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Accordo Cina-Vaticano? Superbia di un


compromesso vergognoso
P U B B LI CATO 29 settembre 2018 da cronicasdepapafrancisco

“La Chiesa di Gesù Cristo non può dunque cedere il proprio governo in mano d’altri, non può vendere né
alienare in alcun modo a chicchessia  l’elezione dei propri pastori, perché non può distruggere se medesima; e
qualunque cessione assoluta in questo proposito sarebbe irrita per  sé, sarebbe un contratto viziato all’origine,
un patto nullo, a quel modo che è nullo qualsiasi vincolo d’iniquità… (..) Non è un esigere che non s’abbia più
bisogno dagli uomini d’aver con denza nei ministri della religione, cioè che s’abbia rinunziato ai bisogni ed
ai rimorsi dell’anima, che insomma si possa far senza religione, o accontentarsi tutt’al più della esteriorità e
materialità di essa? E che è questo se non l’aver imposto al popolo un obbligo di una cieca, o per meglio dire
irragionevole obbedienza, che è un sinonimo perfettissimo di  indi erenza religiosa? Quando si riesce ad
ottener questo dal popolo cristiano, allora si riesce a pervertirlo, a distruggere nella sua anima il
cristianesimo, lasciandolo solo nelle abitudini…..” (beato Antonio Rosmini da le 5 piaghe della Chiesa,
quando i Vescovi vengono lasciati al potere LAICALE…)

Il beato Antonio Rosmini (1797-1855) è stato davvero profetico con il suo libro “Delle cinque piaghe
della Santa Chiesa” e che gli costò ai suoi  tempi, una dura repressione, perchè egli chiedeva
semplicemente che la Santa Madre Chiesa non accondiscendesse AI COMPROMESSI col  potere
del mondo…. ed istruisse dottrinalmente e culturalmente sia il Clero quanto il Popolo. Rosmini
parla di una storia, quella della Sposa del Cristo data in gestione dal Cristo ai Pastori, in uno
sviluppo storico in Occidente, un percorso di successi e di di coltà, di santità e di tradimenti… del
messaggio del Cristo, ma che riscontra una grande attualità perché, queste piaghe di cui si parla ….
non possono mai essere dichiarate scon tte no alla ne del mondo, e necessitano di attenzione
continua e di uno sforzo costante teso alla continua vigilanza e autoriforma sotto la spinta dello
Spirito Santo, ben sapendo che quelle porte degli inferi non prevarranno mai su di Essa.

Rosmini denuncia, con fare davvero profetico, il CEDIMENTO del governo della Chiesa ai poteri
forti, ai poteri del mondo e, queste cinque piaghe, possiamo sintetizzarle così:

1. la divisione del popolo dal Clero nel pubblico culto;


2. l’insu ciente FORMAZIONE CATTOLICA del Clero (preoccupazione fatta propria da san Pio
X che fece infatti il famoso Giuramento antimodernista, da parte dei seminaristi ammessi al
sacerdozio);
3. la disunione dei Vescovi, specialmente in campo dottrinale e magisteriale;
4. le nomine dei Vescovi lasciate ai poteri del mondo e politicizzate;
5. l’asservimento dei beni della Chiesa in mano al potere politico….

Per il beato Rosmini le ultime piaghe sono causa delle prime e tutte, nell’insieme, sono correlate
l’una all’altra, è il CEDIMENTO, IL COMPROMESSO con il mondo. Essendo il problema di
carattere politico, politicamente egli venne censurato dalla Chiesa del suo tempo.
Ma Rosmini non brandiva la bandiera della rivoluzione… egli ribadiva che il Cristiano,
specialmente il Clero e i Vescovi, sono “nel mondo, ma non del mondo…” e quel FORMARE il
Clero e gli stessi Vescovi intendeva per lui la formazione ad un pensiero CATTOLICO all’interno di un
mondo che andava verso una scristianizzazione, e che questa formazione doveva prevalere per
far fronte anche ad un mondo laico maggiormente sbattuto dalle tempeste rivoluzionarie, e spesso
confuso su ciò che dovesse fare.

Forse è utile ricordare che già sotto il Concilio di Trento la Chiesa aveva iniziato a lavorare sulle sue
“piaghe” evidenziandone ben tre riprese poi dal Rosmini:
1. l’ignoranza del Clero e del popolo;
2. lo scollamento tra Clero e popolo tanto da penalizzare la questione sociale la quale, infatti,
rimaneva un campo nel quale vi lavorarono i più grandi Santi e Fondatori nella Chiesa;
3. il cedimento emotivo e supino del Clero al potere politico…

Trento reagì in modo forte con tre riforme che diedero una svolta alla Chiesa di quel tempo:
1. la nascita e lo sviluppo dei seminari per la formazione del Clero e l’avvicinamento del popolo
alla Catechesi. Il domenicano san Pio V fu il primo Ponte ce a consegnare ai Laici, specialmente
ai genitori, la prima educazione catechetica in famiglia.
2. uso dei sinodi per restaurare la disciplina nel Clero e tra i Vescovi per riportare la Chiesa al
posto che le competeva nel mondo e a servizio del popolo;
3. riappropriarsi di quella libertà sociale, per poter ridare alla Chiesa la libertà di azione per
portare al mondo la Missione a datale dal Cristo.

