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SCRITTO DI ANALISI I DEL 16 LUGLIO 2018 CORREZIONE

Esercizio 1. Determinare estremo inferiore ed estremo superiore degli insiemi

A = {x sin(x 2 ) : x R},

B = {q sin(q 2 ) : q Q}.

Soluzione: Il sup di entrambi gli insiemi e` +, mentre l’inf di entrambi e` −∞. Difatti, nonostante la funzione f (x) = x sin(x 2 ) non ammetta limite a ±∞, la sua immagine e`

illimitata superiormente ed inferiormente. Questo si puo` vedere trovando una successione

di punti x n tale che f (x n ) diverga positivamente, ed una y n tale che f (y n ) diverga neg-

ativamente. Troviamo x n (y n si ottiene facilmente modificando x n ): basta prendere x n

tale che sin(x n ) = 1 per ogni n e x n +, per esempio x n = π/2 + 2(per y n

2

prendiamo π/2 + 2). Questo dimostra che sup A = +e inf A = −∞, ma non dimostra che sup B = +e inf B = −∞; difatti, x n , y n / Q. La cosa si sistema facil-

mente: prendiamo q n , r n Q tali che sin(q n ) 1/2 (rispettivamente, sin(r n ) ≤ −1/2)

e q n , r n +; questo e` possibile dalla densita` di Q in R e dalle monoton`ıe della fun-

2

2

zione seno. Difatti esistono infiniti razionali compresi tra π/2 + 2e π/6 + 2:

scegliamone uno e questo mi definira` q n (analogamente per r n ). Per la monotonia del seno nell’intervallo [2nπ, π/2 + 2] (ad n fissato), abbiamo

2

sin(q n ) sin(π/6 + 2) = 1/2

e chiaramente, dal teorema del confronto, q n +.

Esercizio 2. Calcolare al variare di α e β R il limite

lim

x0 +

log(1 + x 2 + sin x) α tan x βx 2

x 3 + sin(x 6 )

.

Soluzione: Al denominatore non ce` nulla da sviluppare, dato che il primo termine non nullo sara` sempre x 3 . Quindi

x 3 + sin(x 6 ) = x 3 + o(x 5 ).

Il numeratore quindi dovra` essere sviluppato al terz’ordine, da cui, dato che x 2 + sin x =

x + x 2 + o(x 2 ), dovremo sviluppare il logaritmo al terz’ordine:

log(1 + y) = y y 2

2

3

+ y

3

+ o(y 3 )

Questo ci dice (dato che c’ l’ordine uno in “y”) che dovremo sviluppare anche x 2 + sin x

al terz’ordine:

Quindi

log(1 + x 2 + sin x)

=

x 2 + sin x =

3

x + x 2 x 6

+

log 1 + x + x 2 x 3

6

+ o(x 3 )

o(x 3 ).

= x + x 2 x 3

6

+ o(x 3 ) (x + x 2 x 3

6

+

o(x 3 )) 2

2

+

(x +

)

3

3

+

o(x 3 )

da cui, evitando di calcolare i termini inutili, abbiamo

log(1 + x 2 + sin x) =

x + x 2 x 3

6

x 2 + 2x 3

x 3 + o(x 3 )

3

2

+

= x +

1

2 x 2 5 6 x 3 + o(x 3 ).

Dato che tan x = x + x 3 /3 + o(x 3 ) 1 lo sviluppo del numeratore e`

(1 α)x + 2 β x 2 α

1

3 +

5

6

x 3 + o(x 3 ).

Quindi se α > 1, il limite e` −∞, se α < 1, il limite e` +(entrambi i risultati per ogni

β); se α = 1 e se β

caso α = 1, β = 1/2 il risultato del limite e` il coefficiente di x 3 al numeratore, cioe` 7/6.

< 1/2 vale +mentre se α = 1 e β > 1/2 vale −∞. Infine, per il

Esercizio 3. Per a > 0 si consideri la quantita`

I a := +[cos x + a]e ax dx.

