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Un elettrone, all’istante t = 0 s, viene sparato nel vuoto, lungo l’asse delle ascisse, con velocità iniziale v0 = ξ · 105 m/s,

come mostrato in figura. A una distanza d = 5 mm si trova un condensatore piano a facce parallele distanti fra di loro 2d. Il
condensatore è lungo L1 = 75 mm e il campo all’interno vale E = 5 kN/C. A una distanza L2 = 10 cm dal condensatore si
trova una parete. Trascurando gli effetti di bordo del condensatore, trovare le coordinate del punto di impatto dell’elettrone
rispetto al sistema di riferimento adottato in figura.
Si ricorda che la massa dell’elettrone vale me = 9.109 · 10−31 kg e la sua carica vale qe = −1.602 · 10−19 C.
Ascissa del punto d’impatto [m]:
Ordinata del punto d’impatto [m]:

Esercizio e_es_15, Fig. 1.

Poiché non agiscono forze nella direzione dell’asse delle ascisse, la coordinata x dell’elettrone, in funzione del tempo, è
data semplicemente da:

x (t) = v0 t

Per quanto riguarda invece lo spostamento dell’elettrone nella direzione delle ordinate, occorre distinguere 3 diverse fasi
del moto dell’elettrone:

1. Prima di entrare nel condensatore, ovvero nell’intervallo di tempo:

d
ï ò
[0, t1 ] = 0,
v0

l’elettrone non è soggetto a forze in direzione y, per cui, essendo nulle pure la componente della velocità in direzione y
e la coordinata y iniziale, si ha:

d
ï ò
y (t) ≡ 0, t ∈ 0,
v0

2. Successivamente l’elettrone entra nel condensatore e vi rimane fino all’istante:


L1 d L1
t2 = t1 + = +
v0 v0 v0

Nell’intervallo di tempo:

d d L1
ï ò
[t1 , t2 ] = , +
v0 v0 v0

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
l’elettrone è soggetto alla forza elettrostatica diretta verso la direzione positiva dell’asse y (cioè verso l’armatura positiva
del condensatore):

F~e = qe E̂

dove qe è la carica dell’elettrone ed E è il modulo del campo elettrico all’interno del condensatore.
L’accelerazione dell’elettrone entro il condenzatore è perciò:

F~e qe E
~ae = = ̂
me me
dove me è la massa dell’elettrone.
La coordinata y dell’elettrone all’interno del condensatore è data perciò da:

1 d 2 d d L1
Å ã ï ò
y (t) = ae t − , t∈ , +
2 v0 v0 v0 v0

Occorre a questo punto controllare che nel suddetto intervallo di tempo l’elettrone non abbia urtato l’armatura superiore
del condensatore. L’armatura si trova alla coordinata y = d e l’elettrone raggiunge eventualmente tale coordinata
all’istante ti dato dall’equazione:

1 d 2
Å ã
y (ti ) = d ⇒ a e ti − =d
2 v0

Risolvendo si ha:
€
d 2 2d d 2d
Å ã
ti − = ⇒ ti = +
v0 ae v0 ae
»
2d L1
Se ti ≤ t2 , ovvero se ae ≤ v0 allora l’elettrone colpisce l’armatura superiore del condensatore. In tal caso le
coordinate del punto di impatto sono:
 € ! €
 xi = v0 ti = v0 d + 2d = d + v0 2d
 €
2d L1
v0 ae ae , ≤

 ae v0
yi = d
»
Se invece risulta ti > t2 , ovvero se a2de > Lv01 allora l’elettrone non colpisce l’armatura superiore del condensatore ma
esce dal condensatore e colpisce la parete di fronte.

3. Se l’elettrone esce dal condensatore, una volta uscito non è più soggetto ad alcuna forza, per cui si muove di moto
rettilineo uniforme. All’istante t2 = vd0 + Lv01 in cui l’elettrone esce dal condensatore, le sue coordinate sono:

d L1
 Å ã
 x 2 = v 0 t2 = v 0 v + v = d + L1


0 0
ã2
d 2
Å ã2
 y 2 = 1 a e t2 − d 1 d L1 1 L1
Å Å ã

= ae + − = ae

2 v0 2 v0 v0 v0 2 v0

e la sua velocità è:

 v2x = v0

d d L1 d L1
Å ã Å ã
 v2y = ae t2 − = ae + − = ae
v0 v0 v0 v0 v0

Uscito dal condensatore, per raggiungere la parete l’elettrone impiega il tempo:


L2
∆t = t3 − t2 =
v0

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
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in altre parole l’elettrone raggiunge la parete nell’istante:
d L1 L2
t3 = t2 + ∆t = + +
v0 v0 v0

Le coordinate del punto di impatto saranno perciò:

d L1 L2
 Å ã
 i
 x = v t
0 3 = v 0 + + = d + L1 + L2
v0 v0 v0

Å ã2
 yi = y2 + v2y ∆t = 1 ae L1 L1 L2 a e L1 L1
Å ã

 + ae = 2 + L2
2 v0 v0 v0 v0 2

Concludendo:
 €
 2d €
x = d + v
i 0 2d L1
ae , ≤
 a e v0
yi = d

 x i = d + L1 + L2
 €
2d L1
a L L1 , >
Å ã
 yi = e 2 1 + L2 a e v0
v0 2

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