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L’allevamento biologico della

pecora da latte
Indirizzi produttivi ovini

MONDO lana > carne > latte

UE carne > latte > lana

ITALIA latte > carne > lana


Paesi produttori di latte ovino
A. regioni del bacino mediterraneo
- sud-ovest dell'Asia (Turchia, Siria, Libano, Israele)
- sud-Europa (Francia, Grecia, Italia, Portogallo,
Spagna, Albania)
- nord-Africa (Algeria, Egitto, Libia, Marocco,
Tunisia)

B. paesi cosiddetti "paramediterranei"


- asiatici (Iraq, Iran, Giordania)
- europei (Bulgaria, Romania)

C. altri paesi
- Cina
- Sahel
- Arabia Saudita
- Russia e Polonia
Consistenza  capi  ovini   Paese 000 capi %
Continente 000 capi % Cina   146.018   13,4  
Africa   279.721   25,7   Australia   85.711   7,9  
Asia   455.740   41,9  
India   64.269   5,9  
N. America   17.928   1,6  
S. America   72.830   6,7   Iran   53.800   4,9  
Europa   136.475   12,6   Sudan   50.944   4,7  
Oceania   124.187   11,4   N. Zelanda   38.460   3,5  
      R. Unito   33.946   3,1  
TOTALE   1.086.881   100,0  
Nigeria   33.080   3  
Paese   000 capi   %   Pakistan   26.794   2,5  
R. Unito   33.946   24,9   Etiopia   26.117   2,4  
Spagna   22.194   16,3  
Turchia   25.462   2,3  
Russia   17.508   12,8  
Grecia   8.830   6,5   Sudafrica   25.082   2,3  
Francia   8.499   6,2   Siria   22.865   2,1  
Italia   8.227   6,0  
Irlanda   5.521   4,0   Italia   8.227   0,8  
         
TOTALE   136.475   100,0   TOTALE   1.086.881   100,0  
Produzione  di  la3e  ovino  

Paese   000 t   %   Paese   000 t   %  


Cina   1.074   11,9   Grecia   727   24,1  
Siria   874   9,7   Romania   638   21,2  
Turchia   782   8,6   Italia   560   18,6  
Grecia   727   8,0   Spagna   410   13,6  
Romania   638   7,1   Francia   264   8,8  
Italia   560   6,2   Portogallo   96   3,2  
Iran   534   5,9   Bulgaria   85   2,8  
Sudan   498   5,5        
Somalia   468   5,2   TOTALE   3.016   100,0  
Spagna   410   4,5  
Francia   264   2,9  
     
TOTALE   9.044   100,0  
RAZZE OVINE
Ovini da latte Razza: Lacaune
Ovini da latte Razza: Frisona
Ovini da latte Razza: Sarda
Ovini da latte Razza: Valle del Belice
Ovini da latte Razza: Comisana
Ovini da latte Razza: Massese
Ovini da carne

Razza: Appenninica
Ovini da carne

Razza: Bergamasca
Ovini da carne

Razza: Fabrianese
Ovini da lana

Razza: Merino
Ovini da lana

Razza: Gentile di Puglia


Ovini da lana

Razza: Sopravissana
Sistemi di allevamento e utilizzazione della produzione lattea

parto 1 2 3 4 5 6 7

1
2
3
4

Latte munto
Latte destinato
all’agnello
1. pecore destinate solo alla produzione di carne (non munte)
2. pecore che allattano l’agnello per un lungo periodo e vengono munte in fine lattazione
3. pecore munte dopo la produzione di un agnello da latte
4. pecore che vengono munte dopo lo svezzamento tardivo degli agnelli da rimonta
Productive cycle for suckling lamb
Lambing

Milk and
Suckling period Lactation period
meat
(one month) (7-8 months) production
are strictly
Slaughtering of
suckling lamb or kid connected
because milk
is the only
feeding
regimen for
Live slaughtering weight: 10-12 kg lamb and
Carcass weight: 6-7 kg kids
Esempio di gestione riproduttiva di un gregge di una razza specializzata da latte
(sarda) con un parto all'anno (produzione stagionale)

Periodo Operazioni
Da fine maggio/primi di uglio Immissione arieti nel gregge
Metà luglio Individuazione pecore con gravidanze
singole e plurime e pecore vuote
Fine luglio/ metà agosto Messa in asciutta
Settembre/ottobre Immissione arieti gregge agnelle + pecore
risultate vuote all'ecografia della monta
precedente
Fine ottobre / tutto gennaio Parti pluripare
Fine ottobre Diagnosi gravidanza agnelle e ritardatarie
febbraio/ marzo Parti primipare e ritardatarie

