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SOMMARIO

Capitolo 1: Chi è Elon Musk?

Capitolo 2: Storia dell’Azienda

Capitolo 3: Struttura organizzativa

Capitolo 4: Punti di forza e debolezza

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Capitolo 1

Chi è Elon Musk

Cresce in Sudafrica, a Pretoria, in pieno apartheid. Da piccolo aveva il vizio di perdersi nei suoi
pensieri e sognare a occhi aperti; per fortuna quel vizio ce l’ha ancora.

È cresciuto con la cattiva abitudine di leggere tantissimo, soprattutto libri di fantascienza, tramite i
quali impara che è difficile porsi la domanda giusta, rispondere è più facile. La sua domanda di base
è “come salvare il mondo dalla distruzione?” e la risposta relativamente semplice è “vivere su altri
pianeti ed energie rinnovabili”.

Dopo aver imparato a programmare pubblica e vende un gioco per PC, anche se ha poco più di 12
anni. Crescendo si sposta in Canada, dove lavora come bracciante per il cugino. Col tempo riesce a
vincere una borsa di studio per gli Stati Uniti ed entra a Stanford, anche se abbandonerà gli studi
per iniziare la sua prima start up: Zip2. Si trattava di un servizio di pagine gialle online; iniziò con un
prestito del padre di 28.000 dollari e si concluse per Musk con l’entrata di un investitore che versa
3 milioni e toglie potere decisionale al fondatore. L’azienda viene acquisita da Compaq e Musk
ottiene 22 milioni dalla liquidazione della sua fetta di capitale.

Da questo tesoretto prende 12 milioni e li usa per fondare X.com, successivamente PayPal, al tempo
la prima banca online. Fricker, un suo amico e cofondatore, abbandona il progetto, mentre Elon
Musk rimane focalizzato sulla realizzazione del suo nuovo sogno. Questa è una caratteristica che lo
ha accompagnato fino al successo del presente. Gli servivano più soldi per realizzare X.com e
insistendo nel perseguire il suo obiettivo trova chi investirà sulla nuova startup. In seguito alla
fusione con un concorrente nasce PayPal, di cui Musk è CEO. Tuttavia i suoi soci decidono di togliergli
potere decisionale e lo revocano dall’incarico che ricopriva nell’impresa che aveva fondato lui
stesso. La cifra che spunterà dalla liquidazione del suo pacchetto azionario sarà pari a 165 milioni,
corrispondenti solo all’11,7% dell’intera somma pagata da eBay per comprare PayPal.

Dopo aver sfidato un settore dominato dalle lobby, quello bancario, ne sceglie un altro, sempre
sotto l’influenza delle lobby, quello aerospaziale. Si circonda delle persone più esperte e motivate e
fonda SpaceX. Vuole portare l’uomo su Marte e se qualcuno inizia a tirare indietro, Musk non perde
tempo e si dimostra spietato a licenziarlo. L’obiettivo è lanciare nello spazio i primi razzi progettati
da una compagnia privata, per sostituire gli ormai abbandonati shuttle, e nel futuro mandare l’uomo
su Marte.

L’anno dopo l’avventura con SpaceX, iniziata nel 2002, Musk entra in Tesla, dove riceve più di un
miliardo di dollari di investimento da parte di venture capitalists per la messa in commercio della
Roadster, la prima auto elettrica di lusso. Nel frattempo fa fare a Eberhard, uno dei fondatori
originali di Tesla, la fine che ha subito lui con PayPal, lo fa uscire e diventa un dittatore all’interno di
Tesla. Vuole persone che lavorino sabato e domenica e licenzia chi non è in linea con i suoi ordini. È
grazie a questa perseveranza nel lavorare sull’obiettivo che Musk riesce a superare la crisi del 2008
e continuare ad investire oggi, acquisendo Solar City ed avviando Neuralink.

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La minaccia imminente per i concorrenti è nel settore autotrasporti. A settembre verrà lanciato il
camion elettrico di Tesla, che spaventa seriamente le quotazioni dei produttori tradizionali. Nel
frattempo sono già stati fatti investimenti in Otto, una start up che ha creato un kit di conversione
all’elettrico per i tir tradizionali, il costo è di 30.000 dollari ed è stata testata anche la funzione di
guidatore automatico; si configura come un’insidia molto vicina per chi non sta innovando in questa
direzione.

