripetuto Incremento progressivo nel
rimane poggiata sul ritrarre il braccio o il corpo
braccio per un certo tempo all’avvicinarsi di un ago o di un
ferro incandescente perché so,
da esperienze passate, che lo
stimolo può essere doloroso

Groves e Thompson vanno a definire il possibile effetto netto di un’azione che un individuo mette
in atto a seguito di questi due processi come:
l’effetto netto = effetti di abituazione (A) + effetti di sensibilizzazione (S)
che agiscono simultaneamente e in maniera indipendente l’una dall’altra

Nel primo grafico siamo in presenza di una situazione (stimolazione) in cui:


❖ buona parte della componente porta ad un’abituazione
❖ solo una piccola parte è poco piacevole e quindi potrebbe portare ad una sensibilizzazione
❖ in questo caso il mio effetto netto, il comportamento che metto in atto, è di abitazione
(linea continua nella parte inferiore del grafico “- calo”)
Al contrario, se buona parte della componente è poco piacevole l’effetto netto sarà di
sensibilizzazione (linea continua nella parte positiva del grafico)
3) Il condizionamento classico: associare uno stimolo all’altro

Un’altra nozione importante per quanto riguarda l’apprendimento è il condizionamento classico.


Processo scoperto da Ivan Pavlov mentre stava studiando la salivazione nei cani che aumentava
prevedendo l’arrivo del cibo.

Definizione:
processo per cui un organismo impara ad associare due stimoli in modo tale che l’uno
venga a suscitare una reazione che in origine veniva suscitata solo dall’altro
Pavlov associa alla presentazione del cibo uno stimolo neutro
(ad esempio il suono di una campanella) e si pone un quesito:
questo stimolo va ad aumentare la salivazione del cane? Se si
vuol dire che c’è stato un apprendimento del fatto che anche
questo stimolo neutro va a predire la presentazione del cibo.

Gli elementi base che costruiscono l’impianto del condizionamento sono:


➢ Stimolo incondizionato (SI) ➢ Risposta incondizionata (RI)
(CIBO) stimolo che suscita una risposta (SALIVAZIONE) risposta riflessa o innata
riflessa o innata (RI) indipendentamente da indotta da uno stimolo incondizionato in
ogni apprendimento precedente assenza di qualsivoglia apprendimento
➢ Stimolo condizionato (SC) ➢ Risposta condizionata (RC)
(SUONO) stimolo “neutro” che, tramite risposta suscitata da uno stimolo condizionato
ripetute associazioni a uno SI, viene a suscitare
una risposta condizionata simile alla RI
originaria

Prima dell’associazione:
il suono non provaca salivazione;
il cibo (SI) provoca salivazione(RI)

durante il condizionamento:
cibo accompagnato
dal suono provoca salivazione(RI)

dopo il condizionamento:
suono(SC) provoca salivazione(RC)

Il condizionamento avviene generalmente dopo ripetuti accoppiamenti:

Abbinamento anticipato con lieve ritardo:


Abbinamento ritardato:
lo SC viene presentato per primo ed è Abbinamento simultaneo:
lo SC viene presentato
ancora presente quando compare lo SI lo SC e lo SI sono
dopo lo SI (sono
(procedura migliore) ”la presentazione presentati simultaneamente
preferibili intervalli
del suono precede la vista del cibo e
brevi)
continua quando il cibo viene tolto”
Acquisizione:
periodo durante il quale avviene il
condizionamento della risposta
Estinzione:
F processo in cui lo SC viene presentato
A ripetutamente in assenza dello SI,
S facendo indebolire e poi venir meno
I la RC
Ripresa spontanea:
la ricomparsa di una RC
precedentemente estinta dopo un
periodo di sospensione e senza nuove
prove di apprendimento

P
Generalizzazione dello stimolo:
R
stimoli simili allo SC originario inducono
O anch'essi la stessa RC.
Esempio: la salivazione può essere elicitata sia
C da un campanello che da un tono di pianoforte
E
Discriminazione:
S situazione in cui una RC fa seguito a uno
stimolo, ma non ad altri, seppure simili.
S Esempio: la salivazione può non essere
elicitata da un fischio
I

Condizionamento di ordine superiore

avviene Produce
quando uno stimolo neutro diventa uno una RC che è più debole e si estingue più
SC dopo l’abbinamento con uno SC già rapidamente della RC originaria
consolidato
Applicazioni del condizionamento classico nella realtà quotidiana:
Watson condizionò il piccolo Albert di 11 mesi ad avere paura dei topi bianchi.
Cominciò a far vedere i topolini bianchi associando, a questa presentazione visiva, dei fortissimi
rumori, in seguito utilizzando il metodo di generalizzazione, associò questi rumori anche ad altri
oggetti bianchi e pelosi.
SI: rumore forte
Paura generalizzata ad altri oggetti bianchi e pelosi

le Terapie di esposizione
I trattamenti comportamentali basati sui In cui un paziente viene esposto a uno stimolo
principi del condizionamento classico (SC) che di fatto produce una risposta ansiosa
sono tra i più efficaci contro le fobie. (come la paura) senza però arrivare a questa
risposta incondizionata di paura (SI), se questo
viene ripetuto per diverse volte consente così
l’estinzione
Desensibilizzazione sistematica
un tipo di terapia che sfrutta la terapia di
Terapia di avversione:
esposizione aggiungendo a questa una sorta di
una terapia che tenta di rimuovere
training legato al rilassamento. I pazienti
l’associazione rispetto ad uno stimolo, un
apprendono tecniche di rilassamento dei
comportamento negativo a vari livelli (è
muscoli e poi vengono progressivamente
utilizzata per smettere di fumare, di
esposti allo stimolo che provoca la paura
bere…).
Terapia che intende condizionare
un’avversione (repulsione) verso uno
stimolo che induce un comportamento
indesiderato abbinandolo a uno SI
sgradevole (associare ad esempio
medicine che provocano nausee alla
visione di scene violente)

Quando pensiamo i meccanismi legati al condizionamento classico dobbiamo pensare a dei


meccanismi che di fatto agiscono nella nostra realtà quotidiana. Ad esempio procedure legate alle
nostre conoscenze sul condizionamento classico sono normalmente utilizzate nel tentativo di
favorire spostamento di atteggiamenti da una parte piuttosto che in un’altra, o semplicemente nel
marcheting, nell’area pubblicitaria (quando si vuole vendere un prodotto lo si associa a modelle
molto belle). Atteggiamenti quindi che abbinando ripetutamente uno SC a stimoli piacevoli o
spiacevoli, potrebbero sviluppare un atteggiamento favorevole o sfavorevole verso quello SC.

4)Il condizionamento operante: apprendere dalle conseguenze


Altro aspetto dell’apprendimento è il condizionamento operante, che nasce dalla così detta
LEGGE DELL’EFFETTO DI THORNDIKE
che a sua volta prende le mosse
DALL’APPRENDIMENTO PER PROVE ED ERRORI

Data una determinate situazione, una risposta sarà più probabile che venga messa in atto se l’effetto
di quella risposta è positivo, mentre una risposta seguita da una conseguenza frustrante diventerà
meno probabile.
In tale contesto si va a prendere atto DELL’APPRENDIMENTO STRUMENTALE il quale sottolinea che
il comportamento di un organismo è strumentale al conseguimento di certi risultati. Nel formulare
tale legge Thorndike si serve della “puzzle-box” o scatola misteriosa.

Scatola chiusa in cui l’unico modo per uscire è


premere una leva dall’interno.
All’interno della scatola thorndike metteva
dei gatti che erano motivati ad uscire.
I gatti cominciavano a muoversi, a girarsi su
se stessi e casualmente andavano su questa
leva che permetteva di uscire dalla scatola.

Osservando il grafico si evince che:


➢ al primo tentativo il gatto impiega più tempo a sbattere casualmente su questa leva e
quindi ad uscire;
➢ al secondo tentativo il gatto, che precedentemente era già stato dentro la scatola, e aveva
trovato la via di uscita, impiega meno tempo per uscire;
➢ al terzo tentativo, e così via via per gli altri tentativi, il tempo diminuisce fino a stabilizzarsi a
pochi secondi (il gatto ha capito, ha appreso la modalità per uscire da quella gabbia
eliminando i comportamenti che non sono efficaci).

Questo è il concetto di base del Condizionamento operante


in cui la modalità di apprendimento derivano:
➢ dal comportamento dell’individuo
➢ dalle conseguenze che ne derivano
Ulteriore contributo per quanto riguarda il condizionamento operante è stato dato da Skinner da cui
prende appunto nome la Skinner Box: gabbia appositamente concepita per lo studio sperimentale
del condizionamento operato in cui l’animale deve imparare a premere
una leva affinché
➢ cada un pezzetto di cibo
➢ si eviti una determinata conseguenza punitiva (es. scosse elettriche)
Concetto importante all’interno del condizionamento operante è quello di Stimolo discriminatorio:
è il segnale del fatto che una determinata risposta d’ora in poi produrrà certe conseguenze;
creano l'occasione per risposte operanti (Esempio: pressione della leva ed erogazione del cibo)

Estremi del possibile effetto del comportamento


Rinforzo: Punizione:
si determina quando una risposta viene si determina quando una risposta
rafforzata dai risultati che ne derivano. viene indebolita dai risultati che ne
Il risultato (uno stimolo o un evento) può derivano.
essere considerato un Fattore rinforzante se Si considerano Fattori punitivi quei
l’organismo in questione lo considera comportamenti che hanno come
positivo e quindi tenderà a rimettere in atto conseguenza una punizione, questa
quel comportamento per giungere allo stesso indebolisce il comportamento e fa si
risultato. che esso non venga più messo in atto.
Il RINFORZO si può distinguere a sua volta in

Rinforzo positivo: si crea quando una risposta Rinforzo negativo: una risposta viene
viene potenziata dalla presentazione potenziata dalla successiva eliminazione (o
successiva di uno stimolo prevenzione) di uno stimolo negativo.
Rinforzi primari: stimoli come l’acqua e il Rinforzo negativo: fa riferimento alla
cibo, che un organismo trova naturalmente sottrazione di uno stimolo; ad es., prendere
rinforzanti perché soddisfano dei bisogni una medicina (che non è dolce) è vantaggioso
biologici perchè elimina la malattia
Rinforzi secondari: stimoli che acquisiscono “Positivo” e “negativo” (sono due lati della
proprietà rinforzanti tramite l’associazione a stessa medaglia per quanto riguarda una sorta
rinforzi primari (realizzarsi lavorativamente) di premialità) si riferiscono alla presentazione
o alla rimozione di uno stimolo, non a
“buono” (RINFORZO) e “cattivo”
(PUNIZIONE)

Es. rinforzo negativo


Azione che metto in atto per
rimuovere un qualcosa di negativo

Anche la PUNIZIONE può essere divisa in:

Positiva Negativa
una risposta viene data per indebolire la risposta viene indebolita dalla
la messa in atto (l’applicazione rimozione di uno stimolo positivo per
successiva) di uno stimolo l’individuo

Anche nel condizionamento operante abbiamo:

Estinzione operante: l’indebolimento della probabilità di mettere in atto quel comportamento,


qualora nel corso del tempo quel comportamento (risposta) non viene più rinforzato.