La durata della lattazione è di 6-7 mesi, periodo di produzione di latte per la


trasformazione casearia: da novembre a luglio (9 mesi)
La presenza dell’ariete nel gregge in soli due momenti dell'’anno determina la
concentrazione dei parti nel periodo autunno-invernale e, in misura minore, nel
periodo primaverile.
Esempio di gestione riproduttiva di un gregge di una razza specializzata da latte
(sarda) con un parto all'anno (produzione parzialmente destagionalizzata)
Periodo Operazioni
Marzo/aprile Immissione arieti nel gregge
Fine maggio-primi di giugno Individuazione pecore con gravidanze
sin gole e plur ime e pecor e v uote:
separazione dei due gruppi, messa in
asciutta pecore gravide
Giugno-Luglio Ariete con gruppo pecore vuote
Fine luglio-primi di agosto Messa in asciutta gregge, ecografia per
individuazione pecore vuote.
Agosto-settembre Parti del primo gruppo di pecore gravide con
monte di marzo-aprile
Settembre/ottobre Immissione arieti gregge agnelle + pecore
risultate vuote all'ecografia della monta
precedente
novembre /dicembre Parti secondo gruppo di pecore (monta
giugno luglio)
Fine ottobre/inizio novembre Diagnosi gravidanza agnelle e ritardatarie
febbraio/ marzo Parti primipare e ritardatarie

Produzione di latte: da settembre a luglio, 10-11 mesi l’anno


Destagionalizzazione:  pun7  cri7ci  
•  Possibilità  di  separare  i  gruppi  di  pecore  gravide  e  vuote  
sia  in  stalla  sia  al  pascolo.  
•  Disponibilità  di  pascoli  poliennali  e  di  erbai  di  leguminose  
per  la  produzione  di  fieni  di  elevata  qualità  
•  Disponibilità  di  ombra  al  pascolo.  
•  Disponibilità  di  irrigazione  dei  pascoli:  è  di  sicuro  aiuto,  
ma  non  indispensabile  se  presen=  sufficien=  scorte  di  
foraggio  di  buona  qualità.  
•  AAenzione  allo  stress  da  caldo  
•  AAenzione  al  pascolamento  primaverile  delle  pecore  
gravide  
•  AAenzione  al  BCS  degli  animali  nei  periodi  della  monta  
•  Possibilità  di  somministrare  integrazioni  di  mangimi  
anche  fuori  mungitura.  
Esempio di gestione riproduttiva di un gregge costituito da una razza non
specializzata: 3 parti in due anni (produzione destagionalizzata).
Periodo Operazioni
Metà marzo Immissione arieti nel gregge
Primi di maggio Individuazione pecore con gravidanze singole e
plurime e pecore vuote
metà agosto inizio parti pluripare
settembre/ottobre Immissione agnelle nel gregge
metà dicembre Uscita ariete dal gregge
febbraio/ marzo Parti primipare
metà marzo Immissione arieti nel gregge
metà maggio – metà agosto Periodo di assenza parti

La durata della lattazione è di norma di 6-7 mesi e l’asciutta di 45-60 giorni.


La durata dell’interparto è influenzata dalla presenza di una finestra di tre mesi in cui
l’ariete non è presente nel gregge. Le pecore che partoriscono a ridosso di questa
finestra non potranno essere immediatamente rifecondate dall’ariete, ma dovranno
aspettare la reimmissione dell’ariete nel gregge. Questo comporta un allungamento
dell’intervallo interparto.
I parti, quindi, si susseguono regolarmente per tutto l’anno tranne che nel periodo
che va dalla prima metà di maggio alla prima metà di agosto.
Differenze nutrizionali tra ovini e bovini
All’aumentare del peso corporeo corrisponde un incremento
dei fabbisogni di mantenimento meno che proporzionale
rispetto al peso. I fabbisogni di mantenimento, infatti sono
proporzionali al peso metabolico (PV0,75).

Vacca: PV = 600 kg; Peso met.: 121.2; Fabb. Mant. (INRA):


70 kcal NE x 121.2 = 8484 kcal

Pecora: 60 kg; Peso met.: 21.6; Fabb. Mant. (INRA): 56.1


kcal NE x 21.6 = 1211.8

Rapporto fra o pesi: 600/60 = 10

Rapporto fra i fabbisogni di mantenimento: 8484/1211.8 = 7.


Differenze nutrizionali tra ovini e bovini

I grandi ruminanti hanno un volume maggiore di apparato


digerente per unità di fabbisogni energetici di
mantenimento.
La maggior capacità digestiva consente ai grandi
ruminanti di mantenere più a lungo nel rumine gli alimenti
con un aumento della digeribilità delle sostanze a bassa
velocità di degradazione (cellulosa, emicellulosa,
proteine ed amidi poco solubili)
Differenze nutrizionali tra ovini e bovini
Per compensare la loro bassa capacità di gestiva, i piccoli
ruminanti devono aumentare la velocità di transito degli
alimenti nel rumine e avere livelli di ingestione più elevati.
Come conseguenza si ha una riduzione dei tempi di ritenzione
ruminale e minori coefficienti di digeribilità delle frazioni
lentamente degradabili (quelle fibrose).
Questi aspetti sono compensati da maggiori ingestioni
giornaliere di sostanze digeribili.
Ecco perché una pecora può arrivare ad un’ingestione tra il 5
e il 7% del Peso corporeo e una vacca difficilmente arriva al
4%.
Differenze nutrizionali tra ovini e bovini
Capacità di selezionare gli alimenti: scelta di alimenti o parti di alimenti a più
alta velocità di degradazione (foglie, germogli, piante meno fibrose)

