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/l
V
LA
NOVISSIMA
ICONOLOGIA
DEL SIC. CAVALIEK
CESARE RIPA-
.

DELLA Novissima
ICONOLOGIA
PERVGINO
DI CESARE RIPA
Caiialier de SS. Mauritio,& Lazzaro.
PARTE PRIMA.
Nella quale fi defctiuono diuerfe Liiagiiii di Virtù, VitijjAfFettijPafsionihu-
mane^Arti^DifciplincaHumori^Elementi, Corpi Celefti>Proiiincic d'I-
talia, Fiumi tutte le parti del iMondo, &
OPERA
Vùle ad Oratori , Predicatori y Poeti y
altre infinite materie.

littori ^ Scultori 3

"Dtjegnatori ^ ^ ad'ogni n:udioJò .

Perinucntar Concetti, Emblemi , ed'Imprefe,


Ter dmifare qual fi coglia apparato Nutialcy FitKerale^TrìoTjfale^
Per rapprefentar Poemi Drammatici, e per figurare co' fuoi propnj fimboli
ciò che può cadere in penfiero humano
,

In efuelfvltìmii Editione nonfoto dalbfleffo Auttore di Trecento , e cin^mntadu<L^


Imagim,con molti dift orJi pieni di l'aria eruditione,é' con molti Indici copiojiy
Ma ancora arrichita d'altre Imagini^difcorfi & efquifita corretione dalSig.
^

Gjp,_ZaratinQ ( ^a flcl in
1 i R omana.

In Padova, Per Pietro Paolo Tozzi, i^zf.


Con Itcenla de Superiori.
ALLILLVSTRISSIMO
SIG. E TATKON MIO COLENDISS.
JL SIGNOR

GIOSEF
PIGNATELLI

ON tanto per la varietà del-


lefìgnre è rinfcita di giocon*
da vifta al Mondo qnefta^-;
già nuoua Iconologia; qiian-
to è (tata gioconda , e gra-
ta per la varietà di queiia lettura , cho
in fé
in fé contiene , E
per auanfi per Tvne,

e per l'altra è fiata così gradita che farà ,

hora cflendo ella ripercofla nel frontifpi-


cìq dallo fplendore del fuo pregiato no-
me famofo e chiaro sì per efler V.S. Il-
,

luflririuna degno Cugino herede dellll-


lafìriffìtho , &
Reuerendiffimo Sig. Car-
dinal Pignatelli di lodata e fehce irie- ,

wona, per le proprie rare qualità ,&


si

efquifite doti del nobiliffimo animo fuo,


che la rendono amabile amirabile ai
, &
paragone di qual fi voglia Mecenate nel-
la Romana Corte. Quefla non più nuo-
ua; mànouifllma Iconologia per efTer ella
più copiofa degni altra fpero farà con lie-
to ciglio accolta , &
cortefemènte gradi-
ta dairhumaniffima benignità fua per- ,

che fé bene il Donatore che gPe la pre- ,

lenta ,e porge le è di lontano &c da lei ,

non conosciuto, conobbe ella però il Ca-


uagliere Cefare Ripa Autore di efTa, che
lia in Cielo, & conofce il Sig. Gio. Zara-
tino Cafleliini dal cui viuacifTimo intel-
letto TedifÌQO diqueflobel volume ha ri--
ceuu-
celiuto più volte , e particolarmente in
quefta impreffione non meno accrefcimen-
to, che ornamento notabile, verfò li qua-
li fi come V.S. Illuftrifs. e ftata fempro

gratiofa , così per mezzo delle virtù loro


cerco con offerirle quefto volume de com-
ponimenti conditi al commune gufto de
fludiofi, d'infinuarmi nella fua medefima
buona gratia alla quale con l'opera dedi-
,

cando me fteflb per minimo feruidorelo


bacio inchineuolmente le mani-
Delia mia Libraria il primo delFAnno
SantQ i^2jr.

2)i V, S, JlluUnfs.

Humilifsimo Jemidore

Tietro Taolo Toi^z^L


.

DELLA NOVISSIMA
ICONO LOGIA
CAVALIEK CESARE
'DEL RIPA
Perugino

PROEMIO
Nel quale fidilcorre genericamente di varie forme
d'Imagini con le lor regole.

E Imagini fatte per pgnìficare vna diuevfa cofa da quèlU »

che fi vede con l'occhio , non hanno altra più certa i ne pia
vniuerfale regola , che l'imitatione delle memorie > che (i

treuano ne' Libri i nelle Medaglie , e ne" Marmi intagliate


per industria de' Latini) & de' Greci, ò di quei pia antichi 3

che furono inuentori di quejìo artifith . Però communemente


pare^chechi s'affatica fuori di queHaimitatione', em, òper
ignoran-^^a, ò per troppo prefumere , le quali due macchie 'fono molto abborrite da
quelliiche attendono con le propìe fatiche all'acquifto di qualche lode. Per fuggire
adunque iljcfpetto di queHa coipat ho giudicata buona cofa , (hauendo io voluto di
tutte quejìe Jrnagini fare vn fafcio maggiore di quello , che fi poteua raccorre dal-
ofjeruationi delie cofe più antiche , C? però bifognando fingerne molte >
l' molte &
prenderne delle moderne^e dichiarando verifmilmente ciafcuna ) trattare alcune
cofe intorno al modo di formare , e dichiarare i concetti fimboliciy nel principio di
quest'opera, la quale forfè con troppa diligenT^a di molti amici foUecita^e fi afpet-
fi
ta li quali fono ioin prinapahbligo di contentare . Lajciavdo dunque da parte
quell'Jmagine, della quale ji fcruc l'Oratore s & della quale tratta ^rifìotclenel
tff)':<;o libro della fuà Rettcrìca, dnòfolo di queUa:>che appartiene a' DipintoriiOUC-
roa qndlii che per me\:^ di colori, d'alira cefa vifibile pofjorio rapprefentar-e^
qualche cofa differente da ffia» ^ ha confcmità CQnl'altrayfftchey fi come qmfìa
b fir-
perfuade molte volte per me:^^ dell'occhio y cop quella per tneì^T^p delle parolcj

mtioue la volontà-^ <Ù perche anco queHa guarda metafore delle cofcy che iìam9
le

fuori dell' hmmo^^ quelle) che con efio fono congiungentiì& che (i dicono efjentid'
li. Aìel primo modo furono trattate da molti antichi» fìngendo l'imagini delie Dei-
tàde quali non fono altro, che veli, òv esimenti da tenere ricoperta quella parte
di Filofofia, che riguarda lageaérati'Sne, &
la corruttione delle cofe naturali > o la

difpofitione de' Citlit o L'mjiuehZ,^ citile Helle, o la f€rme:{7^a della Terra , o altre

ftmìli cofe , le quali con va Ungo ftud!o ritroùarflno per auan':^re in que Ha co^
gnitione la Vlebe, 0- accìochenoa egualmente i dótti , & t'ignoranti potejjero iff-

tenderCì & penetrare le cagioni delle cofe , fé leandauano copertamente communi-


Canio fraloro, 0- coperte ancora per mcT^^o diqttefte imaginiJe lafciauano a' po-
Sìeri, che doueuano àgli altri efjere fupcriori di dignità-, ^ difapienT^ . Di qui è
nata la moltitudine delle Fauole degli antichi Scrittori^ le quali hanno l'vtik della
fcien':i^a per li dotti, ^ il dolce delle curiofe narrationi per gl'ignoranti . Però molti
ancora de gli huomini' di gran conto hanno ftimàto loro degna fatica lo fpiegare
quelle cofe, che trouauano in quefle fauole occultate, lafciandoci fcritto , che per l'i-
tnagine di Saturno intendeuanoil Tempo , il quale a gli anni , a' meft , ed a' giorni
dà,& toglie l'efferct comeeflo diuoraua quei medeftmi fanciulli , che erano fuoi fi-
gliuoli. E per quella di Gioue fulminante^ la.parte del Cielo più pura, donde ren^
gono quaft tutti gli effetti Meteorologici. Per l'imagine ancora di Venere d'eHre-
ma beUe':^ai l'appetito della materia prima , come dicono i Filofofi , alla forma ^
che le dà il compimento. E che quelli , che credevano il Mondo efiere corpo mo~
hikitdogni cofa fuccedere per lo predominio delle Stelle { fecondo , che racconta
nel Pimandro Mercurio TrismegifìoJ infero ^rgoTafìorale , che con molti occhi
^a tutte le bande riguardaffe. OueSìoifìeffo mofirarono in Giunone,fofpefa in aria
dalla mano di Gioue, come diffe Homero ed , infinite altre imagini , le quali hanno
già ripieni molti volumi yC^ Mancati molti Scrittori , ma con profitto di dottrinai
(^ difapienT^a. H fecondo modo delle Jmagini abbraccia quelle cofe che fono nel-
Phuomo medefìmoy o che hanno gran vicinan-^^a con e(fo , come i concetti , gli &
babiti, che da' concetti ne nafcono , con la frequen:!^ di molte attioni particolari ;

(^ concetti dimandiamo fenT^ più fattile inueììigatione, tutto quello , che può effer

il qual tutto viencommodamente in due parti diuifo.


fìgnificato con leparole^
L'vna parte è^ che afferma- o nega qualche cofa d'alcuno; l'altra, che no Con .

quella formano tartìfitìo loroquelli, che compongono l' Jmprefe.neìle quali con po-
chi corpi, ^
poche parole vnfol concetto s' accenna ^ quelli ancora., che fanno gli &
Emblemi, oue maggior concetto con più quantità di parole , di corpi ft mani fé- &
iìa. Con quefìa poiy» forma l'arte dell'altre Jmagini , le quali appartengono al no-
Sìro difcorfoyper la conformità, che Iranno con le definitioni , le quali folo abbrac-
ciano le virtù, edivitij, o tutte quelle cofe ,che hanno conutnieni^a con quefìi, o
con quelle, fen^a affermare, ò negare alcuna cofa, e per efìere ò fole priuationi,o ha^
hiiipuri , (i ffprimono con la figura humanaconuenientenicnte . Percioche, fi cerne
l'htiomo
.

me-
thuomotuttoè paYtkolare, qnafi come ladefinhiotìe è rnìjuva del definito, coft
efjer mt-
defmamente la ferma accidentale , cbeapparifce eneriomente d'eficpuò
qualunque ft pano , « dell'anima noHra jo-
fiira accidentale delle qualità definibili^
non può dimandare
UyO dituttoil compofto Munque vediamo , che Imagine
. fi

in pYOpofm noftro quella, che non ha la fama deWhuomo , & che è imagine mala-
corpo principale non fa in qualche modo l'offitio , chefd
mente d'ftinta , quando il

n§HadefinitioneiÌfMO genere.
iVe/ numero de W altre cofe da auuertire fono tutte le parti efjentiali della cofa

lfÌ€ffa-,edi quefte farànecefjario guardar minutamente le difpofttioni , e iequalitd,


Difpofttione nella telìajarà la pofitura aitalo baffa, allegra, ò malinconica ,
^
faccia
diuerfe altre paffwni, che ft fcuoptono ,comeinTeatro nell'apparenT^a della
dell'huomo. Douerà ancora nelle braccia, nelle gambe ne' piedhnelle treccie, «e' ve-
Siiti,edUn ogn' altra cofanotarftla difpofnione,cucro pofitione diflinta , eregolatat
la quale ciajcuno potrà da [e medefimo facilmente conofcer e , jen^a che ne
parliamo
altramente , pigliandone efjem pio da' Romani antichi , che ofj'eruarono tali difpofi-
tionìi particolarmente nelle Adriano Imperadore, l'aìlegre^^a del Po-
medaglie di

polo fotto nome d'Hilarità puhlica ^a figurata con le mani posìe all' orecchie, il Vo-
to publico con ambe lemanialT^ate al Cielo in atto dìfupplicare veggonft altre fir- ;

gurepur in medaglie con la mano alla bocca , altre fcdono col capo appoggiato al-
altre
la delira; altre fìanno inginocchiate; altre in piedi; altre difpofìe a caminare;
con vn piede alT^ato , e con altre varie difpofttioni defcritte da. Molfo Occone
Le qualità poi faranno J'efjere bianca,o nera; proportionata ,o fproportionatat
grafia, o magra, giouane, o vecchia, oftmili cofe, che non facilmente fi l/òffonofe-
parare dalla cofa, nella quale fono fondate , auuertendo, che tutte quefìe parti fac-
ciano infume vn*armoma talmente concorde, che nel dichiararla renda fodisfattio-
ne ilconofcere le conformità delle cofe , ed il buon giuditio di colui, che l'hafapu*
te ordinare infieme in modo, che ne rifuln vna cofa fola, ma perfetta,^ diletteuole.
Tali fono quaft vniuerfalmente lime quelle de gli y^ntichi , C^ quelle avcora
de' Moderni che non fi gouernanoa cafo. E perche la Fijoriomia , edicotorr fono
confideraii dagli nimichi, fi potrà ciafcuno guiaare in ciò conforme all' uuit orna di
^riHotele, il quale fi deue credere, fecondo l'opinione de' Dotti , che fapplfca folo
in ciò, come nel reUo a quel-, che molti ne dicorio: e fpcfio lafciaremo di dichiararle,
bajìando dire vna^ o due volte fra tante cofe poHe infiemequdio , che, fé fofjao di-
fìinte, bijognarebbemanifelìaìe in ciafcuna , majfimamente ihe pofjoìic gli fìudioft
ricorrere ad u^ìlefjandro d' j^leffandrò nel libro i. a cap. ig.oue in doiiu compendio
egli maniftfta molti fimbolnon fue dichiarationi attinenti à tutte le «t r/^iì^jC lo-

ro colori .

La definitione fcrittay benché f faccia dì poche parole, e di poche parole par^che


debbia efier quefia in pittura ad imitatione di quella , non è però male l'offeruatione
di molte cofe propcfìe , acetiche dalle molte fi pojfano eleggere le poche , ibt fanno
più à propofito , tutte infume facciano ma ccmpofitione , chefia piùfmile alla
b 2 deferii'
i^ffaittmet che adoperano gli Oratòri , ecti Poeti ^ che alla'propria difiaitiwe de'
Dialettici. ]l che forfè tanto pm conueniente rieri fatto, quanto nel rejio per fé fleffa
ia Pittura più
ft confà con quefle arti pia facili , &
diletteuoli , che con queHa più
occulta,& più difficile . Chiara cofa è^che delle antichele ne vedono ^e deU'vna » e
dell'altra maniera molto belle^ e molto giuditiofamente compone .

Bora vedendoli, che d'Imxgim ft riduce facilmente alla fimilitudi'


quefta forte
ne della definitioney diremo che sì di que^e^come di quelle ^quattro fono i capilo l^
j

fagìoni principali) dalle quali fi può pigliare bordine di formarle Gf // dimandano ,

con nomi v[nati nelle Scuole-, di Af ateria, Efficiente y Forma ^ Fine^ dalla dìuerfttà
de' quali capì nafce la diuerfttày che tengono gli Ruttori molte volte in definire vnn
ruedefma cofa, eia diuerfità medefimamente di moke Imagìni fatte per fignificare
vna cofa fola. Il che ciafcuno per fé Hefj'o potrànotare in queHe iiìeffe >che noihah-
biamo da diuerft Antichi principalmente raccolte j e tutte quattro adoperate infte-
me per mofìrarevnafola cofajehene fi trouano in alcuni luoghi, con tuttociòtdO'
uendoft hauer riguardo principalmente ad'infegnare cofaocculta con modo non ordì-
tiOt per dilettare con l'ingegnofa inuentione , è lodeuole farlo con vnafola ypey
non generare ofcurità , e fafiidio in ordinare, fpiegare y & mandare a. memoriale
molte,
X<I elle co[e adunque ì nelle quali ft poffadimoHrareVvhima differenza, fé alcitna

fé ne troua,quefìafoU bafia per farei' imagine lodeuole, di fomma perfettione^in &


iìJancan'O^a della quale,ch'è vnìta fempre con la cofa medeftma,ne ftdifcerne, fi ado-

perano le generali, come fono quefle , che pofie infieme moflrano quello ifieffo, che
conterebbe effa fola.
Dapoi,quando fappiamo per queflaftrada diftintamente le qualità, le cagioni, le

proprietà,^ gli accidenti d'pna cofa definibile, aecioche fé ne faccia l'imagine, bifo-
gna cercare la ftmilitudine, come habbiamo detto nelle eofe materiali, la quale tara
in luogo delle parole dell' Imagine, e definitione deXettori^di quelle , che confifìono
nelhgual proportìone ^che hannoduecofe difiintefrafefteffe ad vna fola diuerfa'da

ambe due, prendendofi quelU,zhe è meno-.comcfe, per fimiUtudine dì f*rte7^^ ft di-


pinge la Colonna, perche ne gl'edificij foHiene tutti i faffi, e tutto l'edificio, che le ftd
fopraifenxamouerfiyO vacillare, dicendo, che tale è la foncT^. ntU huomo, perfo-
ftenere la graucT^a di tutti i faftidij,& di tutte le difficokà^chegli vengono addof-
fOi& per ftmilitudine della RettGricalaSpaia,e lo Scudo ; perche, come con quefti
inanimenti il Soldato difende la vita propria ,& offende l'altrui , eoft il Rettore,
d'Oratore, co' fuoi argomenti, onero entimemi mantiene le cofe famreuolì,'^ ribat
te indietro le contrarie .

Serue ancor ayoltre à queHa,vn' altra forte difimìlitudìne, che è quando due cofe
difìinte conuengono in vna fola differente da efie; come, fé-, per notare la magnani-
•mitày prendejjimo il Leone , nel quale efìa in gran parte fi fcuopre -, il qual modoè
meno lodeuole t ma più vfato perla maggior facilità della inuentione > (^ della di.
chiaratione3& fono quetie due forti di fmilivtdine il nertto , & lafor^^a della ima.
gìne
gine ben formata Jùn:(^A le quali, come effa non ha molta difficoltà , cefi rimane infi-

fida» & [ciocca


Ciò non è auuertito molto da alcuni moderni » i quali rapprefentano gli effetti
contingenti j per moflrare i'effentiali qualità: come fanno , dipingendo per la Difpe'
tatione vnuì che s'appicaper la gola, per tAmicitiadue perfone » chef$ abbraccia-
no, ofimili cofe di poco ingegno » di poca lode ^
ben vero , come ho detto , che . E
ifuelli accidenti tchc feguitano neceffarìamente la cofaftgnìjicataneWJmagine ,farà
lode, porli in alcuni luoghi dipinti, Gf nudi, comein particolare quelli, che appar-
tengono alia fifonomia, edall'habitudine del corpò j che danno inditio del predomi-
ilio, che hanno le prime qualità nella compofttione deU'huorno ,le quali difpongono

gliaccidenti e^eriori d'effo, &lo inclinano alle dette pajjioniyò a queHeyche hanno
con e/ie conformità. Come,fe douendo dipingere la Malineonia, il Penfiero,la Pe-
niten:^a, ed'altrefìmili, farà ben fatto il vijo afciutto,macilento,lc chiome rabbuf-
fatela barba incolta,(S le earni non molto gioueni li -ima bella, lafciua, frefcairubl
conda,& ridente. Si donerà far eyil Piacere, il Diletto, l" Allegre7:;^a , ed ogn altra,

cofafimileàquefle, &fe bene tal cogniiione non ha molto luogo nella numeratio-
. ne de' fimili, nondimeno è vfata affai , ^ quefia regola de gli accidenti , & de gli
.effetti già detti,non fempre feguitaràìComc nel dipingere la BeUe':^a,la quale è vna
cofa fuori della compreenfione de' predicabili, <&fe bene neli'huomo è vnapropor-
iione di linee, C^ di colori,non è per quefiohen efprefial'imagihe, che ftafouerchia-
mente bella, (^ proportionata: perche fanbbe vndicbiarare ukm per idem , ouero
vna cofa incognita fon vn'altra meno conofciuta , (^
pili tofto quaft vn volere con
ynacandtlafar vedere diflintamente il Solei& non bnuerebba la (imilitudinc, che
è l'anìma,ne potrebbe dilettare, per non bauere varietà in propofito di tanto mo-
mento '
il che principalmente ff guarda.
Però noi l'babbiamo dipiata àfuo luogo col capo fra le nuuole , con altre con' &
Mementi particolarità. Per bauere poi le fìmilitiidinì , atte,& conusneuoli in ogni
pYOpofito.è bene d'auuertire quel.che auuertifcono i Rettori -xioè, che per le cofe co-
noftibiU fi cercano cofe alte, per le lodabiliJplendide; per le vituperabUi,vilì,p£r le
jiOmmendabiU, magnifiche . Dalie quali cofe [entiràciafcuno germogliare tanta qua
tità di concerti nell'ingegno Juo.fe^non èpiù.che fìenle;che perfefitfi'ocon vna cofa,
che fi pròponga,! urà bafianteà dare guSio,& [odi sfattione all'appetito di molti, z^
diuerji ingi.^ni, dipingendone Vunagmein diuerje maniere, & fempre bene .

I\ìè io oltre a queiii auuertimenti, li quali fi potiebbono veramente fpiegarecon


«fiat maggior dìlìgen'^a,sò vederne quaft alcuno altro degno di fcriuerft ,per cogni-
tione di queste Imagini, le quali fono in vero ammaefìramento nato prima daU'ab-
bondanT^ Eguiiaca, come fa tefìimonio Cornelio Tacito > poi ribeU
della dottrina
tempo,come racconta Giouanni Gorocopione' fuoi GeroglifiLhì;
lito,ed acconcio C9l
talmente, che potremo quejia cognitione affimigliarla ad vna perfona [a piente , ma
verfata nelle folitudini , ^ nuda per molti anni , la quale per andare doue è la con-
uerfatiQne fi riuefie > accioch e gl'altri allettati daUavaghc^a eHeriore del corpò ;>

the
.

che è l'imagìncdefideYÌno d'intendere nnnutantente queUe qualìtàyche danno fplen2


d'hie\7:a all'anima, che è la cofa figmficata,& folo era mentre Haua neUe folitudini
accarci^to da pochi firanieri. E foto fi legge che Pittagora , per vero defiderio di
fjpicriT^a penetrafie in Egitto con grandiffìmafaticayOue apprefe ifecreti delle co^

fesche occultauano in qucjìi Enigmite però tornato à cafa earico d^anni, e difapìenf
^a, meritò che doppò morte della fua cafa ftfacefie vn TempiOfConfacrato al meri»
to del fuof> pere. •

Trouafi ancora^che Platone gran parte della fua Dottrina cauò fuori delle fue^
fecrete^Xeinelle quali ancora i fanti Profeti Vafcofero . E Chriflo^ che fu l'adempì-
memo deUe Profetie , occultò gran parte de' fecreti diuini folto l'ofcurità delle fue
parabole
Eh adunque la fapien\a degli Eghtij comehuomo hortìdo^ e mal vefììto ador»
nato dai tempo per confeglio deli'efperienT^a , che moHrauaeffer mal celar gì' indi-
cij de' luoghi, nt' quali fono i Tefori^accioche tutte affaticandoft arriuinoper queflo
we';^o a qualche grado di felicità . QueHo vefiire fu il comporre i corpi dell'i"
Wagini dihinte di colori alle proportioni di molte varietà con belle attitudini j &
ton efquifitadrticarura,e dell'altrey ^- delle cofe iftcjfeidalle quali non è alcunOiChe
alla primavifia non fifènta muouere vn certo deftderiod'inuefìigare à che fine fieno
contale difpofittoneyed'ordini rapprefentate . Quffta curiofità viene ancora accre-
fciuta dal vedere i nomi delle coJefottofcritteall'iHejfe imagini . E mi par cofa dx
cfferuarft ilfottofcriuer ì nomi , eccetto quando deuono efiere in forma d'Enigma ;
perche fen:^a la cognitione del nome non fi può penetrare alla cognitione della cofa

ftgnificata j fé non fono Jmagini triuiali , che per l'vfo alla prima vi§ia da tutti
ordinariamente ft riconofcono; i'appoggia il mio parere al coHume de gli antichi*
i quali nelle medaglie loro imprimeuano anco i nomi delle Imagini rapprefentate,

onde leggiamo in tffcy Abundantia^ Concordia^ Fortitudo > Felicita!^ Pax, Proui-
dentiat Pietas, Salust SecutitaSf Vigoria, rir tu f, e mille altri nomi intorno alle
loro figure .

E que^o è quanto mìe paruto conueneuole fcrìuere per fodisfattione de benigni


Lettori. Nel che come in tutto ilrefìo dell'opera, fé l'ignoran"^ fi tira addofjo quaU
che bìafimo hauerò caro che venga sgrauato dalla diligenT^a loro. Recando folo che
ho ciò fcritto per gloria di Dio
ft corife io , &
vtilità voHra , cofi vene vagliate per

il medefimo fine, efkndo che ingrato, e vitiofo animo farebbe quello che non rifferi-
caa Dio tutto ciò che per me7^:^o di feconda caufa l'i^effo gli propone .

TA-
TAVOLA PRIMA
Deirimagini principali contenute in tut-
ta rÒpera^;.

A Bondanza a «r. i
11

Tauola Prima
Clcmenia lot Cofcienxa 140 DIfefteffo
Cognitionc 103 Cortefia 141 Dottrina 190
Combatimento della ra- Coftanta 141 Dubbio 191
gione con l'appetito loj Crapula 141
Comcdia 104 Crepufculo della matinai4J
Commertio della viti-.» Della fera 144
humana loy Credito 145- Economia 191
Comedia Vecchia 106 Crudeltà 1^6 Edifitioòfito ijt
Compafiìonc 107 Cupidità 147 Educatione ijt
Compiiutione 108 Curiofiii 147 Elemofina 19J
Compleffioni Cuftodia 148 Elementi vniti 194^9/
Collerico pe^;il fuoco 105 196 197
Sanguigno per l'aria io i D Fuoco 194
riegmatico per l'acqua iii 19; 19^ 19^
Malcncolicoper la terra iii DAnno 14X Aria 194 196 19^
Concordia 113 Dappocaggine 148 Acqua 194 196 1^6
Maritale 114 Datio 149 Terra 194 19/ 196 197
Militare iij Debito iji Eletione 198
Di Pace II j Decoro ij't Eloquenza 199
Infuperabile ii| Democratia x6t Emulationc tot
Confìrmatione iiy Delitiofo i6j Equità loj
Dell'Amicitia 116 Dcrifionc 163 Equalità lOf
Confeflionc Sacramenta- Defiderio verfoDio i6j Equinotio della Primauc
lo» 117 Defiderio 164 ra 10 j
Confidenza Li-i Detrattione 164 Dell 'Au tu no 104
Confufione 1X8 Dialetica 166 Errore 20^
Congiuntione delle cofe DifFefa contra nemici Ma Efperientia • iOj
Jiumane con le Diui- lefìci, Si Venefici 167 Eflercitio i©7
ne_' Ilo DifFefa contra pericoli ié8 Efilio lOj
Confcruatione 12.0 Digeftionc 169 Età in generale no
Confìderatione 11 Digiuno 169 Dell'Oro ii|
Configlio III Dignità 171 Dell'argento 11 j
Confuetudine iif Diletto 171 Del Rame 114
Contagione 117 Diligenza 176 Del Ferro 114
Conrento 119 Difcordia 178 Del Bronzo 114
Amorofo lìo Dikictione 178 Eternità iij
Conti neii7a I30 Diflegno iSo Etica 217
Militare 130 Difpreggio del Mondo 181 Euento buono tii
Contrarietà 150 DcllaVirtù ìBx
Contrafto 131 DiftrutioiVe de i piaceri >

Contritionc i : i & cattiui effetti i8z


Coiiuerfatione : 3 Difperatione 18} FAÌCita. d'amore ouer
Couuerfione 134 Difiinucne del bcnc,edel inganno ii8
Conuito 1 ) y Male 183 Eama zi 8
Cordoglio i:y Diuinità 124 Buona 119
Correttioiie 13; Diuinatione 18; Catciua ZI 9
Corografia ij^ Dmotione iSy Chiara Z19
Corpo humano 137 Docilità 1S6 Fame izo
Coruceila ne giudici 138 Dolore - 187 Fatica zzo
Ccfraografia 13 8 Dolore di Zcufi 187 Ertiua ZIO
Corte I3? Diàaiinio 188 fato ili
Fauore
11 t

Deirimagini principali.
Fauore
Febre
m Forze
D'amore
ijS
2y8
Gouerno della Repub. 284
Grammatica
i 2-
284
Fecondità 114 Forza minore da maggior Grandezza e robuftezza
,

Fede Chnftiana Cachol.ii6 forza fuperata 2j8 d'animo 284


Chiiftiana 117 Fcrza alla giuilicia fotto- Gratia 184
Cacholica ii8 . pofta 1J9 Diuina 184
Nell'amicitia 119 Forza fotcopoHa all'elo- Di Dio i8j
Mancale -
119 qucnza 2j9 Gratie 286
Fede 119 Fragilità 2^9 Gratitudine 286
Fedeltà 230 Humana 260 Granita 286
Pelicuàpublica zji Fraude 26 Graisezza 287
Eterna zji Fuga 16 1 Guardia 287
Bieuc 25 Fuga popolare z6i Guerra 288
Ferocità 231 Fugacità mondana i6i Guida fìcurad'honori x88
Fermezza 154 Fune lèi
Neiroratione 134 Furore 163 H
Fermezza d'amore 134 Rabia léj
Filofofia fecondo Boccio Superbo, & indomi- T TE re fra
2-542.44 to 2é3 X~l Hidrografìa
F I Y M I Poetico 164
Tenere 246 Implacabile lé/
Arno 246 Furto i6j
Pò 246
Adige 247
Nilo 247
Tigre Z47 GAgliardezza 167
Danubio 248 Gclofia 167
Aciieloo 248 Gè ne roti cà 168
Acia 24S all'Altezza di Sauoia 270
Acheronte 24 S Genio buono 271
Cocito 248 Cattino 271
Stigie . 248 Figurato dalli Anti
rltge tonte .148 chi 171
Indo 148 Geometria 174
o Gange 249 Geografìa z-jt^

i Niger 249 Giorno naturale 275


Fine 249 artificiale 175^
Flagello Ji Dio 1 ji Giouentù 276
Fortezza 253 Giuditio 276
Congionta con la prudcn Inditio d'amore 276
za dell'animo 2;j Giufto 277
Congio nta conia genero Giudice 177
fità d'animo 25 j Giuoco dell'antico 278
Fortuna 255 Giurifaitione 278
Buona 2j6 Cinici tia 278
Infelice xj6 Diuina 279
Gioueuoleadamore2;6 Retta 180
Pacifica 25 6 Rigorofa 280
Aurea 2^7 Gloria de Prencipi 280
Forza d'amore fi in acqua Vfqueàc 281
come in terra ip Gola 283
1 z

Tauola Prima
tmpict.V,e violenxa Jio Vincitrice 344 Logica
Soccetta alla Gin- Felice, e rinafcente344
ria jii Riforgente 344
Impeto 3^1 Roma eterna 34J
Tnclinationc 311 Di Theo doro Irtìperat. jyi
Iirconlìciciationc . 315 Santa jjz
IiTCortanza 313 Liguria JJ5
Indulgenza 314 Tolcana 357
Indocilità 514 Vmbria 358
Induftria 315 Latio 361
Infamia 316 Campagna felice 36
Infeimità 317 Terra di lauoro 363
Infelicità 317 - Calabria 365'
Ilifaitimio 317 - l'uglia' 366
Ingegno 318 Abbruzzo 366
Inganno 519 Marca 368
Ingiuria jij» Romagna 370
Ingiuftitia 3.19 Lombardia 371
Ingordigia 310 Marca Tuiuigiana3 74
o Auidita 311 Piiuli 376
Ingratitudine 311 Coriica 377
Innimicitia ^zz - Sardegna 378
IniTimicitia mortale 3Z3 Sicilia 380
Iniquità 3Z4 Idea 38Z
Inquietudine 3Z4 Iconografia 386
d'animo 3Z4 Infpiràtione 3S'7,

Innocenza 314
ò purità 314
Inobedienza 3ZJ
Infidia 3ZJ-
Inftabilità ò inconftanza
d'amore 3 ij
Tnftabilicà 3zé
infìinto naturale 5Z6
Intelletto -
5Z8
'Intelligenza
'

319
IntrepidiràjC coftanza 330
Inaenrione 33
Inueftigatione 351
Inuerno 331
Imiidia 33 z
Iniiocationc 333
Tnterelle proprio- '- 334
Ira .'''"'•'' •.
33 r

'Irteflolutibne 3^6
'Inftitutione 337
Italia con Tue Prouincie ,
& parti delle Kble '537
Italia del Sig. CartellinÌ3 39
Ita ha, e Roria' 342
Roma Yutoriofa •
343
8
1

Deirimagini principali.
Mefi «n generale 41; Ninfe dell'Aria Pena j^j,
Mctafìfica 41; Iride 4(54 Penitenza ^-oj
Minaccie 41J Serenità del giorno -
Penfiero
' 504.
Miferia mondana 416 Ninfa dell'aria 4$!, Pentimento dj peccati 505-
M^fericordia 4x6 Strcnità della notte 461 Perdono J07
Mi fura 417 Pioggia ninfa dell'aria 46x Pericolo 50^
Modeftia 454 Rugiada ninfa dell'aria 463 Perfettioae J07
Mondo 4j6 Cometa ninfa dell'aria 463 Perfidia 50%
•'
Europa 437 Nobiltà 463 Perfecutionc jo2

Afia 440 Nocumento 464 Perfeueranza 50$
Africa 441 d'ogni cofa 464 Perfuafionc J08
America 441 Notte 46 j Pertinacia ;io
Morte 443 Perturbationc ilo
Moftri O Pcfte /IO
Scilla ) Phifica
Carridi 7 OBedienza 468 Piacere
Chimera_j f* 44J Verfo Dio 469 Honcfto
GriiFo 5 Obligo 469 Vano
Sfìnge ^ Obliuionc 469 Pietà 5^4
Mpic b D'amore 474' ,de figliuoli veiTo il Pa-
Hidra > 44^ Verfo li figliuoli 475 dre 5^5
Gforbcro j Qccafione 476 Pigri tia Si6
Mufìca 446 Odio capitale •476 Pittura ;i:é
MVSE 447 OlFerrajò oblationc 477 Planimetria 518
Clio Olfcfa 477 Poefia 518
p
Euterpe > 448 Opera vana 478 Poema Lirico ;zo
Talia ^ Operatione 479 Heroico
MeIpomene_> j
perfetta 479 Pa florale
Pblinnia y Opinione 480 Satirico
Elaro -7 Opulenza .480 Politica JiO
Terp/ìcorc_j ^ 4*9* Orario ne 481 Pouertà
Vraftia j Vfq; ade. 483 In vn di bello inge-
GaUiope ) Ordine drittone giufto •484 gno j-ii
Majiiagità 4;: Origine d'amore 48; Pratica jn
Mecanica 4^3 Vfq; ad e. 491 Precedenza , e preminen-
Mezo 4^3 OlTequio 491 za de titoli 514
Monarchia mondana 456 Oftinatione 491 Predeftinacione
CJ5à f -f ::.':': i. Otio, 49 z Preghiere
N à Dio

N 'Anita

^k•ccel^tà
Nauigationc
459
41
45 8

PAce 49J
Prelatura
Premio
Preuidenza
r-d

Negligenza 460 Parfimonia 296 Prima imprcflionc jzS


Ninfe in communc 460 Partialità 497 Principio Ji9
Hinnedi,& Napee 4éO Palfion d'amore 497 Prodigalità
Driade, & Hamadriadi Patienza 499 Profeti a fi*-
Ninfe di Diana 460 Paura 499 Promiirionc
Taidi Ninfe defilimi 461 Pazzia 500 Prontezza Si^
Marc 46 Peccato jor Profperitàdi vita Si^
Theti Ninfedi mare 461 Pecunia 501 Profpeciua Sii-
Gàlacea Pelegrinaggio 501 Prouidcnza si f
e t Pru-
Tauola Prima
Prudenza
Deirimagini principali.
Tòlctanxa ; ; . ; <é? ;
VenufH , .
'
^90 ;
Heroica
Tormento 4 'inioré éyo Vulgcd ignobiluà ^99
Tradimento 670 Venti Eolo 700
Tragedia ^72- Turo 70 r
Tranquillità éji. Tauonio Zefiro Borea
Tregua 67 J iAquilofKjC Auftro 701
Tribulationc 676' l"-"' -'''lAura 7ot
'
Tutela «7« ' Oriente 70 j
Mezodì 704
Settentrione 705-
Occidente 707
Vergogna honefta J707
VAlore ^79 Verità 7I0
Vanagloria 680 Vgualità 7I1
Vanità 687 Vigilanza 7I4
Vbriachezza ^87 pcrdifendcrfi 7I5
Vecchiezza 687 Viltà 715
Velocità 688 Virginità 716
Della vita huma- Violenia 716
na 689 Virilità 717
Vendetta Ì89 Virtù 719
,

j5**;

'^nu'if-xl

Tauola delle cofe più notabili.


.^
Aiuto vicendeuòle 10/
ABondanza den<-ierata,riioi meflagie Aiuto fupremo qualfia ig.
ri quali fiano i paroIa,che fignifichi 18
Academie denominate in tremodida__j Àlberi di profonde radici loo .

Antichi r Alcuni che addottorno figlioli S


'

Quarto modo de moderni 6 Ale chefignifichino 518


Accademia prima in Atthene. prefe il Altezza.che cofa fia 30 cieca xo
,.[ nome Accademo e Amaritudine congionta con, la felicità ij
Accadem ice fi deue pafler del frutto Ambafciatori venuti da Egitto, Ethio ^
d'oliua. r pia.Mofcouia.Giappon^jcPerfia •

Accidia induce pouerta, otio, fliippi- al Sommo Pontefice 3451


'

pidezza -y Ambitiofi biafimati 14


Accademia di Filoppaniin Faenza, 574 Ambitiofi come fi fanno ftrada 14
Accademia de gl'infenfati 519 Amici di Dioparticipano della bellezza^o^
Accordofatto in Faenza 569 Amor non cvolatile 474 ^

Acqua principio delle cofc fìgnora de Amor è volatile. 474 ,,

gli eleménti Amor ^ntra^per^l^cchi


154 48^491,
Acqua, e fuc tre nature 90 Amor per vdito 4S; 48^
Acqua per li peccati éoj Amor dolce amaro 488489
Acquila fogno principale de Romani 340 Amor fa l'huomo irragioneuole 498
Acquila feguo Regale apprelfo Per- Amor riconcilia con piefenti
fi jój
mani 340 Amor è fuoco non fé polTono tener ce
Acquile non fi poterono fpiantar. da- ^ - lati , ;i4
Amor fi djaèia
"^
con la fame, e col tem-
Acquile Pompeiane
Acquila, & Fenice /imbolo dell'eter-
j40 po .
M
Androdo riconofciutOjefaluato da vn
mtà J4J jjo Leone 416
Acquila come ricupera la vifta Anima fue fedi, e feneftre
3 45 J09
Acqui fto cattiuo come facilmente fi Animali minori fono più fecondi 3 io
perde n Animo habita nell'orecchie 17^
A ciafcuno animale diletta più la Aia Antichi dauano le corna alle vitime 174
forma,che quella de gli altri 30 Apprcfiua,che fia 41.3 giiifa di fpecchio43
AdoIefcenza,c fuoi termini Anno ritorciein fé ftefio
7 fi 437
Addottioni varie Apollo figurato da Homero con vn
p
Addottati Imperatori buoni fcettio d'oro
9 341
Addottati, che nome pigliauano 8 Aritmetica principio della Matematiche4tf
Addottione come viìcataapprcflo Ro Arcadi Cipfelo tiranno 467
mani,& altre cunofitàjad cfla ap Aria, e fuoi accidenti lor
partenenti 8 Ariftide riprefo éSy
Addottione in alcune medaglie Aritccratia che cofa
9 47
fia
Addottione virtuofa io Armata de Rauenati andana incorfb j6j
Addottione, & Tua deffinitione 8 Armonia de Cicli 446
Addottati Imperatori come iniqui Arrogante fprezza il parer d'altrui 1^4
9
Adulationc induio di poco fpinto i z Aureliano foggiogò Gambo Rede_>
Agonali capitolini inlHtuti da Do- Gotti con cinque milla tagliatià pezzi
mitiano 4 Arte, che fignifichi yo
Agricoltuia da chi trouata 87 Fondata dalla efpcricza,e raggionej-i
A/petto
Tàtiola delle
fcgno à*z^zimàiCox.^s9
Afj^ettO'ftltlcró/e magna yég
DelJa propiia ftima 6 Capricii di pitturale dilmufica 8j
Aftronomia^che cofa Ha ^ 5j Cardinali della Romagna 571
AttilaflagelIodiDionon hebbcaydU. ,
Cardinal Aldobrandino Legato dcl-
re d'andar à danni eli Roma''' ''''^'48 l'efsercito di Papa Clem. Vili.. ;^9
Aurora amica delle Mufe éi '' '
' Cardinal del Monte 55?
Aurora fperanza 6jO Cardinaldi Montelparo,e fuearme 'ss\
Aùttorità e dell'età maturfi 6l Cardinal Sàluiati.e lue opere 595'
Armate de Rauenatiperche'fattàc "^''-j:«i Cardinal d'Augufla,e fua impréfa ;o4
ArmatOjcheilgiiiflchi y^S '
Carico perche fignifichi honore I77
Augello di rapina fotto cui nome 9 Caratere dell'huomo è il parlare \<f$
Carne di porco nociua 464
B Cafa del Crifpoldo fucina d'ogh'arte
I%Abel,e Tua torre 119
,

liberale |io
J- Bellezza 'mo'Tto veduti , cp'ocó''-- Caftità detta da caftigatione "97
>>"'[
cono/ciuta '

^^ ' ' '


Catena d'Homeio e Platone , Xio ut
ìellezza luce^^della fa^cià'diDiiò?' " aZ '
Cerchio, o coluro Equinociale A5%
Bellezza eftetióre denota l'ijneHoirc '' 56 Canali del Sole Z6
BéHezza chi ne gode j79 Cauallo come prodotto da Nettuno j»
Bellezza commendata da Dante jyp '
Cerere per l'abondanza maritima t,

Bellczza.&brutczza di che fegno ij4. Celoma forte d'oglio ^


Bellezza degna d'Imperio /17 Cefaredoue vcifo ilo
ileìlezzafenza vennftà -690 Chi fa, ericcue benefitiòdeue dimo-
Bellezza di tre foréi 6^% ftrar allegre;? za 75^
Belline gratiofi nel dire tfpj 6j>+ Chiefa Santa da ihiri'ceuet'e idoni fpi
'
Bellico, e il mezzo'di aittoil corpo '
j^^$ rituali éi j
Bene di quante forti 51 chiodi fignificanogli anni 3S
Benefici! di tie modi 7J Chi altrui biafma ama fé ftelTò '

J9
Beneficio deuc cfl'er lontano da intere ili 7 j Chi è degno della fapienza 591
Beneuolenza che fi a 70 Tuoi effètti 71 Cingolo di Veliere 694
Benignità compagna di giuftitia
'

76 Cielo ftcllaro 7^
Bifcift d'Azzone Viiconti 189 Citaredi coronati di quercia 4
Bologna come fu chiamata •
J^-^ CiafFo fegno di vanità, e di fupCrbia 43 y
Brefjghela fimile ad Itscha 'J'TIj
Codazinzola non è l'Igene 69S
Bor^fà veranoh è intereflata '
'gì CógnitionecoiTÌes'acquift'ì' '
'

10^
Bramirà de Settentrioni- '
70Ó Cognitione precede al contento iz?
BritaHicò auiiencnato perche Colori delle complelfioni iii
B^itta 144 Compaflìone in chi regna 178
Brindefi tra Greci' iió '
Cornparation del corpo humano à Pia
Btìggiardi dicono, qualche venta per neti èli
celar il falfo ^i Compartimento delle quattro ftagio-
Bugie hanno la coda nera 81 ni (^38
Compontione,e fuc conditioni 108
Concetti della mcuteinfiniti 479
Concetti varii comefimbolescia 619
CHaos 149 Concortira produtrice di che 11 +
Camaleonte il cangia in quelli Concordia ruma del mondo 178
colori à quali s'anuicina 4} Configliare opera di mifericordia ixj
Candidcéiàgrataà Dio ''•''^
514^51 Configlieri , p Prencipi non deuòno
Capelli biondi fcgno di buona-capacità 4^) dormir-tùtta la notte " '
ij.j
e^^itani illuftri moderni dàìSa Ro- Configliarli di cinque cole '^'^••"- -''-lii
Configli
.

Tauola delle
';.Coufigli di douncj e di patti iropeifet Dare più nobilesche riceticre $95 S07
to Dare con gl'occhi ferrati 40;
Confcienzajche cofa fia Danari tenuti in corni di bufalo I4tf
Cònfellai: la liberalità del benefattore Delitie mondane
dell'anima
fitità
99
Contenro non fi fente da chi non <o- Delfini fubitOjche toccano terra muo
nofce il bene 130 ione 41. loroftratagcmc 649
Contagione,che cofa fia 117 Democratia,che fia iCz
amorofa più facile a contiaher- Defcrittione della Fenice
fijC perche
! •
Defcrittione della bellezza 610
'Conucifionc conie dipinta Differenza tra occafione,e cagione 48(5
Conueifacione come fi rapprefentaj e Digiuni quali effetti cagioni 171
fiia deffinicione Digiuno come fi dipinge 170
Conuerfatione più all'huomo,che al- Digiunare in che età e tenuto l'huo-
la donna fi conuiene 131 "^° "
'
f ' . Siff
Coturni tragici fono ftiiialetti i;8 Diletto,che fia,e di quante (orici, ' '/ '•
'
mi
406.071 parola che fignificiii 17}
Corpo huniano non ha operation«_> degliambitiofi qual fia ly^f
fenza l'anima 138 Diligenza fouerchia,e nociua 177
Xorrettione] ricerca auttorità , e pru- Difcrettione come figurat4_j ^9&-S99
denza 136 Difcrettionefimbolcggiata aelCa- ,
fj
Corte, e fuoi Encomii 139 mello f93 179
Corografia che fia ^i7 Dyforia, che cofa fia 710
Cofniografia,che fia 159 Docilitàcome rapprefentata 18^
Coflancino Magno primo Imperato- come fi deftìnifce ibidem -j

re,che fantificafle Roma come prima chiamata ibidem v .

.
Cpftantino'vide foprail Sole la Cro- Donne più dedicealla religione, che
cce gl'huomiui 6}
Coftumato ma!e;e fuo fimbolo l8i Donne più dedite alla vanagloria,
.Cornice del Palazzo Farncfiano in . che gl'hiiomini
, 6Si
Roma vale 60 milla feudi 347 Donne palefano i fecrcti J9Ó ^.jy
Claudio fecondo Imperatore mandò Donne per legc del Senato non entra-
àfildi fpada joo. milla Ghotti no in co nfiglio ixj
! & annegò in mare due milla na
. ,
Donne deuono l\ar in cafa loro 539
ui loro 347 Donne entrauano in Chicfa velate yjj
Crapulone coinè figurato 171 Dolce amaro da Greci glicipiero _
139
Cuore koperto à iutci 687 Dottmia madre d'eloquenza
,

15^
Cuore quando fi dice ardere 9; Dubio d'Euripide fé lia meglio la pro-
Cuore contrito Mi le, ola ftenlità .
645
Cuore è in mezzo il petto 4^5 Duca di Borbone morto da vna palla
Cuore ventre dell'anima d'artigliaria 348
Cuore fi dcue àDio 477 Due mòdi perconfeguir l'habitodcl-
rint-lletto pratico ,
jo
Due fanciuUidella notte hanno fatto
D errare tre auttori graui 467

DAnte efciama contro [Simonia-


ci 6is
Dante di che pena punifchi li iòpradet
ti nell'inferno éJ6 EGechuia aftinenza di menar Ic^
Dante quel che dice delia Romagna \t,S mani ^03
Dante commenda la bellezza . 5eJo Effetti iel digiuno 170
Egit-
cofè ì)ìù notabili.
Egltll notanaho il piacere , e diletto Fauella perche data all'Kuomo i j j

d'anni fedeci 175 Farifei fimili à fepolcri z^ i

Egitto primo mifurator di terra. 4J i Febre come defcritta, come fi deffini-


Elettione,che fia 198 fcc,e di quante forti 114
Eliopolicictà del Sole inegittole na- Febre da che cagionata 114
fce tante Fenici , quante Cinette à chi più frequente 114
in Athene, Colombi mCipro , e come chiamata da Poeti 114
Fanoni in Samo 34J da che conftituita in eflere 224
Elitropio continuamente [fi volge al ouela fuaprincipal fede 214
Sole 387 Fede tra marito, e moglie 40$
Eloquenza, e fua fbr2a 8j Federico Secondo Imperatore diede
E meglio yiuer priuato, che imperar à Gebellini fuoi fautori l'acqui-
con pericolo fenza fapienza ^45 la nera in campo d'argento 34^.
Empedocle perche fi gettò nelle fiam- Felicità del viuer politico 19Z»
'[ '
med'Etna '
6iy di quante forti 59»
Epicuri f«''Mt' Fenice imprefa di Clemente TV. 34J;
E proprio di giouani efier ambitio- Fiatto,fifchio, eguardo del Bafilifco
fi 456 mortale ii>
^
Eraclito giudicò Homero degno di Filofofi teneuanoil fuoco per Dio 3 84
fchiaffi indegno di teatri 161 Filofofifapienti fono liberi, 244
Errori di Pierió 19.417.696 Filofofia madre.e figlia della virtù 245*
Error di Plinio 651 Fine che cofa fia 2^0. di quante for-
Efchilo come morì jo6 ti 2;r
Esperienza di Pirro in mifurare i cani Figliuoli degenerati dal Padre g
^ P^ 452. Fiori meilaggieri de frutti i
.

Eflercitio come ha da efier 107 Folgore nella finitila mano 87


EiTercitiocome fideffinifce 207 Fonici inuentori dell'ofleruationdel
Eirercitio come dipinto 208 le ftelle nel nauigsre 290
Eudemonia, Eucichia,& Eufragia,che Fonte Cilico 475^
fignifica 590 di memoria 471
Ecà-che fia, e quante 210 d'obiuiione 471
Età virile di che è fegno 154 Forme varie di lega 590
Età fi confiderà dal temperamen- Fortezza propria è l'ardir necefia-
to ^10 rio , . 45.
Età condimento del fapere 591 Fumo della Patria più lucente del fuo-
Età virikje mezzo de gl'anni. 43 4 co d'altroue 3 7
Fugacità delle toCe mondane come
dipinta 261
Fuoco che fimbolojefue virtù
di 201
F Accia lafciua à chi conuienc
Faenza madre d'vn'Imperato-
410 di due forti
di carità
^
89
95
re_> 570
''
Faehza aflediata ^08 ;7i
Faenza come fu chiamata, e fire lodi
'
xefiftc vn' anno alle forze di Fe-
derico fecondo S6d GAlli combattenti ili publico fpet- ...

Fanciulli nobili incoronati nelle fup- taccio 20i


plicationi 660 Garrulo, e fue qualità 401
Fancuilli come ftanno nel ventre del- Gclofia paffione , e veleno di bellez-
la madre 4SI za 69
"
più atti alli ftudii perche 105 Ccncrofìtà.enuda da interefie 271
d Gcn-
Tauola delle
Gecte ciie ylue d'iiaiuoje d'odore eoi Hercole quale flrada fi eleflc jtì,
Geografia che cofa fia Heroftrato abbracciò il tempio di
Giornee file pai ti 701 Diana 685
Gioucncù (ìmile a vn terreno ferci- Herefia più brutta dello fìeffo demo-
193 nio j^jg
Giouentù intenta alle anioni fenfibi- Hefpero flella 14J.338
li, e perche 17 Hefiodo primo fcriitore d'Agricoltu-
Giouanezzache fìgnifichi ra 58
Giouani perche non fono tenuti al di- Hidrografiache fia zjjo
giuno 169 Hirtoria quando com-inciò 89
èiouanetta dì che fimbolo 477 Hilhioni coronati di quercia 4 léj
Gioii.ntù fottopofta a!Iu ftbre Z13 Hifloricihanno errato tal'hor nel no-
refifte alla fatica perche 107 minar certi huomini, e perche 11
Gioiiane non può fapcr ail'aijC per- Hofpitaluà come è defcritta 301 altre
che 40 cofe di quella joi
èiouentù che fìgnifichi 186 Homero biafmato lél
confufa,e fenza fapienza i;; Houoie figlmolo della virtù 29$
ama l'eccellenza 39. pronta ad Hore,e loro partimento i88
ingiuriare Humori 4- che fono ncll'huorao co.-
Giuditio di Paride 611 mc figurati iij
Giulio Emiliano guerreggiò da put- Huomo fimilealle pentole éo8
to 3n perche è mutabile ji^
Capitanio di Decio Imperato- è mifura di tutte le cofe 610
re^ 346 Huomini che nafcono nel Settentrio-
Giuramento per l'acqua nc_> 7oif
Gmftitia,c fua forte ^4 famofi della Romagna ^71
Golofi Philoxenc.S: Melanchio 691 Huomo di natura come vna tauola rafa4i
Graliczza effetto della crapula ifi
da frigidità Ili
Gratie.e fuoi fignificati 26.t7.86.
fui nomi z8é IGnoranza come dipinta J07
Gratia,& fua efficacia 694, 698 Ignoranti mangiatori 142.
Greci adopcrauano fetà puerile in illulhi perfonaggi ottimi mifurato-
apprender la Mathematica 411 ri 451
Griffoni cufìodi d'oro, e di^pietre pie lUuminatione della mente
tiofe 146 Imaginarionc come dipinta, che cofa
Guaina d'auorio , coltello di piom- fia.oue rifie»1e 308
bo ^•;/ Imprefa del Duca di Sauoia 171
Guercio cattiuo 588 Impreladi Leone X. 4;9-7ì;
Gueua della raggion colfenfo Innamorau per vd ito 486
Guerrieri di Romagna 5 (-9 Inchioftro chi lo tiouò 638
Guflo douc coidìfì;a 6ol. 602, Incoftanza madre di Infamia 316
Guflo lì fa Lelia linguale perche 174 Inditi! di dolore quali fono 187
lufcritione illuftre à Papa Clemente
H Vili.
Infcritione fatta da vn Capitanio va-

H Abiti d'oro quel che fìgnifì.


chi
Habiro dell'intelletto di due forti
179
SO
lorofo della Romagna
Infcrittione à Papa Paolo V.
Infegna antica, e moderna di Coflaii
;74

Hafla infijgna xeale tino Imperatore 3n


HeiaclitOjC Aio pianto Intendere come faccia 32.8
Intel.
j

cofe più notabili-


intelletto cicco dominato dal furo- che ordinano caftighi contro tu
i6i tori, & altre cofe cunofe 678
'InterelTe deuiamento d'i cófe nobili 18 Legge de Romani contro ambitiofi 6 15
Intiepidita che fia 141 Le proprie colpe caufano vergogna 591.
Inuentionedi fr>itificarc,e perche 4J Leone ricordeuole de beneficij,e dei
.Inuentor della gabella in £gitìoi4:?. 4J i leingiuiie 416.693
della Giometria '
451 Lettera puma de gli Egitti 8y
Inuentori della tregua 674. é/j Letti fternij 6ó*
Inuentioue come rapprefcntata qual L'hiiomo fi deue dolere , e rallegra-
deue edere re
Inuentore del compafib chi fu 61^7 L'huomo non riceue merito appref-
della ftamq.i 638 fo Dio non pergratia dcl-

Inftinto naturale come defcritto , & l'iftcflo Dio 387


altre cofe filolòfiche , & curio- Libri di Numa Pompilio trouatinel
l'e 636 Gianicolo 4
Iride per l'eloquenza zoo Libertini coronati nelle fupplicationi 660
Ifocrate hebbe mdue gratiofa manie Liberalità come defcntta 394
ra_^ Lingua men veloce della mente
fia lyj
Italia foprabonda di fama, e di culti Lira tenuta in vcneratione dagU An-
feruti tichi 17;
37
Ithaca patria d'Vlifie piccola, falfo- Lifimaco,efiia hiftoria 4y
fi^ 5;
Lituo augurale, che fia 61. 18;
Iftromeiui della theorica,c della prat Lilio di Faenza
tica quali fi3 Lode come dipinta 400
luppiter albus,per il fuoco, non altus tenuta da ogn'vno 400
Inconfideratione come dipinta 313 quello che è 401
Ingegno pronto da che cagionato 18Ó humana/e lode diuina quale è la
'
Indi natione buona, e cattiua 3^3 buona 400
Iconografia che cofafia 582 Lode vera quale 400
Idee mentali alTimigliatc alli numerijSj è di due forti vera,e fajfa 4®0
Iddio efpreflb fotto nome di fuoco a chi li dcnc 400
nella fcrittura 3 84
Lodi delia pittura, e fcoltura 5*
Lodi di Romagna 573
della Stampa 638
di Roma 346
LAgrime di che fono inditio 13 5 Loquacità come dipinta 402.
medicina dell'anima 67 Lucretia da Elle Duchefia d'Vrbi-
fegno di pentimento I31 no 5^9
La mente' nel fonno è fepolta nell'o- Luce naturalmente efilìente,e perfettaii^
fcuricà 467 Lucifero rtella 144
latte è mcz7oper far viuerc, nudri- per io nemico dell'humana ge-
re,crcfcere,e conferuare tutcclc ne lacione 2-74-

cofe crcat^_j 385' Lume dell'intelletto ;8i


Legge vecchia come dipinta ,e quan- Luna più veloce degli altri Pianeti
do data 39. fue qualità 593 Iterile, e fredda 84
legge nuoua come dipinta 391
naturale come defcritta 3;;! M
di Solone ingiufta 38 "Aioiiche di Faenza
fcuera contro i debitori 151 Malenconici giudiciofi 408
r'e'la confuetud ine 106 Maldicente ingiurie ^perdonate dai
Leggi ci;e orduiaiio !a tutela 677 .r;-.;nc!pc -+ -

hU-
j

Tauòla delle
Malignità inoidiofa della gloria al. Narcifo giouanctto piglia il nome da
trui 407 narce
fimile al Ragno 4;ì fiore genera ftupidità
Malignoje auaro 4;5 corona'dc morti
Jklaliuconiacome figurata 407 Nafcimento della Fenice 34;
Alancoua capo delle PrcfFetturej
Popoli di Tofcana
o Natura principio di motore dimuta-
572, tione 4; 8 .

