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ET [STORICO ì
Dell’AntiChe , IHuſtri Famiglie di Ferrata.
.DEL CONTE, E CAVALIERE

ALFONSO MARESTÌ
F E R R A R E S E
_ TOÌV10`PRIÌVÌO. ó-ró*

All’ Eminentiſsimo, c Rcucrendiſsimo Principe


1L SIG* CARDINALE
I WW"

4:1’:- L ìG 'M

un’.

,i ſſffl/
m FERRARA; I!! DOLX’XÌ/ XXI-.j o ,

Nella Stampa Camerale .


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to” lima-e dg’supcríari.


_Η.`

J
i . `

MMO PR CIP.
* E Grazie così largamente conpar—
ſ titemi dall' E. V. sſurzano la mia
Penna à tributarli i primi ſuoi par
ti. Non potevo nelle‘ tenebre dell*
antichità delle Famiglie illuſtri di
Ferrara mia Patria caminare con pie ſicuro, ſenza
la ſcorta de ſplendori5 e benigni mfluſsi della Stella
di Sua Nobiliisima ’Caſa ;ñe quei Monti, chedl
continuo mi hííno ſervito di ombrajnrocettrice, c
Vitale ſerviranno anche ora più , che l'Etna,‘per ſe
polcroà Tiſei de miei maldicenti. L'eſſere ſtata
l’E. V. LegatoſiinſiFerrara ,- nella quale ſarà ſem
ñ Pre di felice memoria , ſa che havendo fondata
cognitione delle famiglie di queſta Città , i0 le
dedichi un libro, in cui altro non ſi tratta,che la
H derivatione delle Nobili Famigliein Ferrara , ele
loro continvate diſcendenze . lo non hò ardito di '
ſupplicare l' E. V. ſcorreme -per diporto qualcheL
fogliozpoſciache ſe bene mi ſono notele due __vir-l
a _ › A_ .. , ;LJ-,C
L. - fl- fl

'1 tendoal
cuoſeappliczzioni, e ſtud”;
rozzſi'o mio ſtiie, admia
ö( alla ognipoca
modo riflet
erudizio
ne,uengo giuſtamente rattenUto dal porgerghenc
vive le iſtanze . Altri ſcrittori di maggior conto
- havranno l' onore dieſſcr ſcorſi dall' E. V 5 à me
baſta ſolo farmi conoſcere in queſt‘Opcra per Ser
vitore divom di Sua Nobihſsima C aſa,al|a quale,
mediante la perſona dei V. ſonoin guiſa obii
ñ gato,chein me non porri mai haver forza I-obhfl -
VlODC . Accetti dunque l’ E.- V. l’ offcquioſo tri
buco di Vſ/ÎI penna, quale abenche tinta d- inchio
ſtro, arroſsnſce per non pocer cori ſpondere alle-V1
vacit’a de miei deſideri*: ſe bene queſto mio one
ſto rofforre mi ſervirà pet non eflere isſugitodalìa k
lontano
Purpora,dell-
baccio piùlacol
E. V. profondo
quale del Cuore,
genufleſſo ;bencheche
d]

~ ,
con' la ſuperficne delle labra .
'ì'

1 Dell‘
~'Di
, Eminenza
, Ferrara li Voſtra
;Marzo 16,7"8 A ' _ .

i i i " *':-. : ' ‘ .l Vnilífl.Dt-mdſl. omini/3.'. Sinis-fc i'

H "
- . . . Alfonſo
i Marçſti.
. w K,_.__P.".“…
~~4~
ET
Ccati,cor”ſr Lettorejcfaticb: di un’Vuamo,
che altra non [74' avuto pet-fine, che :I ma» f
ſtrare al Monda quali/inno le Famigl”,‘cht~ ì‘
hanno alIigm-to; tutta-via ”Figa-mo in Erre - ñ
rara ſu‘ amatiſrlma Patria . Non merita]
odio una Pam” tempra” da Arnornà ld-ñ 1
dio, che ma; bbc-vu” ambizione difarnn' 60-‘
lio/Z?" Perfi'rittore,nc di to aſa-rare :I mio ”ame ‘HX-”mortali
ta della Fan” ; m4 ”vendo apprcſſo di ma Star”, e manoſcritti
l
lt qua/che rilievo, m: poll' mlprmn‘pio perſtmpltcc mm curia/L
i :4' , G’ oqarato tratti-Www” , ad ”ALL-:re alcune Famiglie ,i
‘I
qu‘hPOlf‘ſfl ”umeraſè , mi fl'tmolarono alla pas/;Humour per;
'mmm delle flap-pe. Se tu Jcſidm l'erudiz.ione,(9‘ altri-La della
{It/e ”Mya-dere 1/ ”arpa i” leg”: que/h' porhiſhgltfflo/Ciac/Ît nöſſ
mana-[ranno Lrári, che appieno appagaranno I: tuo: dcſidtrii -, t
dal!! quali pan-cifra”: utile non animano. ln que/fo mio pi
no! *valium: al!” aa” ”manage/7: una [implicc narrazione del
fa!” , qua/e ;a non hà ”olmo alterare’ con [pn-boh . La 'vermìè
quella`ſ01gtmm4,c/u ‘doma lo Danny!” però non hà ”mi moſ v.

ſa la pennaperſtrivercfam di qualche/oggett0,ſè ”0” hà avuto


l‘appoggio J! qu eſche Scr-”targò d' altraſicum autorità . Sò, che'
”auf-.ma mar” F4 mg!” , quali pure oggzdt 'vi'vom in que!?
Cm» cö'granſplmdarçmì ſara tutto offizfla il riflettcrcſila’io ”5
ſcrrvo,c/” Caſa” ”WiMax/”ſc pun-fia‘ le 44 mc lafi-iat: m tra
-vami alcuna con l'onore deſunta/mè , incalpanegli antichi‘
Sctqffpri,chc da aſſc fw” hanno fatta ”reazione . ln que-fl: Fams?,
ì gli!, che cadonoſòtto le dm prima [entre dell’Alf-uáet o, manu
[granito fa! 'volta alcuni perſonaggi', l ſorſe dc pfùèegíz—aiangfzi
. ' n_ --n--z, n—r- J
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conſider-arm bene, che nn'Vuamoſolo non [ma 'vedere, e ſapere il i


tutto ſarò libero dalle CEN/i"? , degno diſtnſa ñ Cl” ſe mi dirai
,che potevo termmaregli Alberi almeno di qual/e Famiglieffilze
Laziali ſi conſerv -zna in Ferrara: ti riſhonderò, che non e mai/fata
"mia peritia l'indowinare,®’ lia-vendo zo fatte]e mie diligenza oö'
*vi-venti Ji al cii *ze Caflíltlelîìól riportarnefriitto alcuno,eſenz.a
trarne ne meno i nomi de loro‘gemtor‘iflon che a'e loro Ani,65’Anó
tenuti, non ero oólzgato aſèrinere più di quanto hòfattofſrouarai
non/olo in queſto *volume , ma in tntttgli altri , cheſegmranno ,
citati molti Scrittori,in compralatione defatti di qualche/ogget
to; onde ti prego a nö’ credere che Ciò/ia Pompa inutile di mm fen
na,›na[m`i ſofia /iima eſſere neceffita dell’iſtoria . Alle 'volte hà
citati in -vn [al loco molti Antoriffierohe da cadauno in Particola.
re non [và annta notizia a leqnata di ciò , chefiriua ,* ma da tutti
affieme ne hà cauato il tutto . Altre 'volte anche ho addoti diverſi
ſcrittori, parte de quali narrano/emplicernente il fatto , EF’ altri
ffanno manſione Jelſoggetto, che ſi ritrono in talfatto . Sò che non`
ſara ſenza tuo ſtupore illeggere perſona!gi grandiſcimz di Fami-a .
glie, quali oggigiorno , come aſſai dee/mate; diſtato ”Still-OC",d‘i‘
pool” fiano note . Maſe riſietterai che le rie/”Laz non fecero mai
'Nobiltaſè nö'quando a noſtri tempi infelici, quefl'afi'o dall'ana
ri~z_,ia de’Prencipifatta ‘vena/e .* crederai ano/ye che dinerſhſia il
4
pallidoſplendore defl’oro, daſhlendori *viuaci del/angne', e deffla
Ì'Virtii . Per dare P/ona , e dzſtinta notizia delle Famiglie ,‘-vi hà* i
poflo nel principio l'Arma di eſſe,'riſerlandorni il diſcorrereſſdefla}
di-verſita defl'Arme di 'una medema Famiglia , nel mio _Teatro
d'Are/zi ‘Trionfali,0pera da me oominciata,C$’ aſhiemeſic'on altre
\
quaſi che condotta a leon porto-Altro da te io non deſideroſt non
che gradiſci l'affetto , e compatzſclfli cgli errori; il ol” :ò che di*:
buon C”orefarai , ſe pure ſai che caſa/ia il mandare -vn’Operaî
alla luce
vſe‘ueri :il olyeè l'ifi'eſſo
Ariflarclzi elfle dire,
, (9‘ al dente ilſottoporla
de Zoili al giudizio
più maligni de pit)?
. Sta/ano .
\
. v
-_. L~ -

--Pcr

~ſ~. , -ñ—-—`=, çw‘ ,mp-;Aw


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l
E R Commiſiìone del Reuerendiflimo Padre Inquíſirore Generale
di Ferrara lo lnfraſcrítto Reviſore de Libri per ils. Vfficio, hò
viſt0,e letto
Signor Conte,attentemente
e Caualierela Alfonſo
Prima Parte del Teatro
Marelli, Geneologico
ne hauendouiv del
trovato
coſa, che ſia contro la Fede, buoni Coſtumi, e Prencipi, Io logiudico
degno delle Stampe, per rauiuare nella memoria de gl'huomíni , ifatti
glorioſi di quelli,che hanno tanto illuſtrato la loro Patria . In fede zac.
Dat- in Ferrara nel Conuento di S. Apollonia il primo Aprile 1677.

Fra Girolamo Bertolotti del Terzo Ordine di S. Franocſco,


c Dottore Tcologo Collegiata di Fcrrara .

Stante ſupraſcripta atccſtatíone.


Imprimatur.
Inquiſitor Gmera]i: Ferrari-e .

Vthorítate mihi conceſſa ab Eminentiflimo, 6c Reuerendîffimo D


Cardínali Cerro Epiſcopo per Reuerendiffimum D. Canonicuml
Andream Bertonum Theol.nuncl’ro Vicaríum , legi hunc librum, 6:
nihilin eo animaduerſi contra F-dem , vel bonos Mores, vel contra...
Principes, 8: ideò iudíco poſſe typís imprimi .
Ferraris in Collegio PP. Societatís lesù 19. Aprílis 1677.

Carol”: Andrea: Spioa Theo]. Soviet-tti: Itri(È

Imprimatur.
F. è Balma Vic. Gm.

ſi
‘M’—
TAVOLA
Delle Famiglie deſcritte in queſto primoiVolumÉ.

Adelardí ffi ffi Wffiw w w w w w I* Baglioni ffi ffiw ffi w w mfflw w 77*


Albereſani 7. Barbalungbi 79
Agli n.. Bellaia 81.
Agolanti [30 Bellibuoni 89.
Agoſtini [7. Bendedei 9;
Aidoni 18. Benriuogli 149.
Aldigieri 2.[ Benzi i [56.
Aluarocci Z4. Berlinghieri 157.
Amati 26. Bertazzi 16]*
Andreafi 2.9. Beuilacqui 164*
Angeli 30. Bianchini l74*
Angiari 33* Boccamaiori 177*
Angiolini 36* Boiardi 179.
Arcimani 37 Bonaccioli 197.
Ariacini 45 Bonacoffi 209.
Areofl‘í 48. Bonfadini zr5.
Arctíni 56. Boniei 216.
Acciaioli 56. Boſchetti :25.
Argenti 59* Brandolíni 228.
Aricnti 6]* Bruſantiní 2,- 3 Ì o‘
Auogarí ` 65‘. Brntuki 131*
AUOgH 67. Bucchinpani 134
Arduini 69. Buonamici 143.
Anguſcioli 75* Bagoli "45.,

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Dcll’Antiche, 8c Illuſtri Famiglie di Ferrara


DEL CONTE, E CAVAlſERE

?ALFONSO MARESTI FERRARESE


PARTE PRIMA*

[lara popolata dalle principali famiglie del Mondo, non che


dell’Europa , quali parlando ne ſecoli andati ad abitare in
‘ quella,fccero chela Fama la prcconízaſicín ogni tempo per
' ’ il Teatro della Nobiltà, cpcr l‘errario delle famiëlic più illo
` liti . Trá qucſlc perordinc d’ Alfabetco mi [i rappreſenta per
la prima la nobílìffima degli Adelardi , quale fù vna delle p.ù
. celebrí,che ornaſicro quella Cittá .
\

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ſ Di quella nobil famiglia multi Scrittori più volte ſi ſono mtflì
per tracciare , c ſcriucme la lua origine, ma hanno trouate
così confuſe lc carte, che gli èconucnuroreccderc da tal’ impreſa , 8: hanno flimatp
ba {lame paſlarſcla con brevità , toccando_ quaſi alla sfuggita qualche ſ088ffl° P3…
cr;-l.1rc ,- Al che facendo i0 matura rifleſſione , hò procurato di [correre diucſſi manu l
A ſcritti;—
..w Î fi_
a. ILLVSTRI FAMÌGLIE
ſcritti,auali, ſenza alcun riguardo al mio demerito , mi ſono ſtati confidati da diuei ſi
' Signori di ſangue llluſlriſlimo, ondecon tal vantaggio , e non poca fatica horrouato
le qui ſotto memorate iiori‘rie , delle quali con ogni polsibile brcuita ne darò marino.
Dico adunque che nell' anno 784 adr 4 Ottobre eſſendo capo de dodici Sauij in Per
nia Timoteo Bendedci,fcce intendere à turtilincbili della Citta' , che tn termine di
otto giorni douellero dare ellatte giuflifícationí della loro Nobilrà in mano de dodici
.Sauij. il che fatto, come appare nella famiglia de Bendedei nell' Elogio di Timorheo
Primo, furono formati più libri,nel‘li quali furono regiſtrati totti li nomi,- e cognomi,
Patria, e ſangue d' elli Niibili, dalliquali' con altre Scritture. Tellamçnri, Annali, Hi
ſtorie dec. ione hà eſirarto le qui ſottopoſte giuflificationi .
z -Fermando Adelirdo Marcheſe ſù di natione Bulgaro , e ſigliolo di Baiano Catto
' lico ,~ il che liquidamenie appariſce della approbarione fatta a“ liii , & alla nobile ſua
famiglia dalla Santità di Gregorio Primo Sommo Pontefice l'anno $91 . adi i9. Set
tembre, la qtrJle con ampliſsimi' priuilegifla regiſtrata nellÎi Annali di. Gio: Contrari
f. 79. 80. 8 i. 82. Hcbbe detto Signore due figlioliicioè Baiano. e Gntho, da Alminja
de Carmioli nobile Genoue‘ſe. come conſta dal mentouato libro de Nobili ſno:.
. lettera A,e nelli ſopraccnari Annali ſ. 82.
I Baiano il flgliolo Marcheſe hebbe due figlíoli nominati l'vno Fermando. e l'altro]
Adelardi da Relinda de Mori ſua Moglie; nacque il primo’ l’anno 6:4, cl' altro nell'
anno 630. come ſi vede nel libro de Nobili f. x r 2. e 113. lettera B. ,
' Gorho il fratello ſtimo probabilmente che morilse in tenera età, non eſſendo ſtato i
pollibi le per torte le diligenzc fatte trouar coſa alcuna di lui .
Fermando ll. figliolo díBai’ano ſùelettn per vnn de dodici Sauij della Città, e ma
neggio detta Carica per lo ſpariti di trenta annicontinui con tanta prudenza. che
pianto il giubilo nel cuore di rurro il Popolo , come atteſta Gin.- Contrari' ne ſuoi An
nali f. tor.aſlcrendo che dettaelerti'one lù fa!” l'anno 673. l-.iſsò poi da queſta à
miglior vira l'anno 70:. laſciando due figlinli hauuti da Lucteua Bagli, cirie" Guliel
mo,& Adelardo , come ſi‘ vede nel libro de Nobili lettera' B-f.49o. e uelſopradetto
Autore . .
l Adclardo il fratello morì fanciullo.
- Gulielmo l. figliolo di Fcrmando ſecondo, ſù l’oggetto di ſi gran ſlima , e tanto
amatodal Popolo, che nella morte del' Padre letù dalmedenio conferita la PIOPlla! -
Carica con applauſo univerſale,- così ne accenna Gior( ontrati f. 130 Vbmo Gioco—È
li f. 7. de ſuoi Annali,aggiungendo che queſto Signore paſſo da queſta all’altra vira
l’anno 730.]alciandotre figlioli. cioè Marcheſello. Adelaide, e Bulgaro hauuti da;
Marina Roſatti Anconitan‘a. come appare dal libro dc Nì›blll f. 79. lettera C. Venuti -`
queſti tre fratelli iu età di dominare . ſepararonrile [mu-facolta , e. ſi diuiſero l*vno
dall’ altro, facendo tre diſtinte famiglie. delle quali vna ſi ritirò à Rovigo, i' altra pal'
sò ad Ancona. &vna reſtò in Ferrara. Gi0.Contrati f. 135. ſuoiAnnali. Battiſta
Guarini memorie Hiſloriche f. 209. ' ` ’ ‘
— Adelardo ll. fratello del ſudetto ſoggetto di gran valore,e dianimo inuirro , miliròà
favore della Santa .Sede contro Longobardi circa gli anni i 754… con ſtupore vniuer.
ſale di tutta l‘ltalia. Vedaſi Nicolò Caſtiglia f. 79.Giaeomo da Marano ‘l'. p. lib.3. f
‘72. Gio. Battifla Pigna L47- Vberto Giocoli f. 27. Vincenzo Calza f zo. Gcimſio
Ricobaldi f. 9.ne ſuoi Annali. Bonaventura Angeli‘ ſuoi Huomini illuſhi ſ.7i.& altri.
` Marcheſello Adelardi Marcheſe , fratello del ſuderto tolſe col ſuo nome proprio eſlere
cognominato così lui . Cometurtili ſuoi diſcendenti, come riferiſce Vbetto Giocoli'
f’.z7.ſuoi Annali. ll ſudetro Marcheſe fù vno de più ſegnalati buomini, the haueile
l'ltalia, mentre sl nell‘armi,come nelle lettere riuſcì perfettillìmo , e da tutti li Pren
eipi tanto d' ltalia,come fuori ſù indiffzrentemente amato, e ſtimato . 'Circa gli anfni
i 774.ft`1 chiamato Marcheſe della Marca Anconitana , come ne atteſta Gio.- Burma
s l Pignaſtwi Annalif. 6t. Pertgrino PriſcianiT. 2.lib. 6 f. 46. ſue Collettanee Hiiln l
739*,… ,.ſi
'l D! FERRARA PARTE I. z
rie . Morì in Anconal'anno 776.adi 2. Ottobre come teſtiſica ne ſuoi Annali Gio:z
Contrari f- r”. e chiaramenreſi vede dal ſuo Teſtamento ſtipolato ſotto li a8. Set~
tembredell' anno fleſlo per mano di Sinibaldo Tibaldi figliolo di Stefano da Forlìi.
dalquale anche ſi vede che laſciò tre figlioli hauuti da Virginia Manzi. cioè Fermati
do. Gulielmo,ötlſabella .'
Fermando lll. il figliolo,Marcheſe. valoroſo Capitano, militò nell'eſſcrcito di Carlo
Magno imperatore contro Longobardi,COme aſseriſce il Magonio. Caſoli0,Gíacomo
da Marano T. p. f. 79. Vicenzo Calza f. r7, Geruaſio Kicobaldi f. 29. ne ſuoi annali,
qualli tutti concordemente affermano , che il medemo fermando foſſe quell’iſteflo,
che combattendo cora ggioſamente ſaceſse prigione Deſiderio Rè de Longobardi , il
qualefù poi mandato dall'lmperatorCarlo Magno l’ anno 774. a‘ Parigi in prigione,
onde tentarono così affatto díſtrutti iLongobardr. Scnuono anche totti concordi lie
ſopracennati Autori ne mcdemi luochicitati, che doppo tal'impreſa il Magnanimo
lmperarore donò à queſto Marcheſe gran quantita dr paeſe parte nella Marca Anco
nitana, Gr altra parte :‘t piedi de Monti Euganei oggidi detti di Padova. Queſto nobi
le ſoggetto doppo d' ha uer fatte molte, e degne impreſe, ſi titiròa’ Ferrara ſua Patria.
‘oue ville con gran decoro, 8t vrile de ſuoi . Corſe alquanto ſpatio di tempo facendo
gran beneficii a poueri, e ſouennc in diucrſe occaſioni la propria Patria. Pa ſsò da que
ſta à miglior vita l'anno 8: z. adi 20. Agoſto , e iù ſepolto nella Chieſa Epiſcopale di
S. Giorgo con pompa non ordinaria , così oe ſcrruono Gio: Contrari f 60. Geruaflo
Ricobaldr' f. 27. ſuoi annal|,e Bonanentura Angeli ne ſuoi Huomini illuſtri f. 39.
Gulielmo ll. il fratello altrettanto abbondante diricchezze, quanto dourrioſo di merito,
e talento, e perciò ſiimatrſſirno dal Popolo di Ferrara, ſù ma ndato dal medemo l‘anno
79 5. aſſieme con altri nobili per Amb .ſciatore a Leone Terzo Sommo Pontefice . dal
quale con gran pompa tù riceuuto , 6: aſcoltato , concedendole quanroa iauor di ſua -
Patria hauea ricchieſlo. Ritornato a Ferrara , ö: incontrato dal Popolo con applauſi
di gioia . 8t alle-grezzo , fù dalli nobili creato Capitano ſupremo delli due Caſtelli
Corteſi, ö: Alto , con la ſopraintendenn Generale della Soldateſca di torto lo `Stato,
così neatteſtano Vberto Giocoli f 4” e Vicenzo Rodinelli f. 29.ſtr0i annali. L'an
no poi 799. intendendo Gulielmo lc'molte ingiurie , the del continuo venivano fatte
al ſopranominato Ponte-ſite , deliberò di mettere inſiemea‘ ſue ſpeſe zoo.huominiai
Cauallo , e paſſarſene à Roma , oueſî vnì con l'eſiercito di Carlo Magno imperatore,
pagando però la ſua gente col proprio, e conducendola elli (lello. ſino che iù liberato
il Pontefice dall'mſîdie de ſuoi poco amoreuoli, e meſſi tutti li ſuoíStati in ſicuro. Ri
tornato, the fù alla Patria circa gli anni 803. fece dar ſine alla Chieſa di S, Tomaſo
giri principiata da ſuoi Antecclimi con amarità diGregorio lll Sommo Pontefice,
come narra ilGuarinif 378 malaſciata poi in ſtato imperfetto per eſſere in luogo
ballo, oue ſgorgauano diuerſì canali. quali con il loto corſo ne haueuano condotta via
gran parte. VedendodunqucGulielmo, che il gran Prato chiamato il Sablonaro
eraſî alquanto alzato, pethauere detti canali depoſto ſopra la punta del medemo pra
to, oue ltaua la Chieſa principiata, fece in breue tempo ritare l‘ atterrato. e perfettio
nate ilreſſiduo,ſacendo vna nobile Chieſa. quale era di molta neceſſita al Popolo del
Borgo inferiore della Città, quale ſece conſacrare da Vratore Veſcouo l'anno 847.
adi 9 Maggio con l'interuenro de dodici bau-j, e gran parte del Popolo. Vedanſi
Gio: Contrari L42. Vicenzo Calzaf 30. V50 Calefini f. 9. Vberto Giocoli ſ. 27. ſuoi
annali.& il Guarini Comprl-Ieſt. R378. Paſsò poi da quetia all'altra vita adi9.0ttr bre
anno ſudetto pianto teneramente da tutto il Popolo. Laſciò Gulielmo vn ſigliolo
chiamato Marcheſello hauuto da Coſianza Patricr figliola di Pietro, come appare dal
libro de'Nobili lettera C. f. 17|. e dal ſuo Teſtamento celebrato nel proprio Palazzo
ſotto il dì primo Ottobre anno medemo , toga to per mano di Marco Rotta figliulo di
Angelo da Parma. .
Marcheſello ll. figliolo del ſopranominato Gulielmo fù ſoggetto di gran talenti.: molto
`A z amano" . ‘—
`4 ILLVSTRI FAMIGLIE
amato dal Popolo di Ferrara . Cofluidoppo la morte del Padre, determinò di ritirarſi
con la Moglie nel ſuo Palazzo di delitie, poſto ſopra l' [lola detta inferiore. sì pet eſ
ſere inferiore all’altre di grandezza, come per eſſere dalla parte inferiore della Città.
luogo già prima ſottopoſto all'acque. Di queſto Palazzo ſi ſeruì egli per ritirato
Chloſtto, non partendoſi di quello. ſe non aſiretto da cauſe vrgentiſſime, laecndo aſ
ſieme con la Moglie vna vita molto eſſemplare, diſpenſando à poueri tutte le loro ren
dite,trattone ilneceſſarío petil loro vitto , e veſtito. Morì in concetto di ſanta vita
l'anno 905. adi 29. Marzo, laſciando, due ſiglioli Adelardo, e Guirino hauuti da.,
Bianca Taurelli figlíola di Giacomo, come appare nel libro de Nobili lettera D i. 27.
c dal ſuo teſlamento celebrato nel ſuo ſopranomina to Palazzo ſotto li 2 5. Marzo an
no ſudetto rogato per mano di Battiſta figliolo di Giorgio Sinibaldi publico Notaro
in Ferrara. Di queſto ſoggetto ne fà mentione Bonauentura Angeli ſuoi Huomíni
Illuſlri f. 79. *'*
Adelatdo 1V. Marcheſello figliolo di Marcheſello Secondo riuſcì eccellente nell’armi, e
fù valoroſiſſrmo Capitano; onde venuro gran numero di Saraceni in italia l' anno 9 i 8.
perle diſcordie cteſcíme tra Potentati della medema , e volendo la Santità di Papa
Giouanni X. liberare il Popolo dall’imminente ruina , con applicarui il douuto rime
dio, congregati li Cardinali iii concluſo di fare Capitan Generale della chieſa il
Marcheſe Azzo da Eſte, ilquale era famoſiffimo nell' Arte militare . Ha uendo adun`
que queſto preſo il poſſeſſo dl detta Carica , immediatamente chiamò a ſe Adelardo
Marcheſello, 8t hauendo poſſa aſſieme vna groſſa armata , ſi incaminarono ambedue
verſo la Puglia, oue arriuati, combatterono con tanto valore contro li detti Saraceni,
che in breuc ſpatio di tempo li ſcacciarono non ſolo da quella . ma‘ anche d-alla Cala
bria, e da tutta l'italia. Doppo sì nobile Vittoria ſi ttansferitono con l' Elſercito vit
torioſo à Roma, doue furono dal Pontefice molto onorari , tenendoli Più giorni alla
ſua Corte,edi poi rimuneratidi Benedittioni, 8t lndulgenze ritornorono alle loto
Caſe . Adelardo fece darptincípio ad vna gran Chieſa ntlli ſuoi beni poſii sù il ramo
del Pò di Volano , chiamati l'iſola di Lago Vſiello (che èquello che al preſenteſi
chiama Lagoſlello) qual [ſola anticamente haueua verſo il mezzo giorno v_n Lago,
che quando creſceua il Pò, ſi allarga ua aſſai, e facenti notabil danno à lunghi circon
uicini, :quando il Pò ritornaua a ſuoi limiti , ancheil Lago ſi rimetteua al poi’io di
prima, e ſeruiua per ſcolo a gran parte di quei villaggi . La ſopradetta Chieſa ſù fat.
ta fabricare ſopra tallſola in r'acia al Pò verſo il Settentrione, e riuſcì una delle più
ſuperbe Chieſe, chcà quei tempi ſi trouaſſero nell' italia . Fù conſacrata l’anno 929.
adi 8. Settembre da Carlo primo di queſto nome Veſcouo di Ferrara della nobillſſima
Prolapia de Neri di Pietra Saina di Ferrara,e dedicata a Maria Vergine ſia chiamata
la Madonna delle Gratie,oue pochianni dopo vn' Imagine di Maria poſſa ſopra l’Al
tar maggiore fece diucrſe gratic à molti ſuoi deuoti,& in vn ſubito la Fama fece con
correre ad adorarla non ſolo il Popolo Ferrareſe. ma anche vn infinito numero di
gente foraſiiera , quale veniua da lontani paeſi per eſſere fatta partecipe delle gratie
della Vergine. Fù poi fatta laſtricare detta Chieſa dal medemo Adelaide di pretio
(iſſirni quadri di mezzo piè in circa , di miſiura diuerſa, e di varijcolori :i moſaico , il
che era di vn‘infiníto valore. ln queſia iſteſſa volle clli eſſere ſepolto entro vn ſepol
cro fattoſi ſare mentre viucua,à mano diritta dell'Altarc maggiore adi 4. Marzo l’a n- ì
”0.968 come ſi vede in Gervaſio Ricobaldi f. 49. Giacomo da Marano T. p.líb. a. f.
at.Gio: Contrari] f. 90. Gio:Battiſta Pigna f. 2.9. Vicenzo Rodinelli i. 1;. Nicolò
Caſoglio f “30. & Vberto Giocoli f. 76. ne ſuoi annali .
-Guirino il Fratello ſoggetto di gran ſenno ſù dal Popolo di Ferrara mandato l’anno 9 5:,
adi r 8. Ottobre per Ambaſciatore al Marcheſe Tebaldo Eſtenſe per darſi parte come
il medemo Popolo l'haueua acclamato per ſuo vero, e ſupremo Signore, come a ppa rt
nell'Elogío di Girolamo Terzo Bendedei,nel qUaleſi narra diffuſamente il fatto,chr
quiuiper breuità ſìtralaſcia . 1.' anno poi 974. adi az. Ottobre come conſla dal ſo ſi
prano
01 FERRARA PARTE r. 5
”nominato Elogio, fù parimentea‘ nome del Popolo mandato dal medemo Tedaldo
alliconſinidello Stato per Ambaſciatore ad incontrare Ottone ll. Imperatore, che‘`
ſeco haueua Benedetto VI. Sommo Pontefice, e lo conduiie à Ferrara . Era detto lm- *
peratore venueo‘in italia per raflcttare alcune differenze , come afleriſeono Pompeo
.Vizzani Hiſtoric di Bologna E43. Gio:Battiſta Pigna f.59. Aleſſandro Sardi f.28.Vi
cenzo Calza f. I 4. ſue Hiſtorie di Ferrara, 6t il P. Abbate D. Antonio Libanori nella
ſecanda parte della ſua Ferrara d' oro f 37. 8t altri.
Laſciò queſto Signore doppo la ſua morte, che ſeguì ad 22. Giugno l'anno ro4o. vn
ſigliolo chiamato Marcheſello hauuto da Beatrice Marcoaldi nobile Ferrareſe , Aco
me appare dal libro dc Nobili Lettera C. f. 206. edall'Oratione recitata da Alberto
Godoatdi Oratore. enobile Ferrareſe nelle eilequie del ſopranominato Signore,
quale ſtà regiſtrata nelli annali di Gi0:Contrari f. 98 99. e ioo. Di quello ſoggetto'
ne fanno anche mentione Vberto Giocoli f. 7a. Vicenu Calza f. 63.ſuoi annalr, e
Bonauentura Angeli Huomim illuſtri f. 29.
M archeſello
tente ſia dallll. il figliolo huornoeſuoi
di ſingolar
nobiliprudenza. e ſapere,per
[06|.COneſſere riccovniuer-
, e po ì
Popolo di Ferrara, circa glranni giubilo
ſale creato per loro Capo , e goucrnò detto Popolo ſino alii anni i 090. con gran dc. H
coro,e ſotisfattione. Allargòia Citta verſo l' Orienteabbellendola di riguardeuoii i
fabriche,ſtrade,giardini. edi molti nobili edificij, quali portarono alla Patria utile ;
non ordinario. Reſtò priuala Citta di queſto nobiliſlimo Signore adi 18. Ottobre i
anno detto come alieriſconoGeruaſio Ricobaldi f. l oa. Alcſlandro Sardi f. 36. Vber
to Giocoli f. 49.Gerardo Lardo f.: l . Giacomo da Marano T. p. lib.3. f. 82. Vicenzo
Calza f. 47. Gio: Bitriſia Giraldi f. r4,e Vicenza Rodinelli ſuoi annali . dicendo che
detto Signore laſciò due figlioli cioè Adelardo. e Valdprna hauuti da Giouanna del
la nobile famiglia Parthenopei, come appare dal teſtamento di detto Signore rogato
per ma no di Saluatorc Raſini regiſtrato nelli annali di Gio:Contra ri “La. f. r a r.e r za
Adelardo V. delli Adelardi Marcheſe figliolo del ſudctto Marcheſello nobiliſſimo, e
prudentiffimo Signore vedendoſì doppo la morte del Padre eſiere eletto dal ſuo p0
polo. e nobiltà per Signore, applicò molto à biſogni della Città facendo fare varie.
8: importanciffime opera tioni vtililhme alla Patria,- mà vedendo di poiche vna Città
così vaſta, e ripiena di tanta nobiltà.e di vn popolo ſi numeroſo, haueua l] Veſcouato z
coſi
ta dell’
ſeommodo,
Iſola, oue
perſtaeſſere
ua prima
queſti
la Città
fuori della
detta Città
Ferrariola,comc
alla Chieſa Signore
di S. Giorgio,
ricchiſſimo.
sù la pun~
e di i

grandcautoritzi . determinò con conſenſo di Papa lnnoeentio il. .Sommo Pontefice _


l' anno ”3 5 adi x 4. Giugno di far dare principio a‘fondamenti per fabricare il Duo.
mo, e Veſcouato in Ferrara, auanti la Piazza magna petfianco, 8t in faeia al Palazzo
Regio con la faciata . Areſti fondamenti del Duomo. c Veſcouato furono piantati 3
nel meno della Valle. quale ſtaua ,e confinaua per vna parte con la Piazza Magna,
e da vn’ altra parte con la Piazza Regia. che oggidi lì chiama il Corti] Regio de' Se
reniffimi Eſtenſi,da vna banda con il Canal Giouamento, oggi detto la Giouecha, e
da ll’altra con il Prato Sablonaro, il qUalc anticamente riferiua con vna punta ſino al
la Chieſa di S. Tomaſo. Furono adunque in ;ſetta Valle gettati li fondamenti di det`
ta Chieſa, 8c alzate le muraghc. in particolare quella della faciata ſino al mezzo ,~ fa.
cendo anche fabricar'e vo‘ altra Chieſa chiamata Beleme lontana da tre miglia dalla
Città,oggidì di ragionedella Commenda di Malta,e chiamaſi la Chieſa di Milza~
na- Paſsò di poi da queſia :i miglior vita‘ e volle eſſere ſepolto nella medema Chieſa,
laſciando alſuo figliol maggiore vn gran cumulo d' oro per far dar fine al Duomo.e
Veſcovato in conformità deldiſſegno laſciato, egià principiato. Laſciò detto Ade- -
lardo tre figlioli, cioè Gulíelmo, Tibaldo. e Petronio. -Del mentouato perſonaggio
ne fannomentíone Aleſſandro Sardi f. 9t. Gio. Battiſta Giraldi f. z z. Giacomo` di... .
M1mn0T-p.ilb.4.f-7I.VbCl’tOGiOCOiif.37.GcſU;ÌſiO Ricobaldi f. 53- & altri ne
ſuoi Annali, come anche Bonauenrura Angeli ſuoi Huomini illuſtri f. 203
GulieL
6 [LLI/STR] FAMIGLZE
Guglielmo lll. Marcheſe doppo la morte del Padre fù da tutti li Nobili, e dodici Sauij
della Citra creato Prencipeloro, per eſſere ſoggetto molto potente sì di ricchezze,
come di grandi adherenze, 8t anche per eſſere in Ferrara capo de GuclfiDoppo d'ha
nere intrapreſa la carica,mandò gran numero di Soldati in aiuto de Milaneſi contro
Comaſchi.- conlìgliòinſìcme con altri Prencipi la riſtauratione di Milano 5 fece dar
ſine alla gran mole della famoſiſſima Chieſa del Duomo, e Veſcouato,già fattoprin
cipiare da Adelardo delli Adelardi ſuo Padre, aggiungendo gran danari al peculio
dal medemo à quello effetto laſciatoli; fece farla Chieſa della Santiſſima Annuncia
ra,oggidì detta la Trinità di ragione della Cimenda de Cauallieri di Malta; Fabri
cò per diffeſa dello Stato di Ferrara verſo il Poleſine di Rouigo alcuni Caſìclli, come
la Fratta, Arcouada,e Pontccchio; Riedificò qLrello di Maneggio gia ditoccato, no.
minandolodalproprio nome Caſtello Gulielmo; Accolſe con grandiſſima magnifi
cenza nella Cittá l’Imperatore Carlo lll. quale con gran pompa alloggio più giorni,
Aggiunſe alli dodici Sauij della Città trenta Nobili Conſiglieri, colnome di Sapien
ti, con il cui parere,e con l' interuento di cinquecento Huomini Nobili del Rega] C6
ſeglio,ſi terminauano le coſe publiche; Riccuete in Ferrara Aleſſandro lll. .Sommo
Pontefice, il quale ad inſian‘za di Gulielmo, mentre iui dimorò, cöſacrò l' Altar mag
giore della ‘Catedrale; Sconfille li Manto uani alla Maſſa ſuperiore. Eſſendo morto in
Ferrara Vrbano lll. Sommo Pontefice della nobile famiglia de Criuelli a di r 9. Orto
bre r r87. le fece dare onoratiſſima Sepoltura, facendole fabricare quel nobiliſlitno
monumento nella Catedralc , à mano dirita dell'Alrat maggiore , che ancor oggi ſi
vede. Preparò nel Palazzo Epiſcopale il Conclaue per ventiſei Cardinali per l* Elet
tione del Sommo Pontefice, che ſù poi Gregorio Vlll.de i Moti da Beneuento . An
dò con l'Eſerciro ltalíanoeon vna ſua Galera ben' armata, e con gente tutta qualifi
cata.- alla ricupera della detta Città. facendo opere di eterna memoria. Nel ſuo ritor
noiu italia, venne dallacciolmperatore di Coſtantinopoli conllituito Generale di
r r4. Nani dell'Armara Greca in aiuto delli Anconirani da Venetiani allediatí, oue
giunto,in un ſubito leuò l’alledio, con la preſa, e deflrutrione dell’Armata Veneta, e
l'afft‘ttatc le coſe di quella Citià,e Prouincia, ſe ne ritornò in Ferrara onorato dal det
to [mperatore del titolo di Marcheſe di quella Promncia, per il che il Popolo per 0t
to giorni fiere in grandiſſime allegrtzze facendo ſuperbiſlime feſte, concorrendoui
gran numero di gi nre foraſtiera . Confermano tutto cio‘ Aleſsandro Sardi f. 33.34.
35. 36. e 90. Gio-Battiſta Pigna f. r as. e tag-ſue Hiſtoric Gio: Contrari f. 5|. Ger
uaſioRicobaldí f. i3. Vicenza Calza f 27. cGiacomo da Marano T. p.lib 6. f. 92.
ſuoi annali. L'anno poi rt Ccnnoſcendo queſto magoanimo Signore eſſere gta
ucmente oppreſlo dal male. fece il ſuo vltimo Teſlamento , nel quale ordinò elsere i
ſepolto nella Chieſa di Ogni Santo da lui fatta rediſìcare ,laſciando ſua Erede vni- `
uerſale Marcheſella ſua Nipote ſigliola di Tibaldo ſuo fratello con obligatione di
dettare la ſudetta Chieſa, e forniila di tutto ciòle biſognaua , e morendo detta Mar
cheſella ſcnza figlioli. inſliruiua ſuoi Eredi perla mera li figlioli dl vna ſua ſorella
maritata con Zuogolo de Zuogoli,e per l’altra metà l’ Oſpitale di S. Gionanni Gic
;oſolimira no, del quale egli ſl eſlo era ſtato fondatore in Ferrara verſo il Caſtel 'ſebaſ l
do, ſi come fù anco fondatore di vn'altro tre miglia fuori della Città: e coſi doppo
alcuni giorni cſsendo di età d'anni 90. reſe l'anima à Dio , 8t il ſuo cadauere con.. 4

magnifica pompa ſii ſtpolto nella ſopradetta (hieſa adi 28. Agoſto. Vedaſi Gio.
Contrari f- 97.e Vicenzo Calza f. 2 a. ſuoi annali.
‘ſibaldoilfratello ſoggetto ſlimatiſſimo da tutti li Prencipi . come ſcriuono Perigrino
Priſciano lib. r2.f 196. T. a. delle ſue Collettane Hiſtoric , eGiacomo da Marano
T. p. lib. 6. f. 93. fù alariluto Patrono di Rouigo l'anno r 1 5;. gouernando molti anni
detto Popolo con gian prudenza. L'a nno r r 37. ritrouandoſr detto Sig. in Ferrara ,8:
al Gouerno del po polo di quella in abſenza del fratello Gulielmo, goucrnò la medi:
l ma Città con gran magnificenza , e giubilo vniuerſale de Cittadini. Vcdcndo que- l‘
ſto
D! FERRARA PARTE l. ’ I
7'v
iloTibaldo che la nobiliſslma fabrica del Caſtel Tedaldo era ſtata alli anni palszti r
› dalla Conteſa Matilde diſtratta ſinoà fondamenti , delrberò per onore della Patria I
dl voler far di nuouo riedíficarlo, come in effetto fece . mettendoui in opera gran nu i. '
mero di artefici, onde con breuità di tempo lo riduſse in Vna ſicura fortezza ,fa cendo ſi
la di poi chiamare dal ſuo nome Caſtel Tibaldo.- e queſta tù la terza volta . che foſſe
rifatta detta Fortezza, la quale ogni volta mutò rl nome . La prima volta fù chiama`
ta Caſtel d' Alto per eſtere ſtata fatta fabricare in vn ſito il più alto, che f~ -ſſe, quando
il Popolo di Ferrara paſsò il Pò l’ anno 698. adi r z. A goſio . La ſeconda Volta fù -
chiamata Caſſel Tedaldo per eſtere ſtara rifatta da ſab-ida Eſtenſe Marcheſe . cla
terza ſi chiamò Tibaldo, come di ſopra ſi e detto. Fortiſícò di por Rovigo, e molti al
tri luoghi, facendo fare vna Torre nel meno ad vna palude . e le ch ramo la Torre di
S. Donrno,ò vero S. Donato. Doppo di hauer fatte tante ſingular iffime operationi,'
paſsò da queſta à Miglior vita adi 28. Agoſto l'anno r 154… il che :ci: ci… mo dolore
a tutto il Popolo di Ferrara, e d'altri luoghi. La ſcrò ſ--lo vna ſua figlrola, chiama tL. l
Marcheſella, appreſſo Gulielmo ſuo fratello facendola Erede voiuerſale di tutte le’
ſue facolta . 'ſanti-ſeriuono Vicenzo Calza f. ao. Giacomo da Marano T. p. lib 3 f.
zu.` Geruaſío Ricobaldi f. ;o- Gio. Battuta Pigna t. a r. tutti ne ſuoi Annali, e Bona
,-nentura Angeli ſuor Huomini llluſirr t. 70.
Petronio fratello minore de duoi ſopradettr fu perſonaggio di gran valore, e merito. 8t
' intorno al r r 70. hebbe per moglie Beccaria Beccaria Vergine prrncrpalrſſima della.,
fattioneGrbellina,la quale ſù data al ſopradctto Adelardi capo della fattion Guel
fa.aceiò con queſto,& altri ſimili matrimonij ſi ſdCLh traſſe l'odio di queſte due dia
bolrche fattioni. Ateſſa ſaggia ,e nobilirſrma .Signora dſ‘ppù la morte del Marito, in
flitul di tutte le ſue facolta erede la Cathedral: di Ferrara. come difuſamente dall‘
Archiuio di quella Chieſa ſi vede. l)- queiti due ſ- ggetti tanto ne riferiſce il Za zzera
nel ſuo primo Volume della Ncbrlta d' italia,- Victnzo Rodrnellr f. 31. ſuoiAnnali; e
Bonauentura Angeli Huomini llluirrr f. to:. '
Marcheſella Figllola di Tibaldotefldſol :,6t in lei ſi eſtinſe il ramo della ſua nobiliſſî
ma Caſa in Ferrara,reſiando appreſſo Zaogolo de luogo” ſu” Zio. R itrouandoſr in.
detto tempo in Ferrara Pleſſo Tlaütſſaoo hu- -mo nobile dr Raué.ia,amicr› grande del
detto Zuogolo. e di tutti li ſuoi parenti, ſi coni: era ſtato grande :(11160 di ſibaldo. e '
diGulielmo fratello de Marcheſelli 8t altre-tanto amico della parte Guelfi, (mamo
mortaliſſirno nemico di Taurello de Guramonti, e di tum [z faumn: Gibellina, ſe.
guſta la morte del Marcheſe Gulielmo piglrd la ſudetta~r`anciulla tra ſugandola fuori
di Ferrara naſcoſlamente.acciò non foſſe data per moglie à Giacomo Sa linguerra N i
pote del detto Taurello. Il the intendendo Taurelſo terrà molto adirato,e ſubito mer.
ſi inſieme tutti li ſuoi parenti, 6t amici.& altra gente della fiction: Gibellina, operò
per troua re detta Faucrulla. Vede ndo ciò Pietro Tra uerſan0,ton |l ſuoi amici, e parë.
ti della Figliola,aflieme con lr Guelfi ſi miſſe in armenna poi dubitando di eſſere ſupe- ’ ‘
tati da ſuoi auetſarij, deliberati-noli .nre la Farm del“ Nobrlliſſìmi Marcheſi u’leſie, `
quali habitauano sù il Padouano in vnlungo chiamato Elie, mandare à chiamare li
detti Signori, aeció li voleſſero dar"aiuro contro Gibellini, offi rendo dar la ſud-:tra - .
Marcheſella petmoglie al Marcheſe rizzo da Elie. Sentendo ciò Azzo ſiporrò ſubito
à Ferrara con il Marcheſe Bonifacio, Folcho. & Alberto ſuoi Fratelli , e con il Mat
cheſe Azzo ſuo figliolo, li quali per eſſere di iſper rmenrato valore nell’armi erano ſ a
pi della parte Guelfa in tutti quei luoghi del Padouano. Conduſſcro queſti potentiſ
ſimr Signorimolta gentea piedi, Bra Cauaſlmöe arriuati a Ferrara acearezzati da.. t
Pietro dal Zungolo,e parenti aſſieme con tutta la parte (incita, comincio a ragionare
[o pra quello ſi doueua fa re della detta Figliola. ‘llla ſine ſi concluſe di darlaptf mO
glie al detto Marcheſe Azzo. eſſendo allora Marcheſella dianniſette in cimì't li ſu
ſono conſegnati tutti lr' Beni del Padre, e Zio. lr quali erano Caſtelli, e Fabrithe nel`
la Città di Ferrara, Poſſeſſioni. Boſea glie, dr vn gran paeſe di Vallume ſopra Il P0166
- ne
8 lLLVSTRI FAMIGLÌE
acidi Ronìgo,eome anchcli chÎpoſſedeuano nella Marca Anconitana,on l
de il detto Marcheſe Azzo tolto il poſſeſſo di detta Ereditá conduſſe à Ferrara tutto il
` reſtante di ſua Famiglia ,che eraa Eſſe. Arriuata Marcheſclla in eta di anni 13. Si ſe.
ce rm gran preparamenro per celebrar le nozze, ma eſſendo Marcheſella in vn' inſtan
re aſſalitada vn male improuiſo, in pochi giorni ſù ptiuata di vita. Per il che eſſendo
morta ſenza far Teſtamento,rt ſiò al ſuderto Marcheſe tutta l’Eredira,c0n il conſen- l
ſo però delli parenti,& in particolare di Zuogolo, al quale di ragione ne veniua la
metà. Autenticano quanto ſi è detto Gaſparo Sardi f. 37 Hifi. Geruaſio Ricccbaldi u
f. r oz. Giacomo da Marano T. z f. *19. Vicenzo Rodinellr f. r r 3. Vicenzo Calza f. i
i. Gio. contrari f 102. 6t altri ne ſuoi Annali.
Adelardo ſll delli Adelardi figliolo di Gulielmo p. doppo la morte del Padre ſi ſeparò
dallo Fratelli,ai con la perſona,come con le facoltà, paſſandoſene in Ancona circa gli
anni 7 3 o. ne altra uoritia di lui ſi e potuta hauete, non (iſtante ſi ſia vſata ogni polli
bile diligenza .
Bulgaro il Fratello, doppo la morte del Padre ſe ne paſsò ad abitare ſopra quello di R0-
uigo,otrc haueua li ſuoi beni, hauendo di gia druiſe lc facoltà co' fratelli. Da queſlo l
biguort ſi vede, che ſono dcriuati ſoggetti molto rigmrdeuoliſira li quali ſarà ſolo r
mentrone delli qui ſotto notati.
Galeazzo ll figliolo ſi ſece cc gnominare dal nc me del Padre. cioè Galeazzo Bulgari-ſir
l'anno 78 z.
Gulielmo Bulgaro il Figliolo ſir Dottor di Legge dell'8 20.
(11‘030… ſl Fratello Capitano per la Sereniſſima Republica Venetal’ anno 833.
Galeazzo ll. Flgllſllo d) Gulielmo fù nellr anni 830. '
Jtdclardo Il Figliolo del 930.
“Zulu-lino il Frglic lo del rooo. " ì
Grouanni il F-glió-.lo del r o”. ma; gg). "a
Galeazzo [ll. ll Figllulo del r 1 oz. ‘
Adelardo Figliolo del detto Galeazzo m. del rr 90; ‘ z a”) :1,12;
Gulielmo il F-gliolo del r a r o. {mt-«w 37571-5: ;Pau
Gulielmo
Bulgaro
GiacomoilFrglu-lodel
AleſſandroililFigliolo
Figliolo
Figliolo del
del ”57.
1370. del r zoo. Wi.;
Dottore
r406. .ra-.m »rime
a LI
{L3 ' Mar;KR-rma
reflue

Galeazzo il Figliolo del 1469. - ~ T.” -


GulielmoilFigliolodel1522. ““ì' ' "- ì
Aleſſandro il Figliolo del [569;
Galeazzo vlrimo di queſto rampollo del r 6; 3. ſlampòdîuerſi Madrîgaſi, quali dedicò ,
à Monſignor Fabio Chigi , che eta in detto tempo V.ſ.egato di Ferrara. e ſù poi‘
AlcflandroVlI. Sommo Pontefice . Vedaſi l'erudiriſlimo P. Abbate D-Antonìo Li*
banori nella ſua Ferrara d'oro Parte Terza fol. r 07.
'Annone DELLA FAMlGLlA Ananannr, _, ,
Fer-mando Adelardí
`Ì o g Baiano
"ó—A— x. Gotho , z? i P”: 3_ e..

‘i r -~l A . e 2 i.
Fernando a. Adelaide t. ._ Ziſa’ 1' fl '
Gulíelmo r. Adehrdo z. ' ' ' _ ~
Adelatdo 3. Mareheſello
r 1——-l_-. 1
Bulgaro
l
t. i _ i
y i A`

Fernando 3. Gulrîlmo a. iſabella Galeazzo r.


March’eſeſlo a. Gulìelmoe. Giouannir. i

/ Ade
,

Dl FERRARA PARTE I. 9`
Aiieiírîio—:l-óézììffiil Giiealízo 2..

Marcheſello 3. Adelaide 6.
l._—m---'-_Aíillardo s. l Gulielîmo z'.

’alfonſo Tibaldo Gulielmo 3: Giouanni z.


Marchelſella Galea‘zäjäelardo 7

,, yltima di quefloBamo. , ;z i
i Aldelardo I.
Gultilmo 6.
Bulgaîro a.
Aleſſandro r.
Guiielino 1.
Giaerimo
Galeaizo e.

Gulicimo 3.
Altſſaiîdro 2.‘
Galeazzo 1. vltimoſi

@e ‘>4 r3 lacorno da MaranoT.p.lib. z f. 6. de ſuoidottillimi annali-, fà


- ‘ y memoria di duoi fratelli della nobile , 8t antichiſſima Caſa Al
* j" / bereſani, vno de qualinomauaſi Gubert0,'cl'altro Coſtanzo.
ì ' 7 \ Qgeſti ellendoli più poderoſi, e nobili Signori,chehaueſie il
i, ſ' ‘. Popolo della Fcrrata,ò vero Fratta, conſigliarono quei paeſa
v nialeuarſidiquelluogo, e ritirarſi in altra parte, facendoli
vedere,che l'acque non ſolo del Mare ,ma anche di molti ſiu
‘pz V . fl ~ mí.ci0èdell’Adrcc, dclPò,Adda,Reno. Teſino, Brenta, 8t
w* ‘a'. altri,che ſiendeanſipertuttoilContado d’Adria, enclpaele
della Marca di Treuígi. minacciauano di ſommergerli . Q`ual verità conoſcendo det
to Popolo, conuocati, e radunati tutti i principali aſſieme , deliberarono di andarìin
B quel
A L —.z
lo ILLVSTRI FAMlGLlE
quel luogo, che alli ſopra detti fratelli pareſle più ſicuro ,_e più forte . 0`ueſli duoi ſa
pientiſfiini Signori hauendo per l'auantr oſletuato eſſerur una nobile lſola triangolare,
cinta dal Pò, dal Sandalo, dr dal Ferrarolo, il quale ſcorretta verſo Conſandolo,come
aderiſcono Ga ſparo Sardi nelle ſue Hill. f- 7. eGiotBattiſta Giraldi ſuoi Comment.
f. 7.in quella fece paſſare il detto Popolo circa gli anni 3 to. ln queſto ſito , per eſſere
ig luogo allai più amplo , fecero abitationi magnifiche , e lo riduſleroin poco ſpatio di
tempo in (lato molto nobile, e ricco per eſlerc comodoà nauiganti. Tutto ciò con
fermano Peregrino Priſciani ſue Coil. Hiſl.Gio. Battiſta Pigna f. r a7. Vicenza Ro
dinelli f. 49. Vberto Giocoli f. a 5. GeruaſioRicr-baldi f. 73.1uoiannali.
Aniceto Albereſani huomo ricco , e portnte ſii ſtimatiſlimo dal Popolo di Ferrarolo,
cc ai nominato per il fiume Perrarolo, che ſcorreua intorno all'lſola . oue abiraua , 6t
and:: ua verſo Conſandolo . Quello Signore fù dal medemo Popolo l' anno 3 30. di
chiarato per ſuo Capo , onde vedendoſi caramenre amato da ſuoi Cittadini , applicò
molto al ben publica . Per il che coiifidetando che il numero de gli abitanti c gm gior
no creſceua, e che'il Pò. 6t altri fiumi haueuano depoſto in più luoghi, e C( n tal depo
ſitione ſi erano formate dinetſe lſolete , la prima delle quali era quella del Ponte , ò~
l‘oro di Alien0,che di poi ſir detta di b. Giorgio , doue la terza volta hebbe origine
Fertariola; la ſeconda detta capo di Eridano , e di poi Codrea ; la terza piùbaſla fù *
nominata Viconouosla quarta Contrapòi' la quinta Medelanas e la ſella Migliarino,l
e che tutte queſte ſi erano in buona parte popolate, rendendo vna total vbbidienza al
popolodilierrarolu , determind l’anno 334. dr mandami vo Capo per cadauna di
quelle,acciò gouernaſle quei Popoli,eli manteneliero in quella fedelta , che, dimo
ſtrauano verſo il Popolo Ferrarolo. L‘ ordine che tenne l* Alberelani per ma ndar det
ti Capi in gouetno delle mentouate [ſole ( come ne fanno fede Gio. Contrari f. to r .
e Giacomo da Marano I'om. p. lio. a. f. 67. luni ann-li) fit che li nomi degli huomi.
ni più da bene,e ſaputi. che ſi trouauano nel Popolo lcnarolo, ſi fecero porre in vn
buſſola & ogn'a nno ſi canauano fuori' di quello tanti bollettini, quanto era il numero
dell’ lſole, principiando da quella del Ponte di S. Giorgio, che eta la maggiore,e co.
ai continuando ſino à quella di Migliarino. che era l' vltima . con qUeſli requiſiti, che
quelli,che erano ſtato 'in ſimili cariche, 8t haueuano fatto con integrità il loro cflì- J
cio. erano da tutto ll Popolo onorari, e riueriti, la doue per il contrario ſe alcuno non
haueua gouernato da buon Chri ſtiano, 8t haueua uſato tiranie,al ſuo ritorno veniua
[acetato detto bolletino,ne più ſi meteua nel bullolotreſlando detto Capo ptiuo per
ſempre d'ogni ufficio, econfinato in Caſa,acciò con altri non prarticaſle . 'ſanto ne ì
ſcriuono Nicolò Caſolio f. 9 z. Geruaſìo Ricobaldi f. az. Gio. Contrari f. t oi. Gia.
como da Marano’l'om. p. lLb. z. f. 67. e Vicenz-o Calza f. i 3. ſuoi annali.
Giacomo Albcreſani fit valoroſiſlimo Capitano, e l’anno 452. andò in aiuto del Conte
Fareſto Signor di Coleone, ouero d' Elie, il quale ſlaua allediato in Pa dona dal Re
Attila chiamato Flagellum Dei, conducendo ſeco mille Fanti, e cinquecento Caual- ,
li. Arriua to che fù, attacò da vna parte l' Eſietcito di Attila. 8t il Conte ForeſioI
”ſcendo fuori della Città, vrtò con tal impeto. e Valore nell' altra parte, che per l"
oſtinata battaglia il ſangue correua per quel luogo a guiſa di vn fiume . Ciò veden
do il diſperato Re, fù forzato ritirarſi con l’Eſlercito. llbetando la Città dall' aſſedio.
Ma due giorni doppo Attila, qual canearrabiato, ritornò di iiuouo con altra gente
per attacare la medema Città, 8t vſcendo fuori di quella Foreſte Eſlenſe, e Giacomo
Albereſani co 'l ſuo eſſercito,rornarono à combattere con tant' impeto, 6t ardite. the
al Conte caddè morto il ea uallo ſotto, reſtando ti piedi, oue ſino che hebbe vita fece
valoroſiſlima reſiſtenza. Reflò Giacomo con poca gente, quale aſſieme vnita teſſrſlè
ſino al fine, ritirandoli ambe le parti con poco numero di Soldati. Entrato à pena in
Padoua Giacomo, caddèin vn ſubito morto giù del Cauallo. eſſendo ſtato ſnprL,
quello ſino a gl'vltimi reſpiri. Preſo, e ſpogliato da ſuoi Soldati,ſù ttouato, che ha
ueua ferite tali, che ſolamente il ſuo gran coraggio poteua Eno à quel tempo hauerlo
man
Dl FERRARA PARTE I.
mantenuto in vita. Di quefioÌe—ſanno ampia—mentione Giacomo da Marano Tom.
p. 11b. mf. l z 5. Gio. Contrarj f. 99. Vicenza Calza f. 76. 6t Vberto Giocoli f. x r7
ne' ſuoi anna”.
ſciouanni Albereſani huomo ſtimatiffimo dai Popolo di Ferraroia , fù l’ anno 674,.mm.
dato dalmcdcmo per Oratorc :i Papa Boono. acciò le inſinualie come del continuo
veniua il Popolo moleſtato daRauegnani, quali pretendi-.:nano che l' iſola Ferrarola,
chiamata di poi Vico Abenza.ò Voghcnza, foſſe di ragione del loro Veſcou;:to,i|chc
era ſenza veruno fondamento. poiche Papa Vitaliano, l'anno 659. haucuz conccgo;
al Veſcouato di detta [ſoia 18. Pieuc,& haueua ſeparato ſci giuriſdittioni, cioè di
detta [ſola, d'Adria, di Comacchio, di Rauenna, di Ceruia, c ”Nonantola Abba cia,
Ma per eſſere in detto tempo ſeparatala Chieſa di Rauenoa dalla Romana, procura
uanoli Rauegnani di vſurpare per forza tuttoclò, che poteuano. Di queſto ne fan-`
no ſpetial memoria Giacomo da Marano T. i.lib. 2J. 64. Gio. Contrarj f. 1 18. Vi
cenzo Calzat 75 nc ſuoi annali.
- ’Alberto delli Albereſam .Signorricco,edígran~dr-ttrina, ſù ſtímatiffimo da] Marcheſe
Azzo V…- trattando per il medemo con il Popolo di Ferrara negati) importantiflimi
appartenenti alla ſua nobiliffima Caſa . Fù dal medemo Azzo mandato per ſuo Am
baſciatoreàmoltl Prencipl, quali lo accertarono. che ll Marcheſe haurebbc da loro
quanto deſideraua . Ritornare che tù 4d Azzo ſuo `Signore. che in detto tempo ſi tro
uaua in Verona, in ricompenſa dei] operato, tùonoxato di regali dl gun valore, co
me Scriuono Giacomo da Marano T. r.llb 4.1:. 227. GlO. Contrai} k. 134. Vberto
Giocoli f. 33. eGerUaſio Rico-baldi k. 400. ſuol anoali.
Iſotta Albereſani Signora nobiliffima per le iue ſingolari wrtù,ed inſolita belirzza meri. ~
:o dieſſer moglie del Magnammo Prencipc Alberto Te'izo Signore di Ferrara, di
Modona,di Reggio, Marcheſe di Eſte dec. Queſta ſapientiſlîma Pſimípefla diletto( ‘
ſididiuerſe Scienze.impicgando tutti li ſuoi giorni ncſtudij,c doppo [4 ſu; mona‘
laſciò diuerſe ſue opere in più materie, quali u conſeruano nell' Archiuio de’òereniſ
fimi Eſtenſi. Di quefla Principeſia ne fa memoria Marco Antonio Guirini ſuo Comp. ›
Hiſt f. 364. dicendo che ſù Madre del Marcheſe Nicolò [il. la di cui ſtatua equeſtre
ſi vedealzata ſopra la Piazza del Commune . Ne fanno parimentc mentione Gio.
Contrarj f. 42 z. Geruaſio RÌCObaidif.192- 6: Orario Toſcanclla nella Genealogia
de Scremffimi Eſtenſi f. 4.1.
_ARBORE DE SIGNORÎ ALBERESANI

Gilberto x. Coſtanzo i.
Aniceto r. Guberto a.
l
Giacomo l.
i
Aniceto z.

Giouanni 1.' r
l
Alberto t,
I
Iſotta,

B z Agli*
12 ILLVSTRI PAMÌGLÌE

A gli . ſi
A Nobile, 8t antica Famiglia Agli, prima cognominata de
Laiproduſſe in diuerſi tempi molti riguardeuoli perſonaggi
in Ferrara,de quali per non hauerne ſufficienti giuſtificationi,
ſe netralaſcia il maggior numero, facendoſi ſolo mentione
v d'alcuni, de quali ne hò hauuto fondate teſtimonianze d'Au
" tori di gran credito, e fama .
g ' Giorgio Agli famoſiſſimo Dottor di Legge , e Soggetto di
g gran talento,ſù ſìimatiſſimo dal Marcheſe Alberto X. Signo -u

te di Ferrara . Coflu‘i oltre ad altre ſue attioni eroiche, per


ſuaſe detto Marcheſe à conſiituire vno ſiudio publico nella
Patria con l’Vníuerſità de Lettori, atteſiandole non eſſerui coſa , che più faceſse aqui—
ſtare l'imortalita del nome-,che li ſtudíj delle lettere , e che quei Prencipi procurano
grandi ornamenti à ſe ſieſsi, 8t a ſuoi Cittadini, per la cui cura i ben nati intellerri ſi
allenano in ſperanza di onorata eruditíone ;ll che conoſcendo il Marcheſe eſsere veó
rita‘ infallibile 5 riſolſe l'anno 1391 andarſenca Roma accrvmpagnato da 400 Nobi
liſſimi Cauaglieri , oue giuntO, ſù da Bonifacio lX. Sommo Ponteficeamorwolmen
re raccolto con dimoſirationi di ſtima non ordinaria concede ndoli la Bolla, 8c i] Pſi.
uilegio difare lo ſludio in Ferrara. Ritornato il Marcheſe alla Patria ſlabilidiuerſi;
modi per erigere lo ſludio. e nel mentre Giorgio paſsò da queſiaà miglior vita la
ſciando duoi figlioli ambidue Dortori,il primo de quali chiamoſsiGeruaſio. 8c il ſe-.
condo Giouanni.
Gervaſio Dottore Leggiſla doppo la morte del Padre ſu dal ſopra detto Marcheſe Alber
to pigliato in Corte . 6: hauendole conferito diuerſe cariche, lo dichiarò finalmente
tra Lettori Leggiſii il Primario dello Studio di Ferrara , carica à quei tempi molto -
eminente, e ſiimatiſsima . '
ì Giouanni il Fratello put Dottore di Legge , e Soggetto di gran merito, per la ſua ſingo
lare dottrina fù dal ſopra mentouaro Marcheſe dichiarato per vno de ſuoi Conſiglie
ri di Giuſiitia,e doppo la morte d'eſsn Marcheſe fù confermato in detta carica dal Fi
glíolo Nicoldlll. Marcheſe di Ferrara , quale facendone gran ſiima,ſiſeruì di lui in
diuerſi uegotij di gran rilieuo,inuiandolo più Volte per Ambaſciatore a‘ diuerſi Pren i
_ cieiñ. '
~

DI FERRARA PARTE 1. iz
tipi. Laſeiò doppo la ſua morte V0 Figliolo chiamato Aleſsandro , come aſserilce
Alcſsandro Sardi Huomini llluſiri d'italia f. 3 a7 .
Alcſsindro il Figliolo fù duomo liimatilſnno non filo dal Marcheſe Nicolò lll. Signore
di Ferrara,qualc lo volſe di continua in ſua Corte per ſuo [Upiemo Conſigliere, ma’
anche da tutti li Prcncipi d' Italia . Compoſe più Opere in verſi . e fù Macſtro del
Marcheſe Leonello, il quale lo tenne ſempre apptclSO di ſe amandulo come ſe ſtato
li folse vero Padre . Laſcio vn Figliolo, quale chiam dei.
Aldobrando . Qucſtiriuſcì valoroſo, e peritiſlìmo nell arte Militaremnde perla ſua ſin
golar virtù. e merito , il Marcheſe Leonello Signore di Ferrara , lo fece Capitano di
Caſtel Tedaldo, e della ſua guardia ;e di poi circa gli anni r44o [u mandò con 800.
ſanti. e 300. Caualli in diffeſa della Citta dl Parma la quale era mol‘eſtata da Barto
lomeo Coleoni da Bergamo ad inſianza de Veneziani; peril che ſeguendo vo tatto
d'arme crudeliſſimo ſottoderta Piazza, reſtò ‘UdObHnd) priuo d- Vita, hauendo ſino
all'vltimo periodo di ſua vita coraggioſamente combattuto. Delli ſopraderti ſog
getti ne fa mentione Bonauentura Angeli ſuol Huomini llluſiri f. i o .104.120. i z 3.
139. Ne trattano parimenre Gio. Bartilia Gil-nidi ſuoi Annalif 91.149.201. 276.
Mario Equicola Genealogia de Sereniſſima hltenſi f. 7. at. 2 9. e Aleſſandro Sardi
Huomini illuſtri d‘ Italia f. 327.

Agolanti .
, ſ i AmeCaſa Agolanti
ſcriuono hebbe la ſua
Bonauentura origine nella
Angeliſuoi Cittàilluſtri
Huomini di Rimini.co-
f. rs. e v
Vicenzo Rodinclli nel lib 3. f. 19. delle ſue Famiglie Nr bili di
Ferrara , quali concorde-mente allerilcr-no che Agolato delli
Agolanti htbbe il dominio di detta Citta . ſe bene per poco
ſpatio di tempo, per eſierli il Popolo di quella poco amorcuolfi
peril che circa gli anni 1059. ru neceilirato leuarſi, evenirc
l ſſ “ì con Corte
alla vna gran parte
della delle ſueMatilde.
Conteſſa facoltà ainFerrara , appoggiandoſi
quei tempi Signora di
l detta Città . Onde all'atteſiato de detti Autori ,ediGio.-B»triſta Giraldi ſuoi Epi
gl’ami f. 396. tù piglíato dalla medema in Corte. e creato ſuo Maggior &Pump-Cſ
ſendo ſempre ſtimatiſlimo dalla medema Contefla ,- per il che molti Autori vogliono,
che m
4
I4 ILLVSTRI FAMIOLÌE
che da quelli della Cone {alle per inuidia auelenato . Vedanſi Peregrino Priſeiani
ſue Coll. Hill. lib. 29. f. 449. Girolamo Faletti f. 376. Nicolò Caſoglio f. 97. e Gio:
Battifla Pigna i. aa 9. ne [noi annali . \,
Angelo Agolanti Figliolo del ſopranominato Agolaro , doppo la morte del Padre reüò
giouinetto appreflo alla ſopradetta Math-ide , la quale ne fece quella (rima. che hau
rtbbe fatto, ſe fiato li .folle proprio Ftgliolo. Artruato all'eta di anni 22.la indetta
Centella lo mandò con altri per Ambaſciatore ad Aleflìo Imperatore Orientale , e di
poi al Rè di Noruegia,& ad altri Prencipi , nel che ii portò cushgreggíamentemhe
ritornato alla Corte , tù ſempre da quella ,e dalla Couteisa molto ama to, e ſtimato.
Bonauentura Angeli tuoi Huomini llluflri f. r ro.
Agolato ll. il Figlíolo ſoggetto ſegnalati-ſs. meritò per la ſua Nobiltà , e valore di eſſere
dalla Contefla Mathildc creato ſuo Capitan Generale . Quello valoroſo campione
doppo di hauer militato più a nni, e diffeſe con applauſi infiniti diuerſe Piazze ſogget
te alla medema Contefla , non ſenza correre più volte pericolo euidente di perdere
la vita; Alia finel’annor torv eſſendo ſtata detta Conreſsz piùannifuori di Ferrara
in altre ſue Citta‘, le quali haueuano biſogno di ſua aſſitlenza, li Ferrareſi ſe li ribella
rono; il the inteſo dalla Contelsa , con l‘aiuto dei Sereniſſimo Prencipe Ordelapho
Doge di Venetia, venne alli danni della detta Citta di Ferrara. con por'uil’aliedio,e
di por darli fierilsrmi als-iti . Dnppo 24. giorni arriuatoli grolso ſoccorſo dallr Rauc
gnani, ſi fece vna ſanguinoſa battaglia, nella quale vi reiiò morto il ſud-etto Agolatot,
6t entrando l'elsucrto in ferrara, la iathegrò tutta, e di poi ne abbiuggiò vna gran =
parte, lpiaoando anche li due famoſiſsimi Calicllr d'Alro,e Corteſi. ’l urto ciò vrene
confermato da Gic.- Battiſta Pigna f. 9;.Griolamo Faletti t. 27 Gio: Battilta Giral
dii 1 r4. Giacomo da Marano T.a.lib. 3. f. to:. Vicenzo Rudinellr t.79.Geruaſio
Rici baldi i 339.Vietnzu Calza t 17-Mario Equicola i. 29. ſuorannali i @Bom
ueutura Angeli i. 409. ſuor Huomini illuſtri .
Giacomo il Eigliolo l'anno r r 27 ſù mandato dal Popolo di Ferrara, con 300. Arcieri in
aiuto della R epublica, di Milano contro Cumaſchi, doue in più fatti d'arme. che lotto
la Città di Corno fi fecero , diede ſaggio del ſuo gran valore. Dt-ppo due annifù
preſa detta Città da Milaneſi , quali la ſacbcggiarono.& abbrugiarono,facendola
reſiare quali affatto ditlrutra. Ritorna to di poi Giacomo à Fcrrara,con bum numero
de ſuoi ſoldati , furc no fatte dal Popolo molte allegrezze, come narrano Giacomo da
Marano T. a. f. 93. Mario Equicola f 20!.Gi0: Battilia Giraldi f. 79. Vberto Gioco
li f. ;4. e Bonauentura Angeli ſuoi Huomini llluſtri f 307. l'anno poi tr29.ſù
chiamato dalla Republica dr Firenze , al di cui ſeruitio egli andò, mentre in ella ha
ueUa il Zio fratello del Padre . per il che rellò Ferrara priua di queſta nobile Famiglia
per molti anni . Vedaſi Ricordano Malaſpina ſue Hifi 2
Si diramorono da quella fruttuoſa vite tre tralci fino dell'anno 1215. vno de qualiin
Treuiſi dominio Veneto, e l'altro in Ferrara piantò le ſue radici . ll terzo mediantui
il Caualiere Giacomo Agolanti fù trapiantato nell'llluſlrillima Città di Rimini ,oueí
hcbbe tre figlioli da Chiara Grmbacorti Signora di Piſa , il przmo de quali chiamolliz
al ſacro fonte Honoſdei, il ſecondo Gambino,ed il terzo Lotto. Trenta ſei anni doppo
che quella Caſa dimoraua nella ſopradctta ſ rtta‘ di Rimini, Honoſdei {i maritò con...
ma delle principali Dame della medema ,chiamata Gaudiana. Figliola d'Otlandino
dc Rolli Famiglia Nobiliflima . Neil‘ anno r 296. da quella fortunariſiirna coppia na
que tra gli altri vn frutto di vna Figlia, che al Sacro Fonte volleroiparentichia—
mare, con il nome dell'A ua, cioè Chiara,- e quella fù quella B. Chiara Agolanti tanto’
celebrata dalla Fama,the ſpronò Autori infiniti a ſcuuerne le di lei portcntoſe prero
gatiue. Vno di queſti iù il M. R. P. D. Gio.- Franceſco Minardo della Città di Mon`
doui nel Piemonte. Monaco della Congregatione riformata di S. Bernardo, ii quale
deſcriſſe la ſua vita, intitolandola : Le Tenebre illuminate nella vira della B. Chiara
Agoianti Monaca , e Fondatrice del Monaſteto della Madonna degli Angeli della
Città
T
‘DIFERRARÀ Parere l. "ì ’rs ' ‘i’
-cnra di Rimini Stampata in Bffigna per Giacomo Monti l’anno :6; r.di queſti . tre ì'
ò quattro Rami nc ſcriuono li qui ſotto notati ſcrittori cioè Gio.- Villani, il Boeaeeio,i
~ . Vicenza Barghini, Gio: Bonifacio nella Storia Treuigiana , Vliſle Aldrouandilſloria A
naturale i Ricordano Malaſpina Hiſt. di Firenze , L leuientino C lementini T. ire z. ì
Pietro Creſcentio Corona delle-Famiglie lllulrrr d'lralia. 8t:. Che però tralaſcio di .
ſar memoria delli ſoggetti di queſia famiglia,quali nö ſono ſtati Cittadini di Ferrara.
ha uendomi ſu'l principio proteſtato di non voler ſcriuere ſe non di quelli, che hanno
dimoraro in Ferrara . Î
Giouanni Agolanti Figliolo di Geruaſio cla-Firenze ritornò l' anno r a 5 r. à Ferrara. eo- ñ
nolcendo eſſere queſta Città “Campidoglio , ſopra il quale trionfato hauea la ma- ~
gnificcnza de ſuoi Anttceſiori . Accalati ſi dunque in detta Citta’,diedc in pochi an- `
ni ſaggio del ſuo valore cori al Popolo. come al proprio Prencipe,che in detto tempo
era il Marcheſe Azzo di tal nome nella Sereniſſima Caſa d’Eſte il lx il quale ln pi.
glio alla ſua Corte, facendone ſtima n m ordinaria ,e ſervendolene nelli affari più ri—
i leuanti. L'anno poi t a 54 ſapendo il Marcheſe, che la Comunita di Ferrara. godeó -
ua diuerſe polieſſioni,le uali di ragione ſi aſpetrauano a lui medemo,&erznonella
` Villa detta del Migliaro orto la Dioceſi di Ceruia , dererminò che il ſudetro Giouan
r ni ledomandaileai alli dodec'r Sauij ,come al ſuo Lapo, ed a tutta la Nobilra di eſſa. -~
il che Giouanni intrapreſe , con tanta dilinunlrura . che il lopraderto Magiſtrato,c,
'Nobili, tralaſciata l'vrilira della Republica . reſtiruì pri-nramenre tutti li ſopra nomi- ,
nati beni al Marcheſe,comc a' vero e legitimo Pdtſiinc . Vedanſi Giu.- Bartiſia Gira] e
di f. 69. Giacomo da Marano T i. lib o. ſ. aaa. Gio.- Contrari r 4a, ne luni annal i
mori queſto mcrireuole ſoggetto l‘ anno i 370. laſciando due Figiioir, Clſ‘è Agolan -
to,e Fantino hauuti da Liuia Guardini Figllola di Giacomo Nobile Br›|ognclc,c ſù
ſepolto
nn medemo
nellaadi
Chieſa
a’. Nuucmbrc
di S Mariaindal
detta
Vado,
Chieſa
come
in appare
lode di da
queuoGiouanni
vn'Urarinne recirara
dal Dottor
l'an '

Paolo Landi .
. ,Agolanto AgoiantiFigliolo del ſudetroGiouaoni ſh huomn ſingdareáammeuoliſli -
mo verſo i poueri; che però pra- la ſua gran boom. Virrii , e meriti rù dal Marcheſe
Obizo d'Eſte Signore di Ferrara farro Goucrnatorc della ſua Carte doppo la morte
d'Aldigcro da Fontana , che ellercltaua detta carica circa gli anni 1270. maneggio i
detta carica molti anni con gran prudenza, e iù vno de più ſegnalati huomini,che
fi tiouaflero in quei tempi; mori l'anno i296. in concetto d’ hoomo di S. Vita, hauen
do prima diſlribuitoà poueri tuttocio, che poſſedeua, onde ſu dal Popolo indifferen- ,
temente pianto. Laſciò vn Figliolo nominato Giouanni hauuto da Liuia Berlin'
ghieri figliola di Berlinghiero deBerlinghicri vnn de dodcci banij di Ferrara in detto
tcmpo,come appare dal ſuo Teſtamento rogato per manodi Scipione dalle Alle 6-;
gliolo di Ga ſparo. Fanno di ciò mentione Gli-:Contrari ſuoi annali f. l 04. Gio.Bat- ì,
tiſra Giraldi Orarioni diuerſe r. 490.Bonauenrura Angeli Huominí illuſtri f 214. `
` Fantino ilfratello Dottor Leggiſta, &hMo di gran ſenno, tù mandato da Obizo Vl ‘i
Marcheſe di Ferrara, di Eſte, Ancona, Verona &c- nel i 28 r. e Signore di Modena , e
Reggio del ras 6. per ſuo Reſidente a‘ Filippo ill. detto l? Audace Re di Francia , e dif
Naua ra circa gli anni i 270. oue in detto tempo mori a quella Reggia_ . Gio. Battiſta*
Giraldi‘ ſuoi Bloggi f. 3 2 9. " -
ì Giouanni figlíolo d'Agolanro Agolanti, Dottore períriſſimo nelle Leggi . per la ſinger.;
lai* ſua Dottrina ſii dalla Republica di l-irenze addimandato da ObiZo Marcheſe di;
Ferrara , quale benche mal volonrieri vedeſſe priuarli di in tanto ſoggetto , pure per
paſſar con quella di buona corriſpondenza, non ſeppe , ò non Voiic riegarglieio . Pal
ſato dunque Gíouanni al ſeruitio di detta Republica . e conoſciuto per vno de più ſin
golari ingegni. che in quella foſſe, fù dalla medema impiegato nelli affiri di maggior
rilieuo, trattenendolo appreflo di ſe lino all' anno l 347. nel uale paſsò da qlletia a
miglior vita con ſpiacimenro vniuerſale della medema Repu licaJai'ciaudo _un figlio
' v lo
*‘—
16 ILLVST'RI FAMIGLIE
lo nominato Fantino- Di qUeſto nc ſeríuono Giacomo da Marano ſue Hill. f. 97. Ma
rio Equicola Geneologia de Sereniffimi Eſtenſi 49. ` ~ *
Fantino ll. ll figliolo doppo la morte del Padre ntornòà Ferrara circa gli anni 13 57.
ñ conducendo lcco il Paterno cadauue, quale con ſolcnniflima pompa fece ſepellirL)
nella Chieſa di S. María dal Vado,nella quale fù recitata vna dottiflima Oratíone da}
Rodolfo Falzagaloni Dottore, e nobile Ferrareſe, quale_ (là regiſtro” nelli attuali dl
Gio. Contrarj f. 307. 308.- e 309.
,Fantino 3. il Figliolo ſù nel 1370. r
Antonio r. e Fantino 4.FigliolidelſudettoFamino 3.‘
Giouanni, Giacomo, Ceſare,e
Antonio z. ambi fratelli,e figliolidi Fantin”.
Gio. Maria r.flgliolo di Antonio 2.
Ventura r. Antonio 3. Franceſco, 1. e
Agolaute ambi Fratelli, e Figlioli diGio.Matia 1.’- ›
Paolo nfigiiolo di Ventura x.
Giacomo 1. Ceſare r.Giouanni z. Alfonſo, Ventura z.:
Lodouico t. ambi Fratelli, e Figlioli di Paolo rñ ,
Franceſco 2. Alfeo, eLodouieo z.viuentc,ambi Fratelli, e Figlioli di Giovanni z;
ì Fra queſtí alcuni ve ne furono di non ordinarij talenti, come
: Ventura]. qualeà ſuoi tempi fù vno de più legnalati Leggíſti , che hauelie la Città di
i Ferrara,efùintaoto concetto appreſſo li Sereniffimi Eitenſi, che di lui (i fcruirono
nelli affari più importanti, come ne fanno fede Vgo Calefini f. 307. ſuoi annali, 8c il
P. Abbate D. Antonio Libanorí nella ſua Ferrara d’oro Parte p. f. 136.
Agolante Agolanti il Fratello. lù Dottore dell' vna, c l' altra legge, gran Filoſofo , e
Theologo, e tanto ſlimato da Prencipi d' ltalia,che da efli fù impiegato in carichu
più rileuanti - Vedaſi l' Abbate Libanori nella ſua Ferrara d'oro p.p. f. 1 36.
Ventura 11.6 Bona uentura Figlíolo di Paolo fù Canonico della Cathedrale, 8t huamo
di non ordinario talento. La ſciò molte, e degne memorie di coſe occorſe in FerratL..
qua l i’ però non ſi sà ſe ſiano appreſlo à ſuoi luecelsori,ò pure nell'Archiuio della Cat
tedrale . il Libanori Ferrara d'oro p. p. f. 1 36. A ’ ›
Lodouico oggidìviuente è Dottore dell'vna. el'altra Legge.`
ARBORE DELLA FAMiGLlA DE slGNOR! AGOLANT!.
Giouanni r. in Ferrata la”,
l
Agolaoto l- n70.
l
Santino 1. n”. fi.
F l we’
:w- Gionanni a. 1347- 5°*
. t W. ~`
Fantino z- 1360.
l
Fantíno 3. m nel 13702
——--.

Antonio r. e Fantino 4

Grouznni 3. Giacomo r. Celare r. Antonio 2-‘


l
Gio: Maria.
—— -ól— _
I .
Ventura t. Antonio 3. Franceſco. Agolanteì
l
Paolo
l i . ..
Giacomo z. Ceſarea.. Giouannì 4 A'ſſonſo, Ventura z. Lodouico t
_— ó—l—-ó

Franceſco, Alfco. Lodouíco z. viuente.


l
Giouanní s. viueute.
Ago
-Î _1.— M “—— ü-—
, DI FERRARA PARTE 1. r7

Agoſtíni .
A quefla nobile, &onor-ata famiglia vſcirono in diuetſi Seco
lr anche diuerſi ſoggetti,de quali con breuità farò mentione.
ſenza formarne Albero, ue altro, per non eflcrui Più in Ferra
ra alcuno di eſſa.
É Eugenio Agoſtini Nobile Pancſe venne io Ferrara circa gli
ì_ b_ anni 92 3. ſotto il dominio del Marcheſe Azzo Eſtenſe, come
4- ‘ſi‘ atteſtanoGiacomo da Marano T. p. f. 27. e Geruaſro Rico
‘ baldi' f. :09. ſuoi annali. Del valore di queſto eſſendo a
‘ pieno informato il ſudcrto Marcheſe, lo creò nell’ anuo me
demo Capitano della ſua guardia. e ſdegnato con Papa ln- i*
noeentio lo conduſſe ſeco à danni di molte Citta‘ d’ lralia.ouein diuerſì fatti eom—'
battendo waloroſamcnteJaluÒ più volte la Vita al medemo Marcheſe , come ſcriuc
Bonauentura Angeli ſuoi Huomini illuſtri f: 49.
Aleſſandro Huomo fingolatiffimo meſſe in dubio ſe foſſe più riguardeuole la ſua nobiltà.
ò ammirabili le ſue Virtù . Fù così ca to al Sereniſſimo Duca Borſo, che in ricompen
ſa de ſuoi meriti. ſu dal medemo creato ſuo Secretario Secreto l' anno 145 z. Andan
do di poi l'iſieſio Duca à Roma, lo volſe di continuo appreſſo di ſe , ſcruendoſi de ſuoi ,
maturi conſegli,e nel ritorno da Roma lo rim'unerò con mille ſcudi di entrata annua 'l
durante
furono flimate
ſua vira,ininueflédolo
prezzo di dieci
di poimilla
di alcune
ſcudi.
rerre
Doppo
pofle lanella
morte
Maſſa
di Borſo
ſuperioríc,
, che ſeguì
quali f

adi ao. Maggio l'anno 147:.ſueceſie Ercole l. Duca di Ferrara , dalquale Aleſsau—'
dro ſu confermato nella medema carica di Secretario ſecreto . Tanto ne aſseriſcono;
Vbertp Giocoli ſ- aor- Vgo Caleſíni f. a 9. ſuoi annali , Gio: Battifia Giraldi Orat.
diuet. .47x. ` ~ -
Giulio Agoſtini Caualierc di gran ſenno, eperitiſlimo nell'arte mlſÎtÌl'CJÎl ſuprcmm
Conſiglietedi guerra delSeremſIímo Signor Duca Alfonſo I. e dal medemo così‘
ſtitnaro,ehemai deliberò coſa alcuna,benche minima, in ſimili affarri, ſenza l’ intie
ro aſsenſo di detto Signore . ln tutte le guerre , che hebbe il medemo Duca, ſiportò
Giulio così generoſamente, con conſcgli , e con operationi, che nelle maggiori ef! la .
i mirà,& anguſtie, reflò il Duca ſolleuato, e vittorioſo. L’anno poi i; io. ad! primo;
c z A8.“
C: *i* v

18 ILLVSTR! FAMÌGLZB
Agoſlo ha uendo Pa pa Giulíoi l fatto condurre le Fa utarie della Chieſa :ì Folla Zi
mola , per dare il guaſto, c ſaccheggiare il Ducato di Ferrara; queſte doppo di baucr
fatto vn groſso bottino,& occupato quel luogo, ſlauano con il loroCapo entro di cis>
ſicure , troppo confidandoſí della loro braura , e della fortezza delſito . in quello
mentre il Duca aſſieme con Gulio, hauendo chetamente meſſi in ordine rurti gli
huomini d'armi . e Cauallileggierí , inſieme con buon numero di Fanreria, da mezza
notte, gettato in vn ſubito in quella fnſsa vn ponte ſopra molte naui , aſsaltò all'im
proutſoi nemici, e con tanta felicità gli ruppe. e miſse in fuga , che racquiſlò rutto
quello, che i nemieigli haueuanorolto del Ducato di Ferrara. ln queſto s'impor
tante fatto , Giulio ſi portò così glorioſamente,cheſi contentò perdere la vita , acciò
rellaſse i] ſuo Prencipe vittorioſo. Per il che conoſciuta tal verita dal Duca,e Pren
cipi Eſtenſi, come anche dal Popolo di Ferrara. fil da tutti teneramente pia nto,e dop
po le allegrezze fatte dalli medemi per tal vittoria, il Duca fece dare follenniſſima ſe.
poltura al ſuo eadauere. Fanno memoria di queſto Nobile ſoggetto Gio.- Battiſta
Giraldi ſuoi Eloggi f. :z 7. Vgo Calcſìni f. ros. Vicenza Calza f. 30,-. Giacomo da
Marano ’l'. 2. lib. z z.f 429. ſuoi anna li . Ne ſcriuono parirnente Bonauentura Angeli
f-zor.ſu0i Huomini llluſlri . e Gio: Battiſta Giraldi 4-di'tal nome,detto il Nobile,
. nel ſuo Commentario delle coſe di Ferrara f. r z r.
, Lodouico Agoſtini ProtonOtario Apoſtolico,ſi dilettò di molte ſcienze, 8: in particolare
della Muſica, alla quale la peua eſSere molto inclinatoil Sereniſſimo Duca Alfonſoll.
‘4 quale ſe ne ſerui poi inaltriimportantiſſimi impieghi. come nota il Guarini Comp.
Hill. f. r5 5.8: anche il Padre AbbateLibanori nella 3. p. della ſua Ferrara d'oro f. 195.