Attività masticatoria: gli ovini e i caprini per ingerire e ruminare 1 kg di ss hanno


bisogno da 9 a 16 volte più tempo dei bovini a causa di una attività
masticatoria meno potente e della necessità di sminuzzare finemente le
particelle alimentari per consentirne il transito attraverso i compartimenti
gastrici.

Poiché esiste un limite di tempo che un ruminante può spendere nella


ruminazione, razioni con fieno lungo limitano l’ingestione più negli ovini che nei
bovini e razioni ad elevata digeribilità vengono utilizzate più efficientemente
negli ovini, mentre razioni a bassa digeribilità sono utilizzate meglio dai bovini.
Differenze nutrizionali tra ovini e bovini

Alimentazione degli ovini da latte (Pulina et al., 2004)


Ingestione di sostanza secca nella pecora da latte

Nel caso della pecora in lattazione l’equazione è

I = 0,075 PC0,75 + 0,6 Ln

In cui

I= ingestione di SS in kg/d

PC = kg

Ln = latte normalizzato al 6,5% di grasso (L(0.3688+0.0971G))


Livello di ingestione di pecore in lattazione (in % sul PC).

Ln Peso corporeo
(kg)   (kg)      
  35 40 45 50 55 60
0 3,08 2,98 2,90 2,82 2,75 2,69
0,5 3,94 3,73 3,56 3,42 3,30 3,19
1 4,80 4,48 4,23 4,02 3,84 3,69
1,5 5,65 5,23 4,90 4,62 4,39 4,19
2 6,51 5,98 5,56 5,22 4,94 4,69
2,5 7,37 6,73 6,23 5,82 5,48 5,19
3 7,48 6,90 6,42 6,03 5,69
3,5 7,56 7,02 6,57 6,19
4 7,62 7,12 6,69
Fabbisogni mantenimento (UFL/d): Fabbisogni mantenimento (g PDI/d):
PV0.75 x 0.033 (PV0.75 x 0.828)/0,41
Fabbisogni lattazione (UFL/d): Fabbisogni guadagno peso (UFL/d):
FCM x 0.65 0.89 per ogni 0.1 kg ΔP

Fabbisogni lattazione (g PDI/d): Fabbisogni guadagno peso (g PDI/d):

TP/0.59 22 per ogni 0.1 kg ΔP


TP = g/d proteina latte*0,9
Parametri di razionamento per pecore da latte
Parametri di razionamento per pecore da latte

Proteina: le pecore hanno elevati fabbisogni in aminoacidi solforati


necessari sia per la produzione di latte sia per la produzione di lana.
Una carenza di questi aminoacidi riduce l’efficienza di utilizzazione
delle proteine alimentari da parte degli ovini. L’elevata velocità di
transito, inoltre, aumenta la quota di proteina alimentare escape. Se
la qualità di questa proteina non è ottimale (in termini di
composizione aminoacidica), aumenta lo spreco di proteina.

Carboidrati non strutturali (NSC): nella prima parte della lattazione


svolgono un ruolo positivo per la produzione di latte in quanto gli alti
livelli di ormone somatotropo veicola il glucosio verso la ghiandola
mammaria. Nella parte finale della lattazione alti livelli di NSC
inducono aumenti peso dell’animale, in quanto il glucosio stimola la
deposizione di grasso di deposito.
Carboidrati strutturali (SC): i livelli di ingestione ottimali di SS si
ottengono con razioni al 37% di NDF, mentre le produzioni di latte più
elevate si hanno per livelli di ingestione di NDF pari a 1.2% del peso
corporeo. Razioni tropo ricche di fibra lunga limitano la capacità di
ingestione
Urea del latte come indicatore nutrizionale: il contenuto di urea nel sangue
è un buon indicatore del metabolismo e dell’ingestione di proteine. Urea
del latte è fortemente correlata con quella del sangue.
Il contenuto di urea nel latte può essere stimato con le seguenti equazioni:

UL (mg/dl) = 4.2 PG% -31.65

Concentrazioni medio alte di urea nel latte (>50 mg/dL) sono associate
con diminuzione della fertilità e aumenti dell’incidenza di infiammazioni
mammarie e zoppie.
Fine gravidanza inizio lattazione
In questa fase gli animali, anche se hanno a disposizione alimenti di elevato
valore nutritivo, tendono a perdere peso e una parte del latte prodotto deriva
dalla mobilizzazione delle riserve lipidiche. Questo processo è normale se la
perdita si contiene entro un punto di BCS durante le prime 6-8 settimane dal
parto.
In questa fase l’alimentazione è basata prevalentemente su mangimi e
foraggi conservati perché coincide, di norma, con la stagione invernale. I
mangimi dovrebbero prevedere un buon livello di NSC (da più tipi di cereali
possibilmente per graduare l’effetto della degradabilità dell’amido) e tenroi in
PG intorno al 17-18%. I fieni dovrebbero essere di ottima qualità (fieni di
erba medica o di leguminosa con NDF inferiore a 50%) e possibilmente
trinciati.