Resistenza all’estinzione: il grado in cui le risposte non rinforzate persistono

Positivo avviene la risposta si presenta uno stimolo


(il topo preme la leva) (Appaiono pezzi di cibo)
Rinforzo
Negativo avviene la risposta si elimina uno stimolo negativo
(Si assume aspirina) (Il mal di testa scompare)
Positiva avviene la risposta si presenta uno stimolo negativo
I due fratellini litigano I genitori li sgridano
Punizione
Negativa avviene la risposta si rimuove uno stimolo
I due fratellini litigano Niente tv per una settimana
Altri elementi del condizionamento operante sono:

Modellamento per approssimazioni successive: si basa sul fatto che per arrivare alla messa in
atto di un comportamento e necessario dividerlo in sottocomportamenti ciascuno dei quali deve
essere rinforzato in maniera specifica per avere una risposta finale (ad es., premere la leva nella
gabbia di Skinner)

Concatenazione per sequenza successive: è qualcosa di simile al modellamento, ma si usa per


sviluppare sequenze comportamentali più ampie (una catena) di risposte rinforzando ogni
risposta con la possibilità di mettere in atto la risposta successiva.
ES: il topo ha imparato
➢ a salire su una scala per raggiungere una corda;
➢ tirare la corda per alzare la scala e poi;
➢ salire ancora per raggiungere il cibo che sta in cima.

Generalizzazione operante: una risposta Discriminazione operante: una risposta


operante fa seguito a un nuovo stimolo operante farà seguito a uno stimolo
antecedente simile a quello originario antecedente, ma non a un altro
Es.: un bambino che tocca un ferro Anche se hanno forma identica, chi si
incandescente imparerà a non toccare anche muove sui mezzi pubblici sa che prendere
altri ferri incandescenti un “309” non equivale a prendere un “71”

I PROGRAMMI DI RINFORZO
Rinforzo continuo: si rinforzano tutte le risposte di un determinato tipo
Esempio: un ratto riceve cibo ogni volta che preme la leva
Rinforzo parziale (intermittente): si rinforza solo una percentuale prestabilita delle risposte di un
determinato tipo
Esempio: una slot machine
Il rinforzo parziale (a programma variabile, slide seguenti) produce un cambiamento che viene
appreso più lentamente, ma resiste maggiormente all'estinzione
Programmi (intermittenti) a rapporto fisso: il rinforzo avviene sempre dopo un dato
Le distinzioni tra condizionamento classico e condizionamento operante:
numero di volte in cui quell’azione viene messa in atto (es: il rinforzo viene dato ogni 200
risposte,cioè ogni 200 volte che viene premuta la leva, quindi 200, 400, 600,800)
Programmi (intermittenti)
Classico: a rapporto variabile: il numero richiesto Operante:
di risposte o l'intervallo
che le
una deve separare
risposta (il rinforzo)
preesistente legatacasualmentelaintorno
(RI) è varia probabilità
a una di mettere in atto una
media
Programmi (intermittenti) a intervallo
ad un nuovo stimolo (SC) che la farà fisso: la certa
primaazione è condizionata
risposta che comparedall’effetto
dopo un
intervallo di
diventare tempo
una prefissato
risposta viene rinforzata (quiche
condizionata non tale
contaazione ha sull’ambiente
quante volte e
si preme la leva)
Programmi a intervalli variabili: viene rinforzatasull’individuo
(RC) che la
la prima risposta mette
dopo uninintervallo
atto di
Comportamenti automatici
tempo che varia casualmente intorno a una media Comportamenti indotti
Un altro tipo di condizionamento sempre all’interno del condizionamento operante è il
CONDIZIONAMENTO DI FUGA E CONDIZIONAMENTO EVITANTE
In entrambi i casi l’organismo apprende una risposta per mettere fine a uno stimolo negativo (per
evitare una situazione spiacevole. È il caso della shuttle box suddivisa in due ambienti: una
illuminata da una luce e l’altra no. Il topo che non tollera la luce tenderà a stare nella stanza più
buia).
L’organismo mette in atto una risposta che gli consente di metter fine ad una stimolazione negativa
quindi è acquisito e mantenuto attraverso il rinforzo negativo.

LA TEORIA BIFATTORIALE DI APPRENDIMENTO DELL’EVITAMENTO


Sia il condizionamento classico sia il condizionamento operante sono coinvolti nell’
apprendimento dell’evitamento
Ipotiziamo un individuo che subisce un incidente automobilistico, inevitabilmente ciò provoca una
memoria traumatica dello stesso e quindi ad avere paura di fatto delle auto.
All’interno del condizionamento classico: Come interviene in questo caso il
condizionamento operante?
Automobile (SC) In questo caso il condizionamento operante
+ paura per le auto (RC) dell’evitamento o condizionamento evitante fa
incidente (SI) si che: ho paura delle auto
le evito questo riduce la paura
rinforzo la tendenza ad evitare le auto

Anche per il condizionamento operante è possibile prevedere degli sviluppi applicativi (appendere
dalle conseguenze) ad esempio:
➢ Software educativi: che permettono una sorta di autoapprendimento. Applicazioni per
insegnare nelle scuole e nei luoghi di lavoro:
L’efficacia dell’istruzione al computer si basa su due principi professati da Skinner
-Feedback immediate sulla performance
-Apprendimento autoregolamentato
➢ Applicazioni per addrestrare animali specializzati:
– Addestrare cani che assistono le persone disabili
– Addestrare cani poliziotto
– Addestrare cani che si esibiscono nei film

Le obiezioni al comportamentismo
Il condizionamento è uno degli aspetti chiave del comportamentismo (scuola psicologica che si
sviluppa intorno agli anni 50 negli Stati Uniti).

❖ Una prima obiezione al comportamentismo è legata alla


“PREDISPOSIZIONE DELL’INDIVIDUO”.
➢ Tramite l’evoluzione, gli ANIMALI sono biologicamente predisposti (preprogrammati) a
imparare alcune associazioni più facilmente di altre
o I comportamenti correlati alla sopravvivenza della specie sono appresi più facilmente
o Avversione condizionata al gusto: una risposta condizionata in cui il sapore (a volte
anche l’odore) di un determinate alimento diventa disgustoso e ripugnante.

A tal proposito Garcia e Koelling (1966) hanno condotto un esperimento articolato in diverse fasi:
1) nella prima fase dei roditori vanno a bere dell’acqua zuccherata, insieme ad essa sono
presenti anche altri elementi sonori (suono di un cicalino) e visivi (si accende una luce)
2) nella seconda fase i topi vengono ripartiti in due gruppi:
✓ i topi del primo gruppo vengono irradiati da raggi x che inducono nausea
✓ i topi del secondo gruppo ricevono una scossa elettrica che crea paura
3) nella terza fase
✓ i topi del primo gruppo evitano l’acqua zuccherata bevono acqua in presenza di suono e luce.
Ciò vuol dire che c’e’ una predisposizione biologica da parte del topo nel capire che se ho
nausea questa deriva da qualcosa che ho mangiato o bevuto, piuttosto che da qualcosa che ho
visto o udito.
✓ i topi del secondo gruppo bevono l’acqua zuccherata non bevono in presenza di suono e luce
Ciò perché in natura se c’è qualcosa che provoca ansia, paura è più probabile che dipenda da
qualcosa che ho visto o sentito piuttosto che qualcosa che ho mangiato o bevuto.
Detto ciò ne deriva che L’avversione condizionata al gusto e la paura condizionata sono
entrambe influenzate dalla predisposizione biologica
➢ La predisposizione biologica negli ESSERI UMANI Seligman (1971):
o gli esseri umani sono biologicamente predisposti ad acquisire alcune paure più velocemente
e facilmente di altre
o È più facile aver paura dei serpenti o dei ragno che dei fiori

❖ Seconda obiezione al comportamentismo è legata


ALLA COGNIZIONE E AL CONDIZIONAMENTO
Mentre per il comportamentista all’interno
dell’ambito dell’apprendimento l’individuo è visto
PSICOLOGIA S-R (Stimolo-Risposta) come un qualcosa di ignoto tra stimolo e risposta
Nel modello cognitivista dell’appredimento: tra lo
MODELLO COGNITIVO S-O-R stimolo e la risposta c’è la rappresentazione cognitiva
del mondo che caratterizza l’organismo (O) (Tolman)
Tolman parla anche di APPRENDIMENTO LATENTE
Per spiegare quella “O” tra stimolo e risposta.
Esperimento: si faceva esplorare un labirinto una volta al giorno a dei topolini. I topolini erano
ripartiti in tre condizioni:
I condizione II condizione III condizione
All’interno del labirinto veniva All’interno del labirinto non All’interno del labirinto veniva
messo del cibo (rinforzo) veniva mai messo del cibo messo del cibo solo ad un
certo punto

I topolini rinforzati diventano sempre più bravi, fanno meno errori, arrivano prima al cibo.
I topolini non rinforzati faranno un numero di errori che è quasi costante dall’inizio alla fine
dell’esplorazione. (Sembra quasi che questi topolini non siano in grado di apprendere la
configurazione spaziale del labirinto senza rinforzo, ma non è così e ne da conferma il terzo gruppo
di topolini).
I topolini rinforzati a partire dall’11 giorno, le cui prestazioni migliorano da quel momento tanto
da superare quelle dei topolini sottoposti alla prima condizione, ci permettono di affermare che:
l’apprendimento della rappresentazione spaziale avviene in maniera latente in ciascuna delle tre
condizioni soltanto che si dimostra di avere appreso solo quando si è motivati a farlo e solo quando
c’e’ un obiettivo da raggiungere come il pezzettino di cibo.
LA COGNIZIONE E IL CONDIZIONAMENTO
Gli aspetti cognitivi influenzano anche i modelli classici (influenzano il condizionamento classico).
In effetti molti studi dimostrano che l’aspetto più importante è legato all’ASPETTATIVA.
Secondo i modelli basati sull’aspettativa il fattore più importante nel condizionamento classico
➢ non è la frequenza con cui si abbinano lo SC e lo SI,
➢ ma l’attendibilità con cui lo SC predice (cioè segnala) la comparsa dello SI
(siamo sicuri che il suono mi predice il cibo?)
LA COGNIZIONE NEL CONDIZIONAMENTO CLASSICO
Il condizionamento classico coinvolge l’aspettativa.