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… . lſcordano gli ſcrittori in traeeíar il loco; nelquale liebbeprió.
* gine la nobile famiglia Aidoni, peroche alcuniſi perſuaſiero
derruarc dalla Città di Tripoli, 8t alrri ſiimarono prouenire
da Mantoua, per eſicre certo che da queſta Citra` l'anno :.3 5 al
fu chiamato a‘ Ferrara Antonio Aidoni Canal-'ere dizgran
ſtimadal Marcheſe Alberto Eſtenſe Signore di Ferrara . La
verita però è che il primo che di queſta Famiglia veniſſe ad
abitare w Ferrara fù Nicolò Aidooi da Tripoli ,quale hcbbc
VnFrg‘liolo chiamato Antonio , che per affarri rileuanri ſi
1 _ _ ritirò a Mantoua circa gli anni1340.edoppo la morte del
Padre fù ”ceh-amato a Ferrara dal ſudetto Marcheſe l'anno 13 5 a. il che diede moti- l

——.
Dl FERRARA PARTE ſ. l"
uo ad alcuni non ignobili ſcrittori di credere , che da Manroua deriuaſſe la \lobile
Famiglia Aidon‘i , non anerrendo che prima haueſſe allignato in Ferrara, e che ilric
chiamare che fece Antonio il Marcheſe Alberto , detiuaſie dal non volere folle priua
ta Ferrara di vna Famiglia tanto Nobile. ericca, non eſſendo mai ſtata altro l’inten
-tione de Sereniſſimi Eſtenſi , che di agguerriie Ferrara delle più llluſtri Famiglie , ac
ciò foſſe ſempre fra le altre famoſiſſima. e di onorare la ſua Corte di qualificati ſogget—
ti per gloria immortale di ſua Sereniſſima Caſa , come tutto ſi può vedere in Filippo
Rodi T. a. f. ra i. Eloggi Seteniflimi Eſtenſi ,e T. r_. lib. 3. f. 145. Famiglie Nobili di
Ferrara; Bonauentura AngeliHuomini llluſtri f. ior. Antonio Panccio Padouano
f, 4r4. Mario Equicola f. i 20.Giacomo da Marano 12a. f. 4p.ambi ne ſuoi annali
Marco Antonio Guarini ſue memorie Lago .
Nicolò Aidoni ſùnatiuo della Città di Tripoli. Coſiuì hauendo gran tempo oſſeruato
che la ſua patria lmembrara in diuerſe parti, eſattioni,ſtaua in continue diſcordie
ciuili , dalle quali ogni giorno naſceuano vcciſioni tali. chela Città ſenſibilmente deñ _
clinaua sì di Popolo,come di fabriche riguardeuoli, quali reſiauano incendiare dalle
parti predominanti , e dubirando che perciòin bieue reſtarebbe affatto la Città di- b
ſtrutta,come in effetto auenne l'anno ”9 i - nel quale come atteſta Filippo da Berga
mo f. 304.fi1 da Maleſchaſarh gran ſoldano ſin da fondamenti diſtrutta, deliberò cir
ca gli anni ia89. portarſi, con le ſue facolta‘ in Italia . Quiui intendendo .che il Po
polodi Ferrara viucua in vna tranquiliſlima pace . e che il medemorcra compoſto del
le più Nobili Famiglie dell'Vniuerſo , che da diuerſe parti di quello ſi era no traſpor
tate in Ferrara.per godere con ogni libertà,ſicurezu, e pace i loro haucri, ſi tra nsſeiì
ancor elli nella medema Citra l’anno i 302. ſotto il Dominio del Marcheſe Azzo x.
quale conoſcendolo per huomo degno di ſtima non ordinaria , lo pigliò in ſua Corre
per ſuo famigliare , e ne fece ſempre gran conto, come lcriuono gli ſopra allegati
Autori. ‘
AntonioilFigliolo Canaliere prudente , e ſtimariſliaio da gli Eſtenſi ,ſii ſauoritiſiimo
dal Marcheſe Nicolò l. Figliolo di Azzo X. quale lo mandò a Manroua l'anno r 3 36.
per rratrarcalcuni aggíuſtamcntì tra li Pogliani . e Gonnghi, come riferiſcono Ber
nardino Corio. e Mirio Equicola ſue Hiir. di‘ Mantoua f a4. Raffcrratre le coſe, trattò
poi. econcluſe il Matrimonio di Beatrice Gonzaga .figliola di Guido , con il ſudetro
Nicolò ſuo Signore, e la conduſſe a Ferrara , con ſollenniſſima pompa. Si mari.
tò di poi Antonio in Manroua . con vna delle principali Dame di detta Città, nella
quale dimorò per moltianui,ſino a tanto che doppo la morte di Nicolò ſuo Padre,
fù chiamato a Ferrara l'anno I ;Ja dal Marcheſe Alberto . ilquale lo perſuaſe a con
dur ſecoturta la ſua Famiglia , e lo tenne di poi ſempre in gran ſiima . Giacomo da
Marano T. r. lib. 9. f. 330.Gio.-Contrarí . 175.(;cmauoRicobaldì f_37,M,-|rjg
Equicola f. [02- Gio.- Battiita Pigna-f. r i7.ne ſuoi annali . -
Nicolò il Figliolo merito di eſſere arrolaro nel numero de quattrocento Cauallieri, che
l’ anno i 39i. il Marcheſe Alberto d' Eſſe Sig. di Ferrata conduſſe a Roma, oue da Bo
nifaciolx. Sommo Pontefice amoreuolmenre, e con gran pompa raccolto, ottenne
la Bolla, e Priuilegi dierigeiein Ferrara lo Studio Generale di tutte le buone arti,
e ſcienze. Marco Antonio Guarini ſuoi Com. Hifi. i
Marcelloil Fratello ſoggettodigran ſenno fùdal Marcheſe Nicolòllſ.d’Eſie manda
to per Ambaſciatore a Bonifacio IX. per negotij importantiſſimi di ſua Corte,dal qua
le ne riportò quanto deſideraua. L'anno poi i407. il medemo Marcheſe lo mandò con i
altri `(Iyauallieri a confini dello Stato per complire con "Alfonſo figliolo del Rè di Por- l
togalio. quale ritornaua da Gieruſalcme, dalli quali accompagnato a Ferrara, ſi‘i al
Porto di S. Biagio incontrato,e riceuuro dal Marche-ſc, che ſeco haueua ſopra cin
quecento Cauallieri ſuperbamente veſtiti,da quali fù accompagnato al Reggio Pa
lazzo,oue alloggio più giorni. Doppoqueſtol' anno i413. adi 5. Aprile partì du!
Ferrara il Marcheſe Nicolò per andare al .Santo Sepolcro, e conduſſe ſeco Marcello,
q_ “Q.
c z quale
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zo ILLVSTR] FAMIGLIE
qllalc morì nel viaggio . Tanto ſcriuono Vgo Caleſiui f. 79. Geruaſio Ricobaldi foi.
[22. ſuoi annali.
Vgucione il ſigliolo ſoggetto di gran valore. emerito,fù perle ſue rare virtù dal Mar.
chcſe Nicolò [Il: dichiarato Conſigliere di Stato, ſeruendoſi anche del medemo in...
molti altri rileuanti affari. L' anno r4r4. lo inui‘ò a confini dello Stato ad incontrare
Papa Giouanni,quale adi r8. Febraro conduſſeà Ferrara. Arriuato il Pontefice al
` Monaſtero di S. Antonio, fù riccuurc dal medemo Marcheſe, e di poi montatoſopra….
vna mula bianca, qualeil Marcheſe reneua per _ia briglia da vna parte, e dall’ altra
Vgocione Contrari, fù accompagnatoal Duomo. e di là alle ſiaiize Reggíe , nelle
qualíallogiò ſei giorni. Parri poi ill’onteſice adi a4.. detto da Ferrara per Bologna
accompagnato dal Marcheſe,e da tutta la Nobiltà con la maggior parte del Popolo
ſino al Pò, oue entrato nel gran Bucintoro de Scieniffimi Eſienſi, ſù ſeruito ſino à Bo
logna da Vgocione Contrari. e dal medemo Vgocione Aidoni, cime ne fanno ſede
Gio.C0ntrari f.2oi. Giacomo da Marano lib.4. f. 19 i. Vicenzo Calza f.97. Geruaſio
RÌCObaldi f. 73 Gio. Bittiſta Pigna fol. 303. Vicenza Rodinelli f. 90- Gio.Battiſia
Giraldi f. 1 2 6 ſuoi annali, Marco Antonio Guarini f. 23 5. ſue memorie Hiſiociche.
Nicolò il fratello Prelato di gran ſiſma ſeiui per maggior o' hUOmo Giouanni XXll. dec
- to XX…, Sommo Pontefice. appreſſo il quale viſſe ſempre in gran credito. V30 Calc
ſini f. i 97. Gaſparo Sardi f. 79. ſuoiannali .
, Marcello ll. figliolo di Vgoeionc ſù valoroſo Soldato, e ſotto il gouerno del Marcheſe
Nicolò lll.eſlercità molte cariche. L'anno i44x.adi primo Settembre andò con il
medemo a‘ Milano, della quale Città era fatto Gouernatore; ma poco maneggio ſimil
carica, poſciache aſſalito da male improuiſo, ſii in breuiffimo ſpatio di tempo priuato
di vita non ſenza ſoſpetto di veleno . Ritrouandoſi adunque il ſudetto Marcello a lla
morte del ſuo Prencipe,gli aſſiſlí ſino a gl’ vlrimi reſpiri,e di poi datone parte à Fer.
rara. fece imbalfamare il cada uere,quale entro di vna Caſſa, aſſieme con l' interinra in
un'altra. accompagnòà Ferrara, oue ſù ſepolto nella Chieſa de gli Angeli' nella Ca
pclla maggiore. Tutto ciòaſiericono Gio. Cent rarj f. a a7. Vicenza Calza ſol. 12.8.
Vgo Caleſinif. r7i. ſuoi Annali.
Gio. Pellegrinoilfigliolo ſù Gentilhuomo ricchiſſimo, hauendo d’ entrata ſopra cin
quanta milla lire. A coſtui per hauei- detto male in publico sù la Piazza di S. Marco
in Venetia,del Duca Borſo ſuo Prencipe. furono dal medemo confiſcati .tutti li beni, i’
con ordine eſpreſſo che ſe da tre giorni in sù foſſe ſlato trouato nella Citta, foſſe leci
to ad ogn' vno l' veciderlo . Ciò ſentendo Gio. Pellegrino, e conoſcendo di hauere
rauemenre errato,ſi pa tti dall' Officio de dodcci Sa urj, de quali in detto tempo era...
Giudice Paolo Coſiabili,e con vua corda al collo andòà dimandar perdono al det
to Duca nella ſua Camera, proſlrandoſi homilmenteà ſuoipiedi , ilche vedendo il
Duca, con quella grandezza d’animo propria de Streniſſimi Eſienſi, l'accolſe, Br ab
bracciò,eperdonandole l’ingiutia. le fece reſiituire tutto ciò , che le haueua fatto
eonfiſcarc. Marco Antonio Guarini ſue mem.Hiſt.f` 130. Giacomo Cagnaccini f. ,
39. Vicenzo Rodinelli f. izo.Glo.Contrarj f. 203-8: altri ſuoi annali. -
Di queſta Famiglia per quanta diligenza io mi habbi fatto, non hà trouato altro degno
di memoriamnde ſolo portò il ſeguente Arbore . - ‘g
ARBORB Dial-LA FAMlGl-IA DB SiGNORI AÃDONH
Nicolò Primo in Ferrara del 1303. ` ~
7 . ` f Antonio i. 13”;
Nicolò a. 13,[- Marcello I; "‘ ì'

i ~ . goeione r4”. Nico 3. ,

Marcello a. 144!;
l .
Gio:Pcllegrino ”61.

# :ñ— - ñ
Al—
DI FERRARA PARTE l. 2.!

J" ' ~ ‘ f‘

Aldrglerl .
, Onauentura Angeli ſue Híſtorie di Parma fà mentione di mol
~» ì ti ſoggetti,qualr in piùtempi lonc fioritirn queſta nobiliſſi
ma Caſa,ma per non eliere queſtr di Ferrara, li tralaſcio,fa
cendo ſolo memoria delli quì ſottonotati, che veramentu
, - v hanno habitatoin Ferrara;
’ " ñ Alberto Aldigieri da Fontana Caualicre dl gran portata,eric
` ` chiflimo,venne adi 27. Aprile ”89. in Ferrara ſotto il do`
minio del Marcheſe Azz: ,quale lo pigliò in ſua Corte facen
done ſtima non ordinaria non meno perla ſua Nobiltà, che
' per il ſuo cmincnte ingegno,facendoſi di lui honorata men
tione da Stefano Veſcouo di Ferrara in vna ſua tranſattione fatta tra elio, e Giouan
ni Vicedomino di Mantoua . Queſto Alberto fù quellochecon tanta diſinmiltura , e
prudenza trattò,econcluſela riconciliarionc di Enrico VI- imperatore con la Città}
di Ferrara,come notano Nicolò Caſogliolrb 5 f. 7o. Giacomo da Marano Tom. p."
f. 4or.Gio.Contrarjf. i7z.Gio.Battiſta Pigna f 97 ſuoiannali.
›- Gibetto il figliolo,doppola morte del Padre lù dalla Città dichiarato Conſole, dignità
in quel tempo molto ílimata,ſtantc che non (iconſeriua ſe non á più principali, e pzù
gudeptiCaualicti. Bonaucnrura Angeli Huomini llluſtti f. 309. Guarini Comp.
i“. c 7!.
Paolo ilfratello Cavaliere di rigua'tdeuoli talenti , ſù dal Marcheſe Azzo VlIl. fartoi
Capitano della ſua guardia,e ville ſempre in molta Rima appreflo il medeſimo. Gio.
Contrar) f. taz. Guarini f. 27. ſue HlſtOÎ'ÌC.
Enrico ſigliolo di Giberto à nome del MarcheſeObizzo VLtratrò la Pace'tra Na po della '
Torre GouetnatorediMilano,eCotadino di Sueuia nipote di Federico Imperatore. L';
anno 1 a 67. trattò parimente i] matrimonio del ſud. Marcheſe con la egreggia Donna‘
Giacomo dal Fliſco Nobile Genoueſa , e di poi fù mandato à Gencua dal Marcheſe à
pigliare, e ſeruirc laSpoſa per il viaggio. M1 pare degna di memoria la pompa.l
con la qtrale fù riceuuta queſta Signora . Partita da Genoua con ſuperbiffima Crvrte,}
6t accompagnata da molti Baroni, venne à Ferrara ſopra vn grandiſſimo , e Nobilírſ.i
mo Bucintoto coperto, con panno d* oro . e con vele di varij colori, con il fondo pur
d'oro, il che per rifleſſo de raggi dc] Sole rendeua tanto ſplendore , che abbagliaua l.;
viſia à riguardanti. Accettato il Bucintoro ad vn ponte fabricato sù il Porto di s.
.—--…—`
Paolo,
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_x ‘—îà- omoum
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’ 73?": NW È o"AVA
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zz. ILLVSTRI ÎAMiGLrE
Paolo, il quale ſi eſtendeua ſino al mezzo del Pò,ſileuti>dal|a nauelaSpoſa,con la
ſua cr mitiua di Dame, e Cauallieri , auantilaqualeſi preſentòil Marcheſe corteg- ›
giato da duecento Cauallieri riccamente veſtiti, e complito, che hebbero, ſi ritirò,
dando luogo alla Spoſa di montare ſopra vna belliſſima Chinea ſotto vnbaldachino
di panno d'oro riccamente rempeſiaro di Gioie . L'habito didetra Signora era di
brocato bianco freggiato di precioſiſſimi ricami , 8t in capo hauea vna beretta con vn
Gioiello dalla parte ſiniſtra di gran valore, e ſopra. alquanrc penne di due colori. cioè
bianche,cdi color di foco. Auanri carninauano due ccmpagnie d'Arcicri , doppo
qualiveniuano venti quattro Paggi , con altre tantiSraffierr Veſlití di raſo bianco,e
roſſo,che le ſtauano per fianco. .Seguiraua la Spoſa poco lungi il Marcheſe ſeguitato
da tutti li Nobili à Cauallo, e da vn' infinita moltitudine di Popolo , che faceua alle
grezze ineſplicabili. Atriuati che furono alla Corre , Enrico Aldigieri leuò la Spo
ſa giù della Chinea , e l'accompagnò alle Reggie ſtanze , ouc licentiatoſi,ſì rititòà
ſuoi alloggiamenti per prendere vn poco di ripoſo,- ma nell'iſieſſo li ſopragiunſe vn
male all'improuiſo , che in vn ſubito lo priuò di vita . Fù queſto grand'Huomo tene
ramente pianto sì dal Marcheſe, come dalla Spoſa ,e da tutta la Corte,e Popolo, del
quale, e della Corte era fiato Goucrnatore più anni . Vedaſi Gaſpare Sardi ſue Hiſt.
t.75.Bonauenrura AngeliHiſtorie di Parma . GimBatriſia Pigna f. 231. Geruaſio
Ric( baldi f. 123. Gio.- Contrari f. 87. Giacomo _da Marano T. Li. 141. Vicenzo Cal
Za f.4r. ſuoi annalr,Marco Antonio Guarini f. 71. Comp. Hifi.
Ludovico il Fratello ritrouandoſi alla ſua morre,reſrò talmente confuſo, e lo pianſe così
teneramente,che in pochi giorni per tal cauſa paſsò da queſta ri miglior vita . Nico
lò Caſoglío ſuoi annali f. 3 r 6.
Nicolò pur Fratello Gentilhuomo di Rinaldo llI. Marcheſe di Elie , e di Ferrara , 8c
_—
anche di Ancona nel 1317. fù dalmedemo mandato l’anno 132:. per Ambaſciatore 4
alla Republica di Firenze per negorij importantiſſimi della ſua Sereniſſima Cala-dc]
che ne diſcorre diffuſamente Gio: Battiſta Pigna ſue Hill. f. 246. 247. e anche Gio.
Conrrari f. 317. Viccnzo Calza f. 73.Gcruaiio Ricobaldi f. 79.ſuoi annali .
Guglielmo Figliolo di Enrico ſù valoroſo guerriere , e doppo la morte del Padre, ſù dal
Marcheſe Obizzo Vl. dichiarato ſuo Luocotenente Generale l' anno 1271. e man da~
to dal medemo a Ponranara, e Malalbergo contro Bologneſi. quali erano venutiper
occupate detti luoghi. e leuare le valli aiſudflto Marcheſe. Ma Guglielmo hauendo
con lui tre milla Fanti, e cinquecento Caualli, oltre alii paeſani circonuicini pigliò
nel mezzo lr Bolognaſi. facendo rale ſtrage del loro Eſſerciro, che pochi ſi ſaluarono
conla Vita,& in quello modo liberò il Paeſe dall'inſidie de Bologneſi . Di poi per
certidiſguſii paſſaticon ilſudcrto Marcheſe, ſe nc paſsòà Firenze, piantando Caſa
in detta Città, e da ~:Wella nc ſono vſcirí molti ſoggetti, de quali fanno meririonL)
molti [fioriti. Gio.Batriſia Pigna ſue Hrſt. f. 246. Giacomo da Marano ’i‘. p. f. 245. ñ’

ſf‘tmi annali,Bonauentura Angeli ſue HſſtOſlc di Parma, e ne ſuoi Hucmini Illuiiri.


. 414.
Paolo con il FiglioloGiberto del 1330. ſir Capitano del Borgo di San Donino per la
Chieſa, Olic per molto ſpatio di tempoſi diffeſe valoroſamente, ma aſlediato da Pie
tro Roſſi Vicario di Parma, e ſoſienuti diuerſi aſſalti, mancando” finalmente li viueri,
fù neceſſitato aſſieme con il ſigliolo renderſi prigionieri al ſudcrto Roſſi, da] quale fu
ronocondottià Parm1,emeiſiín prigione. Alla fine poi dell’anno. Marſiglio Roſſi
fratello di Pierro , maritò vna ſua Figliola ad Vberro Pallauicino , che ſii poi Padre
del Marcheſe Nicolò,8t eſſendo in allegrezze :urta la Citta per vedere , con legame
diaffinita congunte due delle prime Caſa di Parma ſi negoriò ilriſcato , 8c alla ſine
del meſe diGcnaro ,l'anno 1331. fùconcluſo,laſc`randoſi dal Legato Orlando, e da
Pietro il Fratello del Re Beltramo, Paolo Aldigieri, 8t il Figliolo , con altri di conto.
B-anauenrura Angeli Hiſtoric di Parma .
Giberto Figliolo di Paolo fù Capitan Generale del Marcheſe Obizzo,ſoggetto di gran
valo
-óñ
DI FERRARA PARTE 1. zz
valorc,e ſtimatiſſìmo
moria . L’anno 1333.daa‘ tutti li Prencipíil perle
di r4.Aprile Legatoimpreſe che fece
Apoſtolico degne diper
diBologna, etcrpriuarci
na me.,v .

di ſtato il detto Marcheſe , dt eſtinguere tutta la di lui `Sereniſſima Caſa mandò vn


formidabil'Erſercito ſotto Ferrara, augmentato , con' tutto l'Eſſercito di Giouanni Re
di Boemia, 6t aiutato da Raucgnani, öt Argentani; il che ſapendo il Marcheſe, deli
borò di addimandare aiuto ad'AzZo Viſconti, 6t à Maſtino della Scala, il di cui Fi
glio Cane della Scala venne in perſona , con tre milla Caualli, e dieci milla Fanti,
qualiarriuati à Francolino, Caneauuisò il Marcheſe della ſua venuta,- per ilche ve
dendo il Marcheſe eſſerſi arriuato così Nobile ſoccorſo , deliberò di voler dare la bat
taglia all'Eſſercito nemico. Meſſa adunque aſſieme la gente della Citta , andò con
impeto guerrierc ad aſlaltarc le ſquadre nemiche , che erano ſotto al Borgo della
parte inferiore di Ferrara, e cominciata vna fiera , e ſaguinoſa battaglia , con infinita
mortalità di gente, ſìmeſse in armetutto quel Borgo, e dando adoſso alli Soladari .
nemici,fece di loro vn grandiſſimo macello. Dall'altra parte ſpingendo Cane della
Scala il ſuo Eſsercito , con impetoſìeriſsimo contro i ſuggitiui nemici, fece di loro
ſtragge ſi grande , che aiutato dal Viſconti reſto‘ alla ſine sbaragliata toralmente la
parte auerſa, rimanendo prigioni il Conte di Ramcgnaeha Generale del Re Giouan.
ni di Boemia, Malateſta de Galiotti, Guido de Malateſti,Franceſco de Ordola phi Ti
ranno di Forlì aſsieme con Aleſsandroſuo fratello, Aleſsandro Pepoli da Bologna,
Coſtanzo da Polenta Vicario di Rauena, e Ricardo Manfredi Vicario di Faenza con
tredici altri Huomini Nobili. ln queſta barra glia morirono dalla parte del Legato,e
Collegati,ſopra tre milla, equattrocenro huomini,& altretanti di conditione ptiuata
furono fatti prigioni, alli quali tutti il Marcheſe Obizzo,"e gli altri Signori, à conſc
glíu di Giberto Aldigieri fecero dare la libertà. Andati queſti à Bologna, c gionti
auanti il Legato,non puotero aſtenerſi di nó alzare ſinoal Cielo la correlia,che gli era
ſtata vſata :i dal Marcheſe, come da gli altri Signori. per il che il Legato Apoſtolico,
per non reſtar vinto di gentilezza, fece in vn ſubito porre in libertà il Marcheſe Nico
lò,quale era trattenuto prigione in Bologna. Ciòſeguito, ſù ſualiggi’ato il bagaglio
delli Eſſerciti Collegati, e vendute le ſpoglie. eſſendo intiera mente diuiſo tutto il de
naro fra li vittorioſi ſoldati, e di poi furono fatte allegrezze grandiſfime nella Cittá di
Ferrara per vittoria cosìſegnelata. Racconta Vicenzo Calza ne ſuoi annali f. 273.
che il ſudetto Giberto ſi porrà così egregia, e generoſamente in queſto conflitto , che -
acquiſtò trentacinque inſegne, coſa tanto prodigioſa, che pianto la merauiglia nL, .
cuori di tutti li Comandanti di detta Lega; DI quanto ſopra hò ſcritto ne ſa nno te
ſtimonianza GiorBattiſta Pigna ſ. 246.Gio.Contrari $137. Vgo Caleſini ſ. 3 r. Vber
—-;`_. to Giocoli ſ.`3or.'Vicenzo Calza f. ”.- GeruaſioRicobaldi f. ;64.Gí0:l33ttiſla Gi
raldilſ.r45. Giacomo da Marano T. r.lib.3.f.a.61‘. Vicenìo Rodinelli f. 66. ſuoi
M—._-`.—-_ñ. “_Ì. w—4 anna i. -
Berardo Aldigieri figliolo del ſopranomina to Giberto, 'ſù Dottore di Legge , e Lettore
primario nello Studio di Ferrara,huomo molto ſapiente , c tenuto in gran (lima sì da .
tutti li Sereniſſimi Eſtenſi. come da turto il Popolo . Fù così liberale , a: amoreuole
verſo i poueri,-che ad eíí diſpenſaua tutto ciò, che tra heua delle ſue entrate , toltone,
ſolo il biſogneuole per la ſua Caſa . L'anno r 382. ſii dal Marcheſe Nicolò [Ladi
chiarato ſuo Fattore Generale , nella qUal Carica ſiportd con maniere sì nobili , 6t
obliganri,ehe era‘indifferentemente amaro da tutta la Corte. e Citra . Molti voglio- .
no che queſto Berardo haueſſe vna ſiglíola,che foſſe data per mogtie à .Caccia Guida .
Fiorentino Proauo di Dante Poeta Illuſtriſſimo . ma io che proteſto parlare con in
genuità. non ritrouo [ſtorici, che di tal ſarto mi aſſicurino . Vero è che il Guarini nel
ſuo Compendio Hiſtoricoſ. 7! .dice leſequenti parole , cioè.- Di queſta famiglia:.
nacque la mogliczche ſù di Caccia Guida Fiorentino Ptoa uo di Dante Poeta llluſtnſ.
ſimo,dalla quale preſe poi il cognome di‘ famiglia delli Aldigieri di Firenze a come
riferiſce il medemo Dante, mentre dice
Aſſe!
ñ“
a4 ILLVSTRÌ FAMÌG'LÌE
.Mia Don” verme i ii” Jr' *val Jr' Palo,
E quindi Hſdpa-”nine ſu ſif”.
Mà chi bene conſidera queſle parole, vedrà che ciò non prouache detta Donna foſſe
› figliola di queſio Berardo, ſe bene è certillimo the fit della ſua famiglia. Di queſio
i ſoggetto ne fanno memoria Bonauentura Angeli Huominillluſiri f. 107- Gio-Bat
tiſta Giraldi ſuoi Elogi f. ao 3- 6t Vgo Caleſini ſuoi annali f. i 17. ll che è quanto ho
trouato di giuſtificato di queſta Nobile famiglia . ’ ` ’

Aluarotti .
A Nobile, &antichiſſima famiglia Aluarottihebbeilſuoori
gine nella Citta di Padoua , nella quale hebbe numeroſi pg.
ſonaggi di gran prudenza,e va lore. che porſero ampia mate
ria à Scrittori di narrarne le loro magnificheimpreſe , vno di
quelli ſu quel famoſolſtorico Angelo PortanariPadouano.
quale ſcriuendo l' lſtoric di ſua Patria, fece onorata memoria
" delli Huomini sì nell'armeicome nelle lettere ſegnalati, che
fiorirono in ueſia nobile Famiglia, quali tutti i0 tralaſcio,
per ſcriuere olo di quelli.che ſiorirononella Citra di Ferra
, ra, il primo de quali fù
‘ Giacomo Orta uo di tal nome. Queſto per eſſere di prudenza ſingolare fù dal Sereniſſimo
Duca Alfonſo 1.['anno i 520 chiamatoa Ferrara,e dichiarato ſuo Conſigliere . lo
iſiupiſco eſſere diuerſita‘ fra li Scrittori in aſſegnare à qual ſorte di Conſiglio interue
niſſe.aſſerendo gli vni,che foſſe Conſigliere di Stato,& altri inſiaudo che foſſe di Giri
ſlitia. mentre da vn Breue ſpedito dal medemo Duca ſotto li io. Maggio dell’anno
i 52 i.chíaramente ſi vede che lo dichiara Conſigliere di Giuſiitia , annouerando il
medemo Giacomo con Paolo,& Aluarotto ſuoi figlioli, fra li Nobili, e Cittadini di
Ferrara, al che certamente maggior fede ſi deue preſiare,chea qualunque Scrittore di
aurtorità,che aſſeriſca il contrario . L’anno adunque 15 a 3. ſii dal Duca mandato per
Ambaſciatore à Clemente Vil. Sommo 'Pontefice, per aſſettare, e comporre le coſe
ſue co'l Papa. eſſendo Giacomo perſona molto ingegnoſa, 8t attiſſima per trattare ſi
mili facende. Doppo la morte d’Alfonſo,ft`r dal Duca Ercole ll. l' anno i 535. adi
a7 Giugno , fatto ſuo Conſigliere di Stato, confirmandoli tutti li priuileggi, 8: eſ
ſentioni cnnceſſeli da Alfonſo ſuo Antecelſore,c tenendolo ſempre in gran ſtima . Fa
memoria di queſto Signore Gaſparo Sa tdi ſue Hiſt. f. i o. Gio. Battiſìa Giraldi nella
Vita
Dl FERRARA PARTE I. 2.5
Vita di Alfonſo l. f. r z r. il Guarini ſuo Comp. Hiſt. f. 18 r. 8c Angelo Pontanari Hrſi.
di Padoua t. 240.
Aluarorro il Figlroſo in virtù, e meriti non ‘íù punto inferiore al Padre. Detto SignorL)
fù dal Duca Alfonſo ll. inuiato per Ambaſciatore ai Federico I. lmperatore. dal qua
le fùriceuuto,&aſcoltato con pompa,e giubilo non ordinario, e conoſcendo detto
imperatore eſſere quefii Vno de primi Ora tori, che á quei tempi ſi rrouaflero, l‘ono.
rò con molti Priuilegi, creandolo Conte del Sacro Lateranenſe Palazzo, come anche
Conte Palatino aſſieme con Giulio,e Pa olo ſuoi fratelli,concedendolr facoltà di crea
re Notari, e legitimare baſtardi, con altre gratie , ampliandoli l'Arma con facoltà di
porui l' Aquila Imperiale , ilche tutto appare dal medemo Priuilegio dato in Viena
Larino r 56x. adi 22.Giugno . Ritornato alla Patria. il Duca lo pigliò alla ſua Corte,
e lo dichiarò ſuo Conſigliere di Stato, con altre cariche rileuanti . Vgo Calefini ſuoi
annali f. 97. .
Paolo il'fratello,fù parimentc huomo di gran ſa pere , 8: amatiſſimo dal Sereniſſimo Du
ca Alfonſo ll. quale per il ſuo ſolleuato ingegno lo creò ſuo Secretario di Stato. Vgo
Caleſini Geneol( gia de Sereniſſimi Eſtenſi f. r r4.
Giulio il fratello Abbate di Bolla Branca , perle ſue molte virtù , 8c impareggiabilí me
riti,ſùparimente dal Duca Alfonſo”. teneramente amato , tenendolo gran tempo
apprcflo di ſe perſuo Secretario ſecretto. Fù di poi dal medemo mandato per Amba
ſciatore reſſidcnte appreſſo Carlo Re di Francia , quale lo riceuè con gran pompa , e
nel tempo, che riſſedèin quella Reggia, fù dal medemo Rè muito amato. Auantr
che terminaſle la ſua caricadoppo di hauerli fatti molti regali . l'onorò di ſingolar
priuilegio, qnale fùdiporer porre nell'Atma di ſua Caſa due Gigli d' oro in campo
azzuro, in teſtimonianza perpetua d’ eſserli ſtato molto grato . Ciò ſi vede dal Bre-ue
ſpedito da ſua Maeſta‘ Chriflaniſsima ſotto lí 1. Decembre 1578. e dall' Elogio di elio
Duca nella Geneologia di ſua Sereniſſima Caſa, di Vgo Calcfini f. 420.
Paolo il fratello Caualiere ſìimatiſlimo dal Duca Alfonſo ll. rifiutò più volte cariche
delle più decoroſe , che ſi diſpenſaſsero nella Corte del ſudetro Duca , volendo più
toſto ſeruirc conlibertà ilſuo Prencipe per ſemplice Gentilhuomo, che prouarc nel
colmo de gli onori le inſidíe della Corte,- ll che conoſciuto da ſua Altezza . l'onorò
con molti regali, concedendoli diuerſr Feudi molto riguardeuoli, ele confirmò tutti li
priuilegi già conceſſi da glialtri Duchi alla ſua nobiliſſrma Caſa , e ciò tù nell' anno
1565. adi 28. Ottobre . Vedaſi Vberto Giocoli ſuoi annali f 90 r.
Coſtanzo valoroſo ſoldato, fù Capitano de Caualli per il Duca di Vmena nelle contro
uerſic di Francia contro Enrico Rè di Nauara. Gouernò egli ancora per alcun tem
po la Città di Verona perla Lega,come coſta dalle ſue Patenti, e Benſeruiti dati in
più tempi, quali ſono apprcſso i ſuoi poſtcrr* .
Èíì‘u‘ìgſco’ e > furon‘ò aſſieme con' Paolo, 8: Aleſsandro Bruſa nrini dichiarati Marcheſi
di Caſtel Feliciauo, poſtonella Roma gna,come appare dal Chirogra fo di N. S. Gre
gorio XV.ſpedito in Roma ſorroli 2 5. Maggio 162:- qual titolo, e giuriſditionu
paſsa ancora ne ſuoi ſucceſsori, e diſcendenti.
Alfonſo il Conte, ſtimatiſsimo Canaliere, e oggidì viuente .

“NM
`

D Amati*
26 ILLVSTR! FAMIGLIE

Amati detti prima Sſorzi .


›` Veſta nobile famiglia venne da Napoli l'anno 1051, e ſù ri
' ceuuu in Ferrara con gran decoro dalla Ducheſſa Matilde.
Li primi adunque che a Ferrara veniſlero, furono due giom.
neti, ilmaggiorede quali non compiua ancora aa. anni, e

,Il Ferdinando. Quelli venuto con vna gran Corre à Ferrara,fù


dichiarato Gentiſhuomo maggiore dalla Duchefla Matilde,
dalla quale teneramente amaro, le furono appoggiati affari
- rileuantiſſrmi , quali maneggio con gran prudenza. Tanto
* ne ſeriue Getuaho Ricobaldi ſuoi annali f. 106.
Galafloilfratello giouine di non ordinarijtalenti, fù dalla ſudetta Ducheſſa fatto ſuo
Elemoſinario,& hebbe incombenza di fare ediſica re diuerſi Monaſterij, e Chieſe, co.
me lì dirà à ſuo luogo . Vedaſi il ſudecro Geruaſio Ricobaldi ſuoi annali f. r i7
Enrieo figliolo del ſopraderto Ferdinando ſoggetto di gran preggio . il quale per le ſue
Spoleto,
doti ſingolari
Prencipe
fù ſtimatiſhmo
di Sardegna,Marcheſe
da Guelfo Vll.diEſtenſe
Toſcana,
Duca
di Mantoua
di Bauiera. e, di Carintia
Verona . die "

mandato dalmedemol'anno 1 ror. per V. Ma rcheſeà Mantoua , one gouetnò quel


popolo con ottima prudenza più anni. Fù poi mandato dal medemo Duca a più Pren
cipi pertrattare negotij di pace, non tanto per l'ltalia,comc per altri paeſ. nella qual
Carica operò con maniere così ſoaui,che riduſſe à perfetcione quanto il ſuo Prencipe
deſideraua , con ſodísfatrione vniucrſale de Prencipi d'Europa . Tanto atteſtano
Giacomo da Marano T. x. [ib. 6. f. x49. Geruaſm Ricobaldi f. 97.Gio. Battiſta Pigna
f. r 3 z.ſuoi annali, e Bonauentura Angeli ſuoi Huomini llluſhi f. 29. _
Ferdinando Secondo il figliolo Caualiere di gran merito , ſu dalla Citra di Ferrara diñ
chiarato ſuo Capitano,e mandato l‘ anno x r 79.con groflo Elsercito ad Argenta ,one
poſe l'aſiedio, e con vn fieríffimoaflalto la preſe, ſcacciandone i Rauignani , chein
quel tempo ne erano patroni, con mortalità grande delli medemí. ed’altri abitanti. e
la tele-e ſoggetta à Ferrareſi. Geruaſio Ricobaldr f. ma. Mario Equicola f. 60- {Wi
anna | . .
äîſſffiobgíîgggàe ) figliolo delſudetto Ferdinando ſecondo. Quelli due Magnani
mi . e generoſi fratelli furono quelli che adi ao. Aprile r 189. con Ziliolo Ricciardi
`pre
FERRARA 01 PARTE 1. ;7 i
preſero Argenta la ſeconda volta. e di poi la laſciarono ſaccheggiare, & abbruggiarc
à ſuoi ſolda ti ad inſtanza de Ferrareſi, à quali ſi era ribellata . 8t apportati diuerſi da n
ni allo Stato. Detti fratelli fecero di poi pigliare vna catena, con la quale gli Argen.
tani ſerraua no il Pò,e la pietra ma rmorea,al la quale era anneſſa,öt il tutto portarono à
Ferrara,- la Catena ſu poſta nel Duomo ſopra l‘Alta: Maggiore , oue oggidì ſi vede , c
la pietra fù poſſa nella Piazzal'anno i aor. Tutto ciò atteſtano Gio.- Battiſta Pigna
f. 179. Girolamo Faletti f. r7. Mario Equicola f. 60. Gio: Battiſta Giraldi f. za. e
Geruaſìo Ricobaldi f. 97. ſuoi annali .
Ferdinando Terzo figliolo di Galaſſo ſecondo. ſir Signore molto caro ad Azzo lx. Mar
cheſe d' Eſte, d’Ancona, di Verona, e Ferrara, eSignore d'Adria , dal quale ſù man
dato circa glianni :240. per V. Marcheſe à Verona . oue gouernando quella Cinà
con prudenza ſingolare, ſi trattò anche con gran_ magnificenza con ammiratione gran.
de di quel Popolo, il quale l' onorò di nobile prruilegio dichiarandolo ſno Caualíere.
Bonauentura Angeli ſuoi Huomini Illuſtri f. 25;.`
Giouanni Primo.
Obizzo Primo.
Enrico Terzo, e
Galaſſo Terzo furono tutti fratelli, eſiglioli del ſudetto Ferdinando Terzo, de quali
Galaſſo hcbbe
Ferdinando Warm perſonaggio ſtimatiſſimo dal Marcheſe Obizzo V I. per il quale fece
fabricare vn gran ponte, cheartraucrſaua il Pò ſopra gran nauigli coperto con gran
maeſtria, di nobili arazziadornato, e ſtaua all'incontro della Chieſa di S. Matteo p0
co lungi dalla Citta‘ . Detto ponte ſù fatto fabrica re à cagione del Re Carlo , e Regi
na ſua moglie, che veniua no con gran gente di Lombardia a Ferrara per paſſarſene in
Puglia ſuo Regno. Queſte due Maeſta‘ furono riceuutc dal ſudetto Marcheſe , e N0
bili della Citta con gran magnificenza . e di poi li fece accompagnare alla ſua Reggia
da principali Signori della ſua Corte , vno de quali fù il ſudetto Ferdina rido . Tanto
ſcriuono Gio: Contrari` T. p. f. r 2 r . Geruaſio Rienbaldi f. 97. Nicolo‘ Caſoglio f. 75.
ſuoi annali; Bonaventura Angeli ſuoi Huomini Illuſtri f. 29.
Giouanni Secondo il figliolo, fù Caualiere di gran fama, e militò nella ſua gioventù pet
più Preneipi, portandoſi in più fatti egreggramente. Mà vedendo il Marcheſe Azzo X.
Eſtenſe Signor di Ferrara, che il detto Giouanni era huomo, che poco ſtima ua la ſua
vita, c che era ſolo di ſua famiglia , lo chiamò à Ferrara l' anno 1306- facendolo ſuo
Maggiordomo ſecreto, oue viſſe molti anni con gran ſplendore,e cordialmente amato
,i sì dalla Corte, come da tutta la Città . Mori l’anno r 3 2 6. adi 30. Ottobre , e fù ſe
,q poſto nella Chieſa Maggiore con gran pompa. cos] ſcriuono Giacomo da Marano T.
Î- p. f. 2 6. Gio. Battiſta Giraldi f. r 03. ſuoi annali,& il ſudetto Angeli f. 29.
Obizzo Secondo )
- Enrico Quarto ) fratelli,e ſiglioli del ſud. Giouanniſecondo,de quali Obizzo hcbbe
Galeazzo Primo )
FerdinandoAiinto. Queſti fù mandato dal Marcheſe Nicolò l l. detto il Zoppo, Si
H gnore di Ferrara l'a nno r 377. per V. Marcheſe di Faenza, la qual Citta gouernò con
ſomma prudenza, 8c in eſſa mori con ſpiacimento voiuerſale. Geruaſio Ricobaſdi
f. r ar. e Gio:Batriſta Giraldi f. r r8. ſuoi annali.
Giouanni Terzo il figliolo perſonaggio di gran merito,e perciò ſiimatíſſimo da Prencipi
Eſtenſi. e dal Marcheſe Nicolò Ill` Signore di Ferrara. fù mandato per ſuo Ambaſcia
tore à più Prencipi, e trattò importantiſſimi affarri Con la Sereniſſima Republica di Ve
netia,oue mori, e fù ſepolto nella Chieſa di S. Giouanni , e Paolo detta S. ZanípolO.
Così atteſtano Geruaſio Ricobaldi f.: z i. Gio:Batriſta Pigna f.2og.e altri ſuoi annali.
x Nicolò Primo, e > fratelli,e figlioli del ſudettoGiouanni Terzo, de quali altro non
Ferdinando Seſto hà trouato ſe non che Nicolò hcbbe ” i
Galaſso WartoSignore di gran merito, 8t in gran ſtima a ppreſso il Duca Ercole Pri mo,
D ’z il N'
` ’ñ—
2.8 ſi ILLVSTRI FAMIGLIE
i] qualeſe'ne ſerui in molte occorrenze , e di poi lo mandò à Rouigo con titolo di
V. Duca ,oue dimorò Più anni. Filippo Rodi ſue Famiglie Nobili di Ferrara Tom. i.
f. z 9. Settimo ilſigliolo Caualiere integerimo, il quale recusò tutte le cariche
:Ferdinzando
' conferiteli da Prencipi Eſſenſi ſuoi Signori, volendo viuere lontano dall'inquietitu
dine. Vgo Calefini ſuoi annali f. i i3.
Nicolò Secondo il figliolo, ſù dal Duca Alfonſo Primo teneramente amato, e tenuto ap
preſso di ſe per ſuo Cameriere ſecreto. come anche perSecietario ſecreto. Fece
queſſo Signore grandiſSime elemoſine, per le quali fù ſiimatiſſimo dal Popolo di Fer.
rara . Tanto atteſtano Vgo Calcſìni f. I r 3. Girolamo Faletti Co: f. r 70. Gio.- Battiſſa
Giraldi f. 129. ſuoi annali , Oratia Toſcanella Genealogia Sereniſſimi Eſtenſi negli
Elogi del ſudetro Duca f. 39.

ARBORE DELLA FAMlGLlA AMATI.


455* r o5 t.
' *SS*
Ferdinando r. Galaſſo r.
*ts- ,l *ed*
Enrico 1. rior. .55*
l
.gs. Ferdinando a. rr7o. *95*
…._i—._.
Enrico a, Galaſſo a. 118,;
Ferdinando 3. 1 24a.
ñó_ -—~-—]-—~— "..— ——

Gionanni t. Obizzo r. Enrico 3. Galaſſo 3.'


ars- l
Ferdinando 4. n74.
.-oss* *es* . ‘
sé* Giouauni 2. 1306.
-ó—-ñ l Q-_ñ_-—

.95, Obizzo a. Enrico 4.' Galeazzo i.


aes- l
Ferdinando 5. 1377.
"-550. **55* , l *650
Giouanni 3.
-.`i_’__.__.
.es. GNicold
l ſi r. Ferdinando 6. .gs.
i
a a 0 4a
l *Sé*- *Si*
“.55, Ferdinando 7.`
l ' .5,.
.çsg Nicolò a. ` .55*
*SS*
*55*
i **95* *65* *<5*

An
Dl FERRARA PARTE r. 29

Andreaſi .
Antoua in ogni tempo genitrice feconda d' Eroi, fù quella fe
lice Città. che diede alla luce la Nobel ſsuna Caſa Andre-aſi,
quale per molti ſecoli ſù douirioſa di ſoggetti ſegnalati,ccsì
in arme, come in lettere, e Santità, mentre ſino dai primi
albòri di queſta famiglia . Nicolò primo diqueſla Caſa fr‘r
Padre fortunato di quella B. Oſanna Andreaſi , che diede al
Mondo più materia d'ammitare le ſUe virtù, che dr immitare
le ſue ſanteoperarioni. Diramandoſr di poi queſta Caſa da
Mantoua in Vcnctia, Parma. Cremona, Monferrato , e Fer
rara, produſſe huomini ſegnalati, si per li Dominij, come per
lecarichcriguardeuoli , quali ſe bene ſono degmſſrmi di ogni onorata memoria , ad
ogni modo per trouarmi impegnato di parola à non ſcrÎ'Uere ſe non di quelli di Ferra
ra ,ſono aſlretto à laſciarli tuttiá penne più erudite , e parlar ſolo delli quì. ſorto
notatr .
Aleſſandro Andreafi Mantouano venncà Ferrara circa gli anni 159 r. il quale per eſſere
Caualiere di gran ſenno, e valore,ſù dalSereniiſimo Duca Alfonſo ll- pigliato in ſua
Corte con la carica onorata di ſuo Cameriere primario. Doppo la deuoluríone dc llo
Stato di Ferrara à Santa Chieſa, venne aſcrirto trà li ventiſette Conſiglieri Nobili
della Città dal Sommo Pontefice Clemente Vl ll Guarini f. r 1-1.
Aleſſandro Secondo fù ſtimatiſlimo Caualiere in Ferrara , ma per quanta diligenza vſa—
ta,non è ſtato poſſibile ha uerne altra informatione , ſe non che ville ſempre emula
tore delle glorie de ſuoi Antenati .
Mariooggidì viuente gode il poſto nelli z 7. Nobili del gran Conſeglio.

l ira_
An
zo . [LLI/STR] FAMlG'LlE

TMW-Ji a w '- . z» LT' NA delle più llluſtri,&anriche famiglie, che haueſſe la Cit
’i *‘5' z tà di Parma, tù la nobile Famiglia degli Angeli, dalla quale
ì’ p '.\’ vſcironor'nolti perſonaggi , che dominorono la detta Citta,
ì" ’ì‘ ad? ì `~ come affermano molti Iſiorici , dr in particolare Bonauentura
\‘ .
* ſ 'ì‘, della medema famiglia Angeli nelle ſue HiſtoriediParma.
- 2
' v . a" >` lfiſſ ll primo che di la veniſſe à piantar Caſa in Ferrara ,ſù
t’ , ` a -\ Rodolfo di queſto nome in quanroà Ferrara il primo. Eſſendo
, ‘Dì‘ l. quellivaloroſo guerriere, e perfettiſſrmo Capitano, fù dal
i"
` ' e“\ ` ’ ' /I` uitato
Marcheſe Azzo. ò Albertazzo da Eſte circa gli anni r 100. in
à portarſi in Ferrara, oue gionto con aſſenſo vnÌUerſale
fù creato Generale dell’Eſlercito del medemo Marcheſe. Trattandoſi poi di difen
dere la Santa Chieſa Romana, fù dal Marcheſe ſpeditamenre mandato con tutto l'Eſ—
ſercito sù il Stato di Parma , ou: intrauennc anche Rodolfo Rè d' ltalia marito della
Conteſſa Matilde ſigliola d'Enrico ll. Imperatore, la quale doppo la morte di Rodol
fo preſe poi permarito il medemo Marcheſe Azzo da Eſſe . Nel fatto d'arme int’ra
nenne ancora Rodolfo Duca di Saſſonia creato lmperatore per diſpreggio di En
ticolV. ribelle della Santa Sede Apoſiolita . 8: eſſendo la battaglia molto ſanguino
ſa, reſlò morto il ſoprad. Rodolfo Angeli con fama immortale d'impareggiabil valore.
Laſciò queſſo coraggioſo Signore due ſiglioli, il primo de quali chiami ſii
Enrico . Doppo la morte di Rodolfo ſuo Padre, merirò per il ſuo eſtremo valore, chela
Conteſſa Matilde le conferiſſe la carica di ſuo Capitan Generale , e con riguardeuole
ſtipendio lo poneſſe nel Caſtel Tedaldo da lei reſiaurato l‘anno r 106. Di queſto En
rico, e del Padre ne fanno memoria Gio: Battiſta Giraldi f. 109. Vberto Giocoli L93
Gio: Contrari f. a7. ſuoi annali .
Alberto il fratello,ſù dalla Conteſſa Matilde fatto Goucrnator di Bondeno , qual luoco
cinſe di mura, con conſenſo della medema, mettendolo in fortificarione . L’anno poi
r [09. Matilde , fatta la pace con Enrico V. con l'aiuto de Ferrareſi , e de Venetiani
racquiſſò Mantoua, ventitre anni doppo che perduta l'haueua, dandoſele , i Manto~
uani per conſenſo di Manfredi loro Veſcouo . Alberto, come ſoggetto molto pruden
(QC
DI FERRARA PARTE l. zt
te. e nobile fù quello , the ſù mandato dalla Conteſſa a‘ trattare con il ſudetto Veſco
` uo,c0n il quale, 8t il Popolo di Mantoua maneggio queſto affarre con tanta deſtrez`
za. e prudenza, che alla ſine di loro conſenſo preſe il poſſeſſo di detta Città à nomu
dellaConteſſa Matilde l'anno r r r4.. Ciò vrene confermato da Gio. Battiſta Pigna
f. 92. Gaſparo Sardi fi 29. ſue lſtorie,Gio. Contrarj f ”7. Vgo Caleſini fv 179. Gu.
uaſioRicobaldi f. 65. Mario Equicola f. 4r0.Suoi annali.
Bonifacio figliolo di Enrico fù Huomo ſingolariſſimo, e in tanto credito appreſſo il Mar.
cheſe Azzo Vil. che daluifù mandato l’ anuo ”76- Gouernatore à Modona, oue
con tanta prudenza maneggio gl' intereſſi di quello Stato,che meritò gli applauſi vni.
uerſali del Popolo. Vicenzo CalZa f. r r $- Vberto Giocoli f. 99.
Giouanni ilſigliolo fece tanta riuſcita nell'armi.che fù dal ſudetto Marcheſe Azzo di
chiarato ſuo CapitanoGeneralel'anno r r90 eadi 18. Agoſto dell’anno medemo
hauendo penetratoil Marcheſe che Salinguerra Torrclſi partito da Manroua con..
gran numero di gente,veniua adannidi Ferrara, riſſolſe di andarui iucontro con il
ſudettoGiouanni,eſuo Eſſercito. Si incontraronò le armate alla Maſſa di ſopra di
rimpettoal Caſtello di Sermide, 6t atraccoſſi con tal impeto la Battaglia, che reſtò
morto gran numero di gente da ambi le parti. Alla ſine reſtò rotto, e ſtaccaſſato il Sa
linguerra con tutta la ſua gente,e Mantonmi, à quali tutti il Marcheſe aſſieme con
Giouanni. diederola fuga ſino à Bergantino, e tornati che furono à Ferrara , furono
dal Popolo con giubilorrceuuti, eſatte grandi allegrezze perl'ottenuta vittoria . Di
ciò fa mentione Vgo Caleſini f. a7. Vicenza Calza f. 13;. eGio.Battiſta Pigna... t
f. rar.ſuoiannali.
Enrico Secondo figliolo del ſudetto Giouanni Caualiere di gran merito , edotttina , fù
Capo dedodcciSauíj di Ferraral'anno r 252., e portò con tanta diſinuoltura detta!
Carica‘,che fù dal Popolo teneramente amato, e dal Marcheſe Azzo 1X Signore di ;
Ferrara ſommamenre ſtimato. Metto Enrico conſigliò il detto Marcheſe a dare vn '
luogo dirimpctto alla Citra‘ , chiamato il Poleſine (quale ſtaua nel mezzo del Pò, &
era de Frati Eremitani di S. Agoſtino) alla Reuerenda Suor Beatrice, che al preſente
èla Beata Beatrice,figliola del medemo Marcheſe. la quale per I'auanti (taua con
grandiſſima ſancita nella Chieſa di S. Lazaro. Parendo dunque ad Enrico , che que.
ſto non era luogo atto a fondare vn Monaſtero , come era l' animo della Beata , e ſti
mando aſsai meglio quello del Poleſine siper la grandezza , come per eſserui vna
Chieſa addimandata S.Srefano della Rota,operò in tal forma con il Marcheſe Padre
di Bearrice,e con il Pontefice,che in quel tempo era Aleſſandro 1V. che hebbero licen
za li Frati Eremitani di vendereildctto Poleſine, & inueſſire il denaro in altro ter
reno à loro commodo. Venduto adunque il Poleſine per il prezzo di lire mille di
Fiorini, li medemi Padri comprarono vn gran pezzo di terreno dietro le mute della
Citta‘.poco diſcoſta dalla Chieſa di S.Toma ſo,d0ue edificatono vnaChieſa che chia
marono S. Andrea . ll medemo anno la R. Madre Suor Beatrice venne con le ccmpa
gnc ad abitare ſopra il Poleſine, e vi CdifiCò vna Chieſa più magnifica. quale non vol
le piùſichiamaſse S.Srefano, mas Antonio. lui la detta Beatrice preſe l'Habito
Monacale ſorto l' Ordine del Patriarca S.Benedetto , con licenza, 8t autorità del ſu
detto Ponteficerqualeli donò belliſſimi. 8t ampliſſimi Priuileggi . 6t in pochiſſimi
giorni fece vna Congregatione di molte ſante Donne,- dona ndoli il Marcheſe molte
poſseſlionisùilPadouano,acciò dell’entrata ſi poteſsero ſoſſcnrare. Vedanſî Pere
grino Priſciani ſue Collet. Hiſtlib. 22 f. 304. Giacomo da Marano T. 2.f 4ar. Vi
cenza Calza f. 38. Gio. Contrarj f. r r 5. Vgo Caleſini f. r u. ne ſuoi annali .
Giouanni Secondo ſigliolo del ſopraderto Enrrico, ſ’ù ſoggetto di gran talento , e molto
ſingolare nell'arte militare , c però ſtimatiſſimo dal Marcheſe Franceſco d' Eſte Mar
cheſe d'Ancona, e di Eſſe nel 1309. L' anno 1307. fù dichiarato dal ſopradffl'O M3“
cheſe ſuo Capitan Generale, e mandato con il ſuo Eſsercito à Ferrara adi 17-580“0 î
anno ſudetto per leuare ilDominio di quella al Marcheſe Azzo x. ſuo fratclìfſírr':
uato
ù*
zi. ILLVSTRI FAMIGLIE
uato in Città , credette hauere la maggior parte del Popolo fauoreuole , eſſendoſi
ſemprequelto per l'addietromoſſraro più amoreuole verſo il Marcheſe Franceſco,
che ad Azzo, ma l’ effetto lc riuſcì contra llo al diſlegno , poiche il medemo ſe li voltò
contro con tanto furore, che rompendoli l’ Eſſercito, li ammazzo la maggior parte de
Soldati, ſaluandoſi gli altri difficilmente con la fuga . Giouanni in queſto conflitto ſi
portò coraggioſamente , facendo le parti di buon Capitano per mantenere in ordi~
nanZa l' Elſerciro; mal' impeto del Popolo ſii sìſìero, che alla Fine vi reſtò morta.
Così ne ſcriue Giacomo da Marano ’l'. z. f. po. Gio: Battiſta Giraldi f. 63. Gio.- Con
trarj f. r'oo. ſuoi annali .
Alberto Secondo il figliolo Dottore, 8t huomo molto prudente , fù dal Marcheſe Nico
' là ll. chiamato ſuo compagno, e mandato l' anno r375. per ſuo Ambaſciatore à Bere
nabò Viſconti. Cori la ſua ſingolar prudenza,e deiſrrzza operò si,che riduſſe il det.
ro Bernabòàfar pace con il Marcheſe , c0 ’l quale prima hauea guerra . La pace fù
poi publicata sù la Piazza magna di Ferraraá ſuono di trombe li io. Gingno dell’an
no ſudetto,giorno di Paſqua di Pentecoſte. Vicenza Calza f._ i io. e Vicenzo Rodi'
nelli f. 27. ſuoi annali .
Aleſſandro il fratello . Nobile Cavaliere, fù Ca nonico della Catedrale di Ferrara. Ve
dendo queſii l'Altar Maggiore di detta Chieſa fondato, e‘ fatto con tanta maeſtria, lo
poſe in diſſegno , al quale aggiunſe le Statue , cioè il Crocifiſſo , con Maria Vergine
piangente, e S. Giouanni , aggiungendoui S. Giorgio,e Maurelio Protettori di Fer
rara . Formato queſto diſsegno, e conſeritolo co’ più ſtimati profeſſori nell'Arte dell'
Architettura,da quali ne hebbe il loro parere, lò moſtrò l'anno 1400- adi 27 Settem
bre à tutti li Signori Canonici à queſto effetto vniti, à quali aggradendo non ordina
tiamente con danari del Clero , e della Comunità oi Ferrara furono fatte dette Sta
tue di bronzo, dt indorate. e lauorate mirabilmente , furono poſſe al ſuo luogo con_
applauſo vniuerſale. Giacomo da Marano T. 2.f. 140. Vicenzo Calza f. ”4- ſuoi
annali.
Gìouanni Terzo figliolo di Alberto ſecondo Dottore, 8( huomo ſingolare, per ii ſuoi
meriti, virtù , e dottrina hebbe l'onore di eſſere dal Duca Borſa chiamato per ſuo fa
migliare. Si vedono alle ſtampe diuerſe ſue Opere di Poeſia , oggidi ſiimate da vir
tuoſfì. Vgo C-aleſini ſuoi ann-li f. r r 5. Bonaueritura Angeli ſuoi Huomini illu
ſiri 60.
Aleſſandro Secondo il figliolo, ſt‘i Ca'ualiere molto ſtimato dal Duca Ercole , il quale lo
mandò l‘ anno 1477. adi 16. Maggio ad accompagnare Leonora ſua Conſorte a Na
poli, oue andò aſſieme con due ſue ſigliole , per interuenire alle nozze del Rè ſuo Pa
dre. Vga Calefini ſuoiannali f. i4:.
Aleſſandro Terzo ſigliolo del ſudetto Aleſſandro ſecondo, iii Caualiere di gran merito.
g 8t accetto alla Corte. Altro non ſi sà di lui, ſe non che andò à Leone per compagno di
Don Alfonſo figliolo del ſudetto Duca Ercole. l' anno 1503. adi 3. Maggio, e ritornò
à Ferrara l'anno medemo adi 5. Luglio. Vga Caleſini f. 156. e Vicenza Calzaf.
i75.ſuoiannali. ’
Bonauenturailſiglíolo, Iuriſconſulto, eſoggetto nobiliſſimo, ſcriſſe le Artioni delle
Famiglie Nobili della Cittá di Parma, eli Dominanti di eſſa; Compoſe gli' Eloggi à
tutti gli Eroi della Sereniſſima Caſa d'Eſte , ſino al Duca Ercole ll. Compoſe anche
la Vita del famoſo Lodouico Cati, e diede alle ſtampe l'iſſoria di Parma , quale fù
ſtampata nella medema Cirtä‘l'anno r 5 90,- Fece oltre ciò vn Trattato intitolato: De
”ong/epeliendir Marmi: ár.
Laſciò doppo la ſua morte molti manoſcritti, frà quali vi ſono gli Huomini llluſiri della
Citta' di Ferrara ſua Patria. Fà mentione di queſto ſegnalato ſoggetto Gio: Battiſta
Giraldi ſtioi annali f. 422. Vgo Caleſini f. zor. 6c il Guarini Comp. Hillarico
- 130.
Oggidì vi ſono due in Ferrara del medemo Cognome i vno de quali è Prete , e l'altro
Copi
4…——
01 FERRARA PARTE 1. 3,
Capitano 5 maſe ſiano realmente della mcdemafamiglia non nehò petuto trare cc:.
rezza alcuna .
ARBORE DELLA CASA ANGEL].

- Rodlolfo r. del noo. .gs.


.gs. Bnlrrco *ñ—-A-llbcrto ‘gs'

l
.55* .95* Giouanni
Brlznifacio l.a. *SS* .55*

\
1.
Enrico a.
un*
‘95*' 1.
Grouannr a..
. *55** *SS*
AlbelrÎ —-Al_eſ[ſandro
.gf. . Giro anni 3 ‘gs’ .SS.
u -

| *SS* '
‘55* Aleſſandro a. .95.
l
` Aleſſandro 3. .SS.
.55. 1 *<55* *SS*
‘55* Bouauentura .

A ngian .
` A Caſa Angiari ſi: vna delle più Nobili Famiglie, che ha nelle
la Città di Na poli, nella quale fiorirono Huomini chiariſſimi.
in prudenza, e valore, come nota Gio. Battiſia Giraldi ſuoi i
, annali f. 202.1] primo,che venne ad habitare in Ferrara fù
v. Vberto, quale fù il vigeſimo ſecondo, che di queſto nome ha
‘ uelie la Famiglia Angiari. Queſto Signore per ſuoi domeſtiñ~
r ci affari ſi trasferì à Ferrara l'anno 135 a. ſotto il Dominio del ‘
Marcheſe Aldobrandino Il. da Elle, dal quale ſd pigliato in Î
corte cö carica di ſuoCameriere ma ggiore,e di poi parimente '
, dichiarato ſuo Conſigliere di Stato. Oltre di quelle onora te ‘
cariche,fù anche dal detto Marcheſe impiegato in affari rilCUanri, c di grandiſſimi‘
conſeguenzamer eſſere Vberto conoſciuto per Caualiere di non ordinari) talenti,- del
che ne fà autentica fede Nicolò Caſoglio f. 29. ſuoi annali. i
5 che‘
~`
ſi, 34 ILLVSTRI FAMIGLIE*
r. Gherardo il ſigliolo, l'anno r 3,8:. ſùacteato Conſigliere di Giuſtitia da Nicolò I. Mar
i cheſe di Ferrara. L’animopiegheuole,e maniere ſoaui di qUeſto Signore, violen
tato-no il cuore sì del Marcheſe, come di …ſto il Popolo di Ferra ra,ad amarlo tenera
mente, 8t à comerrerli la cura delle materie politiche . Fà memoria di qudio Signa
re Giacomo da Marano ’Lp. f. 300. Nicolò Caſoglio f. 47. Gio. Battiſta Giraldi f.
17x. ſuoi annali.
Giouanni il fratello Dottore Leggiſta ſù Huomo, che nell'aſpetto venerando moſtra- _
na la gran prudenza,e maggiore Dortrina,che ricopriua nell'animo. Circa gli anni
1388.ſù Conſigliere del Marcheſe Alberto lſ. Signore di Fer rara ,doppo la morte del
quale ft‘r confermato nella carica da Nicolòlll. ſuo ſigliolo l'anno 1393.(1IJIÌC per eſ
ſere in era di anni vndeci, quando ſù creato Signore di Ferrara, adoſsò il maneggio
alſudettoGiouanni, che con Vgocionc Contrari Cugiuo del nouello , e tenero
Prencipe,gouernòla Cirtà,eStaro con effetti manifeſti di gran prudenza. Vedaſi
Vgo CalefiniGeneologiaSereniſſimi Eſtenſi, nelli Elogi delli ſopramentouati Mat
cheſt. f.9r.92.erog. ‘
Vberto Secondo non in quanto alla Caſa,ma riſpetto à Ferrara, ſù figliolo del ſudetto
Giouanni,e perſonaggio di gran valore . Viſſe in tanta ſtima appreſſo il Marcheſu
Nicolò lll. che l'anno 1404. ſirf-atto Capitano della ſua Guardia, e mandato con
VgocioneContrarj contro Gio. Barbo Nobil Veneto, quale con ſei Galere , ó: altre
gran Barche armate, con :00.Caualli perterra, era venuto alla ſprouiſta nel Porto
di Primaro alla Torte di S.Alberto di Ferrara,& arriuato à detta Torre, portandoſi
di poi al paſſo della Baſtia d' Argenta, @e al foſſo Zaniolo con altri luoghi , ſi fortificò
e prouide delle coſe più neceſſarie. Paſsò dunque Vberro con Vgocione ſopra il
Territorio di Rouigo,quale aſſedio leuando tutti li paſſiper vſcire. ò entrare in detta
Città; peril che Franceſco Giuſtiniano Capitano di eiloRouigo, vedendoſi aſſedia~
to,e dubitando di qualche nouita nel Popolo, inuiò molti de principali Cittadini à
Venetia à chiedere ſoccorſoalli Venetiani. Mandomo in vn ſubito detti Venetiani
Gente, e vittoua glie sù molte Barche, alle quali arriurzre vicino Rouigo, iſ Capitano
r ſpedi incontro molta gente. Ma auiſato di ciò Vberto, 8c Vgocione,che flauano al
lora nel Caſiello d’Arcoà, poſero in ordinanza l'EÎsercito . ö: con gran valore aſſal
tatono la gente del Capitan di l‘touigo, facendo vna ſanguinoſa barra glia,quale durò
tre hore continue con grandiſſima mortalità.- di genre de Venetiani. e quelli, che re
ſiarono viui,fnrono tutti fatti prigioni. Futon-0 preſe quaſi tutte le Barche, quali era
no cariche di Vino, farina, formaggio, carne ſalata-,öraltre prouiſioni da guerra , il
che tutto fù intieramente druiſo fra ſi vittoríoſi Soldati . Continuando poi l'aſſedio
ſotto Rouigo,e venuro in perſona il Marcheſe Nicolò- con il Signore di Padana , 6t
’ _ il Conte Manfredi con molte ſquadre armate, cominciarono a dar—e diuerſi aſſalti , pi
gliando due Borghi,~cioè quello di S. Bartolomeo, e quello delle FOtDafe; Onde ve
dendo il Capitano di Rouigo non poterſi più ſoſſentare , ſi reſe à patti adi primoGe
naro 1405. Paſsò poi il March-eſe Nicolò, e Vberto in Ariano con :urto l'liſſerciro
contro il Barba, ouc le genti ſi azzuſfarono in forma tale, che da ambe ſe parti reſtò
morto gran numero di gente,reſta-ndo però’ vincitore il ſudetto Marcheſe, il quale po
ſe in fuga il rimanente dell'Eſſercito Venetiano, facendo preſa delle ſei Galere , & al
tre nani, quali furono condotte à Ferrara con la venuta del Marcheſe , facendo la Cit
tà grandiſſime a-llegrezze per tal Vittoria . In qucſſ' vlcimo conflitto reſlò morto l‘An
giari, per ſaluarela vita al Marcheſe ſuo Signore.COme atteſiano Giacomo da Marano
T.p.lib. 4 f. 324. Gio:Contrari f. a r7. 6t Gia-BarriſſaGiraldi f. 129. ſuoi annali.
Fù portarci à Ferrara il cadauere del ſudetto Vberto adi 27. Genaro dell'anno mcde
m0, e fù condotto nella Chieſa Catedrale. cue li furono fatte dal Marcheſe ſontuoſif
ſima Eſſequie, edipoidata onoreuole ſepOltum. ”Giraldi ſuoi anna]] i, ”9 e Bo.
nauentura Angeli ſuoi Huomini llluſſri f. 1 r 5.
Gherardo Secondo il fratello valente Iuriſconſulto . leſſe per molti anni ſopra lo .Studio
di
.DI FERRARA PARTE I. zi
di Ferrara con carica di Lettore Primario , nel qual tempo fù mandato dal Marcheſe
Nicolò lll. con altri per Ambaſciatore .ì diuerſi …and… , Amo ſoggetto ‘ù mo dc
Plùñngulîſi OſaſOſÌzchc il ſuoi tempi ſi trouaſſe, eperlc ſue rare virtù, e merito fù
ſommameote amato , 6t accarezzato da tutti li Prencipi d'italia , Gio,- commj ,
f. ar5. ſuoiannali .
Vberto l’etzo il ſigliolo, ſoggetto di gran vaglia. con le ſue ſingolari maniere, e non o:.
dinaria deſtrczza applacò più volte il Popolo di Ferrara tumultuante per vedere che
ilMarcheſc Leonello ſigliolo naturale. del Marcheſe Nicolò lll. hauea vlurpaco lo|
Stato alli duoi fratelli legitimi.quali erano Ercole, e Giſmondo, hauendoli mandati '
alla Corte del Rè Alfonſo di Napoli, eche gli ſi hauea fatto da re il pOlIcſsu della Si
gnoria da Giouanni Gualengui allora Giudice de dodeci Sauij, il che giuſtamente
non le perueniua. Così ſcriuono Gio:Batriſta Giraldi f. 44x . Vicenza calza f, , ,3.
& altri.
Nicqlò il figliolo perſona ggio di gran ſtima ,ſir Secretario ſecreto del Duca Borſo, c dal
medemo mandato per Ambaſciatore a diuerſi Prencipi per negotij di grande impot
tanza,oue con]tanta deſtrezza portò ſimili cariche, che il medemo Duca ſù forzato à
ſtimarlo , 8t amarlo quanto la ſua medcma perſona . Vedaſi Nicolò Zerbinati nella...
Vita, e fatti d’eſſo Duca f. a7.
Vberto
tale chemeritò
Alano hcbbe
eſſerepercreato
PadreCapitano
Nicolò ſopradetto
della Guardia
. ſù del
valoroſiſtiino
Sereniſſimoſoldato,
Duca Ercole
in guiſa
1.

-_ da eſſercitando per molti anni detta carica s’ acquiſtò la beneuolenza di tutto il Popo.
lo , che ammiraua la ſua eſtrema prudenza. Vgo Calefini nel librode Miniſtri di
Corte f. r r. -
Gherardo Terzo fratello di Vberto, fù peritiſſimo ſuriſconſultor per il che dal Duca Al
fonſo Lſu dichiarato Conſigliere di Stato . Vgo Caleſìni nel medemo libro de Mi
niſtri di Corte f. aa. .
Nicolò il figliolo,ſoggetto di gran ſenno , e famigliariſsimo del Sereniſſimo Duca Al
fonſoll. dal quale r'ù fatto ſuo Fattor Generale ſi diletto di diuerſe ſcienze laſcian
do doppo la ſua morte diuerſe Opere manuſcritte,& in ſpe'cic la Vita del ſudetto Duca
ſuo Signore-la ctuale“ Conſerva- Pcrrcdc d'aicuni Scrittori,nell'Archiuio nobiliſſimo
de Sereniſſimi Eſtenſi, aſſieme con le altre ſue Opere . Tanto aſſeriſce Aleſſandro Sar
di ſuoi annali f. 106. e Marco Antonio Guarini Comp.Hiſt. f. a 6.
Vberto Quinto Dottore Leggiſta figlioſo del ſudetto Nicolò fù l' anno i 6065 dt in eſſo ſi
crede ſia teſtata eſtinta la linea di queſta nobil famiglia .

ARBORE DELLA FAMIGLſA ANGIARI.


4550 Vberto r. *Si* *SS*
——__-l__- 3
- l
Gherardo a. Giouanni
aes*- r—-~-—-1——-| *rs*
Gherardo a. Vberto a.
l
di* Vberto z. *95** *S5*
l
.95* Nicolò r. 055*
, 1-- 'e---r **95*
Gherardo 3. Vberto 4.
.gs.- I
’ ſ
Nico“ ’o .gs.

Vberto 5.
E a An‘
[LLVSTRI FAMIGLIE

’ Angiolini.
- .2'w- E foſie lecito il ſcriuere tutto ciò, che da molti vien detto,
N ` ſenza riguardo alla ſicurezza ſufficiente di quanto ſi dice,
' haureì largo campo di deſcriuere molti, ’e diuerſi ſoggetti
fioriti in queſta famiglia, e celebri non meno nell' armi , che
nellclerrerc. Ma facendo io profeſſione di non mouere la
penna ſenza vn ben ſaldo fondamento. quindi naſce che
non :rouando altro di giuſtifiearo che la memoria di vn ſolo
l perſona ggío,di queſto ſolo poffo giuſtamente ſcrivere quan
to viene atletico dalli Scrittori .
Antonio adunque di queſta famiglia Angiolini, fix ſoggetto
molro riuardeuale, c ricco non meno di beni dell'animo, che di beni 'temporali .z
Coſtui l'anno 1480. edificò i’ Oratorio di S.Maria delle Grarie. chiamato oggidì ì
S. Libera,e lo conſegnò alli Padri di S. Andrea , con peſo , 8t obligo didouere in eſſo i
celebrare vna Meſſa quotidiana in perpetuo, vietando loroii ſepellire niun'alrro, che
elio in detto Oratorio . Aflegnò à queſto fine per elemoſina a lli ſopraderri Religioſi
buona ſomma di denari ogn‘anno. öe altro. come diffuſamente ſi vede nell'lnſiro.
mento della detta Ceſſione rogaro per mano di Girolamo Farina Noraro alli x 9. Fe
braro l’anno [489. Weſto Oratorio venne poi da derri Padri eonceduto all’ Arre de
Muratori con vn'annua recognirione. liquali doppo haueria rifareira , vi andarono
proceſſionalmente à pigliare il poſſeſſo il ſecondo giorno di Aprile l'anno 1 5 9 6. Vgo
Calefini ſuoi annali f. 40. 8.: il Guarini Comp. Hiſtorieo f. 3 78.

Arci l
01 FERRARA PARTE l. , 37

/ Ferrara , Marcheſe di Eſſe , Conte di Canoſſa , e Signore di .


Luca , Piacenza , Parma. Reggio, dec. qualeloriceuèmn... ſ
.il gran decpro, appogiandoli cariche di gran rilieuo. ì
‘ Cirino Primo. fù Capo dell' Eſſercrto de gli Ongari , il quJle
* con ſommo valore ſcaccio‘ li Saraceni dall’aflitta Italia, ricu
perandoſa Città di Coiſenza preſa già da ſopradetti. Scacciò ſimilmente li Greci
eonfederati con li Mori. Queſto valoroſo ſoldato trovandoſi in gran concetto ap
preſſo a` Prencipi, laſciò le guerre . eſe ne paſsò a‘ Ferrara l'anno ;70. ſapendo eſſere
Citta,nella qualeſi conſeruauano le più inſigni famiglie, e più nobili Caſate del
Mondo, quali in eſſa viueuano con gran libertà, decoro . e ſicurezza . Fù dunque
Cirino dal Duca Tedaldo riceuuro alla Corte con dirnoſirationi di ſtima , e di poi di
chiarato ſoprainrendente Generale dell’a rmi de ſuoi Stati, ſeruendoſi de ſuoi pruden
ti conſegli nell’ intereſſi di Stato , per il cheſù dal medemo Duca inuiatoa‘ più Pren~
cipi . Tanto atteſtano Geruaſio Ricobaldi f. 65. Nicolò Ca foglio f 90. Gio. Battiſta
Pigna f. 37. ſuoi annali . Vgo Caleſini ſue famiglie nobili antiche k. 6. Gio. Battiſta
Giraldi ſuoi Elogi f. 27. Bonauentura Angeli ſuoi Huomini llluſtri di Ferrara f. 79.
Filippo Rodi ſue famiglie nobili T. p. f. 43.quali tutti aſſeriſcono. che queſto Cirino
la ſcid doppo la ſua morte quattro ſiglioli, quali furono i .
Adriano,
Giouanni,
Leone, e
Coradino. - _
Adriano gran letterato fù da ROberto Rè di Francia tenuto appreſſo diſc in gran firma, I;
edi poi mandato l’anno r 003. per ſuo .Ambaſciatore à Giouanni xv…, Sommo l’on` 2
tefice , done riſedè più anni, &iuimori . Giacomo da Marano T. p. f. 107* F…PP° s
Rodi TA p. f. 43- -~ i
Giouan-~
38 ILLVSTRI FAMÌGLIE
Giouanni i I fratello huomo di gran ſenno, ſù mandato da Bonifacio lll. Duca di Ferrara
l' anno r 007. per V. Duca à Luca,la qual Citta gouernò con ſomma prudenza. ll ſu
detto Rodi f. 43. ‘
Leone il fratello huomo di gran valore milírò peralcunì Prencipi, e fù flimatiſſimo da
Halipmndo flgliolo di Pacino Marcheſe d'Angleria, e poi Signore di Milano. Quello
ſi trouò con il detto Marcheſe l'anno rozg. quando fù dal Popolo Milaneſe eletto
Duca di Milano, qual d.gnirà renne anni za. volendo ſempreilſudetto Leone ap~
preſſo di ſe,- peril che in certa Cittá ſi amogliò , e {ù quello che piantò in Milano la
prima radice di queſta nobile famiglia , quale di preſente vi ficonſerua con gran de
coro. Vedaſí Filippo Rodi T. p. f. 43. '
Coradino il fratello fù perſona di gran prudenza , e ſtimatiſlimo dalla Ducheſsa Matil~
de,dalla quale ſù mandato per ſuo Vicario a più Prencipi per trartarenegotij di gran
rilieuo per l'lralia; e di poi dalla medema tù dichiarato Gouernatore di tutta la Ma r
ca Treuigiana, nella qual carica morì, laſciando di lui Cirino ſecondo , 8c Anaſtaſio.
Di tanto ne ſà onorata memoria Bona uenrura Angeli ſuoi Huom. lil. f. ro r. Filippo
Rodi 'I'. p. L43 Gio: Battiſia Giraldi ſuoi Elogi f. 37. 8t altri .›
Cirino Secondo il figliolo ſù ſoggetto di gran dottrina , e prudenza , per il che fù da..
Guelfo Vll. Eſtenſe Duca di Bauiera, di Carínria , e di Spoleto, Prencipe diSarde—
gna, Marcheſe di Toſcana , di Verona, e Mancoua , dichiarato ſuo V. Duca l'anno
I roz- e mandato in gcuerno della Toſcana. la qual Prouincia reſle più anni con gran
magnificenza, e giubilo vniuerſale di quei popoli . Laſcià tre figlioli,cioè Coradino
ſecondo,Giouanni ſecondo. e Roberto. Tauro aſieriſcono Geruaſio Ricobaldi ſuoi
anualif. 107.Gio.- Battiſta Giraldi ſuoi Elogif. r49. Vgo Calefini ſue famiglie no
bili antiche f. 9. `
Anaſtaſio il fratello Religioſo di ſantiſſimi coſiumi, fù chiamatoà Roma da Celeſtino Il.
Sommo Ponteficel’ anno r r 19. oue per la ſua ſingolar prudenza operò molto per la
pace, che ſeguì poi tra il detto Pontefice,& Enrico lV. Imperatore. Per queſto fatto
volle il Pontefice rimunerarlo più volte con cariche , e dignità Eccleſiaſtiche, quali
con ſomma vmiltà rifiutò, e licentiatoſi dalla ſua Corte , fi transferì a Ferrara al ſuo
Conuenro de Monaci di S. Antonio , oue morì in concertodi gran ſantità. Vedanſí
li ſopraderti Autori ne mcdemi lochi citati. a
Coradino Secondo ſiglrolo di Cirino ſecondo, fù perſona di gran merito , e dottrina,
onde perla ſua nobiltà,c ſapere ſù mandato l'anno r r 5 a. con altri di ſua Patria à con.
fini dello Stato :i complire con Innocentio [LSommo Pontrfice,quale veniua di Fra n
cia,&haueua in ſua compagnia Lothario imperatore. Eſpoſta la ſua ambaſciaraà
nome della Patria a‘ dettidue gran Prcncipi, furono quelli accompagnati da Coradi—
no,eCompagnià Ferrara, oue alloggiarono vn giorno , 6t vna notre con giubilo di
tutto il Popolo . Partircno di poíalla volta di Piſa ſeruiri nel viaggio da Cora dino,
8c eſſendo quella Città in gran diſcordia con Gene-ucſì la ripaciſicò in pochi giorni.
Seguirà Coradino l'Imperatore a Roma , nella quale entrò con molta genre armata
apportandoterrore à Giouanni Antipapa, 8c à ſeguaci. .Stimando Innocentio eſſere
la Citra‘ in pace , li Romani in vn ſubito ſecondo l' vſo antico crearono li Senato
ri. li qualiregeflero la Republica, dr ogni loro dominio ſecolare, per il che Innocen
tio congregò vn Concilio per farli reſiſtenza , nel qual Concilio (ſecondo Gratiano
nel ſac. decr.) fece quella digniffima legge, che niuno Secolare haueſle mai ardite
ſotto pena di maleditrione. e di Anarhemate, mettere le mani in alcuno Chierico per
violenza, o per forza , e conflitul aſſieme molte altre ſantiffirne leggi . 'Seguita la
morte del Pontefice, Coradino rinontiò diuerſe cariche, che dal ſuderro Pontefice-,Nor
Imperatore li erano ſtare appoggiate. e ſe ne ritornò alla ſua Patria, nella quz lc le fù
poco doppo cöſerita la Carica di vno de dodeci Sauij, 8c in quella morì. Così ſcriuono
Geruaſio Ricobaldi f. 1 29. Giacomo da Marano T. p. f.: 18. G i0.C0nrrari T. p. f, 206.
ſuoi annali, Fra lacobo Filippo ſue Croniche f. 284. Filippo Rodi T. p. f. 43. r3: altri.
di
x
DFFEKR’AKAT PARTE 1. , '3‘9
Giouàni Secondo il fratello Canalicrc di gran portata fù onorato da Glielfo Il. Eſtenſe
Prenclpe di Sardegna, Duca di SPoletoic Marcheſe di Toſcana di titolo di v.l)uca, e
mandaroà gouernare la Toſca na‘,e dichiarato ſuo ſopraintendente generale dell‘ arñ
mi nella medeſima,come anche V. Duca di Spolet0,mentre il ſudetto Duca, riſede
ua circa gli anni r r 63. in Sardegna. Tanto atreſtano Bonauenrura Angeli ſuoi Huo
mini lllultri f. r 27.F1[ippo ROdi T. p. f 43~Gio. Battiſta Pigna Geneologia Sereniſs.
Eſtenſi nell‘ Elogio del ſopraderto Guelfo ſ. 6. Gio. Battiſta Giraldi ſuor Elogi f. 67.
Roberto il fratello perſona di gran merito, eſtimariflimo dalla ſua Patria, riuſcì vno
de più ſingolari luriſconſulti,che à ſuoi rcmpi ha ueſlc l'ltalia . Queſto Signore (ù da
molti Prencipi impiegatoin importantiſſimi affari, ne quali tutti riuſcì con grand'.
onore, come affermano Gio. Barriſta Pigna f. 2.07. Vberto Giocoli f. 45.Marío Equi
cola f. 79. ſuoiannali, 6t il Rodi ſuc Famiglie nobili f. 43. Laſciò doppo di ſe quattro
figlioli, cioè . e
Giouanni Terzo,
Coradino Terzo.
Guido, e
Lodouico .
Di Giouanni Terzo nacque i
Roberto Secondo. Ac… fù Capitano di Filippo Rè di Fra ncia,& andò con il medemo
circa gl' anni ”80.adallaltare il Regno d’ Aragona. nella qual guerra diede moſtra ‘i
del ſuo gran Cuore, e però ſù ſtimatilſimo da quel Mouarca. Filippo Rodi T. p.ſ.43 .’
Di Coradino Terzo nacque i
GiouanniQuarro huomo digran prudenza, ílqualc fù mandato dalla ſua Patria per
Nuncio ri Nicola 1V. ſommo Pontefice perinrcreffi rileuanti,dal quale ſù impiegato l
in affarri importantiſiimi. 8c in particolare nel trattato di Pace, che ſegui tra Carlo Rè '_
di Napoli, e Ferando Rè d’ Aragona . Rírornaro di poi alla Patria circa gl'anni x 394.‘
mori laſciando tre figlioli hauuri da Lucreria Albcreſani, cioè Claudio, Nicola, c
Guido ſecondo. Filippo Rodi T. p. ſ. 43. -
Da Guido primo nacque
Roberto Terzo valoroſo Soldato, 6t huomo di gran coraggio che ſir Capitano de Ge
noudì, enelfurto d‘armi fra Genoueſi,e Piſani volſe più toſto perdere la vira, che
laſciareà gli aucrſarij la gloria della Vittoria . ll ſuo cadauere fù portatoà Genoua.
oue lifurooo fatte onoratiſlimeeſſequie , c fabricato vn depoſito di gran valore, il
quale oggídi ſi conſerua . Gio: Battiſta Giraldi ſuoi Elcgi k'. 13 s. .
Claudio figliolo di Giouanni qUarro, ſù gran lettera to,e però l’anno [303. fù dalla ſua
`Patria mandato per Ambaſciatore à Benedetto [X. Sommo Pontefice , per rallegrarſì
della ſua affuntione al Pontificaro , e di poi per la rnedema ſù mandato à più Prencipi
per intereſli conſiderabili, ne quali ne riportò onore infinito. L'anno poi 1309.ſù
mandato da Azzo X. Eſtenſe Signore di Ferrara per V. Marcheſe in Ancona, la quale
gouernò con molta prudenza più anni . Fanno memoria di queſto ſoggetto Giacomo
da Marano T. p.f. 207. Vgo Calcſini ſ. 103. ſuoiannali, 8c il Rodi T. p. f. 4;. Laſciò
di ſe tre figlioli, cioe .
Roberto Alano ,
Guido Terzo, e
Giouanni Winro .
Nicola‘Prímo fratello del ſudetto Claudio, e ſigliolo di Giouanni quarto, applicò l' ani
mo alli ſludij,e riuſcì vno de più inſigni luriſconſulci de ſuoi tempi a Per li Sereniffimi
Eſtenſi s'impiegòin negotijdi ſtato, nelliqualiacquiſtò fama immortale. L'anno
poi r 344. fù in rimuneratione di ſue Vlſlù creato (laualiere da Obizzo Vllñ Eſtenſer
Marcheſe di Ferrara. e mandato per V. Marcheſe à Parma, Città in detto tempo ſOg-l
getta al ſudetto Marcheſe,& in cſla , doppo di hauerla prudentemente governata ‘inf
anno, e meſi, acquiſtata vna graue,e longa infermità , ſe oe ritornò a Ferrara ſua Pa. z
“ñ---N

rria,
l

40 lLLVSTRI FAMIGLIE
tria,nella quale pochi giorni doppo paſsò da queſta à miglior vita , laſciando ſei fi
lioli. cioè Roberto, Guido, Claudio, Giouanni , Coradino , e Gio.- Paolo . Vedaſi
Vgo Calcfini f. 147. Geruaſio Ricobaldi f. r r 3-Vicenzo Rodinelli f. 79. Filippo R0
di T. p. f. 43- &altri .
Guido Secondo il fratello ſii in gran ſtíma appreſso il Marcheſe Nicolò ll. detto il Zop
Signore di Ferrara, quale ſc ne ſeruì in negotij di gran rilicuo, e per conſeglio del
medemo Guido fece fa bricare vna gran Fortezza alla Stellata all’ incontro del Ca
ſtello di Piearolo, aceiò quei luoghi , che in detto tempo erano delitíoſi non foſſero
moleſtati . Fù detta Fortezza perfettionata adi ao. Decembre 1 367. e prouedura di
munitioni d'ogni ſorte, e di coſe neeeſsatie tanto per difeſa , come per offeſa , e ſi chia
mòla Rocca Poſsente, nella quale ii detto Marcheſe vi mandò Guido per Gouerna
tore, la qual carica eſsercitò molti anni . Peregrino Priſciani ſue Coll- lſior. f. 206.
Filippo Rodi ſue Famiglie nobili di Ferrara f. 4;. dr altri .
Claudio Secondo figliolo di Nicolò primo, huomo di eieuato ingegno, viſse in concet
to grande appreſso li Prencipi d'italia, per li quali s' impiegò in molti affari . e riuſcì
ſegnalatillimo così nell' armi . come in maneggiare negorij politici. Vedaſi Nicolò
Caſaglio ſuoi annalí f. r 17. Banauentura Angeli Huom. Ill. f.307. Filippo Rodi T.p.
f. 43.Gi0. Battiſta Giraldi ſuoi Elogi f. r 9 5. Vgo Caleſini famiglie antiche f. 9.
Giouanni Seſto ilfratello ſoggetto ſingolare ma ncò di vita l’anno :3 63. adi zo. Marzo
ſotto Modona eſſendo Capitano del Marcheſe Nicolò ll. Signore di Ferrara . Filippo
RodiT. a.f.43.
i Coradino Matto itfratello. fù mandato dal ſudetto Nicolò Il. Marcheſe di Feſta ra Bre.
per V. MarcheſeàFaenza l’anno l 37v. qual Città in detto tempo era ſottoil Do
minio d'eſso Marcheſe,e gouernò quel Popolo con molta prudenza neeeſsaria in tal
gouerno per le fattioni, che in Faenza ſi nutriuano . Giacomo da Marano T. z. f. 1 6.
Geruafio Ricobaldi f. 301. &altri ſuoi annali . Laſcio doppo di ſe due figlioli. quali
furono
Giovanni Settimo,e
Claudio Terzo.
Gio: Paolo il fratello perſonaggio di gran ſiſma, e Compagno di Gio.- Galeazzo Viſcon
ti, chiamato primo Duca di Miſano dall'imperatore Vinceslao di Boemia, s'impiegò
per ìlmedemo Duca nella guerra, che vertiua tra Fiorentini, 8c iſ Duca , come anche
quando andòdipoiall’aſsedio di Mantoua , oue doppo molti fatti Eroici laſciò la
vita. Onofrio Panuino Vite de Pontefici f. 204. Gio. Battiſta Platina f. 205. nella
Vita di Bonifacio lx. Gio-Battiſta Pigna f. 214. ſuoi annali- Aleſsandro Sardi ſuoi}
fragmenti f. 7r. Filippo Rodi T. p. f. 43.
Roberto Aiuto il Fratello primogenito di Nicola primo eſsereítò più anni la Carica di
mo de dodici Sauij, e ru quello che hebbe incombenza dalla Città di far fabricare la
maeſioſa Torre (quale appreſſo ſi vedrà diſſegna ta per curioſità dc Lettori) chiamata
di Ricobelſo dal nome dell'Ingegnere, che ne fece il diſsegno . Detta Torre ſù fabri ñ
cata ſoprailcantone della Piazza Regia ncll'andare verſo S. Stefano, c terminata
che fù, vi poſero ſopra vu nobiliſſimo Orologio con vna gran Campana, la quale peſa
ua libre tre milla,eſ`eicento trentatre, &adi za. Decembre 1362. fù con gran mac
flria,&argani tirata ſopra detta Torre, ö: accomodara , come doueUa (ſare , onde la
Vigilia di Natale eominciòà ſonarſile ore , e le prime che ſonarono furono le venti;
eſſendo in detto tempo Giudice de Sa uij M. Franceſco Beuílaqua . Auanzaroſi di poi
Roberto nell’ età,li conuenne laſciare la Moglie , e figlioli, c portarſi à Galeazzo Viſ.
con‘ti Duca di Milano, dal quale fù dichiarato Conſigliere di Stato, maneggiando
ſempre inrereffiimportanriſſimi. ör in particolare nell'acquiſto , che fece di Piſa , Bo
lo gna. Lucca' 8m. La ſciò tre figlioli, cioè
Giouanni,Coradino. e Claudio 9
Vedaſi Filippo Rodi T. p. f. 43.
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DlFERRARA PARTE!. ' 41

PROSPETTIVA
DELLA TORRE
DIRICOBELLO,
Nell-c fiammihi della quale Stern” di.
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Vittorie più /ègnelate, el): m diverſi
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”110 :una linomi . è. da due Suri-e11‘ veder-a inn/;z u, "M .
da dodici Sani del. ›; 5_ l api-ie ilpriur’legio di Omm: [mp-rr..
' [4 (in), con ’n'a, z ‘ó :ore cpnceſſo aaa Citta" e Nubi/id effz
del 1°,, 5,”. .41m ſimilr’ privilegi dada‘mrſi imp:.
i ratori col medemo ”drm dlſifiólſſzafi
' merleranno per mm* la fan-m, [5),.
la Pin-z.” Reggia.

