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CARBOIDRATI Gli zuccheri, amidi e cellulosa sono carboidrati.

I carboidrati contengono C, H ed O
in un rapporto di un atomo di carbonio per due di idrogeno e uno di ossigeno, e sono idrofili.

Gli zuccheri possono contenere: uno zucchero (monosaccaride), due zuccheri (disaccaride) o
molti zuccheri (polisaccaridi). Monosaccaride contengono da tre a sette atomi di carbonio. A
ciascun atomo di carbonio è legato un gruppo alcolico tranne uno il quale a sua volta è legato
mediante doppio legame ad un atomo di ossigeno per formare un gruppo carbonilico. Il ribosio e
il desossiribosio sono pentosi, contengono cioè 5 atomi di carbonio e sono i componenti degli
acidi nucleici (DNA e RNA). Il glucosio, il fruttosio il galattosio contengono 6 atomi di carbonio
sono detti esosi. Il glucosio C 6H 12 O6 è il monosaccaride più importante nei processi vitali.
Durante la respirazione cellulare le cellule rompono i legami della molecola di glucosio,
rilasciando l’energia immagazzinata che può essere usata per il lavoro cellulare. Disaccaride è
costituito da due monosaccaridi legati l’uno all’altro mediante un legame glicosidico, che consiste
di un ossigeno centrale legato covalentemente a due atomi di carbonio uno per anello. Il
saccarosio lo zucchero usato per dolcificare i cibi, è costituito da una unità di glucosio ed una di
fruttosio. Il disaccaride può essere idrolizzato cioè rotto in due unità monosaccaride per aggiunta
di una molecola d’acqua. Polisaccaridi sono i carboidrati più abbondanti a cui appartengono:
amidi, glicogeno, e la cellulosa. Amidi sono la riserva dei vegetali che si accumulano sotto forma
di granuli entro organuli che si chiamano plastidi. Quando serve energia la pianta può idrolizzare
l’amido rilasciando glucosio. Il glicogeno è la forma sotto la quale si accumula il glucosio negli
animali, si trova nel fegato e nelle cellule muscolari. La cellulosa è il componente principale delle
pareti cellulari dei vegetali. E’ un carboidrato strutturale. Il 50% del legno è costituito da
cellulosa. Le pareti cellulari dei vegetali sono circondate da uno strato spesso di cellulosa. La
cellulosa aiuta nella dieta l’intestino a funzionare adeguatamente. I carboidrati combinati con le
proteine formano le glicoproteine (presenti sulla superficie di molte cellule), con i lipidi formano
i glicolipidi che rivestono un ruolo importante nelle interazioni tra cellule.

I LIPIDI I lipidi non sono definiti in base alla loro struttura, ma dal fatto che sono solubili nei
solventi apolari (etere cloroformio) sono composti da C, H e O contengono meno ossigeno
rispetto al carbonio e all’idrogeno e sono idrofobi (poco solubili in acqua). Sono importanti
carburanti biologici e fungono da componenti strutturali delle membrane cellulari. I più
importanti sono: i grassi neutri, i fosfolipidi, gli steroidi, i carotenoidi (pigmenti vegetali rossi e
gialli), e le cere. Grassi neutri sono i più abbondanti negli essere viventi. Forniscono più del
doppio di energia dei carboidrati. E’ costituito da glicerolo unito a 1,2 o 3 acidi grassi. Il glicerolo
è un alcol a tre atomi di carbonio contenente tre gruppi ─OH. Un acido grasso è costituito da una
lunga catena idrocarburica non ramificata alla cui estremità si trova un gruppo carbossilico
(─COOH). Si dividono in saturi e insaturi. I saturi contengono il maggior numero possibile di
atomi di idrogeno. Quelli insaturi possiedono una o più coppie di atomi di carbonio, quindi non
sono completamente saturati con l’idrogeno. Quando una molecola di glicerolo si combina con
un acido grasso si forma un monogliceride, se gli acidi sono due digliceride, se sono tre
trigliceride.

FOSFOLIPIDI Rappresentano una importante classe dei lipidi, quella dei lipidi anfipatici, le cui
molecole sono caratterizzate dall’avere una estremità idrofila ed una idrofoba. E’ composto da
una molecola di glicerolo attaccata da un lato a due acidi grassi e dall’altro a un gruppo fosfato
legato ad un composto organico come la colina. La parte della molecola che contiene acido
grasso (coda) è idrofoba e insolubile in acqua, la parte costituita dal glicerolo, fosfato e dalla base
organica (testa della molecola), invece è idrosolubile. Queste proprietà rendono queste molecole
adatte a formare quelle strutture note come membrane cellulari.

STEROIDI Uno steroide è formato da atomi di carbonio disposti in 4 anelli uniti tra loro. Tre anelli
sono a 6 atomi di carbonio e il quarto è a cinque. Tra i più importanti steroidi ricordiamo: il
colesterolo componente strutturale delle membrane cellulari animali, i sali biliari emulsionano i
grassi presenti nell’intestino in modo tale da favorirne l’idrolisi per via enzimatica, gli ormoni
sessuali e gli ormoni secreti dalla corteccia surrenale esempio il progesterone ormone prodotto
dalla corteccia surrenale è un ormone sessuale femminile.

Carotenoidi (pigmenti vegetali rossi e gialli). I pigmenti vegetali rossi e gialli detti carotenoidi,
vengono classificati tra i lipidi in quanto non solubili in acqua e si trovano nelle cellule di tutte le
piante.

