Sei sulla pagina 1di 2

ISTITUTO STATALE D’ISTRUZIONE SUPERIORE “G.

ALBERTINI – NOLA

Esame di Stato a.s. 2014/15

Candidato: Franzese Antonio CLASSE V SEZ. B Ind. Sc. Applicate

Titolo: IL TEATRO DELL’ASSURDO

“Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better” (Samuel Beckett)

“La maschera fissa è l’unico punto fermo, al quale ci aggrappiamo disperatamente , per non essere
travolti dalla tempesta.” (Luigi Pirandello)

Motivazione della scelta: E’ vero che, come spesso si sente dire, oggi stiamo vivendo in un’epoca senza
valori ? E’ questo che porta l’individuo e l’intera umanità alla così detta crisi esistenziale ? Voglio partire
da qui per sviluppare la mia tesi, considerando ciò che avviene ora, nel XXI secolo.
Oggi siamo continuamente scossi da notizie tragiche, suicidi, omicidi, genitori che uccidono i figli, figli
che uccidono i genitori, stragi più o meno annunciate e attribuite a momenti di follia o ad un termine ormai
abusato come la depressione. Spesso si sente dire che tutto questo dipende dalla mancanza di quei valori
che dovrebbero guidarci e darci una giusta dimensione della realtà. Ma se mi metto a pensare, la crisi
esistenziale c’è sempre stata.

Il primo riferimento può essere fatto a Luigi Pirandello che è senz'altro uno dei maggiori interpreti di
questa tematica , che si interroga per scoprire i motivi della crisi interiore dell’uomo contemporaneo.
A tal proposito, bisogna sottolineare che il Novecento inaugura la crisi dell' uomo moderno privo ormai di
ogni certezza, disorientato di fronte alla consapevolezza che nella realtà non esiste niente di stabile e
quello che invece sembra esserlo è solo una convinzione. L'uomo non sa più riconoscere la propria
identità: si sente una marionetta che partecipa a una sorta di messa in scena.
E’ proprio il “Teatro dell’Assurdo” a mettere in scena nel secondo dopoguerra la crisi di valori, l’
impossibilità di ogni comunicazione attraverso situazioni e dialoghi senza senso, ripetitivi e serrati, capaci
di suscitare a volte il sorriso nonostante il senso tragico del dramma che stanno vivendo i personaggi.
L’adesione al fascismo, tuttavia, diede la possibilità a Pirandello di conquistare fama internazionale ed
essere considerato “grande figlio della patria”. Ciò gli consentì di trovare finanziamenti per il Teatro
d’Arte di Roma, la nuova compagnia teatrale della quale assunse nel 1925 la direzione artistica.
Il teatro di Luigi Pirandello è una costante riflessione sul valore della parola come fonte d’incomprensione
tra gli esseri umani, poiché il significato di uno stesso termine varia da persona a persona.
È la stessa cosa che accade ai personaggi dello scrittore irlandese Samuel Beckett, i quali esprimono il
tragicomico fallimento della comunicazione attraverso i loro silenzi. L’uomo beckettiano, impoverito,
espropriato della sua identità, vive la mancanza delle parole, come qualcuno che parlasse aspettando con
terrore il momento in cui il linguaggio lo abbandonerà. Il legame tra Pirandello e Beckett è determinato
anche dalla rappresentazione dell’assurdità dell’esistenza, attraverso una comprensione sofferta e
un’ironica compassione.
Tale tematica è possibile notarla per esempio in “Waiting for Godot”. In Godot si cerca Dio, il destino, la
morte e la fortuna.
Continuando, possiamo dire che alla base della visione del mondo pirandelliana vi è una concezione
vitalistica, idea ripresa dalla filosofia di Bergson : la realtà tutta è vita, perpetuo movimento vitale, flusso
continuo, incandescente, indistinto. Il flusso si concretizza in tutte le forme esistenziali. La vita, pur
essendo mobile e fluida, per un “destino burlone” tende a calarsi in una forma in cui resta prigioniera e
dalla quale cerca di uscire, per assumere nuove forme, senza mai trovare pace. In questo modo si ha il
cosiddetto rapporto dialettico vita-forma. L’uomo, partecipe di questo flusso vitale, vorrebbe
comprenderlo, allora cerca di staccarsene per poterlo meglio analizzare.
“La vita e’ invenzione” per Bergson, cioè è creazione di forme sempre diverse. Non possiamo conoscere il
futuro attraverso il passato, perché ogni istante contiene tutti i precedenti momenti più l’ultimo.
Per la Fisica ho fatto riferimento al funzionamento a Led perché i sistemi di illuminazione in Italia, hanno
subito nel corso degli anni un progressivo miglioramento fino ad arrivare ai moderni sistemi a LED.
Infatti, i moderni proiettori per teatro sono composti da LED di tre colori diversi: rosso, verde e blu. Dalla
composizione di questi tre colori primari si possono ottenere le sfumature di tutto lo spettro visibile. Tale
fenomeno è lo stesso che è alla base del funzionamento dello schermo della TV , del computer o del
telefonino.
Passando alla Biologia, ho fatto il collegamento con l’apparato respiratorio perchè gli studi affermano che
alla base di una corretta recitazione vi è una corretta respirazione diaframmatica. Il diaframma è un
muscolo involontario e presenta diversi legamenti che lo mettono in connessione anche con il cuore e
il colon; presenta inoltre orifizi attraverso cui passano l'aorta, l'esofago e la vena cava inferiore.
La presa d’aria è legata alla postura e la influenza: non si può inspirare correttamente se si parte da una
postura inadeguata. Dal modo di inspirare dipende il coinvolgimento o meno di determinati gruppi
muscolari, la cui attività presente o meno condizionerà la qualità della recitazione. Dalla modalità in cui si
prende fiato dipende quindi tutta l’emissione successiva. Più si imparerà a gestire il controllo di questo
muscolo, quindi di conseguenza la padronanza del fiato e più la recitazione risulterà agevole ed elegante.

Bibliografia: A mirror of the times, LetterAutori, Dentro la storia, La ricerca del pensiero , siti web