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SOCIAL MEDIA MARKETING

CAPITOLO 1

Piano strategico di marketing e comunicazione

Dotarsi di una strategia digitale prima di passare all’azione. La strategia è composta da linee guida connesse
con gli scopi dell’azienda.
Il marketing e la comunicazione digitali concorrono a far raggiungere all’azienda li obbiettivi preposti.
Anche se rimangono le pubblicità tradizionali, il digitale e quindi la rete permette di entrare in relazione,
ascoltare feedback spontanei, risponder ai bisogni.
Esecuzione di una strategia di marketing digitale:
1. Analisi
2. Strategia
3. Piano operativo e azione
4. Misurazione
5. Miglioramento continuo

= misurare ciò che avviene nei media digitali attraverso le tacce che lasciamo durante la navigazione.
Al cuore del processo vi è il rispondere a tali 6 questioni: perché, chi, cosa, quando, dove e come.
Vi è stata un’evoluzione: dalle 4P tradizionali, oltre al fatto che bisognava aggiungerne altre di People e
Planet, si sono variate nelle 4C: cliente, costo, comunicazione e convenienza.
Quando avviamo iniziativa di marketing e comunicazione digitale, il pensare e il fare vengono prima del
successo/insuccesso.

Un percorso ciclico, per il miglioramento continuo

Il digital marketing è un percorso che sin compone da fasi che sono quelle sopra citate.

1. Analisi
Prima del fare, pensare. Vedere quello che già ha l’impresa (siti, fb); reputazione dell’azienda e dei
suoi prodotti; scenario competitivo, clienti potenziali
= è una prima fase di analisi, necessaria per sviluppare la strategia più corretta.
2. Definizione strategia: strumenti da usare, chi fa cosa, scopi, budget indicativo.
3. Esecuzione: si avviano i processi che si sono scelti e stabiliti.
4. Misurazione: avendo accesso a enormi quantità di dati viene calcolato se tale strategia funziona, se
si può migliorare. Usare i dati come chiave per il miglioramento continuo.
5. Azioni per il miglioramento.

Il metodo delle 5wh e how:

Rispondere a tali domande per arrivare al successo.

 Perché, gli scopi: devono essere realistici, misurabili e considerare gli orizzonti di lungo, medio e
breve termine.
 Chi, le persone: a chi sono rivolti i prodotti/servizi, avere ben presente il target di persone.
Identificare le proprie personanas: prototipi di clienti.
 Dove, i mercati: si devono capire tendenze, minacce, opportunità del paese in cui si vuole vendere
 Quando, l’asse temporale: col marketing la relazione con i clienti è continua e veloce
 Cosa, i contenuti: testi, immagini, video ecc.. l’oggetto vero e proprio dell’annuncio.
 Come, strategie e strumenti: siti, app, campagne pubblicitarie, social..
Strategia come idea centrale e linee guida che riguardano la responsabilità del brand in rete. Lo
scopo è raggiungere gli scopi prefissati.

CAPITOLO 2

Le aziende hanno pubblicizzato i loro prodotti con una pressione comunicativa enorme negli ultimi anni,
tanto che in qualsiasi nostra faccenda siamo circondati da pubblicità che ci assilla.
L’affermarsi dei media ha messo in crisi i media classici, oggi ciascun individuo con la rete può produrre
contenuti. Le aziende hanno perso il potere di interrompere i loro potenziali clienti che stavano facendo
altro = la rete non si può comprare ma solo conquistare attraverso i contenuti
I canali sociali sono neutri e tutto si basa su quello che ci si mette dentro e come lo si fa:
strategia+creatività+rispetto delle grammatiche specifiche del canale.
Con buoni contenuti e buone strategie anche le aziende più piccole posso ottenere grandi risultati e
affermarsi con i media.
Ma i media NON possono venire considerati un unico canale poiché ogni ambiente sociale (fb, twitter
youtube) ha un proprio linguaggio e specifiche pratiche d‘uso da parte degli utenti che lo usano in base ad
aspettative e bisogni.