Con Panasonic sta lavorando al Powerwall 2 ed al Powepack 2, per lo stoccaggio domestico di


energia, i quali faranno da complemento ai pannelli solari di Solar City, che promettono di essere
esteticamente più belli e più economici degli altri. La scommessa di Musk è che fare un tetto
completamente ricoperto di pannelli solari diventi più conveniente di un tetto convenzionale. Nel
frattempo è stato realizzato l’impianto solare che ha reso energeticamente autonoma un’intera
isola delle Samoa, grazie a 5600 pannelli e 60 Powerpack. Altri progetti futuristici sono la Boring
Company e Hyperloop, entrambi sono dei tubi per far viaggiare le persone a velocità altissime. La
prima consiste in un ascensore che permette di viaggiare con l’auto in tunnel a 200 km/h sotto al
traffico cittadino di Los Angeles. La seconda punta a far viaggiare le persone all’interno di una
capsula, simile a un vagone del treno, la quale viaggerebbe all’interno di tubi sospesi.

La promessa da qui a due anni è che verrà messo a disposizione un Autopilot che permetterà di
andare da Los Angeles a New York senza toccare un tasto. In un’ottica futura chi acquisterà una
Tesla potrà farla girare mentre non la usa e coprire il costo iniziale grazie al ricavo da un servizio
simile ad Uber.

Un fatto divertente e non molto noto è la scelta dei nomi nei modelli di Tesla. Il marchio Model E
appartiene a Ford, per cui Musk ha dovuto sostituirlo con il Model 3, che comunque con i già
presenti Model S e X, insieme all’annunciato Model Y, rende la gamma di Tesla S3XY, anche se SEXY
sarebbe stato più comprensibile.

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Capitolo 2

Storia dell’Azienda

La storia di Tesla Motors si è sviluppata in tempi recenti ed in maniera intensa, regalando anche
qualche colpo di scena. Si possono tuttavia riconoscere degli eventi chiave nello sviluppo e
nell’affermazione della società, in base ai diversi anni di vita della società stessa.

2003: su iniziativa degli ingegneri Martin Eberhard (per un periodo iniziale anche CEO) e Marc
Tarpenning, viene fondata Tesla Motors, in onore dello scienziato serbo Nikola Tesla. La loro idea
era quella di produrre, nella Silicon Valley, le prime auto sul mercato completamente elettriche. Il
progetto, molto ambizioso, richiedeva ingenti investimenti.

2004: Elon Musk, imprenditore da sempre interessato a progetti innovativi, conferisce 7.5 milioni
di dollari, diventando il proprietario della società. Con il suo avvento, la strategia societaria è chiara
fin da subito: rivolgersi ad una nicchia di clienti con i primi modelli, per poi espandersi sul mercato
con auto più economiche, una volta perfezionata la tecnologia.

2005: per coprire gli elevati costi di sviluppo, Musk conferisce altri 13 milioni. La società sigla inoltre
un importante patto di collaborazione con la Lotus, per iniziare a produrre negli stabilimenti della
casa britannica il primo modello a marchio Tesla Motors, cioè la Roadster. Questa vettura,
volutamente molto simile ai modelli Lotus, si rivolge come detto ad una nicchia di consumatori, dato
anche il prezzo elevato.

2007: la società si imbatte in un periodo negativo, dovuto anche al fatto di aver venduto poche
Roaster. Viene nominato CEO Ze’ev Drori. La sua gestione però, discutibile e non in linea con le idee
di Musk, porterà al taglio del 10% del personale. Nel 2008 lo stesso CEO perderà il posto. Musk,
forte delle sue abilità di imprenditore, riesce comunque ad ottenere un finanziamento di 40 milioni
di dollari da parte di un gruppo di venture, nel quale si ritorvano tra gli altri i founder di Google e il
presidente di eBay.

