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PARLIAMO CINESE

Radio china internazionale

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1° lezione La fonetica
A partire da oggi, trasmetteremo ogni domenica un Corso di lingua cinese per gli ascoltatori che
intendono imparare qualche nozione di cinese. Ogni lezione è corredata da esercizi di lettura. Per
favorire lo studio, col testo della lezione vi presenteremo anche alcune nozioni di grammatica.
Comunemente gli stranieri ritengono che sia difficile imparare la lingua cinese, in realtà la difficoltà
sta soprattutto nella pronuncia. Allora cominciamo col parlare della pronuncia della lingua cinese.
L'unità fonetica della lingua cinese moderna è la sillaba, composta da due parti, ossia iniziale e
finale. La consonante che ricorre all'inizio della sillaba è detta l'iniziale, e la parte restante della
sillaba la finale. Ad esempio, in ba, hao, san le iniziali sono rispettivamente b,h,s pronunciate in
cinese "b,h,s ", mentre le finali sono a, ao, an. In cinese esistono in totale 21 iniziali e 38 finali.
Leggiamo ora insieme le seguenti iniziali:
F: b, p, m, f
M: b, p, m, f
F: d, t, n, l
M: d, t, n, l
F: z, c, s
M: z, c, s
F: zh, ch, sh, r
M: zh, ch, sh, r
F: g, k, h
M: g, k, h
Leggiamo ora insieme le seguenti finali:
F: a, e
M: a, e
F: e, o
M: e, o
F: i, u
M: i, u
F: i, u
M: i, u
F: u, u
M: u, u
Leggiamo ora insieme le seguenti sillabe:
F: bo, po, mo, fo M: bo, po, mo, fo
F: de, te, ne, le M: de, te, ne, le
F: ge, ke, he M: ge, ke, he

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2° lezione I toni
Come abbiamo detto nella prima lezione, l'unità fonetica della lingua cinese moderna è la sillaba,
composta da iniziale e finale. Oggi introduremo il tono. Nella lingua cinese i toni svolgono un ruolo
importantissimo. Una stessa sillaba, pronunciata con toni diversi, assume differenti significati. Per
questo motivo nell'apprendimento dei vocaboli, bisogna fin dall'inizio abituarsi a memorizzare sia la
pronuncia che il tono. Altrimenti sarà difficile farsi capire e addirittura si darà adito a malintesi.
I toni sono quattro: il primo lineare o piatto( ), il secondo crescente( ), il terzo prima decresce per
poi crescere( ) e il quarto calante( ). I quattro toni differiscono per altezza di articolazione del
suono. Ora prendiamo ad esempio la sillaba ba per capire la differenza di pronuncia dei quattro toni.
Il primo tono è ba( ), che significa "otto", il secondo tono ba( ), significa "estrarre", il terzo ba( ),
equivale a "bersaglio", e il quarto ba( ), a "diga".
Da ciò possiamo capire che nella lingua cinese se cambia il tono, cambia anche il significato.
Ora proviamo a pronunciare insieme i seguenti quattro toni:
A. ma( ), ma( ), ma( ), ma( ),
B. ma( ), ma( ), ma( ), ma( ),
A. yi( ), yi( ), yi( ), yi( ),
B. yi( ), yi( ), yi( ), yi( ),
A. e( )r, e( )r, e( )r, e( )r,
B. e( )r, e( )r, e( )r, e( )r,
A. sa( )n, sa( )n, sa( )n, sa( )n,
B. sa( )n, sa( )n, sa( )n, sa( )n,
A. wu( ), wu( ), wu( ), wu( ),
B. wu( ), wu( ), wu( ), wu( ),
A. liu( ), liu( ), liu( ), liu( ),
B. liu( ), liu( ), liu( ), liu( ),
A. shi( ), shi( ), shi( ), shi( ),
B. shi( ), shi( ), shi( ), shi( ),
A. ni( ), ni( ), ni( ), ni( ),
B. ni( ), ni( ), ni( ), ni( ),
A. ha( )o, ha( )o, ha( )o, ha( )o,
B. ha( )o, ha( )o, ha( )o, ha( )o.

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3° lezione Il saluto
Di solito, gli amici o i conoscenti si salutano quando si incontrano. (buongiorno) è la forma
di saluto, adatta in ogni contesto, impiegata più comunemente in Cina al momento dell'incontro. La
risposta è ugualmente " ". Il saluto impiegato all'atto della separazione è invece
(arriverderci).
Fate attenzione al fatto che il sesso delle persone nella lingua cinese non è mai specificato, quindi a
seconda di chi parla il verbo sarà declinato al maschile o al femminile.
Ora proviamo insieme le seguenti espressioni:

A. ! B. !
In cinese si pronuncia con terzo tono, e corrisponde al Nostro "tu", ed è quindi un'espressione
informale e colloquiale. Se invece si vuole utilizzare il pronome personale "Lei, Voi" per occasioni
formali o come forma di rispetto, la frase sarà , pronunciato con il secondo tono.
A. B. .
Ora esercitiamoci con il seguente dialogo.

A. ! Buongiorno!

B. ! Buongiorno!

A. ?Sei occupato?

B. ?No, non sono occupato, e tu?

Nell'espressione " ", '' '' è un aggettivo. In cinese gli aggettivi possono ricoprire funzione
predicativa e non richiedono di essere preceduti dal verbo "essere". " " è la particella modale. Se
alla fine di una frase dichiarativa viene aggiunta la particella modale " ", si ottiene una normale
frase interrogativa. La particella "" in fine frase viene pronunciata in forma atona e piuttosto.
Esercitiamoci con questo dialogo:

A. !Buongiorno!

B. !Buongiorno!

A ?Sei occupato?

B. ?No, non sono occupato, e tu?

A. Sono molto occupata.

B. !Arriverderci.

A. !Arriverderci.

La frase " " significa "Sono molto occupata". Nella frase " ", " ", con quarto tono,
si mette sempre prima del verbo, aggettivo e corrisponde alla nostra forma negativa "no, non". Ad
esempio:" "non occupato," "non posso," "non molto," "non buono, non bene, ecc.

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4° lezione Come si usa la particella modale" " e i numeri
Oggi impareremo insieme come si usa la particella modale " " e si pronunciano alcuni numeri
cinesi.
Prima di tutto proviamo insieme le seguenti espressioni con la particella " " :
A. Come stai?
B. Molto bene, grazie. E tu?
A. Anch'io sto bene. Come sta tuo padre?
B. Lui sta bene.

A. E tua madre?

B. Anche lei sta bene.


In cinese " "è una particella modale che può essere impiegata in fine frase per formare una
domanda
su un enunciato interrotto. In questo dialogo e equivalgono rispettivamente a
(Come stai?) e (Come sta tua madre?).
In questo dialogo è impiegato inoltre l'avverbio '' ''(anche), ad esempio (Anch'io sto
bene) e
(Anche lei sta bene).
In cinese alcune sillabe vengono pronunciate atone, con una breve emissione di voce, ossia in tono
neutro.
Quando una sillaba al terzo tono precede una sillaba di tono neutro, è generalmente pronunciata
come un
mezzo terzo tono. Il tono neutro non viene contrassegnato da alcun accento. L'altezza di
articolazione del
tono neutro varia secondo il tono della sillaba che precede. Ad esempio con (mamma),
(nonno paterno), (nonna paterna) e (papa), le diverse altezze del tono neutro possono
essere
schematizzate come mama, yeye, nainai e baba.
Ora ripetiamo insieme il seguente dialogo:
A. come stai?
B. Molto bene, grazie. E tu?
A. Anch'io sto bene. Come sta tuo padre?
B. Lui sta bene.

A. E tua madre?

B. Anche lei sta bene.


Amici ascoltatori, oggi iniziamo a imparare la pronuncia di alcuni numeri cinesi. In cinese i numeri
da uno
a dieci sono pronunciati come segue: (uno) (due) (tre) (quattro) (cinque) (sei)

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(sette) (otto) (nove) (dieci)?
Ora proviamo insieme a pronunciare le seguenti espressioni:
A. uno.
B. uno.

A. due.

B. due.

A. tre.

B. tre.
A. quattro.
B. quattro.
A. cinque.
B. cinque.
A. sei.
B. sei.
A. sette.
B. sette.
A. otto.
B. otto.
A. nove.
B. nove.

A. dieci.

B. dieci.

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5° lezione La posizione dei sostituti interrogativi
In cinese, l'ordine di successione dei costituenti della frase di norma vede il soggetto precedere il
predicato. Nelle frasi interrogative in cui siano impiegate locuzioni interrogative, queste non
vengono collocate all'inizio della frase, ma ricorrono nella stessa posizione delle parole che
sostituiscono. Per favorire la comprensione, proviamo ora insieme le seguenti espressioni con le
locuzioni interrogative:
A. Cosa studi?
B. Studio la lingua cinese.
A. Lui cosa studia?

B. Anche lui studia la lingua cinese.

A. Tutti voi studiate la lingua cinese?


B. Tutti noi studiamo la lingua cinese
A. Siete studenti?
B. Siamo studenti.
A. Anche quelle ragazze sono studentesse?

B. Anche loro sono studentesse.


A. ? E loro?
B. Loro non sono studenti, sono insegnanti.
In questo dialogo," "?anche? e" "(tutti) sono avverbi molto
comuni. Nella frase si collocano fra il soggetto, il verbo o l'aggettivo, e hanno funzione predicativa.
Non si può dire " "o" ", ma " "o" ".
Bisogna inoltre prestare attenzione a come si usa e si pronuncia l'avverbio " "(non). In cinese
l'avverbio " ", collocato prima del verbo, dell'aggettivo o di altri avverbi, ha funzione
d'espressione negativa. Di solito " " viene pronunciato al quarto tono. Quando però è seguito da
un'altra sillaba al quarto tono, modifica il suo tono in secondo. " ", ad esempio, si pronuncia "
".
Ora ripetiamo il seguente dialogo:

A. Cosa studi?

B. Studio la lingua cinese.


A. Lui cosa studia?

B. Anche lui studia la lingua cinese.


A. Tutti voi studiate la lingua cinese?

B. Tutti noi studiamo la lingua cinese

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A. Siete studenti?
B. Siamo studenti.
A. Anche quelle ragazze sono studenti?
B. Anche loro sono studenti.
A. E loro?
B. Loro non sono studenti, sono insegnanti.
Ora ripassiamo insieme i vocaboli di questa lezione:
A. studiare B.

A. lingua cinese B.

A. studente B.
A. insegnante B.

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6° lezione I nomi propri cinesi
State ascoltando Radio Cina Internazionale. Nella lezione precedente vi abbiamo illustrato la
posizione dei sostituti interrogativi nella lingua cinese . Oggi vi illustreremo i nomi propri dei
cinesi.
I cinesi utilizzano due nomi, come gli italiani. I nomi propri cinesi si compongono di due
elementi: il cognome, che precede, e il nome, che segue. Per quanto riguarda i cognomi, i più
comuni sono un centinaio. Gran parte dei cognomi è costituita da un unico carattere, come Zhao,
Wang, Zhou e Li, mentre il nome è costituito da uno o due caratteri. Nei nomi propri cinesi "Wang
Xiaoming" e "Li Fang", ad esempio, "Wang" e "Li" sono cognomi, mentre "Xiaoming" e "Fang"
nomi.
Prima di tutto proviamo insieme le seguenti espressioni con i nomi propri cinesi:
A Questi sono caratteri cinesi?
B Sono caratteri cinesi.
A Che caratteri sono questi?
B sono i caratteri per "Cina".
A Che carattere sono quelli?
B Sono caratteri per "Italia".
A Sei italiano?
B Sono italiano.
A Come ti chiami?
B Mi chiamo Giulio.

A Di che paese è lui?


B E' cinese.
A Come si chiama?
B Si chiama Li Xiaoming.
Ora ripetiamo il seguente dialogo:
A Questo sono caratteri cinesi?
B Sono caratteri cinesi.
A Che carattere sono questi?
B sono i caratteri per "Cina".
A Che carattere sono quelli?
B Sono i caratteri per "Italia".
A Sei italiano?
B Sono italiano.
A Come ti chiami?
B Mi chiamo Giulio.
A Di che paese è lui?
B E' cinese.

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A Come si chiama?
B Si chiama Li Xiaoming.
Ora ripassiamo insieme i vocabili di questa lezione:
A ?verbo, chiamare, chiamarsi?,
B

A ?pronome, questo?,
B
A ?sostantivo, carattere cinese?,
B
A ?sostantivo, Cina?,
B
A ?sostantivo, Italia?,
B
A ?pronome, quello?,
B
A ?pronome interrogativo, quale?,
B
Qui Radio Cina Internazionale. Amici ascoltatori, vi abbiamo illustrato i nomi propri dei
cinesi. Grazie dell'attenzione e ci risentiamo alla prossima lezione.

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7° lezione La particella strutturale" ".
State ascoltando Radio Cina Internazionale. Nella lezione precedente vi abbiamo illustrato i nomi
propri dei cinesi. Oggi impareremo insieme la particella strutturale" ".

In cinese, l'attributo che precisa il sostantivo viene collocato prima del sostantivo stesso, ad
esempio, (italiano), (studente cinese).

Quando un sostantivo o un pronome in funzione di attributo esprimono una relazione di


appartenenza, tra attributo e sostantivo determinativo deve essere inserita la particella strutturale"
", ad esempio (il mio libro)? (il dizionario dell'insegnante).

Quando l'attributo è costituito da un pronome e il sostantivo determinativo è rappresentato da un


termine di parentela o da un sostantivo che rimanda a un gruppo, un'insieme, eccettera, la particella
strutturale" " può essere omessa, ad esempio (mio padre) (il suo amico)
(la vostra scuola).

Prima di tutto proviamo insieme le seguenti espressioni:

A Questo è il tuo libro?


B Questo non è il mio libro, ,è il libro di Paolo.

A Chi è Paolo?
B Paolo è il mio amico.

A Quello è il tuo dizionario?


B No, quello non è il mio dizionario.

A Di chi è quel dizionario?


B Quello è il dizionario dell'insegnante. Ti serve adesso?

A Non mi serve adesso, grazie.


B Cosa fai adesso?

A Studio i nuovi vocaboli.

Ora ripetiamo il seguente dialogo:

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A Questo è il tuo libro?
B Questo non è mio il libro, è il libro di Paolo.

A Chi è Paolo?
B Paolo è il mio amico.

A Quello è il tuo dizionario?


B No, quello non è il mio dizionario.

A Di chi è quel dizionario?


B Quello è il dizionario dell'insegnante. Ti serve?

A Non mi serve adesso, grazie.


B Cosa fai adesso?

A Studio i nuovi vocaboli.

Qui Radio Cina Internazionale. Amici ascoltatori, vi abbiamo presentato l'uso della particella
strutturale" ". Grazie dell'attenzione e ci risentiamo alla prossima lezione.

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8° lezione
State ascoltando Radio Cina Internazionale. Nella lezione precedente vi abbiamo
illustrato la particella strutturale ? Oggi impareremo insieme il verbo'' ''e la
congiunzione'' '' .
In cinese il verbo '' ''(invitare, pregare) viene impiegato spesso quando si chiede un
consiglio o un favore o si invita qualcuno a fare qualcosa. Ad esempio, "Si prega di non
fumare", e "Sei invitato ad una riunione". Il verbo '' ''viene usato anche nelle
espressioni di cortesia. Ad esempio, (Si accomodi), (Si
raccomanda la puntualità).
Prima di tutto proviamo insieme le seguenti espressioni:

A Buongiorno, Li Ming!
B Buongiorno, Paolo! Benvenuto.Vieni pure!

A Come stai?
B Sto molto bene, e tu?

A Sto molto bene anch'io.


B Siediti e bevi un pò di tè.

A Grazie.

Nel dialogo, il verbo '' ''nell'espressione (Ti prego di entrare) ha valore di


cortesia, mentre nell'espressione (Bevi del tè) implica un'invito.

Ora proviamo insieme il seguente dialogo:


A Lui chi è?
B E' un mio compagno di scuola.

A E' italiano?
B No, è americano, parla inglese.

A Sa parlare italiano?
B Sì. Parla anche francese e spagnolo.

Nel dialogo la congiunzione '' ''(e) è impiegata per coordinare sostantivi e gruppi di
sostantivi, e non può invece essere utilizzata per coordinare frasi. In presenza di una serie
di tre o più sostantivi, la congiunzione '' '' si pone tra gli ultimi due. Per esempio,

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(Parla anche francese e spagnolo). Si faccia attenzione ad
utilizzare la congiunzione '' ''solo dove è effettivamente necessario e a non inserirla
nella frase in modo arbitrario.

Ora ripetiamo il seguente dialogo:


A Lui chi è?
B E' un mio compagno di scuola.

A E' italiano?
B No, è americano, parla inglese.