,'Wafcheia comnuinc è la notte 466 Nella nafcita comincia à morire


fi
467
Matematica, che cofa fia 410 Francia nelli monti di S.Bernar
Matemacici iufìgni del noftro tem- do fi muore da freddo iiS
po 411 Nero fimlolo d'infami coltumi 4SI
Materia defiderala forma 164 Nerone di bellezza fenza gratia 6jo. 69
-Maturità fcgnodimaturaraento per- introduflc fua madre in coufi-
fctco Ilo glio 116
Mazza d'Hercole di quercia 7IL Nerone clemente 8. crudele ibidem
.Mazza nodcfa.che figiniichi 711 come fubentiò nell'Imperio -8
Meccanica, che cola fia Nettuno 90
4J^
Medaglie di tutela 678 Niuno ama la Patria, che fia grande,
Medea 698 ma perche è fua 35
Mediocrità ott'ma in tutte lecere
45 . Nome di donna da bene J59
JWemoria d 'ingiurie l'timolo di ven- Nomi delle gratie 286
detti Non dolerfi,e cofa da vnoftipire non
Memoria de bcneficii maideue inuec dahuomo 1^6
chiaifl Notte perche fi dica 46j'.che cofa fia
. 74
Mente di Poeti da chi mofle a64 46 j.4é6.fue male qualità 466.
cieca e ftupida fuebuone qualità 4,^6
354
apprende per gl'occhi zzo Nudità, che fignifichi i6
Mercurio conucrtito in Cico<rna 84 di Venere Sj
Regnò in Egitto 84 delle fìatue antiche 87
perche fi dipinga alato ^34 Numeri origine delle cofe 46
Mezzodì come dipinto 704 Numero quaternario 195
Mezzo che colafia 4/3 ternario 589
Michel Angelo iiniecchiato comt_> fctccnaiio 717
giadicaua delie rtatue IM
Mida perche dipinto con orecchie O
d'Afino
Minerua 4, per Ja Capienza
Mifura del corpo humano
634
581
61J
O Bla rioni quali fi dauano à Dio
477. qualità fue
Occidente come dipinto 707
4.77

Memo fpirto di biafmo 80 Occhi cagione della malitiaamoro-


Morir perla patria, e cofa bella fa 48;.4fi^
37
Morfi di Tarantola caufa varii elfet- Occhi groifi inditiodi curiofità 148
ti
366 Occhio diche è coropofo J7|
Morte bianca perche 467 Ocho Re de Perfi crudeli/fimo 4ji
Murala come il faccia. e chefia 118 Offertajò oblatione com'; dipinta 476
Mufica abhorita da Tigre 618 Olfefa che cofa fia 478
Mutabilità da che nafca nell'huomo 5^9 Olio.emcle 167.408
Iklutatione fubiunare 310 Oiiua fimbolo dell'huomo da be-
ne-» 18
N Ombra,che cofa fia 465
della terra none caufa efficien-
gl'Arce parola Greca h-l te della notte 4 '^5
Om.
cofe più notabili.
Ombra della noce noci uà 119 Pcnitenza.e pena come differenti yci
Opere grandi con amor della virtù 40J Perche I Rom. primamente vfaffero
mecanichc-fkriiiano dal moto TAcquile d'argento 340
circolare 4/3 Per virtù bifognarcbbe liquefarfi 59.2
Opinione f .Ifa.e Tue qualità J18 PertinacijC loro qualità J59
oue nafce ibidem Peripatetici onde dttti j
Opinion fìlofofìca intorno à nume- Perfonaggi d'Hom ero arroganti, c«>
ri 46 vantatori éSrf"

Ordine di Pianeti éii Pefci odono, e odorano eoo


Orecchie noftre quel che più ami- Pel1:e,econtagione fono differenti ii8
no 440 Petiarca coronato di j. co;one 44
Origine della Geometria, & mifu- Petrarca fofpiraua ^, 617
ra 4ji Pefcatori fimoniacicomepefcano 614
delle mi fu re 60X Piaceuolezza nel corregere jr6j
Oriente come defcritto 707 Pianto de peccati 6$
Ornamenti modefti cònuengono a Piedi alati 634
Dame 697 Pittori ignoranti pingono Amor ala-
attitìciofi difdicono a Caualieri to .474
160.687.697 Pittura,e Poefia come fimili J17
'Ofcurità della fainenza 584 Planimetria, che cofa fia 51S
come figurata da gli Antichi j8j Platone intende ci fiandoi mondi 384
Oftraci fmo de gli Atheniefi 713 Plebe tende per lo più al peggio 163
Ottanta figli lalciò Sciluro Rè de* Poeti fecretarii della filojofia 44S
Scithi 372. Poeti Melici 3. Epici 4. Ditirambici j
'Ouidio perche toccato col mirto da Elegi f
Venere 3 Poeti quali corone haueffero 3.4. zoi
Popolo più amator di vettou3glie_',
ched'honore i^j
Popolo Romano per fpacio difcttan-
appetita taanni non conobbe monetcì_^
PAce da tutti 6y
Pacfi come fi nobilitano 771 coniata J41
!PaIoche fignifichi 18 Porpora indica carità iS
Panteo nel mezzo di Roma 3 48 Portico d'Athene refo ficuro da Zeno
Papa Pafcale Secondo Romagnolo 573 ne •
f
Honovio II. 573 Pouertà di fpirito 6J
jPapa Clemente IV. a Guelfi Tuoi de Pouertà fufcita l'arte jii
'
uotidè vn'Acquila vermiglÌA_j> Pratica, &
Theorica loro diiFerenze
fopra vn Serpente, &:c. 341 qualità. &c. jij
Papaueri inducono Tonno 466 Pratica come defcritta, fua definitio-
Parole aflimighate al coltello 478 ne ;ij
Parti che deuono efl'er nella vcnu- Pratica quali inftromenti habbia 5-13
ftà 694 Predetliuatione cerne dipinta, che co-
V chedeuehauerl'educatione 193 ia lì )
i fuo.i elfctti 51j
.
Parti di donne cinque alla volta ii6 Prelatura come figurata ^zs
Parto di 1 j<f. in vna volta li*? Prelati fono horologii jié
di 3 64. creature in vna volta xi6 Prencipedeue remunerare ^x6
Pelle di Leone, con pelle di Volpc^ Prencipi che dano orecchie alle falfc_>
éo6. 647 relationi hanno tutti minillri
.Pena agl'amanti perche tra il mirto empij 6^i
^' 6r6 Prencipi ottimi,benigni nelle auJien
da Virg.fi dia
Penicenza,e Tue parti ;o3 z;:_> y^.So
Vii-
Tancia delle
*
ÌPrì«a colonna eretta 6fi Rè d'vccelli sbranato da molt'altri 514
Prima inquifuione come dipinta yió Regola Lesbia xoj
che cofa fia 5x1 Regolare mifurare fé ftcflb
è
Primo che trioiifafTe'in Roma 6jj Religione de SS. Mauritio, e Lazzaro
Priuilegii della Religione de SS. Mau- fua origine, antichità, &eflere jj6
ntio.e Lazzaro 5^6 RemLineratione come dipinta.diquan
Prouifioni d'arme fatte in Taenza del te forti.e da Prencipc ^^^
millecinquecento nouantallette Republica de Pianeti, 4jy
fette Papa-Clem.VIlI-e conqiu Rcfopranominati Acquile, ò fulmi-
ta pienezza 5-69 ni 34
^
Può più la vecuftà.che la bellezza 699 Re Seruio, Tulio fu primo a coniar
Purità fi conuieue alla fancità 567 monete di rame j4r
Republica den eder vnita
.
48
Q. Reliftenza ne primi empiti
Rebelionc come dipinta jji. & d:i-^
QValità varie de fofpiri 61, che nafce y^r
Qiial fia l'augello linge 598 Rifo fmo.ierato cagionato da Icggie -

(Quando Soldati zappauano ceneua-


1 rezza ^6j
no anco per obligo la fpada al fi- Rifporta di Ridolfo Imperatore 348
anco 647 Rogna, ò fcabia pe.che facilmente.,»
Qualità, e lodi dell'oro 174.341 ù tranrauccc da vn corpo all'al-
Quaccro canoni di prudenza elicala no I z 8
robba 496 Roma pac;ia eclefte jó
Quattro ragioni de numeri'alTegna- Roma madie d'ogni dignità 346
te da Piccagorici 47 Romanci medcmo fìtoouela piantò
Quercia corona u'orationì.PoetiiMu Rollili lo 349
fici,Senatou,& Hiftrioni ici Roma gira di circuito 16. miglia con
Quiete mala dell'intelletto 193. 546 il borgo 349
Quiete dcH'hiiomo quando fucceda 5-46 Roma durerà fino al giudicio 34^
Quinto Rollio Comico Brutto, mù Roma ftentò j-oo.anni con guerre di
g atiofo nel due 655 cafa à ridurre Italia in fua poteltàj 53
Quinto Rofcio primo à comparire in Roma hauendo vnita l'Italia in fpacio
Scena con là marcherà 69^ di ico.anni s'iropatronì di tutto
mondo
il ^^9
R Romani nel principio pofitini, e parchi 34
Romani eccedetero li apparatiPerlìanÌ34l
RAuenna haueua molte cohorti di Romani dauano tutori ^77
fu Ida ti ;6X Romani fecero molte lecrfri contro
Kauenna bcllicofa jbS ambitioli éij
Rauenna tenuia armata nell'Adria- Romani códcnati da Rom.perprefen-
tico, & perche. Colononia de tare per otteiincr dignità 6 1$
faldati ;68 Romagna prcuincia perche habbi;!-^
Raciocinatione, ò difcorfo come de- tal nome 569
pinta j46.fue fpecicjfua dcfEni- Romagna lodata da Cicerone ^69
tione 547 Bellicofa 567
Kadagalbcon loo. milla foldati fu come depinta.e fue guerre j67
prefo pnggione da .Stellone, e_j hahaiuiro, & anco ha a tempi
fatto fchiaui tanti Ghotti,. che il noftn vari Capitani illu-
vcndeuano come pecore 348 Itri ;^i
Raggio Duiino illumina in l'n'irtcflo di che abondante 570
mente, amiua,natiua,nij celia jS/ fui.jata iÌA Vsra Paolo V. y'^^
Re ir.-
j

cofe più notabili


'.

Romperei piccioli alla pietra iij di Acquario 42^


Rorafiie lodijc vittù 694 di Pcfce 411
Roflb cattino 56588. Senfi neceirariiairintelletto 256
Ruggiada 144 Senfo nemico del bene j86
Rude veiga quando fi daua à folda- Sepolcro d'Achille incoronato d'a-
ti 7i7 maranto 15J
Serpe (opra l'elmo e imprefa ordina»
ria nelle medaglie Romane 341
SAcvilcgio che cofa (ìa 586 Serpe fimbolo dellaprudenza 342
Sangue fi commoue nel gridare 425 Serpenti accompagnati con leoni fi-

Sangue come figuiato ii} gnificano dominio di tutto il


SanMauiirio volfe più torto morire mondo 458
per Chriilojche faciificar à gl'- Sette òaddunanze de virtuofi nomi-
Idoli 557 nate diuerfamente f
SS.Pietro.e Paolo colonne della San- Settentrione come dipinto 70J
ta Chicfa J46 Settentrione quali huomini produ-
Santità come dipinta jyj ca 705"
Santità deue elVer pura 580 Settentrionali brani 70
Sapere ogn'vno prcfumc 30 Silentio nel malenconico 115
Sar mico celebre fpione éj4 Simbolo della libertà il capello 397
Sauiczzamirurata dalla cognitio- Simbolo di loquacità 402.
ns^ 500 Simetiia che cofa fia 609
Scarpe di ferro portate da Empedo- Simetria vfatada Dio nella crcatio-
cle ^«5 ne 6 lo
Scettro di lauro donato ad Efiodo 19 1 Simonia come dipinta fiia dcfinitio-
Scienza che cofa fia 595 ne,& altro 61 j
Scienza habito dell'intellecto 306 Simoniaci leprofi Pcfcacori 614
Screpolo che cofa fia 553 Simoniaci come puniti nell'inferno
Scienza an,aia ne'prin^'P'i 2.3 4 da Dante 6iy
Scienza, & opinione in che differenti 5^8 Smemorati 470
Scienza che cofa fia 590 Smiraldo figura di virginità 56
Scudo sierico fimbolo dell 'eternità 350 Socratici onde detti 5
Sedere al fonte 503 Sole, e Tuoi effetti 86.295
Sedere fcgno di manTuetudine , e di Sole, e Luna padre de corpi inferio-
quiete loj ri 217
Sedere fa l'huomo otiofo 71 Soledi Giuftitia Chriflo 136
Segno di Saturno i^6. r97-'^9^ Sole mezzo de tutti pianeti i
455
diGioue 19^197 Soldati di Borbone morti tutti in
di Marte 296.197198 Italia 34§
del Sole 195. 196-298 Solfticio che fignifichi éii
di Venere 19^.198.199300 Sonno piiuacione del moto 467
di Mercurio 196.298.199 Spauento nakeda quattro co(e 425
della Luna 297,198 300 Spighcmaggiori da tagìiarfi 3 14
d'Ariete 418 Spighe mature non fi deuono taglia-
di Tauro 418 re 550
di Gemini 419 Spina pena contratta del peccato 118
di Cancro 419 Spine diche fimbolo 312,
di Leone 419 Spioni di verità pagati, efcacciati 63 j
divergine 419 Spioni falfi coiidcnnati à morte 63 j
di Libra 420 Spioni fruftati.e abbrucciati ^54
di Scorpione 410 Spiriti abhoriifcono la Ruta 8»
Ste-
^

Tauola delle
fia meglio della prole
Sterilità fc 64} Timone filofofoodiaua tttti
Stoicionde detti 5 Ti mone onde tolto 4; 8
5tiatagcma ferue à due cofe 648 Timore che cofa fia

Sterometiia che cola fia 640 Torre di Babel


5rupider7a generata dal fior narci- Tofcana,& Romagna come erano di-
so ^53 ftinte
J70
,

Suono della voce, e vna percofTa d'a- Tranquillità prefentita d'Alcione 71


ria 174 6^6.671
Superficie della cafadi Cicfuftima- Tre cofe coeterne
ta €0 milla feudi ?47 Tregua per hore,giorni, mefi, & an-
Supcrftitioncchelia 655 ni 674
prima da Priamo
fatta «74
Trentatre Gineuerini per il buoli cfiem
pio de Romani fi conuertirono 546
Troiani cloquentiflìmi 19?
Trono Pontificale afiimigliato alle_»
TAcere ù chi fi conuenga l6<) gerarchie Celefti
Tantalo, e Tua fauola ^f Ttitela come fi deue amminiftrarc 677
Tardi à rillbiucie prcfto ad'eflcqui- in medaglie 678
re 414 fecondo gli Egitti)
^
TatcojCgufto commwne à tutti 631 «juanto antica, e chi lafciò tutela
Theorica quali iftiornciiti habbi 511 rij à figliuoli É77
e pratticajoro differenza, equa come dipinta 676
lità 51'} di quante forti 6j6
Theo ricache cofa è 66 j comedeffinita é77
Theodorico Rearferma non vi efier Tutori da chi prima dati ^77
cofa al mondo fimile à Roma J4<J
Thefeo inuentor di lega j^o
Theodofio Imperatore hebbe Tempre
cura di ella Itar, e dilatarla Reli
gion Chiiftiana 3;!
Theodofio Imperatore hauendol'im
prefa della Santa Croce nel|coili
VAIingegno
più diligenza che
la vn buon
177
batter con Eugenio rellò vinci- l'ingegno che la forza 647
le 351 Varia ethimologia,e deffinitione della
Theodofio figurato fotto il fimbolo tregua 673.674
del cane 351 Varie caule d'obliuione 469
Tempeftaprefentita dalpefce Echi- forti di leo-a 390
n&_i 654 (telolpui 614
Temperanza chc^colafia 591 Vecchie timide fuperftitiole 6;7.6;8
Tcrnpo miete tutte le cole 87 tnftenoii fi lafciano cntrarein
che fia 6ii cafa 663
caufii della inftabilità di tutte le Vecchiezza di che e fegno 134
cofe 637 Vecchiaggia fignifica efperienza ao6
Terra fi ferra, ed'apre 100 Vecchi fono di maligna natura 4;i
come diucnn grafia 91 tenaci, ina diconfiglio 18. ili- 3 34
impedill'cà noi i'afpetto del So- e loro proprietà 80
le 4(^5 Vedere come fi faccia 599
Tefta di Cauallo tipo d'Italia 341 Velo auanti la faccia vfanafi in Giu-
Tiberio chiamaua gli fpioui cuftodi dea, e dalle donne Romane Jj9
delle icijgi 054 Velo per donne commandato da San-
ti Pie-
1

cofe più notabili.


liPietro, e Paolo cfrequito da S. lità flieattioìii S7
Lino 55 9 Virtù confifte nei mezzo
Venere nclgiudiciodi Paride corona- Vifia,vdito,^^ odorato non fono com
ta di mirto éi x munì à tutti gli animali
Vendette per via di ftratagemmc 645 Vittoria depinta alata 341-
Venti maligni corrompono l'aria 4j i VlifTe taciturno, & eloqueiuc
benigni la purgano 45'} Vfo neceflarioalla fapienza J82.
.Vcnuftà fcnza bellezza efficace 699 non neceffario
Verga cagiona in noi la fapienza i jj Vtile proprio cagiona il non far ope-
Vergilie ftelle quando tramontino 41 ra nobile, e viituofa 13
Vergini nelle fupplicationi coronate 66» Vulcano per il fuoco 89. zoppo pcr-
Veftimenti nobili, che (ìgnifìchi 5 J9 che_>
Velie lunghe,chc fìgnifìchino 65.1^3 Vulgo che cofa fla
Vdiro come fi fa 17 j
Vino fue forze, ed'efFetti 6;j
Vigilanza fìgnificata nel celFalo 17
Virgilio fofpiraiia /pcflb 6 17
Yiridità della vita 714
Virtù habito della volontà 36} ZElfiro infpira il canto à ci-
rinforzata dal pefo yox gni 44f
vcgetatiua 4Ó0
...
Zopire tìdonomico giudicò^balordo
Virtuofocomc fi rapprefenti fue qua. S'oci'arc 65-^

IL FINE

TA-
1 1

Tauola de gefti, moti, &pofi ture del


corpo hu mano.

Ciglie inarcate ji6


ABbracciare 190416 Collo concifo lo ng0 285
Alzar il capo Crini fparli,ed erti 189
Alzarle mani 150.181 Cuore ardente 94. fcopcrto }88. 687
Alzati panni Cuore 6j. io8.iij.i4i.iii,zi9.i47.par..
Appoggiar/i fui braccio 5 97- 43 4- 504 rato670.
Atto di lotta in compagnia felice 363 Cuori due 160
di colpire 478 Cofcie ignudc D 6oé
B DAre il late 381
Accio
B Ballare
Barba canuta
«71
18
^49
Denti
Deftra aperta
di ferro
3©3.ftefa 17. fopra
119. 189. ferrata 497. con fuoco 670
il petto
66

Bocca ferrata 415:. aperta 18. 1^4.6^1. ben- Dito alzato 49. ii /.indice ftefo 163. all'o-
data 1 1 i._)-94.rpirante fumo 2.S9.CCC3- recchio 117. 414. groflb piegato 387
lantcfiioco482.conla fchiuma nell'- indice alla mammella 481
ira fecóda.Sigillata 594.convn'anello Dito dirtefo 1 6
3
5;?;. vomitare ^ io F
Braccio fopra l'altare
ftefo i7'53i-fporto innanzi é70.ftero
J14 F Accia gonfia nell'ira prima, velata 407.
alzata 481. Ji6.i8j. grande 660
con mano aperta 497.armato.4f 376 Facciedue 160546. 538.668
verfo il Detto 497. alto 10 74.15(8.210 Faccie tre 364
in atto c'abbracciare 74 Fronte carnofa,e grande i 8. torbida 60. feri
Braccia igniide 141. 149-3 30. j48.apert«LJ ta 5 16. quadra 3 94.grande 516.600 ,
190.416. 481, in croce 301.459 Faciata 50 ; 9-^11
C
CAmlnarc 96. in punta di'piedi ^3 GAmba di legno 81.501
Capo chino 99. II 1.290. t9j.5i6.afco Gambe fottili 5 16
fo 68.facciato 143. volto alcielo 181. Ignude 266.5ii.6i9.fcopcrte 606.
alato 118.164 410 (Jij. iniioltodi ne- Giacere '
6. 460
gro 376. inghirlandato 314. 717. di Ginocchia interra jo6 411.481
h-nera!dÌ7i6.raro 603. velato 190.^38 Guancie rofle 707
'j^apo di leone 209
Capelli fparfi 39-148. 398.516 6o3.confer Ngcnoechioni 18^.481
pi 5 3 i.mal comporti 491. biondi, e ri- I Inchinato 80
ci 41.170.6 7o.grofII, neri, rabbuifati
^98.516 d'oro ji i.vguali ricorti 516 LEggere z £1.110
rolli /SS.nuoIci insù 504.verfola fró Leprofo 515
te 476. irfuti,rparfi,canellati5i6. fer- Lingua 508. tf^eo. doppia 164. fuor della_^
yentiui 387,670, ftefi i49-j;j-fofchi bowa 319
465. Lingue 8t
.Carnagione iofca 465 Lotta 16%
Ociti M
ilUioma tir.iRte al biondo 41 MAmmelIefpiematc 75.^13.61?. fco-
€.hionu pro£uni4ta;C xictiut^Ae aijcl- pertc J07.63 i,afciute,pcndcnti 191

i" i8^.458;i8
Me.
Tauola delle parti del corpo humano.
Mano '577.appertai7 io.171
Mani allargate 19. porti all'orecchie 469. PAlpebrcTangttinofe 694
alzate 6 LI 41.1 7i.rf4-giótc 6J.412. Petto ignudo 2 1. ferito foT"
congionte iij.alte io8.i-j7- copre le Piedi in atto di precipitare ii. incatenaci
ginocchie 148. aliate jy^-afcofe, che 187. legati 676. nudi 14.1j.i40. corti
tirano in contrario 414. vna contro aliati io4.iHidi,eilabili 4.o.in rittodi

l'altra } KJ.che li lauano J14 occhili» fortez7a 4J7. zoppi yi|.vnfu l'altro
te 479.tentioni 641 5 16. nell'acqua 603- nudi aliati 693^.,

Mano dcftra copra la finiftra jtfi. foprail fopiak fpiiie 603. tremanti 111. ai-
petto Ì19. coperta 119. aperta con vn lati 169 i'calfi 464.603.
occhio in mczo j 15.5 y 5. al petto joi Piedi d'acquila i6o- dilapo z90.dico4e^
jji,f4j. dóS.allaboCca j3 j. in Ceno
Detto fcopcrto 131. bianco fcoperto fH.
Mano in atto di tenere 46. jè. 70 74. i iif pugno in atto di percotcte 1 3 r

i}9 161.192,. 149. 170.174 478 53*- R


56J. 6jo. in atcodi mortrarc 46. 381 Rifo 171 /«»
4f3.in atto di pofarfì i7o.in atto di S
comandare 4f 6. di coprire jyf. mor- SE.-lere 1.6. 31.61.81.101.135.191.19*
fìcata 5 45^ .che foftenta il lembo della 1S3.336.339 342- J43-3JO- jn- /«"T"
Tefte 159' 619. ftefa ed altalenata, e 67;.
balla 71 j. al la gola 607 Seder per trauerlb 13 J
Mani appoggiate à fianchi 64/. incatena- Squardo fiero 109
te 18 7.1egate 676 Siniftraftefa 497. foprail core 714. al pet-
Mani quattro 469 to 53 i.con foco fyi.fopra vn aratro 3 ii
N Soleuato in arcia 3X1
NAfo aquilino 394.416. rotondo 397 Spalle alate 619.63
con zappa
1. 719. co pefo 196.160
711
4oy
Nudità 1y.39.100.i47. 187. i94.i60.18f Siniftro ignudo ly. ftar in piedi iiy. 117
3ij.3i(j. 441.y81.581. (fo8.éo9 607.637.669. viuacemente 41.45 3 iu
O atto di vdire 41
OGchi bendati 14.96 178. 307. 3 1 1.415 Stomaco coperto 141
lagrimoli 167
Occhi i79'j'i?'j'49 'TnErte doppie
Occhi biccchi 333 X Tefte due
Alzati al Cielo 110.481. ben aperti
606. grortì /07. concaui 394. gro/II
lucenti 397.416. balTì i jy.707.chiii-
fi guerci ;67
Occhio jo8.6oo.in fronte 63 1. dcftro cic-
co 310
Occhio torto 3 3 3
Orecchie rofle nella /òmmità 707
^Orecchie 147
Orecchicd*afino49.3ii.é34.clilcprc 166
6

Tauola d'Ordigni diuerfi,&; altre co-


fé Artificiali.

Broccame bacile *79'3i4-7iJ


AGata ié7 Buccina ^j
Ale fu gli homeri i j. 14 i8. j i. 5 9. Buflbla da nauigare 190.459
j9. 41. 143. 144. léj. ns. 2.19.111. da pigliar le piante 5 8©
aj6.i;7. 194.316.3 67. 3iS.4é;.474- da portione de lìti 43
508. jn 514.619 661.700, 719. nere C
àgli homeri 46 j. nella giontura del CAduceo 85.111.231.341.495
bracciojC della mano. 7.4,3 piedi 104. Calice 127.119. 39o.494.58(f
105.110.266.605.610. 6 13. nella man Campo florido 362
110. 164- 193. 3 31'
(ìniftra f li. tefta Campagna ji8
410.590. Candella 190. 118. 501. 656
Altare 7y.;5i-;;2.-577';85 Canna 81 3 86.500.506
Amatide 167 Canna di gemme 351
Anchors 196.134.630.^37671 Canna da pefcar 160.334
Ara antica 3T7'J'4. Cappanna 113
Aratro i6.ii3,50f. Capello 632-418
Archipendolo 43.118,484 Carta da nauigare 1^0.458
Archibugio 468 Carattere 351
Archi 5 55" Cartella 456
Arco cclellcò Iride I9<.i7é.3 58.;i i Carte da giocai^e 587
Arco 31 85.86,93.318-441 ;o8. CafTa 561
Argano 51.516. ^53 Catena, G collana d'oro 17.43.47.74.113.
Armi varie 33. 101.165. 54i-5i9-i67 I IO. 1 58, 1 71 198. 2 11. 270.304.

Arpa 7.15 511 4;6 ;34-y75-;^^-663.


Afta rotta 57 Catena di ferro 59.163
Aftrolabio J4«JJ.i39 Celatone con penne 361
B Ceppi 159 408
BAcile 47.i3i.39;.4^9-^^7 Cerchio d'oro 110.281. 382
Bacolodi Giacob 518 Cerchio di ferro 151
-Badile 43 Cerchio 115.661
Bacchetta 177-545 Cerchio del zodiaco 16.509
Bamboli 145 Ceftello éi.i;i.339.366,
Banderolo 3Ì4 Chaos 118
Baftone 347. 5 87.413.415,568.663. '71 Chiaui6i. 88. 90. 115. 2.30. 351. 401.535.
Bafe quadra 141.134.546.581.637, 6 18. incrociate 3 II
Baftone pa[>orale 436 Chiodi 38.415.459
Bcretia verde. lyi Cielo ftellato 231.387
Bilancie 64.103.180.5 19 389.751.663 Cilicio 108.504;
Boccette di fcta 1 Cimiero 45 86.87. ié6. 214.287. 18S. 191.
Boccale e^y 3 18.315. 341.401.476.403- ili. 548.
Bordone 209,444,501 550,617.645.
Borfa 45 1 ferrata 57. 111.49 8. apèr- Cingolo 513. 690.716.
Ciicolo 16.91-453 66i
Bncciolare 103.180.515.559 Circolo, ò giro de' Pianeti 404
Briùa 144 Claua d'Hercole 155.495.7:0
Clc>
.

Tauola d'Ordigni diuerfi


Clepfidra criuello d'acqua 198 ;ii Criuello 184. ;Si.;9fc
Colari d'oro Z9j.j4o Croce z 17. 53' 1.469.
Colare 3ji Croce di SS. Mauriuo,e Lazzaro 555
Collana 93. 96. 141.186. éoy.ón Croccfiflo 46S
Coltello 4 J 1.478 Crocciolc 91
CompalTb 68. iii.ijé. 180.18}. 174. 190 Cuore 17. 198.592'
194.586. 410.431. 479» 49^. /oi-Jii Cuneo 4;j
609.667 D
Conocchia ZZI DAdo yio
a6.}95
Copello d'Api Oado di piombo
Coppa 5;l.j6z Jjauari 4;6
Coralli 167. 196.44' «461 Dardi 69.184. 3ì;'439
Corda d'archibugio J08 Decempeda pertica 451
Corde ;. i6j.40/.;o8 6iz Declinatorio Z94
Corna di raggio J8z Defcherto d'oro di tre piedi f89
Corno 3i6.;63 6Z3 Diadema 389
Cornucopia 6. 1 1 y. 103.116. Z3 1.17 3. 337
1 Diamante 43. .146 .167,4^9
339' 341. 342'- 365. 394.405.43.744 Diafpii Z84
495.yi4.53i.;35.n^-67i.7i9 Difciplina J4»
.Corbnad'oro 37.77- 171. 194.z78.179 •

. ._ 181.196. 39*. y48-5;9' ELmo.ò murione 3 4. 49.1 33, 3n-i3j


Corona d'argento Imperiale 371 315.319, 3JZ. 35/. 3J8.568 378 390
jCorona d'oro di gemme 655 536. T48. S49-S55'575-5^i jj>8.6o6
Corone di gemme lOI 618. 6l9' 64/675
. . di fpine 108 Ethite pietra 167
,; d'alloro 341,343 F
d'cderajC di mirto 3 FAbrica artificiofa 609
di quercia zoi Facella 6 1.84.9Z.1 3
5-<éi9..641.6J6
"> , di edera 91 Facclla accefa i55
di narcifo ^U Facella fpenta 3^
di pino 5^7 Faglia di color rolTo
di papaueri 4hy Faretra 31. • 555-5^^
... di vari) fiori 7 Fafci coiifolari 105 17?
di più forti Z4 45 6 Fafcio di verghe 1 14.168

Corona muraglie 337. 374 376


di to; li, e Fafcio d'armi 161. 663
Imperiale 389 Falcio di Frezze
Corona che lignifichi 559.
Fafcio di paglia acccfo 81
- . .

Corone militari. Fafcio di canne rotte 8J


Cinica di leccio 34 Fafcio di ftromenti 116
Cinica di quercia Fiamma di fuoco 381. jj;.
Obiiiiionale di gramigna 34.37 Fiammegiante raggio 387
Tribunale d'oro,e d'alloro 34 Fieno 680
Murale merli d'oro 34 Fiffura della natura 381
Cafìrcnfcje baftioni d'oro 34 Figura sferica 107
Nauale roftri d'oro 34 Filo con pò li zi ni 6;6
P'al loro ^55 Filo intricato 5 04
Corona Ducale 389 Filatoriodilana 479
GorAzza.ò corfaletto ^5hì55-S9o-5S5 Fiftola inftrumcnto 436.;»8
Cornetto 104 Fiume 80
Coturni d'oro i;z.448.4;(?,;55,tf7i Flagello yn.664
Craticola ;o3 Flauto 13 ,361.394
Fui.
.

Tauola d'Ordigni diUérfi


falntini if.S?. 90. loo. 156.199. ,iyt.j4o
506.711
Fontana ^9.474 .504 618
Forbici 149-;64
Fornello
Forno i90.3iy.4(^9TÌ3-J4i- J48 66/
643
Frerze.òfacttc 51 8 (^.ij 8.441 ;36.y»i
Friifta con palle di piombo
Fucille 178
Fuoco 54 yi-Stf 89 94.101109. 163.184
iji. 1/8.533. 399.478. ;i6.
5 9 ì; 94 700.
Fumo 34. 160.4^1
Fulo ILI

y^Abia aperta
VJ Gagate
1^
Tauola d'Ordigni diuerfi.
O Remi 145-459
OMbra del Gnomone 194 Rete
Olia 114 Riga 136.114. 386. 609
Ouato 4«J.49j Roncietto 16.574^
Ouo diftruzzo 475 Roftri di nane J15. 374.715»
P Rottella 3 45-5 5 i
PAefe belliillmo }8l Rubino IJO
Paglia accefa 81 Rugiada 190
Palla di vetro 416 Rupe 15.18.358.51»
Palla 503. jjo.difegnata ckl core ce- Ruota da torteli 116
Icfte 410 Ruota 130.111.476.540.663,668.717
Palo i7.io.50 191 S
Pane 6J.ZI4 SAccoccia grorta 19
Paniere xjr Sacchetto pieno di monete 47.
Paragone 177 Sacchetto 303.561
Parazonio fpada 561.710 Saette 101.106. 158. 315. 576
Pafletto 640 SafTo in forma di piede 378
Patena, ò patera iSo.jt4 Scala i35.i3j>
Penne 105.305 jzj. ^14.441.446 Scarpello 50
pendio 50. 5 10.316 Scarpe di piombo 139
Penacchio 567 Settro 13. 88-IOI. 190.111.337.397-405-
Perle 184 417-456. 561. 700.
Perpendicolo 43 1.546.609 Scettro con mano, & occhio con 1 ettera Y.
Pianetta 586 3 96. con occhio 188.435
Pianetti 609 Simitara 319.555
Piede mifiua 431 Scoglio 54.I94-555-499
Piedeftallo Ì}-A99 578 Sco leggiate da grano no
Pietra quadra 55-4 ScudojO rottella 109. I68. 111.351
Pillo afta col ferro triangolida 365 Scudo di cnlìallo 88. 9 j
Piramide 115.191.149181 ScuiOjò acceta 47-98
Pietro ' 172. Sedia 117. 406. 480.517
Pomice 94 Sette colli 577
Precipiti) 340.50<S Sfera 117.131.519.449.534
Prigioni con corone in capo 456 Sferza 151.548.565
Priuilegij con figilli 376 Seggio fontuofb 47
Piocello IC3 Sigili ijòiìgnacoli 513.594
Prora 2'4 59. Siringa 3 1©
Pugnale i<?4. 181.671 Smiraldi 716
Socchi 104. 151.448
QVadra^òfquadro 43.431.479 Sole 77. i£)o. 190. 196. no. 149. 194. 198.
Quadrato come vn dado 151 413. 455-50i-53iéi9- 701. 7^1-719
""
Quadrato geometrico 13.174 Solfo 475
R Spada ignuda 109.13 1. 168. 180. 335. 618.
RAdio latino 13^.640 619. 669
Raggio 74. 191.190. Raggi 456 Spada 119.171.159.jio.387.389.415. ve-
Ralbio 476 di aocoperazonio
Rafpa 184 Specchio fette 17.4t.69. 1 19. 1 8o. 11 8.i8 !•
Raftello 184.114.3 34 489. 53 6- 538- 588. 590. S99' 6sS
Regno Papale 351.389 711
Regolo 111,511 Specchio vftotio '48y
Regolo lesbio i j^ Spelonca 36t
Spc»
Tauola d'Ordigni diuerfi.
perone 8j.U6.ioi Tefta di Medufa <fl8
Spino 7 di morto 16
Spoglie J47 Thiara 2.eo
Sponga 46 I Tibia,ò flauto 581587
Squadra }86 Timone tao.i^i.};/ 43J-4;8.y3F
5tafilc,ò sferza ij; Tirfo I9.91.52»
Stampa 658 Topazzio 540
Statuetta della vittoria ^41.567 Torcia accefa 105
Statua di Venere 6oj Torcia fpenta
Stelle 3 9-;4-j;.74. Ilo. 143.145.1 85.105. Torre 118 134
134. x9o.j37.44j.4éj.46;.6o9 Tre gratie 74-159
Stella };i Triangolo
Stendardi 456 Tridente 90
Stimolo, ò fpronc 619 Trofei 341
Stiualetti 40; Tromba lol. 118. 303. 406 4j6.5j9.680
Stocco 166.19J.407.J;; 69; Turbante
Stola ;86 Tribolo 306.440 .481,481,483
Striglia i6s

TAglia 4n \7Afi
Talari V Vafo con vite
Tamburo 90.456 Vafodichnftallo I»
Tauola dall'antica legge Vafo d'acqua 150.660
Tauola di figure Aitionomiche 55 di foco I0T.105 .130.142. 670
Tauola fìgnata d'alcune figure 410 Velo 39-97-i5>^.2.i6,26o. 192.382.411^
Tauole oue èdifegnata vna pianta.^ 476-55S-;3^
d'vn palazzo 386 Vela 196-1J6.4;8
Tauola con la figura d'vna 'fortez- Vela gonfia
za efagoaa 43 Verga 103.192,159
Tauola con numeri 46 Vetro 260,416

bianca 45 i Vezzo di perle Z84
Targa 543.368 Viola inftromcnto 447
Tazza iS. 114.116. 184. 515.560. 578. 606. Vittoria
643. Vncino 444
Tela d'aragno 478 Vomere 495
Tempo d'horologio J4-3i4.é'9.7i 1
Tempio 514
Tempio d'Vmkria 358 ZAffiro r^5
Tempi) d'honore,c virtù z88 Zappa li
16. 7
Tenaglia »
^9 Zodiaco l6.ioi.x8l

IL FINE.

T A«
TAVOLA
de gli Animali.
Chimera 445-7''»
AGnelIo 63.66.505.514.414-494 Chiocchi! gallina con pulcinj 114
Agnello pafqiule /Ji-J^J-jS; Cigno '
190-447 .510.701
Alcione 494.671, Cicogna 17.85.105. 183. 1S6 J U.3Ó6
Alicorno 93 ~ 8 • ^
4i3-5M-546-;^J
Animali di quattro Euangciifti 300 Cicala 447
Animali diuerli 497.498 Cinclo augelletto
Api I5.i_76.iij.x6i.5 16 Cinocefalo
Aquila 74-87-Jii<-Jj9-594.4'^;'+iJ Cignale 511. 317 60J.71Ì
4l6.j04.;;i,;76.;99 Cuietca 87-111 J'Ol. 656
Arpia 57.; 5 i Coda2Ìniola
Armelino 99-130.507. 538
^
Cocodnllo 403.476.508 649.650
Ariete 104 Colomba per Io Spirito Santo 390.554
Arione 591 Coniglio 7'f
Ardeolo 516 Colomba 7i.i84.54i.57<f 613.^17
Afino 7.175.110.507.491.516 Cornacchia 350.416. 51J, 656.71X
Afpido 5 1 5 Coturnice 404
Aiuolo 700 Corno 517.590
Augello di lungo roftro 34/ D
Auoltore

BAfilifco
Afilifco

B
107 599.601. 6oj

85. 117.110.117.406
D Onnoià
Drago 69.87.91.
167

Barbagianni 199 Gitalo 466


Becco
Bracco
598
600
E Elefante 79-9j.i58. 304,408.660.707
709
Buoi 187.110 Enidro ichneumone 64?
F
CAlandra 196 FAgiano 3 lì
Camaleonte 1 1.41 Falcone 109 .401 .600.601.707
Camello yj. 149-440 Fenice 194-H6 .510.561. 549-594-
Cane 15 85. 88.111. 116. 13 1.150.176.180 Eolica 184
504 511.331.331. 351.366. 588.468. Formiche 351
478.508.675
Can corfo 367 GAlJina 114.579
Cancro ólO Gallo 85.176.101. 511.534.415.541
Capra amalted I 579-609.617.651
Capra 51^.436.611.651 Gallinaccia 70 .

Cardeirno 1Z4 Gatta 151 513.597-508-673


Caradrio 491 Gazza 81.449
Cariddi 44; Ghiro 198
Caftore 493 Griffo
149-44J
Cauallo 88.90.91. 91.175. 176.1S8 566 Grne 111.220 187-33r.605.714
457 GuiFo 81 91,171.656
Cauallo Pegafeo 61. 119. 719 H
Cerbero 88.446 HEmerobio 71}
Centauro 689 Herodio 6or
Cerno 105. 167. 536. 599-718 Fiidra 551.44^. 5f8.588
f Hidio
Tauoladegli Animali.
Hiciro f^rpc
Tàvola
delle Piante.

Grano 41.368, 6tfi.6}l.


Loto ^'lt>.9J.^^6.t64-i.9t.JOi.^li. Cianati nj.7i«
H
Anacanp feroce
Anemone 117.614
H Elicrifio fior gialIOiC lucido
Heliciopio Z65

Appio <54J I i\ide 17^


Arbufolo
Aflentio 14.IJ ;66.6i4 Llguftri «57
Alpa f agi 370 Lino JIO.J70
B Lino iìorico
imbagio in
B Boitaguic
Sicilia

C
j^^
19
Lotto
Lupini
Lupèri
701

• fina 81 x6o ì^o.iij jz<. 47^.505 M


Canna palulUc 194 Martella IJI
Ca -.1.3 .iclc Miglio i-37»
C-iiiiupe 401 h a 11 aorlo £7fi
Cauoio i9 N irto l.»0.2.tf.<tf.l30'.449. 6ot
Ce < ro ».4*» \ìtiro (.elfo 176
Cinica 3-9 Mortella lJ4^flI
Ci ina mona» 96 Mufco 460
Ciprcflb 4k.8f .83 N
Climenc
Condrillo
Cotogno
645
109
408
N Arcifo
Nociolc di perfichi
i9ié;i

O
£Dera
£nclo(i
Elee
x.X4.j4.9/.5ii.397.ji3.^é}

cannameli^
1^8.598
2.S0
O Lina

49J'494
1. II. 6s66.9i.ioi. ti^.jì.0.

i50.149.19i. 119. 167. 184. 187.408

Eringio 6jl Olmo X5.iy.7i.j61


£iuca 40J Oriiello
Ornito^allo i7r
FAua J70 Origano Pi 41}
Faggiolo 3JO Ortica 405
Pelce IZj 476 P
Fieno 6 So PAlma i0.l8i.j14 J'27-^6o,7ro
Finocchietti Pampini 16-171.361
Fiori .6.i8.i^.38.jo.l44.i3«'i40.i75 Papauero 9i.i71.i76.507
Panico 370
G Pcrfico 600.710
GHianda jiojjir Piante varie l6.6iy
GirarolCiOueroclicropio 662. Pino 170 J70
Giiicpio 4iy.469 Platano 5^3^
Guieftra a-Sé/ Pomi
Giglio rftf.68.69.6i?. 630 Pomo granato i6i
Ciuggjofo 6,60 Pruni 307
Pw-
1

Tauola de Piante^
Paleggio 1^9 Spino 7.108.140,177
Spighe itf.i7'to.8t.i49»i66.;5f
T
Q Vercia
719

Amo di noce
THimo
Tirfo
166
91

R 11^
Rofa 14- 18, 16.ee.8j.9M30.44j
586. 661.713
Tiglio
Trefoglio
Tiibou
15^
6-3

507
Kouo 3" V
Rubbia J70 Verrainaca 46^3

Rina 80.97.167 Veficaria 2.1

Vire i9i5-7i-r48-}éi-J^3'374j7*-378
Armonia 378 398.4;j.
S Scilla, ò fquilla Vua 38.1 ji
òelinotropio 661 Z
Senecio 6S7 ZAffarano 366
Sempre viuo Zucca é^i
Senape 114

IL FINE.

TA.
Tauola de Colori.

ARrgcnto ii 1.114.190
Azzurocciuleo;4-i39'i47.}74.404
Azzucio {Iellato Si.jig 40+
B
Bianco 1j.17.4t.80 96 9S.i8tf'iii
196.401 4fo ^o8.j9i.6oréij
Bianco macchiato Ycrdccroflb 519
BJancogiallo ip.ijijoS
Bigio rollò 4iJ
Bigio 41; pi
Bercttino x*,!»^ .119.; jy
Bcrcrtino negio tane 14-499
C
CAngiante 11.81.130X16.2.9^ i97'i-98
J04
Ccicfte 194
F
TU-"'''®
X7 Ferrugine
T A V O
degli Autori citati,
LA
ACrenc A 7;ì Athanafio ii?
Adagi j j.4.ji.i;7.i78-i40-3ii-4»; Atheueo 7. 10.1^.3 15.^77.471.474.486

417. +71.687 601.645.674.^98-709 7x5


Adiiano Turncbo 9.iJ7-4i8.45 1.47J Aucrioe 1x7.x51.3x6
Albatcgnio 4^J' Auiccnna Ho. i il,. 18 6.111. 214.3 16. 447
Alberto Magno 9.1x6.471 5i8.<^oo
Alceo 3^^ Auilo GelIio3 4.i;t i;2. 177.1x6.x37.195
Alciat07.i8.z6.i?.6l.88.T lo.ii r-ij -^.i^ó 41; ;66. 600.601. 636. ^73. 674, 675
I4ì}.i8i.i}i.xy7ir8-i6j.i79 x 4J07 Aurelio Opilio 673
ji?.587.405 J57.5i?8.6oi.6;^o. 7^9 Aufonio X48.i;6 349. 411,4 j.;. 476. 613
Aldo Manucio 101.347 B
Alcide 474 Bartolomeo Anglico 9.19.101.113 .I46
Alertandro AfFioJi(eoif.ii8.iji 173.101 16". 168.46^.46 8. 516.5 63. 576. 615
173.340.611.01;. 6)6 648.7x0.
Ammiano 60S Baruc jix
Anacr.oiitc 144.449.694 Balìlio 3 14.466. )-9j

Analfagoia yóó Bembo 10.440.576.615.705


Anaftafio 548 Beriiérdin Rota 7X.6;o
A'itarano 171 Bernardo Taifo 504
Angelo Poi itiano 69 {^
Beraldo 145.300
Anguillara 1 19.113 Bcrofo Calde© 557
Aniiio J7i BiaiìCe 114
Appollodoro 446 Biondo 3^5-358. 370.371
Antonio Thilcfio iry Boccacio 84.86. 87. 88. 89 90. 91.91 143
Apuleio 84. : jS.179.60S.6j7 19; 107. 149. 193. 196.197.436.460
Arcangelo Vercelli 117 461. 461.465 700.701.703
Argcnterio 186 Boetio 15. 6 6. 13 ;. 13 6. 13 7. ij 8. 13 9. 240
Atiollo 18 13. li;. 144. 178.111.119.133. 241.241. 195.610.681
x6i. 181. 4 18.45 j 446. 47;. 493,516. Bndeo C 417.43 1.6;5>
519.608.6:1.6x8. CAlìlodoro 135.3 f6.43 1.4^1.471.615
Arnaldo X09 615.634
Arnobio é;i Caio Ci.ilio 432
Arilride 68;. 688 Cardano 51.431
Arirtofanc ;ii.;ìx Callo Steffano 5
Arinocele 9.IC.IX IM9 21.11.15.1; 30 Calsiano, 118452
4X. 43-iJO jxr56.;7. 60.7 1.77-78 79 Caftore Durante 43 <j.

101. lox. 103. lo;. II I. 18. 111. 114


i Catone 258. 371. 401. 4x1. 5^6
118 15 5.^34 i;4 ij6 161 164. 174 Catulo jo 51.7195.469.471.69®
179.106. toi. X07.X09 xio. 112. X16 Caualcante 201
236. 139. 141. 143. i;o.xj4. x68. 169 Celio Aureliano 5S4.
X7O.X76.3O.S.309.3 IO 316. 319. 311 Celio ivodigino xox.346.487.534.6(,o
jx6 JX7. 334. 384. 59» 396 401.40; Chilone 155
406.4o8.4i4.4i7-4yi- 4n- 4H- 45"^ ChriftoN.S. 18. 62 66. 95. 217.119. 152,
463. 466. 468. 478.49/ 49;. 495. 496 290. 503.5S7 388.393-469-48x.49j
497.yié.;ii.p;.;i8. 530. ;,i. 531 53i-537-j48.605.67j.7i1
546.;47.f;..;;3.;67 589 ;90. 591 Chiiiloforo Landino 13.58,246.197
598. 6OO.60I. 6 11. 61-4.606. éll. 619 Cicer. 9-i1.jo.48.5x ;7.6i.6x.70.75 76
6i8.6j f 644.6;o.6yx.6v3.66;. 66^ 160.173-175. 179. x'^o. 210. 136. X4O
67;.68«/.ó9Ì.7J7.7oS.7l4 3-4*ti4i'i7l'i8x.i86. X98. 347. is§
J j

Tauola de grAutori citati.


381. 38Z.384. 4i8.4;i.4éj.497.jo8. Eiichcrio if
514. Si^'SS'i- 560. J66 585 59i-;99 Euclide 4y4
601. éii. 6ì6- 6l6'6j^67S'6ii-6%6 Euripide 11. 3 j. 48. 114. 403. 475.5 63 -643
«91.713 7IJ-
Claudio i;S.i84.3 49.3yO'J74-J9i-;59 Eufebio 437.447.469-470
Euflacchio 413 .414.41;. 418
Claudiano 14. ^^. 78. lor. 2.17.2.19 19^. Euftatio 397
381.4^1 4(Jo.467.497- Ji7 Ezechiele 14.163. 407. yiy
Clemente Aleflandrino 384 F
Cleobolo ijj- FAbio Leandro j8o
Codice Theododano 43 7 Fedra 3}
Colkiiuccio is5 Feliftonc ir
Columelia 7i'4ii Fefto 1/1101.418
Coperta j j
FeriKlio 119. H 1.113.316.384
Cornelio Gallo 588 Ficinio 117
CratCjTebano 3 5
Filenio Comico j-^4
Carilo 1 18.13; Filippo Alberti 14/
Filoponio 63 J

D Filoftrato 146. lyo. 157.1 7;.i4o. ji i.y ya


D Ante li. 11.40.41 y8.Ó9.i44.H'S I9J
io8. t48.i6i.303.437.44é.;04. jó3
598. 613-701
Focilide
Folengo
73'7J
it
5 ^9-;79.6o4.6i; 610.63 1.64/- 6;
Dauid 6.13.18- 19- 6 7. So- 131. 1e3.194.1j1 Fornuto 85.90
2-i4-3 2-;.4oo. f04- ;z8. 541 ;;i.594 Francefco Mauro 5/9-361
603.678.b81.71y Francefco Beriingeri 365
Demetrio 431 Fi-ancefco Cenano 6y8
Democrito 8.16 Fulgentio 684,
Demoftene 114. ; 9 1- 601.700 Fuluio Orfmi 11-341- 343-3 44- 5;i-}8l
Diafcoride 4- 119. } 14. 404-47i.64y.69j 38i.39i.4;o.y6Ji
Diodoro tio.448y37 G
Diogene
Diomede
y. 15;- ^60.136 144-167
yi
C Aleno ly-io^-ii i-i 11-170.173. 174
i7y. 184-186.193-108. ili. 113. 114
Dione S. lo.iy i.340.:;4i.4i8.43i.y7o 319. 316. 329. 4jy-52-8-;i9-;47-6oo
591 éio.6y3
Dioniiìff iy1.338.34c.3y73 81.403 633 Celio 6
Dominano 14.118 Gcntiano 595
Dorotco 164 Giano vitale 348
E Gio.Battifta Garzoni 73
EGefìdoro 41 Gio. Maria Cataneo 355
Egidio 114 Giuanni Sacrobofco 104-136.454
Eliano 1/4. 1+9. 173. 4-6. t4'-47-.49i Giouanni Zaratino 149.461
y20.y64.y70-6i; Giouani Duca^del monte ,
577
Eutiopio 116.^35 Giouanni Villani 57
Empedocle 175 Giordano 355
Ennio 24i.001.6y3 Giornale lot
Epiteto lyy Giorgio Vafari 69
Erizzo yjy GiofctFo 94.101.340.43 1. 441
Efaia 67.y16.683 Giraldi ili. 171. 186. 471. 634.635.
Efiodo 415466467.^16 648-
Efodo" 477.636 Gifmondo Santi 165
^'o'.io 3^-y6.y96 Giuliano 471
Giù-
Tauola de ^XA utori citati.
Giulio Capitolino Ii6.i43.i44.j47'4i9 Lodouico Vaflco I74.

648 6S0.6-JJ Luigi TanfilJo 440


Giulio Martiano 7}-^44-y9i Lucano 141.196,197.571.381 450.56/
Giuftiniano iji.jyV'^yó Luciano 35 37-75 111. 137. 140.434. 466
GiuftoLipfio 36.}46-4i9-)9y 489.595.658
Goltz 381 Luciecio 99 117. 118. 146.1 95.444. 44f
Grifofiomo Si.i»8.l70-34é.JJ&.;ó6.;86 450.471.474 588.591.665.691
681.684 Lucio Androuic-o 15?
Guarino ^90 Lucio Floto 340.433. 4}>
Giiuieiiale 4.41.1^8. 102- 415. 43 4 534,6^1 M
H '
-jL rAcrobio 113.114.111 i45-a94-jj7
HEIiociaro 488
Heioclicc ^4f Maiullio 198.107.454.64t
iHeiodoto IDI Mantuano ì5y
Heirnogcne x Maianta 5*7
Heiodio 101 M.Tulio 5-31 85.149-151^5.154156
ìKvfìchio 194 160.161.176.131.155. 136. 14U. 141
Hclìodo i<)4. ioi.433.449-4er5-.j6r.685' 142. 305.485601.e1y.656.680.681
Hippccrate 111.169. m.
Xij. 114.410 684-695
480 M. Antonio Cattaldi ^5 ij 312.
Hi eie mia '9 M-Varonne i>,.i76.i84.iii-i97-3 3 8.54<^
iHieiocle 35 59- 3 ^'0.3 70 384.418.439.466.475
3
Houicio 18 3 j ,3.6i.?9.9i.ll6 112.113 659 660. 663. 67f. 697
i;4 iv7 13 i94-34i-3r-J^i-4i8 Maifilio Fcmo JÌJ3.486. 487.488. 489. 530
4JO. 44',4^9 4J6. 68.; 13.53 5.^39 55 i.>-9l.-.li.6>i
577- '''i'8. olj 619.646.647.674.(586 Marcello Do.iato 510
69+ Maria Vcrgiue 64.67
|Ho;at!o 1.4 19.37. 5-3. ;8.f9.7'-78.8y.9? Marciale 4.71 1 50.101. 1J8.170. i8i- 197
J06.1 ^. 18.1 17. /4t.-.i57 léo. l'^l

I 198.300.355-336-364. 370. 418- 4i|-
113-loo.1j1.141.146.164- 169. 176 453.475.588.601.602.696
3 19.3 ii 3 ,l.?6^366.433. 434-441 Matthiolo 10.97.566 378.579.392.-440
444-448.467-496-J'0-534- 5^7- S^i Mcrciuiaie 1-7
601. 616. 638. 641. 643.671. 679. 682 Menandro 594-712,
683.719 Merula 4
s-fcrmolao 451.514 Mcrodio 552..
iu2one zo.f55.4j6. 518.593 Metodico 597
I N
TMola
L innocentio
370
497
IjS.iffi 400-476.584
N Atale"

Ne Itole
Nauaro
1.460
6 5

37
S

(ìdolo 7.10.55.71 103.168.180.111138 Nicandro 5.113.615'


141.307. 368. 431.484.576.645.657 Niceforo i58.i4;.3 5J
658 Nicomaco 602
L Nonno 466
LAertio 5.155. 161. 193. 107. 13^.141 O
OCcone 10581.381.439.571-577
atrantio i74}49-56i. 657.659 Orfeo 466.468
.coniceno 186 Oroncio Fineo 487
cuitico 477 Octaiuo Mamilio'iTuf». 418
|.;iico 41 OludlO 1. 34. 16. 35.60. 61. 6971. 85. 80.93
mio 355-3 J7-5 90- 5? i'4i8.57i. 674.^7; 92.^3. 99. 103 109.115.111.119-161
g ^77
1

Tauola de grAutori citati.


'77-^9J-ioo.i8 3.zii-;ii4.'iio. 248 Plauto 23.46. 168.229.236.237.J Jj.5'4£
I7i.z88-i94-i5'j- ^96- 197- 199- 300 5846 10.667.709.
5;3-3'''^ 373. 380.381. 418- 419- 419 Plinio 4- 7-9-I0.3 1.41.57 71-73-79 *4
5"-

451. 44t.J44J-446-448-449-4J'0.4j-f 88. 105. 119. 146. 156. 158.167.168


466. 467. 468.^47i.473-474-487-49I 169. I74. 177. 186. 194.202. 224. 225
45,7.498. ;oó.j-}l. 5^7. j-93. 613. é;o 249. 269. 279. .281. ^286. 293. 297. 295)
640,64i-<^4i'<';3-6j)-. 6;8. 693.697 307. jii. 333-340-345-35I-3/8-36O
700.70L.70j.707.727 362.370.374.377.378.381.390. 394»
599.404 414-41 6-4J-Ì-4M. 4i8. 431
43 9-459.4<J3-470-47i-473-479-50^
PAladìo 422.4.Ì3 yi;. 52.8.;37.554. 563. 568.570-571
PJatiaa 144. jj 9 575 596.600-601. 602. 603. 612. 615. 616
Panuino xoi'j^t^.yóS 63 5.644. 648. 649- 65;.654.659. 674
Papiriiano 76' 681.695.696.704.709.728
Panfilio 703 Plutarco 4.7.20.30.35 37.38.61.72.76.80
Paufania y 45. 661.694
4Ì.471. 494. 85^^02. 111. 150. 156. 158. 177. 189
Pererio- rj;.z36.24i.34j.j84 201. I40.241. 143. 269.271. 17J. 340-
Peroro- 572 383. 402. 403. 4;j. 470- 473-476. 48S-
Perfio 238 241. 366. 401.43^. 6;i 491.496. 502. 5 14.551?. 555. 577.5 89
Petrarca j8. 14-36.3 7.3 8.5-9 7^. 88.124 ^9^.^98. 600. 618. 63^.644-657. 686
144,161.163.173-17; i88.[iij. 118 691.710.730.
239.245. 249.1;!. 162. 294 300. }0f Pontaiio 298.449.707
33Ì.538-3J4-4I8 43;-44J-475- 488 Polibio ,
381.569. ^71
j04.;3o.;8j 606. 610.619. 62j. 627 Polluce 101
637-68l-69T-700.701.703- 706. 714 Porfirio 383.437
728 Porta, 4?
Petianio- J9;i78 Probo I57.i4<j.3i3
Pindaro- 37'43 5 Prode 47-431
Piciio Vitorio ijj- Propertio 4. 1-7. j 60.402.46 1. 487.5 3 8
Pierio Vale nano 34. é;ì,i 3. 18-26,39.41 Ptolomeo 455.611
44. 59. 60.(^9.70. 7 j-. Si. 83.95. 100. II
I- Publio Clodio 16©
114,123.130.135.141. 245.- 148. 163
166.170.173.17;. S6. 188. 190. 199
L

200.2I1.217. 220. i-r. 214. 226. 133 OVnitiiiano 2.186.561.601.654


251.254,259.260 :.-ó. iS 286. 2-93
4.. Quin:o Curtio 14.
307.515.314 3 k;.: 24- 5?:- 35
5-391 Quinto Cerciino- 602,
398. 403. 407-417- 4-"-4jj- 447.451
45.^459-47;-47''-4S4 507. j-Il.jlé R
520. j 41 55 2-557- Jó.--. 576. 578- .fSX REgio Profetai 170.1 7;. 593, 400. 4 8 ir
584. 58(f.594.596 602.604. 605. 629 483,505.528
642.645.062.089.700.7 16. IvornuIoAnacco 467
pioli. 5<5.4>5-4j? 57^^714 Rouino 615:

Pietro Aponcfe zo RueliiO 31.47;


Pitagora 27. 46. 168. 129. 2 3 6- 23 7. 383. 542, R-afHno _ 238.352.
584.610.667.709 Ra.^cello 3 1

Pietro Razzano] 36; S


Piaronc [2.31.43 51.113,124.172. Abdico 372.4i9.45i-5-5-62^
174. 175. 195. 199. 2iz. 136. 240
145. 278. 383. 584. 547- 455- 459
S Sacra Scrittura
177-393-338.610
6i.6j.ii8i74.2i;5

;i8. SjO. 540 ;S6. 590, ;9I, 61O' S, Agortino 12. 14.20.21.37.39. ;9-63'75"
81,83. i;6. 177' ^^9- 'ii' 138 153
3'40«^
Tauolà (de grAutcri citati -^

12.40. 169. 501. 34y. 400.478. 484.;zj 683


JT7- J6(J. J84. J8j. 630. 656. 659-669 Spartiano^ ii.xSS
750 Statio 8y. 93. 195-. z9e.-i5S.jOO.jyy.46ii
SaloiTione 7. Ji. Ii5.i93-;3 8.j8z«584 jjix 463. 488. 568.613
634. ÓJJ Stefano Buranuc zij
Salmifta 138 Stcbco 177.457
Salijftio 48.11/ S. Tomafo i^. zo.'zj. yo. ytf. 95:.ii7. i j8
5. Axnbrofio 13.ee. 67. no. 11z.1z7.i71 113. 163. 17Z. 177.111. iy6. z8y. z89
I9z.30i.3i5'.48i.497.5'i6 z9i.J3o<S. 31 j. 381. ,384.396.400. 417
S. Arìtonio 61 s -6^6 433.47^- 483- 497-/50.;n-;86.6o6
Sanararo 71.^3 3.4,19.5/4. jéó 607.6I4
S. Beinardc 7. 1 18. 114. 13;.! 48. 1 65. 179 Straboiie 3 yj. 3 57. 3 60.3 66. 370.377- 3 80
i16.169393.6yy 43 1.438.568
Scaligero 4.106.1/7. ly 8. 10 1.63 8 Siietonio 30.149. lyo.iy8. 201.419. yy*
5. Cipriano 325,483.yy8 567.y9C.7io
icncca 7-8.14.3 1-5 J-y8. 74. 83. 88. 103 iiy Suida 31.^113. 158.138-3 II. 3 59'465-47i
114. 14J. i93.13y.138.141.iyo.z71 567.65^
186. 19;. zi'8.435.446.467.y67 ;8o
604-697-72-3
Seriuccio Y39
Scruio 114 1y6.146.j73.47z y7z.647.6y9
679 *T^Acito
Sedo Ccmpeo 38.1 13. 436. 466. 539 X Tadeo
icfto Tirilo licfe iì'^-i^'i-
S. Geronimo y. 65-. 187. 141.301. 3/3. 473
y06.y39.y9y. 631. 680. 704
S.Giacomo 69. 7y. 117.614 683
5. G.o Damafccno 6.1Z4 •301.303.3y3
384.3^1. 4i7-J'8o.y93
5. Gregorio 18. 19. y8. 114. US. 348. 587

49 5.5ii.yoi.ySy.6oi.6 13660
Sidoiiio '

zoz
iigoiiio 1 69.671
Silio Italico z6z. z88. Z9y. 198, 300. 3y^
360.364. 391. 43 6.46 3. y 68. [6 Z3. 707

Siluio 73
i. Iucca 303.4Sz.y18
ò. Matteo 17y.194.19z.3z4. 408. 483. 604
636
imctio 10-i1.73.z7i.431.y68
Socra tei9. y6.136.140.414.490.y37.y4i
i

Ì78.591 6oS.6^7 G^'i


Solino 41. 80.I46. 459-649
Solone 48.y98
Solfane 6S1
Sotade 45 3-43 f
S. Paolo 14.60. 61-76. 94.9y.13y. 191 117
Z31. 141. 384.393. 4i7.43y.y06.51y
;59-;;3 ^''•; ^76
5, Pietro 67.16i.546.y3y.y39.613.637
Tauolà de gli Aiittori citati -

7J.5.718

V Merio MafTìmo
Valerio Fiacco
Vegetio
34X. 470.47)
Vi trini io
Vulpiano
Vngaro
43. 51.191.198. 611
478.677

Velleio Patercold Vopifco IJO


Venantino 348
Vida
Virgilio j.9l9.38.40.4J..4;-yi./7-6o.69
78.87.90.ij-7.i6j.178.184. 194. 118
111. 1Z9, tji. 134.i46.zj4 2.X9.16I
X Enarco 471
Xenophonte Jo.5I.;ì.7i.I40« 490
7ii
x66.t7f.188.290.x9j 19;. 197. ^99 Xenoccate 385
300.3J8.J40.j;9 }6o. fjS. 377- 584 Xerfe 175
407 414. 410.41;. 419 437. 444 4J0 Z
461. 466.473. 494.498.;l4. /ii. Jjo ZEnotfoto iij
5y1.j7i.581. 606. 619.61?. 636.638 Zenone ioo<i44';6i
«46.661. 68^.695. 7oo« 70J.707. 70^

IL FINE.

