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John Symonds

ALEISTER CROWLEY
La 8 · ia 666

A cura dj Sebastiano Fusco

Traduzione dali' inglese di Andrea Tmnquil.li

Matenale protetto dv copyright


ISBN 88- 272 - 1843- 2

i ale deU'ope:ra: The Beast 666 O ©Copyright 1997 by Jolm


Titolo orign
Symondsffhe Pindar Press, London. Great Brit:ain O Per l'edizìone italiana:
©Cop � ght 2006 by Edizioni Med.iterranee, Via Flaminia, 109- 00196
Roma O Printed in ltaly O S.T.A.R., Via Luigi Arati, 12-00151 Roma.

Materiale protetto da copyright


Ad Anthony Naylor


Indice

Prefazione 9

Primaparte
La gioventù: sulla via della grandezza

l. Leviteanteriori 15
2. Padre, madre e figlio 23
3. PerduraboelaGoldenDawn 29
4. Yeats e Crowley 41
5. lnespugnabili bastioni di ghiaccio 57
6. n prni cipee laprincipessa Chioa Khan 63
7. Aiwass e il Liber Legis 75
8. Kangchenjunga, i Cinque Picchi Sacri 81
9. Latra
versaa
t dellaCina 101
10. U capitano Fuller e i l crowleyanesi mo 109
li. I
ncercadivisioni 119
12. Maryd'Esté Sturges 131
13. Baphomet, il Re Santo e Supremo 163
14. Lo st regone nel bosco 205
15. RoddieMino r 223
16. Leah Hirsig 239

Secondaparte
Maturità: lagrandezza raggiunta e superata

17. Le Sorores Alostrael e Cypris 249


18. L'AbbaziadelFa
iCiòCheVuoi 255
19. Crowley supera se stesso 277
20. Pani di Luce per Mary Burts 287
21. LafooranadiGiacinto 301
22. Abrahadabra 311
23. n canto di Raoul Loveday 319
24. Uprofessor Norman Mudd 333
25. LaBes tiainesilio 339
26. Lapre secuzione dei Thelemiti 357
27. Dorothy Olsen 373
28. Nelle mani degli dèi 381
29. Karl Germer.il Ri
cco Uomo venutodall'Ovest 387
30 I.arinascitadjAlost
rae
l 399
31. Thomas Dri berg 409
8

Terzaparte
Vecchiaia: gli anni terribili

32. G eral
dYorke 419
33. I.aSommaSac erdotessa d
e lYoodoo 429
34 I.aBes tiaeilMostro 441
35. BertbaBu sc b 461
36. Sulb ancod ei te
stimoni 489
37. PearlBroo ksmith 499
38. I Fraters del Pudding di Ribes Nero 505
39. The Book o[Thoth 519
40. L'effimeropotere della lussuria 537
41 nT.iberoz 549
42. L'ultimo ritiro magico 567

Appendice

Note di Rupert Gleadow sull'oroscopodi Aleister Crowley 581

I
ndi
ceanalitico 583

M t r cl protetto 0.1 opyr hl


Prefazione

Tra il 1951 e il 1989 bo scritto tre biografie di AJeister Crowley, pubblicate da


differenti case editrici. Le prim.e due edizioni erano intitolate The Great .Beasi
(La Grande Bestia) e !.a terza The King of the Shadow Rea/m. Per distinguere
questa quarta e, spero, definitiva edi1ione dalle prime due, ho deciso di intitolar­
la La Bestia 666.
La tilosofia di C.'rowley, così come viene abitualmente intesa. è u.o invito a
fare tutto ciò che si vuole. Crowley fece ciò che desiderava. a un livello tale che
divenne la persona più iUustre di questo ambito. All'inizio del secolo scorso si
nùse ìo luce con Wl'ottima preparazione nell'Ordine ermetico della Golden
Dawn e cominc•ò a praticare i numerosi sistemi di magia che gli erano familia­
ri. Ma i Capi Segreti (o lntelli.genze Supe!1ll11ane) che reggono questo pianeta gli
avevano assegnato un molo molto più importante di quello di semplice rnago, e
a tempo debito gli rivelarono che era destinato ad essere il Signore del Mondo.
E Aiwass, uno di questi Capi Segreti, avallò tale rivelazione dettando a Crowley
quella che egli considerava la futura Bibbia dell'umanità. Il risultato fu The Book
ofthe Law (o Liber Legis). che mise a disposizione di Crowley la "parola magi�
ca" su cui basò tutto il suo sistema, Thelema, "Volontà", poi ampliata nella rego­
J.a dei"Fai Ciò Che Vuoi". Crowley paragonava questa parola a quella di Cristo,
Agape, "Amore", a queUa del Buddha, Anatta, il "non-ego'' (vale a dire, non la
coscienza individuaJe, ma la coscienza universale o assoluta), e a quella di
Maometto, Allah, "Dio è uno".
La personalità di Crowley è stata definita "enigmatica.., ma non appena si sol�
leva lo strato variopinto della sua bizzarra esistenza e del suo comportamento
scandaloso e si esamina l'uomo alla IÌ10e del buon senso, l'enigJna svaujsce.
D primo fatto che salta agli occhi è un atteggiamento di rivolta contro i valo­
ri morali e reJjgiosi della sua epoca; tuttavia, quando il giovane Crowley irruppe
neUa scena sociale, la distruzione degli idoli vittoriani era già avvenut.a.
Nietzsche, il filosofo annata di martello, non gli aveva lasciato nulla da demolì­
re, ma questo non servì a fermare Crow1ey, affamato com'era di attenzione e
troppo ìntemperante per cercare di otteneria con mezzi leciti; egli imboccò, infat­
ti, una strada verso la fama che, per quanto ne so, nessuJlO aveva ancora percor­
so e che lo portò nel caos tenebroso della mente, io tutti gli aspetti sordidi e

disgustosi dell'esistenza che emergono dal calderone ribollente dell'inconscio


profondo. W.B. Yeats racconta che, mentre frequentava l'Università di
Cambridge, Crowley fu trascinato a viva fo:rza da un inserviente o da tmo dei
''mastini" del censore fuori della sala io cui stava pranz.'ludo con altri studenti a
causa del suo turpiloquio.
Ciò che gli altri reprimevano lui lo esprimeva e, prima di !.asciare Cambridge
a 23 anni, era diventato, per così. dire. lo spirito del male. Suo scopo preciso era
coprirsi di infamia e per attenerlo fece cose disgustose. Per tutta la vita si inebriò
di sconcezze: giunse a mangiare escrementi sia in senso Jett.erale che figurato (ad
esempio, quelli di Leah Hirsig, quando si trovavano nella sua Abbazia del Fai
Ciò Che Vuoi in Sicilia nel luglio 1920). La pratica della coprofagia, di cui parlò

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lO

nel suo primo libro, pubblicato nel J.S98, non lo abbandonò mai. Era
Aceldama,
deciso a. dimostrare che oes-suoo poteva essere meno ris pettabile dì lui, l'enfant
terrible dell'epoca vittoriana. l l grottesco titolo di cw si fregiava, "la Bestia
666"', ben si addiceva a un uomo che sfidava le convenzioni e si ribellava a qual­
siasi regola. Durante il primo decennio del Novecento assimilò le tendenze e le
influenze nascoste deU'era vittoriana e a trent'anni era diventato ciò c he voleva
essere: il re del regno deiJe ombre.
Benché ordinasse aì suoi seguaci di scoprire la loro Volontà Vera e, dopo aver­
la identificata, di comportarsi di conseguenza, egli non trovò mai la propria. I.n.
realtà non la cercò mai. Se lo avesse fatto si sarebbe accmto di essere alla mercé
di una forza inconscia che lo spingeva a compiere atti totalmente irrazionali.
Inoltre, non si fermava mai a ri.f1ertere; non era introspenivo e gH mancava il
gusto, se non la c;�pacità., dell'introspezione che, in ogni caso, non rende famosi,
mentre egli e,ra assetato di celebrità. Per di più, aveva bisogno del brivido del
rischio, se possjbiJe un super rischio; e, dal momento che non conosceva limiti,
riusciva a penetrare fi.u nel lato più oscuro delle cose.
Faceva cose incredibili pur di senti.rsi stimolato. Non era attirato dalla musica,
che uon lo interessava minimamente né daUa pittura., dalla letteran1ra o da qual­
siasi aln·a normale attività: gli accorrevano stùno.li perversi -escrementi umani,
sangue mestruale e soprattutto droghe- perché il messaggio arri.vasse. Non ne
aveva roai abbastanza. Ben. presto si trovò a vivere il mjto deU'antieroe, il ribelle
che infrange tutti i tabù. n sno assioma dì componame nto era: per nessun motivo
vivere i.n modo normale o entro i propri limiti. Ogni cinque minuti diventava una
persona diversa: "Perdurnbo", il conte Vladimir Svareff, Lord Middlesex, il prin­
cipe Chioa Kban, "'Baphorner, il Re Santo e Supremo", il Mahatrna Guri SJi
Panunahamsa Shivaji (non era sicuramente un Pnramahamsa. o "c.igno divino", U
grado più elevato dei monaci itùziati indù, e non avrebbe dovuto usare quel tito­
lo), H.D. Carr e, soprattutto, la Be lia 666; aveva un centinaio dì nomi.
Non riconosceva mai i propri errori, non ammetteva di poter sbagliare. La colpa
era sempre di qualcuu altro, dj cuj parlava nei termini più spregiativi. Trovava
intollerabile la frustrazione, cbe superava a testa bassa, insultando chi riteneva
responsabi.le dei suoi insuccessi. "E io deliro e stupro e lacero e sbmno" è un verso
del suo poema Hymn to Pan (lnno a Pan). Er�.t assolutamente un non-inlegrato.
Segretamente si considerava un peccatore. The Vision and the Voice (La visio­
ne e la voce), che scri.sse nei 1909, rivela in alcunj passaggi più chiari, in mez.zo
a tanta prolissità, che nel suo cuore sapeva di essere colpevole. Ma era tal.mente
preso dal!' opposizione a tutto ciò che era nonnale che rifiutava di ammetterlo e
di accer.tame le conseguenze. Non gli si addicevano i concetti crist:ianj di confes­
sione, penitenza e redenzione: io gioventù si era ribellato a Dio. Non vi sarebbe
nulla di insolito, in questo, ma .il passo successivo compiuto da Aleister Crowley
dimostrn l.a sua origjnalità; divenne il fratello malvagio di Di.o, un ruolo che
avrebbe finito per soffocarlo.
Crowley mancava di fantasia. Tale affermazione può forse sorprendere quanti
considerano la sua vita e il suo comportamento stravaganti come l'immaginazione

l. NeU'Apocclis.se d.i San Giovanni la "Bestia il cui munero è 666" è i.1 mostro che verrà oegll
ultimi g.iomi fJCf' ruultul"Li:rre nuovi idoli. Crowley ern fondamentalmente un apooolinioo. perché
a.mmoniva della fine deUa presente ern del mondo e dell'imminente avvento di un'era nova. Dal
testo giovanneo trasse molli slmboli, fm cui quello di Babalon. la "DolUta ScarlatTa" (NdC).

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PREFA7JONE ll

personificata; ma la famasìa nasce quando gli impulsi vengono repressi, ed egli


non conosceva restrizioni né aveva bisogno di sublimare i propri desideri. Se met­
teste in pratica tutti i vostri stimoli e istinti come faceva hù, non sentjreste l'esi­
genza di una vita interiore immaginaria. Crowley esteriorizzava aJ punto da non
lasciare spazio alia fantasia. La sua vita era il poema di un decadente, i cui versi
non sono destinati a trasmettere convinzioni. Si tuffava nelle situazioni più strane
come se fosse completamente vuoto e come se tutto dò che era affascinante o stra­
ordinario si trovasse alJ'e..'ltemo dj lui. Coleridge ebbe la visione di Xanadul;
Crowtey, nella sua condizione di drogato e ps1cotico, era dentro quel mondo chi­
merico e soprannaturale. Egli cercava di. controllare la realtà con il pensiero magi­
co: ad esempio, il 19 maggio 1931, a Berlino, mentre sedeva in un affollato caffè
o passeggiava per una via piena di gente, si convinse di essersi reso invisibile.
Non temeva la pazzia e a volte si rendeva conto, senza alcun turbamento, di
essere pazzo. "In particolare, sono assolutamente certo di essere sempre stato
pazzo", scrisse nel suo diario il l5 febbraio 1941. Ma aveva trovato un canale per
la sua follia nella magia o, come preferiva chiamare la sua versione deiJa magia,
nel magick, dove H k stava per kteis, la parola greca che indka gli orgauì genita­
li femminili. La kteis svolgeva un ruolo centrale nelle sue attività .magiche; la sua
magia, e l e persone che per essa lo cercavano e lo sostenevano, riuscirono a evi­
targli di essere riocl\.iuso in manicomio. C'era sempre una giustificazione nella
«Grande Opera" per ogni azione orrenda che commetteva e per la sua .incapacità
di fare qualcosa di decente. Quando era tormentato si. Iifugiava n.eU'idea di tro­
varsi nelle mani del suo demone, Aiwass. Era vero. "Aiwaz" o "Aiwass'', che
egli definiva una "intelligenza preterumana", rappresentava per lui la forza
inconscia che lo teneva nella sua stretta e lo manovrava capricci.osamente.
Sapeva di essere i1 solo a conoscerne iJ messaggio: contro [a verità, contro Ie coo­
venziooj, contro tutto, un negativismo che pervadeva completamente i suoi
metodi magici. E, in mezzo, le incertezze e la confusione della sua esistenza.
'

Viveva come se non avesse pl'oblemi persor1ati, che per lui semplicemente non
esistevano; quando si presentavano, li calpestava e proseguiva oltre, pregando il
suo Angelo Guardiano, Aiwass.
.U Liber Legis, la Bibbia del crowleyanesimo, che Crowley scrisse, a suo dire,
sotto la denatura di Aiwass, contiene tutti i suoi stupefacenti e antinomici con­
cetti, scritti, o dovrei dire espressi a voce, nello stile dei profeti biblici combina­
lo con quello delle riviste popolari femminili. La frase di apermra "Fai Ciò cbe
Vuoi sarà l'Unica Legge" era la risposta alla falsa religiosità e a1 cattivo gusto
dei suoi genitori, la sua legge contro la loro (ma perché non dire semplicemente
"Fai Ciò Che Vuoi'"} Perché aggiunge.re "sarà l'Unica Legge"? Si tratta di uu'af­
fermazìone incongrua; non si può stabilire una legge sfidando tutte le leggi né è
possibile superare Rabelais3). La "Legge" deiJ'incipit di Crowley deriva da quel­
la del Pentateuco, i primi cinque Hbri della Bibbia, di cui erano imbevuti i suoi
genitori appartenenti. aUa setta dei Piymouth Brelhren. Ma l'antitesi del male non

2. Appropriatamente il breve poemetto Kubla Klra��, i.n cui Samuel Taylor Coleridge descrisse
la visione della fantastica ciuà di Xanadtt, nacque da un sogno provocato dall'oppio. Fu composto
a.ll'inizio del 1798 e rimase interrotto perché Hun importuno" venne a disturbare il poeta mentre,
ar�oora in stato semipnotico, au.endeva aUa sua composizione (NdC).
3. L'espressione "Fai Cìò che Vuoi" e U ���mline ;"Tbeleroa.. si trovano nel Gargantua d.i
François Rabelais (NdC).

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12 PREFAZIONE

è rappresentata dalla conformità alla legge ebr'àica, bensì daU'amore e dalla com­
passione insegnati da Gesù. Non c'era né amore n é compassione in Aleister
Crowley, nonostante il suo comandamento •'L' Amore è Legge, Amore sotto il
dominjo deUa Volontà'' che faceva da paradossale corollario al Fai Ciò che Vuoi
sarà l'Unica Legge. Il suo scopo non era migliorare l'umanità, per la quale nutri­
va solo disprezzo, ma a�irla alla propria volontà demoniaca.
Era talmente esaltato da non rius-cire mai ad essere in pace con se stesso.
Raramente si lamentava del proprio destino, ma soffriva molto. Si distinse tra i
suoi contemporanei se non .altro perché fu molto più avanti del suo tempo ed
espresse il totale crollo deHe convenzioni che pre.'ito si sarebbe verificato.

Un altro profera sorgerà, e porterà nuovo fermento dai cieli; un'al­


tra don_na risveglierà la lussuria e il culto del Serpente ...
Dal Liber Legis

La�cio J'u.ltima parola su Aleister Crowley a una donna in glese su.i tren t ann i che
'

conobbi per caso. Dalle sue tristi condjzioni e dagli strani commemi che fece su
se stessa mi resi conto che si trattava di una pazza non ancora rinchiusa in mani­
comio: "Sono molto felice di aver letto i libri di Mr Crowley: mi ha fatto capire
che non sono sola".
Se dovessi incidere suHa pietra l'epitaffio dj quest'uomo straordinario e
geniale, scriverei:

Aleister Crowley , 1875·1947


Te1me fede alle promesse psicotiche.

Londra 1997
J.S.

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Prima parte

La gioventù:
sulla via della grandezza

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E sarà visto come reaJmente era; perché io pretendo


di scrivere non il suo panegirico . ma la sua Vita.
. .

James Boswell

Penso sempre a cosa racconteranno di me quando


sarò morto.
Aleister Crowley

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Capitolo l

Le vite anteriori

Chi era Aleister Crowley? Lui stesso non ne era sicuro. Sapeva che llll bambino,
chiamato Edward Alexander ("Aiick"), era nato nel 1875 da Edward Crowley,
bilTaio, membro eminente della confraternita dei Plymoutb Brethren1, e che que­
sto bambino era cresciuto, aveva assunto i l nome d i Aleister e aveva diviso il
proprio tempo tnt l'alpinismo e la pratica di' rili magici. Ma era convinto che quel
bambio.o fosse soltanto una parte di "AJeister Crowley", una parte non sostanzia­
le e puramente fenomenica. Su un altro piano, poi, c'era il vero Crowley, più dio
che uomo, un superumano, con pensieri elevatissimi e un an.eggiamento distac­
cato ma non ostile nei. confronti della fragile umanità.
Ovviamente aveva già vissuto e avrebbe continuato a vivere. Aveva avuto
varie esistenze anteriori, oltre a quella di Maestro (più esattamente Maestro
Segreto o Capo Segreto) su uno dei Piani Superiori.
Una volta Crowley !.asciò iJlt:ravedere qualcosa su quest'ultima esistenza
quando descrisse la propria panecipazione a Wl Consiglio di Maestri, poco prima
della nascita'dl Maometto. La riunione aveva avuto luogo in una località remota
tra le boscose montagne di ... (iJ luogo esatto non è indicato), in Lmo dei territori
più solitari d i tutta l'Europa.
La questione critica dìscussa in quell'occasione (all'inizio del Medi{)evo) era
stata la politica da adottare per venire in aiuto agli uomini Crowley cercava sem­
pre il modo mjgliore per soccorrere l'umanità. "Un'esigua minoranza. della
quale facevo parte anch'io", scrisse, "era favorevole a un'azione positiva; biso­
gnava seguire tma linea ben definita e, io particolare, era necessario rivelare i
misteri. La maggioranza. e soprattutto i Maestri Asiatici, rifiutarono addiritmra
di discutere quella proposta. Si astennero sdegnosamente dal voto, come per dire:
'Lasciamo che i giovani impari11o la lezione'. Perciò la mja fazione la spuntò e
diversi maestri vennero incaricati di svolgere certe azionj".
n compito di Crowley era di portare in Europa l a saggezza orientale e restau­
rare il paganesimo in una forma più pura. Non precisa se questo compito gli fu
assegnato nel VI secolo d.C. (Maometto era nato intorno al 570) o io una delle
ìncamazioni successive. Senza dubbio fece del suo megJio per restaurare il paga­
nesimo nella sua incarnazione di AJeister Crowley, come risuJta dal Sunday
Express o dal John Bu/1, due giornali che lo attaccarono violentemente proprio
per questa ragione. Non è affatto S{)rprendente che Crowley, i cui sogni erano
popolati da re e papi, considerasse papa Alessandro VI Borgia come una delle
sue inC'd.mazioni. Questo prelato intelligentissimo ma amante dei piaceri, che fu

l. Movimento crntiano protestante elle si diffuse in Gran Bretag��a e Itl&.nda nella prima metà
dell'Ottocento. Venne fot1dato nel 1827-28 da John Nelson Darby, Edward Crooi'n, John Be,llett e
Frnn<:is Hutcbinsoo. Ancora attivo netl'ambic.o delle comuo.it.'i battiste ed ev:mgel.iche, predic:1 can­
tro l.a c rescente secolarizznzione della Chiesa, in favore dj 1.1n3 maggiore adC:tCilza alla parola di
Cristo (NdC).

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16

accusato di aver commesso delitti e incesti, era proprio il tipo di pontefice che glj
sarebbe piaciuto essere. Una· deUe sue cose più care era una moneta d'oro conia­
ta da Alessandro VI: su una faccia era riportato il suo stemma, sull'aH:.ra la scena
evangelica della pesca miracolosa. Crowiey usava questa moneta come "'disco"
(o talismano} nelle sue o perazioni magiche per procurarsi oro. Purtroppo i suoi
ricordi dì questa esistenza erano scarsi (a meno che non avesse qualche ragione
per mostrarsi stranamente riservato): in pratica disse soltanto di non essere riu­
scito nei suo intento di "ìncoronare il Rinascimento, perché non ero purifrcar.o a
sufficienza".
Ricordava molto meglio aJtre sue incarnazioni ìn tempi più antichi. Era stato
anche un sacerdote tebano, Ankh-f-n-Khonsu, vissuto in Egitto ai tempi della
XXVI d:U1astia (la prefazione all'Equìnox of the Gods di Crowley è fmnata
An.kh-f-n-Khousu), nonché il saggio cinese Ko Hsuan, discepolo di Lao-Tze,
aurore del Khing Kong Kingl, che Crowley tradusse in versi.
L'identità di Aleister Crowley è complicata Uclterionnente dal suo Angelo
Guardiano3 Aiwass che qualche volta somiglia a Crowley piii di lui stesso. «La
mia salute è ser.npre stata pessima .. uu susseguirsi di febbri malariche e reuma­
.

tismi, sintomi nevralgici passeggeri ecc.", scrisse Crowley nel maggio 1917, a
quaramuno anni. "Ma io, Aiwa.'i-s, ho sempre riflettuto sul modo di agire riguar­
do al corpo e alla mente di Crowley. Posso servinuene ancora? O le mie idee pro­
gredirebbero molto più rapidamente se costui [Cr.owley] morisse? Non sarebbe
più opportuno cbe io rui manifestassi in un altro o in molti altri'?".
In quell'epoca Crowl.ey em i n America e il tono dolente di questo pass<> del suo
diario è dovuto all'entrata in guerra dell'America a fianco degli Alfeati, fatto che
gli impediva di continuare a scrivere testi propagandistici per conto dei tedeschi.
Aveva appoggiato una fazione onnai perdente e temeva rappresaglie. Non è stra­
no, quindi, che si. aggrappasse al suo Angelo Guardiano, Aiwass, desiderando
uscire dai panni di Crowley.
Nel luglio successivo conobbe una donna deLla Peonsylvania, r\.nna Katherine
Miller, che egli soprannomioò "il Cane", e in agosto andò a vivere con lei in un
local.e affacciato su CentraJ Park West "dove non vediamo altro che aJberi! Sia
gloria a Otz Chiim (l'Albero della Vita della Kabbalah], tra i cui rami l'UcceUo
del Prodigio, iJ Cigno Parama.hamsa [il Cigno supremo}" fa ii Suo nido (so bene
che ì cigni terrestri non fauno il oido sugli alberi)". Ern convinto che Anna fosse
la materialìz:z.azione di una ''fanciulla bruna" che gli era apparsa in una vibione.
L' anuo seguente partì per un Ritiro Magico risalendo in canoa il fiume
Hudson, per andarsi ad accampare sulla Oesopus l slaod. Fu qui che, io una serie
di trance, ricordò alcune deLle sue vite anteriori.
Erano trance particolarmeOl.e intense. Per raggim1gerle si serviva dello yoga e
il fatto che parli di Samadhi (l'estasi suprema) rivela cbe aveva raggiunto il punto
più alt.o delta concentrazione. Secondo gli insegnamenti buddhisti, il progressivo

2. "Libro classico della purezza", è 1100 dei testi fondru:nentnli del Taoismo (NdC).
3. D tennine ingl1!Se Guo.rdian Angel andrebbe tradotto "Angelo Custode". Ma poiché le entità
cu.i fa rìferimeJtlo Crowley, e tutta la magia cerimoniale riportara in luce dalla Golden Dnwn, sono
di tutt'attro gCJlere rispeuo a quelle di cui pa:r1n In tradizione ea:lfolica, per evitnre confusioni pre�
feriamo l'espressione "Angelo Guatdiano" (NdC).
4. U cigno bianco che simboleggia !'elevazione dell'anima nell.e dollrine iudil, fn1 le qmtli. si
pratica la "via del cigno'' per il progres.w spirituale. Pnrnronhamsa era l'appellativo di Yogananda,
che alla fme d.eU Ottocento po.rtò lo yoga Ìll Occidente (NdC).
'

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LE VITE ANTERJORt 17

perfezionamento deUo spirito attraverso la concentrazione data dallo yoga risve­


glia i ricordi delle incarnazioni precedenti. Crowley ricorreva all'aiuto della
cocaìna e delJ' anha lonhnnj. Le trance venivano defmite da lui "sublimi al di là
d:i ogni possibile descrizione" e furono coronate da una "visione angellca" che
non aveva mai sperimentato prilna.
L'incarnazione immediatamente antecedente a queJJa di AJeister Crowley era
stata Elipbas Lévi, alias Alphonse Louis Constant, autore di famose opere sul.la
magia e sulla Kabbalah6•
Un pomeriggio ad Hastiogs, mentre discutevo con lui di magia, obiettai che
Lévi era morto solo sei mesi prima della nascita di Crowley, e quindi questi. era
già un feto quando Lévi era ancora vi vo. Mi rispose che non c'era contraddizione
perché lo spirito di Lévi non poteva discendere nel grembo di sua madre prima
del secondo trimestre di gravidanza7•
Se si è disposti a credere che Crowley f'Osse Lévi reincarnat.o, aUora si spiegano
,
molti aspetti del suo carattere; tuttavia, la sua "memoria magica. non rivelò mai
nulla sul conto dell'occultista francese che non sì potesse apprendere leggendo la
traduzione fatta da Artbur Edward Waite del Dogme et dtuel de la Haute Magie
(1854-1856) di Lévi, apparsa nel l896, e sopmttutto la prefazione biografica.
Crowley discese nella vita dj Lévi dopo essere tornato alla propria infanzia,
alla nascita e allo stato prenatale; affermò di averlo trovato in punto di morte (iu
The History ofMagie di Lévi, pubblicata in Gran Bretagna nel 1913, c'è una foto
dello stesso Lévi che giace morto in Wl letto d'ottone, con un grande crocifisso
posnto sulle coperte). ·�Rivissi molte scene della sua vita, per lo p:iù poco itnpor­
taoti, anche se ricordo molti episodi con mia moglie e le inunagini di quando
presi vari ordini cattolici".
Gli tornò poi alta memoria una chie..'ietta dj campagna coo un campanile qua­
drato ... e molte strade ampie e polverose. Quell'.immagine gli ricordò la Francia
meridionale, e nello stesso istante apparve Arles. Ricordò un senso acutissimo
d ' inferiorità sociale, senza dubbio a causa delJ'umile nascita di Lévi, il cb.e,
secondo Crowley, spiegava te idee socialiste deU'occultista. "Rammento anche
una lunga passeggiata che feci, a diciassette anni, in aperta campagna, nella
Francia settentrionale, mi sembra, quando le mie aspirazioni culminarono in u n
voto magico".
La memoria magica dj Crowley non rivelò sul conto di Lévi tutto quello che
aveva rivelato quest'ultimo, il quale d racconta di essersi recato in fugt1ilterra nella
primavera del 1854 per cercare una nuova correme culturale e dedicarsi assidua­
mente alle proprie ricerche, cui diede la definizione di ''scienza''. Aveva molte let�
tere di presentazione per certi personaggi importanti che, a quanto gli avevano
detto, si interessavano aJ sopraooaturale; ma quando li. incontrò scop.rì, con grande
delusione, che, pur mostrandosi molto conesi, provavano per quell'argomento un
interesse puramente sensa.zionalistico o superficiale. Si aspettavano che compisse
,
miracoli, "come se fossi tm ciarlatano. . scrive indignato Lévi. Era disgustato da

onosc
5. Anhaloni11m lewinii, il cactus c iuto anche come Peyote. dai noli effetti allucinogeni (NdC}.
6. Bliphas Lévi (Aiphoose Louis ConStant, lSJ0-1875), fece ri11ascere la trc�dizione magica e
kabbalìslica nella FranciJI deJJ'Ottuceoto. Nelle Ed.izioni Mediterranee è p resen te !a sua celoore
Storia delta Magia. 2003 (Hìstoim de la Mogie, l859) (NdC).
7. Ero l'opinione dei dotti fino al Posirivismo, �l>r�'ll fra l'alll'O da San Tomrnaso d'Aquino
nelta Summa Theofogico (NdC}.

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18 CA GIOVENTù: SULLA VIA DELLA ORANDBZZA

quella mentalit:. 'l; anche se avesse desiderato ouenere qualcuno dei risultati più sba­
lorditivi della magia cerimoniale, che fra l'altro lo disgustava a cnusa de1Ja mono­
tonia dei riti, ciò gli sarebbe risultato impossibile, non possedendo gli adeguati e
costosissimi strumenti. .
Un giorno, rientrando nel suo aJbergo, Lévi seppe che qualcuno era venuto a
cercarlo e gli aveva lasciato un biglietto. Era un biglietto da visita, o meglio
me-ao biglietto da visita. tagliato diagonalmente, su cui riconobbe subito la metà
del Sigillo di Salomone, la stella a sei punte della magia. Sul cartoncino c'era
scritto: ''Domani. alle tre del. pomeriggio, davanti aU' Abbazia di Westminster,
riceverà l'altra metà".
All'orario sU.tbìliro Lévi stava passeggiando uecvosameote davanti all'ingres­
so principale dell':Abbat..ia, quando si fermò una catTozza e un valletto si avvici­
nò al mago francese, gli fece un cenno e aprl lo sp01teUo della vettura. Lévi salì
e la carrozza ripartì. Si trovò seduto accanto a una dama in nero coperta da fitti
veli, la quale gli porse l'altra metà del biglietto, completando così il Sigillo <li
Salomone. Poi la don.na si scoprì iJ viso.
Devo purtroppo deludere i miei lett.ori inclini al romamicismo: la misteriosa
sconosciuta, che si rivolse a Lévi in un francese dal forte accento britannico, non
era né giovane né bella. Era anziana, ahimè, con le sopracciglia grigie, anche se
i suoi occhi erano neri e straordinariamente JumiJJOs:i. La dama nomi;oò il roman­
ziere .Bulwer-Lytton3, che Lévi conosceva. Anzi, il disgu.slo che Lévi provava per
la buona sociétà inglese era stato causato sopmttutto dalle persone che aveva
conosciuto a Knebwortb House. nelJ'Hertfordshire, dove Lord Lytton, amico del
cetebre mediwn Daniel Dung,la."l Home9 {specialista in levitazioni), aveva orga­
nizzato un club per esperimenti magici10. Mentre la carrozza si dirigeva verso la
casa della dama dalle sopracciglia grigie, costei riferì che un amico di Bulwer­
Lytton le aveva detto dell'ostinato rifiuto opposto da Lévi alle richieste di guan­
ti volevMo ìodur1o a dimostrare le sue capacità magiche per soddìsfare la loro
curiosità. Aggiunse di possedere una collezione di strumenti e di indumenti
magici che avrebbe voluto mostrargJì se lui avesse giurato di non rivelare la sua
identità: in caso contrario sarebbe stata costretta. a riaccompagnarlo in albergo.
Lévi giurò che non ne avrebbe parlato ad anima viva.
Fu grazie a questa sconosciuta dama jnglese che il pilì far:noso mago frdneese
del XIX secolo realizzò la sua celebre evocazione di ApoUonio di Ti.ana, l'autore
del Nuctemeron". Dopo tul periodo di preparazione durato venttmo giorni, la
cerimonla s.i svolse in una torretta della casa in cui viveva la dama, una piccola
stanza daJie pareti rivestite di specchi concavi. A oriente era stato posto Wl alta­
re che recava il peutagrnmma ìndso sul piano di marmo bianco e ripetuto, .in vari

8. Edwurd Bulwer-Lyllou (1803--1873), massone e affiliato a vari.e conso.n.erie esoteriche, f11


mr1ore d.i divet�i romanzi i nizimìci, fru cui il celebre Zwwfti (l862), ma anche di opere storiche
popolari. come The Last Duys o/Pompei/ (GIIultbni gìomi di Pompei, 1834) (NdC).
9. D piìl fumoso mediuro dell'Ottoeettt o. Cfr. Alleu Krud.-c, !l libro dei medium, Ecli7.ioni
Medilmranee, Roma,. 1972 (NdC).
Hl. Crowley. rivivendo la propria incarnazione come I..é vi, ricordò "molro chi.amrneme" il
famoso autore di Zan.oni, ma non ful1ll alcun particolare su Bulwer-Lyuoo, del qDRLe noo descTis­
se nemmen o 1':1speuo (NdA).
t l. "Una natte e un giomo", owero la luce che esce dalle teneb,re. la lucedell'oeeuhismo (NdA).
AJ'(1lto•ùo di Tiana (Cappadocia, 4 a.C. circa-Efeso, 97 d.C. circa} fu uno del pl!l g.r.mdì maghi del­
l' antichità (NdC).

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LE VlTE ANTERJORJ 19

colori, su una pelle d'agneUo bianca stesa sotto l'altare. Uvi indossò un ampia '

veste candida lunga fino ai piedi (non molto diversa da quella che aveva portato
come prete cattolico) e si cinse il c�po con una corona di foglie di verbena intrec­
ciate coo una catena d'oro; con una mano impugnò nna spada, con l'altra il testo
del rituale. Completava il tutto u.n braciere nel quale bruciava carbone di legno
di omano e di lauro.
n mago cominciò a salmodiare l'evocazione a voce bassa, al7..ando poi gra­
dualmente il tono. Al termine della cerimonia Uvi non era del tutto sicuro di
aver evocato proprio il divino Apollonio. Descrisse l'antico mago greco come un
uomo completamente avvolto in un sudario; tuttavia, il suo volto doveva essere
visibile perché Lévi dice che era magro, mal:ìnoonico e glabro, un'immagine
coropleta:me.nte diversa daU' Apollonio barbuto, bellissimo e dall'ampia fronte
raffigurato in un busto greco. L'apparizione non parlò direttamente a Lévi, ma gli
toccò la mano e il braccio, che subito si intorpidir�no e rimasero indolenziti per
parecchi giomi12•
La dama nella cui casa venne compiuta questa singolare cerimonia era un'ini­
ziata dei gradi più alti, .ma i suo.i rapporti con il mago francese non continuarono
per molto tempo. Lévi. fedele alla p.arola data, non ne rivela l'identità :ma descri­
ve il suo carattere. "Sono certo", afferma, "che fosse decHta alla negromanzia e alla
goezia [magia nera]. Talvolta perdeva completamente l'autocontrollo; altre volte si
abbandonava a inspiegabili crisi di passione. Lasciai Londra senza salutarla".
Invece Crowley, cbe non era legato ad alcun giuramento, ci dice che, secondo
la sua memoria magica, quella dama era lma contessa o qualcosa del genere,
''

un'autentica figlia di Satana, il tipo di donna capace di avvelenare una petsona per
il più futile dei motivi. E in realtà era un'assassina... Due settimane più tardi ,
durante un' altr'd trance a Oesopus Island, Crowley vide con emozione la vita d.i
Cagliostro svo.lgersi come una scena muta davanti ai suoi occhi.
Il ricordo magico che Crowley ebbe di se stesso come Giuseppe Balsamo,
.meglio noto come conte Cagliosrro., l'avventuriero e mago siciliano del xvm
secolon, è anche meuo convincente poiché molti particolari non concordano con
quanto sappiamo della sua vita. È certo che mori. prigioniero deU'Inqui.siziooe nel­
l'inespugnabile fortezza di San Leo, presso Montefeltro, ma Crowley vide gb ulti­
.mì istanti della sua vita "in un terreno boscoso di montagna" mentre viaggiava in
compagnia di un giovane contadino che indossava un abito dai coJori sgargianti.
U racconto della nascita del conte a Tunlsj, invece che a Paleroto, è un altro
errore deUa memoria magica di Crowley:

Come CagUostro, sono nato in un postribolo, tenuto dalla mia nonna


materna. Mia madre era mezzo araba; mio padre, presumibilmente, era uo
ricco viaggiatore. Per nascondere le mie origini, mia m.adre venne data in
sposa a un pescatore. Questa nascita è preceduta da un profondo orrore e da
una grande oscurità, che si addensa quando tento di penetrarla,

L'incarnazione di Crowley antecedente a Cagliostro fu un indìviduo oscuro e


senza nome, indubbiamente ta conseguenza di qualche grave errore magico. Era

12. Secondo il racconlo di Elìpb.as Lévi. riuscì a porre all'apparizione due domande, elle non
volle rivelare. Le rispo._<;�.c furono: "Morto" e "Morte" (NdC).
13. Cfr. Pier Carpi. Cagllosrro, &liz.ionJ Medil.erranee, Roma. 1997.

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20 LA GIOVENTÙ: SULLA VIA DELLA ORANDB7..ZA

un giovane bruno e pallido, pieno di foruncoli, dagli occhi incavati e cerchiati di


scuro, con l.a testa sproporzionatamente grande in rapporto al corpo e I' aria spi­
ritata. La vita di questo malinconico giovanotto fu breve: si impiccò a ventisei o
ventotto anni. Crowley non fornisce spiega7joni per quel suicidio, roa si limita a
far capire che i l giovane era in cattivi rapporti con Ja madre, descritta come seve­
ra. e autoritaria. Non è nemmeno sicuro della nazionalità della donna, che poteva
essere olandese, tedesca o svizzera tedesca.
n giorno successivo, il 25 agosto 1918, un'altra trance mise Crowley di fronte
all'incarnazione di Beinrich va11 Don\, un ind1viduo dotato di un po' più dì ener­
gia. Crowley dice dj essere rimasto scandalizzato da questa esistenza, che descrive
come dedita alla peggiore magia nera. una successione di grimoires e di vani riti
malefici. dì patti non rispettati da Satana e di. crimini indegni perfino dj una strega.
La stessa trance lo condusse all' incarnazione immediatamente precedente. La
visione iniziò con la morte di un russo quarnnacinquerrne,
t chiamato padre Ivan,
bibliotecario in un grande castello di proprietà di un Ordine militare. D castello,
nascosto in una pianura. coperta di foreste e ci:rcondata da alte montagne, doveva �
varsi, secondo Crowley, nella Polonia merìruonale o nei Balcani. È certo, comunque,
che padre I.va:n fosse di nobili origiui e avesse studiato in Germania. D suo aspetto
non erd straordinario: viso tondo di tipo picnosomatico, occhi grigi, capelli e bafti
bìoodo cenere, carnagione pallida. denti regolari. Ma si trattava di un uomo straor­
dinario. Grazie aJla sua abilità magica (era un Adeptus Maior1-f) dominava tutti i
monaci, ti trascini.IVa in intrighi politici e controllava i l loro servizio segreto.
Aveva trovato una preziosa assistetlte in una strega ungherese che viveva nella
foresta: nel corso di un'operazione magica erano comparsi lupi mannari e vam­
piri, ed era. stato compiuto un sacrificio umano. In seguito la strega venne cattu­
rata dai cotltadini infu.riati e bruciata viva.
Padre Ivan possedeva una doppia personalità. Da una parte era dolce e giovia­
le, dali' altra erd soggetto a vio.lente crisi di furore: una volta, in un eccesso di rab�
bia, aveva ucciso a colpi di fmsta Stephen Otto, il suo paggio preferito. In gio­
ventù era stato un ottimo spadaccino; aveva per amante una notissima prostituta
e si batteva spesso per difenderne la reputazione. Questo Io mise nei guai con le
autorità universitarie, ma evitò l ' espulsione difendendosi in greco con tanta abi­
lità da incantare tutti.
Crowley descrisse in maniera particolareggiata l' amame di padre lvan: aveva
due nei sul viso, una profonda cicatrice sotto .l'occhio sinistro, il naso aquilino e
piuttosto lungo, la bocca larga e sortile, e un colori to rossasrro (va not:ato che per
Crowley questo era l'archetipo della belleZ7.-a femminile, la perfetta Donna
Scarlatta, e non è affatto sorprendente che una simile creatura affascioa<tse padre
Tvan). Cantava bene e suonava la mandola, i l cromorno e la cìtola. Era l'amante
del giovane lvan, ma si faceva mantenere da un borgomastro vecchio e grasso.
Aveva l'abitudine di nascondere Ivao nella sua stanza perché potesse assist.ere
al.le crudeltà fisiche e mentali che infliggeva a queu·uomo.
Nella città (presum.ibilmente Heidelberg) c'era un altro studente che conten­
deva a lvan i. favori della CoOrtìgiana e che finl per uccidersi in una crisi di delu­
sione. Ne seguì uno scandalo e la donna fu cacciata da:Ua città.

14, Uuo dei grddi del cursusmagiw-l:nizialico ripresi dalla Golden Dawn. Cfr. La magia della
Golde�r Dawn, 4 voli., F..dizion.i Mediu:mlllee. Rorna, 1980 (NdC}.