Rosmini aveva capito bene che quelle vere riforme non furono portate a compimento, e aveva
profeticamente utato questi stessi pericoli nel Clero e nel laicato cattolico rimproverando, però, la
latitanza dei Vescovi troppo spesso manovrati da poteri politici in lotta tra di loro (una continua
minaccia alla comunione della stessa Chiesa cattolica, come sommamente temuto anche dal beato
Papa Pio IX). In un vecchio articolo pubblicato in tempi non sospetti e sotto il ponti cato di
Benedetto XVI quando nel 2007 beati cò Rosmini, leggiamo:

“La nomina dei vescovi e l’amministrazione dei beni ecclesiastici da parte dello Stato sono un
esempio lampante, denunciato da Rosmini. Non possiamo però credere che questo problema
non riguardi più la vita della Chiesa oggi. Non riguarda più la vita della Chiesa nell’Occidente
liberale…. La Chiesa,  sparsa nel mondo, deve fare ancora i conti con il controllo e le ingerenze,
a volte feroci, di un potere politico violento e dispotico. E quasi sempre i cristiani sono i primi
a ricevere persecuzioni. C’è chi resiste eroicamente, come la Chiesa “sotterranea” cinese
guidata dal cardinale Joseph Zen, ma c’è anche la Chiesa “u ciale”, anch’essa formata da
cattolici, che ha deciso di scendere a patti con il regime di Pechino, e ne subisce il forte
condizionamento. Non è che un esempio: se ne potrebbero fare molti...”

Scriveva il beato Rosmini: Nel Concilio di Arles dell’anno 314 si ordina «che anche i governatori delle
province, giunti a quelle cariche mentr’erano fedeli, devono come gli altri ricevere lettere di comunione dai
loro vescovi e il vescovo del luogo dove esercitano la carica, deve aver pensiero d’essi, e se fanno qualche cosa
contro la disciplina, e la dottrina, scomunicarli».

Il 22 settembre 2018 la Repubblica Popolare Cinese e la Santa Sede hanno reso noto in un
comunicato congiunto di aver rmato un accordo provvisorio sulle modalità di nomina dei
vescovi cattolici in Cina. Qual è il contenuto di tale testo? che conseguenze per la Chiesa
cattolica? Ascoltiamo il commento per radiromalibera.org del prof. Roberto de Mattei.

Qual è il contenuto dell'accordo segreto


firmato tra Cina e Santa Sede? Quali
conseguenze per la Chiesa Cattolica
from radioromalibera.org

06:48

Se aggiungiamo anche questo:

“Se un uomo venerabile come il Cardinale Joseph Zen Ze-Kiun, contrario da sempre a ogni
genere di cedimento da parte della Santa Sede al Governo della Cina, a erma «Stanno
dando il gregge in pasto ai lupi» e che ciò è un incredibile tradimento», ed in ne
aggiungendo: «La rma di un accordo con il regime ateo di Pechino mina la credibilità del
Papa» , qualcuno, vuol porsi per caso perlomeno delle domande?”
( Padre Ariel S. Levi di Gualdo – leggi qui)

… è evidente che qualcosa – di questo accordo – proprio non torna…. Tutta questa premessa ci
conduce, infatti, a quanto ha deciso questo Ponti cato oggi  -politicamente parlando – per la
Chiesa in Cina…. ed espresso tristemente, ma molto realisticamente, dal professor Stefano
Fontana al quale lasciamo, ora, la parola attraverso un interessante articolo pubblicato su La NBQ.
Buona ri essione.

Cina-Vaticano, una lettera che sa di


deismo (1)
Nella Lettera ai cattolici cinesi, seguita all’accordo con il regime di Pechino, il papa esorta i cattolici
cinesi a pregare, ad aprirsi, ad accogliere, a riconciliarsi, ma senza che l’oggetto sia conosciuto. Ci si
deve solo dare del papa. Chiede loro di muoversi al buio, cosa che sta diventando una costante di
questo ponti cato.
di Stefano Fontana (direttore dell’ Osservatorio Card. Van
Thuan)

Il Messaggio che papa Francesco ha rivolto ai cattolici cinesi


due giorni fa, dopo la notizia dell’accordo tra Cina e Vaticano
sulle nomine episcopali, stupisce per diversi motivi e in diversi
punti.