F Giovan-_—
I .A
42. l [LLI/STR( FAMlG'LlE

Giouanni ſettimo Figlíolo di Coradino quarto trattò il matrimonio del Marcheſe Nico- 4
lò il. ſuo Signore con Verde figliola di Cane della Scala Signore di Verona,ela con
duile con altri à Ferrara adi 18.Aprilc 1363.ſù incontrata detta Signora dal Mar
theſe. e tutta la nobiltà di Ferrara, 8t da molti Prencipi, che in tal tempo ſi trouaUano
con il Marcheſe, à mezzo la via, che và a Francolino. Complito che hebbero aſſieme
fecero l' entrata per la Porta della Formegnana , e per la via de ſabioni giunſero alla
Piazza Magna , oue furono, ſalutari dalPopolo feſieggiante. Arriuari al Duomo,
’alla porta maggiore di queilo furono riceuuri dal Veſcouo Bernardo di Chiaramonte
in abito Pontifleale. quale accompagnandoli all'Altar ma ggiore. doppo molte ſacre. e ì
nobilifuntioni,li benedi . ll ſudetto Giouanni fù di poi mandato a più Prencipi per
affari importanti, quali tutti riduſie à perfettione con vantaggio del ſuo `Signore . dal
quale ſù ſempre per tutto ilcorſo di ſua vita , teneramente. e cordialmente amato. '
Tanto ſcriuono Gio.- Battiſta Giraldi f. 170. Vicenzo Calza f. 95. Giacomo da Mara
no T. a. ſuoi annali, Vgo Caleſini Geneologia Sereniſſimi Eſtenſi f. 30. 8t altri.
Claudio terzoil Fratello tù peritiffimo nelle Leggi, onde ſù dalſopradetto Marcheſe
Nicolò Il. creato ſuo conſigliere di Giuſiiria l'anno r 399. e di poi fatto ſuo Secretario
Secreto, eſlendo vniuerſalmente amato da tutti li Prencipi Eſtenſi . FilippoRodiT.
.1 .f. 44. Vgo Caleflni Famiglie antiche. enobili f. r 2. `
Giouanni ortauo Figliolo di Roberto quinto ſu ſempre impiegato per li Setenifl'imi
Eflenſi, dr in particolare per certe prerenſioni, che erano fra loro , per il che corſe più
Voltefpericolo della `vita , la quale ſaluò con la ſua eſtrema prudenza. Filippo Rodi
T. r. .44.
Coradino quinto ilFratello Cáualiere di gran ſeno ſpeſe molti anni in diuerſeguerre,
nelle quali riportògrand’onori , e ſu da molti Prencipi ſiimatiſlìmo. Ritornatoalla
Patria tù del 1434. dichiarato Ca pitano del Marcheſe Leonello con flipendio riguar
deuole- Vedaſi Bonauentura Angeli Hur mini llluſirr f. 23;. Filippo Rodi T-r.f.
45. Mario Equicola ſuoiannali f. 208 . `~
Claudioquartoil Fratello fù maggior d'huomo di Camera del Marcheſe Leonello,col
quale andò l'anno 1438.a pigliare il poſleſlo del Poleſine di Rouigo , che era fiato
donato al Marcheſe Nicolò Ill. ſuo Padre dalla Sereniſſima Republica di Venetia.
I~ù di poi mandato dal ſudetto Marcheſe per ſuo reſidente appreſſo detta Republica.
oue dimorò più anni . Laſciò doppo di ſe orto Figlioli, cioè Roberto ſerio. Guido ter
20,Giouanni nono, Coradino ſeiio,Gí0uanni decimo, Cirino ſecondo, Paolo primo.
& Anaſtaſio ſecondo. Fanno memoria di qUeſio Signore Geruaſìo Ricobaldi fa”.
Mario Equicola f. 19|. ſuoi anoali, Filippo Rodi T. r. f. 45.
Roberto ſeſto Figlſolo del ſopradetro. Claudio quarto ſù mandato con altri ad incontra.
rel'lmperatore Ruberto di Conſiantinopc-lí l‘anno 1438. il quale andaua al Concilio,
e lo conduſſe à Ferrara aſſieme con il Figliolo, e due Cardinali. Furono queſii Signa.
ri riceuuti dal medemo Marcheſe, Prencipi. e nobiltà dr Ferrara al Porro di S.Biagio, e
fù alloggiato nel Palazzo chiamato Paradiſo. Mario Equicola ſuoi annali f. a48.
Giacomo da Marano T- a. f.96. Gio.- Bartiſta Pigna f. 305.6: altri ſuoi annali .
Guido terzo il fratello fù Caualiere temuto per eſſere di Valore impareggiabile. Fù fra
tello giurato di Lodouíco di ,Andrea Bentiuoglio, con il quale moſltarono al mondo
le loro ſingolari operationi. Aleſſandro Sardi ſue memorie Eroiche f. 106. Gio. Bat
tiſta Giraldiſuai Eloggi ſ’. 301.(3irolamo Faletti Fatti EroiciSereniſſrmi Eſtenſi f.
97. Gio. Battiſta Guarini ſue Epiſtole f. 39. Marco Antonio Guarini ſue memorie
[ſtoriche f. 70. Filippo Rodi T. p. f. 45.
I
Giouanni Nono morì fanciullo .
gîgî’gſiffi‘äëgä: ) fratelli de ſopradetti andarono ambidue per Camerieti ſeereti
con Ercole ( che fù poi Duca di Ferrara ,j e Sigiſmondo ſuo fratello,vno de quali era
d'anni r o.e l'altro d' anni 8.quando furono mandati dal Marcheſe Leonello ſuo fra.
tello
DIFERRARA PARTE 1. 4;
tello alla Corte del Re Alfonſo di Napoli circa gl’ anni 1441. 8c h ebbero gran cuſto
dia de medemi Prencípi turto il tempo, che ſtettero fuori di ſua patria. Filippo Ro`
di T. e f. .
Citrno Sìconîíîzilfratello fù ſopraintendente generale dell’ armi ne fiati di Leonello
Marcheſe di Ferrara ac. e morì in detta carica laſciando di ſe due Figliuli, cioè
Nicolò . e
Claudio . Il ſudetto Rodi T. p. f. 45. Di
îîggaîmó‘; non ſi è trouata coſa veruaa.
Nicolò Figliolo di Cirino ſecondo poſſedè più anni la carica di Generale dell'Artiglie—
ria delSereniſlimo Duca Ercole, nella quale mori laſciando quattro Figlroli ,quali '
furono
Ercole,
Giouanni;
Coradino , e
Claudio. Filippo Rodi T. p. E45. i
Claudio quinto i] Fratello morì V. Duca di Eſte , mentre gouernaua detto luogo con _
gran prudenza l'anno 1470. Filippo Rodi f. 45. ñ
Ercole primo Figliolo del ſopraderto Nicolò hcbbe molte cariche da Alfonſo l. Duca di
Ferrara, quali tralaſcio per non hauere giuſtificationi ſufficienti .
Giouáni vndecimo il Fratello fù mandato perGouernatore di Carpi,e poi à Modena dal
ſudetto Duca Alfonſo, nella qual carica morìcirca gli anni 1505. il Rodi T. p. f. 45.
Coradino ſettimo il Fratello huomo di gran coraggio fù impiegato in affari rileuantr da
Sereniflimi Eſtenſi, :mandato per ſuo reſidente appreſio à Giulio l l. ſommo Ponte
fice, dt iui paſſo da queſta à miglior vita. Vgo Caleſini famiglie antiche f.zr.e
Filippo Rodi f 45.
Claudio il Fratello fù gran letterato , e per il ſuo eleuato ingegno fù dal Duca Ercole Il.
Duca di Ferrara molto ſtinato, dal quale hcbbe le principalicariche de ſuoiſiati .
Viſſe in gran famigliarità de Prencipi si d'lralia, come d‘altri patſi,come ſcriuono
Gio: Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. 3 06. Aleſſandro Sardi ſue memorie f. 97. e Filippo
Rodi T. p.f. 45 laſciò doppo di ſe due Figlioli,cioè
Nicolò Secondo,8c
Ercole Secondo. .
Nicolò ſecondo il Figliolo fù reſidente d’Alfonſo Il. Duca di Ferrara appreſſo la Sereniſ
ſima Republica di Venetia,e di poi fù mandato dal medemo à molti Prencipi, da qua
li riporrò onori grandiſſimi, come conſta da quantita di pr iuilcgi , patenti , lettere, dc
altro, le quali (i eonſeruano appreflo ſuoi ſucceſſori. Laſciò doppo di ſe Ercole ſuo
Figliolo. Cozi ſcriuono Girolamo Faletti nelle attioni de cortigiani di corte dc
Sereniſſimi Eſtenſi f. 206. parimente ne ſuoi annali f. 3 r7. Filippo Rodi T. p. L45.
Ercole ſecondo il Fratello ſeruì Luigi Cardinale Eſtenſe per Secretario ſecreto , e ſù ſuo
famigliariſlimo. Mori in Milano l' anno r 5 6p. mcntrc ſtaua in detta Città per affari
del medemo Cardinale, e laſciò di lui due Figl ioli , cioè i
Alfonſo, e
Luigi. Vedaſiilſudetto Faletticome ſopraf 323. ' -
Ercole terzo Figliolo di Nicolò ſecondo fù paggio di Cappa d' Alfonſo Il. Duca di Fer. -
rara , e di poi Secretario del Duca Ceſare , co'l quale perle riuolutioni dello fiato di
Ferrara ſe ne paſsò á Modona, nella qual Città pianto‘ la ſua Caſa, che ſino al preſente _
yi ſi eonſcrua . 'Filippo Rodi T. p. L46. 6t il Guarini ſuo Giornale Iſiorico t. 29.
-- ì ' . "r

F 3 AR* `
44 ILLVSTRI FAMlGLlE
ARBORE DELLA NOBlLE FAMIGLIA ARCIMAN].

Cirino r. in Ferrara 970.

E 065*.
Adriano r. Giouanni r. Leone r. Coradiuo r.
' l . '
; _r-——-— —--—1 *Ss*
i Curno a. Anaſtaſio r.
ì aes*- lI__ _
Coradino a. Gionanni a. Robfſto :è
1 ~ -i ‘ì"
Giopanni 3. Curadino 3. Guido r. Lodooico x.
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Roberto a. Giouanni 4. Roberto 3.

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Claudio r. Nicola r. Guido z.

Roberto 4.. Guido 3. Giouanni 5. Claudio a. *qs*

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Roberto 5. Guido 4. Claudio 3. Gionanni 6. Coradmo 5. Gwd’aolo r.
I
1——-7— [-~--—- -—---~—
Giouanni 7. Coradino 6. Claudio 4
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Î i . .i È" ,’ . ‘71" I. l” Î
Roberto 6. Guido 5. Giouannis. Loradmo 7. Grouanni 9. Crrrnog. Paolo 1.1
` l—-"'-'—ñv`
[i Anaſtaſio a.
‘95* l” i . --L
Nicolò r. Claudio 5.
I
r l - --*
Ercole x. Giouanni x. Coradino 8. Claudio 6.
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—-————-r
aes*- .55. Nicolò a. Ercole a.
I i—"'"‘"l
Ercole 3. -Alfonſo r. Luigi r-.
l l
'495- 495. Ercole 4. Ercole 5.

Alfonſo z. viuente
1———
355.- 7 ‘9501 Ercole 5. Luigi z. quaſiviuono.

i ‘ i __ _ ' 7' ’Ariañ,


…4!!
DI FERRARA PARTE 1. 45
A:.

- E bene è certiſſimo eſſere ſempre ſiata detta famiglia molto no~


brle,&anticainFerrara. ad ogni modo non nò troüato (in’

rif..
.ai.
l
berroRè di Puglia per trattare, e concludere il matrimonio
della Sorella di quel Rè con il detto Marcheſe . Fù ta le, c tan
_a "è ta la certezza , con la quale da Roberto fa maneggiato queſto
affare,che concluſo affatto detto matrimonio. & a nome del Marcheſe aggiuiiato il
tutto conildetto Ré , Spoſò à nome di Azzo la Sorella Giouanna l'anno r 182. e la
conduſſe à Ferrara adi 18. Settembre dell'anno medemo accompagnata , e ſeruita da
gran quantita‘ di Prencipi, Caualieri, Principeſſe. e Dame . Fù incontrata queſta Re
galSignora al Porto di S. Agneſe dal Marcheſe ſuo Spoſo . che era corteggiare non
ſolo da nobili di Ferrara. ma anche da quelli di Verona, 8c Ancona . e di altre Città,
delle quali in quel tempo era aſſoluto Signore . Tutti queſti aſſieme con il Marcheſe
loro Signore , Srauano ſopra vn Ponte , che artrauerſaua il Pò in facia a detto Porto
di S. Agneſe, quale era ſtato fatto fabricare dal Marcheſe per tal fuutione , & era tut
to meſſo a oro con ſtatue diuerſe. adobbato di varij pa nni d' oro, e faccua moſtra ( per
quanto appare dal drſsegno poſſo nelliannali di Gio:Contrari f. 220.) di vn ſupcr~
biſſimo Teatro . In queſto ſù riceuuta con tutta la ſua Corte la nouella Spoſa , e con
pompa Reale condotta al Regio Palazzo, oue furono fatte allegrezze inefplicabilí, e
publicara Corte bandita perquindeci giorni continui con ſomma lauteZZa di cibi de.
licati, 8t iſquiſitezza di vini pretioſî . ln detto tempo ſi fecero Torniamenti,v Gioſire,e
Fuochi, & il Popolo ercſſe molti Archi Trionfali . facendo altre coſe degne d' eterna l
memoria; alle quali funtioni per conto fatto da più ſapienti interuennero più di dieci l
milla foraſtíeri . Che ſe ciòarreccaſſe merauiglia al Lettore , anzi che tacciar me di '
millantatore, legga Giacomo da Marano T p.lib. ;.f. roz. e VicenZo Calzaf a4. ;
ſuoi annali , ouetrouarà anche , che da queſta Signora il Marcheſe htbbe .:inquLJ1
ſiglioli,quali furono Aldobrandino, Azzo, Beatrice la Beata,C0ſianza, & Alda: i
Gionanni ilſigiiolo, perſona di gran merito, per le ſue ſingolari virtu . e maniere il! dal
ſudetro Marcheſe Azzo dichiarato ſuo maggior d'homo , e condotto ſeco a Roma
Panno '
46 [LLVSTRÌ FAMIGLIE
fan…, ”x hadi 24. Aprile. quando andò à riuerire ilRè diSieilia , che paſiaua rn
Alernagna per viſitare la Ceſarea Maefla dr Federico lr.. lmperatore, eletto doppo la
morte di Othone . Hauendo il Marcheſe viſitato anche il Pontefice che rn detto tem;
era lnnocentio lll.da lui td ſommamente accarezzare , e pregato contentarſi di farli
l'onore di accompagnare il ſuderro Rèſmo in Alemagna . Acconſentr prontamente
il Marcheſe, e riceuuta la Beneditione del Pontefice, il Re,& rl Marcheſe ſi partrrono:
e paſiarono in Alemagna ,ouemchinarono la Maeſla del detto lmperatoreî. Sipartl
di poi il Marcheſe da quella Corte , e ritorno à Ferrara, oue doppo alcuni giorni mori
il ſuderro Giouanni , quale árreecò così ſenſibil dolore al ſuderro Marcheſe , chelo
pianſe teneramente , 6t eſſendoſi leuaro dalla Citta ,8c andato alla Badia della Van
gadizza per lcuarſi dall'animo tale afllirrione,iur in breue mori, 8c rn detto luogo fît
ſe poſto. ’I'utro crò viene autenticato da Gio.- Contrari f. 129. Geruaſro Ricobaldr
f.: ro. VZCeozo Rodinelli f. 60. ne ſuoiannali .
Girolamo Figiroio di Giouanni ſir valoroſo ſoldato , e perciò amato, e ſtimato dal Mar
cheſe Obrzzo da Eſte Signore di Ferrara ,quale lo volſe ſeco quando l'anno r :79.
adi 27. *gono-andò in aiuto del Carrara blgnuflî di Padoua, controli Signori della
Scala , quali Signoregiauano la Città di Verona , e danano danni non ordinarij al
detto Signore dl Padoua . Parri dunque il Marcheſe con Girolamo ,e con tutto il ſuo
Eflercito. 6: arriuato nel Territorio dr Padoua , andò ad' vnrrſi con il Carrara,8e vni
tamente poſero l'aſſedio al Caſicilu di Cologna, appartcncnreà Veroneſi,alquale
dando di poi diuerſi . e ſierrffimi aſſalti, incontrarono egual brauura ne difenſori del
Caſiello. Ma alla ſine doppo :4.giotni di aſiedro,eſsendoli mancata la vittouaglia,e
non potendo entrare alcun ſeccor ſo, für ono forzati arrenderſi a patti al detto Marche
ſe, il quale gli accettò,e non permiſe,che pariſsero alcun danno. ln queſta occaſio
ne hauendo il Marcheſe ſperimenta to il molto valore , e peritia di guerra dell'Ariaci.
ni, volle rimunerarlo con dichiararlo ſuo Capitan Genera le . Così atteſtano Giaco
mo da Marano T. pf az 1.8: Vberro Giocoli k. 89. ſuoi annali .
Paoloii Figliolo famoſo Leggiſta , ſir Hurt-mo ſ‘rimatrſſrmo da tutti li Signori Marcheſi
Lſtenſi di quel tempo , quali ſe ne ſetuirono nelli ariari più rileuanti della loro Sete
mſſirna Caſa. Gio:Contrarsj f.97 Bonauentura Angeli Huomini illuſtri f. 104.
Antonin Maria Fratello delſudetro Paolo ſù Religioſo dell' Ordine di S. Franceſco, e
Teologo, e Predicatore di gran grido . Amii compoſe diuerſe Opere , fra quali vn
Quadtageſimale. vn Libro d‘Homelie, 8c altri libri oggidi molto apprezzati da quel
li,che hanno la fortuna di hauerli appreſsordi ſe. Marco Antonio Guarini ſue me
morie Hifi. f. 73.
Gaſparo Fratello parimenre delli ſopradettí ſoggetti ſir Huomo di gran prudenza. e.
molto caro a Filippo Vl. detto il Valois , Rè di Francia nel 132 8. dal quale ſu impie
gatoinaffirri di gran ſtima’, &operando il tutto con ſommi prudenza , meritòhauer
cariche riguardeuoliſſime in quella gran Corte . Fanno memoria di queſto perſonag~
gio Boqauentura Angelr ſuoi Huomini llluſiri f. 127. e Gio: Battiſta Giraldi ſuoi
Eloggi . 29.
Pietro figliolo di Gaſparo, fù ſoggetto di gran talenti, e verſatiſſimo nelle lettere huma
ni . e diuine , per il che merito di eſſere Secretario ſecreto del Marcheſe Obizzo dp
Eſte .Signore di Ferrata,dal quale ſù anche dichiarato ſuo Cr. nſiglrere di Stato. come
notano Mario Equicola Geneole Sereniſſimr Lſtenſi f. 209. e Girolamo Faletti ſuoi
Commentarij L23. ’
lppolito il Fratello, fù valoroſo Soldat0,e peririſlimo dell'Arte militare. L'anno 1308.
l cnnrlſuo ſublime ingegno tecc fabricarein Po ſopra vna gran Zarta vn’alra Torre
fatta di legno con laſire di ferro , la quale moſiraua di lontano eſiere vna gran Fortez
2a . Aoanti a detta Torre ſtaua vn' edificio molto ſingolare , quale era à guiſa di vna
grandiflima fornace con diuerſe bocche , dalle quale vſcrua grandiſſima quantita di
fuoco, che rendeua ſpauento à riguardanti. 'i urta queſta machina iù fabrrcata di naſ
eoflo
DI FERRARA PARTE I. ~47
collo nel Caſiel Tedaldo , e di notte tempo meſſa in Pò in ſeruitio del Marcheſe Pr an.
ceſco da Elle ſuo amato Signore , che deſideraua ſcacciare le genti del Legato dr Bo
logna , quali erano venute a danni del detto Marcheſe , e fatteſî ſorti in più luoghi, .
cioè :i S. Giorgio,à Campo del Pero , e nel Borgo della Pioppa . arteceauano danni
ineſtimabili, ſaccheggiando, 6t mettendo à fuoco tutto lo ſtato di Ferrara . ll che ve- i
dendo il ſudetto lppolito conſigliò il Marcheſe Franceſco a‘ far paſſare ma parte delle i
ſue ſquadre nel Borgo di S. Luca . con mandarle `a Foſſa nona , ö( iui paſſare il Pò per *
allediare
mandò à paſſare
da quella
il Pò
parte
di ſotto
le genti
il Borgo
del Legato;
della Proppa
8t in vn
, parrendoſi
medemo tempo
il reſiante
vn'altradalparte
Caſiel
ne

Tedaldo con l'edificio ſudetto . _Circa le 4‘ hore di notte adi r 8. Genaro anno ſud”.
to atraccorono alla ſprouiſla l'inirníco, 6t arriuata che ſù la gran Torre al ponte dr S.
Giorgi0,diedcr0 ſuoeoalla gran fornace piena di ſucchi artificiali, la quale incendiò
il detto ponte in forma rale, che tutto lo riduſle in cenere , aſſieme con vna Galera del
Legato chiamata la Reginaze molte altre Barche ripiene di gente , e munitioni . Nel
medemo tempola parte dell'Eſlercito, che ſopra diuerſi Barconi ſeguita na di lonta
no la Torre, arriuò alla punta di S. Giorgio , oue ſmootando , s'inuio verſo il Campo
del Pero. nelqual loco ſlauano raccolte le genti del Legato, quali pigliare da tre parti
nel mezzo furono tagliate a peui , per il che reſiò liber‘o il paeſe da rante moleſtie.
Tutto ciò viene confermato da Giacomo da Marano T. p. lib 8. ſ za 3. Geruaſìo Rico.
baldi f. 230. Gio: Baltifia Giraldi f. r 27. Vgo Calefini f. 93. Vberto Giocoli k. r 09.
Gio.- Conrrari f. a r4 6t altri ſuoi annali . ‘
Gaſparo il figliolo per la bonta‘ di eoſiumi. 8t eſlrema prudenza , ſir ſlimariſlimo non me
no dalli Preneipi Eſtenſî, che da tutta la Città di Ferrara , mentre per quella , e per li'
ſuoi Prencipi tù impiegato in negorij di gran rilieuo , e mandato per Ambaſciatore a 2
diuerſi Prencipi,da quali riportò onori infiniti . Gio: Battiſla Pigna f. a r4. Gio.- Bat-l
tiſla Giraldi ſ. ”8. Gaſparo Sardi f. 63. Vgo Caleſini k. 79. Vicenzo Calza f. 107.
ſuoi annali.
Agoſtino ſu figliolo di Gaſparo ſopradett0,clre ebbe per moglie Leonora Giraldi, come
appare dal Teſtamento di Leone LabCCCl . altra noritia non ſi è poruto hauere della
ſua Vita .
Agoſlino figliolo di Agoſtino ſudetto,fr`r Dottore,e Caualíere di gran ſlima , e verſatiſ
ſimo in diuetſe ſcienze . Ville in tanta gratia del Sereniffimo Duca Ercole, che da eſſo
fù creato Conſigliere di Stato l’anno 14’73- comeappare dal ſuo priurlegío Bre. Que
lla ſa miglia oggidi ſi conſetua in Ferrara nella perſona d* vn'onoraro Cittadino chia
mato parimente Agoſlino. dal quale non lrò potuto trarre notitia alcuna d'altri ſog.
getti ſegnalati di ſua Famiglia,à cagione d'vn'incendio notturno . che li riduſle in..
ceneretutto ciò, che in Ca a conſeruaua .
ALBERO DELLA FAMlGLlA ARlAClNl.
Roblerro `

*95* *55* Giorlranni ` .gs. “Se


Girolamo
l
‘es- Paolo, Gaſparo r. Antonio María
` l
i —-—-—-——
Pretro. lppolrro .Sid ‘55*
.05* *SS*- r
Gaſparo I.
Agoſi‘ino I. .QS- ‘55.
Agoſl'ino a*
Areoſti
T
i _ñ— iILLVSTRI FAMIGLIE
a:

Areoſti .
\' - ~ A quel valoroſo Arcouiſto Q che non iſchiuò guerregiare con
Giulio Ceſare Imperatore , hebbe origine la nobiliſſima [fa
miglia Areoſtí, per quanto narrano molti Iſtorici , e luccio
tamente anche tocca il R. P. Fra Girolamo Alle Bologneſe in
vna ſua Epiſtola dedicatoria à Monſig. Alfonſo Arcoſii Ca
nonico del Duomo di Ferrara , Prot-onorario Apoſtolico, e
r Cameriere d'onore di Paolo V. ſommo Pontefice ; qual let
‘i. tere affieme con il libro intitolato Li ronuimi,ecuffirſiE‘rei,
* ' fù ſtampato in Bologna l'anno r 619. E'certiflimo che que.
ſia Caſa è [kata antichiſſima in Bologna,come narra P. Lean
dro degli Alberti nella ſua Deſcrírtione d‘ Italia f. 351. e nelle ſue Croniche di Bolo- _
gna f. 407. Cherubino Ghirardazzi T. z. f. ar 2. lppolito Prouinciale Fauentino ſue
Poeta,-
Memorie 8t inIſtoriche
detta Città
f. 369.
ſino al
e giorno
Gio: Bartiſta
d'oggimantiene
Pigna nellala Vita
ſua primiera
di Lodouico
nobiltà.
AreoſtiDail

queſta nobiliſſimafamiglia ſono vſciti huomini ſegnalatiſſimi , così in Armi, come in l


Lettere, & in Santità, per proua della quale baſta accennare il B. Coradino Areoſii
tanto celebrato da Ctoniſii della ſua ſantiſſrma, e dottíſſima Religione Domenicana,e
ia Beata Dorotea Areoſii . Quando non vi foſſe altro Autore che prouaſſe la nobilta`
di qucſta Famiglia, baſtarcbbe per aurenricarla la parentella con le Caſe llluſtriſſime
d’Eſte, Farneſe Ste. Mà non è mio inſtituto il deſcriuere le glorie di queſia nobil Fa
miglia cominciando daiſa ſua prima origine. peroche ſolo de uo deſcriueñre quelli ſog
getti che furono in Ferrara mia Patria. Dico adunque che eſſendo morta Donna
Giacoma figliola di Romeo de Pepoli, il Marcheſe Obizzo Vlſ, da alcuni detto Ter
zo preſe per Moglie Lippa Areoſti donna tra le belle belliſſima , dalla quale,come af.
ferma Gio: Battiſia Giraldi ſuoi Commentarij f. 69. ne hebbe vndeci figlioli . Con
quella occaſione ſi portorono in Ferrara alcuni Parenti di detta Signora , la quale prí~
ma che veniſse a‘ morte (il cheſù l’anno r34z.) accomodò così bene le coſe de gli
Ateoſii,che eſſi dopoi ſempre crebbcro in onori,&’ in ricchezze grandiſſime .
Bonifacio Primo di queſto nome in Ferrara , iù fratello di Lippa Principeſsa cli Ferrara z
altro non ſi sà di queſto perſonaggio , ſe nonchc fù Caualiere di gran ſtima appreſso
à Preneipi,&à tutta la Citra‘ .
Rinal l
J
D1 FERRARA PARTE l. 49
i Rinaldo figliolq &Bonifacio-ſudetro, ſu Signore mono potente. c ſtimariffimo da ’SÎ
rcmflimi Eſtenſi, ad inltanza de qUali tù farro Caualíere dal Sereniflimo Doge di Ve
nexia l’ anno 1380.
i Bonifacio Secondo
Ramo della il figliolo
nobiliſlíma hcbbe Arenſtì.
famiglia quattro Egliole fcmine, 8: in lui ſi eſtinſc queſto

Lucia ſiglíola di Bonifacio ſecondo, fùrnarirara nel Conte Chriſtino Beuilacqua, che fù
Generale del Duca Borſo. con dorc di ducenro milla ſcudi d’oro , dal che è facile ar
gomentare le ricchezze della Caſa Areofii .
Franceſca la ſorella tù marirara in N. Salimbeni famiglia nobiliffima in Ferrara. Di
h Bonitacía ſorella delle ſudette Signore, non ſi sa‘ ſe prcndeſse marito , ò pure ſe mo
rilse in tenera era, il che io ſtimo probabile; lì come parimenre non ſi sa‘ il nome della
quarta ſorella, rrouandolî ſolo che fù Monaca nel Monaſtero di d. Antonio .
Nicolò Primo Cugíno carnale della Marchcſa Lippa , apprcſso la quale viſsc nella ſua
tenera età. Fù queſto Signore famiglia riſſrmo del Marcheſe Nicolò …s e iùfmo
Cittadino di Ferrara l'anno x363.Laſcròquarrro figlio”, quali furono
l A Iberco,ehe riuſcì gran letterato, 6c abile à maneggiare qualunque intereſse di rilieUo.
:Bonifacio ,
Paolo , e '
Franceſco Primo . Da Bonifacio venne OSS*
Alelsandro Primo, quale fù Padre di **$50
NÎCOIÒ , e f
Bonifacio , dalquale ‘55* .ogg.
Lodovico .
Girolamo. c
Paolo Monaco della Certoſa di ingegno ſublimiſsímo , per il quzle congionro con l'ín-,
regrità de coſtumi, fù in gran concetto apprelso la ſua Religione , nella quale morì `
col grado di Viſitator Generale.
L’ Lodouico ſudetro bcbbe due figlioli,quali furono
Leonardo , 8c *‘55*
Aleſsandro, nellí quali ſi eflínſe queſto ramo .
Franceſco Primo ſudetro he‘bbe quattro figlíoli,cioè
Giacomo, che morì ſenza figlioh* ogg,
Rinaldo , . ' -
Aldourandíno Primo, e
Nicolò,- nelli quali ſi fecero tre rami di quefla nobilíflima Famiglia;
ll ſudetro Nicolò fù Caualierc di gran ſpirito, e dl non ordinari) talenti, e però flimariſ
ſimo d‘al Popolo di Ferrara, onde l’ anno 1418.6 141 3. come altri vogliono fù eletto
Giudice de Sauij, nella qualdígnítà [lette anni ſerre,- ne è credibile che foſse eletto
la ſeconda volta à tal carica , come ſcriuono Gio: Bartiſta Pigna , Vgo Calefini,e Gí~
rolamo Ruſcelli. il che prouarò chiaramente in Nicolòquinro Nipore del ſudetro Ni
colò . Laſciò queſto tre figlioli,quali furono .
Scipione ,
Folco Dottore, e ] tutti ſoggetti di gran ſenno, e prudenza, onde furono mancini 5 di
Bcmardino ] uerfi Prencipi per Ambaſciatori da Sercniflimi Eſtenſi . appreſso li ‘
quali viſsero ſempre in gran filma .
Folco ſudetro hebbe
Polo doro, dal quale nacque **ESO ..55.
Brandaliſe , che mori ſenza figlioli.
Da Bernardino ſudetro nacque .
Nicolò üimaciffimo da gli Eſtenfi, onde fù maggior Fattore Ducale . 455*
Scipìonc, _ .
l
’A Ceſare , v G Alfon- *i
**ñ-*—
,o ILLVSTR] FAMIGLlE
Alfonſo,e ) furono tutti quattro figlioli del ſudetto Nicolò. Franceſco
Fran ceſeo Secondo hebbe
Gro:Brrtiſta. Da Ceſare veneto
Nicolò. & .55. .gs.
Annibale , e da Alfonſo nacquero
Scipione .
Bonifacio , e
Ferrante che ſir Religioſo . ſn queſti terminò il Ramo di Nicolò , che fù il primoGiu
dice de Sauij in queſta famiglia .
Da Aldoutandrno Primo figliolo di Franceſco primo veneto .
Galaſſo, *SS*
Aleduſe Dottore ,
Bonifacio . 6c *SS*
Antonio primo . Da Aleduſe nacque
lacopo , che moti ſenza ſiglioli. Da Bonifacio vſeirono 05$*
Folco ,
lacopo ,
Alfonſo,:i cui è dedicato il Cottegia tro del Co.- Balraſſat Caſtiglione. e
Scipione; i quali tutti morirono ſenza figlíoli, onde ne reſtò eſtinto queſto Ramo.
Antonio primo figliolo di Aldrouandino primo tù Padre di
Gio.- Ma tia primo, qual hebbe vu ſigliolo, che pure ehiamoſfi
Gio.- Maria ſecondo di queſto nome,- e fù Padre di .65*
Antonio ſecondo, e di
Giulio . Antonio mori ſenza figlioſi, e Giulio laſciò
Antonio Terzo, e o
Gio: María Terzo, ne‘quali terminò totalmente la diſcendenza di Aldoura ndrno primo.
Rinaldo ſiglielo di Franceſco primo. e fratello di Aldourandino primo hebbe cinque ſi
glioli tutti degni di ſingolar memoria .
Lodouico, huomo di ſingoſar bontà, e dottrina veſti abito Cleticale, e ſir Arciprete del*
la Chieſa Catedrale di Ferrara ſua Patria, onde viucndo con ſorſsfatrione d'ogn'vno,
meritò di eſſere propoſto da Sereniſſimi Eſtenſi al Veſcovato di Reggio .
Brunoto ii Fratello, fù parimente Canonico della Catedrale, e di Santrſſimi coſtumi.
Vgoil fratello, fù huomodi gran cUOre , edi ſommo valore, onde meritò il grado di
Caualierc. ›
Franceſco Terzo il fratello riuſcinon meno eccellente nelle lettere , che nell' intereſſi di
Stato . Viſſe in tanta gratia appreſſo ſi Sereniſsimi Eſtenſi , e tutta la Corte,e Città.
ehemetitò eſſere mandato Ambaſciatore al Papa, come conſta da lettera della Du~
cheſſa di Ferrara con data di primo Luglio 1483. lìù parimente Ambaſciatore à Maſ
ſimígliano imperatore. come conſta da lettera ſcrittali da Franceſca Arioſſi ſua Mo
glie, data in Ferrara li 28. Genaro r494. ſn occaſione de tumulti de Pij , fù mandato
dal Duca Ercole ſ. à Carpi per ſedare i tumori, come conſta da diuerſe lettere del me.
v demo Duca, vna delle quaſi èdata in Ferrara li a4. Giugno 1496. Raſſettate le coſe.
ſe ne titornòà Ferrara appreſſo il ſuo Duca, dal quale in varij tempi hebbe diuerſ, dc
onorari gradi di Coppiere. Maggior Domo,Conſigſiere di Stato,Scalco,Capitano,e
Caualiere . Andò queſto Signore d' ordine del ſuo Prencipe ad incontrare il Cardi
nale di Mantoua Legato Apoſtolico in Ferrara pet Siſto IV. a cagione della guerra
nata tra il medemo Duca di Ferrara,e la Republica di Venetia . Ctebbe Franceſco in
tanta fama appreſſo il Mondo , che pare che quaſi li maggiori Prencipi gareggiaſſero}
- percontrare la ſua amicitia: che però ſino al preſente ſr conſeruano da ſUOi ſucceſſori _
‘ le lettere del Duca di Calabria, dell' Elettore di Bauiera,dr Brandenburgo, del Rè di ì
Sicilia. 8c altri gran Signori. Attiuato à Ferrata Federico imperatore creò Franceſco x
Caualiere , e Conte, come conſſadaſnobiliſſimo priuilegio dato in Ferrara l’anno
E56(— P—
DI'FERRARA PARTE l. 5!
x466- adi 30. Genaro, nel quale fù data :i tutta la famiglia Areofii ampliflima facolta
di legitimar naturali. crear’ Dottori, Norari Sec. e di aggiungere all'Arme della Caſa
Arcoſti l'Aquila imperia le con diverſi adornamenti di ſiendardi , & altri inſtromentí
da guerra . Simile priuilegio-htbbe anche da lnnocenrio Vlll. l'anno r492.|í s.
Maggio. Di qrieſtoSignore fanno memoria Bonauentura Angeli ſuoi Huomini Il
luſtri f. 205. Filippo Rodi ſue Famiglie nobili f. 26. nel T. p. .
Nicolò quinto il fratello ſoggettomolro ſtimato dal Duca Borſo , ſù di poi Maggiordo
mo del Duca Ercole primo,delquale fù più volte Ambaſciatore apprcſso il Papa. all'
Imperatore, 6t alla Maeſtà Chriflianiflima . Si portò in dette cariche con tanta diſin
uoltura,e prudenza,che il ſuo Prencipe l' amò teneramente, per il che fù mandato al
Regimento del Popolo di Modona , e di Reggio, 8c hcbbe tutte quelle cariche che li
puote conferire il ſuo Signore . Fù fatto Giudice de Sauij l'anno 148 5. benche Gio:
Batlíſta Pigna nc ſuoi Romanzi ſcriUa che Nicolò fratello di Rinaldo padre di queſto
Nicolò foſse fatto Giudice dcSauij due volte,- la prima l'anno :418. nella qual cari
ca (tette anni ſette; e la ſeconda l'anno 1485. nel quale Ufficio durò tre-anni; ilche
anche viene confermato daVgo Calefioi nelle ſue memorie dc Capi de r 2.Sauij,c de ‘
Giud. Sauij f. 5. e da Girolamo‘Ruſcelli nella Vita di Lodouico Arcoſli . Ma contro li
ſopra detti Autori ſtà non ſolo l' Arbore della Famiglia Areoſli, nel quale viſi vedono
due Nicolò Giudice de Sauij , ma anche la verita iſteſsa i poſcia che ſe quel Nicolò
nominato da detti Autori, tu eletto l' anno 1418: ò 1 4t 3. come vogliono altri, il che
concorda con l' arbore di queſta famiglia, in niun modo pntè eſſere di nuouo eletto al. ~
la medema Carica l' anno 1485; il che èl‘ iſtcſſo che dire. doppo 72.anni , ſtante che
quel Nicolò da eſſi nominato nonfù al tempo di Adamo,ò di Noè, nel quale gli buo
mini viueuano centenaia d'anni . Dico adunque che li ſopradetti Autori hanno equi
uocato nel nome di Nicolò,- 8: hauendo trouato Nicolò Giudice de Sauij nel 1418, e
Nicolò pur Giudice de Sauijncl 148 5. hanno ſtimato folle l' iſieſio Nicolò . non fa
cendo rifleſſione veruna à gli anni , dalli quali ſarebbero venuti in cognitione dciiLo
verità del fatto . Fit dunque queſto Nicolò neceſſariamente Giudice de Sauij l’ anno
1485; e gouernò tre anni la Citta con gran prudenza. Fece quello Signore creſcere
mirabilmente il ſuo Parentado in onori, 8t in facoltà; 8t cſsendoſi maritato in Daria
de Malegucci,Caſa tra tutte le altre di Reggio non tncno per ricchezze . che per ſan.
gue nobiliſlima, hebbe dalla medema Signora dicci figlioli,cinque femine , e cinque ñ
maſchi, quali furono Lodouicoil Poeta , Gabrielle Poeta, Galaſso, Cario,& Alcſ~
ſandro. Vedaſi Gio-Battiſta Pigna nella Vita di Lodouico Areoſti il Poeta, e Giro
lamo Ruſcelli nelmedemo luogo .
Rinaldo il figliolo vnico di Franceſco terzo ſopranominato, fù Generale della Graſigna
na . L'anno r 509. andò à Roma per affari di Alfonſo l. Duca di Ferrara,come appare
da Patente ſpedita in Ferrara li 9. Ottobre anno ſudetro. Fù anche Ambaſciatore
appreſso il RèChriflianiſlimo petilmedemo Duca, il che conſta da lettera del Sig.
Cardinale di Aragona data in Baionali 19. Genaro 1 517. Viſse così in gratia di Et
cole ſuo Signore, che non era negotio alcuno di rilieuo , nel quale non interueniſSe,
onde fù anche fatto Capitano della Cittadella di Reggio. e Viſconte di Argenta,
come chiaramente ſi Vede da lettere del medemo Duca Ercole, quali oggidi fi con
ſeruano ne ſuoi ſucceſsori . Fa Memoria di queſto nobil ſoggetto il Gua tini ſue Me.
motie lſioriche f. 306.
Carlo figliolo di Nicolò quinto Giudice de Sauij, fit buomo di gran valore,e morì-’i Na
poli. Filippo Rodi T. p. f. 2,6. .
‘ Gala ſso Secondo il fratello riuſcì ottimo Cortigiano . e di profondo giudicio . onde fù
ſempre ſiimatiſlimo ne ſuoi conſeglij . Fù Coilatcrale, e Commiſsario di tutta la Ro.
magna per il Duca Ercole I. del quale fu Gentilhuomo da Tauola prouígionato . Ac.
compagno Leonora d' Aragona figliola di quel Rè . già deſtinata ſpoſa del medemo
n..
Duca . Paſsato poi in Alemagna. e dato ſaggio del ſuo gran valore, paſsò da queſta à,
G z mi
5-1 ILLVSTRI FAMIGLÌE
miglior vita. mentre eta ì lato all' imperatore per il Duca ſuo Signore . Filippo Rodi
T. p f. aó.Gio.-BattiſtaGiraldiſuoi Elogi f. 302.
Aleſsandro il fratello . ſù gentilrſsimo Caualiete , ornato di nobiliſsimi eoſiumi , edi
buona prartica delle coſe del Mondo. Vedaſi ilGuarini ſue Memorie [ſtoriche f. 30$.
Gabrielle Primo il fratello Poeta ſlluſlriſsimoJi diede in tutto al verſo Eroico , e con—
tutto che di Statio ſone troppo ammiratore, diuenne in eſſo eccellentilſimo, come
chiaramente ſi vede nelle ſue Opere manuſcritte , quali oggidì ſi conſeruano appreſſo
i viucnti di queſìa llluſtriſlima Caſa . ll medemo Rodi f. 36. .
Lodouico il fratello Poeta Celebratiffimo da tutte le Accademie. Nella ſua più tenera
età diede ſegni manifeſti del ſuo diuino ingegno . ſlante che eſſendo ancor fanciullo,
fece la Fauola di Tisbe in Volgare, e la rappreſentò cò ſuoi Fratelli . componendo di
poi altre Opere ſceniche. Studio per comandamento del Padre le Leggi. ma imitan—
do Ouidio non patè mai eſſere diſlolro dalla Poeſia, alla quale ſi ſentina naturalmen~
te portato,peril the ſù dal Padre laſciato in liberta‘. Ammaeſtrato da Gregorio di
Spoleti gran letterato,ſi diede à leggere gran quantita‘ di libri , e in particolare Ora
rio. nel quale reſtaua totalmente appagato il ſuo animo; dal chenacque che ſi fece
molto onore in Roma nel Pontificato di Leone , (ſante che fauorito da molti Prelati,
dichiarò. &eſpoſe paſſi oſcuriffimi diquel Poeta. Apprezzò ſommatnente Tibulſo,
Propertio. e Catullo,quali imitando , compoſe molti verſi ſtampati con tre libreti di
uerſi di Monſig. Celio Calcagnini. Mà vedendo poi Lodouico il gran numero de
Poeti Lati,e la gran altezza di quelli , la done per il contrario conoſceua langUentc
la Toſcana Poeſia. però a‘ queſta ſi voltò , prendendo per oggetto ilcompore Ro
manzeuolmente. hatrendo tal componimento per ſimile all' Eroico . 6c all' Epico , nel
quale egli conoſceua ha uer buona vena, e nel quale non ſcorgeua alcuno in ſtato per
fetto . Studio per tanto la lingua Franceſe,e la Spagnola per poter ſcorrere gli Auro~
ri più perſerti,che ſcriſſero in dette lingue, e trarne hora fiori , hora frutti, come ſi
vede nelle ſue dottilſirne Opere, perle quali viene così celebrato il ſuo nome-ne] ,
Mnnd0,& in particolare nella Francia , ör Italia . Chi hà curioſità di ſapere tutta la '
Vita di queſlo grand' huomo, legga Gio:Battiſla Pigna . cGirolamo Ruſcelli , quali
aſſieme con altri. la ſcriſlero diffuſamente . lo . che non ſcriuo Vite , deuo ſolo toccat
leggiermente le dignità,egradidiqueſlo grand'huomo. ſù adunque mandato dal ~
Sereniſſimo Signor Duca Alfonſo I. per An-baſciatorea‘ Papa Giulio, dal quale per la
ſua virtù {ù molto accarezzato; Hauendo buone none, ſe ne ritornò à Ferrara . per il
che acquiſtò maggior gratia appreſſo il ſuo Signore. ll medemo Pontefice da lia
poco ſpatio di tempo mandò vn groſſo Eſſercito à Ferrara , ponendo vna parte della
Fanteria in vna armata per Pò, contro la quale combattendoſi, ſi volle ilmedemo Lo
douieo per diffeſa della ſua Patria ritrouar nel conflitto , e valoroſamente combatten
d0,alIieme con altri Caualieri , preſe vna nauc de nemici. che era delle più piene di
munitioni. e la meglio agguerrita, che vi folle,- nel che molirò apertamente che ſape
va non meno adoprar la ſpada , che la penna . Ceſſata la guerra ſù di nuouo Lodoui
co rimandato per Ambaſciatore à Papa Giulio . Giunto a Roma, e non rionandoui il
Pontefice,ſe ne andò volandòa‘ vna vicina Villa,nella quale il Papa ſi ritronaua. Ap
preſentaroſi à Sua Santità, s'accorſe cheli biſognaua fuggire, e perciò diſaggioſa
mente, e con tema di perdere la Vita, ſe ne ritornò alla Patria . Detto Lodouico, c0
me appariſce nelle ſue Opere ſù anche vn*altra volta Ambaſciatore al Pontefice , e fit
quando li Venetiaoi venneroà danni di Ferrara con grande armata per il Pò . chL,
però nel 40. Canto del ſuo Poema. racontando la gran Vittoria , che hebbero li Fer
rareſi , dice
' Nel vidi r'o giri . rl/'era cr‘ giorni inanri
Mat-tm!” agio” al!” minare, corſo
C” our/”fune , e molta , a r] piedi firm'
Del Sr” Paſine a' Jomanùrſermſo.
Per'
”M

' ha' ”e “nella' biſogni”, ”e fiati ,


ci” in mm al Lam d‘” l‘arriglio , e’l ”orſi
F13. :le 'vor' ra m, .ſi. (Le più ”claſh /

Non l'óò ſèrm’ra la 1nd gior” à que-?0.


ln quella battaglia ſi ritrouatono tre Capitani della medema Caſa Areoſti, come egli
ſteſſo ſeguendo narra
”4 Affini/ì” Trma , i! qui-(jr‘ ”cui infarto ,
Annibale, e Pier Mon, e Aſian”, e Alberta,
E tre drioſtr' áe.
Fò Lodouico preſo alla Corre dal ſuo Signore , appreſſo ilquale ville in ſomma gtatia.
L‘anno r 532. fit coronato per le mani della Maeſlà Ceſarea dell' lnuíttiffimo [mpe
ra tore Ca rlo V. nella Citta di Mantoua, dal quale ſù ſiimato il Prencipc fra Poeti
Toſcani. Paſaàda queſta à miglior vita l’anno r s 3 3. Gt alii a di Luglioin giorno di
Domenica à hore a4. ſù ſepolto nella Chieſa di S. Benedetto in Ferrara ſua Patria,
laſciando doppo di ſe víuala Fanta del glorioſo ſuo nome. Laſciò anche vn figliolo
naturale,quale chiamolli .
Virginio. Aleſſi fù teneramente amato da Ludourco ſuo Padre, conoſcendolo nella..
viuacirà dell'Ingcgno per ſuo degno figliolo; per il che con molta tenerezza ne fa‘
mentione in molti luoghi.: nella Satiragrella quale lo racomanda earamente al Bem~
ho. Gio. Bartiſla Giraldi ſuoi Biaggi f. 306. ,
Giulio.
` Attilio,
Flaminio, e Areoſli furono tutti’ figlioli di Gabrielle primo il Poeta . Claudio fù
Claudio ) Cuſtode della Cattedrale. ſoggetto, molto eminente,e di gran valore,
onde meritò che il Duca Alfonſo Secondo ſuo Signore lo mandaſle per Ambaſciatore
Reflidentc al Rè diSpagna, alla Republica di Venecia, Gea Milano.- il che tutto conſta
da lettere diuerſe di eſſo Duca,e del Cardinale ſuo Fratello . Fa memoria di quello
ſoggetto ilGuatini ſue memorie Iaoriche f. 299. ñ
Da Attilio ſopraderto nacquero quattro figlioli quali furono Alfonſo, Aluigi , Aleſſan~
dro. e Galaſſo.
Alfonſo figliolo di Attilio ſudetto fb Canonico della Cattedrale di Ferrara,e aimatillì
e mo dz cum la Cinà . Quello nobile, e virtuoſo ſoggetto fù fatto Protonotario Apo
ſlolico,e Cameriere di onore di Clemente Vlll. ſommo Pontefice, e fù grande inten
dente dell’Antichirà . Scriſſe li ſucceſſr di Europa occorſi nello ſpatio di a 3. anni. fa
tica ſingolariſlima, la quale vogliono alcuni ſi rirroui appreſſo viuenri di ſua Ca ſa.
Aleſſandro il Fratello Conte di Mandra, ſoggetto roolto qualificato, ſù Cameriere ſe- L
crcto di Alfonſo Il. Duca di Ferrara,e da lui adopra to in rnolte occaſioni con cariche
onorare . Deuoluto lo Stato di Ferrara alla Chieſa fù fatto Capitano della guardia
de Suizzeri di Ceſare Eſtenſe Duca di Modena,0ue hcbbe molte altre cariche.
Aluigi,e Fratelli de duoi ſopradetti Si nori,ſur0no Conti di Mandra, e per la bon.
Galaſſo r tà de coſturni, e prudenza ngolarc, teneramente amati da Serenilhmi
Eſten r .
Giulioſopranomimtofigliolo di Gabrielle Poeta, ſù ſoggetto riguardeuole. e di al
petto mirabile, verſato in diuerſe ſcienze, e però amato, e ſlimato da tutta la ſua Pañ
tria . Laſcio queſto Signore cinque ſiglioli, quali furono
Lodouico ,
Flaminio ,
C3 g
Orario , &
Ottauio .
Orario figliolo di Giulio, e pronepote di Lodouico Poeta , ſir Cuſtode della Catedtalca
e ſoggetto di ammirabile ingegno,e dottrina, verſatiſlimo in tutte le ſcienze. e P0 eta
dèii- *i
i‘
;4 1L“; VST"R'I ‘iP‘ À"M`15L1E
dciigàriſç'mo,com c ſi può conoſcete in ma; lcſuc Compolîtíoni, &japan-'501m in
due _ſnc Tragedia, vna Conicdia Imitolata: Le &ng/n , A: diucrſi .Canti di yu Poc
ma _Exoiço ,da lui `non ſinigomcl quaic imitò mirabilmente [Uno grand' Auo Lodoui
c0 . Fù ſtimatiffimo da Torq uato Ta H0 Poeta fampfiflìmo, ai quale ii mcdcmo Orazio
fece gli Argomenti dc Canti dc] ſuo Pocma , ` .
Lodouico i] fratello , Pronipotc del Poeta , çlifndo rcflato Erode di lancio facolta da
' ‘iL-;xo Poeta. così anche rcflò crede della Vltfp, c Genefoſna dl quello,- dotl veramen
;g proprjc della nobiliffima Famiglia Argo… . non mai à ſufficienza lodata. QLcflo
Lodouico doppo la morte _del ſopranommaxo Poeta ſuo Auo , le fccc inalzarc alla E:
niſtra dell'AltarMaggierc nella Chieſa di 5. Benedetto vn nobiliſhmo depoſito di
finiflimí marmi con la naturale çffiggic del Poeta in aiabaſtro, e l'omò di flatuc deno
tami ia Gloria,c la Poeſia p Vçdali il Guarini delle Chieſe di Ferrara à f. 67. Di
Octauio
Camillo: c I tortine figlio” di Giulio. cfmeni di Lodouico, e Oratioſudmi non
Flaminio ] nc hò potuto ha ucxc cognizione vcxuna. r
Da Lodo’uiçoſudcng Vennero › …
, Giulio . ’ `
Camillo, *SS*
Ottauio, c *95** W
i Flaminio oggidl viucmel 1'

Giulio hebbe
i* Antonio Franceſco oggidi viucnte. Camillo hebbe *cs
Antonio viucnt‘c. Da Flaminio viucmc nacque
Franceſco viucntc. Da Ouauio viene
Lodouico viucntc , quale hà .55. ‘55*
gîîáffigc ’ c ) viucnti
Molti lſtorici fanno mentione delli ſoggetti della nobiliflima famiglia Arcoſtii f‘f quali
' Gio.- Battiſta Pigna nelli ſuoi Romanzi . Gio: Butifla Giraldi nel Commentario del:
[C Coſe di Ferrara :ì f- 150- Marco Guazzo nelle ſue lſtoric à f. 108. Vgo Caicſini
Luz. Mario Equicola nc ſuoi Commentarij f. 370.395.402. Viccnlo ROdmcſh
f. z og. ne ſuoi Annali . Marco Antonio Guarini nel ſuo Compendio Iflorico f. 23. o' :I
65. 66. 16.6. 235.261.394.6:i1 P. Abbate D. Antonio Libanorinclla ſua Prima par-v
te della Ferma d’ oro f. 77. c nella Terza parte f. 191, 3 1 7.

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Dr FERRARA‘ PARTE r. ,5 f
ſtanotte DELLA Fantoni-t Attrazosrt..
Ì‘onifacio Primo. in. Bologna lato.
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l_ ~ñ~l. . L *55*
[aclopo Pur-o… Rinaldo- Primo. aolo- Primo..
l
'ñ—_ . l . "ó--P
Lippa. Bonifacio I.. Bonifacio 3. Giouanni r.. Nicolò t.

Rifaldo a.. Bartolomeo r. Franceſco. Alberi.. h . r 'o ' o

Bonifacio 1. ſilk-‘cm q P309 *

han-"L“, 39mm Lucia. N.. Monaca [-20- L.; Z


Bonifacio 6. Nicolò z.
a Lodouico l. Girolamo t.- Paolo Comino
**s- [--~--*‘z , i
Leonardo. t.. Aleſſia”. z.
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I. Allldrobandino [‘13,. 3. “crop. .i

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Auſonia r. Bonifacio”Aleſſandro-a-Galcazzo l. . i I.
ñ _ l_ a l | Simone:. Bernardino 1. Ft'ilco a.
Gambia”: r. i Iacopo 3. l. l
GÎOEÎMII’MD Sípione r. Alfonſo 1-- hcopoqñìo co- r... .|-__.].___1i:....|\ ?o do ‘o
À ——[_-——-|-—-~ Nicolò . Pl
l--—-r . - Srpronczz Ceſarea.. Alfonſoa. l Bernardino a.
Antomoz; Giulio r- r l'
, franceſco l'
Autontoñ 3. Gioelum 3.- Muro-ile !.. Nicolò 1-. l l
/ Gio: Battuta t..
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Frate.. Sipſone 4a Bonifacio
l i . F
Nicolò 6- Ftanceſco 2- Lodouico z.» Vga r. Brunbro i.

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Gabriele x. .
LodLouico 3‘. Poeta.. .
Ghidso hì Carlo
- 1.- Alc‘ſsandro
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l Virginio- l
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Giulio a. Flaminio I. Claudio a. Anllro r
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l Alfonſo 3. Galalſso z. &leſsandro c- Alouigi a..

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Loldouico 4. Oitauio a. Orario la Clamillo l- Flaininio a.

Grllllo
.——_ z. Camrllo z.. Ouauro
-l s’.- Blamruro
r. . 3‘. fluente
.

Antonio Franc. Antonio r. lodouìco t. Franceſco z'- viuente .15*


viuente. fluente. viuenre. A

Giuſeppe r. -Zlau io o. ‘65*


'intente- fluente. .ü.

Are~ ñ
W_ .—...~.-_ r .e
4— . _ i _ .,__ ... .
Aretini , Se Acciaioli .
Rederà à primo aſpetto il Mondo, che tralignando dal mio
inflituto di ſcriuere l'origine delle Nobili . 8c antiche Fami
glie di Ferrara mia Patria , io mi porti a diuiſare delle p-ù Il
luſtri Caſate di Fiorenza, mentre prendo à trattare delle due
Famiglie Aretina, 6c Acciaioli , cosià ſecoli andati , come al
preſente abitanti in quella nobile Città, nella quale pro—
*o*- I
* duſſero tanti Eroi , che fecero arroſſirev lepennede piùcele
brati Scrittori , per non hauer potuto particolarizarne tuttii
i fatti egregi di quelli. Ma ſe rifletteraſſiche Ferrara ne tempi
paſſati fù vn'eſiratto delle più llluſtti Famiglie del Mondo,
non che dell'Europa , mi ſi concederri anche non eſſere diſcordante che Famigliu,
quali furono per altro,e ſono anche di preſente, ſtelle d’ altro Cielo, ſiano in qualche
tempo venute adilluflrare co’loro ſplendori la Città di Ferrara , acciò queſia poteſſe
meritare di eſſere da tanti lmperatorí encomiata co'l titolo di Città Nobiliſsima come
à ſuo tëpo ſidirà. Frà queſieſi annumerano le ſlipſtriſsfamiglie Aretina,& Acciaioli,
dalle quali nacquero Battiſta Acciaioli, e Paolo Aretini hunmíni ſegnalariſſinii, e che
diedero ampia materia all’Europa di ammirare le loroVirtù. Ritiratoffi di poi inFioren
za ſua Patria circa gli anni r 377.viſſero con ſomma tranquilità d’animo, lnoſtrando al
Mondoil ritratto di vna vera amicitia, mentre non fù mai ſognara,non che fatta da al
cuno di eſſi coſa, cheèſubito
che l'lnuidiaſi,quale via piùall'amico prontamente
che Argo, conferitaiſpiando
d’occhi agguerrita. nó foſſe, liil loro
che ſù cagione
andamëti,
incominciaſſe à ſpargere ſullurri, 8: ſeminare ſoſpetti nel Cuore de ſuoi Concitadini.
Oſſeruata adunqpe tale,e tanta vnionedi animi, ör vno così ſtretto legame d'amici
tia,incominciò la Republica Fiorentina ai farui matura rifleſſione , -Sc à ponderarne la
potenza,e le aderenze conſiderabili delli duoi amici, onde dubirò che violando que
ſti la Libertà della Patriamon foſſero per renderſene aſſoluti Signori; ll che prelen~
tito dalli due amici lontaniſſinni col penſiere da tal affare . ſi riſolſero con prudenza di
abbandonare la Patria, ſacendoliconſiare,non eſſere mai paſſato per le loro menti m I
ccsitorbido fantaſma; eccsicirca gli anni rgSzJi ritirarono à Ferrara , nella quale Î
Signoreggiaua il Marcheſe Alberto V. Eſtenſe, da cui con dimoflrationi di (lima non
ordinaria furono rice_uuti,& aggregati al numero de Nobili Ferrareſi. aggiungendoui
di 531“"
Dl FERRARA PARTE l. ' 57
di poi l' onore di cariche riguardeuoli, come ſi dirà ne loro Eloggi . lo ſecondo l’or
dine dell‘ Alfabeto, doueuo porre ſeparatamentequeſti due ſoggetti, con le loro di
ſcendenze diſtinte, ma hò ſtimato violare con la penna quello ſtretto legame di ſanta
aniicitia , che paſſaua fra queſti due gra nd' huomini, ſe ſeparaſſi cò miei ſcritti quelli
ſoggetti, che viuendo non hebbero che vn Cuore commune, nel quale depoſitarono
tutti li maggiori arcani dc loro pctti . Queſio èſtaro il mio primario motiuo , ſe bene
anche in ſecondo lungo vi vicnela neceſſita dr vnirli, :i cagione di toccare la cauſa c6
mune perche parrirono di Firenze, e ſi ricouerarono in Ferrata. Dico adunque che
Pa olo Aretini, c
Batriſta Acciaioli furono così cari al Marcheſe Alberto V. che non ſi tenne pienamente
ſodisfatto. ſe non li moſtraua in effetti la (lima particolare , che ne fa cena,- per il che
l'anno r 382.adi 4. Decembre, nella diſpenſa, che fece il ſudetto Marcheſe di diuer.
ſe cariche , dichiarò Paolo Aretini ſuo Luocotenenre Generale delle Militie dello
Stato di Ferrara. Modona, 8t Eſte . 8c a Battiſta Acciaioli conferì la carica di Sopra
intendente Generale de ſuoi Stati in Italia . il che fit maneggiare con tanta diligen
za,eprudenza,chemeritaronoaccoppiati all'amore del loro Prencipe gli applauſi
communi. Laſciò Paolo vn ſigliolo chiamato Rinaldo, e Battiſta laſciò Alberto. e
Donato. come appare dall' Archiuio de Sereniſſimi Eſtenſi , e da Vgo C-aleſini ſue fa
glie Nobili antichef. 7. Filippo Rodi ſue famiglie Nobili di Ferrara 'l'. p. f. 3 5. Mario
Equicola Genealogia Sereniſs. Eſtenſí nell'Elogio del ſopra mentouato Marcheſe f 9.
Rinaldo Aretini ſigliolo del ſudetto Paolo fù leuato al ſacro fonte dal Marcheſe Rinaldo
V. Eſtenſe Abbate. il quale volle che foſſe chiamato dal proprio nome ,. öt arriuato di
poi ad vna tale età.lo preſe alla ſua Corte , nella quale ſu impiegato in cariche rile
uanti, per il che riuſcì vno de più ſegnalati ſoggetti, che à quei tempi baueſſe la Sere
niſſima Caſa Eſtenſe . ll Caleſíni ſue famiglie antiche f. 9. dr il Rodi f. 3 5.
Paolo ſecondo di tal nome in Ferrara,e ſettimo nella Genealogia della Caſa Aretini, fù
figliolo del ſudetto Rinaldo, e riuſcì valoroſo Soldato. Si portò con 500. Arcieri
contro Azzo Eſtenſe , quale era venuto per leuare lo ſtato a Nicolò lll. Marcheſe di
Ferrara, e ſuo Signore, nel qual fatto operò egualmente con la prudenza , e con ſu
armi, onde fù poi ſtimatiſlìmo da tutta la Corte. Cosiſcriuono Vgo Calefini ſuoi
K annali f. 3Î4oe Filippo Rodi f 3 5.
—k<;_ó.—`_,—.-_\—. ,óffi Rinaldo ſecondoilſiglioln ſoggetto dotato di gran talenti il qUale riſedè più anni ap
preſſo alla Republica di Venecia per li Sercniſſrmi Eſtenſi. Ritornato alla Patria fù
accertato alla Corte dal Marcheſe Leonello, e dichiarato ſuo Conſigliere di State.
nel qual grado viſse più anni, e morendo le fù dal medemo Marcheſe fatta dare ono
rariſſima ſepoltura nella Chieſa de gli Angeli, 6c alle ſue eſlequie, che dura rono otto
giorni,alſiſtè ilſudetto Signore con tutta la Corte. Tanto ſcriuono Vgo Caleſíni f.
4or.Gio: Battiſta Giraldi f. 307. Geruaſio Ricobaldi f. 592. ſuoi annali , 8t il Rodi
T. p. f. 3 5. Altro non hauendo trouato di queſta Nobile famiglia, pa ſſarò alla ſerie de
Signori Acciaioli. dicendo che `
Alberto Aceiaioli figliolo di Battiſta ſopranominato , fù Capitano del Marcheſe Nico
lò lll- dalquale fù mandato in aiuto degli Eccleſìaſtici à Roma circa gli anni r 4ro.
appreſſo il Colla, oue in diuerſe fattioni . dr aſſalti diè ſaggio dal ſuo valor ſingolare,
per il quale l‘vlti mo giorno dell' anno reſtò morto nel conflitto , nel quale reſtò rotto
il Rè di Napoli, dr il Colla reſlòSignore di Roma . Fù condotto il ſuo cadauere à Fer
rara l' anno ſeguente, e con gran pompa ſù ripoſto nella Chieſa de gli Angeli a mano
diritta della na ue di mezzo di detta Chieſa in luogo molto eminente entro vna caſſa
coperta di veluto nero con diuerſe inſcritríoni di caratteri d' oro poſti in tela d’argen
to . Scriuono di quello Signore Gio: Battiſta Pigna f. 4 r 4. Geruaſio Rieobaldi f. 30 r
Aleſſ ndro Sardi f‘. r 97. 6c altri ſuoi annali. Peregrino Priſciani ſue Collet. lſt. f. a 24..
Vga alefini famiglie antiche f.9. 8t il Rodi famiglie nobili di Ferrara T. p. ſ- 3 r.
Donato Acciaioli il fratello, ſù perſona di gran merito, e ſtima appreſſo li Sereniſſimi
H Eſtcnſí.
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'i’. .ñ r .

,38 ILLVSTR! ?Hurt-*LIE


Eſicnſì, per li quali ſi adoprò con gran prudenza in affari rileuantiflìmi , ö: in panico.
lare per il Marcheſe Nicolò Ill. al quale non ſolo più ’volte ſaluti la vira , .ma anco di- '
uetſì ſtati. come afferma Peregrino Priſciani nell'Elogío del ſudetto Marcheſe nella
diſcendenza de Marcheſi Eflcnſiſ.31;ſ3eruaſio Ricobaldi ſuoi annaii f. 179. 8c altri.
ll ſudetto Donato ſù vno diqucí nobili Caualieri. che accompagnarono rl ſudetto
Marcheſe , quando andò pompoſamence ad incontrare Aleſſandro V. Sommo Ponte- F
(ice à Pianora, e lo conduſseà Bologna con gran magnificenza, oue Fu dichiarato Ca. :
-ualiere con tuttidi ſua compagnia . Così ſcriuono Gio-Battiſta Pigna f. 4:4. Aleſ
ſandro Sardi f. 79. Giacomo da Marano T. 2. ſ. tz r. Cherubino Ghiraroacci Bolo
gneſe f.47o. `
Gio: Battiſta figliolo di Donato ſudetto riuſcì Caualiere eſpertiſiimo nel meſtiere dell’
armi. Queſto per il ſuo ſperimentato valore, ſù, a benehe giouínero. da molti Prin
cipi flimatiffimo, ed in particolare da Carlo Malateſta Signore di Ceſena , e Pandol
fo Signore di Breſcia, li quali dal medemoGio:Battiſta d‘ordine del Marcheſe Nico
lò lll. futonoincontrati ſopra li confini di Rauenna, e condotti à Ferrata, doue dipoí
paſſarono à Mantova Per celebrare lc nozze della Egliola di Malateſta-Malatefli mari.
tata nel Gonzaga. alle quali in ſoro compagnia interuenne anche il Marcheſe . Fù
fatto in detta Città vn Torneo di quattro Compagnie, conducendo li Roſſi il Gonza
ga, li Bianchi Pandolfo. i'Verdi Carlo, à iTurchini il Marcheſe , che ne riportò il
-- vanto. Il di ſeguente douea farſi vna gioſìra , della quale anche ilMa‘tcheſe viueua
ſicuro di riportame l‘ onore per hauer ſeco vna compagnia di nobili,e fa moſi gioſtra
tori. fra quali il ſudetto Gio.- Battiſia , che nel Torneo haueua dato moſìra di ſua pro
dezza, ma venute nouelle in diligenza che Forlimpopoli era ſtato leuato alla Chieſa,
ſi partirono, e venuti à Ferrara laſciarono il Carnouale, che nella medema ſr facea per
le nozze di Lancilotco Anguſcioli da Piacenza maticato in Poliſicna figliola di An
tonio dalla Scala,quali erano fatte :ì tutte ſpeſe del Marcheſe Nicolò , e ſi portarono
in aiuto della Chieſa , ouel'Acciaioli continuò la moſtra del ſuo coraggio. Se ne
paſsò di poi con il medemo Marcheſe ſuo Signore à Bologna chiamato da Aleſſandro
V. Sommo Pontefice, il quale doppo molti, e lunghi diſcorſi, regalò il Marcheſe del
la Roſa d‘ oro z la quale ſù .poiconſidata nelle mani dei ſudetroGio.- Battiſta. come
vno de ſuoi più confidenti Caualieti , che haueſle appreſſo di ſe . Nel medemo anno
r4 t o. adì 3. Maggio , eſſendo morto il ſudetto Pontefice in Bologna di febre acum.:
portato alla Chieſa de Minori, Religioſi del ſuo ordine , il‘Conclauc ſi ſerrò in Bolo
gna, e ſù cuſtodito dalla Caualeria del Marcheſe, della qUale _ne era ſopraintendente
l' Acciaioli. ii quale , eſſendo nel giorno decimo quarto creato Papa BaldaflarCoſsa,
che pigliò il nome di Giouanni XXlll. che dal Platina vien chiamato XXlI. andò alla
'ſua Coronatione,che come amico intrinſeco,chc gliera ſiato , e nella cui aſsuntione
- era commune opinione che haueſseparte notabile; ſù dalñPonteſice riceuuro con ac
coglienze flraordinarie. ln detto .tempo ritornò inItalia Luigi Duca di Angiòinti
colato Rè di Napoli. con a a. legni, la maggior parte de quali erano Galere, e ſù man
dato ad incontrare dalmedeino Pontefice per il ſudetto Acciaioli . che ha ueua ſeno
gran numero sì di Caualieríñ, come d'altri gran Signori, e così lo conduſse -à Roma.
L’anno
liberò poi r4r
diuerſi ”paſsò con-il Marcheſe
Caſtelli,quali‘erano sù il Parmegiano,
ſtati occupati doue
al Marcheſe dalcon valore indicihile
Palauicino, ‘ 8t altri,v .
e dipoi ſe ne paſsò à Forlì per le riuolurioni della Romagna , 'oue fece moſtra del ſuo F
valore. e riduſse à buon termine gran differenze . L‘ anno r 41 2, ſù mandato in aiuto `
de Venetiani contro gli Vngari,e ritornato alla Patria , fù mandato-dal ſuo Signore .
per Ambaſciatore à Ladislao Rè di Polonia, oue acquiſtd à quella Reggia onori gran- -.
diſlimi, facendo riſplendere la potenza del ſuo Prencipe , e la-nobiltà di ſuaSereniſſñ' -ñ
ma Caſa . Ritornato a Ferrara fù riceuuto con granrenerezza dal ſuo Signore . e te- ~
nuto in gran ſtíma tuttoil tempo di ſua vita, con titolo di ſuo .famigliariflimo ..‘nellaì ì
qual carica morìl'a nno :441.laſciando di ſe Aleſſandro . Scriuono di queſto Signore `
Gio:
nr‘raxaana PARTE r. ln“;—

s, i
Gio.- Battiſta Pigna f. 42 3 4a 3. 424.. Gio.- Battifla Platino f. 209. e a r o. Gio.- Con
trari T. 2.1’. 414. Geruaſio Ricobaldi f. ;09. Gio:Battiſta Giraldi f. 197. 6t altri ſuoi
, annali, Bonauentura Angeli ſuoi Huomini illuſtri f. 43 o. Filippo Rodi T. p. f. 3 5.
Aleſſandro primo il figliolo, ſù eguale così ne coſiumi , come nel valore al Padre , onde
fù ſtimatiſiimo nella Cone de Sereniſſitni Eſtenſi , nella quale hebbe cariche di gran
rilieuo. ſe bene nö ne vien fatta memoria dalli ſcrittori per l'inuidia elirema, che le ſù
portata , come nota Gio:'Battiſta Giraldi‘nell' Elogio 470. e Lilio Gregorio parimen
te Giraldi ne ſuoi fragmenti f. a 9]. atteſiando che fit vno de ſegnalati ſoggetti, che
haueſle l'ltalia si ncldifenderſi da ſuoi emoli , come nel ſuperarli . Fanno anche me
moria di queſto ſoggetto Vgo Ca leſini famiglie nobili antiche f.7. 8t il Rodi T.p.f,3 5.
’Gio: Battifla terzo il figliolo ſeruì per famigliare al Sereniſſimo Alfonſo Primo di tal no
me Duca di Ferrara . dal quale fil mandato per Ambaſciatore a Maſſimiliano impera
tore, dt à Giulio il. Sommo Pontefice, dr ad altri Prencípi. per il che ſiette più anni in
‘ continuo moto per il ſuo Signore riducendoli à buon ſine negotii importantiſlirni , per
; li quali dal ſuo Prencipe ſù tenuto in gran (lima . Di queſto ſoggetto fanno mentione
È ' Gio.- Battiſta Giraldi ſuoi Elogí f. 497. Vgo Caleſini famiglie antiche f. 7. Gio: Bat.
' tiſla Pigna ſuoi annalif. ;99. &altrr .i
Molto più diffuſamente hauetei ſcritto dr quefle duenobili famiglie. ſe mi foſſe ſiata pre
) Rata comodità di ſcrutinare il Regiſtro di quella Citta‘ S poiche ho trouato citato da
i diuerſi il nome di molti Signori di dette famiglie, che ſiano regifirati in diuerſi pro
) tocolli; ma la mia mala fortuna.& il non ha uere alcun merito, hà portato, che nel cor
` ſo di rre anni continui, che hò fatto diligenza, e ſeruitù al Sig. Giacomo de gli Aſſai*
fini,oggidì detto Tolomei, quale è ſopra detto Regiſtro, non habbi hauuto l' onore
i dal medemo di vederne pure vna ſillabaf il che porgerà motiuo al Lettore di compa
tirmi ſe non hò fatta eſpreſſa mento… di tutti li perſonaggi, che fiorirono in quelle
! ` famiglie in Ferrara. -

l
i
l

Argenti .
‘ -‘ e iz 0ppo,che Allolfo Re [rebbe eſpugnata Rauenna l'anno 753. volle rimu
netare Childerico’Bauaro ſuo Capitano, di vn luogo chiamato Rfgfflſaz .
vue eta vn fortiſſimo Caſicllo chiamato Torre de Regi, nel quale in più
- tempiſieranoritirati diuerſi Rè, 8: imperatori per occaſioni digucrreraí ñ
——- »- rſ" ſedi,e diflruttione di Rauenna, come appare dall'lſtorie di Rzuenm del
Roſſi. Gr altri; qual luogo fù di poi detto Argenta, Areenta,ò Argenta-c d…" Ca“d- i i
Hz 1°
-. - ;
-`.
60 1L L-VS'TRl FÃmaLÎÉ-'ì …dI-ñ—

lo era prima di lì del Pò in qudluogo, one è vnaiChieſa antichiſſima detta la Pieuel


di S. Giorgio, ora nei Boſchi ,e fit edificato da Eſſuperantio-XX. Arciueſcouo di. Ra‘
uenna huomo di grandiffima ſantità-‘il cheſicooſerma per le Decime,che ſino al gior-4'
ñ no d‘oggi pagano quei Popoli alla Chieſa di Rauenna.cſſendo detto luogo Feudo _di Z
quella, come afferma F. Leandro Alberti ſua Deſcrittionc diltnliaf. 34a. Ateſſa tro-l
bile famiglia ne fù quattro volte aſſoluta Signorazcome anche ſi vede dalla ſua Arma,
nella quale per' tal memoria fanno due Share di Argento incrociate, che diuidono il ì
campo azznro in quattro parti, in cadauna delle quali ſi vede ma ſtella d'orozden'o- ‘
tante le quattro Volte,che queſta Famiglia hebbejſ dominio di detto Luogo.,dalqua<
. le furono cognominati Argenti,come nota Vgo Caleſìni ſue famiglie antiche f, 7. p
- dicendo Argenti da ArgentasGio. Battiſta Giraldi_ ſuoi attuali-fa 69. Lilio Gregorio
parimente Giraldi ſuoi fragmentí f-7r. ilPigna Memorie lſtoriche f. 73. Geruaſio ñ
'Ricobaldi ſuoi annali f. 27. ll primo, che venne ad habitate infettare fit g :- ,.._,.
Lanfranco primo di tal nome l'anno r 1 07. queſto dopo-di hauer_ ſeruito Enrico. Valm
peratote per Capitano, fù dal medemo mandato è Ferrarain quel tempo ſottoil do.
minio di Matilde Conteſſa,dalla quale ſit accettato parimentc nel ntflnero de ſuoi Ca
pitani, ſeruendoſi dilui in affari rileuanti d' Italia, 8c in riuolutioni, done ſi portò ſem
.` pre con valore-impareggi abile . Di tanto fà fede Vgo Caleſini famiglie antiche f.` 8. ì
Geruaſio Ricobaldi nelle attioni della ſudetta Matilde f. 206- . . ,.
Filippo primo il ſiglíolo, fù rnelſo in poſſeſſo di Argenta ſua Patria dalla Conteſſa Matil
de per li beneficij riceuuti da ſuoi genitori, 8c in quella riſedè più anni,e gouìernò. con
gran prudenza . Ma ritrouandoſi di poi fuori di quella alſeruitio di Azzo Marcheſe
Eſtenſe contro Ezzelino. one diè ſagio del ſuo valore, mettendo in liberta li Padoua
ni oppreſſi da quello. e da Salinguerra , gli Argentani nel medemo tempo, chefù l’ an
no r zoo. ſi diedero ſotto l'obedienza de Ferrareſi per eſſere quelpopolo moleſtato da'
diuerſi ſuoi poco amoreuoli. Ritorno Filippo à Ferrara con il Marcheſe Azao, e l'an
no ſeguente paſſò da queſta :i miglior vita con ſpiacimento grande del ſuo Signore, il
quale li fece dare onoratiſsim‘a ſepoltura nella Chieſa di S. Maria di Vado . Veggaſi
Mario Equicola GenealogiaSerenilſrmi Eſtenſi nell'Elogio del ſopramentouato Mar.
cheſe,Gio.~ Battiſta Pigna ſuoi annali f. r9 r; Vgo Calefini ſue famiglie antiche f. 8.
Giouanni primo Argenta ſù perſona molto cara al Marcheſe Obizzo VI. nel r 281. così
parla Vgo Caleſini ne nobili di Corte di eſſo Marcheſe f p. 8c il Rodi T. p. f. 35.
Guido primo in queſta famiglia‘Caualiereflosi deſcritto nella famiglia,ò nobili di Cor
te di Azzo X. Marcheſe di Ferrara Ste. da Vgo Caleſini f. 2. del r 304.
Giouanni ſecondo nel r 344. vien ſcritto nel numero de- nobili di Corte d' Obizzo Vil.
Marcheſe di Ferrara da Vgo Calefini .
Guido ſecondo perſona di gran valore fù ſtimatiſſimo dal* Marcheſe Nicolò ſl detto il
Zoppo, per ilquale fù mandato in aiuto di diuerſi Prencipi, oue in più fatti d’ armi ſi
portò egregiamente, e riuſcì vno de'più ſingolari ſoggetti , che in quei tempi haueſſe
la Città di Ferrara , come ne fà fede Gio: Battiſta Giraldi ſuoi Elogi f. 305. Bona
uentura Angeli Hoominillluſtri 17.193. VgoCalefini ne Caualieridi Corte didetto i
Marcheſe,nel qual Catalogo tiene il quarto loco .
Filippo ſecondo fù dal Marcheſe Leonello Signore di Ferta ra dichiarato ſuo Coppiere
maggiore, come ſcriue Vgo Caleſíni, e l’autentica il Rodi T. p. f. 3 5. E
Borſo primo vien deſcritto nella famiglia de nobili di Corre dal Duca Ercole I. e vien
poſto nel numero del quarto Caualiere da Vgo Caleſini nella nota da lui leuata alla
diſpenſa di detto Duca .
Altro non hà trouato di queſta famiglia , i benche mi vien detto da perſone di 'gran cre
dito , che la medeſima ſi conſerua in perſona del Signor Capitano Girolamo Argen
ta, dal quale ſe me ne ſara dato giuſtificationi ſufficienti ., mi affaticarà volentieri per
onore di mia Patria . ' -

Arien . -—
DI FERRARA PÌi‘Rn-z 1. er

' (“JL-g ;K

'J, tra” . rf‘Î l


Aricnti .
ì iii-'mato da Ferrareſi Azzo Orrauo Eſienſc,e dichiarato Mar
` cheſc,e Signore di Ferrara, doppo che ne preſe il polieflo
, volſe vedere il libro de Nobili, dal quale ne cauò vn Catalo
80,: l’ approuò. ponendo queſta famiglia nel penultimo luo
go. oue lì vede la ſua origine da ,Coſtaorinopoſh mentre alle,
riſce Vgo Caleſíni nelle famiglie Nobili dell' anno r 1 7 Lche
in detto Catalogo ſtaua.- Arienri da Coſtanrinopoli. Curioſo
d'indagarne la Verità non perdonando àſarica, ſcorſi molti
‘ [ſtorici ſenza frutto, finoà-camo che legendo gli Annali di
,. Geruaſio Ricobaldi trouaí la quiere,& il centro de miei deſi
derij , facendoſi dal ſudetto Autore eſſara- memoria dell'origine di queſta ſamíñ
glia, qual ſù in queſto modo . L'lmperaror Corrado lll. nel ſuo paflaggio per Ferrara
ſù riceuuro con gran magnificenza da Gulielmo Adelardi Marcheſe della medeſima i
Città. nel qual tempo eflendoſi infermato per viaggio Marco Aricmi Capita no dell’
lmperarnre, ſù da quelli racomandaro al Marcheſe . Farro adunque con diligenza cu
rare rihebbe in ochi meſi la perdura ſalute,- perilche portatoſi alle flanze del ſudetto
Marcheſe, e da medeſimo accolto con ſegni di gran tenerezza. doppo molti , e lon
ghi diſcorſi. lì laſciò intendere di haUere nel ſuo male determinato di abbracciare la
Religione-Cattolica. Fù ſubiro amoreuolmenre dal Marcheſe abbracciato, e farci im
mediatamente chiamare rurri li nobili della Città, accompagnato dalli medemi. e da
diuerſi Prencipi,che in detto rempoſi rrouauano in Ferrara, ſi portò alla Chieſa di S. a
Romano con Marco ſopraderto. oue furono da Deodaro ll. Veſcouo riccuuri alla por
ra maggiore della medeſima veſtíro in abito Poncificale,e li conduſle all’ Altare mag
giore, doue furono ſane le Sacre funtíoni, e di poi dalla Città ſacre gran dimoſtra
rioni per ſimil ſunríone. Fù di poi ſcritto nelnumero dc Nobili.e di conſenſo del Mar
cheſe, e dc medeſimi Nobili fù aggregato al nomero delli zoo Nobili del Real Con
ſeglio, donandoli per ſua inſegna l’arma della Cicràfllla quale furono di poi aggium
ri rre globí,dc quali ſi dirà à ſuo lungo. Fà memoria di ciò Geruaſio Ricobaidi ne
ſuoi Annali f. r 26. e Nicolò Caſoglio f. 132. confermando le parole di Vga Calcfi
z ni, come ſi è detto di ſopra , Arienri da Conſta ririnopoli.
Rodolfo Primo fù mandato Vice Marcheſe á Verona l'anno r2 ra. dal Marcheſe Aldo- j
ì , bran.
**h—..- T T _ _è_ _“ì‘g…
ññ—— ñ ‘ì . .- MF- * m...
6a [LLVSTRI FAMIGLÌE
'brandino il. Eilenſe in quel tempo Signore di detta Città,cotne anca d' Elle. Aneo.
na &c- corne ne ſanno fede Gio. Batriſta Pigna Genealogia Sereniſſimi Eſienſi . 8t
Aleſſandro Sardi nell'Elogio di detto Marcheſe . Mori Rodolfo in detta Carica, eo
me aſſeriſeono Filippo Rodi T. p.f. 3 5.1!: Vgo Caleſini Famiglie antiche f. 3. Hcbbe
due Figlioli. cioè Nicolò I, e Bartolomeo l. ~
Nicolò Primo Arienti Capitano di AzzoMarchele Eſtenſe,andò l' anno r 244. con il
medemo in difeſa della Chieſa. e di poi ſi portò con l' ifleſſo Marcheſe contro Ezzeli
no. oue diede ſagio del ſuo valore, leuandoli dalle mani Oſiiglia . quale molti meſi
auanti haueua preſa, dando non ordinati) danni á Ferrareſi, per ilche ſd ſpianata da
fondamenti.Qgeſlo Signore per le ſue eroiche atrioni merito doppo morte vna nobi- r ’
le ſiatua nella gran Sala Eſienſc poſta ſopra la Piazza Regia, come notano Gio. Bat.
á. riſſa Pigna f. 166. Gio. Cqntrarj f, a rip-Vga Calefinifol. 69. ſuoi annali, 8: il Rodi
T. p. f. 36. _f
Da Bartolomeo primo nacque . ~
Rodolfo ſecondo Padre di "a‘ k ~
Nicolò ſecondo, e di 7 ‘ ~_ of” '_ . .55*
Bartolomeo ſecondo, dal quale vennero - `
Rodolfo terzo `
Bartolomeo terzo, e
f _ Giouanni primo. Quelli riuſei grandiſſimo letterato, e però ſù ſiimatiſlimo da Obizzo
Seſto Marcheſe diferrara &c- il quale lo volſe ſeco quando andò l'anno r 291-?“ [3
elettrone del Pontefice, e dell'lmperatore,eome anche per la ſucceſſione del Re a' Vn
ghcminel che adoprandoſi molto. ne riportò onori ſegnalatiſſimi, e ſir ſtimatiflimo
i da Prencipi. da quali hebbe molti onori,fra quali ſù di poter porre tre globí d' ar
gento nel campo nero di ſua Arma,per memoria di eflefſi trouato, de adoprato nelle
tre ſopradette funrioni. Fanno nobile memoria di quello ſoggetto Gio. Battiſla Gi
?ldi ſfuoióElogi f. 360. Bonauentura Angeli ſuoi Huorn. Illuſtri ſol. 69. & il Rodi.
. p. . .
Rodolfo tìrzo il fratello Arientl nominato alla diſpenſa d'Aazo X. Marcheſe di Ferrara
da Vgo Calefini nella Corte.e Nobili di detto Marcheſe per ſuo famigliare nel r 304.
Nicolò Caſolio ne ſuoi annali fà memoria del ſudetto Rodolfo ‘dicendo che per le ſue
doti qualità. e ſoaul maniere, dt aſpetto. ſu mandato l‘ anno 13 3 a. da gl' Eſtenſi per
ſuo Ambaſciatore al RèGiouanni, oue ri portò vantaggi nö ordinarij per li ſuoi Pren .v’v ñ-

cipi, e per ſe onori infiniti. Tutto ciò autentica Filippo Rodi . T. p. f. 3 c.