DUE ESPERIMENTO ARTICOLATO IN TRE FASI


GRUPPI DI TOPOLINI FASE 1 FASE 2 FASE 3
GRUPPO Suono + Scossa Suono + Scossa + Luce Luce
SPERIMENTALE (paura) (paura) (non c’è paura)
L’animale nel gruppo sperimentale ha associato la scossa elettrica al suono
Procedura di blocco
I topi nella condizione sperimentale non dimostravano di aver appreso la relazione tra la luce e la scossa,
perché l’apprendimento era stato bloccato dall’abbinamento precedente del suono alla scossa
GRUPPO DI Suono + Scossa + Luce Luce
Non succede niente
CONTROLLO (paura) (paura)
L’animale nel gruppo sperimentale ha associato la scossa elettrica sia alla luce che al suono
Quindi non ha importanza il numero di associazioni, la frequenza delle associazioni, ma l’aspettativa che si
crea e che permette di modellare quel legame

Altro esempio di inibizione latente in cui l’indebolirsi del condizionamento classico è dovuto alla
presentazione precedente del CS (stimolo condizionato) da solo:
o ci sono delle caprette in una fattoria esposte quotidianamente a degli stimoli (eliche che
girano e delle luci di varia natura)
o per l’animale questi stimoli sono naturali e sarà difficile associarli ad uno shock (scossa
elettrica)
o sarà difficile che avvenga un’avversione selettiva verso questi stimoli e che questi stimoli da
soli creino paura
o non si crea un’associazione tra stimoli quotidiani e shock perché i primi erano presenti
prima nella quotidianità degli animali.

ALTRA FORMA DI APPRENDIMENTO È L’APPRENDIMENTO PER INSIGHT (PENSIERO


GHELSATISTA)
Per illuminazione e non per prove ed errori

In questo caso un soggetto che non riesce a fare qualcosa decide di prendersi del tempo
per poter riflettere (periodo di incubazione).
Poi improvvisamente un giorno, facendo qualcosa di completamente diverso, trova la
soluzione. Avviene una ristrutturazione del campo cognitivo. L’apprendimento è legato
a dei fattori cognitivi legati all’intuizione
5) L’apprendimento osservazionale
O apprendimento per imitazione si determina osservando il comportamento di un modello.
(Modelling) è la capacità degli esseri umani di imparare dall’osservazione diretta.
(Bandura) porta avanti la Teoria socio-cognitiva o teoria dell’apprendimento sociale la quale
afferma che:
le persone imparano osservando il comportamento dei modelli e acquisendo la convinzione
di poter produrre dei comportamenti che influenzano gli eventi della propria vita
un effetto legato a questo è l’Autoefficacia: la convinzione delle persone di poter mettere in atto dei
comportamenti che produrranno un risultato desiderato
Il processo di modellizzazione si articola in diverse fasi:
➢ Attenzione: dobbiamo dedicare attenzione al comportamento del modello
➢ Ripetizione: dobbiamo trattenere quelle informazioni nella memoria in modo da poterle
ricordare quando è necessario
➢ Riproduzione: dobbiamo esser fisicamente in grado di riprodurre il comportamento del
modello o qualcosa di simile
➢ Motivazione: dobbiamo essere motivati a produrre quel comportamento

L’imitazione dell’aggressione e il comportamento prosociale:


Le ricerche indicano che la visione di scene di violenza:
•Riduce la preoccupazione degli spettatori per la sofferenza delle vittime
•Ci abitua alla vista della violenza
•Fornisce modelli aggressive che intensificano la tendenza degli spettatori ad agire aggressivamente
L’esposizione a modelli pro-sociali intensifica il comportamento caritatevole delle persone (livello
applicativo dell’apprendimento osservazionale)
I PROCESSI DI MEMORIA

 A partire dagli anni 60 si iniziò a sviluppare uno studio sperimentale sulla memoria ispirato
fortemente dai processi in ambito informatico. Al contrario di quanto fatto fino ad ora, con il
prevalere del pensiero comportamentista che considera stimolo e risposta e non da spazio allo studio
dell’organismo, in questo periodo si cominciano a studiare i processi psicologici.

 La mente non viene più vista come una scatola nera (Skinner) ma, come:
 un sistema che elabora le informazioni

 I processi di base della memoria sono:


 Codifica
 Immagazzinamento o archiviazione
 recupero delle informazioni

Codifica: Archiviazione: Recupero:


inserimento delle conservazione delle i processi che permettono
informazioni nel sistema informazioni nel tempo di riportare in vita
mediante la traduzione in informazioni archiviate
un codice neuronale che Come avviene quando il
viene processato dal computer archivia i dati in Come avviene quando
vostro cervello un disco rigido apriamo un file sul
monitor del computer
Simile a quello che accade
 quando digitatesullosulla
Il primo modello studio della memoria fu ideato da Atkinson e Shiffrin (1968) e prevede tre
tastiera di un PC
stadi di elaborazione dell’informazione:

1° stadio Esempio studio di Sperling:


presentava per un tempo brevissimo (1/20 di
Memoria sensoriale secondo) una matrice di lettere (4x3).
- Al termine di questo tempo i soggetti
Memoria sensoriale: recepisce e mantiene per un riuscivano a riportare un max di 3-4 lettere.
periodo molto limitato (brevemente) le - Perché riportano solo queste lettere? Questa
informazioni sensoriali in arrivo, quali: è la loro capacità max di memoria o
 Informazioni visive (Magazzino iconico o memorizzano tutte le info solo che nel
memoria sensoriale iconica), mantenute per momento in cui iniziano a ripetere, a
frazioni di secondo. riportare quello che ricordano, le info globali
 Informazioni uditive (Magazzino ecoico o sono talmente fragili che cominciano a
memoria sensoriale ecoica), mantenute per scomparire?
- Cambia l’esperimento aggiungendo alla
alcuni secondi presentazione un suono alto, medio, basso
che sta ad indicare, a colui che osserva, quale
riga di info riportare.
- Facendo così quasi tutti i soggetti riportano
le info delle righe richieste. Ciò vuol dire che
nel momento in cui si pone l’attenzione per
1/20 di secondo su una riga il soggetto riesce
a registrare tutte queste info
2° stadio
Memoria di lavoro (a breve termine)

Memoria di lavoro: magazzino mnemonico La memoria a breve termine in generale


che conserva temporaneamente un numero ha determinate caratteristiche ad esempio:
limitato di informazioni.  Capacità cioè quante info è possibile
mantenere e per quanto tempo, senza
Agisce su dei Codici di memoria che possono ripasso?
essere: Per misurare la capacità di memoria a breve
•Codici visuali: immagini mentali termine possiamo usare:
•Codici fonologici: suoni  Digit-span test: utilizzato per valutare la
•Codici semantici: significato di uno stimolo capacità della memoria a breve termine di
•Codici motori: serie di movimenti una persona. Si chiede al soggetto di ripetere
cioè rappresentazioni mentali di informazioni o una sequenza numerica composta man mano
stimoli di vario tipo sempre da più numeri. In base a quanti
numeri riesce a ricordare quello sarà il suo
Memoria di lavoro: un sistema a capacità span di memoria. In media le persone
limitata che mantiene ed elabora tendono ad avere uno span di 7 unità (circa 7
temporaneamente le informazioni ±2 items

Nel modello classico di memoria di lavoro esiste


una sorta di gerarchia di diversi sottosistemi
utilizzati per mantenere vive le info:
•Esecutivo centrale: dirige il processo
complessivo, controlla il focus dell'attenzione e
integra le informazioni all'interno del buffer
episodico
•Taccuino visuo-spaziale: archivia brevemente  La strategia di Chunking prevede la
informazioni visive e spaziali combinazione di singoli elementi in unità di
•Loop fonologico:archivia brevemente le significato più grandi
rappresentazioni mentali dei suoni
•Buffer episodico: integra e manipola le
informazioni provenienti dal loop fonologico e
dal taccuino visuospaziale
 Durata della memoria
La memoria di lavoro a breve termine (è Oblio rapido delle informazioni non
un modello a breve termine che enfatizza il ripetute (in assenza ad esempio di
processo di ripasso). ripasso)
3° stadio
Memoria a lungo termine
Memoria a lungo termine:
 È la nostra vastissima biblioteca di
ricordi più duraturi
 Ha una capacità di archiviazione
illimitata
 Un ricordo di lungo termine può durare
tutta la vita
È possibile fare una distinzione tra:
 memoria a breve termine
 memoria a lungo termine.
Per far ciò viene in aiuto il caso HM (HM
ha un’amnesia anterograda) cioè:
 non ha problemi con la memoria a breve
termine
 è incapace di memorizzare nuove
informazioni (problemi con la memoria a
lungo termine)

Tutto ciò permette di affermare che i tre


magazzini sono:
 Diversi
 Separati
 Che dialogano tra di loro, ma che
possono esistere uno in assenza
dell’altro

L’EFFETTO DI POSIZIONE SERIALE

L’effetto di posizione seriale ci permette di capire la separazione di questi magazzini a lungo


termine e a breve termine nel funzionamento normale del nostro sistema di memoria.
Esso ci dice che la probabilità di ricordare un’informazione dipende dalla posizione che essa
occupa all’interno di una serie (quindi nella successione di informazioni che arrivano al sistema
mente-cervello). Nella situazione tipo in cui emerge l’effetto posizione seriale:
 ai soggetti viene chiesto di studiare per due/tre minuti una lista di 15 parole;
 poi la lista viene tolta e al soggetto viene chiesto di dire le parole che ha studiato.
 In tale situazione:

la maggior parte dei soggetti ricorderà correttamente

i primi 3/4/5 item della lista gli ultimi item della lista
Effetto primacy: Effetto recency:
maggior impatto mnemonico maggior impatto mnemonico
delle prime informazioni. delle ultime informazioni.

L’effetto primacy è dovuto alla L’effetto recency è dovuto al


ripetizione fatto che le ultime parole
restano impresse nella memoria
Può essere eliminato impedendo a breve termine
al soggetto di ripetere
mentalmente le prime parole Ritardando il richiamo (senza
ripetizione) è possibile
eliminare l'effetto recency

pochi soggetti tendono a riportare correttamente gli item centrali

1)C O D I F I C A

Codifica

Automatica volontaria

Ripetizione elaborativa ripetizione di mantenimento

Collegamento con la Significato


organizzazione Immagini visuali
nostra vita e con delle info
conoscenze preesistenti

Gerarchie Chunking Acronimi Rime Metodo dei loci


I PROCESSI DI CODIFICA CI PERMETTONO DI ACQUISIRE LE INFO
La codifica di un’informazione o di una serie di informazioni può essere suddivisa in:
 Elaborazione automatica:
codifica che avviene involontariamente e richiede un’attenzione minima
 Elaborazione volontaria:
una codifica che viene intrapresa intenzionalmente e richiede un’attenzione conscia.
Risulta più efficace: codifica più efficace, maggiore probabilità di recupero successivo.
Il fatto che questo sia più efficace in termini di memoria, si può far risalire al classico
esperimento dei livelli di elaborazione che mostra che l’operazione fatta durante la codifica più
è approfondita e meglio è per il conseguente mantenimento dell’informazione.
Durante l’esperimento si dava una lista di parole a dei soggetti e si chiedeva:
– Ad un gruppo di effettuare una Codifica strutturale:
ricordo delle caratteristiche visive degli stimoli;
elaborazione superficiale (esempio le parole della lista sono scritte con lettere minuscole o maiuscole)
– Ad un gruppo di effettuare una Codifica fonemica:
ricordo delle caratteristiche uditive degli stimoli;
elaborazione intermedia (esempio la prima parola della lista fa rima con quest’altra parola?)
– Ad un gruppo di effettuare una Codifica semantica:
ricordo dei significati degli stimoli;
elaborazione profonda (questa parola può andare bene all’interno di questa frase?)

