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Voglia di studiare? Forse non esiste, e comunque non serve. http://www.gliaudacidellamemoria.com/non-voglia-di-studiare-echissene...

Voglia di studiare? Forse non esiste, e


comunque non serve.

Armando Elle

Siamo in periodo di esami, e “non ho voglia di studiare” è la frase che sento


pronunciare più spesso dagli studenti, seguita da alcune sue varianti come “Non ho
PIU’ voglia di studiare” (sottintendendo che prima ce la si aveva e poi per qualche
motivo è sparita), “Non mi va di studiare”, “Non riesco a studiare”.

E mentre mi dicono o scrivono queste frasi percepisco chiaramente il fondo di


disperazione/esasperazione che c’è dietro, come se non aver voglia di studiare
fosse una grave e rara malattia che li affligge.

Se anche tu hai questa malattia, nell’ articolo di oggi analizzeremo passo per
passo che cosa puoi fare per curarti.

Epidemiologia della scarsa voglia di studiare

Per prima cosa ti svelo un segreto: quasi nessuno ha voglia di studiare. Le


persone hanno voglia di mangiare, di dormire, di divertirsi, di uscire con gli amici, di
giocare a tennis, ma di studiare normalmente no.

Quindi non sei affatto strano, non ti devi sentire in colpa, non devi farti stressare più
di tanto da nessuno, e meno ancora da te stesso.

Perché quello della voglia di studiare è un mito che si tramanda da una generazione
all’altra, come se fosse assurdo, vergognoso e stupido non averla!

Mentre è esattamente il contrario.

1 di 8 28/01/2018, 16:43
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Credo che se si fosse chiesto a un gruppo di premi nobel di ideare a tavolino


un’attività che dei ragazzi/ragazze di 20 anni non hanno proprio voglia di fare, quei
cervelloni avrebbero probabilmente disegnato qualcosa come sedere i suddetti ragazzi
per 5 ore al giorno ad un tavolo, fermi, con penna e evidenziatore in mano, a studiare.

Da questo deriva una conseguenza ovvia:

se cerchi di risolvere i tuoi problemi di studio cercando di farti venire più voglia di
studiare, stai probabilmente perdendo tempo e sbagliando obiettivo.

In più rischi anche di passare dal generico “non avere voglia” al più specifico “odio
studiare”, proprio per eccesso di sforzo. E’ quello che io chiamo l'”effetto
lenticchia”: cioè, è un po’ come quando la mamma da bimbo ti fa mangiare le
lenticchie per forza, e così, se prima semplicemente non ti piacevano, adesso le odi
(tratto da una storia vera, la mia).

Ti confesso che anche io, nonostante mi sia toccato studiare molto, non ho mai avuto
troppa voglia di studiare; avevo però un’ altra voglia, fortissima … e non
pensare all’ovvia battuta sconcia.

Avevo voglia di sapere e di conoscere. E mi sento di dire che questa voglia, a


differenza della voglia di studiare, è qualcosa non solo abbastanza normale, ma un
vero e proprio elemento che contraddistingue la razza umana rispetto alle altre.

Certo, quello che ci interessa veramente sapere e conoscere spesso non


sta nei nostri libri universitari, o non completamente, ma questo è un problema
secondario che imparerai a risolvere.

Focalizziamoci invece per il momento sul problema primario:

Se mi dici che non hai voglia di sapere e di conoscere, allora ti dico onestamente che
non posso fare niente per te.

Ma se ti manca solo la voglia di studiare allora ti dico che siamo a cavallo,


e possiamo risolvere la cosa.

Che cosa dici quando dici “non riesco a studiare”

Studiare è semplice: non è come correre una maratona, scalare una montagna o
vincere un torneo di Tennis.

Queste ultime infatti sono attività complesse, che richiedono allenamento,


preparazione, e una grande forza di volontà.