2008: Musk subentra come CEO, conferendo anche 70 milioni di dollari in società. La Roaster esce
di produzione, e ciò spinge il management ad analizzare gli errori commessi, per correggerli. Viene
annunciata la produzione della Model S (nel 2010 i primi esemplari), auto che avrà grande successo
e porterà il marchio ad avere grande notorietà.

2009: il gruppo Deimler AG acquista il 10% circa della società, per un valore di 50 milioni. La vera
svolta è però un prestito di 465 milioni di dollari, da parte del governo degli USA, interessato allo
sviluppo di energie alternative. TM ripaga quel prestito nove anni prima della scadenza, nel 2013.

2010: la società apre la prima fabbrica in suolo americano a Fremont, in California, acquistando il
lotto che prima apparteneva ad una joint venture tra Toyota e General Motors. La società ha ormai
raggiunto un elevato grado di capitalizzazione e decide di quotarsi sul mercato. Con l’IPO iniziale

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vengono iniettati ben 226 milioni nelle casse societarie. La società annuncia inoltre una partnership
con Toyota, siglata per 50 milioni, per la prosuzione di auto e componenti vari.

2012: TM, forte dei finanziamenti ottenuti, annuncia la produzione del primo SUV, il Model X (i
primi esemplari escono nel 2015). Per fronteggiare l’ansia da ricarica dei clienti, la società comincia
a diffondere le prime stazioni Supercharge. Oggi se ne contano in tutto il mondo circa 2000.

2013: la società deve fronteggiare un problema. In tre casi di incidente, le Model S hanno preso
fuoco. Nessuna conseguenza per i passeggeri del veicolo, ma ciò porta comunque ad una
diminuzione del valore delle azioni del 20%.

2014: anno di grande ripresa per TM. Vengono venduti moltissimi modelli, ed il valore delle azioni
aumenta del 47%. Il management decide di rendere la tecnologia open source, in modo che anche
soggetti esterni possano apportare migliorie. Sull’onda dell’entusiasmo, inoltre, la società annuncia
la produzione della Tesla migliore di sempre, la Model 3, che entrerà in produzione nella seconda
metà del 2017, ad un prezzo di soli 35.000 dollari. Musk annuncia inoltre l’entrata sul mercato di
versioni potenziate della Model S.

2015 – 2016: la società sbarca in Michigan, acquistando la Riviera Tool. Musk provvede alla
fusione con SolarCity, importante azienda produttrice di pannelli solari, con l’intento di espandere
l’uso della tecnologia Tesla anche per uso domestico.

Obiettivi futuri: Elon Musk, data la sua volontà di innovazione, ha già annunciato alcuni punti che
TM cercherà di implementare in futuro. Essi riguardano la produzione di camion e autobus elettrici,
migliorare il sistema di guida automatica, rendere le auto ancora più accessibili a tutti (per prezzo
ed ubicazione geografica), e far entrare a pieno ritmo la fabbrica Gigafactory, situata in Nevada,
grazie alla quale Musk prevede di produrre le batterie ad un costo inferiore del 30% rispetto alla
concorrenza.

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Capitolo 3

Struttura organizzativa

3.1 Divisione dei poteri


Tesla Motors è un’azienda che ha fatturato lo scorso anno circa 7 miliardi di dollari. Per tale ragione
la struttura organizzativa della società deve essere adeguata alla mole del fatturato per essere
efficiente al pari delle multinazionali sul mercato automobilistico. Ciò non significa che tutte le
organizzazioni di settore deve avere la medesima struttura in base alla grandezza, ma è evidente
che società dal fatturato consistente come Tesla o Bmw presentano organizzazioni per certi aspetti
simili, per di più non possono avere la stessa divisione interna di una piccola azienda locale. Tali
colossi aziendali devono possedere una struttura il più possibile flessibile all’ambiente per essere
sempre pronti al cambiamento e dotarsi di una struttura molto orizzontale per evitare di riferire
ogni singola decisione al superiore o al proprio direttore, anche se alla fine ciascun dipendente
risponderà al proprio. Ogni società possiede un fondatore, un presidente, un CEO e altre figure
chiave nell’organizzazione. Il top management di TM è composto dal CdA e da alcuni comitati
esecutivi. All’interno del Cda, troviamo il co-fondatore Elon Musk, in qualità di CEO (amministratore
delegato). Avere tale nomina consente una accelerazione nel processo decisionale e la possibilità di
intervenire in prima persona nei punti chiave dell’azienda. Gli altri membri del CdA sono: Brad W.
Buss, Robyn M. Denholm, Ira Ehrenpreis, Antonio J. Gracias, Steve Jurvetson, Kimbal Musk (fratello
del co-fondatore E. Musk). A comporre la governance contribuiscono anche i comitati esecutivi di
revisione, nomine e
governance, remunerazione.
Questi sono organismi
presenti all’interno
dell’organizzazione composti
da membri del CdA che hanno
potere decisionale su
tematiche ben precise.
Inoltre per aumentare
l’autonomia decisionale in
capo a certi soggetti viene
conferita la nomina di
amministratore indipendente
come si può notare in figura. Fonte: www.tesla.com