0

Si calcoli il valore esplicito di I a e si usi tale risultato per calcolare

Facoltativo: Si determini

lim + I a

a0

e

a+ I a a .

lim

sup{I a : a > 0}.

Soluzione: Ad a > 0 fissato abbiamo, dalla definizione di integrale improprio,

I a =

M+ M

lim

0

[cos x + a]e ax dx

se tale limite esiste. Calcoliamo quindi

a M e ax dx = a e a ax

0

e, integrando per parti due volte

M

x=0 = 1 e aM

M

0

cos x e ax dx = sin x e ax

x=0 + a M

M

0

sin x e ax dx

= sin M e aM + a cos x e ax

x=0 a M

M

0

cos x e ax dx

= sin M a cos M e aM + a a 2 M cos x e ax dx

0

da cui, riassorbendo M

0

cos x e ax dx = sin M a cos M

1 + a 2

e aM +

a

1 + a 2

Quindi

I a =

M+ 1 +

lim

a a 2 + sin M a cos M

1 + a 2

1 +

1 e aM = 1 +

a

1 + a 2

1 Un “trucco” per ricavarsi velocemente lo sviluppo della tangente, sapendo che al prim’ordine e` x, e` il seguente. Ponete tan x = x + ax 2 + bx 3 + o(x 3 ); dato che la tangente e` dispari, a = 0. Visto che sin x = tan x cos x, avete x x 3 /6 + o(x 3 ) = (x + bx 3 + o(x 3 ))(1 x 2 /2 + o(x 3 )) = x + bx 3 x 3 /2 + o(x 3 ), da cui b = 1/3.

dato che la quantita` tra parentesi quadre e` limitata. A questo punto calcolare i limiti e`

facile:

lim + I a =

a0

lim + 1 +

a0

a 2 = 1

a

1

+

(notate che I 0 =

cos x dx invece non e` definito!) mentre

0

a+ I a a =

lim

a+ 1 +

lim

1 + a 2 a

a

=

a+ 1 +

lim

a

a 2 1+a 2

a

1 +

·

a 2

1+a 2

= e,

dato che a/(1 + a 2 ) 0 per a +. Infine studiamo la funzione

1 +

a

1 + a 2

:

e` derivabile infinite volte in (0, +), ha limite uno per a 0 + e a +e derivata

1 + a 2 2a 2

1 a 2

(1 + a 2 ) 2

=

(1 + a 2 ) 2 ;

quindi e` crescente in (0, 1) e decrescente in (1, +). Il suo massimo globale (e quindi il sup cercato) e` in a = 1 dove la funzione vale 3/2.

Esercizio 4. Si determini la soluzione generale dell’equazione differenziale

(1)

4x (t) + π 2 x(t) = πt.

e si determini la soluzione che soddisfa le condizioni x(0) = 0 e x(1) = 1.

Facoltativo: Si determini la soluzione che soddisfa le condizioni

2

0

x(t) dt = 2 x (t) dt = π 2 .

0

Soluzione. Prima dobbiamo trovare la famiglia a due parametri delle soluzioni dell’equazione omogenea associata

4x (t) + π 2 x(t) = 0

e per fare cio` analizziamo le soluzioni (in C) del polinomio caratteristico associato

4λ 2 + π 2 = 0.

Esse sono λ 1,2 = ± π i = ±βi; essendo non reali, le due soluzioni fondamentali dell’equazione

omogenea sono

2

sin(βt) = sin π t ,

2

cos(βt) = cos π t

2

e quindi la soluzione generale e`

x(t) = c 1 cos π t + c 2 sin π t

2

2

al variare di c 1 , c 2 R. Dato che tutte le soluzioni dell’equazione non omogenea sono date da una qualsiasi soluzione particolare piu` la famiglia a due parametri, troviamo una soluzione particolare cercandola della forma di polinomio di primo grado (non c’e` bisogno in questo caso di invocare tutta la teoria) x¯(t) = at + b. Sostituendo nell’equazione

x (t)