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LE VITE ANTERlORI 21

Crowley ricordava la finestra della casa di lei incorniciata da fiori rossi, in una
via stretta; era un'immagine nitidissima, diceva, come se risalisse al giorno pre­
cedente, specialmente la vista della donna che si affacciava a seno scoperlo e lo
chiamava facendo scintillare i denti candidi. Fu lei a fargli conoscere il ''maJva�
gio Vescovo", un personaggio misterioso che aveva l'abitudine di girare masche­
rato a cavallo per la città. D Vescovo cominciò a parlare di magia con lvan, ma
purtroppo venne assassinato poco tempo dopo; si venne poi a sapere che si trdt­
tava di un Inviato speciale del papa.
L'incarnazione antecedente a padre Ivan era stata uo giovane ricco e di buona
famiglia, più femmina che maschio, un ·ermafrodita orribilmente deforme. Crow­
ley ricordava chiaramente Je sue brache di velluto azzurro, i l mantello di merlet�
to e il bertetto piwnato. Bra piccolo e magro, tubercolotico, con i capelli chiari
pettinati a ciuffo sulL'l fronte e una malformazione alla spina dorsale. Aveva un
carattere violento e odiava l'umanità. Morii di sifilide, la contrassi da \lll cava�
..

Uere tedesco che mi aveva violentato", scrisse Crowley dicendo addio a questa
fantasia.
C'erano state altre incarnazioni, in particolare quella dì Sir Edward Kelley, un
m.edium dalle orecchie mozze che udiva e vedeva gli angeli per conto del colto
dottor John Dee15• La natura avventurosa e la dubbia reputazione di Kelley indus­
sero Crowley a preferirlo a Dee; da] momento che erano contemporanei doveva
scegLiere tra l'uno e l'altro.
Le vite anteriori di Crowley si disperdono in una successione di figure .miste­
riose quanto l'incarnazione di Aleister Crowley che durò dal 1875 al 1947. A
giudicare da �na lettera scritta nel suo ultimo aooo di vita a Jacintha Buddicom,
egli era consapevole della natura caleidoscopica del proprio carattere.

A quel t-empo avevo una piccola rosacroce: una rosa con cinque rubini e cin­
que petali con una croce formata da sei quadrati, con varie iscrizioni: avevo
srobilito che quando la portavo mi sarei comportato in un modo e quando
la toglievo in un altro. Questo Oli aiuava
t a separare i diversi elementi del
mio essere. Non si trattava tanto della personalità magica; semplicemente,
creavo due persone dal carattere completamente diverso. Una. ad esexnpio,
poteva essere uno srudioso, un alpinista e Wl esploratore, un individuo che
aveva compiuto grandi imprese atletiche, di animo generoso e nobile.
L'altra possedeva cmatteristiche ben diverse, e io avevo l'abitudine di
puninni se, quando ero lln personaggio, compivo qualche azione che
sarebbe staia consona solo all'altro.

15. n più celebre mago dell'Inghilterra cinquecentesca (1527-l609); .fu a�tralogo di corte d�Ua
r�i.oa Ebsabetta l e lasciò diver.se opere basate sulle sue cooversnzio:nj con endlà tmsceudenti (JVdC).

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Capitolo 2

Padre, madre e figlio

Nella sua autobiogra:fia1 Crowley ci racconta che i suoi antenati del ramo pater­
no erano celti e che il Crowley aJ quale faceva risalire la sua ascendenza era
vetmto in IJ1ghilterra al tempo della dinastia Tudor. Sosteneva di essere imparen�
tato con Robert Crowley, poeta e predicatore del XVI secolo, ma a giustificare
tale affermazione ci sarebbe solo )'identità del cognome. La breve descrizione
che fece della sua genealogia inizia con la nobile famiglia bretone dei de
Quérouaille, per saltare dire-ttamente a suo padre, Edward Crowley (che presen­
m come un ingegnere), raccogliendo lungo la strada soltanto il citato Robert
Crowley.
Se iJ padre di Crowley fu davvero uu ingegnere, aUora fu lui, probabilmente,
a inventare la macchina per fare la birra di cui parla Bdmund Yates in Edmund
YaJes: His Recollections and Experiences, 1884; iJlfatti, anche se Crowley non
volle mai ammetterlo, la sua era la noa t famiglia di binai con questo nome.
"Allora", scrisse Edmund Yates, "avevamo l'abitudine di pranzare in locali che
ormai sembrano dei tutto scomparsi. Rispetto a trent'amù fa, oggi è molto più dif­
ficile imbattersi in una 'Crowley's Alton A1ehonse'. Le aJehouse erano piccoli
locali con una macchina per fabbricare la birra e un banco di .mescita fondati dal
signor Crowiey, un birraio di Alton, quando aveva incontrato difficoltà nel trova­
re pub che vendessero il suo prodotto; vi si serviva so.lt.anto birra, panini al pro�
sciuno, pane e formaggio, ma era roba di ott:ima qualirà. Erano molto fre.quentatj
dai giovani che uon amavano oziare nelle taverne e facevano affari d'oro".
Gli antenati di Crowley non erano, come vor rebbe farci credere, della stessa
famiglia di Louise de Kéroualle, duchessa di Pottsmouth: la sua discendenza
risaliva semplicemente a Wl "barone deUa birra" che intorno al 1850 aveva fon­
dato una catena di alehouse e di locali dove andavano a pranzare gli impiegati
deUa city. Crowley era oato a Le.amington, uel Warwickshire, il 12 ottobre 1875
(l'anno in cui a New York Madame Blavatsky e il suo compagno, il colonnello
OJcott, avevano fondato la Società Teosofical) ed era stato battezzato Edward
Alexander. Il nome Aleister lo assunse a vent'anni quando decise che Edward
Alexander non gli piaceva. fi fattore pi� importante de.l suo background familia­
re è che i suoi genitori, come queUi di Edtnund Oosse, appartenevano ai Plymouth
Brethren, una setta fondata a Dublino intorno al 1830 da un ecclesiastico, un
ceno Darby, e accolta con particolare favore a Plymouth.
Aleister ci dice che suo padre viaggiava per la campagna annunciando che il
vero crist1aJJesimo si trovava soltanto tra i Plymoutb Brerhren. che sì spostava a

1. The Spiri! ojSolitr4de: An Autahagiography. Subs�.�queni/y re-AnJichristenetl Tìte Confessions


ofAlef:rrer Crowley. Maodra.ke Pres:t, 1930. Solo due volumi deì sei previsti furono pubblicati. lo
seguito, i sei voJnmi. vennero riuoili in un tmico leSto, pubblicato o.ol 1969 da Jona.1bau Cape..
Londra, e nel 1970 da Hi.U e Wang, New York {NdA).
2. Vedi Paola Oiaverti, Helena Pe:llTJVIla Blaw:asky e la Società IOOSO}Ìèa, Edizioni Medl.reromee,
Roma, 1991 (NdC}.

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24 LA OIOVENTÙ: SUIJ..A VIA DELLA O:RANDE!.ZZA

piedi predicando da un villaggio a1J'a1tro dei Warwickshire (e più tardi del Surrey)
e che spesso portava con sé il figHoletto.
Ogni mattina. dopo colazione, tutta la famiglia Crowley, compresa la servitù,
si riuniva io sala da pF'dllZO per leggere a voce alta (ciascuno, a turno, un verset­
to) un capitolo della Bibbia. Dall'età di quattro anni anche Aleìste:r prese parte a
questa lettura mattutina, venendo così a sapere della fine del m.ondo, della sal­
vezza attraverso i Plymoutb Brethreu e della natura orribile del. peccato e della
morte, argomento che osse.'!sionava il pkcolo Edward.
Benché fosse convinto di aver poco o nulla io comune con i genitori, la sua vita
non fu sostanzialmente diversa da queiJa del padre. Entrambi appartenevano a nna
pìccola setta di eletri, cercavano di convertire i l mondo alle loro convinzioni e
vivevano tra i misteri della reJig:iooe. l n ogni caso, in un primo tempo i l giovane
Aleister si identificò con suo padre. Diventò anch'egli un Plymouth Brother, con­
vinto che quella fosse l'unica vera fede; non riusciva neppure a inu:nagiuare che
esistessero individui tanto sciocchi o malvagi da dubitarne. Nel suo ardore infan­
tile, sì vedeva come un cavaliere cristiano che compiva imprese sante ed eroiche;
voleva eccellere per la gl.oria dì Cristo, cosl come, diventato adulto, volle eccel­
lere per la gloria di Ra-Hoor-Khuit, il dio egiziano della guerra, io una re1igjone
inventata da lui stesso. Crescendo cominciò ad accorgersi che i racconti di tortu­
re e sangue lo affascinavano terribilmente. Gli piaceva immaginare se s.tesso in
preda aLla sofferenza e, in particolare, umiliato e seviziato da u11a donna che defi.­
niva "perversa, indipendente, coraggiosa e ambiziosa".
Non abbandonò mai questo morboso desiderio di essere torturato e degradato
da una donna dì un certo tipo. Era un desiderio. spiegava, connesso con "l'erma­
froditismo deLla mia struttura fisica", ma in realtà la sua struttura fisica non era
affatto ermafrodita: egli em semplicemente un. individuo con tendenze bisessua­
li che desiderava avere rapporti sia con uomini che con donne.
Crowley era affascinato dai passi profetici detla Bibbia, specialmente da
quelLi dell'Apocalisse di Sao Giovanni. Si innamorò del Falso Profeta, della
Bestia, della Don11a ScarlntW. detta auche l a Prostituta di Babilonia. Non sem­
pre l'Apocalisse fu considerata canonica. Watti, secondo San Girolamo, nato
nel 345, molte chiese greche non la ammettevano. Da un punto di vista cristia­
no s.i trattava di. un argomento scomodo. ma non per i genitori di Crowley né per
lui sresso che ne era affascinato. E un giorno. quando era ancora un mgazzo, sco­
pri - sicuramente senza sorpresa - che le sue simpatie andavano tutte ai nemici
del cielo. Non c'è nulla di ìnsolito in questo: insolito fu i l n10do io cui Crowley
reagì alla scoperta, Nella sua ribellione ai genitori e a. Dio mise se stesso al posto
di Dio. Non fu un atteggiamento passeggero, ma lo accompagnò e diresse tutto
il corso della sua vita.
La Bibbia in quanto rivelazione divina veniva già messa in discussione (ma
non uel modo in cuj arrivò a farlo Crowley) nei circoH teologici a Ox:ford e altro­
ve in Inghilterra. r teologi .JjberaU cominciavano a non prendeda più a1Ja lettera.
Bra l'epoca di. Ch.arles Darwin che nel 1859 aveva pubbljcato Origin ofSpecie..'i
(L 'origb1e delle specie), un'opera che segna un punto di svolta oeHa sroda del
pensiero moderno dando origine alla Teoria dell'Evoluzione delle Specie Viventi.
l Crowley, con i l loro plymouthisttto, erano devoti sostenitori della visione cristia­
na medievale, che sopravvisse fino al XX seco1o, per poi crollare con la prima
guerra mondiale.

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PADRE, MADRE E. FIGLIO 25

Crowley ha lasciato un racconto incompleto e contraddittorio della propria


infanzia. Era infelice, sia pure non completamente, sia a casa che a scuola.
Odiava sua madre e provava per lei un senso di repulsione fisica :ma, nella pre­
fazione al suo primo tentativo di autobiografia, The World's Tragedy (La trage­
dia del mondo), intitolata "A Boyhood in Hell" (..Fanciullezza all'inferno''),
rivolge alla madre qualche inaspettata briciola di lode.
La famiglia Crowley non era molto allegra: ad esempio, il Nata.le era bandito
in quanto festivià t pagana, e Aleister non riceveva giocattoli io dono, perché que­
sto era contrario ai pre<.-etti del plymouthismo; tltttavìa, sembra che trovasse
ugualm.ente il modo di divertirsi. Anzi, a giudicare da come parlava della propria
infanzia si direbbe che i suoi ge ni tori non fossero dei mostri, anche se ovviamen­
te non dimostravano "comp.rensione" verso i bambini nel senso moderno della
parola.
D padre morì. di ca_ncro alla lingua quando Aleister aveva I l anni.: i l ragazzo
provava per lui una forma di rispetto, ma ben poco amore. In seguito Crowley
osservò che, a partire dal momento del funerale, entrò in una nuova fase evolu­
tiva, caratterizzata soprattutto dall'istinto di ribellione.
Venne mandato dapprima in una scuola per i figli dei Plymouth Brethren (in
cui l'unico strumento di istruzione era la Bibbia e l 'unico mezzo di correzione la
verga di betulla) dove, a 12 anni, fu accusato di aver cercato di corrompere un
altro ragazzo. In seguito frequentò le scuole di Malvern e Tonbridge, e le odiò
entrambe. Fu affidato per un certo tempo alle c11re dì un precettore che, tra una
lezione e l' ahra, gli fece conoscere �e corse dei cavalli, il biliardo, le scommesse,
le carte e le donne. Per quest'opera di illuminazione l'allievo gli dedicò qualche
parola di gratitudine nella sua autobiografia. .
''Mi mandarono a Tonbridge e la mia salute crollò: in parte, posso di:l:e, a
causa di ciò che sarebbe stata colpa mia o sfortuna se fossi stato educalO in modo
conve1ùent.e, ma in realtà fu la djretta conseguenza di quel sistema spregevole
che, non contento di torturarmi, mi consegnò legato e bendato alJa maest.à offe­
sa della Natura''. Un appunto autografo di Crowley in margine alla sua copia per­
sonale di The World's Tragedy, proprio accanto a questo passo, spiega il. mistero:
''Presi io scolo da una prostituta di Glasgow".
Dell.a sua giovinezza Crowley ci racconta vari aneddoti., n1tti di scarso interes­
se tranne uno. che ba come oggetto un gatto e che rivela una sconcertante insen­
sibilità. Gli avevano detto cbe i gatti hanno nove vite e ne dedusse che era prati­
camente impossibile uccidente w1o:

Presi un gatto e, dopo avergli propi oaro una forte dose dj arsenico, lo
c loroformizzai, lo appesi sopra il becco del gas, lo pugnalai, gli tagliai
la gola, gli fracassai il cranio e, quando fu quasi carbonizzato, lo anne­
gai e infine lo gettai dalla fmestra, perché la caduta djstruggesse la sua
nona vita. L'operazione riusd. Ero sinceramente dispiac iuto p.er la
bestiola, ma avevo dovuto compiere queU'esperi1Uento nell'interesse
della scienza.

Nel 1895, all'età di vent'anni, Crowley andò al Trinity College a cauibridge.


Aveva sostenuto l'esame d'anunissione per la Facoltà di Scienze Morali, ma era
stato respinto in Economia Politica, che era una delle materie. Non dice nuJla
degli altri argomenti su cui verteva H suo corso di studi; riferisce solo che per uo

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26 LA GIOVENTù: SULLA VIA DELLA GRANDEZZA

giorno, m quei tre anni. lavorò a una tragedia greca. Trascorreva la maggior parte
del tempo leggendo e scrivendo poesie.
Durante le vacanze viaggiava da solo per l ' Europa� aodò a San Pietroburgo
con la vaga intenzione di imparare il rosso per entrare nella carriera diplomatica
e in Svizzera per scalare le Alpi. Nel 1894 fece alcune scalate sulle pareti roccjo­
se di Beachy Head, t.enendo in proposito una corrispondenza coo il famoso sca­
latore AF. Mumroery. Thtti gti anni dal 1894 al 1898 tornò sulle Alpi. Secondo
le testimonianze fornite da .lui stesso e da T.S. Blakeney', la sua migliore annata
fu il 1895, io cui sostiene di avere scalato l'Eiger (da solo), l'.Eigerjoch, lo
Jungfraujoch. il Monch (attraversandolo da Wengen), la Jungfrau dal Rottalsattel,
il Wett.erlOcke, il Mtinchjoch, il Beichgrat, il Pete:rsgrat e lo Tscllingelhorn. Era
considerato, racconta B1akeney, uno scalatore promettente, anche se Lm po' biz­
zarro; Nonnan CoUie, Maylard, Solly, H.V. Read, Eck.eosleitt, Larden e altri testi­
moniano della sua bravura come scalatore, speciahuente sulla roccia, "e solo
Larden lo giudicava piuttosto avventato'Jj.
L'ultimo giomo dell'anno 1896, mentre dormiva in un albergo di. Stoccolma.
fu destato "alla consapevolezza di possedere un mezzo magico per diventare
cosciente e per soddisfare una parte deUa mia natura che fino a quel momento
mi era stata. celata". Non è molto chiaro, ma significa, penso, che ebbe l'inu­
mioazi.one di poter controllare la realtà per mezzo del pensiero magico.
Continua spiegando che fu un'esperienza orribile e dolorosa ''unita a 110 certo
terrore spettrale'\ che nello stesso tempo, però, gli fornì "la chiave dell'estasi
spirituale più pura e santa". Quel che è certo è che non si trattò di un episodio
qualunque.
NelLa prefazione a un lungo poema, che scrisse due amù più tardi, si espresse
in maniera altrettanto eo:fati.ca e falsa.

Era una notte ventosa, quella memorabile del 7 dicembre, quando nacque
in me questa filosofia. Quanto si stupì del mio delirio iJ vec,chio e grave
professore! Mi ero recato a casa sua perché era u.n amico prezioso, e sen­
tivo fremere in me strani pensieri ed emozioni. Ah. come deliravo! Lo sup­
plicai di calpesramli, ma non volle farlo. Uscimmo ìnsieme nelJa nor.te
tempestosa. lo ero a cavallo e cominciai a galoppare attorno a lui in preda
alla frenesia. finché egli cadde in uno stato di autetltico terrore! Come gri­
davo non so quali strane parole! E quel buon vecchio cercò di fure il pos­
sibile per calmarroj: c redeva che fossi pazzo! Sciocco! Ero impeg nato in
una lotta mortale con me stesso, e per queUe tre lunghe ore Dio e Satana
combatterono, disputandosi la mia anima. Vinse Dio, e adesso mi resta un
solo dubbio: quale dei due era Dio?

ll poema fu pubblicato io cento copie da Leonard Smithers, un libraio amico di


Aubrey Beardsley e di Oscar Wilde. Due copie furono stampate su pergameoa,
dieci su carta dj riso giapponese e ottanl.otto su carta fabbricata a mano. Sul
frontespizio c'era scritto:

3. Vedi The Corsfessiom (!>IdA).


4. The AlpineJouniQJ, maggio 19.52 (fbid.).
S. Ibld (NdA).

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PADRE, MADRE E FIO:t.IO 27

ACELDAMA
UN LUOGO PER SEPPELLIRE GLI STRANIERI
Poema filosofico di
un gentiluomo dell'Università di Cambridge
Edizione privata
1898

Lo pseudonimo era preso in prestito dal poeta Per.cy Bysshe Shelley, che nel 1 8 1 1
aveva pubbHcato il suo The Necessity of Atheism finnandosi "un gentiluomo
dell'Università di Oxford". Ormai Crowley aveva deciso di chiamarsi AJeister
dopo aver letto in un libro, come racconta lui stesso, che il nome più propizio per
di.ventare famosi è quello formato da un dattilo seguito da uno spondeo, come Je­
re-my Tay-lor. Aleis-ter Crow-ley soddisfaceva a tali requisiti, e Aleister (più
esattamente Alistair) è la forma gaelica di AJex.ander.
·

Aveva cominciato a scrivere poesie a dieci anni. Adesso, a ventidue, si senti­


va abbastanza sicuro del proprio talento da annunciarlo al mondo io una tiratura
di cento copie.

Xli'

Nessuna infamia. può essere evitata da chi


aspira a raggiungere il aeto. Nessuna satiresca canzone,
nessuna folle danza potranno far scattare tanto rapidamente la sferLa
delle fantasie libidinose perversaroeote oscure
che spirito di uomo possa avere pace, tanto forte
il suo morso deve lacerare;
né tutte le pene dell'inferno possono minimamente aspirare
ad essere altrettanto feroci.

xm

Ogni degradazione e ogni infamia


tu subirai. Come in un sogno orrendo
desidererai porre la testa sotto il fa11go
e gli escrementi delle donne indegne,

che ti calpesteta.nno finché tu inalerai funù mortali;


i più scbifosi vermi strisciano
e va1npi:ri orribili sono in agguato neLI'oscurità.

D termine "aceldama" indica un campo di sangue o il luogo di un massacro (Atti


degli Apostoli l . 19) e il poema stesso rivela da parte dell'autore un gusto alquan·
to morboso che Alfred Tennyson, morto nel 1 892, non avrebbe approvato. Nello
stesso anno Crowley pubblicò anche White Stains (Macchie bianche), che per
p.recauzioue venne stampato all'estero. Aceldama può essere
liquidato come un
vano tentativo di introdurre il satanismo di Baudelnire in InghHterra, un'jmpresa
che non riusd neppure a Swinbume. Gli altri gentiluonùnj dell'Università di
Cambridge che lo lessero o.on mostrarono alcun interesse. Nell'opera mancavano
quelle v,irtù che l'Inghilterra vittori.ana si aspettava dai suoi poeti.
Il poem.etto uscì durante l'ultimo anno in etti Crowley frequentò iJ Trinity. Nei
tre anni trascorsi a Cambridge, pur studi,ando poco, non aveva sprecato il suo

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28 LA OIOVENTÙ: SULLA VIA DELLA G.RANOW�'\

tempo perché aveva scoperto cosa voleva diventare: un Adepto alle Arti Segrete,
un Mago. Solo la magia poteva assicur.rre l'immortalità, e per magia intendeva
l'arte che controlla le fora segrete della natura. Aveva quindi trovato; per usare
il termine che poi fu. sulle sue labbra per tutta la vita, l.a sua Volontà Vera.
A che serviva, diceva, diventare tm diplomatico? Ben presto sarebbe stato dimen­
ticato. Mettiamo che l'avessero mandato come ambasciatore in Francia: chi, dopo
cento anni, si sarebbe ricordato di lui? Aveva nutrito l'ambizione di diventare un
grande poeta. ma la poesia non ern molto migliore della diplomazia. Basti pensare
che perfino a Cambridge, culla di poeti, Eschilo era soltanto un nome, tranne che
per la minoranza. ristrettissima dei tremila allievi. "Devo trovare", disse Crowley,
"un ambito io cui le opere rimangano immuni dal cambiamento".
D ritratto di un uomo non è mai completo se non comporta almeno un accenno
a sua madre, A giudicare da!Ja fotografia. Emily Bert:ha Crowley, "di una fdllli­
glia del Devon e del Somerser", era una donna dall'aspetto ordinario; secondo la
descrizione del figlio, aveva ancbe nn carattere scostante. Cercò di trasfom1are il
figlìo in un .mo.taUsta religioso e questi La presentò ai lettori della sua autobiogra­
fia come "una stupida bigotta del genere più ottuso, inflessibile e disumano".
Sembra che Crowley trattasse la madre e la sua religione con disprezzo e sar­
casmo, e la donna finì per chiamarlo "la bestia", perché quel comportamento bla·
sfemo le ricordava la bestia dell'Apocalisse: "E io vidi una bestia elle saliva dal
mare e aveva dieci coma e sette teste, e sulle coma dieci diademi . . . E aprl la bocca
per beStemmiare Dio". Non è chiaro se questa descrizione del figlio andasse presa
alla lettera o i n senso figurato, .ma Aleister, che aveva deciso di sostituirsi a Dio,
l'accettò nel senso letterale e ,si persuase di essere la Bestia.
Questo libro cercherà di mostrare fmo a clle punto Crowley sì spinse con la sua
convinzione.

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3
'•

Capitolo

Perdurabo c la Golden Dawn

Nelle estati del 1898 e del 1899 Crowley tornò a fare scalare in Svizzera. Tom
George Longstaff, presidente del Club Alpino Britannico dal 1947 al 1949, lo
conobbe nel 1899 e ci ba lasci.nto questa r.estimonianza dell'abilità dì Crowley
come aJpiiDsta� '' . . . era un ottimo scalatore, anche se dj tipo poco convenzionale.
L'bo visto amunpicarsi sulla difficile e pericolosa parete destra della grande
vetta del Mer de Giace, sotto i l Gigante, da solo, tanto per iJ gusto di fare una
passeggiata. ProbabiiJUeute fu la prima e forse l'unica vol.ta che quaicuuo scelse
quel percorso foUe e pericoloso"•.
Ad Ace/dama seguirono ben presto altre opere in versi: The Tale of Archais
(Il raccon/o di Archais), Songs of the Spirit (Canti dello Spirito), The Poem (Il
poema), Jezebel, Jephthah e While Stalns {stampata clandestinamente da
Leonard Smithers), tutte pubblicate nello stesso anno della prima.. Poiché dispo­
neva di un patrimonio personale, Crowley poteva stampare a proprie spese le sue
opere a mano a mano che le scriveva. come gli aveva suggerito lo stesso
Smithers. Questi, oltre ad essere il principale editore inglese di resti poroografi­
t.'i del tempo, come 1'he Story of Venus and Tannhauser (La storia di Venere e
Tannhauser) di Aubrey Beardsley, una storia fantastica i n tre volumi sul tema del
masocbismo, Gynecocracy (attribuito ad H.avelock Ellis, ma più probabilmente
scritto da un avvocato di nome Stanislas de Rodés) e altri libri erotici, pubblica­
va anche le opere di Oscar Wilde (le ultime tre), di Arthur Symons, Ernest
Dowson e M.ax B eetbobm. Aubrey Beardsley accettò di disegnare la copertina di
While Stains e avrebbe illustrato molte poesie se non si fosse ammalato e non
fosse poi morto prima di poterlo fare.
Gli esperti di poesia che hanno letto i versi di Crowley lo collocaoo tra i poeti
.minori de!Ja sua epoca o, come Mario P:rar. lo espellono addirittura dal Parnaso.
Per arrivare ad essere un buon poeta, gli mancava l'immaginazione o la maturi­
tà mentale. Tuttavìa, alcuue sue composizioni hanno una loro validità; un esem­
pio è la poesia senza titolo che compose nel 1924 sulle rive della Mama (vedi p.
369). l n gioventù dava alle stampe tutte le sue opere senza riesaminarle, e il risul­
tato è una massa di versi, espressi in modo chiaro ma piuttosto noiosi.
White Stalns è attribuito a Oeorge ArchjbaJd Bishop, un "neuropatico del
Secondo Impero" (Tom Bood Bishop era suo zio, un pio Plymouth 'Brother che
si era occupato di lui dopo la morte del padre e del quale dice nella sua autobio­
grafia: "Non c'è mai stato suU.a terra un fanatico pià crudele e una carogna più
meschina dì lui").
Negli scritti di Crowley è spesso pr�en.te un tono beffardo e molte delle opi­
nioni che esprime sono cmdeli o assurde, come quando sostiene di sapere chi

l. This My Voyage (Sui tetti del mondo), l950 (NdA).


2. Lo mo11e, la carne e il diavolo nella letreraturo romantica, Firenze 1930. IJ g.iudizìo su
Crowley è nel c.'lpitolo quinto, n. 64 (NdC).

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JO 1.A GIOVENTÙ: SUL.LA VJA DELLA ORAND!!ZZA

fosse Jack lo Squartatore, o afferma (nelle Confessions) che White Stains è una
prova di "innocenza preterumana". ln realtà, Wh.ite Stalns è una raccolta di poe­
sie pornografiche, per lo più imitazioni dello Spleen dj Baudelaire (ma non del
suo ldéal), come indicano alcuni titoli: "Volupté'', "La Ju.ive", "Necrophilia",
"Wilh Dog aud Dame.., quest'ultima sul tema della zoofilia. L'opera è precedu­
ta da questa "avvertenza": ''TI curatore si au.gura che gli specialisti di patologia
mentale, ai quali questo trattato è espressamente riservato. prendano ogni precau­
zione affmché non tinisca in mano ad altri". Ovviamente si tratta di un esempio
dell'umorismo di Crowley. D'altronde era serio, per lo meno in part.e, quando
affermava che Whìte Stoins confuta le opinioni di Rjchard von Krafft-Ebing
( 1 840-1902), autore di Psychopathta Sexualitt, 1 886, il famoso testo sulle per­
versioni e anomalie sessuali. Secondo Crowley, le aberrazioni di questo tipo non
souo, come affermava solennemente l'autore tedesco, il risultato m una malattia
o di un Jaute de mieux, ma semplicemente "affermazioni magiche di punti di
vista perfettamente comprensibili", ovvero atti di quella magia sessuale che
sarebbe diventata il nucleo delle pratiche magiche dì Crowley.

Non ero d'accordo. Credevo di essere io grado di capire il substrato psico­


logico; dicevo a me stesso che dovevo confutare il professore. E potevo
farlo soltanto impiegando l'unica forma a mia djsposizioue: la fonna arti­
stica. Inventai perciò un poeta che imbocca la strada sbagliata, che inizia
con entusiasmi ordjnari e innocenti e poco per volta sviluppa vari vizi,
cade preda della malattia e della pazzia e finisce per commettere un omi­
cidio. Nelle slle poesie descrive la propria caduta, spiegando se:m:pre Io
sfondo psicologico alla base di ogni suo au.o. Pertanto la morale di questo
libro potrebbe essere approvata lo qualunque scuola domenicale.

A Zermatt, nel l 898, conobbe nn inglese, Julian L. Baker, al quale espose i prin­
cìpi dell'alchimia. Baker era un chimico e, durante U tragilto di ritorno al loro
albergo, discusse a lungo con il giovane. Aleister, che si di.batteva fra i misreri,
rimase hnpressiooato. Poco tempo prima aveva fatto un appello per avere un
Maestro. Si trattava forse di Baker? Cominciò a parlargli della sua ricerca del
Santuario Segreto dei Santi, del quale aveva letto in The Cloud upon the
Sanctua1y (La nube sopra il santuario) di Eckartshausen'. Dietro la chiesa ester­
na c'è una chiesa interna, un santuario segreto che custodisce tutti i misteri di Dio
e della natura. Baker fu colpito dali' interesse del giovane e gli. disse che, sebbe-­
ne non fosse un maestro, poteva presentarlo a qualcuno cbe lo e.ra.
Mantenne la parola. Quando tornarono a L.ondra gli fece conoscere un giova­
ne di nome George Cecil Joues, anch'egli chimico nonché membro di una socie­
tà magica chlamata Golden Dawn. Jones introdusse Crowley in quell'organizza­
zione e lo presentò al suo capo, Sarouel Liddell Mathers, che aveva trascorso
anni nelle biblioteche di Londra e Parigi per recuperare dalle varie versioni

3. "Nessuno potrebbe indovinare che quel degno personaggio vittorillllo chiamato Jack lo
Squarta.tore fos.se nientemeno che Heleua Petrovna Blavatsky" (da u.o saggio in.edito senza titolo)
(NdA).
4. Psicopatio sessuale, Edi.zioni. Mediterranee {fuori catalogo).
5. Karl von Ec:kart:shausen (1752-1803), mìstico e alchimista tedesco, io 77te Cloud upon the
Sanctuaty (1 800) pnrla d.i una Gnmde Confraternita Bìanca d.esdrutta a guidare l'uomo verso l'etc..
vazione spiriruale (NdC).

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PERDURABO E 1.A GOL.OEN DAWN 31

manoscritte il più antico e famoso dei testi suUa magia, The Key ofSolomon (La
chiave di Salomone)6, di cuj pubblicò una traduzione nel 1889. Per di.mos:tmre a
Baker la sua gratitudine, Crowley gH dedicò il libro che stava scrivendo a quel�
l'epoca, Songs of the Spirlt.
Mezzo secolo più tardi Jones mi disse che l'Ordine ermetico della Golden
Dawn uou era che Wl club come tanti altri, un luogo dove sì andava per passare il
tempo e ritrovarsi con gli amici. Benché fondato in tempi relativamente recenti, la
sua nascita rimane oscura. Secondo W.B. Yeats7, si trattava dj una diramazione dj
un'altra società, gli Studiosi di Ermetismo, In ctù origine è leggendaria: si dice che
un Mae.<�tro sconosciuto, una figura non meno enigmatica del conte di Saint­
Germain, sì presentò un giorno a Mathers e lo avviò ai misteri. Queste istruzioni,
insieme alle visioni dello stesso Mathers, costituivano la base spirituale degli
Studiosi di Ermetica. Years, che era un membro importante della Golden Dav.'ll,
cercò di scoprire l'identità di quel maestro sconosciuto, ma né Mathers né la
moglie w questi, Moina, lo sapevano o, se anche lo sapevano, non vollero dirlo.
Esiste un'altra versione sull'origine della Golden Dawn ed è quella più comu­
nemente accettata. Negli anni Ottanta del XIX secolo, i l reverendo Alpbonsus
Woodford, autore di scritti di argomento massonico, entrò in possesso di un
manoscritto cifrato. Non sappiamo dove se lo fosse procurato; si dioeva elle qual­
cuno 1'avesse trovato in Farrìngt.on Road, terreno di caccia caro a tutti i bibliofi­
li di Londra, ma non ci sono prove al riguardo. Incapace dì decifrarlo, nell • ago­
sto 1887 Woodford Io diede a uu suo amico, il dottor William Wynn Westcou,
membro eminente della massonica Societas .Rosicruciana ìn Anglia. Dopo aver
studiato i l manoscritto per due settimane, Westcott rivelò alcune formule magi­
che frammentarie, scritte in uu a]fa.beto artificiale usato dagli alchimisti del XVI
secolo. "Li definirei riti pseudomassouici con uo vago sapore magico", disse
Ellic Howe, elle possedeva una copia. fotostatica di una tarda trascrizione del­
l'opera.. [noltre, uua nota spiegava che se si desideravano altre informazioni era
possibile attenerle da una certa Frauleìn Anna Sprengel, della quale veniva for­
nito l'indirizzo di Norimberga.
Westcott voleva sapeme di più e nel1'ottobre 1887 scrisse a Frliulein Sprengel.
Il mese successivo giunse la risposta, e tra i due ebbe inizio una corrispondenza
serrata. Venne fuori che Anna Sprengel era un'Adepta Rosicruciana a capo del
Lichte Liebe Leben Teropel di Norimberga. In seguito a questa corrispondenza,
la Sp:rengel accordò a Westcott l 'autorizzazione a creare in Inghilterra una filiale
dell'Ordine. Venne così fondato, neli' autunno del 1887, ifTempio di lside-Uranja
degli Studiosi di Ermetica della Golden Dawn, diretto da Westcott, Mathers e un
certo dottOr Willlarn Robert Woodman. L'autorizzazione da Noriroberga arrivò
soltanto il primo marzo 1 888, ma purtroppo Anna Sprengel aveva dimenticato di
firmarla. Westcott non si lasciò scoraggiare e firmò i l documento con il nome

6. Riprodolla in Jorg Sabellioos, Magiaprarica, 4 von., F.dizioni Mediterranee, Rom.1, 200 l (NdC).
7. Wllliam Bu:tler Ye-at.� ( 1865·1939), poeta, dramm-.u:urgo e n.arratore irlandese, fu una delle
più nlre voci poetiche, se non la più alta in assoluto, di lingua inglese nel XX secolo. Fu insignito
del premio Nobel per la lene.ntturo nel 1923. LI suo interesse per la magia deriva dil!e tradizioni
d'Irlanda e fu una delle sue fonti primarie di isplra.zione. Come si vedrà� ebbe un reolo eminente
nella Goldeo Dawo, c gli studi t;u di lui e sul suo relroterm culturale portarono anche a una riua­
sci1a dell'interesse nei confronti di que,sta confrntcmita di occultisti e sul "pensiero magico" quale
si sviluppò in. lnghllterr<� tm fine Ottocento e inlz;lo N<wecento (NdC).

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32 LA OJOVENTÙ: SULLA VIA DELLA GRANDEZZA

di lei, usandone anche il motto magico: Sapiens Dominabitur Astris (il Saggio
Dominerà le Stelle).
I titualì frammentari del manoscritto cifrato vennero integrati e ampliati da
Mathers.
lntomo al 1891 Anna Sprengel morl, e a una lettera che Westcon le aveva
scritto rispose piuttosto sgarbatamente uno dei suoi coUeghi, dicendo che
l'Inghilterra non poteva pitl attendersi aiu.ti dall.e logge tedesche e che i signori
Woodman, Westcott e Mathers avevano già ricevuto informazioni sufficienti; se
ne desideravano altre, sapevano benissim.o come fare per attenerle. In parole
povere, dovevano cercare di stabilire legami magjci con i Capi Segreti per conto
proprio.
Che cosa significa LUtto questo? I Capi Segreti sono maestri che vegliano sulle
azioni degli uomini dalle loro grotte nel Tibet o, essendo spiritL dall'empireo. D
concetto di Capi Segreti o Mahatm.a, che appartiene an' antica tradizione inctia­
na, venne divulgato da Helena Petrovna Blavatsky e dalla sua Società Teosofica
con la rivelazione d.ell'esisten7..a dei Maestri Occulti. Tali Maestri (due dei qualj
si chiamano Koot-Hoomi e Morya) sono a1 centro deUa dottrina di Madame
Blavatsky, ma chiunque essi fossero, come vedremo, non si limitavano ad appa­
rire esclusivamente a lei.
La Golden Da\vn, come altre socielà rosicmciane e massonicbe, era ordinata
secondo una precisa gerarchia. A mano a mano che !.'adepto si perfezionava in
saggezza e purezza, saliva più. in alto nella scala gerarchica. Sì iniziava come
Neofita 0° = 0°, poi si diveutava Zelator l0 100. Theoricus 2° = 9°, Practicus
o

3° 8°, Philosophus 4°
::;; 7°. Questi gradi erano quelli del Primo Ordine o
::;;

Ordine Esterno, l'Ordjne dell'Alba d'Oro, i cui membri praticavano cerimonie


esoteriche ma non svolgevano vere e proprie attività magiche. La magia era
appresa e praticata soltanto dai membri del Secondo Ordine, l'Ordine della Rosa
Croce, i cui gradi erano Adeptus Minor 5° ::;; 6°, Adeptus Maior 6° =5° e Adeptus
E.temptus 7° = 4°, ma che non poteva essere fondato senza prima entrare in con­
tatto con i Capi Segreti.
Dal momento che iJlsegnava la Kabbalah, fondamento della tradizione esote­
rica occidentale�. la Golden Dawn faceva riferimento, per i l suo sistema di gradi,
alJ' Albero della Vita: con le sue dieci Sephiroth e ve:ntidue SCilti.eri . Ecco i:l moti­
vo del quadrato e del grado. Ad esempio, Malkuth, la Sephirah della te.IT'd ai. piedi
deU' Albero cabalistico, è il pùn:to da cui lo studente co1njncia. Egli è sulla terra
e aspira alla luoe suprema, Kether, la Corona del sistema� pertanto, i l suo status
è l o = HP. È il Piede e, porenzialmente, la Corona; deve capire l'intera anatonùa
del corpo di Dio, dai Piedi alla Corona. Lo yoga, i l metodo esoterico orientale,
sviluppa un motivo parallelo: la kundalinj, descriua come dea, serpente ed ener­
gia, sale dalla base della colonna vertebrale, o centro muladhara, al sahasrara, il
fiore di loto dai mille petali alla smnmità della testa che rappresenta la .Fme del
viaggio, l.a Libertà, l'illuminazione e l'immortalità cu:i tende lo yogi.
La Golden Dawn prosperava. Oltre al Tempio di Iside-Urania, che eseguiva i
suoi rimali neUa Mark Masoo's Hall in Great Queen Street, Londra WC2, ne

8. Sulle d.ottriJle cabalistiche l'opera foodamerunle è: Gershom. Sc:holem, La cabala, Edizioni


Mediterranee. Roma, 1982. Per uo approccio pii'! mela.fisico �i veda: flenri Sérouya, Lc1 cabalt1,
Ediuon! Medltemmee, Roma, 1989, e per una raccolta di te:;ti Classici: Saor11el Lyddel M.a.cGregor
Matllers (a cura di), Magia della C(lhaf.tl, vol. l , ..dìrioui
F Mediterranee, Roma, 1981 (NdC).

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PHRDURABO P. L.A GOLOF.N DAWN 33

furono istituiti altri, come quello di Osiride a Weston-super-Mare, di Horus a


Bradtord, d.i Ammone Ra a Edimburgo e di Ahathoor a Parigi (fondato nel 1894).
Nel 1900 il solo Secondo Ordine contava una sessantina di membri e di sicuro
gli appartenenti al Primo Ordine erano più numerosi. Ma senza contatti con i
Capi Segreti (gll unici in grado di far progredire l'Ordine nel suo insieme) l'in­
soddisfazione cresceva.
Tramite la moglie, ch.e era chiaroveggente, Mathers si teneva in contatto con
i suoi superiori, i Capì Segreti, o almeno così si diceva. E una none del 1891 ne
incontrò tre nel Bois de BouJogne. L'inartesa apparizione gli provocò Ulla fuoriu­
scita di sangue dal naso e dalle orecchie; non disse se i sublimi personaggi gli
avessero prestato le loro cure, ma si Jimitò a citare l'emorragia come prova del­
l ' evento singolare. Tornato trionfante a Londra, convocò i coHeghi Woodman e
Westcott e annunciò loro che i Capi Segreti lo avevano confemato r unica e supre­
ma autorità, Capo Visibile dell'Ordine.
Non sappiamo che cosa pensassero Woodman e Westcon di questo annuncio
sbalo.rditivo, ma oe1 dicembre dello stesso anno il dottor Woodman mori. e nel
1897 i l dottor Westcott, un magistrato deH'East London9, diede le dimissioni
dall'Ordine. La causa immediata del suo ritiro era da attribuirsi al fatto che i suoi
superiorì, venuti a sapere che intratteneva rapporti con una società magica. lo
avevano avvertito ch.e quell'attività era incompatibile con la sua posizione.
C'era ancora m1 altro Ordine nella fratellanza, quello supremo denominato Stella
d'Argento o A:.A : (Algenteum Astnrm) e comprendente tre gradi, lvfagister
.