Sintesi: - i social media sono canali dove le aziende possono acquistare visibilità
- Sui canali tutti hanno il diritto di parola e sono tutti nelle stesse posizioni di parlare ed essere
ascoltati.
- Ottenere attenzioni
- Farsi vedere dal target di clienti a cui vogliono vendere e da cui cercano attenzioni
- Le persone vogliono sentir parlare di prodotti e servizi e basta
- Le persone usano i social media per relazionarsi, comunicare, divertirsi, per lavoro..

Capitolo 2

Marketing dell’interruione: mentre siamo nella rete le aziende ci mettono davanti le loro pubblicità, tale
modello non è scomparso ma con l’avvento dei social media è cambiato il poetre dei media classici. Ora
ogni individuo eìconnesso alla rete può produrre contenuti, di conseguenzea le aziende hanno perso il loro
potere di poter interrompere a piacimento i potenziali clinti.

Con uan strategi e buoni contenuti qanch le aziende più piccole possono aver risultati. Il lato negativo è che
ormai tutti hanno la ossibilità di creare contenuti online ed è difficile per un’azienda farsi notare in mezzo a
qusto caos di contenuti.

Content marketing: attirare un pubblico ben definito e stimolare persone all’acquisto. (un’azienda offre
buoni contenuti la gente la ripaga con l’acquisto).

La produzion di contenuti di valori ha ricadute positive sulle attività di comunicazione e marketing:


ottimizano la posizione nl rilevamento del motore di ricerca, mantengono relaioni con i clienti.

Cossa vuol dire fare marketing puntano sui contenuti? Che le persone sono più dedicate ai loro interessi
pittosto ch le proposte fatte delle aziende , quindi kle aziende devono partire dagli interessi delle persone.

AZIENDA EDITRICE DI SE’ STESSA

Prima di assare alle azioni bisogna pensare ai destinatari della nostra attività, il pubblico di riferimento.

-se riusciamo a soddisfare un bisogno collettivo

- non basta la creatività per creare contenuti di valore

-serve comunicazione interna, organizzazione relazioni di potere


COSA FANNO I CONTENTUTI?

Aumentano la notorietà del brand, raccolgono potenziali nuovi clienti, offre servizi di post-vendita,
fidelizzazione dei clienti, rendere entusiasti i clienti.

IL PROCESO PRODUTTIVO DEI CONTENUTI

4 fasi: ideazione, produzione, disseminazione e verifica dei risultati

1 ideazione: per l’ideazione dei contenuti serve una conoscenza approfondita e accurata dei clienti, bisogna
conoscere i gusti, valori, comportamenti.. e per scoprire queste cose vengono usati due tipi di fonti: interne
ed esterne.

IL MOELLO PERSONANS

Rendere le info che abbiamo trovato adatte ai nostri scopi. Ogni personas rappresenta una tipologia di
consumatori. Si costruiscono profili concreti e dettagliati di ogni segmento di pubblico di interesse per
l’azienda. Le personanas sono artificiali, non esistono nella realtà.

2 produzione dei contenuti: quello che viene indirizzato al pubblico deve essere professionale, quindi
rispettare regole formali, grammaticali e tecniche. Lo stile comunicativo è un fattore di qualità. Un
contenuto è di qualità se riesce a motivare le persone a connettersi in rete (informative, ludico-creative,
educative, di stimolo ala conversazione, creazione di contenuti da parte degli utenti).

Per stimolare i clienti a creare contenuti esistono alcuni format specifici come i contest, questionari.. che
sollecitano ad un comportamento proattivo da parte deli utenti (avere like, commenti e condivisioni).

3 disseminare i contenuti: relativa alla produzione editoriale che richiedono competenze, tempo uomo e
processi/strumenti. Le competenze di gestire la pagine fb che includono di conoscere l’italiano; tempo
uomo poiché si deve prendere in considerazione ogni imprevisto e strumenti/processi che possono essere il
web, piattaforme online..

4 verifica dei risultati: canalizzare l’audience, coinvolgere utenti..