A. Sa parlare italiano?
B. Sì. Parla anche francese e spagnolo.

Qui Radio Cina Internazionale. Amici ascoltatori, vi abbiamo presentato il verbo'' ''e la
congiunzione '' ''. Grazie dell'attenzione e ci risentiamo alla prossima lezione.

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9° lezione I verbi" " e " ".
Nella lezione precedente vi abbiamo illustrato il verbo" "e la congiunzione " "?Oggi
studieremo insieme i verbi" "e" ".
Prima di tutto proviamo insieme le seguenti espressioni:

A. Questa è una carta geografica?

B. Sì. E' una carta geografica della Cina.


A. Dove si trova Pechino?

B. Guarda, Pechino è qui.

A. Dove si trova Shanghai?

B. Shanghai è qui.
A. E Guangzhou?

B. Guangzhou è là.

A. Paolo, dove vai?

B. Vado a scuola. E tu?


A. Vado al negozio.

B. Anna dov'è, lo sai?

A. Sì. E' in biblioteca. La stai


cercando?

B. Sì. Sto andando da lei.


In cinese" " (stare) può essere sia verbo che una preposizione (in, a). In questa lezione," ", così
come " " (andare), è verbo. Entrambi possono essere seguiti direttamente da un'espressione di
luogo che grammaticamente costituisce il loro oggetto. Per sempio, "Dove vai? Vado a scuola;
Dove si trova la scuola? La scuola è là."
Ora ripetiamo il seguente dialogo:

A. Questa è una carta geografica?

B. Sì. E' una carta geografica della Cina.

A. Dove si trova Pechino?

B. Guarda, Pechino è qui.

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A. Dove si trova Shanghai?

B. Shanghai è qui.

A. E Guangzhou?

B. Guangzhou è là.

A. Paolo, dove vai?

B. Vado a scuola. E tu?

A. Vado al negozio.

B. Anna dov'è, lo sai?

A. Sì. E' in bibliotteca. La stai


cercando?

B. Sì. Sto andando da lei.


Ora ripassiamo insieme i vocaboli di questa lezione:

A. Pechino B. Pechino

A. Shanghai B. Shanghai

A. Guangzhou B. Guangzhou

A. Carta geografica B. Carta geografica

A. Scuola B. Scuola

A. Biblioteca B. Biblioteca

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10° lezione Richiesta del nome
In cinese, quando si chiede il nome di una persona, di norma si usa l'espressione di cortesia:
(Come si chiama? O Come ti chiami?) (cognome) può essere sia sostantivo
che verbo. Nella risposta si può dire (Il mio cognome è Li, mi chiamo Li Ming.)
oppure (Mi chiamo Li Ming)? Prima di tutto proviamo insieme le seguenti espressioni:

A Come ti chiami?

B Il mio cognome è Li, mi chiamo Li Ming. Conosci il cinese?


A Un pò. Sto studiando il cinese. Mi chiamo Paolo.

B Conosci Cluadio? Anche lui studia il cinese.

A Si, lo conosco. E' un mio amico.

B Davvero? E' anche amico mio. Salutamelo!

A Grazie. Arrivederci!

B Arrivederci!

Durante lo studio della lingua cinese, abbiamo incontrato spesso i sostantivi e .


e hanno fondamentalmente lo stesso significato.
Ma mentre pone l'accento soprattutto sulla forma orale, lo pone su quella scritta,
ossia la lingua e letteratura. I due termini vengono comunque impiegati indifferentemente. Ad

esempio, può anche essere espresso come e, anzichè si può dire

. I nomi di tutte le lingue possono essere resi con o .

Ad esempio, italiano? inglese? francese?

tedesco? giapponese?
Ora ripetiamo il seguente dialogo:

A Come ti chiami?

B Il mio cognome è Li, mi chiamo Li Ming. Conosci il cinese?


A Un pò. Sto studiano il cinese. Mi chiamo Paolo.

B Conosci Cluadio? Anche lui studia il cinese.

A Si, lo conosco. E' un mio amico.

B Davvero? E' anche amico mio. Salutamelo!

A Grazie. Arrivederci! B Arrivederci!

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11° lezione L'avverbio " "(spesso),
In cinese" "(spesso), è un avverbio che può ricorrere anche nella forma semplice " ".
Nella forma negativa si impiega " ", ma non si può impiegare la forma doppia" ".
Ad esempio, " "(Lui va spesso in biblieoteca, ma non al negozio.)
Ora leggiamo insieme il seguente testo:

A.

B. (Paolo è italiano, studia il cinese.)

A. .

B. .(Anna è sua amica, e anche lei studia il cinese.)

A.

B. (Sono entrambi studenti dell'Universtià di Venezia.)

A. .

B. .(Li Ming è uno studente cinese, studia l'italiano.)

A. .

B. .Paolo conosce Li Ming, va spesso al dormitorio di Li Ming.)

A. .

B. (Anche Li Ming va spesso da Paolo.)

A.

B. (Li Ming parla in cinese con Paolo, Paolo lo capisce bene.)

A.

B. (Paolo parla in italiano con Li Ming, anche Li Ming lo


capisce bene .)

A.

B. (Sono ottimi amici, studiano spesso insieme.)


Un aggettivo monosillabico che modifica un sostantivo in genere lo

precede direttamente. Ad esempio, " "(un buon amico), '' ''(un bel libro). Ma se

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l'aggettivo è preceduto da un avverbio, tra aggettivo e sostantivo occorre inserire la particella"

"?corrisponde al "di" italiano. Ad esempio, " "(ottimi amici), " "(un


ottimo libro).

12° lezione Il verbo " "(avere) e i classificatori


In cinese il verbo " "(avere) ha i seguenti significati e metodi d'uso.
Primo, esprime fondamentalmente possesso. Ad esempio:

(Ho tre libri.)

(Egli ha due quaderni.)


Secondo, può esprimere anche esistenza. Ad esempio:

(Presso la loro facoltà ci sono 6 classi.)

(Là ci sono due banchi.)

Terzo, per negare il verbo " "(avere) si usa la negazione" ", è non" ". Ad esempio:

(Il mio amico non ha riviste cinesi.)

(Loro non hanno insegnanti cinesi.)


In cinese, quando un numero modifica un sostantivo, di norma fra i due va inserito un classificatore.
Sostantivi diversi richiedono l'impiego di classificatori diversi. " "è il classificatore che ha
l'impiego più esteso. Ad esempio:

(un libro) (tre fogli di carta) (due quaderni) (quattro


insegnanti)
Ora leggiamo insieme il seguente testo:

A) Hai dei libri cinesi?

B) Sì. Ne ho.

A) Quanti libri cinesi hai?

B) Ho tre libri cinesi.

A) Hai delle riviste cinesi?

B) No, ma ho due riviste illustrate cinesi.

Nel dialogo precedente l'aggettivo interrogativo " "(quanti) viene

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impiegato di norma per porre una domanda relativa a una quantità numerica inferiore alla decina.
Tra l'aggettivo interrogativo e il sostantivo, di cui è determinante, deve essere inserito un
classificatore. Ad esempio:

Quanti fogli di carta hai?

Quanti insegnanti cinesi ha la vostra facoltà?


Ora proviamo insieme il seguente dialogo:

A) Hai dei fogli di carta?

B) ?No, ho un quaderno.

A) Quanti quaderni hai?

B) Ne ho uno, lo vuoi?

A) No, mi servono due fogli di carta.

Attenzione: " ", come " ", indica il numero 2. Ma come classificatore
si usa il primo, non il secondo.

13° lezione l pronomi dimostrativi" "


In cinese i pronomi dimostrativi" "(questo,quello e quale), quando vengono impiegati
in funzione determinante per modificare un sostantivo, richiedono che tra essi e il sostantivo sia
inserito un classificatore. Ad esempio:

. Questa è una penna stilografica, quella è una penna a sfera.) .


Qualora il contesto linguistico non sia ambiguo, il sostantivo che segue il classificatore può essere
omesso, però il classificatore non può mai mancare. Ad esempio:

(Quale penna vuoi?)

(Voglio questa.)

(Quanti dizionari di cinese hai?)

(Ne ho uno.)
Ora leggiamo insieme il seguente testo:

A Scusa, hai una penna?

B Sì. Ne ho tre: questa è


una penna stilografica, quella è una matita e quell'altra una penna a sfera. Quale ti serve?

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A Posso usare un attimo la penna stilografica?

B Sì. Eccola!.

A Grazie.

B Non c'è di che.

Nel dialogo l'espressione" "(un attimo), se impiegata dopo un verbo, indica la brevità
dell'azione espressa. Ad esempio:

(Ti prego di leggere qualche vocabolo.)

(Scusa, uso per un attimo la tua penna. )

Bisogna inoltre tener presente che in risposta a" "(grazie), si può usare" "(prego)?"
"(di nulla)?" "(non farecomplimenti o non c'è di che), ma non" ".
Ora ripetiamo il suddetto dialogo:

A. Scusa, hai una penna?

B. Sì. Ne ho tre: questa è


una penna stilografica, quella è una matita e quell'altra una panna a sfera. Quale ti serve?

A. Posso usare un attimo la penna stilografica?

B. Sì. Eccola!

A. Grazie.

B. Non c'è di che.

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14° lezione Frasi con predicato nominale e interrogative disgiuntive
In cinese, nelle frasi con predicato nominale nelle espressioni affermative, l'aggettivo predicativo
semplice è spesso preceduto dall'avverbio (molto). Ad esempio:

Il mio amico è molto impegnato.

La nostra aula è molto grande.

L'assenza dell'avverbio (molto) prima dell'aggettivo predicativo indica che la frase ha


un'accezione comparativa. Ad esempio:

Nella nostra classe ci sono parecchi studenti e poche studentesse.

Le frasi con predicato nominale vengono negate facendole precedere dall'avverbio (non). Ad
esempio:

Lui non è impegnato.

La lingua cinese non è difficile.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

A. Paolo, oggi hai lezione?

B. Sì. Ora vado a lezione.

A. Ci sono molti studenti nella vostra classe?

B. Gli studenti della nostra classe sono molti.

A. E' grande la vostra aula?


B. La nostra aula è molto grande. Anche la vostra?

A. No, la nostra aula è piccola. Gli


studenti della nostra classe sono pochissimi. Studi cinese con Anna?

B. Sì, studiamo entranbe cinese.

A. La lingua cinese è difficile?

C. La lingua cinese non è difficile, nè facile.


In cinese, le frasi interrogative disgiuntive si costruiscono
ripetendo il predicato verbale o nominale prima in forma affermativa e poi in forma negativa. Ad
esempio:

Nella vostra classe ci sono molti studenti o no?

Il tuo amico è italiano o no?

Vai o meno alla biblioteca?

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15° lezione Il sostituto interrogativo , (quanto)
In cinese sia che (quanto) vengono impiegati per porre domande relative a quantità
numeriche. L'uso di non pone restrizioni circa l'entità del numero, che usualmente supera
però la decina. Tra e il numero può non essere inserita alcuna particella. Per esempio:

(A che numero abiti?)

(Quanti studenti ci sono nella vostra classe?)


Se un numero è costituito da più di due cifre, può venir letto cifra per cifra. Per evitare che il
numero 1 (uno) sia confuso con 7, lo si può leggere "yao". Per sempio:

( numero 5630)

(la stanza numero 115)


Alcuni sostantivi possono essere preceduti direttamente da numeri che hanno in tal caso un valore
ordinale. equivale a (al terzo piano del palazzo n°4). Per esprimere

l'ordinale "secondo" si usa (due) , non Per esempio:

(Abito al secondo piano del palazzo numero 2)

In Cina, il piano terra viene chiamato (primo piano), mentre il primo piano italiano viene
chiamato (secondo piano) e cosi via.
Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

A. Abiti in questa via?

B. Sì, abito in questa via.

A. A che numero abiti?

B. Al numero 50.

A. Hai il telefono in casa?


B. Sì.

A. Qual' è il numero?

B.

A. Quanti piani ha il vostro palazzo?


B. Il nostro palazzo ha 5 piani.

A. A che piano abiti?

B. Abito al terzo piano.

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16° lezione La preposizione e le costruzioni collegate
In cinese può essere sia verbo che preposizione. Quando viene impiegato in questo secondo
senso forma con il suo oggetto una costruzione che ricorre spesso prima del verbo in funzione di
determinante verbale. Per esempio:

Suo padre lavora in fabbrica.

Paolo legge una rivista in biblioteca.

Mio fratello studia a Pechino.

Anche le preposizioni (con) e (da) ricorrono spesso prima del verbo in funzione di
determinante verbale. Per esempio:

L'insegnante parla in cinese con noi.


Egli va al negozio insieme ai compagni di scuola.

La mia casa è poco distante dalla scuola.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:
A Dove abiti?
B A Roma.

A Com'è composta la tua famiglia?

B Da mio padre, mia madre e da un un fratello e una


sorella minori.
A Che lavoro fa tuo padre?

B Mio padre è ingegnere, lavora in una fabbrica.

A E tua madre?

B Mia madre lavora in un ospedale, è un medico.

A Hai fratelli e sorelle maggiori?

B Non ho sorelle maggiori, ho un fratello


maggiore che lavora in banca a Milano.

A Tuo fratello è sposato?

B Sì. Hanno un figlio.


Nella suddetta frase"?"è una particella modale che nell'esempio
in esame segnala che quanto descritto è già avvenuto.

24
17° lezione Frasi con predicato verbale a doppio complemento oggetto
In cinese alcuni verbi sono capaci di reggere un doppio oggetto. Nelle frasi in cui ricorre come
predicato uno di questi verbi, l'oggetto indiretto, ossia il destinatario dell'azione, precede l'oggetto
diretto. Questa costruzione è preclusa a tutti gli altri verbi, che non sono in grado di reggere due
oggetti. Tra i verbi fin qui studiati, i seguenti hanno doppio complemento oggetto:
(insegnare), (dare), (chiedere), (restituire) e (comunicare). Per esempio:

Il maestro Zhang ci insegna la lingua parlata.


Dagli questo libro!
Faccio una domanda al maestro.

Egli restituisce a Paolo questo libro.


Gli comunicherò sicuramente questa cosa.
Secondo l'abitudine cinese, quando ci si rivolge a un interlocutore, si fa seguire al cognome il suo
appellativo o titolo. Per esempio:

(il Maestro Zhang) (il Dottor Luo)

(l'Ingegnere Xie) (il Compagno Wang Jun)


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

A Conosci il Maestro Zhang?


B Sì, lo conosco.
A E' il vostro insegnante?

B Si, ci insegna la lingua parlata.


A Insegna anche ad altre classi?

B Insegna anche composizione scritta a quelli del terzo anno.


A E' un insegnante dell'Università di Pechino?

B No, è un'insegnante dell'Istituto di Lingue di Pechino.

25
18° lezione Costruzioni sostantivate con la particella
In cinese le costruzioni costituite da un sostantivo, da un pronome o da un aggettivo seguiti dalla
particella hanno valore pronome e possono quindi essere impiegate come costituenti autonomi.
Per esempio:

Quale colore preferisci?

Mi piace corto

Voglio acquistare un vestito come questo.


Le costruzioni con la particella ? ricorrono spesso nelle frasi in cui compare il verbo Per
esempio:
Questo libro è dell'insegnante.

Quel vestito è suo.

Il suo vestito è nuovo.

Queste frasi vengono negate inserendo la negazione prima del verbo Per esempio:

Questa maglia non è mia, è sua.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

A Per favore, mi faccia vedere delle maglie.

B Che colore preferisce?


Questa è rossa, questa gialla, questa azzurra e quella verde.

A No. Ne voglio una bianco-nera.


B Ecco, questa è bianco-nera.
A Questa va bene, la compro.
Una frase costituita da un aggettivo non equivale come senso alla corrispondente frase
con predicato nominale. Quest'ultima, infatti, descrive una condizione del soggetto, mentre la prima
ne segnala l'appartenenza ad una certa categoria. Per esempio:

Questo vestito è molto corto.


Questo è un vestito corto.
Mentre la prima frase descrive la lunghezza del vestito, la seconda lo segnala appartenente alla
categoria dei vestiti corti.

26
19° lezione Lettura delle ore
In cinese l'indicazione dell'ora viene fornita, aggiungendo al numero corrispondente le espressioni
o (ora). Per esempio:

Alle 8:00 o

A che ora? o

L'indicazione dei minuti segue quella dell'ora ed è fornita per mezzo di (minuto), che deve
essere necessariamente espresso se il numero che lo precede è costituito da una sola cifra e può
essere invece omesso in presenza di numeri con più cifre. Per esempio:

Alle 8:05

Alle 8:20 o

I minuti mancanti all'ora vengono segnalati mediante l'uso di (meno), che può precedere
l'indicazione dell'ora o essere interposto tra l'indicazione dell'ora e quella dei minuti. Per esempio.

Alle 8:50 o
Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:
A. Che ore sono?