UN ASPETTO MOLTO IMPORTANTE DELLA CODIFICA VOLONTARIA È LA RIPETIZIONE


•Ripetizione elaborativa: la focalizzazione sul significato delle informazioni, creando
collegamenti semantici
•Ripetizione manutentiva: la semplice ripetizione a memoria
–Mantiene attive le informazioni nella memoria di lavoro
–Non è un metodo ottimale per trasferire informazioni nella memoria a lungo termine

LA CODIFICA: LA RIPETIZIONE ELABORATIVA


Caratteristiche della ripetizione elaborativa sono:
– Comprensione del significato delle informazioni
– Organizzazione delle informazioni (es. schema)
– Applicazione delle informazioni alla propria vita
– Correlare le informazioni con concetti precedentemente appresi

LA CODIFICA: LA TEORIA DELLA DOPPIA CODIFICA


Altro aspetto molto importante della codifica è la Teoria della doppia codifica: trattasi di
codifica delle informazioni con l’impiego sia di codici verbali sia di codici visuali che migliora
il ricordo perchè è più probabile che almeno uno dei due codici si renda disponibile a distanza
di tempo
– Ad esempio il Metodo del loci: una tecnica di memorizzazione che associa le
informazioni a immagini mentali di luoghi fisici
LA CODIFICA: I SUPPORTI MNEMONICI
La codifica può essere supportata da diversi elementi, trattasi di Supporti mnemonici: tutto ciò
che agevola il ricordo e organizza le informazioni in unità più significative. Tra questi:
– Gerarchie
– Chunking
– Acronimi
– Immaginazione visuale

LA CODIFICA: LO SCHEMA
Un altro importante elemento per la Codifica e l’organizzazione della memoria è lo schema.
Schema: un quadro di riferimento mentale, ossia un approccio mentale, riguardante qualche
aspetto del mondo.
– Expertise:un processo di sviluppo di schemi che aiutano a codificare le informazioni in
modelli significativi

IL MNEMONISTA
Mnemonista: una persona che esibisce una memoria straordinaria
– È una competenza appresa che si avvale dei principi di base della memoria
Usa spesso il chunking e altre strategie
Abilità innata vs esercizio intenso? Propende verso l’esercizio, ma deve sicuramente esserci una
passione innata nel voler mettere in pratica tecniche che possono aiutare la capacità di memoria.

2)L’A R C H I V I A Z I O N E
I PROCESSI DI CODIFICA CI PERMETTONO DI TRATTENERE LE INFO
La maggior parte delle informazioni (idee e concetti) sono organizzate in Reti associative o reti
semantiche cioè in un gran network di idee e concetti correlati.

Ogni concetto è rappresentato da un nodo (o cerchi correlati)


Le linee rappresentano le associazioni tra i concetti
- Più brevi sono le linee e più forte è l’associazione
L’attivazione di una rete porta all’attivazione diffusa dei concetti correlati

Il paradigma del Priming permette l’attivazione di un concetto (o di un’unità di informazione)


da parte di un altro concetto o di un’altra unità di informazione

(es. Se io ti faccio vedere una parola e poi ti chiedo di leggere un’altra parola molto probabilmente la
lettura, il riconoscimento della seconda parola è facilitato se le parole sono collegate semanticamente)
LA MEMORIA DICHIARATIVA E LA MEMORIA PROCEDURALE
per quanto riguarda l’archiviazione in memoria bisogna distinguere tra:

Memoria dichiarativa Memoria procedurale


è legata a conoscenze fattuali e si divide in: o non dichiarativa
è legata a competenze e azioni, riguarda:
Memoria episodica in cui vi sono le conoscenze
spazio-temporali relative a esperienze personali Competenze motorie e cognitive ( saper
(quando, dove e come si sono svolti gli episodi della portare la bici, imparare una seconda
nostra vita).
lingua)
Memoria semantica: conoscenze generali sul
mondo e sul linguaggio, incluso il ricordo di parole e Risposte condizionate (cond. classico)
di concetti

UN’ALTRA POSSIBILE DISTINZIONE È LEGATA AI CONTENUTI IMPLICITI O ESPLICITI

La memoria dichiarativa contiene delle La memoria procedurale contiene delle


dichiarazioni esplicite. dichiarazioni impliciti.

Memoria esplicita permette il recupero Memoria implicita: memoria che influenza


consapevole o intenzionale del ricordo, come il nostro comportamento senza che ce ne
quando richiamate qualcosa alla vostra rendiamo conto
mente.

È possibile effettuare due tipi di test per


constatare se l’ipotetico soggetto si ricorda
realmente quell’informazione:
 Test di Riconoscimento:decidere se
uno stimolo è familiare
 Test di Richiamo alla mente:recupero
spontaneo del ricordo

Ricordo facilitato:vengono forniti degli


indizi mnemonici per agevolare il recupero
dell’informazione
3)I L R E C U P E R O
I PROCESSI DI RECUPERO CI PERMETTONO DI ACCEDERE ALLE INFO CONSOLIDATE IN MEMORIA
Solitamente abbiamo bisogno di un Indizio per il recupero cioè uno stimolo, interno o esterno,
che attiva delle informazioni conservate nella memoria a lungo termine.
Gli indizi multipli accrescono il recupero
La generazione di associazioni multiple (in fase di codifica) comporta un’elaborazione più
approfondita e indizi dotati di significato personale
Più indizi = maggiore probabilità di recuperare con successo le informazioni

IL RECUPERO: LA DIFFERENZIAZIONE
Gli stimoli differenziati sono ricordati meglio degli stimoli indifferenziati
Es: se venisse chiesto di ricordare i nomi seguenti:
Passero, aquila, nido, gufo, piuma, oca, corvo, carciofo, gallo, mosca, pettirosso, pappagallo, cinguettio, falco
La gente ricorderebbe sicuramente “carciofo”in quanto al contrario di tutti gli altri termini non ha a che fare con
il mondo alato.

L’ATTIVAZIONE, L’EMOZIONE E IL RICORDO


Gli stimoli ad alta valenza emotiva
– Sono ricordati meglio
– Favoriscono il rilascio degli ormoni dello stress, che aumentano l’attivazione
dell’amigdala
Aiutano a codificare gli aspetti emotivi dell’esperienza nella memoria a lungo termine

I Ricordi autobiografici cioè i ricordi degli eventi della propria vita


– Vengono Accresciuti dall’attivazione emotiva
– Ma è necessaria un’intensità emozionale giusta in quanto se c’è troppa intensità emotiva
(uno shock) il ricordo tende a diminuire col tempo (può essere anche annullato)

IL RECUPERO: I RICORDI FOTOGRAFICI


Ricordi fotografici: ricordi così nitidi e chiari che ci sembra di poterli descrivere in tutti i
dettagli, come se fossero delle istantanee (flash bulb memories)
– È più probabile che si verifichi in seguito ad eventi distintivi che evocano forti reazioni
emotive come:
Assassinio del presidente JF Kennedy
Morte della principessa Diana
Esplosione della navicella spaziale Challenger
Attacco terroristico dell’11 Settembre 2001
– In questi casi spesso le persone sono iper sicure di ciò che ricordano, tuttavia molti
dettagli possono essere inaccurati in quanto da diversi studi emerge che questi flash bulb
memories con il passare del tempo tendono a degradare nel tempo, come tutti gli altri
ricordi.
GLI EFFETTI DEL CONTESTO, DELLO STATO
PSICOLOGICO E DELL’UMORE SULLA MEMORIA

Il ricordo dipendente Il ricordo dipendente Il ricordo congruente con


dal contesto dallo stato psicologico l’umore

•Principio di specificità •Ricordo dipendente dallo •Ricordo congruente con


della codifica: il ricordo stato psicologico:la nostra l’umore:
viene potenziato quando capacità di recuperare le  Quando siamo allegri
alcune delle condizioni informazioni è maggiore se tendiamo a ricordare
presenti durante il recupero il nostro stato psicologico eventi positivi
erano presenti anche nella coincide con quello in cui ci  Quando siamo tristi
codifica trovavamo al momento della tendiamo a ricordare
 è più facile ricordare codifica/apprendimento eventi negativi
qualcosa nello stesso
ambiente in cui è stato STESSO STATO PSICOLOGICO
codificato CODIFICA/PPRENDIMENTO
originariamente >
 Il ricordo può essere più CAPACITA’ DI RECUPERARE
offuscato quando gli IL RICORDO
ambienti di
apprendimento e di
verifica sono diversi
STESSO AMBIENTE
CODIFICA/ RECUPERO
>
POTENZIAMENTO RICORDO
DIMENTICANZA ED OBLIO
Così come un’informazione può essere memorizzata può anche scomparire dalla nostra
memoria. Parliamo in questo caso di dimenticanza ed oblio.
Il primo studioso a studiare l’oblio fu Hermann Hebbinghaus, il quale:
 non usava metodi raffinati;
 presentava a se stesso una lista con triplette di sillabe senza senso
 cercava di memorizzarle
 a intervalli temporali più o meno regolari cercava di vedere quante di queste info
riusciva a ricordare e quante di queste scomparivano
 da questo esperimento emerge che le sillabe vengono più rapidamente dimenticate nelle
prime ore che seguono l’apprendimento dopodiché tendono a stabilizzarsi. Medesima
cosa fu confermata da studi successivi più rigorosi.

