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Berberi o, nella loro stessa lingua, Imazi?en (al singolare Amazi?

), che
significherebbe in origine "uomini liberi"[6], sono, propriamente, le popolazioni
autoctone di quei territori nord-africani conosciuti con la denominazione di Tamaz?
a, corrispondente agli stati di Marocco, Algeria, Tunisia e Libia. Per una serie di
motivi storico-ideologici, nei sopracitati paesi, si � soliti designare con tale
nome solamente coloro che siano di lingua madre berbera (tamazi?t). Il nome berbero
deriva dal termine francese berb�re, a sua volta derivato dal vocabolo arabo
barbar, il quale, probabilmente, non fa che riprodurre la parola greco-romana
barbaro (che designava chi non parlava il latino o il greco). Si veda per esempio
Sallustio, nel suo Bellum Iugurthinum in cui la lingua dei Libi � definita "barbara
lingua" (cap. 18).

fossili umani paleolitici affini ai berberi propriamente detti, sono noti in


paleo-antropologia con il nome di uomo di Mechta-Afalou, una variante del paleo-
europoide del tipo di Cro-Magnon, databile intorno al 20000 a.C.

Nell'antichit� i berberi erano noti sotto varie denominazioni: gli antichi egizi
conoscevano i ??nw (menzionati dal "Re Scorpione" dell'et� predinastica, intorno al
3000 a.C.), i ?m?w, i Rbw ed i m�w� (questi ultimi due probabilmente da leggere
rispettivamente Libu, ovvero i "Libi", e Mashuash). Capi dei "mashuash" divennero
addirittura faraoni intorno al 1000 a.C. Nello spirito di riscoperta delle proprie
tradizioni che anima da alcuni decenni diversi intellettuali berberi, molti di loro
fanno iniziare il loro calendario dal 950 a.C., approssimativa data di ascesa al
trono di Sheshonq I, iniziatore della XXII dinastia egizia, anche se probabilmente
era gi� libica anche la dinastia precedente.

In epoca successiva, molti nomi di popoli e trib� berbere ci giungono da storici


greci e latini, a partire da Erodoto.
Popolazioni berbere citate da Erodoto

In particolare, si ricordano i Libi nelle regioni occidentali dell'attuale Libia, i


Numidi nell'attuale Algeria, i Mauri nell'attuale Marocco, mentre nelle zone
interne vi erano soprattutto i Garamanti e i Getuli.

A partire dal I millennio a.C., il Nordafrica conobbe la colonizzazione di vari


popoli. Da principio Fenici e Greci (Cartagine � fondata intorno all'814 a.C., Oea-
Tripoli nel VII secolo a.C., Cirene intorno al 630 a.C.). In seguito fu il turno
dei Romani, che contesero ai Cartaginesi la supremazia sulla regione.

Intorno al III secolo a.C. si cominciano ad avere notizie precise su veri e propri
Stati berberi, con propri re e una propria organizzazione: i regni di Numidia e di
Mauretania. A quest'epoca risalgono alcune figure celebri come Massinissa,
Giugurta, Giuba II, ecc.

Dopo diverse vicende, che li videro sempre meno autonomi, i regni berberi persero
definitivamente la loro indipendenza nel 40 d.C., sotto Caligola.

Durante la dominazione romana molti Berberi emersero nelle arti, nella politica e
nella religione, esprimendosi nella lingua scritta del tempo: il latino.

Vi furono cos�:

scrittori (da Terenzio a Marziano Capella, con personaggi come Frontone,


Apuleio, o Tertulliano);
santi cristiani (dai martiri scillitani a San Cipriano, San Vittore,
Sant'Agostino e Santa Monica, Zeno di Verona);
papi (Vittore I, Melchiade, Gelasio I);
imperatori (dal libico-punico Settimio Severo, fondatore di una dinastia, ai
mauri Macrino e Emiliano).
Dopo essere rimasto per lungo tempo sotto la dominazione romana, il Nordafrica sub�
nel V secolo le invasioni dei Vandali di Genserico, che costituirono regni nord-
africani, finch� nel 534, una spedizione condotta da Belisario, inviata da
Giustiniano lo riconquist� alla sovranit� di Bisanzio. Tale conquista per� dur�
poco pi� di un secolo, giacch� nel VII secolo si affacciarono i nuovi
conquistatori, gli arabi.

A questo periodo appartiene anche la costruzione dei jedar, tredici monumentali


mausolei berberi situati a sud di Tiaret, in Algeria. Il loro nome deriva
dall'arabo ???? (jidar, muro), ed erano tombe pre-islamiche risalenti alla tarda
antichit� (forse IV-VIII secolo).[7]