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ALEKSANDAR

ANGELICA
(In un pullman nuovo con diciotto file di sedili blu, quattro per fila, due per parte,
divisi da un corridoio stretto. Il sole non è ancora sorto e fuori è buio, le luci sono
tutte spente. E’ inverno e fuori si vede la neve. Il pullman si muove ed è vuoto, salvo
per qualche giovane che cerca di dormire con delle cuffie per la musica. Aleksandar è
tra le prime file a sinistra. Veste dei pantaloni da ginnastica, una giacca grigia e degli
scarponcini, porta con sé uno zaino. E’ un po’ addormentato, ma aspetta la prossima
fermata perché lì salirà Angelica, che è la ragazza che gli piace. Lei sale.)
ANGELICA: Ehi ciao!
ALEKSANDAR: Ehi! Vuoi sederti qui?
ANGELICA: Certo!
(Angelica si siede. Ha dei capelli castani chiari lunghi, la pelle chiara, indossa dei
jeans, delle scarpe e una giacca eleganti. E’ molto bella.)
ALEKSANDAR: Come stai?
ANGELICA: Addormentata, spero di riuscire a dormire un po’.
ALEKSANDAR: Allora dormi, allocca!
ANGELICA: Ehm… sì…
(Angelica guarda Aleksandar negli occhi per qualche secondo, poi di colpo si
addormenta, lui la guarda e la bacia sulla labbra.)
ALEKSANDAR: Ti amo.
(Angelica si risveglia un istante dopo)
ANGELICA: Cos’è stato?!
ALEKSANDAR: Ehm… Oddio! Tu sai parlare!
ANGELICA: Oddio anche tu!
(Si guardano entrambi stupiti, ma l’entusiasmo si soffoca subito e tornano a
guardarsi passivi e addormentati.)
ANGELICA: (Delusa) Pensavo mi amassi…
(Lui si agita, risponde d’istinto, subito)
ALEKSANDAR: Ma io ti amo! Ti amo da morire!
ANGELICA: (Soddisfatta e di nuovo allegra) Ah allora è tutto ok, grazie!
ALEKSANDAR: Ehm… sì. (Pausa) Ti piacerebbe, una volta arrivati a Trento, fare
colazione insieme, in quel bar elegante?
ANGELICA: Sì mi piacerebbe, ora però è meglio che cerchi di dormire.
ALEKSANDAR: Bene, paghi tu. Buonanotte.
ANGELICA: Ehm… sì…
(Angelica si addormenta, come Aleksandar)

(Fuori è più luminoso, non si vede se il sole è sorto o no perché fuori si è fatto
nebbioso. Aleksandar fissa Angelica che dorme, è inquietante. Lei si sveglia e lui
distoglie in fretta lo sguardo. Manca poco all’arrivo.)
ALEKSANDAR: Ben svegliata!
ANGELICA: Anche a te. (Pausa) Anzi no, tu mi hai fissata per un’ora e mezza. (Pausa)
(Seria) Tu sei strano. (Con entusiasmo) Più che strano! Stranissimo! (Di nuovo seria).
ALEKSANDAR: Andiamo al bar?
ANGELICA: Certo!
(Arrivano alla stazione delle corriere.)
ALEKSANDAR: Arrivati, andiamo.
ANGELICA: Ok!
(Scendono dal pullman e prendono due strade opposte).