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Yunus A.

çengel

Termodinamica
e trasmissione del calore

edizione italiana
a cura di Ettore Cirillo

Al lettore
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fissi, cioè. indipendenti dal numero di copie stampate (traduzione, preparazione degli
originali, redazione, composizione, impaginazione). lfotocopiatori possono contenere
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Indice
Presentazione dell'edizione italiana xi
Prefazione xm
Titolo originale: lntroduction To Thermodynamics and heat transfer 1 lii I CONCETTI FONDAMENTALI DELLA TERMODINAMICA 1
Copyright© 1997 McGraw-Hill Companies, !ne. 1.1 La termodinamica e l'energia 2
1.2 Le grandezze fisiche e le unità di misura 4
Copyright© 1998 McGraw-Hill Libri Italia srl
Piazza Emilia, 5 1.3 I sistemi chiusi e i sistemi aperti 7
20129Milano 1.4 Le forme di energia 8
l.5 Le proprietà di un sistema termodinamico 11
I diritti di traduzione, di riproduzione, di memorizzazion e elettronica e di adattamento
totale e parziale con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono 1.6 Lo stato e l'equilibrio 12
riservati per tutti i paesi. 1.7 Le trasformazioni e i cicli termodinamici 13
1.8 Il postulato di stato 16
Nomi e marchi citati nel testo sono generalmente depositati o registrati alle rispettive case
produttrici. 1.9 La pressione 16
1.1 O La temperatura e il principio zero della termodinamica 20
McGraw-Hill ~ 1.11 Sommario
A Division of1kM<Gmw·HalCcmpania IX>
24
2 li LE PROPRIETÀ DELLE SOSTANZE PURE 27
Editor: Alberto Kratter Thaler
Redazione: Chiara Tartara, Giovanni Malafarina 2.1 Le sostanze pure 28
Produzione: Gino La Rosa 2.2 Le fasi di una sostanza pura 28
Traduzione: Ubaldo Ayr, Emilia Conte, Ida Fato, Giuseppe Starace, Pietro Stefanizzi 2.3 I cambiamenti di fase delle sostanze pure
Realizzazione editoriale: Omnibook, Bari 30
Stampa: Arti Grafiche Stefano Pinelli, Milano 2.4 Diagrammi cli stato per trasformazioni
con cambiamento di fase 33
2.5 La superficie p-v-T 39
2.6 Le tabelle delle proprietà 40
ISBN 88 386 0767-2 2.7 L'equazione di stato dei gas perfetti 46
1' edizione ottobre 1998
Printed in ltaly
1234567890PINPIN921098
Il fattore di compressibilità. Una misura dello scostamento 6.7 La valutazione della variazione di entropia 178 VII
VI 2.8 cr 4t711rW~
dal comportamento di gas perfetto 49 6.8 La variazione di entropia di solidi e liquidi 180 Indice
Indice
2.9 Le altre equazioni di stato 52 6.9 La variazione di entropia dei gas perfetti 182
2.10 Sommario 57 6.10 Il lavoro per trasformazioni reversibili in condizioni
di flusso stazionario 186
3 li IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA: 6.11 Sommario 189
I SISTEMI CHIUSI 59
3.1 Introduzione al primo principio della termodinamica 60 7 lct CICLI DIRETTI E CICLI INVERSI 193
3.2 La trasmissione di calore 60 7.1 Considerazioni fondamentali nell'analisi dei cicli diretti 195
3.3 Il lavoro 67 7.2 Il ciclo di Carnot come ciclo di confronto 197
3.4 Le forme meccaniche del lavoro 71 7.3 I cicli ad aria standard 199
3.5 Il primo principio della termodinamica 78 7.4 Descrizione dei motori alternativi 200
3.6 I calori specifici 84 7.5 Il ciclo Otto: ciclo ideale dei motori ad accensione comandata 202
3.7 Energia interna, entalpia e calori specifici dei gas perfetti 85 7.6 Il ciclo Diesel: ciclo ideale dei motori ad accensione spontanea 209
3.8 Energia interna, entalpia e calori specifici di solidi e liquidi 93 7.7 Il ciclo Brayton: ciclo ideale degli impianti a turbina a gas 213
3.9 Gli aspetti termodinamici dei sistemi biologici 95 7.8 Il ciclo Brayton con rigenerazione 219
3.10 Sommario 101 7.9 Il ciclo ideale della propulsione a getto 223
7.10 Il ciclo di Carnot a vapore 230
4 lii IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA: 7.11 Il ciclo Rankine: ciclo ideale degli impianti motori a vapore 231
I VOLUMI DI CONTROLLO 105 7.12 Il ciclo Rankine ideale con risurriscaldarnento 239
4.1 L'analisi termodinamica dei volumi di controllo 106 7.13 Macchine frigorifere e pompe di calore 243
4.2 I processi a flusso stazionario l1l 7.14 Il ciclo inverso di Carnot 244
4.3 Alcuni dispositivi a flusso stazionario 115 7.15 Il ciclo inverso a compressione di vapore ideale 246
4.4 Sommario 126 7.16 Proprietà dei refrigeranti 250
7.17 Le pompe di calore 252
5 Il IL SECONDO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA 129
7.18 La refrigerazione termoelettrica 253
5.1 Introduzione al secondo principio della termodinamica 130
7.19 Sommario 255
5.2 I serbatoi di energia termica 131
5.3 I motori termici 131 sm LE MISCELE DI GAS 261
5.4 ·Macchine frigorifere e pompe di calore 137 8.1 La composizione delle miscele di gas 262
5.5 Le macchine a moto perpetuo 143 8.2 Comportamento p-v-T delle miscele di gas:
5.6 Trasformazioni reversibili e irreversibili 145 gas perfetti e gas reali 264
5.7 Il ciclo di Carnot 150 8.3 Le proprietà delle miscele di gas: gas perfetti e gas reali 269
5.8 I teoremi di Carnot 152 8.4 Sommario 277
5.9 La scala termodinamica di temperatura 153
5.10 Il motore termico di Carnot 155 9 i1 MISCELE GAS-VAPORE E CONDIZIONAMENTO
5.11 La macchina frigorifera e la pompa dì calore di Carnot 158 DELL'ARIA 281
5.12 Sommario 160 9.1 Aria secca e aria atmosferica 282
9.2 Umidità assoluta e umidità relativa 283
6 lii L'ENTROPIA 163 9.3 La temperatura dì rugiada 285
6.1 La diseguaglianza di Clausius 164 9.4 La temperatura di saturazione adiabatica e la temperatura
6.2 L'entropia 165 di bulbo umido 287
6.3 Il principio dell'aumento dell'entropia 167 9.5 Il diagramma psicrometrico 290
6.4 Il bilancio di entropia 169 9.6 Il benessere termoigrometrico e il condizionamento dell'aria 292
6.5 Che cos'è l'entropia? 173 9.7 Trasformazioni per il condizionamento dell'aria 294
6.6 Il diagramma T-s 176 9.8 Sommario 307
VIII 1 Oim LA CONDUZIONE TERMICA IN REGIME .- . 14.4 Le proprietà radiative 483
Indice
STAZIONARIO 311 14.5 La radiazione solare e atmosferica 492
10.1 La termodinamica e la trasmissione del calore, 312 14.6 Il fattore di vista 497
10.2 Le modalità di trasmissione del calore 313 14.7 La trasmissione di calore per irraggiamento: superfici nere 510
10.3 La conducibilità termica 319 14.8 La trasmissione di calore per irraggiamento: superfici
10.4 La conduzione termica stazionaria nelle pareti piane 328 grigie e diffondenti 512
10.5 Le reti di resistenze termiche 339 14.9 Gli schermi di radiazione e l'influenza dell'irraggiamento 525
10.6 La conduzione termica in cilindri e sfere 342 14.10 Sommario 529
1O.7 Il raggio critico di isolamento 349
10.8 La generazione di calore in un corpo solido 351 15 !9 GLI SCAMBIATORI DI CALORE 533
10.9 La trasmissione di calore da superfici alettate 354 15.1 I diversi tipi di scambiatori di calore 534
10.10 La trasmissione di calore nelle configurazioni comuni. >< 363 15.2 Il coefficiente globale di scambio termico 537
10.11 Sommario · ··~ e:;• }(,i·,;?" 368 15.3 Il dimensionamento degli scambiatori di calore 544
, r , -·
.~

15.4 La differenza media logaritmica di temperatura 547


11 ilil LA CONDUZIONE TERMICA IN REGIME VARIABILE 373 15.5 Il metodo e-NTU 556
11.1 Lo studio dei sistemi a parametri concentrati 374 15.6 La scelta di uno scambiatore di calore 566
11.2 La conduzione termica in regime variabile per ampie 15.7 Sommario 570
pareti piane, lunghi cilindri e sfere 380
11.3 La conduzione termica in regime variabile nei solidi 16 ~ IL RAFFREDDAMENTO DELLE APPARECCHIATURE
semi-infiniti 391 ELETTRONICHE 573
11.4 La conduzione termica in regime variabile per sistemi 16.l Introduzione e cenni storici 575
multidimensionali 395 16.2 Costruzione delle apparecchiature elettroniche 576
11.5 Sommario 402 16.3 Il carico termico delle apparecchiature elettroniche 582
16.4 L'ambiente termico 584
12 ili LA CONVEZIONE FORZATA 405 16.5 Il raffreddamento delle apparecchiature elettroniche
12.1 Il fenomeno fisico della convezione forzata 406 in differenti applicazioni 585
12.2 Lo strato limite di velocità 408 16.6 Il raffreddamento per conduzione 588
12.3 Lo strato limite termico 412 16.7 Il raffreddamento ad aria: la convezione naturale
12.4 Il flusso su piastra piana 413 e l'irraggiamento 603
12.5 Il flusso su cilindri e sfere 419 16.8 Il raffreddamento ad aria: la convezione forzata 610
12.6 Il flusso ali' interno di tubi 425 16.9 Il raffreddamento a liquido 625
12.7 Sommario 444 16.10 Il raffreddamento a immersione 628
13 fll LA CONVEZIONE NATURALE 449 16.11 I tubi di calore 633
13.1 Il fenomeno fisico della convezione naturale 450 16.12 Sommario 638
13.2 La convezione naturale su superfici 454 LETTURE CONSIGLIATE 641
13.3 La convezione naturale all'interno di cavità 459
13.4 La convezione naturale su superfici alettate 466 APPENDICE 111111 TABELLE DELLE PROPRIETÀ
13.5 La convezione naturale e la convezione forzata 469 E DIAGRAMMI 643
13.6 Sommario 471
1411 LA TRASMISSIONE DI CALORE
PER IRRAGGIAMENTO 473
14.1 Introduzione 474
14.2 La radiazione termica 475
14.3 La radiazione di corpo nero 477
Presentazione
dell'edizione
italiana
Mi sono accinto a curare la traduzione del libro di Yunus A. çengel,
introduction to thermodynamics and heat transfer (McGraw-Hill, 1997),
nella versione italiana Termodinamica e trasmissione del calore, perché
convinto eh&, possa costituire un valido supporto didattico per tutti i corsi
universitari di Ingegneria e di Architettura in cui gli allievi devono affron-
tare lo stµdio della termodinamica e dei fenomeni di scambio termico.
Il testo, infatti, affronta i principi fondamentali della termodinamica e
della trasmissione del calore, riportando anche numerose applicazioni tec-
niche, in maniera chiara e intuitiva senza far ricorso a complesse elabora-
zioni matematiche. Inoltre la materia di studio è presentata in modo da
suscitare l'interesse degli studenti, cercando di coinvolgerli attraverso la
soluzione di numerosi problemi pratici ampiamente illustrati.
Anche se gli argomenti riportati sono numerosi e tali da non poter esse-
re affrontati in un solo corso di studi, non sarà difficile per il docente sug-
gerire agli studenti le parti del libro da studiare ed eventualmente appro-
fondire e quelle che possono essere tralasciate.
Alla termodinamica è dedicata la prima parte del testo. I Capitoli 1 e 2
si riferiscono ai concetti base della termodinamica e alle proprietà delle
sostanze pure. I Capitoli 3 e 4 sono dedicati al primo principio della termodi-
namica. Nei Capitoli 5 e 6 si affrontano il secondo principio della termo-
dinamica e lentropia. Il Capitolo 7 tratta dei cicli diretti a gas e a vapore
per la produzione di potenza meccanica e dei cicli inversi delle pompe di
calore. .
Per maggior completezza, e in modo da fornire le basi per lo studio
degli impianti di trattamento del!' aria, sono stati aggiunti rispetto al testo
XII originario i Capitoli 8 e 9 che riguardano le miscele dei gas e le trasforma-
Presentazione
zioni ~ell'a;ia umida. Que.sti capitoli sono ricavati da Thermodynamics:
dell'edizione italiana an engmeermg approach, di Yunus A. çengel e Michael A. Boles (McGraw-
Hill, 1998).
La seconda parte del volume è dedicata alla trasmissione del calore.
Nei <;:a~itoli 10 e 11 si st~dia la cond~zione di calore in regime stazionario
e vanabII:: per ~assare poi alla c~nvezione naturale e forzata nei Capitoli 12
e 13 e. ali Irraggiamento nel Capitolo 14. Per la particolare importanza tec-
nologica dell'argomento, l'intero Capitolo 15 è dedicato allo studio e al
dimensionamento degli scambiatori di calore.
Nell'ultimo capitolo viene affrontato lo studio del raffreddamento
dei componenti e~ettronici, argomento di particolare attualità e impor-
tanza. Questo cap1tolo, che affronta problematiche abbastanza specializ-
zate, è co_mpletamente autono~o, a conferma della impostazione modu-
lare del hbro, che permette d1 trattare alcuni argomenti tralasciandone
altri e quindi di costruire il percorso didattico più consono alle esigenze
del docente.

Ettore Cirillo
Prefazione
La termodinamica e la trasmissione del calore sono due discipline stretta-
mente correlate, che costituiscono ormai un elemento imprescindibile del
bagaglio culturale di un ingegnere. Questo testo è dedicato soprattutto agli
studenti di corsi universitari in cui è previsto un solo esame relativo a que-
ste discipline. L'attenzione è focalizzata sui principi fondamentali della
termodinamica e della trasmissione del calore, con un occhio di riguardo
per le relative applicazioni ingegneristiche. Il materiale che costituisce il
volume è tale da permettere una selezione e una impostazione in base alle
proprie preferenze o alle necessità dettate dal corso: il docente può dedica-
re alla termodinamica un terzo, metà o due terzi del corso e il tempo rima-
:• nente ad argomenti specifici di trasmissione del calore.
Prerequisito del testo è un'adeguata conoscenza della fisica e del cal-
colo infinitesimale; non è richiesta la conoscenza delle equazioni differen-
ziali, e comunque il livello matematico non va mai al di là degli integrali.
L'accento è mantenuto sui temi fisici allo scopo di contribuire a sviluppare
una comprensione intuitiva degli argomenti.
Ritengo che sia sempre più necessaria, da parte dello studente di in-
gegneria, una perfetta comprensione dei meccanismi della trasmissione
del calore, dato che questa svolge un ruolo essenziale nella progettazione
- solo per fare qualche esempio - di schede circuitali, dispositivi elettroni-
ci, edifici, finanche di ponti; ma per la maggior parte dei corsi non vi è la
possibilità di predisporre un ulteriore esame specifico. In tali casi risulta
dall'esperienza - ed è questa la motivazione principale per cui ho affronta-
to questo progetto editoriale - che va maggiormente incontro alle necessità
XIV dello studente un esame che combini termodinamica e trasmissione del stazione didattica è ancora di impronta ingegneristica, con dovizia di spie- xv
calore piuttosto che un esame di termodinamica soltanto, e quindi un testo gazioni fisiche e riferimenti empirici. La trasmissione di calore per Prefazione
Prefazione
esplicitamente progettato con questa impostazione; un volume, insomma, irraggiamento è trattata nel Capitolo 14, mentre gli scambiatori di calore
che eviti di dover adottare un testo per la termodinamica e di ricorrere ad sono l'argomento del Capitolo 15. Nel Capitolo 16 si può trovare una ras-
appunti o a letture consigliate per quanto riguarda la trasmissione del calore. segna delle principali tecniche di raffreddamento delle a~parecc.hia~re. elet-
Un altro problema didattico cui si intende trovare soluzione è rappre- troniche. I capitoli sulla trasmissione del calore sono m pratica md1pen-
S\)ntato dalla limitata disponibilità di tempo; è materialmente impossibile denti l'uno dal!' altro, e possono essere affrontati in un ordine qualsiasi. I
coprire con il necessario approfondimento tutti gli argomenti come sareb- paragrafi finali, inoltre, possono essere considerati facoltativi.
be opportuno, per cui è importante che la selèzione - mai facile per il L'impostazione data al volume è quella che ho sempre priv~legiato ~el­
docente - sia favorita da un'adeguata struttura del manuale. Gli studenti la didattica: ci si rivolge direttamente al lettore in modo semplice ma ngo-
del corso "combinato" possono acquisire una conoscenza di base di ener- roso, incoraggiando la riflessione e l'approfondimento. Scopo di questo
gia e interazioni energetiche, e di vari meccanismi di trasmissione del calo- progetto didattico è fornire allo studente un manuale che venga lett_c> con
re. Il libro, in qualche modo, è una versione condensata dei testi standard interesse ed entusiasmo anziché considerato come uno strumento d1 con-
di termodinamica e di trasmissione del calore; il contenuto è costituito da sultazione per la risoluzione dei problemi. Si è pertanto operato uno sforzo
quegli argomenti che gli studenti di ingegneria si troveranno a fronteggiare particolare per stimolare le menti più curiose e guidarle in un viaggio nel
nella· loro professione. mondo affascinante della termodinamica e della trasmissione del calore.
Il Capitolo 1 presenta i concetti fondamentali della termodinamica. Il Queste ultime in genere sono considerate materie ostiche, ma uno stu-
Capitolo 2, sulle proprietà delle sostanze pure, limita l'uso delle tavole dente attento non dovrebbe trovare difficile la loro comprensione. Dopo
delle proprietà alle tavole di saturazione, utilizzate solo per facilitare la tutto, i principi di termodinamica e di trasmissione del calore sono basati
discussione dei cambiamenti di fase. I fattori di compressibilità e altre equa- sulla nostra esperienza quotidiana e su osservazioni sperimentali. Entram-
zioni di stato vengono presentati per completezza, ma, se necessario, pos- be le discipline sono mature, e gli argomenti affrontati nei testi introduttivi
sono essere saltati. sono ben consolidati; i testi differiscono solo per l'impostazione didattica.
I Capitoli 3 e 4 sul primo principio della termodinamica si concentrano Come detto, in questo libro si è scelto di seguire un approccio fenomeno-
sulle interazioni energetiche per liquidi, solidi e gas (ma non per le miscele logico e intuitivo, che si giova spesso di riferimenti e confronti con la real-
a due fasi) in sistemi chiusi e in regime stazionario. Nell'analisi dei gas tà quotidiana, in modo da far presa su conoscenze già acquisite da parte
viene usata l'approssimazione di gas ideale con calori specifici costanti, e dello studente.
solidi e liquidi sono approssimati a sostanze incompressibili. L'ultimo pa- L'ingegnere di qualche anno fa passava molto tempo a sostituire valori
ragrafo del Capitolo 3 è dedicato all'argomento - di interesse quotidiano - nelle formule per ottenere risultati numerici. Oggi si lascia che siano i com-
"diete ed esercizio fisico", ed è accompagnato da tabelle relative al conte- puter a gestire le formule e le elaborazioni numeriche. L'ingegnere di do-
nuto energetico dei cibi e al consumo di energia durante le attività fisiche. mani, piuttosto, dovrà avere una sicura padronanza dei principi di base che
Il Capitolo 5 è dedicato al secondo principio della termodinamica, gli consenta di comprendere i problemi più complessi, darne una formula-
mentre nel Capitolo 6, che riguarda l'entropia, l'attenzione è rivolta al si- zione utile alla risoluzione e interpretarne i risultati. L'obiettivo esplicito di
gnificato fisico del!' entropia e alle relazioni isoentropiche dei gas ideali questo volume è stato dunque di indirizzare gli studenti in tale direzione.
con uso di gas specifici costanti. Il Capitolo 7 sui cicli termodinamici de- Le figure sono strumenti importanti nella didattica, perché aiutano il
scrive i principali cicli diretti e inversi, nonché i generatori termoelettrici e lettore a farsi un quadro immediato dei concetti esposti. Le figure attirano
la refrigerazione termoelettrica. Se è necessario dedicare uno spazio mag- lattenzione, e stimolano curiosità e interesse. Questo libro contiene pro-
giore alla trasmissione del calore, i Capitoli 6 e 7 possono essere saltati. babilmente un apparato grafico più ricco degli altri testi analoghi. Viene
I Capitoli 8 e 9 riguardano le miscele dei gas e il condizionamento utilizzato anche un popolare personaggio dei fumetti, Blondie, per fissare
dell'aria". il punto su alcuni concetti essenziali in modo divertente e per creare mo-
I Capitoli 1O e 11 riguardano la conduzione termica rispettivamente in menti di distensione.
regime stazionario e in regime variabile; viene adottato un approccio feno- Ogni capitolo contiene molti esempi risolti che chiariscono meglio la
menologico, senza equazioni differenziali e relative condizioni al contor- teoria e illustrano l'uso dei principi fondamentali. Nella risoluzione di tali
no, dando particolare spazio al concetto di resistenza termica. I Capitoli 12 esempi viene seguito un approccio intuitivo e s!stematico. ~I t~rmine de!
e 13 riguardano rispettivamente la convezione naturale e forzata; l'impo- capitoli è presentato un sommario che può serv1re a un rapido npasso dei
concetti e delle relazioni principali.
• I Capitoli 8 e 9 non erano presenti sul testo originale; sono stati appositamente aggiunti Vorrei ringraziare per i numerosi e preziosi commenti, critiche e sug-
nell'edizione italiana per una maggiore aderenza con i contenuti tipici di nostri corsi univer- gerimenti le seguenti persone: Dr J.L. Goddis, Clemson University, Dr A.
sitari e sono ripresi fedelmente da Thennodynamics: An Engineering Approach, di cui engel Beyene, San Diego State University, Dr E.J. Drummond, University of
è co-autore assieme a M.A. Boles. [N.d.R] Akron, Dr W.G. Rieder, North Dakota State University, Dr L.J. Johnsen,
XVI
University of Portland, Dr A. Aziz, Gonzaga University, L. Witte, University
Prefazione of Houston. I loro consigli sono stati di grande aiuto per il miglioramento
della qualità del presente testo. Vorrei poi ringraziare lamministrazione
della University of Nevada, Reno per avermi agevolato nella preparazione
del volume. Vorrei, infine, esprimere la mia riconoscenza a mia moglie
Zebra e ai miei figli per la pazienza, la comprensione e l'incoraggiamento
dimostratemi nelle fasi di stesura del libro.

Yunus A. çengel

I concetti
fondamentali
della termodinamica
In termodinamica, come in ogni altra scienza, una precisa definizione dei
concetti fondamentali permette di evitare possibili incomprensioni e di svi-
luppare gli argomenti con sicurezza.
Oltre ai richiami sul sistema di unità di misura, in questo capitolo sa-
ranno presentati concetti fondamentali per la termodinamica, quali: siste-
ma, energia, proprietà, stato, trasformazione, ciclo termodinamico. Lo stu-
dio accurato di questi concetti è essenziale per una buona comprensione
degli argomenti trattati nei capitoli successivi.
1
I

2 1.1 ~ LA TERMODINAMICA E L'ENERGIA un contenitore è il risultato del trasferimento di quantità di moto dalle mo- 3
~ lecole alle pareti del contenitore. Tuttavia, non è necessario conoscere il
La termodinamica
CAPITOLO 1 La termodinamica può essere definita come la scienza dell'energia, con- comportamento delle particelle del gas per determinare la pressione all'in- e l'energia
I concetti fondamentali terno del contenitore, poiché è sufficiente collegare un manometro al con-
della termodinamica cetto fondamentale difficile da precisare, sebbene molti pensino di sape-
re cosa sia lenergia. tenitore stesso. Questo approccio macroscopico allo studio della termo-
L'energia può essere definita come capacità di produrre cambiamen- dinamica, che non richiede la conoscenza del comportamento delle singole
ti. Il termine tennodinamica deriva dalle parole greche OepµTJ (calore) e particelle, costituisce la termodinamica classica, che fornisce un metodo Calore
CAFFÈ
8vvaµzç (potenza), e richiama in maniera efficace i primi tentativi di diretto e semplice per la soluzione dei problemi ingegneristici. Un approc- CALDO
convertire il calore in lavoro meccanico. Oggi lo stesso termine viene cio più complesso, che considera il comportamento medio di un gran nu-
impiegato in senso più generale, in modo da abbracciare tutte le forme di mero di particelle, è alla base invece della termodinamica statistica. Tale
energia e le sue trasformazioni, nonché la produzione di lavoro meccani- approccio microscopico, piuttosto complicato, verrà utilizzato in questo testo FIGURA 1.3
co, la refrigerazione e le relazioni esistenti tra le proprietà della materia. soltanto con un ruolo di supporto. Il calore si trasmette spontaneamente da
Energia Una delle leggi fondamentali della natura è il principio di conserva- un corpo caldo a uno freddo (secondo
potenziale
zione dell'energia, secondo il quale durante un'interazione, intesa come principio della termodinamica).
generico scambio energetico, l'energia può trasformarsi da una forma in I campi di applicazione della termodinamica
un'altra, rimanendo nel suo complesso costante. In altri termini, l'energia Ogni attività ingegneristica comporta azioni reciproche tra energia e mate-
non può essere né creata né distrutta: per esempio, un masso che cade da ria; di conseguenza, è difficile immaginare campi che non siano legati in
una rupe acquista velocità in conseguenza della conversione della sua qualche modo alla termodinamica. Per questo motivo una buona conoscen-
Energia
energia potenziale in energia cinetica (Figura 1.1 ). Sul principio di con- za dei principi della termodinamica è da sempre parte essenziale della for-
cinetica servazione dell'energia si basa, pure, la moderna dietetica: una persona mazione dell'ingegnere.
che assume energia (tramite il cibo) maggiore di quella che cede (per Applicazioni della termodinamica si possono incontrare ovunque, an-
esercizio fisico) aumenterà di peso (accumulo di energia sotto forma di che proprio lì dove si vive. Infatti, una normale casa è, per così dire, un'espo-
grasso), mentre una persona che assume energia in quantità minore di sizione di meraviglie termodinamiche, poiché molti apparecchi domestici
quella ceduta perderà peso (Figura 1.2). sono progettati, in tutto o in parte, utilizzando i principi della termodinamica:
Il primo principio della termodinamica, che può essere considera- per esempio, la cucina elettrica o a gas, i sistemi di riscaldamento e di
to semplicemente come un'espressione del principio di conservazione condizionamento dell'aria, il frigorifero, l'umidificatore, la pentola a pres-
dell'energia, afferma che l'energia è una proprietà termodinamica. sione, lo scaldacqua, la doccia, il ferro da stiro e persino il computer, il
Il secondo principio della termodinamica afferma che lenergia ha televisore e il videoregistratore.
FIGURA 1.1
qualità oltre che quantità e che i processi reali tendono a una riduzione Su scala più ampia, la tennodinamica gioca un ruolo fondamentale nel- FIGURA 1.4
L'energia non può essere né creata né della qualità dell'energia: per esempio, una tazza di caffè caldo (a tempe- la progettazione e nell'analisi di motori per autotrazione, razzi, motori a Alcuni campi di applicazione
distrutta: può soltanto essere trasformata ratura superiore a quella dell'ambiente) lasciata su un tavolo finisce sicu- reazione e centrali termoelettriche convenzionali o nucleari (Figura 1.4). della termodinamica.
(primo principio della termodinamica). ramente per raffreddarsi, mentre una tazza di caffè freddo, sullo stesso
tavolo, non diventerà mai calda spontaneamente (cioè non raggiungerà
mai una temperatura superiore a quella dell'ambiente) (Figura 1.3); una
volta trasferita all'ambiente circostante, l'energia termica del caffè viene
degradata, trasformata, cioè, in una forma meno utilizzabile, perché di-
sponibile a temperatura inferiore. Condizionatori d'aria
La termodinamica emerse come scienza con la costruzione delle prime
macchine a vapore realizzate da Thomas Savery nel 1697 e da Thomas New- Aeroplani
!'nergia
unmag•• .
. ~•mara comen nel 1712 in Inghilterra: tali macchine erano molto lente e inefficienti.
(I unuAJ Corpo umano
Il primo e il secondo principio della termodinamica furono definiti
contemporaneamente intorno al 1850 a opera di William Rankine, Rudolf
Clausius e Lord Kelvin (già William Thomson). In particolare il termine
tennodinamica fu utilizzato per la prima volta da Lord Kelvin in una
pubblicazione del 1849, mentre il primo testo di termodinamica fu scritto
nel 1859 da William Rankine, docente all'università di Glasgow.
FIGURA 1.2 È noto che le sostanze sono composte da un grande numero di parti-
Il principio di conservazione dell'energia celle, chiamate molecole, e che le loro proprietà dipendono dal comporta-
Motori per automobili
per il corpo umano. mento di tali particelle: per esempio, la pressione di un gas ali' interno di Centrali elettriche Frigoriferi
----------------- - ---- -- -

4 Si potrebbe citare anche il corpo umano come un interessante campo di


applicazione della termodinamica.
CAPITOLO 1
I concetti fondamentali FIGURA 1.5
della termodinamica I prefissi delle unità di misura
1.211 LE GRANDEZZE FISICHE E LE UNITÀ
DI MISURA --- .......
nel Sistema Internazionale
sono usati in tutti i campi della scienza
e dell'ingegneria.
Le grandezze fisiche possono essere classificate in categorie di grandezze
e si stabilì, inoltre, di scrivere in minuscolo i nomi delle unità di misura a= 1 m/s 2
tra di loro confrontabili. Una di tali categorie è costituita, per esempio, da
TABELLA 1.1 lunghezze, diametri, distanze, altezze, lunghezze d'onda e così via. Gran-
anche se derivati da nomi propri. In questo ultimo caso tuttavia il simbolo
dell'unità di misura deve essere scritto in maiuscolo: per esempio, l'unità
m=lkg:
I • F=lN

FIGURA 1.6
Le sette grandezze fondamentali dezze tra di loro confrontabili sono dette grandezze della stessa specie od
di misura SI della forza è, in onore di sir lsaac Newton, il newton (e non L'unità di misura della
e le loro unità di misura nel Sistema omogenee. Se una particolare grandezza appartenente a una di tali specie è
Newton) e il suo simbolo è N. Inoltre, il nome intero di una unità di misura
Internazionale (SI) scelta come riferimento ed è denominata unità di misura, ogni altra gran-
dezza a essa omogenea può essere espressa in termini di questa unità, come può essere reso al plurale, tranne se di derivazione da nome proprio, ma
Grandezza Unità di misura non il suo simbolo: per esempio, la lunghezza di un oggetto può essere
prodotto dell'unità di misura per un numero; tale numero è detto valore
Lunghezza metro (m)
numerico della grandezza. indicata come 5 m o 5 metri. Infine, i simboli delle unità di misura non vanno
Massa kilogrammo (kg) fatti seguire dal punto: per esempio, il simbolo corretto del metro è m (non m.)
Tempo secondo (s) Alcune grandezze basilari, come la massa m, la lunghezza L, il tempo t e
Temperatura grado kelvin (K) la temperatura T, sono scelte come grandezze fondamentali (Tabella 1.1), (Figura 1.5).
Intensità di corrente ampere (A)
Intensità luminosa candela (cd) fissandone le unità di misura, mentre altre, come la velocità w, l'energia E
Quantità di materia mole (mo!) e il volume V, vengono espresse mediante le grandezze fondamentali e, Alcune unità di misura SI
pertanto, sono chiamate grandezze derivate.
Negli anni, sono stati sviluppati diversi sistemi di unità di misura. La Nel sistema SI, essendo state fissate le unità cli misura della massa, della lun- La bilancia misura la
diffusione di più sistemi ha comportato una certa difficoltà nello scambio e ghezza e del tempo, l'unità di misura della forza risulta il newton (N), definito gravitazionale che agisce su un
nella gestione dei dati; pertanto, pur con enormi sforzi, si è giunti alla defi- come la forza richiesta per accelerare una massa cli I kg di I m/s2 (Figura 1.6):
nizione di un unico sistema di unità di misura, denominato Sistema Inter-
nazionale (SI), che è stato accettato, per convenzione internazionale, dal- IN=lkg·m/s2 (1.1)
l'intera comunità scientifica. Il sistema di unità di misura SI è un sistema
semplice e razionale, che utilizza potenze in base dieci per la definizione Spesso il termine peso viene utilizzato per indicare una massa, erronea-
dei multipli e dei sottomultipli, espressi mediante i prefissi riportati nella mente, poiché diversamente dalla massa il peso P è una forza. Più preci-
Tabella 1.2. samente il peso è la forza gravitazionale che agisce su di un corpo (Figu-
Gli sforzi sistematici per sviluppare un sistema di unità di misura uni- ra 1.7), quantificabile con la seconda legge di Newton:
versalmente accettabile risalgono al 1790, quarido l'Assemblea nazionale
P=mg (N) (1.2)
francese dette tale incarico ali' Accademia francese delle scienze. Una pri-
ma versione di sistema metrico fu subito sviluppata in Francia, ma essa non dove m è la massa del corpo e g è l'accelerazione locale di gravità (g =
trovò generale accoglienza fino al 1875, quando fu stilato e firmato il Trat- 9.807 m/s2 a livello del mare e 45° di latitudine).
tato sulla convenzione metrica da diciassette nazioni. In questo trattato in- Il peso dell'unità di volume di una sostanza è detto peso specifico yed
TABELLA 1.2
Prefissi delle unità di misura
ternazionale, il metro e il grammo furono fissati come unità di misura ri-
spettivamente per la lunghezza e la massa e si stabilì che una Conferenza
è determinato dalla relazione r= pg, dove p è la densità della sostanza. Un corpo che sulla Terra pesa 68
sulla Luna peserebbe solo li
nel Sistema Internazionale (SI) La massa di un corpo rimane la stessa indipendentemente dalla sua
generale di pesi e misure si tenesse ogni sei anni. Nel 1960, la Conferenza posizione nell'universo, mentre il suo peso varia al variare dell'accelera-

~
Multipli Prefissi generale di pesi e misure sviluppò il Sistema Internazionale basato su sei zione gravitazionale: per esempio, un corpo pesa meno sulla cima di una
1012 tera, T grandezze fondamentali le cui unità di misura erano state adottate nel 1954 montagna poiché l'accelerazione di gravità diminuisce con l'altitudine; un
109 giga, G alla X Conferenza generale di pesi e misure: il metro (m) per la lunghezza, astronauta sulla superficie della Luna pesa circa un sesto di quanto pesa
10' mega, M il kilogrammo (kg) per la massa, il secondo (s) per il tempo, l'ampere (A) normalmente sulla Terra (Figura 1.8). 1g=9.807 rn/s
2
1Cl' kilo, k per I' intensità di corrente elettrica, il grado kelvin (°K) per la temperatura L'accelerazione di gravità g varia da 9.807 m/s 2 a livello del mare a
1()-2 canti, e termodinamica e la candela (cd) per l'intensità luminosa. Nel 1971, la Con- 9.804, 9.800, 9.791, 9.776 e 9.745 m/s2 ad altitudini di 1000, 2000, 5000,
10" mllli,m ferenza generale di pesi e misure aggiunse una settima grandezza fonda- 10000 e 20000 m rispettivamente. Pertanto, per i casi pratici più comuni, P =9.807 kg · rn/s2
10"" mlcro, µ
1CT' nano, n
mentale con la sua unità di misura: la mole (mol) per la quantità di materia. l'accelerazione di gravità può essere assunta costante e pari a 9.8 m/s2• A =9.807 N
10-12 pico, p In base alla simbologia introdotta nel 1967, il simbolo di grado (0 ) fu livello del mare, come illustrato in Figura 1.9, una massa di I kg pesa Peso dell'unità di
ufficialmente eliminato dal! 'unità di misura della temperatura termodinamica pertanto 9.807 N. a livello del
6 Il lavoro, che è una fonna di energia, può essere definito semplicemen- risulta evidente che si possono semplificare i m3 e ottenere i kg moltiplicando tra 7
CAPITOLO I
te come il prodotto di una forza per uno spostamento; pertanto la sua unità loro queste due grandezze. Pertanto, la formula cercata è: ~~:;

I concetti fondamentali di misura è il "newton per metro (N · m)", pari a un joule (J): I sistemi chiusi
della termodinamica
m=pV e i sistemi aperti
lJ=lN·m Sostituendo i valori numerici si ottiene:

s
AMBIENTE
Poiché 1 J è una quantità molto piccola di energia, nel sistema SI è m =850 X 2 = 1700 kg
molto utilizzato il kilojoule (1 kJ = 103 J).

Si deve tener presente, comunque, che una fonnula non dimensio-


L'omogeneità dimensionale nalmente omogenea è sicuramente errata, mentre una formula dimen-
Tutte le equazioni devono essere dimensionalmente omogenee, vale a dire sionalmente omogenea non è necessariamente corretta. CONTORNO
tutti i loro termini devono avere le stesse unità di misura (Figura 1.10). Il
controllo dimensionale è utile per individuare errori. Infatti, se, in fase di FIGURA 1.12
1.3 1'] I SISTEMI CHIUSI E I SISTEMI APERTI Sistema, ambiente e contorno.
analisi, si rileva che ci si trova a sommare due quantità aventi differenti
unità di misura, questo è segno evidente di un errore commesso precedente- Si definisce sistema termodinamico, o semplicemente sistema, la quanti-

--
mente. tà di materia o la regione di spazio che si prende in considerazione. La
massa o la regione al di fuori del sistema è detta ambiente, mentre la super-
ficie reale o immaginaria che separa il sistema dall'ambiente è detta con- Dm!:;
ESEMPIO 1.1 torno del sistema. Questi tennini sono illustrati in Figura 1.12. Il contorno I
I
-- --- I '
I
FIGURA 1.10 di un sistema può essere fisso o mobile. Si noti che il contorno è la superfi-
I
I SISTEMA
I massa NO
Per essere dimensionalmente omogenei, Durante la soluzione di un problema si giunge alla seguente equazione:
cie di contatto condivisa dal sistema e dall'ambiente. In termini matematici
I
I CHIUSO I
:
tutti i termini di un'equazione devono I I
avere le stesse unità di misura.
E= 25 kJ + 7 kJ/kg il contorno ha spessore nullo e pertanto non può né contenere massa né I
I m =costante I
I
I
dove E, che è l'energia totale, ha come unità di misura il kilojoule. Si determini occupare volume. . . I
I

l'errore che può essere stato commesso. I sistemi possono risultare chiusi o aperti a seconda che s1 scelga d1 I
I!._ __________ J ! energ ia si
considerare una fissata quantità di materia o un fissato volume. .
Soluzione I due termini al secondo membro.non hanno le stesse unità di misu- Un sistema chiuso, detto anche massa di controllo, è costituito da uua
ra e pertanto non possono essere sommali per ottenere l'energia totale. L'errore
può essere stato causato dall'aver dimenticato di moltiplicare l'ultimo termine del- determinata quantità di materia ed è caratterizzato dal fatto che il suo con-
torno non pennette il passaggio di materia. Mentre la massa non può né FIGURA 1.13
l'equazione per una massa. Infatti, cosl facendo, verrebbero eliminali i kilogrammi
La massa, al contrario dell'energia.
al denominatore e l'intera equazione diventerebbe dimensionalmente omogenea. entrare né uscire da un sistema chiuso, come mostrato in Figura 1.13, l'ener-
non può attraversare il contorno
gia, invece, può attraversare il suo contorno sotto fonna di calore o di lavo- di un sistema chiuso.
ro. Nel caso particolare in cui anche all'energia non sia consentito attraver-
Le unità di misura possono creare grandi difficoltà durante la soluzione dei sare il contorno il sistema è detto isolato.
problemi, se non vengono adoperate con la dovuta attenzione. Tuttavia, Si consideri il dispositivo cilindro-pistone mostrato in Figura 1.14 e si
con un po' di accortezza ed esperienza, l'analisi dimensionale può essere ipotizzi di voler scoprire ciò che accade al gas contenuto nel cilindro quan-
utilizzata vantaggiosamente, poiché pennette di controllare le fonnule o do viene riscaldato. In questo caso, poiché si sta focalizzando lattenzione
addirittura di ricavarle, come viene spiegato nel seguente esempio. Contorno:
sul gas esso costituisce il sistema. Le superfici interne del pistone e del parte mobile
cilindr~ costituiscono il contorno del sistema, che, poiché nessuna massa I
I
I
può attraversare il contorno, è un sistema chiuso. Si noti che l'energia, in- GAS
I
ESEMPIO 1.2 vece, può attraversare il contorno e che una parte di quest'ultimo (la super-
I
I
2 kg I
OLIO ficie interna del pistone, in questo caso) può muoversi. Tutto ciò che è I
Un serbatoio avente un volume V= 2 m3 contiene olio di densità p = 850 kg/m3. Si 3 m3 I