Da Bartolomeo terzo venne ` x -
ñ Rodolfo quarto qual hebbe
Tomaſo primo
Bartolomeo quarto, e ~ -
Giouanni ſecondo Dottore che ſir huomo ſingolariſſimo.& in gran concetto i ſuoi Pren
erpr, per li quali ſù la maggior parte di vita ſua impiegato in negotij importa ntiſſimi,
e fil qUello che accrebbe gran ſplendore,e ricchezze alla ſua Famiglia. Morì in Roma
l'arma_ l 3 92- mentre riſedeua appreſſo Bonifacio 1X. Sommo Pontefice per Ambaſcia
toredr Nicolò llI. Marcheſe di Ferrata . Gio. Ba ttiſla Pigna ſuoi annali f. ga!. Gio.
_Battrſia Giraldi ſuoi Elogi f. 297. Da queſto venne i
Grouanni terzo Pa dre di ſ
Nicolò Terzo. che ſerul per Sea leo più anni Leonello Eſienſe Marcheſe di Ferrata , e {a
huomo ſingolariſſimo nelle belle lettere, componendo diuetſe opere in verſi, quali fu
rono date alle Stampe. come atteſta il Rodi. T. p. f. 36.
[ga ?artolomeo quarto vennero
Oſ 0 . '
Ìgoflirî; ) P"*dh- che [finirono di compagnia ad Ercole, e Sigiſmondo fratelli
‘i *Eſtenſimatempm che ſi trattenere alla corte del Re di Napoli ne gli anni [47 r.
To
DlFERRARA PARTE l. -43
Tomaſo primo fù Padre di
Ba rtolomco quinto
Fra nceſco. *SS* *SS*
Michele:
Lodouico, e
Romano primo, dal quale venne
[ppolito, Padre di *S5* *SS*
Romano ſecondo,e
Giona nni quarto.
Battolomeo quinto, hebbe cinque figlio]i, quali furono,
Dionigi ,
Antonio;
Borſo ſecondo, *55** *55* .55*
Lodouico ſecondo,&
Alberto. ‘ '
Dionigi reſtò Fattore Generale del Sereniſſimo Sig'. Duca Ceſare doppo che ra partito
da Ferrara,c0me appare da Patente ſpedita in Modona ſotto li r 5. Aprile r 5 9y. In
quale, e quanto concetto foſſe appreſſo quel Prencipe. ſi può facilmente argomentare .
da vna lettera ſcrittali dalmedemo Duca ſotto li quando fù
forzato dalla Prudenza, e politica à rinunciare detta caricatiredendoſi in detta Lette
ra autenticata la nobiltà di queſtaCaſa, e l'affettoſrngolare , che hanno ſempre por- _
tato li Eſtenſia queſta nobil Famiglia .
Da Bot oſecondo, nacque _
I'.
Gio. Battiſta,e da queſti
‘ Agoſtino ſecondo , .55. .55. “55*
Dionigi ſecondo, e
Borſo terzo. ' ì ~ '
Agoſtino ſecondo. Caualiere, così chiamatovdal Sereniſſimo Signor Duca Alfonſo ſe
condo, ne nomi de Ca ualieri del Tempio d' Amore. fù vno de ſingolari ſoggetti, che ‘
il detto Prencipe haueſſe alla ſua Corte . Stampò diuerſe opere, come la PaſtoralLJ`
Sfortunata, Stampata in Ferrara al Cardinale Luigi fratello del detto Duca., e molti -
vogliono che eſſo foſſe quello che daſſe alle Stampe quella famoſa Opera intitolata*
Ca’ualerie della Città di Ferrara, che contengono il Caſtello di Giorgo Feruſa , il
Monte di Ferronia, & il Tempio d’ Amore,- ma non ſapendo ſe ilſno Prencipe ne po
teſſe reſtar'offeſo la fece Stampare in Venecia l'anno 1567. acciò che foſſe da Pren
cipi,e Virtuoſi veduto il tema tenuto nel rappreſentare tte opere ſi ſingolari, e che dal
tempo non foſſero ſtate ſepoſte nell'obſio . Stampò altreoperedegntamà il ROdbChc
l'iſtcſſo atteſta. non nc fà mentione diſtinta . Di queſto nobile ſoggetto ne fa memo
ria il (Io-Girolamo Faleti ſuoi annali E417.l'Abb.Libanori nella Terza parte della
ſua Ferrara d' oro f. 7. 8t altri. Hebbe queſto Signore vnfigliolo chiamato" ' -
Rodolfo quinto., che fù Gentilbuomo Ferrareſe, ;così dichiaratodall' Eminentiſlimo
*--—. ..…e..._. Card.Leni con ſua patente. Laſcio ’ ſi i
Dionigi ſecondo, 8c ‘ 1 ‘ ñ r"
Agoſiino terzo dal quale nacquero
Gio.Battiſia,e *es- -ossÎ- i
Giuſeppe viuenti. ~ 1 l .' ` ‘
Botſo Terzo giouane d’ ingegno eleuatiſſimo deſideroſo di apprenderde ſcienz-ofi portò
à Parigi,di doue ritornato l'anno r593. nel nobiliſſimo Collegio di ſua Patria riceuè.
la laurea Dottoraleà viua voce, dt a Collegio aperto con applauſi infiniti , come con-i
ſia dal ſuo priuilegio ſotto li zo. Gennaro anno ſudetro, e rogato per mano di Gio.
Battiſta Natali dal Finale di Modena CancelJÌpiſcopale per ilche in premi? delle ſue:v
molte Virtù, fù di poi fatto Arciprete della Cattedrale, come ne appare ci?" A“hllll°;«
i D‘. .`
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64 zum”: "I-'ÌMÌGL ÎB `
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Da Dionigi Secondo nacque


Franceſco Secondo Padre di *95.*
Franceſco Maria viueme,dal quale viene il figliolo
Giouanni viucnrc. v
lo sà, che in queſta Famiglia ſono (lati altri ſoggetti qu:iificati,ma dallí viuenti oggidì
di queſta Caſa ellendomi (lato promeflol‘mbore della loro Famiglia, a: anche molte
altre ooaitie. non ne hà riportato alla fine-,ehe un albme diffenuoſo, e mancante in,
molte pani; onde io crederà di andar eſente dalle cenſure, e di :liete comparire le co
ai poi o di qUcſta Famiglia hà ſcritto.
ARBORB DE SlGNORl ARlENTX.
Marco, Arlen” da Conſhnunopoh “o. m circa,
aiuo di queaa l’amlglll non hò nonno fino à
Rodolfo a. un.
*SS* *GS*

Nicolò a. Bartolomeo l. .
45$* ‘93*
Rodolfo a.
I

*SS* I
Bartolomeo a. Nicolo a. .gs.
i
ñóI--u- _ñ---.—'

.:5* l ‘55*
Iodolſo 3. Bartolomeo 3. Giouanni l
I
fix,…e.
Rodolfo 4.

065*. ,i I
Giouanni a. Tomaſo Bartolomeo 4.
l
Giouanni I. l .
| ‘ Borſa 1. Agoſhno i.
.ü. Nicolò 3.
ll l ll li
Barmiolmeo g. Franceſco a. Michele, Lodonico l. Romano a.
l.`

l
Dionigi lo Amoníoa 30:10,:. Lodouieo I‘ Alberto [-*--~i
Romano z. Giouanni 4.
, Gio: Dania*

Ìoxſo 3. Agoflino a. Dionigi a. ‘SSD


lodlolfo s. Fltaneeſco I. u

*il* 4, i . ,
h Ago uno 3. Franceſco Mana vmenu.
. l l *S*
, -———‘ _ _ i G.ionannl 4- vxueme.
. ‘ .
.I. 610: l‘aula. e Gloſcppe menu. *SD*

Ano
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Dl FERRARA PARTE l. o;

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Auogarr . g r
5 r A Nobiliſiima , 8t antichiſſima Famiglia fluogarihehbe origi
ne nella Citra di Treuigi. dellaquale per più anni hcbbe an
che l'aſloluto dominio. come teſtiſica no molti Scrittori. 8t in
particolare Pellegrino Priſciani ſue Collettanee Hiſtoric T.
- ñ‘ p. lib. 3.f. 91 e Gio Battiſta Pigna ſue Hiſtotie f. a7 r. quali
` .\ `- vniformi aſieriſcono, che il Marcheſe Rinaldo d’ Elie Signo
re di Ferrara, hauendo hauuto quella gran Vittoria contro
ſuoi nemici l' Anno ”3 3.21 di r4 Aprile,quali erano venuti
per occuparli lo Stato, ſi fece ſar Ca ualiere da Auogaro Auo
gari da Treuígi,ſi come portaua rl coſtume di quei tempi, ne
quali i Prencipi per teſtimonianza del dimoſtrato valore riceueuano il grado antico di
Cavaliere, per il quale ha ueuano di poi facoltà di crearne altri. Che però Rinaldo ſu
detto fece ſubito Caualieri Obizzo ſuo fratello, Bertoldo ſuo Cugino, e Franceſco
nato di Bertoldo. & anche Dogio Gruamonte,e Nicolò della Tauola Gentilhuomiui
di antiche Caſe di Ferrara,Gi-allora molto riputate, i quali tutti in quella giornate_
rnoflrarono il loro valore.- L'Anno poi r 3 39.pa ſsò da Treuigi à Ferrara per certi af
fgri Achille figliuolo del ſudetto'A'uogaro, quale ſù riccuuto dal Marcheſe come ſi di
r qui à piedi. ~
Achille Auogari ſigliolo di Auogaro Auogari Signore di Treuigi, eſſendoſi trasferito à
Ferrara per certi ſuoi affarri l' anno 1339-fù dal Marcheſe Rinaldo Signor di Ferrara,
e da tutta la Nr-bilta. e Popolo riceuuto al Porto di S. Biagio. e condotto alle abita
tioni del Marcheſe medemo,quale lo volſe ſempre appreſſo di ſe per ſuo compagno,
e lo trattò con tal ſplendore, e magnificenza, che l' obligòà fermare il piede in Ferra
ra - Tanto ſcriuono Nicolò Caſoglío f. 103 e Girolamo Faletti f. 76. ſuoi annali.
Auogaro il figliolo Caualiere di gran portata, ſù ſtimatiſlimo dal Marcheſe Nicolò ll.
detto il Zoppo. Aiello Signore fù cori prudente, e prattico ne gli affarri di Corte,
che merirò l'anno ”63. eſſere dal ſudetto Marcheſe mandato per Ambaſciatore al
Rè di Cipri,quale in detto tempo ſi ritrouaua in Venecia; come atteſiano Cio. Con`
trarj f. r 2 s. Vberto Giocoli f. a 9. ſuoi annali. e Bonauentura Angeli ſuor Huomini
llluflri. f. 130.
1 ` ’ Achil

/
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“ 11.1.7571:: ”idioma
A‘Biígt‘ſfmndc" ° > Fratelli, furono valoroſi Capitani. e Capi della Fattione Guel
fa in Breſcia, la qual Città diedero poi in potere della Sereniſſima Republica di Ve
necia l'anno 1426.11GUariniComp.Hiſt.f. 109.Bonauentura Angeli Huo. lll. f. 97.
Pierro Buono ſigliolo d' Achille ſecondo. fù Dottore,e Caualiere di gran Dottrina . e
prudenza. Dilertoſli in ſommo dell' Aſtrologia,e merirò per le ſue rare Virtù eſſere
teneramente amaro dal Marcheſe Nicolò terzo Signore di Ferrara,come nota il Gua
rini Comp. Hrſt. f. 26;. `
Nicolò ilſigliolo,Ca ualiere, e Valoroſo Capitano, fù ccsi agile.: deſſro della perſona,
che non ſitrouòàquei tempi chi l'eguagliaſle , poſciache maneggiaua vn Cauallo
con tanta deſtrezza, e correua con tanta ſicurezza la lancia, che rende ua merauiglia à
riguardanti. ln vibrare lo Stoccho,in giocare di Pica, 8c in lanciare il palo di ferro
non hebbe mai pari, non che ſuperiore. Per queſii nobili portamenti fù ſommamenre
ſtímato dal Marcheſe Nicolò terzo,dal quale fù mandato per Viſconte ad Argenta l’
anno 14! r. Gio.Contrarjf. ar4. Vicenzo Rodinelli f. 68- ſuoiannali , &il Guarini
ſuo Comp. Hiſt. f. 268.
Guglielmo Auogari r’ù Caualiere ricchiſſimo, 8c altrettanto amoreuole Verſo li poveri,
àqualí diſpenſaua la maggior parte di ſue entrade. Fece fabricare à ſue ſpeſe [La,
Chieſa di S.Giuliano,ela dotò,conrinuandotutta via nella ſua famiglia il ius Pa-l
tronato di detta Chieſa. Aiello nobiliſſimo Signore fù Camerlengo maggiore, e
Conſigliere del Mrrcheſe Nicolò terzo Prencipe di Ferrara, dal quale fù ſommamenñ
te ſiimato , Non è da tacere ( ſe bene deuo anche ciò toccare nel mio Teatro d' Archi
Trionfali ) che dalla Città fù chiamato per ſopra nome l'Angelo, per hauere in tutto
rl tempo di ſua vir-.r ſoccorſoliberalmente i poueri; onde eſſendoſi in più Rami diuiſa
la Caſa Auogari.ſ`ù poſio,ò aggiunto dal Popolo alla di loi Arme vn Angelo, qual
ſoſleneua l'impreſa di ſua Nobiliſſima Famiglia,in vece dell'Aquila, che vſaua la
medeſima Famiglia. Oggidi ſi vedono ancora dette Arrne. alcune delle quali hanno
l‘ Aquila di ſopra, 8c altre tengono vn Angelo. Due di queſte ſono nella Strada detta
volgatmente la Via grande. vna ſopra la Porta del Conuento de Padri di SGioſeppe,
e l’altra ſopra la Porta di vn Caſamento riguardeuole all’incontro del Conuenro di
detti Padri, qual era l'abitatíone del menrouata Guglielmo. Di queſto ſoggetto fan
no mentione Giacomo da Marano T. a lib. zr-f. 304. Gio. Barriſta Giraldi f. 106.
Gio. Conrrarj f.4o7. Geruaſîo Ricobaldi f. 99. Vicenzo Calza E75. ſuoi annali , e
Marco Antonio Guarini ſuo Comp. Hiſt f. 263.
Da ſopradetti flutoriſicaua,che doppo Guglielmo ſeguitaſſe in Ferrara la Famiglia..
Auogaridiuiſa in più rami, ma pezòda eſſ, ne da alrri,che io habbi letti. viene n0
minato altroſc-g ;etto diqueſta nobiliffima Caſa,l’eſtintione della quale mi hà pri
uaeo d' ogni altra noritia . \
ARBORE DELLA FAMIGLIA nvocanr;
Achille Auogari.
-sso- .-055- l I *‘35* *SS*
Aulogaro.
r '—ñ-ñ—óón'1

r ~ Achille z. Pietro ?’52


*CS* l .Säo
Pietro Buono
I
355* *SS* Nicolò .55. *55*
l
ì Guglielmo;
Ano
DI FERRARA PARTE r. a7

ñ: Apoli famoſiſſima Città d’Italia hcbbe molti :ignardeuolí ſ0g~


- . gettidiqueſſa Nobile Famiglie. quale circa gli anni 910.
‘ ~ paſsò a Firenze, oue fiorirono Huomini ſegnalati,che furono
Patroni di molte Tcrre,come appare da Priuilegi,che oggidt
ſi cuſtodiſcono in detta Città. L’anno poi t 390. fù da Alber
to quinto Marcheſe di Ferrara chiamato alla medema Città
OrſoAuogli per eſſere Huomo peritiſſrmo nell’Armi. come
ſi dita‘ quia piedi. r
Orſo Auogli ſù valoroſiffimo Ca pitano. Non ſi sà ſe il nome di
Orſo li foſſe poſſo al Sacro fonte Batteſimale,ò pure foſſe c0
sì chiamato per eſſere. come nota Gio. Gherardino ne ſuoi annali f. 71. huomo di
aſpetto terribile, nero, peloſo, con barba ,eciglia foſte in forma talczche poca facia ſe
li vedcua;Lemani, e le bracia eranoin maniera peloſe, che pareuano quelle di vn'
Orſo, e metteua terrore, e ſpa uento à quelli, che ſeco ragiona uano. Quello valoroſo
Signore fù chiamato à Ferrara l'anno r 390. da Alberto quinto Marcheſe di Ferrara,
il quale lo creò ſuo Capitan Generale, e lo mandò con tutto l'Eſercito à confini dello
Stato, acciò lo difendcſſe dalle inuaſioni nemiche. Andò adunque Orſo con l' Eſerci
to, 8t eſſendo di già venuroil Carraraà danni del Marcheſe , e preſa l' Andenara, e
danneggiati altri luoghi, venne con il medeſimo a battaglia, e ricuperando la preſL..
Terra,liberò aſſieme tutto il Paeſe del ſuo Signore . Fanno mentione di queſto ſog~
gettqilſudetto Gherardino, Nicolò Caſoglio f. 79.6: _Vberto Giocolifol 95. ſuoi
anna l. . `
Giacomo il figlioſo per tutto iltempoche viſſeilPadremilitò ſotto la di lui diſciplina
con gran cora ggio,e riuſcì vno dc più ſegnalati Soldati dell'Europa. Conoſciuta la
di lui Nobilta,e valore,ſerui molti Pontentati lino alli anni 1437. nel qual tempo fù
chiamato à Ferrara dal Marcheſe Nicolò terzo,e farro ſuo General Capitano nella
Romagna › come appare da ſue Patenti ſpedite ſotto li 6- Settembre dell' anno ſudet
‘Oac da altri Privilegi. come anche da Vgo Caleſini,e dal Libro della Diſpenſaria del
ſudetro Marcheſe f. 1 ao. r
Onofrio ilfigliolo ſia molto caro al Sereniſſimo Signor Duca Alfonſo primo il quale l’
Anno r 523. li confirmò tutti li Priuilegi,e lo dichiarò Nobile Ferrareſe afficme con
`—-—.—
î
tre
‘I
es lLLVSTRl FÀMIGLrÉ
tre ſuoi figlioli,quali fece anche Gentilhnomi‘ni di Corte, con cariche molto riguar-v
dcuoli . Tutto ciò appare da mcdemi Priuilegí ſpediti ſotto lr r 5. Ottobre anno ſu
derro, e dal ſopra menroua ro Libro della Diſpenſaria f. 400.
Antonio figliolo_ di Onofrio fù ſoggetto di gran ſeno, e però teneramente amato dal
Cardinale Ippolito d'Eſte, dal quale fù mandato á più Prencipi per affari rileuanti.
~ Hebbe queſìo bignore per moglie Laura figliola di Pietro Gentile Varano, dalla..
quale hebbc tre ſiglieli, cioè Pietro, Giacomo, e Leonardo come appare dal ſuo Te.
[tamento .
Leonardo il fratello hebbc vn ſigliolo chiamato Onofrio. Di
Evangeliſta fratello delli due ſopradtti Signori nonſi hà altra notiria , ſe non che fit
Gentilhuomo di Corre, nella quale hebbc cariche onorare affierne con li Fratelli.
Pietro ſigliolo d' Antonio nell'anno r 540. ſù onorato d'ampliſlimi priuilegi dal Sereniſ
ſimo Signor Duca Ercole ſecondo Duca dr Ferrara .
Giacomo rl fratello Huomo di gran Patria, per le ſue ſingolari virtù, e merito ſr‘r dal Se
reniſſimo Signor Duca A lfonſo ſecondo farro ſuo Secretario ſupremo , e Conſigliere
di Stato. Vgo Calefini ne ſuoi annalr f. 297.
Leonardo ſecondo fratello de ſoprad. Signori ſù Capitano di too. Caualli, come ſi vede
da Patente ſpedita in Roma l'anno r 5 7 5. dal Prcncipe Giulio Ceſare Colonna.- 6t in
Francia l'anno r 588- fù Capitano di vn Regimento di Caualieria soue ſerui à quella l
Maeſlà nelle Guerre de ſuoi tempi, per il che l‘anno x 590. iu recognitione delle di
lui glorioſe fatiche ſù creato Canalrere dell’ordine dis. Michele. L'anno poi t 593.
ru dalla Sereniſſima Republica di Veneria eletto Capitano di cento Caualli Leggi:
ri,e mille Fanti,come il tutto appariſce da ſue Patenti.
l
Franceſco il figliolo ru nell’anno r cap. dal Sereniſſimo di Toſcana onorato del titolo di
Conte, a: hebbc per moglie Elena figliola del Conte Roderico Alidofij Dama della
Sereniſſima gran Ducheſſa ,dalla quale hebbc due figliolr Onofrio, e Leonardo. del
quale non ſi hà notiria alcuna.
Onofrio ſecondo figliolo dr Franceſco,hcbbe per moglie Vittoria figlia di Orario Trot
ri Nobile Ferrareſe, dalla quale hebbc tre figlioli, cioè Franceſco, Lucretia, e Maria,
che fù Dama della Serenirüma di Guaſtala.
Franceſco ſecondo il figliolo hebbc in moglie la Conteſſa Virginia figliola del Conte...
lppolito Strozzi, dalla qrzr-îe nacque il Conte 7
Antonio Franceſco, quale oggidi viue in età pupillare .
ALBERO DELLA FAUIGLIA AVOGLÎ [N FERRARA.

Orſi» del 1390.


*55* *95* , '55*, *93*
Gra'como

Onofrio .
*gs* i .9** *$5
5* Antonio , Lonardo , Euangelífia
.e l Ono rio a. OSS* *SS* i
l
‘55. Pierro, Gracotno a. Leonardo a.
Franceſco .SS. 055*
l
*53* “5’, **f-*--_
Onofrio 3. leonardo z. `

.gs. .I. Franceſco:. Lucreua, Maria

Antonio Franceſco viuente.

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`DIFERRARA PARTE I. 6!
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zi ſuoifragmentine fatti de Romani f 60. ſanno memoria di


b AlarìoArduíni,il quale tù Capo di quelli principaliNobili,che
è fugirono diRoma circa gli anni zoo. quando li Galli Boj, e'
‘~ ‘\ ,Jr ñ ì i Ciſalpini con altre nationi Oltramontane, aſiediarono, preſe
ro,e diſtruſlero quell-a Città . Aſleriſcono che detti nobili con il loro Capo veniſſero
ad habitare con le loro ſoſtanze, e foro in vna ſingolar lſola chiamata FERRATA,
come altre volte ſi è detto, per eſſere Ferrata da diuerſi gran Fiumi da tre parti , e da
vo*altra dal Mare Adriatico verſo il Leuanre, la quale fù di poi chiamata Foro d' Alie
no,comeatteſſa Cornelio Tacito,& il Boccacio nel ſuo Com. de Fiumi, il che viene
anche confermato da Peregrino Priſciani ſue Col. [ſi. Altri dicono che ciò fù circa
gliannigoo. che però Gio.Battiſla Giraldi ſuoi Corn. il Sardi. cioè Gaſparo nelle
ſue mcm. ill. Gr Aleſſandro nelle ſue Croniche sſugono deſſtamente la deciſione del
dubio con dire,che per eſſere coſa molto antica, e anche altretanto difficile da pene
trarli . lo ſeguitarò in queſto l’opinione del dottiſlimo Geruzſio Ricobaldi diligentiſ
ſimo ſcrittore antico, e mio patriota. il quale con gran diligenza, e purita ſcriſſe le c0
ſe della ſua Patria Ferrara,& i dicui pretíoſiſſimi manuſcritti ſi conſeruano appreſſo
di me. Queſto nobil ſcrittore quando fà memoria dell’iſola Ferrata dice, che ſu abi
tara circa gli anni 300. dalli Romani, che furono ſcacciari di Roma da Galli Ciſalpi
ni, Boj 8t altre nationi, :ſi ririrarono in dett' lſola con le loro ſoſtanze. e Foro. Quelli
‘nobiliffimi Romani haueuano per loro Capo Alario Arduini, il quale per eſſere huomo
di ſingolar dottrina. fù da medemi dichiarato per ſuo Giudice, acciò giudicaſle nelle
liti,che inſorgeuano fra detti Nobili, 6t il Popolo. Tanto viene ancora affermato da
Gio. Comm” f. a 2. Vicenza Calza ſ. g. Giacomo da Marano T. pat 6. Vicenzo Rodi
nelli f. 8. Vberto Giocoli f. l . Nicolò Caſoglio f. 5. il Girardini f r 5. GirolamoFaler
ti f. 3. ſuoi annali . Di queſt’lſola ne fà il diſlegno Gio. Contrarj ne ſuoi anuali f. r 2.
e Peregrino Priſciani ſue Col. lſl. f. 7. delquale, ri petitione d'Amici, hò ſmo fate l’
intaglio per porre nel ſeguente luoco à beneficio del Lettore .
Aia-ì
ILLVSTRÌ FÀMIGLIB
DIFERRABA PARTE!. 7x
Mario Arduini adunquc fù Capo dc] Popolo Romano, quale fù [cacciato da Roma da
G3… Ciſalpini,Scnoni, Boj &c. circa glianní 300. Patiato ad abitare in dm' Iſola,
gouemò quei Popolo con gran Pxudcnza ſino all'anno 3 1 o. nc] quale minacciando le
acque di volere ſommergcrcl'ſſoia, preſero” Ncbili,c Popolo panico di lcuarſi da
quel luogo, e co'l conſcglio dc Signori Fratelli Albcrcſani,comc diſſi in quella Fami
glia, paflarono ad abitate in vn‘ altra nobiliffima iſola triangolare cinta dal Pò, qUalc
icorrcua verſo Conſandoli, come afleriſcono Gaſpare Sardi nelle ſnc lſt. f. 7. c Gio.
Battiſta Giraldi ſuoi Com. Nel qual luogo, Per cflctc p-ù vaſto, c forte, fecero abita.
ríom‘ ſingolarí.&in brcucccmpo riduſſcrol' Hola in fiato molto nobile, ricco, e ai.
man'flìmo da tum l'italia. Di qucſto loco fi vcdc il diflcgno nelli annalí di Gio.Con
:rari T. p. f. ”nc nelle Col. lſt. di Petegrino Priſcíani f. 8., quale pariflncntc habbia.
mo ſtimato coſa degna ilfarloíntagliarc, e porio nella ſeguente facciata. Altro di
queſto ſoggetto non hò fin’ora :renato .

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DI FERRARA PARTE r. 7,
Marcellino Arduini Capitano valoroſiſſimo, l'anno 36;.e0n ſcielta di bellieoſi Romani ’ ~
caeeiò dalla Galia Ciſalpina detta Lombardia gl' Agoni, Tribali, Boj, Senoni, dr al.
tri. Paſsò di poi alla Patria, cioè all’iſola Ferrata. doue ha ueua laſciate Fabriche, 8c
abitationi nobiliſſime, 8t ancora reſtaua abitata da molti nobili, e parte del Popolo. l
che non vollero leuarſi da detto luogo per l'amore. che le portauano, ò pure come a].
tri vogliono erano ritornati da Vieoabenza per qualche diſguſto incontrato, e ſi era.
no fermari in detta [ſola ſino all' anno ſopraderto, dalla quale forzati dall' acque ſi ri
rirarono ad abitare in vna iſola chiamata Riuo,ò Riua d‘ alto più vicina al Leuante,
bagnata all’interno dal Mare. e da diuerſi Canali dalla parte tra il Sententrione , e
mezzo giorno, e quiui Marcellino con gli altri ſi poſe ad abita re,e facendoui ſabriehe
numeroſe, e riguardeuoli, la riduſſero in nobil ſtato, chiamandola VENEGIA.6 V[
NEGlA,ò pure come altri vogliono VlClNA per il ſingolaraſferto,e memoria che
teneuano della ſua prima Pa ttia Ferrara, alla quale in certi tempi nauigauano, 8t abi
tauano ancora per eſſere aſſai vicina,e dalla parola VlClNA, d VICINlAMOCL fu
chiamato il Popolo VlClNO,edi poi VlNſ ſlANO. L' lſola di RlVO. ò RlVA d'
alto è quella ,oue di preſente è il nobiliſſrmo ponte di Rialto, doue hcbbe principio la
Città di Venetia . Leggaſì per comproua rione di queſto Marco Ant. Sabellico ſeu
I memorie f. 9.Geruaſio Ricobaldi lſtorie dl Venetia f. 7. Lilio Gregorio Giraldi ſuoi
ſragmenti f. tor. Fra Filippo da Bergamo ſue Crooiche, Gio. Battiſta Pigna ſue 1ſt.
’l Aleſſandro Sardi ſuoi annali f. r 5. &c l

Di queſta nobile Famiglia altro non ſi è trouato, ſe non


Marcello Arduini Conſole, e Giudice del Popolo Ferraiolo, quando paſsò l'anno 4a:.
da Voghenza ad abitare nel loc0,out è ora il Sacro tempio di S. Giorgio. e quiui fe
eetransferire gran parte del Popolo, ineominciandoſi la nuoua Fcrrarola [ come ſi
dirà nella Famiglia Briiardi nella memoria di Anaſtaſio ſecondo) per eſſere tal ſito
giudicato dal detto Conſole più ſalubre.e ſicuro dalle innondationi,e dalle cfft ſe del
le vicine genti,e doppo l'accreſc-mento di detto luogo, al ſolito de Romani, lochia
mò FORO PADANO, ò TR ANSPADANO. Così ſcriuono Geruaſio Ricobaldi
f. ip. Gio. Battiſta Pigna f. H. Giacomo da Marano T. p. f. z r.ſuoi annali, Peregri
no Priſcíani ſue Col. f. 24. Vito da Raucnna f rr. ſue iſt. Vníuer ſali .
Marcellino ſecondo Arduini ſù dal Popolo Ferrareſe mandato più volte per Ambaſcia
tore a Carlo Re di Francia , che di poi fù incoronato lmperarore,e chiamato Magno.
L* anno poi 797. ſù mandato dalla ſua Patria con altri ad incontrare il ſudetto Carlol
Magno à confini dello Stato.e conducendolo à Ferrara, hcbbe il primo luogo nel por- ;
tare il Baldachino,quando l' lmpera tore fù ricruuro al Porto di b.Biagio da Timoteo '
primo Rende-.lei Capo dc Nobili. e Signore del Popolo . Combattè più volte a diſe
ſa della Patria,e ne riportò ſempre onori tali, che meritò doppola ſua morte le foſſe
eretta vna Statua equeſtre nella facciata del Regio Palazzo , come ſi dimoſtrata à
ſuoluogo. Scriuono di queſioSignoreGio. Battiſta Pigna f. 69. Gio. Contrarj fo].
106. ſuoi annali. dr il Rodi ſue famiglie Nobili f. r7.
Giouanni Arduini Caualiere, e Capitano di Vgrne Marcheſe, il quale reſtò morto nel
tumulto di Perugia circa l’anro roo7. quando il Marcheſe ſuo Signore ſlaua con-al
grand'anſietà per acquietare ilmedeſimo. Queſto fù vno de ſingolari Soldati. che‘
a‘ſuoi tempi hautſle l’ Italia, onde meritò doppo la ſua morte chela Real Caſa d' liſte
eosichiamata dalli ſottonorari ſcrittori, ne teneſſe memoria particolare. onde Tedal
do Eſtenſe Duca di Ferrara in ricompenſa de benſicij, the da queſto grand‘ huomo ri- \
ceuèla Caſa d'Eſte, fece porre la ſua ſtatua ſopra vn nobiliſlìmo deſtriere coperto di P
oro, nella gran Sala Eſtenſe. Tanto notano Gio. Battiſta Pigna f. 10;. Geruafio Rico-i
baldi f. 99. Vito da Rauenna f. 67. Nicolò Caſoglio f.3 6. ſuoi annali. 8t il ROdi f— l7
323:“ ’ e) Fratelli Arduini ambidue Capitani di Bonifatio Eſtenſe Marcheſe, per
dare la vita,e la Vittoria'contro Lombardi al ſuo Signore, laſciarono la vita. e ciò ſù
K cir
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7* ì [LLI/STR! FſiAMIGLrE
circa gli anni to: 5.Gio. Battiſta Pigna ſue lſt. f.65. Nicolò Ca foglio E69. Gio.C0n.
trarj 11109. ſuoi annali, Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Elogi f. 30. 8t il Rfid] T. p.f. x7,
Corrado ſecondo fù Capitano della Centella Matilde, e reſtò priuo di vira l' anno r 066.
quando detta Centella riacquiſlò la Campania alla Chieſa. ll Rodi f. r7.
Giouanni ſecondo ſù mandato per Capo dell'Eſercito de Ferrareſi in aiuto di Ceſare al
la venuta che fccein ltalia con Enrico Edenle per riacquiſtare la Toſcana circa gli
anni t r 38. nel qual fartoſi portò con tal valore, che tù dall'lmperatore rimunerato
di grolle rendite. Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi fv 104. Lilio Gregorio Giraldi
ſuoi fragmenri ſ. 59. 8: il Rodi f. x7. dicendo che detto Signore l’ù chiamatofiiouanñ
niArdutniilGrande. '
LPclegrino Arduini detto il Magnanimo, con il ſuo valore.e prodczzzr difeſe Verona dal
. 14 crude-[cà de Guelfi,e Grbellini per tutto il tempo che Azzo Eilenſe nc ſir Protetta
rc; onde ſùſtimatiſſimo datutta l'Europa. Ne lcriuonoGio. Contrarj ſuoi annali f.
ao;.&ilRodif.r7. ,
Giouanni Pclegríno Arduini fù mandato dalla ſua Patriaà confini dello Stato per com.
plire con Azzo Eſtcnſe. il quale harreua la Città deflinato per ſuo Signore, e lo con.
durle à Ferrara l’anno 1198, ll medeſimo Rodi T. t. f. 17.
Corrado terzo huomo di raffinata politica ſi adnprò molto per la Parria,e per li Sereniſ
ſimi Eſtenſi. dalli quali in più tempi lù mandato ;i diuerlr Prencipi per negotij di gran
vtñilieuo. Aleſſandro Sardi ſuoiannalr k.75.& il Rodi f. 17. i
Gio. Pelegrino andò con AZZoEſtenſe in difeſa della Chieſa circa gli anni 1244. nel
qual fatto moſtrò il ſuo gran cuore. Rodi T. p. f. 17. ñ_
Martell“ gran letterato ſù mandato per Oratore ad Onorio IV. Sommo Pontefice l'an
no. r 285. e di poi ad altri Prencipi. da quali fù ltimatiſſirno. Così ſcriuono il Rodi, e
B--maucntura Angeli ſuoi Huom.lll.f. 203. , , , 7
35:23:125” > ’ Fratelli furono in gran ſtima a’PPreſlo líSereniſlîmi Eilenli, per li (ll-la.
li. cperla Patria s'impíegarono ſempre in negotij politici. Alellandro Sardi ſuoi
annali f. tao.
Giovanni Pellegrino flirmtillimo da Leonello Eſtenl’e Marcheſe di Ferrara, al quale ſer—
u-ìin negotijmolroardui, quali con la ſua prudenza furono ridotti a buo‘n fine cr n_
vantaggi grandiffimipetilluo Prencipe. Doppo la morte di Leonello fù da Borſo
Duca di Ferrara pigliaro alla Corte , e dal medemo conferiteli diverſe, 6: importan
tiſlìme cariche . Fu dal medemo mandato per Ambaſciatore à più Prencipi in diuerſi
re npi, e ne riportò onori ſegnalatiffimi. Doppo la morte di detto Duca fù lutto Con
ſiglrere di Stato dal Duca Ercole,nella qual carica morì con ſpiacimcnro vniuerſale
della Città. e Corte,edel Prencipe iſteſlo. Fù ſepolto rn vn nobile ſepolcro nel!“
Chieſa di S. Franceſco, tatto fabricare da Andrea Arduini ſuo figlinlo l'anno 1466.,
Aiello ſepolcro oggidì ancora ſi vede nell' entrare in ( hieſa perla Port-a maggiore
Con l'arma di ſua nobile famiglia. Scríuono diqueſio Signore Vgo Calefini ne No
bili di Corre de ſupranrñminati Prencipi, e Gio. Contrarj ſuoi annali f. 2 69 Gio. Bat
tilla Giraldi ſuoi Eloggi f. ;02. il Rodi f. r7. 6t altri.
Andrea figliolodelſopradetro Giouannidoppo la morte del Padre meritò le folle dal
Duca Ercole primo dr Ferrara conferita la carica hauuta dal Pa drc di Conſigliere di
Stato; e dipoi per le ſue‘nrbili attioni ſù dichiarato Genriihur. mo di Camera: C C0"
ſidente. Fùtale queſtoSigncre che molti Prencipi ſlranieri lo ſollecitarono ad ab
bandonare la Patria per portarſi al loro ſeruirio . Fanno memoria di queſto Signore
il Co:Girolom0 Faletti ſuoi ann-ali f. 3 a 1.Vgo Caleíni ne Canalieri di Corte del pre
, detto Ducaf. 2 6( ilRodí f. r7. ñ
Gio. Pelegrino huomo verſatilſimo in molte ſcienze, 8: Oratore a quei tempi di gran gri
do fl! ſiimatiffimo dal Sereniſſimo Alfonſo primo Duca di Ferra ra,dal quale fù dichia
- fato ſuo Conſigliere di Giullitia. Fù dal medemo Duca mandato per Afflbuſîlſ-ÌEOTC `
e’

’alla
0,1 FERRARA PARTE 1. 75 J

alla Republica di Venetia,oue mancggiòncgotíj cosìgmuhchepíù volte poſe a pe—


ricolola propria vita. Fù anche dalmedemo mandato l'anno 150;. in Francia per
AmbaſciatoreaLodouico Xll.apprclio al qualedimorò più annicon applaulo vni.
uerſale diqUella Corte. Ritornato alla Patria,da indi,e pochimeli paſsò da queſta à
miglior vita, e fù ſepolto nella Chieſa di S. Franceſco in vn Sepolcro di marmo [Quo
nell'intrar dentro alla Porta maggiore di detta Chieſa à canto il depoſito di Gio. Pc.
legrino Padre di Andrea . Gaſparo Sardi E403. il C0.Girolamo Faletti f. 296. ſuoi
annali. Vgo Calefini ne Caualicti di C-ortcd'cſſo Duca f. r. 8c il Rodi f. 17.
Queſta Famiglia ſi conictua oggi giorno in Ferrara diuiſa in più Rami, de qUali non hò
potuto hauere noti tia alcuna, ie non quanto hà ca uato da gli Autori, come dj {apra
hò detto. ` i -

Anguſcioli .
O haueuo determinato di laſciar nella penna queſia Fami
glia per non hauere altra antichità in Ferrara , che dal tem. P
po del Sereniſſimo Duca Ercole Il. , e per eller llata comev .
1' Effimcmſſhe appena natali muore. Pure per trattarſi di
vna Famiglia dominante, c che à tempi andati ha‘ contati
tanti Eroi, non hò voluto laſciare dl farnequnlchc breuL,
rr-emoria , acciò non vi lia famiglia alcuna Nobile, dicui li
facia mentione da gli Scrittori , che non compariſca in que
flo mio T E A TR 0. La Famiglia adunque Anguſcioli iù
vna delle più nobili, 6t antiche , che haueſie la Città di Pia.
C6023 come nota LÎUÎO Ori nobile di detta Città , quale nelle ſue Memorie f.406.
proua che alcuni diqueſta Caſa haueflero in diuerli tempi l'aſioluro dr-miniodclla
Citra‘ di Piacenza , queſti furono Francelco Anguſcioli potentiſſimo Capitano, quali z
con l'aſmí alla mano ſi fece afloluto .Signore di Piacenza circa gli anni 4 l 7. e gouer- ‘
nò s .. - Bartolomeo che dominò melì lei circa gli anni zo:. Bernardo huomo do
tato dl gran talenti,che perle ſue ſingolari virrù iù dal Popolo accalamato Pfſ Signo
rel'anno 570. gonernando anni tre. ODCfliO , che pure dalla Città fù gridato .Si-j
gnore circa gli anni ótz.dalla quali fù poi anche fatto morire di veleno, elegendo in ì .
l“ììg` ſuo inoco Giouanni Zio del ſudetro Onofrio, che drminò più anni con Fama del più j ,
prudente huomo, theaſuoi tempi viuelìe. Atella nobil Famiglia ſiconſeruò ſem- l ‘
pre con-gran decoro in Piacenza fino all'anno 1 545. nel qual tempo vedendo l
Gio- ì“
m ~ ;

' 7C ILlLVSTRl FAMIGLÌE


Giouanni Anguſcioli , che Piet Luigi Farneſe era fiato dichiarato Primo Duca di Pia
cenza Ì lo laſciò venire al poſſeſſo , e dopo alquanto tempo polſi inſieme gli amici , e
parenti ammaz r ò il detto Duca . Que… credendoſi con la morte di Pier Luigi hauer
piantato lo ſpauenro, e terrore nel Cuore dc ſuoi Concittadinr . s’auanzò al Palazzo
della Rcſidenza, tenta ndo con gran furia d' impatronirſene , ma ſolleuaroſeli contro
il Popolo , fù neceſſitaro con gran drflicultà ritirarſi, e ſalvarſi con la fuga a Ferrara,
ouctcneua ſtrettifflma ſeruirù co’l Sereniſſimo Duca Ercole Secondo , dal quale na ſ
coſìamcntc fù riceuum. dt aſlicurato,e con gran decoro le furono di poi aggiuflari gli
ſuoi affari. Per il che vedendoſi Giouanni ccsi teneramente amato dal Duca . chia
mò gli Pratelli,e loro Moglie:: ſi aceaſarono tutti in Ferrara,fa cendo molti acquiſti sì
1 nel Ducato, come nella città , nella quale fecero fabricare il Palazzo sù la Gioucca,
quale oggi è goduto dal Sig. Marcheſe Filippo Zauaglia . Di queſto Signore nc ſcri
ue il C0.- Girolamo Faletti ſuoi Annali f. 306
Gio.- Carlo Conte, e Caualiere di gran prcggio , in più Tornei dièſagio del ſuo valore,
e fù ſiimatiſlimo dal Sereniſſimo Signor Duca Alfonſo Secondo . co’l quale era ſtato
lin ncia,oueà qlrclla Reggia haueua acquiſtata Fama immortale . ll medemo Fa
etrr . 3 a7. a
Luigi Conte per il ſuo ſingolar valore , fit chiamato dal Prencipe di Vrbino, quale lo
volle ſeco di cr mpagnia fopral'A'rmara Nauale controil’ſurco, oue hrbbe campo
ſpatioëo di moſirarc a tanti famoſi Capitani di qual tempra foſſe il ſuo Cuore . ll me
demo . *29.
H Antonio pe’: la ſua ſomma modeſtia, e tratti nobiliſſrmi ſù dichiarato Cameriere Secre
to dal Sereniſſimo Duca Alfonſo Secondo . dal quale fù anche farro Conſigliere Su
* premo ne gl'intertfli di Stato. ll medemo Faletti nella Gcueologia de Screnrffimi
Eſſe-uſi, nell' Elogio di detto Duca f. a r4.
‘- Franceſco Caualrere di ſingolare dilinuoltura , dr Oratote de più ſtimati d’Italia, ſir dal
Sereniſſimo Duca Alfonſo Secondo mandato à più Prencipi per Ambaſciatore , dL.
quali ne riceuè onori condegni alla ſua rara Eloquenza . Marc’Anronio Guariniz fue Iñ.—_

Memorie di Ferrara f. 403. .


Bonifacio Monaco Ciſlercienſe, e Religioſo molto eſsemplare . e di ottimi coſlurni, nel
J i quale ii eſiinſe la Nobile Famiglia degli Anguſcioli. ll medemo Guarini ſue Memorie
i
f. 41a.

Fine della Prima Parte .

l..-
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- "
>TEA RO GENEOLOGICO
Dell’ Antiche, ö( llluſtri Famiglie di Ferrara
D'EL CONTE, .E CAVALIERE

ALFONSO MARESTI FERRARESE,


.PARTE SECONDA
,

ñó--’ Baglioni .
0 N v'hà dubio, che la Famiglia Baglioni non ſia ſempre ſtata
’ i vua delle più Illuſtri d'italia , 8t arricchita cosí di numeroſi.
come braui Guerrieri,mentre fù commune il prouerbio- porñ
. ta to dal Sanſouini f. r9.che naſcendo: Baglioni,eſm”a i” luce
_ conſt Spada al fianco. ll dominio di queſta gran Ca ſa fù in... 1
, ~; Perugiamella quale vi vſcirono di queſta Famiglia huomini
, ſegnalatiſſiruisiinSantità,come in Arme, 8c in Lettere., co-r
_ me narra il medeſimo Sanſouini f. r9. Paolo Giouio T. p. f. 7.
‘ Marco Guazzof. r zo. l aS-Leonardo Eratino. L97. 6t altri.
ſue lſtorie,alle quali rimetto il curioſo Lettore per ſaperne
diſtinramentei Soggetti .‘-Vno di queſti ſù quel valoroſo Soldato ` ` _
Rodolfo Baglioni,quale dopo di haUere gouernata con gran prudenza la Citra dl Peru
gia, morto il Veſcouo di 'Terracina, ſù dalla Santità di Paolo llI. neceſſitaro alcuar- l
` L_ . …ſl
‘v
78 ÌLLVSTRI FAſiMIGLrE
ſi da quella, come atteſta Marco Guazzo f. 128.0nde eſſendo amiciſlimo di Ercole 11.
Duca di Ferrara. ſe ne paſsò alla medeſima, one fù aſſicurato dal Duca,quale dopo di L-vzr-ó-.j
hauerlo riceuuto con gran magnificenudo ricouetò in ſua Corte, dandoli carichu
t. molto riguardeuoli, nelle quali viſſe molti anni; come ſcriuono Vgo Calefini ſue Ca
ſate Nobili, e Moderne f. 5. Filippo Rodi ſue Famiglie Nobili T. p. f. 79.
Gentile primo il figliuolo Soggetto di gran (lima, e nelle Lettere Verſatrſlirno, perle ſue
ſingolar Virtù,e nobile aſpetto, fù dal Sereniſſimo Signor Duca Alfonſo lI. molto ſii
mato,il quale ſ1 ſcruì molto de’ſuoi Conſeglj, tenendolo appreſſo di ſe in cariche ono
rariſlime. Circa glianni uór.ſù mandato Ambaſciatore ſtraordinario alla Ceſarea ì
Maeſtà,nella qual funtíone ne riportòonori confiderabili. Tanto ſcriuono Vgo Ca— _
lefini ſnoí Annali f. 306. Filippo Rodi ſue Famiglie Nobili T. p. i. 79.
Malateſta il Fratellofù Capitano di Alfonſo”.inBreſſello,ouereſlò motto adi a. Mag- , _
gio t 5 61. mentre con infinito valore diffendcua detta Fortezza dall' Eſercito Impe
riale, com'atreſtano il Guarini ſuc Mcmoriclſtorichc f. 92. Mario Equicola ſuoi Anñ
nalif. r92.&ilRodif.79. _
Rodolfo ſecondo figliolo di Gentile, Soggetto di gran ſenno. e ſtimatillìmp dal Duca...
Alfonſo ll.per ilquale l’anno 1575.adi 29. Luglio,andò con altri Nobili ad incon
trarc a'conſíni dello Stato, Enrico Re di Polonia, quale veniua a Ferrara per transfe
rirſí in Francia à prenderela Corona di quel gran Regno, hauendo in ſua compagnia
il Duca di Sa uoia; 8t accompagnati à Ferrara, furono ticeuUti dal detto Duca,e Pren
cipi Eſlcnſi,con tutta la Nobiltàdella Città, alla Porta di San Paolo-con gran pompa,
«Se accompagnati alle abitarioni Ducali, oue alloggio più giorni, nc quali furono ſat
te diuerſc nobili Feſte, 8c attioni Caualereſche, con numeroſo concorſo di gente fora
ſlicra . Marco Antonio Guarini ſue Memorie lſt. f. 106.
Giouanni il Fratello accopiò la Nobiltá con la Dottrina, e riuſcì peritiffimo nelle Leggi.
onde ſù ſiirnariſlimo da gli Sereniſſimi Elienſi, & in particolare da D. Ceſare, che lo
dichiarò ſuo compagno, ſerucndoſi molto de ſuoi Conſegli. Queſti vedendo che il
ſuoSignme era ncceſlitato laſciare il Dominio della Città,e ritirarſi a‘ Modona, ſi af
fliſſe di tal ſorte, che ritira toſi nel Palazzo di Beluedere, nel quale ſ1 ritrouaua N. N.
già Maggiord'huomo del Sereniſſimo Signor Duca Alfonſo Il. e ſuo partialiſlîmo
amico,e confidente, piangendo dirottiſlimamente, le ſoprauenne vn’ occidente, che
in vn ſubito lo priuò di vita in detto luogo; il che inteſo dal Sereniſſimo Signor Duca
Ceſare,la mattina ſuſſeguente ſi leuò di Ferrara,e ſe ne paſsò a Modona, come ſcri
tte Agoſtino Fauſtini ſue lſi. di Ferrara. 8c il Guarini ſue Memorie lfloríchc f. r 06.di
cendo chelaſciò vn figliolochiamato pure `
Giouanni,qualnacque due Meſi dopola morte del Padre, 8t è oggidì viuente, ma in
età ca
non dente,
con cennie .confinato
Weſtidicein vn letto,e
hauere ſordo in forma tale, che difficilmente
oggidìduefigliolialſetuitio intende
del preſente ſe i
Rè di’
Francia, il primo de quali è nomato
Rodolfo, 8: il ſecondo
Paolo. dei ,che ſe bene mi foſſero ſiate promeſſe le neceſſarie giuſtificationí, non hò però
ſin’ ora hauuto la Fortuna di vederle .
ARBORE DESIGNOR] BAGLIONl IN FERRARA.
Rodolſo r.
GcnrliE::Ìl_a;l-ia "55"
;’
‘j Rodolfo z. Gíouanni 1. i
Giouabni z- viuente 095*
Ràäoîl—Mo# ‘i

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`DI FERRARA PARTE [I. 79

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Olto antica,enobile in Ferrara fù la Famiglia Barbalunghi ,
conforme l’ atteſtato di Vgo Caleſini f. pa. ſuoi Annali,- Bo
; ’ nauentura Angeliſuoi Huomini llluſtri di Ferrara f.a7.e di
ſ Filippo Rodi famiglie nobili f.zo4. nel ſuo primo volume
i Lib. Xlll. quali afleriſconouhe da Alemagna ſi traſporraſſe
in Ferrara .
í.` Buono Barbalunghi chiamato da Obizzo Vll. Marcheſe di
”i ei Ferrara circa gli anni 1340. per eſſere Capitano di gran no
~ j:: ' —` me. che però ſù dal ſudetro Marcheſe dichiarato ſuo Capitan
i Generale,edi luiſiſeruì nelle Guerre, che vertiuano tra Fi
rentinî,Piſani. e Luccheſi. Fù di poi mandato dal medeſimo in aiuto della Republica
di Firenze contro il Viſeonti,Gonzaga,gli Signori di Padoa,e Parma,& altri Colle
ati nel 134!. oue fece proue manifefliffime del ſuo imparcggiabil Yalorc . Coſi
eriuouo gli Autori ſopracitati .
Giouanni rl figliolo appreſe l' Arte militare ſotto l' ottima diſciplina del Padre, e riuſcì
coſi perfetto Guerriere, che meri tò l'affetto totale di Aidobrandiao Eſtenſe Marcheſe
di Ferrara,che cö altri lo mandò per Ambaſciatore adi r 9.0ttobre r 3 5 a. in Avignone
per dar parte à ſua Santità della morte del Padre, e dell’ Elettione fatta nella ſua per
ſona dal Popolo di Ferrara, pregando il Pontefice à confirmarlo nello Stato . Diſ
piacque al Papa la morte di Obizzo,mà altretanto fù ſatisſatto dell' Elettione d' Al
dobrandino, del quale ſa eua le ottime qualità, e parti, che ſi poſſono deſiderare in vn
perfetto Prencipe; onde ſacendole l' Inueſtitura dello Stato di Ferrara per lui, e ſuoi i
Eredi, con gli medeſimi patti,e conuentioni,che ſi conteneva no nella prima lnueſti
p tura già fatta al Marcheſe Obizzo ſuo Padre, la conſegnò à Giouanni. e compagni,
che ritornando a Ferrara con grandiſſima allegrezza , furono dal Marcheſe riceuuti. ör
accareuati; Come arteſtano Giacomo da Marano T. p. f. r 1 5. Vicenzo Calza f. 87.
Gio.Battiſia
l Ferrante Pigna
il figliolo f. x71. ſuoi
fù giouane Annali.così nelle belle Lettere, come in altro, onde
verſatiflimo
diede alla luce diuerſe Opere,& in particolare vna intitolata gli Amori di Druſo, a;
Qlimpia figliola del Re Egemone.la quale fù recitata adi 2. Febraro 1354-_ sù la...
Dr*** Piazza del Duomoſiacendofare egli fieſſo la Scena, in conformità del da ſe inuenta
' La to
m…-… -. ..
" j ffiflîra'rì'ìa ÌÎMIGLlë v-e- ....

’89
to diflcguotil 'che tutto ,contraſle gli applauſi del Popolo, ch; vnoríſſpotcua ſatiarſi di
»,4

inalzar ſino alle Stelle la Virtù, e la Magnſificenza di vtr tanto Caualiere. Chi brama
diſtinta notizia di queſto ſarto, porrebbe vedere Giacomo da Marano T. p. lib. a r. f.
424. Vicenza Calza f. r oa. ſuoi Annali, e Gio.Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. a r o.
Clic io contentandomi ſolo della brçuiça, mi riſtringo a dire che laſcio‘, dodeci figlio
gli, che furor!? ' " "
Buono,
Ludouico, uszs-z *o* ſi naar
Guglielmo y
Alberto,
Enriçoa '
-QGÒQ gres-oe »Säo
Bernardo!
Pietrol
Aldobrandino,
Gio. Battiſta, 9559 4255*! 95$*
Pcdcſ'lffi
Franceſco”; . ‘
Vga, d: quali rum fin'ora non hò. potuto trattare, notitia particolare per quanta diligen
za io mi habbia 'ſata . ., -
Bartolomeo fratello delv ſuderro Ferrante fit Caualiere di gran prudenza accompagnata
v con ſommo valore} onde ſù Conſigliere del Marcheſe Nicolò lll- c; l' anno 1399- ſd
dal gran Conſcgllo ‘ſtato Giudice de Sani, la qual carica ſoſtenne anni 5. con gran..
decoro,& vtilc della Patria; per il che s'acquiſlò in guiſa l'affetto vniuerſale della Cit
tà, che per le ſue Eroichc atrioni fù nuouamente l‘anno ;425. acclamato dal gran
_ Conſcglìo per la feconda volta Giudice de Sauij,nel qual grado viſſe di continuo ſi
no al 1435 nel quale adi 3 5.’ Nnuembre mori, e ſù con grandiſſima pompa ſepellito
nella, Chieſa di Se Domcnîèo- Mir ritornando il Marcheſe Nicolò, á Ferrara, 5t irr
tendendo che contro il Teſtamcnr0,e diſpoſiríone di Bartolomeo,l' haueuano gli Pa.
remi fatto ſcpcllirc in, S. Domenico. lo fece il quarto giorno diſorrerrare,e con'ſuper—
hiffima pompa portare al Daomo, Chieſa deilinataſr dal Defonto,e volle con tutta la
ſua Corte afliſìerc all' Eſequic per far conoſcere al Mondo [anima, che faceua delle
r Virtù di vn sìqualificato Caualierc . Ne tratta il Guarini Corrip.v lſt. f. 27. Vberto
Giocoli f. 7g@ Paolo Sacrati f. r agJoro Annali. ll Guarini cita in quello luogo, Vgo
Calcfini, nel quale non mi è (lato PCffiblic ritrovarquello farro, Laſcio_ queſto Si
gnore rn figliolo chiamato. `
Paolo., Quelli fi diede totalmente allo Studio delle Leggi, e della Filoſofia, nelle 'quali
Scienze riuſcìdi **ma iſquiſirczza, che rnerirò di eſlere tenera mente amato dal Mar
cheſe Nicolò Ill.del quale ſù Conſigliere di Stato,e dal medeſimo ſù mandato con
altri per Ambaſciatore à conſini dello Stare per riceuere la Maeſtà dell' imperatore
Giouanni Paleologo,chc veniua al Concilio in cöpagnia di vn ſuo Fratello. quali ar
riuarono à Ferrara adi 4. Marzo r438. e furono incontrati da due Cardinali mandati
dal Papa. e dal Marcheſe Nicolò. con due ſuoi figlioli, e gran numero di Caualieri.
al Porto di S. Biagio. one ſi! riceuuro l' lmperarore ſorto. rm Baldachino di Petpora
foderato di vaio- & accompagnato ſino al Palazzo chiamato il Paſîdiſoa 0"* Mog
giò, reſtando. il fratello nel Palazzo di SchíuanOglía. *ſanto ſcriuono Vga, Caleſinj f.
xyz-QR!- Conrrari f- 19:2.- Gíaçmuo da Marano T- Paí* *.61JW Annali* `

Päèmmá
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1 g "w
DÌFERRABA PARTE ll. 8!
w ,
ARBORE Da HGNORI aaanuvusm.
Buono 1340 . i

.95g ’SS’ PerlJ—ñ—_ffialomeo


Gilíuanni ' 455*'

*65*- QSS* l l
Paolo

l Ludovico,
Bueno. , Guglielmoſhlbetro,
, , Bemardo. Pierro,^ldobraudino, Gio:Batr. Federico, Franc. vga.
Enrico,

'Bellaia i ~

Prima eletti Battaglia .


E vn huomo ſolo poteſſe hauer cognitione del tutto , io ſarei
degno di non poco biaſimo, quando mi poneſſi à trattare del
la nobile Famiglia Bellaia, ſenza vna grande, 8t ampla noti
lía dc'Pcrſouaggi,che in tutti i tempi ſono fioriti in queſta
- , Caſa. Mà perche sò che baſta per andar lontano dalle cenſu.
. , re de Critici, l'hauer fatte turte le diligenze poſſibili: quindi
` è che prendo à deſcriuere la preſente Famiglia con quel poco
numero di Soggetti (ſe bene queſti ſono ſegnalatiſlimi) the
mi è potuto venire a le mani. lo tralaſcio quel Ino utentoua
. ì to da Giuſtino Polyerato.e Paolo nel ſecondo libro dellu
lflorte'dc Longobardi, quale fù Capita no delle Genti d' Armi di Breno inanti la ve
nuta di Chriſto 3 50. anni; ne meno parlo di quelli, che dominatono più anni la Città
di Bergamo, come ſuo terzo, Giouanni primo, Nicolò ſecondo, e Giouanni ſecondo,
quali hcbbeto titolo di Conti della detta Città da gl'Imperatori, come appare da Pri
"ilcgizqualí ſiconſeruano nel famoſo Archiuio di Milano,e da diuerſe memorie nell'
Archiuio ſteſſodi Bergamo, che ſin'oggidi ſi vcggono molto ben cuſtodite. Solo.,
[ërlando diquelli,che fiorirono in Ferrara mia Patria, cominciarò da quell’ inflitto:
apitano .
- Giouanni primo in quanto à Ferrara, e ſettimo in quanto alla di ſeendenza di ſua Fami
Jlia . Queſti ſe ne paſsò aFerrara l'anno di noſtra ſalute l 3 30, mentre le guerre Ci
` ` uili
**ó
3!- ſ 'ÌÎIQ'r/srztrr'aahGLM ì ñ.

urli t'rÎGuelfim Gibellini eranoín colmo, 6c in aiuto di quelli veniua in italia GÎÎ
”anni Re di Boemia ,- peroche eſſendo Giovanni Battaglia (così allora detto) Capo in
Bergamo della fattione Guelfa, temendo la potenza di vn Rè così poderoſo, laſciata
la Patria,preſe partito di ricouerarſi in Ferrara ſotto il Patrocinio deSereniflimi Eſten— ’ñ‘
ſi, vnico Aſilo dc fugitiui,e perſeguitati . Lo riceue' Rinaldo d'Eſie allora Marcheſe
di Ferrara con dimoſtrationi di ſtima non ordinaria, 8c eſſendoli notiſſimo il ſuo valo
re, lo dichiarò ſuo Capitan Generale nella Gaerra contro il Legato di Bologna, nel~
la quale preſe Argenta Caſtello della Chieſa di Rauena. Finita poi la Guerra, e quie
tati i tumulti. ſtando Giouanni in Ferrara al ſetuitio del Marcheſe, fù così preſo dal
ſito della Città,e trattamenti de gli abitanti, che determinando fermarui il piede,pre
ſe per mo lie Lucrezia figliola di Pietro Menaboui.- Famiglia in detti tempi nobiliſ.
ſima, dal a quale ne hebbe due figlioli,che furono Emanuele, 8t Auanzo . L’ anno
poi 1344. titrouandoſí il ſudettoGiouanni in Parma Capitano del Marcheſe Obiz
:o Vil. Eſtenſe, che in detto tempo ne eta Signore,ſù in quella aſſediato con il Mar
cheſe medemo da l' Eſercito di Luchino Viſconti. del Gonzaga, e del Conte di Cor
reggio, quali di quandoin quando gli dauanoſierillimi aſſalti, per il che fù aſltetto il
Marcheſe di mandar fuori della Città il ſudetto Giouanni ſuo Capitan Generale con
gran numero di Soldati,quale attaeando con gran brauura, e furia gli nirnicLgli rup
ein forma tale, che gli conſtrinſe a ritirarſi, reſtando in quello modo libera quella
ëíttà. ln quello fatto reſtò motto il Bellaia, ;così di poi chiamato in Perrara),& il ſuo
Cadauere mandato dal Marcheſe i Ferrara, ù ſepolto con gran pompa nella Chieſa
di S. Franceſco.- dopo il che gli fece ſare il Marcheſe la Statua, conforme l‘ inſtapofio
intaglio, quale poſe nella gran Sala Eſtenſe ſopra la porta, che guidaua alla Torte di
R icobello; come ſcriuono Gio. Battiſta Giraldi f. r ao. il Co. Girolamo Faletti f. aos.
Gio. Contrarjſ. a9 r. ſuoi Annali; Vgo Calefini ſue memorie, e ne li Elogi delli ſo
pranominati due Marcheſi Eſtenſi nella Genealogia della ſua Reaî Caſa f. a 6- at il
Rodi ſue Famiglie Nobili T. a. f. 6. Hò detto che queſta Statua fù poſta nella Sala
Eſtenſe,ſ0pra la porta, che guidaua alla Torre di Ricobello r quale non vorrei che il
Lettore eonſondeſle con la Torre de Ribelli , come fà il Guarini Comp. m0:. f. 87. il
Pigna, e d' altri, che ſi credono , chela Torre de Ribelli foſſe per corrotto vocabolo
detta di Riccobello , però che moſtrarò altroue più che euidentemente , che queſte
erano due Torri diſtinte, e diuerſe,l’ vna così detta da Ribelli , con le di cui Caſe at
terrare ra fa bricata, e l'altra ſù nominata di Riccobello. ò Rigobello, dall'Ingegnere.
come più diffuſamente montarà à ſuo luogo trattando della Famiglia Menaboui, nel
la quale di neceſſita trattarò della Torre de Ribelli , quale anche portò in diſegno.
BABÉW eiì *291.315453 ausllz di Risaëçllo, nsllz Eëxnislia Ò‘ÌÈSÎDÌL ~ " "

Ema
oz FERRAſiR'A PARTE n. ‘ 83

Eutanueleil figliolo cariſſimo à tutti i Prencipi Elienſi, hcbbe per móglie Boſchetta ſi
gliola di Emanuele Boſchetti, dalla quale hcbbe ſette figlioli, che furono
Ino,
Giliotto;
'Verde, ;aj-:j: 7 _ _
Orſola; , **SSD 5:? .455*- *Sa* i
Bellaia. _
Gio.- Giorgio, e
Franceſco. Di quelli non è mia peritia il decidere ſe fofle più eccellente Capitano, o fa:
moſo Scrittore .- Sò bene che come Ceſare ſeppe non meno adoprar bene laſ ada. di_
quello che ſapefle la penna . Fù Capitan Generale del Marcheſe blrcolo lll. e dr cui
attioni glorioſe potrà il curioſo Lettore vedere ne gl' lliorie del Pigna f. 3 32- dei Sf":
di lib. 7. nell‘anno 1 39 5. ör in riſtretto nel Guarini ſuo Comp. lſt. f. 261. quali qurur
non traſporto, per non eſſer auido `di far groſſo il volumema ſolo deſideroſo dr dat mo
tiuo de fatti di queſto grand’ huomo . L‘ anno r 39 5. che fu l' anno medemo della
guerra, ſcriſie anche l’lſiorie della ſua Patria, quali ſi ritroua no appreſſo a gli Sert-'mſ
ſimi Eſtenſi, come teſtifica Vgo Caleſini Famiglie Nob. moderne,8c l] Rod! T- 2- f- 6
Da Gio: Giorgio fratello di Franceſco vennero -
` Albertino, e
Beatrice. E Bella ia primo pur fratello di Franceſco hcbbe quattro femme che furono
Giulia moglie di Ba rtolqmeo Rugoleti -
Bartolomia moglie di Giacomo Bendedei
Tedeſca moglie di Lodouico Bendedei, e _
Gentile,che ſù moglie di Giacomo Pincerna . **53"
luo primo fratello pur di Franceſco ‘hcbbe
Veronica moglie di Matteo Beccarini,
Chiara moglie di Gaſparo Nigriſoli ,
Lu
i’ 'a- =

84. ILLVST‘RI‘FAMÌG’L'JE
..

{Locim .ñ i
;Darorca moglie di Tomaſo Leoni, _ .
' Ema nuelc ſecondo, che fù per le ſue rare Virtù molto firmato da Nicolò [Il. Marcheſe di 2F…vv,…_vr-r
Fcrra ra, dal quale fù m andato con altri per Ambaſciatorcà Ferdinando di Caſtiglia
creato da Popoli Rc di Aragona, c Sicilia circa gli anni 141 a. E
Gio. Franceſco Signorc di gran merito, e dottrina, il quale fù mandato Ambaſciatorea‘r
più Prencipi da Lconello Ma rchcſc di Ferrara, dal quale fù anche l'anno 1442.man
dato per Ambaſciatore ad EugeniolV.Sommo Pontefice, il quale gli conceſſe am
pliflirni Priuilegi à pro del ſuo Signore; 8t in ſpecie vno, co ’l quale gli conceſſe, che
mancando egli ſenza figlioli, e diſcendenti: gli altri ſuoi fratelli legitimi, e legitimati
foſſero admcſli nel Vicariato di Ferrara. Hebbc vna ſola ſigliola per nome Eufragiu, ,
quale fit Monaca. Così ſcriuc il Rodi ſue Famiglie Nobili di Ferrata T. a.f. 6.
Emanude a. hebbc .
Filippina moglie di Leonello da Sandolo,
Critiofaro Canonico, c gran Letterato,qualc fù in gran concetto appreſloi Sereniſlirni
' l . î

Florida Moglie di Girolamo Riminaldi, q ' ~"


Giouanni fecondo, 8t .
luo ſecondo quale. benche foſſe giouine, fù da Leonello l’anno rſi442. mandato per Am
ba ſciatore Orarorc alla Real Macſtà di Carlo VIl. Re di Francia,douefiacquiflà gran
Fama, e ſù ſtimaro vnodc più ſingolari Oratori, che à quei tempi haueſic l’ italia . Fù
ſlimatiffimo da tutti gli Sereniffimi Prencipi Eſi~enſi,per gli quali s'impiegò in affari
conſiderabiliſiimi. Scriuono di queſlo `Signori:. Vgo Calefini ne Nobili di Corte di
clio Marcheſe f. 3. ll Rodi T. 2- f. 6. 8t altri.
l Giouanni ſecondo hebbc
Emanuele terzo Scalco maggiore di Leonora d'Ara gona Ducheſſa di Ferrara, come no
ta ancheilGrrarini ſuo Comp. lſt. f. aór. ~
Tomaſina moglie del Conte Federico Monrecucoli . Et luo ſecondo foprancrninato la
ſciò gli quìſopranotatiſiglioli
' Agoſtino primo Religioſo dell'ordine di S. Domenico, e Soogetro ſtimatiſlimo, il qua
le perle ſue rare Virtù hebbc dalla ſua Religione cariche riiolro eminenti. ~
Emanuele quarto, chefù Paggio delScreniſſrnro Signor Duca Borſo,dalquale fù te
neramcnre amaro per eſſer giouinc, che accompagno la ſua Nobíltà con la Virtir. Riu
ſcì ſingolarifſimo nella Poeſia-,come atteſta il Rodi T. 2.f. 6.
Gio. Franceſco ſecondo prode Capitano, il quale in più volte die fa gio del ſuo valore sì
all’ italia, come ad altri Paeſi, e fù ſtimatiſſrmo da Sereniffimi Eſtenſi, per gli qua li ſù
più volte mandato Ambaſciatore Oratorc à diuerſi Prencipi, come fcriuc il medeſimo
Rodi ſopracitata .
Marco Antonio primo Dottore, e Caual-iere,í1 quale riſedè più anni in Venetia per Am
_ ' baſciatore di Ercole l. Duca di Ferrara,appreſio detta Republica,e fù dalla medeſi
ma creato Ca ualier di S. Marco . Il Rodi- T. a. f. a.
Paola moglie di Alberto Arioſti .
Alcſiandro,e .930- n55*
‘ Gio-Criſtofaro;dalqualenacquc
Gio. Franceſco terzo Padre di *55*
Gaſparo. Meſſi poi hebbc due Figlioli maſchi , quali furono
Odoardo, 8t
Annibale, dal nale nacque ..95‘,
Franceſco oggrdí viuenrc.
Aleſſandro vno dc Fratelli di Gio. Criſtofaro,e figlio d'luo ſecondo hebbc gli
quì ſottonotati figliolí, cioè.
Lucrezia Monaca . \
ñ ' i Gio.
*W
P DI FERRARA PARTE Il. 85
Gio. Battiſta,
Ippolita Monaca in S. Agoſiino , .55.
Sigiſmondo , *0550
Diana Monaca in S. Agoſiino, W .
Gineura Monaca in S. Antonio, o”.
luoterzo Gieſuita, **15* .35@
Laura, e 05;…
Giulio primo, dal quale venne
Aleſſandro ſecondo, che hcbbe gli tre ſottoſcritti Eglioli, cioè 05'30
Franceſco .
luo quarto oggidi viuente, Religioſo nella Congregatione di S. Filippo Neri; e
Giulio ſecondo Padre di , K
Franceſco ſecondo , nel qUale per la morte imma tura ſi è troncato il ramo.
Auanzo primo figliolo di Giouanni primo in Ferrara hcbbe
Nicolò. Queſti fù huomo d'ingegno eleuatiflimo,e di nobiliſſimi coſlumi adornati con
ſingolare dottrina; per le quali parti l'anno r 384. ſù in mancanza di Ferdinando Co
lonna eletto per vno de r 2. Sauij della Città, nel numero dc io.Regij Nobili, nelſe
condo [nogo nell’ ordine di ſedere doppo il ſuo Capo. Diſſi, Nobili Regij, perche il
Senato di Ferrara de gli r o. Sauij Nobili, fù dichiarato Senato Regio da Papa Boni
facio V. e da Eraclio imperatore l'anno 618. (à benche altri dicano da Vitaliano Pa
pa; coſa impropria.- poiche Vitaliano non tù creato Pontefice ſe non l'anno 6 57. ò pu
re 65 5. come vuole il Riccio”) come appare da pregiatiſſtmi Privilegi ſpediti in Fer- `
rarola da detti Potentati l'anno ſudetto . Detto titolo ſi conſeruò di por ſempre ſino
al tempo delSerenilIìmo Signor Duca Alfonſo ll. dalquale ſù abolito,comc ſi dirà à
ſuo luogo. Così ſcriuono Geruaſio Ricobaldi f. r r4. Gio. Battiſta Pigna foi. 79
Gaſparo Sardi f. 66. Vberto Giocoli f. 57.8: altri ſuoi Annali,- & il Rodi nelle ſue Fa
miglie Nobili di Ferrara,T. a. k. 6. Lalciò queſto Nicolo‘ vn figliolo chiamato
` Bartolomeo, dal quale venne
Nicolò ſecondo Padre di .
Bartolomeo ſecondo, .55, *95** .95.. ` 46503
Gio. Battiſta , ' `\
lſabella, e
Margherita moglie di Alberto della Pigna S Da Bartolomeo ſecondo nacque
Nicolò terzo qual'hebbe
Gio. Paolo primo, _ ogg@
Gio- Paolo ſecondo .' *SSD .55.. ”$50
Daniele.
Anna . *55* .gs. 45$* 49;.
Giulia, e
Paola . Daniele hcbbe
lppolito, qUale morìin Venetia' nel tempo, che (lana appreſſoquella Rcpublica per Am~
baſciatorReſſtdente perla Serenilîima Caſa d' Eſte, come ſcriuono il Rodi T. a. f. 6.
& il Caleſini Famiglie Nobili moderne f. 3.
Gig. Battiſta primo figliolo di Nicolò ſecondo, e fratello di Ba rtolomeo ſecondo,
e e .
Auanzo ſecondo; .95. _
Franceſco, .55* 49$* .550
Bartolomeo terzo;
Alberto, e ’455.
Pietro.. Auanzo ſecondo hcbbe . *950 0550
‘ Gio. Battiſta ſecondo,Padre di
Margherita ,
M Gio..
`ts 'ILLVSTRÌ FAMÌG‘LIEL
Giouanna. e
Beame . Queſti fù huomo di gran valore, e prudenza,- onde per più Prencipi ſi adoprò
con l’ Armi. e tù vno de più ſingolari, e ſtimati Capitani, che a' ſuoi tempi haueſie l'
ltalia, c da Sgreniſlirni Eſtenſi fù con decoroſo cariche tenuto appreſſo di ſein ſtima_
non ordinaria,- come teſtíficano Vgo Calefini ſue Famiglie Nobili moderne f. 3. ör il
Rodi T. a. f. 6. -
Alberto figliolo di Gio Battiſta primo hebbe
lppolito, e
Nicolò quarto, detto il Pigna, huomo celebre, e ſlimatiſlimo da tutti gli Prencipi per li
quali a‘ loro prò s' impicgò in diuerſi affari di gran conto . ne quali riuſcì con infiniti
onori; come appare da moltlffiml Príuilegi, quali ſi conſeruano appreſſo la medeſima
Famiglia. Di queſto Signore ne ſcriue Vgo Caleſíní f. 203.Girolamo Faletti t. 2 3,.
ſuoi Annali, 6t il Rodi ſopracitata; come anche il Guarini ſuo Comp. lſt. f. 261. nel
quale dice che fù Scalco favorito del Sercnillimo Signor Duca Alfonſo ſecondo.
Auanzo ſecondo hebbe
Giouanni , *es
Pietro . 055
Ercole , *55*
Gio. Battíſta,e *55*
Franceſco Padre di 46$*
Coſtanza . OSS*
Da Pietro primo figliolo di Auanzo primo vennero
Antonio, e *SS*
Gaſparo, dal quale nacquero
, A ndrea huomo molto eſperto nell ’armi ;
Pietro, che morì in Parigi, mentre riſcdeua à quella Reggia per Ambaſciatore de Sere
;íflimi Efienſi, come atteſta il Calciîni Famiglie Nobili moderne f. z. 81 il Rodi
. a. f. 6.
Ercole gran letterato, qUale ſù in gran concetto alla Corte di Roma , Br à Sereniffimi
Eſtenſi, e ſù Canonico della Cattedrale,come appare dall' A rchiuio della medeſima,
e lo teſtiſica il Rodi ſopracitato; e '
Gio. Paolo Dettore Leggiſta, qual'hcbbe otto figliolí, che furono
Gio. Paolo, ‘ CGS*
Sigiſmondo ,
Gaſpare. *63D *055* *SS*
Burga , da”
Andrea, *oe-So- ogg* e
' Girolamo . *Sè* ì*
Franceſco,e *SS*
Gio. Maria,Padre di 0450 **55* 05$*
Daniele , e
Lorenzo,qual hebbe **65*
Angelo,chc fù Religioſo . Franceſco ſudetto hebbe
Gio. Battiſta ,
Giulia , “59* *Sé* *550 aes»
Margherita .
Ludouica, e
Tadea. Da Antonio figliolo di Pietro primo nacquero
Baldiſera ,
Marco , *SS* W OSS*
Verde, e
Pietr0,che [rebbe due figliole femine, quali furono
Onora
1
D] FERRARA PARTE [I. 87
Onorata moglie di Aleſſandro Metteli,
Vi {ina moglie di Erneſto Biondo . Verde ſudetro hcbbe ..55*
Paula Monaca in S. Gabriele , -
Catterina, che morifanciulla,
F…?P°› e aes* *séc- ora»,
Deodaros dal quale diſceſero
Girolamo ,
Lucrezia moglie di Alfonſo Proſperi , **$50 055,
Chiara Monaca in S. Antonio, e
Deodata pur Monacain S. Gabriele, Filippo fratello di Deodato hcbbe
Aleſiandro , e 495.,
Pietro Antoníosda Aleſſandro venne '
Gaſpare Padre di
Ercole, e da Pietro Antonio nacquero quattro figlioli cioè 055*
Filippo , ‘
Alfonſo , _
Battiſta, 8c
Aleſlandro. Marco Egliolo di Antonio primo,hebbe vna ſola figliola chiamata
Ricciarda , e Baldiſecailfratello hcbbe
Giovanni ,
Antonio , ..959.
Lucia , .255* .55.. ‘ *0550*
lſabella,e
Filippo . Da Giouanni nacquero
Lucrezia Monacain S.Gabriele , 8c .55a .<35.
Antonio Padre di
Ceſare. dal quale vennero ' "95*'
Aleſſandro ,
Ercole , .55°. ‘S5’ 465**
Lucrezia ,`
Teodora , 8c **55*- 4’550
Antonio . Filippo figliolo di Baldiſera primo. hcbbe
Gaſparo R ciigioſo di .S. Domenico gran Letterato, Teologo, e Predicatore, quale m0
ri in concetto di Santa vita .
Margherita moglie di Bartolomeo Guarnieri, e
Girolamo,- ilqual hcbbe ogso 955*.
Catterina ,
iſabella , 8:
Annibale, ,i . .055*- Oîëñ 065*, .425*.

Ma AR
88 ILLVSTR] FAMIGLIE
ARBOÉFÎDE SlGNÒRI BBLLMA.
Giouanni Primo in Ferrara nel r 3 30. .55.
1-— —-——--———-—‘
‘55* Auanzo r. Emanuele r.
Nicolò Pierro—r. Ino :Franc-r, 1395. BcllaraC-Gro.Glorg.r. Grlrorro LVerdcOrlola
*-~--l l-'l —'—""*-’l‘.—'* "'l l***— ‘*'*’_ .
Bartolomeo Amomo r. Gaſpare Emanuele LVcromca Gran-an. i Albcmno 1. Bmrrce
l l l l
(“J le—-r——-—rr-l— --—I
Nicolò l“~'l*-"*"—l~—-l l [Eufragra
Pietro, Verde-,BalmLMalrco Chiara Lug. 1 Dome; Angel;
l . l .
Onorara Vrfina l Rícrarda i Lñ——--_-—__.-) l
——
~————- 'Ì ' l —_[—-—- l. .
l"""*l*"~'l*--l'*""*'~‘**[----[_ . Gentile, Tedeſca,Borrolomca, Grnlu
Filippo,Glro: Am. [ſabclla, Pierro, Luc” `

Antonio,l.ucreriz
l——~[—~-~{ luo 1.610: z.l=ilrppa Florrda D-Crrſtofaro
Baldíſcra z. Ceſare, Ercole l l
l l l
*’ló—l-Î-l--l l l
Ant-Alcſſand.Lucrcrra,Tcodora,ErcoIe l l
1-—1-~-- -~——-] l Emanuel, Tomaſinz
Gaſpare Girolamo, Margarita l
l l‘
l l
l-**l'f'ì—l. l"— *"Îl—'Îl——l—“-')
lfair-‘lla‘, Caterina, Annibale Alelſandro,Gro:Cnſtofar-o, Paola, . |
' l l Marc' Auromof'ì
P*** "T—'— —'—l l Gio: Franceſco Glo:Francclco,
Paola. Carema, Filippo, Dzodaſo l l hmnuele,~
‘ | l Gaſpare Agomnofl’
"” **'l l l l
Alcſsandrc, Pierro Antonio › l Annibale, Odouardo
l l [
l""‘l ..lì-"l—l—-l l Franceſco oggîdiviuemc.
Gaſpare. Pulp-Allen.Barr.^leſsand. ſ--ó—-ñ—ñ l
l ` "- *—l—- -—-- **l—**fl—'î
Ercole l Laura,luo 3.Giulio r. GincurzGíncura, Diana,S›g”m(Ìgo 1
—-—- — -ñ—ñ—ó “a"
Dcodara Chiara Lucia Girolamo l l Gio: Bernie-a.).
r Alclrandro Lucrcml

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Franceſco, Grulio, luo víuenre
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I Franceſco rn cm c mancato rl Ramo .
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Gilo: Paolo, Andrea, Prcrro, D. Ercole Canonico.
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Fianccſco, Girolamo, Gio: Paolo, Andrea, Gaſpare, Sigiſmondo, Gro: Maria.
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—-—.- ——-`—ñ …ó— -_—- [———

Gio: Barriſta, Tadea, Lodouica, Margarira, Giulia. Daniela, Lorenzo.


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Angelo.
GimBarriſta, Bartolomeo, lſzbclla, Margarita

Avanzo, Pierro, Franceſco. Barrolomco, Alberto. Nicolò


- ` ”M l —— —-— —-~—
Gio: Bau. Gro: Prerro, Ercole, Franc- Nlcokî. Ippolito. Daniele, Gio:Paolo, GimPaolo, Anna, Giulia, Paola.
' dcrroi j ,
'l Coflanza. Pigna. lppolíro.
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Beatrice, Margarita, Giovanna.
“zz—cui
DIFERRARA PARÎEIL‘ , 89

dhbuoni:
Ra le Famiglie Romane, che circa gli anni 300. paſſarono alla j
Frara,c0me gia diſſi negli Ardouini, & altri, vna fù quella de
SignoriBcllibuoni,comc narrano le Storie di Ferrara . quali
atteſtano che queſta Caſa fù vn Seminario fecondo d' huomi
_ - ni illuſtri. che reſero glorioſa la Città di Ferrara . lo hò tatto t
-' ogni poſſibile diligenza per trouare quei primi,che da Roma
paſſarono alla Prata , e gli ſoggetti ſegnalati,che viſſero sì in
eſſa,c0me in Vico~abenza . ma fin’ora non hà hauuta la For
tuna di trouare alcun perſonaggio in detti luoghi, trattorie
ſolo
Anaſtaſio Primo. Conſole di Patria Romano, quale gouernò più anni la Città di Vico
abenza con totale ſodisfattione del Popolo, onde fù dalla medeſima tenuto in gran..
ſtima,non tanto per la ſu`a Nobiltà,& immenſe ricchezze,quanto per i ſuoi Ottimi
coſtumímome ſcriue Filippo Rodi T. p. f.a. Di coſtui io non hò trouato figljoli, ne
altri di ſua Famiglia ſino alla nnoua Città di Ferrara Ciſpadana, nella quale vi fù
Oddo primo,quale fabricò l‘ anno 705. vn magnifico Palazzo ſopra l'angolo, che for
maua ilLago Maria, dalla parte ſuperiore della Citta,& h’ebbe carica di Conſole nel
la medema, conforme atteſta Geruaſio Ricobaldi ſuoi Annali f. 6.
Pietro primo, il Figliolo affaticò molto per la Santa Fede Catholica, e riduſſe il Popolo
di Ferrara ad eſſerne tutti veri Chrifiianls ſtante che ſino a quel tempo v'erano di
quellí,che adorauano la Statua di Saturno, altri altre Statue, & alcuni tenevano di.
uerſi riti, conforme gli Pa eli, da quali erano venuti. Operò tanto Pietro con la ſuL..
diſinuoltura,prudenza, e zelo, che tutti ſi riduli'ero alla Catholic:: Religione,e quel—
li,che vollero ſtare oſtinati, furono tutti cacciati dalla Città . Furono di poi fattu
molte regole per mantenere queſto Santiſſimo-operato. e mediante la buona diſpoliñ
tione di Pietro, Ge altri. ſiconſeruò dipoi ſempre incorotra la .Santa Fede in Fcſſa~
ſa. Geruaſío Ricobaldif.6.Gio.Contrari f. 26. Vicenza Rodinelli f.4r, a: altri lo
ro Annali.
Raginaldo, 8c ` Fratelli,e Figliolidi Pietr0,comeappare dal Libro de Nobili f. 16.
Oddo ſecondo Lettera A furono mandati l’anno 800. dalla ſua Patria per Am
baſciatori Oratori à diuerſi Prencipi. giuſta l' atteſtato di Filippo Rodi T. p. f. 12 6. .
Pietro ſecondo, Figliolo di Raginaldo come coſta dal ſopracitato Libro de Nobili f. a r. I

`

ñ

90 -lLLVSTRl FAMIGLUE
ſùÌÌndato dalla ſua Patria per Ambaſciatore à Benedetto Ill. ſommo Pontefice l'
anno 855. di doue ritornato hebbe la Carica d’vnode :2.Sauij Nobili della Città.
onore ambito da più ſingolari Signori,comeſí dirà à ſuo luogo. Geruaſìo Ricobaldi
f. 69. Gio. Contrari T. p. ſ.7r.ſuoi Annali . -
Anafiaſio ſecondo,il Figliolo, doppo la morte del Padre, che ſeguì l’anno 906. hebbe
la medema carica ,etù più volte mandato per Ambaſciatore à diuerſi Prencipi per af
L
fari importantiſſimi della ſua Patria , onde ne riporto-onori ſegnalariſlími. Fù huo
mo di così ſingolari talenti. che pochi hebbe à quei tempi, che l'aguagliaſlero, e per
eſſere amoreuoliſſrmo verſo gli ſuoi Concittadini , ſi acquiſtò l'affetto vniucrſale del
Popolo . Gio. Contrari T- p. f. 103. 8t il Rodif. r 2 6.
Raginaldo ſecondo,il Figlíolo impugnò l’armi più volte per la Patria, per diffender la
quale vi laſciò la vita, come na tra Filippo Rodi f. 126,
Pietro terzo, il fratello riuſcì vno de più inſigni letterati, che à quei tempi haueſſe l' [ra
lia . Fù mandato dalla ſua Patria à confini dello Stato ad incontrare Ottone Impera
tore,quale condufleàFerrara l'anno 973. riceuendone molti onori, e regali.- ll me
demo Rodi f. :26.
Ottone primo. ilſigliolo nacque mentreilſudetto imperatore ſi ritrouaua in Ferrara .
dal quale fù con gran pompa tenuto al Sacro fonte batteſimale, onde l' imperatoru
volle, che dal nome proprio ſi chiamaſſe Ottone . Il Rodi f. r a 6.
Pietro terzo, il Figliolo per le ſue rare qualità fù l'anno 1021. creato dalla ſua Patria
vno de :2. Sauij Nobili, nella qual carica ville anni 2 a. operando ſempre con ſommo
ardore à beneficio, 8c vtile della Patria. Il medemo Rodi f. r 2 6.
Ortone ſecondo il figliolo fù molto caro alla Conteſſa Mathilde. quale lo preſe in ſua
Corte con cariche onoreubli, valendoſi ſempre de ſuoi Conſegli. Filippo Rodi f.: a 6.
Tomaſo primo. il ,Figliolo fù giouine di gran coraggio , & eſpertiſhmo nel meſtiere
dell' armi. Mentre che gli Argentani,e Rauegnanil'anno r 137- erano venuti a'dan
ni di Ferrara, fù Tomaſo eletto Capitano del Popolo di Ferrara, onde laſciando gran
parte dell'Eſercito :ì combattere con detti Collegati,andò in perſona con l'altra par
te ad attaccare-Argenta medema, e trouandola poco prouifla. doppo alcuni aſſalti la
preſeadi r7.Aprile,eli fece dare il fuoco, onde reſtd tutta abbruggiata : Mà Toma
ſo reſiò feritoin forma tale,cheil medemo giorno mancò di vita, giubilando però
ſempre di morire doppo la total deſtrurtione de ſuoi nemici. Gio. Contrarj f. r r 5.
Giouanni primo, il Fratello Capitan Generale del Marcheſe Rinaldo d' Elle, ſù dal me
demo mandatoà Rouigo, quale era (lato accupato à Ferrareſi dal Veſcouo d‘ Adria,
onde arriUato Giouanni con l'Eſercítol’anno r 155. ricuperò valoroſamente il per
duto, e neceſlitò gli nemici ad vna vergognoſa ritirata . Filippo Rodi f. r 26. Queſti
hebbe vn figliolo chiamato
Otrone,che ſù il terzo dital nome, ma altra n0titia di queſio non ſi è trouato, ſe non che
fù Padre di
Tomaſo ſecondo, come atteſta Filippo Rodi f. 1 25. dicendo che Tomaſo figliolo di Ot
tone terzo ſù quello, che ruppel’armarade' Venetiani l* anno 1230. mentre era ve
nuta ad impedire la Piera di S. Luca. Il medemo Scriue Gio. Contrari f. 2 20.
Ottone quartoilſiliolo fù (Iaualiere potentiſſimo in Ferrara, e fece fabricare vn nobi
liſiimo Palazzo nella parte ſuperiore della Città,fabríca delle più riguardeuoli, e con
ſpicue,che foſſe in que’tempi, quale dall' orribile, e'ſpauenreuole Terremoto, che
ſeguìin Ferrara l’anno 1285.adi 15. Settembre reſtò ſino da fondamenti demolito
con altre infinite ſabriche, con ſpauento vniuerſale del Popolo. Vgo Caleſini f. r r4.
GirÀ. Coptrarj fiayr.Gíacomo da MaranoT. p. f. 175.Gctuaſio Ricobaldi f. 219.10
ro nna r.
Giouanni ſecondoìlfigliolohebbela carica di vnode tz. Sauij l’anno 1327. e riuſcì
così perfetto Oratore,che fù ſtímatíſſimo, da molti Prencipi . ll Rodi f. 126.
Tomaſo rem: detto Tomaſíno fù Capitano del Marcheſe Nicolò` il. per il quale con in
'finita
DI'FBKRARA PARTEIl. M

9] i
finita ſua gloria diffeſe più anni il Caſtello di Carpi. come ſcriuono Giacomo da Ma- .<
:ano T. 2°, f. zoo. e Vicenza Calza f. 300‘. Onde fù creatofCaualiere l' anno 1342.‘ H
come ne fa fede Cherubino Ghirardazzi lſt- di Bologna f. z r a .
Giouanni terzo il figliolo Caualiere ricco, nobile,e di gran dottrina, e però ſtimatilii.
mo da tutti gli Prencipid' italia; fit mandato dal Marcheſe Nicolò III. d' Elie Signo
re di Ferrata, per Gouernatore à Parma circa gl’ anni x 3 9 3. qual Citta‘ gouernà con
gran prudenza, 8; applauſo vniuerſale di quel Popolo. Filippo Rodi ſopracitata. '
Sin’ora altro di queſta Famiglia non hà trouato, e ſe bene molti mi hanno alierito, che a
liBellibuoni,che viuono oggidì nel Ducato di Ferrara , ſono della medeſima Fami
glia,ad ogni modo per non hauerne altra certezza, che di parole; hà ſtimato più con
ueniente il far punto, che pormi in impegno di ſcriuere ſenza ſufficiente fondamento. 1

ARBORE DE SlCNORl BELLIBVON!.