1'empli, Mogus e lpsissimus, nessuno dei quaU era stato raggiunto da Mathers, per
il fatto che si trovavano tutti dall'altra parte dell'Abisso che solo gli aspiranti più
devoti e illuminati potevano varcare. Mathers era arrivato al grado di 7° = 4°,
Adeptus Exemptus. l tre gradi suddetti. . superiori a questo (come le tre Sephiroth
alla sommità dell' Albero della Vita, Kether, Chokmoh e Binah), sono le zone cb
potere auraverso cui i Capi Segreti operano. Per stabilire contatti permanenti con
taJi fone bisogna essere un Maestro del Tempio. n triangolo formato da tre punti
(:.) rappresenta i l fuoco, la luce o lo spirito e indica che l'Ordine è collegato ai
misteri dell'antica Grecia e di Roma. "Saluto su Thne le Punte del Triangolo'' era
ur1.a formula augurale tra massoni
Matbers era un organizzatore abile, ma un individuo difficile da trattare. Oltre
che di magia era ua esperto di questioni militari. e si comportava come un gene­
rale. Non voleva colleghi ma ufficiali dj stato maggiore. "So che le sue intenzio­
ni sono ottime", scrisse nel l897 a Frederick Leigh Gardner, Frater De Profundìs
ad Lucem, "ma rifiuto categoricamente di accordarle il diritto dj giudicare il
rnodo in cu:i dirigo l'Ordine''.
Mathers e Crowley si somigliavano in modo straordinario. .Eolrambi erano
uomini dal fisico atletico, affascinati dai titoli aJtisonanti, impegnati a scrutare
nelle regioni tenebrose deUa mente alla ricerca di verità arcane e convinti di esse­
re dèi. n modo dì vestire, di parlare e d.i comportarsi nella vita dì tutti giorni si
mescolava con i loro sogni.
Dopo la morte dì Mathers nel. 1 9 l 8 Crow!ey ne tessé le lodi, sia pure con
riluttanza. Tuttavia, egli rappresentava per Crowley il prototipo deJ mago e molte

9. Aveva l'ufficio di coroner, il mugisrraio che svolge l.e inchieste stùle morti aecidcntaJi e
sospette (NdC).

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34 LA GIOVENTÙ: SULI..A VIA DE.LLA GRANDEZZA

delle attività di quest'ultimo, nonostante la loro apparente origj11alità, non :ftJro­


no che imitazioni dell'inventiva dell'al tro .

Affascinato dal movimento celtico, il capo della Oolden Dawn assunse il


nome d.i MacGregor Mathers, conte di Gleostrae, discendente della nobile fami­
glia dei MacGregor, così come più tardi Crowley s.i sarebbe ribattezzat.o Laird di
Boleskine e Abertaff, per l.a sola ra.gione che su.Ue rive del Loch Ness aveva una
casa a un piano chiamata proprio cosl. In segtù.to Mathers mescolò i nomi auten­
tici e quell i inventati diventando MatbetS MacGregor e, quando andò a vivere a
Parigi, si fece chiamare Cbevalier MacGregor. La sera indossava il caratteristico
costume degli RighJander scozzesi e ballava la danza delle spade con wl coltel­
lo (skean-dhu) infilato ìn una calza, un' impre,� not.evole per il figlio eli un coro­
tnesso i.nglese che non ave� mai messo piede in Scozia fino alla primavera del
1897, quando era andato a ispezionare il Tempio di Ammone 'Ra della GoJden
Dawn a Edimburgo, buscandosi un raffreddore.
Quegli atteggiamenti suscitavano il sarcasmo di Crowley il quale, per amore
deiJa verià,t definì Mathers "un tizio dell'Hampshire di. nome Matbers che soste­
neva assurdamente di essere MacGregor di Glenstrae".
È un vero peccato che nessuno abbia scritto la biografia di Mathers. che ebbe
una vita piena di magia e follia . "Fu soprattutto attraverso lui", scrisse Yeat:s, "che
iutrapresi certi studi e certe esperienze che dovevano convincermi del fatto che le
immagini preseuti agli occhi della men[e provengono da una fonte ben più. profon­
da della memoria conscia o inconscia". ltheU Colquhoun, artista e studiosa di
occultismo moderno, ha compiuto un coraggioso tentativo eli raccontare la vita di
Ma:thers c-on la sua opera Sword oj WISdmn: MacGregor Mathers and 'The Golden
Down ', 1975; tuttavia non è poss.ibile scrivere una biografia daJ onlla, e il suo
.

ritratto dell'uomo, a causa della m!mcanza del genere di materiale che Crowley,
ad esempio, fonù in abbondanza su se stesso, è vago e privo di sostanza.
Yeats scrisse anche che considerava Mathers in parte folle e in p-arte canaglia.
Nonostante il titolo altisonante, i membri del Secondo Ordine celebravano le
Cerimonie dell'Ordine .Esterno riunendosi iu modesti l ocali, come il numero 26
dì Oaldey Square, vicino alla stazione di Euston ( 1 894-96). iJ numero 36 di
Blythe Road ad Hammers.mith (!896-1901) e la Mark Mason's Hall a Great
Queen Street, nella zona centrale di Londra. La tassa eli iscrizione aiJ'Ordine
Esterno era di l O scellini l'anno. Crowley par!ò del suo primo incontro con i col­
leghi di magia, tra i quali figuravano l'attrice Florence Farr e il romanziere
Arthur Machen, come di un evento traumatizzante itl mezzo a persone assol.uta­
mente mediocri. Tuttavia entrò nell'Ordine e il 18 novembre 1898 pronunciò
tutti i voti e assunse tutti gli obblighi.
Aspettava nell'atrio sorto la sorveglianza di una sentinella, mentre il gerofan­
te, davanti aJJ'altare tra le colo.one, si rivolgeva ai dirigenti e agli altri membri
riuniti. Crowley indossava una strana veste di foggia femminile; portava su1 capo
un cappuccio che gli impediva di vedere (perché la l\l:ce del mondo nanrrale non
è che tenebra in confronto allo splendore della Luce Divina) ed era legato da rm
trìplice cordigl io, simbolo dei vincoli detla natura che lo imprigionavano. Una
voce gridò dall'intemo della Sala dei Neofiti: "FlgHo deUa Terra! Sorgi ed entra
neUa Via delle Tenebre!".
Un'altra voce si levò e gli negò l accesso: 'Figlio della Terra, non purificato
' '

e non consacrato! Tu non puoi entrare nella nostra Sacra Sede!".

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PEROURABO B l-A OOWEN DAWN 35

Crowley fu quindi purificato con l'acqua e con il fuoco.


Il gerofante parlò di nuovo, come un dio aJ cospetto di un'assemblea di dèi.
"Figlio della Terra, donde vieni per clùedere l'ammissione a questo Ordine?".
Una voce rispose per lui "La mia anjma vaga nelle Tenebre, cercando la luce
della Conoscenza Occulta, e io credo che tale luce possa �sere ottenuta in que�
sto Ord.me . ••

"Sei disposlO.., chiese il gerofante, "aJla presenz.a di questa assemblea, a promet­


tere solennemente di mantenere ioviolad i segreti e i misteri del oosu-o OrdineT'.
"Sì", rispose Crowley.
Gli fu ordinato di inginocchiarsi e di posare la mano destra su un triangolo
bianco, un gesto cbe simboleggiava la sua profonda aspirazione al conseguimen­
to dell'Anima Supe.riore. Chinò la testa e vem1e toccato una volta con ln scettro.
Poi, insieme al gerofante, ripeté i suoi impegni: serbare iJ segreto suO'Ordioe,
mantenere con j suoi membri rapporti cot1esi e amichevoli e continuare con zelo
lo studio delle scienze occuJte.
Il castigo per la violazione di questo giuramento era severo; unr1 corrente osti­
le sarebbe stata scatenata contro di lui ed egli sarebbe finito ucciso o paralizzato
"come colpilo da una folgore! U Signore dell'Universo e la mia Anima Superiore
. . .
nu amtinot'' .
.

"Figlio delle Tenebre !", gridò il gerofante, concludendo la cerimonia. "Per


molto tempo hai dimorato nell'oscurità. Lascia la notte e cerca il giomof".
A questo punto i l cappuccio velltle lolto dalla testa di Aleister Crowley, che
si alzò esultante, mentre la luce della comprensione cominciava già a risplende­
re nei suoi occhi; adesso il suo nome magico (o il suo motto) era Perdurabo:
''Persevererò fino alla fme"'0•
Così nacque, nel Tempio di Iside�Urania di Great Queeo Street, Prater
P'erdurabo, un Neofita 0° = 00 dell'Ordine ermetico della Golden Dawo.
l gradi dell' Ordine venivano identificati con le dieci Sephiroùt (ruote o sfere)
dell'Albero cabalistico della Vita, simbolo dell'universo. A giudicare dalla rapi­
da ascesa dì Crowley, i primi livelli erano relativamente facili; quelli successivi,
d..'l Pbilosophus 4° = 7° in poi erano estremamente difftdli. Pochissimi raggiun­
gevano il grado di Philosophus che poneva l'aspirant.e sulla soglia della
Conoscen7.A dell'Angelo Guardiano e della Conversa7..ione con Lui. I livelli supe­
riori erano ancora più difficili perché, a partire da quello di Adeprus lvlinor, com­
pattavano una devozione completa al proprio Angelo Guardiano. In quanto agli
ultimi tre gradi, Maestro del Tempio, Mago e Ipsjssimus ('•se stesso aJrenoesi­
ma potenza.,) potevano essere raggiunti, nel sistema della Golden Dawn, solo da
anim.e deU'ordìne piO elevato, equivalenti dei Mahatma. Lo stesso Mathe.rs non
era mai andato oltre il grado di Adeptus Exemptus 7° = 4°.
Nel dicembre 1898 Crowley raggiunse il grado di Zelator e, nei due mesi suc­
cessivi, quelli di Theoricus e di Prncticus. L' Ordine esigeva un intervallo di tre
mesi. prim.a che i suoi. membri potessero passare al grado succes.sivo, perciò
Crowfey diventò Philosopbus soltanto uel mese di maggio. Senza dubbio se la
cavò meglio nella Golden Dawn cti quanto avesse fatto a.l Trìnity Ce>Uege dove,
dopo tre anni di studi, non era riuscito a conseguire la laurea.

10. Iltermine ba per la verità anche un significato osceno, "resterò duro", perfetmm.ente in IJnea
con il Cllfa[ttre di Crowley (NdC).

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36 LA GIOVENTù: SULLA VIA D'ELLA GRANDEZZA

Nella Bibliothèque de l' Arsenal dì Parigi11 Mathers aveva scoperto un mano­


scritto intitolato The Book oftlre Sacred Magie ofAbra.Merlin the Mage, "dettato
da Abraham l'Ebreo a suo figlio Lamecb, A.D. 1458"1�. D. traltato, . affermò
Mathers, era stato serino originariamente i.n ebrclico; la versione n.ella Bibtiothèque
de Arsenal era in francese antico ed egli cominciò a tradurla i n inglese. Abra...
Melin non spiega un mistero con un aJtro ma insegna una sorta di metodo per
autodidatti, offrendo una guida pratica a chi desideri ìmpon:e la propria volontà
alla natura.
L'opera è tuttavia pseudoepigrafe, ovvero attribuita a un nome falso, e il suo
autore noo fu un ebreo ma un cristiano. Secondo Carl Gustav Jung, "nel X VDI
secolo venne pubblicato Uraltes Chymfsches Werck, un trattato che si affermava
fosse serino da un ebreo, Abraham Eleazar, in cui si faceva largo uso deUa ter­
minologia ebntica; alcuni sostenevano che fosse il misterioso Ridenbuch d.i
Abraham l'Ebreo, dal quale Ni<:bolas Flamel (1330-1417), a quanto pare, aveva
appreso l'arte di fabbricare l'oro". L'estratto del libro dì Eleazar citato da Jung
nel suo Mysterium Coniunctioni s rivela che si tratta dj uo'opera alchemica seria,
probabiltnente estranea agli interessi di Crowley, che non era un vero studioso.
Secondo Math.ers-Crowley e la visione popolare, in magia ci. sono sempre
state due scuole: una che invoca le forze del bene, l'altra le forze del male, ovve­
ro la magia bianca e la magi.a nera. Ora. Abra-Melio insegna che le forze del bene
o angeliche sono più potenti delle forze maligne o sataniche, e che queste ultime.
a causa della loro pwùzione, devono servire le prime. Tutti gli effetti materiali,
tutt:ì i fenomeni sono il risu1t"dlo delle azioni degli spiriti maligni che lavorano
agli ordini degli spiriti buoni. Può anche accadere il contrario, perché a volte gti
lo-piriti maligni riescono a sottrarsi al controllo e si vendicano facendo mtto iJ
male possibile. Queste forze sataniche concludono patti con gU uomini e Li ten­
gono in pugno, come fece Mefistofele con il dottor Faust, perché l'uomo è a .melà
strada fra gli an.geli e i diavoli ed è vegliato da un Angelo Guardiano e da un
Demone Maligno. Pertanto, citi pratica la magia deve condurre una vita rigoro­
sru.nente pura e, per mezzo della preghiera e della conr.emplazione io un luogo
adatto (w1 "orarorio"), può evocare .i1 proprio Aogelo Guardiano che gli insegne­
rà come usare nel modo giusto le Potenze delle Tenebre. D'altra parte, se egH
non riesce a vincere Je tentazioni, diventerà preda del Demone Maligno e la sua
carriera sat'à costituita da una serie di sventure che alla sua morte si concluderan­
no con l'immediata discesa all'inferno.
NelLa magia di Abra-Melin o.on c'è un riruale abituale ma elenchi di angeli e
di diavoLi da evocare e di talismani da consacrare per vari scopi, come riportare
in vit.a i morti, volare nell'aria, generare o placare tempeste, ottenere oro o accen­
dere iJ desiderio rra persone scelte dal mago. La difficoltà consiste nel fatto che
non è possibile fare nuUa fmo a quando, dopo sei mesi di intensa preparazione,
non appare .l'Angelo Guardiano "nella sua incomparabile bellezza" per indicare
nll'aspirante quale metodo deve seguire per realizzare questo o quello scopo.
Abra-Melin avvene l'aspirante che, comincìando a evocare il suo Angelo

I l. Oggi fusa nella Bibliothèque Nationale, cons�rv:w•.1 u.na celebre raccolta dJ te:rn dJ mngia,
molti dei qullli costimiti da antichi manoscritti messi insieme dal genti1uomo Aotoine-Ren.é dc
Voyer d'Argcnson, marchese di Paulmy, uomo d'armi e occuJtisr:a diJeunnte (NdC).
1 2.. Tradotlò In italiano com.e Libro della magia .sacra di Abra-Me/in iJ MagQ, in Mggia della
cabala, cii. (NdC).

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PERDURABO E LA GOLDEN DAWN 37

Guardiano, incontrerà una strenua opposizione dà parte dei suoi stessi familiari.
Dovrà quindi evitare la loro compagnia e ritirarsi in un luogo sol.itario. Crowley,
orm.ai considerato un reieu.o dalla madre, dallo zio e daUe zie, fu ben cont.ento di
andarsene di casa. Prese un appartamento in Chancery Lane neUa Cicy, dichia­
rando, per non farsi riconoscere, di essere il conte VJadimir Svareff. Pubblicò
una raccolta dì poesie intitolata Jezebel firmandosi con il nuovo nome che, djsse,
aveva assunto per conoscere meglio l'umanjtà, Dopo aver notato che i con:uner­
cianti di Cambridge si mostravano servili nei confronti dei membri dell'univer­
sità, voleva scoprire ora oome si sarebbero comportati nei riguardi di un arisro­
cranco russo.
Arredò due stanze dell'appartamento a guisa di templi. uno per i riti di magia
bianca, l'aliTo per quem di magia nera. Alle pareti del tempio bianco erano appe­
si sei grandi specchi per riverberare la foa.a delle invocazioni. n tempio nero era
vuoto, a parte tm altare sostenuto dalla figura d'ebano di un negro in piedi sulle
mani e uno scheletro uma:uo che Frater Perdurabo, nel tentativo eli richiamarlo in
vita, alimentava con sangue, uccellini e brodo di caroe. S\ll pavimenr.o di entram­
bi ì ternpli erano tracciati il cerchio magico e il pemagramma.
Durante una deUe cerimonie nel Tempio di lside-Urania delLa Golden Dawn
in Gre'dt Queen Street, Crowley percepì la presenza di una tremenda forza magi­
ca che proveniva da un giovane da.gb occhi luminosi e dai folti e disordinati
capelli neri. Era Frater lebi Aour, alias Allan Bennett La fama dì Iehi Aour (''Sia
fatta la Luce"), che aveva tre anni più di Crowley, era immensa: veniva conside­
rato secondo soltanto a Mathers.
Dopo la cerimonia. mentre si cambiavano in un'altra stanza, Iehj Aour si
avvicinò a Perdurabo, lo :fissò con uno sguardo penetrante e di.sse in tono quasi
nùnaccioso: "Piccolo FmreUo, tu stai trafficando con la goezia!"ll.
Perdurabo negò di essersi occupato dj goezia, un termine che indica le opera·
zioni di magia cui partecipano forLe maligne o non illuminate.
"[n tal caso", rispose fehi Aour, "è la goezia cbe si è interessata a te''.
Crowley non fece commenti a questa accusa, anzi si sentì propenso ad accet­
tarla. Evidentemente Jehj Aour aveva notato sul volto dl Perdurabo o nella sua
aura la presenza di qualcosa dl maligno.
D giorno successivo Crowley andò alla ricerca d.i Allan Bennett e lo trovò in
una catapecchia a sud del Tamigi, che divideva con un altro Frater dell'Ordine.
Crowley rimase sbalordito nei vedere che l'Onoratlssimo Frater lebi Aour vive­
va nella miseria e lo invitò a dividere con lui ìJ suo appart.'lJllento in Chancery
Lane; Iebi Aour accettò, a condizione d.i diventare il gum di Crowley e di inse­
gnargli tutto ciò che sapeva.
La ricerca di Crowley era tenninata: aveva trovato finalmente i l Maestro dj
etti aveva bisogno. Ben.oett si trasferì in Cha.ncery Lane e ben presto i due aspi­
ranti alla luce cominciarono a compiere le cerimonie magiche del loro Ordine,
evocando e bandendo spiriti, consacrando talismani e cosi via. n santo guru, pur­
troppo, soffriva d'asma e ne alleviava le sofferenze con l'oppio, la morfina e la
c()(..-aioa, passando da una droga alt'a.ltra dopo periodi di un mese circa. "L'ho
visto rimanere a letto per una settimana, riacquistando conoscenza solo quel

13. 11 titolo deHa prima parte del Lemegcton di Salomone, in cui sì insegna a evocare i 72 prin­
cipali Spiriti clelle Tenebre. è Goezta. Cfr. Jorg Sabellicus, Magi
a pratica. cit

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38 lA OlOVENTÙ: SULLA VJA ORI.LA ORANDE:z2�

tanto necessario per prendere la bottiglia (del clorofonnio) e la spugna", raccon­


tò Crowley, che avrebbe a sua volta sofferto di disturbi quasi altrettanto gravi. E
Frater Iel1i Aour, che aveva studiato cbimica. parlò a Frater Perdurabo di un•an­
tica tradizione riguardante una droga, il cui uso "aprirà le porte del Mondo oltre
i l Velo della Materia".
Deciso a trovare questa droga, Crowley cominciò a fare esperimenti su se
stesso e su altri con oppio, cocaina e hashish: non aveva difficoltà a procumrse­
l i perché la legge antidroga sarebbe stata approvata soltanto nel 1921.
Non temeva di cadere neU'assuefazione perché respingeva la teoria del "fasci­
no irresistibile"; la rettitudine morale. affermava, era la sua salvaguardia. Ma la
rettitudine morale non era una difesa suftìcieote contro gJj incidenti magici nel
suo appart:.'\Jneuto, dove lottavano tra loro fo.cze benigne e roaljgne. Una sera. tor­
nando a casa dopo aver cenato in compagnia di Frater Volo Nascere (George
Cecil Jooes), trovò sulle scale un enorme e misterioso gatto nero: il tempio era
stato violato, l'altare rovesciato e i mobili scaraventati in tt1tte le direzioni.
''Poi cominciò il bello. Per tutta la sera i demoni girarono in Loodo neUa grM­
de biblioteca in una processione intenuioabile; ne riconoscemmo 316 e li regi­
strammo in un quaderno, elencandoli coo il nome e la descrizione. Fu l ' esperien­
za più terribile e angosciosa che avessi mai vissuto".

Crowley detlnisce la propria vita sessuale di quel periodo "possente e appassio­


nata". e tale rimase fino alla mezza età, quando l'impulso sessuale scemò a causa
dell'uso di droghe.
Aveva perduro la verginiu.'ì a quindici anni, a quanto pare con uuu ragazza
conosciuta a Torquay; l'episodio è de.scritto ìn modo piuttosto vago neUe
Confessions. Grazie a queUa ragazza ''l'ossessione del peccato cadde dalle mie
spalle nei mare dell'oblio". Altrove scrisse di aver compiuto i l suo primo atto di
fornicazione con una mgazza di campagna, aH'aperto. Qualche tempo dopo, una
domenica mattina, mentre i suoi familiari erano riuniti per la lettura della Bibbia,
s.i accoppiò con una cameriera sul letto di sua madre e poi accusò la donna di
essere spinta d..'li motivi più abbietti e di aver cercato dj corromperlo. La ragazza
perse subito i l poslo.
Già prima dei vent'aoni era deciso a provare di tutto io fatto di e.')perienze ses­
suali, un'ambizione che, come dimostra la sua vita, realizzò pie.nam.ente; ma ben­
ché facesse del coito un atto di adorazione o di magia, una "affermazione magi­
ca", come la chiamava talvolta, le sue fornicazioni sono più curiose di quelle, ad
esempio, dello stesso Casanova. Il suo bisogno di x·apporti sessuali, mentre si tro­
vava aU'wtiversità, era ··un impulso cieco e orribile aUa ricerca di sollievo", e
non passavano mai quarantotto o.re senza che lo sfogasse.
Aveva una bassa opùtione delle donne. Diceva che andavano trattate come il
latte, che viene consegnato alla porta di servizio. Forse proprio per questa ragio­
ne f11 molto laconico nel. parlare della sua amante di questo periodo, "una sedu­
cente sirena i l cui marito era colonnello in lndia...
"A poco a poco superai la mia passione per lei e ci lascianuno. Lei mi scrisse
spesso e cercò di farmi recedere dalla mia decisione, ma io rimasi irremovibile".
Probabilmente non l'avrebbe neppure ricordata se uon fosse stato per questo
episodio: Allan Bennett voleva andare in Oriente per studiare mcgljo jj buddhismo
e per respirare l'aria di un cLima piiì mite. Crowley avrebbe potuto benissìnm

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PliRDURADO B l.A GOI.OE-'4 DAWN 39

pag<1rglì il viaggjo fino a. Ceylon. ma non lo fece perché, disse, quel gesto avreb­
be di.strutto la Ube.rtà dei loro rapporti. Evocò invece il possente spirito Buer1' "che
guarisce tutle le a:ffliz:ioni dell'uomo e governa clnqua11ta Legioni di Spiriti.., chie­
dendogli di pagare il biglietto di Bennett.
n giomo successivo Aleister ricevette una Jenera dalla seducente sirena,
ormai non più tale, che lo implorava di farle visita al. suo albergo. ''Non ricordo
come mi venne i n mente di fare ciò che feci, ma andai a trovarla. ElLa mi suppli­
cò di. tornare con lei. offrendosi di fare tntlo ciò che volevo".
"Con il tuo egoismo ti stai rovinando l'esistenza'', le disse Aleister. ''Ti offri­
rò l'occasione di compiere un gesto assolutamente altntistico. Dammi 100 ster­
line. Non ti dirò per chi sono, ti dirò solo che non sono per me. Ho ragioni per­
sonali per non usare il n:tio denaro in questa faccenda".
Le
. ragioni personali consistevano nel fatto che non aveva tutr.o iJ denaro che
affermava di avere e non era comunque sua abitudine regalare soldj, neppure a
un Frater dell'Ordine. Al contrario voleva che fossero i suoi amici, e soprattutto
le donne, a dare denaro a hti.
"CosJ, aveva ragione Buer.., commentò alle:grameute Crowley, dopo che la
moglie del c.olonnello gli ebbe dato la s.o.mroa richiesta. Più di vent'anni più tardi,
quando il nome di Crowley era diventato famoso nel mondo, questo episodio
venne pubblicato sul Sunday Express. "Fu segnalato alla polizia nel 1 900 quan­
do rubò 200 sterline a una vedova con la quale viveva; turravia, la donna rifiutò
di denunciarlo". Per lo meno l'anno corrisponde perché fu nel 1900 che AlJan
Bennett partì per CeyJon e Crowley per la Scozia, portando cou sé i grandi spec­
chi del suo tempio.

14. Uua delle entìttì comprese nei 72 Spiri1i dclln goe't:ia. Fra gli altri suoi IX>reri. insegna logieu,
fllosofi.a e spngtrica. Cfr. Jorg Sabellieos. M.agla pràtica, vol. l, eh. (NdC).

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Capitolo 4

Yeats e Crowtey

Se volete compiere l 'operazione di evocare il vostro Angelo Guardiano, dice il


mago Abra-Melin, dovete innanzitutto costruire un oratorio in un luogo isolato.
Questo oratorio, o tempio, deve avere una porta che si apre a nord, s11 uno spiaz­
zo coperto da finissima sabbia di .fiume. In fondo allo spiazzo deve esserci una
loggia, dove gli spiriti. maligni (che è possibile avvicinare senza pericolo solo
dopo l'evocazione dell'Angelo Guardiano) possano radunarsi: a loro, infatti,
l' ingresso neJJ.'oratorio è proibito. Questa loggia deve avere finestre da ognj lato
perché sia più faci.l.e scorgere i demoni che stanno dentro. La credenza cristiana
nell'Angelo Custode risale aU'in1peratore romano Marco Auretio, i l quale era
convinto cbe Dio fornisse ad ogni uomo un particolare demone o spirito tutelare
come guida. Ma l'entità di Abra-Melin era dì natura diversa.
Dove avrebbe dovuto costruire il suo oratorio Frater Perdurabo? Oirò per la
regione dei. laghi e la Scozia i.n cerca di un luogo adatto e finalmente scelse una
casa abbastanza grande, ma a un solo piano, chiamata Boleskine, nei press:i del
villaggio di Foyers. Davanti ad essa si stendeva i l Loch Ness, alle sue spalle sor­
geva una collina: era tm .J.uogo ideale per praticare la magia di Abra-Melin. Frater
Perdu.rabo allestì i l suo oratorio in una delle stan_ze affacciate a nord e usò la satr
bia del. lago per prep.a:mre lo spiazzo secondo le istruzioni. L'epoca adatta per
dare inizio aiJ' operazione era la Pasqua; perciò nel frattempo se ne andò a pesca­
re salmoni, a fare l ' amore e a terrorizzare gli abitanti e le pecore della zona con
i suoi tre compagni, tre cani enormi;. un danese, ltn alsaziano (o un pastore tede­
sco) e utl buUdog.
Secondo la vecclùa usanza scozzese di clùamare "Laird'' il proprietario di un
terreno, si faceva chiamare Laird di BoJeskine, e qualche vol.ta Lakd di
Boleskine e Abertarff, tto appellativo che gli sembrava ph) adatto di "M1· Aleister
Crowley" per un uomo che possedeva tma casa e due ettari di terra in queUa zona
selvaggia della Scozia. Ma Crowiey interpretava la parola "Laird" non tanto
come "proprietario", quanto come "Lord"; e questo fu i l suo titolo quando lasciò
la sua residenza scozzese per scendere nella terra dei Sassenach, oltre il confine.
Aveva fatto imprimere una corona sulla sua carta da lettere, con sotto una B (per
Boleskine) dorata, e sn altri fogli alcuni tra gli stemmi più famosi. con l'aggiun­
at di ml aforisma i n sanscri.to.
Evocare i demoni dj Abra-Melin oon è tma faccenda semplice. Crowley ci
riuscì (''La loggia e lo spiazzo", scrisse, "si popolarono beo presto dj forme indi­
stinte''), ma non fu i n grado dì controllarli. Oriens, Paimon. Ariton, Ama.imon e
i loro l l l servitori fuggiro.no dalla loggia, entrarono in casa e misero Lutto a soq­
quadro: il suo cocchjere, che era sempre stato astemio, cadde in preda al delirium
tremenr, una chiaroveggente, che Crowley aveva condotto lì da Londra, w.1a
volta tornata a casa iniziò a prostituirsi; la sua governante, "incapace di soppor­
tare la stranezza di quel luogo", se ne andò; uno degli uo.minj che lavoravano
oeJJa teouta fu colto da un raptus di pazzia e cercò dì uccidere il Laird di

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42 LA GIOVENTÙ: SUllA VIA DEllA GRANDE7J..A

Boleskine. Perfino il macellaio del villaggio ci andò di mezzo, solo perché


Crowley aveva scarabocchiato distrattamente, su uno dei suoi conti, i nonù di.
due demoni. Eierion e Mabakiel, che significano rispettivamente "risata" e
''lamento". Insieme, queste due parole significano "dolore inatteso che scende
improvvisamente sulla felicità". Ed è vero, purtroppo, perché il macell.aio, men­
tre tagliava Wl pezzo di came per un client:e, si recise a:ocidentalmente l'arteria
femorale e morì dopo pochi minuti.
l1 piano astrale' fu un territorio particolarrnente esplorato da Crowley, .il quale
ha lasciato una descrizione di alcune delle ascese che effettuava proiettando
all'esterno la propria immagine e trasferendovi la sua ·COscienza. Quindi, invo­
cando le forze appropriate. faceva salire verso l'alto questa immagine di se stes­
so. A tale scopo, qualche volta usava un cristallo. Vide Cristo con la Samaritana,
poi se stesso crocifisso; si trovò circondato dalla Luce Divina, con una corona cti
dodici steUe sul capo� la terra si aprì perché potesse penetrarvi fino al centro,
dove scalò la vetta di una montagna altissima. Molti draghi gii si avventarono
contro quando sì avvicinò al Santuario Segreto, ma egli Li sconfisse tutti con uoa
sola parola.
Questa era una visione alchemica del suo successo oel compimento delia Gran·
de Opem.
Crow1ey comprese di essere nato con tutti j requisiti necessari per essere un
grande mago. Non so.rprende il fano che avesse raggiunto così rapidamente i
gradi d.i Practicus e Philosophus.

Nel 1890 MacGregor Mat.hers s i guadagnava da v ivere come curatore


deU'Horniman Museum a Forest Bill. Nel 1891 venne licenziato dopo aver litiga·
t.o con Frederick J. Horniman, ma la figlia di quest'ultimo, Annie (Tabby per gli
amici), che era sata
t compagna di scuola della moglie di Mathers, Moina Bergson
(sorella del filosofo Heuri Bergson), gJi assegnò 443 sterline l'anno, e grazie a
questa somma egli andò a vivere a Parigi, al numero 1 2 1 di Boulevard St Micbel.
Durante l'autunno del 1896 comh1ciò a lavorare sul manoscritto di Abra�
Melin neUa Bibtiothèque de l' Arsenal; in quell'epoca abitavn al numero 87 di rue
Mozart, neU'elegcante sobborgo di Auteuil.
Nel corso dei suoi studi suUa re.Ug.ione egiziana aveva scoperto alcune verità
dimenticate da molto tempo; poi, una notte, la dea lside gli apparve e g.li ordinò
di proclamare la sua divinità.
Mathers tras.fonnò la st:anza più grande deU'appartamento di me Mozarl in un
tempio egizio e dal 1898 cominciò a celebrare Messe Egi.zie per divertire e istruì�
re i suoi amici e seguaci. In occasione di questi riti si presentava con UJ'la lunga
veste bianca; alla vita portava una cìntu.ra di metallo cbe recava inci.si .i segni
deUo zodiaco; ai polsi e alle caviglie aveva bracciali sacri e sulle spalle una pelle
di leopardo, le cui macchie rappresentavano le stelle. Sua moglie Moina era
vestita con una IWlga veste eli chiffon bianco e i suoi capelli sciolti simboleggia­
vano la luc� che illumina tutto l'universo. Sulla testa portava un cono (probabil­
menle di carta) e un fiore dj loto.

l . Per gli occultisti è una zona superiore deli'B sere nella quale agiscono liberamente le forze
magiche e a cui si può accedere solo in uno stato di coscienza particolare. Una tecnica per viaggia­
re sul piano astrale è insegnata in Jorg Sabcllicus, Jni riarione all'afra magia. Rituale esoteriC()­
magico, Edizioni Mediterranee, Roma, 1.977 (NdC).

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YP..ATS B CROwt.I!Y 43

"11 loto nasce daJle acque fangose del Nilo'', diceva Mathers. "U cono è la
fiamma della vita. fl significato dell'abito della sacerdotessa è proprio que.-sto:
la vita deUa materia viene purificata e governata daJJo spirito divino delJa vita
superiore".
Gli adoratori di lside affollavano iJ tempio al numero 87 dj rue Mozart.
Jules Boìs, un noto g:iomatista, rimase talmente impressionato dai rit:i di
Mathers che gli suggerì di svolgerJj in pubblico. A Mathers non mancava certo
l'ambizione, ma quei riti erano di carattere privato, al ptmto che un altro gior­
nalista, André Gaucher, aveva potuto assistervi solo dopo essere sr.ato condot­
to in carrozza, bendato, aJ tempio. Dopo una lotta interiore Mathers acconsen­
tì a presentare i suoi riti al Théfitre Bodinière (diretto da M. Bodiruer), al
numero 1 8 di rue Saint-Lazare; in preceden.za, i1 locale si era chiamato Théàtre
d' AppUcation e vi si davano spettacoli di ombre cjnesi. AL centro del palcosce­
nico si ergeva un'enorme statua di lsìde in gesso colorato, fiancheggiata dalle
figure di altre divinità egizie. Davanti a queste c'era un altare sul quale era
posta una lampada tibetana di pietra verde in cui ardeva una fiamma perpetua.
Il gerofante Rmueses {Mathers) usc.ì dall'ombra. Con una mano impugnava un
sistro o sonaglio coo cui ruppe il silenzio, con l'altra un tralcio di loto. Si avvi­
cio.ò all'altare e, con voce potente, recitò alcune preghiere tratte daU'egiziano
Book of the Dead (Libro dei mortW Qu1ndi, la Somma Sacerdotessa Anari
(Moina Mathers) fece la sua comparsa. Con voce appassionata e penetrante
invocò la dea lside. Quando ebbe finito, w1a giovane signora parigina esegul la
danza dei quattro elementi. La rappresentazione durò circa due ore e fu definita
"estremamente artistica" da André Gaucher che ne fece un resoconto su L 'Echo
du Merveilleux..
Mathers era riservato e incline al sospetto e a volte pensava che i suoi C'Olle�
ghi cotnplotmssero contro dì lui. Secondo Crowley, era eccessivamente devoto a
Marte. D suo comportameJltO autocratico ed enfatico fa pensare alla paranoia.
Dal 1897 Mathers nominò sua rappresentante a Londra la signora Ernery; si
trattava di una posizi-one di grande responsabilità e che richiedeva molto tatto.
Benché a Parigi vi fosse u.n Tempio dell'Ordine, la maggior parte dei Fratres risie�
deva iD [nghilterra, ed è probabile che Mathers ricevesse da loro un modesto
sostegno finanziario. Quel denaro gli occorreva perché .nel 1 896 Tabby
Horniman, m seguito a un litigio, aveva smesso di corrispondergli ta somma con­
cordata ed era stata espuJsa dall'Ordine. La signora Emery era l'istruttrice del
rituale nell'Ordine e, dal m.omento che era anche Florence Farr, una famosa attri­
ce di teatro, poteva svolgere questo ruofo alla perfezione. Tuttavia, non riuscì
altrettanto bene in. quello di rappresentante di Mathers e nel 1900 l'attrito tra loro
era diventato così forte che fu costretta a presentare le dimissioni. lnoJtre, onnaì
stanca dell' .intera faccenda, propose di chiudere il Tempio di lside-Urania, i cui
membri avevano al massimo il grado di Philosopbus 4° = 7°. "Rifiuto categoric3-
mente di chiudere il Tempio di. lside-Urrutìa", rispose Mathers, soprattutto perché,
se lo avesse fatto, avrebbe interrotto l'afflusso dei candidati al Secondo Ordine.
lJ Secondo Ordine deUa Grande Fratellanza Bianca era l'Ordine della Rosa
Rossa e deUa Croce d'Oro, LUI Ordine rosicrudano per adepti avanzati . Era stato

2. Rituale che serviva da viatico per i defunti al fine dl guidarne il viaggio dell'anima oell'al­
dilà egizio., di cui sono descritte le regioni. fl libro dei morti degli antichi egizi, Ed:ìrioni
Medjrermm:e., Roma, 1986 (NdC).

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44 LA GIOVENTÙ: SULLA VIA DELLI\ GRANDEZZA

fondato da Mathesr nel l 892, quando aveva enunciato un rituale di 5° = 6°, affer­
mando di averlo ri.cevuto dai Capi Segreti.
Proprio mentre divampava questa disputa, Crowley tomò da Boleskine e
fece domanda per un ulteriore avanzamento uell'Ordlne. La sua richiesta era
perfettan:tente legittima, ma con sua grande sorpresa il CanceUarius del Secondo
Ordine (poiché era appunto a questo che Crowley mirava) rifiutò di ammetter­
lo. lndignar,a, Crowley partl per Parigi il J 3 gennaio 1900 per cercare di ottene­
re l'iniziazione direttamente da Mathers, che aveva conosciuto nel maggio del­
l'anno precedente e che in seguito avrebbe descritto in questi te.:rmiuì: "Un
Mago dai poteri indiscutibilmente straordinari. Era nno studjoso e un gentiluo­
mo. Aveva quell'abitudine all'autorità che ispira fiducia perché non dubita mai
di se stes.<�a. Un uomo come l.ui non può essere giudicato secondo i codici e i
canoni convenzionali"1. n Laìrd di BoJesldne e Abertarff, abbigl.iaro con il
costume tradizionale degli Righlander scozzesi, e U conte dj G.lenstrae (nessu­
no dei. due aveva u:na goccia di sangue scozzese nelle vene) si trovarono di
nuovo l'uno di fronte all'altro. Per devozione verso iJ suo capo, Crowley si offrl
di mettere tutti i suoi averi a disposizione di Mathers. È difficile stabilire chi dei
due ingannasse di più r aJt:ro. Dopo aver fatto promwciare a Prater Perdurabo i
solenni giuramenti di obbedienza e segretezza, Fra.ter Deo Duce Comite Ferro4
(era questo il nome magico di Mathers) Jo iniziò aJ 5° = f? grado. Crowtey
annotò trionfante l'avvenimento: "'Ammesso alla Gloria di Tipheret (1a sesta
Seplùiah delr Albero della Vita)"; vale a dìre, aveva superato il grado del
Portale o Probatorio ed era entrato nel Secondo Ordine, diventando a rutti gU
effetti un Adepms Minor. Appena tornato a Londra, si precipitò nella sede del
Secondo Ordine, a1 numero 36 di Blythe Road, ad H.ammersmith, per chiedere
a una certa Miss Cracknell, la segretaria dell'Ordine che dispensava i documen­
ti, i rituaJi conformi al suo nuovo grado. Ma qui lo a.wettava un'altra delusione.
Con la scusa che a Londra non potevano accettare un'iniziazione compiuta da
Mathers, la donna rifiutò di dargli i rituali. Crowley ripartì alla volta di Parigi
per informare Matbers. "All'inizio del 1900 chiesi al Secondo Ordine di Londra
i documenti ai quali mi dava diritto La mja i:uiziazione parigina. Me li rifiutaro­
no, facendomi capire c-he la filiale londioese era in aperta rivolta contro il capo,
benché esitasse a dichiarare le proprie intenzioni'''.
Crowley si sbagliava: la filiale londinese nbn esitava af'fa.tto a dìcfùarare le
prop.r1e intenzioni, e del resto il comportamento dj Mathers era dj quelli che
prima o poi provocano opposizioni. Questi lemeva soprattutto che i suoi
Fratres di Londra invitassero Sapere Aude (Westcott) a rientrare nell'Ordine
e lo mettessero al suo posto. Per ìmpediiio informò la signora Emery, con una
lettera del 1 6 febbraio 1900, che Sapere Aude aveva falsificato tutta la corri­
spondenza con Anna Sprengel ed espresse dubbi addirittura sull'esi.stenza dj
quest'ultima.

Questo mi costringe a parlare cbiaramenle (e, cerchi di capirmi bene, io


posso provare ogni parola che dico e se mi trovassi di fronte a S.A. di.rei la

3. Dalle Confessio"s (NtiA).


4. Significa: ·'Con Dio come guida e la Spada per compagna" (NdC),
5. Dalle Corrfessions (NtiA).

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YEATS E CROWLBY 45

stessa cosa), anche se per amore. deli' Ord.ine e per .il fatto che tutto ciò
costituirebbe un cotpo mortale per la reputazione di S. A., La prego di non
rivelare questa verità all'Ordine, almeno per ora, anche se lei è libera di
mostrare a S.A. questa lettera se, dopo m.arur:t riflessione., lo giudichen ì
opportuno. S.A. non è MAI stato in rapporti pe:l'SQnali o epistolari con i
C."!pi Segreti dell 'Ordine, poiché ha fal si ficato personnJmeute o b.;� fatto
falsificare la pretesa corri�>-poodem.a con loro; per tutti questi anni io ho
avuto Ja lingua legata da un Giur-amento di Segre1ezza che gli bo fatto, su
:.<Ja richiesta, prima che egli rni mostrasse ciò che aveva perpetrato. . .