Piena lattazione: questa fase di norma coincide con il periodo di massima


disponibilità di pascolo (febbraio-maggio). In questo periodo sono frequenti i
problemi da eccesso di azoto e quelli legati a una non ottimale
sincronizzazione dei nutrienti dei mangimi con quelli del pascolo. Di norma è
necessario introdurre il pascolo con gradualità nella razione. Evitare le rime
ore della mattina e frazionare la razione giornaliera in almeno tre momenti
per evitare che le pecore entrino al pascolo affamate.
Utile l’introduzione nella razione di amidi a bassa fermentescibilità, fibra
solubile e mangimi a basso tenore proteico.
Alimentazione con carro unifeed

•  Macinare la base foraggera in forma più spinta rispetto alla misura


ritenuta ottimale per i bovini.

•  Utilizzare foraggi di ottima qualità, altrimenti, essendo limitata la


loro capacità elettiva dalla somministrazione con carro unifeed,
verrebbe ridotta l’ingestione di ss con riflessi negativi sulla
produttività

•  Introdurre materie prime con fibra altamente digeribile: polpe di


bietola, pastazzo di agrumi, buccette di soia, trebbie di birra

•  Utilizzare insilati di ottima qualità

•  Per i concentrati, trattamenti come estrusione e fioccatura sono da


consigliarsi per materie prime come il mais ed il sorgo (amido a
bassa fermentescibilità), ma non per granelle di cereali come orzo,
avena e grano tenero.
Ges7one  del  gregge  al  pascolo  

L’erba  del  pascolo  è  un  alimento  vivo  che  deve  rimanere  tale  
anche  dopo  la  sua  u=lizzazione  e  per  il  più  lungo  tempo  
possibile,  idealmente  per  più  di  una  stagione  di  pascolamento.  
L’erba  nel  tempo  modifica  di  con=nuo  la  sua  quan=tà  e  qualità.  
Le  pecore  al  pascolo  selezionano:  alcune  erbe,  par=  di  pianta,  in  
genere  le  più  digeribili  (ad  esempio  preferiscono  le  leguminose  
alle  graminacee  e  le  foglie  agli  steli).  
Per  ben  ges=re  il  pascolo  bisogna  quindi  conoscere  il  ciclo  delle  
erbe  che  lo  compongono  e  il  comportamento  alimentare  degli  
erbivori.  
Obie<vi  
•  Bilanciare   i   fabbisogni   nutri=vi   con   gli   appor=   alimentari,   massimizzando,   per  
quanto  possibile,  l’inges=one  di  erba.  
•  Coprire   la   quota   maggiore   possibile   dei   fabbisogni   di   amntenimento   e   di  
produzione  con  l’inges=one  di  erba  al  pascolo  
•  Garan=re   la   persistenza   delle   risorse   foraggere,   col=vate   o   Ilnaturali  
pascolo (erbacee  
naturale e  
legnose)   e   in   generale   dell’ecosistema,   preservando   la   qualità   dell’ambiente  
(suolo,  acqua,  aria)  (sostenibilità  ecologica).  
3. Ovviamente
•  Evitare  fenomeni   questi
di  sovra   o  obiettivi devono essere raggiunti nelErba
soAo  pascolamento.   rispetto
stadio vegetativo
di criteri economici. La sostenibilità economica è quindi il terzo
•  Garan=re  la  imprescindibile
sostenibilità  eobiettivo.
conomica  
 
 
  Gen Feb Mar Apr Mag

I pascoli coltivati
Costo concentrati
Erbaio graminacee Prato-
legum
Costo erba

Gen Feb Mar Apr Mag


O<mizzazione  dell’u7lizzo  dell’erba  da  parte  della  pecora:  
L’inges7one  volontaria  di  erba  al  pascolo  

Fattori di variazione dell’ingestione (senza integrazione)


• Legati all’ambiente

Tramonto
Tempo di pascolamento (% ora)

•Legati all’animale:
stadio fisiologico,
Alba

livello produttivo..;
• Legati all’erba:
accessibilità, qualità
nutrizionale,
appetibilità…...
P1 P2

6 12 18 24
Ora del giorno
Ingestione totale = Ingestione P1 + ingestione P2
Tipico andamento giornaliero di ingestione al pascolo

