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PRESSIONE TOTALE ED EFFETTIVA

L’acqua nel terreno

Un materiale è permeabile se contiene vuoti continui e ogni terra e roccia soddisfa a questa
condiziona. Si ha così che l’acqua passa sia attraverso l’argilla che attraverso la ghiaia, ma tale
fenomeno avviene con intensità completamente diverse. Più di un secolo fa Darcy studiò il
flusso dell’acqua attraverso strati orizzontali di sabbia e stabilì che la velocità di flusso
attraverso mezzi porosi è direttamente proporzionale alla perdita di carico e inversamente
proporzionale alla lunghezza del percorso.

Darcy legò le varie grandezze con la ben nota relazione:

v=ki

nella quale v è la velocità di scarico, k il coefficiente di permeabilità o coefficiente di


conducibilità idraulica e i è il gradiente idraulico o pendenza della linea piezometrica.

Questa relazione è valida per moto, nei canalicoli del terreno di tipo laminare. Terzaghi negli
anni 1915-1925 ha dimostrato l’applicabilità della legge di Darcy a tutti i terreni.

Gli studi di Darcy hanno appunto indicato che la portata è proporzionale a hL e a 1/L.
introducendo la costante di proporzionalità k si ottiene:

Q = k A hL / L v=Q/A=ki i = hL / L

Il coefficiente di permeabilità k ha le dimensioni di una velocità e dipende dal mezzo poroso e


dal fluido. Si ha infatti anche la permeabilità intrinseca o coefficiente di permeabilità kp che è
una caratteristica solo del mezzo poroso, è indipendente dalle proprietà del fluido ed è legata
al coefficiente di permeabilità k con la seguente relazione:

k = kp ρ g / μ

nella quale ρ e μ sono la densità e la viscosità del fluido.

La densità e la viscosità dell’acqua nel terreno dipendono principalmente dalla temperatura e


poiché le variazioni di temperatura nel terreno sono abbastanza piccole si può trascurare il loro
effetto.

Sul coefficiente di permeabilità influiscono numerosi fattori. La permeabilità varia con la


dimensione dei grani ed è molto sensibile alla quantità, al tipo e alle distribuzione delle
frazioni fini; varia poi per uno stesso materiale in funzione della densità cioè al diminuire della
densità aumenta la permeabilità. La permeabilità è influenzata dalla disposizione dei grani nel
senso che le particelle possono essere più o meno stratificate e avere un orientazione
prevalente; le frazioni fini possono essere disperse nel terreno o essere concentrate in modo
non uniforme. I depositi naturali di terreno sono sempre più o meno stratificati e disuniformi
nella struttura; ad esempio le terre che si sono depositate in presenza di acqua abbastanza
spesso sono formate da una serie di strati orizzontali che variano per granulometria e
permeabilità, cosicché generalmente questi depositi sono più permeabili in orizzontale che in
verticale. Depositi eolici di sabbie e limi, invece sono spesso più permeabili in senso verticale
che orizzontale a causa di vuoti verticali tubolari lasciati da piante ed erbe. In depositi ghiaiosi-
sabbiosi si possono avere straterelli di ghiaia pulita che modificano radicalmente la
permeabilità rappresentativa del deposito. Si possono pertanto avere variazioni di permeabilità
in dipendenza delle modalità di formazione dei depositi.

Discontinuità di vario tipo presenti nei depositi influenzano grandemente la permeabilità; le


fessurazione originate da varie cause nelle argille aumentano sensibilmente la permeabilità.

La permeabilità del terreno può essere misurata con prove in laboratorio e con prove in situ.

Grado di permeabilità valore di k (m/s)

alto superiore a 10-3


medio 10-3 – 10-5
basso 10-5 – 10 7−
molto basso 10-7 – 10-9
impermeabile minore di 10-9

A causa dell’enorme campo di variazione della permeabilità nelle terre non vi è un unico
metodo di laboratorio per tutti casi.

I tipi di prove generalmente comprendono:

a) il permeametro a carico costante fino ad un coefficiente di permeabilità dell’ordine di 10-


5
m/s;

b) il permeametro a carico variabile per k compreso tra 10-5 e 10-8 m/s.

per la determinazione di coefficienti inferiori a 10-8 m/s è preferibile ricorrere a metodi indiretti
quali le prove edometriche o di consolidazione.

Per capire il comportamento del terreno è necessario stabilire una legge di interazione tra le
varie fasi; tale legge è stata proposta nel 1923 da Terzaghi che l’ha definita principio delle
tensioni efficaci.