B. Le 9 meno 10.
A. Hai lezione il mattino e il pomeriggio?

B. Sì. Ho lezione sia il mattino che il pomeriggio.

A. A che ora finisce la lezione del pomeriggio?


B. La lezione inizia alle 2 e finisce alle 4.

A. Andiamo a prendere un caffè dopo la lezione, sei d'accordo?

B. Sì. Quando ci troviamo?

A. Ti aspetto al bar alle 4 e tre quarti.

27
20° lezione La posizione degli avverbi di tempo
In cinese gli avverbi costituiti da espressioni di tempo possono essere collocati prima del predicato,
ma anche del soggetto. Ad esempio:

Hai lezione al mattino?


Hai lezione al mattino?
Quando l'espressione di tempo fornisce più di un'indicazione temporale, i termini si succedono in
ordine di importanza. Ad esempio:

Oggi pomeriggio alle 2.00 ho due lezioni.


Quando in una frase sono contemporaneamente presenti un avverbio di tempo e uno di luogo, il
primo precede il secondo. Ad esenpio:

La sera ceno alla mensa.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:
A Dove ceni stasera?

B Cenerò alla mensa

A Dopo cena andiamo insieme al cinema, d'accordo?


B Che film c'è? è interessante?
A Tutti i compagni di classe dicono che è molto interessante.

B D'accordo. A che ora partiamo?

A Vengo da te alle 8.20 e poi partiamo insieme.

B Ci vediamo stasera!
Facendo seguire ad una frase dichiarativa l'espressione si crea un tipo di frase
interrogativa impiegata generalmente per esprimere un suggerimento o per sollecitare l'interlocutore
ad esprimere un parere. Per esempio:
Torno stasera, d'accordo?

Dopo la lezione andiamo al bar, d'accordo?

28
21° lezione I verbi servili
In cinese i verbi servili vengono impiegati prima del verbo per esprimere capacità,
volontà,necessità, potenzialità ecc. Tra i verbi fin qui studiati, i seguenti sono cervili:
(sapere)? (volere)? (pensare)? (potere) e così via.

(sapere) può essere verbo in sè e può essere anche verbo servile. Come servile esprime abilità
o capacità acquisite attraverso lo studio. Ad esempio:

Il mio amico parla inglese. ------verbo

Sa parlare il giapponese? ------servile

Non so usare il dizionario cinese. -------servile

Anche (volere) può essere sia verbo che servile. In questa lezione è servile ed esprime volontà.
Questa accezione di viene negata ricorrendo a Ad esempio:

Cosa vuole? ---- verbo

Vuoi riposarti a casa? ---- servile

Non voglio riposarmi a casa. Voglio andare a fare spesa. ---- servile
come verbo significa "pensare", "supporre", "aver nostalgia
di"; come servile esprime intenzione o speranza. Ad esempio:

Penso che quel film sia molto interessante. ---- verbo

Lei ha spesso nostalgia della famiglia dopo essere venuta in Italia. ----
verbo

Stasera voglio andare a trovare un amico. ---- servile

Voglio farle una domanda. ---- servile


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

A Domani vuoi andare a far spesa?

B No, voglio riposarmi a casa. Cosa vuoi comperare?

A Voglio andare in libreria a comperare un dizionario cinese.

B Sai usarlo?

A Non ancora. L'insegnante ha detto che ci insegnerà a farlo.

B Quando parti domani?

A In mattinata. Voglio partire un pò prima.

29
22° lezione La preposizione
Prima di tutto leggiamo insieme il seguente dialogo:

A Professor, nel pomeriggio è libero?

B Sì. Cosa vuoi?

A Ho due domande su questo esercizio,


a cui non so rispondere. Potrebbe spiegarmelo?

B Certo. Nel pomerigio sarò in ufficio. Poi venire da me


alle 3:00?

A Mi spiace. Ma alle 3:00 ho lezione.

B A che ora finisci?

A E' troppo tardi, se vengo alle 5:30?

B Va bene. Puoi venire anche alle 5.00. Ti aspetto in ufficio.

A Grazie.

B Arrivederci.

Nella frase del dialogo, (spiegarmelo), il è preposizione. Essa forma con il suo
oggetto una costruzione che precede il verbo con il significato "a... o per..."
Nelle frasi interrogative per scelta esclusiva è l'eventuale verbo servile ad essere ripetuto prima in
forma affermativa e poi in forma negativa. Ad esempio:

Nel pomeriggio puoi venire o no?

Vuoi andare al cinema o no?


Ora ripetiamo insieme il seguente dialogo?
A Professor, nel pomeriggio è libero?
B Sì. Cosa vuoi?

A Ho due domande su questo


esercizio, a cui non so rispondere. Potrebbe spiegarmelo?

B Certo. Nel pomerigio sarò in ufficio. Poi venire da


me alle 3:00??

A Mi spaice. Ma alle 3:00 ho lezione.

B A che ora finisci?

A E' troppo tardi, se vengo alle 5:30?

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B Va bene. Puoi venire anche alle 5.00. Ti aspetto in ufficio.

A Grazie.

B Arrivederci.

23° lezione I classificatori


I classificatori rappresentano una classe di termini specifici della lingua cinese. Quando un numero,
un aggetivo dimostrativo o gli aggettivi interrogativi (quale,quali)? (quanto, quanti)
vengono impiegati affiancati a un sostantivo, tra questi e il sostantivo deve essere inserito un
classificatore. Sostantivi diversi richiedono l'inserimento di classificatori diversi. Per esempio:

Egli ha cinque penne.

Questa camera è di Paolo.

Non sono al corrente di quella cosa.

In quale via abiti?

Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

A Quante lezioni hai nel pomeriggio?

B Ho due lezioni.

A Cosa vuoi fare dopo le lezioni?

B Voglio andare in cartoleria.

A Cosa vuoi comprare?

B Voglio comprare due penne e tre quaderni.

A Quanti dizionari cinesi hai?

B Ne ho uno.

A Posso usarlo?

31
B Certo.

A Grazie.

B Prego.

In cinese, il classificatore viene inserito anche tra l'aggettivo indefinito (ogni, ognuno) e il
sostantivo a cui è affiancato: Per esempio:

Ogni studente ha due dizionari.

Un limitato numero di sostantivi rifiuta l'inserimento del classificatore tra sè e un numero o un


aggettivo indefinito. Per esempio:
ogni giorno tre giorni

24° lezione Il determinante verbale


L'elemento che modifica un verbo o un aggettivo viene chiamato determinante verbale. Avverbi,
aggettivi, sostantivi e gruppi preposizionali possono tutti ricoprire tale funzione. Il determinante
verbale va sempre collocato prima dell'elemento che modifica. Per esempio:

Suo fratello è molto impegnato. (Avverbio)

Voglio andarci più tardi. (Aggettivo)

Questa sera sono libero. (Sostantivo)

La sua casa non è lontana dalla scuola. (Gruppo preposizionale)


In cinese, tra due termini legati da un rapporto di possesso, di norma viene inserita la particella
strutturale . Per esempio:

Questo è l'ufficio dell'insegnante.

Il suoo vestito è troppo corto.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

In che università studi?

Studio all'Istituto di lingue di Pechino.

Abiti alla casa dello studente?

Sì. Abito al palazzo n° 5 della casa dello

32
studente, non è lontano dalla nostra aula.

Questa sera sarai libero?

Sì. Questa sera non ho impegni.

Andiamo insieme a prendere un caffè, d'accordo?

D'accordo, però voglio andarci più tardi.

A che ora vai a letto la sera?

Alle 11:00.

Quando un elemento seguito dalla particella viene impiegato autonomamente, vale a dire non
seguito da un sostantivo, assume esso stesso, in unione con valore di sostantivo. In tal caso la
particella non può essere omessa. Per esempio:

Voglio quello giallo.

Mi piace questo modello.

La sua casa è in affitto.

25° lezione Le frasi subordinate


In cinese esistono frasi il cui predicato è costituito da una costruzione di due verbi, il primo dei
quali ha come oggetto il soggetto del secondo. Il primo verbo di queste frasi, ha sempre insita
un'accezione di invito o ordine causativa ed è spesso costituito da (invitare)? e
(far fare)". Per esempio:

Oggi un amico mi invita a cena.

Paolo mi ha detto di dirti che oggi non può venire.

Il maestro Zhang mi ha detto di andare da lui questo pomeriggio.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Stasera c'è una festa da ballo. Paolo mi ha detto di dirti che ci invita.

33
Mi spiace, ma stasera non posso venire.

Stasera sei impegnato?

Stasera un amico mi invita a cena in un ristorante cinese.

Davvero? Cenate in un ristorante cinese?

C? Sì, al ristorante Grande Muraglia. Sai se si mangia bene?

Certo. Si mangia bene, ci vado spesso.

" "equivale all'espressione "davvero?". Impiegata alla fine di una frase indica che non si ha
piena certezza di quanto affermato. Per esempio:

Domenica c'è una festa da ballo, è verò?

La cucina di quel ristorante è buona, no?

" "e" "sono avverbi interrogativi. Il primo viene


impiegato prima del verbo quando si vuole fare una domanda su come si svolge un'azione; il
secondo viene invece utilizzato in fine frase, per chiedere lo stato di una cosa, oppure sollecitare un
consenso da parte dell'interlocutore. Per esempio:

Come si legge questo carattere?

Stasera andiamo al concerto, cosa ne dici?

34
26° lezione Le frasi interrogative disgiuntive
In cinese, le frasi interrogative formulate in modo da offrire all'interlocutore una scelta tra più
opzioni, espresse nella domanda e legate mediante la congiunzione (o,oppure), sono
dette frasi interrogative per scelta alternativa. Per sempio:

Vuoi della birra o del vino? ?? Voglio della birra.

Vuoi della birra o no? No, non la voglio


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Andiano al bar, d'accordo?

d'accordo, andiamo!

Chi tipo di bevanda preferisci? Birra o vino?

Preferisco il vino.

Preferisci il vino bianco o il vino rosso?

Mi piacciono tutti e due.

Bevi spesso?

Non. A volte bevo un pò a


mezzogiorno o la sera. Voi cinesi amate il tè, è vero?
Sì.

Preferisco il tè nero o il tè verde?

Preferisco il tè aromatizzato.

Prendi il tè con lo zucchero?

Senza zucchero.

Nelle frasi con il verbo (essere), la forma interrogativa disgiuntive si costruisce come segue:

Questo è tè nero o verde? ?? E' tè aromatizzato.


La congiuzione viene impiegata nelle frasi interrogative,

mentre nelle frasi dichiarative si utilizza . Si faccia attenzione al diverso uso delle due

35
congiuzioni. Per esempio:

Vuoi del vino bianco o del vino


rosso?

Vanno bene tutti e due.

La particella modale in fine frase può esprimere richiesta di


consenso, esortazione o suggerimento. Per esempio:

Andiamo al concerto, d'accordo? ?? D'accordo.

La particella modale , impiegata con il verbo (essere), esprime una decisa affermazione.
Per sempio:

Voi cinesi amate il tè, è vero? Sì. tutti noi amiamo il tè.

27° lezione Le frasi con predicato nominale


Le frasi che hanno come predicato un sostantivo o un gruppo numero-classificatore vengono dette
frasi con predicato nominale. Le frasi di questo tipo vengono utilizzate principalmente per fornire
indicazioni di natura temporale o quantitativa, o relative all'età e alla provenienza di una persona.
Per esempio:

Oggi è il 20 marzo.

Sono le 9:30.

Il mio amico ha 20 anni.

Lui è di Pechino.

Per negare le frasi a predicato nominale è necessario inserire " "(non) prima del predicativo
nominale. Per esempio:

Domani è giovedì, non venerdì.

Lei non ha 19 anni.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Oggi che giorno è?

E' il 28 febbraio.

Quest'anno febbraio ha 29 giorni?

No, ne ha 28, non 29.

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Il 5 del mese scorso è stato il compleanno di mio fratello.

Il 4 del mese prossimo sarà il mio compleanno.

E' vero? Quanti anni hai?

Ho 20 anni. In che giorno festeggi il compleanno?

Il 23 dicembre. Sono nato nel 1970.


In cinese le date si compongono ponendo in successione decrescente i singoli termini relativi
all'anno, al mese e al giorno. Nell'indicazione dell'anno, il relativo numero è dato cifra per cifra. Per
esempio:

" "?" " indicano entrambi il giorno del mese. Il primo è usato nella lingua scritta, e il
secondo nella lingua parlata. Per esempio:

Oggi è il 15 novembre.

Egli è nato il 3 maggio 1972.

Si usa " "(quanto) per chiedere l'età di qualcuno solo qualora si sia in rapporti di confidenza o
quando la domanda sia posta da un adulto a un giovane o a un ragazzo. Quando ci si rivolge a un
bambino o a un ragazzo, possono essere usati anche " "?" "?

Quanti anni hai?


Quanti anni hai?

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28° lezione La particella strutturale attributiva
In cinese, quando un verbo o una costruzione verbale hanno funzione di attributo, fra questo e il
sostantivo determinante deve essere inserita la particella strutturale . Per esempio:

Abito in una casa in affitto, non alla Casa dello studente.

Ci sono molti ospiti alla serata di oggi.

Non conosco quella ragazza che indossa una gonna bianca.

Questo è il mio regalo ad un amico.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Quanta gente c'è alla serata di oggi!

E' vero, c'è un sacco di gente!

Conosci tutti gli ospiti presenti?


Alcuni sì, altri no.

Chi è quella ragazza che canta?

E' una studentessa della facoltà di storia.

E quel giovane che suona la chitarra?

Anche lui è uno studente universitario, studia


letteratura italiana.

E quella ragazza con la camicetta bianca e la gonna verde?

Non la conosco.
Ora leggiamo insieme un altro dialogo:
Questa torta l'hai fatta tu?
Sì, l'ho fatta io.

L'hai preparata tu o con l'aiuto di altri?

L'ho preparata io. Come ti sembra?

Sembra bella, ma non so se sia buona.

Se è bella, deve anche essere buona.

Non è sicuro. Assaggiamone un pezzo, va bene?


No, scusami, adesso non possiamo farlo.

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Perchè?
Perchè è il mio regalo di compleanno ad un amico.

Nel dialogo, il dell'espressione , nel caso in esame è una congiunzione che indica la
continuazione del discorso, in relazione al quale viene espresso un parere.
Ora ripetiamo insieme il suddetto dialogo:

Quanta gente c'è alla serata di oggi!

E' vero, c'è un sacco di gente!

Conosci tutti gli ospiti presenti?


Alcuni sì, altri no.

Chi è quella ragazza che canta?

E' una studentessa della facoltà di storia.

E quel giovane che suona la chitarra?

Anche lui è uno studente universitario, studia


letteratura italiana.

E quella ragazza con la camicetta bianca e la gonna verde?

Non la conosco.
Ora ripassiamo insieme ai vocaboli di questa lezione:

39
29° lezione Frasi interrogative costruite con (sì o no)
In cinese, (sì o no) rende interrogativa la frase al cui inizio, alla fine e all' interno (tra
soggetto e predicato). Le frasi interrogative così costruite hanno lo stesso valore di quelle che alla
fine presentato (E' vero?)?
(Davvero?). Per esempio:

Andrai a Pechino in aereo, sì o no?

E' vero che tu andrai a Pechino in aereo?

Andrai a Pechino in aereo, vero?


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:
Quando vuoi andare a Pechino?
Penso che ci vado a luglio dell'anno prossimo.
Vuoi iscriverti al corso intensivo di lingua cinese?

Sì. Voglio iscrivermi al corso intensivo di sei settimane.

Andrai a Pechino o nelle altre città?

Andrò prima a Pechino e poi nelle altre città.

Vi andrai in aereo, vero?


No, voglio andarvi in treno.
Quanto tempo vi si impiega in treno?
Circa 10 giorni.

Ritornerai in Italia a settembre, è vero?

Sì. A settembre ritonerò a scuola per dare gli esami.

Nel dialogo abbiamo imparato la struttura grammatica (prima ... e poi...) tramite
la frase "Andrò prima a Pechino e poi nelle altre città". (prima) è un avverbio che può
essere usato in correlazione con (poi) laddove si voglia sottolineare la successione temporale
tra due eventi: Per esempio:

Domani farò prima le spese e renderò poi visita ad un mio amico.

Lui vorrebbe andare a Pechino e poi nelle altre città.

Nella frase (Quanto tempo si impiega in treno), è un verbo che


significa "aver bisogno, occorrere, necessitare, richiedere". Per esempio:

Domani avrai bisogno di me per organizzare la serata?

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Per raggiungere quella montagna, bisogna prendere prima il treno e
poi la barca.
Ora ripetiamo insieme il suddetto dialogo:
Quando vuoi andare a Pechino?
Voglio andarvi nel luglio dell'anno prossimo.
Vuoi iscriverti al corso breve di lingua cinese?

