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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA

Dipartimento di Scienze Umanistiche

Atti del X Convegno Internazionale Interdisciplinare su

Testo, metodo,
elaborazione elettronica
Miti, credenze e religioni
in area mediterranea e ispano-­americana

Catania, 21-­23 aprile 2016

a cura di Gaetano Arena e Sabrina Costanzo

Andrea Lippolis Editore


4 Indice

,OSUHVHQWHYROXPHqVWDWRVWDPSDWRFRQLOFRQWULEXWRGHOO·8QLYHUVLWj di
Catania (Progetto FIR 2014).
Si ringraziano il DISUM (Dipartimento di Scienze Umanistiche) e il
&/0$ &HQWUR /LQJXLVWLFR 0XOWLPHGLDOH G·$WHQHR  GHOOD PHGHVLPD 8Qi-­
versità per il patrocinio e il contributo offerti per la realizzazione del Con-­
vegno.

COMITATO SCIENTIFICO
Gaetano Arena (Università di Catania)
Sabrina Costanzo (Università di Catania)
Jaime Concha (Università di San Diego ² California)
Domenico Antonio Cusato (Università di Catania)
Rocco Distilo (Università della Calabria)
Domenica Iaria (Università di Messina)
Antonio Melis (Università di Siena)
Carmen Ruiz Barrionuevo (Università di Salamanca)
Carmen Salvo (Università di Catania)

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di ripr oduzione e


di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (microfilm, copie
IRWRVWDWLFKH« , sono riservati per tutti i Paesi.

ISBN 978-­88-­86897-­72-­3

copyright © 2016 by Andrea Lippolis Editore


Via Lungomare, 13 ² 98162 S. Saba (Messina)

www.lippoliseditore.it ³ info@lippoliseditore.it
INDICE

Presentazione ............................................................................................. p. 9

GAETANO ARENA
7\PDQGRV XQD FLWWj ´VRVSHVDµ IUD SDJDQHVLPR H FULVWLDQHVLPR
QHOO·$QDWROLDWDUGRDQWLFD .......................................................................... p. 11

STEFANIA BARTOLOTTA
Le tre anime della cubanía in La isla de los amores infinitos
di Daína Chaviano .................................................................................... p. 21

ANNALISA BONACCORSI
Mito e demistificazione nel teatro: ¿Por qué corres, Ulises?
di Antonio Gala .......................................................................................... p. 35

ALFREDO BUONOPANE
Nocturnus e i suoi molteplici aspetti ...................................................... p. 47

SABRINA COSTANZO
Sulle frontiere del mito: rielaborazioni e sincretismi in Lituma en
los Andes di Mario Vargas Llosa ............................................................. p. 59

DOMENICO ANTONIO CUSATO


Religione, miracoli e sorriso in Santa Bárbara navega hacia
Miami di Eduardo González Viaña ........................................................ p. 73

SUELY DI MARCO
La Regla de Palo Monte e altri sincretismi in La cola de la serpiente
di Leonardo Padura Fuentes ................................................................ p. 89

MABEL FRANZONE
Cuando el mito trae la voz del pueblo .................................................. p. 101

EDUARDO GONZÁLEZ VIAÑA


Magia, religión y mi amiga la muerte, en mis relatos ........................ p. 113
8 Indice

ANTONIO MELIS
José María Arguedas: el mito como clave para leer la modernidad ... p. 125

SELENA MILLARES
El horror sagrado y la novela de dictadura. El caso del trujillato ...... p. 137

GEMMA PERSICO
Mito e religione in The Double Hook di Sheila Watson ...................... p. 149

MARIA FEDERICA PETRACCIA


«Un colpo di sferza produce lividure, ma un colpo di lingua rompe
le ossa» (Siracide 28, 17) ...................................................................... p. 163

FELICE RAPPAZZO
Ritualismo, mito, utopia in Le città del mondo di Elio Vittorini ........ p. 175

JOSÉ ROMERA CASTILLO


Don Juan y otros mitos redivivos en el teatro español actual ............ p. 189

CARMEN RUIZ BARRIONUEVO


Mito, religión y pobreza en Ernesto Cardenal ..................................... p. 205

CARMEN SALVO
0LWRHFRVWUX]LRQHGHOO·LGHRORJLDGHOSRWHUHQHOPRQGRPHGLWHUUDQHR
in età moderna: la fontana del Nettuno e la rappresentazione
GHO´EXRQJRYHUQRµGL0HVVLQDQHO;9,VHFROR........................................ p. 219

VALENTINA TORRISI
Personaggi biblici in El asombroso viaje de Pomponio Flato
di Eduardo Mendoza.............................................................................. p. 227

MARIO TROPEA
Mito antico e rivisitazione moderna nei Poemi Conviviali
di Giovanni Pascoli ................................................................................ p. 241
Presentazione

