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Aleksandar Franchini III A

SAGGIO BREVE SUL SIMBOLISMO MEDIEVALE

La parola “simbolo” deriva dal greco sýmbolon, “metto insieme”, ed è


intesa come il congiungimento di una realtà sensibile con una
sovrasensibile. Durante il Medioevo il pensiero delle persone e il loro modo
di vedere la realtà erano strettamente simbolici. Ciò significa che ogni
oggetto materiale non veniva considerato come concluso di per sé, bensì
era la figurazione di qualcosa che apparteneva ad un piano più elevato, e
diveniva perciò il suo simbolo. La realtà veniva quindi letta dai medievali
tramite il suo significato “nascosto” perché legata all’intellegibile e
misterioso disegno divino. Citando Umberto Eco: "L'uomo medievale vive
in un mondo popolato da significati, rimandi, sovrasensi, manifestazioni di
Dio nelle cose […]”.
Il modo di leggere la realtà della società feudale si manifestava oltre che
nella lettura della natura -che era una vastissima fonte di simboli – anche
nella lettura dei testi. Si era difatti costituito un genere letterario in cui le
parole non avevano solo una valenza narrativa a sé stante, bensì
simboleggiavano anch’esse concetti astratti. Si parla di allegoria (dal greco
àllon, “altro”, e aroréuo, “dico”), che deriva appunto dalla ricerca nei testi
di significati che stanno oltre la semplice lettura.
I medievali erano soliti distinguere quattro livelli di senso nelle scritture: il
senso letterale, ovvero che riguarda il significato esteriore, superficiale; il
senso allegorico, che riguarda il valore astratto a cui allude un elemento
del testo; il senso morale, da cui si traggono dei modelli comportamentali;
il senso anagogico; che attinge alle più alte virtù delle fede.
Durante il Medioevo avviene una perdita di importanza per quanto
riguarda la distinzione fra ciò che è reale e ciò che è fantastico. Siccome
ogni cosa non aveva alcun valore se non quello che rappresentava nel
mondo astratto, non aveva più senso distinguere tra reale e immaginario.
Umberto Eco scriveva: “una natura [...] in cui il leone non era solo un leone,
una noce non era solo una noce, un ippogrifo era reale come un leone,
perché come quello era segno, esistenzialmente trascurabile, di una verità
superiore”. Nella vita dei medievali assumono quindi grande importanza il
sopramondano, l’immaginoso, il magico, e non vengono più distinti dal
reale.
Quello medievale è un mondo differente da quello che conosciamo noi. E’
un mondo ricco di simbologie e di fantasmi, e di volta in volta ci
incuriosisce, ci affascina e ci invita al sogno.