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TEORIA DEL RESTAURO

Una storia in breve

Anna Anzani

24.09.2018

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano, ha approvato il 16 giugno un disegno di legge di ratifica della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, fatta a Faro (Portogallo) il 27 ottobre 2005.

La Convenzione nasce dal confronto fra

quaranta Stati europei sui danni al patrimonio culturale causati dai recenti

conflitti verificatisi in Europa e, oltre a

includere la tutela e la conservazione del

patrimonio stesso fra le azioni prioritarie

da intraprendere, focalizza l’attenzione

su molteplici temi

-il diritto al patrimonio culturale come

facoltà di partecipare all’arricchimento o

all’incremento del patrimonio stesso e di

beneficiare delle attività corrispondenti, con riferimento agli ideali e principi

fondatori del Consiglio d’Europa, e al

diritto della persona a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, nel rispetto dei diritti e delle

libertà altrui sancito nella Dichiarazione

Universale dei Diritti Umani di Parigi del 1948 e garantito dal Patto internazionale sui diritti economici,

sociali e culturali di Parigi del 1966;

-lo sviluppo sostenibile, in quanto il patrimonio culturale costituisce un valore in se stesso ed è anche una risorsa

preziosa per l’integrazione delle varie

dimensioni dello sviluppo culturale, ecologico, economico, sociale e politico;

-il dialogo e l’apertura tra culture, in quanto il patrimonio culturale è una risorsa sulla base della quale sviluppare il dialogo, il dibattito

democratico e l’apertura tra culture;

-la mondializzazione, in quanto il patrimonio culturale è una risorsa per la protezione della diversità culturale e la necessità di mantenere un legame con il territorio di fronte alla standardizzazione crescente;

-la partecipazione e la crescita della sinergia di competenze fra tutti gli attori nel campo

del patrimonio culturale, le pubbliche

istituzioni, le associazioni e i cittadini privati.

Fontecchio - primo workshop di ricerca-azione sulla Convenzione di Faro, 9-12/10/2017

di ricerca-azione sulla Convenzione di Faro, 9-12/10/2017 Tutti i comuni del cratere del terremoto del 2009

Tutti i comuni del cratere del terremoto del 2009 (compreso il comune dell’Aquila)

adottino in blocco i principi della Convenzione

di Faro. È la proposta lanciata da Sabrina Ciancone, sindaco di Fontecchio, un borgo

medievale dell’entroterra abruzzese con meno

di quattrocento abitanti. Un

piccolo comune in provincia dell’Aquila per quattro giorni è diventato il centro dell’Europa ospitando dal 9 al 12 ottobre 2017 il primo

workshop di ricerca-azione sulla Convenzione

di Faro organizzato dal Consiglio d’Europa.

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Dai siti archeologici all'architettura contemporanea, dai castelli medievali alle tradizioni popolari fino alle arti,

Dai siti archeologici all'architettura contemporanea, dai castelli medievali alle tradizioni

popolari fino alle arti, il patrimonio culturale dell'Europa è il cuore pulsante dell'identità e della memoria collettiva dei cittadini europei . È inoltre fonte di crescita economica e occupazione nelle città e nelle regioni ed è determinante per gli scambi dell'Europa con il resto del mondo.

Nell'UE 7,8 milioni di posti di lavoro sono indirettamente collegati al patrimonio culturale

(ad esempio, turismo, interpretazione e sicurezza). Oltre 300 000 persone sono impiegate nel settore del patrimonio culturale dell'UE e quasi metà ( 453) dei siti inclusi nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO è ubicata nel territorio europeo.

http://annoeuropeo2018.beniculturali.it/anno-europeo-2018/

Il concetto di patrimonio culturale si è progressivamente

allargato, passando da un significato prevalentemente

fisico della sua dimensione a uno "intangibile", e continua

ad espandersi, spostandosi da "

sistema aperto

sistema chiuso a

nel senso anglosassone" (Irace 2013).

Il cambiamento di significato del concetto di "patrimonio" è

legata ai profondi cambiamenti sociali e al comportamento

collettivo, ai modi in cui la comunità nel suo complesso e i singoli cittadini si riferiscono a nuovi valori culturali.

TANGIBLE HERITAGE: MONUMENTS

TANGIBLE HERITAGE: MONUMENTS

TANGIBLE HERITAGE: HISTORIC CENTRES

TANGIBLE HERITAGE: DIFFUSED ARCHITECTURE

TANGIBLE HERITAGE: LANDSCAPES

INTANGIBLE HERITAGE: DANCE

INTANGIBLE HERITAGE: DANCE

INTANGIBLE HERITAGE: TRADITIONS

INTANGIBLE HERITAGE: TRADITIONS

INTANGIBLE HERITAGE: HANDICRAFT

INTANGIBLE HERITAGE: HANDICRAFT

INTANGIBLE HERITAGE: FOOD

INTANGIBLE HERITAGE: FOOD

INTANGIBLE HERITAGE: ASCETIC DISCIPLINES

INTANGIBLE HERITAGE: ASCETIC DISCIPLINES

Analizzando diverse definizioni di restauro, emergono alcuni aspetti fondamentali:

l’importanza della conservazione di ciò

che ci è pervenuto dal passato affinché

sia tramandato al futuro;

l’importanza della conoscenza dell’esistente;

l’importanza dell’aspetto progettuale

dell’intervento.

