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5 passi per costruire un palazzo della


memoria

Armando Elle

Il palazzo della memoria, o palazzo mentale, è una tecnica di memorizzazione


che, nonostante i suoi 2000 anni di storia, mantiene intatto per il grande pubblico un
alone di esoterismo e mistero.

In un mondo in cui tutti ci professiamo allegramente smemorati cronici, e in cui le


memorie “esterne” sono ampiamente disponibili (basta avere un pc), l’idea che sia
possibile ricordare tutto, ma proprio tutto, cattura l’attenzione e affascina.

Storia del palazzo della memoria

La lista di personaggi storici che utilizzavano palazzi della memoria è lunghissima.

Da Cicerone, che li riteneva indispensabili per l’Ars Oratoria, a Tommaso D’Aquino,


che li utilizzava per costruire i suoi compendi di teologia.

Da Temistocle, che era in grado di ricordare tutti i nomi e le facce degli ateniesi
(grande dote per un politico…) a Matteo Ricci, che, inviato a evangelizzare la Cina, si
dice imparò il mandarino in 4 settimane grazie alla costruzione di un elaborato
palazzo mentale per memorizzare i caratteri cinesi.

Ma anche la fiction è piena di personaggi che utilizzano palazzi della memoria: da


Patrick Jane in The Menthalist ad Hannibal Lecter ne “Il silenzio degli innocenti”,
passando per lo Sherlock Holmes della serie tv “Elementary”.

Saper costruire e utilizzare un palazzo della memoria è, insomma, quasi un patentino

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di genialità ed eccentricità al tempo stesso.

È strano dunque come questa tecnica di memorizzazione, conosciuta un tempo da


tutti gli antichi romani colti, che la chiamavano “tecnica dei loci”, sia poi diventata nel
‘500 un sapere confinato agli eretici rinascimentali (Giordano Bruno morì sul rogo
anche a causa di essa), e infine una curiosità da nerds in tempi moderni.

Eppure non solo è uno strumento potente per migliorare lo studio di qualunque cosa
ti interessi, ma è anche tutto sommato facile.

Infatti basta uscire dalla propria zona di confort e provare a costruire un palazzo della
memoria – una, due, magari tre volte – per rendersi conto che si tratta di un metodo
non solo più intelligente e veloce, ma anche molto più naturale che ripetere le cose
cento volte.

Perché il palazzo della memoria funziona

Geneticamente, l’uomo moderno è il risultato di una selezione naturale che è


avvenuta quasi integralmente nel pleistocene, epoca che è cominciata 2,8 milioni di
anni fa ed è finita circa 10 mila anni prima di Cristo.

La nostra capacità di camminare su due zampe, la facoltà di opporre pollice e indice


delle mani …. ma anche tutte le nostre capacità linguistiche, logiche e mnemoniche,
sono figlie della pressione evolutiva del Pleistocene.

Pensaci su … Per più di 2 milioni di anni la nostra specie:

non doveva ricordare numeri di telefono

non doveva studiare storia, o imparare codici giuridici

non doveva ricordare nomi o facce o imparare lingue straniere, vivendo in piccole
tribù che non avevano quasi contatto con l’esterno

Non ti soprendere dunque che la nostra memoria non sia un granché quando si tratta
di fare queste cose.

Quello che invece il cervello doveva ricordare erano cose come

la strada di casa

i frutti velenosi e quelli commestibili

i dettagli che contraddistinguevano l’ospitale dall’inospitale, il pericoloso dal sicuro,


l’opportunità dalla minaccia.

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Memorizzare era una questione che riguardava l’uomo stesso e lo spazio in cui si
muoveva, grazie all’interazione e mediazione fatta attraverso i 5 sensi.

E infatti siamo bravissimi a ricordare attraverso le immagini e i loro dettagli.

Perché il palazzo della memoria funziona

In un palazzo della memoria le informazioni da ricordare vengono trasformate in


immagini “sensitive” (cioè, bisogna ricordare attraverso immagini che abbiano
possibilmente anche altri contenuti sensoriali oltre alla vista) che vengono poi poste
nello spazio in maniera organizzata, secondo un percorso che già conosciamo.

Ora che ci penso, si chiama palazzo della memoria, ma forse sarebbe più corretto
definirlo come “sentiero della memoria”, in omaggio alla foresta primordiale …

Ma perché non vengono semplicemente legate le une alle altre, come in una catena?

In primo luogo, perché in un palazzo della memoria leghi una nuova informazione
a una che già conosci benissimo, e quindi l’associazione è più forte.

Cioè, associ una memoria di breve termine a una memoria di lungo termine,
fortificando la prima.

In secondo luogo, quando in una catena si “spezza” un anello, essa si interrompe.

