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Ogni componente della tre morti corrisponde la rispettiva divinità femminile: Saras

trovati idea dell’aspe sapienza, l’Acsm e dea della bellezza e cali dea
rappresentata in forma spaventoso per simboleggiare il suo odio verso il male. Ogni
uomo ha in sé Lotman, che il principio spirituale simbolo della presenza divina ed
essenza fondamentale di ogni essere vivente; secondo lindo il corpo e la mia
materia sono solo un inganno, perché destinati a scomparire, mentre l’anima,
sottoposta a continue Rinascite San Sara, non more e permette all’uomo di
reincarnarsi di volta in volta in una nuova vita come possibilità ulteriore di
migliorare la propria condizione spirituale. Il fine ultimo di questi C. C cicli
vitali e raggiungimento della liberazione del San Sara e la fusione
dell’individuale Batman con l’universale Bra umana. Attraverso innumerevoli vite,
con le loro difficoltà, angosce e turbamenti, l’uomo conosce pian pian piano il
carattere limitato di questo mondo e concepì consapevolmente si incammina verso la
via che lo conduce alla salvezza. La dottrina della reincarnazione è legata alla
tre dottrina del karma, che rappresenta una delle varietà fondamentali
dell’induismo e del buddhismo. Essa afferma che le azioni portano con sé dei frutti
vuoi, delle conseguenze non solo in questa vita, ma anche nelle vite Futura. Chi
durante la sua vita, con azioni egoiste e cattive, accumulato una quantità grande
di karma negativo, rinascerà in una forma inferiore di vita oppure sarà costretto a
soffrire nelle successive incarnazioni umane, mentre chi si è comportato bene e
accumulato karma positivo rinascerà a una vita migliore e più fini felice. Ma
soltanto chi riesce a liberarsi del Car madre delle vite precedenti e a vivere
libero da da attaccamenti ed egoismi può può sperare di rompere il cerchio delle
rinascite e raggiungere la salvezza. La vita morale dell’indù è, dunque, tutta tesa
al raggiungimento di questa liberazione e per questo l’indù rinuncia a tutto ciò
che ma che materiale e dedica la sua esistenza alla meditazione, al silenzio e al
rispetto delle norme sociali.
Culto e luoghi sacri. Centrale per il culto in due e l’immagine, che secondo i
fedeli fedeli ospita e rappresenta la divinità, ecco come il tempio. L’immagine può
essere venerata sia nelle case, sia nel tempio, la pratica del culto in casa è
molto diffusa. Il santuario familiare il centro sacro della casa e può avere
l’altare, dei dipinti e delle stampe. Inoltre è buona abitudine accendere una
lampada e l’incenso per accompagnare il rito. Dolci, noci di cocco, denaro e frutta
possono essere offerti alla divinità. L’induci recano anche anche ai templi per
onorare la divinità. Il tempio e consideratoNon solo la dimora della divinità, ma
anche rappresentazione dell’universo e del divino. Esso deve essere costruito
secondo delle regole di proporzioni in modo da poter esercitare un influsso
positivo solo comunità circostante. Il sacerdote bramino si occupa del tempio e
funge da Inter medie Erio tra l’uomo e la divinità. Egli è l’unico a poter entrare
nel tempio al cospetto della divinità ed è lui che è il compito di rappresentare le
offerte da parte dei fedeli.
Il sistema delle caste. I primitivi scritti indù dividevano la società indiana in
quattro caste, gruppi indipendenti e in ordine decrescente di dignità: i sacerdoti,
guerrieri, i mercanti e gli artigiani. Ogni casta alle sue regole e le sue
tradizioni che influenzano il modo di vivere, il regime alimentare e ire rapporti
con i membri delle altre caste qui; i matrimoni si contraggono, in genere, tra
appartenenti alla stessa casta . Il passaggio da una costa all’altra è estremamente
difficile e di solito l’individuo eredita la sua casta di nascita. Al di sotto
delle caste ci sono i paria lì in in intoccabili, coloro che svolgono i lavori più
Milly. Secondo l’induismo i paria sono in puri e non possono essere né guardato ne
toccati. Il governo indiano è abolito ufficialmente il sistema delle caste nel
1947, ma questa antica tradizione influenza ancora la vita del popolo into. I paria
continuano a vivere ancora in una condizione economica estremamente precaria che
non consente loro di condurre una vita sociale accettabile sotto il profilo dei
diritti e della dignità umana.