DIMENTICARE

Una prima possibilità è legata ad una Un’ altra possibilità è legata alla Teoria
Codifica inadeguata: del decadimento/deterioramento:
–Mancanza di attenzione con il disuso la traccia fisica del ricordo
–Mancanza di elaborazione profonda impressa nel sistema nervoso si
Quali sono le ragioni per cui le info non vengono affievolisce.
mantenute nella memoria a lungo termine? A livello teorico:
–I fautori della teoria non sono riusciti a
identificare una traccia fisica del ricordo nè a
misurarne il deterioramento
–Tuttavia vi è un interesse rinnovato per la
comprensione attuale dei meccanismi
neurobiologici del ricordo, ad es.,
potenziamento a lungo termine
–Le memorie più vecchie non sempre
scompaiono prima, anzi
Un’altra possibilità è legata alla
Teoria dell’interferenza:
dimentichiamo le informazioni perchè altri elementi
immagazzinati nella memoria a lungo termine limitano la
nostra capacità di recuperarle Perchè si verifica l’interferenza?
–poco tempo per il consolidamento
–Concorrenza tra i segnali di recupero
L’interferenza può essere di due tipi: –Segnali di recupero troppo deboli
L’interferenza crea il così detto
– Interferenzaproattiva: si verifica quando il materiale Ricordo sulla punta della lingua:
appreso in passato interferisce con il ricordo di nuovo non riusciamo a ricordare precisamente una cosa,
materiale ma sentiamo di essere lì lì per ricordarla
[INFO PASSATE INTERFERENZA INFO NUOVE]

– Interferenza retroattiva: si verifica quando


informazioni acquisite di recente interferiscono con la
capacità di ricordare informazioni apprese in precedenza
[INFO NUOVE INTERFERENZA INFO PASSATE]

L’OBLIO MOTIVATO
Oltre al decadimento spontaneo , oblio spontaneo, perdita di info spontanea, può esserci un
Oblio motivato
Avviene quando le persone sono motivate a livello conscio o inconscio a dimenticare
 Trattasi di Meccanismo adattivo (elimino un’info che non mi serve più)
 Può anche essere un processo motivazionale che ci protegge bloccando il richiamo
consapevole di ricordi che generano ansia (elimino un info che genera dolore, ansia)

MEMORIA RETROSPETTIVA E PROSPETTICA


Così come è possibile dimenticare eventi passati È possibile dimenticare di mettere in atto
(Memoria retrospettiva) un’attività da svolgere in futuro
(Memoria prospettica)
Essa:
– ha a che fare con la Pianificazione,
l’assegnazione di risorse e di attenzione
rispetto a compiti da eseguire
– può essere legata al tempo (devo prendere la
pillola ogni 12 ore)
– può essere legata all’evento

ALTRA FORMA DI OBLIO È L’AMNESIA


perdita di memoria dovuta a condizioni particolari:
una lesione cerebrale,
una malattia
un trauma psicologico

Si fa una distinzione tra:


– Amnesia retrograda: perdita della memoria di
eventi precedenti all'insorgere dell'amnesi
– Amnesia anterograda: perdita di memoria di
eventi successivi all'insorgere dell'amnesia
ALTRE FORME DI OBLIO SONO
LA DEMENZA E IL MORBO DI ALZHEIMER E L’AMNESIA INFANTILE
Demenza: perdita della memoria e altri deficit cognitivi che si accompagnano alla degenerazione del
cervello e ne impediscono il normale funzionamento

 Morbo di Alzheimer: un decadimento progressivo che costituisce la causa principale di demenza tra
gli ultra-sessantacinquenni.
A) I sintomi includono:
1) la smemoratezza,
2) l’illogicità,
3) la confusione e il disorientamento
B) Questi pazienti hanno tipicamente un quantitativo anomalo di placche e nodi nel cervello:
Placche:agglomerati di frammenti proteici che si accumulano all’esterno dei neuroni
Nodi:fibre che si attorcigliano e si avviluppano intorno ai neuroni

Amnesia infantile: perdita dei ricordi delle prime esperienze di vita generalmente eventi accaduti prima
dei 3-4 anni
Ciò accade perché:
– Le aree del cervello in cui ha sede la memoria episodica di lungo termine sono ancora immature nei primi 3-4 anni di
vita
– Non codifichiamo profondamente le nostre primissime esperienze
I bambini piccoli non hanno un quadro di riferimento personale intorno al quale organizzare dei ricordi strutturati

LA MEMORIA COME
PROCESSO DI COSTRUZIONE
La memoria non è una riproduzione fedele di quello che accade, ma possiamo definirla come una
ricostruzione di un evento.
Infatti:
Recuperare le informazioni dalla memoria a lungo termine NON è come vedere una riproduzione
digitale di un determinato evento
Ciò che facciamo quando costruiamo un ricordo è mettere assieme frammenti di informazioni
immagazzinate nella memoria in un modo apparentemente veritiero e accurato.
Per far questo dobbiamo far riferimento a degli schemi mentali che possono distorcere le nostre
memorie inducendoci a codificare o a recuperare informazioni in modo tale che esse si adattino alle
nostre ipotesi pre-esistenti
Un altro effetto legato a questo processo di costruzione/ricostruzione del ricordo è
l’effetto di estensione dei confini.
Intraub e colleghi presentavano delle immagini, poi le toglievano e chiedevano di disegnare o descrivere
quello che vedevano quello che ricordavano
rappresentano qualcosa simile a ciò che avevano visto rappresentano ciò che avevano visto in
base alla rappresentazione precedente
ne deriva che il ricordo è una trasformazione rispetto all’originale.

Un altro effetto che fa capire di fatto quanto la nostra memoria sia ricostruttiva è
l’effetto di disinformazione
cioè la distorsione di un ricordo causata da informazioni successive fuorvianti.
Il modo in cui arriva un’informazione dall’esterno, il modo in cui un evento è descritto va a forviare il ricordo che abbiamo.
Questo per spiegare che siamo dei soggetti attivi che ricostruiscono volta per volta un’informazione,recuperandola dalla
memoria. Quindi non facciamo semplicemente un atto passivo di richiamo, ma recuperiamo dalla memoria quell’info e la
ricombiniamo in modo coerente rispetto al significato attuale del momento del recupero. L’informazione risulterà quindi
trasformata, ricostruita in modo diverso, in base al contesto del momento di recupero.
– Tale effetto può interessare l’accuratezza dei testimoni oculari
– I bambini sono particolarmente sensibili alle indicazioni fuorvianti
I professionisti non sono in grado di distinguere in maniera affidabile se i report dei bambini sono veri o falsi Probabilmente
perchè i bambini non mentono intenzionalmente; credono veramente che i loro ricordi siano accurati
APPRENDIMENTO, MEMORIA E CERVELLO: MECCANISMI NEUROBIOLOGICI

MEMORIA ED ENGRAMMI
La memoria è quel meccanismo per cui le esperienze passate alterano il comportamento presente.
– Il legame tra passato è presente risiede nelle modificazioni fisiche e biochimiche del cervello. Si
verifica la formazione delle tracce mnestiche, o engrammi(Richard Semon)
Dove sono localizzati nel cervello?
Engrammi:
Come si formano in termini neurobiologici?

“DOVE”
I primi esperimenti legati alla localizzazione dell’engramma sono stati condotti da Lashley (1920).
Lashley usava come modello animale il ratto. Il suo esperimento consisteva nel lesionare
chirurgicamente i cervelli di ratto in vario modo, con l’idea che tali lesioni potessero creare in
qualche modo amnesia.
 Sull’onda del condizionamento pavloviano, che riteneva che gli engrammi fossero tra aree
sensoriali ed aree motorie, Lashley faceva delle disconnessioni tra sistemi sensoriali e
sistemi motori, ma questo non produceva un grosso effetto rispetto al ricordo del ratto
(Disconnessione sui ratti senza effetto sull’apprendimento spaziale).
 Lashley notò che PIÙ TESSUTO SI RIMUOVE E PIÙ LA MEMORIA SPAZIALE È
RIDOTTA INDIPENDENTEMENTE DALLA POSIZIONE DELLA LESIONE
(Principio di degradazione di massa)
 Ne deriva che un vero dove sia l’ Engramma non c’è. Possiamo quindi definire
l’engramma come una rete distribuita in parallelo tra tantissime unità celebrali (tra neuroni) ,
che viene danneggiata solo se un gran numero di neuroni è compromesso.
 Non vuol dire che ogni singolo engramma sia distribuito su tutto il cervello, vuol dire che
ogni porzione della corteccia può svolgere una funzione legata al ricordo. Ad esempio:
• Memorie visive: corteccia striata ed extra striata (aree sensoriali visive)
•Memorie uditive: corteccia primaria uditiva, Ecc…
Secondo altri studi gli engrammi sono legati agli specifici “domini di conoscenze”. Ad esempio ad
oggi sono state scoperte delle aree che elaborano in maniera specifica alcune categorie di stimoli
particolarmente importanti, come l’area per i volti, che permette il riconoscimento degli stessi.

“COME”
Nel “dove” è implicito il “come”
–La creazione di un engramma è il processo tramite il quale neuroni che prima lavoravano
singolarmente cominciano a lavorare insieme in una rete o Assemblee cellulari (D. Hebb, 1950).

Quest’ultima si forma grazie all’Apprendimento Hebbiano:


quando i neuroni presinaptici e postsinamptici sparano
insieme dei potenziali d’azione, aumenta la forza delle loro
connessioni sinaptiche (cellule che sparano insieme, si
legano insieme)
POTENZIAMENTO A LUNGO TERMINE, LTP

Bliss & Lomo, nel 1973, analizzando due cellule celebrali (neuroni) nell’ippocampo del coniglio in
vitro, scoprono che queste possono essere stimolate separatamente.

Nello specifico emerge che:


 In seguito a stimolazione elettrica ad alta frequenza su una via, il potenziale postsinaptico, di
una cellula connessa con la prima via nervosa, è accresciuto;
 A seconda di quanto si stimola, cioè in base a quanto si porta avanti la LTP, esso può durare
minuti, ore o molto di più.

Due proprietà dell’LTP


Specificità Associatività
– solo le sinapsi stimolate –Se una via nervosa è debolmente
verranno attivate attivata, mentre un’altra via verso
–concorda con il fatto che le lo stesso neurone è fortemente
memorie sono molto specifiche attivata, allora entrambe le vie
mostrano LTP
–Permette di creare assemblee
cellulari più facilmente
(apprendimento Hebbiano)

DEPRESSIONE A LUNGO TERMINE (LTD)


Così come c’è un potenziamento a lungo termine (LTP) di questa connettività fra le cellule, è
necessario anche che ci sia un depotenziamento o una depressione a lungo termine (LTD) , un
meccanismo che si mette in atto per “dimenticare”, per non saturare il sistema.

