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CONTRO IL GOVERNO DEI PEGGIORI (Bovero)

1 - SOSTANTIVI DELLA DEMOCRAZIA

Democrazia → demos-kratos
kratos → forza, saldezza, superiorità, capacità di affermarsi
potere politico, potere di prendere decisioni collettive, potere attribuito
a quel soggetto che in una comunità determina le scelte pubbliche ed è
perciò supremo e sovrano.
Demos → popolo

Ambiguità → i greci con Aristotele definivano contemporaneamente:


. forma di comunità in cui il potere di decisione politico è nelle mani
dell'assemblea di tutti i cittadini (maschi adulti, liberi, residenti e
autoctoni)
. forma di comunità in cui il potere è nelle mani della parte povera e
non nobile della comunità.

Popolo → .corpo collettivo organico (deriva dalla piazza), è l'immagine che si ha


guardando il popolo dall'alto.
Non è un vero soggetto di decisione, chi decide è colui che guarda il
popolo dall'alto
.immagine d'insieme, somma di tutti gli individui come singoli

.la decisione collettiva del popolo è solo la somma delle decisioni


individuali

Aristotele = potere (kratos) di prendere decisioni collettive vincolanti per tutti, esercitato dal popolo
(demos) mediante la somma delle libere scelte individuali

Isonomia → ISO = eguaglianza


NOMIA = di legge
Eguaglianza davanti alla legge, attraverso la legge
Eguaglianza di diritti politici
Diritto di voto, di esercitare uffici pubblici, di partecipare all'elaborazione degli
indirizzi politici nell'assemblea

(rappresentazione cerchio con cittadini sulla circonferenza e potere al centro)

EGUAGLIANZA (TRA CHI? IN CHE COSA?)

Cittadinanza
– Ius sanguiniis → per sangue (figlio membri comunità), regresso all'infinito
– Ius soli → tutti i cittadini nati e/o residenti in un certo territorio (problemi di
attribuzione: quali sono i requisiti)
Cittadino
colui che ha diritto a partecipare al processo decisionale politico:
– in Grecia maschi liberi, adulti, residenti e autoctoni
– democrazia moderna → decade lo stato di maschio libero, tutti i membri della comunità
autoctoni o inclusi

In entrambi i casi:
. attribuzione ad ogni testa un voto
. i giudizi, i pareri e gli orientamenti di tutti gli individui hanno pari dignità
. differenze di ceto non influiscono sulla capacità di giudizio

Eguaglianza democratica → eguale diritto e potere di ogni cittadino di prendere parte al processo di
decisione collettiva

Principio fondamentali della democrazia: eguale distribuzione del potere di decisione collettiva tra
tutti gli individui della comunità cui le decisioni sono rivolte, dal momento che tutti sono uguali
nella capacità di giudizio

Problema → ridurre tutte le volontà ad un'unica volontà collettiva

In democrazia ogni individuo deve poter riconoscere come propria la volontà generale, in quanto ha
contribuito alla sua formazione

Democrazia rappresentativa moderna per Aristotele non sarebbe propriamente una democrazia ma
una aristocrazia, in quanto il governo dei migliori eletti dal popolo

Perno della democrazia: elezione reiterata → consente rielezione o revoca

L'iterazione rende democratica l'aristocrazia elettiva

(rappresentazione: non piu cerchio ma piramide in cui il processo può partire dall'alto o dal basso)

Autocrazia → processo discendente

Democrazia rappresentativa → processo ascendente


2- AGGETTIVI DELLA DEMOCRAZIA

Democrazia presidenziale o parlamentare

criterio: rapporto tra governo e parlamento

Democrazia parlamentare → il governo è sottoposto al potere legislativo, il quale fonda la sua


democraticità sul voto popolare

Democrazia presidenziale → il capo del Governo è eletto direttamente dai cittadini e risponde
direttamente ad essi

tesi pro: la democrazia presidenziale è più democratica perchè


rispecchia immediatamente una volontà dichiarata ed espressa
dai cittadini

tesi contro: la forma presidenziale tende a ridurre il potere del


parlamento al semplice ruolo di contropotere.
Tendenza autocratica (Kelsen)
Per tutto l'arco della legislatura le aspirazioni e gli
orientamenti di coloro che avevano votato un candidato
diverso vengono penalizzate, non avendo possibilità di
pesare in modo istituzionalmente efficacie sul contenuto
dell'indirizzo politico e sulle singole decisioni

Democrazia maggioritaria o consensuale

criterio → formazione dei gruppi rappresentativi in parlamento in seguito all'adozione di due


sistemi elettorali: maggioritario per collegi uninominali e proporzionale

Democrazia diretta o rappresentativa

Un regime politico può essere definito democratico quando tutti i soggetti ai quali sono rivolte le
decisioni collettive hanno il diritto – potere di partecipare, ciascuno con egual peso rispetto agli
altri, al processo che conduce alla determinazione e all'assunzione di quelle decisioni.
Il diritto di partecipazione politica deve egualmente essere distribuito a tutti i membri della
collettività senza esclusione di nascita, genere, ceto o censo

Democrazia diretta → i cittadini votano essi stessi per determinare il contenuto delle decisioni
collettive (antica agorà..)

