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LE CLAUSOLE VESSATORIE

I contratti per adesione sono spesso regolati da condizioni generali di contratto o redatti
attraverso moduli o formulari.
L'impossibilità (o la difficoltà) per l'altro contraente di discutere le singole clausole, può
portarlo ad accettarne alcune che possono risultare molto gravose, rendendo la sua posizione
molto debole.
Queste clausole, proprio perché producono un forte squilibrio fra le parti, sono dette
"vessatorie" e sono oggetto di una specifica disciplina nel caso siano contenute in condizioni
generali di contratto o in contratti predisposti su moduli o formulari.
Prevede, infatti, il secondo comma dell'art. 1341 c.c., richiamato anche dal secondo comma
dell'art. 1342 c.c. che sono inefficaci le clausole vessatorie se non sono approvate
espressamente per iscritto

La sottoscrizione specifica di dette clausole serve ad attirare l'attenzione del contraente


"debole" sulla posizione di svantaggio che va ad assumersi.
Ma vediamo quali solo le ipotesi previste dall'art. 1341, che ricordiamo, sono considerate
dalla dottrina maggioritaria, tassative. Le clausole vessatorie:
 stabiliscono limitazioni di responsabilità
 danno facoltà di recedere dal contratto
 sospendono l'esecuzione del contratto
 stabiliscono a carico dell'atro contraente delle decadenze
 limitano la facoltà di proporre eccezioni
 restringono la libertà contrattuale nei confronti dei terzi
 impongono tacite proroghe e rinnovazioni contrattuali, clausole compromissorie o
deroghe alla competenza dell'attività giudiziaria

Questa tutela, però si è spesso dimostrata inefficace, perché il consumatore firmava


automaticamente dette clausole proprio a causa della sua posizione di debolezza contrattuale.
In considerazione di ciò, si è prevista una nuova disciplina, specifica per i consumatori, delle
clausole vessatorie che si aggiunge a quella generale che continua ad applicarsi a tutti soggetti
siano essi consumatori o meno;