Ma studiare è banale. Basta che ti alzi dal divano, vai alla tua scrivania, apri il libro, e

2 di 8 28/01/2018, 16:43
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ti metti a studiare. Volendo puoi addirittura saltare la parte in cui ti alzi dal divano!
Certo studiare bene è ancora un’altra cosa, e ne parlo per esempio nell’articolo
metodo di studio universitario: scopri quello efficace ma per arrivarci (e ci arriverai)
bisogna fare il primo passo di aprire il libro.

Anche in totale assenza di voglia, converrai con me che aprire un libro è uno
sforzo abbordabile per chiunque.

Immagina per un attimo di avermi seduto vicino a te su divano (lo so, è inquietante)
mentre non fai niente e sei completamente passivo perché, mi dici, “non riesco a
studiare”.

A un certo punto io ti passo un foglietto e ti chiedo di memorizzarlo in 10 minuti; è


uno sforzo minuscolo, e certamente lo farai, un po’ per farmi contento un po’ perché
non hai voglia di metterti a discutere con me.

A quel punto te ne passo un altro e ti do altri 10 minuti. E poi un altro, e un altro


ancora.

Probabilmente, prima che mi mandi a cagare, riusciremo senza problemi a fare una
sessione di studio di un paio d’ore in cui impari perfettamente ciascun foglietto che ti
passo.

Allora forse questo fatto che non avevi voglia non era poi così tremendo
da superare.

Eppure quando dici “non ho voglia di studiare” o “non riesco a studiare”


inconsciamente conferisci a questa mancanza di voglia un potere enorme, facendone
una vera e propria barriera fisica, insormontabile o quasi.

Non solo infatti ti manca la voglia, cosa che abbiamo visto essere normale, ma
conferisci a questa mancanza di “voglia” così tanta importanza che come conseguenza
non studi. E’ un tipico caso di profezia autoavverantesi, e se non sai cos’è leggi
il post su perché non riusciamo a imparare le lingue da adulti

Cosa succede nel tuo cervello?

Provo a simulare il dialogo interno nel cervello di uno studente universitario, facendo
un collage di cose che mi hanno scritto i lettori del blog. Magari ti ritrovi in qualcosa:

Non ho voglia di studiare, oddio, non ho proprio voglia. Perché non riesco ad
impegnarmi? Tutti si aspettano delle cose da me, ma io non ho voglia di studiare. Che
palle dover studiare! Non mi serve a niente, e il professore è noioso. All’università mi

3 di 8 28/01/2018, 16:43
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insegnano solo cose inutili. E poi questa università non mi piace. Forse dovrei
cambiare, ma chi glielo dice ai miei? E poi veramente a me non piace niente, che cosa
cambio a fare? Domani cerco di studiare, ma non c’ho proprio voglia. È giorni che
cerco di farmi venire la voglia di mettere la testa sul libro, ma non c’è verso

Le ragioni psicologiche possibili di tutto questo lavorio cerebrale e della mancanza di


voglia possono essere molteplici. Ma nella maggior parte dei casi per risolverle basta
sostituirle con il seguente breve dialogo interno.

Cervello: “Non ho voglia di studiare”

Tu: “ Echissenefrega, studia lo stesso”

E questo è esattamente quello che capita alla maggior parte delle persone che
riescono a studiare. Non godono affatto nel farlo, semplicemente sanno come
affrontare la cosa.

Quindi, ricapitolando, la prima e più importante cosa che devi capire se vuoi
sconfiggere la tua mancanza di voglia di studiare è proprio che non devi
dare alla cosa troppa importanza!

Anche perché il vero motivo per cui si studia non è la voglia.

La scelta di studiare

Non devi studiare per voglia, la voglia va e viene, ma per scelta. Perché è così
che si fanno tutte le cose, semplici e difficili.

Scegli che ti interessano, o che fanno parte dei tuoi obiettivi, o che per qualche
ragione sono importanti e poi porti avanti la scelta indipendentemente dalla voglia.