Democrazia rappresentativa → i cittadini votano per determinare chi dovrà prendere le decisioni
collettive cioè eleggono i propri rappresentanti

L'istituto comune (fondamentale) a tutti i regimi democratici contemporanei è l'elezione di


rappresentanti a suffragio universale.
Problemi:
. in democrazia rappresentativa gli orientamenti potrebbero essere mal rappresentati
. in democrazia diretta ci sono rischi antidemocratici, il vero potere non è quello del popolo che
sceglie ma quello di chi pone le alternative tra cui scegliere
Democrazia formale o sostanziale

D formale

la democrazia consiste in un insieme di procedure, le regole del gioco, che consentono la


partecipazione dei cittadini al processo decisionale politico → la democrazia è in questo senso
formale

In quanto forma di governo essa è definita da un insieme di regole che riguardano il chi e il come
delle decisioni politiche, non il che cosa o il contenuto

La democraticità di una decisione dipende dalla sua forma non dal suo contenuto: la democrazia
consiste nelle regole per decidere

La democrazia consiste dalla somma di due elementi essenziali:


1. principio “ad ogni testa un voto” → suffragio universale
2. regola di maggioranza → ciascun individuo deve contare per uno e nessuno meno di un altro

Le regole della democrazia non indicano per che cosa vada usato il potere di decisione collettiva,
per assumere quali decisioni, per intraprendere quale indirizzo politico, per perseguire quale ideale.

D sostanziale
Intesa come governo a favore del popolo, identificato come un particolare indirizzo politico. Questa
definizione non è la definizione di democrazia → una società democratica assumerà di volta in
volta come indirizzo politico quello che sarà il risultato scelto dai cittadini in base all'applicazione
e al rispetto delle regole democratiche

Democrazia liberale o socialista


In quanto formale per definizione la democrazia è di per sé agnostica rispetto ai fini sociali ultimi
La democrazia non sopporta essere irrigidita sino ad identificarsi con un contenuto determinato ma
al contrario coincide con l'istituzionalizzazione della possibilità di mutare periodicamente e
pacificamente il proprio contenuto

Precondizioni della democrazia


la democrazia resa possibile soltanto dalla garanzia di alcuni principi di valore detti

QUATTRO GRANDI LIBERTA' DEI MODERNI (Bobbio):

1. libertà personale: di movimento e di non essere arrestati arbitrariamente


2. libertà di opinione e di stampa: libertà di esprimere, manifestare e diffondere il proprio
pensiero
3. libertà di riunione: e di protesta collettiva
4. libertà di associazione: diritto di dar vita a organismi collettivi, apre scelta politica per i
citttadini
Nella democrazia liberale come precondizione indispensabile c'è il rispetto dei principi e valori
liberali (4 grandi libertà, stato minimo)
Nella democrazia socialista l'equità della distribuzione delle risorse è la precondizione

NB: la democrazia è laica o non è democrazia


Una forma di stato che protegga le libertà individuali e garantisca i bisogni primari essenziali
(diritti sociali e welfare) è ciò che consente a una democrazia di poter essere formale e non
apparente. In un certo senso si potrebbe dire che la democrazia formale è liberal socialista.

3 - I VERBI DELLA DEMOCRAZIA

Le fasi del gioco


il gioco democratico si sviluppa dal basso verso l'alto e riesce meglio quando:
. quando la scalata è ordinata
. quando la staffetta avviene in modo chiaro (trasparenza)
. quando c'è rinnovamento periodico e regolare dei giocatori

Quattro fasi del gioco democratico

1. ELEGGERE
Alla base della piramide.
Eligere → scegliere qualcuno, come il migliore, degno di essere elevato al potere
Consente di scegliere alcune persone, tramite le elezioni, che andranno a occupare cariche
pubbliche
Quando pensiamo alla fine di una dittatura la prima immagine che ci viene in mente sono le elezioni

Il concetto di elezioni deve avere certe condizioni:


. cittadinanza critica (che può eleggere ma poi revocare una carica)
. intervallo regolare e ripetuto delle elezioni
. decidere sul programma politico che dovrà rispettare colui che andrà a ricoprire la carica (questo
rende diversa la democrazia dall'oligarchia)
. regole del gioco chiare e corrette ( suffragio universale, voto eguale per tutti)

2. RAPPRESENTARE
Il gioco passa agli eletti.
Stare al posto di qualcuno e agire in vece sua
Rappresentativo non è sinonimo di democratico: si pensi allo stato liberale classico in cui non c'era
suffragio universale
Il parlamento deve poter rappresentare i cittadini senza esclusioni e in modo proporzionale
altrimenti la democrazia sarebbe deformata
Più ci si allontana dal sistema elettorale proporzionale più il gioco democratico è scadente

3. DELIBERARE
Pensare, ponderare, discutere e argomentare la soluzione migliore
Non è sinonimo di decidere per la sua natura collegiale ma precede il decidere
Discussione delle varie tesi e punti di vista, ponderazione degli argomenti pro e contro, tentativo di
persuasione reciproca durante il quale ognuno motiva la propria decisione e si fa portatore degli
interessi dei propri elettori
4. DECIDERE
Atto ultimo che da senso a tutto il gioco.
Tagliar via, troncare, concludere abbreviando → viene troncata la ponderazione delle diverse
soluzioni proposte alle questioni pubbliche

Attraverso la deliberazione ognuno matura la propria decisione di voto e dalla somma di queste, di
solito in base alla regola di maggioranza, si ricava la decisione collettiva

Il gioco democratico non è riconducibile alla semplice applicazione della regola di maggioranza:
qualsiasi collettività politica (per piccola che sia) deve poter giungere per ogni problema di
rilevanza pubblica ad una decisione collettiva univoca, valida e vincolante per tutti, superando il
conflitto o la semplice eterogeneità delle molte volontà.