Stimolazione a bassa frequenza per un periodo più lungo di tempo rispetto a LTP dello stimolo X,
produce inibizione per quello stimolo quando si ripresenta singolarmente

LTP e LTD si bilanciano al fine di rendere la memoria plastica e selettiva

PLASTICITÀ SINAPTICA E APPRENDIMENTO


Relazione tra LTP e prestazione mnemonica
LTP poi riscontrata in corteccia, cervelletto e nuclei sottocorticali può essere definito come un
meccanismo generale alla base dell’immagazzinamento di memorie, anche se probabilmente ci
vogliono cambiamenti sinaptici per memorie durature.
Fino ad ora si è parlato di studi in vitro, ma il LTP ed il LTD è così anche nell’organismo vivo? È
così anche durante l’apprendimento naturale?
Vi sono stati vari tentativi per verificare ciò e che hanno permesso di capire la generalizzabilità di
questo meccanismo. Ad esempio:
– Nell’ippocampo del ratto si osservano variazioni dell’efficacia sinaptica dopo 30 minuti di
esplorazione di un ambiente nuovo
– I neuroni ippocampali attivi durante una determinata situazione di apprendimento mostrano
incrementi a lungo termine di scariche sinaptiche rivivendo le esperienze apprese

Sono stati condotti studi anche dell’Impatto genetico sull’apprendimento.


Ci sono topi, di un ceppo particolare, i “Topi “knockout” che sono stati modificati geneticamente in
modo tale da non avere dei recettori specifici che gli permettano di sviluppare LTP.
 Nello specifico, in questi topi, sono stati bloccati dei geni (recettori NMDA) che permettono di
sintetizzare le proteine, che sono i recettori che captano i neurotrasmettitori a livello
postsinaptico, in una specifica regione ippocampale (la regione CA1)
 Emerge che: Deficit NMDA = deficit LTP = deficit apprendimento spaziale

Nel test di Morris del labirinto acquatico infatti:


• i topi di controllo ricordano la posizione della piattaforma sommersa;
• i topi knockout nuotano a caso

Il mantenimento a lungo termine di LTP


necessita di cambiamenti strutturali nella conformazione delle cellule celebrali. Quindi mano mano che
noi andiamo a rinforzare quella determinata traccia di memoria, il circuito che si consolida porta con se
modificazioni strutturali (modificazioni nella struttura sinaptica).

Quali sono queste modificazioni strutturali? (4 cambiamenti nelle spine dendritiche):

(A) Incremento nella grandezza delle spine dendritiche


(incremento di vescicole presinaptiche e recettori postsinaptici)

(B) Con il passare del tempo alcune Sinapsi possono perforarsi


e possono portare alla Divisione completa in due spine distinte

(C) Incremento del numero di spine sul fusto dendritico


La grandezza delle spine aumenta ed i recettori si moltiplicano
nell’arco di 30 min. In 1 ora alcune diventano multispinatee
poco dopo emergono nuove spine
IL RUOLO DEL LOBO TEMPORALE MEDIALE NELLA MEMORIA DICHIARATIVA
La memoria a livello di sistemi cerebrali
Il caso di H.M. (1953)
Gli studi di Lashley portarono a ritenere che le tracce di memoria fosse ovunque nel cervello.

Tuttavia esistono regioni altamente specializzate per la memoria:


Una di queste è l’ippocampo, in cui è presente il LTP, e a livello globale risulta estremamente
importante per una tipologia specifica di memoria.
L’ippocampo si trova all’interno dei Lobi temporali mediali (cruciali nella codifica e
consolidamento delle memorie, che però non risiederebbero lì)
 Il caso H.M ha permesso di capire, già a partire dagli anni 50, l’importanza di questa
struttura:
 Hm ha 27 anni e soffre di una grave forma di epilessia (≈10 attacchi al dì) non
trattabile farmacologicamente
 Il problema è riscontrabile al livello dei Lobi temporali mediali e degli ippocampi
e non al livello del linguaggio o altro (secondo i medici le scariche epilettiche
partono da aree celebrali fondamentalmente silenti, cioè di aree che se stimolate
non sembrano comportare conseguenze)
 Ad HM si procedette rimuovendo bilateralmente i LTM che includevano:
amigdala, corteccia entorinale e 2/3 ippocampo

HM non soffrì più di epilessia, ma fu affetto da una gravissima forma di amnesia di tipo anterogrado:
Ricordava fino ad un paio d’anni prima dell’intervento
Non riusciva a memorizzare eventi accaduti dopo intervento
Quindi HM permise di capire che queste non erano aree silenti, ma erano importanti ai fini della
memoria

I test condotti su HM misero in luce che:


I deficit erano limitati a compiti che richiedevano recupero di eventi o fatti (memoria
dichiarativa, esplicita)
Risparmiato apprendimento procedurale (abilità motorie, apprendimento implicito, memoria
procedurale o non dichiarativa)

Ad es. HM venne sottoposto al test del disegno allo specchio (doveva


ricalcare una figura che non si guarda direttamente, ma si guarda allo
specchio).
Il primo giorno fece un certo numero di errori,
il giorno dopo un po di meno e la prestazione partiva dal livello di
esecuzione raggiunto il giorno precedente,
il terzo giorno già lo sa fare quasi senza errori, ma se si chiedeva se
ricordasse quel test fatto il giorno prima lui diceva di no perché la sua
memoria esplicita era compromessa.
In sintesi, il caso di H. M. chiarisce che I LOBI TEMPORALI MEDIALI:
 sono necessari:
per certo tipi di funzioni di memoria,
al ricordo di eventi recenti
trasferire eventi e fatti nel magazzino di memoria a lungo termine

 non sono necessari


per le funzioni percettive, intellettive ed esecutive
per il ricordo di eventi remoti,
per l’apprendimento di abilità
alla distinzione sensoriale dell’informazione associata al ricordo
mantenimento on-line dell’informazione (cioè, memoria di lavoro, memoria a breve
termine)

Lo studio del caso di HM porta alla definizione del


MODELLO STANDARD DEL FUNZIONAMENTO DELL’IPPOCAMPO secondo cui:
 L’ippocampo codifica rapidamente una rappresentazione integrata di un evento o concetto
 La rappresentazione viene poi lentamente trasferita in corteccia fino a diventare indipendente

Per la teoria standard:


Abbiamo l’ippocampo, le info visive che sono nella corteccia visiva, le info uditive che sono nella
corteccia uditiva, e così via.
Se arriva un info visiva
(A)Codifica: l’ippocampo è viene inizialmente rappresentata nelle aree visive;
necessario perché controlla le aree in poi le aree visive dialogano con l’ippocampo;
cui si formano le tracce mnestiche l’ippocampo permette una stabilizzazione di questa
specifiche per caratteristiche, visive, traccia nella corteccia visiva stessa.
uditive, ecc. dell’evento l’accesso al ricordo avviene tramite ri-attivazione
dell’ippocampo

Detto ciò possono verificarsi due situazioni:

Se il ricordo non è del tutto consolidato: Se il ricordo è pienamente consolidato:


le lesioni ippocampali sono devastanti in lesioni ippocampali non sono più
questa fase per la memoria esplicita (non così devastanti
è più possibile il consolidamento) In accordo con la legge di Ribot secondo cui
mentre compiti impliciti attiverebbero i ricordi più vecchi (più consolidati) sono i
direttamente rappresentazioni specifiche, più resistenti
visive, uditive, senza danni
PROBLEMI DELLA TEORIA STANDARD E LA TEORIA DELLA TRACCIA MULTIPLA
Se l’amnesia retrograda abbraccia l’intero arco di vita, questo vuol dire che i ricordi non sono mai
consolidati?
La teoria standard è valida per l’amnesia anterograda, ma non lo è per quella retrogada.

Quindi una teoria alternativa fu proposta nel 1997 da Nadel & Moscovitch la cosiddetta
TEORIA DELLA TRACCIA MULTIPLA in cui:
I ricordi episodici sono sempre dipendenti dall’ippocampo: ogni volta che un ricordo viene
riattivato, si archivia nell’ippocampo
I ricordi remoti sono più resistenti perché sono codificati da tracce multiple (in accordo a
legge di Ribot secondo cui ogni volta che io ricordo e come se vado a creare una traccia
nuova tra ippocampo e corteccia)

Tuttavia anche questa teoria ha dei punti di debolezza in quanto se le cose stanno così da un punto
di vista logico una lesione completa dell’ippocampo dovrebbe impedire ri-attivazione di qualsiasi
ricordo e quindi un’amnesia totale (cosa che non avviene, vedi legge di Ribot)

TEORIE ALTERNATIVE SUL RUOLO DELL’IPPOCAMPO


Un ruolo molto importante dell’ippocampo sembra essere un ruolo legato alla rappresentazione dello
spazio (memoria spaziale).
In merito a quanto appena detto si inserisce il test del Labirinto acquatico di Morris. Ai fini dello
studio è necessario che:
l’animale nuotando e prendendo in riferimento i landmarks (sistemi di riferimento nella stanza)
Trovi la piattaforma nascosta sotto il pelo di acqua torbida
Una volta imparata la posizione della piattaforma, il roditore la trova velocemente, ma non nel
caso di lesioni ippocampali

(O’KEEFE & NADEL, 1978) APPROFONDISCONO IL LEGAME TRA IPPOCAMPO E MEMORIA SPAZIALE.
L’ippocampo sarebbe soprattutto coinvolto negli aspetti spaziali della memoria episodico/dichiarativa:
– Esso media la memoria per le relazioni spaziali attraverso gli oggetti presenti nell’ambiente
(sistema allocentrico)
La maggiore evidenza consiste nella scoperta dei Placecells: cellule ippocampali che si attivano nel
momento in cui l’animale si trova in una specifica posizione dell’ambiente.

Place cells sembrano esistere anche nell’ippocampo dell’uomo.


 Nelle Registrazioni intracraniche su pazienti epilettici che giocavano a taxi-driver
(accompagnare i personaggi in diverse zone della città virtuale) emerge che analogamente a
quanto accade per i roditori:
– I neuroni ippocampali erano attivi solo quando il taxi si trovava nel quadrato rosso (luogo noto);
– In generale, le cellule sensibili alla posizione in un luogo sono prevalentemente nell’ippocampo
(H), ma ne sono state trovate altre, in musura più ridotta anche in corteccia paraippocampale
(PR), nell’amigdala (A) e nella corteccia frontale (FR)
 Altre prove sono state condotte da un gruppo londinese. Essi vanno a misurare la quantità di
materia celebrale contenuta nell’ippocampo di alcuni tassisti in base agli anni di esperienza. Da
tale studio emerge che:
– più quel determinato tassista ha fatto quel lavoro nella sua vita tanto più il suo ippocampo è
grande e quindi è più in grado di memorizzare più mappe.