Quindi basta dimenticare una informazione per non essere più in grado di ricordare
nessuna delle successive (essendo esse legate l’una all’altra).

Mentre in un palazzo della memoria puoi “saltare” quel locus del quale non ricordi la
info associata e andare al successivo senza alcun problema.

Infine, se utilizzi il metodo della catena e vuoi ricordare il, diciamo, ventesimo anello,
devi percorrere gli altri 19.

Mentre con il metodo dei loci ti basta andare all’ultimo locus della quarta stanza (in
un sistema a 5 loci per stanza), e quindi è molto più veloce poter ricordare le info
puntualmente.

Io per esempio ho un locus dove ho memorizzato i 5 principali animali domestici in


lingua tedesca.

Mi basta andare mentalmente là per ripassarli, non devo ripercorrere integralmente i


sostantivi tedeschi partendo dal primo che ho imparato!

5 passi per costruire un palazzo della memoria

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#1 Progetta il tuo palazzo della memoria

Per farlo, devi rispondere a domande come:

quante informazioni deve contenere?

lo riutilizzerò?

lo espanderò in futuro?

Per prima cosa ti consiglio di utilizzare ambienti che conosci già, come casa tua, o
quella dei tuoi genitori, o la tua scuola, o percorsi che fai quotidianamente.

Infatti, dovendo attaccare delle nuove informazioni, più è stabile nella tua memoria il
luogo a cui le associ, meglio è.

Nel progettare il palazzo è importante che abbia dimensioni sufficienti per le info
che devi ricordare.

Quindi, se per esempio devi memorizzare un mazzo di 52 carte, e ogni carta fai
corrispondere una immagine, il palazzo dovrà avere 52 loci.

Se invece lo vuoi utilizzare per studiare una lingua straniera, sarà meglio scegliere un
percorso che puoi espandere mano a mano che aumenta la tua conoscenza della
lingua.

Proprio per costruire palazzi della memoria espandibili, individua da subito due
livelli. Per esempio:

Un primo livello costituito dalle stanze della tua casa

Un secondo livello costituito dai luoghi all’interno di ogni stanza.

Se usi il tuo appartamento quindi, il tuo palazzo della memoria potrebbe avere 5
stanze (ingresso, soggiorno, bagno, stanza da letto, cucina).

E ogni stanza potrebbe essere suddivisa in 5 luoghi (es. nell’ingresso individui la


porta, lo zerbino, il portaombrelli, il campanello, la buca delle lettere).

In questa maniera moltiplichi le capacità di storage del tuo palazzo della memoria.

Alcune volte non è così semplice decidere a priori quanti luoghi ci devono essere;
tuttavia non ti preoccupare troppo, è sempre possibile ampliare un palazzo della
memoria quando diventa troppo piccolo.

#2 Dai un ordine preciso al percorso che farai nel palazzo

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Sia le stanze che i luoghi all’interno della stanza devono avere un ordine preciso, in
maniera tale che tu non ti confonda.

Per esempio, nella stanza vista prima (ingresso = porta, lo zerbino, il portaombrelli, il
campanello, la buca delle lettere) devi avere ben chiaro che cosa vedi prima e che cosa
vedi dopo.

Se non riesci, vuol dire che uno o più luoghi non hanno un ordine “ovvio”, e quindi
tanto vale sostituirli subito ed evitare di confondersi.

#3 Converti le informazioni da memorizzare in immagini

Fai cioè quello che l’evoluzione ci ha programmato per fare in 2 milioni di anni di
storia della nostra specie.

Nasciamo con una memoria speciale, la memoria eidetica o fotografica.

Che poi purtroppo smettiamo di usare.

Mentre numeri di telefono, carte da gioco, concetti, parole astratte, tutto può e deve
essere trasformato, codificandolo con varie tecniche, in immagini memorabili.

Perché, vedi …

La codificazione è la base delle tecniche di memoria!

Cioè, memorizzare con le tecniche di memoria è facile.

Quello che è difficile è convertire in immagini le info che devi imparare.

E il gioco vale la candela, perché una codificazione corretta ti permette non solo di
memorizzare alla velocità di un genio della memoria, ma anche di capire e
concettualizzare le informazioni.

#4 Associa le informazioni codificate in immagini ai loci del palazzo

Questa se vogliamo è la parte più semplice.

Fai interagire l’immagine che devi ricordare con l’immagine del locus che già conosci,
e fallo in maniera “memorabile”, in maniera che l’associazione sia forte.

Più è assurda l’associazione meglio è, perché il nostro cervello tende a ricordare molto
bene, sempre per motivi evolutivi, tutto ciò che è strano e fuori dall’ordinario.

Mettiamo per semplicità che tu debba ricordare qualcosa di banale come la lista della
spesa, e che il primo oggetto da ricordare sia “latte”.