La prima cosa che il lettore si chiede è quale sia il senso di un


Messaggio su una cosa che è tuttora sconosciuta. Come si sa,
infatti, i contenuti dell’accordo sono secretati. Il Messaggio del
Papa è quindi privo di contenuto. A cosa si riferisce? Di cosa
parla? Non lo si capisce non per di coltà di parola – al contrario il testo è ricco di belle parole e
belle frasi – ma per mancanza di contenuto. Il papa esorta i cattolici cinesi a pregare, ad aprirsi, ad
accogliere, a riconciliarsi, ad accettare la so erenza … ma l’oggetto non lo dice. Chiede una specie di
atto di ducia verso se stesso, avendo egli rivendicato a sé – nella conferenza stampa di ritorno dai
Paesi baltici – la responsabilità dell’accordo.

C’è da sperare che i contenuti dell’accordo vengano resi noti e che i cattolici cinesi fedeli a Roma
sappiano, come si dice in gergo, “di che morte moriranno”. Ma intanto come si devono
comportare i cattolici della Chiesa clandestina fedele a Roma? Per aprirsi, uscire e riconciliarsi
dovranno riconoscere i vescovi della chiesa patriottica come vescovi autentici, anche se sanno che
sono spie? Anche se sanno che hanno donne e gli? Anche se sanno che sono lì per pura carriera
politica? Stupisce molto che il papa chieda loro qualcosa senza informarli veramente sulla
situazione in cui si troveranno a vivere. Che chieda loro di muoversi al buio. Muoversi al buio è
fede o deismo?

Spingere perché ci si muova al buio è un frequente atteggiamento di questo ponti cato. Il caso
più evidente è l’Esortazione apostolica Amoris Laetitia. Essa è “al buio”. Non dice cosa fare in ordine
ad un contenuto de nito. Invita a muoversi intorno ad un contenuto impreciso. Con  Amoris
Laetitia  non è nata una nuova teologia del matrimonio, del divorzio, dei Sacramenti della
Comunione e della Confessione precisata e de nita dal magistero. Sono nati dubbi e incertezze –
molti punti di domanda – sulla teologia tradizionale. Su questo è stata però chiesta la mobilitazione
dei fedeli, senza aver precisato i contenuti di questa mobilitazione. Ora, in modo simile, ci si rivolge
ai fedeli cinesi senza chiarire con loro di cosa si stia parlando.

Nel Messaggio ai cattolici cinesi stupisce poi anche che ci si rivolga – almeno sembra di capire – in
via prioritaria ai fedeli della Chiesa clandestina e fedele a Roma, chiedendo loro di “farsi arte ci di
riconciliazione”, ponendo sullo stesso piano le due chiese, quella fedele a Roma e quella
emanazione del partito comunista al potere. Ora, tutti sanno che gli esatti con ni tra le due chiese
sono di cilmente precisabili. C’è un andirivieni di vescovi e di sacerdoti dall’una all’altra. Questo
però non autorizza a metterle sullo stesso piano e a rivolgersi indistintamente agli uni e agli altri
come quando si chiede che “Tutti i cristiani, senza distinzione, pongano ora gesti di riconciliazione
e di comunione”.

Il papa chiede una Chiesa cinese “in uscita”. Ma la Chiesa cinese dovrebbe uscire verso una non-
Chiesa. Ove manca la successione apostolica non c’è Chiesa e nella chiesa patriottica che non è in
comunione con Roma non c’è la successione apostolica. A meno che l’accordo secretato non
preveda che tutti i vescovi cattolici della chiesa patriottica passino ope legis in quella fedele a Roma,
trasformandosi così automaticamente da inautentici ad autentici. E magari senza alcun pentimento,
come invece è avvenuto per il Figliol Prodigo citato dal papa nel Messaggio come esempio appunto
di riconciliazione. Ma, come ripeto, ciò non ci è dato di sapere. Sicché questo invito alla
riconciliazione e alla comunione è, per il momento, privo di contenuto e invita a riconciliare due
chiese di cui una è Chiesa e l’altra no.

Nel corpo del Messaggio, Francesco si rivolge anche ai cattolici – vescovi, sacerdoti e laici – che
hanno subito la persecuzione del regime proprio per la volontà di rimanere fedeli al papa: “Sono
sentimenti di ringraziamento al Signore e di sincera ammirazione per il dono della vostra fedeltà,
della costanza nella prova, della radicata ducia nella Provvidenza di Dio, anche quando certi
avvenimenti si sono dimostrati particolarmente avversi e di cili”. Prosegue poi dicendo che “Tali
esperienze dolorose appartengono al tesoro spirituale della Chiesa in Cina e di tutto il Popolo di
Dio pellegrinante sulla terra”. Tuttavia occorre cambiare ed a rontare le nuove s de, come per
esempio la volontà espressa da tanti cattolici della chiesa patriottica di unirsi a Roma.