La conservazione nel passato

In passato (prima del XIX secolo) l'atteggiamento più comune

nei confronti di architetture danneggiate, che non riuscivano più

a soddisfare le esigenze pratiche, era la loro ristrutturazione o trasformazione, senza alcun rispetto legato a considerazioni di

carattere storico. Un esempio famoso è la trasformazione

dell'Acropoli effettuata dai Romani, che modificarono la composizione libera priva di un asse di simmetria attraverso l'introduzione di un accesso in linea con i Propilei.

Atteggiamento medievale: molto spesso nell'Alto Medioevo gli

elementi architettonici provenivano dalla spoliazione di edifici esistenti. La spoliazione dei monumenti per il recupero di

materiali era una pratica comune.

percorso odierno del Peripatos 31

percorso odierno del Peripatos

Rinascimento

Un atteggiamento molto importante di tipo

diverso emerge nel Rinascimento, quando le

opere d'arte classiche vengono studiate,

rilevate, osservate con interesse archeologico e guardate come modelli per la rinascita delle

arti. Ciò non corrisponde ancora ad un

atteggiamento rivolto alla conservazione, ma solo a un interesse nella riproduzione e nella

collezione di oggetti antichi.

Cambiamenti più o meno radicali di forma

Cambiamenti più o meno radicali di forma Vista dopo il terremoto in un dipinto del XVIII

Vista dopo il terremoto in un dipinto del XVIII secolo

radicali di forma Vista dopo il terremoto in un dipinto del XVIII secolo Tempio di Minerva

Tempio di Minerva a Siracusa

radicali di forma Vista dopo il terremoto in un dipinto del XVIII secolo Tempio di Minerva

Facciata barocca

Progetto rinascimentale di Pellegrino Tibaldi, 1567 Progetto neogotico di C. Buzzi, 1643 Aggiunta ad un

Progetto rinascimentale di Pellegrino Tibaldi, 1567

Progetto neogotico di C. Buzzi, 1643

Aggiunta ad un primitivo nucleo di altre costruzioni,

dove è impossibile o molto difficile definire un’epoca prevalente

costruzioni , dove è impossibile o molto difficile definire un’epoca prevalente Facciata attuale (fine del XIX

Facciata attuale (fine del XIX secolo)

ORIGINI

Il pensiero sul restauro ha avuto una formulazione quasi simultanea in ogni parte d’Europa. Alcune riflessioni risalgono al Dictionnaire d'architecture di Quatremere de Quincy (1832) che, fornendo il concetto di monumento, implica il principio della soggettività e temporaneità della

sua attribuzione. Anticipa così la necessità di esprimere un

«giudizio di valore» su ciò che è degno di essere conservato, poi ripresa da Roberto Pane.

Quatremere de Quincy “(…) dicesi in architettura, in un senso meno materialmente meccanico, del lavoro che l’artista intraprende, e che consiste nel ritrovare, dietro gli

avanzi, o le descrizioni di un monumento, l’antico suo

insieme, e il compimento delle sue misure, delle sue proporzioni e dei suoi dettagli. E’ noto che bastano sovente alcuni frammenti di colonne, di cornicioni e di

capitelli di un’architettura greca, per ritrovare almeno l’insieme della disposizione di un tempio”. Pone le basi del moderno pensiero fondato sulla

istanza storica (monumento-documento) e sulla istanza

estetica (monumento-opera d‘arte)

ORIGINI DEL RESTAURO COME DISCIPLINA AUTONOMA

Dopo le grandi distruzioni di chiese e palazzi avvenute durante la rivoluzione francese, una volta conclusa la fase iconoclasta, la repubblica francese cerca un nuovo sistema

di valori e lo sostiene come eredità dell'identità nazionale. I

monumenti vengono visti come una parte importante del patrimonio nazionale culturale e civile e si rende evidente la necessità di proteggerli.

Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc (1814-1879) Viollet-le-Duc, di ritorno nel 1835 da un viaggio di studio in

Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc (1814-1879)

Viollet-le-Duc, di ritorno nel 1835 da un viaggio di studio in Italia, viene incaricato da Prosper Mérimée di ripristinare l'abbazia romanica di Vézelay. Questo lavoro è il primo di una lunga serie di restauri.

