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“nostri” i rapporti tendono a essere più facilmente cooperativi o comunque

APPUNTI LEZIONI 9 E 10: SISTEMA DELLE regolamentati secondo forme canoniche precise, mentre con gli “altri” può essere
predominante un modello di interazione competitiva. Ma al di là di queste generalis-
APPARTENENZE E PARENTELA sime indicazioni, quel che più è evidente nei raggruppamenti umani è il fatto che le
diverse unità collettive possono essere sia una inclusa nell’altra, sia parzialmente
1. LE APPARTENENZE COLLETTIVE sovrapposte, sia in totale opposizione. Così, a Siena, gli abitanti della contrada della
Dopo aver fornito nel primo modulo alcune indicazioni generali sul concetto Torre saranno un “noi” separato dal “loro” delle altre contrade, ma tutti assieme
antropologico di cultura e sul ruolo e le funzioni delle discipline saranno il “noi” senesi, eventualmente incluso nel “noi” toscani, a sua volta incluso
demoetnoantropologiche, questo secondo modulo intende garantire agli studenti nel “noi” italiani. Queste inclusioni a matrioska (una nell’altra) non esauriscono le
anche gli strumenti di base per riflettere attorno a uno dei temi centrali della ricerca appartenenze, dato che il “noi” maschi le attraversa tutte (in opposizione al “loro”
e della teoria antropologica. Il tema che ci proponiamo di approfondire è quello delle femmine), oppure il “noi” di sinistra, il “noi” che
appartenenze collettive o, come abbiamo detto nel corso delle lezioni, il tema del siamo appassionati di film horror, e così via.
“noi” e del “voi”. Tutti “noi” (appunto) usiamo frequentemente la prima persona Il modello quindi è visualizzabile come
plurale per riferirci a un raggruppamento umano al quale ci sentiamo di appartenere, nella grafizzazione qui a fianco. Una
ppure usiamo il “voi” (e il “loro”) per delimitare invece un raggruppamento del serie di “confini” separano sulla base
quale non siamo parte. Normalmente, ci rendiamo conto della volatilità di alcune di uno o più criteri quelli che sono
formazioni, per cui se io dico “voi” studenti che frequentate il mio modulo, mi rendo inclusi da quelli che sono esclusi.
conto che l’aggregato che definisco è alquanto preciso ma insieme transitorio, visto Questo modello formale delle appartenenze
che fra qualche settimana già non esisterà fisicamente più. Ognuno di noi sa inoltre ci pone immediatamente di fronte a due questioni essenziali, che
di appartenere a diversi gruppi contemporaneamente (“noi” studenti di questo proviamo a formulare nel modo più diretto possibile:
modulo, ma anche “noi” studentesse e “loro” studenti, “noi” studenti in sede e 1. Cosa si intende per “criteri” che separano le appartenenze?
“loro” studenti fuori sede, “noi” di Conservazione e “voi” di Storia…). Sappiamo 2. Chi stabilisce i criteri?
inoltre che, a seconda del contesto, possono variare le appartenenze e chi vi fa parte, La prima domanda ci collega direttamente a quanto abbiamo detto sulla natura
per cui “noi” studenti del modulo di antropologia per ciascuno di voi non includerà semiotica delle culture, dato che i criteri di inclusione ed esclusione sono proprio dei
tutti i “noi” amici, o i “noi” bravi giocatori di tennis, o “noi” cultori di hard rock. segni, e quindi stabiliti per via culturale. Un gruppo può decidere che sono membri
L’uomo è un animale sociale e naturalmente gregario. Non esistono culture in cui tutti quelli con determinate caratteristiche fisiche (le classificazioni “razziali” sono
tutti i membri vivano sistematicamente isolati uno dall’altro, e ci sono delle buone proprio di questo tipo, e in fin dei conti si potrebbe dire – esagerando appena un po’
ragioni adattive perché sia così. Come quasi tutti i primati, gli esseri umani – che l’ideologia nazista della razza ariana considera “noi” i biondi, e “loro” tutti gli
dipendono dai loro simili per la sopravvivenza, e il lungo periodo di maturazione altri…); oppure coloro che condividono un particolare credo politico o religioso (i
fisica e psicologica che intercorre tra la nascita e la capacità di procurarsi da vivere musulmani, i cristiani, e al loro interno i sottoraggruppamenti sciiti e sunniti da un
autonomamente dai genitori ha probabilmente selezionato i modelli comportamen- alto, cattolici, protestanti e ortodossi dall’altro, a loro volta ulteriormente suddivisi);
tali più orientati alla cooperazione e alla cura reciproca. Se gli ominidi non avessero tutti coloro che hanno una specifica coscienza politica (i comunisti, i fascisti, i
sviluppato una particolare cura per la prole e la capacità di cooperare stabilmente liberali, i radicali); o un determinato livello intellettuale o economico (i borghesi, i
con altri adulti difficilmente la nostra specie si sarebbe evoluta. proletari, gli intellettuali, gli artigiani); una preferenza sessuale (gli eterosessuali, gli
Quali che siano le ragioni di ordine evolutivo o ecologico, è certo che gli esseri omosessuali, i bisessuali); un genere sessuale (i maschi, le femmine, i transessuali);
umani sono particolarmente sensibili alla definizione del “loro” gruppo di oppure ancora che sono membri tutti coloro che hanno una cultura comune (gli
riferimento. Semplificando di molto una questione che è più complessa, possiamo italiani, i francesi, i bretoni, i fiorentini); oppure che abitano un determinato
dire che gli uomini sentono quasi inevitabilmente la necessità di stabilire (a diversi territorio (i britannici, i romagnoli, i padani). Come è chiaro, i criteri per creare delle
livelli e con diverse intensità) chi sia “dei nostri” e chi invece non lo sia. Con i separazioni sono praticamente infiniti, intanto perché possono essere combinati tra
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loro (tutti quelli che abitano in Italia, ma che sono di “origine” abruzzese; tutti i momento. Questo procedimento
maschi proletari di destra; tutti i cattolici omosessuali di sinistra che vivono nel semiotico si chiama
Lazio ma sono di origine straniera) e poi – la vera ragione – perché questi criteri AUTOIDENTIFICAZIONE INTERNA.
sono segni e in quanto tali possono essere prodotti dall’uomo con un grado di libertà
io
elevatissimo.
Il fatto che i criteri di appartenenza e distinzione siano segni ci costringe a noi Assieme a questo processo di
considerare le appartenenze come fenomeni essenzialmente semiotici e quindi – identificazione del noi, procedete
attenti bene – ad ammettere che non esiste un modo “oggettivo” per stabilire solitamente a un’ulteriore operazione
l’appartenenza di un individuo a questo o quel gruppo, ma solo un modo semiotica, delimitando e dando una
intersoggettivo di verificare quell’appartenenza. Questo punto è strettamente legato forma anche allo spazio “loro”. La suddivisione dello spazio esterno si chiama
alla seconda domanda che ci siamo posti più sopra, e cioè chi stabilisce i criteri. Se CATEGORIZZAZIONE ESTERNA.
le appartenenze dipendono dai segni che dicono chi è dentro e chi è fuori, chi “dice” In parole semplici, vi sarete creati (o,
quei segni? Possiamo riformulare la domanda in quest’altro modo: fatto salvo che più probabilmente, avrete preso a
“noi” siamo in grado di dire chi siamo e siamo anche in grado di dire chi sono prestito) dei criteri per definire tutti i
“loro”, “loro” sono in grado di fare altrettanto? Se “noi” italiani sappiamo chi sono “loro”: maschi, ottentotti,
io
gli “extracomunitari”, siamo certi che il nostro modo di delimitarli (attraverso un extracomunitari, parigini, commissari di
criterio semiotico complesso che dovrebbe essere all’incirca “quelli che sono qui ma noi Polizia, no global, tabaccai, professori,
non sono cittadini europei né tanto meno italiani, e in più vengono da un generico indiani d’America e italiani
loro
“est” o “sud” del mondo, spesso legati ad attività manuali, a lavori a basso reddito o d’Argentina). Quel che complica
ad altre attività semilegali o illegali”, tant’è vero che la categorizzazione di terribilmente la questione delle identità collettive è che ogni individuo e ogni
“extracomunitario” non si applica ai cittadini statunitensi) coincida con il loro modo collettività esegue contemporaneamente queste operazioni semiotiche di
di definire se stessi? Ancora più semplicemente: quando definisco un “loro”, quel autoidentificazione interna e di classificazione esterna, producendo intrecci di
“loro” accetta la mia definizione? Nel caso degli “extracomunitari” sembra evidente appartenenza che possono non solo sovrapporsi solo in parte, ma anche essere
che le due direzioni della definizione (noi che definiamo loro, loro che definiscono direttamente conflittuali per quanto riguarda le diverse delimitazioni. Potrei, ad
se stessi) non coincidano quasi mai. Tutti quelli che “noi” definiamo esempio, aver prodotto un noi che non include il soggetto x, ma quello stesso
“extracomunitari” probabilmente si definiscono altrimenti, in base al criterio soggetto potrebbe aver prodotto un noi che invece mi include. Un caso forse a voi
nazionale (marocchini, filippini) religioso (musulmani, indù) etnico (tamil, berberi) noto di questo conflitto tra identificazioni è quello dell’“asfissiante”. Ho ben chiaro
geografico (maghrebini, africani) o altro ancora. chi siano i miei amici, chi i miei semplici conoscenti e chi siano gli estranei. Ho
Quel che conta è che inevitabilmente, nella delimitazione delle appartenenze quindi costituito un “noi amici” di cui conosco i confini, e che credo di poter gestire
collettive, dobbiamo tener conto di due direzioni semiotiche: una in base alla quale con una certa precisione. C’è però quel tizio (o quella tizia) che non sembra
definiamo chi sia dentro (il “noi”) e una in base alla quale stabiliamo come si d’accordo: mi cerca, vuole i miei appunti e mi racconta i fatti suoi, mi asfissia, vuole
suddivida ulteriormente tutto il resto (il “loro”). il mio cellulare e pretende che lo stia ad ascoltare nei momenti meno opportuni.
Immaginiamo lo spazio sociale (l’insieme degli esseri umani) come un piano Secondo il modello che abbiamo appena presentato, siamo di fronte a
uniforme costituito da punti che sono i singoli individui. Dato che il piano è rappresentazioni conflittuali del “noi amici”: io non lo/la includo in questo gruppo,
praticamente infinito, ogni punto ne può essere considerato il centro, e ognuno di noi mentre lui/lei mi include nel suo. Non ha ovviamente alcun senso chiedersi chi abbia
si immagina esattamente in quella posizione. Da quel punto centrale, ognuno ritaglia “ragione”, dato che non c’è modo oggettivo di stabilire una relazione come
il confine del suo noi (che abbiamo visto può variare a seconda del contesto: in aula l’amicizia. L’unico modo per risolvere la questione è giungere a un chiarimento,
pensate a noi studenti, in palestra pensate a noi del corso avanzato di aerobica, cioè a una negoziazione del significato di “miei amici”, e non è affatto detto che il
eccetera) e quindi sa dove collocare chi è parte del suo gruppo di riferimento in quel chiarimento chiarisca alcunché. Se sul piano strettamente personale la faccenda può