Stupisce molto questa valutazione del martirio in relazione con la situazione dei tempi, come se la
Chiesa non fosse ontologicamente – e non secondo un vago spiritualismo – là dove ci sono i
martiri per la fede. Se chi è ucciso in odium dei (il martire) è santo anche senza miracolo e senza
processo, vuol dire che i martiri sono il cuore della Chiesa e che la Chiesa è là dove essi sono perché
essi sono là dove essa è. C’è un nesso profondo tra i martiri, la Chiesa e il papa. Non può esistere
motivo pastorale per metterli da parte, per collocare la Chiesa altrove da dove essi sono. I martiri
sono fedeli alla Chiesa e la Chiesa deve essere fedele ai martiri.

(1)  deismo s. m. [dal fr. déisme, der. del lat. des “fede”]. – 1. ( los., teol.) [sistema o orientamento
che considera la fede come forma di conoscenza anteriore e superiore alla ragione] ≈ ↓ fede. 2.
(estens.) [atteggiamento fondato sulla fede acritica in una determinata dottrina] ≈ dogmatismo. ↑
fanatismo.

Ricordiamo in ne che, il deismo, è sempre stato condannato dalla Chiesa, come ricordava
Giovanni Paolo II nella enciclica Fides et ratio, rinnovando questa medesima condanna. Il
paradosso di questo ventennio sta nel fatto che, sia nell’insegnamento teologico sia nella vita
capillare della Chiesa, quanto più Hegel è maestro di tutti e quanto più si parla di cultura, tanto più
l’esperienza cristiana è snaturata e ridotta a emozioni sentimentali e a gesti teatrali… E vogliamo
sintetizzarla con questa battuta:

«Il dottore si chinò sulla persona che giaceva immobile nel letto. Poi alzò la testa e disse:
“Mi duole comunicarle, signora, che suo marito è passato a miglior vita”.
La creatura, inerte, distesa sul letto emise un debole suono di protesta:
“Non è vero, sono ancora vivo!”.
Replicò la moglie:
“Sta’ zitto; il dottore ne sa più di te!”.
La ducia cieca nell’autorità compromette la nostra percezione della realtà».

(Brano tratto dal libro Papa Luciani racconta. Esempi e aneddoti narrati da Giovanni Paolo I, a cura
di Francesco Ta arel, Edizioni Messaggero Padova 1998)

PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE MAGGIORMENTE, CONSIGLIAMO DI LEGGERE


ANCHE QUANTO SEGUE:

ACCORDO GRAVE E SCONSIDERATO…..


George Weigel (CNS photo/Paul Haring) (April 25, 2014) 
Dopo la  notizia  pubblicata dalla Sala Stampa vaticana che u cializza l’esistenza di un “Accordo
Provvisorio” raggiunto tra il Vaticano e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei Vescovi molti sono i
commenti negativi che vedono in questo accordo un tradimento dei cristiani cinesi fedeli a Roma e un piegarsi
della Chiesa alle richieste del Partito Comunista. Da tempo il cardinale Zen, vescovo emerito di Hong Kong,
ha alzato la voce per cercare di scongiurare questo tipo di accordo, da lui ritenuto “suicida” per la Chiesa di
Roma.

Ora è la volta di George Weigel jr, giornalista di fama internazionale e biografo del papa san Giovanni Paolo
II che  sul National Review  tuona contro un accordo che – a suo dire – consegna i cattolici in mano ai
burocrati del partito comunista cinese. Per Weigel, questo accordo (i cui dettagli sono rimasti “segreti”)
rappresenta una «chiara violazione dell’attuale legislazione ecclesiastica» (Canone 337 del Codice di Diritto
Canonico), è frutto di una cattiva politica estera vaticana riconducibile al card. Casaroli (sulla cui bontà
sarebbe proibito dissentire) e rappresenta un tradimento dei fedeli cattolici perseguitati in questo momento dal
governo cinese. Oltre a sottolineare la continua ed enorme erosione – subita in questi ultimi anni –
dell’autorità morale della Chiesa Cattolica sul piano internazionale, Weigel ricorda che la storia del
Reichskonkordat – accordo stipulato da Pio XI e il Terzo Reich, puntualmente disatteso dai nazisti –
dovrebbe aver insegnato alla diplomazia vaticana a di dare dei regimi dittatoriali come quello comunista
vigente in Cina. Eppure si sta commettendo lo stesso errore…

Ecco la traduzione del testo di George Weigel:

Niente meno che nell’85° anniversario del Reichskonkordat.