L’azienda anche se è una delle più innovative al mondo mantiene una struttura organizzativa di tipo
funzionale. Secondo questo schema le attività vengono raggruppate in base ad una funzione
comune, al fine di ottenere una sorta di specializzazione in ogni reparto, favorendo l’ottenimento di
economie di scala e capacità approfondite visto che Tesla detiene ancora pochi prodotti in

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portafoglio. Le funzioni principali comprendono firmware e hardware, qualità, sicurezza, risorse
umane, produzione, design, ricerca e sviluppo e finanza.

3.2 Struttura internazionale


A livello internazionale Tesla Motors ha una struttura che possiede tre caratteristiche principali:

→ Struttura globale a matrice

→ Centralizzazione

→ Divisioni regionali

Struttura globale

Tesla entra in un settore dove l’impresa più giovane ha circa 90 anni, per cui il settore
automobilistico non è un’industria aperta ai nuovi arrivati. Esistono delle forti barriere all’entrata
che consistono nella notorietà, reputazione, fidelizzazione dei clienti, economie di scala, impianti e
macchinari tecnologicamente avanzati che le concorrenti sono riuscite a sviluppare con il passare
del tempo. Per questo motivo l’azienda deve necessariamente crescere in tempi brevi e per farlo
deve espandersi attraverso il mercato internazionale. In questo modo Tesla Motors potrà accedere
ad economie di scala, ad economie di scopo nonché rafforzare il brand. Partendo dall’orientamento
domestico iniziale che si presentava nel 2003 quando l’azienda nacque, Elon Musk è riuscito a
sviluppare un mercato più ampio che comprende Europa e parte dell’Asia. La struttura globale
consiste in squadre funzionali o uffici che sovrintendono le operazioni nazionali e internazionali.
Questa struttura viene utilizzata dalle imprese per tenere sotto controllo lo svolgimento delle
operazioni.

I seguenti uffici funzionali dirigono e rappresentano la gerarchia globale:

1. Presidente e Amministratore Delegato


2. Chief Technology Officer
3. Capo dell'ufficio finanziario
4. Capo designer
5. Vice Presidente - Ingegneria del Veicolo
6. Vice Presidente - Operazioni Powertrain
7. Vice Presidente - Vendite America del Nord
8. Vice Presidente - Produzione
9. Vice Presidente - Pilota automatico Hardware Engineering
10. Vice Presidente - Worldwide Services & consegne
11. General Counsel

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Centralizzazione
La centralizzazione consiste nel controllo sull’intera organizzazione attraverso le decisioni che
un gruppo o una squadra genera. In tal caso, i capi di ciascun ufficio della gerarchia globale
formano la sede centrale di Tesla, che controllano direttamente tutte le operazioni. È
importante sottolineare come la società offre piena autonomia agli uffici regionali o all’estero.
Invece la struttura centrale prende decisioni importanti per una buona parte delle operazioni
all’estero.