La scelta deve prevalere sulla voglia, perché la scelta è quello che il tuo cuore e il
tuo cervello in un certo momento hanno deciso che per te aveva valore,
mentre la voglia è niente di più che l’umore del momento.

Le scelte sono ciò che ti rende libero, la voglia è quello che invece ti rende schiavo.
Fondamentalmente di te stesso.

Per questo motivo puoi decidere di non studiare solo ed esclusivamente se metti in
discussione la scelta originaria di farlo. In questo caso sì che ti trovi davanti una
barriera fisica reale ed imponente, e vale la pena fermarsi a riflettere per confermare
la scelta originaria o cambiarla.

Mentre se è solo una questione di voglia devi alzare le spalle e andare avanti per la tua
strada, senza farti troppe seghe mentali.

4 di 8 28/01/2018, 16:43
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Vedremo come fare a farlo fra poco, ma intanto torniamo alla scelta.

Il tuo cervello non è uno stupido, e quindi se non ha uno scenario ben definito e che
per lui ha un senso, si mette di traverso e ti blocca.

Ora, se sei all’università vuol dire che hai intrapreso una strada, ma questo non
significa che il tuo cervello sia disposto a percorrerla per anni senza farsi domande, e
soprattutto senza darsi risposte.

Nota che non c’è bisogno che tu abbia fatto la scelta migliore del mondo. Alcuni
hanno la fortuna di essere super appassionati di quello che fanno, ma sono
un’eccezione. E comunque questo non li mette al riparo: come nell’amore, anche in
tutto il resto la passione può finire.

L’importante però è che la scelta in qualche modo risuoni sensata per il


tuo cervello; se no lui, magari anche inconsciamente, ti metterà i bastoni fra le
ruote.

E come fai a far si che gli risulti sensata? Semplice! Ti siedi con lui a discuterla.

Attenzione, perché questo è un passaggio molto importante e lo ripeto: ti siedi con


lui a discuterla. Che cosa significa?

Come discutere col tuo cervello in maniera sensata.

Vedi, con il nostro cervello è sempre aperto un dialogo interno molto fitto, di cui
spesso non ci rendiamo neanche conto. In questo dialogo parliamo di un po’ di tutto
in maniera random, creando continuamente domande, dubbi, analisi, osservazioni,
risposte più o meno esaurienti.

Immagina di avere un amico/a o una fidanzata/o con cui senti che ci sono dei
problemi: ne discutete a pezzi, litigate, ne parlate ma non fino in fondo, e intanto
ciascuno dei due si macina risentimenti, dubbi, domande. E si perde di vista persino
quale sia il problema iniziale, figuriamoci la soluzione.

Ad un certo punto come si risolve la cosa? Sedendosi a un tavolo e parlandone


apertamente per risolvere la questione.

E così deve essere con il tuo cervello: viene un momento in cui tutti i contenuti
mentali che si sono accumulati hanno ormai perso di definizione, si sono riempiti di
sfumature, hanno variato col variare delle giornate e dell’umore, portandoti alla
fine ad avere solo una gran confusione nella testa.

E allora bisogna sedersi a tavolino per ricapitolarli e risolverli.

5 di 8 28/01/2018, 16:43
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Per farlo, devi portare questi contenuti fuori dalla tua testa e fissarli da qualche
parte, in maniera tale che tu possa analizzarli e rifletterci come se fossero altro da te.

E quando li vedi tutti fissati su un foglio di carta cominci a poter fare, finalmente, un
po’ di chiarezza. Ma devi farlo veramente! Guarda che questa è una delle mie tecniche
semplici semplici ma molto efficaci: perché la differenza fra pensare a qualcosa e
pensarci dopo averla messa nero su bianco è enorme. Prova.

Analizza la scelta e aumenterai la voglia di studiare

Se non hai voglia di studiare, la prima cosa da fare è consolidare la tua scelta.
Per farlo devi liberare la tua mente dal dialogo interno e fissare i contenuti di questo
dialogo sulla carta, in maniera tale che prendano una forma.