Dictionaire raisonné de l’architecture Francaise

Enciclopedia in dieci volumi, scritta tra il 1854 e il 1868, che raccoglie le principali caratteristiche dell’architettura francese del medioevo, con disegni molto accurati di tutte le parti costruttive degli edifici: volte, pilastri, tetti, fondazioni.

http://fr.wikisource.org
http://fr.wikisource.org

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pilastri, tetti, fondazioni. http://fr.wikisource.org 39 La tomba di Carlo d'Étampes Decorazione a zig zag

La tomba di Carlo d'Étampes

http://fr.wikisource.org 39 La tomba di Carlo d'Étampes Decorazione a zig zag definita da Viollet "à baton

Decorazione a zig zag definita da Viollet "à baton rompu"

d'Étampes Decorazione a zig zag definita da Viollet "à baton rompu" Struttura di una volta a

Struttura di una volta a crociera gotica

armature capitello
armature
capitello

arcate

http://fr.wikisource.org

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Sistemi costruttivi http://fr.wikisource.org 42
Sistemi costruttivi
http://fr.wikisource.org
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Viollet paragona l’architettura a un testo scritto il cui valore primario sta nel significato che contiene e sostiene che non si possa lasciare incompiuta una pagina ammirevole senza rischiare di renderla

incomprensibile.

Il restauro è per Viollet un mezzo per progettare il nuovo, uno strumento della trasformazione e non della conservazione; in questo senso la

distinzione tra architettura e restauro non è mai stata accettata da

Viollet le Duc.

Da Carbonara, Avvicinamento al restauro. Teoria, storia, monumenti,

Liguori, Milano, 1997

CHIESA DELLA MADELEINE A VEZELAY 1840-1859 E’ il primo restauro eseguito da Viollet-le-Duc, tra il 1840 e il 1842, su incarico della Commissione Nazionale dei Monumenti Storici.

eseguito da Viollet-le-Duc, tra il 1840 e il 1842, su incarico della Commissione Nazionale dei Monumenti
eseguito da Viollet-le-Duc, tra il 1840 e il 1842, su incarico della Commissione Nazionale dei Monumenti

CHIESA DELLA MADELEINE A VEZELAY 1840-1859

CHIESA DELLA MADELEINE A VEZELAY 1840-1859 Sezione del nartece Portale interno che divide il vestibolo dalla

Sezione del nartece

CHIESA DELLA MADELEINE A VEZELAY 1840-1859 Sezione del nartece Portale interno che divide il vestibolo dalla

Portale interno che divide il vestibolo dalla navata

CATTEDRALE DI NOTRE-DAME A PARIGI Grazie a Napoleone la cattedrale fu restituita al culto, ma lo stato di abbandono e il degrado in cui si trovava all’inizio dell’Ottocento, oltre ai danni procurati durante la Rivoluzione francese portavano all’idea di abbatterla. Solo dopo il 1830 ci fu una rinascita della cattedrale, grazie soprattutto al romanzo avventuroso di

Victor Hugo, Notre-Dame de Paris, in cui l’edificio era protagonista.
Victor Hugo, Notre-Dame de Paris, in cui l’edificio era protagonista.

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Prospetto sud prima del restauro. L’immagine mostra le finestre basse delle tribune,

l’esterno delle cappelle nella versione precedente il restauro, il timpano del transetto senza i tre oculi, la sacrestia prima della trasformazione

CATTEDRALE DI NOTRE-DAME A PARIGI

Nel 1845 Viollet le Duc e Lassus

vincono il concorso per restaurare la cattedrale di Notre-Dame.

I due campanili in facciata non

erano mai stati completati e agli inizi dell’Ottocento era crollata la grande guglia che si trovava all’incrocio tra la navata centrale e il transetto.

all’incrocio tra la navata centrale e il transetto. La facciata nel 1699, il progetto di Viollet
all’incrocio tra la navata centrale e il transetto. La facciata nel 1699, il progetto di Viollet

La facciata nel 1699, il progetto di Viollet Le Duc e la facciata oggi.

tra la navata centrale e il transetto. La facciata nel 1699, il progetto di Viollet Le

La Sainte Chapelle prima e dopo l’intervento di Viollet Le Duc

La Sainte Chapelle prima e dopo l’intervento di Viollet Le Duc

LA CITTADELLA DI CARCASSONNE FRANCIA 1844-1879

La cittadella fortificata di Carcassonne è situata nel sud della Francia ed è circondata da una doppia cinta muraria: il perimetro esterno, con 19 torri, fu costruito nel XIII secolo, mentre quello interno, con 34 torri, fu costruito nel III-IV secolo. Tra i due perimetri vi sono diverse abitazioni addossate alle mura.

http://www.carcassonne.culture.fr
http://www.carcassonne.culture.fr
addossate alle mura. http://www.carcassonne.culture.fr Carcassonne, i bastioni prima del restauro Carcassonne, i

Carcassonne, i bastioni prima del restauro

http://www.carcassonne.culture.fr Carcassonne, i bastioni prima del restauro Carcassonne, i bastioni dopo il restauro

Carcassonne, i bastioni dopo il restauro

LA CITTADELLA DI CARCASSONNE - CHIESA DI SAINT NAZAIRE

LA CITTADELLA DI CARCASSONNE - CHIESA DI SAINT NAZAIRE Facciata ovest prima del restauro. Il progetto

Facciata ovest prima del restauro.