+ π 2 x¯(t) = π 2 (at + b) = πt

deduciamo che a = 1e b = 0 dal principio d’identita` dei polinomi. Quindi tutte le soluzioni di (1) sono

x(t) = c 1 cos π t + c 2 sin π t +

2

2

t

π

al variare di c 1 , c 2 R. Per trovare la soluzione tale che x(0) = 0 e x(1) = 1 semplice- mente sostituiamo t = 0 e t = 1 nella soluzione generica e cerchiamo in questo modo i valori dei due gradi di liberta` c 1 e c 2 . Abbiamo

  x(0)

c 1 cos π

2

· 0 + c 2 sin π

2

0

· 0 + π = c 1 ,

1

1

π ;

=

x(1) = c 1 cos π + c 2 sin π + π = c 2 +

2

2

quindi dobbiamo avere c 1 = 0 e c 2 = 1 1. Quindi la soluzione tale che x(0) = 0 e x(1) = 1 e` quella che corrisponde a queste due costanti, cioe`

x(t) = π 1 sin π t +

π

2

t

π .

Analogamente, calcoliamo, cambiando variabile

2

0

x(t) dt = c 1 2 cos π t dt + c 2 2 sin π t dt +

0

2

0

2

= 2c 1

π

π

0

cos s ds + 2c 2

π

π

0

sin s ds +

2

π =

da cui c 2 = 0 e 2

0

x (t) dt = x(2) x(0) = c 1 cos(π) c 1 cos(0) +

da cui c 1 = 0. Quindi la soluzione cercata e`

x(t) =

t

π .

1

π 2

2

π 2c 2 + 1

t dt

0

2 2

π =

π

SCRITTO DI ANALISI I DEL 18 GIUGNO 2018 CORREZIONE

Esercizio 1. Determinate gli estremi inferiori e superiori degli insiemi

A = {x 4 e x 2 : x R},

B = {x 4 e x 2 : x Q},

C = {n 4 e n 2 : n N}

stabilendo, in ogni caso, se si tratta di massimi e/o minimi (ricordate che per noi N =

{1, 2, 3, 4,

}).

Soluzione: Studiamo la funzione di variabile reale, derivabile infinite volte,

f(x) = x 4 e x 2

dato che trovare l’estremo superiore/inferiore di A e` trovare l’estremo superiore/inferiore della sua immagine. Intanto notiamo che f (x) 0 e f (0) = 0; questo ci permette immediatamente di dedurre che inf A = inf B = min A = min B = 0, dato che 0 Q R. La funzione e` pari (quindi la studiamo solo per x 0), ha limite zero a +ed ha derivata

f (x) = 4x 3 e x 2 2x 5 e x 2 = 2x 3 e x 2 (2 x 2 )

che e` positiva in (0, 2) e negativa in ( 2, +) (ricordate che ci stiamo restringendo

all’insieme [0, ) per parita).`

un punto di massimo locale e globale e f ( 2) = 4e 2 e` il sup e max di A. Dato che

Q, 4e 2 e` sup di B ma non massimo. Per vedere che e` estremo superiore, basta

osservare che la funzione f e` continua in x = 1 e Q e` denso in R, quindi per ogni ε > 0 possiamo trovare q Q tale che f (q) > 4e 2 ε. A causa della monotonia di f , per trovare il max di C e` sufficiente confrontare i valori

± 2

Quindi il punto x = 2 (e quindi anche x = 2) e`

di f sui due numeri naturali piu` vicini a 2, che sono uno e due: f (1) = e 1 , f (2) =

8e 4 < e 1 ; quindi max C = e 1 . Dato che f (x) 0 per x → ∞, inf C = 0: per ogni ε > 0, dalla definizione di tale limite esiste in particolare n¯ tale che f n) < ε.

Esercizio 2. Calcolate, al variare di a, b R il seguente limite

lim

x0

e x+2x 2 log(1 x + x 2 ) cos(x) ax bx 2

x 2 arctg(x) + tg(x 7 )

.