Divisione regionali

Le divisioni regionali sono utilizzate per l’implementazione di piani strategici e di marketing


mirati per ogni divisione, per l’organizzazione di documenti finanziari e report. Tesla presente
le seguenti divisioni regionali informative e strategiche:
 Usa
 Cina
 Norvegia

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3.3 Struttura fisica
L’organizzazione fisica della produzione è minuziosa. Il fabbricato che ospita la sede principale della
società america è immenso circa 1524 kmq disposti su due livelli e solamente una parte di questo
spazio è utilizzato per la produzione circa il 40%. All’inizio lo stabilimento era una normale fabbrica
industriale: scuro, con scarsa luce naturale e murature di cemento spoglie. Dopo il trasferimento
dell’azienda ci fu un cambiamento radicale. Per prima cosa tutto lo stabilimento venne pulito e tirato
a lucido. Dopodiché vennero aperti ampi lucernari sul solaio per agevolare l’entrata della luce del
sole. Successivamente vennero verniciati tutti i lati della struttura di bianco, e i macchinari di un
rosso vivo (colori della società). Elon Musk sostiene che “Uno stabilimento immacolato e pulito è
funzionale. Lo stesso senso di qualità e precisione deve essere trasmesso nel veicolo”. Inoltre poche
aziende utilizzano le bicilette per spostarsi all’interno dello stabilimento da un reparto di produzione
all’altro, e tutto ciò rientra nella filosofia “green” della società. Inoltre E. Musk è l’imprenditore per
eccellenza della Silicon Valley, perciò la fabbrica è fornita della tecnologia più avanzata. All’interno
possiamo trovare robot multifunzionali, smartcar e pianificatori di produzioni automatizzati. Il CEO
di Tesla punta a costruire l’azienda più innovativa al mondo ma allo stesso tempo anche lo
stabilimento migliore al mondo. Per realizzare il suo sogno affida a Gilbert Passin il ruolo di direttore
della produzione, egli è uno degli esperti più ambiti del settore e vanta un’esperienza decennale.
Prima di Tesla faceva parte degli stabilimenti Toyota più considerati in Canada. Il suo compito era
quello di costruire “La Fabbrica” per eccellenza con personale qualificato e ha dovuto contribuire da
solo al reperimento dei locali e degli uomini. Questo spiega l’autonomia di cui godono i responsabili
a certi livelli per rendere più efficiente il processo decisionale. Ancora una volta la struttura
organizzativa di Tesla si distingue per la flessibilità all’interno di un organismo che deve
necessariamente essere di tipo “meccanico” all’interno dell’industria automobilistica.

La produzione è completamente automatizza grazie allo sviluppo ingegneristico di robot efficienti


multifunzione, ovvero macchine dotati di bracci meccanici che possono svolgere più di una
operazione nello stesso processo. Possono saldare e allo stesso tempo ruotare da soli il pezzo di
alluminio per saldare nuovamente in un altro punto passarlo ad un altro braccio meccanico che
svolgerà un altro lavoro. Però per funzionare al meglio tali macchinari devono essere supervisionati
da esperto che riesca ad accorgersi quando il macchinario sbaglia.

Per giunta al fine di portare a termine il lavoro i robot devono essere programmati a mano dai
dipendenti. È questo l’unico svantaggio di tale tecnologia, ossia il dover continuamente apportare
modifiche fino a quando il processo di produzione fila liscio.

Lo stabilimento è suddiviso in reparti: stampaggio, gruppo motopropulsore (2° piano), telaio


(composto da sottoreparto sportelli, sottoreparto tettuccio, sottoreparto cofano ecc..), reparto
verniciatura, reparto montaggio generale, reparto testing.

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Fonte: www.tesla.com

Reparto stampaggio
Inizia tutto dallo stampaggio. Qui vengono convogliate le bobine di alluminio, risorsa proibitiva
nel settore delle auto per via dei costi notevolmente elevati, circa 30.000$ a bobina.
La bobina viene disfatta poco alla volta secondo il ritmo del macchinario e viene tagliata in
lastre. I fogli di alluminio poi vengono sottoposti al pressaggio. Per essere al passo Tesla
acquista la pressa più grande di tutto il Nord America. Si tratta di una pressa composta da
quattro elementi disposti in serie. I bracci automatizzati fanno passare gli elementi appena
stampati da una pressa all’altra.