Il progetto di restauro per la città di

Carcassonne mira a cancellare le tracce

del deterioramento, delle lacune e delle

diverse imperfezione dei corpi di fabbrica. Per questo progetto l’architetto si dichiara a favore di un restauro che non si limiti soltanto ad un

consolidamento delle strutture, ma che

possa restituire all’opera il suo ‘antico splendore’.

delle strutture, ma che possa restituire all’opera il suo ‘antico splendore’ . Facciata, progetto di restauro.

Facciata, progetto di restauro.

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LA CITTADELLA DI CARCASSONNE FRANCIA 1844-1879

La porta Narbonese, principale accesso a Carcassonne.

LA CITTADELLA DI CARCASSONNE – FRANCIA 1844-1879 La porta Narbonese , principale accesso a Carcassonne.
Cantiere di restauro
Cantiere di restauro

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http://www.carcassonne.culture.fr
http://www.carcassonne.culture.fr

CASTELLO DI PIERFONDS

1861

Il castello

trecentesco, situato nella regione francese Champagne, si presentava

come rudere a causa di un incendio avvenuto nel

Seicento.

situato nella regione francese Champagne, si presentava come rudere a causa di un incendio avvenuto nel
CASTELLO DI PIERFONDS 1861 Castello di Pierrefonds, stato prima del restauro

CASTELLO DI PIERFONDS 1861

Castello di Pierrefonds, stato prima del restauro

Source gallica.bnf.fr/Bibliothèque nationale de France
Source gallica.bnf.fr/Bibliothèque nationale de France
CASTELLO DI PIERFONDS 1861 Castello di Pierrefonds, stato prima del restauro

CASTELLO DI PIERFONDS 1861

Castello di Pierrefonds, stato prima del restauro

Il problema di Viollet Le Duc è solo parzialmente il

conservare, ma è piuttosto quello di una

progettazione virtuale dell’unità e dell’identità in un contesto chiamato storia. Nell’Ottocento, nell’età del primato della storia e

dell’opera d’arte, Viollet Le Duc elabora valori e

restaura in nome di valori storici, estetici, tecnici nella prospettiva di un’identità collettiva.

(R. Masiero)

IL RESTAURO COME RISPETTO PER IL

MONUMENTO

La diffusione del Restauro come pratica

attiva di intervento, che trasforma l’edificio,

provoca come reazione lo sviluppo di un

concetto di conservazione integrale, anticipato da alcuni archeologi e storici.

A partire dal diciottesimo secolo, la cultura

inglese é permeata da una passione per le rovine, la natura, il paesaggio naturale (in contrasto con con lo sviluppo urbano e industriale), la dimensione umana degli

antichi villaggi, il neo-medievalismo.

la dimensione umana degli antichi villaggi, il neo-medievalismo. W. Turner, Vista delle rovine di Tintern Abbey

W. Turner, Vista delle rovine di Tintern Abbey

CONTESTO CULTURALE INGLESE XIX - XX sec.

rivoluzione industriale;

movimento delle ’’Arts and Crafts’’ (Morris):

idea di creare un’opera d’arte totale; • ’Preraffaeliti’’ (Rossetti): sostengono il ritorno alla natura segnato da misticismo, languore sensuale e simbolismo erudito;

William Turner

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sostengono il ritorno alla natura segnato da misticismo, languore sensuale e simbolismo erudito; • William Turner
sostengono il ritorno alla natura segnato da misticismo, languore sensuale e simbolismo erudito; • William Turner

W. Turner Natura

W. Turner – Natura
W. Turner – Natura
W. Turner – Natura
W. Turner – Natura

ROMANTICISMO - L'estetica del Sublime Il sublime può ispirare orrore, ma il piacere deriva dal sapere che la percezione è una finzione. La bruttezza viene suggerita come una qualità

estetica per la sua capacità di infondere sentimenti di intensa emozione, in

definitiva creando un’ esperienza piacevole. CD. Friedrich

capacità di infondere sentimenti di intensa emozione, in definitiva creando un’ esperienza piacevole. CD. Friedrich
capacità di infondere sentimenti di intensa emozione, in definitiva creando un’ esperienza piacevole. CD. Friedrich
John Ruskin (1819-1900) Critico inglese, non si occupa di cantieri o di aspetti tecnici. Secondo

John Ruskin (1819-1900)

Critico inglese, non si occupa di cantieri o di

aspetti tecnici.