CAPITOLO 3

LO STORYTELLING AZIENDALE E IL POETERE SEDUTTIVO DELLE AZIENDE

Storia: insieme di eventi e azioni interconnessi secondo logiche di sequenza temporali e casuali.

Racconto: il modo in cui una storia viene effettivamente narrata

Narrazione: è l’azione concreta attraverso cui la storia viene messa in racconto e narrata a qualcuno.

Le storie hanno molto potere su di noi in quanto quando ce ne viene narrata una buona veniamo risucchiati
all’intero di questo e costruiamo un patto funzionale (ci importa solo in modo in cui lo dice, non cosa dice).
A storia inoltre viene memorizzata in fretta. Le aziende solo le prime produttrici di contenuti simbolici e di
prodotti/servizi in ogni forma di pubblicità che ci vengono presentati sotto forma di storie che ci
emozionano in qualche modo.

NO TUTTE LE STORIE SONO UGUALI

Ci sono due tipi di storie che vengono fatte dalle aziende: le storie proprie che riguardano l’azienda e i suoi
fondatori; le storie improprie sono le conversazioni con gli utenti quelle un po’ più esterne.

La fusione dei risultati tra questi due tipi di storie creano la reputazione.

LO STORYTELLING ALL’OPERA, LE CARATTERISTICHE DI UNA BUONA AZIENDA


Una buona storia lo è quando non lascia indifferenti e stimola emozioni. Si fissa nella memoria e stimola.
Cambiano nel tempo solo nella narrazione, quindi il racconto, adattandosi alle evoluzioni della cultura e
della tecnologia. Devono rispecchiare 5 elementi: attore (eroe), azione (impresa), contesto, scopo (tesoro),
strumento (oggettomagico).

Le buone storie presentano lo sviluppo degli eventi: qualcosa interrompe un’iniziale situazione di
tranquillità, il protagonista compie volontariamente un’azione per raggiungere uno scopo, le vicende si
complicano sempre più fino al momento di massima tensione, dove si supera tale situazione e poi si ritorna
alla solita serenità.

I TEMI CENTRALI DELLE BUONE STORIE

Sono amore, lavoro, morte e gioco, la cura, l’esplorazione/avventura.

Capitolo 4

L’opinione pubblica viene influenzata dai social media e portata all’acquisto, di conseguenza è
fondamentale per le imprese sapere osa dicono online del loro brand, dei loro prodotti e servizi. L’attività di
ascolto ha preso vita in forum, blog social ecc..  social media monitoring.

GESTIRE LA REPUTAZIONE ONLINE

Se un consumatore non è soddisfatto e lo dice online milioni di persone vedranno il suo commento
negativo e l’azienda ne risente, perciò è necessario monitoriale in modo costante in modo da intercettare
commenti negativi; oppure al contrario monitorando riescono a vedere quali sono gli hastag più cliccati e
coinvolgenti del momento per minimizzare i tempi di reazione al brand. Sono tecniche difensive e di
controllo sulla reputazione.

Possono esserci anche commenti positivi che vengono letti e quindi creare nuovi potenziali clienti. Può
permettere di capire anche eventuale concorrenza, punti forti e deboli..

= importanza del passa parola dei social

Il digital marketing viene usato prima della campagna per vedere i luoghi della rete più specifici per avere
una diffusione virale; durante la campagna per seguire passo a passo la diffusione dei contenuti; dopo la
campagna per misurare i risultati.

PROCESSO DI ASCOLTO

- Fase di acquisizione dei contenuti dai social


- Classifica dei contenuti
- Fare l’analisi

LA SOCIAL ANALYTICS: CHE COS’E’ E A COSA SERVE

È la misurazione delle performance dei profili aziendali sui social, vede like e condivisioni, identificare gli
utenti più attivi, contenuti più coinvolgenti.

attraverso fb vedi i fans e la lor posizione geografica, i post più apprezzati, le interazioni prodotti, canali più
virali.. questi dati cambiano a seconda della variabile temporale che prendiamo come unità

con twitter invece si calcolano i followers, ogni citazione ricevuta, quante volte il tweet è stato visto

poi viene usato instagram, youtube, google, pinterest


Social tv perché ormai è possibile partecipare al dibattito in tv da casa (es votare a sanremo), si crea un
luogo virtuale. Per i show, lo shopping o altro questo è molto importante anche perché incrementa
l’audience.