Il presente volume riunisce i contributi del X Convegno Inter-­


nazionale Interdisciplinare su «Testo, metodo, elaborazione elettro-­
nica»;; il tema di questa edizione è stato Miti, credenze e religioni in
area mediterranea e ispano-­americana. Gli Atti della manifestazio-­
ne, che si è tenuta a Catania dal 21 al 23 aprile 2016, vedono la lu-­
ce a pochi mesi di distanza dalla conclusione dei lavori, grazie alla
VROOHFLWXGLQHGHL5HODWRULHDOO·LPSHJQRSURIXVRGDOO·(GLWRUH
/·DUJRPHQWR VFHOWR ULHQWUD LQ XQ SURJHWWR ),5  )LQDn-­
]LDPHQWRGHOOD5LFHUFDG·$WHQHR ² coordinato e diretto da Domeni-­
co Antonio Cusato ² e si connota per il suo approccio alla ricerca in
termini interdisciplinari.
La realizzazione di questo incontro era stata già preannuncia-­
ta in sede di pubblicazione dei primi risultati raggiunti dai compo-­
nenti del Gruppo di Ricerca, riuniti nel volume dal titolo Religione e
potere, miti e folclore, sostrati e sincretismi. Fra antico e moderno,
dal Mediterraneo al Nuovo Mondo. Atti del Seminario Interdiscipli-­
nare, Catania, 13 maggio 2015 (Messina, Andrea Lippolis, 2015),
sempre a cura dei sottoscritti.
Nelle giornate intense e proficue del Convegno, studiosi diffe-­
renti, per provenienza e formazione culturale, sono stati chiamati a
FRQIURQWDUVLVXWHPLHSUREOHPLVSHFLILFLTXDOLO·XVRVWUXPHQWDOHGHO
PLWR QHOO·HVHUFL]LR GHO SRWHUH OD PDWULce delle credenze in àmbito
WHDWUDOH H SRHWLFR O·LQIOXVVR GHO VLQFUHWLVPR UHOLJLRVR QHOOD SURGu-­
zione narrativa: ne è derivato un dialogo stimolante fra gli interve-­
nuti che, pur appartenendo a settori disciplinari apparentemente
così distanti fra di loro, si sono ritrovati vicini, talora persino ina-­
spettatamente, quanto agli obiettivi perseguiti e ai risultati rag-­
giunti, in un clima costante di serena e fattiva cooperazione.
10 Presentazione

Il Convegno ha offerto infatti ai Relatori la preziosa opportu-­


nità di un incontro scientifico non solo tra generazioni diverse di
studiosi, ma anche fra ricercatori di università italiane (Calabria,
Catania, Genova, Siena, Verona) e straniere (Madrid, Salamanca,
Salta, Western Oregon  ,Q TXHVWD ´DSHUWXUDµ SOXULGLVFLSOLQDUH
multigenerazLRQDOH H LQWHUQD]LRQDOH OD GLODWD]LRQH GHOO·DVVH GLa-­
FURQLFR H O·DPSOLDPHQWR GHOO·RUL]]RQWH JHRJUDILFR GHOOD ULFHUFD ² ri-­
spettivamente dal mondo antico a quello moderno e dal Vecchio al
Nuovo Mondo ² hanno rappresentato per il progetto non solo un
´YLDJJLRµQHOWHPSRHQHOORVSD]LRPDDQFKHHVRSUDWWXWWRXQDJa-­
ranzia di successo sul piano delle suggestioni e degli spunti di ap-­
profondimento per la ricerca futura.

I Curatori
ALFREDO BUONOPANE
Università di Verona

Nocturnus e i suoi molteplici aspetti

Tre passi letterari1 e alcune iscrizioni2, tra cui una tabella defi-­
xionis3, menzionano Nocturnus, una divinità per la quale si sono, a

* Un ringraziamento particolare debbo alla dott.ssa Francesca Morandini,


5HVSRQVDELOH 6HUYL]LR FROOH]LRQL HDUHH DUFKHRORJLFKH GHL0XVHL G·$UWH GL %UHVFLD
FKHFRQJUDQGHFRUWHVLDPLKDIRUQLWRODIRWRJUDILDGHOO·DOWDUHFRQGHGLFD a Noctur-­
nus, conservato presso i Musei Civici di Arte e Storia di Brescia, e alla dott.ssa
Cristina Girardi, per alcune importanti indicazioni bibliografiche.
1 Plaut., Amph., 272;; Hier., c. Vigil., I, 10, in Patr. Lat., col. 397a (Migne),

che, tuttavia, fa riferimento al verso di Plauto: aut Nocturninum, iuxta Plauti Am-­
phitryonem, quo dormiente, in Alcmenae adulterio, duas noctes Iupiter copulavit,
ut magnae fortitudinis Hercules nasceretur;; Mart. Cap., I, 45 (in quarum prima
sedes habere memorantur post ipsum Iovem dii Consentes«Nocturnusque), 60 (ex
ultima regione Nocturnus Ianitoresque terrestres similiter advocati).
2 CIL, III, 1956 (= Jocelyne Nelis-­Clément, Les «beneficiarii»: militaires et ad-­