Farlo è semplicissimo. Prendi penna e carta e poi:

Cerca di ricordare perché hai scelto l’Università dove sei.

Fai una lista tutti i lati positivi del tuo corso di studi

Fai una lista di tutti i lati negativi

Considera esplicitamente la possibilità di cambiare Università. È fattibile? Hai


alternative che ti piacciono?

Descrivi brevemente che cosa vuoi diventare o che cosa ti interesserebbe fare dopo
l’Università

Individua infine, se puoi, qualche modello che vorresti seguire, qualcuno che vorresti
diventare

L’ordine con cui devi affrontare i vari punti non è casuale:

Il primo punto si riferisce ai motivi originari per i quali hai fatto la tua scelta

Il secondo e il terzo descrivono come ti trovi adesso che stai vivendo la scelta fatta.

Gli ultimi tre invece si riferiscono al futuro, considerando sia le possibili


alternative, sia dove ti può portare la scelta fatta.

Le risposte che ti dai ti faranno capire se e quanto è sensato per te quello che stai
facendo, in maniera tale da farti procedere per scelta e non per inerzia. Perché vedi, è
molto probabile che la tua scarsa voglia di studiare dipenda da fatto che
stai procedendo per inerzia.

Ti dico una cosa: credo che tutti gli studenti siano d’accordo nel ritenere utile questo

6 di 8 28/01/2018, 16:43
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processo di ridefinizione delle loro scelte, eppure tanti non lo fanno. Vorrebbero farlo,
ma alla fine non prendono in mano foglio e penna e non rispondono a queste
domande.

E sai perché? Perché hanno paura di quello che possono trovare e quindi
preferiscono fare finta di niente, tapparsi occhi e orecchie, e rimanere nella loro
inerzia.

Ma è assurdo! Se NON hai sbagliato scelta, vedrai che rendertene conto ti ridarà
parecchia voglia di studiare. Se invece hai sbagliato, prima lo scopri meglio è. Anche
perché, come ti ho detto, il tuo cervello non è uno stupido, e se ha dei dubbi ti mette i
bastoni fra le ruote.

E per fortuna, spesso questa paura è ingiustificata. Perché analizzando le


scelte che fai nel modo che ti ho detto il 95% delle volte scopri che per fortuna hanno
un senso. E questo è un bel sollievo.

Conclusioni sulla voglia di studiare

L’esercizio di analisi delle scelte è la prima cosa che ti devi portare via dall’università
insieme alla tua laurea. Impara a farlo periodicamente, per tutto, e saprai sempre
dove stai andando e perché.

Se non sai dove vai e perché, puoi spremerti quanto vuoi ma non ti verrà
voglia di studiare.

Diversamente, dopo aver finito di studiare per inerzia comincerai a lavorare per
inerzia, e per inerzia proseguirai a farlo anche quando il lavoro che fai ti fa schifo, fino
a quando arriverà un momento in cui non ti potrai neanche più permettere il lusso di
scegliere.

Guardati intorno e vedrai che tanta gente vive la sua intera vita così.

Quindi, per smettere di ripeterti come un mantra “non ho voglia di studiare”, fai
l’esercizio e analizza le tue scelte, e ripetilo spesso. Io personalmente mi trovo bene a
farlo ogni 6 mesi: mi prendo mezza giornata, un foglio di carta e una penna, e mi
siedo a un tavolino con il mio cervello. E usciamo dalla discussione sempre meglio di
come ci siamo entrati.

Fidati che capiterà anche a te.

Adesso, se l’articolo ti è piaciuto, non dimenticare di prenderti due secondi per


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7 di 8 28/01/2018, 16:43
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qui sotto, dove spiego come, in 7 minuti al giorno, puoi fare parecchio per la tua
voglia di studiare. Un saluto! Armando.

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