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CENNI DI FISICA DEI METALLI

METALLI E LEGHE ALLO STATO LIQUIDO E LORO SOLIDIFICAZIONE


• Il passaggio dallo stato liquido allo stato solido di un materiale è di fondamentale importanza poiché da esso dipendono le caratteristiche dei
materiali e ne indica le possibilità applicative
• Struttura del liquido: struttura particolarmente disordinata che in prossimità del punto di fusione è simile ad un cristallo imperfetto, mentre
all’aumentare della temperatura la distribuzione atomica è simile a quella di un gas compresso

TRASFORMAZIONE LIQUIDO SOLIDO


Si distinguono due stadi:
• NUCLEAZIONE: comparsa di piccolissimi germi cristallini nel liquido
• ACCRESCIMENTO dei nuclei precedentemente formati

• Quadretti neri: germi di solidificazione


• Quadretti bianchi : elementi che solidificano successivamente ovvero le celle elementari che formano l reticolo cristallino
• Intorno si trova il liquido non ancora solidificato
Se il liquido è a temperatura superiore al solido già separatosi, si osserva un accrescimento «a terrazze» all’interfaccia
solido-liquido

se il liquido invece è a temperatura inferiore al solido, a causa di drastiche condizioni di sottoraffreddamento si ha una
crescita di tipo «dendritico»: prima si sviluppa una specie di scheletro arborescente formato da rami da cui si
dipartono altri rami.

La crescita dendritica è molto comune nei casi di metalli e leghe di fabbricazione corrente a causa della presenza di
impurezze, ed è caratterizzata dal fenomeno della segregazione, ovvero il materiale che solidifica successivamente ha
composizione variabile

Ne risulta una struttura policristallina, dove si trova un cristallo per ciascun nucleo preesistente, chiamato grano.
Le superfici di contatto tra i vari grani vengono chiamati bordi.

Metallo a grano grosso: formato da un ristretto numero di grossi grani


Metallo a grano fine: formato da un elevato numero di grani fini
RETICOLI CRISTALLINI
Nei solidi cristallini gli atomi sono disposti nello spazio con regolarità in modo da costituire un reticolo
tridimensionale. Esistono sette differenti sistemi cristallini:
• Cubico
• Esagonale
• Triangolare o romboedrico
• Tetragonale o dimetrico
• Rombico o trimetrico
• Monoclino
• Triclino
Le celle elementari di maggiore interesse pratico sono :

• RETICOLO CUBICO A FACCE CENTRATE (CFC)

• RETICOLO CUBICO A CORPOCENTRATO

• RETICOLO ESAGONALE COMPATTO


DIFETTI RETICOLARI
Quelle viste finora sono strutture cristallo grafiche perfette, formate da cristalli ideali. Nei casi pratici ci si trova
di fronte a reticoli con un certo numero di irregolarità che vengono chiamate difetti o imperfezioni. I difetti più
importanti sono

• Impurezze: piccole particelle o atomi estranei di altri elementi


• Dislocazioni: linea che divide zone deformate plasticamente da zone non deformate
• Posti vacanti: mancanza di un atomo migrato alla superficie a formare un nuovo piano reticolare
• Atomi interstiziali: un atomo abbandona la sua posizione reticolare per migrare negli interstizi del reticolo
EFFETTO DELL’AGGIUNTA DI UN SECONDO ELEMENTO SULLA STRUTTURA DI UN
METALLO
Soluzioni solide: si hanno quando, aggiunendo ad un metallo puro che funge da solvente una data quantità di
un secondo elemento (soluto), gli atomi dell’uno si disperdono nel reticolo dell’altro a formare una miscela
omogenea in cui la struttura cristallina risultante coincide con quella del solvente
Si possono avere:
• Soluzioni solide sostituzionali: gli atomi di soluto si collocano nelle posizioni reticolari del reticolo del
solvente in maniera statistica

• Soluzioni solide interstiziali: gli atomi di soluto, di dimensioni inferiori a quelle del solvente, vanno ad
occupare interstizi tra gli atomi del cristallo primitivo
Fenomeni di diffusione:
• Nelle soluzioni solide interstiziali (diffusione del carbonio nel ferro) si tratta del salto di un atomo da una
posizione interstiziale a una di quelle adiacenti

• Nelle soluzioni solide sostituzionali si può avere:


➢ Cambiamento di posizione tra atomi vicini
➢ Migrazione di atomi attraverso gli interstizi della struttura cristallina
➢ Migrazioni di atomi dovuti al continuo spostamento di posizioni atomiche vacanti
TRASFORMAZIONI ALLO STATO SOLIDO

• TRASFORMAZIONI POLIMORFE: avvengono quando per un metallo o una lega allo stato solido esistono due o
più forme cristalline possibili o «fasi polimorfiche».
tali trasformazioni sono dipendenti essenzialmente dalla temperatura.
Esempio: il ferro puro esiste in varie modificazioni allotropiche

• Ferro δ a reticolo c.c.c. stabile tra 1538 e 1394°C

• Ferro γ a reticolo c.f.c. stabile tra 1394 e 912°C

• Ferro α a reticolo c.c.c. stabile sotto i 912°C


• RICRISTALLIZZAZIONE E INGROSSAMENTO DEL GRANO:
si osserva quando si scalda opportunamente un pezzo che in seguito a deformazioni meccaniche o termiche
presenta distorsioni o forti tensioni interne; queste si trovano solitamente a bordo grano e, scaldando ad una
certa temperatura e per uncerto tempo iniziano a formarsi e a crescere nuovi grani, organizzati diversamente in
una nuova struttura priva di tensioni

All’aumentare della temperatura e della permanenza i grani più piccoli tendono a coalescere ingrossandosi.

La dimensione del grano influenza fortemente le proprietà meccaniche e in particolare la possibilità di subire
deformazioni plastiche
CENNI SULLA TEORIA DELLE DISLOCAZIONI
DEFORMAZIONE DEI RETICOLI CRISTALLINI
Un corpo cristallino soggetto a sforzo può subire deformazioni di tipo
• Elastico: sono distorsioni del reticolo cristallino che si annullano all’annullarsi degli sforzi applicati
• Plastico: scorrimenti o geminazioni sono deformazioni permanenti

Gli scorrimenti avvengono in via preferenziale dove si hanno minimi sforzi e massima deformabilità, ovvero in
quei piani caratterizzati da elevata densità atomica, dove si hanno distanze minime tra atomi ma distanze
massime tra i piani
DEFINIZIONE E TIPI DI DISLOCAZIONI
Sperimentalmente si ha una discrepanza tra i valori teorici di sforzo da applicare per ottenere una certa
deformazione e quelli ottenuti realmente

La teoria delle dislocazioni rende ragione di questa discrepanza attribuendo al movimento di un difetto lineare
(dislocazione) la deformazione plastica

Lo scorrimento ha inizio in una regione localizzata del reticolo cristallino e poi gradualmente prosegue nel resto
del piano di scorrimento. Tale piano di scorrimento si divide in due regioni, quella che ha subito lo scorrimento
e quella che non l’ha subito. Le strutture reticolari sono quindi dislocate e di conseguenza il limite sul piano di
scorrimento fra queste zone è detto linea di dislocazione

Dislocazione a spigolo: è costituita da un semipiano inserito


in un reticolo altrimenti perfetto
• Dislocazione a vite: piano di scorrimento indeterminato

• Dislocazione mista o curvilinea: combinazione di dislocazione


a spigolo e a vite
CENNI SUI MECCANISMI DI RAFFORZAMENTO
I vari materiali metallici allo stato industrialmente puro presentano basse caratteristiche resistenziali; per
migliorare tali proprietà sono a disposizione diversi meccanismi di rafforzamento quali:

• Rafforzamento per incrudimento: si ottiene sottoponendo il materiale ad una lavorazione plastica a freddo
finalizzata all’ottenimento di nuove dislocazioni in grado di ostacolare il moto di quelle preesistenti

• Rafforzamento per affinamento del grano: i bordi di grano sono degli ostacoli per le dislocazioni, perché
distruggono la continuità del cristallo. Quindi più bordi grano ci sono (o quanto più piccole sono le
dimensioni del grano), tanto più difficile risulta la deformazione plastica del materiale
• Rafforzamento per alligazione: si attua mediante l’immissione di un soluto i cui atomi, deformando il
reticolo del solvente, interagiscono con le dislocazioni preesistenti ostacolandone il moto
• Rafforzamento da particelle deformabili: l’incremento di resistenza alla deformazione plastica è dovuto
alla formazione di precipitati che deformano il reticolo cristallino e oppongono maggiore resistenza al
movimento delle dislocazioni rispetto alla matrice a si lasciano attraversare da esse

• Rafforzamento da particelle indeformabili: l’incremento di resistenza alla deformazione plastica è dovuto


alla formazione di precipitati che non deformano il reticolo cristallino ma le dislocazioni per potere superare
questi precipitati sono costrette a inflettersi tra una particella e l’altra
DIAGRAMMI DI STATO DELLE
LEGHE METALLICHE
Studio della rappresentazione grafica degli equilibri dei diversi sistemi e in particolare dei diagrammi di
equilibrio delle leghe metalliche

Caso concreto di due metalli miscibili completamente allo stato liquido e parzialmente
miscibili allo stato solido. Per definire la composizione chimica
media del sistema è necessario fissare due variabili: composizione e
temperatura.