T .\.
. 1 11
8

Indicedelle MEDAGLIE Antkho


citate nelÌ'Opera_).
Conroli,& altri Magiftraci con Eternità ti
L. Allieno con Virtù 720
con Nettuno, & Sicilia ^81 Nerua co la Cócordiade gl'EnTerciti? ^^5
"

Q^Cecilio Metello Pio ~


con la Tutela d'Italia 678
con l'Ahica con la Palma IJO
Ceftio con l'Africa 442. Traiano'con l'Eternità
Paolo Emilio Lepido Pietà 1 co'l riume Tigre 147
Éppio con l'Afiica 441 co'l fiume Danubio 14 X
Cn- Lentiilo Marcellino con Sicilia 38 con la Pace 495
C. Mamilio Limetano 42-7 Con la Virtù 71
con Vlifle 417.418 co'l Bon'Euento 317
con Mercurio 4jr co'l Genio 171
Mutio Cordo con Italia.e Roma 34J. Hadriano con Hilarità 10
Notbano con Africa 441 con Natura 4/8
Serto Pompeo con Scilla 44; con la Speranza
Pomponio con le Mufe 351 con Eternità 117
. . con le Mufe
. 4;o con Italia
L-Volteio Strabene con Roma 341
con Europa 437 con Adottione li
Città. con la Fortuna aurea 1J7
Athene con la Ciuetta 501 con l'Afìa 4)9
Imperatori, e donne loro . con l'Africa 44
Ottauiano Augnilo con la Gloria de' Prcncipi iSo
co'l Grancliio,& Farfalla 177 con la Giuftitia l'do
con la Pace 45^ Sabina con la Pudicitia
con la Sicilia 581 Antinoo con Mercurio 110
con la Vittoria 7JO Antonino Pio con Annona 2
Tiberio con la Pietà 514 con Pietà 514. fi ^
Claudio con la Pace 49.f con Tranquilità 10
con la Speranza 619 con Fortuna pacifica ijrt
Neione con la Salute 577 con Maeftà regia 403
con la Supplicatione 660 con Religione yr-
Galba con la Pace 49J con Salute 578
con la Virtù 710 cou Gioue 87
Othoneconla Sicurtà 607 con Indulgcntia 314
Vitellio con l'Honore i93 con Colonna 6J4
con Clemenza, ò Moderatione 10} con Italia 337
Vefrafìano con la Pace con Sicilia 58i
con la Vittoria Naualc 71? co'l Genio 171
con la Vittoria 7JO con la Giuftitìa 180
con la Tutela 678 con Tranquilità 67J
T. Vefpafìano con Delfino,& Anchorai77 con l'Honore li» 3
con Italia 173 Fauftina con 1. Eternità I16
con Vittoria 730 M Aurelio co'l Genio 173
con Eternità ii6 Fauftinacon l'Hiralità 10
con Pace A9S con la Concordia ìiS
con Prouidenza 417 con la Fecondità ^^i
Domitiano con cauallo Pegafco ilo L, Vero conia Virtù
eon Vittoiia 750 con la Victoria 7jo
con
^1

con la Corona di Pino. Floriano con la Prouidenza 5Jf


Commodo con Terra ftabilc 197 Probo con la Prouidenza
cou Italia 337 con la Salute 577
Hcluio pertinace con prouidenTa 53; . . . co'l Geiiio 171
Settimio Scucio con Indulgentia 101 . .con la Fortezza d'animo, & di
.

con Africa 44 corpo ijj


con Vittoria 7?o Vefpafìano Imperatore con RomaRiflbr-
Albino Ccfare con l'Eternità zi 7 gcnte 34+
^
Giulia Pia con Leda io Tito Imperatore co Roma vincitrice 344
con HilaiitÀ ' ^o Adriano Imperatore con Roma felice 344
Antonio Caiacala con le ftagioui del- Galla Imperatore co Roma tinafccte 344
l'anno ('•^ Caio Giulio Emiliano Imperatore con
rlautilla conia Fede ^^9 Roma Eterna 34^
Antonio Geta con Fortuna bona i;6 Probo Imperatore con vn Tempio
con la Nobiltà 4<'J con lo.colonne jjo
con la virtù 72.1 Antonino Pio con motto ROM>E
Macrino con lafìcurex7a 60S ATERNiS 350
Antonio Eliogabalocon la Libertà j97 Adriano con l'ifteflo titolo jyo
AlcH'aiidro Sellerò con laGinftitia iSo Comodo ccn il medefìmo 350
con Jn Piouiàcnza dell'Annona. 4 Sttnmio Albino fìrailmentc 350
con ia^virtù 7'~o Sc;;cio .
350
€iu!ia Mamcacó Giunone conferuatiicc4 Gordiano primo jjo
con Fecondità ix6 Secondo 350
con Felicità publica zj t Terzo 350
Malfimino con Fronidentia 536 Licinio Giuniore 3J0
co'l Genio 173 Domiti© Aureliano 3 fo
con la virtù 711 Flaiìic) Prilco Atalo medefimamente 3/0
Gordiano con Agricoltura i; Maico Giulio Filippo Impcratort_j
con fi cu re zza 407 con Rema fedente (opra vno
con Gioue 87 fcu^o,&c. 3jo
con !a Virtù 7^1 Roma con vn cane in atto di correre 3^1
con l'equità ioj Lucio Aurelio vero Imperatore con
con Indulgentia 3 14 vna corona di Pino 570
Tupieno co la Cócordia delli Imperar, i ij
Ealbino con la Prouidenza 53; Medaglie moderne.
Filippo con Roma eterna. 27J Papa Paolo III. co'l Camaleonte^Sr
con la Pace 495 Delfino 177
Marcia Otacilla Seuera co la Pudicitia;39 Cofimo Medici con la Tartaruca , &
Herennia con la Pudicitia 43 Vela .J77
Gallicnno con la Virtù 710 Cefare Pv.ipa,con l'Amandola, & Mo-
M. Gallio Latieno con la Salute 577 ro Cclfo. 177

IL FINE.
TA-
INSCRITTIONI ANTICHE,
citate nell'Opera.

t)i Anicia Faltonia Proba 21^ Di Maria Polla i o

Di Sefto Atiifìo 24 <J DiT. Staiilio 431


Di Aurelia Rufina IO Di L. Valerio Pudente 201
Di Caipurnia Homea 73 Di P. Vcttio Sabino f
68
Di CefioEquidico 7^S Di L. Surredo 2oa
Di Fo/Tia Gnoma Di Arcadio, &c Honorio I mpera-
Della Fortuna obreqnente 20^ tori 350
Di Giuuentja Eutichia S^7 Di Tito Statilio 3fo
Di Gilio Pomponio Pudente 3
Di Lucio Vicadio ,
fó8
Di Troiano Imperatore II
Di C. Giulio Hermete 545 INSCRITTIONI
Di Giulio Satiro 432 Moderne.
DelGeHÌo ^73
Di Luiia Glafira 73 D'AlefTandro Farnefe é^^
Di Flauio Grifogono 73 Di Marc' Antonio Colonna 6$<^
Di Publio Veltri Sabuio Di Clemente Ottauo ^6^
Di Giunio Primigenio 75 Di Gio.Francefco Aldobrandino 314
Dio. Lollio 73
Corre tt ioniJopra la noui^sìma iconologia.
Carta 4 col. p.v. penultimo tai I.tali 171 col.p V.16. cappate I. capare
4 come vede I. come fivede
cgI.i.v. p.v. 54. dolce honore 1. dolce humore
«.col.i.v.tidetnfcguaci detti Ij fcgiiaci 1 ioi col.i.v. 18. contentisi, conteiitio
S t0l.pv.3i.fa figliolo 1. fi fa figliolo 20i.col p. V. penultimo HISTONIEN«
col.p. V. 4.5.3 donna l.dcnna,fìca(TI a .SIVM 1. HrXONiENSIVM
col. 1 V. j f
eit natura 1. eft natiua: 202.C0I.1.V.7 SVRRLDI )..SVRREDIO
9. col. p.v, 4 dcuinctrel. dciiinciie loi.col.i.v. ij.pighafil. piglianù
li. col p. V. 50 alili chiubbel. altri cli"- 2io.col.p.v.4i. Luiente 1. iruicntc
licbbe Marco Aurelio filofofo fno fia ijf.coLp.v j.apparifce 1 lip.'aiille

- tello adottino raccoglie : ciò fi coli.v. 19. difprezzata 1. fprezzata


col. p.v. vlt.foegiunga 1. fo^giiinge poi 23 j. col. 2. V. 17. motto 1. moto
U.col.i.v.3o.PÀRT.KIC-lV/<RTHiC 26J.C0I. 1.V.3 j. cosìèofcuio 1. E^ofcuro
29.col.i.v.ii.ATTON, l.AYTON fi cafli la paiola così
31 col.i.v. j-dell'Aittor 1. dall'Amor
I
27;. col. p.v. 2. dafpello l. drappello ]

col 1 V 13. inceps 1. incoepi V 6. Leonone 1. Zenone


jy.col.p.v.jo.andaremo 1. andare/Timo v. yh. 8c cftiaii^ganri !. e ilrauaganti
J7 col.i v.4y. voce peri, voce fia per 237.C0I.1.V.2. ili difput. terzo l.indifprez-
7j. col p.v. 8. pongali 1. ponganfi zo
col.i.v.i j. C'aief 1 Cxf 2j8.col.i.v.3 2. qua; 1. qua

col 1. v. 5 7. fine ofFcnfa 1. fine iurgio» fi- 239. col p v. 21. Phiiofophia 1. Philofo-
ne offcnfa phia docet
S^.col.i.v.y.Vu'cannfquel. Volcanufqiie col.p. V. 44. fi faccia 1. ci faccia
co fi vole Aldo Manutio 140 col.p. V. j. vanità 1. varietà
I

coI.i.y.'T. tiri rotiis 1. tibi totus v.46. leonone 1. Zenone


111 col.i.v.S.recolo 1. verbo fi caffi recolq v.2'r. correttore
1. correttore

12 3. col. p.v. II. brtuitàl. granita, fi caflì 24icoI.p.v auintfèd. fi calli aitine
vlt.

breu ita 24i.col.p.v.vlt aqucE I. a:que


T 49. col i.v.7. vcfligalia 1. vetìigalia i4f-coL2 v. j. la deftra 1. la vefia

i;o.col.p v.26 li Rè l.il Rè 242C0I.2.V.3 «?.ea quajdam 1. ea quam


jji.col.pv.y fratrisl. farris 242. col. 2. v. 5 conto I. centro 1.

col. i.v.i.vn paniere I.yn paniere voto I43.C0I.P.V.50. quidam 1. quiddara


col. 2. V. 18 libro l libro decimo 243.col.2 V. 14. iuris 1. viris.
i;j.col. p. V. J
s- PierÌQ Vittoiio !• Pietro a44.col.p.v.p.mi penfb 1. mi pento
Vittoiio col. p.v. 12. regnar fé ftelfo 1. regolar fé

col.i.v.xi. Et detto K EViCtto ftellb

col. p.v.jf. motto 1. moto


I j 6. col p.v. 3 7. di fcntimentol.rifentimen-
tjó.col.i.v. 18. motti d'animo 1. moti d'- to Ci cadì di
animo col.pv j I. illibera 1. in libera
sjS.coI.i.v.jj.infccnaaltiKinfcena con 272. col. p.v. 1 1. mouimcnti 1. monumenti
alti 273. col 1.V.48. auuelletti 1- augektti
col.i.v.40, cothurnel.cothurnì j22.col.p V. 19. Boetij 1. Beoti)
I jj.col.p.v. 57.nócothurni 1. cÓcothumi 34J. col.p. V. penult. che Eliopoli I. che in
V.41. col^furol. col fugherò Eiiopoli
V. 4?. dicami 1. 1 dicanmi 350. Rou.a Eterna, che comincia. Vn tem
col.i.v.6. di fino I. di fugherò pio lidtvic ftampare l'opra Ruma E»
col.i.v.i4. calciabanturl. calceabantur tcM'aiÌ! Graliano impcratorcjS: non
v.ió.calciamcntum 1.calccamentuui d: f t o
V. 1 S-calciabantur 1. calccabaucm jjj.toli.v J' Ulgi L uigo
in
} f ) dol. i.v.it. diuenuta Toggiogò !• dlue coI.i.v.)i. Cdiflci.redeiib f
nuta Santa roggioeò 47rcoI.p.v.i- pcffcrcctl. pcrfctet
jjo.col.p Y J4- fcriaks T fetiaics 475.col.p.v. 1 6. inducane 1. indurattu*
)9o.cof.i.v.5- oro I. loro Y.17. onde cfclama. fi caffi onice.
) 91. coi. p. V. ly. cofi quefto 1. cosìfeiirci fclama
quefto 488.C0I.1.V.1» aureml. autem
4i;.col.i.v.io. traballi !• trabali C0I.1.V.18. &
trnfmuta 1. fi trafmuta &
4i6.col.i.v. if. mediens 1. medicus 450.coI,p.v. j. è poiché
poiché, fi caffi è
1.

4i7.ccl-p.v.jo.'i<iiier I. dixcrit coi.i.v.9. crodottol. erodoto


417.C0I.1.V. 7. abbreuiataTA I. abbrcuia- 49i-coI.p.u.3}. per eccetto I. perconcctt»
ta A col. 1. V.8. occhi quelli 1. occhi di quelli
col. 1.V.13. ccnte 1. Gente 506.C0I.P.V.41. debitam 1. dcbicum
cof.t.v. 15. CENSORI. CENSORIN V.47. fìbillacl. fibilat
4t8,col.p.v.jo. verfus 1. verfu jif. Pietà da figlioli verfoirpadre dì Gio«
col.i.v. il.gaudcre 1. gaudct Zaratino Cafìcllini
col.i.v.i/.non Joportauano il cappello 5 if. fi caffi pietà de figliuoli ,vcr(b i Fadri^
1. non loportaiiano fi caflTi il|cappello con li quattro feguenti Yerfi per fine a
col.i.Y.ij. pigliaflero i. pigliaflero U pietà d'Enea inclufìue perche già s'è
col- 1.7. j i-aggunfe 1 aggiiinfe . detto nella precedente figura l'ifìefTo
4i9-coJ.p.v. 39. lupanariasl. lupanaria y ij.col.p.v.18 propofiti 1 propofti
col.i.v.j. noduinas 1. nodurnos j3 3.colp.v.j. che però 1, che prò
4ii>-coI. X. v.y. Et nigio fiauo crinem ab- C0I.1.V.13. Boetial. Beotia
fcódc^c galene leggali. Et nigrum fla- j63.col.t.v.i. i prefenti fi vagliano!, ipxe
uo crinem abfcondente galero Ce ben fenti vagliano, fi caffi fi
forfè legger fi potrebbe. Et nigro fia- J64 coì.f.v.i. fit carior 1. fit carior
luim crinem abfcondente galero-più jéS.col.p.v. 38. Vmbrarum 1. Vmbrorum
veriUmile è cheil^biondo jój.col.p.v. 18. publicano 1. publicarono
429.C0L1.V.4Ì;. tai fentimcnti I. tal fenti- v.ji filiae 1- filio
mento col.iiv. 6. charitatis patitt^r I, caritatis
4j].coI.t v.j. aJodiim 1. adadum paticur
4<i col.i v.i4. foldalo 1. foldato j7i.coJ.p.v.8.de Tofcani habit^ti l. da To
45 j.col.t.v.j. l'quiiifquc I. squufquc fcani.habitati
C0I.1.V.31. difHcile 1. difficili V.53. Ancmo 1. Anemo
4j4-col.p.v.é. dalla qual 1. della^qual V.43 d'antico Tolcani !• d'antichi To
46ij.col.p.v.vk. non quiail. nonquia fcani
col.i.v.p. fedquial. fedquifl 57i.col.p.v.50. meros f. muros
46i5.col.p.v.i3.aconftituir l'ombra; anzi j75.col.p.Y.io. inagnoquil. inagro,qui
Platone aflerifce nel Timeo, che la_^ v.4i.,& il Ciaccone.di lui 1. & il Ciac
- • terra non fole è caufa efficiente della conc dicono di lui
jiocte,rna anche del dì.Terram altri- 574. col. i-v.i. nobiltà 1. la nobiltà
ccm noftram circa polum per vniiicr j75.col.p.v.i i.antiquaml. antiquum
faai cxcenfum alligatam diei,nodif- 577.col.p.v.ii.fofle li nucnmeiui L folle-
quecffedricem, fiicuftodcra efl'evo- rò nutrimenti
li

luit jSj.col.p.v.vlt. credo 1. crede


4éé.col.p.v.3 9. felelfal. fcla fa J84.C0I.P.V.29. cornibusinfignibus 1. cor-
471 coi.p.v.islvide poi 1. vide poi nibus infignitus
col.p.v.43. obiiuione 1. obliiuonc col.p.v.30. & figurafi 1. & figuranfi
col.p.v.jo. Boetial. Beotia 5 Sj.col.p.v. 3 4. vilefceni 1. vilefcercBt
col.i.Y.^o. petar 1. pctat v-jo. li dieci le dieci
col.i-v.4i.aniancis 1. amanti J85.C0I.1.V. 4. nel tempio 1. nel tempo
4^i.col.i.v- J 1. icthi 1. lethe «OÌ»i.Y.3 3. Se puril. pure &
b 199
598-eol.p.v.>€. ci sforza ti&l. ci sforzami© col.i.v.i4' eftcnuato I. cftenua/10
col.p-V.;o. melioril. molili éS(f.col.2.v.l4. dominanti, dominans
col.z.v.io. ciuile opere J. ciuili opere V. 17. nominauitl. honoranit
col.i 2.-4P- difficile I. difficili 691. col p.v.7. iam tota morum fai, 1, ia^
«oo.col.z.v. 9. delle lingua 1. dello Tplen- totamorum fai.
dore.&:..della luce dedicati al lble,lu- col.p.v.ii. iam I ia
^e fpleudorc.e lampa del Mondo É93.C0I.P.V.23. Achatis 1. Acharis
v.x. fi lingua ma alle parti j^chc
calTi coi.p v.;2. farianno I. fatiamo
fono d'ogni canto fi caffi tutto* col.2.v.i^.perueniua 1. prcueniua
©ij-col 1.V.47. aficnfor l.aflefibr É9j.col.p.v. della gratiofa
2. 1. che la rofa

de anima 1, de animali deriua dalla gratiofa


6i6.coI.p.v.ii. calcati 1. calati col. 2. V. 48. fomnofos fieri 1. fomniofos
col.p.v.vlr. principalmcncel. prccipito- fieri
{imcnte ^97.col.pv 40. licentiofo 1. piùliccntio-
<i;.col.p.v.7. chi cantafle 1. cantafle fo
T-I6. femprc fofpiii l.dmpre 1 fbfpiri col.i.v.jo. Lingel. Tinge
6i6.col p.v.+.vini fulmina], vini fulmi- fejS. col. p. V. 2 fyntogmate I. fyntagma-
ne
ézé.col.p.v. 13. non veduto!, noi veduto v,5. Lingel. Tinge
coì.z.\.z6. che ihingi 1- ch'altringe V.9. Lingel. Iiiige
633.C0I.P.V.37. fipa quampluama l.folus v.i(j. Lingel. Tinge
quampìutima é<)i col.p.v.ii Lyngeml. lingem
V.-4I. niomordetl- momordit Y. 22. frigilla 1. fringilla
6'43".coI.2.v.io. loiol. iloio U.3 1. lynx fola 1. Imx fola
V.39. però peto 1. "98. col. 2. V. 19. cdillo 1. cdillio
é4;.col.p.v.3i. Tiglia 1. Triglia ó99.cg1.2v.8 Lyngeml. Tingcif\
647.C0I.P.V.24. Vupina 1. vulpina V. 1. Lin^ic 1. linw-
1

v.jz. prascinti 1. prarcindi 7c9.col.p.v.27. parce tua 1. paretrua


col.z.y. jo, fcouailal Icauaila y.37. fminuifca I. fifminuika
V.37. iìiigiilal. fingula: 7!o.col p.v. j8. vcndicantem 1. vindicair-
649-col.p.v.ii. fecoodoi. fecondo tem
col.i.v.21. brazza 1. braccia col. i.v 53. fberens I. ferei;s.
é57.col.2.v.j-. era così 1. e a in così V.34. pi.dum 1. uiclum
6J8.C0I.V.13. l'eropitol. l'empio yij.col.p.u.j. Hcmerobio 1. Hcnerobio-
j9,col.p.v.48. ponarctur 1. ponitur
tf
nc_>
^74-col.p.v.2. dir può 1. dir fi può 714. col.p-u. 38. e nelpolneie I.er.oijol-
C0I.1.V.24, vifloriam 1. vidtonam uere
éyjcol.z.v.ó. nota 1. noia col. 2. u. il. KcmeroLio 1. Hcn:rob:'»-
é78.coi.2.v.39. Cione 1. Dione . n?_>
é7S,coI.2.v.vlt. 1. Imperatore, ilqualelia» 72 f col.p.u. . 5. come !.. com
uendo hauuro fette Imperatori auau- yiy.col. p y. if. Vedi àfcelerattiz-i.--
ti lui di befliali i. VITIO
«8i.col.p v.vlc- fi chiami I- fi chiamino ueiii a fccleratezza
col.2.n.i3.illam 1. illum
v. 46. che priuati 1. ptiuaci fi caffi che A carte
éSi.col p.v.34. habent 1. habet 29. col- p. verfò t?- porgafi il no-
dopo it

v.37. cane'l. caue me di Gio Zaratino Caflellini fopra"


v.jo. hununal.i'humana la tìgura d'Amor di fé fteiTo , che co,
<85. col. p.v.;2. eletto 1. eretto r.incia donna liìcoronata
col. 2. V. 3. liberalità 1. beftialirà Dalla figura precedente va leuato il fuo
col.i.v-ó.iinpotcii tei. ixnpeoiteiììc «oAiCjCÌie cnclufecondodell'iftcffà
coIoa>
,

colonna a carte 19. ìonna fecond.-t ne! fine 17I


Mettafi'il luo nome fopra le feguenri Ingordigia onero auidità 3 il

Tue fif^ure Pietà de figliuoli verlbil Padre,cht->


Bencuoknxa;& vnione matrimonia- comincia. Giouancmodcfta 515:
le 71 Sccretezza onero tacuLunitàjche co-
FcconiHicà 2-2,4 rnmcia. Donna gianc /jj
Genio come figurato da gli antichi Yeigogna hoaefta 7©7
comincia . Moke Imaginico-
A

Ju>i .,<.- ., \?\\r!'mi:ììoO

,,, ..DELLA novissima: tCO^bLÙGl


Dì CESARE RIPA PERVGINO,
Caualier de SS, Mauritio.e Lazzaro.
PARTE PRIMA
V*.

A B O N D A N Z A.

«MMi

DONNA gratiofa, cbe hauendo à'vna


bella giairlanda di vaghi fiori cinta Ia_^
ranno molte di dette fpighc vrcite cadere , &
Tparfe anco per rerr.u.'. '•;. : -
'•
'

fronceA li veftimei\toai color vciJe,ricama- Bella,&; gratiofa fi debbe dipingere l' Abon-
to d'oio,coii la neiha mano tenga il corno del danza^fi come cola biiona,5: defiderata da cia-
la doiuna pieno di molti & diuèilì frutti,vuc,
rchedlino, quanto briifta,& abcmineuole è ri-
oliue,& aUrij & col finiiho braccio {hinga^s putata la careftia che di quella e contraria .
,
Vtì.fafcio di
(pighe di grancài maglio, pani- Ha la ghirlanda de' fiori, percioche fonoi
co, legumi. Si fomiglianti,
dal quale fi vede- fiori dei frutti che fanno l'Abondanza mella-
. . . . . .

2r Della nouifsima Iconologia


gicri,&: autori jpoflbiio anca fìgniiìcare J'alle- '
Abondanza .'

giczza,& le deiitiiidi quella vere compagne .


Dorina coh ia-ghitlanda di iprghc di gra-
IJ color vcrdc.,&: i fi<gi dclloro del luo ve- ro,neUa deftra mano vn mazzo di cana-
iVniciKOjfoDo.coloripioprij cflcndo cheilbel pe, con le foglx,& conia finiftra il corno cfel-
verdeggiar della cair.jnagnamoftri fertile prò la douitia , & vn ramo di gineftra , fopra del
duttioiic; & l'iiigialire j la marurationc delle quale faranno molte boccetta di. fcta .

biade, &dei frutti, che fanno l'abondanza. ~


Il corno della douitia per la fauoladelIa_j ACADEM-IA.
CapraAmaltea,raccontata'da Hermo^ene nel Del S'g- Gio: Zaraùno Crnslellini .

lib. della Frigia fi come Natale Comi


rcferifce DOnnaveftita di cangiante , d'afpetto, &
te nel 7. libro delle fue Meteologie al cap. i.di dieta coronata d'oro, nella man
virile,
AcheJoo , &: per quello clic Ouidio fcriuc del delira terrà vna lima, intorno al cui manico vi
detto Achcloofotto lìguradi Toro, nel lib. 9. fia fcritto DETRAHIT ATQVE POLIT ,

delle Trasformationi,e manifefto legno deU'- nella man liniftrahauerà vna ghirlanda teifu-
abondaiiza, dicendo così . ta d'Alloro,Hedera,Mirto,dalla medefimiL.^
Naiadethoc pomis, z^fioris odore tepletHm mano,pendino vnpaio di pomi granati, fede-
Sacrarunt, diuesj; meo bona copia carni* efl. ra in vna fedia fregiata di fogliami , e frutti
Et pèrche l'Abon'danza fi dice Copia , per di Cedro,Cipreiro,e Quercia, tom'antarami
moftrarla la rapprefentiamp^ che con il brac- d'Oliua, in quella parte oue fi appoggia il
cio fìniftro habbia , come il deftVo la Tua cari- gombito,luogo più proffimo alla figura.Starà
ca,& d'auantaggio,ellendo che parte di quel. m mezzo d'vn cortile ombrofb , luogo bofca-
le fpighe fi fpargono per terra . reccio di villa con Platani intorno alli piedi
:

In pr».fcrtptam Alfundanti^figHramt Domi- hauerà buona quantità di libri,tra quali rihe-


nicui Ancaiantu da vn Cinocefalo, oucio Babuino,làrà veftita
JìJpiceterrciriimfiaHentei vndi/jj campos di cangiante di varij colori, per le varie fciea-
MMltiplici complet mtffe benigna Ceres . lie,che in vna dotta Academia ii trattano .

tomorum vario curuanfur pondere rami» dipinge d'età virile per la perfetta, e ma-
-Si

'Etbromiovitis piena liquore rubet tura cognitione delle cofe,che li polleggono,


Cerne boùpecndùq; greges hi ne la&eui humor : e difcorrono in quella età, che non è fottcpo-
Hinc pingui fudantvimina vinSia lacté. fta alle leggerezze giouaniIi,ne adeliramenti
Sjluaferofnutnt producunt £quorapifces ,
, fenili, ma e dotata di falda mente,e difaijo giù
Aerijs campis Uta vagatur auii ditio
C^id tam depofcas proprio mortalis in ifus Si corona d'oro, volendo fignificare, che_>
Heccaelnm quicqttam,uee tibi terranegat. quando l'ingegno dell'Academico ha da man
dar fuori gli fuoi penfieri,che in capo confido
jibondanza nooue èia parte mtellettiua dell'animo no-
Itro (fecondo Platone nel Timeo] bifognà ch'-

DOnna in p̀di,vefticad'oro,con le brac- egli li aifinijCome l'oro, accioche pollino Ila-


cia aperte, tenendo l'vna , e l'altra mano re ad ogni proua, e paragone. Da man deftra
fopra alcuni ceftoni di fpighe di grano, i quali tiene vna lima , col motto intorno Detrahity (

Ulano dalle bande di detta figura, & ècauata atque polit] perche, fi come con la lima,inftru
dalla medaglia di Antonino Pio, con lettere_> mento fabrile,limandofi il ferro, o altro (i po-
che dicono: ANNONA AVG. COS. IIII. llice, e leuandofi la ruggine diuiene lucido, e
& S.C. rifplendente , cofi nelì'Academia leuandofi le
'Abondanza Maritima . cofe fuperflue , & emendandofi li componi-

C Etere fi rapprefenta con le fpighe nclla_j


delira mano,iKfa fopra la prora d'vn:i_j>
4iaue , &
a piedi vi farà vna mifura di grano
menti,!! polifcono,& illuftrano l'opere,e però
e neceifario poncrle fotto la lima de feueri gin
diti de gli Academici, e fare come dice Oui-
j

€011 k Ipighe dentrojcomc Takra di fopra . dio neliibr.pr.de Ponto, acciò fi emendino,e
polifchino .

jibondanza Maritimi , Scilicet incipiam lima mordaciui vti •


Vtfub iisdiciumfingula verba voc»m

D Cuna che con la deftra


niontySc con la lìniftialc fpigh?^,
mano tiene va ti- Onde Quintiliano Iib.x. cap.iij. opuipoliat
lima , & aou feuza ragione fi i'degna Horatio
nella
. .

jri^oiìi Parte Primaj.


3
o; un»-' :ìi,(ù
l,":rC,_ ,,^;:,„,D M I A.

nelU Poctidade i latinijche non poneiiano al tntte tre piante poctiche,per le varie fpeticdi

par de' Greci èurajC fatica>i« limare,e polire pocfìa, che nd'Academie fìorifcono, impcr-
l'opere loro . - - - '' ^"- ' -
ciochc Mirto e pertinente al Poeta melico
il

Nec virtuteforet clitrisi^^ potentina armis, aniorolb, che eoniiiauità , e piacere canta crii
Ghiàm lingua latium,Ji non ojfendcret vnum- iuoi anori , perche il Mirto , fecondo Pieno
€)uen^poetar»m lt*n& labor,& mora vos o Valerianojè iìmbolo del piacere, & Venere.^
tópiltM jangHts Carmen reprehendite,q»od no madre de gli amori, anzi ni erifce Nicandro ,
Multa dies , ó' multa litura coercuit che Venere fu prefence al gmditio di Paridt_>
Et il Petrarca Sonetto i8. incoronata di Mirto,tantogli era grato,e pe-
Ma trono pe/o non de le mie braccit^y rò Virgilio in Melibeo • ,•

Ne opra di polir con la mia lima . Populm Alcida grauijfima zìitK, laccho ,.'
Quindi è, che molto accortàrhente dicefì , Totmojd zirtu-s Veneri, fua laurea Phoebs .
«he ad vn'opera gli manca l'vlrima linT;L_»9, Et Gnidio nel principio del 4.1ib de Fafti »
Aliando non è a baitanza terfa e puh ta, regga- volédo cantar deilc feite d' Aprile^mefe di Ve
ne gli kàà^\].Limam addere V)^ quali hab- nercjinuoca Vcnere,laqualedicc,che gli toc-
biamo canato il motto, oue leggeTi, circa l'c- cò le tempie con il Mirto, acciò meglio potcf-
mendatione de l'opere Lima d^trahitur^atj^
. fé cantare cote attenenti a lei
txpolitur ,quod redundat, quodj, incultumeft, Venimui ad quartìi quo tt* celeberrima méfenit
(> limata dicttntur expolita La ghirlanda (I
. Et vatem, & menfe?n fcis Venta effe tuoi j
ttilc d' Alloro, Hedera, e Mirto , perche fouo M^ta Cythereeiefi^ Utiiter mtatcmpccrti Myrt9
A r
. éfntigif.
. . . ,, . .

4 Della nouifsima Iconologia


f.ontif^u, (ìr> cdptumferfice dixitopH* d'vna compagnia di. molte genti congrega ti_>
Di Hecleia,& Alloro li coronauano indifFé in Vrfluoguiper la cUi vniond" fi conleruano, e
jcntcmente tutti li poeti . Horatio poeta Liri- però erano dedicati a Giunone,la quale hebbc
co, li gloriau.i deirlieclera-^. epiteto di conferuatrice, fi come vede nelI.L_^
Me doci/urum hddere pr&miafrontium medaglia di Maramea, con tale parole 1,V-
Dijs mifcent fuperis ,
NO CONSERVATR IX. E perquc-
E l'ifteflo vuole il Lauro ncirvltima od<-» ftoanco Giunone era riputata prefidentc del-
dei j-lib.divcrfl. li Regni , epingeiiafi con vn melo granato jin

^sjttam mentis mihi delphic»


, ^ vnamano, come conferuatrice dcll'vnione rie

Lauro cinge volens Melpomene comttm popoli. Sederà l'Academia perche glieflcr-
E lo giudicaattojche ne fuife coronato Pin- citij de gli Academici fi fanno hi ordinaifza
tra di loix),vi farà intagliato il Cedro nclJ.u.j
ilaro pur Lirico ne} 4.1ib.ocle 1.
Findaruiortj. fedia.per elTere il Cedro fimbolo dell'eternità.
Laurta, donandtu ApoUinari. Ante alisi enim arborts cedrus £rernitatis.hie-
Nondimeno l'hcdera particularmciuc era roglyph^cum e/?, Dice Pierio,poi che iton li pu-
di poeti clegiaJkgii, fi come nota il Merola trefa ne meno fi tarla,alla qual eternità deuo-
nell'elegia 'ó. de Triibbas^ouedice Ouidio. no hauere la mira gli Academici, procurando
Si quii hnifvs ne/Iris fimiles in imagine ttultus, di mandar fuora l'opere foro limate, e texle ,
Deme mcis hederiu Bacchica, /erta, com-s acciò fieno degne di Cedro , artcfo che Plinio
Isiii decent Utos fxUcia/igna poetati: lib. lé.cap. 59. dice , che vna materia bagnata

Temporibus non e fi etptu. corouit meis . di fucco, o vero vnta di oglio cedrino , non fi
E Propertio poeta Eligiaco rofica dalle tignuoIe,fi come nel capitolo,e li-

Enniiis hirf!if:i cingatjua dtcitt coron* bro i3.afFerma dei libri diNuma Pompilio
Mi foli ex hcdemporrige Bxcche tti^L-i.
il ritrouati dopò. 55 y.anni nel colle Gianicolo ;
E con la medcfima Ouidio aiuicrtilcc Ca- da Gneo Terentiofcriba, mentre riuaiigaua ,
ctillo,che vadi incontro a Tibullo Eligiaco . Se alFolVaua il fiio campo, onle, cedro digna lo-
Obuitis htiic ventcs hedera tuuenilia cinqui ,
cutus. dicefi d'vao, che habbia parlato, e coin-
Tempora cum Ciano dacie dttuUe tuo . poflo cofa degna di memòria , detto vfato da
Conuienfi anco a' poeti Dithuambicijcflcn Perlìone la prima Satira , vég^iafi Teofrafto
do li Dithirambi,vcrlìjche fi cantauauo in Uo- lib. J.e Diofcoridelib. i.cap.S^.e l'Adagio. D/-

noredi Bacco a curerà confacrata l'hedera. gna, cedro , per il che Horatio ne la poetic.i_«
Ouid. 5. Faft. dilTcj.
Hedera gr.ttijfimx Biccho . . ^eramtts carminafingi

Hoc qhtqne c»r it* fit dtcere nulla mor* efi Pojfe Unendo, cedro, Ó* letti feruanda cuprejjo .
^yjtades Nymphtu pnerum quArente nouercn E però ri Cx intaglierà anco il Ciprefib clfcii
Hunc frondem cunis appofmjje ferunt do incorruttibile, come il Cedro,epigliafi da
E nel 6. de Falli pierio per la perpetuiti, la Quercia parimen-
Bacche r*cem$feros hedera redimite capillos te fimbolo della diuturnità , àppreflb l'illelfo
'
Il Lauro poi e più conueniente a gli Epici, Pierio,e de la virtù,sì che anch'ellà vi sì con-
che cantauano fatti d'Imperatori , e de gli
1 u;;irà, tanto più che ne gli Agonali capitolini
Heroi li quali vincitori , d'Alloro fono flati
,
inilituitidaDomitiano Impcradoreli virtuo-
iJiccronati,e però Apollo nel primo delle Me- fi,che vinceuano in detti giuochi, fi coronaua-
tamorfolì lo dclibra per corona a glonciì , e 110 di Qiercia,come'gli Hillrioni,! Citharedi,

vittoriosi Duci , e ìoconfacra a fc Itelfopadre e li pocu . Giouenalc .

de Pccti , come pianta , che fi deue al più alto Aacapitolinam sJ>erAret, foUieqttercum ,
ftilc f»rata,clònoro, e per finire di ragionare, E Martial^'..
circadi quelle tre piante poetiche, balli à di- O cui Tarpeias licuit contingere qitercus .
re, che il Petrarca fa coronato in Roma di tre Diche più diffufamente Scaligero nel i.
corone, di Lauro, d'He.kra, e di iMirto,sì co- lib.cap. IO fopra Auibnio poeta L'Oliua per.

me rifcrifce d haucr vilio Senuccio Fiorenti- eiTere fempre verdeggiante poncfi pure per l'-
no,coetaneOj & amico del Petrarca eternità. de la quale l'iut.nella 1. qiieft.del j.
Li granati, Ibno tigura dcll'vnione ,
pomi Simoofiojcofi ne ragiona Oleam, LiurAm^ ac
ile gli'Acaderaici,pigliandoiìtaiporaida Pie- Otprejfum femper virentcm c^nf^ifit pingue-,

4-i©hU/4-p5tiiraboio d'vu popola collegio, e dOi& ((fhrjic/tt,& (deram\2oRcil poi nel più,
profllmo
.

Patte Prima.
(^roflìaioUibwoal corpo (lcirAcadcmia,come Sederà in mczod'vn cortile ombrofò , cut.
pianta dedicata da poeti a Pallade,Mineiu.i_j ro luogo bofcarecció di villa con platani intor
nata dal capo di Gioue,che per ciò è figurata no conforme alla delcrittione di Plinio lib. 1 1,
della naturaluà,& viuacità deiringcguo del- cap. i.per inemoria della prima, Academia_^,
la rapieiiza,e fcienzaifenzak quali acccflarie chefu pruicipiatain villada:>:n nobil perfo-
doti non il può eflere Academico, perche diì naggio chiamato Academo, nella cui amena
n'è pnuodicciì di lui, tratta, e parla QalÌ4_^ Villa, non lungi d'Atene fi radunauano i Plato-
Minerua,cioù groflblanamente da ignorante mei, con il lor diuin Platone, a dilc^rrcre de
fenza fcicnzaionde tra latini deriuafi, quel dct lUidij diletteuoli Platonici, li come narra Dio
to inni tu Minerua.più. volte vfato da M.Tul- gene Laertio, nella vita di Platone, onde Ho-
lio, e da Horario in quel vcrfo della poetica . ratio lib.x.cap. 1.
T» nthil innita, dicet facies/^ Mimma . Jty-tc inter f)luas Academi quétrere verum
Tu non dirai, ne farai niente in quello che E Carlo flefaiio Hiftorico dite, che tal villa,

ripugna la natura del- tuo ingegno , e'I fauor ofelua folle lontana d'Atene mille palli, sì che

del Cielo,ri come fanno certi humori che


belli la prima Academia hcbbeorigine nella villa,
vogliouo fare deirAcademico,e deljpoeta con e pre le il nome da Academo nome proprio,
quattro vcrfi bufcati di qua, e di là lenza natu perche è da faperfi,che le fette, & adunanza»»
raleinclinatior.c , e fcienza, ne s'accorgono , di vutuofi, preifogli antichi fono fiate deno-
che quanto più parlano, più palefano l'igno- minate in tre modi, da colìumi, da luoghi, Sc
ranza loro . bifcgna dunque a chi defider-i-^ da nomi propri di perfone; da coflumi igno-
j

immortai nome di r2t,gio Academico palcer- miniolì fumo detti fcguaci d'Antiftene Cini-
lì del frutto dell'Oliua , cioè affaticarli per
1'-
ci oueio perche haueuano per coltumcdi la-
,

acquifto della fcienza, e fapieuza con li nottur cerare l'opera, e la vita altrui condente cani-
ni ftudii,& vigilie, de quali e fimbolo l'Oliua, no , e mordace , onero perche à guifa de cani
onde tra ftudiofi fé ne forma quel detto f/af . non i\ vergogiiairero di vfar palel'amente,co-
elei quam
vini, cioè più indultria, e fatica di mci cam l'atto vener(!'0 , fi come di Crate, &
mente, che fpaflfi, crapule, e dclitie, ci vuoIe_j Hiparchia filoiofefi'a forella di Metrocle ci-
peròtténercie fcienze; e quell'altro detto O- nico, narra Laertio . Elegie continuo puella ,

te»m,0> perdono la fttmptoq-, lUim habitu vna cutn viro circmb^i ,


oper/jtn perdere,<\utììì,chQ
fatica,e'l tempo in cofa,ch<; nonne ponnoriu- ^
congrediebiintur in aperto y atque adcoenft>s
fcire con vtile,e honore, e però San Girolamo profictfceòatur.'DiiCoìhìnic honeflo fumo chia
tlill'e a Pammacchio Oleum perdit,
. &
tmpen- mati i feguaci di Arillotile'Penpatttici elri (

fas qui èowm mittit ad Ceroma


,
Cioè per- 7K 'sript^eCJiìv.) §^od eftd^ ambulare pcìrchc
.

de Tolio, e la fpcfa, il tempo , & l'opera chi hebbero per coflume difputare carni nandóida
,

manda il bone alla Ceroma vnguento compo- luoghi publici prefero il nome quelli, che fui
rlo d'olio, e di certa forte di terra, il che fi dice no nomati dalle Città Vt Eltenfe: Mc-garen- . ,.

di quelli che voglionoammacftrarc perfone fes,


', &
Cirenaici,*: da luogo priuato gli Stoici ,
di gioilo ingegno incapaci d'ogni icienza_j,. li quali prima fi chiamauano Zenoni), dalZc-

laquale fi apprende con induftria,e fatica, fi- none lor Principe Ma da che detto Zenous_i
gnificata m
quefto luogo perii ramo d'oliua, per rcder ficuro da misfatti quel portico d'Ate
la cui frónde è afpra &: amara, com'anco il
, ne,doue fumo vccifi 14:0. cittadini comincio
Jtutto prima che ha colto, & maturato, che fé iui a difcorrcre Se adunare la fua lètta, fumo
diucnta dolce, e foaue,e fé ne cauafoaiiiflimo chiamati Stoici, perche [Stoa) fignirica il por-
,liquore, Geroglifico della fatica, &; ar.co dell'- tico, onde Stoici fumo quelli, che frequenta-
eternità, come quello, che conferua i corpi dal uano detto portico, clie fu poi ornato di belli!
la corruttioMe,e putrcfattioiie : cpli lalcienza fimc figure,da Polignoto,famófo pittore ;da_^
è afpia,& amara per la fatica, & iiuIultruL-^, perfone fono flati nomati i Socratici, gli Epi-
che fi ci mette per confeguùla; colta, e matu- cureij& altri da li loro maeftri, e come detto
rata che, 5'c, cioè confirguitaja fcicnzajfe jnc_j . habbiamo, quello ifteflo nome d'Acadcmia fi
fenteirutto, e contentò grandilliir.o con eter- deriua dal nome proprio di quello Hcroe pla-
nità del propri o nome,Ja .ghiaie ptl'ta in mcn- tonico, detto Academo, nella cui villa fi radu-
jed'vDo ihuiiofogli allcggejijic Ja fatica , fi nauano i Platonici, laquale adunanza fu l;i_^
come anco il frutto , e'I coHteii,to, che (pcr;i_>' prima, che fi chian.aife Academia, indi poi t"t
raccoiflierc dalle fcicnze^. ;, .i r te le adunanze de \ iitiicfi.for.oflatechiamate
/i } A.adtmic,
. ,

6 Della nouifsima Iconologia


Aca*kmie,pcr finoa' tempi noftri, ne quali s'- Il Cinocefalo, oucro Babuino lo facciamo afl
yfa VII quarto modo di nominare per lo pia 1'- Acadcmia, per effere egli ftato te-
fiftentc dell'
Academicjdalla cllcttionc di qualche nomc_> nuto da gli Egitti) Icroglifico delie lettere ,
fuperbo,& ambitiofo^da graue^e modefto, da & però Io confacrauanp a Mercurio riputato
faceto, capriciofo, & ironico,c qucfto vltimo iuuentore , & autore di tutte le lettere lì come
è aflai frequétato da* modernirc per feguitarc rifcrifce Picrio Valcriano iib.é.c ponefi tr<Lj
l'efpofltione della noftra figura diciamo, che libri, perche vno che vuole far piofellìone d"-
la quantità de libri , che gli fono alli piedi, fi Acadcinico lettera to,dcuc ftare ailìduo ne gli
ricercono in bnon numero, ed'endoilprinci- ftudij, quali vengono molto accrefciuti dallsi
pal intento de gli Academici di volgere diuer- frequenza delle Acadcmic
fc forti di libri per acquifto di vane fcienzc ,

I D I A.,

DOnnt Yecchia,brutta, ma! veftita, chcj» Accidia , fecondo S. Giouanni Damafceno


ftia à federe, e guancia ap-
che tenghi la l.i.è vna triftitia,che aggraua la mente,che_j
poggiata fopra allafiniftra mano, dalla quale non permette, che fi facci opera bnona
.

penda vna cartella con vn motto, che dichi ; Vecchia dipìnge, perche ne gl'anni fenili
fi

TORPET INERS, & il gomito di det- ceflano le forze, &


manca la virtù d'operare
ta mano fia pofato fopra ginocchiojtcnendo
il come dimoftra Dauid nei Salmo 70. doue di-
il capo chino,e che (ia cinto con vn panno di ce; Neproijcias me in tempore feneilutis , cum
«olo r nero, e nella deflra mano vn pefcc; detta difeceritvirtus mea ne derelinquas me.
Tprpedine » Mal vcftita fi rapprcfenta,perchc l'Accidia
non
. o . ,

Parte Prima.
non operando cofì. Ycruna> Induce pouercà. e difpiacerc che ne fentcc nella deftra
ftri il ma
niirtria>comc narra Salomone ne Prouerbij i no terràvn nibbio che rece .

al ii.§lutoperaturterr*mfHAmfatiabitur pa- Veftefi del detto colore , perche fi come fa.


nihus,qui a.utemfe£lettur otium replebitur AgC" cilmente cafcanole foglie dell'albero,cofìan
flate.E Seneca nel lib-de hcnc£. Pigritia eli »«- co cafcano,& vanno a male le cofe non bene,
trix Ageflatts. acquirtatejil medefimo dimoftra lo fpino, per
Il ftare à federe nella giiifa , che dicemmo cloche quando l'huomo men pcn[a alle cole.-»
(i^nifica,che l'Accidia rende l'htiomo otiofo, di mal'acquifto , all'hora ne riccue danno , e
e pigrojconie bene lo dimoftra il motto fbpra- vergogna
detto,e S.Bernardo nell'EpiftoIe riprendendo Tiene con la deftra mano i\ nibbio , per di-
gl'accidioficod dice: O homoimprudès milita moftrare quello che a quefto propolìto difl*e-.»
tnillium minifìrant et ,^ decies centena milli* l'Alciato , tradotto in noftra lingua.
aftfturit ei,& ti* federe prAfumts . L'edace bìihbio mentre^
La circondata col panno nero, dimo-
tefta Rece fotterchio cibo , che rapio »
ftra la mente delTaccidiofo occupata dal tor- Con la Madre fi dt*ol del fatto rio :

porcje che rende l'huomo ihipido, & infenfa- Dicendo . Ahi che del ventre
,

tO>come narra Iftdoro ne' roliioquij lib. 2..Fer M'efcon l'interiora ^ e in gran periglio
torporern vires, (^ingeninm defluttnt. Mi fento (^ ella a lui
, ,

Il pefccche tiene nella deftra mano figni-


, Non ti doler figlio "a

fica Accidia percioche li come quefto pclct.» Che'l tuo non perdi »ì; ma qttel d'altrui
^come dicono molti Scrittori, e particolarmen ACVTEZZA DE L'INGEGNO.
te Plinio lib. 3 i.cap.iAthcnco lib. 7.e Plutar-
co de folertia A>iimalium) per Ja natura, e prò
LA
Sfinge (come narra Pierio Valeriano
nel lib-vj. lòtto la punta della zagaglia di
prietàfua , chi Io tocca con le proprie mani, Pallade , il come (ì vedcua in quella ftatua di
tero con qual lì voglia iftrumeato, corda, re- Mmerua che Plinio dice eflcr anticamente-»
,

tc,o altro, lo rende talmente (tupido, che«on ftata drizzata iu Atene) ci può lignificare l'a-

.può operar cofa nifluna; così l'accidia hauen- cutezza dell'ingegno, percioche non é al mon
do ella l'iftefle male qualità, prendejfupera , docofasì coperta, e tanto nafcofta,che l'acu-
& vince > di maniera quelli chea quello vitio tezza dell'humano ingegno fcoprire, e diuul-
fi danno, che li rende
inh.''.bili,infenrati,e lon- gare non polla , sì come detto habbiamo in al-
tani da opera lodeuole,& virtuoia tro^luogo nella figura de l'ingegnQ,peròii po-
accidia . trà dipingere per tal dimoftracione Minerua

DONNA vecchia, brutta, che ftia à fede- in quella guifa , che lì llioie rapprefenrare_jj
ma che però lotto a la zagaglia vi lìa vna Sfin
re, con la deftra mano tenghi vna corda,
e con la finiftra vna lumaca , onero vna tarta- gè , come habbiamo detto .

ruca_^ ADOLESCENZA.
La corda denota, che l'Accidia lega, & vin-
ce gl'huomini, e li rende inhabili ad operare.
VN
giouinctto vellico pompofamcnte,con
la deftra mano fi apoggerà ad vn'arp-u^^
Hn la lumaca,© tartaruca , dimoftra la_^ da fonare, e con la finiftra terra vno fpecchio,
proprietà degl'accidiofi , che fono otiofi , e in capo vna ghirlanda di fiori, pofcrà vn piede
piari . Accidia. fopra d'vn'orologgio da poluere , che moftri
DONNA che ftia a giacere per terra, &a che" fia calata alquanto più poluere di quella
della puentia , & da l'altra parte vi fia vn pa-
canto ftarà vn alino lìmilmente a gia-
cere, il qual animale lì foleua adoperar da gì'- gone_j-
Egitti] per moftrare la lontananza del pcnlìe Adolefcenzn •

re dalle cofe facre,e rcligiofe, con occupatio- VE'ginelIadi bello afpetto > coronata di
ne continua nelle vilij& in penlìen biafìmcuo fiori, moftri rifo,& allegrezza, con la—s
li, come racconta Pierio Valeriano. vefte di varij colori ,

AC Q^ ISTO CATTIVO. Adolefcenza è quella età dell'huorao , clic

HVoMo vertice del


color
dell'albcro-quando Itanuo
delle foglie^ tiene dal decimo lineai ventefimoanno,iKl-
per cafcarc ; la quale l'huemocomincia col mezzo de fcnfi
ftarà detta figura in attedi camminare, & vn ad intendere, & imparare, ma non operaie le
lembo delia verte llia attA.ccato ad vn fpincjti- non cunfufamente coniincia bene ad acqui-
:

. rando vn grande fquarcio , a che riuolta mc- ftarc vigore ne fci.iì pc: cui dcfta laragioiìi^»
. .

8 Della nouifsima Iconologia


i.i eleggere , & volere, e quefto fi chiama au- la in vn'altra famiglia della Gente Ottauia,
gi! me uro . per non parere che defl'e per moglie al fratel-
La vcfte di varij colori cantica inuentionc lo laforella. Cornelio fpinthere Confole Ro-
perche gli Egitti], quando voleuano moftrare mano defideraua che Cornelio fpinthere (iio
nelle lor pitture rAdolofccnza fecondo che (
figliolo fulfe meflb nel Collegio de Pontefici
racconta Pierio faccuano vna veOe di varij
| loro gentili, ma perche in detto Collegio vie-
colori , lignificando la volubilità de la natura ta Faufio figliuolo di Silla,ch'era della mede-
giouenilc eia varicà de' deildcrij, che foglio ma Gente Cornelia, & la legge prohibiuache
no venire à giouani, mentre fono nella più fre non potefiero ellerc dtiid'vna ftella calata in
fca etàjC ne gli anni più tencrirperò dicefi che detto Collegio, fece adottare il fuo figliuolo
ja via nell'Aquila in Cic'Io,deI Serpe in terra, nella Gente di Manlio Torquato, & in quel
della Nane inac<]ua,e deH'huomo nell'adole modoofleruate le parole della legge,fù in ef-
fccnzA icno difficili da conofcerc, e ciò fi tro- fetti dilloluta.
ua nclli Pioucrbi al 5. Matrona è l'Adottione, perche douendo i-
La corona de' fiori , e la dimoftrarione del mitar la natura non può vn minore adottare
rifojfignificano allegrezza, il che fuolc regna vno che fia maggior d'età
re alili in quella età, che perciò fi rapprelen- Euripide in Menalippe tiene per paz7.o vno
ta allegrale di bello afpettOjdicendofi ne i Pro che no ha figliuoli à riceuere in cafa fua efter-
nerbi al xv. Che l'animo allegro rende l'età na prole, e gli pare che douerebbe fopportare__>
florido.^. conpaticnza, (è Dio non gli ha conceduto fi-
A D
O T T I N E. O gliuoli propri), fenza andare à pigliar figli d'-
• '
del Sig.'Giouanni Zaratino' CaileHini- altri.Ilicfe/ÌHltHmfc.teatur , qut cuin Itherit
MATRONA ch'habbia nella finiftra vna ante^cAreret ì extsrKiim prò lem Aiiib'M fms ac-
Tolica, ouero Olfifraga , & la delira' ai cerfiuittìiam cum ìihcr'os procreare D^,>?on con
collo d'vn Gionant_-'- cefferunt , td pati Heb.t . non incufaVe r.umen'.
L'Adottionc fecondo alcuni è vn'atto lega- Democrito pcrlo contrario è di parere. che vn
le per confolatione di coloro che non hanno huomo douiciofo fi doucrcbbe adottare vn fi-
figlioli, che quafi imita la natura ma perche : gliuolo di qualclie amico perche lo può ha- ,

fi tk l'Adottioncancoda quelli, che hano figli uere tale, quale lo delìdera. Vno che ha genera
uoli, Icir.plicemente cofi notra/ll definire. L'- tofiirliuoh bifocrna clic fé litensjhi nella ma-
Adottionc è vn legitimo atto per il quale vno nicrache nati gli iono, ancorché cattuii,e Ice-
fa figliolo, che non c,&: quafi imita la natura. lerati,mà vno che adotta, da più buoni (ì può
\larco Emilio Lepido padre di Lepido capar per figlio, il miglior di collumi, Sc-vir-
Triumuiro , vuicntc il figlio addotto Emilio tù Onde il Petrarca nelli fuoi dialoghi dif-
.

Paolo, che dopò l'adottione Paolo Emilio Le- fe Adoptto pedijfjiqua eji ncitura,illa nobiùor,
.

pido fi nomino Claudio Imper-uore lafsò Bri hAccitiittor,illafiie conjiiio iig/ic^.-tis cafu quo-
tannico fuo figliolo legitimo naturale in età dam,hic .Tdoptantis certe iuò.irio opn-^tu* • Se—
florida dice Dione & vigoioù-, fé ben patiua
, nero Imperadore fi vanraua di lallare dui fi-
di mal caduco per quanto fcriue 5-uetonio al gliuoli Antonini, Calliano e Geta generati da
quale per ragion naturale toccaua Plmpeno , lui,^ che in quello era di miglior condì rione
Se lafso vn figlio adottino, che fu Nerone il di Antonino Pio ,chelafsòdui figliuoliadot-
quai per ragion ciuile concorreua a parte del- tiui Vero, Se Marco Antonini- Ma l'amor pa-
J'Imperio,ma egli per imperar ficuramente_> terno lo accecaua,& lafpcrajiza lo gabbò, poi-
folo t'cce con vn boccone preparato da locufta che morto lui Badìano detto Caracalla,fii cru
a donna venefica venire d'improuifo a Britau delillimo fpargitordi fangue,ammazzò Geta
nico il mal caduco della morte fuo fratello con molti Senatori, & volfc far vc-
All'Adottione tribuirono i Romani mag- cidere Giulia madre di Geta , perche piange-
gior forza che non ha come che l'adottato
i uala morte difuo figliuolojvinto poi daliadi
jaiValVe la naturale fua confanguinità,& ch^_> lei belle7za,laprefe per moglie ancorché ma-
gii adottati hauetlero conlauguinicà coni fi- dregnagli fullefenza rifperto della memoria
gli di quello che adottaua. Claudio Impera paterna Geta anco nel tempo che vifie fu d'-
do; e nei giorno che fi incc figlio adottiuo Ne afpri coftumi,libidinofo,golofo,& emulo del-
roncjie lo fece anco genero, come narra Dio- li viti] del fratello,come in Dione fi vedejlib,
ne, ma fece prima adottare Claudia fua figlio y6,Ftlij Seucri Antoninttt , t^ Geta Plauttane
,

£ÌFOiOiParte Prima. n i
n
tunquxm pedagogo liberati y expere omnia prò Ejfe finentEt quando morì fi dóìfc dicendo»
.

libidine ugereymulieres dedecorea-ffieere, pueros ciiiamo appoggiati ad vnmurocaduco,& ha b


"jinlare,intque collidere peci*niam,gladiatores , biamo perduto quattro milla feftertij dati al
atq\a,urigcis:,fibi focietate deuincere,feque inui- Popolo, & à Soldati nell'allegrezza dell'Adot
con dmulart. Q^ùnAi è che fpartiano fi mofle tione ; tre alcre Adottioni che fcguitano fatte
à dire che quafi nefl'un grand'huomo ha lafla- dali'ifleflbAdriano,& d'ordine fuo, furono pa
to dopò fc ottimi } Si. vtili tìgli (imili à Te , & riméti buone. Marco Antonino Pioj& M.Au-
che farebbe {lato meglio che alcuni fiiHero relio Imperatori dignillimi, vero figlio del &
morti scza fìgluioli;ne ciò folo dice per li pa- fudetto Ceionio, che trionfò nel medemo car-
dridi natura,raa anco di Adottioiie, come Au- ro con M. Aurelio fuo fratello adottino. Altre
gufto che lafsò Tiberio, e Traiano che lafsò Adottioni fucceflc dopò.di felice elettione.che
Adrianojmeglio haiiereboe detto dopò Tibe- recar potriamo, ma perche niui;a auanzal'A-
rio di Claudio, che adottò Nerone dui pellìmi dottione fatta in pcrfona d'Antonino Pio,& di
iniqui Impcradori fatti per Adottione,rifpet- M- Aurelio non pafTaremo pili oltre, verre- &
to,à| quali Adriano fu Ottimo, e generofo mo ad'efplicare il fentimento, che rclìa nella
Guerriero, che molte vittorie riportò. L'Adot- figura .
tione che fece Augufto di Tiberio , fu sforza La Folica alcuni dicono fìa^ii color fofco
ta, fi per morte de Tuoi fi per importunità di
, di fuligine, altri che bianchcgg:,a]tri fia l'iflcf
Liuia llia moglie madre di Tiberio,i cui mali fa cheErodio, & à quello contribuifcono co-
l'

coftumi ben conobbe Augufìo prima che lo ri- fe naturali di quella; ma fc la folica ha vn ciuf

ccucflc in Adottione I fieri coftumi di Ne.


. fo ricciuto in tefta come vuole Plinio lib. ii.
ronc vogliono alcuni, che ne! principio cono- cap. 5 7. & fé l'Erodio è quello che dal volgo
rciuti.non fiillcro ; diede nell'indole flia buon fichiama Palconccomecticc Bartolomeo An-
faggio di fé , & fece gran profitto nelle arti li- glico, non poflono eflere i raedefìmi Augelli
berali, fimoftrò mifencordiofo, & clement-i_j percheil Falcone non ha ciuffo ricciuto in te-
quando foctofcnlle alla condannatione d'v-
fi fta,e tanto manco fé
la Folica e aquatica, ^ ftà
no fofpirando, e dicendo, vrinam nefcirem Ut- intorno al mare
eflagni ampli/limi come ad
,

terni , & quanto ciò diccfì'e di core lo teflifìca Arifìotele, Se ad altri piace, la confufione pro-
Seneca Ino Maeftro nel trattato de clementia; cede da varie caufe,vna è che molti augelli di
fé ben piouò nella propria vita, che riufci in- rapina vanno fbtto nome generico d'Aquilcj
clemente dopo cinque anni del fuo Imperio, Falconi, Sparauicri,Aftorri,Auoltori, maggio
de quali cinque anni difTe Traiano lodatifli- ri, e minori,màin'ifpctiefonodiuerfI; veggatì

mo Impcradore che niuno meglio di lui go-^ Ariftotele , Plinio , Alberto Magno , & Olao
uernò l'Imperio, fiante ciò farebbe rimafto Magno,& perche più augelli cadono fotfov-
ciafcuno aggabbato,& ogn'vno l'haucrebbi.^ no fteflò genere,auuiene che gli Auttori equi-
più che volentieri adottato , ma Claudio non uochino alle volte, e fcriuino vn nome per v-
hebbecuradi rimaner aggabbato perche l'a- n'altrojla rcccnda è chei Traduttori dapreco
dottò ad'mftanza d'Agrippina da lui amata : in latino fpeile volte non traducono il proptio
Se henbii'ogpui mangiare molti moggi di fale nome come auuertifce Adrian
e lignificante ,

prima che fi conofca vno , cfkndo difTicilcil Turncbo apunto fopra la Folica libr. ij'. cap.
concf'ccrc altri, tanto quanto il conofcer fc ftcf 13. oue dice. Exodiu^ a Cictrone lulica à ,

fb,nu]ladimeno fi è veduto che perl'ordina- , Marom Mergtii -vertitur. Se nel lib. 19. cap. zi.
)lo'grimperadori nelle adottioni hanno fatto quello che da Arato chiamafi Erodio, da Vir-
buona elettione: buona fiàTelettione di Cefa- giliofi traduceMergo,& da Cicerone Folica:

rcjche adottò Augufto, buona fu qlla di Ncr- ne èmerauiglia perche la Folica fecondo Al-
ua,che adottò Traiano, buona fu quella di Tra berto Magno è del genere de Merghi,o Smer-
lano, (fc ben no piace à Spartiano) che adottò ghi che dir vogliamo,*: Ariftotele la nomina
Adriano, bi:ona fu quella di Adriano,che adot in compagnia del Merg^o lib.S.cap.j. Gatueu^
tò Lucio Ceionio Commodo Vero , che fu di dlba (^ Fulicf ; Mergiis &> R»pexvi£ìttant a-
.

bello afpettOjregia prefenza, ornato di buone pudmare la terza è perche alcuni di qucfti
;

ktteie,& d'alta eloquenza , imperfettione d'- aHgelli,che fi comprendono fotto vn genere_>


animo non hebbe , ma debile compleflionedi medemo, hanno tal volta qualche medcma_j>
corpo notiffima ad Adriano, che di lui diffc • Datura,& qualche fimiglianza di colore, ò fat
uiìendertt terris hnnc JantHmfutUfnt^-^ vltr<t tezia tia, ioro^la onde occor le che gli Auttori
pigliano
.