Sì. Voglio iscrivermi al corso breve di sei settimane.

Andrai a Pechino o nelle altre città?

Andrò prima a Pechino e poi nelle altre città.

Vi andrai in aereo, sì o no?


No, voglio andarvi in treno.
Quanto tempo si impiega in treno?
Circa 10 giorni.

Ritornerai in Italia nel settembre, è vero?

Sì. Nel settembre ritonerò nella scuola per presentarmi agli


esami.
Ora ripassiamo insieme i vocaboli di questa lezione:

(aereo, areoplano), (prendere l'aereo)

(corso intensivo) (corso di lingua cinese)

(settimana)? (sei settimane)

(città) ( prima), (prima, innanzi tutto)

(treno), (prendere il treno)

(circa, più o meno)

(esame)? (iscriversi all'esame)

(fare le spese) (serata,party)

(monte, montagna)

(barca)? (prendere la barca

41
30° lezione Raddoppiamento del verbo
In cinese, i verbi che esprimono azioni possono essere raddoppiati. Il raddoppiamento del verbo
indica che l'azione è di breve durata, o che si svolge in modo informale, o che viene effettuata come
tentativo. Il verbo assume questi diversi significativi anche quando è seguito da " " (un
attimo, un istante). Se il verbo raddoppiato è monosillabico, la seconda sillaba viene pronunciata in
tono neutro, e tra questa e la prima sillaba può essere inserito " ". Se è bisillabico, viene
raddoppiato secondo lo schema ABAB e la seconda e la quarta sillaba vengono pronunciate in tono
neutro. Per esempio:

Posso usare un attimo la tua penna?

Questa è una torta fatta da me, ti prego di assaggiarla.

Domani vorrei fare una passeggiata al parco.

Devo fare anche più esercizi.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Hai una mappa della Cina?

Ne ho una nella mia borsa per i libri. Vuoi guardarla?

Sì, vorrei guardarla per qualche istante.

Eccola. Che località vuoi cercare?

Un mio amico cinese mi ha detto che la sua casa si trova nella provincia dello Shandong. Vorrei
vedere dove si trova lo Shandong.

Vieni, guardiamola insieme.

Qui sopra c'è il nord, in basso il sud, a sinistra


l'ovest ed a destra l'est, è così?

Esatto. Guarda qui, questo è il Fiume Azzurro e


questo il Fiume Giallo. Ah, lo Shandong si strova qui.

A sud o a nord?

Si trova a nord del Fiume Azzurro, nella parte settentrionale della Cina.

In cinese, le parole come " "(sopra, in alto)?" "(sotto, in basso), " "(interno,
in) ecc., che indicano posizioni, sono chiamate localizzatori, " " può anche essere scritto e
pronunciato privo della sillaba " ". Quando " "e" " vengono impiegati uniti a un nome
che li precede, " " può essere omesso. Quando però vengono impiegati in modo autonomo,
l'omissione non può aver luogo. Per esempio:

42
I miei libri sono nella borsa.

A sud si trova un piccolo fiume.


Ora ripetiamo insieme il suddetto dialogo:

Hai una mappa della Cina.

Ne ho una nella mia borsa per i libri. Vuoi guardarla?

Sì, vorrei guardarla per qualche istante.

Eccola. Che località vuoi cercare?

Un mio amico cinese mi ha detto che la sua casa si trova nella provincia dello Shandong. Vorrei
vedere dove si trova lo Shandong.

Vieni, guardiamola insieme.

Qui sopra c'è il nord, in basso il sud, a sinistra


l'ovest ed a destra l'est, è così?

Esatto. Guarda qui, questo è il Fiume Azzurro e


questo il Fiume Giallo. Ah, lo Shandong si strova qui.

A sud o a nord?

Si trova a nord del Fiume Azzuro, nella parte settentrionale della Cina.
Ora ripassiamo insieme i vocaboli di questa lezione:

(mappa, carta geografica) (cartella, borsa per i libri) (in, interno, dentro)
( luogo, località)

(sopra, in alto) (sotto, in basso)

(a sinistra) (a destra)

(est) (ovest) (sud) (nord)

(Fiume Azzurro, oppure Yangtse) (Fiume Giallo)

(Ah, Oh) ( interiezione, esclamazione)

43
31° lezione I verbi di esistenza
Generalmente il verbo ?stare?, quando esprime esistenza, ha come soggetto un sostantivo,
designante la persona o la cosa la cui posizione viene specificata, e come soggetto un'espressione
locativa (localizzatore o nome di luogo). Per esempio:

La sua casa si trova alla periferia.

Il bagno non sta al piano di sopra, si trova al piano di sotto.

Anche i verbi (avere) e (essere) possono esprimere esistenza. In tal caso il soggetto
della frase è costituito da un'espressione locativa, mentre l'oggetto è costituito da un sostantivo
designante una persona o una cosa la cui esistenza viene specificata. Le frasi con (avere) si
limitano a predicare l'esistenza di qualcosa in un certo luogo; in esse l'oggetto è generalmente
indefinito. Le frasi con (essere) identificano invece ciò che esiste in un certo luogo, la cui
esistenza è peraltro già nota. Per esempio:

Dietro la casa c'è un cortile, dove ci sono alberi e fiori.

Davanti alla cucina c'è la sala da pranzo.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Questa è la tua stanza?

Sì. Guarda, questa è la porta


principale, davanti alla quale si trova lo studio e alla sua destra è la sala da ricevimento.

Dove si trova la tua camera da letto?

Davanti alla
sala da ricevimento si trovano tre camere da letto. Quella a sinistra è la mia, quella a destra è di un
mio compagno di scuola e qualla centrale è ancora libera.

Dove si trovano la cucina e il bagno?

La cucina è dietro alla sala da ricevimento, mentre la


sala da pranzo e il bagno sono al piano di sotto.

Fuori c'è un cortile?

Sì. Dietro si trova un piccolo cortile, dove


ci sono alberi e fiori che lo rendono molto bello.

Questa casa è veramente bella. Posso alloggiarvi?

Certo, sei il benvenuto.


Quando un localizzatore determina un nome, fra i due deve essere inserita la particella strutturale

44
.Quando un localizzatore è determinato da un sostantivo, la particella non viene inserita. Per
esempio:

La casa di fronte appartiene alla sua famiglia.

Davanti alla casa c'è un piccolo cortile.


Ora ripetiamo insieme il suddetto dialogo:
Questa è la tua stanza?

Sì. Guarda, questa è la porta


principale, davanti alla quale si trova lo studio e alla sua destra è la sala da ricevimento.

Dove si trova la tua camera da letto?

Davanti alla
sala da ricevimento si trovano tre camere da letto. Quella a sinistra è la mia, quella a destra è di un
mio compagno di scuola e qualla centrale è ancora libera.

Dove si trovano la cucina e il bagno?

La cucina è dietro alla sala da ricevimento, mentre la


sala da pranzo e il bagno sono al piano di sotto.

Fuori c'è un cortile?

Sì. Dietro si trova un piccolo cortile,


dove ci sono alberi e fiori che lo rendono molto bello.

Questa casa è veramente bella. Posso alloggiarvi?

Certo, sei il benvenuto.


Ora ripassiamo insieme i vocaboli di questa lezione:

jiao-qu (periferia) lou-shang (piano di sopra) lou-xia (piano di sotto)

fang-jian (stanza) men (porta) da-men(porta principale,ingresso)

qian-bian-er (davanti) dui-mian (di fronte) zhong-jian (tra, centro,mezzo)

hou-bian-er (dietro) shui-fang (studio) ke-ting (salotto, sala da ricevimento)

wo-shi (camera da letto) cu-fang (cucina) can-ting (sala da pranzo)

xi-zao-jian ( bagno) ce-suo (gabinetto) yuan-zi (cortile)??shu (albero)

hua-er (fiore) piao-liang (bello, bellezza)

45
32° lezione Complemento di grado
Il complemento è un costituente della frase che fornisce una delucidazione aggiuntiva riguardo al
verbo o all'aggettivo che lo precedono. I complementi che descrivono la qualità o l'intensità
dell'azione espressa dal verbo o dello stato indicato dall'aggettivo sono detti complementi di grado.
Il complemento di grado è per lo più costituito da un aggettivo. Verbo e complemento di grado
devono essere collegati dalla particella strutturale . La situazione a cui fa riferimento un verbo
seguito da un complemento di grado è una situazione usuale o una situazione già verificatasi. Per
esempio:

Egli è arrivato molto presto.

Tutti sono molto contenti.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Quando inizia lo spettacolo di questa sera?


Inizia alle 21:00.

Sono le 20:30. Sei arrivato così presto!

Sei arrivato presto anche tu!

Tutti i programmi di questa sera di oggi sono in cinese?

Sì. Tutti i programmi sono in cinese, il cantare, le


breve storie, le breve recite ecc.

Che programma rappresenterai? Canti


abbastanza bene e parli cinese in modo scorrevole.

Non è proprio così, lo parlo male. Il mio


programma non è raccontare nè cantare.

Qual'è il tuo programma?

Il Taichiquan, la ginnastica tradizionale cinese.

E' molto interessante. Penso che questo programma sia


molto apprezzato dagli spettatori.

Nella forma negativa viene inserita la negazione tra la particella e il complemento di


grado. Nella forma interrogativa per scelta esclusiva si fa seguire alla forma affermativa del
complemento quella negativa. Per esempio:

Io non corro veloce.


Ieri ti sei riposato bene?
Quando in una frase sono contemporaneamente presenti sia l'oggetto sia il complemento di grado, il
verbo precede l'oggetto. Quindi viene ripetuto e seguito dalla particella e dal complemento.
Per esempio: Lei canta molto bene.

46
Io non parlo cinese in modo scorrevole.
Laddove si voglia sottolineare l'oggetto, o quando questo si presenta relativamente complesso, lo si
può collocare in posizione preverbale o prima del soggetto. Per esempio:

Lui non è bravo in pallacanestro, ma gioca bene a calcio.

Ha risposto correttamente a queste due domande.

ha lo stesso significato di . In questa lezione però ricorre nel suo uso derivato di
espressione di modesta impiegata per schermirsi di fronte a un complimento ricevuto. Per esempio:

Parli bene cinese.

Quando mai! Non sono ancora così bravo.


Ora ripetiamo insieme il suddetto dialogo:
Quando inizia lo spettacolo di questa sera?

Inizia alle 21:00.

Sono le 20:30. Sei arrivato così presto!


Sei arrivato presto anche tu!

Tutti i programmi di questa sera di oggi sono in cinese?

Sì. Tutti i programmi sono in cinese, il cantare, le


breve storie, le breve recite ecc.

Che programma rappresenterai? Canti


abbastanza bene e parli cinese in modo scorrevole.

Non è proprio così, lo parlo male. Il mio


programma non è raccontare nè cantare.

Qual'è il tuo programma?


Il Taichiquan, la ginnastica tradizionale cinese.
E' molto interessante. Penso che questo programma sia
molto apprezzato dagli spettatori.
Ora ripassiamo insieme i vocaboli di questa lezione:

(serata) (presto) (particella strutturale) (spettacolo, programma)


(iniziare) (cantare) (raccontare una storia) (teatro di prosa,
commedia
(rappresentare, recitare) (scorrevole) (E dove o Quando mai)
(parlare) (ginnastica tradizionale cinese) (pallacanestro)

(calcio, football) (interessante) (dare il benvenuto).

47
33° lezione Ordine dei termini delle date
In cinese le date si compongono, ponendo in successione decrescenti l'anno, il mese e il giorno.
Nell'indicazione dell'anno, il numero relativo è espresso cifra per cifra. Per esempio:

Il 2 giugno 1995.

Il 26 novembre 2005.

Sia che segnalano il riferimento al giorno. Il primo è usato nella lingua scritta, mentre il
secondo nella lingua parlata. Per sempio:

Oggi è il 21 agosto.

Lui è nato il 15 marzo 1979.


Quando si scrive una data, tutti i termini, ad eccezione dei giorni della settimana, possono essere
espressi con i numeri arabi. Per esempio:

La mattina alle 8:25 di giovedì del 3 novembre 2005

Il pomeriggio alle 5:30 di mercoledì del 20 novembre 1991


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

A Il 14 ottobre prossimo ricorrerà il


mio compleanno. Vorreri organizzare una serata, ti prego di partecipare.

B Bellissimo! Vi pateciperò. Dove pensi di vuoi organizzarla?

A L'organizzerò proprio qui, in questo salotto.

B Non è troppo piccolo questo salotto?

A No. L'ho organizzata qui anche l'anno scorso.

B Quanti amici vuoi invitare?

A Vorrei invitare alcuni compagni di


scuola. L'anno prossimo andremo tutti insieme in Cina per studiare la lingua cinese

B Quando inizierà la serata?

A Alle 6 e 30 di sera.

B Il pomeriggio del 14 marzo verrò per darti una mano.

A Bene, grazie.

è un classificatore che esprime la pluralità, una quantità indefinita. Può essere impiegato

48
solo in unione con o

Per esempio:

Vorrei invitarvi alcuni amici per divertirsi.

Quali libri sono i tuoi?

Questi libri sono miei, ma quelli no.


Ora ripetiamo insieme il suddetto dialogo:

Il 14 ottobre prossimo ricorrerà il


mio compleanno. Vorreri organizzare una serata, ti prego di partecipare.

Bellissimo! Vi pateciperò. Dove pensi di vuoi organizzarla?

L'organizzerò proprio qui, in questo salotto.

Non è troppo piccolo questo salotto?

No. L'ho organizzata qui anche l'anno scorso.

Quanti amici vuoi invitare?

Vorrei invitare alcuni compagni di


scuola. L'anno prossimo andremo tutti insieme in Cina per studiare la lingua cinese

Quando inizierà la serata?

Alle 6 e 30 di sera.
Il pomeriggio del 14 verrò per darti una mano.

Bene, grazie.marzo
Ora ripassiamo insieme i vocaboli di questa lezione:

yi-yue (gennaio)? er-yue (febbraio)? san-yue (marzo)?

si-yue (aprile)? wu-yue (maggio)? liu-yue (giugno)?

qi-yue (luglio) ba-yue (agosto) jiu-yue (settembre)

shi-yue (ottobre) shi-yi-yue (novembre) shi-er-yue (dicembre)

hao (numero del giorno) ri (giorno, giornata) jin-nian (quest'anno, anno corrente)

qu-nian (l'anno scorso?anno passato) ming-nian (l'anno prossimo) sheng-ri


(compleanno)

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tong-xue (compagno di scuola) can-jia (partecipare) wan-hui (serata,party)

ke-ting (salotto, sala di ricevimento) kai-shi (iniziare, cominciare)

bang, bang-zhu (aiutare, assistere) xie (classificatore)

34° lezione Domande formate con (Va bene? D'accordo?)


Facendo seguire a una frase dichiarativa (Va bene? D'accordo?) , si costruisce un tipo di
frase interrogativa impiegata generalmente per esprimere un suggerimento o per sollecitare
l'interlocutore ad esprimere un parere. Per esempio:

Io ritorno questa sera, va bene?

Dopo la lezione, andiamo insieme alla caffeteria, d'accordo?


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Sei occupato stamattina?

No, non ho impegni.

A Andiamo in biblioteca, sei d'accordo?

Va bene. A che ora ci andiamo?

Ti aspetto alle 10:30 al dormitorio, e ci andiamo insieme.

Adesso sono le 9:30. Verrò da te fra un'ora.

Va bene. Ci vediamo più tardi.


Ora leggiamo un altro dialogo:

Oggi è domenica, dove andrai?

La mattina vorrei fare una passeggiata nel parco e il


pomeriggio andrò in libreria ad acquistare un libro.

Questa sera sarai impegnato?

Non ho impegni questa sera.

Dopo cena andiamo insieme a vedere un film, sei d'accordo?

Che film ? E' interessante?

I compagni di scuola dicono tutti che è molto interesante.

50
Va bene. Quando ci andiamo?

Vengo da te alle 19:20 e poi ci andiano insieme.

D'accordo, ci vediamo più tardi.

Il suffisso viene aggiunto esclusivamente a sostantivi che designano persone per esprimere
pluralità. Se la pluralità risulta evidente dal contesto, il suffisso non viene impiegato. Per
esempio:

I compagni di scuola dicono che quel film è molto interessante.

Molti compagni di scuola dicono che la pronuncia cinese è la più


difficile da imparare.
Ora leggiamo insieme i dialoghi:

Sei occupato stamattina?

No, non ho impegni.

Andiamo in biblioteca, sei d'accordo?

Va bene. A che ora ci andiamo?

Ti aspetto alle 10:30 al dormitorio, e ci andiamo insieme.

Adesso sono le 9:30. Verrò da te fra un'ora.

Va bene. Ci vediamo più tardi.


******

Oggi è domenica, dove andrai?

La mattina vorrei fare una passeggiata nel parco e il


pomeriggio andrò in libreria ad acquistare un libro.