Se allora consideriamo un elemento di terreno, le forze che agiscono in esso possono essere
divise in due parti: quelle che sono trasmesse direttamente da grano a grano e quelle che
agiscono attraverso il fluido che riempie i vuoti.

Le prime sono chiamate pressioni intergranulari o effettive o efficaci, le seconde


pressione dell’acqua dei pori o pressioni neutre. Si consideri lo schema in basso:
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si abbia un recipiente riempito per altezza h2 con materiale granulare e per altezza (h2 + h1)
con acqua. Al fondo del recipiente è attaccato un tubo collegato con un serbatoio nel quale
l’acqua è allo stesso livello del recipiente con il materiale granulare; non vi è quindi alcun
movimento dell’acqua.

Sulla sezione AA alla profondità (h1 + z) la pressione verticale σ è data da:

σ = h1γw + zγsat

dove γw è il peso unitario dell’acqua e γsat il peso di volume del terreno saturo. Poiché σ dipende
dal peso di tutto il materiale sovrastante viene chiamata pressione totale e Terzaghi ha
mostrato che è legata alla pressione effettiva σ' ed alla pressione neutrale u dalla relazione:

σ = σ' + u
dove u è la pressione dell’acqua, detta anche pressione neutrale.

L’acqua sopra AA si estende attraverso vuoti continui per un’altezza z e in una massa continua
sopra il materiale granulare per un altezza h1. La pressione dell’acqua dei pori sul piano AA è
perciò:
u = (h1 + z) γw

La pressione effettiva è allora:

σ' = σ – u = z (γsat - γw )

Il termine (γsat - γw ) è chiamato peso di volume del terreno immerso e indicato con γ'. Si può
perciò scrivere:

σ' = z γ'

L’importanza del principio delle tensioni efficaci risiede nel fatto che il comportamento del
terreno dipende dalla combinazione dei valori delle tensioni totali e neutrali e non dai loro
singoli valori, cioè dipende dalle variazioni di σ' = σ – u.
Pertanto il principio della pressione effettiva riguarda sia i terreni a grana grossa che quelli a
grana fine. Passiamo ora ad esaminare la situazione delle pressioni neutre ed effettive quando
vi è un moto di filtrazione e consideriamo ancora la figura precedentemente osservata;

2 Se mantenendo fisso il livello dell’acqua nel recipiente, si abbassa di h il


serbatoio, si ha un movimento d’acqua dal recipiente verso il serbatoio.

Poiché la perdita di carico avviene tutta nel materiale granulare, la pressione neutrale al fondo
del recipiente può essere espressa da
u = (h1 + h2 – h) γw ;
come si vede la pressione neutrale è diminuita di hγw rispetto a quella che si ha con acqua
ferma.

D’altra parte poiché la pressione totale al fondo del recipiente è determinato soltanto dal peso
del terreno e dell’acqua al di sopra di esso, significa che è rimasta sempre la stessa e la
pressione effettiva è aumentata di hγw . Questo incremento della presisone effettiva, dovuto al
flusso dell’acqua attraverso i vuoti, è indicato come pressione di filtrazione. La perdita di carico
tra la superficie superiore del materiale granulare e la profondità z è data da hz / h2 ; il
gradiente idraulico corrispondente è i = h / h2 .

La pressione di filtrazione può essere allora espressa con izγw e la pressione effettiva da

σ' = zγ' + izγw .

3 Se il serbatoio viene alzato di h rispetto al recipiente cosicché l’acqua fluisca dal


serbatoio attraverso il materiale granulare,

la pressione dell’acqua alla base del recipiente aumenta di hγw ;

quindi la pressione effettiva sul piano AA è ridotta a

σ' = zγ' - izγw.

Se si aumenta il gradiente idraulico alzando il serbatoio, la pressione di filtrazione aumenta


fino ad un valore zγ' per cui la pressione effettiva σ' si annulla. Ciò avviene quando zγ' – iczγw
= 0 e quindi:

ic = γ' / γw

Questo è detto gradiente idraulico critico; in queste condizioni un terreno granulare non
può sopportare alcun carico e le particelle di sabbia vengono a galleggiare ed a muoversi
nell’acqua.

Il livello dell’acqua in un pozzo viene indicato con vari nomi, fra i quali superficie libera
dell’acqua, livello della falda freatica, superficie freatica o alle volte semplicemente falda
freatica. La falda freatica può essere anche definita come il livello al quale la pressione neutrale
è uguale alla pressione atmosferica, cioè u = 0. Questa definizione è valida indipendentemente
dal coefficiente di permeabilità.