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essere imbarazzante o fastidiosa, una volta trasferita sul piano delle appartenenze di
natura più politica la discrepanza tra diverse identificazioni può essere anche molto 2. FAMIGLIA E PARENTELA: INTRODUZIONE
più problematica. Date le mie origini familiari (anche) venete, mi è capitato di Bene, siamo arrivati a un punto abbastanza sconfortante, dato il nostro bisogno di
interloquire con persone che pretendevano di farmi sentire parte di un “noi padani” certezze e garanzie sull’appartenenza. Sembriamo immersi in un quadro sociale in
che per me è invece una forma di appartenenza che sento completamente estranea cui non solo non è chiaro dove siano i nostri e dove collocare gli altri, ma dove
alla mia storia personale e alle mie scelte morali e politiche. Cosa fa sì che io non sia addirittura quelli che io considero nostri potrebbero invece non considerami dei loro
padano, se ho tutti i tratti “oggettivi” di questa appartenenza? Non risolviamo il o, viceversa, dove individui che non voglio facciano parte del mio gruppo premono
punto adesso (se mai si può risolvere), ma lasciamo che la domanda ci faccia invece con insistenza per essere inclusi. Tutte le culture umane devono affrontare
riflettere sul punto centrale, e cioè che per appartenere non basta che qualcuno dica questo problema, e molte sembrano aver cercato una soluzione in quello che appare
“noi”, perché il suo modo di dire “noi” non è detto che coincida con il nostro. un legame ineluttabile, finalmente basato su qualcosa di oggettivo, di certo, e cioè
Stesso discorso vale per la categorizzazione. Il modo in cui io classifico gli “altri” sulla parentela. Che qualcuno pretenda di essere mio sodale in nome di un’amicizia
può non coincidere con quello del mio vicino di casa, e la cosa può facilmente creare non corrisposta passi pure; che io non trovi un accordo col mio vicino su come
problemi sia con quelli che classifichiamo (che magari non si riconoscono né nella giudicare i venditori di Cd taroccati, poco male; ma chi potrebbe mettere in dubbio
mia classificazione, né in quella del mio vicino), sia con il vicino stesso, se io penso che io e mia sorella facciamo parte della stessa famiglia; che quel che mi lega a mia
che il suo modo sia assolutamente errato. Se per lui gli uomini di pelle scura che cugino è qualcosa di più di un segno o di una negoziazione; che mio nipote
vendono Cd pirata davanti al supermercato sono “criminali extracomunitari”, mentre appartiene al mio gruppo parentale in modo che non può essere messo in
per me sono “lavoratori sfruttati dal sistema della globalizzazione”, difficilmente discussione? La parentela, proprio perché ci appare un legame sociale fondato sulla
avremo le stesse opinioni su come comportaci nei loro confronti. Ovviamente gli natura, sembra garantirci quel minimo indispensabile e indiscutibile che
esempi possono essere moltiplicati all’infinito, perché infinite sono le modalità con pretendiamo dal legame sociale. Posso discutere l’appartenenza a tutti i livelli, ma
cui possiamo raggruppare i “nostri” e gli “altri”. Vi invito a pensare qualche altro quando si parla di parenti mi sento certo di quel che dico. Posso pure detestare mio
caso in cui le diverse forme di autoidentificazione e/o di classificazione entrano in padre, mia madre o mio fratello, ma ciò non toglie che la mia relazione con loro è
conflitto tra loro. certa e data una volta per tutte. Anzi, posso fare di più: posso costruire la mia rete
In generale, possiamo dire che l’identità personale e di gruppo è la risultante di sociale prendendo proprio quella parentale a modello e punto di riferimento, così
due dimensioni di direzione opposta e di forza relativa spesso differente: chiamerò fratelli i miei correligionari e padri e madri i ministri del mi culto. Sentirò
l’autoidentificazione interna (in astratto, quello che si dice di se stessi. Dal “nostro” un legame fraterno con quelli della mia nazione (“fratelli d’Italia”), con quelli cioè
punto di vista: quello che noi diciamo di essere. Dal “loro” punto di vista: quello che con cui condivido la “madre” patria. Oppure chiamerò i miei sodali politici con
loro dicono di essere) e la categorizzazione esterna (in astratto, quello che si dice termini che si richiamano all’intimità della famiglia (“camerati”, quelli che
degli altri. Dal “nostro” punto di vista: quello che noi diciamo che loro sono. Dal condividono la stessa camera) o alla vera amicizia (che è quella “fraterna”, per cui
“loro” punto di vista: quello che loro dicono che noi siamo). Lo spazio politico delle “compagni”).
identità si gioca tutto sullo scarto tra queste due dimensioni: una nazione, un gruppo Ecco allora che la parentela, questa rete di relazioni ovvie e scontate, può
etnico o una minoranza sarà tale solo quando la sua percezione interna di esserlo permettermi di costruire reti più ampie e complesse, e fungere così da “mattone”
troverà un riscontro esterno in qualche istituzione che lo riconosca. della società.
Quel che è importante in questo gioco di scatole dell’identità (non sempre scatole Questa, in sostanza, la ragione per cui gli antropologi si sono interessanti così
cinesi, cioè contenute una nell’altra, ma spesso scatole alternative e su piani diversi) tanto e fin da subito di questa dimensione della vita sociale. Gli studi della parentela
è che ci si renda conto che si tratta di processi semiotici e retorici inevitabili che dovevano garantire alla “scienza dell’uomo” quel fondamento naturale che rendesse
riguardano qualunque forma di appartenenza collettiva: le identità collettive sono comprensibili le motivazioni che spingono gli uomini a vivere in aggregati
quindi essenzialmente formazioni semiotiche e retoriche (prodotte attraverso i segni complessi. In realtà, la ricerca sul campo (il tentativo cioè di individuare le basi
e la persuasione, non l’esposizione di appartenenze oggettive) e quindi vanno naturali della convivenza) ha prodotto un effetto paradossale. Partiti per
studiate sotto questa loro dimensione. documentare la base naturale della vita sociale, gli antropologi sono tornati “dal

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campo” con una tale varietà di dati e sistemi di parentela da trovarsi inevitabilmente accettare una definizione funzionale, per cui consideriamo famiglia quell’istituzione
a mettere in discussione proprio quella naturalità che andavano cercando. Hanno attraverso la quale vengono di solito espletati gli aspetti basilari di quattro funzioni:
infatti scoperto che, a seconda del sistema di parentela in vigore in una determinata 1) sesso; 2) riproduzione; 3) educazione; 4) sussistenza.
cultura, il padre poteva essere considerato più il marito della madre (e quindi un
parente “non di sangue”, che chiamiamo “affine”) 1 piuttosto che un parente vero e TIPI DI FAMIGLIE
proprio. Oppure che alcuni cugini potevano essere del tutto assimilati ai fratelli, e
quindi assolutamente vietati per il matrimonio, mentre altri potevano essere Famiglia nucleare monogamica e sue variazioni
considerati i partner ideali per una relazione matrimoniale. Sempre facendo ricerca Partiamo da quella che a noi pare la famiglia “normale”: due genitori di sesso
sul campo, gli antropologi hanno potuto verificare che il nostro modello di diverso e i loro eventuali figli. Chiamiamo questa famiglia nucleare, e notiamo
“famiglia” non è universale, e che quindi qualunque tentativo di considerare la subito che è composta di due sole generazioni. Vediamo anche che non tutte le
società come un’estensione della famiglia si scontrava con la varietà empirica di funzioni che abbiamo indicato sono espletate da questo tipo di famiglia, per esempio
questo raggruppamento di base. nella nostra società gran parte dell’istruzione avviene al di fuori (asilo d’infanzia e
Per poter entrare nei meandri della parentela, partiremo quindi dalla famiglia scuola), mentre è vero che una buona parte della sussistenza (almeno nella forma del
intesa come aggregato di persone tramite uno o più vincoli matrimoniali. consumo del cibo) si attua entro la famiglia. Ci sono numerosi esempi di famiglie
nucleari con funzioni sostanzialmente diverse da quelle che noi attribuiamo alla
FAMIGLIA E MATRIMONIO nostra. È comune per esempio che i figli maschi di una famiglia fin da tenera età si
Quanto diremo in questo paragrafo è sostanzialmente descrittivo, e non comporta riuniscano fuori con altri coetanei e passino sempre più tempo tra di loro, fino al
particolari difficoltà. Se si vuole, la vera difficoltà non sta tanto nel descrivere i punto di costruire abitazioni proprie. Il raggruppamento di membri appartenenti a
diversi tipi di famiglia o i diversi tipi di matrimonio, quanto nel fornire una famiglie diverse può essere fatto su base generazionale, per cui tutti i membri della
definizione astratta per queste due istituzioni. Cioè, mentre è abbastanza facile stessa CLASSE DI ETÀ (un gruppo di persone, spesso non esattamente della stessa età
raccontare la differenza tra famiglia nucleare e famiglia estesa o congiunta, oppure cronologica, ma considerato tale per ragioni rituali o funzionali: i membri della
tra matrimonio monogamico e poligamico, gli antropologi sono in seria difficoltà stessa CDE faranno per esempio il rituale di passaggio all’età adulta nello stesso
quando devono definire cosa sia una famiglia o cosa sia un matrimonio. momento, oppure parteciperanno assieme alla prima spedizione di guerra, o alla
Cominciamo con il dire che in tutte le società ci sono una serie di attività prima impresa commerciale) possono vivere nella stessa casa o costruirsi uno spazio
riconducibili alla sfera “privata”, cioè ad uno spazio fisico chiaramente delimitato, comune. Altre volte la separazione è effettuata in base al sesso, per cui saranno i
che possiamo chiamare “la sfera domestica”. Tra le attività che spesso si compiono maschi a vivere tutti assieme in una casa separata (detta CASA DEGLI UOMINI). È
entro questa sfera ci sono: preparazione e consumo del cibo, riposo e attività quest’ultimo il caso dei Fur del Sudan. In questi casi la famiglia nucleare esiste solo
sessuali, pulizia personale, cura della prole. Non tutte queste attività sono attuate in nel senso che il marito visita la moglie senza alcuna regolarità (diciamo che la sera
tutte le culture in quella che abbiamo chiamato la “sfera domestica”, ad esempio a non deve tornare a casa necessariamente, tutt’altro), mentre questa vive coi figli. I
volte il cibo è prodotto o consumato fuori, o l’attività sessuale si pratica fuori, o la maschi in questo caso mangiano nella casa degli uomini. Un altro esempio
cura dei bimbi è affidata ad istituzioni esterne alla “famiglia”. Ecco, ci stiamo interessante di separazione tra cibo e famiglia si ha con gli Ashanti del Ghana.
avvicinando ad una possibile definizione della famiglia se siamo disposti ad Anche se dormono sotto lo stesso tetto con le mogli, gli uomini di solito mangiano
(per ragioni che vedremo in dettaglio quando parleremo della parentela) con le
1 madri, le sorelle e con i figli di queste, anche se il cibo è preparato dalle mogli. Così
Dentro il grande contenitore della “parentela” la lingua e la pratica italiana distinguono quelli che
alla sera i villaggi Ashanti sono tutto un viavai di bambini che portano il cibo dalle
sono considerati parenti “di sangue” dai parenti “acquisiti”. I primi sono legati a noi direttamente
case delle loro madri a quelle delle sorelle del padre. Sembra una pazzia, ma vedrete
(vedremo in che modo) mentre gli affini sono legati a noi tramite un vincolo matrimoniale. Sono parenti,
tipicamente, i cugini primi, mentre sono affini i cognati (marito della sorella o fratello della moglie).
che non appena saprete cos’è un sistema di discendenza matrilineare tutto questo
Utilizziamo la stessa distinzione quando parliamo di “zii carnali” (fratelli dei genitori) e “zii acquisiti” (i
non vi sembrerà più così assurdo.
coniugi dei fratelli dei genitori).