Ottantacinque anni fa, il 20 luglio del 1933, un concordato che de niva la posizione della Chiesa
Cattolica nel Terzo Reich fu rmato dal segretario di Stato Vaticano card. Eugenio Pacelli (in
seguito Papa col nome di Pio XII) e il vice cancelliere tedesco Franz von Papen. Il Reischskonkordat
fu poi rati cato dal parlamento della Germania nazista circa sei settimane dopo, il 10 settembre.
Papa Pio XI, sotto la cui autorità il cardinale Pacelli aveva negoziato questo trattato, non si faceva
illusioni sul Socialismo Nazionale tedesco; detestava la sua ideologia razzista. E, a di erenza di
alcuni diplomatici vaticani che sembrano aver immaginato che il Terzo Reich sarebbe una cosa a
breve termine, il papa probabilmente pensava che Hitler e i suoi “gangster” sarebbero stati al
potere per un bel po di tempo.

Per questo volle negoziare una protezione legale per la Chiesa in modo da poter operare
pastoralmente sotto un regime totalitario che, con il passaggio del famigerato “Decreto dei pieni
poteri” del 23 marzo 1933, aveva assunto dei poteri praticamente dittatoriali. L’unica condizione
per il Reichskonkordat era la distruzione di fatto del partito di Centro Cattolico era evidentemente
un prezzo che Pio XI pensava fosse degno di essere pagato se il risultato fosse la protezione delle
istituzioni cattoliche e della vita pastorale.
Questa strategia legale-diplomatica – che sembra essere stata basata sulla convinzione che anche
un regime totalitario avrebbe onorato un impegno preso sotto contratto – non ha funzionato. Il
Terzo Reich iniziò a violare il Reichskonkordat poco dopo che l’inchiostro si fosse asciugato sul
trattato. In seguito, dopo che alcune dozzine di rigide note diplomatiche inviate a Berlino (redatte
da mons. Pacelli) non avevano prodotto risultati, un irato Pio XI pubblicò l’enciclica Mit brennender
Sorge [Con viva ansia]  nel 1937, fece stampare clandestinamente in Germania e ordinò che fosse
letta da tutti i pulpiti tedeschi. Nell’enciclica Pio denunciava il “culto idolatrico” che sostituiva la
fede in Dio con una “religione nazionale” e il “mito della razza e del sangue”; il suo accento sul
perenne valore dell’Antico Testamento rendeva abbastanza chiaro ciò che pensava della svastica
nazista e ciò che rappresentava.

È al di là dell’ironia, e con na con lo scandalo, il fatto che la lezione di questa debacle – promesse
di carta non signi cano nulla per i regimi totalitari – non è stata appresa in Vaticano, che ora sembra
essere sul punto di ripetere il suo errore completando un accordo con il governo della Repubblica
Popolare Cinese proprio nel ottantacinquesimo anniversario del Reichskonkordat.

Fonti vaticane de niscono l’accordo “una svolta storica”, ma l’unica cosa “storica” a riguardo è
l’incapacità della diplomazia vaticana di imparare qualcosa dalla storia. A peggiorare le cose, altri in
Vaticano ammettono che l’accordo “non è un buon accordo”, ma poi continuano a suggerire che
potrebbe aprire la strada a qualcosa di meglio in futuro. Veramente? Non abbiamo mai attraversato
quella strada? Il Reichskonkordat fallito non è forse un racconto ammonitore? Nella Ponti cia
Accademia Ecclesiastica (la scuola di specializzazione della Chiesa per diplomatici papali) la Storia
viene insegnata?

Secondo l’accordo – così come descritto in varie da alcuni media – i candidati vescovo in Cina
saranno scelti dai sacerdoti e dai laici di una diocesi, da un elenco di potenziali vescovi presentati
dalle autorità cinesi. Il risultato di queste “elezioni” sarà inviato a Pechino, che presenterà un
candidato in Vaticano. Roma avrà quindi il tempo di controllare il candidato, che può accettare o
ri utare. Nel caso di ri uto del candidato da parte del Vaticano, ne conseguirà un “dialogo”,
presumibilmente per fare in modo che Pechino invii un altro nome. Ma anche quest’altro nome
sarà prodotto dallo stesso sistema truccato, perché è impossibile immaginare che qualsiasi
candidato proposto dalle autorità cinesi a livello locale non sia stato accuratamente controllato
riguardo la sua a dabilità come un “burattino comunista”.