PROTEINE Le proteine sono sequenze polimeriche formate dall’unione di aminoacidi uniti tra
loro da legame peptidico legame covalente che si stabilisce tra una porzione amminica e quella
carbossilica di un altro aminoacido liberando acqua. Quando si combinano due aminoacidi si
forma un dipeptide, una catena di aminoacidi formano un polipeptide. Si definisce polipeptide
una sequenza fino a 49 aminoacidi, oltre si definisce proteina. Possono essere assemblate
fungendo così da componenti strutturali delle cellule e dei tessuti. Sono la struttura molecolare
attraverso cui viene espresso il codice genetico sulla base della trasmissione del DNA. Molti
enzimi (molecole che accelerano di migliaia di volte le reazioni chimiche che avvengono in un
organismo) sono proteine. Una cellula muscolare differisce dalle altre cellule perché contiene più
proteine contrattili come l’actina e la miosina responsabile della sua capacità di contrarsi. La
proteina emoglobina, che si trova nei globuli rossi, è specializzata nel trasporto dell’ossigeno.
Nelle proteine si trovano 20 tipi di aminoacidi. Quelli essenziali per l’uomo sono: arginina,
fenilanina, istidina, leucina, lisina, metionina, treonina, triptofano, valina. Nella molecola
proteica si distinguono 4 livelli di organizzazione: struttura primaria, secondaria, terziaria,
quaternaria. Struttura primaria rappresenta la sequenza degli aminoacidi che costituiscono la
catena. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas ed impiegato nella cura del diabete. E’
stata la prima proteina di cui si è stata identificata l’esatta sequenza amminoacidica, ed è
composta da51 aminoacidi disposti su due catene ognuna con la sua struttura. Struttura
secondaria può essere a α-elica come le proteine fibrose della pelle, unghie, capelli che sono
elastiche grazie ai legami a idrogeno che possono rompersi e rifarsi, o β- planare a foglietto
ripiegato flessibile piuttosto che elastico. Struttura terziaria è la forma complessiva assunta. E’
determinata da quattro fattori che implicano interazioni tra i gruppi: legami a idrogeno che si
formano tra i gruppi, attrazioni ioniche, interazioni idrofobiche, legami covalenti noti come ponti
disolfuro (─S─S─), che legano gli atomi di zolfo di due unità di cisteina. Struttura quaternaria
deriva dalla disposizione tridimensionale delle catene polipeptidiche. L’emoglobina la proteina
dei globuli rossi responsabile del trasporto dell’ossigeno, è un esempio di proteina con struttura
quaternaria è costituita da 574 aminoacidi organizzati in 4 catene polipeptidiche, due catene a α-
elica e due a β planare identiche.

ACIDI NUCLEICI Gli acidi nucleici sono polimeri di nucleotidi costituiti da: uno zucchero a 5 atomi
di carbonio (ribosio o desossiribosio), un gruppo fosfato e una base azotata. La base azotata può
essere a doppio anello come le purine o ad anello semplice come le pirimidiniche. Gli acidi
nucleici trasmettono l’informazione ereditaria e determinano quali proteine debbano essere
sintetizzate dalla cellula. Ci sono due tipi di acidi nucleici: l’acido ribonucleico (RNA) e l’acido
desossiribonucleico (DNA). Sono così denominati per il pentoso (Riboso Desossiriboso). Il DNA
contiene le purine adenina e guanina (AG) e le pirimidiniche citosina e timina (C T), oltre allo
zucchero desossiribosio ed al fosfato. L’RNA contiene le purine adenina e guanina e le
pirimidiniche citosina e uracile (C U), oltre allo zucchero ribosio ed al fosfato. Le molecole degli
acidi nucleici sono costituite da catene lineari di nucleotidi uniti tra loro da un legame
fosfodiesterico costituito da un gruppo fosfato attaccato allo zucchero che si lega
covalentemente allo zucchero del nucleotide adiacente. Mentre l’RNA è generalmente composto
da una catena nucleotidica, il DNA è composto da due catene nucleotidiche unite da legami a
idrogeno ed avvolte l’una sull’altra a formare una doppia elica. Alcuni nucleotidi svolgono un
ruolo importante nei trasferimenti di energia. L’adenosina tri fosfato (ATP) costituita da adenina,
ribosio e tre fosfati è la più importante molecola energetica della cellula. L’ATP può trasferire un
gruppo fosfato ad un’altra molecola, cedendo parte della sua energia chimica. L’ATP può essere
convertito in adenosina monofosfato ciclico (AMPc) grazie all’enzima adenilato ciclasi. La
nicotinamide adenindinucleotide (NAD+) svolge un ruolo importante nelle ossidoriduzioni che
avvengono all’interno delle cellule. Può esistere in forma ossidata (NAD+) che si trasforma nella
forma ridotta in (NADH) quando accetta idrogeno. Ogni base azotata andrà ad accoppiarsi in
modo specifico: ADENINA-TIMINA GUANINACITOSINA. Questo perché deve essere garantita
l’informazione trasmessa dal DNA in modo corretto. La funzione duplice del DNA: trasmettere
l’informazione genetica e farla recepire attraverso la sintesi delle proteine, trasmettere
l’informazione genetica alle cellule figlie motivo per cui è costituito da un doppio filamento che
srotolandosi da un lato viene copiato dal mRNA quando vuole fare le proteine, dall’altro viene
trasmesso alle cellule figlie sulla scorta dell’accoppiamento delle basi azotate a garanzia che le
cellule figlie conterranno le stesse caratteristiche genetiche della cellula madre.