Questa sera sarai impegnato?

Non ho impegni questa sera.

Dopo cena andiamo insieme a vederel un film, sei d'accordo?

Che film ? E' interessante?

I compagni di scuola dicono tutti che è molto interesante.

Va bene. Quando ci andiamo?

51
Vengo da te alle 19:20 e poi ci andiano insieme.

D'accordo, ci vediamo più tardi.


Ora ripassiamo i vocabili di questa lezione:

shang-wu(mattina) xia-wu(pomeriggio) wan-shang(sera)

ka-fei-guan(caffeteria) tu-shu-guan(biblioteca) su-she(camera, dormitorio)

gong-yuan(parco) san-bu(passeggiata) shu-dian(libreria)

mai(comprare) shu(libro) wan-fan(cena) dian-ying(film)

dian-ying-yuan(cinema) you-yi-si(interessante) xing-qi-yi(lunedì)

xing-qi-er(martedì) xing-qi-san(mercoledì) xing-qi-si(giovedì)

xing-qi-wu(venerdì) xing-qi-liu(sabato) xing-qi-ri(domenica)

35° lezione Sostituto interrogativo


In cinese, il sostituto interrogativo è di norma utilizzato per domandare una quantità numerica
inferiore a dieci. Tra esso e il sostantitvo di cui è determinante deve essere inserito un classificatore.
Per esempio:

Quanti fratelli hai?

Quanti insegnanti cinesi ci sono presso la vostra facoltà?


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Questa è la facoltà di lingua e letteratura cinese?

Sì. E' la facoltà di lingua e letteratura cinese.

Quante classi di lingua cinese ci sono presso la facoltà?

C'è ne sono quattro.

Vi sono inseganti cinesi nella facoltà?

Sì. Ce ne sono tre.

Sono tutti professori uomini?

52
No, due professori e una professoressa.

In questo dialogo, come , indica il numero "2" . In presenza di un classificatore si usa


il primo, non il secondo. Per sempio:

due libri due albri due scuole

Attenzione: viene pronunciato al primo tono, quando è da solo o quando è preceduto da una
qualsiasi sillaba. Quando invece è seguito da un'altra sillaba, modifica il suo tono in secondo, se la
sillaba è al quarto tono, o in quarto, se la sillaba è al primo, al secondo o al terzo tono. Per esempio:

un libro un foglio di carta

Festa internazionale dei lavoratori del primo maggio


Ora leggiamo insieme un altro dialogo:

Quante riviste italiane hai?

Ne ho due.

Ti piaciono riviste cinesi?

Sì. Mi piace molto leggere.

Ho una nuova rivista cinese, vuoi leggerla?

Certo. Me la presti dopo averla finito di leggere.

Puoi leggerla prima e tu poi me la restituisci.

Grazie.
Ora ripetiamo insieme i due dialoghi:

Questa è la facoltà di lingua e letteratura cinese?

Sì. E' la facoltà di lingua e letteratura cinese.

Quante classi di lingua cinese ci sono presso la facoltà?

C'è ne sono quattro.

Vi sono inseganti cinesi nella facoltà?

Sì. Ce ne sono tre.

Sono tutti prefessori uomini?

No, due professori e una professoressa.

53
······

Quante riviste italiane hai?

Ne ho due.

Ti piaciono riviste cinesi?

Sì. Mi piace molto leggere.

Ho una nuova rivista cinese, vuoi leggerla?

Certo. Me la presti dopo averla finito di leggere.

Puoi leggerla prima e tu poi me la restituisci.

Grazie.
Ora ripassiamo i vocabili di questa lezione:

xiong-di (fratello) ge-ge (fratello maggiore) di-di (fratello minore)

lao-shi (insegante, maestro) xi (facoltà, dipartimento) zhong-wen-xi (facoltà di


lingua e letterarua cinese)

han-yu-ban (classe di lingua cinese) shu (albero) xue.xiao (scuola)

hua-bao (rivista illustrata) zhong-wen-hua-bao (rivista cinese)

yi-da-li-wen-hua-bao (rivista italiana) jie (prestare) huan (restituire)

36° lezione Avverbi cinese e


In cinese e sono avverbi molto comuni. Nella frase si collocano tra il soggetto e il verbo o
l'aggettivo che ha funzione

predicativa. Per esempio, bisogna dire: (Anch'io studio la lingua cinese ) e


(Tutti noi

studiamo la lingua cinese), non si può dire: Facciamo un altro


esempio:

Anche a me piace viaggiare.

Tutti noi siamo gli studenti dell'Istituto di lingua e cultura di Pechino.

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Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Che cosa studi?

Studio la lingua cinese.

Lui che cosa studia?

Anche lui studia la lingua cinese.

Voi tutti studiate la lingua cinese?

Sì, studiamo tutti la lingua cinese.

Voi siete studenti?

Siamo tutti studenti.

Sei italiano?

Sì, sono italiano.

Anche lui è italiano?

No, lui non è italiano, è spagnolo.

Al momento dove studi la lingua cinese?

Al momento studio presso l'Istituto di lingua e cultura di


Pechino.

In cinese, (no) viene pronunciato al quarto tono. Quando però è seguito da un'altra sillaba al

quarto tono, modifica il suo tono, , ad esempio si pronuncia"bu(al secondo tono) - shi".

(adesso, ora), è un sostantivo che può ricoprire nella frase la funzione di determinante
verbale. In tal caso viene collocato prima del predicato o dopo il soggetto. Per esempio:

Cosa stai facendo adesso?

Sto leggendo i vocaboli.


Ora ripetiamo insieme il dialogo:

Che cosa studi?

Studio la lingua cinese.

Lui che cosa studia?

Anche lui studia la lingua cinese.

55
Voi tutti studiate la lingua cinese?

Sì, studiamo tutti la lingua cinese.

Voi siete studenti?

Siamo tutti studenti.

Sei italiano?

Sì, sono italiano.

Anche lui è italiano?

No, lui non è italiano, è spagnolo.

Al momento dove studi la lingua cinese?

Al momento studio presso l'Istituto di lingua e cultura di


Pechino.
Ora ripassiano insieme i vocaboli di questa lezione:

lu-you (turismo) beijing-yu-yan-xue-yuan (Istituto di lingua e cultura di


Pechino)

xue-xi (studiare) xue-sheng (studente) yi-da-li-ren (italiano)?

xi-ban-ya-ren (spagnolo) sheng-ci (vocaboli)

56
37° lezione alla fine della frase
Prima di tutto leggiamo insieme il seguente dialogo:

Paolo, dove sei andato?

Sono andato all'ospedale.

Come mai? sei malato?

Ho preso il raffredore, ho mal di testa, ho la tosse e mi fa male la


gola.

Che altri disturbi hai? Hai la febbre?

Non ho la febbre, ma non sto bene di stomaco e non ho appetito.

Il dottore ha dato delle medicine?

Si, le ho già prese. Sono compresse, due


pillole tre volte al giorno

Ti ha fatto un'iniezione?

Nessuna iniezione.

Adesso dove vai? Torni a casa?

Sì, torno a casa

Vai a casa e riposati bene.

Grazie.

In cinese, quando ricorre alla fine della frase, è una particella modale. La particella
modale può essere utilizzata, come in questa lezione, per seguire l'avvenuto svolgimento
dell'evento descritto, in questo impiego, verrà differenziata come . Per esempio:

Dove sei andato? - Sono andato all'ospedale.

Adesso dove vai? - Torno a casa.

La presenza di nel primo esempio indica che il fatto descritto si è svolto, mentre nel secondo
segnala che il fatto non ha ancora avuto luogo.

Le frasi in cui ricorre la particella modale vengono volte in forma negativa inserendo prima del

57
verbo le negazione o e facendo cadere la particella . Per esempio:

Hai già preso delle medicine? ?? No, non le ho prese.


L'interrogazione per scelta esclusiva può essere costruita aggiungendo alla fine diella frase
, oppure negando il verbo con e facendo seguire la forma negativa alla forma
affermativa, in tal caso la particella modale cade. Per esempio:

Hai letto il giornale di oggi?

Hai letto il giornale di oggi?


Ora ripetiamo insieme il dialogo:

Paolo, dove sei andato?

Sono andato all'ospedale.

Come mai? sei malato?

Ho preso il raffredore, ho mal di testa, ho la tosse e mi fa male la


gola.

Che altri disturbi hai? Hai la febbre?

Non ho la febbre, ma non sto bene di stomaco e non ho appetito.

Il dottore ha dato delle medicine?

Si, le ho già prese. Sono compresse, due


pillole tre volte al giorno

Ti ha fatto un'iniezione?

Nessuna iniezione.

Adesso dove vai? Torni a casa?

Sì, torno a casa

Vai a casa e riposati bene.

Grazuie.
Ora ripassiano insieme i vocaboli di questa lezione:

yi-yuan (ospedale) bing (ammalarsi, malattia) gan-mao (avere il


raffreddore, raffreddore)

58
tou-teng (mal di testa) ke-sou (tosse) sang-zi (gola) shu-fu (stare
bene)

fa-shao (avere la febbre) wei-kou (appetito) dai-fu (medico) yao


(medicina)

yao-pian (pastiglia, compressa) da-zhen (fare un'iniezione) bao, bao-zhi


(giornale)

38° lezione Avverbi (ogni, ognuno) (tutto, del tutto).


In cinese, nelle frasi in cui ricorre l'avverbio (ogni, ognuno) non è in genere indispensabile
far uso dell'avverbio (tutto, del tutto). Se però si vuole sottolineare che la situazione descritta
non presenta eccezioni, è allora necessario utilizzarlo.

Per esempio:

Ogni studente deve disporre di quattro quaderni.

Lui fa un viaggio tutti gli anni durante le vacanze estive.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Farai un viaggio quest'anno durante le vacanze estive?

Sì, tutti gli anni faccio un viaggio durante le vacanze estive.

Dove vai quest'anno?

Non lo so ancora. Ogni anno faccio da


interprete e guida a qualche gruppo di turisti italiani.

Tutti gli anni fai la guida?

Sì, tutti gli anni, questo è il terzo.

E' interessante questo lavoro?

Io lo trovo molto
interessante, perchè posso praticare la lingua italiana e in più riesco a vedere molti posti. A me
piace tanto viaggiare.

E' un lavoro stancante?

A volte il lavoro è tanto e impegnativo, ma non mi sento


stanco.

59
Facendo precedere a un numero il prefisso si ottiene l'ordinale corrispondente. Per esempio:

Oggi abbiamo studiato la trentottesima lezione

La prima lingua straniera che lui sta imparando è


l'inglese, mentre la seconda è l'italiano.

In determinanti contesti, il numero ha valore ordinale anche senza il prefisso Per esempio:

Lui abita al terzo piano, palazzina n °5.

Siamo studenti di seconda classe.


Ora ripetiamo insieme il dialogo:

Farai un viaggio quest'anno durante le vacanze estive?

Sì, tutti gli anni faccio un viaggio durante le vacanze estive.

Dove vai quest'anno?

Non lo so ancora. Ogni anno faccio da


interprete e guida a qualche gruppo turisti italiani.

Tutti gli anni fai la guida?

Sì, tutti gli anni, questo è il terzo.

E' interessante questo lavoro?

Io lo trovo molto
interessante, perchè posso impraticarmi nella lingua italiana e in più riesco a vedere molti posti, A
me piace tanto viaggiare.

E' un lavoro stacante?

A volte il lavoro è tanto e impegnativo, ma non mi sento


stanco.
Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

shu-jia (vacanze estive) han-jia (vacanze invernali) wai-yu (lingua


straniera)

nian-ji (classe) lou (palazzo, edificio) lu-you (turismo) lu-you-tuan


(gruppo turistico)
lu-xing (viaggiare) lian-xi (esercizio, fare esercizio) fan-yi (interprete)
dao-you (guida)?

(prefisso) jue-de (avere la sensazione che) lei (stanco)

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39° lezione La preposizione " "(da···)
La preposizione" "(da···) oltre a segnalare moto da luogo, ossia nello spazio (provenienza) o nel
tempo (inizio), può anche segnalare moto per luogo (transito). Per esempio:
Paolo è uno studente italiano che viene da Roma.

Il tragitto è più breve da questa parte.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Nelle università cinesi ci sono vacanze?

Sì, ogni anno tutte le università fanno vacanze.

Quando sono le vazanze?

Nelle università
cinesi l'anno accademico si compone di due semestri. Il primo inizia a settembre fino a fine
gennaio, ai primi di febbraio cominciano le vacanze invernali.

Quante settimane di vacanza ci sono?

Le vacanze invernali durano tre o quattro settimane.

E il secondo semestre da che mese a che mese va?

Il secondo semestre va da febbraio a luglio, e ai primi di


luglio cominciano le vacanze estive.

La vostra scuola si trova alla periferia est od ovest?

La nostra scuola si trova alla periferia est, non ovest.

Abiti all'interno della scuola o fuori?

Abito dentro la scuola. Dietro la biblioteca c' è il dormitorio


studentesco.

sono costruzioni impiegate spesso in riferimento sia al tempo che allo


spazio. Per esempio:

A partire dalla settimana prossima, studieremo la nuova lezione.

Da lunedì a venerdì, abbiamo tutti i giorni lezione di


lingua cinese.

Qui dista solo un chilometro dalla scuola.


Ora ripetiamo insieme il dialogo:

Nelle università cinesi ci sono vacanze?

61
Sì, ogni anno tutte le università fanno vacanze.

Quando sono le vazanze?

Nelle università
cinesi l'anno accademico si compone di due semestri. Il primo inizia a settembre fino a fine
gennaio, ai primi di febbraio cominciano le vacanze invernali.

Quante settimane di vacanza ci sono?

Le vacanze invernali durano tre o quattro settimane.

E il secondo semestre da che mese a che mese va?

Il secondo semestre va da febbraio a luglio, e ai primi di


luglio cominciano le vacanze estive.

La vostra scuola si trova alla periferia est od ovest?

?La nostra scuola si trova alla periferia est, non ovest.

Abiti all'interno della scuola o fuori?

Abito dentro la scuola. Dietro la biblioteca c' è il dormitorio


sudentesco.
In cinese, le frasi che esprimono esistenza o presenza vedono spesso l'occorenza dei verbi
Nelle frasi con il soggetto designa una persona o una cosa, mentre l'oggetto è
sostituito da espressione di luogo; nelle frasi con , il soggetto è un'espressione di luogo,
mentre l'oggetto designa una persona o una cosa. Per esempio:

La scuola si trova alla periferia ovest, non est.

C' è gente in stanza.

Dietro il palazzo degli uffici c'è la biblioteca.


Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

dà-xue (università) jia-qi (periodo di vacanza) xue-nian (anno scolastico,


anno accadenico)
xue-qi (semestre) cong (da) cong...qi (a partire da)
kai-xue (iniziare l'anno scolastico o il semestre) mo (fine) chu (inizio)
han-jia (vacanze invernali) cong-dao(da?a?) yi-qian (prima, in
precedenza)
kao-shi (esame) dong-jiao (periferia est) xi-jiao (periferia ovest)
ke-wen (testo) xin-ke-wen (nuovo testo) gong-li (kilometro)

62
40° lezione Particelle strutturali e
In cinese, è una particella strutturale, contrassegno della determinazione verbale. Viene di
norma inserita tra determinante e verbo quando il primo è costituito da un aggettivo bisillabico. La
particella non può venire omessa se l'aggettivo che ricopre funzione di determinante verbale è
a sua volta preceduto da un determinante. Per esempio:

Gli studenti cinesi ci hanno accolto con entusiasmo.

Devo prepararmi con gran impegno per l'esame.

La particella strutturale è il contrassegno della determinazione nominale. Essa va


obbligatoriamente inserita tra il sostantivo determinato e il suo determinante quando questo sia
costituito da un verbo o da una costruzione verbale. Per esempio:

Quest'anno a Pechino sono venuti molti studenti stranieri.

La camera dove alloggio è affittata.

La particella strutturale è il contrassegno di determinati complementi verbali. Essa va


obbligatoriamente inserita tra il verbo e il complemento di grado. In caso nella frase ricorrano al
tempo stesso un oggetto e un complemento di grado, il verbo viene ripetuto seguito, nella sua prima
occorrenza, dall'oggetto e, nella sua seconda occorrenza dal complemento di grado; in alternativa,
l'oggetto può essere collocato prima del verbo o del soggetto. Per esempio:

Egli ha fatto veramente bene l'esercizio di Taijiquan.

Oggi si è esibito con gran impegno nello spettacolo.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Dove si trova l'Istituto Universitario di Lingue di Pechino?

L'Istituto Universitario di Lingue di


Pechino si trova alla periferia nord-ovest della città, non molto distante dall'Università Qinghua e
dall'Università di Pechino.

E' grande il campus dell'Istituto?