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Una versione ancora più strana della famiglia nucleare si ha nel caso dei Nayar del distinta la paternità di ogni figlio. Cioè i fratelli, controllando gli accessi alla moglie,
Kerala (India meridionale) in cui marito e moglie non vivono mai assieme (ognuno cercano di sapere chi sia il padre di ogni bambino.
vive coi rispettivi fratelli) e si incontrano solo quando lo sposo visita la sposa 2) poliandria associata. In questo caso la donna può sposare uomini che non sono
durante la notte per tornare comunque alla “sua” casa prima dell’alba. tra di loro fratelli. Sebbene si pensi che fosse un tempo praticata in certe zone del
Ma le famiglie nucleari monogamiche sono ancora sufficientemente “normali”, Pacifico e tra alcune popolazioni indigene americane (Nord e Sud), il caso
rispetto ad altre forme di convivenza domestica. etnografico più chiaramente documentato è quello dello Sri Lanka, dove una donna
può avere fino a due mariti (non di più). In questo caso una coppia inizia come
Famiglia poligamica monogamica, e poi un secondo marito può associarsi, marito che rimane in
Nel caso in cui una società consenta matrimoni plurimi (attenzione: non abbiamo posizione subordinata rispetto al primo. Eventualmente, una seconda donna (spesso
ancora definito cosa intendiamo per matrimonio, ma ci arriveremo), viene definita in sorella della prima, ancora poliginia sororale) può venire sposata dal terzetto dando
generale poligamica, con due sottotipi: poliginica quando è l’uomo a potere avere così vita ad una famiglia insieme poliandrica e poliginica, poliginandrica, appunto.
più mogli, poliandrica quando è la moglie a poter avere più mariti, o anche Se ora guardate a questi due tipi di famiglia poliandrica dal punto di vista dei
poliginandrica quando sia uomini che donne possono avere più di un partner. legami che il matrimonio permette di attuare tra la famiglia dello sposo e quella
Vediamo questi tipi di famiglie poligamiche un po’ più in dettaglio. della sposa, capite bene che la poliandria, soprattutto quando è accompagnata dalla
poliginia sororale, restringe gli spazi per l’alleanza. Niente panico e seguitemi: fate
poliginia finta (vedrete che in molti casi è proprio così) che ogni matrimonio sia un’alleanza
Secondo alcune fonti, la maggioranza delle culture accetterebbe una qualche tra due famiglie, quella dello sposo e quella della sposa. Se la famiglia A e la
forma di poliginia, il fatto cioè che un uomo possa avere rapporti sessuali, affettivi, e famiglia B decidono per qualche ragione (economica, politica, militare) di allearsi e
di cooperazione nel trattare eventuale prole, legittimi (se non legali) con più di una cooperare, il modo migliore per farlo (cioè quello che gli esseri umani hanno sempre
donna contemporaneamente. Non ci soffermiamo a lungo su questo tipo di famiglia teso a fare) è quello di creare un legame di matrimonio tra le due famiglie: una
perché è nota anche ai non esperti per il fatto che è presente nel mondo musulmano. famiglia ci mette lo sposo, l’altra ci mette la sposa. Immaginate che la famiglia A
abbia quattro figli maschi: se questi si sposano quattro donne diverse la famiglia A
poliandria ha la possibilità di creare quattro reti di alleanze, con le famiglie B, C, D, E, da cui
Tra i tre tipi di base (monogamia, poliginia e poliandria) è quello più raro, e per provengono le mogli. Ma se i quattro fratelli, come nel caso della poliandria fraterna
molti decenni è stato considerato un’assoluta eccentricità etnografica: il fatto che del Nepal, sposano tutti la stessa donna è chiaro che la rete di alleanze diventa meno
fitta, anche se ovviamente si intensifica perché tutti e quattro gli uomini hanno
una donna potesse legittimamente concedere i propri favori sessuali a più uomini
contratto un’alleanza diretta con la famiglia della sposa. Vediamo ora come un terzo
non deve aver attratto moltissimo i baffuti antenati fondatori della nostra disciplina.
Per fortuna, studi recenti hanno dimostrato che la poliandria, anche se è certamente tipo di matrimonio poliandrico provochi un fenomeno opposto.
un modello matrimoniale raro, non è così eccezionale come si pensava. Ci si è resi 3) matrimonio secondario. Si riscontra solo in Nigeria e Camerun settentrionale.
soprattutto conto che studiare un po’ più in dettaglio la poliandria ci permette di La coppia si sposa, e se cessa di vivere assieme non per questo cessa di “essere
capire un po’ di più e meglio come funzionano gli altri tipi di rapporto matrimoniale. sposata”. Ciò significa che uno dei due partner (p.e. la donna) può andarsene dalla
casa del marito e sposarsi (matrimonio secondario) con un altro uomo senza per
Vediamo dunque un po’ più da vicino tre sottotipi di poliandria:
questo perdere i diritti rispetto al primo marito, dal quale può ad esempio tornare per
1) poliandria fraterna. È il caso più conosciuto attestato in Nepal e Tibet, dove
un gruppo di fratelli sposa un’unica donna. Di solito è solo il fratello maggiore a avere un figlio che viene considerato del tutto “legittimo” (di nuovo: ci stiamo
celebrare fisicamente il rituale del matrimonio, ma la sposa va a vivere nella casa impegolando sul matrimonio più del dovuto, abbiate pazienza e appena avremo
condivisa da tutti i fratelli, i quali hanno gli stessi diritti sulle prestazioni sessuali finito questa tipologia della famiglia parleremo a lungo del matrimonio). Insomma
della donna. Se la donna non ha figli non è raro che i fratelli prendano come in questo caso sia uomini che donne sono poligamici, ma lo sono in successione
cronologica reversibile le donne, mentre lo possono essere in sincronia gli uomini,
ulteriore sposa la sorella di questa (POLIGINIA SORORALE). Interessante il caso dei
Nyinba del Nepal, che pur praticando questo tipo di poliandria cercano di mantenere cioè la donna vive con un uomo alla volta, e può tornare “indietro” da un marito

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precedente senza perdere i diritti di moglie, mentre l’uomo può vivere con più di una Coniuge) allora la famiglia nucleare si può immaginare come espandibile in
moglie contemporaneamente. In questo caso è evidente che si assiste ad una verticale (famiglia verticale estesa) oppure in senso orizzontale (famiglia congiunta).
proliferazione delle alleanze, visto che una persona può essere legata tramite Notare che non tutti gli antropologi distinguono tra famiglia verticale e famiglia
matrimonio a diverse famiglie (una per ogni partner), senza che il nuovo matrimonio congiunta, e parlano semplicemente di famiglia estesa, quando è più vasta della
annulli i precedenti. Se volete, in questo tipo di famiglia non esiste il concetto di famiglia nucleare.
divorzio ma la monogamia non è prescrittiva.
famiglie matrifocali
Questa insistenza sulla poliandria non è priva di scopo, dal mio punto di vista. Sono le famiglie in cui il padre è assente. Spesso la madre può vivere da sola coi
Serviva per introdurre il tema che ci porterà al matrimonio, e cioè il rapporto che c’è figli, ed avere una serie di uomini come compagni. Potete intuire da soli che questo
tra sessualità e riproduzione. Tutte le società umane sembrano in grado di tipo di famiglia, essendo priva del maschio, per lungo tempo è stata considerata
distinguere per i maschi le prestazioni sessuali dalla capacità riproduttiva, mentre un’eccezione patologica. Oggi invece la si studia con attenzione, e i migliori casi
questa distinzione sembra avvenire con maggiori difficoltà per quanto riguarda le etnografici documentati provengono dalle Indie Occidentali, dall’America Latina e
donne. Cioè, le famiglie poliginiche sembrano ammettere implicitamente che per gli tra le donne afroamericane delle grandi città degli Stati Uniti. Le famiglie
uomini ci può essere sessualità fuori dalla riproduzione, mentre per le donne questo matrifocali possono essere composte da madre e figli solamente, oppure possono
tipo di sessualità slegato dalla riproduzione è in qualche modo pericoloso e va in essere estese verticalmente (madre della madre) o congiunte (due o più sorelle coi
tutti i modi evitato, legando la donna ad un unico uomo, con il quale è legittimata ad rispettivi figli) o entrambe le cose (sorelle con figli, più la loro madre). In questi
avere rapporti sessuali. Nei casi di poliandria invece sembra riconosciuto alla donna gruppi famigliari gli uomini adulti rivestono ruoli marginali come visitatori o
il diritto alla sessualità separato dalla funzione riproduttiva: i Nyinba distinguono amanti, ma non risiedono con le donne. Come vedremo quando parleremo dei
chiaramente chi è il padre di ogni bambino, pur permettendo a tutti i fratelli accesso modelli di residenza, le famiglie matrifocali hanno una relazione con il modello di
sessuale alla donna. Che vuol dire questo? Forse che la poliandria è rara perché gli residenza matrilocale, ma non coincidono perfettamente con questo.
uomini (i maschi) fanno fatica ad accettare questa separazione tra sessualità e
capacità riproduttiva per le donne? Oppure la sua rarità dipende dal fatto che la IL MATRIMONIO
poliandria fraterna e quella associata tendono a ridurre l’estensione delle alleanze? Abbiamo finora parlato dei tipi di famiglie suddividendole anche in base al tipo di
Eppure il caso dei matrimoni secondari della Nigeria e del Camerun ci dovrebbero matrimonio sul quale si basano (mono- o poligamico, p.e.), ma non abbiamo definito
suggerire che non sempre la poliandria coincide con un’intensificazione cosa il matrimonio sia. La ragione è che trovare una definizione generale di
dell’alleanza, e può anzi portare alla proliferazione delle alleanze. C’è insomma un matrimonio è un’impresa pressoché disperata, e si troveranno sempre delle
nodo antropologico interessante dietro la stranezza e la rarità della poliandria, un eccezioni. Il matrimonio è una di quelle classiche istituzioni che sembrano
nodo che ha a che fare certo con limitazioni di tipo “strutturale” cioè di ordine universali, ma che poi hanno talmente tante idiosincrasie locali che risulta ardua una
produttivo ed ecologico, ma non c’è dubbio che quelle limitazioni sono a loro volta generalizzazione efficace. Emily Schultz lo definisce così: “Il matrimonio
conseguenze di come la sessualità maschile è vissuta e percepita da coloro che prototipico 1) trasforma lo status di un uomo e di una donna, 2) stabilisce il grado di
detengono il potere (che sono spesso maschi). accesso sessuale reciproco dei coniugi, che varia dall’esclusività alla preferenza, 3)
istituisce la legittimità dei figli nati dalla moglie e 4) crea relazioni tra i parenti del
famiglie estese e congiunte
marito e quelli della moglie.
Si chiamano così quelle famiglie in cui (indipendentemente dal tipo di matrimonio Questa definizione, per quanto possa apparire vaga e quindi applicabile
sul quale si basano) convivono persone legate da rapporti parentali che travalicano generalmente, ha alcune notevoli limitazioni. La principale è quella di non
quelli genitori/figli. Se immaginate la relazione tra genitori e figli come una considerare unioni matrimoniali tra persone dello stesso sesso. Non si tratta di essere
relazione di tipo verticale (il tempo scorre dall’alto al basso, diamo qui indicazioni politically correct, ma di dare un’adeguata rappresentazione etnografica dell’estrema
sui primi rudimenti della grafica della parentela: maschio, femmina, relazione varietà delle culture umane sotto questo punto di vista. Evans-Pritchard (uno dei più
orizzontale Sibling, relazione verticale Teknon/Genitor, relazione orizzontale famosi antropologi sociali britannici) studiò negli anni Trenta i Nuer del Sudan