Le differenze tra DNA e RNA sono: molecolarmente nello zucchero: desossiribosio DNA, e
ribosio RNA strutturalmente: 2 filamenti nel DNA 1 filamento nel RNA

Organizzazione delle cellule

La parte della biologia che studia la cellula è la citologia. La cellula è l’unità strutturale e
funzionale degli organismi viventi o in altri termini il più piccolo insieme di materia dotato di vita.
La scoperta delle cellule risale al XVІІ secolo con l’osservazione di un filamento di sughero con
all’interno delle celle vuote che sono state chiamate cellule. Dopo 200 anni si scoprì che tutte le
piante e tutti gli animali si compongono di cellule. Da qui si formulò la teoria cellulare secondo
cui: tutti gli organismi viventi sono costituiti da cellule; la cellula è l’unità strutturale e
funzionale dei viventi; ogni cellula deriva da altre cellule. All’interno della cellula si verificano
mutamenti continui come la concentrazione salina, il pH, e la temperatura. Attraverso
l’omeostasi, (la tendenza a mantenere relativamente costante l’ambiente interno) e i suoi
meccanismi omeostatici, cioè i processi che permettono di assolvere questo compito, deve
lavorare continuamente per ripristinare le condizioni opportune. Esistono due tipi di cellule:
procariotiche ed eucariotiche.

Procariotiche (prima del nucleo) sono tipiche dei batteri, e il DNA non è racchiuso all’interno del
nucleo, è localizzato in una zona detta area nucleare o nucleoide che non è circondata da
membrana. Sono cellule più piccole delle eucariotiche, sono circondate da membrana plasmatica
che delimita il contenuto della cellula, e non ha tutti gli organuli della cellula eucariotica. Il denso
materiale interno contiene ribosomi piccoli complessi di RNA e proteine in grado di sintetizzare
polipeptidi, e granuli di deposito contenenti glicogeno, lipidi.

Eucariotiche (vero nucleo) contengono almeno tre componenti fondamentali: il nucleo che
contiene il materiale genetico (acido desossiribonucleico DNA), il citoplasma, e il tutto racchiuso
da una membrana plasmatica, un sottile involucro che la separa dall’esterno.

Il nucleo è l’organulo più importante della cellula. Contiene il DNA le cui molecole costituiscono i
geni che contengono in forma chimica le informazioni codificate per la produzione di tutte le
proteine necessarie per la cellula. Ha forma sferica o ovoidale. E’ formato da tre componenti: la
membrana nucleare, la cromatina, e uno o più nucleoli. La membrana nucleare separa il nucleo
dal citoplasma ed è formata da una doppia membrana a doppio strato lipidico che ad intervalli di
20-40 nm (10-9 metri) si fonde formando i pori nucleari che permettono il passaggio di materiali
dal citoplasma al nucleo e viceversa solo di molecole specifiche. La materia liquida interna al
nucleo è il plasma nucleare composta da una soluzione acquosa contenente ioni, enzimi,
ribosomi. La cromatina è una sostanza dall’aspetto granulare composta da lunghe molecole di
DNA associate a proteine: Durante la divisione cellulare la cromatina si spiralizza e forma
strutture a forma di bastoncelli i cromosomi. I nucleoli piccoli nuclei di forma tondeggiante. Qui
avviene la sintesi dei diversi tipi di RNA che costituiscono i ribosomi. Le proteine necessarie per
allestire i ribosomi sono sintetizzate nel citoplasma e sono poi importate nel nucleolo. Quindi
l’RNA ribosomiale e le proteine vengono assemblate in subunità ribosomiali che escono dal
nucleo attraverso i pori nucleari.

Il citoplasma è una porzione della cellula contenuta entro la membrana plasmatica e che
circonda il nucleo. E’ composto dal citosol e numerose strutture citoplasmatiche detti organuli,
per mezzo dei quali la cellula respira, digerisce e sintetizza molecole ed esercita tutte le attività
metaboliche in modo mirato. Gli organuli sono: apparato di golgi, ciglia e flagelli, citoscheletro,
lisosomi, mitocondri, perossisomi, reticolo, endoplasmatico, ribosomi, centrioli, cloroplasti
(fanno parte della cellula vegetale) vacuoli (fanno parte della cellula vegetale)

APPARATO DI GOLGI è un organulo citoplasmatico e ha tre funzioni: prima funzione:


contenimento ed evacuazione di vescicole proteiche garantendo alla cellula la massima efficacia
nell’eliminazione di prodotti con il minimo sforzo, perché da una micro vescicola riesce ad
espellere macrovescicole. E’ costituito da pile di sacche membranose appiattite. Ogni sacca ha
uno spazio interno detto LUME. Ciascuna pila di vescicole possiede 3 aree denominate superfici
CIS e TRANS tra i quali si trova la regione MEDIALE. La superficie CIS è collocata vicino al nucleo e
ha funzione di ricevere i materiali contenuti nelle vescicole di trasporto provenienti dal RE. La
TRANS è vicina alla membrana plasmatica, impacchetta le molecole in vescicole che sono
trasportate al di fuori del Golgi seconda funzione: garantire la glicosilazione delle proteine ( cioè
aggiungere zuccheri alle proteine), che significa costituire delle glicoproteine che hanno due
funzioni: andare a fare parte della membrana costituendo i pori; rendere la cellula antigenica
cioè quella glicoproteina caratterizza quella cellula e solo quella, quindi la rende riconoscibile e
specifica nell’ambito dell’organismo.

Esempio: l’organismo riconosce ciò che è SELF (proprio) da ciò che è NON SELF che va distrutto,
come un battere o un organo trapiantato. Questo viene fatto sulla scorta del riconoscimento
glicoproteico. In base alla struttura molecolare che si palesa al di fuori della cellula
indipendentemente dalla membrana plasmatica la glicoproteina conferisce una specificità di
struttura a quella cellula. terza funzione: ha il compito di allestire i lisosomi.