Come descritto sulla stampa, questo accordo è una chiara violazione dell’attuale legislazione
ecclesiastica. Il canone 377 par. 5 del Codice di Diritto Canonico a erma chiaramente: «non verrà
concesso alle autorità civili alcun diritto e privilegio di elezione, nomina, presentazione o
designazione dei Vescovi» – una clausola inequivocabile che dà forma giuridica all’insegnamento
del Concilio Vaticano II nel suo decreto sull’u cio pastorale dei Vescovi nella Chiesa. Ancora
peggio, la responsabilità per gli a ari della Chiesa nella Repubblica Popolare Cinese è stata presa
dallo stato cinese e consegnata a un u cio del Partito comunista cinese – il che signi ca che il
Vaticano sta proponendo di dare un diritto di “presentazione… dei vescovi” ai burocrati comunisti, i
cui interessi, si può tranquillamente ipotizzare, non sono quelli della Chiesa e della sua missione di
evangelizzazione.
Peggio ancora, in termini di erosione dell’autorità morale di un Vaticano che armeggia la sua
risposta agli abusi sessuali del clero e ai vescovi malfunzionanti, questo accordo arriva in un
momento in cui il governo cinese sta scatenando la persecuzione dei gruppi religiosi in tutta la
Cina, demolendo chiese cattoliche, spogliando altri di statue religiose, consegnando i capi delle
chiese domestiche protestanti ai campi di lavoro forzato e conducendo ciò che alcuni considerano
una campagna di genocidio contro i musulmani uiguri. La Cina intensi ca la persecuzione religiosa
e il Vaticano rma un accordo con la Repubblica Popolare Cinese? Per favore!

Per quanto riguarda l’idea che questo accordo contribuirà a colmare il divario tra una Chiesa
cattolica largamente sotterranea fedele al Vescovo di Roma e l’Associazione Patriottica Cattolica
Cinese (APC) sponsorizzata dal regime, non vi è alcuna voce conosciuta dalla Chiesa perseguitata in
Cina che sostiene la accordo proposto. Perché? Perché la Chiesa perseguitata sa che l’APC è,
funzionalmente, uno strumento di regime, anche se alcuni membri del suo clero (compresi i
vescovi) sono, nei loro cuori, fedeli a Roma. Non ci vuole scienza missilistica per capire che un
accordo in base al quale le autorità del partito comunista “nominano” vescovi attraverso false
elezioni condotte da organismi approvati dalla APC da liste di candidati preparate da altre autorità
comuniste è un accordo che ra orza ulteriormente l’APC pur sottovalutando la Chiesa perseguitata

Dunque, perché questo sta succedendo? Ci sarebbero due spiegazioni:

La prima è che questo illegittimo accordo rappresenta la continua in uenza nella diplomazia
vaticana della “banda Casaroli” – i discepoli del compianto Cardinale Agostini Casaroli, architetto
del 1970 Ostpolitik vaticana, che avrebbe dovuto rendere la vita migliore per i cattolici perseguitati
dietro la cortina di ferro attraverso accordo con i regimi del Patto di Varsavia. L’Ostpolitik non ha
fatto nulla del genere. Ha trasformato la Chiesa dell’Ungheria in una chiesa sussidiaria, interamente
posseduta dal partito comunista ungherese; ha causato gravi danni alla Chiesa in quella che allora
era la Cecoslovacchia; e ha facilitato la penetrazione profonda dello stesso Vaticano da parte delle
agenzie di intelligence del blocco orientale. Questo massiccio fallimento politico è stato ben
documentato con i materiali degli ex Archivi Segreti della polizia del Patto di Varsavia. Ne ho
scritto ampiamente in libri prontamente disponibili in italiano. Eppure non è permesso un
mormorio di dissenso nella leggenda di “Casaroli il Grande” in importanti circoli romani. Sono gli
accoliti di Casaroli di seconda e terza generazione i piloti dell’accordo riportato in Cina. Sono, a
quanto pare, ineducabili.

Poi c’è Papa Francesco. Giovanni Paolo II ha dato alla Chiesa cattolica una vera in uenza morale
nella politica mondiale. Benedetto XVI ha o erto dei commenti incisivi post Guerra Fredda sulle
s de politiche del ventunesimo secolo. Quell’eredità è stata dilapidata da una mossa sconsiderata
dopo l’altra nei cinque anni e mezzo di questo ponti cato: un’iniziativa siriana che ha dato al
presidente Obama una scusa per non far rispettare la sua presunta “linea rossa” e così ha ra orzato
il regime omicida di Assad; un disastroso e controproducente inchino al regime di Maduro in
Venezuela e alla dittatura comunista a Cuba che ha demoralizzato l’opposizione in entrambi i paesi;
un ri uto di usare le parole “invasione” in riferimento alla Crimea e “guerra” in riferimento a ciò
che la Russia sta facendo nell’Ucraina orientale; un approccio all’Ortodossia russa che ri uta di
ammettere che i principali interlocutori della Chiesa in quel “dialogo” sono prima di tutto gli agenti
del potere statale russo con degli uomini di chiesa da qualche parte lungo la linea; un approccio
assolutista alla crisi dei migranti in Europa che ha ridotto lo spazio in cui un ragionevole
compromesso politico potrebbe prendere forma; Molto del capitale morale papale è stato speso
per cose e mere come la minaccia rappresentata dalle bottiglie di plastica e dalle cannucce negli
oceani. Errore dopo errore, ora apparentemente sul punto di essere aggravato dal tradimento dei
cattolici perseguitati in Cina attraverso un accordo che autorizza il Partito Comunista cinese nei
suoi sforzi per rendere la Chiesa uno strumento dello stato.