PLQLVWUDWHXUV DX VHUYLFH GH O·HPSLUH ,HU V D& -­ VIe s. p.C.), Bordeaux, De Boccard,
2000, p. 369, nr. 189b), 9753, 14243,2;; V, 4287 = InscrIt, X, V, 67 = Guido Migliorati,
Donato Fasolini, «Nocturnus» (CIL, V, 4287): il doppio Attis-­Plutone e «Noctulius» suo
doppio, in AA. VV., /·LVFUL]LRQHHLOVXRGRSSLR, Atti del Convegno Borghesi 2013, a cura
di Angela Donati, Faenza, Fratelli Lega Editori, 2014, pp. 331-­340;; per gli Dii Nocturni
venerati a Carnuntum (oggi Petronell) in Pannonia si veda più sotto alle note 45-­46.
3 -RVp'·(QFDUQDolRDes nouveaux textes. les directions nouvelles de la recher-­

che épigraphique en Lusitanie romaine, in AA. VV., «Varia epigraphica», Atti del Collo-­
quio Internazionale di Epigrafia «Borghesi 2000», a cura di Gabriella Angeli Bertinelli
e Angela Donati, Faenza, Fratelli Lega Editori, 2001, pp. 245-­246 = AE 2001, 1135 =
+(S -RVp'·(QFDUQDolR-RlR&DUORV/i]DUR)DULDO santuário romano e
a «defixio» de Alcácer do Sal, in AA. VV., Religiöes da Lusitánia. Loquuntur saxa, a cu-­
ra di José Cardim Ribeiro, Lisboa, Museu Nacional de Arqueologia, 2002, pp. 259-­263
= Id., 6DODFLDHWO·$IULTXHURPDLQHjO·HSRTXHLPSeriale, in AA. VV., /·$IULFDURPDQD,
XIV, Lo spazio marittimo del Mediterraneo occidentale: geografia storica ed economia, a
cura di Mustapha Khanoussi, Paola Ruggeri e Cinzia Vismara, Roma, Carocci, 2002,
pp. 1503-­1505 = Francisco Marco Simón, Magia y cultos orientales: acerca de una «defi-­
xio» de Alcácer do Sal (SetúEDO FRQPHQFLǝQGHAtis, in «MHNH», vol. IV, 2004, pp. 79-­
48 Alfredo Buonopane

più riprese, proposte interpretazioni diverse e non sempre soddisfa-­


centi, anche perché, a mio parere, non si è tenuto in debito conto il
contesto letterario, cronologico e geografico delle testimonianze.

«Nocturnus» QHOO·«Amphitruo» di Plauto e in «Martianus Ca-­


pella»

La testimonianza più nota, e la prima in ordine cronologico4, è


FRVWLWXLWD GD XQ YHUVR GHOO·Amphitruo di Plauto5, la cui interpreta-­
zione ha dato origine a un dibattito piuttosto vivace, che tuttavia
non ha portato, come si avrà modo di vedere, a una soluzione univo-­
ca. Esclama infatti Sosia, mentre contempla gli astri immobili nella
volta celeste in una notte che si annuncia lunghissima6:

Credo ego hac noctu Nocturnum obdormisse ebrium.

Il servo di Anfitrione, dunque, menziona qui una divinità, Noc-­


turnus, che essendosi addormenWDWD LQ SUHGD DOO·HEEUH]]D QRQ FRn-­

94 = Amina Kropp, Defixiones. Ein aktuelles Corpus lateinischer Fluchtafeln, Speyer,


Kartoffelldruck-­Verlag Kai Brodersen, 2008, 2.3.2/1 = Aire Augusto Nascimento, «Le-­
gere, perlegere»: da singularitade epigráfica ao sentido do texto e do monumento, in
«Sylloge Epigraphica Barcinonensis», vol. VIII, 2010, pp. 17-­21 = Roger Tomlin, Curs-­
ing a thief in Iberia and Britain, in AA. VV., Magical Practices in the Latin West, Pa-­
pers from the International Conference, a cura di Richard Lindsay Gordon, Francisco
Marco Simón, Leiden-­Boston, Brill, 2010, pp. 260-­264 = Henk S. Versnel, Prayers for
justice, East and West. New finds and publications, ibidem, pp. 297-­300 = AE 2010,
108, 624;; Guido Migliorati, Donato Fasolini, «Nocturnus»..., cit., pp. 338-­339. Non ho
tenuto conto, diversamente da Francisco Marco Simón, Magia y cultos..., cit., pp. 89-­90,
di una defixio da Cartagine, pubblicata da August Audollent, Defixionum tabella-­
e...editas, Paris, Albert Fontemoing, 1904, pp. 341-­345, nr. 250, perché non è sicuro che
nella r. 9 compaia il nome, traslitterato in greco, di Nocturnus.
4 Alcune allusioni a fatti storici consentirebbero di datare la rappresentazione

tra la fine del III e gli inizi del II secolo a.C.: Paul Harvey, Historical allusions in
Plautus and the date of «Amphitruo», in «Athenaeum», vol. LIX, 1981, pp. 480-­489.
5 Plaut., Amph., 272.
6 Ibidem, 271-­276;; Jean Soubiran, Mythologie et astronomie: la longue nuit de

Jupiter et G·$lcmène (Plaute, Amph., 272-­276), in «Pallas», vol. XXXVIII, 1992, pp. 345-­
347, ha dimostrato che si tratta delle prime ore di una sera di primavera;; così anche
Robert Hannah, $OFXPHQD·V ORQJ QLJKW 3ODXWXV $PSK -­276, in «Latomus», vol.
LII, 1993, pp. 65-­74.
Nocturnus e i suoi molteplici aspetti 49