Secondo Ruskin il Restauro è distruzione, poiché si configura come una sottrazione di

materia e quindi di autenticità dell’opera.

Implicitamente indica come una corretta modalità di intervento sulle tracce del

passato consista in un mero contenimento

dei processi di decadimento, di tutela

costante al fine di rispettare l’opera con tutti i segni del suo ispessimento storico.

La posizione di Ruskin nei confronti della conservazione degli edifici antichi ebbe un’influenza significativa sul

La posizione di Ruskin nei confronti della

conservazione degli edifici antichi ebbe un’influenza significativa sul pensiero successivo

e contribuì alla distinzione fra conservazione e

restauro.

Il suo pensiero si è indirizzato contro la manipolazione e lo stravolgimento del patrimonio costruito e ha affermato alcuni principi basilari:

1. sostituire al restauro la manutenzione costante e sistematica, come generale azione di civiltà

2. limitare gli interventi a provvedimenti «esterni» all’opera, purché

distinguibili e possibilmente provvisionali

3. diffondere nella società una nuova sensibilità, una cultura dell’interesse e del rispetto verso le testimonianze del passato.

Secondo Ruskin, il disegno è un fondamentale metodo di indagine di ciò che ci sta intorno, il cui scopo principale equello di portarci a vedere correttamente le cose. Il disegno ci permette di rilevare il rapporto tra le parti, di scoprire l’armonia del cosmo e le proporzioni della natura. Chi disegna trasferisce la propria visione della realtà sul foglio. Il disegno euno strumento per educare.

natura. Chi disegna trasferisce la propria visione della realtà sul foglio. Il disegno e ’ uno
natura. Chi disegna trasferisce la propria visione della realtà sul foglio. Il disegno e ’ uno

I suoi primi quaderni di appunti e schizzi sono pieni di disegni visivamente sofisticati e tecnicamente compiuti di mappe, paesaggi e fabbricati, notevoli per un ragazzo. Ammirava profondamente le illustrazioni di J.M.W. Turner, e gran parte della sua arte nel 1830 fu un’imitazione di Turner.

illustrazioni di J.M.W. Turner, e gran parte della sua arte nel 1830 fu un’imitazione di Turner.

W. Turner - Venezia

Studio di una roccia: Gneiss, Glenfinlas , 1853. Veduta di Amalfi 70

Studio di una roccia: Gneiss, Glenfinlas, 1853.

Veduta di Amalfi

Studio di una roccia: Gneiss, Glenfinlas , 1853. Veduta di Amalfi 70
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The Stones of Venice

L’imperfezione del Gotico rappresenta la libertà dell’uomo. Ruskin è contrario alla meccanizzazione che considera una mutilazione dell’uomo e una schiavitù. Se il Gotico rappresenta le virtù cristiane, il Rinascimento rappresenta il vizio, poiché persegue la perfezione. Nessuna architettura è veramente nobile senza imperfezioni.

rappresenta il vizio, poiché persegue la perfezione. Nessuna architettura è veramente nobile senza imperfezioni.

Ruskin e Venezia

Ruskin e Venezia 75

The Stones of Venice

The Stones of Venice
Part of the Cathedra l of St Lo, Normandy Pierced Ornaments from Lisieux, Bayeux, Verona,
Part of the Cathedra l of St Lo, Normandy Pierced Ornaments from Lisieux, Bayeux, Verona, and

Pierced Ornaments from Lisieux, Bayeux, Verona, and Padua

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Pierced Ornaments from Lisieux, Bayeux, Verona, and Padua 77 C ap it a l f rom
th e L ower Arcade of the Doge ' s Palace, Venice Window from the Ca'

Window from the Ca' Foscari, Venice

s Palace, Venice Window from the Ca' Foscari, Venice Part of the Cathedral of St Lo,

Part of the Cathedral of St Lo, Normandy

Foscari, Venice Part of the Cathedral of St Lo, Normandy Traceries from Caen, Bayeux, Rouen, and

Traceries from Caen, Bayeux, Rouen, and Beauvais

Normandy Traceries from Caen, Bayeux, Rouen, and Beauvais Ornaments from Rouen, St Lo and Venice Balcony

Ornaments from Rouen, St Lo and Venice

from Caen, Bayeux, Rouen, and Beauvais Ornaments from Rouen, St Lo and Venice Balcony in the

Balcony in the Campo St Benedetto, Venice

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La gloria più grande di un edificio non risiede né nella pietre né nell’oro di

La gloria più grande di un edificio non risiede né nella pietre né

nell’oro di cui è fatto.