Reparto gruppo motopropulsore


In questo reparto viene costruito la parte centrale delle vetture Tesla. Si tratta del motore e
delle batterie. Circa un 7.000 piccole celle a ioni. Vengono disposte su un piano distinguendo il
positivo dal negativo e un segreto aziendale di Tesla è proprio la disposizione delle celle che
fornisce la potenza alle batterie. Il motore invece è un gruppo sincrono a corrente alternata
ideato da Nikola Tesla da cui prende il nome l’intera azienda.

Reparto telaio
Il ciclo di produzione continua nel reparto telaio. Per accelerare la produzione la Tesla forgia i
singoli (14) componenti in sottoreparti specifici. Da una parte troviamo il sottoreparto degli
sporterli, da un'altra troviamo il sottoreparto della fiancata, il sottoreparto del tettuccio, il
sottoreparto del cofano e via dicendo. In tali sottoreparti i fogli di alluminio vengono presi dal
macchinario e giunti attraverso dei rivetti per produrre il componente. Grazie ai robot iper
efficienti questi sono in grado di saldare, unire e fare aderire i fogli di alluminio.

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Reparto verniciatura
Nel reparto verniciatura la carrozzeria prende vita. Anche la verniciatura è ricca di innovazione.
Sono state inserite nella vernice delle scaglie di vetro per aumentare la lucentezza della tonalità
di colore. L’effetto finale deve risultare lucente come il vetro. Invero tale fase del processo
richiede molta pazienza da parte dei dipendenti Tesla. La carrozzeria assemblata arriva grezza
dove viene inizialmente carteggiata per far aderire la vernice. Dopodiché si procede
all’applicazione della vernice. Anche in questo, come in tutti i reparti, i robot sono multi-
tasking, riescono a verniciare e a chiudere e aprire gli sportelli in autonomia. Una volta che
l’auto risulta verniciata, viene trasportata ai forni, per poi essere di nuovo lucidata. Per
apportare gli ultimi ritocchi si impiegano ore. Per verniciare la “Model S” si impiega circa un
giorno e mezzo.

Reparto montaggio generale


Una attenzione particolare viene posta anche nella fase di assemblaggio generale. Prima si
procede a montare il tettuccio panoramico sulla carrozzeria ancora nuda.
Il braccio meccanico prima scatta una foto della parte superiore dell’auto per orientare il
posizionamento del vetro dopo grazie a delle ventose raccoglie il tettuccio e lo posiziona
secondo i suoi calcoli. Poi con l’aiuto di un paio di addetti si passa al montaggio degli interni e
del collegamento dei cavi. Le portiere aerodinamiche vengono installate e in un secondo
momento il cruscotto interattivo viene posto sul veicolo.
Per concludere, sempre nel reparto montaggio generale si procede all’installazione del gruppo
motopropulsore che deve essere congiunto con la carrozzeria. Questo procedimento risulta
molto più semplice di quello applicato nelle macchine a carburante perché in queste ultime è
presente anche la trasmissione. In quelle elettriche l’albero è assente e quindi c’è un
collegamento diretto con le ruote posteriori. Per cui il montaggio è composto da una prima
fase in cui prevede il collegamento del gruppo motore e sospensioni alle ruote posteriore e una
seconda fa che prevede l’installazione della batteria nella parte inferiore che allo stesso tempo
contribuisce a fornire rigidità al veicolo. Questa fase deve rispettare dei tempi ben precisi per
poter consegnare le auto ai clienti nei tempi stabiliti. Il tempo obiettivo è di 4 minuti e 40
secondi. In tutto il reparto sono presenti cronometri e tabelloni che indicano a che tempo si è
arrivati.

Reparto testing
Le macchine terminate procedono all’ispezione finale. Elon Musk insiste affinché le vetture
vengano testate su delle piattaforme di bambù. Egli è convinto che la bellezza di un’auto possa
essere giudicata solamente se circondata da un ambiente gradevole. L’ultimo test è una prova
di guida. Essendo elettriche e non emettendo anidride carbonica le auto possono essere testate
all’interno dell’edificio stesso senza dover uscire. Per tale ragione è stata costruita una pista di
testing che prevede delle superfici artificiali piane ma anche sconnesse attraverso delle
semisfere fissate saldamente al suolo. Se la macchina marcia senza problemi significa che è
stata allestita correttamente e può essere consegnata al cliente.