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Fai zampillare allora il latte dalla serratura della porta di casa (il tuo primo locus),
oppure immagina di non riuscire a entrare in casa perché un enorme bottiglia di latte
ti impedisce l’accesso.

#5 Passeggia nel tuo palazzo della memoria, goditelo, e progetta gli


ampliamenti

Il palazzo non va ripassato in maniera statica, ma dinamica, muovendosi di stanza in


stanza, e di locus in locus.

Ancora una volta, è una maniera di mimare meglio la tipologia di apprendimento che
il nostro cervello ha imparato in due milioni di anni di evoluzione.

Inoltre, aiuta tremendamente la concentrazione mentale e l’immersione nel materiale


di studio.

Apri cassetti, scosta tappetti, infilati sotto il letto, scendi in cantina, apri ogni porta …
e comincia a progettare gli ampliamenti necessari.

Un semplice esercizio di palazzo della memoria

Prima di vedere come usare i palazzi della memoria quando studi, fai pratica con un
primo esercizio.

Ricorda la seguente lista di 10 parole:

cane, sedia, bottiglia, mano, caffè, finestra, cielo, tavolo, pollo, camino

Costruisci per prima cosa il tuo micro palazzo della memoria, individuando 5 loci
nelle prime due stanze della tua casa.

Associa ad ogni locus, una dopo l’altra, le 10 immagini.

Ripetile in un senso e nell’altro, focalizzando molto bene l’associazione fra ciascun


locus e l’immagine che ci leghi.

Rispondi: qual è la terza immagine? E la sesta? E l’ultima?

Se hai fatto bene le associazioni, dovrebbe riuscirti semplicissimo

Studiare con il palazzo della memoria

“Ok Armando, ma io devo studiare, non imparare liste della spesa”

La tecnica del palazzo della memoria si applica benissimo allo studio, esattamente
come faceva Cicerone quando la utilizzava per ricordare i suoi discorsi.

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Il segreto è utilizzare delle parole – immagini chiave che ti ricordano il


susseguirsi dei concetti e delle informazioni.

Se le info sono puntuali, sarà come ricordare la lista della spesa.

Se invece sono discorsive, dovrai trovare delle parole – immagini che sintetizzano e
richiamano interi paragrafi o parti di testo.

Palazzo della memoria per giurisprudenza

Molti studenti di giurisprudenza mi chiedono info su come utilizzare il palazzo


mentale per studiare i codici.

Vediamolo con un esempio semplice.

Diciamo che tu debba ricordare gli articoli della costituzione, e scegliamone qualcuno
a caso. .

Per un articolo come il numero 6:

“La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”

Potresti immaginare una lingua piccolissima nel sesto locus del tuo palazzo.

Per l’articolo 10, che parla del diritto d’asilo e del trattamento per gli stranieri,
potresti proprio legare al tuo decimo locus l’immagine di un asilo.

E così via.

Superata la difficoltà di trovare immagini adeguate, memorizzare l’argomento


principale di ciascuno dei 139 articoli della nostra costituzione diventa
una questione di poche ore.

Certo, non saprai l’articolo parola per parola; ma avrai già fatto un enorme passo
avanti, risparmiandoti ore e ore di studio.

Per i codici il discorso non cambia nella sostanza.

Ma poiché la numerazione degli articoli del codice è molto lunga, sarà indispensabile
utilizzare anche la tecnica della conversione fonetica per i numeri.

Conclusioni

Il palazzo della memoria è un archivio mentale costruito con la tecnica dei loci di
Cicerone che, sfruttando i meccanismi evolutivi cerebrali, permette di memorizzare in
maniera molto più veloce delle tradizionali tecniche che hai imparato a scuola.

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La potenza di memorizzazione del palazzo della memoria è stata utilizzata nel corso
dei secoli dalle menti più brillanti.

Non è semplice imparare ad usarlo, perché devi abituarti a trasformare e codificare in


immagini quello che vuoi imparare.

Ma non è neanche difficile o arcano.

Una volta imparati i meccanismi chiunque può utilizzare il palazzo della memoria per
imparare a memorizzare molto più velocemente che con le tecniche tradizionali.

Se hai bisogno di consigli, o hai dubbi su come costruire il tuo primo palazzo della
memoria, scrivimi un messaggio qui sotto e sarò felice di risponderti. Un saluto.
Armando

P.S. Vuoi approfondire le tecniche di memoria e di studio? Leggi:

Lettura veloce: perché e come funziona

Memoria eidetica o fotografica: che cos’è?

Come memorizzare parole straniere con il Keyword Method

Saper imparare: la guida (quasi) definitiva del blog de GliAudaci

Last updated on 27/01/2018 7:40 am

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8 di 9 27/01/2018, 17:47
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