sente il ritorno del giorno, una divinità per la cui identificazione si


sono avanzate, come dicevo, svariate interpretazioni7. Sul finire del-­
O·2WWRFHQWR /XGZLJ 3UHOOHU H +HLQULFK -RUGDQ DYHYDQR SURSRVWR GL
assimilare Nocturnus a Vesper o a Lucifer8, ovvero il pianeta Venere,
ipotesi respinta, molti anni dopo, da Léon Hermann9, perché appena
tre versi dopo Plauto, per indicare Vesper apparso fra gli astri del cie-­
lo, usa la forma Vesperugo10, ma accolta e sviluppata con dotte argo-­
mentazioni filologiche e semantiche da Benjamín García-­Hernán-­
dez11. Agli inizi del Novecento Georg Wissowa assimilò Nocturnus a
Summanus, un dio del cielo notturno12, identificazione riproposta pa-­
recchi decenni dopo sia da Jacqueline Champeaux13, che suppose che
Plauto avesse voluto interpretare «son nom compris comme venant
de sub mane ´TXL SUpFqGH OH PDWLQµ F·qVW-­à-­GLU ´GH OD QXLWµª14, sia,
soprattutto, in tre studi fondamentali, da García-­Hernández, per il
quale Nocturnus e Summanus sono i «dos nombres del lucero del al-­
ba»15. Pochi decenni dopo Léon Herrmann, basandosi sul fatto che
O·HTXLYDOHQWH JUHFR GL nocturnus è ǗǟǔǞLJǕǓǙǜ, epiteto caratteristico di
Dioniso16, ritenne che il dio fosse Liber17, sottolineando inoltre la pos-­

7 Lo status quaestionis è dettagliatamente esposto da Lucienne Deschamps,

«Qui est Nocturnus?» (Plaute, Amphitryon, 272), in «Vita Latina», vol. CXLIX,
1998, pp. 7-­16 e da Benjamín García-­Hernández, «Nocturnus» y «Summanus», dos
nombres del lucero del alba, in «Latomus», vol. LXIX, 2010, pp. 965-­974.
8 Ludwig Preller, Heinrich Jordan, Römische Mythologie, I, Berlin, Weid-­

mann, 1881, pp. 328-­329, che citano Stat., Theb., 238-­240;; cfr. anche Catull., 62, 7.
9 Léon Herrmann, /·DFWXDOLWpGDQVO·$PSKLWU\RQGH3ODXWHLQ©/·$QWLTXLté

Classique», vol. XVII, 1948, p. 318.


10 Plaut., Amph., 275.
11 Benjamín García-­Hernández, «Nocturnum» (Plaut. «Amph.» 272). Cue-­

stion filologica, soluciǝn semántica, in «Emerita», vol. LIII, 1985, pp. 93-­101.
12 Georg Wissowa, Religion und Kultus der Römer, 2. Aufl., Berlin, Beck,

1912, p. 135, nota 8.


13 Jacqueline Champeaux, «Summanus» DXVROVWLFHG·pWp, in AA. VV., Hom-­

mages à H. Le Bonniec: res sacrae, a cura di Danielle Porte e Jean-­Pierre Nérau-­


dau, Bruxelles, Latomus, 1988, pp. 83-­100.
14 Ibidem, pp. 91-­97.
15 Benjamín García-­Hernández, «Summanus». I. El enigmático dios del

fulgor nocturno, in «Emerita», vol. LX, 1992, pp. 57-­68;; Id., «Summanus». II. Su
identitad divina, in «Emerita», vol. LX, 1992, pp. 205-­215;; Id., «Nocturnus» y
«Summanus»«FLWpp. 965-­980.
16 Pausania (Paus., Perieg., ULFRUGDFKHVXOO·DFURSROLGL$WHQHYLHUD

un tempio di Dioniso Nyktelios (ƯǓǙǗǧǝǙǟ ǗdžǙǜ ƸǟǔǞǏǕljǙǟ), e che Ovidio (Ov., Met.,
50 Alfredo Buonopane

sibilità che Plauto in quesWL YHUVL GHOO·Amphitruo si riferisse al pro-­


blema dei Baccanali, che in quel periodo destavano forti preoccupa-­
zioni nel Senato18/·LSRWHVLYHQQHUHVSLnWDO·DQQRVHJXHQWHGD5RJHU
Goossens, per il quale Nocturnus sarebbe stata la traduzione quasi
letterale di ƸǟǔǞǙ˸ǛǙǜ, nome poco noto del pianeta Saturno, che nelle
dottrine astrologiche rappresenterebbe il sole nel cielo notturno19, ma
Herrmann replicò immediatamente e, con il conforto di ulteriori te-­
stimonianze, riaffermò la natura di «dieu astral et nocturne» di Bac-­
co20. E la tesi di Herrmann è stata poi ripresa e approfondita da Zeph
Stewart, per il quale Nocturnus/Liber corrisponderebbe al ƯǓǦǗǟǝǙǜ
ǠǣǝǠǦǛǙǜ che compare in alcune tragedie greche21. Sempre a Diony-­
sos/Liber, ma in una chiave interpretativa diversa e per molti versi
suggestiva, pensa Lucienne Deschamps22: come documentano alcune
testimonianze di epoca tarda certamente, ma che si basano su fonti
molto più antiche, come Varrone, Granio Flacco e Cornelio Labeo-­
ne23, nocturnus non sarebbe un teonimo ma un·HSLFOHVL ULIHULWD Vu D
Dionysos/Liber, ma nel suo particolare aspetto di doppio del dio So-­
le24 RYYHUR TXDQGR TXHVW·XOWLPR VL WURYD QHOO·HPLVIHUR LQIHULRUH R

,9 XVDO·DJJHWWLYRnyctelius, traslitterato dal greco, riferendosi proprio a Liber.