Tramonto
Tempo di pascolamento (% ora)

Estate
Alba

6 12 18 24
Ora del giorno
Inverno
Alcuni  aspe<  di  cui  tener  conto  per  prevedere  l’inges7one  al  
pascolo  
•  Con  diete  monotone  quindi  l’inges.one  diminuisce  rapidamente.  Per  sazietà  
transitoria  che  si  ha  con  l’inges=one  di  qualsiasi  erba,  anche  la  preferita.  Via  via  che  
la  pecora  pascola  l’erba,  il  suo  organismo  percepisce,  oltreché  gli  aromi,  i  nutrien=  e  
le  eventuali  tossine  in  essa  contenute.  In  breve  si  “stanca”  di  assumerla,  si  ferma  e,  
eventualmente,  rumina.    
•  Con  diete  variate,  quando  la  pecora  ha  a  disposizione  un  erba  molto  differente  per  
nutrien=,  tossine  e  aroma  da  quella  con  cui  ha  iniziato  a  pascolare  (complementare),  
l’inges=one  con=nua,  perché  l’animale  sente  il  vantaggio  ad  assumere  nuovi  
nutrien=  e  diluire  quelli  apporta=  dal  pasto  precedente.  Ques=  vantaggi  sono  
maggiori  se  la  pecora  ha  esperienza  del  foraggio  “complementare”  e  ne  conosce  i  
benefici.  
•  Gli  erbivori  sono  in  grado  di  auto-­‐regolare  almeno  parzialmente  la  loro  dieta  e  
addiriAura,  in  alcuni  casi,  di  auto-­‐  medicarsi  (es.  il  consumo  di  arbus=  tannici  per  
ridurre  la  carica  parassitaria).    
•  L’offerta  di  erbe  complementari,  ossia  ben  differen=  tra  loro  (per  esempio  
graminacea  e  leguminosa),  aiuta  l’espressione  di  questo  comportamento.  
•  Per  favorire  l’auto-­‐regolazione  bisogna  che  gli  erbivori  imparino  i  benefici  
dell’associazione  delle  foraggere  possibilmente  sin  da  giovani  (agnelli,  capreU..).  
 
 
Tecniche  di  pascolamento  
nell’allevamento  ovino  
In buone condizioni manageriali, agronomiche e pedoclimatiche,
l'allevamento della pecora da latte è effettuato essenzialmente in maniera
stanziale utilizzando in prevalenza pascoli o prati-pascoli o erbai secondo
una scalarità di utilizzazione che può essere così riassunta:

Fine inverno (da gennaio a tutto febbraio)


pascolo su erbai di avena o orzo destinati poi alla produzione di granella;
pascolo su pascoli naturali nel corso dei periodi più umidi;
alimentazione completamente in stalla durante i periodi piovosi o con
copertura nevosa

Primavera
pascolo su erbai di avena o orzo (all'inizio della stagione)
pascolo su pascoli naturali o artificiali polifiti, ma comunque caratterizzati
in questo periodo da una forte presenza di graminacee spontanee
inizio pascolamento di medicai, ricchi in questa periodo di graminacee.
Estate
pascolo di stoppie
pascolo dei ricacci di prato-pascolo con prevalenza di leguminose
(medica, trifoglio)
pascolo di leguminose autoriseminanti (utilizzo del trifoglio sotterraneo in
certe zone della Toscana)
pascolo su eventuali erbai primaverili-estivi (sorgo da foraggio)

Autunno
Pascolo dei prati-pascoli;
Pascolo dei medicai;
Pascolo dei cotici naturali durante i periodi più umidi
Tale scalarità di utilizzazione dei pascoli si inserisce a sua volta
nell'ambito di un ciclo produttivo più complesso.
Pascolo continuo

Utilizzo ininterrotto
di una determinata
area di pascolo
a) a carico fisso =
numero di capi
costante in una
data area di
pascolamento

b) a carico variabile
= numero di capi o
area del pascolo
variabile nel tempo
Reti elettriche
Come cresce l’erba mantenuta a differenti altezze con il pascolamento continuo?

Crescita erba
(Kg SS/ha giorno)
120 Crescita totale

Secco
80

Accumulo foglie
secche alla base
Crescita netta
dei culmi
40 Altezza
erba
ottimale
Poca foglia =
bassa fotosintesi
bassa media alta

Altezza dell’erba
Nel pascolo a rotazione l’erba offerta è all’inizio
generalmente alta (10-30 cm). Con il passare dei giorni, le
pecore utilizzano gli strati basali del pascolo ricchi in culmi.
Primo giorno di
pascolamento

Ultimo giorno di
pascolamento
Ingestione e bilancio energetico in pecore asciutte al pascolo a
rotazione di Loglio

Giorni pascolamento

1° 4° 7°
(inizio pascolamento) (fine pascolamento)

Ingestione di erba, kg SS e (bilancio energetico, UFL)


1.66 1.55 1.00
(+0.83) (+0.66) (-0.03)
Pascolo razionato «a tempo»
Tempo al pascolo Ingestione oraria*
(kg SS/pecora)

= 2 ore 0.250 (1.7 kg t.q.)