EICHENBAUM & COHEN (1990) CERCANO DI INCLUDERE FUNZIONI NON-SPAZIALI DELL’IPPOCAMPO


La loro idea è che l’ippocampo non rappresenta lo spazio in quanto tale, ma la relazione (non
necessariamente spaziale) tra elementi simbolici.
Questa è la teoria della memoria relazionale: non codifico lo spazio, ma la relazione fra gli elementi
(come mi posiziono io rispetto a questi elementi)

Ad esempio nel compito di associazione degli odori vi sono


coppie di contenitori di sabbia aventi odori diversi e solo uno
dei due bicchierini contiene la ricompensa (un anellino di
cereali):
fase apprendimento
Il roditore impara a preferire gli odori associati alla
ricompensa (A>B, B>C, C>D, D>E, ecc…)
Nella fase test
Si presenta una coppia diversa rispetto alla fase
apprendimento (es. BeD). A questo punto:

il roditore generalizza se non ha Tuttavia, con lesioni al fornice


nessun problema: (che distruggono le efferenze
–ad es., D ha ricompensa solo se dell’ippocampo) i roditori
presentato con E, infatti B>D ricordano le relazioni originario
ma non le relazioni più complesse

La teoria della memoria episodica proposta da Tulving, Moscovitch e coll. mostra che:
Nell’uomo, lesioni ippocampali provocano deficit di memoria episodica/autobiografica ma non
semantica
Il soggetto K.C. presenta:
grave amnesia retrograda (sull’intero arco di vita rispettoal suo passato);
amnesia anterograda per memoria episodica (legata alle esperienze della sua vita),
ma conoscenze semantiche risparmiate (ad es., stessa abilità negli scacchi sia prima che dopo
incidente in moto)

La teoria episodica è anche suffragata da una doppia dissociazione.


Il paziente A.M. ha una lesione temporale anteriore sinistra:
Non ha nessun disturbo a livello episodico Ippocampo => deficit episodico
ha problemi a livello semantico Corteccia temporale anteriore sinistra => deficit semantico
I MECCANISMI CEREBRALI DI RECUPERO DALLA MEMORIA EPISODICA
Il recupero nella memoria episodica o autobiografica si contraddistingue per una certa approssimazione
che viene affinata tramite un processo di monitoraggio del recupero stesso:
–Ad es., “Cos’hai mangiato ieri a colazione?”
La risposta non è immediata è un ricordo che ricostruisco in fasi successive, muovendomi per
un’approssimazione che diventa via via sempre più raffinata:
–“Uhm…l’altro ieri avevo lezione al mattino quindi non ho avuto molto tempo per la colazione. Penso
di aver preso qualcosa al volo in cucina. Ho fatto il caffè, che bevo sempre al mattino e probabilmente
ho mangiato un pezzo di toast. No…non ho preso il toast perché ero di fretta. Ora ricordo…ho spalmato
il burro di arachidi su una fetta di pane e l’ho mangiato mentre bevevo il caffè e davo un’occhiata ad un
catalogo di abbigliamento”
– Questo processo è qualitativamente diverso dal recupero semantico, in cui in genere
un’informazione o torna o non torna alla mente (forse perché non si sa?!)
– Il recupero episodico richiede in genere del tempo nel quale l’attenzione resta focalizzata su un
dato momento del passato, ed, in alcuni casi, anche un certo sforzo cognitivo. Durante tale
sforzo:
Attività elettrica registrata da elettrodo frontopolare destro (corteccia prefrontale)
individua ciò che tecnicamente viene definito drift e che caratterizza il recupero
episodico, cioè un segnale che sale sempre di più
Il recupero episodico (oltre all’attività transiente legata all’onset dello stimolo –come
per quelli semantici) produce un lento incremento di attività positiva per tutta la
sequenza: possibile base per lo “sforzo”.

In base alla valutazione di sicurezza della risposta:


–La corteccia prefrontale dorsolaterale destra si attiva tanto più quanto meno si è certi della risposta
–Indica uno sforzo di recupero; un processo di monitoraggio e ricerca dell’informazione da recuperare
più impegnativo
Esempio: il paziente B.G.
con danno esteso prefrontale destro,
conferma compromissione del monitoraggio
egli presenta tasso molto alto di falsi allarmi, con parole “nuove” (non studiate) che vengono
classificate come vecchie (studiate)

IL RUOLO DELLE REGIONI PARIETALI NELLA MEMORIA DICHIARATIVA


Il recupero episodico attiva:
– regioni parietali posteriori laterali (IPS, IPL),
– ma anche regioni della linea mediale posteriore:
o precuneo,
o corteccia cingolata posteriore e
o retro spleniale
Dato che il precuneo si attiva maggiormente per il recupero di parole che evocano immagini visive
(casa, cane) rispetto ad altre che evocano un concetto astratto (vero, falso) è stato suggerito che potrebbe
contribuire al recupero tramite ricostruzione visiva degli elementi memorizzati.
Alcune teorie postulano che le tracce mnestiche siano immagazzinate nelle regioni corticali
originariamente coinvolte nell’elaborazione delle caratteristiche dello stimolo
– Ad es., caratteristiche visive in corteccia visiva, uditive in corteccia uditiva, ecc..
Questa ipotesi prevede quindi che le aree coinvolte durante la codifica dell’evento si riattivino durante il
recupero dell’evento stesso, in qualche modo riepilogando l’esperienza originaria.
– Delle prove a favore di tali studi sono date da Buckner & Gabrieli. Loro mostrano che il
recupero di parole codificate tramite fotografie attiva maggiormente la corteccia visiva rispetto a
parole presentate in forma scritta

BASI NEURALI DELLA MEMORIA NON DICHIARATIVA


La MND (competenze motorie e cognitive e risposte condizionate) è eterogenea e comprende diverse
forme di memoria che si esprimono nella prestazione senza necessità di un contenuto cosciente.

Si parla infatti di ricordi (o contenuti) impliciti

Vi sono Tre tipi principali di MND indipendenti dal lobo temporale mediale:
–Priming –Condizionamento –Apprendimento di abilità
È tuttavia probabile che a livello cellulare la MND utilizzi gli stessi meccanismi della MD

PRIMING
Il paradigma del Priming permette l’attivazione di un concetto (o di un’unità di informazione) da
parte di un altro concetto o di un’altra unità di informazione
(es. Se io ti faccio vedere una parola e poi ti chiedo di leggere un’altra parola molto probabilmente la
lettura, il riconoscimento della seconda parola è facilitato se le parole sono collegate semanticamente)

L’APPRENDIMENTO DI ABILITÀ
Richiede una pratica regolare nel tempo Dipende in larga parte dai gangli della base
–Imparare a suonare uno strumento –Sono tuttavia molto importanti anche:
–Imparare una lingua cervelletto (timing); area motoria supplementare
–Imparare a giocare a calcio (preparazione motoria); corteccia cingolata
(previsione delle sequenze di movimento);
corteccia parietale posteriore
In generale, acquisire un’abilità (mappaggiospaziale)
comporta modificazioni a livello:
–Percettivo: elaborare stimoli sensoriali
determinanti per quell’abilità
efficacemente
–Motorio: rispondere in modo veloce ed
accurato agli stimoli
–Cognitivo: selezionare ed associare le
risposte più utili agli stimoli rilevanti
L’APPRENDIMENTO DI ABILITÀ MOTORIE (PERFORMANCE)
Con la pratica si riesce ad eseguire delle azioni in maniera più efficace, sbagliando
sempre meno.
Un compito pratico che riesce a spiegare quanto appena detto è il compito di reazione
seriale, che consiste nel:
– Toccare il tasto corrispondente al cerchio illuminato presente nel
monitor nel minor tempo possibile
– L’ordine degli stimoli segue una sequenza fissa di 10-12 unità che si
ripete
– Anche se i soggetti sono inconsapevoli di questo, la prestazione
migliora con le ripetizioni
La prestazione sono compromessi con lesioni ai gangli della base (ad es., degenerazioni
del Parkinson o Huntington)
L’apprendimento motorio riguarda anche la corteccia parietale posteriore che codifica
della posizione spaziale
Un deficit temporaneo alla corteccia parietale posteriore produce
incapacità a neutralizzare del tutto il campo di forza

L’APPRENDIMENTO DI ABILITÀ PERCETTIVE (RICONOSCERE-CLASSIFICARE)


Miglioramento nell’elaborazione di stimoli (sia familiari che del tutto nuovi)
 È essenziale nella vita quotidiana:
– Ad es: l’abilità linguistica è un’abilità percettiva
nella propria lingua madre: siamo talmente abili che sappiamo comprendere intere
stringhe di parole senza alcuno sforzo
nuova lingua: lento e duro apprendimento di nuove abilità percettive
– altro esempio riguarda la musica
(ad es., lettura a “prima vista” di spartiti) richiede uno sforzo

L’apprendimento di abilità percettive può essere studiato sperimentalmente in vari modi:


– Ad es., test di lettura allo specchio
Appresa normalmente con danno al lobo temporale medio (pazienti amnesici)
ma non con danno ai gangli della base

– Ad es., Imparare a identificare e classificare i greebles


In questo caso ai soggetti vengono presentati uno per volta ciascuno di questi greebles con
un etichetta che gli attribuisce un nome
La fase successiva è quella di saperli riconoscere (capacità di discriminare greebles)
Questa capacità è associata ad una crescente attività nell’area fusiforme(FFA)
 area che permette il riconoscimento dei volti
 area collegata ad una generale competenza visiva
Allora ci si chiede perché si attiva l’area fusiforme?
Sembra più plausibile la seconda ipotesi, legata alla competenza, infatti:
La FFA potrebbe quindi contenere rappresentazioni fini di ciò di cui siamo esperti
L’APPRENDIMENTO DI ABILITÀ COGNITIVE
(RAGGIONAMENTO-SOLUZIONE DI PROBLEMI)
Si riferisce a compiti di risoluzione di problemi in cui di chiede ai soggetti di utilizzare diverse abilità
cognitive per risolvere il compito.

Solitamente per risolvere questi problemi si chiede ai soggetti di giocare, ad es., qui viene usato
l’apprendimento della classificazione probabilistica o Compito della previsione del tempo:
– I soggetti devono predire il tempo che farà in base alle carte da gioco, cercando di capire le
regole implicite dietro di esse (cioè, la previsione metereorologica celata dietro ciascuna carta)
Inizialmente il soggetto che non conosce i simboli delle carte, si butterà a caso, però
dopo ogni prova riceve un feedback (che sarà si hai ragione, no hai sbagliato). A questo
punto ci sarà un ricordo in memoria.
o I soggetti sani imparano rapidamente le regole implicite esprimendo quindi buone
previsioni metereologiche;
o i pazienti amnesici (con danno al lobo temporale mediale, all’ippocampo)
apprendevano il compito sebbene impiegassero più tempo rispetto ai soggetti del
primo gruppo
o I parkinsoniani (con danno selettivo a gandi della base) invece non mostravano
apprendimento
Questa è una prova del fatto che l’apprendimento implicito di abilità cognitive si base fortemente sui
gandi della base (nuclei sottocorticali) e sul lobo temporale mediale:
Doppia dissociazione tra deficit al lobo temporale mediale (memoria esplicita/episodica) e
deficit ai gangli della base (apprendimento di abilità cognitive)

BASI NEURALI DELLA MEMORIA DI LAVORO


Tipico utilizzo di ML nella vita quotidiana: cercare per casa delle chiavi smarrite, bisognerà:
–Tenere a mente l’obiettivo evitando che altri elementi ci distraggano;
–Aggiornare continuamente la lista dei posti dove si è già cercato.
Altro esempio: tenere un num di tel a mente mentre si cerca la penna
La ML è quella forma di memoria che ci permette di mantenere viva un’informazione temporanea che
non è più disponibili ai sensi (davanti a noi), grazie a un processo di ripasso, e che è necessaria per il
raggiungimento di un determinato obiettivo.