V=2m3 determini la massa contenuta nel serbatoio. esterno al gas, pistone e cilindro inclusi, costituisce l'ambiente. I
I
I ________ I1
P= 850 kg/m3 Un sistema aperto, o, come spesso viene chiamato, volume di con- 1_._

m=? Soluzione Il sistema descritto è schematizzato in Figura 1.11. Si supponga di trollo, è una regione dello spazio delimitata da un contorno, detto superfi-
non ricordare la formula che lega la massa alla densità e al volume, ma di sapere cie di controllo, che almeno parzialmente pennette il passaggio di materia
che la massa ha come unità di misura il kilogrammo. Quindi, qualunque sia il calco-
lo da effettuarsi, il risultato deve essere espresso in kg. Tenendo conto dei dati: come illustrato in Figura 1.15. Tra i sistemi aperti vanno inclusi i dispositivi
FIGURA 1.11 interessati da un flusso di massa come compressori, turbine o ugelli. Il flus-
Schema per l'Esempio 1.2. p=850kg/m3 V=2m3 so attraverso questi dispositivi viene analizzato meglio individuando come FIGURA 1.14
volume di controllo la regione interna al dispositivo. Come esempio di si- Sistema chiuso con contorno mobile.
8 sterna a~erto si consi~eri lo scaldacqua, mostrato in Figura 1.16, e si sup- somma di tutte le forme microscopiche dell'energia è detta energia inter-
~
ponga d1 voler detemunare la potenza termica da trasferire all'acqua conte- na del sistema ed è indicata con V. Il termine energia fu coniato da Thomas
Le forme di
CAPITOLO 1
nuta nel serbatoio perché fornisca una portata costante di acqua calda. Poi- Young nel 1807 e il suo uso in termodinamica fu proposto da Lord Kelvin
I concetti fondamentali nel 1852. Il termine energia interna e il suo simbolo V apparvero per la
della termodinamica ché lacqua calda lascia il serbatoio e viene sostituita da acqua fredda, non
è opportuno assumere come sistema una fissata massa. Conviene, invece, prima volta nei lavori di Rudolf Clausius e William Rankine nella seconda
Superficie di controllo
porre lattenzione sul volume racchiuso dalle superfici interne del serbato- metà del XIX secolo.
r-- - ------1 i? e considerare i flussi di acqua fredda e calda come flussi di massa rispet- L'energia macroscopica di un sistema è legata al movimento e all'in-
I
tivamente entranti e uscenti dal volume di controllo. Le superfici interne fluenza di alcuni fenomeni esterni come la gravità, il magnetismo, l'elettri-
I ....i.::c=m-a-s-sa sl
I
I I del serbatoio costituiscono la superficie di controllo che è attraversata dai cità e la tensione superficiale. L'energia che un sistema possiede per effetto
I
I flussi di massa in due zone. del suo moto, riferito a un fissato sistema di riferimento, è detta energia
I
cinetica E<" Se tutte le parti di un sistema si muovono con la stessa velocità,
i VOLUMEDI
l'energia cinetica è espressa dalla relazione:
i CONTROLLO Le relazioni termodinamiche che si possono applicare ai sistemi chiusi
I
I
e ai sistemi aperti sono differenti tra loro. Pertanto, è estremamente
I
!I___________ _
energia sl importante individuare il tipo di sistema prima di iniziare ad analiz·
zarlo.
FIGURA 1.15 In tutte le analisi termodinamiche, il sistema deve essere accuratamente e, per unità di massa:
Sia la massa sia l'energia possono definito. Molto. spesso il sistema da studiare è talmente semplice e ovvio
attraversare il contorno di un volume che la sua defimz1one può sembrare un lavoro tedioso e inutile. In altri casi
di controllo. !nvece, il sistema da analizzare può essere piuttosto complesso e una su~
idonea scelta può semplificare molto l'analisi.
Superficie di controllo
dove il simbolo w rappresenta la velocità del sistema nel riferimento fissato.
L'energia che un sistema possiede per effetto della sua quota in un campo
I
1.4 l!ì!l LE FORME DI ENERGIA gravitazionale è detta energia potenziale EP ed è espressa dalla relazione:
Acqua I I
calda in
I
I
I
I L'energia di un sistema può esistere in numerose forme: eneroia termica ,,,,,.,., -·"" ~ ,,,.
. .
uscita i SCALDACQUA : cinetica, potenziale, elettrica, magnetica, chimica e nucleare, la cui somm~
0
-·----~-·,_.~-- ~;,= nig~~~QL .._.
I t
i (volume di I Acqua è l'ener~ia t?tal.e E del sistema. L'en~rgia totale di un sistema per unità di
i controllo) I fredda in e, per unità di massa:
massa viene md1cata con e ed è definita dalla relazione:
I
I
I ingresso
I
1I____________
_,...__
1

dove g è l'accelerazione di gravità e z è la quota del centro di massa del

FIGURA 1.16
o La termodinamica non fornisce nessuna informazione circa il valore
assoluto dell'energia totale di un sistema, perché tratta esclusivamente le
~ariazio~i ~e~l'e~ergia totale, le uniche ad avere importanza nei problemi
sistema rispetto a un piano di riferimento arbitrariamente scelto.
Gli effetti dovuti a fenomeni magnetici, elettrici e di tensione superfi-
ciale sono significativi soltanto in alcuni casi particolari e non sono consi-
Sistema aperto (volume di controllo) derati in questo testo. Trascurando questi effetti lenergia totale di un siste-
mgegn~nst1c~. S1 p~ò, allora, assegnare valore nullo (E= 0) all'energia
con un ingresso e un'uscita. ma è data dalla somma dell'energia cinetica, dell'energia potenziale e del-
t~tal~ d1 un sistema m un conveniente stato di riferimento, poiché le varia-
z1om dell'energia totale del sistema sono indipendenti dallo stato di riferi- l'energia interna:
mento scelto: per esempio, la diminuzione di energia potenziale di un mas-
so in caduta libera dipende soltanto dalla differenza di quota e non dal
livello di riferimento scelto.
Nell'analisi termodinamica spesso è utile classificare le varie forme di
e, per unità di massa:
energia che costituiscono l'energia totale di un sistema in due gruppi:
macroscopiche e microscopiche. Le forme macroscopiche dell'energia sono
q.uelle che un sistema possiede nel suo complesso, rispetto a un qualche
FIGURA 1.17 s1stem~ este~o di riferimento: per esempio, l'energia cinetica o l'energia
Le forme macroscopiche di energia potenziale (Figura 1.17). Invece le forme microscopiche dell'energia sono
Durante una trasformazione la maggior parte dei sistemi chiusi non su-
di un oggetto cambiano con la velocità quelle legate alla struttura molecolare del sistema e al grado di attività
bisce variazioni della propria energia cinetica e potenziale. I sistemi chiusi,
e con la quota. molecolare; esse sono indipendenti dal sistema di riferimento esterno. La
10 la cui velocità e quota del centro di massa restano costanti durante una ma e perciò possono essere considerate come forme statiche di energia. 11
trasformazione, sono spesso chiamati sistemi in regime stazionario. La Invece, le forme di energia che non sono immagazzinate all'interno di un
CAPITOLO I variazione di energia totale !:i.E di un sistema in regime stazionario coincide Le proprietà di un sistema
I concetti fondamentali sistema possono essere considerate come forme dinamiche di energia o termodinamil'o
della termodinamica con la variazione della sua energia interna l!i.U. In questo testo un sistema energia scambiata. Queste si manifestano al contorno del sistema nel mo-
chiuso verrà ritenuto in regime stazionario se non altrimenti specificato. mento in cui lo attraversano e rappresentano lenergia ricevuta o persa dal
sistema durante una trasformazione.
Alcuni approfondimenti sull'energia interna Per un sistema chiuso vi sono soltanto due forme di energia scambiata:
il calore e il lavoro. Il calore è una forma dinamica di energia che si scam-

-o ENERGIA CINETICA
DI TRASLAZIONE
L'energia interna di un sistema è stata definita precedentemente come la
somma di tutte le forme microscopiche di energia di un sistema. Essa è
legata alla struttura molecolare e al grado di attività molecolare e può esse-
bia sotto lazione di una differenza di temperatura. Per tutte le altre forme
dinamiche di energia si tratterà di lavoro, come verrà spiegato in dettaglio
nel Capitolo 3.

o
re vista come la somma delle energie cinetica e potenziale delle molecole. I sistemi aperti possono scambiare energia anche mediante il trasferi-
ENERGIA CINETICA Per una migliore comprensione del concetto di energia interna, si con-
DI ROTAZIONE mento di massa dal momento che, ogni qual volta il sistema scambia massa
sideri un sistema a livello molecolare. In generale, le singole molecole del con l'ambiente, lenergia contenuta nella massa viene trasferita.
sistema, durante il loro moto casuale, traslano con una certa velocità, vibra- Nella vita quotidiana si è abituati a riferirsi alle forme di energia interna

Q' ENERGIA CINETICA


..!~t)I VIBRAZIONE
no l'una relativamente all'altra e ruotano attorno a un asse. A questi moti
sono associate le energie cinetiche di traslazione, vibrazione e rotazione, la
cui somma costituisce !'energia cinetica di una molecola. La parte dell' ener-
sensibile e latente con il termine calore e si parla di contenuto di calore dei
corpi; in termodinamica, invece, è preferibile riferirsi all'energia interna
sensibile e latente con il termine energia termica per evitare confusioni
gia interna di un sistema che è legata all'energia cinetica delle molecole è con il calore che è, piuttosto, una forma dinamica di energia.
detta energia sensibile (Figura 1.18). Poiché la velocità media e il grado di
attività delle molecole sono proporzionali alla temperatura, ne consegue
FIGURA 1.18 che al crescere della temperatura aumenta l'energia cinetica delle molecole 1.5 9l! LE PROPRIETÀ DI UN SISTEMA
Varie fonne di energia delle molecole che e quindi anche l'energia interna del sistema.
danno luogo ali' energia interna sensibile.
TERMODINAMICO
L'energia interna è legata anche alle forze intermolecolari, ovvero alle
forze che legano tra loro le molecole di un sistema che, come ci si può Ogni caratteristica di un sistema termodinamico è chiamata proprietà; per
aspettare, sono più intense nei solidi e più deboli nei gas. Se una sufficiente esempio: la pressione p, la temperatura T, il volume Ve la massa m. L'elen-
quantità di energia viene fornita alle molecole di un solido o di un liquido, co può essere esteso a proprietà meno familiari come la viscosità, la
queste forze intermolecolari saranno vinte, con il risultato di rompere il conducibilità termica, il modulo di elasticità, il coefficiente di dilatazione
legame tra le molecole e di determinare il passaggio del sistema alla fase termica, la resistività elettrica e anche la velocità e la quota.
ENERGIA gassosa: questa è una trasformazione di cambiamento di fase. A causa di Nop tutte le proprietà sono indipendenti, poiché alcune di esse sono
SENSIBILE definite in funzione di altre: per esempio, la densità è definita come la
ELATENTE
questa fornitura di energia, un sistema in fase gassosa è a un li vello di
energia interna più elevato rispetto al corrispondente livello del sistema in massa dell'unità di volume:
fase solida o liquida. L'energia interna legata alla fase del sistema è detta
energia latente. - m
Le trasformazioni suddette possono verificarsi senza variazione della p= - (kg/ml) (1.10)
ENERGIA V
CHIMICA composizione chimica del sistema. La maggior parte dei problemi termodi-
namici rientra in questa categoria e, in tal caso, non è necessario porre A volte, la densità di una sostanza è espressa relativamente alla densità
attenzione alle forze che legano gli atomi in una molecola. L'energia inter- di una sostanza più nota: in tal caso prende il nome di densità relativa ed è
V= 12m3
na associata ai legami atomici all'interno di una molecola è detta energia definita come il rapporto tra la densità della sostanza e la densità p0 di m=3 kg
una sostanza di riferimento in un detenninato stato (usualmente acqua a
ENERGIA
NUCLEARE
chimica o di legame. Durante una reazione chimica, come in un processo
di combustione, alcuni legami chimici vengono distrutti mentre altri se ne =
4°C e 101325 Pa, per la quale p0 1000 kg/m3): ...
formano, con il risultato che lenergia interna varia. p = 0.25 kg/m3
Si deve anche accennare all'enorme quantità di energia interna associa- v=l=4m3/kg
d= ..E_ (1.11) p
ta ai legami all'interno del nucleo dello stesso atomo (Figura 1.19). Questa Po
energia è detta energia nucleare ed è rilasciata durante le reazioni nuclea-
FIGURA 1.19 ri. Per lo più in termodinamica non è necessario considerare !'energia nu- Si noti che la densità relativa è una grandezza adimensionale. FIGURA 1.20
L'energia interna di un sistema cleare, tranne nei casi di fusione o fissione nucleare. Una proprietà più frequentemente utilizzata in termodinamica è il vo- La densità è la massa dell'unità
tennodinamico è la somma di tutte Le forme di energia discusse precedentemente, che costituiscono l' ener- lume specifico, definito come il volume dell'unità di massa e pari al reci- di volume; il volume specifico
le fonne microscopiche di energia. proco della densità (Figura 1.20): è il volume dell'unità di massa.
gia totale di un sistema, sono quelle contenute o immagau.inate in un siste-
I
12 13
'11 DOrfANPO ~ tL "fio
cot.9o -SIA IN lQtffLJft«IO
CAPITOLO 1 TrRl1001J.M.Nic.o ••• Le trasformazioni
I concetti fondamentali ??? ? e i cicli termodinamici
della termodinamica Nella termodinamica classica la struttura atomica di una sostanza (e
quindi gli spazi all'interno e tra le molecole) non viene considerata e la
p, kg/m3 sostanza viene vista come una materia continua, omogenea senza vuoti
microscopici, vale a dire un continuum. Questa schematizzazione è valida
V, m3/kg
fintantoché si lavora con volumi, aree e lunghezze grandi rispetto alle di-
e, J/kg mensioni intermolecolari.
u, J/kg Le proprietà dei sistemi possono essere classificate in intensive ed
estensive. Le proprietà intensive sono quelle che non dipendono dalle di-
mensioni del sistema: per esempio, la temperatura, la pressione e la densità FIGURA 1.24
FIGURA 1.21
Le proprietà intensive sono indipendenti
(Figura 1.21). Le proprietà estensive, invece, sono quelle che dipendono Un sistema che si modifica nel tempo
dalle dimensioni del sistema. dalle dimensioni - o estensione - del sistema: per esempio, la massa m, il non è in equilibrio.
volume V e l'energia totale E. Un metodo semplice per stabilire se una
proprietà è intensiva o estensiva consiste nel dividere il sistema in due parti
uguali con un divisorio, come mostrato in Figura 1.22. Le proprietà che, in 2o·c 23•c 32•c 32•c
ciascuna delle due parti, conservano gli stessi valori del sistema originario 30"C 32•c
sono intensive, mentre quelle che assumono valore ridotto alla metà sono 35•c 4o•c 32•c n•c FIGURA 1.25
estensive. Generalmente, per indicare le proprietà estensive si usano lettere 42'C 32•c Sistema chiuso che tende
maiuscole (tra le poche eccezioni vi è la massa m); mentre per le proprietà all'equilibrio ternùco.
intensive si usano lettere minuscole (la temperatura T fa eccezione). (a) Prima (b) Dopo
Un sistema in uno stato di equilibrio non è soggetto ad alcun cambiamento
quando è isolato dal suo ambiente.

[Tl I
2m I
tv
I
I
I
2m
tv
Proprietà
) esten_sive
Esistono diversi tipi di equilibrio. Un sistema è in equilibrio termo-
dinamico se sono soddisfatte le condizioni di tutti i tipi di equilibrio (Figu-

LU-
I ra 1.24), tra cui quelle di equilibrio termico, meccanico, di fase e chimico.
T I T
FIGURA 1.22 Proprietà
p I p } intensive Un sistema è in equilibrio termico se la temperatura è la stessa in ogni
Criterio per distinguere le proprietà I
intensive da quelle estensive.
p I p punto del sistema, come mostra la Figura l.25b; in altri termini, se il siste-
ma non presenta gradienti di temperatura che sono la causa del flusso di
calore. Un sistema è in equilibrio meccanico se in nessun punto vi sono
Le proprietà estensive riferite all'unità di massa vengono chiamate variazioni di pressione nel tempo. Tuttavia, la pressione può variare all'in-
proprietà specifiche: per esempio, il volume specifico (V= Vlm), l'ener- terno del sistema con la quota, per effetto della gravità, poiché la pressione
gia totale specifica (e= Elm) e l'energia interna specifica (u = Ulm). più elevata in uno strato inferiore è bilanciata dal maggiore peso che questo
deve sopportare, per cui non c'è squilibrio di forze. Va osservato, però, che
la variazione della pressione conseguente alla gravità nella maggior parte
1.6 11 LO STATO E L'EQUILIBRIO dei sistemi termodinamici è relativamente piccola e perciò viene general-
mente trascurata. Un sistema che comprende più fasi è in equilibrio di 'fase
Se un sistema non è soggetto ad alcun cambiamento, tutte le proprietà pos- quando la massa di ciascuna fase raggiunge uno stato di equilibrio e vi
sono essere misurate o calcolate ovunque al suo interno, per cui si può permane. Infine, un sistema è in equilibrio chimico se la sua composizione
ottenere un insieme di proprietà per descrivere completamente la condizio- chimica non varia nel tempo, cioè se non si verificano reazioni chimiche.
ne, o lo stato, del sistema stesso. In uno stato ben preciso, tutte le proprietà
di un sistema assumono valori ben determinati. Se il valore anche di una
(a) Stato 1 (b) Stato 2 sola proprietà cambia, varia lo stato del sistema. In Figura 1.23 è mostrato 1.7111'!1 LE TRASFORMAZIONI E I CICLI
un sistema in due stati differenti. TERMODINAMICI
FIGURA 1.23
La termodinamica tratta dei sistemi in stato di equilibrio. Il termine
equilibrio indica uno stato di bilanciamento. In uno stato di equilibrio non Ogni cambiamento che un sistema subisce passando da uno stato di equili-
Sistema in due differenti stati brio a un altro si chiama trasformazione e la serie di stati attraverso cui il
di equilibrio. ci sono potenziali non bilanciati (o forze motrici) ali' interno del sistema.
sistema passa durante una trasformazione è detta linea della trasformazio-
14 ne (Figura 1.26). Per descrivere completamente una trasformazione, se ne p 15
~~tt;_:-..;;

CAPITOLO I
devono specificare gli stati iniziale e finale, come pure la linea seguita e le / Stato finale
Le trasfonm1zh1ni
I concetti fondamentali interazioni con l'ambiente. 2
e i cidi termodinamid
della termodinamica Linea della
Quando una trasformazione avviene in modo che, in ogni istante, il /trasformazione
sistema rimanga infinitesimamente vicino al precedente stato di equilibrio, Stato
Stato 2 essa è detta trasformazione quasi-statica o di quasi-equilibrio. Una tra- iniziale

A
sformazione quasi-statica può essere vista come una trasformazione suffi- 11
cientemente lenta, tale da permettere al sistema di modificarsi internamen-
te in modo che le proprietà in una parte del sistema non varino più veloce- I
della mente di quelle nelle altre parti. Questo concetto è illustrato in Figura 1.27.
trasformazione Quando un gas, all'interno di un sistema cilindro-pistone, viene compresso
Stato l
rapidamente, le molecole vicine alla faccia del pistone non hanno suffi-
____ ,,
FIGURA 1.26
Una trasformazione tra gli stati I e 2
e la linea che la rappresenta.
ciente tempo per allontanarsi e finiscono per addensarsi in una piccola zona
in vicinanza del pistone, dove determinano una zona di maggiore pressio-
ne. A causa di questa differenza di pressione, il sistema non può più dirsi in
equilibrio e ciò rende lintera trasformazione non-quasi-statica. Invece, se
il pistone viene mosso lentamente, le molecole del gas hanno tempo suffi-
ciente per ridistribuirsi senza determinare un addensamento davanti al pi-
I
I
1
,_
I
I
-
Sistema
_ _ _ _ JI

(2)
I<
I
I
I I°'

ordinate sono la temperatura T, la pressione p e il volume. V (o il volume


(l)
r FIGURA 1.29
Trasformazione di compressione
rappresentata sul piano p- V.

'"~tir-
.';. stone. Ne consegue che la pressione all'interno del cilindro si mantiene specifico v). In Figura 1.29 è riportato il diagramma p-V d1 una trasforma-
sempre uniforme e aumenta con la stessa velocità in ogni punto. Poiché in zione di compressione di un gas. .
ogni istante lo stato del sistema è uno stato di equilibrio, la trasformazione Si noti che la linea della trasformazione indica una sene d1. stati. d1.
(a) Compressione lenta
è quasi-statica. equilibrio attraverso i quali il sisteJ?a passa ?ur~te la trasformazi.one e ha
(quasi-statica) Si deve precisare che una trasformazione quasi-statica è una trasforma- significato soltanto per trasforma.z1om quas1-sta~1c.he. Nel caso d1 trasf?r-

· :·. :.···.f
zione ideale e non trova corrispondenza in alcun processo reale; tuttavia mazioni non-quasi-statiche non s1 può parlare d1 lmea della tr~s'.of1?az10-
molti processi reali si avvicinano a essa e perciò possono essere considerati ne, poiché non è possibile individuare gli st~ti ~!traverso ~u1 1~ sistema
-, , _ <:-<~ trasformazioni quasi-statiche con un errore trascurabile. Gli ingegneri sono passa durante la trasformazione. Le trasform~1oru non-q~as1-stal!~he_ ven-
. ~"·(-;;. interessati alle trasformazioni quasi-statiche per due ragioni: la prima è la gono pertanto rappresentate mediante una lmea tratteggiata anz1che una
semplicità con cui possono essere analizzate; la seconda è che le macchine
(b) Compressione molto rapida linea continua.
producono il massimo lavoro quando operano secondo trasformazioni qua- Il prefisso iso- è usato di sol!t<i per designare una trasf~rmazione nella
(non-quasi-statica)
si-statiche (Figura 1.28). Pertanto le trasformazioni quasi-statiche sono il quale una particolare proprietà nm~e c~stan~e:. per esempio, una trasfor·
FIGURA 1.27
riferimento con cui confrontare le trasformazioni reali. mazione isoterma è una trasformaz10ne m cui nmane costante la tempera-
Trasformazioni di compressione: I diagrammi delle trasformazioni, costruiti impiegando come coordina- tura· una trasformazione isobara è una trasformazione in cui rimane co-
a) quasi-statica; b) non-quasi-statica. te le proprietà termodinamiche, sono molto utili nella visualizzazione delle stan~e la pressione; una trasformazione isocora (o isometrica) è una tra:
trasformazioni stesse. Alcune proprietà comunemente utilizzate come co- sformazione in cui rimane costante il volume specifico.
p p

'\ j l

FIGURA 1.28
Le macchine motrici producono FIGURA 1.30
il massimo lavoro quando operano V (b) Ciclo composto da
V Due cicli termodinamici rappresentati
(a) Ciclo composto da
secondo trasformazioni quasi-statiche. due trasformazioni quattro trasformazioni sul piano p-V.
16 Si dice che un sistema segue un ciclo se alla fine del processo ritorna fluido, come mostrato in Figura I.32. Questo è dovuto al fatto che ai livelli 17
nel suo stato iniziale, vale a dire se gli stati iniziale e finale coincidono. Il più bassi il fluido sopporta un peso maggiore che ai livelli più alti. La pres-
CAPITOLO I
I concetti fondamentali ciclo di Figura l.30a è composto da due trasformazioni, mentre quello di sione varia in direzione verticale per effetto della gravità, mentre non c'è La pressione
deHa termodinamica Figura l .30b consiste in quattro trasformazioni (è il ciclo ideale del motore nessuna variazione in direzione orizzontale. La pressione in un serbatoio
a scoppio che sarà analizzato nel Capitolo 7). contenente un gas può essere considerata uniforme, poiché il peso del gas è
troppo piccolo per produrre differenze significative (Figura 1.33).
Poiché la pressione è la forza agente su una superficie di area unitaria, la
1.8 ~ IL POSTULATO DI STATO sua unità di misura è il newton su metro quadrato (N/m 2), detto pascal (Pa):
Come si è detto precedentemente, lo stato termodinamico di un sistema è l Pa = l N/m2
descritto dalle sue proprietà. Dall'esperienza è noto che per individuare
uno stato non è necessario specificare tutte le proprietà, poiché, determina- Il pascal è una unità di misura troppo piccola per i casi che si incontra-
Azoto
to un numero sufficiente di esse, le restanti proprietà assumono automati- no nella pratica, perciò sono comunemente utilizzati i suoi multipli, il
7 T= 2s 0 c camente certi valori. In altri termini è sufficiente specificare un certo nu- kilopascal (I kPa = 103 Pa), il megapascal (l MPa = 106 Pa) e il bar (I bar
: 11 = 0.9 m3/kg
mero di proprietà per fissare uno stato. Il numero di proprietà richiesto per = 105 Pa), per cui:
individuare lo stato di un sistema è dato dal postulato di stato:
l bar= 105 Pa =O.I MPa = 100 kPa FIGURA 1.32
FIGURA 1.31 La pressione in un fluido aumenta
Lo stato dell'azoto è individuato da due Lo stato di un sistema semplice comprimibile è completamente deter- La pressione effettiva in un determinato punto è detta pressione assolu- con la profondità per effetto
proprietà intensive indipendenti. minato da due proprietà intensive indipendenti. ta e si misura relativamente al vuoto assoluto, cioè alla pressione assoluta del maggiore peso del fluido.
nulla. La maggior parte degli strumenti di misura della pressione, invece, è
Un sistema è detto sistema semplice comprimibile se possono essere calibrata per indicare zero in corrispondenza della pressione atmosferica
trascurati, come accade per la maggior parte dei problemi ingegneristici, (Figura 1.34). Pertanto essi indicano la differenza tra la pressione assoluta p superiore= 1 atm
gli effetti dei fenomeni elettrici, magnetici, gravitazionali, di moto e di ten- e la pressione atmosferica locale. Questa differenza è chiamata pressione
sione superficiale. Nel caso in cui tali effetti non siano trascurabili è neces- al manometro. ARIA
sario specificare un'ulteriore proprietà per ognuno di essi: per esempio, se Pressioni inferiori alla pressione atmosferica si chiamano pressioni al (Ambiente alto 5 m)
si deve tener conto degli effetti gravitazionali occorre specificare la quota vacuometro e si misurano con vacuometri che indicano la differenza tra
z, in aggiunta alle due proprietà richieste dal postulato di stato. pressione atmosferica e pressione assoluta. Pressione assoluta al manome-
Il postulato di stato richiede che le dUe proprietà necessarie a determi- p inferiore: = 1.006 atm
tro e al vacuometro sono quantità tutte positive e, correlate tra loro come
nare lo stato di un sistema oltre a essere intensive siano indipendenti. Due riportato in Figura 1.35, sono espresse dalle relazioni:
proprietà sono indipendenti se una di esse può essere variata mantenendo
FIGURA 1.33
costante l'altra: per esempio, temperatura e volume specifico sono sempre
= P.,. 7~~:;: ~~ ~~s!~~. ~u~~o~ àp~:~!~*:"~\1·131:
In un serbatoio contenente gas
proprietà indipendenti e, poiché sono anche intensive, insieme possono in- la variazione della pressione
dividuare lo stato di un sistema semplice comprimibile (Figura I.31). Tem- = p_ ..::p,i. ; (pèr pressiçmi inferion a p.;;.) · /, ~ · >(I.14) con la quota è trascurabile.
peratura e pressione, invece, sono proprietà indipendenti per sistemi a
una sola fase, ma sono proprietà dipendenti nel caso di sistemi a più fasi. A
livello del mare (p•tm = 101325 Pa), l'acqua bolle a l00°C, ma in cima a una
montagna, dove la pressione atmosferica è minore, l'acqua bolle a una tem- .l .~
peratura inferiore. In altri termini, T = f(p) durante una trasformazione di
cambiamento di fase; perciò temperatura e pressione sono insufficienti per
individuare lo stato di un sistema bifase. Le trasformazioni di cambiamento
di fase saranno discusse in dettaglio nel prossimo capitolo. - - - Patm ----L.----- ------
'
Pvac Pau FIGURA 1.34
1.9 lii LA PRESSIONE Su un manometro la lettura
della pressione atmosferica è zero.
Patm Pa1m
La pressione è la forza esercitata da un fluido su una supeificie di area
unitaria. Si parla di pressione soltanto nel caso di gas e di liquidi; nei solidi Pau
la grandezza corrispondente alla pressione è la tensione. Per un fluido in FIGURA 1.35
quiete, la pressione in un dato punto è la stessa in tutte le direzioni. La Vuoto
=o----'-----'-.-...;;.o;.;lu-to-
Vuoto Pressione assoluta al manometro
-••.:..:.o:;;l;;;:ut;_o....1.-----L----p ass
pressione in un fluido aumenta con la profondità per effetto del peso del e al vacuometro.
18 19
llF" mn ESEMPIO 1.3 ESEMPIO 1.4
CAPITOLO I
I concetti fondumentali Paim = 96 kPa
Un vacuometro collegato a un recipiente indica 40 kPa, mentre la pressione almo· PE'.r misurare la pressione in un serbatoio è utilizzato un manometro differenziale 11
della termodinamica
sferica è 100 kPa. Si determini la pressione assoluta nel recipiente. fluido adoperato ha una densità relativa all'acqua d =0.85 e l'altezza della colon~a
Soluzione La pressione assoluta si determina facilmente con l'Equazione 1.14:
~el manometr~ è h = 55 cm, come mostrato in Figura 1.38. Se la pressione atmosfe-
nca locale è d1 96 kPa, determinare la pressione assoluta all'interno del serbatoio. p =?
-l
h = 55 cm
P.,. =P,..,. - P,,. =100 - 4Q =60 kPa ~ol~zione .Non essendo spec.ificato il valore dell'accelerazione locale di gravi-
Gas
ta~ s1 assume 11 valore standard d1 9.807 mls'. La densità del fluido si ottiene molti- ___t_
I
plicando la densità relativa per la densità dell'acqua che si ipotizza sia 1000 kg!m•:
1-
_J___ -2 In termodinamica, sia nelle relazioni sia nelle tabelle, è utilizzata quasi
sempre la pressione assoluta; pertanto in questo testo con il simbolo p si p =dp =0.85 X 1000 =850 kg/m 3
0 d = 0.85
denota sempre, se non diversamente specificato, la pressione assoluta. Dall'Equazione 1.15,
FIGURA 1.38
P =P,,,, + pgh ~ 96 + (850 x 9.807 x 0.55 x 1/1000) =100.6 kPa Schema dell"Esempio 1.4.
Il manometro differenziale
FIGURA 1.36
Manometro differenziale. Piccole e modeste differenze di pressione si misurano, spesso, con uno stru-
mento conosciuto come manometro differenziale, che consiste essenzial- Il barometro e
mente in un tubo a forma di U, in vetro o plastica, contenente un fluido
La pressione atmosferica si misura con uno strumento chiamato barome-
come mercurio, acqua, alcool oppure olio. Per misurare differenze di pres-
tro e, pertanto, prende anche il nome di pressione barometrica.
Patm sione elevate mantenendo maneggevole il manometro si impiegano fluidi
Come fu scoperto da Evangelista Torricelli (1608-1647) alcuni secoli
pesanti, come il mercurio.
Si consideri il manometro differenziale mostrato in Figura 1.36, uti-
lizzato per misurare la pressione ali' interno di un serbatoio contenente un
fa, la pressione atmosferica può essere misurata capovolgendo un tubo
chiuso a un'estremità e riempito di mercurio, in una vaschetta, anch'ess~
" p = pgltA l
contenen.te mercurio, esposta all'atmosfera, come mostrato in Figura 1.39.
gas. Poiché gli effetti gravitazionali nei gas sono trascurabili, la pressione
La p~ess1~ne nel punto B è uguale alla pressione atmosferica, mentre la
in ogni punto del serbatoio e la pressione nel punto 1 sono uguali. Inoltre,
pressione m C può essere assunta nulla poiché, superiormente, vi è soltanto
poiché la pressione in un fluido non varia in direzione orizzontale, la pres-
sione nel punto 2 è uguale a quella nel punto 1: p 2 =p 1• La colonna diffe- v.apore di merc~rio eh~, in eq~ili?rio ~on la fase liquida, esercita una pres-
s10ne trascurabile. Scnvendo 11 b1lanc10 delle forze nella direzione vertica-
renziale di fluido di altezza h è in equilibrio statico e il suo diagramma di FIGURA 1.39
le si ottiene:
corpo libero è mostrato in Figura 1.37. Il bilancio delle forze, in direzione Barometro di Torricelli.
verticale, fornisce:
P,tm = pgh (Pa) (1.17)
-F '.-<-.,_,...,_ .. ~... :,_,,,

dove: dove p è la densità del mercurio, g l'accelerazione locale di gravità e h 1' altezza
della colonna di mercurio al di sopra del pelo libero della vaschetta. Si osservi
P1
P =mg= pVg =pAhg che la lunghezza del tubo e l'area della sua sezione trasversale non hanno alcun
FIGURA 1.37 Pertanto: effetto sull'~t~zz~ d~lla colonna fluida del barometro (Figura 1.40).
Diagramma di corpo libero
di una colonna di fluido di altezza h.
r . "I. ". Una unita d1 m1su;a frequentemente utilizzata per la pressione, ma
P1 = Parm + pgh (Pa) non f~cente parte del sistema SI, è latmosfera standard, definita come la
pressione prodotta da una colonna di mercurio di 760 mm di altezza a 0°C
Nelle precedenti relazioni, P è il peso della colonna fluida, p la densità del <Pa, = 13 595 kg/m 3) per effetto dell'accelerazione di gravità standard
fluido che si assume essere costante, g laccelerazione locale di gravità, A (g = 9.807 ~/s 2). Se.al posto del mercurio si utilizza l'acqua, l'atmosfera
l'area della sezione trasversale del tubo e p la pressione atmosferica. La stan?ard com.sp?nde, mvece, alla pr~ssione prodotta da una colonna d'acqua
differenza di pressione può essere espressa 7ome: del! altezza.di ~irca 10:3. m: La press1.one è espressa, a volte (specialmente in
mete~rologia), m t~rmini d1 altezza di colonna di mercurio: in questo caso la
pressione a~osfenca standard risulta essere di 760 mmHg a 0°C. FIGURA 1.40

Si osservi che l'area della sezione trasversale del tubo non ha alcuna in- La pressione atmosferica media P,.. varia da 101 325 kPa a livello del La lunghezza del tubo e !"area
mare a 89.88, 79.50, 54.05, 26.5 e 5.53 kPa ad altitudini di 1000, 2000 della sua sezione trasversale non hanno
fluenza sull'altezza differenziale h e quindi sulla misura della pressione alcun effetto sull'altezza della colonna
5000, 10 000 e 207 000 m rispettivamente. '
esercitata dal fluido. fluida del barometro.
...----------- ----------- ----·-- ---- -

Poiché la pressione atmosferica in un luogo dipende dal peso dell'aria proprietà dei materiali variano con la temperatura in maniera ripetibile e 21
20
soprastante la superficie di area unitaria, si osservi che essa varia non solo prevedibile, fenomeno questo che costituisce la base per una misura accu-
CAPITOLO I con l'altitudine ma anche con le condizioni meteorologiche locali. rata della temperatura: per esempio, il comune termometro a mercurio si La temperatura
J concetti fondamentali e il principio zero
basa sulla dilatazione del mercurio con l'aumentare della temperatura. della termodinamica
della termodinamica
È esperienza comune che una tazza di caffè caldo lasciata su un tavolo
ESEMPIO 1.5 finisce per raffreddarsi e che, invece, una bevanda fredda finisce per riscal-
darsi. Quando, cioè, un corpo è messo in contatto con un altro corpo a
Si determini la pressione atmosferica in una località dove la lettura barometrica è differente temperatura, si ha un trasferimento di calore dal corpo a tempe-
740 mmHg e l'accelerazione di gravità è g =9.7 m/s2 • Si assuma che la temperatu- FERRO FERRO
ra del mercurio sia 10°c, cui corrisponde la densità di 13 570 kg/m3 • ratura maggiore a quello a temperatura minore fino a che i due corpi non 150'C 60°C
raggiungono la stessa temperatura (Figura 1.43). Raggiunta tale condizio- li'J------m-----M
Soluzione Dall'Equazione 1.17, la pressione atmosferica risulta essere: ne, il trasferimento di calore termina e si dice che i due corpi hanno rag- ·RAME: RAME
giunto lequilibrio termico. L'uguaglianza delle temperature è l'unico re- .2o•c·, .
Patrn = pgh = 13570 x 9.7 x 0.740 = 97 405 Pa 60'C
quisito per l'equilibrio termico. ~--::· \.

Il principio zero della termodinamica afferma che due corpi, ognuno


in equilibrio termico con un terzo corpo, sono anche in equilibrio termico FIGURA 1.43
ESEMPIO 1.6 tra loro. Può sembrare sorprendente che un fatto così ovvio costituisca uno Due corpi, inizialmente a temperature
=
g 9.8 m/s
2 dei principi fondamentali della termodinamica, tuttavia esso non può esse- differenti, raggiungono l'equilibrio
p aim = 0.97 bar re dedotto dagli altri principi della termodinamica e costituisce la base di tennico una volta in contatto
m =60 kg Un cilindro contenente un gas è munito di un pistone avente l'area della sezione validità per la misura di temperatura. Sostituendo il terzo corpo con un in un contenitore tennicamente isolato.
trasversale di 0.04 m2 e una massa di 60 kg, come mostrato in Figura 1.41. La
pressione atmosferica locale è 0.97 bar e l'accelerazione di gravità è 9.8 m/s2 • termometro, il principio zero può essere riformulato affermando che due
corpi, anche non in contatto tra loro, sono in equilibrio tennico se hanno la
= 0.04 m2 ".
a) Si determini la pressione all'interno del cilindro. stessa temperatura letta (su un tennometro).
p =?
b) Si dica se la somministrazione di calore al gas fino a raddoppiarne il volume fa Il principio zero fu così chiamato da R.H. Fowler, che per primo lo
variare la pressione all'interno del cilindro. formulò nel 1931. Questo principio, la cui importanza come principio fisi-
co fondamentale fu riconosciuta più di mezzo secolo dopo la formulazione
Soluzione a) La pressione del gas all'interno del cilindro dipende dalla pressio- del primo e del secondo principio della termodinamica, fu chiamato princi-
FIGURA 1.41 ne atmosfertca e dal peso del pistone. Disegnando il diagramma di corpo libero del pio zero in quanto avrebbe dovuto precedere gli altri due.
Schema per l'Esempio 1.6. pistone (Figura 1.42) e facendo il bilancio delle forze in direzione verticale, si ottiene:

pA=p,""A+ P
Le scale termometriche
Patm e quindi:
Nel corso degli anni sono state introdotte molte scale termometriche e tutte
p =P,trn +mg/A= 0.97 x 105 + 60 x 9.8/0.04 = 111700 Pa = 1.117 bar si basano sulla scelta di alcuni stati facilmente riproducibili, come i punti di
b) La vartazione di volume non ha alcun effetto sul diagramma di corpo libero dise- fusione e di ebollizione dell'acqua. Alla pressione di 101325 Pa, una mi-
gnato in a) e quindi la pressione all'interno del cilindro non varia. scela di acqua e ghiaccio in equilibrio con aria satura di vapore è detta
essere al punto di fusione normale mentre una miscela di acqua e di vapore
p
(in assenza di aria) in equilibrio alla pressione di IO 1 325 Pa si dice essere
P=mg
al punto di ebollizione nonnale.
1.1011 LA TEMPERATURA E IL PRINCIPIO ZERO La scala termometrica attualmente utilizzata nel sistema SI è la scala
FIGURA 1.42 DELLA TERMODINAMICA Celsius (precedentemente chiamata scala centigrada e rinominata nel 1948
Diagramma del corpo libero del pistone. in onore dell'astronomo svedese Anders Celsius, 1701-1744, che la inven-
Sebbene la temperatura, quale misura della sensazione di freddo o di cal- tò). Sulla scala Celsius, ai punti di fusione del ghiaccio e di ebollizione
do, sia familiare a tutti, non è facile darne una precisa definizione. Sulla dell'acqua sono assegnati i valori di O e I 00°C rispettivamente, il che giu-
base della sensazione fisiologica personale, un corpo a seconda della sua stifica il nome di scala a due puntifissi.
temperatura viene detto gelido,freddo, tiepido, caldo e rovente. Basandosi In termodinamica è auspicabile disporre di una scala termometrica che
soltanto sulla sensazione personale, non è possibile assegnare alla tempera- sia indipendente dalle proprietà delle sostanze impiegate. Tale scala è detta
tura dei valori numerici. Inoltre, i sensi possono essere ingannati: per esem- s~la della temperatura termodinamica e sarà trattata nel Capitolo 5 in-
pio, una sedia metallica viene giudicata molto più fredda di una in legno sieme al secondo principio della termodinamica. Nel sistema SI la scala
anche se tutte e due sono alla stessa temperatura. Fortunatamente numerose della temperatura termodinamica è la scala Kelvin, così chiamata in onore
22 di Lord Kelvin (1824-1907). L'unità di misura della temperatura su questa re molto elevate perché i gas si dissociano e si ionizzano. Tuttavia, nell' inter- 23
scala è il kelvin che è indicato con K. La più bassa temperatura sulla scala vallo di temperature in cui il termometro a gas può essere utilizzato, la tempe- ~-iijl!~

CAPITOLO I ratura assoluta fornita è identica a quella termodinamica. Pertanto la scala La temperatura e il
I concetti fondamentali
Kelvin è O K. Utilizzando tecniche di refrigerazione non convenzionali, è principio zero della
della termodinamica stato possibile avvicinarsi allo OK raggiungendo nel 1989 la temperatura termodinamica della temperatura può essere vista come una scala assoluta di termodinamica
di 0.000000002 K. temperatura del termometro a gas che utilizza un gas "ideale" o "immagina-
Una scala termometrica può essere costruita utilizzando un termome- rio" che si comporta sempre come un gas perfetto. Se esistesse un termome- T('C) T(K) p(kPa)
tro a gas a volume costante, costituito essenzialmente da un bulbo rigido tro a gas perfetto, esso, alla pressione nulla, segnerebbe zero kelvin che cor-
contenente un gas, usualmente idrogeno o elio, a bassa pressione. Questo risponde -273.15°C sulla scala Celsius (Figura 1.45). La scala Kelvin è lega-
termometro si basa sul principio che a basse pressioni e a volume costante ta alla scala Celsius dalla relazione:
la temperatura di un gas è proporzionale alla sua pressione. In altri termi-
ni, a pressioni sufficientemente basse, la temperatura di un prefissato volu- Vuoto assoluto
me di gas varia secondo la relazione:
È pratica comune arrotondare la costante nell'Equazione 1.19 a 273. In V= costante
Figura 1.46 è riportato un confronto tra la scala Celsius e la scala Kelvin.
Nel 1954 in occasione della X Conferenza di pesi e misure la scala
FIGURA 1.45
dove i valori delle costanti a e b vanno determinati sperimentalmente. Note le Celsius fu ridefinita in termini di un singolo punto fisso e della scala asso- Un tennometro a gas perfetto fornirebbe
costanti, la temperatura di un sistema può essere calcolata con la precedente luta di temperatura. Il punto fisso scelto fu il punto triplo dell'acqua, al la lettura -273.IS'C o OK
relazione, mettendo a contatto il bulbo del termometro a gas con il sistema e quale si assegnò il valore di O.O 1°C. L'ampiezza del grado venne assunta per pressione assoluta nulla.
p Punti della stessa grandezza del kelvin. Come precedentemente detto, il punto di
misurando la pressione del gas quando si sia stabilito lequilibrio termico tra il
Gas A sistema e il gas nel bulbo, a volume costante. ebollizione dell'acqua alla pressione di 1OI 325 Pa corrisponde a I00°C,
Per ottenere la scala termometrica del gas perfetto si può procedere per cui la nuova scala Celsius è essenzialmente la stessa di prima.
misurando le pressioni del gas nel bulbo in corrispondenza di due stati Nella scala Kelvin l'unità di misura della temperatura, il kelvin, è defi-
Gas B riproducibili (come i punti di fusione normale e di ebollizione normale), nita come 1/273.16 della temperatura termodinamica del punto triplo del-
ai quali si assegnano idonei valori di temperatura. Considerando poi che l'acqua, fissata a 273.16 K. Il punto di fusione normale dell'acqua sulle
GasC in un piano esiste una sola retta che passa per due punti assegnati, queste scale Celsius e Kelvin corrisponde a 0°C e 273.15 K rispettivamente.
due misure sono sufficienti per determinare le costanti a e b dell'Equa-
Gas D
zione 1.18 e quindi per calcolare la temperatura T corrispondente alla
pressione letta p. I valori delle costanti a e b sono differenti per ogni 'C K
termometro, poiché dipendono dal tipo e dalla quantità di gas nel bulbo,
T(°C) 100.00 373.15 Punto di ebollizione
nonché dai valori di temperatura assegnati ai due stati di riferimento. Se
dell'acqua a 101 325 Pa
FIGURA 1.44
ai punti di fusione normale e di ebollizione normale dell'acqua vengono
Diagrammi p-T ottenuti assegnati i valori di Oe 100 rispettivamente, allora la scala termometrica
sperimentalmente da un tennometro dei gas perfetti coincide con la scala Celsius. In tal caso il valore della
a gas a volume costante usando quattro costante a (che rappresenta la temperatura corrispondente a una pressio-
gas diversi a differenti (ma sempre basse) ne assoluta nulla) vale -273.15°C indipendentemente dal tipo e dalla quan- O.O 1 273.16 Punto triplo
dell'acqua
pressioni. tità di gas contenuto nel bulbo del termometro a gas. Pertanto su un dia-
gramma p-T tutte le linee passanti per i punti sperimentali, una volta
estrapolate, intersecano l'asse delle temperature a-273.15°C (Figura 1.44).
Questa è la più bassa temperatura che può essere ottenuta con un termo-
metro a gas perfetto. Si può definire, allora, la scala assoluta di tempe-
ratura del termometro a gas perfetto assegnando il valore zero alla
costante a nell'Equazione 1.18. In questo caso, l'Equazione 1.18 si ridu-
ce a T = bp per cui, per definire la scala, basta specificare il valore della
temperatura in un solo punto, che viene scelto nel punto triplo dell'acqua
(lo stato in cui coesistono in equilibrio tutte e tre le fasi dell'acqua), cui
viene assegnato il valore di 273.16 K.
Si deve osservare che la scala assoluta di temperatura del termometro a -273.15 O Zero assoluto FIGURA 1.46
gas non è una scala termodinamica poiché non può essere utilizzata né a Confronto tra scale di temperatura:
temperature molto basse a causa della condensazione dei gas, né a temperatu- Celsius e Kelvin.
24 Nelle scale Celsius e Kelvin le ampiezze delle divisioni coincidono Durante una trasfonnazione quasi-statica o di quasi-equilibrio il siste- 25
(Figura 1.47), pertanto, quando si opera con differenze di temperatura D.T, ma rimane praticamente in equilibrio in ogni istante.
CAPITOLO I lintervallo di temperatura nelle due scale è lo stesso.
I concetti fondamentali Lo stato di un sistema semplice comprimibile è completamente indivi-
della termodinamica Alcune relazioni termodinamiche contengono la temperatura T per cui duato da due proprietà intensive indipendenti.
spesso si pone il problema se essa debba essere espressa in K o in °C. Se la La pressione è la forza esercitata da un fluido su una superficie di area
relazione contiene differenze di temperatura (come a= bD.1) il risultato è unitaria e la sua unità di misura è il pascal. La pressione assoluta, la pres-
identico se si utilizza l'una o l'altra scala; se la relazione, invece, contiene sione atmosferica, la pressione al manometro e quella al vacuometro sono
IK l 0C 1.8 R l.8°F
solo temperature anziché differenze di temperatura (come a= b1) allora si legate dalle relazioni:
deve usare la scala Kelvin. Nel dubbio è sempre preferibile utilizzare la
scala Kelvin, poiché in pratica non vi sono situazioni in cui l'uso della
scala Kelvin sia errato, mentre vi sono molte relazioni termodinamiche che
Pm = P.,, - Patm (Pa)
FIGURA 1.47
Le ampiezze delle divisioni nelle scale forniscono risultati sbagliati se si utilizza la scala Celsius. P•.,, = P.tm - P.., (Pa)
Celsius e Kelvin coincidono. Le altre due
scale sono la Rankine e la Fahrenheit. Differenze di pressione piccole o modeste vengono misurate con il
ESEMPIO 1.7 manometro differenziale, per il quale un'altezza differenziale h della colon-
na fluida corrisponde a una differenza di pressione data dalla relazione:
Durante un processo di riscaldamento, la temperatura di un sistema aumenta di
10°c. Si esprima l'aumento di temperatura in K. D.p = pgh (Pa)
Soluzione Questo problema tratta variazioni di temperatura, che sono Identi- dove p è la densità del fluido e g laccelerazione locale di gravità.
che nelle scale Kelvin e Celsius, quindi dall'Equazione 1.19 si ottiene:
La pressione atmosferica è misurata con il barometro utilizzando la
L\T{K) =L\T{°C) =10 K relazione:

P,tm =pgh (Pa)


1.11 il SOMMARIO dove h è laltezza della colonna fluida al di sopra del pelo libero.
Il principio zero della tennodinamica afferma che due corpi, anche non
In questo capitolo sono stati presentati e .discussi i concetti fondamentali in contatto tra loro, sono in equilibrio termico se hanno la stessa temperatu-
della tennodinamica, scienza che tratta essenzialmente l'energia. Il primo ra (letta con un termometro).
principio della tennodinamica è semplicemente un'espressione del princi- II sistema SI adotta come scala termometrica la scala termodinamica
pio di conservazione dell'energia. Il secondo principio della tennodinamica della temperatura, scala Kelvin. Viene anche usata la scala Celsius. La tem-
afferma che l'energia ha qualità oltre che quantità e che i processi reali peratura misurata con la scala Kelvin è legata a quella misurata con la scala
avvengono nella direzione di una riduzione della qualità dell'energia. Celsius dalla relazione:
Un sistema costituito da una determinata quantità di materia prende il
nome di sistema chiuso, o massa di controllo, mentre un sistema interessa- T(K) = T( 0 C) + 273.15
to da trasferimenti di massa attraverso il suo contorno è chiamato sistema
aperto, o volume di controllo. Le proprietà di un sistema che dipendono Il grado Celsius è uguale al kelvin e quindi:
dalle dimensioni - o estensione - del sistema sono dette proprietà estensive
mentre le altre si chiamano proprietà intensive.
A.T(K) =A.T( C)
0

La densità è la massa dell'unità di volume di un sistema mentre il volu-


me specifico è il volume dell'unità di massa del sistema.
La somma di tutte le forme di energia di un sistema si chiama energia
totale. Essa è costituita dalle energie interna, cinetica e potenziale. L' ener-
gia interna di un sistema è l'energia molecolare del sistema stesso e può
esistere nelle forme sensibile, latente, chimica e nucleare.
Un sistema è in equilibrio tennodinamico se mantiene l'equilibrio ter-
mico, meccanico, di fase e chimico.
Ogni cambiamento da uno stato a un altro prende il nome di trasfonna-
zione tennodinamica. Una trasformazione che ha gli stati iniziale e finale
coincidenti si chiama ciclo.
Le proprietà
delle sostanze pure
In questo capitolo si prenderanno in considerazione le sostanze pure, i vari
tipi di fasi e la fisica delle trasfonnazioni con cambiamento di fase. Si illu-
streranno, poi, vari diagrammi di stato e le superfici caratteristiche p· v-T
delle sostanze pure, approfondendo il concetto di sostanza ideale "gas per-
fetto" attraverso lesplicitazione della sua equazione di stato. Sarà presen-
tato anche il fattore di compressibilità che permette di valutare lo scosta-
mento del comportamento dei gas reali da quello del gas perfetto e se ne
illustrerà l'uso. Si presenteranno, infine, alcune tra le più note equazioni di
stato.
28 2.1 i'.4l LE SOSTANZE PURE però che le forze di attrazione tra le molecole si trasformano in forze 29
repulsive non appena la distanza tra le molecole tende ad annullarsi, impe-
CAPITOL02 Una sostanza la cui composizione chimica non varia in tutta la massa presa dendo così che queste si compenetrino l'un l'altra. Anche se le molecole di
Le proprietà
delle sostanze pure in considerazione è detta sostanza pura: per esempio, sono sostanze pure un solido non possono muoversi l'una verso l'altra, esse oscillano conti-
l'acqua, l'azoto, l'elio e l'anidride carbonica. Tuttavia, una sostanza pura nuamente intorno alla loro posizione di equilibrio con una velocità che
non è necessariamente costituita da un unico elemento chimico o compo- dipende dalla temperatura. A temperature sufficientemente elevate la velo-
sto chimico, poiché anche una miscela di più elementi o composti chimici, cità e, quindi, la quantità di moto delle molecole possono raggiungere va-
AZOTO ARIA purché omogenea, può essere considerata sostanza pura: per esempio l'aria, lori tali da vincere le forze di attrazione intermolecolari, per cui gruppi di
che è una miscela di diversi gas, spesso viene considerata sostanza pura, molecole si separano dando inizio al processo di fusione (Figura 2.5).
poiché ha una composizione chimica uniforme (Figura 2.1). Una miscela Le distanze intermolecolari nella fase liquida non sono molto diverse
di olio e acqua, invece, non è sostanza pura poiché lolio, non essendo da quelle nella fase solida, ma le molecole non sono più in posizioni fisse
FIGURA 2.1 solubile in acqua, si raccoglie superiormente all'acqua stessa formando tra loro. Infatti, in un liquido gruppi di molecole si muovono l'uno rispetto
L'azoto e l'aria sono sostanze pure. due zone chimicamente differenti. all'altro, anche se all'interno di ogni gruppo le molecole, conservando le
Una miscela di due o più fasi di una sostanza pura è ancora sostanza loro posizioni iniziali le une rispetto alle altre, mantengono una struttura FIGURA 2.4
pura se la composizione chimica di tutte le fasi è la stessa (Figura 2.2): per In un solido le molecole si mantengono
a distanze relativamente costanti
esempio, una miscela di ghiaccio e acqua liquida è sostanza pura perché
l'una dall'altra a causa delle forze
entrambe le fasi hanno uguale composizione chimica. Una miscela di aria di attrazione e di repulsione.
liquida e aria in fase aeriforme, invece, non è sostanza pura, poiché la
i7LIQUIDO miscela non è chimicamente omogenea, essendo differenti le composizio-
ni chimiche delle due fasi. Ciò accade perché a una determinata pressione
(b)ARIA
i gas presenti nell'aria hanno differenti temperature di condensazione.
FIGURA 2.2
Una miscela di acqua liquida e vapore è
una sostanza pura, mentre non lo è una 2.2 ~ LE FASI DI UNA SOSTANZA PURA
miscela di aria liquida e aeriforme.
È noto, per esperienza, che le sostanze pure esistono in diverse fasi: a tem-
(a)
peratura e pressione ambiente, il rame è solido, il mercurio è liquido e
l'azoto è aeriforme. Va notato, però, che in condizioni diverse, ciascuna di
queste sostanze può presentarsi in una fase differente. Le fasi principali
sono tre: solida, liquida e aeriforme. Tuttavia una sostanza può avere nu-
merose fasi ali' interno di una fase principale, ognuna caratterizzata da una
diversa struttura molecolare: per esempio, il carbonio può esistere in fase
solida sia come grafite sia come diamante; lelio ha due fasi liquide; il
ferro ha tre fasi solide; il ghiaccio a pressioni elevate può esistere, addirit-
tura, in sette fasi diverse. Una fase è caratterizzata dall'avere una struttura
molecolare omogenea ovunque, distinta e separata da quella delle altre fasi
attraverso superfici di contorno facilmente identificabili: per esempio, le
due fasi dell'HP nella miscela di acqua e ghiaccio. (b)
Nello studio termodinamico delle fasi e delle trasformazioni con cam-
biamento di fase non è necessario preoccuparsi della struttura molecolare
e del comportamento delle diverse fasi; tuttavia è molto utile avere una
certa conoscenza dei fenomeni molecolari che caratterizzano ogni fase. FIGURA 2.5
Spesso si afferma che i legami molecolari nei solidi sono i più forti e La disposizione delle molecole
nei gas i più deboli, poiché nei solidi le molecole sono molto vicine l'una nelle differenti fasi: a) in fase solida
ali' altra, mentre nei gas sono separate da grandi distanze. le molecole sono in posizioni fisse luna
Le molecole di un solido sono disposte in un reticolo tridimensionale relativamente all'altra; b) in fase liquida
FIGURA 2.3
che si ripete in tutto il corpo (Figura 2.3). Poiché le distanze tra le moleco- gruppi di molecole scorrono tra loro;
In un solido le molecole mantengono
le sono piccole, le forze di attrazione sono grandi, tanto da mantenere le e) in fase aeriforme le molecole vanno
la loro posizione a causa delle forze
molecole in posizioni fisse all'interno del solido (Figura 2.4). Va notato e vengono in modo casuale.
intermolecolari che agiscono come molle. (e)
30 ordinata. Generalmente le distanze tra le molecole subiscono un leggero Vapore saturo e vapore surriscaldato
wrzw , incremento passando dalla fase solida a quella liquida, tranne rare eccezio- STATO 3
CAPITOLO 2 ni come nel caso dell'acqua. Si può osservare che una volta iniziata lebollizione, pur continuando a
Le proprietà
delle sostanze pure La fase aeriforme è caratterizzata da molecole lontane le une dalle somministrare calore, la temperatura rimane costante fino a quando il liqui-
altre e da assenza di qualsiasi struttura molecolare ordinata. Infatti, le mo- do non è completamente evaporato. In effetti, la temperatura rimane co-
lecole dei gas si muovono casualmente urtando l'una contro l'altra e con- stante durante l'intero cambiamento di fase soltanto se la pressione è man-
tro le pareti del recipiente che le contiene. Se la densità di un aeriforme è tenuta costante. Ciò può essere facilmente verificato ponendo un termome- p = 101 325 Pa
molto bassa, le forze intermolecolari sono talmente piccole che gli urti tro a contatto con l'acqua che bolle su un fornello: a livello del mare, cioè T= loo·c
sono per le molecole l'unico modo di interagire. Va notato però che le
molecole di una sostanza in fase aeriforme hanno un livello energetico
considerevolmente più elevato di quello che hanno in fase liquida o solida,
alla pressione di 101 325 Pa, il termometro segnerà sempre 100°C se la
pentola è scoperchiata o munita di un coperchio leggero. Durante il proces-
so di vaporizzazione, le uniche variazioni di parametri fisici che si osserva-
fil Calore

per cui ali' atto della condensazione o solidificazione viene rilasciata una no sono un notevole aumento del volume e una diminuzione costante del FIGURA 2.8
grande quantità di energia. livello del liquido per effetto della trasformazione in vapore. Il liquido saturo vaporizza assorbendo
Durante il processo di vaporizzazione (stato 3 in Figura 2.8), la sommi- calore (miscela satura di liquido e vapore).
STATO 1
nistrazione continua di calore fa aumentare la quantità di vapore contenuta
2.3 ~ I CAMBIAMENTI DI FASE nel cilindro fino alla vaporizzazione dell'ultima goccia di liquido (stato 4
DELLE SOSTANZE PURE in Figura 2.9). A questo punto, il cilindro contiene esclusivamente vapore
e una qualunque sottrazione di calore determinerà l'inizio della condensa- STAT04
Molto spesso due fasi di una sostanza pura coesistono in equilibrio: per zione di una parte del vapore (cambiamento di fase da vapore a liquido).
p = 101325 Pa
esempio, sia nella caldaia sia nel condensatore di un impianto motore a Al vapore in condizioni di incipiente condensazione si dà il nome di vapo·
T= 20'C vapore l'acqua è presente come miscela di liquido e vapore, analogamente re saturo, pertanto lo stato 4 nell'esempio considerato è uno stato di vapo-
a quanto accade per il fluido refrigerante nell'evaporatore e condensatore re saturo. p = 101325 Pa
~Calore di una macchina frigorifera. In questo capitolo saranno trattate in partico- A una sostanza in uno stato compreso tra 2 e 4 si dà il nome di miscela T= 100°c
lare le fasi liquida e vapore di una sostanza pura e la loro miscela con satura di liquido e vapore, poiché 1afase liquida e il vapore coesistono in
riferimento all'acqua, perché sostanza particolarmente familiare. Va nota- equilibrio.
FIGURA2.6 to, però, che tutte le sostanze pure presentano io stesso comportamento Completato il processo di vaporizzazione, il sistema torna ad avere ~Calore
Alla pressione di I OI 325 Pa generale.
e alla temperatura di 20'C l'acqua si trova un 'unica fase, questa volta vapore, con la conseguenza che ogni ulteriore
in fase liquida (liquido sottoraffreddato). somministrazione di calore determinerà un aumento sia della temperatura FIGURA 2.9
sia del volume specifico (Figura 2.10): per esempio, nello stato 5, alla tem- Alla pressione di 101 325 Pa
Liquido sottoraffreddato e liquido saturo la temperatura rimane costante a 100°C
peratura di 300°C, una sottrazione di calore comporterà una diminuzione
della temperatura del vapore, ma non si verificherà alcuna condensazione fino alla vaporizzazione dell'ultima
Si consideri un sistema cilindro-pistone contenente acqua alla temperatura
fintantoché la temperatura rimane al di sopra di 100°C (se la pressione goccia di acqua liquida (vapore sawro).
di 20°C e alla pressione di 101 325 Pa (stato 1 in Figura 2.6): in queste
condizioni l'acqua si trova in fase liquida e, poiché non è in procinto di rimane costante a 101325 Pa). Al vapore che non è in procinto di conden-
evaporare, si parlerà di liquido sottoraffreddato. Se si trasferisce una cer- sare (cioè non saturo) si dà il nome di vapore surriscaldato, pertanto nel- STAT05
STAT02 ta quantità di calore all'acqua, la temperatura aumenta, per esempio sino a !' esempio considerato lo stato 5 è uno stato di vapore surriscaldato. La
40°C, e si ha un piccolo aumento del volume specifico dell'acqua liquida, trasformazione con cambiamento di fase a pressione costante, descritta nel-
che tende a espandersi. Il pistone si solleva leggermente per consentire l'esempio, è rappresentata sul diagramma T-v in Figura 2.11.
che questa espansione avvenga a pressione costante, in quanto questa di- Riferendosi sempre allo stesso esempio, se, invece di fornire, si sottra· p = 101325 Pa
pende dalla pressione atmosferica e dal peso del pistone, entrambi costan- esse calore al sistema a pressione costante, l'intero processo verrebbe per- T=300°c
p ="toqiSPa corso in senso inverso; infatti, l'acqua ritornerebbe allo stato !, cedendo,
;,,.T': JOo;C,i[F
ti. In queste condizioni, lacqua è ancora liquido sottoraffreddato, non es-
sendo ancora iniziata l'evaporazione. Se si fornisce ancora calore in quan- peraltro, all'ambiente esattamente la stessa quantità di calore acquisita du-
~Calore tità tale da far raggiungere all'acqua la temperatura di 100°C (stato 2 in
Figura 2.7), si può constatare che l'acqua è ancora liquida, ma ogni ulterio-
rante il processo iniziale.
~Calore
re somministrazione di calore, in quantità anche piccola, determinerà la
Temperatura di saturazione e pressione di saturazione
FIGURA 2.7 vaporizzazione di una parte dell'acqua e, quindi, l'inizio del cambiamento FIGURA 2.10
Alla pressione di 101325 Pa e alla di fase da liquido a vapore. Al liquido che è in procinto di vaporizzare si dà Comunemente si afferma che l'acqua bolle a l00°C; in termini rigorosi Somministrando calore, la temperan1ra
temperatura di I 00°C lacqua liquida è in il nome di liquido saturo, pertanto lo stato 2 nell'esempio considerato è questa affermazione è per lo meno incompleta, poiché si dovrebbe dire inizia ad aumentare
procinto di vaporizzare (liquido saturo). uno stato di liquido saturo. "alla pressione di 101325 Pa, l'acqua bolle a l00°C". Nell'esempio prece- (vapore surriscaldato).
")2
'
32 T, °C
TABELLA 2.1 33
Variazione con la quota della pressione atmosferica
CAPITOLO 2 e della temperatura di ebollizione Diagrammi di stato
Le proprietà per trasformazioni
Quota, m Pressione atmosferica, kPa Temperatura di ebollizione, °C con cambiamento di fase
delle sostanze pure 300
o 101.33 100.0
1 000 89.55 96.3
2000 79.50 93.2
Miscela sacura
5000 54.05 83.0
2 di liquido e vapore 10 000 26.50 66.2
100 20 000 5.53 34.5

FIGURA 2.11 un'altitudine di 2000 m la pressione atmosferica standard è 79.50 kPa, cui
Diagramma T· v di un processo di corrisponde una temperatura di ebollizione dell'acqua di 93.2°C contro i
riscaldamento dell'acqua a pressione costante. 20
100°C al livello del mare. La variazione della temperatura di ebollizione
V
dell'acqua con l'altitudine, in condizioni atmosferiche standard, è indicata
in Tabella 2.1. Si può notare che per ogni aumento dell'altitudine di 1000
dente, utilizzato per descrivere il cambiamento di fase liquido-vapore, l'ac- m, la temperatura di ebollizione dell'acqua diminuisce di poco più di 3°C.
qua iniziava a bollire a 100°C solo perché la pressione veniva mantenuta Le condizioni meteorologiche locali influiscono sulla pressione atmosferi-
costante a 101 325 Pa. Se, infatti, la pressione ali' interno del cilindro fosse ca e quindi sulla temperatura di ebollizione dell'acqua, la cui variazione,
stata mantenuta costante a 500 kPa, aggiungendo sul pistone pesi in quan- comunque, non supera 1°C.
tità opportuna, l'ebollizione del!' acqua sarebbe iniziatà a l 5 l .9°C anziché
a 100°C. Vale a dire, la temperatura alla quale inizia l'ebollizione dell'ac-
qua dipende dalla pressione; se la pressione rimane costante anche la 2.4 !!lii DIAGRAMMI DI STATO PER TRASFORMAZIONI
temperatura di ebollizione rimane costante. CON CAMBIAMENTO DI FASE
La temperatura alla quale una sostanza pura, fissata la pressione, inizia a
evaporare è detta temperatura di saturazione T..; analogamente, la pressione Le variazioni delle proprietà delle sostanze pure, durante le trasformazioni
alla quale una sostanza pura, fissata la temperatura, inizia a evaporare è detta con passaggio di fase, possono essere studiate più facilmente con lausilio
pressione di saturazione p,.,. Per esempio, alla pressione di 101 325 Pa, la dei diagrammi di stato. Pertanto è necessario illustrare e approfondire i
temperatura di saturazione dell'acqua è 100°C e, viceversa, alla temperatura di diagrammi di stato delle sostanze pure nei piani T-v, p-v e p-T.
100°C, la pressione di saturazione dell'acqua è 101325 Pa.
Da quanto precedentemente illustrato si deduce che durante una tra- 1 Il diagramma T-v
sformazione con cambiamento di fase, pressione e temperatura sono pro-
prietà dipendenti, poiché tra loro esiste una relazione T , = f (p ). La rap- Nel paragrafo precedente il passaggio di stato liquido-vapore dell'acqua
p~t· kPa
presentazione di tale funzione, come quella riportata in Figu~ 2.12 per alla pressione di 1O1 325 Pa è stato descritto e rappresentato in Figura 2.11
l'acqua, è detta curva di saturazione liquido-vapore. Ogni sostanza pura sul diagramma T-v. Ripetendo il processo per diversi valori della pressio-
ha una curva caratteristica di questo tipo. ne si ottiene il diagramma T-v dell'acqua.
Dall'esame della Figura 2.12 si ricava che la temperatura di saturazio- Se la pressione all'interno del cilindro aumenta sino a 1 MPa, a parità di
600
ne aumenta con la pressione di saturazione, per cui una sostanza evaporerà temperatura lacqua ivi contenuta ha un volume specifico più piccolo di quello
a una temperatura crescente all'aumentare della pressione cui è soggetta. che aveva alla pressione di 101 325 Pa. Inoltre, se si somministra calore, il
400
In cucina temperature di ebollizione più elevate comportano minori tempi processo avviene secondo un percorso simile a quello seguito alla pressione di
di cottura e risparmio di energia. Infatti, mentre per la cottura di uno stufa- 101325 Pa, pur con qualche differenza (Figura 2.13). Va notato, innanzitutto,
200
to di manzo occorrono 1-2 ore se si usa una normale pentola a pressione che l'acqua inizia a bollire a una temperatura molto più elevata, 179.9°C, e
atmosferica, sono sufficienti soltanto 20-30 minuti se si adopera una pen- che, rispetto ai corrispondenti valori alla pressione di 101 325 Pa, il volu-
tola a pressione operante a 202 kPa (cui corrisponde una temperatura di me specifico del liquido saturo aumenta, mentre quello del vapore saturo
ebollizione dell'acqua di 120°C). diminuisce. Ne consegue che il segmento congiungente gli stati di liquido
FIGURA 2.12 La pressione atmosferica (e dunque la temperatura di ebollizione del- saturo e di vapore saturo è molto più corto.
Anè:miento della curva di saturazione l'acqua) diminuisce con l'altitudine. Pertanto, rifacendosi all'esempio pre- Un ulteriore aumento della pressione renderà sempre più corto questo
liqu:do-vapore per una sostanza pura cedente, ad altitudini più elevate occorrono tempi di cottura più lunghi che segmento, fino a ridurlo a un.punto, cosa che nel caso dell'acqua si verifica
(i valori riportati si riferiscono all'acqua). non a livello del mare (a meno che non si usi una pentola a pressione). A quando la pressione raggiunge 22.09 MPa. Questo punto, che viene detto
T
34 T, 'C 35
Punto
CAPITOLO 2
critico ../~.:/· Diagrammi di stato
Le proprietà CJ0~~11 per trasformazioni
deHe sostanze pure // I I con cambiamento di fase
~";/ o~'/
, ~ I
374.14 ,,. //I

~""' ~'/
I /

LIQUIDO / ·~ 1
/

SOTTORAF· / :ff _,/


FREDDATO/ ------------------- - VAPORE
1 MISCELA SATURA
1 "'~ SURRISCALDATO
/ / ., DI LIQUIDO E VAPORE ~-
I
// G I (.)
%
I I
I I
I I
I I
I I
I I

Vapore FIGURA 2.15


FIGURA 2.13 saturo Diagramma T· v di una sostanza pura.
Diagramma T· v di un processo saturo
V
di cambiamento di fase per una sostanza
pura per vari valori di pressione Tutti gli stati di liquido sottoraffreddato si trovano nella zona a sinistra
(i valori rip<?rtati si riferiscono all'acqua). 0.003155 della curva limite inferiore che prende il nome di zona del liquido
sottoraffreddato. Tutti gli stati di vapore surriscaldato si trovano, invece,
punto critico, è caratteriu.ato dalla coincidenza dei punti rappresentativi a destra della curva limite superiore e costituiscono la zona dei vapori
dello stato di liquido saturo e dello stato di vapore saturo. surriscaldati. In queste due zone, le sostanze pure si trovano in un'unica
La temperatura, la pressione e il volume specifico di una sostanza pura fase, o come liquido o come vapore. Gli stati, invece, caratterizzati dalla
che si trovi al punto critico sono chiamati, rispettivamente, temperatura coesistenza di entrambe le fasi in equilibrio si trovano nella zona al di sotto
critica T"''pressione critica p.,. e volume specifico critico v : per l'acqua la della curva a cupola, costituita dalle due curve limite, che prende il nome di
T pressione critica è p = 22.09 MPa, la temperatura critica è"'T = 374.14 °C zona della miscela satura liquido-vapore.
e il volume specific; critico è v"' = 0.003155 m3/kg; per l'eli; la pressione
critica è p =0.23 MPa, la temperatura critica è T = -267.85°C e il volume 2 Il diagramma p-v
specifico ~ritico è u"' =0.01444 m3/kg. Le proprletà di altre sostanze nel
punto critico sono indicate in Tabella A. l dell'Appendice. Nel piano p-v la forma generale del diagramma di stato di una sostanza
A pressioni superiori alla pressione critica il cambiamento di fase non pura è molto simile a quella del diagramma nel piano T-v. Va notato, però,
avviene più in maniera distinta (Figura 2.14), poiché il volume specifico che nel piano p- v le linee a T =costante sono decrescenti, come mostra la
della sostanza aumenta continuamente e in ogni istante esiste sempre Figura 2.16.
un'unica fase. Alla fine del passaggio di fase la sostanza pura è costituita Si consideri il sistema cilindro-pistone (Figura 2.17), contenente acqua
tutta da vapore, ma non è possibile stabilire quando sia avvenuto il cam- alla pressione di 1 MPa e alla temperatura di 150°C. In questo stato l'acqua
biamento di fase: in altri tennini, a pressioni superiori a quella critica non esiste come liquido sottoraffreddato. Si tolgano, successivamente e uno alla
esiste una linea che separi la zona del liquido sottoraffreddato da quella . volta, i pesi disposti sul pistone in modo che la pressione all'interno del
del vapore surriscaldato. È consuetudine considerare una sostanza pura cilindro decresca gradualmente. Se il sistema può scambiare calore con l' ester-
come vapore surriscaldato se la sua temperatura è maggiore di quella cri- no in modo da mantenere costante la temperatura dell'acqua, al diminuire
tica e come liquido sottoraffreddato se, invece, è minore. della pressione l'acqua aumenta leggermente di volume e, raggiunta la pres-
In Figura 2.13, gli stati di liquido saturo possono essere connessi con sione di saturazione di 0.4758 MPa, corrispondente alla temperatura di 150°C,
FIGURA 2.14 una linea che prende il nome di curva limite inferiore; analogamente, la inizia a bollire. Il processo di evaporazione si realizza, quindi, a pressione
A pressioni superiori a quella critica linea che collega gli stati di vapore saturo prende il nome di curva limite e temperatura costanti mentre si ha un aumento di volume specifico. Quan-
(p > p.) il cambiamento di fase superiore. Queste due linee si incontrano nel punto critico determinando do l'ultima goccia di liquido è evaporata, la trasformazione a temperatura
non avviene più in maniera distinta. costante avviene con variazione sia del volume specifico sia della pressione.
una forma a cupola (Figura 2.15).
36 p p 37
CAPITOLO 2 I Punto Diagrammi di stato
I critico
Le proprietà I Punto per trasformazioni
delle sostanze pure I
critico con cambiamento di fase
I
I
I
I
I
I
I o
LIQUIDO I !;
I o
SOTTORAF- \ .§ ~ VAPORE
FREDDATO 1 ~ ::l
+
"' ' o
e~ DIMISCELA SATURA ~ ',,
LIQUIDO E VAPORE ~o ',, .........
~
7'
./~
I
o
~
Cl)
........ cast
........ ..,:
',,

I Linea del punto triplo

FIGURA 2.18
SOLIDO +VAPORE
FIGURA 2.16 Diagramma p-v di una sostanza pura che
Diagramma p-v di una sostanza pura. solidificando si riduce di volume.
V V
e degli oceani anziché galleggiare in superficie. In queste condizioni i raggi
Nell'esempio precedente è importante che durante il cambiamento di fase non del sole non riuscirebbero mai a raggiungere il ghiaccio, che ricoprirebbe
venga rimosso nessuno dei pesi disposti sul pistone, perché, altrimenti, dimi- per tutto l'anno il fondo di molti fiumi, laghi e oceani, sconvolgendo seria-
nuirebbe la pressione e quindi anche la temperatura (essendo T,., = f (p,,.,) ), mente questi ecosistemi.
per cui la trasformazione non sarebbe più isoterma. In ben determinate condizioni tutte e tre le fasi di una sostanza pura
Se il processo viene ripetuto ad altre temperature, si ottengono curve possono coesistere in equilibrio (Figura 2.20). Sui diagrammi p-v e T-v,
simili a quella analizzata. Congiungendo, allora, i punti degli stati di liqui- l'insieme di tutti questi stati trifasi costituiscono una linea, cui si dà il
p=IMPa
do saturo e quelli degli stati di vapore saturo, si ottengono rispettivamente nome di linea del punto triplo. Gli stati corrispondenti alla linea del punto
T= ISO'C le curve limite inferiore e superiore di una sostanza pura nel piano p-v triplo di una sostanza hanno la stessa pressione e la stessa temperatura ma
(Figura 2.16).
p
i Calore L'estensione dei diagrammi alla fase solida I
I Punto
I
FIGURA 2.17 I due diagrammi sin qui descritti rappresentano gli stati di equilibrio unica- I
critico
In un dispositivo cilindro-pistone mente tra le fasi liquida e vapore, tuttavia essi possono essere facilmente I
la pressione può essere ridotta riducendo estesi, in modo da includere sia la fase solida sia le zone di saturazione ~ 8
1l peso sul pistone.
solido-liquido e solido-vapore. I principi basilari relativi al passaggio di ~ 5
10
fase liquido-vapore si applicano ugualmente ai cambiamenti di fase soli- ~ ::l
do-liquido e solido-vapore. I + VAPORE

Mentre la maggior parte delle sostanze si contrae durante un processo ~~


I c5
di solidificazione, altre, invece, come l'acqua si espandono. Va notato che i ~..,,
diagrammi p-v dei due gruppi di sostanze, riportati nelle Figure 2.18 e 2.19,
differiscono soltanto nella zona di saturazione solido-liquido. I diagrammi §\
O I I
I

T-v sono molto simili a quelli p-v, specialmente per le sostanze che si con- "' I/ Linea del punto triplo
~-+-~~~-'-~--~~~~_,,,,_,
traggono durante la solidificazione.
L'espansione dell'acqua durante la solidificazione ha vitali conseguen- FIGURA 2.19
ze in natura. Infatti, se 1' acqua solidificando si contraesse, come accade per SOLIDO+ VAPORE Diagramma p-v di una sostanza pura
che solidificando aumenta di volume
la maggior parte delle sostanze, il ghiaccio formatosi sarebbe più pesante {come l'acqua).
dell'acqua liquida e, perciò, si depositerebbe sui fondali dei fiumi, dei laghi V
T
38 differenti volumi specifici. Nel diagramma p-T, la linea del punto triplo Alla pressione atmosferica la sublimazione è l'unico modo di passare dalla 39
appare come un punto che prende il nome di punto triplo. La temperatura ~
fase solida alla fase vapore per quelle sostanze che hanno la pressione del
CAPITOLO 2 La superficie p-v-T
Le proprietà e la pressione del punto triplo di varie sostanze sono indicate nella Tabel- punto triplo superiore alla pressione atmosferica, come l'anidride carbonica,
delle sostanze pure la 2.2: per esempio, per lacqua i valori della temperàtura e della pressione C02, che allo stato solido viene anche denominata ghiaccio secco.
del punto triplo sono 0.01°C e 0.6113 kPa, rispettivamente. Soltanto se la
temperatura e la pressione hanno esattamente questi valori, tutte e tre le 3 Il diagramma p- T
fasi dell'acqua possono coesistere in equilibrio. Va notato che nessuna so-
stanza può esistere in equilibrio stabile in fase liquida a pressioni inferiori Nella Figura 2.22 è riportato il diagramma p-T di una sostanza pura. Que-
VAPORE a quella del punto triplo e che, analogamente, nessuna sostanza che si con- sto diagramma è chiamato diagramma delle fasi, poiché sono presenti le
tragga durante la solidificazione può esistere in fase liquida a temperature tre fasi, separate tra loro da tre linee: la linea di sublimazione, che separa le
LIQUIDO inferiori a quella del punto triplo. Le sostanze, invece, che si espandono zone della fase solida e della fase vapore; la linea di evaporazione, che
durante la solidificazione, possono esistere in fase liquida a temperature separa le zone della fase liquida e della fase vapore; la linea di liquefazione
inferiori a quella del punto triplo se la pressione è sufficientemente eleva- o fusione, che separa le zone della fase solida e della fase liquida. Queste
ta: per esempio, l'acqua a pressione atmosferica non può esistere in fase tre linee si incontrano nel punto triplo, dove tutte e tre le fasi coesistono in
liquida in equilibrio stabile a temperature inferiori a 0°C, ma può esistere equilibrio. Va notato che la linea di evaporazione termina al punto critico,
FIGURA 2.20 come liquido alla temperatura di -20°C se la pressione è 200 MPa. perché nessuna distinzione può essere fatta tra le fasi liquida e vapore al di
Al punto triplo le tre fasi di una sostanza Una sostanza pura può passare dalla fase solida alla fase vapore secon- sopra del punto critico, e che i diagrammi p-T delle sostanze che si espan-
pura coesistono in equilibrio. do due modalità differenti: dapprima fonde e successivamente evapora o dono e si contraggono durante la solidificazione differiscono soltanto nella
evapora direttamente senza prima fondere. Quest'ultima possibilità sussi- linea di fusione.
ste soltanto a pressioni inferiori a quella del punto triplo, poiché a tali pres-
sioni una sostanza pura non può esistere in fase liquida (Figura 2.21 ). Il
passaggio di fase diretto da solido a vapore prende il nome di sublimazione. p Sostanze che
solidificando Sostanze che
TABELLA2.2 , aumentano solidificando
Temperatura e pressione del punto triplo per varie sostanze \ di volume diminuiscono
Sostanza Formula T.., K ,q, kPa \/\
../di volume
\ Punto
Acetilene C2H2 192.40 120 \
critico
Acido cloridrico HCI 158.96 13.9 \<'Si
FIGURA 2.21
Acqua
Ammoniaca
H,O
NH 3
273.16
195.40
0.61
6.076
\ ""
\\.
A pressioni inferiori a quella del punto Anidride carbonica C02 216.55 517 \:~
\
triplo una sostanza pura evapora senza Argon Ar 83.81 68.9 \
prima fondere (sublimazione). Azoto N, 63.18 12.6 SOLIDO '
Biossido di zolfo so, 197.69 1.67 '
Carbonio (grafite) C 3900 10100
Deuterio 02 18.63 17.1
Elio 4 (punto .1.) He 2.19 5.1 VAPORE
Esafloruro di uranio UF8 337.17 151.7
Etano C2 H8 89.89 8 X 1()"'
Etilene C,H, 104.00 0.12
Idrogeno H, 13.84 7.04
Mercurio Hg 234.20 1.65 X 10-7
Metano CH, 90.68 11.7
15.37 FIGURA 2.22
Monossido di carbonio CO 68.1 O
Neon Ne 24.57 43.2 T Diagramma p-T per una sostanza pura.
Ossido di azoto NO 109.50 21.92
Ossigeno 02 54.36 0.152
Palladio Pd 1825 3.5 X 1()-3
Platino Pt 2045 2.0 X 10" 2.5 11 LA SUPERFICIE p-v-T
Protossido di azoto N.O 182.34 87.85
lltanlo 11 1941 5.3 X 10-0 Come si è detto nel Capitolo 1, lo stato di una sostanza semplice, compri-
Xenon Xe 161.3 81.5
Zinco Zn 692.65 0.065 mibile, è individuato da una coppia di proprietà intensive indipendenti.
Fissate opportunamente due proprietà, tutte le altre diventano dipendenti
Fonte: Nati. Bur. Stand. (U.S.) Circ., 500, 1952. da queste. Ricordando che una funzione di due variabili indipendenti del
40 tipo z = z(x,y) rappresenta una superficie nello spazio, è possibile descri- vapore surriscaldato, del liquido sottoraffreddato e delle miscele sature. 41
vere il comportamento delle sostanze pure mediante una superficie nello Prima di iniziare.a esaminare le tabelle delle proprietà, è opportuno defini- ?%~
CAPITOLO 2 re una nuova proprietà termodinamica denominata entalpia.
Le proprietà spazio delle tre proprietà p-v-T (Figure 2.23 e 2.24), dove Te v possono
delle sostanze pure essere assunte come variabili indipendenti e p come variabile dipendente.
Tutti i punti della superficie p-v-T rappresentano stati di equilibrio e, L'entalpia: una combinazione di proprietà termodinamiche
viceversa, tutti gli stati attraverso cui passa un sistema durante una trasfor- · Volume
di controllo -
mazione quasi statica, essendo stati di equilibrio, sono rappresentati da punti Nell'analisi di alcune trasformazioni termodinamiche, in particolare nella
che giacciono sulla superficie p-v-T. Le zone monofase appaiono come generazione di potenza meccanica e nella refrigerazione (Figura 2.25), si
superfici curve, mentre le regioni bifase sono superfici cilindriche perpen- incontra spesso la combinazione di proprietà termodinamiche U + pV. Per-
dicolari al piano p-T, per cui le loro proiezioni su tale piano sono linee, tanto, è utile definire questa combinazione come una nuova proprietà FIGURA 2.25
come già mostrato nel diagramma p-T. termodinamica, a cui si dà il nome di entalpia e il simbolo H, se riferita alla Combinazione di proprietà
I diagrammi di stato bidimensionali, precedentemente mostrati, sono massam: termodinamiche u + pv
semplicemente la proiezione della superficie caratteristica p-v-T sul piano che si incontra molto spesso
indicato: il diagramma p-v è la proiezione della superficie caratteristica p-
H= U + pV (J) (2.1) nello studio dei volumi di controllo.
v-T sul piano p-v e, analogamente, il diagramma T-v ne è la proiezione sul oh, se riferita all'unità di massa:
piano T-v. Anche se le superfici caratteristiche p-v-T forniscono una gran
quantità di informazioni, va notato che è più agevole utilizzare diagrammi
di stato bidimensionali come i diagrammi p-v e T-v.
In genere, sia lentalpia totale H sia quella specifica h sono dette sem- kPa·m3 e kJ
i'IGURA 2.23 plicemente entalpia, poiché è il contesto a chiarire a quale delle due gran- ·kPa-m3Jkge kJ/kg
Superficie p-v-T per una sostanza pura dezze si fa riferimento. bar·m3 e 100 kJ
che solidificando si riduce di volume. Si osservi che i termini delle espressioni precedenti sono omogenei dal MPa · m3 e 1000 kJ
punto di vista dimensionale, poiché il prodotto pressione-volume ha le stes-
se dimensioni dell'energia interna (Figura 2.26): per esempio, si può vede-
re facilmente che 1 Pa · 1 m3 = I J.
In alcune tabelle delle proprietà delle sostanze pure lenergia inter-
FIGURA 2.26
na u non è presente, tuttavia la si può sempre determinare con la rela- li prodotto pressione x volume
zione u = h - pv. ha le dimensioni di un'energia.
L'uso esteso dell'entalpia è dovuto a Richard Mollier che riconobbe
l'importanza della quantità u + pv nello studio delle turbine a vapore e
nella rappresentazione delle proprietà del vapor d'acqua sia in forma Volume specifico
tabellare sia in forma grafica (diagramma di Mollier). Alla quantità u + ml/kg
Press.
pv, denominata da Mollier contenuto calorico o calore totale, nel 1930 Temp. sat. Liquido . Vapore
con la moderna terminologia termodinamica fu dato il nome di entalpia,
0
c kPa saturo , -·-~saturo
FIGURA 2.24
derivante dalla parola greca ev8aÀ.1l"El V che significa riscaldare.
'f P ..:·'. V1 . vv
Superficie p-v-T per una sostanza pura
che solidificando aumenta di volume
ss 57.83 0.001 033 2.828
90 70.14 0.001 036 2.361
(come lacqua). 1 Liquido saturo e vapore saturo 95 84.55 0.001 040 1.982
2.6 iii LE TABELLE DELLE PROPRIETÀ Le proprietà dell'acqua, nelle fasi di liquido saturo e di vapore saturo, sono t
Temperatura Volume
t
Poiché le relazioni tra le proprietà termodinamiche per la maggior parte riportate nella Tabella A.4, il cui uso è illustrato in Figura 2.27. scelta specifico
Il pedice l indica le proprietà del liquido saturo mentre il pedice v quel- del liquido
delle sostanze sono troppo complesse per essere espresse da semplici equa- saturo
zioni, i valori delle proprietà termodinamiche misurati, o calcolati utiliz- le del vapore saturo. Un altro pedice lv è comunemente utilizzato per indi-
Corrispondente Volume
zando relazioni che legano tali proprietà a grandezze fisiche facilmente care la differenza tra i valori del vapore saturo e del liquido saturo di una valore della specifico
stessa proprietà. Per esempio:. pressione di del vapore
misurabili, vengono riportati in forma di tabelle. Nella trattazione succes- saturazione saturo
siva saranno utilizzate le tabelle del vapor d'acqua per mostrarne l'uso, v1 è il volume specifico del liquido saturo
che è analogo nel caso di altre sostanze. v. è il volume specifico del vapore saturo FIGURA 2.27
Le proprietà termodinamiche di ogni sostanza sono riportate in più di =
v1• è la differenza tra v ve vi< v1• v v - v1 ) Particolare della Tabella A.4.
una tabella, ciascuna per una determinata zona di interesse: la tabella del
42 La quantità h1v è chiamata entalpia di vaporizzazione o calore latente La miscela satura liquido-vapore
di vaporizzazione. Essa rappresenta la quantità di energia necessaria per
CAPITOLO 2 vaporizzare l'unità di massa di un liquido saturo a una data temperatura o Durante un processo di vaporizzazione, una sostanza esiste in parte come Le t:ibelle
Le proprietà delle proprietà
pressione, e decresce all'aumentare della temperatura o della pressione liquido e in parte come vapore, costituendo una miscela di liquido saturo e di
delle sostanze pure
fino a ridursi a zero nel punto critico. vapore saturo (Figura 2.30). Per analizzare correttamente questa miscela è
necessario conoscere le proporzioni della fase liquida e della fase vapore poT
T,°C nella miscela. A tal fine si definisce una nuova proprietà, chiamata titolo, Punto critico
T= 90°c pari al rapporto tra la massa di vapore e la massa totale della miscela:
ESEMPIO 2.1 q,
Liquido "'~
Un recipiente rigido contiene 50 kg di acqua in condizioni di liquido saturo alla
saturo
temperatura di 90°C. Determinare la pressione nel recipiente e il suo volume. x=!5!... (2.3) "~· ~·

m, ..
Soluzione Lo stato dell'acqua è mostrato sul diagramma T-v in Figura 2.28.
Poiché l'acqua è in condizioni di saturazione, la pressione nel recipiente è quella di dove m, =m, +mv
"'"'~
~~.
Vapore o,,..ci
saturazione dell'acqua a 90°C: saturo
Il titolo, che ha significato soltanto nelle zone delle miscele sature, assume
p= P..,owo= 70.14 kPa (Tabella A.4) valori compresi tra ò e 1. Infatti, il titolo di un sistema costituito solo da Liquido
saturo
Il volume specifico del liquido saturo a 90°C per l'acqua è: liquido saturo è O (o 0%), mentre quello di un sistema costituito solo da
v, V v =u, 0 90"0 =0.001036 m3/kg (Tabella A.4) vapore saturo è I (o I 00% ). Va notato che il titolo può essere una delle due
proprietà intensive indipendenti necessarie per descrivere lo stato termo- V
Il volume totale del recipiente è: dinamico delle miscele sature.
FIGURA 2.28
Schema e diagramma T-v V= mv= 50 x 0.001036 =0.0518 m' Le proprietà di un liquido saturo sono le stesse sia che si trovi da solo
FIGURA 2.30
per l'Esempio 2.1. sia che si trovi in una miscela con il suo vapore saturo. La stessa cosa si
In una miscela satura liquido-vapore
può dire per le proprietà del vapore saturo. Durante il processo di vaporizza- le quantità di liquido e di vapore
ESEMPIO 2.2 zione, variano soltanto le quantità di liquido saturo e di vapore saturo, ma definiscono il titolo x.
non le loro proprietà.
Una massa di 200 g di acqua, inizialmente in condizioni di liquido saturo, è comple- Una miscela satura può essere trattata come un insieme di due sotto-
tamente vaporizzala alla pressione costante di 100 kPa. Determinare: a) la varia- sistemi, il liquido saturo e il vapore saturo. Tuttavia, è più comodo imma-
zione di volume; b) la quantità di calore fornita all'acqua.
ginare che le due fasi siano miscelate tra loro in modo da formare un mi-
Soluzione a) La trasformazione subita dall'acqua è riportata sul diagramma p-v scuglio omogeneo (Figura 2.31), le cui proprietà sono i valori medi delle
in Figura 2.29. La variazione del volume specifico durante il processo di vaporiz- proprietà della miscela satura liquido-vapore. Infatti, si consideri un reci-
zazione è v,., pari alla differenza tra v e u, Ricavando questi due valori dalla Tabel- piente che contenga una miscela di liquido e vapore saturi: se il volume
p,kPa la A.4 in corrispondenza della pressione di 100 kPa, si ottiene: occupato dal liquido saturo è V1 e il volume occupato dal vapore saturo è
v,. = v. - v, = 1.6940 - 0.001043 = 1.6930 m3/kg Vv, il volume totale V è la loro somma:
e quindi:
·' V= v; + Vv
Liquido Vapore AV= 0.2 x 1.6930 = 0.3386 m3
saturo saturo Riferendosi ai volumi specifici, si ha:
p =100 kPa p = 100 kPa Si osservi che sono state considerate soltanto le prime quattro cifre di v, e trascura-
te le altre, perché u. è fornito soltanto con quattro cifre significative. Se si fossero m,vmed =mlv,+ mvvv
~i utilizzate tutte le cifre di u, si sarebbe dovuto assumere u. =1.694000, cosa che
1
ì
non è necessariamente vera. Infatti potrebbe benissimo essere v = 1.694038,
visto che Il troncamento del valore a quattro cifre decimali dà sempre 1.6940. Nel
risultato ottenuto, tutte le cifre sono significative; se, invece, non si approssimasse
e sostituendo l'espressione m1 =m, - mv si ha:
Vmed