= 4 ore 0.200 (1.3 kg t.q.)

= 6 ore 0.150 (1.0 kg t.q.)

*  Pecore  in  la3azione,  pascolo  di  graminacee,  altezza  >  4  cm.  Con  graminacee-­‐
leguminose  +  20%,  con  leguminose  +  30%.  

* Pecore in lattazione, pascolo di graminacee, altezza > 4 cm. Con


Pascolo  di  leguminose  

RispeAo  alle  graminacee  presentano:  


Più  elevata  concentrazione  proteica  
•  Tenore  maggiore  in  pec=ne  
•  Minore  concentrazione  in  NDF  
•  Legame  differente  tra  lignina  e  fibra  (fibra  fragile)  
•  Consentono  una  maggiore  inges=one  di  ss  
•  Maggiore  digeribilità  (non  sempre)  
•  Minore  decadimento  qualita=vo  nel  passaggio  da  fase  
vegeta=ve  a  riproduUva  
Incremento
Incremento di di produzione
produzione concon il pascolamento
il pascolamento di leguminose
di leguminose in purezza
in purezza
o consociazione
o consociazione rispetto
rispetto al pascolo
al pascolo di una
di una graminacea
graminacea (loglio)
(loglio) in purezza
in purezza

Carico* Incremento
Carico* Incremento
Leguminosa medio
Leguminosa medio Latte
Latte
(pecore/ha)
(pecore/ha) (%)(%)
Sulla
Sulla 24 24 + 63
+ 63
Sulla
Sulla 19 19 + 33
+ 33

Su Su
+ Lo a bande
+ Lo a bande 19 19 + 33
+ 33
++
Su Su
+ Lo a tempo
+ Lo a tempo 19 19 + 39
+ 39

Medica
Medicapolimorfa
polimorfa 27 27 + 10
+ 10
* Carico
* Carico
primaverile Marzo
primaverile –Maggio
Marzo – nessuna
–Maggio integrazione
– nessuna tranne
integrazione che con
tranne che la
conmedica (300(300
la medica g concentrato/capo g) g)
g concentrato/capo
Leguminose moderatamente tanniche

Sulla, Hedysarum coronarium


TC: 2-6 % SS

Lupinella, Onobrychis viciifolia


TC: 3 % SS
Ginestrino, Lotus corniculatus
TC: 5 % SS
Tannini  
 
Sono   sostanze   polifenoliche   largamente   rappresentate  
nel   mondo   vegetale.   Sono   comuni   sia   nelle  
gimnosperme   sia   nelle   angiosperme.   In   quest’ul=me  
sono   più   comuni   nelle   dico=ledoni   che   nelle  
monoco=ledoni.    
 
I  tannini  sono  solitamente  divisi  in  due  gruppi:  
•  Tannini  idrolizzabili  (HT)  
•  Proantocianidine  (PA)  (spesso  denomina=  tannini  
condensa=)  
 
Tannini idrolizzabili (HT)

HT  sono  molecole  con  un  


carboidrato  (generalmente  D-­‐
glucosio)  come  struAura  
centrale.  In  gruppo  idrossilico  
dei  carboidra=  è  parzialmente  o  
totalmente  esterificato  con  un  
gruppo  fenolico  come  l’acido  
gallico  (gallotannini)  o  acido  
ellagico  (tannini  ellagici).    
Proantocianidine (tannini
condensati)
PA  sono  più  comuni  dei  HT.  
Sono  oligomeri  o  polimeri  di  
u n i t à   fl a v o n o i d i   ( e s :  
flavan-­‐3-­‐olo)   lega=   con   un  
legame   carbonio-­‐carbonio  
non   scindibile   con   idrolisi.  
H a n n o   u n a   s t r u A u r a  
chimica   condensata   da   cui   il  
nome  di  tannini  condensa=  
Possibili effetti dei tannini condensati sulla nutrizione animale

