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Home Scuola Tesine Algebra e matematica Algebra: e la Geometria scese dal trono (0)

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ALGEBRA: E LA GEOMETRIA SCESE DAL TRONO conduce velocemente al
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Il primo rilevante ingresso dell'algebra nella geometria si ebbe Ripetizioni on-line.
con la Geométrie di Cartesio, nel 1637. In precedenza, a partire Entra subito

dal Libro II degli Elementi di Euclide, era stata la geometria a


entrare nell'algebra 'interpretando' le proprietà algebriche e
dando loro fondamento.
Quella di Cartesio è però ancora geometria. La lettera che SCUOLA
denota un segmento rappresenta proprio il segmento, e non la sua misura, e a ciascuna delle operazioni fra i
> News
segmenti corrisponde una determinata costruzione geometrica. Il risultato di un'equazione è un segmento e non un
numero. Certo, man mano che procede nella sua opera, Cartesio tralascia di illustrare il procedimento geometrico
> Maturità
che permetterebbe di costruire il risultato, ma non parla mai di calcolarne la misura.
La geometria di Cartesio è analitica in quanto è uno strumento di indagine, di scoperta, e non uno strumento di > Tesine
sintesi, di riordino dei risultati, come è la geometria, appunto, sintetica. Cartesio propone, infatti, il suo metodo per
la soluzione di problemi geometrici difficili. > Lezioni

Quelle che oggi chiamiamo coordinate cartesiane cominciano a essere usate intorno al 1773, con Lagrange. Le lettere
> Dossier
adesso sono proprio misure, e le coordinate servono anch'esse per risolvere problemi geometrici difficili nello spazio.
Per il piano non sarebbero nate. Ma ora la comprensione comincia a spostarsi dalle figure alle formule. Non c'è la > Itinerari
'scoperta', come in Cartesio. La geometria analitica sta già diventando 'sintesi'.
La geometria analitica entra molto lentamente nell'insegnamento, anche in quello universitario. Come afferma > Consulenza

Compte (1894), gli sforzi didattici "devono ora consistere nello sviluppare e perfezionare la doppia relazione fra
> Repetita
astratto e concreto, che del pensiero cartesiano costituisce il principio fondamentale".
> Archivio

L'algebra lineare
Nell'Ottocento si andava lentamente facendo strada anche un altro tipo SCELTI NEL WEB
di traduzione algebrica di fatti geometrici: l'analisi vettoriale. Il
problema si era cominciato a porre dal 1830, quando Argand e Gauss SCUOLA
avevano mostrato che i numeri complessi potevano essere usati per
rappresentare i vettori del piano, e per operare su di essi. Si cercava però La cultura in Rete secondo
un corrispettivo nello spazio. Vari matematici si cimentarono nella Treccani.

ricerca di questa diversa geometria analitica. In linguaggio odierno BIBLIOTECHE


potremmo dire che il loro scopo era l'introduzione di un'algebra dei SCUOLA
vettori su base affine, ma tutti avevano dato alla materia una veste teorica UNIVERSITÀ

che mal si adattava alle richieste di applicazione pratica che venivano dai
fisici.
Furono alla fine proprio due fisici, Gibbs e Heaviside, intorno al 1885, Vedi tutti i link

che per primi riuscirono a dare una risposta concreta alle esigenze dei
loro colleghi. È interessante l'opera di Heaviside, ripubblicata in un
volume del 1922, perché motiva la necessità di questa nuova interpretazione della geometria, accompagnandola con
un'ironica critica ai matematici che lo hanno preceduto.
Heaviside sostiene la necessità di un'algebra vettoriale adatta alla fisica matematica, e in armonia con la matematica UN LIBRO
cartesiana. "Grandezze quali velocità, accelerazione, forza. che hanno direzione oltre che misura, e che sono da
queste completamente determinate., sono vettori. Ora, come esiste un'algebra e un'analisi per gli scalari, così c'è
un'algebra e analisi appropriata ai vettori." Heaviside introduce il prodotto vettoriale, poi il prodotto scalare, i
versori, le altre operazioni e tutte le proprietà fondamentali.
Secondo Heaviside, la matematica cartesiana è spesso lunga e tortuosa. "Scoprirne i significati è talvolta un lavoro di
grande pazienza. Essa diventa, o tende e diventare, matematica cieca. Essendo il nostro oggetto fondamentalmente la
fisica, possiamo lavorare in modo più utile se identifichiamo meglio i simboli con i loro corrispettivi fisici, evitando
inutili - anche se ugualmente veri - esercizi matematici". Una stella
Come si evince chiaramente da quanto afferma Heaviside, l'algebra vettoriale nasce per dare espressione a fatti incoronata di buio.
geometrici, fisici, nel modo più semplice e conveniente. Siamo in un certo senso di nuovo nello spirito originario Storia di una strage
della Géométrie di Cartesio: le operazioni algebriche hanno un chiaro corrispettivo fisico-geometrico. impunita
Benedetta Tobagi
Al contrario dei fisici, i matematici non accettarono immediatamente la nuova algebra vettoriale.
Essa divenne una branca della matematica quando i Bourbakisti la usarono per rifondare la geometria sul più
generale concetto di spazio vettoriale. Nello stesso ambito rinacquero molti concetti, come l'algebra delle matrici, che
era apparsa quando Cayley, nel 1855, aveva separato il concetto di matrice da quello di determinante, collegandolo Vedi tutti i libri
invece con le trasformazioni geometriche. Ma a questo punto il corrispettivo fisico scompare, la struttura algebrica
diviene essa stessa argomento di studio. Il nome, algebra lineare , non si riferisce più al significato originale ma alle
proprietà della struttura.
Nel frattempo, con la cosiddetta crisi dei fondamenti, la geometria aveva comunque perso il suo ruolo di scienza
'sicura', e l'assiomatizzazione dei numeri reali aveva portato algebra e analisi almeno al suo stesso livello, se non più
in alto. Non solo il ruolo di sintesi era svolto da algebra e geometria analitica, ma la stessa dimostrazione appariva
più sicura se slegata da un riferimento fisico, concreto.
Perché l'algebra lineare ha preso, nell'insegnamento universitario, il posto della geometria? E' probabile che, come
strumento di ricerca, sia più potente della geometria analitica (per non parlare poi della geometria sintetica). Ma è
anche vero che insegnare la sintassi è più facile che insegnare la semantica. In parte, questo può essere un vantaggio
anche per l'allievo: il rigore nelle varie branche della matematica è nato storicamente per esigenze didattiche, per
ordinare la materia da insegnare. Ma è difficile considerare un vantaggio l'allontanamento dell'aspetto euristico dalla
matematica, e la ripercussione di ciò sui futuri insegnanti e quindi sulla scuola.

Riferimenti:
M. Menghini, Geometria e algebra: momenti di un rapporto, Archimede , LVI, 2, 2004.79-85
B. L. van der Waerden, A History of Algebra: from al-Khwarizmi to Emmy Noether, Springer, Berlin, 1985

Trattati originali:
A, Compte, La Géométrie analytique (1843), nouvelle édition precedée da la Géometrie de Descartes, Bahl, Paris,
1894
O. Heaviside, Electromagnetic Theory, vol. I, Benn Brothers, London, 1922

Siti:
http://www-history.mcs.st-and.ac.uk/history

*Professore di Matematica, Università di Roma La Sapienza

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