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meridionale. Tra di loro, quando una donna non riusciva ad avere figli era piuttosto figlio maschio di un capo per ereditarne i privilegi (e se il capo non ha figli, possono
normale che lasciasse il marito e si sposasse con un’altra donna, diventando “padre” sposare una gamba del capo, o un suo braccio).
dei figli che questa avrebbe generato grazie alle prestazioni sessuali di un fratello o Harris, di fronte all’evidente impossibilità di dare una definizione universale di
di un amico o di un vicino della “donna-padre”. Il matrimonio era perfettamente matrimonio, ne dà se volete una statistica, basandosi su quel che lui considera
legale. Ancora più bizzarra tra i Nuer era un’altra usanza detta “matrimonio con uno essenziale dal punto di vista etico: “matrimonio significa l’insieme di sentimenti,
spettro”. Se un uomo moriva senza lasciare figli, il suo spirito tormentava i suoi comportamenti e regole riguardanti unioni di convivenza eterosessuale e la
parenti. Uno di loro (spesso un fratello) si prendeva carico della cosa sposando una riproduzione in ambiti domestici” (p.139). Piuttosto insoddisfacente come
donna “in nome del morto”. I figli nati dall’unione erano a tutti gli effetti legali figli definizione (lascia fuori tutti i matrimoni omosessuali, e lascia fuori anche il
del morto. Neanche a dirlo, il marito putativo aveva ben poche occasioni di sposarsi matrimonio Nayar, visto che parla di “unioni di convivenza” cosa che non avviene
per conto suo (non a nome del morto) e quindi finiva per morire senza lasciare figli tra di loro), ma ha il vantaggio di costituire la base per definizioni modulari, per cui
(dato che quelli che lui aveva contribuito a generare erano in realtà figli del morto). il matrimonio Nayar sarà “matrimonio tra non-conviventi” e quello tra donne Nuer
Diventava quindi a sua volta uno spettro che tormentava i suoi parenti e l’istituzione sarà “matrimonio donna-donna”.
del matrimonio con lo spettro si perpetuava “da un morto all’altro”.
Per ovviare a questo tipo di strane unioni matrimoniali che a fatica verrebbero Funzioni del matrimonio
comprese nella definizione data da Schultz, Kathleen Gough ha fornito questa Bisogna ora guardare alle FUNZIONI del matrimonio, cioè a quel che il matrimonio
definizione alternativa del matrimonio: fa a livello sociale. Ancora una volta, non è possibile generalizzare se non nel senso
“Il matrimonio è un legame stabilito tra una donna e una o più persone e consente che il matrimonio sembra il punto sociale in cui si intersecano due mondi di interessi
che a un bambino, nato dalla donna in circostanze non proibite dalle leggi che spesso divergenti se non in aperto conflitto: da un lato la necessità di perpetuarsi
governano il rapporto, siano riconosciuti i pieni diritti della sua condizione di come individui o come gruppi (il problema della DISCENDENZA, se volete) e
nascita, comuni ai normali membri della società o del livello sociale del dall’altro la necessità di fare il modo che il proprio gruppo di riferimento non sia
neonato/neonata”. Questa definizione non fa alcun accenno ai diritti e doveri isolato (il problema dell’ALLEANZA). Il matrimonio permette di tentare di trovare
sessuali (punto due della definizione di Schultz) perché ha in mente il caso dei una soluzione ad entrambi questi problemi: da un lato garantisce una forma
Nayar del Kerala (India meridionale), le cui donne non avevano certo particolari istituzionalizzata attraverso cui le persone si riproducono e quindi garantisce una
obblighi verso il marito rituale al quale andavano in spose (marito che non viveva continuità al gruppo cui la persona sente di appartenere, ma dall’altro crea dei
mai con la moglie, se vi ricordate), che poteva anche non accoppiarsi mai con la legami tra i gruppi delle persone che si sposano. Tutta la questione delle funzioni del
moglie, ma che erano comunque forzate socialmente a iniziare l’attività riproduttiva matrimonio si può vedere come il tentativo della specie umana di rispondere
(ad avere figli) solo dopo che il matrimonio era stato celebrato. Insomma, tra i Nayar culturalmente a questo duplice problema: come posso riprodurre il mio gruppo e
non aveva nessuna importanza chi fosse il GENITORE biologico dei figli, e neppure come posso fare il modo che il mio gruppo non sia isolato? A seconda delle culture
chi fosse il PADRE legale (torneremo diffusamente sulla differenza tra genitore e (e a seconda degli antropologi che studiano), si possono quindi avere due prospettive
padre quando parleremo della parentela, anche se potete già intuire che il genitore è distinte: secondo la prima il matrimonio è un mezzo per perpetuare il proprio
quello che fisicamente ha fecondato la donna, mentre padre è quello che ha gruppo, secondo la seconda i membri del gruppo sono “pedine” spendibili in
responsabilità giuridiche, diritti e doveri verso la prole: non sempre le due figure matrimoni che garantiscano alleanze vantaggiose. Nel primo caso dunque il
coincidono), dato che i figli crescevano con la madre e i parenti di lei, ma la madre matrimonio è il mezzo per procurarsi degli eredi, nel secondo gli eredi sono un
era comunque costretta a sposarsi prima di potere avere figli. La definizione della mezzo per procurarsi alleanze. Inutile aggiungere che le due prospettive non sono in
Gough parla di legame tra “una donna e una o più persone” perché pensa al caso dei totale contraddizione, e che anzi il problema di ogni cultura consisterà nel far
Nuer che abbiamo appena visto (altro caso tipico, ancora africano, è nel Dahomey), quadrare al meglio possibile la discendenza e l’alleanza.
ma così lascia fuori le unioni legali tra due maschi (in Africa tra gli Nzema del
Ghana, studiati negli anni Sessanta e Settanta dalla missione etnologica A seconda di come venga concepita la parentela, è ovvio che la risposta sarà
dell’università di Roma) come nel caso dei maschi Kwakiutl, che possono sposare il diversa. Rimangono però alcune funzioni generali che possiamo cercare di elaborare

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molto liberamente prendendole da Edmund Leach (altro grande antropologo una donna in arrivo può garantire entrambe le cose, e quindi il gruppo da cui
britannico, scomparso nel 1989). proviene dovrà essere adeguatamente compensato.
Ci sono diverse sfere su cui il matrimonio può intervenire: Se invece i gruppi non hanno bisogno o interesse di espandersi numericamente e
1) sfera della discendenza: il matrimonio consente il controllo sulle prestazioni in termini di produzione, le donne possono essere poco più che un peso, e quindi
sessuali del partner, garantisce chi sia il padre o la madre legale dei figli e sarà la famiglia (il gruppo, ho detto finora, e vedremo tra poco perché) dello sposo a
determina uno stanziamento economico per i figli (allevamento ed eredità). pretendere un risarcimento per doversi accollare il sostentamento di una persona in
2) sfera dell’alleanza: il questo caso il matrimonio lega i due gruppi di più. In questo caso il gruppo della sposa la invia allo sposo con un carico di beni
provenienza degli sposi in diversi modi: può consentire il controllo economico di un detto DOTE, sul quale non mi soffermo perché sapete tutti cosa sia, anche se l’usanza
partner (e della sua famiglia) sui beni dell’altro o sulle sue capacità lavorative. della dote è sempre meno frequente.
Il punto che volevo sottolineare è che il matrimonio dal punto di vista etnografico
Sia che si tratti della sfera della discendenza, sia che sia quella dell’alleanza, è meglio rappresentato come una forma di scambio tra gruppi che garantisce la
vediamo dunque che il matrimonio riveste importanti funzioni economiche, tanto è perpetuazione degli stessi, piuttosto che un legame tra due singole persone, e questo
vero che in moltissime società esso è percepito e rappresentato più come uno scambio interseca su di sé funzioni economiche e sociali importantissime. Vediamo
scambio tra gruppi che un contratto tra individui. ora un po’ meglio quali sono i gruppi che si scambiano le donne, e perché.
Per ragioni che non sono mai state ben chiarite dagli antropologi, ma che
dipendono probabilmente dalla biologia di base della specie umana, nelle società incesto
umane di cui si ha conoscenza certa (sia storica, sia etnografica) sono sempre i In tutte le società umane esistono delle regole piuttosto chiare su chi uno possa e
maschi ad esercitare il controllo. Non è questo il momento per dilungarsi su questo non si possa sposare. Normalmente è vietato il matrimonio con membri dello stesso
delicatissimo punto, che richiederebbe una trattazione a parte, e per ora vi dovrete gruppo domestico (della stessa “famiglia”) e non si conoscono culture in cui possa
accontentare del fatto che nelle società umane sono gli uomini “a comandare”. essere legalizzata (se non in casi demograficamente eccezionali) l’unione tra genitori
Questo aspetto specifico e (a quel che si sa) universale delle culture umane ha fatto e figli (madre e figlio; padre e figlia). Sul matrimonio tra fratello e sorella ci sono
sì che il matrimonio venisse concepito come una forma di scambio tra gruppi in cui più eccezioni, ma in generale è statisticamente vero dire che non ci sposa entro la
sono le donne ad essere scambiate. Cioè il matrimonio è stato spesso pensato come famiglia nucleare. Molte società però vanno oltre e proibiscono l’accesso
lo scambio di donne in cambio di qualche cosa. Ora capite che lo scambio dipenderà matrimoniale a tutti i membri di una determinata classe, un po’ come se tutti quelli
dal “valore” attribuito alle donne in quella particolare società. Se si pensa che la che si chiamano con lo stesso cognome non potessero sposarsi tra di loro. Questi tipi
donna abbia un alto valore (in quanto la si considera indispensabile per certi tipi di di gruppi, i cui membri possono avere rapporti di tipo lavorativo, rituale o
lavoro, per esempio) sarà normale che il controvalore dello scambio sarà altrettanto quant’altro molto stretti, ma che non si possono sposare tra di loro, sono detti gruppi
elevato. In questi casi il gruppo che prende la donna (per darla in isposa a un suo ESOGAMICI. Molte volte interi villaggi possono essere esogamici, e quasi sempre le
membro) sarà disposto a pagare quel che in termine tecnico si chiama RICCHEZZA- bande nomadi di cacciatori e raccoglitori sono esogamiche.
DELLA-SPOSA. Ovviamente non si tratta (almeno quasi mai) di un acquisto in senso Come può impedire di sposarsi entro un determinato gruppo, così una cultura può
mercantile, prima di tutto per il fatto che nelle società dove si paga la ricchezza della obbligare a scegliere il proprio partner entro un determinato gruppo. Per riprendere
sposa è raro che il pagamento venga fatto in denaro e poi perché anche se di acquisto l’esempio dei cognomi, come se ci fosse una legge che obbliga ciascuno a sposarsi
si trattasse, è sempre acquisto di alcuni particolari aspetti della donna (della sua solo con una persona che porti lo stesso cognome. In questo caso, il gruppo che ha lo
forza lavoro, o della sua capacità riproduttiva) e mai della sua persona. In molti casi stesso cognome è detto ENDOGAMICO, perché attua il matrimonio al suo interno. Un
in cui si paga la ricchezza della sposa la donna conserva una buona autonomia e forti caso tipico è quello dell’endogamia di villaggio.
legami con il suo gruppo di provenienza. Probabilmente la ricchezza della sposa è Endogamia ed esogamia sono quindi sempre termini relativi, si è endogamici
una forma di scambio comune nelle situazioni produttivamente in espansione: ogni rispetto ad un gruppo ma si può essere esogamici rispetto ad un altro. Per esempio:
gruppo sente la necessità di doversi espandere (non c’è il problema di intaccare la posso essere costretto a sposarmi al di fuori del gruppo dei miei “parenti”, gruppo
portata ambientale) e quindi ha bisogno di riprodursi e di intensificare la produzione: che chiamiamo LIGNAGGIO (non lo definiamo per ora, e fingiamo che sia il gruppo di