Prendendo il caso pratico alla temperatura t2, indicando con


a= segmento S2P2
b= segmento P2L2
qs e ql le quantità percentuali delle due fasi si ha
Regola della leva:

Divisa la distanza tra i due punti che rappresentano le fasi in due segmenti a destra e a sinistra del baricentro,
le quantità delle due fasi sono rispettivamente proporzionali ai segmenti opposti
INTRODUZIONE AI DIAGRAMMI DI STATO DELLE LEGHE BINARIE

Completa miscibilità allo stato solido:


Caso a): andamento monotono -linea I
t0: lega fusa costituente un sistema omogeneo
t0-t1: il sistema si raffredda perdendo calore
t1: inizia la solidificazione con la formazione di nuclei di
cristalli di soluzione solida α
t1-t2: accrescimento dei cristalli della soluzione solida α
t3: solidificazione terminata
t<t3: scomparsa del liquido, sistema costituito da cristalli α
Caso b): andamento con minimo e massimo
Verticale passante per minimo (o massimo)

Non vi è intervallo di solidificazione- la solidificazione avviene a


temperatura costante.
Alla temperatura tM dal liquido di composizione C si depositano
cristalli α della stessa composizione chimica del liquido
• parziale miscibilità allo stato solido:
Partendo da una modesta lacuna di miscibilità confinata alle basse temperature e supponendo di incrementare
questo intervallo sia in ampiezza che in altezza , a seconda del diagramma da cui si è partiti si hanno i due
sottocasi: trasformazione peritettica e formazione di un eutettico
Formazione di un eutettico – linea «I»
• t>t5: si osservano gli stessi fenomeni del caso precedente di completa
miscibilità allo stato solido
• t5: lacuna di miscibilità allo stato solido. La percentuale di metallo B
raggiunge il limite di solubilità nei cristalli α e viene espulso non come
metallo puro ma come cristalli coniugati β di composizione Cp’5
• t<t5: continua lo smiscelamento dei cristalli α e i cristalli β mutano la
loro composizione
Formazione di un eutettico – linea «II»
• t0-t2: si osservano gli stessi fenomeni del caso precedente
• tE: il liquido, rappresentato dal punto LE cessa la deposizione di cristalli
α e inizia a depositarsi un aggregato cristallino sotto forma di grani
eterogenei detto «eutettico», formato dalla deposizione alternata di
elementi delle due soluzioni solide α e β sotto forma di laminette
• t<tE: scompare la fase liquida. Si ha una traformazione analoga ad «I»
a temperatura t<t5, ma in questo caso si tratta di un complesso
meccanismo di diffusione allo stato solido di atomi dei due metalli
Trasformazione peritettica – linea «III»
• t1-tp: inizia la solidificazione con deposizione dei
cristalli primari α, mentre il liquido si arricchisce in B
fino alla composizione limite Z
• tP: si verifica una reazione tra il liquido di
composizione limite CZ ed i cristalli α di
composizione limite Csp, per effetto della quale le
sostanze reagenti scompaiono e al loro posto si
forma una nuova specie cristallina β. Dato che la
composizione chimica della lega è esattamente
quella dei cristalli β alla temperatura tP, ossia Cp, si
ha la scomparsa del liquido e della fase α
• t<tP: avviene lo smiscelamento della soluzione
solida β

Trasformazione peritettica– linea «IV»