E' molto
grande il campus dell'Istituto, al suo interno ci sono le scuole degli studenti, gli edifici, la biblioteca,
l'aula magna, gli alloggi degli studenti e la mensa.

Ci sono i campi sportivi?

A nord
degli alloggi degli studenti ci sono due campi sportivi: uno grande e uno più piccolo. La mattina e il
pomeriggio, molti studenti vi si allenano.

Ma come si allenano?

Alcuni giocano a palla, altri corrono, altri fanno

63
ginnastica.

E gli studenti stranieri?

Non pochi studenti stranieri


amano fare Taijiquan; un insegnante cinese insegna loro con entusiasmo e essi si impegnano con
grande serietà.

Che attività si svolgono in Istituto il sabato e la domenica?

Sabato e
domenica in Istituto ci sono spesso proiezioni di film, feste danzanti e spettacoli vari. A volte
vengono anche organizzate per gli studenti gite e visite.
Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

tai-ji-quan (Taijiquan, una sequenza di esercizi tradizionali cinesi che permette di


raggiungere l'equilibrio psico-fisico)

qinghua-daxue (Università Qinghua) beijing-daxue (Università di Pechino)

xi-bei-jiao (periferia nord-ovest) xiao-yuan (campus) tu-shu-guan


(biblioteca)

li-tang (Aula magna) cao-chang (campo sportivo) shi-tang (mensa)

ti-cao (ginnastica) ren-zhen (serietà) zu-zhi (organizzare, organizzazione)

64
41° lezione Particella aspettuale
In cinese, la particella , quando segue un verbo che non ricorre alla fine della frase, è una
particella aspettuale. In tali casi segnala che l'azione è compiuta e conclusa. L'oggetto prima del
verbo spesso comprende un gruppo numero-classificatore o altri determinanti sostantivi. Per
esempio:

Cosa hai comperato? ?? Ho comperato due libri.

Qualcuno dava spiegazioni? ?? Si, c'era una guida che


ha illustrato molte cose.
La particella aspettuale "?"viene inserita solo quando è necessario segnalare e sottolineare che
l'azione è compiuta e conclusa. Per esempio:

Domani andrò in città dopo la prima colazione.

Mio amico lavorava a Milano l'anno scorso, ma ora è a Roma.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Ieri sono venuto a trovarti, ma non c'eri.

Ero andato a fare una gita.

Cosa sei andato a vedere?

Ho visitato una mostra.

Che mostra?

Una mostra sulla civiltà cinese antica.

Interessante?

Molto. Ci sono andati in tanti della nostra classe.

E' una grande mostra?

Non piccola. Complessivamente ci sono dodici sale.

Qualcuno dava spiegazioni?

Si, c'era una guida che ha illustrato molte


cose, parlava con grande chiarezza.

A che ora apre la mostra?

La mattina è aperta dalle nove all'una, il pomeriggio dalle


tre alle sette.

65
Bene, domani andrò anch'io a visitarla.

Si, dovresti proprio.

Le frasi in cui ricorre la particella aspettuale vengono negate, inserendo prima del verbo o
e facendo cadere la particella ; vengono rese interrogative per scelta esclusiva,
aggiungendo in fine di frase , oppure negando il verbo con e facendo seguire la forma
negativa alla forma affermativa. In questo caso la particella cade. Per esempio:

Hai fatto quell'esercizio o no? ?? Non l'ho fatto.

Hai fatto questa domanda? ?? No, non l'ho posta.


Ora ripetiamo insieme il dialogo:

Ieri sono venuto a trovarti, ma non c'eri.

Ero andato a fare una gita.

Cosa sei andato a vedere?

Ho visitato una mostra.

Che mostra?

Una mostra sulla civiltà cinese antica.

Interessante?

Molto. Ci sono andati in tanti della nostra classe.

E' una grande mostra?

Non piccola. Complessivamente ci sono dodici sale.

Qualcuno dava spiegazioni?

Si, c'era una guida che ha illustrato molte


cose, parlava con grande chiarezza.

A che ora apre la mostra?

La mattina è aperta dalle nove all'una, il pomeriggio dalle


tre alle sette.

Bene, domani andrò anch'io a visitarla.

Si, dovresti proprio.

66
E' possibile che"?"segni un verbo, occupando la posizione finale della frase. In questo caso essa
riassume in sè le funzioni di particella aspettuale e particella modale. Per esempio:

Avete capito? ?? Sì, abbiamo capito.


Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

zao-fan (colazione, prima colazione) zhan-lan (mostra, esposizione)


zhan-lan-guan (palazzo delle esposizioni) zhan-lan-shi (sala di esposizione)
can-guan (visitare) gu-dai (antichità, tempi antichi) wen-hua (cultura)
jiang-jie (spiegare, presentare) jiang-jie-yuan (guida) jie-shao (presentare,
illustrare)
qing-kuang (situazione) qing-chu (chiaro)

42° Gli avverbie e


Prima di tutto leggiamo insieme il seguente dialogo:

Pronto! Chi desidera?

Pronto, parlo con Via Da vinci 21? Mi scusi, cerco


Paolo.

Un'attimo, prego... Paolo, è per te.

Pronto! Chi parla?

Pronto, Paolo? Sono Laura.

Ah, Laura, ciao!

Ciao! Stamattina, dopo colazione ti ho


telefonato, ma nessuna ha risposto.

Stamattina sono andata ad accompagnare un amico


all'aeroporto e sono tornata solo dopo le 11:00.

Anna pensa di andare a trovare il prof.


Wang e vorrebbe che andassimo insieme. Hai tempo nel pomeriggio?

Sì. A che ora avrebbe intenzione di andare?

Ha detto che la cosa migliore sarebbe dopo le lezioni,


più o meno introno alle 5:30.

67
D'accordo, andiamo a prenderla a scuola verso le
5:00. C'è altro?

No, nient'altro. Arrivederci!

Arrivederci!

In cinese, sia e sono avverbi. può essere impiegato, come in questa lezione, per
segnalare il ritardo o la difficoltà con cui, agli occhi di chi parla, si svolge l'evento descritto. Alla
fine di frase in genere non ricorre la particella modale .Per esempio:

Ieri sera sono andato a letto tardi, e stamattina mi sono alzato


solo alle 9:00.

La serata è iniziata alle 20:00, ma loro sono arrivati addirittura


alle 19:50.

L'avverbio può invece essere impiegato, come in questa lezione, per segnalare l'anticipo o la
faciltà con cui, agli occhi di chi parla, si svolge l'evento descritto. In fine di frase in genere ricorre la
particella modale .Per esempio:

Ieri sera sono andato a letto presto, e stamattina mi sono alzato


addirittura alle 6:00.

La serata inizia alle 20:00, loro erano già arrivati alle 19:30.

Una frase il cui verbo sia seguito dalla particella aspettuale e da un oggetto privo di
determinanti non è, in genere una frase indipendente di senso compiuto, e deve quindi essere
completata da una seconda frase. Nelle frasi complesse, la presenza della particella aspettuale
dopo il primo verbo segnala l'esistenza di un rapporto di anteriorità tra le azioni espresse. In tali
frasi l'avverbio può essere inserito prima del secondo verbo per sottolineare il susseguirsi delle
due azioni. Se gli eventi descritti sono riferiti al passato, in fine di frase ricorre la particella modale
.Per esempio:

Lui è andato in biblioteca dopo lezione.

Lui è andato in biblioteca subito dopo lezione.

Domani egli andrà in biblioteca dopo lezione.


Ora ripetiamo insieme il dialogo:

Pronto! Chi desidera?

68
Pronto, parlo con Via Da vinci 21? Mi scusi, cerco
Paolo.

Un'attimo, prego... Paolo, è per te.

Pronto! Chi parla?

Pronto, Paolo? Sono Laura.

Ah, Laura, ciao!

Ciao! Stamattina, dopo colazione ti ho


telefonato, ma nessuna ha risposto.

Stamattina sono andata ad accompagnare un amico


all'aeroporto e sono tornata solo dopo le 11:00.

Anna pensa di andare a trovare il prof.


Wang e vorrebbe che andassimo insieme. Hai tempo nel pomeriggio?

Sì. A che ora avrebbe intenzione di andare?

Ha detto che la cosa migliore sarebbe dopo le lezioni,


più o meno introno alle 5:30.

D'accordo, andiamo a prenderla a scuola verso le


5:00. C'è altro?

No, nient'altro. Arrivederci!

Arrivederci!
Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

dian-hua (sostantivo) telefono da-dian-hua(verbo) telefonare wei


(interiezione) pronto

ji-chang(sostantivo) aeroporto song-peng-you (verbo)accompagnare amici da


cui ci si congeda
cai (avverbio) appena, soltanto, soltanto allora zui-hao (avverbio) è meglio, la cosa
migliore è?

da-gai (avverbio) più o meno, presumibilmente ··· zuo-you (avverbio) all'incirca, più o
meno

69
43° lezione Quantità approssimativa
In cinese i numeri possono essere approssimativi in diversi modi. Qui di seguito ne sono elencati
alcuni:

1. Impiegando si esprime un numero imprecisato inferiore alla decina. Per esempio:

Vorrei andare in libreria per comperare


alcuni libri.

Nella nostra classe ci sono più di una trentina di studenti.

In libreria ci sono alcune decine di volumi di questo dizionario.

2. Facendo seguire ad un numero si esprime una quantità imprecisata, ma superiore rispetto a


quella indicata dal numero. può rappresentare una cifra intera, in tale caso è collocato
immediatamente dopo il numero, o può invece rappresentare una frazione , in tale caso è collocato
dopo il classificatore o dopo il sostantivo se questo rifiuta di essere preceduto dal classificatore. Per
esempio:

Lui ha una ventina di libri cinesi.

Non è tardi, ora sono all'incirca le quattro.

Ad oggi mancano ancora più di dieci gioni alle vacanze.


3. Ponendo in successione due cifre consecutive si indica incertezza tra i due numeri espressi. Per
esempio:

Alla mostra vi sono sette o otto sale d'esposizione allestite.

Quest'anno andranno a Pechino più di una decina di persone,


quindici o sedici.

4. Facendo seguire al gruppo numero-classificatore si indica una quantità leggermente


superiore o inferiore rispetto a quella espressa dal gruppo. Per esempio:

Quella persona ha più o meno 40 anni.

Ritornerò verso le 6:00 del pomeriggio.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Sei stato in libreria di recente?

Sì, ci sono andato ieri.

Che libri nuovi ci sono?

70
Ho comperato un dizionario italiano-cinese che
trovo molto utile.

Davvero? Ha molte parole?

Parecchie. Le più importanti sono tutte esemplificate da frasi.

Le frasi hanno la descrizione in Pinyin?

Sì, c'è la descrizione in Pinyin con la spiegazione in italiano.

Magnifico! C'erano numerose altre copie quando l'hai


comperato?

Quando l'ho comperato io c'erano ancora più di una


decina di copie, quindici o sedici.

Nel pomeriggio, dopo le lezioni, lo vado a comperare.

Se vai dopo le lezioni, la libreria sarà già chiusa.

Allora andrò subito dopo pranzo.

Alcuni verbi monosillabici di movimento" (tornare) (entrare) (alzare)" ecc in


assenza dell'oggetto possono

essere immediatamente seguiti dal verbo" (venire)"o dal verbo" (andare)". Il primo
segnala che il movimento si

svolge in avvicinamento, il secondo che si svolge in allontanamento, come ad esempio "

" ecc.
Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

shu-dian (sostantivo) libreria ci-dian (sostantivo) dizionario, vocabolario

yi-han-ci-dian (sostantitivo) dizionario italiano-cinese Pin-yin (sostantivo)


pinyin, cioè trascrizione fonetica

ju-zi (sostantivo) frase jie-shi (verbo e sostantivo) spiegare, spiegazione

71
44° lezione Contrassegno dell'aspetto puntuale
Gli avverbi ? o possono essere collocati prima di un verbo per segnalarne
l'aspetto puntuale, per descrivere l'azione espressa come in corso di svolgimento. La stessa
indicazione viene data dall'uso della particella modale in fine di frase. La particella modale
può venire impiegata anche quando nella frase già ricorre uno degli avverbi di cui sopra. Per
esempio:

Cosa stanno facendo?

Sto scrivendo una lettera.

Egli sta facendo i compiti a casa.

Lei sta leggendo un libro.

Loro stanno guardando la televisione.


Ora leggiamo insieme il seguente dialogo:

Li Ming, cosa stai facendo?

Paolo, sto scrivendo una lettera ai miei genitori.

I tuoi genitori lavorano entrambi?

Mia madre è già in pensione, mio padre invece lavora


ancora.

Stanno bene di salute?

Si, grazie, stanno benne. Più o meno tutti i


mesi ricevo una loro lettera.

Che lavoro fa tuo padre?

E'
direttore di una fabbrica. Quando gli ho telefonato questa mattina, si stava preparando per andare
all'aeroporto. Tu non sei uscito oggi pomeriggio?

No. Proprio adesso,


mentre stavo guardando la televisione, mi ha telefonato Wang Yong per invitarmi domani ad andare
a pescare.

Hai deciso? Ci andrai?

No, non ho ancora deciso. Tu domani cosa fai?

72
Domani non ho impegni.

Perchè non andiamo tutti e tre insieme al mare a pescare?

Benissimo! Stavo proprio pensando a dove andare.

In una risposta negativa si può semplicemente usare oppure si ripete la frase con la
negazione verbale

Per esempio:

State in riunione?

No. Non è una riunione, stiamo oziando.

è una forma negativa possibile a risposta delle domande delle frasi in cui

ricorre . Si impiega per segnalare che l'azione espressa non è ancora stata compiuta, ma lo
sarà in futuro. Per esempio:

Hai scritto la lettera alla famiglia?

No, non l'ho ancora scritta.


Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

zheng-zai (avverbio) contrassegna l'aspetto puntuale

Xin (sostantivo) lettera

xie-xin scrivere una lettera

dian-shi (sostantivo) televisione

kan-dian-shi guardare la televisione

tui-xiu (verbo) andare in pensione

chang-zhang (sostantivo) direttore di fabbrica

jian-kang (aggettivo o sostantivo) salute, in buona salute

shou-dao (verbo) ricevere

fei-ji-chang (sostantivo) aeroporto

jue-ding (verbo) decidere

diao-yu (verbo o sostantivo) pesca, pescare

73
hui, hui-yi (sostantivo) riunione

kai-hui tenere una riunione

45° lezione Complemento risultativo


Verbi ed aggettivi possono ricorrere al seguito di un verbo per specificare il risultato raggiunto
dall'azione da questo espressa, in tali casi ricoprono la funzione grammaticale di complemento
verbale risultativo. Il legame che si instaura tra un verbo e il suo risultativo è molto stretto, quasi
fossero un composto; un'eventuale particella aspettuale , così come un eventuale oggetto,
seguono obbligatoriamente la costruzione verbo-risultativa. Per esempio:

Mi scusi, sono arrivato in ritardo, perché ho preso l'autobus sbagliato.

Hai fatto gli esercizi per oggi?


I verbi seguiti da un complemento risultativo esprimono in genere azioni compiute; vengono
pertanto negati da
" ", il che comporta la caduta della particella aspettuale . L'interrogazione per scelta
esclusiva si costruisce aggiungendo in fine di frase " "oppure negando il verbo reggente con
" "e facendo seguire alla forma affermativa quella negativa, seguita a sua volta dal risultativo (in
tal caso la particella aspettuale cade). Per esempio:

Questi esercizi l'hai fatti tutto giusti?

Alcuni sì, altri no.

Hai finito di leggere quei libri?

No, non li ho ancora finiti.


Ora leggiamo insieme il dialogo:

Scusa per il ritardo.

Non c'è problema. Hai avuto difficoltà a prendere l'autobus?

No, è che ho preso quello sbagliato.

Che autobus hai preso?


Avrei dovuto prendere il 37 e invece ho preso il 15.

Il 15 non arriva qua. Hai fatto confusione con il numero


di autobus?

No, non ho fatto confusione. Stavo


parlando con un compagno di scuola alla fermata, quando è arrivato un autobus, e sono salito.

74
Ti sei scordato di controllare il numero?

No, ho guardato, ma ho visto male.

E allora?

Solo alla quarta o alla quinta fermata, mi sono


accorto di aver sbagliato autobus, sono sceso e ho preso il 37.

Andiamo adesso, non è ancora troppo tardi.

Hai preparato tutto il necessario per pescare?

Si, tutto.

Possiamo muoverci subito?

Si, certo.

Quando ricorre in funzione di determinante verbale, può a volte avere la stessa accezione di

(facile). Per esempio:

Scusa per il ritardo, ho avuto difficoltà a prendere l'autobus.

Gli appartamenti da voi sono facili da affittare?


Quando invece ricorre in funzione di complemento risultativo, può segnalare l'esaurimento
dell'azione o il suo compimento con esito positivo. Per esempio:

E' pronto il pranzo, e tutti sono a tavola.