Il papa potrebbe ancora porre un freno a tutto questo, e anzi, dovrebbe farlo. Un cattivo accordo
in queste circostanze è molto peggiore di nessun accoro, poiché un pessimo a are compromette
ulteriormente l’autorità morale della Chiesa, che viene ulteriormente indebolita nella sua missione
evangelica. Questa è la lezione che avrebbe dovuto essere appresa dal Reichskonkordat del 1933. A
85 anni di distanza, è tempo che la diplomazia vaticana raggiunga una curva di apprendimento.
(fonte)

CON DIVIDI:

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3 pensieri riguardo “Accordo Cina-Vaticano? Superbia di


un compromesso vergognoso”
Antonello - religio ha detto:
30 settembre 2018 alle 0:01

“ Non posso essere io da solo a protestare. Se taciamo, prepariamo il terreno a una resa senza
condizioni”.
Con queste parole si esprimeva il cardinale neo eletto Zen nel maggio 2005 quando, la
Segreteria di Stato nonostante la elezione di Benedetto XVI al soglio petrino, continuava
inesorabilmente la sua marcia con alti e bassi verso questa triste conclusione.
Questa è purtroppo la conclusione raggiunta dalla scelta fatta dal concilio Vaticano II, con le
sue politiche di resa al mondo.
Il cardinale Casaroli prese a cuore questo giro di boa della nuova chiesa, non dimentichiamo
che fu Giovanni Paolo II a chiedere “perdono e comprensione” per gli “errori” compiuti
dalla Chiesa in Cina mentre, il suo successore Benedetto XVI cercò di insistere sulla libertà
religiosa e la libertà per la Chiesa “sotterranea” in Cina.
Cardinali e Vescovi hanno taciuto, soprattutto in questi ultimi anni in cui si stava preparando
questa drammatica soluzione: la resa è giunta, è stata imposta però non da un governo ateo,
ma niente meno che da uno che dovrebbe essere il sommo ponte ce.
Ci è lecito porci molte domande, seppur drammatiche, giacché trattandosi di questione
politica qui l’infallibilità non c’entra nulla, il caso di papa Pio VII è l’esempio calzante: papa
Bergoglio, alias Francesco I, quanto è consapevole della superbia attraverso la quale sta
operando? E perché tacciono cardinali e vescovi? Dove sta il “collegio cardinalizio”? Dove sta
la Chiesa?
Cordiali saluti, Antonio

 Mi piace
R I S P ON DI

Marisa ha detto:
3 ottobre 2018 alle 9:26

Domando:
quando questo papato – mandato avanti a colpi di falsamente ingenui slogan – avrà ne per
la morte del papa, sarà possibile porre rimedio a tutti gli sfracelli da costui compiuti?? (o
davvero tutta l’INTERPOLAZIONE della Chiesa da lui praticata no a quel punto sarà
irreversibile, come dichiarato più e più volte da lui stesso, anche per sobillazione dei suoi
committenti)??