{è Anaſtaſio Primo circa gli anni zoo. \ä›
\
Maira-ma rum' gli' Fuſina-1gg' ſino al 700.
eg Oddo Primo ’ {ga
-i-Lz ` Piel'tro r. ga
+2; Rilginaldo lr. Oddo a. è}

Pieiro a. ga- ‘i
{a Anlaflaſio a. eg* ~ {a
Ragiualdo a. Pierro 3,. **33a
l
Ottone 1. ` i .
l .
*2% 4%} Pietro 4ñ~ è} ad i;
l
Ottone z.
*55*
Tori-raſo r. Gi'ouanni a.. g.;
Otione 3. l
Tor'naſo a. *gag *Bè-3+ *BBQ
Ott'one 4.
Gio'uanní z. agg—3* *BB* - *PBS*
Toinaſo z. detto Tomaſino
Giouauni 3. @Se _ *La-3* e}
pz [LLI/STR] ”Eluana

Bendeder .
E l'altezza de’fatti di vna famiglia richiedelle eſſentialmen
re la ſublimità di vna penna, che foſſe valevole à nobilmen
te dclcriucrli, io confeſſo ingenuamcnrc la Verità. che in me
- i non è ne facondiame a rte, per teſſere degni encomij alle glo
' ' tie della nobiliflima famiglia BENDEDEl: Mà perche sò.
' che anche nella Pittura ſi ricercano neceflariamentcl'ombre
per fare via più ſpiccare la viuacità‘ de colori, quindi è chL)
animato da quc’üa nobile profeſſrone,mi ſon dato à credere,
che dalla negrezza de miei inchioſtri , _nella comparire lo
‘ì q _ ſplendore di vna famiglia, che pu`ò giuſtamcntc arrogarſi di
cnc": ddl‘ P'P anflcbcm nobili,che mai allignaſiero in Ferrara, giuſta l'atteſtato di
numeroÌSCſlflofh lſà quali Filippo Rodi ſnc Fàmiglic nobili di Ferrara T. p.lib. r 5.
f: ² OO-dçlo- Bai…“ Giraldi L45. Vicenzò Calza L9. ſuoi annali. Qucſti _fanno men
rronc l
Bcndcdio Bcndcdei huomo molto nobile,e che alle ricchezze haucua accopiata la ſcien
z:. per le quali qualita` fù ſtimariſlimo dal Popolo di Fcrraiola, dal quale l'anno 6,08.
fil_ mandato per Ambaſciatore á Papa Sergio, acciòl'auuiſaſle delle continue mole
lirea che ſentiuano da Bologneſi, Rauegnani,& Argenrani, c ſupplicaſle ſua Santità
dl aiuto. Il Pontefice non ſapendo qual temperamento pigliarc rn queſto diſordine. fl“
—É
c0" d'okíì 8c arnorcuoli parole conſigliò il Bendedei,che perſuadclle al Popolo il pal'.
ſaggio del fiume Pò, che in queſto modo ſi ſarebbero ſottrati à gli aggra uij. Di que
ſie parole poco conſolato il Bcndedei, che conforme al ſuo deſiderio li ſiimaua ripor
tate fumo almeno di gente per fat tal paſſaggio, atteſo che gli nemici erano molto po.
tenti, ſe nerrrornò alla Patria, e narrò al Popolo quanto haucua operato con ſua Sa n
rità,conſíglrando in vno iſtello tempoli principali della Cittáà farricorſo à Vitali-2.
no Signore di Padoua. Andò adunque egli ſtelſo à Padoua, e pregato che hebbc Vi;
taliano à nome della ſua Patria acciò le preſtaſſe aiuto, nc riportò il bramato intento;
pero
4—_
` :—
DI FERRARA PARTE l!. 93
peroche moſtrandoſi Vitaliano cordialiſſimo verſoi Ferrareſi, mandò in ſuo aiuto il
Conte Acarino d' Elie ſuo Capitano con buon neruo di gente sì à piedi, come a Ca`
uallo . Arriuato che tù detto Conte à Ferrarola,econſiderato il luogo doue era , pa ſ
sò poi anche il Pò à conſiderare doue gli Cittadini voleuano paſſare . Viſitato adun
que rna turamente il tutto, conſigliò il Popoloà paſſare il Fiume; onde alli r 5. Ago-i
ſto dell’anno ſudetto, giorno dedicato all'Aliuntione della Beatiſſrrna Vergine paſ-l
forno tutti il Pò nello ſpuntar del giorno,ſopra dim ponte fabricaro sù groſliNauigJi,ì
e ſi poſero ad abitare ſopra vn' altura diterreno cauſata dal medemo fiurn e, quale ſla
ua anneſſa con altre,mñ in diſparte, 6t era prima abitata da diuerſi peſcatori, che
Vl haueuano molti caſoni di canna per loro commodorcomç ſi vede dal qui oltrapoſto
IncaslioaòDiſcsnQz """ ì ’ ‘

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ILLVSTRÌ FAMÌGLIE
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Dl FERRARA PARTE 11. 9;


Queſte vili abitationi furono adoprate da _molti Signori per loro palaggi,ſin tanto che i
cominciarono a‘ fabricare con ogni diligenza . Detta altura era circondata da diuerſei
valli, e condotti . chc in più parti la diuideuano; llehe non piacendo al Bendedci,i
ne volendo perbuoni riſpetti,cheil Popolo ſlaſſe diuiſo,fece condurre gran quanti-
tà diSabione, e lezza in diuerſi-Condotti, facendoui vna ſirada, c'ne poi fù chia
mata la via de Sabionis Alpreſentequeſta ſtradaè il Ghetto, eparte della ſtrada,
che chiamaſi il Saraſino. ln breue tempo ſi fecero gran Caſe, e Fabrichc in ogni
genere riguardeuoli , gareggiandol‘vnl'altronella magnificenza de gli Edificij; e'
perſicurezza del loco determinòil Popolo di erigere due Caſtelli, l'vnó de qualii
chiamofli Caſtel d'Alto. e l'altro de Corteſi . L'anno poi 702. vedendo il Bendedei,i
e gli altri Nobili, che la Città ogni giorno più creſceua,non meno in numero di fabri
che , che di abitanti, concluſcro dl fare vn'altra ſtrada più bella,longa.e diritta, qual
fecero pure conlezza, e ſabione. del Pò, chiamandola la Via‘. In queſto medemo 'grande
anno adi "al. Agoſto paſsò da queſta à miglior vita il ſudetro Bendedei, che ſù da
tuttoil Popolo teneramente pianto, pereliere Raro ſoggetto in ogni generequaliſi
caro, & in particolare liberaliſlimo verſo poueri . Adi a 3. detto ſu portato il ſuo ca
dauere nella Chieſa di S. Maria di Vado da lui molto ampliata,con l'interuento di tut
tele perſone nobili, e concorſo di Popolo numeroſo,- dt iui le furono fatte onorariſiime
-'7t,,, eſlequie. Laſciòil detto Signore quattro figliolihauuti da Gineura Auogari, cioè
Giouanni, Giacomo, Paolo , eStefano. Di tutto ciò ne fanno fede Peregrino Pri.
ſciani ſue Collettanee Iſtorie T. p.lib p.f. r4. Giacomo da Marano T. p. lib. p. f.
27. Vicenzo Calzaf. 6..Gio. Battiſta Giraldi detto il Cintio f. 45. Vberto Giocoli
f. 5. ambi ne ſuoi annali.
Giouanui ilſigliolo fù ſoggetto così riguardeuole per il ſapere accompagnato dalla...
Nobilta,che merito eſſere antepolioa gli altri Nobili, da quali Vniti co 'l Popolo fù
acclamato per capo de dodeci Conſoli,cosi in detto tempo chiamati,- l’ incombenZa
del qUale era di aggiuſtare le liti,che inſorgeuano tra li Nobili,& anche ignobili, di—
fendere le Donne Vedoue,e Pupilli,e caſtigare gli adulteri con gran ſeuerita‘ . e ti
gore. Doppo di hauer maneggiata detta Carica lo ſpatio di anni 4. con prudtnZa
non ordinaria,m0ri adi zó. Ottobre 706. come atteſta Giacomo da Marano Tom. p.
l libr. primo f. 29.
Ì lacobo il fratello vedendo eſſere creſciuta la Città non ſolo nel numero de gli abitanti,
ma anche nella ma gniflcenza delle fabriche,c0nſigliò gli Nobili a fare vn Ccnſeglio
con numero proportionato di Cittadini così Nobili, come ignobili, purche foſiero at
ti, dr intendenti del gouerno; per il che ſi liabili vn Conſeglio di trecento, e più Con
ſiglieri.quali haueuano facoltà di creare gli Conſoli,e determinare altre coſe concer
nenti il bene commune della Patria,e radunati la prima volta l'anno 706.adi 30. No
uembre,dccretarono che in vece di dire dodeci Conſoli, ſi diceſie dodeci Sauij, de
quali nel medemo tempo fù creato Capo il ſudetto lacobo con allegrezza ,, e giubilo
vniuerſale. il che fù amareggiato dalla morte del medemo, che ſeguì doppo ſei meſi.
Tanto norano Peregrino Priſciani ſue Collet- lſi. T.p. lib. p. f. r 5. e Giacomo', da Ma
rano T. p. lib. p. f. 29. ſuoi annali .
Paolo il fratello perle ſue ſingolari Virtù, e dottrina fù_ dal Popolo, e di poi dal gran...
Conſeglio dichiarato Capo de dodeci Sauij, in luogo del defunto fratello, per il che
applicando alli biſogni della Patria,& oſieruando che il Pò di quando in quando con Î
le ſue inondationi apportauadanno non ordinario sìalla Città. come a buona parte;
del Territorio. ſlabili cö conſenſo de dodeci Sauíj, e di tutti gli Nobili,e Conſiglieri,I
adi25.Mar20 709. giorno dedicato alle glorie di Maria Vergine, di far fare gli ar-í
gini alPò,ediuiderlo in due rami,|’vno dequali andaſie a Volano, e l’altro _verſo
Argenta. Quella operationeſù fattain quattro anni, principiandoſi li ao. _Giugnoi
annoſudetto. e terminandoſi li 8.Settembre 7r 3.giorno conſacrato alla Natiurtà di!
Maria Vergine. Vedendo ilBendedei che con rale operatione ſi era acqurſtato mol
Na ‘0
96 lLLVSTRl FAMZGLÌE
:o paeſe,che già primaeta dall'acqueoppreſſo,&inutile,& allora era in poſſo, di,
poter porſi a coltura, riſolſe di diſtribuitloà gran quantità di Nobili, e perſone ricche
acciòlu bonificaſieromnce per eſſere il terreno paludoſo,e graſſo. riuſcì ſerriliffimo,
per il che in brcue tempo lipopolò, ercſe ricchezze immenſe sì à quei luoghi( come
a tutta la Citta . Di queſtonobil ſoggetto mi conuienequi far punto alla narratiuLa
delle luceroiclreattioni. quali furono deſcritte difuſamcnte da Vicento Calza ne
ſuoiannalrf. ”.per ſparſo di cinque anni continui. che ſcriſſe delle coſe occotſe in
Ferrara; Ma per eſſere laceratele Carte per ingiuria del tempo. e dell'acqua, in -
guiſa tale che aſſolo roccarleſi riſoluono in poluere, e l' inchioſtroè totalmente ſco
loriro,quindi naſce che ſono necc ffitato à tralaſciare il reſtante della Vita di quello
bignorc , laquale con qUalche difficoltà ſi vede,che terminò li 7. Genaro. Laſciòrre
figlioli hauuti da Giouanna Guramonti figliola di Giouanni Guramonri, e quelli fu
rono, Gioua‘nni, Giacopo, e Bianca. Ciò viene aurenticato da Vgo Caleſìni f. 4.
Gio.C0ntrarj f. 37. Vbctto Giocoli f. 7. Paolo Sacrati f. z r. Giacomo da Marano T.
p.lib-p.ſ. a9.Vicenzo Calzaf. ro. u-ſttoiannali, Percgrino Priſciani ſue Collct.
Iſhf. 18.
Giouanni ſecondoilſígliolo per eſſere ſoggetto ſiimariſſimo dalla ſua Patria, doppo la
morte del Padre,meritòbenche giouane,chelc foſſe conferita la medema carica di
Capo de dodeciSaujl'anno 738. adi 4. Giugno in giorno di Giouedi. Vedendo
-adunque con quanta aliegreZza era ſtato acclamato dal Popolo per ſuo .Capo. diede
principio ad' vn gouerno molto nobile, applicando non ſolo agli biſogni della Citta',
ma anche di tutto lo Srato,facendo nooue leggi, 8t ampliando gli btaturí . Viſitò di
- poi tutto lo ſiato. prouedendolo di quanto le ſaceua biſogno,in particolare di Chie
ſe, e Sacerdoti à quei popoli, qua ſi per eſſere lontani dalla Città, erano privi di VD.:
ta nto bene. L'anno poi 7 3 9. adi 24. Aprile ſpedi à nome della Patria per Ambaſcia
tore Bonifacio Buccbimpani a Pa pa Gregorio lll. per diuerſi biſogni della Città, dal
- quale cononoririceuuto, ne riportò anche numeroſe gratie, ſtà le quali {ù di poter
fabricare Chieſe,& Oratorij,& introdur Religioni, per potere eſſatamentc pratticare
il culto diuino. L'anno medeſimo adi a7. Agoſto fece dar principioalla Chieſa di S.
Retna no,quale fù fabricata in quattro anni,e rerminara,con conſenſo del Pontefice,
vi poſe ad habirare alcuni Monaci Caſſinenſi di S. Benedetto Religioſi, ne quali gat
reggiaua la Sanriràdella vita con l'elquiſitezza delle ſcienze, affignandoli entrate
ſufficientiſſi‘me per ſoſtcnerſì onoreuolmenre. Fece parimente ſ’abticare la Chieſa di
S-Biagio nella parte occidentale della Città,& anche la Chieſa detta S. Antonioi
Vecchio, la quale con conſenſo diPapa Zecharia conferi l‘anno 742. adi 25. No-t
uembrealliRR.PP. dell' ordine di s. Antonio di Viena,Religioſi di gran bontà , el
ſanti coſinrni . vFabricöanche altre Chieſe,& Oratotij.i nomi de quali laſcio nella
penna per non hanerne le ſufficienti giuſtiſicationì. Doppo di hauere abbellita la_— l
C ittàcontnolte fabriche riguardeuoli,efarta la nobiliſlima Piazza del Commune,
comeanche il Palazzo della Reſidenza de r a.Sauij della Citta‘, allongò, 8c allargò
la Città medcma Verſo Ponente ſino ſopra ilPò, di ſopra à Caſſel d'Alto, verſo il
Porto maggiore, nominato di poi Porto S. Biagio. Doppo queſto fece ancor fabrica
rc diuerſe Nobili Ca ſe,e luoghi delitioſi di là dal detto Pò ſopra ad vna grand'llola.
quale ſi eſiendcua in faccia alla Citta‘,eſſendo di vna ſteſla longhezza, e i'abbelli non
ſolo come ſi è detto di Caſc,ma anche di Palazzi, Chieſe,& Oratotii. con molti giar
dini , il che tutto rendeua maeſtà , -öc allegrezza. Eſſendoui pure vn'altra lſo- '
letta bagnata all' intorno dal Pò. nella parte occidentale di Ca ſiel d’Alto, tra la pun
ta della Città,e dell’ lſola ſudetta, qual lſoletta fù chiamata l' iſola del Sole ( che in
progreſſo di tempo per la depoſitione del Pò verſo Ponente, riduſſe quella parte ina
bile alla Nauigatione) il Bendedei conoſciutala per luogo delitioſo , e nobile, l'an~
no 754. fece dar principio ad tm ponte di pietra cotta diquatrro archi,quale attrauet
ſana il Pò ſopra il Porto S. Biagio. e ſi coniungeua con detta lſoletra del Sole . il che
....7_ _..

termi
I

DI FERRARA PARTE Il. 97


terminato, vi fece fabrieate vn Reggio palazzo nel mezzo con due facciate belliſſime', z
l'vna delle qualitigmrdaua ilmezzo giorno. e l’altra il Settentrione, con diuerſi;
giardini all' intorno. e nobili fontane , riducendo queſto luogoa tal perfettione,che
id ſtimato Vnode'più delirioſi,cheà queitempihaucſiel'lralra; il qual loco fù poi"
chiamato da Sereniliìmi EſtenſiBeluedcre,di che alſuo luogo farò mentione - Ri
dotte lc coſe della Città àtal perfettione, ne fece il Bcndedei il dillegno, con animo
di circondarla dimura pigliandodenrro l’Iſola all'incontro alla Città. vacciò che il‘
Pòli ſcortelie permezzo,con penſiere diridurre la ſopranominata [ſola del Sole'in
fortificatione,acciò difendeſſe la Città da quella parte. Etellendo dalla parte di ſor`
to didetta Città verſo ilCaſiello de SignoriCorteſ, vo luogo chiamato la Pioppa,
qualſtaua-nel mezzo del Pò nel ramo, che và à Volano, in forma di vn triangolo, vo
_lea pur queſto ridurre in Porte-12a, per difendere anche da quella parte la Città; ma
la morte inuìdiol’a di tante grandezze di Ferrara, tro-ncò il ſilo di ſua vita l' anno 768.
adi 34.. Ottobre, per il che mancata l'opera, ne reſlò ſoloil diſiegno, che di preſente
ſi vede negli annali di Gio. Contrari f. 3 9. il quale ſi e filmato degno di farne far l’
lntaglio, e porlo nella ſeguente pagina . Laſciò qUattro figlioli hauuti da Laura
Guizzardini nobile Bologneſa,cioè Timoteo. Paolo, Giacomo, 6c Alberto. Tanto
ſcriuono Viceuzo Calza f. 39. Giacomo da Marano T. p. lib. p. f. a 9. 30. Gio. Con
trarj f. 39. e 40. Gio. Battiſta Pigna f. 73. Mario Equicola f. 6. Vberto Giocoli f. a 5.
ſuoi anoali. Peregrino Priſcianiſue Collet. lſt. T. p.lib. p. f. 29. Filippo Rodi ſue fa
miglie llluſt.T. p.lib. 2. f. 39. '

*"— . i Car”—
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ILLVSTRÌ FAMIGLIE

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Dl FERRARA PARTE”. i 99 ì 4—

Giacopo ſecondo il fratello ſoggetto ſegnalatiſiimo così nell' armi, come nelle lettcrcfll , ~
ſtimatiffiino dal Rò PZPÎDOz (1111116 doppo di hauctlo tenuto più anni alla ſua Corte, lo i v
dichiaròſuomaggiot d’buomo,econoſccndolo di gran giudicio lo mandò l’ Anno
7 3 5. con altri per Ambaſciatore Oratore allaSantità di PapaZacharia,acciò con la ſua
autorità lo confermaſie nel Regno di Francia. ll Pontefice non immemore de benefitij
riceuuti dalla Francia. e dell' antica beneuolenza, che era ſempre nata tra li Ponteſici‘
paflati,& i Prencipi di quella gra n Fa miglia.riceuè con ſommo onore il Bendedei con i
gli altri Ambaſciatori , à quali conceſſe quanto addimandauano . Ma mentre il Ben
dedei voleua partire dal Pontefice per ritornarſenc in Francia al ſuo ſourano,fù impro.
uiſamenteaſsaiito da vna febte maligna , che in meno di due giorni lo priuò di vita,
non ſenza ſoſpetto di veleno; onde con ſolcnniſlima pompa fù ſepolto nella Chieſa di
S. Maria Maggiore . Così ſcriuono Giacomo da Marano T. p. lib. p. f. 3 z, Bonanen
tura Angeli Huom. ill. di Ferrara f. 47. Filippo Rodi Famiglie Nobili T. p. lib.:. f. 3 9.
Onofrio Panuini, Gio. Battiſta Platina, 6: altri.
Timoteo primo figliolo di Giouanni ſecondo tù DottorLeggiſta,e ſoggetto di gran ſen
no . Otto giorni doppo la morte del Padre tù dal Popolo, e gran Conſeglio il di primo
Nouembre 768. fatto Capo de dodici Sauij,come ſu il Padre. Accettata la Carica, e
veduto che il Popolo per tal cauſa haveua fatte allegrezze non ordinarie, e che dal
medemo era teneramente amato. applicò molto al gouerno, e biſogno de poueri, fa
cendoli elemoſine di gran rilieuo. Vedcndo poi quanto era di neceſſità di vn luogo
per* gli poueri figlioli. che teflauano ſëza Padre,e ſenza Madre,e parenti,ne trouò vno
atto, prouedendolo non ſolo di buone entrate, ma di gente che ne ha ueſlc eſattiſíima
cuſtodia, e gli allenati: con booni coſtumi nel banto timore di Dio. Et acciò detta.;
ſanta opera riuſciſſe conforme il ſuo deſiderio,eleſie il Bendedei quattro prudenriſſi
miGentilhuomini per cuſtodia di detto ſucco, à fine che con ogni diligenza folle
mantenuto,econſeruato nel ſuo eſſere . Doppo di hauere proueduto alli biſogni de
poueri, Luoghi Pij, Hoſpitali, & altre coſe neccſiarie à medemi,riuolſe tutta l’appli
catione all' vrile vniuerſale della Patria . a
La quantità deNobili concorſi da diuerſe parti del Mödo ad abitare in Ferrara porta
ua anche ſeco la diuerſìtá de gli abiti fatti conforme l'vſo del paeſe. dal quale vcniua.
no,- coſa,che arreeando ſenſibile diſpiacimëroà Timoteo,ſiimò ncceſsario l'apportarui
il rimedio opportuno, acciò da gli abiti iſteſli ſi poteſse conoſcere il Cittadino, c l'abi
tante dal Foraſtíere. Publicò per tanto vn’ordine. che nello l patio di otto giorni por
taſſero tutti gli Nobili le giuſtiſicationi della loro Nobilrà al Palazzri della Reſidenza L
de dodeci Sauij, acciò quelli,che veramente erano tali; foſſero approdati, e notati al
libro de Nobili, a fine che ne biſogni della Patria poteſiero eſſere chiamati per dire il
loro parere,- il che fa tra con applauſo vniuerſale, ritrouò vn numero di 584. nrrbiliſſimi
perſonaggi ritiratiſi in diuerſi tempi ad abitare in Ferrara. li quali tutti furono regi.
firati in vn libro in conformità de tempí,che erano venuti ad abitare in quella , con '
nome, eognome,ſangui,e Patrie loro. Ciò felicemente eſſequito, furono da Timo.
teo, e l 2. Sauij chiamati gli ſud. Nobili adi 4 Ottobre 78 4. a quali già radunati ncl~
la gran Sala del Palazzo della Reſidcnza d’eſſi iz. Sauij. parlò il Bendedei, manife.
flandoli quanto haueua determinato a‘ fauore della Patria, mentre però foſſe ſtato di
loro ſodisfattione; alche prontamente riſpoſero, che hauendolo creato per loro Ca
po, era anchelor debito non ſolo di riceuereil ſuo parere, e comando , ma anche d‘
impiegare le facoltà, e porre la vita per lui.- onde giurandoſî vicendeuolmente fedel-J
tà, promiſero di non operare coſa alcuna ſpettantf alla Patria, ſe prima tutti con il lor .2'
Capo in detto luogo non ſi foſſero vnìti. Allora il Bendedei ſi le uò in piedi, e ſacen
do vna eloquentiſiima Oratione, li pregò andar tutti veſiiti.di abiti conformi, acciò ſi
poteſſero facilmente diſtinguere, e diſcernere da gli altri, il che ri ſultarcbbe in gran-`
de onore,e ſplendore della Patria; al che applaudendo tutti,ſi leuò dal ſeno il diſſe:.
gno del modo, che deſideraua ſi practicaſie ne' veſtimenti, onde paſſato lo ſpatio di
OLIO
[OO rLLVaRTÌ Fanale-”L13
otto giorni,eomparuero tutti, veſtiti conforme al diſſegno, ſopra la Piazza auanti il
Palazzo della Reſidenrra de‘ſopradetti r a. Sauii, il che rendeua tanta maeſtà , che il
Popolo non potèaſtenerſi di non dare in ecceſſi di giubilo. & allegtezza.
Queſto diſſegno ſtà tegiſiraro nellí Annali di Gio. Contrarj f. a r. del quale ne farò
breue racconto, per farne ſar poi ,ſe mi verrà il commodo, à ſuo tempo l’ lrzraglio. La
beretta adunque,che portauano gli Nobili in capo era sù l'andare di quelle, che por
tano di preſente in teſta gli Nobili Venetiani, il giuppoue ſtretto allalvira con aletoni
ſino al mezzo della coſcia.” bragoni ſlrerti alla coſcia,lcgatí di ſorto al ginocchio con
chiappo pendente, e le calzetre erano con vno ſcaglione ſino alla polpa della gamba.
andauano legati atttauerſo con vn Centurion ricamato con ſibia molto nobile, dal
quale pendeua la ſpada , che era a modo di ſlocho,&il Mantello eralungoſino alla
polpa della gamba , con le moſtre di pelli d' Armclino.
Il Bendedei comparue ancor eſſo veſtito nel medemo modo, tolrone ſolo, che la doue
gli ſemplici Nobili portauano il Mantello con pelli ſchierte d' Armelino , eſſo le haue
ua tempeſtate di nero :i quel modo. che coſtumano i Rè .
L'anno poi 787. riccuè in Ferrara Carlo Magno,`qualc,accompagnato da tutta la No
biltà,che le ſaceua onorata corona,con ſuperba pompa andò ad incontrare al Porto di
S. Biagi0,oue ſmontato quel grande Imperatore di Bucintoro, ſir riceuuto ſotto vu_
Baldachino di panno d'oro,& accompagnato in quel modo ſino alla Piazza, 8c al Pa
lazzo dc 1 2 . Sauij, nel qua le alloggiò per alcuni giorni, non ſatiandoſi di rallegrarſì
co 'l Bendedei del fito fortiſſimo della Città, come anche delle belle. e magnifiche fa
briche, delle quali era adornata, e ſi diffuſe per vltimo in lodate eſtrema mente gli ani
mi,e le forze de gli abitanti; quali tutti ſe li moſtrarono oſſequioſrſſimi, c pronti à di—
pendere da i cenni di vn così gran Monarca .
L'anno 800. adi 8. Aprile riceuèparimente in Ferrara Pp. Leone III. il quale fuggito
da Roma per oltraggi riceuuri da Romani, andaua à Mantoua per viſitare il .Sangue
miracoloſo, per indi poi paſſatſene in Francia per rappreſentare à Carlo Magno il bi
ſogno della Santa Sede Apoſiolica. Fù riceuuto detto Pontefice dal Bendedei accom
pa gna to da tutti li Nobili della Città, al Porto di S.Giorgio, con pompa non ordina
ria, ſotto vn Baldachino ricanrente adornato di pretioſì ricami con fondo bianco, ſo
ſiennuto da 24~ Nobili della Città, eſitaccompagnato ſino alla Chieſa di S. Roma
no,oue proſtraroſi auanti l’altare del Santiſſimo , Sacramento, e fatta per alquanto
ſpatio di tempo oratione,aſceſe nella Sedia Pontificia apparata.: coperta di vn Balda
chino di panno d’oro con fondo pur bianco, eletto che hebbc certa Oratione, diede
la benedirtioneagli aſtanti con acquiſio di molte Indulgenze, quali furono di poi
publicate. Finita tal funtioue ſù accompagnato dal Bendedei. Nobili, e Popolo nu
meroſiſſimo,al Palazzo de r 2. Sauij. oue alloggio circa due giorni, nel qual tempo
furono di continuo fatte allegtezzc grandiſſime da tutta la Città. Pranſando di poi
il Papa con il Bendedei,ediſcorrendodella magnificenza della Città, e de Nobili
di eſſa, deliberò il Bendedei farli vedere doppo,il libro de Nobili. oue erano tutti de
ſcritti con Nomi, Cognomi,Pattie,e ſanguí loro. del che reſtò così ſtupeſarto il Pon
tefice, che publicamentc hebbc a dire, che ſe nö haueſſe hauuro per teſtímonij gli ſuoi
proptij occhi, le ſarebbe ſtato difficile il credere che in vna ſola Città foſſe epilogata
tutta la più fina nobiltà dell' Vniuerſo .
Eſſendo di poi ſtato incoronato Carlo Magno dal ſudetto Pontefice Leone [Il. l’ anno
medemo 800.il giorno di Natale, in Roma, nella Chieſa di S. Pietro, determinò che
i rei della congiura contro il Pontefice foſſero fatti morire . ma il Pontefice, che ſe
bene haueua il nome di Leone, haueua però la natura di Agnello, ottenne che foſſero
laſciati in vita, e per caſlígo foſſero ſolamente confinati in Francia. Raſſettate per
tanto le coſe della Santa Sede,parri Carlo Magno da Roma, eſe nc venne à Ferrara
› la ſeconda volta,che fit adi 24. Aprile 80x. Arriuato al Porto di S. Pietro con ſei Ga
lere, e molte altre Naui,ſù dal Bendedei riceuuro con magnificenza eguale al ſuo
gara-“
01 FERRARA-PſiARrE 11. m
grand' animo, con l' interuento de r a. Sauij, e Nobili della Città,quali hauendo in
teſo vicino l'arriuo di quel Monaten. haueuano fatti apparecchi grandiſſimi, e ca
dauno di loro ſi era prouiſto di vn Corſìero de più generoſi, che ſi trouaſle, ſenza ha
uer riguardo alcuno alla ſpeſa, e l'haueuano riccamente fornito'di gualdrapa di pan
no d'orocon il fondo d'azzuro,e Gigli d'oro ne'cantoni, à ricchieſta della diuiſa, 6t
Arma di detto Imperatore, per farli conoſce te, che la Crttà di Ferrara profeſsaua ſin
‘ gola: ſeruitù alla Francia. Detti Nobili,conforme l'atteſtato delli quì ſottonotati
flutori, erano in numero di 590. con quattro Staffieri per cadauno,con Liurea confor
rne alle loro diuiſe. Fù riceuuro l' imperatore ſotto vn Baldachino di panno d'oro ric
camente adornato,e portato da più Nobili, ſtando eſlo ſopra vn nobiliſſimo Deſirie_
re, con li ſuoi dodeci inuittiffimi Paladini pure a cauallo, quali ſlauano per fianco all'
Imperatore per di fuori al Baldachiuo. immediatamente caminauano dietro l‘ Impe
ratore il Bendedei, I:. Sauij,etutti gli Nobili,qualihaueuano nel mezzo lorotutti
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quelli Principi,e gran Signori. che erano di compagnia del medemo imperatore, il
quale fit da queſta nobile comitiua accompagnato dal ſudetto Porto ſino al Palazzo
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della Reſidenza de ra.Sauij,nel quale fù alloggiato dal Bendedei per alcuni gior
ni, ſtando ſempre la Città in feſſe,& allegrezze indicibili,per le quali l'Imperatore
L doppo hauer donato molti priuileggi al Bendedei, 8t à turti gli Nobili, ne conceſse di .
molti alla Citta‘, con farli regali memorabili,de quali ſi dirà à ſuo tempo .
**2.
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Alla partenza di d.lmperatore, li fù dal Bendedeí,e dalla Citta‘ ſomminiſtrato gran
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ó‘ numero di gente sì :ì piedi,come à cauallo, per andare nella Marca Treuigiana à dare
ſeuerillimo caſtigo à Ribell i, che haueuano ſparſo rl nobiliſſrmo ſangue Eſtenſe, in_..
perſona dell' vcciſo Enrico d' Elie, e mandare Treuigi à ſacho, punendo gli Autori. e
complici della ribellione, come ſeguì, facendo l’ imperatore mozzare il capo à Rede
e
gando ſolleuatore di Treuigi, qual Citta laſciò ſotto Berenga rio .
L'anno 80;.hauendo veduto gli Bologneſi,Rauegnani,& Argentani,che il Popolo
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della Citta‘ di Ferrara era ſtato onorato di amplrffimi, e nobilrſſrmi Priuileggi dal ſud. ›
imperatore,e che detta Città riuſciua vna delle più Nobili, ricche, belle, delitioſe,e
popolare,che haueſse l' ltalia; Inuidioſi di tanta grandezza, hauendo inteſo, come ſi
èderto. che Ferrara haueua dato gran numero di gente all'lmpcratore, come anche a
ſuo figliolo Pipino Re d‘ ltalia,quale in detto tempo ſi ritrouaua ſotto Beneuenr0,ſup
ponendo di ritrouare la Città ſprouilia così di gente, come d' altr0,deliberarono di
.Vr—J*_ vcnireà danni di quella. e farſene aſioloti Padroni. Ma‘ la vigilanza innariuabile del
Bendedei penetrò gli occulti diſiegni de nemici. e la trama fattale da ſuoi pochi amo
——.L~r—-J
~‘ñ. reUOlisperilche ſenza reuelare il ſecreto,evſenza confidarlo ad alcuno, pigliò prete
ſio di voler fare accomodare il Ponte di S. Giorgio, che attrauerſaua il Pò, e con gran
prudenza, e ſecretezza lo fece diuidete in tre parti così aggiuſiatamente, ed in hora,
e tempo. che non ſolo non li ſcorgea l’ artificio. ma niuno della Città penetrò il fatto.
quale non ſeppe maiche egliſieſlo, eli Maeſirí, che gli erano fedeliſſimi. Seguirà
queſto Signore à mettere all' ordine tutto ciò, che ſtimaua neceſſario per tal’affaru ,
ſtando molto anſioſo di penetrare gli anda menti de Collegati, peril che hcbbe ſpia
ſicura, che li medemi haueuauo ſtabiliro di fare il groſlo ad Argenta;e che per la notte
delli 17. Ottobre anno ſudetto alle hore 7. in punto, doueuano eſſere alla punta di ca—
\
po di Rete, onetoS Giorgio. per paſſare il Ponte, e transfetitſì in Ferrara. Cio` inteſo
dal Bendedeicon gran ſollecitudine ne diede parte alli Nobili, quali per non far tu
multo, eche la coſa non ſi ſcopriſle per non ſolleuare il Popolo, ſparſero voce, che il
Bendedei in detta ſera daua da Cena atutti li Nobili nel ſuo Palazzo Regio, poſio
nel mezzo dell'iſola del Sole, già per l'a ua nti mentouato,e per più corroborare tal co
ſa turti li Nobili ſi riduſiero al Pala—*10 de' t 2- Sauij il medemo giorno sù le hore 23.
con due Staffieri per cadauno tutti a cauallo. Vniroſi, che furono tutti, leuorono illo
to Ca po,e ſi inuiarono allegramente ſthrezando fra loro,alla Volta di detta iſola.Arri~ ,
uati al Palazzo di quella, iui ſmontarono, e ſtettero ſino alle tre hore di notte,nel qual 5
o p tem-~

ma ILLVSRTI FAMÌOLIE
tempo rimontarono tuttii canallo, paſſando con quelli la poca acqua del Pò, che da...
quella parte era,transferendoſi ſopra l'Iſola in facia alla Città di là dal Pò, e fi tra t
tennero in ta nro in di uerſi Palazzi di Nobili pa rtieolari, per attendere l' hora, che l'
Eſercito doueua auicinarſi, quale giunta ſentirono che li Collegati prontiſlimi ſe ne
veniua no con gran furia . Il Bendedei , e Nobili co’ ſuoi Staffieri, e molt' altra gente
ieuata in dett’ iſola paſſarono in quell'inſiante medemo il ramo del Pò di Primaro ſ0
ra vn ponte fatto in poche hore in detta notre ſopra diuerſi Barconi, e ſentendo lo
ſſrepito dell' Eſercito nemica, laſciò il Bendedei earicarſi da quello il ponte di San
Giorgio,e di poi diede il concertato ſegno alli Maeſtri, che ſſauano in aguato, quali
laſciarono rcuinareil ponte,onde gran parte de nemici reflò precipitoſamente ſom
merſi nel Pò . 8t il rimanente di effi.che erano reſtati in terra fù dal Bendedei, Nobili,
&altri, cheli ſeguitauanodiſordinato,erotto in forma tale, che tutto reſlò tagliato
a pezzi . Scriuono di queſto fatto fra Leandro de gli Alberti Bologneſe ſ. r 8 5. Ge
rardo Lardo f. 66. Gio. Battiſta Pigna f. 79. 8t altri ſuoi Annali, aſſercndo , che in
in quello fatto andò à male più di otto milla perſone in meno di vn‘ hora ſenza ch…
moriſiero Ferrareſi, e detto fatto paſsò con tal ſilentio,che poco ne fit diſcorſo. Quin
deci giorni doppo detto fatto, il Bendedei fece dar principio alla Chieſa ſopra l' Iſo
la, in faccia alla Citta all* incontro della punta di S. Giorgio, oue paſsò il ramo del
Pò di Primaro con la ſua genre, quando andò ad anichilare li ſuoi nemici, e detta_
Chieſa fù fabrieata ad onore di Dio, di Mari a Vergine , e di S. Luca Euangeliſta per
memoria della Vittoria hauUta la norte venendo la feſta di detto Santo. Di poi fece
chiamare la detta lſola dal nome della medema Chieſa, e la prouidde di entrate , e
Sacerdoti, ordinando che in detto giorno del Santo ſi doueſſe fare vna Piera franca di
giorni r 5. in tenore del Priuileggio conceſſo alla`Città dal ſopranominato Carlo Ma
gno , e confirmato da Papa Leone ill. dato in Roma appreſſo S. Pietro li r o. Maggio
Anno Souper il che nello ſpatio di due Anni ſi fece in tal luogo concorſo ſi grande ,
che da tutte le parti del Mondo veniuano merci, e vi concorreua numero infinito di
Foraſiieri. quali apportauano vrile non ordinario alla Patria: e fù la prima Fiera. che
ſi faceſſe nel Ferrareſe . 'ſanto atteſtano Gio. Battiſta Pigna f. 79. Gio-Contrari L96.
Giacomo da Marano T. p lib. p. f. 29. Vberto Giocoli f. roz. Geruaſio Ricobaldí f.
57. Gerardo Lardo f. 66. ſuoi Annali, e Peregrino Priſciani ſue Coller. Iſt. T. p. libr.
primo f. 50.
L' Anno 804. adi 13. Genaro in giorno di Mercordì paſsò da queſta ì miglior vita
queſto grand'huomo, il quale per ha uer gouernato 3 5. Anni, e giorni r ;Leon ſomma
prudenza, e giubilo vniuerſale la Città, fù anche da quella tenera mente pianto, e fat
reli Eſſequie magnificentiſlime . Et eſſendo morto nel Palazzo della ſua Reſſidenza,
e de' r a. Sauij ;chiamato Regio , per eſſerui ſiato alloggiato due volte il giri-mento
ua to Imperatore Carlo Magno, fù poſſo nella Sala di quello ſopra vn gran Catafalco,
entro vna Barra, con Coperta Pauonazza ricamente trapunta di varj,e pretioſi ricami
d’oro . ll Cada uere flaua veſſito de ſuoi abiti come Capo del Popolo, con gran nu
mero dl Cerei acceſi cosiſopra detto Catafalco, come all' intorno della Sala. one ſtc
te tutto il giorno di Giouedì ſin' ad vn'hota di notte à viſta di rutto il Popolo,che non
ceſsò mai di piangere la perdita d'vn tanto Signore, nel qual tempo ſù poi leuato
dalle Religioni, e Preti sì della'Città, come anche dello Stato,quali tutti teneuano vu
Cereo acceſo in mano, incaminandoſi verſo S. Maria di Vado, e girando all’ intorno
della Piazza. Dietro la Barra ſeguirauano tutti li Nobili à due à due per antia nità di
tempo, che erano venuti ad abitare in Ferrara, veſtiti di bruno, con mantello lungo
(traſcinato per terra , con ſiocho al ſia nco, e Cerco acceſo in mano, caminando per la
Via de' Sabioni , quale pure, come la Piazza, era tutta adobbata di nero, con quanti
tà di lumi di cera alle fineſtre, e giunſero alla detta Chieſa, che per eſſere in quel tem
po alquanto anguſta, vi haueuano fatto aggiungere dalla parte del Settentriooe vn_..
gran Madre di Longhezza , e larghezza di piedi 60. fabricato di tauole, 8t a ltiſſrmo,
qualeffi
DI FERRARA PLRTE u. ro;
quale pure era tutto adobbaro dibrr—mo. Nel mezzo di quello ſtaua vn'aitiliimo Ca
. tafalco adornato di quantità di lumi, ſopra il quale fù portato da t a. Nobili, che l'lia
ueua no portato dal Parlano Reggio ſino à detto luogo , mentre il popolo con (ingui
ti. elagrime abbondantiſſimemoſtraUa il dolore interno, che ſentina per la perdita
tatta del ſuoCa po. Il giorno ſeguente, doppo di eſſerſi ſtare celebrate numeroſL..
Meſie,celebròſa ſua Meſſa ſolenneil Vcſcouo della Cittá, chiamato Roderigo , alla
quale intrauennero tuttili Nobilícon abiti lugubri, doppo la quale fù recitata vna
dottiſiíma Oratione da Gio. Battiſta Giocolo Dottore,e Nobile Ferrareſe. Laſciò quc- ‘
ſto Timoteo tredeei figliolihauuti da Lucretia Carrara Nobiliſſima Padoana , quaſi
furono Bendedio,Giouanni.Giacop0, Paolo, Franceſco, Aſberto,Filippo. Gaſpare,
Aleſiandro,Girolamo,Aſcanio,Antonio, e `Sigiſmondo. Di queſto Nobiliſſímo Si
gnore fanno memoria Giacomo da Marano T. p.lib. p. f. 30. Vberto Giocoli f. 47.
Vicenzo CaſZa f. 37. 38. Gerardo Laſcio f. 66. Gio. Contrari f. 96. Geruaſio Rico
baldi f. 57.Gio. Battiſta Pigna f. 79. Vicenza Rodinelli f. 13-Gio. Battiſta Giraldi
f. a7. tutti ne'ſuoi Annali. Ne trattano parimente Filippo Rodi ſue Famiglie Nobi
li. ’I‘. p. lib. a.f. 40. Bonauenrura Angeli Huomini Illuſtri f. 4;. i
Paolo Il. 'l Fratello ſii mandato alſo Studio in Bologna ,nella quale mori giouinerto pe
il troppo applicare allo Studio, e fr`i ſepolto nella Chieſa di S. Pietro di detta Città l'
A nno 770. adi 6. Ottobre . Vicenzo Calza f. 37. 38. ſuoi Annali .
Giacopo ill. il Fratello huomo ſegnalatiſtimo sì nell’ Armhcome nelle Lettere, fù dall'
Imperatore Carlo Magno molto amato, ſtimato, e tenuto ſino alla ſua morte appreſſo
di ſe. Seme per Eloggíoimpareggiabilc di queſto Signore,che quel gran Monarca
non fece mai coſa alcuna, che prima non la confldaſie con Giacopo,ſa pendo per iſpe
rienza quanto era prudente ne' ſuoi Conſeglij . Venuro poi a morte detto imperatore
in Aquiſgrano,doue ſi' ritroua ua indiſpoſto :i quei Bagni nel 7 z. anno di ſua eta à :8.
di Genaro 8 r 4- toccando al Bendedei, come al ſuo più caro, l'onore di aſſiſierli ſino à
gli vltimi reſpiri. facendo doppo dare al ſuo Cada uere ſepoltura con turte le pompe,
& onoripoſſibili nella Chieſa di noſtra Signora,che l’imperatore in Aquiſgrano ma
gnificamente haueua farro fabricare,con il qui ſotto poſto Epitafio .

MAGNi CAROLl REGls CHRlSTlANlSSlMl. ROMANORVMQVE


IMPERATORIS CORPVS, HOC SEPVLCRO CONDLTVM ”CET

Ha uendo veduto il Bendedei la morte del ſudctto imperatore, e riflettendo alla per
dita delſuoSígnore,da cui tantoteneramcntc tra (ſato amato i lo pianſc COSì villa
mente,che per il gran dolore in pochi giorni mori, e ſù ſepolto nella medeſima Chie
ſa,per non eſſere nella morte lontano à chi in vita era ſtaro così vicino . Giacomo da
Marano ſuoi Annali T. p. lib. a. f. 50.Bonaucntura Angeli Huomini llluſtrifaóg,
Alberto pure Fratello fit-Prelato di gran ſenno. Queſti per eſſere verſariſlimo si nelle di
uine,c0me nelle humane lettere, econoſciuto da gìouane ne’Studi da Leone lll. ſom- *
mo Pontefice, fù dal medemo l' Anno ſecondo del ſuo Pontificato chiamato a Roma,e
lo volſe ſempre appreſſo di ſe così in Roma,c0me nc' ſuoi viaggi i cOIÎOſcendOlO Per
vno de'più ſolleuati ingegni,che haueſl'el' Europa . onde ſi conferi le maggiori ca
riche, che ſogliono nella Corte Romana diſpenſarſí, e conoſcendo Alberto l'affetto ~
cordialiſſimoicheñ le portaua il Pontefice , ſempre piùſi affaticò per i biſogni della.»
Santa Sede con tutte le applicationi poſſibili, dalclie ne riporrò onori grandiſſimi. lo
ſono aſtretto dalla neceſſita :ì far ſine al diſcorrere di queſto gran Prelato - PuſciaChc
ſe bene Vicenzo Calza ne’ ſuoi Annali narra diffuſamente i fatti di queſto ſoggetto,
e le cariche tutte ha uute in detta Corte, em piendone quattro gran facciate, ad ogni
modo queſte ſono così dal tempo, & anche dall‘ acqua laccratc. non che ſuanite. ;che
poco, .e quaſi niente hò potuto cauarne .
Bendedio ſecondo Figliolo di Timoteo Caua liere ſa pientiſlimo Dottorato in Parigi, ſii
`
0 2 Vno
:04 11.1.7511” “…01.13
vno de più ſtimati Soggetti di quei tempi,come quello altretanto virtuoſo nelle lette
re,quanro valoroſo nell'armi . Vicenzo Calza f. r 39. ſuoi Annali, dice che queſto
Signore ſùil primo, che trouaſle il modo ui difendere, &offendere le Piazze, e Gio.
Contrarjf 7$.ſuoi Annali con certi beili,e nobilidiſlcgnifa vedere diuerſi modi di
fortificationi. come anche il modo di batterie, 8t annichilarle, coſe veramente eu
rioflſſime adoprare in quei tempi, e date in luce dal ſudetro Bendedio . il quale meri
tò poi d'eſſere Luocotenente Generale dell' Armi in Italia dell'inuittiſlìmo Impera
tore Carlo Magno,edalmedemoracomandatoà Pipino Rè d'italia ſuo figliulo, il
quale ne fece quella ſiima, che haurcbbefatta dello ſteſſo ſuo Padre. Miliròadunque
in ltalia per ricuperare li Stati leuati alla Santa Sede da ſuoi nemici.e ſi portò così cg
gregiamente,che reſe il ſuo nome immortale. Mà nel colmo delle ſue Vittorie riccuè
quattro Ambaſciatori mandatili dalla ſua Patria con auuiſo della morte del PadtLA,
doppo la quale il Popolo di Ferrara l'haueua acclamato per ſuo Signore, e li r a.Sa
uij,c Nobili creato per loro Capo . Alla nuoua ſuneſia della morte del Padre ſuenne
per il dolore, e ritornato di poi in ſe ſteſſo, e ricupetati li ſpiriti, accolſe gl' Ambaſcia
tori con grand' amoreuolezza, ringratiandoli a nome della Città , come anche delli
r 2.Saui),e Nobili, e li diſſe dinon potere accettate tal carica, ſe prima non penetra
ua liſentimenti dell' lmperatore,come anche quellidcl Re ſuo Figliolo, e che però
haurebbe ſcrittoà quei Prencipi. eſe dalle riſpoſte haueſſe inteſo concorretui le loro
volontà, in tal caſo ſarebbe ſtato prontiſlimo ad vbbidirli . Di gia‘ la Città haueua por
tato l'auuiſo sì all’lmperatore, come al Re Pipino, 8c altri Potentati d' italia, e fuori
di quella, non meno della morte del ſuo Capo, quanto dell’elettíone del nuouo nella
perſonadi Bendedio figliolo del defonro. Per il chel’lmperatore ſcriſſe al Rè ſuo
figliolo, dicendoli che l'elettione fatta dal Popolo di Ferrara del ſuo Ca po nella per
ſona del ſuo Luocotenente Generale, gli eta riuſcita di grandiſfima ſatisfattione, eo
noſcendolo veramente ſoggetto degno dl vna carica cosi nobile, e che ſe folle di ſuo
piacimento, le ſarebbe di gran contento, che la carica di ſuo Luocotenente Generale
foſſe conferita al Fratello del ſudetto Bendedio,quale era nominato Giouanni , huo
mo di gran prudcnZa, e che in detto tempoſi trouaua appreſſo ilmedemo imperatore.
Riſpoſe alle lettere del Padre Pipino , dichiarandoſi prontiſlirnoà ſeruirlo , 8c incon
trare il ſuo genio, perilche l' Imperatore mandòin Italia Giouanni , al quale Ben
dedio rinuncio la carica auanti il Rè, licentiandoſi dal medemo per allora. Racoman
dò di poi al Fratello non ſolo li Soldati Ferrareſi dati dalla Città in aiuto,come ſi è det
to di ſopra , al Rè, liqualigli haueuano nelle battaglie moſtl’ata grandiſſima fedel—
tà, . .....….. mà anche tutto l'Eſercito, dalquale ſùſempreidolatrato. non che
amato, il che moſtrarono tutti li Soldati, quando per la ſua partenza furono vedUti te
neramente piangere, per eſlerli ſempre ſtato Signore amoreuoliſlimo. Auanti che
Bendediopartiſle , &abbandonaſle l'Eſercito, ſi ſpoglio sì deldenaro, come d'ogn’
altra coſa, che con lui lianeua, facendo il tutto diſtribuire almedemo Eſercito . Se ne
paſsò poi alla Reggia per far riuerenza al Rè , dalquale fù riceuuto con gran decoro,
& accarezzato, e doppo lungo diſcorſo , il Rè abbraccio Bendedio ſpargendo alcune
lacrime , dicendo in dote alta alla preſenza di tutta la ſua gran Corte, che lr ſpiaceua
molto la ſua partenza, perche gl'era ſtato amico caro, e fedele, al che non potè riſpon
dere Bendedio, perla copia grande delle lacrimE, che verlaua da gl'occhi, e fingul
ti, che gli vſciuano dal ſenomnde in vece dell’vltimo A Dio ſerui vn pianto reciproco.
Adì 4. Ottobre
Denore anno ſuderro
( comſieſidirà arrivòj Bendedio
à ſuo luogo con la ſua alla Terrae molti
Corte, d’ Onore, oggidì quali
Caualreri, detta gli
di

erano ſtati dati-per ſua compagnia dal ſuderro Re. 8t iui fù riceuutoda tutti li Nobili ,
della Città,qualicomplito, che hebbero, con gran magnificenza l’accompagnaronox
ſino à .S. Giorgio, oue fù incontrato dalli x a. Sauij,paſlando alla Chieſa di detto San.
to , alla porta maggiore della quale fù riceuuro dal Veſcouo . Fatta alquanto d' Ora
tione timontòa Ca uallo, e giungendo con gran comitiua al Ponte, che era tutto ri
coperto
DI FERRARA PARTE rr. ' to;
ó_—

coperto di panni di diuerſi colori accomodati in varie forme, fit incontrato da gian
parte del Popolo, quale entrato chefù Bendedio in Ferrara, con reiterate voci di giu- ñ
bilo, 8t allegrezza acclamòildi lui nome dicendo: Vil” Bendedio Bendedei ;ro/”o
ſaprei-o Pam” 5 e per ſtrade coperte, &adobbate di varij panni con dimoſtrationi
grandiſſime d'allegrezza,l'accompagnò ſino al Palazzo di ſua Reſlidcnza, paſſando
ſempre ſotto nobili-‘luni Archi, ne'quali erano varie inſcrittioni . La Piazza era pari
meute coperta di varij panni di colori diuerſi , 8c adobbate tutte le quattro facciate di
ſuperbiſſimi panni d'oro artificioſamente diſpoſii , nel mezzoà cadauna di quelle era
vn’Arco nobilrſlimo con colonne, e ſtatue finte à marmo. dalle quali erano ſoſtenu.
te diuerſe inſcrittioni, che conteneuano tutte le attioni Eroiche di Bendedio. Per ta.
le arriuo fece la Città allegrezze grandiflime. tenendo li Mercanti ſerra te turte le bot
teghe per otto giorni continui, ne quali ſempre ſi fecero ſteccati, feſte, balli, fuoghi,&
altre coſe ſimili, per il che la Città ſi trouò ripiena di innumera bili Foraſtieri concorſi
da diuerſe parti à vedere vna tanta funtione, terminata la quale diede il Bendedei per ‘
otto giorni vdienza publica i tutto il Popolo à portiera aperta con liberta‘ tale,che po
teua entrareogn'vnoa ſuo piacimento. Se ne paſsò poi a viſitare tutti li Tribunali,
diſpenſando molte cariche à ſoggetti più meriteuoli; e raſſettate le coſe della Città, ſi
transferi alla viſita di tutto lo Stato, ponendo sì alle mafie, come altri luoghi, che ſi
erano popolati, huomini di gran ſenno, acciò quelli gouernaſiero con vgual pruden.
za, 6c amoreuolezza, e conoſcendo la neceſſita. che haueua lo Stato di Scoli, fece ſare
diuerſi Canali, che condueeſſero l'acque al Mare,lrberando in queſto modo gran par
te del Paeſe,come narra Percgrino Priſciani ſue Col.lſt. f. ro7. Fece di poi fabrica
re in quelle parti molte Chieſe, prouedendole d' entrate,come ſi dirà à ſuo luogo. L’
anno poi 805. adi 6. Aprile fece dar principio alla Chieſa di S.Paolo,la quale rù ter
minata l’anno SoS-riuſcendo vna delle belle, che folle in‘ quei tempi nell’ Italia , la
quale l' anno 1306. ad 9. Nouembre fù dal Terremoto diruppata . Fece edificare altre
quattro Chieſe,che ‘furono nominate S. Pietro, S. Giacomo, S. Agneſe. e S . btefa no
contigua al Palazzo Regio, ò Pala 220 Reale de r z Sauij,cosi chiamata da Peregri
no Priſeianiſue Col. Iſhf. r08.e da Giacomo da Marano T p. lib. p. f. 30. ueſte
Chieſe furono terminate l' anno 8 14. e ſono le medeme. che oggi giorno ſi veggono.
il medemo anno adi zo. Aprile fece dar principio alla gran Torre nominata della Vi
ta poco diſcoſto dalla ſopradetta Chieſa di S. Paolo. Queſla Torre ſir fatta fabricare,
perche all'incontro della medema quaſi nel bel mezzo del Pò, era vn profondo tale,
fatto da diuerſi Canali, Scoli,8c altro. che paſſandouiqualunque Naue benche foſſe
grandiſſima, reſtaua ſommerſa ſenza ſperanza alcuna di ricupera,ſtante che più non
ſi rittouaua. Fabricata detta Torre il Commune della Città vi poſe dentro gente ſii-
pendiata a fine che ogni ſera doppo il ſegno dell' Aue Maria , poneſle fuori alla cima
di detta Torre vna gran Lanterna, che rendeua aſſai lume, acciò i Nauiga nti, che ar.
riuauano di notte,non pericolaſſero, come tanti per l’auantifatto haueuano. L' anno
8 r 6. vedendo il Bendedei,che detta Torre era riuſcita vna delle belle, e nobili, che a‘
quei tempi ſi vedeſſero, la fece circondate di Magazini, ſopra quali vi fece ringhiete,
acciò all' intorno caminatſi poteſſe, e la riduſie in forma di Fortezza, che da quella...- p
parte difendeſſela Città. L'ann08r7. fece fa re vna grandiſiima paliſícata nel Pò, ì
tutta di legni di Monte, la quale principiaua al Ca ſiello de' Signori Corteſi.e circon
daua la Citra dalla parte del Pò ſino à Caſtel d’ Alto, lontano alla rrpa circa piedi ao.
acciò la medema foſſe più ſicura , e fece fare otto Porti, quali furono S, Giorgio, S.
PÌCtI’O.S. Giacom0,S. Agneſe,S. Paolo, S,Stefano, Lago Maria,e S. Biagio con li
ſuoi ponti fuori della tipa piediquattro, eſei,conformeilfondo, del Pò in quei ſiti, l
acciò ;ì quelli poteſſe accoſtarſi qualſinoglia Nauiglio groſſo per ſcaricare le condotte ,
Merci. Perfettíonata detta Opera d' ordine del ſudetto Signore fù publicato vo',
Editto,` che tutti li Nauigli,che ſi ritrouaua no in detti Porti,douefleroleuarſi da quel
li doppo le 24.hore,eportarſi fuori della paliſicata, e però fece porre vna Catena à
cadaun J
roe ì ‘ÌLL’VsrRr FAMÌGLIE
cadaun PortoJà ſine non poteſſe entrare Barca di alcuna ſorte, benche picola foſſe . L’
anno 8 zo. conoſcendo Bendedio quanto foſſe di neceſſità d'vn luogo per ſabriear Na~
uigli, e riſarcirgli, determinò di fare vn'Arſenale poco diſcoſto al Caſtello de' Signo
ri Corteſi, però ſopra il Pò,con 24. gran loggie, ciaſcuna delle quali era capace di te
nere 4. gran Nauiglize nelmedemo fece edificare abitationi ſufficienti per il comodo
di 300. Arteſìci . Così aſleriſcono Geruaſio Rieobaldine ſuoi Annali f. 60. Peregri
no Priſciani ſue Col. lſt. f. t r8. dicendo che à quelli . che vennero ad abitarui, furono
conceduti molti priuileggí non goduti da altri della Città . E perche Gio. Contrari
'1'. p. f. 196. fà il diſſegno di quanto ſr è detto, moflrando il modo col quale à quel
tempo ſi ritrouaua la Ci tra, mi èparſo bene per curioſità del Lettore farlo intagliare
come qui appreſſoſi vede. .

WT `
Diſ
.

to! lLLVSTRl FAMlGLlE


Conoſcendo Bendedio quanto 'tile apportauano alle Città le Arti.maſlime quando
erano numeroſe,determinò l'anno 82 5. di far chiamare quelle della ſua Patria al Pa
lazzo Reale della ſua rcſlidcnza,c’de*.r a. Sauij, alle quali propoſe l' elegge'rſi vn Sin
dico per cadauna di eſſe, quale ’ſapeſlelcggere, e ſcriuere, e foſſe degli più periti , e
perfetti intal Arre; per il che doppo d'clicrſi nello ſpatio di 8. giorni vnire più volte
indiuerſì luaghi, eleſlero li detti Sindici, che con le loro giuſtificationi ſi portarono à
far rruerenza al Bendedei, 8t à Signori Sa uij, qnali li diedero facoltà di aggiuſtarL,
qualſìuoglia differenza,che tra clli naſceſse, e che potcſsero trasferirſi à Palazzo vna
volta ogni orto giorni,aſsegnandoli vn'hora determinata, per poter rappreſentare gli
biſogni loro; e dell' Arti; concedendolr di poi molti priuileggi, 8t eſentioni; tra qua
ll tù che trouandcſi in dette Arti huomìni ſingolari, e che faccſsero coſe memorabili,
le foſse dalla Citta data in dono perpetuo vna Caſa eguale al ſuo merito,con aſsegna.
mento di vitto,e veſtito per tutta la loro famiglia, e toſsero anche dichiarati Citta
dini . Tanto atteſi ano Paolo Sacrati f.: r. Vbcrto Giocoli f. 13. Gerardo La rdo E79.
Geruaſro Ricobaldi L95. tutti nc’ ſuoi Annali,- aggiungendo che la riſolUtionc di
concedere tali ptiuileggi à dette Arti,fù cagionc che in meno ditte anni concorſero
in Ferrara da più parti del Mondo qUattromilla , e più Arteſici . . .—

.l Nell'Anno medemo fece il Bendedei, aliargarc la Città verſo il Porto di S. Biag—l


gio, con diuerſe Fabriche,e Strade riguardeuoli, quali haueuano principio ſopra il
Lago Maria, e ſi eſtendeua no ſino al mentouaro Porto. Il diſsegno di dette Fabriche,
e ſirade ſtà delineato nelli Annali di Gio. Contrari f. ro r. ro:. moſtrando che dette
Fabriche aſcendeuano al numero di rrc milla, e più, fabricate tutte in meno di dieci
Anni.
Ritrouandcſi poi Bcndedio in Milano l'anno 839. per affari importanti della Pa
tria, cadèin vnainſirmitatale.chcin 12. giorni lopriuòdi vita, Arriuò tal nuoua a
;Ferrara adr' 22. Ottobre anno ſudetto à hore 16. per il che immediatamente furono
da tutte le Chieſe ſonare in vn medemo tempo tutte le Campane,ehe diedero ſegno
funeſlo alla Citra della perdita del ſuo amato Signore , che da tutti indifcrentemcn
tefù pianto. Queſio granſoggetroreſse detta carica anni 34.meſì 8. e giorni a9.
Striuono di quello Signore gl'Aurori ſopra allegati, come anche Vicenzo Calza f.
163. Gio. Battiſia Pigna f. 27. Víccnzo Rodinelli f.77. Giacomo da MaranoT. p. f.
.:rx 4.fGio. Battiſia Giraldi f. 3 5.8: altri ſuoi Annali . Filippo Rodi Famiglie Nobili
. p. , 1 5. * ~
Giouanni te7rzo, il fratello ſoggetto di gran merito ſù ſlimatiſlímo dall' lmpcra tore Car- L
lo Magno,quale, come ſi è accennato di ſopra, li conferì la carica di ſuo Luogotenen
_ te Generale in lralia l‘ anno 804. adi z 2. Aprile. Milito di poi appreſſo il Rè Pipino fi
gliolo del ſudetto imperatore, moſtrando eſtremo va lore nel liberare alla Santa Sede
molti Stati, come ne appare da ſuoi Ben ſeruiti rcgiſirati negli Annali di Gio. Contra
tjf. reg. ro4- Raſletratele coſe voltòilſudetro Rèle arm/i contro li Venetiani à ca
gione che voleuano più toſto adherire à Niceforo lmpcrator Greco,che à Carlo Ma
gno ſuo Padre. Arriuato à Comma-cchio tentò di abbatterei Venetiani, quali ſi era
no congiunti con li Schiauoni,e Greci. che fortemente ſi oppoſero à Pipino, onde
ſeguì vna fieriſſima battaglia tra ambe le `p`àrti ,con animi oſtlnatl, 8c orribile vcciſio
ne d'inſiniti Soldati. Durò la battaglia dal mattinolîno alla ſera, eper la notte con
dannoquaſi eguale, terminò. Il Bendedei hauendo coraggioſamente combatuto in
queſto gran fatto, reſlò ferito in vna ſpa lla,della qual ferita in breuc tempo riſa nò. ll
Rè Pipino riſiaurata,&acereſciutal'armataà Rauena, rinouandola guerra preſe la
Torre di Bxondolo,Chioggia, Pa [carina. e finalmente Malamocco. Doppo alcuni
giorni determlnò il Rè d'aſiallre l' lſola di Ríualto,oggidì detta Rialto, nel qual luo
goi Venetianihaueuano ridotte lc loro ſoſtanze. Arriuato adunque l'Eſlercito Re
gio ai detta lſola con diuerſe barche, e Zatte fù incontrato da quello de Venctianí,chc
veniua giù per il Canal' Arco, oggidi detto Orfano; e nel decreſcere dell'acquc le,
_— l i Bar
i
‘WEEK-:RA PARTE lr. 109 ñ'

barche tegie, reſta rono in ltcca,e le Zatte ſeguitarono il corſo del Mare, per il che
rimaſero preda de Venetiani, e vedendo il Bendedei andar’a male il ſuo Eſſercito, va
loroſamente combattendo, coronò tutti i ſuoi giorni con vna morte glorioſa, 8t il ſuo
corpo fù preſo da Venetiani,cheſi credeuano eſſere quello del Re, per eſſere frà eſſi
tanta ſimilitudine,che non ſi potevano diſcernere, che da ſuoi famigliari . ll Rè che
con alcuni pochi era teſtato à Malamoceo. inteſa la morte del Bendedei diſtruſſe quel
luogo, aſſieme con Albiola, Chioza,e Btondolo, eſe ne paſsò a‘ Rauena. Seriuono
ueſto fatto molti Scrittori delle Croniche di Venetia, & anco Geruaſio Ricobaldi f.
97. Gio. Battiſta Pigna f.48. Vberto Giocoli f. 7 5.D. Lodouico Vedriani T.p. f. 374.
Di queſto Signore fa nno memoria particolare Geruaſio Ricobaldi f. 97. Gio.Contrarj
f. l r t. Paolo Sacrati f. 34. Mario Equieolaf. 53. tutti ne ſuoi Annali, e Bonauentuta
Angeli ſuoi Huomini llluſtri f. r 60. Filippo Rodi Famiglie Nobili. T. p.f.r 7 5.
Giacopo quarto il fratello fù huomo Nobiliſ'ſimo, di gran ſcienza, 8t in gran credito ap
preſſo la ſua Patria,come atteſtano Giacomo da Marano T. p. f. r r 5. e Geruaſio Ri
cobaldi f. 140. onde per le ſue rare Virtù fù ſtimatiſümo da Principi così d'italia, co’
me d'altri Paeſi . Teſto Signore li dilettò di poſſedere molte ſcienZe, onde fit Dot
torato in Parigi circa gl’anni Su. prima in Legge, e di poi in Filoſofia, e Medicina,
e non contento di queſto volle anche addottorarſì in Teologia, aggregandoſi a me
demi Colleggi per intrauenire con eſſi alle ſolite funtioni tutto il tempo. che ſtete in
detta Città . L'anno poi 82 5. adi a 5. Marzo fù chiamato a Roma da Papa Eugenio
ll. come appare da vna lettera d' elio Pontefice regiſtrata ne gli Annali di Paolo Sa
ctati f. zoo. e di Gio. Contrarj f. 87. lettera veramente degna di eſſere letta . Se ne
paſsò adunque-i Roma l' anno ſudetto come atteſta Bonauentuta Angeli ſuoi Huom.
lll, f. r 60. dicendo che fù riceuuto con gran decoro, e giubilo dal Pontefice, che gli
appoggio gli affari più grani della Santa Sede. Si puole facilmente argomentare la
prudenza ,e deſtrezza in ſimili impieghi di queſto grand* huomo, mentre doppo lc.
morte di detto Pontefice ſeguita adi r 3. Deeembre 827. fit confermato nelle mede
me cariche da Valentino I. e da Gregorio lV. Sommi Ponteſici, come fa fede Gio.
Contrarj f88. Ma rieeuendo l‘anno 8 ;9. la nuoua della morte del Fratello Bendedio,
ſir neceſſitato per li biſogni di ſua Caſa portarſi a Ferrara, con dolore ſenſibile di Gre
gorio IV. che difficilmente potè priuarſi di vno coſi ſegnalato Miniſtro. Partito adun
que da Roma, ſenza dar auuiſo à perſona veruna atriuò à Ferrara,eioè al ſuo Palazzo
di delitie poſto ſopra l' lſola del Sole a canto la Città.- dalla quale inteſo poi il ſuo ar
riuo fù viſita to, concorrendoui non meno tutta la Nobilta,che il Popolo, il quale dop
po d’hauere hauuta audienza, fece molti Nobili allegrezze all' intorno di detta Iſola
così in terra, come nel Pò per molti giorni continui. le quali tralaſciarò di deſcriuere
per non diffondertni, baſtando ſolo l' accennare che ſino ſopra tutti li cantoni della.
Città ſi trouaUa ſcritto dal Popolo ,ñ ?in Cicco” Bendedei Signore di Ferrara . Fù .
poi pregato ad accettare la carica del defonto fratello,la quale egli modeſtamente ri
cusò con addurre eſſere impegnato in parola di ritornare :ì Roma,- onde ringratiando.
li dell* onore,6t affetto moſtratoli,ſi trattenne nel ſuo Palazzo, aggiuſtando gl' inte
reſſi di ſua Caſa . Scriuono queſto fatto Gerardo Lardo f. 92. ſuoi Commentarij. Pe
tegrino Priſciaui Col. lſt. f. 9p. Vgo Calerini f. 8 r. Giacomo da Marano T.p.f. r7o.
Vicenzo Rodinelli ’l’. p. lib. 3. f. 60. Gio. Contrarj f. roz. Geruaſio Ricobaldi f.
99. Gio. Battiſta Giraldi f. r r 3. Gio. Battiſta Pigna f. 45. Paolo Sacrati f. a7. Vber
to Giocoli f. 73. 8c altri ſuoi Annali . Tutti li ſudetti Autori dicono che queſto ſa
pientiſſimo Signore non venne al ſuo arriuo dirittamente nella Città. poiche ſapcua
beniſſimo, che Aidone Guramonte ſoggetto di gran ſenno,e nolziliſſimoſiaceua diuer
ſe parti copertarnente appreſioli Nobili per arriuare ad eſſere Capo di Ferrara , ea
rica da eſſo molto deſiderata . Ma‘ eſſendo ſtata la Città di Ferrara ſenza Capo Meſi 5.
e giorni 1 8. 8c eſſendo però il Popolo in gran ſcompiglio,adi 4. Aprile dell'a nno 84b.
ſir da tutti i Nobili della Citta nella Sala Regia de' r a. Sauij creato per ſuo Capo Gra- l
P copo
h —
uo ILLVSTRI FAMIGLIE
eopo Bendedei con giubilo infinito di tutto il Popolo . Fatta tale eſertione, ſpedirono
li medemi Nobili alle loro Caſe. facendoſi condurrei loro Cauzlli, ſopra quali monta
ti, s’incaminarono al Palazzo del loro Ca po Giacopo Bendedei, dal quale con gran
magnificenza furono riceuuti alla porta . Terminati gli complimenti montarono di
nuouo tutti a Ca uallo con il Bendedei aua ntí, il quale ſir dal Popolo incontrato al
Punte di &Bi-agio, gridando ogn' vno ad alta voce. Vin-c Crac-’po Brndrlrr‘ ”aim
Signore , dr in quel modo fù accompagnato al Palazzo Reale de' ra. Sauij,da quali fù
riceuuto alla Porta della Scala di elio Palazzo, e condotto a gl' appartamenti Regij.
Per otto giorni continui ſ1 ſteero nella Città Fuochi, Feſte, e Stecchati. il che fù ca~
gione di en conſiderabile concorſo di Poraſtieri con vrile della Città . Finito detto
tempo diede Giacopo Audienza publica al Popolo, conforme il conſueto de'ſuoi An
teceſlori, viſito tutti li Tribunali, e ſi transferi alla viſita di tutto lo Stato, proueden.
doa' biſogni di quello. Ritornato in Citra viſitòiluoghi Pij,accteſcendoli le entra
te,- marito cento, e venti Donzelle del ſuo proprio , fece molte clemoſine à poueri, dr
altre coſe degne di memoria .
L'Anno 84r.adi18.0ttobre eſſendo creſciuto il Pò in tal modo,che flaua per ſom
mergere la Città, e gl' abitanti tutti erano in gran ſpauento, 8t in procinto di leuatſi
dalla medema, il Benedei facendo animo a tutti, 6t aſſrcurandoli d'opportuno rimedio,
comando à tutte le genti dello Stato, che ſi portaſſero alla Città, e fece fate vn'Argi
ne fortiſſimo, che haueua principio di ſopra al Porto di S. Biagio, e circondaua la
Città ſino al Caſtello de* Signori Corteſi, come atteſta Peregrino Priſciani ſue vCoil
lit. f. 99. Vedendo poi che il Lago Maria per le ſortite del Pò creſceua à tutta furia,
deliberò di fare vn Canale, quale ſi ſpica ua da detto Lago, e veniua a riferire alla...
Chieſa di S. Stefano,e volta ndo verſo il Palazzo de'Signori Ca ſelatti ,oue di preſen
te ſi troua il Sacro Monte di Pietà, da quello ſi portaua ad vna Torre ſopra d' vn' lſo
letra anticamente fabricata da Signori Gura monti. quale reſtaua bagnaía all'interno
da detto Canale ſenza apportarli danno veruno, poſcia che ſi portaua petſì'etta linea
oue di preſente è la Strada detta la Giouecha , dr andaua :i riferire con ‘vo-aramo all'
Arſenale. quale paſſandoli per il mezzo, ſi ſcaricaua di poi nel Pò,- econ l' altro ramo
voltaua oue oggidì è la Strada di S. Guglielmo, &andaua a‘. riferire ad vn ‘Ca ſale de’
Signori Cannali, oue di preſente è la gran Piazza Erculea. detta Piazza nuoua (di
che ſi dirà à ſuoluogo ] & eſtendendoſi per cette baſſure, oue oggi giorno è il Barco,
sboceaua nel Canal Regio fatto fare da Timoreo primo Bendedei ſuo Padre, dal qua
le fù così nominato . Detto Canale conforme il parere di Vicenzo Rodinelli f. r 3.è
quello,ehe oggi di ſi chiama il Canal Bianco. Per queſt' opera reſtò liberata la Citta
dal pericolo, come ſcriuono Giacomo da Marano T. p. f. r 3 r. Gio. Contrarj f. r 04.
Vberto'Giocoli f. 79. 6t altri ſuoi Annali.
L‘A nno 845.eſiendo mancati li fondamenti in alcuni luoghi alla facciata del Palaz
zo Regio, quale però minacciaua rouina à tutto il medemo. il Bendedei la fece riedi.
ſicarc, e con tal occaſione ridurre in miglior forma; ſtante che doue prima era di pie
tra cotta [trattorie gli adornamenti delle fineſtre, che erano di ſiniſſimi marmi in Va
rie forme ſcolpiti ) la fece fare tutta di marmo con tre ordini di colonne. e molte ſla
tue fatte da valenti Arteſici . della bellezza, che ſi vede nel diſſegno fatto, e regiſìra
to ne gli Annali di Giouanni Contrari f.t r 3- Rappreſentanti gli più inſigniGuetrieti,
che ſino à quel tempo haueua hauuti la Città di Ferrara: il che tutto hò voluto far
intagliare per intelligenza , e curioſità de Lettori , come qui appreſſo ſi vede .

Palaz
1
Mod-v”. NoN-.:mala W da.; :o Se,… w:. ENTE.; 5-:.- DSÃT &Lì-tw# KRZR"..- ma
?BBQ-u
FERRARA* DI PARTE ii.
lu. ILLVSTRI. FAMIGLIE
Parimenre fece dipingere all' intorno della Sala Regia di detto Palazzo. tutte 1L...
attioni memorabili di Carlo Magno Imperatore, per mano di Bellino Bellini , quale
molti vogliono foſſe Biſauo di Zambelino,ambidue Pittori inſigni; Queſti diſſegni ſi
veggonoeon gran diligenza, e ſpeſa regiſtrati ne gli Annali del ſuderro Contrarj f.
r 20.12 r.: az.L'anno medemo venne in Italia Lodouico figliolo di Lotario per eſſere
dal Pontefice in 'Roma coronato ne d' italia. Arriuato che fù queſto Prencipe al Fiu
me Panaro ad vn luogo che fù poi chiamato Bond) , 8t al preſente con vocabolo cor
rotto ſi chiama Bandino, e più communementc Bondeno, fù incontrato dal Bendedei
con ſopra duecento Nobili a ca uallo;quale doppo di haucr complito con quella Mac
ſià , l'iuuitò à transferirſi à Ferrara .~ Aggradi in guiſa quel Prcneipe le cordialiſíime
offerte del Bendedei, che non porè conte nerſi di non abbracciarlo più volte con ſenſi.
bile tenerezza di affetto. &affettuoſamenre tingratiandolo, diſſe non potere accetta
re l' amoreuole offerta a cagionc d’eſlcre già inuiato alla volta di Bologna, alla quale
haueua fatto intendere che doueſle perſe, e per iſ ſuo Eſercito apparecchiare gli al
loggiamenti . Gli Bologneſi ſubodorata la lcggierczza del giouanc Rè, e la crudeltà
altrouc vſata, dubitando, che s'egli entraua nella Città , la daſlc in preda à licentio—
ſi Soldati, lo ſupplicarono col mezzo de ſuoi Ambaſciatori, voler reſtar ſeruiro di cn
trare egli ſolo co’ ſuoi Prencipi,e Prelati nella Città,e contenta‘rſi che l' Eſiercito ri
maneſle fuori di quella prouiſìo di tutto il biſogncuole. Si altcrò per queſta riſpoſta il
Rè, e minacciò di volerui entrare per forza con tutto l'Eſſcrcito ,- ſtante che come fi
gliolo di Ceſa te pretendeua poterui entrare in quel modo, che più li piaecua . Atterñ _4"
riti adunquei Bologneſi per l‘aſpra, e crudele deliberatione del Rè, chiuſero le porte
della Città, c fatte le debite prouigioni per difenderſi, giurarono volere più toſio
perdercla Vita, & i Figlioli,e morire ſopra le mura combattendo, che darſi in preda
à Lodouico . Colmo per ta nto di ſdegno il Rè, laſciò il Bendedei , prendendo però
da eſlo 500. Caualli, 8t altretanti pedoni, öt auuicinandoſi a Bologna, poſe il Campo
dalla parte Orientale verſo la Porta di S.Stefano, ponendo intanto i ſuoi Soldati à
ſacco,&à fuoco tutto il paeſe; per il che non potendo portare la Citta il peſo di vm_
Guerra così repentina, non ſolo fù preſa, e ſaccheggíata ,ma anche d’ordine di Lodo
uico fù ſpianata . Tanto confermano Rafael Volaterano nella Gallia Togata .- Gio.
Tracagnota parte 4. f. zo. Cherubino Ghirardacci Bologneſe T. p. f. 40. ſue lſt. Gio.
Contrarj f. r 30. Geruaſio Ricobaldi f. r 19. Gio. Battiſta Giraldi f. 19. 8c altri ſuoi
Annali .
Per curioſità di chi lege,non voglio laſciar nella penna l'Etimologia del nomu
Bond), oggi detto Bondi-20 , ò Bondeno. Rouinata che fù la Citta di Bologna, & ar
riuata à Ferrara la nuoua compaſſiioneuole di quell‘eccidio, traſie da gl' occhi di tut
to il Popolo le lacrime, di compaſſione perla diſtrutta Città,c di tenerezza, e giubilo
di ha uere hauuto vn Capo così prudente, che ha ueſle ſa puto ouiare al danno, che in
fallantemcnte ſarebbe ſopra ſtato :i Perrara,con andare, come ſopra s’e detto, ad in
contrarealPanaro quclRè. Peril che gridaua tntto il Popolo, in Bandi( voce vſata
da Ferrareſi) Si ;Rò il Bendedei, quando determina‘ d’iuromrare Lodouico. E da indi in
poi quel luoco, che non ha ueua nome alcuno particolare,ſi chiamò Banda‘, c poi Bm
din-,c Bondeno, conforme ha‘ portato l'ingiuria del tempo , che sà corromperc non
che i nomi, anche i marmi più duri . .
L' Anno 847. fece il Bendedei dar principio alla Piazza di S. Paolo, facendo pri
ma atterrare molte Caſe, che erano auanti la Chieſa di detto Santo, come anche altre,
che vi flauano per fianco da ambedue le pa rti, &.alrre che ſi trouauano poco lungi dal
la Torre gia mcntouata, detta della Vita, per fate vn quadro perfetto, e piglia re nel
mezzo della Piazza detta Torre, 8t il Porto di detto Santo. Formato detto quadro,
vi fece fabricare all’interno diuerſi Caſamenti. e Palazzi fondati ſopra vn' ordine di
colonne di Marmo, che vgualmcnte caminauano all’ intorno à detta Piazza, forman
do vna Via Coperta di larghezza di piedi x a. Sotto dcttaStrada coperta, .ò Portici,
flaua
Dl FERRARA PARTE II. ”3
ſtauano botteghe diſpoſte con buon ordine, in modo che ſotto ogni Caſa mento,ò Pa
lazzo erano due botteghe . A lla Torre, che era nel mezzo di detta Piazza, furono 1c.
nali tutti li Magazini,chc,come di ſopraſi èdetto, l' attotniauano, & in ſua vece vi
furono poſic le colonne vguali alle altre ſopra nominate, formando Vna loggia COM
quattro facciate. che ſcottcua all' intorno di detta Torre. di larghezza di piedi zo.con
botteghe infette nella medema Torre, che pure la circondanano . Fù fatta queſta Fa
brica, acciò li Nobili alle hore di negotio nella Piazza, ſi poteſſero ridurre ſotto tali '
Loggie à trattarei loro affari . ll diſlegno di queſta Nobiliſſima Fabrica ſtà delineato
nelli annalidiGio. Contrarjf 140. Perfettíonata detta Piazza, decretò il Bendedei
che ogni Giouedi ſi faceſſe vn Mercato eſente, al quale poteua qualſiuoglia perſona
portare in ſimil giorno tutto ciò . che li piaceua, ſenza tema di eſiere da alcuno mole
ſtato . -Vi concorſero di poi tanti Foraſtieri con tanta qua ntità di merci, chela Piazza
non riuſcì capace per tanta moltitudine . ll che vedendo il Bendedei , fece fare ~vna
Strada, la quale haueua' principio nellamedema Piazza di S. Paolo . & andaua à ri
ferire ‘nella Piazza Magna,acciò il Popolo potefle non ſolo ſtenderſi per la detta Stra.
da, ma anche nell' altra Piazza ſudetta . Fù principiata queſta Strada l'anno 8 52. e
terminata l' anno 854 . E ft‘i nominata la via di S. Paolo. Tutto ciò confermano Gio.
Contîatj f. x44.Geruafio Ricobaldi f na. Gio. Battiſta Giraldi firog. 6c altri ſuoi
Anna in -
Queſto Nobiliſſimo Signore haucUa determinato di abbellire la Città con altre Fa
briche riguardeuoli, ma l’ anno 8 56.2di 9. Ottobre ſù conſtretto à cedere alla neceſiî
tà del morire, con dolore eflremo non ſolo di tutto il Popolo , ma di tutti li Prencí pi
Catolici, quali caramente l'ama ua no . lo non pa rlarò delle ſue Eſequie, perche fu
tono le medeme,cheſi fecero al Padre,e ſolo dirò che con qualche maggior pompa
fù ſepolto nella Chieſa di S. Paolo. Scriuono diqueſto Soggetto tutti ſi ſopra alle
gati Autori, come auco Bona uentura Angeli ſuoi Huom. lil. f. 2 5. Filippo Rodi ‘Fa
miglie Nobili. T.p. f, 36. i, '
Paolo terzo il fratelloſi applicò totalmente alli Studij, é doppo di hauet riceuuta la lau
rea Dottorale nella Nobiliſſima Vníuerſità di Parigi: fece diuerſi Viaggi, doppo li
quali ſe ne ritornò alla Patria,e rinunciando alle Va nità del Mondo, ſi ritirò nel Con
nento de R R. PP. di S. Antonio di Ferrara piglia ndo l' abito di detta Religione, nella
quale riuſcì ſoggetto così ſingolare perla dottrina, e bontà de‘coſtumi, che meritò
ha uere
tiſta tuttif.gli
Pigna onori
4o.e ſoliti à diſpenſarſi
Geruaſio Ricobaldi f.dalla
7 5. medema
ambi ne' Religione . Vedaſi
ſuoi Annali. ~ Gio. Bat
- ì
Franceſco il fratello giouine di gran ſpirito fù mandato da Bendedio ſuo'fratello al ſerui
tio diPapa StefanolV.quale lo dichiarò ſuo Caualiete, conducendolo anche ſeco;
nel Via ggi0,che fece in Francia l'anno 8 r 6.quando andò a‘ ritrouare l‘Imperatore co-l
gnominato il Pio, che a quel tempo ſi rittouaua in Orliens . Quì per breuità tralaſcio
il modo, col quale fù riceuuto da quel gran Monarca, ſtante che non facendo queſto
à propoſito di quanto ſcriua, rimetto il Lettore alla narratione,che di ció fanno Ra
faele Volaterrano, Gio. Battiſta Platina f. 90. Onofrio Pa nuinio nella Vita del ſudet.
to Pontefice; Lodouico Vedriani T. p.libr.7. f. 376. Che'rubino Ghirardazzi T. p.
lib. a. f. 3 8. 8t altri, fue lſtorie. ñ '
L'anno 8 r7. adi 28-Genaro fù creato Sommo Pontefice Paſquale I. di oneſio no
me. Per il che toſto cheſi vide in queſta dignità, ſpedì vil ’ſudetto Franceſco Bende
dei, gia celebre, non meno perla Nobiltà de’ natali, che per le Virtù dell'animo, con
altri ſoggetti per Ora tore à Lodouico imperatore, ſcuſa ndoſi con quel Monarca della
ſua aſluntione'al Pontiſicato, fatta à viua forza dal Cleto. e Popolo di Roma , mentre
eſſo per altro era con la volontà lontaniſſimo di addoſiarſi vn tanto peſo. Ciò ft‘r molto
grato à qUel Prenci pe, che non ſolo accettò la ſcuſa del Pontefice, ma ancheconfetmò
la donatione, di tutti li Stati, Città, e Terre fatta da ſuoi Antceeffori alla phieſa . E
perche queſto ſingolar beneficio alla Chieſa fù'mediante queſto Bendedei ,lo non…
voglio i ì
114. [LLI/STR! FAMIGLIE
voglio tralaſciare di portarne in queſto luogo la ſudetta donatione,acciò anche ſi veg~
ga che la Franciaè ſtata in ogni tempo l' vnico ſoſtentamento della dignità , e gran—
dezza. Pontificia, per conſeruatione della quale ſi ſono quei Rè volontariamente ſpo
gliarid’innumerabili Stati. e Città. Di detta donatione adunque atteſta Rafaele
Volaterano nel Libro 3. della ſua Geografia hauer veduta l' Originale nella Cancel
laria del Papa nel Vaticano , che cosi dice .~ -

NEL NOME DEL PADRE, PlGLIOLO, E SPIRITO _SANTO J

0 Lodoniro ”operatore concedo o' te Pietro Apoflolo, Preneipe :le gl* Apo/Idi, á* per le al
l ”oo Vicario Poſqooole Sommo Pontefice, á* n‘ rotti i/ìooi 'Sutreffliriperpemonoente lo Citta‘
di Ron” con :rotte leſioegiurì/dirtioni, ó ron tutto le Terre deſſero Diſtreno, Confinipit
ci, Porti, á' tutti i luoghi Maritime' di Tryuno, á onróei Medion-rami, Ciaooo‘ Vetrbia,
Bolneoreggio, Viterbo, Souono, Popnloooio, Rojefflo, Peri-gio, Mori-reno, Sonori, Nepi, á
nello volto *verſo Terra di Louoro , Arno-nio, Segna, Setonoino, Almo, Potriro, Fmſino,
coro tutto le Terre,e Luoghi ì loroſiggem', á- nroeo trotto l' Efireoro della Città di Reno”
intieromenreſeroudo che l'Impero-tor Carlo mio Polo-e lipio memorie, á- porimenoe Jo'
Pipino noflro Auolo, rie/poſato oonrffiſero ofl' Apoſtolo .S. Pietro, cioè Roueno,Bonio, Emo'
lio, Forlimpopoli, Forli, Foenzo,l›ooolo, Bologna, Ferrara, Com-iodio, Adrio,C'erxio,ó*
nella Mora Peſaro, Fono,Sinigoglo`e, Ancona , oſimo, Hem-eno, Eſio, ſoffi-mono”, Fe!.
tro, Velino, il Territorio Volano/e, Cagli, Lneeolo, Vgnóio, ó' ont-o in Terra di Lenoro,
Aſhlo, Aquino, Arpino, Tóeono. ó* Capone,- ó' eoioroa’tole ſerre deflo noſtro gironſdit
n’onopertrnenti , cio? il Dirt-ooo da Benevento, di Salerno, Copouo,ó' lo Colnlorioſuperio
re, ó* inferiore, gior-Ko di Napoli, di Spoleto', Tnderroprrùolro ,Noi-inn ó* quanto di quel
loginri/dmione, tutto le lſhle dle/Mare o'etro Infiriore, lo Cor/ſula .l‘ordegnoJ-r Siri/u,
onrle lo quali dette Terre,d~ Citta‘ Pipino nrſtro doo/o di pio memorooá- di poi no/lro Pa
dre Carlopor loro prinileggi, á* inno/lino” eoncçffèrofl* donornoper ”ot-{zo de i loro Am
baſciatore' Atlzoſio, á‘ Moinoldo Alberi, difloproprio volontà mandati ì S. Pietro , á- ì
ſnoo Sorroffizri . -`
E: noi amo trotto quanto oonſirmiomo, ó eomea'iamo . Oltre m” le quali coſe~ loſtù—
oooo enel' Anmrioì di eleggere ilSomnno Pontefice rimango nom alConcilio, á- Colleggio
Roma no,il quo/eſifiorio [enzo olonnoſiiſmo, á' diſcordia . E: dopo eletto, á* conſacra.
to/i ”rendono Ambaſciatoriper conſervazione ale/l’amore, á- onniritio, o` màó- àomei Slot
ceffòri, (boſco-anno Rè di Francia, ronaeſi'vro‘ diſtro aloempo oli Cor/o mio Biſonolo , ó
do' Pipino mio Anolo , ó in 'ultimo di Carlo mio Padre . Et per qneſto mſtra *volontaria
grotio, definiamo, noi lo diamo per in ſcritto , á* tonſirmiomoperginro mento, ó‘ a‘ Poſ;
quale Sommo Pontefice no/lro Signore lo mandiamo,ſottoſcriorn, á- roxgſirmom di mffin
proprio monoper Teodoro Legato della Santo Chieſe Romano .