???????????Accomodatevi, ora cominciamo la lezione.

La lingua cinese non è tanto difficile, e siete in grado di apprenderla


sicuramente.
Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

cuo (aggettivo) sbagliato, errato lu (classificatore) ji (verbo) ricordare, ricordarsi


shuo-hua (verbo) parlare

liang (classificatore) shang-che (verbo) salire in vettura

xia-che (verbo) scendere dalla vettura wang (verbo) dimenticare, dimenticarsi huan

(verbo) cambiare ma-shang (avverbio) subito, immediatamente chu-fa (verbo) partire

75
46° lezione in funzione di complemento risultativo
Il verbo può essere usato come verbo principale o, spesso, come complemento risultativo. In
questo secondo caso
segue i verbi (vedere) (sentire) (incontrare)", specificando che l'azione ha
conseguito il suo esito. Per esempio:

Hai visto Paolo?

No. Non l'ho visto. Ah, eccolo, guarda!

Andando a spedire delle lettere, ho incontrato un amico.


Ora leggiamo insieme il dialogo:

Hai visto Paolo?

Sì, l'ho visto, l'ho incontrato all'ufficio postale.

Eri andato a spedire delle lettere?

No, ho mandato un album di stampe a un amico a cui piace


dipingere.

Da qui quanto ci mette la posta ad arrivare in Cina?

All'incirca una settimana, se si spedisce per via aerea.

E in Cina, quanto tempo ci vuole perchè una lettera arrivi a


destinazione?

Se la si manda in un'area urbana può arrivare


in tre o quattro giorni, se invece la si manda in una zona rurale ci vuole un pò più di tempo.

Anche telefonare è conveniente in Cina?

E' molto conveniente telefonare, perché oggi i


telefoni fissi e i cellulari sono diffusi ovunque in Cina.

Quando il verbo viene impiegato in funzione di complemento risultativo, può specificare


l'estensione nel tempo o nello spazio dell'azione espressa dal verbo reggente. Per esempio:

Questa lettera può arrivare in Cina in una settimana.

Siamo arrivati alla quarantaseiesima lezione.

La sera guardiamo spesso la televisione fino alle 10:00.

76
Quando il verbo viene impiegato in funzione di complemento risultativo, può inoltre segnalare
che l'azione ha conseguito il suo esito. Per esempio:

Non sono riuscito a comperare quel libro, ma l'ho preso in prestito.

Non ho trovato Paolo, non era in casa

è un verbo ed anche una preposizione. In entrambi i casi indica movimento nella direzione
indicata dall'espressione locativa da cui è seguito. Per esempio:

Due persone, una va verso est e l'altra verso ovest.

Diritto davanti a noi, si può giungere alla nostra scuola.


Ora ripetiamo insieme il dialogo:

Hai visto Paolo?

Sì, l'ho visto, l'ho incontrato all'ufficio postale.

Eri andato a spedire delle lettere?

No, ho mandato un album di stampe a un amico a cui piace


dipingere.

Da qui quanto ci mette la posta ad arrivare in Cina?

All'incirca una settimana, se si spedisce per via aerea.

E in Cina, quanto tempo ci vuole perchè una lettera arrivi a


destinazione?

Se la si manda in un'area urbana può arrivare


in tre o quattro giorni, se invece la si manda in una zona rurale ci vuole un pò più di tempo.

Anche telefonare è conveniente in Cina?

E' molto conveniente telefonare, perchè oggi i


telefoni fissi e i cellulari sono diffusi ovunque in Cina.
Ora passiamo i vocaboli di questa lezione:

peng-jian (verbo) incontrare, incontrarsi ji (verbo) spedire, inviare,

ji-xin, inviare una lettera you-ju (sostantivo) ufficio


postale

hang-kong (sostantivo) aviazione, navigazione aerea

77
guo-nei (sostantivo) interno del paese nong-cun (sostantivo) campagna,
zona rurale

fang-bian (aggettivo) comodo, agevole dian-hua (sostantivo) telefono

shou-ji (sostantivo) telefonino, cellulare pu-ji (verbo) diffondere,


popolarizzare

wang (avverbio) verso

47° lezione Unità del computo del Renminbi


Le unità di computo del Renminbi, moneta cinese, sono lo , il e il , che nella

lingua parlata vengono comunemente chiamati , e . Quando, per esprimere


l'ammontare di una certa somma, si utilizzano queste ultime forme, può essere aggiunto, a chiusura,

il sostantivo (denaro). Il e il , quando ricorrono come ultimo termine,


sono spesso omessi. Per esempio:

0,06 Yuan

0,40 Yuan

18,00 Yuan

3,45 Yuan

29,30 Yuan

Se uno dei termini mediani è nullo, la sua assenza va segnalata mediante l'inserimento di "
(zero)". In questo caso l'ultimo termine non può essere omesso. Per esempio:

10,80

120,06
Ora leggiamo insieme il dialogo:

78
Che moneta si usa in Cina?

La moneta in uso in Cina è il Renminbi, la cui unità è lo Yuan.

Ci sono anche altri tagli inferiori allo Yuan?

B , . , .Sì, il Jiao e il Fen.


Colloquialmente, lo Yuan viene chiamato "Kuai e il Jiao "Mao".

A quanto Mao corrisponde un Kuai? E a quanti Fen?

Un Kuai equivale a dieci Mao e un Mao a dieci Fen.

Si può cambiare la valuta estera in Renminbi?

Sì, la si può cambiare sia presso la Bank of China


che agli aeroporti e nei grandi hotel.

Al cambio attuale a quanti Renminbi equivale un Euro?

Attualmente per un Euro si possono avere all'incirca 9 Kuai


9 Jiao.

Al di sopra del centinaio" ", esistono in cinese i seguenti ordini di unità numeriche, "
"(migliaio), " "(decina di migliaia) e" "(centinaia di milioni). Le unità degli ordini
mancanti si compongono moltiplicando tra loro quelle degli ordini esistenti. Per esempio:

1·000

10·000

100·000

1·000·000

10·000·000

100·000·000

1·000·000·000

10·000·000·000
Quando un numero viene scritto in cifre arabe, queste vengono riunite in gruppi di tre mediante
virgole. Il punto, detto " ", è invece impiegato per separare i decimali che, a voce e nella
scrittura in caratteri, vengono espressi cifra per cifra. Per esempio:

79
19,83

274,05
L'eventuale presenza di zeri all'interno di un numero di più cifre viene segnalata, a voce e nella
scrittura in caratteri, attraverso l'impiego di" (zero)", che ricorre una sola volta,
indipendentemente dal numero di posizioni consecutive nulle. Per esempio:

16.705

350.080

2.800.009
Ora leggiamo insieme il dialogo:

E' Pechino la città cinese più popolata.

No, la città con il maggiore numero di abitanti è


Shanghai, che ne ha più di 17 milioni e 420 mila.

Pechino quanti abitanti ha?

Supera i 14 milioni e 920 mila.

La popolazione dell'intera Cina quant'è?

Nel 2004 la popolazione cinese aveva già superato un miliardo


e 300 milioni di persone.

Che superficie ha la Cina?

Si estende per oltre 9.600.000 kmq.


Ora passiamo i vocaboli di questa lezione:

ren-min-bi (sostantivo) valuta in corso della RPC yuan (classificatore) jiao


(classificatore) decimo fen (classificatore) centesimo deng-yu (verbo) equivalere a
wai-bi (sostantivo) valuta estera ou-yuan (sostantivo) euro ren-kou (sostantivo)
popolazione mian-ji (sostantivo) superficie

80
48° lezione La forma" "
In cinese, l'inserimento di " "all'inizio del predicato e della particella modale in fine di
frase segnala che l'azione o la situazione descritte sono sul punto di verificarsi. L'imminenza
dell'evento risulta sottolineata quando " "o" "precedono . Per esempio:

Essi stanno per partire per Pechino.

L'aereo è in partenza.

Il clima diventerà presto freddo.


La forma" ", a differenza di" ", può essere preceduta da un determinante verbale di
tempo." "può invece essere ridotta alla forma " ". Per esempio:

Essi lascieranno Pechino mercoledì prossimo.

Essi stanno per partire, e dobbiamo andare a trovarli.

Sono quasi le 11:00, devo andare a letto.


Ora leggiamo insieme il dialogo:

Paolo, sei felice per Pechino, vero?

Proprio! Ma anche tu verrà presto, una volta là


potremo rivederci.

Paolo, non fumare! Non hai visto? Qui non è


permesso.

Scusami, non ci avevo fatto caso.

I bagagli li hai consegnati?

Sì. La mia valigia era un pò più pesante.

Superavano il peso i bagagli?

No. La mia valigia era meno di 40 chili.

Silenzio! Ascoltati, hanno già dato l'annuncio,


l'aereo sta per partire.

Davvero? Allora salutiamoci qui!

Buon viaggio!

Grazie, e auguri per la tua salute! Arrivederci!

81
Arrivederci a Pechino.
Le negazioni" "o" "e la particella modale vengono utilizzate in frasi iussive per
esprimere un divieto e l'esortazione a cessare l'azione in atto. Per esempio:

Non fumare! Qui non è permesso

Silenzio, gli altri stanno riposando


In cinese esistono frasi che hanno come predicato principale una costruzione soggetto-predicato. In
tali frasi, tra il soggetto interno alla costruzione predicativa e il soggetto dell'intera frase sussiste in
genere una relazione di "appartenenza" del primo al secondo. Per esempio:

Essi sono molto contenti.

Sei impegnato al lavoro?


Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

li-kai (verbo) lasciare jian-mian (verbo) vedersi, incontrarsi xi-yan


(verbo) fumare

xing-li (sostantivo) bagaglio tuo-yun (verbo) consegnare per la spedizione) xiang-


zi (sostantivo) valigia

chao-zhong (verbo) superare il peso gong-jin (classificatore) chilo qi-fei


(verbo) decollare

lu-tu-yu-kuai ( buon viaggio)

82
49° lezione Quattro tipi di frasi
In cinese, le frasi, a seconda dei tipi di predicato, possono venire suddivise in quattro gruppi:
Primo, frasi a predicato verbale, il cui predicato ha come costituente principale un verbo, sono le
più frequenti. Per esempio:

Lui è un mio compagno di scuola.

Anche Li Ming ha un vestito di questo modello.

Paolo sta preparando i bagagli.

Vorresti andarci insieme con me?

Oggi gli restituirò questo libro.


Secondo, frasi a predicato aggettivale, il cui predicato ha come costituente principale un aggettivo.
In queste frasi l'aggettivo stesso ha funzione predicativa e il verbo non va quindi utilizzato. Per
esempio:

Oggi la temperatura è molto alta.

La roba di quel negozio non è cara.


Terzo, frasi a predicato nominale, il cui predicato ha come costituente principale un sostantivo o un
gruppo numero-classificatore. Queste frasi vengono normalmente utilizzate per fornire indicazioni
in relazione al tempo, all'età, alla quantità ecc. Per esempio:

Sono le 8:30.

Quest'anno ha compiuto 23 anni.

Questo biglietto aereo costa 1,350 yuan.


Quarto, frasi a predicato soggetto-predicato, il cui predicato ha come costituente principale una
costruzione soggetto-predicato. In queste frasi in genere tra il soggetto interno alla costruzione
predicativa e il soggetto dell'intera frase sussiste una relazione di "appartenenza" del primo al
secondo. Per esempio:

Lui sta male.

D'estate fa molto caldo.


La particella aspettiva"?"segue immediatamente il verbo della frase specificando che l'azione è
compiuta e conclusa. Quando un verbo è seguito dalla particella aspettiva"?", ricorre un oggetto,
perchè la frase abbia senso compiuto, è necessario che questo comprenda un gruppo numero-
classificatore o qualche altro determinante sostantivo, oppure che il verbo sia preceduto da almeno
un determinante verbale relativamente complesso. Per esempio:

Ho spedito una lettera.

83
Lui ha fatto un biglietto aereo per Pechino

Nella settimana scorsa lui ha preso il visto d'ingresso


dall'Ambasciata cinese.
Qualora il verbo seguito dalla particella aspettiva"?"regga un soggetto semplice che non comprende
determinanti sostantivi, la frase non ha senso compiuto a meno che non sia congiunta ad una
seconda frase o non sia chiusa da una particella modale"?". Per esempio:

Andiamocene dopo aver preso il caffè.

Ho fatto il pranzo.
La particella modale"?"ricorre in fine di frase. In caso si tratti di una frase a predicato verbale, la
particella"?"in genere segnala l'avvenuto svolgimento dell'evento descritto. Per esempio:

Il mese scorso ho fatto un viaggio per turismo a Shanghai

Lui ha già preparato bene il bagaglio.


La particella modale"?"segnala invece un cambiamento di stato e l'attualizzarsi di una nuova
situazione, qualora chiuda frasi a predicato nominale e aggettivale oppure frasi a predicato verbale
in cui ricorrano "? (essere)"?"? (avere)", un ausiliare o un verbo negato da"? (no)". Per esempio:

Oggi è venerdì.

Ora è inverno e comincia a fare freddo.

Ho già una valigia, non è necessario comperarne un'altra.

Mio fratello sa nuotare.


Ora ripassiamo insieme i vocaboli di questa lezione:

zhun-bei (verbo) preparare xing-li (sostantivo) bagaglio huan (verbo)


restituire

tian-qi (sostantivo) clima, tempo qi-wen (sostantivo) temperatura re (aggettivo)


caldo

leng (aggettivo) freddo dong-tian (sostantivo) inverno xia-tian (sostantivo) estate

Oshang-dian (sostantivo) negozio fei-ji-piao (biglietto aereo) da-shi-guan


(sostantivo) ambasciata

qian-zheng (sostantivo) visto d'ingresso you-yong (verbo) nuotare

84
50° lezione Complemento di durata
Il complemento che specifica per quanto tempo l'azione o lo stato espressi dal verbo si protraggono,
detto complemento quantitativo di durata, si colloca dietro il verbo. Per esempio:

Lui è malato da due giorni.

Ogni mattina fanno ginnastica per due ore.


Se regge un complemento oggetto, il verbo viene ripetuto, facendolo seguire dal complemento di
durata. Per esempio:

Hanno viaggiato in aereo per 8 ore.

L'ho aspettato per una mezzora.


Il complemento di durata può anche essere collocato tra il verbo e il complemento oggetto, qualora
questo non sia costituito da un pronome personale. In tal caso, tra il complemento di durata e
l'oggetto può essere inserita la particella . Per esempio:

Ogni sera ascolto la radio per una mezzora.

Ha studiato la lingua cinese per tre anni.


Qualora il complemento oggetto sia piuttosto complesso o lo si voglia evidenziare, questo può
essere collocato all'inizio della frase. Per esempio:

Oggi ho impiegato tre quarti d'ora per fare i compiti.

Abbiamo impiegato un'ora per discutere questo spinoso


problema.
Ora leggiamo insieme il dialogo:

Ecco, che troviamo ad incontrarci!

E' vero! Il viaggio è andato bene?

Benissimo! Il mio aereo che ha fatto una sosta di un giorno


a Mosca.

Quante ore di aereo occorrono per raggiungere Pechino da


Mosca?

Ho impiegato sette ore.

All'aeroporto "la Capitale" di Pechino, sono state veloci le


operazioni doganali?

Sì, ho solo aspettato una ventina di minuti.

85
Uscito dall'aeroporto, hai trovato il pullman della scuola?

No. L'ho cercato una mezzoretta,


senza trovarlo. Alla fine ho chiamato un taxi.

B Ci vuole un'ora per arrivare qui conl taxi?

No, bastano tre quarti d'ora.

Sei sicuramente stanco dopo un lungo


viaggio in aereo. Vai a dormire, e riposati!.

Non sono stanco, solo un pò assetato.

Bene, vado subito a comprare una bottiglia di acqua minerale.

L'avverbio (ancora, di nuovo, anche)"può essere impiegato, come nel dialogo, per segnalare la
ripetizione di un evento già avvenuto. Per esempio:

Ieri è arrivato in ritardo, ed anche oggi.

Anche oggi ho dimenticato il quaderno.


Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

bing (sostantivo) malattia

sheng-bing (verbo) ammalarsi

shun-li (aggettivo) agevole,

ting,ting-liu (verbo) fermarsi, sostare

mo-si-ke (sostantivo) Mosca

shou-du (sostantivo) capitale

hai-guan (sostantivo) dogana

chu-zu-che (sostantivo) tax

xiao-shi (sostantivo) ora

ke (sostantivo) quarto

fen (sostantivo) minuto

miao (sostantivo) secondo ke (aggettivo) assetato kuang-quan-shui


(sostantivo) acqua minerale

86
51° lezione Particella modale
In cinese, la particella modale è impiegata anche per segnalare il cambiamento di stato rispetto
ad una situazione precedente. La particella modale ricorre sia in frasi a predicato verbale, sia
in frasi il cui predicato sia costituito da un aggettivo o da un sostantivo. Per esempio:

Sono già le 11:30.