La signora Ernery informò i suoi coUeghi di grado più elevato e quest.i istituiro­
no una commissione di inchiesta per c-ontrollare la fondatezza dell'accusa che
minacciava di far foro franare la terra sotto i piedi. Quando Mathers seppe della
commissione reagì furiosamente, affennaodo che non avevano il diritto di pren­
dere un'iJ1izi.ativa dì quel genere. "Non riconosco al Secondo Ordine il diritto dj
elegger-e una commissione senza la mia autorità e il mio COIJ..senso . . _ annullo la
commissione e annullo le decisioni approvate durante la ritu.ùone del 24 marzo
1900. . '' Oetlera alla signora Emery del 2 aprile 1900).
.

Nel frattempo Mathers ascoltava e approvava il piano proposto da Crowley


per riportare all'ovile i metnbri recalcitranti dell'Ordine. Frater Perdurabo
doveva fare irruzione nei locali del Secondo Ordine, mettere serrature nuove
alle porte e poi, entro due o tre giorni, convocare davanti a sé tutti i membri.
Avrebbe portato una maschera e gj sarebbe farto accompagnare da uno scriva­
no per trascrivere le risposte alle sue domande. I membri del Secondo Ordine
erano tutti del grado 5° 6°. Per prima cosa. propose dì chiedere !.oro se crede­
""

vano nella verità delle dottrine d.i quel grado. Sl o no. In caso di risposta affer­
mativa avrebbe dtiesto loro se erano convinti che tali dottrine scaturissero
"solo da un.a fonte pura", cioè dai Capi Segreti. Se avessero risposto di no li
avrebbe retrocessi al. ruolo di ··signori dei Sentieri nel Portale nella Cripta degli
Adepti... cosa che avrebbe significato rimanere sulla soglia del Secondo
Ordine. Poi avrebbe chiesto: "Promettete soleMemente di cessare queste inde­
gne dispute sulla direzione dell'Ordine? Io, da parte mia, pos.cw assicurarvi per
°
mia conoscenza diretta che D.D.C.F. [ M athers] è veramente un 7° = 4 "(vale
a dire lrn Adeptus Exemptus, il grado più <Ùto nel Secondo Ordine, un grado
che conferisce l'autorità dj governare gli Ordiru della Rosa Croce e dell'Alba
d'Oro e che solo Mathers aveva).
Poi Crowley suggerì di convincere i roembti n firmare una dichiarazione, con
l.a quale avrebbero confermato solenuemente l.a loro lealtà verso Mathers; se
avessero rifiutato di farJo, li avrebbe ·espulsi dall'Ordine. Anche i membri
dell'Ordine E-s-temo (la Golden Dawn) dovevano essere convocati al suo cospet­
to, interrogati sulle loro convinzioni e iJwitati a firmare una dichiarazione di
fedeltà a Mathers. lnfine, bisognava riconsacrare la Cripta. La Cripta avrebbe
dovuto essere una copia di quella io cu i il leggendario fondatore dell'Ordine deJJa
Rosa Croce e deUa Croce d'Oro, Christian Rosenkreut2., era stato sepolto sul
monte Abieguus nel XV secolo, all'età di 106 ann�. Era una CO..'ltmzione in legno
a pianta ettagonale; ogni Imo aveva uua lunghezza di circa un metro e mezzo per

6. SuJte dottrine e ì testi d.ei Rosacroce si. veda Jean Pierre Bayn:rd, l Rosacroce, 2 voli., .Edizioni
Meditemtnee, Roma, t990 (NdC).

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46 LA OIOVENT'Ù: SULLA VIA DBLLA ORANOEZL'\

un'a]tezz.a di due metri e quaranta Sul soffitto era di-pinto un pollgono a sette lati
che racchiudeva una stella a sette ptmte; aU'intemo di questa era tracciato il trian­
golo del Fuoco, con la punta rivolta verso l'alto, cbe a sua volta conteneva .la
Rosa a veutidue petali. Dappertutto, su questo schema, erano djsposti ì Sentieri e
le Seplùroth {Emanazioni) dell'Albero della Vita e le inflllenze planetarie: l'int.e­
ra figura era in bianco e oro.
Sul pavimento della C..."ripta era djpinto un altro poligono a sette lati. della stes­
sa grandezza che racchiudeva anch'esso una stella a sette punte, entro la quale un
triangolo rovesciato, simbolo dell'acqua, era circondato dal Grande Drago Rosso
dalle Sette Teste. Attorno ad ogni testa del Drago erano inscritti i titoU delle
Sephiroù1 negative delle Qliphoth7, e ìn ogni angolo del triangolo i nomi degli
AogeU Oscuri, Satruiel, Uriel e Thamni.el. Ma aU'intemo di questo triangolo del
male era tracciato il simbolo di redenzione della Croce d'Oro, decorata con la
Rosa Rossa con sette volte sette petali. L'intero disegno era in bianco e nero,
mentre il Drago a Sette Teste era scarlatto.
Ogni parete era dipinta con uno dei sette co.lori deU'arcobaJeno e divisa in
qttaranr.a quadrati, i n ciascuno dei q11ali erano tracciati simboli zodiacaJi, piane·
tnri e alchemici, e lettere ebraiche.
La Cripta di Rosenk:reutz era un.a creazione di Matbers e l'uso che ne faceva
dimostra cbe possedeva un forte senso drammatico, se non umoristico. U cand.i·
dato all'ammissione al Secondo Ordine veniva condotto nel locale dove trovava
un altare. I Secondi e Terzi Adepti si aUontanavano dall'aJtare rivelando ttn sar­
cofago, che procedevano quindi a scoperchiare. All'interno enl adagiato il Olpo
Adepto vestito con i pararoenti solenni, il nemyss o cappuccio egi?.io sul capo;
egli simboleggiava i l corpo incorruttibile di Christiru� Rosenkreutz. Senza aprire
gli occhi. ìl Capo Adepto (a Londra fino al 1897 era stato il dottor West.cott)
declamava: "Sepolti con questa Luce in una morte mistica e risorgenti in una
resurrezione mistica, mondati e purificati per grazia del Nostro Maestro, il Frater
della Croce e della Rosa, come Lui, o Adepti dì tutte le epoche, voi avete opera­
to". Poi veniva spiegato aU'iniziaro i l simbolismo della Tomba
Con iJ titolo dj ioviam {"lenipot:enziario e le lettere di autorizzazione firmate
da Mathers, Crowley partl da Parigi per recarsi a Londra. D suo scopo era quei­
lo di impadronirsi della Cripta di Christian Rosenkreutz. Lunedl 1 6 aprile effet·
tuò una ricognizione prelim.inare al numero 36 <li Blytbe Road di Haromcrsroith
che ospiavat al piano terra i locaJj dell'Ordine, facendo capire al padrone di casa,
un certo Mr Wilkinson, che aveva l'autorità per eotrare. "Visto il padrone di
casa: l'ho convinto", scrisse nel Magical Record (li diario magico). "Vista
Fidelis e presi accordi per la conquista della Cripta. Ingaggiato un buttafuori in
tm pub di Leicester Square".
n giorno successivo Crowley e la sua amante Elaine Simpson (Soror Fidelis
deUa Gofden Oawn) si presentarono al numero 36 di BJythe Road. Elaine ero più
anzjana di Crowley di qualche anno e già nel 1892 era un so = 6°. All'interno tro­
varono la signorina CrnckneU e le dissero di essere venuti a prendere possesso dei

7. Dalla Luce Infinita (Aù.l Sopll) scaturirono di�ci Emana


zioni (le Sephiroth). Durante il pro­
cesso di fonnazione una pane dell'energia. traboccò, creando quella elle viene chiamata Qlipba di
ciascuna Emanazione; i demoni sl impadronirono delle Qlipholh e ne fecer<:> la loro dimora. ed ecco
il motivo della nan.1ra qliphotica o maligna di ogni Scphim avversa o riflessa (NdA).

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YP.ATS B CROWI.EY 47

locali in nome di Deo Duce Comite Ferro, dopodiché la buttaxono fuori (Crowley
descrisse la signorina CrackneU come "un vecchio Buco Saffico mai sazio"). La
donna si precipitò all'ufficio postale pìù vicino e mandò u n telegramma a E.A.
Hwu:er (Frater Hora et Semper), un Membro Anziano del Secondo Ordine, coo.
queste parole: "Venga subito a Blythe Road, è succeh-stl una cosa terribile".
Giunto sul posto, Hunter scoprì che le stanze, chiuse per ordine della signora
Emery, erano state aperte e che aUe porte erano state messe serrature nuove.
Crowley aveva preso possesso della Cripta. Nel suo rapporto Hunter riferl di
essere riuscito a entrare dopo "una certa resistenza". Crowley lo infom1ò subito
che la signorina Cracknell, che stava sbirciando alle spaUe di Hunter, doveva
andarsene all'istante perché l'aveva sospesa. Mentre stavano discutendo, arrivò
la signora Emery. Crowley rifiutò categoricamente di andarsene: si era impadro­
tùto della Cripta, punto e basta. La signora Emery uscì e tornò poco dopo con un
agente di polizia che, dopo avere ascoltato entrambe le parti, ordinò a Crowley
dj lasciare i locali.
A quanto pare, il mercoledì non accadde nulla. ma il giorno successivo, gio­
vedì 19 aprile, Hunter e W .B. Yeats si presentarono a Blythe Road per chiedere
.

a Wilki nson come mai avesse permesso a Crowley di fare irruzione nei locali.
Nel bel mezzo della discussione comparve Crowley in persona: indossava i l
costume tradizionale scoz-Lese, portava una maschera nera sul viso e, per com­
p.letare i l travestimeoto, un plaid gettato sul capo e sulle spalle. Sul petto brilla­
va u.n'enorme croce dorata, suJ fianco aveva u.n pugnale. Lo accompagnava
Elaine, che aveva nominato sua serivana. Con grande disappunto non aveva tro·
vato all'ingresso lo scagnozzo da lui ingaggiato. Hunter e Yeats gli intimarono
di andarsene immediatamente, dal momento che non aveva nessun diritto di
entrare, ma Crowley noo cedette e dichiarò di essere autorizzato ad agire per
conto di Deo Duce Comite Ferro e, per provarlo, esibì la dichiarazione di
Mathers, formulata in termini accesi e imperiosi.
Quella mattina era arrivata al numero 36 di Blythe Road una parrucca manda­
ta da Willie Clarksou. il famoso fabbricante, che Miss Elaine Simpson aveva ordi­
nato com,e parte deJJ' acconciatura necessaria per eseguire i complessi riti previsti.
E per tutto il giorno rurivarono a queU'indjrizzo numerosi telegmmmi, uno dei
quali dall'estero, djretti a MacGregor Mathers., come se egli si fosse insediato
nella sede del Secondo Ordine. Furono tutti respinti. Su richiesta di Yeats,
Wilkinson mandò a chiamare un agente di polizia, iJ quale ord,inò a Crowley e a
Elaine di andarsene. Mentre i due sì apprestavano a obbedire, Elaine si vide con­
segnare il pacco con la parrucca. Era ormai mezzogiorno. All'una si presentò lo
scagnozzo, dicendo a Huoter e Yeats 'dì aver cercato Blytbe Road per tutta Londra.
"Non sapeva neppure che cosa avrebbe dovuto fare; credeva che n ci fosse una
spe<.."ie di festa Mr Crowley, spiegò, lo aveva ingaggiato davanti aU' Alhambra".
Quello stesso giorno daJl'Ordine furono espulsi Mathers, EJaine Siropson e
sua ma:dre8 ma non Crowley perché non ne faceva pane.

8. " ... la mia Soror Fidel.is em aftlitlll da una madre tremenda. una eantan1e di quart'ordine e
tma snob di prim'ordine, con pappa;g'<>rgia e pancia; una donna litigiosa, maligna. perfid
.
a e confu-
.

sio:oll.fÌa. Questa OJTibile megera raccontò a ruua Londra e n tutta New York che io ero entrato di
notte neDa camera d.i 1>11n figlia con il mio Corpo di Luce" (Ihe Confesstons) (NtiA). TI ''Corpo di
Luce" ero l'emanationc psichica cxtracof)X1rea cou la qu<tle si potevano compiere viaggi sul piano
astrale e quello terreno (NdC}.

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48 LA GIOVENTÙ: SULLA VIA DELLA GRANDI'!lZ.A

In una lettera a Lady Gregory del 24 aprile Yeats spiegò perché avevano rifi u­
tato di ammettere Crowley nel Secondo Ordine.

Ho passato i. miei gllaì io. questi ultimi tempi. Le avevo detto che stavo but­
tando MacGregor fuori dalia KabbaJah [)'Ordine}. Bene, la settimana scor­
sa. ha mandato un pazzo che avevamo rifiutato di iniziare, l'ha nraadato a
prendere possesso dei locali e dei documemi della Società. Que.�o lizio si
era impadronito della sede e, quando è sta.to buttato fuori, ha ritentato. . .
Dopo questo secondo fallimento, ha fatto emen:ere u.n ordine di compari­
zione nei r1ostri confronti sostenendo di essere !'..inviato di Mat.hers" e
affermando che nello statuto della Società uon c'è nulla che ci autorizzi a
depo.rlo. Questo inviato è un certo Crowley, lUI individuo indescrivibile.
Credo che cerchi di vendicarsi perché ci siamo rifiutati di ì.niziarlo. Non lo
abbiamo ammesso perché riteniamo che una società mistica non possa
essere scambiata per un riforma.torio.

Yeats, Hunter, La signora Emery e gli altri si erano appropriati, secondo Crowley,
della Cripta che apparteneva di diritto a Matbers. Non essendo riuscito a impa­
dronirsene con la forza, egli fece ricorso alla legge. Bd ecco spiegato l'accenno
aH'ordùte di comparizione nella lettera di Yeats. Crowley si presentò in tribuna­
le il giomo fissato, i l 28 aprile, ma i querelati, oltre ad assicurarsi uo ottimo avvo­
cato, avevano giurato che il valore della Cripta di Christian Rosenkreutz era
super iore ai limiti che rientravano nella giurisdizione del tribunale. Perçiò la
causa fu respinta e Crowley, che l'aveva intentata, dovette pagarne le spese che
ammontavano a 5 sterline.
Questo dissidio provocò l'inizio della fine della Goldeu Dawn originaria.
"L'inv.iato plen:ipotenziario" contribuì ad aumentare il putiferio, rendendo Mac­
Gregor Mathers ancora meno accettabile ai suoi confratelli londinesì. I teutativi
di riorgani zzare l'Ordine, esposti in illl opuscolo pubblicato io forma anonima
da Yeats, ls the Order ofthe R[osae] R[ubeae] et A[ureae] C[rucis] to remain
a Magica/ Order? (febbrakrmarzo 1 90 1 ) , non approdarono a nulla perché le
società magiche non sono democratiche ma gerarchiche e, di conseguenza,
autocratiche. MacGregor Matbers era i l capo della Golden Dawn e della Rosa
Croce e Crowley il suo erede designato.
U dissidio tnt Crowley e Yeats (Frater Demon Est Deus lnversus) risaliva
aJI'anno precedente. Una sera Crowley aveva fatto visita a Yeats per mosrrargti
Jephthah, che era io prova di stampa. Sì aspettava dì essere applaudito come
poet.a e genio, e invece:

[Yeats] si sforzò di pronunciare qualche eclucatat frase couvenzionale, rna


capivo benissimo come stavano le cose ln realtà. Ormai ero abbastanza
espeno io c.hia:roveggenza, chiaroudienza e chi arosonsibilità. In ogni caso.
solo uno stupid.o nou r.-arebbe riuscito a riconoscere il cupo, bilioso 1\trore
che lo scuoteva fino io fondo all'anima. Secondo roe. questa è una prova
che Yeats era, in fondo, u.n vero poefa perché un comuue ciarlauuto avreb­
be capito elle non aveva nulla da temere da un poeta autentico. Ciò che lo
feriva era la consapevolezza della sna evidente inferiorità.

Nel 1915, in ona lettera a John Quinn, i] celebre avvocato e meceruue america­
no, che fra l'altro aveva comprato una serie dì llbri e manoscritti di Crowley,

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YEATS E CROWLEY 49

Yeats dì.sse che secondo lui Crowtey era pazzo ma che aveva scritto ••fra tanta
cattiva retorica, sei versi dì autentica poesia"'.
Crowley t.o.mò a Parigi nel maggio 1 900 per riferire a Mathers i suoi progres­
si nella lotta contro i ribelli. Trovò due membri dell'Ordine. da poco rientrati dal
Messico, che erano venuti a stare con Deo Duce Camite .Ferro. n Messico sem­
brava una _nazione .interessante, a giudicare da queUo che raccontavano, cosl
Crowley mise alcune cose in una valigia e partì per l'America.
Andare in capo af mondo spinto dall'impulso del momento era tipico di lui�
faceva tutto cosl, senza fermarsi a li flettere; tuttavia, in queU'occasione la sua
parter1za improvvisa fu dovuta forse al fatto che la poUzja voleva interrogarlo a
proposito del denaro che aveva ricevuto dalla "vedova deJ colonnello".
La sua prima mppa fu New York, dove arrivò durante un'ondata di caldo
che, a quanto racconta, uccideva un centinaio di persone al giorno. Spaventato
al pensiero che in Messico facesse molto più caldo, fu suJ punto di rinunciare a
recarvisi. 1 tre giorni che passò a New York non fece altro che entrare e uscire
da:lla vasca da bagno. Alla fine saltò sul treno che doveva portarlo a Città del
Messico.
Giunto a destimuione, affittò una casa affacciata sull' Alameda, il bellissimo
parco al centro della città. e assunse \ma giovane indiana che doveva. prendersj
cura di lui e dividere i l suo letto. Poi si dedìcò alla magia e fece i suoi primi espe­
rimenti per ottenere l'invisibilità invocando il dio del silenzio, Arpoct"dte.

In nome del Grande .Dio Arpocrale:


per la vostra profonda, purpurea oscurità,
per La mja luce bianca e fulgida io vi comando;
raccoglietevi intorno a me; avvolgete questa forma astrale
con un sudario di tenebre.
.

Dopo settimane di preghiere e tentativi, ottenne il primo successo: la sua ìroroa­


gine riflessa nello specchio si fece vaga e tremolante. Poi se andò in giro per Ciuà
del Messico con una corotla d'oro e ornata di pietre preziose suHa testa e un man­
tello scarlatto suUe spalle senza attirare la minima attenzione. Indubbiamente
.l'abbacinante luce del sole messicano contribuì a dissolvere ciò che ancora resta­
va della sua so.<>tanza corporea.
Un pomeriggio incontro una donna che lo colpì "per l' intensità dell'insazia­
bile passione che bruciava nei suoi perfidi, imperscrutabili occhi e torturava il
suo viso sfatto i n un inebriante vortice di peccato". In realtà., la passione insazia­
bile era in Crowley; negli occbj della donna c'era solo curiosità per il giovane
gentiluomo inglese, una curiosità che dapprima si trasformò in sorpresa quando
egH le rivelò il proprio interesse per lei e poi i.n sbalordimento quando, oondot·
tolo a casa sua, trascorsero nella camera da lerto quelle che Crow ley definl '"alcu­
ne ore di delirio". Se le piaceva il sesso, e non c'è motivo dj dubitante, quel gior­
no ne ebbe in abbondanza. Si trattò di un'altra delle "affermazioni magjcbe" di
Crowley, ma anche di un ulteriore atto di sfida nei confronti della madre, alla
quale, come tutti gli uomini ùnmaturl, era profondamente attaccato. Dell'episodio
parla nelle sue Confessions, non per sottolir1eare i propri gusti sessuali o la passio­
ne che outriva per tutto ciò che era b.rutt.o o morboso, ma semplicemente come
prerunbolo al dramma in versi Tannhiiuser che scrisse subito dopo. La prostituta
messicana l'aveva stimolato a tal punto che, dopo averla lasciata, riuscì a lavora-

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so L.A GIOVE."!Tù: SUU..A VIA DEU..A GRANDEZZA

re ininterrottamente per sessantasette ore al dialogo tra Venere e Tannhauser.


Aveva visto l'opera al Covent Garden; la parte di Venet·e era imerpretara da una
priroadonna americana che aveva conosciuto nel corso di uno deì riti occulti di
Mathers. a Parigi Si erano innamorati e avevano deciso di. sposarsi, rna Crowley
.

accenna appena a questa relazione, che fu troncata dalla sua improvvisa parten­
za per il Messico.
TannhiiuSer, "Una Storia di Ogni Tempo", in qlll1ttro atti e un epilogo, non ci
spiega quali impullli lussuriosi l'avessero stimolato a comporre quell'opera e non
riveJa nulla sul conto della misteriosa americana. Se avesse scritto dell'una o dell'al­
tra donna, la prostituta nella sua baracca o la cautante dell'opera. avrebbe composto
un autentico poema; invece, ci rifiJa versi m ago:iloquenti sulla leggenda tedesca.
Ormai abbiamo individuato tre aspetti della psicologia di Crowley. Primo:
maucava dj freni inibitori. Si gettava in tutte le avvemure che stimolavano la sua
fantasia, tanto meglio se e.rano onipilanti, e non temeva la pazzia. Secondo:
aveva bisogno di qualche esperienza forte o spaventosa per "accendersi". Di soli­
to, le persone ..si accendono" standosene in poltrona a leggere uo Hbro, ascoltan­
do musica o guardando un quadro. l n questo senso, secondo me, mancava di
immaginazione. Come dimostra tutta la sua vira, faceva qualunque cosa pur di
trovare stimoli. Non era maì appagato dalle avventure fantastiche, che rappresen­
tavano l'unjco modo in cui il messaggio poteva raggiungerlo. Terzo: non aveva
rispetto per il proprio corpo né per queUo degli altri. Si rendeva contn a malape­
na di essere una presenza fisica e si sarebbe sorpreso se qualcuno gli avesse farto
notare che occupava uu posto neUo spazio.
Ne consegue che non aveva paura di prendere Ja sifiJjde. «J'ai attrapé le
syphilis en 1891", scrisse negli anni Venti al suo medico francese, '"'me suìs soi­
gneusement mercurialisé, n 'ai jamais eu de symptomes ultrasérieux et ri.en du
louf depuis 1917"9•
Disprezzò sempre coloro che evitavano la promiscuità sessuale per paura
delle rualattie veneree e giunse al punto di affermare, coo la forza di chi ha moti­
vi segret.i per Le sue opinioni assurde e pericolose, che la sifilide è il fondamento
del genio e che "sarebbe salutare { !) se ogni maschio si impregnasse dci germ_i dì
questo virus per favorire lo sviluppo del genio individ�uale"1().
Pi.ù avanti con gli anni, mentre s:i trovava neUa sua Abbazia di Thelema,
descrisse se stesso così:

Io sono per Te" la cortigiana incoron.ata di veleno e d· oro, dalla veste m.ul­
·tioolore macchiata d'infamia e sporca di sangue, e non per denaro ma per
lussuria rni so.no p.rostituita a tutti coluro che mi desideravano. antj. ho
addirittura ti rato per l.a manica i riluttanti, e con la scd.u.zione, la corruzio­
ne e la minacci.a ho moltiplicato i miei stupriu. Ho corrotto la mia carne,
avvelenato il mio san&>ue, torturato i miei nervi, ossessionato la mia mente,
poi ho infettato tutto il rnondo con La depravazione".

9. "Ho coutmtto la smUde oel l897, mJ sono aue.ntamente cumto co11 mercurio e non ho più
avuto siDlomi seri, e assolutnmente alrun dislltfbo da[ 1917" (NdA).
IO. The Magìcal Record, IO agosto l9JO (NdA).
J l . Aiwass, l'Angelo Custode di Crowley (NdA).
12. Stupratort: profaoaiore. dissoluto, bruto (NdA).
13. The Magica/ R�rd, .l l JugUo 1920 (NdA).

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YF..ATS E CROWkiW 51

Un giorno la ragazza indiana, alla quale aveva confidato .il suo interesse per le
montagne. lo fece salire sul tetto deLla loro casa e gli. indicò due picchi incappuc­
ciatj di neve, .iJ Popocatepetl e l ' lxtacc:ihnatl, entrambi superiori ai 5000 metri,
quindi molto più alti delle Alpi ma meno difficiJj da scalare. Crowley le spjegò
che intendeva affrontare queUe cime, che nell'aria tersa sembravano sorgere vici­
no alla città, ma aspettava l'anivo di un suo amico, un alpinista formidabile che
doveva arrivare dall'Inghilterra.
Costui ent Oscar Eckenstein, uno scalatore inglese d'ori.gine ebrajco-tedesca
che Crowley aveva con<>sciuto a WastdaJe Head, nel Cumberland, luogo di ritro­
vo di tutti gli alpirusti inglesi. Eckenstejn aveva fatto parte della spedi7jone di
Conway nell'Himalaya nel 1892 ed era molto conosciuto negli. ambienti sp<>rtivi
delle AJpi. Ave va inventato un nuovo tipo di ramp<>ne che .permetteva di. rispar­
miare la fatica di tagliare gradini nel ghiaccio. Era un uomo robusto, non molto
alto e più anziano di Crowley di dkiassette anni. A quanto pare. Eckenstein
aveva simpati a per Crowley e questi aveva certamente simpatia per lui.
&kenstein e Bennet:t furono i due soli esseri umani sul cui conto non si lasciò
mai sfuggire un giudizio ostile. Definiva. Eckenstein iJ più grdnde scalatore della
sua epoca; Bennett era il suo guru nel campo delta magia, l'aJtto il suo maestro
ìn fatto di alpinismo. È interessante osservare che tutti e tre soffrivano d'asma.
Ne1 1924 Crowl.ey scrisse ad Harry Doughty: "Purché potesse mettere tre dita
su quaJcosa che soltanto un individuo in preda alJ'hashish si sarebbe sentito di
chiamare cornicione, pochi secoodj dopo Eckenstein era già Il sopra a fumare la
pipa e nessuno dj noi riusciva a capire come avesse farto. Quanto a me, benché
fossi completamente incapace deUa minima prodezza atletica, riuscivo a raggiun�
gere posti che Bckenstein non osava affrontare".
Verso la fine di quell'anno, iJ 1 900, Eckens·te.in arrivò in Messico, e ìusieme
si recarono ad Amecameca, aiJa base di entmmbe le mootagn.e, punto di parten­
za per gli scalatori . Cominciarono con I'Ixtaccibuad, il cui nome impronunciabi­
le sigoìftca in azteco "donna addonnentrua". Fissarono un campeggio a quota
4500 metJi e restarono n per tre settimane, scalando da ognj Jato la splendida
montagna, mangi.ando cibi in scatola e bevendo champagne. Crowley sosten.oe
che i n quella occasione lui ed Eckenstein batt.erono parecchi primari.
Quando tornarono ad Amecameca per celebrare il successo dell'impresa, il
proprie ario
t dell'albergo dove alloggiavano li accolse con aria triste e, con le
dovute cautele, diede il mesto annuncio: Ia regina Vittoria era morta. Con sua
gr.mde meraviglia Crowley lanciò in aria il cnppeJJo e si mise a ballare in preda
alla gioia. Per Crowley e per molti altri (senza dubbio per tutti gli artisti e pen­
satori), la regi.oa Vittoria era stata una specie di nebbia immensa e soffocante.
"Nou potevamo vedere, non potevamo respirare", diceva e, pur riconoscendo cbe
durante il suo regno l'Inghilterra aveva raggiunto una grande prosperità. "tutta·
via. io un modo o nell'altro, lo spirito della sua epoca aveva ucciso rutto ciò che
amavamo. Una mentalità da bottegaj, boriosa, servite, snob, superficiale e senti­
mentale si era diffusa ovunque". Senza dubbio. la regina Vittoria g[j ricordava
un'altra autocrate: sua madre.
La spedizione successiva li portò a Colima, 800 chilometri a ovest di Città del
Messico. Nei pressi deHa cittadina sorge tm vulcano attivo, il monte Colima. I
due esploratori uscirono dalla foresta e contemplarono l'eruzione. Anche se si

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52 l..A <JlOVBN'J'Ù: SULLA V'lA DEL.l..A GRANUE.r2A

trovavano a una di.stanza di circa venti chilometri, il vento soffiava verso dj loro
e ben presto le ceneri che ricadevano cominciarono a bmciacchiare i loro abiti.
Avanzarono e, dopo aver sc:alato una vetta vicina, iniziarono l'ascesa del monte
Colima, ma non riuscirono a prosegui.re : il calore del suolo, talmente intenso da
tlStionare i piedi attraverso le suole degli scarponi, li costrinse a toma.re indietro.
Scalarono il Popocatepetl in circostanze insolite. Un giornale roess.icano, The
Herald, informato delle attività dei due inglesi, aveva avanzato qualche dubbio
sulla portata delle loro imprese. "Non avevamo fatto dichiarazìoni né rivendica�
zioni dì alcuu genere", disse Crowley. Eckenstein era indignato. Si recò nel bar
frequeotato dai cronisti di quel giornale, conobbe .l'autore dell'articolo incrimi­
nato e lo invitò a prendere parte a una spedizione suJ Popocarepetl, la "montagna
fumante.., in modo da acquìsire un'esperienza diretta delle monagne t e degli
uomini. che .le scaJavano. D giornalista accettò.

Uno dei primati mondiali che avevamo st:raociato era quello della rapidità
dell'andatura a grandi altezze. Molto prima di raggtuo,gere H punto pìll basso
del cratere, iJ nostro scenico amico dichiru:ò che non se la sentiva di avanza­
re di un altro metro e cbe doveva tornare indietro. Gli assicurammo che si
trattava di un caso frequente e che po�evam(, risolvere la situazione usando
una corda. Lo legammo in mezzo a noi poi Eckens:tein si avviò a passo
,

sostenuto su per la montagm11, mentre io collaboravo spingendo con la pic­


cozza il giornalista recalcitrante. Mentre costui dava fondo a tutte le suppli­
che che conosceva, noi gli rispondevanw con eso.rtaziotù allegre e incorag­
gianti e inteDsificando i nostri sforzi. Non rallentammo il. pas-so fino a
quando non fummo arrivati in cima. Ern p·rt)babilme:nte la priJll<l \•<lllll che
qualcuno l'aveva raggiunta in una tirata unica. Ormai la nostta vìttima, con­
ciata in uno stato pietoso, s1 era convìma che sapevamo scalare le montagne.

Non affrontarono l 'Oriza� o CitJaltepetl. "la montagna deiLa Stella", il picco


più alto del Messico; per il momento ne avevano abbastanza di scalate. Ma deci­
sero che, appena fosse stato possibile. avrebbero organizzato tma spedizione
nell' Himalaya per affrontare il K2, la seconda vetta del mondo.
Eckenstein fece le valigie e tomò in patria mentre Crowley, che aveva trascor­
so in Messico nove mesi e mezzo, partì per San Francisco.

Passeggiai per Jaurez con la min ragazza. poi ci salutammo. O Messico, ìl


mi..o cuore batte e arde ancora oggi, quando ti ricordo! Ammiro e rispetto
di più alni Paesi, ma nessuno di essi eguaglia il tuo fascino. U tuo clim.a.
le tue tradizioni. la tua gente, i tuoi stnmi paesaggi dal fascino irreale mi
fanno Lom.are fanciullo.

Sarebbe andato a trovare Allan Beonett a Ceylon (voleva rivolgergli una doman­
da a propòsito di Mathers), per poi tornare in patt·ia dopo aver scalato il K2. A
differenza di Eckensteio, JlOO aveva m1cora visitato l'Oriente; queJ1o sarebbe
stato il suo grand tour.
Fece una sosta a El 'Paso, la città al confin e rrn il Mes sico e il. Texas, e vide tre
peones che giocavano a carfe, in roe-L.zo a parecchi altri, in un campo di Lavoro (la
vita di Aleister Crowley è ltltta una successione di estasi, abominazi.oni e bizzar­
rie. Gli epL'lodi cui assistette mentre se ne andava in giro per il mondo assumono
la stessa colorazione. Noi vediamo e ricordiamo solo le cose che colpiscono la

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YEATS e CROWLJ!Y 53

nostra immaginazione e ignoriamo o dimentichiamo il resto). All'improvviso uno


dei giocatori si gettò contro l'uomo che gli stav-.t di fronte, gli affondò le dita nei
luoghi capelti e gli piantò i poJJicì neg.U occhi Tutto fi.nl in un attimo: gli occhi
deU'uomo schizzarono dalle orbite e il suo aggressore, liberan.dosi con uno scat­
to violento, fuggi come un fulmine. Le urla dell'uomo accecato furono accolte
"

da un grande scompiglio. Alcuni inseguirono l'aggressore a piedi, altri corsero a


prendere i cavalli, ma la maggioranza dei presenti conservò un atteggiamento di
filosofica indifferenza. La faccenda non lì riguardava; al massimo l'incidente
poteva ricordare loro che avrebbero fatto bene ad and.are dal barbiere".
Ri1nase una settimaua neJ quartiere cinese di San Francisco, poi si imbarcò su
una nave giappone.�e diretta alle Hawaii. Sulla spiaggia di Waikiki conobbe
un' americana di origine scozzese più anziana di lui di dieci anni, sposata e coo
figli; il roariro, avvocato. era limasto negli Stati Uniti La donoa, raccontò
CrowJey, era andata alle Hawaii per guarire daUa febbre da fieno. Se ne i.rma.mo­
rò (si innamorava e si disamorava continuamente), scrisse una lunga opera in
versi, Alice: an Adu/tery (Alice: Wl adulterio), ispirato da quell'amore, la con�
dusse con sé in Giappone e U si separò da lei. Era molto soddisfatto di Alice, che
comprende 50 poesie. una per ogni giorno della sua pass ione.

A mezz.odl si imbarcò per romare in j)<'ltria ,

come sposa piangente,


vedova prima ancora cbe la luna
di miele tramontasse.
SinglùOZ2'.ammo e aiJargnmmo le broccia,
afflitti e disperati.
E partì. Poi la veTitn
brulale emerse:
"Grazie a Dio. questa sciocchezza
è fmita!".

Nel porto gi.apponese di Yokohan1a scri sse una lettera a Gera]d KeHy (vedi p.
63), parlando di "Alice" in modo più realistico:

Ho avuto la più st:rnordinaria relazione amorosa della mia lung:a e difficile


cartiera. Si chiama Mary Beaton ed è una donna bellissima, una bellezza
di tipo imperiale, eppure è la creatura più dolce e femminile che abbia arai
conosciuto; inoltre, è una siguo:r:a dalla tesm ai piedi. NeiJe poesie che leg­
gerai la cbiamo Al.ice perché è que.�to ii nome cbe preferiva. L'ho cono·
sciuta alle Hawaii, dove si trovaV'<l per motivi di salute (ha un marito e dei
figli, e uno di qnesti la accompagna). La convinsi a venire con me. Su.lln
nave finimmo a letto, ovviamente, tua - ecco il miracolo! - trionfammo
sulla passione e tornammo alla castità, trovando un amore molto più vero
e profondo. Ora è partita e l'ho dimenticata, ma la sua influenza dolce e
pura ba salvato la mia anima. La nostra storia è durata cinquanta giom.i,
dalJ'inizìo alla fine, e l'ho descritta in. 50 sonetti.

Crowley non spiegò quale fosse stata la causa della rottura.; ma in og11i caso gli
.rimase u.na maggiore consapevolezza della malinconia deJI.a vita e del demone
misterioso cbe oscuràlneote lo spronava. Alice ftL la prima di ona lunga serie di
donne che gli fecero capire di non essere fatto per l'amore.

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54 l.A QlOVeNTù: SULLA VlA DELLA GRANDezzA

Con la morte nel cuore andò alla ricerca di Elaine, Soror Fìdelis, che nel frat­
tempo aveva sposato un certo Witkowski e viveva a Hong Kong. Memore deJ
coraggio e deiJa lealt.� con cui aveva partecipato al tentativo di conquìstare la
Cripta e reinsedìare MacGregor Malhers, pensava di trovare in lei comprensio­
ne, com;iglio e incoraggiamento ma, con suo grande disappUIUo, scoprì che ora
Elaine considerava la magia soJo un gioco; aveva addirittura vùuo i l primo pre­
mio a un ballo io maschera nella colonia inglese presentandosi abbigliata con le
vesti. e i param.enti da Adepta!
Prosegui per Ceylon, dove trovò AUan Bennett che viveva presso un auto
yogi14 nel quartiere di Cinnamon Gardens a Colorobo. La domanda che l'aveva
turbato fin da quando aveva lasciato l ' inghilterra e che lo aveva portato a fare
quasi i l giro del mondo per ottenere una òsposa t venne f'Ormulata, ma in modo
tale che è difficile afferarn
r e esaname,nte il senso. In ogni caso, ecco come anda­
rono le cose.
Un giorno Frater lehi Aour (Bennett) e Frater Deo Duce Conùte Ferro
(Mathers) s1 erano messi a discutere del dio Shiva. il Distruttore, che Iehi Aour
venerava. I.A. aveva detto: ..Se si ripete il Suo nome un numero sufficiente di
volte, Shiva aprirà H Suo cx..-c.b io e distruggerà l'Universo".
D.D.C.F. aveva dichiarato di non essere d'accordo. L'idea che la sua vita
dipendesse daJ terw occhio di Shlva non gli andava giiì. Alla fme, per chiudere
la discussione che aveva fatto infuriare Matilers, LA. aveva asstUltO una posizio­
ne yoga, ripetendo fino alla nausea il mantra "Shiva. Shiva. Shiva. Sbiva, Sbiva,
Sbiva, Shiva . . . ".
"Vuoi finirla di bestemmiare?", aveva ruggito Marbers.
Ma il sam'uomo continuava con "Sbiva, Sbiva, Shiva. Shiva . . ....
··se non la finisci ti sparo". Mathers aveva estratto uoa rivolteUa.
I. A.., onnai concentralo, non se ne era accorto e aveva continuato a ripetere iJ
nome d:i Shiva. Prima che D.D.C.F. potesse premere il grilletto, Soror V.N.R.
(Moina Mathers) era entrata nella stanza, salvando la vita a Fmter I.A. Questa è
la storia, ma cosa ci sia di vero e cosa volesse chiedere Perdurabo a Fmter LA.,
Crowfey non lo dice.
I due aspiranti alla verità partirono insieme per K<mdy, dove affitt.arono un
bungalow sulle colline che circondavano il lago. lehi Aour contLnuò a meditare
e Perdurnbo a scrivere poesie; ma ben presto anche quest'u.ltimo cominciò a inte­
ressarsi allo yoga e sotto la guida dì J.A. iniziò a studiare questa materia. Si tro­
vavano in an Ritiro Magico e Crowley era nelle mani del suo santo guru.
I suoi progressi furono così rapidi che in pochi mesi raggiunse lo st.ato di
Dhyana, ossia lo stato in cui l ' ego viene cancellato. La defin.l una "tremenda
esperienza spirituale" e precisò: ·�ohyana mi aveva completamente annientato il
cervello".
Mentre Crowley si dedicava alla caccia grossa (abbatté un bu falo con un
Mauser calibro 303), si faceva crescere La barba e sognava le gioie della carne,
Allan Bennett recise glj tùtimi legami che lo univano al mondo e indossò la
Tunica GiaUa, ovvero si fece monaco buddhista.
I due Fratres della Golden Dawn che avevano condiviso un appartamento in
Chancery Lane si dissero addio; l'uno si recò io India aUa ricerca di nuove

.14. S:ri Pamnrmdu., \'içeprocuratore genemle di Ceyton (NdA).