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tutti i miei parenti), ma al contempo posso essere obbligato a sposarmi entro i PARENTELA: è l’insieme delle relazioni sociali conseguenti al riconoscimento
confini del villaggio. Avremo quindi in questo caso un’esogamia di lignaggio e (culturalmente specifico) dei legami dovuti alla comune discendenza e al
un’endogamia di villaggio. matrimonio. Normalmente gli antropologi trovano utile distinguere tra
La violazione dell’esogamia di base rispetto al proprio nucleo famigliare o CONSAGUINEITÀ, in cui vengono comprese le relazioni parentali tramite comune
parentale è definita INCESTO, e tutte le culture umane lo sanzionano in una qualche discendenza, e AFFINITÀ, che riguarda invece la parentela conseguita tramite
misura. Il paradosso del divieto dell’incesto è che mette in movimento le donne e il matrimonio.
matrimonio, e l’alleanza, e le questioni economiche ad essa associate. Non sarebbe PARENTELA COGNATICA. In questo caso un individuo ricostruisce la sua rete di
tutto più semplice se ogni famiglia si riproducesse al suo interno, per così dire, se parenti attraverso i maschi e o le femmine con diversi criteri (che vedremo).
cioè fratelli e sorelle si sposassero tra di loro e perpetuassero il gruppo da cui DISCENDENZA UNILINEARE: solo uno dei sessi è considerato pertinente per
provengono? Insomma, non sarebbe tutto più semplice se non ci fosse il divieto determinare l’appartenenza di un individuo ad un gruppo. La consanguineità passa
dell’incesto? quindi solo attraverso un sesso, che è considerato fertile rispetto al gruppo: solo i
Certo, sarebbe tutto più semplice, tanto più semplice che probabilmente non ci maschi/le femmine sono produttivi per il proprio gruppo, i membri dell’altro sesso
sarebbero neppure più esseri umani. La complicatezza che il tabù dell’incesto mette saranno utili per la produzione di figli del gruppo del loro partner.
in moto è quel che fa stare in piedi le società umane, visto che la necessità di ESOGAMIA: Regola che stabilisce l’obbligo di sposarsi al di fuori di un determinato
procurarsi le donne al di fuori del proprio gruppo spinge alla cooperazione e alla gruppo, stabilito da quella particolare cultura.
reciprocità con altri gruppi, verso i quali invece si tenderebbe ad essere in pura ENDOGAMIA: Regola che stabilisce l’obbligo di sposarsi all’interno di un
competizione. Sapendo invece che da quel gruppo dovrò trovare le mogli per i miei determinato gruppo, stabilito da quella particolare cultura.
figli, è probabile che cerchi qualche modo di convivenza pacifica, se non proprio di Endogamia e esogamia sono termini sempre relativi e contestuali, e vanno definiti
collaborazione. Gli antropologi riassumono questa ragione elementare del tabù di volta in volta i contesti di applicazione. Un gruppo può praticare l’esogamia a un
dell’incesto con la frase: meglio sposarsi fuori (dal proprio gruppo) che essere fatti certo livello (vietando per esempio il matrimonio tra “fratelli”) e l’endogamia a un
fuori (dai membri dei gruppi rivali). altro livello (obbligando a cercare il partner entro il villaggio). Esempi ulteriori
Ci sono anche delle ragioni più direttamente adattive che possono aver spinto ad chiariranno questo duplice concetto.
una selezione culturale adattiva del tabù dell’incesto (per cui avevano più probabilità TABU DELL’INCESTO: forma minima della regola esogamica, presente in tutti i
di sopravvivere quei gruppi che scambiavano le donne con altri gruppi rispetto ai gruppi umani. In tutte le culture abbiamo testimonianza di questo dato di fatto: non
gruppi che si riproducevano al loro interno). Per gruppi piccoli, attorno alla ci si può sposare con chiunque. Esiste ciò sempre almeno una regola minima che ci
cinquantina di persone, come dovevano essere le bande di ominidi e di primi dice: scegli chi ti pare, ma non puoi sposarti con questo gruppo di persone. In molti
uomini, è molto pericoloso fare affidamento esclusivamente sulle proprie capacità casi, ci sono restrizioni precise anche sul “chi ti pare”, ma comunque esiste sempre
riproduttive, perché basta una lievissima variazione del rapporto maschi/femmine un nucleo di individui con i quali il matrimonio è comunque vietato. Normalmente
per mettere il gruppo a rischio di estinzione. Da studi di etnodemografia pare che il questi individui includono gli antecedenti, i discendenti e codiscendenti diretti, per
gruppo medio di riproduzione debba aggirarsi sulle 500 unità, ben al di sopra della cui non ci si può sposare con il padre, la madre, il figlio, la figlia, il fratello la
dimensione della banda di cacciatori. Se ogni banda era composta di una quarantina sorella.
di individui, bisogna pensare che ognuna avesse qualche tipo di rapporto con
un’altra dozzina, per garantire la sopravvivenza demografica. Quindi non è 2.3. I GRUPPI DI PARENTELA
improbabile che il tabù dell’incesto (non sposare le tue sorelle o tua madre) abbia I gruppi di parentela si distinguono essenzialmente per due variabili che possiamo
favorito in termini demografici quei gruppi che lo praticavano. tradurre in due domande:
 Reclutano i loro membri tramite entrambi i sessi (gruppi COGNATICI) oppure
2.2. TERMINI DI BASE attraverso un solo sesso (gruppi UNILINEARI)?
Partiamo da qualche semplice definizione.  Si strutturano attorno a un ego specifico (sistemi EGO-FOCUS) o a partire da un
antenato (ANCESTOR-FOCUS)?

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abituati e quelli di altre culture. Vediamo prima brevemente cos’è un gruppo


Prima di vedere la relazione sistematica tra queste due variabili, è necessario corporato.
fornire delle definizioni quanto più precise di queste due opposizioni e dei termini I gruppi corporati esistono indipendentemente dai singoli individui che ne fanno
che le compongono, di modo che sia chiaro come il nostro modo di concepire la parte, hanno diritti e doveri in quanto gruppi (sono delle “persone” come dicono gli
parentela non sia che uno dei modi possibili. Ashanti) e continuano ad esistere anche dopo la morte di un individuo che ne fa
parte. Gli individui di un gruppo corporato vanno e vengono, ma il gruppo continua
2.3.A. GRUPPI COGNATICI VERSUS UNILINEARI ad esistere. L’essere corporati implica che essi agiscano “come un corpo”: spesso
Come tutti i gruppi umani, anche quelli parentali hanno il “problema del controllano la proprietà terriera (che non è individuale, ma del gruppo) e regolano
reclutamento”: gli esseri umani invecchiano e muoiono, e quindi è necessario che istituti come la faida, per cui l’uccisione di un membro del gruppo A da parte di un
nuovi membri subentrino a quanti non ci sono più. Per diverse ragioni, un gruppo membro del gruppo B può essere riscattata direttamente dal gruppo A: è cioè il
può “decidere” che solo alcuni tra i suoi membri siano responsabili dei nuovi gruppo A a ricevere una compensazione, oppure un membro del gruppo A
reclutamenti; abbiano cioè il diritto/dovere di introdurre nuovi membri nel gruppo. vendicherà il gruppo uccidendo un membro del gruppo B, non necessariamente quel
A seconda che il reclutamento dei membri del gruppo parentale avvenga utilizzando membro responsabile del primo atto violento. Non tutti i gruppi di discendenza sono
sia maschi che femmine oppure solo uno dei due sessi, i sistemi di parentela (sia corporati in questo senso, ma sempre durano “in eterno”, indipendentemente da chi
ego-focus che ancestor-focus) si suddividono in gruppi COGNATICI o gruppi in qualunque momento faccia fisicamente parte del gruppo.
UNILINEARI. Per comprendere questa prima opposizione, il sistema di trasmissione La seconda caratteristica essenziale dei gruppi di discendenza veri ei propri è
dei cognomi può funzionare come una metafora efficace: nel nostro sistema, si quella di essere “centrati su di un antenato” (ancestor-focus), per cui i membri del
eredita il cognome dal padre sia che si sia maschi, sia che si sia femmine, ma lo si gruppo si riconoscono membri del gruppo in quanto tutti discendenti da un comune
trasmette ai propri figli solo se si è maschi (altrimenti i nostri figli avranno il antenato.
cognome di nostro marito). Nel sistema ebraico, invece, si eredita il cognome della I gruppi di parentela come il nostro, centrati su ego, sono invece di tipo
madre sia che si sia maschi, sia che si sia femmine, ma lo si trasmette ai propri figli completamente diverso, anche se in alcuni casi possono essere confusi con gruppi di
solo se si è femmina (altrimenti i figli avranno il cognome di nostra moglie). Nel discendenza. Questi gruppi sono detti ego-centrati (ego-focus) perché il punto di
sistema spagnolo, infine, almeno per la prima generazione, i figli maschi e femmine vista da cui la rete parentale è vista è quello di un ego specifico. Questi gruppi ego-
ereditano entrambi i cognomi, dal padre e dalla madre. Se invece dei cognomi si centrati formano quelli che la letteratura specialistica definisce PARENTADI
trattasse di appartenenza a gruppi di parentela, quello spagnolo sarebbe un sistema (KINDREDS in inglese).
COGNATICO (dal termine latino che indicava i parenti su entrambi i lati, mentre i Per capire la differenza tra gruppi ego-focus e ancestor-focus, immaginiamo che in
parenti per via esclusivamente maschile erano detti agnati), intendendo con questo un certo gruppo si considerino parenti tra loro tutti quelli discendenti dall’antenato
che il figlio o la figlia appartiene a entrambi i gruppi, del padre e della madre, X, che chiameremo il Gruppo Parentale: il criterio di base è quindi che il Gruppo
mentre il nostro e quello ebraico sarebbero sistemi UNILINEARI, dato che si Parentale è composto da quanti sono discendenti dall’antenato X. Pensate ora invece
appartiene a uno solo dei due gruppi, quello del padre nel nostro caso, quello della alla vostra “famiglia” in senso esteso: i vostri parenti non sono vostri parenti perché
madre nel caso ebraico. discendono tutti da un X comune, ma sono invece “vostri” parenti, nel senso che è
ognuno di voi (tu che leggi) a “tenerli assieme”. Pensate ai fratelli di vostra mamma
2.3.B. GRUPPI CORPORATI (ANCESTOR-FOCUS) VERSUS GRUPPI EGO-CENTRATI e a quelli di vostro papà: sono vostri zii, cioè sono vostri parenti, ma non sono
I gruppi di discendenza veri e propri (indipendentemente dal fatto di essere parenti tra di loro, non hanno (quasi mai) alcun legame “di sangue” ricostruibile.
cognatici o unilineari) hanno in comune il fatto di basare la discendenza a partire da Pensate inoltre ai vostri cugini: quelli da parte di papà e quelli da parte di mamma
un ANTENATO COMUNE (reale o mitico) e di funzionare in quanto GRUPPI CORPORATI. sono tutti vostri cugini, ma tra di loro non sono tutti cugini: il figlio del fratello di
Questi due tratti sono essenziali se vogliamo capire come funzionano i sistemi vostra madre e quello della sorella di vostro padre, per fare un esempio, sono vostri
parentali in generale, e se vogliamo capire la differenza tra il sistema cui noi siamo cugini ma tra di loro non sono cugini. Come vedete la differenza qui è tra quei
sistemi in cui la parentela dipende da una persona che “accorpora” attorno a sé un