La sua gloria risiede nella sua età () è in quella dorata patina del

tempo che dobbiamo cercare la

vera luce, il vero colore, la vera preziosità dell’architettura.

(John Ruskin, Le sette lampade dell’architettura, Londra 1848 )

Glastonbury Abbey

Glastonbury Abbey 81
82 Alois Riegl (1858-1905) È stato uno storico dell'arte austriaco. • Rifiuta la distinzione fra

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Alois Riegl (1858-1905)

È stato uno storico dell'arte austriaco.

Rifiuta la distinzione fra arti minori e

maggiori; tutti gli stili sono validi in quanto

espressione di Kunstwollen (volontà d’arte)

Ribalta la concezione diffusa nel secolo

precedente da Winckelmann che attribuiva all’espressione artistica dell’età classica un valore assoluto

Esclude l’esistenza di un valore artistico assoluto, riconosce anzi la relatività di questo valore poiché è connesso alla condizione storica in cui l’opera viene osservata/riconosciuta.

Scrive Der Moderne Denkmalkultus (1905).

IL RESTAURO

Il restauro non può essere distinto dal concetto di valore insito nel

monumento, non può prescindere dalla considerazione della fitta rete di

valori riconoscibili nell’opera.

La novità introdotta da R. è quella di considerare tutto il patrimonio architettonico come un documento: ogni monumento ha un valore storico. Se ne giustifica quindi la conservazione.

Compie una distinzione tra:

monumento intenzionale: costruito dall’uomo con l’intento di tramandare un evento alle generazioni future, possiedono un valore storico monumento non intenzionale o involontario: al di là delle intenzioni di chi lo ha costruito i posteri lo connotano come monumento storico o artistico. Le generazioni future gli riconoscono un valore storico, un valore artistico o

entrambi

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Valore storico

Secondo una concezione storica moderna, qualunque attività della quale ci sia pervenuta testimonianza può rivendicare questo valore. E’ un valore

oggettivo come quello di un anello in una catena: ogni elemento è importante

perché garantisce la continuità. E’ un valore legato alla memoria.

- ogni monumento d’arte è monumento storico perché rappresenta un punto

ben preciso dello sviluppo di quell’arte, il monumento artistico si dovrebbe quindi più propriamente definire un monumento storico-artistico.

- un monumento storico è invece anche monumento d’arte solo se esibisce un certo numero di elementi artistici.

Il valore storico di un monumento è tanto maggiore quanto più inalterato è il suo aspetto originario, bisogna quindi ricorrere alla maggiore conservazione possibile dei monumenti e bloccare il passaggio del tempo. In un monumento

intenzionale, in cui il valore storico è fondamentale, la prassi di base diventa

quindi il restauro.

Valore artistico:

- nell’opinione comune l’opera d’arte possiede un valore artistico se materializza un

canone, se corrisponde ad un’estetica ritenuta oggettiva - per i contemporanei entra però in gioco il Kunstwollen. Il valore artistico dipende cioè

dalla congenialità che l’opera antica ha con gli ideali figurativi del presente. Il valore artistico diviene quindi un valore relativo destinato a mutare in continuazione . E’ quindi

un valore contemporaneo.

Valore dell’antico:

il valore storico che viene attribuito alla opere a volte ci arriva sia per azione del tempo sia per azione dell’uomo in una forma diversa da quella originaria. (vedi le rovine) Nell’osservatore si forma l’idea del corso naturale del tempo, del divenire, del trapasso, un sentimento che è slegato da tutte le esperienza scientifiche, non è patrimonio degli specialisti ma è comune a tutti gli uomini indipendentemente dalla loro formazione culturale. Quando il valore in quanto memoria prende questa accezione noi lo chiamiamo valore dell’antico. Per salvaguardare questo valore dobbiamo quindi non intervenire

Valore d’uso:

- soddisfa i bisogni fisici sensoriali

- i monumenti dove è possibile devono essere utilizzati, non bisogna lasciare morire un

edificio per eccesso di fedeltà al valore di antichità Solo nei monumenti inadatti all’uso va

conservato “ il pieno fascino dell’antico”

- prassi necessaria è la manutenzione. R. condanna la segregazione dell’opera d’arte nei

musei, operazione che spezza il rapporto monumento contesto e non rispetta né il valore

artistico né il valore dell’antico

Valore d’arte:

- soddisfa i bisogni spirituali si distingue in valore di novita’ e valore artistico relativo

- il valore di novità: l’opera si deve presentare compiuta e definita come se fosse nuova è

ovviamente in contrasto con il valore dell’antico

- valore artistico relativo che dipende dalla concordanza del monumento con il moderno

Kunstwollen. Se questo valore ci pare positivo in un monumento ne risulta il desiderio di conservarlo nello stato in cui ci è pervenuto e talvolta di un restauro che ci porti ad uno stato di integrità. Ovviamente siamo in contrasto con il valore dell’antico

Ricostruzione del Palazzo di Diocleziano a Spalato

Ricostruzione del Palazzo di Diocleziano a Spalato 89
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Porta Ovest, 1912

Porta Ovest, 1912 91

Il Palazzo di Diocleziano a Spalato

Il Palazzo di Diocleziano a Spalato 92
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CAMILLO BOITO (1836-1914)

Boito, nel 1883, contribuisce a definire i principi chiave che costituiranno la PRIMA CARTA DEL RESTAURO.

Nel 1893 introduce delle distinzioni di metodo, parlando di ANASTILOSI per i restauri di rovine antiche (greco-romane).

Si rinuncia a privilegiare l’unità di stile per mettere in luce la complessità storica dell’edificio.

Su queste basi, nasce il RESTAURO FILOLOGICO, i cui presupposti teorici sono profondamente vicini alla pratica dell’archeologo.

basi, nasce il RESTAURO FILOLOGICO, i cui presupposti teorici sono profondamente vicini alla pratica dell’archeologo.
Milano, Porta Ticinese (XII ‐ XIV century) in a print of XVIII century. The gate

Milano, Porta Ticinese (XIIXIV

century) in a print of XVIII century.

The gate in a painting by L. Querena

(1851)

Milano, Porta Ticinese (XII ‐ XIV century) in a print of XVIII century. The gate in

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Milano, Porta Ticinese (XII ‐ XIV century) in a print of XVIII century. The gate in

Il Secondo Dopoguerra

A seguito dei bombardamenti aerei,

tra il 1942 ed il 1945 moltissimi monumenti e intere parti di città, subirono gravi danni; architetti e

restauratori si trovarono di fronte a

una situazione eccezionale, sia in

termini di entità, che di tipologia degli effetti distruttivi. Le Soprintendenze con i pochi mezzi di cui disponevano, dovevano eseguire

il censimento dei danni e le prime

opere di presidio e puntellamento.

Proprio a partire dal secondo Dopoguerra, di fronte all’esigenza di ricostruire le città distrutte o danneggiate, si è sviluppato un

ampio dibattito sulla questione del

«rapporto tra antico e nuovo».

dibattito sulla questione del «rapporto tra antico e nuovo». Cà Granda, Milano da http://www.storiadimilano.it/ 102

Cà Granda, Milano da http://www.storiadimilano.it/

Vi furono diverse posizioni su ‘come’ intervenire sull’esistente; il quesito che ci si poneva era:

ricostruire il monumento o le intere

parti di città danneggiate o distrutte ‘come erano e dove erano’, oppure

ricostruire le parti mancanti

adottando un linguaggio architettonico ‘nuovo’ da accostare al linguaggio ‘antico’ delle architetture esistenti?

al linguaggio ‘antico’ delle architetture esistenti? Cà Granda, Milano da http://www.storiadimilano.it/ 103

Cà Granda, Milano da http://www.storiadimilano.it/

Ca’ Granda Annoni ed in particolare la Grassi, che porta a termine il progetto e la realizzazione dei lavori, assumono una posizione molto moderna nel rapporto col monumento e con la ricostruzione. Sebbene il progetto di restauro preveda molte opere di demolizione di parti esistenti e nel contempo opere di ricostruzioni per anastilosi, risulta chiara l’intenzione degli autori di creare un dialogo fatto di relazioni e contrapposizioni tra l’antico e il nuovo.

di relazioni e contrapposizioni tra l’antico e il nuovo. Grassi, 1955 in Boriani, Progettare per il
di relazioni e contrapposizioni tra l’antico e il nuovo. Grassi, 1955 in Boriani, Progettare per il

Grassi, 1955 in Boriani, Progettare per il costruito. Dibattito teorico e progetti in Italia nella seconda metà del XX secolo, cit., p. 24

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Vista dell’Ospedale Maggiore dopo i bombardamenti 105

Vista dell’Ospedale Maggiore dopo i bombardamenti

Il progetto adotta in particolare il principio della riconoscibilità dell’intervento di restauro, principio “subordinato alla necessità di compiere con il nuovo intervento uno specifico progetto di architettura, in cui mantenimento allo stato di rudere, ricomposizione per anastilosi di frammenti esistenti, riconoscibilità delle parti di nuova realizzazione, completamento di parti danneggiate, interventi completamente innovativi non sono dedotti da una qualsivoglia teoria, ma discussi e valutati criticamente in funzione del monumento superstite e in rapporto al

significato del fare in esso un’opera di architettura contemporanea”.

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in esso un’opera di architettura contemporanea” . . Da Boriani, Progettare per il costruito. Dibattito teorico
in esso un’opera di architettura contemporanea” . . Da Boriani, Progettare per il costruito. Dibattito teorico

Da Boriani, Progettare per il costruito. Dibattito teorico e progetti in Italia nella seconda metà del XX secolo, cit., p. 24.

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Chiesa di Santa Chiara a Napoli

Chiesa di Santa Chiara a Napoli Vista dell’interno prima dell’incendio la chiesa dopo i bombardamenti del
Chiesa di Santa Chiara a Napoli Vista dell’interno prima dell’incendio la chiesa dopo i bombardamenti del

Vista dell’interno prima dell’incendio la chiesa dopo i bombardamenti del 1945

dell’incendio la chiesa dopo i bombardamenti del 1945 ricostruzione della Chiesa (da Boriani, Progettare per il

ricostruzione della Chiesa

(da Boriani, Progettare per il costruito. Dibattito teorico e progetti in Italia nella seconda metà del XX secolo, Novara, 2008)

Le riflessioni di Pane sul rapporto antico-nuovo trovano applicazione nella ricostruzione della Chiesa di Santa Chiara a Napoli, fortemente danneggiata dai bombardamenti, per la quale viene ricercata una nuova unità stilistica. Risalente al 1328, la chiesa fu trasformata tra il XV e XVI sec. e nel 1735, fu sottoposta poi a

restauri nel corso dell’Ottocento e agli inizi del Novecento. Colpita dalle bombe nel

1943, fu devastata da un incendio durato tre giorni, che distrusse completamente la decorazione barocca, facendo rinvenire molte strutture trecentesche, le quali vengono consolidate e integrate non senza libertà interpretative.

Roberto Pane: «prima di essere una tecnica

il Restauro deve essere una filosofia»

DUE TENDENZE OPPOSTE

Il «restauro critico», basato sulla teoria

di Brandi, attribuisce a tale disciplina

un compito di difesa del dato figurale e artistico, quando presente

La «conservazione integrale», coincidente con la scuola di Milano, vi riconosce contenuti di ordine

documentario, sociale e antropologico.

Lo spostamento verso la conservazione rende tutto

più asettico, igienico, sterilizzato. Si tengono lontani i

valori, si opera nel politicamente corretto proprio perché la conservazione tende ad essere un valore in sé e per sé.

Il valore storico, anzi i valori in generale, rinviano a un’ideologia o, se vogliamo, a una visione del

mondo. La conservazione si pone come a-ideologica

e invoca dalla sua parte l’oggettivazione tecnico- scientifica. (R. Masiero)

Poiché nel mondo moderno le identità possono

difficilmente essere date per scontate, la definizione dei contenuti della memoria collettiva ha sempre, almeno potenzialmente, una carica critica e destabilizzante. In

quanto deposito di tracce, essa infatti può implicare non

solo la comprensione dei processi che hanno portato al presente così come è ora, ma anche la critica di questo

stesso presente nel nome di desideri, aspirazioni o traumi

rimossi.

L’elaborazione (Aufarbeitung) del passato indica una

modalità particolare del lavoro mnestico: questa modalità del ricordo si contrappone sia ai processi più o meno

spontanei di oblio, sia ai meccanismi deliberati della

volontà politica (che tende a evitare ciò che non torna a

vantaggio dell'identità da affermare), e si configura come il confronto consapevole con ciò che il passato ha di più

difficile, dando luogo così ad un processo che può

condurre ad un'assunzione di responsabilità nei confronti della propria storia (Jedlowski, 2002).

QUATREMERE DE QUINCY (1775-1849)

MONUMENTO

VIOLLET LE DUC (1814 1879)

RESTAURO COME COMPIUTEZZA

RUSKIN (1819-1900)

RESTAURO COME FALSIFICAZIONE

BOITO (1836-1914)

RESTAURO FILOLOGICO

RIEGL (1858-1905)

VALORE IN QUANTO MEMORIA,

VALORE CONTEMPORANEO

BRANDI (1906-1988)

ISTANZA STORICA E ISTANZA ESTETICA

PANE (1897-1987)

ISTANZA PSICOLOGICA

TEORIA MODERNA (ANNI ‘80)

DALLA VERITA’ AL SOGGETTO; HA VALORE CIO’ CHE CONTA PER LA COMUNITA’

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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Carbonara G. , Avvicinamento al restauro, Teoria,

storia, monumenti, Liguori Editore, 1997.

Casiello S. (a cura di), La cultura del restauro, Marsilio Editori, 1996.

Masiero R. ,Nel definire il restauro. In B. P. Torsello

(a cura di), Che cos’è il restauro? Nove studiosi a confronto (pp.149-159). Venezia: Marsilio, 2005.

Torsello B. P. ( a cura di), Che cos’è il restauro?

Nove studiosi a confronto (pp.149-159). Venezia:

Marsilio, 2005.