• t1-tp: come sopra, deposizione dei cristalli primari α
• tp: si ha la trasformazione peritettica ma in questa
lega si ha liquido in eccesso rispetto alla lega
peritettica, la reazione termina con la scomparsa
della sola fase α mentre rimane del liquido di
composizione Cz
• tp-t5: presenza di cristalli β e liquido che diminuisce
progressivamente
• t<t5: scomparsa del liquido, smiscelamento di fase
β
DIAGRAMMA FERRO – CARBONIO
Rappresenta le strutture di equilibrio delle leghe Fe-C come acciaio e ghisa.
Poiché in condizioni normali Fe e C si combinano a dare il composto interstiziale Fe3C (cementite), il
diagramma si chiama Fe-cementite; e poiché il contenuto stechiometrico di C nella cementite è 6,69% in peso,
il diagramma termina in corrispondenza di questo valore
Il ferro puro è polimorfo:
• Fino a 912°C – ferro α - reticolo cubico corpo centrato, magnetico fino a 770°C ( punto di Curie)
• Tra 912° e 1394°C – ferro γ – reticolo cubico facce centrate
• Tra 1394° e 1538°(punto di fusione del ferro) – ferro δ – cubico a corpo centrato

Si definiscono punti critici i punti ai quali avvengono le trasformazioni polimorfiche:


• A4 - trasformazione δ –γ (curva NI)
• A3 – trasformazione γ – α (linea GSM)
• A2 – punto di Curie
• A1: temperatura eutettoide corrispondente alla
formazione di perlite
Fasi presenti nel diagramma:

• Fase liquida

• Fasi α, γ, δ, o cristalli di ferro α, γ, δ

• Fase Fe3C

Costituenti strutturali:

• Ferrite: costituita da cristalli di ferro α che contengono in soluzione una piccolissima percentuale di carbonio

• Austenite: soluzione solida di carbonio nel ferro γ

• Ferro δ: che tiene in soluzione una piccolissima quantità di carbonio

• Cementite: con percentuale di C=6,69%

• Perlite: che è l’eutettoide ferrite-cementite

• La ledeburite: che è l’eutettico austenite- cementite


FENOMENI AL RAFFREDDAMENTO DI LEGHE CON C<2,11%
SOLIDIFICAZIONE DI LEGHE FINO A C=0,53%
Lega di composizione «I»
• Quando la linea del raffreddamento «I» incontra la linea AB si separa il primo
cristallo di soluzione solida δ
• La solidificazione continua fino a che scompare il liquido in corrispondenza
della linea AH e rimane la sola fase δ
• All’incontro della linea NH inizia la separazione dei cristalli γ con composizione
fornita dalla linea NI
• All’incontro con la linea NI tutta la soluzione solida δ, si è trasformata e rimane
la sola fase solida γ
Lega di composizione «II»
• Quando la linea del raffreddamento «II» incontra la linea HB si ha la reazione
peritettica (tra cristalli δ con C=0,09% e liquido con C=0,53%) che porta
formazione della nuova fase γ con C=0,17%, la scomparsa della fase liquida.
Successivamente il sistema è costituito da cristalli δ e γ, dove i primi subiscono
una trasformazione di fase per la diminuzione della solubilità del C nel ferro δ.
Raggiunta la linea NI rimane solo la fase γ
Lega di composizione «III - IV»
• I cristalli δ scompaiono al termine della reazione peritettica e l’unica fase solida
è rappresentata dai cristalli γ
SOLIDIFICAZIONE DI LEGHE CON C=0,53 – 2,11%
Lega di composizione «III» : al termine della solidificazione la lega è costituita
dall’unica fase solida γ

TRASFORMAZIONI ALLO STATO SOLIDO


Riguardano T<1148°C, per cui non c’è mai fase δ – digramma Fe-C semplificato
La lega «III» non subisce trasformazioni fino alla linea SE. A questa temperatura
compare la fase Fe3C e il sistema prosegue con la contemporanea presenza di γ e
Fe3C fino a 727°C dove compare anche la fase α.
Da questo punto in giù si ha Fe3C (secondaria)+ fase α
La lega «I» contine esattamente lo 0,77%C (composizione dell’eutettoide). la
solidificazione aveva dato solo austenite che si raffredda fino al punto S, dove si
trasforma in ferrite e cementite, quindi perlite, costituita, mediante calcolo con
regola della leva da 88% ferrite e 12% di cementite

La lega «II» con C< 0,77 a temperatura generica di 1000°C è costituita dal solo ferro
γ. Procedendo nel raffreddamento incontra la linea GS dove inizia la trasformazione
γ- α con la separazione del primo cristallo di ferrite. Proseguendo continua a
separarsi la ferrite arricchendosi in C, fino ad incontrare la linea PS: a questo punto si
ha ferrite e austenite con C=0,77%. A questo punto tutta questa austenite si
trasforma in perlite e ferrite (primaria)