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gruppo di parenti (il caso della parentela cui siamo abituati) e il caso invece di quei a1/b2 è il caso in cui la parentela passa attraverso maschi e femmine, ma c’è un
sistemi che si disinteressano dei singoli individui e esistono come insieme di tutti antenato comune. Come capite, in questo caso è necessario trovare delle restizioni
coloro che discendono da X. Chiamiamo quest’ultimo tipo gruppi di parentela pragmatiche, altrimenti tutti sono parenti di tutti. Poniamo il caso che io appartenga
“centrati sull’antenato”, e costituiscono i gruppi di discendenza veri e propri, mentre ad una società in cui vige questa discendenza (detta anche ambilineare: parenti da
chiamiamo i sistemi come il nostro gruppi di parentela “centrati su ego”, oppure tutte e due le parti, e parentela determinata da un comune antenato). Poniamo inoltre
PARENTADI o KINDREDS (figura 1, in fondo a questa dispensa). il caso che i miei quattro nonni appartenessero a quattro gruppi diversi: A, B, C, D.
I parentadi non sono gruppi di discendenza perché non sono basati su di un Quindi io appartengo a tutti e quattro i gruppi. Poniamo ora il caso che i gruppi
antenato comune, ma sui legami parentali che un singolo ego ha con altre persone. abbiano dei doveri cerimoniali ben precisi, per esempio che debbano celebrare dei
La differenza, apparentemente difficile da cogliere, è essenziale. Si può riti in onore degli antenati con un certo ritmo stagionale, e che tutti i membri del
comprendere anche così: mentre in un sistema che funziona con gruppi di gruppo siano tenuti a partecipare a questi riti (immaginate una messa annuale in
discendenza (unilineari o cognatici non ha importanza) ogni individuo entra in un memoria dei defunti) che si svolgono in spazi separati per ogni gruppo (una messa in
sistema di discendenza che gli preesiste ereditandolo da coloro che hanno il diritto di una chiesa diversa per ogni gruppo diverso). Se questi riti si svolgono
trasferirglielo (mentre cioè in questi sistemi ognuno eredita il gruppo di contemporaneamente in spazi diversi, ogni individuo dovrà decidere a quale rito
discendenza), nei sistemi ego-centrati ognuno costituisce il proprio parentado, che partecipare, limitando così la sua “appartenenza” agli altri gruppi. Capite insomma
cioè non erediterà come tale dai propri genitori (padre o madre o entrambi, come che la discendenza ambilineare, proprio perché tende ad allargare enormemente la
avviene nei gruppi di discendenza). Ogni individuo (tranne fratelli germani, cioè rete parentale, subisce delle restrizioni di tipo pragmatico. La cosa è ben evidente
figli di padre e madre comuni) ha un parentado diverso e ogni parentado cessa di quando l’appartenenza ad un gruppo viene associata a diritti e doveri che
esistere con la morte di ego, mentre il gruppo di discendenza continua ad esistere coinvolgono beni, proprietà e servizi. Se per esempio i gruppi di cui stiamo parlando
anche dopo la morte di ego, e gli preesisteva. Le funzioni di un parentado sono sono proprietari della terra coltivabile, oppure l’appartenenza ad un determinato
quindi assai diverse da quelle di un gruppo di discendenza, visto che il parentado gruppo garantisce l’accesso a terreni di pascolo o aree di pesca o di caccia, o
non può, per esempio, essere responsabile giuridico o proprietario terriero, data la determina le forme dell’eredità, capite che l’appartenenza a tutti i gruppi
sua volatilità. Funziona però assai bene come mezzo di reclutamento per il suo contemporaneamente è da un lato un enorme vantaggio, ma dall’altro crea
funzionamento a catena: i cugini di cugini si possono facilmente associare. Quel che sovrapposizioni e conflitti di interesse con gli altri individui: se tutti sono
conta è che i sistemi di discendenza ancestor-focus sono ben diversi da quelli ego- discendenti di tutti i gruppi, come regolare per esempio l’accesso ai territori da
focus, perché i primi hanno un’esistenza indipendente dai singoli, mentre i secondi coltivare? In questi casi, in cui cioè il principio della discendenza ambilinenare deve
dipendono dai singoli. essere ristretto, le società che impiegano sistemi di parentela cognatica tendono a
restringere le possibilità di appartenenza. Facciamo un esempio reale. I Maori della
2.3.C. LE QUATTRO COMBINAZIONI POSSIBILI Nuova Zelanda sono organizzati parentalmente in gruppi di questo tipo, e vivono in
Nel paragrafo 2.3.A. abbiamo distinto tra gruppi che reclutano i loro membri per unità territoriali (che possiamo per comodità definire villaggi, anche se la
via cognatica e gruppi che invece utilizzano un solo sesso (unilineari). Possiamo definizione non è precisa) detti hapu. Ogni individuo appartiene di diritto a tanti
chiamare i primi come a1, e i secondi come a2. hapu quanti è in grado di individuare nella sua genealogica cognatica: lo hapu del
Nel paragrafo successivo (2.3.B.) abbiamo distinto tra gruppi basati su ego e quelli padre, della madre, dei nonni paterni e materni, e così via. Di fatto, egli può risiedere
basati sull’antenato. Possiamo etichettare i primi con b1 e i secondi con b2. sono in uno hapu alla volta, e coltiverà le terre assegnate a quello hapu. Avrà sempre
Abbiamo quindi due variabili (a e b), ognuna dotata di due valori (1 o 2). Le il diritto di spostarsi in un altro hapu se la situazione demografica o i suoi interessi lo
combinazioni possibili sono quindi 4: richiedono, ma conta il fatto che potrà sfruttare un solo hapu alla volta. La scelta
a1+b1; a1+b2; a2+b1; a2+b2. Analizziamole separatamente. dello hapu è fatta in base a diversi criteri, e molte volte un uomo tende a risiedere
a1/b1 è il caso di gruppi cognatici senza discendenza da un antenato: il nostro nello hapu del padre, ma non è raro il fatto che un Maori costruirà selettivamente la
caso, che a volte la letteratura specialistica definisce bilaterale. sua discendenza da un antenato attraverso maschi e/o femmine. Il singolo Maori
risalirà il suo albero genealogico attraverso i parenti che gli interessano per arrivare

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a quell’antenato che giustifichi il suo diritto di risiedere in quel determinato hapu. Se che discende da un antenato nei confronti del quale può ricostruire il grado di
si sposa con una donna che proviene da un lignaggio importante e ricco, potrà parentela, e allo stesso tempo sa di discendere da un antenato anteriore del quale non
permettere che i figli nati da quell’unione si riconoscano membri del lignaggio della è in grado di ricostruire il grado di parentela.
madre. A seconda che i lignaggi reclutino per via patri- o matrilineare, verranno chiamati
patrilignaggi o matrilignaggi. Allo stesso modo, possiamo parlare di patriclan e
a2/b1 Si tratta di gruppi che tracciano la parentela solo attraverso uno dei due matriclan.
sessi, ma non hanno un antenato comune, sono insomma dei parentadi in cui ego Sebbene sia in teoria abbastanza chiara la distinzione tra lignaggio e clan, e
seleziona i parenti da un lato solo, quello paterno o quello materno. È un caso sebbene lignaggi e clan possano avere funzioni assai diverse (ci può essere magari
estremamente raro, i gruppi che non sono basati sull’antenato tendono ad essere esogamia di lignaggi e endogamia di clan), tenete sempre presente che la parentela
sempre cognatici, a raggruppare i parenti da tutti e due i lati, ma la ricerca ha la fantastica possibilità di essere manipolata anche in quelle che a noi
etnografica ci dice che alcuni gruppi in Mongolia hanno questo tipo di parentadi in apparirebbero chiare relazioni genetico-procreative. Intendo dire che non è
cui si selezionano i parenti solo dalla parte del padre (come se consideraste cugini impossibile (anzi è del tutto comune) che l’antenato “chiaramente ricostruibile” che
solo i figli dei fratelli di vostro padre, gli altri no). Ma è un caso sul quale non vale costituisce lo stipite del lignaggio sia, in quanto a sua effettiva posizione parentale in
la pena di soffermarci. posizione assai ambigua: un padre del padre del padre potrebbe essere “in realtà” un
fratello del padre del padre del padre, la cui posizione parentale si è nel corso del
a2/b2 È invece quel che ora ci interesserà da vicino. Si tratta di gruppi che tempo aggiustata per coprire interessi di lignaggio. Basandosi spesso sull’oralità, la
esistono in quanto tutti i membri discendono da un comune antenato, ma che ricostruzione delle genealogie è flessibile. Se volete, i legami di parentela che
selezionano l’appartenenza al gruppo attraverso un solo sesso. Chiamiamo questi costituiscono un lignaggio sono basati sulla memoria, ma questa memoria è “una
gruppi gruppi di discendenza unilineari. memoria fertile”. Quindi in pratica è spesso difficile stabilire in maniera univoca se
si tratta di un lignaggio o di un clan quello con cui abbiamo a che fare. Il senso di
2.3.D. GRUPPI DI DISCENDENZA UNILINEARI questa “confusione”, abbiamo specificato a lezione, è proprio quello di rendere
In questo caso abbiamo a che fare con veri gruppi di discendenza, corporati, flessibili i legami parentali alle esigenze di natura sociale. Se il mi lignaggio ha
preesistenti ai singoli membri che vi entrano a far parte, e che sopravvivono alla bisogno di cooperare con alcuni individui, è molto probabile che “aggiusteremo” le
morte dei singoli membri. I gruppi hanno ruoli specifici, spesso gestiscono nostre reciproche genealogie al punto da “scoprire” che “in realtà” il mio gruppo e
direttamente le proprietà terriere o altri beni (che non appartengono quindi ai quello di quegli individui con cui intendo cooperare sono parenti. Le conseguenze
singoli) e sono definiti in base alla comune discendenza da un antenato comune. Se i teoriche di questa adattabilità della parentela alle esigenze sociali sono
membri del gruppo sono reclutati attraverso i maschi, il gruppo è detto patrilineare; estremamente interessanti. Eravamo infatti partiti studiando la parentela come il
viceversa, se solo le donne a garantire la continuità del gruppo, questo è detto legame “naturale” che consente le relazioni sociali (collaboro con te perché sei mio
matrilineare (figura 2). parente, perché abbiamo lo “stesso sangue”), e invece ci troviamo con dei fatti
Al di là della matri- o della patrilinearità, cioè del modo in cui vengono reclutati i etnografici che ci spingono a ipotizzare che l’argomento sostenuto possa essere a
membri del gruppo, gli antropologi trovano conveniente distinguere due tipi volte l’opposto (devo/voglio collaborare con te, e allora creo con te un legame di
principali di gruppi di discendenza unilineari, a seconda che ego sia in grado o meno parentela, cioè rendo naturale un legame sociale che di per sé naturale non sarebbe).
di ricostruire la sua parentela effettiva con l’antenato che ne costituisce il
capostipite. Se cioè l’antenato è legato da una parentela completamente ricostruibile
con i membri del gruppo, quel gruppo è detto LIGNAGGIO. Se invece l’antenato da Discendenza e residenza
cui i singoli ego dicono di discendere non è posizionabile in una parentela chiara (se
cioè il legame che lega antenato e ego non è specificabile in tutta la discendenza) Ammetterò ora di avervi imbrogliati, mettendo il carro della discendenza davanti
allora il gruppo è detto CLAN. Normalmente le società di interesse etnologico hanno ai buoi della residenza. Come potete intuire, nessun gruppo umano si è messo
sia lignaggi sia clan. Cioè ogni individuo sa di appartenere ad un lignaggio nel senso attorno al fuoco a discutere: Bene, allora come decidiamo di discendere, unilineari o

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cognatici? Ego-centrati o centrati sull’antenato? Le forme della discendenza sono più stabile il legame sessuale, dato che le
rappresentazioni della società che dipendono da come i gruppi di distribuiscono donne hanno bisogno dell’assistenza del
sul territorio, dalle risorse di cui dispongono e dal sistema di allocazione maschio (i loro fratelli sono lontani) e i maschi
intergenerazionale di queste risorse. Ma era importante che partissimo dalla hanno bisogno di garantirsi una continuità (le
discendenza per farvi prendere confidenza con loro sorelle sono lontane).
alcuni principi di base che vi permetteranno
(credo) di capire meglio il rapporto tra 3) Patrilocalità. Può succedere che sia
discendenza e residenza. importante che i maschi vivano assieme, per
ragioni di cooperazione (caccia e guerra) e
Ci sono cinque casi teorici di residenza, che allora daranno via le loro sorelle e
riassumo brevemente. importeranno altre donne. Anche in questo
1) Natolocalità. . Parte dalla premessa che caso è importante la regolarizzazione delle
l’unione veramente stabile sia quella tra madri e unioni sessuali nel matrimonio, perché i
figli da un lato, e fratelli e sorelle dall’altro. maschi hanno lasciato andare via le loro
Possiamo pensare ad un’orda di cacciatori e sorelle in altri gruppi, e quindi devono garantirsi la continuità attraverso il
raccoglitori, in cui le donne sono state fecondate matrimonio.
ed hanno avuto dei figli maschi e femmine. Una
volta raggiunta la maturità sessuale, questi figli 4) Matrilocalità. Se per ragioni
maschi possono accoppiarsi in maniera non impegnativa con altre donne di altri strutturali sono le donne a dover
gruppi, e le loro sorelle possono fare altrettanto. L’accoppiamento non prevede un rimanere assieme, come potrebbe essere
allontanamento dalla famiglia di orientamento, per cui i membri rimarrebbero a nel caso di coltivatori che fanno ancora
vivere assieme. I maschi del gruppo proteggono le donne del gruppo (che sono le affidamento sulla caccia, per cui le
loro sorelle), e non si accoppiano con loro per via del tabu dell’incesto, ma si donne coltivano i campi e gli uomini
accoppiano invece con altre donne senza vivere con cacciano, allora si potrebbe pensare ad
queste. A loro volta, le sorelle del gruppo si accoppiano un gruppo basato sulle donne, che
con uomini di altri gruppi per lo stesso tabu dell’incesto, cedono i loro fratelli alle donne di altri
ma non vanno a vivere con loro né li portano a vivere nel gruppi e importano mariti nel loro
loro gruppo. Se volete: ognuno se ne sta a casa sua e si gruppo.
accoppia con persone che vivono a casa loro. Se però i
gruppi sono piuttosto dispersi sul territorio, può risultare
difficile avere nelle vicinanze uomini e donne di altri
gruppi per accoppiamenti non impegnativi, e allora si
possono sviluppare altri casi.