L'autunno è arrivato e le foglie degli alberi sono diventate gialle.

Lui può capire la radio in cinese.


Ora leggiamo insieme il dialogo:

Da che mese a che mese è primavera a Pechino?

A Pechino la primavera va da marzo a maggio.

E l'estate, l'autunno e l'inverno?

A Pechino l'estate va da
giugno a agosto, mentre l'autunno da settembre a novembre e l'inverno da dicembre a febbraio.

Com'è il tempo in primavera a Pechino?

E' bello. In aprile-maggio il tempo diventa mite


e sbocciano i fiori.

Fa caldo d'estate?

Tra la fine di luglio e l'inizio di agosto fa abbastanza


caldo, ma negli altri periodi il caldo non è eccessivo.

In che stagione piove a Pechino?

Piove frequentemente d'estate, cioè in luglio e agosto.

D'autunno di Pechino com'è?

L'autunno è la stagione migliore come clima, non fa nè caldo nè


freddo.

D'inverno a Pechino fa piuttosto freddo, vero?

Sì. D'inverno c'è spesso il vento e a volte nevica anche.

La particella modale può ricorrere in fine di frasi per segnalare che quanto affermato è una

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supposizione, rispetto alla quale non si ha piena certezza. Per esempio:

Sei uno studente cinese, vero?

D'inverno fa freddo a Pechino?

Nel dialogo, è una particella modale che viene impiegata nella conclusione di frasi per
segnalare la piena certezza che chi parla nutre in relazione a quanto afferma. Per esempio:

Sì, domani andrò a Shanghai.

Sì, il professor Wang è malato.


Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

chun-tian (sostantivo) primavera

xia-tian (sostantivo) estate

qiu-tian (sostantivo) autunno

dong-tian (sostantivo) inverno

tian-qi (sostantivo) tempo, clima

nuan-he (aggettivo) tiepido

kai-hua (verbo) sbocciare, fiorire

ji-jie (sostantivo) stagione

xia-yu (verbo) piovere

gua-feng (verbo) tirar vento

xia-xue (verbo) nevicare

leng (aggettivo) freddo

re (aggettivo) caldo

shu-ye (sostantivo) foglia

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52° lezione Complemento di incidenza
In cinese, il complemento quantitativo di incidenza, costituito da un numero e dai classificatori
verbali" "" " (volta)"ecc., collocati dietro il verbo, specifica quante volte ha luogo
un'azione. Il classificatore verbale" "implica inoltre che l'azione espressa si è svolta
interamente, dall'inizio alla fine. Per esempio:

Lui è stato a Pechino una volta.

Ho letto tre volte i vocaboli di questa lezione.


Il complemento di incidenza precede un eventuale oggetto costituito da un nome, mentre segue gli
oggetti costituiti da pronomi. Per esempio:

Ho visto due volte dei film cinesi.

Ieri sera sono andato a cercarlo due volte.


Ora leggiamo insieme il dialogo:

Si accomodi!

Non faccia complimenti. Siete già stati in Cina?

Non sono mai stato in Cina, questa è


la prima volta. Lei c' è già stata una volta l'anno scorso, ma solo per un mese.

In Italia per quanto tempo avete studiato la lingua cinese?

Per due anni, ma con


poche possibilità di praticare la lingua parlata. Per questo abbiamo ancora difficoltà a conversare
con i cinesi.

La pronuncia non è male, è piuttosto chiara.


No, la mia intonazione non è ancora perfetta.

Quali luoghi avete visitato dopo aver raggiunto Pechino?


Abbiamo visitato la Città
Proibita, il Tempio del Cielo e il Parco di Beihai. Sono stato solo una volta alla Città Proibita, ma
vorrei ancora visitare alcune mostre.

Siete stati alla Grande Muraglia?


Non ancora, ma vogliamo andarci la prossima settimana.
Prima di venire in Cina, cosa sapevate su Pechino?

Non molto.

Questa volta potete visitare alcuni siti in più.

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Sì, ci andremo sicuramente.

La particella situazionale" "segue immediatamente il verbo e segnala che l'azione è intesa come
un'esperienza già avvenuta, terminata ed appartenente al passato. Per esempio:

Il mio amico studia la lingua cinese ed è stato in Cina.

Questo termine l'ho già studiato.

La sua forma negativa è Per esempio:

In passato non sono mai stato in Cina.

Non ho mai utilizzato le medicine tradizionali cinesi, questa è la


prima volta.
Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

kou-yu (sostantivo) lingua parlata, espressione orale

ji-hui (sostantivo) occasione, opportunità

kun-nan (sostantivo) difficoltà

fa-yin (sostantivo) pronuncia

qing-chu (aggettivo) chiaro

shen-diao (sostantivo) tono, intonazione

gu-gong (sostantivo) Città Proibita, Palazzo imperiale,

tian-tan (sostantivo) Tempio del Cielo

bei-hai-gong-yuan (sostantivo) Parco di Baihai

chang-cheng (sostantivo) Grande Muraglia

zhong-yao (sostantivo) medicina tradizionale cinese

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53° lezione Complemento direzionale semplice
In cinese, " (venire)" e " (andare)", quando sono aggiunti ad un verbo per
specificare il senso del movimento da questo descritto, ricoprono la funzione di complemento
direzionale semplice. L'impiego dell'uno o dell'altro dipende dalla collocazione della persona che
parla: quando il movimento è diretto verso la persona che parla viene utilizzato" (venire)",
quando esprime un allontanamento viene utilizzato" (andare)". Ad esempio:

Entra pure, e riposati (chi parla si trova all'interno)

Su, sbrigati a uscire, nel cortile fa così fresco! (chi parla


si trova all'esterno)

Lui non c'è, è uscito in mattinata (chi parla è in casa)

Lui è uscito in mattinata, ma non l'ho visto


(chi parla è fuori casa)
Qualora un verbo seguito da un complemento direzionale semplice regga un oggetto, questo, se
locativo, è obbligatoriamente inserito tra il verbo e il complemento; in caso contrario, può essere
inserito tra il verbo e il complemento o può seguire quest'ultimo. Ad esempio:

Ora torno al dormitorio.

L'insegnante è andato a far lezione.

Hai portato la macchina fotografica?

Lui ha spedito una lettera ai genitori.


Ora leggiamo insieme il dialogo:

Ah, Xiao Li, sei tu! Entra pure, prego!

No, non entro. Voglio solo dirti una cosa.

Perchè non entri? Entra e siediti un momento,


parliamone in casa.

D'accordo, mi trattengo un
attimo. ... hai visto l'avviso affisso all'entrata del palazzo?

Che avviso?

Sabato la scuola organizza una gita alla Grande


Muraglia. Chi vuole partecipare può iscriversi.

Davvero? Che bello! A che ora si parte?

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Alle 8 del mattino.

Quando si torna?

Alle 4 del pomeriggio.

Dicono che faccia fresco sulla Grande Muraglia. Questo


abito andrà bene?

Sulla Grande Muraglia tira un forte


vento, quindi fa piuttosto freddo. Questo abito è troppo sottile, meglio indossarne uno più pesante.

In cinese, l'impiego delle espressioni " " xiao, piccolo - Xiao Li," ", lao, vecchio-

Lao Li, , da, grande,- Da Li", davanti ai cognomi o nomi, è indice di familiarità.

" (compagno)"è un appellativo generico, impiegato per rivolgersi sia a sconosciuti che a
colleghi e al personale operante a vario titolo nel settore dei servizi (commessi, bigliettai, camerieri,
ecc.)
Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

zhao-xiang-ji (sostantivo) macchina fotografica

gan-ma (avverbio interrogativo) perchè mai?

wu, wu-zi (sostantivo) stanza, casa

men-kou (sostantivo) porta d'ingresso, entrata

tong-zhi (sostantivo) avviso, circolare

chang-cheng (sostantivo) Grande Muraglia

bao-ming (verbo) iscriversi

feng (sostantivo) vento

gua-feng (verbo) tira vento

liang (aggettivo) fresco

bao (aggettivo) sottile, leggero

hou (aggettivo) pesante, spesso

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54° lezione Struttuura
In cinese, si ricorre alla struttura qualora, di un'azione che ha già avuto luogo, non si
intenda fornire una semplice descrizione, ma si voglia enfatizzare una circostanza dello svolgimento
come dove, quando, con chi, da chi eccetera, l'azione è stata compiuta. può essere omesso, e
precede l'elemento che si vuole enfatizzare, mentre si colloca alla fine della frase. Per
esempio:

Lui è arrivato l'altro ieri.

Essi sono arrivati in aereo.

Ci siamo conosciuti un anno fa.

Se il verbo inserito in una struttura regge un oggetto, questo può procedere o seguire
. Se però l'oggetto è costituito da un sostituito o se è presente un complemento direzionale,
si colloca obbligatoriamente alla fine della frase. Per esempio:

Lui ha studiato in Italia la lingua cinese.

E' al centro commerciale che l'ho visto.

Siamo arrivati al Beijing Hotel con un taxi.

Nella forma negativa , non può essere omesso. Per esempio:

E' venuto a piedi, non in macchina.

Mi sono laureato due anni fa, non l'anno scorso.


(Sulla Grande Muraglia, Paolo ha incontrato per caso il suo amico italiano Fabrizio.)
Ascoltiamo insieme la loro conversazione:

Ciao! Paolo.

Ciao Fabrizio! Sei tu?!? Quando sei arrivato in


Cina?

Sono arrivato l'altro ieri. E tu?

Il mese scorso. Sono venuto per


perfezionarmi nella lingua cinese. Sei venuto da solo?

No. Sono venuto con una delegazione.

Siete venuti con un aereo dell'Alitalia?

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No. Con un aereo dell'Air China.

Studi ancora presso l'Università degli Studi di Roma?

No. Mi sono già laureato due anni fa, e ora lavoro in una ditta di commercio.

In che albergo alloggiate?

Al Beijing Hotel.

Sei molto impegnato in questi giorni? Quando hai tempo vieni a


trovarmi.

D'accordo. Verrò sicuramente dopo domani.


Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:

ren-shi (verbo) conoscere, fare conoscenza

shang-chang ( sostantivo) centro commerciale

fan-dian (sistantivo) albergo, hotel

bei-jing-fan-dian (sostantivo) Beijing Hotel

bu-xing (verbo) andare a piedi

bi-ye (verbo) completare un corso di studi, diplomarsi

dai-biao-tuan ( sostantivo) delegazione

yi-da-li-hang-kong-gong-si (sostantivo) Alitalia

zhong-guo-guo-ji-hang-kong-gong-si Airchina

qian-tian (sostantivo) altro ieri

hou-tian (sostantivo) dopo domani

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55° lezione " " "" " come complementi risultativi
Come complemento risultativo," (essere, stare, trovarsi)"introduce il luogo in cui un certo
elemento viene a trovarsi per effetto dell'azione descritta dal verbo reggente. Dopo" "ricorre
quindi in genere un costituente locativo.

Per esempio:

La mia bicicletta l'ho messa nel parcheggio.

Quando guardo i film, preferisco sedermi dietro.

" "indica invece che, per effetto dell'azione descritta, si produce una situazione di blocco. Per
esempio:

Le macchine devono fermarsi quando il semaforo rosso.

Avevo memorizzato questo vocabolo nuovo, ma non me lo


ricordo.

" ", come complemento risultativo, infine, introduce come oggetto indiretto, prima dell'oggetto
diretto, il destinatario dell'azione espressa dal verbo reggente. Per esempio:

Ti restituisco questo libro che ho preso in prestito il


mese scorso.

Ti prego di portarle questo vestito.


(Paolo vuole andare all'Università di Pechino a trovare un suo amico. Dato che la sua bicicletta è
rotta, intende prendere in prestito quella del compagno di scuola Carlo.)
Ascoltiamo insieme la loro conversazione:

Paolo, esci il pomeriggio?

No. Hai bisogno?


La mia bicicletta è rotta, e di
pomeriggio vorrei andare all'Università di Pechino. Potresti prestarmi la tua?

Certo. Adesso ti dò la chiave della bicicletta.

Dov'è la tua bicicletta?

L'ho messa nel parcheggio all'entrata dello studentato.

Di che colore è la tua bicicletta, è scura o chiara?

E' verde scuro. L'ho parcheggiata all'estrema


destra del parcheggio. La serratura è nuova ed è facile da aprire.

Stasera, al mio ritorno, ti restituirò la chiave.

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Non importa. Se non ci sono, dalla al mio compagno di
stanza.

" (se, qualora)"è una congiunzione che introduce una frase subordinata condizionale o
ipotetica. Nella frase reggente può ricorrere l'avverbio" (allora)". Per esempio:

Se domani non pioverà, andremo al parco.


Andarci in bicicletta è più comodo.

L'avverbio" (quindi)"è impiegato anche per collegare due eventi legati in una relazione di
successione temporale. Per esempio:

Vista la folla di gente davanti, ho chiesto ad un


anziano cos'è successo.

Se lo vedi fammi telefonare da lui.


Ora ripassiamo i vocaboli nuovi di questa lezione:

zi-xing-che (sostantivo) bicicletta

cun-che-chu (sostantivo) parcheggio per biciclette

ting, ting-zhu (verbo) fermare, fermarsi

huai (aggettivo) rotto, cattivo

yao-shi (sostantivo) chiave

suo (sostentivo) serratura, lucchetto

beijing-daxue, bei-da (sostantivo) Università di Pechino

tong-wu (sostantivo) compagno di stanza

lao-daye (sostantivo) anziano

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56° lezione Comparativo di maggioranza
In cinese, il comparativo di maggioranza viene in genere espresso, costruendo la frase secondo lo
schema "A- -B-aggettivo", dove "A" e "B" designano rispettivamente il primo e il secondo
termine di paragone e l'aggettivo indica l'attributo messo a confronto. Nella forma negativa, la
negazione" (non)"precede la particella" ". Oltre ai predicati nominali, anche i predicati verbali
possono esprimere il comparativo di maggioranza. Nel caso in cui i predicati contengano il
complemento di grado, il secondo termine di paragone, introdotto da" ", può collocarsi prima del
verbo principale o, all'interno del complemento di grado prima dell'aggettivo.
Per esempio:

Questo centro commerciale è più grande di quello.

Questo palazzo non è alto quanto quello.

Lui è arrivato prima di me.

Lui parla cinese più correntemente di me.


(Per l'ascolto del giornale-radio, Paolo desidera comprarsi una radio, e ne parla con Carlo, il suo
compagno di scuola.)
Ora ascoltiamo insieme la loro conversazione?
Carlo, vorrei comparare una radio
piccola. Il pomeriggio andiamo insieme al Negozio d'amicizia a vedere, va bene?
Perchè dobbiamo andare lì per l'acquisto? La si trova anche
nel centro commerciale qui vicino alla nostra scuola.
Sono già stato nel centro
commerciale di qui. Il Negozio d'amicizia è più grande di quello di qui, ha più prodotti di questo.
D'accordo, ti accompagno.
(Nel negozio d'amicizia Paolo e Carlo hanno trovato il reparto di apparecchiature elettriche, e
domandano ad una commessa.)

Per favore, vogliamo vedere delle radio.

Che modello desiderate?

Quella di colore blu.

Ecco, questa è prodotta a Shanghai ed è di buona qualità.


Avete un modello un pò più grande di questo?

Certo. Vedete,
questo modello è più grande di quello; oltre ad ascoltare, può anche registrare. Però il prezzo di
questo modello è più alto di quello.

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Ma di quanto?

Più caro di 150 Yuan.

Secondo me, questo è più buono di quello.

D'accordo, allora prendo questo. Posso provarlo?

Certamente

Secondo me, la qualità acustica di questo è più buona di quello.

D'accordo, lo compro.
Nella frase in cui ricorre"?"quale indice di comparativo di maggioranza, la differenza esistente tra i
due termini di paragone può essere quantificata tramite un complemento quantitativo di estensione.
Se indefinita, la differenza viene espressa con il ricorso a forme"???"o"??"(un pò) per indicare una
differenza non marcata, o al complemento di grado"??"(molto) per indicare una differenza più
accentuata. Per esempio:

Lui è più grande di me di 4 anni.

Questo dizionario è un pò più costoso di quel libro.

Lui ha una calligrafia cinese molto più bella della mia.


Ora ripassiamo i vocaboli di questa lezione:
shang-chang (sostantivo) mercato, centro commerciale

shang-dian (sostantivo) negozio

shou-yin-ji (sostantivo) radio, apparecchio radio

dian-qi-bu (sostantivo) reparto apparecchiature elettriche

mai (verbo) comprare, acquistare

liu-li (aggettivo) corrente

huo, huo-wu (sostantivo) merce, prodotto

shou-huo-yuan (sostantivo) commesso

shi-yi-shi (verbo) fare una prova, provare

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