CITOSCHELETRO è un organulo citoplasmatico costituito da tre tipi di fibre: microtubuli,


microfilamenti, filamenti intermedi. Fornisce il supporto strutturale e serve per il trasporto di
materiali all’interno della cellula e nella divisione cellulare.

I microtubuli sono i filamenti più spessi del citoscheletro, hanno un Ø di circa 25 nm. Sono
coinvolti nel movimento dei cromosomi durante la divisione cellulare. Sono costituiti da due
proteine la ά β tubulina. Queste si combinano tra loro formando un dimero (si forma in seguito
all’associazione di due unità simili detti monomeri). Il microtubulo si allunga per addizione di
dimeri di tubulina. Possiede una polarità e l’estremità si chiamano più e meno. L’estremità più si
allunga più rapidamente. Per espletare la funzione strutturale si devono ancorare ad altre parti
della cellula. Nelle cellule che NON si stanno dividendo i microtubuli appaiano stendersi dalla
regione detta (MTOC), centro di organizzazione dei microtubuli, di cui il principale è il
centrosoma, contenente due strutture dette centrioli costituiti da 9 triplette di microtubuli
disposte a formare un cilindro cavo. Sono state individuate diverse proteine associate ai
microtubuli (MAP), e raggruppate in due gruppi: le MAP fibrose legano i microtubuli in modo da
formare dei fasci che aiutano a conferire forma alla cellula, le proteine motore utilizzano
l’energia contenuta nell’ATP per generare movimento. La proteina CHINESINA muove gli organuli
verso l’estremità positiva dei microtubuli, la DENEINA trasporta gli organuli nella direzione
opposta. Questo è detto trasporto retrogrado. I microtubuli costituiscono i principali componenti
strutturali delle ciglia e flagelli (strutture specializzate ed utilizzate per i movimenti cellulari). Se
la cellula possiede poche appendici e lunghe, vengono chiamate flagelli, se ne ha molte e corte,
vengono chiamate ciglia. Esempio: negli animali, i flagelli sono presenti come code negli
spermatozoi, e si muovono come una frusta esercitando una forza perpendicolare alla superficie
della cellula. Le ciglia sono presenti sulla superficie delle cellule che rivestono i dotti interni
dell’organismo (vie aeree), e si muovono come remi alternando il movimento ed esercitando una
forza parallela alla superficie della cellula. Esempio ne sono le ciglia presenti nelle pareti delle
tuba uterina che con il loro movimento asincrono trasportano l’ovulo in utero. Infatti la sindrome
delle ciglia immobili si correla ad una infertilità. Sia ciglia che flagelli hanno strutture simili, sono
costituiti da steli di forma cilindrica coperti da membrana plasmatica. La parte interna dello stelo
è costituita da un gruppo di 9 paia di microtubuli disposti lungo la circonferenza e due
microtubuli non appaiati al centro. Questa disposizione 9+2 è tipica di tutte le ciglia e flagelli
degli eucarioti. Inoltre ciascun ciglia e flagelli sono ancorati alla cellula mediante un corpo basale
che ha 9 serie di 3 microtubuli disposte in centro.

I microfilamenti chiamati anche filamenti di actina sono fibre flessibili e solide del Ø di 7 nm.
Ciascun microfilamento è costituito da due molecole intrecciate di actina simile a perle. Queste
molecole si legano l’una all’altra ed a altre proteine per formare fasci di fibre che conferiscono il
supporto meccanico a diverse strutture cellulari. Nelle cellule muscolari l’actina si associa alla
miosina per formare fibre in grado di permettere la contrazione. La contrazione di un anello di
actina associata con miosina causa la costrizione della cellula per dare origine a due cellule figlie.

I filamenti intermedi hanno un Ø di 8/10 nm. Sono costituiti da fibre polipeptidiche. Si pensa che
rendono più forte il citoscheletro stabilizzando così la forma della cellula.

LISOSOMI sono organuli citoplasmatici composti da piccole sacche piene di enzimi (molecole che
accelerano le reazioni chimiche) digestivi disperse nel citoplasma. Gli enzimi degradano le
molecole complesse e possono essere proteolitici, lipolitici o glicolitici. All’interni dei lisosomi
sono stati identificati più di 40 enzimi diversi, la maggior parte è attiva in condizioni di pH 5. I
lisosomi PRIMARI si formano per gemmazione dal complesso di Golgi. I loro enzimi sono
sintetizzati nel RER, quando attraversano il LUME del RE, gli zuccheri si attaccano alle molecole
identificandole. I lisosomi degradano i batteri o frammenti ingeriti dalle cellule spazzino. Il
materiale è racchiuso in una vescicola che si genera dalla membrana plasmatica. Uno o più
lisosomi primari si fondono con queste vescicole contenenti il materiale estraneo formando una
vescicola più grande detta lisosoma SECONDARIO. Infine potenti enzimi intervengono
degradando le molecole estranee. L’apoptosi cioè la morte programmata della cellula,
costituisce una parte normale dello sviluppo e del mantenimento della cellula. In alcune malattie
genetiche umane, note come accumulo lisosomiale, mancano alcuni enzimi idrolitici che
degradano i lipidi provocando ad esempio nelle cellule cerebrali il ritardo mentale e la morte.
Quando il lisosoma deve digerire una vecchia proteina, una aggressione esterna, intervengono i
MACROFAGI strutture piene di granuli lisosomiali che incontra l’agente estraneo si apre e libera
questi granuli di lisosomi, che si attivano quando vengono liberati che contengono enzimi forniti
dall’ergastoplasma sulla base del DNA. Quindi i lisosomi sono pronti per spandere questo
contenuto enzimatico atto ad aggredire e distruggere. I lisosomi sono quindi organuli che
contengono enzimi litici che se sono all’interno della cellula sono inattivati, la cui attivazione non
risiede nel loro interno altrimenti si autodistruggerebbero, ma è una conseguenza al rilascio degli
enzimi stessi che richiede un pH acido.