IO Della nouifsima Iconologia


pigliano vno per vn'altro , &
ciò nella Folica A VR. R VFINAE
lì manifcfta, la quale per autcorità d'Alberto ALVMNAE. PIENTISS.
Magno è negra,& aquatile, (I rallegra clclla_» ET. IN COMPARABILI
tepelU, & alihora rchcrza,c nuota nel mare> QVAE VIXITANN. XXVll
non lì parte da luoghi doue nafce,nd Tuo nido M. X. D. II.
ticiiecontinuamente gran prouifioned'alimen FIDECOGNITA
ti , tanto liberale che iie fa parte ad eltra-
&: è MEMOR.OBSEQVir.ElVS
nei augelli. Quella ch'hoggidi chiamali in A VRELIA. SO TER lA
Roma Folica augello aquàtile e di colore ne- PIETATIS. PLENA. P
gro, che tira vn poco al bigio , ha il becco ne-
gro,& parimenti lipiedi,come l'anatreiIa,con Qucfta pietà non s'vfa hoggidl per le calè,
quelle pcliette tra vn dito,e l'altro,& ha la te- appena s'alimentaaoi figli propri) ima in quel
fìa negra fenza ciufFo,&: Tenracrerta ricciuta. li tempi fi ftendeua tant'oltre che lafl'auano

L'OlTifraga fpetie d'Aquila è ancor cfl"i_^ hercdi i loro Alunni, fi come apparifcein vn'-
bigia di color cineritio, figurata dal Mattiolo altra infcrittionetrouata già nella Picuc della
Ibpra Diofcoride Ariftotele libro S.cap. j.di-
. Brufada Villa di Faenza-.:
cq che è di color di cenere, che biancheggia, be
retili chiaro,& die è più grande dell'Aquila, MARIA I. POL
ma non però della Gnefia aquila della fel1:a_j MARIVS. PRIM
forte , la quale fecondo Ariftotele lib.. 9. cap. MARIA. M A
3 i.c maggior d'ogni altra Aquila, Se della_^ X I M N I A . AL
Onifr3ga,la quale da alcuni Auttori Greci,& V M N I. ET. H E R. P .

dal Mattiolo chiamali in greco <?hvh parola .

che neirOditl'ea terza d'Homero non lungi Adottiui con molto più ragione dt_«
I figli
dal fine Aquila li yaducc, volendo iiu fignifi- gli Alunni pigliauano il nome gentilitio della'
cgre la preftezza,con la quale ij partì Minerua calatagli coIoro,cheli adottauano,da quali in
parlato ch'hebb?_^. effa erano riceuuti: però la figura dell' Adot-
Sic certe tocuta abijt asijs oculi4 Minerua^ tione tiene la deftra al collo del giouane adot-
fei'vH AcjHile fimilts . tato, ellendo l'abbracciamento fegno d'acco-
Gli ofleruatori di lingua greca efpongono, glienza, & riceuimento. Dione lib. 46. ci auer-
che lì chiami anco la folica, & rOilìfrag.i_9 tifce,che chi era adottato,pigliaua nona nomi
con quefta voce <fìivn . natione da chi adottaua , ma riferuaua qual-
Il Cardinale S.Pietio Damiano, che qui in ch'vuode nomi, che prima portaua , formato
Faenza ripofa, vuole ancor elio nel lib. i.epift. alquanro ui altra maniera come Caio Otta- ;

18. che la folica da Greci lìa detta ^hch.& le_j uio che fu Augufto adottato da Caio Giulio
attribuifce la medema natura che da ^Plinio Cefare, il chiamò Caio Giulio Ottauiano , e
lib. io.cap-3.5i da Ariftotele lib 9. cap. 34. & Tiberio Claudio Nerone, adottato da Ottauia-
lib.6.c,é. viendata ali'Olfifraga , & è che ri- no lì chiamò Tiberio Giulio Claudiano , il
ceue con benignità il pollo fcacciato dall'A. quale fu anco per teftamento lallato figlio a-
quilacome fuo figlio adotciuo , & come fuo dotcuio & herede da Marco Gallio Senatore ;
naturale clementemente nutnfce trafuoi pro- m.i per quanto racconta Suetonio,s'aftennc..j
pri] parti Ethsc modo ^uem Aquila cruaelt-
.
d; pigliare il fuo nome perche Gallio fu della
ter patertiA fecit hAredttatts cxortem , ita fibi parte contraria d'AuguftojaJtrimenti d fareb-
quaft materntpietatis intuitufuis adoptauttfi- be nominato Tiberio Giulio Gallio Claudia-
lifs cohAredem Per tal pietofa natura la Foli-
.
nò Altri figli adottiui non fblo pigliauano
.

ca, ouero Oftìfraga èattillìmo fimbolodell'- il nome gentilitio di chi li adottaua, ma anco
Adottione,la quale apprefl'o gli Antichi Roma il prenome &: cognome I dui figliuoli mag- .

ni era molto invio, lì come anco l'alimentare giori di Paolo Emilio vno adottato da Fabio
figli d'altri, che ne meno erano in tuteJa,nc_> Malfallo, &:i'altioda Scipione Africano but-
in Adottione>ma erano tenuti come tìgli pro- torno il nomegentili:ÌQ,& cognome paterno,
pri), e dauano à quelli il medefimonome gen- Il primo lì chiamò Fabio Maliimo. Il Secon-
tiljtio della ca fata loro, come fi vede nelle in-, do Cornelio Scipione Marco Bruto adottato :

fcntrioni ftampate da Smetio , tra quali vi è da Quinto Cepioue chiamò Qiniito C tpio-
iÀ.

queita notabile ad Aiuelia Rufina- ne, Publio Scipione adoKctod;; Q^'icttc!-


i^v.

lo, li
..

Parte Prilli i-> il


lo,(ichiamò 'Q;McteIlo Scipione. Ma infiniti dore , quafl padre deflc à Vero nome di Vcxo
aieliauano folo il nome gentilitio di quelli Imperatore, & d'Antonino De nomi che da
.

che li adottauano , & riteneuano il loro natu- SpartianoalPadre d'Elio Cefare, a Vero Im-
tale anteponendo à quello l'adottino. A-!Bia peradore folaméte fi deuono idui vltimi,iK>n
Tcrentia madre d'Othone Imperatore della ad Elio Cefai'è, ne a fuo Padre L^ parole Ai
.

quale Suctoniocap. primo era figlia di Teten- Spartiano fono quelle ragionando d'Elio C&-
tip adotta, da Aibio nelle infcrittioni dello
; CàVft-Htiic l'ater Céioniui Comjnodus ffitt,a[uem
Smetio tronafi ; Cairn I»litu' Pómponitn Pté alijVerunty alij Luciutff jiur.eliuw, multi Ak.
era di cafa Pomponia pater-
der,i Seuertfi'ìtt^ , nitdtn prodiderunt Lucio Ceionio Commodo
.

na, adottato da vno di cafa Giulia, fu prefetto Vero {[ chiamò l'Auo,&: il Padre di Vero Im-
di Roma Vn'altro Prefetto di Rohià Marco
. peradore, & Vero iftefiò dalla natiiiità,ma ìiìh
Caffio Hortenfio Pàulino nato di cafa Hortèri no de Tuoi maggiori fù chi'am.atò'AureIìo,'tìc
fia,adottato da vnódi Cafà CafTia.Così Quiii- Annio, quali due nomi conuengono a lui iolò.
to CallÌQ Domitio Palombo nelli tèmpi di^A'- Aurelio perche fù adottato da Marco Antoni-
clriano Imperadore nito di cafa Domitia adot- no Pio di cafa Aurelia. Annio per<;he M. Aii-
tato da vno di cafa Gaflìa',8c Caio Ceionio Ru relio Filofijfo Imperadore di cafa Annid tenne
fio Volufiano Confole Tanno del Signore 5 14.' Vero Imperadore come figlio adottino Spar- .

fù di cafa Rufia adottato da vno di cafa Ceio- tiano poi fteflb lo chiama Lucio Ceionio Com-
nia . Altri metteuano il cognome del padrii.^ modo Vero figlio di Antonino,perche Antoni-
adoctiuo innanzi al fuo cognome laflando i no Imperadore lo fece fuo figlio adottiuo
nomi genriliti Marco Vlpio Traiano adot-
j
.

tato da Marco (To^^ceio Herua fi chiamò Ner- ADOTTIQN E DA MEDAGLIE,


ua Traiano Publio Elio Adriano adottato da

o Giouanni Zaratino Caftellini
del Sie.
M. VlpioTraiauofì chiamò Txaiano Adria-
no. Altri laflando il nome gentilitio paterno
preponeuanoilgcntilitio adottino al proprio
DV E figure togate che fi congiungano le
manideftrcj per la concordia di duc_»
cognome: Il fudetto Lucio Ceiouio CommoctO famiglie diuerfe congiunte in vna,pafl'ando il
Vero adottato da Adriano Imperatore ch'era figlio adottiuo nella famiglia di chi adotta, è
dèlia gente Elia,fi chiamò Lucio Elio Vero.fe medaglia d'argento d'Adriano Imperatorc_j,
ben nella memoria fu a conferuata nella mole adottato da Traiano con tale infcrittiont_j. •

Adriana vi manca il cognome Vero, fù egli il IMP. CAES. TRAIAN.HADRIAN.OPT.


primo Cefaread efl'ere fepolto in detta molt-> P. F. AVG. GERM. DAC PART.HIC. DI-
Adriana lic gli Orti di Domitia (òpra il Teuc- VL TRAIAN. AVG.P. M. TR.P.COS.P.P.
re, ch'hoggidì Caftello di S. Angelo s'appella ADOPTIO.
Pigliauano ancora quanti nomi haueuano La medemainfcrittione vedefi in altra me-
quelli che li adotrauano, tanto nomi paterni daglia con vna figura in piedi con le mani ài-
quanto adottiui. Marco Aurelio Imperadore zate,& con la parola. PIETAS, perche il
Filofofo era di cafa Annia fua paterna, & C\ farevn figliuolo adottiuo è atto dìPietà,rico-
chiamò dalla natiuità'Marco Annio yero, a- no(cedunque in quefta medaglia AdriànoJni
dlóttatqdal Bifalio materno fi nominò Lucio pèradore ilbenefi^tio della fua Adottione dalla
Catilio Annio Sene 10; adottato poi da M- An- Pietà di Traiano che Io adottò, le fudette ma-
tonino gente Aurelia da can-
Pio;,ch'e'ra della ni congiunte fono fimbolo della concordia, &
to paterno, & della
gente Elia per Adottione la concordia, fi come anco la Pietà è fimboJo
fatta da Adriano Imperatore, Marco El io,Au. deU'adottionejciò fi fcorge nella medaglia di
relio Antonino s'appellò.Ònd'è' the Vero Im- Paolo Emilio Lepido adottato dal Padre di
Jeradore figlio del fudetto Ceionio adottato Marco Lepido Triumuiro , nel cui riuerlb vi
a Antonino Pio, per ordine d'Adfiano,fi tro- è vna tefta della concordia velata così efpofta
ua nominato con vari) nomi ch'hebbe M.An- da Fuluio Orfini Fro Adof/tionitjymicfló con-
.

tonino fuo Padre adotti uo,& con altri che heh cordiamy & Ptetatem in antiquitdenar^s.pofi-
be ciò Ci raccoglie da, Giulio Capitolino che_» tcu effefApe animaduirtimus- PuuUut auttm Le-
lo chiama Elio Vero, perche fuo padre natura- pidw adoptattis a PafreM. Lepidi Triumuiri
le eflcndo Cefare , fi chiamò Elio , & Elio fi fmt,^ex Mmilio PauUo, PauUus ^miiius Le-
^j>
<;hiamò Antonino Piofuo^adreadottiuo-.fog. ^idtfs diUfii efi .

giunga poi che M. Aurelio filofofo Impera-


ADY^
• , ,

12 Della nouifsima Iconologia


ADVLATIONE. §luiequid dicSt laudo id rursu (i hegaf laudo

DO N N A allegra con fronte raccolta/a-


rà veftiw dì caneiante,conlac1eftraraa
Id quoque negat quis,negc: ait aio
, .

Il Camaleonte fi poncper Io troppo fecon-

no terrà vn mantice cTaccendcre il fuoco , e dare gl'appetiti , & l'opinione altrui perciò-
:

con la finiftra vna corda , &


alli piedi vi farà che quefto animale,fecondo che dice Ariftoti-
vn Camalcontc_j le,fi trafmuta fecondo le mutationi de t?empi

AtltilaMonc, fecondo Cicerone nel i.lib.del come l'adulatore fi ftima perfetto nella fua.^
lequcftioni Tufculane , e vn peccato fatto da quando meglio conforma fé itef-
profelfionc,
vn rajrionamcro d'vna lode data ad alcuno con foad applauder per fuo intereflc à gli altrui
&
animo , intentione di compiacere oueró è ,
coftumi,ancorchehiafimeuoli. Dicefi ancora,
falfa perfuafìone, e bugiardo confentimento che pei effereil Camaleonte timidifilmo, ha-
che vfa il finto amico nella conucrfatione d'- uendo in fé ile flb pochi/Timo fangue, e quello
aIcuno,per farlo credere di fé fteflo,e delle co- intorno al cuore, ad ogni debole incontro te-
fe proprie «quello che non c,e fafllper piacere, me, e fi trafmuta,donde fi può vedere, che l'a-
ò per auaritia . dulatione e inditio di poco fpirito , e d'a imo
Veftcfi di cangiante , perche l'adulatore e baflbin chi reflercita,&in chi volentieri l'a-
faciliflìmo ad ogni occafione à cangiar volto, fcolta, dicendo Ariflotcle nel 4.deIi'Ethica_^.,

e parole,& dir: sì, è nò, fecondo il giifto di eia che, Omnes adulaforesfunt/cruiles, Qr* abieSit
fcunapcrfona, come dimoftra Terentio nell"- homines .

Eunuco Il mantice, che e attifllmo inftrumenta ad

A D V L A X. .1 O N E.

nule ri:
. . ,

.Q?,jaP4fte
acccHt^ereil fuoco ,& ati ammorzare ilumi
Prima. M
Cataldi Romano iiiqucl fouetto •

acccfljfo.lo col vento, ci fa conofcercjche gl'a Nemico al vero , e dtUe cofc huf/taKt.'t
diilacon col vento delle parole vanc,ouero ac- Corruttor , cecità dell' intelletto ,
cendono il fuoco delle palfioui^in chi volon- Venenefa, beuanda, e cibo infuto ,

tierigl'afcolta, onero ammorzano il lume del Di gufli , e d'alme fobrie e menti fitne^- ,

la verità , che altrui manteneua per la cogni- Di lodi di lufi/ighe , e glorie vatjcj-
,

, rione di fc ftcflb .
Vnflo albergo , alto nido , ampio ricetto
La corda, che tiene con la fìniftra mano , D'opre di fietion , di vario aipeito ,
dìmoftra , come teftifica S. Agoftinò , fopra il sfinge , Camaleonte , e Circe immane^,
Salmo 5>.che l'AduIatione legagl'huonunine Can che luftnga morde, acuto Jìrali^',
, «
i peccati, dicendo: AduLìntinm lingMAligant Chenon piaga, e che induce à iìrane morti
homines in peccati!: dehiizt enim eafacere in .Lingua, che dolce appar mentre e piìtfelldi-j>
quibus nonjolum non mettiitur reprihenfor,fed In fommae piacer rio gioia mortale^. ,

etiam laudatnr oper/itor E nell'iffellb Salmo


. Dolce tofco, aipro mei , morbo di cotti ,
{ì legger/^? laqueo iffo,quem ahfconderuntfCom ^^el che Adular l'errante volgo appellet-t*
prthenfus efì per eorum .
ADVLTERIO.
I
L'hauerc la fronte racolta fecondo Arino-
tele de Fifonomia cap.9 fìgnifìca Adulationc.
VN Giouane pompofamentc vcftito, che
federe e fia graffo , con la deftra
ftia a ,

Adulatione mano tenghi vna Murena, & vm Serpe riuolti


VNa donna
vago,
veflitad'habito artifìciofo,
che foni la tibia , ouero il flauto
& ambidui in bei giri in atto dieflerfi congiunti
infieme,e con la lìniftravn'anello,ò fede d'o-
con vn cerno., che li ftia dormendo vicino à ro che dir vogliamo,qual lì fuol dare alle fpo-

piedi:cosìIa depinge Oro Apolline j e Pierio fe,e che fia vifibile,mà che fia rotta, & aperta
Valeriaaonel 7 lib-deifuoi Icroglifìci,efcri- da quella parte, oue lì congiungono ambe le_>
uono alcuni, che il ceruo di fua natura alletta- mani. Cicerone nel J.dcIUoffitij dice che nel
ro dal fuono del flauto,quafi il dimentica di fé principio di ciafcun ragionamento di qual fi
fteflb,efi lafcia pigliare.. In conformatione di voglia cofa , deue incominciarfi dalla dilini-
ciò è la prefentc immagine, nella quale fi di- tionc di ella , acciò fi fappia di quello , che fi
chiara la dolcezza delle parole conia melodia tratta. L'Adulterio èaduque vno illecito con-
del fuono, e la natura di chi volentieri fi fente cubito d'vn marito , oucro d'vna maritata , S.
adulare con l'infelice naturale inflinto del cer Toma.Co,Secuhda,/ecund<t ^/<<e/?. 154 art.S.^no
uo, il quale moftra ancora, che è timido,e d'- hibito già nel Lenitico al cap. io- aggiuntoni
animo debole , chi volentieri porge gli orec- pena di morte , come ancora nel Dentcrono-
chi à gl'adulatori mioal cap.ii.& è egualmente biafimeuole_',
Adulatione . è punito, fé dal manto vien commcfib, quan-
DOnn4 conl'altra
due faccie l'vna di
di vecchia
giouan€_> to dalla moglie, ancor che gl'huommi fi attri-
bella, e macilenteidal- buifcono ingiuftamente maggior licenza del-
Ic mani gl'efcono molte Api, che volino in di- le femine,e Santo Ambrogio regiftrato al cap.
uerfe parti, (ic à canto vi £a vn cane_j. Ncmo libi ji.c^.^. Nec viro licety^uedmi^Ue-
La faccia bella è indicio della prima appa- rincn licet-Ondc auuertifce Ariftctcle nel iib.
renza delle parole adulatiici & l'altra faccia dell'Economia, che il marito non faccia torto
;

brutta i-noflrai difetti dilTimulati , e mandati alla moglie,acciò ella non habbia a ricompen
dietro alle fpalle_j. farlo d'altretanta ingiuria. Giouane, e fom-
L'Api fecondo Euchcrio,fono proprio fìmu pofamente fi dipinge eflcndo che il giouane
lacro dell'adulatore, perche nella bocca por- fi dimoftra vago nell'apparenza , e dilpofto

tano il mele, è nell'occulto tengano il pungen più d'ogn'alti a età all'atto venereO)& a com-
te aculeo, coi qual feiifcono molte volte l'huc mettere adulteri) .

mo che non fé ne auuede . Si rapprefenta , che ftia à federe perciòche


Il cane con juùnghc accarezza chi gli da il la caufa donde nafce quefto ecceflb,il più del-
pane,fenza alcuna diiiintione di meriti. Se al- le volte è l'otio, produttore di penfien illeciti,,
cune volte ancora morde chi non lo merita , e quindi Tobia al cap. z. giacendo nel lettOjchc
quello iitflo cheli daua il pane,s'auuiene, che denota l'otiofìtàjdal caldo fìerco delle rondi-
tralafci: però fi aflimiglia aliai all'adulatore , ne fu acciecato,cioè dalli caldi affetti do" pcn-
& à quello propoiìco Io pigliò JJvlart' Antonio fieri jllCiCiù^e Dauit per i'aucmpciaiua nicor
fc
. , . . ,

14 Della nouifsima Iconologia


fc ncll'atiulrcrioi.Rcg.capvi. ambcle mani tenga deirafTentio
Giallo Io rigtiriamo , eileiulo chcl'otiohà Il capo chino, e l'afpetto di mala voglia, ci
per Ibrclla la gola, la quale anch'clla concor- dimoftra che l'afFaimo è vna fpetie di malin-
,

re à far il mcdeilmo clfctto dcU'otio, onde E- conia, e difpiacere, che chiude la via al cuore,
2cch. a 1 6. Sorores gula (>• ociofittK ejuafi duo
, perogni forte di conroiationc,e di dolcezza ,
Itgria i}3cetidunt ignem luxurtA Laqualfcn-
. e per dare ad intendere, che l'affanno è vn di-
tcnria comprende l'adulterio come comprefo fpiacere più intenlbdc gl'altri; vi fi dipingc_j
foctoil genere della lulkiria,&: il Petrarca nel l'afl'enrio per fegno d'amaritudine del dolore,
Trionfo della Caftitàjfopradi ciò cosìdicc_j. che per fignificare queft'iftcfl'o dille il Pc-
La gda-y il fanno e l otto/e piume^ , trarci-^.
Hanrio dai rrcndo ogniiirtù sbandita—/. Lagrimar fempre ì il mio fommo diletto
Di maniera che, volendo noi fuggir quefto Il rider doglia. , il cibo affentio, e tofco •

errore coli grande, conuiene di itare con cgni


prontezza occupato nell'attioni nobili, & vir- Affanno.
tuofe.e Icacciar con ogni diligenza penlieri
elicci vengono aiianti,i quali fono molto
i

HV o M o mefto,malinconiofo,e tutto rab-


buffato, con ambe le mani s'apre il pet-
dannofì , non foia al corpo, ma quel che più to, e u mira il cuore circondato da diuerfì fer-
importa all'anima, e però /ì deue fcguitar il pi Sarà veftito di bcrettino vicino al negro,il
.

bellifiìmo documento di Santo Agoftino libr. detto veftimento farà ftracciato , Iblo per di-
de Vcrb.Dom-.Sermone ii che dice, Neoltra m.oftrare il difprcgio di fé fteftò, &: che quan-
il tnobiTognolatiaril ventre,perche ilfoprab- do vno è in trauagli dell'animo , non può at-
hondante,è caufa materiale di quello vitio, e tendere alla coltura del corpo; & il color ne-
sa ogn'vnOjche fenza la materia non fi produ- gro fìgnifìca l'vltima rouina,& le tenebre del-
ce cola niliuniL_i. la morte jalla quale conducono i rammarichi,
Tiene con ladeftra maro la Murena con- & i cordogli
giunta con ferpcjperche da quefto congiun-
il Il petto aperto,& il cuore dalle ferpi cinto,

gimento pare, che Balilio ne interpreti l'AduI- dinotano i faftidij, e trauagli mondani, chc-»
terio,cflèndoche àuuertifce gl'adulteri, che_j fempre mordendo il cuore infondono in noi
guardino à qual fiera li rendono limili, pofcia- fteflì veleno di, rabbia,e di rancore^.

chc gli pare che quefto congiongimentodeK


la Vipera, e della Murena fìavn certo Adulte- AFFABILITÀ' PIACEVOLEZZA
rio della natura , e quefto e quello che gli E- Amabilità ,

gittij per quefto lìmulacro ci vogliono dare_>


ad intendere La fede d'oro,rotta,& aperta,
.
GIOVANI veftita d'vn velo bianco,e fot-
come dicemmo,altro non lignifica, che rom- tilc,econ faccia allegra, nella deftriL_.r.
pere, & violare le Sante Leggi, il Matrimonio mano terrà vna rofa,& in capo vna ghirlandisi
& in fomma la fedeltà, che deue ellerc fra ma- di fiori: Affabilità è habito fatto nella difcre-
rito; e moglie, e perciò e biafimeuole quefto tionc del conuerfardolcementCjCon defiderio
mancamento, perche è contro alla fede mari- di giouafe-, e dilettare ogn'vno fecondo il
tale, che fi dinota per l'anello, che per quefto grado .

fi pone in quel dito, che ha vna venajche arri- Giouane fi dipinge percioche elTendo la__s
ua infìno al cuore. Lap.allegatione j-7.num.4. giouentù ancor nuoua ne i diletti, e piaceri
doue allega il c.femin. 50. q. j-. dimoftrandoci mondani, grata, e piaceuole ogn'horfì dimo-
dalla più cara parte del corpojche è il cuore_j ftra . II velo, che la ricuopre.fignifìca chegl'-
s'impegna per l'olleruanza della fede promefl huomini affabili fono poco meno che nudi
fa, però tutti gi'ak. criori fi poltono ricorreg-

nelle parole, e nell'opere loro, e perciò ama-
gere , ma quefto iv ,: mai , come afferma Q. bili, e piaccuoli fi dimandano quelli, che \ luo
Curtio r.obilt'Unio l'ciittore, nel \ib.6. de gejtu go,e tempo, fecondo la propria conditione, e
Alexandri Mngnijjcd hhUìs mentis perfidi* l'altrui, quanto, e quando fi conuiene, fanno
mitigati pctefi giatiofamente ragionare fenza offendere al-
cuno, gentilmente, e con garbo f coprendo fe_>
AFFANNO. ftefll Si dimoftra ancorajche l'animo lì deue
.

H VoMo veftito di berettino,vicino al ne-


grojco'i capo chiuo,& volto mefto,& m
fol tanto ricoprire, quanto non ne refti palefe
la vergogna , & che di grandilfimo aiuto alla
pia
Parte Prima. 'S
A F F A N N o.
J.

„«.
. . .

1 6 Della noiiifsinia Iconologia


graiuichijchc il carro della Dea CiLclc fiifl'e toro ci moftra lo ffudio dell'ararcla tcr-
II
iiiatoda iluc Leoni , epcr quelli iiitendeuano ra, cci dichiara Hcommodi delle biade , con
-
ì'A^ricoltiua—j.i ftudio raccolttjr. ~ ,J
^ ( -
."- i

A G R I C O L T V R A

DONNA veftita di verde>con vna ghir-


landa di Ipighedi grano incapo > nella & le
I dodici fegni Ibnoi varij tempi dell'anno,
ftagioni , che da ella agricoltura fi confi -
finifìra mano tenga il circolo de i dodici fegni dcrano.
celefti , abbracciando con la delira vn'arbu- L'Aratro fi dipinge come inftrumentoprin
fcdlojche iìorilca, mirandolo fi llbj a piedi vi cip-aliUlmo per queft'arts_'.
larà vn'aratro ./Ig'i icoltura
. vertimento verde figninca la fperanra—v
Il DOnna con veftimcnto contelìo di varie
fcnza la quale non farebbe , chi fi dello gia-r piante, con vna bella ghirlanda di fpi-
mai alia fati caldei lauorare.e coltiiiar la terra. ghc di grano, & alti c.hiadc,e di pampane con
La corona di fpighcji dipinge per Io prin- l'viicjporteràin fpalla con bella gratia vn.-L^
cipal fine di qucft'arte, ch'è di far moltiplicar zappa, e con l'altra ma«ò vn rónchctto.>e,per
le biade, che iòii neccflarica mantener la vita terra vi firà vn aratro. -, < ; ., ,. v
dcirhuomo "
' Agricoltura èarredi lafjorare la terra, femi
L'abbracciar l'arbiifcello ficritOj&r il rigviàr iiarc, piantare, &: inàgnareogni forte d'herbe,
darlo fiflb,f]enifi.a l'amore deiragricoltor«t_j &: arbori, con conferuationc di tempo, di luo-
vcrfo le piantc>che fono quafi fiie figlie, atten ghi, e di coftL_^,
deiu'onc il defiato friitto^che nel fiorir gli prò Sì dipinge di vefte concefladi varie piante,
mettono . e con la corona in cefta teflùtadi fpighcdi gra
. .

Parte Frimai 17
".
nò,& altre bia<Ie,per effere tutte quefte cofe^* Agricoltura
ricchezze dell'aericoltura, fi come nfenfct_> DOnna veflita di giaIIo,con vna ghirlan-
Pcopertio lib. 5 -dicendo . da in capo di fpighe di grano, nella de-
ftra mano
terra vna falce , e nell'altra vn cor-
Telix agrejlum quondam parata iuuentttt , nucopia pieno di diuerfi frutti, fiori, e fronde
Diuitu quorum mejps, (^arbor erant • Il color giallo del veftimento fi pone per fi-
militudine del color delle biade, quando han-
Gli fi dà la lappa in fpalla,il roncio dall'al- no bilbgno che l'agricoltore le raccolga in prc
tra mano, & l'aratro da banda per efler quefti mio delle fue fatiche,che però gialla fi diman
ftromenti neceflarij all'Agricoliiira_^. da Cerere da gl'antichi Poeti

A I \ T O.

HV O M O&
bianco,
d'età virile , veftito di color
fopradi detto veftimento ha-
Sirapprefenta d'età virile percioche il
nane può operare fecondo la virtù, ma per la
gio-

ucrà vn manto di porpora, & dal Cielo Ci veda nouitaj& caldezza del fangue, è tutto intenta
TU chiariiììmo raggio che illumini detta fign- all'attioni fenllbili, & il vecchio (fecondo A-
ra,rarà coronata d'vna ghiilandad'01iu;L_^, rift.nel i,della Rettorica) all'auaritia,eflendo
hauerà al collo vna Catena d'oro , & per pen- che l'efperietia l'ha infegnato quanto fia diffi
dente vn core , ftarà con il braccio deflro fte- cile cofa l'acquiftare la robba, & quanto fia fa
fo,& conia mano apcrtaj& con la fìniftra ten- cik.a pderla.&r perciò va molto ritenuto in da
ghi vn palo fìtto in terra circondato da vn:u_j re aiuto altrui,hauendosépre come dui Cani a
verdeggiante , & fruttifera vitCjSc da la parte fiachi.L'vno la cupidità dell'hauere,& l'ahio
delira vi farà vna Cicogna la paura del perderJa:mà è ben vero che ilvcc
B chic
8 Delia nouifsi;na Iconologia
tjiio può dar conrigho per i'cfpcrienza delle fici,vna iìmilcimaginc èolleruata nclfimiila-
coi'c deltempo paliaco . cro della Dea Ope in alquante Medaglie,qua
Si verte di color Lianco percioclieqncft'at- fi ch'ella prometta a tutti voler porgere aiu.
tione delie ell'ere piua,& (incera, lontani^ & to, come quella che con l'aiuto diiuno foften-
d'ogni intcrefle, il quale riuolco all'Ycli pro- dà il vito vniuerfalca tutte le Creature
ta, &: ,

prio; lada di far opera nobile, virtiiofu-^.& com'anco le riceue nel fuo .grembo .

II Manto di Porpora, s'intende per fegno di Il palo fitto in terra il quale fòftenta_Ia_rf

carità la quale ha Tempre per oggetto d'aiuta- verdeggiante, & fruttifera vite lignifica l'-
re , & foucnirc alle miferie altrui , efl'endo in Aiuto coniugale , eflendo che la donna fenza
cfla vn diuino affetto puro,& ardente nell'ani- l'aiuto del marito, e come la vite fenza l'aiuto
jno verfo Dio,& vcrlo le creature»» . del palo, onde l'Ariofto nel Canto io.nelhi_j
^diMuareimbecillem tharitatis eH , nona Ottaua dicc_>.
di San Grcg.y.Mor. Sarefie come inculta vite in horto
Il chiarilllmo raggio. che difccndedal Cie- che non ha palo » oHe s' appoggi t piante^.
lo, & che
illumina detta ngura,ne denota l'a- Gli fi dipinge a canto la Cicogna, per eflc-
iuto diuinojil quale è fupremo di gran lunga re il vero lignificato della pietà, & dell'Aiuto^

a tutti gl'altri aiuti, onde fopra di ciò Home- efTendo che l*vno , fenza l'altro mal pofibno
io nell'Odiil'. 7. coli dici^. ftare feparati, Qu^indi è che con grandi orn.i-
Mortulis diuum auxilium defiderat omnis , menti in diuerfe Medaglie de Principi Ronfa-
& ne i Sacri Vficij dice_j. ni fi ritroua imprcffa quella nobili/Tima attio-
Diusin adiutorium meum intende^. ne con la natura di quello animale, il qualc_>
Domine ad aditiuandum mefefìifia ,
denota l'huomo verfo i parenti pietofo,& fa-
& in altro luoco , mofopcrgli oilitijdi porgere Aiuto, cflendo,
Auxilium meum a Domino % che ha gran cura de 1 fuoi Genitori quando
più & fon venuti nella vecchiezza, ne mai per «jual
Adiutor ^
fufceptormeus es tu fi voglia tempo gli abbandona , & non loia-
"Et in Ver bum ttium fuper ^erutti , mente mentre che fon venuti vecchi gli por-
L*Gliua per Corona del capo,iu più luochi ge aiuto, ma ogni volta che fia lor bifogno,fbn
delle diuine lettere per l'Olmo s'intende 1'- gouernati dell'induftria de i proprij figliuo-
huomo da bene , il quale fia particolarmente li. Onde r Alciato nelle itie Embleme . Così
copiofo de i frutti della mifericordia, la quale dicc_>. \
jnuoue a jietà a foccorrere, &: dare aiuto alli Aerio infignispietate Ciconia nido
peneri bifognoiìjDauid nel Salmo 51. In veJtespuUes pignora grata fouet
X.go autemficMt oliHa fftiilifera in domo Dei Taliaq; expeóiat fiéi-munera mutua reddi
Speraui il mifericordia Dei in £ternum , Auxiliohoc quotidics mater egebit onus :
Portala Collana,& per pendente il core ac- Nec piA ^emfobolesfcllittfidfejlaparitum
ciò s'intenda, che non Iblofideue con l'opere Corporafert humeris ,prAfìat&ore eibos .
della mifericordia porgere aiuto alle miferie
altrui, ma anco con l'aiuto del Coniglio (del
quale n'è fìmbolo il core] ridurre altrui nella ALLEGREZZA.
via della falute_>.
Dare fluito confilium charitatis eft , GIOVANETTA con fronte carnofa,
Dare fapientt oflentationis y Dare viro tepore lifcia, e grandt,farà veftita dì bianco, e
Grcg.in Mora.
feruerfitatisy fapientin, dice detto veftimento dipinto di verdi fronde, e fio
con il braccio deftro ftefoj &
Si rapprefenta ri roffi, e gialli, con vna ghirlanda in capo di
conia mano aperta,per fignificare l'Aiuto hu- vari] fiori, nella mano delira tenga vn vafo di
inano,efl'endo che l'Aiuto , in lingua Hebrca criflallo pieno di vino rubicondo,e nella flni-
fé dice Zeroha , che vuol dire il braccio con il flra vna gran tazza d'oro . Sia,tl'afpetto gra-
quale la potcnza,& fortezza dell'aiuto attuale tiofb,e bello, e prontamente mofln di ballare
confifte nel braccio , &
apprcllb gl'Antichi il in vn prato,pieno di fiori .

porgere la mano era fegno d'aiuto ogn'hor Allegrezza è paflìone d'animo volto al pia-
«he noi aggiunghiamo l'opera nofìra adiutri- cere di cofa che intrinfecamcnte contempli fb
ce a qualche negotio , &
per quanto narra_» pranaturalmente,ò che gli fiano portate efUin
Picao Yaleaauoueilib. j;.dc i Tuoi IciogU, lecaiueuccdairaifo per uatwapòjper accidctc^
Hauerà
. . . . .

Parte Prima l
}9
ALLEGREZZA.

Hauerà la fronte carnofajgrande, & lifcia Allegrezza


per Io detto d'Ariftotele de-Fifonomia ai 6. Glouanctta con ghirlanda di fiori rn capo>
cap.I fiori fignifican'o per Te fteflì allegrezza, nella deftra mano terrà vn Tirfo coro-
e nfuol dire, che i prati ridono, quando fono nato tutto con molti giri di fronde, e ghirlan-
coperti di fiorijpero Virgilio gli dimandò pia de di diuerfi fiori , nella finiftra hauera il cor»
ceuoli nella 4. Ègloga dicendo : no di doiutia,e il potrà veftire di verde
Allegre^z» d'amore .

Jpfatihi blandosfundent cunabula fiores Glouane veftita co diuerfità di colori piace


noli, con vna pianta di fiori diboraggi-
Il vafodi chriftallo pieno di vino vermi- ne fopra i capelli, in mano porterà faette d'o-
glio, conia tazza d'oro , dimoftra che l'alle- ro,e di piombo. onero fonerà l'Arpa
grezza per lo più non fi cela , & volonrieri Ci Allegrezza, Lefnta,e Gtubilo
communica come teftifica San Gregorio nel
iib zid^^MoràUjCosìdicciìdo-.Solet l etnia ar~
VNa giouane appoggiata ad vn Olmo ben
fornito di viti,& calchi leggiermente»*
canametìtisuperire- Et il Profeta dice': Il vino vn cauolo fodo,allarghi le mani, come fé vo-
rallegra il cuore deirhuomojcl'oro parimen- lefle donar prefenti , e nel petto hauerà vn li-
te ha virtù di confortare li fpiriti E quello
: bro di Mufica aperto. L'Olmo circondato di
conforto e cagioneMell' Allegrezza. La difpo- viti, fignifica allegrezza del cuore, cagionata
1'-
fìtionedel corpo,eladimoftratione del ballo in gran parte dal vino,come difl'e Dauid:e
e manifefto iaditio deli'Allesiczza , vnioiie di fé ileflb,e delle proprie forme,e paf-
£ fioui.
.
. ,,

zo ma iconologia
Jìanouifsin
lion, accennare cuicauoio:e la melodia di co- to circonda il capo douunquc ella celebra I*-
le giatc a gli oiecchi , come la MHlIca , ch'c allegrezz.^5.
cagione della letitia , la quale fa parte delle_j Allegrez3it da le Medaglie .

lue facoltà a chi n'c bifognofo , per arriiiare a DOnna in piedi,nella deftra mano tient-»
più perfetto grado di contentezza.^'. due fpighe.ouero vna picciola corona ,
Allegrex,z,z nella finiftia vn timone con parola LAETI-
VNa gioiiinetta con ghirlanda di fiori in
capo, perche li fanciulli ftanno Tempre
TIA. è Medaglia di Giulia Augufta moglie_>
di Seuero defcrittadaCcconcilc bene così an
allegri: e perche nelle ferte publiche antiche co èdefcrittala Tranquillità nella Medaglia
tutti fi coronauano, e loro, e le porte delle lo- di Antonino Pio,nè fia merauiglia, perche la
ro cafce tempij,'& animali, come fa mentio- tranquillità de popoli, è laverà Allegrezz>i_j
ne Tcrtul.nel lib.de corona Miliris,e con la_^ delle genti:dopò quefta mette Occone. Ab vr-
dertramano tiene vn ramo di Palma, & di O- be condita 903 .Vn'altra Medaglia nella quale
iiua , per memoria della Domenica delle Pal- fi efprimc l'Allegrezza con due figure togate,

me, e l'allegrezza conche fu riceuuto Chrifto vna tiene due fpighe con la deftra, l'altra vn
Noftro Signore con molti rami di Palm?_j, globo In vn'altra Medaglia pur della mede-
.

cd'Oliut^. ma Giulia conforte di Seuero con la parola


Jtaegrella HYLARITAS vien figurata per l'Allegrezza
NElla Medaglia di Fauftina è vna figura vna donna che porta nella man deftra vn ra-
laquale con la deftra tiene vn Cornuco- mo, nella finiftra vn cornucopia, alla quale_>
{>iapieno di vari fiori, efronde,e frutti, e con afiìfteno dui fanciulli. In vna Medaglia di A-
a finiitra vn'hafta ornata da terra fino alla ci- driano. Vna Donna che nella deftra tiene vna
ma di fronde, e di ghirlande, onde fu prefal'- Palma,nella finiftra pure vn cornucopia , alli
occafione dalla infcrittione , che cosi dic^^, piedi vn putto d'ogni banda conquefte maiu-
HYLARITAS. fcole HYLARITAS. P. R. Cos. I 1 1.
jillcgrex,'(a S. C. che fu battuta l'anno del Signore : to.

V
ghirlanda
Na hellifilma giouinetta veftita di ver-
de, porta in capo vna bella
di rore,& altri fiori,
,

con la dcitra_>9
& vagha_j
In vn'altra Medaglia di Adriano. ab vrbe con-
dita 874. con le parole HYLARITAS populi
Romani. Figurafi vna donna in piedi con am-
mano tcnghi vn ramo di Mirto in atto gratio- be le manipofte all'orecchie-^.
fo,e bello, mollrando di porgerlo altrui Bella .

giouanetta,& veftita di verde fi dipinge,efl*en-


<lo che l'Allegrezza conferua gl'huomini gio- ALTEREZZA IN PERSONA
uani,& vigorofi,fi corona con la ghirlanda di nata pouera Ciuile-^.
rofe,& altri fiori, perche anticamente era in-
diti© di fefta.e di allegrezza, percioche gl'An-
tichi celebrando i conuiti collumorono ador-
DONNA tiero ,
giouane, cieca, con il vifò al-
farà veftita d'vna ricca, pom- &
narfi di corone di rofe, & altri fiori, de' quali pofa clamidetti di color roflb , tutta contefta
corone veggafi copiofumente in Atheneolib. di diuerfe gioie di gran valore,&: fbtto a detta
I f.Tiene con la deftra mano il ramo di Mirto clamidctta haurà vna veftedi vilillìmo pre-
cfTendo che appreflb gl'Antichi era fcgno di gio tutta fquarciata di colore della terra,ò ve-
allegrezza, & era coftume ne i conuiti che_> ro della cenere, terrà fotto il braccio deftro va
quel ramo portato intorno ciafcuno de gli Pauone,«S(: il finiftro alto,conla mano aperta,
fedenti a tauola inuitafle l'altro a cantare,per- ftarà con vnpiedefopra d'vna gran palla ,&
iiche vna volta per vno prefo il ramo cantana l'altro in atto di precipitare da detta pall.\_ji.

la fua volta , del qual coftume Plutarco ne i L'Alterezza ha origine dalla Superbia, Se
fuoi Simpofiaci,cioc conuiti largamente n'ha non degenera troppo dalla fua natura,la qua-
difputato nella prima queftione in tal manie- le non nafce da altro, che da vna falla opinio-
ra. Deinde vniifc^uisque propriam cantiletiam ne d'ellere maggiore degl'altri, Onde S.Ago-
Accenta myrto,qMam ex eo Afxron appcllubunt ftino lib- I4.de Ciuit.Dei,dice,che la Superbia
quod cantar et is cui tradita ea tjjet , Hora- & non è altro che vn'appetito di pcruerfa»alte-
tiodiceche venendo la Primaucra nel qual rezza,& il fimile conferma Hugone, & Ifido-
tempo da ogni parte fi fa allegrezza Venere_> rolib.Ethim.com'anco S. Th. i.i. volendo di-
mentre che mena le liie dame, di verde Mir- fiuue la Superbia già ftabilita dice E/? tnor^

dinattti
&

Parte Prima; 2,1

ALTEREZZA IN PERSONA NATA


pouera Ciuile.

dinatus appetittn excetlenti& cui dehetur honot "Bigliuoli itZua ,


^ììon chinate il volto
(^reuercKtia, Giouane fi dipinge perche dice Si che veggiate ilvefiro mal fentiero ,
il Filofofo nel i lib.delJa Rcttonca al cap. i z. It vn Elegante Poeta latinoinvna Tua lunga
•che èpropiio de gioiiani eil'eie ainbitiofbaltie defcnttione della Superbia dice-.'.
ri,& uipcrbi. Cieca fi lappi-efenta, per ciò che Cofitemptrix inopumvttltm elatnfeueroi
l'Alterezza ci accicca in guifa talcchcpcrnoi Infiatoq; rotans turgentis guttere verbo,
più defidcrail quello che ftà ripofto j1 noftro Torne nequit iuga,maicti indegnità paren<j;
male, & procuriamo iemprc di penerei oue_> La ricca,e pompofa clamidctta di color lol
ftà maggior pericolo, cflendopriui dellaluce Co tutta còtefta de diuerfe gioie di gran ftima,
4el Signore , onde
Santo Padre Hcmelia a'o
il ne dimortra che l'altiero haucdo per la giouea
diuerjis dice ailoiniglian'o il fupeibo ad va tu gra copia di fangue, quale è materia del ca-
cieco. Sicutocnlis captm ab omnibus offendi po- ler naturale (come vuol Galeno ììh.devtile re-
teft facile, ita &
fnf'erbus quoq; Dommum ne- ipirattonis cap. i z.dicendo che da eflb calore,
fciens prtncipium enim juperbÌA tfl nefcire^
( moltitudine di fangue trouandofi gagliardo ,
'Dominun.) itixm ab hcminihus facile capi po- & difpofto nelle Tue attioni per la fottigliezza,
Se/ly vt potè lumine fummo o^batm . & eleuatione de fpiritijfi ftima,& tiene di edc-
Dipingeiì con il vifo , & fcmbiante altiero redi gran lunga fupenore a gli altri di forza,
per rappicfentare quello che dice Dante nel & di ricchczza,La brutta velie di vililfuno pie
1 1. del Purgatorio .
gio tutra ftracciata di colore della terra,o del-
Horjuperbite , ^
via col vifo altiero ia cenere, denota che l'altiero, & il (uperl o, e
B 3 diniu.i
. ,

22. Della nouifsima I conologia


di niiinvalorc,anxi infimo, & baflo fimilc al- {labilità,ne fermezza alcuna , per J'TftefTa&
la terra & alla cenere per il chedice l'Ecclc- caufa dipinge conl'altro piede in atto di prc
fi

daflico al lO.G^uiii fuperbis term,^ einis ? Pe- cipitare daeflapalla,efiendo l'Alterezza infta-
rò nel pollerò particolarmente, è di eftrema_^ bile , & fenza fondamento alcuno , che facil-
bruttezza l'cflerc altiero, & fuperbojCome di- mente cafca nel precipitio delle mirerie,& pe-
ce S. Agoft.in quefti , Superbia magis in paupe- rò ben Dante 19. del Paradifo
dille ,
'

re,(iuam in d tutte dahit a tur yT iene con il brac Principio del cader fu il maladetto
ciò defilo il Fanone per fet^no che lì come que Superhir di colui che tu •qedefìi
fto animale compiacendoli della dia piuma_^ Da tutti i peli del mondo co/ir etto .

efteriore non degna la compagnia de gl'altri fimiledice Euripide Poeta Greco parlan-
Il
vccclli,così l'altiero ^fliperbo fprezzajSc tie- dodelli altieri
ne avile c]ual fi voglia perfona , Superbia, odit ^hium videris infublime quempiam elatum ,

confortium, dice S.Agoft.in epift. izo.& Plu- Splendidi s gloriante opibui , ac genere ,

tarco in Dione Arrcgafjtia folitudifiis, e focit Superctlioq-i fuprafortem fuam fafiuofum


libraccio finilbo alto con Umano apertane llltui celere diuinttas exptcìa breui vindiiia.
fignifica che l'altiero con l'oilcntauone di fé Et Feliftone parlando de Superbi dice_>
fteflb,moftra di ibpportare altrui in qiial fi vo- Superbus tollttur altijftme ,vt malori cafu ruat »
glia attionc. Lo Ilare con vn piede l'opra lagra Et folengio in Salmo 74.
palla, dimoltra il pericolo del fuperbo, eflendo Superbus/e extolltt &
euehit,in medie
,

detta palla figura mobili dima la quale come Tamen curfuprecipttatur,Z^ quaji
dice il f ilofofo //?g// tnpunStojHc però non ha In nihilum rejoluttur ,

A L T I M E T a I A.

l^i?*-v n
ì<^

DONNA
. . . . .,

Parte. Prima ^3
DONNA giouanc, che con bella difpo-
fitioncjtcnghi con ambe le mani il qua-
d'honore ; laonde fi rapprefenta per vna don-
na veftita di verde, perche il cuore dell'huomo
drato geometrico in atto di pigliare l'altezza ambitiofo non fi pafce mai d'altro, che di fpc-
d'vn'alta Torre . ranza di grado d'honore, e però fi dipinge che
Altimetria,e qaclla che mifura l'altezza_^ fagliala rup?__>.
comed'vna torre, la fornita d'vn mcnte,d'vna I fregi dell'hellera ci fanno conoscere, che
piramide,& di qiial fi voglia Juogo,ò edificio come quefta pianta fempre va (alendo in alto,
per alto che fia_^. e rompe fpellb le mura, che la (bftcntanojcosì
Si fa giouanc per cflTere l'Altimetria figlio- l'ambitiofbnon perdona alla patria, ne a i pa-
la della Geometria, che non degenerando pun renti, ne alla religione, ne a chi gli porge aui-
to da la qualità della fua genetrice ofl"erua_j to,ò configlio,che non venga continuamente
con diligcatia tutte le mifure da lei infegnatc. tormentando con l'ingordo defiderio d'efler
Tiene come ho detto il quadrato Geometri- reputato fempre maggior degl'altri
co,eflendo che detto iilromento opera per Ic-» II Leone conia tefta alta dimoftra, che T-
diuilìoni in fé crrconfcritte mediante la mo- Ambitione non è mai fenza fuperbia Da Chri-
bilità del traguardo che fi pone alla drittura ftoforo Landino è pofto il Leone per l'Ambi-
delle fpecie, & a i termini che fono in elfe al- tione,percioche non fa empito contro chi non
tczzej& perche (opra di ciò fi potrcbbonodire gli refifte,cosìrambitiofo cerca d'efler fupe-
molte circoftanze , nondimeno per ellerc l'- riorc, & accetta chi cede, onde Plauto difl'<:_j:
Altimetria membro della Geometria come_j» Stiperhus minores deìpicit,maioribus inuidet,ic
ho detto, non mi eftenderò con giro di molte Boeno:Iraintemperantisfremif,vt Leonis ant-
paiole,rimettendomi a quanto ho detto nella mum gelare credant Et a qucfto propofito,
.

fagura della Geometria, parendomi a baftan- poiché l'ho alle mani, aggiungerò per fodis-
za ellendo quefta quella parte che ho detto fatioae de i Lettori vn ionetto di Marco An-
mifura lienale & però volendola mettere in tonio Cataldijche dice così .

pittura inlìeme con la figura della Planime-


tria, & Sterometria fi potrà ofieruare quanto
ODi difcordia, e rijfe altrice vera ,
Rapine di virtù,ladra d'h onori ,
ho breuemente detto Che dt fafti , di pompe , e di ^lendori
AMARITVDINE. Soura'l coffo mortai ti pregi altera :

PER l'amaritudine
vna donna
dipinge da alcuni
veftita di nero,
fi

che tenga con


Tufei di glorie altrui nemica fiera
Madre a'hippocrifia fonte d! errori ,
ambe le mani vn fauo di mele, dal quale fi ve- Tu gl'animi auuelent , e infetti i cuori
da germogliare vna pianta d'A(l'entio,forfe_> Via più di Tififon , più di Megera
perche quando fiamo in maggior felicità del- Tufeftì vn nuouo Dio tltmarfi Annone ,
la vita.allora ci trouiamo in maggior perico- D''Etna Empedocle eiporfi al foco eterno »

lo de difaftri della Fortuna; onero perche co- O morte minifira Ambttione


dt .

nofcendofi tutte le qualità dalla cognitionc_j Tu dunque a l'onde Sttgie , al lago Auerno
del contrario , ail'hora fi può haueie perfetta Torna , che fenza te langue Plutone ,
fcienza della dolcezza quando fi cgultatav- l!alme non fenton duol , nulla e L'Inferno .

fi'efterna amaritudine, peto difle l'Ariofto


ì>Ien conojee lapace, e non la slima

Chi prouato non ha, la, guerra, prtm.rt-}. A M B I T I O N E.


E perche quella medefima amaritudine^, DOnnagiouane, veftita di verde, con habi-
che e neirAiVentio,fi dice ancora per metafo- con li piedi nudi hauerà
to fuccinto,e ;

ra eflere ne gl'huomini appallìonaci a gl'homeri l'ali, &


con ambe le mani moitri
A M B I T I O N E. di metterficonfulàmentein capo più forte di

VN A donnagiouane veftita di verde con


fregi d'hellera , in atto di falirc vn'a-
Corone, & hauerà gl'occhi benaati
Ambitione fecondo S. Tomaio i. t. q. 151.
.

fpriilìma rupe, la quale in cima habbia alcuni art- 2.. è vn'appetito difordinato di farfi gran •

fcettri, ecoione di più iòni, & in fua compa- de, e di perueniica Gradi,itati, Signorie, Ma-
gnia vi fia vn leone con la tefta alt;i_^. giftrati,& Ofticij. perqual fi voglia giufta, ò
L'Ambitione, come ladefcriue Alcflandro ingiufta occafionc,virtuofo, ò vitiofo mczo .

Afrodifeo,e vn'appetitodi fignoria, onero co- onde aHuiene , che quello fi dica eflere ambi-
me dice 5. Toniafo, è vn'appetito inordiuato tiofo > come dice Ariftotcle nel quarto dell'E-
£ 4 thica
. .

1^ Della noaifsima Iconologia


A M B I T I O NE.

thic3, ilquale più che non faccia meftierej 8c ?ulfet fimul .

oue non bifognijcerchi honori Sì rapprefeiita, ch'ella medeflma fi ponchi


Si dipinge giouanc veftira di verde, peiciò- lefopradette cofe in capo p jr dimoftrare , che
cKe i giouani fon quelli, che molto lìprefiimo l'ambitiolo opera temerariaméte,efl'endo Cent
jio,e molto! pcrano ellendo lor proprio vitio , toin S. Paolo ad Hchv.ca'^.^.N.mofté/i/umaf
come dice .Seneca in Troade,per non poter reg honorem, [ed qui vocgtur a Deo tamquam Ad-'
aere l'impeto dell'anime, che perciò fé gli fan ro«,Nonlàpendofe egli ne fia degno .

no l'ali a gi'homeri, dimoflrandoanco, che_j Si dipinge con gl'occhi bendati, perche ella
appetifcono &: arditamente delìderano quelle ha quefto vitio,che non fa difcernere, come_>
cole, che non conuengonoloro, cioè volar.:_> dice Seneca nell'Epiftola 105. Tantus e[i am-
fopra gl'altri, «Se cileie fuperiorea tutti hitionis furor vt nemo tibi poft te videatHr . 5*
L'ha'oito fuccinto, &c i piedi nudi (ìgnifica- aliquis a» te te fuerit .
no le fatiche,! difagi,i danni, e le vc;gogne_', Le qualità delle corone dimoftrano, che I'-
che l'ambitiofofoftienc , per confeguir quelli Ambitione e vn difordinato appctitOjfecondo
honori che fieramente ama,poiche per ellio- il detto di Seneca nel i. de ir.i_^'.

gni cola ardifce di farc,& foitnre con patien- Non efl contenta honortbus annuì s,fi fieri pOm
za,'come bendimoftra Claudian.lib. i.inSti- teftvno nomine Vult fa/los occupare,^per om-
licon. laudcm . r^etn Orhem titulosdtlponere^-
Tr:idis aua ritiam, cHtiis fccdijfima nutrix- •Et a quefto propofìto non voglio lafciare di
uimùitio, quA veJìtòuUs, forihinij^potentum, fcriuere vii'jVnagrama fatto fopra la prefente
£xcfti>at,ó'prectjs (ommercifl ^ofcit honorum figura da Taddeo Doiiuola,che così dic^_^.
Ambttio.
. .

^I ^arte Prima-j ^f

Ambitio . Amo ubi .
.j- il mondo diftcfa eflendoche niun'altra codi
,

Crammaticam falfam quid rides?define^nam^ rende maggior fuono, che tuoni dell'aere, de
i

Ex vitto vitittm nil nifi colligitur . quali cìfce il folgore, onde per tal cagione icri-
Tu laude hinc hominestquos ambifio/acttpido, uono gl'Hiftorici eh' Appcllc Pittore eccelle n
Céctvifdementest ridici*losj;fitcft • tiirimOj,volendo dipingere l'effigie del Magno
mano il folgore, accio-
Alpfl'andro gli pou; in
AMPIEZZA BELLA GLORIA, che per quello hgnifìcaflc la chiarezza del Tuo
-'. ji:^: . -:
. i : nome , dalle cole da lui fatte in lontaili pac/i
dipinge per tale effetto la figura d' Alef- & celebre per eterna memoria. Diccfì
portata,
SI f andrò Magno con vn folgore in manoj e anco,chead Olimpia madre d'Aleflandro,ap-
con la coróna in capo . parue in fogno vn folgorc,iI quale gli daua_^
Gl'antichi Egitti] intendeuano per il folgo- inditio dell'ampiezza^e fama futura nel .figli-
re l'ampiezza della glmia^e la fama per tutto uolo . : .

DONNA
mente
vefl:ita di bianco
raoflriquafì lafiniftra fpalla
, ma rozza-
, &
nati intrecciati infieme
fcritto
, nella fronte vi farà

il petto ignudo, con la delira mano moftri il HYEMS, ^STAS.


cuore, nel quale vi farà vn motto in lettere d'- Sarà fcalza , & con il braccio finiftro terrà
oro così,LONG E ET PROPE: & nell'clhe- vn'Olmo feccojil quale farà circondato da vna
mo della vefìe vi farà Icritto M O R S ET
, , Vite verde. Amicitia fecondo Ariftotelc è vna
VITA, iarà fcapigliata,&: in capo terrà vna fcambieuole,efpreH"a,c reciproca beneuolcnxa
ghirlanda di moitclla,<Sc di fiori di pomi gra- guidata per viitù^e per ragione tra gli huomi-
m, che^
. . . , ,

z6 Della noui]fsima Iconologia


ni, che hanno conformità di influfri,& di com- fpeffe volte per feruigio dell
'amico il difpreg.
pkllìoni veftnncnto bianco,e rozzo, è la
. II gio della morte Però difle Ouidio, lodando
.

jcmplice candidezza dell'animo, onde il vero due cari amici nel j.lib.dc Ponto .
amore fi fcorge lontano da ogni forte di fintio- Ire iubet Pylades,earum~pertturus Oreflen
ni, Scdilifciartificiofi. Hi e negat, inqfte vicem pugnttt vterqtte mori.
Moftra la fpalla finiftra,& il petto ignudo^
additando il cuore col motto, Longe, &> propey Amiciti» .
perche il vero amico , ò prefentc , ò lontano
che fia dalla perfona amata, col cuore non fi
LE ignude , ad vna delle quali fi
tre gratie
vedrà le fpalle,& all'altre due il vifo con-"
feparagiàmai;&; benché i tempi, & la fortuna giungendofi con le braccia infieme. Vna d'elle
fimutino,egli èfempre il medefimo prepara- haueràinmano vna rofa,l'altra vn dado, e la
to a viuere,e morire per l'interefle dell'amici- terza vn mazzo di mirto,dalle imagini di que-
tia,equeftofignificail motto,che ha nel lem- lle tre gratie, fenza dubbio fi regolala buona, .

bo della vcftc,& quello della fronte. Ma fé è & perfetta amicitia , fecondo che gl'antichi
finta, ad vn minimo volgimento di fortuna—?, penfiiuano,imperochel'amicitianon ha altro
vcdefi fubitamente,quafì fcttifi/fima nebbia-^ per fiio fi né, che il giouare,& far beneficio al-
al 5(>le dileguare L'edere fcapigliata , & 1'-
. trui, & non lailarfi luperare in bcncuolenz'a,^
hauere ghirlanda di mirto con i fiori di po-
la come tre fono le gratie de gl'antichi, così trój»
inLgx\anati,iiioftra,che il frutto dell'amor con gradi i beiiCfiti tengono nell'anucitia-ji.
j
^ '

corde» & dell'vnione interna fparge fuori l'o- Il primo, è di dar le cofe Il fecondo di ri-
.

dor fuaue de gl'efempijj& dcll'honoreuoli at- ceuer l'altrui- Il terzo di render il contracànì^
lioiii, & ciò lenza vanità di pompofa apparen- bio. Et delle tre gratie l'vna ftimge la mano,
za,{bttQ la quale fi nafconde bene fpeflo l'Adu onero il braccio dell'altra, perche l'ordine di
lationencmita di quefta virtù, di ciò lì può ve far bcnefitio altrui è, che debbia pafl'are di ma-
dctc Democrito, cerne refeiifcc PierioVale- no in mauo,&: ritornare in vtilc di chi lo fece
liano lib. cinquantacinquefimo prima, &
in quefta maniera il nodo dell'ami-
Dipihgefi parimente fcalza,per dimoftrare citia tiene ftrettamentcgl'huomini vniti fra
foUecitutiiuc^oiiero prcftczzaj& che perlofer di loro .

uigiojdellj lamico non fi deuono prezzare gli Sirapprelentano queftc tre gratie ignude ,
fcommodii:f (cine dimoftra Oiiidio de Arttj perche gl'hucminiinlìemc l'vn l'altro debba-
amandi: Sfocia defuerit tu pede carpe viam , . no efler d'animo libero, &: fcioltoda ogni in-
Abbraccia finalmente vn Olmofccco circon- ganno vna (ola volge le fpalle,& due volgono
dato da vna Vite verde, accioche fi conofca_j>, il vifo , per moftrare, che fempre duplicato C\

chel'amicitia fatta nelle profperità,deue du- deue rendere il benefitio all'amico .

rar fempre>&: ne i maggiori bifogni deue eller Si rapprefentano allegre nell'afpetto, per-
più che mai amicitia,ncordandofi, che non è che tale fi deue dimoftrare chi fa beneficio al-
mai amico tanto inutile, che non fappia trouar trui, & tali ancora coloro,cheloriceuono.Han
flradain qu;jilche modo di pagare gl'oblighi no l'apparenza virginale, perche ramicitia_i9
dell'amicitia non vuol efler contaminata dalla viltàd'alcu-
Atnicitia . no intcrefleparticolare-j».

DOnna veftita di bianco, per la medefima La Rofa fignifica la piaceuolezza, quale_j


ragione detta di fopra, haucrà i capelli fcnipre deue efl'cre tra gl'amici, ell'endo fra di
fparfijfoito il braccio finilhoterrà vn cagnoli- loro continua vnione di volontà .
no bianco abbracciato, & filetto, nella deftra Il dado fignifica randare,& ritornare alter-

mano vn mazzo di fiori , & fotto al piede de- namente de 1 bcnefitijjcome faxuio i dadi,quan
ftro vna tefta di morto do giuoca con e/fi
lì .

I capelli fparfi fono per le ragioni già det- Mirto;che è fempre verde, e fegnOjchc_>
11

te Il cagnolino bianco niolha , che fi deuc-j


. l'amicitia deue l'iftella conferuarfi,ne mai per
conferuare netta d'ogni macchia all'amico la ale uno accidente farfi minorc_j.
pura iideltà} per i fiori s'intende l'odore del Amtcttin
buon'ordine, che cagiona l'amicitia nel con-
fortio,& nella co.mmune vfanzade gl'huomi-
VN cieco, che porti Ibpra allcfpalle vno,
che non poflaftare in piedi , come ife-
ni-.Sotto al dipinge la tella di mor
pie deliro fi guenti verfi dell'Alciato dichiarano •

to calpeftata, pe;;chela vera amicitia genera l'orti il cieco il ritratto in su It ^alle


it per
.

'^'or^^ot::2àXtc Pnma.rfbri ±^
Etptr voce di lui ritrouail eallei non dcmefticando giàmai , & auuicinan-
fi

Cosi l'intiero di due me\JJfaJp, dofi il di Primauera , entra in caA per


tempo
L'vk preRando la vifìa^C l'altro ipajfi , proprio intereflcj come i fìnti amici, che fole
Amicitiafenyi gjouamento. nella Primauera delle profperità s'auuicina-
Dònna rozzamente vcflita, che tenga con no, & fopraucnendo l'Inuernode'faftidij ab-
la mano vn nido, con alcuni rondini den bandonano gl'amici, fuggedo in parte di quie
trOj& d'intorno a detto nido voIino-duc,ò tre te,con tal fìmilitudine volendo Pitagora mo-
tondini . Queft'vcceljlo è all'hiiomo domefti- ftrare, che fi hauefl'ero a tener lontani grami*
co, & familiare , Se più de gl'altri prende fì- ci fìnti,& ingrati, fece leuare da i tetti d.ella--s
curtà delle cafe di cialtuno , ma fenza vtilo. cafa tutti i nidi delle rondini

AMMAESTRA M -E N T O.

HV O M O d'afpetto magnifico, &


con habito lungo , & ripieno dì
rabile,
vene- bili foli
vanno auantialla
facilméte s'impiegano a i faftidi),
virtù. II veftimento lungo,.
che

magnanima grauità , con vnfpecchioinma- & continuato,moftra,che al buon habito lì ri-


no,intorno alquale farà vna cartella con que- cerca continuato eflercitio, e lo fpecchio ci da
fte parole. INSPICE, CAVTVS ERIS. ad intendere, che ogni noftraattionedeue cf-
L'ammaeftramento è l'eflercitio , che fi fa fer calcolata,compaflatacon l'attione de gi'-
per l'acquiftod'habiti virtuofì , e di qualità altri che in quella ^teflìi cofa lìano vniueifal-
,

lodeuoli,per mezzo, ò di voce,ò difcrittura,& mente lodati come dichiara il motto mede-
fifa d'afpetto magnificojperche gl'animi no- fimo»

AMG R
. .

^8 Della nouifsima Iconologia


AMOR DI VIRTV.

r'^T-

VN fanciul Io ignuc^o, alato, in capo tiene


vna gliirlandad'alloro, & tre altre nel- AMORE VERSO IDDIO.
le mani percl-c tra tutti gl'altri amori , quali
variamente da i Poeti (ì dipingono, q nello del-
la virtù tutti gli altri fupera di noL-i!tà,come_>
HV o M
riuoltaverfo
o che ftia riuerente con la faccia
Cielo, quale additi con
il

la virtù irte da è più nobile di ogn'altra cofa, io. finiftra mano, e con la delira moftri il pett©

& dipinse conia ghirlanda d'alloro, perfe-


fi aperto
gr.ò dell'honore che fi delie ad ella virtù , Et Amor del prtjfttno
per moflrareche lamor d'efla non è corruti-
bife , anzi come l'alloro ferapre verdeggia, &: H\''omoveftito nobilmente, che gli ftiaa
conie corona ò ghirlanda cn'c di figura sfe-
, canto vn pellicano con li fuoi figliuoli»
rica non ha giùmai alcun termine Si può an- ni, li quali fliano in atto di pigliare con il bec-
cordirc, che la ghirlanda della tcfta fìgnifi- cc ilfangue ch'efce d'vna piagajche detto Pe-
chi là Prudcn7a,& l'altre virs*\ Morali, ò Car- licano fi fa con il proprio becco in nrezoil pet
dinali, ch« font) Giullitià, Prudenza, Fortez- to,& con vna manomoftri di foleuar dateria
za,e Temperanza, &: per n oflrarcdoppiamen vn poucro,&: con l'altra gli porga denari, fe-
te la virtù con la figura circolarci con il nu- condo il detto di Chrifto Hoflro Signore nclP-
mero tcrnario,clie è perfetto delle coron^_'. Euangelio,

AMOR
. . ,

Parte Prima. zp
AMORE VERSQ IDDIO.

AMOR DI SE STESSO. leanco tenga fopra vna verga vna cartella co


Del Zaratino Cafìellivi
S:g- Gio: quefta parola greca ^lAATTlA nella mano
dipingerà fecondo l'antico vfoNarcifo, dritta habbia fior Naraìò va
SI che fi (pecchia in vn fonre^perche amar Te Pauone_j.
il , alli piedi

fteflb non è altro, che vagheggiar/i tutto nel- Ninna cofa è più difficile, che fé fteflb co-
l'opere proprie con (bdisfattione , & con ap- nofcere. L'Oracolo Delfico,eflendoaddiman-
plaufb Et ciò è cofa infelice, e degna di rifb
. dato da vno,che via tener doueua, perarriua-
quanto infelice, &ridicolofa fu da' Poeti anti- re alla felicità gli rifpofe.fe conofcerai te ftcf-
chi finta la fauola di Narcifo,però dilTe i'Al- fo Comedifficil cofa fij , per ordine del pu-
:

ciato blico configlio di tutta Grecia fatro intaglia-


Si come rimirando il bel Narcifo re fopra la porta del Tempio Delfico quefto ri-
Nelle chi nr'ovde il vago fuo fembixnttj cordo . FNnSOI. SE. ATTON.Nn/cete ip-
- Lodavdo hor i begli occhi , hora il bel vifo , fum y voce da Socrate attribuita all'ifteflb A-
Jtt dt [e flejjo micidiale amante^; pollo. Quefta difficoltà di conofcerfi è cagio-
Cos'i fouente auuien che fia derifo nata dall'amor di fc fteflb , il quale accieca o-
Hhuom, che ipreXX^ndoaltruifihonaa inante gn'uno C<£rtis Amor fui. 'Ditte Horatio,eflen-
.

C*n lodi amorfouerchio dife.JìeJJo , do cieco- fa che noi ftefll non ci conofciamo,
Xvanitade, e danno, e biafmo e^prcjfo & che ciafcuno fi reputi edere garbato, elegan
Amor di fé ReJJe . te,& fapiente.Varrone nella Mcnippea. Om-
DOnna incoronata di Vefìcaria , porti ad- nes videmur nobtseffe bellult, ^fefiiMÌ,^fa^
dollb vna faccoccia grofla,& ripien.i_.5, pere Socrate diceua che fé in vn Thcatro ,(i
.

ftrctta dinanzi dalia mano finiitra, con la^ua. comandafle che fi leuaflbro in piedi li Sar-
tori,
. .

30 Della noiiifsima Iconologia


torijO altri d'altra profc/fionc, che Colo i Sar- caduto, nondimeno torto efpreflb ha Giulio
tori fi lcuerebbero,mà Te fi comandaffc che fi Lipfio di riprendere genericamente lo Itile-»
alzaflero i fapicnti, tutti falterebboiio in piedi, fuo,& d'altri del fecondo tempo di Leonc_^
perche ciafcuiio prcfume fapere AriftoteJc-» . X. i quali fono flati tanto in profa , quanto in
ikI primo della Rethorica tiene che ciafcuno pocfia terfi, puri, culti, & eleganti affatto nella
(per cfl'er amante di fé fteiro] neceflariamente Romana eloquenza, egli reputa il loro Attico
tutte le cofe fue gli fiano gioconde , e detti , e ftile conofciuto,& confelfatodalui Ciceronia-

fattijdiquì è quel prouerbio Suum cut^puL . no,languido,pueriIe,& afFettato,quafi ch'egli


chrù, a. nitti piacciono le cofe fi^ic,i figli, la Pa- più graue teglia il vanto all'Oratore, acceca-
tria,! coftumiji libri, l'arte, l'opinione, l'inuen to fenza dubbio dall'amor di fé lleflb, comc_>
tionc,& lecompofitioni ]oro:Però Cicerone^ quello , che è di ftile diuerfb da quelli che fo-
ad Attico dice, che mai niun Poeta, ne Orato- no di ftile Atticojde quali dice egli , che le lo-
re, è n:ato,che ripiitafl'e migliole altro che -fé, ro compofitioui fono affettate, & formate ad
de Poeti, lo conferma Catullo, come difetto vfo antico. Se non fi accorge, che il fuoflilcj
commune, ancorché di SufFeno parli vano,turgido,o per dir meglio torbido,è quel
Ne^tte idem vriquam lochefi chiama antiquaiio,alfettato,mendi-
Aeque efì hettttu, ac poema cttm fcribit cato dalle ofcure tenebre de Comici, & Auto-
Tarn gaudet in fé, tumq^fe ipfe miratur, ri più antichijteffuto con periodi, tronchi, in-

Ntmirum id omnes fallimur . tercifi , ne quali bifogna intendere molto più


Arift.ncH'Ethicalib. 9. cap.g. mette due_^ diquello.chedice, & comporta con parole a-
(brtid 'Amanti di fé fteilì, vnalbrte vitiofa_^, ftrufe,recondite,rancie, &: non intefe;ftileo-
viiupcrabilcjfccondoil fenfo, l'appetito, l'- & diato da Augnilo Impcradore fi come attefta
ai tra 1 cdabile fecondo la ragione: Gli Amanti Suctonio cap.86.il quale amaua l'eleganza ,
di le lleffi fecondo la ragione cercano d'auan- il candore , & la chiarezza del dire Attico

zare gli altri nella virtù, neirhonell:à,& nelli qual'è in quelli, che sbiafima Giulio Lipfio ,
beni interni dell'animo. Tutto quello ftà be- &odiaual'Afiatico Itile, la vanità delle fen-
ne: il procurare d'auanzare gli altri nelle vir- tenze,l'apparatofuperbo delle parole ofcure,
tù fenza dubio ch'c lodabililIìmo.Mà ci è vna inaudite, & fetide, quali fononi Giulio Lip-
forte devirtuofì , e fapienti non troppo com- {yo-.genw eloquendi/ecutt^ e/i,Augu/iu^,elegas,
mendabili, quali accecati dall'Amorproprio
i (^ temperatum , vitatis fenteritiarum ineptijsf
arrogantemente, fi prcfumono fapere più dcj Atqtte inconcinnitdte , &
reconditorum verbo-
gli altri, iimahauoly cofèpropriejammirano rum foetortbu4 , dice Suetonio , & più abbafTo
io ftile,Ia fcicnza,& le opere loro, difprezza- C(ico\elos, ^
antiquarios yVt diuerfo genere vi-
110, & opprimono con paiole'indegne qucllt_j tiofos parifaRidio ifreutt-.ie. niuno,per dir co-
degli altri, & quanto ad altri fuor di ragione sì, è Cacozclo 3c antiquario certo che è Giu-
togliono di lodcjfuor di inerito afeattribuifco lio Lipfio imitatore di elocutioiie gonfia,an-
no perciò Thalete il primo fauio delia Gre-
: tica difmelfa, che cerca più torto d'edere te-
cia difle, cheniuna colà è più difficile che co- nuto in ammiratione, perii fuo inufitato, &
noftcre le fi:eflb,& ninna più facile, che ripren ofcuro iule,che intero con chiarezza,& puri-
dere altri:ilche fanno gli afftttionati di fé {ìqC~ tà Attica, maffimamènte nelle fue Centurie ,
fi , perche quello che riprende , & altri biafi- le quali come Epiftole chiarirtìme , e pure af-
ma , da ftgno d'ellerc innaniorato di le ftcilb, fario doucriano efl'ere , nel che à ragione fi
& d'efitreauaro di lode, fi come accenna Plu- può iiprenderejficome era M. Antonio ripre-
tarco nel trattato dell'adulatore, e dell'Amico fo da AuguRo, Mitrcum quidem Antontum,vt
dìctudo. Rcfrchen/io (^ amoremfui , (panimi injanum tncrepat, quafi ed fcriberjttm ,qu& mi.
illtberalitatem aliquam ar«uit Auaro di lo- . renturpctius homines, quam intelligant . Va-
de, & innamorato di fé ftellbin più luoghi fi glia a dire il vero,ii)giurto è colui che repu-
fcuopre Gnifìo Lipfio , liberale de biafimi, il ta foloben fatto quello che piace a fe,e Urani
quale non perdile il parer fuo, ma per difprez- fono coloro,che vorrebbero tutti fcriuelfcro,
zo delle altrui opere a bella pofta morde gra- & parlartelo come fcriuono,& parlano ertl,&
iiilllmi Autoii,fpetialmcnte il Bembo neii.i_^ che fbloil loro itile furte fegui tato, abbor re li-
feconda Centuria Epift. 6 i.nell a quale auili- do ogni altro ancor che con giuditio , con
fcc lo ftilc ce] Bembo che fé bene in qualche
, buona , & regolata lecita di parole comporto
particolare paflb fi come ogni altro può cflcre fia:sì chefalla,& erra chi ftiaia,& ama l'ope-
re, &
e . .

Parte Prima^. 3'


ttySi le vircu Ci\c,fì come
raccogliti dalli fu. dica di quella pianta data a bcucie,fa che vn©
detti vcifì di Catullo, & da quelli che più a s'abbagli credendoli d'efiere belliilìmo. Bn-
ballo poi remo Ma
Tappino pure quelli 5a

bitur ettii radtcis , drachmdpondu,}, it fibi qutt
tiapijC fapicntiiche folo le loro opere apprez- tUndat ,plaeeatque,feque pulcherrimtim putet.
zano,5: le altre dirprezzano,che chi Joda fo Diiaffi per ifcherzo di quelli che fono inua-
ftellbc biafimato da altri, chi amiiafe flcllb, ghiti di fé fìelfi , ch'habbino beuuto la radica
èrchcrmto daalt!Ì,& chi ama troppo fé AcC- della Veficaiiaj& cheli abbaglmo,&; burlino
(o è molto da altri odiato . fé ftcfli
Nemo erit amuuiy tpfcftte ames nimis . La cagione che porti nella deftra il Narci-
Perche l'arroganza concilia odiorla Mode- fb,è in próto.Nota è la metamorfofi di quello
ftia amore, giatia,& beneuolenza Difl'erole . che inuaghitofi dcll'imagine fua iri fiore di
Ninfea Narciib per quanto narra Suida_^)
(
Narcifo,fi comierfe, il qual fiore genera flupo
inentre contemplaua le fue bellezze nella fon re, egliamantidifefteffi marauiglianfi con
te. 'uoKhoiiTi fjLKTvfftv e *r Mul-
(Xav'^I.gv (pihtif- iflupcrc di loro mcdefimi,&: non ci mancano
ti te oderint Ji te ipfum arr.aris . Nell'amor di di quelli, che tral'portati dell'Amor proprio li
fé fteflo reftano gli huomini gabbati nclla_j penfano di efll-re tanti Narcifì compiti,^&pcr
maniera che iì gabbano gli animali irrationa- fetti in ogni cofa.
li,pofciache a ciafcuno animale diletta più la Ma quelli tali non veggono il groflb lacco
forma fua, che quella de gli altri di fpetie di- pieno d'imperfettioni che adollb portano co-
uerfa: circa di che Platone alferifce , che lc_> me Suffenojilquale fi tenea per bello, gratio.
Galline afe Aefle piacciono, che par loro & fo,faceto, &: elegante Poeta, e non s'accorge-
d'cfler nate con belle fattezzeilCanepare_j , ua, ch'era difgr3tiato,inlipido,e igarbato,per
belliflìmo al cane, il Bone
Bone, l'Alino al-
al lo che conclude Catullo,checiafcunoell'cndo
rAfino,& al Porco pare, che il Porco auanzi inuaghito di fé Hello , in qualche parte s'alli-
di bellezza. Marco Tullio in ognicofa Plato- migliaaSulFeno,&. cheogn'vno haqualchc_>
nico nel primo lib.dc natura Deorum, allude difctto,mà che non conolciamo la mantice,
aXYx^tSo.An putOivllam ejje terra, tnariq; bel- cioè il facco de viti j che dietro le fpalle hab-
luam, qui non fui generis belluamaxime dele- biamo .
detur ? Soggiunge appreilo. Efi enim vis tan. ÌJeque eflquis^
m natUY&iVt homontmo veltt nifthominifitni- §^etn non in aliqua re vtdere Suffenttm
lis ejfe,(^ quidcm formica fortnicA Ma l'amor Fofftsfutticuiq^ atributfu efì error ,
.

Ài fé ftclTo ha nell'huomo quefìo di più,chc_> Sed non videmus mantici quid in tergo, ejf.
«gli fi reputa più galante di ciafcuno della_j Ciò auuiene dall'Amor proprio che illenno
fua fpeticjSÌ che non vorrebbe efler altr'huo- ofFufca, talché innamorati di noi medefimi
inojche fé fteflb,ancorche delìderi la fortuna fcorgiamoli bene i mancamenti de gli altri
d'altri più potenti, & felici. per leggieri, che fieno,mà non conofciamolì
L'Amor di fé ilellb lorapprefentiamofot- noftri, ancorché grani, ilche ci dimoftrò Efo-
to figura feminile,pcrche è più radicato nelle po quando figurò ogni huomo con due fac-
,

Donne, attefo che ciafcuna quali per brutta, chi, vno auanti il petto, l'altro di dietro , in
fciocca che fia, bella, &faccentefi reputa:ol- quello dauanti poniamo i mancamenti d'ai,
tre ciò appreflb Greci palla fotto nome di fe- tri, in quello di dietro i noftri, perche dall'A-

inina pofto nella cartella , che anco da latini mor di noi medefimi non li vediamo, fi come
diccfle Philautia. vediamo quelli de gl'altri
L'incoroniamo con la Velìcaria della qua. Il Pauone figura l'Amor di fé ftellb,perchc
lePliniolib.x cap.3 i. in altro modo chiamafi è AugeIlo,che fi compiace della fua colorita ,
Trichno,Strichno,Periiro,Thriono,&Halica & occhiuta coda, la quale in giro fpiega,& ro-
cacabo, era in Egitto adoperata da quelli che tando intorno la rimira:ond*c quello Adagio,
faceuano le corone inuitati dalla lìmilitudine tanquam lauo circH^c^afis fe^ che fi fuol di-
del fiore d'Edera, ha gli acini che porporeg- re d'vno innamorato di fé fteflb , che fi pauo-
giano,la radice candida, lunga vn cubito, e'I neggia intorno,che fi diletta, e gufta della fua.
^iflo quattro, come defcriue Ruellio lib. j. e. perix)na,& che d'ogni fua cofa,& attiene fi co-
I IO la poniamo per fimbolo dell'Amor di fc piacc_j.
fte{ro,perche i Greci, fpetialmente Teofrafto Amore fcritto da Seneca nella Tragedia d*Ot-
lib.j.cap.ii, vogliono ch'vuadia«ima di u« tauiajC tralpoiUto iu lingua uolUa cosi.
L'etttt
, .

3 2r Della nouifsima Iconologia


L'Error de ciechi e mi/eri mortali
, Amor e vitio della mente infan/t-i'y

Per coprire il fuo Rotto , e van defia ,


Ghtando fi muoue dal fuo proprio loco ,
Tinge che amor fi i* Dio ; L'animo fcalda e nafce ne -ver d'anni
,

Si par che del fuo ingannofi diletti All'età, che affai può, ma
-vede poco
In zifla ajfai piaceuole ma rio , Lofio il nodnfce, e la lafciuia humanA^ ,

Tanto che gode fol de gl'altrui mali


, Mentre che va Untante^
,

Ch^bbia à gì' ho meri l'ali La ria fortuna con fuoi graui danni ,
Le mani armate d'arco, e difaetttj, Spiegando i trifti vanni ,
£ in breue face afìrettcj £ la buoua, e felice fià prefente^
Porti lefiamme,che perl'vniuerfo Porgendo ciò che tien nel ricco fieno :
VA pti largendo sì, che del fuo ardortJ Màfie quefta vien meno
Refìa accefo ogni core , Onde il cieco defilo al mal eonfenttj
£ che dall' vfo human poco diuerfo Il fuoco, che arde pria tutto s'ammorx,^^
Di Volcan'e di Venere fla nato E tosto perde amor ognifuaforx.*
.

"E, del del tenga il


p ih fub limefiato ,

AMOR DOMATO. Del S\g, Gio: Zaratino Cartellini

DO & la faretra con


CV P
l'arto,
I
&
a federe , tenga fotto li

la faretra, con la face fpenta.^,


piedi Tiene fotto
la face Spenta per
li piedi l'arco,
fegno d'eireredoinato,eflen
nella mano dritta habbia vno horologio da_^ do che l'abbaflàre, & deporre le armi fue, fì-
poiiiere , nella filiiftra vn'augclktto magro , gnifìcafoggettione,& fommelfione-Nor. ci è
& macilente no minato Cinclo . cola che domi più l'Amore^e fpenga l'amoro
fa face.
,

Parte Prima
33
fa face,che il tempo/&
ponertà : l'horolo-
la quo Cinclus prò paupere dtc'tttir.CttLtz Teban?
giO) che porta in mano è fìmbolo del tempo, Filofofo difle,che tre cofe domano l'amorc^jj,
li quale è moderatore d'ogni humano aiTctto la fame, il tempo, &: il laccio, cioè la difpera-
& d'ogni perturbalione d'animo^fpecial men- tione. Amorem fedat fames,fin minus tempus
te d'Aitiore,il cui fineefFendo pofì:oiij{i.iefide- non vales,loqueus, Et per tal có-
eis vero fi vti
rio di fruir l'amata, bellezza caducale frale è to potrebbe aggiiìgere vn laccio al collo di
il

fot:ia, che cangiata dal tempo la bellezza_j, Cupido, eflendo coflume de gli a màti per di-
fi cangi anco l'amore in altri penfieri Ulnm . fperatione defiderar la morte, che in effetto
amcibiim olitn, nttnc idm
cnraimpendet
alia, alcuni data fi fono; Fedra nell'Hippolito di
fecìon.\:)\\}^z Plauto ne l'EpidicOjSc l'iftedb ne Euripide non potendo fopportare il fiero[im-
laMuftcllaria. Stultaes piane, ^hAillumti- peto d' Amore, penfadarfi la morte.
hi £ternumpt4tas fare amicum, ^ l?eneuolètèy Ex quo me amor vulnerauit,cofideraham,vt
M6f?eo'ego te , defere: ili e &ta.te , &fatie(af€^. Commodi ffìmefcrrem eum,incepsitaq;
Et più a ballo moftra che celiata la cagione , Exinde reticerehunc, occultare morbum^
cedi anco l'amoiofo effetto, mutato dal tcpo Lingua, enim
nulla fides,qu& extrema quidetn
il bello giouenil colore F^/ ^tate hec caput
.
Confilia hominum corrigere nouit,
colorem commutauit^reliquit deferuitq; meui- Afeipfa vero plurima pofsidetmala
bi idem furrtrui». Cixdo foflc detto di Demo- Secundo amentiam bene ferre
ftene che l'amorofo fuoco dentro del petto ac Ipfa modesli a, vincere fiat ut.
cefo, non fi può fpegnere con la diligenza,^; Tertio cttm his effici non poffet
ma nella negligenza iftelTa per mezzo del te Ventrem vincere mori vfum efl mihl
pos'3nftipgue,&: fHiHolue.Ringrauail Cop Optimum. Nemo contradicat meo decreto.
petta,il tempo, che l'habbia fciolro da gli a-
Ma noi habbiamo rapprcfentato Amore do
morofi lacci in quelco Sonetto. maro fokmente dal tempo, & dalla poucrtà,
Cerche {aerar non f^ffo Altari, e Tempi, come cofe più ordinarie, &• habbiamo da par-
Alato voglio, à l'opre t^e il grandi, te iaflata la dif]ierationCiOccorrendo rare voi
Tu già le forze in quel bel vifo fpandi , te a gli Amanti darfi morte poiché ciafcuno
:

Che fé di noi fi dolorofifcempi. ama la vita propria & fé bene ruttigli Aman
Tu de la mia ve-r. detta i voti adempì ti riconono col penfiero alla morte
non per
L'alterezza, e l'orgoglio à terra mandi, quello fé la danno e però il Caualier Guari-
,

Tùfolosforzi Amore, egfi comandi. rli introduce Mirtillo che dica


nelJ'ecce/Tiuo
Che dtfciogltn tmiet lacci tndegni,^ empi. Amor fuo.
Tu quello hor puoi, che la ragionalo» valfe Non ha remedio alcun non l.t morte

Non amico ricordo, arte, oiconfiglio. à cui nfponde Amai illi.
Non giujìo fdegno d'infin ite offefé .
La mortiì hor tu m' Rfcolt»,e fa che leggi
Th l'alma acqi4t/ìi,che tan to arfe, alfe. ^ .
Ti fan quefle parole, ancorch'io fappia
La qual hor tolta da mortai periglio. Che'L rzonr de gli amar/ti e più lofio
vfo
Teca al\a il volo àptìi leggiadre imprefe. D'innamorata lingua, che defilo
tempo dunque-è domatore d'amore, che
Il
conuertc pentimento del perduro
al fine in
D'animo tn deliberato,
ci'^^
fermo. &
fi E Torquato Talloprima di lui nella fua e»
tempo nelle vanità d'Amore.^ .
'
legante Paflorale d'Aminta diffe.
L'augelletco norhàto Cinclo magro, & ma- e vfo,éf arte .

cilente, fignifica che l'aniatne


logratdchehà Di cafcun ch'ama 'minacciarfi motte
^
le fue foftàze ne gli amon'luoi a(ciutto,& nu Maradevolte poi fgne L'effetto.
do|rimane domato dalla ponertà dalla fame, Baili dunque à noi hauer moitrato,
come
& dalmifero ftato in che (i ritroua, Della pò Amore refti principalmente domato dall'in-
uertà n'èfimboloil detto Cincfo, del quali_> felice pouertà,& dal tempo.
dice Suida Cinclus auicaLt tennis,
.
maci- ^ Amor di fama.
lenta. Preuerbium pattperior hberid>',& cin fanciullo nudo coronato di Lauro con
clo.E quello augello
non può
marino cosi fiacco, che V:^ fuoi rami, & bacche
1 , hauerà nella de-
nulo,però coua nel nido d'ai
farfi il
ftia mano in atto di porgere la corona Cinica,
tri,onde Ciclo negli Adagii cliiamafivn'huo
& nella fìniiaa la corona Obfidionale, & fo,
IDO pouevo,&: mendico, fc bene da iuida.que- pravM piedeftallo vicino a detta figura, vi fi?.,
fto manuoaugello e chiam^zo[KiKv?J?) Ex '

ranno diltintamente quelle corone.che \'(aiia


C ilo
?4 Dcll-i ùouiiTima Jconol
conoiogia
no i Romani in fcg no di valore, ciocia Mu- no ancora fare quefta ghirlanda di Lcctiopci
talc>la Caftrciirej& la Naiialc. la finiiìitiidinc didetti arbori-La corona 2\lu-
Racconta A. Gcllio, che corona trionfa-
la ralc era quella, che fi daua al Capitano.ouero
le d'oro, la quale fi honore de! triófo
dalia in al ioldatoj che era ftato il primoàniòtarcfu
al Capitano, òaU'Imperadorc f\ì anticamCte le mura nemico La corona Caftrenfc fi
del .

di.Laiiro,& obfidionalcdi Gramigna, 5c fi lia daua prima d'ogni altro montato


a chi fuilc
uà àquelli,<hclblonictein qualche eitremo dentro i baftioni, & alloggiamenti de* nemi-
pencolo haiieflerofaluato tutto l'eficrcito, ò ci. La Nauale fi daua à colui che era il primo
s'haueflTcro leuatorcircrcuo d'attorno. La co- à montare lu l'armata nemica, & quefte trefi
rona Ciuica era di quercia ,& gl'antichi coro- faccuano d'Oro, & la Murale era concerti
riauanodi quercia quafi tutte le iìatuedi Gio merli fatti à fimiglianza delle mura ouecra ,

iic.quafi che quella àule fegnodi \'ita,& i Ro afcelb.La Caftrenfè era fatta nella cimaà gui
iriani folcuano dare la ghirlanda di quercia a fa d'vn baftione.La Natiale haueua per orna-
chi hancflc ingueaa difefoda morte vn Cit- menti i legni diroftri delle naui , e quefto è
tadino Romano.volcndo dare rinfegna della quanto bifognaua fcriuere in tal propoiuo
viuàchi eia altrui cagione di viuerc.Soleua per commodità di Pittori.

AMOR DELLA PATRIA.


Del Sjsr.GiouamiiZaratino Caftcllini.

GIOVANE vigorofo polio tra vna


& vna
gran fiamma
ef- verfo il fumoiporti nella mano deftra vna co
rona di Gramigna , nella finiftra vn'aJtra di
laiatione difumo,
r.; fuoco, ma che egli euaidiconlieio ciglio Quiercia,al]i piedi da vncaw yiiia Toprofoo
do
. ,

j-,Ì2v'-!onBs?ter,Pri«[ii9 fi XJlÙk 3S
canto uitrepidamente parentts t»i ius hahet . Da tale obligo,& affet-
4a pi-ecipitio,.d4>ral.tro
uihafta,e maima- to naturare hafce che ciafcuno ama la Patria
«©ticulchi fcimicaire, arine
ancorché' itiinirna; ne fa eccettioncda lo-
xpie^perche cor^ffonda a fimUicucoftanz^,,
fua;,

veflu;axl'|ialpXr, cò a'^tocp perhtifaViIe,ò fublime c\\t^\2..Vlyffes


&j;tìer la cagione dicdiremo^fi
.giO"a»e yigQrp:iP,,,pei.Vj 'aciX(hciUjH& Ikxa Jic properai^quémadmoduifi
to militare anticlo • F
Agam^nnon ad Mjcenafum nòbiles rhurcs :
che i'^:n>orc della Pwriapiu ch^.s.'inyewlHa
Nemò'énim Patriam quiamaguii efi a.m4t,fed
pia è vigorofo.non d 4e|)jlita,nemjiLi>ei-dcv,
Car Vn qitiajua Dicé^ 5eiieca Tilofofo ',ché VliflèL^'
.
leibrze ;Eivt;iigli al tri, amari, ceilana.
vA memore s'afììetta andare tra i rafli d' Ithaca fua Patria^^
ualliere dopòjche hauerà feruito
Dama (pento ramorofe fi)oco (on quel médefìmpamore,& defiderio,che_>
tempo ad vna ,
Agamennone Imperadore tra le nobili mura
dal freddo tempo, Sida l'età men
frelca.ch -

poco le np Icpr- di Micen'a: perciòche uiuno ama la Patri;!..?,


altri pcufien apportala pocp'a
perche grandcprtia per,che èrua,amandori
da.mà della Patria iionmai Vn
Mercante-» .
fia

del g^^d^; n^tufali|ieiitè per fua , crefce tanto oltre PA-


allettata da^l'WiOie,dellarobba,&
«auiga-, mòr 'della Pàtria nel cupre de Tuoi Cittadini
esìp.hyo^ ifti'merà pencolo ^Icuno per
che accecati da qiiéllo,non fcolgpno lo fplen-
Soiii dif^CiilifljiraP^ e tempeftofe,
ali-villino fv
cibila paterna riija., Vn-Corti- dorè dell'altrui Patrie, & più a taPvno delet-
ij^ra al^pprtA
baldanzo- terà la fiia Valle, Montagna,& bicocca, la fua
gÌàiv?,adeCca.tq d^ll'ambitioue viue
nutrito dalle fallaci dèferta,& barbara terra, che la nobil Roma .
Ip nella lyperha Coite,
fouente penfa al fuona-: Volpato è quel Vì:o\\tvhio.Patri& fttmus ignt_)
ln^ranze,uondweno
alieno luculentior lì fuir^o della Patria è più
V.u ..Capitano dopò , che trainerà
.

uyo nido ,',

rilucente,che il fuoco' de gli altri paefi,e però


nìoJtianni guei;^<giato per-acqiuftar fama, e
arfppfar- rhabbiamo figurato vfcrio il fumò voltando
aioria,al foie fenexprna alla patria
Eljempio ^le^fia il raggio Vlifle, che haucdo
le fpàlleal fuoòo Ha qliefto motto origine
£
.

da Homero nel principio della prima Odiflea.


pMticato com^, Capitano gloriofo ncUe
p^iu
"''
anzigratifli- CAteruf» Vlyjfes
iiobiU.parti della Greaa,grato,
CupienSyvel fumum exeuntem lidere
Bio alla.fpleudida Corte Impenale,delidei^ua
fiia patria ofcu- PatriiS. fuA mori defiderat
tuttauia /auritorup in Ithaca
,

Quefto Amore della Pa- L'iftcflò replica Ouidio nel primo de Pon-
ra, brutta,& failofa .

perl'eternoobbgo, & honore, to,con altri ve,rfi,che molto bene efprimono il


tria è perpetuo
le deue,come^ dolce Amore della Patri.i-^. j*

che a quella di natvir^ ciafcun


ai Padre,. èiltndo n9i in quella
ge- Non dtibid efi Ithaciprtidentiajedtamen optat
iìfialuìoJo
'^'Tnmum de Patrijs pojje videre focis
& hauendo m eliariceuuto lo fpuuo ' „"'
^^
iierati, •
quod natale folnm dulcedme cun£los
Se Paura vitale -,
anzi per quanto aagnlcel^la- Ì^Jefcio

maggior 4'ob-
"
DHcitjÓ^ imfzemores non finit ejj'efui:
tpne in Critone,;& Hierocle,è,
alla Patna,chcj. Ghiidmelius RotnAÌScythico quid [rigore peius}
lìao, &l'honoreche li deue
quale prende il no- Huctamen ix tlla Barbarus Vrbefugtt
^iTa Madre,&^l Padie,dal
G^inomen patru impofuit (Pi- Luciano ancora nello Encomio della Pa-
me la Patria .

tria inferifce il medelìmo detto. Patri&^umus


C^Hierocle) are tf/a non temere Fatriam
no-,
luculentior hominividitur ,quam ignis albi .
minatiti, vocaùulo qutdem a Pane
dedH£lo.>pro.
y.'^tex, AlPhuoniopare più lucente il fumo della Pa-
Kunttato tamenfemii2tna termi» nuoti e
mixtumept, AtqHeh&c ratio' fuòco d'aitroucdal chenonfiama-
tria,che il
vtraque parente
paren- rauiwlià:, chequafi tutti li foreftieri biafmino
infmuat patriam vnam ex <&qtiodui!l?.ns
Roma,chì in vna cofa,chì in vn*altra lodando
Ùbus colendamejje Pmferenda tgitur^ omnino
.

ciafcuno più là Patria fua, perche l'Amor del-


efiPatriavtriuis parentum [eorfim-.é^ nefimul
amba matortsfiert,fed Aquali la Patria,cheil lor vedere appanna,impedifce
quidemparentes
honore dignari-.efi autem,& alm ratio,qiu non che non pollònodifcernere la grandezza fua ,
tantum AqJ*(iU,/ed maiori, ettam quamfirnt^l & però non' hanno riguardo di tenerla frau-
amhos parentes hvnore patriam afficere monet,. data delle fue meritate lodi,nel che moftrauo
'nequejolum ipfi.seam pr&fert,fedetiam T,,xori , di poco fapcre, ancorché Euripide dica, che_->
.0*ltheris,&a,mi£is,^&, ckbloluto Jermone rebus^ ^
non ha retto Tape re colui che loda più la Pa-
,.

tiliji omnibt*sppfit>eos Dello flello^ parere e


,,
r tria de gPaltri che la UuuJ»."

I*Ìutarco ne li Morali •• At enim Patria, &vt Meo qutdem iudicio non reBe fapit

Cretenfmm more h^uarfì^titriaplHS in te, 2«4 Ghii f^refis P(ttrÌA tem finibus
Ci Alienam
,

3[<f Della nouifsimà leBnologià


,'

'Àiteham IdudattÓ* morihui ^audet alieni s. danno marinigli a,& norma all'archirtctura
Anzi a mio giuditio molto più moftra Tape in erta fi gode la ampiezza delle flrade, incita
ic coluijche conofce la qualit^a de còftiimi,& vcdefi l'altezza de' fuperbi palazzi,obelifchi,.
la difFerenza , che ci e da vn luogo all'altro . colonne, archi, e trofei,in cfla conferuanfi fta-
Onde chi fi leuerà il velo della Patria afFet- tuc rare d'antichilfimi fcultori nominati da_rf
tionedauanti gl'occhi , che bendati tiene , & Pliniojla Niobe con i figli, il Laocoonte,Dir--
chi vorrà dire il vero-fenzapafTionc , confer- ce legata al toro,&: altre mólté,alle'quali s'ag
merà il parere d'Atheneo, ilquale ancorchc_> giungono opere moderne di Scoltura, e Pittu-
Crcco,& Gentile Autore nel primo librojchia ra , chehoggidì alla fama de gli antichi non
ma Roma Patria celcfte, Compcdio di tutto il c?de, oltre corfo confueto del Tebro Rè de*
il

Mondo . Celefte in vero non tanto per la bel- Fiumi, vi abondano copiofi aquidotti, e fcor-
lezza, & amenità del fito,& la foauità del Cie ronodiuerfi capi d'acque , &: fiorifconodcii-
lo, quanto perche in quella ha voluto fondare tiofigiardini per li fuperbi, e fpadofi collie Si?
la fua Santa Chiefa il Creator del Cielo, & ef- quello che importa più flanno in piedi infini^
<a è refidenza del Tuo Vicaiio,che tiene le chia ti monafterij, lòchi pij, Collegi), e Tém'pij ve-

Ili del Cielo.&vidifpenfalitéfori celefti, Có- ramente Diurni, e Sacrofanti. In quanto alla
pendio e poi del Mondojpoiche in quella non Corte di Roma alfimigliar fi può^lla Hieraf-
folamente concorrono »oltitudine di genti chia celefte, fi come Pio Secondo pratico nelJe
da Francia, e Spagna,mà anco vi fi veggono corti Regali, & Imperiali l'afiomiglia nellau^
Greci, Armeni, Germani, Inglefl , Olandefl, Apologia,che ferine a Martino . InRar C^le^^
Elueti|,Morcouiti,Martiniti,Perfìani, Africa- fiis HiirarchiA diceres Rt/manam curiam y^H-^
ni, Traci, Mori, Giaponefi, Indiani, Tranfilua- tuere, ^
circue Mundurft, perluRra l'rinei^ ^
ni, Vngari,& Sciti,appunto come dice il fudet pum atria,^ Regum aultu introipicito ,^/ì qu»
te Arheneo . §l»andoquidem in ea Vrbe gentes eR curia fimilis Apo/iolicA rèfer nobts.ln quaii-'
étiamtctA hubitant, vt Capadoces ,Scyth£,Fon- toanobiliffimi ingegni, che concinouamente
ti tjationcsj ^nlis. compltires^ quartini coacur- vi fiorifcono è fuperfluo il ragionarne; poiché
j'ui habitabtlis totius tem populus eR. In que- inefl"a,& nafconofelicifrimi,& venuti di fuori
lla guifa tutte le parti della terra vengono ad fi affinano, come l'oro nella fucina quindi è :

cfl'cre volontariamente tributarie del Tuo fa n- che molti giungono in Roma gonfij,& pieni
gue,de fuoi figli, & cittadini a Roma,come_j difuperbia,5c prefontione di fopra faperc,chc=
vapodel Mondo,perloche con molta ragione poi fi partono hnmiliati pieni di Ihipore, n^*
tuttauia chiamar {\ può Afilo, Teatro, Tem- mette lor conto il dimorarui,perche vi perdei
pio, Si. Compendio dell' Vniucrfo, & potiamo no il nome,comc lifiumi,che entrano nel ma-
coiifciniarc, quello che afferma il Petrarca_s re;Concetto di Pio Secondo nel libro Xl.delli
con tali paro le. Hoc affirmo,quod totit4shuma- Commentari) ^^emadmodum tem flu^
fuoi .

ì7* magnificentid Jv.prtmum domicilium Roma mina quantumuis àmpia profunda nomea , ^
ffì^, ncc cjì vUhs tam remotus terrarum artgu- amittunt ingrejfa m^ire.ita ^ doHores domi ci»
ius^quihoc negct .Et fé ilmedefimo Petrarca ri,Ó^inter fuosilluRres Romanam adeuntes cu.
jn alcuni Sonetti ne dice male ;emenda anco riam inter maiora lumina,nomen ,^ lucem a--
tale errore con Ibprabondante lodi nelle fue_j mittunt Taccia Giudo Lipfio,che nella pri-
.

opere latine,in quella copiofa inuettiua,chej ma Centuria, EpiftoIavigefimaterza,repur.Ll3>'


fa contra Gallum, nella quale è da lui celebra- Roma Citta cónfufa,e torbulenta, e tutta Ita-
ta con sì nobile encomio. Roma Mundi caput, lia inculta di fama,& di ferirti, qua fi che'il fho
VrbtHm Rtgina,Sedes Imperi/, Arx fidei Catho- fapcre non fia fondato (opra fcrittori antichi
lic£.fons omnium memorabiltum exemplorum. Romani, appreflb,& imparato anco da Moder
lìt fé l'hauelTe veduta nello anipliffimo flato in ni Italiani. Dalli BeroaIdi,da M-Antonio Sa-
che bora fi troua accrcfciuta , & oltra modo bcllico,dal Meiola,dal Calderino,da GiorBat
abl<.luta,non haurebbe meno detto. Muri qui- tiftaP!0,& da altri commentatori, ed'Orato-
dcm,z^ Palattn ceciderur.t.glorianominis im- ri, Poeti, & Hiftorici Romanijdal Biondo, da
mprtalisejì i Ma più torto detto haurebtealla Pomponio Leto j da Angelo Poliriano,Marfi-
gforia dell'immortal' nome corrifponde Peter lio Ficino,da Gio.Battifta Egnatio,dal Mer-
na,&: eccella Maeflà della Cuti poiché in erta lianojda Andrea Fuluio, da Celio Rhodigino;''
rifplcude lo rplend.o.rQ.de gli edifici] moderni, da Polidoro Virgilio, da Pietro Crinito, d.t_^
crauii,deil'antica magnificcza, le cìiì veftigie Lilio Giraldi , dal Panuino , da Sigonio , dal
Grucckio,
.

Parte Prima ?
37
Crucehio, da Pietro Virtoiio, dalli Maniicci, ma dallo afTedior^ era il più nóbile,& hono-
da Fuluio Oifìui RoiTianOj& da alai Italiani rato premio, che dar fi poteflc ad
vn guerrie-
ollèruatori della Romana antichità, fpetial- conforme all'opera c\\e. maggiore non fi
ro ,

mente da AlelTandioab Alexandre. Ma come può fare perche chi gioua a tutto"]! corpo
del-
chiamare Italia incultadi fcritti^fe tutte la Patria , gioua a cizknn Cittadino
membro
f>uò
e altre regioni doppiamente di fcritti iupcraj della Patria. Dirò pi li, che chi da falutead'vn

I
poiché cabondante, &
eulta non folo nell'an- membro,da falute a tutto il corpo , e però chi
I
tica Tua lingua latina, ma anco nella materna gioua ad'vn Cittadino, gioua anco alla Patria
I
volgare,riccadi varii componimcti,& dipoe- pesche vtil cofa è alla Città , &: efpediente la,
I
& dilettcuoli al pari d'Antichi
ileterfe, cultc, ialiite d'vn'ottimo , & gioucuole
Cittadino,
Greci, & Latini, Si pcrnonandar^^gando per per tal cagione; dauafi ancor vn'altra Corona
lo tempo paflàto hoggidì in Ea^iriafola nel
; a chi haueile faluata la vita in battaglia
ad vu
Sacrofanto Romano fenato di Cardinali, vi Cittadino, & faceuafi di Quercia perche do,-,
fono Hiftorici, Oratori, Iunrconrulti,Fiio(bfi, quella più antichi il cibo prendeuano
i
in &
,

e Teologi tanto culti, &: copiolì di fcritti, eh e_^ vita fi manteneuano, come piace ad Aulo Gel-
tutte l'altre nationi di ferirti poflbno confon- lio,con tutto che nelle qucftioni Romane altre
dere, Bellarminio nella hlo fo/ìa, e Teologia, ragioni Plutarco arrechi; Si che l'Amor della
Mantica,e Tofcolìngojarifluni nella lcgge__:, Patria deuc pnmierair.ente in genere abbrac-
Afcanio Colonna nell'oratoria facilità di nati- ciare tutta la Patria, &• fecondanamente infpe
Uà facondia Romana, & il Ba.-onio nell'Hifto tie ogni Cittadino per maggior vtikjconfola-
ria, di cui (ì può dire, quello che del Romano tionc, &
quiete della Citta .
Varrone dille S.Agoftino lib.6.cap, i.delhi—s precipicio vicino alli piedi, con quali con
Il
Città di Dio Tatn multa legit , vt aliquid et
. culca intrepidamente le armi,fignifica, chc_^
fcribere vncaffe miretnur tam multufcrtpfit , , non C\ prez2a niun pericolo di vita per Amor
^uam multa, vix (juemquam Icgere potuijje cre- della Patria,comeAnchuro figlio di Mida Rè
damus. Se fi volcfle poi numerare altri Au- di Frigia,& Marco Curtio Romano,che fpon
tori Italiani , &: Romani che , al prefente per taneamente per dar falute alla Pania loro Ci
Roma Hanno nelle Religioni, nelli Collcgij , tolfeiodi vita precipitandofi nelJa pellifera
nelle Corti , & cafepriuate,
/cnza dubbio an- apertura della terra, & mill'altri che in gene-
daremo in infinito, &tantopiùfe voicfiìmo iole imprefe hanno fparfo il fanguc per la Pa-
vfcir di Roma^& dilatarci per tutta Italia, la- tria Neftore famofo Capitano nella i ;. Ilia-
.

«juale per ogni tempo è fiata ripiena d'huomi de d'Homero, volendo dar animo a Troiani
ni litteratij e valorolì, come in fpeticRoma.
fi per combattere centra Greci , propone che ii
Onde con molta rag'one il Petrarca {i tiene_> morire per la Patria e cofa belhi_^.
buono, d'edere Italiano, &; fi gloria d'efl'erc_j Pugnate cotrn nants frequètes qui autè vefirìi
Cittadino Romano, nella fudetta inuettiua_j. Vuineratus,vel percujfus mortem^&fatum fe-
Sum vero Italus Natione>& Romanus Ciuts ejje cutus fuerit .

gì eri or '^d e quo non modo Principes-^Muntiiq^Do- Moriatur , non enim indecorum pugnanti pto

mini gleriati f»Kt,fed, pp.ulus uìpoRolus^is qui Patria Mori . '

àixit non haiemus htc manentem Ciuitatem , Onde Horatio nella i. Ode del j.lib.difTc.'.
Vrhem Romampatriam fuam facit Ma tor- Dulce, O" Uecorum ejl prò Patria mori
niamo alla figura, &: le l'Amor della Romana Et_ Luciano nell'Encomio della Patril.^
Patria lacerata da certi inuidiofi Autori oltra- fcriile , che nelle efiòrtationi militari vale af-

montani poco a lei dinoti, m'ha trafportato fai , Icfi dice


che la guerra fi piglia per la Pa-
alle fue difefe,& lodi, non deue a hiuno rin- tria,ninno farà che vdita quella voce per ha.
crefcere,per eflere élla Patria communc uer terrore di morte, & di pericolo alcuno; im-
La corona di Gramigna è lìnUcIo dell'A- percioche ha efficacia il nome, & lacommc-
mor della Patria lacuale dar iì Iblciia a quel
, moratione della Patria di far diuentare vn'ani
Cittadino, che hauefle liberata la Patria dallo mo timido:forte, &
valorofo,per l'obligo che
afifediode nemici, & faceu^fi di Grnmi^n.'L^', lì deuc, & per l'amor , che le le porta, incita-
perche i'u olieruato,che era nata nel luogo de- to anco dallo ftimolo della gloria,c he fi acqui
lie fi tiouauano rinchiufi gli afildiati fu dal : fta al proprio nome , alla fua ftiipc in vita, &
iellato Rt'inano datta a labio Maflìmo,chc_j dopò morte , il cerne con dolce canto copiofa-
nella llconda guerra Cartaointfe liberò Ro- mémc elprime Pindaro nclli llìhini| V Ode -.

C J fo^tra.
. , . . . j

:^S Della noiiifsima Iconologia


fopraja vittoria di Steipfiadc Tebano, il cui & li trecento, & fei Fabij r^guitatidamille_>
Zio Materno combattendo morì per la Patria. clienti , che tutti generofamente con fama , e
Auunculo cognomini dedit commune decus, gloria loro meilero la vita per lo fuifcerdto
cui mortem Mars ureo clypeo infignis attulit : Amore, che portorno a Roma Patria loro.
honorprAcUris eius facìis ex aduerfo rei}on
feci
detjciat enim certo, quicunque in hac nube grd ANNO.
dinem fanguinis a cara f atrio, propulfat txi~
tium a ciuibus de^ellens per contrarium exer- H"VOMO dimezza età co l'aleagl'homc
citum ftirpi fé maximam gloriam accumulare, barba,& i capelli
rijcol capojil collojla

C^ dum videtió' cum obierit Ma per mio aui- • pieni di ncue,e ghiaccio. Il petto, i fianchi &
fo poco accrefcimcnto di gloria potè arrecare .
rolfi , &
adorni di varie fpighe di grano, le_>
Sterpfiadejalla memoria, &: nome di Tuo Zio, braccia verdi, &
piene di più forti di fiori, le_>
perche fenza comparatione alcuna, molto^mag colcie,& le gambe con gratia coperte di grap-
gior gloria è morir per Amor della Patria_^. pi, & fiondi d'vue .In vna mano terrà vn ll-rpe

che viuere nelli felteuoli combattimenti Ifth- riuolto in giro, che fi tenga la coda in bocca,
mij,Nemei, Pithij,&: Olimpici cantati da_j> & nell'altra hauerà vn chiodo .

Pindaro Per qual cagione penfiamo noi che


.
Ridipinge alato con l'auttoritàdel Peuar-
Licurgo legislatore, &: Re de' Lacedcmoniefi ca nel trionfo del tempo, oue dice_5.
ordinalle, che non filcolpifle nome di morto che volan l'hore,i giornt,gl'anni,e i mcfì .

ninno in fepolcri, fé non di quelli cprraggiofì L'Anno , fecondo l'vfo commune comincia
huomini,& donne,che fuflero honoratamen- di Gennaio, quando il ghiaccio, & le neui fo-
te in battaglia morti per la Patria? Saluo per- no grandiflime,& perciò gli fi pone la neue in
che riputaua efl'ère folamente degni di memo capo, & perche la Primauera è adorna d'ogni
iia quelli che fuflero gloriofamente morti per forte di fiori, e d'hcrbe, & le cofe in quel tem-
la Patria Turboflì alquanto Senofonte Filo-
. po fatte cominciano in vn certo modo a fue-
fofo Atheniefe, mentre faceua Sacrificio,quan gliarfi,& tutti fanno pili viuacementeleloro
do gli fu dato nuoua,che Grillo Tuo figliuolo operationi , & però ie gli adornano le braccia
era morto,&però leuofTì la corona ditefta_^', nel modo fopradetto
hauendo poi dimandato in che modo era mot L'Eftate per efler caldi grandi/lìmi, & le bia
tceflendoglirifpofto, che era morto animo- de tutte mature il rapprefenta col petto , & i
,

famente in battaglia per la Patria^intefo ciò di fianchi rofli,&: con le Ipighe-?.


Buouoli pofe la corona in capo, & moftrò di L'vue nelle gambe , moftrano l'Autunno ,
fentire più allegrezza per la gloria, & valore che èl'vltima parte dell'Anno Il ferpepofio .

del figliuolo , che dolo re per la morte , e per- in circolo,che morde la coda è antichiflìma—
dita di elio , quado rifpofc a chi gli die la fu- figura dell'Anno, percioche l'Anno fi riuolge
nefta nona . DEOSprec(itusfum,vt mihi filtus in fé llefio,&: il principio di vn'Aniioconfuina
non ivìmortalis ac longeuus effet , cum incer-
: il fine dell'altrojfi come pur quel ferpe ridot-

inm fit anhoc expediat


y fed vt
probus effetac to in forma di circolo il rode la codaj onde_>
JPatriiamator. Tefto di Plutarco ad Appo 1- Viig.nel i.della Georg. cosi difl'e_j.
lonio fronde nemusyredtt agrtcolis labor aóìus ì orbèy
Da quelli particolari fi può giudicare, che Atq^ in fé fua perz/efìtgia voluitur anaus .

rhabito militare, molto ben conuenga all'A -


Scriue Sefto Pompeo, chegl'antichi Roma
jjnor della Patria , ftando fcmpre ogni bnon nificcauanoogn'Anno nelle mura de' Tempi j

Cittadino alle occorrenze pronto, & apparec- vn chiodo , 3: dal numero di quei chiodi poi
chiato di morire con l'arme in mano perla Tua numerauanogrannij& però fegno dell'Anno
Patria,opponendolì a qual fi voglia fuo publi- il potrà dire che fiano i chiodi
co nemico: & invero Ci come l'amico fi cono-
fce alli bifogni, così l'Amor della Patria non Anno .
lì fcorge meglio, che ne gli vrgenti bifogni HVomo,maturo,alato,pcr la ragione detta,
di guerra, ouc chi l'ama antepone la falute del federa, fopra vn carro con quatiroca-
la Patria.alla propria vita, Sclalute. Antico dif- ualli bianchi, guidato dalle quattro .Stagioni ,

fi, perche gli Antichi hanno datofingolare ef- che fono parte dell'Anno, le quali fi dipinge-
fempioin amar la Patria, e moftraco fcgni e- ranno cariche di frutti , fecondo la diuerlità
AJideutid'Ainore,comegU Horatij,liDecij de' tempi
ANIMA
.

Parte Primis- jp
ANIMA RAGIONEVOLE, E BEATA.

DONZELLA gratiofifTima, hall era il Tol- Il veflimento chiaro. Se lucente è per dino-
to coperto con vn fìni/Iìmo,e trafparéte tare la purità, &
perfettionc della Tua efl'enza.
veiojhauràil veftimeiuo chiaro, & lucente; a Se le pone la ftella fopra il capojcdendo che
gl'homeri vn paro d'ale, & nella cima del ca- gl'Egitti) fìgnilicarono con la lìella l'immor-
po Ynaftella—-). V talitàdell'Anima. come riferifcc Pierio Vale-
Béche l'Anima, comediceda Teologi,fìa
fi riane nel lib-44.de' (noi leroglifìci .

foftanza incorporea, & immortale, fi rappre- L'ali a ffl'homeridenotano cosi l'agilità, e


fénta nondimeno in quel miglior modo,che_j fpiritualita Tua, come anco le due potciize in-
Thuomo legato a quei fcnfì corporei con l'i- telIetto,e volontà •

maginationcjla può comprcndere,& non altri ANIMA DANNATA.


incnti,che Ci lògli rapprefentare Iddio, Agl'- OCCORRE NDo fpefle volte nelle trage-
Angeli, ancor che lìano pure foftanze incor- die, & rapprcfciitationi di cafì
reguiti,&
porea- ;
fìnti, fi rpiritHali,come profani,introdurre nei
Si dipinge donzella gratiofilTìma, per eflcr palco l'anima di alcuna perfona, fa di meftierji
fatta dal Creatore, che e fonte d'ogni bellezza, hauer luce,come'ellafì debba vifìbilmentc in-
& pcrfettionc,a fiia fìmilitudine_?. trodurre Per tanto fi dourà rapprcfentare iii
.

I Se gli fa velato il vifoper dinotare, che ella &


forma, figura humana, ritenendo l'cfììgie_>
:è come dice S Agoltino nel libr. dedefìnit.a- del Aio corpo Sarà nuda,& da fottililfimo, Sc
.

lim.fbftanza inuiflbilc agl'occhi humani , e trafparente velo coperta, come anco fcapigl la-
forma foftantiale del corpo,nel quale ella non ta, & il colore della carnagione di lionato fcu-
è euidentej'faluo che per certe attieni efleriori ro,& il velo di color negro *

& comprenda»?. L'Anima dal corpo feparatajefTeudo fpiriti!a


C 4 le,&
40 Della noaifsima Iconologia
CjSi: incorporea, nen h,\ dubbio , che non
s,ìi Dicefi anco mcf^lio conorcerJa,'fègIi habbia
conuienc per fé ilelìa figura foimacionc &
,
,"
a dare altri legnali della fua conditione, per-
altre qualicàjche alla materia iblamejiteftan- che tal volta occorrerà rapprefèntarla condì,
no attaccate, tuttauiadouenHo qucfta rappre- ucrfi accidenti, come per e(rempio,ferita,òi)i
fentatione farfi obietto de fen/ì corporali , fia- gloria, ò tormentata, &c.Et in tal calo fi qua-
ino alhetti di propporcela auanti /otto forma lificherà in quella maniera, che fi conuiene_>
mcdc/ìmamentc corporea, 8c accomodare an- allo ftato,& conditione fu:i_^'.
cora coCi intefa al noftro concetto: Dunque
la Dipingcfi ignuda per edere efla per fua na-
fé gli dà la figura humana con quella licenza, tura fciolta da ogni impedimento corporeo ,
con la quale ordinariamente (ì dipingono an- onde il Petrarca uclja Canzone Italia miajco-
cora gì' Angioli,& perche l'anima dà tbrm;i_j sì dille. '''..'
al corpo,non fi puòimaginare, che
fia d'altra Che l'alm» ignuda e{ol^.
figura^fe bene fappiamo ella, come fi è detto di Et in altra Canzone il princ;pio della quale .

fopra nonefièrc da qucfti termini materiali


, ^ando il /catte mie fido conforto :

circonfcritta. Riterrà dunque l'effigie nel fuo Seguita, e dici_'.


corpo per ellcre riconofciuta, & per accoftarfi Spirto ignudo , Ó'C.
a quelIo,clie fcriuono diuerfi Poeti, tragl'altri Et nel trionfo della morte cap. i
Virgilio nel 6. Quando fd ch'Enea vadi nel!'- Ch'ogni nudo spirto &c
Infcrno,c riconolca molti di quelli,
q: c'haue.i_j Li 'capelli (parli giù per gl'homcri non foìo
cognitioneinquefla vita,& Dante nel cap. 5. dimoftrano l'infelicità, & miferia dell'anime
dell'Inferno. dannatc,mà la perdita del ben della ragione ,
Pofcia,Qh io vi hebhi alcun riconofciuto . & delio intelletto onde Dante nelcap. j.dell%

Animo Piaceuolc, Trattabile, &: Amoreuole.

»4:i3 Infcriio5^
s-\^oì( Parte Prima: 4'
Tnfernojcosl c!fci_j. faua toctìire coifle mani, e rpeflc volte portnia
Noi fé m venuti xl luogo, oh'io t'ho detto. fopra della fchiena tutti coloro,chc ci volcuj.
Che vederai le genti doloro fcj, no caualcare,tra gli altri Plauiano Proconfok-
Ch'hanno perduto il ben deW intelletto . dell'Africa egli proprio lo toccò , &
l'vnfc d'-
Il colore della carnagione, del velo che_> & vnguenti odoriferi , m.i dalla nouirà degli o-
circonda, (igniti ca la pru!atioi>e della luce, & dori fi ftordì , e flette fopra acqua, come mczò
gràtiadiuina Però di/le Dante nel cap. 5. par-
.
morto &• per molti mcfi s'aftenne dalla folita
,
lando della forma, & fìtodell'Inferno,che al- conuerfation'c dal che fi comprende , che iwa
la porta di quello vi (ìa fcritto . perinterefiedi cibarfi , i-nà lolo per piaceuole
Lijfute ogni ^eruma^ } voi ch'entrate conuerfatione gli guflaua trattare con gii Hip
ponefi Di pili nfcrifce Solino , & Plinio in-
.

fiemc nellib.9.cap.8. che nel tempo dì Augu-


ANIMO PIACEVOLE TRATTABTr.E ftolmpcràdórevn fanciullo nel.Regno di Ca-
& amoreiio!e_^. pania adefcò vn Delfino con pezzi di pane , e
^7" N Delfino che; porti acauallo vnfanciuì- tanto con quello Ci domel1:icò,che hcuramen-
^ lo Se Lx;ne Pierio Valeriano per autorità ,
te nelle mani gli pafceua, pigliando da quefta
òi PaiiHinia attribnifce al Delfino
fimbolo il ficurtà ardire il fanciullo, ìì Delfino-Io portò
d'animo grato perche in Profelene Città de la dentro del Laco Lucrino, & non /blamente fe-
Ionia, ellèndo chiamato vn Delfino per nome ce quefto, ma lo condufièa cauallo da Bai.i_j
j
Simone da vn fanciuIlo,fbleiia accoflarfi al li- per fino a Pozzuolo,& ciò perfeuerò per tan-
i
to vcrfo quello , & accomodarfcgli lotto per ti anni, che n'era giudicato miracolo,mà
mo-
portarlo a Tuo piacere, perche fu da quel fan- rendoli fanciullo, il Delfino per troppo defidc
ciullo tolto dalle man de Percatori,& medica- rio innanzi a gl'occhi di ciafcuno morì di do-
to d'vna ferita chcgli fecero, nondimeno noi lore, & quello fi conferma per lettere di Mece-
l'attribuiremo ad'animo piaceuolc , tratta- & nate, & Fabiano. Egelìderio poi ferine, che v-
bile, perche il Delfino è piaccuole verlbrhuo n'altro fanciullo chiamato Hermia portato
mo non per interelfe alcuno de benefit! rice- j
medefimamente a cauallo per alto mare da vn
luiti , ò da riceuerfi , ma di fua propria natu- Delnncfù da vna repentina tcmpefta fommer
ra , fi come l'iftefib Valeriano con fue pro- fo,& così morto,il Delfino lo riportò a terra
,
prie parole conferma citando Plutarco in co- conofcendo eflere ftato egli cagione di quella
tal guifaAdmiratur Plutarco tantum anim.t morte,non volfe più ritornare in maremma per
lis ifìius humanitatem ifi quidem non educatio- punitione volfe anch'egli morire fpirando al
ne,veluti cancs,{^equi,non vUa alia necejfita- fecco , poiché li Delfini fubito che toccono la
te,veluti elephanti panterAq-^ Leones ab homi & terra muoiono Segno j in vero di natura piace-
mbw liberati fed genuino quodam ajfe^u fpor?- uole, tra ttabile,&anioreuol<;_j.
lefuni humani generis amctores Dunque fé .
APPETITO.
fpontancamentedi naturale aifetto fono ama- EVridice che caminando, vn ferpegli
,

tori del genere humano,non fono per gratitu- morfichivn piede, fignifica (come narra
dine de bencfitij riceuuti,&: che fia il veroleg Pierio Valeriano nel Iib.j9.) l'humanoappe-
gefi preflb altri Autori, che li Delfini hanno fat tito, il quale gl'affetti dell'animo ferifcono
&
to rifteflb,che narra Paufania con altri , da_^ impiagano , impercche i piedi , Se malfime il
quali non hanno mai riceuuto benefitio alcu calcagno fono gieroglifico ilellc ncftrc tene- *-

no, ne benefitio chiamerò il butargli delle_j ne cupidità,&:peròilnoftro Saluatore volfe_,


miche di pane , che per fcherzo fi buttano , e lauare i piedi de fuoi difcepoli, af ciòche da_^»
non per alimento, perche il Delfino non ha bi- gli affetti teritni li mondalIè,& purificaffe_j.,
sogno di quefto fapendofi procacciare nelPam & a Pietro che non voleua che lo lauafle,dific,
pio Mare il vitto da fé fteflb , e fé ha portato fé io non lauarò non haurai parte meco ,
ti
&
pcrfone, non l'ha portate per gratitudine, ma nella Sacra Genefi fi legge che Dio diffe al fer
per piaceuole domcftichezza,iI Delfino ha por pente tu tenderai infidie al fuo calcagno Li .

tato varie perfone indifferentemente, folo per- Greci ancora quando finfero, che Achille da
che e ili natura piaceuole, trattabile, & amo & fanciullo attuffato nell'acque della palude.»
reuole verfbl'huomo. Perii che d riferilce da Stigia, non patena in parte alcuna cffere feri-
Solino cap.iy.ouero ij.che nellito Africano to, fuor che ne i piedi , i quali non erano ftari
appr^flb Hippone DiarxhitOjVn Delfino lì laf- lauati , lo finfero per manifeftare che egli fa-
rebbe
. ,

42., Della nouifsima Iconologia


rebbe flato perfettamente forte, & vilorofo.fe Didone quando era per morire, fi fcalzò d*v
da propri) afFciti non fufle riipcrato,& vinto, na calza, con quelle parole—».
ne da qiicfto fcntimento è lontano qivcUo che Ipfa molti, manibtn^pijs, attetri/t iuxtsL^
dicono di Giafonc^che mctre andana a torre il Vnum exutapedem vmclis,in velie recin^fUt
velo d'oro perde vna calza in vn fiiimcjil qua- Tefldtur morituradeos, (^ con/eia fati •

le folo tra tutti i fiumi del mondo daniuno Sidera ,

vcjito òofFcfojche Vuol dire, mentre che fegui £t quello lignifica, che ella era fpogliata ,
taua la virtù, & l'immortalità fu di qualche-» e libera del timore della morte , che è vno af-
parte de fuoi affetti priiioj &
!yii:g.rcriue, che fetto lignificato per il p.ije,de fcalzx) •

A P P R E N S I V a;

DONNA
chioma
con
giouancjdi mediocre ftatura,
tirante al biondo, vefì:ita_^
mente l'huomo atto all'apprendere , & all'in-
tendere ogni, e qualunque cola apprenfibile_»,
d'h abito bianco, in piede, viuace, e pronta, in & intelligibile che però dille luuenale degli
,

attitudine diflare afcoltando altri clie parli ; huomini parlando


che con la finiflra mano tenghi vn Camaleon Venert\bilefoli
tc,& con l'altra vn hicidillimo fpecchio • Sortite ingeni»m,diuin6rumq; eapaees
E'I'Apprcnfiiia vna ragioneuole,& natura- jit(j;exercendiSiCapiendisq; artibus apti.
le partedell'animo, mediante la quale le cole, II che lo dimoflrò Ariflotcle mentre fìgujo
che ci fono rapprcfcntate facilmente l'appren efiere l'huomo della natura dotato come d'vna
dian-o,& intendiamo . tauola lafajuella quale niente è dipinto,e tut-
E' parte ragioneuole , e naturale , perche è te le cofc dipinger fi pollino Imitato poi dal .

propria della natura iagioneuole,eflendo fola Lirico Poeta iicilafua Poetica dicendo .

lormut
. . . . .

Parte Prima \
43
Ttrmat enim natura priusnos intus adontnes, te.tenga in vna mano l'archipendolo & il com
TortunArum habitus . paflb con vno fquadro, nell'altra tenga vna cai
HorfiWó^HWTtrfcóWef^effo- ta yttetielìatitìfegwata la- yianta d 'yn palazzo
Etapprefl'o
rifte(ro,mentre i|ntrociiice quel Phemio mlifì- con alcuni numeri attorno .

co fcgnalatiilìm^ a ò,'nc . Mea ^onte didicii •


'f^ice Vitruuio nel priiKÌpio dell'opera fua,
deus cnim varias'artes (mimo meo inferuit ._ • cWe l'Arciiitettura è fcicza, cioè cognitiohedi
E' parte dell'animo perche mediana: que-' varie cognitioni ornata, gcr mezzo della qua-
fto Tappiamo, mefliaiue qiiefto incendiamo, & le tutte l'opere delle altre arti Ci perfettiona-
apprendiamo ,
no/ EtPIatonediceua, QJiegli Aiciiitettifo-
Si figura gioitane, perche con*c. dii^e Arift. nojbpraftati a quelli, che'li cllercitano negl'-
nel i.'della Rettprica ne^'a giojrentù hanno artifitij, tal che e fyo pretorio offitio fra l'arti
gran foiza gl'affetti, & i fcnfi fono più vhiaci, .d'infegnarc,dim«fìrare,(liftinguere,defcriue-
ic atti/lìmi all'apprendere , all'òperationi & re,jimitare,giudicare, &'apprendere l'altre il
delle cofe intelligibili per il feruore delli fpi- modo da cifa Però è fo|a partecipe di docu-
.

xitì. • :'/_• ' - '- -r.^ . memi d'Aritmerica, & Geometria, dalle qua-
Sì rapprefenta di mediocre ftatura , sì per- li, come ancor dille Daniel ne fuoi commen-
che come Platone, la mediocrità è otti-
din'e tari], ogn'artificio prende la fua nobiltà Per .

•main tutte le cofcisì ancora perche la mode- quefta cagione tiene la f(|uadra, & il compaf.
rata ftatina delle membra arguifce moderato lojiftromenti della Gcometiia,& i numeri,
temperamento de gli h umori, come ri ferifce^» che appartengono ali Aritmetica, fi fanno in-
il Porta ntl Tuo bellillìmo trattato della Fifiò- torno alla pianta d'Architettura, che elfa. tiene
nomia al lib. i.cap. i. e per conreguen7a buo- nell'altra mano L'archipendolo,ouero per-
.

na attitudine all'operationi dell'intelletto eA , pendicolo ci dichiara, che il buono Architelo


fendo veri filmo quello che commnnementc_j deue hauer fempre l'occhio ajla confideratio-
atteftanoli Filofbfi, che moresfequntur tempe- ne del centro, daJ quale fi regola la pofitione
ratura corporis. durabile di tutte le cofe, die hanno granirà, co
Ha la chioma tirante al biondo perche così me fi Vede chiaro in tal profelfione per il bel-
fatta chioma dà molitie della buona difpofì- lo ingegno del Signor Caualiere Domenico
tione,e capacità,onde il precitato Porta nell'ai Fontanajedi Carlo Maderno,huomim di <Tran
legato trattato lib.4.c. 1 1. dice. Captili placide giiiditio, &di valore, laffando da parte molti
fuhfiauefcientes'in difciplinis capièdisprompti- altri che fon degni di maggior lode della_v)
,

tuainem, egregiam aftimorumfuùtilitatem, ^ mia Elfi dipinge d'età matura, per moftrarc
.

urttficium tradunt l'efperienza della virilità con l'altezza dell'o-


Ha l'h abito bianco perche lì come nell'ar- pere difficili, & la verte di cangiante e la con-
te della Pittura il bianco è la bafejC fondamen corde varietà delle cofe, che diletta inquelV-
todi tutti i colori: così quefta è la bafe, è fon- arte all'occhio,come all'orecchio dilettano le
damento di tutti li difcorfi, e ragionamenti voci fonore nell'arte muficale_'.
_ Si figura in picdijviuace,e pronta inattitu- Le braccia ignude moftrano l'attione,che_>
1 dine di ftare akoltando, per lignificare ladi- fa all'Architettura ritenere il nome d'arte, 4
fpofitione, e prontezza con laqualertà tempre d'artificio
per apprendere, & intendere, Tiene conlafini-
ftra mano il Camaleonte , perche in quella-^
guila che il Camaleonte fi cangia in tut- ARCHITETVRA MILITARE.
ti i colori alli quali s'auuicina fecondo che ( DONNA d'età nobilmente.» virile, veftita
filegge appreflb Ariftotele nel libro della na- divari) colori, porterà al collo vna ca-
tura de gl'animali) cosìqiiefta fi trasforma in tena d'oro con vn bellillìmo Diamante per
quei ragionamenti , e difcorfi cheli vengono gioiello , Terrà con la deftra mano la buflula
piopofti. Tiene nella delira lo fpecchio, perche da pigliare la pofitione del fito, con la fini- &
a guifa dello fpecchio ella impronta in le ftef- Ara vna tauola, che vi fia defcritto vna figura
fa & in fé ftefl'a appropria le cofe tutte,le quali d'vna fortezza efagona la qual forma è la pili
ella afcolta,intende, & apprendc_;. nczze regolari,foprii_^
perfetta fra tutte le fo
ARCHITETVRA. la quale fia vna ronJinc,& in terra vna zappa,

D O NNA
Ì2aude»6c con
di matura età con
la vefte di color canjjian-
le braccia_^ & vn badile, 11 fortificare non e flato trouato
per altro le non che pochi ILpoflbno difende-
i

re da
,

44 Della nouifsima Iconologia


ARCHITETTVRA MILITARE.

r:?«''*i

re da molti j com'anco per rafrenare i populi ti, quantola poilcione che fi connlenedi for-

& tenere il nemico lontano, & per quefto la—j^ mare fortezza,
!a &
e anco quella che prende

fortificatione è rtata tenuta non foloarte ; ma le piante dicfia fortificatione , La tauola con

fcienta , perche e quella che inueftiga tanto la figura fopradetta fopra la quale è la rondi-

nelle difcic , quanto neiroffcfe afTicuranclo il ne, lignifica che volendofi fabncare la fortez-
fìardel Prcncipe, &
i populi infìeme_j. za, iì deue efaminare bene il fito , torre la_^ &
Si rapprefenta d'età virile , perche in efla e pianta , & fopra di quella formare il difl'egno
la vera perfcttione del fapcrejoue confifte la_^ fecondo il bifogno di quanto s'afpetta ajl'ope-
difefa,& vtilc vniuerfale^j. radi tanta importanza, & imitare la rondine_>
L'habito nobile di varij colori denota l'in- perciòche come narra Pierio Valeriano ncJ
tclligcnza delle varie inuentioni che confifto- Zi. libro de fuoi leroglifici percflà vuole che
i

rio nella fabrica militare, Gli fi dà la collana figiii fichi vn'huomo che fiaftudiofij , &: dato

d'oro con il Diamante perciòche fi come Toro all'edificare, & che habbia fabricati grandi e-

fra i metalli è il più nobile. Così l'Architetu- deficij ; com'anco Cartelli, Città, & altre fa
ra m.ilirarefra le f'ibrichc è di maggior fViina, briched'arte,& d'ingegno. Gli iì mette a can-
iz valore, Com'anco il Diamante, il quale fra to la Zappa & il badile , perciòche fono 1: 1.
le gioie è la più dura, &; forte, così parimente primi Ibomcnri per foitincarc, come quelli
la fortezza, e la più nobil gioia del Prencipc , cl'.c principiano i foilì, &; li fondamenti, Cc-

come quella che l'aflìcuia da i colpi del nemi- m'anco per elpugnationi conduco no lotto alle
co; Tiene con la deiha mano la bulVula la qua- fortezze i nemici delle trinciere_^.
le è dii'tfa in 360. gradi con la fua Calamita AFFETTIONE,
per e ficr quella che opera tanto iccondoi vcn» Vedi Bcucuokuria .

ARDI RE
. .

A R D'I WM (•"n'
A ©W AT^I M<!y,^E'T G E NE roso;
..":! Jii:5iO

VN èiouan^di
vilò , hauerà
ftatura robufta,e fiera in
il deftro braccio armato
a cauallo in qualche mafchcrata,ò irialtro,{e
gli farà la lingua in mano^ & il Leone morto'
col quale. cacci per forza con gagliarda atti- fopra il cimiero
tudine la lingua ad vn gran Leone, che gli ftia Ardire "vltimo,^ ^eeejptrio
lotto le ginocchia II reftante del corpo farà
.
HVomo armato di tutte le armi,ò fia a ca-
difarmatOj& in molte parti ignudo- Il che al- uallojò a piedi con la fpada nella deftra
lude al generolb ardire di Lifimaco figliuolo manojintorno alla quale vi farà quefto motto.
d'A^atocle nobile di Macedonia, vn de fuc- & PER TELA PER HOSTES.
Ceflori d'Aleflandro Magno,che perhauer da Nella (ìniftra mano vno fcudo,oue ftia fcul
to il veleno al fiio Maeftro Calliftene Filofo- pito.ò depintovn Cauallierojchc corra a tut-
fojdimandatolida lui per leuarfl dalla mifcria ta briglia contro l'arme lanciate da i nimici
della prigionia, in cui l'haueua confinato Alef con animo ò di fcampare combattendp , òdi
fandrojfù dato a diuoraread vn Leone,mà co rcftar morto valorofamente fià i nemici.
l'ingegno fuperò la fiera & confidatofi nella
, Et intorno all'orlo di detto feudo vi farà
fiia forza, il deftro braccio,Ghe egli fegretamc fcritto quel verfo di Virgilio :

te s'era armato , cacciò in bocca al Leone , & Vnajklus viBiSynullam operare falutem
dalla gola li traile per forza la lingua, reftan- Quefto, che noi diciamo vltimo,& necelTa-
donela fiera fubitamente morta. Per Io qualc_> rio araircjè vna certa fpetie di fortezza impro
fatto fu da indi in poi nel mimerò de più cari pria cosi detta da Ariftotele, perche può efTe-
del Re Alcflandro,& ciò gli fu fcala per falire re,& fuol efl'ere pofto inopera ordinariamente
al gonerno de gli ftati,& all'eternità della glo ò per acquifto d'honore, ò per timore di male
ria . Volendo rapprefentare quefta figur<i_j> auueniie, ò per opera dell'ira, ò della fperan-
za, ò
,

4^ Della nouif^iiiia Iconologia


col Ciii5flKero,die corre 'co'ntfauielnictjmo.
ftra quello, cKehabbiamo detto, la difperatio-
ne eflcr molte joke cagione di rakitc,mà non
da coltnotto, moftrano, che gran refifìrenzà è vera,& perfetta fortezza, come li è detto \ .

nèceflarifllma ili, ogni pericolo , Et lo feudo

DONNA rile veftita


di {Ingoiar bellezza, d'età vi-
de diuerfi, &
vaahiffimi co-
ficomponeffero, tra quali Pitagora Filofofb
dilleche la natura de i numeri^trafcorfe per tut
come_> te le cofe, & chela cognitionedi e/Ti è quella-
lori, & fopra detto veftimento vi fieno
'
per ricamo la varietà de le note di mufìcL^-, vera ilxpienza quale verfa intorno alle bellei-
& r.ell'eftremo di detta vefte vi farà fcritto ze prime diurne, incorrotte, fempre eflìftenti
PAR, & M P A R & che con la finiftr.i-^
I ,
della cuiparticipatione fono fatte belle tutte

manoten^a con bella gratia vna tauola piena lecofe;& Dio dal quale non procede cofa,ché
de numeri, & con l'indice della deftra moftri non fia giufta,il tutto fece in numero, in pe/b,
detti numeri .
&. mifura . Si fa d'età virile, perciòche fi co-"
'

Aritmctica,cvoce Greca, perche il numero me in queft'ctà è la vera pe-rfetttone,così nel-

nclqual confifte quclì;'arte,è da loro chiama- l'Aritmetica è perfetta nella qualità {Iia,L;L.i!>
'

to Arihmos .
— ditierfità de' colori dimoft-ia che qué{1:'arre_y>

Si rapprefenta'di belli rtimoafpetto ellendd dà principio a le difcipline Matematiche per


che la bellezza, perfettione de i numeri al-
& eflcr queMa che» apre la ftradit alla Mufic;i_vi, •

cuni Filofofi credeuano che da elfi tinte le cofe alia Geomctria,&a tutte l'altre fimili; Gli,fi,
dà per
.

jtiisolor; a>ri f^''^^ 47-


iik perticamo del veftixnentcr le fbpiadettt,» pfa Timeo di Platone nana a quello propo-
il

^te miificali, peiciòcb? da tutte le confonan Tito che i Pitagorici a{legnaionoquatroragi»t'


:{e muficali l(;.piopoi'tioni Antm etiche iiafco ni de numeri, la prima Vocale,la quale fi tro- ,

UOj II mot?o.ch'èauiire(ti"€mità della vertè-» uà nella miiEca, è ne' verfì de Poeti, La fecon-
P M
A R y,- &, l P A Ri .dicliiaia che cofa iìd_^ da Naturale che lì troua niella compolitione_>i
jjji^la.ciiedà tuttaTUdiiierruà de gli accideii- delle cofe,La terza Rationale^che h troua nel i
iik».queft'aittj& tiutede dimoftrationi. Tieae l'anima, & nelle fueparti , La quarta Diuina,
conia fuiiftia ;nano la taiiola fòpradetta Se , che fi troua in Dio,e ne gli Angioli, & quello
con l'xndke della deftra moftra i nunien fodet bafti intorno a quefta materia • Pernon-cfl'e»-

ti^pqi iìctifecare la forza loio,Ondc Procloib- re ttdiofo nel dir<_j. v , ;

.; :-.lii;n-iitu;^I ^i^i^r-/ L-Sl^'-


f
R Q C -^A^ T
!I I A^
r i5."£'l no3 .Oiol) .,inc,r; :. .

DON N A d'età virile d'ampi ,

ratìhabiti vcftitajftarà a federe co gran


&
gnale di legge di viuere , & di veftire , diftr:-
hono-
buendo a ciafcuno con pari bilancia lè.fatiche
maeftà in vn fontuofo,& ricchiffimofeggio,\ & gl'honori, Iclpefe , &grvcili con l'occhio
& in capo hauerà yna Corona d'oro,chc con la feniprc al comun beneficio, alla perpetua vnio
deftra mano tcnghi vn mazzo di verghe vnite ne,& aiigumento de Io ftato loro.
inlìemc,& vna ghirlanda d'alloro, & con l.i_^ Si fa d'età virile eflnido che in effaè yera_j
fìniftra vn morione ; che da" la parte deftra vi pcrfetcionc , auuengache congiudiciò fi met-'
fìa vn bacile, & vn fachetto pieno di monete_> te in efècutione quanto s'afpetta al gouenio
&
d'oro,gioie,collane,& .''Irre ricchezze, dalla de la PÌepublica .

finiftra vna fcure. Arirocratia èilgouernod*- Il fudetto veftimento, & Io ftare a (eder»_t
kuoiiiini nobili guidato da loro con ordine v- in vn ticcho feggio con gran maeftà è rappre-
fcntare
. . ,

48 Della nouifsima Iconologia


fentarc il fugetto (Iella nobiltà di perfonetli virtuofamcnte Ci come perii contrario il caft:
gran conditione, che per fegno di ciò porta in gojil che fi dimoftra con la fcure che gli ftàa'
capo la Corona d'oro . canto. Onde Solone fopradiciò. Remfuhli»
Gli fida il mazzo delle verghe ligate infic- CUT» duabui rebm contintridtcebat,préimio,i^
'

mcjper fìgnificaic,chela Republicadeueeflc- foena,&c Cicerone i.de NatMra Deorum ,

re vnita per mantenimento , & benefìcio pu- ììec domt44 nec Re^ublica-/Iar€ potefl,ftÌH ed'
blico> onde Euripide dice, Intefttnum oboriri »ec recìe faHis prtmia e/ient vUa, nec fupplicitl
éeUum/olet hominibu* inter ciuetfi ciuitas def- peccatisjSc Solone (bleua dire_j.
fenferit . Illam ciuitatem optine habitari, in qua vi-
Et Salluftio In beUo iugurtine, anc'cgli co- ros bonos h onori bui affici: contra aute^ imprP'
si dicft^ bos paenismos fuerit .

Concordia parué rei crefcunt dìfchdianni- Il raorioncjche tiene con I?finiftrajil baci-
xima dilahuntur le , & facco pieni di monete d'oro, con l'altre
&
Cicerone nell'Epift.ad Attico. ricchezze denotanojc4»«feHza le lor armi, &
Nihil viro bonoj quiete, ^ ^
bono dui ma~ danan , malamente fi conferiiàno le Republi-
gis conuenit , quam abejfe a ciuilibus contro- che,e moflra di profondere anco li danari,per'
uersijs che , per conferuarela libertà non fi deue ri-
Tiene la ghirlanda, di Lauro pcrdimoftra- fparmiare la robba', poiché come dice Ho-
rc premio che foleuano dare a quelli chlba-
il ratlo
euano oprato in beneficio della Repu^lica_^

Cowe
ARMONIA.
dip'mfa in Firenze ddl
Non bene prò tato liberta venditur aiiroVr'

gran Duca, lerdìnando

VNA'
. .

Parte Prima. 49
VNA vaga,& bella donna, convna Lira
doppia di quindici corde in mano, in ca
HV o M o armato,d'afpctto tremendo, con
l'elmo in capo , con la deftra mano tie-
po hauerà vna Corona co» fette gioie uittt_> ne v« jcjiq ne p di lancia ppfatoalla cofcia', 8c
gualijilveftinicnto è di fette colori, giiarni- conlafiniftra vno fcudo,in mczo del quale ti
i'to d'orOr& di diuerfe gioie-». è dipinta vna tefta di lupo
A R M £. Eflendo qucfta figura Amile a quella ài
Ctme dipinte in firenz.e dal Grun Duca Marte fi potrà intendere per efla l'arme, come
Ferdinando • Dio d'eflc_*.

A R R O , Q N

DONNA Ycftita di color di verderame,


hauerà l'orecchie d'afino, terrà fotto il
qucfto vitiodaII'ignoranza,& dalla f^olidcr-
za,che non lafcia prendere il fucceflb dell'im-
braccio finirtr<^vn Pauone, & con la deftra_s jjrefe,che fi prendono inpocogiuditio.
mano alta moftrerà il dito indice . 11 Pauone fìgnifìca l'Arroganza efiere viu
L'Arroganza è vitio, di coloro,chc fé bene fpetiedifuperbia,& il dito alto l'oftinationc-*
fi conofcono di poco valore,nondimcno per pa di mantenere la propria opinione quantunque
rere affai prefTo a gl'altri , pigliano li carichi falfa,& dal commun parer lontana,ftimando-
d'imprefc difficili, & d'importanza,&: ciò dice fì molto, & fprezzando altrùi. Et così ancora
S.Tomafo i. i.c^.iri.zrt. i. Arroa^ans efì, qui
fi. dipingeuano gl'Antichi la Pertinacia , che è
bi nttnhtittf'jried non hahet.Vcrò con ragione quafi vna cofa medcfìma con l'Ignoranza
fi dipinge con l'orecchie dell'afino, nafcendo

D ARTE
,

fo. Della nouifsima Iconologia


A R T E.

pera nell'EfFetto. -
Donna di età confiftente/uccintamente-»
man fimftra L'habito poi dell'intelletto, e di
due forti ;
vercle,Ndla
veftita di color contemplatio-
l'habitofpeculatiuo , che è la
tenghi vn palo fitto in terra al quale vi fia le- quale per hora
cui fine è la ScientiaAl
gata vna pianta ancor nouella,3c teneraj& nel ne,il
non parliamo; L'altro e l'habito dell'uitellet-
la man vn penello,& vn fcarpello.
dritta conlegui-
^
to praticojil quale ha due Rrade per
L'Arte è vn habito delMntelletto.che ha ori pnmae 1 iiller
fuo fine che è l'Operaita
ginc daIl'vro,da|irecetti,ò da ragioni, che ge- re il
dal qual^
citio continuo nelle cofe fattibili ,
neralmente fi eftercità circa le cofe neceflane habile, &
all'vlb humano , Quella diffinitione e canata
nafce l'habito facendo Tintelletto
e la lui-
pronto nell'opeiatiom; L'altra parte
da Diomede,da Arift.nel é.del Ethica,&da_^ verità dell'opera, &
denza, la quale ordina la
S.Tomafo i. z.q. 37. ma per efplicarlaa par- ^lle fueattioni.
fa che l'Artefice fia regolato
te,dircmo che quello nome Arte può figmfica
hmilitudine Habbiamo detto^che ha origine dall'vlo^pic-
re tre cole, Prima il Concetto,o che queita
cetto^o ragione doue è d'auuertue
cioclaimaginata,& conceputa forma dellt-> duecofe^Pnma 1 e-
parola vfa puòfignificare
cole nella mente,& in quello pi'imo modo
di-
fperientia. Seconda l'eflercitatione del arteh-
ciamo cheè habito dell'Intelletto; Secondagli
lo dice il
Che l'efperientia fia neceflana ,
Magifterio,oArtjfitio con quei modi nel ope-
ce:
experten
Filofofo ìih.z.demo/irationum ex tpfa
ra eiprcflbjco quali era nell'intelletto l'arte
i
& Marn-
tur omnis artis,&fcientuprinctpta,
come habito,Terza rOpera,o l'ElFetto con r-
che diremo l'Arte efiere iloPoeta , r
Artifitio formato; Si •

(xperientia fectt

nella Mente,il Magifterio nella Viftaj& l'O-


Per varios vfw artem
- •' ixemplo
. ,,

Parte Frimài fi
ixemplo moflr*nte vìam temparticutartum finalmente diciamo che (t

. Et iì Cardano nel i.lib.delle contradictioni eflcrcita circa le cofe neceflarieal viucre ha-
così dice . ^^ experimento prodit ars,cum ani- manoj& perche le cofe neceflarieal viuerhu-
fHafuerit confirmatum, Che l'vfofìgnifichi an mano fono molte,& varie,quindi è che le Ar
col'Eflercitio, &
che fia nell'Arte neceflario ti fono anco varie, Arift.'.ledilhnfe in tre forti
!o dice An{\iMh.i-M.cthaph.czf.i.Verumvfu mentre dilTe: Ars vtens v* nauigandi, peritia,
Mtiji exercitatiàìte hokninibus ars,& Scientirc^ operanti -vtquifecat ligna,^ iPhperantt 7 1 Ar-
compuratur , il che anco conferma Vegetio li- chittetura, Vintone, le diftinfein due cioè, quéi,
bro fecondo dere militari,Omnes artes omnia. faciunt opera, ^
qUA opéribus vtuMUf.
que opera, quotidiano vfo,^ iugi extrcitatione Ma per hora non voglio pigliamo altra di-
froficiunt
'

'ftintione fé non quella che fi piglia dalla cau-


Che l'Arte poi habbi birognodeprecettij& fa finalejDitcmmo nella figura della Natur»
ragioni, non è da dubitare, &:pero diremo , che il fine della Natura era il bene. Se perche
che li precetti delle Arti fono canati dalla lun l'Arte è imitatrice della Natura non farà iT>e-
ga efperientia liche accade in tutte le Arti rauiglia fé anco il fine dell'Arte farà il bene.
Mécnanicedalla natura loro come accade nel Il bene fecondo il Filofofo lib.y-Ethic.cap.
;

la Pittura & dalla ragione come accadcin


; iz.è di due Coni,alterum, quod abfolute,^per
certe Arti che non fi di<rono Arti, fé non impro fe-bonumfit i alterum quod alicui bonofit &> v-
priamenteparticipàndo elle più torto difcien tilt, Il primo farà il bene che fi chiama hone-
tia chedi ArtejGome la Medicina, che fra tut fto;il fecondo che è per feruitiodel huomo fa-
te le altre conofce res per fuat f^«/«^,noneflen- rà l'vtile,& il delettabile, &: così diremo , che
do altro il fapere che conofcere le cofe per le tutte le Arti ò fi effercitano in cofe vtile,o ne-
fuecaufe come dice il Filolbfo, Anzi non fi tro celfarie al viuer humano, onero T cofe deletta
uà Arte alcuna che non habbiale Aie regole, bili, Hora perefplicarela figura,diciamoche

Sc'ofleruationi, & perqucfto dice, Diomede_> l'Arte fi dipinge di età virile, prima perche_>
che fi Alce , Ars qum ariiis prjtceptis, (^ regulis vn artefice giouane non può hauere efperien-
cuABa cohkludat :

tia di molte cole, per non hauere eflercitato

Che fi trouinò Arti che fi feruino delle ra- molto tempo il vecchio poi per la debolezza
;

gioni lo dice anco l'irtedb Aiiftotele con l'ef- delle forze non può mettere in efl'ecutione_>
lempio della Poefialib. i.Poct. Ars poetica, e fi quello che con la fua lunga fatica ha impara-
nrs fationalis, Se veramente, fé ben pare che_j to il che accade particularmcnte nelle Arti
,

tutte le Arti habbino per fondamento l'efpe- Mecaniche, & come dice Xenofonte in occo-
lientia comefopra habbiam detto, bifogna an- nomo (parlando delle Arti Mecaniche) Ener^
co che fianò accompagnate dalla ragion«_5, uatis labore memlris necejfe eft animos debilij
fenxa'della quale ninno artéfice potrà bene o- tari (^ quodammodo laborart^.
,
/
'

perare, Outle Triuerio nei;Ajk)phtegma li. Si verte di color verde per molte 'cagioni
dice_.'-
'
'Prima perche per mezzo delle Arti tutte l!i_»
^^anto fórtior dextra manti fini FlrcL^y cole necefiarie al 'viUer humano vengono à ri-
Tanto potior eft ratio tpfa experientia^, farfi dinuouo,quando per l'ingiuria dd tem-
Di quella ragione hanno bifogno le arti li- po vengono confumate a guifa che la Natura
'b€rali,& più nòbili, le quali fi ponno chiama- ogni annoriuerte la terra di nuoue herbettc_j,
re fcientiepraticht^ciò-è (Confermato da Ari- & li alberi di nuoue fiondi, Seconda perche l'-
ftotelé 6-^thìc.Ars efi habitus quidam facien- artefice d«uc fempre ftate con fperanza di ve-
di cumveraratione^ & al f.dclla Metaph.^rf nire a maggior perfettione delle fue opere, &
eji operis r<?//(?,il fimile pare chedica S.Toma- in ciò mettere ogni ftudio,& diligen7a,fe non
fo i.i.(i.37.art j.
'
' vogliamo anco dire,il che fignifichi la fperan-
^ '

jirs efi recla ratto faShibilium . za, del honore,vtile, & guadagno, che l'artefi-
Habbiamo detto che generalmente fi effer ce tiene di riportare delle fue fatiche, Terzii-^
cita per intendere l'habito dell'intelletto in
j per figflificare la frefchezza dell'inuentioni
potenza ad operare, & non l'atto cioè oper-a la viuacità dell'ingegno, Scie giouanili fati-
dell'Arte , da- quella più torto fi può chiama- che, che in vn buono-artefice (\ ricercano, oltre
re efpeirimento delì'Aì're effondo vnacofa-par che anco può fignifitare vna patientia , o vo-
ticu'lare. Se perquerto dilìc ilfilofofoàl loco gi-iàmO dir pertinaci'a, che ferrtpre fia fréfcajc
citato Ars ejì' imiHerJcflium^ experieftfm' au^
.'
Werdeneli'epérare & a quefto fignificaro pi-
;

- i i '-'
''-

D 1 fflia
. .

Della noni/sima Iconologia


gii.'.q<',vi"ìononvjYciJe.il Pctrarc.i_i, da elio riccuono le loro ragioni, & il loro fta-
Per far/eitnpre mut verde i rhiei defiri , bilimenro, & però fi dipinge l'Arte con l;i_j
.Si velie di habito Aiccintocome habito più manouella,& con la lieua, le quali hanno la_^
comodo alle fatiche manualij II palo con l4_j forza loro dalla bilancÌ3,& qucfta l'ha dal cir
pianta tenera,& uouclla.fìgnifica l'Agricoltu- colo, come fcriue Ariftotelc nel libro delibi»
ra, Arte della quale ne vien all'huomo tutto T- Mecanichc .

vtile «.juale dicemmo di fopra eflere jvna fpctie La fiamma del fuocofi poiì€,come iftrunic-
del bene, che è fine, e meta dell' Arti, QucA'- to principale delle cofeartificioferper che con-
Artc da Xenofonte fu chiamata tra tutte le al- folidando, ò mollificando le materie , le fa_v» j

tre preclariffima , dalla quale viene fommini- habili ad eflere adoperate dall'huomo in moj t

ftrato all'huomo quel che per il vitto li e necef tiefl'ercitij induftriofi. [

fario,rcntiamo Cicerone i.de offici j- Omnium


rerum ex quibus ttltquid exquiritur nihil efi A-
crieoltura meliui nihil dulcim , nihil vberim ARTIFICIO.
nihil homine libero digniut .

Ma per non mi eftendere più oltre in narrar HV M


O O con habito ricamato , & con
molto Artificio fatto,terrà la delira ma-
!a vtilicà , & neceflità di detta Arte baftaraui no pofata Ibpra vn' Argano, & con il dito indi-
addurre le parole di Vitruuio al i. libro d'Ar- ce della finiitra mano molili vn copello,chcj
chitettura_>s. gli lliaà canto pieno d'Api, de quali fé ne ve-
Etenim natus iufansfine nutricis laUe non drà fopra detta fabrica , & molte volare per
potè fi ali,t7eqi ad viu cre/centis gradui perdu- ariiU^.
ti Jic ciuitas fine agrii, (^ torumfruóìtbui non Si velie d'habitonobilej&artificiofo perche
potefi crejcere.necfiue abundantia ctbtfrequen- l'Arte , è per fé nobile, che feconda Natura ii
tiam habere popuiumq-^fine copia tueri può chiamarti».
L'altra fpecic del bene , era il delettabil«_j Si dipinge che tenghi'pofata la delira mano
come habbiam detto; Ma che cofafiaal mon- fopra l'Argano, efl'endo quello perii quale di-
do più vàga,& delcttabil della Pittuia,& Scoi moiìriamo l'Artificio con humana indullria
tura?quefte voghamo fignificare per ilpcnnel ritrouato il quale vince di gran lunga la Na-
lo,& Icarpclio, che la prefente figura tiene in tura, & le faccnde diificiliiume con poco sfor-
mano. Al ti in vero nobililTime, & mai a pieno zo mandate a fine dcll'Argano,& altre machi
lodate. Onde la nobil fcola di Athene nel pri- ne; Antifone Poeta in quel verfo il qual citx_^
mo grado delle Arti liberali la Collocò delet- Arinotele nelle Mecaniche c'infegna, che noi
tabile è dico la Pittura per cflere immitatrice per via dell'arte fuperiamo quelle cofe allc_*
della noitra commune macflra non folo nelle quali pare che repugni la ftelTa Natura della
cofe tangibili, ma in tutte le vifibili ancora.^, cofa, imperò che mouiamodel fuo luogo Edi-
lapprcfcntando con la varietà de colori tutti li fici) giandillìmi adoperando l'Argano Mo- .

oggetti fenlìbili,/';^«r^ e/i omnium qua, viuen llra II copello dell'Api come dicemmo, cllai-
?«r /w«r«//odifl"e Xcnofonte,& Platone \\h.de do, che quelli animali fono il geroglifico del.
pvlcro,FiH.iTA opera tamquam v:ue/,tia extat l'Artificio , & della diligenza e pero ben diflt
La .Scoltura poi tutte le membra intiere_j Salomone-».
formando , non altrimenti di quello che la__5 Vade ad Apem &< difce ab ea quam labcrio/M
,

Natura palpabili le fa,non fblo l'occhio,mà il fit operatrtx E Virgilio anche egli elegante-
.

tatto ancora pienamente fatisfa. Onde quelle mente defcriue l'Artificio,& indullria dell' A,
dui nobiliflfime Aiti fi ponno forellc chiamare pi, nel primo dcll'Eneide^& più copiofamente
come nate davno ifteilb padre che e ildilfe- nel 4.della Georgica cominciando dal princi-
eno, & hanno vn ifteflb fine cioè va artificio- pio a cui rimetto al Lettore , perche anderei
ia immitation della Natura_s. troppo a lungo, balli dire,che volendo canta-
Arte. re de l'Artificio,& indullria naturale de l'Api
MATRONA con vna manouel]a,& vna_^ Virgilio inuita Mecenate ad vdire cantare di
lieua nella mano delira , & nella fini- tal materia, come di cofa grande, & mirabile.
flra con vna fiamma di fuoco. Hanc etiam M4.cenai afpice partem
Tutte l'arti che vfano irrftrumenti , & ma- Admiranda tibi leuium ipeéìacula rerum
chine (che fono molte) riducono la forza del •
Magnanimosq; duces totiu^qj ordine gentis
le ioroproue alla dimoiltationcdclciicoloj e Moro4jet/ÌHdia,0>Fopulos,& Prdia dicam^
ASTI-

»s*;-^
^^ '^1 '
Parte Prima- 5-3

A R T I F I e I o

ASTINENZA. di mente, viuacità d'intclIecto,& fermezza di


memoria, & al corpo fanità, comeb-cne moitra

DONNA, che con la deftra mano fi ferri Horatio nella Sat- i.lib-i.così dicendo.
la bocca & con l'altra moftri alcune_j»
, jiccipc nunc vtclus te/iuisyqu& quznt^ia^fecHm
viuande delicate' con vn motto^che dic-u^. Ajjerat tn primi s,vizleas bene^num variAres
Vt noceunthomini credm memor illius efcA
NON VTOR NE ABVTAIl. 'gluAfitnplex oltm tibi fcdeYÌt,ac fimiil ajjìs
Mifcueris elixafimul conchylia tu:dis:
Permoftrare, che il mangiare co(è delicate Dulciafein òilem vertent fìofnacoq; tumultH
fa fpeflb, & facilmente precipitare in qualche Lerjtiiferet pttHÌta, vides, vt pnllidus omnis
errore, come l'aftenerfcne fa la mente più atta Cina defurgat dubiaìquin corpus onufltitn
alla conttmplatione,8<: il corpo più pronto al Hefternis vitijs animum quoq; prAgraunt vnx
l'opere della virtù , &però dicefi eller l'Afti- Af% ^iJT-git hiimo diuiTìA particulam aursi
j
nenza vni regolata moderatione de' cibi,qua- Alter vbi dicìo citins ctirc.tzjopori
; to s'appartiene alla fanità , necefTìtà, qualità Membra dedit: vtgetusprAfcripta admunit-j
delle peifone,che porta ali'animo,cleuatione furgit .

D A SS I-
, .

f4 Della nouifsim a Iconologia


A s S I D V I T A\
Come dipinta nella Sala de Sguizzcri nel Palazzo di noftro Signore

VN le
A Vecchia, la quale tiene con ambc_j
mani vn tempo d'horologiOj& a can- to
Lo Scettro dimoftra,che le ftelle in vn cer-
modo hanno fpetie di dominio fcprali cor-
to vi è vn rcoglio circondato da vn ramo d' pi fubliinari, & con queflo rifpctto for.o confì-
cllera_j. dcrare dall' Aftrologo •
ASTROLOGIA. Afirologia .
DONNA veflita di color celefte con vna_.s DOnna veftita di color ceruleo , con l'A-

corona di ftellc in capo , porterà alle_> flrolabioj &


con vn libro pieno di ftelle,
fpalle l'ali, nella dcftiamano terrà vn fcettro, & figure Aftronomiche , & vn quadrante, &
nella {ìniftra vna sfera, & a canto vn'Aquila . altri ftromenti appartenenti all'AflroIogia , a
Aftrologia che è parola venuta dal Greco , gl'homeri haurà l'ali, per dimoftrare,che ella
fuona nella noftra lingua ragionamento di ftel ftà fempre con il penfiero elleuato in alto per
le, le quali fi confideranoinqueft'artccoms-^ fapere , & intender le cole celefti
cao-ioni de gl'effetti contingeuti dell'huomo , AJìrologia ,

ò della Natura. DOnna vcftitadi color cerulco,haurà l'ali

Et dipingcfi di color Cie


cclefte, perche nel a gl'homeri, ntlladeftra mano terrà vn
lo ftannofììreleftellc,&: di la su cUcrcitano la compallo,& nella finiftravn globo celelìe .

forza loro, & per moftrare difficultàdell'ap- Veftefi di color ceruleo ,


pcrdimoftrare_j,
prenfioni per la tanta lontananza le fi fanno che quefta fcienza e pofta nella contemplatio-
l'ali , le quali ancora fouente non baftano , & ne de' corpi celefti .

dipinge in mano il globo celefte con


per quello mcdefimo vi fi fa l'Aquila Se le ,

il com-
.

Parte Prima.» l
ry
il compafìfojper e/Ter proprio Tuo il miriirare_> menti , & le ali a gfhomeri fi pongono per U
i Cieli,& confiderare le mifure de' loro moni- ragione già (ietti-."».

DONNA Color pauonaz^o tut-


veftira di
viforiuoltoal Cielo,
con ta
Tiene con la finiftramano la tauola fetrna-
condiuerfe figure aft'onomiche , efiendo
to ftellato, il

che con la delira mano tenga vn'Aftiolabio, che rAftroncmia ( fecondo il parere di Ifido-
& con la finiftra vna tauolaoue fìanodiuerfe.^ ro,& d'alcun'altri) è molto differente da l'A-
figure alhonomiche Aftronomìa è regola,
. ftrologia, perciòche qiiafi come Theorica trac
che confiderà la grandezza, & i moti de i cor- ta del mondo in vniuerfale, Delle sfere, & de
pi fiiperiori cioè i Cicli, & tutte le ftelle . gli orbi in farticolarc,Del fito,-!elmoto,c dei
veflimento di colore pauonazzo tutto
Il corfodi quelli, Delle rtelle fiflc, & de gli afpet
{Iellato ne dinotala notte , nella quale fi veg- ti loro. Della Thcoiica, de i Pianeti,' De
ll^j
gono più facilmente le ftelIc,non ed'endo elle Eccliflì,Deirafie, De poli, de Cardini celefti.
rifled'e da raggi del Sole,& perciò fi viene al-
i Dei Climi, opiaggic degli Hemifperi,Ds_»
la dimoftracione più chiara del leuare, de] tia- Circuii diuerfi, De eccentrici, Di Concentrici,
mórarc,& dei modo di elle ftel!e. Tiene il vifo de epicicli, De retrogradationi,D'accefri,Di re
riiiolto al Ciclo efiendo che il fiigettodi que cefiìjDe rapti,& d'altri moti & cerchi de mo-
fla figura, fla Tempre con il pcficro elleuato in ti, con mill'altrecofe, pertinenti, a i Cieli, Se
alto per fapcre,& intendere le cofe cekfti alleftcUe.
Gli fi dà l'Aftiolabio perciòche con cfCofi ASTVTIA INGANNEVOLE.
viene eflatamentein cognitionc de le mifure
& diftanze di tutte le figure de Cieli i .
DONNA di carnagione
veftita di pelle di volpe,e farà
molto roda, tenendo vna
D 4 fimia
.

^6 Della nouifsitaa Iconologia


fjn>ia Torto il braccio.- i- .
ne de gl'animair,che è aftiidflìma_^'.
L'Aftucia come dice S.Tòmafo
i.q. 5j. i- La carnagione roda per detto del medefimo
art. 5 e VII vitio di coloro, che per coureguire Arili. lib.4.de Fifonomiacap.io.fignifìcaaftu-
quel che defideranoifi vagliano de' mezzi non tia, percheil bollimento di
Sangue Tempre "e»
cnmienciiolij però Ci dipingerà vcftita di pelle nera nuoui moftri nell'anima , facendo ncìl'.
<^ivolp4^cirendoquert'animale artimfTimo, & huomo^il fangue quella, che fa il fuoco nei
per tale ancora è conolciiuoda Ifopo neJls>^ mondo, il quale fcmpre ftaiido in moto confu-
lue fauoléjadopratò in quello propofito moke ma tutte le cofc cqnibuftibìli , auuiciuando/ì
volte . Dèlia Simialcriuc Ariftotelc nell'hifto- ad eflb '
; j «
. "

ATTIONEVIRTVOSA.

HV O M& O to ,
d'età virilejdi belli llìmoafpet
che le parti tutte del corpo lìano
magratia vnlibro , &fotto a vn de' piedi, al

quale parerà all'accorto Pittore terrà vna tella


corrifpondeiiti a d'vna proportionata bellez- di morto, Molte fono l'attioni hui"nane,mà io
za, Hauerà circondato il capo da chiari, &c ri- intendo di rapprefeiuare la virtuola , Se parti-
fplciidcnti ra^gi limili a quelli d'Apollo, co- colarmente quella delle lettere, &: dell'arme ,
iii'anco da vna ghirlandaci' Amaranto, farà ar- le quali, & l'vna, & l'altra fa l'huomo famof©
mato 3 & fopra all'armatura porterà il manto Se immortalj_j.
detto paludamento, che (la d'oro, con la deiba iirapprcfenta d'età virile,pcrciòche tra l'-
fnano terrà vn bada rotta, &
il rimanente di altre età cllcndo quella in fommaperfcttione
ella dalla parte del ferro ,vedrà nella te Ila
lì (come narra Arili. lib.i.Rettor.) facilmente^»
d'ynbruttillìmo, & fpauenteuole ferpenteche con ella lì viene alla vera cognitione,& opera
fia in terra mortO;& cou la liiuftra con bellini- rione della virtù j II beliilTimo afpetto corri-
ipondente
, , .

Parte Prima.
57
f^pondeiitea tintele parti ceipo con pro- ad Che sacqtùfla ben pregio altre che d'arm?_j.
"portionata bellezza ne dimorira chclagiocon Tiene fotto il piede la tefta di morto per
di-
dita che appare neli'afpetto dciriuiomo bello, moflrare,cheI'Attion virtuofa Tempre vuic,&
fìa inditio nella beltà fimile a quello che fi ve- mentre dureranno i fecoli c^ k- fcritture viJrà
de di fuori; Cr attor efìpulcro veniensin corpvre eternamente: onde Plauto SOLA VIRTVS
\'virttit,àìct Vcr^ilio nel /.delle Eneide^Sc A-r EXPERS. SEPVICHRI.
'

j-ift. nel i.dcn'Ecric:i__!'.


Exteriórd indtcaìit iriteriora , onde necefìa- A V A R I T I A .

liamentc ne fegue^chc anco l'nttioni fieno bel DONNA pallida,^ brutta con capelli
ne-
le, & virtupfc I chiari, & rifplendenti rajrgi gri, farà macilente , & in
habito di fer
che li circondano il capo , ne denotano, che fi
uà & legga in fronte la parola
le Ci
,
tk^to;
[ come il Sole rifplendc in tutte le parti, ouc eoli Cloe Pluto quale fu creduto DiodeJle ric-
il

f girà.così l'Action virtuofa fa che l'huomofla chezze Sarà cinta di vna catena d'oro,
trahen
[
chiaro &
rifp tendente, ouc la fama Tua vo1.l_^ dofene dietro per terra gran parte.Moftrer
\ Jc
confonora tromba , fed fam^m extendere^
la mammelle ignude piene di lattc,& hauerà va
faclis hoc virtutis c^itt. dice Vcrg.ne.l decimo
, finciullo quali di dietro, magro & di
ftracci ,

Eneidc.Si-ii cinge il capo con la ghirlanda d'- non a baftanza veltito che con la deftra
mo_ ,

Amaranto pcrciòche quello fiore noi) perde_> iìn di fcacciarlo,per non dargli i] latte
delle_,
[
mai il Tuo viuido, &
natiuo colore, & colto fi mammelle,alle quali hauerà la man finifha
m
conferuajSc non infracidifce mai, anzi quan- atto di tenerle flrette .

,'
tunque fecco bagnato con acqua riuiene nel Pallida fi dipinge , perche
l'impallidifce il
fno primiero ftato & fé ne fa ghirlande nell'- continuo penhero di accumular teforo
con ap
inuerno,Pliniolib.ii.cap.8.fimile è la natura petito infatiabile di fare fuo tutto
quello, che
dell'huomo virtuofo perciòche non (blo dcge- è d'altn,fenza hauer riouardo,(") a forza
di le?
nera,dallcbcllifnme qualità fue, màfeparata gì, o a conuenieiiza di lòrtc alcun.i_%
l'anima dal corpo, le fuc chiariiTìme attieni E,' ancora la pallidezza
eflfbtto di timore,
il
reftano , &: f\ conferuano a perpetua memoria quale lU fempre abondantilllmo
nelle vifccrc;
con quella faprcma bellezza , & gloriofb no- dell'huomo auaro, iion fi fidando
d'alcuno &
me, che fia polllbile maggiore.^. molte volte a pena di fé medefimo
perla ^do
Si rapprefenta armato, & con la deftra ma- fia,che ha Ai non perdere vna
minima pauicel
no tenghi l'haftr^ rotta , nella guifa, che hab- la di quello, che poflìede_j. •

biamo detto per dinotare , che il virtuofo con L'habito feruile,& fozzo,& la
catena d'oro
l'attioiufue èfempre conrrario,& combatte_> acconcia nella maniera,che dicemmo,c
fea„o
continuamente con il vitio fuo perpetuo nimi- manifello dell'ignobile, vii feruicù della- &
co , che per tal legno dimoflriamo lofpauen- uaro
teuole ferpente morto, <Sc pallato dall'haft;i_^; La fcritta della fronte,ci
dichiara,che l'huo
& però con tal dimoftratione facciamo chia- mo 'auaro in tutte le fue attioni
(i fcuopre per

ro,che non baila il volere alla peyfetcjone del- quello.che c,ne Ci sa celare in alcuna
cofa. Et
la virtù, fé non (\ mette in eflecutione, onde_j per oileruarfi queflo coflume negli
fchiaui, fi
Cicerone i.de off. tìommis virtus in aéfione^ moftra la conditionede gl'auari,
medefima-
eonfijìityjr' Seneca de Ben-Virtta nonrecipit/or mente fchiaui della ricchezza.
didum amatorem . La catena dell'oro,che Ci tira dietro,
ci mo-
Il manto detto paludamento d'oro fignifi- ftra,che i tefoii,&
gran facoltà,a chi ben có
le
ca,che l'Attione virtuofa è difficile operarfi da fidci-a,loiio pefo facicofilfimo,&
impaccio m©l
chi viue ad vfo d'Artefice, & a perfòne media to noiofo,& il fanciullo fcacciato
moftra, che
nich2_>. non e alcuno veramente auaro, che non
Ci.^^^
Tiene con la finiftra mano con belliflìma_^ infieme crudele Et e/fendo Ja Maeflà di Dio
.

gratiaeflcndoche l'eflerciuo fi delle lettere , fohtad'arrichirepiii l'vno, che l'altro, acciò


come dell'arme per efierc, & l'vno , & l'altro non manchi l'occafione d'operare virtuofa-
principaldi tutti fa l'huomo Illuil:re,& faiiio- mente in tutti gli flati, fecondo la vocationc
lo.Oude il Petrarca nel Sonetto 84. di ciafcuno,l'auaro
preuercendoquefì'orduic,
// Nofiro Badia e que Ilo più toflo lafcia marcire con ingordi
diffc-
che fa per fama gì' huomini immortali gni quelIo,che ha, che adoperarlo^a
fouueni-
Et nel Capitolo terzo delia fani.-u^. mento de' bifognoiì
Jiti ariti»
J8 Della nouifsima Iconologia
A V A R l T I A.

DOnna vecchia pallida^Sc magra,che nel-


affannOj& malinconia,
fe Horatio nell'Ode, i.lib. i.
Crefcit indulgcnsfibi dtrtn hydrops
l'alpetto mortri
acanto haurà vn lupo magrillìmo, & a giiifa Nec fttim peU.it, nifi caufci morbi
d'hidropicohaueràil corpo molto grande, & Fugerit venis ^aquofiis albo
,

fopra VI terrà vna mano, per fegno di dolore , Corpore languor .


& con l'altra tenga vna borfa legataj& ftretta, Et San Gregorio nelli Morali. 14. così dice
nella quale min con grandilfima attentione anc'egli fopra di ciò: Omnis auarta ex poti*

Il lupo, come racconta Chriftoforo Ladino, fittm multiplicat qui cum ect , qu£ appetit a-
e animale auido, e vorace, iJ quale non fola- deptusfuertt,ad obtiìienda alia amplius anhe-
niente fa preda aperta dell'altrui, ma ancor.uj lat Et Seneca ancora :^««ro deefl,tam quod
.

con aguati, & infidie furtiuamente, & fc non habet,qi'-Àm quod non habet .
è fcopcrto da pallori ò da cani non cella fino
; La magrezza del lupo dinota l'infatiabilc_j
a tanto, che tutto il gregge rimanga morto , appetirò deirauaro,& l'inconueniéte tenacità
dubitando fcmpredi non hauere preda a ba- della robba,chc pollìedc. Onde Dante nel pri-
flanza,così l'auaro bora con fraude,& ingan- mo capitolo parlando dell' Inferno così dice :
no,hora con aperte rapine toglie l'altrui, ne_j Zt ha. natmmfi maina già , e ria ,
però può accumular tanto, che la voglia (I.l^-) Che mai non empie la bramefa voglia^
iati.i-^. Et dopipafìo hà^tufame rhepriruj.
Dipingefi a guifadeU'hidropico; perche, fi Sì fa con la borfa ferrata godendo più nel
,

come queftonon ammorza mai lafete per lo guardare i danari, come cola dipinta per dilet-
bere, ma l'accrefcejcosì l'auantia tanto crefce to,che in adoperali come vtile per necejhtà,&
neirhuomo,quanto crefcono i tefori,però dif- molto a propofito mi pare in quefta occafione
l'Zpi-
. .. . . .

.'

Parte Prima
S9
rEpigramma di Monfìjrnor Barberino Chie- me perfmorzarfi la fetcfecondo il detto d'Ho
rico di Camera, & hora nieritiflìmo Cardinale ratio .

di nobiltà, valore, fpecchio, ornamento al & Tantalus a labris fitiens fugientia captai ,
fecoJ iioftro Creato Pontefice con no me di
.
Pluminct-ì'^
Vrbano Vili, mentre fi riflaippaua queft.i_^ con quel che fegue , & fimilmcnte Petronio
:
opera alli ó.d'Agofto i6i}, Poeta, come riferifce Pierio Valerianoncl lib.
Vtpiircasoptùuitiéii,tjutdnonparcis a» vnqua, y. nella parola /)e<^fx cosi dice_>
3
Atigendi cefifus terminus z/nus erit ? Nec hibit tnter aquas, necpoma patPtia carpita
Befine dtuitieu fulno cumulare metallo . Tantalus infelix quemfua veta^remunt
Tarn tibi dee/ìyquod habes, quatn qHod hahere Diuitis hs.c magni facies erit omnia late ,
ncquis , 6^i tenet ^Jicco concoquit orefamem .

§l^id tamè obdurcu toties,quid Pontice iaéìasì Auaritia


l^on nifi qui frtigi eU , pojftdet vUus opes .
Tu mihi diueseris, quhjequo tempore partis
DOnna vecchia veflita d'habito rotto , &
Viuitijs egeoi, Pontice femper eges?
flracciato in più luoghi, farà magra, &
di color pallido, terrà con la man delira vn;i_^
tenaglia &
alj'vna delle gambe hauerà vn fer-
Auaritia ro fimile a quello de gli fchiaui, con la catena
Donna mal veftita,rcapigliata,&',
delira mano
fcalza..-) in modo, che lo ftrafcini per terra, &c con la fi-
nella terrà vn rorpo,& con niftia mano s'appoggia ad vna Arpia, la qua-
la finirtra vna boria ferrat;i_^. le ftia in atto di lanciarfi
L' Auaritia è vno sfrenato appetito d'iiaue- Auaritia e immoderata cupidigia, & fete di
re, come dice S. Agoft. Iib. 3. de libero Arbi- hauere , la quale genera neH'auaro crudeltà ,
trio, che non cefla mai di coprire con grolfo ve inganno,difcordia, ingratitudine, tradimento,
Io il vifo alla ragione, & con difufata forz.L_^ & lo toglie in tutto dalla Giufljtia, Carità, Fe-
fpezza il freno della temperanza,& non hauen de,Pieta;&daogn'altra virtù morale, & Chn
do riguardo a virtù alcuna, tranfmutai cuori fìiana_*'.
pictouin crudelij& fifa vniuerlalguaflatrice Vecchia fi dipinge,perche non folo regna-^-
delle virtLi. più l' Auaritia ne i vecchi ma fi chiama ma- :

Confìfte l'Auarrtia principalmente in tre_> dre di tutte le fcelleratezze , e Claudiano nel


cofe, prima in deflderare più del conueneuole libro fecondo Stiliconis, di lei così dice_>.
la robba d'altri^perche la propria ftia intiera, Atprimumfcelerum matrem,^c.
& però le fi dipinge il rofpo, nella delira ma- Il veftimento rotto , & ftracciato ne dimo-
no, il quale tutto che habbia grandillima co-
, flra, che tanto ne gli animi auari pofià quella

pia della terra, della quale Ci pafce, nondime- diabolica pcftc.che quello che l' Auaritia ruba
no Tempre teme,& fiaftiene da quella deflde- a gli altri,lo toglie anco a fé fteflà, onde nell'-
randone Tempre più . iftefl'a abbondanza rimane più pouero d'ogni

Confifle fecondariamente in acquiftare per mendico, perciò Horatio nel primo libro dei-
vie indirette più di quello che li conuiene,non l'Epiftoledics-^.
hauendo riguardo non folo a difagij,& incom Semper auarus eget
modi (ancor che grandilfimi fieno) màalla_i) L'eflcr magra, & pallida altro non dinota.^
propria vita,che però fi rapprefenta mal vefli- che la continua, &: infatiabil fanie,per laqua-
tajfcapigliata , & fcalza,onde il Petrarca nel le gl'infelici inclinati all'Auaritia continua-
Sonetto I jS.così dille_>: mente fono tormentati
Cornei' Juaro, che' n cercar te/oro La tenaglia, che tiene con la deftra mano
Con diletto l' affann dtfacerbcL-i. moftra, che fi come detto ifhomento ftringe ,
Vltimamente confifte in ritenere tcnacemé fcmpre a sé, così e la peruerfa natur<i_^
è tira
te le cofe fue , & perciò fi rapprefenta nell.u^ dell'empio auaro,ilquale non lafciamaiocca-
borfa ferrata,-?. non facci
fione,che il mcdefimo effetto, non
Auaritia . guardando ne flato , ne conditionedi qual fi
dipinge da gli Antichi Tantalo in vn fiu- voglia perfon.Lv-.
SI me coperto dall'acqua fino alla gola , al Gli fi dipinge a canto l'Arpia,efIendo il ve^
qual fopra la tefìa pende vn'albero carico di ro fimbolo delT'Auaiitia , perciòche Arpia in
frutti, in modo ch'egli non pofl'a arriuare con greco volgarmente fuona rapire_).
k mani a i frutti per fatiar la fame, ne al fiu- Il ferro, & la catena alla gamba nella gui,
fa , che
.

60 Della nouifsima Iconologìa


fj^che habbia indetto, denoco l'Auaiiria efl'er
non folo della lobba , ma ancora de'
fc Inaila
demoni), come
L'Audacia
tio di
è contraria alla timidità, & è vi-
coloro,che poco conlìderano la diificuL 1
teftifica S. Paolo ad Ephef.cap. tà d'alcune grandi atuoni, &: troppo delle loro
J.&: ad Coìol cap.}.(\ici:ndo:jiuarin» es7 ida- forze prefumendofìjS'auuifano di recarle age-
lorumfvruttus uolmente a fine. Però è figurata per vna gio-
A V D A C I A. uane , che tenti con le fue forze di mandare a
DO NN A veftita di roflb, &
la fronte torbida, lUndo in atto di getta-
verde , haurà terra
Il
vna ben fondata colonna .

veftimento roflb, & verde, fignifica Auda


le a terra vna gran colonna di marmo,lbprci_j ciajcomeanco la fronte torbida, così dice Ari-
allaqiiale fi poli vn'editìcio . ftotckde Filbnomia al nono Capitolo .

AVGVRIO BVONO Secondo l'opinione de Gentili.

V,Nma del capo, in braccio


c'hahbia vna
Cioitn.nctto, in
tenga vn Cigno,
llella ci- Virgilio nel orimo dell'Encidi_>.
Ni frxj'tra Augurium vani docuere pnrensst
£,: fia veftino di verde colore, che figiiifìca Au- Aip!C.' bis fenos l&tantes agrnjne Cygfios .

gurio, rcrctéchc l'hcrbe, quando verdejjiria- Pciu anoi Chriftiani non è lecito crede iv_j
no, premettono buona copia de frutti. alle vanità de gì Auguri j
.

Picric Valeriano nel 44.1ibrodice,che quel AVGVRlbCATTlVO.


li, che anticamente operauano gl'Auguri con j
Secondo la'medefimx opinione .

f:rir.aiianc,che la ftclla è fempre ftgno di prò


fpe;ità.& di felice fucccllb.Del Cigno diflcj
HV o Mo vecchio, vcllito del color, che_j
hanno iefoglie,quando l'alb ero dà fe-
gno di
. . .

j^i§DionParte Priniàn^'- H 6i
gnodi fc<;carfì, inrtìatìbtf^l-à vua riSuftcla, Se AuroraOceanufTj croceo velamiveful^ens Li.
per l'aria dalla liuiftra banda vi farà vna Cor- quit
na ce l^ii_^ •
Et Ouidio nel 3. lib. de arte amandi nota li

fif color del veftitò dimoftra, che il cattino colore incarnato dicendo .

Àiigutio fi ftima , che venga per la vicinanza Nec CAphiilus rofcA prèda pudenda Di t.
diqùalche mal lópraftante , come le foglie de Et il niedellmo Euftatio nel luogo fopradtt-
'
^'alberij^che perdon'il colore, quando il tron- todice, che ella va in lui caualJo Pegaftopcr
co pci.de le virtù, della muftela dille l'Alciato. la velocità, &
perche l'Aurora è molto amica
G^tcquidagis muffela tibifioccurratyomitte: de' Poeti , &
defta gli fpirki a capricii ingc-
Stgnu mala h*c /ortis i>eflta pratta gerir gnoli,& piaceuoli •

lì mcdcfimo lignifica la Cornacchia, però Aurora .

dille Virgilio nella Bucolica . Glouinetta alata perla velocità del fuo mo
S*pf fift^^ra. cauaprtdixit aè ilice cornix . to,che torto fparifce, di color incarnato
Si potria ancora porre in luogo di quella il con manto giallo, nel braccio finiftrovn ce-
JBarbagianne, quale fecondo Ouidio è vccello fteJlo pieno di vaiij fiori, & nella ftefla -mano
apparcnoieinogni luogo di trifti/fimo Au- tiene vna fìaccoletta acccfa,& con la defti.i-j>
(pargc fiori
; A V G V R I O.
Hella Medaglia d'Adriana , fecondo i Gentili.

H Verno in picdijche rifguardi


che vola per aria, & con vna mano tie-
ne il lituo auguriale, il quale era vna vergi_j
vn' vccello,

VN
AVTTORITA', O POTESTÀ'.
A Matrona , che fedendo , fopra vna
incuruatadellaquale, così dice Gelilo al e. 8. nobil fedia,fia veftita d'hablto ricco. Se
del lib. f .Ii/««i efì virgo, breuis, in parte,qu<t-i fontuofo fregiato tutto di varie gioie di gran-
nhuRior eft incuruus,qtia Augures vtuntur . de ftima,con la dcftra mano alzata tenghi due
Et con elfo gl'Auguri fedenti deiìgnauano chiaui eleuatejcon la finiftra vn fcetro & d.L_^
ì tempi) a gl'vccelli, di cui Cicerone fa men vna banda vi fieno libri,& dall'altra diuerfc»
rione nel lib. x.deDiuinatione:^//^///««j/7?tf armi
vtffer, quod clarijfimttm efiinfigne auguratust Si rapprefenta
Matrona,perche l'età matu-
•èndevobif efìtraditus, nempe eh Romulus reli- ra ha in fé
propriamente auttoritàjonde Cice-
giones direxitytum cum Vrbem condidit,^c. rone nel libro de Scnedute dice Apex autcm :

L* vccello, che vola per aria di notte,come_^ SeneHutis e/i auéfortraf,8c poco dopò fogguui-
jgl'Auguri, & l'offitio dell'augurato appreflb i ge ; Habet fenecitn honorata prdfertim ta/ìtam
Romani nccucrno i nomi da i gefti de gl'vccel auSioritatem, vt eaplurtsfit , quam omnes vo-
^conciolìa cofa, che'dal canto,&geftineI vo- luptateSySc ciò principalmente per la pruden-
lar loro oHcruati hora in quefta,e hora in quel za,&mol:ofapere,che in ella h ritroua,diccn
l'altra parte da coloro,che erano deputati a co dola Sacra Scrittura inlob, alcap.ii./zj an-
tal faceidotio, erano foliti d'indouinare, cioè tiquis efì fapientiay^in multo tempore pruden
quelli, che fi preparauano ad alcuna cofa publi /<«,onde auuiene cìif.ad parendum iuuenes,ad
ca,ò di partire fuora della Città, onero, che_> imperandum fenes junt accommfidatifCQmtt di.
volellero eflercitare bene, & drittamente alcu ce Plut.in Poi.
magiilràto^ al quale e^ erano deputati • Si dipinge fedendo , perche il federe è pro-
prio de' Principi, è Magiftrati , per ilqual atto
A V R O R A . fi moftra Auttorità, &
infieme quiete , e tran-
VNa vn manto
con
fanciulla alata di color incarnato
giallo indoflb , haucrà in
quillità d'animo, perciòche le cofe,che ricer-
cano granita, non fi deuono trattare,fè no con
mano vna lucerna fatta all'antica accefa,ftarà matura fedìone , così auuiene ne' Giudici i ,

a federe Ibpra il Pegafocaualloalato,perchc_j quali haucndo Poteftà,&: Auttorità di dccide-


da Homero in più luoghi ella è chiamat.i_j re,aflbluere,e condennare,ciò non poflbiio le-
(xf ex.C'srg'srAo.j) che vuol dire velata digiallo, gitimamenteeIkguirepcrfcntcnza,fcnonfic-
fi come nota Euftatio Commentatore d'Home dono come dice la legge z. §• in honorum ff,
roneli.lib.dell'Odiflia ,& Virgilio nei fuoi quii orda in bon.poJJ./etu.
epigrammi dic^^. Si vefte d'habico pompofb,c rifplendent«_>,
perche
.

62, Della noùifsiraa Iconologia


fA V T T O R I T A'.^O- P O TEST A".

cerche tale e chi ha Póteftà fopra gl'altri nel al Ciclo, per dimofimre, che-.Omnis poteffas,^
confpetto de gl'huòmini, oltre che le véfti, e Deo e/7:Secondol'ApofloloSan Paoload Rò^'
pietre pretiofe per fé dimoftrano AuttoiitàV &;_ ftianos cap.13. Però gl'ammonifce j che: Ow-
honorein chi leporta_^*. ' ^is ani'mapóteftatibusfublimioribusfubditiifitm
Lechiaui denotano l'Auttorità , è Poteftà
'

Lo Scetro nella finiftrajmoftrà l'Auttorità,'.


fpirituale, come beni/limo lodimoftra Chrifto è Potcftà tcmpóralej come per fé fteflà è cofa
Noftro^Signore,& Redentore^quando per mez nota a tutti , Se i libri, & l'arme , che gli fono
To d'efle diede quella fuprema Auttorità a San dalle bande (perfar queft'imaginepiu vniucr
Pietro dictnio'.Et'tihi dal>o claues Regni Ccelo falc) l'vn lignificato dimoftra l'Auttorità del-
rum,& quodcumque ligatieris fuper terrani,erit le fcritture.è di Dottori, è l'aftio dell'armi, le
ligatum , c^ in Ceelis , ^ quodcumquei/olueris quali fi pongono alla finiftra per il detto di Ci-
fuper tetratnyeritfolutum^&tn Ceelis. Mafth. cerone: Cedant firma togA
cap.iè.
Tiene dette chiaui nella deftraj perche la_^
Potcftà i'pirituale è la principale^cpiiì nobile
B E AT I TV D I N I
quanto è più nobile l'anima—.»
di tutte l'altre, infegnatici da Chrifto S. N.
del corpo, & non è alcuno,che non (ìa fuddito E
Prima Beatitudine . k. Pquertà di .

a quella del Sommo Pontefice Vicario di Chri


Spirilo .' > ;<*. sTs^è jx- v^
fto in terraj ilqiiak: Dicttur habereplenitudi-
netn potefi i^tts, 'iQConào il Canone al cap.quife Beati pauperes jptritu » Sàii^Màtt. al ^.
fctt i.q. 6. farà vna fanciulla d'habitó corto,ftraccia
Tiene alzata la deftra con le chiaiii eleuate
SI to con la faccia alquaHtO'cifrua,& che ri-
guarda
. . . . .

^t- Parte Prima. ^ì


guarda il Cielo con qucfto raono'.'Regnum Coe FAncinlla che , tenga fra le braccia in aff,
tommp(i»pertatevenxle\i^zw\t di S.Agoftino. di accarezzare vn picciolo , 8c manfueto
Si fa fanciulla come di fellb più dedito alla Agnello, co'l motto canato dal Salmo ; Mn^t
•;religioncj& più alieno dall'alterezza dell'a- fueti hAreditabuntterram '

nnimo, che non è quello de grhuomini,& an- Perla medcfima ragione detta di fopra_^,
.co più inclinato, a dar fx.'de aUa .dottrina della quefta figura fi farà fanciulla ancor'e'lla.
virtù infegnataci da N.S.& poco creduta d.L^ L'Agnello fignifìca purità , fcmplicità, &:
quelli, che lidandofi nella fapicnza mondana, manfuctudine, non folamente nelle profane.,»
non vogliano ammettere per virtù quelle,che lettere Egittie ma ancora nelle facre dell.i_^
:

non deriuano in qualche modo , almeno dalle Religione Chriftiana, & gl'Auguri gentili a-
quatro morali ( intefe, & conofciute ancora.^ doperauano l'Agnello ne" loro facrificij , fo-
da' Filoibfi) ò proprietà feminile piegarfi an- 4o per piaceuolezza del fuo puro,& manfueto
cora alle cofe , che vengono dette da altri , & animo . Ancora San Giouan Battifta,fingolar
che portano fecol'humiltà,& compallioncj, teftimoniode' fecretiC^^l^rti:) per manifeftarc
fenza mo^to apparato di fillogifmi fotto fèmplice velame la mafuetudine di Chri
5i fainhabito corto, per moftrare la poca_^ fto Signor Noftro,difl'e lui efier vn'Agnello,
pretenfìòne nelle cofe del mondo; perche la ve che placò a noi, con il proprio l'angue fàcrifì-
,fìe lunga , Tempre ha moftrato dignità , & fu- càto, l'ira di Dio .

preminenza a gl'altri, & perciò i Romani non Et il motto dichiara , che il premio di que-
voleuano,che i loro Cittadini velHifero di lun fta virtù farà d'hercditare la terra , non que-

go, finche queft'habiro per l'età non potefl'c-^ fta, che viuendo habbiamo con trauagli,&; fa-
far tcftimonio della virilità dell'animo, &de ftidij, ma quella di piomiffionejdoue farà per
pcnfieri atti a reggere la Rtpublica Et però . pctua quiete^.
con J'habito corto fi viene a moftrare , che i
poueri di fpirito tengono poco conto degl'ho-
nori,& delle grandezze mondane,le quali be-
Beatitudine Terz-a.
ne fpeflb attrauerfandofi al penfiero,comele_j
Vefti lunghe fbgliono intricarfifra le gambe,
£' il Pianto.
fono cagione che difficilmente fi puòcamina- Beati qui lugent quonìam
, ipft con-
re djetro à Chrifto, e/Jcndoci ntceflàrio eflerc
fpcditi/Iìmi dalle cofe dei mondo , per feguire
foUbuntur
la via del Cielo.'Si dice anco volgarmente, che
fnnt honores oneta.nò altro che pelo fi fente dal
Importa piangere i peccati propri; , &
quelli del proflìmo, con le nofhe,
le vèfti^che arriuano fino a terra a chi le porta.
Il veftimento tracciato, & la faccia curua-
-.
di loro miferie
ta,moftrano l'humiltà, che è propriamente il
itefTnijtoper la pouertà di fpirito, & è grado FAncinlla inginocchioni,con le mani giun-

oj'SFps-fro di quello , che dimandano humani- te, &che largamente pianga,'il motto di,
^)&. cortéfia i Morali ce così: tn/ensluBiis, Utttiam generatfempi^
j Kitp.ira il Cielo, per moftrare, che il premio
ternam,&c è tolto da S.Agoftino .

OT.i|uefta'VÌrtù non d afpetta fra gl'huomini, II piantojcome qui fi piglia, è il difpiacere,

Illa folotia Dio Creator Noftro,che ha le vie_> che per la carità fi può pigliar da ciafcuno sì
Aie (come dice il Profeta) differenti dalle vie dclle;fue, come dell'altrui colpe, & danni an-
de grhuomini,& il gefto co'l motto fbttofcrit- cora. Et eflendo lo ftato d'vna fanciulla, quafi
to di S.Agoftino fignifìca queftofteflb. menocolpeuole , che poft'a eflere, non èdub-
biocche facilmente farà conofciuto per fegno
Beatitudine Seconda di quel che farebbe neccftario a dire a chi con
.
parole volejfe efprimcre il concetto di quefta
E la Manfueiudine. Beatitudine, nella quale co'l motto fi manife-

XeatìmHeSìquonìam ipfi poffidebunt terra- fta,che,'il premio di quefta forte di pianto,farà


vna perpetua allegrezza dell'altra vita_^.
Importa d'eflere manfueto, hiimano, & Lo ftare inginocchioniA con le mani ginn
^ad altri nel benej& ne gli hone- te,moftra,che quefto pianto, & quefto dolore
ftifeniitij confeniire. •vuoi eflere moflo da cagione pia, e religiofa_^,
acciòcl^c
. . . . ,

^4 Della nòuifsima Iconologia


acciòchc fi po(ra dire atto di vera virtù , non ci,ilmotto farà: E/urie» te s impleuit hon'ts, pa-
come il pianto di Heraclito,il quale nacqiiej role di Maria Vergine nella Tua Canzone_5.
dall'ambitioiie, & daldefidcriodi parer il più La Giuftitia è vna coftante,& perpetua vo-
fapicnte,& il più meriteuole di tutti gl'altri. lontà di rendere a ciafcuno quello , che gli li
deue.Però appartiene a quefta Beatitudine taa
to la fete della Giuftitia legale,che è bene eui-
Beatitudine Quarta dentilfimo & che abbraccia tutti gl'altri be-
:

E la fame» & la fece della Giufticia ni; quanto il defiderio Ai vedere elleguito quel
lo,che s'afpetta da legitimi Tribunali, & così
Beatitqui efuriunty^ ptìunt Junitiam»
rmfegnaNoftro Signore, per virtù degna del
Ciocsche Cono molto defiderofi del vi- la Beatitudine eterna •

uere virtuoro , & del ben oprarcdi mi- Lebilancie notano per fé ftefife metaforica-
mente la Giuftitia,perchc,conieefl"eaggiufta-
niftrare Giuftitia a ciafcuno> facendo o-
no le cofe graui , & materiali, così cfla che è
pera,che gli empij (lane puniti, &c eflal- virtù, aggiufta i beni dell'animo, & pone rego-
liati i buoni la all'attioni dell'huomo
Nella donzella fi notano le qualità di quel-

che tenga vn paio di bi-


farà denteila la Giuftitia,della quale fi deue hauer fame_',
SI ,

langie , écJ^gualmente pefando , vi fìa vn & fet^_j.


diauofòinatto di volerle prenderc,& ella con Et fi fa giouaue,per moftrare,che non (\ de-
vna fpada , che tiene nell'altra mano lo fcac- ue molto tardare, ma metterla in efl'ecutione

B E A T I T

OUCj
.
. . .

Parte Prima
^s
©uCj& come bifogna. Il dianolo Ci figura per la peccati de gl'huomini per la pcnitenza_j„
i

il vitio che ci {limola coiuimiamente per far- Si dice mifericordiofo l'hucmo,ehe facilmen-
ci torcere dalla via della giiiftitia , ma facil- te fi piega a dolerfi delle miferic altrui , Se e
mente fcaccia con la tagliente fpada del Ze-
fi quafi lamedefima cofa con la pietà. Non li
lo diDio,&: il premio di quelli, fecondo che_> ellercitajfc non verfo perlbne bilognofcaffìit-
ci efprimcil niotto,è l'eflere fatiati di cibi che te, <J: diiperate per qualche gran dilgratia , ò
fono molto migliori delle viuande di quella per gl'errori commellìper propria colpa, del-
VÌt.l_5. li quali iì lenta dolore, & jcntunento.Tale
fu
Noiho Signore co'l ladrone, che era infedele,
& li diede il Cielo; con la donna Samaritar.a,
che era immerfa nelle lafciuiCiSi la fece caiUi
Beatitudine Quinta. con quella che eraadi!ltera,& gli refe l'hono-
E lamóndezza di cuore, cioè hauere il re; con Maddakna,che era peccatrice, &: l.u.-»

(^iiore libero dalle paffionij^ dalle fece Santa; con San Pietro, alquaicrinicfie il
'
.peccato d'hauerlo negato, & ancora gli diede
difordinate after tionì '.';'.. !

le chiaui del Cielo giuilificandolo. Oltre a


Beati murdo corde , quoniam ipft ì)eum m.ok'altriellempij, che fi leggono ncll'hino-
vidibutit. ria del Santo Euangclo, oue non parche fi di-
pinga N.S.fe non per vero fonte di mifericor-
VNa Dònna , che fparga lagrime di pian-

tojfcprà'vn cuorcjche tieiie in mano .


dia, ad imitatione dei quale dobbiamo liv'i
cópatire a mali altrui, & fcpportare vokntic
i

Xa mondezza del ..uore fu picia da Chrifto ri le piopiie tnbulationi, quando vengono, o

N.5.per i'inncct^nztVjla quale t mondez7a dei per colpa propria,© per fuo volere.;.
raiiin,aj&. lì dice cilli nel cuoie,quando elio Sono quatordici l'opere , &
effetti di quella
non occupato da mali perlìeri^ciiero da alFct
è virtù aficgnate dillintamente da i Teolot;i,del
ti contràri) alla virtù & fi mcftra che non
; j le qi-ali la principale è di fouucnire alla vita
poda inrcr.dere della mondezza cAeriorecon altrui col mangiare, &: col herc,& però il (a la
le lag! ime, le quali loiio la vera medicina del- donna, che tiene in mano il pane,& ne fa par-
rvkci t dell'anima, come fi ha per molti luo- te a i fanciulli perfefìeflì impotenti aprocu-

ghi della Sacra Scrittura . Ilpremio della_v) tarfelo per altra via,&: fecondo che dice il mot
mondezza del cuore farà vedere Dioinuifibi- '
to con quello mezzo facilillìmamentc il pla-
!e agli occhi corporali, li quali quando fono ca J'ua di Dio .

ben purgat.i vedono folo gl'accidenti Icnfibili,


oue quelli della mente s'abbaHano, come nel
motto s'accenn.i-j.
Beatitudine Settima.
E iViEer pacifico
Beatitudine Sefla. Beati pacifici , quonìam filij Dei
E Ja Miler'coidia . vocabuntur «

-o Beati MiferkoYdes
Cioè quelli > che hanno compallìone DOnna, che fotto a i piedi tenga alcuut^
fpadc,elmi, feudi, & altre aimi rotti_?,
alle miierie de' proemi , òn: po- con vna mano tiene vn ramo d'Oliuo col
tendo le folleuano m.otto ;

Confregitarcumfcuium , gladiurr. (^ bcUum .

DOnna che fpczzando vn pane , ne porge Grazio di Beatitu.iincafl'ai grande è di co-


vua parte per vno a due , ò tre puttini, loro, che non pure fi dilettano di viuere nella
che gli Hanno d'intorno,con il motto di S. Gi- pace,&: nella quiete (il che pare appetito vni-
rolamo Imfojfibtle eft hominem mifericotUem
. uerfale di tutti gli huomihi, &. fin'onde viene
iram 7ion placare dtuinatn. commendata la guerra per fé {Iella biafimeuo
La iViifericordia è virtù, per la quale fentia le) ma per mezzo delle tribulationi fanno ri-
mo dolore delle miferie alttui, fcuueniamo ,?<: Horarla^quandofiaperfa, & per fé, Scpergl*-
fecondo il pollibile alle loro ntceUìrà . altrijiion folo'nel corpo con gl'inimici elleno
Si dice milaicordiofo Iddio perche diflìmu ritma nell'anima, che nìaggiormente impor-
E ta; con
f6 rclhnouirsima Iconologia
ta;rcn potenze dtll'iiifcrno
le . piouerbio terzo , & vno l'oggetto eflential-
Er (ì pace con l'armi forco a i piedi, per
fa la mente diuino nel quale tutti gl'intelletti capa-
r.ioftiaic, clìcdeue cflcracquifiara, & mante- ci, & ragioneuoli il beatificano, & appagano»

initapcr virtù propria, per ellcre tanto più me come tengono communemcnte i Sacri Thco-
ritcì'olc, & commendabiltLj. logi, nondimeno il Sigqor noftro Giefu Chri-
L'oliua fida in fegnodi pace, per vnitate- fto nel quinto di S.Matteo dille, le Beatitudi-

ftimonianta de graiuichi,c moderni così leg ni eflere otto,cioè Pouertà di fpirito,Manfi!e-


giamo ch'Enea eflendo per l'montarc nelle__> tudine,Mcftitia, Fame, & fetedi Giuftiti i_^->
terre di Eiiandro in Italia, per a/Iicurare il fi- Mondezza di cuore, Mifericordia, Pace, e Per-
gliuolo del Rè , che l'ofpettofo gli veniua in- fccucione,lequali propriamente non fono Bea
contro, fi fece fuoracon vn ramo d'Olino in titudini per oggetto, ma più tofto modi, e mez
mano , & il giciiane fubito fi quietò, oltre ad zi per peraenirui,imperoche il Signore ini par
infinitillimi altri eflcmpij,pcr quali tutti ba- li la per figura di metafora,pone!ido vnacofi_rf
fìi qucfto Il premio di coftoro è l'efleie del
. per vn'altra,cioè il mezzo per il termine vlti-
numero de' figliuoli di Dio, eletti all'eterna-^ moattingibilej& per venire a formar dettx-»
Beatitudine-.'. figura la faremo.
Donna giouaneveftita di vcftimento corto,
con la faccia curua verfo il Cielo , con vn'a-
Beatitudine Ottaua. gnellinoa canto trafitto, & trapaflatoda ban-
"Beati j ({ui petfecutmem patiuntur pro- da, a banda da vna acuta fpada, con gli occhi
lagrimeuolijS: piangenti, col volto eftenuato,
pter iu^ithwt quoniam ipforum eii
è macilente , terrà con vna mano vn ramo di
Regnum Coelomm. Olmo, & Vn cuore humano,chc girti fuoco, è
fiamme, con ilquale raccolgi le dette lagrime,
VNa donna, che guardili crudo ftratio di
innanzi a i pie
tre figliuolini,che le ftano
vi faranno due fanciullini a' piedi , a' quali
moftri con l'altra mano di porgere ad'ambi-
<ìi|in vano modo crudelmente ammazzati col
due vn pane partito in due parti, acciò fi veda,
motto prcfo dall' Apoftolo.Sic«//5f ^ /'^//zo»«OT
che ciafcuno habbia hauere la parte fua, vi fa-
t/ìis,fic tritisyi& cojìfolationis. Et in vna mano
ranno anco molti altri fanciullini auanti get-
teno-avnaCroce , per efl'er' Iddio nobililfmo tati in terra otFefi,vilipefì, vccifi, & mal trat-
fopra tutte le cofe:però più nobil fpetie di giù tati, & per vltimo fcpra capo vi faranno due
il
ftitia , fra l'altre farà qu ella che s'occupa in ,
Palme intrecciate, vna di Lauro, & l'altra di
rendere a douuti ho nori di lodi , & di fa-
lui i
Olino amiodate inficme, & vnice in Croce da
crifici), quando bene fuiiecon pencolo mani'
vna telili ta di tre varie cofe,come Gigli, Mir-
fefto,6c con cena ruina di fé fteflo, delLi-j & ti, è Rofèjcon tre motti, di quella forte, alla_^
propria vita, & ciò iì moftra perla donna che
Palma di Lauro. Jo/a perfeuersntix coronatur,
tienla Croce in mano, con iaquale fi notano
A quella di Olino . Cum l'alma ad regna per'
le pcrlccutioni per zelo della Religione, che_>
ueneruntfanHi Alla Corona. Non coronabi-
.

e la più nobil parte della giuftitia , come fi è


tnr nifi (jui certaucrit . Onero altrimente fe-
detto .
condo gl'antichi a quella di Lauro -<5)/^r»;-
5i dipingono l'vna donna , & gl'altri fan- taf,3.quella di Olino, Impajfibilitìifi Alla Co-
ciulli , come più alieni da penfieri dannofi , i
rona SeueritM .
,
per li quali pofla apparire il merito per pro- Si dipinge donna per rapprefentarefeflb de-
prio errore de gli ftratij fopportati.
noto, & pietofo, comeapproua SantAmbro-
fio nel Refponforio del picciolo offitio delLi_^

Beatit. ì guifa d'Emblema > Vergine , con quelle parole Orate prò denoto.

femmeofexu Per darci ad intendere, che chi


.

Del Reii.P.f 'Valerio Diodati d'^bruT^^o vuole ad efla Beatitudine difponerfi, &:prepa-
Minore Ofieruante . rarfijli fabilbgno efi'ere dinoto verfo le Sacro-
fante, èfpirituali cofe,il che cfegno manife-
QVantunque vna fia la Beatitudine , &: la ftodiveià religione è fede. Si dipinge gio-
felicità per oggetto ,'per eflerc vno lo uane per denotare, che dalla tenerezza de no-
Itato perfetto con l'aggregatione d'ogni bene ftri anni,douemo dar opera all'acquifto di det-

fecondo Boetio nel terzo delle confolationi > ta Bcatuudine,perche fi come li primi fiorifo-
no.
. ,

Parte Primaj. 67
ho quclli,che nella Piimauera odorano, dilet- Si rapprefenta con grocchilagrimanti , &
tanoj è piacciono agl'huomini, così le prime piangenti per dinotarci la triftezza è meftitia,
noftre vie fono quelle che più dilettano a Dio, fpiritua le, perche fi dice nel Vangelo. Beati
il motiuo fi prende da Gio. Battilla, che di tre qui lugent quoniam ipfi confolabufitur.^cidiv-
anni e mezzo nel deferto fi diede allcdiuinc_> ci, che quelli fi beatificheranno, che piangen-

cofe, come accenna Ambrofionel f.ioriinno do il tempo male fpcfo,li doni di Dio naturali,
fotto quelle parole. Antr a deferti Unerisfub e gratuiti, li frutti delle virtù morali lafl'ati, la
tinnì s^^c mal pallata vita,e peccati commefTì, median-
Si dipinge donzella perla purità interiore, te però il perfetto dolore detto centri tiuo,par-
& efteriore,cioè di mente & di corpo, non ef- tenecefl'anadi penitentia, fecondo vuole I.i-.»
fendo corrotta, è macchiata, ne da opre, né da commune catholica Scuola. Foenitentia eftpn-
cogitatioiii per fignificarci che chi vuol entra- terttamala piangere j^plangendaiterum non
re alla beata vita li £a bilogno politezza , & committere- Si dipinge ancora con gl'occhi la-
limpidezza d'ogni mortai dilFetto , come vuol grimanti , e piangenti perche ciò debba farfi
Gio. a. zi.deU'Àpocal lecondo quelle parole. per compallìone di Chrifìo Noftro patient2_>
ÌJon intrabit in ea,m alic^uoà loinquinattim, il compatendo al àolore.paflìone,&: atroce mor-
che anco conferma Elàia a 5 6. con qnell'altro te di hn,'che così ci infegna Hiercmia al épar
detto Non tranftbit per eam pollutus; Sì rap-
. laudo dcli'vnigenito di Dio con tal:parols_j>
prefenta comi veftimento corto,c vile, è lace- "Lu^u/m unigeniti fac tibiplancinm amarum .
rato per dinioftrare la poucrtà di (pirico , poi Si rapprefenta con il volto elì^enuato, e maci-
che cosi fi di ce Beati patiperes ipiritu , Et ciò lente per denotare il bifogno,e neccflìtà fpiri-
per dinotare che chi vuole confeguirla Bea- tuale negataci tal volta da peruerfi huomini ,
titudine gli fa bifogno fpogliarfi di tutti i fii- onde però fi dice. Beati qui efuriunt,^ fitiunt
comodi terreni, & lafciarfi volontaria-
perflui ad intendere, che chi vuol
x'«/?i/;^»?.Per darci
mente lacerare da ogni parte da bifi>gni ne dcuc fempre cercare quello che
elVere beato ,

propri] beni di fortuna, iV diccnotabilmente_j è vtile,è neceflario alla fàlute, & anco hauer
pouero di lpirito,è non folo di cofe, per dimo- fete, cioè animo pronto di rendere a ciafcuno
ftrarci & darci fpcranza, che anco i ricchi a quello che e tenuto. Si rapprefenta co'l cuore
,

quali pare che venga dal Signor difficultato ta humano che getta fuoco, e fiamma, e che rac-
le acquil>o,polfono,fe vogliono cófcguirla e(- coglie le proprie lagrime, per denotarci il
fendomfe regolati, èparchi, è ne ipoueri ma- cuor mondo, che però Benti mHvdo crrde. Per
guanimijè liberali facendo poco conto di fue; dirci che chi vuole in Cielo be;'tificato vedere
cofe,&: per li poueri ancora, che fenza fpargi- Iddio, deue hauere il cuore mondo,e lontano
mcnto di ricchezze in altri bifognofi polìoiio da ogni maligna palTione , e peruerfo effetto
acquiftarlo ci ;i la potenza della buona volon- mondano, che di quefto dille il Profeta Lnun-
tà, de ricchi ditcua Maria Efurtentes imple-
. miiii,ié^mnridiefiote Getta fuoco, e fiamma, .

uit bcnis^^diuites dir?ìiftt inanes. perche Ci come il fuoco purga, e monda l'oro,
Si dipinge con la faccia curua perdenotarci così la diuina gratia il contrito cuore, e come
rhumiltà,la quale fé bene, fi inchina verfb la l'acqua pulilce il vafb,cosìlc lagrime l'aiuma
terra s'erge, & efalta verfo il Cielo, ciò fìgnifi- dalle colpe mortali, onde ilSalmo dice Aifer-
cajche chi vuole beaciiicarfijdebbe fopponerfi ges me Domine hyjjopo , (3^ mundabor lauabis ;

in terra a propri Superiori, & in Cielo referi-


j met&fupes »<«ew?,0'f.Etconl'antecedente_j.
xe l'obedienza a Dio, & alla fua Santa legge_j Cor mundum crea in meDeu^.'Vi fi rapprefen-
che così il adempie quello di Pietro nella Ca- tano idue fanciullini apiedia' quali vien di-
nonica i.a.j-. Humtliamini fub poteriti manu uifo vn pane,per'denotare la mifericordia, per
DeiiVt exc.ltetvns tn tempore vijitationis ,
che Beati mifencordes ,^c.I.i]cudo che quello
Si dipinge con l'Agnellino trafitto dalla fpa farà beato, che con pietà fcuuenirà alle neccfl
da perder.ocarci l'innocente, & patienteman- fità di perfone mifeiabili con fue foftanze, co-
fuctudinc,che però lì dice Beati «j/Vc^.ellendo me infegna Efaia a 1 S. Frange efutienti panem
che chi vuole cì'.ere beato,deue far poco con- tuum Si dipinge con il ramo deir01iuo,per
.

to de danni nceuuti nei beni di fortuna , ho- fignificare la pacc,tranquillirà &. ferenità del
nore,e fama del mondo,che quello accenn aua cuore, onde però dice . Beati pacifici fj'f.Per
Dauit nel Salmo }6. Beati mttes qttoniatn ipfi dirci che per e fi ere beato u dt nono haueie le_>
hArtdttabunt terram tre paci, e tianquillicà fpirituali, cioè fupcrna
E 1 con
,

6H Della nouifsima Iconologia


Cbn Dio, interna con la confcientia, & cfteina fcrcitiodi virtù , che peròdifTeil Sig. Iddio ifi

con il piofTimo , che qiicfto fec ndo nel lib. J. quella contentione fra i Aioi Apoftoli. Nifief-
dalla Cipienza, ci viene infegnL' ax, c^ de.
- ficiamini ficut paruuli,non intrabitis in Ktgrìu
Sìis Dei. Si dipinge con molti tanciulliui o(- Caelorum . Le due Palme incrociate giuntt_>,
fcri,vilipcfi,vcciri,& mal denotare
trattaci, per & annodate da vna corona telTuta di Cigli
leperfccutioni ingiiiftc de' tiranni, eperucrli Muti, e Rofeifopra il capo perimprefa^figni.
noftri inimici, & però fi dice Buati qutperfecu. ficanole tre virtù Teologiche , come Fede_»,
tiotiempatiiintur propttr iufìttiam, &c.Ciò ne Speranza, &
Carità, la Fede per il Giglio, \a-^->
debba rcn-
lignifica, che chi vuole elVcre beato Speranza per il Mirto, & la Rofa per la Cari-
dcrfi per atto di pacienza impotente, e debole^ tà , fcnza Icquali virtù nifTuno potrà giàmai
alla vendetta ancorché vendicar (i potefle_5j beatificarfi, & quefto bafti per hora intorno a
gionto al rimettere ogni lefione,& ofFera,pen tal inatcri.\_5.
landò che la perfccucione fcrue a buoni per ef-

BELL

,^^

DO NK A c!-e habbia afcofa la tefla fra le


nuuole, & il reflo (ìa poco vifibile , per
mortai lingua, & che meno Ci poflaconofccre
con l'intelletto humano, quanto la Bellezza ,
Io fpIcndore,che la circoiHla,porga vna mano la qualejncUe cofc create, non e altro (meta- ,

fuor dello fplcndorc, con la qiink terrà vn gi- foricamente parlando) che vn fplendore, che
glio, fporgcndo con l'ultra mano vna palla &L deriua dalla luce della faccia di Dio, coms_>
vn compafTo. 6i dipinge Ja Bellezza con late- diffinifcono Platonici , eflendo la prima Bel-
i

fta afccia fra le niuiole,perclic non è cofa, del- lezza vna cofa concflb,laqualc poi communi-
la quale più difficilmente fi pcfla parlare con candofi in qualche modo l'Idea per benigni-
tà di
, . .

Parte Prima. 69
tàdi lui alle Tue Creato rCj è cagione,che elte_> E di ciò, ch'egli imapnando eSprcJfcj
intendano in qualche parte la Bcllezza:mà co Notefuron lejìelie, e carta, il Ctelo .

me quelli j che guardano fé ftefTì nello fpec- ZZ A F E I N I L EBELLE M .

chioj fubito (I fcordanojcome difle San Giaco- TT^ O N N A igriòHajCon vna ghirlanda di G i

mo neirEpiftolaXanonica,così noi guardan X^


K^'»^ Liguftri in tefta,in vna mano ha.
do la Bellezza nelle cofe mortali , non molto urà vn dardo nell'altra vnrpecchio,porgendo
potiamo alzarii a vedere quella pura, e sépli Io in fuori fenza fpecchiarfì dentrojiedcrà fo-
cc chiarezza, dalla quale tutte le chiarezze ha pra vn drago molto feroci_>.
no origine , come diflc Dante nel 13. del.Par. I Gigli fono l'antico geroglifico della BtJ-

C;5 che non muore ^


ciò che pub morire^
,
lezza,comc racconta Pierio Valeriano,forfc_»
JSlon e fé non splendor di quelU idex perche il Giglio tra gl'altri fiori, ha quelle tre
Che partorì fce amando il nojlro Sirtj. nobili qualitàjche riconobbe vna gentildor-
Sì dipingerà dunque nella fudctta manie- na fiorentina nella ftatua fatta dafcultorc pò-
ra,fignificandofi per la mano,che fi ftende col co pratico, perche eflendo ella dimandata quel
Giglio la Bellezza de lineamenti, & de' colo- che giudieafle ài tal flatua,ella con^randi/Iì-
ri'del corpo feminilcjnel^uale pare, che fia ri- ma accortezza dille fcoprendo le Bellezze d'-
pofta gran parte di quella piccol,a mifura di vna donna compita, & la gofFczza tacitamen-
Bellezza che è participata &: goduta in terra , te di quell'opera, che era l9Ìanca,morbida, &
come habbiamo già detto di ibpra^^". foda, pereiler qucflc qualità del marmo ftefl'o
f Nell'altra mano terrà la palla col compaf- ncceflarilTime in vna donna bella , come rac-
/b , per dimolhare che ogni Bellezza confifle conta Giorgio Vafari, & quefte tre qualità ha
in mifure,& proportioni,lequaU s'aggiuftano particolarmente tra gl'altri fiori il Giglio .
col tempo, & col luogo. Il luogo determina-^ Il Dardo facendola piaga , nel principio e

la Bellezza nella difpofitione delle Prouincie, quafi infenfibile , laqualepoi crefce a poco a
delle Città de Tempi j, delle Piazze, dcU'Huo- pocOj& penetrando molto dentro, e difficile a
mo,è di tutte le cofe (bgette all'occhio, come poterfi cauarcj& ci dimoftra, che comincian-
colori ben dilUnti,& con proportionata quan do alcuno ad amatela Bellezza delle donne,
tità,& mifura, &
con altre colè limili, col rem non fubito prona la ferita mortale, ma a poco
pò fi determinano l'armonie, i fuoni, le voci, a pococrefcendo la piagai/ente alla finejch?_j
l'orationi.gli abbatimcnti, & altre cofe, le qua per allentar d'arco non fan{»_j.
lì con mifura nggiullamlofi,dilettauQ,&: fono Lo Specchio dimoftra ellere la Bellezza fe-
meritamente chiamate belle Etcoineil Ci- . minile medefimamente vnofpecchio,nel qua-
glio per l'acutezzadell'odore muoueilfenlò, le yedendo ciafcuno fé ftefi^bm miglior perfet
& della gli fpiriti , così medefimamente ixs tione per l'amor della fpecie s'incita ad amarfi
Bellezza muoue,&: delta gl'animi ad aiTiare_^, in quella cofa,oue lì è veduto*piu perfetto, &
& defi derare di godere, (per dar perfettione a poi a defìderarfi, & fruirfi .

le fteflo) la cofa, che {\ conofce per la mclt.i—s II Drago moftra che non à da fidarfi, oue e
Bellezza degna di confiderationc, & diprcz Bellezza,perche vi è veleno dipaifione,& di
zojfopra di che vn nobile, e gentiliillmo fpiri- gelofia
tofece il prefente Sonetto . E ignuda , perche non vuol efler coperta i\
E luce la beltà , che dai primiero lifcio,comeancofipuò dir che fia fiale,& ca-
Splendor najcendo in mille rat fi partii, duca,& perciò vi fi pongono i liguftri nelLi_^
E fede fa mentre gli libra , e parte-> ghirlanda, conforme al detto di Virgilio nel-
'
Di quel che in Cielo splende eterno vero . l'Egloga feconda.
Varia color fouente, hor bianco hor r,ero , (J jormofe puer nimitim ne crede colori;

E luce in V7iamen, che in altrui partii jilba ligufìret cadunt ,vacinia nigra leguntUTf
Ne dotta mano di ntrarla tu carter Et Ouidio de arte amandi
Speriyji vince ogn opra, ogni penfiero. lorma bonum fragile ef}, quantumtjj aceedit
f^egli che'lnofìro, e l'altro Polo crefje ad annos
^afi tempij a lui facri,oue il profondo Jit minor i^ Ipntio carpiturillafuo.
Saper s'^dopri , e la potinza , e il zelo . Necfmper vio!&,nec fempe* lilia florenf ,

Vnafcintill,ifol moflronnt al mondo Et riget, amiffa spina , reli£ìaRefa^.

E 5 BENE-
70 DelLi nouifsimà Iconologia
BENEVOLENZA O AFFÉ T IONE.

1
, . . . , t

Parte Prima.) 71
Co l'hacmo maggior Beueuolenza &
in quefìo La dimoftrationc de afcendcre per la gamba
a lui ci rimettiamo come huomodi moka in- per rallire,& approlfimarfi alla più uobil par-
telligenza. Il Ragano iì sa per piiblica voce,& te della figurale per moftrarc quello che dice
fama che quefto animale è bencuole all'huo- il Filofofo nel 9. dell'Etica che la Beneuolcn-

mo, & è manifefto che lo difende da l'infidic zadi lungo tra due,diuiene finalmente vni-.»
de ferpi,s'auuiene che dorma alla campagna , vera,& perfetta amicitia_*».

BENEVOLENZA ET V N I O N E
Matrimoniale

DONNA che tenga in tcfta vna corona


di vite intrecciata, con vn ramo d'olmo
Et Martialc nel 4 libro nelle nozze di Pu-
dentio , &
Claudia, volendo moftrare l'Vnio-
inmano.vcrfo il feno vn' Alcione augello ma ne, & Beneuolenza di quefti fpolì difl«_>.
la
ritimo. Ogn'vno sa quanto la vite amil'ol- Nec melius teneris iunjiu<ìtur vitihtn "vlmi .
ino,8<: lolmo la vitc,Ouidio . a fi fatti penficri pensò il Taflb quando dilT».
Vlmuiamut vitfs, uttis non deferit vlmos Amano ancorn
Per tale amorofa Beneuolenza, & vnione_> Gli arbori iVeder puoi con qucr'to affetto
l'Olmo lì chiama marito della vite, &: vcdoua 'Et con quanti Iterati ahh^a^rrnmenti
fi chiama la vite quando non e appoggiata à Lavite s'auuitrcchia al mty^p itn.

l'Olmo, Catullo ne gli eflametri nuptiali Cioè à l'Olmo, fé bene fi potrebbe anco in-
Vt uìmh ir, tii4cio vttisquA nafcitur arno tendere, al pioppo, ò al frafTìnoa bori tutti a-
KtiiTKjuam fé extoUit mici alla vite come dice Columclla lib.X VI.
più à hadopoi dice • Vttem maxime popultts alit , detnde vlmus ,
Affi forte eadem ejl vinto coutHr.Ha m/trìio . dciKdefrtxi^tìSy
E 4 EtJ]
jz Della nouifsima Iconologia
Et di qiiefti arbori volfe intendere Horatio Re di Tracia, laquale amò cordialifTImamen-
uel ^.lib.Ode ;. chiamati vedoiiifenzala vite. te il onde l' Vngaro volendo mo-
fuo marito ,

S.t vitem 'viiiuiu ducit ad arberes , ftrare in Alceo vna Beneuoìenza , 8c vnion^_.»
Et nelle lodi della vita riiftica con efla li grande con Eurilla , fa che gli dica_^.
in.irita__^ , e filtra noi
uidulra vitlum Propxgine^ . Mentre fummo fanciulli
Altas mari taf populos . Sifuifcerato affetto
Da qucfti Poeti latini leggiadramente prefc Che tra figli di Leda ,hor chiare ffelle

il Bembo ri Tuo concetto maffimamenteda_^ E tra Ceice, ^ la fida Alcione^,


Catullo per efTortart le dame ad amaie_j' Non sì) tale^
fefofje
àia/cuna Vite . Sempre ella flaua meco ^
, io con
lei »
Ijfa^ìace , e'I giardin non fé n'aiorn!\-j Si che radoo non mai ti vide il Sole^
ìiel frutto ftio, nell'ombre fon gradite . (g'^i L'vn da l'altro difgiunto . ,
>

Ma quando a l'Olmo ,ò al Pioppo alta s'appog- Amò tanto quefta Alcione il fuo marito,
Crefce feconda per Sole
e per pioggia , . che haueiKJo ili fogno veduto ch'egli in vn tur
Olle alcuni Tcfti più moderni leggono . bulento naufragio era morto, lì comeauuen-
2ilà quando a l'Olmo amico alta s'appoggine, nejbnttolTi dal dolore in mare,ondc Poeti fin i

Etdiqueft'Olmo.ci fìamo voluti fernire noi gono , che fufle trasformata in tale Augello
lafsado gl'altri per eirerepiù frequente in boc del fuo nome, & che fé volafl'e (òpra il morto
ca de Poeti, &: per non confondere con più di- cadauero del marito che era portato da l'on-' ,

iierfi rami la corona, che più gentile compari- de marine, & però fanno che quello Augello
rà fempliccmente la vite auuiticchiata con l'- (ì vada tutta vialamentando nei lieo del mare,

Olmo Aio marito, per fimbolo della Beneuo- come tra gli altri Bernardino Rota nell'E-
lcnza,& Vnione Matrimoniale, l'Alcione che gloga XIII.
tiene in mano è vn'augello poco piùgrand^_> Deh perche non fon io , come colei
d'vnpaflaro, quali tutto di color ceruleo, fe_j che vide in fonno 0' poi trouò lo fpofo
,

non che ha mcilicatc alcune'penne porporine, Sommcrfo in mare ^per fauor de Dei ,

e bianchc,hà il collo fottilc,& lungo, va luo- Hor piange augello il fuo fiato dogliofo .
lazzando , & ftridendo intorno allito del ma- E nell'ottauafeguenti_j.
re , con voce lamenteuole , oue anco fa il fuo ^^uanto t'inuidio ben coppia felice
,

nido,& vi coua fette giorni, quali per efl'ere_j i A cui ipoft, ò^ augelli '^« letto, vn nido
felici , chiamane Alcyoni) dies. Perche in tal Comunfìifempre, a cui cantando lice
rempo mare fta tutto tranquillo , come dice
il Inonda quetar, quando più batte il lido ,
Pliiio lib.decimocap.5 1 & Iliùoro lib. 1 1.&: il Et il Petrarca anch'egli cantò della Bene-
5annazaro cosi cantò nell'Egloga quint;uj). uoleaza,& Vnione di quefti felici conforti nel
^
Conttre , &
HalcjoKÌf nidttm mihi pellere^ fecondo Trionfo d' A more_5.
ve>: tos 0«f ; due che fece Amor compagni eterni
Dicitur, ^fiuof pelagi tnulcere, procellas Par i lor nidi a piufoaui verni
Toyfita» hic noRrosfedabitpe^ons éifius . Alcione , ó* Ceice , in riua al mare .

A
quello hebbe mirai' Vngaro nella prima Con molto giudicioOuidio nel lib. decimo
iScena del quarto atto d'AlceOjfupeiflua inve- delle Metamorfofi ha trasformato detta mo-
lo, ma gratiofa , fimile alla decima Eglog.i_>5 glie amante del fuo marito in Alcione, perche
del Rotiti. veramente quefto augello di fua^natura porta
Turbato elmar d'amor ma forfi vn giorno al Tuo marito tanta Beneuoìenza, che non per
Per me faranno l' Alcione il tiido. ifpatio di tempo, màpcrfempre cerca di ftare
cioè fpcro vn giorno d'hauere in amore tran- vnitacol manto, non per lafciuia,màperami
quillo ftato S>c Bernardin Rota più chiara-
, ca Beneuoìenza, che tener deue la moglie ver
nientcj. fo il marito,nc mai attri riceue,anzi fé per vec
Soaui zdir gli augei che per la rino-j , chic? za, egli diuentafiaccOjè tardo a feguitar
Cantar piangendo [e fi fon ar.co amici ) la nel volare, ella lo piglia fopra di fé, lo nu-
Lor fidi amori ,0* mentre al tempo rto trifcc, mai lo abandona, mai lo lalfa folo, ma
Prendon fui nido, in flebilxoce,^ viueuj pollofelofu gl'homeri.lo porta,logouern:u^,
uicqxetan l'onda, e fanno i Itti aprici •
& fta feco vinta per fino alla morte, fi come_>
CÌiamafi anco Alcioxicla moglie diCcicc^ xi[cni'c^ l'ìuuico^De/oUrtiaAnimaltum . la
cocal
. ,. .

f * ryr
,
j r'
Parte Prima.
73
cotal guifa parlando dell'Alcione Vhi autem
, D. M.
feneBus marem imbecillam , c^ ad feéìandum D. lunie primigenio
tardum eum fufcipiens gefiat at-
reddidit,ipfa , §^i vix ann. xxxv.
que nutrii, nunquam deflituens, numquam fo- lunia f alias .fecit
.

Ittm relinquensyfedin humeros fuhlatum'vfque Coniugi Karijfimo


quaqiieportntidtquefoMety eiquead mortem vf- Et pientijfimo
que adefì De fé benemerenti
Pongafi ad imitare li con/brri l'amabile na- Cum quo vixit annis
tura dcirAlcione,& fticno tra di loro vaiti co XV. Menf. vi.
amore, & Beneuolenza^teughino in due Corpi Dui ci ter fine dittereila
. .

vn'animo,& vn volere, l'vno Ci trasformi ncl-


raltro,gioirca,& rellilieto,. &l contento della T.Flauio. AVG.lib.Chyrfogono
compagnia datagli da Dio:tale effetto,& vnio Leshiano Adiutor Tabularior
.

neiS'efprimeinquelnoftro Sonetto acrofticho Ration, Hereditati. Caies N.


fatto nelle nozze del Sig. Gio- Battifta Garzo- Flauia Nice coniunx cum quo .

ni, &della Tua nobililfima Spola, il cui pregia- Vixit ann- xlv.fint vii a offenfn .

to nome nel capo de vcrfi per ordine Ti pone DIS MANISVS.


In qunt parte del Cielo, in qual idea LufiA GlaphyrA
ScolpìNaturafi leggiadra forma Vixit Annis xxxiix.
Anima di virtute ejfempio, e normit^ Ti Claudius faufìus
Beata al par d'egnifuprema Dea Coniugi optime , ^bent
I.lla co'l juo Splendor rallegra, Lea ^ De fé merita, cum qua
Lo Spofoftto diletto, e in fe'l trasforma » Vixit Ann. xiix. menfe i.

L'aìlringe afeguir fol la fua bell'orma t Diebus xxiiij.fine vlla


Amando lei noua celefie Afirea . ederella fecit ; &fibi»
GARZON inuitto efaggio a lei fimile DIS m;an. s.
Le fti prefcritto dall'Empireo Coro ; CALPVRNI^
Onde ben lieta va co'l cor giocondo, T. L. H O M E ^
^oma per voi già gode eterno Aprile , M. CALPVRNIVS
'
Indi verrà per voi l'età de l'Oro > M. L. PARIS
£ KAB.A prole ad' abbellire il mondo • CON. S\ J£ SANCTISS.
CVM. QVA. V. A. XXV.
Et certo', cheniitna maggior felicità 'può SINE OFfEN. F. ET SIBI.
cflVre tra dui conforti che 1' Vnione,& Bencuo Simile modo di dire vfa Plinio fecondo nel
lenza.-degno è d'eflèreimpre/Ib nella mente-» lib.S-fcriuendo a Gcminio.Graue vulnus Ma-
d'ogni perfona legata in nodo Matrimoniale, crinusnofìeraccepit,amifit vxorem, fingularis
il precetto di Focilide Poeta Greco exempli,etiamfi olim fuiffet, Vixit cum hac tri-
Ama tuam coningem , quidenim/nauius , ó» ginta nouem annis fine Offenfa.'Et nella infcrit
pr&fìatìtius . rione di Lucio Siluio Paterno fi legge Sinc^
.

§hiam cum Maritum diligitVxorvfqueadfe- vlla animi /<ey«r/?.Etinquelladi Giulio Mar-


necìam ciano. S/»ex'//« animi Ufione- Vn'altra infcrit-
Et Maritusfaam Vxorem, ncque Inter tot inci- tioneponere vogliamo tiouatapoco tempo fa
coment io}
di t nella prima vigna fuor di porta latina a man
Cioè ama la tua moghejche cofa può efl'ere dritta, nella quale dice al Lettore, che sàd'cf-
piùfoaue Se più conueneuole , che quando la fere inuidiato,per tre cagioni, vna perche men
moglie ama;il marito per fino alla vecchiezza. tre ville ftette fempre fanoj la feconda perche
Se il marito la Tua moglie, ne tra loro c'inter- hcbbe commodamenteda viuere,Ia terza per-
uiene riflaj& contefa alcuna. Quindi è che li che hebbe vna moglie a lui amoreuolifiima .
Romani antichi hanno lafl'ato molte memo-
rie di quelli che fono villi in Matrimonio vni- Q;^LOLLIO. Q^L.
tamente con Beneuolenza fenza contrafto,de
quali noi ne ponercmo perefl'empio quattro CONDITO
Stampate dallo Smetio due verfo il marito , è
due altre verfo la moglie.». SCIO TE INVIDERE, QVI LEGIS
TITV-
74 Della nouifsima Iconologia
TITVLVM MEVM DVM VIXI Hoia fé da gentili è ftato fatto conto di vi-
uere fcnza querela, fenzaoffefa, & lefioneal.
VAIVI. ET HABVI BENE QVET cuna tra Moglie, &
Marito, ma con recipro-
co, & Icambieuole amore, tanto più da Chri-
VIVEREM. ET CONIVGEM ftiani fi dcue procurare di viuere nel Sacro
Matrimonio in Santa Pace con vnionc, & Ber
HABVI. MIHI. AMANTISSIMAM. ncuolenza, acciò meritino poi d'elTere vniti
nell'altra vita in fempiterna gloria.

B N I I o.

VN fo
giouane di {ingoiar bellezza, con vi-
aIlegro,& ridente, Sarà ni'do,mà pe-
gionturadel braccio , & della mano vi fiano
vn par d'ale, tenendo con detta mano vna Ca-
rò ad'a. ma collo habbia vn drappo di color tena d'oro con dimoftratione di farne dono.
turchino tutto ftellato, il quale cuopri le parti Et per terra da la parte delira vi farà vn' Aqui-
più fcgrete lì vedrà dal Ciclo vn raggio il qua la, la quale hauendo fatto preda d'vna Icprc_>
le farà rifpiendcrc detta fgura, Terrà il brac- qual tenghifotto gl'arngli , lalfi cibare varij
cio deflK) alto,& con la palma della mano le_> vccclii di rapina differenti alla fua fpecie,Gio
tregratie nella guifa , che lì fcgliono rappre- nane lì dipinge , perche non dee inuecchiarlì
fentarcCioè vna ftà con le fpalle vcrfo noi,& mai la memoria dei benefici) nceuuti,che co-
due ci guardanojtcnendo le inani intrecciate sì dice Seneca libro primo de' benefìci] .

inguifa di chi balla,Starà con il braccio fmi- Si rapprcfentadi lìngolar bellezza, cflendo
ftro !n ateo di abbracciare altrui, & che nello-^" clic il Beneficio più d'ogn'altra cofa infinita-

mente

I
t:<
, ,, , .

Parte Prima.
7S
mente piace, & diletta ad ogn vuo . Sidimoftra che vna flia con le fpalle vcrfo
Si dimoftra con vifo allegro, & nc{ente,pcr- noi, &:dua ci guardano, perciòche fi conlìde-
ciòche tale fi ha da moftraie chi fa Benetìcio ra,chene_l ricambiare il bene fattoci, habbia,
altruijonde fopra di ciò Anguftino deDiffini- mo da eflerepiù liberali aliai, che quando fia-
tione così dice Benef.tium eflbeneuola, aóìto
, mo noi i primi a far beneficio altrui,?; e^^^tf*
triòuens ycaptansq; gaudiumjrihHendo\, idquo ztenda accipimu), maiori men/ura reddimus ,
agitjCom'anco potiamo dire che finiiledimo- quid benefitto prouocati facere debemmian non
fUationedcue fare chi riceue detto Beneiìcio, imitari agrosfertiles qui multo pluó adferunt
,
,
E^ ben vero, che il Benefìcio non è,nè può elle- quamaectperunt, dice Cicerone i. de off.
re Benetìcio quando li benefica gente turpe_j., Stanno con le braccia intrecciate a guifa_^
& infame , fopra di ciòpotre/Iìmo dire af-
&. di chi balla per dimoftrare che l'ordine de i
fai, ma taceremo per no fare arroHIre chuìque Bcneficij il quale pafla d'vna mano in vn'altra
fa beneficio a quelli , i quali fono indegni di ritorna vltimamente ad vtiledi colui che lo
viuere al mondo, &
ci riportamo a quelJo che fece prima_^'.
dice Focilide Poeta Greco, che in nollra lin- Il ilare con il braccio finiftio in atto di ab-

gua così rifuoaa.^'', btacciare altrui, ne denota la prontezza la_^ &


Holi !» malurn virum benefitium buona difpofitione chi ha per oggetto di efler
marifemineSt
CoJìferre, ejl ite fi in citare sì nobil virtù de beneficiare altrui .

ignudo perciòche il Beneficio ha da_^


Fallì L'aliche fono nella giuntura del braccio.
eflere non folo libero, e fciolto da ogni ingan- Se dalla mano, dimoftrano che chi fa il Bene-
no,mà lontano da quelli, che fotto fintione d'- ficio con ogni prontezza deue eflì^re veloce,&
edere liberali ,& di far benefici) altrui , mo- prefto all'operarioni , acciò che fia molto più
ftrano,più legno di vanagloria & intere/le che grata la gratia a chi riceue il Beneficio. Celerei
d'animo puro,& fincero , Videre etium liceat gratin dulcioresyftautem tardauertt.Omnis gnt
plerosque non t.tm natura liberales, quam qua. tia vana nequi dicetur gratia.dice Luciano,
,

dam gloria induéìos , vt benefici videa» tur fa- & Publius Mimus
Bis dar, qut etto dat .
,

cete multili qu£ videnturmagis proficifici ab o- Porge la Catena d'oro con dimoftrationc.»
flentatione iquam a voluntatCi dice Cicerone_j di farne dono,pcrfignificare che il Beneficio
primo de oHìcij . lega,& incatena tutti quelli i quali fono dj_j
Potiamo anco dire , che chi riceue il Bene- lui beneficiati,
ficio non lo deuc nafcondere,mà farlo vedere Benefitium dignis vBi da$ »
ad ogn*vno,perciòche quefto è fegno di gra- Omnes obltgas. dice Publius Mimus . -

titudnie efl"endo,che quando non fi può ricam L'Aquila nella guifa ch'habbiamo detto di
biare con l'opere ilriceuuto Beneficio confef- quefto geroglifico ci riportiamo a queUo,che
fando almeno con parole , e fare che a tutti narra Pictio VaJeriano, libro 19.il quale dice
fia palefe la liberalità, del benefattore . che volendo gl'Egitti) iìgnificare vn'huomo
drappo turchino tutto ilcllato, ci fignifi-
Il benigno,benefico, & liberale, dipingeuano v,
"ca Cielo dal quale C\ riceue tutti i Benefici] ,
il n'Aquila laqualedaogn'aitro vccello lafcia
& tutte le grane , che perciò {i rapprefenta il pigliare il cibo della propria preda-v».
raggio, chefà rifplendere fi nobil foggetto
ferine 5an Giacomo Apoftolo al cap.i.Owwo
donum de furfum esì, defcendens a tatre lumi^ BENIGNITÀ'.
num Perfio nella prima Satira moftra que-
.
DONNA d'azzurro veftita ftellato d'oro
-fto colore cilere d'huomini che a cofe di gran- con ambe due le mani li prema le mam-
d'importanza afpiranoj Colui dunque che con melle dalle quali n'efca copia di latte chedi-
tempia le cofe celefti,& afpira a cofe grandi nerfi animali lo bcuono, alla finiftra banda vi
meritamente dì tal coloredeue efler veftito,& farà vn'Altare col fuoco accelb
il Petrarca nel Sonetto 83. dice_> La Benignità non è molto differente dall'-
Volo con l'ale de penfieri al Cielo . affabilità, clemenza,^: humanità,& principal
Tiene il braccio deliro a1to,&: con la Palma mente {i eflercita verfo i fudditi , & e compaf-
della mano le tre gratie,acciò s'intenda le tre fione hauuta con ragione, interpretando la kg
maniere dei benefici). Cioè di quelli, che gli gè fenza rigore , & è quafi quella che i Greci
danno, & di quelli che gli rendono,& quelli » dimandano, {ÌTmUeict} cioèpiaceuole iutcr^
che gli dannose rendono inficm««?. pretatione della ìe^^e
7à Della nouifsima Iconologia
B N I N I

Si Tefte d'azurro ftellato a fimilimdine cfe] nignìtatem , is profecio cor halct adam(t»tt-
CielojilquaJe quanto più è di ftellcilluftrato, numy aut ferro excuffum .

& abbellitOjtanto più dice efler benigno ver


fi L'altare co'l fuoco,denota,che la Benigni-
fb di noi j così benigno /ì dice anco l'iiiiomo , tà fi deue vfare,ò per cagione di religione, la-
che con fereno volto coitefementc fa giatie_> quale principalmente, s'effercita con li facri-
altrui fenzainteiefle, ò liconofcimcnto mon- fici), ò almeno non fenza efl*a,talmente che_5
dano,& cbeeileguifce pietofagiuftitia.^. venga in pericolo d'eflère ritardata, ò impedi-
Preme dalle mammelle il latte, del quale_> ta lagiuftitia per imitare Dio fl:eflb,ilquale è
beuonomolti animali, perche è efFetco di Be- vgualmente giufto, &
benigno.
nignità , & di carità infìcme fpargere arrióre-
uolmeiitc quello che s'hà dalla natura alluden
doli al detto di San Paolo,che congiuntamen- L'IMAGINE DELLA
te dice : (Jjaritin Itentgnx efì . Si irioitra
però
ancora queft'atto che efl'crcitandofì la Beni-
,

gnità vcrlo 1 rniditijcomc fi e detto, ella deue


BENIGNITÀ'.
edere antcpofta al rigore della giuilitiajfccon
Figuiafa dal Signor Caiialier Ripa nella
tloPapiniano Iure Confiilto, ellcndola Beni-
gnità compagna d'elìa giufticia,come ben di- pcrlona dell'IllLiilnirimajiN: Ec-
ce Cicerone Dtfimbi'^ , Che però da tutte due cellentilTiraaSig.
«iene ciìer iodata, & abbracciata , affermando
riut vtil.cap. 16. che: ^<
non Uud^t be- MARCHESANA SALVIATI.
BE-
,

i:boljnP^i'te Prima. 77
BEN 1 G N I T A.

DONNA giouane bellaj& ridente, con


vaga acconciatura di biondi capegJi
ti fi deuono chiamare
queJIccore,che non han
no Elettione, Beneficenza, Magnificcn7a,CIe-
coronata di corona d'oro,con il 5ole in capo , mcnza,& Bejài^nitàJ a i quah riducano tut
<^x

veftita diiiabito leggiadro in colord'oro, con ti gl'altri,pcrcioche il magnanimo non ftima,


Clamidi!: fregiata di color purpureojoue fi ve- ne d]rprc7.za,come quello che non teme,
ni_,
da tre Lune d'argento^ le quali fieno crefcen- fpera:in quanto non difprezza è Benefico, in
ti,&: riuolte a man alquanto china,
deftrajftia quanto non ilima. Magnifico , in quanto non
con le braccia aperte con la deftra mano
, Se teme,Clemcntc,inquàro non fpera. Benigno
,
tenga vn ramo di pino,moftrando d'ellcrfi Ie- & perche la Benignità ha per oggetto imme-
llata su d'vna ricca fi ggia, & a canto vi fia v- diatamente l'honore,& rhonorarc.pcrò (\ può
ii'Elcfante-j. dixe,chela Benignità fia il più degno affetto,
La Benignità non èaltroper quanto fi può che polli nafcei e in principe generofo,il che
è
raccorre dalla dottrina d'Anrt. lib.4.Etic.i_^-, conforme alla dottrina dcirùkfib Arill-nel z.
che vn' affetto naturale di perfidila magnani- della Rettoricaal capo zc. dicendo,
che Li_j
ma in moftrare fi.'gni di ftimare gl'honori da- grandezza ncll'hiiomo non caltro,che vna_s
ti dalle perfiDue inferiori , talché èvirtii prò certa piaceuolcc^i nobilegrauità . La
ond«i_»
pria delle perfòne grandi in quanto fiano ma- fcoprendofi quella virtù fingolarmcnte
ncjla
gnanime & magnanimo non vuol dir altto
j IIlulì:iilfimaPignora Maddalena Stroz-
che huomo di {plendore, Si ornamento di per- zi maritata nell'Ecccllentifs. Illuftriifimo
Si-
fetta virtùjtal che quanto è difficile d cflere_j gnor Marchefc Saluiati,mi èparfo che (x veda
magnanimo per hauer bifogno di tutti gl'ha- quefta figura conparticular mentionedi
que-
biti buoni, tanto è nobile eflere benigno. Qua- lla Signora , nella quale oltre agl'altri
fplen-
nofonogli affetti del inagnanimo (che afFec- dori,che le danno la Tatria felice, la Cafa II-
luftrif.
. . ,

78 Della nouifsima Iconologia


luftrilTimaji Genitori di fomma viitùjiifplen ratio lib.5-Ode iz.
de unto Bciugiutà mentie accett.i-^
l'iftell'a Montium cujìos nemorum/jjvirgo,
gl'lionori delle pcrlòneinfcnori con lieto voi G^Uilaboranteis "utero puellai

to, Se con la Benignità Aia, che opera meglio Tervocataaudis ademisq^ letho
che gl'altri con l'alterezza. Se ben lì può dire Di uà triformis •

di lei quel che Icriue Claudiano in Confulatu Et benigna fi può dire la Luna , perche ri-
JVlajilij . rplendendo nell'ofcurità delia notte, afficura >
Feragit tranquilla poteffas & inanimifce col Aio lume ipoueri viandantij
^^od vtolehta nequtf.mandatat^fortitts vrget & 1 pallori alla guardia delle loro mandre. Se
Imperiofa quics . perciò è ftata chiamata dagli Antichi fcorta,
Le tic Lune, che fono intorno al fregio del- & duce,&: gli Egitti) con ilgeroglifico del So
la Clamide, rapprefcntanorinfegna dcll'Illu- le, & della Luna s'immaginauano che quefti
ftrilTìmaCa(aitrozzi> nella quale fi contiene due pianeti folTero Elementi delle cofe, come
con molta ragione il (imbolo della Benignità, quelli che con la virtù propria generafl"ero,&
pcrciòchc,ccme il lume della Luna non cai- conferualì*ero,& pcrpetuallèro, tutte le ceCz^
no che l'iftello lume del iole^così la Benigni- inferiori , oltre a quefto la vua noftra efl'ere_>

tà non ha altra luce che quella dell'irtefl^u^ retta dal gouerno loro per ellere fofteutata dal
magnanimità, iole delle virtù, come habbia- l'iiumor dell'vno,& dal calor dell'altro.
mo moftrato,& però la forma del Sole lì fcuo Si fa detta figura di faccia lieta, & giocon-
pre in tefta della figura , cioè in luoco più da, ridente, di afpetto giouiale, leggiadro, &
Superiore, &: più nobile fede deirintelletto,on modefto, &
perche non è cofa più grataj& a-
de fi cauano le virtù intellettiue, & gl'organi mata della Benignità, onde dille lerentione
ftnfitiui, ne' quali fi fondano le morali . 2: li Adelfi.
IJ numero ternario delle Lune, fignifica la Re tpfa reperì
perfettione di quefta eminente virtù, perche Tacilitate nthtl effe homirti meliw neque cle-
il ternario fcmpre fignifica perfettione, come menti tì^.
mfegna A.iiil. nel primo del Cielo cap.i. &è Et per fignificare lo ftatofignorileche è ne
primo numero impare, & principio d'impari- cellario all'vlo di ella Benignità, fi fa veftita,
tà della quale diceuanoi Gentili fodisfarll & coronata d'oro .

Dio,came di cofa perfetta, onde Virgilio nel- drizzarfi in piedi,chinarfi,& aprir le brac
Il
l'Erloiia 8. due Numero Deus impare gandet . eia, fono fegni propri) nei Prencipi della lor
Lt 1 Pittagorici difleix) il 3. triplicato nel Benignità,lontani dall'alterezza dell'animo,
quale il contiene il dua, elfcre di potenia infi- &C dal rigorc_5.
nita, con quali concorda anco Plat-chc dice_j Tiene con la delira mano il ramo di Pino
nel Timeo,da quefto numero triplicato haue- eflendo detto arbore fimbolo della Benignità,
rc origine la perfettione dell'anima, & l'iltef- perche ij Pino ancorché fia alto,& faccia om-
la Luna il dimanda dai Poeti Triforme,come bra grandiflìma , non nuoce a ninna pianta_j)
fi vede inAnioni o nel libretto intitolato Gri- che vi fia lòtto, ma ciafcuna vi germoglia lie-
lO , nel quale deJl'ilìeflo numero ternario di- tamente, perche ella è benigna a tutte, come_>
fcorre,ne deuo lalciare di direjche dette Lune riferifceTheofrafto Filolbfo libr.j.cap. ij.de
lbi:o riuoltc a man dcftra , cioè verfo l'Orien- Plantis .

te, ilch e è fcgnojche la Luna ila in fuo crefci- Pinus qucqjbcnigna omnibus propterea ejfcj
mento feguitandoil
, Sole, & così l'illuftrifs. putatur, quod radice fimplici,altaq-,fit: Seritur
Cala Strozzi fcguicando gli fpleiidoridelhL_9 enim fub eam ^
Myrtus ^^ Laurus ,(^ alia pie
magnanimità, fi va continuamente auanzan- raq^nec quicquam prohibet radix , quomtnus
do nella gloria, & negli fplenoori della fama hi.c Ubere auge/cere valeant-.cx quo irtelligi pO'
conl'iAella Benignità, &: è la Luna detta Lu- tefi,radicen} plus infejìarequam vmbram:quip
cilia, per edere ella tenuta da gii Antichi ap- te cum hinus vnibram ampitfftmam reddat,^
portatrice della Iucca i nafcenti fanciulli, per reliquas qucq^paucis altisq-^nttentia radici-
tilt pori'cloro aiuto ad vfcire del ventredella bus adporticnem/ocietatemq-, non negai Oi;e .

madre, (^ per ellere ella benigna, & pianet;i_/) è da notare , che il Pino arbore nobililFimo di
lu;niido ametca tall'hora con il liioinflulloil radice alta,& fempUce raccoglie benignainen
parto fuccorrendo le donne ne i lor dolori, ren te lotto la ùiaombiale minoii p]ante,n come
nendcK più facile al parto rarcj come dille Ho fanno altri aiboii di alta ladice^che non nega-
no ri-
.

Parte Prima 79
noriccHere in compagnia loro altre piante , il loroeftrcmi bilogni Hanc fibi finemproponit
.

che ci feriie per fìgur.ajche vna perfona nobile honeftus Princeps yVt fubditos felices efficiaf I| .

d'alta radice, cioè di ftirpe,& origine fublime fine dell'honefto Principe è cfi f.ir felici i fud-
ricciie focto l'ombra della Tua protettione con Antipatro di più gli honefti, & be-
diti diJÌe :

ogni benignità altri di minor conditione , &: nigni Principi, & Signori, accorgendoli dief-
^oii portione li amette nell'amicitia,& compa fcrc maggiori temuti, & riueri ti, porgono ani-
gniafua,il che non faniìo gl'animi nati vilme mo a minori di parlare, & chiedere vdienzs_j,
icancorche per fortuna fublimati fieno, ch£_^ &{bccorlb,fì come hanno fatto gli ottimi Prin
per l'ordinario reftono rozzi, & come doppi j, Imperadori,chc hanno lalfato buon no
cipi,i?>:

e non flmplici viano verfo altri più torto ma- me di (eAleflandro Scuero di nome , & be-
.

lignità, che Benignità. nigno di natura a chi non s'arrifchiaua di chic


L'EleFantc animale nobile, & più .d'ogn*al- dere niente, lo chiamaua.dicendo perche non
tro grande, lo ponemo in qiiefto luogo per firn chiedi niente ? Voi forle ch'io ti refti debi-
bolo della Benignità de' Principi , & Signori tore?chiedi, acciò non ti lamenti di merCono.
grandi, della fiia benigna natura ne viene a far fc eua Al efl'and 10 che il Principe è obligato

teftimonianza Arift.lib.9.cap.46.nell'hill:oria dar benigna vdienza, & /bccorlo a perfon2_>


de gli animali . Eleph^s omnium fer^rum mi. minori, & priuare,&: perciò s'ofFeriua benigna
ti^tmus ,& placidijjlmus . Et Bartolomeo An- mente a loro, dimandando! bilogni per noii
glico della proprietà delle cofe lib. 18.cap.4i. rimanere a loro debitore, & pure era gentile-»
diceche gli Eletfanti fono di natura benigni- Impcradore,confondanfi quelli Signori afpe-
perche non hanno fele Suntautem Eleph.tn-
. ri di natiu'a, che negano 1" vdienza, è fé pur la

tes naturaliter, benigni quod careant felle. Ma danno alle prime parole infaftiditidifcaccia-
noi diremo ch'egli fìa benigno non fblo, per- 110 da fé con ingiuria le perfone. Se le fpauenta

che fia priuo di fele (attefo che il Camello an- no con la loro leuera,&: brufca ciera;prendino
cora è priuo di fele , & nondimeno non arriua eflfempio da Tito figlio di Vcfpafiano Impe-
a quella gentile Benignità.che ha l'Elefante) radore,chefempre benigno fi moftrò al popò,
ma perche la natura lo ha dotato d'vn certo lo, onde per tal Benignità fu chiamato Amo-
lume d'intelletto prudente è fentimento quali re, &delitie del genere humano, mai licentiò
che humano. Plinio lib. 8. cap. i. -<4«i>»<»/*««» alcuno da fé fenza dargli buona fperanza, an -
maximum Eleph(is,proximum^ humanis [enft- auifatoda' famigliari, come ch'egli promet
2,i

èus&c. Querto Animale fé mai nelli deferti tede pili di quello chepotefl'e mantenere, fb-
incontra qualche perlbna ch'habbia fmarrica leuadire che bifognaua auertire cheniuno fi
la ftrada per non fpauemarla col fìio alpetto , partiflemerto,& difguftato dal parlare del
fi ritira in bel modo al quanto lontano, d.i_^ Principe. No« oportere^airqitemquam afermone
quella ,& per darli animo fé le moftra tutto Principis trOìem difcedere : So^eiunee Sueto-
cortefe , & manfuetOj & le precede alianti nel nio, che tratto il popolo in ogni occafionecon
camino, tanto, che a poco a poco lo rimette-» tanta piaceuolezza,& Benignità, che folca far
per la ftrada Si Elephxntcs hominum erran-
. preparare lefefte publiche de Gladiatori non
temfibiobttium viderint in foUtudine ,primo, a gufto fuo, ma d'arbitrio de gli fpettatori, &
ne impetu terrettnt ,aÌiquantulHm de via fefub mai negò niente a ninno che gli dimandalle,
trahttnt , &
tunc gradum figunt , (^paulatim anzi l'eflbrtaua dimandare dipiù:ZV.TOT neque
jpfumprAcedentes vium et oJìendMnf dice il , negauit quicquam petentibfa: &
-vt qus. vellent

medelimo Bartolomeo Anglico nel luogo ci- ^eterent, vitro adhortutus efl . Stando vna fera
:tato,& Plinio nelfudetto ìih.ca^.^-.Elephas ho- a cena gli venne in mente, che in quel giorno
mine obtùo fort e folttudine O'Jt^^pliciter ober-
, non haueua vfata la folita Benignità con nin-
.rante clemens , placidus^ etiam demonflrare-j no, di che pentendofì, mandò fuori quella me-
-viam traditur Atto veramente benigLO,mi-
. morabil yocc Amici diem perdidimus. Amici
rabile,in vno Animale, ch'habbia forza di nuo habbiamo perduta la giornata, riputò comi_»
cere,& non voglia, ma più toftodi giouare_>: Principe efiere debito fuo elVercitareognigiot
della nobile, e benigna conditione di quefto no l'officio della Benignità Non fu men be-
.

Animale fi pollone riputar partecipi quelli 'nigno quel buono Imperadore , dico Marco
Signori, i quali molli dalla loro innata beni- Aurelio di cui Herodiano f criuc, che a qual fi
gna natura rimettono i fudditi,ò feruitori nel voglia che vi andana auanti porgeua benigna
la via del felice contento , foccorrendoli né i mente la mano, è non comportana^che da lx_ji
da.
, . .

8o Della nouifsima Iconologia


fua guardia fufleijTipeclito l'ingrcfl'oa niuno. va percotendo con vn baftone , che ha i n ma-
Q^vftì fono Principi amati in vita, dopò & no,cosi fingeuano gl'Antichi Dio del- Momo
mcrtc bramati j che li fanno fcliiaiicl e genti la riprenfione,edel biafimojil veftimentofarà
conia Benignità, & certo per quattro giorni pieno di lingue,d'oiecchie, & d'occhi
che in quella vita vno lìgnoreggia , cicue pro- Si dipinge vecchio , perche è proprietà de'
curare di lallar memoria benigna di fé, perche vecchi di biafimare fempre le cofe d'altri, ò
Signoria tofto fi perde, & la fua Benigni
la fua perche fi conofca la loro prudenza imparata.^
tà,com.e virtù eternamente duiajDetto degno con l'efpericnza di anni,ò per lodar l'e-
inciti
di gencrofo Principe fu quello di Filippo Re tà paflata , ò per porre freno alla licenza gio-
di Macedonia Padre del grande Aleflandro. uenile_j.
Malo dm henignuSjqMam breui tempore Domi- Si faancora vecchio, eflendo la vecchiezza
tiMsappelUri . fimile al Yerno,cli€ Ipoglia tempi d'ogni oc-
i

Voglio più toflo efll-re chiamato lungo tem cafionedi piacere,&digufto.


pò benigno,che brcue tempo Signore, ondc_', Efecco, & pallido, perche taldiuiene fpefl
io conllderaiuio il cortefe animo di quelHin- fo, chi biafima per l'iiniidia, che quafi fempre
uitti,&: benigni Principi, & lanobii naairadel muoue ilbiafimo.
l'Elefante animai maggiore d'ogn'altro con- Sta con la bocca aperta,& vefte,come hab fi

giunta con tanta Bciugnità,fi concluderà, che biamo , & occhi


detto con le lingue, orecchi
quanto più vna perfona è nobile, & graiide_^, perche il Biafimo è fempre pronto d'vdire, &
tanto più deue cilcr cortefe ^ &: benigna ,mà vedere per fcemar io. lode di qual fi vogHa_>»
qnclIo,che più importa il conforma con la_^ perfon;i_^.
benigna natura di Dio,di cui è proprio Pcfler Mira la terra perche il une di chi biafima
,

benigno, efl'endo , che non ci è chi più di lui nonpuòclìerfenon vile,appoggiahdofi maf.
clfei citi la Benignità per il bene, che ogni gior fime all'arido leeno della maltfiicenza_^.
no fa a tutte le lue crea ture lì che vn iignorej
^

& vn Principe perquanto comporta la mortai


conditione in colà ninna può più acccftarfi al- B O N T A\
la natura diuiua,cl.c ccn la Benignità, & fcii-
za dubbio, che Iddio ania più vn òignor beni-
DOnna
da
bella, veih'ta d'orojcon ghirlan-
di ruta in capo, è ftarà con gli occhi
gnojche liii-crLojiSc altero, anzi l'odia,fi come riuolti verfo il Cielo, in braccio tenga vn pel-
il moral lùiofofo Plutarco chiaramente dimo licano con li figliuolini & a canto vi lìa vn ver
flra neldifcorfojchefa al Principe ignorante, de arbofcello alla riua di vn fiume.^.
dicendo, che lì cornei Iddio ha collocato nel Bontà nell'huomo è compofitione di parti
Cielo il Sole , & la Luna , fcgni del fuo fpleii- buone, come fedclejverace, integro,giuftoj&
dore , cosi è l'imagine , &: il lume del Prin- patiehte—-.
cipe nella Republica, che porta la ments_'j Bella dipinge,perciòche la Bontà fi cono
fi

&: la ragione gialla, &: retta, è non il fulmine, fce dalla bellezza, eflendo che la mente acqui
e'itridentejcome Icglionfarlì dipingere alcu- fta cognitionede' fenfi .

ili per parere tremendi, &: fiibJimi più che non Il vcltito dell'oro fignifica Bontà, per efl'er
fono difpiacciono a Dio quelli, che fanno c-
: l'oro ftipremamente buono fra tutti i metalli
nuilatione ccn li tuoni, fulmini, & iaggi,& fi Horatio dimanda aurea la mediocrità, dalla_.?
compiace di quelli, che imitano la fua virtù , quale deriua la Bontà ideila in tutte le cof(;_j.
fi rendono fimili a lui neIl'honeftà,hiimanità, L'Albero alla riua del fiume èconformeal
&c Benignità , & quefti più inalza facendoli le paiole di Dauid nel fuo i. Salmo, che dice :
partecipi della fua Equità, Giullitia , Verità l'hucmochefeguela legge di Dio cfler fimi-
,

Manfuetudine, & Benignità, mediante le qua le ad vn'albero piantato alla riua d'vn riifcel-
li virtù rifplcndono,comeiJ Sole^&i la Luna_^ lochiaio,belio,& corrente,e per non eller al-
non tanto apprelfo gl'hucmini, quanto apprcl- tro la Bontà, della quale parliamOjchc li con-
lo Iddio padre di ogni Benignità . formaifi con la volontà di Diojptrò fi dipinge
in tal modo,&il Pellicano medelìmamcnte-^,
BIASIMO VITIOSO. ilquale èvccello,che,ftcondo che raccontaiK>
molti autori, perfounenire i propri figliuoli j

."X Ecchio magro, pàllido, con bocca aper- polli in ncccllità , fucnail lUlIb col icibo, è
J
V ta, &. chinato vcifo la terra , laquale ei del proprio fangue li nodriice, come dice dif-
fufamejite
.'

Parte Prima 8i
B O N A\

fiifamentc Pieno Valciiano al Aio luogo , &: pcfce-».


de più moderni nella noftra lingua—.'!. La parte del veftiinento del color bianco
Il Rufcclli ntll'imprela del Cardinal d' Au- moiì:ia,chcgrhuomini bugiardi prinueramé-
gufta nonmoftiaaltrojchc l'ilìefla Bontà . te dicono,qualche verità per nafcondcrui Tor-
Sta con gl'occhi riuolti al Cielo , per eiler tola bugia, imitando il Diauolo,ilqualc,coiTic
intenta allaconteniplationediu)nai& peiilac dice San Giouan Gnibftomo fupcr Match. Co?*
ciar i penlìeri cattuu , che di continuo fanjio cejftim efi interdiim vera dicere,vt mindaciutn
guerra. Per quefto ancora fi pone la ghirlanda fuum rara veritate commenderà .

hauendo dett'herba proprietà di cilcr


.3i ruta, L'altra parte di dietro del vellimento nero,
fuggita da fpiriti maligni , &: ne habbiamo
i fi Trifone Giamma-
fa in quella fentenza di
autentichi teftimonij. Ha ancora pioprictà di tico Greco,laqualediccua,che le bugie hanr.o
fminuir l'amor venereo, il che ci manifeft.L-', la coda nera,&; per quefta medefima ragione a
che la vera Bontà lafcia da banda tutti liiuc- 3ueft'imagine fi pone in capo la Gaza , che è
re/Tì,& l'amor proprio,iIquale/bIo fconcerta, color vano , &c la Seppia , laquale, fecondo
i

& guafta tutta l'armonia di queft'oigano,che che racconta Pierio Valeriano mi lib.iS.quaii
fuona con l'armonia di tutte le virrù . do fi fenteprefa , manda fuori dalla coda va
B V G I A. certo huinore nero , nei quale fi naiconde, {li-
DONNA bito fuo
inuolta, & ricoperta ncll'ha-
quanto fia poflìbilcjil veftimen
mando con tale inganno fuggire dal pefcato-
re.Così il bugiardo ofcura le rtcflo con la fin-
te davna parte farà bianfo,& dall'altra nero, tione delle bugie , & non viene mai a luce di
ceirrà in capo vna gaza, & in mano vna Seppia buoualama_j'.
F BVGIA.
. , .

8z Della nouifsima Iconologia


B V G I A.

^
4^
DOnna giocane bruttarmà aicificiofamen da diuerfa apparenza diefrere_->
nel fauellare,
color cangiautejdipinto tut
te vcftitadi qui è nato il prouerbio che
a tutte le cofe>& di
te di mafcaredi più forti, & di inolte lingue , àìCf.Mendacem oportet ejfe mcmorem .

farà zoppa, cioè con vna gamba di kgno , te Il fafcetto della paglia accefa altro non fi-

nendo nella fimftra mano vn fafcctto di pa- gnifica,fe non che lì come il detto fuoco prefto
glia acc'-fa. Sant' Agoftino defciine la Bugia , s'appiccia, & prefto s'ammorza, cosila Bugia
dicendo, che è falfa fìgnifìcatione della voce piefto nafce,& prefto muore—'.
di coloro,che con mala intentione negano, o- L'elVer zoppa da notitia di quel che lì dice
iicro affermano vna cofa falfa triuialmenteiche la Bugia,hà le gambe corte.
Et però fi rapprefenta^ vna donna gioui-
ne,ma brutta, eflendo vitiofcruile, & fuggito B V I O.
fommamente nelle conuerfationide' nobili, GIOVANETTO moro,veftitod'azur
inmodo che evenuto invfo hoggidi,cheatte ro ftellato d'oro,& fopra il capo hauerà
ftandofi la fua nobiltà, come per giuramento vn Gufo , nella deftra mano vn velo nero , &
nel parlare ftima per cofa certa , che il ra-
fi con la (ìniftra terrà vn feudo di color d'oro,in
gionamento vero(la mezzo del quale vi fia dipinta vna targa con
Vcftefi artificiofamente, perche con l'arte_> motto che dice_j. AVDENDVM.
fua ella s'indultria di dare ad intendere 'le co.
iè.che non fono C A L A M I T A\
Laverte di cangiante dipinta di varie forti
mafcare,& di lingue dimoerà l'inconftan-
DONNA mefta,veftita di nero,& mal'-
in arnefe,moftrandofi debole lì regg.i_.5
«li

iadcl bugiardo,ilc^uakdiuulgandofi dal vero fopra vaa canna^ tenendo in mano vn mazza
di fpighe
.

Parte Prima. 83
a fpighedi grano rotte , è fiacaflate come_j cefo, &
con la dcftra prenda per i capcglì v**
quellcche vengono abbattute dalla tempefta- giouanetto nudo, & lo ftringa,il quale alzi le
Il Teftimento nero fignifìca malinconia.^, mani giontc al Cielo,& da vna parte vi farà vit
ch'è compagna perpetua della Calamità . Bafilifco .

S'appoggia alla canna , perche non fi troiia Dipingefi con vn vifo iracondo, perche è ca-
maggior Calamita,che quella di colui, chc_> gionata dall'iracondia, & dallo fdegno .

ftà in pericolo di rouinare, il quale fi conduce Il torccio accefodimoftra, che la Calunnia

molte volte a defi,derare la morte per rime- èinJlmmento attilTimo ad accendere il fuoco
clio,& la cabina per edere vacua, & poco dén- delle difcordie,&.delle louine di tutti i Regni.
fa,facilmcnte fi fpczzaal foprauenimento del il giouinè ,chc ha le mani
Il tirarfi dietro

pe(b, come facilmente mancano le fperanzc-» giunte, conofcere, che il caluiiniart_*


ci fa

di quefto mondo, perche ogni forte di vento non è altro, che lacerare la fama de gl'Inno-
ancorché debole è ballante a mandare in rui- centi .

na,& la fabrica, &


fondamenti delle noftre
li Gli fi dipinge a. canto il Bafilifco ,perciò-
fperanze, & per quefto fi domanda Calamità che coriip narra Pieno Valeriano nellib.i4.I
da i calami delle canne». Sacerdoti Egitij poneuano quefto animale per-
Il mazzo del grano acconcio , come detto la Calunnia perche fi come il Bafilifco fenza
,

habbiamo,fignifica la perdi tione,& ruina del- mordere. da lontano è pernitiofoall'huomo


le biade , che e il principio della noftra Cala- co'l fguardo, così il calunttiatoreparlaiido di
mità • nafcofto all'orecchie de* Principi-, & altri, in-
duce fraudolcntemcnce l'accufaco, che riceiU
M
C A L A I T A^ O' M
I S E R I A danni, difagi, tormenti, e ben fpelfo la morte *
.

DONNA afciuta, tutta piena di lepr.i_^ fenz'ondepoterfi aiutare , non fapcndoil tor-
con pochiflìmi pannijche le cuoprono le to,perchegli vien fatto in abfenza come fi vc-
parti vcigo<5nore,& con alcuni cagnuoli, che 'de auuenire in molte corti. Se Herodoto fopra
liftiano lambendo le piaghe delle g3mbe,ter la Calunnia nel lib. 7. così dice CalHtnntator :

rà le manim atto di dimandare elcmofina_^. iniuriam facit Accttjato , non prAfentem accu»
/ans
Calamità, ó* Miferiii^.
DOnna mefta,ignuda,a federe fopra vn fa-
lcio di canne rotte, èfpezzate in molti
pezzi in mezzo a vn canneto. ^CAPRICCIO.
Si dipinge mcfta,pcrciòche la miféria ren-
de l'iiuomo mefto,& ancorché la Fortuna fe_j GIOVINETTO veftitodi vari) colori, in
gli moftri alquanto benigna, nondimeno non capo porterà vn cappelletto fimile al ve
fi rallegra mai , come dimoflra Seneca in ftimento.foprailquale vi faranno peimediuer
Thyeft^. fé, nella delira mano terrà vn mantice, & nella
Froprium hoc mi/eros feqMttur vitium finiftra vnfperone_?.
"Rideat felix Fortuna licet Capricciofi il dimandano quelli, che con'I-
Uumqtiijm rebus credere Utis dee dall'ordinarie degl'altri huaminidiuerfe
Tttmen affliHos gaudere piget . fanno prendcrele proprie attieni, ma con I.i-^
Sì fa a federe , per moftrarc, che le fue fpe- mobilia dali'vna all'altra pur del medcfimo
xanze fono andate a terra, & ella infieme con genere, & per modo d'Analogia fi dicono ca-
elle, perche dice S.Agoftino nellib.de fìn.ln-^ pricci le idee, che in pittura, ò in mufica, ò lu
mileria è abondanza ai tribulatione_j. altro modo fi manifeftano lontane dal modo
Le canne fracallate furono fempre pofte an- ordinario l'inconftanza ii dimoftra nell'età
:

ticamente per lignificare la Calamità, da chci fanciuUefca , la varietà nella diuerfitàde i co-
Romani pigliarono poi il nome di Calamità , lori.
dimandando calami, le canne_j. Il capello con le varie penne, mofha che__>
principalmente nella fantafia fono pofte que-
e A L V N N I A. fte diuerfità d'attioni nonordinaric_'.
Lo fperone, & il mantice moftrano il capric
O N N A,
D che moftri eflcre sdegnata ,
nella finiftramano tenga vn torccio ac-
ciofo pronto all'adular*- l'altrui virtù,ò al
gere i vitij.
F X CARRO
puu
, .

b'4 Delia nouifsima Iconologia


e A R I I O. .-!.<

CARRO DELLA LVNA. tìivelo dicendo .


Come e defcritto dal Boccaccio lib.4^- nella-» lucido velo a noi vefìit^
I>i bel
Geneelogia degli Dei. §luando fuccinta Ipiega le quadrelli
VN A donna di verginale afpetto fopra.^
d'vn carro di due ruote tirata da due_>
E la Vergine figlia di Latona .

potrà anco veftire con la verte bianca, rof



caualli, vn bianco, 5c l'altro nero per moftra- fa, &
fofca dalla cinta in su , & il reftante del
re , che la Luna ù. i Tuoi corfì di giorno, e di vcftimento farà negro, moftrando,che la Lu-
notte j è anco tirato il fuo carro , come dice il na non ha lume da sè,mà da altri lo riccue,&
fbpradetto Boccaccio nel f.li'oro,da'cerui,ef. èd'auuertire, che per bellezza di quefta figu-
fendo che il camino , che fa la Luna vien for- ra fieno ejlì colori porti con gratia,i quali mo-
nito più velocemente di tutti gl'altri pianeti ftrano,che la Luna, fpeflo (\ muta di colore-j,
come quella, che ha l'orbe minore, & Claudia & da erta moiri indouinano le mutationi dc_>
no, & Fcfto Pompeo dicano, che è guidato da tempi, Onde Apuleio racconta, che la roilczza
muli, per elicr la Luna Aerile, & fredda di fua nella Luna fignifica venti, il color fofco piog-
natura,come parimente è il mulo, & Aufonio gia, & il lucidojC chiaro aere fereno,& Plinio
Gallo fa guidare il detto carro da giouenchi, nel lib. i8.cap.3 i.dice il medefimo.
tredefi che fodero dati queft'animali alla Lu- Fù da gl'Antichi dipinta,che portarti a gl'-
na per la fimiglian7a,che e fra di lorodelle_> homeri vna faretra piena di ftrali,& con la de-
corna, che perciò fi mettano due piccioli cor- Iha mano vna facella accefa,& conlafiniftra
netti in capo della Luna , come anco per efler vn'arco
quell'animali facrificati a quefla Dea. Moftra la facella ardente, come apportatri-
Prndentio yefte U Luna d'vu biauQo,& fot- ce della luce alli i;afcenu^auciuUi,perciòchc
. . & . . ,

£i 'oi'of'Parte
porge loro aiuto, ad vfcire del ventre dell.i_j>
Primaf
dipingere due galli, per
i-i'-iH

la conuenienza,cht_>
H
maorcj. ha Mercurio Dio della facondia , 8c del par-
Moftra ancor il lume, che fa alli partorì , lare, coala vigilanza^ laquale: fì dinota con il

i quali amano aliai la Luna perciòche da


,
lei gallo ..>';. .
'
: ; ; ,.,• i ,

riceiiono commodità grande,elì"endo che lu__9 G6' il Caduceo Ci dice' che Mercurio, (feco is-
notteguardano i Tuoi armenti dall'inildie del- doi Gentili) fufeicafle » morti, come l'eloquea
le fiere_j. ;
.
•'.
f za fiifcita le memorie de gl'huomini .

Oltre ciò s'intende ancor per illumerhu- I Talari, e le pcne,moftrano la velocità del-

midità (ua,che prefta fauore alle pianrc,ch»_> le parole,le quali in vn tratto fparifcano,però
germinano foprala terraj& alle radici di lot- Hom. chiama quali le parole, veloci, alate, &
to dona aiuto • c'han penne, e chi vuol vedere più diffufa-
le

^a dipinfero gli-Antichi , come habbiamo mence quelle, e limili altre ragioni delle pen-
detto, con l'arco, &
con la fare tra, perche in- ne di Mercurio,& de gì 'altri fuoi portentL,po-
tendeuano la Luha eflere arciera de' fìjoi rag- tra leggere (oltre che molti ne fciiuone nella
gi, li quali fono alle volte nociui a i mortali, lingua Latina] il Boccaccio, che nella uoftra
perdimoftrare ancora le punture,che fentono non manca con diligenz.i_->.
le donne nel partorire,eflendo quella Dea fo-
pra il parto delle donnea. CARRO DI VENERE. ^

VENEREcon vna
dipinge giouane, ignuda

CARRO DI MERCVRIO. ghirlanda


Se bella, rofe,& di di

VN giouine ignudo con vn fol panno ad


armacollo,hauerà i capcgli d'oro,& fra
mortella,&:in vna
rina.:^.
mano tiene vna conca ma-

cflì vi fa ranno penne parimente d'oro congiuu Fu Venere rappiefentàta nuda. per l'appeti-
teiniìcme, ouerovn cappelletto con ducalet- to de glilalciui abbracciamenti, ouero,perchc
ce,cioc vna per banda,in mano porterà il Ca- chi va dietro fempre alli lafciui piaceri rima-
duceo,& alli piedi i Talari, che così fi truoua ne fpellb fpogliato, & priuo d'ogni bene, per-
dipinto da i pittori , & dclcritto in molti libri ciòche le ricchezze fono dalle Jafciue donne
da' Poeti, & in particolare nelle trasformatio- diuorate, & lì debilità il corpo, &macchia_j)
ni d'Apuleio. l'anima di tal bruttura, che niente refta più di
Sarà detta Imaginefbpra d'vn carro , & vi bello.
faranno molti fàfli,per accennare il cortumc» II mirto, & le rofe fono confecrate a queftal
de gli Antichi , che quando palfauano vicino Dea , per la conformità , che hanno gl'odori
alle ftatue di Mercurio , ciafcunligittaua vn con Venere,& per l'incitamento, & vigor«_j,
fallo a 1 piedi di maniera, che ftmpre alli pie- che porge il mirto alla luiluria, che però Fu-
di della Itatua di Mercurio erano molti monti turio Poeta Comico mentre finge Digone me-
di.falTj.è CIÒ riferifce Formitonel libro della_9 retrice, cosi dice_>.
xiarura de gli Dei ji me porti del mirto aceto ch'io pojfrtj
6arà quello carro tirato da due Cicogne-^ Con ptù vigor di Venere oprar l'armi .
y

vccelli confeciatia Mercurio , perche quello La conca marina , che tiene in mano mo- ,

vGcello , ch'è chiamato Ibide, e vna fpetie di ftra, che Venere lìa nata del mare,come diffu-
Cicogna, laquale nafce in Egitto, come ferme famente lì racconta da molti - , .

Ariltotele nel libro delia natura de gl'aninia- Ilfuo carro lécondo Apuleo è tirato dalle
li , doue che Mercurio ( fecondo che narrano colombe, le quali (come li ferine) fono oltre_»
gl'Hiftonci) regnò, dando a quei popcli le_> modo lafciue , ne è tempo alcuno dell'anno ,
leggi, & infegnò loro le lettere, tome ftiiue._j nel quale non llieno inlìeme ne i lor gufti a-
Marco Tullio nei terzo librodella natura de morolì
gli Dei, & volfe , che la prima lettera dell'Al- Et Horatio,Ouidio,& Statio,dicono,che-^
fabeto forte ribi,fi come dice Plutarco nel li- Venere è tirata da i cigni, perdimollrare, che
brode Ilìde,& fu ide,& Ouid. nel fecódo li- i gulli de glamanti fono limili al canto del ci-

bro delle trasformationi ferine , che Mercu- gno, il quale è tanto più dolce, quanto quello
rio fuggendo inficme con gli altri Dei l'impe- animale è più vicino al morire, e cosi tanto
to di lipheo gigante li conuerfe in vna Ci- più gode l'innamorato quanto più pena ina-
cogniU^. inoti,-.
l'otrebbefì in luogo ancora delle Cicogne Per fare alquanto diiFcrente quella figura
F 3 il Ci-
.. . . .. . .

86 Della nouifsima Iconologia


ilCiraldi fcriuc che Venere fi rapprcfcnn-^», quattro ruote , perche nel fuo corfb d'vn anno

come ho il ettOjfopra d'vn Carro tirato da due


cagiona quatto mutationi de' tcmpi,& è tira,
ci^ni, e due colombe, nuda, col capo cinto di to da quatro Caualli,delli quali il primo. da_j
mortella, & con vna fiamma al pctto,ncIla de- gli Poeti, e chiamato Piroo;i( fecondo Eoo; il
lira mano tiene vna palla, onero vn globo , in terzo Ethone, & il quarto Phlegone,& co quc
forma del mondo & con , la finiftra tre pomi fti hanno moftrato la qualità, & il camino del

d'(jro,&: dietro glifono le tre gratic, con Ic-» giorno, perciòche Piroo , che è il primo fi di-,
braccia aiiuiticchiatt-?. pingc roflb , eflendo che nel principio dclla__»
llglobomortraclfcr Venere dominatrice, mattina,oftando i vapbri che Ci leuano dalli_j
e confcruatrice dell'vuiuerfo terra, il Sole nel leuarfi è rofibjEoOjche è il fe-
Li tre pomi fono in memoria del giuditio condo, fi dimoftra biacoperche,elfendofi fpar-
di Paride a lode della Tua fingular bellezza foil Sole, & hauendo cacciati i vapori è fpien-

Le gratie fono le damigelle di Venere , che dente,& chiarori terzo è Ethone, & fi rapprc-
allettano, & corrompono facilmente gl'animi fenta roftb infianimaco,tirando al giallo, per-
che il Sole { fermato nel terzo del Cielo) mo-
non bene {labiliti nella virtù
ftrapiù rifplendente (e^ftelioiL'vItimo è Phle
CARRO DE L SOLE. gone,& fi figura di color giallo, ma che porga
Sole douerà rapprefentare configura nero,per dimoftrare ladeclinatione d'eflb ver
IL fi

di giouanctto ardito, ignudo , ornato con fo la terra, al tempo,che tramontando fa ofcu>


chioma dorata,rparra da i raggi, con il braccio rare efla tcrra_j.
deflrodiftefb & con la mano aperta terrà tre
,

figurincjche rapprefentano le tre gratie, nella carrodim:arte.


finiftra mano hauerà l'arco, & le facete, & fot-
to li piedi vn ferpente vccifo con li ftrali
FVhuomo rapprefcntato Marte dairantichità,pcr
feroce, &; terribile neirafpetto,&
5i fa gionane con l'auttorità de i Poeti fra i Statio nel 7. libro della Thebaide.l'arma di co-
quali Tibullo così dice_j. razza tutta piena di fpauenteuoli moftri , con
Che Bacco fola, e febo eternumente l'elmo in tefta,& con l'vccello Pico per cimie-
Ciouani fono f^e. ,
ro, con la deftia mano porta vn'hafta,&: con i
Et per la giouinexza volfcro fignificare la braccio finiftro tiene con ardita attitudine vno
virtù del iole produttore fempre in vigore del, feudo di fplciidore fanguigno,& con lafpada
fuo calore di cofc nuoue,& belle_^. al fianco,fcpra d'vn Carro titatoda due Lupi
Softienccon la finiftra mano le tre gratit_> rapaci
per dimoftrare.che ciò che di bello,e cTi buono Si moftra terribile ,' & fpauenteuolc nell'a-

e in quefto mondo , tutto appanlce per la fua fpetto per dar terrore,& fpauentar i nimici
lucc,e da quello in gran parte è prodotto . I moftri,chc fono nell'armatura, moftrano

Con il ferpe morto,& conlefrezzefi dipin- eflere appreflb di Marte il furore,rimpictà,5c


ge per accennare la fauoladi Pitone vccifo da altri fimilipaftìoni.

Apollo finto folo per dimoftrare i gioueuoli Gli fi pone


Pico per cimiero per cfl'ere_>
il

clTctti,chc nella terra oera la forza del Sole_^ vccello dedicato a Marte per l'acutezza del
afciugandolc fuperfiu.cà degl'humoti, &n- roftrcnefqual folo confida contro gl'altri a-
folucndo Iccorruttioni . nimali
Starà detta figura cox\ bella difpofitionc^j, L'hafta fignifica Impeno,perche tutti quel
fopra d'vn C^rro ,il quale da Ouidio nel fe- li, che attendono all'armi, vogliono efler fupc

condo libro delle Metamorfofi così fi dipinge. riori,& dominare altrui.


Z); ricche gemmt e qHtliet Carrf adorno Lo feudo denota la pugna^ic la fpada Ja cru-
ithÀ d'oro il timone , & l'affe d'aro . deltà .
Lt curnature delle rote irjtorno Si fa che ftia fbpra il carro , perche antica-

D* f»ldaf»(ft» d'or cerchiate foro . mente i combattenti vfauano le carrette , e di

J raffi foo che fan pin chiaro il giorno ciò fa mentione^il Boccaccio lib. ?• della Gc-
J^' argento , e gemme tn yn fottìi lanor» neologia de gli Dei
i tuti* infume sxgr^n lume porger Gli fi danno i lupi, per efter quefti animali
Ck^in del da ttrra il Carro non fi fcorge^. dedicati a Marte, & per moftrare l'infatiabile
Quefto Carro, com? racconta il Boccaccio ingordigia di quelli,che feguonogl eflerciti ,
UbiQ della Gencologxa de gli Per , h* chemainoufouQfatij.fimilia. iiupi. Et Ho-
«Iti V
. , . . . ,

ili Parte Prima 87


mero fa tirare ilcarro'cli Marte da due caualli, ciato,nella deftr* mano tiene vna falce,& con
come animali atti per combattcre,& a Tua.^ la finiftra vn picciol fanciullo , quale moftri
imitatione Virgilio diflc^. con bocca aperta voler diuorare_«.
Selh arvtantur equi,i>tUi4m hàc tirm$nt» mi- Starà quefta figura in piedi fopra d'vn car-
nantur . ro tirato da due boui negri, onero da due gran
fcrpenti,& {opra del carro vifia vn Tritone,
CARRO DI GIOVE. con la Buccina alla bocca,moftrando di fonar
Giouc allegro e benigno d'età la,mà che fi vcda,che le code d'eflb Tritonc_>
SIdidipinge
quarant'anni,e nelle Medaglie antiche
,

fiano fepolte nel piano del carro,corae fé foflc


d'Antonino Pio,e di Gordiano fi fa nudo, ma ro fitte in terra_5.
alquanto più gratia,& per coprire
{ter darli Dipingcfi,fecondo la mentione,chenefail
e pai ti virili li metteremo ad armacollo vn Boccaccio lib.8. della Gcneologia de gli Dei
panno azzurro conteftodi varij fiori mefto per moftrar la malincomca compleflìo-
Nella deftra mano tiene vn*hafta,& nella—» ne ai quefto Pianeta,& perche Saturno appref
finiftra vn fulmine , ftando in piedi fopra vn fo gli Antichi fignificaua il cempo,lofaceua>
carro tirato d a due Aquile_'. no vecchio , alla qualecà conuiene la malin-
Nudo fi dipinge, perciòche, come racconta conia.^.
Aleflandro Afiodifeo, anticamente l'imagini Il capo inuolto, & l'afpetto urdo, dimoftra

de gli Dci,& de gli Re,furono fatte nude, per no il finiftro afpetto della ftella di Saturno, Se
moihare che la poflanza loro ad ogn'vno era la fua tardanza..!).
inaniftltA__-. Sporco fi dipinge,perche è proprio di Satur

I vari j fiori, fopra il panno fignificano l'al- no il concedere i coftumidishoncfti

4^rezza,& benignità di qucfto Pianeta, & d'- Si rapprcfenta con la falce in mano, perche
InU Virg.ncH'Egloga 4. così dicc_>.
fiori il tempo miete , e taglia tutte le cofe.comt-»
' ìp/a ttbi hl»»dosfundent cunahulafiores . anco potremo dire, che perla Falce s'intenda
Gii Antichi foleuano dare l'hafta per fegno lacoltiuationcde'campijch'egliinfegnoa gì*
di maggioianza,& perciò nell'imagine di Gio Italiani, che prima era incognita^^.
«e fignitìca queft'iftefio . Il fanciullo,cheej[rodiuora, dìmoftra,che
folgore nota caftigo, ma percffer quefto
Il il tempo diftrugge quei medefimi giorni de i

Pianeta benigno lo tien con la finiftra mano quali e Padre, e genitorc_>.


pernonelleie rigorofo,il che iì moftrerebbc_j Si danno i neri boni al fuo carro,petche ta-
quando lo tenelle con la delira mano in atto di li a \ìm facrificauano , come racconta Pefto

lanciarlo. Pompeo
. Il carro è tirato da due Aquile, non folo per Si può anco dire,chehauendo eflb infegna-
jnoftrare, come fono dedicate a Gioiiejmàan- to l'agricoltura per arare, & coltiuaie i cam-
*o per dinotare gl'alti.& nobili fuoi penfieii, pijiion potefle, fé non con fcommodità far
fi

& la liberalità, & finalmente ellere gioueuole lenza quefti animali,e però 1 boui fi pongono,
altrui, & perciò dal giouare diccfi che ei fu come inditiod'agricoltura_^..
chiamato Gioue_,->. Il Tritone fopra il carro cynlc cofe fepolte
Gli fi danno anco l'Aquile,per il buono au- fignifica,che l'hiftoriacomintiò ne i tempi di
gurio , che hebbe mencie andaua a far guerra Sàturno,& che da lui indietro tutte le cofe era
centra Saturno fuo Padre, della quale rimile no incerte, & ofcure,il che figniìficano le code
"vittoriolo.Come a^co,percheinterprctandofi di Tritone fitte,& nafcofte in teiira,perche in-
•Gioue per l'aria più pura d'onde nailono 1 fui nanzi al tempo non v'era materia d'hiftoria .

nini folo fi dimoftra coni' Aquila, che aa tut-


ti gl'vccelli fola s'inalza a grande altezza lon- CARRO DI MINERVA.
tana da terra_j..
DA Paufania è defcritta Minerua nell'At-
tica fopra vn carro in forma di triango-
CARRO DI SATVRNO. lo da tutti tre i lati vguali, tirato da due ciuet-
Come fi
dipinge dal Boccaccio . te,e armata all'anuca,con vna vefte fottol'ar.
--J17 ECCHIO, brutto, fporco,&: ienco, con il matura longa fino a 1 piedi, nel petto ha fcol-
» capo inuolto in vn panno parimcnct_5 pita la tefta di Mcdufa,in capo poi ta vna cela
brutto, &
nel fembiante vedrafli mcfto , di & ta.che per cimiero ha vna sfinge, & da ciafeun
malinconica compieflione,& con habito ftrac de' iati vn grifio,in mano tiene Yn'hafta,che^
H 4 nel-
. > . ,

88 Della nQUifsiftia Iconologia


iicll'vlffma parte" vi è àuuolto vn drago , & a re li fcelcrati fecondo, che meritano gì 'errorj
i piedi di detta figura è vno feudo di criftal- commefli
lofopra del quale ha appoggiata la flniftra_j Gli fi dà la ghirlanda di cipreflo, per edere

mano queft 'arbore confccrato a Plutone, come dice


Il carro in forma triangolare fignifica ( fe- Plinio nel lib. lé.dell'hiftoria naturale, & gli,
condo gl'antichi) che a Mincrua s'attribuifce Antichi, di detto arbore gli fecero ghirlandc_»
l'inuentione dell'armi, dell'arte di teflTere, ri- per eflcr pianta trifta,' &
melta,eflendo ch«_j,
camarej&rArchitemiraili». -• - ' *
'

come vna volta è tagliata. ^ più. non ^enno-


' Dipingefi armata , perche l'animò del fa-
piente fta ben preparato control colpi di for- Il picciolo fcetro , che denc ili manodimo-

tini.i_^. ftra, ch'egli è Redeli'vltima,e piùbafla parte


La lancia fignifica l'acutezza dell'ingegno. dell' Vniuerfo .

Lo feudo il mondo, ilquale con la fapienza La chiane èinfegnadi Plmone,perciòchij


fireggtj. ;•• ' ' ' il'regno fuo è di maniera ferrato,chc nelluiio
li drago aunolto alla lància, denota lavigi- può ntoruardiilàronde Virgilio nel ó.dell'E-
Idn-za.che ntlle' difciylinc adoprar bifogna , ò neide così dice_^. • ,.:
pure che le vergini fidcuonoben giiardare_>, Sedreuocare gradum , fuperai^ue eiatdere ad
come riferifcè' fopra di ciò l'Alciato ne i fuoi auras ,. ,
*
Emblemi . •- - • ^ - Hoc opus , hic l»bor ejl : pctuci , qtios aohuì «-
La Gorgona dipinta nella corazza , dimo- mauit
erà Io fpaucntQjChe l'huomo fapiente rendc>^ luppiter , ^c.
j, i maluagi. La i giri di quei, che defi-
carretta dimoftra
Igriffi,& la sfinge fopra l'elmo dinotano, derano d'arricchire, per elVer Plutone dagl'Aa
che la fapienza ogni ambiguità rifoluc_j. tichi tenuto per Dio delle ricchezze_>.
'
Le cinette,che tirano il cairro^non folo vi fi E guidata da tre ruote, per dinotare la fati-
mettono come vccelli confcerati a Minerua , ca,&il pericolo-di chi vi va d'intorno, & l'in-
ma perche gl'occhi di quefta Dea fono d'vn certezza delie cofe future^».
medefimo colore di quelli della ciuetca, la qua De i tre caaalIi,come habbiamo detto,ilpri
le vede benilTimo la notte,intendendofi che l'- mo fi chiama Amatheo , viene come dice il (

huomo faggio vede, & conofce le cofe, quan*' Boccaccio ntl luogo citato) interpretato ofcu
tunque fieno difficili,& occulte?. rojaffinche fi comprendi la pazza deliberato-
ne d'acquiftarequel che poco fa meftiero con
^CARRO DI PLVTONE. -;
"
la quale è guidato onero cacciato l'ingordo .
_, iì • 'i-i.
Ilfecondo è detto Alaftro, che fuona l'ifteiTo ,

HV G M O ignudò
con vna ghirlanda di cipreflb ih- capo ,
fpaupntofoift'VÌfta_j', che fa nero , acciòchc fi conofca il, merore di
quello,che difcorre,& latriftezza, & la paura
tiene in mano vn picciolo fcetrio,& vna chia- circa i pericoli.che quafi fempre vi ftanno ai-
ue,llando fopra vn carro da tre ruotc,& è tira- torno. Il terzo vien detto Nonio, ilquale vo-
to da tre ferociflìmi caualli,de i qtM.li ( fecon- gliano che fignifichi tepido, acciòche per lui
dcjchediccil Boccaccio lib.8. della (j^neolo- confidenamo , che per lo temere de' pericoli
gia delli Dei) vnò fi chiama Amatheo,il fecon alle volte il ferueniiifimo ardore di acquiftare
do Alaftro , & il terzo Nonio , & per far me- s'intepidifct_> .. . : ;:

glio, chefiaconofciuta quefta figura di Pluto- Gli mette a canto il Can Cerbero con tre
fi

ne, li mettlercmo»alli piedi Cerbero,nel modo, fauci, per eflere guardiano deirinferno,efl'en- .

che fi fuolc dipiiigcicj. do d'incredibile fierezza, & diuoratore del tut


Dipingefi nudo, per dÌmoftrare,che l'anime to di cui -Seneca Tragico nella comedia d'Hex
de' morti, che vanno nel Regno di Plutone-», cole furiofo così dice_>.
cioè nell'Inferno, fono pruic di ogni bene,& Oltre di quefìo apparta
di ogni commodo, onde il Petrarca in vna fua Bel reo Dite la ca,fa
CanzoiKjCosì dice a quefto piopofito • Doue il gran Stigto cane
Che l'alma tgnud», è fola— Con crudeltà fmarrifce V cmjhe,e l' alme
'
Conuien chìe arrftii a quel dubbiofo calle . Sta cjuefìp dibattendo ,'..<- a:

Spanentofo fi dipinge , perciòche così con- Tre fmifttrati capi i .

eiene efl«re a quelli che hanno da caftiga- Con ipauen tetto l /nono
I4
. . .

inolo Parte Pritnxi \a\\£ì %9


tA pOYt» defendendo eoi gran Regna E con la lunga coddL^
Vi giran ferpi al collo Vi giitce /ibi landò vn fiero drago ,

Horridi da vedere

Carri de i quattro Elementi.


VV LCA NO
per
dagli Antichi era pofto Is nempe efi cacìu , nitido tu luminejulges
fiioco,& fi coftumaua dipingerlo
il Vfileanmqi pater claudica t, ille votat
;

niidojbrutto , afFumicato, zoppo, con vn cap- Dindymus efi oculisJt>nilis tiri totus orfL.', , &
pello di color celefte in capo,& con vna mano Vtque tuHS coniux claudicai ipje pede :

tcnelTc vn martello , & con la iiniftra vna ta- Natus hic efto tuus jCAcum iam dejere nixtum
naglia_9. Efl claudtti CACO pule hrior i/le tuo .

Starà quell'imagine Topra di vn'IfoUja pie La quale impcrfettiojie apprcllo Vulcano


della quale vi fla vna gran fiamma di fuoco* fignifica,che la fiamma del fuoco tende all'in
& in mezo d'efla varie forte d'armi, 'è dett'ifo su inegua!mente,ouero per dir come dice Più
la fìa porta con bella grana Toprad'vn carro tarco. Vulcano fu cognominato zoppo perche
tirato da due cani il fuoco lenza legne non camina più di quel-

Il Boccaccio nel libro della Geneologia_j> lo che faccia vn zoppo fenza baftone,le paro-
de gli Dei, dice, che il fuoco è di due forti , il le de l'autorencl difcorfodella faccia della_^
primo è l'elemento del fuoco, che non vede- Luna fono quefte . Mulciberum V'ulcanum di-
mo , & quello molte volte i Poeti chiamano cunt claudum ideo cognorninatum fuijfe , quod
Gioue,& Talrro è il fuoco elementato.del qua ignisfine Ugno non magts progreditur , quanx
le noi ci feruiamo in terra , &
per quefto s'in- claudptsfine fcipion e.
tende la figura di Vulcano Il pruno s'accen-
. Nudo, e con il cappello turchino fi dipin»
de nell'aere , per il velociffimo circolar motto gè, per dimoftrare,che il fuoco è puro,& fin-
delle nubi, & genera tuoni: per il fecondo è il ceroj più diftintamente efpone Eufebio nel-
fuoco che noi accendiamo di legne, &
altr«^ la preparatione Euangelica libro terzo cap. j.
co fé, che li abbruciano. la figura di Vulcano coperto col turbantc-j
Brutto fi dipinge,perciòche così nacque^», azurro per fimbolo della celefte reuolutio-
& dal Padre, il quale dicefi efl'er Gioue, la &ne,doue il fuoco Ci ritroua integroi però chc^
madre Giunone, fu da loro precipitato dal Cie quello che dal Cielo in terra difcende , valen-
lo,fi che andò a cadere nell'Ilbla di Lenno nel do poco , &
hauendo bifogno di materia fi di-
mare Egeo, che però fi dipinge a canto lafo- pinge zoppo .

pradctta irola,d4lla qual cafcata reftò zoppo", 11 martello,&: la tanaglia,che tiene conam

& fciancaio. Ond'egli viene beffeggiato d.t_^ bi le mani fignifica il ferro fatto con il fuoco .
gli Dei, nel Conuiuio, che finge Homero nei Glifi danno i cani,pcrciòche credeuau an-
fine della prima Iliade, oue dice in vno i- ticamente,che i cani, guardaifero il tempio di
diom.L_i?. Vulcano, che era in Mongibelio, &abbaiafle-
ImmenfHS autem ortm esì rifm beatis Difs. rofolamciìte agl'empi, & cattiui, & gli mor-
, ytviderunt Vulcannm
per domum minijiran- defiero,& facefiero fefta a quelli, che andaua-
^.^ lem no dcuotamentea vifitarlo .

Non per altro, fé non perche zoppicano.^, Gli fi mette a canto la gran fiamma di fuo-
impericctione ndicolofa in vna perlbna quan- co & l'armi dujerfe, che vi fono dentro, per le-
do fi maoue,è fa qualche attiene di eflercitio, gno della vittoria di quelli , che anticamente
con tutto ciò, da quefta iftclfa imperfettione , reftauano vincitori di qualche guerra, i quali
prefe vaga materia di lode Giouan Zaratino fokuano raccone l'arme de gl'inimici , & di
Cartellini, mio amico, veramente gentil huo- quelle farne vn monte,?: abbruciandole farne
mo d'ingegno, & di belle lettercjin quello fiio facrificio a Vulcano..
epigramm.i_-5.
i
.;„gARRO DELL'ARIA.
AdVenerem de Dindymo PaUore Claudo.
da Martiano Cappella, Giuno-
Erras non tusts eli natus Cyther&a Cupido
Stnlta tièi mutritnil^; patri ejlfimtlit,
FVne perlaiia,
dipinta
vna xnauona federe^
per a
fopra
. . . ,, . . ,

90 Della nouifsima Iconologia


fopra ili vna Tedia nobilmente ornata , con vn &cotoe racconta Diodoro, fu il primo, cheli
velo bianco , che gli cuopre il capo , ilquale e domaflc-^.
circondato da vna fafcia a vfb di corona anti,
ca,rcalc,picna di gioie verdeirofl'ej& azzurre CARRO DELLA TERRA.
il color della faccia rifplendcnte

La veltc del color d'eì vetro , & fopra a que.


.
NEI terzo libro della Geneologia de gli
Dci,il Boccaccio defcriue la terra
vna_>
rt.i vii'altra di veloofciiro, ha intornoalle gi- Matrona, con vna acconciatura in capo d'vna
nocchia* vna fafcia di duierfi colori. corona di Torre,chc perciò da Poeti fi dice-»
Nella deftra mano tiene vn fulmine,& nel Turrita,come da Virgilio nel fefto libro dell'-
la fìniftxa ci hauerà vn tamburino • Eneide vien detto .

Il carro è tirato da due beliinìmi Pauoni teltx prole virum, q$*sUs Berecynthia mater
vccclli confecrati a quefta Dea, Se Ouidio nel Inuehitur curru Phrygias tHrrttaper Vrbes
primo de arce amandi cosi dice . E veftita d'vna verte ricamata di varie fo-
Laudatas ofìendtt auis lunoniapennas glie d'arbori, &di verdi herbe Se fiori, con la
Si tacitus ipecìcs, illa recondet opes . delira mano tiene vn fcetro, & con la finiftra
I vari j
colori, & l'altre cole
Ibpradettc fìgni vna chiaucj.
jficano le mutacioni dell'aria, per gl'accidenti Sta a federe fopra d'vn carro quadrato da_j
ch'appaiono in ella, come pioggia,rerenitàjim quattro ruote , & fopra del medcfimo carro vi
peto de' venti, nebbia, tempelta,neue, rugia- fono parecchie fedie vote, &
è tirato da due_>
cla,fol^ori, tuoni, &
quello lignifica il tambu- Leoni
rinojcnc tiene in mano,oltie ciò comete, iride, La corona in forma di torre dimoftra douer
vapori infiammati, baleni, & nuuoli cfler intefa per la terra,eflendo il circuito del-
la terra a guifa di Diadema ornato di Città >
CARRO DEL L' AC Q^ A Torri,Caltelli,& Vì11«l_5.
La vefte con i ricamijl'herbe,& i fiori, dino-
Da
Fornuto nel primo libro della natura—^ tano le felue,& infinite fpetie delle cofc,dellc
EVn de gli Dei dipinto Nettuno per l'Acqua-^.
vecchio con la barba,& i capelli del co-
quali la fuperficie della terra è copert.L_.r.
Lo icetro, che tiene con la delira mano, fi-
lore dell'acquamarina, & vn panno indoflb gnifica i Reami, le ricchezze, & lapocenza_>
del medcino colore, nella delira manotiene_> de' Signori del la terra.^.
vn Tridente, & ftà detta figura fopra d'vna_j Le chiaui, fecondo che racconta Ifidoro,fb-
conca manna con le rote tirata da doi balene, no per moflrare, che la terra al tempo dell'In-
onero da due caualli marini in mezzo il ma- uerno fi ferra , e fi nafconde il feme fopra lei
re, oue fi vedano diuerfi pefci ipar/b , quale germogliando vienfuora poi al
Fu Nettuno vno de i tre fratelli, al qualc_> tempo della Primauera , & all'hora fi dice a-
toccò per forte l'Acqua, & perciò fu detto prirlì la terra_^.
Dio del mare,& gl'Antichi lo folcuano dipinge I Leoni, che guidano il carro dimoftrano 1'-
re hora tranquillo, &
quieto,& hora turbato . vfanza della agricoltura nel feminar la terra,
Il color delia barba, delli capelli, come anco ficrchei Leoni (come dice Solino nel libro del
quello del panno, che porta indollb, fignifica e cofe marauigliofe ) Cono auezzi (e fanno il
{ ce me riferi fcc il fudetto Fornutoj il colorc_> lor viaggio per la poluere,con la coda guada-
elei inare_». no le velligie de i fuoi piedi, acciò che i caccia
Il Tridctedimoftra le tre nature dell'acqua, tori da quell'orme non pollino hauere inditio
perche quelle de i fonti, & fiumi fono dolci, le del fuo camino •

marine lòno falle, Se amare,e quelle de' laghi II che fanno anco gl'agricoltori, del terre-
«on fono amare, ne anco grate al gullo . no, i quali gettato che hanno in terra i femi
ere attribuito carro
per dnnortrarcil
il , fubito cuoprono i folchi,alfinchegrvcccllinó
fuo mouimento nella fuperhcie,ilquale fifa mangino le femente_j.
con vna riuolutione, & rumore, come proprio Le fedie,comedicemmo,altro no vogliono
fanno le ruote d'vii carro • inferire,che dimoiharci no folamente le calè,
L tirato detto carro da ferociflìmi Caualli ma anco le Città,che lòno llanze de gl'habi-
per dimortrare, che Nettuno è flato il ritroua- tatori,quali rimangono molte volte vacue per
tore d'elfi, come dicono iPoeti, percotendo la guerra,ò per pefte , onero che nella fuperficic
terra con il Tridente,ne fece >fcjre yn cauailo. della terra molte fediefianoYote^molti luoghi