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YEATS P. CROWLEY 55

avventure m.entre l'altro si ritirò in un monastero in Birmania. I vagabondaggi di


Crowley in India nel periodo 1901- 1902 gli fecero vivere per lo meno un'esp

rienza i.n.'lolita. Crowley voleva visitare quella che chiamava "la parte più inte­
ressante'' del grande Tempio di Madura, che era, e forse lo è ancora oggi, predu­
so agli europei.
Come il suo eroe, Sir Richard Burtoo che era entrato nella cinà proibita della
Mecca camuffato da arabo, così Perdurabo, vestito con un semplice perizoma,
cominciò a tendere U pi.attino io un villaggio vicino. Ovviameme con questo tra­
vestimento da mendicante non riusc} a ingannare nessuno, ma si conquistò la
simpatia degli abitanti del luogo cbe, impressionati dal suo yoga, gli concessero
dì entrare nei santuari se1:,1feti . In uno dj questi, cosl racconta, sacrificò una capra
a Bhavani.
Dopo aver esplorato per qualche mese riJldia senentrionale, pensò che gli
avrebbe fatto piacere vedere come se la cavava lehi Aour ad Akyab; perciò si
imbarcò per Rangoon e da Il risafi il fiume Irrawarldy. Arrivato a Midoo, decise
d:i tagliare attraverso l'interno, ma ai piedi delle colline Arakan i suoi coolie si
rifiutarouo di proseguire, e Crowley e il suo compagno (uo certo Edward
Thomton che aveva conosciuto a Ca:Jcuna) furono costretti a tomare indietro.
Noleggiarono un' ìmbarcazi.one di dieci metri, una specie di. pirogn con un tendo­
ne al cemro, larga quel tanto che bastava per lasciare che due uomi.ni si incrocias­
sero, e si misero in viaggio seguendo la corrente del fiume. B.enché si fosse
ammalato di malaria, Perdurabo se ne stava seduto a poppa con una carabina
sulle ginocchia, sparando a tuttj gli anirnaJj che vedeva.
Quarantacinque anni più tardi, mentre mi trovavo con lui nella piccola stanza
della pensione di Hastings dove si era recato per il suo ultimo Ritiro Magico -
eravamo circondati dai suoi libri e dai suoi quadri, wto dei quali rappresentava il
suo amante, Camille, un giovanotto dall'aspetto repellente, e fuori pioveva -
Crowley sì liberò delta malinconia parlandomi inaspettatamente del suo viaggio
in piroga lungo il fiume, con il fuci. le sulJe ginocchia. Poi si mise a cantare Mi .

disse che gJj sarebbe piaciuto ripetere quell' esperienza. Fu il guizzo di un fuoco
ormai quasi spento.
Arrivaro ad Ak:yab il 13 febbraio 1902, Crowley si mise subito alla ricerca di
Allan Bennett. Lo trovò nel monastero di Lamma Snyadaw Kyoung, imponente
come un gigante nella sua tonaca gialla in mezzo ai piccoli cotlfta.telU birmanj.
Frater !ehi Aour aveva abbandonato il giooo puerile deUa Golden Dawn per l' au­
tentica vita. deUo spirito. Il Sangha buddtùsta l'aveva chiamato; adesso era ìl
Bhìkkhu Ananda Metteya, e mo]ti lo trattavano con riverenza
Dut'<lllte il suo brev.e soggiorno al monastero, Crowiey lavorò con impegno a
un nuovo poema, che a tempo debito pubblicò con il titolo di Ahab, e si sforzò
di itnp.arare l'indostano perché doveva fare da interprete neUa spedizione
sull'Himalaya concordata con Eckenstein; nel frattempo. Ananda Metteya medi­
tava serenamente io una capanna a mezzo miglio dj distanza.
Se Perdurabo era diventalO competente nello yoga, . Ananda Metteya aveva
letteralmente superato se stesso. Tutti i giomj qualcuno lasciava sul davanzale
della fmestra. senza far rumore, cibo e acqua per iJ Bbik.khu europeo. Un giorno
uu monaco andò a dire a Crowley che per tre gioroj il cibo non era stato toccato
e che non aveva risposto nessuno quando aveva bussato.
Crowley corse a vedere che cosa era successo.

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56 LA OIOVEI\'TÙ: SUl..LA \IlA DELLA GAANPEZZA

Apri la porta del bungalow e con grande stupore vide (almeno così raccontò)
Ananda Metteya librato in aria all'altez-ta dei suoi occhi. Non aveva più peso, e
la corrente che entrava dalla porta aperta lo faceva fluttuare come tma foglia
morta. . .

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Capitolo 5

Inespugnabili bastionj di ghiaccio

Crowley ed Eckenstein e.rano realmente decisi ad andare sull'Himalaya per sca­


lare il K2, come viene chiamato suJie carte topogra:fiche indiane il picco più alto
del K.arakorum. Ancora oggi il K2 è conside;rato la montagna piil diftictle del
mondo. Nel 1S92 Eckenstein aveva visto solo di sfuggita il K2, detto anche
Cbogo Ri o monte Godwin-Austin. Faceva parte delia famosa spedizione di Sir
William Martin Conway, ma nel racconto dei suoi viaggi io questa parte del
mondo, The Karakorams and Kashmir. An Account of a Journey, non nomina
Conway e questi a sua volta non nomina lui perché quando si erano trovati ai
confmi della civiltà, i due uomini avevano scoperto di non provare simpatia l'uno
per .l'altro; perciò .Bckenstein aveva abbandonalo l'impresa ed era rientrato da
solo io. patria.
Torna.1.o a Londra dal Messico, Eckenstein cominciò a organizzare la spedi­
zione, tenendo .informato Crowley per lettera. Conclusero un accordo, riportato
integralmente da Crowley nella sua autobiografia e che si può riassumere con
queste semplìci condizioni: Eckenstein, che doveva trovare altri alpinisti dispo­
sti a pagare la loro quota e a rendersi utili in vali modi, sarebbe stato .il capo;
aveva diritto all'obbedienza indiscussa, ma se uno scalatore riteneva che, ese­
guendo i suoi ordini, avrebbe rischiato la vita, poteva rifiutare di eseguirli. I dis­
sidi. sarebbero stati composti con un voto dì maggioranza. Nessuno doveva
acquistare attrezature
z aU'insaputa di Eckeos.tein e senza il suo consenso. Era
proibito interferire nei pregiudixi e nelle creden� degli abitanti del luogo, e biso­
gnava assolutamente lasciare in pace le donne.
L'accordo riguardò solo una parte della serrata corrispondenza tra questi due
uomini, che si preparavano �d an:accare in un Paese remoto una montagna formi­
dabile che fino a quel momento nessuoo aveva mai osato affrontare. D K2 era a
quei t.emp1 1a più alta cima de.l mondo accessibile a.glj scalatori, dal momento che
il monte Everest sorge al confine tra Tibet e Nep:al, due St.ati allora rigorosamen­
te preclusi agli occidentali; solo nel 1921 Wla spedizione ottenne per .la prima
volta il permesso di accedere all'Everest.
Nel marzo 1902 Crowley si incontrò a Delhi con gli altri partecipanti all'im­
presa. Oltre a lui e a Oscar Eckenstein, c'erano uno studente ventiduenne di
Cambridge, Guy Knowles, un medico e alpinista svizzero di rrentadue anni, J.
Jacot Guillarmod. e due esperti scalatori austriaci, H . Pfann1 e V. Wesseley,
entrambi trentunenni.
Crowley era iJ vicecomandaute. Aveva pagato una quota di mill.e sterline, o
almeno cosl afferma nell'autobiografia; Knowles, Invece, mi disse che non pagò
neppure un oldo e cbe toccò a lui sostenere la maggi.or p�ute delle spese.
Nel resoconto delia spedizione che scrisse diciotto anni più tardi, Crowley
vahuò i compagni in questo modo: verso Eckenstein espresse il suo solìto affet­
to, des{..Tivendolo come l'uomo più nobile che avesse mai. conoscjuto; criticò Guy
Knowles iìogendo di elogiarlo, insultò Pfannl e Wesseley affermando che, a

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58 LA 010\IBNTÙ: SULLA VIA DfiLl.A GRANOl'!ZZA

parte le Alpi, non avevano alcuna esperienza come scalatori e che si comporta­
vano come se si trovassero ancora nel Tirolo; defmì Wesseley un porco perché il
modo in cui mangiava sul ghiacciaio gli dava la nausea e perché non aveva
immaginazione sufficiente per stare male come tutti gli altri. Scartò entrambi gJi
austriaci come "estranei indesiderabili''. In quanto a Jacot Ouillarmod, che era
stato ufficiale medico dell'Esercito Svizzero, "non si intendeva di montagne
come non si intendeva di medicina".

Nella regione settentrionale dell'lndia si estende una catena montuosa le cui


cime sono più alte di ogtù altra montagna deU'Europa, dell'Africa e dell'Ame­
rica. Queste montagne sorgono su un altopiano alto tra i 3600 e i 5500 metri, e
cioè cominciano dove le Alpi. finiscono. Nonostante i numerosi eroici tentativi,
le cime più alte sono rimaste .inviolate fmo a t.empi recenti; la distesa di neve e
ghiaccio in cui si trovano è ancora in gran parte inesplorata e molte delle monta­
gne non hanno ancora un nome.
Fu in questa parte del mondo che la spedizione Bckenstein-Crowley si avven­
turò. Non erano i primi biancbj ad arrivare fm U . Sir (in seguito Lord) WUliam
Mrutin Couway li aveva preceduti, e cinque anni prima di lui Sir PFancis
Youoghusband (l'uomo che nel l 904 risolse un conflitto tra il. governo britannico
e i tibelruli con l'aiuto di una scorta di 2500 uomini) aveva visto da vicino il K2.
n Chogo Ri è na.')costo dalle mon�<TOe che lo circondano. Quando iJ colon­
nello Younghusband, superando uno sperone di roccia, vide per la pri,ma vott'a le
sue imponenti pareti di ghiaccio, restò senza fiato per l'emozione. Il monte si
eleva per 3600 metri daU'altopiano su cui sorge e la sua altezza complessiva è di
8616 metri. Br:a più alto di quanto Younghusband aves.11e mai immaginato e gli
parve assurdo che qualcuno osasse tentame la scalata:

Avevamo appena aggirato un contrafforte qmmdo ci apparve Wla monta­


gna spaventosamente aJta. Non poteva essere che il K2 . . si elevtlva come
.

un cono quasi perfetlo. Eravamo praticamente ai suoi piedi, sotto il versan­


te nord. letteralmente rivestito di ghiacciai che dovevano raggiun1,rere
uo'alteZ7.a tra i 4000 e i 5000 metri.

Anche due coragg:ios.i americani di mezza età. il dottor William Workman e sua
mog.lie Fanny, si erano aggirati per quella zona e avevano compiuto scalate,
pri.m."l che arrjvassero Bckenstein., Crowley, Knowles, Guillarmod, Pfannl e
Wesseley, e a partire dalla fine del XIX secolo altre part:i deU'Himalaya erano
state affrontate da alpioisti. Ma la spedizione :Bckenstein fu la prima a t.ent.are la
conquista del K2.
I1 treno l i portò a Rawalpindi, nei Punjab, dove scesero con tre tonnellate di
equipaggiamento. n resto del viaggio fu compi.uto a piedi, a cavallo e su carri a
due cavalli chiamati ekka, che Crowley descrisse come carrozze a due ruote aUe
qual i era stata tolta la cassetta suJ retro, con H conducente seduto sul pianale,
"come avrebbe potuto concepirla l ' uomo che i1weotò i l coracle1". Noleggiarono
quindici ekko e si misero in cammino. Giunti nel villaggio di Tret furono ferma­
ti da un ispettore dj polizia, che arrivò coo uno sgangherato carretto a due cavalli

l . Coracle: piccola imbarcazione rivestita di materiale impenneabjle. usata per na.Yigare sui
laghi e i fiun:1i del G11lles e deiJ'ldanda (NdC).

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lN'ESPUONAnHJ BASffONI Dl ClHlACCIO 59

e con l'ordine di trattenere Eckeostein. lJ giorno successivo si presentò il vice.com­


missario di Rawalpindi con un ordine firmato dal viccré in pesona: r Eckenstein
non poteva proseguire.
Eckensteìn venne scortato fino a Rawalpindi e la spedà.ione. guidata da
Crowley, si spinse fmo a Srinagar, capitale del Kasbmir. Erano rutti turbati e
abbattuti. Nessuno conosceva il motivo dell'arresto di Eckenstein, dal momento
che non erano state fontite spiegazioni. Tre settimane più tardi, il loro capo li rag­
gitmse; era stato liberato dopo aver messo aUe strette il viceré dell'India, Lord
Curzon, e aver preteso di sapere di cosa fosse accusato. Curzon non volle rive­
largJielo (Eckenstein, per lo meno, diduarò di non saperne assolutamente nulla),
ma lo lasciò andare. A causa del suo cognome era corsa voce che fosse una spia
prusstana.
.

Il 28 aprile lasciarono Srinagar ct>n 170 portatori del luogo e la mappa di


Conway che Crowley faticava a leggere o, come diceva ironicamente, a far con­
cj]jare con l.a realtit. GU ekka .furono sostituùi dai kilta, gra11di gerle assicurate
suUa sc.lliena dei cooHe, e i cavalli vennero restituiti aj Joro proprietari. Ormai si
trovavano in una zona di ripidi passi montani, con ponti di corda gettati su abis­
si e fiumi di fungo. Un medico era una raritl da quelle parti, e così costituirono
ambulatori temporanei in tutti i villaggi che attraversavano. D racconto sobrio e
preciso della spedizione fano dal dottor Jacot GuiJlannod, Six Mois dans
l'Himalaya (Sei mesi sull 'Himalaya), parla di varie opera�ionj chirurgiche com­
piute in maniera sbrigativa sulla gente del luogo.
La vegetazione cominciò a diradarsi e il cammino a farsi più arduo. "Le mon­
tagne sono cumuH .immensi e spaventosi di uno squallore uniforme.
Difficilmente si vede un profilo maestoso; l'occhlo non trova riposo, non c'è né
ispirazione né interesse . . . nulla, tranne un tormentoso desiderio di arrivare a fine
giornata dopo esserci trascinati stancamente per tutto il gioruo", scrisse Crowley.
Tra Srinagar e Si-ardo si trova nn passo innevat.o. lo Zoji La, che separa il
Kasbmir dal Baltistan. Crowley raccontò:

li mio compito era di far sl che le carovane attraversassero .la sez-ion.e rela­
tivamente corta del passo che gli uomini temevano. Trascorsi gran parte
della mattinata correndo avanti e indietro per incoraggiare uno, esortare un
attro, aiutare un teno. Quando l'ultimo uomo fu passaLo oltre questo punto
critico, io ero già stanco; e mentre mi accingevo a segu ire gli altri, mi
accorsi che il lato del passo verso Matayun non era scosceso, ma aveva
solo una lieve pendenza ed era coperto da neve alta. Cominciava a farsi
tardi. e l'andatura era lenm e sempre più fiacca. Anche la pista aperta da.i
cooHe era quas.i impraticabile. Sfmito dalla stanchezza, mi trascinai nel
campo alle cinque della sera, dopo avere arrancato per tredici ore sen2a
mai fermarmi a riprendere fiato.

Ancora venti tap �li separavano dal ghiacciaio Baltoro. Nonostante il vento
pungente, il riflesso del sole era insopportabile: si congelavano e contemporanea­
mente morivano di caldo. A Skardo si imbatterono in una tempesta dj sabbia che
sì levò dal leno dell'lndo e oasc.ose la vista deUe montagne.
L'ultimo legame con la civiltà, per modo dì dire, era il villaggio di .A..skoley,
dove dieci anni prima Eckenstein aveva lasciato Sir W.M. Conway. Qui tra
Eckenstein e Crowley nacque una discussione a proposito dei Jjbri cbe Crowley

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LA GIOVENTÙ: SULLA VlA DEU.A GRANDUZZA

aveva con sé. Era stato deciso che. nelle ultime tappe del viaggio. non dovevano
portare più di una ventina di chili a testa. Crowley era appesantito daUa poesia.

Ec.ken t.ein voleva che abbandonassi la mia biblioteca. Sosteneva che


quando si viaggia per luoghi impervi bisogna diventure selvaggi, ma la m.ia
esperietlZll mi aveva già dimostrato che un uomo non vive dj solo pane.
Attribuivo l'iustabilità mentale e mor.de così frequente negli europei impe­
gua6 nelle esplorazioni alla loro mancanza di distensione inteJlettuale
molto piil che all'irritazione e alle sofferenze inseparabilj dall.e condizion.i
fisiche. Era già successo che dtle ottimi amici rischiassero di scannarsi per
una zolletta di zucchero. Nou voglio dire che nou sarei stato capace di sop­
portare il ghiacciaio Baltoro senza Milton e gli altri poeti ma è vero che
,

Pfannl i:mpazzl davvero e Wesseley cominciò a preoccuparsi del cibo a]


ptm!O di mbarlo.

Come Baudelaire, Crowley poteva stare tre giorni senza pane, ma non. un giorno
senza poesia. Non cedette; disse al suo capo che se non avesse potuto portare con
sé i suoi Libri avrebbe abbandonato la spedizione. Eckenstein dovette arrendersi.
Una carovana composta di 230 uomioi, 1 8 pecore, 1 5 capre e una ventina di
polli avanzò in quelle zone desolate, salendo sempre più io alto. l coolie dissero
a Crowley, così egli afferma, che sapevano di compiere tm viaggio senza titor­
no, ma che a loro questo non importava: era Kisme:t.
Il ghiacciaio Baltoro è luogo una cinquantina di chilometri e largo circa tre,
un pendio in salita di detriti e ghiaccio slittati da) fianchi deUe montagne circo­
stanti. È alimentato da tula venti.na di ghiacciai tribuari,
t e dal suo fronle scaturi­
sce un torrente fangoso, i l Bralduh, che scorre lungo la valle di Biaho per diven­
tare una deUe fonti deU'Indo.
L'8 giugno 1 902 Crowley, che aveva un grosso anelJo di topazio al dito ed
era accompagnato da veuti coolie, arrivò davanti a questa formidabile morena. Si
trovavano a una quota di circa 3500 metri: la scalata del K2 era cominciata.
PfannJ e WesSeley, con ottanta. uomini, l i segui.vauo a w1a giornata di marcia, e
dietro di loro veniva il resto della spedizione.
Verso la fine del Baltoro, a quasi 5000 metri d'altezza. ha inizio un ghiaccia­
io tri butario cile conduce direttamente alla montagna. Conway, che s.i era ferma·
to ai piedi di questo ghiacciaio, lo chiamò Godwin�Austi.o, in onore dell'uomo
che per primo aveva eseguito rilievi topograftci nella zona. Il 16 giugno il K2
apparve .in tutta la sua magnificenza agli occhi dell'avatlguardia guidata da
Crowley.
l i poeta della spedizione lo contemplò con sguardo realistico, esaminandolo
con il binocolo attraverso le nuvole in movimento e tracciando sul suo taccuin.o
le vie d'accesso più agevoli. Perfino H prosaico douor Guillarmod, che lo vide
due giorni dopo, ne rimase incantato. "All'inizio il fascino che esercitava sulle
llOstre menti era così grande che, sebbene fossimo abituati a valutare .le monta­
gne con un'occhiata, ci sentivamo sopraffatti, paralizzati. Lo guardavamo stordi­
ti, senza riuscire a trovare J.e parole adatte per esprimere l'impressione che ci
faceva".
Avevano stabilito i vari campi base lungo il Baltoro continuando a trasportare
iJ materiale. Crowley era al Campo Vlll, a metà del. ghiacciaio Godwio-Austio e
a soli ot1o chilometri dalla fomlidabile vetta. Trascorse tutto il giorno a osservare

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JNESPUGNA6lU BASTIONI DI GHIACCIO 61

con il binocolo iJ re del Karakorum. La via d'accesso migliore per arrivare in


vetta, concluse, era lungo il crinale di sud..est. Benché non avesse fatto il giro
della montagna per esaminare le altre vette, aveva scoperto La via migliore, se non
addili.ttura l'unica possibile, come avrebbero dimostrato le spedizioni americane
del 1938 e del 1939. l l giorno successivo si inerpicò per tre ore e mezza aJla ricer­
ca di un posto adatto per piazzare un campo base prima dell'attacco alla cima,
fino a quando fu fermato da pareti di ghiaccio di un'altezza incredibile. E quì. a
quota 5300 metri, direttamente sotto la parete sud della montagn.a. stabill il
Campo rx.
La mattina successiva cominciò a sahre in dire7.ione nord-est, aUontanandosi
da qnelle ine.spugnabili pareti di ghiaccio. Copti una dislanza di circa tre chilo­
metri e mezzo, raggiungendo Wla quota di 5700 metri. Dal luogo in cui si trova­
va. la via d'accesso alla (:ima sembrava sgombra, così decise di fissare in quel
punto i l Campo X. 1n se1;."lLito, Eckenstein lo criticò perché aveva scelto un'area
troppo esposta per pianr.a.rvi l a tenda. ai che Crowley r.ispose sarcasticamente che
"non c'era motivo di supporre che avremmo incontrato condizioni taJj da rende­
re il Campo X un soggiorno adulto a un gentiluou10 dalla salute cagionevole".
D resto della spedizione cominciò ad arrivare lentamente rù Campo X. Erano
ormai giunti alla fase decisiva. Avevano di fronte la montagna cbe aspettava di
essere scalata e che rovesciava su di loro valanghe di oeve, ghiaccio e l'oece che,
ad ogni caduta, oscuravano il paesaggio in un pulviscolo di neve.
NeU'Himalaya i venti gelidi che scendono dagli altopiruù dell'Asia centrale
incontrano i monsoni provenienti daU'Oceano Indiano, trasformando la neve e il
glùaocio in trappole mortali per gli scalatori. Per questo le spedizionj alpinistiche
nell'Himalaya si affretlano ad attaccru-e le vette durante i l breve peliodo prima­
verile, qmmdo la stagione dei monsoni rraditori non è ancora iniziata, oppure
nelle poobe settimane autunnali, prima che l'intera regione venga bloccata dai
ghiacci.
CrowJey, Pfannl e Guillannod, UllO per ciascuna delle tre nazioni rappresenta­
te nella spedizione, dovevauo tentare per primi. Mentre si preparavano alla scala­
ta i l tempo peggiorò, ed Eckenstein e Knowles si presero l'influenza. Due giorni
più tardi il vento diminuì. ma continuò a nevicare. Poi ci fu una giomata splendi­
da, immediatamente seguita da uua tormenta che strappò un'estremità deUa tenda
di Crowley, benché fosse assicurata con tm peso di quasi cinquanta cltìli.
II 28 giugno il tempo sì rischiarò. Furono fatti rutti i preparativi necessari per
la partenza di Crowley, Pfannl e Guillarrnod, ma la mattina successiva, quando
s.i svegliarono, soffiava un vento fortissimo che rese impossibile la scalata e con­
gelò loro le mani mentre bevevano il caffè.
n giorno successivo Crowley fu colpito da una forma di accecamento dovuto
aJ riverbero deUa neve; gli sembrava di avere gli occhi pieni di sabbia rovenle. n
primo luglio Pfannl e Wesseley fecero una ricognizione e al loro ritorno riferiro­
no che era possibile attaccare la catena a nord-est. Nonostante il parere contrario
di Crowley, il campo base fu spostato più avanti, a una quota di oltre 6000 metri.
Il 1 0 luglio toroò il bel tempo e Wesseley e Guillarmod si misero in marcia
e raggiu.usero la quota di 6750 me-tri, sessanta metri più i n uJt.o di queiJa che
sarebbe stata toccata sette anni più tardi dal duca degli Abruzzj, la cui spedizio­
ne snl K2 viene erroneamente considerata il primo tentativo dì scalare questa
montagna.

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62 L.A GIOVENTÙ: SULLA VIA DBLLA ORAND.flZZA

Quella fu la massima allezza raggiunta. Tomati al Campo XI, i due uomini


trovarono Crowley malato di malaria. Aveva quasi quaranta di febbre e vedeva
le farfalle volare nell'aria gelida; inoltre, fu preso da un attacco d'odio contro
Knowles e afferrò la sua colt Knowles non nutriva molta simp:atia per Crowley
e quando vide cbe gtì pwltava contro un revolver, gli saltò addosso colpendolo
con un pugno allo stomaco. Crowley cadde a terra e la pistola volò via insìeme
alle farfalle.
L'incessante brutto tempo negava loro la possibilità di arrivare in vetta e di
salire a twa quota maggiore. Luglio stava per finire. Vivere a quell'altezza è, dj
per sé, difficile perché la pressione atmosferica è molto ridotta. Ci volevano due
ore per preparare una pentola di tè tiepido e tutto i l giorno per far bollire la carne
di montone.
I due austriaci si spinsero più a nord e stabilirono iJ Campo XII a una quota
di 6400 metri. Qualche giorno pìù tardi un portatore recò un biglietto con la noti­
zia che Pfannl stava male e sputava sangue. Crowley affermò che Pfannl era
impazzire e vedeva se stesso come tre esseri distinti, uno dei quali era una mon­
tagna che mìnacciava di tratìggerlo con un pugnale. n dottor Guillarmod gli fece
un'iniezione di morfina. l1 texnpo non dava segui di miglioramento. Decisero con
riluttanza di rinunciare aUa scalata. Pur non essendo riusciti nell'impresa, qual�
che risultato l'avevan.o ottenuto: erano st.ati i primi a tentare la conquista del K2
e avevano vissuto alla considerevole aJtezza di 6000 metri, rimanendovi più a
luogo dj chiunque altro in precedenza. Ai primi dj agosto tornarono sui propri
passi attraverso il ghiacciaio.
n K2 o Chogo Ri venne conquistato solo ne.l 1954 da una spedizione italiana
guidata dal professar Ardito Desio.

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Capitolo 6

D principe e la principessa Cbioa Khan

Nell'ottobre 1902 Crowley si imbarcò a Bombay per la Francia. Fece una tappa
al Cairo ma, invece dì. andare a visitare le piranùdi, preferì sguazzare nei comfort
deUo Shepheard's Hotel, dichiarando che non aveva intenzione di farsi guardare
dall'alto in basso da quaranta secoli (nel 1798, dopo la cattura di Alessandria,
Napoleone marciò sul Cairo. Pri ma della battaglia di Giza, djsse ai suoi 35.000
uomini che quaranta secoli li guardavano dall'a.lto delle piramidi. La cavalleria
deì mamelucchi al servizio dell.'Esercito Turco venne fatta a pezzi dai reparti
della Fanteria Francese).
Da quando aveva lasciato l'Inghilterra era in corrispondenza con un giovane
pittore, Gen:ùd Kelly, che dive1me in seguìto presidente della Royal Academy e
morl nel 1972 a 92 anni. Si erano conosciuti quando Crowley frequentava l'ulti­
mo anno al Trinity College. Un libraio di Cambridge, che Crowley defuù
..l'esemplare più nauseante e ipocrita della razza dei bottegai che avessi mai
visto", mostrò a Kelly una copia del primo libro di Oowley. Lo pseudonimo
usato daU' autore e la citazione tratta da Swinburne suscitarono la curiosità di
Kelly . Ecco i versi di Swinbu.roe scelti come premessa al libro:

lo contemplo me stesso nella sfera


nel cui centro mi trovo, mentre cerco
con occhi ardenti di varcar la oen1
circonferenza, per scoprire Dio.

Kelly raccolse informazioni sul conto di quel misterioso "gentiluomo dell'uni�


versità", e venne combinato un incontro nell'appartamento di Crowley al .nume­
ro 37 di Trinity Street.
Il poeta era un giovane d:i bell'aspetto, portava al coiJo una eoonne cravatta a
farfalla e alle dita anelli amati di pietre semipreziose, dalla forma strana e ambi­
gua come lo sguardo del loro proprietario. Portava camicie di seta pura. forse un
i
po' sporche a polsi e a.l coUetto ma questo era conforme aUa sua aria virile. Era
un maestro nel gioco esoterico degli scacchi; aveva partecipato a due tomei con­
tro Oxfor� vincendooe uno di livello medio-alto (gH scacchi piombati Stauntou
erano riposti in tma cassetta di mogano su un tavolo da gioco pieghevole, aperto e
cosparso di fiche da poker). Inoltre, era un eccellente conversatore, pronto a Lan­
ciare battute cariche di pungente umorismo e a infilare una citazione dietro l'alu-a.
L'appartamento era pervaso da un'atmosfera di lusso e di cultura. I libri
coprivano le pareti fino aJ so.ffitto e riempivano quattro scaffali girevoli dì noce
poggiati sul pavimento. Erano per lo più testi di scienza e di fiJosofia, affiancarj
da :una modesta raccolta di classici greci e latini e qualche romanzo russo e fran­
cese. Su un ripiano spiccavano The Arahian Nights (Le mille e una notte} di
Burton, rilegato in nero e oro: sotto c'era i l Chaucer di Kelmscott, in tela e con
l'etichetta quadrata. Alcune preziose prime edizioni dei poeti inglesi stavano

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LA 010'18NTÙ: SULLA VIA DELtA GRANDE7-ZA

accanto a volu.mi dalle originali rilegature editi da fsidore Liseu.x. Un'antica


copia di Rabelai-;, ù1 marocchino cremisi con impresso lo stemma di un cardina­
le, stava accanto al Villon di Joho Payne, rilegato in bianco irrunacolato, e alla
Kabbalah Denudala di Koorr von Rosenrotb, Ùl pergamena che con il tempo
aveva assunto un rugginoso colore arancione. Questi libri costituivano, per cosl
dire, l' av<mguardia di nn esercito dì straJù, antichi libri sull'alchimia e altri argo­
menti simili, come iJ grimoire apocrifo di papa Ouorio1, l'Enchiridion di papa
Leone UI, sospettato di stregoneria, e il Nuctemeron di Apollonjol.
Sopra la porta era appesa una piccozza con la punta consumata e il manico
scheggjato, e in un angolo era poggiata una sacca di tela contenente una canna
per la pesca al salmone.
n pittore prese subito in sirnpati.a il poeta, e il poeta si compiacque deH' anuni­
razione del piuore. Diveataro.oo ottimi amici e quando Crowley eb� terminato gli
studi si incontrarono a Londra, dove il padre di Kelly era vicario di CamberweU.
Mentre Crowley era sull'Himalaya, Kelly faceva il suo apprendistato a Parigi.
Poiché doveva raggiungere Mathers nella capitale francese, Crowley scrisse a
Kelly dal Cairo, autoinvitandosi a casa sua.

Frnter Perdurabo, carico di saggezza orientale, tremava di eccitazione al pensi.e­


ro di varcare la soglia della casa di Mathers. Sarebbe apparso all'improvviso, m
cuna la sua gloria. ln una lettera a Kelly parlò del suo imminente arrivo in rue
Saint-Vincent a Montmartre (dove Mathers si e:ra trasferito) come dell'Ora del
suo Trionfo. Quando nell'inverno 1 899� 1900 aveva sostenuto Matbers contro la
loggia londinese, era stato contento di considerare Frater Deo Duce Conùte Ferro
come il suo eroe e a sott'ometlersi al suo volere; adesso si comportava come se
fosse convinto che Mathers si sarebbe sottomesso al suo. Sarebbe srato più faci­
le, poi. salire sulla vetta del Cltogo Ri.
L'Ora del Trionfo fu celebrata. e nemmeno poi tanto, soltanto da Crowley.
Mathers lo accolse in silenzio, per nu.lla impressionato dall'Himalaya, dallo yoga
e dal genio impetuoso del giovanotto che gli slava davanti. Si può solo provare
a indovinare che cosa si dissero i due Fratres della Golden Dawn. Crowley, che
descrisse con abbondanza di particolari quasi tutti gli eventi della sua vita, sor­
vola su questa faccenda, come se fosse troppo imbarattanre per parlarne.
Ovviamente il guaio dj Mat:hers era costituito daJ fatto che fosse dedito aJJa
magia nera. Invece di evocare un angelo custode, si era limitato a generare un
demooe maligno. Cosl alr.neno sostellne Crowley. E poi, Mathers gli aveva ruba­
to certe cose che gli appartenevano. Prim.a di pitrtire pet il Messico, Crowley
aveva lasciato in rue Saint-Vincent un completo da toeletta (del \'alare di cio­
quao!a ghi11.ee) e, quando chiese di riaverto, Mathers scosse U capo clichiarando
di non averlo mai vistos. La rottura tra i due era inevitabile. Ma[hers voleva sol­
tanto subordinati e Crowley non aveva più iutenzione di rimanere ai piedi di un

l. ln italiauo Il grimorlo di papa Onorio, 3 curo dl Jorg SabeUicus. Hem1es Ediz.ioni, Roma,
1975 (NdC).
2. Crowley possedeva solo ;ilcuni di questi Libri. Si trotta deJla descrizione della sua biblioteca
ideale, non di quella reale.
3. Crowtcy accusava sempre le persone con cui litigava di avergli mbruo qualcosa; negli ultimi
anni divenne una vera e propria mania.

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[L PRINCIPE E LA PRtNClPESSA CHIOA KHAN 65

Maestro; era troppo irrequjeto e ormai aveva assunto un atteggiamento ostile nei
confronti di qualunque autorità. Per giunta, aveva decìso che lui, e lui soltanto.
doveva essere i l Capo dell' Ordine ennetico della Golden Dawn e, se questo non
era possibile, di uo Ordine superiore creato da hu stesso.
Rendendosi conto cbe era necessario colpire subito Crowley, Mathers chiamò
in suo aiuto una vampira, Mrs M., "una donna di mezza età logorata da straoe
frenesie", che stava modellando una sfinge con l'intenzione di iufonderle la vita
affinché realizzasse .i suoj malvagi desideri. Crowley ne sentì parlare dal suo
amico Keily, il quale gli fece conoscere Miss Q., che viveva con lei, e tm pome­
riggio, attraverso M.iss Q., conobbe la terribile Mrs M. Dopo le presentazioo.i,
Miss Q. "uscì dalla stanza per andare a preparare il tè, e la Magia Bianca e la
Magia Nera rimasero faccia a faccia":

All'improvviso f11i affeml:to da una strana sensazione di sogno, e qualcosa


di. veUutato. dl dolce e per giuota lascivo, passò sul la mia mano. Alzai gli
occhi e vidi che M,rs M., senza far rumore, aveva la$ciato il suo posto e si
stava chinando su di me; i suoi capelli erano parsi sulle spaUe in una
�sa di riccioli e con la punta delle dita mi sfiorava il dorso della mano.
Non era più la scialba donna di mezza età, ma una giovane di incantevole
bellezza.

Crowley riconobbe il potere della sua magia e iniziò con lei una conversazione
magica. Non rivelò cosa disse e nemmeno come rispose la signora, ma in ogni
caso "le rnie paro�e lacerarono iJ suo cuore malvagio e bruciarono neUe 1.-ue nere
viscere, come se ognuna fosse una goccia di acido corrosivo".

.Bila s i ritrasse da me, poi tornò ad accostarsi, ancor·<� più bella d.i prima.
Ora stava lottando per la propria vita, non più per il sangue deUa sua vitti­
ma. L'odore dell'uomo sembrava riempire di un'agilità felina il uo corpo
snello. Avviciuatasi di un altro passo, saltò su di me c con una parola osce­
na cercò di premere le sue labbra scarlatte sulle mie.
Io affermi la strega tenendola a distanza, quindi la colpii con la sua
Stessa corrente maligna. Una luce azzurro-verdastra sembrò cingere la Lesta
della vampira, poi i suoi capelli biondi assunsero il colore della neve spor­
ca, la bella peUe si raggrinzi e gll occh i divennero opachi. simi li a peltro
macchiato dalla feccia del vino. La ragazza ventenne era scomparsa:
davanti a me stava una megera di sessant'anni. Uscl dnlln stanza vacillan­
do e lanciando maledizioni.

Nel 1948, quando riferii a Gerald Kelly questo episodio di Crowley con la
Vamp-ira, Juj lo definì uoa "pura invenzione".
Una notte Crowley fece la sua ultima visita iu rue Saint-Vincent Lo aceorn­
pagnava George Ceci! Jones. Entrarono nella casa di Mathers passando per la
fmestra per recuperare alcune vesti cerimoniali e altri oggetti che Crowley aveva
acquistato per l'Ordine oeJ 1900. Jones, in una lettera, mi disse che controllaro­
no ogni singolo oggetto sulle fatture originali.

KeHy aveva LUlO studio in rue Campagne-Première e pranzava in un ristorante in


rue d'Odessa, nei pressi deUa Gare de Mompamasse, frequentato da un circolo
di artisti e scrittori . D locale si chiamava Le Chat Blanc, e Crowley oe fa una

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66 LA OIOW!NTÙ: SULLA VIA DELLA GRANDEZ7�

noiosa descrizione nel suo poema erotico Snowdrops from a Curate s Garden
(Bucanevì dal giardino di un curato) del 1903. Fu qui che Willia.m Somerset
Maugbam conobbe Crowley; ripercorrendo l'incontro, disse: "Lo presi subito in
antipatia,, anche se non posso negare che fosse un tipo interessante e divertente.
Era un ottimo conversatore e sapeva parlare incredibilmente bene. Mi dissero che
in gioventù era stato un gran betl'uomo, rna quando lo conobbi era ingr�sato e
i suoi capelli si stavano diradando. Aveva begli occhi e un modo, non so se inna�
to o acquisito, di concentrare lo sguardo da dare l'impressione, quando vi fissa­
va, cl).e stesse guardando dietro di voi".
Crowley conobbe Auguste Rodin, benché non dica dove o quando; probabil­
mente, fu allo Chat Blanc nel 1902, dopo i l suo ritorno daU'Himalaya. "Venni
presentato a Rodin e immedi.ara.meute ,mi innamorai di quel vecchio straordina­
rio e della sua opera colossale", scrisse Crowley. '"Penso ancora che il suo Balzac
sia il lavoro più interessante e pregevole che realizzò, un nuovo concetto dj scul­
tura". Fece anche la conoscenza di Marcel Schwob.
Schwob era nato nel 1 867 a Chaville-sur-Seine, vicino Parigi; aveva quindi
otto anni più di Crowley. Discendeva da una famiglia dì rabbini e medici; a tre
anni sapeva già parlare e leggere iJ francese, l' inglese e il tedesco, e a ventuno
aun.i presentò uno studio sull'argot francese del Medioevo. All'epoca deU'iJlCOt1-
tro con Crowley, era considerato uno degli uomini di lettere più colti del tempo,
''une so.rt d'encycl.opédjste du XJX• siècle". CoUezionava stampe giapponesi, nel
suo appartame-nto al numero l l di rue Saint Louis en l'Ile aveva sofà coperti di
velluto rosso e tm domestìco cinese di nome Ting, e annoverava tra i suoi amici
Robert Louis Stevenson, George Meredith, Oscar Wifde, Anatole France, Paul
Valéry, Alfred Jarry che gli dedicò i l suo Ubu Roi, Guillaume ApoUinaire e molti
altri celebri scrittori. Schwob, i cui racconti vertevano soprattutto su personaggi
e situazioni decadenli, avrebbe potuto benissimo creare, attingendo alJa sua fan­
tasia morbosa, uo t:ipo bi.zzarro come Aleister Crowley, e Crowley, con la sua
immaginazione popolata di mostri, avrebbe potuto creare questo piccolo "ebreo
piuttosto esile e curvo". "Marcel Schwob suscitò la mia p·iù grande ammirazio­
ne", scrisse Crowley. Se all'inizio anche Schwob òmase affasdtlato da lui, fu
un'attrazione di breve durata. Forse ad allontanarlo fu queiJa che Maugham defi­
nl "la sfdccìata presunzione" di Crowtey, che appare evidente nella sua prolissa
Autohagiography o Confessions che scrisse e dettò a Leah Hirs1g vent'anni più
tar<li; i.n quest'opera diede un interessante giudizio su Rodin. che rivelava molto
anche di se stesso:

Non aveva uo intelleno nel vero senso d.ella parola; la sua era una virilità
talmeote esuberante che si riversava continuamente neUa creazione di
vibranti visioni. Piuttosto iogeouameote, lo assillavo per ottenere informa­
zioni di prima mano stt.ll'arte, ma non ho mai conosciuto qualcuno che
fosse incompet.eme come Augusre Rodin! Nel migliore dei c�. balbetta­
va qualcosa a propositO della n.atura e del suo grande insegnamento o tira­
va fuori qualche altro luogo comune ugualmente puerile.

Non era certo tra gli scopi di Crowley sostenere l' insegnamento delln Natura.
Per conso.lidare il suo rapporto con iJ grande scultore, Crowley compose Uil breve
poemetto sul Balzac di R<.'>din, che Schwob tradusse cortesemente io francese:

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IL PRINCIPE E LA PRINCIPESSA CHJOA KHAN 67

n risultato fu che Rodin ml invitò a soggiornare presso di luj a Meudon .

L'idea era che io dessi un· interpretazione poetica di tutli i suoi capolavo­
ri. L'intera serie forma il mio Rodfn in Rime.
n voh.une è iiJustr.no con d.ieci 1ilografie di boz:�:etti. fomitemi espn.-ssa­
meute da Rodin.

Due delle quarantatré poesie che compongono Rodin in Rime, "'Balzac·• e


"Rodin", sono anch'esse iJ1 francese. Schwob confidò a Kelly che si era sentito
obbligato a tradurle, ma pensava che Crowley fosse un poeta mediocre e ridicolo.
Schwob morì di tubercolosi nel febbraio del 1905. "La vern tragedia di que­
st'uomo'', scrisse Crowley commemorando .l'amico, «era la tortura deUa sua costi­
pazione cronica. Fu questa a ucciderlo".
Stanco dì Parigi, Crowley tornò a Boleskine. Là, sulle rive del Loch Ness, tra­
scorse il tempo in compagnia di tUla dotma che aveva portato con sé da Londra.
Uu giorno, in preda alla. noia, scrisse la seguente lettera al segretario della Società
di Vigilanza, una specie di organizzazione per la repressione del vizio:

Signore,
Sono doleme di dover dire cbe i.n questa zona la prostituzione è spiacevol­
mente evidente.
Abbia ln cortesia di informanni su quali misure (se è il caso) potrei
prendere per eliminare questa scocciarura che sembra diventare di giorno
in giorno sempre più intoUerabile.
Sarei disposto anche a speudere una somma considerevole.
Sinceramente vostro,
Aleister MacOregor

[l segretario della Società rispose che avr�bbe mandato immediatamente un


osservatore. Dopo un ulteriore scambio di lettere e l'arco di una settimana, arri­
vò un rapporto deludente: l 'osservatore non aveva ritenuto che la prostituzione
fosse particolarmente evidente neUa piccola cittadina di Foyers. A questo punto
Aleister MacGregor, il Laird del Boleskine Manor, pensando che fosse giunto i l
momento di porre fine alla faccenda, rispose con una cartolina postale: ''Evidente
per la sua assenza, stupidi!".
Presso di lui viveva un certo L.C.R. Duncombe-JeweU, figlio maggiore di un
Plymoutb Broù1er che si era messo in cattiva luce convertendosi al cattolicesimo.
Duncombe-Jewell, che a Boleski:oe aveva funzioni di umministratorc, portava il
kilt, si faceva chiamare Ludovic Cameron e con�igliav.a a tutti di parlare in gae­
lico, benché non conoscesse questa lingua.
A luglio, trovandosi senza una "oornpagn.a-governante" - la donna che aveva
t -- Crowley si recò a Edimburgo per
agganciato a Londra era presum..ibili:ttente fuggia
cercarn.e un'altra e per prendere KeUy, che aveva invitato a casa sua. Trovò una
dorma di suo gusto, una certn "Arabe.Ua la Rossa'', che però non poté set:,ruirlo subito.
Ke11y era arrivato da poco a Bol.eskine quando ricevette una lettera da sua
madre, la quale gli chiedeva dj mggiungerla a Strathpeffer, una trentina dj chHo­
metri a nord di Foyers, dove stava seguendo uoa cum, per discutere oon l.ui una
questione importante. Allegato alla lettera c'era uo biglietto dj sua sorella Rose,
che diceva dì trovarsi in difficoltà e di avere bisogno del suo aiuto. Quel giorno
stesso KeUy e Crowley (YdltiroiJo per Strat:hpeffer.