v,. a 4 cifre decimali si otterrebbe v,. = 1.692957 che indicherebbe, erroneamente, m,vmed =(m,-m,) vi+ mvvv Miscela
v, .. satura
un risultato accurato alla sesta cifra decimale. Infine, dividendo per m,: Liquido saturo
liquido-vapore

v, V
b) La quantità di calore necessaria per vaporizzare l'unità di massa di una sostan- vmed= (1-x) V1 +xvv
za in condizioni di liquido saturo a una certa pressione è l'entalpia di evaporazione FIGURA 2.31
a quella pressione. Dalla Tabella A.4 in corrispondenza della pressione di 100 kPa
è h,. =2258.0 kJ/kg; pertanto si ha che la quantità di calore fornita è: dove x =mJ(m1 + m). Quest'ultima relazione può anche essere espressa In una miscela satura si può immaginare
FIGURA 2.29 nella forma: che le due fasi siano miscelate tra loro
Schema e diagramma p-v mh,. = 0.2 X 2258 = 451.6 kJ in modo da formare
per l'Esempio 2.2. vmcd = v, + xv,v (m3/kg) un miscuglio omogeneo.
44 dove cientemente superiori a quella critica, i vapori surriscaldati possono essere 45
trattati come gas peifetti, il cui comportamento verrà ampiamente discusso
CAPITOLO 2 Prima di ripetere per le altre proprietà termodinamiche il ragionamento sin nel prossimo paragrafo. Se non è possibile fare questa approssimazione, è Le tabelle
Le proprietà qui fatto per il volume specifico, è opportuno soffermarsi sul titolo. Esso è
delle sostanze pure necessario utilizzare i diagrammi di stato o le tabelle delle proprietà. delle prui,i11dù
legato, sia sul diagramma p-v sia sul diagramma T-v, alla distanza del
punto rappresentativo della miscela satura dai punti rappresentativi del li-
quido saturo e del vapore saturo sulle due curve limite. Infatti, se si risolve 3 Il liquido sottoraffreddato
la relazione precedente rispetto a x si ottiene:
Le proprietà di un liquido sottoraffreddato si possono ritenere indipenden-
X= l)med - 1)1 ti dalla pressione poiché un aumento della pressione pari a 100 volte spes-
V1v so causa variazioni minori dell' 1 per cento.
In mancanza di dati, con buona approssimazione si può considerare il
Questa relazione permette di affermare che a una determinata tempera- liquido sottorajfreddato come liquido saturo alla stessa temperatura (Fi-
tura o pressione il titolo di una miscela satura, avente volume specifico vm, Fissati i valori di p e T
gura 2.33), poiché le proprietà del liquido sottoraffreddato dipendono dal-
è dato dal valore della frazione avente per numeratore la distanza del punto la temperatura più che dalla pressione. Per liquidi sottoraffreddati in gene- Vi= Vl@T
rappresentativo dello stato della miscela da quello rappresentativo del li- rale si ha: U=i Ul@T
quido saturo e per denominatore la distanza tra i punti degli stati del liqui- h = hl@T
do saturo e del vapore saturo: per esempio, il punto rappresentativo dello Y"'Y1@r
stato di una miscela satura con un titolo del 50 per cento si trova al centro
del segmento congiungente i punti rappresentativi del liquido saturo e del dove y può essere v, u o h. Di queste tre proprietà, lentalpia h è quella più FIGURA 2.33
vapore saturo. sensibile alle variazioni di pressione, tanto che la precedente approssima- Un liquido sottoraffreddato può essere
Ripetendo per l'energia interna e l'entalpia la stessa analisi fatta per il zione, mentre dà luogo a errori trascurabili nella valutazione di v e u, può considerato come un liquido saturo
volume specifico, si hanno: comportare a volte errori inaccettabili nella valutazione di h. Tuttavia a alla stessa temperatura.
pressioni molto elevate l'errore nella valutazione dell'entalpia può essere
umed = (1 -x) u1+ xuv = u1+ x (u 0- u1) = u1+ xu 10 (J/kg) ridotto significativamente con la relazione:
hmed = (1 -x) h1+ xh 0 =h1+X (h 0 - h1) =h1+ xh 10 (J/kg) h"' hl@ T + v, (p - P,,)
Le espressioni precedenti hanno tutte la stessa forma: dove p ,., è la pressione di saturazione alla temperatura considerata.
poT Ymed =(I -X) Y1 + xyv =Y1 +X (yv-Y1) =Y1 + xylv
dove y può essere v, u o h. Il pedice "med" (che indica il valore "medio") Gli stati termodinamici di riferimento e i valori di riferimento
Vapore saturo
u. è generalmente tralasciato per semplicità. Va notato che i valori medi delle Poiché i valori dell'energia interna, dell'entalpia e dell'entropia non pos-
Liquido saturo proprietà delle miscele sono sempre compresi tra i valori delle proprietà sono essere misurati direttamente, essi vengono calcolati partendo da pro-
V1 del liquido saturo e quelli del vapore saturo (Figura 2.32): prietà misurabili mediante opportune relazioni tra proprietà termodinamiche.
Va notato che tali relazioni forniscono le variazioni delle suddette proprie-
Y1 :s;ymed s;yv
tà e non i valori che queste assumono nello stato termodinamico d'interes-
Le relazioni precedenti sono particolarmente utili quando, per una mag- se. I valori delle proprietà possono essere ricavati fissando un opportuno
giore precisione nel valutare le proprietà delle miscele sature, si usano stato di riferimento e assegnando valore nullo a una o più proprietà in
tabelle anziché diagrammi. questo stato: per esempio, lo stato di riferimento per lacqua è quello del
liquido saturo a O.O l °C, cui si assegna il valore zero sia ali' energia interna
sia ali' entropia.
V 2 Il vapore surriscaldato Si può osservare che in base allo stato di riferimento scelto alcune pro-
prietà possono assumere anche valori negativi e tabelle delle proprietà di
FIGURA 2.32
Nei diagrammi p-v e T-v, a destra della curva limite superiore le sostanze una stessa sostanza possono fornire valori differenti di u, h e s nello stesso
A una detenninata temperatura o esistono come vapori surriscaldati. In tale zona temperatura e pressione non stato come conseguenza della scelta di un diverso stato di riferimento. Poi-
pressione i valori di v di una miscela sono più proprietà dipendenti e perciò possono essere convenientemente uti- ché in termodinamica interessano le variazioni delle proprietà, la scelta
satura liquido-vapore sono compresi lizzate per rappresentare lo stato termodinamico di una sostanza pura. A dello stato di riferimento non ha conseguenze nei calcoli purché si utilizzi-
tra i valori di V1 e V,. pressioni sufficientemente inferiori a quella critica o a temperature suffi- no tabelle e/o diagrammi aventi lo stesso stato di riferimento.
46 2.7111 L'EQUAZIONE DI STATO DEI GAS PERFETTI di azoto è 28 kg. Da questa definizione deriva immediatamente che la 47
'!WfS_· !S
massa di un sistema è pari al prodotto della massa molare M per il nu-
mero di kilomoli N: L'equazione di stato
CAPITOLO 2 I valori delle proprietà delle sostanze pure sono elencati in corrispondenza dei gas perfetti
Le propriclà
delle sostanze pure di vari stati termodinamici in apposite tabelle, che sicuramente forniscono
dati molto accurati ma spesso sono poco pratiche da utilizzare. Sarebbe più m =MN (kg) (2.7)
agevole disporre di semplici relazioni tra le proprietà, che siano anche suf-
. ficientemente generali e precise. I valori di R e M per numerose sostanze sono riportati nella Tabella A. I .
Nel caso di sistema termodinamico costituito da una sostanza pura le L'equazione di stato dei gas perfetti può essere scritta in varie forme:
' Per unità Per unità '
equazioni che legano tre proprietà termodinamiche intensive (per esem- di massa di mole
V
pio: pressione, temperatura e volume specifico) sono chiamate equazioni V=- ~ pV=mRT (2.8) v,m3/kg ii, ni'ikmol
di stato. Tra le numerose equazioni di stato, la più semplice e più nota è m u,kJ/kg u,kJ/kmol
quella dei gas perfetti che permette di correlare temperatura, pressione e mR=MNR=NRu ~ pV=NR T (2.9) h, kJ/kg li,kJ/kmol
volume specifico di un gas con buona precisione in una zona opportuna- "
V=Nff. ~ pfJ = RJ (2.10)
mente individuata.
I termini gas e vapore sono spesso utilizzati come sinonimi: per consuetu- dove fJ è il volume di una kilomole, detto volume specifico molare (m3/kmol).
dine la fase aeriforme di una sostanza prende il nome di gas quando la sua Nel testo, tutte le grandezze riferite a 1 kilomole verranno indicate sempre FIGURA 2.34
temperatura è superiore a quella critica per cui essa non può essere condensata con un simbolo soprassegnato (Figura 2.34 ). Le grandezze riferite alla kilomole sono
a temperatura costante; in caso contrario si parla, invece, di vapore. indicate con un simbolo soprassegnato.
Se si scrive l'Equazione 2.8 per una determinata massa di un gas per-
Nel 1662, l'inglese Robert Boyle, durante i suoi esperimenti, osservò fetto in due stati termodinamici differenti, si può verificare che le proprietà
che a temperatura costante la pressione dei gas è inversamente proporziona- sono legate tra loro dalla relazione:
le al loro volume specifico. Successivamente, nel 1802, i due francesi Jacques
Charles e Joseph Gay-Lussac determinarono, sempre sperimentalmente, che Pi°Vi = P2V2
(2.11)
a basse pressioni il volume specifico di un gas è proporzionale alla sua tem- 7; T2
peratura assoluta. Pertanto, tenendo conto di queste variazioni, si ottiene:
Un gas perfetto, che, come si è detto, obbedisce all'equazione Pv =RT,
è una sostanza ideale (Figura 2.35). È stato rilevato sperimentalmente che
p=R(~) l'equazione di stato dei gas perfetti approssima il comportamento p-v-T dei
gas reali solo a bassa densità, vale a dire nel caso di basse pressioni ed eleva-
ovvero: te temperature. Questo argomento sarà oggetto del prossimo paragrafo.
Nelle applicazioni pratiche molte sostanze aeriformi come laria, lazoto,
py_=l.ff; . (2.4)
lossigeno, lidrogeno, lelio, largon, il neon, il kripton e persino alcuni
gas più pesanti, come l'anidride carbonica, possono essere trattati come
dove p è la pressione assoluta, T la temperatura assoluta, v il volume spe-
gas perfetti senza commettere errori significativi (spesso inferiori ali' 1 per
cifico e Runa costante di proporzionalità detta costante del gas. All'Equa-
cento), al contrario, nel caso di sostanze aeriformi dense, come il vapor
zione 2.4 si dà il nome di equazione di stato dei gas perfetti, per cui si FIGURA 2.35
d'acqua negli impianti a vapore e il vapore dei refrigeranti negli impianti
dirà che un gas è perfetto se obbedisce a questa relazione. L'equazione di stato dei gas perfetti
frigoriferi, è necessario utilizzare le tabelle delle proprietà.
La costante del gas R è differente per ogni gas (Tabella 2.3) ed è pari a: spesso non è applicabile ai gas reali:
quindi occorre usarla con accortezza
ESEMPIO 2.3
Determinare la massa di aria contenuta in un ambiente confinato di dimensioni
4 m x 5 mx 6 m, alla pressione di 100 kPa e alla temperatura di 25°C (Figura 2.36).
dove:
TABELLA 2.3 Soluzione Nelle condizioni assegnate l'aria può essere trattata come un gas
Valori della costante R per alcuni gas Ru = 8314 J/(krnol K) (2.6) perfetto. Poiché la costante del gas è R = 287 J/(kg · K) (Tabella A.1 ), la tempera- p=IOOkPa
Gas R, kJ/(kg . K)
+
tura assoluta è T =25 273 =298 K e il volume è V= 120 m'. sostituendo questi =
T 25'C
m=?
ha lo stesso valore per tutti i gas ed è detta costante universale dei gas valori nell'equazione di stato dei gas perfetti si ricava la massa di aria contenuta
Aria 0.2870 perfetti; M è la massa molare del gas. nell'ambiente:
Elio 2.0769 La massa molare M può semplicemente essere definita come la pV 100x120
Argon 0.2081
massa, in kg, di una kilomole di sostanza: per esempio, dire che la mas-
m =- = = 143.3kg
FIGURA 2.36
Azoto 0.2968 RT 0.287x198
sa molare dell'azoto è M = 28 kg/kmol significa che la massa di 1 kmol Schema per l'Esempio 2.3.
48
CAPITOLO 2
Le proprietà
delle sostanze pure
Il vapor d'acqua è un gas perfetto?
A questa domanda non si può rispondere con un semplice sì o no, perché
occorre valutare l'errore che si commette nel trattare il vapor d'acqua come
T
i
2.8 ~ IL FAITORE DI COMPRESSIBILITÀ. UNA MISURA
DELLO SCOSTAMENTO DAL COMPORTAMENTO
DI GAS PERFEITO*
49
Il fattore di compressibilità.
Una misura dello scoshlmcnto
dal comportamento dì f;!:<IS perfetto
un gas perfetto. Questo errore è calcolato e riportato in Figura 2.37. Si può
notare che a pressioni inferiori a 10 kPa il vapor d'acqua può essere tratta- L'equazione di stato dei gas perfetti è molto semplice e, quindi, comoda da
to come un gas perfetto indipendentemente dalla temperatura con un erro- usarsi. Purtroppo, come mostra la Figura 2.37, i gas reali in vicinanza della
re trascurabile (minore dello 0.1 per cento). A pressioni più elevate, inve- zona delle miscele sature liquido-vapore e del punto critico si allontanano
ce, l'approssimazione comporta errori inaccettabili (anche oltre il 100 per in maniera significativa dal comportamento dei gas perfetti. Questo scosta-
cento), in particolare in vicinanza del punto critico e della curva limite mento, assegnate la temperatura e la pressione, può essere accuratamente
superiore. Per esempio, il vapor d'acqua contenuto nell'aria può essere calcolato introducendo un fattore di correzione, chiamato fattore di
trattato come un gas perfetto, senza commettere errori significativi, nelle compressibilità Z e definito dall'espressione:
applicazioni che riguardano il condizionamento dell'aria, poiché la pres-
sione del vapor d'acqua è molto bassa, mentre questo non è possibile negli ·2:ptf . (2.12)
impianti a vapore dove la pressione generalmente è molto elevata. RT_ _

ovvero da: pv=ZRT (2.13)


Il fattore di compressibilità può anche essere espresso dalla relazione:
T, C

0.5 o.o o.o o.o (2.14)


\
\
\
\
\
=
dove v,. RT/p è il volume specifico che si ottiene applicando l'equazione
\
l dei gas perfetti. Si può notare che Z vale I per un gas perfetto, mentre per
\
\ un gas re(lle può essere maggiore o minore di 1 (Figura 2.38): in particola-
\
\ 0.8 O.I o.o o.o re, quanto più il valore di Z differisce dall'unità, tanto maggiore è lo scosta-
\
mento del gas dal comportamento dei gas perfetti.
I In pratica il comportamento di un gas si può approssimare a quello dei FIGURA 2.38
\
\
GA PER ETTO Il fattore di compressibilità vale 1
\ gas perfetti in condizioni di pressioni basse e di temperature elevate rispet-
I
to alla pressione e alla temperatura critiche. Inoltre gas differenti assumo- per i gas perfetti.
7.4 1.3 I
I O.I o.o o.o
I
\
no un comportamento molto simile tra loro se si fa riferimento ai valori di
\
\
pressione e di temperatura normalizzati rispetto ai valori critici.
\
\ A parità di temperatura e di pressione, i valori del volume specifico e,
\
\ quindi, di Z possono variare notevolmente da gas a gas. Definite, invece, la
2.6 \
\
\
o._2•• ... o.o o.o . pressione e la temperatura normalizzate rispetto ai valori critici:
\
" ·-
I
\
' ~
-- , ,..-.. "'?'~~-,,,..,._,_ ___:____
\
I
\
'· PR =L ·0 ·e ;'TR··= r."',.. p
p=- valore
\ Pa ' :Z:cr ·. R Per
\
\ 0.5 o.o o.o Z = pertutt1
identic?
\
' che prendono i nomi, rispettivamente, di pressione ridotta e di tempera- } i gas
. '~- ;;--
tura ridotta, risulta valida la legge degli stati corrispondenti, secondo
cui, a parità di temperatura e pressione ridotte, tutti i gas hanno approssi-
FIGURA 2.37 mativamente Io stesso valore del fattore di compressibilità Z e, quindi,
Errore in percentuale Jv - v,""' J/ v o.o eguale volume specifico (Figura 2.39).
commesso nel considerare Esaminando la Figura 2.40, che riporta i valori di Z ricavati sperimen- FIGURA 2.39
il vapor d'acqua come gas perfetto talmente per numerose sostanze in funzione di pR e di TR' si può notare"Che A parità di temperatura e pressione
e regione in cui il vapor d"acqua ridotte tutti i gas hanno lo stesso valore
pub essere trattato come gas perfetto del fattore di compressibilità
con un errore inferiore al!" I per cento. * Il paragrafo può essere saltato senza perdere la continuità della trattazione. (legge degli stati corrispondemi).
I.I 51
ESEMPIO 2.4
li fattore di compressibilità.
SI determini il volume specifico del refrigerante R-134a alla pressione di 1 MPa e Vna misura dello scostamento
R-
dal comportamento di gas perfotto
alla temperatura di so•c utilizzando: a) l'equazione di stato dei gas perfetti; b) il
diagramma generalizzato del fattore di compressibilità. Si confrontino poi i risultati
ottenuti con il valore effettivo di 0.02171 m3/kg determinando gli errori commessi.
TR=!l.50 Soluzione Dalla Tabella A.1 si ricavano la costante del gas, la pressione critica
0.8 • • e la temperatura critica del refrigerante R-134a: T COMPORTAMENTO
DA GAS PERFETTO
X
1x X! R = 81.5 J/(kg K)
COMPORTAMENTO
0.7
p" = 4.067 MPa DA GAS NON PERFETIO
T"=374.3K

~'~
Il 0.6
a) Ipotizzando il comportamento di gas perfetto, il volume specifico risulta:
N RT 81.5x323 3
V=-= -0.02632m /kg
p 106
0.5
e, quindi, l'errore commesso vale in questo caso:

Legenda: (0.02632-0.02171) =0.212=21.0% V


0.4
0.02171
x Metano • Isopentano FIGURA 2.42
o Etilene Q n-Eptano b) Utilizzando il diagramma generalizzato del fattore di compressibilità per determi- Il comportamento dei gas reali
0.3 nare il fattore correttivo Z, è necessario calcolare la pressione e la temperatura
A. Etano Il Azoto si allontana da quello del gas perfetto
ridotte:
o Propano e Anidride carbonica soprattuno in prossimità
0.2 on-Butano •Acqua p 1 del punto critico.
PR =-=--=0.246
Pa 4.067
O.I I I T 323
o 0.5 I.O 1.5 2.0 2.5 3.0 3.5 4.0 4.5 5.0 5.5 6.0 6.5 7.0 T =- = - - = 0.863
Pressione ridotta pR
R T,, 374.3
Dal grafico di Figura A.13 si ricava Z = 0.84 e quindi:

v = Zv~ = 0.84 x 0.02632 = 0.02211 m'lk~

FIGURA 2.40 i gas obbediscono ragionevolmente bene alla legge degli stati corrispon- L'errore, in questo caso, risulta inferiore al 2 per cento. Questo esempio mostra
Valori del fattore di compressibilità Z denti. II diagramma generalizzato del fattore di compressibilità, utiliz- come in mancanza di dati tabellati esatti si può utilizzare il diagramma genera-
per vari gas (Gour-Jen Su, "Modified zabile per tutti i gas (Figura A.13), si ottiene poi dalla interpolazione di lizzato del fattore di compressibilità, ottenendo risultati abbastanza prossimi alla
Law of Corresponding States", lnd. Eng. realtà.
tutti i dati sperimentali.
Chem., lntem. Ed., 38: 803, 1946).
L'uso del diagramma generalizzato del fattore di compressibilità ri-
chiede la conoscenza delle proprietà della sostanza nel punto critico e for-
Se invece di p e T sono noti p e v, o T e v, si può comunque usare il
nisce risultati con un errore massimo di qualche unità per cento. Esami-
diagramma generalizzato del fattore di compressibilità per determinare la
nando questo diagramma si possono fare le seguenti osservazioni:
p...,O terza proprietà facendo ricorso a un tedioso procedimento iterativo. Si può
1 A pressioni molto basse (pR << 1), i gas si comportano come gas perfetti notare però che sul diagramma generalizzato del fattore di compressibilità
indipendentemente dalla temperatura (Figura 2.41). sono riportate anche le linee a v'R, volume specifico ridotto ideale co-
stante, che permettono di determinare Te p senza calcoli iterativi. Questa
FIGURA 2.41 2 A temperature elevate (TR > 2), i gas si comportano come gas perfetti n~ova proprietà ridotta, legata a T" e p" anziché a vcr, è definita dalla rela-
A pressioni molto basse tutti i gas indipendentemente dalla pressione. z10ne: FIGURA 2.43
si comportano come gas perfetti Il valore del fattore di compressibilità
(indipendentemente dalla loro 3 Lo scostamento del comportamento di un gas reale da quello dei gas perfet-
può essere calcolato anche in funzione
temperatura). ti è massimo in vicinanza del punto critico (Figura 2.42).
dip,e v,.
52 riportano di seguito tre: l'equazione di van der Waals, una delle prime; 53
ESEMPIO 2.5 l'equazione di Beattie-Bridgeman, una delle più note che fornisce risultati
CAPITOLO 2
Le proprietà di precisione sufficiente; l'equazione di Benedict-Webb-Rubin, una delle Le altre equazioni
delle sostanze pure Si determini la pressione del vapor d'acqua alla temperatura di 315.6°C e di più recenti in grado di dare risultati molto precisi. di stato
volume specifico pari a 0.032 m'/kg utilizzando: a) l'equazione di stato dei gas
perfetti; b) il diagramma generalizzato del fattore di compressibilità. Si confronti-
no i risultati con il valore effettivo di 6.89 MPa.
H,0 L'equazione di stato di van der Waals
T= 315.6°C Soluzione Uno schema del sistema è mostrato in Figura 2.44. Dalla Tabella p
A.1 si ricavano la costante del gas, la pressione critica e la temperatura critica del L'equazione di stato di van der Waals, proposta nel 1873, contiene due
V= 0.032 m3/kg
p =? vapor d'acqua: costanti che possono essere determinate conoscendo le proprietà della so-
R = 0.4615 kJ/(kg · K)
stanza nel punto critico. La sua forma è:
P., = 22.09 MPa
FIGURA 2.44
Schema per l'Esempio 2.5. T., =647.3K
a) Assumendo valido il comportamento dei gas perfetti, la pressione risulta essere:

P= RT = 461.5x588.8 = 8 .4 9 MPa Van der Waals volle migliorare l'equazione di stato dei gas perfetti
considerando gli effetti delle forze intermolecolari e del volume occupato
V 0.032
dalle molecole. Infatti, il termine alv2 tiene conto delle forze di attrazione
Pertanto, considerando il vapor d'acqua come gas perfetto, si ha un errore pari a intermolecolari, mentre il termine b tiene conto del volume occupato dalle
(8.49 - 6.89)/6.89 = 0.232 = 23.2%. molecole del gas.
b) Utilizzando il diagramma generalizzato del fattore di compressibilità per determi- Per la determinazione delle due costanti contenute nell'equazione di
nare il fattore correttivo Z è necessario calcolare la temperatura ridotta e il volume van der Waals si può osservare che nel diagramma p- v le isoterme critiche V
specifico ridotto ideale: hanno un flesso con tangente orizzontale nel punto critico (Figura 2.47) e
p,MPa FIGURA 2.47
che, quindi, le derivate prima e seconda di p rispetto a v nel punto critico
T 588.8 devono essere nulle: Per una sostanza pura l'isoterma critica
Effettivo 6.89 T = - = - - =0.9
Diagramma R r;, 647.3 presenta un flesso con tangente orizzontale
in corrispondenza del punto critico.
generalizzato 7.07
Gas perfetto 8.49 V 0.032 dPÌ -O e
v' = - - - = =2.4 ( dV )i.=Ta=cost - (2.18)
(Esempio 2.5) R RT.,lp" 461.5x647.3/22.09x106

Dal diagramma di Figura A.13 si ricava pR = 0.32, per cui la pressione del vapor Utilizzando l'equazione di van der Waals per calcolare le derivate ed
FIGURA 2.45 d'acqua risulta: eliminando v'"', si ottiene:
li diagramma generalizzato del fattore P = PRPa =0.32 X 22.09 X 106 = 7.069 X 106 Pa
di compressibilità permette di avere
a = 27 R T~
2
risultati che in generale si discostano di Utilizzando il diagramma generalizzato del fattore di compressibilità, l'errore si ri· e b = RT,,, (2.19)
qualche percento dai valori sperimentali. duce dal 23 al 2.6 per cento, valore accettabile nella maggior parte delle applica· 64 Per 8 Per
zioni nel settore dell'ingegneria (Figura 2.45). Si noti che un diagramma di più
grandi dimensioni potrebbe fornire una migliore precisione riducendo gli errori di relazioni che permettono .di calcolare le costanti a e b di ogni sostanza di
lettura. Si osservi, inoltre, che in questo problema non è stato determinato il valore cui si conoscano le proprietà termodinamiche nel punto critico. .
di Z poiché sul diagramma si può leggere direttamente il valore di pR.
La precisione dell'equazione di stato di van der Waals è spesso inade-
van der Waa/s
guata, ma può essere migliorata calcolando i valori di a e di b con riferi-
Berthelet
mento alle reali caratteristiche del gas in un campo più esteso anziché nel
Redlich-Kwang 2.911 LE ALTRE EQUAZIONI DI STATO* solo punto critico. Malgrado le sue limitazioni, l'equazione di van der Waals
Beattie·Bridgeman
ha un valore storico poiché costituì uno dei primi tentativi di espressione
Benedict-W ebb-Rubin L'equazione di stato dei gas perfetti è molto semplice, ma ha un campo di analitica del comportamento dei gas reali.
Strobridge applicabilità limitato. Sarebbe utile, invece, disporre di equazioni di stato
Viriate in grado di rappresentare con buona precisione il comportamento delle
sostanze in una zona più grande della superficie p-v-T. Tra le tante equa- L'equazione di stato di Beattie-Bridgeman
zioni proposte, più complicate di quella dei gas perfetti (Figura 2.46), se ne
FIGURA 2.46 L'equazione di Beattie-Bridgeman, proposta nel 1928, contiene cinque co-
Alcune delle equazioni di stato proposte. * Il paragrafo può essere saltato senza perdere la continuità della trattazione. stanti determinate sperimentalmente:
-------------------·-·· ··-. ----

-54
CAPITOLO 2
Le proprietà
delle sostanze pure
T.K

300
o
N
t!:
~
t!:
~
52
~
t!: t!:
~
t!:
~
~
N
o
a: ~
o
t!:

0.0%-van dcr Waals (in alto)


0.0%-Beanie-Bridgeman (in mezzol
''
w:~·"e';~,_:.,,.

dove: (2.21)
0.0%-Benedict-Webb-Rubin (in bass(l1

· Nella Tabella A.12a sono riportate le costanti dell'equazione di Beattie-


Bridgeman per varie sostanze. L'equazione dì Beattie-Bridgeman è su~fi­
cientemente precisa per densità dei gas sino all'80 per cento della densità
nel punto critico.

200
L'equazione di stato di Benedict-Webb-Rubin
Nel 1940 Benedict, Webb e Rubin portarono a otto il numero delle costanti
dell'equazione di Beattie-Bridgeman, che assunse l'espressione:
van der Waals: 2 costanti.
Precisa in un campo limitato
.. P~· R?'+(~).:/~!f:~Tc~} "22' : ~~~3~a'(+ ~~ ·.·
Beatrie-Bridgeman: S costanti. V .: ~ V. V < :«· '.·.
Precisa per p S O.Spcr 100
"";<,~ç·,;._1-,_::·- i;:;?$~;;
>1001<
Benedici· Webb-R11bin: 8 costanti. (1 + L)e-"rft7'· >100%
Precisa per p S 2.Sp., ; uz . '.· .. ,\ >IOO'ìé

Strobridge: 16 costanti.
Più utile per elaborazioni Nella Tabella A. l 2b sono riportati i valori delle costanti dell' equazio-
al calcolatore ne di Benedict-Webb-Rubin, che può essere utilizzata per descrivere il com-
portamento dei gas reali per densità fino .a 2.5 volte la densità ~e! punto
critico. Nel 1962, Strobridge estese ultenormente questa equaz10ne por-
tando il numero delle costanti a 16 (Figura 2.48).

L'equazione di stato del viriale pertanto non possono essere usate per i liquidi o per le miscele sature FIGURA 2.49
liquido-vapore. Errore in percentuale jv-v.,jtv
FIGURA 2.48 L'equazione di stato di una sostanza può essere espressa in forma di serie
Le equazioni di stato complesse, che descrivono abbastanza bene il per tre diverse equazioni di stato
Equazioni di stato complesse con una relazione del tipo:
comportamento p-v-T delle sostanze, possono essere facilmente utilizzate nel caso di azoto.
rappresentano il comportamento dei gas
con l'uso di calcolatori elettronici, mentre per calcoli manuali è preferibile
con maggior precisione
e in un campo più vasto della superficie usare le tabelle delle proprietà o equazioni di stato più semplici. Ciò è
caratteristica p-v-T. particolarmente vero quando si debba calcolare il volume specifico delle
sostanze poiché il calcolo va fatto per tentativi, essendo tutte le equazioni
Questa equazione è chiamata equazione di stato del viriale, e ! analizzate implicite in v. La precisione delle equazioni di stato di van der
coefficienti a(T), b(T), c(T) ecc., funzioni soltanto della temperatura, s1
Waals, di Beattie-Bridgeman e di Benedict-Webb-Rubin è illustrata nella
chiamano coefficienti del viriale. Questi coefficienti possono essere deter-
Figura 2.49. Risulta evidente dalla figura che l'equazione di stato che for-
minati sperimentalmente oppure teoricamente co~ !a mecc~nic~ stati~t!ca. nisce risultati più precisi è quella di Benedict-Webb-Rubin.
Si può notare che, se la pressione tende a zero, tutti 1coeffic1ent1 del vmale
si annullano e lequazione di stato si riduce a quella dei gas perfetti.
Con un sufficiente numero di termini lequazione di stato del viriale
può rappresentare con buona precisione il comportamento di una sostanza ESEMPIO 2.6
in un'ampia zona della superficie· caratteristica p-v-T. Si determini la pressione dell'azoto avente alla temperatura T = 175 K il volu-
Può essere utile ricordare che tutte le equazioni di stato presentate me specifico v= 0.00375 m3/kg, utilizzando: a) l'equazione di stato dei gas
possono essere applicate soltanto alla fase aeriforme delle sostanze e perfetti; b) l'equazione di stato di van der Waals; e) l'equazione di stato di
Beattie-Bridgeman; d) l'equazione di sta!o di Benedict
56 -We.bb·Rubin .. Si con·
frontino i risultati ottenuti con il valore d1 10 MPa, determin 2.1 O u SOMMARIO
ato sperimen tai· 57
CAPITOLO 2 mente. ~
Una sostanza pura è una sostanza che in ogni suo punto ha la
Le proprietà Soluzion e stessa com- Sommario
delle sostanze pure a) Utilizzando l'equazione di stato dei gas perfetti, la pressione posizione chimica. Una sostanza pura può esistere in different
del i fasi a se-
gas risulta essere: conda del suo contenuto di energia. Una sostanza in fase liquida
che non
sia in procinto di evaporare prende il nome di liquido sottoraff
reddato,
P= RT = ~ = 13.860 MPa mentre una sostanza in fase vapore che non sia in procinto di
condensare
V 0.00375 prende il nome di vapore surriscaldato.
con un errore del 38.6 per cento. Durante un cambiamento di fase, la temperatura e la pressione
di una
sostanza pura sono proprietà dipendenti l'una dall'altra. Infatti,
b) Con l'Equazione 2.19 si determinano, per t'azoto, i parametr fissata la
i dell'equazione di pressione, una sostanza evapora a una temperatura ben precisa che
van der Waals: si chiama
temperatura di saturazione; analogamente, fissata la temperatura,
una so·
a= 175 m• Pa/kg stanza evapora a una ben precisa pressione, detta pressione di saturazio
ne.
b = 0.00138 m3ikg Durante il cambiamento di fase, il liquido e il vapore coesistono in
equili-
brio e prendono i nomi, rispettivamente, di liquido saturo e di vapore
Dall'Equazione 2.17 si ottiene poi: saturo.
In una miscela satura liquido-vapore, la frazione massica della
fase
vapore prende il nome di titolo ed è pari a:
RT a
p= - - - - = 9.465 MPa
v-b v 2 mvapore
x=--
con un errore del 5.4 per cento. mrotate
e) Dalla Tabella A.12a si ricavano i parametri dell'equazione Il titolo può assumere valori compresi tra O (solo liquido saturo)
di Beattie-Bridgeman: e 1 (solo
vapore saturo) e non ha alcun significato nelle zone di liquido
A= 102.29 sottoraf-
freddato e di vapore surriscaldato.
8=0.053 78 In assenza di dati sui liquidi sottoraffreddati, un'approssimazio
C=4.2x 104
ne di
carattere generale è quella di trattare il liquido sottoraffreddato
come liqui-
v do saturo alla stessa temperatura:
Poiché =
=Mv= 28.013 x 0.00375 0.10505 m3/kmol, sostituendo i valori
così
determinati nell'Equazione 2.20, si ottiene:

P= R.T(1-~)(v+B)-~ =10.110 MPa


dove y sta per v, u o h.
u2 vr' v · Lo stato in cui la vaporizzazione di una sostanza non è più un processo
con un errore dell'1.1 per cento. distinguibile prende il nome di punto critico. A pressione costante
, supe-
riore a quella critica, le sostanze passano dalla fase liquida alla
fase vapore
d) Dalla Tabella A.12b si ricavano i parametri dell'equazione in maniera graduale e uniforme.
di Benedict·Webb·
Rubin: Tutte e tre le fasi di una sostanza coesistono in equilibrio lungo
=
a 2.54 A0 = 106.73 tripla, individuata da un ben preciso valore sia della temperatura sia
la linea
b = 0.002328 s. della
= o.04074 pressione.
C = 7.379 X 104 C0 = 8.164 X 105 Un liquido sottoraffreddato ha valori di v, u e h inferiori a quelli
= del
a 1.212 x 1o-< r
= 0.0053 liquido saturo alla stessa temperatura o pressione. Analogamente,
un va-
pore surriscaldato ha valori di v, u e h superiori a quelli del vapore
Sostituendo questi valori nell'Equazione 2.22, si ottiene: saturo
alla stessa temperatura o pressione.
Nel caso di un sistema termodinamico costituito da una sostanza
RT (
P =-"-+
u2 BRT-Aor2u
C
2
)1
bR0 T-a aa
2 ( +-=;- e.,/u
_....!!. - + - - - + - + 3e
2
1 Y) le equazioni che legano tre proprietà termodinamiche intensiv
pio: pressione, temperatura e volume specifico) sono chiamat
pura,
e (per esem-
ou va usur v e equazioni
di stato: la più semplice e nota è lequazione di stato dei gas perfetti:
= 10.009 MPa
con un errore di 0.09%, che dimostra la notevole precision pv=RT
e dei risultati forniti dal·
l'equazione di stato di Benedict-Webb·Rubin.
dove R è la costante del gas. Questa equazione può essere usata
per i gas
perfetti, che sono sostanze ideali.
I
I gas reali hanno un comportamento simile a quello dei gas perfetti
58
soltanto a pressioni relativamente basse e temperature elevate.
CAPITOLO 2 Per tenere conto dello scostamento del comportamento dei gas reali da
Le proprietà quello dei gas perfetti si può utilizzare il fattore di compressibilità Z, defi-
dl'lle sostanze pure
nito da:
Z= pV o Z=~
RT Vi<i

Il fattore di compressibilità Z è approssimativamente lo stesso per tutti i gas


a parità di pressione ridotta e temperatura ridotta, che sono definite dalle
espressioni:

TR =I_ e PR = ..!!_
Il primo principio
T.:r Per
dove p" e T" sono, rispettivamente, la pressione e la temperatura critiche.
Quanto appena affermato è il contenuto della legge degli stati corrispondenti.
Per determinare la pressione o la temperatura di una sostanza, di cui è
della termodinamica:
noto il volume specifico, si usa il diagramma generaliv.ato del fattore di
compressibilità, che riporta anche i valori del volume specifico ridotto idea-
le, definito come:
i sisteIUi chiusi
V
V'R----
- RJ;,r/Per.
Il comportamento p-v-T delle sostanze può essere rappresentato, con
più precisione, da equazioni di stato più complesse dell'equazione di stato
Il primo principio d:lla termodinamica, che può essere considerato sem-
dei gas perfetti, tra le quali vi sono: ~hcement~ un en~nc1ato de.1prin~ipio di conservazione dell'energia, asse-
nsce che 1.energ~a totale d1 un sistema è una proprietà termodinamica. In
van der Waals: (p+ : 2 )<v-b)=RT questo capitolo s1 studierà il trasferimento di energia sotto forma di calore
e la~oro, le modalità di trasmissione del calore e del lavoro; si arriverà in
m~m:ra ~radu~e alla relazione che esprime il primo principio per i sistemi
27 R 2T 2 RT.:r
a= _ __ er e b= -8- chiusi; s1 defimranno i calori specifici e si otterranno relazioni per espri-
dove
64 Per Per ~er~ l'energia interna e l'entalpia dei gas perfetti per mezzo di calori spe-
c~fic1 e tem?era~re. Tale app~occio sarà applicato anche ai solidi e ai liqui-
Beattie-Bridgeman:
P = R"T ( 1__
vi VT3
c_)<v +B)-~
vi di: appro.ss1mat1 ~ sostanze 111compressibili. Saranno, infine, considerati
gh asp:ttl termodmamici dei sistemi biologici per fornire alcuni chiarimenti
sulle diete e sull'esercizio fisico.
dove: A=A0 (1-~) e B=B0 (1-~)
Benedict-Webb-Rubin:

p= ~; + (B RuT-A ~~) vi
0 0 - +
bRuT-a
v3
+-
aa c r ,-,
+ - - (1 + - ) e-Y V
u6 v3T2 vi
Nella Tabella A.12 sono riportate per varie sostanze le costanti delle equa-
zioni di Beattie-Bridgeman e di Benedict-Webb-Rubin.
60 3.1 !! INTRODUZIONE AL PRIMO PRINCIPIO il s!stema e l'ambiente sono alla stessa temperatura, per cui non si può
61
DELLA TERMODINAMICA venficare alcuna trasmissione di calore. Un processo adiabatico non va ~-t-J'E'~.~::~
CAPITOLO 3 confuso con un processo isotermo; infatti, sebbene durante un processo La trasmissione
U primo principio
della termodinamica: Nel Capitolo 1 si è fatto notare che l'energia non può essere né creata né adiabatico non vi .sia trasmissione di calore, il contenuto di energia e, quindi, la di calore
i sistemi chiusi distrutta, ma può solo cambiare forma: questo principio, che si basa su temperatura del sistema possono ancora modificarsi, ad esempio a seguito di
osservazioni sperimentali, è noto come primo principio della termodinamica uno scambio di lavoro. /Isolamento
Contorno del sistema
o principio di conservazione dell'energia. Si può, quindi, semplicemente Per i! cal?re, in .quanto e.nergia, si usa come unità di misura il joule, J.
;r-&---------;I
I
:l
il
I
SISTEMA
f :
Calore
affermare che: durante un'interazione tra un sistema e l'ambiente, la quan-
tità di energia guadagnata dal sistema deve essere esattamente uguale alla
quantità di energia persa dall'ambiente. A tal fine va osservato che l'ener-
La qua~t~tà ~1 energia trasfenta durante la trasformazione tra due stati (stato
1 e 2) s1 md1ca con Q12 , o solo con Q; mentre il calore trasmesso per unità
di massa di un sistema si indica con q ed è dato dalla relazione:
r-------------,
I
I
:
1

:
SISTEMA
ADIABATICO
I
I
..,,-- Q=O

gia può attraversare il contorno di un sistema chiuso sotto due forme di- I
!, CHIUSO ......-:-Lavoro I
stinte: calore e lavoro (Figura 3.1). q=Sl. (J/kg) (3.1)
I