Soluzione: Dato che b potrebbe essere zero, dobbiamo sviluppare numeratore e denomi- natore al terz’ordine (o al prim’ordine non nullo dopo il terzo). In particolare dobbiamo sviluppare l’esponenziale al terz’ordine

e y = 1 + y + y 2

2

+

y

3

6

+ o(y 3 )

da cui

e x+2x 2 =

1 + (x + 2x 2 ) + (x + 2x 2 ) 2

2

+

(x + 2x 2 ) 3

6

= 1 + (x + 2x 2 ) + x 2 + 4x 3

2

x 6 + o(x 3 )

3

+

= 1 + x +

5

2

x 2 + 13 x 3 + o(x 3 );

6

+

o((x + 2x 2 ) 3 )

anche il logaritmo deve essere sviluppato al terz’ordine

da cui

log(1 + y) = y y 2

2

+

3

y 3 + o(y 3 )

log(1 + (x + x 2 )) = (x + x 2 ) (x + x 2 ) 2

2

+ (x + x 2 ) 3

3

+ o((x + x 2 ) 3 )

=

=

(x + x 2 ) (x 2 2x 3 )

2

+ (x) 3

3

x + x 2

2

+ 2x 3

3

+

o(x 3 ).

+

o(x 3 )

Quindi

e

Numeratore = (2 a)x + 5 2 b x 2 + 3 x 3 + o(x 3 )

2

Denominatore = x 2 (x + o(x)) + x 7 + o(x 7 ) = x 3 + o(x 3 ).

Quindi

e x+2x 2 log(1 x + x 2 ) cos(x) ax bx 2

x 2 arctg(x) + tg(x 7 )

=

(2 a)x + (

5

2

b)x 2 + 3 x 3 + o(x 3 )

2

x 3 + o(x 3 )

= (2 a)

x

1

2 + ( 2

5 b)

1

x + 3

2

+ o(1)

1 + o(1) e da tale espressione otteniamo che se a < 2 il limite e` +per ogni b R, e se a > 2 il limite e` −∞ per ogni b. Se a = 2 e b < 5/2, il limite vale −∞ mentre se a = 2 e b > 5/2, vale +. Infine, se a = 2, b = 5/2 il limite vale 3/2.

Esercizio 3. Studiate al variare del valore del parametro α R il carattere della serie

n

k=1

α

k

1

1

k +

k

1

cos(1/x)

x

2

dx

.

Soluzione: Calcoliamo, cambiando variabile

Quindi

k

1

cos(1/x) dx y=1/x =

x

2

π

1/k

cos(y) dy = sin(1/k).

n

k=1

k

k α k +

1

1

1

cos(1/x)

x 2

dx =

n

k=1

k α

k

1

1

sin

k ;

1

dato che sin y y se y e` positivo, la serie e` a termini positivi e quindi o e` convergente o e` divergente. Dato che

1

k

sin

1

k

1

k 3

nel senso che

lim

k→∞

1

α

k

1

k

sin

1

k

= 1

 

1

6 ,

k α+3

il criterio del confronto asintotico ci dice che la serie converge se α + 3 > 1, cioe` per α > 2, mentre diverge se α ≤ −2.

Esercizio 4. Calcolate il seguente integrale indefinito:

e 4x + e 3x e

2x

e 2x + e x

6

dx

Soluzione: Cambiando variabile t = e x

e 4x + e 3x e 2x

e 2x + e x 6

dx =

t 3 + t 2 t t 2 + t 6

dt t=e x

.

Dato che

t 3 + t 2 t

= t 3 + t 2 6t + 5t

t 2 + t 6

t 2 + t 6

= t +

5t

t 2 + t 6 ,

abbiamo

t 3 + t 2 t t 2 + t 6

dt = t 2

+

5t

2

Ora, dato che il polinomio al denominatore si fattorizza t 2 + t 6 = (t + 3)(t 2), possiamo cercare A, B R tali che

t 2 + t

6 dt.

5t

A

B 2 = A(t 2) + B(t + 3)

(t + 3)(t 2)

t 2 + t 6 =

t + 3 + t

dobbiamo risolvere

A + B = 5

2A 3B = 0

che ha soluzione A = 3, B = 2. Quindi

= (A + B)t 2A + 3B

(t + 3)(t 2)

;

5t

6 dt = 3

t 2 + t

t + 3 dt + 2

1

1

t 2 dt = 3 log |t + 3| + 2 log |t 2| + c.

