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In una data terna cartesiana (x, y, z), un piano indefinito conduttore Π = {(x, y, z) ∈ R3 ; z = 0} è mantenuto a potenziale

uniforme nullo V ≡ 0 rispetto a terra. Nella stessa terna cartesiana, nel punto P+ (0, 0, h), con h = 3 cm è posto una particella
elettrizzata con carica elettrica q = 10 nC. Determinare la densità superficiale di carica elettrica σ(0, l, 0), indotta dalla carica
puntiforme sul piano conduttore nel punto P ′ (0, l, 0), con l = ξ cm.
 
Densità superficiale di carica σ nC/m2 :

P
q
h
V=0 Pɂ Π y
x⊙
O l
Esercizio e_es_28, Fig. 1.

Il sistema considerato non cambia se è ruotato attorno all’asse z e pertanto ha simmetria cilindrica. Pertanto può
essere descritto più semplicemente utilizzando le coordinate cilindriche (ρ, θ, z) invece delle coordinate cartesiane (x, y, z),
dove le relazioni dirette e inverse tra le coordinate cartesiane e quelle cilindriche sono:
 p
2 2
x = ρ cos θ  ρ = x + y
®
y
y = ρ sin θ  θ = arctan
x

Le linee di campo del campo elettrico E ~ debbono avere tutte origine nella carica puntiforme q, mentre, per una
ben nota proprietà dei conduttori, esse devono essere perpendicolari alla superficie del piano conduttore (altrimenti
la componente del campo elettrico parallela al piano muoverebbe i portatori liberi di carica presenti nel conduttore lungo il
piano contraddicendo la condizione di staticità). Pertanto le linee di campo del campo elettrico E ~ devono avere l’andamento
qualitativo mostrato in Fig. 2. Le linee sono ovviamente simmetriche per rotazione attorno all’asse z.
Per risolvere il problema si ricorre a un artificio, detto metodo della carica immagine. Si cerca un problema di facile
soluzione la cui soluzione possa essere utilizzata in parte per risolvere il nostro problema. Il problema, di facile soluzione,
nel nostro caso, è quello di una particella elettrizzata con carica positiva q e di una particella elettrizzata con carica negativa
−q, detta carica immagine (le due cariche sono uguali in modulo), poste entrambe sull’asse z alle coordinate P+ (0, 0, h) e
P− (0, 0, −h) rispettivamente (Fig. 3). Poiché il piano Π di equazione z = 0 interseca perpendicolarmente il segmento P+ P−
congiungente le due cariche nel punto di mezzo O, le linee del campo elettrico E ~ risultano sempre perpendicolari a tale piano
per simmetria. La parte delle linee di campo che stanno al di sopra del piano (z > 0) è la stessa nei due problemi.
Per le condizioni al contorno “miste” che stiamo considerando (è fissato il potenziale V del piano e la carica elettrica q della
particella puntiforme) si può dimostrare che vale ancora un teorema di unicità, per cui la soluzione della carica immagine è
l’unica soluzione del nostro problema.
Per risovere il problema proposto (Fig. 2) affrontiamo quindi il problema di Fig. 3. Il potenziale prodotto dalle due
cariche di Fig. 3, per il principio di sovrapposizione, è la somma dei potenziali coulombiani delle due cariche, ciascuno
1 q
di forma V (r) = 4πε 0 r
, ovvero, in un generico punto P (ρ, θ, z), essendo P+ (0, 0, h) e P− (0, 0, −h):

1 q −q
Å ã
V (ρ, θ, z) = + =
4πε0kP − P+ k kP − P− k
Ñ é
1 q −q
= » +»
4πε0 2
ρ + (z − h)
2 2
ρ + (z + h)
2

Come ci attendevamo per motivi di simmetria, il potenziale V non dipende dalla coordinata θ, ma soltanto da ρ e da z.

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
utilizzato ai termini di legge da altre persone o per fini non istituzionali. In particolare è fatto divieto di riproduzione in copie multiple,
distribuzione, commercio e comunicazione al pubblico senza l’autorizzazione dell’autore.
Essendo, per definizione E~ = −∇V ~ , la componente z del campo elettrico (la sola componente diversa da zero sul piano
Π), in un punto generico P (ρ, θ, z) vale:

∂V
Ey (ρ, θ, z) = − (ρ, θ, z) =
∂z
á 1
−q » 2 (z − h)
2 2
1 2 ρ + (z − h)
=− 2
4πε0 ρ2 + (z − h)

1 ë
q » 2 (z + h)
2
2 ρ2 + (z + h)
+ 2 =
ρ2 + (z + h)

Ö è
1 q (z − h) −q (z + h)
= ó3 + î ó 32
4πε0 î 2 2 2
ρ2 + (z − h) ρ2 + (z + h)

Sul piano Π (z = 0) si ha:


Ç å
1 q (−h) −qh
Ey (ρ, θ, 0) = + =
4πε0 [ρ2 + h2 ] 23 3
[ρ2 + h2 ] 2
1 qh
=−
2πε0 [ρ2 + h2 ] 32

A partire dal campo elettrico E ~ sul piano Π siamo in grado di determinare la densità superficiale σ del piano applicando
la legge di Gauss alla superficie cilindrica Σ di sezione infinitesima dS mostrata in Fig. 4, avente la base inferiore all’interno
del piano conduttore. Essendo il campo elettrico E ~ perpendicolare al piano Π, le sue linee di campo non attraversano la
superficie laterale del cilindro Σ (il cilindro è un tubo di flusso per il campo elettrico), per cui il flusso del campo elettrico
attraverso la superficie laterale di Σ è nullo. Poiché inoltre la base inferiore del cilidro si trova all’interno del conduttore e
perciò in assenza di campo elettrico, anche il flusso del campo elettrico attraverso la base inferiore è nullo. Il flusso del campo
elettrico attraverso la superficie chiusa del cilindro Σ si riduce pertanto al flusso attraverso la base superiore dφ = Ey dS.
D’altro canto la carica contenuta nel volume del cilindro è pari a dq = σdS. Per la legge di Gauss si ha:
dq
dφ =
ε0
σ dS
Ey dS =
ε0
σ
Ey =
ε0
σ = ε 0 Ey

Avremo infine:
1 qh
σ = ε0 Ey = −ε0
2πε0 [ρ2 + h2 ] 32
qh
σ=− 3
2π [ρ2 + h2 ] 2

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
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Esercizio e_es_28, Fig. 2.
r
E
dφ = E dS

− − − − −− −− −−−− −

dq = σ dS
σ(x,y)

Esercizio e_es_28, Fig. 4. Esercizio e_es_28, Fig. 3.

Prof. Domenico Galli, Dipartimento di Fisica. Il presente materiale didattico è riservato agli studenti dell’Università di Bologna e non può essere
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