Capitolo 5 DIGITAL E SOCIAL MEDIA MARKETING PER LE PICCOLE IMPRESE

Un’impresa con 10 dipendendenti trova potenziali clienti in modo privato o pubblico, si fa conoscere
attraverso fiere, congressi, possiede un logo e ha un sito web aziendale.

Prima di tutto viene identificato l’obbiettivo di business (aumentare del 15% le vendite annue). Capire chi
sono i clienti abituali, cosa fanno online e qual è la concorrenza. Con queli strumenti lo capisce?

- Individuando quali parole chiave usa l’utente in rete, vedere i trend


- Quanto viene cercato un termine
- Fare ricerche di mercato sui competitori
- Creare o partecipare a gruppi per conoscere e vedere meglio le opinioni
- Su facebook per vedere numero di like e iscritti
- Twitter per vedere i più influencer del settore

PROGETTARE LA STRATEGIA DI MARKETING DIGITALE: LO SCHEMA CONCETTUALE

Il marketing deve sostenere gli scopi di business aziendale definendo la giusta strategia, attuando le scelte
più corrette e adatte. Gli scopi possono essere posizionare il brand fra i primi risultati sul motore di ricerca;
acquistare nuovi clienti; generare autorevolezza sviluppando relazioni in rete.

 Owned media: sono i canali che i brand possiede, fa si che i potenziali nuovi clienti possano avere le
info che cercano
 Paid media: intercettano le ricerche online fatte
 Earned media: sono i clienti affezionati alla marca che grazie a condivisoni e a passaparola
funzionano come influencer.
 Shared media: comprende commenti e condivisioni

PIANO OPERATIVO

I principali sono un nuovo sito web aziendale, campagna pubblicitaria curata.

Il sito web deve distinguersi da quelli concorrenti, se alcuni utenti danno fiducia, altri saranno più spinti a
credere in noi. Il sito deve spigare chi siamo, i clienti (tipologia), organigramma dei nomi e degli incarichi,
poi deve contenere una sezione apposita per le richieste, per contattare l’azienda.

IL BLOG AZIENDALE

Il blog è centrale nella strategia di marketing, bisogna pensare a quali contenuti creare, quali parole chiave
inserire, con quale frequenza pubblicare, a chi indirizzare i contenuti, come diffonderli..

Esempi di contenuti da sviluppare per il blog sono interviste ai leader del settore, reportage delle fiere..

= le metriche di valutazione adottate per misurare i risultati dell’attività digitale e social media marketing
sono: dati di traffico del sito web e blog, numero iscrizioni, richieste di materiale ecc
CAPITOLO 6 SOCIAL MEDIA PER IL BUSINESS TO BUSINESS

Le tradizionale tecniche usate dal business B2B (telefonate, mail..) non si adattano al nuovo contesto
dominato dal digitale e dai social

1. Analisi. Ascoltare e analizzare le conversazioni online, monitorare la concorrenza, identificare


influencer e temi di maggior interesse per l’audience

Ascoltare i clienti e il mercato, identificare gli influencer su twitter, i forum di settore, piattaforme di ascolto
e identificazione.

2. Obbiettivi. Identificare gli scopi sui social media e allinearsi a quelli di business

Definire le personas, stimolare l’audience.

3. Strategia. Progettare l’ecosistema digitale, integrare i social nel ciclo di vendita, ottenere nuovi
acquirenti
4. Gestione. Definire un piano editoriale sui social per attivare un processo di creazione e
distribuzione dei contenuti.
5. Tattiche. Generare l’autorevolezza, trasformare un evento offline con i social
6. Misurazione. Verificare i risultati valutare possibili miglioramenti.