Contenuto tannini condensati nella dieta


Moderato Alto
2-6 % SS 10-20 % SS

Riduzione rischi da eccesso proteico Riduzione tempi pascolamento e


nella dieta ingestione

Riduzione della degradazione delle Riduzione digeribilità dieta (soprattutto


proteine nel rumine e maggiore loro proteina)
assorbimento intestinale

Aumento produzione latte, fertilità Possibile riduzione produzione latte


Riduzione parassiti gastro-intestinali Riduzione parassiti gastro-intestinali
Pascoli  di  leguminose  
Aspe<  da  tenere  in  considerazione  
•  Eccesso  di  azoto,  se  u=lizzate  da  sole  (rischi  minori  con  
quelle  moderatamente  tanniche)  
•  Bassa  persistenza,  specie  se  consociate  con  le  
graminacee  
•  Scarsa  reperibilità̀  di  semen=  adaAe  ai  diversi  ambien=  
(specie  e  varietà)    
•  Maggiori  cos=  delle  semen=  rispeAo  alle  graminacee,  
ammor=zza=  se  poliennali  (oppure  nel  caso  di  spp.  
auto-­‐riseminan=).  
Altre  specie  da  pascolo:  la  Cicoria  
Altre specie complementari alle graminacee: la Cicoria
Ha  radici
•  Ha radici  fittonanti
fiAonan=   eeciclo
 ciclo  più
più  
lungo  
lungo delle  
delle graminaceegraminacee  
annuali  
annuali
•  Con=ene  compos=  fenolici  
Contiene composti fenolici
(1-­‐3%  
(1-3% SS) SS)  
e esesquiterpeni
 sesquiterpeni  
laAonici  
lattonici (effeAo  
(effetto an=-­‐
anti-elmintico)
elmin=co)  
•  Dà
Dà  produzioni
produzioni  didi  lattelaAe  inin  
primavera paragonabili a
primavera  paragonabili  a  
quelle della sulla – Sitzia et.
quelle  della  sulla.  
al., 2006
Cichorium intybus L •  Può  però  influenzare  
Può però influenzare
nega=vamente   il  flavour  del  
(cv. Spadona, biennale) negativamente
laAe  se  usata  il iflavour
n  purezza  del
latte se usata in purezza
Integrazione  del  pascolo  con  alimen7  
concentra7  
Effe3o  di  sos7tuzione:  quando  si  offre  un  concentrato  o  un  
foraggio  conservato  ad  integrazione  dell’erba  pascolata  
l’inges7one  di  erba  si  riduce.  
 
Questo  effeAo  si  misura  in  termini  di:  
Tasso  di  sos7tuzione  (TS):  riduzione  dell’inges=one  di  erba  (g  SS)  
associata  all’inges=one  di  100  g  SS  di  integrazione  (fieno  o  
concentra=)  
Un esempio di effetto di sostituzione
Se integro con 0.5 kg di concentrato una pecora che consuma 1.5 kg di erba,
l’ingestione totale non arriva ai 2.0 kg teorici (T) ma a 1.8 kg (R).
L’ingestione di erba si riduce di 0.2 kg (TS = 40%).
in teoria in pratica
Fattori da cui dipende il tasso sostituzione
Valore nutritivo dell’erba: più elevato è più alto è il TS

Accessibilità dell’erba al pascolo, maggiore è la disponibilità,


maggiore è il TS

tipo di concentrato: in generale è maggiore con concentrati


amilacei rispetto a quelli fibrosi o proteici (esempio, TS granella di
mais>polpe di bietola=farina di soia)
La risposta all’integrazione in termini di latte prodotto varia tra
concentrati amilacei e fibrosi.
I fibrosi sono più efficaci in tarda lattazione e con livelli di
integrazione superiori a 400 g/capo giorno.
1200

1000 Fibrosi
Fibrous Amilacei
Starchy
g latte/kg conc.

800

600

400

200

0
<300 300-400 >400
Ingestione di concentrato (g SS)
Concentrati amilacei = NFC 50-60 % SS, NDF 20-30% SS %;
Concentrati fibrosi = NFC 25-40 % SS, NDF 30-50 % SS da fibra digeribile
Periodo   Essenze  disponibili   Stadio  fisiologico  del  gregge   Cara3eris7che  nutrizionali  del  pascolo  

