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Confucio

KONGFUZI 孔夫子
(551-479 A.C.)
Caratteristiche generali

l Grande attaccamento all’antichità ed ai


valori tradizionali: “Io non creo, trasmetto”
l Secondo la tradizione, non solo il suo
luogo di origine sarebbe vicino alla casa
reale Zhou, ma egli stesso sarebbe
addirittura un discendente degli Shang.
l Per la prima volta un testo, i Dialoghi
(lunyu 论语) parla in prima persona
Le basi etiche:
1. L’apprendimento

l Pur non affermando mai esplicitamente che la natura


umana sia buona, Confucio ritiene che sia sempre
possibile migliorarsi e afferma la necessità
dell’apprendimento.

l L’educazione, che è per tutti, non può essere solo


libresca, ma anche e soprattutto pratica: il fine è
formare uomini capaci di diventare uomini
moralmente inattaccabili e di servire la comunità
l L’educazione non era intesa però come mezzo per
la scalata sociale, come avverrà in seguito
Il junzi 君子:
君子 da “figlio del principe” a
“uomo di valore”

l Il gentiluomo non è semplicemente colui che


ha nobili natali ma colui che ha affinato le
sue qualità morali ed ha imparato ad essere
umano, ovvero ad anteporre il benessere
della collettività al proprio, in
contrapposizione all’uomo dappoco, xiaoren
小人, che pensa solo al proprio tornaconto.
2.“L’umanità”, virtù principale

l Il concetto di “essere umano” viene da ren 仁 che è


la netta cognizione dell’uomo in relazione ad un
contesto sociale e come tale avendo in sé la virtù
morale, conosce a applica automaticamente il giusto
comportamento. Non è facile da acquisire,
l’apprendimento è virtualmente infinito.
l Insieme vi è il concetto di shu 恕 mansuetudine,
ossia considerare gli altri come se stessi
l Da notare, tuttavia, che si tratta di un pensiero
aristocratico
Evoluzione dell’uomo di valore

l A quindici anni, decisi di apprendere. A


trenta, ero saldo sulla Via. A quaranta, non
avevo più dubbi. A cinquanta, compresi il
decreto del Cielo. A sessanta il mio orecchio
era perfettamente intonato. A settanta,
agivo, seguendo il mio cuore, senza per
questo trasgredire alcuna norma.
(Dialoghi, II, 4)
3. Lo spirito rituale (li 礼)

l 禮 : non è evidenziato l’aspetto religioso vero


e proprio, ma l’atteggiamento di chi partecipa
al rito. Non è un’azione esteriore, anzi, si
origina dall’interno dell’animo, dove una
profonda convinzione morale dà luogo a
gesti armonici e controllati. Accordo perfetto
tra la bellezza esteriore e quella
dell’intenzione interiore. E’ tra i criteri
discriminanti tra civiltà e barbarie
La santità

l La santità dunque non ha nulla di divino, ma


deriva dalla consapevolezza profonda di ciò
che è giusto e può essere raggiunta tramite
questi tre capisaldi (l’apprendimento,
l’umanità e lo spirito rituale), e
abbandonando ogni considerazione
particolaristica. La religione tradizionale
Shang e Zhou si arricchisce di questo
apporto incentrato sull’uomo
Gli aspetti pratici:
4. I cinque rapporti

l La relazione principale che lega gli uomini è quella


tra padre e figlio, da qui la centralità di xiao 孝, la
pietà filiale.
l Seguono sovrano-suddito, fratello maggiore- minore,
marito-moglie, amico-amico
l Si delinea una struttura piramidale, in cui tutto è
governato dalla gerarchia, sia nel microcosmo
familiare che nello stato, ma sempre in base a
considerazioni morali non costrizioni. Una specie di
sistema anche concentrico, dove i legami si
allentano ai margini
5. Governare con la “virtù”

l Anche il sovrano governa attraverso il de 德,


la virtù, e la benevolenza, non con la forza.
Si intende con questo termine non la virtù
opposta al vizio, ma piuttosto una sorta di
carisma, che emana naturalmente dal
sovrano e trasforma coloro che vi si trovano
a contatto
6. La rettifica dei nomi (zhengming 正名)
正名

l La corrispondenza tra il linguaggio e la realtà


è essenziale
l Se ognuno dunque compie il proprio dovere
e rispetta il ruolo sociale assegnatogli, la
società procederà in armonia, senza sforzo
I cinque (sei) classici

l Classico dei Documenti (shujing 书经)


l Classico delle Odi (shijing 诗经)
l Classico dei Mutamenti (Yijing 易经)
l Memorie sui riti (Liji 礼记)
l Le Primavere e Autunni (Chunqiu 春秋)
l (Il Classico della musica Yueji 樂记, perduto)
La compilazione del Chunqiu

l Secondo la tradizione, quando Confucio


comprese che non sarebbe stato in grado di
compiere la missione affidatagli dal Cielo di
restaurare i valori morali Zhou, decise di
insegnarli attraverso lo studio della storia e
perciò scrisse il ChunQiu. Il nome stesso
(Primavere e Autunni) fa riferimento agli shi,
gli scribi, che annotavano gli avvenimenti in
ordine cronologico.
La concezione della storia

l Gli Shi si occupavano anche della


compilazione del calendario e conoscevano
molto bene i moti celesti.
l La storia di Confucio appare dunque
indissolubilmente legata al Cielo. Negli eventi
si fa cenno, in modo talvolta criptico, ad una
sorta di corrispondenza tra eventi umani e
eventi celesti.
La storia come esempio da seguire

l Lo storico non deve quindi registrare tutto,


ma solo gli eventi che hanno un preciso
valore, un significato morale. Questo è il
contributo di Confucio: aggiungere una
precisa interpretazione, una valenza, un
senso supremo da seguire, proprio perché la
storia è scritta dai funzionari per i funzionari.
La storia è il canovaccio per costruire
il presente

l 学而不思则罔,思而不学则殆。Lunyu 2,15
l Imparare senza riflettere è inutile, riflettere
senza studiare è pericoloso
La scuola rujia 儒家