MITOCONDRI Sono organuli citoplasmatici nei quali avviene la respirazione cellulare, che
consiste in una serie di reazioni che trasformano l’energia chimica presente nel cibo in ATP. E’
necessario l’ossigeno e ha come prodotti finali anidride carbonica e acqua. (E’ la centrale
elettrica della cellula). I mitocondri sono più numerosi nelle cellule molto attive che richiedono
grandi quantità di energia. Nella cellula epatica se ne possono trovare più di 1000. Cambiano
forma molto rapidamente e si replicano per divisione. Sono circondati da una doppia membrana
(Il Mitocondrio deriva da una cellula procariote che è entrato nella cellula eucariote). La
membrana esterna è liscia e permette il passaggio di molecole di piccole dimensioni. La
membrana interna è selettivamente permeabile, è ripiegata a formare estroflessioni chiamate
creste che si ripiegano aumentando l’area superficiale dove avvengono le reazioni chimiche che
trasformano l’energia chimica in ATP. La membrana contiene gli enzimi e le proteine necessarie
per queste reazioni.

PEROSSISOMI Sono organuli rivestiti da membrana. Contengono enzimi in grado di catalizzare le


reazioni chimiche (cioè influenzano la reazione chimica senza essere consumati dalla reazione
stessa) dove l’idrogeno è trasferito verso l’ossigeno formando un prodotto secondario il
PEROSSIDO D’IDROGENO H2 O 2 che è tossico per la cellula. I perossisomi contengono l’enzima
catalasi che è in grado di degradare il perossido d’idrogeno rendendolo innocuo. I perossisomi si
trovano in tutte le cellule che immagazzinano o degradano lipidi. Nelle cellule renali ed epatiche
detossificano l’etanolo che è l’alcol contenuto nelle bevande alcoliche.

RETICOLO ENDOPLASMATICO Organulo citoplasmatico costituito da un insieme di cavità tubulari


o vescicolari riccamente ramificate nel citoplasma e delimitata da membrana. Lo spazio interno
che si viene a creare è chiamato LUME e nella maggioranza delle cellule da origine ad un unico
compartimento interno. Il RE è in relazione in superficie con la membrana plasmatica, in
profondità con quelle nucleari. Perché dal nucleo uscirà mRNA andrà sul ribosoma che
determinerà la catena aminoacidica e formata la proteina uscirà fuori o resterà dentro. E’
distinto in RE RUVIDO detto ergastoplasma (plasma elaboratore) e LISCIO. Il RER appare tale per
la presenza dei ribosomi sulla sua superficie. Il RER ha il compito di elaborare proteine che gli
arrivano dai ribosomi adesi alle sue membrane e indirizzare il loro destino. Potrebbe essere una
proteina che deve uscire dalla cellula in modo esocrino, oppure andare a rimpiazzare proteine
vecchie o denaturate della membrana plasmatica, oppure proteine che debbono rimanere nel
citoplasma. Nello specifico rimanendo all’interno della cellula vanno all’interno dei lisosomi
quindi saranno enzimi. Una struttura ricca di ergastoplasma è l’acino pancreatico; struttura base
della ghiandola pancreatica. Il pancreas è una ghiandola che ha bisogno di secernere gli ormoni
che regolano l’assunzione o la liberazione di glucosio (insulina e glucagone) e poi non poco
determinare la produzione di elettroliti che riescono a tamponare l’acidità gastrica. Un’altra zona
dove si trova l’ergastoplasma sono le plasma cellule che elaboreranno gli anticorpi che avranno
bisogno di un organulo che lavori a ritmo incessante perché in caso di infezione in atto un
aggressione esterna deve essere pronto a buttare fuori quanto più possibile risposte anticorpali.
Il REL liscio è privo di ribosomi, ha due funzioni: sintetizzare ormoni steroidei (come il
testosterone e lo troveremo nel testicolo), e la detossificazione cioè l’eliminazione di tossine. Lo
troviamo nella cellula epatica si riempie di REL e non di RER perché non ha bisogno di produrre
proteine, ma bensì operare una detossificazione perché attraverso il fegato passano una serie di
fasi del metabolismo e una serie di farmaci che vengono captati e metabolizzati dal fegato. Gli
enzimi del REL delle ghiandole epatiche sono in grado di degradare sostanze chimiche tossiche
come quelli cancerogene che vengono trasformati in composti idrosolubili che possono essere
così escreti.