I
,I
,I
(m =costante)
I
I
m
I
I
L_____________ J
L_____________ I
. La potenza termica, Q (il punto sopra il simbolo sta per la derivata
3.2 l!1;1 LA TRASMISSIONE DI CALORE
nspetto al tempo o "riferito all'unità di tempo"), cioè la quantità di calore
FIGURA 3.1 FIGURA 3.4
Per esperienza si sa che una lattina di bibita fredda lasciata su un tavolo trasmessa nell'unità di tempo (Figura 3.5), ha come unità di misura il J/s, Durante un processo adiabatico.
L'energia può attraversare il contorno
di un sistema chiuso sotto fonna alla fine si riscalda e che una patata calda cotta al forno lasciata sullo stes- che equivale a W. Quando Q varia nel tempo, il calore trasmesso durante un un sistema non scambia calore
di calore e lavoro. so tavolo si raffredda (Figura 3.2). Infatti, quando un corpo è immerso in con l'ambiente.
un mezzo a temperatura differente, si verifica un trasferimento di energia
processo si determina integrando Q nell'intervallo di tempo considerato:
tra il corpo e il mezzo circostante, finché non si stabilisce l'equilibrio ter-
mico, vale a dire finché il corpo e il mezzo non raggiungono la stessa tem- Q= f'Qdt (J) (3.2) Calore
Q=30kJ 30kJ
peratura. Il trasferimento di energia avviene spontaneamente sempre dal '• m= 2 kg
corpo a temperatura più alta verso quello a temperatura più bassa. Nel caso di= 5 s
Quando Q rimane costante durante un processo, la precedente relazione si
della patata al forno, l'energia continuerà ad abbandonare la patata finché
riduce a:
essa non si sarà raffreddata fino alla temperatura ambiente; una volta stabi-
lita leguaglianza di temperatura tra patata e ambiente, il trasferimento di Q=Qti.t (J) (3.3) Q=6kW
energia terminerà. Nei processi appena descritti, si dice che l'energia si =
q 15 kJ/kg
trasferisce sotto forma di calore. dov~ ti.t =t2 - 11 è l'intervallo di tempo durante il quale avviene la trasfor-
Il calore è definito come la forma di energia che si trasferisce tra due mazione.
FIGURA 3.2 FIGURA 3.5
Il calore è trasmesso dai corpi caldi sistemi (o tra un sistema e l'ambiente) in virtù di una differenza di . II calore è una quantità vettoriale; quindi, l'equazione Q = 5 kJ non
temperatura: ne consegue, quindi, che non può esistere alcuna trasmissione dice nulla sul verso del flusso di calore a meno che non si adotti una con-
Relazioni tra q. Q e Q.
" quelli più freddi in virtù
Ji una differenza di temperatura. di calore tra due sistemi alla stessa temperatura. ~enzione di ~e_gno. La conve~~ione di segno universalmente accettata per
Nella vita quotidiana correntemente si fa riferimento alle forme sensibile Il calore stab1hsce che: è positivo il calore trasferito dall'ambiente al si-
e latente di energia interna usando il termine calore e si parla di contenuto stema, mentre è negativo quello trasmesso in verso opposto (Figura 3.6).
ARIA
di calore dei corpi. In termodinamica, invece, tali forme di energia vengono Perciò, qualunque quantità di calore che incrementa l'energia di un siste-
AMBIENTE chiamate energia termica per evitare qualsiasi confusione con il calore, ma è positiva e vicevers.a qualunque quantità di calore che decrementa
inteso come energia che si trasferisce. Infatti, il calore è energia in transito, I' energia di un sistema è negativa. .
riconoscibile solo al momento in cui attraversa il contorno di un sistema. ·----------,
J Calore fornito 1
Si consideri ancora una volta la patata cotta al forno calda: essa contiene I
energia, che si configura come trasmissione di calore solo quando passa Cenni storici I
: SISTEMA
attraverso la buccia della patata (il contorno del sistema) per raggiungere I

l'aria, come mostrato in Figura 3.3. Una volta nell'ambiente, il calore


Il calore è sempre stato percepito come qualcosa che produce sull'uomo i Q=-5 kJ
una sensazione di caldo, per cui si potrebbe pensare che la natura del calo- I
trasmesso diventa parte dell'energia interna dell'ambiente. re sia stata una delle prime cose comprese dal genere umano. Invece, solo
I
I
Un processo durante il quale non vi è trasmissione di calore è detto alla metà del XIX secolo si è avuta la vera spiegazione fisica della natura
processo adiabatico (Figura 3.4). Il termine adiabatico deriva dalla parola del calore: infatti, grazie allo sviluppo della teoria cinetica, che tratta le
FIGURA 3.3 FIGURA 3.6
L'energia è riconosciuta come calore greca aouxf3awc;, che significa non valicabile. Un processo può risultare molecole come corpuscoli in movimento dotati di energia cinetica, il calo- Convenzione di segno per le quantità
;olo quando attraversa il contorno adiabatico quando il sistema è ben isolato termicamente, cosicché solo una re fu correttamente interpretato come energia associata al moto casuale di di calore: positive se entranti
Jel sistema. quantità trascurabile di calore può attraversare il contorno, oppure quando atomi e molecole. nel sistema, negative all'opposto.
62 Fino alla metà del XIX secolo l'interpretazione prevalente del calore si
basava sulla teoria del calorico, proposta dal chimico francese Antoine 63
CAPITOLO 3 Lavoisier (1743-1794) nel 1789, secondo la quale il calore era una sostan-
Il primo principio La trasmissione
della termodinamica: za fluida, detta calorico, senza massa, senza colore, senza odore e senza di calore
i sistemi chiusi
dove la costante di proporzionalità À è la conducibilità termica del mate-
sapore, caratterizzata dal fatto che si poteva riversare da un corpo all'altro
riale, che misura la capacità del materiale a condurre calore (Tabella 3.1).
(Figura 3.7). Quando il calorico veniva aggiunto a un corpo, la sua t~mpe­
Materiali quali il rame e l'argento, che sono buoni conduttori elettrici sono
. ratura aumentava; quando il calorico veniva sottratto da un corpo, la sua
anche buoni conduttori di calore e perciò hanno alti valori di À; ma;eriali TABELLA 3.1
temperatura diminuiva. Se un corpo non pote.va contenere altro calorico,
quali la gomma, il legno e il polistirene sono cattivi conduttori di calore e Conducibilità termiche di alcuni
pressappoco allo stesso modo in cui l'acqua contenuta in un bicchiere non perciò hanno bassi valori di À. materiali a temperatura ambiente
poteva sciogliere altro sale, il corpo si diceva saturo di calorico. Questa
Nel caso limite di !lx~ O, la precedente equazione si riduce all'espres- Materiale Conducibilità
terminologia dette origine ai termini liquido saturo e vapore saturo, ancora sione differenziale: termica
in uso al giorno d'oggi. W/(m·K)
La teoria del calorico fu criticata subito dopo la sua proposizione, per- · dT
ché asseriva che il calore era una sostanza e non poteva essere creato o Q.,ond =- ÀA-d
X
(W) (3.5) Diamante 2300
Argento 429
distrutto, mentre si sapeva che il calore poteva essere generato ali' infinito Rame 401
strofinandosi le mani o strofinando insieme due pezzi di legno. Nel 1798, nota come postulato di Fourier per la conduzione di calore, secondo il Oro 317
FIGURA 3.7 Alluminio
infatti, Benjamin Thompson (conte di Rumford, 1753-1814) dimostrò che quale la potenza termica per unità di superficie trasmessa per conduzione 237
All'inizio del XIX secolo, si immaginava Ferro 80.2
il calore come un fluido invisibile il calore poteva essere generato in continuazione per attrito. La validità in una determinata direzione è proporzionale al gradiente di temperatura Mercurio {f) 8.54
chiamato calorico che fluiva dai corpi della teoria del calorico fu sfidata anche da diverse altre teorie; ma gli in quella direzione. Per rendere positiva la potenza termica trasmessa nel Vetro 1.4
esperimenti dell'inglese James P. Joule (1818-1889), pubblicati nel 1843, verso positivo di x nell'Equazione 3.5 viene aggiunto il segno negativo, Mattone 0.72
più caldi a quelli più freddi. Acqua (f) 0.613
definitivamente convinsero gli scettici che dopo tutto il calore non era una poiché il calore si trasmette per conduzione nel verso delle temperature Pelle umana 0.37
sostanza, per cui la teoria del calorico fu abbandonata, avendo dato, co- decrescenti e il gradiente di temperatura diventa negativo quando la tem- Legno (quercia) 0.17
peratura diminuisce per x crescente. Elio (g) 0.152
munque, un notevole contributo allo sviluppo della termodinamica. Gomma soffice 0.13
La trasmissione di calore per conduzione in un liquido o gas è dovuta Refrigerante-12 (f) 0.072
allo scambio di energia cinetica· tra molecole dotate di moto casuale ma Fibra di vetro 0.043
Diverse modalità di trasmissione del calore anche di moti vibratori e rotazionali. Aria(g) 0.026
Uretano, schiuma rigida 0.026
Il calore si può trasmettere in tre diversi modi: per conduzione, per Nei solidi la trasmissione di calore per conduzione è dovuta alle vibra-
convezione e per irraggiamento, modalità che verranno studiate più avanti zioni delle molecole ali' interno del reticolo e al trasporto di energia da
nel testo. Tuttavia, qui di seguito si descrive brevemente ciascuna modalità ~arte degli elettroni liberi. La conducibilità termica di un solido si può
per far sì che il lettore familiarizzi con i meccanismi di base della trasmis- ntenere come la somma di due componenti, reticolare ed elettronica: nel
sione del calore. Va comunque ribadito che tutti i modi di trasmissione del caso di metalli puri prevale quella elettronica, mentre per le sostanze non
calore richiedono lesistenza di una differenza di temperatura e che si veri- metalliche prevale quella reticolare.
ficano spontaneamente da un sistema a temperatura più alta verso uno a La componente reticolare della conducibilità termica dipende forte-
temperatura più bassa. mente dalla disposizione delle molecole: per esempio, la conducibilità ter-
La conduzione è il trasferimento di energia che si verifica per effetto mica di un diamante, che è un solido cristallino estremamente ordinato, è Variazione
dell'interazione delle particelle di una sostanza dotate di maggiore energia molto più alta di quella dei metalli puri. della velocità
dell'aria
con quelle adiacenti dotate di minore energia. La conduzione può avvenire La convezione è il trasferimento di energia tra una superficie solida e T
nei solidi, nei liquidi o nei gas: nei gas e nei liquidi è dovuta alle collisioni il liquido o gas adiacente in movimento e implica gli effetti combinati di
tra le molecole durante il loro moto casuale; nei solidi è dovuta alle vibra- conduz_ione e trasporto di massa. Si noti che il calore trasmesso per
zioni delle molecole all'interno del reticolo e al trasporto di energia da convezione aumenta con la velocità del fluido, che, inoltre, in assenza di
parte degli elettroni liberi. Una bibita fredda in lattina in un ambiente cal- trasporto di massa, la trasmissione di calore tra una superficie solida e il
do, ad esempio, alla fine si riscalda fino alla temperatura ambiente, come fluido adiacente avviene soltanto per conduzione e che, infine, la presenza
T,
risultato della trasmissione di calore per conduzione attraverso la lattina di di trasporto di massa aumenta la quantità di calore trasmesso tra la superfi-
alluminio (Figura 3.8). . cie solida e il fluido, ma complica anche la determinazione della potenza BLOCCO CALDO
FIGURA 3.8 Si osservi che la potenza termica trasmessa per conduzione Qcond at- termica trasmessa.
Tra•missione di calore per conduzione traverso una lastra piana di spessore costante fil è proporzionale alla diffe- Si consideri il raffreddamento di un blocco caldo per mezzo di aria
dall'aria calda a una bibita fredda renza di temperatura ilT attraverso lo strato e all'area A della sezione nor- fredda soffiata sulla sua superficie superiore (Figura 3.9): il calore, trasfe- FIGURA 3.9
attraverso la parete del contenitore male alla direzione della trasmissione di calore ed è inversamente propor- rito, dapprima, per conduzione allo strato d'aria adiacente alla superficie Trasmissione di calore per convezione da
in alluminio. zionale allo spessore dello strato. Quindi, del blocco, viene, quindi, allontanato dalla superficie per convezione. Nel una superficie calda all'aria.
64 fenomeno descritto si hanno gli effetti combinati di conduzione nell'aria, Negli studi sulla trasmissione del calore si definisce radiazione termica 65
~ ~ dovuta al moto casuale delle molecole d'aria, e di trasporto di massa, che la radiazione emessa dai corpi a causa della loro temperatura, che differisce ~~.:;;&~~
CAPITOL03 in prossimità della superficie rimuove laria riscaldata sostituendola con
Il primo principio
da altre forme di radiazione elettromagnetica quali i raggi X e gamma, le La trasmissione
aria più fredda. di calore
della tcrhlodim1mica: microonde, le onde radio e televisive, non correlate alla temperatura. Tutti
1 sistemi chiusi La convezione è detta convezione forzata se il fluido è forzato a scorre- i corpi a temperatura superiore allo zero assoluto emettono radiazione
re in un tubo o su una superficie da mezzi esterni quali un ventilatore, una termica.
pompa o il vento. Al contrario, la convezione è detta convezione naturale L'irraggiamento è un fenomeno volumico, tuttavia si considera di solito
Convezione (o libera) se il moto del fluido è causato da forze ascensionali che sono un fenomeno superficiale per i solidi opachi alla radiazione termica, metalli,
Convezione
forzata naturale indotte dalle differenze di densità dovute alla variazione di temperatura del legno e rocce, poiché l'irraggiamento emesso dalle regioni interne di tali
fluido in un campo gravitazionale (Figura 3.10): per esempio, in assenza di materiali non può mai raggiungere la superficie e l'irraggiamento incidente
ventilatore la trasmissione di calore dalla superficie del blocco caldo in su tali corpi è di solito assorbito entro pochi micron dalla superficie.
ARIA Figura 3.9 avviene per convezione naturale, poiché il movimento dell'aria La massima potenza termica emessa per irraggiamento da una superfi-

.Wfc;J?t è dovuto all'ascesa di aria più calda (e quindi più leggera) in prossimità
della superficie e alla discesa di aria più fredda (e quindi più pesante) che
prende il suo posto. Se la differenza di temperatura tra laria e la superficie
cie a temperatura assoluta T, è data dalla legge di Stefan-Boltzmann:

Qemis.max =(j AT,


4
(W) (3.7)
del blocco non è sufficiente a vincere la resistenza dell'aria a muoversi e
dare così inizio alle correnti convettive naturali, la trasmissione di calore dove A è l'area della superficie e cr= 5.67 x 10-s è la costante
W/(m 2 • K4) TABELLA 3.2
FIGURA 3.10 Emisshità di alcuni materiali a 300 K
tra il blocco e l'aria circostante avverrà per conduzione. di Stefan-Boltzmann. La superficie ideale che emette per irraggiamento
Raffreddamento di un uovo sodo per
'onvezione forzata e naturale.
I processi di trasmissione del calore che implicano cambiamenti di fase tale potenza è detta corpo nero e l'irraggiamento emesso da un corpo nero Materiale Emissività
di un fluido sono considerati convettivi a causa del moto del fluido indotto è detto radiazione di corpo nero. La potenza emessa per irraggiamento da Foglio d'alluminio 0.07
durante la trasformazione, come l'ascesa di bolle di vapore durante l' ebol- qualsiasi superficie reale è minore di quella emessa dal corpo nero a parità Alluminio anodizzato 0.82
lizione o la caduta di goccioline di liquido durante la condensazione. di temperatura e può essere calcolata con la relazione: Rame lucido 0.03
Oro lucido 0.03
La potenza termica trasmessa per convezione Qconv è espressa dalla Argento lucido 0.02
4
relazione: Qemis = eaAT, (W) (3.8) Acciaio Inossidabile lucido 0.17
Pittura nera 0.98
dove e è I' emissività della superficie, il cui valore, compreso nell'interval- Pittura bianca 0.90
Carta bianca 0.92-0.97
lo O $ e$ 1, è una misura di quanto il comportamento di una superficie si Pavimentazione In asfalto 0.85-0.93
dove h è il coefficiente di scambio termico convettivo, A è l'area della approssima a quello del corpo nero per cui e= 1. I valori delle emissività di Mattone rosso 0.93-0.96
alcuni materiali sono riportati nella Tabella 3.2. Pelle umana 0.95
superficie attraverso cui la trasmissione ha luogo, T, è la temperatura della Legno
Altra importante proprietà di una superficie è il suo coefficiente di as- 0.82-0.92
superficie e T è la temperatura del fluido a distanza sufficientemente gran- Terreno 0.93-0.96
sorbimento, a, cioè la frazione di energia radiante incidente sulla superfi- Acqua
de dalla supefficie (all'interfaccia le temperature del fluido e della superfi- 0.96
cie del solido sono eguali). cie che viene assorbita dalla superficie stessa. Come I' emissività, il suo Vegetazione 0.92-0.96
valore è compreso nell'intervallo O ::;; a::;; I. Un corpo nero assorbe com-
Il coefficiente di trasmissione del calore per convezione h non è una
proprietà del fluido, ma è un parametro determinato sperimentalmente, il pletamente l'energia radiante su esso incidente; cioè, un corpo nero è un
perfetto assorbitore (a= 1) tanto quanto un perfetto emettitore.
cui valore dipende da tutte le variabili che influenzano la convezione, quali
la geometria della superficie, la natura del moto, le proprietà e la velocità In generale, sia l'emissività sia il coefficiente di assorbimento di una
superficie dipendono dalla temperatura e dalla lunghezza d'onda della ra-
del fluido. Valori caratteristici di h, in W/(m2 · K), sono 2 + 25 per la
diazione. La legge di Kirchhoff dell'irraggiamento enuncia che l'emis-
convezione libera nei gas, 50 + 1000 per la convezione naturale nei liquidi,
25 + 250 per la convezione forzata nei gas, 50 + 20 000 per la convezione sività e il coefficiente di assorbimento di una superficie sono uguali àlla
forzata nei liquidi, 2500 + 100 000 per la convezione nei processi di ebol- stessa temperatura e lunghezza d'onda. Nella maggior parte delle applica-
lizione e condensazione. zioni pratiche, si ignora la dipendenza di e e a dalla temperatura e dalla
L'irraggiamento è il trasferimento di energia che avviene attraverso lunghezza d'onda e il coefficiente di assorbimento medio di una superficie
le onde elettromagnetiche (o fotoni), prodotte da variazioni nelle configu- si considera uguale alla sua emissività media. La potenza termica assorbita
per radiazione è determinata da (Figura 3.11)
razioni elettroniche degli atomi o delle molecole. La trasmissione di calore Qa~s = aQlnc
per irraggiamento non richiede la presenza di un mezzo interposto
diversamente dalla conduzione e dalla convezione, avviene alla velocità FIGURA 3.11
della luce e non subisce attenuazioni nel vuoto. Questo è esattamente il Assorbimento della radiazione incidente
modo in cui l'energia del Sole raggiunge la Terra. dove Q;nc è la potenza termica radiante che incide sulla superficie e a è il su una superficie opaca con coefficiente
coefficiente di assorbimento della superficie. Per le superfici opache (non di assorbimento a.
I
66 trasparenti), la parte di radiazione incidente non assorbita dalla superficie Qconv = hA (T, - T,) 67
~ ~~3.:t .=.~--~
viene riflessa. = (6) (1.6) (29 - 20)
CAPITOLO 3 11 la\oro
Il primo principio
La differenza tra la potenza termica radiante emessa e quella assorbita = 86.4 w
della termodinamica: da una superficie è la potenza termica netta trasmessa per irraggiamento.
i sistemi chiusi Se la potenza termica radiante assorbita è maggiore di quella emessa, si La persona cederà calore anche per irraggiamento verso le superfici delle pa-
reti circostanti. Nel caso in studio, si assume, per semplicità, che le temperature
dice che la superficie guadagna energia per irraggiamento; in caso contra- delle superfici delle pareti, del soffitto e del pavimento siano uguali alla temperatu-
. rio, si dice che la superficie perde energia per irraggiamento. In generale, ra dell'aria, ma si riconosce che in effetti non dovrebbe essere così; tali superfici,
la determinazione della potenza termica netta scambiata per irraggiamento infatti, possono trovarsi a una temperatura più alta o più bassa della temperatura
tra due superfici è materia complicata, poiché dipende dalle proprietà delle media dell'aria nella stanza, in funzione delle condizioni esterne e della struttura
superfici, dal loro orientamento relativo e dalle caratteristiche del mezzo delle pareti. Considerando che l'aria non interferisce con l'irraggiamento e che la
persona è completamente circondata dalle superfici della stanza, la potenza termi-
tra le due superfici che irraggiano. Tuttavia, nel caso particolare di una ca trasmessa per irraggiamento dalla persona alle pareti, al soffitto e al pavimento
superficie relativamente piccola, di emissività e e area A, a temperatura circostanti è, dall'Equazione 3.1 O,
assoluta T,. completamente contenuta da una superficie molto più grande,
a temperatura assoluta T,, separate da un gas (quale laria) che non interfe- Ci;. =E<1A (r,' - T~4 )
risce con le radiazioni (quindi, l'ammontare di radiazioni emesse, assorbi-
te o disperse nel mezzo è trascurabile), la potenza termica netta scambiata = (0.95) (5.67 X 1O-<I) (1.6) [(29 + 273)4 - (20 + 273)4]
per irraggiamento tra le due superfici è determinata da (Figura 3.12) =81.7W
~N}-->; ....

. Qi~ :="s~A.~'.["t-T: L~)


4
.. ___. «-··'""V -~~.IO) Si noti che nei calcoli radiativi bisogna utilizzare le temperature assolute. Si noti
anche che per la pelle e il vestiario si è utilizzato il valore di emissività alla tempe-
ratura della stanza, poiché si ritiene che l'emissività non cambi significativamente a
In questo caso particolare, l'emissività e l'area della superficie circostante una temperatura leggermente più alta.
non hanno alcun effetto sulla trasmissione finale di calore per irraggiamento. Quindi, la potenza termica totale scambiata dal corpo è determinata, somman-
do le due quantità, da
FIGURA 3.12
Trasmissione di calore per irraggiamento
CONTENITORE
GRANDE o~ ... =o.,.,, +o,. =(86.4+81.1i=1s8.1 w
tra un corpo e la superficie interna
La potenza termica trasmessa sarebbe molto maggiore se la persona non fosse
di un contenitore molto più grande
vestita, poiché la temperatura della superficie corporea esposta sarebbe più alta.
che lo circonda completamente.
Perciò, una funzione importante degli abiti è quella di servire da barriera contro la
trasmissione del calore.
Nei calcoli precedenti, si trascura la trasmissione di calore per conduzione dai
piedi al pavimento, perché generalmente molto piccola, e non si considera la tra-
smissione di calore per traspirazione dalla pelle, modalità dominante della trasmis-
sione di calore negli ambienti severi caldi.
ARIA
AMBIENTE 20°c

3.3 ~ IL LAVORO
ESEMPIO 3.1
Il lavoro, come il calore, è un'interazione di energia tra un sistema e I' am-
Si consideri una persona in piedi in una stanza ventilata a 20°c. Si determini la
potenza termica totale scambiata con l'ambiente nel caso in cui l'area della su-
perficie esposta e la temperatura superficiale esterna media della persona si-
ano, rispettivamente, 1.6 m 2 e 29°C e il coefficiente di scambio termico
convettivo sia 6 W/(m2.°C) (Figura 3.13).
j biente. Come precedentemente affermato, lenergia può attraversare il con-
torno di un sistema chiuso sotto forma di calore o lavoro; perciò, se l'ener-
gia che attraversa il contorno di un sistema chiuso non è calore, deve
essere lavoro. Il calore è facile da riconoscere: si scambia per differenza di
temperatura tra il sistema e l'ambiente. Viceversa si può dire che uno scam-
Soluzione La trasmissione di calore tra la persona e l'aria ambiente avverrà per
convezione, poiché si può pensare che l'aria in prossimità della pelle o del vestiario
bio di energia che non sia causato da una differenza di temperatura tra un
si riscalderà e ascenderà, come risultato della trasmissione termica dal corpo, dan- sistema e l'ambiente è lavoro; più precisamente, il lavoro è il trasferimen-
do origine a correnti convettive naturali. In questo caso, il valore determinato spe- to di energia associato all'effetto combinato di una forza e di uno sposta-
rimentalmente della potenza termica trasmessa per convezione tra la persona e mento. Un pistone in movimento, un'elica collegata a un albero rotante e
FIGURA 3.13 l'aria è 6 W per unità di superficie (m2) e per una differenza di temperatura unitaria
Potenza termica trasmessa dalla persona un filo metallico percorso da corrente elettrica che attraversano il contorno
(in K o °C). Quindi, la potenza termica trasmessa per convezione dalla persona
descritta nell'Esempio 3.1. all'aria ambiente è, dall'Equazione 3.6, di un sistema sono tutti associati a scambi di lavoro.
T
68 Il lavoro, come il calore, è una forma di energia scambiata e ha le unità di

I
funzioni di punto o di stato (vale a dire, dipendono solo dallo stato e non da 69
~
misura dell'energia quali il joule, J. Il lavoro scambiato durante una trasfor- come il sistema raggiunge quello stato) e hanno differenziali esatti indi-
CAPITOLO 3
Il primo principio
mazione tra gli stati 1 e 2 si indica con L 12 , o semplicemente L. Il lavoro cati dal simbolo d. Una variazione infinitesima di volume, per esempio, è 11 la\"oro
della termodinamica: scambiato per unità di massa di un sistema si indica con l ed è dato da rappresentata da dV e la variazione totale di volume durante una trasforma-
i sistemi chiusi p
zione tra gli stati I e 2 è

L=30kJ
m = 2 kg
tH= 5 s
30kJ
lavoro
L
l =- (J/kg)
m
Il lavoro scambiato per unità di tempo è detto potenza e si indica con L
(3.11)
I
Cioè, la modificazione di volume durante una trasformazione 1-2 corri-
(Figura 3.14). L'unità di misura della potenza è il J/s, o W.
sponde sempre al volume nello stato 2 meno il volume nello stato I, indi-
La produzione di lavoro da parte di un sistema è considerata un effetto
L =6kW pendentemente dal percorso seguito (Figura 3.16). Il lavoro totale scam-
positivo, desiderabile, e il consumo di lavoro un effetto negativo, indeside-
I= 15 kJ/kg biato durante la trasformazione 1-2, invece, è
rabile. La convenzione di segno adottata in questo testo riflette la seguente
filosofia: il lavoro fornito da un sistema all'ambiente è positivo e al con-
=1GURA 3.14 trario è negativo il lavoro fornito dall'ambiente al sistema (Figura 3.15). fi~L = L12 (non M) 2m 3 5 m3 V

{elazioni tra /, Le L. Secondo tale convenzione, il lavoro prodotto dai motori automobilistici e
FIGURA 3.16
da turbine a gas, idrauliche o a vapore, è positivo, e il lavoro consumato da Cioè, il lavoro totale è ottenuto seguendo la linea di trasformazione e Le proprietà sono funzioni di punto;
Ambiente compressori e pompe è negativo. In altri termini, il lavoro prodotto da un sommando le quantità infinitesime di lavoro (8L) scambiate lungo la tra- ma il calore e il lavoro sono funzioni
sistema durante un processo è positivo e il lavoro consumato è negativo. Si sformazione. di linea (la loro entità dipende dal
noti che l'energia di un sistema diminuisce quando il sistema compie lavo- percorso seguito).
(+) Q ro e aumenta quando il lavoro è compiuto sul sistema. Il lettore ricordi che
H alcuni testi usano per il lavoro la convenzione di segno opposta. ESEMPIO 3.2
Sistema (Isolamento)
A volte, al posto dei segni negativo e positivo, si utilizzano i pedici entrata
e uscita per indicare la direzione di qualsiasi scambio di calore o lavoro. Se il Una candela brucia in una stanza ben isolata termicamente. Considerando la stan- r------
1 STANZA
calore fornito a un sistema si indica con Q e il calore ceduto dal sistema con za (l'aria più la candela) come sistema, si determini a) se vi è scambio termico I
durante la trasformazione di combustione e b} se vi è variazione di energia interna I
Qu, una perdita di calore di 5 kJ si può esprlmere o come Q = -5 kJ o come Q. I

iL
del sistema.
=5 kJ. Allo stesso modo, una produzione di ·lavoro di 5 kJ si può esprimere
"IGURA 3.15 come L =5 kJ o L. =5 kJ. Quando si tratta di macchine operatrici, quali com- Soluzione a) Le superfici interne della stanza costituiscono il contorno del si-
·anvenzione di segno per calore
pressori e pompe, il segno negativo associato al termine lavoro può convenien- stema, come indicato dalla linea tratteggiata in Figura 3.17. Come evidenziato in I
lavoro. precedenza, il calore si riconosce quando attraversa il contorno; poiché la stanza è L_____________ J
I
temente evitarsi parlando di lavoro assorbito (o potenza) piuttosto che di lavo-
ben isolata termicamente, si ha un sistema adiabatico e nessuna quantità di calore
ro fornito dal sistema (per esempio, L, =2 kW inveèe di i = -2 kW). attraverserà il contorno. Quindi, in questo caso Q"' O.
Calore e lavoro sono interazioni tra un sistema e lambiente e hanno FIGURA 3.17
molte caratteristiche comuni: b) Come discusso nel Capitolo 1, l'energia interna comprende energie di vario Schema per l'Esempio 3.2.
tipo (sensibile, latente, chimica, nucleare). Durante la trasformazione descritta
1 entrambi si riconoscono al contorno del sistema quando lo attraversa- in precedenza, parte dell'energia chimica si converte in energia sensibile, cioè
no; cioè, entrambi sono fenomeni di contorno; parte dell'energia interna del sistema passa da una forma a un'altra. Poiché (Isolamento)
non vi è aumento o diminuzione dell'energia interna totale del sistema, risulta
2 entrambi sono forme di energia di scambio, in quanto i sistemi possie- !J.LJ;Q. .
FORNO
dono energia, ma non calore o lavoro;
Calore
3 entrambi sono associati a una trasformazione e non a uno stato; diver-
samente dalle proprietà, il calore e il lavoro non hanno significato in uno ESEMPIO 3.3
stato;
Una patata, che si trova inizialmente a temperatura ambiente (25°C}, viene cotta in
4 entrambi sono funzioni di linea (vale a dire, la loro entità dipende dal un forno mantenuto a 200°C, come mostrato in Figura 3.18. Esiste qualche scam-
percorso seguito durante una trasformazione così come dagli stati iniziale bio termico durante tale processo di cottura?
e finale). 2oo·c
Soluzione Questo problema non è ben definito poiché il sistema non è stato
Le funzioni di linea hanno differenziali non esatti indicati dal simbolo 8. specificato. Se si assume la patata come sistema, allora la buccia della patata può
considerarsi come il contorno del sistema e parte dell'energia del forno lo attraver-
Quindi, una quantità infinitesima di calore o lavoro è rappresentata, rispet- serà. Poiché il trasferimento di energia awiene a causa di una differenza di tempe- FIGURA 3.18
tivamente, da 8Q o 8L invece che da dQ o dL. Le proprietà, tuttavia, sono ratura, si tratta di un processo di trasmissione termica. Schema per l'Esempio 3.3.
T
70 Quando sia V sia l rimangono costanti durante l'intervallo di tempo llt, tale 71
CAPJTOL03 ESEMPIO 3.4 equazione si riduce a ~/~lì

Il primo principio Le forme meccaniche


della termodinamica: Un forno elettrico ben isolato termicamente è riscaldato attraverso il suo elemento L,, = VI llt (J) (3.14) del hnoro
i sistemi chiusi scaldante. Considerando l'intero forno, compreso il suo elemento scaldante, quale
sistema, si stabilisca se vi è uno scambio di calore o di lavoro.
Contorno del sistema
. Soluzione In questo problema, le superfici interne del forno costituiscono il
r----- - -----, contorno del sistema, come mostrato in Figura 3.19. L'energia interna del forno
ESEMPIO 3.6 (Isolamento)
I I '"'~'- ··~c~l"-;;:':; l
: FORNO ELETTRICO: owiamente aumenta durante la trasformazione, poiché aumenta la temperatura.
Un piccolo serbatoio contenente acqua e ghiaccio in equilibrio a 0°C è posto al
I I
Il trasferimento di energia al forno non è causato da una differenza di temperatura centro di un grande serbatoio, ben isolato, riempito con olio, come mostrato in
I
I
I tra il forno e l'aria circostante, ma da particelle caricate negativamente chiamate Figura 3.22. Inizialmente, l'intero sistema è in equilibrio termico a 0°C. Si accende
I
I I elettroni che attraversano il contorno del sistema, compiendo così lavoro. Quindi, quindi la resistenza elettrica nell'olio e si svolge un lavoro elettrico di 10 kJ sull'olio.
: Elemento/ si tratta di uno scambio di lavoro.
1 scaldante I Dopo un po' di tempo, si nota che l'intero sistema è di nuovo a o•c, ma parte del I -1
I I ghiaccio nella tanica si è sciolto. Considerando l'olio come sistema A e l'acqua : Sistema B: :
______________ JI ghiacciata come sistema B, si discutano gli scambi di calore e lavoro per il sistema I ACQUAE I
A. il sistema Be il sistema combinato (olio e acqua e ghiaccio in equilibrio). :GHIACCIO IN:
ESEMPIO 3.5 IEQ~RIOI
FIGURA 3.19 Soluzione Il contorno di ciascun sistema è indicato dalle linee tratteggiate nella L--------1
Si risponda alla domanda dell'Esempio 3.4, nel caso in cui il sistema sia costituito
Schema per l'Esempio 3.4. solo dall'aria nel forno senza l'elemento scaldante. figura. Si noti che il contorno del sistema B costituisce anche la parte interna del
contorno del sistema A.
Soluzlone Questa volta il contorno del sistema include la superficie esterna Sistema A: quando la resistenza viene percorsa da corrente, gli elettroni attra-
Contorno del sistema
dell'elemento scaldante e non la attraversa, come mostrato in Figura 3.20; quindi, versano il contorno esterno del sistema A, compiendo lavoro elettrico. Tale lavoro è

I
r----- - -----, I
nessun elettrone attraversa il contorno del sistema in nessun punto. Invece l'ener-
gia generata internamente all'elemento scaldante si trasferisce all'aria intorno a
fornito al sistema e perciò LA= -10 kJ. A causa della somministrazione di tale
energia, la temperatura dell'olio aumenta, creando un gradiente di temperatura, FIGURA 3.22
/ FORNO ELETTRICO/ che determina un flusso di calore dall'olio all'acqua ghiacciata, attraverso il contor- Schema per l'Esempio 3.6.
esso come risultato della differenza di temperatura tra l'elemento scaldante e l'aria
I
I
I
I nel forno. Quindi, si tratta di un processo di trasmissione di calore. no in comune. Poiché l'olio è riportato alla sua temperatura iniziale di o•c. l'energia
I I persa come calore deve eguagliare l'energia guadagnata come lavoro; quindi, QA
I
: Elementol
I
Con questi due ultimi esempi, in cui la quantità di energia trasferita all'aria è ugua- =
= -10 kJ (o QAu 10 kJ).
1 scaldante\ le, si è voluto mostrare che l'energia scambiata può essere calore o lavoro a se- Sistema B: l'unico scambio di energia al contorno del sistema B è costituito dal
L____ ----, I conda di come si sceglie il sistema. flusso di calore proveniente dal sistema A. Tutto il calore perso dall'olio è guada·
c=========.!.. ___ J gnato dall'acqua ghiacciata; perciò, L = O e 0 8 = + 1O kJ.
8
Sistema combinato: il contorno esterno del sistema A costituisce l'intero con·
torno del sistema combinato. L'unico scambio di energia in corrispondenza di que-
FIGURA 3.20 Il lavoro elettrico sto contorno è il lavoro elettrico; infatti, poiché il serbatoio è ben isolato, nessuna
Schema per l'Esempio 3.5.
Nell'Esempio 3.4 si è fatto notare come gli elettroni che attraversano il =
quantità di calore attraversa il contorno. Quindi, L"""'• = -1 O kJ e Qcom• O. Si noti
che il flusso di calore dall'olio all'acqua ghiacciata e per il sistema combinato un
contorno di un sistema svolgono lavoro elettrico sul sistema, poiché si muo- processo interno e, perciò, non si riconosce come calore; si tratta semplicemente
vono in un campo elettrico sotto l'effetto di forze elettromotrici. Quando di ridistribuzione dell'energia interna.
elettroni corrispondenti a una carica di N coulomb si muovono per effetto
di una differenza di potenziale V, il lavoro elettrico fatto è:
3.4 ~ LE FORME MECCANICHE DEL LAVORO
L,, = VN (J)
e, riferendosi all'unità di tempo, la potenza elettrica è: Vi sono modi molto diversi di compiere lavoro, ciascuno in qualche ma-
i, 1=VI R niera correlato all'effetto di una forza e di uno spostamento (Figura 3.23).
= 12R II lavoro compiuto da una forza costante F su un corpo che viene spostato
= V 2/R di s nella direzione della forza è dato dalla relazione: r---1
dove i., è la potenza elettrica e I il numero di elettroni che si muovono
nell'unità di tempo, cioè l'intensità della corrente elettrica (Figura 3.21).
L =Fs (J) (3.15) ~ I1___ .J1·

FIGURA 3.21
In generale, sia V che I variano nel tempo e il lavoro elettrico compiuto Se la forza F non è costante, il lavoro compiuto è dato dalla somma (inte-
grale) di infinite quantità infinitesime di lavoro (forza per lo spostamento
I I
durante un intervallo di tempo llt si esprime come
Potenza elettrica in termini infinitesimo ds):
di resistenza R, intensità di corrente FIGURA 3.23
(3.13) Il lavoro fatto è proporzionale alla forza
elettrica le differenza di potenziale V.
L = i);-ds (J) (3.16) applicata (F) e allo spostamento (s).
72 Naturalmente per eseguire tale integrazione è necessario sapere come va- prodotto della pressione p per la variazione infinitesima di volume dV del
ria la forza con lo spostamento. Le Equazioni 3.15 e 3.16 forniscono solo 73
sistema. ~2:;:eJ
lentità del lavoro; il segno si determina facilmente sulla base di considera- Si noti che nell'Equazione 3.17 p è la pressione assoluta ed è sempre p
zioni fisiche: il lavoro compiuto su un sistema da una forza esterna agente positiva; mentre, la variazione di volume dV è positiva durante un proces-
nella direzione del moto è negativo e il lavoro compiuto da un sistema so di espansione (incremento di volume) e negativa durante un processo di
contro una forza esterna agente in direzione opposta al moto è positivo. compressione (decremento di volume). Di conseguenza, il lavoro di varia-
Affinché vi sia uno scambio di lavoro tra un sistema e lambiente oc- zione di volume è positivo durante un processo di espansione e negativo
corre che:(!) ci sia una/orza agente sul contorno; (2) il contorno si possa durante un processo di compressione, il che è coerente con la convenzione
m,uovere. La presenza, quindi, di forze sul contorno senza alcuno sposta- di segno adottata per il lavoro.
mento del contorno stesso non costituisce scambio di lavoro; analogamen- Il lavoro totale di variazione di volume fatto durante lintero processo I V') \I
te lo spostamento del contorno senza alcuna forza che si opponga o favori- in cui il pistone si muove si ottiene integrando il lavoro elementare tra lo I -
sca tale movimento (come l'espansione di un gas in uno spazio vuoto) non stato iniziale e lo stato finale: I
comporta scambio di lavoro.
In molti problemi termodinamici l'unica forma di lavoro presente è il
(3.18)
lavoro meccanico, associato al movimento del contorno o al movimento ·~ ,~J

dell'intero sistema nel suo complesso (Figura 3.24). Nel seguito vengono Tale integrale si può calcolare solo se si conosce la relazione tra p e V FIGURA 3.27
FIGURA 3.24
presentate alcune forme comuni di lavoro meccanico. L'area sottesa dalla linea della
Se non esiste movimento, =
durante la trasformazione, cioè la funzione p f (V) vale a dire l'equazione
trasformazione in un diagramma p-V
non si compie alcun lavoro. della linea della trasformazione nel piano p-V. rappresenta il lavoro di variazione di volume.
Il lavoro di variazione di volume La trasformazione di espansione quasi statica su descritta è mostrata nel
piano p-V in Figura 3.27. In tale diagramma, l'area infinitesima dS, che è p
Contorno Un tipo di lavoro meccanico che si incontra frequentemente nella pratica è uguale apdV, rappresenta il lavoro elementare. L'area totale S sottesa dalla
mobile quello associato con lespansione o la compressione di un gas in un siste- linea della trasformazione 1-2 si ottiene integrando le aree infinitesime dS:
ma cilindro-pistone, prodotta dallo spostamento di parte del contorno (la
faccia interna del pistone si muove avanti e indietro). Il lavoro di espansio- area =S = fi~s = l~dV
ne e compressione, spesso definito lavoro dì variazione dì volume (Figu-
ra 3.25), è il principale tipo di lavoro che caratterizza il funzionamento dei Dal confronto di tale equazione con l'Equazione 3.18 si ottiene che l'area
motori alternativi; infatti, durante l'espansione, i gas di combustione for- sottesa dalla linea della trasformazione nel piano p-V rappresenta il lavoro di
zano il pistone a muoversi e, quindi, l'albero motore a ruotare. variazione di volume compiuto durante una trasformazione quasi-statica di
II lavoro di variazione di volume associato a motori o a compressori espansione o compressione di un sistema chiuso (in un diagramma p-v, essa
'IGURA 3.25 reali non può essere determinato con esattezza dalla sola analisi termodi- rappresenta il lavoro di variazione di volume riferito all'unità di massa).
lavoro associato a una variazione di namica, poiché, a causa della velocità del pistone, non è possibile indivi- Un gas può seguire linee di trasformazione differenti quando si espan-
olume è chiamato lavoro di variazione duare gli stati attraverso cui passa il sistema durante la trasformazione e de dallo stato I allo stato 2; in generale, ogni linea di trasformazione sotten- FIGURA 3.28
Il lavoro di variazione di volume fatto
i volume. tracciare la linea della trasformazione, non essendo questa quasi-statica. derà un'area differente e poiché tale area rappresenta il lavoro, il lavoro
durante una trasformazione dipende
D'altra parte, essendo il lavoro una funzione di linea, questo non può esse- fatto sarà differente per ogni trasformazione (Figura 3.28). Questo risulta-
dal percorso seguito e dagli stati
re determinato analiticamente senza la conoscenza della linea della tra- to dipende dal fatto che il lavoro è una funzione di linea, caratteristica che iniziale e finale.
sformazione; il lavoro di variazione di volume nei motori o compressori permette ai dispositivi ciclici (motori automobilistici, impianti di potenza)
p
reali si determina, quindi, attraverso misurazioni dirette. di produrre lavoro. Infatti, come mostrato in Figura 3.29, per mezzo di un
In questo paragrafo si analizza il lavoro di variazione di volume per un ciclo si ha una produzione di lavoro netto perché il lavoro compiuto dal
processo quasi-statico, al quale si può approssimare il funzionamento dei sistema durante il processo di espansione (larea sottesa dalla linea A) è
A
nmnf p
motori reali, quando il pistone si muove a basse velocità.
Si consideri il gas contenuto nel dispositivo cilindro-pistone mostrato
in Figura 3.26. La pressione iniziale del gas sia p, il volume totale V e
maggiore del lavoro compiuto sul sistema durante la fase di compressione
del ciclo (larea sottesa dalla linea B).
Se la relazione tra p e V durante un processo di espansione o compres-
l'area della sezione trasversale del pistone A. Se al pistone è consentito di sione è fornita in termini di dati sperimentali, invece che in forma di fun-
GAS zione, non potendosi eseguire analiticamente l'integrazione, il lavoro po-
spostarsi di una quantità ds in modo quasi statico, il lavoro elementare
trà essere determinato calcolando graficamente larea sottesa dal diagram- V
compiuto durante la trasformazione è dato dalla relazione:
GURA 3.26 ma p-V tracciato interpolando i dati sperimentali. FIGURA 3.29
gas compie una quantità infinitesima di
OL" =Fds =pAds =pdV (3.17) L'uso della relazione del lavoro di variazione di volume (Equazione Il lavoro netto prodotto durante un ciclo
;oro 8L,, quando forza il pistone a
3.18) non è limitata ai processi quasi-statici dei gas soltanto, ma si può è la differenza tra il lavoro compiuto dal
ostarsi di una quantità infinitesima ds. Cioè, il lavoro di variazione di volume in forma infinitesima è dato dal
usare anche per i solidi e i liquidi. sistema e il lavoro compiuto sul sistema.
74 sia la pressione atmosferica che il peso del pistone sono costanti. Quindi, si tratta 75
ESEMPIO 3.7 di una trasformazione a pressione costante, e, con l'Equazione 3.18, ~.!
CAPITOL03
Il primo principio Le forme meccanich~
Un serbatoio rigido contiene aria a 150°C e 500 kPa. Come risultato dello scam- del laYoro
deJla termodinamica: bio termico con l'ambiente, la temperatura e la pressione all'interno del serbatoio (3.19)
i slt;tcmi chiusi
si abbassano rispettivamente a 65°C e 400 kPa. Si determini il lavoro di variazio-
Approssimando il vapore a un gas perfetto, i suoi volumi iniziale e finale sono de-
ne di volume durante tale processo.
terminati da:
p. kPa

ARIA
p 1 = 500 kPa
T1 =150'C
Calore
5
oo -----]t V= mRT, = 0.05x461.5x433
' P, 140000
V= mRT,. = 0.05x461.5x473 =0.
2 0780 m'
0.
0714
m'

3p, 140000
FIGURA 3.30 p 2 = 400 kPa e sostituendo si ha:
400 - - - - - 2
Schema e diagramma p-V =
T2 65'C
per l'Esempio 3.7. L,;,, 140 000 (0.0780 - 0.0714) = 924 J
V,m3
Tale risultato è però approssimato, poiché il comportamento del vapor d'acqua si
Soluzione Uno schema del sistema e il diagramma p-Vdel processo sono mo- discosta considerevolmente da quello di un gas perfetto, eccetto che a pressioni
strati in Figura 3.30. Assumendo che la trasformazione sia quasi-statica, il lavoro di basse o a temperature elevate.
variazione di volume si può determinare con l'Equazione 3.18:
o
f
L,= p_pQ =O ESEMPIO 3.9
Ciò era prevedibile, poiché un serbatoio rigido ha volume costante e quindi nella
suddetta equazione dV = O; perciò, durante tale processo non si compie alcun Un dispositivo cilindro-pistone contiene inizialmente 0.4 m3 di aria a 100 kPa e
lavoro di variazione di volume. Il lavoro di variazione di volume compiuto durante 80°C. L'aria viene successivamente compressa fino a 0.1 m3 in modo tale che la
un processo a volume costante è sempre nullo, come risulta evidente dalla rappre- temperatura all'interno del cilindro rimanga costante. Si determini il lavoro fatto sul
sentazione del processo sul diagramma p-V (l'area sottesa dalla linea di trasforma- sistema durante tale trasformazione.
zione è nulla).
p

ESEMPIO 3.8 2
ro = so·c = cost.
Un dispositivo cilindro-pistone senza attrito contiene 0.05 kg di vapore d'acqua a
140 kPa e 160°C. Si fornisca calore al vapore finché la temperatura raggiunge
200°C. Se il pistone è libero di muoversi e la sua massa è costante, si determini il ARIA
lavoro fatto dal vapore durante il processo. v1 = 0.4 rn 3
p 1 = IOOkPa
FIGURA 3.32
p, kPa T0 = SO'C =cosi.
Schema e diagramma p-V
O.I 0.4 v. 01 3 per l'Esempio 3.9.

p 0 = 140 kPa Soluzione Uno schema del sistema e il diagramma p-V del processo sono mo-
140 strati in Figura 3.32. Alle condizioni specificate, l'aria può considerarsi un gas per-
fetto poiché è ad alta temperatura e bassa pressione in relazione ai suoi valori
Calore
critici (T" = -147°C, p" = 3390 kPa per l'azoto, principale costituente dell'aria). Per
Area= I Lvi un gas perfetto a temperatura costante T0 ,
FIGURA 3.31
Schema e diagramma p-V e
per l'Esempio 3.8. pV= mRT,,= e o P= -
V
V,
dove C è una costante. Sostituendo questo nell'Equazione 3.18, si ha
Soluzione Uno schema del sistema e il diagramma p-Vdel processo sono mo-
strati in Figura 3.31. Sebbene non sia affermato esplicitamente, si può ritenere che f' f'C f'dV
L,= J,pdV= J, -dV=CJ, -=Gin -V, =P,V,ln-
V,
la pressione del vapore nel cilindro rimanga costante durante il processo, poiché (3.20)
V V V, V,
76 Nella precedente equazione, p, V, può sostituirsi con p~~· o mRT • In questo caso, Il lavoro elastico
anche V/V, può sostituirsi con p/p2 , poiché P, V, P v..= 0
77
2
CAPITOLO 3 Sostituendo i valori numerici nell'equazione preceJente, si ottiene
li primo principio
Se applicando una forza, F, a una molla, la lunghezza della molla cambia
della termodinamica: (Figura 3.34) di una quantità infinitesima dx, il lavoro elementare compiu-
i sistemi chiusi to è dato dalla relazione:
L =(100) (0.4) ( In-
0.1)
"
= -55.45 kJ
0.4

Per determinare il lavoro totale della molla, è necessario conoscere la rela-


(3.24)
i>- >-i
Il segno negativo indica che il lavoro è compiuto sul sistema, come sempre accade zione tra F e x, che per molle a comportam ento lineare è di semplice ::$:'. <
nelle trasformazioni di compressione.
proporzionalità (Figura 3.35):
Posizione
§
~
>-
>-
F=k,x (N) --- -!dx ..- >

r
(3.25) di riposo
La trasformazione politropic a dove k (Nlm) è la costante elastica della molla e lo spostamento x è misu-
Un processo durante il quale pressione e volume sono correlati dalla rela- rato a partire dalla posizione indisturbata della molla (x = O per F = 0).
X F
zione p V"= C, dove ne C sono costanti, è detto trasformaz ione politropica . Sostituendo l'Equazione 3.25 nell'Equazione 3.24 e integrando, si ottiene
la relazione: FIGURA 3.34
Per sviluppare un'espressi one generale per il lavoro scambiato durante una Allungamento di una molla per effetto
trasformazione politropica s.i faccia riferimento al sistema e al diagramma
~~--~~:;j"~'c;{~!fi: i~. ---~···--=-~-'=:_:i~~
di una forza.
p-V della trasformazione mostrati in Figura 3.33. La pressione per una tra-
sformazione politropica può esprimersi come
dove x, e x 2 sono rispettivamente gli spostamenti iniziale e finale della

~
p = cv-n molla, entrambi misurati rispetto alla posizione di riposo della molla. Si
(3.21)
noti che il lavoro fatto su una molla eguaglia la variazione dell'energia
<

r
Sostituendo questa relazione nell'Equazione 3.18, si ottiene immagazzinata nella molla.