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68 LA GIOVENTÙ: SVU.A VIA DELLA ORANDEZ7
.. A

Quando Rose vide il frateUo in compagnia dj un magnifico individuo che


indossava i1 costume trndizionale degli Highlander scozzesi con i colori dei
Ma:cGregor, capi che quello era il famoso AJeister Crowley e si affrettò ad andar­
gli incontro.
Dopo aver presentato il suo amico, Gerald si ritirò in comp.agrua deUa madre
per conoscere le ragioni del suo appello. Si trar1ava di una stupidaggine comnles­
sa daJla sorella. Rimasta vedova dopo la morte del marito, u:u uomo molto più
vecchio di lei, era stata costretta. con suo grande disappunto. a tomare a vivere
con i genitori. D ma.trìmonio era stato deludente sotto ogni. punto di vista, e ades­
so Rose cercava di riguadagnare i.l tempo perduto civettando con tutti gli uomi­
ni che i.ncontrava. L'anno prima si era fidanzata con un sudafricano, che era tor­
nato in patria per fare fortuna. Nel .frattempo, si era tìdanzata anche con Wl
americano che aveva studiato a Cambridge con suo fratello. Quando un uomo si
innamorava di lei e l.e chiedeva di sposarlo non aveva il coraggio di rifiutare. D
corteggiatore uumero due doveva soltanto convincere suo padre ad acconsentire
al matrimonio. Purtroppo entrambi gli spasimanti erano riusciti nei rispettivi
intenti e avevano telegrafato contemporaneamente per a.nnunciare che stavano
arrivando per sposare Rose, che in realtà non amava nesstmo dei due. Cosa dia­
mine doveva fare ora'l
Mentre passeggiavano nel campo da gotf, Rose spiegò ad A1eister il pasticcio
in cui si era cacciata e Frater Perdurabo, la cui ..indignazione shelleyaoa., era
stata ridestata da quel racconto e che non si femiava mai a riflettere, propose una
soluzione.
"Sposi m.e", le disse.
Poi le parlò delle sue condizioni spirituali e dei suoi piani per il futuro e tornò
a discutere il problema della giovane donna nel mezzo di un discorso sulla
magia. ..Non si preoccupi per questa sciocchezza. Basterà che leì mi sposi. Poi io
tornerò a Boleskine e non sentirà mai più parlare di me".
Andare a letto con tutte le donne tranne che con sua moglie rieot:ntva nella
logica dei sentimeo.ti di Crowley. Aveva veototto anni e il matrimonjo era una
carta che non aveva ancora giocato.
''Sposando me", spiegò, "lei sarà libera: si libererà dei suoi due fidan zati e di
me perché io le lascerò fare ciò che vuo.le".
Rose accettò. Sapevano che bisognava agire in fretta. Quel pomeriggio Crowley
si recò alla chiesa locale, ma l'uuica autorità disponibile era il becclùno, il quale lo
infonnò che avrebbe dovuto fare le pubblicazioni e aspettare tre settimane.
"Andiamo, andiamo", disse Crowley, "deve esserci un sistema più semplice
e più rapido per sposa.n. i".
D becchino-sagrestano scosse tristement.e il capo, un gesto che Crowley inter­
ruppe meuendogli in mano mezza corona. AUora l'uomo ammise che, secondo
la l.egge scozzese, bastava presentarsi allo sceriffo della contea dichiarando l'in­
tenzione dì sposarsi e il matrimonio poteva essere celebrato seduta stante.
"Seduta stante". ripeté Crowley a voce bassa.
La mattina successiva, prima che gli altri sì svegliassero, Rose e Aleister sgat­
taiolarono via oel grigiore dell'alba e salirono sui primo treno per Dingwall. In
carrozza si sedettero l'uno di fronte all'altra, silenziosi e preoccupati.
A DiogwaU, con l'aiuto dì un poliziotto assoru1ato, trovarono la casa dellO sce­
riffo, ma 1a cameriera che gli aprì .la porta rispose che il magistrato stava ancora

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ll. PltJNCIJ>E E LA PRINCIJ>ESSA CfUOA !<HAN 69

dormendo. Le spiegarono J.a ragione della loro visi.m e la donna rispose cbe
sarebbe andato bene anche un avvocato. Allora svegliarono un avvocato e alle
orto del mattino furono dichJarati marito e mog.lie. Al termine della c�rimonìa
Crowley tra.�c;e i l pugnale dalla calza e lo baciò solennemente.
In quel momento Gerald KeUy, che non aveva faticato a trovare H Laird dj
Boleskine con il suo vistoso abbigJiamento, fece irru.z:iooe nell'ufficio, pallido
per la rabbia. Quando seppe di essere arrivato troppo tardi, sferrò un pugno in
testa a Crowley. Si separarono sul marciapiedi davanti a:U'ufficìo dell'avvocato.
Crowrey, secondo gli accordi, ripartì per .BoJes.kine, e Rose tomò a Strathpeffer
insieme a Gerald.
La descriz:ione del suo donchisciottesco matrimonio, come del resto tutti gli
scritti di Crowley, è rovinata dal modo enfatico in cui vedeva la situllZione.
Sentiva di aver fatto scalpore nelle cittadine di Strathpeffer e Dingwall, ed era
eccitatissimo. E adesso, si chjese. cosa sarebbe accaduto? Sapeva bene che Rose
non si sarebbe lasciata intimidire né dal fratello né dall.a madre né dal signor HiU,
l'anziano avvocato che aveva accompagnato Mrs Kelly in Scozia. Arrivato a
casa, mandò Ludovic Cameron a Strathpeffer con l'incarico di dire ai Kelly che
si era sposato legalmente con Rose e che loro non potevano farci nulla. "QueHo
fu", disse Crowley a proposito del suo amministratore, "il moment.o supremo
delia sua vita!".
D dsultato fu che Rose e Crowley dovettero tornare a DingwaU per registrare
il loro matrimonio presso lo sceriffo, come era previsto dalla legge. E così fece­
ro, in mezzo a un'eccitazione che, secondo l 'ampolloso racconto di Crowley,
eclissava l'emozione susciata t dalla liberazione di Mafeking'. n signore e la
signora Crowley si recarono quindi in treno fmo al capolinea della ferrovia loca­
le e preseTo alt.oggio in un albergo sulla costa occidentale della Scozia. Dopo iJ
pran:w, nel corso del quale bevvero parecclùo champagne, Ros�i ritirò in came­
ra da letto, mentre lo sposo, abbandonandosi all'estro poetico, scrisse un rondò
(una lirica di tredici versi) suUa lista delle vivande.
Più tardi raggiunse Rose al piano superiore. Cominciava a sospettare di esse­
re innamomto di lei e temeva che la sua indifferenza fosse stata soltanto un abile
tentativo per non distogliere il proprio pensiero daUa Grande Opera.

Mentre festeggi.nvano a Boieskine, dove il Laird aveva condono la �'])Osa, Crow­


iey venne a sapere che Arabella la Rossa sarebbe arrivata il giorno dopo. Si era
completamente dimenticato di lei. urvu vergogno di ammettere", scrisse Crowley,
"che 1ion sapevo cosa fare. Decisi di affidarmi a Dw1cmnbe-JeweU. Eglj si dimo­
strò aLI' altezza della situazione e si recò a lnverness per convincerla a tornare
indietro. Può sembrare incredibile, ma la mia reazione fu di fastidio. Non prova­
vo aJcun sentimento per Arabella Ia Rossa, anzi, l'avevo soelta proprio per que­
sta ragi.one".
Crowley sentl il bisogno di informare sua madre del matrimonio e le scrisse
la seguente lettera:

4. Celebre episodio deHa seconda guerra angloboora. Mafeking, citmdina a ci:rc:l duecemo chilo·
metri da Joha.nnesburg, venne circondata nel 1899 dalle uu.ppe boere, rnen.tre in Tn_ghllterra i gioma·
li uc=sn-v-dno iJ governo di indecisione e debolezza. Fu li.berata d opo un a._�sedio di beo 2 1 7 giomi
da un contingente britam1ico comandato dal cotonnello Robert B.adeo-Powell. che divenne un eroe
nazionale e che in seguito fondò iJ movimento dei Boy Soout (NdC).

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70 LA OIOVEN'TÙ: SUU,.A VIA Detl.A ORANOBZZA

Mi dispiace che tu non sia volutn venire nUe mie nozze. � stata una ceri­
monia grandiosa, con iJ carro funebre omato di piume e la musica in sor­
dina che faceva pensare alle deLiziose note di trent'anni fa. D reverendo
F.F. Kelly. padre deH.a sposa, ha pronunciato u.n magnifico sermone davan­
ti alla fossa, ispirandosi al versetto 44 del capitolo 44 di ll.-aia: "E il Signore
parlò a Mosè, ed egli si levò c lo colpì"s. Trentasei cornamuse hanno into­
nato "ta voce che alitava su!J'Eden'' - un'allusione a Whistler, credo, che
il frateUo di lei ammira moltissimo - e mentre la terra veniva spalata con
riverenza sui resti mortali da dodici robustj professori di esperanto, imbal­
samatori e vari mormoni assortiti (con tan.tì cari. angeli distntttori), un pro­
fondo sospiro dj sollievo si è levato dalla folla riunita, mentre lacrime di
amara gioia piovevano a profusione per consentirci di realizzare il proget­

to, già quasi accantonato, dj cominciare la luna di miele in canoa. Così


facemmo, arrivando al Bames Bridge nel tempo sbalorditivo di 2 ore, 43
minuti. 21 secondi e mezzo. Poì ci dirigemmo verso i mari della gloria, nel
fulgido Occidente, dove siamo tuttora e dove sempre d troverai, c/o Dio,
Paradiso.

L'allusione è all'annuale gara di canottaggio sul Tamigi tra le Università di Oxford


e Cambridge: Barnes Bridge, presso Hammersmith, si trova vicino al traguardo.
Per sua natura Crowley si lanciava sempre in azioni completamente irrazio·
nali. lu teoria si era sposato per aiutare una povera ragazza a togliersi dai guai;
dopo ventiquattr'ore, però, s.ì accorse che se ne stava innamorando e, qualche
giorno più tardi, era onnai consumato da folle passione.. Nelle settimane che
seguirono quelle nozze affrettate, rimase immerso in un'estasi d'amore e solo
una volta andò a letto con la novella sposa. Spiegò che l'atllOr� di Rose per l ui ­
in apparenza era stata lei a dare inizio alla vicenda - aveva suscitato il suo amore
per lei e che, almeno all' inizio, si era lasciato t:rdscinare dall'estasi. Ben presto
scopri di essere sposato cou "una deJJe donne più belle e affascinanti del mondo''.
Verso la fine dell'estate la portò a Parigi, prima tappa di una luna di miele che
doveva condurli in Oriente.
Mentre pas.-sava sul ponte Alexandre l l 1 con Rose sottobraccio, incontrò
Moina Mathers. Nonostante t'avvenuta rottura tra di loro, sì fem1arono per scam­
biarsi qualche parol a; ma agli occhi di Crowley Moina, la bellissima soreUa del
filosofo Heuri Bergson (Maud Gonne MacBride, anche lei membro deUa Golden
Dawn. mi disse che era una donna jncantevole), ormai era soltanto una prostitu­
ta. e un anno dopo la morte dl lei ne pubblicò una descrizione sprezzante. "Venni
a sapere che Mathers, ridotto in cattive acque, aveva costretto la moglie a posa­
re nuda .in uno di qu.egli. spettacoli che danno a Mootmartre per il diletto degli
individui ignordDti e pmriginosi, soprattutto provinciali e inglesi; e questo non
era neppure il peggio".
Moina era per il marito soror mystica e veggente. In una lettera alla sua pro­
tettrice Annie Horniman, scritta a Parigi l 'ul ti mo giomo etei 1 895, e l la confessò
di provare orrore per i l sesso, che defirù una "cosa bestialeH. Da ragazza, quan­
do aveva sentito parlare per la prima volta dell'accoppiamento tra uomo e donna.,
era rimasta traumatizzata. "Figli o no", scrisse, "un atto naturale non dovrebbe
essere così sconvolgente. Rammento che per un certo periodo il mio ribrezzo per

5. Ovviamente, uu versetto simile non esiste (NdA).

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lL. PRI.NCIPE 8 1.A PRINClPESSA OtiOA KHAN 71

gli es.<ieri mnanj fu talmente grande che non riuscivo a guardare mia madre senza
avversione e disgusto". Proseguiva affemtando che lei e Mathers avevano deci­
so "di oon fare nuUa che avesse a che vedere con l'amplesso; so per certo che ci
s.ìaroo mantenuti perfettamente casti . . .". Quando scrisse questa lettera aveva
trentacinque anni ed era sposata con Mathers da cinque. Lungi dall'essere una
prostituta, come insinua Crowley, era vergine e probabilmente lo rimase fino al
giomo della morte.
Jn gioventl:l Crowley aveva scoperto che poteva di.re cose false e orribili sulla
gente - cbe erano prostitute, drogati, ladri, vigliacchi o «inconcepibili merde" -
ma ora la calunnia si fermava o svaporava silenziosamente nell'aria. Chi si pre­
occupava di confutarla'? Ovviamente non andava a riferire queste cose diretta­
mente all'interessato. Talvolta, contro le persone incapaci di difendersi o quelle
che, come sapeva, preferivano non lasciarsi coinvolgere da un io.divi.duo scanda­
loso come Aleister Crowley, diceva cose malevole per lettera o sulla stampa. Era
una caratteristica che condivideva con il paranoico Lord Alfred Douglas. I gior­
nali popolari lo ripagavano in buona misura, ma a lui piaceva sguazzate nel
fango. Tl pubblico biasimo significava essere considerati, ed era molto meglio
che vedersi ignorati; in fondo, egli era la Bestia 666. Faceva di tutto per render­
si sgradevole ma rimanendo sempre nei limiti deHa sicurezza personale: i tempi
erano tranquilli e le persone inibite dagli standard deUa buona educazione, che
solo dopo la morte di Crowley cominciarono a sparire rapidamente..
Poi si rappacificò con Geral.d Ketly, al quale scrisse:

Grazie per la tua divertente lette.ra e per l'al legato. Mì ero accorte che ìn
quel momento eri infuriato percbé sentivi di avere tono . . Le .lettere diret­
.

te a me mi troveranno più facilmente se saranno indirizzate a


Lord Boleskine
senza circonlocuzioni o ambiguità Ho dirirto a questo titolo c ioteudo
.

a ffen:onrlo. •·AJeister Crowlcy" è ovviamente uno pseudonimo, ormai


destinato esclusivamente a un uso letterario.

Lord e Lady Boles.kine raggìuns.em Marsiglia e si imbarcarono per il Cairo.


Crowley convinse Rose a passare una notte insieme a 1ui nella Camera del Re
della Grande Piramide per aiutarlo a invocare il Dio deUa saggezza, Thoth dalla
testa dì ibis:

Giungemmo nella Camera del Re dopo aver cougedato i servitori ai piedi


della Grande GaUeria. Alla luce d.i un uni<:fi candela posata sull'orlo dello
'

scrigno ilùz:iai a leggere l' .invocaziooe. Ma, ruenn·e proseguivo nella .lettura,
mì accorsi che non dovevo pìiì chinanni per tenere la pagina accostma alla
luce. Stavo drino, ma il manoscritto era ugualmente leggibile. Guardandomi
intorno, vidi che la Camera del Re risplendeva di una luce dolcissima che
rkonobbi immediatamente come .la luce astrale ... La Camera del Re sfavil­
lava, come deJ più fulg ido chiaro di luna tropicale. La mjsera luce giallastro
della candela era quasi una bestemmi.a e la. spensi. La luce astrale perdurò
du.mnte tulta l'invocazione e poi aocom per un po' di tempo, uncbe se si
attenuò sensibilmente quando c i accingemmo ad andare a dormire.

Dal Cairo si recarono a Ceylon dove trascorsero le giornate andando a caccia


nella giungla. Appena deponeva il fucile, Crowley afferrava la pe.nna. Fu a

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72 LA GIOVBNTÙ: SUU..A VIA DELLA GRANDBZ7..A

Ceylon che sorisse Rosa Mundi (Rosa del Mondo), la poesia cbe Charles Richard
Camme ll definì una delle più grandi liriche d'amore in lingua inglese, "ricono­
sciuta come tale da tutti gli intenditori di poesia non condizionati da stupidi pre­
gittdizi oei confronti dell'autore'06•

Rosa del Mondo!


Gloria rossa deJ cuore seg reto deU'amoret
Rossa fiamma, rosa rossa, sottilmente
raccolt:a ncl suo fiore
infinito, al di sopra dj ogni fiore!
ll suo fiore nell.a sua passione profumata,
la sua lieve, dolce passione, raccoUa e concentrnta
i11 forma d.i fiore;
c i l .mio profondo spirito si prende
la parte pura dì quel cuore
voluttuoso di letizia arcana!

Nel corso di una spedizione nelle zone selvagge di Ceylon si accamparono


sulle rive di un Lago. Dalle acque poco profonde vicino alla riva sì levavano
grandi alberi, dai cui rami pendevano t'esroni di voJpj votanti o f'()SSette, una
sorta di grossi pipistrettì dal vello rosso e bianco. Crowley decise di uccidere
alcuni di quegli animali per ricavare dalle loro peil.i un cappello per Rose e un
panciotto per sé. Sì avviarono a bordo dj uno zatterino per sorprendere le loro
prede mentre dormivano. Le volpi volanti si svegliarono tutte al primo sparo e
spiccarono il. volo, oscurando U cielo Crowley continuò a sparare fino a quao­
. ,

do una di queUe creature, ferita, cadde addosso a Rose, piantandole gli artigli
nei capelli.
QLtesta avveurura, o disavventu.rd, ebbe un seguito inquietante. Nel c·uore
della notte, meotre dormivano in un tipico bungalow per i viaggiatori, Crowley
fu svegliato da wt grido orribile, simile a quello di un pipistrello morente.
Chiamò Rose; lei non rispose ma il gndo cotltinuava; allora sc�stò Ia pesante
zanzariera, balzò in piedi e accese una candela. Rose, completamente nuda, appe·
sa mani e piedi alla spaLUera del letto, ululava come uoa pazza. Non fu facile
staccarla da lì; sì aggrappava disperata e continuava a gridare. Quando Crowley
finalmente ci riuscì, Rose lo graffiò, lo morse, tomò a graffiarlo. . . esattamente
come aveva fatto con lei il. pipistreUo morente.
Con clinica precisione Crowley descrisse quel fenomeno come "il più bei
caso di ossessione che avessi mai avuto la fortuna di osservare. È facile capire
che, nella sua condizione di ipersensibiJità, l'incidente ac,caduto quel giorno si
era ripetuto in un sogno. Rose si era identifi.cata con l'animale che l'aveva assa­
lita e ne aveva imitato il comportamento". La "condizione di ipersensibilità" cuj
allude Crowley era lo stato di gravidanza.
Nel gennaio 1 904 decisero dì tornare in Europa; avevano pensato di aodru-e a
far visita ad Allan Beunett, ma gli dèi avevano stabilito in maniera diver�a. Non
potevano andare a Rangoon più dj quanto avrebbero potuto andare sulla Luna,
osservò Crowley, perché stava per svolgersi l'evento che egli defiol i l più impor­
tante di tutta la sua vita, la ragione stessa deUa sua esistenza.

6. Alei.vter Cl"()w/ey. rhe Man. rhe Mage, rhe Poer, The Ridl:m'ds Press, 195 l (NdA).

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IL PRINCIPE 8 LA PRINCIPESSA CHJOA KHAN 73

A quell'epoca Crowley non aveva alcuna preroonizione di cìò che lo attende­


va, ma solo l.a vaga sensazione che il destino lo spingesse a tornare in Egitto.

Al Cairo i l conte Svareff, alias Aleister MacOregor, si trasform.ò nel principe


Chioa Khan.. Indossava un turban.te con un pennacchio di piume fermato da una
spina di diamanti, una tunica di seta e una sopravveste intessuta di fili d'oro e
andava iu giro in compagnia della princìpessa Chioa Khan, già signora Crowley.
"Portavo al fianco tma tolwar1 decorat.a con pietre preziose, e due sgarg:Janti val­
letti precedevano la mia carrozza per fare strada". Allo scopo di evitare che qual­
cuno potesse avanzare qualche dubbio sulla sua identità, Crowley fece pubblica­
re un avviso con cui annunciava che un potentato orientate lo aveva innalzato nl
rango dj principe. Ne inviò una copia ai getùt.oti dj Rose, allegandola a una let­
tera netta quale ricordava che il principe Chioa Khan non avrebbe penuesso alla
moglie di. ricevere posta se sulla busta non fosse stato scritto il titolo esatlo. 11
padre di Rose, vicario di Camberwell, uno tipico personaggio vittoriano, alzò le
spalle davanti a quest'ennesima dimostrazione di volgarità da parte del genero.
Giudicava Crowley llO farabutto e la sua poesia ••robacci.a", ma la moglie obbe­
dì dilige;ntemente indirizzando le lettere aiJa figlia secondo le .isruz
t ioni ricevute.
Una volta aggiunse un punto esclamativo e per questa impertinen�.a la lettera le
venne rimandata ìndjetro ancora chiusa per posta raccomandata.

7. 1àlwar o wlward, una spada indiana (NdA.).

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Capitolo 7

Aìwass e il Liber Legis

Stando a Crowley, Math.ers aveva finito per soccombere ai demoni maligni evo­
cati dalla magia di Abra-Melin, perdendo quindi il contatto con i Capi Segreti.
Da parte sua, però, Perdu.rabo non era ancora entrato in comunicazione con que­
sti ultimi e senza di loro non poteva formare un Ordine di una certa importanza.
Prima o poi doveva riuscire a stabilire un collegamento con gJj dèi oppure rasse�
gnarsi ad abbandonare completamente la magia.
D 1 4 marzo il principe e la principessa Chioa Khao si trasferirono in un appar­
tamento in una casa all'angolo di una strada nei pressi del BouJak Museum.1•
Crowley trasformò la stanza affacciata a nord in un tempio e riprese le sue ceri·
monie magiche, irrvocando Thoth. IA02•
Rose si trovava in una strana condizione mentale, scrot>rava stordita. Porse
aveva bevuto oppure era isterica per la gravidanza, pensò Crowley. Continuava
a ripetere in tono sognante: "Ti aspettano", e iJ 1 8 rnarzo se ne uscl con questa
affermazione sbalorditiva: ..Chi ti aspettava era Horus". Aleister l'aveva offeso,
perciò doveva invocarlo e implorarne i l perdono.
"Chi è Horus?", chiese Crowley. Rose non sapeva nuUa di egittologia e sulle
sue labbra quel nome era sconcertante. Per rutta risposta, condusse il marito nei
museo di quelle parti che, come sottolinea Crowley, non avevano mai visitato.
Passarono davanti a parecchie starue di Horus e salirono al primo piano. In fondo
a una sala c'era una vetrina, ma era ancora troppo lontana perché fosse possibi­
le vedere cosa contenesse.
"Làl", gridò Rose indicandola. "Egli è là!".
Perdurabo si avvicinò alla teca e vide che conteneva l'immagine di Ra-Hoor­
Kltui!, dipinta su una stele di legno della XXVI dinastia.
Improvvisamente Crowley indietreggiò sbigottito: l'oggetto esposto era. con­
trassegnato dal numero 666. D suo numero, i l numero della Bestia!

n tempio nell'appartamento del principe Chioa Khan vibrava del suono delle pre­
ghiere, mentre tUla figura scalza, vestita di bianco e ingioiellata invocava ad alta
voce il dio egìziru1o Homs, secondo le istruzioni dj Ouarda la Veggente, come
adesso Crowley dùamava la moglie. In arabo ouarda significa rosa. Sull' altare
davanti aJ supplice erano collocate una ciotola pìena di sangue di toro e una spada�

Come potrò umiliarmi abbastanza davanti a Te? Tu sci il possente e i nvitto


Signore dell'Universo; io sono una scintilla del Tho Splendore ineffabile.
Come devo avvicinarmi n Te? To sei Ovunque.

1. (l Boulak Museurn non esist.e più. I suoi reperti sono stati rrnsfc,riti nel Musoo Nazionale del
Cairo (NdA).
2. Jehovab, il principio creatore, oppure le iniziali di lside, Apo,pbis e Osiride, ovvero i1 s:ìgillo
gnostico IAO. indica le tre fasi del Jll'O�'SO spiritull.le (NdC).

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76 LA GIOVeNTÙ: SULLA VlA DELLA ORI\NDEZZA

Ti sei degnato generosamente di chiamarmi a Te, a ques1o Esorcismo


dell'Arte. percbé io sia il Tuo Servo, il Tuo Adepto, o FtLigido, o Sole di
Gloria! Tu m i bai chiamalo. . . non devo forse affrettarmi ana Tua
Presenza?
Perciò io vengo a Te con mani impure e depreco di essermi allontana­
to da Te . . . m.a iu s.aH
Sl, ìo ho fatto del male!
Chino la testa dav anti a Te; e poicbé l a Tua spada si è le vata &u di me,
io sono nelle Tue mani. Colpiscimi, se vuoi: risparmiaroì, se vuoi, ma
accettami come sono.

La voce dell'Adepto Perdurabo, che aveva vagato solitaTio per U mondo in cerca
di un segno e di una parola, si levò in un grido:

Vibra. vibra la cOrda risonante!


Sguai na, sguaina la Spada Fiammeggiante!
Piglio ln.cot:onato e .Re Vincitore.
Horus Vendicatore!

Nella Città delle Piramidi, antica patria della magia, dopo migLiaia di anni una
voce isolata tornava a pregare il dio Horus dalla testa di falco in una strana lin­
gua che non era l'egiziano antico:

Perciò io ti dico: vieni e risiedj in rne, così che ogni Spirito del Firma­
mento dell'Etere, della Terra e del Mondo Sotterraneo, nel Deserto e
,

neJJ' Acqua, nell'Aria Vorticosa. e nel Fuoco Ruggen te e in og11i incantesi­


,

mo e flagello di Dio l'Immenso �'Ìa TU.


Abrahadabra!

L'invocazione ebbe indubbiamente successo pèrché Frater Pcrdu.rabo ricevette


attraverso Ouarda la Veggente l'annuncio che "era giunto l'Eqtlinoz.io deglj
Dèi", ovvero che per l' llltlruùtà era cominciata una tmova era e che Aleister
Crowley era stato scelto per ìniziarla.
Fin dai primi esperimenti con la magia di Abra-Melin nel suo oratorio di
Boleskine, Crowley ave:va cercato dj comunicare con i l suo Angelo Guardiano.
Ora, finalutente, quest'ultimo apparve. Dapprima si manifestò a Ouarda la
Veggente, incaricandola di riferire al marito che doveva invocare Horus, entra­
re nel tempio e trascrivere ciò che avrebbe sentito. L'Angelo Guardiano si chia­
mava Aiwass ed era un Capo Segreto (con il grado di Ipsissimus). lmpresstooato
dalle maniere di Rose, Crowley fece ciò che gli ordinava.
L'8 aprile 1904, a mezzogiorno in punto, entrò nel tempio con la sua penna
stilografica Swan. sedette allo scrittoio, pre.se alcuni fogli e attese che succede.<;­
se qualcosa. Questa volta U "tempio" era una camera della suite di un albergo.
All'improvviso una voce iniziò a par.lare; sembrava provenire dall'angolo più
lontano della stanza, a sinistra dietro di luì.
"Haditl"3. La manifestazione di Nttit.
"La rivelazione della schiera celeste".
Perdurabo cominciò subito a scrivere, mentre la voce ''dal timbro profondo,

3. Hadit (Bclldery). alii'O nome del grande Horus celeste, il cn1 simbolo è il disco sob1re allllo (Nd4).

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AIWASS E IL 4'Lil3-ER LOOlS" 77

musicale ed espressivo, dai toni solenni, voluttuosi, teneri o severi a seconda del­
l'umore" enunciava l'importante messaggio destinato a tutta l 'umanità.
"Aiutamì, o Signore Guerriero di Tebe, a rivelado ai FigH degli uomiJ lj!".
Crowley scrisse ini nterrottamente per mt'ora; poi, aU'uoa del pomeriggio,
dopo i l sessantaseiesim.o ve.rsetto ("A me! A me! La manifestazione di Nuit è
finita"), Aiwass svanì e Crowley posò la penna.
U giorno successivo, sempre a mezzogiorno in punto, Perdurabo entrò nel
tempio. Co11 la stessa puntualità Aiwass apparve e cominciò a denare i l seoondo
capitolo:

Noi oon ci occupiamo dei reietti e degH indegni: che muoiano neUa loro
abiezione. Perché essi non sentono. La compassione è il vizio dei re.
Calpesta gli infelici e i deboli. questa è la legge dei fon:i, questa è la nostra
legge e la gioia dci mondo. Non pens1tre, o re, a coloro clte meotono e dico­
no: Tn Devi Morire, perché in verità tu non morrai, ma vivrai. Che venga
compreso questo: se il corpo del re si dissolve, egli rimarrà per sen:rpre
come pura estasi. Nuit! .Hadit! Ra-Hoor-Khuit! B Sole, Forza c Visione,
Luce, quesLo 1.-pet1a ai servitori della Stella e del Secrpeme..

La sessa
t procedura. si ripeté il terzo giorno, quando Aiwass renn.inò il suo messaggio.
Crowley provò la tentazione di voltarsi indietro per dare w1'occhiata al suo
Angelo Guardiano, ed evidentem.ente lo fece perché raec ontò che Aiwass era
librato in una specie di nuvola "e aveva l'aspetto di Wl uomo alto e bruno, sulla
treotina. ben. proporzionato, forte ed energico, ooo un viso da re barbarico e gli
occhi velati perché iJ loro sguardo non distruggesse ciò che vedevano". Benché
a quel tempo oou lo sapesse, Crowley aveva visto i l diavolo. Aìwass (o Aiwaz)
era il messaggero di Hoor-Paar-Kraat, cioè di Seth, il dio distruttore, frateUo e
uccisore di Osiride. Seth era chiamato anche Shaitao, e Shaitan è l 'archetipo del
Satana dei cristiani. E Crowley aveva visto Seth o Sbaitan o Satana perché la
parola del dio (trasmessa in questo caso da ruwass) è il dio stesso. In seguito non
ebbe pi ù dubbi sulla natu,r-a di Aiwass, il suo cosi ddetto A ngelo Guardiano.
Infatti scrisse: '"E H Suo Filtro [della Donna Scarlatta] sarà doke alle nostre boc­
che unite, i l Sacramento che rende grazie ad Aiwaz., i l nostro Signore Dio il
Diavolo. . ." (The Magica] Record, 22 luglio 1920). 11 Liber Legis, come è chia­
mato i l messaggio di ruwass, è una serie di versi ditirambici che contiene più
punti esclamativi di qualunque altra opera de.Ua stessa lunghezza. Ogni volta che
insiste su qualcosa di spTegevole, il tono si infervora, diventa enfatico e soffoca
il buon senso jn un'accozzaglia di p�ro le inutili. Il Liber Legis tratta gli argom.en­
t:i che più di qualsiasi altro interessavano Crowley ed è scritto nel suo stile incon­
fondibile. Inoltre, presenta i suoi personaggi biblici preferiti e contiene citazioni
dello scrittore che considerava come un grande iniziato, Fraoçois Rabelais.
"Sono abrogati tutti i riti , tutte le prove, tutte le parole e tutti i seguì", reélta
un versett.o. Come a dire che bisognava la'>ciar perdere la magia cerimoniale cosl
com� veniva insegnata nella Golden Dawn e intraprendere l.a magia sessuale
come è insegnata dai Vamacharis�, o seguaci del sentiero della muno iuistra

4. Su que.ste dottrine si possollO leggere le ope1'C di Julius Evola, Lo yoga dc/14 potenza (1994)
e MetajìsffXI del sesso ( 1994), Ediz.ioni Mediterrllllee., Rom.a (NdC).

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78 LA OIOVBNTÙ: SUll.A VIA .DELLA GRANDEZZA

(perché il loro culto comprende le donne che sono lunari o della patte sinistra).
In lodia Crowley aveva sentito parlare di questa forma di adorazione, nella quale
uomini e donne s.i uniscono sessualmente per uno scopo superiore; ma in questa
fase della sua carriera non aveva alcuna conoscenza della Maithuna e dei parti·
colari del rituale, ad esempio, l'uso dei fluidi sessuali come sacramento. Si ren�
deva conto, tuttavia, di essersi avviato in quella direzione: la sola idea di usare il
sesso per scopi magici lo riempiva di entusiasmo.
..Nul.la sia legato! Non fate differenza t.ta una cosa e un'altra perché da que­
sto verrà il ma!e".
Aiwass, come il diavolo, diffondeva la menzogna. n "male" viene dal non
fare distinzioni Sapere quello che si fa, senza brancolare nel buio come fece
Crowley per tutta la sua vita, significa distinguere la luce dall'oscurità, il bene
dal male, ciò che è in alt.o da ciò che è .in basso.
"Per adol"diUÙ prendi vino e strane droghe che dirò al mio profeta e inebriati!".
"Non c'è alcuna legge eccetto quella del. Fai Ciò Che Vuoi". E ancora: "La
parola della Legge è Thelema (Volontà).., ovvero iJ nome del luogo in cui
Rabetais aveva post.o la sua fantastica Abbazia.
"Sii forte, o uomo! Brama e godi dì tlltte le cose dei sensi e dell'estasi: non
temere che nu dìo ti respinga per questo''.
Crowley, che era completamente privo di scrupolj morali. non aveva affatto
bisogno delle esortazioni. degJj dèi o d.i Aiwass per bramare e godere di tutte le
cose dei sensi: l'aveva sempre fatto, sfidando i suoi genitori e la società in cui era

cresciuto, fin da quando era uno scolaretto.


·

"Ogni uomo, ogni donna è una stelJa", ma solo se trova la propria Volontà
Vera, aJrrimenti è uno schiavo, e gU schiavi dovranno servire". Nel Liber Legs
" i
non c'è democrazia né carità cristiana. Si direbbe che Aiwass fosse fortemente
influenzato da Nietzsche o, piuttosto, dall'erronea interpretazione popolare delle
idee del filosofo.
D Liber Le.gis conteneva anche espressioni dj puerile furore.
"Sia esclusa la misericordia: dannati coloro che banno compassione! Uccidi e
tortura. oon risparmiare nessuno!".
"Scegli un'isola! Fortificala! Disseminala di macchine da guerra!".
Poi si riprende con osservazioni piuttosto significative. come: "Metti le ali e
desta lo splendore che è avvolto dentro di te: vien:i a mel . Lo "splendore avvol­
..

to" è il serpente kundalini, arrotolato i.n spire e addormenrato alla base della spina
dorsale ma risvegliato dallo yoga.
"Ora saprai che il sacerdote e apostolo eletto deUo spazio infinito è il principe
sacerdote della Bestia. . . ". In altre parole, l 'uomo Aleister Crowley era l'avatat·
(l'incarnazione umana di un dio) delle forze cosmiche che stavano per affenuar­
si, il veicolo attraverso il quale veniva effettuata la comunicazione.
L'enfasi del Nuovo Eone (o Horus, il Figlio Futuro) è nel fatto che la divini­
tà si trova all'interno, non al.l'estemo - non esiste al.ctm dio - e che nell' uomo
l'anima o centro è la Volontà Vera. Perciò, "Fai Ciò Che Vuoi". Con il Liber
Legis, che è il pentacolo dell'Eone e ne contiene quindi tutti gli incantesimi e le
istnJZioni Crowley aveva creato uun religione che gli calzava a pennello.
.
Il Liber Legìs manca della numinosità o dell' autodt."t dei veri libri profetìci e
dai suoi sentimenti dj ribellione trasuda un'atmosfera incompatibile con ":l'imel­
Ugen.za sQvrumana'' che viene attribuita ad Aiwass.

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AIWASS E 11,. "tJBER I..EGlS" 79

Non si può non accostare la frase "Fai Ciò Che Vuoi" al memorabile "Fay ce
que vouldras" di Rabelais; tuttavia. mentre le parole dello scrittore francese sono
una stoccata anticlericale e un motto di spirito lanciati a un'umanità conformista.
l'esortazione di Alwass è pronunciata con la massima solennità. Bisogna fare ciò
che si vuole non per i l gusto di farlo, ma per allinearsi con il significato imm.a­
nente della vita (la volontà, nel conceno di Crowley, è l ' Homs o centro solare).
Ma c'è ragione di credere che Aiwass avesse letto Rabelais? Oppure questa frase,
come tutto il resto, fu semplicemente un prodotto della mente conscia e incon­
scia dì Crowley?
Nel Liber Legis ci sono molte profezie: "Un altro profeta si. leverà e porterà
dai cieli una nuova febbre; un'altra donna risveglierà la brama e l 'adorazione del
Serpente; un'altra anima divina e bestiaie si nnlrà al sacerdote scettrato; un altro
sacrificio macchierà la tomba . .. ".

Un Nuovo Eone er-<1 cominciato e tutti gli inizi dei nuovi Eoni, o ere, sono
invariabilmente macchiati dì sangue. Ovviamente veniva predetta .anche la prima
guerra mondiale.
Crowley commentò:

n primo risultato importante della nuova rivelazione fu l'infonnaz.ione, da


parte dei Capi Segreti, cbe H Nuovo Eone comportava l'annientamento
deUa civiltà allora esistente. Poicbé la natura di Horus è ''Forza e .Fuoco",
il suo Eone sarebbe slato contrassegnato dal crollo dell'uma:njtarismo. D
primo atto del Suo regno, naturalmente, doveva essere quello di far preci­
pitare ii mondo nella catastrofe di una guerra immane e spietata.

Dopo che il v:icecuratore del Boulak Museum ebbe tradotto la scritta della stele
del Sacerdote Ankh-f-n-Khonsu (numero 666) e un pittore locale ne ebbe fatto
una copia, i l principe e la principessa Chioa Khan partirono per l'Europa.
n ·risultato immediato di questo incontro con Aiwass, in seguito diventato la
Grande Rivelazione del Cairo, fu che Crowley scrisse una lettera ufficiale a
Mathers per informarlo che i Capi Segreti lo avevano nominato Capo Visibìle
dell'Ordine, armunciando una nuova formula magica: Thelema, "Nou mi aspet­
tavo risposta e non la ricevetti", scrisse Crowlcy. "Di conseguenza dichiarai
guerra a Matbers".

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Capitolo 8

Kaogchenjunga. i Cinque Picchi Sacri

La cosa strana è che Crowley non comprese subito l'importa112a del Liber Legis.
Per qualche anno lo ignorò, smarrendo addirittura il prezioso manoscritto; poi,
irresistibilro.ente, il tremendo significato del libro si impose al suo spirito.
Prima di lasciare n Cairo, lo buttò io una valigia. insieme aUa copia de.! testo
della stele di Ankh-f-n-Khonsu e alle altre opere letterarie. e tornò i n Europa
indossando un panciotto rosso costellato di gemme e r anello pii) grosso che
Am.oJd Benoett avesse miti visto. Conosciamo l'esistenza dello splendido pan­
ciotto e deil' enorme anello perché Bennett Ii descrisse nel suo diario il 22 aprile
1904, usando poi questi oggetti e il loro proprietario per il personaggio del
Mahatma in Parls Nights.
Arrivato a Parigi, Crowley mandò tut telegramma a Bennett per io.vitarlo a
pranzo al PaìUard's. Non nominò il Liber Legis� parlò invece deUa sua elezione
tra i ranghi della nobiltà persiana.

l l Mabam1a disse che era arrivalO queUa sera direttatnente daJI'Hinlalaya,


dopo essere stato creato o consacrato "kium" in Oriente. Sen7...a alcun pre­
avviso iniziò a parlare in modo soprannaturale. Poiché aveva conosciuto
Aubrey Beardsley, gli riferii le voci secondo cuj quest'ultimo era stato
visto parecchie volte iu giro per Londra dopo la sua presunta morte.
"Questo è niente", ribatt.é prot11amente. "Conoseo-un uomo che ba visto
Oscnr Wìlde sui Pirenei e gli ba parlato proprio nel periodo in etti Oscar
era in carcere in Inghilterra".
"Oh.i è quest'uomo?", chiesi.
Pece una pausa. poi rispose a bassa voce: "lo".

Con assidua perseveranza aveva pubblicato altre opere in versi, scegliendo iJ


carattere, Ja carta e la rilegatura (i più costosi), che pagò di tasca propria o fece
pagare a qualcuno dei suoi discepoli. Anni dopo, ia maggior parte dei volumi era
ancora nelle sue mani perché in genere non è facile vendere poesia.
Fra White Stains, apparso nel 1898, e Snowdrops from a Curate':,· Garden,
edito nel l903 (due Jibri molto richiesti, il primo per i l suo erotismo, i l secondo
perché zeppo dì oscenità), diede alle stampe diciassette libri, quasi tutti in versi,
che sono pedìsseque imitazioni di Swinbume.
The Sword ofSong ( 1 904), The Argonauts ( 1904), 1'he .Book ofthe Goetia of
Solomon the Ktng ( 1 904), Oracles ( 1905), Orpheus ( 1 905), Gargoyles ( 1 906) e
Konx Om Pa:x (1907) furollO pubblicati da lw stesso. Infatti, una volta tornato
in Scozia, fondò una casa editrice propria, la Società per la Diffusione della
Verità Religiosa, con sedi a Boleskine, Foyers e Inverness. The Book of the
Goetia ofSolamon the King {Libro della Goetla di Re Salomone) non era stato
scritto né tradotto da lui, rna da MacGt·egor Mathers, e questo spiega l' insulto al
traduttore che appare nel sottotitolo: "Tradotto in inglese da una mano morta . .". .