17 Léon Herrmann, /·DFWXDOLWp«cit., pp. 317-­319;; nocturnus compare inol-­

tre come epiteto di Bacchus in Verg., Georg., IV, 566 (inter sacra deum nocturnique
orgia Bacchi) .
18 Jean-­Marie Pailler, «Bacchanalia». La répression de 186 av. J.C. à Rome

et in Italie. Vestigies, images, tradition, Paris, de Boccard, 1988;; Aldo Luisi, La


terminologia del terrorismo nella vicenda dei Baccanali del 186 a.C., in AA. VV.,
«Terror et pavor»: violenza, intimidazione, clandestinità nel mondo antico, Atti del
Convegno Internazionale, a cura di Gianpaolo Urso, ETS, Udine 2006, pp. 145-­155.
19 Roger Goossens, ©1RFWXUQXVª GDQV O·©$PSKLWU\RQª GH 3ODXWH, in «Lato-­

mus», vol. VIII, 1949, pp. 97-­108.


20 Léon Herrmann, Bacchus, dieu nocturne et astral, in «Latomus», vol. VIII,

1949, p. 109, che cita Sophocl., Antig., 1146-­1148, Eurip., Bacch., 486 e Aristoph.,
Ran., 350-­353.
21 Zeph Stewart, The God Nocturnus in Plautus Amphitruo, in «The Journal

of Roman Studies», vol. L, 1960, pp. 37-­43.


22 Lucienne Deschamps, «Qui est Nocturnus?»..., cit., pp. 7-­16.
23 Macr., Sat., I, 18, 4 e 21;; cfr. inoltre Lucienne Deschamps, «Qui est Noc-­

turnus?»..., cit., p. 12.


24 Su questo aspetto si sofferma anche, con argomentazioni non sempre con-­

divisibili e talora criptiche, Ludovica Raif, Il doppio notturno GHO 6ROH O·HFOLVVL GL
Giove in «Amph.» 272, in «Latomus», vol. XLII, 2003, pp. 789-­793.
Nocturnus e i suoi molteplici aspetti 51

notturno. Infatti non solo Servio afferma che gli stoici dicunt non
esse nisi unum deum et unam eandem esse potestatem, quae pro ra-­
tione officiorum nostrorum variis nominibus appellatur: unde eun-­
dem Solem, eundem Liberum, eundem Apollinem vocant25, ma so-­
prattutto Macrobio, e il passo in effetti è illuminante, scrive che sed
licet, illo prius adserto eundem esse Apollinem ac Solem, edoctoque
postea ipsum esse Liberum Patrem qui Apollo est, nulla ex his dubi-­
tatio sit Solem ac Liberum Patrem eiusdem numinis habendum«
In sacris enim haec religiosi arcani observatio tenetur ut sol cum in
supero, id est in diurno hemisphaerio est, Apollo vocitetur, cum in
infero, id est nocturno, Dionysus, qui est Liber Pater, habeatur26.
5LWHQJRLQILQHFKHSURSULRTXHVW·XOWLPDLQWHUSUHWD]LRQHULPDn-­
ga, almeno per ora, la più soddisfacente, soprattutto perché rende più
comprensibile il testo plautino: Nocturnus designa il Sole nella sua
fase notturna, quando si trova in nocturno hemisphaerio e che, alias
Dionysos, dormendo ebbro, non prosegue nella sua corsa notturna per
ULSRUWDUH LO JLRUQR VXOOD WHUUD RIIUHQGR FRVu D *LRYH O·opportunità di
WUDVFRUUHUHXQDOXQJDLQLQWHUURWWDQRWWHG·DPRUHFRQ$OFPHQD
E, come nota Zeph Stewart27, questa interpretazione non si
discosta molto da quella proposta nel V secolo d.C., da Martianus
Capella28: nella lunga lista di divinità, tratta da fonti etrusche29, il
Nocturnus che compare sia nella prima sia nella sedicesima regione
GHO FLHOR DVVRFLDWR FRQ LO 1RUG H O·LQYHUQR30, non sarebbe altro che
Dionysos, «the god who dies and is then reborn».

25 Serv., ad Georg., I, 5.
26 Macr., Sat., I, 18, 7-­8;; cfr. anche I, 18, 1-­4, 9-­24. Su questo sono di grande
interesse le osservazioni di David Hernández de la Fuente, Dioniso en el espejo: el
mito de Zagreo en el Neoplatonismo, in AA. VV., La visione especular: el espejo co-­
mo tema y como simbolo, Actas del Congreso Internacional de Valencia, in stampa.
27 Zeph Stewart, The God Nocturnus..., cit., pp. 41-­42;; cfr. anche Roger Goos-­

sens, «Nocturnus»..., cit., pp. 106-­108, per il quale, tuttavia, come si è detto, si tratte-­
rebbe di Saturnus.
28 Mart. Cap., I, 45 (in quarum prima sedes habere memorantur post ipsum

Iovem dii Consentes... Nocturnusque), 60 (ex ultima regione Nocturnus Ianitoresque


terrestres similiter advocati).
29 Natalie Stevens, A New Reconstruction of the Etruscan Heaven, in «Ameri-­

can Journal of Archaeology», vol. CXIII, 2009, pp. 153-­164.