 Mi piace
R I S P ON DI

cronicasdepapafrancisco ha detto:
 4 ottobre 2018 alle 11:39

Cara Marisa, la saluto con fraternità e, prendendo seriamente le sue domande, sono stato
incaricato di rispondere per lei e per quanti leggono.
Tutti gli atti di governo compiuti da un ponte ce ritenuto – successivamente – o antipapa o
non papa, restano validi e questo per un motivo fondamentale: non interrompere la
successione apostolica, non creare alcun vuoto (al di la delle sedi vacanti) di governo e di atti,
tra un ponti cato ed un altro.
E’ evidente che atti di governo imbarazzanti o persino maldestri, verranno di volta in volta
corretti dai ponte ci che verranno.
Papa Pio VII ne combinò una grossa e grave con Napoleone, anche se poi cercò ancora in
vita di rimediare il danno fatto.
Qui la situazione è peggiore e ben più grave come, ultima notizia, al sinodo per i giovani
sono stati invitati due vescovi dalla Cina, ma non quelli della Chiesa vera e sotterranea, bensì
due vescovi del regime, due vescovi nominati dal regime e che oggi, con il colpo di spugna
fatto da Bergoglio, sono riconosciuti legittimi anche dalla Chiesa, indipendentemente da
cosa credono, in chi credono, e cosa pensano dottrinalmente.
Uno schia o davvero doloroso al cardinale Zen che si è chiuso in un silenzio epocale, ed uno
schia o ai quei poveri vescovi costretti alle catacombe e spesso privati della libertà.
Soltanto una reazione onesta, da parte dei Papi e dei vescovi in futuro, potrà riparare
qualche danno. Per gli altri danni ricordiamo che il Signore sa scrivere su righe storte e che,
proprio sugli errori, Egli sa trarre vantaggi e successi ai suoi progetti.
Non cessiamo di con dare in Colui che tutto ha vinto.
Cordiali saluti, Atanasio (Difendere la vera Fede)

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Codice di Diritto Canonico (212.3)


§3. "In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi [i fedeli]
hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che
riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l'integrità della fede e dei
costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l'utilità comune e la dignità delle persone".

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«Non è peccato criticare il Papa, si può fare…» (Papa Francesco ai vescovi italiani, 21-05-2018)

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Correctio Filialis de haeresibus propagatis

Una lettera di 25 pagine rmata da sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l’11 agosto 2017.
In essa si dichiara che il papa, mediante l’Amoris laetitia e mediante altri parole, atti e omissioni ad essa collegate, ha
sostenuto 7 posizioni eretiche, riguardanti il matrimonio, la vita morale e la recezione dei sacramenti, e ha causato la
di usione di queste opinioni eretiche nella Chiesa Cattolica.

“Il matrimonio sia rispettato da tutti” (Lettera agli Ebrei 13, 4)

Unisciti a migliaia di vescovi, sacerdoti e fedeli preoccupati, che dichiarano la loro


fedeltà agli insegnamenti immutabili della Chiesa sul matrimonio e alla sua
ininterrotta disciplina.
Non ci resta che pregare…

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Cronache da Babele e dintorni


IL PAPA R EGNANTE NON BENED ICE, QUEL L O EMER ITO SÌ… COSA STA SUCCED END O?
 TEOLOGICAMENTE PARLANDO NON è normale che Benedetto XVI ritirato… scriva ad un cardinale con il saluto:
“con la mia APOSTOLICA benedizione…” *”Mit meinem apostolischen Segen bin ich..”* ….. la Emmerich aveva VISTO
giusto…. BENEDETTO XVI REGNA!! IL PAPA RITIRATO DA LA BENEDIZIONE APOSTOLICA….. QUELLO REGNANTE,
RIFIUTA DI BENEDIRE APOSTOLICAMENTE …  i conti non tornano… https://cronicasdepapafrancisco.com/…/vi-
benedico-anzi-no-…/ https://benedettoxviblog.wordpress.com/…/un-nuovo-spiragli…/
IL GESUITA SPADAR O, SE QUESTI SONO I D IF ENSOR I D I BER GOGL IO… CONTENTO L UI!

Oggi ci siamo sbellicati dalle risate nel leggere SPADARO, il gesuita più ignorante della Compagnia.
ESISTE IL PER ICOL O D I UN “TR AD IZIONAL ISMO” GAY F R IEND LY?

Dopo la coraggiosa e impressionante testimonianza dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, sembra che un vaso di Pandora si
stia scoperchiando. La di usione dell’omosessualità e della pedo lia all’interno del mondo cattolico è un fenomeno vasto e
rami cato, che non risparmia il collegio cardinalizio, le cattedre episcopali, i seminari, le parrocchie e le istituzioni laicali.
Il fumo di Satana
L’AGENDA OMOSESSUAL ISTA FA TAPPA AL SINOD O SUI GIOVANI

Alla conferenza stampa di presentazione del Sinodo sui giovani, che si apre oggi, appare chiaro che l’uso positivo
dell’acronimo LGBT nel Documento di lavoro è frutto della segreteria del Sinodo e non di richieste dei giovani. È
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USA, CL INICA PSICHIATR ICA PER I PR ETI “CONSERVATOR I”

Il caso di padre Kalchick, il sacerdote “ricercato” dal cardinale Cupich per aver fatto un esorcismo contro oggetti blasfemi
Lgbt, non è isolato. Un blog denuncia che sono molti i preti “conservatori” che vengono inviati dai loro vescovi in una clinica
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CINA-VATICANO, QUAL I CONSEGUENZE PER L A CHIESA CATTOL ICA?
Il 22 settembre 2018 la Repubblica Popolare Cinese e la Santa Sede hanno reso noto in un comunicato congiunto di aver
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