LE PROPRIETÀ DELLA ML
 Ritenzione d’informazione in uno stato attivo per un tempo sufficientemente lungo da garantire
lo svolgimento di un compito
 Dopo pochi secondi (15-20) l’informazione decade a meno che non sia riattivata
 Necessita di ripasso iterativo o reiterazione
 Ha contenuto limitato a 4-9 elementi (span)
 La ML può operare manipolazioni dell’informazione tali da diminuisce il carico e aumentare la
sua efficienza ad es., il raggruppamento chunks (raggruppamento in sottogruppi)
LA ML È STRETTAMENTE CONNESSA AD ALTRI SISTEMI COGNITIVI:
– la ML fa da tramite tra input sensoriale e la possibilità di mantenere questa info a lungo
termine tramite il processo di ripasso
– la ML è fondamentale anche per quanto riguarda i sistemi motori e premotori:
programmazione di azioni per raggiungere l’obiettivo
– la ML è fondamentale per quanto riguarda l’attenzione in quanto si può considerare come un
filtro selettivo per eliminare distrazioni e perseguire obiettivo; talvolta la ML è addirittura
considerata una forma speciale di attenzione che opera su rappresentazioni interne piuttosto
che sugli stimoli percettivi
– la ML è fondamentale per la comprensione e produzione linguistica (concatenare parole
assieme per dargli significato
– la ML è importante per le funzioni esecutive più complesse che permettono di capire qual è
il compito adatto, il ragionamento giusto, per trovare la soluzione a problemi

La ML influenza ed è influenzata da quasi tutti gli altri sistemi cognitivi: Per questo è davvero
centrale tra i processi cognitive

IL MODELLO CLASSICO DELLA ML PROPOSTO DA BADDELEY PREVEDE:


un esecutivo centrale che di fatto è un sistema di attenzione che va a smistare
l’informazione a dei sottosistemi (buffer) a seconda della qualità sensoriale di queste info
Ogni buffer trattiene informazioni diverse:
o Il circuito (o loop) fonologico le rappresentazioni fonologiche (basate sul suono)
o Il taccuino visuospaziale le rappresentazioni visuospaziali
o Il buffer episodico le rappresentazioni integrate e multimodali
Ciascun buffer è connesso al rispettivo magazzino a lungo termine da cui può attivare un
certo numero (capacità limitata) di rappresentazioni

IL MODELLO DELLA ML DI COWAN


Per Cowanla la ML dipende dalle stesse rappresentazioni della memoria a lungo termine
Primo livello attivo delle informazioni (attivo cioè le
conoscenze che ho del mondo e che stanno
immagazzinate nella memoria a lungo termine).
Secondo livello dirigo le mie attenzioni (il mio focus
attentivo) su un piccolo sottoinsieme di questi elementi
possibili.
Trattasi di focalizzazione delle rappresentazioni interne

INDIPENDENTEMENTE DAI MODELLI, LA ML COINVOLGE TRE PROCESSI:


CODIFICA MANTENIMENTO (o ritardo) RICHIAMO (o risposta)
L’accesso dell’informazione nella Periodo in cui l’informazione Esecuzione della risposta/compito
ML. Si basa sull’attivazione delle rimane attiva in ML, venendo in base all’informazione ritenuta in
• rappresentazioni in memoria a reiterata e/o manipolata ML
lungo termine
I COMPITI DI MEMORIA DI LAVORO
Possono variare in base al:
 tipo d’informazione presentata in fase di codifica
Spaziale, verbale, figurativa, ecc…
 durata ed eventuali manipolazioni durante in mantenimento
Da pochi fino a 30 sec.; presenza di distrattori, task (dual-task) o nulla
 la natura della risposta
Verbale, motoria, compito passivo, ecc…
 il grado di sovrapposizione fra le tre fasi critiche
Compiti che non prevedono sovrapposizione (tre fasi distinte) vs.
compiti in cui le tre fasi (codifica, mantenimento e richiamo) sono
sovrapposte

COMPITO DI RISPOSTA RITARDATA

CODIFICA: Il soggetto guarda un determinato punto sullo schermo


Ad un certo punto spunta un target (quadratino giallo) sullo stesso
MANTENIMENTO: Il target scompare (devo ricordare che il target sta li)
RICHIAMO: Solo quando al soggetto viene data la risposta, cioè il via
all’esecuzione del compito il soggetto va a puntare gli occhi dove si
ricorda di aver visualizzato il target.

MEMORIA DI LAVORO E ATTIVITÀ CEREBRALE


La ML è supportata da un network di aree frontali e parietali che lavorano in maniera coordinata per
mantenere l’informazione durante la fase di ripasso
I metodi di neuromonitoraggio a differenza di quelli comportamentali (che possono solo misurare la
performance al momento della risposta: ricordo corretto/errato) riescono a discriminare cosa avviene a
livello celebrale durante l’attività di ciascuna delle fasi critiche di ML.

ATTIVITÀ DURANTE IL PERIODO DI MANTENIMENTO IN ML


LA FASE DI CODIFICA può essere associata alla selezione e rappresentazione dell’informazione,
LA FASE DI RECUPERO può essere associata alla selezione e preparazione motoria della risposta,
L’ATTIVITÀ NELLA FASE DI RITARDO è più associabile al mantenimento mnestico dell’informazione in ML.

Durante il periodo di mantenimento in ML

L’attività nel circuito se maggiore è il carico di informazioni da mantenere


fronto-parietale
è maggiore: per le prove corrette rispetto alle scorrette
Dato che il circuito frontoparietale è molto vasto vari studi hanno cercato di capire:
 come le diverse aree coinvolte si differenziano tra di loro;
 che differente contributo danno al processo generale di mantenimento attivo dell’informazione

COURTNEY E COLL. (1997, STUDIO PET):


mantenere volti rispetto a locazioni spaziali va ad attivare la corteccia occipito-temporale
(la via del “what”, cosa, che oggetto è?)
Mantenere locazioni spaziali rispetto a volti va ad attivare la corteccia occipito-parietale
(la via del “where”, dove si trova l’oggetto nello spazio?)

Alcuni autori propongono un


MODELLO BASATO SUL CONTENUTO

Quindi in base al contenuto dell’info che bisogna mantenere verranno attivate diverse aree:
per mantenere l’ identità dell’oggetto“what” => si attiva la corteccia ventrale (VL)
per mantenere la rappresentazione spaziale “where” => si attiva la corteccia dorsoparetale (DL)

Tuttavia esistono delle prove incongruenti rispetto a questo assunto: esistono popolazioni di neuroni
in cPFVL che rispondono selettivamente per ritenzione di locazioni, e popolazioni di neuroni in
cPFDL selettive per ritenzione di oggetti.

Altri autori propongono un modello alternativo il


MODELLO BASATO SUL PROCESSO
che risulta più raffinato, più in grado di descriverla realtà
Secondo questo modello:
corteccia ventrale(VL) serve per compiti di ML semplici (mantenimento dell’info)
corteccia dorsoparetale(DL) si attiva se c’e’ bisogno di manipolazione e monitoraggio dell’info

LE INFLUENZE EMOTIVE SUI MECCANISMI DI MEMORIA


 Spesso gli eventi che più facilmente ricordiamo hanno un CONNOTATO EMOTIVO soprattutto se parliamo
di memoria episodica e autobiografica.
Il concetto di “memoria fotografica” fu coniato da Brown & Kulik (1977) proprio per riferirsi ai
dettagli vividi di un episodio emotivamente intenso.
Ma quali sono i meccanismi che ci permettono di far riaffiorare questa immagine? Considerando che
quest’ultimi non sempre sono fedelissimi, in quanto il ricordo è una ricostruzione di eventi. Parlando di
meccanismi sottostanti un grandissimo contributo è stato dato da James McGaugh parlando di
Ipotesi della modulazione della memoria in particolare del ruolo dell’amigdala.
L’AMIGDALA ha la capacità di influenzare i meccanismi dei processi di consolidamento mnestico (legati
al ricordo) tramite due modalità:
via diretta legata alla neurotrasmissione, alla capacità di influenzare direttamente le strutture di
memoria (quindi le strutture temporali mediali e in primis l’ippocampo);
via indiretta, una via più lenta legata al rilascio ormonale di ormoni dello stress.
[ormoni catecolaminergici (adrenalina e noradrealinina)
ormone corticosteroide (cortisolo)]
che poi sempre tramite l’amigdala va a rinforzare i processi di consolidamento in memoria.

L’IPOTESI DELLA MODULAZIONE DELLA MEMORIA NELLO SPECIFICO:


 Episodi emotigeni (eventi carichi di emotività) avviano la produzione di ormoni dello stress nella
ghiandola surrenale (tramite asse ipotalamo-ipofisi-surrene, HPA)
 Tali ormoni influenzano l’attività dell’amigdala basolaterale che accresce i processi di
archiviazione in altre regioni cerebrali
dato che l’azione neuromodulatrice degli ormoni dello stress è piuttosto lenta rispetto alla
neurotrasmissione sinaptica,
il picco di azione si ha durante il consolidamento in memoria
Si tratta quindi di un’azione di rafforzamento di un processo già iniziato a livello sinaptico.

Studio sperimentale.
BLOCCO FARMACOLOGICO DELLA MEMORIA EMOTIVA (TRAMITE PROPRANOPOLO)
A dei partecipanti viene mostrato un filmato con:
 due scene (iniziale e finale) neutre
 una (centrale) emotigena
Controlli sani (trattati con placebo) mostrano maggior ricordo della scena emotigena
Questo non accade
– con somministrazione di propranololo, un bloccante adrenergico
– In pazienti con danno bilaterale dell’amigdala

 UMORE E MEMORIA
Anche l’UMORE può influenzare la memoria.
Nello specifico l’umore corrente tende ad influenzare la codifica ed il recupero degli eventi:
ad es., se sono di buon umore tendo ad immagazzinare dettagli positivi
Vi è la tendenza a ricordare meglio se c’è corrispondenza tra umore al momento della codifica ed al
momento del recupero:
ad es., è più probabile ricordare i dettagli di una piacevole vacanza quando si è di buon
umore (Tulving: specificità della codifica)
I soggetti depressi hanno forte tendenza a “selezionare” dell’ambiente e poi ricordare eventi negativi
(bias cognitivo/attentivo), il che tende a rinforzare e prolungare l’umore depresso…