La decisione è democratica quando:


. al momento deliberativo che la precede hanno partecipato tutti con eguali opportunità di
valutazione e persuasione
. la rappresentatività dei decisori sia garantita da un sistema elettorale non distorsivo e non
penalizzante

Un sistema elettorale maggioritario per collegi uninominali può:


.dar luogo a un parlamento meno rappresentativo, e quindi meno democratico, rispetto ad un
parlamento eletto con sistema proporzionale.
. rispecchiare meno fedelmente, quando addirittura non distorce o stravolge il rapporto di forza tra
gli orientamenti politici manifestati dai cittadini.
. far diventare realtà, probabile, il capovolgimento tra maggioranza e minoranza soprattutto in un
sistema a turno unico come quello inglese (esempio su tre collegi in cui B prende due seggi con
meno voti di A sul totale)

IL GOVERNO
Il potere puramente esecutivo non decide nulla di politicamente rilevante ma prende decisioni su
tecniche e mezzi per conseguire i fini collettivi disposti dal Parlamento.

Il governo non ha in realtà funzioni puramente esecutive ma in un sistema democratico bisogna


definire entro quali limiti e in quali casi può prendere una decisione (decreti leggi d'urgenza)

Non bisogna far diventare il governo l'attore monopolista dell'ultima fase del gioco perchè
significherebbe che il Parlamente non ha più potere deliberativo-decisionale ma solo consultivo

Nelle democrazie reali contemporanee:


a) al governo sono attribuiti molteplici poteri e competenze

b) due di questi poteri appaiono contrastanti:


. potere di iniziativa politica → formulare e far votare in parlamento delle decisioni
. potere di curare il perseguimento di beni e servizi fondamentali (sanità, istruzione, …)

c) in riferimento al potere di iniziativa politica, il governo non è un comitato esecutivo bensì un


comitato direttivo del parlamento; in riferimento al potere di curare …. il governo è un esecutore
ma la sua azione ha notevoli margini discrezionali sia nelle scelte dei mezzi sia nell'interpretazione
dei fini da seguire

d)al governo sono attribuiti ampi poteri normativi, formalmente o sostanzialmente autonomi: la fase
del decidere corrisponde ad un'attività condivisa del parlamento e del governo
Governo presidenziale → l'atto di eleggere è sdoppiato: membri dell'assemblea e capo
dell'esecutivo
Il capo dell'esecutivo non è organo rappresentativo nel senso democratico
Nella misura in cui il governo tenda a diventare potere preminente, come nei governi presidenziali,
il gioco diventa meno democratico.
Il sistema parlamentare avendo invece il potere di deliberare e decidere con più ampio margine è
più democratico

4- QUALE LIBERTA'?

Esempio Anna e Bruna → se diciamo che A ha potere su B assumiamo che B si comporterebbe


diversamente non fosse soggetta al potere di A
Se B vuole vestirsi in un modo e A non vuole ma B riesce a imporsi significa che B ha guadagnato
libertà nei confronti di A

L'esempio non è banale se si pensa alla questione del velo:


. nei paesi islamici c'è l'obbligo di portare il velo (limite alla libertà)
. in Francia c'è il divieto di portare il velo a scuola (limite alla libertà)

Dunque la libertà di comportamento di un soggetto nei confronti del potere di un altro si realizza
con il superamento di due tipi di ostacoli: obblighi e divieti

Relazione dinamica del potere → il potere di A si estende fin dove inizia la libertà di B e viceversa

La relazione può capovolgersi con una rivoluzione (B prende il posto di A) oppure con
l'emancipazione cioè B guadagna libertà ma A non diventa sottomessa.

La libertà degli antichi e dei moderni (Constant)

libertà degli antichi → partecipare al potere politico, autodeterminazione collettiva, libertà nello
stato, libertà positiva (libertà di volere, partecipare)

libertà dei moderni → avere spazi liberi dall'invasione del potere altrui, in primis politico, libertà
libertà dallo stato, libertà negativa (non impedimento e non costrizione)

Thomas Hobbes → libertas silentium legis: individuo libero dove la legge tace
libertas verbum legis (libertà garantite costituzionalmente)

Autonomia politica, aporia?

Autonomia → quando colui che da le leggi ne è soggetto (autodeterminazione)


Eteronomia → soggetto legiferante e destinatario sono distinti

Def: capacità – potere di scelta (es elettorale) di un individuo in quanto codecisore politico.
La suddetta definizione non elimina l'eteronomia della politica in senso stretto poiché un atto è
definibile come autodeterminazione politica solo se è maturato in condizioni di non eteronomia cioè
è maturato libero da condizionamenti morali e materiali.
Libertà liberale e libertà democratica

Libero (negativamente) è quel soggetto il quale riceve norme dal collettivo a cui appartiene ma
queste non riguardano ogni sfera del suo comportamento → sarà piu o meno libero a seconda
dell'ampiezza dei comportamenti non regolati da obblighi e divieti

Libero (positivamente) è colui che ha il diritto – potere di partecipare al processo decisionale


politico

Libero è colui che vive in uno stato in cui le proprie libertà sono garantite costituzionalmente e
protette dal potere politico

Libertà liberale → . sistema di libertà individuali rivendicata dalla tradizione dei movimento liberali
. 4 grandi libertà dei moderni (Bobbio) → personale, di opinione, di riunione,
di associazione

. è una forma di libertà eguale perchè i diritti di libertà fondamentali (4 grandi


libertà dei moderni) debbono essere goduti da tutti in egual misura senza
discriminazioni

. libertà negativa: sono liberi gli individui che vivono in quegli stati nei quali
certi spazi di libertà sono garantiti costituzionalmente

Libertà democratica → . attribuzione dei diritti politici a tutti i membri

. politicamente autonomi sono quegli individui che contribuiscono a


produrre le norme del collettivo di cui fanno parte. Saranno autonomi i
cittadini di quegli stati in cui viene riconosciuto costituzionalmente tale
diritto – potere di partecipare al processo politico

. la libertà democratica coincide l'attribuzione del suddetto potere a tutti i


membri della collettività. Nessun individuo può risultare subordinato a una
volontà esterna, imposta dall'alto

. la libertà democratica è una forma di autonomia eguale poiché la frazione


di potere collettivo attribuito a ciascun cittadino dev'essere equivalente a
quello di ogni altro: il suffragio universale eguale (a ogni testa un voto) è
la soglia forma minima della democrazia

L'esercizio delle libertà civili (libertà liberali) costituisce la precondizione dell'esercizio delle libertà
politiche (libertà democratiche):

. la libertà personale non consiste solo nel diritto a non essere arrestati arbitrariamente, ma anche nel
diritto di muoversi non impediti da barriere oppressive
. la libertà di opinione e di stampa comprende anche il diritto di dissenso, ovvero diritto di critica
pubblica, che permette la formazione di un'opposizione politica e il controllo del potere
. libertà di riunione comporta diritto di protesta collettiva
. libertà di associazione con la formazione dei partiti politici apre alla possibilità di una scelta
politica
L'esercizio della libertà politica, partecipazione attiva al processo decisionale pubblico, è
condizione necessaria per la conquista, la conservazione, la difesa e il rafforzamento delle libertà
civili

Senza libertà civili l'esercizio della libertà democratica, ovvero la partecipazione dei cittadini al
potere politico, è un inganno; ma senza questa partecipazione, le libertà civili fondamentali, ovvero
i principi di libertà liberali codificati nelle costituzioni, restano prive di efficacia e difesa.

Non c'è libertà senza partecipazione.

Un dubbio: siamo sicuri che non ci siano forze estranee al nostro volere che condizionano le nostre
scelte e la nostra volontà? Siamo sicuri che l'opportunità oggettiva di scelta politica non sia solo una
libertà apparente? → se non vengono fornite informazioni chiare ma solo propagandistiche e
deformate, i cittadini non potranno capire la realtà e formarsi un'opinione critica cioè non potranno
essere liberi.

5. QUALE LIBERALISMO?

HAYEK → due tradizioni distinte all'origine del liberalismo:

1. Continentale – costruttivistica
(Cartesio, Spinoza, Locke)
Atteggiamento mentale, pretesa di emancipazione da ogni autorità in nome della ragione e
con la tendenza verso l'intenzionale ricostruzione della società secondo i principi della
ragione

2. Inglese – classica – evoluzionistica


(tradizione old whig)
Liberalismo autentico, definito da una dottrina (Locke, Smith)
Rifiuto della distinzione, fatta dalla tradizione continentale, tra liberalismo politico e
liberalismo economico e liberalismo economico. Il principio fondamentale per cui
l'intervento dello stato deve limitarsi a imporre il rispetto delle norme generali, priva il
governo del potere di dirigere e controllare le attività economiche degli individui.

Se così non fosse il governo avrebbe un potere arbitrario che comporterebbe una limitazione
di quelle libertà di scelta degli obiettivi individuali.
La libertà nella legge implica la libertà la libertà economica, mentre il controllo economico
rende possibile la restrizione di tutte le libertà

3 connotati del liberalismo politico secondo Hayek:

a) concezione individualistica dell'universo sociale


b) libertà negativa come libertà dell'individuo contro lo stato
c) teoria dello stato minimo, che deve limitarsi alla protezione della massima libertà negativa per
tutti gli individui
DAHRENDORF: i liberalismi tra mercato e diritti

1) Teoria del mercato


. pura → il mercato ha sempre ragione. Il liberalismo mira a preservare o a ristabilire le
condizioni che consentono a tutti i soggetti economici di agire secondo i loro interessi
naturali e/o difendere un ordine che consenta la concorrenza e l'ottimizzazione delle
opportunità di raggiungere il benessere

. ragionevole → non è possibile lasciare i soggeti economici interamente liberi di perseguire


i propri interessi naturali

. archetipo → homo oeconomicus (di Adam Smith): pericoloso portatore di interessi


esclusivi e conflittuali

2) Teoria dei diritti civili


. pura → non è mi giustificabile deflettere dal principio della tutela dei diritti fondamentali e
soprattutto di quelli delle minoranze.
Il liberalismo deve applicare rigorosamente le regole di uno stato di diritto liberale a
stranieri, omosessuali, gruppi svataggiati

. ragionevole → sono necessarie azioni o nuove e flessibili soluzioni di fronte al problema


ad esempio degli stranieri

. archetipo → uomo di Rousseau: i mali non sono dell'uomo ma dell'uomo malgovernato. Se


gli uomini sono liberati da costrizioni, il risultato sarà la cooperazione

Altre due varianti del liberalismo:

1) variante social – liberale


orientata verso i presupposti sociali della libertà cioè l'affermazione dei diritti civili sociali.

Complemento della teoria dei diritti, fondata sulla stessa immagine (archetipo) dell'uomo
come cittadini responsabile che decide di se contribuendo a una società di uomini liberi, che
abolendo costrizioni sarà migliore

2) variante radical – liberale


in essa si trovano unite le due interpretazioni pure cioè: una teoria intransigente del libero
mercato e una teoria intransigente dei diritti civili

archetipo → uomo di Kant secondo il quale l'antagonismo è il motore dello sviluppo delle
potenzialità umane

Hayek, sostenitore del mercato pure non sosterrebbe le tesi di Dharendorf: se mercato puro e diritti
civili sono considerati inseparabili per un liberalismo intransigente allora è quanto meno
problematico che i diritti sociali risultino compatibili con un programma liberale; se viceversa si
vuole estendere il programma liberale ai diritti sociali, il mercato puro dovrà subire delle flessioni.
Confusioni concettuali: liberalismo e democrazia

l'aggettivo “liberal” copre una quantità di significati equivalente a quella che noi diamo
(vagamente) al termine “liberal – democratico”

Negli Usa recentemente si è chiamato “liberal” ciò che noi in Europa avremmo tradotto piu
propriamente come socialista → confusione terminologica

Punti chiave paragarfo:


. la democrazia non può non essere liberale perchè sono essenziale per un regime demcratico le
libertà individuali proprie del pensiero liberale
. il liberalismo può non essere democratico (come non lo erano i primi stati liberali)
. il liberalismo è una dottrina politica il cui scopo è quello di limitare il potere politico nei confronti
delle sfere di libertà individuale
. la democrazia è una forma di governo il cui carattere essenziale è quello di distribuire il potere
politico tra il maggior numero dei suoi destinatari

Scomposizioni e ricomposizioni: liberal-democrazia e liberal-socialismo

I vari modi in cui viene usato il termine liberalismo non è solo un problema terminologico ma di
contenuto.

Si considera liberal la sintesi di quattro nuclei di principi: mercato puro, diritti fondamentali di
libertà, autonomia democratica, giustizia sociale.

Dobbiamo capire quando e se questi nuclei si contraddicono e se il termine liberalismo può essere
coniugato a democrazia (liberal-democrazia) e socialismo (liberal-socialismo)

liberal-socialismo:
. se libertà di mercato e diritti civili fondamentali risultano inscindibili, una politica dei diritti sociali
(come quella di Rawls), per far si che tutti hanno uguali libertà fondamentali, risulta incompatibile
col liberalismo (dunque liberal-socialismo sarebbee una contraddizione)

Hayek → il liberalismo si interessa della giustizia commutativa e non distributiva. Non può esserci
giustizia distributiva in una società in cui i cittadini sono completamente liberi di perseguire i fini
privati.

Hayek sembra assumere che la libertà è vuota ovvero non è libertà se c'è controllo economico da
parte dello stato perchè non si possono realizzare tutti i fini privati → H sembra assumere però che
se non vi sono mezzi per realizzare le scelte non c'è libertà: la libertà di alcuni dunque è limitata
proprio dal fatto che non c'è intervento di redistribuzione statale finalizzato a dare a tutti i mezzi per
scegliere → serve un intervento di giustizia sociale per dare a tutti la possibilità di scegliere

liberal-democrazia:

. si tende a credere che libertà di mercato e democrazia siano indissolubili ma per molti anno il
primo ha fatto a meno del secondo.
. la democrazia per rimanere tale deve mettere dei limiti al mercato
. il denaro, come bene dominante su tutti, ha fatto si che l'esprit de commerce abbia sempre prevalso
su tutto. Ma si può parlare di diritti inalienabili e fondamentali quanto tutto può essere comprato?
Per scegliere tra i liberalismi

quattro nuclei di principi della concezione liberal:


1. mercato puro
2. diritti fondamentali di libertà
3. autonomia democratica
4. giustizia sociale.

Tre riflessioni:

I. se una teoria politica abbraccia tutti i quattro nuclei di principi (vedi su) non si può chiamare
liberalismo, sarebbe una forzatura
II. se si cerca di fare una sintesi di tutti i quattro i nuclei in una concezione univoca di
liberalismo saremmo di fronte a una contraddizione e se cercassimo di affiancare al mercato
puro una sintesi degli ultimi tre principi (come in Rawls) il nome liberalismo sarebbe
inappropriato
III. nessuno degli ultimi tre principi se preso singolarmente è compatibile con il primo

In estrema sintesi:

a) liberalismo dei diritti fondamentali può coniugarsi alla democrazia ma può anche farne a meno

b) la democrazia non può non coniugarsi con le quattro grandi libertà dei moderni (Bobbio)

c) la democrazia non può non poggiare su una giustizia sociale minima (Dharendorf direbbe “i
presuposti sociali della libertà”). Il rapporto tra democrazia e socialismo dei diritti è necessario

d) il rapporto tra diritti di libertà individuali (anima del liberalismo) e diritti sociali (anima del
socialismo) è possibile ma problematico
6 CITTADINANZA?