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Capitolo 4

Punti di forza e debolezza

La struttura organizzativa di Tesla Motors è di tipo funzionale, tipologia che ben si adatta ad
organizzazioni che producono un ristretto numero di prodotti, nel caso della Tesla 3 (Model S, Model
X e a breve Model 3). Questo tipo di struttura permette di sfruttare economie di scala e di sviluppare
conoscenze e capacità approfondite all’interno delle singole funzioni. La gerarchia funzionale
verticale viene mitigata attraverso la presenza di molti team di lavoro e di project manager che
aiutano il coordinamento tra le diverse funzioni aziendali. La gerarchia verticale viene ulteriormente
indebolita dalla scarsa presenza di burocrazia all’interno dell’azienda, è necessario rispondere del
proprio operato al direttore di reparto ma il loro controllo non è asfissiante. La comunicazione
orizzontale è molto efficiente, per comunicare con un dipendente di un altro reparto/funzione è
sufficiente mettersi in contatto diretto con quest’ultimo senza bisogno di passare attraverso i
rispettivi direttori, permettendo così di risparmiare tempo, in quanto Tesla è un’organizzazione che
corre. Infatti la missione di Tesla è "accelerare l'avvento del trasporto sostenibile mettendo sul
mercato di massa le automobili elettriche al più presto". Tuttavia per completare questa missione,
all’interno dell’organizzazione si è creato un ambiente di lavoro molto stressante (secondo indagini
PayScale il 70% dei dipendenti dichiara di sperimentare alti livelli di stress), con ore lunghe e brutali
(80-100 a settimana) e dove la concorrenza è feroce. Per di più la compagnia fa firmare un accordo
confidenziale al momento dell’assunzione dove i dipendenti promettono di non formare gruppi per
protestare contro l’azienda, non sono note le altre condizioni perché il documento è segreto.
Quest’informazione è trapelata in seguito a un’accusa dei dipendenti, che sono passati dalla parte
del torto per aver diffuso questo segreto. Secondo Elon Musk, per lavorare in Tesla è opportuno
credere in questa missione ed essere disponibili a fare sacrifici per raggiungere tale obiettivo,
cambiando il mondo in meglio. Ci vuole disciplina per rimanere in un’organizzazione così e non a
caso vengono cercati continuamente veterani statunitensi da inserire nelle posizioni lavorative; per
Tesla i militari sono una fonte di talenti fondamentale per svolgere il suo lavoro.

A livello internazionale persiste una forte centralizzazione, tutte le divisioni internazionali e


domestiche rispondono agli stessi soggetti, tutte le operazioni vengono decise al “quartier
generale”. Questa forte centralizzazione permette di avere un forte controllo su tutte le divisioni e
di implementare rapidamente nuove strategie. Tuttavia questa rigidità impedisce alle divisioni
internazionali di rispondere prontamente a problemi e sfide che i rispettivi mercati potrebbero
presentare. Aumentare la decentralizzazione, assegnando più autonomia agli uffici oltremare,
permetterebbe di rispondere meglio alle sfide competitive che si presentano nei singoli mercati
domestici.

Uno dei principali punti forti di Tesla Motors è la sua forte integrazione verticale, stimata attorno
all’80% nel 2016 dalla Goldman Sachs, che va dalla produzione fino alla vendita, al contrario di altre
aziende automobilistiche che fanno outsourcing per circa l’80% dei componenti necessari.

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A monte Musk ha stretto un accordo con la Panasonic per creare la Gigafactroy, che grazie alla
produzione innovativa, alla
riduzione degli sprechi e alla
semplice ottimizzazione costituita
dall'ubicare la maggior parte del
processo di produzione sotto un
unico tetto, comporterà un costo di
produzione molto competitivo.
Oltretutto la Gigafactory sarà
alimentata da fonti di energia
rinnovabili, allo scopo di raggiungere Fonte: www.tesla.com

un'energia netta pari a zero.

