Sei sulla pagina 1di 1

Un condensatore a facce piane e parallele, a cui è applicata una differenza di potenziale ∆V = ξ V, possiede una carica

pari a Q = 7 µC.
 (a ) Che lavoro è stato necessario compiere per caricare il condensatore? (b ) Se le armature sono distanti
1
l = 10 − 100 ξ mm qual è la forza con cui esse si attraggono?
Lavoro [J]:
Forza [N]:

o .it
ib
un
@
Esercizio e_es_11, Fig. 1.

Il lavoro necessario per caricare il condensatore è pari all’energia potenziale elettrostatica E accumulata nel condensatore

lli
carico:

a
1 Q2
L=E =

.g
2 C
dove la capacità C è la costante di proporzionalità tra la carica Q sulle armature e la differenza di potenziale ∆V tra le due
armature:
o
ic
Q
C=
en
∆V
Si ha pertanto:
om

1 Q2 1 Q2
L= = Q
2 C 2 ∆V
,d

1
L= Q ∆V
2
12

Per calcolare la forza con cui si attraggono le armature, consideriamo il lavoro elementare necessario per portare le
armature dalla distanza l alla distanza l + dl. Tale lavoro elementare si può scrivere sia in funzione della forza e dello
20

spostamento, sia in funzione della variazione dell’energia potenziale elettrostatica:


/L = F dl
´
d dE
⇒ F =
zo

/L = dE
d dl
Per un condensatore a facce piane e parallele, la capacità si scrive, in funzione della superficie S delle armature e della
ar

loro distanza l, come:


S
m

C = ε0
l
per cui:
23

Cl
S=
ε0
©

Avremo pertanto:
1 Q2 1 Q2 l
E = =
2 C 2 ε0 S
dunque:
dE 1 Q2 1 Q2 1 Q2 1 Q2
F = = = = = Q
dl 2 ε0 S 2 ε0 Cε l 2Cl 2 ∆V l
0

Infine:
1
F = Q ∆V
2l

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.