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Prime crepe 41

no che va al di là dell’economia e interessa nei fatti il futuro


del sogno americano.
Per dirla in breve, abbiamo preso un abbrivio che ci vorrà
una generazione a invertire di rotta. Decenni, a partire da ora,
durante i quali dovremo fare il punto e rivedere le credenze
diffuse. Continuerà a meritarsi, Herber Hoover, il suo dubbio
primato? Sospetto che George W. Bush si sarà guadagnato un
superlativo più severo.
98 Parte prima

Il primo 1 per cento ha le case migliori, l’istruzione miglio-


re, i medici migliori e lo stile di vita migliore, ma c’è una cosa
che il denaro non sembra aver comprato: la comprensione che
il suo destino è legato alle condizioni di vita del restante 99 per
cento. Nel corso della storia, questo è qualcosa che il primo 1
per cento alla fine effettivamente impara. Troppo tardi.
186 Parte terza

vita - forse non hanno lavorato abbastanza sodo, risparmiato a


sufficienza, o preso le decisioni giuste - i loro figli si ritrovano
a vivere in circostanze che non hanno scelto. I bambini, forse
più di chiunque altro, hanno bisogno della protezione che i di­
ritti garantiscono, e gli Stati Uniti dovrebbero offrire al mondo
un esempio lampante di che cosa ciò significhi.
198 Parte quarta

di là dell’assenza di trasparenza - che Wall Street non avrebbe


potuto offrire, ma non si è mai degnato di fornire agli ameri­
cani una spiegazione). Questo articolo spiega nei dettagli quale
sia il difetto nel ragionamento di Romney, perché la sua spara­
ta contro il «47 per cento» puntava semplicemente contro l’o­
biettivo sbagliato.
330 Parte settima

delle terre e della ricchezza e la vulnerabilità alle grandi mano­


vre della politica internazionale. Al largo di Mauritius, gli Sta­
ti Uniti occupano abusivamente con una base navale l'isola di
Diego García che hanno ufficialmente ricevuto in concessione
dal Regno Unito. Quest’ultimo non solo ha mantenuto il con­
trollo delle isole Chagos in violazione della convenzione Onu e
del diritto internazionale, ma ne ha espulso i cittadini e impe­
disce loro di ritornare.
Gli Stati Uniti dovrebbero rendere giustizia a questo paci­
fico paese democratico: riconoscere il legittimo diritto di pro­
prietà di Diego García, rinegoziare i termini della cessione ed
espiare i peccati del passato pagando il dovuto per l'utilizzo dei
territori che hanno occupato illegalmente per anni.
Prospettive regionali 353

re che i frutti della crescita vengano condivisi ampiamente fra


tutti. Ma gestire un’economia di mercato non è cosa semplice,
È un gioco di equilibri che deve costantemente rispondere ai
cambiamenti economici. L’undicesimo piano quinquennale del­
la Cina traccia la road map da seguire. Il mondo osserva con ti­
more e speranza la progressiva trasformazione delle condizioni
di vita di 1 miliardo e 300.000 persone.
Prospettive regionali 361

Se da un lato ciò che si può fare a livello locale è limitato


(l'imposizione fiscale nazionale, ad esempio, è di gran lunga più
importante delle imposte municipali), dall’altro le città possono
contribuire ad assicurare la disponibilità di alloggi accessibili.
E su di esse ricade la responsabilità specifica di garantire un’i­
struzione pubblica di alta qualità e servizi pubblici per tutti, a
prescindere dal reddito.
Medellín e il World Urban Forum hanno dimostrato che que­
sta non è solo una vana speranza. Un altro mondo è possibile.
Ci serve solo la volontà politica per realizzarlo.
Rimettere al lavoro l’America 421

pagare - in termini di utili mancati - è una cifra che potrebbe


essere molto ingente e superare, solo negli Stati Uniti, i 1500
miliardi di dollari.
La destra spesso riconduce la propria discendenza intellettua-
le ad Adam Smith, il quale riconobbe, si, il potere dei mercati,
ma al contempo anche i loro limiti. Già a quei tempi le aziende
avevano scoperto che era più facile incrementare gli utili cospi-
rando per aumentare i prezzi che non fabbricando prodotti in-
novativi in modo più efficiente. Per questo abbiamo bisogno di
rigorose normative antitrust.
Organizzare una festa è semplice. Sul momento, tutti stanno
bene. Promuovere una crescita sostenibile è molto più difficile.
Oggi, in netto contrasto con la destra, la sinistra ha in propo-
sito un’agenda molto coerente, che non soltanto propone una
crescita maggiore, ma assicura anche giustizia sociale. Gli elet-
tori non dovrebbero avere difficoltà a scegliere.