Io Lodouico.

Detta Donatione ſir parimente confirmata da tre figlioli dell'Imperatore, e da die


ci Veſcoui, 8c otto Prelati ( vno de quali fù il ſuderto Bendedei, conforme atteſiano
Bonauentura Angeli ſuoi Huomini Illuſiri f. 203. e Filippo Rodi '1'. p.f. 175.) quin~
dcci Conti, vn Bibliotecario &c. ‘
ñ Ritorna“) "Bendedei con gl’ altri Oratori à Roma, fù dal Pontefice teneramente
ricevuto, e doppo d' hauer ſpiegata l' ambaſciata dell'lmpcratore, e di quanto haue
ua operato appreſſo quella Maeſià, conferite furono cariche ſegnalatiſlime, accompa
gnate da regali di gran pregio. Reſtò il Bendedei appreſſo il Pontefice,oue li appog
giò negati) importantiflimi; Ma la Morte inuidioſa di tanti auanzamenti, ſci meſi, e
giorni doppo che ritornò dl Francia.le troncò il ſilo della Vita con ſpiacimento gra n
de si del Pontefice,come anco di tutta la Corte. Tanto ſcriuono Gio. Contrarij _Li
332
v

D1 FERRARA ?Trier-E 11. uz


2 az. Getnaſîo Ricobaldi f. r 24. e Gio. Battiſla Giraldi f. 7 5. ſuoi Annali.
Alberto Secondo il fratello Dottore Leggiſta,e ſoggetto ſtimatiſſimo sì dalla ſua Patria.
come fuori d' eſſa , fit così amoreuole verſo i poueri, che per tutto il tempo di ſua vita
s' impiegò in prouedetli del biſogneuole; a ſegno tale, che trattone il neceſſario per
il mantenimento di ſua Caſa,diſpensò tutto il reſtante dell' Entrate à poueri. con am
miratione grande della Città,che non ſatiauaſi di lodare vna tanta Virtù. *Bonauen
tura Angeli ſuoi Huom. lll. fà memoria di queſto Signore. dicendo che maritò in più
anni 2 6 4. Donzelle del ſuo proprio . Mori poi l' anno :50. laſciando due figlioli
ha uuti da G iouanna Guramontí Nobiliflima Ferrareſe, e fù ſepolto nella Chieſa di S.
Paolo adi 2 1. Luglio,comc attcſtano Giacomo da Marano T. p.f. 207. Geruaſio Ri
cobaldi f. 124. Gio. Battiſta Giraldi f. 43. e Gio. Contrarj f. 79.
ai’: ) ambi Fratelli morirono in tenera eta .
Aleſſandro pur Fratello ſi diede tutto all'Eſercitio dcll’armi, per il che fù da Lodouico
figliolo di Lotario Rè d'italia, dichiarato ſuo Colonello maggiore, e nella Battaglia,
che ſeguì adi 29. Maggio 84s. ſotto la Città di Bologna,come ſi è detto di ſopra nel—
la Vita di Giaeopo ſuo Fratello, combattendo corra ggioſamente reſtò motto. Dop
po quel gran conflitto fù trouato il ſuo corpo, che poi ſù portato à Ferrara nella Chie
ſa di S. Paolo, e fatteli grandiflime efleqoie, quali durarono otto giorni continui. e di
poi fù meſſo in depoſito in luogo ritira to nella medema Chieſa, ſino à tanto, che il ſu
detto Rè li fece fare vn nobiliſlitno Depoſito di finiſſimi marmi con molte ſtatne,à ma
no dirita dell’ Altar maggiore,- qual depoſito era di gran valore, e fù terminato adi a9.
Agoſto in giorno di Giouedì, nel qual giorno à hore 2 2.alla preſenza di molti Nobi
li deputati dalRè per aſſiſtere à tal funtione, fù poſto in eſſo il cadauere già imbalſa
mato di Aleſſandro . Aieſto Depoſito ſtà delineato negli Annali di Gio. Contrarj f.
130. come ſi vede dal ſeguente lntaglio . Nella La pide, ch' è immediatamente ſot
to la Caſſa del Depoſito, v'era vn' Epitafio inciſo in Lettere Gotiche,quali anche nel
la medema forma, e figura furono riportate dal ſopra detto G io.Contrarj; ma perche
ſono totalmente ſuanite , 8c appena ſi vede. che vi erano ſcritte dette Lettere.- io ſti
mo probabile, che foſſero poſte a oro, ò' in altro modo di uerſo dall* ordinario, che pe
rò non hà poruto ne in tutto, nc in parte farle .intagliare . come di ragione haurei
` douuto, quando lÎ impoſſibilità non mi haueſſe diſoblrgato z ~

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DI FERRARA PARTE u. ”7
Di queſto Signore fanno mentione Paolo Emiglio T. s. f. 6. Gerardo Lardo f. l 30.
Giacomo da Marano ’i'. p.f. 230. Geruaſio Ricobaldi fv i 34. Gio. Battiſta Pigna f 87.
ambi ne ſuoi Annali. `
Girolamo Fratello Prelato di gran merito, 'mori in Roma l'anno 849. mentre ſtaua al
ſeruitio di Papa Leone lV-Gio.Battiſta Giraldi ſuoi Eloggì f. 195.
Aſcanio iifratello ſii mandato allo Studio di Parigi, dr iui mori. Bonauentura Angeli
Huom. lli.f. 203. ’
Sigiſmondo pure fratello huomo di grä merito morì in Francia l'anno 8 ;8.mentre ſtaua
alſcruitio dell'imper.Lodouico. Bona uen. Angeli Huo; lll. f. 203 Filippo Rodi f.r75
Timoteo ſecondo fù Figliolo di Alberto ſecondo, Ritrouandoſi queſto Signore l'anno
856. nella Terra detta Bondi, oggidìBondeno,oue haueua vn nobiliſlimo Palazzo,
nelquale con molta ſua quiete dimoraua ſtudiando d'imitare le Virtù del Padre , e
de ſuoi anteceſſori, adi ro. Ottobre annoſudettohebbe l' infauſta nuoua della morte
~ delZio, ilchelicagionò afflittione indicihile. in detto tempo li Nobili della Cittàſi
vnirono più volte con li r z. Sauij nella ſolita Sala Regia, de il giorno ſeſto dopoi'Eſe
quie del ſudetto ſuo Zio,eleſſero,e crearono per loro Capo Timotcolcon applauſo vni
ue'rſale di tutto il Popolo . Stabilirono li Nobili, e Saul] il modo di andarlo à prende—
re à detta Terra, quando intendendo che Timoteo ſi era transferito all' Iſola del Sole
al ſuo Palazzo di delitie, pigliarono eſpediente di ſpedirli quattro Nobili de più let
tera ti per Ambaſciatori,che li daſſero parte dell’Elettione. Mai appena partiti gli Am
baſciatori, montaronozi ca uallo tutti li Nobili, 6t vnitamente à due à due ſi portarono
al detto Palazzo, oue ſmontati. furono dalBendedeiriceuuti con gran decoro. Ter
minati gli complimenti, Aidone Guramonti fratello della Madre di Timoteo,gli pre
ſentò vn nobiliſſirno Deſtriere di gran prezzo,adornato con Sella, Gualdrappa, 6c al.
tri fornimcnti di pretioſi ricami d'oro, ſopra del quale montato, s'incamind con tutti
gli Nobili verſo la Città. Arriuato al Ponte, che attrauerſaun il Pò. fù incontrato da
gran parte del Popolo,che tutto giubilanre ad alta voce gridaua: Vi!” Trmrm 12m
fidano/?ra Signore. e con tali acclamationi fù accompagnato ſino al Palazzo Regio
perStradetutteadobbate,ecoperte di vari‘j pannidi diuerſi colori. Alla Porta del
la ſcala di detto Palazzo fù Timoteo riceuuro dalli r z. Sauij, quali l' accompagna ro
no alla Sala Regia. e dal più vecchio di eſſi le fù poſto il Mantello Regio, 8t il Stocco
ai fianco. Penetrato poi dal Popolo che il ſuo Signore il giorno ſeguente doueua an
dare per la Città, a pparecchiò diuerſi adobbi, adornando prima la Piazza Mag‘na all’
intorno di diuerſi panni d' oro,ecoprendola con altri panni di diuerſi colori , e così‘
fcceroä tutte l’ altre Strade, e Piazza del Mercato, per doue doueua tranſitare, facen
do in diuerſiluoghi Archi altiſſimi in diuerſe forme, quali rendeuanoin vno Maeſtà,
6c allegrezza. Alle aa. hore di detto giorno ſi transferirono tutti li Nobili al Palazzo
Regio con ſuoi cauaili diligentemente adornati. quali laſciati nella Piazza, ſi rraſpor- *
tarono alla Sala Regia, oueſtaua a ſedere il Bendedei aſſiſtito dalli r z. Sauij, e ſecon
do arriuauano detti Nobili, erano riceuuti ad vno per volta, abbracciandoli con gran
cordialità. Terminata talfuntione ſi leuò in piedi Timoreo , elaſciatili 12. Sauij, ſi
incaminò alla-Scala con tutti li Nobili. 6t à piedi della medema montato a‘ Cauallo ſi
inuiorno al Lago Maria, e da quello al Porro di S. Biagio voltando alla Via nnoua, e `
di poi alla Via Grande ſino alla Piazza dei Mercato,quale trauerſando, ſeguirò il ſuo
viaggio ſopra la detta Via Grande, e ſi portò ſino al Caſtello de Signori Corteſi, oue
calando ſopra la Via de Sabioni ſino alla Piazza Magna. ſi portò da quella al Palaz
zo Regio. al qUale tutti ſmontarono. accompagnando il lor Capo, oue l'hauenano le
uato . La medema ſera la Città cominciò à fa re belliſſime allegre-ue, quali durarono
per otto giorni continui con infinito concorſo di Popolo,e Nobiltii Potaſtiera. Termi
natigli orto giorni diedeil Bendedei Audienza publica à tutto il Popolo, e di poi ſi
portò a‘ viſitare tutti li Tribunali della Città,come anco tutti gli luoghi pij,proueden~
doſe di quanto era biſogneuole. Viſitò di poi tutto lo Stato informandoſi Con gran di
Q ligen—
l
118 ILLVSRTI FAMIGLIE
i ligen zz del trattamento, che faceuano à quei Popoli li Maſſari,che erano in Cuſtodia
delle Maſſe, 6t d'altri luoghi. Comando che ſi faceſſero diuerſi cauamenti per ’ſco
lare molte acquc,che teneuano alla gara gran parte dello Stato. Ritornato poi alla
Città applicò molto :i biſogni della medemo,- onde vedendo che per le guerre grandi,
che erano tanto in ltalia, come fuori, ogni giorno concorreua gran quantità di gente
ad abitare in Ferrara, quale non haucua ormai più abitationi ſufficienti per riccuere sì
gran Popolo, fece dar principio ad vna Strada contigua alla Via Grande, quale eta
ben sì più ſtretta, tnà però della medema longhezza, e perche molti di quelli. che ha
ueuano Caſe ſopra detta Via Grande, e non erano capaci per la ſua Famiglia , e nego
tij. fecero diu ctſi volti, li quali attrauerſauano detta ſtrada, per queſto fù chiamata
la Via delle Volte . Detta ſtrada fù principiata l'anno 8 5 7. e fit terminata l' anno
SoS-come ſcriuono Gerardo Lardo f. :07. e Paolo Sacrati f. 49.
L' annoſudetro fece dar principio ad ma ſtrada la quale per retta linea ſi ſpiccaua
dal Porto di S. Romano,e tcrminaua da vna parte a canto alla Chieſa di detto Santo.
e dall’altra con il Palazzo de Signori Menaboi . Queſta ſtrada fù fabricata con li Por
tici all' intorno ſotto li quali erano Botteghe da ogni parte, vna contigua all' altra,che
caminalIano
bre,& alla lunga
in tal giorno di quellaall‘
fit deſtinata . Hebbe
Arte deſine queſta
Fabri, ſtrada
come l'annodall'
appare 875.lnſtromcnto
adi a4. Ottodi ſ

donatione, che fa‘ il ſuderro Timoreo alla medema Artc,rogato per mano di Benedet
to Puzzi; ilchc anche afferma Giacomo da Marano T. p. f. 240. ſuoi Annali. g
L'anno 877. delibetò Timoteo di far fare diuerſi Pont-i di legno, che attrauerſauano
il Canal Zouamentoò veto Giouarncnto (oue poi fù fabricata la nobiliffima ſtrada og
gidi detta laGioueca.della quale ſi parlata a ſuo luogole diſtribuendo à diuerſi nobili
della Città gran parte di quel tcrrcn0,che era dall‘altra parte di detto Canale, vi furoñ
no da med.in varij lUOghi fabricati diuerſi nobili Palazzi,Giardini,e luoghi dr delitic,
che rëdeuano gran diletto,& onoreuolezza alla Citta‘. DettoCanale ſi chiamò Gioua
mento, per eſſere ſtato quello , che liberò la Città dal le moleſtie continue dell'Acque.
L'anno ſudetto adi 24. Nouembre Fu dal Bendedei. e da 500- epiù Nobili riceuu
to al Porto dis. Bia ggÎO, Carlo detto il Ca luo, Rè di Francia, quale ſe ne andaua con
gran ſollecitudine à Roma da Papa Giouanni VllI. per farſi incorona re Imperatore.
Fù adunque riceuuto con gran pompa ſotto vn Baldachino di panno d' oro, e `condot-_
to dal Bendedei,e Nobili,al Palazzo Reale, doue alloggiò vn giorno, 8t vna norte,
ſtando per queſto il popolo in continueallcgrezze,come atteſtano Giacomo da Ma
rano T. p. f. a 29- Geruaſio Ricobaldi t. r 3 s. Gio. Battiſta Giraldi f. a7. & altri ſuoi
Annali, come anche Cherubino Ghirardazzr [ſt. di Bologna lrb. a. f- 42.
L’ anno 880. fece il Bendedei dar principio ad vn nobile Ponte di Pietra, ſopra ad
vn grand'arco pur di pietra, fatto fabricate prima da Giacopo Bcndedio ſuo Zio , il
qua le attrauerſana il Canal Giouamento, come di ſopra ſi è detto. Arcſto Ponte ſta
ua poco diſcoſta alla Torre, 8t abitatione de Signori Guramonti , per fianco al Palaz
zo Regio . ln queſto ſito molti anni doppo fù la Porta de Leoni,ò vero detta laStra
da,ò Borgo del Leone, che ora chiamaſi il Cantone della Campana. Pù fabricato det
to Ponte per hauer commodo, e facile il paſſaggio ad vna altura di terreno, ſopra 1L..
quale fece diuerſe fabriche nobili, laſciando nel mezzo di quelle vn gra'n quadro di
tcrrenoá guiſa di vna Piazza,acciò ſeruiſle alli Nobili per eſlercitarſi nella Caualie
tizZa . Nel medemo luogo fece anche fabricare Vn luogo molto grande con due gran
Sale l’ vna ſopra l' altra, nelle quali fece porre tutte le ſorti d' Armi,chc in detto tempo
ſi coſtumauano, aceiò li Nobili poteſſero andare liberamente a mantggìarle. 8c ad eſ
ſercitarſi nelle attioni Ca uallercſche, poiche detto luogo era prouiſto di huomini de
più ſingolari,chc haueſſe à quei tempi l' Italia, e dal Bendedei molto bene ſiipendia—
ti acciò ammaeſtraſſero li Nobili della Città in così virtuoſe , e pregiabili attioni.
Wi appreſſo ſi vede il diſegno dell' abbellimento della Città , trattonc alcune coſu
i principali,che per maggior comodità ſi moſtratanno in altra ta uola .
DI FERRARA PÃRTB rr.
’ i, 545‘; 4
i
12.0 ILLVSTRÌ FA‘MÎGLHÎ’
L'anno 883.mentre ſta ua Timoteo nel ſuo Palazzo di delirie poſto ſopra l’ Iſola
del Sole,adi 30. Agoſto mancò di vita neltcrmine di otto giorni, per il che li Nobili
due giorni dopo comparuero al Palazzo Regio tutti veſtiti à bruno. e lenando li r z.
Sani] dalle loro Stanze,à due a due s'incaminarono verſo il ſopradetto Palazzo di
delitie,oue arriuati trouarono il cadauere del lor Capo poſto ſopra ma barra inalza
ta da molti gradini nel mezzo di vna gran Sala con molte torcie all’ intorno,& à pie
di de medemi gradini ſtauano tutti li Sacerdoti della Citta recitando Orationi, quali
all' arriuo de Nobili ſi inuiarono a` due à due con torcic acceſe in mano verſo il Ponte,
che attrauerl’aua il Pò, dal quale ſi portarono alla via noua . e da quella alla via Gran
de fino alla Piazza del MercatO, per la quale andarono alla Chieſa di S. Paolo. Dop~
po detti Sacerdori ſeguitauano rz-Nobili,che portauano la Bara, per fianco della
quale caminauano 24.. palafrenieri, dodeci per parte con torcio acceſo. Doppo quelli
veniuano li r a. Sauij ſeguitari da tutti li Nobili parimente con torcio accelo, e di poi
veniua gran parte del Popolo,cheteneramentc piangea la perdita fatta del ſuo Si
gnore . Entrati in C hiela. ſù poſto ſopra di vn eminente Carafalco all' intorno illu
minato con gran quantità di Torcie. ll giorno ſuſſeguente fù in detta Chieſa celebra
to gran numero di Meſſe, doppo le quali il Veſcouo della Città, nominato Viatoru
Romano,celebrò la ſua Mella ſolenne,alla quale interucnnero tutti li Nobili, che re~
ſiarono poi anche ad vna Oratione funebre recitata da Vberto Giocoli grande Orato
re, in lode del detto Bendedei.
Queſto Signore laſciò tre flglioli quali furono Alberto, Aleſſandro , e Giacopo,
hauuri da Marina della Nubilzflima Famiglia Falzagaloni, come appare da detta Ora
rione regiſtrara nelli annali di G io. Cuntrarj ſ. reg. Scrillero di queſto Soggetto Gia
como da Marano T. p. f. 240. Geruaſìo Ritobaldi t. 13 5. ne ſuoi annaliz come anche
Filippo Rodi f. 175. e Bonauwtura Angeli ſuoi Huomini lll. f. 99.
Alberto Terzo il Figliolo ſoggetto di gran Prudenza fù ſtimatiflìmo da tutti li Principi
' d' ltalia. e teneramente amato dalla ſua Patria; per il che merito d‘eflcre dopo la mor
te del Padre acclamato dalla medema per ſuo Signore, e creato dalli 1 a. Sauij, e No
bili per ſuo Capo. il che (ù adi zo. Settembre anno ſuderto in giorno di Giouedì à ho
re 23. mentre ſta ua nella Sala Regia vnito con gl‘ altri Nobili per fare l’ l' Elettione .
Ciòinteſo dal Popolo, diede ſegni di eſtrema allegrezza, dando principio ad appa
recchiare diuerſì luochi, Pelle, Balli,Stetcari, &altre coſe nobiliffime, per le quali
concorſe gran numero di genre foraſtiera . Geſſate tali dlmOſtſatlonl di allegrezza il
nono giorno dopo la ſuaCreatione,diede orto giorni continui audienza publica al ſuo
Popolo, e dipoi conforme il ſolito, viſitò tutti li Tribunali. luoghi Pij,e tutto lo Stato,
facendo pigliar nota di tutto quello ſaceua di biſogno, per poter prouedere à ſuo tem.
po. Ritornato in Città-fece ſubito chiamare tutti gli Parochi,ordinandoli che acco.
piand'o ilfilentio,e ſecretezaa con la diligenza, inuigilallcro nel penetrare li biſogni
de poucri vergognoſí, che ha ueuano ſotto lc loro Cure,per potere :i lui il tutto ſchiet
tamente riferire . Adottà del ſuo proprio cento,e più Donzelle; e ſece chiamare tutti
quelli, che haueuano cura sì de gli Oſpitali, come di altri luochi Pij, Volendo da me
demi intendere il modo che teneuano per regerli,e penetrare li loro biſogni per po
terui aflegnare entrate ſufficienti .
Hauendo di poi offeruato il ſudetto Signore la necellità, che la Citra haueua di vn_
luogo per porui le mercantie Venute,tanto quelle,che ſeruiua no perla medema,quan~
~t0quelle,che doueuano ellere traſportare in altre parti. determinò. l'anno 883. adi
:o Aprile di fare tra li due Ponti, cioè di S. Stefano. e di Caſtel d' Alto ſopra il Pò vn
gran Palazzo (che ſi chiamò poi delle Loggie] con quattro facciate , fa bricaro ſopra
groflc COlonnC di marmoflhe ſoſtenevano molti Archi, e ſormauano due gran Log
gie; cioè ma al di dentro al detto Palazzo, ehe eaminaUa all'intorno al medemo, e
l‘altra.che parimente li caminaua all’interno per di fuori, trattone la parte, che rl
guardaua il Pò, nella quale ſtaua vn grandiflimo Arco ſoſtenuto da colonne più matc
riali
DI FERRARA PARTE 11. m
tiali dell' a'itreracciò in detto Palazzo vi poreſſe entrare ogni groſſo Nauiglio per
ſcaricare le condotte merci. Sopra dette Loggie ſtauano due ordini di gran Camere,
quali pureguardauano parte perdi dentro al detto PalaZZo, e parte per di fuori.
Terminata che fù detta Fabrica, furono diuiſe anche, e diſtribuite dal Bendedei det
te Camere, dandone vna parte per ſtanza al Giudice de Mercanti,& altra al Cuſtode
di detto luoco, 6t il rima nenteaſſegnò per cuſtodia delle merci. che ha ueuano biſo
gno di ſtarſerrate,eben cuſtodite . Fanno mentione di queſta nobil Fabrica Gio.
Contrari f. t r i. e Geruaſio Ricobaldi f. r 29. ſuoi annali.
L‘ anno 889. adi 9. Genaro alle hore noue di norte ſegui vn grandiſſimo incendio,
il quale inceneri affatto il Palazzo della Ragione, che ſtaua in faccia al Palazzo Reg
gio, e ſù cosi ſpauenteuole,che tutto il Popolo reſtò atte-trito,- il che veduro dal Ben
dedei,fece ſpianare ſino da fondamenti le mura di detto Palazzo, facendo allargare
la Piazza ſino alla Val grande, oue oggidì è il Duomo, come ſi è detto nell' Elogio di
Adelardo de gli Adelardi, per il che la Piazza arriuaua ſino alſ'abitatione de Calega`
ri,che al preſente ſi chiama pure la Loggia de medemi, ſe bene alcuni la chiamano di
S. Creſpino, per eſſerui ſopra fabricato il Nobile Oratorio di S. Creſpino, al preſente
moſto nobilitaro dall' Arte, e Fratelli diquella; Hauendo adunqne allungata detta
Piazza,la volle Alberto adornare di vna gran quantita di botteghe, quali principia`
ua no ſopra il Cantone della Strada di S.Paolo, detto S. Polo, 8c andauano a riferire
al Palazzo già detto de Signori Menaboi, e dalla Chieſa di S. Romano ſino alla Via
dc Sabioni, e da quella ſeguitauano ſino al Porto di S. Pietro, tanto dall'vna, comu
dall'altra parte di dette Strade. Le mentouate Boteghe furono diſtribuite à diuerſe
Arti l'anno 891. Tratteíie quelle della Piazza, che ilſudetto Signore riſerbò per le
Arti nobili, cioè per li Mercanti da ſeta, de panni d’oro, Droghieri, Speciali, & altri,
come riferiſcono Giacomo da Marano 'l‘- p. f. 206. Geruaſio Ricobaldi f. i z 9. 8c altri
ſuoi annali .
L’ anno 89a. adi 24. A prile arriuò alle due hore di notte all' iſola di S. Luca l' im
peratore Carlo ill. detto il Semplice, qual; veniua da Roma, hauendo liberata la S.
Sede dalle mani de Tirani,e fu alloggiato da Sigiberto Guramonti in vn ſuo Palaz
zo di delitie,cheiui haueua,che fù poi chiamato il Prato della Valle,come ſi dirà a
ſuo luogo. Sapeua beniſſimo il Bendedei,che doueua arríuare il ſudetro lmpera tore,
eche doueua eſſere alloggiato dal Guramonti,mà perche ciò non ii fù notificato dal
Guramonti, che haueua con lui molti Nobili, che ſta uano attendendo detto impera
cOrff-Gdr! particolare Alberto. ò vero Vberto,òSigisberto Marcheſe di Coleone , ò
vero d’ Eſte, moſtrò di non ſaperlo, non facendo moſſa alcuna ,ſe non che vn hora dop
po l'arriuo di detto Imperatore, le ſpedì quattro Ambaſciatori, sì à nome ſuo , come
della Città . Ritornati detti Ambaſciatori,immediatamente nella medema notte fe-j
ce fabricare vn Ponte coperto di rami di Wercia con varij lauori, il quale atrrauerſa
ua il Pò ſopra diuerſi Barconi in faccia il Porto di S. Agneſe, il quale hcbbe fine auanti
‘he ſpuntaſſc l’Alba del giorno. Nel medemo tempo fece fare vn‘ altro Ponte, quale
haiieua principio al detto Porto , e ſi portaua ſoprail—Palazzo de Signori Ccſtarelli, _
8c attrauerſando la Via Grande paſſa ua ſopra à quello de Signori Valuaſori, oue at
trauerſandola Via delle Volte,ſi portaua ſopra quello de Signori Renomi, e dal me
demoa quello de Signori Ardoini, e poi alla Ca ſa di Leon de Leoni, portandoſi al
Palazzo de Signori Guidiberti, eda quello al Caſamento de Bonfadini , qUaſ ſta—
ua dietro al Coro della Chieſa di S. Romano,declinando nel mezzo della Piazza Ma
gna in faccia al Palazzo Regio. (Meſſo Ponte conforme il diſſegno di Gio. Contrarij i
f. r r 3. ſiaua :i modo di vn' Arco, e fù fabricato da trecento perſone in meno di ore .i a, L
coſa, che piantò la merauiglia sù gli occhi di tutti i riguardanti, 8t hcbbe ſine il gior
no ſeguente alle hore az.neliaquaihora Albertocon li rz.Sauij,e Nobili della Cit- L
tà vi poſe il piè, & andò ſopra il medemo à riuerire la Maeſtà dell' imperatore,.q_uale —
lo riceuè ſopra la Porta del Palazzo detto di ſopra alla preſenza di molti Prencipl a e i
gran
taz ILLVSTRI FAMIGLÎE
gran Signori. Fatti li douuti complimenti, Alberto pregò l’Imperatore à volerlo gra
tia re di transfemſi in Città, acciò lo poceſle ſeruíre con tutta la ſua Corte. Non ſeppe
l'Imperatore negare tal gratia ad vn tanto perſonaggio , 6t accettando con gran di
moſtrationi di …ma le offerte. s' incaminò verſo la Citta‘ con tutta la Corte . Giunto
al Porto ſopranominaró, tù riceuuro ſotto ad vn Baldaehino di panno d' oro portato da
24. Nobili,& i neamí nandoſi ſopra dettoPonte, che attrauerſa ua la Città , fù accom—
pagnato al Palazzo Regio, oue l'Imperatore merauigliato, e quali fuori di ſe ſteflo in
vedere apparecchi così gra ndi fatti in vn ſubitofllloggiò più giorni con tutta ſua Cor
te. in detto tempo furono fatte diuerſe nobrliſſime feſte, combattimenti,& altro ,~ e
dal Popolo allegreue ineſplrcabili . 7
Adi 3. Maggio anno ſudetto a hore r a.parti di Ferrara il detto Imperatore per an
dare in Alema gna. e fù accompagnato dal Bendedei, e da vna gran parte de Nobili fi
no ad Bſte, luogo del ſopranominato Marcheſe Sigrsberto . ~
L’anno 904. adi ar. Aprile fece dar principio alla Chieſa di S. Giouanni detto da
Caſtello, poco diſcoſto dal Caſtel d' Alto.p0nendoui il detto giorno alle hore 14.nell‘
angolo volto al mezzo giorno. e che riguardaua il detto Caſtello , vna moneta d' oro
con ſopra l' effigie di detto Santo, e di poi dal Veſeouo nominato Coſtantino Ferrare
ſe, vi fù ſopra la meder'na poſta la pietra fondamentale.
Adi z a. Luglio geo-fece parimente dar principio a due Chieſe,cioè di S. Madale
na, e di S. Marta, ponendoui elio medemo vna moneta d’ oro per cadauna , auanti, che
il indetto Veſcouo poſaſie le due Pietre fondamentali.- e furono terminate le dette
Chieſe l'anno908. pure alli 2 a. di Luglio .
L* anno 909. vedendo ílBendedei,cheil Pò verſo il mezzo giorno lì era allonta
nato dalla Citta, per il che queſta nella parte ſuperiore eratimaſta libera dalle ſortite
di detto fiume,& in particolare dal Lago Maria da quelle cauſato. quale tante volte
haueuz fatti danni infiniti,dctflmìnò‘di far fare vn Canale, quale leuaſie le acque
reſtate, e che foſſero per venire, acciò detta parte reſtaſie del tutto libera . Qucſto
Canale principiana poco lungi dalla Chieſa di S. Biagio verſo il Settentrioneze ſi por
taua per retta linea all’Iſoletta. che nel ſuo mezzo teneua la Torre, 8c abitatíone dc
Signori Guramonti,oueoggidìſi troua il grande, efamoſiſiimo Caſtello delle quat
tro Torri. chiamato di S. Michele , del quale parlarò a' ſuo iuogn, e da quello ſi porta
ua al Canal Giouamento. Perfettionato tal Canale fece fare diuerſi condotti, quali
sboccauano nel medemo; così reltò libera a fatto la Città da queſta parte dall'acque;
come affermano Peregrino Priſcíani ſue Collet. lſt. f. a z 7. Getuaſio Ricobaldi f. r4:.
Vbcrto Giocoli f. I r 5. Giacomo da Marano T. p. f. 241. & altri ſuoi Annali.
L' anno poi 9| t.hauendo Alberto acquiſtato gran qua ntità. di terreno pet le cauſe
ſopra addotte,determinò di far fabticare vna Chieſa nobiliffima in onore di Maria_
Vergíne noſtra Signora, e lafece fare ſopra ad vna altuta,e punta del ſopramentoua—
to Lago Maria, oue {tana vn picciolo Capitello. che teneua rinchiuſa vna imagine di
Maria, la quale haueua il Bambino Giesù ſtretto al ſen0.e ſotto li piedi queſte parole.
Maria Matcrgrclù, M4!” miſericordia. Arena picciolo Capitello poſto al mezzo
giorno lù fabricato à richieſta di alcuni peſcatori, quali anticamente haueuano In di
peſcare in detto Lago. Nel far fabrícare adunque detta Chieſa fù pigliato nel mezzo
della medema il ſudetto Capitello, quale non fù moſſo ſinoà tanto che non fù termi
nata detta Chieſa, la quale riuſcì vnaldelle belle, e nobili,che foſſe à quei tempi, p0
ſta ancor lei al mezzo giorno . Hebbe fine queſta Chieſa l'anno 9 r 4. adi z 1.0rtobre,
e fù conſacrata adi a 9. detto da Coſtantíno Veſcouo ſopra nominato,& in detto gior~
no doppo la conſecreatione fil leuata la Imagine dal Ca pitellO, e poſta ſopra l' Altar
Maggiore con gran riuerenza. interuenendoà tal funtione il Bendedei con li 1 a. Sa
uij, Nobili ,e gran parte del Popolo con tutto il Cleto. Otto giorni doppo fù atter
rato, e leuato detto Capitello, perche teneua occupata la Chieſa, che {ù poi chiama
ta S. Maria di Lago, quale dal terremoto ſeguito in Ferrata l'anno 1044. adi 2 a. No
uem—
a” FERRARA FIR”; rr. 123
uembre reflò quaſi tutta demolita, e poi da diuerſi benefattori riediſícata, e voltare…,
verſol'oceaſo,nominandoſa S.Maria noua, come pure al preſente viene nominata .
Vedaſì Gio. Contrarj f., r r 7. Giacomo da Marano T. p. f. a4:. & altri ſuoi Annali.
In detto anno fece dar principio ad vna Stra da, la quale principiaua poco diſcoſlo
dalla ſopra detta Chieſa, 8: in faccia alla medema ſitada [ quale oggidi è chiamata la
Guſmaria) fece fabricate vn belliſſimo Porto. e moſto comcdo ai quel ſito, nominan
dolo Porto di Lago Maria .
L' anno 9t 5. vedendo Albena, che il Popolo ſi faceua di giorno in giorno più nu
meroſo, e che riſpetto à tanta gente era la Città ſcarſa d' abitationi, fece allongare la
Via grande ſino alla Via Noua,abbelſendola da ambe le parti di fabriche riguarde
uoli,come anche la Via delle Volte. Doppo queſto vni alla detta Via nona due altre
ſtrade, cioè vna verſo il Pò poſta all* Oecaſo,la quale ſi ſpiceaua dalla Via Grande, &
andaua a riferire alla Via chiamata del Ponte, quale era in faccia al Ponte, che attra
uerſaua il Pò, e ſi portaua all* iſola del Sole. Detta ſtra da fù fatta fabricare con li Por
tici da ciaſcuna parte,reſtando nel mezzo vn gran quadro di terreno molto baſſo, nel
quale gli abitanti di quella parte, come aneo ſi Peſcatori del Pò, ar altri, ſi ritirauano
a vendere le loro Mercantie. L' anno poi 918. eſſendoſi inalzato detto terreno, e fat
to luogo onoreuole,vi furono fatti all' intorno molti caſamenti. Gr ma Piazza, che ſir
poi chiamata Piana di ſopra. Nel medemo anno fece fare il Bendedei la ſtrada 0g
gidi detta di &Biaggim la quale anch' eſſa haueua principio dalla Via Grande, 8t an.
da ua per retta linea alla Chieſa di detto Santo.
Rittouandoſi queſto Signore auanzato negli anni,pa ſsò da queſla a miglior vita l'
anno 91 9. adi a7. Ottobre. hauendo gouernato con gran prudenza la ſua Patria anni
37.meſi vno, e giotnig. Il terzogiorno doppo la ſua morte ſù poſſo ſopra vu' altiſſimo
Cataſalco nel mezzo della Sala Regia.doue le furono latte le funtioni pratticate ne’ i
ſuoi anteceſiori. Pù ſepolto nella Chieſa di S. Paolo. e terminata la meſſa ſolenne del
Veſcouo Coſtantino della Nobile Famiglia Dentoli Ferrareſe,fù recitata l' Oratione
funebre da Pietro Dentoli Nipote del detto Veſcouo. lo non voglio laſciar nella pen
na vu fatto veramente memorabile, che ſeguì in quefla funtione, qual fù che intenñ
dendoli r a. Sauij eſſere concorſa gran quantita di perſone Nobili, e virtuoſe, che da
paeſi circonuicini ſi erano portate in Ferrara ai per vedere derta funtione, come anche
per ſentire il ſudetto Pietro Dentoli Oratore di grandiſſimo grido. e giudicando’non
eſſere detta Chieſa capace di tanto Popolo,|a notte auanti fecero fa re alla detta Chie
ſa ma grandiſſima Porta a‘ volto in faccia al Pulpito,in guiſa tale che anche per di fuori j
di quella ſi ſcopriua tutta all' intorno la Chieſa , a‘ benche il Popolo foſſe ſino nel mez-i
zodella ſtrada,cheai queſto effetto ſſaua ſerrata all'interno, e di ſopra coperta , in:
modo comodo per ſedere. Così ſcriuono Gio. Battiſia Pigna f. r95. Gio. Contrarj f.}
r z a. r a 3.Getuaſio Ricobaldi f. r 9 9.ſuoi annali Laſcio Alberto quattro figlíoli hauuti'
da Ardoina Malateſti. che furono Timoteo, Giouanni, Ga ſpato,e Girolamo come ap
pare dal ſuo Teſtamento ſotto li a4- Ottobre 9 r ,.rogato per mano di Sebaſlíano Ro
ſati Cancelliere de r a. Sauij .
Aleſſandro ſecondo il fratello huomo ſingolariſſimo,mori in Alemagna l'a nno 89 r. men
tre ſi ritrouaua appreſſo l' lmperatote Carlo ill. chiamato il ſemplice. Di queſto Aleſ
ſandro fà memoria Bonauentuta Angeli ſuoi Huom. ill. f. r r9.
Timoteo terzo di queſto nome figliolo di Alberto terzo fù huomo verſatiſìîmo nelle let
tere. onde per la ſua ſa pienea, e nobiltà meritò di eſſere doppo la morte del/Padre ac
clamato dalla ſua Patria più volte per Signore, il che finalmente ſeguì adi :tz-Cenate.
l' anno 920. nel quale fù da tutti li Nobili, e l a. Sauij creato per Capo, eſſendo vaca
ta tal carica meſi due,e giorni a 5. Segui tal creatione in giorno di Giouedì circa le due .
hore di notte,0nde la mattina ſeguente il Popolo diede ſegno di eſſrema leuria, ar
intendendo che la ſera medema doueua farſi la caualcata conforme il conſueto.. in vn
ſubito fù adobbata la Piazza con pretioſi panni d' oro, e coperta con altri panni di va
ſiſi ſi]
F ñ
'n.4 ‘ [LLVSTRI FAMIGLIE
rii colori. Parimente furono coperte tutte le ſtrade, doue doueua paſſare Timoteo,
adobbandolc da terra ſino :‘i tetti in varie forme, gareggiando ciaſcUno nell’eccellen
za dell' apparato. ln detto giorno alle 22. hore ſi ritrouarono ſopra la Piazza magna
tutti ll Nobilicon nobiliſſimi Deſtricri ſuperbamentc adornati. Veſti ſi portarono
di poi alPalazzo Regio , :Se alla Porta della Scala furono riceuuti dal Bcndedci , e
t a. Sa uii,e trans’ſerendoſr tutti aſſieme alla Sala Regia. il più vecchio de rz.Sauii fc
ce le ſolite ceremonie di pote à Timotco il Manto Rcale,e lo Stocco al fianco,- il che
terminato, ſi alzarono li Nobili ad vno ad vno, cſi portarono a far riuerenza al ſuo
Ca po,che con grande cordialità l’accolſe . Finita detta funtionemontarono tutti à
cauallo, inuiandoſi alla Vla de Canali,alla Via nona, ör alla Via grande ſino à S. Pie
tro, dal quale ſi portarono alla Via de SabionLe per la medema alla Piazza magna
auanti al Palazzo Regio,oue ſmontarono accompagnando il lor Capo al loco, doue l'
haucuano leuato, e di poi furono fatte tutte le altre funtioni pratticatcſi per l'addie
tro, quali per brcuita tralaſcio. Soggiungo ben sì che in queſto principio del ſuo go~
uerno fece rante elemoſine,che atrecò merauiglia a tutta la Città. Baſti il dire che
ſi ſpogliò affatto di quanto haueua per ,vſo de Poueri, e per maritare' 1 80. Donzelle.
Tutto ciò viene confermato da Paolo Sacrati f. r 2 a. Gio. Contrari f. t 2 5. Geruaſìo
Ricobaldi f. z r4.Giacomo da Marano T. p. f. 227. e da altri ſuoi Annali.
Applicò di poi allibiſogni della Pa tria.quale abbelì, 8t allargò dalla parte infe
riore, la maggior parte della quale era abitata da gran quantità di Nobili, per eſſere
luoghi diuiſi da piùCanali;pct il che haucuano fatto fabricare alcuni Palazzi,altri al
cuneTorri ſopra certe alture di terreno,per eſſere più ſicuri c6 le loro facoltà,ſtante che
per paſſare à tali luoghi. erano di neceſſita le barche . Ciò non piacendo al Bcndedci
per diuerſì buoni riſpetti. ſtabilì di fat fare va Canale,che principiaua alla Valle Ba
niola (come riferiſcono Peregrino Priſciani Coil. [ſt. f. aan-e Gio. Contrari f. 29.
ſuoi Annalìpue diſcorono del Pò ,8c altri Canali della Città‘,e dal Guarini ſuo Comp.
lſt. f. 277.qua1e lo chiama fondo Baniolo) eſi portaua ad vn‘altro Canale nomina
to dalle Bocche,oueal preſente è la Chieſa detta S. Maria di Bocche,oue detto Ca
nale ſi diramaua,ſcaricandoſi con più rami nel Pò; per il che reſtò libera gran parte
della Città dall’acque, e la Città iſteſſa reſtò vnita. Veggaſî Gio. Battiſta Pigna f. 49.
VicenzoRodinelli f. 7 r . Gio. Battiſta Giraldi f. 9 5. VberroGiocoli f. r z l .Paolo Sa~
crati f. 203.8t altri ne ſuoi annali .
L’anno 92 t.adi primo Ottobre fece dar principio alla ſopradetta Chieſa di S. Ma
ria di Bocche,oue prima era vn picciolo _Oratorio fatto edificare da Bcndedio de Ben
dedei ſecondo di tal nome, qu-ale ſtaua poco lungi dal Palazzo di qUeſta Nobiliflirna
Famiglia . Fù terminata detta Chieſa l‘ann09 24. adi z Fcbraro, nel qualgiorno fù
'4 conſacrata da CoſtantinoDendoli Veſcouo con titolo della Purificatione di Maria…,
Vergine, come conſta per lnſtromcnto rogato Biagio da MantoUa figliolo di Giouan
rii adi 6. Febraro anno ſudctto . Di tanto fanno mentionc Peregrir’ro Priſciani Coll.
‘ Iſt. f. 2 2 a. e Giacomo da Marano T; p. f. 2 i o. ſuoi annali.
L'annogzg. eſſendoliberata dall* acquela parte inferiore della Città, fece dar
_ principio alla Chieſa di S. Clemente ſopra l’angolo,che formaua la Valle Baniolai'c
le fù poſta la pietra fondamentale da Coſtantino Veſcouo ſopranominato, il quale-vi
poſe prima vna moneta d‘oro con l'impronto di detto Santo datoli dal Bcndedci .
Queſto ſù il di primo Settembre anno ſudett0.e fù terminata detta Chieſa l’anno 92 Î5‘
adi to. Nouembre.e poi conſacrata adi a 3. detto, giorno dedicato alle glorie di det
to Santo, dal medemo C0nſtantino,con l' interuento del Bcndedci. I 2- SaUìj, c gran
parte della Nobíltà,eſſendo di poi dorata dal Bcndedci iſteſſo di rendite riguardeuoli.
Detta Chicſal’annogzs mediante il conſenſo di Leone VI. Sommo Pontefice ſù
conſegnata a certi Monaci di Egitto, come conſta dal Rogito di Bartolomeo Sandcli
celebrato nel Palazzo Regio ſotto li 3 o. detto, e ſtipulato alla preſenza del Bcndedci,
' Signori Sauii della Città,-e detti Monaci. CiòaffermanoGio. Contrari f. r 34. :35.
' ~ `Giaco- _
_ le‘...
Dl~ììFE~RR ARA ‘-PÌR TE rr. u,
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Giacomo di Miſano T- P- f. 2 3,0.Gerualio Ricobaldi f. zor. ſuoi annali, 8t il' Guari- '
` ni L'
CÒmpJll.
anno 92 f.
6. 227. _ ritſinente dar principio à due' altre Chieſe ,.cioè. S. Gregorio,
fece pa . ,
* S. Saluatore. quali furono fabricate ſopra alcune alture di terreno cauſate dall' ac- 4
que di` Val Baniola,eterminate l' anno 928. adi 9. Febrato,v e conſacrate poi alii 19.
Marzo .ñ Tanto atteſtano Gio. Contrari f. 13 5. Giacomoda Marano T. p. f. 230. , ,
.Ne ſopradetti anni doppo hauere il Bendedei reſtaurata,8c abbellita la Citta‘ dalla
parte inferiore sìdi Chieſe, come di Caſam’enti, ſtrade, 8c altre nobili fabriche, ſi -
adopròintiunire gli animi dimolti Nobilidiſuniti~,raflettando con la ſua gran pru
denza tutte le loro differenze . Viſitò di poi molti luoghi dello Stato, ne quali haue
l ua-fatto fare dinetſr ſcoli, ò canali , medianteli quali haueua acquiſtata gran parte di
i Terreno prima oppreſlo dall'acque,&à tutti aſlegnò- li confini, come ſi vedrai à ſuo
luogo . ñ -
l 'Adi z. Maggioannoſudetto
vtiNobili,e s' incam’inò alla voltaparti' di Ferrata il Bendedei
di Romachiamatoda Leoneaccompagnato da mol
Vl. ſommo Pontefice
per trattare diuerſiintereſii d' italia, ma arriunto àSpoleti,e riceuutoda Prelati man
dati dal Pontefice per incontrarlo, fù ſoprapreſoda vn male gtauiſlimo,che in quattro
giorni lo priuò di vita . Artiuò tal nuoua a Ferrara alii rr. detto alle hote az. onde
ſubito da r a-.Sauii furono auiſatetuttele Chieſe,.quali dopo le 24. con le Campane
diedero ſegno al Popolo della perdita fatta del ſuo Signore; che però fù teneramente
pianto. Adi zo. detto giunſero a Ferrata il ſuo Cadauere, quale nell‘ imbalſamarlo,
che fecero li Medici in Spolcti', trouatono eſlet morto di veleno . Fia pollo detto Ca
dauere 'nella Chieſa dis. Giorgio, dalla quale à vn hora di notte fù leuato- dalli r a
Sanij,e Nobili,8c accompagnato alla Chieſa di S. Paolo, nella quale ſlaua apparec
chiato vn nobilillimo Cataſalco illuminato da gran quantità di Torcie, ſopra il quale
palio che fù,tutti li Nobili al vno per vno andaronoa darli vn baccio- accompagnato
con lacrime, che gli vſciuano più dal-cuore, che da gli occhi, per la perdita fatta di vn
` ſoggetto così riguardeuole. Lamattina furono fatte le ſolite eſlequie, e l’ Oratione
fù recitata da Bernardo Alemani Dottore , e Nobile Ferrareſe, con l’interuento de 1 2.
Sauij,e Nobili,non ſenza gran concorſo di Popolo.. Laſciò queſto Signore quattro
‘ ñ' teneri fanciulli,cioè Giacopo, Aleſſandro,Alberro,e Giouanni hauuti da Lucreria...
della Nobile Famiglia Moritolini ſigliola diSinibaldo detto ilGrande da_Nappli, C0
me appare dal Teſtamento di eſſo Sign-ore celebrato in Spoleti ſotto li 9.Maggio 9 2 .
rogaro permano di Stefano Lodi Cancelliere ‘della Communità di ella Citra.. Scri
tnono
13. Giacomo da Marano
di quello Signore ’hp.
Paolo f.a49rf.Gio.
Sactati 207.Contrari
Vicenzof.Calzaf.
r s m 5 za.z Geruaſio
t. Vberto Ricobaldi
Giocoli

f. 97. ne ſuoi AnnaliaBonauentura Angeli ſuoi Huom. Ill. f. 69. Lilio Gregorio Gt
raldi ſuoi fragmenti f. 62. Filippo Rodi Famiglie Nobili T. p.f. 175
In queüoluogo doueua porre ſolamente il diſegno della Citra , inquel modo che
fù laſciata da queſto'l'imoteo Ill. ma aceiòli vegga in vna ſola occhiata il modo , nel ñ' a
quale fit laſciata da ’finiamo-ll. e l’accreſcimento-fatto da Timoteo llLho volum D0‘
re aſſieme tutti duoi queſti diſegni.per maggior comodità, 8c intelligenza del Lettore, '
fe bene dal Lentini vengonopoſti ſeparatamente _.
fa. ,lai ‘ſi‘. n …i
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DI FERRARA PARTE Il.

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12.8 [LLVSTRI FAMIGLIE
GiouanniquintoilFratello giouane di grantalentimorì in Parigil’anno 901. mentre
vſe, ne ſtana quella gran Corte. Bonauentura ‘Angeli Huom. Ill. f. 93.
Giacopo ſeſto il Fratello ſù Prelato ſtima tiſſrmo per la prudenza, dottrina, e bontà di co
ſtumi da Leone Vl.al quale per Humilta rinuntiò tutte le cariche, che eſio Pontefice
mtendeua conferirli. Volle queſto Signore viuere da ſemplice Prelato, non cercando
altra glori~a,che quella appreſſo lddio di ſouenire li poucri con larghe elemoſíne.
Morì queſto virtuoſo Signore adi 22. Settembre l'anno 9:8.ín concetto di ‘gran .San
titadr virazper il chele ſù dal ſudetto Pontefice fatta dare onorata ſepoltura nella
Chieſa di S. Pietro,- come affermano GerUaſio Ricobaldi f. 1 oz Gio. Contrari f. r 71.
Gio. Bartiſia Giraldi f. 73. ſuoi Annali,- e Bonauentura Angeli ſuoi Huom. lll. f.,3.
Girolamo ſecondo pur fratello morì picciolo fanciullo,e fù così inconſolabilmente pian.
to dalla Madre, che nel termine di 6. giorni per il ſouerchio dolore l'accompagnò con
la propria morte al ſepolcro . Gio. Battiſta Giraldi ne ſuoi Eloggi f- 306.
Giacopo ſettimo figliolo di Timoceo terzo reſiò doppo la morte del Padre in età di otto
anni con gli altri ſuoi fratelli appreſſo la Madre . Vedendo il Popolo l’incapacità del
ì tenero Signore per reggere la carica de ſuoi anteceſlori, deliberò di accla mare per ſuo
Signore Ruberto Guramonti ſoggetto digran valore Zio del ſudetto Giacopo; ma
perche li Nobili non fumno mai concordi, benche più volte per queſto effetto ſi vnìſ
[flyer ſare detta elettione nella Sala Regia, per queſto reiiò la Citta ſenza Capo
m cinque, e giorni 8. doppo il qual tempo mediante il ſopradetta Guramonti, che
era molto ricco,e potente,e liSignori Falzagaloni con altri parenti, fù chiamato a‘
Ferrara AlmericoEſlenſe, che arriuò adi to. Ottobre 928. e fù dal Popolo, i a. Sauij,
e Nobili riceuuto con grande onore, e di poi creato per Capo. Leggaſi il Pigna ſue
lſt. i. 50. Vicenzo Rodinelli f. 1 g. il Toſcanella f. 3,, Girolamo Faletti f. az. Giaco
mo da Marano T. a. f. 3.610. Conrrarij f. r o. Mario Equicola f. 6. Geruaſio Ricobal.
di f. 16.ambioelle Gencologie deSereniſſimi Eſtenſi , Gaſparo Sardi ſue lſt. f. ar.
ll Conte Franceſco Berni negli Eroi della Sereniſſima Caſa d'Eſie f. r7. y
Mortoil detto Marcheſe,ſi vnirono tutti li Nobili,quali ſentendo che il Popolo i
viua voce acclamaua Giacopo Bcndedci per ſuo Signore, determinarono di vnirſì di
nuouo la mattina delli 18, Nouembre anno 949. :ì hore r4. e reſtarono vniti fino alle
hore 2 3. in punto, nel qUal tempo crearono per loro Capo il ſuderro Giacopo,con giu
bilo grande di tuttili n.8auij, Nobili,e Popolo, il quale fece allegrezze ineſplica
bili. Furono fatte il giorno ſeguente tutte le ſolite cerimonie,alle quali ſegui la viſi
ta di tutto lo ſtato, in quel modo, che era ſtato pratricato da ſuol Anteeeſſori,il che tra
laſcio per non recare tedio al Lettore . ~
Adi ao. Marzo 95 I .fece principia re la Chieſa di S.Eraſmo volta al Setenrrione en.
troilPoleſîne di S. Maria di Vado,’qualChieſa ſù terminata li :Agoſto dell’ anno
ſuderro, e ſù conſacrata adi 20. del medemo meſe da Carlo primo Veſcouo di Ferrara
della Nobile Famiglia de Negri di Pietra Saina, della quale diſcorrerò à ſuo ’tempo
negl' altri miei Volumi ,che andaranno ſeguendo. Detta Chieſa fù fabricata a ppreſlo
vn nobile Caſamento di efloBendedei, il quale poi dal medemo fù conuertito in vu...
Oſpitale capace di cento, e più perſone, in ſeruitio dc poucri vecchi infermi, & inabili
a più potere guadagnarſi il vitto, aſlegnandoli entrate molto riguardeuoli. acciò det
‘to luogo, e Chieſa foſſe ma ntenuto con ogni onoreuolezza,e vi deputò molti Nobili,
che ne haueflero eflata cuſtodia. Vedaſi il Guarini Comp. lſt. f. 380. Paolo Sacrato
f. z 61. Mario Equieola f. 2 t. Vicenza Rodinelli fuoz. Paolo Zerbinati f. 1 06. ne loro
Annali . -
Ritrouandoſí in queſií anni molto afflitta la pouera Italia non ſolo da le 'guerre fie
riflime, quanto da diuerſi Tiranni, che faceuano ſtrage infinita del Popolo, prouò la
Città di Ferra ra qualche timore, che però il Bcndedci fece fortificare la Città all' in
torno, e di poi fece riſtaurare li due Caſtelli Corteſi, e d’ Alto, prouedendoli sì di mo
nitioni da guerra, come di gente eſperta nell’ armi . Parimente fece fortificare diuerſi
ſuo.
DI FERRARA PARTE 11. ‘ n.9
luoghi dello Stato, particolarmente ne confini, e ponendoui gente armata. tiduſte in
ſicuro il ſuo Stato . Spatſaſi la voce per tutta l’italia che la Citta di Ferrara viueua ſo
la in pacifico Stato,e che era ſortimma, e ben regolata. preſero motiuo moltiſſimi No
bili d' altre Citta' ò mal trattate da Tiranni, à moleſtate dalle guerre, di abbandonare
la Patria propria. e ritirarſi ad abitare in Ferrata,- per il che non ſolo crebbe in Ferrata
il numero di nobililſime Famiglie, mà anche viſi introduſlero immenſe ricchezze, co
me notano Gio. Contrari f. 291. Geruaſio Ricobaldi f. 99. 8t Vberto Giocoli f. r 24.
ſuoi Annali. _
L' anno 961. non ha ucndoli mai potuto ſcordare li Rauegnani dell'odio antic0,che
haueuano portato al Popolo di Ferrara, per non hauerlo mai potuto renderſelo tribu
tario, meſiero inſieme molta gente, e paſſarono su ’l Ferrareſe, facendo mali infiniti .
Ciò veduto dal Bendedei, chiamò a ſe tutti li Nobili della Città,quali ſi vnirono nel
la Sala Regia, oue fatti molti partiti, determinarono tutti alla ſine di volerſi difende
re da nemici con l’armi alla mano ſenza chiamar altri in loto aiuto. Chiamo adun
que il Bendedei le genti dello Stato, e le vnì con altre della Citta,e gran parte de No
bili per inanimire gli altri, vollero andare in perſona con il Bendedei ad attaccare l‘
luimico . La norte adunque delli a o. Agoſto a hore 5. paſſarono ad vn loogo aperto,
poco diſcoſta dalla Chieſa di S. Giorgi0,0ue (taua ritirato l’ inimico, facendo gran
preparamenti per date la mattina ſeguente il ſacco alla Città, 8t attaccandoli ne fece
ro tanta ſtrage, che pochi fugendo poterono ritornare a Rauenna per racconta re co~
me il fa tro foſſe ſucceſſo. ln detto conflitto reſtò morto il Bendedei con il ſuo figliolo
maggiore nominato Timoteo aſſieme con molti altri Nobili, che vollero con lo sborſo
del proprio ſangue comprare vna così inſigne Vittoria . ll luogo del combattimento
fù chiamato Campo dell’en,peroche doppo di hauere li Rauegnani fatti infiniti dan
ni nel Ferrareſe, ö: eſſendo già, come dice il prouctbio, maturo il Pero,cadde, c reſta
rono li miſeri Rauegnani annegati nel proprio ſangue . Adi 2 t. detto ad hore 2 3. ar
riuò in Ferrata Vgo Guramonti con ilrimanente dell' Eſiercito, introducendo tutto il
Baga glio leuato alla nemici, che fù venduto, e diſtribuito il dena to à vittorioſi Solda
. ti. ll Cadauete del Bendedei, e quello del figliolo furono condotti in Città con ſolen
nillìma pompa,e ſepolti nella Chieſa di S. Paolo . Io non deſcriuo la grandezza , e
magnificenza de Funerali. 8t Eſſequie,per non infaſtidire il Lettore; ſolo dico chela
ſciò trèſiglioli,quali furono Girolamo,Alberto, eGiouanni, hauuti da Giouanna….
Adelardi Egliola di Guirino. Di queſto Signore in confermatione di quanto ſi è det
to ScriuonoGio-Conttarif. ato. Vicenzo Calza f. a; t. Gio. Battiſta Pigna f. 45.
Vberto Giocoli f. r 24-Gì0. Battiſta Giraldi f. 429. Mario Equicola f. 7t. tutti ne lo
rfo Anfnalí, Bonauentura Angeli ſuoi Huom. lll. f. 94. Filippo Rodi Famiglie Nobili
. P* - [77
odàîläääî" 8‘ j Fratelli del ſudetto morirono fanciulli; ,
Giouanni ſeſto pur fratello morì in Parigi, mentre ſi titrouaua al ſeruitio di quella Mae
ſtà . Bonauentura Angeli ſuoi Huom. lll. f. 95. `
Timoteo quarto ſigliolo del ſopradetto Giacomo ſettimo mori con il Padre, come di ſo
— pra ſi è detto, nel conflitto, e tota data da Ferrareſi all' Eſiercito de Rauegnani adi a r .
Agoſto 961. Bona uenturn Angeli Huom. lil. f. 94.
Girolamo terzo figliolo del medemo Giacomo ſettimo fù Htiomo ſtimatiſlimo da tutti i
Prencipi sì dell' italia, come fuori. Doppo la morte del Padre ſù dal Popolo di Fer
rara acclamato per ſuo Signore,mzi perche ciaſcuno de Nobiliaſpiraua a tal dignita‘,
incominciorno à piantare odii crudeliſſimi in quei Cuori medemi, ne quali per l’ adie
tto haueua germogliata la Pace. Si vnitono infinite volte nella Sala Regia perla crea
`tionedi vn Capo, ma no n fù mai poſſibile venirne alla concluſione. Finalmente dop
p0 di eſſere ſtato vn’anno, due meſi, e giorni ſenza Capo. riflettendo che i Popoli d’
Italia haueuano patito tanti dilla gi, e tra uagli ſorto la Signoria de Betengarii, e d'i
altri
`
Izo ILLVSTRI FAMlGLI-E
altri Tiranni,e che per il contrario eſſi erano viſſuti con tanta quietezza per la loro
vnione,ſtauario molto confuſi per eſſere impegnati di parola fra loro,- onde non fù mai
poſſibile trouare altro ripiego, ſino à tanto che non cominciarono à prouare il danno,
che le faceuanoi Bologneſi à cagionc di prerenſione di confini , come riferiſce Gio.
Battiſta Pignaf. 57. Weſt: fit la cauſa, che li ſpinſe à chiamare Tedaldo Marcheſe
Eſtenſe,& acclamarlo per vero, e ſupremo Signore , titolo che mai vollero vniuerſal
mente concedere à ſuoi Patriori, peroche il Capo della Città era ſolo Signore del Po
polo. mà reſpectiuamente a Nobili non godeua altro nome che di Capo,come atteſta
Gio. Battiſta Giraldi nel ſuo Commentario delle coſe di Ferrara f. r t.
Adi a:. Ottobre 962- arriuò al Porto di S. Biagio il ſuderro Marcheſe, il quale fù
ricecuto con ſolenniſſima pompa da :urti li Nobili, e gran parte del Popolo, econdot
to al Palazzo Regio con allegtezze infinite,- per il che vedendoſi il Marcheſe così ben
trattato,applicò molto a biſogni così della Città, come di tutto lo Stato. Chiamòà
ſe il ſudetto Girolamo Bendedei. e ne fece tutta quella ſtima, che far ſi doueua di vn
ſoggetto tanto riguardeuole. Venendo poi Ottone imperatore in Italia , Tedaldo
mandd il Bendedei in compagnia di vn ſuo figliolo per nome Tebaldo Veſcouo di
Arezzo, aſſieme con Leone lll. Veſcouo di Ferrara, Guarino Adelardi, Gio. Battiſta
Bonaccioli, il Co. Ottolando de Guielmi, Pietro Patritio, Vgo Giocoli,e due Fratelli
Torelli con altriNobili ad incontra rlo ſino a Pauſa , ſtante che veniua in Italia a‘ ſine
di raſſetare le coſe, come ſcriuono Pompeo Vizani f. 4.3. Gio. Battiſta Pigna f. 59. ſue
Iſtorie, de altri ſuoi Annali.
Io sò che il Sardi f. a 8. attribuiſce l' incontro di queſto Imperatore à Bonifacio ſuc
ceduto à Tedaldo nella Signoria di Ferrara; Ma‘ s'inganna all'ingroſſo,- mentre Teda l
do viſſe anche gran tempo doppo,e peròſi deue preſtar maggior fede al noſtro Gio.
Battiſta Pigna, che ciò ſcriue dl Tedaldo . Anche il Libanori ciò conferma nella ſe
conda parte della ſua Ferrara d’ oro f. 37. Se bene è diſcorde dal Pigna in ſcriuere che
da Tedaldo fù mandato Teobaldo il ſigliolo à confini dello Stato per rjc‘eUere l' impe
ratore, 1a doue il Pigna ſcriue che vi ſù mandato Bonifacio, nel-the’ ſono Aurori per
ambedue l' opinioni . Con queſta occaſione io noto,che il Libanori f. 36. pone fin_
dall'anno 970. il dominio di Tedaldo in Ferrara, quale ſecondo il parere del medemo
Aurore L40. viſſe ſino all’ anno 1008. Standoqueſto io non sò come il Libanori f. 38.
poſſa citare il Roſſi nelle ſue lit. di Rauenna, e ſcriuere che l'anno 973. in vn contrat
to ſottoſcritto da Leone lll. Veſcouo di Ferrara ,ſi troui nominato Marino Conte di
Ferrara. il che moſtra di credere il Libanori, mentre ſoggiungc che di poi gli Signori
di Ferrara hebbero da Ottone ſl. il titolo di Marcheſi . Primieramentc non vi è mai
ſtato alcun Signore di Ferrara nominato Marino , come in quanto a‘ gli Sereniſſimi
Eſtenſi ſi può vedere nel Pigna, nel Sardi, e nel RiceiOſi, da in quanto à gli Signori
Bendedei, Adelardi,eGuramonti, in tutti gli altri noſtri Scrittori. Mai dato, e non_
conceſſo, che vi foſſe ſtato vn Marino, è certiſlimo che non tù al tempo di Tedaldo, ne
di altro ſoura no, peroche non ſi è mai vſato da Ferrareſi fare due Signori nel medemo
tempo. Aiello poi che dice il Libanori,cíoè che gli Signori di Ferrara foſſero Con
ti. 6t haueſſero doppo da Ottone ſl. il titolo di Marcheſi, non contiene verità, prima
perche Ottone Il. non diede a Tedaldo, e ſuoi diſcendenti il titolo di Marcheſi, ma di
Duchi, come con aurorità hò di ſopra moſtrato .- Secondariamente perche il medemo
Libanori moſtra il contrario; mentre f. 37.chiama Tedaldo Marcheſe di Ferrara auan
ti che mandaſſe ad incontrare Ottone. Fù adunque Tedaldo dichiarato da Ottone ll.
Duca di Ferrara con tutti i ſuoi diſcendenti; onde fù Duca Bonifacio il figliolo, e Du
cheſſa Mathilde nata di Bonifacio. Che ſe opporrà il Libanori,eh’ io chiamo Mathil~
de Conteſſa di Ferrara , la done ſecondo il fatto di Ottone chiamare la dourei Du
cheſſa; le riſpondo primieramente, che queſta inſtanza fà anche contro egli medemo,
chela chiama Conteſſa.la doue ſecondo il titolo di Ottone,la dourebbe chiamar Mar
cheſa, mentre ſecondo lui s'in titolarono di poi Marcheſi gli Signori di Ferratasſecon
da
D1 FERRARA PARTE 11. ~ 13!
dariamente riſpondo che alle volte chiamò la Ducheſſa Mathilde con titolo di Con
teſia, per conformarmi alla voce commune; dc hò preteſo d'imirare il noſtro Gio, Ba;
tilla Pigna, quale ſe bene nelle ſueIſlJib. 3 f. 162. aſſeriſce che Mathilde era Du
cheſla di Ferrara,ad ogni modo la chiama poi ſempre Conteſſa per conformarſi al vol
go, come ſi vede nel principio del lib. a. f. 77.
Ritornando adunque al ſilo dell' lſtoria, dico che doppo di haucre gli ſddetti Si-`
gno ri incontra to l' lmperatore, l' accompagnarono da Pauía à Fcrrara,aſiieme con Be
nedetto Vl. ſommo Pontefice,quale parimente haueua incontraroór incoronato Ot
tone sù la Rina del Tartaro. la doue sbocca nel Pò preſſo d’Oſtia come riferiſcono
Peregrino Priſciani Luc Coll. Ill. f. 207. e Gio. Battiſta Pigna ſue lſt. f. 59. Arriuati
che furono a Ferrara-queſti due gran Prencipi, furono con gran giubilo riceuuti al
Porro di S. Biagi» dal ſudetto Marcheſe. e Nobili della Citta‘ ſotto vn Baldachino di
panno d’ oro portato da :4. Nobili,qua|i gli accompagnarono ſino al Palazzo Regio
sforzando'ſi, e gareggiando tutti di accogliere, e ſeruire quelli due gran perſonaggi
contutta la loro COrîc~ il Veſcouo della Citta‘ valle l'onore di alloggiare il Pon
tcfice nel Palazzo Epiſcopale, 8c il Marcheſe diede onoratiſlimo, e ſplendidiſſimo al
loggio all‘ imperatore, e ſuoi Baroni,che erano in gran numero,8r anche tutti li Gen
tilhuomini ſi diGcrmania. come di altri paeſi. che ſeguitauano l' Imperatore . Abita.
ſono qucfli due gran Monarchi quattro giorni continui in Ferra ra.nel qual tempo ſu
rono sì dalſuderto Marcheſe, come da tutta la Città fatte allegrezze ineſplicabiligeñ
ſiando detti Prcncipi ammirati in vedere in vna ſola Città compendiata la generoſità
di vn Mondo inticro. Per gli intereſſi gra ui dell'Italia partirono poi queſti Monarchi
da Ferrara con il Corpo, ma non già con il Core;poſciache per teſtimoniare il loro
affetto verſo Ferrara,auanti di ſua partenza, doppo di haucr confermati tutti li Priui
leggi, che Carlo Magno, ö: altri lmperatori conccii ero sì alla Città.come al li Nobili,
ne vollero concedere anche di nuoui molto più ampli tanto alla Città. come a` tutti li
Nobili, dicchiarando Ferrara frà le altre Città si dell' italia, come fuori le Merli/ri
m, intitolando il ſudetto Marcheſe Tedaldo Duca della medemo, con tutti i ſuoi di.
ſcendenti in linea retta così maſchi, come ſemine in mancanza di quelli; come affer
mano Gio. Battifla Pigna nella diſcendenza de Sereniſlimi Eſtenſi regiſlrara nel fine
delle ſue lſtorie;Alcſiandro Sardi nella Geneologia de medemi f. 4. 8c il noſlro ern.
ditilíimo Riccioli nella ſua Cronologia Reformata T- 3. al Catalogo de Sereniffimi
Eſtenſi f. roo. [01- Qucſti pregiariiſimi Priuileggi al preſenteſi ritrouano nell'Archiñ
nio della Sereniſiima Republica di Venctia per certe ca uſe, delle quali ſi diſcorrerà à
ſuo proprio luogo. ~ ‘ ~
s' 'ncaminò di poi Ottone nella Calabria per diſeacciarne i Saraceni , che aiutari
da Greci depredauaoo tutto il paeſe,- ma attaccata la barra glia , fù rotto da Saraceni
con perdita di molti Capi da guerra, e mortalità grandiſſima de ſuoi Soldati, in guiſa
tale. che con grandiſſima difficoltà ſi ſaluò l' Imperatore fugendo à Roſano Città ma
ritima della Puglia. Vedendoſi l' imperatore à ſimil partito, deliberò di addimandar
ſoccorſo à Tedaldo Duca di Ferrara, quale li ſpedi in aiuto Alberto Marcheſe ſuo fra
tello . 8t il ſudetto Girolamo Bendedei con ſcieltiſsime ſquadre di gente sì à piedi.
come á cauallo fatta in Ferrara. e ſuo ſtaro. Vedendo l’ imperatore vu cosi nobil ſoc
corſo dichiarò ſuo Generale il medemo Marcheſe Alberto d'Eſte, e ſuo Luocotenten
te Generale il Bendedei, edi poi attaccando la ſeconda volta Ii nemici , di tal ſorte li
ſraccaſsò , che rimanendone pochi vini liberò il paeſe da quella peſlifera gente . ln
queſto fatto d' arme combattendo coraggioſamente il Bendedei, vi reſtò morto, ante
ponendo la vita all‘ onore. Tanto atteflanoGio.- Contrarj f. 2 38 23 9. Geruaſio Ri
cobaldi f. 191. Gio: Battiſta Giraldi f. 76- Giacomo da Mara no T. p.f. 307. Gio:Bat
riſta Pigna f. 29s.loro Annali. Bonauentura Angeli Huom. lll. f. 94. Filippo Rodi
Famiglie nobili ’I'. p. f. 1-77. Laſciò il ſudetto Bendedei due figlioli, cioè Giacop0,
e Filippo hauuti da Anna Guidiberti ſigliola di Pietro, e ſorella di Leonelli . Veſco.
uo
13:. ILLVSRTI FAMIGLIE
uo di Ferrara, come appare dal Teſtamento di eſſa Signora celebrato in Bondeno ſot
to li 29. Agoſto 989. rogato per mano di Vgo da Parma Cancelliere Epiſcopale di
Ferrara .
Alberto Quinto
quei tempi fratello
haueſſe dellia,onde
i’ lta ſuderro Girolamo, fl‘i vno
in conſiderabrli de ſingolari
vrgenze, luriſconſuiti
ſù impiegato da quaſiche
tutti

lr Prencipi ltaliani,che ſommamente pregiauano i di lui conſegli. Vedaſi Bonauen


tura Angeli ſuoi Huom. lll.f 94. Filippo Rodi Famiglie nobili T.p. E 177.
Giouanni Settimo pur fratello del ſuderro Girolamo applied totalmente alli ſtudij , per
ii _che (terre ſempre ritrratillimo da tutta la Nobilta , ſpendendo gran parte de ſuoi
giorni virtuoſ'amente componendo diuerſe nobili Opere in Verſi, come in ProſL.,
come notano Gio: Battiſta Giraldi ſuoi Elog gi f. 309. e Bonauentura Angeli Huom.
illuſtri f. 94,.
Giacopo Vllt figliolo di Girolamo lll. fù Caualiere ſtimatiſs. dall'Imperat. Ottone Il.
ilquale te conferi la Carica di ſuo Luocotenente Generale in ltalia , come già hauea
il Padre, queſto megnanimo Signore ſi portò così egregiamente nelle ſue attioni. che
fit ſempre amato da tutti li Prencipi di Europa . Eſſendo poi venuroa Morte il detto
lmperatore l' iſteſſo anno 98 3. ad 8. Decembre, come atteſta Gio-Battiſta Pigna f. 60
fit ſepoltoin Roma nella Chieſa di S. Pietro. Morto Ceſare , Alberto d’ Eſte, 6c il
Bendedei ſi ferma tono in Roma per alcuni giorni a` fin che le diſſenſioni. che erano in
ſorte contro dellìrlmperio non pregiudicaſſero ad Ottone il Nipote, la cui protettione
talmente vi tennero, in modo che nulla profitaſſeroi Romani per la potenza di coloro, ~
che voleano la creatione di Enrico Duca di Ba uiera, che era Cugino del defontq’ Ot
tone ll. per eſſer nato-da vn fratello di Ottone I. ſi ehe era Zio per lato paterno di que
ſto Ottone lil. :i cui era oppoſto che foſſe inabile à gouernare l'Impero,per eſſere in_
età d'anni ſette . Alberto, «Se il Bendedei fecero di maniera che Giouanni XVI. Som
mo Pontefice lo confirmò, e dichiarò Imperatore . Mancato di vita il Marcheſe AL
berto nel 995. ritrouandoſi il Bendedei in Roma, fù ſorpreſo da vnaſubitainfcrmità,
per la quale paſsò da queſta à miglior vita adi 27. Ottobre con perpetua memoria..
dell’ imperio Romano, al quale haueua preſtati così ſegnalati ſeruigi . Leggaſi Bo
nauentura Angeli ſuoi Huom. Ill. f. I 07. Geruaſio Ricobaldi ſuoi Annali i. r7 r.Gio.~
Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. 306. Lilio Gregorio Giraldi ſuoi Fragmenti f. rar.
Filippo Rodi T. p. f. 178.
Filippo Secondoil fratello , ſù ſempre ſtimatiſſimo dal ſopra nominato Tedaldo Duca di
Ferrara. e dal medemo tenuto in gran veneratione . per il che i' anno 995. lo vollL)
onorare della Carica di Capo de r a.Sauij della Citra . quale ſii da Filippo rifiutata
per eſſere totalmente applicato agli ſtudi) , & agl' intereſſi della ſua nobile Famiglia,
onde fù eletto in ſuo luo luogo Vbcrto Guramonti. Morì queſto Signore adi 29. Or
tobre rooz. nel ſuo Palazzo di delitie gia più volte mentouato, laſciando due ſiglioli
Timoteo, ör Alberto haumi da Relinda Rouerelli ſigliola di Gerardo l ſe bene dl..
molti viene chiamato Genardo) come appare dal ſuo Teſtamento celebrato nel ſo—
pradetto Palauo adi 2 5.medemo per rogito di Benuenuto Maſſa . Del ſopranomi
nato ſoggetto nè fanno memoria Gio.- Contrarj f. 245. ſuoi Annali, e Gio: Battiſta
Giraldi ſuoi Eloggi f. 300‘.
Timoteo Quinto figliolo di Giacopo ottauo,fit Caualiere ſapientiſiirno, e per le ſue ſin
golari virtù, e modeſtia,fl`t da Tedaldo Duca di Ferrara cordialiſſimamente amato, in
forma tale che lo chiamò ſempre per fratello. L'anno poi too‘. ritrouandoſi in ne
ceſſità il Duca di transferirſr à Parma perſuoi importantiſſimi affari , laſciò il Bende
dei ſuo' Vicario in Ferrara, e doppo la morte del medemo Duca, fù dalli figlioli con
ſirurato in detta C‘arica,la quale fix portata con gran prudenza , e gaudio di turtoil
i popolo ſino all’anno 1042. nel qUale paſſo da queſta à miglior vita adi 29. Agoſto,
laſciando tre figlioli, Alberto,Giouanni, e Paolo. hauuti da Maria della nobiliſlima
Caſa Adelardifigliola del Marcheſe Atto ſecondo, come appare da vn Inſtrumento
di
DI FERRARA PARTE 11. rzz
di donatione del medemo Marcheſe celñebratoin Rauenna adi 24. Nouembre 1019.
Rogato permano di Valentino dalle Aſte Cittadino Ferrareſe. Di queſto ſoggetto A
ſcriuono Giacomo da Marano T. p. f. 296. Gio:Batriſla Giraldi f. 27x. Vicenzo Cal
zaf 93. Geruaſio Ricobaldi f. 428. Gerardo Lardo f. 29. Gio: Battiſta Pigna f. 331.
Paolo Sacrati i". 340. loro Annali, e Bonauentura Angeli Huom. ill. f. r 07.
Alberto Vl. fratello del ſudetto Giacopo Vll.brudio in Parigi, oue doppo di haucr [i.
ceuuta la Laurea Dottorale,le fù da quella Maeſlà conferita la carica di Lettor Ordi
nario nella medcma Vniuerſirà, nella quale lelie più anni le Leggi Ciurlr: morì circa
gl’anni 1027 Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Elogi f. zor.
Alberto Vil, figliolo di Timorco V. lù così amato da Ferra ra ſua Patria, che eſſendo gli
Sereniſſimi Ellenſi per affari importanti fuori d* Italia, fù doppo la morte del Padre ac
clamato per Signore à viua voce da tutto il Popolo, il che ſentendo gli Nobili de…,
minarono adi a7.$ettembre :042. di vnirſi al ſolito luogo nella Sala Regia. 8t il med.
giornolodichiararono per Signore del Popolo, e Capo dc Nobili come haueuano
fattoa‘ gli altri ſuoi Anteceflori. Rittouandoſiintal tempo il Bendedei nel ſuo pro.
prio Palazzo indiſpoſlo, fù viſitato da tutti gli Nobili,quali l'accompagnaronoal Pz.
lazzo Regio facendole ſolite ceremonie. ſe bene le allegrezze, che per otto giorni
continui rece indiferentemente tutta la Citta', furono aſlai maggiori di quelle. che ſi
feceroà gli altri ſuoi Anteceſiori . Giacomo da Marano I'. p.f. 309.Geruaſio Ricobal
dif. 440. Gio. Battiſta Pigna f, zát. Gio. Contrarj l. 3r4. Vicenzo Rodinelli f. 65.
ſuoi Annali. '
L‘ anno r 08r. adi :9. Marzo paſsò da quella à miglior vita, eda tutto il Popolo fù.
teneramente pianto per hauer gouernata la Citta dr Ferrara anni 39. con ſomma pru
denzafacendo coſe ſingolarilſime,e tali.che paſso tutti gli ſuoi anteccſiori. Laſcio
quattro figlioiiflioè Giaeopo,Filippo,Giouanni, 8c liabcila , hauuri da ‘Jaiderta Ade
lardi figliola di Marcheſeilo, alquale doppo la morte del ſudetto Bendedei fù conſe
rita dal Popolo la carica di Capo della Citta, eflendo rcſhtí li ſopra detti figlioli in rc
nera età. Leggaſì Nicolò Caſoglio fgzo Gi0.Contrarj f.; r4. ſuoi Annali,Bonauen
tura Angeli Huom. lil. f. 107. Filippo Rodi Famiglie Nobili di Ferrara f. l 7J’.
SIT…" c 1 Fratelli di Alberto V. morirono fanciulli.