Mettendo insieme queste informazioni abbiamo

e 4x + e 3x e

2x

e 2x + e x

6

dx =

e

2x

2

+ 3 log(e x + 3) + 2 log |e x 2| + c.

Esercizio 5. Studiate eventuali simmetrie, monoton`ıa e convessita` della funzione f : R R definita da

f(x) =

x 4 ,

  + sin(πx) + π x 2 1 ,

|x| π

2

se |x| ≤ 1;

se |x| > 1.

Facoltativo: Quante soluzioni ha l’equazione

f(x) = |x|?

Soluzione. Si vede semplicemente che la funzione non e` ne´ pari ne´ dispari. Riscriviamone l’espressione esplicita:

f(x) =


(x) π + sin(πx) + π x 2 1

2

x 4 ,

x π + sin(πx) + π x 2 1

2

,

,

se x < 1;

se x [1, 1];

se x > 1.

Intanto osserviamo che la funzione e` continua in R e differenziabile infinite volte almeno

in R {−1, 1}. Abbiamo

f(x) =

  π (x) π1 + cos(πx) + x ,

4x 3 ,

π x π1 + cos(πx) + x ,

se x < 1;

se x (1, 1);

se x > 1.

La funzione non e` quindi derivabile in ±1 ed in particolare si ha

f (1) = 3π > f + (1) = 4,

f (1) = 4 > f + (1) = π

(si vede facilmente dal corollario del Teo. di Lagrange, in quanto tali derivate destre/sinistre sono i limiti destro/sinistro della derivata, dato che la funzione e` continua nei due punti x = ±1); questo servira` dopo. Vediamo che la derivata e` strettamente positiva sui sottoin- tervalli (0, 1) e (1, +): in (0, 1) e` ovvio, mentre se x > 1 abbiamo

f (x) = π x π1 + cos(πx) + x :

se x > 1, allora x π1 + x > 2, quindi x π1 + cos(πx) + x > 1 dato che il coseno puo` essere “alpiu”` 1 (nel senso che cos(πx) ≥ −1). Quindi f e` strettamente crescente su

[0, 1] e su [1, ) e dato che l’incollamento continuo di funzioni crescenti e` crescente, essa e` strettamente crescente su [0, ). Analogamente, dato che f (x) < 0 su (−∞, 1) (qui f (x) < 3) e (1, 0). Similmente, su (−∞, 0] e` strettamente decrescente. Per la convessita` studiamo la derivata seconda.

f

(x) =

  π (π 1)(x) π2 π sin(πx) + 1 ,


12x 2 ,

π (π 1)x π2 π sin(πx) + 1 ,

se x < 1;

se 1 < x < 1;

se x > 1.

Su [1, 1] e` chiaro che f e` strettamente convessa dato che la derivata seconda e` stretta- mente positiva. Su (−∞, 1] e su [1, +) lo stesso, dato che se x > 1, f (x) > 0:

(π 1)x π2 π sin(πx) + 1 (π 1)x π2 π + 1 = (π 1)(x π2 1)

> 0

se x > 1; analogamente per x < 1:

(π 1)(x) π2 π sin(πx) + 1 (π 1)((x) π2 1) > 0.

L’incollamento continuo di funzioni convesse in generale non lo e,` come in questo caso. Il fatto che f (1) > f + (1) e che f (1) > f + (1) (vedete sopra) implica che f non puo` essere convessa in nessun intervallo centrato in ±1; se difatti f lo fosse, questo sarebbe

in contraddizione con la monotonia dei rapporti incrementali, che implicherebbe f (1) f + (1) e f (1) f + (1). Ricapitolando, f e` strettamente convessa separatamente sui tre intervalli (, 1], [1, 1] e [1, +) ma non su R ne´ su [0, ) o (−∞, 0]. Per il numero di soluzioni, osserviamo che tre soluzioni banali (che avete probabilmente gia` trovato) sono x = 0 e x = ±1; dato che f e` strettamente convessa su [0, 1] e su [1, 0] non ce ne sono altre qui. Poiche` inoltre f e` strettamente convessa in [1, +), allora sta sopra la sua “retta tangente destra”, nel senso che