2) Neolocalità. Poniamo che i gruppi siano dispersi per


ragioni ecologiche, e che anzi non sussista la possibilità di gruppi di grosse
dimensioni. In questi casi la soluzione più indicata potrebbe essere che un maschio
lascia la sua famiglia di orientamento, una donna fa altrettanto e i due si uniscono a
costituire una nuova famiglia di procreazione. In questo caso è necessario rendere

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su base sessuale in molte relazioni di potere, per cui in molti casi e per molti settori
5) Ambilocalità. Infine può essere una strategia utile quella di importare ed sono i maschi a detenere una quota di potere maggiore. Se, per esempio, una qualche
esportare maschi o femmine indifferentemente, a patto che il gruppo abbia un forma di potere viene trasmessa da maschio a maschio (eredità, sacralità, sacerdozio
adeguato numero di membri per produrre e riprodursi. o altro) ma il sistema è matrilineare (cioè la trasmissione passa attraverso maschi
imparentati per via femminile), questi maschi devono sempre essere in grado di
Quel che è mantenere i contatti tra di loro attraverso le sorelle, che sono i membri produttivi del
importante a gruppo di discendenza, mentre se il sistema è patrilineare non è necessario questo
questo punto contatto tra maschi attraverso le sorelle. In altre parole: “mentre per produrre una
è che teniate situazione matrilineare gli uomini del gruppo consanguineo si devono associare
sempre stabilmente con le sue donne, non è necessario che le donne del gruppo patrilineare
presente che siano in associazione costante con i suoi uomini” (Fox: 107). Capite meglio questa
quelli di cui asimmetria se riprendete i casi 3 e 4. Se il caso 3 sviluppa un gruppo di discendenza
abbiamo patrilineare, i maschi sono già associati e possono trasmettersi il potere direttamente
parlato sono (di padre in figlio) visto che il legame che legittima la continuità è quello del
gruppi matrimonio (il maschio non si riproduce, si lega formalmente ad una donna e da
residenziali, quella “prende” i figli che ne nascono e li dichiara membri del suo gruppo). Per
e non hanno questo gruppo di uomini le sorelle sono andate via, in altri gruppi, e non hanno
di per sé un rapporto diretto con i gruppi di alcuna funzione riproduttiva per il proprio gruppo (fanno infatti figli per i gruppi dei
discendenza. Questi cinque casi ipotetici o teorici non sono cioè di per sé indicativi rispettivi mariti). Ma prendete ora il caso 4. Cosa succede ai maschi se si sviluppa
di alcun gruppo di discendenza, perché non hanno a che fare con alcuna discendenza un gruppo matrilineare? È chiaro che devono trovare un modo di associarsi con le
ma solo con il modo in cui le persone vivono e si distribuiscono sul territorio. È però loro sorelle, visto che il loro potere andrà in trasmissione ai figli di queste. I maschi
evidente come questi gruppi residenziali siano facilmente associabili a gruppi di “andati via” da un gruppo residenziale matrilocale che ha prodotto un sistema di
discendenza, nel senso che il caso 1 e 4 sono facilmente associabili con la discendenza matrilineare devono essere in grado di associarsi con le loro sorelle,
matrilinearità, il caso 3 con la patrilinearità e i casi 2 e 5 con la discendenza pena l’impossibilità di trasmettere il loro potere (o i loro beni) ai loro successori
cognatica. (figli delle sorelle).
E’ questa la ragione che da vita a una
Ci sono due punti che vanno sottolineati: strana forma di residenza che non
a) incesto ed esogamia. La regola che vieta rapporti sessuali con parenti stretti abbiamo incluso in questa sequenza
(fratello, sorella, padre, madre, figlio, figlia) non è concettualmente la stessa regola teorica, e che si chiama residenza
che impone di sposarsi fuori dal gruppo di parenti stretti. Cioè: il tabu dell’incesto e avuncolocale, cioè residenza con il
la regola esogamica non hanno lo stesso valore concettuale. Nel caso 1 abbiamo fratello della madre (avunculus in
visto che non c’è praticamente matrimonio nel senso di un’unione stabile tra un latino). Questo curioso modo di
uomo e una donna, eppure si applica il tabu dell’incesto, visto che fratelli e sorelle risiedere nasce proprio dal desiderio
non si accoppiano tra di loro. dei maschi in un sistema di
b) l’asimmetria di patri- e matri-linearità. I casi 3 e 4 poi sono speculari fino ad un discendenza matrilineare di avere
certo punto, fino al punto cioè in cui questi modelli residenziali tendono a produrre presso di sé i propri eredi.
gruppi di discendenza. Se infatti si tratta di gruppi residenziali “puri” si possono Quel che deve essere chiaro è che nei sistemi patrilineari predomina il legame
considerare uno il converso dell’altro, ma se entra in gioco la discendenza la emotivo tra marito e moglie da un lato e quello di potere tra padre e figlio dall’altro,
faccenda si complica. Si deve infatti partire dalla premessa che ci sia un’asimmetria

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mentre nei sistemi matrilineari il legame emotivo dominante è quello tra fratello e
sorella, e quello di potere tra fratello della madre e figlio della sorella.
È molto importante che riflettiate sull’asimmetria che c’è tra sistemi patri- e
sistemi matrilineari: non sono uno il converso dell’altro perché in entrambi i casi i
poteri detengono una quota sproporzionata del potere. Ho cercato di riassumere
questo problema negli schemi della figura seguente, che per ragioni di tempo non ho
qui possibilità di discutere in dettaglio.

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non appartiene). In questo sistema il mondo sociale si divide in “membri della mia
metà” (che non posso sposare) e “membri dell’altra metà” (che invece posso
Terminologia della parentela sposare). Questa particolare suddivisione della società porta ad alcune conseguenze
terminologiche interessanti, che sono particolarmente evidenti nella terminologia
Per “teminologia” si intendono i nomi che le diverse culture assegnano ai diversi che si usa verso gli “zii” e verso i “cugini”. Poniamo il caso di due metà esogamiche
parenti e affini. Per noi è ovvio avere un termine per il padre, uno per la madre, uno matrilineari, per cui ogni membro della società appartiene alla metà della madre, ma
per fratello e sorella, uno per cugino e cugina, zio e zia, nonno e nonna, cognato, non a quella del padre. I figli dei suoi zii apparterranno alla sua metà o a quell’altra a
suocero, eccetera. Ci sembra che questi termini rispecchino l’effettiva composizione seconda che siano o meno figli di fratelli di sesso uguale. Cioè: i figli del fratello del
della nostra rete parentale. Ma si tratta un errore prospettico dovuto all’etno- padre (fratello del padre = padre = entrambi maschi) e i figli della sorella della
centrismo, che ci fa sentire come naturali e ovvie le scelte culturali nelle quali siamo madre (sorella della madre = madre = entrambe femmine) apparterranno alla sua
immersi. Non è affatto scontato che il figlio del fratello di mio padre e quello del metà (e quindi non potrà sposarli), mentre i figli della sorella del padre (sorella del
fratello di mia madre siano identificabili con un unico termine (cugino), come non è padre = femmina; padre = maschio) e del fratello della madre (fratello della madre =
ovvio che il marito di mia sorella e il fratello di mia moglie siano entrambi maschio; madre = femmina) apparteranno alla metà opposta (e quindi potrà
“cognati”. sposarli). Tecnicamente, i figli di fratelli dello stesso sesso (cioè figli di due fratelli o
Partiamo quindi da un paio di concetti sul modo in cui si organizzano i sistemi di di due sorelle) si chiamano CUGINI PARALLELI, mentre i figli di fratelli di sesso
parentela. Sappiamo già cos’è un lignaggio: un gruppo corporato (con diritti e doveri diverso (cioè i figli di un fratello e quelli di una sorella) si chiamano CUGINI
in quanto gruppo, che “agisce come una persona”) composto di persone imparentate INCROCIATI. Per pure ragioni di sistema, ego non può sposare i cugini paralleli,
tra di loro, persone cioè che possono rintracciare la comune discendenza da un mentre “potrebbe” sposare i cugini incrociati. Dico potrebbe perché vedremo che in
antenato. Abbiamo visto che i lignaggi costituiscono l’unità più piccola, spesso, ma alcuni casi non gli resta apparentemente (terminologicamente) altra scelta da fare,
non sempre, su base residenziale (i membri dello stesso lignaggio spesso vivono visto che chiamerà con uno stesso termine (che si potrebbe tradurre: “oh tu che sei
“assieme”, nella stessa casa, o nella stessa porzione di villaggio) e che queste unità mia doppia cugina incrociata e moglie potenziale”) tutte le donne della sua
tendono a costituirsi in gruppi più ampi, detti clan, che raggruppano persone che si generazione che appartengono all’altra metà (cioè tutte le donne potenzialmente
considerano discendenti (pur non sapendo precisamente in che modo) da un antenato maritabili con lui, non vi preoccupate di questo, lo capirete fra un po’, capirete
che spesso è mitico e può anche non essere un umano (un animale, una pianta, un anche cos’è una “doppia cugina incrociata”).
essere mitico, quello che costituisce il “totem” del clan). In alcuni casi i clan Ho appena detto che la possibilità di sposarsi con un cugino incrociato può a volte
possono, per diverse ragioni, raggrupparsi in unità ancora più vaste, dette FRATRIE, non avere alternative. Vediamo come questo avviene, e le conseguenze sulla
che sono quindi una forma di raggruppamento più inclusiva. Le funzioni delle fratrie terminologia. Ma prima è necessaria un po’ di disciplina intellettuale. Quando
sono spesso cerimoniali o esogamiche, cioè regolano alcuni comportamenti parliamo di posizioni parentali dobbiamo stare attenti a non sovrapporre i nostri
collettivi, come l’esercizio della funzione religiosa o di quella matrimoniale. Se una termini con quelli indigeni, per esempio in un sistema che pratica la divisione in
società ha i clan A, B, C, D, E, F, G, (ognuno composto rispettivamente dai lignaggi metà il nostro termine “cugino” è troppo generico e anzi generatore di confusione,
a1, a2… an, b1, b2… bn, eccetera), possiamo pensare a tre fratrie, (dei Rossi, dei perché non distingue tra i membri di una metà o di un’altra, e infatti abbiamo dovuto
Bianchi e dei Neri) che raggruppano rispettivamente i clan (A,B,C), (D,E) e (F,G). aggiungere la specifica ‘incrociati’ o ‘paralleli’ per dar conto del sistema. Questo
Quindi ogni individuo è membro di un lignaggio (per esempio a1, di un clan (in problema si ripete in continuazione quando si tratta di parentela, e il modo migliore
questo caso di A) e di una fratria (in questo caso dei Rossi). Nel caso speciale che le per risolverlo è quello di usare sempre e solo una ristretta serie di termini per
fratrie siano solo sue, vengono chiamate METÀ. costituire le posizioni più complesse elaborando combinazioni di queste. I termini
Con questi concetti in mente, immaginiamo una società divisa in due metà, in cui che useremo di qui in avanti sono otto, e li indico con il loro simbolo:
cioè ogni membro appartenga ad una o all’altra (indipendentemente da quanti sono i
clan), e che questo sistema di metà regoli l’esogamia, per cui ogni membro sa che Ma = Madre
deve trovare il partner per il matrimonio nella metà opposta (in quella alla quale lui Pa = Padre