2 2
Lv=f,pdV =J,cv-"d V=C z
v-n+I
- i
V'.-n+l V
_P2 2-Pi
V:
i (3.22) x 1 =1 mm[
I Posizione
di riposo
1 1 -n+l I-n ESEMPIO 3.10 x 2 =2mm

poiché C = Pi Vi" = P2 V2". Per un gas perfetto (pV = mRT) si ha: Un dispositivo cilindro-pistone contiene 0.05 m' di un gas inizialmente a 200 kPa.
In tale stato, una molla a comportamento lineare, con costante elastica pari a 150
F 1 =300N

kN/m, è collegata al pistone senza esercitare forza su di esso. Viene quindi tra-
sferito del calore al gas, causando l'innalzamento del pistone e la compressione F2 = 600 N
della molla finché il volume nel cilindro si raddoppia. Se l'area della sezione tra-
sversale del pistone è 0.25 m2, si determini a) la pressione finale nel cilindro, b) il FIGURA 3.35
II caso speciale di n = I corrisponde alla trasformazione isoterma discussa lavoro totale compiuto dal gas e e) la frazione di tale lavoro compiuto contro la L'allungamento di una molla
nell'esempi o precedente. molla per comprimerla. a comportamento lineare è doppio
quando la forza è raddoppiata.
p,kPa

p 320

P1
I
I 200
I
I
GAS I

FIGURA 3.33
pV" =C = cost. P2 --t------- I
2
p 1 =200 kPa
V1 =0.05 m3
1 I FIGURA 3.36
Schema e diagramma p-V I
0.05 O.I V,m 3 Schema e diagramma p- V
per una trasformazione politropica. I) V Calore per l'Esempio 3.10.
---------~-----------
---------------------
- ----

78 Soluzione a) Lo schema del sistema e il diagramma p-~ del processo sono mentali, afferma che lenergia non può essere né creata né distnma, ma può
mostrati in Figura 3.36. Allo stato finale, il volume contenuto e:
solo cambiare fomza. Questo principio non può essere dimostrato matemati-
79
CAPITOL03
Il primo principio V2 =2V, =(2) (0.05) = 0.1 m
3 camente, ma si può ritenere prova sufficiente della sua validità la constatazio- Il primo principio
della termodinamica: ne che non si conosce alcun processo in natura che rabbia violato. della termodinamica
i sistemi eh iusl Perciò, lo spostamento del pistone (e della molla) diventa
È noto che una roccia a una determinata .altezza possiede energia po-
tenziale che si converte parzialmente in energia cinetica durante la caduta
X= L\V = (0.1-0.05) =0. m
2 (Figura 3.37). Dati sperimentali mostrano che, quando la resistenza del-
A 0.25 l'aria è trascurabile, la diminuzion e di energia potenziale (mg Liz) eguaglia
Allo stato finale, la forza esercitata dalla molla lineare è determinata dall'Equazio- esattamente l'aumento di energia cinetica [m (wi - w2)/2], confermand o
1
ne 3.25: così il principio di conservazione dell'energia .
F= k.x= (150) (0.2) = 30 kN Si consideri un sistema sottoposto a varie trasformazioni adiabatiche
tra lo stato I e lo stato 2. Essendo adiabatici, in tali processi naturalmen te
In tale stato, la pressione aggiuntiva esercitata sul gas dalla molla è
non avviene scambio di calore ma possono scambiarsi diversi tipi di lavo-
ro. Sperimentalmente si verifica che: per un sistema chiuso, tutte le tra-
F 30
p= -=--=12 0kPa sformazioni adiabatiche tra due stati di equilibrio avvengono in modo che EP 2 =7 kJ
A 0.25 il lavoro netto compiuto è lo stesso indipendentemente dalla natura del Ec2 = 3 kJ
Senza la molla, la pressione del gas mentre il pistone si solleva rimarrebbe costan- sistema chiuso e dalla particolare trasformazione adiabatica. Tale affer-
te a 200 kPa; ma sotto l'effetto della molla, la pressione aumenta linearmente da mazione, in gran parte basata sugli esperiment i di Joule condotti nella pri-
200 kPa sino al valore: ma metà del XIX secolo, non può essere dedotta da nessun altro principio
200 + 120 = 320 kPa fisico noto e costituisce quindi un principio fondamenta le, detto primo FIGURA 3.37
principio della termodina mica o sempliceme nte primo principio. L'energia non può essere né creata né
corrispondente allo stato finale. Un'importa nte conseguenz a del primo principio è l'esistenza e la defi- distrutta; può solo cambiare fonna.
b) li lavoro compiuto si può facilmente determinare disegnando la trasformazione nizione della proprietà energia totale E. Poiché il lavoro netto è lo stesso
sul piano p-Ve calcolando l'area sottesa dalla linea della trasformazione. Dalla per tutte le trasformazioni adiabatiche di un sistema chiuso tra due stati di
Figura 3.36, per l'area sottesa (un trapezio) si ha: equilibrio determinati, l'entità del lavoro netto deve dipendere solo dagli
stati iniziale e finale del sistema e pertanto deve corrisponde re alle varia-
ILI =area= (200 + 320) (0:1- 0.05) = 13 kJ zioni di una proprietà del sistema: lenergia totale. Si noti che il primo
2 principio non fa riferimento al valore dell'energia totale di un sistema chiuso
Il segno del lavoro è positivo poiché il lavoro è compiuto dal sistema. in uno stato' di equilibrio, ma afferma sempliceme nte che la variazione
dell'energia totale del sistema durante una trasformazi one adiabatica deve
e) Il lavoro rappresentato dall'area rettangolare (regione I) è compiuto contro essere uguale al lavoro scambiato con l'ambiente. Cioè, all'energia totale
il
pistone e l'atmosfera, e il lavoro rappresentato dall'area triangolare (regione Il) è può assegnarsi qualsiasi convenient e valore arbitrario in corrisponde nza di
compiuto contro la molla. Cosl un determinato stato, assunto come stato di riferimento.
Sebbene lessenza del primo principio sia lesistenza della proprietà
Lm = ~ (320 - 200) (0.05) = 3 kJ energia totale, il primo principio è spesso considerato come un'afferma -
zione del principio di conservazione dell'energia, che è implicita nel suo
Q= 5 kJ
Tale risultato si potrebbe ottenere anche dall'Equazione 3.26: enunciato. Di seguito si illustra il primo principio per i sistemi chiusi, con
l'aiuto di alcuni esempi familiari, usando argomentazioni intuitive.
Si considerino innanzitutt o alcune trasformaz ioni che implicano tra-
smissione di calore ma non scambio di lavoro: la patata al forno prece-
dentemente considerata ne è un buon esempio (Figura 3.38). Come ri-
sultato della somministr azione di calore alla patata, l'energia totale della
patata aumenterà. Se non si considera alcun trasferimen to di massa
3.5 ID IL PRIMO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA (l'umidità persa dalla patata), l'aumento di energia totale della patata è
Finora sono state considerate singolarmente varie forme di energia, quali il eguale alla quantità di calore assorbita. Cioè, se 5 kJ sotto forma di
calore Q, il lavoro Le lenergia totale E, ma non è stato fatto alcun tentativo di calore sono somministr ati alla patata, l'aumento di energia totale della FIGURA 3.38
correlarle tra loro durante un processo. Il primo pn'ncipio della termodinamica patata sarà anche di 5 kJ. Quindi, il principio di conservazio ne dell'ener- L'incremento dell'energia di una patata
gia può essere espresso in questo caso come Q = M. in un forno è uguale alla quantità
o principio di conservazione dell'energia, sulla base di osservazioni speri-
di calore a essa somministrata.
·T. ·-· ·
-

80

Q, = -3 kJ
Come altro esempio si consideri il riscaldamento dell'acqua in una pen-
tola su di un fornello (Figura 3.39). Se 15 kJ di calore sono trasferiti all'ac-
qua e 3 kJ sono dispersi dall'acqua nell'aria circostante, l'aumento del-
l'energia dell'acqua sarà uguale al calore netto fornito all'acqua, che è 12
kJ. Cioè, Q = Q = D.E.
[
scambio netto di energia ·
tra sistema e ambiente
sotto forma di calore e lavoro
i[ variazione
= dell'energia totale
del sistema
l 81
Il primo principio
della termodinamica
(---
Le conclusi~ni precedenti possono essere riassunte come segue: in
'I
I
assenza di lavoro scambiato, la quantità di calore netto scambiata con l'am- o Q-L=D.E (J) (3.27)
iI llE=Q.=1 2kJ biente eguaglia la variazione dell'energia totale di un sistema chiuso:
I dove
I
\I _____ _ Q = /::;.E quando L = O Q = calore netto scambiato attraverso il contorno del sistema(= ~. - ~)

Q, =15 kJ Si consideri ora, come sistema, una stanza ben isolata termicamente
L =lavoro netto scambiato in tutte le forme(= u. -
D.E =variazio ne dell'energia totale del sistema, E - E •
U)
(vale a dire adiabatica) riscaldata da una resistenza elettrica (Figura 3.40). 2 1
FIGURA 3.39
Come risultato del lavoro elettrico fornito, l'energia del sistema aumen- Come è stato detto nel Capitolo I, l'energia totale E di un sistema si
In assenza di qualsiasi scambio di lavoro, considera composta da tre parti: l'energia interna U, lenergia cinetica E, e
la variazione di energia totale terà. Poiché il sistema è adiabatico e non può avere alcuno scambio di
calore con l'ambient e circostante (Q = 0), per il principio di conservazio- l'energia potenziale E. Pertanto la variazione dell'energia totale di un si-
di un sistema è uguale alla quantità (Adiabatico)
ne dell'energ ia il lavoro elettrico fornito al sistema deve eguagliare l'au- stema durante un proc"esso può esprimersi come la somma delle variazioni
di calore netta scambiata.
mento dell'energ ia totale del sistema: -L, =/::;.E. Il segno meno è dovuto delle sue energie interna, cinetica e potenziale:
1
FIGURA 3.42
al fatto che un lavoro compiuto sul sistema, negativo in base alla conven- Il lavoro (di variazione di volume) fatto
zione precedentemente definita, assicura un aumento dell'energ ia del si- su un sistema adiabatico è uguale
stema. all'incremento dell'energia del sistema.
Si sostituisca ora la resistenza elettrica con un'elica (Figura 3.41 ). Come sostituendo questa relazione nell'Equazione 3.27, si ottiene
risultato del processo di rimescolamento, lenergia del sistema aumenterà. Q, = -3 kJ
Poiché non c'è scambio di calore tra il sistema e l'ambient e (Q = 0), il
lavoro dell'elica fatto sul sistema deve ritrovarsi sotto forma di un aumen-
to dell'energia totale del sistema: -L,nca = D.E.
--,I
I
Molti avranno probabilmente notato che quando l'aria viene com- llE=(15-3 )+6 i
pressa, la sua temperatura aumenta (Figura 3.42). Ciò accade perché del- = 18 kJ I
I
l'energia è fornita all'aria sotto forma di lavoro di variazione di volume. I
/ Lelic:1.= -6 kJ
FIGURA 3.40 In assenza di qualsiasi scambio di calore (Q = 0), l'intero lavoro di varia-
li lavoro (elettrico) fornito a un sistema zione di volume sarà immagazzinato nell'aria come parte della sua ener- ______I1
adiabatico è uguale ali' incremento gia totale. Ancora una volta per il principio di conservazione dell'ener-
dell'energia del sistema. La maggior parte dei sistemi chiusi che si incontrano nella pratica sono
gia si ha -L 0 = D.E. ' Q1=15kJ
Dagli esempi precedenti risulta chiaro che, per le trasforma zioni stazionari; cioè non implicano alcuna variazione della propria velocità o
adiabatiche, il lavoro scambiato è uguale alla variazion.e dell'energ ia to- dell'altezza del proprio centro di gravità durante una trasformazione (Fi- FIGURA 3.43
(Adiabatico) gura 3.44). Pertanto, per i sistemi chiusi stazionari , le variazioni delle La variazione di energia di un sistema
tale di un sistema chiuso:
energie cinetica e potenziale sono trascurabili (cioè D.E, = D.E = 0) e la durante una trasfonnazione è uguale
relazione del primo principio si riduce a alla quantità di lavoro e di calore netta
j -L = D.E quando Q =O P
scambiata tra il sistema e l'ambiente.
Q-L=/::;.U (J)
ll
llE= 8 kJ (3.30)
Passando a considerare scambi simultanei di calore e lavoro si può Le energie interne specifiche 11 e u, possono essere facilmente determina-
Lclica = -8 kJ intuire che, quando un sistema implica scambio sia di calore sia di lavoro 1
I te dalle tabelle delle proprietà o da alcune relazioni termodinamiche, noti
durante una trasformazione, i loro contributi si vanno semplicemente a gli stati iniziale e finale della trasformazione. Sistemi stazionari
sommare. Quindi, se un sistema riceve 12 kJ di calore mentre un'elica Z1 =i:,--+Mp= O
A volte conviene scomporre il termine lavoro in due parti: L. e L ,
fornisce 6 kJ di lavoro al sistema, l'aumento complessivo di energia del dove L 0 rappresenta tutte le forme di lavoro diverse dal lavoro di varia-0 w1= w2--+llEc =O
sistema per tale trasformazione sarà 18 kJ (Figura 3.43). zione di volume (questa distinzione è importante per il secondo principio M=llU
=1GURA 3.41
11 lavoro (d'elica) fatto su un sistema
Generalizzando le conclusioni, il primo principio della termodin a- della termodinamica). Così facendo il primo principio assume la seguen-
1diabatico è uguale all'incremento mica, o principio di conservazione dell'energ ia per un sistema chiuso, si te espressione: FIGURA 3.44
lell' energia del sistema. può esprimere come segue: Per i sistemi stazionari, AE, = AE, = O;
(3.31) cosl, AE = ti.U.
82 È estremamente importante osservare la convenzione di segno per gli dove E, e E. corrispondono all'energia totale che rispettivamente entra nel 83
scambi di calore e lavoro, poiché soltanto nel caso del lavoro di variazione sistema ed esce dal sistema durante una trasformazione. Ma dal punto di ~
CAPITOL03 di volume calcolato con l'Equazione 3.18 non occorre preoccuparsi del
Il primo principio vista della seconda legge, il calore e il lavoro sono molto differenti, come Il primo principio
della termodinamica: segno che sarà sempre corretto. si vedrà nei capitoli successi vi. della termodinamica
i sistemi chiusi

Altre formulazioni del primo principio Q =-500 kl


ESEMPIO 3.11
La relazione del primo principio per i sistemi chiusi può essere scritta in r-------- --,
vari modi (Figura 3.45). Per esempio, dividendo l'Equazione 3.27 per la
Un serbatoio rigido contiene un fluido caldo che si raffredda mentre viene rimesco- 'I
I u1 = soo k1
I
l
lato da un'elica. All'inizio, l'energia interna del fluido è 800 kJ. Durante la trasforma- I
I
massa del sistema, si ottiene la relazione del primo principio riferita al- zione di raffreddamento, il fluido perde 500 J sotto forma di calore e l'elica compie
l'unità di massa:
I U2=? I
l
un lavoro di 100 kJ sul fluido. Si determini l'energia Interna finale del fluido, trascu- I I
rando l'energia immagazzinata nell'elica. I
I I lclica = -100 kJ
Soluzione Scelto come sistema il fluido nel serbatoio, I contorni del sistema i FLUIDO
1_____________1
Ii;;~,;;:.;;;;iOj;;;w;;;z
sono quelli indicati in Figura 3.47.
La forma del primo principio in termini di potenza si ottiene dividendo Poiché nessuna massa attraversa il contorno si tratta di un sistema chiuso.
l'Equazione 3.27 per l'intervallo di tempo tJ.t, che viene fatto tendere a Inoltre, poiché non si è detto nulla sul moto del sistema, si assume che il sistema FIGURA 3.47
zero. Si ottiene così chiuso sia stazionario e che le variazioni di energia potenziale e cinetica siano
Schema per l'Esempio 3.11.
nulle. Applicando a tale sistema il principio di conservazione dell'energia come
dato dall'Equazione 3.29, U2 si determina come
FIGURA 3.45
Varie fonnulazioni del primo principio
o o
per i sistemi chiusi. Q-L=t.U+ j>l!; +faE';
dove Q è la potenza termica netta, Ì è la potenza netta e dE/dt è la varia-
zione di energia totale nell'unità di tempo. =u.- u,
Le Equazioni 3.27 e 3.32 possono esprimersi in forma differenziale
-500 - (-100) =u -soo
2

come: u.= 400 kJ


Si noti che il calore scambiato è negativo poiché ceduto dal sistema; così anche il
lavoro, poiché esso è compiuto sul sistema.

ESEMPIO 3.12
Poiché per un processo ciclico gli stati iniziale e finale coincidono,
essendo tJ.E = E2 - E 1 = O, il primo principio per un ciclo si semplifica Si consideri l'espansione o la compressione quasi-statica di un gas in un dispositi-
assumendo l'espressione: vo cilindro-pistone. Per tale sistema, sottoposto a una trasformazione a pressione
costante, si dimostri che il lavoro di variazione di volume L e la variazione di ener-
Q-L= O (J) gia interna t.U nella relazione del primo principio possono combinarsi in un unico
termine t.H.
Si può, quindi, affermare che il calore netto scambiato e il lavoro netto
Soluzione Trascurando le variazioni nelle energie cinetica e potenziale ed espri- I
compiuto durante un ciclo sono eguali (Figura 3.46). mendo il lavoro come somma del lavoro di variazione di volume e di altre forme di I
p Il calore e il lavoro, dal punto di vista quantitativo, non sono poi così p = cost. :
lavoro, l'Equazione 3.29 si semplifica in ________ J
differenti e probabilmente ci si domanda perché si continua a tenerli distinti;
dopo tutto, la variazione del contenuto di energia di un sistema è uguale alla o o
quantità di energia che attraversa il contorno del sistema e non fa differenza Q-L=W+~ +~ l!.H
se l'energia attraversa il contorno come calore o lavoro. Le relazioni del
primo principio sarebbero molto più semplici se si avesse solo una quantità a
Q-L. - L,= U2 - U,
Per una trasformazione a pressione costante, il lavoro di variazione di volume è
Q-L.~
rappresentare sia il calore sia il lavoro, che si potrebbe chiamare energia dato da!l'Equazione 3.19 come L, p0 = (V.-
V,). Sostituendo questo nella relazione
Q-L 0 =l!.H
scambiata. Ebbene, dal punto di vista del primo principio, il calore e il lavo- sopra s1 ha
V ro non sono affatto differenti e il primo principio può semplicemente espri-
Q- L. - Po (V2 - V,) = U2 - U, FIGURA 3.48
mersi come
FIGURA 3.46 Ma Po= P2 = P1 ~ 0-L. =(U + P V,,)-(U, + p V )
Per un sistema chiuso sottopos10
Per un ciclo, t.E= O => Q =L E, -E.= tJ.E (3.36)
=U + pV, si ha:
2 2 1 1
a una trasfonnazione quasi-statica
Essendo H =
a p costante, l!.U - L, = t.H.
T
84 O- L, = H, - H, (J) (3.37) s.imilmente, si può ott~nere un'espressione per il calore specifico a pres- 85
che è la relazione desiderata (Figura 3.48). Questa equazione è molto utile nel- s10ne costante c : considerando una trasformazione a pressione costante ~~~,EcJ
(l 0 + Àll = Llh) ~i ha:
CAPITOLO 3
l'analisi dei sistemi chiusi sottoposti a una trasformazione quasi-statica a pressione Energia interna. entalpia
U primo principio
e calori specifici dei gns perfetti
della termodinamica: costante, non essendo più necessario determinare separatamente il lavoro di va-
; sistemi chiusi riazione di volume.

(3.39)
I kg I kg 3.6 ~ I CALORI SPECIFICI !--e Equazi~ni 3.38 e 3.39 sono le equazi9ni che definiscono c0 e c e la loro
FERRO ACQUA
mterpretaz1one è data in Figura 3.52. P
20~3oòc 20730-'c, Si sa per esperienza che occorrono differenti quantità di energia per innal-
.- -~! ,'
zare di un grado la temperatura di masse identiche di sostanze differenti: Si n~ti che_c0 e cP_sono espressi in termini di altre proprietà; pertanto
., -'-J\'
sono ~ss1 stessi propi;età. Come ogni altra pro~rietà, i calori specifici c e =fòu),
per esempio, occorrono circa 4.5 kJ di energia per innalzare la temperatura 0
o \òT u
4.5 kJ 41.8 kJ di I kg di ferro da 20 a 30°C, laddove occorre circa nove volte tale energia e cP d1 una sostanza dipendono dallo stato che, m generale è individuato = variazione dell'energia interna
?a due proprietà intensive indipendenti. Quindi, l'energi~ richiesta per
specifica per variazione unitaria
(per essere esatti 41.8 kJ) per ottenere lo stesso innalzamento di tempera- della temperatura a volume
::1GURA 3.49 s iflco costante
tura di 1 kg di acqua (Figura 3.49). Perciò, è desiderabile avere una pro- mnalzare d1 un grado la temperatura della sostanza in una data trasforma-
Differenti quantità di calore necessarie
prietà che permetta di confrontare la capacità di accumulo di energia di zione sarà differente a temperature e pressioni differenti (Figura 3 53)·
per innalzare della stessa quantità
la temperatura di differenti sostanze. varie sostanze: tale proprietà è il calore specifico. ma, di s~lito, tale differenza non è molto grande. · '
Il calore specifico è definito come lenergia richiesta per innalzare di Considerando le Equazioni 3.38 e 3.39 si può osservare che: sono rela-
un grado la temperatura della "!assa unitaria di una sostanza (Figura 3.50). zio~i tra proprie~à ~ come tali sono indipendenti dal tipo di processo; sono cp=(~~)P
In generale, tale energia dipende da come il processo viene eseguito. In valide ~r qualsiasi sostanza sottoposta a qualsiasi processo. Per una tra- =variazione dell'entalpia specifica
m=lkg
termodinamica interessano principalmente due tipi di calori specifici: il sformaz.1one a vol?m~ costante, c0 risulta essere l'energia trasferita al si- per variazione unitaria deUa
ilT= l"C
calore specifico a volume costante c 0 e il calore specifico a pressione stema d1 massa umtan~ per i?nalza;rie di u_n grado la temperatura: in que- temperatura a pressione costante
o
Calore specifico = 5 kJ/(kg ·"C)
costante c. sto modo s~ ne deterrmnano 1 valon e da ciò trae anche origine il nome di
I Fisicaiiiente, il calore specifico a volume costante c può essere visto calore specifico a volume costante. Similmente, durante una trasformazio-
come l'energia richiesta per innalzare di un grado la t~mperatura della ne a pres~io~e cost.ante, cP risulta essere l'energia trasferita al sistema di FIGURA 3.52
5 kJ
massa unitaria di una sostanza mantenendone costante il volume. L'ener- massa umtan~ per 1_nnalza;rie di u? grado la temperatura: in questo modo Definizioni di e u e ep.
gia richiesta per ottenere lo stesso innalzamento di temperatura a pres- se ne deterrmnano 1 valon e da ciò trae anche origine il nome di calore
'lGURA 3.50
sione costante è il calore specifico a pressione costante c . Come illustra- specifico a pressione costante.
I calore specifico è l'energia richiesta
1er innalzare di un grado la temperatura to in Figura 3.51, il calore specifico a pressione costa"nte c è sempre Considerando le Equazioni 3.38 e 3.39 si può ancora osservare che c è
!ella massa unitaria di una sostanza maggiore di c 0 , perché a pressione costante al sistema è co"nsentito di correlato alle variazioni dell'energia interna e c alle variazioni d;l- ARIA ARIA
.econdo un processo ben definito. espandersi con la conseguenza che per compiere tale lavoro di espansio- 1',entalpia. Di fatto, sarebbe molto più appropriato definire c come la va-
m= I kg m =I kg
ne deve essere fornita al sistema altra energia. nazione dell'energia interna specifica di una sostanza corrlspondente a
300->301 K 1000 ->1001 K
I calori specifici possono essere espressi in termini di altre proprietà una variazione unitaria di temperatura a volume costante. Allo stesso modo
termodinamiche. A tal fine si consideri un sistema chiuso stazionario sot- cP si pu~ definire come la variazione dell'entalpia specifica di una sostan-
toposto a una trasformazione a volume costante (l = O). La relazione del za cornspondente a una variazione unitaria di temperatura a pressione 0.718 kJ 0.855 kJ
primo principio per tale trasformazione può esprin';ersi in forma differen- costan~e. In altre parole, c 0 è una misura della variazione dell'energia in-
ziale come: terna d1 una sostanza con la temperatura e c è una misura della variazione
di entalpia di una sostanza con la temperat~ra. . FIGURA 3.53
8q- &. = du ~·u~tà di misura per i calori specifici è il J/(kg . 0 C) o J/(kg. K). I calori
Il calore specifico di una sostanza
cambia con la temperatura.
Il primo membro di tale equazione ( 8q - ol ) rappresenta la quantità di ~pecific1 su base molare sono denotati da Cv e e e hanno per unità di misura
11 J/(kmol · 0 C) o J/(kmol · K).
energia trasferita al sistema sotto forma di cal~re e/o lavoro. Per la defini-
P

zione di c0 , tale energia deve essere uguale a c0 dT, dove dT è la variazione


infinitesima di temperatura, pertanto si ha: 3.7 ili ENERGIA INTERNA, ENTALPIA
3.13 kJ 5.2 kJ ciT = du a volume costimte E CALORI SPECIFICI DEI GAS PERFETTI
'IGURA 3.51
Nel Capit~lo 2, un gas perfett~ è stato definito come un gas la cui tempera-
:alori specifici c. e e, a volume costante
a pressione costante (i valori riportati tura, pressione e volume specifico soddisfano la relazione:
ì riferiscono al gas elio). pv=RT
86 È stato dimostrato matematicamente e sperimentalmente (Joule, 1843)
che per un gas perfetto l'energia interna è funzione della sola temperatura, ~o 87
CAPITOl.03 kJ/(kmol · K)
Il primo principio per cui si ha Energia interna, entalpia
della termodinamica: 60 e calori specifici dei gas perlHti
i sistemi chiusi li= 11(7) (3.40)
Nel suo esperimento classico, Joule immerse in un bagno d'acqua due
Termometro · recipienti collegati da un tubo dotato di val vola, come mostrato in Figura 3.54.
50
All'inizio, in un serbatoio vi era aria ad alta pressione e nell'altro era stato
fatto il vuoto. Una volta ottenuto lequilibrio termico, egli aprì la valvola
per consentire all'aria di passare da un serbatoio all'altro finché la pressio-
ACQUA
ne si eguagliò. Joule non osservò alcuna variazione nella temperatura del
bagno d'acqua e assunse che nessuna quantità di calore era stata scambiata 40
con l'aria. Poiché non era stato nemmeno compiuto lavoro, egli concluse
che l'energia interna dell'aria non si era modificata, anche se il volume e la
pressione erano cambiati, deducendo che l'energia interna è funzione della
sola temperatura e non della pressione o del volume specifico (in seguito,
Joule dimostrò che per i gas che si discostano significativamente dal com-
ARIA Vuoto portamento dei gas perfetti, l'energia interna non è funzione della sola tem-
(ad alta pressione) peratura). Ar. He, Ne. Kr, Xe. Rn
Combinando insieme la relazione che definisce l'entalpia e l'equazio- 20 FIGURA 3.56
FIGURA 3.54 Calori specifici a pressione costante
Schema dell'apparato sperimentale
ne di stato del gas perfetto si ha:
per alcuni gas (si veda la Tabella A.2c
usato da Joule. 1000 2000 3000 per le equazioni e,, ).
h=u+ pV}
h=u+RT Temperatura, K
pv=RT
u = u(1) Poiché R è costante e u = 11(7), ne consegue che anche !'entalpia di un Per risolvere tali integrazioni, occorre avere le relazioni che esprimono
h= h(1) gas perfetto è funzione della sola temperatura:
c0 =c~(1) cv e cP in funzione della temperatura.
e,= c,(1) h =h(1) (3.41) A basse pressioni, tutti i gas reali si avvicinano al comportamento di un
gas perfetto e perciò i loro calori specifici dipendono dalla temperatura
Poiché per un gas perfetto u e h dipendono solo dalla temperatura, soltanto. I calori specifici dei gas reali a basse pressioni sono detti calori
FIGURA 3.55 anche i calori specifici cv e c dipendono dalla sola temperatura. Quindi, a specifici a pressione zero, e spesso sono denotati c 0 e c • Sono disponibili
0
Per i gas perfetti, u, h, e, e e, sono una data temperatura, u, h, ~ve c di un gas perfetto avranno valori indi- espressioni analitiche accurate per i calori specifici"dei g~s perfetti, derivate
funzione della sola temper~tura. pendenti dal volume specifico o d~lla pressione (Figura 3.55). Quindi per i da misurazioni dirette o da calcoli basati sul comportamento statistico del-
gas perfetti le derivate parziali nelle Equazioni 3.38 e 3.39 possono essere le molecole, e sono fornite per diversi gas, sotto forma di polinomio di
sostituite dalle derivate totali e le variazioni infinitesime dell'energia in- ~rzo grado, nell'Appendice (Tabella A.2c). Una rappresentazione dei dati
terna e dell'entalpia di un gas perfetto saranno: cpo(1) per alcuni gas comuni è fornita in Figura 3.56.
Si noti che l'uso dei calori specifici dei gas perfetti è limitato alle basse
pressioni, anche se tali dati possono utilizzarsi con ragionevole accuratez-
za a pressioni relativamente alte, finché il comportamento del gas non si
discosta in modo significativo da quello di un gas perfetto.
Considerando la Figura 3.56 si può osservare che: i calori specifici dei
La variazione di energia interna o di entalpia per un gas perfetto durante un
gas con molecole complesse (biatomiche o poliatomiche) sono più elevati
pr.ocesso dallo stato 1 allo stato 2 si determina integrando le equazioni
e aumentano con la temperatura; la variazione dei calori specifici con la
precedenti:
temperatura ha un andamento curvilineo poco accentuato tanto che per
llu =u2 - u 1 = 1 (T)dT
2
Cv (J/kg) (3.44)
intervalli di temperatura sino a poche centinaia di gradi o meno può ap-
prossimarsi a lineare. Sulla base di queste considerazioni nelle Equazio-
e Ah = h2 - h = f c (T)dT
1 P (J/kg) (3.45) ni 3.44 e 3.45 i calori specifici possono essere sostituiti dai valori medi
costanti, per cui, eseguendo le integrazioni, si ha:
88 u2 - u 1 = c 0, mcd (T2 -T1) (J/kg) (3.46)
89
AR!Aa300K
CAPITOL03
Il primo principio h2 - hl =cp. mcd (T2 .:_ TI) (J/kg) (3.47) cv= 0.718 kJ/(kg · K)} Energia interna, entalpia
della termodinamica: R = 0.287 kJ/(kg · K) e,= l.OOS kJ/(kg . K) e calori specifici dei gas perfetti
i sistemi chiusi
I valori del calore specifico per alcuni gas comuni sono elencati in funzio-
ne della temperatura nella Tabella A.2b. In tale tabella, i calori specifici oppure:
medi cp. m•d e cv. mcd sono valutati alla temperatura media (T, + T )/2, come eR. = 20.80 FIGURA 3.59
Approssimazione
2
2
mostrato in Figura 3.57. Se la temperatura finale T non è nota, i calori
V=
_
8 314
kJ/(kmol . K)}-
kJ/(kmol· K) e,-- 29.114 kJ/(kmol . K) Per un gas perfetto, e può essere
specifici possono essere valutati a T1 o alla temperatura media prevista. determinato apartire da ev e R.
Poi, T2 può essere detenninata usando i valori del calore specifico così
calcolati. Se necessario, il valore di T2 può essere affinato valutando i calori
specifici alla nuova temperatura media. Si osservi che anche il rapporto dei calori specifici varia con la temperatu-
Un altro modo di determinare i calori specifici medi è di valutarli a T e T ra, ma tale variazione è molto piccola: per i gas monoatomici k può essere
1 2
e quindi prendere la loro media. Di solito, entrambi i metodi forniscono risul- considerato costante e pari a 1.667; per molti gas biatomici, inclusa laria,
tati ragionevolmente buoni e l'uno non è necessariamente migliore dell'altro. k è circa 1.4 a temperatura ambiente. ·
Osservando la Figura 3.56 si noti che i calori specifici a pressione zero
T dei gas monoatomici quali l'argon, il neon e l'elio rimangono costanti in
funzione della temperatura, per cui ti.u e ti.h dei gas monoatomici possono ESEMPIO 3.13
FIGURA 3.57 essere valutati facilmente con le Equazioni 3.46 e 3.47. Si noti, inoltre, che
Per piccoli intervalli di temperatura
le relazioni ti.u e ti.h fornite sopra non sono limitate a un certo tipo di pro- Aria inizialmente a 300 K e 200 kPa è riscaldata a pressione costante fino a 600 K.
si può assumere che i calori specifici Si determini la variazione dell'energia interna dell'aria per unità di massa, usando
variano linearmente con la temperatura. cesso, ma sono valide per tutti i processi. La presenza del calore specifico
a volume costante c0 nell'Equazione 3.46 non deve portare a credere che a) l'espressione polinomiale del calore specifico (Tabella A.2c) e b} il valore medio
del calore specifico (Tabella A.2b).
quella equazione sia valida solo per una trasfonnazione a volume costante,
al contrario, la relazione ti.11 =e cdli.Tè valida per ogni gas perfetto sottopo- Soluzione Alle condizioni indicate, l'aria può considerarsi un gas perfetto, poi-
sto a ogni processo (Figura 3.SS). Una simile argomentazione può essere ché è ad alta temperatura e bassa pressione in relazione ai suoi valori critici (T., =
-147°C, P., = 3390 kPa per l'azoto, principale costituente dell'aria). La variazione
fatta anche per cP e ti.h. di energia interna ll.u dei gas perfetti dipende solo dalle temperature iniziale e finale
ARIA
V= cost.
e non dal tipo di processo; pertanto, la soluzione fornita di seguito è valida per
ARIA qualsiasi tipo di processo.
T 1 =20 C p = cost.
T1 = 20 C
Le relazioni tra i calori specifici dei gas perfetti
T2 = 30 C a) La variazione dell'energia interna dell'aria, usando l'espressione polinomiale
T2 = 30 C Nel caso dei gas perfetti differenziando la relazione h =u + RT si ha: del calore specifico si determina come segue. li cp(Tl dell'aria è fornito nella Ta·
bella A.2c in forma di un polinomio di terzo grado espresso come
òu=cJ>T 6u =cvtl.T dh=du+RdT
= 7.18 kJ/kg = 7.18 kJ/kg e sostituendo dh con ciT e du con c 0 dT e dividendo lespressione risultan- c.(T) =a+ bT + cT' + cfT3
te per dT si ha: dove a= 28.11, b= 0.1967 x 10"'2, e= 0.4802 x 10-0 ed= -1.966x10-S. Dall'Equa·
=1GURA 3.58
=
:.a relazione ll.u c~"""'ll.Tè valida zione 3.49,
ier qualsiasi tipo di trasformazione,
1 volume costante o meno.
c,(T) = c.(T) -R.=(a-R.)+bT+c T'+cfT3
Questa relazione valida per i gas perfetti è importante poiché consente di
Dall'Equazione 3.44,
determinare e noti che siano e e la costante del gas R.
Quando i ~alori specifici soÒo fomiti su base molare, sostituendo R nella
precedente equazione con la costante universale dei gas R. (Figura 3.59) si ha: au=fc,(T}dT
=J' [(a-R )+bT+cT
2 2
+dT']dT
cP = c + R.
0 [J/(kmol · K)] (3.49)
T.
I
u

Si può, quindi, introdurre un'altra proprietà del gas perfetto detta rap- Integrando e sostituendo i valori, si ottiene
porto dei calori specifici k, definito dalla relazione:
Il.ii =6447.15 kJ/kmol
----·:;~,--:~-----~-:·:k~:~::-- ---~--·--·-·-·--·~
La variazione dell'energia interna dell'unità di massa si determina dividendo tale
valore per la massa molare dell'aria (Tabella A.1 ):
90
Aii
6447.15 o o o o 91
CAPITOLOJ
AU = -
= - - - = 222.55 kJ/kg
28.97
M
_,ef - L.,._ - )!: =W + jxè. + ,tJl',
Il primo principio Energia interna, entalpia
dt:lla termodinamica: Tale risultato è sufficientemente accurato e si può considerare esatto.
i sistemi chiusi - L... =m (u, - u,) =mc,,.,.. ('T, - T,)
e calori specifici dei gas perfrtti
b) Il valore medio del calore specifico a volume costante e,, med è determinato dalla
Tabella A.2b alla temperatura media (T, + T,)12 = 450 K come Come precedentemente indicato, i calori specifici a pressione nulla dei gas
monoatomici (essendo l'elio uno di essi) sono costanti. li valore c 3.116 kJ/(kg ·K) =
e,, med = c,04SOK = O. 733 kJ/(kg · K) per l'elio si ricava dalla Tabella A.2a. Sostituendo questa e le altre quantità note nel-
l'equazione dell'energia sopra scritta, si ha:
Così, Au = e,, med ( T, - T,) = (O. 733) (600 - 300)
=
219.9 kJ/kg
-(-27000) =0.7 X 3116 (T,-27)
T, = 39.4°C
Tale risultato differisce solo dell'1.2 per cento dal precedente; la stretta concordan-
za non sorprende poiché l'assunto che e varia linearmente con la temperatura è b) La pressione finale si determina con l'equazione dei gas perfetti:
del tutto ragionevole per intervalli di temperatura di solo poche centinaia di gradi.
Se si fosse usato il valore di e, a T, = 300 K invece che a T.,... il risultato sarebbe
stato 215.4 kJ/kg, con un errore di circa il 3 per cento. Errori di tale portata sono p,V, = Jl:!V2
accettabili per la maggior parte degli scopi ingegneristici. T, T2

dove V, e V2 sono identici e si possono semplificare. Quindi la pressione finale


ESEMPIO 3.14 diventa:

Un serbatolo rigido isolato termicamente contiene inizialmente O. 7 kg di elio a 27"C 350000x312.4


e 350 kPa. Si fa quindi girare nel serbatoio, per 30 min, un'elica fornendo una P:! = =364 467 Pa
potenza di 15 W. Si determini a) la temperatura finale e b) la pressione finale del 300
gas elio.

Soluzione Si assuma come sistema il gas elio nel serbatoio, si tratta quindi di
un sistema chiuso stazionario. Uno schema del sistema e il diagramma p-V del
ESEMPIO 3.15
processo sono mostrati in Figura 3.60. Alle con.dizioni specificate, l'elio può consi-
Un dispositivo cilindro-pistone contiene inizialmente 0.5 m' di azoto a 400 kPa e
derarsi un gas perfetto, poiché è a una temperatura molto alta in relazione alla
27°C. Si alimenti una resistenza elettrica posta all'interno del dispositivo per 5 mi-
sua temperatura critica (T., = 5.3 K per l'elio).
nuti con una tensione di 120 V in modo da far passare una corrente di 2 A. L'azoto
si espande a pressione costante cedendo una quantità di calore di 2800 J. Si de-
p, kPa termini la temperatura finale dell'azoto.