Giacopo IX. figliolo delſopradetto Alberto ſettimo doppola morte dei Padre , ſù da
Marcheſelio Adeiardi ſuo Ano mandato in Studio a Parigi, nel quale ottenne la Lau
rea Dottorale l' anno 109;. riuſcendo famoſiſſimo. e ſtimatiffimo sì da quella Vníuer
ſità,come dalproprio Rè, e Prencipi della Francia, per il che l’anno r ro:. fu per li..
ſua molta dottrina fattoLettorpublico,eleiie nella medema Vniuerſità per dodeci
anni intieri Ragion Ciuile- inteſa poi la morte delli due ſuoi fratelli, e della Conteſ
ſa Matilde, tinonciò detta carica con ſpiacimento di tutta quella Reggia, & Vníueró'
ſità, e venne ad abitare nella ſua Patria l'anno l 1 1 5. Diſpensò alii poueri tutte le ſue
entrate, trattene quello che biſognaua per mantenimento di ſua Caſa , coſa che tirò ,
ſecol’amoredi tutto il Popolo. Viffelungamente,emoril’anno ”60.adi ao. Lu-i
glio,laſciandotrefiglioli, cioè Timoteo, Paolo,c Madalena hauuti da Mattia della
Nobile Famiglia Anſadeifiglioia diGiouannicome appare dal Tcſtamenro del ſu~
detto Signore celebrato ſotto il di rs Luglio r r 60.rogato per mano di Pio Roſa Fer
ſflſeſc N0t²ſ0 publica . Fanno memoria di qlleſto Signore Lilio Gregorio Giraldi
ÎUOÎfſflgmcmíf.79.Gío.Battíſta Giraldi ſuoi Eloggi f. 235. Bonauentura Angeli
ſuoi Huom.!il. f. ro7. Filippo Rodi]. p.f. r78.
Fi i , I
Giloîîsníe Fratelli. del ſudettoGracopo
. .
nono morirono .
nel conflitto, e ſacco dato
alla Città di Ferrara dalla Conteſſa Matilde ſotto li 4. Agoſlo r ror. Combatterono
queſti due Signori con gran coraggio,e difeſero il Porto di S. Pierro per "e 8“"…
continui ribu ttando più volte l'Eſercito nemico. Mà venendo à qucſto nuouo ſoccor
h
S ſo
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:34 ÌLLVSTRI FAMIGLIE
ſo da Bologneſi,c Rauegnani, diede nuouo aſſalto al medemo Porto con il maggior
nemo dell' Eſercito, e con il rimanente andò al Porto di Lago Maria, che non era così
ben prouiſto,onde entrando dentro gli nemici. andarono à prendere in mezzo l' Eſer
cieodc Ferrareſi , quale non ſapendo di tale entrata nella Città. e credendo che folle
nuouo ſoccorſo, che li dalle la med. Città de proprjCittadini , reſtò deluſo , e furono
tutti li Ferrareſi tagliati a' pezzi. Fù di poi ſaccheggiata la Città,& vna granparte ab
bruggiata, e furono ſpianati li _due Caſtelli Tedaldo, e Corteſe. In queſto fatto reſta
rono per tal tradimento vtciſi queſti due magnanimi Caualieri,de quali non deuorra
laſciar di dire, che hauendo gli medemi indetta battaglia acquiſtate molte inſegne, ~
furono doppo il conflitto tronati morti con le medeme intorno legate, teſtimonia au
tentico, che molto più ſtimarono l'onore, chela Vita. Scriuono di queſti due fratelli
vbflzo gioco” f. goz. Giacomo da Marano T. p.ſ. 297.Gío. Contrari ſ. 292. Gerua
lio Ricoba ldi f. …129. Gio. Battiſta Giraldi f. 14.7. Gio.Battiſta Pigna t. 109. ſuoi an
nali, e Bonauentura Angeli Boom. Ill. f. 37r. _
Ti motto V l. figliolo di _Giacopo nono Caualiere di gran ſenno, e valore ru verſatiſſî
mariella lettere, e ſtimatiſſiino da ſuoi Concittadini . L’anno r 168. adi 8. Ottobre ſit
mandato dalla Città per Plenipotentiario ſopra l’aeque del Pò, mentre indetto tem
,po vetrina grandiſſima inimicitiatra quelli di Golta taſa,ò veto di Ficarolo. e quelli
di Ruina,non potendoſi penetrarel’origine di tale inimicitia, ſe non dalla partialíta
de Guelfi,e Gibellinhche fauoreggiauano vna delle patti, che era in Ferrara, cioè li i
Guramonti,ò Marcheſelli; ò pure la diſcordia naſceſſe perche gli huomini di Ruina
coltiuaſieco meglio il loro terreno,& haueſſeto ſempre miglior raccolto. che quelli di
Ficarolo . lo non trouo in quello fatto coſa alcuna certa neſſi Scrittori,ſe non che nell'
anno, e meſe ſudetto tin tale nominato Sicardo huomo maligno, e ſcelerato, eſſendo il
Pò groſſiſſimo, perſuaſe quelli di Golta raſa, ò ſia di Ficarolo a‘danniſícare le genti di
Ruino, facendo una gran bocca nell'argine,in modo che l' acque ſi ſparſero per quel
li Viltaggi,e venne fino a Ferrara affondando ogni coſa da quella parte,0nde alla gor~
nonon ſolo Ruina,ma anco tutto l'altro Paeſe ſino al Mare Adriatico, cominciando
dal Pò di Volano lino alla Valle di Cauerzene . Non ſii mai poſſibile per ingegno hu
mano ritenere il gran corſo, che preſe l' acqua per detta bocca,di modo che ſi riduſle
in largo,e profondo fiume, che oggidi ſi chiama il Pò di Ficarolo,quaie ſi ſtende ſino
al Mare Adriatico . Queſto fiume pochi anni doppo non molto lontano a quella bocca
ſi diuiſe in due rami-,ò per meglio dire fece due fiumi,vno de quali ſi chiamò il Miglia
rino, e l'altro il Bonello. Hauendo vedute il Bcndedci gli andamenti dell’acque del
ſopradetto taglio. aſſiſtt a quelle, e comando alle genti delloSrato, che faceſſero altri
[coli, onde reſtò libera non ſolo la Città, ma anche gran parte dello Stato .
L’anno poi r 180. ſi ritrouò la Città molto afflitta per le dilſëſioni,che vertiuano tra
il Marcheſe Azzo Viſt. Signore di Ferrara, e Giacopo cognominato Salinguerra de
Guramonti figliolo di Taurel-lo.qiiale non portarlo ſoffrire che it ſuderro Marcheſe
taſſe Signore di Ferrara, meſſe inſieme diuerſiamici,e ſi fece forte con molti Gibelli
ni, facendo I* iſtelio il Marcheſe,onde ſi fecero dall' ma parte, e l' altra più di trenta
gran Torri di eonſiderabiſe altezza. Vedendo il Bcndedci fimilidiſordini, che eau
ſauauo gran mali,e che la Città era in vn gran ſcompiglio, ſi adoprò non ſolo con li
ſudetti ſoggetti, quali gli erano parenti, per metterli in pa citi-co (Moana anche fece
perſonalmente ricorſo al Pontefice, 6c ’altri Prenc‘ipi d’ italia, benche tutto foſſe in va
no, poiche eſſendo le parti ſicramente adiratemon vi iùrimedioalcuno à pacificarle;
anzi il giorno di a r. Giugno anno ſuderro il Salinguerra con ſuoi amiche quelli della
ſua parte-,andò in perſona ad aſſaltare il detto Marcheſe,e ſù l’aſſalto così impetuoſo,
e così grande il Valore del Salingnerra,cheà viua ſona ſpinſe ſuoridella Citta‘ il Mar
cheſe con tutta la ſua gente, il quale ſi ritirò in Verona.-& il Selinguerra reſtò Signore
della Città. Vedaſi Gio. Contrari f. a a x. Gio. Battiſta Giraldi f. 303. Gernaſio Rico
baldi f. ago.Giacomo da Marano T. p. f. 3 io. &altri ſuoi annalr . Ritrouandoſi per i
01 FERRARA PARTE u. 135
rai cauſa molto adiratoil Salingucrra, voleUa intutte le forme far' àbbruggiare non
ſolo le abitationi del Marcheſe, ma ancora quelle de ſuoi partiali, dal che ne riuſciua
no infiniti mali,e la Citta‘ reſtauapiùdelia metà incendiata . Vedendo il Bendedei
vna reſolutionecosi ſpauentoſa, ſi adoperò con tali deſtrezzc,clie applacè il tumulto
del Popolo. 8t iifurore di balinguerra, e ccsì la Città reſtò libera da tal flagello . Ri
trouandoſi in detto tempoil Marcheſe Azzo in Verona , applicò molto all' ingiuria
ſartali dalSalinguerra, chel' haueua ſcacciato fuori di Ferrara, onde l’anno 1189-dc~
libcrò di ammalíare quantità di Soldati. e ſe ne paſsò al Caſtello della Fratta, che era
del Salinguerra, 8t aſſediandolo, le diede vn‘ aſſalto così tetribile,che a viua forza lo
preſe e poco doppo lo fece diſtruggere ſino da fondamenti. Doppo tal Vittoria ſiet
te il Marcheſe per alquanti giorni in quei contorni con gran ſilentio,non parendo che
d'altro ſi curaſie,mà in vn ſubito la notte di a4. Agoſto anno ſudetro, ſe ne entrò con
tutto l'Eſſercito alla ſprouiſta in Fetrara,ſugendo il Salinguerra . ll Marcheſe hauen
do diſtribuita la ſua gente per la Citta con grandiſſima prudenza, e ſilentio , ſi porto"
alla abitatione del Bendedei ſuo patente, quale con gran giubilo lo riceuè, e l' allog~
giò ſino al giorno ,nello ſpuntar del quale ſi cominciò à ſpargere perla Città il fatto,
per ilche il Popolo con grande allegrezza acclatnd, e dicchiarò ſuo Signore il detto
Marcheſe. ll Salinguerra che era fugito di Ferrara,e ſi era ritirato in Mantoua, tanto
operò con li Mantouanichel’ anno 1 190. miſle inſieme gran numero di gente per ri~
tornare à Ferrara, e diſcacciarne il Marcheſesil che inteſo da queſti poſe inſieme buon l
numero di gente d' arme, e non diede campo al Salinguerra di venire a Ferrara, ma ſe
ne andò egli ſteſſo con il ſuo Eſercito ad incontrarlo alla Maſſa ſuperiore dirimpetto al '
Caſtello diSermide,ò Sermene . Anni ſi azzuffarono gli Eſerciti, e ſi fece vna ſanñ
guinoſa battaglia con mortalità grandiſſima d'ambe le parti, ma alla fine reſtò rotto,
efracaſiatoilSalinguerra.equelli pochiSoldari,cheli reitarono. hebbero dal Mar
cheſe la fugaſino ‘aBergantino. Tanto ſcriuono Vicenza Rodinelli i. 90. Giacomo
da Marano ſ. p.f. 3:0.Gio. Battiſta Giraldi f. 7r.ſuoi Annali. ll Salinguerra ſiriti
rò á Mantoua, eſì portò cosi amoreuolmente con quel Popolo , che alla ſine l'anno
1 194. ſù dal medemo creato ſuo Signore . Vedendo adunque il Marcheſe Azzo che
il Salinguerra era impiegato in vn gouerno molto conſidera bile, c di gran genio del;
medemo Salinguetta, che era deſideroſo di dominare,- e vedendo che le partiaiità'in ’
Ferrara erano alquanto ceſſate, ſe ne paſsò con il Bendedei à viſitare la giuriſdittione
di Ferrara dal Mare ſino al Tartaro, e da queſto ſino àmezzo il Porto di Loreto, ò Lo
reo, e viſîtò anche tutto il Comacchieſe; come leggeſi nelterzo Tomo delle Col. lſt.
di Peregrino Priſciani f. 409.e 410 e nelle lſt. di Gio. Battiſta Pigna f. r 27.
L‘ anno poi t 195 gli Veroneſi chiamarono in ſuo aiuto Azzo facendolo ſuo Protet—
rore. per il che laſciò il gouerno della Citra, e Stato al Bendedei, e dichiara ndolo ſuo’
Vicario, ſe ne paſsò à Verona per prouedere alli biſogni di quella Città . Vedendoſí .
il Bendedei in ſimile dignità, e che il Popolo dl Ferrara teneramente lo amana, appli
cò molto alli biſogni della Città, rifece molti edificij atterrari nelle ſudette diſcordie,
e rimiſie l'Arti nel ſuo ſtato primiero,ſacendo inuigorire il negotio, 8c il traffico , per
il che cominciarono à venire à Ferrara inſ-ini ti Nauigli del Mare, quali portarono di.
uerſe ſorti di Mercanzie. Ciò vedendoil Bendedei , determinò per beneſitio della
Città di fate due Fiere ogn‘ anno, e ne diede parte al Marcheſe, che gli riſpoſe non…,
hauere altra volontà che quella del medemo Bendedei . Connocò per tanto tutti gli
Nobili della Città , e fù concluſo di tare queſte due Fiere nel Borgo di S. Luca; vna
che haueſie principio il primo giorno di Quadra geſima,e duraſie ſino *alla Domenica
delle Palme, e l’altra che cominciaſie la Feſta di S. Luea,e duraſle per tutto il giorno
di S. Martino . Aieſla vltima Fiera vi era anche per l'auanti,comeaceennai. mi per
le Guerre ſopranominate ſi era tralaſciata . Fece il Bendedei publicare vn Editto co 'i
quale ſi eſentaua dal Dario, e qualunque altra grauezza qualſiuoglia Mercante. che`
nel tempo ſudetroportaſíe Mercanzia di qual ſi ſia ſorte, con libertà di ritornarſene a
s z ñ piace

x36 ILLVSTRI FAMlGLIE


piacere. ondc la Fiera diS.Luca di detto anno cominciò di nuouo è farſi con gran- l
dllilmO concorſo di Mercanti sì d' lralia,come fuori . Cominciaua detta Fiera alla
Chieſa di S.Maria Maddalena,& andaua di ſorto :i quella di S.Luca, ſi che tutta la ri—
uiera del Pò da amb: le parti cra piena di Nauigli,e tutto l’argine dei Pò dalla parte
della Città era carico ai Botteghe fatte di :auole, che principiauano à detta Chieſa
di S. Maria Maddalena-ö: andauano ſullequentemente á terminare al Porto di S.Gi0r
gio. Così ſcriuono Gio. Contrarij f. 179 Giacomo da Marano T. p.lib. 8. i'. 319.
Geruaſio Ricobaldi f. 327. Gio. Battiſta Giraldi f. 196. Vicenzo Calza f. 2 6. 27. 6c ai.
tri ſuoi Annali .
Paolo quinto il fratello ſù vnode più cloquenti Oratori, che àſuoi tempi ſrtrouaſſero, e
ſù così ſtimato da Prencipi d' Italia, che ſù da elſi più volte mandato per Ambaſciato
re ad altri fuori della medema, dal che nc riporto ſempre onori infiniti .
L'a nno r 179. il Marcheſe Azzo lo mandò con altri Ambaſciatore à Venetia al Rè
Aleflandro figliolo dell'imperatore di CoſtantinopoliM quale conduſſe a Ferrara,oue
attiuato al Porto di S. Pietro fù dal Marcheſe, e Nobili della Città riceuuto con gran
ma gniñcenza ſotto ad vn Baldachi no di gran prezzo.& accompagnato al Palazzo de
l z. `Sauij, oue alloggiò trè giorni con infinito ſuo giubilo, vedendoſi così ben trattato
non rantodalMarehtſe.quanto dal popolo, che in detto tempo fece dimoſtrationi
marauiglioſe . Se ne partidi poiper Francia. one andò à ſpoſare la-figliola di quel
Re; ma auanti la ſua partenza addimandò perſuo compagno al Marcheſe il ſuderro
Bendedei, e lo conduſſe ſeco in Francia, facendone quella ltima,che faceua della ſua
propria perſona. Arrivati ai quella Regia,il Bendedei operò con tali diſinuolrure,che
ſi acquiſtò l'amore,e la Rima di tutri,riportandone onoriinſiniti, 8t hebbc in diuerſi
tempi molte cariehc,quali ſi tralaſciano per non bauerne giuliificarioni ſ’officientiMo
riqueſlo gran ſoggetto ao‘i 2._Settembre r rScJaſciando ſei figlioli,qualr furono Gia
copo, Alberto,Parigina,Giouanni,Lucia.eFilzppo,hauuti da Laura Malarcfli, co
me appare dal ſuo Teiëameoto celebrato in Bondeno nel ſuo Palazzo adi 29. Agoſtor
anno ſuderro . Scriuono di quello Signore Giacomo da Marano T. p. f. 3 ao. ſuoi an
nali,Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. 393. Bonaumtura Angeli ſuoi Huom. lll. f.
203- Filippo Rodi ſue Famiglie Nobili T. Prf. r 78.
Maddalena la Sorella hebbc per marito Corado Berlingbieri.
Giacopn decimo figliolo di Paolo qumto applicò totalmente:` gli Studij. e nella Vll’lù
non lù punto inferiore al Padre,anziche per il ſuo ſapereil Marcheſe Azzo lo volle
appreſſo di ſe in ſua Corte, e lo mandò più volte per Ambaſciatore a` diuerſi Prencipi,
ö: vltimamcnte lo mandò in Francia per Ambaſciator Reſlidente à quella'Maeſtà,& in
detta carica morì l'anno 1 2 r o. come aſſeriſcono Nicolò Caſoglio f. izo. Gio. Batti
fla Giraldi f. 109. ſuoi annali,Bonauentura Angeli ſuoi Huom. Ill. f. 21 r.
Alberto nrtauo il fratello riuſcì ſegnalatiflimo Iuriſconſulto. c ſi adoprò in djuerſe cauſe
Ciuili, qualivertiuanotrà Prencipíd‘ltalia,dalche acquifiò con la ſua Prudenza l’
amore de medemi. Mancò di vita l’anno x 220. adi 2 r.Nouembre. Tanto afferma Fi
lippo Rodi ſue Famiglie Nobili T. p. f.178. Laſciòquattrofiglioli hauuti da Lucreria
della Nobiliſſima Famiglia Giuſiinelli.quali furono Timoteo, Paolo, Liuia, e Giro
lamo. come appare dal ſuo Teſtamento rogato per mano di Gaſpare Fieſco adi 6. Ot
tobre del ſudetto Anno . `
Parigina ſorella del ſopraderro Alberto {elio ſù Monaca,mà per qumta diligenza io mi
habbia uſata. non è ſiano poſſibile trouarne nelli Scrittori altra notitia particolare .
Giouannidecimoilfratello ſù hoomo diammirabile aſpetto . e mori in Roma l' anno
r 220. mentre (tana al ſeruitio di Honorio Sommo Pontefice . Gio. Battiſìa Giraldi
ſuor Eloggi ſ. 291. .
Liuia ſorella fù moglie del Canalier Aleſſandro Anſadei, come ſi vede dal ſuo luſtro
mento Dorale celebrato nel Veſcovato di Ferrara l'anno 1214. adi 10.‘Genaro, ro p
gato per mano di Lodouico da Parma Cancelliere Epiſcopale .
Filip
Dl FERRARA PARTE rr. 1,7
Filippo quarto Püf fratello, Prelato di gran meritoſeruì per maggior d'huomo Gio
gorio lx-Som‘PO POMCECC dCiia Nobile Famiglia Conti. Filippo Rodi T.p i'. 178.
Timoteo ſettimo hgliolo di Alberto otra uo fù mandato dal Padre mentre era giouine in
Studioa Parigi,oue hcbbe la Laurea Dottoraie,e fit da Lodouico Vlll. Re di Fran~
cia per la ſua_ Nobiltà, e Virtù pigliato in Corte,0ue le furono conferite cariche molto
riguardcuoli, che furono dal Bendedei maneggiare con gran prudenza lino all' anno
l zzz.neſ quale ſi conuennelaſciar quella Regia, e portarli a Ferrara perla morte dei
Padre, con ſpiacimento grande del Rè,e di tutta quella Corte . Atriuò a Ferrara Ti
moteo adi zo. Giugno anno ſudetto, eſſendo da gran parte del Popolo, c Nomzà in,
contrato, e riuerito . L'anno poi 1230.adi zo. Marzo l'ù mandato dalla ſua Patria
per Ambaſciatore allaRepublica di Venecia, la quale haueua ma ndata vn'ArmatL..
molto poderoſa ne Porti del Pò per impedire che non ſi faceſſe la Fiera di S. Luca,che
riuſciua à detta Republica molto pernicioſa. Andò Timoteo, e riferì la ſua amba ſcia
ta, ma non potè Ottenere coſa alcuna fauoreuolc, perilche ritornato alla ſua Patria,
nartò quanto haueua operato,& in vn medemo tempo perſuaſe il Popolo prouedcre
alſuo biſogno peraltra via che d'Ambaſciate.- per il che ſi poſe inſieme vna grande
armata con diuerſe ſortcdi Nauigli moltobene forniti sidi gente, come d'altro, e
furonomandatiin quei Porti,&adi r.e-Maggio anno medemo ſi voirono inſieme,
con le quali il Bendedciandò adincontrare l’Armata nemica di Venecia, e fece vna
ſanguinoſa battaglia ,che durò dodici hore continue. 8t alla line reſtò rotta, e fracaſ
ſata l'armata Veneta con perdita di molte Galere, Vaſcelli,e Nani groſſe,che furono
tutte condotte a Ferrata.e meſſe alla riua del Pò dalla parte della Cittá poco diſtanñ
te all' Arſenalecon grandiſſima allegrezza di tutto il Popolo . Dette Galere, Va ſcelli,
e Naui ſtetteto ſopra detta riua ſino chefuronoinfracidite. Così ſcriuono Giacomo
da Marano T. p. f.319. Vicenzo Rodinelli f. ro7. Gerualio Ricobaldi f. 306. Gio.
Battiſia Giraldi f. r 29. Gio. Battiſta Pigna f. :75. Vberto Giocoli f.t 09. Paolo Sa cra
ti f. 191. 8c altri ſuoi annalí .
Nell’anno ta 5. eſſendoſi fatto lo ſpoſalitio trà il Rè d' Vnghetia, e Beatrice Ni
pote del Marche eAzzo, figliola del già Marcheſe Aldobrandino, che fù Signore di
Ferrara, ilſudetto A220 mandò ad accompagnare la detta Spoſa per Timoteo, &altri
Nobiliſìnoin Vngheria, à quali da quel Rèfurono fatti regali, ör onori grandiſſimi.
Ritornati alla Patria furono parimenre regalati dal Marcheſe, il quale creò di poi Ti.
moteo Capo de dodici Sauij l‘ anno r 2 39. con giubilo vniuerſaie del Popolo . L' an
nopoi 124 t.intendendo Timoteo la Santità,& infiniti Miracoli, che operano lddio
mediante l'interceſſione dei glorioſo S. Franceſco, deliberò con conſenſo del Marche
ſe Azzo di far fabricare vna Chieſa in onore di Dio, c di detto Santo,la quale fù prin
cipiara adi a Giugno anno ſudetto,e le ſù poſſa la pietra fondamentale da Cralſendeñ‘
rio Il. VeſcouÒ di Ferrara della nobiliffima Famiglia Sagliani . Qui con mio roſſore;
ſono aſtretto à publicare l’errore manifeſìo,chc la nella Cronologia il Padre Abate
Libanori,che nell'Eſogio di Craſſendetio Il. Veſcouo di Ferrara, `che ſii l' anno
1 2 3 6. dice che fù eletto dal Sali nguerra,quando ſcaCciò Azzo Vlll. fuori di Ferrara,
ilche quanto ſia lontano dalla Veritaſì può facilmente congierurare da queſio, che ì
Azzo Vllſ.tornòádiſcaceiare ilSalinguerra fuoridi Ferrara , e reſiò Signore della l
medcma, e morì poi l' anno 12 i a. come anche nota il noſtro Riccioli nella ſua Cronoñ
logia al Catalogo de gli Eſtenſi. Craſſendcrio adunque ſii al tempo di Azzo 1X. nel
qual tempo era gia morto Azzo Vlll.&anche Aldobrandino,che ſucceſſe ad A270,
Vlſl.e vilſeſinoal ”r 6. dalqual tempo cominciò il gouerno di Azzo IX~ che durò
ſino al 1266. come nota il Riccioliſopracitato. Neanche è vero quello, che dice il
Guarini Comp. ſſt.f.azo. cioè che Azzo Vlli. faceſſe detta Chieſa, e vi poneſſe la pri
ma pietra fondamentale con l'auttorità di Filippo Fontana Veſcouo di Ferrara , che
ſù l'anno 1243.llante che Azzo Vlll.morì,come ſi è detto 3 r. anni auanti l'elettio
rie del Veſcouo Fontana, comenota anche il Pigna ſue lſlorie f. 134. dicendo che J
fiv

138 g [LLI/STR] FAMIGLIE


Azzomorì ranno xaxa. ne meno è vero che detta Chieſa foſſe cominciata l' anno
x 243. ſorto il Veſcotto Fontana, ſtante che ſi deue credere à diligentiffijmi ſcrittori di
quei tempi,ehe pongono non ſolo l’anno preciſo, ma anche il meſe,& rl giorno, di.
cendo che cio fù 1' anno t 2 3 5. adi a. Giugno.- quali lſtorie, ſe bene ſono manuſcritte
ſono però di irreiragabilc auttorità, come aſſeriſce il Sanſuini nelle ſue famiglie No.
bili d' Italia f. r 76. benche in diuerſo propoſito . Se alcuno credefle temeraria la mia
penna in impugnare il Guarino Autore di tanta auttorità. e fama,- legga lui ſteſſo a
car. 8 3. e trouara che confeſſa che Azzo VIII. morì l'anno t ai 2.0nde ſe l'anno r 243.
non ſir l‘ anno del Giuditio Vniuerſale, non potè Azzo Vlll. eſſere riſuſcítato,per por.
rein S. Franceſco la prima pietra fondamentale. E poi dice che ciò tù in tempo di
Sede vacante per la morte di Clemente lV. con l' aurorità del VeſcouÒ Fontana;erro.
re maniſeſto perche il Fontana fù l’anno r 24 3. come nota ilLibanori Parte ſecon
da f. 63. e Clemente IV. morì l'anno r 2-7 r .come nota il noſtro Riccioli nella ſua Cro
nologia al Catalogo de Ponreſici. nel qual tempo era Veſcouo di Ferrara il B. Alber
to, come nota il Liba noti Parte ſeconda f. 69‘.
Detta Chieſa adunquc fù fabricata nel mezzo di vn gran Prata chiamato Sablona
ro, per eſſere vna Iſoletta fatta di Sabione anticamente dal Pò, qUale era bagnata all'
intorno da diuerſi canali, e ſcoli della Cirra‘,e ſtaua tra la Piazza Magna, e la Chieſa
dis. Tomaſo. Fù dunque fabricata detta Chieſa quaſi che a tutte ſpeſe del Bcndedci,
come atteſtano Gio. Contrari f. 2 9 r. Gio. Ba ttiſia Pigna f. 1 09. Geruaſio Ricobaldi
f. aar.Gio. Battiſta Giraldil. 97. Vicenza Rodinelli f. r 18. Giacomo da Marano T.
p. f. 247. 8t altri ne ſuoi annali. Paſsò Timoteo da queſta à miglior vita adi 2. Luglio
1 246. e ſù ſepolto con gran pompa nella Chieſa del medemo Santo. Laſciò due fi~
glioli hauuri da Palma Saliani ſorella del Veſcouo Crallenderio ſopranominato,qua
li furono Bcndedio, c Filippo,comc apparc dal Teſtamento di elio .Signore celebrato
t nel Palazzo della Reſidenza de dodeci Sauij l' anno ſuderro adi 38. Giugno, rogato
per mano di Fabio Adriani .
Paolo Seſto il Fratello morì in Parigi.
Liuia Sorella ſù moglie di N. N.
Giacopo vndeeimo pur Fratello Capitano del Marcheſe Azzo, ritrouandoſí Gouernato
re del Ca (lello d' Eſle,& hauendolo difeſo valoroſamente alquanti giorni mentre [ia
ua aſlediato dal Co. lzzolino da Romano,alla ſine nell' vltimo aſSalto che fù ſieriffi
_ mo, il ſuderro Co. preſe il Caſtello, e nel combattimento reſtò morto il Bcndedci adi
2. Luglio r 249. quale fù poi con gran pompa ſarto ſepelire nell'iſteſso Caſtello dal
medemo Co. lzzolino . Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. a9 5. Bona uentura An—
geli Huom. Ill.f. 302. a
Bcndedio terzo figliolo di Timoteo ſettimo fit mandato più volre sì dal Marcheſe Azzo,
come dalla ſua Patria per Abaſcia tore ai diuerſi Prencipi . Mori adi 4. Agoſto r 2 99.
_Gio. Contrarj ſuoi annali f. 309.
Filippo quinto il Fratello ſù Ca ualiere di gran merito. e ſi adoprò molto per li Prencipi
d' italia nell'vnirſi per far Pa ce frà loro,per il che ſù da tutti ſtimatÌſſÎmo . ›.
L'anno 12 60. andando il March eſe all’aſsedio di S. Zenone, laſciò in ſuo luogo il
Bcndedci, il quale ſino all' anno i 264 gouernò la Citta di Ferra ra con gran pruden
za . ln detto anno adi 2. Settembre morì il ſuderro Marcheſe, 6t il popolo confirmò il
Bcndedci nell' iſteſsa carica ſino alla venura del Marcheſe Obizzo ſeſto Nipote di Az
²°› l² 90316 ſi! ad15.Febraro 12 65.c0me aſletiſcono Gio.Battiſta Pigna ſue lſt.f.184.
185. Gaſpare $ardr_f. 74- Gio: Battiſta Giraldi f. r 27. ſuoi annali . Arriuato in Cit~
tà detto Prenclpe, ll furono dal popolo fatti nobiliflrmi incontri, 8c allegrezze grandi.
Era allora Oblzzo giouinetto. mà però ſpiritoſo,e prudente, che però preſo che beb
be il poſsdso dclla Città, immediatamente cominciò à fare gran capitale de conſegli;
di Filippo Fontana allora Veſcouo della Città, e de Turchi nobilíſlìmí,e molto poten-È
ti, & hebbe per aderenti Pietro Carrara Padouano à quel tempo Podeſtà di Pen-arm?
8L'
..
Dl ’FERRARA PARTB‘ſilI-"fflſſſiſi" 139
_8: Aldigiero da Poſitano. con l' Adelardi, Bendedei, Zuogoli, e Guramonti tutti pa
renti. c molto ſtimati dalla le e . Raſsettate le coſe, e vedendo il popolo in pacifico
ſtato,conſirmò il Bendcdcinelia medema carica,che già le haueua data il Marcheſe
Azzo ſno Zio, dt hauendo Paſte inſieme le forze del Marcheſato d’ Eſte, dei Contado
di Rouigo. e dei Ducno di Ferrara, ſe ne andò sù ’l Breſciano a Montecchiaro per fa~
cilitare il camino a Franceſi, e quiui aſpettò Guido Guetra,che con quattrocento huo
mini d' arnie de fuoraſſiti di Toſcana ſi congiungelſe ſeco. ll Douaro vedendo il Mar
cheſe fortiſſìnÎO..PQſe _timore nel petto del Palauicino con dirli che ſarebbe colto in...
.mezzoffichc combattuti alla faccia,& alle ſpalle etderebbe l'Eſercito, e Breſcia in
flemç,ralcheegli perſuaſoàritirarſi da parte, laſèiò il paſſaggio libero ;il gl' occhi
proprij a Canelli Franceſi,co' quali il Monforte giunſe a Ferrara al principio di De
ambre one per alcuni giorni riſtoratoſi.paſsòlibetamente, e ſi congiunſe con il Rè
Carlo. chenel giorno deli' Epifania dell' annoſeguente ”66. fil dal Papa inueſtito
delle due Sicilie. echíamato .Senatore di Retna - L’anno poi t 267. non potendo ſof
fríte li Fontaneſi la grandezza del Marcheſe. e gouerno del Bendedei, ſi congiunſero
eo’ Rauegnani,efetta violenza nei beni di Giulio, dt Aldobrandino_ Turchi, che era
oo Docentiwerſo Argenta , conſumarono, e diſtruſſero i beni loro, e di altri Ferrareſi
non puntointeteſiati in queſte brighe . Obizzo in tanto eſſendoſi accoſtato a Ferrara ,
&hauendoeonoſciuta la via facile per ſcorrere ſaprai beni ,de gli Argentani , fece la
foſſa in quei confini, che dura turta via,e terminò il Territorio di Ferrara dell'Argen
tcſc. che in quel tempo non eta di ſua giuriſdittione,e fece confiſcare tutte le facoltà,
e ſpianare le Caſede Pantani, la Famiglia de quali in poco tempo intieramente ſi
eſtinſe. Accomodate di poi altre diferenze. ſe ne paſsòil Marcheſe Obizzo à Roma.‘ L’
laſciando il Bendedei nella medema carica, raccomandandoli la Città,e Popolo.che
gouernò ſempre con ſingolar prudenza ſino alii z. Agoſto i268. nel qual giorno paſsò
da queſta àmiglior vita con dolore vniuerſale di tutta la Città,- e del Marcheſe, come
anche di molti altri Prencipi cost d' italia come fuori. Laſciò detto Signore tre figlio
li hauuti da Luctetia detta la bella Mmtouana della Nobiliſſima Famiglia BOnaçor~
ſisò Bonacoſſi,quali furonoPaolo,Liuia,e Giacopo-Vedaſi Bonaventura AngeliHuom.
lli.f.zzo.Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Eloggif.139.Gio. Battiſta Pignallſt. f. 186. `1.87
Aleſſandro Sardi f. 74. 7 5'. Giacomo da Marano T. p. lib. 8. f. 2 9o.Vicen20 Rodinel
li f. 32 r. Vberro Giocoli f. r96. Gerardo Lardo f. 27. ſuoi annali.
Paolo ſettimo il ſigliolo Huomo di ſingolar bontà, e coſtumi morì in Tuneſi, mentre ſta
ua al ſeruirio di Lodouico il Santo Rè di Fra ncia’. Così ſcriue Bonauentma Angeli
ſuoi Huom. lli.f. 229 Gio. Battiſta Pigna »ſue lit. f. :89. Di
Liuia ſorella del detto Paolo non hò potuto hauere cognitione alcuna;
Giacopo Xll. il fratello fit ſoggetto meriteuole d’ ogni lode . Doppo di hauer lpeſa vna
gran parte de ſuoi anni ne ſtudij,&hauerhauuro l'onore della Laurea Dottorale in
Parigi, ſe ne paſsò à Ferrara,e preſe moglie aſſicurando la prole,- dopo il che ſe ne pa ſ
sò con il Marcheſe Obizzo d’ Eſte Signore di Ferrara, e Giocolo de Giocoli valoroſo i
Ca pitano,nella Romagna in ſoccorro della Chieſa, oue con l' armi. e co’_ſuoi ottimi
conſegli conſtrinſe Faenza, e Forlì con vna gran parte della Romagna à darſi alla...
Chieſa nel r :Sg-come atteſta Gio. Battiſta Pigna ſue lſt.f. 195. Così l' italia reſtò
per vn gran tempolibera da diſturbi. R itornato Giacopo a‘ Ferra ra,le furono da mol
ti Prencipi appoggiati rileuanti negotij, quali con gran prudenza riduſſe _à perfettio
ne. L'anno i 289. fù mandato dal ſudetro Marcheſe più votre a Verona ad Alberto
della Scala per diuerſi affari, 8t in parlicola re per concludere‘ il matrimonio tra il Mar
cheſe, ela figliola di detto Albert ›. Vsò il Bendedei maniere tali che concluſe d‘et- z
ro matrimoníoadig. Decembre anno ſudetro. e detta ,Signora ſd ſpoſata dal Ben- ‘
dedei adi 17. à nome del Marcheſe. e la conduſſeà Ferrara con gran pompa accom- ›
pagnata da gran quantitàdi Canalieri,e Dame. Giunſero al Porro di S. Paolo, one z
ſtaua vn nobiliffimo Ponte, che attraverſaua rlPò fondato ſopra diuerſigran Nafiglis ;
` eco—
I4Q ILLVSTR! FAMIGLIE …
e coperto di varij panni di diuerſi colori, avceomodati con grandiffima maeſtria. 8( all‘
intorno adobbaro di pretioſi Arazzi,ſopra ilquale (ſana il Marcheſe con molti Pren~
cipi, e Nobili Signori inſieme con altri dellaCitta,che erano in gran numero . Acco
ſlato al Ponteil ran Bucintoro fatto fare dal Marcheſe per tal funtione, vſcì il Ben
dedei tenendo per mano la Spoſa,e poſato che hebbero ambedue il piede ſopra il det
[OPODtC‘, ſele fece auanti il Marcheſe,al qualeil Bendedei preſe la mano diritta. e
bacciatala la congiunſe a quella della Spoſa. ritirandoſi di poi da parte per dar luogo
à gli complimenti,che fecero affieme la Spoſa medema, 6t il Marcheſe .
L‘anno 12,9 .il Marcheſe Azzo figliolo di obizzo mandò per ſuo Ambaſciatore
alla Ceſarea Maeſlà d'Adolfo Rè di Germania eletto lmperarore,il ſudetto Bendedei.
che ſù dall'imperatore moſto accarezzato,riporrandone il Priuileggſo, che dichiara
ua gli Eflenſi Signori di Ferrara, Modona,e Reggio, mentre per l'auanti erano ſolo
chiamati Vicari)~ dell‘lmperarore;come aſſeriſce Giacomo da Marano T. p. f. 329.
Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Comtntarjfqó. Ritrouandoſì poi in Bologna il Bendedei
l'anno rgoz. per certi ſuoi affari, 8t eſſendo aſſai auanzato ne gli anni, in detta Cittá
paſsò da queſta a miglior vita adi 4, Agoſto. e fù ſepolto nella Chieſa di S. Franceſco
di Bologna, hauendo la ſciato quattro figlioli hauuti da Diamante Coſlabili,cioè Fi.
lippo,Giouanni, lſabella,e Timoteo,come appare dal ſuo Teſtamento celebrato in
Bologna ſotto li 27. Luglio anno ſuderro Rogato per mano di Gio. Maria figliolo di
.ñ..ñ. Angelo da B »ſogna . Di tutto il ſopra detto fa fede Gio. Conrrar j f. 19 r .Giacomo da
Marano T. p. f. 319. Gio. Battiſìa Pigna f. l 83. Geruaſio Ricobaldi f. 175. ö: altri loro
annali; Bonauentura Angeli ſuoi Huom-Ill. t. 23x. Filippo Rodi Famiglie Nobili T.
p. f. r 78.
Filippo VI. il figlſolo fix vno de più ſingolari Caualieri,che haueſſe l'italia in materia di
maneggiare Caualli,equalUnqueſorted’armt , c ſù così eccellente in queſto. co
me in altre parti,che molti Prencipi, e Nobili di diuerſi luoghi d* Europa, ſi leuarono
da loro Paeſi per venire ;i vederlo, 8c à pratticarlo, onde da tutti fù teneramente ama
to, e ſlimato. Mori l' anno 13 50. adi 2. Decembre , come appare dall' Oratione reci
tatali da Alberto Giocoli nelle ſue Eſlequie. edal ſuo Teſiamento, dal quale appare
che laſciò due figlioli, cioè Timoteo` dt Filippo, hauutida Coſtanza Carrara figliola
~` di Pietro, che lù Podeſià in Ferrara. `
Gionanni Xl. il fratello non laſciò nc* Sctittori memoria alcuna di ſe.
lſabella ſorella de ſudetti fù moglie di N. N.
Timoreo Vllſ. il fratello viſſe con ſomma tranquillita d'animo, ſta ndo la più parte alle
delitie della campagna, che compoſe più Opere in verſi. Bonauentura Angeli ſuoi
Huom. Ill. f. 291.
Timoteo lx. figliolo di Filippo Vl. fù ſtimatiffimo dal Marcheſe Obizzo VII. quale lo
volle appreſſo di ſe per compagno, facendone quella ſtima,che faceua della ſua pro
pria perſona, il che conoſcendo Timoteo volle moſirare al Marcheſe che era nell'amo
re corriſpoſſo, in ſegno della qual verità, auanti la ſua morte,che ſegui poi adi 6. Ge
naro 1352. volle riconoſcere il Marcheſe con donareſi à lui,come à tutti iſuoi diſcen
denti l' Iſola del Sole con il Palazzo di delitie,e ſue tenute fabricato da ſuoi anteceſ—
fori.- 8t il Marcheſe doppo hauerne preſo il poſſeſſo lo addimandò Beluedere, come
appare dal ſuo Teſſamenro rogato per mano dl Antonio Bertazzi Dottore,c con Eden.
tiſſimo del ſuderro Bendedei . Era ſiato determinato dal Marcheſe di dare vna delle
ſue due ſigliole per moglie al ſudetto Timoteo, ma ſeguita poi la ſua morte, furono
date una à Guido da Polenta,e l’ altra a Paſſatino Bona roſſi Signore di MantouaGía
como da Marano ’I‘. 2. f. roo. VbertoGioeoli f. 199. Vicenzo Calza f. 206. Gio Bar
tiſla Giraldif. r r4. loro annalisBonaucntura Angeli ſuoi Hnom. lll. f. 291. Filippo
Rr-di Famiglie Nobili T. p. f. [78.
Filippo Vll il Fratello fù mandato più volte da Prencipi Eſienſi, e dalla ſua Patria per
Ambaſciatore à diuerſi Prencipi, da quali riportò glorioſe memorie . Fù conoſciuto il
diurno
DI FERRARA PARTE tt. 14$
quaſi d iuino ingegno di Filippo dall' inuirtiſs. Carlo V. Rè di Francia d. il Saggio, il
qua le lo vaſca appreſſo di ſe, mà Nicolò cognominato il Zoppo Marcheſe di Ferrara…,
con maniere molto ſoaui ſcriſſe al ſudetto Rè, acciò foſſe laſciato appreſſo di ſe. mentre .
ſe nc ſemina ne Conſegli . L' anno r 3 61. fù regalato dal detto Marcheſe di vna re.
nura di certi beni ſopra il Territorio di Bagnacauallo , come appare dalla lnucſtitura *
ſpedita nel Palazzo der 2.8auj ſorto li 4.8etrembrc anno ſud.ſorroſcrirta dal medemo
Marcheſe, e da Vgo Caualli Secretario . Mori Filippo adi 9 Ottobre 1386. come ap
pare dall’ Orarionc funebre recita tali dal Docrore Gio. Batriſta Siuieri , e dal ſuo Te
ſtamento celebrato ſorto li 29.8ettembre anno ſudetto, oue vedcſi che laſciò quattro
ſiglioli hauuri da Eliſabetta della Nobiliſiima Famiglia Salimbeni ſiglrola di Saladi
no. quali furono Bendedio. Nicolò, Timoreo, Br Antonia. Gio. Barriſia Giraldi ſuoi
Eloggi f. a :9. Bonauentuta Angeli ſuoi Huom. lll. f. 2 9 1.
BendediolV.ſigliolo di Filippo Vll. fù flimatiſs. dal Marcheſe Nicolò lll. dal quale fù
dichiarato Maggior d' huomo . e di poi mandato per ſuo Ambaſciatore l'anno :39 r.
alla Repub.di Venetia,8c al Sorn. Pontef. Bonifacio rx. come anche ad alrri Prcncipi,
nelle quali Ambaſciaricſi portò con taldcſirezza, che ottenne quanro per il ſuo Si
gnore deſideraua. Ritornato alla Patria, il Marcheſe li appoggiò il gouerno della.;
Città, de eflo ſi portò à Rauena, Bologna, e Faenza per ſare prouigione alla difeſa
contro Azzo Marcheſe di Eſte,quale era venuto ſopra lo Sta ro di Ferra ra. e li haueua
preſo ”Caſtello di Porro, con altri luoghi . Mà il Marcheſe Nicolò, che era Prencipe
animoſo, ritornòàricupcrare detti Caſtelli, e diſtruſie affatto l’ Eſierciro del Marche
ſe Azzo, quale hcbbe nelle mani prigione, e voleua farlo morire . ll Bendedei cpc.
rò tanto che Azzo per meno male fù dato, e conſegnato al Signore di Faenza, il quale
lo mandò in detta Citta prigione . Si affaricò grandemente rl Ben dedci acciò non an
dafle à male altra gente,che quella. cheſi era perduta per riacquiſtare li ſudetri Ca
ſtclli, banche il tutto fù vano, poiche ſapendo Nicolò che Tomaſo,e Filippo Monca
nari, Leonardo Santi. Michele Caſtaldi, 8c altri della Villa di Porto. Ripa di Pcrſico,
ar altri Villaggi,ſi erano con li Conradini medemi confederari con il derro A220 , e
che gli haueoano daro‘grande aiuro, mandò l' Eſiercito ſopra il Poleſine di S. Gior
gio, e lo fece ſaccheggiarc per orto giorni conrinui. con mortalltá grande de gli abi
tanti. Nonèdatacere che vcdendoil Bendedei che per ſimili farti erano andate a‘
male più di venti milla perſonc,che ingombrauano gran paeſe, e che non ſi trouaua
prouigione per farli dare ſepoltura ,à proprie ſpeſe trouò gente. e quella ſtípendiò ae
ciò daſſe ſe ltura :‘rquei cadaueri . Tanro ſcriuono Gio. Contrarj ſ. 3 2 x. Giacomo
da Marano . r.f. ;74.Gio.Barriſia Giraldi f. 197.Geruaſio Ricobaldr f. 402. Vber
ro Giocoli f. ao r. Gio. Battífia Pigna f. r9 a. Vicenzo Rodinelli f. 3 r 3 Paolo Sacrati‘
f. 40 6. 8t altri loro annali .
L' anno x404.eſſend0ui guerre grandiſſime in ltalia,vi era anche gran penuria de
viueri,à ſegno raleche molti poueri moriuano perla famcril che vedendo il Bende
dei fcce eſito di vna parte de ſuoi beni, e co ‘l prezzo ca natone comprò ſormcnto,& al
tra robba, quale rurra diſpensò à poueri per l' amor di Dio. Vedendo tal coſa alcuni
Nobili della Citta‘ poco amoreuoli al detto Signore,ſcriſiero al Marcheſe Nicolò.che i
in quel rempo ſtaua con l’ Eſiercito in difeſa della Citrà di Parma dandoli parte dell'
operato dal Bendedei,aggiungendo però,chc ſe bene in apparenza pareua che il Ben.
dedeí faceſſe queſto per non vedere tanri poueri a ndare à male. nulla dimeno era gran
dubio che faceſiequeſto, perche hauendo poi la Plebe dalla ſua. e molti parenti che
era no potenti, poteſſe farſi aeclamare dalla Citta‘ per ſuo Signore . il che intendendo
il Marcheſe, e ſapendo che il Bendedei era Signore integerimo,e lontano eo 'l penſie
re da tali machina menti,riceuè le lertere con riſo, ele tranſmeſie al Bendedei, il qua
le con la ſua inarriuabile prudenza rimiſiea Dio l'ingi‘uria, e ſeguirò il ſuo ſeliciſiimo
gouerno ſino all'anno 140 5. nel quale paſco a miglior vira adi :8. Ottobre. con pian
to vniucrſale di rurro il Popolo: lnteſa la morte dal Marcheſe Nicolò. hſeiòl’Eſcrci
T ó…
to
141, FAMIGLÌE ILLVSTRÌ
;o ſono verona… ſe ne pa ſsò a‘ Ferrata,- e volle del ſuo proprio folle data onoratiſlim a
ſepoltura al ſuo cadauere, che fù portato alla Chieſa di S. Paolo. nella quale per otto
iomi continui le furono celebrati li funerali con l'interuento _del medemo Marcheſe,
e Nobili della Città . ln detti giorni le furono da più rnſigni ſoggetti recitate diuerſe
Orarioni,quali ſiano regiſtrate ne gliannalidiGio. Contrarjmue ſi vede che laſciò
due figlioli, quali furono Filippo,& Antonio hauuti da Beatrice figliola di Giacoma
Carrara . Scriuono di queſto Signore Gio. Contrarij f. 391. Gio. Battiſta Giraldi f.
109. Geruaſio Ricobaldi f. 402. Gio. Battiſla Pigna f. i 93.6,: _altri ne loro annali.
.‘;ií'gàìtî-ojí. ) furono ambedue fratelli delſudettoBcndedio,come ſopra diſſi, manon
hò fin’ora trouato ſcrittore alcuno,che ne parli . . ñ - `,~\/
Filippo Vlll. tigh'olo di Bcndedio quarto fù Dottore Leggiſibsdopo di hauer riceuuta
la Laurea Dottorale in Padoua, ſù dalli Nobili della medi-ga Città circa' gli anni
i 393. admcſlo per Lettore ſopra il medium [indio, oue lefle—Bagiou Canonica più
anni; non piacendo poi al Padtelche ſe ne ſtalle fuori della Patria; operò .con il Mar
cheſe Nicolò in forma, che fù prima dichiarato ſuo Conſigliere,e di poi addimanda
to alla Città di Padoua, alla quale Filippo rinuncid la lettura; che fit poi data ad Au
tonio Capo
Cattedra di all’
ſino Liſta'Abate, e Canonico
anno r 424. Padouano,,qualecgutinuò
come arcella à leggere
Angelo Pottanſiarilſìdi Padana f. ain36.
detta

L' anno 1441. eſſendo motto il detto Marche ſe acli a7. Decembre, :creato .Signo
re di Ferrata il Marcheſe Leonello ſuo Figliolo,ſt`t il Bendedei confirmato nella mede
ma carica di Conſigliere,anzifù preſo alla Corte, nella quale (fette ſino all' anno
1 450. nel quale adi 24. Settembre mori Leoncllo . ~lìntrato poi nel Dominio di Fer
rara il Marcheſe Borſo reſtò Filippo nella medcma carica di Conſigliere, ma non ſemi
il Marcheſe che lo ſpazio o‘i ſei Mcſi,doppo i quali mori con ſpiacimento Vniuerſale di
tutta la Citta . Laſcio due figliolí, cioè Battiila. e Nicolò .hauuti da Liuìa Leoni ſi
gliola di Giouanni come appare dal ſuo Teſtamento celebratonella ſua abitatione
. lotto li 29. Aprile r4; r . togato per mano di Tedaldo Benueuuti ,ſi—glielo di Franceſco`
da Forli Cancelliere delſudcrto Marcheſe. _q
Antonio il fratello hebbe parimenre due figlioli,che furono Agoſlino, e Girolamo.
Agoſtino primo ſiglíolo d' Antonio hebbe vn figlrolo per nome Girolamo’.
Girolamo lV. il fratello fù Padre di Giouanni .
Girolamo V. fù figliolod‘Agoſtinoprimo. Da A
Giouanni Xll.ſigl iolo di Girolamo lV. venne . . *
Gaſparo, che hebbe per moglie Giouanna Gigliola Egliola di Guglielmo con!! vMPa":
dal ſuo lnſtromento Dorale rogato per mano di Franceſco zie-Boni; ”Murſia ſqtto li
27. Marzo, dalla qual Signora hebbe due figlioli, che furono ~ſi
215,212); ?è ) quali furono molto ilimati dal Duca Alfonſo ll. Leggaſì il Monte di
Feronia f. 78.3: il Tempio d’ Amore f. r 63. ſtampati in Vetreria per Gio. Battiſta_
Guerra l'anno r 568. i
Bartifla Lſigliolo dl Filippo Vlll. ft‘i ſingolari ſlimo luriſeonſulto, e però impiegato da
quaſi tutti i Preneipi d'Italia in affarti importantiffimi: fù poi circa gl'anni r485.dal
la Republica di Firenze con gran premura addimandaro al Sereniſſimo Duca Ercole l.
per ſuo Gouernatore,menrre (laua appreſſo detto Duca con titolo di ſuo Conſiglier
Supremo, per il che d*fficilmente glielo conceſſe. Arriuato il Bcndedci à Firenze fù da
turti quei Nobili molto amato, ma l'anno 1488. Ercole lo richiamòä ſe. per il che le
connenne laſciare il gouerno diquella Republica, con ſpiacimento vniuerſale della
medcma, che lo volle onorare di riguardeuole Benſeruito d ichiarandclo Nobile Fio
rentino sì lui, come tutti gli ſuoi Diſcendenti con altri ſmgolari prerogatiue. Dar. in
Firenze li 28.Nouembre 1488.8í conſerua queſtoBenſeruito appreſſo al Signor Car
lo oggidí viuente . L’ anno medemo ſit mandato il Bcndedci dal medemo Ercole per
Amba
Dl FERRARA PARTE I]. [43
Amaaſciatoreà Ferdinando Rè di Napoli, quale per qualche ſpario di tempo [rivolſe
appreſſo di ſe,m0ſirando à quella Regia Cittá la ſiima, che faceua d'vn ra nc' Humm);
il che vedendo la medema Citràfllla ſua partenza lo Volle gratificare di Nobiliffimo
Priuileggio dichiarandolo ſuo Cittadino così lui,come tutti li ſuoi Diſcendenti. Tan -
to appare dal Priuileggio ſpedito in Napoli ſotto li r r. Agoſto 148 9. per rogito di
Saluatore Apitella Napolitano.
L'anno poi r 504. il ſudetro Signore fù mandato dal Sereniſſimo Signore Duca Al
fonſo l. pet Oratore alla Santità di Giulio ll. Sommo Pontefice. il quale le fece onori
grandiſſimi, e le diede onoratiſlimi regali. Ritornato alla Patria tù accarezzato dal
Duca, quale li conceſſe molti Priuileggi, e le confermo tutte le donationi fa rtc da
ſuoi Anteſſori alla Caſa Bendedei,e lotenne alla Corte in carica di ſuo Conſigliere
ſupremo ſino à gl' anni r 5 xo. nel quale morì laſciando due figlioli, cioè Aleſſandro, e
Timoreo hauuci da Vincenza,ehe fù prima moglie di Guido Palauicino Marcheſe di
Rouano, come conſta dalſ’lnſtromento Dotale toga to per mano di Gio.Battiſta ſi glio.
lo d’ Angelo Vezzani nella Tetra di Calcſtani ſotto gli rS-Giugno 1438. Scriuouo
di queſto Signore Gio.Battiſia Pigna f. ar 6. Vberto Giocoli f. r 97. ſuol annali. Fi
lippo Rodi Famiglie Nobili T. p. i. r 78.
Nicolò ſl. figliolo di Filippo Vlll. ſerui per alcuni anni Luigi Xl. Rè di Francia, e ne gli
anni 1450, ſu dal Marcheſe Borſa addimandatoal medemo Rè, che non glielo ſeppe
negare . Venuto a Ferrara il Bendedei le fù dal Marcheſe conferita la carica di Secre
tario, e di Conſigliere ſupremo,onde ſempre ſi ſeruì di lui ne gli affari più importanti.
L' anno; ”52. adi 8. Maggio fù dalmedemo mandato ad incontrare Federieoſſſ.
Imperatore, quale veniua da Roma ,oue era fiato incoronato, 8: haueua ſeco il frarel
lo Rè di Vngaria; lo riceuè il Bendedei a con fini dello Stato, e lo conduſſe à Ferrara,
oue arriuato al Ponte di Caſtel Tedaldo fù riceuuro dal Marcheſe Borſo,e Viſdcmini,
quali haueuano nel mezzo loro ilVeſcouo veſtito in abito Pontiſicale,con tutto il Cle
ro, e Colleggi de Dottori, e tutti li Nobili della Città con la maggior parte del Po‘po`
lo . lo, per moſtrarmi troppo amatore della breuità, non deuo trala ſciare di deſcriue
re puntualmente il ſatto,che ricchiederebbe vna penna d'oro per diuiſarne tune le…)
particolarità piùminute. Fù dunque l'Imperatore riceuutoſotto vn gran Bildachi
no di panno d’oro foderato di Vaio, portato da 24. Nobili, ſotto il quale ſiaua’ l* lm
petàtoreà mano diritta, 8c à mano ſmiſtra il fratello Rè d' Vngheria tenendo nel mez
zo il Veſcouo veſiito come ſopra . Dietro à medemi caminauano il Marcheſe, e Viſ
domini ſotto pure al medemo Baldachino; Br immediatamente ſeguiua il Cleto. &li
Coleggi de Dottori,e di poi tutti li Nobili, quali haUcUano nel mezzo loro gran…,
quantità di Prencipi, che erano con l' imperatore , e così andarono alla Corre del
Marcheſe. oue alloggíò l' lmperatore con più di tre milla perſone, che l* accompagna
nano, non ſariande-ſi mai di dire, che le pareua eſſere alloggiato non da vn Marcheſe,
ma da vn'altro Imperatore. Adi 18. detto, giorno. nel quale in tal'annoſi celebraua
la fcſta dell' Aſcenſione di N. S. sù la Piazza Magna à canto il gran Palazzo della Ra
gione,ſotto il Poggiolo chiamato de cambi in faccia al Veſcouaro ſi era farro vn gran.
diſſimo Palco. che all’ intorno era addobato di prerioſiſſimi arazzi di ſeta, Gr oro, nel
mezzo del quale ſi allaua vn gran Baldachino ornato con varij ricami d’ oro, perle, dr
altre pietre pretioſe,onderendeua vna Maeſiá ineſplicabile. Sotto tal Baldaehino
flaual'lmperatore con manto rempeſtato di prerioſiſſime geme di valore più di due~
cento milla ſcudi d'oro, 8: in teſia teneva la Corona d' infinito valore con la quale era
ſiatoincoronarodal Pontefice in Roma, &era preſoin mezza dal fratello Rè d* Vn
gheria,e dal Conte di Tirolo, e corteggíato da altri gran Prencipi. ln tanto il ‘Mar
cheſe Borſoſileuòà hore r4. di derra mattina da ſuoiappartamenti di Caſtello , ve
flito di brocato d’oro con il fondo Roſìno, con due belliſſime gioie, vna nella beretta,
el'altra di gran valore ſopra la ſpalla,quale ſoſteneua il manto . Così montato à ca
ualſo,ſeguita`to da quattrocento, e più Nobili, ſe ne incaminò per la ſirada dl Borgo
—-—_—

T a nouo,
144. ILLVSTR! FAMIGLIE
nono, e voltando alla Loggia de Calegarhandò verſo l’ Imperatore, hauendo auan
ri tre ſtendardi, Vno de qnaſi veniua portato dal Signor Franceſco Portatello Caua
liete del Commune di ſtouigo, 8t era di color verde con Aquila mena nera, e mezza
bianca; ilſecondo era portato dal Signor Antonio da Monte (che dal Pigna, e .Sardi
Vico chiamato Vinceſlao Rangone ) quale era tutto bianco, perla Citta‘ di Modena; il
terzo dalSignor pietro Marotzello per Regio, qual era tutto roſſo. Più vicino al
Marcheſe (tana Criſiino Beuilacqua con ſpada nuda in tnan0,ſcguitato da gran nu
mero dlGentílhuomínìcon Bandiere bianche in mano, doppo i quali caminaua il
Marcheſe con la ſua comitiua. Giunto che ſt‘i al Palco, oue ſtaua l* Imperatorcd,
fmonrò
ſi la da cauallo,e
Maeſtà,fù ſi transferi
dalla medema ſopra
veſtito ilmedemo,oue
d* vna inginocchiatoſì
veſte di panno ri piedi
d'oro con fondo di quel
di color ro
ſato,foderata di pelle d‘ Armelini,e ponendole vna beretta roſſa di gran valore in ca
po, le diede vna ſpada nuda in mano,creandolo Duca delle ſopraderte Citta col por
_ lr in mano gli tre ſopramentouati Stendardi . Lo fece di poi ſedere nel mezzo. cioè
preſe l' imperatore la mano diritta,a` mano manca reſſàil Rè ſuo fratello, 8t il Duca
. nelmezzo, e di poi l' Imperatore ad alta voce in lingua Italiana lo chiamò Dim di
Modem, c Regia,cCo”tt diKom'go,alle quali voci imperiali riſpoſe ſubito l' Echo del
- Popolo giubrlante, 8t il ſuono delle Trombe,Tamburi, Campane,~e ſlrepíto grandiſ
ſimodi ordcgni militari. Ceſſatoilgrantumuſto, l'Imperatore, &il ae ſi leuarono
in picdi,e tenendo il Duca nel mezzo loro,diſccſero dal Trono Imperiale, e s'inca
minarono verſo il Duomo, oue era a pparecchiata la Meſſa, che fit cantata dal Veſco
uo,e terminata che fù, bencdi il Duca, quale giurò di poi fedeltà all‘ ſmperatorc,do~
nandcñli vn gioielo di prezzo di quaranta milla Fiorini. Terminate queſte funtioni,
il Bendedei recitó vna nr billiliima Oratione ad inſtanza della Città, la qunle fù dall'
imperatore, e Rè eſtremamente lodara o Paſſato poi l' Imperatore co’l Rè, e Duca al
le Regic ſlanze,ſc gli appreſentò il Bendedei, [applicando S. Maeſtà a perdonarli
dell' attedio reſoli con la rozza ſua lingua; onde vedendo l' imperatore vn’ vmilrà così
grande in vn ſogetto di tanta Fama, l'accarezzò ſomma menre,e di poi ſe poſe al collo '
ma Collana d’oro ternpeſſata di varie gioie di gran valore, concedendoli anche mol
tiſſimi Priuileggi per turta la ſua nobile famiglia,appreſſo alla quale anche di preſente
ſi ritrouano. Parti poidi Ferrara adi a i. Maggio anno ſudetto l'Imperatore con il
fratello, e ſù dal Duca accompagnato ſino à Verona . Così ſcriuono Giacomo da Ma
. ranoT. r lrb. zo.f. 4or.Gio.Conrrarjf.3ao. Vgo Caleſini f. 343. Geruaſio Rico
baldi f. :97. Gio. Battiſta Giraldi f. a 29. loro annali. Vedaſi anche Gio. Battiſta Pi
gna ſue lſt. f. 544-6( il P. Ab. Libanori Ferrara d'oro P. z. f97.
L'anno 1459. adi r4 Maggio il ſuderro Duca mandò à Bologna il Bendedei ad
incontrare la Sa ntita di Papa Pio ll. quale haueua ſeco vndeci Cardinali,- e partendo
da Ferrara permantoua li r8.detto fù accompagnato dal Bendedei, 8t altri Nobili
ſinoà detta Città . _ ‘
L' anno 1471. adi r7. Marzo partì il Duca di Ferrara per andarſene à Roma, con
ducendo ſeco il Bendedei con ſeicento Nobili tutti con groſiiſſrme catene d'oro al col
lo,- haueua il Duca ſeco 52 s. Caualli tut'ti con ferri d'argento a'piedi r 25. muli da..
ſoma tutti forniti d’oro, ;o.de quali ſeruiuano per la guardarobba di ſua Altezza, ör
erano coperti di veluto cremeſino con liſte d' oro, e con l'arme Ducali fatte di ricami
d'oro . Ha ueua parimente 300.Cani da Caccia, e r 50. Spa ranieri, Gr altro infinito
numero di coſe diuerſe,ecurioſiffime . Andò S. A. perla Romagna, oue fù riceut-.ro
con gran magnificenza da tutti li Signori di quelle Citta, 8: arriuato in Peſaro,mandò
S, Santità Monſignor di Spoleti ſuo Teſoriere,quale conduſſe il Duca, e ſua gente ſi
noaRoma à ſue ſpeſe. Giunto à quella Citta adi r z. Aprile fù incontrato da molti
Cardinali, Prencipi, e Baroni,e da vn Popolo innumerabile: Adi `r4. detto giorno
nelqnaleſieelebrana la Santiſſima Paſqua di Reſuretrione,andòil Duca Borſa in S.
Pietro,oue il Pontefice lo creò Duca di Ferrara donandoli vn manto ſuperbiſſimo di
panno
DI‘FERRARA PARTE ll. 145
panno d’oro foderato di Vaio,vna beretra Ducale, Spada, e Speroni d' oro, c di poi li
preſentòla Roſa d’oro. Dopporalfuntionc,ſiririràilPonrehce al ſuo Palazzu, al
quale rransferendoſi anche” Duca, ringratiòſua Beatirudine de gl'onori tarteli , e
nclrncdcmo tempo il Bendedei rccirò vna erudiriſſima Orarionc così a nome del Du
ca, come della Cittá di Ferrara. ringrariando il Pontefice di hauer dichiarato Duca il
ſuo Signore, e di haucr dichiarato la Citra per Cmì Regia , come per l'auanrr haue
uanofartogl'lmperatori. Tanto atteſtano Peregrino Priſcíanſ ſue Collet. lſi.- T. 2.
lib. 24. f. 490. Gio. Contrarj f. 35x. Gio.BartiſiaGiraſdi f. 440. Gio.Barriſta Pigna
f. 614. Giacomo da Marano T. r. lib. 20.1’. 401. GeruaſioRrcobaldi f. 397. Viccnzo
Rodinelli f. 348. Vicenza Calza f 403. 8c altri ne loro annali . Doppo di hauer rer
minatailBendedci ſa ſopradetta Orarione, nella quale haueua molro applicato sì
per onore del Duca ſuo Signore, come per decoro della Patria, e della ſua Nobile Fa
miglia , ſi rirírò alle ſue ſianze, e merrendoſi nel lerro per ripoſare ſù aſſalito da vu_
male ſi graue,che in pochi giorni lo fece per ſempre ripoſare in Ciclo . Fù con gran
de onore , e pompa ſepolto il ſuo Cadauerc nella Chieſa di S. Pierro adi a r, Aprile.
Spiacque tanto la morte del Bendedei al Duca, che non potendo eſſere conſolato da
alcuno ſu aſſalito da vna febre acuta , che le cagionò la morte adi r 8. Agcſio. Fan
no memoria di queſto grand’Huomo Geruaſio Ricobaldi f. 3 97. ſuoi annali; Bonauen
l tura Angeli ſuoi Huom. lll. f. 178. Laſciò vn Egliolo, che ru
Albertox. queſii ſù mandato dal Padre NicoloIl. giouinetto à Parigi, acció in quel
Regio [indio ſi faceſſe onore, e non foſſe inferiore a ſuoi Anteceſſorr, che nel medemo ſ
haueuanolaſciara memoria eterna. Applied dunque in modo, ehe l'anno 1497. hcb
bela Corona Dottorale,come appare dal ſuo nobil Priuileggio ſpedito ſorrro li 28.
Giugno . Fù poi chiamato :i Ferrara dal Cardinale lppoliro d' Etre,che le conferì la
carica di ſuo Secretario, e di poi lo fece Commiſſario del ſuoArciueſcouaro di Milano
l'anno 1538.ad18, Febraro come conz’ia per Rogiro di Giouanni Berrauedi Noraro
Pa rimenre ſù mandato dal medemo Prcncipe alla Corre dr Papa Paolo lV.che lo ten
nc di poi appreſſo di ſe,ſino à tanro che le tù addimandato dal medemo Cardinale, 8t
alla ſua partenzalo vollcrimunerare di riguardeuoſí Penſioni. 8c Eſcnrioni, cone ſi
vede da _vn Breue ſpedito in Roma appreſſo S. Pietro ſorto ſi 15. Maggio r 5 5 6. l’an
no Il.delſuoPontiſícato. Queſto Signore hcbbe per moglie Leonura Proani nel
r 507 adi rs. Marzo, come appare da vn ſnſiromenro di compra rogato per mano di
Girolamo figliolo di Geminiano à Ponte,dalla quale hcbbe cinque figliolr. che furo
no Filippo- Nicolò, Aleſſandro, Girolamo.: Marco Antonio . Filippo Rodi Famiglie
Nobili T p. f. [79.
Aleſſandro IV. ſigliolo di Barriſia ſ. ſiimariſſimo da Sereniſſimi Eſienä, & in particolare l
da Alberto Vll. Marcheſe, quale lo dichiarò ſuo CompagnO. c lo mandò d' ordine dd
Duca Alfonſo l. ſuo Fratello l' anno r 50|.ad incontrare con altri la Regina d' Vnga-l
ria ſorella di Madama Eleonora d' Elie. figliola del Rè Ferrante di Napoli, e mogliei
del Re Mattia d' Vngaria, la quale veníua à Ferrara per andarſene à Napoli, eſſendo;
{ſara ripudiata dal Rèſuo Marito per eſſere ſterile . L' incontrò il Bendedei Capo di
500. Nobili. c le fece vn’Orarionc conſolaroria in forma rale, che ſe bene era afflit
rrſiima quella Regina, reſiò tutta conſolata; onde arriuò a Ferrara alli 5. Aprile, 8t al- I
la Porta di S. Biagio fù incontrata dal Duca, e ſua Spoſa con rurri li Prencipi del San
gue. Nobili, e Popolr-'inſínito ai della Cirrà. come d’alrri paeſi venuto per vedere co
sì regí0inconrro. Fù dunquelcuata quella Regina con ſolennirſrma pompa, e con
dotta al Caſtello S. Michele alle abirarioni Regie, oue alloggio per alquanto tempo.
facendoſi ſempre allegrezze infinite. Se ne paſsò poi à Napoli. c ,íù accompagnata
dal medemo Bendedei. Gr altri Nobili d'ordine del medemo Duca . Tanto aſſeriſco
no Vgo Caleſini f. a r3. Paolo Sacrati f-37o.dr altri ſuoi annali: Filippo ROdl Fami
glie Nobili T.p. f. 178. , o .
Timoteo Xl. il ſrarcllo ſù dal Sereniſſimo Sig. Cardinale ſppoli to d* Eſſe ſiimariſſìmo,dal . J
quale
L
…s ILLVsrar FAMlGLIE e
quale fù mandato per ſuo commenſale l’anno 1507.'à Milano, come appare dalle ſue
Parenti ſpedire ſotto li i 3. Genaro anno ſuderro in Ferrara Rog. per mano di Toma
ſo Foſco Cancelliere Ducale.
Filippo 1x ilflgliolo iù Caualiere di ammirabileaſpetro,e ſingolar Prudenza, molto ca
ro al Sereniſſimo Sig. Duca Alfonſo ll .come anco al Sereniſſimo Sig. Cardinale Lui
gi,che lo dichiaróſuo compagno, ſeruendoſi molto de ſuoi conſeglr . Fit dal mede
mo pir‘i volte mandaro a diuerii Prencipi per affari rileuanti,da quali ſempre ne ripor
tò grandi onori . L' anno poi r 541 .fù creato dal Senato Bologneſe Nobile Cittadi
no di Bologna con tutti i ſuoi diſcendenti, come appare dal Breue ſpedito à caratteri
d' oro ſotto li 8.Aprile anno ſuderro regiſtrato nell’Archivio di Bologna al libro quar.
to de Decreti f. 69. Ritornato alla Patria rimaſe allaCorte de ſuoi Prencipi. quali lo
vollero appreſſo di ſe ſino che viſſe . Hebbe per moglie la Signora Antonia Bologna
ti Nipote dell'Eminenriſſimo Cardinale Bolognati , come appare dall‘ lnſiromento
Dotale rogato per mano di Girolamo BadaggioSecretario di detto Regimento di Bo
logna, ſlipulato ſcttoli r5. Febraro r 54,. Dalla ſudetra Signora hebbe due figlioli,
cioè Marco Antonio, e Timoteo, come conſla da vna Confirmatione del Duca Alſo”.
ſo ll. di vna pezza di terreno in Foſſa d’Albero ſotto li i 7. Genaro 156 1. pet rogito di
Gio. Michele da Nouara Notaro .
Aleſſandro V. il fratello perſonaggio di gran merito, e peritiſſimo ſuriſconſulro, ſù io ab
ſeuza del Padre Gouernatore di Regio più anni, come appare dal ben ſeruiro di detta
Communità,e dalla Cittadinanza fattali dalla medema Citra. dichiarando :i il Pa
dre,come ilſigliolo,e fratelli Cittadini, e Nobili di Regio,quale è ſpedita ſortoli 29.
Maggio r 503 per rogito di Gio.Maria ſigliolo di Lououico Raimondo Scarlatino
Cittadino, e Noraro di Regio . Filippo Rodi T.p.f. [79. > `
Nicolòlll. il fratello fù Conſigliere del Signor Duca Alfonſo ſl.quale lo mandò per Am
baſciatore à diuerſi Prencipi. hebbe per moglie Aleſſandra Roileta come appare da ln- L
ſlromeuto rogato per mano di Gio. Battiſta Codegoro adr a. Genaro i 658. da detta
Signora hebbe quattro ſigliole, che furono *
Leonora moglie del Signor N. Marzi, come ſi vede da tin rogito di Troiano Fiornoudlo
adi aS-Agoſio 1587.
Tedea moglie del Ca ualiere Battiſta Guarini, come dalli Inſlromento Dotale rogato per
mano di Antonio Porci.
Lucretia moglie di N. Macchianelli , 8t
iſabella moglie del Marcheſe Cornelio ll. Bentiuogli, come appare dal ſuo Inſtmmen
to Dotale rogato per mano di Ceſare Galuano adi r 9. Febraro r 600. Da queſta Si
gnora nacque l' Eminentiiſimo Sig. Cardinale Guido Bentiuogii con altri quattro
fratelli. Di
S’JÈÌ‘Ã’Z‘XÃ; ) fmelli del ſudato-Nicolò non hò trouato coſa alcuna conſiderabile.
Marco Antonio ll.ſígliol-.› di Filippo IX fù molto caro al Sereniſſimo SigDuea Ajfon.
ſo Il.ilqu-le ſeruìpiùannipetSeetetario. Hebbe per moglie la Signfflilaminia
Calcagni come appare da lnſlromento rogato per mano di Domenico Squarzoni ſor
to li x r. Maggio r 587.dal quale anche ſi vede che hebbe vn figliolo chiamatoAlberto.
Timoteo x11. il fratello ſir ſlimatiſſimo non ſolo da "tutti li Prencipi Eſtenſi, ma anche da
gran parte di quelli d‘ltalia,da qUaliſù impiegato in affari importanti. Hebbe per
moglie la Signora Camilla Gualengui, dalla quale hebbe due figlioli. cioè Filippo, 8t
Aleſsandro.
Alberto X. figliolo di Marco Antonio ſecondo fù Gentilhuomo del Duca Ceſare, e dal
medemo molto amato. [ù anche amiciſlimo di Fabio ( higi nel tt mp0 che ſi ritroua
ua V. Legatoin Ferrara circa gli anni 1633.dalquale aſceſo al Pr nriſicato ſù di poi
timunerato. Hcbbe per mogliela Signora Franceſca Liuerani figliola di Paolo Lizi4
"trani da Ficnlaacome ſi vede da lnitromento rogato per mano d' Aleſſandro Calbe l
_.—

n
Dl FERRARA PARTE 11. 147
rida Faenza l'anno r6r 2. adi 28. Agoſto.
RUP?“ x- fiiflliOÌQ di WWF?? XII-fl) PGP le ſpeſingolzri YirtÈ ſempre caro à Sereniſſi
mi Eſten 1 . ‘
Aleſſandro VI. il fratello fù Monaco Oliuetano, huomo ſiimatiſlimo perla molta dottri
na, onqe hehbcdalla ſua _religione le maggiori cariche, che da quella` ſogliono eſſere
diſ en ate .
Carioî. ſigliolo di AlbertoXoggidì viuente, hcbbe per mo lie la Signora Barbara Pm.
ſpera l' anno r 63 9. come conſta per Rogitodi Franceſco cutelari, dalla quale hcbbe
vn figliolo chiamato Paolo Giouanni . Paſsò alle ſeconde Nozze con la Signora Bar
bara Bruturi oggìdi viuente, come ſi vede per rogito di Aleſſandro Buffi. e da queſta
hà'hauuri ſin'ora due figlioli quali ſono Franceſco 8: Albena .
Paolo Giouannì il figliolo hcbbe per moglie la Signora Flerida Caſtelli figliola del vir
tuoſo luriſconſulto Carlo Caſtelli Roncagalli,dalla quale hà hauuti due figlioli, che
ſono Nitalò, e Carla_ Antonio .
) viuenti,fratellídiſ’aolo Giouanni.` .55,
TNicolòlV.c ñ ... . . . .. i
i c…,,hWzQ fishçlx 15959!! .d- PSPDGPQPPHH .ess- -ss

1,
. _ V

i
ll .

y— j ’41.'— 1 A R.
148 ILLVSTRI FAMlGLlE

ARBORE DELLA Noalussma CASA BENDEDEJ.


Benda-lio l. Ìcndcdei del 698.
Signa-mi r. Glacopo r. Paella! r. Bret-"mo ‘15._ .55’
l—-ñ _ —-—l
.i5. Bianca, Glouannl a. Glacopo a. *55'
l 1— l `
Timoteo r. "zelo z. Giacc‘apo 3. Albena r.
Aſcanio, ncndcdi. z. olo: 3. Glacopo 4. Paolo zñFrancelco x. Alberto a. Filippo I, Gaſparor. Aleſſandro r. l
i l—_ol . l Girolamo r.-[
_ ‘rlmoîco z. Glouanm 4. Sigiſmondo 1.—1
l—_ñ —- —_—

_055. Albero z. Aleſſandro a. Giacopo z.


I l —
Gli-olamo z. Giaco'po 6. Timoteo 3. Glouanni 5.‘ .fl
| l
Aleſſandro 3. Alberto 4. Gucopo 1. Giouanni 6.
,i— — ` ‘
, l l - , *- l
95$. Timoteo 4. Alberto 1. Girolamo 3. Giouanni 1. ~ ,
”luppo 3. Glacopo 8. Alberto C. ` `
.l
W Timoteo z. "Q
Giouanni I. Albcrlw 7. Paolo 4. :.55

Iílíppo 3. Giacopo 9. Giouanni ,- Iſabella lo'


‘SSD, l-~-l--l-~-l
Timoteo 6. Paîlo z. Madden:.
. l_*-l—"*'_.‘l-." **lñ— -l *55*
l Campo n. Parigina, Glcuanm lo. Alberto 8. ”Lia l. Filippo 4.

Paolo C. Liuía z. Tlmorco 1. Giza-po n,


——— _ñ—
055*
*äq goes*- Dendedio 3. Filippo 7.
Paolo 1. Glacopo u. Luna 3.
06$”
. . I~.~---. -1--
Glonaom u. Fllrppo o.
—--i.
Iſabella a. Tmoreo *-
.
‘Se’
Timoteo 9. Filippo 1.
ó .—

` Nicolò r- Benaco-o 4. Timone m. Antonia "Ss


Flhrpo 8. Antonio l.
N'lcolo 1- Baîtlfl-b Agîllíno, Girolamo 4.
-~_——. "l-ó— ñ—ſ l
Alberto lo. Aleſſandro 4- Timoteo rr. Girolamo 3. Gionlanni n.
i ſſ Gaſpîro 1.
l ' l ' ` l . ñññ— ñſi—ó—

AlcIſandro 5. Girolamo o. Iilípso 9. Nlcolo 3. Marco Amomo l. Alfonſo r. Alberto D


l -—[ -—~ -— _ó—-— -ó—-Ì-ñ -ó--ó
l L 3.
Marco Antonio a. Tilmozeo u.. Lennon, Tadca, Lacuna, lſabel
l l*— I
Nlmro lo. filippo lo. Aleſſandro ‘
l 45$*
Carlo a.
[—n M
ParloIGíouanni 1. ————-—[
Fraſiccſco a. ì Alberto rr.

-l-.--——
Nicolo a.
.
Carlo A‘momo r.
*es- .gs
Mancano in quell' Arbore alcune ſemina. .95*

Ben
rDI FERRARA PARTE Il. [4,

af_

Bcntíuogſi .
, ‘ñ -_ A Fama ancorche alata ſi dipinga,non hcbbe però mai penne
uffieicnti per ſcriuere le glorie di queſta Rea l Caſa . L'oſcu—
rità de gl'inchioſiri benche etudiri non ponno mai ra pprcſen
tare al viuo vna Famiglia,che giuſſamcnte ſi gloria di eſſer na
ta fra í ſplendori, e viuacità delle Porpore . ſo non pretendo
i; deſcriucre la ſua origine, Labbozzare con la penna gli fatti ll
‘ ſuſtri di qùegli Eroi,ch'e" i queſta Famiglia fiorirono nella_
Città di Bologna, perche già ſi sà per atteſtato del Mondo,
nö che d' innumerabili Scrirrori,che da Enzo Rè di Sardegna
nacque Benriuoglio Padre di Federico,c0sì nominato per la
memoria dell'imperator Federico ſuo Auo, e che da Federico nacque Franceſco a da]
quale venne Antonio Padre di quelGiouanni,che fù Signore di Bologna l'anno 140 r.
dalqual tempo ſino al r 5 r r. nella medema Città fiori di queſia Famiglia gran nume
ro di ſoggetti riguardeuoli. deſcritti da Cherubino Ghirardazzi lſi. di Bologna “La.
f. 33:.Pompeo Vizzani [ſi. della ſua Patria lib. 5.f.a 68. Fra Leandro Alberti ſua De
ſcrit.d‘lta|ia f. 33 r. 333. Onofrio Panuini nella Vita di Bonifacio IX. e di Eugenio
1V. Sommì Pontefici.- Gio Battiſia Platina Vita de medemi Ponteſici f. 205.2 z r. Gio.
Battiſia Pigna f. 38 3. 3 54. 470‘. ſue Iſt. di Ferrara, & altri infiniti lſiorici , quali tutti.
per breuità rralaſcio per portarmi al primo, che di quefla gran Famiglia paſsò à pian
tar Caſa in Ferrara, qual ſù 2-"

Annibale ſecondo ſigliolo di Giouanni ſecondo . Meſſi ſù coſi eſperto in trattare nego
tij Politici. e celebre nello ſcrutinare i punti di ragion di Stato, che non ſolo per eſſe
re Preneipe di Bologna,ma anche per queſte cauſe fù ſiimatiſſimo da tutti gli Prenci
pi d' Europa. Rittouandoſi in Ferrara l' anno 148 r. Giouanni ſuo Padre per trattare
intereſſi di gran conſeguenza ,concluſe con il bereniſſìmo Duca Ercole l . il parenra do.
promettendoli Ercole la ſigliola Lucreria per mogli e diAnnibalez Qual matrimonio fù
flabilito adi 29. Aprile r 48 r. ſe bene non hcbbe effetto ſe non l’ anno 1487. per rirro
llarſì Annibale tutto impiegato nelle guerre. ln queſſi ſei anni d'inrcruallo fece il Dri
ea à quello effetto grandiſſimi prcparamentíi prima terminò la Magna ſirada derra la
…—
Giara, cdi poi fece fabricarc la Porta chiamata d’Amore, la quale non fù aperta ſe
v , . non
_1—
ì ,5° ÌLLVsÎ-Kt FAMÌG‘LZE' I!
nö adi a 3. Genaro dell’anno ſuderro r 487 mentre Annibale ſi transferì ai Ferrara con
molti prencipi,& altri Nobili Signori,oltre alla gran Corte, e zoo.Caualli, quale ar
riuato ad vn Ponte in faccia alla detta Porta,che attrauetſaua il Pò, ſabricato ſopra
diuerſi Nauiglj, e coperto di varj panni di diuerſi colori in più modi con gran maeſtria
aecomodati, con addobbi di prezioſi arazzi all' intorno, fix ſopra il medemo riceuuto
dal bereniſlimo Duca Ercole, che haueua anch’eſio molti Prencipí di compagnia, ol
tre a quelli del Sangue, che erano in numero di az. , e gli Nobili sì di Ferrara. come
d'altri ſuoi Stati, tutti riccamente VCſtiti. e ſu accompagnato al Palazzo di Schíuanoó
glia,doue alloggio molti giorni,e nel medemo ſi celebrarono con gran pompa le Noz
ze, nel mentre che dalla Citta ſi ſaceua no allegrezze infinite . ln detto tempo il Sere
niſſlmo Sig. Duca Ercole fece recitare vna nobiliſſima Opera addimandata Amſrione,
quale ſia recitata in vn nobiliſiimo Teatro fatto da eſſo ſabrícare ſopra la piazza auan
ti il detto Palazzo, e capace più di quattro milla perſone,- coſa che reſe fluporc à tut
ti quelli,che vi ſi ritrouauano preſenti. Se ne paſsò di po'i Annibale con la ſua Spoſa à
Bologna,accompagnato dal Duca. e gran quantità di Nobili, quali tutti con pompa
non ordinaria furono da Bologneſi ticeuuri . Pochi anni dopo ſù Annibale ricchieſto
dalla Republica di Firenze,c ſi portò egteggiamente nel fatto d’armi contro Franceſi.
e vinſe anche in Toſcana Bortolomeo dÌAluian‘o famoſo Capitano Generale de Pi
ſani, leuandoli tutte le inſegne. Ma nel mentre che generoſamente combatteua,non
potendo reſiſtere contro alla potenza ,e furore di Giulio ll. Sommo Pontefice . e te
mendo la rouina, e l' eccidio di ſua Patria. volontariamente laſciò il Principato di Bo i
logna i' anno i5 t r .‘öt alii tov Giugno eo‘ ſuoi fratelli, e tutta la Famí lia venne a
Ferrara, oue fit con gran decoro riceuuto dal Sereniſſimo Signor Duca Al onſo primo
ſuo Cognato, alla Porta di S.Agncſe, e da tntti li Nobili della Città, e Prencipi del
ſangue accompagnato al Caſiello di S. Michele,ouc alloggio molto tempo, ſino à
tanto che dal Sereniſſimo Duca le ſù conferito in dono perpetuo il Nobiliſhmo Caſlel
Nuouo ſarto fabricare dal Duca Borſo ſopra il Pò, tra le due Porte di S. Paolo, e di S.
Agneſe,c0n ammirationc di tutto il Popolo, che non ceſiaua di biaſimare tal dono ,
mentre eſſendo il Caſiello fortiſlimo, era in poteflà de BentiuÒgli l‘ impatronitſì della
Citta. Nel corſo poi di più anni conſiderata tai verità da Sereniſlimi Eſtenſi, benche
tal penſiero folle lontamliimo dalla mente de SS. BentiuOgli, fecero vna permuta con
Caſiello Gualtieri,& altri beni ſopra ilModoneſe,riacquiſiando il Duca in queſia gui
ſa il ſopranominato Caſtel Nuouo. Raſiettate alquanto le coſe di Annibale.eon la Pro
tettione del Duca A[ſonſo.Giuliano,de Mediche PP.Le0ne X. proeutò di far-entrare
più volte l‘ Arcidiacono in Conciſtoro acciò ſi concludeſie. che il Bentiuoglio ritor
naſlealla ſua Patria, e Dominio ,- mà iſuoi nemici,e gli vſurpatori de ſuoi beni,inten
dendo il maneggio di Roma, ricuſarono in ogni tempo,& in ogni occaſione `il ritor
no de Bentiuogli, in Bologna . Venuta per tanto à morte Lucrezia Eſtenſe, moglie di
Annibale, anch’egli finalmente morendo laſciò Alfonſo,Cornclio, Luigi, Ercole. Fer
rante, e Coſtanzo de quali alcuni morirono in età Fanciuleſca, e Ferrante morì ſenza
figlioii . Coſi ſcriuono Gio. Contrari T. r-. L307- Gio. Batt. Giraldi f. a 5 r. Girolamo
Faletti f. l 90. Mario Equicolaf 276. ſuoi Annali; Marco Antonio Guarini ſuo Contp.
iſt. t. 156. e: Filippo Rodi ſue Famiglie Nobili di Ferrara f. 207.
Ercole figliolo d' Annibale {ù di tanto guſto neliaPoeſia ,che li primi di_quella età lo eeie
brarono per vno de più eccellenti Scrittori, come in effetto ſi vede da diuerſe Opere
da lui date in luce, oggidi pregiatiflime. Hebbeper moglie Sigiſmonda Suga na ,dal
la quale non hebbe figlioli; l' anno 157z.mori in Venecia, oue flaua con grandiffimo
, ſuo gaudio, frequentando il Conſiglio come Gentilhuomo Venctiano, ſiante ed“
Giouanni ſecondo ſuo Auo Paterno, nel ritorno che fece da Padoua. oue era fiato à
ſodisfare ad vn voto, riceuuto dalla Republica con ſolenniſſrma magnificenza, fù crea
to Nobile Veneto con tutti gli ſuoi legitimi diſcendenti . Franceſco Sanſouini Fami. _
glie llluſtri d' Italia f. I 7t. l
' Gineura
‘ W
DI FERRARA PARTE II. > xs
Gineura la ſorella ſù data per moglie al Co. Guido di Coreggio,edopo lui à Coſtanzo
Viſtarino .
Camilla
Corneliol' primo
altra ſorella hcbbe per di
morì Cameriere marito
PapaPirro Gonzaga
Clemente Vll.Signor
e di Gazzuolo;ſi