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Fr = Fratello (2) ‘cognato’ = MrSo = FrMo “doppio cognato” = FoFrMa = FoSoPa = doppio
So = Sorella cugino incrociato
Fo = Figlio (3) ‘suocero’ = PaMo = FrMa = zio materno
Fa = Figlia (4) ‘suocera’ = MaMo = SoPa = zia materna
Mr = Marito
Mo = Moglie In questo sistema non è possibile sposare uno che non sia “già” un proprio
parente. Naturalmente i sistemi non sono perfetti, può capitare ad esempio che una
Quindi da ora non diremo più ‘zio’ ,ma ‘FrMa’ oppure ‘FrPa’, e non diremo coppia non abbia figli maschi, per cui non può prendere donne, oppure non abbia
nonno, ma ‘PaPa’, oppure ‘PaMa’. figlie femmine, per cui non può dare donne. In pratica, la regola dello scambio
Chiarito questo, vediamo quale potrebbe essere in linea teorica il modo più diretto dice: sposati prendendo un partner della tua generazione tra i membri
semplice per riprodurre un gruppo umano, e quali le conseguenze sul piano dell’altro gruppo, un partner che chiamerai con il TERMINE CLASSIFICATORIO di
terminologico. Se io ho una sorella e tu hai una sorella, un modo semplice per “doppio/a cugino/a incrociato/a”. Ciò significa che nella terminologia parentale i
riprodurci tutti e quattro è quello di “scambiarci le sorelle”. Io non posso riprodurmi termini indicano categorie di persone, e non persone singole.
con lei per il tabu dell’incesto, e tu altrettanto per la stessa ragione. Ma se io ti Questo breve accenno allo “scambio diretto” (si chiama così quel tipo di scelta
“cedo” mia sorella in “cambio” della tua, possiamo perpetuare i nostri rispettivi matrimoniale per cui ci sono due gruppi i cui membri si sposano obbligatoriamente
gruppi familiari con reciproco vantaggio. Questa, in effetti, sembra essere stata la tra loro) era necessario per darvi una rapida illustrazione di come il sistema degli
strategia matrimoniale adottata da diversi gruppi umani: non mi posso sposare scambi matrimoniali possa influenzare il sistema terminologico. Concludiamo
all’interno del gruppo (con le mie “sorelle”) e quindi organizzo uno scambio quindi cercando di proporre una tipologia dei sistemi terminologici.
sistematico con un altro gruppo che si trova nelle mie stesse condizioni. Ci sono
società che ragionano in questi termini quando organizzano i matrimoni. Più 2.5 TIPOLOGIE DELLA TERMINOLOGIA
correttamente, è possibile analizzare i sistemi matrimoniali di queste società come se Nonostante la varietà straordinaria delle terminologie parentali, gli antropologi si
fossero governati dal principio per cui un gruppo scambia le sue donne con quelle di sono accorti già alla fine del secolo scorso che ci sono alcuni modi fondamentali di
un altro gruppo: io ti dò una donna e tu me ne dai una tua. Immaginiamo che questa classificare i parenti e gli affini, che si ripresentano in diverse culture con diverse
sia una regola sistematica: due gruppi, magari di cacciatori e raccoglitori, che varianti. Per i nostri scopi, descriveremo quattro modi logicamente derivati da come
praticano l’esogamia di gruppo e di tanto in tanto si incontrano per scambiarsi le ogni singola cultura risponde a due domande fondamentali quando classifica i
donne. La situazione di partenza minima è quella di due coppie di fratello e sorella, parenti:
un fratello e sorella del gruppo A e un fratello e sorella del gruppo B. I due uomini si a) devo distinguere tra linea diretta e linea collaterale, cioè tra la linea che mi lega
incontrano in qualche luogo e decidono di “scambiarsi le sorelle”: io ti dò mia direttamente ai miei nonni/genitori/fratelli (linea diretta) e quella che mi lega invece
sorella (con la quale non posso accoppiarmi per via del tabù dell’incesto) e tu mi dai “collateralmente” a prozii/zii/cugini? Chiamiamo questo il principio della
la tua (con la quale hai lo stesso problema). Dopo vent’anni, possiamo immaginare COLLATERALITÀ
che i figli di quelle due coppie si incontrino e proseguano sulla stessa linea dei loro b) devo distinguere la linea paterna e quella materna? Chiamiamo questo il
genitori, per cui i maschi si scambieranno un’altra volta le donne, e così via nel principio della LINEARITÀ.
corso delle generazioni. Cosa succede alle posizioni parentali, cioè come si
sistemano e vengono definiti i parenti e gli affini in questo sistema? La situazione è Abbiamo quindi due domande, ognuna delle quali prevede come risposta un sì o
come segue (seguire la figura 3 per capire come in questo sistema non ci sia un no, in tutto quindi quattro possibilità logiche. Se indichiamo con “C” il principio
distinzione tra parenti e affini): della collateralità, con “L” quello della linearità, con “+” la risposta affermativa e
con “–” quella negativa, le possibilità logiche sono:
(1) ‘coniuge’ = Mo = FaFrMa = FaSoPa = doppia cugina incrociata 1) –C, –L: chiamo i miei parenti senza distinguere tra linea diretta e collaterale, e
senza distinguere tra lato paterno e materno. Terminologia HAWAIAIANA.

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2) +C, –L: distinguo tra genitori e loro fratelli, ma non specifico se questi fratelli quella della madre. Non solo distinguo i miei fratelli dai miei cugini, ma anche tra
dei genitori lo sono dal lato paterno o materno. Terminologia ESCHIMESE. cugini incrociati e paralleli. Sebbene sia piuttosto raro, questo sistema terminologico
3) –C, + L: distinguo i parenti per parte di madre da quelli per parte di padre, ma è interessante perché era quello usato dai Latini (almeno secondo alcune versioni).
non distinguo tra mio padre e suo fratello, né tra mia madre e sua sorella. Pater, Mater, Patruus (fratello del padre), Amita (sorella del padre), Avunculus
Terminologia IROCHESE. (fratello della madre) Matertera (sorella della madre). Parallelamente, esistevano
4) +C, +L: faccio distinzione sia tra i miei genitori e i loro fratelli, sia tra lato quattro termini (sempre in alcune varianti e in alcuni periodi storici) per i cugini:
paterno e lato materno. Terminologia SUDANESE. (frater) patruelis (figlio del fratello del padre), amitinus (figlio della sorella del
padre), consobrinus (figlio del fratello della madre) e (frater) matruelis (figlio della
Si capisce meglio questa tipologia se la si affronta in concreto, se cioè ci mettiamo sorella della madre).
a vedere cosa succede ai nomi dei parenti (genitori, loro fratelli e figli di questi)
applicando i diversi principi. Seguire la figura 4, caso per caso.
1) Sistema HAWAIANO. Per via di –C, mio padre è uguale a suo fratello, mia
madre a sua sorella, e i cugini paralleli sono uguali ai miei fratelli. Per il principio –
L la sorella di mio padre è uguale a mia madre, il fratello di mia madre è uguale a
mio padre, e i loro figli (cugini incrociati) uguali ai miei fratelli. Per parlare dei miei
parenti avrò bisogno solo di due termini per quelli della mia generazione (un solo
termine per i fratelli maschi, per i cugini paralleli maschi e per i cugini incrociati
maschi; un solo termine per le sorelle femmine, le cugine parallele femmine, le
cugine incrociate femmine), e due termini per quelli della generazione precedente la
mia (un termine per mio padre, suo fratello e il fratello di mia madre; un termine per
mia madre, sua sorella e la sorella di mio padre).
2) Sistema ESCHIMESE. In questo caso mi serviranno più termini, visto che voglio
distinguere tra i miei genitori e i loro fratelli dello stesso sesso. Così avrò un termine
per mio padre e uno per mia madre, uno per il fratello di mio padre e uno per la
sorella di mia madre. Visto che non mi interessa però distinguere tra lato materno e
paterno, gli stessi termini usati per questi “zii” li posso riusare per riferirmi alle
sorelle di mio padre (fatte uguali alle sorelle di mia madre) e ai fratelli di mio padre
(fatti uguali ai fratelli di mia madre). Similmente, alla mia generazione, distinguerò
tra i figli di mio padre e mia madre (cioè i miei fratelli) e invece i figli dei loro
fratelli e delle loro sorelle, che però potrò chiamare con un termine unico. Per
quanto possiate essere confusi, quello che abbiamo descritto è il NOSTRO sistema
terminologico!
3) Sistema IROCHESE. È il simmetrico di quello eschimese: non si distingue tra
padre e suo fratello, o tra madre e sua sorella (quindi i loro figli, i miei cugini
paralleli, saranno fatti uguali ai miei fratelli) ma si vuole tenere distinto il fratello di
mia madre dal fratello di mio padre, e la sorella di mio padre da quella di mia madre,
per cui i cugini incrociati, che sono i loro figli, saranno distinti dai cugini paralleli.
4) Sistema SUDANESE. Si distinguono sia il padre da suo fratello e la madre da sua
sorella, ma anche il fratello della madre da quello del padre, e la sorella del padre da

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FIGURA 1. IL PARENTADO

III I II IV

Linea continua = parentado di I


Linea tratteggiata = parentado di II

FIGURA 2. I LIGNAGGI

In grigio = i membri di un matrilignaggio In grigio = i membri di un patrilignaggio

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FIGURA 3. LO SCAMBIO DIRETTO

MAMA MA = madre
PAPA PAMA MAPA PA = padre
FR = Fratello
SO = Sorella
FO = Figlio
FA = Figlia
MR = Marito
PA MAMO MO = Moglie
FRMA MA
SOPA PAMO
Esempi
FRMA = Fratello della Madre
FOSOPA = Figlio della Sorella del
Padre
MRSO MO
FRMO FASOPA
FOSOPA FAFRMA
SO FOFRMA
EGO

FIGURA 4. LE QUATTRO TERMINOLOGIE DI PARENTELA

H2 H1 H1 H2 H2 H1
E6 E5 E1 E2 E6 E5
I 5 I 1 I 1 I 2 I 2 I 6
S7 S5 S1 S2 S6 S8

H3 H4 H3 H4 H3 EGO H4 H3 H4 H3 H4
E7 E8 E7 E8 E3 E4 E7 E8 E7 E8
I 7 I 8 I 3 I 4 I 3 I 4 I 3 I 4 I 7 I 8
S9 S 10 S 11 S 12 S3 S4 S 13 S 14 S 15 S 16

H = terminologia hawaiana
E = terminologia eschimese
I = terminologia irochese
S = terminologia sudanese
A numero uguale corrisponde, per ogni sistema terminologico, un unico termine

Cugini paralleli

Cugini incrociati

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