Kon,• Om Pax (non Knox on Pox, come riportò erroneamente i l catalogo di un

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82 LA OIOVENTÙ: SULLA V\A PEU.A GRANDEZZA

libraio') può essere tradotto Luce i.o Estensione", e cioè la luce della consapevo­
"

lezza proiettata nelle tenebre della materia.


Nel 1 909 pubblicò Clouds Without Water (Nuvole senza pioggia), titolo preso
da Giuda, dai versetti .1 2 e 13: "'Come nuvole senza pioggia portate via dai venti,
o alberi di fine stagione senza frutt.o, due volte morti, sradicati; come onde sel­
vagge del mare, che schiumano le loro brutture; come astri erranti, ai quali. è
riservata la caligine della tenebra in eterno". n volume fu "stampato privatamen­
te ad uso de-ì ministri del culto". Non viene rivelato il nome dell'autore ma solo
quello del presunto curatore del maoosc.ritto, il "Reverendo C. Verey", che ne
scrive l.a prefazione, esprimendo il suo orrore per la blasfemia e l' immoralità deì
versi. Perché, allora, rese pubbHca quest'opera esecrabile? Lo soherzo era ormai
trito e il. satanismo di Crowley sembrava non interessare nessuno. È sorprenden�
te che non se ne rendesse conto. Ho trovato due versi divertenti in questo libret­
to di x.xj + 143 pagine:

n pubblico inglese g.ruguisce e brontola e striscia,


ingoUando la sua brodaglia di ron1anzi nevrotici.

Aveva stampato ormai tarUe opere di poesia che gli venne l' idea, suL!' esempio di
Max Beerbohm, il quale aveva pubblicato jn un volume unico .le sue opere a ven�
liquattro anni, di dare anche luj alle stampe i suoi Col/ected Works. Ma, a diffe­
renza di Beerbohrri', a trent'anni Crowley aveva bisogno di tre volumi per mcco­
g1iere tutti i suoi scritti.
Descrisse la sua vita con Rose dal matrimonio tino all'apparizione di Aiwass
come una "ininterrotta orgia sessuale". Adesso avevano trovato altre cose da
fare. Nel terzo e ultimo capitolo del Liber Legis vengono date istruzioni p<.-r rea­
lizzare i Paoj di Luce, una parodia crowleyana del pane consacrato dell'eucari­
stia, "per generare la lussuria e i1 potere della lussuria"; questo rito fa parte del
culto dj Horus, il nome assegnato alla corrente del Nuovo Eone che era suben­
trato ai vecchi eoni del cristianesimo, del buddhismo e delle altre religioni.

n sangue migliore è quello mensile della luna; poi il sangue fresco ili un
bambino o gocciolante dalla schiera celest.e; poi quell.o del nemici; poi quel­
lo del sacerdote o dei fedeli; i.ofine queUo di qualche animale. Bruciato:
fanne pan1 e mangialo io rnio onore. Esso ha anche un altro uso: met:tilo
davanti a me e manùerrilo fragrante con il profumo delle tue pregb.iere.

Poco dopo Crowley trovò uno scarafaggio sul pavimento del bagno. Era lungo
circa quattro centimetri e aveva "uo unico como che gli spuntava daH'occhjo".
Durante le due settimane cbe seguirono, la casa e il giardino furono invasi da
questi insetti. Crowley ne mandò uno al Museo di Storia Naturale di Londra per
farlo identificare, ma gli fu restituito insieme a una lettera in cui si diceva che si
trattava di una specie ignota. Crowley ne fu felice poiché nel Liber Legis è scrit­
to: " . . .es'So [il Pane] si riempirà di scarafaggi, esseri striscianti a me sacri". Ma
i l Liber Legis rappresentava ancora un enigma per lui
MacOreg-or Mathers reagì all'annw1cìo di Aiwass e del Nuovo Eone scate­
nando un attacco magico con l'aiuto dei demoni di Ab'ra-Melin. Tutti i cani da

L Po;�: è il termine colloquiale per "'siftlide" (NdC).

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NJUNGA, J ClNQUE PICCHI SACRI
KANCCHE 83

caccia di C:rowley m.o.rirono improvvisamente; poi un suo serv.ìtorc impazzì e


cercò di uccidere Rose (Aleister riuscì a dominarlo con una fiocina per salmoni
e lo scaraventò i n cantina; l'uomo venne portato via dai poliziotti e di lui non si
seppe più ouUa).
Crowley rispose evocando le forze goetiche, i. 49 se.rvitori di Beelzebub, che
cominciarono a colpire Mathers nella sua casa d.i Mo.ntmart:re. Rose, che aveva il
dono della chiaroveggenza e poteva vederli, li descrisse tutti, e Crowley incluse
alcune di queste descrizioni io The Scented Garden ojAbdul/ah the Satirist of
Shi.raz, conosciuto anche con il tito.lo persiano dì Bagh-1-Muattar. Eccone due:

Nimorup: un nano rachitico cou una grossa testa e grandi orecchie. Le sue
labbra sono di colore bronzeo verdaslro e colano bava.
Nominou: una grande medusa rossa e spugnosa, con una macchia verde
luttùnosa che sembra un orribile escremento.

Beelzebub infranse i poteri di Marhers nella gerarchia magica: infatti, anche se


visse ancora tredici anni, egli non realizzò più importanti operazioni magkhe e
non pubblicò più nu!Ja che valga la pena ricordare.

Crowley aveva invitato un medico, Perciva! Bott, a stare da lui perché si tenesse
pronto ad assistere Rose durame il parto; erano suoi ospiti anche Ge:rald Kelly e
un amico comune dei tempi di Cambridge, Ivor Back, il quale aveva fatto parte
del gruppo di giovanj talenti che frequentavano Le Chat Blaoc e in seguito sareb­
be diventato un illustre chirurgo del St George's Hospital di Londra.
Crowley, KeUy e Back erano ottimi amicì. CrowJey, che era il più anziano, il
più audace e il più spiritoso, era l'anima del gruppo. Insegnò a Bott c Back. a fare
scalate, guidandoli suUe pareti n.ei dintorni di Boleskine. A Back, il giovaoe chi­
rurgo, dava e.<;.empi del genere di libro di testo che avrebbe potuto rendere meno
noiosa la medicina; doveva essere scritto i n versi come questi:

La paraljsi ge11erale
del malato di mente
rende vana l'anaUs.i:
qui la sdenza è impotente.
Per q:uan.to tu possa fare
nou lo guarirai mai.

Mentre Bott aiutava Rose a partOrire una bambina e Back, in qualità di curatore
dei Collected Works ofAlei sier Crowley, si accingeva a tenninare il primo volu­
me, neUa stanza accanto Crowley con sacrava tut talismano affinché la moglie
partorisse un mostro. L'aneddoto è apocrifo, ma rientrava nel genere di cose che
la gente comjnciava a raccontare suJ suo conto. Comunque, se l'episodio fosse
vero, la magia falU perché la bambina nacque del Mto normale, e io pochi gior­
ni Crowley, come qualsiasi padre, se ne innamorò. Dopo lunghe riflessioni deci­
se di darle i seguenti nomi: Nuh Ma Ahathoor Beate Saffo Jezebel Lilith.
Nuit fu scelto "in onore dJ Nostra Signora delle Stelle''; è la dea egiziana del
cielo e nella nuova religione di Horus, o crowleyanesimo, prende il posto della
Madonna. Ma, o Maat, la dea egiziana della Verità e deUa Giustizia, venne scel­
t:a perché la Libra, la Bilancia, era all' ascendeote nell'oroscopo del]a bambina, e

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84 t-1\ OtOVENTO: SULLA V1A DBU.A ORAND!lZ7J.

Ahathoor, la dea dell'Amore e della Bellezza. perché la Bilancia è governata da


Veuere. Crowley non ricordava per quale motivo avesse pensato a Beare., ma
rjteneva di averlo fatto come gesto di cortesia nei confronti degli dèi dell'infer­
no. Ed era logico che desiderasse onorare Saffo, l'"u:oica poetessa". Jezebel era
uno dei suoi personaggi biblici preferiti e tra i demoni Lilith godeva di tutta la
sua simpatia..
Nelle Highlands si divertirono moltissimo. Annie, la zia di Crowley, t'unica
parente che gli risultasse sopportabile, mandava avanti la casa. Andavano a cac­
cia e a pesca, facevano scalate e la sera gioca:vaoo a biHardo e svuotavano Ja can­
tina del Laird.
C'era un solo problema: distrarre Rose durante la convalescenz.a. Non sapeva
giocare a carte e fra j tremila volumi della biblioteca del marito ce n'erano aJ
massimo cinque o sei che le stavano a cuore. Aleister decise allora di scrivere
un'opera che la moglie potesse non solo capire ma anche apprezzare. Per una
ragione nota solo a lui, stabill che i l libro più adatto a Rose doveva essere pomo­
grafico.
Snmvdropsfrom a Curate 's Garden, un'opera cbe punta al successo attraver­
so .l'ironia, inizia con una breve esposizione della vita dell'immaginario autore,
indicato con l'iniziale K. L'anonimo curalore, che aveva rubato il manoscritto,
ci informa che K. "era nato .intorno al 1860 in una zona boscosa dell'Inghilterra.
T suoi gerutori appartenevano a quella classe d.i signorotti di campagna che non
amano i grandi ·lussi. A vevano abbastanza amor proprio da vivere la vita che
preferivano".

Da giovane la salute cagionevole oon gij permette di sopportare a lungo i


disagi deUa vita scolastica.. Tuttavia, frequeom Oxford con onore, è rt.spet­
tato dagli insegnanti per la sua devozione e dottrina e (mi vergogno a dirlo)
è adorato da cene sgradevoli persone per l'infantile beUezza del suo viso
dagli occhi i nsondabili e la piccola bocCà vermiglia e per l' impudent e cini •

s.mo di quella che potrei definire la sua smisumta lussuria, se in realtà que­
sto termine non fosse inappropriato. l.n poche parole, è lo sttldente e la cor­
tigiana più in vistA del mou.1ento. ..

Desiderato da tutti, ricchi e poveri, per la sua avvenenza, non cede a


ne.ssutJo, tmnne che ai comandante di un battello in servizio su1Ja Senna. . al
quale ritnrme fedele fino al suo matrimonio. Ma l'amore della giovane e
bellissima moglie è troppo per lui e sottopone il suo fisico a uno sfono
ecce.�sivo. Sono sposat i da appena una settimana. quando egli la conduce
nel famigerato T***** Club al C.airo, dove ogni mercoledl sera si riunisco­
no gll ufficiali più dissoluti dell' Esercito di Occupazione, i mercanti, i fac­
chini del. mercato del pesce, i ruffiani, tutta la crema dell.a società egiz:iuna,
per parteci pare a orge abominevoli.
Dopo aver consegnato h1 moglie a1la loro mercé, rimane a guardare
memre viene. violentata uon dozzina di volte dnvan.ti a lui. Nel gi ro di un
mese. nelle strade della città, non esisre donna più depravata di questa gra­
ziosa ragazza inglese.
Dopo innumerevoli aduHeri da parte di entrambi (comprendenti anche
rnpporti anali con dieci o più persone), commessi spu.doratamente in p:re­
sen:7..a l'uno dell'altra, In giovane rimane incima. È durame il grande stress
fisico che il parto .impone su di hri cbe scrive il Romanzo Senza Titolo.
TJ .matrimonio dura due anni e in questo perj;odo egli compie anche

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KA GCHENJUNGA, J CINQUE PICCHl SACJU 85

miracoli di devozione. Presi gli ordini. farsi rapidamente apprezzare dai


sa

su periori per la sua modestia ed eloquenza, e ottiene w1 posto di cappella­


no a Parigi , incarico quanto mai adatto perché gli lascia molto tempo litx..'­
ro per altre cose. In tale periodo dalla sua penna scaturisce un delizioso
volume di iru:t.i, e IJI sua generosità nei confronti dei poveri divi.ene la mera­
viglia deUa capitale francese.
Trascorre le serate in quel vivace, filosofico e inforn1aJe club che si rio­
nisce al ristorante Le Chien Rouge, i cui membri sono tenuti in grande con­
sid.erazione net mondo dell'arte. Qui conosce C****, i1 brillante e diss-olu­
to scultore dalla caustica arguzia che gli amici considerano un genio, e
N****. i l grande pittore che, con il suo straordinario senso della luce,
dipinge tele dalla sognante anuonia. Inc.ontm anche i dolci compagni eU
Bacco, elle lo riempiono di musica, gioia e idee. Ci sono poi D. e L., il
primo poeta c filosofo. il secondo pittore e, temo, pederasta.

"D." era lo stesso Crowley e '"L." Gerald Kelly, che non poteva certo essere defi­
nito pederasta; tuuavia, U Romanzo Senza Titolo, come tanti altri, era più o meno
autobiografico, anche se Crowley non prese mai gli ordini nella Chiesa cristiana.
ma solo jn quella di Thelema, e non diede mai un centesimo ai poveri né a Parigi
né altrove.
Nell'elenco sono inclusi altri amici di Crowley, come lvor Back, "il grande
cbirurgo", ma a questo punto del saggjo introduttivo l'ispirazi.one viene a man­
care e il resoconto non riesce a d!tre un'inunagine soddisfacente dello Chat
Blanc. Leggiamo una breve descrizione deUo straordinario abbigliamento di K.
(alias Crowley): "11 suo ampio mantello azzurro (un'elaborata tunica guarnita di
ermellino, perché la sua eccentticit.à nel vestire era a d.ìr poco nwùacale) . . . ".
Dopo la biografia dell'autore ecco finalmente l'opera, i "fiocchi di neve" di
cui parla ì1 titolo. Viene per primo un racconto picaresco che ha per protagonist-a
un arcivescovo. Crowley, che non era un romanziere, adotta uoa fonna sempli­
ce, facendo dettare a Sua Orazìu la storia della propria vita a un giornalista del
Daily Mai! in visita al palaz-1:0 arcivescovile. "Lei stenograferà nel suo stile
esperto la vera storia della mia vita". E inizia così.: ''Sono tornato da una fossa
senza fondo da cui per tutta la vita ho cercato di uscire. Non appena mi staccai
dal seno di mia madre, ella mi mise sulla sua clitoride, e quasi mai mio padre mj
prese tra le braccia senza prima aver infilato il suo salame tra le mie piccole
gambe, emettendo la sua sostanza cremosa neU'aria assolata di Roma dove,
come probabilmente ha capito, trassi il ro�o primo respiro". D modello era
Rabelais, con un rif'erirnemo indiretto al marchese de Sade: roba puerile.
C'è poi una raccolta di poesie e parodie oscene, tra cui Rosa Mystica, un'ode
su Rose che è misùca quanto l'autore, K., è pio; bisognerebbe leggerla insieme
alle altre quattro odi dedicate a Rose più famose per capire di che tipo fosse
l'amore di Crow.ley per la moglie.

PISCIARE O NON .PISCIARE

RE: O gni:Ve fardello!


POLONIO: Resisti, io vengo: mi ritirerò, mio signore.
(Entra Amleto)
AMLETO: Pisciare o non pisciare: ecco il problema
Èpiù nobile forse per la mente

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86 LA OIOVHNTù: SULLA VIA DELLA GRANDEZZA

subir le fitt.e della costrizione


o prender l'armi contro la chiusa uretra
e darle un taglio? Fon.ere; godere;
null'altro; e sl godendo porre fine
all'erezione e alle mille brame
della came. Sl, s), questa è la fine
cbe augurar ci si deve! Ah, ma c'è un guaio.
Poicbé in tal modo prender puoi Jo scolo,
fermarti devì Ecco qui La cordite2
.

che corrompe perfino i pi ù be.i sogni l


Sl, chi sopporta ì sussulti dell'urina,
della vescica contumelie e torti,
le frtle della prostata. il ritardo
nell'orinare, e l'insolente orcb.ite,
e le fatiche che la paziente uJ"etra
sopporta, quando star potrebbe in pace
grazie a un unto catetere? Cb.i dtmque
berrebbe il sanda.lo'
per cagare sotto spbna possente,
se non fosse per il timore della gonorrea'?'
L'occlusione senile, dalla cui ìmmineoza
nessun catetere offre scampo, turba la volontà.
e ci fa sopportare i mali che abbiamo,
p1utt.ot!to che volare a ciò che non conosciamo.
Così l'infiammazione ci fa vili!
E il bisogno illnato di orinare
è rattTistat:o dal �nsiero 1nesto,
co.�1 l'impresa ero.ica di pisciare
diventa dolorosa e quindi perde
il nome suo. Ma adesso taci, oh, taci!
La bell a Ofelia! Nelle tue preghiere,
ninfa saran citati rutti i miei peccatis.
,

Subito dopo segue un'aJtra parodia shakespeariana.

TUri'O IL MONDO È UN BORDELLO

Tuuo il mondo è u:n bordello,


e gli 11omini e le doone sodomiti e p11ttane.
Hanno le loro uscire e le loro cno·ate,
e un uomo nella vita lascia andare r:auti peti
che iJ cui risuona come un ottavino. Prima. l'infame
violentemente fottuto dall'anempato duca;
poi lo scolaro vizios�. col S\lO scroto

2. Cordite: una dolorosa cmvmura infiammatoria verso il basso del pene (Oxford Euglìsh
Dictiouary) (NdA).
3. Sandalo: un unguento pre.pa:rato con fegno di saodnlo in pofvere (NdA).
4. Gonorrea; ·lffi 'infe-.lioue del tratto geu.ito-urin:trio che si m:uùfusta con secrezioni pmologiche
dan· u.retru (NdA).
S. li tutto è ovviamente una parodia del celebre monologo di Atolcto: "R�scre o 11011 <:$<;ere " ...

(NdC).

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KANGCHENJUNGA, l CINQlJE PICCHl SACR1 87

e il glande lucente, lo spenna come bava di lumaca


che involontariamente esce dall'attrezzo. E l'amante
che fotte come una fornace e dolen.te canta una ballata
al cui della sua donna. Poi il soldato
pieno di d.en.so se_rne e dai oogtionj di toro,
geloso delle lesbiche, rapido a godere,
che ricerca l.a gonorrea sch:iumosa
perfino in bocca alla puttana. E il giudice,
ventre rotondo imbevuto d.i mercurio,
occhio severo e scopata formale,
accorti trucchi e moderni ajuti per l'amore,
che così lascia andare il suo peto. la sesta età
è quel vecchio curvo e tentennante
con pe:ne pendulo e coglioni rientrati.
la giovane puttana ben fottuta, immensamente larga
pel suo membro grinzoso, ormai buono solo per pisciare,
che torna a volgersi verso infantdi acuti, cornamuse
e pifferi nel suo suono. L'ultima scena,
che pone fine a questa strana, avventurosa storia,
è d'imp otenza e pura castrazione;
j>e
senza ne o coglioni, senza erezione, o iente6•

L'opinione di Crowley riguardo a Snowdrops from a Curate s Garden è espressa


in una lettera che scrisse vent'anni più tardi a uno dei suoi seguaci. Normao
Mudd_ Mudd aveva rentaro di portare dalla Sicilia in Inghilterra alcune casse che
contenevano manoscritti e dipinti di. Crowley e un album di fotografie oscene,
ma alla dogana britannica le aulorità le avevano sequestrate e distrutte. ..È indi­
spensabile rendersi. conto che questi oggetti costituiscono semplioememe gli
accessori di un'operazione chirurgica", spiegò Crow1ey nel vano tentativo di
recuperare quel materiaJe. "La mia intenzione è di estirpare tutti i genni dalla
piaga sessuale. In uoa certa misura bo sviluppato questa tesi nelle mie osserva­
zioni su Snowdropsfrom a Curate ç : Garden neH'Hag'. l 1 mio scopo non è sem­
plicemente disgustare ma sradicare senza pìetà il senso del peccato".
Kenneth Tynan, che era il consulente letterario del Britaio's National Theatre
e colui che decideva quali l.avori mettere in scena e quali no, la pensava allo stes­
so modo. Il suo obiettivo era "eliminare l'imbara7..zo e il pudore sessuali" (come
dichiarò in un'intervista pubblicata sul Theatre Quarterly di Londra). Tynao è
ricordato soprattutto come "l'uomo che per primo disse 'cazzo' in televisione".
Crowley trascorse l'inverno con Rose a Saiot-Moritz. sciando e pattinando, e
tornò in Inghilterra ali 'inizio del disgelo carico di altre composizioni poetiche,
che a tempo debito furono tutte pubblicate. Era .insolitamente euforico; non pro�
v-ava tanta felicità da quando si era spalancato davanti a lui il cancello del Trinjty
College, dieci anni prima .Bra un poeta riconosciuto (in una recensione, G.K.

Chesterton l'aveva definito "un buou poeta") e Wl mago; sentiva che la sua sta­
tura era cresciuta e non c'erano limiti alle sue speranze.
Clifford Bax., che in seguito trasse isp.irazione anche dal monaco buddhista

6. Questa invooe è una parodia dell' altrettanto celebre monologo dì Macbeth; "Tuno il mondo
è un palcoscenico. . ." ( Nd
C}.
7. Le Confessions o I'Autohagiography (NdA).

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88 LA OIOVENTÙ: SULLA VlA DELLA ORANDE.ZZl\

Allan Bennett, ci ba lasciato una descrizione di Crowley in quell'epoca; alloggia­


vano a Saint-Moritz nello stesso albergo.

Mi si avvicinò un uomo poderoso dai magnetici occhi .neri. Indossava una


,

giacca dì veHu:to con il bavero di ermellino, un panciotto sgargiante;, calzo­


ni di seta al ginocchio e calze di sea t nera. Pumava una colossale pipa di
schiuma ... Tutte le sere giocavamo a scacchi; giocare a scacclti con qual­
cullO perm.ene di valutare il voltaggio del. suo int:elleno. La m.ente che cf:tri­
geva il movimento dei pezz.i avversari era forte e dotata d'immaginazione.
Quell'uomo e:ra anche un abile pattinatore e un es.perto alpinista, e duran­
te la conversazione mostrò di possedere un'ampia conoscenza della lette­
ratura, dell'occultismo e dei popol i orienrai1. Sono ce:r.t'O, inoltre, che cre­
desse veramente al proprio ruolo messianico. La vigilia della mia partenza
per l'lngbillerra, dopo aver giocato l'ultima partit-a a scacchi, tni esortò a
dedicarmi allo srudio e alla pratica della magia. facendomi capire che mi
avrebbe .istrujto pe.rsoualmeme. "Lei è molto gentile", balbettai, "ma
vede ... non sono ancora pronto, credo. Prima devo Leggere ancora qualche
resto''. "Leggere va bene per i bambini", replicò. "Gli uomlnì devono spe­
rimentare, afferrare ciò che gli dèi offrono. Se lei mj respinge iliveu�erà
simile a tutti gli idioti ch.e c:i circondano". Fece una pausa, poi chiese bru-
Cb · · ' " nspos:t.
· · "E cbe anno e
'
scame-nte. .e glomo è . . •m
. ogg.1'?" A.l 23 gennruo
. · ''

.
� .

secondo il calendario crtwano?". ''Millenovecentocinque .. "Esattamente",


disse Crowley, ''e fra mille anni a partire da ora, il mondo vivrà nel trarnon­
to del crowleyanesl.mo".

Indubbiamente Crowley aveva det:to o sentito dire spl endore


" ", non tnunonto,
perché prevedeva che il suo nuovo Ordine sarebbe esistito almeno per duemila
anni, quanto è durato fino ad oggi il cristianesimo. Tra mille anni i l mondo avreb­
be dovuto crogiolarsi nella nuova religione, della quale era i l profeta, noo cert.o
assistere al suo tramout.o.
Secondo il Liber Legis, ci sono stati fmo ad ora due grandi Eoni nella storia
dell'umanità. n prùno fu quello della donna: di qui ìl matriarcato e l'adorazione
della Grande Madre. Crowley assegna arbitradatuente a questo Eone il nome
della dea egiziana l.side.
L'Eone successivo, quello dell' uomo, del padre. porta an.ch'esso i l nome di
un dio egiziano, Osiride; è l'Eone del giudaismo, del buddhìsmo, del cristianesi­
mo e deU'isJamismo. religioni di soffen�nza e di morte, le religioni del "dio
morente'', una nozione che CrowJey aveva preso in prestito daU'autore di The
Golden Bough'. In altre parole La religione dei genitori, che odiava e condanna­
va per le sofferenze della sua infanzia.
n Nuovo Eone, che J.F.C. Fuller chiamò crowleyanesuno, prende il nome da
Horus, figlio di lside e Os.iride. Durant.e questo periodo trionfa la libera volontà;
da qui il grido di battaglia di Crowley: Fai Ciò Che Vuoi. In quest epoca gli '

uomini divemeranno dèi, almeno quem che hanno scoperto la loro Volontà Vera,
così come lui aveva scoperto la su.a. "La morte ti è proibita, o uomo", dice i.J
Liber Legis. È la risposta dì Crowley al plymouthìsmo.

8. The Golden Bough {Il ramo d'oro) di James Oeorge Pruzer, l'opera cile diede origine aJI'a.n­
tropologia contemporanea. Ma Crowley in r�o-altà non ne è debitore perché i suoi dodici volumi
l apparvero soltanto dal 1911. al 1915 (NdC).

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KANGCHENJUNOA, l CINQUE PICCHI SACR! 89

Tornato a Boleskine, Crowley ri pre se la sua vita di gentiJuomo scozzese.


Vennero a stare con lui GeraJd KeJiy, la signora Kelly (suocera di Crowley), Ivor
Back ed Eckenstein; a costoro si aggiunse un ufficiale medico dell'Esercito
lndiano, .il tenente c.ofonneUo Gormley, che Crowley definì Wt masochista.
..Gormley sosteneva di esser stato flagellato da più dj duemila donne . . . mi sem­
bra un'esagerazione".
n 27 aprile arrivò iJ dottor Jaoot Guillarmod con una copia del libro pubbli­
cato .in Svi1..zera sutla spedizione aJ K2, Six Mois dans l 'Himalaya.
Crowley continuava ad essere di ottimo umore. n serioso medico svizzero
divenne il bersaglio dei suoi scher�;i p.iù divertenti, che è meglio riferire con le
parole dello stesso Crowley:

Nella primavera del l905 ricevetti una visita inattesa dal donor. . :, ufficia­
le medico dell'E.sercito Svizzero. Era convinto c-he le Highlands pullulas­
sero d,i ga!Ji cedrol'ti; a parte i l fatto, per me inspiegabile, che nella mia pro­

prietà non se n'era mai visto tmo (questi uccelli abbondano invece
dall'altra parte delio Stralli-ETTic.k), ins.istette perché lo portassimo a cac­
cia Oltre alla piccola difficoltà cui ho accennato prima, non s:1peva nep­
.

pure che in aptile la caccia ai galli cedroni è vietata.


La cosa fo contrariò molto. Ovviamente toce-dva a rne offrirgli qualcbe
svago, così pensai: "Benissimo! Te la sei cercata. adesso ti sistemo io!".
n giorno successivo cominciai a parlare deUa Birmania. Quando ì sol­
dati inglesi Stavano dando la caccia ai predoni che infestavano quelle zone,
avevano fauo fuggire quasi tutti i bufali dai villaggi e nel giro di un paio
di g-ener-azioni gli anitnali erano diventati selvatici, formando quasi una
specie a sé. con abicudini proprie. Stranamente, cootiouni. una cosa simile
era successa anche in Scozia. Quando il gener<:�le Wade aveva devastat.o le
Higblamls, le pecore dei pacifici villaggi si erano rifugiate nei boschi più
impraticabili, subendo la stessa sorte dei bufali birmani. Si tratt"ua di una
razza di pecore molto timide e rnri.ss.ime ma, naturalmente, poteva sempre
capitare uu miracolo; un esemplare poteva firùre nella mia proprietà, e
allora. . .
[J bravo dottore accolse questo racconto con grande entusiasmo. Dal
canto mio, mj misi al!' opera. Tre o quattro giorni più tardi H buon Ghillie
si precipitò nell'armeria, dove stavamo giocando n biliardo setll.a molto
impegno, c gridò: C'è uu haggis sulla collina, mio signore!".
..

Io las·cia! cadere di colpo la stecca e mj IMciai verso la rastrelliera�


diedi al dottore la mia doppieCt.'l .577 Expre�.-s, mentre io mi acconlentavo
di un Pnradox calibro l O. Nel giro di cir.1que minuti ta caccia ebbe iniz.io.
Pioveva a dirotto come n.l solito, ma i11s.istetti perché passassimo a
guado lo stagno delle trote per cercare l a pista. D dottore non protestò, pen­
sando c.he fosse una cosa nonnale.
Strisciando carponi metro dopo metro su per il sentiero che conduce
dnUa cascata all.o stagno delJe nn.a.tre, avnn7..am:mo con infinita cautela.
rìducendòci in uuo stato pietoso. L'm1ico pericolo di farcì scoprire era
costituito da mia moglie, che stava in coda e riusciva a st�nto a contenere
l'emozione.
AJla fine giungemmo in vena e, raddoppiando le precauzioni, ci avvi�
cinarnmo al punto in cui GhiUie aveva visto l'haggis.
Inutile dire che la nebbia era insolitamente fitta, ma fioalmem.e riu­
scimmo a scorgere ·Ja sagoma gigantesca dell'animale. Res1amrr1o inuno­
biJi. Poi Hugh GhiJlie fece segno al dotto.re di avanzare Strisciando e credo

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90 LA GIOVeNTÙ: SULLA V1A DELLA GRAN"DEZZA

che questi non fosse a più di sei metri quando sparò facendo a pezzi. . . i l
più. bell'ariete dell'nllevatore McNab.
Hugb Ohillie si lanciò avanti perché il dottore non vedess e l'avena che
era stata sparsa per trattenere l'baggls ìn quel pu.nto. Si caricò sulle spalle
ciò che rimaneva della povera bestia e tornammo indìetro trionfanti a cam-
. . ' '
btarci d abrto.
La scena seguente si svolse a Neuclt&tel. Il dottore aveva fatto imbalsa­
maTe e montare la testa come un trofeo, con tanto di targa d'oro e relativa
iscrizione. Naturalmente si vantava con tutti deila sua impresa.

Il dortor Guìllarmod voteva tornare a scalare l'Himalaya. Propose di affrontare il


Kangchenjunga, un gigante simile al K2, sulle cui pendici nessuno aveva ancora
osato mettere piede. Ovviameole Crowley ne fu entusiasta, smanioso di sajjre più
in alto di tutti gli altri. D Kaugchenju:nga gJi avrebbe offerto l'occasione propizia
e lui intendeva condurre io vetta personalmeute la spedizione.
La sua insistenza nel voler essere il capo dell'impresa indusse Oscar
Eckensteio a rinunciare; come confidò a KeUy, se a gui.datla era Perdurabo .il
rischio era troppo grande. Knowles, che era stato invitato a partecipare, rifiutò
seccamente di compiere un'altra scalata in compagnia dì un uomo che gli aveva
puntato contro una pistola a seimila metri d'altezza.
l dubbi dì Crowiey suU'abilità di scalatore di Guillarmod, scnrpolosameme
riportati nelle Ccnfessions, nacquero dopo la scalata. Prima della partenza a pre­
occ\tparlo era solo la possibilità di morire precipitando da una parete, e per tale
motivo voUe fare testamento.

l n caso di mia roone, Georg.e Ceci1 Jones esegujrà le seguenti istruzionj:


Imbalsamare i l corpo.
Rive.'>tirlo con l'abito bianco Tau e la tunica rossa e oro di Ahm-Mel in,
con la Co:rona e l.a Verga. Aggiungere bl grande spada rossa.
SeppeJiire oon me tutti i gioieW magici.
Per la sepoltura dovranno essere approntati un sarcofago e una cripta
secondo l'msegnamenlO, ma senza fi&TUre. Usare pietra bianca.
Sul sarcofago scrivere solo "Perdurabo".
Murate la cripta e nasconderla completamente alla vista di chiunque e
non erigere monumenti che possano indkarne l'ubicazione. Deporre nelL'l
cripta edizioni in pergamena di tutte le mie opere, sigillate ermeticamente.
n luogo verrà scelro da George Ceci! Jones, che sarà il solo a oonoscer-
.lo. Dovrà trovars.i in un terreno da lui consacrato.
Aleister Cmwlcy

Venne deciso che Guillarmod trovasse almeno altri due scaia.tori disposti a con­
tribuire alle spese delta spedizione; e il dottore, insieme al suo baggis, se ne torn.ò
Ìl1 Svizzera a cercarli.
D 6 maggio Crowley lasciò Boleskine. Trascorse una settimana al Cairo.. visi­
tò il Bou.tak Museum per rivedere la st.ele di Aokh-f-o.-Khonsu e anche il "fami­
gerato T***** Ctub" o altri locali det genere. Poi si imbarcò per Bombay, dove
arrivò il 9 t,>iugoo. A Calcutta, lu tappa succe.ssiva del vìaggio, fece visita a
Edward Thoroton che l'aveva accompagnato quauro anni prima nell'interno
deUa Binnatua. Poi proseguì per Darjeeliog, da dove vide, a una distanza di circa
sessan acinque
t ch.ilometri, la montagna che aveva deciso dj affrontare.

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KANOCHBNJUNGA, l CINQUE. PICCHI SACRJ 91

Il Kangchenjunga è otùamato "la vetrina dell'Himalaya" perché non è nasco­


sto, come l'Everest o i l K2, da picchi satelliti, ma può essere visto da chiunque
dalla città di Darjeeling jo una giornata limpida. Sorge al confine tra il Sikki.m e
il Nepal, a poco più di venti chilometri dal Tibet.
Guillannod telegrafò annunciando che avrebbe portato con sé Alexis Pache e
Charles Reymond, ufficiali in servizio effettivo nell'Esercito Svizzero ed esper­
ti scalatori. D 3 1 luglio i tre alpinisti svizzeri arrivarono a Datjeeling e strinsero
la mano al loro capo spedizione.
Un qtùnto uomo, del tutto inesperto di montagna, aveva offerto la propria col­
laborazione a Crowley ed era stato accettato. Si trattava di Alcesti C. Rigo De
Righi, il giovane direttore ìt.aliano del Drurn Druid Hotel, dove alloggiava
Crowley. Avrebbe fatto da ìnterprete, poiché sapeva l' indostano e i l tibetano, e
aveva organizzato gli approvvigionamenti della spedizjoue.
l cinque u.omini firmarono un contratto che prevedeva Le stesse clausole di
quello in vigore durante la spediz�one sul K2; questa volta, però, fu stabilito:
"Aleister Crowley sarà unico e supremo giudice in materia di alpinismo, e gli
altri obbediranno alle sue istruzionì".
Crow1ey non ve-deva l'ora dì muoversi, ma dovettero aspettare che arrivasse
il permesso di entrare in NepaL Perciò, mentre ultimava i preparativi, scrisse per
il Pioneer Mai! di AUababad due articoli sulla spedizione del 1 902 sul K2. [l
primo conteneva critiche inutili e ingìustificate sulle guide alpine; lo scrhto non
diceva nulla di serio a proposito di queste ultime, ma indubbiamente aiutava a
conoscere AJeister Crowley.

Ho notato che solo uomini molto esperti sulle montagne più facili possono
deliberatamente decidere di crearsi ostacoli assoldando queste ''guide.., che
sono sempre contadini incapaci, spesso vili e dediti aJ vino, esaltati dai
nostri mauiaci della montagna solo perché hatlno imparato a lum.e di naso
ad amunpicarsi su qualche fucile ptcco svizzero.

Un certo L. Sultivan di Lucknow, che aveva preso Crowley sul serio, .mandò que­
st.a lettera al direttore del Pioneer per difendere le guide alpine:

. . .sono uomini particolarmente coraggiosi, sobri e intelligenti. e neJJe mie


numerose visite in Svizzera non ho mai sentito lrn alpinista esperto espri­
mere giudizi simili a quelli del vostro corrispomiente.

n secondo articolo di Crowley conteneva un attacco contro i l Club Alpino "che


aveva spento nei giovaoi inglesi ogni sprazzo di capacità a.lpiJ1isr:ic.a". Nel nume­
ro successivo il giornale pubblicava la risposta di un !.ettore indignato che si fir­
mava ''A":

Signore, noto che HAleister CrowJey", chiuo.que egli sia, ha pubblicato sul
Pioneer un altro prezioso contributo relativo alla spedizione sul
Kangchenjunga. A giodjcare dal tono che usa, ritengo si tratti di un indivi­
duo che nou è stato accettaLo come membro del Club Alpino, al quale,
devo aggiungere, non ho l'onore di appartenere. Lo sport alpinistico oon •

subi.rà una grave perdita se il Kangcbeojuoga cancelle.rà dalJa faccia della


ter.ra questo nobile personaggio. .
.

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92 LA GIOVENTÙ: SULLA VIA DELLA GRANDEZZA

L'8 agosto paltirono, sotto una pioggia a dirotto, con sette tonnellate di viveri e
bagagli, 230 portatori e 3 servitori personali giuoti dal Kashmir (gli stessi lte
kashmiri che avevano accompagnato la spedizione sul K2). D loro capo era
Salama, un individuo con tanto di barba, turbiUlte e, a giudicare da una foto che
lo ritrae, con le gambe storte.
'

E stato calcolato che l'Everest è alto 8848 metri, il K2 8616 e il Kangchenjunga


8580, ma a quel tempo si continuava a discutere sulle altezze esatte di questi
giganti dell'Himalaya. le tre montagne più elevate del mondo. U colonnello
Sidney Burra:rd, che era sovrintendente dei servizi di misurazione trigonometri·
ca dell'India quando Crowley s i trovava a Darjeeling, considerava l'Everest il
monte pia alto, collocando il Kaogchenjtmga al secondo posto con 8602 metri e
il K2 a] terzo con 8598 merri. All'epoca nessuno aveva ancora violato queste
cime: l'Everest fu conquistato solo nel l953, quando due componenti di una spe·
dizione inglese arrivarono in vetta, e il Kangchenjunga nel 1955, da un'altra spe­
dizione inglese guidata da Olarles (in seguito Sir) Evans., pre<>idente del Club
Alpino.
Nel 1899 Douglas Freshfield aveva esplorato il Kangchenjunga e la sua com·
pagna Vittoria Sella l'aveva fotografato. E prima di loro W.W. Graham era giun­
to in questa parte del mondo per scalare il Jubonu, alto 5898 metri, uno dei pic­
chi della vicina ca1eoa del Kabru.
l1 Kaogcheujunga è uua monta,g.na particolarmente pericolosa. A causa della
sua posizione relaùvamente isoL1ta, raccoglie e rovescia sui ghiacciai sottostanti
enormi valanghe di neve e di ghiaccio, alcune deUe quali .raggiungono uno spes­
sore dj centinaia di metri. Secondo un famoso alpinista inglese, Frani< Smythe,
non esiste probabilmente un'altra montagna al mondo cbe esponga io scalatore a
pericoli più grandi.
Crowley condusse i suoi uomini attraverso vallate coperte di rododendri e
infestate da sanguisughe. Eraoo mesi che cercava di ottenere il permesso per
entrare nello Stato del Nepal e quando raggiunsero il villaggio di Kang La, su:l
confine, ricevettero finalmente la notizia che l'autorizzazione era stata accordata
Il 22 agosto, dopo una marcia di due settimane, giunsero ai piedi del versan·
te sud-ovest deUa montagna. dove si trova il ghiacciaio Yatuog. L'attacco al
Kangcheojunga ero coulinciato.
Crowley si mostrò soddisfatto di quel percorso non appena gli sì presentò di

fronte agli occhi. "Andai sul ghiacciaio per compiere una ricognizione", disse.
"Volevo stabilire il campo base il più in alto po.�b1le". Tuttavia, sospettava che
la Lingua glaciale si rivelasse inaccessibile. I suoi dubbi, però, svanirono non
appena san più in alto.

Già a una quota di 4000 o 4500 metTi, dopo nemmeno quanordi.ci giorni di
marcia netla vallara, mi sentivo in ottima forma. Non avevo ancora U1lato
un'oncia del.le mie riserve di energia. Un percorso perfeuamenLe libero
conduceva fmo alla vetta. La montagna distava non più di otto chilometri,
il tempo continuava a migliorare e non c'era traccia delle temperamre
estreme che tanto ci avevano ostacolato suJ Chogo Ri Per farla breve, nc.s·
smm ombra oscurava l'orir�ontc.