He
m =0.7 kg
T1 =27 C
P1= 350 kPa
(' Lclica
P2

350
---1
--- I
Soluzione Questa volta, si prenda come sistema l'azoto nel dispositivo cilindro-
pistone. Uno schema del sistema e il diagramma p-V del processo sono mostrati in
Figura 3.61. Alle condizioni indicate l'azoto può considerarsi un gas perfetto poiché

FIGURA 3.60
\, p,
Schema e diagramma p-V kPa
per l'Esempio 3.14.

a) Il lavoro compiuto sul sistema dall'elica è 2


f-----N _____ ì 2soo J 400 -·--.-----~
2
L,,., = L0 ..,M=-15x30x60=-270 00J 2A J p =cast. 1

Poiché il contorno è rigido, il lavoro di variazione di volume è zero (L, = O) e le


---+--. v1 =0.5 m' I
p 1 =400kPa/
perdite di calore si possono trascurare visto che il sistema è ben isolato (Q =O). Il 120V
sistema si è assunto come stazionario; allora, anche le variazioni delle energie r 1 = 21 e I
FIGURA 3.61
=
cinetica e potenziale sono pari a zero (AE AE, = O). Quindi, l'equazione di con- I
Schema e diagramma p- V
servazione dell'energia per tale sistema chiuso si riduce a
0.5 V,m 3 per l'Esempio 3.15.
92 è ad alta temperatura e bassa pressione in relazione ai suoi valori critici ( T" = -147°C, alta temperatura e bassa pressione in relazione ai suoi valori critici (T" = -147°C,
93
P" = 3390 kPa). P" = 3390 kPa per l'azoto, costituente principale dell'aria). Tale processo può con-
CAPITOLO 3 Per prima cosa, si determini il lavoro elettrico compiuto sull'azoto: siderarsi costituito da due parti: una trasformazione a volume costante durante la
Energia interna,
Il primo principio quale la pressione sale a 350 kPa e una trasformazione a pressione costante du- e calori specifici di solidi e
della termodinamica: 1 rante la quale il volume si raddoppia.
i sistemi chiusi L 1 =- Vlt>T=-(120) (2) (5 x60) ( -- ) =-72 kJ
• 1000 a) La temperatura finale può determinarsi facilmente usando l'equazione dei gas
Il segno negativo è aggiunto perché il lavoro è compiuto sul sistema. perfetti tra gli stati 1 e 3 nella seguente forma:
La massa di azoto è determinata dall'equazione dei gas perfetti:
p,V, = p3 V, -+ (150)(V,) = (350)(2 V,)
m = P, V, = (400)(0.5) = 2.25 k T, T, 300 T,
RT, (0.2968) (300) g T,= 1400K
Assumendo che non vi sia alcuna variazione delle energie cinetica e potenziale b) Il lavoro compiuto si può determinare con l'Equazione 3.18 per integrazione o
(e.E.= ilE• =O), l'equazione di conservazione dell'energia per tale sistema chiuso graficamente come l'area sottesa dalla finea della trasformazione sul diagramma
può scriversi come p-V, mostrato in Figura 3.62:
Q-L~-L.=.C.U
A= (V2 - V,) · p2 = (0.4) (350) = 140 m' · kPa
Per una trasformazione a pressione costante di un sistema chiuso, L + .C.U equi-
vale a .C.H, per cui si ha: Perciò si ha: L13 = 140 kJ

Il lavoro è compiuto dal sistema (per sollevare il pistone e spostare l'aria atmosfe-
Q- L,, =.C.H= mc.(T -T,)
2 rica), quindi è positivo.
Usando i valori del calore specifico a temperatura ambiente forniti dalla Tabel·
c) Lo scambio totale di calore può essere calcolato con la relazione del primo
la A.2a e sostituendo le quantità note, la temperatura finale dell'azoto è:
principio riferita agli stati iniziale e finale. Assumendo e.E. = e.E. = O si ha:
(- 2.8) - (- 72) = (2.25) (1.039) (T,,- 27)
r, = 56.6°C = =
0 13 - L, 3 U3 - U, mc,(T,- T,)
La massa del sistema può essere calcolata con l'equazione di stato dei gas perfetti:

m= _p,_V,"' (l 50)(0.4) =0.697kg


ESEMPIO 3.16
RT, (0.287) (300 K)
Un dispositivo cilindro-pistone contiene inizialmente aria a 150 kPa e 27°C. In tale Usando il calore specifico dell'aria fornito dalla Tabella A.2a alla temperatura me-
stato, il pistone è appoggiato su una coppia di supporti, come mostrato in Figura dia di (1400 + 300)/2 = 850 K e sostituendo le quantità note, per il calore totale
3.62, e il volume contenuto è 400 I. La massa del pistone è tale che per muoverla scambiato si ha:
è richiesta una pressione di 350 kPa. Si riscaldi l'aria finché il suo volume non sia
raddoppiato. Si determini a) la temperatura finale, b) il lavoro compiuto dall'aria e e) Q 13 -140 kJ = (0,697) [0.823/(4 X 4)] (1400 - 300)
il calore totale somministrato. 0,,=771 kJ
Soluzione L'aria contenuta nel dispositivo cilindro-pistone costituisce il sistema,
che è chiuso poiché nessuna massa attraversa il suo contorno. Alle condizioni
indicate, si può assumere che l'aria si comporti come un gas perfetto poiché è ad
3.8 li ENERGIA INTERNA, ENTALPIA
p, kPa E CALORI SPECIFICI DI SOLIDI E LIQUIDI
Una sostanza il cui volume specifico (o densità) è costante è detta sostan-
2
350--·---~--~ .........~-'"'I' za incompressibile. I volumi specifici dei solidi e dei liquidi rimangono
praticamente cbstanti durante un processo (Figura 3.63); perciò, i liquidi e
i solidi possono approssimarsi a sostanze incompressibili senza perdere
troppo in accuratezza. L'ipotesi di volume costante ha come conseguenza
A che lenergia associata alla variazione di volume, quale il lavoro di varia-
I zione di volume, è trascurabile se confrontata con altre fonne di energia. FIGURA 3.63
150---- Quest'ipotesi non è più valida se si studiano le sollecitazioni tenniche nei I volumi specifici di sostanze
FIGURA 3.62
Schema e diagramma p- V
per !"Esempio 3.16.
Q

0.4
I
0.8 V.m 3 I solidi (causate dalla variazione di volume con la temperatura) o se si ana-
lizza il comportamento dei tennometri a bulbo.
incompressibili rimangono costanti
durante qualsiasi processo.
T
I

94 Si può dimostrare matematicamente che per le sostanze incompressibili strato in Figura 3.65. Poiché il serbatoio è isolato termicamente, non ci sarà
i calori specifici a volume costante e a pressione costante sono identici 95
dissipazione di calore (Q = O). Inoltre, poiché il contorno è rigido (L, =O) e non
CAPITOLO 3 (Figura 3.64). Perciò per i solidi e i liquidi, tralasciando i pedici e rappre- esiste alcuna indicazione di altre forme di lavoro (L = O), per tale processo il lavoro
Il primo principio Gli aspetti tennodinamid
sentando entrambi i calori specifici con l'unico simbolo e, si ha: è nullo (L = O). L'equazione di conservazione dell'énergia per tale processo è: dei sistemi biologici
deUa termodinamica:
i sistemi chiusi o o
/J -,,(. =6.U o 6.U=O

Tale risultato potrebbe dedursi anche direttamente dalle definizioni dei calori Poiché l'energia interna totale U è una proprietà estensiva e può esprimersi come ACQUA
specifici a volume costante e a pressione costante. I valori del calore speci- la somma delle energie interne delle parti del sistema, si avrà che la variazione di
energia interna totale del sistema è 2s c
0

fico per diversi liquidi e solidi comuni sono fomiti nella Tabella A.3.
Come nel caso dei gas perfetti, i calori specifici di sostanze incompres-
sibili dipendono dalla sola temperatura, per cui la derivata parziale nell'equa-
zione di definizione di e" (Equazione 3.38) può essere sostituita da quella
totale, ottenendo: 0.5 m3
Il volume specifico dell'acqua a temperatura ambiente può essere assunto pari a
FIGURA 3.64 du =c,dT =c(1)dT (3.52) 0.001 m3/kg, per cui la massa dell'acqua è:
I valori e" e e, di sostanze FIGURA 3.65
incompressibili sono identici La variazione dell'energia interna tra gli stati 1 e 2 si ottiene per integrazione: V 0.05 Schema per l'Esempio 3.17.
m =-=--=500kg
e sono indicati con la lettera c. acqua V 0.001
tlu = 11 2 -11 1 = [c(T)dT (J/kg) (3.53) Determinando con la Tabella A.3 i calori specifici del ferro e dell'acqua e,,""= 0.45
kJ/(kg . °C) e c_. = 4.184 kJ/(kg . °C) e sostituendoli nell'equazione dell'energia, si
Per effettuare tale integrazione dovrebbe essere nota la variazione del ca- ottiene:
lore specifico e con la temperatura, tuttavia per piccoli intervalli di tempe- (50) (0.45) (T2 -80) + (500) (4.184) (T2 - 25) =O
ratura si può usare un valore di e costante, determinato alla temperatura
media, ottenendo T2 = 25.6°C
Una volta stabilito l'equilibrio termico, sia l'acqua che il ferro saranno a 25.6°C. Il
piccolo innalzamento di temperatura dell'acqua è dovuto alla sua grande massa e
al suo grande calore specifico.
La variazione di entalpia delle sostanze incompressibili (solidi o liquidi)
durante un processo 1-2 può essere determinata ricordando la definizione
di entalpia (h = 11 + pv):
3.9 ~ GLI ASPETTI TERMODINAMICI
(3.55) DEI SISTEMI BIOLOGICI
poiché v 1 = v2 := v. Questa equazione scritta in forma più compatta diventa: La termodinamica si applica ai sistemi biologici, in quanto soggetti a com-
plessi e interessanti processi di trasformazione e scambio di energia. I si-
stemi biologici, però, non sono in equilibrio termodinamico e quindi non
sono facili da analizzare.
Si noti che il secondo termine (vtlp) nell'Equazione 3.56 è spesso piccolo
Malgrado la loro complessità, i sistemi biologici sono essenzialmente
in confronto al primo termine (tlu) e può trascurarsi senza commettere un
costituiti da quattro elementi semplici: idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto:
errore significativo.
per esempio, nel corpo umano, lidrogeno costituisce il 63 per cento, I' ossi-
geno il 25.5, il carbonio il 9.5el'azotoI'1.4 di tutti gli atomi; il rimanente
0.6 per cento degli atomi è costituito da altri 20 elementi essenziali per la
ESEMPIO 3.17 vita. In massa, circa il 72 per cento del corpo umano è costituito da acqua.
I blocchi costitutivi degli organismi viventi sono le cellule, che, rac-
Un blocco di ferro di 50 kg alla temperatura di 80°C è immerso in un serbatoio chiuse da una parete semipermeabile, svolgono le diverse funzioni vitali.
isolato termicamente che contiene 0.5 m3 di acqua a 25°C. Si determini la tempe-
ratura quando sia stato raggiunto l'equilibrio termico. La cellula costituisce anche il sistema biologico più semplice: il corpo umano
contiene circa 100 trilioni di cellule con un diametro medio di 0.01 mm.
Soluzione Si assumano come sistema il blocco di ferro e l'acqua. Le superfici In una cellula ogni secondo accadono migliaia di reazioni chimiche,
interne delle pareti del serbatoio costituiscono il contorno del sistema, come mo- durante le quali alcune molecole si decompongono, rilasciando energia, e
- - - - - - · · - - - · ----·-··· ..... -· ___ ..

)6 altre molecole nuove si formano. Questa alta attività chimica, che permette calcolo della potenza metabolica le proteine dell'alimentazione vengono
.~:o-~;§
di mantenere il corpo umano a una temperatura di 37°C mentre svolge le
97
APITOLO 3 ignorate, poiché si commette un errore trascurabile visto che le proteine
I primo principio necessarie funzioni corporee, è detta metabolismo. In termini semplici, il costituiscono solo una piccola frazione dell'alimentazione e hanno un RQ Gli aspetti termodinamici
dia termodinamica: metabolismo si riferisce ali' ossidazione dei carboidrati, grassi e proteine, compreso tra quello dei carboidrati e quello dei grassi. Considerando che dei sistemi biologici
sistemi chiusi
che costituiscono il cibo. La potenza metabolica nello stato di riposo è in condizioni basali il quoziente respiratorio medio di un maschio adulto è
detta potenza metabolica basale, e corrisponde alla potenza metabolica RQ = 0.80, valore corrispondente a 20.l kJ/l di 0 2 consumato, la potenza
ARIA richiesta per svolgere funzioni necessarie come la respirazione e la circola- metabolica basale media di una persona si può stimare con buona appros-
AMBIENTE zione del sangue, a un livello di attività esterna pari a zero. La potenza simazione misurando il numero di litri di O, consumati nell'unità di tempo Un frigorifero Una resistenza
metabolica coincide con il consumo di energia nell'unità di tempo. Per un da 300 W elettrica
e moltiplicando tale valore per 20.l kJ/l di 0 : per esempio, un maschio
2 da 300 W
maschio medio (30 anni di età, 70 kg, area della superficie corporea 1.8 adulto a riposo, che consuma in media 0 2 a un tasso di 0.250 l/min, ha una
m 2), la potenza metabolica basale è 84 W, vale a dire che il corpo umano potenza metabolica basale di 84 W.
dissipa energia verso l'ambiente al tasso di 84 W, convertendo l'energia Le reazioni biologiche nelle cellule fondamentalmente avvengono a
chimica del cibo (o del grasso corporeo se la persona non ha mangiato) temperatura, pressione e volume costanti. La temperatura della cellula ten-
(Figura 3.66). La potenza metabolica aumenta con il livello di attività e de ad aumentare quando dell'energia chimica è convertita in calore, ma Un TV da 300\V
può superare di IO volte la potenza metabolica basale quando si compie un tale energia è rapidamente trasferita al sistema circolatorio, che la traspor-
esercizio fisico faticoso. Si noti che due persone, impegnate in un'attività ta verso le parti esterne del corpo per cederla infine ali' ambiente attraverso
fisica pesante, possono fornire ali' ambiente più energia di una stufa elettri- la pelle.
ca della potenza di 1 kW (Figura 3.67). Il calore è emesso dal corpo sotto Le cellule dei muscoli funzionano come un motore che converte ener-
GURA 3.66
forma sensibile, variabile tra il 40 per cento circa del totale nel caso di gia chimica in energia meccanica (lavoro) con un rendimento prossimo al
media una persona a riposo dissipa lavoro pesante e il 70 per cento circa nel caso di lavoro leggero, e sotto 20 per cento. Quando il corpo non compie lavoro netto sull'ambiente (come
rso lambiente circostante la potenza forma latente per effetto della traspirazione. sollevare pesi), l'intero lavoro è convertito in calore, trasferito infine al-
nnica di 84 W. La potenza metabolica basale varia con il sesso, le dimensioni corpo- l'ambiente. Il fenomeno è analogo a quello che avviene in un apparecchio
ree, le condizioni generali di salute ecc. e diminuisce considerevolmente TV della potenza di 300 W, che in condizioni di funzionamento continuo
con letà; questa è una delle ragioni per cui la gente tende a ingrassare a cede all'ambiente 300 W sotto forma di potenza termica indipendentemen-
cominciare dalla fine dei venti anni anche se non aumenta la quantità di te da ciò che avviene sullo schermo. Si noti che accendere un apparecchio
1.2 kJ/s
cibo ingerito. Il cervello e il fegato sono i luoghi principali dell'attività TV di 300 W o tre lampadine da 100 W per il principio di conservazione Un computer
metabolica: tali due organi sono responsabili per almeno il 50 per cento da 100 W con un
dell'energia produce nell'ambiente lo stesso effetto scaldante di una stufa monitor da 200 W
della potenza metabolica basale di un corpo umano adulto, sebbene costi- elettrica della potenza di 300 W (Figura 3.68), poiché l'energia entrante in Energia
tuiscano solo il 4 per cento della massa corporea. È straordinario che nei un sistema deve eguagliare l'energia uscente se 1' energia totale del sistema solare
I kJ/s bambini piccoli circa la metà dell'attività metabolica basale avviene nel rimane costante durante un processo. 300\V
solo cervello.
La potenza metabolica può essere misurata direttamente (calorimetria
diretta) o indirettamente (calorimetria indiretta). Nella calorimetria diret- Cibo ed esercizio fisico FIGURA 3.68
ta, si fa ricorso a una struttura sperimentale costituita da un ambiente chiu- Alcune situazioni che forniscono
3URA 3.67
so ben isolato termicamente e dotato di un sistema di circolazione d'acqua Il fabbisogno energetico di un corpo è soddisfatto dal cibo, i cui nutrienti a una stanza la stessa quantità
e persone che ballano velocemente
su tutte le pareti, soffitto e pavimento. L'energia metabolica, sviluppata sono classificati in tre categorie principali: carboidrati, proteine e grassi. Il di energia di una stufa elettrica
<ipano in un ambiente una potenza
dalla persona posta ali' interno dell'ambiente, viene trasferita ali' acqua e pane e lo zucchero sono ,le principali fonti di carboidrati, caratterizzati della potenza di 300 W.
·nica maggiore di quella di una stufa
•trica da I kW. può essere determinata misurando l'innalzamento di temperatura dell'ac- dall'avere nelle loro molecole atomi di idrogeno e di ossigeno in rapporto
qua durante il periodo di osservazione. Benché semplice nel concetto, la 2 : I. Quanto a complessità le molecole dei carboidrati variano da molto ·
calorimetria diretta è difficile da realizzare in pratica; perciò praticamente semplici (come nello zucchero) a molto complesse o grandi (come nel-
tutte le misurazioni metaboliche oggigiorno sono fatte tramite la calorimetria l'amido). Le proteine, molecole molto grandi che contengono carbonio,
indiretta, molto più semplice e non meno accurata della calorimetria diretta. idrogeno, ossigeno e azoto, sono essenziali per la costruzione e la rigene-
Nella calorimetria indiretta, la potenza metabolica è determinata dalla razione dei tessuti corporei e sono costituite da blocchi costitutivi più pic-
misurazione dei tassi di consumo di 0 2 e di produzione di C0 del corpo. Il coli chiamati aminoacidi. Le proteine complete, contenute in carne, latte e
2
rapporto del numero di moli di C0 2 prodotte sul numero di moli di 0 uova, hanno tutti gli aminoacidi necessari a costruire i tessuti corporei,
2 mentre quelle vegetali, derivate dalle piante e contenute in frutta, verdure e
consumate è detto quoziente respiratorio (RQ) e dipende dal tipo di cibo
=
consumato: per esempio, si ha RQ I.O per il glucosio (C H p ) poiché
6 1 6
cereali, sono carenti di uno o più aminoacidi e sono dette proteine incom-
un uguale numero di moli di 0 2 e C02 sono prodotte quando il glucosio si plete. I grassi, oli vegetali e grassi animali, hanno molecole relativamente
= =
ossida; RQ 0.84 per le proteine e RQ 0.707 per i grassi. In pratica nel piccole costituite da carbonio, idrogeno e ossigeno. Molti cibi contengono
98 tutti e tre i gruppi di nutrienti in diversa quantità: l'alimentazione america- letà, il sesso, lo stato di salute, il livello di attività e le dimensioni corpo-
na tipica consiste nel 45 per cento di carboidrati, 40 di grassi e 15 di protei- 99
CAPITOL03
ree: una persona piccola ha bisogno di meno calorie di una persona gran- ~::-:-~

Il primo principio
ne, sebbene per un'alimentazion e salutare si raccomanda di limitare i gras- de dello stesso sesso ed età. Poiché mediamente un uomo ha bisogno di Gli aspetti termodinamici
della termodinamica: si al 30 per cento delle calorie totali. circa 2400 + 2700 Calorie al giorno e una donna di 1800 + 2200 Calorie dei sistemi biologici
i sistemi chiusi Il contenuto di energia di un dato cibo si determina bruciando un pic- al giorno, le calorie assunte in più sono di solito immagazzinate sotto
colo campione in un dispositivo chiamato bomba calorimetrica, costituita forma dì grasso, che serve come energia di scorta quando l'assunzione di
Miscelatore TABELLA 3.3
e motore
.da un contenitore rigido ben isolato termicamente (Figura 3.69), contenen- energia nel corpo è inferiore alla quantità' necessaria. Contenuto approssimato di energia
te una piccola camera di combustione circond.ata da acqua. Il campione di Come altri grassi naturali, I kg di grasso del corpo umano contiene metabolizzabile dì alcuni cibi
cibo viene bruciato nella camera di combustione in presenza di eccesso di circa 33. I MJ di energia metabolizzabile: perciò una persona che non man- (1Caloria=4.1868 k.Jl
aria. L'energia termica, sviluppata dalla combustione e trasferita all'acqua gia (assunzione di energia pari a zero), se consuma 2200 Calorie (9211 kJ) Cibo Calorie
circostante, è il contenuto di energia del cibo, che per il principio di con- al giorno, può soddisfare la sua richiesta giornaliera di energia bruciando
Acqua Bibita (200 ml) 87
servazione dell'energia viene determinato misurando l'aumento di tempe- =
solo 9211/33 100 0.28 kg di grasso corporeo. Una persona, quindi, può Burro (un cucchiaino da tè) 35
Bomba ratura dell'acqua. Inoltre, poiché la combustione del cibo produce le stesse sopravvivere oltre 100 giorni senza mangiare (ha comunque bisogno di Gelato (100 ml, 10% di grassi) 110
(camera di reazioni chimiche che avvengono nel corpo (conversione del carbonio in Hamburger 275
combustione) bere acqua per compensare la perdita d'acqua attraverso i polmoni e la Hamburger con formaggio
C02 e dell'idrogeno in Hp), l'energia misurata è la stessa che si sviluppa 325
pelle, ed evitare la disidratazione che può avvenire invece in pochi giorni). Hol dog 300
Isolamento nel corpo. Sebbene il desiderio di liberarsi dal grasso in eccesso in un mondo di ma- Insalata di lattuga con
Per campioni secchi (privi di acqua) i contenuti medi di energia dei tre gri possa essere a volte opprimente, le diete da fame non sono raccoman- condimenlo tipo francese 150
gruppi di base del cibo, determinati con la bomba calorimetrica, corrispon- Latte (intero, 200 ml) 136
date perché il corpo, in aggiunta al grasso, comincia a consumare subito Latte (scremalo, 200 ml) 76
Campione dono a 18.0 MJ/kg per i carboidrati, 22.2 MJ/kg per le proteine e 39.8 MJ/ anche il proprio tessuto muscolare. Una dieta salutare dovrebbe implicare Mela (una, media) 70
di cibo kg per i grassi. Questi gruppi di nutrienti non sono interamente metabolizzati Pane (bianco, una fetta)
quindi regolare esercizio fisico e contemporaneamente permettere una as- 70
nel corpo umano, poiché la frazione del contenuto di energia che può esse- sunzione di cibo ragionevole. Patata al forno (non condita) 250
FIGURA 3.69 re metabolizzata è 95.5 per cento per i carboidrati, 77.5 per le proteine e Patata al forno con formaggio 550
Schema di una bomba calorimetrica I contenuti medi di energia metabolizzabile dei vari cibi e il consumo Patatine fritte
97.7 per i grassi. Si noti che i grassi sono quasi totalmente metabolizzati, di energia durante varie attività sono riportati nelle Tabelle 3.3 e 3.4. Con- (porzione normale)
usata per determinare il contenuto 250
di energia di campioni di cibo.
mentre quasi un quarto delle proteine che si mangiano è rilasciato dal cor- siderando che non esistono due hamburger uguali come non esistono due Pesca (una, media) 65
po senza essere bruciato: ciò corrisponde a 4.1 Calorie/g per le proteine e i persone che camminano esattamente nello stesso modo, esiste qualche in- Pizza (con formaggio, una fetta.
carboidrati e 9.3 Calorie/g per i grassi (Figura 3.70), dati comunemente 1/8 di un formato grande) 350
certezza in tali valori, come è d'altra parte prevedibile; perciò, in altri libri Tavoletta di cioccolato (20 g) 105
riscontrabili nei libri sulla nutrizione e sulle etichette dei cibi. o riviste, si possono incontrare valori piuttosto differenti. Torta (una fetta, 1/8
I contenuti di energia dei cibi che si mangiano normalmente sono mol- Si noti che i valori della potenza metabolica riportati nella Tabella 3.4 di 23 cm di diametro) 300
to più bassi dei valori su menzionati a causa del grande contenuto d'acqua Tramezzino al tonno 450
si riferiscono a un adulto di 68 kg. Nel caso di adulti più piccoli o più Uovo (uno) 80
(!'acqua aggiunge massa al cibo ma non può essere metabolizzata o brucia- grandi la potenza metabolica può essere determinata usando il criterio di
ta e quindi non ha valore energetico): per esempio, la maggior parte delle proporzionalità con le dimensioni corporee: per esempio, poiché la poten-
verdure, della frutta e delle carni consiste per lo più in acqua. I contenuti za metabolica per un ciclista di 68 kg riportata nella Tabella 3.4 è 639
medi di energia metabolizzabile dei tre gruppi di base del cibo sono 4.2 Calorie/h, la potenza metabolica per un ciclista di 50 kg è: TABELLA 3.4
MJ/kg per i carboidrati, 8.4 MJ/kg per le proteine e 33. l MJ/kg per i grassi. Potenza termica dissipata da un adulto
di 68 kg durante alcune atthità
Si noti che 1 kg di grassi naturali contiene circa 8 volte l'energia metabo-
639 Calorie/h (1 Caloria= 4.1868 k.JJ
lizzabile di I kg di carboidrati naturali: una persona che si riempie lo sto-
maco di cibi grassi assume molta più energia di una persona che si riempie
50kg
68 kg
=470 Calorie/h Attività Calorie/h
3 biscotti (32 g)
lo stomaco di carboidrati mangiando pane o riso. Andare in bicicletta (21 km/h) 639
Il contenuto di energia metabolizzabile dei cibi è di solito espresso dai Seguendo lo stesso criterio per un ciclista di I 00 kg la potenza metabolica Ballare velocemente 600
Grassi: (8 g} (9.3 Cal/g) = 74.4 Cal Camminare (7.2 km/h) 432
=
Proteine: (2 g) (4.1 CaVg} 8.2 Cal nutrizionisti in termini di Caloria (con la maiuscola) o kilocaloria (1000 è 940 Calorie/h. Correre velocemente (13 km/h) 936
Carboidrati: (21 g) (4.1CaVg)=86.1 Cal calorie), per le quali valgono le seguenti relazioni: L'analisi termodinamica del corpo umano è piuttosto complicata poi- Fare jogging (8 km/h) 540
=
Altro: (I g) (0 CaVg) O
ché implica scambio di massa (durante la respirazione, la traspirazione Giocare a basket 550
I Caloria= 1000 calorie= 1 kcal (kilocaloria) = 4.1868 kJ Giocare a tennis (avanzato) 480
TOTALE (per 32 g): 169 Cal ecc.) e scambio di energia. Il corpo umano dovrebbe essere trattato, quindi,
Giocare a tennis (principiante) 288
come un sistema aperto, ma, poiché lo scambio di energia con la massa è Guardare la TV 72
La caloria spesso causa confusione nelle tabelle o negli articoli sulla nutri- difficile da quantificare, per semplicità è trattato come un sistema chiuso, Guidare un'auto
FIGURA 3.70 180
Valutazione del contenuto di calorie
zione: in generale, si può dire che, quando l'argomento è cibo o buona considerando l'energia trasportata con la massa come semplice scambio di Mangiare 99
di una porzione di biscotti con schegge forma fisica, per caloria, che sia scritta con la maiuscola oppure no, si energia: per esempio, il cibo ingerito è considerato come un trasferimento
Metabolismo basale 72
intende kilocaloria. Nuotare (piano) 288
di cioccolato (i valori si riferiscono di energia nel corpo umano pari al contenuto di energia del cibo metabo- Nuotare (veloce) 860
ai biscotti Chips Ahoy della Nabisco). Il fabbisogno di energia o di calorie delle persone varia molto con lizzabile. Praticare sci di fondo (13 km/h) 936
100 stessa attività, proprio come un'auto a elevato rendimento necessita di meno
ESEMPIO 3.18 carburante per percorrere una data distanza. È interessante notare che, men-
CAPITOL03
li primo principio Un uomo di 90 kg ha pranzato con due hamburger, una porzione normale di pata-
tre dalle auto si pretende un rendimento elevato, non altrettanto accade per Sommario
della termodinamica: tine fritte e una Coca di 200 ml (Figura 3.71). Si determini quanto tempo gli occor- il proprio corpo: durante la dieta il corpo, interpretando la dieta come man-
i sistemi chiusi
rerà per consumare le calorie del pranzo a) guardando la TV e b) nuotando veloce- canza di cibo, utilizza maggiormente le proprie riserve di energia. Si è
mente. Quale sarebbe invece la soluzione per un uomo di 45 kg? osservato, infatti, che riducendo l'alimentazione da un valore normale di
2000 Calorie/giorno a 800 Calorie/giorno, in assenza di esercizio fisico la
Soluzione a) Si assuma il corpo umano come sistema chiuso, il cui contenuto
di energia rimane costante. Per il principio di conservazione dell'energia, l'energia
potenza metabolica basale si riduce del 10-20 per cento. Sebbene la poten-
entrante nel corpo deve essere uguale all'energia in uscita. In questo caso, l'ener- za metabolica ritorni normale terminata la dieta, diete prolungate a basso
gia netta entrante è il contenuto di energia metabolizzabile del cibo ingerito; esso è numero di calorie senza adeguato esercizio fisico possono concludersi con
determinato dalla Tabella 3.3 come una perdita considerevole di tessuto muscolare oltre che di grasso. Quando
il tessuto muscolare in grado di bruciare calorie si riduce, la potenza meta-
f:e =2 X f:halnbu'll" + f:pata""' + (;coca bolica del corpo diminuisce e rimane sotto il valore normale anche dopo
=(2 X 275 + 250 + 7) ! che è cessata la dieta; come conseguenza, la persona riguadagna più del
=887 Calorie peso perso, sotto forma di grasso, durante la dieta. La potenza metabolica
FIGURA 3.71
Allora, r= =,i;, = 887 Calorie. La potenza metabolica, É, per un uomo di 68 kg che I basale rimane all'incirca la stessa soltanto se si compie un adeguato eserci-
Un pranzo tipico descritto guarda la n:l è fornita dalla Tabella 3.4 in 72 Calorie/h. Per un uomo di 90 kg, L zio fisico durante la dieta.
nell'Esempio 3.18.
essa diventa

r=. 72 . /h
= (90)- = 95.3 Calorie
r Un'altra teoria suggerisce che è molto più probabile che guadagnino
peso quelle persone troppo grasse già durante l'infanzia o l'adolescenza. A
u 68 tal proposito alcuni ritengono che il contenuto di grasso dei corpi sia rego-
lato da un meccanismo di controllo, simile a quello della temperatura di
Quindi, occorrerà un tempo una casa con un termostato; altri ritengono che i problemi ormonali causi-
no eccessivo aumento o perdita di peso; altri ancora incolpano dei proble-
l!.t= 887 =9.3h mi di peso semplicemente i geni. Considerando anche che 1'80 per cento
95.3 dei bambini di genitori in sovrappeso è in sovrappeso, l'ereditarietà può
per consumare le calorie del pranzo guardando la TV. davvero essere parzialmente responsabile del modo in cui un corpo imma-
b) In maniera simile, si può dimostrare che occorrono solo 47 minuti per consuma- gazzina i grassi.
re le calorie del pranzo nuotando velocemente.
Poiché l'uomo di 45 kg è la metà dell'uomo di 90 kg, per spendere la stessa quan-
tità di energia sarà necessario un tempo doppio: 18.6 h guardando la TV e 94 3.1 O ~ SOMMARIO
minuti nuotando velocemente.
Il primo principio della termodinamica è essenzialmente un enunciato del
principio di conservazione dell'energia. L'energia può attraversare il con-
Molte diete sono basate sul calcolo delle calorie; cioè sul principio di torno di un sistema chiuso sotto forma di calore o lavoro. Quando lo scam-
conservazione dell'energia: una persona che assume sotto forma di cibo bio di energia è dovuto a una differenza di temperatura tra il sistema e
più calorie di quante il suo corpo ne brucia guadagnerà peso, al contrario l'ambiente, si parlerà di calore; negli altri casi si tratterà di lavoro. La
perderà peso, se consuma meno calorie di quante il suo corpo ne brucia.
quantità di calore fornita lii sistema e il lavoro compiuto dal sistema sono
Tuttavia, le persone che mangiano qualunque cosa vogliono, tutte le volte
positivi; la quantità di calore ceduta dal sistema e il lavoro compiuto sul
che vogliono, senza guadagnare alcun peso sono prove viventi che la tecni- sistema sono negativi.
ca di calcolo basata sulle calorie da sola non funziona nella dietetica; per-
Il calore si trasmette in tre modi differenti: per conduzione, per
ciò per la dietetica non è sufficiente tenere il conto delle calorie. Si dovreb-
convezione e per irraggiamento. La conduzione è il trasferimento di ener-
be notare che le espressioni aumento di peso e perdita di peso non sono
gia che si ottiene dall'interazione delle particelle di una sostanza dotate di
appropriate; più correttamente si dovrebbe parlare di aumento di massa e
maggior energia con quelle adiacenti dotate di minor energia. La convezione
perdita di massa: un uomo che va nello spazio praticamente perde tutto il
è il trasferimento di energia tra una superficie solida e il liquido o gas adia-
suo peso, ma nulla della sua massa. È bene ricordare che quando si parla di
cente in movimento e implica gli effetti combinati di conduzione e traspor-
cibo e di buona forma fisica, per peso si intende la massa. to di massa. L'irraggiamento è il trasferimento di energia che avviene per
I ricercatori sulla nutrizione hanno proposto diverse teorie sulla dietetica. effetto delle onde elettromagnetiche (o fotoni), prodotte da variazioni nelle
Una teoria suggerisce che alcune persone hanno corpi davvero "cibo-effi- configurazioni elettroniche degli atomi o delle molecole. Le tre diverse mo-
cienti", tanto da avere bisogno di meno calorie di altre per svolgere la
dalità di trasmissione del calore sono esprimibili con le seguenti relazioni:
102
103
·
Q,ond =- AA dT
dx (W) tih = h2 - hl= !~p(T) dT ""'cp.mod(T, - TI)
CAPITOLO 3 Sommario
Il primo principio
della termodinamica: Qconv = hA (T, -TI) (W) Per i gas perfetti cv e cP sono correlati dalla relazione:
i sistemi chiusi
. 4 4
Q;rr =so-A (T, -Te ) (W) cP =cv+ R [Jl(kg · K)]
Le varie forme di lavoro sono espresse come segue: dove R è la costante del gas.
Il rapporto dei calori specifici k è definito dalla relazione:
Lavoro elettrico L,1 =VI t'it (J)
Lavoro di variazione di volume L = fpdV (J)
v I
Per le sostanze incompressibili (liquidi e solidi) il calore specifico a pres-
Lavoro elastico Lm= tk.(xi-xn (J)
sione costante è egmlle al calore specifico a volume costante, entrambi
Per la trasformazione politropica (p1J' =costante) dei gas reali, il lavoro di semplicemente rappresentati da c:
variazione di volume è espresso dalla seguente relazione:
cP =c.= c [Jl(kg · K)]

Le variazioni dell'energia interna specifica e dell'entalpia specifica, tiu e


tih, per le sostanze incompressibili sono espresse dalle relazioni:
Il primo principio della termodinamica per un sistema chiuso è espresso
dalla relazione:
tiu = l~(T) dT :: cmcd (T, -'.li) (J/kg)
Q - L = tiU + tlE, + tlEP (J)
!!Jz =tiu + vt::.p (Jlkg)
dove L=La +Lv
tiU=m (u 2 -u 1)
M, = tm (wi -wn
tlEP =mg <; - z 1)

Per una trasformazione a pressione costante, Lv+ tiU =!::Jf, per cui si ha:

Q - L. = !::Jf + tlE, + tlEP (J)


La quantità di energia necessaria per innalzare di un grado la temperatura
dell'unità di massa di una sostanza è detta calore specifico a volume co-
stante cv per una trasformazione a volume costante e calore specifico a
pressione costante c per una trasformazione a pressione costante. Essi
sono definiti dalle relazioni:

c = ( Òu
V òT
l e c = ( Òu )
p ÒT p

Per i gas perfetti u, h, c. e c sono funzioni della sola temperatura. Le


variazioni di energia interna sGecifica e di entalpia specifica, tiu e !!Jz, per
i gas perfetti sono espresse dalle relazioni:

tiu = u2 - u1 = !~u (T) dT "' cv. mod (T2 - T1)


Il primo principio
della termodinamica:
i volumi di controllo

In questo capitolo si studieranno i sisterrù che comportano flusso di massa


attraverso il proprio contorno, cioè i volumi di controllo. Poiché l'equazio-
ne di conservazione dell'energ ia per un generico volume di controllo è
piuttosto complessa, si fornirà dapprima una descrizione generale delle
equazioni di conservazione della massa e dell'energia, per concentrarsi poi
sul processo stazionario, assunto come modello per molti dispositivi, quali
turbine, compressori, scambiatori di calore, condotti e tubazioni.
106 4.1 :;1 L'ANAL ISI TERMO DINAM ICA
~K§jlf~ laccurate zza richiesta da ogni tipo di calcolo ingegneristico e che perciò
si 107
CAPITOL 04 DEI VOLUMI DI CONTR OLLO può trascurare.
~$;!"''~
IJ primo principio della termodinamica: Per i sistemi chiusi, il principio di conserva zione della massa viene
i \·oJumi di controllo L'analisi termodinamica
Molti dispositiv i tecnici comport ano flusso di massa tra ingresso richiamato implicitamente nella definizione stessa di sistema chiuso
e uscita quan-
dci l'olumi di controllo
del sistema, per cui possono essere assimilat i a volumi di co11trollo do si richiede che la massa del sistema rimanga costante durante un proces-
(Figu-
r------- --1 ra 4.1): uno scaldacq ua, un rndiatore d'automo bile, una turbina o un so. Per i volumi di controllo, invece, la massa può attraversare il contorno
turbo-
,
iz;l+~-~
/ ---j-- Massa compress ore, poiché comporta no flusso di massa, devono essere
analiz- per cui bisogna tenere conto della massa che entra nel volume di controllo
1 Volume I uscente ·zati come volumi di controllo (sistemi aperti) piuttosto che come
I
i
di controllo
(VC)
l
/
di controllo (sistemi chiusi). In generale , og11i regione arbitrari
masse
a dello
e di quella che lo lascia (Figura 4.5). Il principio di conserva zione
massa per un volume di controllo (VC) sottoposto a una trasforma
della ~~~
I spazio può essere assimilata a un volume di co11trollo. Pur non esistendo zione
I
I
I
può esprimersi con la relazione: FIGURA 4.4
Massa --1-.. 1 regole pratiche per l'individ uazione dei volumi di controllo , si può
entrante L_______ _J certa- La massa si conserva anche
mente affermar e che una scelta appropri ata ne rende molto più facile
l'ana- massa totale ) ( massa totale ) ( variazione netta ) nelle reazionì chìmiche.
lisi: per esempio, per analizzar e il flusso di aria attravers o un entrante nel - uscente dal =
FIGURA 4.1 ugello è ( volume di controllo di massa nel
La massa può fluire attraverso utile scegliere come volume di controllo la regione all'intern o dell'ugel volume di controllo volume di controllo
lo.
un volume di controllo. Il contorno del volume di controllo è detto superficie di colltrollo e può
essere reale o immagin aria: nel caso dell'ugel lo, la superficie interna
di
questo costituisce la parte reale dcl contorno , mentre le sezioni di
ingresso dove i pedici e, u e VC stanno rispettivamente per entrante, uscente
e di uscita ne costituisc ono la parte immagin aria, poiché non corrispon e volu-
Conromo do- me di controllo. Questa equazione rappresenta l'enuncia to del principio di
no a superfici fisiche (Figura 4.2).
immaginario Contorno reale
Un volume di controllo può avere dimensio ne e forma fisse, come conservazione della massa per un generico volume dì controllo sottopost
o
\~ nel a un qualsiasi processo. In meccanica dei fluidi l'equazio ne di conserva
l I
t_r~
caso di un ugello, o avere un contorno mobile, come mostrato in Figura
in generale la maggior parte dei volumi di controllo ha contorno
4.3;
fisso e
zione della massa viene detta equazione di continuità.
-

-+-'
ve
(ugello)
+-
I

I
quindi, fatta eccezion e per il lavoro di variazione di volume, possono
re interessati da scambi di calore e lavoro, proprio come un sistema
esse-
Le portate massica e volumetrica
chiuso.
!~--~ Poiché in questo capitolo saranno ampiame nte utilizzati i termini
zionario e unifonne, è importante precisarne la definizione: per stazionario
sta- La massa che scorre attraverso una sezione nell'unità di tempo è detta
por-
FIGURA 4.5
Principio di conservazione della massa
si intende invan'allte nel tempo, per cui H contrario di stazionar io tata massica ed è indicata da m: come in precedenza, il punto sul simbolo per un volume dì controllo.
è non è usato per indicare una grandezza riferita all'unità di tempo.
FIGURA 4.2 stazionario o transitorio; per uniforme, invece, si intende invariante con la
Contorno reale e immaginario di un posizione in una determinata regione dello spazio. La portata massica di un fluido che scorre in una tubazion e o in
un
volume di controllo. condotto è proporzionale all'area A della sezione trasversale della tubazio-
ne o del condotto, alla densità p e alla velocità w del fluido. Nel caso
di
Il princip io di conser vazione della massa superficie di area infinitesima d4 la portata massica può esprimersi
con la
seguente relazione:
La conserva zione della massa è uno dei principi fondamentali in
natura,
soddisfat to anche dalle equazioni chimiche (Figura 4.4): per esempio,
dal- (4.3)
la reazione tra 16 kg di ossigeno e 2 kg di idrogeno si ottengon o
18 kg di
acqua e dalla successiv a elettrolisi dei 18 kg di acqua si otterrann o dove w. è la componente della velocità nella direzione normale alla
di nuo- super-
vo 2 kg di idrogeno e 16 kg di ossigeno. Infatti, la massa, come l'energia ficie d4. La portata massica, che attraversa l'intera superficie della sezione

1\---------: una proprietà che si conserva e non può essere né creata né distrutta.
via la massa me l'energia E possono essere convertite l'una nell'altra
Tutta- trasversale della tubazione o del condotto, si ottiene per integrazione
con la
/ Contorno I in relazione:
mobile accordo con la famosa relazione di Einstein tra massa ed energia:
1
I
:
I
ve
:
I
:
I E=mc 2 (4.1)
m= Lpw.M (kg/s) (4.4)

-----rI ___________ I: dove c è la velocità della luce. Si noti, però, che in pratica, fatta eccezion
per le reazioni nucleari, le interazioni energetiche comporta no variazion
e
Nella maggior parte delle applicazioni pratiche, il flusso di un fluido
attraverso una tubazione o un condotto, se riferito ai valori medi delle
pro-
i prietà nella generica sezione normale alla direzione del flusso, si può
di massa estremam ente piccole, tanto da non essere rilevate nemmen ap-
o dai prossimare a un flusso unidimen sionale, poiché le proprietà variano
FIGURA 4.3 dispositiv i più sensibili: per esempio, quando nella reazione tra ossigeno in
Alcuni volumi di controllo hanno un e una sola direzione (la direzione del flusso). Nel caso di flusso unidimen-
idrogeno si forma I kg di acqua, la quantità di energia liberata
contorno mobile. è pari a sionale tutte le proprietà risultano unifonni per ogni sezione trasversa
le
15 879 kJ, che corrispon de alla massa di 1.76 x 10-io kg. valore che normale alla direzione del flusso, ma, in generale, non stazionarie, poiché
va oltre
i
T----
108 valori delle proprietà per una determinata sezione trasversale possono cam- r---------,
l
109
biare nel tempo. l Massa--:-:-+.. ~~~
CAPITOL04 entrante :
Il primo principio della termodinamica: Schematizzare il flusso in un condotto o in una tubazione come flusso L'analisi termodinamica
l ,.. oJumi di controllo unidimensionale influisce poco sulla maggior parte delle proprietà del fluido, I Volume di dei \'Olumi di controllo
1 controllo
quali temperatura, pressione, densità, che di solito rimangono costanti sul- I Q
I I
la sezione trasversale; lo stesso non si può dire per la velocità, il cui valore Q L_________J---Massa
varia da zero in prossimità delle pareti a un massimo in corrispondenza
uscente
dell'asse a causa degli effetti viscosi (attrito fra strati fluidi). Nell'ipotesi
di flusso unidimensionale si può assumere la velocità costante sull'intera discorso analogo vale quando è la massa a uscire dal volume di controllo, FIGURA 4.8
(a) Reale
sezione trasversale e pari a un valore medio equivalente (Figura 4.6). Rife- facendone diminuire conseguentemente l'energia: per esempio, quando I' ac- L'energia di un volume di controllo può
rendosi all'Equazione 4.4 ed eseguendo l'integrazione si ottiene per un qua calda asportata da uno scaldacqua è sostituita dalla stessa quantità di essere modificata dal flusso di massa così
flusso unidimensionale: acqua fredda, si ha come risultato dello scambio di massa una diminuzione come dagli scambi di calore e lavoro.
dell'energia contenuta nello scaldacqua (volume di controllo).
L'equazione di conservazione dell'energia per un volume di controllo

l[ l[ l
(b)Media
sottoposto a una trasformazione può essere espressa dalla relazione:
dove p =densità, kg/m3 (= Ilv);
'IGURA 4.6 wmcd = velocità media del fluido nella direzione normale ad A, mls;
'rofili delle velocità reale e media A =area della sezione trasversale normale alla direzione del flusso, m2• energia totale
che attraversa
energia totale
della massa
energia totale
·er il flusso in una tubazione (la panata della massa
·1assica è la stessa nei due casi). Il volume del fluido che scorre attraverso una sezione trasversale riferi- il contorno + entrante nel - uscente dal
[ come calore e lavoro volume di controllo
to all'unità di tempo è detto portata volumetrica V (Figura 4.7) ed è dato volume di controllo
dalla relazione:
=
variazione netta
dell'energia nel
J
f~ .r~~~.:=:~~.1.·;~~:~s.~~~t-~---~;il,ti~~;,~
( volume di controllo

Le portate massica e volumetrica sono correlate dalla relazione:

Naturalmente se nessuna quantità di materia entra o esce dal volume di con-


Sezione tiasversale ~~1:?: =:;,e,V; J;.; · trollo, il secondo e terzo termine si annullano e l'equazione si riduce a quella
valida per i sistemi chiusi. Pur nella sua semplicità, l'Equazione 4.8 è appli-
IGURA 4.7 Si noti che questa relazione è analoga alla relazione m = Vlv tra massa e cabile a qualsiasi volume di controllo sottoposto a qualsiasi trasformazione.
.t panata volumetrica è il volume volume di un fluido. Il calore scambiato da un volume di controllo non deve confondersi con
.·I fluido che scorre attraverso Per semplicità si tralascia il pedice della velocità media; a meno che l'energia trasportata con la massa attraverso il volume di controllo. Si ri-
1a sezione trasversale nell'unità di tempo. non sia specificato diversamente, w indica la velocità media nella direzio- cordi che il calore è la forma di energia scambiata in conseguenza di una
ne del flusso e A indica larea della sezione trasversale normale alla dire- differenza di temperatura tra un volume di controllo e l'ambiente.
zione del flusso. Analogamente a quanto accade per un sistema chiuso, un volume di
controllo può essere soggetto contemporaneamente a più forme di lavoro
Il principio di conservazione dell'energia (Figura 4.9). Nel caso in cui; come spesso accade, il contorno del volume di
controllo sia rigido e fisso, poiché il lavoro di variazione di volume è nullo,.
Come si è detto nel Capitolo 3, per un sistema chiuso l'energia può modifi- il lavoro scambiato sarà tutt'al più lavoro d'elica e lavoro elettrico per i
carsi solo attraverso scambi di calore e/o lavoro, per cui la variazione di sistemi compressibili semplici. Lo scambio termico, invece, è nullo quando
energia durante un processo è uguale allo scambio netto di calore e lavoro il volume di controllo è termicamente isolato.
attraverso il contorno del sistema: Il lavoro che occorre compiere su un fluido affinché questo attraversi
un volume di controllo è detto lavoro di pulsione e fa parte dell'energia
Q-L=t!.E trasportata dal fluido.
Per i volumi di controllo, invece, l'energia di un sistema può variare a cau- Il lavoro di pulsione
sa del flusso di massa attraverso il volume di controllo (Figura 4.8). Quan- FIGURA 4.9
Un volume di controllo può componare
do una certa quantità di materia entra in un volume di controllo, l'energia di Il lavoro di pulsione è il lavoro necessario a mantenere il flusso di massa lavoro di variazione di volume
quest'ultimo aumenta perché la massa entrante trasporta con sé energia; un attraverso il volume di controllo e può essere quantificato facendo riferi- in aggiunta a lavoro elettrico e d'elica.
T
110 mento a un elemento fluido di volume V, come mostrato in Figura 4.10. Il 111
fluido immediatamente a monte, comportandosi come un pistone immagi- ~ et~
eAPITOL04
11 primo principio della termodinamica:
i \'olumi di controllo
nario, forzerà l'elemento fluido, scelto sufficientemente piccolo in modo
da avere proprietà uniformi in ogni sua parte, a entrare nel volume di con- ~ ·T~P
I processi
a flusso stazionario
Fluido w2
trollo. Se la pressione del fluido è p e larea della sezione trasversale è A e= 11+ w2
(Figura 4.11), la forza applicata dal pistone immaginario sull'elemento flui- immobile 2 +gz Flui'.lo ili 9 = pv +Il+ - + gz
A
--""""""=v"""iI
r-------i do è data dalla relazione: ~~
Energia -cnergrn , "
111ov1111e111JJl!!19!!ij;;,( ..;
~~~,
d FIGURA 4.13
:I Energia
I
I
I
I
F=pA (4.9) ~ "'fili, ~ iJlO.al?/
L'energia totale nel caso di un fluido
immobile e di un fluido in movimento.

---1,==:::.: I
I
ve
I
:I Il lavoro di pulsione, fatto per spingere lelemento fluido attraverso il con-
torno dalla forza definita dall'Equazione 4.9 lungo uno spostamento d, è
I I
I I
1I ________ I1
dato dalla relazione: e= pv + e= pv + (u + ec + ep)
Pistone
immaginario (4.10) Poiché la combinazione pv + 11 è l'entalpia h, la relazione precedente diventa:
FIGURA 4.10
Il lavoro di pulsione riferito all'unità di massa si ottiene dividendo entram-
Schema per il lavoro di pulsione.
bi i membri dell'equazione per la massa dell'elemento fluido (Figura 4.12): Mass~3oo;c--::--250~.Ì
entrante II Volume ·di controllo :
I
Si noti che, usando l'entalpia piuttosto che l'energia interna, non è ne- i 225°e i
I I
cessario preoccuparsi del lavoro di pulsione, poiché lenergia associata allo
La relazione che esprime il lavoro di pulsione è la stessa se il fluido è spinto spostamento del fluido attraverso il volume di controllo è automaticamente : ::--!:::::.
dentro o fuori del volume di controllo. L_2~~~----~~~~_I Massa
tenuta in conto dall'entalpia. Da ora in poi, l'energia di una corrente fluida uscente
Si noti che, diversamente da altre forme di lavoro, il lavoro di pulsione Ore 13.00
attraverso un volume di controllo sarà rappresentata dall'Equazione 4.13,
è espresso in termini di proprietà, essendo il prodotto di due proprietà del per cui non verrà fatto alcun riferimento al lavoro di pulsione. Massa--l-3oO-;ç---250~-l
FIGURA 4.11
fluido. Per questa ragione, taluni ritengono il lavoro di pulsione una pro-
In assenza di accelerazione la forza
prietà combinata (come l'entalpia), che definiscono energia di pulsione. entrante II Volume di controllo I
I
esercitata da un pistone su un fluido Altri, invece, si oppongono a questa definizione argomentando che il pro- 4.2:,; I PROCESSI A FLUSSO STAZIONARIO I 22s e
0
I
è uguale alla forza esercitata dotto pv rappresenta energia solo per i fluidi che scorrono e non per i siste- I
I
I
I
dal fluido sul pistone. mi chiusi. Tale controversia non sembra volgere al termine, ma è confor- Molti dispositivi, quali turbine, compressori e ugelli, operano in condizioni 200°e 150°~
I'--------------'
tante sapere che le due argomentazioni portano agli stessi risultati per quanto che non cambiano per lunghi periodi di tempo, per cui possono essere con- Massa
Ore 15.00 uscente
riguarda l'equazione dell'energia. siderati dispositivi a flusso stazionario.
li
I
Nella trattazione seguente il lavoro di pulsione sarà considerato parte I processi secondo i quali operano i dispositivi a flusso stazionario pos-
p I dell'energia di un fluido che scorre, poiché così facendo si ricava molto più sono essere schematizzati con un processo alquanto idealizzato, detto pro· FIGURA 4.14
1, I
ve Durante un processo a flusso stazionario
V I semplicemente l'equazione dell'energia per i volumi di controllo. cesso a flusso stazionario, definito come un processo durante il quale un
I le proprietà di un fluido nel volume di
I fluido scorre attraverso un volume di controllo in modo stazionario (Figu-
I controllo possono cambiare con la
I ra 4.14): durante tale processo le proprietà del fluido possono cambiare da
(a) Prima dell'ingresso L'energia totale di un fluido che scorre punto a punto all'interno del volume di controllo, ma rimangono le stesse posizione, ma non con il tempo.
durante l'intero processo per ogni punto fissato (si ricordi che stazionario
L'energia totale di un sistema compressibile semplice, somma di energia
liI interna, cinetica e potenziale (Figura 4.13), riferita all'unità di massa, è
significa invariante nel tempo). Un processo a flusso stazionario ha le se-
_...,.I p guenti caratteristiche. r---------------i
1,
V
data dalla relazione: Mass~volume di controllo \
I
I 1 Nessuna proprietà (intensiva o estensiva) entro il volume di controllo entrante I I
I
I
I ve cambia con il tempo: il volume V, la massa m e il contenuto di energia totale /
1
mvc =cost. II Massa
E del volume di controllo rimangono costanti (Figura 4.15). Come diretta 1 Evc =cost. 1 uscente
(b) Dopo !"ingresso
conseguenza si ha che per i sistemi a flusso stazionario il lavoro di variazio- :
I
~
I
FIGURA 4.12 dove w è la velocità e z è la quota del sistema rispetto a un riferimento ne di volume è nullo (poiché Vvc =costante) e la massa o l'energia totale 1------ -------'
Il lavoro di pulsione è l'energia esterno. che entra nel volume di controllo è uguale alla massa o ali' energia totale
necessaria per spingere un fluido Se al fluido che attraversa un volume di controllo si aggiunge il lavorò FIGURA 4.15
che esce (poiché mvc =costante ed Evc =costante). In condizioni di flusso stazionario. la
attraverso un volume di controllo ed è di pulsione pv, l'energia totale del fluido che scorre riferita all'unità di
massa e l'energia di un volume di
uguale apu. massa (indicata con fJ) è fornita dalla relazione: 2 Nessuna proprietà al contorno del volume di controllo cambia con il
controllo rimangono costanti.
112 tempo: le proprietà del fluido entrante o uscente rimangono le stesse du- pedice 1 e lo stato di uscita con il pedice 2 ed eliminando i segni di 113
rante l'intero processo. Le proprietà possono, comunque, essere diverse sommatoria, si ottiene la relazione:
CAPITOL04
Il primo principio della termodinamica: per differenti ingressi e uscite e possono anche variare sulla sezione tra- I processi
sversale di un ingresso o di un'uscita, ma tutte le proprietà, incluse la velo- a flusso stazionario
i Yolumi di controllo
cità e la quota, devono rimanere costanti con il tempo in ogni determinata
__J:--------- J::: posizione. Come conseguenza si ha che, durante un processo a flusso sta-
1Ìì1

I
h I
-
/
/
Volume
di controllo
'[h,
I
/
/
1i12


zionario, la portata massica in corrispondenza di un ingresso o un 'uscita
deve rimanere costante (Figura 4.16). Inoltre, si può semplificare ulterior-
mente il fenomeno considerando le proprietà del fluido in corrispondenza
I I .
di un ingresso o di un'uscita uniformi sulla sezione trasversale e coinci- dove p = densità, kg/m3; m, = 2 kg/s
I ~m3 denti con i valori medi. v =volume specifico, m3/kg (= l!p); V2 =0.Sm 3/s
~-------------J h
w = velocità media nella direzione del flusso, m/s;
FIGURA 4.16
3 Le quantità di energia scambiate sotto forma di calore e lavoro tra un
sistema a flusso stazionario e l'ambiente non cambiano con il tempo, ma A =area della sezione trasversale normale alla direzione del flusso, m 2• I
In condizioni di flusso stazionario,
le proprietà del fluido ali' ingresso rimangono costanti. Si noti che, al contrario di quanto avviene per le portate massiche, le
o all'uscita rimangono costanti portate volumetriche (V = wA, m3/s) in corrispondenza dell'ingresso e del-
(non cambiano nel tempo). Dispositivi ciclici, quali motori e compressori alternativi, non soddi- l'uscita di un dispositivo a flusso stazionario possono essere differenti: per
sfano alcune delle caratteristiche sopra enunciate, poiché il flusso entrante esempio, nel caso di un compressore d'aria, a causa della più alta densità
e uscente è pulsante e non stazionario. Tuttavia questi dispositivi possono dell'aria all'uscita, la portata volumetrica uscente è molto minore di quella
r----------1
I .Volume f - m,.=me
essere schematizzati come operanti secondo un processo a flusso staziona-
rio utilizzando valori mediati nel tempo per le proprietà e i flussi di calore
entrante, anche se la portata massica è costante (Figura 4.19). Solo nel caso I
m, =2kg/s
di liquidi le portate volumetriche rimangono costanti al pari delle portate
/ di controllo / \Ì 1 = l.4 m3/s
I I attraverso il contorno, poiché le proprietà del fluido variano con il tempo massiche, poiché i liquidi sono sostanze essenzialmente incompressibili (a
I
J mvc = cost. II in modo periodico. densità costante).
I I Possono essere considerati a tutti gli effetti dispositivi a flusso staziona- FIGURA 4.19
I I
I I rio turbine, pompe, caldaie, condensatori e scambiatori di calore, dispositivi Durante un processo a flusso stazionario
m---!..
e L__________ J I
tutti che operano con continuità di flusso. Per questi dispositivi o simili, una
La conservazione dell'energia
le ponate volumetriche non si
volta terminato il transitorio iniziale e stabilitosi il regime stazionario, po- Durante un processo a flusso stazionario, poiché l'energia totale di un volu- conservano necessariamente.
FIGURA 4.17 tranno essere usate le equazioni che saranno sviluppate in seguito. me di controllo rimane costante (Evc =costante), la variazione dell'energia
Durante un processo a flusso stazionario,
la quantità di massa entrante nel volume
=
totale di un volume di controllo è nulla (Mvc O), con la conseguenza che,
La conservazione della massa in ogni intervallo di tempo, la quantità di energia entrante in un volume di
di controllo eguaglia la quantità
di massa uscente. controllo sotto qualsiasi forma (calore, lavoro, trasferimento di massa) deve
Durante un processo a flusso stazionario la massa totale contenuta nel volu- essere uguale alla quantità di energia uscente: per esempio, il flusso di ac-
me di controllo non cambia nel tempo (mvc =costante), con la conseguenza qua continuo di portata massica m attraverso uno scaldacqua elettrico (vo-
che per il principio di conservazione della massa la massa totale entrante lume di controllo) in regiIµe stazionario (Figura 4.20), che cede all'am-
nel volume di controllo deve eguagliare quella uscente (Figura 4.17). biente la potenza termica Q e riceve dalla resistenza elettrica scaldante la
Riferendosi alla massa che attraversa il dispositivo nell'unità di tempo, potenza elettrica L, subisce un incremento della sua energia totale pari
Elemento
vale a dire alla portata massica m, il principio di conservazione della all'energia elettrica fornita ·all'acqua meno le perdite di calore. elettrico
massa per un generico sistema a flusso stazionario con ingressi e uscite Il primo principio della termodinamica o principio di conservazione. scaldante
.Volume •.. ~,-~-=="""=='= i
di controllo multipli (Figura 4.18) è espresso dalla relazione: dell'energia per un generico sistema a flusso stazionario con ingressi e

l[ l[ l
I
uscite multipli è espresso dalla relazione: I
Acqua
portata massica totale
entrante nel _
J(portata massica totale
uscente dal
J calda
in uscita
I
I
: • Volume
( volume di controllo - potenza totale che potenza totale potenza totale / di controllo
volume di contr01lo attraversa il contorno sotto uscente dal entrante nel
riz 3 =riz 1 +m 2 forma di calore e lavoro
[ riferiti all'unità di tempo
= volume di controllo - volume di controllo
: (serbatoio di
:... _ _ _
acquacalda)
I
i
_ _ _ _ _ _ _ _ .J ~
= 5 kg/s con la massa con la massa Acqua
fredda
FIGURA 4.18 o in entrata
(4.18)
Principio di conservazione della massa dove il pedice e sta per entrante e il pedice u per uscente. Per i dispositivi
per un sistema a flusso stazionario quali ugelli, diffusori, turbine, compressori e pompe, che hanno un flusso dove Oè l'energia totale del fluido che scorre, incluso il lavoro di pulsione, FIGURA 4.20
a due ingressi e un 'uscita. singolo (solo un ingresso e una uscita), indicando lo stato di ingresso con il riferita all'unità di massa (Figura 4.21). Poiché O= h +e.+ eP (Equazio- Uno scaldacqua in regime stazionario.
114 ne 4.13), la fonnulazione più generale del principio di conservazione del-
!' energia per un sistema a flusso stazionario è la seguente:
L = potenza. Poiché nei dispositivi a flusso stazionario non vi è lavoro di 115
CAPITOLO 4 variazione di volume, perché quest'ultimo è costante, e se si tiene conto del
IJ primo principio della termodinamica:
i volumi di controllo _--! lavoro di pulsione con l'entalpia, L rappresenta le rimanenti fonne di lavo- Akuni dispositivi
a flusso stazionario
ro fatto nell'unità di tempo (Figura 4.22). Si noti che: L rappresenta la
(4.I9j
j potenza d'elica per turbine, turbocompressori e turbopompe; L rappresen-
_ _ __., ,,---- ve ta la potenza elettrica se la superficie di controllo è attraversata da fili.elet-
1h • kg/s i
6 •• kJ!kg . . . . . n.,e,
Dall'Equazione 4.19, nel caso di sistemi. con un ingresso e una uscita,
eliminando i simboli di sommatoria, riferendosi all'ingresso e all'uscita con
se non vi è scambio né di potenza d'elica né di potenza elettrica.
=
trici collegati a una resistenza elettrica percorsa da corrente elettrica; L O
~--
' I (kW)
i pedici I e 2 e indicando con rh la portata massica attraverso lintero volu-
Il m= =
me di controllo ( 1 rh 2 rh ), si ottiene lequazione di conservazione del-
l'energia per i sistemi a flusso stazionario con un ingresso e una uscita:
ti.h = h - h . La variazione di entalpia di un fluido si detennina come
differe~za d~i valori dell'entalpia negli stati di uscita e ingresso ricava-
ti dalle tabelle; per i gas perfetti con buona approssimazione si ha ti.li =
ve

FIGURA 4.21 cp. med (T2 - T,).


li prodotto m,
8, è la potenza trasportata FIGURA 4.22
nel volume di controllo con la massa. wi
D.ec =( -w~ )/2. Si noti che l'energia cinetica riferita all'unità di massa In regime stazionario, il lavoro d'elica e
si misura in m2/s2, che equivale a J/kg (Figura 4.23). Considerando che alla il lavoro elettrico sono le uniche forme di
lavoro che un sistema compressibile
velocità di 45 m/s corrisponde il valore dell'energia cinetica di 1 kJ/kg
semplice può comportare.
soltanto, un valore piccolo se confrontato con i valori di entalpia che si
incontrano in pratica, ne consegue che a basse velocità il termine energia
Dividendo queste equazioni per rh , si ottiene la relazione del primo princi- cinetica può essere trascurato. Quando un fluido attraversa un dispositivo
pio riferita all'unità di massa: a flusso stazionario con velocità di ingresso pressoché eguale a quella in
. . ,... ., . .... wi .._ w2 ·' . .· . . . . . ·e·,·· .. ., uscita (w 1 "' w2), la variazione dell'energia cinetica è quasi nulla indipen-
" q-l=h,_-1; +-- 2 1 dentemente dalla velocità. Soltanto alle alte velocità si deve fare attenzio-
. - +g (z2 --z1 )(J/kg) .·· :· (422)
ne, poiché piccole variazioni di velocità possono causare significative va-
,; ·· 2 ,;j •::;;'i·;;•"b e ':;'.[•; ;·; '~/,:C°i')<•'.:;'ii;j
riazioni di energia cinetica (Figura 4.24).
o q-i=(M:i-D.ec'.f.MP) (J/kg) ·. (4.23)
, ~"< ,,....,. >,. "'~ --~,-~..,,,·. ·~ ,__,. - --·~- ._,,,~·~--' :,.. ...,., ..._,·-_;,,_...,,_,_ '" •. :;;;,;·$.;:...,,.,_~:,,.~~_.,,,,.~,$
ti.e =
g(z_, - z1). Considerando che una variazione di energia potenziale pari
Q a (kJ/kg-si ha con una differenza di quota di 102 me che la differenza di
dove q =-;- (calore scambiato per unità di massa, J/kg) (4.24) quota tra l'ingresso e l'uscita della maggior parte delle turbine e dei com-
m
pressori è ben al di sotto di tale valore, si può affermare che per questi
e
L dispositivi la variazione di energia potenziale è trascurabile. La variazione
l =- (lavoro scambiato per unità di massa, J/kg) (4.25)
rh di energia potenziale va presa in considerazione solo quando il processo
comporta il pompaggio di un fluido ad altezze elevate con scambio di calo- FIGURA 4.23
Se la variazione delle energie cinetica e potenziale del fluido che scorre Le unità m 2/s 2 e J/kg sono equivalenti.
attraverso il volume di controllo è trascurabile (cioè ile "' O, ti.e "'0), l'equa- re trascurabile.
zione dell'energia per un sistema a flusso stazionario ~on un iÒgresso e una
uscita assume un'espressione ancora più.semplice: 4.3 !l!il ALCUNI DISPOSITIVI A FLUSSO STAZIONARIO
w, "2 A<c
Molti dispositivi, che operano praticamente alle stesse condizioni per lun- mls m/s kJ/kg
ghi periodi di tempo, possono essere studiati come dispositivi a flusso sta- o 40
Si noti che questa espressione del primo principio per volumi di controllo è zionario: per esempio, i componenti di un impianto motore a vapore (turbi- 50 67
simile alla relazione che esprime il primo principio per sistemi chiusi, fatta ne, scambiatori di calore e pompe) funzionano per mesi senza sosta prima 100 llO
eccezione per ~ che viene sostituita da M. che il sistema venga fennato per manutenzione (Figura 4.25). 200 205
Soffennandosi sull'Equazione 4.21 si noti quanto segue. 500 502

Q =potenza termica scambiata tra il volume di controllo e l'ambiente. 1 Ugelli e diffusori


Q è negativo se il volume di controllo cede calore (come nel caso dello Gli ugelli e i diffusori sono comunemente utilizzati nei motori turbogetto,
FIGURA 4.24
A velocità molto alte, variazioni di
scaldacqua); Q = O se il volume di controllo è ben isolato termicamente nei razzi e nei veicoli spaziali: un ugello è un dispositivo che incrementa la velocità anche piccole possono causare
(adiabatico). velocità di un fluido a spese della pressione, mentre un diffusore è un significative variazioni dell'energia
dispositivo che incrementa la pressione di un fluido a spese della velocità. cinetica del fluido.
T
116 velocità d'ingresso. Si determini a) la portata massica dell'aria e b) la temperatura
~ dell'aria che lascia il diffusore.
117
CAPITOL04
11 primo principio della termodinamica: -'-.Ugello ~-'- Soluzione Si consideri come sistema la regione all'interno del diffusore, il cui Alcuni disposiri\ i
i volumi di controllo .. , ,•l contorno è mostrato in Figura 4.28. Poiché l'aria attraversa il contorno, si tratta di
a flusso stazionario

~ un volume di controllo e, poiché non vi sono variazioni entro il volume di controllo


osservabili nel tempo, si tratta di un sistema a flusso stazionario. Nelle condizioni
~ indicate l'aria può essere considerata gas perfetto poiché è ad alta temperatura e

p 1 =80kPa,~
• . ... j
bassa pressione in relazione ai suoi valori critici ( T,,, = -147°C e p" = 3390 kPa per
- .- .• ·Diffusore--;-- l'azoto, principale costituente dell'aria) .

~
a) Per determinare la portata massica, innanzitutto occorre calcolare il volume spe- r, = 10°C : ARIA :
cifico dell'aria, applicando la relazione dei gas perfetti alle condizioni d'ingresso: w 1 =200mlsi
I
,;,='! iIr., -_.,·
A1 :0.4m
2
~--
--~
!-
FIGURA 4.25 RT, (0.287)(283) O 'tk
I dispositivi a flusso stazionario operano &-®-~ V= - -
' P, 80
- 1• 15m g
in modo stazionario per lunghi periodi. Valvola di
laminazione FIGURA 4.28
Scambiatore e successivamente, mediante l'Equazione 4.5, si ha:
Schema per l'Esempio 4.1.

~
di calore

I I L'area della sezione trasversale di un ugello diminuisce nella direzione del m. = -1 w,A, = -1- (200)(0.4) = 78.8 kg/s
+ I
Ugello -+-
I
flusso per flussi subsonici e aumenta per flussi supersonici; il contrario si
v, 1.015
verifica nei diffusori (Figura 4.26). Poiché il flusso è stazionario, la portata massica attraverso l'intero diffusore rimane

~ Applicando lequazione di conservazione dell'energia agli ugelli e ai


diffusori si può osservare quanto segue.
costante e pari a tale valore.
b} Poiché un diffusore in generale comporta scambio di calore trascurabile (q =O),

~
nessun lavoro d'elica o elettrico (/=O) e una piccola variazione (se esiste) di quota
tra l'ingresso e l'uscita (.6.9• = O}, applicando la relazione del principio di conserva-
I I
Q""O. La potenza termica scambiata tra il fluido e l'ambiente è di solito zione dell'energia per un sistema a flusso stazionario a un ingresso e un'uscita
-J-
1
Diffusore -l-
I
molto piccola, anche quando tali dispositivi non sono isolati termicamente riferita all'unità di massa (Equazione 4.23) si ha:
a causa principalmente delle alte velocità possedute dal fluido. Infatti, il

~ fluido permane all'interno del dispositivo per un periodo di tempo molto


breve, che non permette scambi di calore significativi. Tenendo conto di
ciò, in assenza di informazioni sullo scambio termico il flusso attraverso
'IGURA 4.26
;chema di un ugello e di un diffusore ugelli e diffusori può essere considerato adiabatico.
o= h. -
w:-w:
h, + - - 2 -
'er flussi subsonici.
L =O. La potenza è nulla poiché ugelli e diffusori sono fondamentalmente W2 - W2

~ condotti rigidi opportunamente sagomati e non sono dotati né di eliche né O= c.Cf,-T,)+ ~


I I di resistenze elettriche percorse da corrente. Poiché la velocità di uscita del fluido dal diffusore è di solito molto bassa in confron-
I
11· 1 j Ugello l I
1i12 » w1 to alla velocità di ingresso (w2 « w,}, trascurando l'energia cinetica all'uscita e
l!.ec *O. Le variazioni di energia cinetica devono essere considerate, poi- usando i calori specifici a temperatura ambiente, per la temperatura dell'aria in

~ ché nel passaggio attraverso l'ugello o il diffusore il fluido subisce grandi uscita si ha:
variazioni di velocità (Figura 4.27). 2 2

~ T.2 = T- -w2 -
-w-1 =10- 0-(200)'(-1- )
=29.9°C
r-- I !!.e "' O. La variazione di energia potenziale può essere trascurata, essendo ' 2c. 2x1.005 1000
I

1 --+- Diffusore -l-
I
I

I
w2 << w1
pic"cola o addirittura nulla la variazione di quota che il fluido subisce tra
ingresso e uscita.
Si noti che la temperatura dell'aria aumenta di circa 20°c a causa principalmente
della conversione di energia cinetica in energia interna nel passaggio attraverso il

~
diffusore.

!GURA 4.27 ESEMPIO 4.1


gelli e diffusori sono sagomati in modo 2 Turbine e turbocompressori
Nel diffusore di un motore turbogetto entra in modo stazionario aria a 1o•c e
1 causare grandi variazioni delle velocità
80 kPa con una velocità di 200 m/s; l'area della sezione d'ingresso del diffusore è Le turbine negli impianti motori a vapore, a gas o idroelettrici, sono
;l fluido e quindi delle energie cinetiche. 0.4 m2 • L'aria lascia il diffusore con una velocità molto piccola in confronto alla
dispositivi atti a far ruotare il generatore elettrico: quando il fluido passa
T
Ricavando dalla Tabella A.2a il valore del calore specifico dell'aria alla temperatura 119
118 attraverso la turbina viene compiuto lavoro contro le pale collegate all'as- media di (400 + 280)/2 = 340 K e sostituendo le quantità note, si determina il lavoro
se, con il risultato che l'asse ruota e la turbina produce lavoro. Si noti che del compressore:
CAPITOL04 Alcuni dispositi\ i
li primo principio della termodinamica:
il lavoro prodotto da una turbina è positivo poiché è compiuto dal fluido. a flusso stazionario
i volumi di controllo I turbocompressori, le turbopompe e i ventilatori sono dispositivi usati I= q-c.(T2 - T,)
per aumentare la pressione di un fluido: questo effetto si ottiene fornendo = (-16)- (1.007) (400- 280)
lavoro attraverso un asse rotante. Si noti che il lavoro fornito a questi = -136.8 kJ/kg
dispositivi è negativo perché compiuto sul fluido e che, pur funzionando in
Moltiplicando il lavoro fatto sull'unità di massa di aria per la portata massica si
modo simile, tali dispositivi differiscono nei compiti che eseguono: un ven- ottiene la potenza da fornire al compressore:
tilatore aumenta leggermente la pressione di un gas e viene usato prevalen-
temente per muovere in continuazione il gas; un turbocompressore è capa- L=ml=(0.02)(-136.8) =-2.74kW
ce di comprimere un gas a pressioni elevate; le turbopompe funzionano in
modo molto simile ai turbocompressori, ma con liquidi invece che gas.
Applicando lequazione di conservazione dell'energia alle turbine e ai ESEMPIO 4.3
turbocompressori si può osservare quanto segue.
Una turbina a gas adiabatica fornisce la potenza di 5 MW alle condizioni di ingres·
so e uscita indicate in Figura 4.30. Considerando i gas che attraversano la turbina
Q"'O. La potenza termica scambiata tra fluido e ambiente è generalmente come aria, si chiede di:
piccola in confronto al lavoro d'elica, a meno che non ci sia un raffredda- a) calcolare e confrontare tra loro D.h, D.e , D.e ;
mento intenzionale (come nel caso di un turbocompressore). La potenza b) determinare il lavoro compiuto per unilà di"massa dai gas caldi;
termica scambiata può essere stimata utilizzando valori ricavati da studi c) calcolare la portata massica dei gas.
sperimentali, oppure trascurata, se non vi è raffreddamento intenzionale.
Soluzione Si scelga come sistema la regione all'interno della turbina, il cui con-
torno è indicato dalle linee tratteggiate in Figura 4.30. Poiché i gas attraversano il
L *O. L rappresenta la potenza di elica fornita dalle turbine o assorbita da contorno, si tratta di un volume di controllo e, poiché non vi sono indicazioni di
p 1 =2 MPa
T1 =1200K
pompe e turbocompressori. variazioni entro il volume di controllo nel tempo, si tratta di un sistema a flusso w 1 = 50 m/s
stazionario. z, =IO m
ti.e "' O. La variazione di energia potenziale che un fluido subisce quando
scÒrre attraverso turbine, turbocompressori, ventilatori e turbopompe è di a) Le variazioni dell'entalpia, dell'energia cinetica e dell'energia potenziale per de·
solito molto piccola e normalmente si trascura. finizione sono:

t:J.ec"' O. A eccezione delle turbine, le velocità del fluido implicate sono di ll.h=h2 -h, =CP (T, -T,) = (1.121)(600-1200) = -672.6kJ/kg
solito basse, tali da non causare significative variazioni dell'energia cineti-
w~ -w:
2
ca; queste ultime vengono trascurate anche nel caso di turbine, perché pic- D.e = = (180) -(50) (-1-)= 14.95 kJik
cole rispetto alle variazioni di entalpia. ' 2 2 1000 I g

1
t.e.= g(z,-z,)=(9.807)(6-10) ( --)=-0.04kJ/kg
ESEMPIO 4.2 1000
Si noti che la variazione dell'energia potenziale è insignificante in confronto w.,= ISO m/s
Un turbocompressore comprime in modo stazionario aria da 100 kPa e 280 K sino alle variazioni dell'entalpia e dell'energia cinetica, che, come effetto della bassa z;:::: 6 m
q = -16 kJ/kg a 600 kPa e 400 K. Supponendo che la portata massica dell'aria sia 0.02 kg/s, che pressione di uscita e quindi dell'alto volume specifico, la velocità del gas all'usci-
si verifichi una perdita di calore di 16 kJ/kg durante il processo e che le variazioni ta della turbina è molto alta, e che la variazione dell'energia cinetica è una picco-
delle energie cinetica e potenziale siano trascurabili, si determini la potenza da la frazione della variazione dell'entalpia tanto da essere spesso trascurata. FIGURA 4.30
fornire al compressore. Schema per l'Esempio 4.3.
b) li lavoro compiuto da questo dispositivo a un ingresso e una uscita riferito all'uni·
Soluzione Si scelga come sistema la regione interna al compressore, il cui là di massa si può determinare con l'Equazione 4.23:
contorno è indicato dalle linee tratteggiate in Figura 4.29. Poiché l'aria attraversa
il contorno, si tratta di un volume di controllo e, poiché non vi sono variazioni entro
il volume di controllo osservabili nel tempo, si tratta di un sistema a flusso stazio- ~-I =D.h+D.e,+t.e.
nario. Nelle condizioni indicate l'aria può essere considerata gas perfetto, poiché I= - (-672.6 + 14.95 - 0.04) = 657.61 kJ/kg
è ad alta temperatura e bassa pressione rispetto ai suoi valori critici (T" = -147°C .,f
e P., = 3390 kPa per l'azoto, principale costituente dell'aria). c) La portata massica necessaria per ottenere una potenza di 5 MW è:
Poiché D.ec =O e D.e =O, l'equazione di conservazione dell'energia (Equazione
4.23) per questo slstem'a a flusso stazionario a un ingresso e una uscita diventa: . L 5000
m= - = - - =7.60kg/s
FIGURA 4.29 o o I 657.61
Schema per l'Esempio 4.2. q-1= D.h+ ;.€, + ~ =c.(T2- T,)
I '

120 3 Le valvole di laminazione Allo stato iniziale, il refrigerante è un liquido saturo e perciò la sua temperatura 121
iniziale è pari alla temperatura di saturazione alla pressione iniziale, che si determi- ~
CAPITOLO 4 Le valvole di laminazione sono dispositivi che attraverso il brusco re- na con la Tabella 4.1:
Il primo principio della termodinamica: Alcuni disposith i
i ,·olumi di controllo stringimento della sezione di passaggio del fluido provocano una significa- a flusso stazionario
tiva riduzione della pressione del fluido: per esempio, le comuni valvole di T, = r..,co.BMP• = 31.33°C
regolazione, i h1bi capillari e i setti porosi (Figura 4.31). Diversamente dal- La temperatura del refrigerante in uscita è pari alla temperatura di saturazione alla
le turbine, con le valvole di laminazione si ha una riduzione di pressione pressione in uscita, poiché esso allo stato finale consiste di una miscela satura: TABELLA 4.1
senza alcuna produzione di lavoro. Poiché la riduzione di pressione del T2 = T,.,co.12MPo = -22.36oC
Temperatura di saturazione
(a) Valvola regolabile fluido è spesso accompagnata da una notevole diminuzione di temperatura, a varie pressioni
le valvole di laminazione sono comunemente usate nelle applicazioni di La variazione di temperatura del refrigerante durante il processo di laminazione è: del refrigerante R-134a
refrigerazione. La diminuzione di temperatura (o, talvolta, l'aumento di il T = T2 - T, = -22.36 - 31.33 = -53.69°C P, MPa ~at'oc
(b) Setto poroso
temperatura) durante un processo di laminazione è governata da una pro- Si osservi che, durante questo processo di laminazione, la temperatura del refrige- 0.10 -26.43
prietà espressa dal coefficiente di Joule-Thomson. rante diminuisce di 53.69°C; circa un terzo di esso evapora e l'energia necessaria 0.12 -22.36
0.14 -18.80
Le valvole di laminazione di solito per le loro ridotte dimensioni possono per l'evaporazione è fornita dal refrigerante stesso.
0.16 -15.62
(e) Tubo capillare essere considerate adiabatiche (q"' 0), poiché non vi sono né tempo né super- 0.18 -12.73
fici di scambio sufficienti a far avvenire significativi scambi di calore; inoltre 0.20 -10.09
0.24 -5.37
non scambiano lavoro (I= 0) e la variazione dell'energia potenziale, se esiste, 4a Le camere di miscelazione 0.28 -1.23
FIGURA 4.31 è molto piccola (ti.e "' 0); infine, anche se la velocità in uscita spesso è consi- 0.32 2.48
Le valvole di laminazione sono derevolmente più afta della velocità in ingresso, in molti casi la variazione di La camera di miscelazione è un dispositivo o una semplice sezione in cui 0.4
0.5
8.93
dispositivi che provocano significative avviene il mescolamento di due o più correnti fluide: per esempio, un rac- 15.74
energia cinetica è insignificante (ti.e."' 0). Da quanto precede, l'equazione di 0.6 21.58
riduzioni della pressione del fluido. cordo a T o a Y in una doccia funziona come camera di miscelazione per i 0.7
conservazione dell'energia per le valvole di laminazione considerate come 26.72
flussi di acqua calda e fredda (Figura 4.33). 0.8 31.33
dispositivi a flusso stazionario a un ingresso e una uscita diventa: 0.9 35.53
Per il principio di conservazione della massa nel caso di camere di
-·~1i;.:iz;~{ìikg) -~-- - miscelazione la somma delle portate-massiche in entrata deve essere eguale
1.0
1.2
39.39
. . 46.32
Da questa equazione si ottiene che i valori di entalpia all'ingresso e al- alla portata massica della miscela in uscita.
l'uscita di una valvola di laminazione sono gli stessi. Per le camere di miscelazione - che di solito sono ben isolate termica-
mente (q"' 0) e non comportano alcun tipo di lavoro (/=O) - verificandosi
L'Equazione 4.27 può anche essere scritta nella forma seguente:
anche che le energie cinetica e potenziale dei fluidi di solito sono trascurabili
u1 +p1v1 =u2 +p2v2 (ee "' O, e. "' 0), applicando !'equazione che esprime il principio di conser-
o energia interna + energia di pulsione = costante vazione dell'energia (Equazione 4.19) si ha che l'energia totale dei flussi in
entrata deve essere eguale ali' energia totale della miscela in uscita. In que-
Si osservi che, se durante il processo di laminazione il lavoro di pulsione sto caso l'equazione di conservazione dell'energia diventa analoga ali' equa-
aumenta (p 2 V2 > p 1V 1), l'incremento avviene a spese dell'energia interna, la zione di conservazione della massa.
cui diminuzione produce un abbassamento di temperatura; al contrario, se
durante il processo di laminazione il lavoro di pulsione diminuisce, l'ener-
gia interna aumenta con conseguente aumento della temperatura del fluido.
Quanto detto vale per i gas reali, perché nel caso di gas perfetto, essendo h ESEMPIO 4.5
= h(T), la temperatura rimane costante durante il processo di laminazione Si consideri una doccia in cui acqua calda a 60°C sia miscelata con acqua fredda

--
Valvola di (Figura 4.32). a 10°C. Si determini il rapporto tra le portate massiche dell'acqua calda e freqda
laminazione nel caso in cui si desideri un flusso stazionario di acqua tiepida a 40°C. Si assuma
che le perdite di calore dalla camera di miscelazione siano trascurabili e la miscela
abbia luogo alla pressione di 140 kPa. Acqua
ESEMPIO 4.4 fredda
Soluzione Si consideri come sistema la camera di miscelazione, il cui contorno
Il refrigerante R· 134a entra nel tubo capillare di un frigorifero come liquido saturo è indicato dalle linee tratteggiate in Figura 4.34. Poiché l'acqua attraversa il contor-
alla pressione di 0.8 MPa e viene laminato uscendo alla pressione di 0.12 MPa. no, si tratta di un volume di controllo e, poiché non vi sono indicazioni di variazioni Acqua
Parte del refrigerante evapora durante tale processo e allo stato finale esso consi- entro il volume di controllo nel tempo, si tratta di un sistema a flusso stazionario. calda
'IGURA 4.32 ste di una miscela satura liquido-vapore. Si determini la riduzione di temperatura L'equazione di conservazione della massa (Equazione 4.14) per questo siste·
.a temperatura di un gas perfetto del refrigerante durante tale processo. ma a flusso stazionario a ingressi multipli è:
.on cambia durante un processo FIGURA 4.33
Soluzione Poiché il flusso attraverso un tubo capillare subisce un processo di Un raccordo a T di una doccia
:; laminazione (h =costante),
·oiché h = h(T).
laminazione, l'entalpia del refrigerante in uscita avrà lo stesso valore che aveva in I.m.=I.m. funziona come camera di miscelazione
ingresso.
o m,+m, =m, per i flussi di acqua fredda e calda.
{
\
Poiché nessuna potenza sotto forma di calore o lavoro viene scambiata attraverso Per il principio di conservazione della massa in uno scambiatore di 123
122
il contorno (O =O , i. = O ) e le energie cinetica e potenziale possono essere con· calore in regime stazionario la somma delle portate massiche entranti deve
··'""""'""'~
CAPITOL04 siderale trascurabili (e.= O, e.= O), l'equazione di conservazione dell'energia per eguagliare la somma delle portate massiche uscenti, vale a dire: in condi- Alcuni disposith i
li primo principio della termodinamica: questo sistema a flusso stazionario è: a flusso stazionario
zioni stazionarie, la portata massica di ogni corrente fluida che scorre at-
i \'Olumi di controllo
traverso uno scambiatore di calore rimane costante.
In generale gli scambiatori di calore comportano variazioni di energia
cinetica e potenziale trascurabili (l1e, = O, t1e = 0) per ciascuna delle dl!e
T, = 60°c correnti fluide e nessuno scambio di lavoro (I!:: 0), mentre la potenza termi-

\~
ca trasmessa dipende dalla scelta del volume di controllo. In ogni caso per
massimizzare la potenza termica scambiata tra i due fluidi va minimizzata
la dispersione termica verso l'ambiente, isolando termicamente il mantello.
Scegliendo l'intero scambiatore di calore come volume di controllo, Q

1Elr1
T 2 = 10°c
m2
T3 = 4o•c
m3
o
m,h, + m2 h2 = m,h,

m,h, +m,h, =<m, +m,)h,


diventa nulla, poiché il contorno si trova proprio al di sotto dell'isolamento
termico, che impedisce ogni scambio termico (Figura 4.36). Se, invece,
come volume di controllo viene scelta la regione in cui scorre un solo flui-
do, il calore attraverserà il contorno trasferendosi da un fluido ali' altro e Q
non è più pari a zero; infatti, in questo caso Q è la potenza termica che si
Dividendo questa equazione per msi ottiene
2 trasmette tra i due fluidi.
FIGURA 4.34
Schema per l'Esempio 4.5. yh,+h,=(y+1)h,

f~=rvi
dove y= m, I m. è il rapporto tra le portate massiche richiesto. Risolvendo rispetto
ay,siha

--+
[,
h, -h,
Y=--
h,-h,
e, assumendo i calori specifici per l'acqua costanti, si ottiene:
Fluido A Calore

----~~-i '
J-- Fluido A
FIGURA 4.36
In uno scambiatore di calore lo scambio
termico può essere uguale a zero
(a) Sislema: intero scambiatore (b) SiSlerna: fluido A CQvc ;o 0) o diverso da zero a seconda del modo
c,(T,-T,) T,-T, (40-10) di calore (Q ve= 0)
y- ---=---=1.5 in cui viene individuato il sistema.
e, (T,-T,) T,-T3 (60-40)

La portata massica dell'acqua calda deve essere 1.5 volte la portata massica del·
l'acqua fredda perché la miscela esca a 40°C. ESEMPIO 4.6

Fluido B In uno scambiatore di calore olio lubrificante viene raffreddato con acqua; l'olio
1o•c entra a 70°C con una portata massica di 0.1 kg/s a 1 MPa ed esce a 35°C. L'acqua
di raffreddamento entra a 300 kPa e 1s•c ed esce a 25°C. Si determinino a) la

I\' I . 4b Gli scambiatori di calore portata massica dell'acqua di raffreddamento e b) la potenza termica trasmessa
dall'olio lubrific~nte all'acqua.

I \~::.' ì~ f, .,
Calore'. Gli scambiatori di calore sono dispositivi in cui due fluidi in movimento
5 o•c . • . .. . •. · · Fluido A scambiano calore senza mescolarsi. Le camere di miscelazione, di cui si è Soluzione Non vi è lavoro scambiato al contorno e le energie cinetica e poten-
appena detto, talvolta sono classificate come scambiatori di calore a con- ziale si possono considerare trascurabili.
tatto diretto.
a) Per determinare la portata massica dell'acqua conviene assumere come volu·
La configurazione più semplice è costituita dallo scambiatore di calore me di controllo l'intero scambiatore di calore, come mostrato in Figura 4.37, poiché
3s•c a tubi coassiali (detto anche a tubo e mantello), mostrato in Figura 4.35. in tal modo le equazioni comporteranno una sola incognita: la portata massica. Il
Esso è composto da due tubi concentrici di differente diametro: tra i fluidi, principio di conservazione della massa richiede che la portata massica di ogni
che scorrono uno nel tubo interno (a volte il tubo interno fa un paio di giri corrente fluida rimanga costante:
FIGURA 4.35
Uno scambiatore di calore nella forma all'interno del mantello per incrementare la superficie di scambio termico e
più semplice è fatto da due rubi quindi la potenza termica trasmessa) e laltro nello spazio anulare tra i due m, = rh2 = ma.equa
concentrici di differente diametro. tubi, si ha scambio di calore attraverso la parete di separazione. ma = m4 = molio
l24 Poiché gli scambiatori di calore di solito sono ben isolati termicamente e il Studiando il flusso attraverso tubazioni e condotti conviene tener pre-
contorno del volume di controllo scelto si trova proprio al di sotto dell'isolamento sente quanto segue.
'APITOLO 4 termico, non essendoci scambio di calore attraverso il contorno l'equazione di con-
servazione dell'energia diventa: