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1.

Introduzione II

Economia:
studio di come la società organizza la produzione e la distribuzione del prodotto/reddito

(come si determina la quantità finale di beni e servizi, il numero di occupati, il livello dei prezzi, …)

Produzione e distribuzione dipendono dal sistema economico della società

2 casi limite (ideali)

Economia capitalistica Economia collettivistica

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Economia capitalistica

I mezzi di produzione (imprese, terre, risorse) appartengono ai privati:

- capitalisti (chi possiede i mezzi di produzione)

- imprenditori (chi organizza l’attività d’impresa)

I capitalisti/imprenditori (unica figura, o distinte se l’imprenditore è un manager)


assumono lavoro salariato

→ distinzione tra capitalisti/imprenditori e lavoratori

Decentramento delle decisioni nella società:

- le imprese scelgono la quantità e qualità del prodotto autonomamente


(il loro obiettivo è ottenere il massimo profitto possibile)

- i consumatori decidono quali beni e servizi acquistare autonomamente


(il loro obiettivo è ottenere la massima utilità possibile)
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Economia capitalistica

Mercato: luogo (anche non fisico) dove offerenti e compratori


scambiano i beni e dove si formano i prezzi

Secondo i sostenitori del capitalismo, il mercato:

- è da solo in grado di coordinare le decisioni di imprenditori e lavoratori

- evita gli squilibri, cioè:

gli eccessi di offerta e gli eccessi di domanda di beni


gli eccessi di offerta e gli eccessi di domanda di lavoro

- ha successo nell’organizzare l’attività economica


(impiego efficiente delle risorse e rapida crescita economica)

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Economia capitalistica

Capitalismo del “laissez faire”

Teoria del Liberismo:


- non è necessaria la presenza e l’intervento dello Stato nell’Economia
(lo Stato deve limitarsi a proteggere la proprietà privata e fornire
le garanzie legali per il buon funzionamento del mercato)

- il mercato da solo funziona bene


(giusta ed efficiente determinazione di quantità di beni scambiate e prezzi)

Ma il mercato per funzionare correttamente deve essere in concorrenza perfetta:

- numerosi venditori e compratori per ogni singolo bene e servizio scambiato

- gli agenti economici non devono avere potere di mercato


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Economia capitalistica

Il mercato da solo funziona sempre in modo corretto?

In pratica si verificano i Fallimenti del mercato

Es:
- monopolio
le imprese con potere di mercato possono limitare l’azione delle altre imprese

- consumatori con potere di influenza sugli altri


sono un esempio, positivo o negativo, per gli altri consumatori

→ contro il modello ideale dell’economia a decisioni decentrate ed individuali

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Economia collettivistica

I mezzi di produzione appartengono alla collettività

I mezzi di produzione vengono gestiti da organi pubblici e non da imprenditori


(nell’interesse della società?)

Decisioni centralizzate:
gli organi pubblici decidono quali beni produrre, la quantità e la qualità

In genere si segue un Piano Economico


- Tutti gli individui sono sia lavoratori che proprietari di una quota del
capitale nazionale

- Non necessariamente Economia Autoritaria


(le decisioni possono seguire un processo di partecipazione collettiva)

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Economia Mista

Più realistico il caso dell’Economia Mista

Es:
Proprietà delle risorse

PRIVATA COLLETTIVA

Meccanismo MERCATO U.S.A. Jugoslavia


di
coordinamento
Germania Unione
PIANIFICAZIONE
Nazista Sovietica

- In USA il Governo svolge comunque un ruolo non secondario nell’Economia


- In URSS i prezzi erano in parte determinati dal mercato ed esisteva qualche esempio di proprietà privata
- In Giappone l’economia è capitalistica e lo Stato svolge un ruolo fondamentale nel coordinamento
- In Italia?
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Interpretazioni teoriche del meccanismo economico

Ogni scuola di pensiero ha:


- ipotesi interpretative diverse
- formulazioni teoriche diverse
- indirizzi di politica economica diversi

2 filoni principali:

Teoria neoclassica (borghese) Teoria marxiana

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Teoria neoclassica

Secondo tale teoria:

- il Liberismo è il migliore indirizzo di politica economica per uno Stato

- la società non è divisa nelle 2 classi dei capitalisti e lavoratori

- i capitalisti sono soggetti che hanno risparmiato in passato


- i lavoratori sono soggetti che hanno deciso di consumare tutto

→ è sempre possibile per un individuo passare da una classe all’altra


→ le remunerazioni sono uguali (tranne che per il rischio di impresa)

Non c’è sfruttamento dei lavoratori:

→ ogni individuo viene remunerato in proporzione al contributo alla produzione

→ la distribuzione del reddito nella società è equa

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Teoria neoclassica

- Il profitto è la remunerazione dell’imprenditore

- L’interesse è la remunerazione del capitale

- Il salario è la remunerazione del lavoro

Anche se:
nel breve periodo possono crearsi sovrapprofitti per le imprese
(reddito maggiore di quanto dovuto per l’opera prestata dall’imprenditore)

Poi:
nel lungo periodo la concorrenza tra imprese annulla i sovrapprofitti

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Teoria neoclassica

Il sistema economico garantisce la piena occupazione delle risorse

perché le forze della domanda e dell’offerta annullano eventuali


- eccessi di offerta
- eccessi di domanda

Anche nel mercato del lavoro:


se alcuni lavoratori non trovano un impiego,
ciò dipende dalla scelta dei lavoratori che non sono disposti ad offrire la
propria capacità lavorativa al salario d’equilibrio

→ se esiste, la disoccupazione è volontaria

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Teoria neoclassica

Il profitto è una remunerazione giusta per un atto di sacrificio

Sacrificio dei capitalisti/imprenditori:

- risparmio, cioè rinuncia al consumo attuale e accumulazione del capitale

- il capitale dei capitalisti/imprenditori proviene da reddito passato non consumato

Nel caso di capitale ereditato non c’è sacrificio:

è giusto socialmente?

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Teoria neoclassica

I singoli agenti economici, perseguendo il proprio tornaconto personale:

inconsapevolmente realizzano il massimo benessere per la società

A. Smith: “Non è dalla benevolenza del macellaio, dell’oste o del fornaio che ci
dobbiamo aspettare la nostra cena, ma dalla loro considerazione del proprio interesse”

Individui ed imprese che interagiscono in un mercato sembrano:

guidati inconsapevolmente da una mano invisibile

La mano invisibile li conduce verso il migliore risultato possibile per la società

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Teoria neoclassica

Sovranità del consumatore:


i consumatori determinano quanto deve essere prodotto e quali tipi di beni produrre

Comportamenti razionali:
le scelte degli agenti economici tengono conto di tutte le variabili presenti e future

(assunzioni criticabili?)

Analisi della condotta individuale:


l’analisi economica viene svolta studiando il comportamento del singolo agente
(impresa, lavoratore, consumatore)
→ Microeconomia
→ L’aggregazione dei comportamenti individuali porta al mercato

Tutti i pregi del sistema capitalistico valgono solo:


quando in ogni mercato vige la concorrenza perfetta
(Studieremo prevalentemente la Teoria neoclassica solamente perché al suo interno essa contiene elementi che
possono essere usati per sostenerla ed elementi che possono essere usati per criticarla)
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Teoria neoclassica

La Teoria è applicata nella realtà?

Anni ‘80, USA (presidenza R. Reagan)

→ Lasciare quanto più possibile libere le forze di mercato


→ Ricchezza distribuita esclusivamente in base al merito
(chi giudica il merito è il mercato)
→ Assoluta non discriminazione (chiunque può meritare)
→ Deregulation o liberalizzazione di molti mercati (Es: Energia, Trasporti, Banche)
→ Solo il mercato decide la quantità e qualità dei beni
→ Isolamento politico dei sindacati
(nel 1981 licenziamento di 11.000 controllori del traffico aereo iscritti al sindacato PATCO)
→ Kemp-Roth tax cut bill: riduzione aliquota massima sui redditi dal 70% al 28%

Edonismo Reaganiano:
il successo era prova dei propri meriti e l’insuccesso prova dell’inferiorità
→ gli agenti economici adeguarono il loro comportamento al nuovo sistema economico

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Teoria marxiana

La società è divisa in 2 classi (imprenditori/capitalisti e lavoratori)

→ Sfruttamento ai danni dei lavoratori nel rispetto delle regole del mercato:

- il salario è al livello di sussistenza (in base al momento storico)


- condizioni di subordinazione dei lavoratori


La percezione del profitto dei capitalisti è priva di giustificazione formale

Il profitto non è connesso al sacrificio per 2 motivi:

Accumulazione originaria

Accumulazione successiva

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Teoria marxiana

Accumulazione originaria

Come è stato acquisito il diritto di proprietà sui mezzi di produzione?

La prima acquisizione della proprietà della terra risulta da un atto di violenza

→ senza sacrificio
C. Marx: “Nel momento in cui viene acquisita la proprietà privata dei mezzi di produzione,
il profitto scaturisce in maniera quasi automatica […] e la prima volta che i mezzi vengono
acquisiti non viene provato alcun sacrificio”

Es:
Gran Bretagna, rivoluzione industriale

Si passò dalle terre comuni (commons) alle recinzioni private (enclosures)

→ i contadini (non proprietari) sono stati costretti a diventare proletari


(lavorare nelle terre o come operai nelle città)
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Teoria marxiana

Accumulazione successiva
Dato che solo il lavoro è in grado di creare plusvalore (produzione aggiuntiva)
rispetto al salario di sussistenza percepito dai lavoratori:

- si verifica uno sfruttamento dei lavoratori


- i lavoratori ricevono meno di quanto producono

- il plusvalore è guadagnato dai capitalisti/imprenditori


(solo per il fatto di essere proprietari dei mezzi di produzione)

Anche il lavoro imprenditoriale può produrre plusvalore,


ma ovviamente senza sfruttamento se l’imprenditore è anche capitalista

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Teoria marxiana

I beni capitali non producono plusvalore:


trasmettono al prodotto un valore pari al proprio costo di acquisizione

Perché l’acquisto di beni capitali avviene tra rapporti tra capitalisti


(un’impresa vende il bene capitale ad un’altra impresa)

Non si forma profitto perché:

- tra imprenditori c’è un rapporto dove le parti hanno uguale forza contrattuale
(se un macchinario vale 100 è venduto a 100)
- anche se esiste un eventuale plusvalore/profitto derivante dallo scambio,
il plusvalore rimane interno alla classe dei capitalisti
(che come classe non diventano né più ricchi, né più poveri)
→ non ci può essere sfruttamento tra capitalisti

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Teoria marxiana

Crisi del capitalismo:

con il progresso tecnico e la continua sostituzione del capitale al lavoro



Il plusvalore del lavoro è ripartito su maggiori quantità di capitale

Si riduce la profittabilità del capitale

Stagnazione nel lungo periodo

(È attuale questa visione?)

In ogni caso, è importante saper distinguere tra teorici onesti e “pugilatori a pagamento”

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Macroeconomia Keynesiana

1929, USA – Crisi di Wall Street (Grande Depressione)


La politica del liberismo economico venne criticata
perché non offriva soluzioni efficaci per uscire dalla crisi

J. M. Keynes: i mercati non sono quasi mai in concorrenza perfetta



È necessario l’intervento dello Stato nell’Economia

2 recenti scuole di pensiero:


- Nuovi macroeconomisti keynesiani
- Nuovi macroeconomisti classici

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Riferimenti:
A. Graziani – Teoria economica (prezzi e distribuzione) – capitolo 1

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