RIBOSOMI Sono piccoli granuli costituiti da RNA e proteine alcuni attaccati alle membrane del RE
altri liberi nel citoplasma. Contengono gli enzimi necessari per formare il legame peptidico, sono
strutture per l’assemblaggio delle proteine. Possiamo avere ribosomi adesi al RE deputati a
produrre proteine che costituiscono la membrana stessa oppure dare proteine che arriveranno
alla membrana plasmatica oppure dare proteine che andranno fuori dalla cellula. Quelli liberi
hanno una funzione più strutturale perché sono liberi di produrre proteine e quindi fare
differenziare la cellula. Esempio di una cellula ricca di ribosomi liberi è l’eritroblasto cioè la
cellula giovane del globulo rosso. Blasto si usa per indicare la giovinezza della cellula, clasto
vecchio. Quindi il ribosoma libero nell’eritroblasto ha la funzione di produrre proteina che
rimanga all’interno della cellula. L’eritroblasto sarà ricchissimo di ribosomi liberi e non di
ergastoplasma, perché non ha bisogno l’eritroblasto che deve maturare di fare proteine per la
sua membrana o di buttarle fuori (questo giustificherebbe la presenza dell’ergastoplasma), ha
bisogno invece di ribosomi che producono proteine che rimangano all’interno della cellula nella
fattispecie di emoglobina il cui incremento di concentrazione equivale ad un incremento
maturativo. L’eritroblasto prende la proteina si accumula si differenzia e diventa globulo rosso. La
cellula vegetale possiede alcune strutture esclusive tra cui una parete cellulare e organuli quali i
vacuoli e i plastidi. La maggior parte delle cellule vegetali è priva di centrioli.

LA PARETE CELLULARE è una struttura esterna alla membrana plasmatica ed è costituita da


polisaccaridi soprattutto cellulosa. Conferisce sostegno e forma alla cellula.

IL VACUOLO è una cavità presente nelle piante e nei funghi nel quale si accumulano acqua,
prodotti di rifiuto e sostanze nutritive. Sono paragonabili ai lisosomi della cellula animale. La
membrana del vacuolo è detta TONOPLASTO. Il vacuolo svolge un ruolo importante nella crescita
e nello sviluppo delle piante. La cellula vegetale cresce di dimensione soprattutto attraverso
l’aggiunta d’acqua al vacuolo centrale formatosi dalla fusione di altri vacuoli. Nei protozoi (dal
latino primi animali, organismi non pluricellulari simili agli animali, perché utilizzano come
modalità di alimentazione l’ingestione del cibo), ci sono: vacuoli nutritivi ripieni di cibo che si
fondono con i lisosomi, per digerirlo; vacuoli contrattili che permettono alla cellula di eliminare
l’acqua in eccesso.

I PLASTIDI Sono organuli avvolti da una doppia membrana, si sono formati partendo dai
PROPLASTIDI, organuli precursori che si trovano nelle cellule vegetali. I plastidi sono distinti in:
CLOROPLASTI – CROMOPLASTI – LEUCOPLASTI in base al loro colore. I CLOROPLASTI trasformano
l’energia luminosa in energia chimica mediante il processo fotosintetico, operato da un pigmento
verde, la clorofilla a e b che si trova nelle membrane tilacoidali. Sono strutture a forma di disco e
come i mitocondri hanno un sistema di membrane ripiegate. Il liquido interno si chiama
STROMA, che contiene gli enzimi necessari per la produzione di carboidrati da anidride
carbonica e acqua, utilizzando l’energia solare. La membrana interna si può ripiegare all’interno
per formare un insieme di membrane (sacche appiattite a forma di disco) dette TILACOIDI che si
dispongono in pile dette GRANA. Come i mitocondri anche i cloroplasti contengono ribosomi e
un proprio DNA. Contengono anche i CAROTENOIDI pigmenti giallo ed arancio in grado di
assorbire la luce. I CROMOPLASTI contengono i pigmenti rosso-arancione che conferiscono a
frutta e fiori i loro colori, attrattiva per gli animali impollinatori o dispersori di semi. I
LEUCOPLASTI sono privi di pigmento e quindi sono bianchi. Possiamo citare gli AMILOPLASTI che
immagazzinano amido nelle cellule esempio le patate.

La membrana plasmatica è un involucro che separa fisicamente l’interno di una cellula