A valle Tesla opera tramite una rete di stores dedicati, di proprietà e gestione diretta da parte dalla
casa automobilistica, introducendo il concetto di vendita diretta al pubblico. In questi store tuttavia
non vengono vendute automobili, il cliente viene solamente educato e introdotto all’etica
sostenibile della compagnia. L’interazione con il cliente avviene in larga parte tramite il sito internet,
dov’è possibile fare preventivi personalizzati incluso le proposte di finanziamento, prenotare prove
su strada dell’auto e naturalmente perfezionarne l’acquisto concordando anche le modalità di
consegna a domicilio. L’assistenza tecnica poi avviene anch’essa quasi completamente in modalità
remota, senza necessità di interventi in officina ed è ovviamente gratuita. In altre parole, la
possibilità di successo di Tesla non dipende da altre società, ma è quasi interamente sotto il suo
controllo.

Il CEO, Elon Musk, punta tutto


sull’innovazione, investendo
moltissimo denaro in Ricerca e
Sviluppo. Tuttavia l’approccio
all’innovazione è diverso a quello
delle tradizionali case
automobilistiche, infatti Tesla
intende ridefinire completamente
ogni modello ogni due o tre anni,
introducendo nuove tecnologie ad un
ritmo altissimo permettendo loro di
avere un vantaggio costante sui
competitor che dovranno
continuamente rincorrere per non risultare obsoleti. Concretamente Tesla sta investendo su robot
automatizzati, stampanti 3D e macchinari all’avanguardia, oltre che investire nella ricerca su
batterie, Autopilot, car sharing, camion elettrici e pannelli solari. Questi investimenti sono anche
giustificati dal fatto che il CEO della società sta cercando di influenzare l’ambiente esterno: non ha
intenzione di vendere semplici macchine, ma vuole cambiare il modo in cui viene effettuato il
trasporto di persone, introducendo progressivamente nelle sue auto il pilota automatico
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continuando ad investire in R&S. Per favorire la diffusione di macchine elettrica l’azienda ha
costruito più di 2000 punti di ricarica gratuiti, i cosiddetti Tesla Supercharger, e quest’anno prevede
di raddoppiarne la presenza.

Questi pesanti investimenti innovativi permettono a Tesla di essere avanti di almeno un paio d’anni
rispetto ai competitor giapponesi e tedeschi, anche se le uscite elevate legate a questi investimenti
hanno impedito a Tesla di avere profitti, la società ha infatti chiuso ogni esercizio in perdita.

Nonostante non abbia mai chiuso un


bilancio in attivo (nel 2016 ha
prodotto 84mila auto e ha perso quasi
700 milioni su 7 miliardi di fatturato) è
riuscita nei primi mesi del 2017 a
diventare la prima casa
automobilistica Usa per
capitalizzazione nella Borsa
americana, grazie alla fiducia
ripostagli dagli investitori. Tuttavia
per mantenere questo successo Tesla
Motors dovrà capitalizzare sugli
investimenti fatti per la Tesla Model 3,
modello per la quale ha già ottenuto 400.000 ordini al buio. Dovrà dare prova della capacità di creare
un’automobile per il mercato di massa che sia prodotta in grandi quantità e che riesca a conquistare
il grande pubblico e non solo i clienti (fidelizzati) che hanno creduto in Tesla fin dall’inizio.
Contemporaneamente dovrà lavorare sulla qualità delle automobili, che Tesla ha sempre sacrificato
per lasciar spazio a tecnologia e innovazione, dovrà essere migliorata per ridurre il numero di
automobili richiamate per svariati difetti, cercando allo stesso tempo di migliorare l’efficienza,
riducendo i costi ritenuti ancora eccessivi. A chi vede questo aumento di prezzo come una bolla,
Musk risponde che il valore delle azioni non si basa sui dati passati, ma sul potenziale futuro. Tesla
sta correndo molto velocemente per sviluppare il suo potenziale e la motivazione a crescere viene
mantenuta sempre altissima dal suo CEO carismatico.

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Sitografia:
http://tesla.com/

http://ilsole24ore.com/

http://buzzfeed.com/
http://ted.com/
http://futurism.com/

https://quora.com/

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