30 Ibidem, pp. 113, 160, 163;; cfr. anche Zeph Stewart, The God Nocturnus...,

cit., p. 42.
52 Alfredo Buonopane

«Nocturnus» nelle iscrizioni lapidee

Tre iscrizioni rinvenute in Dalmazia e una scoperta in Italia


settentrionale, a Brescia, sono dedicate a un dio chiamato Noctur-­
nus. Per quanto riguarda le epigrafi della Dalmazia, attribuibili
tutte al II secolo d.C., due presentano testi molto semplici (fig. 1),
nei quali LOGHGLFDQWHKDSUHIHULWRPDQWHQHUHO·DQRQLPDWR31, mentre
la terza, incisa su un altare posto da C. Cassius Valens, un benefi-­
ciarius32, è di particolare interesse perché si chiude con la formula
ex impe[r(io)], indicante che il dio si è messo in contatto diretto con
il devoto, apparendogli durante il sonno o in qualche stato interme-­
GLRWUDLOVRQQRHODYHJOLDSHURUGLQDUJOLODGHGLFDGHOO·ex voto33.

Fig. 1: Split (Croazia), $UKHRORåNL0X]HM


/·DOWDUHFRQVDFUDWRDNocturnus, proveniente da Salona (CIL, III, 14243,2).

31 CIL, III, 9753 (Aequum, oggi Citluk): Noctur/no / sac(rum);; 14243,2 (Sa-­

lona, oggi Solin): Nocturno / sac(rum).


32 CIL, III, 1956 (Salona) = Jocelyne Nelis-­Clément, Les «beneficiarii»..., cit.,

p. 369, nr. 189b: Noctur[no] / sacrum / C. Cassius Valens, / benif(iciarius), ex im-­


pe[r(io)].
33 Stefania Brunelli, /·LVSLUD]LRQH GLYLQD QHOOH LVFUL]LRQL OD &LVDOSLQD H OH

aree limitrofe, in «Acme», vol. IV, 2002, pp. 134-­148.


Nocturnus e i suoi molteplici aspetti 53

Il monumento iscritto rinvenuto a Brescia34 restituisce anche


la raffigurazione del dio Nocturnus (figg. 2-­3), una raffigurazione
che forse può contribuire a identificare di quale divinità si tratti.
,QIDWWLVXOODIURQWHGHOO·DOWDUHGHGLFDWo a Nocturnus da Victor, uno
schiavo pubblico di Brixia35, compare, sia pure scalpellata profon-­
damente36PDQRQFRVuGDUHQGHUQHLPSRVVLELOHODOHWWXUDO·LPPD-­
gine di una divinità maschile, assisa in trono, con capigliatura e
barba folte, con torso scoperto e con un ampio mantello drappeggia-­
to sulla spalla sinistra e sulle gambe;; il braccio sinistro è sollevato e
regge un lungo scettro, mentre il destro è poggiato sulla coscia cor-­
rispondente.

Fig. 2: Brescia (Italia), Musei Civici di Fig. 3: la raffigurazione del dio


$UWHH6WRULD/·DOtare dedicato a Noc-­ Nocturnus VXOO·DOWDUH ULnvenuto
turnus da Victor Brixianorum (servus). a Brescia.
Cortesia dei Musei Civici di Arte e
Storia di Brescia.

34 CIL, V, 4287 = InscrIt, X, V, 67 = Guido Migliorati, Donato Fasolini, «Noc-­

turnus» (CIL, V, 4287)..., cit., pp. 331-­340 (con ampia bibliografia precedente).
35 Il testo è: Nocturno / Victor, Brixianorum (servus), v(otum) [s(olvit)];; del

tutto da respingere, perché frutto di un completo fraintendimento del dettato epi-­


grafico, q O·LQWHUSUHWD]LRQH RIIHUWD GD Ludovica Raif, Il doppio notturno..., cit., p.
789, nota 2, che ritiene che sia una «divinità cui viene dedicato qualcosa da parte
di un generale trionfante sui Bresciani».
36 Forse «LQVHJXLWRDOO·DWWuazione degli editti teodosiani» secondo Guido Mi-­

gliorati, Donato Fasolini, «Nocturnus» (CIL, V, 4287)..., cit., p. 334.


54 Alfredo Buonopane

Come hanno notato Guido Migliorati e Donato Fasolini37, O·LP-­


magine doveva richiamare la grande statua di Giove Ottimo Massi-­
mo, che si trovava nella cella centrale del Capitolium di Brescia38, il
cui modello è il cosiddetto Iuppiter ´9HURVSLµ39, che fu utilizzato an-­
che per la rappresentazione iconografica del fratellR ´QRWWXUQRµ GL
Iuppiter, ovvero del dio degli Inferi, noto nel mondo latino coi nomi di
Pluto e di Dis Pater40. Se teniamo conto del fatto che le aree in cui
sono state rinvenute queste iscrizioni conservavano anche in età ro-­
mana un significativo sostrato celtico e che i Celti, come ricorda Ce-­
sare41, se omnes ab Dite Patre prognatos praedicant idque a druidi-­
bus proditum dicunt. Ob eam causam spatia omnis temporis non
numero dierum sed noctium finiunt;; dies natales et mensium et anno-­
rum initia sic observant ut noctem dies subsequatur, ritengo che si
possa pensare che in questo caso Nocturnus sia il nome con cui, in
una forma di interpretatio indigena42, le popolazioni locali chiamas-­
sero quella stessa divinità di carattere ctonio, che Cesare assimila a
Dis Pater43PHQWUHODUDIILJXUD]LRQHSUHVHQWHVXOO·DOWDUHSRWUHEEHUi-­