dall’ambiente esterno, regola l’entrata e l’uscita di materiali. E’ una barriera dimensionale perché
non fa passare molecole dal peso molecolare superiore ai 60.000 dalton e ionica perché
all’interno e all’esterno della barriera si stabiliscono delle cariche negative. E ‘garanzia di tenuta
cellulare di forma non deve riempirsi di schifezze, è una sorta di isolamento. I principali
costituenti sono: lipidi e proteine. I lipidi sono di tre tipi: fosfolipdi, colesterolo e glicolipidi. Un
fosfolipide consiste in una molecola di glicerolo attaccata da un lato a due acidi grassi (coda
idrofoba), e dall’altro lato un gruppo fosfato legato a un composto organico come la colina (testa
idrofila). Le molecole con regioni idrofobe e idrofile distinte si chiamano molecole anfipatiche.
Poiché una delle estremità di ciascun fosfolipide si combina liberamente con l’acqua, mentre
quella opposta non lo fa, l’orientamento più favorevole assunto da queste molecole in acqua
risulta essere una struttura a doppio strato. La parte idrofila di ogni molecola di fosfolipidi (la
testa) si rivolge verso il citoplasma, e la parte idrofoba (la coda) si dispone verso l’interno del
doppio strato. Gli acidi grassi costituiscono le code dei fosfolipidi e rendono la membrana fluida.
Secondo il modello a mosaico fluido le membrane sono costituite da un doppio strato
fosfolipidico fluido, nel quale sono incastrate varie proteine. Non è un modello statico perché le
proteine cambiano continuamente posizione. Affinché possa funzionare adeguatamente è
necessario che i suoi lipidi siano in uno stato di fluidità ottimale. Se i lipidi sono troppo fluidi la
membrana ne risulta indebolita. Se lo strato lipidico è troppo rigido risultano inibite alcune
funzioni di membrana. A temperature normali le membrane cellulari sono fluide, mentre a basse
temperature i movimenti delle catene di acidi grassi sono rallentati. Il colesterolo ha la capacità
di stabilizzare la fluidità della membrana. E ‘immerso nella membrana e conferisce al doppio
strato stabilità e resistenza. I glicolipidi si trovano immersi nello strato esterno della membrana e
regolano le comunicazioni tra le cellule. Le proteine (proteine di membrana) sono: o immerse nel
doppio strato o sono attaccate alla sua superficie (alcune sono legate ai carboidrati e prendono il
nome di glicoproteine. Ci sono le proteine estrinseche (o periferiche) inserite solo in uno dei due
strati, e quelle intrinseche (o integrali) che sono completamente immerse nel doppio strato, le
regioni idrofile si estendono fuori dalla cellula o nel citoplasma, mentre le regioni idrofobe
interagiscono con le code dei fosfolipidi di membrana. Le proteine di membrana sono suddivise
in base alle funzioni svolte: formare giunzioni tra cellule adiacenti; attaccarsi agli elementi del
citoscheletro (le interine sono in grado di legarsi ai microfilamenti che si trovano all’interno della
cellula; formare canali che permettono il passaggio selettivo di ioni o molecole; formare pompe
che richiede l’ATP per trasportare attivamente i soluti; alcune proteine sono enzimi in grado di
catalizzare reazioni che avvengono in prossimità della superficie cellulare; recettori che agiscono
nel riconoscimento cellulare. Nella traduzione del segnale i recettori trasformano un segnale
extracellualare in intracellulare. La molecola segnale si lega a un recettore sulla membrana
plasmatici, questo complesso segnale-recettore attiva la proteina G che attiva a sua volta un
enzima che catalizza la produzione di un secondo messaggero il AMP ciclico che attiva uno o più
enzimi come le proteina-chinasi. Gli enzimi possono fosforilare le proteine che alterano le attività
della cellula. Le membrane cellulari sono selettivamente permeabili, cioè permettono il
passaggio solo di alcune sostanze. Il suo doppio strato lipidico costituisce una barriera
invalicabile per le molecole grosse, polari e idrosolubili e degli ioni. Per le sue caratteristiche
selettive riguardo il passaggio di materiali, la membrana plasmatica viene detta semipermeabile.
Il passaggio attraverso la membrana può avvenire attraverso il meccanismo della DIFFUSIONE,
che può essere: PASSIVA O FACILITATA.

PASSIVA è il movimento di sostanze in soluzione attraverso la membrana che non richiede


dispendio d’energia per la cellula, sulla base del gradiente di concentrazione. Cioè il flusso che si
determina da un compartimento all’altro intra e extra cellula, sulla base della concentrazione di
quel composto da un compartimento all’altro. Il composto senza carica può diffondere da un
compartimento ad alta concentrazione verso il compartimento a bassa concentrazione
sfruttando l’energia potenziale dovuta alla presenza del gradiente di concentrazione. Mentre per
le molecole cariche elettricamente si osserva anche il gradiente elettrochimico, cioè la
distribuzione delle cariche. FACILITATA, perché esistono dei carriers (proteine vettrici), che
prendono la molecola la portano sulla membrana, interagiscono con dei recettori che si aprono e
la fanno entrare. Logicamente avendo una proteina vettrice per quella molecola è indice di
specificità d’ingresso. Entra solo quella molecola. Un altro modo di diffusione facilitata è il
canale: Il bilayer viene interrotto e passano le molecole ed è meno specifico. L’osmosi è la
diffusione dell’acqua attraverso la membrana. Il passaggio è consentito per la presenza di pori
formati dall’assemblaggio di un certo numero di proteine intrinseche. L’osmosi termina quando
viene raggiunto l’equilibrio osmotico, cioè quando il flusso d’acqua è uguale e non vi è più un
passaggio netto di molecole da un lato all’altro. Esempio di un tubo ad U diviso in due parti da
una membrana attraverso la quale possono passare le molecole di solvente, ma non quelle di
soluto. Nel lato sinistro viene posta una soluzione di acqua/soluto, e a destra acqua distillata. A
causa della differenza reale di concentrazione di acqua si verifica un movimento netto di
molecole di acqua pura verso quella contenente acqua/soluto. Ne risulta che il livello del fluido
dalla parte dell’acqua cala e cresce quello dell’acqua/soluto. La pressione osmotica di una
soluzione è la tendenza dell’acqua pura a muoversi verso la soluzione per osmosi. E’ possibile
misurarla inserendo un pistone nel lato contenente acqua/soluto, e misurando quanta pressione
si deve applicare per arrestare la risalita del liquido. Una soluzione con un’alta concentrazione di
soluto ha una bassa concentrazione di acqua e un’alta pressione osmotica, al contrario, una
bassa concentrazione di soluto ha un’alta concentrazione di acqua e una bassa pressione
osmotica. Se una cellula viene immersa in un fluido avente la stessa pressione osmotica non c’è
nessun movimento di molecole d’acqua in nessuna direzione; la cellula non si raggrinzisce ne si
gonfia. Si dice che il fluido è isotonico. Ipertonici, quando la concentrazione di soluto è maggiore
nei liquidi circostanti rispetto alla concentrazione cellulare, e hanno una pressione osmotica più
alta rispetto alle cellule. Ipotonici, quando la concentrazione di soluto è minore nei liquidi
circostanti rispetto alla concentrazione cellulare e hanno una pressione osmotica più bassa
rispetto alle cellule.