Concetto giuridico di origini molto antiche

Alcune def:

Mashall → cittadinanza = status conferito a coloro che sono membri effettivi di una comunità
Dahrendord → cittadinanza descrive i diritti e gli obblighi associati con l'appartenenza a una
unità sociale su base nazionale
Habermas → cittadinanza è termine usato non solo per definire l'adesione all'organizzazione
nazionale ma anche per prendere i diritti e gli obblighi che ne conseguono

Nella politologia moderna:

cittadinanza = insieme articolato di diritti civili, politici e sociali riconosciuti a una persona fisica da
ordinamento statale

Un po' di storia... Le domande di Aristotele?

I. Chi è il cittadino?
Colui che partecipa stabilmente alle decisioni collettive, cioè ha potere politico
Oggi diremo cittadinanza politica o avere i diritti politici

II. Chi si deve chiamare cittadino? (quali sono i requisiti per..)


Il requisito principale è la residenza

III. Che cos'è il cittadino?


Colui che, in pienezza del logos, sa obbedire al potere politico e di conseguenza, obbedendo,
imparerà a comandare

Le origini romane della nozione di cittadinanza

la costruzione giuridica del concetto giuridico di cittadinanza è di origine romana (civitas):

Il cittadino è titolare dei diritti di ogni specie: costruire famiglia, avere servi e liberarli, contrarre
obbligazione, votare nei comizi, essere eletto.
Tutti i diritti soggettivi sono detti del civis.
Per essere soggetto di diritti, l'individuo deve essere cittadino, ovvero il cittadino è soggetto di
diritti e anche di doveri.
(questo risponde alla prima domanda di Aristotele)

Diritto di cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'impero, cade il requisito dell'indigenato nel 212
d.C. (cioè solo fondatori romani e non gli stranieri residenti avevano tali diritti) e con esso il
richiamo a elementi naturali come il suolo e il sangue: la civitas diventa operazione artificiale e
positiva.
Perdita della civitas

avveniva in due forme:


I. riduzione in schiavitù: assimilata alla morte, in quanto estingueva la personalità giuridica
dell'individuo
II. “media”: perdita civitas ma mantenimento libertas.
L'uomo libero che perde la civitas viene equiparato ai pellegrini, come se avesse
un' altra civitas perchè per i romani essere liberi senza una civitas è inconcepibile
(uno straniero senza civitas poteva essere ridotto in schiavitù da un romano)

In sintesi:
.Certi diritti sono più connessi di altri alla cittadinanza: diritti politici, soltanto la loro titolarità
costituisce il possesso della cittadinanza piena. Non necessariamente i titolari di diritti privati lo
erano anche dei diritti politici (teoria di Kant).
.Non si può essere soggetti di diritto se non in quanti cittadini, in qualche forma anche imperfetta
(media): non c'è libertas senza civitas.

Modernità: i diritti senza appartenenze


.La nascita del mondo moderno è la nascita dei diritti dell'uomo con il giusnaturalismo: lo stato di
natura come condizione di eguale libertà individuale.

.La libertà non dipende più dall'appartenenza alla comunità, ma la precede.

.Priorità dell'individuo sulla comunità e dell'identità individuale su quella colletiva

.L'individuo aderirà a forme di vita collettiva, accettandone i doveri solo se e fino a quando
giudicherà le condizioni dell'appartenenza non intollerabili

Differenza premodernità e modernità:


. premodernità → si è titolari di determinati diritti in quanto cittadini (precedenza comunità)
. modernità → si è titolari di determinati diritti in quanto uomini (precedenza individuo)

In sintesi:

I. Uno stato nazionale deve riconoscere determinati diritti anche ai non cittadini
II. Diritti dell'uomo; universali, spettano a tutti in quanto esseri umani
III. Diritti del cittadino: diritti – poteri politici particolari: spettano ai membri di ogni civitas,
comunità politica, non sono universali

Bovero → i diritti di cittadinanza (diritti politici) dovrebbero essere universali, cioè essere attribuiti
alla persona (non al cittadino), in quanto membro di una specifica comunità, tanto quanto i diritti
dell'uomo, dal momento che il diritto di partecipare alle decisioni collettive dovrebbe aspettare a
tutti quelli sottoposti a tali decisioni.
7 KARISTOCRAZIA

Polibio → per ogni costruzione politica vi è un vizio congenito, naturale, come la ruggine sta al
ferro se il ferro non viene curato:

I. monarchia → tirannia
II. aristocrazia → oligarchia
III. democrazia → degenerando nell'illegalità: olocrazia, governo della folla (plebaglia)

Ciclo naturale delle forme politiche:


Quando la monarchia, prima forma in cui si è evoluto l'originario potere naturale del più forte, si
corrompe si trasforma in tirannia.
Quando la tirannia viene sostituita dall'aristocrazia (il governo dei migliori che hanno liberato la
città dal tiranno) e quest'ultima a sua volta si corrompe siamo in una oligarchia (governo di pochi
ricchi e avidi)
Quando l'oligarchia viene fatta cadere dal popolo organizzato siamo in democrazia, il governo delle
leggi.
Quando la democrazia degenera diventa olocrazia, governo brutale della plebaglia, della folla, della
massa, che alla fine ritrova un padrone o un monarca.

Monarchia ha durata maggiore → la tirannia dura poco


Aristocrazia diventa oligarchia con passaggio dai padri ai figli
Democrazia tende a genera nel passaggio generazionale “nonni” fondatori → nipoti (dura circa 50
anni), una volta degenerata in olocrazia il ruolo preminente lo avrà l'umore delle masse e quello dei
ricchi corruttori

Un rimedio: il governo misto

Governo misto: ideato da Licurgo (Sparta), riunisce le virtù proprie a tutti i tipi di regime.
Ad ognuna delle parti (re, aristocrazia, popolo) è assegnato un peso politico
Il re sarebbe stato trattenuto dal divenire arrogante per paura del popolo
Il popolo non avrebbe potuto a sua volta disprezzare il re per paura dei poteri dei
geronti (aristocrazia)
Diciamo che è una prima forma di bilanciamento dei poteri.

Polibio quindi teorizza 7 forme di governo

Una parentesi:

La costituzione romana → potere era distribuito in tre parti. Guardando al potere dei consoli, il
regime poteva sembrare monarchico;
guardando al potere del senato poteva sembrare aristocratico;
guardando al potere del popolo democratico;
ma una distribuzione delle competenze consentiva alle tre forze di cooperare
al fine del bene comune e di ostacolarsi a vicenda per impedire a una delle tre
forze di guadagnare troppo potere.
Aristotele
La stessa descrizione di Sparta è definita da Aristotele che però non teorizza una settima forma di
governo misto ma la definisce come un mix tra democrazia e virtù: la politeìa (repubblica)

La politeìa (repubblica) è la migliore forma di governo in assoluto perchè mescola i caratteri meno
negativi di oligarchia e democrazia.
Può essere in due forme:
Politeìa – repubblica → degenera veso democrazia
Aristocrazia → degenera verso oligarchia

Notiamo come in Aristotele la democrazia abbia una accezione negativa, poiché il filosofo ritiene
che non esista democrazia non corrotta, e se non è corrotta non è democrazia

In sintesi le forme teorizzate da Aristotele sono


Forma retta Forma corrotta
Monarchia Tirannia
Aristocrazia Oligarchia
Politeìà (repubblica) Democrazia

Karistocrazia → il contrario del governo di Polibio


un governo che prende tutte le parti negative (vizi) delle tre forme
il contrario della politeìa
Mix tra: tendenza olocratica plebea, tendenza oligarchica plutocratica, tendenza
tirannica dittatoriale

Il valore del governo misto positivo è la stabilità → ciascuna delle tre forme (dei tre soggetti politici
da solo) sarebbe troppo debole ma insieme si ponderano e trovano forza. La disgregazione politica
indebolisce.
8 DEMOCRAZIA CAPOVLTA?

I volti del potere

Hobbes → “il più grande dei poteri umani è quello di avere il maggior numero di poteri di uomini
riuniti in una sola persona, in cui l'uso di tutti i singoli poteri dipende da una volontà e tale è
il potere di uno stato o di una fazione. Avere servi è potere ma anche avere amici.
Anche le ricchezze che ci procurano servi e amici sono potere.
Anche la reputazione di potere è potere”

Se provassimo a trasportare oggi le affermazioni di Hobbes diremmo:


“Avere un'azienda potere, perchè accresce le ricchezze e di conseguenza il nostro serbatoio di servi
(subordinati) e amici. Avere i canali televisivi potere perchè accresce i nostri amici e la nostra
reputazione di potere su larga scala che ci serve a aumentare il numero dei servi”

Poteri sociali e poteri istituzionali

Potere sociale (Weber) → potere politico: monopolio legittimo della forza


potere economico: possesso di beni e ricchezze, ovvero dei mezzi di
produzione
potere ideologico: controllo delle idee e delle conoscenze cioè dei
mezzi di informazione e persuasione
(si pensi alle varie alleanze tra trono e chiesa)

Potere politico → potere legislativo


potere esecutivo
potere giudiziario

La prima divisione è quella che fonda lo stato rappresentativo moderno, coincide con la distinzione
tra stato e società, tra sfera del pubblico e del privato. Nata dalla divaricazione tra interessi privati e
interesse pubblico e dal superamento della confusione tra sovranità e verità e tra sovranità e
proprietà (stato confessionale: unione potere politico e culturale – stato patrimoniale: unione potere
politico e economico)

La seconda divisione è la struttura dell stato costituzionale della Dichiarazione dei diritti del 1789,
contro l'abuso del potere politico

La distinzione su entrambi i piani, tra i tre piani del potere sociale e le branche di quello politico, è
condizione essenziale per lo stato democratico: la concentrazione del potere economico e culturale
nele mani di chi detiene il potere politico porta al dissolvimento del primo principio del sistema
democratico cioè la libertà politica di scelta basata su un giudizio autonomo e responsabile

Configurazioni istituzionali caratterizzate da un rafforzamento del potere esecutivo, convergendo


con la personalizzazione del confronto politico e la ricerca del potere su base plebiscitaria,
sembrano minacciare profondamente i principi della divisione costituzionale

Un potere politico concentrato e verticalizzato nelle mani dell'esecutivo (governo), che domina su
legislativo e giudiziario, avrà bisogno di fabbriche di consenso di massa e di ingenti risorse
economiche → porterebbe il governo a sfruttare le risorse economiche per autolegittimarsi a livello
ideologico e porterebbe alla dissoluzione della democrazia costituzionale
Nelle società complesse i processi decisionali sono complessi → non si migliora la qualità
democratica snellendo i processi decisionali

E' fondamentale porre dei freni al potere esecutivo poiché la concentrazione dei mezzi politici,
economici e di diffusione di idee porterebbe all'inversione del processo decisionale ascendente
(piramide di Kelsen) facendolo diventare un processo discendente (autocrazia) in cui le decisioni
partono dal vertice per arrivare al popolo → democrazia capovolta

Nella misura in cui al vertice della piramide ci sia una grande concentrazione di poteri, non sarà più
il politico ad essere scelto ma esso sceglierà i suoi elettori e si farà votare grazie ai suoi mezzi
propagandistici → le elezioni diventeranno solo piu un rito di autolegittimazione

In sintesi:

Autocrazia (Kelsen) → processo discendente: il principio è nel vertice della piramide, nell'autocrate
che attraverso un sistema di nomine procede fino alla base (il popolo) priva di
potere politico

Democrazia rappresentativa moderna → processo ascendente: il principio è alla base della


piramide, nella volontà dei singoli individui che attraverso le elezioni
procedono sino al vertice eleggendo gli organi adibiti a prendere decisioni.
I piani intermedi sono occupati da organizzazioni formali (partiti) e informali
che si trovano più vicini ai “salotti del potere” nel momento della decisione.
Se queste organizzazioni intermedie guadagnano troppo potere può succedere
che la volontà popolare venga meno, distorta o deviata → il processo rimarrà
ascendente ma viziato
Importante ricordare che per essere legittima una democrazia deve garantire
l'iterazione delle elezioni e la possibilità di revoca delle cariche

Migliorare la qualità democratica → per migliorare la qualità democratica di un processo


decisionale complesso non bisogna renderlo meno complesso ma ancor più
complesso aggiungendo meccanismi correttivi, di controllo e di garanzia per
proteggerlo dai poteri selvaggi (Ferrajoli) che crescono nelle società per
accumulazione e concentrazione di mezzi

Qualora certi organismi riescano a concentrare nelle proprie mani ingenti mezzi di potere sociale,
possono stravolgere il processo ascendente rovesciandone il carattere democratico e trasformandolo
in autocratico e le elezioni diventerebbero solo più un rito di legittimazione
9. CONTRO IL PRESIDENZIALISMO

Bobbio → invita a riflettere sul fatto che in Italia gli eredi del presidenzialismo sono gli eredi del
fascismo.
La possibilità che un regime presidenziale diventi un regime autoritario e antidemocratico non sono
astratte ma già storicamente verificate (America Latina).

Il presidenzialismo se cercato demagogicamente come sovranità del popolo contro quella del
parlamento (talvolta descritto come usurpatore) è fascismo.
Fascismo perchè è una concezione antiparlamentarista che si riconosce in un solo capo al quale
sono attribuiti molti poteri.
Solo una collettività omogenea e uniforme può essere rappresentata da un unico individuo, mentre
una collettività articolata e pluralistica può solo essere rappresentata da un organo collegiale

Sistemi presidenziali e parlamentari

sistemi presidenziali e parlamentari si distinguono tra loro in base alla diversa natura del rapporto
Governo e Parlamento.

Domande chiave:
I. chi ha il potere di isitituire / destituire quale organo?
. sistema parlamentare → il Governo è emanato dal Parlamento
il Parlamento è l'unico organo eletto con votazione popolare e il
governo deve rispondere ad esso
.sistema presidenziale → il capo del Governo è eletto direttamente dai cittadini

II. Chi ha il potere di decidere che cosa? Funzioni e competenze


. sistema parlamentare → il Presidente non ha poteri di iniziativa politica
. sistema presidenziale → il capo del Governo non ha bisogno del consenso del parlamento e
in alcuni casi può trovarsi in netto contrasto col Parlamento (USA)

Governo e parlamento: chi prevale?


(leggere polemica con Sartori su libero)

. se il Governo, in virtù dell'elezione diretta del suo Capo non dipende dal Parlamento e ha la forza
di far passare una propria legislativa allora prevale il Parlamento perde la sua forza

.Legislazione per decreto → svuota il Parlamento del suo potere, riducendolo a un potere di
controllo, ma quando c'è un abuso di decreti del Governo a discapito delle
leggi del parlamento ci possiamo dire in una democrazia?

Il rischio del presidenzialismo è quello di trasformarsi un autocrazia elettiva, populistica e


plebiscitaria.

L'elezione diretta del primo ministro non conferisce più poteri agli elettori:
I. nell'elezione di una carica individuale il voto conta meno che nell'elezione dei membri di
un'assemblea (per eleggere un presidente occorrono molti più voti che per eleggere un
singolo membro, quindi più voti occorrono tanto meno pesante è ogni singolo voto)
II. i voti al candidato perdente contato zero
III. il potere che gli elettori del candidato vincente hanno sul governo in un regime presidenziale
è minore del potere che ha il Parlamento sul Governo in un regime parlamentare perchè i
cittadini devono attendere elezioni successive mentre il parlamento può sfiduciare il governo
In finale una domanda: come si può rafforzare il Governo senza andare contro il Parlamento?

Lo si può rafforzare dentro il Parlamento ad esempio mettendo una soglia elettorale di sbarramento
più elevata in modo da sfavorire la frammentazione politica e garantire maggiore stabilità al
Governo che andrà a formarsi oppure introducendo la sfiducia costruttiva.