37 Ibidem, pp. 333-­335.


38 Davide Locatelli, Una statua di culto, in AA. VV., Nuove ricerche sul «Ca-­
pitolium» di Brescia. Scavi, studi e restauri, a cura di Filli Rossi, Milano, Edizioni
Net, 2002, pp. 175-­188;; cfr. anche Norbert Franken, Nuove osservazioni sui troni
monumentali di divinità nel «Capitolium» di Brescia, ibidem, pp. 191-­195.
39 Fulvio Canciani, Iuppiter, in Lexicon Iconographicum Mythologiae Classi-­

cae, VIII, Zürich-­München 1997, p. 427, nr. 46.


40 Giorgio Bejor, Lo Hades-­Serapis dal teatro di Hierapolis di Frigia, in

«Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa», vol. XIV, 1984, pp. 59-­65.
41 Caes., Bell. Gall., VI, 18, 1-­2;; sulla ottima conoscenza che Cesare ha della

religione celtica cfr. Giuseppe Zecchini, Cesare e il «mos maiorum», Stuttgart,


Franz Steiner Verlag, 2001, pp. 41-­44.  
42 Gian Franco Chiai, Ralph Häussler, Christiane Kunst, Einleitung «Inter-­

pretatio»: religiöse Kommunikation zwischen Globalisierung und Partikularisie-­


rung, in «Mediterraneo Antico», vol. XV, 2012, pp. 13-­30;; Manfred Hainzmann,
«Interpretatio Romana» vs. «translatio Latina». Zu einzelnen Aspekten des theony-­
mischen Interpretationverfahrens bei Cesar und Tacitus, ibidem, pp. 117-­142;;
Ralph Häussler, «Interpretatio indigena». Re-­inventing Local Cults in a Global
World, ibidem, pp. 143-­174.
43 6XOO·LGHQWLILFD]LRQH GL Dis Pater con alcune divinità celtiche: Paul Marie

Duval, Cultes gaulois et gallo-­romains, 3, 'LHX[ G·pSRTXH JDOOR-­romaine, in Id.,


Travaux sur la Gaule (1946-­1986), Rome, Ecole Française de Rome, 1989, pp. 263,
267-­269;; Andreas Hofeneder, Die Religion der Kelten in den antiken literarischen
Nocturnus e i suoi molteplici aspetti 55

entrare in uno dei vari esempi di interpretatio iconographica44.


Non diverso è il caso dei due (fig. 4)45, se non quattro46, altari
posti agli Dii Nocturni, rinvenuti a Carnuntum (oggi Petronell) in
PannoniaDOO·LQWHUQRGLXQVDQWXDULRFDUDWWHUL]]DWRGDOODSUesenza
GL QXPHURVH LVFUL]LRQL WXWWH GHGLFDWH FRQ O·XQLFD HFFH]LRQH GL
XQ·HSLJUDIH SRVWD D Diana, esclusivamente a Silvanus e alle Qua-­
driviae47. Potrebbe, infatti, trattarsi di un culto locale, indirizzato a
Nocturnus concepito come una divinità plurale ² la variazione da
singolare a plurale non è rara nella religione celtica48 ², in una vi-­
sione, quindi, collettiva e non personalistica49.

Zeugnissen, I, Wien,Verlag der ÖAW, 2005, pp. 198-­199, 209-­211;; cfr. anche Man-­
fred Hainzmann, «Interpretatio Romana»..., cit., pp. 126-­129;; 134-­135.
44 Gian Franco Chiai, Ralph Häussler, Christiane Kunst, Einleitung «Inter-­

pretatio»..., cit., pp. 24-­25.


45 CIL, III, 13461: Dis N/octu(rnis) Mard(-­ -­ -­) / vo(tum) l(aetus) l(ibens)

s(olvit);; 13462: Dis No/ctur(nis) / vo(tum) l(aetus) l(ibens) s(olvit);; cfr. Gabrielle
Kremer, Götterdarstellung, Kult-­ und Weihedenkmäler aus «Carnuntum», Corpus
Signorum Imperii Romani, Österreich, «Carnuntum», Suppl. I, Wien, Verlag der
ÖAW, 2012, nnrr. 255;; 750*. Non ho considerato CIL, III, 12539, rinvenuta in Da-­
cia, perché i nocturni qui menzionati sono da ritenersi vigili o pompieri notturni.
46 Infatti, secondo Gabrielle Kremer, Götterdarstellung..., cit., nnrr. 748*;;

749*, le altre due testimonianze note sarebbero da espungere come false, così come
spuria sarebbe, forse con eccessivo rigore, anche CIL, III, 13462 (Gabrielle Kremer,
Götterdarstellung..., cit., nr. 750*), ritenuta invece genuina da grandi epigrafisti
come Eugene Bormann e, soprattutto, Wilhelm Kubitschek, che nel suo commento
afferma: «tituli n. 13461 et 13462 iuxta positi ab eadem manu incisi videntur».
47 Manfred Kandler, Die Heiligtum der «Silvanus» und der «Quadriviae» im

Petronell Tiergarten, in «Jahreshefte des Österreichischen Archäologischen Insti-­


tut», vol. LVI, 1986, pp. 143-­168.
48 Patrizia De Bernardo Stempel, Theonymic Gender and Number Variation

as a Characteristic of Old Celtic Religion, in AA. VV., Anthropology of the Indo-­


European World and Material Culture, Proceedings of the 5th International Collo-­
quium, Budapest, Archaeolingua, 2006, pp. 31-­47.
49 Di particolare interesse, anche se relative a divinità diverse, sono le ri-­

flessioni di Silvia Tantimonaco, «Singolari e plurali» e «maschili e femminili». Al-­


cune osservazioni sui «Manes» a partire dalle fonti epigrafiche, in «Erga-­Logoi», vol.
III, 2015, pp. 109-­131.
56 Alfredo Buonopane

Fig. 4: Bad Deutsch-­Altenburg (Austria), Fig. 5: Alcacer do Sal (Portogallo).