f (x) > f (1) + f + (1)(x 1) = 1 + π · (x 1)

x > 1

e quindi f (x) > π(x1)+1 > x su (1, +) e non ci sono altre soluzioni. Analogamente, in (−∞, 1) si ha

f (x) > f (1) + f (1)(x + 1) = 1 3π · (x + 1)

> x.

Un altro modo per dimostrare che non ci sono altre soluzioni in R [1, 1] consiste nel considerare la differenza

f(x) − |x| = |x| π + sin(πx) + π x 2 1

2

− |x|

definita su (−∞, 1] [1, ), che vale zero in x = ±1 e tende a +per x → ±∞, ed ha derivata uguale a

π x|x| π2 + cos(πx) + x

x

|x| ;

dato che abbiamo gia` visto che x π1 + cos(πx)+ x > 1 in [1, ) e (x) π1 + cos(πx)

dx d (f (x) x) ha lo stesso segno di x; quindi la funzione

f (x) − |x| e` strettamente crescente in [1, +) e strettamente decrescente in (−∞, 1]; non esistono altre radici in tali intervalli. Riassumendo, l’equazione ha quindi 3 radici: zero e ±1.

x < 3 in (−∞, 1], allora

Esercizio 6. Studiate il carattere delle serie

n

k=1

1 + (1) k k 2

1

+ k 4

,

n

k=1

(1) k+1 k k 2 + 1 3 .

Inoltre studiate, al variare del valore del parametro α R, il carattere della serie

n

k=1

k

α

1

k

1

cos(1/x)

x 2

dx.

Soluzione.

n

k=1

1 + (1) k k 2

1 + k 4

converge assolutamente, dato che

+ (1) k k 2 1 + k 2

1

1

+ k 4

1

1

k

2

+ k 4

e

la serie di 1/k 2 converge. Alla serie

n

k=1

o

meglio alla

 

n

(1) k+1 k + 1

k 2 3

(1) k k + 1

k 2 3

k=1

posso applicare il criterio di Leibniz: difatti la successione k

positiva e decrescente (entrambe per k 2 > 3).

k+1

3 e` definitivamente

k 2

n

k=1

k

α

1

k

1

cos(1/x)

x

2

dx =

n

k=1

sin(1/k)

k

α

(vedete i calcoli nelle pagine precedenti) che converge se e solo se α > 0, dato che per il confronto asintotico tale serie converge se e solo se converge

n

k=1

1

k α+1 .

SCRITTO 02/07/18 - ANALISI MATEMATICA I

Esercizio 1. Determinare tutte le coppie (z, w) C × C tali che

zw = |z| 3 w 2

zw = 1

Soluzione: Dalla seconda equazione otteniamo che sia z che w non sono zero. Quindi possiamo dedurre dalla stessa che w = z 1 e sostituendo nella prima (dato che |1/w| =

1/|w|)

w¯

w 2

(1)

w |w| 3 .

Prendendo i moduli di entrambi i membri abbiamo

=

w¯ = |w¯|

|w| = 1 = |w|

|w|

2

1

w

3

|w|

=

da cui chiaramente |w| = 1; inserendo questa informazione in (1) e moltiplicando per w 2 abbiamo

1 = w 2 w¯ w = w 4

±1, ±i. Quindi le soluzioni del

e quindi w e` una delle quattro radici quarte dell’unita:` sistema sono

(1, 1),

(1, 1),

(i, i),

(i, i).

Altra soluzione: una volta che sapete che |w| = 1, ponete w = e iϑ e dalla seconda equazione z = e iϑ . Quindi la prima equazione si riscrive come

e 2= e 2

e 4= 1

e si conclude alla stessa maniera.

Esercizio 2. Si disegni approssimativamente il grafico della funzione