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Sulla questione della doppia cittadinanza per i Sudtirolesi

e in occasione della raccolta delle firme della petizione in favore.

Bolzano/Bozen 20/09/2018

Gio Paolo Baglioni, rappresentando l’Alleanza Libera Europea.

La doppia cittadinanza per i Sudtirolesi è un’occasione storica per l’Europa.


L’occasione per consegnare finalmente alla storia i confini che secoli di
guerre hanno disegnato sul nostro continente, dividendo popoli e nazioni.
Un’occasione anche per l’Italia di dimostrare di aver raggiunto la maturità di
uno stato democratico che accetta le proprie minoranze e per prendere
atto del fatto che ogni politica nazionalista o fascista che nell’ultimo secolo
ha senza successo tentato di italianizzare il Sudtirolo ha fallito.

Riguardo la doppia cittadinanza. La vecchia idea di cittadinanza come


relazione esclusiva tra un uomo e un solo Stato è superata. L’Europa si sta
muovendo in questa direzione (Più recenti stati che hanno adottato doppia
cittadinanza: Danimarca, 2015, Repubblica Ceca, 2014). La risposta sbagliata
a questo è il protezionismo politico: Stati che costringono i cittadini a scegliere
solo una nazionalità, o che ostacolano il loro diritto a più passaporti. La
cittadinanza multipla è inevitabile e, in fondo, piuttosto liberale.

Coloro che in Italia sono contrari al doppio passaporto per i Sudtirolesi non
hanno argomenti validi. L’Italia ammette la doppia cittadinanza e dal 2006 il
voto per gli Italiani all’estero. Inoltre, l’Italia stessa non è nuova a simili misure!
La legge del 5 febbraio 1992, n. 91 introduceva l’opzione per la cittadinanza
in favore degli Italiani in Istria, Quarnero e Dalmazia, decine di migliaia di
persone si trovarono fuori dai confini a seguito del trattato di Parigi del 1947.
Perché allora non dovrebbe valere il medesimo principio per i Sudtirolesi che
diventarono Italiani dopo 10 settembre 1919 col Trattato di Saint-Germain-en-
Laye?
Tutt’altro argomento riguarda il fatto che l’Austria, in quanto stato sovrano
dovrebbe subordinare la propria politica interna sulla cittadinanza alle
posizioni politiche dell’Italia.

Grazie all’Unione Europea, inoltre, i cittadini di uno stato dell’Unione possono


partecipare alle elezioni del Parlamento Europeo in qualunque Stato membro
si trovino.

Non dovrebbe nemmeno essere necessario discutere la doppia cittadinanza.


La doppia cittadinanza è una ricchezza. La politica Italiana ha sempre avuto
un atteggiamento squadrista riguardo al Sudtirolo. Chi pensa che privando
del passaporto Austriaco i cittadini Sudtirolesi si possa (“finalmente”)
costringerli a sentirsi più italiani si sbaglia tanto quanto sono sbagliati i
toponimi italiani imposti al Sudtirolo.

L’identità comune Europea si costruisce sulle differenze e sull’accettazione


del diritto ad esistere di ogni cultura e identità, indipendentemente dai
confini che la storia ha disegnato attorno alle persone.

L’Europa è nata per superare le ingiustizie che le nazioni risolvevano


ricorrendo alle guerre. La doppia cittadinanza potrebbe finalmente
descrivere pienamente i cittadini sudtirolesi completando la loro attuale
collocazione all’interno dei confini Italiani ma dando finalmente valore,
anche legale, alla loro identità austriaca.

Per gli Italiani in Istria continuare a sentirsi Italiani è parte della salvaguardia
delle loro origini, spiega il loro attaccamento alla lingua che parlano ed è per
molti motivo d’orgoglio portare avanti il proprio retaggio culturale. I sudtirolesi
hanno diritto a sentirsi Austriaci quanto chiunque altro ha diritto a preservare
la propria cultura e le proprie origini, tanto in Italia, quanto in Europa e
ovunque nel mondo.

Chi vorrebbe cancellare l’identità Austriaca della maggioranza dei sudtirolesi


non fa altro che dare al secondo passaporto la sua raison d’être come
polizza assicurativa contro la cancellazione di quell’identità.

La diversità è ricchezza, è il futuro dell’Europa; sta alla politica italiana


decidere se voler farne parte. L’Alleanza Libera Europea e tutti i popoli e
nazioni che rappresenta difenderà sempre questa posizione e gli interessi dei
Sudtirolesi, tanto a Bolzano, quanto a Vienna, Roma e Bruxelles. I diritti dei
popoli in Europa non sono mai un problema esclusivo, devono essere una
preoccupazione per ogni cittadino Europeo, perché la violazione dei diritti di
alcuni potrebbe un giorno essere la violazione dei propri.