E più tar.d i: ''La vetta del Kaugchelljunga distava solo tre cltUometri e potevo
vedere quasi tut.ta la parte che mj era rimasta nascosta durante l.a ricognizione

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KANGCHENJUNOA, l Clì'IQUE PICCHI SACRl 93

[effettuat."l con un C<UUlocchjaJe} da Darjeeling. Salli ancora e anche l'ultimo dub­


bio svanì".
St'.rndo aU'opini.one di aJtd scalatori che esaminarono .la .montagna più accu­
ratamente di Crowley e dei suoi uomini, tale giudizio è ottimjstico fmo aUa ceci­
'i . "Quelli che appaiono a occhio nudo come sottili strisce bianche sono in real­
t.
tà tremendj canaloni in cui precipitano massi e valanghe che �; staccano dalle
pareti di ghiaccio e roccia", scrisse Fran.k Sroy.the, ìl quale prese parte alla spe­
dizione del professor Dyhrenfurth nel 1930 che attaccò la montagna da nord­
ovest "Mi bastò un minuto di osservazi.ooe per accertarmi che era assurdo cer­
care una via partendo dal ghiacciaio Yalung". per l'appunto la via scelta da
Crowlcy.
Crowley andò avanti, lasciando GuiUarmod e Reym.ond a badare al grosso dei
coolie, e Pacbe e De Righi io coda.. "Avevo indicato loro il peTcorso roigHore
at.tmverso i l ghlaccìaio'', scrisse. ''Ceno, in c-onfronto a PiccadHly em una strada
abbastanza difficile e complicata, ma certamente meno di una marcia sul Baltoro.
Ero andato avarati per assicurarmi che il punto in cui avevo deciso di stabilire il
Campo m fosse veramente in una posizione favorevole, come mi era parso da
lontano. E infatti lo era".
Dci 230 portatori, 130 erano stati forniti dal governo del Sikk:im; questi ulti­
.ml giunsero fino a un'altezza superiore a quella del Monte Bianco, poi si rifiuta­
rono di proseguire. Dissero che avevano paura dei Cinque Grandi Piccbi (questo
è il significato letterale delle parole Kang Cllen )unga) e, deposto il carico, se ne
andarono in massa. Guillarmod ringraziò il cielo che fossero arrivati almeno fin
ensiero che la loro partenza avrebbe permesso un notevole
là. consolandosi al p
risparmio di yjveri. Osservando il ghiacciaio, però, divenne pessimista quanto
Crowley era ottimista. ''Le morene si alternavano ai crepacci i n un labirinto
infernale, e presto non fu più. possibile tenere i l conto delle soste e dei dietrofront
che, per giunta. si rivelavano spesso inutiJi»9.
Quando i l dottore saLt più in alto e vide, atrraverso la nebbia-e le nuvole, gli
ostacoli cbe l i attendevano, perse ogni speranza di raggiungere la cima con il per­
co.rso scelto. "D crinale occidentale del Kangcheojunga spiccava contro t111 cielo
di un azzurro ,i ntenso e sgombro di nubi'', scrisse.

l precipizi. incessantemente spazzat i daUe val.aogbe, non ci .Lasciavano spe­


rare n.eJJa possibilità di un accesso diretto auraverso quel crinale che appa­
riva ro.eno impres: ionante deUa strada per raggilmgerl a. Ne.mmeno il
campo di neve era orizzontale; non c'era neanche un metro quadrato per
piantm·e la più piccola delle nostre tende. Le stesse rocce, ammesso che
avessimo la forza di compiere acrobazie a quella quota, non offrivano il
minimo appiglin1� .

Si trovavano da appena tre giorni sulle pendici più basse della montagna quando
fra Crowley e Guillarmod scoppiarono le ostilitft. l l medico svizzero cominciò a
criticare Crowley per non aver contrassegnato i l proprio passaggio con piccoli

9. Au Kangchnjunga.
i Voyage et exploraliQitY dans l'lifmalaya du Sikkim et d11 Né
pal. Echo
des Alpes, numeri 8 e 9• .1 914 (NdA).
lO. Jbid. (NdA).

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94 LA O!OVENTù: SULLA VIA DELLA CÌRA.NDEZZA

cumuli di pietre, costringendolo a fare da gillda ai suoj uomini oltre che a proce­
dere a lume di naso, senza sapere dove fosse Crowley e cbe cosa stesse facendo.
Inolrre, era scandalizzato per i modi brutali con cui quest'ultimo trattava i porta·
tori: secondo l.ui, quella fu .la ragione principale del fallimento deU'impresa.
Dal canto suo, Crowley era infuriato perché il medico aveva piantato La pro­
pria tenda invece m sistemarsi. in quella preparata da lui. Come due costruttori
della Torre di Babele, non riuscivano più a capirsi.
Il 25 agosto. dopo aver indicato a Guillarm:od e Reymond il percorso da
seguire, Crowley era andato avanti a!Ja ricerca di un punto adatto per il campo
successivo, e fu allora che il medico scoprì con sorpresa che i portatori non ave­
vano calzature adatte e che molti di loro erano ancora a pi.edi scalzi. Disse cbe
Crowley gJj aveva assicurato cbe tutti i portatori avevano ottimi scarponi nasco­
sti nel loro bagagli.o.
Nonostante la scalata fosse appena cominciata, Guillarmod cttpì che tutte le
loro fatiche e le loro spese eraoo state inutiJj e che la spedizione ern d,estinata al
fallimento. Imprecò contro Lord Boleskine, nelle cui terre aveva cacciato il raro
haggis, definendolo '\m individu négligent et sans conscìence'' ('·un individuo
incauto e privo di scrupoli"},
Reymond andò alla ricerca dj un altro percorso per i coolie, onde evitare iJ più
possibile il ghiaccio, ma tornò indietro quasi subito per annunciare che 1 'unica
via era rappresentata dal ghiacciaio. Cominciò quindi a tagliare gradini per i por­
tatori scalzi; all' improwis:o ricomparve Crowley, che si mise ad aiutarlo e tagliò
u.na mezza dozzitla di gradini cosl malfatti. cbe .il medico rabbrividl quando vi
poggiò il peso sopra. Ormai rassegnato all'insuccesso dell'impresa, Guillan:nod
pensò che a quel punto potevano softanto cercare di an·ivare il più in alto pos�i�
bile. primi\ di essere obbligati a tornare indietro.
Minacciati costantemente dal pericolo dì. venjre travolti dalle valanghe (uno
scrittore ha detto cbe il Kangchenjunga può schiacciare g1i uomini con la stessa
facilità con eu.! gli uomini schiacciano le mos.che), raggiuosero un piccolo e ripi­
do costone roccioso e n s.i accamparono per la notte:

Nel posto più scomodo ma anche più grandioso che si possa irnnla,ginare
(su una sottile striscia di neve cbe dovemmo spianare per pi.anr:are le tende
e che poteva scivolare con la stessa tremenda facilità da una pane o daJ­
I'alrra}. Vi rimanemmo per due giorni, sia per riposarci che per aspettare
l'arrivo di provviste".

n 27 agosto Crowley si svegliò alle tre del mattino. Con enorme sfono riuscì a
far partire gl.i uomini alle sei. "'Il medico si oppose e disse che gli uor.ulni dove­
vano scaldarsj completame,nte prima di muoversi".
n giorno successivo parecchi portatori disertarono e uno di l.oro "scivolò esat­
tamente nel punto in cui Crowley aveva tagliato i gradini nel ghlaccio"'2, p.reci­
vir:ando oell' abisso.
D 29, GuìUannod, che il giomo prima era rimasto a letto malato. scese con
alcunJ uomini per cercare il corpo dell' uomo. Lo trovarono, mutilato, su uno spe-

l l . fbld. (NriAt).
12. fbld. (NdA).

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KANOCHENJUNOA, l CJNQUB PlCCHl SACRI 95

rone di roccia 300 metri più in basso. l portatori non rimasero sorpresi per la
mort.e del loro compagno, perc�hé i l dio dei Cinque Grandi Picchi pretendeva
sacrifici, e seppellirono il cadavere sooondo i riti della propria religione.
Guìllarmod continuò a scendere fino a quand.o, due ore più tarcli, arrivò al
Campo ID, dove trovò pareccbj portatori soffenmti per il mal di montagna e la
cecità da neve. Quel pomeriggio De Righi arrivò dal Campo D con più di ci n­
quanta uomini.
Nel frattempo Pache aveva raggiunto Crowley aJ Campo V, ma senza il por­
tatore che rècava sulle spalle il suo letto; costui, demoralizzato dalla morte del
compagno e dal pensiero di raggiungere il Burra Sahib (il Grande Signore, come
veniva chhunato C.rowley). aveva fatto in modo di restare indietro ed era fuggi­
to abbandonando il carico sulla neve.
Ormai. Crowley era di pe&siroo umore. Sì trovava in disaccordo con tutti, non
capiva cosa avesse Gui!Jam1od e pensava che De Ri,ghi fosse "semplicemente
impazzito". Così descrisse la reazione del medico alla perdita del portatore: "La
mattina successiva Guillarmod stava sufficientemente bene per imprecare. Non
riuscivo a immaginare cosa lo assillasse e oon ci riesco neppure ora. La: spiega­
zione più gentile che posso trovare per la sua condotta è che .fosse mentalmente
squilibrato".
Quanto ai portatori, erano demoralizzati per colpa "deiJ'esagitato, isterico
comportamento di Reymond". Per ridare loro cornggio, Crowley dJsse che si
esibì in una piccola impresa, poi raccontata nel suo .romanzo The Di01y ofa Drug
Fiend (Diario di un maniaco della droga), scritto djciassette anni più tard.i.

Ma la cosa più interessante fu questa: qualche anno fa comandavo una spe­


dizione netl Himalaya c i portatori avevano paura di attr aversare llll pen�
'

dlo nevoso cbe si affacciava su un terribile precipizio. Dopt) averli invita­


ti n guardarmi, mi gettai a capofitto nella neve, romlandomi come un sacco
d'ave11a, e balzai in piedi proprio sull'orlo deU abi sso Quando to.roai verso
' .

di loro, erano tutti senza fiato per l amm irazione.


'

La sera del 3 1 agosto alcuni portatori si presemarono trafelati al Campo IV e


andarono a l.amentarsi con Guillarmod del fatto che Crowley li aveva picchiati.
Ne avevano abbastanza. dichi ararono, e intendevano tornare a casa.
Scesero al Campo III dove De Righi, che parlava correntemente ]a loro lingua,
l i convinse a non abbandonare la spedizione. Diede la sua parola che oon avreb­
be permesso aJ Burra Sahib di maltrattarli ancora e spiegò che non erano affatto
obbligatj a passare la notte nel suo stesso campo. Riluttanti si rimisero i carich.i
sulle spal le
.

Crowley ammise di aver picchiato un portatore ma solo per iJ bene suo e per
quello dei compagni n suo gruppo, che comprendeva Pache e Reymond, aveva
raggiunto una quota di 6400 metri . Im provvi samente gli uomini si erano spaven­
tati perché una piccola valanga slava cadendo verso di loro.

Uno dci portatori perse completamente la Lestn e, con l'istinto che spinge
chi affoga ad alzare le mani in aria, conùnciò a fare l'unica cosa che avreb­
be pomt:o uccidcdo: si mise a slegare la corda. Gli ordinai di fermarsi, ma
l'uomo era complelamente isterico e lanciava grida insensate. C'era un
solo modo pe1· salva.rto da quell'azione suicida. Presi la mira e lo colpii con

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96 LA OlOVBNTÙ: SlfLLA VIA DELLA ORANOP..ZZA

la piccozza. Questo ba.�tò a farlo ri.ent.rare in sé e a impedire che il panico


si tra.ounett:esse agli altri.

D gruppo aveva ripreso La marcia per raggiungere H Campo V. ma Crowley non


era riuscito a risoUevare i l morale degli uomini perché nel capoverso successivo
dice che cominci.arono a parlare dei demoni del K.angchenju.nga, e "la piccola
valanga crebbe fino ad asswnere dimensioni fao.tastkhe. Durante la notte, alcu­
ni fuggirono".
La mattina seguente De Righi raggiunse GuilLannod al Campo IV, e poco
dopo arrivarono i portatori che quella none erano fuggiti dal Grande Signore che
1i picchiava.
AJle dieci Guillannod e De Righi partirono per il Campo V, decisi a tenere un
consiglio d1 guerra e nominare un altro capo spedizione. Quando arrivarono,
quattro ore pìil tardi, trovarono il campo deseno, ma riuscirono a vedere Crowley
che si stava allontanando.
Ecco come quest'ultimo descrisse l'arrivo di Guillarmod e De Righi:

Con mja grande sorpre.�a vidi che al Campo V e.ra arrivato un nutrito grup·
po d.i persone. Tornai indietro e scoprii che l'isterismo di GuUI.armod e la
stupidit� dj De Righ:ì avevano ca,usato un altro gro.�o gualo. Erano giunti
al campo con una ventina di portatori, ma senza nessuna deUe cose. che
tanto d occorrevano. La loro condotta era assolut.am.en.te i.n.oompreosfbile.
Il dottore aveva l'aria di uon sapere quello che diceva e parlava in uno stalO
di confusa irritazione. Sembrava incapace di rispondere aUe rnie domande
o di spiegure cosa fosse nccaduto; continuava a ripetere che bisognava
tenere una riutùone percllé voleva farsi nominare capo della spedizione al
posto mio, Una pazzia del genere non era prevista nel nostro contratto, che
però. seoondo lui, era so.lo un pezz.o di cana. Quando arrivarono gli altri,
ebbe inizio u.ua discussione a.ocanita. Nessuno osò critiC3J'e il mio compor­
tamento. Dall'i.n:izio alla fine fu semplicemente lo sfogo di uno straniero
risentito all'idea eli dover obbedire a un inglese .
..

Non ci fu nessun1;1. lite con Crowley né clamorose destituz:iou.i. Adesso i capi della
l>-pedizìone er.mo due: Crowley, che guidava e stesso, e Gu .ill.armod. che guida­
va rutti gli al tri n problema più immediato era trovare U:ll posto dove trascorrere
.

la notte, dal momento che al Campo V non c'era spazio per tutti. GtùHarmod e
De Righi decisero di tornare al campo base, ossia il Cru:npo m. Anche Pache
voUe S(.'endere con loro perché da tre nòtti, a causa della perdita del letto, era
costretto a dormire sullo comodo pnvimeuto della tenda, e alle cinque del pome­
riggio del primo settembre si misero io marcia.
"Legammo Pache alla nostra corda e insieme a lui ancbe il suo servitore,
lasciando Crowley al Campo V con Reymond", scrisse il medico.

Formavamo una cordata di sei persone, tre europei oon i ramponi e tre por­
llll{)ri, due dei quali indossavano calzatu.re malandate; li avevamo presi con
noi perché ci facevano pena. l primi gradini ci re se.ro abbastanza bene.
Ogni tanto i ooolie che si trovavano al centro sc-ivoluvano, ma poiché la
corda era sempre ben tesa, era facile sosre.uerli. Un po' più avanti la pista,
che scendeva verticaJm.eute. girava ad angolo retto per poi proseguire in
piano. De Righi ed io passauuno facilmente, ma il coolie che ci seguiva

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AANGCHHN1UNOA, l ClNQUE PICCID SACRJ 97

scivolò e trascinò con sé il quarto della fila. P;1che. non ebbe la forza di trat­
tenere questi due uomini su no pendio così ri pido e perse a sua volta l'ap­
piglio; lo stesso accadde al sesto uomo.
De Righi ed io, che emvamo saldamente piantati, pensammo che
saremmo riusciti a reggere i nostri quattro co-mpagni, cbe cadevano sem­
pre più velocemente. Improvvisamente la corda si allentò e la neve cou:ùn­
ciò a seivolarci d.a sotto i piedj, provocando una valanga che ben p:re.<>tò
assunse proporzioni enormi. Il pendio del la montagna venne spazzato per
una larghezza d.i circa cinquanta metTi.
Privo di un appoggio per i piedi, nonost.nnte i ramponi , e tenen-domi
appeso con le mani alla piccov..a saldamente piantata cercai di agguanta­
.

re De Righi che veniva t.mscinato vìa; i n quel momento, però, passarono in


un turbine i nostri compagni , rotolando l'uno sull'altro, e non mi fu più
possibile resistere. Mi sentii �trappare dalla piccozza e anch'io cominciai
a precipita:re.

Quando vide i compagoi sparire sono la valanga, Guillarmod tentò invano di


afferrare un'altra piccozza. Si dibatté per mantenersi al dì sopra della neve, anna­
spando con rurt.e le sue forze. Tutt.o finì. in cinque secondi. Si ritrov ò io fondo a
un crepaccio, caduto di schiena, semi.soffocato ma salvo; la valanga si era ferma­
ta. Rimase disteso, sfmito, per qualche istante; poi, quando ebbe ripreso fiato,
cercò di risalire. Cou l'aiuto della corda legata alla cintura di De Rlghi. che gia­
ceva sr.eso sul dorso sopra un cornicione più alto dello stesso crepaccio, riuscì a
tornare alla superficie.
L'italiano aveva perso conoscenza. Era riroaslo ì.mpigliato nella corda e semi­
sepolto dalla neve. n medico lo fece rinvenire e lo libeTò, ma dov'erano gl i altri?
Invano tirarono la corda, che scendeva ve1ticalmente nel crepaccio fmo a una
profondità che ignoravano. Provarono a scavare. ma non c'era altro che neve.
Coll'Linciarono a gridare per chjedete aiuto; nell'ari.a nu·efatta le loro voci
giungevano molto lontano. Poco dopo arrivò Reymond. I tre uomini scavarono
furiosamente per un'ora con Je piccozze, senza riuscire a raggiungere l'estremi­
tà della corda alla quale erano legati i loro quattro compagni "Avevo due dita dei
piedi congelate", scrisse Guillarmod, "e non sentivo più le mani. I nostri compa­
g!li, ormai, erano morti da un pezzo. Tutti i nostr.i sforzi furono inutili. Non ci
restava che il triste compito di tomare a cercare i loro corpi con un'attrezzatura
più adatta delle piccozze".
Ma torniamo a Crowley il quale, benché non avesse assistito �ùl'incidente,
ebbe parecduo da dire in proposito.

Avvertii i ribelli che sarebbero andati. incontro alla morte se avessero ten­
tato d.i scendere quella sera. Forse i coolie ce la potevauo fare, mn non loro:
sapevo anclte troppo bene quamo Guiliannod fosse bravo a provoc;rre inci­
denti perf
tno i.n condizioni ottirnali .
Quell:ì si infuriarono ancora di più. Avtei avuto tutto H dirittO di rom­
pe.re le gambe al medico a colpi di picco1.-w Con mio grande disgusto
. ,

anche Pache decise di andare con loro. Quello sciocco noo aveva avuto
neppure il buon senso di portare con sé un sacco a pelo. Lo supplicai di
aspettare fino aUa matùua succ.e.�siva. dkend.ogU che poteva dormire nel
mio sacco a pelo, ma non riuscii a dissuaderlo. Gli descrissi la situaz ione,
ma 0011 volle credermi quando affermai che Guillarmod si comport..·wa

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98 LA OlOVENTÙ: SULlA VIA DEl..l.A GRANDEZZA

come un idìom. anche nei suoi momenti migliori e che adesso era diven.ta­
to un pazzo pericoloso.
Mi si spezzò il cuore nel salutarlo perché provavo una grande simpatia
per quell'uomo e l.e ultime parole che gli dissi furono: "Non vada. Non la
rivedrò più. Fra di eci minuti lei sarà morto".
Avevo commesso un errore: quin dìc.i minuti dopo era ancora vivo.
Passò circa un'ora, poi Reymond ed io sentimmo delle grida disperate.
Non era possibile distinguere le parole, ma l.e voci erano quelle di
Guil lannod e De Righi. Reymood propose dì correre subito in loro aiuto,
ma ormai era qua. 'li buio e n.on potevamo mand11:re ne.�suno perché De
Rigbi aveva portato con sé gli uomini; ìnoltre non capivamo perché stesse­
ro gridando, non avevano fatto altro tutto il giorno. Reymond, che non si
era ancora tolto gli carponi,
s disse che sarebbe andato a controllare e mi
avrebbe chiamaro se fosse stato necessario. Poi si !Dise in cammino, ma
non tornò né mi cbiamò. Me ue andai a donnire, e .la mattina successiva.,
all'alba, scesi a vedere cos'era successo.

E che cosa vide Crowley? Non molto, a sentire Guillam1od cbe scrisse: "l] gior­
no succe.ssivo uno di noi scorse Crowley che scendeva dal campo, senza nemme­
no sapere se avevamo trovato i nostri compagni. Abbandonò vilmente la spedi­
zione e non avemmo più notizie di lui fino a quando aròvaromo a Darjeel.ing".
Crowley, però, non si accor�e di loro. La matti n a del 2 settembre, mentre
scendeva per j nevai deserti della grande montagna, senrl improvvisamente delle
voci. Si avvicinò al Campo TV e gridò: "Chi è là?". Non gli rispose nessuno. I
suoni si spensero, ma ben presto ricominciarono. "Potrei giurare di aver sentito
queUe voci", disse in seguito Crowley. "Chiamai di nuovo e di nuovo cadde un
sitenzio mort.ale. Cominciai a sospettare di essere in preda a un'aUucioazione''.

Così ebbe fine i l primo tentativo di scalare i l Kangcheojunga. L'incidente che


uccise Alex Pache, i l trentunenne tenente della Cavalleria Svizzera, e tre scono­
sciuti coolie non fu colpa di Crowley, ma il modo in cui reagì contribui notevol­
mente ad accrescere la sua reputazione di uomo diverso dagli altri. The Alpine
JournaJ, che 'nel febbraio .1 906 pubblicò un breve resoconto della scalata, osser­
vò che Crowley non aveva mai avuto rapporti con il Club Alpino. Se aveva volu­
to rendersi odioso agli oocbi di tutti gii alpinisti, c'era riuscito perfettamente.
Arrivato a Drujeeling, Crowley telegrafò al Daily Mai! dj Londra un raccon­
to artefatto della spedjzione e dell' incidente, esprimendo iJ massimo disgusto per
i suoi compagni e la speranza di "riuscire un giorno oell'impre..'la, con tma spedi­
z.ione equ.ipaggiata meglio e piil discrp hn ata . Ma non avrebbe più partecipato ad
"

altre imprese alpinistiche.


L'unica questione insoluta riguarda il motivo per cui non si recò sui luogo
dell' ù1cidente.
Quarant'anni dopo questo tragico avvenimento, quando con mano tremante
Crowley registrava su alcuni foglietti il numero dei grani di cocaina della sua dose
giornaliera, usò questa frase per descrivere la sua disperazione: "Kangchenjw1ga
phobia". Solo la paura della gigantesca montagna poteva esprimere la soffereu­
za dei suoi ultimi anni. Quando si era trovato solo i n quella distesa di neve e
ghiaccio aveva udito delle voci: le voci dei motti o del demone dei Cinque
Grandi Picchi ln preda al terrore era fuggito senza riflettere.

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KANGC'HBNJUNGA, l CrNQUE PICCHI SACRl 99

Amold Lunn, alpinista e presidente deUo Club Alpino Britannico, detestava


Aleìster Crowley. Una volta ebbi una conversazione con lui a proposito della
biografia alla quale stavo Lavorando nel 1948-49, ed egli si offrì di scrivere la
prefazione al libro. Non me ne servii perché la giudicai troppo ostile nei confron�
ti delJa .Bestia, ma alcune osservazioni su Crowley come alp.ioista non sono prive
di ìnteresse.

Ho conosciuto Eckenstein, un magnifico scalatore cbe certamente non


avrebbe. mai acconsentito a unirsi a Crowley, se questi non avesse avuro la
stoffa dell'alpiiDsta, almeno per quanto riguarda .la l'ecoica. L'alpinismo è
uno Sp<Jrt ascetico, in cui i massimi livelli di felicità si raggiungono aura­
verso la sofferenza, e quell.a scimilla di a.<;cetism.o che nemmeno i vizi ave­
vano del lutto spento in Crowley trovò espressione nella montagna. Le spe­
dizioni cui partecipò esigevano nna notevole resisLen.za. e bisogna
ammettere ch.e questa non gli mancava.. L'unico aspetto positivo di tutta la
sua carriera fu quello alpùtistico. Ma quanto ignobilmente si comportò
verso i suoi compagni e i coolie! Se fosse stato membro del Club Alpino,
sarebbe stato sicuramente espulso, una volta noti i fatti relativi alla sua
cinica condotta dopo l'incidente [sul Kangchenjunga}. ln renltà, per un
breve periodo fece parte del Club Alpino Scozzese, nel quale fu ammesso
da u:oa commissione distratta; si liberarono di lui evitando di avvertirlo che
La sua iscrizione era scaduta o con qualche altro simile str.atage.nrma.

La commissione dd Club Alpino Scozzese era tutt'altro che distratta quando


aveva esaminato la domanda di ammissione di Crowley. Secondo Robin
Campbell, presidente del Club Alpìno Scozzese, Crowley ''divenne membro del
Club Alpin.o Scozzese n el 1 894. La sua domanda rivela che già allora, quando
era appena diciannovenne e non aveva ancora tratto profitto daglì insegnamenti
di Eclcenstein. Crowley possedeva un bagaglio di esperienza eccezionale per quei
tempi. Ogni anno tra il 1 894 e B 1898 si era recato sulle Alpi dove, insi.eroe a
Collie, Mummery e Hastings fece molto per promuovere .la causa delle scalate
senza guida". Nel 1902, non avendo pagato la sua quota associativa, "cessò di
essere membro, come risulta dagli atti deU' AGM del 5/12104".

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Capitolo 9

La traversata della Cina

n 6 settembre Guillarmod, Reymond e De Righi salutarono per l'ultima volta i l


loro compagno morto e versarono una lacrima davanti alla tomba di sassi sor­
montata da una rozza croce di Iegoo. Mentre tornavano senza fretta verso la civil­
tà, visitarono al.cuni templi tibetani e raccolsero piante, insetti e pietre che inten­
devano portare in Svizzera perché gli scienziati l i esaminaSs-ero. Giunti a
Drujeeling, scoprirono con rabbia che Crowley aveva pubblicato sui giornali
indiani la sua versione dei fatti 11 medico, evidentemente, era convinto che
Crowley avrebbe preferito parlare il meno possibile dell'esito della spedizione;
in.vece, si trovò attaccato per aver legato cinque uomini i n un'unica cordata. per
aver tagliato la corda stessa allo scopo di liberarsi e per altre infamie. E il com­
mento di Crowley sulla morte di Pache e dei coolie lo lasciò sbalordito.
"In quella situazione non potevo fare altro che mandare Reymond, ancbe se
era vano sperare che potesse fare qualcosa. Non che fossi molto ansioso in quel­
le c1rcostanze di accorrere in loro aiuto. Un 'incidente' di quel genere non desta
affatto la mia compas-sione".
n quinto e ultimo articolo di Crowley sul Pioneer era un'autodifesa.

Intendo spiegare brevemente perché non mi recai sul luogo dell'incidente.


Quando risuonò il primo urlo ero a 'letto e stavo aspettando che fosse pron­
to il tè, dopo dodici ore trascorse sulla neve se��za mangiare. Avre.i impie­
gato dieci minuti a vestinni , mentre Reymond aveva anwra g.li scarponi ai
piedi ed era prouto a muoversi; gli dissi di chiamarro.i se avesse avuto biso­
gno di aiuto, quando avesse scoperto che cosa era successo. Non mi chia­
mò. . . Chi non si è trovato in quella situazione non può giudicare e io ero
l'unico, tm tutti, che si intendesse di montagne ... Il dottore era abbast.auza
adulto per salvarsi da solo e nessuno sarebbe stato di sposto a salvare De
Righi . . .

D resto dell'articolo era pieno di insulti per il servizio del Drum. Druid Hotel di
De Righi, dove Crowley era tornato ad alloggiare.
Dal racconto che Crowley fece di questa squallida conclusione dell'avventu­
ra, o meglio, dell'ultima infamia da lui compiuta, come si espresse Guìllarmod,
apprendiamo cbe il medico minacciò di denunciarlo per truffa, "con uoa copia di
Snowdrops from a Curate :S Garden cbe depositerò in un posto dove lei preferi­
rebbe non vederla, farabutto . . . Le sue spiegazioni incespicano in quattro morti''.
De Righi rispose a Crowley sul numero successivo del Pioneer.

Per darvi un'idea defl'iud.ividuo cou cui avevamo a che fare, awungerò
on brano tratto dalle lettere che scrisse al dottor Ouillarmod molto tempo
prima deUa partenza dell.a spedizione, dopo il mjo accordo coo lui e il
pagam.ento da parte mia dell'equivalente di 100 sterllne. Poiché non pote­
vo pagare in contanti. l'intera cifra, gli diedi 350 rupie. e dopo molte

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102 LA OlOVENTÙ: SULLA VlA DELLA GRANDEZZA

discussioni accettò a titolo di saldo una splendida bandie.rn tibe.tana, un


grosso pezzo d.i lapislazzu.li e una collana di giada. verde. "Mjo caro J.G.,
qui va tutto bene e spero di portare con noi il direttore dell'albergo, un gio­
vane itali.ano cbe parla il tibetano ed è abituato a cornrnerciare e viaggiare
con la gente del luogo. . . Ci farà risparmiare parecchi soldi perché conosce
il prer.w di llltto c;iò che dovremo compmre da queste parti e sa come con­
vincere i nativi ad abbassate i prezzi. Si chiama Rigo De Righi. Lei deve
capire che ci sarà molto utile, ancbe se noo è proprio uo 'gentìJuomo'. Va
in collera e si lam.enta senza motivo; dobbiamo quindi cercare di tenerlo a
debita distanza. Ma sono ceno che tullo andrà bene. Quando avrà portato
a termine iJ suo compito, facendo trasportare i oostri pesanti bagagli al
campo base, lo potremo rimandare indietro senza tanle cerimonie se farà il
difficile; ma spero che si comporti come si deve''.
Questo è l'uomo che ha guidato la spedizione del 1905 al
Kangchenju.oga. Devo aggiungere altro per spiegare perché gli chiedemmo
di rinuacia:re al comando? Lascio che sial'e voi stessi a trarre le conclusioni.
Non contento di tutte le accuse rivoltemi durante la spedizione, ora se
la prende con me perché ho appoggiato te richieste di Nangar, che chiede­
va la provvigione di due rupie per ognuno degli uomini ingaggiati come
sardar, promessagli da Crowley plima deUa partenza, .se avesse indotto i
coolie a seguirei per venti rupie al mes.e e fosse venuto egli ste�so per tren­
ta rupie. Crowley sostiene che io guadagnavo una percentuale su tutti gll
acquisti e che a DarjeeLing ero ben noto per questa mia abìru.dine. Gli dissi
che m.en.tiva e che solo un bngiardo poteva ra.ccontare simili cose su di me.
Mi rispose cbe glielo aveva riferito un ufficiale suo amico, al che io ribat·
tei che non porevo credere che un ufficiale inglese fosse capace di pronun­
ciare una simile accusa sen.za osare sostenerla in faccia all'interessato.
Quando gli chiesi il nome dell'uffici.ale si rifiutò di ri velamlelo. Questo è
il modo d'agire di un "gentiluomo" educato all'Università di Cambridge.
Afferma che io non sono un gentiluomo, ma se i gentilu.omini assomiglia­
no a lui sono ben felice di non esserlo.

Guillannod decise che sarebbe stato troppo costoso e del resto inutile, denuncia�
,

re Crowley per appropriazione i ndebita d:i parte dei fondi dell a !>pediziooe (il
ruedjco aveva sostenuto la maggior parte deUe spese), perciò Crowley poté con�
tinuare a godersi in santa pace i favori di una ragazza nepalese che gli ispirò una
poesta.

NRPAU LOVE SONG

O adotabUe Tarshitering! L'uccellino chiama


la sua compagna . . . e io? Vieni alla mia tenda
in questa notte di maggio, stringimi e ìncoronamì re!
Bevi, bevi finalmente a sazierà alla nostra coppa d'amore:
frn breve moriremo. o adorabiJe Tarshiteringl
Abbassa le lunghe ciglia: chiudi gli occhi con le palpebre
sirrli.li ad ali di scarabeo.
Accendi il tuo dolce sorriso, effimero come una farfaUa,
e chiudilo in un bacio, stringiti forte a mel
No? Ti vergogni? Allora ti prenderò per i fianchi
e ti abbraccerò, timida e selvaggja,
flllché la tua stessa lotta farà dondolare

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LA 1'RAVF..RSATA DELLA CINA 103

le tue natiche vellutate, e la loro rnusrca.


ti cullerà in u11'estasi profonda,
o adorabile Tarshiteri11g!

Poi se ne andò da solo a Calcutta, dove accettò l'invito del Maharajah di


Moharbhanj a partecipare a una battuta di caccia grossa nella zona di Orissa.
CrowJey aveva ormai trent'anni. L'euforia provata nei primi mesi dj quell'an­
no era scomparsa, ed egli intuiva che non sarebbe più tornata. Davanti a lui si
stendeva il futuro, incerto e minaccioso.
Una lettera che scrisse in questo periodo a Gerald KeUy rivela il suo tormen­
to interio.re:

Dopo cinque anni di folJJa e debolezza, di 001tesia, tatto, discrezione,


riguardo per i sentimenti altrui, mi sono stancato. Ogg i dico: al diavolo H
cristianesìmo, il razionalismo, il buddtùsruo, tutto il ciarpame dei secoli. Io
vi parLo ooa realtà positiva e primordiale iJ cui nome è Magia; e grazie ad
essa mi costruirò un rruovo Paradiso e 011a nuova Terra. Non desidero le
vostre fiacche approvazioni né le vosLre fi.evoli disapprovazioni; io voglio
bestemmia, assassinio, stupro, rivoluzione, qualsiasi cosa, buona o cattiva,
purdté sia forte.

Quando era di umore diverso, spiegava invece che desiderava conseguire quel
distacco dal mondo e quell'esaltazione dello spirito uoti ai mistici e ai santoni
dell'Oriente. "Ero assolutamente convinto che fosse di fondamentale importan­
za dare la mia vita per il raggiungimento del Samadhì"1, cioè il rapporto coscien­

te con l'anima immanente dell'universo.


Nel frattempo, però, il JYatrimonio lasciatogti da suo padre, come la peau de
chagrin di Balzac, la magica pelle di zigrino, si assottigliava in modo aUarman­
te a mano a mano che appagava i propri desideri.
Che fare, allora? Non lo sapeva, ma non era uomo da preoccuparsene. A gui­
darlo pensava il suo Angelo Guardiano, che in seguito identjficò con Aiwass, la
cui voce rassicurante aUontanava og.ni dubbio.
Tornò a dedicarsi allo studio e alla pratica della magia, seguendo iJ sistema
enochiano escogitato da due maghi elisabettiani, il dottor Jobn Dee e Sir Edward
Kelly, che veniva wsegnato cella Golden Dawn1• Salì sul piano astrale per incon­
trarsi con Elaine Simpson e parlò con lei della Grande Opera, nientemeno che
della creaJ..:ione di un nuovo universo. Un falco d'oro era appollaiato sulla spalla
della donna e Crowley trasali riconoscendo nell'uccello uno dei Capi Segreti.
Stranamente. almeno per chi non ba familiarità con i paradossi, cominciò a
esprimere questo sentimento puro e mistico scrivendo un altro libro osceno. Fu
molto espUcito a proposito della natura apparentemente contraddittoria deUa sua
visione. Benché questa fosse del tipo più elevato e nobilitante, "seotij l' impulso
di esprimermi in forma satirica e (come qualc0110 potrebbe pensare) oscena".
Questa volta !''ispirazione gli veniva da Sir Richard Burtoo, alla cui memoria
dedicò in seguito il secondo volume della sua aurobiografia. Dopo aver tradotto

l. Lo stato di colma sopranoa:turoJe (NdA).


2. "Le Tavo letle A11geliche. Introduzione Ili si.stcmn enocbiano", io La magia della Golden
Dawn, vol. 4, ci t (NdC).

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104 L.A GIOVeNTù: SUU.A VIA DEI.l.A GRANDezzA

The Arabia:n Nights, Burton aveva volto in inglese un'opera del XV secolo nota
agl.i studiosi e ai coHe1jonisti di curiosità letterarie: The Perfumed Garden o The
Scented Garden for the Soul ;y Recreation (fl gl.ardino profumato per la divaga­
zione della merue) di An-NaJzawi. Burton morì prima che la sua traduzione, cor­
redata dì note coJte, venisse consegnata all'editore, e il manoscritto fuù neUe
mani di sua moglie che non aveva gli stessi interessi intellettuali e la stessa aper­
tura mentale. Leggendo l'opera la donna rùnase inorridjla; improvvisamente
.
(così raccontò) le apparve il marito, che la implorò di distruggere il manoscritto.
Come Burton, Crowley aveva raccolto parecchie informazioni sulle pratiche
sessuali orientaU e con l'aiuto di un munshi. che per qualche tempo gli insegnò
il persiano, cominciò a comporre ghazals, una forma di poesia persiana, fingen­
do di tradurre da quella lingua e costellando il testo di parole e frasi persiane per
rendere più convincente la falsificazione. Collocò il suo immaginario poeta.,
Abdullah el Haji. nel XVIl secoJo, attribuendogli lo stesso luogo di origine del
celebre Hafiz. La raccolta di quarnntadue poesie fu intitolata The Scented Gm-den
ofAbdullah the Satirist ofShìraz ("tradotto da un raro manoscritJ.o indiano dal
compianto maggiore Lutiy e da un'altra persona..). IJ maggiore Lutiy era un
immaginario ufficiale angloindjano cbe aveva scoperto, rradott.o e commentato il
manoscritto. Poiché era rimasto ucciso nella guerra sudafricana prima di aver
potuto portare a termine. il suo lavoro, un "curarore" ìnnominato si era incarica­
to di uJtimarlo con l'aiuto di "un ecclesiastico cristiano che tratta iJ contenuto del
poema dal peculiare punto di vista deU'an.glicanesimo più rigoroso". Crowley
parla dell'opera nella sua autobio�:,�Tafia:

[l libro è uo tr311ato completo sul rnisticismo, espresso nel simbolismo pre­


scritto dalla devozione persiana. Descrive i rapporti tra Dio e l'uomo, e
!;piega come quest' ultimo pe rda la sua sost:anzial.e innocenza lm.'ciandosi
. .

ingannare dalle illusioni deUa materia. La sua religione cessa di essere


reale e diventa formale; egli cade nel peccato e perciò vieue punito. Dio gli
indica la via della rigeuernzione e lo conduce attraverso la vergogna e il
dolore fino al pentimento. preparando così. l'unione mistica che rende l'uo­
mo ai suoi privilegi originali, libero arbitri:<>, iromortaJjf:à. percezione della
Verità e coS'j vìa.

L'eccle.'liastico di Crowley, il ..reverendo P.D. Carey" {c'era stato un Carey tra i


.Piymouth Brethren deUa sua gioventù?), incluse nel suo saggio introduttivo i
seguenti versi:

La passione dell'uomo per la donna


può forse convenire a un ragazzo.
ma cosa del tutto sovrumana
è l'amore dell'uomo per l'uomo.
Lasciate solo che gusti il vitto!
Ne resterà preso corpo e anima
una vo.ha per tutte.
Qualunque cosa accada,
è per sempre legato all'aureo fine
dal.la gioia della sua vibrante spinn dorsale.

La selezione di poesie di ABDULLAH EL HA.Jl, chiamato EL QAHAR, "D

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LA TRAVERSATA DELLA C[NA 105

Conquistatore", inizia con m1a breve dkhiarazione che rivela la nattma delle sue
rifles ioni:

Quando nd'fai la penna dei miei peos.iel:i nel caJamaio deU'imn:mginazione,


assaporai Ja beatitudim.� di AUah; e ritir.mdola, vidj la Notte e il Vuoto
come un tut·biuoso nulla. Ma era solo H podice di Habib, che EL QAHAR
vorrebbe possedere più d.i quanto desideri l'univeso.
r

GU APPROCCf

Cosa può dare l'uomo in cambio delle gioie del podice? Non esiste nulla
in !rdl1, o in altri lu.ogbj della terra, eli cui valga la pena parlare al rigunrdo.
l tesori del Sole e della Luna non possono t.'"Ssere paragonati ad esso; se
anche qualcuno vi offrisse le stelle, esse non porrebbero eguagliare neppu�
re la gioia dei primi sfrègameuti del membro contro il suo orifizio.

D desiderio del f-anatico è gerurre via la propria vita ai piedi dcl Cielo; ma
per il tuo podice potrebbero essere gettati vi.a il cielo e la vita insieme; e
tutte le perfezioni di Allah non valgono la sua perfezione del tuo p odice.

Perciò, chi riesce a immergervi il suo membro non offre nulla, ma al con­
trario impiega nel modo pii) vantaggioso tutto quello che ha, anche se nella
Ricerca ha dimenticato di averlo, non apprezzandolo. Chi agisce in questo
modo, otlemì. certamente di entrare nel ruo letto.

Se soltanto vedrà le tue natiche agitarsi sotto la tunica mentre. cammini,


l'uomo saggio abbandonerà ogni altra mira.

Tutto questo El Qahar ha ottenuto; penamo, protenderai verso dì lui le rue


natjche dilatando quel bocciolo di rosa, iJ tuo podice .

11 membro di El Qahar sguazzerà in esso come un bufalo indiano a mez7..o-


giomo oetl'acqtùtrino mel.moso.

Avvicinati, Habib, è dal tramonto che non vieni sodomi.zzato. il .membro di


El Qahar è eretto e teso come uu vigoroso .stallone, prima che scenda la
notte sarai sodomizzato cinque volte.

IL MIRAGGIO

In amore tu sei perfetto, Hablb, perché ieri, quatldo d ho .fatto perouotere


dagli eunuchi per mettere alia prova la tua virtù, oon hai gridato di dolore.

Completamente perso nel nostro amore, pensavi so.lo al mio membro.


ignorando fe percosse; né i colpi, per quanto violenti, potevano distoglier­
ti dnlJ' a.ffetlo che provi per me.

Eri inconsapevole di essere percosso perché gridavi: "Spingi più forte e più
a fondo, o Maestro!", benché il mjo membro fosse lontano daJ tllo podlce
e iJ:nmerso nell'avida e muscolosa vulva dj una concubina dagli splendidi
seni, duri come membri eretti.

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