Fine  autunno   Ricacci  pra=-­‐pascoli   Pluripare   negli   ul=mi   due   mesi   Alto  livello  energe=co  (0,70-­‐0,75  UFL/kg/s.s.)  
Medicai   di   gestazione   e   in   parte   già   Proteina   Grezza     oscillante   fra   il   14-­‐15%   dei   ricacci   ed   il  
nella   fase   di   transizione;   BCS   18-­‐20%  della  medica;  
oUmale  2.75-­‐3;     livello   proteico   caraAerizzato   da   elevata   solubilità  
Agnelle   e   pecore   vuote   alla   ruminale   dell'azoto   e   rela=vamente   basso   contenuto   di  
m o n t a   e s = v a   a d   i n i z i o   zuccheri  solubili.  
gravidanza   Inges=one  oraria  di  erba:  circa  0.150  kg/capo  
  Integrazione  con  concentra=:  da  0.1  a  0.4  kg/capo/d  
Integrazione  con  fieni:  da  0.6  a  0.8  kg/capo/d  
Inizio   e   metà   Pascoli   naturali   per   un   Pluripare   allaAan=   o   ad   inizio   le   poche   ore   di   luce   limitano   il   tempo   des=nato   al  
inverno   periodo   limitato   di   laAazione   pascolamento,   per   cui   la   base   foraggera   della   razione   è  
tempo   Agnelle   e   pecore   a   metà   cos=tuita   da   foraggi   conserva=   per   lo   più   cos=tui=   da  
gravidanza   fieni   di   medica   o   di   pra=   polifi=   caraAerizza=   da   una  
elevata  degradabilità  della  proteina.  
Pascolamento  ad  ore  (2-­‐6  ore/g)  a  rotazione  lenta  (turno:  
28-­‐35   gg,   altezza   uscita   5-­‐8   cm)   o   pascolo   con=nuo   (6-­‐8  
cm).  Evitare  uscite  precoci  la  maUna  (0.2-­‐0.3  kg/capo  g  di  
fieno  prima  dell’uscita).  
Integrazione:   Concentra=   amilacei   (50-­‐60%   NFC)   con  
appor=   ≤   300   g/capo.   Fieni   di   medica   o   mis=   di   qualità  
(  almeno  0.5  UFL/kg,  12-­‐16%  PG  su  SS).  Se  manca  pascolo  
aumentare  integrazione  fino  a  copertura  dei  fabbisogni.  
Fine   inverno   e   Pascoli   naturali   ed   Pluripare  in  laAazione.     Gli   erbai   presentano   una   buona   quan=tà   di   zuccheri  
inizio  primavera   erbai  autunno  vernini   Agnelle   e   pecore   a   fine   solubili,   una   elevata   solubilità   dell'azoto   (>80%)   ed   un  
gravidanza   contenuto  proteico  che    oscilla  dal  12  al  15%  sulla  s.s.  
Integrazione:   Concentra=   amilacei   (50-­‐60%   NFC)   con  
appor=  ≤  300  g/capo.    
Periodo   Essenze  disponibili   Stadio  fisiologico  del  gregge   Cara3eris7che  nutrizionali  del  pascolo  

Primavera   Pascoli   naturali   o   Pluripare   e   primipare   in   Il   contenuto   proteico   del   pascolo   è   del   13-­‐14%   di   P.G.,  
a r = fi c i a l i   s i a   d i   laAazione   (soggeU   a   diversa   caraAerizzata   da   una   elevata   degradabilità   e   solubilità  
graminacee   sia   di   produUvità)   ruminale   (80-­‐85%).   Mano   a   mano   che   i   tessu=   delle  
leguminose,  sia  mis=.   Agnelle  da  rimonta   graminacee   lignificano   diminuisce   anche   il   contenuto   di  
Ancora,   ma   per   un   Periodo  di  avvio  alla  monta.   zuccheri   solubili   u=lizzabili   prontamente   dalla   microflora  
periodo   limitato   erbai   Inges=one   oraria:   (1-­‐6   ore)   ruminale.  
di  graminacee.   200-­‐150   g   SS/capo   (250-­‐200   g   Pascolamento   a   rotazione   rapida   (turno:   21-­‐14   gg   -­‐  
SS/capo   se   pascolo   con   altezza  uscita:  5-­‐7  cm)  o  con=nuo  (5-­‐6  cm).  
leguminose).     Leguminose   con   pascolamento   complementare   ad   ore,  
Evitare   eccessi   o   difeU   di   offrire   le   leguminose   la   maUna   prima   dei   pascoli   di  
proteina   (aAenzione   al   livello   graminacee.  
di   urea   nel   laAe:   25-­‐45   mg/ Integrazione:   Concentra=   fibrosi   con   fibra   digeribile   (es.  
100  ml).     polpe)  (20-­‐40%  NFC).  
 
Fine   primavera   Pra=-­‐pascoli,   erba   Pluripare   e   primipare   a   fine   Stadio   riproduUvo   dei   pra=-­‐pascoli,   granelle   dei   cereali  
ed  estate   medica,   trifoglio   rosso,   laAazione.   residua=   nelle   stoppie   ad   elevata   fermentescibilità  
trifoglio   soAerraneo,   Periodi  di  monta   dell'amido.   Medica   ad   elevata   degradabilità   della  
stoppie  di  cereali.   Agnelle  da  rimonta   proteina   (>80%)   ed   elevato   contenuto   proteico   (18-­‐20%  
Inges=one   oraria   (8   ore)   P.G.)  
50-­‐150  g  SS/capo.     Pascolo  con=nuo  la  sera  se  la  disponibilità̀   è  limitata  e  la  
Evitare  un  eccessivo  accumulo   noAe   se   il   caldo   eccessivo.   Favorire   la   selezione.   delle  
riserve  corporee.     erbe  migliori  con  accesso  al  pascolo  >  8  ore.  Acqua  e  aree  
  d’ombra  al  pascolo  fondamentali.    
Integrazione   -­‐   Concentra=   proteici   su   pascoli   maturi   e  
secchi  ma  in  dosi  limitate  (max  0.3  kg/capo).  Acqua  fresca  
e  sali  minerali  in  ovile.