Coſta nzo primogenito d'Annibale ſi moſtrò ſempre di anímoveramente inuitto.,nella ea


duta della ſua gran Caſa . Ne ſuoi primi anni per opera del Duca Valentino hcbbe
promeſſa di hauer per moglie vna Nipote di Papa Aleſſandro Vl. ma mutata faccia le
coſe, ſposò Elena Rangona,quale li partoti ſei figlioli, che furono Antonio Galeaz
zo ll. Guido, Giouanni, Antonio Galeazzo Ill. Gineura,Annz,c Cornelioffiomc ſcſi.
ue il Sanſouini f. r 7 r. - ~
Antonio Galeazzo ll. ilſigliolo mori fanciullo . '
Guido I. il fratello. ſoggetto de più cari, che haueſſe il Sereniſſimo Signor Duca Ercole
Il. fù Caualiere dell‘ ordine di S. Michele, 8t vno de valoroſr Soldati, che toſſe à quei
tempi. Serui in Francia Franceſco primo, Enrico, e Franceſco ambi ſecondi,e Carlo l
lx. Si dilettò ſommamentc dell' Architettura, e ſù egli, che con ſtupore vniuerſale ſe
ce inalzare quei due nobiliſſimi Catafalchi per le Eſequie di Franceſco Rè di Francia,
vno nel Duomo per il Sereniſſimo Sig. Duca Ercole ll. e l’altro in S.Franeeſco per par
te del Sig. Card. Ippolito d’ Eſte. Mori in vn Torneo nauale rappreſentato nelle Foſſe
della Cina di Ferrara, per onorare il paſſaggio dell' Arcíduca Carlo d'Auſtria l‘ an.
no r 5 69. Da Leonora Pia ſua Moglie hcbbe vnaſigliola chiamata
Silvia, che ſù poi moglie di Franceſco Villa. Veggaſi Gio.Battiſta Giraldi f. r 99. Mario
Equicola f. aoó. ſuoi Annali, e Bonauentura Angeli-ſuoi Huorn. Ill. f. 269.
Giouanni 1V. fratello del ſudetto Guido ſù eſpertiſſimo nel meſtiere dell’armi. e com
battendo con gran corra ggio nel fa tto d‘arme in Toſcana all‘ hora che ſù rotto l'Eſſer
cito del Re di Francia condotto da Pietro,Sforza,dal Marcheſe di Marignan0,vi rima~
ſe priuo di vita. Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Eloggì f. 307.Filippo Rodi ſue Famiglie
Nobili di Ferrara T. p. f. 202. ,
Antonio Galeazzo lll.il fratello conſumò la maggior parte de ſuoi anni nelle guerre,nel
le quali riuſcr` glorioſo ne fatti d' armi di Siena, di Vngaria, e dell'Arma” Veneta con-r
tro il Turco. Ritornando poi colmo di gloria alla PatriaſposòLaura Moatiua. dalla
quale hcbbe
Giulio Il. che morì fanciullo. come nota il Sanſouini f. 19 a;
vno de quali bramoſo di gloria corſe alla guerra di Fiandra . ouc
appena giunto, nella prima fazione rimaſe morto da vn colpo d’Artiglieria . Marco
Antonio Guarini Comp. lſtrf. 159. ~
l Gineura ſeconda ſorella d' Antonio Galeazzo ſi maritò in Gabino Nouaro, 8c
Anna pur ſorella fù conſorte d' Ottauio Simonetta.
z Cornelioll. il fratelloSignore d’inariuabíle prudenza. in età di 15. anni ſi ritrouò all'
impreſa di Algieri, e ſù dal Duca d' Orleans teneramente amato,e ſtimato. Andò all'
impreſe di Landersi oue ſi portò con gran valore,eonduſſe alcune compagnie alla di
feſa di Ghiſa, oue andò più volte à pericolo di laſciarui la vita , andando contro all'
Eſercito Imperiale . Pit Luocotenente Generale di Pietro Strozzi alla guerra del Pie.,
monte con vna Compagnia d’ordinanza . Due volte ſi ritrouò all' impreſa di Bolo
gna poſta sù il Mare della Francia, e due altre volte ſopra le Galere all' impreſa d' ln
ghilterra:. Andò alla difeſa di Parma contro all'Eſerciro imperiale. e di poi alla guer
ra di Siena creato Luocotenente di Pietro Strmzi,e fù Generale allora che i Seneſi
riduſſero la Signoria loro in Monte Alciano. Fù parimente Luocotenente Generale
del Prencipe di Ferrara, mentre il Duca Ercole ll. ſuo Padre era Generale dell' Arti
glieria all' impreſa del Regno di Napoli; e dopo fù anche Luocorenente Generale di
tutte le Militie dello Stato di Alfonſo ll. Duca di Ferrara, dal quale venne creato
Marcheſe di Gualtieri, allora quando feceſi la permuta con Caſtel Nuouo, come di
Va ſopra
152, ILLVSTRI FAMIGZJE
ñóv
ſopra ſi diſie,ellendo ſtato prima ereatoCau-aiicre dell‘ ordine di S. Michele dal Re di
Francia. Mando morto Ercole ll. adi 3 Ottob. i 5 5 9. ſir mandato da Alfonſo il figlio
lo, ( che allora era in Francia) a Ferrara appreſio Madama ſua madre per procedere à
tutto ciò, che poteiie occorrete; Aiello magnanitno Signore abbellì. ed ampliò il ſuo
Fiuggi@ che prima era de Signori Rouetelli, riducendolo à quella Maeſtà, che oggi.
diii vede . Hcbbe‘ due moglie,la prima delle quali ſit Leonora d'Eſte , dalla quale
hebbe fei figlio”, che furono Coſtanza, 0t:auio,Annibale,Giouanni.Margirerita, a;
lppolito . La ſeconda Moglie tù iſabella Bendedei, dalla qua ie ne hebbe altri ein- ~
que, cioè Enzo Marcheſe, Guido Cardinale. Aleſiandro, Giouanni, e Scipione. Così
il Gua tini ſuo Comp. iſt. f r 58. 8t il Sanfouini f. 193.0” confeſſa. che per eſprime.
re a pieno le glorie di queſto grand’ huomo,ta` di meſtieri vn’lſtoria particolare, qua
lc egli medemo baite-.ia in animo di mandare in luce.
Coſtanzo ll. 6c figlioli di Cornelio morirono in età puerii’e. come narra Franceſco ſi
Ottauio
Sanſouioi famigiic illuſtri d’Italia f. 1,2.
Annibale [il. ſigi'rolo di Cornelio lt. militò giouinerto in Vngaria, & in Francia contro
gli Vgonom,e morì finalmente con Guido ſuo Auonel Torneo nauale rappreſentato
nelle Folk della Città di Ferrara come ſopra fi diſk. lo non sò in modo alcuno accor— '
dare come Marco Antonio Guarini ſuo Comp. Iſt. f. r 37.. poſſa atteſtare che queſto ‘
annibale moriſie indetto Torneol’anno r $69.: poi aſlerire à f. 158.chel'anno 15895
andaſſe in Fiandraco ‘l contando di ma Compagnia di cento lancie, ſe pure à quel ~
tempo non ſi vſaua di prima morire, e poi anda re alla guura. Ne ſi creda alcuno-,che
il Guarini parli di due Annibalidiuerſi, ſtante che in ambeduei luoghi citati parla di
Annibale figliolo diCornelio fratello del ſopra nominato Guido, come il prudentLa
Lettore potra‘ vedere .
Giouanni Vi.il lrarello dopo di hauer hauuta ia Croce di Maltaſhebbe la carica dicento
Lancie dal Sercniffimo Signor Duca Ceſare di Modena netie riuolte di Ferrara. Ser-'1
uineile guerre d' Vngaria con riè Compagnie de Caualli,e ne ipaeſi baſh della Fian
dra hebbe ilcomando della Compagnia di Lancie, già gouernata dal Caualier Melzi,
allora che egli Venne deſtinato Lnocotencnte Generale della Caualicria .. Meritò il
farrorc,e i'amicitia di tutti quei Prencìpi,e Signori, ed in particolare del Conte Enri
co di Naflau fratello del Conte Mauricio, e Generale della Ca ualleria delle Prouin
cie vnite, che non poteua ſari-arti d' eſaltare ſinoai‘l'e ſtelle la compitczza di Gionanni.
Andò con Vincenzo Gonzaga Duca di Mantoua in Olanda.& hebbe in varieoccaſio—
ni Ia carica di groſie truppe di canalieria , allora che ſi terminò l' impreſa . Si ritrouò
L/ con l' Eſercito Cattolico alla Difeſa della Piazza di Gtoli, ed all'aſialro, che ſi donna
dare ali'- inimico-,eondulie vn Squadrone di 300. Canelli . Nell'aſaedio di Oſienda
diede in diuerſe ſortito ſagio del ſno gran valore,- Fatto poi dei Conſeglio di guerra
col ſoldodi r 50. ſcudi ilmefe,e ſoſpeſa per certo tempo la guerra,ritornò inltalia col.
mo di gloriamue mori nel più bello de gl'anniſuoi. Così ſcriue MarcoAntonio Gua
rioi ſuo Comp. iſt. f. I 58. 159.
Margarita la ſorella ſitmoglie di Alſonſo’l’urco
Ippolito ”Fratello Marcheſe di Gualtieridel 158;.ſd Vice Duca in Ferrara. quale go
ucrnò con ſingolar prudenza . Si rirrouòa ll' impreſa di Portogallo, e doppo in Fian
dra con carico di l 00. Laurie. & altre 'Olic coma ndò à ;coſa ualli, ed' a` 10 oo. Fan
ti . Fit Luocotenente di tutte le Fanta rie dello Stato del Sereniffimo Signor Duca
Alfonño Secondo. c doppo Luoeotenente Generale di tutte le Milirie del `Signor Dn
' ca di Modena, per il quale nelle differenze, che vertiuano tra il detto Duca, e la Re
publ—ica di Luca. fece progrefli marauiglioſi, eſpugnaudo loro la ineſpugnabile For
tezza di Caſtiglione,ed’altro . ll Guarini Comp. iſt. f. 159. Hebbe per moglie Vit
toria figliola di Alberigo Cybo Prencipe di Maſsa dalla quale hebbe
Giulia moglie di N. Pepoli s
Laura,
Dramma-r Parere”, ~ ~ .zz
Laura,che mori nelle ſaſcie e p
Cornelio terzo morto nella Battaglia di Neuport in Fiandre. e
Ferrante ſecondo . O\ueſti andato in Fiandra ſù dichiarato del Conſeglio di gnerra,ed’
in Italia Maſtro di Campo nella guerra,chc vetri trà il Re di Spagna, à il Duca di &a
rroia, con la carica d'una Compagnia d’ m Terzo del detto Re . Paſſà di poi in Ger
mania,oue fù connumerato fra Conſiglieri della Guerra ea giona ta per l’ election: di
Ferdinando lrnperatore,e venne fatto Colonello d' en Regimento d'Alemanni per
ſeruigiodelmcdemo Ferdinando, il quale anche l* onorò del titolo di ſuo Cameriere
fecreto,e lodeſtinò Ambaſciatore à tuttii Prencipi d' ltalia per affitti rilena ntr’ .
sò N.6gliola dr Filippo d'Eſte. dalla quale non hcbbe figlioli . Leggaſi il Guarini
.Comp. “hf-”9.560- `
?$322“‘W-c ) figliolidi Cornelioſecondo morirono inteneta era.
Aleſeandroquartoflr Giouine ornato di lingolariſlime virtù, equalità nobiliſlime, il
quale laramoſo di aequrſtar gloria. de immortalar il ſuo nome, paſsò in Fiandre in ſer
uitio del Rè di Spagnal’anno r 600.011: eſtendoſi porta to Valoroſamente nella bar
taglia di Neupott, reſtò vcciſo. Marco Antonio Guarini ſuo Diario lſtorico f. 4,2 a.
Guido terzo conſumòtuua la ſua verde età ne ſtudij, e riceuuta la Laurea Dettorale ſe
nc paſsò à Roma circa gl'anni r 602.0”: dimorò più anni conuerſando con gli più ec
cellenti virtuoſi,che iui ſi trouauano,non mai abbandonando lo ſtudio di quelle ſcien
ze che ſono più conſaceuoli alla cognitione delle coſe diuine; onde {ù dal Papa die~
chiarato ſuo Cameriere ſecreto participante, e di poi lo mandò l' anno ”044' Ferra
ra ſua Patria a portar la beretta Cardinalitia à Monſig. Spinola‘in tal tempo Prolega
to di detta Città. Ritornato i Roma ſir deſtinato per Nuntio in Fiandre ne tempi più
torbidi,oue nel lungo tempo che vi dimorà hcbbe campo di far paleſe la ſoa intelli
genza nel trattar negotij,la felicità della ſua penna nel ſaperſi deſcriuere,e la ſua Pie
. ta‘ nel diffendere ſecondo l* Occorrenze ſtà gl'intereſii di Stato quelli della Religione.
Paolo V.reſtò così ſodisfatto de ſuoi zelanti impieghi in Fiandra,che da quella Nun—
ziatura lo fece peſcare d quella di Francia. facendolo Arciueſcouo di Rodi,doue negli
ſpinoſi negozij, che li paſearono per le mani, diede ſaggi così abbondanti delle ML..
Virtt‘r, e della ſua abilità, che non ſolo aggiunſe a ſuoi meriti vn cumulo di gloria, ma
tanto applauſo, & vniuetſa l contento, che nell'vlrima promotione fatta da eſso Paolo
V. fù creato Cardinale, riceuendo poi dal ſuo Succeſsore Gregorio XV. il Capello.
Dalla Francia incaminatoſi à Roma fîr impiegato ne maneggi più principali di quella
Corte,oue fece riſplendere quelle ſingolari prerogatiue, che vn degno Prencipe ſi
poſrono deſiderare . Doppo qualche tempo hcbbe la eomprotettione di Francia, che
finalmente rinunciò con buona gratia di ſua Maeſtà Chriſtianillina . Diede alla lu
ce diuerſe 0pere,fr:i le quali le più inſigni ſono l 'lſtorie di Fiandre in tre Tomi,le Re
lazioni, le Lettere, le Memorie, 8t altre Opere degne d'eſaere conſacrate all'immorta
lità,mentre vengono celebrate dalle penne de più eccellenti Scrittori. Giunto final
mente all'età di 64. anni,tutri virtuoſamente ſpeſi , nel Contiene d' lnnocentio X.
infetmatoſi, paſsò da queſta à miglior vira adi 7. Settembre r 644. con diſpiacere di
tutto il Mondo Chriſtiano. ll Co. Galeazzo Gualdo Priorato nella ſua Scena di
Huotn. [ll. 8t altri. ì
Enzo il fratello Marcheſe di Gualtieri,ſù arricchito di talenti cori rari, che non hd pen
na valevole i deſeriuerli . Baſti il dite che fù ſtimato da tutti gli Prencipi d' Europa.
per molti de quali s'impiegd anche in affari di gran rilieuo. Sidilertò di diuerſe ſcien
ze, dono particolare di queſta gran Caſa . 6t applied grandemente all'Architettura
facendo fare diuerſe nobiliſs. fabriche, non ſolo nella Citta` di Roma, mentre ci riſe- i
deua per Aruba ſciatore di Ferrara nel 1608. con ampliare il ſno Palazzo di MonteCa.
dallo, ma anche in Scandiano già ſuo Feudo, Be in altri luoghi, che per non arreceare l
tedio al Lettore tralaſcio, facendo ſolo mentione di quella regia riſoluzione dif-te
quelle
A

,154 . FAMIGLIE -ILLVSTRI


quelle gran Bonificationi di Zelo, quali portarono, e portano tanto vtile alla ſua No
biliſlima Caſa . Ritrouandoſi in Modona chiamato dal SereniſsDuca Alfonſo, che fù
‘ poi Capuccino,in occaſione d’vnTorneo. che fece fare il detto, Duca. doue Enzo ne fù
Maſtro di Campo, nel diſcorrere con quell'Altezza di fabriche ſi leuò di ſaccocia il di
ſegno del regio Granaro,che intendeua di fare al Ponte di Lagoſcuro à quattro ſolari
con diuerſi Magazini ſotto,e moſirandolo al Duca , diſſe di volerlo perfettionare nel
breue ſpatio di ſei meſi. Atterriro il Duca dal diſegno di vna fabrica coſi grande, le riſ
poſe,che ſe ciò faceua ,ſi obligaua egli ſieſſofarli cödurre, e pagare tutti i legnami, al
che replieò il Marcheſe,che ſe nel termine di ſei meſi nö era terminata l'opera,ſi obli
gaua à farlo fornire ſubito,e che douelſe eſlere di S. Altezzaxche nel med. tempo ha
uerebbe rimeſſo il denaro de legnami in Camera Ducale. L‘Opera fù terminata auanti
il tempo
ſino preeíſo, coſa,
da ‘fondamenti che fece 8t
la Chieſa, reſtar ſiupefatti
il g'r'a‘n' tutti gliPP.
Conuenìto'de Prencipi d'italia.
Capucciní Fece
, tutto anche
a proprie
ſpeſe . Nelle materie poi Caualereſche ,-fù vno de più ſingolari Caualieri d'italia...
Fece sì in Ferrara, come in altri luoghi diuerſi Tornei, ne quali riuſcì con applauſi in
finiti . Fit anche da Luigi XII le detto il Giulio Re di Francia teneramente amato,
. quale lo creò Caualiere dell' Ordine dello Spirito Santo . Ne ſcriue Marco Antonio
Guaríni ſuo Diario [ſtorico f. 4:2. Hebbe pet- Moglie Catterina Martinenga . dalla
quale traſie otto figlioli .
CorneliolV. Marcheſe figliolo di Enzo ſuderro, fù vno de più ſpiritoſi Canali-:them
. haueſſe l' Italia, e per le ſue ſingolari virtù,v fù molto amato dalla Sacra Maeſià di Lui
gi x1V._Rè di Francia, quale haueua ſeruito nelle guerre . Militò lungo corſo d'anni
“nelle guerre di Germania in ſeruigio dell' lmperaror Ferdinando Il. con decoroſo
trattenimento,e ſpeſe ecceſſiue . Tornato poi alla Patria per la morte del Padre , raſ
ì ſertò
dalla con gran
quale ne prudenza
hebbc duegli negozijcioè
ſiglioli, della ſua Corre
il Signor . Preſelppolito
Marcheſe in Moglie Anna Srrozza,
viucnte,& il Con
,te Ferrante Abbate pur viuente; paſſando poi alle ſeconde nozze, ſposò D. Coſtanza
‘Sforza ſorella del Duca Sforza . Si diletto ſommamente della Muſica. onde fece Tor
i nei, Feſie, Be Opere tali, e con ſpeſe così ecceſſiue, che non sò ſe vn Rè in queſio parti
colare poteſſe ſare di più,mentre ſpendeua ſenZa alcun ſparagno,e riguardo, pur che
. le coſe foſſero di tutta perfettione , onde alle ſue feſte concorreuano, non ſolo tutti i
Prencipi vicini, ma anche popolo coſi numeroſo, che era di neceſſità sbarar le ſtrade
vicine al Teatro (che poi ſi abbrugiò l'anno 1 6óo. adi 3. Genaro) acciò non naſceſ
, ſero ineonuenienti . Mancò di vita in Firenze. come ſcriue Franceſco Vaechi Memo
rie lſloriche
Giouanni Vlll.f.il 270.* A
fratello ,ì Abbate oggidì viuente ſi ritroua a ppreſlo alla, Maeſtà Chri
- ſiianiſlima di Lodouico XIV glorioſo Monarca della Francia . ‘
Annibale lV. il fratello poſtoſi in Prelatura ſe ne paſsò :ì Roma , 'oue ſeruì di Cameriere
ſecreto Vrbano Vlll. e portò in Polonia il Capello Ca rdinalitio al fratello di quel Re.
Pù Referendario dell' vna , e l’altra Segnatura , e Vicario del Cardinale D. Antonio
Barberini in Santa Maria Maggiore, edi poi da lnnocentio X. fù creato Arciueſcouo
di Tebe, emandato Nunzio in Firenze. Ft‘r parimente vno de quattro Nunzij deſlí
- nati d' Aleſſandro V II. alla Maeſtà di Chriſtina Regina di Suetia per incontrarla à
confini dello Stato Eccleſia ſiico , come nota il P. Abbate Libanori ſua Ferrara d' oro
P. p.f.45. Franceſco.Vacchi f. 270. ~
Guido 1V. il fratello ſi ritirò a‘ ſeruire lddio nella Religione de PP. Teatini per fugire le
i vanità del Mondo. ma l'anno 1658. ne fù eſiratto da Aleſſandro VIl. che le conſerì il
g Veſcovato di Bertinoro , quale fù da lui con gran prudenza , e zelo gouernato molti
anni. Morì in Ferrara l'anno r 676. .
Ermes 1V. il fratello Caualiere di gran talenti , ſi dilettò dimaneggiare ogni ſorte d’a r
mi, 6t in- più guerre fece moſtra del ſuo valore. come nelle guerre di Parma z e Modo.
na,8t inFiandra mentre ſi ritrouaua al ſeruitio del Rè di Spagna nelle guerre d'Vrbano!
' Vlll.
l.
ñ!.—

01 FERRARA PARTE u. 155


Vlll. fù Conſigliere di guerra ,- e Colonello del Cardinale D. Antonio Barberffi:.
Vltimamente portatoſi al ſcruitio di Lodouico XI V. Rè di Francia , fù Colonello di ’
Canallcrla, e Mareſcial di battaglia . Franceſco Vecchi Mem. Ill-f. 2.70. Di l
Franceſco il fratello non hà hauuta notitia alcuna . Î
Beatrice la Sorella, fù Moglie di D. Aſcanio Pio di Sauoia , az
iſabella pur Sorella, fù Moglie del Conte Ceſare Eſtenſe Moſli . É
lppolito ll. Marcheſeviuente figliolo di Cornelio 1‘!. Spofò D. Lucrezia Pia di Sauoia
fläliîla dr D. Aſcanio, dalla quale hà ſin'hora tre figlioli maſchi , e quattro femine ,j ;
c c ono ' ' '.
Luigi ll; ~ .
Cornelio V-` *650* 4/55* 055*
P. Aſcanio I. Canaliere di Malta: ,f
Beatrice Moglie del Conte Ercole Pepolí .
M“gì'i‘ììähqm SW‘ Mim Tereſa ,Monaca in S. Carmina Martire di Ferrara .
Iſabella , e
Matilde . A ` i
—7’.—…_.—_ Femme Il l- Abbate viuenre fratello d*v lppolizg u, - ,
Hà queſta Nobilillima Famiglia loco tra gli :7. Conſiglieri Nobili della Città. ,
ARBORE DE SIGNORl BENTIVOGLl [N FERRARA.
Giouanni a. Prencipe di Bologna r 4‘ 3.
‘ _ _ i
l l '—ſ I -ñ’
Annibale z. Prenerpe Aleſſand. 1- Anton-Gallen” LErmes' r.Biancafiranceſca,Laura,Leonora,Violantt-.
dl Bologna. 1 -
l
[-__.- --.-_- Gio; 3, .- ì i
Sforza, Violante, Grneurz. › l [ſota, Griſeide narurale, Lilabsrra naturals,
Ermes z; l -ñ--ó-__. l ó-.._.__
i.
l~-~~ c—.ì
Semlramis naturale, Lucia narurzle.
Sforzino naturale, Panfilo naturale. r

Ermes 3. Lodouico, Giouanni y.

l
Coſlanzor. Allonſo, l-*—~l~—-~-*'
Luigi!. "—
Cornelio r. Erclole, Ferrante, . l
Gmeura, l
Camilla:
l _
‘Momo Gale-moz- Gurdor. Giouanni* Antonio Galeazzo 3. Cornelio z. Anna, Gmeura r..
l . .
l . _...___{__._.. l
311M*- ^leſl`al1dro e. Aleſſandro 3. Guido z.

‘LT—*~r, ,r r r i Î-Η *SS*


Co i n l». Otranto, Annibale 3. Margherita, lppolrro
l r. Giouanni‘.
i

Cornelíoz. Ferrante a. Giulia, Laura z.


*55*
'—— r l ' l.
Enzo, Guido 3. Giouanni 7. Aleſſàndro 4. Scipione.
l
l ' l I ' '-ññó—ó `
Comelío 4- Almibale 4. Giouanni 8. Guidoq. Ernie: 4. Franceſco, Beatrice . iſabella.
l
"—-ó—--n ——
lppolito s. viuenre. Femme 3. viuente.
l
Luigi z.
"-" l~ -- —
Cornelio 5. F. Ilſeanío Bearríee Maritata nel Margarita Suorrn S. iſabella. Murlde- a,
. _ñ'
~ l. i
Cru-di Malta. Co: Ercole Pepolí. Caterina Martire. 2

Ben
l'56 ILLVSTRI FAMlGLlB

Ella Nobìl Città di Siena, già fabrieata da Franceſi Senoneſi,


.da qUali ſi chiamarono Seneſi quei Popoli, fiori la Nobil Fa
' ` miglíaBenzi,ſino da 382. anniauanti l'Aduento di Chriſto,
› a in piu tempi germogliarono da elſa ſoggetti cosi conſpi
cui, cheà ridirne diſtintamente le loro attioni, vi ſi ricercafl
rebberointieri volumi, e penna di volo più ſpedita, che non
èlamia . Ilprimoche di queſta Famiglia paſſaſſe à piantar
Caſa in Ferrara , fù
Ottauío primo Capita no d‘iſperimentata prudenza. e valore, *
" ì ì ì‘ qUale fù chiamato dalSenato Ferrareſe, e mandato l' anno.
1256. contro Ezzelino da Romano, eſſendoſi già publicata da Gregorio 1X. la Cru- :
ciata con lndulgenze ampliſſime à tutti quelli, che ſuffragaſſero allenare di Signoria,
anzi di Tirania vn moſtro così orrendo . Gli Ferrareſi con l'aiuto de Veroneſi. 8t_ altri
Collegati gli ieuarono lo Stato di Pa doua, & altri luoghi del Padoua no, nel che Ot
tauio moſtrò così grande ardite, che ſi acquiſtò l’applauſo vniuerſale . Geruaſio Ri
cobflldlf- I 21- Gaſpare Sardi f- 95. Vicenzo Rodinelli f. 64. Gio. Battiſta Giraldi f.
87.ſuoiannaſir Filippo Rodi T. z-f. ro.Bonauentura Angeli ſuoi Huom. Ill. f-4s.
Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. 73. - 4
Bonifacio Signore di gran ſennoriuſcìſingolariſlimo nelle belle Lettere . Stampò di
uerſe Opere in verſi, e le dedicò al Marcheſe Leonello Signore di Ferrara , e ſuo Pren
cip: naturale, dal quale. perle ſue ſingolari virtù fùſtimatiflimo, e tenuto appreſſo di
ſe in Corte con gran decoro. Fù poi dicchiarato Conſigliere di Stato, e Soprainten~
dente Generale de Stati deldetto Marcheſe, nella qualcarica morì. Fù_ anche Let- ‘
tore nell'almo Studio di Ferrara, 8t Oratore celeberimo, come atteſtano Vgo (Saleſi
ni f. 106.
luſtri f. 62.Gio.
&ilBattiſta
Rodi T.Giraldi
a. f. ro.f. r7g, ſuoi annali,Bonaucutura Angeliſuoi
ſi huom.ſl.
Roberto primo Caualiere d’ iſperimentata prudenza, valore, e fortezza , entrò infinite
volte in iſteeeato, nel quale reſtò ſempre vincitore, e colmo di gloria . Queſto ſingo
lar Soggetto fù indifferentemente ſtimatiſîimo da tutti gli Preneipi d' Italia. per li
quali più volte s’impiegò in funtioni Caualereſche di gran conto,mà in particolaru
da Ercole primo Duca. di Ferrara,quale tutto il tempo di ſua vita lo volle appreſſo di?
ſe,
e I -__-.. ..- .. …v… . ,,
01 FERRAÌA PARTE 11-. ’ 157
ſe, dicchiarandolo ſuo ſupraintendente dell'Attiglieria con flipendio di 450ÎſcudÎÎ
oro, come atteſta Vgo Caleſiui nel Libro della Diſpenſa della Famiglia dc Nobili di
eſſo Duca f. 6. Fa memoria di qUeſto Signore Gio. Battifla Giraldi luoi Eloggì f.: r4.
Gio. Battiſta Pigna ſuoi annali f. 30.8”1 Rodi T. 2.1’. to. Bonauentura Angeli ſuoi
Huom. lll. L70.
Ottauio ſecondo Signore molto prattieo nell’ a tte militare, ſi portò con grand' ardire in
diuerſe guerre nelle quali reſe immortale il ſuo nome. L'anno poi r s r z. adi 13-Ge
naro ſe ne paſsò con il Duca Alfonſo primo alla Baſtia con molta artiglieria groſſa. e
fl fiorito Eſercita, hauendo con loro quel Pezzo così fa moſo nominato il gm- Diano/o
celebrato dal gran Poeta Lodouico Arioſti nel ſuo Orlando furioſo. Fù preſo detto
Luogo per forza. e furono tagliati à pezzo 300. Spagnoli, che vi erano dentro. lrL..
quelto fatto d'arme reſtò morto Otta uio,& il Duca rimaſe pereoſlo nella reſta da vna
pietraflnentre era ſotto le mura. e la Celada di finiffima tempra che haucua in capo,
lo ſeampò da morte. Gio. Battiſta Pigna f. 307. Alella ndro Sardi f. 23 o.Vberto Gio- i
coli f. r a 7. Paolo Sacrati f. {o 5. de altri ſuoi aunali: 6t il Rodi ſopra citato .
äîàîzzîgmwo’ e ) fratelli, Gentilhuomini ſiipendiati dal Sereniflimo Signor Du- l
ca Ercoleſeeondo con prouigione di iaoo. Studi l'anno. Roberto hcbbe carica di.
i I Coppierc,e Giouauni_ ſu ſuo Cameriere Seereto.e confidente . Di queſti due .Signa-l
ri ne ſà memoria Vgo Calefini nel Libro de Nobili di Corte di detto Prencipet r a.
I enclle ſue famiglie moderne al n. ra. dicendo le preciſe parole . ”cui Anagni/:mi
Cruzer Nobili' Ferrara/ì. Vi fù anche vu
Soîfgno ?colàLettore famoſo nello Studio di Ferrara,come narra Gaſparo Sardi ſue m. 7
La.” Q ſiÎſi a ’

i ì" '
Bernnghieri.
ſ l o o
.
" ~- v, `, Bquei
hanno
trè fede tutte
potenti le Storie, la Famigliad’ Occidente,
Berengaríjlmperatori Berlinghíerichediſcende
ln piu temp!

1*" paſſarono in Italia,&oceupatone gran parte diehlararono gli loro .ſi-l


` glioli Rè della medema,eomeatteſtano Onofrio Panuinio _nella Vita
- di Agapito ſecondo.Gio Battiſta Platina f. r t 2. Gio. Battiſta 'Pigna‘
@- f.50. 56.8taltrí, ſue [ſtorie. Weſtiſitrattennero gran temporu Ita
' lia mantenendoliin continue guerre, 6t impatronendofi ora di vna‘
Città,ota di vu'altra.ſino à tanto che da altri potenti lngrperatori, e Prencipi furono *
ñ`fi_,

i ó'- ~ x T ſcac ñ
,—~,.

7"‘
"'-ìz’s ` rum”: PAMÌGLÌE
` [cacciati,e leuacoli l' imperio, onde ſi ticouerarono in luoghi molto ſorti, ne qua li ſi
mantennero anche cö gran decoro quantità d'anni.nel qual tempo fiorirono in quella
gran Caſa ſoggetti di ſingolar memoria,quali tutti laſcio nella pena-*ui per non ellerc
ſtati di mia Patria Ferrara ,come anche per parerrni eſ‘lctui :rotabile diffiſëla "à BCI-cn
ga rij.e8erlinghieri.Siano,ò nò,Berengarij gliBerlinghieri,à me baſta di attcſtaxc che
Berlingbiero Berlinghieri paſsò da Sa uona in Ferrara circa gli anni 9 99- _e ſi! ricgumo
con gran decoro da Boniſatio ill. Eſtenſe Duca di Ferrara,Marcheſe di Verona, con`
tc di Canoſſa,Signore di Luca, Reggio,Parma,Piacenza. Mantoua, Modona, e yi
carlo Imperiale d' lralia, per eſſere Perſonaggio, che haueua hauuto più anni il dmn j.
nio di detta Città . lo però credo più probabilmente z che foſſe riceuuto da Tedaldo.
L‘ anno r 003. Sposò Adelaida della Nobiliſiima Famiglia Cura-nomi, dalla quale
hebbc trè figlioli, che furono Betengario, Ortobuono, e Landolfo.- e l‘anno 1 oa 5'. ſù
creato dal ſudetto Duca. Capitano delle ſue Guardie, e di poi ſeco condotroin Lom
bardia, quando andò per riaquiſiare le due Città. cioe Parma. _c Piacenza , lc qua li ſe
li erano ribellate . &oggiogate dette Città, ſi portarono ſotto Coniolo . ò Cuniolo,
Que ruppero gli nemici,ör acquiſtarono il poſto. ma Corado fratello del Duca, vi reſlò
feritoin guiſa. che portato à Canoſla vi mori, 8t il Berlinghieri hauendo combattuto
con gran coraggio per liberare il pollo, yi rimaſe eſtinto . Scriuonodi quello grand'
huomo Gio. Battiſta Pigna f. r 05. Vbcrto Giocoli ,f- 61. Ga ſparo Sardi f 90. Gio.
Contrarj T. p. ſ. 407. Giacomo da Marano T. p. f. 269- Gio. Battiſla Giraldi ſ. zac.
Gervaſio Ricobaldi f. 29 r. loro annali; Bonauentura Angeli ſuoi Huom. illuſtri di .
Ferrara f. 306. Vgo Caleſini ſue Famiglie Nobili, c Moderne ſ- 6.
Berenga rio il figliolo ſù valoroſo Soldato., e Capitano della Conteſſa Mathilde , alle...,
quale in diuerſe guerre diede ſa gio del ſuo gran Valore, 8c in particolare nel fieriſfimo
1*‘ alla]to,che diede l'Eſereito della medema Signora alla Città Leonina, che tù preſa 'i
circa gl‘anoi 1064. nel qual combattimento ſi portò Berengario con tanto ardite, che
alla ſine vi laſciò la vita, con diſpiacere della medema Conteſſa, e di tutto l’Eſercito, A
Tanto ſcriuono Filippo Rodi ſue Famiglie Nobili di ſerra ra T. p. f. 79. Bonauentura’
Angeli ſuoi Hnom. Ill. f. 307. Di
Eáàîll’oîzgoì e ) Fratelli, non ſi è trouata notitia alcuna ne gli Scrittori;

Carlo figliolo di Berengario ſù da giouinetto Paggio della Conteſſa Matilde; e di poi


venuto in età d’anni ao. ſù dalla mcdema dicchiarato ſuo Cameriere, e di poi Secre.
tario Secrero, onde per le ſue ſingolari Virtù ra dalla ſudetta Signora molto amato, e
ſlimato. Hebbe in moglie Antonina figliola di Cora do della Nobiliſſima,& antichiſ
ſima Famiglia Bucchinpani, dalla quale hebbc dtie figlioli,cioè Corado, e Landolfo,
come appare da lnſlromcnto di Dote di eſſa Signora rogaro per mano di Gabriele Sa
* uonuzzo l'a nno 1066. Fà memoria di queſto Signore Filippo Rodi ſue Famiglie N0
bili di Ferrara T. p.f. 79.
Corado ſecondoil figliolo fù Vícarîo,e ſopraintendente dell’Eſercito della Content_
i_ Matilde nelle riuoltedell'ltalianegl*anni r roncomeatteſla Geruaſio Ricobaldi f.
363- dicendo che ilmedemo Signore reſlà morto ſotto Ferrara circa gl’anni r r 03.Nc
ſcriue anche Gio.Contrarj ſuoi annali T. p.ſ. r r4.
Landolſo ſecondo il figliolo Ca ualiere di gran ſtima ,ſi adoprò in diuerſi maneggi molto
rileuanti , e ſt‘r dalla ſudetta Matilde mandato per ſuo Ambaſciatore a più Prencipi,
onde hebbc perle mani gli principali intereſlidell' italia, quali tutti trattò con gran
prudenza, per il che ſir ſlimat—iſlimo da tutti i Prencipi della medema . V go Calefini f.
r r4. Gervaſio Ricobaldi f. 2.06. ſuoi annali,&’ il Rodi T. p. f. 19.
Corado ſecondo il figliolo doppo la morte del Pa dre,che ſeguì l'anno 1 r 3 ;Jia chiama
to da Enrico Vll. d’ Elle Duca di Bauiera, il quale lo creò ſuo Capitano, e lo conduſſe
poi ſeco in Italia l'a nno r r 3 ?quando venne con l'lmpera tore con nnmcroſiſlìmo Eſer
cito per domare la Lombardia . Soggiogata quella Prouincia diuiſcro le forze, e _Ce
ſare
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~ T
DI FERRARA PART-E u. 159
ſare con la metà dell' Eſercito inſignoriſli della Ma rca Anconitana, e del Düím di
Spoleti, continuando ilcorſo di ſue Vittorieſmoà Bari,& Enrico con il Berlinghieri
con l’altra metà delle ſquadre preſela firada della Toſcana di conſenſo dell'lmperato.
re ſuo Suoceto, dr hcbbe il giuramento da quella Prouincia, quale fù fa…) à [ui, a a]
Fratello con tutti i ſuoi diſcendenti . Tra nsferitoſi di poi verſo il Reame di Napoli,
con l'aiuro del Pontefice, che ſcacciaro Anaclero era ritornato nel ſuo priſlino grado;
eſpugnò Alba, Beneuento, Capua, e Salerno. Vnite poi le ſue genti con quelle di
Lotario l’ lmperatore,ſcacciò d' ltalia Rugiero, che fù coſtretto à ripaſſare in Sicilia.
Ceſare inuiatoſi l‘ anno ſeguente per ritornare in Germania, accompagnato da Enri
c0 d' Eſte, e Corado Berlinghieri. mancò percamino agli 6. di Decembre tra i Fiumi
Eno,e Lico, poſtioltre à monti di Trento . Seguita la morte dell‘ imperatore, Cora
do fi licentiò da Enrico, e colmo di gloria ſe ne paſsò à Ferrara ſua Patria , oue di poi
preſe moglie, viuendo alcun tempo nelle principali cariche. che in detto tempo felice è
ſoleua diſpenſare la Citta di Ferrara . Paſsò da queſta a miglior vita l'anno i 189.adí~
29. Luglio mentre llaua nella Carica del più vecchio del numero de r 2. Sauij della
Citta‘, laſciando vn figliolo chiamato Enrico hauuto da Maddalena figliola di Giaco
mo 9. della Nobiliſlima Famiglia Bendedei,- come appare da vn’Otatione in lode deli
ſudetto Signore recitata da Giouanni Nero di Pietro Sayna. Ne ſcriue Gio. Contrarj’
T. p.f ao:. ſuoi annali,& il Rodi ſue Famiglie Nobili T. p. f. 79.
Enrico il figliolo affatticò molto nelle partialità. che ſi rirrouauano in italia circa gl‘an—
ni r 2 3 5. oue con il ſuo ſapere,e conſeglio mitigò molti mali, per i qUali porraua peri
colo che vna gran parte d' ltalia andaſſe a‘ ferro, e fuoco . Fù quello .Signore ſtímatiſ
ſimo dal Marcheſe Azzo lx. per il quale andò l'a‘nno ſudetto aſſieme con altri ad ac
compagnare Beatrice figliola del gia Marcheſe Aldobrandino, la quale era ſtata ſpo
ſata in Ferrara a` nome del lie Andrea d' Vnghcria. Ritornato alla Patria carico d'ono.
ri fù l' anno r 2 36. mandato dal medemo Marcheſe per Oratore alla Ceſarea Maeflà
di Federico imperatore, qual era Venllto con la moglie, e turra la Corre in Italia, 8:
haueua poſta la ſua reſidenza nella Città di Rauenna . Arriuato che fù Enrico à quel
la Corte,fù riceuuto,& aſcoltato con grande amorcuolezza; ma ſpiegaroli poi quanto i
bauea ordine dal ſuo Signore . l' lmperatore li comando che non ſi deu-:lle partire ſino
ai nuouo ſuo ordine, per ilche ſi fermò alquanto tempo in quella Cor-tc con ſuo gran
dolore, deteſtando di continuo la malignità de Nemici, del Marcheſe ſuo Signore, e
cercando di farla arriuare all' orecchie non meno dell' Imperatore, che del Marcheſe,
' mà le ſue fatiche riuſcirono tutte vane, fuori che hauendo auuiſato al ſuo Signore con
lettera la trama fattali dal Salinguerra, 8t altri ſuoi aderenti, li ſaluò la vita, ma non
pote ſare così preſto, che non rimaneſſe in Ferrara il Marcheſe Rinaldo figliolo del l
Marcheſe. Aldobrandino,ò come altri vogliono di Azzo medemo, il quale ſù preſo dal
Conte Ezzelino, e donato all'lmpetatore,quale lo mandò prigione in Puglia, e Salin
guerra diedela Citta nelle mani all' Imperatore. Vedendo il Berlinghierí tra diti gli
ſuoi Prencipi. ſe ne paſsò à Ferrara. e ſi affliſſe di tal ſorte che in breue reſtò pri uo di
vita,laſciando due figlioli,che furono Landolfo,e Carlo. come atteſlano Gio. Bat
tiſla Giraldi f. r a9. Aleſſandro Sardi f. 205. Geruaſio Ricobaldi f. 3 z r. ſuoi anna li.
Landolfo terzoilfigliolo Caualiere di non ordinarijtalenti ſi adoprò molto per diuerſi
intereſſi della Santa Sede con molti Prencipi d' Italia, e da gl'Eſlenſi fù più volte man
dato per Ambaſciatore à più Sommi Pontefici, doue riportò onori infiniti . Si affitti
cò anche molto per la ſua Patria, alper le grandi partialità, che in que’ tempi vertiua
no, come in occaſione di Careſtie,e mali Conta gioſi; facendo operationi ſingolariſli
me,e degne di eterna memoria . Vedaſi Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi Mez-Ger
uaſio Ricobaldif. 394. Gio. Battiſta Pigna f. 226.Vgo Caleſíni f. 305. ſuoi annali.
Maneò di vita l' anno r z 92. con infinito diſpiacere di tutto il Popolo, laſciando trè ſi
glioli. che furono Corado. Enrico, e Carlo .
Carlo ſecondo il fratello valoroſo Solda to.e Capitano di Federico Imperatore ò di Enti.
X2 coJ
:ao FAMIGLIE [LLI/STR]
-.
'MW-m l coiliìgliolo reſtòmortoſottoal-la Città di Parma circa gl'anni ”47. giouinetto di
j 20. anni. Filippo Rodi ſue Famiglie Nobili di Ferrara I‘. p. f. 79.
.Com-do terzo figliolo di Landolfo terzo perſon: di gran merito,c di aſpctoo molto Ven:.
tando,… molto caro al Marcheſe France ſco Eſtenſe, per il quale tù mandato per Am
baſciatore Orarorcà Clemente VI. Sommo Pontefice l'anno 134:. Trattò il Matri
monio della figliola- di Luchino Viſconti con il indetto Marcheſe , e pieno dí- meriti ; ~.
mori l'anno 1380.11R0dif. 79.
.,_. .,-._ Enrico ſecondo il fratello Prelato di gran Dottrina, mancò di vita l' anno r 35 r. mentre
Rana al ſeruitio di Clemente V l. domino Pontefice . Il medemo Rodi.
Carlo terzo il Fratello molto caro à tutti i Prencipi Eſtenſi, da quali ſù impiegato in ne
nozijpiùſingolaridella Corte . Mahcò di vrta l’ anno r 37 6- laſciando vn figliolo
chiamato
.Lodouico,. Quefliſù ma ndatodal Marcheſe Nicolò terzo perſuo Ambaſciatore reſiden
te i Carlo Vll. Rè di Francia. circa gl'anni 142 2. oue tiſedè più anni. Ritornato alla
Patria mancò di vita l’anno ;45 t. laſciando vn figliolo nominato Carlo hauuto da..
Iſabella CoſtabiliFamiglia Nobiliflìma. 81 ora :ſtima . ll Rodi ſopracitata , 8t Vgo
Calefini ſue Famiglie i- 5…
Carlo quarto il figliolo datoſi à gli Studii, riuſcì vno de più letterati,che haucflc l'Italia ;
onde ſùſtimariſſrmo da molti Prencipi per li quali impiego la penna ,8t in particolare
da gli Sereniſſimi Eflenlî,che però l’anno i471 . ſùrimunerato dal Sereniſſimo Ercole
ſecondo Duca di Ferrara con carica di ſuo Conſigliere di Stato . Laſciò due figlioli,
cioè Ercole,e Lodouico . Vgo Calefini ſue Famrglie f. 5. il- Rodi f. 79.
Ercole il figliolo Cameriere fcdclrffimo del Screniſlimo Alfonſo primo Duca di Ferrara,
morì l’ anno :506. '
Lodouico ſecondo il Fratello Dottore Leggiſta, e ſtimatillirro nella Corte de Serenillì
mi Eſienli, ſu fatto Lettore publíco ſopra lo òtudio , e più volte fil mandato da mede
tni Prencipi per Ambaſciatore a‘ più potentati . Ma ncò di vira l* anno r 529. laſciando
un figliolo chiamato
Ercole,il quale morì in Parigi l'anno r549.menrre ſtaua à quella Reggia per Amba
ſciatore de Sereniffimi Eſtenſi, onde ſi ellioſe in Ferrara queſta Nobil Famiglia, come
affermano Vga Calcſini f. 406. ſuoi Annali; Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. 32 9.
c Filippo Rodi T. p. L79. \
ARBORE DE SlGNORl BERLlNGHlERL
Bcrlinghiero Betlinghiefl 9”- *650
oss* auge*` nei-'ngTflÃÎoÎoL'r-ÎJBÎÃMMÒ z.
caîlo .. aes- 065* 095
455* .SS. Corado l.
’ Lakodolfo z. 055’ *is*

‘55* ‘95* Colt-'ide z- *FS *[55* ‘55* G55*

Enrico t.
.0550- LzſiääiſirJ-J--Èa'flo a. *gs* *gs*
:SET-_Enricóo'a—--îorado 3.

.SSD Loälouíco. I. ‘gs’ *gs*

*CSQ 07:11:*__ 09$* *ISS* **SSD


.gs. [reale 1- Lodouico
EtLole z. a. .65* ‘ ‘gs'

Ber
W
Dſ FERRARA PARTE Il. [61'

Bertazzi
_Prima detriPrauamonti, e poi Montolini‘.
,., - ì ‘ Go Calcfini nelle ſue Famiglie antiche di Ferrara, cauate dall'
ñ z Archiuio de Sereniſiími Eſtenſi per ordine delDucaErcole l. di
E ` '

tal nomein Ferrara, proua per via di Scritture antichiſſime, '


l che la Famiglia Bertazzi è ma di quelle nobilſſiime Romane,
i i che
peròſidiſic.-
ritirarono nell' lſola
Premaman' detta Ferrata,
Antiqm':. ò Foro
Rama-ai. d’ Alienoxhe
Queſta ſi conſer
uò in detto Luogo, dal quale paſsò con gli altri in Vico-abc”.
za,dipoià Ferrarola Tranſpadana, 8c finalmente à Ferrara,
oue ſiamo di preſente,&intutti detti luoghi fiorirono in di
uerſi tempi da quefia Famiglia huomini ſegnalatiflìmi , la..
maggior parte dc quali ſono ſtati conſacrati all'obliuione dal tempo noſtro commune
nemico, per l’incuria de Scrittori, quali non hanno voluto ſcriuere le antichità della
Patria, preuedendo forſe la ſciagura, che prouo io di preſente, che per volere eſtraere
da iripoſtigli dell‘Antichità le Famiglie di Ferrara, mi ſono contratto quaſj che l'odio
vuíuerſalc de miei Concittadini . Di quella Famiglia io non formarò Arbore forma
le , sì perche mancano molti ſoggetti, si anche perche non hà noritia alcuna, ch…
queſta Caſa ſi conſerui più in Ferrara .
Giacomo primo di tal nome in detta Famiglia fù mandato dal Popolo di Ferraro, ò Fo.
to d’Alieno,circa gl‘ anni 300. per Ambaſciatore à Marcellino Sommo Pontefice per
;ffariligrpoëtantù come, oltre Vgo Ca lefini ſopracitato,ſcriue Gicacomo da Marano
‘PI ' Ip* I l ` .

Valeriano PrimZhuomo degno, f‘u dalla ſua Patria per ordine di S. Silueliro Papa , e de
Romani mandaroi’anno ... adi 24. Aprile con molti Nobilia Biſanzia Città di poi
chiamata Coſtantinopoli , per trattare negozi] di grand' affare con l’ lmperator Co
ſtantino, che in detto tempo in tal Città riſedeua . Fit Valeria no con i Compa gnì ri
ceuuro con gran magnificenza ,e doppo di eſſere ſtato amoreuolmenre aſcoltato, fù al
loggiato per alquanto tempo, fin’ a tanto, che ſir ſtabilíto quantodeſideraua Sua San
tità.: gli Romani, e Ferrareſi. Rítornatoin Roma fit dalSanro Pontefice con gran
tenerezza riceuuro. e con infinita allegrezza aſcoltato, 6t alloggiato. Geruaſio Rico
"'ì ſibſſáldi fe
162. ILLVSTRI FAMIGLIE
baldi vuole che Valeriano foſſe quello , the haueſſe in iſcritto dal ſndetto Imperatore
la donatione della Città di Roma al ſudetto Santo Pontefice , e così conferma anche
Giacomo da Marano T. p. lib. p i. 16. Tornato di poia` Voghenza con Priuilegi ma
gnifici. 8c ampliiſimi, eguali à quelli de Romani, conceſſi dal ſopranominato Impera
tore, ſù da tutto il Popolo ſollennemente riceuuro,&accarezzato- Anelli Priurlegi
oggidi ſi conſeruano nel Regio Archiuio della Sereniſlima Republica di. Venecia . Ol
tre agli ſudctti Autori, confermano quanto hò ſcritto GiarBattiſla Pigna f. 40. Vber.
to Giocoli f. 6 3. Nicolò Caſoglio f. 16. Vicenzo Rodinellr f. 6. Paolo buttati f.“zo. 8t
altri ſuoi Annali .
Vittorio Signore ſiimatiſſimo fù con altri mandato dal Popolo di Vico- abenza per Am
baſciator‘ Oratore a` Lrberio Sommo Pontefice l'anno 3 5 r. adi r o. Giugno; il qual
Pontefice alla ſua partenza lo regalà di nobiliſſimi Priuileggi à pro del Popolo . e le
conceſſe molte lndulgenze dec. Ne ſcriue Geruaſio Ricobaldi f. i a. Nicolò Caſoglio
f. 6.Giacomo da Marano T. p. lib. p. f. r 5- ſuoi annali .
Valeriano Il. Capitano d’iſperimentato valore , andò l'anno 407. à nome della Patria
con buon numero di Soldati, ad offerirſi in aiuto ad Halario, ò Halarico Rè de Gothi,
qual era venuto inltalia con potentiſſimo Eſercito , e diſſruggeua tutte le Città per
doue pa ſſaua,e ciò fù fatto con gran finezza , acciò detto Rè non moleſtaſſe il Popolo
Ferrarolo, che in detto tempo,ſi trouaua molto ricco, e con gran negozij. Accettò il
Re il partito, onde il popolo reſtò eſente da naufragij,cbe le _ſopraſlauano per la cru—
deltà di quel Tiranno. Valeriano morì poi in ſeruitio del detto Rè nel Friuli; come
narrano Gervaſio RÌCObaldlf.14- Vicenzo Rodinelli f. 4. Giacomo da Marano T. p
lib. p. i. i7. ſuoiAnnali.
Giacomo ll. Capitano di Teodorieo Gotho Red' ltalia, ſù mandato dalla ſua Patria con
genre qualificata in aiuto a detto Re, acciò queſti foſſe diffenſore del Popolo Ferraro
lo in occorrenza che gli Franceſi haueſſero Voluto offenderlo. Teodorìco poi con
Giacomo attaccarono vnitamente vna ſanguinoſa battaglia contro Clodoueo Redi
Francia, e lo vinſero,ricuperando la Guaſcogna, della quale preſero il gouerno in no
me d’Almerigo,òAthalarico figliolo d'Alarico, ſino à tanto che veniſſe in età perfetta.
Teodorico accreſcendo il ſuo Regno d' italia,vi aggiunſela Sicilia , la Dalmatìa . la
' Libumia, l‘lllirico. la Gallia Narboneſe, e la Borgogna con altri Stati . Ritiratoſi poi
in Trento il ſudetto Re, il Bertozzi ſi liceotiò. e ritornato alla ſua Patria, ſta poco m0
rì,come atteſla Geruaſio Ricobaldi ſi x9.ſuoi Annali.
Alberto ſoggetto di gran valore, ſi adoprò con gran caldezza, perla Santa Sede, e ſit ſli
matiſlimo dalla Santità di Gregorio Primo Sommo Pontefice , il quale l’ impiego in
affari rileuanti negli qualiríuſci con gran decoro . S'adoprò anche per biſogni della
ſua Patria appreſſo Sua Santità, dalla quale ne hebbc riguardetwli privilegi , e gratie
ſingolariſiimc. Mori in Roma l' anno 601. mentre ſſaua in ſeruitio del med. Pontefice,
efù ſepolto in S. Maria Maggiore. 'ſanto ſcriuono Gio: Battiſia Pigna f. 39. Paolo
Sacrati f. 13. Geruaſio Ricobaldi f. 63. ſuoi Annali ,- .
Giouanni perſona di grande auttorità. e [ſima nella ſua Patria, fit mandato con altri No
bili à complire con Sergio Primo Sommo Pontefice,e rallegrarſi della ſua Aſſunzione
alPontiſicat‘o, öe ad accerrarlo cheà tutti gli biſogni di b. Madre Chieſa ilPopolo
Ferraroloſarebbe ſempre prontíſſimoà ſpargereilſangue, sì per lei come petil ſuo
Vicario; ondeilPonreſiceliſece ſpedire riguardeuolipriurlegi, e doppo di hauerli
data la ſua Benedittione gli conceſſe molte lndulgenz:. sì per Giouanni,e`Compagni,
come per tutti gli ſuoi Patrioti . Ne parla diffuſamente Giacomo da Marano T. p. lib
x. ſ. ró.Gi0:Battiſta Giraldi f. 6. ſuoi Annali..
AſhçrtolLCapitano di gran prudenza. ſù mandato dalla ſua Patria con gran numero di.
Soldati in aiuro della Santa Sede ad Adriano I. Sommo Pontefice contro Deſiderio
Rède Longobardi,- oue in più fatti diede ſagio del ſuo Valore , per il quale ſir poi ſli-l
matiffimo da Carlo Magno, il quale lo conduſſe ſecoà Roma, doue morì circa gli anni
' 773:
01 FERRARA PARTE u. 163
778. Fanno memoria di queſto ſoggetto Gio: Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. ’r 9. B0
nauentura Angeli ſuoi Huom. Ill. f. 6. &altri .
Giouanni ll.Signore di grande auttorità, e prudenZa fb addimandato à Ferrareſi circa
gli anni 845. da Sergio il. Sommo Pontefice, il quale lo volle appreſſo di ſe , ſeruenñ
doſene in rileuanti :Ha ri, maſſime nel tempo . che Lodouico ſigliolo di Lotario Impe
ratore ſi portò con l' Eſercito a Roma , doue poi fù vnto lmperatore . Scriue di quello
Signore Filippo Rodi ſue Famiglie Nobili di Ferrara T. a. f. zo.
Alberto lil. Caualiere prattichiſlimo nel mcllicre dell'anni, ſù mandato dalla ſua Patria
per Capitano di molte perſone qualificate, aſcendenti alnumero di zoo. à Roma in
ſeruitio di Papa Sergio lll. econ tal comitiua di Soldati l'accompagnò circa gl' anni
,06 in Francia. Il ſudetto Rodi T. a. f. ao.
Franceſco ſi trouò all'aſſedio di Bari Capitano della Republica di Venetia, oue nella
rotta, che hebbero gli Saraceni, portandoſi nel fatto d’ arme con gran valore, vi reſtò
morto; e ciò fù l'anno 1008. ll medemo Rodi T. a. f. ao.
Giacomo terzo fù vno de quattro Ambaſciatori, che mandò la Citta di Ferrara a Leone
1X. Sommo Pontefice l'anno 1049. per complire con ſua Santità, 8t a rallegrarſi della
ſua Aſſunzione al Pontiſicato. ll Rodi ſopracitata. fl
Valeriano tetzo Signore di' elena to giudicio, e di ricchezze molto opulente, vedendo la
S. Sede molto tra uagliata da ſuoi nemici. ſi portò con molti huomini degni à Gelaſio
ſecondo Sommo Pontefice, chiamato prima Giouanni, al quale aſlìſlì con gran pre
mura in tutte le ſue turbolenze, non abbandonandolo maine viaggi, che lui fece per
fugr're diuerſi pericoli; per il che l‘ accompagnò alla ſine in Francia,oue Valeriano mo
rì in concetto di gran Santità. Fanno memoria di que (lo Signore Gaſparo Sardi ſuoi
annali f.tto.Gio.Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. a i. Bonauentuta Angeli luoi Hun
llluſlri f. 9. 8t il Rodi f. zo. -
Aldobrandino fù mandato dalla ſua Patria per Capitano di aoo. huomini ſcielti in *ſoc
corſodelſa Chieſa in aiuto di Aleſſandro lV.Sommo Pontefice della Nobile Famiglia
C onti, contro a Manfredo figliolo di Federico ſecondo.quale era conginnto con l Sa
raceni. ed erano entrati à danni dello Stato della Chieſa, oue Aldobrandino aſſiſi! à
detto Pontefice ſino che ville. Veggaſi Gio. Battiſh Pigna f. 4.7.Gaſparo _Sardi 9.
Giacomo da Marano T— p. f. 290. Geruaſio Ricobaldi f. 365. ſuoi annali, & ll Rodi ſo
pracitata . ,
Giouanni lil. Prelato di gran bontà', e ſantiſlimi coſtumi, ſir mandato in Francia à quella
Maeſlà da Benedetto lx. Sommo Pontefice per trattar negozij di gran conſequenza
perla Santa Sede, oue moril’anno t 304; ll Rodi ſopracitata. . n _
Alberto [V. Capitano di Filippo Duca di Milano nel 143 3. in più fatti armi die ſagio_
del ſuo gran valore ,- come narra Gio. Battiſta Giraldi ſuoi Eloggi f. 2 6. dr il Rodi
ſopracitata . o o ,
Alberto Azzo Caualicre di gran metto perla ſua nobiltà, e ſingolar dottrina fù firmati(
ſimo da Ercole Primo Duca di tal nome in Ferrara, dal quale ſù dichiarato per vno de
ſuoi Conſiglieri di Stato, e di poi fatto ſuo Maggior d'huomo di Camera . Vgo Ca
leſînif. x i 6.Gio: Battiſla Giraldi f. [98. ſuoi Annali. 6t il Rodi T. a t. ao
Di queſta famiglia altro non hà trouato negli Scrittori , onde _non ſapendo ſe ſia
più in eſſere, laſciarò la cura ad altro più diligente dirne di perfectlopírlaa “ſ0 ”LJ
non folle eſtinta, come credo.
`\

. l

Ì *puó-.añ- "ó-"'—
”4 ì "ILLVsTm ”maura

Beuilacquí .
…un u Erte nobile Controuerſîa ſtà gli Storici in aſſegnäre l'origine,
8t il luogo,` di doue detiuaſle queſta Nobile famiglia . nella
' ' quale ſi contano così numeroſi gl'Broi,che à volerne ridire di
~ ~ ſtintamente lc geſta,reſlano inſterilire le penne anche de yiù
, ſecondi Scrittori , lo per me tengo, che ſia originata da Pren
cipi della Germania, e dalla fertile,e ricchiſſima Terra d' Al.-`
‘- nel Contado di Tiruolo, dominio del Caſata medemo, come ì
ſcriuono Aleſſandro Canobio nelle Storie di Verona, Gaſpa
ro Sardi ín quelle di Ferrara ,e Chriſioforo Lanfranchi no in.»
ì -* - ~ - < ~' ~ Vna ſua celebre Oratione fatta nelle nozze del Conte Gherar
do i. Beuilaçqua, e Coſianza Bentíuogli; Alche per comprobatione aggiungono che
la prima inſegna di quella Nobiliſlima~ Caſa, la quale è vn*A|a bianeaìn campo ver
miglio.ſì veg'ga ſin'o'ggi in molti publici luoghi, e che _ſia la medema, che vſa la Ter
ra di, Ala ſopranorninata . Sia però comunque ſi voglia, à rue baſta eſſer fuori di con
tradîttione che in ſta lia ſia antichiſſima, eche Ferrara, Verona, Milano. e Bologna...
ſiano ſiate i glorioſi Teatri, ne quali hanno fatta comparſa gl' Eroi di qUeſta gran Ca
i ſa,de quali fa mentionc diſtinta_ il Dottiffimo P. P. Valeriano Sera Teologo Seruita,
nel ſuo Compendio [antico dell' Origine. Diſcendente. Attioni, 8t Accaſamenti di
queſta medema Famiglia, & il diligentiſfimo D. Franceſco Zazzera nel ſuo primo Vo
lume della Nobiltà_ d_* Italia f. 39. Sec. lo tralaſcio tutti gli Perſonaggi d’altri luoghi,
contenrandomidi deſcriuere ſolo con breuità quei ſoggetti,che ſono fioriti nella mia
Patria Ferrara: onde portandotni ad indagar quel prim o, che in eſſa à pianrar Cab
veniſſe, dico che ` " '
Criſſin Franceſco Beuilaequa ſuccedendo nelle Signorie del Co. Galleorto ſuo Padre.
Sì illîuò ncſh Real Corte di Filippo Maria_ Viſconre, ſotto del quale tenne condotta
d'huomíni d' “In" -' trauagliando lungamente con gran valore, e nome nelle Gucrrc
d' Italia ſino al i430. nel qUale ſeguito matrimonio tra lui, e Lucia de gl' Arioſli fi
l 8|30|² dCÌCODN Bonifado Nobiliffimo Bologneſe,hebbe in Dore , ò per Eredità il
,‘ Caſtello di S. Proſpero di molta ?aiuta . Con occaſione che gli Arioſii erano ſtrettz
' Parentrfle Prencipi d' Elie per LlPPa moglie d' Obizzo Ill. Marcheſe di Ferrara. fa!
to anch egli perciò parente dc med“… Prencîpifla Milano ſi transferi :i Ferrara chia.
mato
DI FERRARA PARTE II. -165
mato da Nicolò ill-_oue compiaciutoſi della Città determinò ſta bilírui il ?Efoòms v'
cilio: onde cominciò nella Strada di S. Franceſco, da fondamenti vn Real Palaggin,
,Mozzo poi à perfettione dal Co. Gerardo ſuo figliolo. Morto il Marcheſe Nicolo nel
r44r.eſuecedendoli Leonello ſuoſigliolo, fù da elio ſubito creato Conſigliere di
Stato, e propoſto ſempre negl' intereſſi più vrgenti . Sotto Borſo fratello, e ſucccſiore
di Leonello,ſu primo Conſigliere,Luogorcncme.e di' poi Capitan Gcnerale.- volen
do in ſegno di ciò come ſcriuono il Calefini, ilPigna,& ilSardi ne ſuoi annali di Fer.
la", ch' egli 8“ Poſfîffc 1° Stocco ignudo auanti, mentre caualcaua perla Cittä,nclla
cerimonia della ſua prima coronatione, 8t in quella ſolenniſlima Feſta quando Fede
Îrico lll. Imperatore creò Borſo Duca di Ferrara, Modona, Reggio, &tc- fù anche Crifl
`ſtin Franceſco ſecondo l' vſo di quei tempi creato Caualiere dalla propria mano dell"
Imperatore, in compagnia di Galeotto Pico Signore della Mirandola, Galeazzo Man-i
frediSignordi Faenza,Antonio, e Nicolò Signori di Correggio, Franceſco Sacrati²
Contedi S. Valentino,&ilCo.Carlo Pepoli. Diſſi di ſopra Federico lll. ſecondo
narrano gl’ [ſtorici, & anche il noſtro Riccioli nel T. 3. della ſua Cronologia‘ reforma
ta car. r oz. del reſtante ſecondo il computo de gl'anni dourebbe dirſi Federico V.che
fit eletto l* anno I 440. e viſſe ſino al 1493.come narra il medemo Riccioli nel loco ci
tato f. 62. Onde ſe Borſa fù coronato Duca , l' anno r4; r . come concede il Riccio
li al Catalogo degl’Eſtenſi T.a.f. toa. non sò vedere come poſſa aſſerire che ciò
foſie fatto da Federico lll.che fù l'anno r 3 r4. il che è l'iſteſlo che dire 137.anni anan
titalfuntione. Diſcorro così non maiper impugnare il dottiſlimo P.Riccioli ſplen
dore , e decoro di queſta mia Pa tria, ma ſolo per non dar campo ai gli emoli di nota r
mi ſe in cambio di Federico V. hò poſto Federico lil. Fù adunque Criſlin Franceſco
addettato nella Famiglia Arioſti nell' ammogliarſí,come ſi diſle,con Lucia Vnica ere.
de dello Stato ſopranomiuato, e per tal fatto nelle ſue armi inquartò le tre liſte, ò pali
degliSignoriCo. Areoſti,continuandocid ne ſuoi diſcendenti. Morì l'anno r468.
laſciando di ſe quattro figlioli Maſchi, e trè femine, cioè Gerardo, Rinaldo, Bonifa- ,
cio,Galeotto, Violante. Arcangela, cTadea .
Gerardoilſiglíolo Conte della Macaſtorna, edel Corno giouine , e vecchio conthuò
con l'eſempio del Padre il ſeruirio de Sereniflimi Prencipi Eſtenlì,e fù ſtrettiſlimo com
pagno del Duca Borſo,eomc anche di Ercole primo, eſercitando per ambidue nobi
liſlime Ambaſciarie . Nella Guerra d' Ercole con Veneziani, militò valoroſamentu
per ſeruigio del ſuo Prencipe . Diede fine al Regio Palazzo principiato dal Padre, 6t
ereſie da fondamenti la Chieſa di S. Giacomo alla Pallata ſua Villa,inſtituendola lus,
Patronato della Famiglia . Mori nel r498. laſciando di Coſtanza Bentiuogli ſorellaI
di Giouanni,quattro ſiglioli,che furono Antonio, Fra nceſco, A nnibale, e Lodouica.
Rinaldo il Fratello Signore del Ca ſtel di S.Proſpero, militò con gli Sereniſſrmi Borſo. 6t
Ercole primo, Duchidi Ferrara, hauendo d‘ambedue, con onorato ſtipendio, titolo,
diGentilhuomo di Tauola. Andò l'anno 1475. con Sigiſmondo d’Eſte fratello d'
Ercole,à leuar Leonora ſigliola di Ferdinando Rè di Na poli,ſpoſa del detto Duca Er
cole, con pompa non ordinaria . Mori in etti d'anni 50. nel 1483. laſciando di ſe
Criſtina Franceſco ſecondo il quale nel 14_98. eſſendo. di notte aſſalito da gente incogni
ta, fù ammazzato.- reſtò d' lppolita Volta ſua moglie .
Lucia, che fù moglie di Marc' Antonio Marſiglia Nobiliſlimo Sena tor di Bologna .
Bonifacio figliolo di Criſtin Franceſco primo, meritò per le ſue ſingolari attioni, merito,
e per la integrità de coſtumi accompagnata con la molta lettura. lode non ordinaria.
Fù Dottorato nell' vna, e l'altra Legge, fondatiſſimo nella Filoſofia, e belle Lettere.
qUalità rare, e che difficilmente ſr trouanoin vn Ca ualiere di Spada. Serui trè Duchi,
cioè Borſo,Ercole,ed`Alfonſo, meriteuolìſſtmi PrincipidiPerrara; il primo in grado
di fideliflimo compagno, e cordialiflimo Caualiere di Tauola. 8t il ſecondo di Conſi~
' gliere di Stato, Ambaſciatore, e Reſidente, in particolare appreſlo Gio. Galeazzo
Sforza Duca di Milano, oue trattò, e conchiuſe ilmatrimoniorra Alfonſo primo Du
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166 FAMIGLIE ILLVSTR-l
' ea di Ferrara, 8t Anna figlio-ia di Galeazzo veciſo da congiura ti . Quindi ritornato,
fit dal Duca, ſecondo l'vſo di quei tempi ,ſolennemente crea to Caualiere, inſieme con
Ambroſio Contrario Conte di Vigl10ſ3,dſ)fland0 ad ambidtÎe la ſpada,e ſperoni d'oro,
con ſopraueſle di broccato ricchiſſimo . L' anno poi 1482, ſit ſarto Preſidente, e Ca. f
po del Conſiglio de r2.$auij,ſupiemo magiſtrato della Città. Morto il Duca Eſco.
le cominciò il Co. Buniſa cio a ſeruirc il Signor Duca Alfonſo per Conſiglier di Stato.
Fabricò il bel Palaggio nella via ele gl’Angeli,edaiutò quella Chieſa ſcoſſa da terre.
moriseonla qualoccaſione dir-izzò l'impreſadel braccio eo’l pugno chiuſo, onu
ſcriſſe.- Canzìdmmpaurz'r, per cagionc di alcune diſcordie nate per la medema fa
i brica, delle quali ne fa mentione Gerardo Lardo ne fatti de Sereniſſimi Eſieuſi f. 75.
’ Gio. Contrarj ſuoi annaſi f. 45 r. e Gio Battiſta Giraldi nel ſuo Diario lſlorico f. a 70.
Hebbe due figliolinaturali,cioè - b
. Gabriele, che fatto della Congregatione dell'Oſſetuanza, Priore di Bologna. indi Pro
Î curator Generale dell'ordine,iabrieò del proprioil Conuento della Miſericordia di
` detta Città,- e
Maddalena Monica, e Badeſſa di S. Antonio,quale dal Padre ancora ſouuenuta didana
ri, ampliò molto ilſuo Conuento .
<…4-‘LL.…ñ,-o—4‘-
Galeotto pur ſigliolo di Criſtin Franceſco primo, fù Marcheſe di Maleo, Ghia ra, e Ca
uacorta, Conte della Macaſtorna , e Signor di Cardara . Milità fin da fanciullo ſot
to Galeazzo bforza Duca di Milano,in più guerre,ed in particolare in quella di Fran
cia con il Re Luigi, oueſi reſe celebre . Eſotro ii ſuo Duca nella ſollenniſlima feſta
della ſua Aſſunzione al Ducato,riceuè l'ordine di Canaleria doppo la carica di ſuo
granSinifcalco, e Capitan Generale delle Fantarie. Ft‘r così caro à queſto Prenci
pe Galcorto, che gli donò per lui , e ſuoi Diſcendenti tutto lo Stato di Maleo , di
Giri…, e Cauacorta, con la propria impreſa dell‘lride eeleſſe,che vsò doppo il riſor—
no di Francia,con diuerſi Priuileggi, come ſi vede nella Nobilta d'italia di Franceſco
Zazzcra in queſia Nobiliffima Famiglia, e dal Compendio lllorico di detta Famiglia
del R.P. Valeria no Seta. Morro poi Galeazzo Sforza, e ſucceduto Gio- Galeazzo ſuo
figlie-lo, ſono di Lodouico il Moro, riceuè Gal-;otto il grado dr' Conſiglier di Stato,e
di Guerra, con la particolar cura d’ importanti negozi} di quello Stato, ed'in vltimo
con fauore ſegnalariſſimowolle Lodouico farli dare titolo di Marcheſe,come i'heb—
be ſopra le Terre di Maleo, Ghiara, e Ca uacorra per lui, e ſuoi Diſcendenti tutti; con
facoltà di portar parimentc la corona d’oro intorno al collo dell' Elefante, InſeguL.
antica de Beuilacqui . Si ammogliò con Antonia Pallauicina de Marcheſi di Buſetto,
della quale non hauendo ſigliolr Maſchi, con l’autorità dategli dal Duca di poter diſ
porre anche de Callelli in beneficio delle femine,priuando di groſſiſſima facolta la Fa
miglia,ft`i cagionc d' importantiſſime liti,ed’inimicitie : la copia della quale ingiuſta
i conceſſione,e regiſtrata à piedi dell'Elogio diqueſio Galeorto nella Nobilta‘t d'Italia
di Franceſco Zazzera ._ Laſciò due figliole femine , cioè _
Buona, che fù moglie diTeodoro Triuulci Marcheſe di Pieeleone,Co. di Ca uia, Caua
liere dell’ordine di S. Mi chclr, Mareſciallo di Lodouico Xll. Generale del Rè di Na
poli,e della Republica di Vcnetia;c
Lucia, che fù moglie del Conte Lodouico Ca ſtiglione della Caſa di Celeſiino IV. r
Violante ſorella di Galeotto ſopranomínatofù maritata dal Sereniſſimo Duca Borſo al
Conte Pelegrino Paſino ſuo Compagno fauoritilſimo, e Ca ualiere.
E2313’ caſa pur ſorelle di Galeotto furono amendue Abbadeſſe nel- Monaſtero di
g S- Antonio . ñ ›
Antonio Hglíolo di Gerardo, Conte della Macaſtoma, del Corno giouine,e vecchio, fù
Cameriere ma ggiore del Duca Ercole primo; ſotto il qllaſe prima militò co’l ſoldo de
Venetiani, mentre era Prencipe, e poi contra loro nella guerra moſſoli nel 148 r. in_
Fetrara doppo fatto Duca, nella quale ſcriue il Sardi nelle ſue Iſtorie lib. 9. il Caſo
i ó`

L_
‘ glio
.DI FERRARA PARTE 11. 167
glio f. r 31, e Mario Equicola nc ſuoi annali, cheſi reſe ſegnalatiſſimo. Eſercito mol~ '
te Ambaſcíarie, nelle quali ſi reſe glorioſ0,e finalmente il‘: fatto Vice Duca di Modo—
na, e Reggio co 'l comando dell' Armi, e della Giuſtitia . Fù ſua moglie Catterina da
Eſte Contraria ſiglrola d* Ambrogio Conte di Vignola, della quale laſciò trè maſchi,
e due femine, che furono . Ercole. Alfonſo, Bonifacio, Violante, e Madtwena.
Franceſco figliolo di Gerardo militò ſotto Alfonſo primo Duca di Ferrara,mentre Giulio
a ſecondo congiurato con Veneriani, tentò leuarlo di Stato, e ritorgli particolarmente
Cento,e la Pieue, Terre groſliffime, riceuute in Dote da Aleſſandro V1. per Lucrezia
Borgia ſua Figliola; alle ?nali Franceſco era deputato per diffeſa; onde poi ſuperati
gli nemici, per ricompen a le furono da] Duca in gouerno perpetuo conſegnate . M0
rì in Cento d’ età d'anni 93. l' anno 1508.
Annibale il fratello guerreggiò parimentc ſotto gli Sereniflimi Ercole, 8c Alfonſo primi,
Duchi di Ferrara, 8t eſſendo paſſato in Roma, mori nell' anno x 507.
Lodouica la ſorella fù moglie di Egiano Lambertoni, oggi detti Lambertini, Conte del .
Poggio .
Ercole figliolo d' Antonio, Conte della Macaſtorna, fatto Ca ualiere, guerreggiò auuen.
turiere ſotto Alfonſo primo Duca di Ferrara contro Giulio ll— lndi con Franceſco
Maria Duca d' Vrbino Generale de Venetiani con carica di Fanta ria, e Caualleria. Si
ritrouò nel r 52 6. in ſeruigio dell' imperator Carlo V.nelle guerre di Milano con 70.
Lancie ſpezZa te à ſue ſpeſe, onde fù perciò molto ben veduta , e ſauorito da Ceſare,
e da tutto l'Eſercito.- operando inſieme l' animoſità, e la ſplendidezza . Preſe per
moglie D. Maddalena Carminati diſceſa per Madre da Luſìgnani Rè di Cipti, dalla
?nale laſciò morendo Antonio,ſppolito,Catterina, iſabella. Alfonſina, lppolita , e
adea.
Alfonſo il Fratello fù cariſſimo al Signor Duca Alfonſo primo, il quale lo mandò per ſuo
Ambaſciatore alla Republica di Venetia, ed indi all' imperatore, oue ſi tra rten ne due
anni. trattando negozij importantiſſimi per lo Stato del ſudetto Dogane perla ricupe
ratione in particolare del Ducato di Modona. c Reggio toltoli’da Papa Giulio ll. ot
tenendo di nuouo anche ſopra le antiche ſue giuriſdittioni del Ducato di Milano.
nuoua ed'ampliflima confirmatione , ed’cſentione . Nel ritorno fù dal Sereniſſimo
Duca Ercole ſecondo creato Vice Duca di Modona, e Reggio , e poi da Alfonſo Il.
fatto Conſigliere di Stato. Mori l'anno r5 6;. laſciando di Coſtanza Strozzi ſua mo
glie figliola di Carlo Signore di Caſtellerano,e di C0mpognano,ftä gli altri cinque
figlioli maſchi, 6t vna ſemina, cioe Antonella, Annibale, Anton Galeazzo,Bonifacio,
Onofrio. e Giratdo. -Vedi a` f. :62. il Ramo.
Bonifacio ll. figliolo-di Antonio primo compitiflimo Caualiere intrinſechiffimo di Er- ,
cole Il. che fù poi Duca di Ferrara, quale lo volle ſeco nell’ andata in francia à ſpoſar
Renca figliola di Lodouico. Ritornato à Ferrara, nacque occaſione che Bonifacio=
non potè contencrſi di non percuotere N.N Gentilhuomo del detto Duca ErcOle,nel
le ſue proprie Stanze. del qual'atto eflendoſi moſtrato il Duca aſſai più riſentito di
quello,cheà Bonifacio parue conuenifle; ſi ritirò con generoſo^ſdegno dalla ſuL.
Corte, paſſandoſene ad abitare in Venetia con molta ſodisfattioue di quei Nobili. Fi.
nalmente ricchiamato dal Duca, e ritornato nel ſuo primo luogo di gratia, morì la
ſciando della Contelia Strozza ſua moglie .
Ercole Il.giouine inclinatiflimoall'armeggiate,cadutoli ſotto diſgratiatamente vn fe
roce Caua llo,e fa ttoſi vna crudel percofla nel capo, morì di quella ferita, in età di a 5.
anni. laſciando Leonora Pia di Sauoia ſua moglie grauida di _
Ercole [ILAieſti fauori to dalla natura di belliſſima, e maeſtoſa preſenza, e di grandiſü
ma fortezza, riuſci caro a tutta la Corte de Sereniſlimi Eflenſi; onde in età d‘a nni r 9:
ſù da Luigi Cardinale Eſtenſe ſpedito Ambaſciatore in Francia ad Enrico Duca dr
Angrò eletto Rè di Polonia. per rallegratſì ſeco mentre ſtaua all’ aſſedio della Roccl
la, Onde Ercole auido di gloria militare,volle ritrouarfi in tutte quelle fattionlzpfl dar
Y ’z ſa

168 ZLLVSTRI F-AMlGLIE
ſagio del ſuo valore.- Paſsò nel r r74. in Fiandra,e yi ritornò nel r 58 5-fermídouiií con
moka {uz [ode ;P95 il Duca di Parma Generale di tutto l' Eſercito del Rc .Cattolico.
Si ritrovò all' impreſa d'Anuerſa, alla Vittoria del Contra dit0,al ſoccorſo di Borte ſen,
& al conquiſto di Graue, di Venlò, 6t a itre iatrioni . Fù più volte in diuerſe impreſe
deputato dal Duca,al comando di troppe”: vna volta Capo della Nation Vallona,
con carico di condur la vanguardia . …tornato poi l’anno 1 587. in Ferrata fù dal Se- -
reniſlìmo Signor Duca Alfonſo ll. conoſciuto il ſuo meritotonde lo creò ſuo Gentil
huomo di Tavola, e Capitano di tutte le Compagnie de Ca ualli della ſua Guardia; e
non molto doppo ſuo Conſiglier di Stato . Morto poi il Duca, ne gran tumulri di
guerra per la ricuperatione di Ferrara dalla Santa Sede Apoſtolica, ſù il Co. Ercolu
chiamato dal Pontefice Clemente Vlll. con promeſſa di Generalato.- ma in tanto ac
comodare le coſe, e venuto il Papa à Ferrara. fù da quello di molte prerogatiue arric
chito . Mori poi l'anno 1600. laſciando di ſua moglie Bradamanre d'Eſte figliola di
D. Franceſco, Nipote del Duca Alfonſo primo, e prima Cugina del ſecondo, e di Ce
ſare Duca di Ferrara, e poi di Modena , ſei figlioli,ci0e Erneſle, Catio,Franceſco, Si
giſmondo, Camilla, c Margarita .
Erneſte ſigliolo del ſuderro Ercole [Il. ſù il primo Marcheſe di Biſmantoua; e Conte del
Corno giouane . Militando con il Duca Ceſare di Modona ſuo Parente nelle riuolte
di Ferrara, ſu da lui fatto Capitano di cento Lancie,con le quali fù alla guardia di Luñ
go . Seguito di poi l'accordo. fù dal medemo fatto Colonello de Tedeſchi,e Suizzeri
della ſua Guardia,e di poi Capitano de Ca nalii della medema Guardia,Cameriere ſe
creto, eConſìglíere diStato;e ſù in tanta eſtimatione appreſſo quel Prencipe , che
doppo di hauerlo mandato più volte per Ambaſciatore à druerſe PoteHZE; gli donò
per lui,e ſuoi diſcendenti in prima genirura,con liberiſlìma giuriſditione, i Callelli di
Biſmanroua, Vologno,Caſlel Roſio,e la Fortezza di Brondolo con altri luoghi, ſopra
gli quali gli concedè titolo di Marcheſe, chiamandolo il Daca medemo, Marcheſe di
Biſrriantoua. iii-ſebbe per conſorte Felice de Conti Saſiatelli, Dama Nobiliſſima .
Carlo fratello del ſuderro , ſù Referendario nella Corre di Roma di ambe le Signature, -
ed hauendo gouernaro Narni , e Todi con molta lode, chiamato dallo Spirito Santo,
dr ha uendo ſecondo l' Euangelo diſtribuito à luoghi pij tutto il ſuo hauere, ſi veſlì
dell'abito de R R. PP, Ca ppuccini, calcando glorioſamente cò i piedi ſcalzi le Porpo
re, e le Mitre del Mondo.
Franceſco [ll. il fratello , ſù Pa ggio del Sereniſſimo Sig. Duca Alfonſo [Lepoi doppo
la ſua morte dal Sereniſſimo Sig. Duca Ceſare di Modona , ſù ſarto ſuo Camerier Se~
creto, per i] quale ſi rirrouò nelle fatrioni della Grafignana contro Luccheſi.- e ſù ſotto
il General-ato di D. Virgino Vrſîno ſopra le Galcre del Gran Duca . Militò tre anni
nelle guerre di Fiandre con onorato ſtipendio , promeſſoii però, dal Rè Cattolico , e
poi ſopra l’Armata della medema Maeſtà per la rent-ara impreſa di Araſie. Vltima
mente ſù gran Croce di Sauoia .
Sigiſmondo il fratello, fù Caualiere di Malta, e morì l'anno 1608. ſopra le Galere della
ſua Religione. con le quali ſi ritrouò in diuerſe impreſe . Condottoſí poi all'alledio
di Caniſia , iui morì .
Antonio Il. figlioio di Ercole Primo ſopranominato,e Conte della Macaſlorna, atteſe
alle belle lettere, nelle quali riuſcì perſettiſſrmo,e ne laſciò ſcriucndo illuſlri memorie. W
Compoſe 'non ſolo nella Toſcana ſauella,ma etiandio nella Latina con feliciſſima vc
na, 6t oltre à molte Opere ſcriſſe la Vita di Luigi glorioſiſſimo Cardinal d' Elle con...
ſlile Eroicolatino. Fù in oltre di ſingolar bontà , e magnificenza dottato , e perciò
amato da tutti gli Sereniſsimi Prencipi di Ferrara, per gli quali eſercitò carichi diuer
ſi, 6t onorariſlimizeſiendo particolarmente in nome del Sereniſſimo Sig. Duca Alfon*
io il. molti anni Gouernatore del Ducato di Modona . Morì l' anno r 592. d'anni 76.
e'ſù ſepolto nella Chieſa dis. Domenico con un ricco Depoſito fattoli dall'Eminen
tiſlimo Sig. Cardinale Bonifacio ſuo figliolo . Si amrdogliò due volte .- la prima con

,.-_,
lPPo

774—,
DI FERRARA PARTE Il. 169
a” ….
lppolíta Gualenga nobilíflima Dama Ferrareſe, dalla quale hcbbe
Violante moglie di Borſo Muzzarelli, e l
Laura moglie d’ Ercole Bonlei, ambe due Caſe nobiliſsime di Ferrara . La ſeconda mo
glie di Antonio, fù iſabella Turca dei Marcheſi di Ariano, di cui gli nacquero Ercoñ
le,Luigi. Alfonſo, Bonifacio, Maddalena, e Luigia. ‘
lppolito fratello di Antonio ſecondo, fù per gl' innocentiſsimi coſiumi gra tiſlimo, e ſli
matiſsimo dagli Sereniſsimi Prencipi Eſtenſî , ed’onorato da tutta la Città di Ferra
ra,in particolare da poueri , à quali compartiua annualmente gran parte del ſuo Pa.
trimonio . Ville 78. anni,e morendol‘ anno r 5 92. Laſcio della Conteſſa Girolama
Guarcſca ſua moglie _
Anna deſtinata moglie d'Annibale Bentiuoglio primo nato di Cornelio Marcheſe di
Gualtieri; ma morto queſto diſgratiatamente aflogato nelle Folle della Citta‘ , come
ſi diſſe nella famiglia Bentiuogli, lù data al Conte Palla Strozzi, Ca pirano de Cana]
li della Guardia del Sereniſcimo Sig. Duca Alfonſo ll. il quale morì in Fiandta, come
ſr dirà à ſuo luogo.
Cattcrina ſorella d' lppolito. fù moglie di Gio.- Andrea Rondinelli , Conſigliere del Se
reniſsimo Duca Alfonſo Il. e Padre di Ercole Marcheſe di Canoſsa , Caualiere di S.
lacopo, e Governatore di Reggio.
lſabdla parimente ſorella, fu moglie del Caualiere Alfonſo Sfondrati Cremoneſe.
Alfonſina ) _
àppolita, e) pur ſorelle, furono Monache,e queſt’vltima fù Abbadella in S. Antonio.
adea.
Ercole lV. figliolo d’Antonio ſecondo doppo eſsere diuenuto eccellente nel meſiierLa
dell’armi,rî diede totalmente a gli fludijgraurffimé di Filoſofia, e Teologia , àquali
applicando fuor dimiſura,ſicagionò, ó per dir meglio , ſi acceletò la morte. Mori
d'anni 25.nell'anno 1586. .
Luigi il fratello Caualiere letteratiſsimo, fù vno de 27. Conſiglieri Nobili della Cittá,
perla quale ancòá preſtarvbbidienza :i Paolo V.Sommol²onteſice, e per il Gran
Duca Ferdinando ad Enrico il grande glorioſiſſrmo Mnnarca della Francia , al Rè d
Polonia in Vngaria,& alla maggior parte de Prencipi d' italia, e di Alcmagna. Htb
be titolo di Marcheſe di Pontanrle in Monferrato da Vincenzo Gonzaga Duca di
Mantoua, quale lo connumerò tra quelli della Famiglia Gonzaga , donandoli le me
deſime Armi, e prerogatiue, che godela Duca] Ca ſa di Mantoua . ll medemo fece
Papa Clemente Vlll; quale lo nÒminò Aldobrandino Beuilacqua, conferendoli lu
Armidiſua Caſa con ampliſsímipriuilcgi, iquali, con quelli conceſsi dal Duca di
Mantoua ſtano regiſtrati nella Nobilta’ d'italia di Franceſco Zazzera . Hebbe Pa
tenti d’ huomini d'armi dal ſopranominato Rè di Francia; e nel ſeruigio de gran Du
chi Ferdinando,e Coſimo, vna Compagnia di Lancie , e fù anche Capitano di Coñ`
razze ſottoà N.8. Paolo V. Motendo poi mentre era Riformatore dello btudio di
Ferrara. venne dell’Accademia de gl’lntrepidi onorato d ’Oratione Funebre._con l'in
tetuento di tre Cardinali, the furono Serra Legato, Lenin Veſcouo, e Pio , fattalu
dall'eleuatiltimo ingegno di Alfonſo Pa ndolſi Dottor Teologo , che fil poi Veſcouo
di Comacchio. Sua moglie ſli Leonora Coll'alta, figliola di Annibale Conte di Cnll'
alto, e di 8.8,:: luatore. dalla quale ne hcbbe otto figlioli, che furono Antonio, Ceſare,
Onofrio, Bonifacio, Annibale, Ferdinando, iſabella, e Leonora .
Alfonſo il fratello , fù allieuo del Sereniſsimo Sig. Duca Alfonſo Il. di cui prima ſù
Paggio, e poi Cameriere. ln tanto applicaroſi alla militia. ſù venturiere l’anno 1593.
nelle guerre di Sauoia. all’ aſſedio di Caores; e d'in Vngaria l’ anno róoo ſotto l'Ar
ciduca Mattias tenne onorato ſiipendio. Fù col Duca di Mercurio al _ſoccorſo di Ca
niſla,interuenendo iui con onorate proue di ſua perſona , ed in quelle pericoloſe fat.
tioni,quando i noſtri,che erano in numero di 18- milla combattenti , furono circon
dati da più di 70. milla Turchi, e ſi ſaluarono ſenza altra perdita . che delle robbelì’g
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x70 ILLVSTRI FAMÌGLIB
anno ſeguente fit con Gio:Fxanceſco Ald-ohrandino Generale di S. Chieſa; all‘ im.
preſa della tentata ricuperatione di Caniiia, nella qualeil Marcheſe Alfonſo ottenne
carica d‘ vn Regimento di Fanteria italiana , e fù deſtinato del Conſeglio di guerra.
Quindi ritornato ſìconduſle :i ſeruiggi della Republica di Venetia , hauendo il co
mando di tutte le genti, ed ordinanze di Breſcia, Bergamo, e Cremona . Ma nati
grauiffimi diſparcri tra il Papa, c Venctianí, per coſe di giuriſditione,ed armandoſi da - ,
turte le parti,fù aſtretto Alfonſo di abbandonar quel ſeruitio ,- onde da N.8ignorc
hebbc gra do prima di Maſtro di Campo del Terzo della Marca, e dopo. laſciato quel
lo, delle genti di Perugia, e dell' Vmbria. Morì l’ anno 1 61 o. adi 2 o. Febraro.
Bonifacio il fratello applrcatoſi alle coſe di Chieſa, fù primieramente Archidiacono del
la Catedrale, poi Cameriere d'onore in Roma alla Corte di Papa Clemente Vlll. Re
ferendatiodi ambe lc Signature,e Gouernatore di Camerino. Dopo la deuolutione
di Ferrata, fù creato Patriarca di Coſtantinopoli,e l’ anno i 599. promoſſo alla digni
tà del Cardinalato,cnl titolo diS. Anaſtaſia ; lndi l'anno 1 600. fù eletto Legatoà
Latere di Perugia , c dell' Vmbria, oue gonernò ſei anni_ con gran prudenza, e con ap- ,
plauſo *miuerſale di quei popoli. L'anno 1601. hebbc il Veſcouato di Ceruia, ed in
quello tempo fù con ſuoi fratelli aggregato alla famigliazflldobrandina, come ſi vede
~ dal priuilegio regiflrato nel primo Volume della Nobiltà d’Italia di Franceſco
Zazzera .
Maddalena, e ) ſorella del ſopranominato Bonifacio, furono Monache, e la prima fù
Luigia Abbadeſla diS.Antonio.
Antonio lll. figliolo di Luigi, ſiammoglio l'anno 161 r. con Donna Barbera Mattei fi
gliola di Gi0.Battiſta Marcheſe di Gioue; poco doppo fù creato Caualicr di onore
di cappa, e ſpada di Paolo V. e neil’anno medemo il Duca Vincenzo di Mantoua ha
uendo vn ordine di numero terminato di Ca ualierí tutti di ſangue llluſtriſlimo, volle
fra gli altri, e ne primi, onorare del detto Ordine,chiamato del Redentore,il Marche.
ſc Antonio, e glie lo mandò ſino à Roma, ouc lo riceuè con molta ſolennità alla pre
ſenza dimoiti Cardinali. Morto poi il Marcheſe Luigi ſuo Padre, ſucceduto nel
Marche-ſato di Fontanile, e nel Conta do di Macaſtoma, volle il gran Duca di Toſca
na, che come Primogenito. gli ſuccedeſſe anche nella cond0tta, e nello ſtipendio,ac
crc icendolí ancora la Parente di 50. Caualli al numero di r oo- e volle appteflo che—te
neffc compagnia al Cardinal . .a de Medici, quando andò ad accompagnareJÎPrin
cìpeiia Catrcrina Spoſa del Duca Ferdinando di Mantoua; nel che moüto‘ la ſua.;
fplcnclidczza nella pompa dc gl'abiti ſuperbiſsimi. e vaghiſsime Liuree. Creato
poi Papa Gregorio XV. Bologneſe, riconoſcendo in diuerſi modi gli meriti di queſta
Caſa , creò il medemo Marcheſe ſuo Caualier d' onore, e Maſtro di Campo delle
genti della Prouincia diSabina,edeſla Montagnana . e Governator Supremo dell'
Armi della medema Prouincia. Fù poi fatto dal Duca Ferdinando di Mantoua Mar
cheſe dr Camena, Co.- di Caſteluaro, eBarone di Berzano , Caſtellí acquiſtati da ſuo
Zio Cardinale nel Monferrato; e di poi fù fatto Penſionario del Rè Chriſtianiſlimo , e
del ſuo Conſeglio di Stato . Ritornato alla Patria hebbc due volte la Carica di Giu
dice de Sauij; la prima nell'ann0164o. fino ai x 641. e la ſeconda nel r 644.. fino al
r 645. nella qual carica ſi acquiſtò l' affetto vniuerſale della Citta‘ .
Onofrio il fratello oggidi Vicente. già Abbate di S. Proſpero, 6c ora Marcheſe di Fonta
nile nel Monferrato,Sposò l'anno r 6; 7. la Signora Lucretia Gíliola Sorella delli già
Signori Marcheſe Franceſco. e C0.- Sipione. che morirono ſenza figliuoli , da queſta
Signora ebbe quattro figliuoli, coiè '
Ricardo ,
Coſtanza , .
mnibale , 8c ‘
’ Ernefle, quale à per moglie la Signora Conteſſa Iſabella Taſſona, della quale ſin ora hà
- hauuti due figlruoli quali ſono
Erco ...—
ñ-ìk‘.