Museum Carnuntinum. Altare con dedica Facsimile della tabella defixionis
agli Dii Nocturni (CIL, III, 13461) da Car-­ con la menzione di Nocturnus (da
nuntum (http://www.ubi-­erat-­lupa.org/ -RVp'·(QFDUQDolR-oäo Carlos Lá-­
monument.php?id=22615). zaro Faria, O santuário romano...,
cit., p. 250).

«Nocturnus» nelle pratiche magiche

Il nome di Nocturnus compare anche su una tabella defixionis,


datata in base al contesto archeologico alla seconda metà del I secolo
d.C. e rinvenuta a Salacia (oggi Alcacer do Sal) in Lusitania (fig. 5)50.
In essa un individuo, che ha subito il furto dei propri bagagli, invoca
un Dominus Megarus, che è stato convincentemente identificato con
Hades/Pluton/Dis Pater51, affinchè il ladro sia punito ed egli possa
recuperare i propri beni. Inoltre, ed è questo il punto che interessa,
dopo aver promesso il sacrificio di un quadrupede, così si rivolge ad
Attis: te rogo per tu(u)m Nocturnum / ut me quam primu(m) compo-­
te(m) facias. In questo caso, dunque, Nocturnus è un demone al ser-­

50 Si veda sopra alla nota 3.


51 Francisco Marco Simón, Magia y cultos..., cit., pp. 82-­83, 91;; meno accet-­
WDELOH PL VHPEUD O·LGHQWLILFD]LRQH FRQ Hercules proposta da Aire Augusto Nasci-­
mento, «Legere»..., cit., pp. 19-­21.
Nocturnus e i suoi molteplici aspetti 57

vizio di Attis52 e, probabilmente, è lo stesso demone che in alcune de-­


fixiones viene chiamato ǣǖǏǕNjǗǠǛǙǔ, parola che correttamente Attilio
Mastrocinque53 ha proposto di leggere ɞ ǖǏǕdžǖǠNjǛǙǜ. Si tratta dunque
GLXQGHPRQH´FKHSRUWDXQQHURPDnWHOORµFRORUHWLSLFRGHJOL,QIHUL
del regno dei morti e dei demoni della notte, ma che è anche, e per
certi versi si ritorna al Nocturnus/Dis Pater menzionato nelle iscri-­
]LRQLHVDPLQDWHSRF·DQ]LLOFolore delle vesti di Pluton/Dis Pater54. E
doveva trattarsi di un demone terribile, che poteva tormentare il
sonno e i sogni delle sue vittime, una di quelle creature alle quali si
attribuivano quegli irrefrenabili assalti di panico nel corso della not-­
te, ricordati anche nelle fonti letterarie latine55, che la psichiatria
moderna definisce pavor nocturnus56. Per placarle si era soliti ap-­
pendere ai lararia delle case nella notte dei Compitalia le maniae,
piccole bambole confezionate con la lana e raffiguranti individui ma-­
schili e femminili57PROWRVLPLOLQHOO·DVSHtto, e, in parte, anche nelle
funzioni, e in questo mi riallaccio sia pure marginalmente al tema di
TXHVWR 6HPLQDULR DOOH ´PXxHFDV TXLWDSHQDVµ GHO IRONORUH GHOO·$PH-­
rica Centrale (fig. 6).

52 Ibidem, pp. 89-­90.


53 Attilio Mastrocinque, A magical Name: OMELANPHAROK: He who
Wears a Black Mantle, in «MHNH», vol. XII, 2012, pp. 289-­290.
54 Ibidem, p. 290.
55 Barbette Stanley Spaeth, «The Terror that Comes in the Night»: the Night

Hag and Supernatural Assault in Latin Literature, in AA. VV., «Sub imagine som-­
ni»: Nighttime Phenomena in Greco-­Roman Culture, a cura di Emma Scioli e
Christine Walde, Pisa, Edizioni EYTS, 2010, pp. 231-­258.
56 Ulrich Voderholzer, Christian Guilleminault, Sleep desorders, in AA. VV.,

Neurobiology of Psychiatric Desorders, a cura di Thomas E. Schlapfer e Charles B.


Nemeroff, Amsterdam, Elsevier B. V., 2012, pp. 536-­537.
57 Juan Maria Crespo, «Pilae», «effigies» y «maniae» en las «Compitalia»

romanas, in «Helmantica», vol. XXXIX, 1988, pp. 213-­222.


58 Alfredo Buonopane

)LJVHWGL´PXxHFDVTXLWDSHQDVµFRQIH]LRQDWHLQ*XDWHPDla (collezione privata).