TRASPORTO ATTIVO Contro gradiente di concentrazione. Alla cellula serve quello che sta fuori,
che non passa attraverso i pori, non ho la proteina vettrice, la vado a prendere spendendo
energia. L’energia è data dalla molecola di ATP. La rottura del legame fosforico è pari a 7.3/kcal.
Rompo l’ATP e produco ADP + P libero fosfato e faccio energia. Il trasporto attivo è regolato da
proteine di membrana chiamate pompe ATPasiche, (pompa sodio potassio presente in tutte le
cellule animali), che utilizzano l’idrolisi (scissione) dell’ATP per scambiare ioni sodio endocellulari
con ioni potassio extracellulari. Lo scambio è sbilanciato: due ioni potassio entrano, e tre ioni
sodio escono. Le pompe servono a mantenere una separazione di carica attraverso la
membrana. Ecco come funziona la pompa: 1) Tre ioni sodio si legano alla proteina di trasporto;
2) Un gruppo fosfato si trasferisce dall’ATP alla proteina di trasporto; 3) La proteina di trasporto
subisce un cambiamento conformazionale e rilascia tre ioni sodio all’esterno della cellula. 4) Due
ioni potassio si legano alla proteina di trasporto; 5) Il fosfato viene rilasciato; 6) La proteina di
trasporto assume la sua forma originaria e i due ioni potassio vengono rilasciati all’interno della
cellula. Un’altra funzione delle pompe ioniche è quella di equilibrare la pressione osmotica del
citoplasma a seconda dell’ambiente esterno. Se una cellula non è in grado di controllare la
propria pressione osmotica interna, il suo contenuto diventerà ipertonico (concentrazione di
soluto maggiore rispetto all’esterno), e quindi entrerà acqua per osmosi causandone il
rigonfiamento ed una possibile lisi. Quindi controllando la distribuzione ionica attraverso la
membrana, la cellula può indirettamente controllare il movimento d’acqua, perché quando gli
ioni vengono pompati fuori dalla cellula si perde acqua per osmosi. Altre forme di trasporto
utilizzate dalla cellula per introdurre o eliminare sostanze come interi batteri o macromolecole
sono: l’endocitosi e l’esocitosi. L’endocitosi è il trasporto di materiali all’interno della cellula per
mezzo di vescicole. Possiamo avere diversi processi tra cui: la fagocitosi, pinocitosi e endocitosi
mediata da recettori. Nella fagocitosi le cellule ingeriscono grandi particelle come i batteri o cibo.
La membrana plasmatica circonda la particella che deve essere ingerita, formando intorno ad
essa un piccolo vacuolo, che verrà strozzato e inglobato all’interno della cellula. I globuli bianchi
del sangue usano questo sistema. Nella pinocitosi la cellula introduce materiale liquido, che
viene intrappolato da vescicole o pieghe della membrana plasmatica che si strozzano si staccano
e si riversano nel citoplasma. Il liquido viene trasferito lentamente al citosol e le vescicole
diventano sempre più piccole fino a scomparire. Nell’endocitosi mediata da recettori molecole
specifiche si combinano con le proteine recettoriali inglobate nella membrana plasmatica della
cellula. Questa molecola che si lega in modo specifico al recettore si chiama ligando. I recettori
sono concentrati in fossette sulla membrana plasmatica. Queste fossette sono ricoperte da
proteine le “clatrine” che si trovano appena sotto la membrana plasmatica. Dopo che il ligando si
è legato al recettore la fossetta dà origine per endocitosi ad una vescicola ricoperta. Pochi
secondi dopo il rivestimento si stacca lasciando libere nel citoplasma delle vescicole non
ricoperte dette endosomi, che generalmente forma due vescicole, una contenente i recettori che
vengono riportati sulla membrana per essere riciclati, e l’altra si fonde con il lisosoma e il loro
contenuto una volta digerito viene rilasciato nel citosol. Ne è esempio il colesterolo. L’esocitosi è
il trasporto di materiali all’esterno della cellula. In pratica è l’opposto dell’endocitosi. Le sostanze
che devono essere rimosse vengono racchiuse in una vescicola che si sposta fino alla periferia
della cellula in modo da fondersi con la membrana plasmatica e rilasciare il proprio contenuto
all’esterno. Le cellule che sono a stretto contatto tra loro possono avere legami molto forti e
sono di tre tipi: Desmosomi, giunzioni serrate, giunzioni comunicanti.

Desmosomi: legame presente nelle cellule epiteliali come la pelle. Essi tengono insieme le cellule
in un solo tratto come un punto di saldatura. Sono ancorati sulla parte interna della cellula ad un
sistema di filamenti intermedi. Hanno funzione anti stress prettamente meccanica e le sostanze
possono passare liberamente attraverso gli spazi tra le membrane plasmatiche.

Giunzioni serrate: sono aree di connessione tra le membrane di cellule adiacenti. Può essere
impedito il passaggio di alcune sostanze. Le cellule sono tenute insieme da connessioni proteiche

Giunzioni comunicanti: assomigliano al desmosoma perché non è continua, ma è più stretta.


Queste giunzioni mettono in comunicazione il citoplasma di due cellule adiacenti attraverso delle
proteine che formano dei pori dove si crea un passaggio. Le cellule del pancreas sono tenute
insieme mediante giunzioni comunicanti in modo tale che se un gruppo di cellule viene stimolato
a secernere l’insulina il segnale passa attraverso le giunzioni assicurando così una risposta
coordinata. Così come le cellule muscolari cardiache, in modo tale da garantire l’accoppiamento
del segnale elettrico con la contrazione sincronizzata delle cellule. Nella cellula vegetale invece,
ci sono i plasmodesmi ,canali che attraversano le pareti di cellule adiacenti connettendone il
citoplasma.