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Italiano

I pronomi doppi
Prof. Anna
grammatica, La lingua italiana, pronomi
19 febbraio 2015
Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questa settimana vedremo cosa
sono e come si usano i pronomi doppi.
Buona lettura!
Prof. Anna
Si dicono pronomi doppi quei pronomi che riuniscono in sé le funzioni di
due pronomi. Questi pronomi, a differenza di quelli relativi, non richiedono un
termine a cui riferirsi, perché lo contengono già in essi.
I pronomi doppi sono: chi, quanto, quanti, quante.
• Chi (=colui il quale, colei la quale, coloro i quali, qualcuno che) è invariabile. Si
usa solo al singolare e con riferimento a esseri animati: “chi mangia troppo, rischia
di ingrassare”. Chi Unisce in sé la funzione di due pronomi diversi: dimostrativo
+ relativo: “chi (=colui il quale) non è d’accordo lo dica”; o indefinito +
relativo: “c’è chi (= qualcuno che) non è d’accordo con me”.
• Quanto (=tutto quello che) è variabile. Al singolare si riferisce soltanto a cose:
“per quanto (=quello che) mi riguarda, sono pronto a impegnarmi al massimo”. Al
plurale si riferisce sia a persone sia a cose: “aiuterò quanti (=tutti coloro che) me
lo chiederanno.
PRECISAZIONI SULL’USO DI CHI
Il pronome doppio chi, come abbiamo detto, riunisce in sé due forme pronominali
distinte:
• un dimostrativo + relativo: ammiro chi (=colui il quale) sa essere generoso;
• un indefinito + relativo: è difficile trovare chi (=qualcuno che) sappia farlo.
Questo pronome presenta alcune particolarità nell’uso; può essere usato solo al
singolare (chi ha sbagliato, pagherà , ma coloro i quali hanno sbagliato,
pagheranno ) e il suo impiego è limitato ad alcuni casi.
⇒ Casi in cui si usa il pronomoe doppio chi:
• quando è soggetto sia nella proposizione reggente e sia nella relativa: “chi non
risponde bene alla domanda, deve studiare di più”;
• quando è oggetto diretto sia nella reggente e sia nella relativa: “non ho visto chi
hai salutato”;
• quando è oggetto diretto nella reggente e soggetto nella relativa: “non ho visto
chi mi ha salutato”;
• quando è complemento indiretto nella reggente e soggetto nella relativa: “mi
sono rivolto a chi poteva aiutarmi”;
• quando è complemento indiretto nella reggente e oggetto nella relativa: “mi sono
rivolto a chi mi hai presentato”;
• quando è complemento indiretto nella reggente e nella relativa, a patto che il
complemento della reggente e quello della relativa richiedano la stessa
preposizione: “ho consegnato il regalo a chi doveva essere consegnato”.
Non si può usare quando è complemento indiretto nella reggente e nella relativa
quando i complementi hanno preposizioni diverse, per esempio è scorretta la
frase: “non posso fidarmi di chi non ho mai collaborato”, ma è corretta la frase:
“non posso fidarmi di uno con cui non ho mai collaborato”.
• chi può anche fungere da pronome indefinito e non doppio quando:
⇒ ha valore condizionale, significa se qualcuno e può essere seguito da
congiuntivo imperfetto: “chi (se qualcuno) volesse leggere quel libro, può trovarlo
in biblioteca”;
⇒ è usato in correlazione con altri chi col significato di uno che , qualcuno che :
“alla festa c’era chi parlava, chi mangiava, chi ballava, ma tutti si stavano
divertendo”.

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ti ho detto. 4- Hai telefonato devi

partire? 5- Se vuoi invitare i tuoi amici, chiamane pure

desideri. 6- Chi interessato a questo argomento, potrebbe venire

alla conferenza di domani. 7- ha già finito il compito, può

uscire. 8- Non posso dare la mia fiducia non ho mai collaborato.


9- Questa macchina è di meglio offra il mercato. 10- "Ti sono

piaciute le caramelle? Prendine pure ne vuoi".

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